ANTITRAGICA

ANTITRAGICA

Commedia in tre atti

Di FEDERICO V. NARDELLI

FABRIZIO SARAZANI

Rappresentata con grande successo da Renzo Ricci

PERSONAGGI

MARCO CIABATTA

LA SIGNORA MADDALENA

LIVIO

TITI

YVONNE

GASPARE

GIAN PIERO ESPOSITO

MARCELLO RUMBA

GABRIELLO RUMBA

SAVERIO BURIA

COMMENDATOR TRULLI

BERNARDINO MELODIA

INCUBO

GELTRUDE

Di questa commedia Mario Intaglietta ha scritto nel giornale La gazzetta del popolo..

La commedia, arditissima e fin troppo intelligente, ha dapprima sconcertato il pubblico, poi l'ha interessato, in ultimo avvinto e convnto. E gli applausi sono echeggiati pi e pi volte, diffidenti e sonori, sospettosi ed entusiastici. In questo successo - discorde pur nella pienezza del con senso - racchiuso il significato del lavoro: ohe nuovissimo come ispi razione e vitalit, ma letterario co me sviluppo e contenuto. NardelU e Sarazani hanno voluto reagire con tro il teatro di Pirandello, contro il pessimismo in arte, contro le ideolo gie astruse ed astratte. E sono partiti a fondo, senza badare se la stoccata li copriva e li poteva esporre alla botta e risposta. Gesto nobile e gio vanile, gagliardo e impetuoso. Ma, partiti con la lancia in resta contro il teatro cerebrale, hanno composto una commedia cerebrale. E spinti dalla foga, sono rimasti impigliati proprio in quelle tesi che volevano distruggere con l'ironia e la satira. La commedia audace. E d ragione a Pirandello!, perch porta i protago nisti della favola ad accettare la real t del loro soffrire per cercare una via di uscita al dramma che li tormenta. Abbiamo avuto cos una bella sera, ta, intelligente, vibrante, appassiona ta e di ci dobbiamo essere grati agli autori ed agli attori che hanno recitato con scatto e lucidit. Specialmen te espressivi Gino Cervi, Ada Montereggi, Nini Cordini, Egisto Olivieri. Ottimo Renzo Ricci, sempre intona to nella sua recitazione sobria e misurata,

ATTO PRIMO

Nella casa di Marco Ciabatta, la mattina del suo funerale.

La camera da pranzo, vasta e modesta. Alla parete centrale due stampe colorate raffiguranti scene dell'Otello. Una finestra a destra. Una porta al centro. Una porta contro la parete di sinistra, aperta, dalla quale si scorge il letto del morto di cui si vedono i piedi enormi, da reclame, in mezzo a due ceri accesi.

Al levarsi della tela giorno. Presso la finestra, seduto, sta Gabriello Rumba, in un atteggiamento di uomo sopraffatto dalla stanchezza della veglia notturna. Presso il tavolo due corone mortuarie.

La serva Geltrude alta, grassa e robusta, 28 anni. Volto acceso da colori sani, pettoruta e gioviale. Parla in dialetto abruzzese.

Gabriello Rumba, pallido e smilzo, gote incavate, ha gli occhi pieni di spavento, una voce stridula ed infantile.

Geltrude - Signor Gabriello, una tazza di latte caldo ed un uovetto fresco le far bene. Sembra lei, il morto, dopo questa veglia! Ha una salute timida!... Se vedesse che faccia ha stamattina!... Hanno fatto male a farlo stare in piedi tutta la notte!... Certe cose devono farle gli uomini forti.

Gabriello - Un omaggio, stato un omaggio!... Il povero signor Ciabatta era un uomo veramente esemplare... Un amico vero!... La signora Maddalena dorme ancora?

Geltrude - Dormono ancora tutti. Pare che abbiano dimenticato la disgrazila.

Gabriello - Dormono tutti?! Ma come si pu dormire quando c' un morto in casa?

Geltrude - Lui, qui, per loro era una bestia da fatica. Io sola ho conosciuto i pregi del signor Marco. Vede: nei mesi di estate, quando tutti partivano per la villeggiatura, e si restava soli - io e lui - questa casa diventava silenziosa come un convento... Un uomo raro! Preciso come un orologio!

Gabriello - E' stata un inferno la sua vita!

Geltrude - L'hanno tradito tutti, meno io - la serva - come dice quella smorfiosa della signorina Tit!... Un martire. Nessun padre e nessun marito al mondo sarebbe stato capace di sopportare le vergogne che ha patito ludi. Una figlia pazza, per non dire peggio, che scappa di casa con un ballerino del Variet e ritorna a rivedere il padre morto!... E l'altra, la distinta signorina Tit, sembra un maschio, dipinta come un burattino... I figli, come le sorelle!... L'ha veduto, lo scrittore, il drammaturgo? Neanche una lacrima! Ha sbadigliato... ha sbadigliato e non ha pensato che alla sua salute, ai suoi nervi : ce Geltrude, uno zabaione!... Geltrude, un caff!... . Questa si pu chiamare una famiglia? Lo dica, lo dica lei, che passa la sua vita tra le anime innocenti, a fare il maestro di scuola elementare? E' una moglie, la signora Maddalena? Sono figli, queste canaglie? Quello che partito, in tanti anni che lontano ha scritto tre lettere! Capisce, tre lettere?... Lei buono! Non sa vedere! Ma suo fratello, suo fratello qui ha una parte di comup licita!...

Gabriello - Geltrude, non dica tutte queste cose! Intanto Marco Ciabatta ha finalmente trovato la pace sua!...

Geltrude - Neanche da morto, neanche da morto, che ieri liticavano davanti alla salma.

Gabriello - Per carit, Geltrude, la smetta! Non vede in che stato di commozione mi ha ridotto questa nottata? Io poi, non posso e non debbo permetterle di sparlare di mio fratello e della signora Maddalena!

Geltrude - Lo convinca lei suo fratello ad abbandonare quella strega.

Gabriello - Per piacere, Geltrude, mi risparmi queste allusioni. Io non voglio sapere niente. Io ho pena di tutti: dei buoni e dei cattivi! Anche della signorina Yvonne...

Geltrude - S, bella signorina !

Gabriello - (c. s.) Anche di lei, poveretta, cos bella, cos fragile, con una creatura senza nome, gi madre!... Piet... piet idi tutti... buoni e cattivi!...

Geltrude - Cattivi, la madre e i figli!... Veda: questa la verit: la signorina Tit innamorata pazza di suo fratello. Questa la vergogna: di suo fratello ohe l'amante della madre!

Gabriello - Ma lei pazza!

Geltrude - Sana! sana! (e si batte le mani sulle coscie) Grasso e ciccia! E cuore e occhi che vedono tutto!... Innamorata dell'amante di sua madre!

Gabriello - Intanto io non le so credere. Ho troppa stima di mio fratello e della signora Maddalena.

Geltrude - Ed anche dell'artista, lei ha stima? Lo sa che ha detto ieri alle sorelle e alla madre, davanti al padre morto: Oh, pi sarete capaci d'inventare intrighi e pi sar contento! . La sua arte!... Un boia, di sasso!...

Gabriello - (levandosi da sedere) Per carit, Geltrude, la smetta! Io non posso ascoltare certe brutture! Io sono un uomo onesto! Davanti allo spettacolo della signorina Yvonnc che torna dopo sei anni nella casa del padre, per rivederlo da morto, e chiedergli perdono della sua fuga e della sua perdizione, ebbene, davanti a quello spettacolo io ho sentito il sapore del cuore nella gola!...

Geltrude - Per lei la guarda con certi occhi!

Gabriello - Ma che dice mai, Geltrude?

Geltrude - Me ne sono accorta ieri mentre usciva; lei le teneva gli occhi appiccicati ai fianchi!

Gabriello - Ma adesso, basta: Mi dia una tazza di latte caldo ed un uovo fresco, da bere. Le gambe mi sono diventate d'elastico e sento ancora alla gola l'acre lezzo che emana purtroppo il signor Marco. Le assicuro, Geltrude, io sono veramente sfinito! Io voglio bene a tutti. Proprio a tutti. A lei, Geltrude, come alla signora Maddalena. A tutti! Forse sono ridicolo. Veda: i miei colleglli mi chiamano l'uomo inerme . Se uno mi pesta un piede io gli offro l'altro piede per farlo pestare come il primo. Mi piace esser buono! E' la mia passione anche perch nessuno stato buono con me!... Lei, Geltrude, certe cose non pu capirle! Lei avvelenata da questo ambiente... lei come mio fratello, come tutti! Io sono inerme, e stanco, stanco di compassione e d emozioni pur avendo recitato in questa famiglia la trascurabile parte d'una comparsa. Mi dia dunque una tazza di latte e non mi racconti pi nulla. Io non voglio sapere niente. Voglio soltanto una tazza di latte caldo e un uovo... un uovetto, se possibile e se non reca eccessivo disturbo!...

Geltrude - (a voce commossa) Tra poco verranno per portarlo via, sar un funerale di prim'ordine. Il maestro Bernardino Melodia diriger la banda...

Gabriello - Geltrude, mantenga la promessa: vorrei una tazza di latte caldo!

Entrano Bernardino Melodia - Incubo in uniforme di bandista, il quale porta il tamburo - Livio Ciabatta.

