Il buco nel tetto

IL BUCO NEL TETTO

IL BUCO NEL TETTO

di Andrea Nicosia


La scena: interno di un salotto, arredato in maniera spoglia. Al centro della scena c un divano, con ai lati due tavolini bassi, su cui sono appoggiati in maniera disordinata riviste, bicchieri, piatti. Davanti al divano c un altro tavolino basso.

PROLOGO

A sipario chiuso: sonoro di telegiornale. Allimprovviso un boato.

Voce di SECONDO: Non ci credo!

Voce di PRIMO: Non ci credo? Non ci credo? Ma Ma hai visto che successo?

SECONDO: Ho visto s!

PRIMO: E tutto quello che riesci a dire "non ci credo"?

SECONDO: E che altro vuoi dire?

PRIMO: Non ci credo

SECONDO: E sul tuo lato del divano.

PRIMO: Non ci credo!


PRIMO ATTO

PRIMO e SECONDO seduti su un divano. SECONDO ha un telecomando in mano. PRIMO si alza e si schiarisce la voce.

PRIMO: (declamando) Questa frase descrive alla perfezione la mia personalit.

SECONDO: Quale frase?

PRIMO: Questa, l'unica che ho detto.

SECONDO: Ma se non sei stato zitto un secondo!

PRIMO: S, ma intendevo questa frase qui. La prima che ho detto dopo l'ultima che ho detto.

SECONDO: Quale frase?

PRIMO: "Questa frase descrive alla perfezione la mia personalit." Potrei usarla come firma nelle e-mail.

SECONDO: No, non capisco.

PRIMO: Ti sbilancia e lascia un po' perplesso. Sottilmente autoreferenziale, surreale quanto basta. E il senso

SECONDO: A me sembra una frasetta da Baci Perugina. E' inutile.

PRIMO: In effetti descrive un po' anche la tua personalit.

SECONDO: Alzo gli occhi al cielo e le stelle splendono attraverso il tetto.

PRIMO: La mia frase pi bella.

SECONDO: E' vero. Ma quando chiami qualcuno per far riparare il buco nel tetto?

PRIMO: Perch devo farlo io?

SECONDO: E' sul tuo lato di divano.

PRIMO: (guardando attraverso il buco) Che costellazione quella?

SECONDO: Non cambiare discorso, il meteo prevede grandine formato piaga biblica.

PRIMO: Non ti rendi conto di quanto suoni finto tutto questo?

SECONDO: Cosa?

PRIMO: "Grandine formato piaga biblica". Come parli, come ti comporti, come gesticoli. Cos caricato. Sembri la TV.

SECONDO: Ma cosa ho detto?

PRIMO: Hai notato che le persone anzich parlare semplice, parlano come se fossero in un telefilm?

SECONDO: La televisione ha sempre insegnato alle persone come parlare.

PRIMO: E come comportarsi?

SECONDO: Pure, certo. Modelli.

PRIMO: No, non capisci. Non dico che le persone parlano, si muovono, seguendo i modelli dati dai telefilm, ma proprio come se fossero in un telefilm. Come se stessero recitando davanti ad una telecamera. Alcuni fanno anche metatelevisione. Senza televisione! Ti rendi conto?

SECONDO: Meta?

PRIMO: Televisione! Guardano la telecamera, si rivolgono al pubblico!

SECONDO: Quale telecamera?

PRIMO: Appunto! E aspettano la risata quando fanno una battuta.

SECONDO: Quale risata?

PRIMO: La risata. Sai La risata.

SECONDO: Ma di che stai parlando?

PRIMO: Nelle situation comedy quando qualcuno fa una battuta parte una risata. Sai, quella cosa tipo "questa battuta talmente divertente che il personale sul set non riuscito a trattenersi".

SECONDO: Ah, la risata! E' patetica. A me ha sempre dato l'idea di "questa battuta fa talmente piet che se non parte la risata finta nessuno sapr mai che era una battuta".

PRIMO: La risata! Bravo! E' quella la tragedia peggiore. Abituati a sentire ridere dopo battute televisive atroci, gli spettatori propinano battute altrettanto atroci. E pavlovianamente aspettano la risata.

SECONDO: "Pavlovianamente aspettano". Le battute te le scrivi prima?

PRIMO: Generalmente s. Tu provi le espressioni davanti allo specchio.

SECONDO: Lo fanno tutti.

PRIMO: Insomma, la risata finta la morte della risata vera. (parte una breve risata finta)

SECONDO: E' ovvio: se finta non pu essere vera. (altra risata finta)

PRIMO: E' la morte dell'umorismo. In TV ridono per qualsiasi stronzata. (risata pi forte)

SECONDO: Pi scema e pi ridono.

(risata - PRIMO e SECONDO iniziano a rendersi conto che c' qualcosa di strano)

PRIMO: E le persone si convincono che quelle frescacce siano veramente divertenti. (risata)

SECONDO: E imitano. (risata)

PRIMO: E aspettano la risata. (risata)

SECONDO: Per delle battute da corte marziale. (risata)

PRIMO: Che cazzo ci sar da ridere. (risata pi forte)

SECONDO: Hai notato che la risata pi forte quando vengono dette parolacce? (risata) Cazzo! (risata pi forte).

