GIULIETTA
TI PRESENTO
ROMEO
Ovvero
QUESTA SERA SI
RECITA
SHAKESPEARE
Commedia comica in due atti di
Natili-Giustini
Personaggi
Alcuni personaggi di questa commedia recitano se stessi alle prese con lallestimento del dramma Romeo e Giuletta di Shakespeare.
Rosica Forte................................................ Marito di Pina
(Rocco Aversano)....................................................... e primo Romeo
Pina Scognamiglio...................................... Attrice
(Pina Rossetti)............................................................. e prima Giulietta
Regista del dramma............................................. Regista / Angelo
(Angelo Grieco)......... e Frate Giovanni e Suggeritore
Marco Siciliano........................................... Il proprietario del teatro
(Marco Siciliano)....................................................... e Frate Lorenzo
Azio............................................................... lOperaio scenografo
(Salvatore Lambiasi)................................................. e nobile Capuleti padre di Giulietta
Diego............................................................. Tecnico delle luci
(Diego Gazzelloni).................................................... e nobile Montecchi padre di Romeo
Radu............................................................. Aiuto operaio rumeno
(Marco Giacomozzi).................................................. e Servitore dei Montecchi
Milena........................................................... Attrice
(Milena Forzato)....................................................... e Donna Capuleti madre di Giulietta
Aida............................................................... Attrice
(Aida Capone)............................................................... e Donna Montecchi madre di Romeo
Elena............................................................. Attrice
(Elena Tangianu)........................................................ e Nutrice
Antonietta.................................................... la Costumista
(Antonietta Lombardi)............................................. sarta
Francesco.................................................... Attore
(Francesco Testa)...................................................... e Mercuzio
Isabella......................................................... Giulietta Bis
(Isabella Di Belardino)
Maurizio....................................................... Romeo Bis
(Maurizio Pedini)
Fabio............................................................. Tecnico audio
(Fabio Forzato).......................................................... fonico
Dream Works.............................................. 5 Ragazze Coro
PRIMO ATTO
Il sipario gi aperto sul palcoscenico spoglio di scenografia. Si notano sia in quinta destra che in quinta sinistra parti di elementi scenici poggiati alle pareti, sedie messe alle rinfusa sul palco, un divano coperto da un lenzuolo bianco, un albero di Natale e un mobiletto con sopra un telefono.
Mentre il pubblico sta ancora riempiendo la sala AZIO, loperaio scenografo entra ed esce da una quinta allaltra fischiettando: una volta porta un pannello di scena, unaltra due cantinelle, altre volte vari elementi. Latmosfera che si deve far respirare al pubblico in sala, quella di una normale serata di prove.
Anche Radu, laiuto operaio di Azio entra ed esce portando oggetti vari.
La commedia ha inizio nel momento che con un gesto convenzionale, si far capire che il teatro pieno e che si pu iniziare.
Entra in scena Diego con in mano un filo elettrico che termina con una presa di corrente. Indossa una tuta da operaio. Guarda in alto come per controllare le luci.
DIEGO: (Urla a Fabio che sta in galleria) Fabio (pausa) Fabio!
FABIO: (si affaccia dal parapetto) Che te strilli!Che vi.
DIEGO: Damme er verde!
FABIO: (dallalto) Che tho da da?
DIEGO: Mha da d Il verde!
FABIO: Spiegate meglio che co tutti sti madad e tadad non ce sto a cap niente.
DIEGO: Il verde!... Mha da d.la luce verdeeee!!!
FABIO: Aspetta un secondo. (pausa) S acceso adesso?
DIEGO: (guarda in alto e) Niente! (Urla) Nun s acceso.
FABIO: Se vi te posso da n cerino.
DIEGO: C poco da fa i spiritositra un po se comincia e ancora le luci non funzionano (esce, per rientrare subito dopo) Fabio ho trovato perch non funzionanoc un filo rotto. (Poi rivolto Radu che sta sulla scala impegnato a fissare una vite ad un pannello) Radusei stato te a rompe er filo?
RADU: (Parla con accento rumeno e facendo segno verso Azio) Io?... No, no!... Lui lui ha rotto.
DIEGO: Ah stato lui. (lo chiama) Azioooo!
RADU: E inutile parlare lui sordo non sentire.
DIEGO: Questo er sordo der compare sente quello che j pare. (D un calcetto ad Azio per richiamare lattenzione) Azioooo!
AZIO:(si volta di scatto) Che vi?
DIEGO: Sei tu che mhai rotto er filo?
AZIO: (arrabbiato) N artro carcio e te do na martellata.
Rocco si alza dalla poltrona della prima fila. Dalle movenze e dal modo di parlare si nota che un gay.
REGISTA: Basta!... Ditemi uno come fa a concentrarsi nel copione se c chi grida in questa maniera
DIEGO: Scusi dott so io, Diego, e (gli fa vedere il filo rotto) volevo sap chi me laveva rotto!
REGISTA: Se non lo sai tu che vuoi che ne sappia io Gi per me difficile ricordarlo figurati.
DIEGO: Dott lei ha pure ragione, ma io mo nun so che devo fa?
REGISTA: E che devi fare che devi fare E Shakespeare che dobbiamo fare mica Pierino va in citt Shakespeare e tu sai chi Shakespeare?... Lo sai?
DIEGO: Er centravanti der Manchester?
REGISTA: Poi dice che il teatro va a rotoli!... V a fare quello che devi fare, va, che meglio. (Si alza facendosi sotto il palco)
Azio, intanto va a prendere due cantinelle, mentre Radu continua nel suo lavoro.
DIEGO: A dott, m zompato er verde che dava in quellangolo e nemmeno da d che cambio la gelatina e la metto al posto de rosso perch poi e rosso chi ce lo d?
REGISTA: Come chi ce lo d (sale sul palco) Vai su alla consolle tiri fuori il pin-jack del rosso e lo infili nel giallo poi metti laltro nel blu e cos vedrai che con il giallo e il blu quellangolo star al verde.
AZIO: (Rientrando) A dott nun c bisogno der giallo e der blu basta che in quellangolo ce se mettemo noi tiramo fori le saccocce e
RADU: (tirando fuori le sue tasche) Tutto teatro diventare verde.
REGISTA: (lo rimprovera) Anche tu, ora?
RADU: Scusiprendo attrezzo! (esce)
REGISTA: Beh visto che sei il tecnico delle luci tocca a te risolvere il problema vai su e facci vedere questo benedetto verde.
DIEGO: A dott per quei due mica ci hanno torto eh? (mentre scende la scaletta per recarsi su alla consolle) Perch non parla col produttore?!... Lei che il regista lo stanno a sent! Io so tre mesi che nun pijo lo stipendio?!
REGISTA: Ecco un altro che piange Qui non sapete fare altro che piangere me lo avete allagato questo teatro. (Radu rientra, sale sulla scala a libretto e si rimette a lavorare, mentre Rocco continua) Se sapevo, invece di Giulietta e Romeo mettevo su il musical Cantando sotto la pioggia. (canta il famoso brano Sing in the rain iniziando a ballare un tip tap)
01 SING IN THE RAIN
Azio, che ha in mano due piccole catinelle si affianca a lui lanciandogliene. Rocco la prende al volo e i due, in coppia, si esibiscono con 2 otto di ballo fino a che Azio lo intruppa sbagliando. Rocco gli restituisce la catinella.
REGISTA: Toh, Fred Astaire da strapazzo non meriti una Ginger Rogers come me. muratore!
AZIO: Montatore dott montatore! (Azio riprende controvoglia il suo lavoro e mentre batte con il martello canta a squarciagola)
AZIO: (canta) Casetta de Trastevere casa de mamma mia
REGISTA: Bravo solo questo puoi fare battere.
Azio continua a cantare cercando tra le cose in terra.
AZIO:(cantando) Chi mha portato via er pezzo da inchiod
REGISTA: Finiscila devo ripassare le scene del copione! (per leggere va a sedersi su un gradino della scaletta del proscenio)
RADU: Dottore lei dimentico che signor Azo sta mezzo sordo. (sempre da sopra la scala urla ad Azio) Signo?
AZIO: (continua a cantare mentre prende una cantinella) Qui ste du scene cascheno me devi da na mano
RADU: (rassegnato) A-zioooo!
AZIO: (canta) Mettemece du chiodi pe falle combaci!
RADU: (prende dei chiodi dalla tasca apposita e scende dalla scala e urla) A zio Devi smette cantare!
AZIO: (si gira spaventato) Che te strilli?!
RADU: Se tu non sente io grida. Signor A-zo
AZIO: Me chiamo Azio non A-zo nun semo mica parenti. Metti i chiodi nella cassetta degli attrezzi.
RADU: Io rumeno preciso Quali metto? Quelli cortiquelli lunghi o quelli medi?
AZIO: Ma mettece quelli che te pare!
RADU: E no! Io rumeno preciso io operaio preciso In Romania tutto preciso.
REGISTA: Basta per favore! Invece di discutere perch non cercate di sbrigarvi? Avete visto che ore sono?
RADU: (guarda lorologio) Le sette.
DIEGO: (passando nel corridoio laterale. Ha in mano un faretto) Radu guarda che le sette so passate da du ore.
RADU:(Guarda lorologio, lo scuote, se lo mette allorecchio) Orologio va indietro.
AZIO: Meno male!... Cos finalmente non dici pi rumeno preciso.
RADU: No!... Io sempre rumeno preciso orologio che purtroppo no rumeno svizzero e (fa segno che non va) io un giorno voglio tornare mio paese... solo che non ho soldi.
DIEGO: (che gi sul palco) Se solo pe questo, nun c problema! Vai alla Stazione Termini te metti a sede per terra co n cappello in mano e un cartello co su scritto: Aiutateme a torn in Romania!... In du secondi, non solo ciai i sordi pe tornattene ar paese tuo ma co quelli che tavanzeno ce poi pure camp de rendita.
REGISTA: (salendo sul palco) Ma che aspettate annacce!... Te e te e io a quel paese lo sai come ve ce mannerei?
I TRE: Preciso!
REGISTA: Bravi! E cercate di lavorare piuttosto. Se ci sar una penale a voi che la far pagare a voi.. a voi a voi. (Esce)
RADU: Il regista s arrabbiato!
DIEGO: Beh te credo, tra un po dovemo anna in scena e noi stamo ancora cos
AZIO:(gridando) Radu vamme a pij artri chiodi che lho finiti!
RADU: (gridando) A-zio come li vuoi?
AZIO: Come te pare. E poi nun me devi chiama pi a zo! Io non so tu zio io so romano e no rumeno.
RADU: E puro io! (esce cantando) Semo rumeni trasteverini.
AZIO: (a Diego) Ma guarda chi me doveva capita. (mentre parla riprende a lavorare fermandosi di tanto in tanto) Su Portaportese cera scritto: operaio specializzato preciso nel lavoro e nellorario. Io lo chiamo e chi me se presenta?.
DIEGO: (grida) Tu nipote!... Ah te chiama Zio?! (sobbalzando emette un grido perch maneggiando i fili ha preso la scossa) Aioooh!
AZIO:(riprende a battere con il martello e a cantare questa volta sullaria del Barcarolo romano) Lelettricista pija la corente ma abituato e lui manco la sente.
DIEGO: E invece lho sentita eccome! Ammazza che schicchera.
AZIO: Cos tempari a pijamme in giro!
Si sente la voce fuori scena di Angelo.
REGISTA: (v.f.s.) Muratore?! Muratoraccio?
DIEGO: Arieccolo ti!... Famme ann a trov subito er guasto senn questo sta volta me licenzia sul serio (Esce)
REGISTA:(entra e grida. Azio di spalle) Muratore!
AZIO: Ma che stamattina strilleno tutti! (a Rocco) A regi si ce lha co me io nun so n muratore ma un montatore de scene.
REGISTA:(contento) Ah lei sarebbe un montatore?
AZIO: E gi montatore (guarda Rocco che lo fissa in modo equivoco) ma non si metta in testa cose strane montatore di scene solo quelle.
REGISTA: Peccato.
AZIO: Che ha detto?
REGISTA: (cambia discorso gridando) Niente! Ho detto che qui ancora tutto sottosopra!
AZIO: E allora me lasci lavora che sto n ritardo! (riprende a battere sulle catinelle. Grida) Radu sbrighete me so rimasti du chiodi. (Poi calmandosi)Comunque non si preoccupi dotto tra unora sar tutto a posto.
REGISTA: Gi doveva essere tutto a posto carino no tra unora! Tra poco arriva gente e noi ancora dobbiamo mettere a punto alcune cose del dramma.
AZIO: Eh?
REGISTA: Ho detto la vo ri (mima facendo finta di battere il martello) che si fa tardi! (mima guardando lorologio).
AZIO: (scandendo con il battito del martello) Ho ca pi to! Ma io nun posso la vo ra ne!
REGISTA: E perch?
AZIO: Ho fi ni to li chio di!
RADU: (entrando con in mano la busta con i chiodi) Eccoli qua! Io operaio preciso io rumeno preciso in Romania (insieme ad Azio) tutto preciso!
AZIO: S meno che lorologi perch so svizzeri. Damme sti chiodi piuttosto che qui arriva che ce licenziano a tutti e due.
Radu gli d i chiodi. poi si abbassa in terra e tiene ferme con le mani le due cantinelle.
REGISTA: (Continua a guardarsi intorno) Ma guarda che disastro! C ancora la scenografia dellaltra commedia. (prende il telefono) Che ci dovrei fare con questo?... Giulietta che telefona a Romeo?... E chi lo avrebbe dovuto inventare a quei tempi? Mercuzio?!... Ma vaffancuzio va! Io devo fare Shakespeare il vero Shakespeare. E poi un albero di Natale questa bella (arrabbiatissimo) un albero di Natale in un dramma di Shakespeare?!... Siamo proprio in un altro mondo. (Grida) Portatemi via questo albero di Natale Portatemelo via! (a Azio) Montatoreee?