Bernardino - Tristissima cerimonia, amici miei, quando si tratta di un amico fraterno.

Incubo - (balbuziente) E' mobilitata tutta la banda. E' da stamane all'alba che corro per riunirli.

Livio - Certo un bell'onore!

Bernardino - Un dovere, per noi che lo conosciamo da anni. La statua dell'impiegato modello! La sua tomba dovrebbe raffigurare una scrivania. Se questa mattina fosse giunto in ufficio lo stesso, vestito come adesso, da morto, i colleglli non avrebbero provato nessuno spavento.

Livio - La sua vita stata quella di una talpa: di una talpa innocente.

Incubo - Dunque lei figlio di una talpa?

Gabriello - Con quali musiche lo accompagneremo al cimitero?

Incubo - Ecco... veda... tutta questione di pelle ... sonoro a secondo dell'animale! Il mio tamburo uno strumento umano, costruito con la pelle. Voce profonda, armoniosa! Ma occorre, per renderlo vivo, arte di braccia, ritmo. Oggi poi non d'accordo. Come se avesse i nervi. Meno tirato... pi tirato... Ascolti... Ascolti! (E fa la prova).

Melodia - (facendolo smettere) Anche di notte fa la prova. Incubo di nome e di fatto, vive per il suo tamburo. Quasi nato per lui!

Incubo - Un animale... Il progresso l'ha lasciato come ai tempi preistorici, potrebbe chiamarsi il padre di tutti gli strumenti. Adamo suonava il tamburo, Caino un pi-pi-piffero.

Melodia - Lui il capotamburo, adibito alla cura degli stromenti.

Incubo - Ho inventato...

(Sopraggiunge Saverio Burla, collega di ufficio, in stifelius e bombetta. Parla in tono d'enfasi, tutto gesti e commozione).

Saverio Burla - Oh, maestro... (A Lugi, scusandosi di non averlo salutato per primo) Mi perdoni... mi perdoni... (Volta uno sguardo alla camera del morto e dice;) Fratelli, ora mai, eravamo diventati E' come se avessimo vissuto per tanti anni in una cella di prigione. Si respirava la stessa aria per otto ore al gior no! Che uomo! Che impiegato! Una statua di puntualit! La penna per lui era diventata un sesto dito. Se gli si rompeva il pennino, era come se gli si spezzasse un'unghia. Oh, se. la merita la banda dietro il funerale! A parer mio bisognava seppellirlo sotto la carta dei suoi libri-mastri e non sotto terra. Figuratevi che il direttore ha dato vacanza per tutta la mattina, in segno di lutto e verr ai funerali. (Gli astanti, seccati, dopo aver dato segni di noia, lo lasciano solo). Lo sapete come ha detto ieri all'usciere che gli annunciava la morte di Ciabatta? Lo seguir a piedi fino all'ultima dimora! . Parole inverosimili quando si sentono pronunciare da un uomo rigido come il commendator Trulli, capace di licenziare un impiegato che sternu-tisce in sua presenza. (S'accorge d'essere solo e corre dietro agli altri),

(Entrano Yvonne e Tit, mentre Melodia, Incubo, Burla, sono nella stanza del morto).

Livio - Sei vestita per una festa da ballo e non per un funerale. Si poteva dare almeno un giorno di riposo a questa vostra indecenza.

Gabriello - Cercate di' essere calmi, almeno oggi!

Yvonne - (urlando agitata) Io sono calma. Lo dica a loro! Io ho la coscienza tranquilla.

Tit - La vergogna, la vergogna nostra tu non la consideri?

Yvonne - La vostra, non la mia: l'ho pagata assai la mia fuga : c' un figlio!

Livio - Oh, suo! Suo e di tanti altri! (Pronunciato piano) Una madre e quindici padri.

Yvonne - Ma che razza d'artista sei, tu? Che ti hanno messo al posto del cuore?

Tit - Un calamaio! Mica ha il sangue, quello, nelle vene; inchiostro nero come la sua perfidia!

Gabriello - Ma, signori, c' il morto. Smettetela con queste vostre inutili cattiverie!

Yvonne - Le sue...

Tit - Le sue...

(Entrano la madre e Marcello Rumba).

Maddalena - Mostri! Tutti mostri e non figli miei!

Livio - E tu, tu chi sei, se noi siamo mostri? Non forse questa l'educazione che ci hai dato?

Gabriello - Dignit, per oggi! Non vedete che ci sono i colleghi d'ufficio?

Marcello - Almeno per questa circostanza cercate d'aver piet di questa povera donna.

Livio - (ironico) ... Che ha dormito tranquilla per tutta la notte.

(Rientrano i colleghi d'ufficio, silenziosi, i quali vedendo Maddalena, le fanno ala per farla passare in camera del morto, Maddalena lascia il braccio di Marcello, prepara il fazzoletto ed entra con passo da regina in camera del morto; mentre il breve corteo si chiude alle sue spalle si ode l'esagerato scoppio di singhiozzi di Maddalena. Breve perplessit dei rimasti, i quali sospendono la discussione).

Livio - Ed proprio lui - Marcello - a difenderla, come se quei signori non capissero che razza di amicizia la sua!

Yvonne - Ma quando finir questa tua amarezza?

Tit - Quando ci avr visto crcpare tutti di rabbia!

(Geltrude, rientrando con il vassoio del latte per Gabriello si siede presso la soglia e si asciuga gli occhi con il grembiale. Gabriello, che alla vista del latte si avvia verso Geltrude, viene fermato da Livio).

Livio - L'ha visto lei l'amore di quelle? Hanno lasciato lei per tutta la notte a vegliare.

Gabriello - Ecco veda... veramente... un po' di stanchezza... ma l'ho fatto volentieri.

Yvonne - (prendendogli il viso fra le mani) Chi l'ha scelto per la veglia?

Tit - L'ha scelto Mamm.

(Gabriello cerca d'avvicinarsi verso il latte: Yvonne lo ferma di nuovo).

Yvonne - Ma non capace di difendersi? Ma perch cos?

Gabriello - (arrossendo) Oh, signorina...

Yvonne - A che cosa pensa?

Geltrude - Signorino!...

Gabriello - Ecco, io sono un po' stanco...

Livio - (distogliendolo dal cibo) Vorrei che anche lei capisse quello che succede qui dentro. La smetta una buona volta dii fare la persona educata! Da noi l'educazione serve a nascondere la verit. Suo fratello maestro in questa specie di ce nasconderella ! Per Carit, non si lasci illanguidire dalle svenevolezze di mia sorella Yvonne. Quella la sa lunga! Veda: io le cose le dico chiare, io capisco tutto: le consiglio dunque di non prenderla sul serio, questa ballerina!

Yvonne - Bellerina? E non ti vergogni di aver avuto una sorella ballerina?

Livio - Io non ini vergogno di niente! E' come se un muratore si vergognasse della terra e dei mattoni. Cerca di capirmi: io non mi vergogno di niente! Mi servo di voi e sar capace di farvi liticare ancora per molto tempo, per anni!...

Gabriello - Tutto ci mostruoso! Al mondo un figlio eome lei non esiste!

Livio - Ipocrisia! Tutta ipocrisia! Anche la sua con quella faccia da complice. Ma la finisca una buona volta! Lei sa la parte che recita suo fratello Marcello in questa casa?

(Marcello, congestionato, ha un movimento istintivo di offesa e si fa avanti quasi che volesse assaltare Livio. Ma al momento, conscio della situazione si trattiene. Questo suo gesto di con-tenersi e d'ingoiare l'offesa colto dalla madre - Maddalena - la quale proprio in quell'attimo ricompare sulla soglia seguita dai tre. Maddalena entrando dignitosamente nel battibecco, si avvicina a Marcello e appoggiandosi al braccio di lui):

Maddalena - L'amico amico della mia vita!

Bernardino - (avvicinandosi a Gabriello) Vorrei dirle due parole! Sa, mi scusi! Ma io ho l'impressione che lei s'intenda di musica.

Gabriello - Ecco, veda, veramente... in questo momento...

(La serva si leva di nuovo in piedi come per offrire il latte).

Bernardino - Sa... urgente... urgente... ma questione di due parole!... Tanto per intenderci d'accordo sul programma da svolgere.

(La serva si risiede. I parenti si accostano alla soglia della camera funebre gesticolando. Entra da destra il ragazzino Giuggiola il quale va dalla serva e si beve il latte di Gabriello. Giuggiola, appena sorbita la tazza, si avvicina al tamburo che Incubo ha posato in terra sul lato destro e lo porta via uscendo per la porta di destra).

Bernardino - Sa, in questo momento non il caso di intrattenere questi poveri parenti, questi derelitti, sulla questione prettamente musicale. Ma d'altronde io sono costretto a fare una cernita...

(Incubo si avvicina ai due cercando il tamburo, naso in fuori (peperone), alla parola cernita si ferma in aria di curiosit. Melodia crescendo ancora di tono, perch ascoltato dal sottoposto...)

Bernardino - ... la cernita si impone in quantoch il nostro programma ben vasto.

Incubo - (sempre tartagliando) 260 pezzi! Pezzi celebri!...

Gabriello - Ma io non ho competenza... E poi sono veramente in uno stato di profondo abbattimento. (E guarda il posto lasciato vuoto dalla serva)

Bernardino - Ma lei dunque non sa che verr pure il Commendator Trulli, l'insigne direttore dell'ufficio! Quello ha una vera competenza in fatto di musica. Suo figlio suona il mandolino.