PRIMO: Non fare metateatro che mi fa schifo. Sono gli sceneggiatori che indicano che tipo di risata va messa dove e siccome sono fermi alla fase anale pensano che le parolacce siano pi divertenti. Guarda. Cacca! (boato di risate inarrestabili).

SECONDO: (urlando per farsi sentire sopra la risata) Per mette allegria.

PRIMO: (urlando) Ma una stronzata. (il volume della risata aumenta) Tu hai detto qualcosa di divertente negli ultimi cinque minuti?

SECONDO: (urlando) Io no e tu?

PRIMO: (urlando) No! Mica una commedia questa!

SECONDO: (urlando) Come si spegne?

PRIMO inizia a fare gesti di ringraziamento e inchini verso il pubblico, fa cenno di smettere. SECONDO lo imita. Urlano "grazie", "basta grazie"

SECONDO: (urlando) Non funziona!

PRIMO: (urlando) Ho un'idea! Gli occhi pieni di speranza dei bambini del Terzo Mondo! (la risata si ferma di botto). Falli sentire in colpa, funziona sempre. Mi raccomando, non dire pi niente di divertente.

SECONDO: (rimettendosi a sedere) Non ho mai detto qualcosa di divertente.

PRIMO: Perfetto, piatto e noioso, cos mi piaci.

SECONDO: Quando chiami per il buco nel tetto?

PRIMO: Che poi voglio dire Imiti la televisione. Perch? Un telefilm per definizione un'imitazione. Imiti un'imitazione?

SECONDO: Non lo so. Non meglio se chiami? Finch faceva caldo bene, ma ora questo buco inizia a essere un po' una palla.

PRIMO: Non cambiare discorso.

SECONDO: Sei tu che cambi discorso. E' sul tuo lato di divano.

PRIMO: Mi stupisco di come le persone si innamorino delle "storie di vita reale". Una fiction che racconta la vita quotidiana. O fiction o vita quotidiana! Vuoi la vita quotidiana? Non stare in casa, esci. Vai a Piazza del Popolo. L c' tutta la vita quotidiana che vuoi. Vuoi vita quotidiana?

SECONDO: Ho gi la mia, non basta?

PRIMO: Accontentarsi di tanto squallore? Non vuoi vedere vita vera?

SECONDO: Mi basta viverla.

PRIMO: E' la fuori, non ne senti il richiamo? Come fai a startene sempre qui chiuso dentro casa?

SECONDO: Ma se sono entrato da dieci minuti.

PRIMO: Esci! Vivi! Vai fuori a vivere! Solo nell'interazione con il prossimo acquisti realt, finch sei qui dentro sei solo un'idea!

SECONDO: Dici?

PRIMO: Prova!

SECONDO esce di scena.

SECONDO: (fuori scena) Ora sono vivo! (Inizia ad entrare e uscire di scena) Ora no! Ora sono vero! Ora sono finto! Ora sono uno spettatore! Ora sono un attore!

PRIMO: Vuoi andare a fare in culo fuori di qui? Fila a farti una vita!

SECONDO: S! A me la vita! (esce di scena definitivamente)

PRIMO: (si siede sul divano al posto di SECONDO)Ma tu guarda che mi tocca fare per vedere un po' di televisione in pace. (guarda in alto) Certo bisognerebbe fare qualcosa per questo buco.

FINE PRIMO ATTO


SECONDO ATTO

PRIMO in piedi, SECONDO seduto sul divano.

PRIMO: Tu senza di me non saresti niente.

SECONDO: Ma adesso che fai? Ti arrabbi pure?

PRIMO: Pensi che io mi sia divertito? Chicchi di grandine grossi cos da sto cazzo di buco!

SECONDO: E pensa a me che me la sono presa tutta! Vai a vivere, vai Guarda che bozzo! Guarda!

PRIMO: Le bacinelle nascoste dietro la lavatrice! Ma chi a questo mondo che tiene le bacinelle dietro la lavatrice! Guarda com' ridotto il divano!

SECONDO: E' la tua parte di divano. Magari adesso lo fai riparare il tetto.

PRIMO: S, il tetto, bravo! Non sai che dire e tiri in ballo il tetto. Tetto, buco, buco, tetto, tetto, buco

SECONDO: E' bucato!

PRIMO: Comunque tu senza di me non saresti niente.

SECONDO: E fai l'offeso

PRIMO: Non sono offeso. E' una considerazione. Banale. La base del dramma.

SECONDO: Ma quale dramma, questa una tragedia.

PRIMO: Tragedia, commedia C' bisogno del conflitto. Il conflitto dinamico, senza il conflitto non c' pathos, non c' azione e la storia ristagna.

SECONDO: Guardi troppa TV.

PRIMO: Non c'entra la televisione. E' la vita!

SECONDO: No eh! Non ricominciare con la vita!

PRIMO: Tu pensa una vita Liscia. Senza problemi. Calma. Quieta. Tutto bene. Nessun contrasto.