RADU: (voltandosi) Parla con me! Signor Azo mezzo sordo.
REGISTA: (contento) Monti anche tu?
RADU: No io smonto!
REGISTA: (deluso) Peccato! E allora signor Radu, porti tutto in magazzino.
RADU: Albero di Natale portato via Azio.
REGISTA: Bravo! Lalbero di Natale non centra niente con il dramma di Giulietta e Romeo.
RADU: Scusi ma io sono rumeno preciso. Lei sa dove magazzino?
REGISTA: Certo caro se vuoi posso accompagnarti io.
RADU: No non si preoccupi io lo so ricordato.
AZIO: (riprende a battere col martello e cantare sullaria diQuant bello fa lamore) Quant bello ann da soli in magazzino
RADU: Buono consiglio A-zo buono consiglio (Radu esce)
Entra Marco Siciliano, il proprietario del teatro.
DIR. TEATRO: Buonasera signor regista.
REGISTA: Ah!... Finalmente il produttore! Signor Siciliano come da contratto la scena a questora gi doveva essere pronta.
DIR. TEATRO: Mi spiace ma una compagnia teatrale oggi ha fatto un matine e gli operai non hanno fatto in tempo a togliere questo mobilio.
AZIO: (riprende a battere col martello e a cantare) Le martellate so a tutte lore ammazza che fatica tocca fare ma purtroppo devi da campare e pe magn te tocca lavorare
REGISTA: Stop! Basta con questa cantilena! (a Marco) Se questo suo operaio invece di lavorare seguita a cantare come facciamo ad andare in scena.
DIR. TEATRO: Vede signor regista Siccome poverino sordo ha bisogno di sentirsi. Allora se non canta non lavora come dovrebbe lavorare se cantasse, ma se canta e lei lo sente che canta allora lavora come se non cantasse ma canta perch lavora!
REGISTA: (frastornato) Non ci ho capito una mazza!
DIR. TEATRO: Nemmeno io, per n fa niente!
RADU: (rientrando) Buonasera signor Marco.
DIR. TEATRO: Radu tu che sei preciso. Quanto ci vuole ancora? Tra poco il dottore deve andare in scena.
RADU: Non sapere io rumeno preciso in Romania tutti precisi e non dire si o no se non sapere. (batte sulla spalla di Azio e grida) A-zo!
AZIO: Io e te nun semo parenti, come te lo devo da dineio me chiamo Azio Azio me chiamo allora Che vi?
RADU: Az (ci pensa poi) Azio volerti dottor Siciliano.
AZIO: (girandosi verso i due uomini in piedi dietro di lui) Signor Siciliano. Dica pure!
DIR. TEATRO: Azio fuori gi c sta gente. Ti prego dimmi che ce la fai a montare questa scenografia per il dramma del dottore qui presente.
AZIO: Parli pi forte che nun capisco.
DIR. TEATRO: (grida) Dicevo di sbrigarti tra poco lui ha un dramma!
AZIO: Che?
REGISTA: (quasi implorando) Stasera ho un dramma!!!
AZIO: A sor Arm E questo mica solo stasera ci er dramma co quer vizietto che saritrova er dramma suo permanente!
Rientra Diego tirando un filo da una parte allaltra.
REGISTA: (alza le braccia sconsolato) Devo fare Giulietta e Romeo e con tutte queste cianfrusaglie in mezzo non so come fare. E poi ci sono ancora le luci da montare.
DIEGO: No, dott montatore lui comunque io ho finito tutto a posto.
DIR. TEATRO: (a Rocco) Comunque carissimo regista c spazio sufficiente per la provetta prima dello spettacolo se vuole pu incominciare anche subito.
REGISTA: E come? Con gli operai che battono?
DIR. TEATRO: Beh intanto che arrivano le attrici.
DIEGO: Perch poi battono loro?
DIR. TEATRO: (minaccioso) Ecco ce mancavi giusto te con queste uscite buzzurre pensa a far presto piuttosto che meglio.
DIEGO: (in modo dimesso) Scusi.
DIR. TEATRO: (a Angelo) Senta dottore visto che siamo in ritardo... vorr dire che dai conti generali le scaler due giornate di prove. Va bene? (dalla tasca prende unagendina e scrive appunti)
REGISTA: Almeno questo!... (a Diego) Senti Diego Porta su questo CD a Fabio la musica che deve mettere quando Giulietta in catalessi.
DIEGO: Ho capito lo deve mette quando torna a casa Lassie?... Scherzavo dott!... Glielo porto subito! (scende dal palco e va in galleria)
AZIO: (canta) E gira se la vi gir canta se la vi cant
REGISTA: Quello scherza quellaltro canta ditemi voi se si pu andare avanti cos!
Entrano Pina, Milena e Francesco. si guardano intorno esterrefatti parlando a braccio. Azio continua a cantare.
PINA: Maronna mia, San Gennaro e tutti i santi
FRANCESCO: Con questo caos come facciamo ad andare in scena
PINA: Stasera si rappresenta: O trasloco del San Carlino!
MILENA: Io in queste condizioni non faccio neanche le prove.
Poi continuano a gesticolare ed a parlare ad alta voce tra di loro con frasi a soggetto.
AZIO: (canta) Er Tevere da quanno er Tevere da quanno annato fora
REGISTA: (batte le mani facendoli zittire tutti, compreso Azio) Ueh, ueh! E cos questo bailamme! Oh, Santo iddio! Un attimo di silenzio. (Poi si calma e mentre va a mettersi seduto)
DIR. TEATRO: (cerca di spiegare)Purtroppo questa mattina c stato un altro spettacolo
AZIO: (lo interrompe riprendendo a battere e a cantare sullaria di Casetta de Trastevere) Fa piano murat co quer martello nun lo vedi ci er dito ancora l.
DIR. TEATRO: Bastaaa!!! (Azio smette di cantare e Marco riprende il discorso da dove lo aveva lasciato) Dicevo che questa mattina c stato un altro spettacolo e gli operai non hanno fatto in tempo a cambiare la scena
PINA: Pe forza! Se chisti cantano invece e lavora, ce facimme notte!
AZIO: (riprende a cantare) Mhai preso co na botta sopra ar callo e come faccio mo a cammin
FRANCESCO: (a Azio) Per favore non ha sentito quello che ha detto il dottor Siciliano?... La smetta!
Azio non sente e continua a battere.
RADU: (ferma la mano di Azio) Stop! A zio stop. C da lavorare!
DIR. TEATRO: Ecco, bravi e cercate di togliere di mezzo tutto ci che non serve
Azio insieme a radu si danno da fare a togliere le cianfrusaglie dal palco.
DIR. TEATRO: (agli attori) Stavo dicendo che oggi c stato un matine e gli operai hanno dovuto smontare le scene di un altro spettacolo e cos sono in ritardo per il vostro
PINA: E gi noi venimmo sempre doppo e io Pina Scognamiglio prima attrice del prima attrice del
MILENA: della borgata Finocchio.
REGISTA:(precisa ai presenti) Che bello proprio il mio posto ideale.
PINA: Io aggio calpestato le scene internazionali
FRANCESCO: Infatti Garbatella, San Basilio, Tiburtino terzo
PINA: Ha parlato Carmelo Bene.
FRANCESCO: Guarda che quello morto.
PINA: E pure tu solo che ancora non te ne s accorto.
REGISTA: Basta basta! Per favore non cominciamo a litigare proprio adesso. Vi ricordo che tra poco dobbiamo andare in scena.
AZIO: Anchio dott devo anna a cena!
DIR. TEATRO:(come a giustificarlo) E sordo. (Poi ad Azio) Lavora Azio lavora! E voi non scoraggiatevi quando arriver il pubblico sono sicuro che sarete pronti.
REGISTA: Ma certo ora che arrivano Giulietta e Romeo una provetta di un quarto dora e siamo pronti per andare in scena.
FRANCESCO: Giulietta e Romeo due attori che neanche conosciamo.
PINA: A dott!... Chilli co nuje non hanno mai fatto neanche una prova.
MILENA: Infatti la prima volta che mi capitanella mia carriera di grande attrice di lavorare con gente che neanche conosco.
PINA: A parte la grande attrice, ma chista comparsa tiene ragione una Giulietta e un Romeo che non si sono neanche mai visti non sappiamo neanche come recitano
FRANCESCO: e poi la parte?... Siamo sicuri che sappiano la parte?
PINA: E pure sellerone ha ragione si pu sapere chi sono chesti fenomeni?
REGISTA: Sono ottimi attori con repliche di tre anni sulle spalle.
MILENA: Saranno pure bravi ma con noi non hanno ancora mai recitato.
REGISTA: Non vi preoccupate, sanno tutto a memoria. E poi il dottor Marco Siciliano per oggi non ci fa pagare luso del teatro cos risparmiamo pure... vero dottor Siciliano?
DIR. TEATRO: Ma certo certo
PINA: Aggio capito! Quanno c e risparmia tu si sempe o primmo! Forza accendiamo e candele, accuss risparmiammo pure a luce!
DIEGO:(dalla galleria) A dott, ma quella mica star a d sur serio!... Adesso che ho aggiustato e luci dovemo us e candele?
REGISTA: Ma chi ti ha mai detto una cosa simile.
DIEGO: quella l dott qua cornacchia che ha parlato adesso.
PINA: Cornacchia a me!... Ma lo scurnacchiato s tu ca nun s capace manco e appicci na lampadina e cinque candele
DIEGO: Ha parlato lAnna Proclemer dei poveri
PINA: Statte zitto ca si vengo su te butto abbascio! (al regista) Parla lui ca nun bbono neanche appicci nu lumino a i muorte soje
DIEGO: Ma a quelli de tu nonno per, s!
PINA: Teniteme teniteme che laccido! Me tocca e muorte, me tocca! ...Teniteme Teniteme (nessuno la tiene) Beh che fate?... Nun me tenite?... Me fate fa e ffigure?!... (La tengono. Poi ancora a Diego) Scenni gi se tieni o curaggio scenni gi. (A chi la teneva) Mo mi potite lass me songo calmata.
DIR. TEATRO: Basta per favore nel mio teatro non voglio che succedono certe cose. Il primo che alza la voce lo caccio via.
PINA: (a voce bassa) Tanto primma o poi taghiappo sa n do vai!
REGISTA: Tho detto tante volte di non parlare in dialetto napoletano Shakespeare ha immaginato il dramma nella citt di Verona.
PINA: E io mica sto recitando.
FRANCESCO: Comunque la calata dialettale c sempre
MILENA: Soprattutto quando reciti.
PINA: E va buono vorra dicere che so andata a Verona comme emigrante.
FRANCESCO: Non dire stupidate!
MILENA: Questo un dramma shakespiriano (a Angelo squilla il cellulare) e non una sceneggiata napoletana.
02 SQUILLO CELLULARE
REGISTA: (risponde) Pronto? Si? (pausa) No! (pausa. angosciato) No! (pausa. Preoccupato) Si! (pausa. Speranzoso)
Mentre Angelo al telefono, gli attori tra un si! ed un no! si guardano stupiti.
FRANCESCO: Ma chi ?
REGISTA: (c.s.) No! (pausa) Si? (pausa. Poi insieme a Pina) No!
MILENA: (ilare, agli altri) Quando questo ha finito di fare il gioco del si e del no giochiamo tutti quanti a un, due, tre, stella.
REGISTA: (chiude il telefono) Siamo nei guai! Lattore che doveva fare Romeo ha avuto un incidente di macchina. Niente di grave fortunatamente ma in ospedale in osservazione per quarantotto ore.
PINA: O tengono in conservazione pe quarantotto ore? E dove o miettono dentro o frigorifero?
DIR. TEATRO: (arrabbiato) In osservazione Pina e non in conservazione, ignorante!... Ora s che siamo nei guai
PINA: E che sar mai aggio capito malamente!
REGISTA: Altro che guai questa una catastrofe.una catastrofe
FRANCESCO: Signor regista mi venuta unidea!
PINA: Tutti zitti! A o sellerone venuta unidea?!
FRANCESCO: Embeh perch non la posso avere?
PINA: Hai nu cervello cos piccirillo che lidea pe trasire deve fa manovra!... Ma fammi il piacere unidea
MILENA: Ha parlatoil nobel per la fisica.
PINA: O pu dd forte che tengo o fisico.
DIR. TEATRO: Per favore non il momento di bisticciare. (a Francesco) Qual la tua idea?
FRANCESCO: Beh la parte di Romeo potrei farla io!
Le due donne scoppiano in una mal trattenuta risata
MILENA: Tu?! Ma se ancora non conosci nemmeno le tue di battutecome fai a fare quelle di Romeo.
FRANCESCO: E che significabasta mettere un suggeritorenella buca
PINA: Dinta bucadovrebbero miettere a teno o suggeritore.
Durante il dialogo il regista preso dai suoi pensieri. Cammina avanti e indietro lungo il palcoscenico mentre Azio con Radu lavorano alla scenografia. Prendono misure, uniscono catinelle tra canti e fischi.
FRANCESCO: Signor registaallora?...Lo faccio io Romeo?
REGISTA: Tu?! E se tu fai Romeo la parte di Mercuzio chi la fa?
FRANCESCO: La fa un altro oppure lo togliamo dal copione.
REGISTA: Che togliamo che togliamo. Abbiamo gi tolto Tebaldo non possiamo togliere pure Mercuzio, lamico di Romeo.
FRANCESCO: Se vogliamo andare in scena lunico modo.
DIR. TEATRO: Per quel che mi riguarda, Romeo pu farlo chiunque limportante che io non perda i soldi dellaffitto del teatro.
REGISTA: Scusi in che senso?
DIR. TEATRO: Non penser mica che io rinunci ai miei euri gli accordi vanno rispettati. Mi dispiace per lattore che ha avuto un incidente ma se non andate in scena io voglio esser pagato lo stesso.