Gabriello - Ecco, veramente, questo io non lo so!... L'importanza della musica al funerale!... Mi dica dunque, pu avere degli effetti conciliativi negli animi turbati dei parenti? Le consiglio musiche dolci... Possibilmente napoletane!...

Melodia - (esterrefatto) Napoletane? Ma che dice! Napoletane?

Incubo - Ci vogliono delle musiche a ritmo funebre... Il tamburo, padre di tutti gli' strumenti... Adamo suonava il tamburo, Caino un piffero fatto con la tibia di Abele...

(Melodia trae dalla tasca posteriore la lista delle musiche - due fogli incollati uno sopra l'altro - e la d in lettura a Gabriello. Gabriello accomodandosi gli occhiali comincia a leggere).

Incubo - ...la pelle... la colpa non sta nelle chiavi... sono di ferro... la colpa della pelle. (Accostando e allontanando ripetutamente le mani aperte con la palma in gi e le dita divaricate) La pelle!... Tira... non gita ferma... La bestia morta, ma la pelle tira... (Ai segni di noia di Melodia, Incubo cerca un altro ascoltatore e gira su se stesso, inebetito, sempre ripetendo il suo gesto e con la mosset-ta caratteristica della testa, di chi tartaglia un poco, dicendo:) La pelle... la pelle!...

(Gabriello fermando il dito su un punto della lista:)

Gabriello - Faccia lei, Maestro...

Bernardino - Mi dia il suo parere! Lei conosce meglio di me i gusti della famiglia...

Gabriello - ... Ma io...

Bernardino - Scelga! Scelga!

Gabriello - Be', vediamo. (Leggendo con gli occhi nel foglio) Marcia nuziale di Mendhelsson... Oh, mio Dio, nuziale! (e riabbassa gli occhi a leggere) Sarabanda (fa una faccia interrogativa) ... Che cosa questa ce Sarabanda? ...

Bernardino - (distratto da Incubo che gli chiede notizie, a gesti, del suo tamburo, si volta) Oh, la banda, ottima;; garantisco l'esecuzione!

Gabriello - No... Sarabanda !

Bernardino - Macch Sarabanda ! Ci vuole un pezzo pi adatto. Legga ancora!

Gabriello - (c. s.) Be'!... Valtzer della vedova allegra. Questo no!...

Bernardino - Ma legga... legga ancora!

(Gabriello fa spiovere la parte di foglio gi letta; si mette una mano sullo stomaco a comprimere il languore; e prosegue nella lettura)

Gabriello - (c, s.) Passo doppio... Come sarebbe a dire il passo doppio?

Bernardino - Prosegua!... Una marcia! Prosegua!...

Gabriello - (leggendo c. s.) Marcia funebre del Crepuscolo .

Bernardino - Ah, ah! S, lei ha ragione. Apprezzo l'intuito... (confidenziale) .ma veda, ella ha posto l'indice, come suol dirsi, sopra un brano che per la sua peculiare armonizzazione abbisogna di essere provato in concerto. E... noi siamo stati chiamati cos, all'improvviso... Comprenda, signor Gabriello... La catastrofe stata imprevista... se il signor Ciabatta avesse avuta un'agonia pi lunga, pi dolorosa, povero uomo, avremmo potuto mettere in prova qualcosa!... Ma cos... Bisogna vedere ci che stato suonato pi di recente.

Gabriello - Allora me lo dica lei?

Bernardino - Ah, no, no! La scelta le compete!

Gabriello - (languido, ponendosi una mano sulla fronte) Che stanchezza! Be'... vediamo! Arenella... La Sciantosa... Marcia funebre.

Bernardino - Quale?

Gabriello - L'autore?

Bernardino - Gi.

Gabriello - Vladimiro Coli... pen... stok.

Bernardino - Ah, capisco... capisco! Ecco... veda... ricordo... questa appunto... potremmo suonarla... ma giusto manca l'ottavino... (Pausa) L'ottavino tutto! Lei conosce la Marcia? - Pirul... Pirul... (Muovendo le dita, come se suonasse l'ottavino).

Gabriello - Per carit! (Indicando la camera del morto).

Bernardino - L'asslo... si ricorda l'asslo? Pirul... pirul... Magnifico per l'ottavino! Ma l'ottavino non c'.

Gabriello - Non c'?

Bernardino - A letto... con la sciatica!... E i figli approfittandone gli hanno rotto ristrumento.

Gabriello - (rialza gli occhi con gesto interro, gativo, Bernardino col gesto gli intima di continuare) ... ce Andalusa ... ce Fox trott ... (Rialza gli occhi; nuovo gesto di Bernardino. Gabriello, con solennit:) ... I lombardi alla prima crociata . (Protende il foglio a Bernardino)... Ma siamo alla fine...

Bernardino - (conte offeso) E' finito? E' finito?...

Gabriello - (per scrupolo ficca gli occhi all'ultima riga) No; c' un'altra suonata!...

Bernardino - Quale?...

Gabriello - Tipperery (?) (Meravigliato) Ma questa?...

Bernardino - Oh, questa la sanno!

Bernardino - (impazientito) Ma, signor Melodia, non vorr mica accompagnare il morto col Tipperery ! E' una marcetta allegra!

Bernardino - Oh, piano, piano... Questo riguarda me. Cosa vuol dire allegra ?... In musica non c' niente di allegro! L'allegro un tempo, capisce? Un tempo, caro signore, niente altro che un tempo!! (Infervorato) Quando le dicono che una canzone fa piangere, si convinca che fanno piangere le parole della canzone. Lei tolga le parole tristi, le sostituisca con delle parole da ridere e sentir che la canzone la far ridere... Vuole un esempio?... Vuole un esempio?

Gabriello - No... per carit!

Bernardino - Se vuole, le passo tutte le opere celebri e gliele cambio in fox-trott.

Gabriello - Be', quando cos, faccia lei...

Bernardino - Oh, grazie, lasci fare a me... il tempo... tutto questione di tempo!... Penso io! (Si allontana altezzoso).

Saverio Burla - (correndo avanti e indietro) C' il commendator Trulli! C' il commendator Trulli!...

(Entra il commendator Trulli, tutti gli si fanno attorno. Meno Livio che rimane silenzioso presso la finestra in un atteggiamento estraneo ed assorto. Il Commendator Trulli e vestito di nero per l'occasione, rubicondo, dalla, faccia di abate soddisfatto di se stesso, dai modi cerimoniosi. Parla in un tono di voce pretesco, come dal pulpito. Ha un panciotto color canario, attraversato da una pesante catena d'oro tutta ciondoli; le mani piene di anelli e, in testa, una spropositata tuba).

Trulli (legge il discorso) Nessuno, quan to me, ha potuto apprezzare, valutare, conside rare la operosa esistenza dell'integerrimo Marco Ciabatta! Posso dire di lui, con il cuore tra- yfctMHMMJ HTMi"iT"rnfiiiiiTiiiimnnrini-nr--i -..-.-.-

boccante di pena e di rimpianto, (mettendo avanti l'indice e il medio della destra, aperta) due sole parole, due sole parole nelle quali orario... zelo... (s'accorge d'aver saltato le righe e riprende) il significato, la traduzione esatta della sua affaticata esistenza di impiegato modello: orario! zelo! Mai durante il lungo periodo del lavoro, Marco Ciabatta giunto in ufficio in ritardo. Orario, lo ripeto, e zelo, zelo militare, da sentinella della scrivania... Le sue cifre potrebbero riempire, lastricare una ipiazza... mai un errore... mai una macchia nei suoi libri mastri tenuti da lui candidi ed intatti... Ebbene, signori, signore, amici, io oggi ho perduto Ciabatta, colui che nel mio ufficio consideravo come una macchina preziosa...

Saverio Burla - (interrompendo, con un jil di voce) Bene! (E' zittito, con gesto di rimprovero, dal suo superiore).

Trulli - A ricordo della sua fatica ho disposto di dare in dono ai, suoi amati figli la scrivania dove lui ha trascorso seduto tanti anni, e l'ultima penna.

Livio - (staccandosi dalla finestra) Commendatore, lei ci vuol commuovere.

Maddalena - Questa la poesia di un uomo di affari, la quale tocca il cuore pi di quella di un poeta di professione. Attraverso le sue parole il mio fedele compagno ritorna vivo, (qui la voce frana in un singhiozzo) qua, tra noi...

(A questo punto si sente tramesltio in camera del morto e si sente la banda che suona Tipperery in tempo di marcia funebre. I personaggi in scena voltano la testa. C' una confusione sulla scena. Il commendator Trulli si fa avanti prendendo sotto il braccio la signora Maddalena).

Trulli - Coraggio, signora, coraggio. (Portano via il morto. Tutti entrano nella camera del morto fino a che la scena e la camera rimangono vuote. Entra in scena uno a staccare le due corone e nel farlo inciampa rischiando di cadere. La serva, correndo, entra dalla porticina opposta alla camera mortuaria e urlando come nelle lamentazioni della sua terra:)

Geltrude - Oh, bello, bello... quanto eri bello...

(Si precipita nella scena Incubo in cerca del suo tamburo).