SECONDO: Dove devo firmare?

PRIMO: Ma no, pensaci. Tutti i film che hai visto si basano su una forma di contrasto di conflitto. Sia tra un personaggio e un altro o tra un personaggio e una situazione, senza contrasto non c' tensione.

SECONDO: Senza lo stronzo non c' storia.

PRIMO: Gretto, triviale, ma corretto.

SECONDO: E quindi?

PRIMO: Ma come e quindi? Assioma: un film l'imitazione, pi o meno fantasticizzata, della vita. Come nel film senza conflitto non c' tensione, cos nella vita.

SECONDO: Hai ricominciato a scriverti le battute? Perch la seconda frase contorta che usi in meno di due minuti.

PRIMO: Cosa c' di peggio del piattume?

SECONDO: La morte per infarto a trent'anni.

PRIMO: Pagheresti per vedere un film in cui non succede niente, non c' nessun problema e tutti sono felici e contenti per due ore?

SECONDO: Beh, per vederlo no. Per esserci dentro per s!

PRIMO: Come farti capire Aspetta, ci sono! Fai come nelle telenovele! Cara!

SECONDO: Caro!

PRIMO: Cara!

SECONDO: Caro!

PRIMO: Cara Devo confessarti un segreto!

SECONDO: No!

PRIMO: S! Io

SECONDO: No!

PRIMO: E lassame parl! Cara io Io ti ho tradita!

SECONDO: No!

PRIMO: S! Un errore, una debolezza!

SECONDO: Tu Tradita!

PRIMO: S, con le gemelle danesi del secondo piano!

SECONDO: No!

PRIMO: S!

SECONDO: Caro Allora

PRIMO: Cosa?

SECONDO: Anche io!

PRIMO: No!

SECONDO: S!

PRIMO: Anche tu!

SECONDO: S!

PRIMO: Con le gemelle del secondo!

SECONDO: S!

PRIMO: Come s?

SECONDO: Eh s.

PRIMO: Io passo da loro la mattina prima di andare in ufficio, cos le trovo in forze appena svegliate!

SECONDO: Io passo da loro un paio di ore dopo che sei uscito per andare in ufficio!

PRIMO: Poco dopo che me sono andato io! E come le trovi?

SECONDO: Fresche e riposate come se si fossero svegliate in quel momento!

PRIMO: Cara ora che ti ho detto tutto mi sento meglio. Per

SECONDO: Dimmi caro!

PRIMO: Ecco io Io Non so se posso rinunciare a loro.

SECONDO: Caro ecco io Neppure io credo di poter rinunciare a loro.

PRIMO: Ah no?

SECONDO: Eh no.

PRIMO: No eh?

SECONDO: No.

PRIMO: Certo Cara Stavo pensando Quella videocamera che ci hanno regalato per il nostro matrimonio Che non usiamo mai

SECONDO: Potremmo iniziare ad usarla

PRIMO: Cara!

SECONDO: Caro!

PRIMO: Hai capito che intendo? Una storia del genere Caro, cara, caro, cara Per un film drammatico non regge due secondi, altro che due ore.

SECONDO: Per per un porno non un brutto inizio. Che c'entra con noi?

PRIMO: Ma come? Cara!

SECONDO: E basta!.

PRIMO: Ma non capisci? Se un film imita la vita, e il film ha bisogno di conflitto per andare avanti, dunque anche la vita ha bisogno di conflitti per andare avanti, per essere interessante. Se non ci fossi io, se non ci fosse il conflitto tra noi, che vita faresti tu? Una vita piatta e noiosa!

SECONDO: Ma tu nel primo atto hai detto che mi volevi piatto e noioso! E poi che conflitto abbiamo noi?

PRIMO: A parte il fatto che se fai ancora metateatro ti spezzo le rotule, come che conflitto abbiamo? Il buco nel tetto! Ti fa sentire vivo!

SECONDO: Il buco nel tetto non mi fa sentire vivo, mi rompe le palle. E comunque sta sul tuo lato di divano per cui alla fine me le rompe solo fino ad un certo punto. Gi che hai parlato del buco Quando chiami per farlo riparare?

PRIMO: Non il buco in s, il conflitto tra me e te causato dal buco. Ne parliamo, ne discutiamo, ci relazioniamo, affermiamo la nostra esistenza, superiamo dei contrasti e dopo questa prova rafforziamo la nostra amicizia.

SECONDO: Tutto questo casino per un buco? Non pi semplice farlo riparare e trovare un motivo serio?

PRIMO: Vuoi un motivo serio, ok, adesso ti do il motivo serio.

SECONDO: Prima riparare, poi motivare.

PRIMO: Ecco la grande minaccia a tutte le amicizie!

SECONDO: I soldi?

PRIMO: La donna!

SECONDO: Si pu avere una donna ricca?

PRIMO: Eccola!

Entra una bella ragazza fasciata in un abito sexy.

SECONDO: Ma Amica tua?

PRIMO: Lascia perdere, solo un esempio.

SECONDO: Perch non ne fai pi spesso di esempi simili?