REGISTA: (disperato) E allora abbiamo perso i soldi perch insieme a lui cera anche lattrice che doveva fare Giulietta E in ospedale anche lei!
PINA: Meglio accuss!
REGISTA: (isterico) Che vuol dire Meglio accuss!? Forse non hai capito ma siamo costretti a rimandare la prima per mancanza di interpreti.
DIR. TEATRO: Ma voi siete pazzi i biglietti sono gi stati tutti venduti e io non rimando un bel niente.
PINA: Bravo il dottor Siciliano! Infatti cosa gli diciamo al mio pubblico, che sta gi premendo qui fuori ritornate a la casa che la commedia non
REGISTA: (entrando in battuta) Dramma mia cara!... Non una commedia un Dramma Shakespiriano.
PINA: E va buono Che il dramma serespiriamo non si fa pe mancanza e personaggi? E poi chisto vuole essere pagato o stesso!
DIR. TEATRO: Gli affari sono affari.
PINA: (ad Angelo) Hai capito? Gli affari so affari (a Marco) e mo caro produttore visto che songo affari tuoi... a dd recit pure tu se manca qualcuno.
DIR. TEATRO: Ma io sono un produttore non ho mai recitato e poi, mi vergogno.
PINA: Fai o frate Lorenzo ca ccuss te copri co cappuccio e n te vergogni.
DIR. TEATRO: Ne riparliamo dopo e ricordatevi che gli affari sono affari.
Il Direttore del Teatro esce. Entrano in scena Elena e Aida.
ELENA: Buonasera
AIDA: (entrando) Scusate il ritardo ma abbiamo trovato traffico.
PINA: Quando c da fare e prove trovate siempe o traffico.
ELENA: Tu intanto Fatti gli affari tuoi!
Un attimo di silenzio.
AIDA: Beh?... Nessuno parla?
ELENA: Che successo?
AIDA: Perch quelle facce.
PINA: Prestace a tua accuss ce facimmo quattro risate.
AIDA: Ha parlato una che la mattina quando si specchia, lo specchio si rigira dallaltra parte dalla vergogna.
ELENA: (riferito a Pina) Infatti abbiamo Monica Bellucci.
REGISTA: Dove sta Monica Bellu
PINA: Sta zitta tu che quando s nata, pe non fa spavent gli altri bambini, thanno messa nellincubatrice con i vetri oscurati.
REGISTA: Basta ragazze Qui stiamo in mezzo ai guai. Gli attori che dovevano fare Giulietta e Romeo hanno avuto un incidente di macchina ed ora sono in ospedale.
AIDA: Niente di grave spero!
ELENA: Ecco perch questa mattina mi fischiavano le orecchie.
PINA: E che vu che co qua faccia te facevano un applauso?
Intanto Diego sceso dalla galleria e risale sul palco.
AIDA: Beh io la parte di Giulietta la so quasi tutta. Se siete daccordo la posso fare io.
PINA:(ad Angelo) E scita pazza! (ad Aida) Ma te si vista bene? (fa il verso di una cicciona gonfiando le guance e allargando le braccia) Si talmente cicciona che invece che allanagrafe quando s nata thanno scritta a o catasto! Regista a parte la faccio io e il problema risolto.
AIDA: (a tutti) Lei Giulietta! (a Pina) Peccato che non c il tempo per copiarti in bella, altrimenti saresti stata perfetta.
MILENA: Con sessantanni di meno, ovviamente.
Risata delle altre
PINA: Scurnacchiate!
ELENA: Milena ha ragione Giulietta era una giovincella alle prese con la sua prima esperienza damore Non vero dottor Siciliano? Una come me ad esempio andrebbe benissimo..
PINA:(entrando in battuta) Pe a galera!
MILENA: (ad Marco) Come lei, alla prima esperienza damore!?! (A Elena) Ma fammi ridere. Proprio tu che nei teatri dove sei stata te li sei ripassati tutti dal bruscolinaro al tecnico delle luci.
DIEGO: (smette di armeggiare coi fili) Io sto qua eh?!
PINA: E accomodati accomodati. (poi a Milena) Ha parlato a santarella!
MILENA: Per vostra norma io ho fatto cinema.
PINA: Infatti faceva a controfigura e Cicciolina!
MILENA: Embeh avr fatto pure la controfigura di Cicciolina ma almeno io un fidanzato poi lho trovato.
ELENA: Fidanzato?! Ma quello un boomerang. E talmente storto che se casca ritorna indietro.
MILENA: Brutte serpi velenose battone da due soldi.
AIDA: Che cos questo plurale eh? Ce lhai anche con me? E allora dimmelo in faccia se ci hai il coraggio.
MILENA: (davanti ad Aida) Battona! (a Elena) E pure tu!
ELENA: Io!?!
AIDA: (riferito a Pina) Per non parlare poi della vecchia che la d gratis.
PINA: (basita) Io vecchia!? Io a gratise te mietto sotto i piede.
REGISTA: (Cercando di calmarla) Calma, calma per favore
PINA: (con le braccia larghe) Giulietta ta faccio fa sotto terra co Romeo ca te fa o schiattamorto.
AIDA: Che me fai?... Che me faiiii io tabbotto locchi, tabbotto
ELENA: (a Milena) Sei tu che metti zizzania, brutta vipera che non sei altro.
Le quattro donne si accapigliano tra la soddisfazione degli altri attori. Marco si precipita a rientrare per aiutare Angelo a spartirle. Il regista prende un sonoro schiaffone da Pina.
03 SCHIAFFONE
REGISTA: (toccandosi la guancia) Aioh! Che sventola.
Anche Radu e Azio intervengono energicamente per spartirle.
DIR. TEATRO: (arrabbiatissimo) Basta basta!... Siete delle incoscienti tra poco dobbiamo iniziare e voi non fate altro che litigare.
AIDA: Sono sempre loro che cominciano. (vantandosi) Fortuna che io nemmeno le vedo.
PINA: E se non ci vedi a Cieca de Surriento devi fa no Giulietta!!
AZIO: (si mette a cantare il brano di Pappalardo) Ricominciamo!!
DIR. TEATRO: Basta!... Basta! Tra un quarto dora si va in scena e io non ho intenzione di rimetterci i miei soldi. Giulietta Romeo Mercuzio li faccia chi vuole a me non interessa. Lo spettacolo si fa in ogni modo. (esce ma rientra immediatamente) altrimenti sarete voi a risarcirmi! Tutti voi. (Esce)
Silenzio. Tutti si guardano preoccupati.
REGISTA: Come faccio come faccio Posso sostituire uno Romeo ma Giulietta impossibile.
PINA: E io che ci sto a fare?
AIDA: Me lo sto chiedendo anchio! (ridono)
PINA: Sta zitta zoccola.
MILENA: Ha parlato a sorella de Maria Goretti.
AZIO: (batte col martello e canta) ricominciamo
ELENA: Potrei farla io Giulietta In fondo sono una bella ragazza.
AIDA: Si ma proprio in fondo molto in fondo!
MILENA: Allora io che sono pi bella di Elena.
PINA: Si chi bbella tu!? Ma se quanno s nnata la levatrice invece di dare uno schiaffo a te lha dato a tua madre.
MILENA: Stronza!
AZIO: (batte col martello e riprende a cantare il brano di Pappalardo) ricominciamo
REGISTA: Il problema che ci vuole una giovane che sappia la parte.
PINA: (vantandosi) Modestamente da giovane cio un paio di anni fa questa parte laggio recitata tante volte.
ELENA: (sottovoce alle altre) La prima volta direttamente con Shakespeare! (ridono)
MILENA e AIDA: (insieme) Sedicesimo secolo! (ridono ancora)
REGISTA: Per se sa la parte vista la situazione in cui ci troviamo
AIDA: (basita) Lei!? Ah, ah Giulietta con laccento napoletano?
PINA: Embeh? Sar la novit teatrale dellanno! Facimme na cosa nova pisicologgica che oggi va tanto di moda. E poi lammore e uguale dapertutto a Verona comme n goppa o Vesuvio. Se il regista far comme dichio vedrete che questa sera ci prenderanno tutti
FRANCESCO:(entrando in battuta) A pomidorate! (ridono)
PINA: Ci prenderanno in tutti i teatri italiani!
ELENA: Si per scopare per terra.
PINA: Se levi terra e lasci scopare tu s a maestra.
AZIO: (batte col martello e riprende a cantare il brano di Pappalardo) ricominciamo.
PINA: Mi dia retta se faccio Giulietta sarebbe nu successo.
AIDA: Brava hai detto bene sul cesso! (le altre ridono)
REGISTA: (grida scocciato) Lasciami riflettere. (passeggia nervosamente avanti e indietro)
PINA: (Gli va dietro raccomandandosi) Chelle so gelose e mme perch so bella.
MILENA: (gli grida dietro) Se tu sei bella noi allora che siamo
PINA: (entrando in battuta) O trio munnezza!
AIDA: Senti chi parla. Sei talmente brutta che le zanzare prima di pizzicarti chiudono gli occhi!
REGISTA: Finitela tutte e tre! (a Pina) Non per offenderti ma a guardarti bene ora che ci penso per quanto ancora piacente non hai pi let per fare Giulietta.
ELENA: E ti ci voleva tanto?
FRANCESCO: Per! Se vero che sa la parte basta metterle una parrucca e truccata per bene potrebbe sembrare
MILENA: (entrando in battuta) Mia nonna! Signor regista non penser mica di dare la parte di Giulietta a questa qui? Ci faremo ridere dietro.
AIDA: Dovrebbe passare prima dal chirurgo plastico e non abbiamo tempo.
PINA: Senti chi parla! (batte le mani) Ges Ges io da o chirurgo! E tu allora? Sei talmente rifatta che co tutta la plastica che thanno messo addosso ce fanno a raccolta differenziata!
AIDA: E qui che ti sbagli perch io sono ancora come mamma mi ha fatto. Chiarissima, levissima, purissima.
PINA: E gi tenimme lacqua minerale, tenimme!
AZIO: (batte col martello e riprende a cantare il brano di Pappalardo) ricominciamo.
REGISTA: Basta! Sono io il regista e io decido le parti. (alle attrici) Visto che tra poco dobbiamo per forza di cose andare in scena facciamo subito un provino e chi sar pi brava far Giulietta. Avanti comincia tu Aida prova la battuta di Giulietta dal balcone. Ecco questo il copione.
AIDA: Io non ho bisogno del copione la parte la so a memoria (a Pina facendole le corna) Ti!
REGISTA: Allora dai Giulietta si affaccia al balcone e declama (agli altri) e voi andate a sedervi in platea! E chi disturba lo sbatto fuori dalla compagnia. Ci siamo intesi?
AIDA: Signor regista il balcone ancora lo devono montareda dove mi affaccio?
AZIO: (canta)Affacciate a la finestra o grugno sfranto!
REGISTA: (arrabbiatissimo ad Azio) Zitto! Adesso basta!... (ad Aida) E tu se il balcone ancora non c, affacciati da dove ti pare. Un po di fantasia per Giove un po di fantasia.
Gli attori scendono le scalette bofonchiando a soggetto e si vanno a sedere in prima fila.
REGISTA: Ho detto di fare silenzio!(ad Aida) Dai comincia a declamare.
Intanto Aida sale sulla scala che stavano adoperando i montatori di scena e da l si accinge a declamare.
PINA: (da sotto il palco, alzandosi) Se c una che deve reclamare chella songhio. Non ho capito perch deve essere lei a provare pe primma.
REGISTA: Declamare ho detto declamare no reclamare (ad Aida) E tu comincia che abbiamo pochi minuti.
AIDA: (recitando male e velocemente verso Radu che gli sta tenendo la scala) O Romeo Romeo! Perch sei tu Romeo?
RADU: Io non so Romeo so rumeno!
REGISTA: Silenzio per favore.
AIDA: Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome o se non vuoi legati solo in giuramento allamor mio ed io non sar pi una Capuleti.
FRANCESCO: (battendo le mani) Brava! Degna di Sarah Bernardt!
ELENA: Loscar ti devono dare!
PINA: Si loscar-da-bagno! (Tutte ridono)
AIDA: (vantandosi, al regista) E indubbiamente la mia parte! Come sono andata?
PINA: (ironica) Benissimo mi hai fatto venire e lacrime n pizzo alluocchi (batte le mani) Maronna mia! Reciti comme nu cane co o cimurro!
AIDA: Ah si? E allora fammi sentire tu (Pina sale sul palco. Aida scende dalla scala e mentre la incrocia per andare a sedersi in prima fila) la grande attrice.
PINA: S na chiavica.
AZIO: (si mette tra loro per non farle litigare e canta) Ricominciamo
REGISTA: Insomma basta voi due di pizzicarvi continuamente! Avanti Pina tocca a te! Dai ripeti la stessa battuta.
MILENA: Ed io?
REGISTA: Tu dopo di lei! (a Azio) Azio dagli il copione.
PINA: (Pina si avvicina al centro della scena e vantandosi) Anchio non ho bisogno! Io tengo a memoria io! (agli attori in platea) Spalancate luocchie e aprite lorecchie e imparate comme si fa! E tutto a gratis! (si mette vicino ad Azio) O Romeo Romeo (Pina recitando come fosse una sceneggiata napoletana lo prende per le spalle e lo scuote) Pecch si tu Romeo?
AZIO: (spaventato) Aohma che vi?
PINA: (c.s.) Rinnega tu padre
AZIO: Mi padre mica annegato!
RADU: Signo c da lavora!... Fare in fretta.
PINA: Statte zitto marucchine!
RADU: Rumeno prego!
PINA: E va buono siempre de na marca estera s!
REGISTA: (sconsolato si alza e a Radu) Su, su vai a lavorare.
PINA: (riprende) Rifiuta (pausa. Non si ricorda la battuta) rifiuta (Azio odora la manica del camice)
REGISTA: (bisbigliando per suggerire) Rifiuta il tuo nome..