FINE DEL PRIMO ATTO

ATTO SECONDO

Stessa scena del primo atto. All'aprirsi del velario Livio seduto davanti alla scrivania del padre, messa in centro della stanza. Ha la penna in mano e con il braccio sinistro gesticola. A semicerchio, davanti alla scrivania,, sono disposte 5 sedie. Livio in lutto strettissimo, indossa una giacca assai accollata che lo fa sembrare un pastore protestante.

Livio - (da solo) ... Lei da una parte! La figlia dall'altra!... Marcello, muto, le ascolta. (E scrive) Lui sar il personaggio intrigo e seguir l'azione in silenzio, senza compromettersi... Dietro tutti, il personaggio comico: l'ignaro... Gabriello... Gabriello.

(Come se fosse stolto chiamato da Livio, appare sulla soglia della porta di centro Gabriello. Avanza con aria timida, quasi vergognoso, come sottomesso, obbediente al richiamo).

Gabriello - (con voce dolce e mansueta, come proseguendo un discorso cominciato da prima) ... Oh, s, me lo lasci pur dire, signor Livio, io a paragone di lei, cos profondamente colto, istruito, sono proprio un ignorante. Ecco, mi permetta l'esempio, io la vita la vedo da una parte sola. Davanti! Di faccia! Lei, al contrario, la vita, la vede da tutte le parti: davanti, di dietro, e persino dentro!... Lei, la vita la fa a pezzi, pur di guardarla bene... Ecco... scusi... veda.... io mi permetto di farle osservare... approfittando naturalmente della nostra buona amicizia... che questo non il miglior modo per vivere in pace specialmente in famiglia!... Un po' di piet non la guasterebbe mica, la sua arte!

Livio - In poche parole, io dovrei diventare una pecora, dovrei lasciarmi cos canzonare da questi mascalzoni e, quello che peggio, dovrei lasciar insudiciare fino alla golia il mio nome, il mio onoratissimo nome!...

Gabriello - Ma lei il fango lo vede dappertutto!... Anche dove non c'...

Livio - (c. s.) Dove c', lo vedo io! Stia sicuro, con questi miei occhi non si sbaglia!... Prima bisognava a forza che tacessi. Gi: prima era vivo quel pover'uomo!... Ma adesso, la situazione cambiata. Il padrone sono io!

Gabriello - E che intende fare?

Livio - Disinfettare l'ambiente! O dentro o fuori di casa mia. Prima le sorelle, poi mia madre...

Gabriello - Anche sua madre?...

Livio - E suo fratello! Suo fratello, il quale con la scusa dell'amicizia disinteressata si messo a far da padrone - per non dire di peggio - in questa casa. Veda: lei non sa! Lei non sa proprio niente! Innocente e pulito... Ma, non dubiti, saranno loro stessi a farle capire l'intreccio . Ecco... come la luce elettrica... Lo vede lei, quel lume?... Quel lume si accende... da s... e il filo non si vede perch il filo della corrente elettrica, in questa casa, sotto traccia . Tutto sotto traccia in questa casa... immoralit... sudicerie... sotto 'traccila. Ed io;, a costo di farle schiattare di rabbia... a. costo di farle rimanere .allo scuro... il filo... l'intreccio... lo tiro fuori... scalpello e tenaglie!

Gabriello - Ma perch lei vuol fare tutto ci?...

Livio - Perch io sono un uomo morale e perch questo loro intreccio , questa loro vita, la voglio mettere viva, dal vero, sulla carta...

Gabriello - Ma lo sa lei, signor Livio, che proprio un bell'egoista?... Ah, lei li far liticare, sbranare come belve? Ma non potrebbe andarlo a cercare fuori di casa sua un intreccio?... Oh, se ne trovano di situazioni - ianche peggio di questa - fuori di qui. Credo non ci sia proprio bisogno di portare la tempesta in seno alla propria famiglia!

Livio - Andare a cogliere le frutta nell'orto vicino quando il proprio ha i rami gremiti, da pazzi!... Oh, si divertir lei!... Ne sentir delle belle, qui dentro!... Peccato che l'unico personaggio comico, in questa situazione, sia lei!...

Gabriello - Io, proprio io?

Livio - Veda... vivono parlando sottovoce ... Adesso stanno di l!... A entrare in questa casa, oggi, si direbbe: Che pace! Che silenzio! E che ordine!... . Invece... il rumore sotto... come il filo della luce... la corrente non fa rumore... Ma tutto questo silenzio aspetta lo scoppio!... Dissi ieri a Tit: Sei tu, proprio tu che parli di piet?... Tu che muori dalla voglia di prenderti l'amante di tua madre?... . Doveva sentirla lei che razza di scenata stata capace di farmi Tit! Una belva! L'avevo proprio toccata sulla piaga, sul vivo... E quello che mi ha detto, io l'ho qui (e si batte la fronte) parola per parola!...

Gabriello - Anche di lei, anche di lei ho piet, signor Livio!... Vi farete del nuale e quel che io trovo addirittura mostruoso in tutta questa penosa situazione, che farete del male alla signora Maddalena, la quale, sono certo, non merita davvero certi castighi...

Livio - Anche lei vuol cadere nella rete della piet malinconica? Ma il dovere, il sacrosanto dovere di una madre onesta, lei... lei dove lo va a riporre? Sarebbe comodo far la parte di madre, nella vita, nella realt, soltanto di quello che fa piacere... Il rispetto, la stima, la piet, sono cose che si comprano come si compra il pane e il tabacco. Do ut des! Dice chiaro il latino!... Inesorabile, voglio essere inesorabile!...

Gabriello - Lei vuol essere cattivo, signor Livio!... Lei non davvero un ottimista!... Ma le sembra proprio tanto dolce al respiro quest'aria di tragedia che lei sta soffiando in questa casa? Ma non forse sua madre la signora Maddalena e non sono forse sorelle sue la signorina Tit e la signora Yvonne?...

Livio - (ridendo) E' l'ultima quella che preme a lei, signor Gabriello! Proprio l'ultima! Sia sincero! Le piacerebbe 'di redimerla, proprio come si legge nei romanzi russi, di sposarla per dare un nome al bastardo!...

Gabriello - (emozionato) Questo, lo giuro, proprio non l'ho pensato!...

Livio - E' la stessa cosa. Se non lo pensa lei, lo penso io. Anche questo frutto della mia immaginazione... Lei innamorato... Lei non ha fatto mica l'altra sera la veglia al morto... lei ha fatto la veglia a Yvonne con la speranza che le sta bruciando la carne e l'anima da tre giorni. Questa la verit...

Gabriello - Ecco, io... le giuro...

Livio - Non giuri niente, per carit!... Sposarla... lei vuole sposarla... e il peggio dopo, nel seguito: c' un abisso tra lei Yvonne!...

Gabriello - Oh, il figlio! Capisco: figlio!...

Livio - Oltre il figlio! I vestiti, le penne, il lusso... con il suo stipendio, con il suo magro stipendio, le potr comprare appena h un mese un paio di scarpe o un paio di quelli pantofoline che hanno sulla punta un ciuffetto di piume! (Alzando un piede e spiumaccando\ le dita della mano). Scusi, sa!... ma proprio1 necessario che io glie lo ripeta: l'unica persona comica in questa situazione lei.

Gabriello - ... Eppure poco fa ha detto che io sono innamorato.

Livio - Amore! Vero amore!... Ma che le rimarr a lei, dopo il matrimonio, di questo amore? Una donna, o meglio, una ballerina ed un bastardo, un figlio di nessuno, da mantenere, il quale con gli anni diventer un fior di canaglia!... E tutta la vita, la sua esistenza messa alla critica dei suoi colleglli!... Si sposata una ballerina!... . La vergogna le regaler in seguito gli incubi della gelosia e rivedr tutti, come in sogno, quelli che l'hanno avuta prima di lei: una schiera! Una schiera d'uomini!... Che diventer per lei, la vita? Un inferno!... Dovr camminare per i vicoli, come un ladro!...

Gabriello - Ma secondo lei, per nessuno c' strada di salvezza? Tutte le idee sue sono in lutto!... Io, glielo ripeto, non ho la sua cultura, la sua intelligenza, eppure sento, se lei me lo permette, di poterle dare un consiglio, di poterle fare una preghiera...

Livio - S, dica pure. Lo ascolto!

Gabriello - Ecco, lei sta male in questo clima, il sole! Tutto questo bel sole, questo caldo sole, a lei fa un brutto effetto!

Livio - Ma io sto benissimo qui.

Gabriello - Lo crede lei! Scusi sa, ma con lei bisogna parlar chiaro! Lei ha proprio una faccia da bestia feroce e con questa sua mania funeraria, tragica, roviner l'esistenza sua e quella dei parenti! Ma le lasci in pace le cose, i fatti, come sono... A forza di voler mettere l'assoluto davanti a tutto non si vive pi. Eco: si cammina! Si cammina spediti, a passo allegro, quando sul pi bello della passeggiata si trova un muro che ferma il passo, che nasconde il panorama. Ebbene quel muro l'ha tirato su lei, mattone per mattone! Queste sciagurate qua, la vogliono vivere in pace la loro vita! Vorrebbe vestirle a lutto per la vita?...

(Entrano Tit e Yvonne, vestite a lutto)

Tit - Per tutta la vita! E' stata sempre la sua mania.

Livio - Io ho il rispetto di me stesso, al contrario di te.