PRIMO: Ascolta. Noi siamo amici, andiamo d'amore e d'accordo. Poi un giorno arriva lei! E tutto finisce. Iniziano dispetti, sospetti, invidie. Tra noi finisce l'armonia e si scatena la lotta. E lei il premio. Entrambi la vogliamo. Competizione, conflitto, tensione. Una prova continua. Cerchi di essere pi brillante, pi bello, pi simpatico e se dio vuole pi pulito! La lotta, il sangue che pulsa nelle vene, la sfida continua, sempre sul chi vive. Non sei pi un mollusco in decomposizione su quel divano, sei un lottatore, un predatore, una belva, sei vivo, hai il fuoco nelle vene, hai

SECONDO: Potremmo fare i turni!

PRIMO: Cosa?

SECONDO: I turni. Vuoi i giorni pari o i dispari?

PRIMO: Come i turni, i turni per cosa?

SECONDO: Per lei. Vuoi vederla i giorni pari o i dispari?

PRIMO: Ma sei una bestia!

SECONDO: Per me lo stesso.

PRIMO: E se io volessi vederla tutti i giorni? Eh?

SECONDO: Ok, mattina o pomeriggio?

PRIMO: Mattina e pomeriggio.

SECONDO: Bene, allora io prendo le notti.

PRIMO: Animale! Metti che a lei fai schifo?

SECONDO: Amen, il problema non si pone.

PRIMO: Ma che fai ti arrendi cos?

SECONDO: Se non ci sta, non ci sta. Superquark lo fanno oggi o domani?

PRIMO: Ammettilo, hai sentito il richiamo atavico della lotta, eh? La belva sonnolenta che si risveglia? Ti si sono risvegliate le emozioni?

SECONDO: Tutto questo entusiasmo per Superquark?

PRIMO: Per lei!

SECONDO: Se non ci sta, non ci sta.

PRIMO: E quindi? Se non ci sta nessuna astinenza a vita? Drammatico caso di verginit di ritorno?

SECONDO: Magari invece le piaccio a pelle. Mi cade tra le braccia, cos! (Schiocca le dita).

PRIMO: Magari no.

SECONDO: Magari ha un'amica!

PRIMO: Ce l'ha!

SECONDO: Visto? Tu ne prendi una, io prendo l'altra.

PRIMO: Eh no ciccio, non mica cos facile.

SECONDO: Perch?

PRIMO: Perch lei una topona cosmica, ma un po' tonta. Mentre l'amica

SECONDO: L'amica?

PRIMO: Beh, l'amica. L'amica E' brillante Simpatica E' un

SECONDO: Oddio no! Non sar mica un

PRIMO: Un tipo, sai quelle che possono piacere o non piacere.

SECONDO: Oh, no la cozzona acida no! C' Superquark!

PRIMO: E vaffanculo Superquark! Qui ti si riscatena la lotta per la bellona, con supplemento emozionale dato dalla fuga dallo scorfano che, ovviamente, pazza di te. Hai presente Mission: Impossible?

SECONDO: Non si pu evitare?

PRIMO: No, non si pu: la brutta gi qui!

Entra una ragazza ancora pi bella della prima, fasciata in un abito ancora pi sexy.

SECONDO: Mi sacrifico per un amico. Prendo la brutta!

PRIMO: Non correre, ti spiego. Abbiamo avuto un problema mentre facevamo il casting. Come prima cosa abbiamo cercato la bella. Sono andato da una mia amica e le ho detto (Si rivolge alla Bella) Ciao!

BELLA: Ciao!

PRIMO: Senti, stiamo mettendo su uno spettacolino, c' un personaggio femminile e ho pensato subito a te.

BELLA: Davvero? Che personaggio ?

PRIMO: Ecco, molto bella.

BELLA: Davvero? E hai pensato subito a me? Che carino!

PRIMO: S, certo, ecco E' bella, ma stupida. Non pensare male, eh! Non che ho pensato a te perch sei stupida, eh!

BELLA: Ma dai, non ti preoccupare. Tipo la Monroe, no? Ho giusto un vestitino che non ho mai avuto il coraggio di mettere in pubblico Posso indossarlo?

PRIMO: Certo! (Torna a parlare con SECONDO) Capito?

SECONDO: Allora?

PRIMO: Allora poi ho cercato la brutta. Sono andato da un'altra amica e le ho detto (Si rivolge alla brutta) Ciao!

BRUTTA: Ciao.

PRIMO: Senti, stiamo mettendo su uno spettacolino, c' un personaggio femminile e ho pensato subito a te.

BRUTTA: Davvero? Che personaggio ?

PRIMO: Ecco, molto intelligente e simpatica.

BRUTTA: Davvero? E hai pensato subito a me? Che carino!

PRIMO: S, certo, ecco E' intelligente e simpatica, ma brutta. Non pensare male, eh! Non che ho pensato a te perch sei brutta, eh!

BRUTTA: Ma brutto stronzo! Brutta a chi?