PINA: (c.s.) Rifiuta
AZIO: Aohe quante volte devo rifiuta? (odora la manica) Il camice puzza!
Entrano in scena cinque ragazze precedute da direttore del teatro. Una tiene in spalla un mangiadischi che trasmette una musica ritmata. Le ragazze ballano a tempo di musica (a soggetto per una decina di secondi). Indossano indumenti da prova (tute, ecc). Tutti si fermano a guardarle perplessi fino a che il regista le fa smettere.
REGISTA: Ueh, ueh!... Ferme, ferme! (le ragazze smettono di ballare)
1^ RAGAZZA: Buonasera.
REGISTA: Buonasera un corno chi vi ha fatto entrare si pu sapere cosa volete
2^ RAGAZZA: Siamo venute per il musical Giulietta e Romeo.
REGISTA: Musical?... Musical??... Ma quale musical questo un drammaun dramma di Shakespeare io li odio i musicals e se voi siete venute per ballare (imita due passi di danza sculettando) tic, tic, tic ballando, ballando ve ne potete pure tornare a casa.
DIR. TEATRO: No, nofermi tuttiquale casa e casa le ragazze le ho chiamate io
REGISTA: Ma a me non servono ragazze che ballano.
3^RAGAZZA: Signor Marco se vuole, noi possiamo anche tornarcene a casa (prende il telefonino) ora chiamo mio padre?!... Lei sa chi mio padre, vero?
4^RAGAZZA: Se non lo sa glielo dico io. E il primo avvocato di Roma
5^RAGAZZA: e dato che abbiamo firmato un contratto vero signor Marco?
1^RAGAZZA: Rifiutando un altro lavoro quindi tanti soldi
3^ RAGAZZA: Chi ci paga i danni?
DIR. TEATRO: (entrando in battuta) ma certo ragazze tranquille, tranquille non c bisogno di telefonare (poi ad Angelo) vedi potrebbero fare il coro no?.. .Il coro ci serve in Giulietta e Romeo e poi, lavvocato tu mi capisci no?
REGISTA: Beh certo lavvocato!... (poi alle ragazze) Ma non ce ne era qualcuna di pi?... Come mai solo in cinque?
DIR. TEATRO: E come mai!... Quando stavo di l, anchio ho ricevuto una telefonata. Gli altri attori, quando hanno saputo della disgrazia capitata ai due protagonisti, per paura di fare fiasco, non sono voluti venire. E pensare che questa sera viene a vederci pure lorganizzatore del Festival di Sanremoche figura!
Azio fa segno a Radu che contento perch far sentire come si canta.
FRANCESCO: Questo s che un dramma, altro che avvocato.
REGISTA: Ma quale dramma e dramma diamine un po di fantasia no? Azio, Radu e Diego. interpreteranno la parte degli attori che mancano
PINA: Non si preoccupi signor Marco andr tutto bene ci penser io ad incollarmi tutto il lavoro.
ELENA: Infatti se tincolli una cofana e vai in cantiere, non fai un soldo di danno.
AIDA: Brava! Quello il suo posto non il palcoscenico.
PINA: (a Rocco, scendendo dalla scala) Vuo fa fern a chelle due cagne o ci devo pensare io?
AZIO: (a Marco) Dott se stasera viene quello de Sanremo, posso cant na canzone sa non se sa mai me dovesse mann al Festival
DIR. TEATRO: S ci manchi solo tu. Pensa a lavorare piuttosto.
REGISTA: (grida) Insomma basta! Avanti Pina da capo! (alle ragazze) E voi andate a mettervi sedute e ripassate il coro. (Le ragazze scendono dal palco e si vanno a sedere in prima fila. Poi a Pina) E tu sei pronta?... Ok!... Ciak!
PINA: (si guarda sotto i piedi) Chaggio acciaccato!
REGISTA: Ma no!... Ciak cos lho detto tanto per iniziare.
MILENA: (facendole fretta e appropinquandosi a salire) Signor regista questa sta perdendo tempo perch dopo tocca a me!
PINA: Statte zitta e torna tra le comparse!
Milena si mette seduta sul primo gradino della scaletta.
Pina si mette sul boccascena ed inizia a declamare. Ma in quel momento entra Antonietta la costumista. Antonietta indossa un camice bianco, ha la fettuccia metrica appoggiata sulle spalle come fosse uno scialle, ha una sigaretta tra le labbra e un notes per prendere appunti ed piuttosto miope. Per questo inforca un paio di occhiali cos spessi da sembrare dei fondi di bottiglia, ma nonostante ci non ci vede molto e spesso sbaglia persone e cose. Pina nel declamare il primo verso della sua battuta allunga il braccio destro verso la platea.
PINA: O Romeo... Romeo pecch si tu Romeo? (Antonietta si avvicina e con la fettuccia prende le misure del giro manica)
ANTONIETTA: Grazie signo rimanga cos!
PINA: E mo chesta chi ?
ANTONIETTA: Bona che famo subbito!
REGISTA: (grida) Stooop! Lei chi ?
ANTONIETTA: Come chi so? So Antonietta.
DIR. TEATRO: Antonietta la nuova costumista. Mi sono dimenticato di dirvi che aveva dei piccoli ritocchi da fare, misure e cosette varie.
REGISTA: Ma adesso non si pu. Stiamo provando.
ANTONIETTA: Anche io devo prova! (a Pina) Arza la mano! (prende le misure)
DIR. TEATRO: Se non prende le misure adesso non fa in tempo a dare lultima ritoccatina ai costumi.
ANTONIETTA: Nun ve preoccupate nun ve do fastidio. Voi provate lo stesso anche se ce sbaijucco poco io me metto dietro de voi bona bona e ve misuro.
REGISTA: (sconsolato) E va be! Accettiamo pure questa ma per favore cominci con gli altri attori.
ANTONIETTA: E a me che me frega basta che se sbrigamo! (grida) Avanti il primo.
Aida sale sul palcoscenico ma Antonietta sbaglia persona. Invece di prendere le misure allattrice le prende ad Azio. Inizia cos un siparietto tra i tre. Con Azio che non ne vuol sapere, Aida che si mette in mezzo ad Antonietta ed Radu che cerca di far da paciere. Alla fine Antonietta si avvede dello sbaglio e riprende le misure ad Aida. Intanto
REGISTA: (a Milena) Milena preparati che dopo tocca a te. E tu Pina ricomincia da capo mi raccomando concentrati.
MILENA: Ancora!
PINA: Statte zitta! Ca devo fare o concentramento.
REGISTA: Pronti? Si gira! Ciak (Pina si guarda di nuovo sotto la scarpa)
PINA: (questa volta sale sulla scala e riprende a declamare) O Romeo Romeo pecch si tu Romeo?
Entra dalla platea il marito di Pina - Rosica Forte.
ROSICA: (grida dal fondo della sala) Non so Romeo, songo tuo marito!
Pina smette di recitare. Guarda in fondo alla sala riconosce il marito e fa una smorfia di disgusto.
PINA: (con una classica locuzione napoletana) Ecco alloco ih? Ce mancava purisso!
REGISTA: Lei chi ? Che vuole?
ROSICA: Songo o marito.
PINA: Che si venuto a ffa acca? Tavevo ditto de sta a la casa a spiccia!
ROSICA: (sale sul palcoscenico) E io me so scucciato! Mo vieni e spicci tu. E scenni gi da chille trespolo ca me sembri nu pappagalle imbalzamate.
REGISTA: Guardi signor?
ROSICA: Rosica Rosica Forte!
REGISTA: Come?
ROSICA: Rosica Forte Rosica il nome.
PINA: E rosica puro e fatto!... (Pina intanto scesa dalla scala) E mio marito s no conosce io?!
ROSICA: (le prende la mano e la tira) Avanti torna a la casa!
AZIO: (cantando) Tornaaa sta casa aspetta te
ROSICA: (ad Azio) Ecco l ci avimmo o gallinaccio. Statte zitto scarrafone! (a Pina) Cu tte famo i conti doppo. Jammo!
PINA: Statte fermo co sti mane!
ROSICA: (tirandola per la mano) E jaaaamme! Io me so scucciato co sti teatri e teatrini ma to vo mettere a capa ca tieni famiglia!?
REGISTA: Mi scusi dottor Rosica
PINA: Qua dottore chello manco portantino !
ROSICA: Ha parlato a dottoressa Montalcini!
MILENA: Beh non sar intelligente come lei, ma
AIDA: (entrando in battuta) sono coetanee! (ridono)
ROSICA: E chiste chi so!
PINA: Tre scurnacchiate!
AZIO e RADU: (insieme cantano) ricominciammmooo!
REGISTA: Basta per favore non ricominciamo adesso! Mi scusi signor Rosica ma sua moglie sta provando la parte principale del dramma che inizier tra poco.
ROSICA: Se questa mo nun torna a casa o dramma o fammo mo e non c bisogno daspetta tra poco.
PINA: Io non torno sto facendo Giulietta.
ROSICA: Giulietta na zoccola e tu a zoccola non la fai!
REGISTA: Ma chi glielha detto? Giulietta non affatto una poco di buono come dice lei ma la fidanzata di Romeo.
ROSICA: Romeo!? E chi sarebbe stu Romeo.
REGISTA: (indicando Francesco) Romeo lui.
ROSICA: Chello?... P mme tene a ffaccia e ricchione!
FRANCESCO: Ma come si permette. Signor regista mi sta offendendo.
REGISTA: Ma no ricchione non unoffesa Voleva farti un complimento. E lei, signor Rosica stia tranquillo, non fanno niente di male Giulietta leroina del dramma di Shakespeare.
ROSICA: Chi ?
REGISTA: Leroina!
ROSICA: Comme?! Oltre zoccola pure drogata! (la prende per la mano tirandola) Avanti jammo a la casa.
REGISTA: (trattenendolo) Si fermi signor Rosica! Mi ascolti bene i biglietti li abbiamo gi venduti il proprietario del teatro vuole comunque i soldi dellaffitto ed io che sono il regista, mi trovo in mezzo ai guai perch gli attori che dovevano fare Giulietta e Romeo hanno avuto un incidente e sono in ospedale
ROSICA: E mica ce laggio mannatio.
REGISTA: Lo so che non ce li ha mandati lei, ma devo sostituirli e se adesso mi porta via anche Pina che dovrebbe fare la parte di Giulietta noi siamo rovinati.
ROSICA: Voi siete rovinati! Cos vi imparate a prennere e donne senza chiedere o permesso ai mariti. (a Pina) Jamme a casa!
PINA: Io non vengo da nisciuna parte.
DIR. TEATRO: (intervenendo) Un momento! Ho unidea. Se il signore qui presente marito della signora Pina si scocciato di stare da solo in casa fatelo entrare nella vostra compagnia teatrale.
ROSICA: Io o teatro?!
PINA: Che?
FRANCESCO: Ecco! Ci mancava solo lui per completare il dramma.
Tutti si fanno intorno a Rocco protestando.
MILENA: Non possibile non possibile che lei faccia recitare questo questo buzzurro!
ELENA: O loro o noi. Decida!
FRANCESCO: Per lui non ci sono parti da fare!
AIDA: Gi sopportiamo la moglie ora anche il marito!
Durante la discussione, Antonietta continua imperterrita a prendere le misure a tutti quelli che gli capitano a tiro. Facendogli alzare le braccia, allargare le gambe. Gli attori durante le misure continuano ad alzare la voce.
DIR. TEATRO: (alza la voce) Basta!!! Qui comando io e solo io prendo le decisioni e se non vi sta bene andatevene quella la porta. (Tutti tacciono) Ooooh!
FRANCESCO: (tenta di intervenire) Ma
DIR. TEATRO: (arrabbiato) Stai zitto. Hho detto! (tutti zittiscono)
REGISTA: Il signor Marco ha ragione dobbiamo andare in scena tra poco e mancano troppi personaggi, e poi Rosica proprio il tipo di Romeo che ci vuole.
DIR. TEATRO: Ma certo! Rosica lavorer con noi siamo daccordo?
PINA: A me me pare na strunzata.
ROSICA: Adesso pure e parolacce te si mparata? Jammo a la casa!
REGISTA: No lei non pu andare via Ormai qui e deve recitare con sua moglie e far la parte di Romeo.
PINA: E io co lui non voglio recita. Gi non lo reggo a la casa pure a o teatro o devo sopporta?
REGISTA: Pina taci! Ormai ho deciso cos il bacio che suggeller lamore tra Giulietta e Romeo lo darai a tuo marito.
ROSICA: Io o vaso a mia moglie non o ddo!
PINA: (a Rosica) E io o vaso teo chiavo in fronte! Va buono accuss?
ANTONIETTA: (guarda Rosica comprimendo gli occhi per metterlo bene a fuoco) Ma questo novo e io nun ci ho le misure.
DIR. TEATRO: Dai una aggiustatina veloce al costume che sta in sartoria parlo di quello del Romeo vero e il gioco fatto.
FRANCESCO: Scusi regista ma se lui fa Romeo io che faccio?
REGISTA: Tu rifai la tua parte Mercuzio(a Rosica cercando di convincerlo ma con tono melodrammatico) E allora contento?
ROSICA: Ueh ma qui so tutti recchioni?
REGISTA: Ma su caro calpesterai anche tu le dure tavole del palcoscenico respirerai anche tu lodore acre della polvere assaporerai anche tu lansia del debutto sentirai anche tu il cuore battere velocemente
ROSICA: (entrando in battuta) Ueh,ueh basta! Quante cose devo fa io!? Nooo! Si pazzo. E poi io non aggio mai recitato.
REGISTA: E che problema c? Sei napoletano, no? E voi napoletani avete il teatro nel sangue. Metteremo un suggeritore. Quindi basta che ripeti quello che ti suggerisce e il gioco fatto. (a Rosica) Devi semplicemente entrare nel personaggio. In questo momento non sei pi Rosica Forte
ROSICA: A no? E chi saressi chi sarebbi chi sii chi s.. sa po sap chi ss!