Yvonne - Pazzo e eattivo!

Livio - (levandosi in piedi) Pazzo e cattivo? Oh, giusto che tu, proprio tu, dica cos!!! Perch ti indovino cuore e idee, perch ti leggo dentro coin in un libro, passato e presente! Questa la vostra rabbia! Mi bastato rivederti, tre giorni fa, per sapere tutto, per indovinare tutto... Adesso ti servir una vittima innocente e tenera: eccola: la vedi: proprio lui: il signor Gabriello, maestro di scuoia elementare! Ti conosce da tre giorni ed gi innamorato di te come un cretino! E' l'amante nuovo che si addice al tuo lutto! Si lascier mangiare vivo, carne e cuore! Ti vuol redimere! Lo ha detto a me, poco fa...

Gabriello - Le assicuro, signora Yvonne, io non ho detto niente...

Livio - Si vergogna, adesso! Vedi: impallidisce, le gambe gli tremano, ha il pianto nella gola! Lo ha detto a me poco fa! Ti vuol redimere, con 536 lire il mese!... Ti porter nella sua camera mobiliata, tra il letto e gli abbaini... tra i gatti e le rondini!...

Gabriello - (confuso) Io non ho detto niente. E' 'ima sua invenzione, questa!...

Livio - Allora, tu che senti, che provi per lei?...

Gabriello - (c. s.) Della tenerezza... della compassione! Ma perch lei, signor Livio, cos cattivo?...

Tit - (quasi con un grido) Una belva! Ci vuol fare impazzire, tutti, tutti!

Livio - (ironico) Ti ribelli perch indovino? Perch so che sei innamorata di Marcello?... Ma lo sai tu che Marcello vuol sposare nostra madre, dopo il lutto?

Tit - Non vero! Anche questo sei capace d'inventare!

Yvonne - Tu non seii mica un fratello!

Livio - Io sono il capo di casa. So pure che cosa ti sei fitta in mente tu! Ti nascondi dietro La piet della tua situazione. Tu credi di essere a casa tua. Ma oggi il padrone lui pure.

Gabriello - Ma perch vuole ostinarsi a vedere il male dove non c'?

Tit - Lui si diverte a creare dei fantasmi odiosi, ai quali purtroppo d il nostro nome. (A Livio) Diffidi di quella poveretta di nostra madre! Ti diverti a solleticare la piaga di Yvonne e non hai pena neanche di quel povero piccino senza nome e senza pane.

Yvonne - Se io fossi pentita di quello che ho commesso? Se io volessi tornare ad essere onesta?

Tit - (a Gabriello) Lo credeva, lei, che potesse esistere nella vita un mostro simile? Ieri, attraverso l'uscio 'della camera di mamma, ha sentito il pianto disperato di questa disgraziata e le parole strazianti con cui pregava la mamma di non mandarla via!...

(Livio va a disporsi fra le due donne).

Livio - (c. s.) ... Strillavi! E che voce da prima donna! Si commuova, si commuova pure liberamente, signor Gabriello, senza complimenti!... Le ripeto le parole della scena... una per una: (contraffacendo la voce di Yvonne) ... Come serva... senza darmi niente!... Non mi scacciare, per carit! Non voglio pi tornare a fare quella vita! Abbi piet di me e di questo povero innocente!... .

Tit - La mamma si impietosita ed ha concesso a questa poveretta di rimanere col bambino...

Gabriello - Anima nobile, quella della signora Maddalena!

Livio - Eppure queste due figlie, queste due figlie la odiano!...

Tit - Sei un vile!

Livio - Perch vi scopro il gioco. Questo povero cretino sarebbe capace di credervi. (A Gabriello) La odiano! E la sa lei, la ragione?

Tit - Taci! Non dire mostruosit!

Livio - (c. s. A. Gabriello) La sa, lei, la ragione?

Yvonne - La dico io la sua ragione, la sua invenzione!...

Livio - Passione!

(Yvonne traversa la scena e s'addossa a Gabriello).

Yvonne - Intanto lui non ti creder. Lui un puro a .paragone di te!

Tit - Capace di qualunque menzogna!

Livio - Hanno ragione tutte e due e in special maniera Yvonne.

Yvonne - Io non so mentire.

Livio - Tu sei di carattere aperto, libero. Lo sa lei, Gabriello, che specie di raro carattere sia quello di Yvonne? Lo so io! Io so tutto... La sua vita d'ora e quella dii prima... Lo sa, lei, die questa mia sorellia finita nella strada?

Yvonne - (disperata) Sissignore! M'accuso da me! Questo il mio strazilo! E' un delitto lasciarsi ingannare? Non voglio mica nasconderla, la verit! Io amavo, lo amavo, il primo fallo!... Sono fuggita cornei una matta!... E adesso, perch ho sbagliato, vuole che io pianga per tutta la vita!... Ma io sono giovane, sono giovane!...

Livio - (ironico) E' per lei, questo grido! (A Yvonne) E' uno straccio, non vedi che uno straccio? E' tuoi; anima e corpo, non lo vedi? Le dica, Gabriello, il suo amore! Non rifiuter certamente il suo appoggio.

Gabriello - (timido) Tenerezza! Solo tenerezza!

Livio - Amore! Amore da romanzo russo!

Gabriello - Vorrei esserti utile. S, la verit!

Livio - Hai udito?

Gabriello - (come in estasi) Oh, se non esistessero al mondo tutti questi pregiudizi!

Livio - E' il bastardo che gli fa paura!

Tit - Buffonate! Buffonate!...

(Entra la signora Maddalena, seguita da Marcello, gli altri tacciono improvvisi),

Maddalena - Quando vi calmerete, figli miei? (Con una punta di retorica).

Livio - Volevano fare il fidanzamento! Ma io ho aperto gli occhi a Gabriello!

Marcello - Che le avresti dato da mangiare?

Livio - (ironico) Quest'anima, innocente voleva farila tornare onesta. Uno sposalizio vicino ad un funerale porta fortuna! Che ne dice lei, signor Marcello?

Marcello - Si dimentica della sua miseria? Lo sapete voi che questo sciagurato gu adagila appena cinquecento trenta lire al mese!

Livio - Cinquecentotrentasei! Voleva il matrimonio! Voleva mettere una nota allegria in mezzo a tanta tristeziza.

Marcello - Ti fanno recitare la parte del buffone!

Yvonne - Gliela fa recitare lui), per cattiveria!

Gabriello - La mia tenerezza! Solo tenerezza e piet!

Livio - Non vero: qui si tratta d'amore vero! E' proprio auo fratello avariare di piet! Adesso tocca a lei, signor Marcello! Come capo di casia, come fratello e figlio, la invito categoricamente a regolarizzare la sua posizione in seno alla mia famiglia.

Marcello - Io non debbo regolarizzare nulla.

Livio - Lo dice lei!

Maddalena - Finiscila! Ti proibisco di rico-mincilare il discorso di ieri.

Livio - Appunto perch voglio finirla! Bisogner pure arrivare ad una conclusione. Proviamoci a giocare per cinque minuti a carte scoperte. (Mette tutti a sedere intorno al suo tavolo, colla violenza). Ecco: in cinque minuti: senza maschera! Intanto io non vi lascer in pace se non arrivo ad una conclusione. Ora bisogna trovare l'accordo o meglio bisogna trovare un'onesta e morale soluzione a questo intreccio di coscienza e di passione. Bisogner, per essere coerenti, usare una logica da dramma igreco (dice le ultime parole al pubblico).

Gabriello - Ma c' proprio bisogno di drammatizzare la situazione? Allora, facciamo la tragedia? (Con gesto rassegnato, al pubblico) Facciamo la tragedia!

Livio - Posso dunque parlare come voglio, senza pinti riguardo a nulla n a nessuno.

Tit - Ci martirizza.

(Maddalena s'alza per dire la sua ultima battuta e poi risiede).

Maddalena - E non hai piet neanche di me, che sono tua madre?

Livio - Di te ho piet ed orgoglio: tu farai la parte della vittima!

(Marcello s'alza per dire la battuta e poi risiede).

Marcello - Ma questa una volgare buffonata!

Livio - Vita questa, signor Marcello, vita nuda! Sentimenti senza vestiti), senza finzione, senza maschera! I vostri intrighi bisogna pure decidersi a renderli una buona volta eh ila ri!

Marcello - Io non ho nessun intrigo da chiarire!

Livio - Lei il personaggio-intrigo! Da lei proprio, comincer a svolgere il tema. Lei non deve aver ragione di adontarsi di me, giacch sono io che le dar il maggior aiuto per una leale e pronta liberazione!

Maddalena - (scattando) Liberazione? Hai detto liberazione!...

Livio - Precisamente! Liberazione! Eccolo qua, il tema da risolvere o il problema! La madre da una parte, la figlia dall'altra! Il marito morto da ieri. L'autore o, meglio, il capo della famiglia sono io giacch il primogenito vive agli antipodi e non pensa al ritorno. Chiarisco: madre e figlia: in mezzo c' un uomo, in .mezzo c' una passione.

Maddalena - C' un'amicizia che ad ogni costo tu vuoi tramutare in passione!

Livio - Amicizia per te, ma passione per lei;! (Indicando Tit).

Tit - (in un grido) Non vero!

Livio - Io da vanii a voi mi sto assumendo una tremenda responsabilit. Qui non bisogna giocare d'astuzia, qui bisogna dire la verit, la verit nuda!