PRIMO: Ma no! Non ho detto che sei brutta! E' il personaggio che brutta. Bruttina, ecco. Siccome so che sei una brava attrice ho pensato che

BRUTTA: Se ti serve una brutta va a chiamare quello scorfano di tua sorella.

PRIMO: Ma non brutta Un tipo, hai presente no? (Brutta gli d uno schiaffo) Ahio! Ma intelligente, simpaticissima!

BRUTTA: Ma ti credi che vengo a fare la figura della scema per te? A dire fesserie e fare la scimmietta?

PRIMO: Ma non devi dire niente, il personaggio non ha battute e sta fermo in mezzo al palco!

BRUTTA: Pure! Brutta, impalata, scema e pure senza battute! (inizia a picchiarlo)

PRIMO: Ma non scema, intelligente, per questo ho pensato a te, mi serve una espressiva, una brava attrice No, ahio, ma fammi parlare! Ferma!

Escono di scena con BRUTTA che picchia PRIMO. Rientrano.

PRIMO: E cos con altre attrici che conoscevo, finch non ho trovato lei.

SECONDO: E che le hai detto?

PRIMO: Niente!

SECONDO: Perch vestita cos?

PRIMO: Pure lei aveva un vestito che non osa indossare in pubblico.

SECONDO: Del resto pure noi recitiamo solo per poterci truccare. Allora io prendo la topona La brutta.

PRIMO: E aspetta! Sto cercando di farti un esempio. Tu la vedi cos, ma te la devi immaginare brutta. Per la storia del conflitto, se no non regge. Hai capito?

SECONDO: Certo.

PRIMO: Quindi lei com'?

SECONDO: Uno schianto!

PRIMO: Ti ho detto che la devi immaginare brutta!

SECONDO: Lo sai che ho pochissima fantasia. (Si rivolge alla brutta) Ciao! Ehi? Ciao?

PRIMO: Che cosa stai facendo?

SECONDO: Amicizia! Proviamo con quest'altra. Ciao, di che segno sei?

PRIMO: Sto cercando di farti un discorso serio.

SECONDO: S, ho capito, la competizione. Domani giochiamo con la Playstation, ok? Ciao, ma mi senti? Mi sentono?

PRIMO: No, non ti sentono. Sono concetti, idee, mi servono per farti capire la storia della competizione.

SECONDO: Sono idee?

PRIMO: S.

SECONDO: Cio Gli parlo

PRIMO: Non ti sentono. Le idee non hanno orecchie.

SECONDO: Muovo le mani davanti agli occhi

PRIMO: Non ti vedono. Niente occhi. Sono idee.

SECONDO: Tocco il culo?

PRIMO: Ti spezzano le ossa.

SECONDO: Ma perch?

PRIMO: Non so sa hai presente la forza delle idee. Livella le montagne, ridisegna il mondo. Pensi che sia un problema per loro martirizzarti le braccine?

BELLA e BRUTTA escono lentamente.

SECONDO: E ora dove vanno? Aspettate!

PRIMO: Via, fuori. Mi servivano per chiarire un concetto e ora non servono pi. Allora, supponiamo, come dicevo, che la brutta si innamori di te, ma tu vuoi la bella, che mia. Allora scatta il conflitto. A questo punto

SECONDO: Ma quale conflitto, a me la brutta va benissimo!

PRIMO: Ma la brutta brutta! Allora non hai capito!

SECONDO: No, lo sai che sono tardo. Falla tornare!

PRIMO: Le idee non tornano, passano e vanno via. Sono gli uomini che le inseguono.

SECONDO: Le inseguono?

PRIMO: Come Ghandi, Luther King, Rocky! Soli contro tutto e contro tutti, fino a raggiungerle e farle proprie!

SECONDO: Le faccio mie?

PRIMO: Se le prendi.

SECONDO: Allora le inseguo?

PRIMO: Corri, vai! O splendido simbolo della lotta dell'uomo contro il destino! Vai!

SECONDO: Vado!

PRIMO: Ecco, vai, vai, da bravo.

SECONDO: Corro!

PRIMO: E vai, dai che non le prendi pi!

SECONDO: Vado! Come Ghandi, Luther King, Rocky!

SECONDO esce. Rientra BELLA.

BELLA: A posto cos?

PRIMO: Bravissime! Adesso fatevi un bel giro lungo. Mi raccomando, per: posti frequentati e illuminati. Mica mi fido di quello.

BELLA: Va bene. Ma poi mi spieghi perch tutto questo casino. Dammi i soldi dai.

PRIMO: Ecco qui, si era detto 50, no?

BELLA: Ce li hai altri 20?

PRIMO: Tieni.

BELLA: Ma sei un tesoro! Di solito un casino farsi pagare!

PRIMO: E che odio discutere. Ciao!

BELLA: Ciao.

BELLA esce. PRIMO si siede sul divano al posto di SECONDO e prende il telecomando.

PRIMO: Figo Superquark.

FINE SECONDO ATTO


TERZO ATTO

PRIMO in piedi, SECONDO seduto sul divano.

PRIMO: Dio mi odia.

SECONDO: Anche io.

PRIMO: Sto parlando seriamente.

SECONDO: Anche io.