AZIO: (canta) Tu s tu s a canaria!
DIR. TEATRO: Annamo bene!
REGISTA: Sei Romeo Montecchi Forza entra nella parte
ROSICA: E comme?
REGISTA: Devi fare tuo il personaggio devi fare tuo Romeo Vai in trance!
ROSICA: Co chi devo andare?
PINA: Co o trence!
ROSICA: E mica chiove!
REGISTA: Ma no, cosa hai capito!
ROSICA: Ah o tranve aggio capito Romeo fa o tranviere
REGISTA: Quello che devi fare facile. Basta rompere il ghiaccio.
ROSICA: Ho capito Romeo rompeva o ghiaccio pe fa e grattachecche era nu grattaccheccaro.
REGISTA: Si dice rompere il ghiaccio nel senso che tutt la prima battuta, allinizio c un po di paura, poi la cosa va avanti sciolta.
ROSICA: Mi devo mettere o pannolone.
REGISTA: E adesso cosa centra il pannolone.
ROSICA: Come che centra, se mi viene la sciolta, o pannolone centra e come
REGISTA: Ma no ma no!... Tu entri e nel silenzio generale improvvisamente senti un rumore (Rosica fa una smorfia di schifo) ti fermi e dici
ROSICA: Chi stato quello scostumato!
REGISTA: Ma no senti un rumore e dici. mi par di udire un botto
Dai prova mi par di udire un botto.
ROSICA: Ah Io entro, sento un rumore e dico mi par di udire un botto.
REGISTA: Bravo!... Proprio cos mi par di udire un botto.
ROSICA:Mi par di udire un botto.
REGISTA: Ma no cos!... Pi delicato Mi par di udire un botto forza fammi sentire
ROSICA:Mi par di udire un botto.
REGISTA:Mi par di udire un botto!... Udire ud pi su un botto la voce torna gi
ROSICA: (prova ancora)Mi par di udire un botto.
E mentre Rosica continua a provare la sua frase, Diego si affaccia da una quinta e chiama sottovoce.
DIEGO: Pssst pssst Regista Regista.
REGISTA: (si volta) Che c? (Diego indica la platea) Che dici non ti capisco.
DIEGO: (sottovoce) Il teatro il teatro pieno de gente. E unora che stanno assistenno a sto casino.
ROSICA: (prova ancora)Mi par di udire un botto.
REGISTA: (si volta di scatto) Oddio! Con le luci in faccia non si vede niente. (concitato) Chiudete chiudete il sipario.
Tutti fuggono, uscendo verso le quinte o lasciando i posti di prima fila. Solo Antonietta si avvicina al boccascena, comprimendo gli occhi per vedere meglio.
ANTONIETTA: Chi se deve prende le misure?
E sulla battuta di Antonietta si chiude velocemente il sipario. A sipario chiuso Angelo esce e parla al pubblico.
REGISTA: (imbarazzato) Scusate gentile pubblico ma stavamo provando e non abbiamo fatto caso alla vostra presenza. Purtroppo abbiamo avuto un inconveniente e gli attori protagonistiquelli che dovevano fare la parte di Giulietta e Romeo hanno avuto un piccolo incidente e non potranno partecipare al dramma di Shakespeare. Ma la compagnia preparata a tutto e non sospenderemo lo spettacolo per questo. Fateci organizzare bene e poi cominceremo dando il meglio di noi stessi per rendere ancora pi appassionante il drammatico dramma dei due sfortunati amanti. Nel frattempo andate pure a prendervi un caff e a fumarvi una sigaretta. Tra dieci minuti iniziamo Giulietta ti presento Romeoovvero Questa sera si recita Shakespeare. Grazie. (esce)
FINE DEL PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
Il secondo atto si apre su di una scenografia neutra. Un velario bianco ricopre leggero le scene quasi come in un sogno. Nel fondale si vede una finestra e nelle quinte di destra e di sinistra si aprono due archi che danno accesso alla strada che attraversa la piazza. Al lato della quinta di sinistra si nota una pianta del tipo ficus piuttosto grande che rappresenta lalbero della vita e il principio della morte.
Gli attori reciteranno con piglio melodrammatico accentuando ed enfatizzando le battute per renderle comicamente assurde, cos come la gestualit che sar piuttosto ampia e pomposa.
Il sipario si apre. La scena vuota e una musica piena di tensione emotiva d lavvio al dramma di Giulietta e Romeo. Entra in fila indiana, il coro composto da cinque ragazze e si pongono al centro del boccascena. Vestono un lungo camicione bianco del tipo vestale romana. La musica si abbassa.
CORO: Nella bella Veronadove noi poniamo la nostra scena (una del coro ripete la nostra scena) per antica ruggine scoppia fra due famiglie di pari nobilt (c.s. di pari nobilt) una nuova rissa, nelle quali il sangue civile macchia le mani dei cittadini. (c.s. macchia le mani dei cittadini)
Il coro esce mentre sale la musica di scena. Poi si abbassa il volume ma nessuno entra.
Rosica dopo un attimo di silenzio entra timoroso guarda la platea e subito rientra.
Si intravede il regista a mezza figura dalla quinta.
REGISTA: (appena fuori la quinta) Entra entra tocca a te. Forza Mi par di udire un botto
ROSICA: (c.s) Mi par di udire un botto Va bene cos?
REGISTA: (c.s) Ma s, dai che va benissimo basta che entri! Mi par di udire un botto!
Si rialza il volume della musica per poi abbassarsi di nuovo.
Rosica entra e dopo qualche secondo si sente un botto fortissimo.
Rosica spaventatissimo si mette le mani nei capelli e grida:
ROSICA: O terremoto! Maronna mia, San Gennaro e tutti i santi che azz succiesso! (esce spaventato)
REGISTA: (appena fuori la quinta) Entra entra tu
DIEGO: (entra) Io che devo fare (riesce a met) io chi so?
REGISTA:(spingendolo fuori) Tu sei il padre di Romeo vai.
DIEGO: (entra) Ma io non so le battute. (riesce a met)
REGISTA: (lo spinge) C il tuo servo che ti far da suggeritore. Vai!
DIEGO: (entra e rivolto alla quinta) Un servo?... Io ci ho un servo?
REGISTA:(appena fuori la quinta) S vai!
DIEGO: Ma io non ci ho mai avuto un servo.
REGISTA: E adesso ce lhai!... Vai e vaaaiii?! (lo spinge in scena)
DIEGO: (entra, si guarda attorno, ma non vede nessuno) Oh servo mio oh servo!... Perch non mi servi?... Eppure sai che mi servi!... Me lo hanno detto che ci sei... che fai ti nascondi?
Entra Radu. Indossa un lungo camicione bianco ed in testa una coroncina di fiori tipo putto in mano ha un copione.
RADU: Eccomi o (si volta verso le quinte come a chieder il nome) Eccomi o coso per lo amor del veru mi sarei nascostu volentiero ma a volte, pe magn guarda che tocca fa!.... Buongiorno o coso.
DIEGO: (annuisce) O mio servitore perch mi chiami coso?... Non ricordi forse il nome del tuo padrone? (Una breve pausa dove Radu sfoglia il copione) Allora?... Non te lo ricordi?
RADU: Aspetta che sto a guard!
Mentre Radu ancora sta cercando nei fogli entra Aida che interpreta donna Montecchi.
AIDA: (rivolta a Radu) O nobile marito mio
Radu che ha trovato il punto sul copione fa cenno che il marito non lui, ma Diego.
AIDA: (insiste con Radu) O nobile marito mio
RADU: Io non sono nobile (fa ancora cenno che il marito non lui)
AIDA: E da quando ti hanno tolto il titolo?
RADU: Non mi hanno tolto il titolo io me intitolo servitore lui lo nobile marito tuo.
AIDA: Ahhh!... (questa volta rivolta a Diego) O nobile marito mio dov Romeo? Lavete veduto oggi?
RADU: (leggendo e bisbigliando a Diego) Si moglie mia, lho veduto.
DIEGO: (ripete) Si moglie mia lho venduto. (si ferma in difficolt e chiede a mezza bocca) poi?
RADU:(suggerisce) Ho veduto il figlio vostro nel bosco di sicomori mentre passeggiava alla buonora.
DIEGO: Il figlio vostro lho venduto insieme ai pomodori mentre pasteggiava nel bosco alla buonora.
AIDA: (in difficolt) Quale bosco mio signore?
DIEGO: (si guarda intorno, poi si gira verso Radu) Quale?
RADU: Quello! (suggerisce indicando la pianta in quinta sinistra)
DIEGO: (mettendo in dubbio) Ma che ca ma che un bosco
Diego e Aida gesticolano un poco sulla difficolt a credere che una pianta possa essere un bosco.
DIEGO: na pianta di fichi dindia cribbio!
AIDA: Cribbio?... E chi cribbio o nobile marito mio?
DIEGO: Chi cribbio? (si guarda intorno) chi ? (poi ferma il suo sguardo su Radu) E lui!
RADU: (sorpreso) Io?
DIEGO: S!... Tu sei Cribbio.
RADU: Io (impacciato chiede guardando ora luna poi laltro) Io so cribbio?... (poi v alla quinta quasi affacciandosi per chieder al regista) Ma io non ero il servitore?
REGISTA: (appena fuori la quinta) E vabb!... Sei un servitore che si chiama Cribbio. (Il regista lo respinge in scena)
RADU: (leggendo il copione suggerisce a Diego) Molte mattine stato veduto l Che accresceva con le sue lacrime la fresca rugiada del mattino.
DIEGO: E?
RADU: (suggerisce) Che accresceva con le sue lacrime (bisbiglia biascicando) la fresca rugiada del mattino.
DIEGO: (pi forte perch ancora non ha capito) E?
RADU: (alquanto arrabbiato, a voce alta) Che accresceva con le sue lacrime la fresca rugiada del mattino.
DIEGO: Ah mb! (poi a Aida) Hai capito che ha detto?... (una pausetta) Ammazza sto Romeo che ce faceva co e lacrime?!
Da questo momento Radu per suggerire si pone dietro Diego seguendolo passo passo.
AIDA: Mio nobile marito sapete quale sia la cagione?
RADU: (suggerisce leggendo) Ho provato a parlarne ma egli non ha altro confidente delle sue pene
DIEGO: Ho provato a parlarne ma egli non ha tanta confidenza con le sue penne
RADU: (bisbigliando) Pene... non penne... nun me fa arrabbi!
DIEGO: Pene non penne allarrabbiata! (ora anche Diego legge in quando Radu gli mette il copione in modo che lo possa vedere) Se si potesse sapere donde hanno origine gli affanni.
AIDA: Gi nobile Montecchi perch Romeo ha laffanno?
DIEGO: Mah! (dicendo cos allarga le braccia intruppando la mano di Radu e facendogli cadere il copione a terra. Mentre il ragazzo intento a raccogliere i fogli sparsi sul palco, Aida cerca di riprendere in mano la situazione continuando come se nulla fosse)
AIDA: Oh, nobile Montecchi, ripetoperch Romeo ha laffanno?
RADU: (mentre raccoglie) Forse perch avere asma.
DIEGO: Forse perch avere asma!
RADU: (che ha raccolto i fogli, puntualizza rimettendosi dietro a Diego) Non era battuta di copione, scemo. Giustificavo motivo di affanno.
AIDA: Chi o nobile marito il ragazzo che ti segue dappresso con in mano quel grande tomo?
DIEGO: E Cribbio, non ricordi? Il mio servo
AIDA: E come mai ha in mano un tomo?
DIEGO: Perch (in difficolt guarda Radu che disperato gli fa gesti con il copione passandoselo da una mano allaltra) Lui ci ha un topo perch lui coi topi ce gioca(cerca di capire i segni che gli sta facendo Radu) poi li sbatte de qua e de l e poi (Radu disperato, mettendosi una mano sulla bocca vorrebbe far capire a Diego che meglio che stia zitto) poi se li magna.
AIDA: Che schifo!!... Si mangia i topi!!!
DIEGO: Ah! Tutti i gusti so gusti!
Radu sconsolato e con un gesto di rabbia mette il copione sotto il naso di Diego che finalmente pu leggere
DIEGO: Ah Il mio servitore ha un grande ingegno nellarte dello speziale. Un putto!
AIDA: Di nobili natali immagino!
DIEGO: Certo mia signora la sua famiglia di nobile schiatta.
AIDA: (a Radu) Dov ora la tua famiglia?
RADU: E schiattata! (si inchina riverendola) Nobile signora io provengo da una famiglia di putti anche mio padre a suo tempo fu putto
AIDA: E tua madre?
RADU: Una putta!
DIEGO: O tufiglio di puttaappressati a me con il topo in mano
RADU: (precisa) Tomo (arrabbiato) questo un tomoooo!
DIEGO: E vabb, nun te ncazz (riprende con enfasi) Con il tomo in mano e e (non riesce a leggere)
RADU:(suggerisce) e dammi la favella col tuo dire.
DIEGO: E dammi la padella co du lire.
RADU: (inchinandosi) Le sue parole sono ordini per me o mio signore.
Entrano Azio e Milena nella parte dei nobili Capuleti e genitori di Giulietta.
AZIO: (vedendo Diego) Ah maledetto Montecchi! Osa attraversar la piazza in mia presenza.
MILENA: Ferma il tuo sdegno nobile Capuleti. Spegni il fuoco del tuo cieco furore.
DIEGO: (vedendo Azio) Stramaledetto Capuleti! (ad Aida) Fatte da parte!
AIDA: Calmati mio caro Montecchinon andare incontro al nemico. Vedo ira nei tuoi occhi.
DIEGO: (scostando Aida) Togliti donna! Non immischiarti in cose da ommini. (minaccioso con la mano sullelsa della spada) Nobile Capuleti cedimi lo passo e togliti il cappello in mia presenza.
AZIO: (a mezza voce mettendosi una mano a conchiglia sullorecchio) Parla pi forte che nun te sento!
