Il prescelto

di Andrea Oldani

PERSONAGGI

Dario: Il Prescelto

Gianni: Suo Cugino

Emma: Moglie di Dario

Kovalsky: Trafficante

Lafarge: Scagnozzo

Il Guercio: Scagnozzo

Brian: Trafficante

Sara: Ex moglie di Gianni

Agente Bolletti: Agente di Polizia

Primo atto

Scena: Musica a sipario chiuso. Si apre il sipario sul soggiorno di una casa italiana, la porta d'ingresso della casa posta sul fondo della scena, il divano posizionato al centro. Gianni sul divano, sdraiato. La musica iniziale finisce e parte la voce registrata di uno speaker radiofonico.

Speaker: E ora lultimo successo del grande Tony Disco.

(parte una musica da discoteca elettronica, ad un certo punto la musica sar intervallata da suoni di campanello).

Gianni: Ma che cavolo di musica trasmettono? Chi cos pazzo da inserire il suono di un campanello in una canzone? Canzone, poi... Se vogliamo chiamare canzone questa porcheria. (si alza dal divano a fatica) Ah! Non era la musica. Ma chi pu essere cos presto? Il sabato mattina, poi. (Spegne la radio, il suono del campanello continua, va ad aprire).

(Entra Dario con dei fogli in mano, ignorando Gianni)

Dario: Ma ti pare possibile? Che schifezza!

Gianni: proprio quello che stavo dicendo io. Buongiorno, cosa fai gi in piedi a questora del sabato?

Dario: Roba da non credere, dove andremo a finire? Dove andr a finire questa societ? Croller su se stessa! Autoimploder! Ci saranno guerre e catastrofi! Ecco dove andremo a finire.

Gianni: Per colpa di un brano da discoteca?

Dario: Cosa?

Gianni: Lhai detto tu?

Dario: Cosa avrei detto io?

Gianni: Che il mondo finir per colpa di un brano da discoteca.

Dario: Ma cosa vuoi che interessi a me di un brano da discoteca? Sto parlando di soprusi. Di tasse.

Gianni: Sulla musica da discoteca?

Dario: Ma cosa centra la musica da discoteca? Queste tasse. Guarda la bolletta del Gas. Ti sembra possibile pagare 600 euro per una bolletta del gas?

Gianni: Ma quelle non sono tasse. Paghi 600 euro di gas perch ti piace girar per casa in mutande anche il 4 di gennaio.

Dario: Non importa! il principio che conta. Siamo vessati da queste imposte.

Gianni: Non sono nemmeno imposte. Tieni il riscaldamento pi basso e vedrai che anche la bolletta diminuir.

Dario: Quale nazione obbliga i propri cittadini a morire di freddo?

Gianni: Non si parla di morire di freddo, ma nemmeno di avere cactus e cammelli per casa.

Dario: Sono scelte, a me piace il caldo tutto lanno.

Gianni: E se ti piace il caldo tutto lanno o paghi o ti trasferisci in Qatar.

Dario: Io voglio il caldo qui!

Gianni: Io voglio, Io voglio. Tu vuoi? Tu paghi.

Dario: Ah, che bravo che sei. Uno ti chiede un sostegno morale e tu gli rinfacci i propri doveri. Bravo, bravo. Complimenti.

Gianni: Sei venuto solo a lamentarti o c altro?

Dario: Sono venuto a trovare conforto e complicit. Ma mi sembra che il magazzino sia a corto di questi articoli. Ora capisco perch sei da solo in questa casa.

Gianni: Se sei venuto a criticare la mia vita quella la porta.

Dario: Eccolo! Eccolo! Lo pungi sul vivo e lorgoglio torna a galla.

Gianni: Non orgoglio. Per mi sembra che non sia il caso di ribadire concetti che non centrano nulla con largomento.

Dario: solo colpa tua.

Gianni: Perch non ho sostenuto le tue argomentazioni?

Dario: Perch hai lasciato andare tua moglie.

Gianni: E questo cosa centra?

Dario: Ora non saresti solo.

Gianni: Ora sarei in manicomio.

Dario: Il solito esagerato. Una cos bella donna.

Gianni: No, no. Tu non ti rendi conto che tormento era.

Dario: Ma di, un po logorroica forse.

Gianni: Un po logorroica? Era una punizione divina, credimi.

Dario: Sei tu che lhai sposata.

Gianni: Senti, angelo del giudizio. Sei venuto per i tuoi o per i miei problemi?

Dario: Cercavo di aiutarti.

Gianni: Ecco, allora cerca di aiutarmi lasciandomi riposare sul divano, dopo lincidente la schiena mi fa ancora male.

Dario: Un asociale, ecco cosa sei, un asociale. E non uno normale, uno di prima categoria. Dovresti metterlo sulla tua segreteria telefonica. In questa casa vive un asociale, se volete richiamare fatelo a vostro rischio e pericolo.

Gianni: Quanto sei pesante.

Dario: Me ne vado, me ne vado. Ma non chiamarmi pi per i tuoi problemi.