PRIMO: Mi vuole morto.

SECONDO: Odio non farti sentire importante, ma sai, tutti devono morire.

PRIMO: Lo so. Ma l'impegno che sta mettendo contro di me che mi preoccupa.

SECONDO: Di che stai parlando?

PRIMO indica il buco.

SECONDO: Il buco? Che c'entra il buco?

PRIMO: E' dalla mia parte di divano.

SECONDO: E allora? Sei sfigato, ma che c'entra con Dio?

PRIMO: Vuole farmi secco, mi ha preso di mira.

SECONDO: Ma dai, se non eri neanche seduto sul divano. Se Dio volesse farti secco ti avrebbe colpito. Dio non sbaglia. Per definizione!

PRIMO: Era un avvertimento, un messaggio. Ti sto dietro. Sto venendo per te. Vuole farmi sentire il suo fiato sul collo. Mi vuole morto e angosciato. Chiss cosa si inventer ora. Quale sar la prossima mossa?

SECONDO: Non stai esagerando? E' solo un buco sul tetto.

PRIMO: Solo un buco?

SECONDO: E dai, mica hai fatto tutto questo casino per la crepa nel bagno.

PRIMO: Ma quella una crepa naturale, che c'entra? Qui parliamo del buco!

SECONDO: E allora? Crepe, buchi, cose che capitano A mia cugina si staccato un pezzo di cornicione e mancava poco che prendesse una macchina parcheggiata sotto il balcone.

PRIMO: Ma sei scemo?

SECONDO: Che ti prende?

PRIMO: Ma secondo te normale che (Indica di nuovo il buco)

SECONDO lo guarda perplesso.

PRIMO: E' normale? Mi stai dicendo che normale?

SECONDO: Cose che capitano.

PRIMO: Un pianoforte? Cose che capitano un pianoforte? Un pianoforte cade dal cielo, sfonda il tetto e ci piove in casa e per te una cosa che capita?

SECONDO: Se ne sentono di cose strane, lo sai? La realt supera sempre a destra la fantasia!

PRIMO: Adesso dimmi su che pianeta un pianoforte che ti piove in casa normale.

SECONDO: Ok, non qualcosa che succede tutti i giorni, ma tutto possibile. Infatti successo.

PRIMO: Certo che successo, Dio mi vuole fare secco e mi ha tirato un pianoforte.

SECONDO: Ti ha mancato.

PRIMO: Era un avvertimento. Un tempo si tiravano lettere minatorie avvolte sui mattoni. Magari il pianoforte aveva una lettera minatoria attaccata da qualche parte. Che ne sai?

SECONDO: Ma su, impossibile.

PRIMO: Ma se hai detto tu che tutto possibile!

SECONDO: S, ma l'idea che Dio ti tiri un pianoforte minatorio Dai, non ha senso.

PRIMO: Non ha senso? Stiamo parlando di Dio! Il tipo responsabile per l'ornitorinco! Ha senso l'ornitorinco? Lo sento, in questo momento mi sta guardando!

SECONDO: E' l'idea che ti tiri un pianoforte Voglio dire Un fulmine Ma un pianoforte!

PRIMO: E allora come possibile che ce ne sia piovuto uno in casa?

SECONDO: Non lo so, lo avr tirato qualcuno.

PRIMO: Dio!

SECONDO: Ma no, qualcuno.

PRIMO: Adesso mi spieghi perch impossibile che Dio mi abbia bersagliato con un pianoforte, ma possibile che lo abbia fatto un qualcuno qualsiasi.

SECONDO: Dio non perde tempo con queste cose.

PRIMO: Mi stai dicendo che per Dio sono meno degno di attenzione di un ornitorinco?

SECONDO: Ma no. Beh, forse un po' s. Per se si occupa di animali esotici non pu occuparsi di te

PRIMO: E allora chi?

SECONDO: Che ne so Qualcuno che ha costruito una catapulta per pianoforti e la sta provando.

PRIMO: Catapulta per pianoforti? Ma dai, impossibile! A che cosa cazzo dovrebbe servire una catapulta per pianoforti?

SECONDO: A spostarli, magari.

PRIMO: Non mi pare una buona idea. Abbiamo scrostato pianoforte dalle pareti per una settimana, se ricordi.

SECONDO: Non perfetta, per questo la sta provando.

PRIMO: Chi?

SECONDO: Qualcuno!

PRIMO: E' impossibile. No, ti dico che stato Dio. Hai visto angeli qui intorno ultimamente?

SECONDO: In televisione. Chiedevano soldi.

PRIMO: E parla piano, ci sta ascoltando! Ti vede, sai? Dappertutto! Anche nelle cabine elettorali.

SECONDO: Stai diventando paranoico. Dio non ce l'ha con te. E' impossibile.

PRIMO: Tutto possibile tranne che Dio, per il quale nulla impossibile, tiri pianoforti. Per per te possibile che un qualcuno, umano, limitato, ce ne abbia tirato uno in casa. Non ti sembra che ci sia qualcosa che non va?

SECONDO: No.

PRIMO: Come no?