DIEGO: Togliti il cappelloooo.
Azio si tocca in testa e si accorge di non averlo ed esce di corsa.
DIEGO: Ah, ah, ah il vigliacco ha paura della mia spada!
AIDA: Cosa successo marito mio?
DIEGO: Il vile fuggito
AZIO: (rientrando velocemente con il cappello da muratore) Ma quale fuggito mero scordato er cappello.
DIEGO: Nobile Capuleti dove io sono tu non stai!
AZIO: (portandosi una mano allorecchio) E???
DIEGO: (Urla) Ho detto dove io sono tu non stai!
AZIO: Sei tu che non devi sta dove io sonoperch se ci sono iotu non devi sta dove stai!
DIEGO: (c.s.) Ah si? E dove dovrei sta se tu non ci sei mentre non dovrei sta se stai dove dovresti esse?
AZIO: Io sto dove me pare sei tu che nun devi sta dove sto perch quanno ce sto tu nun ce devi sta.
DIEGO: E invece io ce vojo sta!... (con verso di dispetto) Uhmmm!
AZIO: Ah, s?...E allora so affari tua! (sguaina la spada) In guardia!
DIEGO: (sguaina la spada) Ma in guardia tu!
AZIO: Lho detto prima io!
DIEGO: Labbiamo detto allunisono!... E mo che dovemo fa?
FABIO: (dalla galleria urla) Fate la conta!!!
I due accennano a fare la conta quando interviene Donna Capuleti.
MILENA: (parandosi davanti ad Azio) Fermati marito mio
ANTONIETTA: (entra con il cappello depoca) Bravo sta fermo che te devo cambi er cappello. (toglie il cappello di carta e mette il suo)
DIEGO: Chi sei tu che ti permetti di scappellare lo nobile mio rivale?
ANTONIETTA: So a sartaaaa! (esce)
DIEGO: Ma io mo faccio na strage, faccio!!!
AIDA: (parandosi davanti a Diego) Calmati nobile Montecchi... non lordarti le mani con il sangue dei Capuleti.
MILENA: (verso Aida minacciosa) Come hai detto? Ripeti se hai coraggio. Con chi non dovrebbe lordarsi le mani il tuo congiunto?
AIDA: Con te e con quel rimbambito di tuo marito. (le due donne si fanno prendere la mano)
MILENA: Ripetilo se hai coraggio.
AIDA: Perch se no che me fai?
MILENA: Te graffio quel mascherone che ci hai in faccia!
AZIO: (canta) Ricominciamoooo..
RADU: (rientra sfogliando il tomo e cercando di fermare Aida) Ma queste battute non essere su questo dramma!
AIDA: (scostandolo) Ma me lo volete lev da torno sto marocchino!
RADU: (specificando) Io so rumenooo!
AZIO: (fermando Milena) Calmati moglie mia.
DIEGO: (fermando Aida) Fermati donna Montecchi.
AIDA: Fermati... un corno! Fatti da parte!
MILENA: Scostati!
Le due donne si accapigliano mentre gli uomini incrociano le spade in un comico duello che coinvolge suo malgrado, anche Radu che era intento a dividere le nobildonne. Entrano velocemente Marco e Angelo che fanno la parte rispettivamente di frate Lorenzo e di frate Giovanni. Nella foga ad Azio caduto il cappello.
REGISTA: (con voce stentorea) Pace fratelli! (non gli danno ascolto) Ho detto pace fratelli. (le due donne continuano a tirarsi i capelli) La fate finita voi due? (poi con tono melodrammatico) Basta Capuleti basta Montecchi non profanate codeste spade con il sangue fraterno
DIR. TEATRO: Scambiatevi un segno di pace!(Tutti smettono di litigare e si stringono la mano. Marco continua) Bravi ecco cos!... Non ommini ma belve siete se volete spegnere lo foco del vostro furore facendo scorrere rivi vermigli di sangue.
AZIO: (mettendosi una mano a conchiglia sullorecchio) Chhai detto?
DIR. TEATRO: (grida) Ho detto rivi vermigli di sangue!
AZIO: E che vord?
REGISTA: Silenzio!
MILENA: Io non ho colpa. E stata questa Montecchi ad incominciare.
AIDA: Non vero stata questa Capuleti. (tenta di darle uno schiaffo)
DIR. TEATRO: Basta! E gi da molto che voi per una vana parola turbate con le vostre risse la quiete delle nostre contrade.
REGISTA: Chi ha iniziato la tenzone?
MILENA: (a Diego) Lui.
AZIO: E no, eh?!... Se qui c da iniziare una canzone la devo da inizi solo io (canta) Er barcarolo va controcorrente
REGISTA: (grida) Ma stai zitto non la canzone La tenzone la lite!
AZIO: Lha cominciata lui!
DIEGO: Non vero!
REGISTA: E allora sentiamo il putto. (a Radu) Parla tu giovine figlio di putta!
RADU: Vabb che so rumeno (piangendo) ma mica me sta bene che me state sempre a offenne!
DIEGO: Chi ha iniziato non ha importanza frate Giovanni. I miei occhi disdegnano la vista odiosa dei Capuleti.
MILENA: Figurati a chi te sente!
AIDA: (a Milena) A chi o dici!? Come ti vedo mi prendono linfantijoli.
AZIO: (canta) Ricominciamoooo
REGISTA: Ho detto basta!
DIEGO: Andiamo moglie mia che meglio Andiamo a cercare il nostro Romeo.
AIDA: Come volete nobile Montecchi.
DIEGO: (A Radu) Vai anche tu o putto figlio di putta alla ricerca in Verona del nostro amato figlio e se lo incontri digli che lo sto cercando.
RADU: (piagnucolando) Mes che io dopo nun rientro. Cos ve mparate a trattamme male. (Radu esce in quinta sinistra)
REGISTA: Andiamo nobili Montecchi faremo strada insieme fino allo mio convento. (esce insieme ai Montecchi in quinta destra)
MILENA: Andiamo anche noi marito mio.
AZIO: Ma ch successo? Nun ci ho capito gnente. Perch dovemo ann via?
MILENA: (prendendolo sottobraccio. Grida) Nun te preoccup to spiego dopo adesso andiamo!
DIR. TEATRO:Vengo con voi nobili Capuleti. Faremo un tratto di strada insieme ho da fare la questua.
AZIO: (esce insieme a Milena e Marco) Ah, parlamose chiaro Io in questura non ce vengo eh?!
MILENA: Andiamo marito mio andiamo dalla nostra cara Giulietta. (escono in quinta sinistra)
Azio rientra a scena vuota per andare a recuperare il cappello. E piuttosto imbarazzato e con la mimica cerca di scusarsi col pubblico per lintrusione fuori scena. Si mette in testa il cappello proprio mentre dalla quinta destra entra il coro. Lui non sa cosa fare e si mischia con le ragazze.
CORO: Dai fatali lombi di questi due nemici (Azio ripete questi due nemici) discende una coppia di amanti nati sotto cattiva stella (c.s. nati sotto cattiva stella) le cui sventurate e pietose vicende seppelliscono con la loro morte lodio dei genitori (c.s. lodio dei genitori)
Il coro esce di scena. Azio ora rimasto solo e sentendosi padrone della scena pensa di prendere loccasione al volo per farsi apprezzare dal pubblico come cantante.
AZIO: (si rivolge al pubblico) No, perch prima er produttore aveva detto che stasera cera lorganizzatore der Festival de Sanremo, no?... E allora io me vorebbe fa sent ah nun se sa mai che (attacca a cantare) Er barcarolo va, controcorrente e quanno canta leco sarisente si vero fiume che tu dai la pace, fiume bojaccia fammela trov
CORO: (le ragazze rientrano con lintento di portarselo viainfatti mentre recitano lo spingono piano fuori scena, mentre Azio continua a cantare) Dai fatali lombi di questi due nemici (una ripete questi due nemici) discende una coppia di amanti nati sotto cattiva stella (c.s. nati sotto cattiva stella) le cui sventurate e pietose vicende seppelliscono con la loro morte lodio dei genitori (c.s. lodio dei genitori)
Le ragazze escono di scena portandosi via Azio.
In quinta di sinistra entra Francesco nella parte di Mercuzio. Si guarda intorno circospetto. Poi si rivolge verso dove era entrato.
FRANCESCO: Vieni Romeo nessuno nel luogo dei tuoi sospiri damore.
ROSICA: (entra) Io entro, per abbasta ca non riviene o terremoto.
Entra Rosica vergognandosi come un ladro. Indossa un paio di brache talmente strette che avanza mettendosi il palmo della mano davanti allinguine. Francesco si accorge e gli d uno schiaffo sulla mano.
ROSICA: (colpito nelle parti basse sussurra) Mannaggia e chi te muorto!... Mercuzio, ma v fa ttenzione!
FRANCESCO: O Romeo perch oppresso il tuo cuore gentile?
ROSICA: Comme?
FRANCESCO: (ripete) O Romeo perch oppresso il tuo cuore gentile?
ROSICA: Ma perch io te songo venuto appriesso co o core gentile?
Entra Radu toccandosi il di dietro come colpito da un calcio. Poi guardando verso larco, gesticola come se parlasse con qualcuno. Evidentemente il regista che gli sta dicendo cosa deve fare. Poi con voce impostata parla tra s.
RADU: Toh! Smarrito io sono e mi ritrovo davanti al mio padrone Mercuzio.
FRANCESCO: E tu chi sei?
RADU: Signore... non mi riconosce? Sono (legge) sono Baggio!
FRANCESCO: (sottovoce) Si e io Del Piero! Leggi meglio scemo.
RADU: (legge il tomo) Sono il paggio! Sono venuto a cercarvi perch il nobile Montecchi sta cercando marameo (legge) Romeo ...Romeo (poi come a giustificarsi) ah!
FRANCESCO: Or che trovati siamo appropinquati accanto al nostro parente.
Radu si mette alle spalle di Rosica e si attacca a lui. Rosica lo allontana con una spinta.
FRANCESCO: Allora nobile amico perch il tuo cuore gentile oppresso? (gli toglie la mano davanti allinguine)
RADU: (Legge) Ebbene questa lunica dura legge dellamore.
ROSICA: Comme?
RADU: (ripete) Ebbene questa lunica dura legge dellamore.
ROSICA: Il pene lunica dura legge dellammore!
RADU: (legge) Ma per questo affetto che mi tieni nel cuore
ROSICA: Ma per questo difetto ca tene ne o core
RADU: E?
ROSICA: No, diceve per questo difetto che tene ne o core se mettesse o bay-passe.
RADU: (legge) Caro Mercuzio questo pazzo damore assomiglia pi a passione atavica.
ROSICA: Caro prepuzio questo... azzo dammore assomiglia pi a una chiavica.
FRANCESCO: E questo non forse meglio che spasimare damore? Ora si che sei Romeo poich questo pazzo damore (scandendo pazzo) ti ha fatto tornare in te e me ne compiaccio. Or sei come larte e la natura ti hanno fatto. (Pausa. Aspetta la risposta che non arriva. Ripete) Or sei come larte e la natura ti hanno fatto. (da un calcio a Radu che si decide a leggere la battuta per Rosica)
RADU: Aioh! (legge) Hai sbagliato Mercuzio la mia natura dei miei nobili Montecchi.
ROSICA: Hai sbagliato prepuzio la mia tintura dei miei mobili mortecchi.
FRANCESCO: Come?
ROSICA: Insomma chello chha ditto isso!
RADU: Io essere rumeno preciso e qui non c niente di preciso mi licenzio. (esce)
FRANCESCO: Perdono o buon Romeo in un caso come questo permesso ad un uomo di piegarsi ad un atto civile. (si inchina)
ROSICA: Bravo!
FRANCESCO: (sempre chinato) E poi?... Seguita di pi
ROSICA: Bravissimo!
FRANCESCO: (prova ad alzarsi ma ha un mezzo colpo della strega) Ancora di pi!
ROSICA: (scocciato) Ancora di pi? E che avrai fatto mai pe n atto civile vo pure a medaja
Entra Rocco che per suggerire si nasconde dietro lalbero di Natale che trascina davanti a se.
REGISTA: E un caso come il tuo
ROSICA: E co o casco comme o tuo
REGISTA: Costringe un uomo a chinarsi coi ginocchi.
ROSICA: Costringe e n ommo a macchiarsi co i gnocchi.
REGISTA: (sottovoce) Inchinati anche tu!
ROSICA: Inchinati anche tu!
FRANCESCO: (con una mano sul rene) Noora io mi alzo. (Riprende a recitare con enfasi) Ora vado nobile amico in amore una dama mi attende per giocare.
REGISTA: Io rimango! Non voglio giocare con una dama.
ROSICA: Io rimango. Non voglio giocare a dama
REGISTA: Preferisco che scappi!
ROSICA: Preferisco gli scacchi!
FRANCESCO: Come vuoi amico. Addio!.
ROSICA: Addio! (Francesco esce in quinta destra. Romeo si mette sotto la finestra di Giulietta mentre entra di nuovo il coro Angelo sempre nascosto dietro lalbero esce portandoselo via)
CORO: I terribili casi del loro amore segnato dalla morte (una del coro ripete segnato dalla morte) e lira prolungata dei loro genitori alla quale nulla potr mettere fine se non la morte dei figli (c.s. se non la morte dei figli) sono lo spettacolo che la nostra scena vi offrir. Il nostro zelo cercher di rimediare a quello che sar di deficiente. (c.s. cercher di rimediare a quel deficiente indica Rosica. Poi in fila indiana escono. Rosica rimane da solo, e non sapendo a chi rivolgere la parola si rivolge allalbero di Natale)
ROSICA: Oh, albero parlante dove s finito?... Si tu non maddici, io caddico?
Al fine di suggerire rientra Rocco nascosto dietro lalbero di Natale
ROSICA: Tu che s un albero magico quanno hanno detto deficiente ce lavevano cu me chelle scurnacchiate?...