Maddalena - Tu stai commettendo un'azione mostruosa!

Livio - Tocca a lei, la decisione!

Marcello - Ma dove vuole arrivare lei con queste sue chiacchiere?

Livio - Desidero una scelta, dia parte sua, checch debba succedere. Ma non vi volete ancora convincere che io so tutto, proprio tutto? Debbo dirla io, per voi, la verit... Anche pe? me uno strazio, una terribile fatica! La fantasia ti regala il fatto, ma le plarole bisogna andarle a strappare ad una ad una, con le unghie e con i denti, alla vita, alla vita vera... Ma aiutatemi!... Intanto io me ne infischio del vostro odio!

Tit - Tu sei impazzito!

Livio - La dir io allora la verit tua, giacche mi credi matto! La guardi pure, signor Marcello, la figlia della signora Maddalena! Liberamente... (Rivolgendosi alla madre) Questi due, ieri sera, mammia, mentre tu eri chiusa nella tua stanza con Yvonne, questi due, l, nello studio... si baciavano...

Tit - (furente) Non vero!

Maddalena - (levandosi in piedi in un grido) Basta! Basta! Sapevo che volevi arrivare a questo!

(Tutti, dopo di lei, si levano insieme. Pausa. Madclalena si avvicina a Tit. Giuggiola entrato, s' seduto in primo piano a destra dello spettatore, manovrando le chiavi del tamburo di Incubo).

Maddalena - (tragica) Tu! Proprio tu! (Giuggiola batte cinque colpi lenti e cuden-zati. Poi, giocando col tamburo, esce. Marcello con gli altri - a testa china - colpito dalla rivelazione di Livio. Pausa)...Volevate vederlo da vicino questo mio doloroso ed. umano peccato?... (Pausa) Ladra!... Tu sei una ladra!... Questa una realt che non potevo davvero immaginare! L'ha inventata quel mostro l, ed vera!... Non sei capiace neanche di difenderti? Mi lasci sola, adesso, nel vuoto?... Paila! Parla!... Almeno difenditi'! Almeno dimmi che il cuore e non la carne che ti faceva male! E proprio lui, lui dovevi rubarmi?!

Tit - Ma se lui ini ama! Non vedi che ini ama! Anch'io per ho sofferto... non saprei dir come... mi ha sospinto lui sull'orlo del precipizio! Non mia la colpa se sono pi giovane di te!

Maddalena - (amara e rabbiosa) Sul precipizio, aspettando che la vertigine ti cogliesse!

Tit - Ma tu che hai fatto per difendermi? Non sono certamente io da perdonare! E stato lui a mettermelo addosso il fuoco! Adesso tardi! Il tuo diritto uguale al mio!

Maddalena - (in un grido) Siete cattivi! Tutti cattivi!

Yvonne - E tu chi sei? Nostra madre! Frutto degli esempi che le hai dato!

Maddalena - Disperata... idisjperata come te, quando sei fuggita da questa casa d'inferno... La protezione non pu dirsi peccato... In lui ho trovato la forza di resistere... Ma adesso basta: via, via tutti da casa mila!

Tit - Ma lo sai tu che lui verr con me? Parliamo chiaro. Livio ha ragione. Oramai come se ci avesse scoperti nell'atto di rubare! Nostra madre?... l'hai aiutata forse, questa disgraziata, quando quel vigliacco l'abbandon incinta sulla strada? Neanche cinque lire le hai voluto mandare!... Dopo un anno ballava... Gambe nude... E adesso mi vuoi mettere addosso, per la tua gelosia, l'abito della menzogna, del tradimento!... Adesso vuoi ridiventare nostra madre?

Maddalena - (a Marcello) E tu che dici?!...

Livio - Ma si decida ad essere leale, finalmente!

Tit - Con me! Ormai con ine...

Livio - Con nessuna delle due! Non vedete che lui come se stesse a guardare una partita di boxe?

Tit - (si fa avanti, si accosta a Livio, indicando Marcello) Da tre anni... ero una ragazzina... con quella sua aria paterna... Adesso soltanto so quello che lui ha fatto in me!...

Livio - E potrai tu andare a vivere con lui, oggi?

Maddalena - Senza aver piet di me?...

Livio - Senza aver piet di lei!

Tit - Senza aver piet di nessuno. Lui stesso me l'ha consigliato ieri sera! Vuol fuggire! vuol fuggire con me.

Livio - Ma tutto ci mostruoso! imiverosi-mile! assurdo! Nessuna di voi due, ipu fuggire con lui, perch nessuna di voi due, nella vita, nella realt, ha diritto ad un tale tradimento... Questa povera donna...

Maddalena - Ipocrita! Tu sei un ipocrita!

Livio - Questa povera donna vuol regolarizzare il suo amore adultero e si trova davanti la figlia, la propria figlia!... Tocca a lei, ora, signor Marcello a decidere!... Non le pu mica abbandonare in mezzo alila strada, queste due donne!

Maddalena - (a Marcello) Parla! E' vero quello che ha detto poco fa Tit?...

Marcello - (confuso, a voce bassa e vergognoso) S, vero!

Maddalena - (in un grido) Sei una canaglia! Ma io non vi dar pace fino a quando non vi avr veduti l'uno distante dall'altro!!!

Tit - E dici di essere mia madre?

Livio - Qui non si tratta ne di madri n di figli. Qui adesso si tratta di passione!...

Tit - Passione!

(Livio esce dalla cattedra e va all'opposto della scena affiancandosi a Tit. Dalla cattedra a Tit i personaggi sono in questo ordine: Maddalena, Marcello, Yvonne, Gabriello, Tit).

Livio - Ma la risoluzione c', per te, Tit...

Maddalena - Cattivi, siete cattivi!...

Tit - Vuol fuggire con me!.

Livio - Ma lei, intanto, non ti dar mai pace!

Tit - (a Livio) L'hai inventata tu, per la nostra maledizione, questa mostruosit?

Livio - Ma la vivete voi, adesso, con rabbia! La vivete voi!...

Maddalena - (tragicamente) La vivo io, solo io, in tutto il martirio inumano di una madre che deve mostrare un peccato, e difenderlo, e farlo vedere nudo in tutta la sua bruttura! Io, la martire, e voi i carnefici! Cos ini ripagate la vita che vi ha dato!!! Mostri! Mostri!! Voi tutti vivrete!... Io soia dovr morire nella commedia!

Livio - (accostandosi vieppi a Tit, quasi a metterle la faccia contro le orecchie) Ma la senti? Lo chiarisce lei stessa il contrasto! E' un abisso che ti divide da lui... Lei non-ti-dar-mai-pace!!... Trovala tu, una so-lu-zio-ne differente dia quella che ti sta suggerendo! Io la <c sento , non l'invento mica questa vostra tragedia!!...

Yvonne - Sei un mostro! La vuole ad ogni coslo - come soluzione - lui, la morte!

Livio - (d'un balzo, afferrando Tit per un braccio) Soluzione! Proprio una soluzione! Lo dilce pure Yvonne! Ha detto morire! Hai sentito? Ha detto morire!! Uccidila, allora, uccidila!! (E pronunciando la parola uccidila mette nella mano di Tit la rivoltella e sostenendole il braccio fa partire due colpi precipitosi, La signora Maddalena colpita cade rovescia sul tavolo, colle gambe penzoloni. Gli altri rimarigono fermi, storditi. Livio e Tit, quasi statue immobili nel gesto...).

Livio - (cupo) E adesso, anche per te, Tit, finita! Finita per tutti!...

FINE DEL SECONDO ATTO

ATTO TERZO

La medesima scena degli atti precedenti.

Pochi minuti dopo. Livio in piedi, a testa china, in un atteggiamento pensieroso dietro il tavolo. Tit seduta, la testa tra le mani, su una delle sedie che stanno davanti al tavolo. Vicino a lei, in piedi, Marcello. Yvonne, nel medesimo atteggiamento di Tit, alzata. Gabriello in piedi, dietro tutti gli altri, la faccia inebetita, in un atteggiamento stordito ed impaurito. Aperto il velario seguir una lunga pausa di silenzio che verr interrotta dall'arrivo improvviso della serva Geltrude.

Geltrude - (entrando nella stanza, quasi di corsa, in affanno) Signor Livio! signor Livio! E' arrivato Gaspare... Vostro fratello... (Tit si leva in piedi di un balzo, esterrefatta. Pausa d'incertezza generale).

Livio - (con rabbia) Ma quando arrivato? Perch? non ha avvertito nessuno?...

Geltrude - (eoa estasi) E' di l... E' arrivato... (Con tono triste) Ma gli ho dovuto dire dellla disgrazia ohe accaduta poco fa, ha un aspetto cos giovane... Non pare davvero fratello vostro!... Oh... quello non del sangue vostro!... S' preso in braccio il ragazzino della signorina Yvonne... e se lo bacia! Come hia fatto a nascere in questa casa di vespe!... Oh, forse l'hanno trasmutato?... Non fratello vostro! Non fratello vostro!... E' qui, adesso... chi ce lo porta... Madonna (alzando gli occhi al cielo e giungendo le mani) Qui dentro, a vedere questo quadro?... Madonna, aiutali tu!... (Si fa la croce e prega, poi esce).