SECONDO: Vedi, mio zio Geremia dice che per Dio tutto possibile, per cui non ha bisogno di dimostrare niente. Per gli uomini il contrario. Dobbiamo dimostrare cosa siamo in grado di fare, per questo sfidiamo l'impossibile.

PRIMO: Tuo zio lavora per la Sector: No Limits?

SECONDO: No, ma gli piacerebbe.

PRIMO: Lo temevo. Sfidare l'impossibile, eh?

SECONDO: Bravo!

PRIMO: Tirando un pianoforte.

SECONDO: Anche!

PRIMO: Ma una cosa che sia meno una cazzata? No, proprio tirando un pianoforte. Ti rendi conto di cosa stai dicendo?

SECONDO: Guarda, zio Geremia che dice sempre anche che

Entra zio Geremia

GEREMIA: Non importante cosa facciamo per sfidare l'impossibile, l'importante che sia qualcosa che faccia dire agli altri " impossibile, ma lo ha fatto". Solo allora supereremo i nostri limiti!

PRIMO: E questo chi ? Da dove entrato? E' un angelo?

SECONDO: Ma no, mio zio. Siccome uno scienziato gli ho chiesto di riparare la luce in ripostiglio.

GEREMIA: Molto piacere, Geremia! Scienziato, filosofo, muratore. Muratore a tempo perso. Un hobby, sa.

SECONDO: Non gli credere, bravissimo.

PRIMO: In cosa?

SECONDO: Muratore.

GEREMIA: Un hobby.

PRIMO: S, siete decisamente parenti.

SECONDO: Zio, forse tu glielo puoi spiegare. Il mio amico non crede che gli uomini possano compiere azioni impossibili.

PRIMO: Ma no, sei tu che

GEREMIA: Eh, male, giovine, male. Lei lo sa che il solo non credere nelle sue capacit la limita? Le rende irraggiungibile qualsiasi scopo?

PRIMO: S, certo, ma non si sta parlando di me. Ora le spiego

GEREMIA: Trovare nuove sfide, nuovi limiti, e superarli! Ecco, ecco come possiamo lasciare un segno del nostro passaggio. Altrimenti non saremmo altro che automi. Di giorno a lavorare, di notte sprofondati sul divano con due imbuti sugli occhi per meglio assorbire quello che ci propina la TV. Giorno, notte, notte giorno, lavoro, TV, TV, lavoro. Senza fantasia, come automi appunto. E' un automa lei?

PRIMO: No, io non lavoro. Ma non questo, che

GEREMIA: Non si ponga limiti! Parta dal principio che tutto possibile, anche quello che le pu apparire pi assurdo. Intraprenda imprese incredibili, solo per il gusto di dimostrare che sono possibili! Attraversi la strada vestito da gallina, solo per poter poi dire "l'ho fatto!".

PRIMO: Insomma, il problema il buco!

GEREMIA: Il buco? Che buco?

SECONDO: Quel buco.

GEREMIA: E' un bel buco, complimenti!

PRIMO: Il problema non se bello o brutto. E' che c'!

GEREMIA: I buchi capitano.

PRIMO: Ma non come questo, santo cielo!

GEREMIA: Che ha di strano?

PRIMO: E' stato fatto da un pianoforte. Ci caduto un pianoforte sul tetto. Lo ha sfondato e ha fatto quel buco. Un pianoforte. Sul tetto.

Geremia lo guarda come se non capisse.

PRIMO: Pianoforte, tetto, buco. Al centro di Roma. Pianoforte. Dal cielo. Pronto?

GEREMIA: E quindi? Mi pare normale.

PRIMO: Cosa normale?

GEREMIA: Un pianoforte un bestione pesante. Mi pare normale che se cade su un tetto lo sfonda.

PRIMO: Ma non normale che cada un pianoforte dal cielo!

GEREMIA: E cosa dovrebbe fare? Andare verso l'alto? La gravit caro figliolo! La gravit!

PRIMO: Tuo zio pazzo?

SECONDO: No, un genio. Ha avuto un'esperienza tipo Newton ed rimasto folgorato.

PRIMO: Ha visto una mela cadere ed ha scoperto una legge della fisica?

SECONDO: No, si stava riparando sotto un melo durante un temporale. Il vento gli ha fatto crollare l'albero addosso e poi stato colpito da un fulmine ed diventato un genio.

PRIMO: Perch, prima cos'era?

SECONDO: Un cretino che si riparava sotto gli alberi durante i temporali.

PRIMO: E adesso cos'?

SECONDO: Un genio, te l'ho detto!

PRIMO: Non ci arrivo, spiegami la differenza.

GEREMIA: E' una sfida continua figliolo! La fisica ci pone dei limiti, dei vincoli ben precisi. Ma noi dobbiamo andare oltre! Lasciare il buon senso per il paradosso di Zenone! La natura non ci ha fatti per andare sott'acqua, ma andiamo sott'acqua. Non ci ha fatti per volare, ma noi voliamo!

PRIMO: Appunto, noi voliamo, non i pianoforti.