REGISTA: No era un deficiente da copione.
ROSICA: Ambeh! (vede la stanza illuminata) La luce accisa. affacciate n goppa a ffenesta sto core te chiamma (canta) affaccete Nunziata boccuccia de cerasa
REGISTA: (uscendo allo scoperto arrabbiatissimo) Si chiama Giulietta!
Giulietta!... Se non abbiamo capito neanche questo, io lascio perdere e mi ci ero anche travestito da albero (uscendo) e levatemi di torno sto albero una volta per tuttecribbio!
Entra Azio per portare via lalbero, cos ne approfitta per cantare e farsi apprezzare dal pubblico:
AZIO: (canta) pi de n tempo passato dar momento che disse, a Nin questamore oramai tramontato je rispose lo vedo da me
Entra Radu. E mentre Azio indugia a portare via lalbero e quasi non ne vuol sapere di uscire, Radu lo spinge fuori: cos Azio spinge lalbero e Radu spinge lui che continua a cantare fino a che esce di scena. Radu ha in mano il copione con lo scopo di riprendere a suggerire
RADU: (Bisbiglia) Dolce Giulietta affaccete!
ROSICA: (grida) Dolce Giulietta affaccete! (dalla finestra appare Antonietta la sarta. Sta cucendo il bottone ad una camicia)
ANTONIETTA: (affacciandosi) Chi me chiama?
ROSICA: (va sotto la finestra) Ma tu chi ssi?
ANTONIETTA: So Antonietta la sarta. Che vi? Te s scucito qualche cosa?
RADU: (che va dietro a Rosica cercando di nascondersi alla vista di Antonietta) Veramente no!
ROSICA: O devo dire io!E mo statte zitto e lievete e mezzo che questa a ddevo arimorchi. (ad Antonietta) Veramente no! Cercavo Giuliettama non fa niente. (spavaldo) O ssai che si proprio na bona donna?
ANTONIETTA: (strizzando gli occhi per vederlo meglio) Perch, che tho fatto!
ROSICA: No che hai capito! Si na bona donna, ma no nel senso de fia deeee ma nel senso che s proprio bona!
Rientra in scena lalbero. Dietro c Azio che cos nascosto ricomincia a cantare:
AZIO: (canta) Er barcarolo va controcorrente.
ANTONIETTA: Che bella voce chi canta?
ROSICA: Io! (da questo momento mima di cantare, mentre in realt chi canta Azio)
AZIO: (canta) e quanno canta leco sarisente si vero fiume che tu dai la pace, fiume bojaccia fammela trov
ANTONIETTA: Che bella voce che haima perch non me ne canti unaltra un po pi moderna?
ROSICA: Aspietta nu momento. (Si reca allalbero e sussurrando) La sai n artra pi moderna?
AZIO: (sempre da dietro) E?
ROSICA: (pi forte) La sai n artra pi moderna?
AZIO: Le so tutte.
ROSICA:(Torna sotto la finestra) Le sa tutte.
ANTONIETTA: Chi le sa tutte!!!
ROSICA: Io!... Facite na richiesta ca nuje vi accontentiamo.
ANTONIETTA: Lultima di Gigi DAlessio.
ROSICA: (allalbero) Hai sentito?
AZIO: S ma lunica che nun so!
ROSICA: Le saccio tutte questa lunica ca nun me ricuorde.
ANTONIETTA: (sospirando) Peccato mi piaceva tanto.
ROSICA: S ma ora lasciammo perdere e canzoni (fa cenno a Radu di cacciare via Azio. Radu lo caccia con un paio di pedate e Azio se ne va con lalbero in spalla) Parlammo de nui duje tu me piaci assaje.
ANTONIETTA: (a mezza voce) Lo so, ma non se po fa tu sei Romeo e ti ricordo che sei linnamorato di Giulietta.
ROSICA: E va buono tanto non c!
ANTONIETTA: C c! E mo te la chiamo (grida) Giulietta a Giulie ce n cascamorto che te cerca! (esce dalla vista)
RADU: (suggerisce) Quale luce spunta lass da quella finestra.
ROSICA: Quale luce spuntata a lass da chella fenesta. (Rosica si sposta e Radu gli va dietro con il copione)
RADU: Quella finestra lOriente e Giulietta il sole.
ROSICA: Chella fenesta lOriente e Giulietta o sole. (lo scosta da s) E dalle! (spinto a Radu gli cade il tomo dalle mani)
RADU: (si affretta a raccoglierlo poi lo riapre e suggerisce) Essere o non essere questo il problema.
ROSICA: (ripete) Essere o non essere questo il problema.
Entra Marco vestito da frate dalla quinta di sinistra seguito dal coro delle ragazze.
DIR. TEATRO: (entra velocemente a mani giunte e con tono da Messa cantata) Hai sbagliato dramma quello lAmleto.
LE RAGAZZE: Amen!(Marco e le ragazze escono in quinta destra)
PINA: (affacciandosi alla finestra) Ohim!
ROSICA: Issa parla! Oh parla ancora mentre sei col sopra a capa mia Parla ancora
PINA: (sospirando ancora di dolore) Ohim!
ROSICA: Oh, angelo splendente che belle frasi che dici!
PINA: (sospirando ancora di dolore) Ohim!
ROSICA: Dove le trovi sti belle pparole.
PINA: (c.s.) Ohim!
ROSICA: (a Radu) Ma solo chesto capace a dicere?.. .Ma ste strunzate stanno scritte no copione?
RADU: (gli fa il gesto di tacere) Sssstt!!
PINA: O Romeo Romeo pecch si tu Romeo? Rinnega tuo padre e rifiuta o nomme ca porti.
RADU: (sottovoce) Io rifiuto ma ho visto il fazzoletto nelle sue mani.
ROSICA: Io rifiuto ma aggio visto o fazzoletto dinte mmane tuje.
PINA: (interdetta) Quale fazzoletto?
ROSICA: (a Radu) Qua fazzoletto!
RADU: Quello di Desdemona me lha ditte Jago.
ROSICA: Me lo ha ditte Jago quello di Desdemona.
PINA: E mo chi sta Desdemona.
Rientra Marco vestito da frate dalla quinta di destra sempre seguito dalle ragazze.
DIR. TEATRO: (con le mani giunte) Quello lOtello Vai a pagina 49
LE RAGAZZE: Amen! (Marco e le ragazze escono a sinistra)
PINA: Romeo tu sai che a maschera do primmo jurno mi nasconde o volto altrimenti un rossore verginale colorirebbe la mia guancia..
ROSICA: O che?
PINA: O rossore verginale!
ROSICA: Ma famme o piacere!
PINA: O gentile Romeo se mi ami dichiaralo lealmente.
ROSICA: (a Radu) Che dici glielo dichiaro?
RADU: Fa un po come te pare (chiude il tomo) Tanto ormai.
PINA: Romeo Chesto contratto dammore troppo precipitato troppo imprevisto troppo improvviso troppo inatteso troppo.
ROSICA: (entrando in battuta) A Giulie aggio capito troppo!
PINA: Che ne diresti di venire su da me?
ROSICA: A la faccia do rossore verginale! (a Radu) Io ci vado che memporta.
RADU: (scrollando le spalle si siede in terra) E va tanto ormai qui tutto un casino!
ROSICA: (a Giulietta) O mia dolce verginella (fa segno come a dire va bene v)Come faccio ad arrivare fino a te?
PINA: Arrampicati su queste. (getta dalla finestra le sue lunghe trecce)
ELENA: (voce fuori scena) Giulietta piccola mia dove sei?
PINA: Siento o rumore a la casa la mia nutrice. Sar per unaltra volta. Addio caro amore mio. Ce verimmo doppo!
ROSICA: Addio piccolo surice comme te rivego mietto a tagliola.
PINA: Comme?
ROSICA: Per prenderti e non lasciarti chi chhai capito?.
PINA: Ambeh! (ritira su la treccia ed esce dalla vista)
ROSICA: Jamoncenne caro putto... arrivano i Cappelletti
RADU: (sussurra) I Capuleti!
ROSICA: Ah, no i cappelletti?
RADU: (conferma) No!
ROSICA: E neanche stasera se magna!...Jammo ein! (escono a sinistra)
In quinta destra entrano in scena Milena e Elena che fa la nutrice. Elena veste semplicemente come una servetta ed in pi indossa un grembiule bianco.
MILENA: Nutrice insomma dov mia figlia? Chiamala che venga qui.
ELENA: Eppure le avevo detto di venir qua (Grida) Giulietta dove sei farfallina mia?
ANTONIETTA: (affacciandosi alla finestra) Ancora co sta Giulietta!
MILENA: Ma tu chi sei?
ANTONIETTA: N artra volta? Io sar cecata ma pure tu. So Antonietta la sarta nun me riconosci?
ELENA: (Chiama) Giulietta dove sei benedetta bambina.
ANTONIETTA: (grida) A Giulie gi de sotto ce so du babbione che te cercano! (esce dalla vista)
Entra Giulietta in quinta destra. Indossa un abito pomposo molto pi grande della sua taglia ed ha delle lunghe trecce bionde che gli arrivano fin quasi ai piedi.
PINA: (entrando) Chi c? Chi mi chiama?
ELENA: Vostra madre.
PINA: Eccomi madre mia che cosa volete?
MILENA: Ecco di cosa si tratta (Elena sta per allontanarsi) No rimani bene che tu sia presente al nostro colloquio.
ELENA: (inchinandosi) Come volete donna Capuleti.
MILENA: Tu sai cara nutrice che Giulietta ha ormai una certa et.
ELENA: (con ironia) Eh!
PINA: (risentita) Qua certa et?! Da poco finii di giocare co e bambole e pezza e tutti mi danno quattordici anni.
ELENA: In fede mia anche io senza sbagliare potrei dargli quattordici anni
AIDA: (grida affacciandosi dalla quinta) Di galera!
PINA: (c.s.) Scurnacchiata!
ELENA: Ma lei non li ha quattordici anni e si fanno presto i conti.
PINA: (sorridendo imbarazzata e sottovoce a Elena) Statte attienta a chello ca dici!
ELENA: Quanti giorni mancano da qui a Pasqua?
MILENA: A occhio e croce novanta.
ELENA: Ecco quella la sua et! (Pina le d una gomitata)
MILENA: Ebbene ora che tu pensi a maritarti Qui in Verona ci sono uomini pronti a sposarti.
PINA: Chi madre mia?
MILENA: Il nobile Paride ti chiede in sposa.
PINA: Paride chi?
MILENA: Paride di Troia.
ELENA: Siete fatti luno per laltra.
REGISTA: (entra velocemente gridando) Che la pace sia con voi sorelle! (si mette in mezzo tra Elena e Pina) Oremus!
PINA: Parla buono che io linglese no saccio.
DIR. TEATRO: (entra in quinta sinistra con in mano un paniere di vimini) Pace a tutti! Il mattino dai grigi occhi sorride allaccigliata notte gettando sprazzi di luce sulle nubi orientali.
PINA: Eccone un altro ih! O conviento s trasferito da nuije!
REGISTA: Va bene fratello Lorenzo va bene! Pace anche a te.
DIR. TEATRO: Pace fratello Giovanni Questo paniere di vimini deve esser pieno di erbe velenose e di fiori dal succo prezioso Scambiatevi un segno di pace.
DIR. TEATRO: Pace sorelle!
MILENA: Pace fratello!
ELENA: Pace padre!
REGISTA: Pace sorella!
PINA: Avete fernuto, si?
DIR. TEATRO: Qual voce mattutina mi saluta cos dolcemente? (si volta verso Pina) Giulietta la tua bellezza illumina la vista ai viandanti dopo un lungo cammino
ELENA: (ironicamente a Milena) Tiene una lampadina tascabile!
DIR. TEATRO: E nella notte tenebrosa sei luce perenne di vitamentre il lucrar delle stelle parlano al tuo cuore bisbigliando amore
MILENA: (sbuffando) Ancora!... Piuttosto Qual buon vento vi ha portato ai nostri lidi
REGISTA: Siamo venuti a chiedere benevolenza per i nostri poveri.
MILENA: E benevolenza avrete. Anche da mio marito il nobile Capuleti. Eccolo che viene ad omaggiarvi.
Entra Azio. E seguito da Radu e da Diego.
DIR. TEATRO: Che il giorno ti sia gaudioso nobile Capuleti e ti sorrida felice come lallodola messaggera del mattino alza il suo cinguettio ai primi raggi del sole che appaiono sulle nebbiose cime delle montagne innevate della nostra cara Verona.
PINA: (a Rocco sottovoce) Ma che gli avete dato a chisto?... Per fortuna aveva detto che si vergognava!
DIEGO: (ad Azio) Pace fratello!
RADU: (suggerisce ad Azio) Pace fratello ma mendace tua favella.
AZIO: Pace fratello ma mannace tu sorella!
DIEGO: Come io ti saluto e tu osi rispondermi in talo modo?...
RADU: (suggerisce) Uccidilo col pugnale.
DIEGO: S col pugnale!... Prendi questo(lo cerca sulla cintola, ma non riesce a sfilarlo)S incastrato!
RADU: (suggerisce) Allora con la spada uccidilo con la spada!
DIEGO: S con la spada Allora prendi questo (fa un paio di volte il gesto di tirare fuori la spada, ma si accorge di non averla) la spa (a Radu) lho lasciata di l!
RADU: (suggerisce) Allora il fioretto tira fuori il fioretto.
DIEGO: (con la mano al fianco cerca ancora) allora prendi questo (poi dal bavero prende un fiore e con gentilezza) prendi questo.
AZIO: Oh grazie! (lo odora)
MILENA: Andiamo cara nutrice ritiriamoci nelle nostre stanze Vieni anche tu Giulietta?
PINA: No madre mia rimango due minuti con padre Lorenzo. Maggia a cunfessa.
ELENA: (sottovoce) Due minuti?!... A te nun te basta na giornata.