Tit - (rivolgendosi a Livio) Gli dirai tu quello che ho commesso?

Yvonne - (in un grido) La mia vita! Mio figlio! Ma come potremo spiegargli?

Tit - (disperata) Nel vuoto! Ora cadiamo tutti nel vuoto! Io soffro... soffro come una bestia.

Livio - Ora turni odi: mi odi a morte perch pensi che sia stato il mio cinismo a trascinarti alla rovina!...

Yvonne - Ma non vedi in che stato si ridotta: lei non pensa... non pensa pi a nulla!... Ormai noi viviamo per quello che successo!...

Livio - E' stata la sua passione... la sua passione che la divorava a fuoco lento!

Yvonne - (accostandosi a Marcello che seguita a restare muto, quasi estraneo a quello che succede e che dicono) Lei... lei non parla?... Lei mostra d'essere al di fuori di questo intrigo, pur essendo la causa di questja rovina, di questa vergogna!

(Dalla porta di sinistra appare il fratello Gaspare. Al suo apparire Livio tace. Tit, Yvonne, Marcello, Gabriello, si ritirano al centro della scena, gli uni vicino agli altri. Gaspare si avvicina, guardando intorno, fino davanti al tavolo di Livio. Per un breve istante i due, fratelli si fissano in silenzio).

Gaspare - (a voce lenta e tranquilla) Che (avete fatto? Lo voglio sapere!

Livio - Domandalo a lei, a Tit!

Tit - (core voce rotta dal pianto, avanzando fino al centro della scena) Che posso dire... adesso... io? La mia parte ormai terminata! Adesso finita anche per me!... Io ho paura di quello che ho commesso... e sono stanca... e mi metterei a gridare dalla paura! (In un grido) Chi mi potr difendere davanti a lui che tornato per rivederla?

Livio - Ma lui non potr capire... Non potr capire se non te con la tua passione!...

Yvonne - (pietosa) E' la passione che gli ha fatto commettere questo delitto, Gaspare!...

Tit' - Io... io sola! Per carit comprendimi! L'ho fatto per lui! (Indicando Marcello) L'ho fatto per lui!

Livio - (rabbioso) Ecco... ecco raccontagli come s' svolta la scena... confessagli la situazione in cui ti venivi a trovare tu figlia, davanti a lei madre!... Digli che bisognava fare cos, che bisognava fare cosi per arrivare ad una soluzione!...

Titi' - S... s, gli dir tutto! (A Marcello) Avvicinati tu... non ti nascondere! Prendi anche tu la tua responsabilit, davanti a lui...

Marcello - (facendosi avanti) La verit... la mia verit: m'ero messo a far da padrone - per non dire di peggio - in questa casa. Veda: lei non sa. Lei non sa proprio niente!... Viene da lontano... ma non dubiti, saranno loro stessi a fargli capire l'intreccio . Ecco... come la luce elettrica!... Lo vede lei quel lume? Quel lume si accende da se e il filo non si vede perch il filo della corrente elettrica, in questa casa, sotto traccia! Tutto sotto traccia in questa casa: immoralit, porcherie... sotto traccia! (Tutta la sua battuta, Marcello, l'ha detta rivolto al pubblico, senza guardare Gaspare, e cos parler Gabriello alla sua prossima battuta, che dir molto dolorosamente, rifacendo i gesti di Livio).

Tit - (indicando Marcello) Lui... proprio lui... era il suo amante... da cinque anni... Io ero una ragazzina... le treccine sulle spalle... la veste corta... M'ha rubato le prime carezze... i primi baci, con una sete da bestia!... E' stato lui ad accendermi nelle carni questo fuoco! Voleva fuggile con me... Lei si accorta di tutto!...

Yvonne - Moriva dalla voglia di prenderle l'amante.

Gabriello - Ecco... veda... l'unico personaggio comico in questa situazione sono io!... Volevo redimerla... s redimerla... lei... lei Yvonne... proprio carne si legge nei romanzi russi... e avrei voluto dare un nome al bastardo... La conoscevo da tre giorni ed ero gi innamorato, mi sarei lasciato mangiar vivo carne e cuore per redimerla. Io non ho fatto mica l'altra sera la veglia al morto... l'ho fatta a lei... proprio a lei!... Sissignori... con una speranza che mi bruciava la carne e l'anima da tre giorni!... Sposarla! Volevo sposarla... la volevo portare nella mia camera mobiliata, tra il tetto e gli abbaini, tra i gatti e le rondini. Un abisso tra me e lei!... Oltre il figlio!... I vestiti, le penne, le feste, il lusso... Con il mio stipendio di maestro elementare: 536 lire di mese, le avrei potuto comprare appena un paio di quelle pantofoline che hanno sulla punta un ciuffetto di piume! Amore!... Vero amore! E che mi sarebbe rimasto, dopo il matrimonio, di questo amore? Una donna, o meglio una ballerina, e un bastardo, il quale con gli anni, sarebbe diventato un fior di canaglia!... Tutta la mia esistenza messa alla berlina: ridicolo... in un mare di ridicolo! La vergogna, gli incubi della gelosia in tanti sogni dove avrei riveduto la schiera dei suoi amanti!..Che sarebbe diventata per me la vita?... Um inferno!... Avrei dovuto camminare per i vicoli... come un ladro!... Non c' via di salvezza per noi, per me, come per Tit... come per gli altri (retrocede sulla scena).

Tit - Lei si accorta di tutto... poco fa... in questa stanza... davanti a tutti... non pi una madre ed una figlia... ma due femmine rabbiose che si contendono lo stesso maschio Lui... lui! Voleva fuggire... lontano di qui, da questa casa! Nessuno... nessuno adesso pu aver piet di me! (A Marcello) Tu, tu m'hai trascinata con le tue stesse mani, a perdermi. Ogni tua idea era corda che mi legava!... Poco) I fa... davanti a me... Ha gridato come una pazza: Non ti dar mai pace!... Fino a che sar viva! . (In un grido) Io... io sola... ero sola Le ho sparato addosso! (Cade esausta, singhiozzando, sulla sedia).

Gabriello - Questa la verit! Proprio questa!... Come per noi due!

Yvonne - Come per me! Senza salvezza!...Ero finita per la strada... Volevo nascondermi dietro la piet della situazione. Ma non stato possibile!... Lui... Livio... ci ha aiutato a vedere il nostro avvenire!...

Tit - (in un grido, come tornando in se) Una belva!... Ci vuol fare impazzire, tutti, tutti!

Yvonne - Ma i nostri intrighi bisognava pur decidersi una buona volta a renderli chiari... Come mi sarei potuta liberare del mio passato.... Della mia vergogna? Come ciechi!...

Livio - Volevano vederlo da vicino il doloroso ed umano peccato della madre!...

Yvonne - Era come regolarizzare un amore adultero!... E la risoluzione di Tit era unica!...

Gabriello - La signora Maddalena stata il personaggio-martire!... L'ha vissuto da sola il suo martirio, ed ha dovuto (mostrare qui, davanti a tutti, il suo peccato! Come io, il mio ridicolo!...

Livio - a Mostri! Mostri! - gridava - io sola dovr morire nella commedia! Voi! tutti vivrete! .

Titi' - Una soluzione! La soluzione di Livio!

Livio - (ironico) Bisognava lasciarli in pace i fatti, le cose: come sono!... A forza di voler mettere l'assoluto davanti a tutto, non gii vivepi! Ecco: si cammina. Si cammina spediti, a passo allegro, quando sul pi bello della passeggiata... Ebbene quel muro l'ho tirato su io, mattone per mattone!... Queste poverette qua, la volevano vivere in pace la loro vita!...

Gaspare - Allora sei stato tu!...

Livio - ... La vita.

Gaspare - Secondo la tua logica, la vita che ha ordinato a questa sciagurata di sparare?

Gabriello - E' come se fossimo caduti in fondo rad un pozzo...

Gaspare - (a Livio) Ma perch?

Livio - Non vero, io non l'ho mica inventata, la loro passione!... Ad Amleto, Shakespeare...

Gaspare - Ma anche tu come lui, mangi l'aria e ti riempi d'amarezza!... Tutto quanto accaduto in questa casa opera tua!,..

Gabriello - Opera nostra!... nostra!...

Livio - Ma io ci ho visto chiaro, ecco tutto!

Gaspare - Il tuo un passato pi forte del presente... Tu sei fatto di passato... E ti sembra che sia l'unica cosa certa, per il fatto che stato: s' fermato: esiste. Peccato che tu ti sia dimenticato di me, o, meglio, della mia realt!... Guardami, vedi: io non sono salito dal palcoscenico, vengo dalla strada. (Mutando tono di voce) Non sono forse io, uno della famiglia?... (Contraffacendo la voce) Gaspare non torna! Non torna pi!... . Invece eccolo, Gaspare! Vivo, vero, che torna!...

Livio - (furioso) Ma anche loro sono veri! Anche loro!...

Gaspare - Finti! Sono finti!... Fantocci!...

Livio - (e. s.) Ma che vuoi tu adesso da me?

Gaspare - Un'altra soluzione!

Gabriello - Ormai non possibile!... Siamo all'ultimo atto... Ecco... veda... lui ci ha preso per la mano... come dei bambini... e ci ha messo a sedere su quelle sedie... Lei non pu capire che razza di martirio* siamo stati capaci di sopportare, pur di dargli ragione!...