GEREMIA: Ma perch ce l'ha tanto su con i pianoforti? I suoi l'hanno mandata al conservatorio?

PRIMO: Non con i pianoforti in generale. Con quello in particolare che piovuto sul nostro tetto. Quello che ha fatto il buco. Sul mio lato di divano! Quello con cui Dio mi ha voluto dare un avvertimento!

GEREMIA: Dio? Che c'entra Dio?

SECONDO: Il mio amico convinto che Dio gli abbia lanciato contro un pianoforte.

GEREMIA: Ma impossibile, suvvia!

PRIMO: Ma Ma come, ha detto lei che tutto possibile!

GEREMIA: E' vero, ma alcune cose sono semplicemente ridicole.

PRIMO: E allora come ha fatto a piombarci un pianoforte nel salotto?

GEREMIA: Ma figliolo, semplicissimo, banale! Ad esempio basta tirarlo in cielo con una catapulta! Ora, se mi volete scusare

Geremia esce

PRIMO: A questo punto io non capisco pi niente. Possibile, impossibile, assurdo. Non so pi in cosa credere. Mi sta veramente succedendo tutto questo? Sono sveglio oppure un sogno? Oppure se niente di questo esistesse e noi fossimo solo nel sogno di qualcun altro? O, peggio ancora, se esistesse solo quel grassone nella terza fila?

SECONDO: "Dio"!

PRIMO: Il grassone Dio? Oddio! Mi ha trovato! Ha un pianoforte in mano?

SECONDO: No, dicevo: "Oppure se niente di tutto questo esistesse" Stavi citando Dio.

PRIMO: Dio avrebbe detto "Oppure" Ma dove, ne "La Bibbia" di Huston o ne "I Dieci Comandamenti" di DeMille?

SECONDO: Ma no! "Dio" di Woody Allen. Stavi citando la commedia che abbiamo recitato l'altra volta. Non ti ricordi pi?

PRIMO: Ma insomma! Ti avevo detto di smetterla con il metateatro! Mi d sui nervi! (al pubblico) Fate finta che non abbia detto niente!

SECONDO: Perch io non posso fare metateatro e tu s?

PRIMO: Io metateatro? Ma quando?

SECONDO: Adesso! E per met del secondo atto con le tue amiche battone!

PRIMO: Beh Era Dovevo chiarire dei concetti E comunque non mi sono divertito neanche un po'! Non ti permettere pi di

SECONDO: Basta, mi hai stufato! Metateatro, metateatro, metateatro! Io non sono un pupazzetto come te, io scelgo di vivere! Io sono libero! Guarda!

SECONDO scende dal palco

PRIMO: Dove vai? L c' il bagno!

SECONDO: Ma quale bagno! Questa la platea, li vedi gli spettatori? Guardali! Guarda questo, guarda!

PRIMO: Non toccare gli spettatori sai! Non ti azzardare!

SECONDO: Lo tocco, lo tocco!

PRIMO: Lascialo perdere! Lo scusi, non sa cosa sta facendo. Vuoi tornare qui? Dobbiamo finire

SECONDO: Basta! Non sono prigioniero del palco! Non sono un personaggio bidimensionale! Io sono vivo! Me ne vado! Me ne vado a vivere! E tocco chi mi pare!

SECONDO esce dalla sala

PRIMO: Ma dove vai? Torna qui! Sto parlando con te! Hey! Torna! Torna indietro Torna Torna? Non torna?

PRIMO si siede sul divano, si stiracchia voluttuosamente e prende il telecomando.

PRIMO: Questa volta stato difficile, stava quasi per farmi perdere il fischio d'inizio. Tutto per questo buco

FINE TERZO ATTO


EPILOGO

Sipario chiuso.

Voce di PRIMO: Buongiorno. Ho bisogno di un intervento. Beh, una cosa piuttosto urgente. Non si pu evitare la lista dattesa? No, guardi, ora le spiego, vede una cosa un po strana S! S, un buco! Pianoforte, esatto! Ma lei come lo sa? Cosa? Quanti? No, no non lo sapevo! No, non guardo mai la televisione. Catapulta? Ma perch? Cos che ha detto quando lo hanno arrestato? Ma davvero? Ha detto cos? Senta ma Come si chiama questo tizio? Ah s? Ho capito. No va bene. S va bene la lista dattesa. No, ma non si preoccupi. No, tutto sommato non c tutta questa fretta, tanto non sar un inverno troppo rigido, no? Ondata di suicidi tra i meteorologi? Ma quante cose interessanti si sentono in TV ultimamente! Vero? No, ma va bene. S. S, grazie. (riattacca). Senti un po tu.

Voce di SECONDO: Che c. Hai telefonato?

PRIMO: S, ho chiamato.

SECONDO: Che ti hanno detto?

PRIMO: Vieni qui che te lo dico. Siediti.

SECONDO: Sei seduto sul mio lato di divano.

PRIMO: Lo so, ma adesso ridiscutiamo i posti.

SECONDO: Perch?

PRIMO: Adesso te lo spiego. Siediti sotto al buco, siedi. Allora, lo zietto Geremia

SIPARIO

FINE

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