Gianni: Ti ricordo che non ti ha chiamato proprio nessuno. Ed il fatto di abitare nello stesso condominio non ti autorizza ad utilizzare questo appartamento come tua personale valvola di sfogo!

Dario: Va bene, va bene. Ma poi non lamentarti. (esce dalla porta)

Gianni: (tra s) Ma ti pare possibile? Uno vorrebbe anche riposarsi il sabato mattina. Invece no, entra un esagitato in casa con mille problemi. Avesse poi risolto qualcosa. Adesso vediamo di riprendere quello che stavo facendo prima e vediamo se questo dolore mi (si sdraia sul divano. Campanello). Non c pace! Non c pace! (si alza e va ad aprire) Ciao Emma.

Emma: (entra innervosita) Dov?

Gianni: Anche per me un piacere vederti.

Emma: Dove si cacciato?

Gianni: Se cerchi tuo marito appena uscito.

Emma: Impossibile!

Gianni: Come?

Emma: Impossibile! Lavrei incontrato sulle scale!

Gianni: Ti assicuro che appena uscito con le bollette del gas.

Emma: E cos sei suo complice?

Gianni: No, no. Io non ho problemi col gas.

Emma: E lo nascondi in casa. Anzi, LI nascondi!

Gianni: Li? Qui? Chi?

Emma: Lui e la sua bella!

Gianni: Dario?

Emma: E chi altri? Babbo Natale?

Gianni: Mi sembrerebbe pi plausibile.

Emma: Dove si cacciato?

Gianni: Emma, calmati ed ascoltami. Ti assicuro che non qui.

Emma: Quel mascalzone!

Gianni: Prima stato qui, ma ora non pi qui. Te lo giuro!

Emma: Mi fa impazzire, mi fa impazzire!

Gianni: Calmati, Emma. Calmati!

Emma: Tu non lo conosci quel mascalzone.

Gianni: Beh, non lo conosco. mio cugino.

Emma: Tu non ci vivi assieme. Non sai quante me ne combina. Tu non capisci!

Gianni: Esagerata!

Emma: Adesso basta tergiversare. Dimmi dov!

Gianni: Te lho gi detto! uscito appena prima che tu entrassi.

Emma: Se scopro che lo nascondi qui...

Gianni: Te lo giuro.

Emma: Allora vado a cercarlo, se dovessi vederlo chiamami.

Gianni: Consideralo fatto!

(Emma esce dalla porta, Dario entra dalla cucina)

Dario: Non sono male i tuoi biscotti.

Gianni: E tu da dove arrivi?

Dario: Dalla cucina.

Gianni: E come ci sei finito?

Dario: Dalla finestra.

Gianni: Ma ti sembra il modo? Siamo al quarto piano!

Dario: Sempre meglio che incrociare mia moglie.

Gianni: Ah, poi dici di me.

Dario: La tua era un angelo in confronto.

Gianni: Io non la tradivo.

Dario: Nemmeno io se per quello.

Gianni: Ma...

Dario: Una sua fissa. E non lunica. La vita con lei insopportabile. Lei ma assilla! Lo stato mi assilla! La societ mi assilla! Dobbiamo fare qualcosa!

Gianni: Dobbiamo?

Dario: Tu ed io!

Gianni: A me non assilla nessuno.

Dario: Non puoi abbandonarmi, non puoi abbandonarmi.

Gianni: Anzi, pensandoci bene c qualcuno che mi assilla.

Dario: Vedi? Bisogna combattere! E chi sarebbe?

Gianni: Tu!

Dario: Io!?!

Gianni: S, tu! Tu che mi piombi in casa senza preavviso! Tu che vieni con i tuoi problemi! Tu che mi rendi complice delle tue menzogne!

Dario: Ma quali menzogne? Non crederai alle farneticanti affermazioni di mia moglie.

Gianni: Non mi interessa e non voglio immischiarmi nei vostri affari. So solo che le ho promesso di avvisarla se ti avessi rivisto. Quindi, o sparisci nel giro di venti secondi o mi vedr costretto ad alzare quel telefono.

Dario: Non puoi farmi questo, sangue del mio sangue.

Gianni: Solo quando ti fa comodo. Ti prego di andartene!

Dario: E va bene, va bene. Ma ricordati che mi avrai sulla coscienza.

Gianni: Finiscila e non ricattarmi.

Dario: Ricordati...

Gianni: La porta!

Dario: Ma...

Gianni: La porta!

Dario: Va bene, va bene. Vado verso la mia condanna. (esce dalla porta)

Gianni: Finalmente se n andato! Che inferno. mio cugino, capisco. Ma deve finirla di trascinarmi nelle sue beghe. Io non ne voglio sapere. (si siede sul divano) Ah, tornata la tranquillit.

Dario: (entra di corsa dalla porta) Nascondimi, ti prego! Mi sta inseguendo!

Gianni: Fine della tranquillit!

Dario: Non il momento di stare tranquilli. Se mi trova sono finito!

Gianni: Ma se non hai nulla da nascondere, che paura hai?

Dario: Tu non preoccuparti e aiutami!

Emma: (spalanca la porta) Dov?!?!

Dario: (fugge in cucina non visto da Emma) Mamma!!!