Gaspare - ... Come le farfalle... per ogni cuore uno spillo... Ha fatto una tragedia cos... tanto di sale... tanto d'olio... un pugno di farina 'e tutto messo a cuocere a fuoco vivo... nel forno!... Poi ha servito la torta... E sei stato perfino capace di farti applaudire!... (Parlando a Livio e indicando il pubblico).

Livio - (con rabbia) Ma adesso tu che pretendi da questi disgraziati... Da Tit... Da Y voline... da Marcello... da quello l... da Gabriello?... Tu che sei vero... tu che arrivi all'ultima scena!... Sono svuotati!... Gabriello ha obbedito al ridicolo della sua situazione...

Gaspare - Ridicolo!? Ma non lui il ridicolo, qui!...

Gabriello - Io... soltanto io!...

Gaspare - (volgendosi verso Marcello) Ma il ridicolo lui!... Soltanto lui!... Marcello!

Gabriello - L'intrigo!... Quello l'intrigo fatto persona! Non faccia confusioni... altrimenti diventiamo matti tutti... tutti!...

Gaspare - (sempre a Marcello) Lui!... Ecco... si faccia avanti... e cerchi di essere almeno per una volta una persona seria...

Marcello - Ma che cosa vuole adesso lei, da noi?... Ma io ho dovuto - capisce? - ho dovuto subire...

Gaspare - Perch veda... - oh, non abbia paura, si avvicini pure tranquillamente - lei... lei si crede... un uomo irresistibile... un uomo elegante... lei era seduto l?... l... vicino alla mamma... e Tit all'opposto... e Livio alla sua cattedra... Veda: io le conosco le parole che ha voluto farvi dire Livio... le parole sono sempre le stesse... ma tutta questione d'intonazione... parole tragiche... liriche... comiche... questione di suono... giacch il loro suono che 'ha un significato! Non valgono per quello che dicono... valgono per come sono dette... Ecco... lei... Gabriello... mi dica come cominciava il suo pezzo .

Gabriello - Vuole scherzare?...

Gaspare - No... no: mi ripeta la prima battuta! Com'era?

Gabriello - Di che?

Gaspare - Di quello die venuto a raccontarci ora?.,. Come diceva?...

Gabriello - (e. s.) Veda... l'unico personaggio ...

(Gaspare va a parlare dalla cattedra e poi dal posto di Gabriello).

Gaspare - Esattamente!... In bocca di Livio, come ha voluto lui. (Contraffacendo la voce di Livio, maligno) L'unico personaggio comico di questa situazione! ... E lei, Gabriello, ora ci deve credere, perch c' la morte di mezzo!... Ora tutti siete obbligati a credere... A recitare sul serio... Lei, Gabriello non un uomo ridicolo, soltanto un uomo umile, di cuore!.. qui - adesso - si tratta di cuore... del nostro cuore da magazzino... fatto a serie, uguale... il mio come il suo... come tanti altri cuori... Ecco... l'unico personaggio che non s^r mai comico... che non pu essere comico... che non pu diventarlo Gabriello... perch va fino in fondo alla sua speranza... e sar logico fino alle conseguenze estreme... La porter a riva questa poveretta... la sposer... la aiuter, adesso che sola... disperata... Mentre Marcello non aiuter n l'una n l'altra... S... come ha detto lei poc'anzi?... (A Gabriello).

Gabriello - ... La volevo portare nella mia camera mobiliata...

Gaspare - Ecco... (con voce cattiva) s: tra i gatti e le rondini (Mutando voce e alzando le mani al cielo) S, tra le rondini... e le rifar la vita... C' dunque una via di salvezza (per lei e per Yvonne... lei non dovr pi camminare per i vicoli... come un ladro... perch paga di persona... A me! - lei! - non uni fa ridere!... Mi fa ridere lui - Marcello - vestito di chiaro... con quelle scarpe... venuto qui... a mangiare nel piatto di un impiegato... E' lui che fa ridere!...

Marcello - (con tono avvilito) Una vergogna, la mia?

Gaspare - (a Livio) Come crede. Ma sono gli altri che si vergognano di lei. (Al gruppo dei personaggi, meno Livio) In questo salotto sarete tutti d'accordo. (A Livio) E la chiamavi passione, questa?...

Livio - E quella di mamma?

Yvonne - (a voce lenta, trasognata) Una belva!... una belva!

Gabriello - ... rintanata dietro quella sua cattedra!...

Tit - Una helva!

Gaspare - Hai sbagliato. Lo dicono loro stessi!... JNon ti obbediranno!... Perch fare una etatua, -della perdizione d'Yvonne?

Livio - La tua una piet senza coscienza! La perdizione d'Yvonne?... Con un bastardo... E' ritornata nella casa del padre - svergognata! - con un bastardo!

Gaspare - Con un figlio ritornata... con un figlio! (Rivolto a Gabriello) Le si avvicini... adesso proprio sola... si butti dietro le spalle pregiudizi di lui... non sono vezi... le si avvicini!

Livio - (ridendo amaramente) ... Tu arrivi all'ultima scena!... Per loro due facile una soluzione... Ma per Tit?

Gaspare - E tu hai potuto vedere l'amore (indicando Marcello) dentro quel fantoccio?...

Livio - E la mamma?...

Gaspare - Per la mamma ci sono i figli...

Livio - (cattivo) Come Tit?

(Tit si mette a singhiozzare).

Gaspare - Come Tit... (Avvicinandosi a Titi) Su... non piangere!... non gli obbedire, non gli obbedire pi... intanto non vero niente... non vero niente... E' un incubo... E' un incubo... E' un incubo...

Tit - (piangendo) Ma la mamma?... Non sai tu, allora, della mamma?

Gaspare - (mutando tono di voce e accarezzando Tit)... Gi, la mamma... Come pioveva in quel Natale... Ti ricordi, Tit?... Allora si abitava in quella casa che sembrava una caserma... cortile, cenci, cenci... bandiere di miseria a tutte le finestre... e lei, china, l... a cucire, a cucire... per guadagnare, alla fine del mese, le 30 lire per i regalucci di Natale... E toccava a lei redimere tutti... Ecco, guarda, Yvonne I caduta su un vetro e si graffiata un ginocchio!! Oh, guarda, Tit, ha le scarpette sfondate e la strada che porta alia scuola piena di pozzanghere!! ... Ecco... vedi... signora madre... questa una croce... Ogni figlio un chiodo... un chiodo come quelli che hanno usato per nostro Signore Ges Cristo!... Eh, gi, nove mesi a me, nove a te, nove a Livio, nove a Yvonne. Una croce. E poi, ci ha nutriti col suo seno. E mai dormire la notte, e mai pace. Poi ci ha tirati su, a stento e a fatica. E i guai, tutti su di lei E poi? E poi basta. Da ogni galera si deve pur uscire un giorno. (Ribellandosi forte) Poi, ognuno padrone della propria vita. Padrone di guastarla, se vuole. Sta a lui.

Tit - (tra i singhiozzi, parlando a se stessa) Sono stata io.

Gaspare - ... Ma rovesciata tutta la trama, con la stessa logica colla quale siete giunti a ucciderla, giungerete all'ultimo' anello della nuova catena. Se tutto logico, la madre nascer dai figli, adesso: dai figli che l'hanno uccisa. Quando la madre nostra ci ha dato la vita e il volo, ha finito. Allora cominciamo noi a crearla, perch resti in noi, cos come una cosa che non muore pi. Una creazione s, nostra. E il tuo gesto si annuller, Tit, non piangere... Io a questa tragedia non voglio credere. (A Livio) L'hai inventata tu...

Livio - L'ho inventata io, ma l'ha vissuta lei... lei...

Gaspare - (affrontando Livio) Che pretendi, tu, da tua madre?... Io non credo alla tua legge! Fantocci... sono fantocci!... Tu non esisti... Fatti vivi... fatti veri... essi... tutti,., uno per uno ti disobbediscono... come Yvonne... come Gabriello... come Tit... Tu non esisti... Non c' niente di vero in te, neanche la morte... che tu t'inventi senza conoscere... neanche la morte...

Livio - (arretra, tendendo le mani verso la porta chiusa, e va a far gruppo fra Tit e Marcello sulla parete di destra. Mormora tra se) Non esisto...

Gaspare - Come quelli che inventi... VaWe'ne! Vattene! (volgendosi alla porta chiusa e implorando) Ma che volevano da te, inanima, oltre la vita?... Anche se il peccato t'ha fatto ridere una volta, anche nel peccato, io ti vedo pura, immacolata! Tu, a testa china... per l'eternit. La commedia dura due ore... il tuo martirio da anni!! Sono io... io... io... il tuo Gaspare... (Tornando a volgersi verso gli altri) Ma una favola, questa, un'invenzione, un incubo... (Gettando via le carte dal tavolo di Livio) Carta da libri... Tu sei viva! Viva!... (Gridando si avvicina alla porta chiusa) Tu sei viva, viva! Nella mia realt disperata! Viva! Viva! (Gaspare batte alla porta e la spalanca. Oltre la soglia, quasi in apparizione, la madre, a braccia tese in un fascio di luce. Viene innanzi, Gaspare s'appoggia alla parete. Tit cade in ginocchio afferrandosi a Livio, che si copre la faccia col braccio).

FINE DELLA COMMEDIA