PINA: (c.s.) Scurnacchiata!
MILENA: Andiamo mia cara nutrice! (esce con Elena)
REGISTA: Oh mio nobile Capuleti, vi accompagno nella vostra magione insieme al Montecchi.
PINA: Padre Lorenzo se fate uscire anche questo putto io maggia a cunfessa!
DIR. TEATRO: Vai pure lasciaci soli o figlio di putta
RADU: Ancora!!!... Mannaggia la miseria (esce piagnucolando)
DIR. TEATRO: (a Pina) Figlia mia se tu dai cos presto il buon giorno al tuo letto segno che hai qualcosa per la testa e allora parla figlia mia! (si mette a mani giunte)
PINA: Me songo innamurata di quello bello guaglione di Romeo Montecchi.
DIR. TEATRO: Spiegati chiaramente figlia mia e dimmi in poche parole dove tende il tuo discorso.
PINA: Quando lo vedo me ribolle o sanghe dinte vvene.
DIR. TEATRO: S, ma non capisco dove vuole arrivare la tua favella?
PINA: Appena mi sfiora siente vvampate ca da e punte de piere me salgono fino a cima e capille.
DIR. TEATRO: S o mia dolce Giulietta ma... spiegati meglio cosa mi vuoi dire di preciso?
PINA: (contrariata) Uffa!!.. O vvolete sape propio di preciso di preciso?
DIR. TEATRO: Di preciso!
PINA: Voglio portarmelo dinto letto. Contento mo?
DIR. TEATRO: E me lo dici cos? (guarda al cielo con le braccia alzate e si fa il segno della croce)
PINA: Se vulite ve ffaccio nu disegno porno!
DIR. TEATRO: E lui ti ama?
PINA: Mi ama?! Di chi! Romeo innamorato pazzo e me (dalla finestra si vede Romeo che abbraccia Antonietta e tenta di baciarla) e non vede lora di sposarmi.
DIR. TEATRO: (vedendo la scena) Sei certa figliola?
PINA: Ci mietto a mano sul fuoco. Per lui non esistono altre donne oltre me (dallarco di destra entra velocemente Milena rincorsa da Romeo. Escono dallarco di sinistra) Anzi non le vede proprio.
DIR. TEATRO: (c.s.) Infatti non le vede gli corre appresso!
PINA: Comme?
DIR. TEATRO: Niente figliola niente! Tu parli di sposare Romeo ma i Montecchi sono i nemici giurati dei tuoi Capuleti. I tuoi nobili genitori non accetteranno mai.
PINA: O ssaccioma solo voifrate Lorenzo.potete rimediare con un rimedio che rimediapecch se voi non trovate o rimedioil rimedio o rimmediammo nuie co nu rimedio immediato.
DIR. TEATRO: Non dire queste cose peccato mortale! Vuol dire che interceder per voi. Parler con i nobili Capuleti e i nobili Montecchi Sono certo che con poche parole ben dette riuscir a riappacificare gli animi dei due nemici. (dalla quinta di destra entrano duellando con la spada Azio e Diego. Riescono velocemente in quinta sinistra sotto lo sguardo preoccupato di Marco e Pina) Forse meglio parlare con le rispettive mogli
PINA: Chesta na buona idea!
DIR. TEATRO: Ho sempre buone idee! Le donne sanno essere sempre pi comprensive degli uomini. (dalla quinta di sinistra entrano Aida e Milena che tirandosi i capelli escono velocemente in quinta destra) Ripensandoci bene sarebbe meglio parlare con Mercuzio. E il parente del Principe di Verona e tramite lui pu imporre la pace ai due nemici.
PINA: Anche chesta e na buona idea. Mercuzio nu guaglione buono e gentile che non farebbe mai male ad una mosca (entra Francesco in quinta sinistra che prende a calci il povero Radu. Escono in quinta destra sotto lo sguardo inquieto di Pina e di Marco)
PINA: Insomma Padre Lorenzo io caggia fa!
DIR. TEATRO: Lunica cosa, non ti rimane che ann moriammazzata!
PINA: Ma vacce te a moriammazzate.
DIR. TEATRO: Ma no, sorella cosa avete capito lunica cosa che voi vi ammazzate.
PINA: In che senso padre Lorenzo?
DIR. TEATRO: (indica una bottiglia nella cesta) Ho in questa bottiglia un dolce rimedio. Dentro c un infuso di mia invenzione e sono quasi sicuro che funzioner.
PINA: E o guasi che mi preoccupa!
DIR. TEATRO: Ascolta dolce Giulietta. Una volta bevuto il liquidosubito ti correr per tutte le vene un fluido freddo che addormenter a te la vita poich il polso non conserver pi il suo movimento regolare
PINA: (entrando in battuta) Si ma
DIR. TEATRO: (c.s.) Le rose delle tue labbra e le tue guance appassiranno e si faranno pallide come la cenere
PINA: (c.s.) Si ma
DIR. TEATRO: (c.s.) E sugli occhi ti cadr il velo delle palpebre. Ogni membro del tuo corpo privato della padronanza del movimento e della flessibilit rigido intirizzito e freddo...
PINA: (c.s.) Insomma songo proprio nu ciesso e cadavere!
DIR. TEATRO: Brava muori ma per finta!
PINA: Comme pe finta! Mavete fatto na capa tanta co e labbra e guance chappassiscono co o velo dinto alluocchie e po muoio pe finta?
DIR. TEATRO: Perch vuoi mor pe davvero? Dopo che tutti i parenti avranno pianto la tua dipartita e ti avranno messo nel posto del tuo loculo
PINA: (entrando in battuta) In che posto o miettono?
DIR. TEATRO: Nello tuo loculo!
PINA: Pecch non lo miettemo ne o vostro e loculo?
DIR. TEATRO: Non ti devi preoccupare stellina miaper loculo si intende la nicchia funebre la tomba va! Con Romeo in piena nottenoi verremo da te e ti faremo bere unaltra pozione che ti ridoner la vita
PINA: E poi?
DIR. TEATRO: Tu e Romeo partirete per Mantova dove attenderete che le cose tra i Montecchi e i Capuleti si appianeranno per lintercessione del Principe di Verona. Che ne dici?
PINA: Siete sicuro che stelisir funzioner?
DIR. TEATRO: Di sicuro c soltanto la morte!
PINA: (facendo le corna) E dalle!
DIR. TEATRO: Ora (prende dal paniere la bottiglia) bevi fino alla met e poi accadr quello che ti ho appena detto.
PINA: Rimanite co me non me lasciate sola in chesto triste momento.
DIR. TEATRO: No meglio che vada. Mi aspettano al convento, ma tu non ti preoccupare andr tutto bene. (mentre esce) Buona morte! (esce)
PINA: Comme buona morte! (piagnucolando) E mo che faccio o piglio o nu o piglio? Questo o problema. Morire dormire sognare forse No questo lAmleto. Ma fa lo stesso io me lo ppiglio e chi s visto s visto. (beve lelisir nella bottiglia. Comincia a tossire) M andato pe traverso. (tossisce ancora. Poi si mette la mano sulla gola) Arg! O veleno comincia a fare effetto. Arg (si siede in terra) Arg muoio (al pubblico) guardate che per finta! (si sdraia per terra fingendo di morire. Entra Romeo.)
ROSICA: (vede Pina in terra e teatralmente si precipita verso di lei sollevandole il viso) Giulietta che fai dormi? (le d dei buffetti sul viso per farla svegliare) Svegliati! (le d un buffetto pi forte) Te sembra o momiento chisto?
PINA: (sottovoce) A lanima e chi te morto! Songo defunta pe fintaD chella battuta di copione!
ROSICA: (c.s.) Statte zitta ca o tenghe scritto acc! (tira fuori dalla tasca un foglietto e sbirciando con tono melodrammatico legge) O Giulietta... o mia giovane vittima la tua bellezza trasforma chesta tomba in una sala piena di festa e di luce. Te veggo comme o lampo che precede a mmorte. Ma io comme potrei chiamare chestoo lampo?
Entrano dal fondo della sala i due veri interpreti. Sono completamente incerottati. Hanno la testa fasciata e le mani ingessate.
MAURIZIO: (entrando in battuta) Chiamalo come te pare basta che scenni da l sopra.
ISABELLA: Chi quella che mha fregato la parte?
ROSICA: Ma vuije chi siete?
MAURIZIO: Io sono il vero Romeo. (salgono sul palco)
ISABELLA: E io so la vera Giulietta. (prende per le gambe Pina scostandola da Claudio che continuava a tenerla con la testa alzata)
PINA: Statte ferma co sti mmane! Giulietta da morta a ffaccio. Tu stai a lospitale
ISABELLA:(si sdraia al suo posto) Questo il posto mio.
ROSICA: Ma che state facenno o verite che c gente?
MAURIZIO: Ma quale gente questi sono tutti amici vostri. La parte di Romeo era la mia quindi meglio che te ne vaicontinuo io.
ROSICA: Tu Romeo!? Cumbinato accuss me pari uscito da o lazzaretto!
ISABELLA: Lazzaretto o non lazzaretto Giulietta la mia parte!
PINA: Ma mo a parte mia. (si sdraia sopra Isabella)
ISABELLA: (le d una spinta) E levete! (la fa cadere)
Entra in scena Angelo velocemente.
REGISTA: (grida) Fermi! E voi che state facendo qui? Non dovevate essere allospedale?
PINA: (ad Antonietta) Hai visto? Jatevenne che siamo a la fine de la commedia.
REGISTA: Dramma Pina. Dramma!
PINA: E va buono o dramma Basta che e manni via a lloco! (ai due) Andate a muri a natra parte!
MAURIZIO: La parte mia Ti ringrazio di avermi sostituito alle prove generali ma ora te ne puoi pure andare!
ROSICA: Ma vattene tu!
REGISTA: Quale prove generali questa la prima! Non lo vedete il pubblico?
ISABELLA: Come la prima?!
MAURIZIO: (basito guarda verso la platea) Il pubblico!? Ma non so parenti vostri che sono venuti ad assistere alle prove generali?
ROSICA: Qua parenti! Lunica parente mia moglie Pina Anzi era mia moglie pecch dopo sta ffigura di attrice e mmerda chiedo o divorzio.
PINA: Ha parlato Giorgio Albertazzi!
DIR. TEATRO: (entrando) Ma che successo? Chi sono questi due?
REGISTA: Sono due attori
MAURIZIO: La parte di Romeo la mia ho pagato mille euri al regista per farla.
REGISTA: (imbarazzato) Beh adesso non il momento di mettere in piazza le nostra cose.
DIR. TEATRO: Giusto non il momento!
PINA: Nu momento! Mettiamole in piazza invece. (al pubblico) Scusate signore e signori ma a nu scannamuorto (indica Angelo) gli si songo appicciacate tra e mmani gli euro.
REGISTA: Pina tho detto che non il momento.
PINA: (minacciosa) Tu statte accuorto! (chiama) Milena Elena Aida (entrano)
TUTTE TRE A SOGGETTO: Che successo/e questi chi so!? / perch avete interrotto la recita?...
PINA: Perch il regista s rubbato e sorde di questo attore.
DIR. TEATRO: Ma quale rubato! Che parole grosse!
PINA: Ma qua grosse se l arrobbate! Pure o teatrante.
DIR. TEATRO: (cercando di discolparsi) Io?! Io non ho preso affatto mille euri
ISABELLA: Infatti se n presi duemila da me per fare Giulietta.
ROSICA: Combinata accuss pe fare Giulietta altro che duemila euri tu dovevi accendere nu mutuo trentennale!
ISABELLA: Ha parlato Alain Delon!
REGISTA: (ad Marco) Antonietta tha dato duemila euri?
MILENA: E cos, voi due vi sareste intascati tremila euro!?
ELENA: E senza dare niente a noi.
AIDA: Almeno potevamo dividere in parti uguali.
RADU: O dividiamo o non recitiamo pi!
ROSICA: Chisto manco arrivato in Italia che gi s imparato!
RADU: Io rumeno precisoma anche qui tutto preciso Tremila diviso dieci
FABIO: (urla dalla sua postazione) Fa trecento euri a testa!
Entrano i componenti del coro.
1^ RAGAZZA: E noi che siamo le figlie delloca bianca?
2^ RAGAZZA: Anche noi vogliamo la nostra parte.
Entrano gli altri attori.
FRANCESCO: (entrando) Ue sono anchio!
DIEGO: Quando si tratta di piglia io sono qua!|
AZIO: Da buoni italiani dividiamo tutti in parti uguali!
PINA: A forza e fa e divisioni va a fern che i srdi glieli diamo noi.
Entra Antonietta e comincia a prendere le misure a Isabella.
ANTONIETTA: Questa che fa la mummia?
MARIA: Come ti permetti io sono Giulietta.
ANTONIETTA: Giulietta!? Invece de mor avvelenata sei annata sotto ar tranve?
MAURIZIO: Insomma basta io ho pagato e voglio fa la parte di Romeo.
MARIA: Anchio ho pagato Per non perdere la parte e i soldi abbiamo messo la firma allospedaleche volete di pi?
TUTTI: Unaltra bustarella!
ROSICA: Se vulite lavorain Italia dovite paga! (accordo dintroduzione e Rosica inizia a cantare)
CANZONE: Se qui vi lavora te tocca da pag
Oppure tutto a nero te tocca fatic
nun tarabbia se dai na bustarella
prassi che in Italia se lavori
te metti a mano n tasca o gi sei fuori.
Se qui n gran casino lascia perde
nun prendertela costanto non serve
tu devi da cap questa sentenza
bisogna lascia salva lapparenza.
Nun ci ho na lira se diceva in rima
colleuri se sta peggio de prima
se prima te bastava un miglioncino
mo metti in bustarella un millantino
Se qui un gran casino lascia perde
non prendertela costanto nun serve
tu devi da cap questa sentenza
bisogna lasci salva lapparenza.