Emma: Dov?

Gianni: Chi?

Emma: Non fare lo gnorri. Sai benissimo di chi sto parlando.

Gianni: Ma qui non c nessuno.

Emma: Falso. Lho visto in corridoio e pu essere entrato solo da te.

Gianni: Guarda che ti sbagli, io...

Emma: Avevi promesso di chiamarmi, avevi giurato!

Gianni: Ma...

Emma: Sei uno spergiuro, ecco cosa sei!

Gianni: Io...

Emma: Tutti uguali voi uomini, impossibile contare su di voi.

Gianni: No...

Emma: Ah, no? No?!? E coshai da dire in tua difesa?

Gianni: Veramente...

Emma: Allora?

Gianni: Hai ragione, confesso. Perdonami! Ho sbagliato, ho mentito.... Avevo paura, volevo difenderlo, non farmi del male... Dario ...

Dario: (entra dalla porta dingresso) Salve a tutti!

Emma: Tu?

Gianni: Tu?

Dario: (evidentemente falso) Tesoro, ma che sorpresa trovarti qui. Cosa fai da queste parti?

Emma: Ma...

Gianni: Ma...

Emma: Io credevo...

Gianni: Io credevo...

Dario: Eh, anchio credevo in un mondo migliore, ma crescendo ho perso tutte le illusioni. La vita dura, ragazzi miei. Non sempre possibile capirne tutti i misteri.

Gianni: Eh?

Dario: Cara, tu piuttosto. Cosa ci fai a casa di mio cugino? Eh? Non state forse tramando alle mie spalle?

Emma: Cosa?

Gianni: Ma tu sei fuori!

Dario: (teatrale) Ah Gianni, da te non me laspettavo proprio. Sangue del mio sangue. E tu! La donna che ho sposato, tradirmi con mio cugino. Il mio pi caro cugino. Come far dora in poi.

Gianni: Ma smettila!

Emma: Tesoro, non come pensi.

Dario: Ah no?!? Ah no?!? Beh, gli indizi sono lampanti. Vi ho colto in atteggiamenti provocanti...

Gianni: Provocanti?

Dario: ...in abiti discinti...

Gianni: Discinti?

Dario: ...e volevate anche impedirmi di entrare.

Gianni: Ma se sei entrato senza suonare?

Emma: No tesoro, tutto un equivoco.

Dario: Nessun equivoco! E ora rivstiti e torna a casa. Dopo faremo i conti!

Gianni: Rivstiti? Ma...

Emma: S tesoro, scusami...

Dario: E ora vai, io rester per fare i conti con mio cugino.

Emma: Perdonami, perdonami... (esce)

Gianni: Scusami, ma deve esserci un malinteso.

Dario: Ma quale malinteso, stavo fingendo.

Gianni: Cosa?

Dario: Ma s. Vi stavo prendendo in giro. Non lavevi capito?

Gianni: Ma tu sei pazzo! Ti sembra il modo di trattare tua moglie?

Dario: Ah, certo! Metterla sempre sotto accusa. Tutti abbiamo la coscienza sporca, chi pi o chi meno.

Gianni: Io non ho la coscienza sporca.

Dario: Ah no?!? Ah no?!? Beh, gli indizi sono lampanti. Ho prove inconfutabili

Gianni: (in ginocchio) Perdono, perdono! Confesso! Ho rubato io la Nutella dalla dispensa della zia...

Dario: Hai visto che funziona?

Gianni: Perdono... Ma... incredibile...

Dario: Con questo sistema potrei controllare il mondo.

Gianni: Cavoli! davvero geniale.

Dario: Modestamente...

Gianni: Comunque, non il modo di trattare tua moglie.

Dario: il giusto pegno per come mi tratta lei, la mia vita insopportabile.

Gianni: Mi sembra di capire che hai una soglia di sopportazione molto bassa.

Dario: Io? io?

Gianni: Assolutamente s, prima con le bollette ti senti oppresso dallo stato...

Dario: vero!

Gianni: ...poi non sopporti tua moglie che vuole, giustamente, sapere dove sei...

Dario: Mi opprime!

Gianni: Sei esagerato!

Dario: Lo stato mi opprime, mia moglie mi opprime. Tutti mi opprimono!

Gianni: Finiscila! Nessuno ti opprime! Sono solo regole che vanno rispettate!

Dario: Tu mi opprimi!

Gianni: Io non ti opprimo, voglio solo farti capire come stanno le cose!

Dario: E non sgridarmi, eh! Non sgridarmi!

Gianni: Invece avresti proprio bisogno di una bella ramanzina!

Dario: Anche tu ne avresti bisogno.

Gianni: Io non ho fatto nulla.

Dario: Ah no?!? Ah no?!? Beh, gli indizi sono lampanti. Ho prove inconfutabili

Gianni: (in ginocchio) Perdono, perdono...

Dario: Questo potere davvero fenomenale.

Gianni: Devi finirla di accusare la gente.

Dario: Io faccio quello che mi pare.

Gianni: Tu non puoi fare quello che ti pare!

Dario: Ah no?!? Ah no?!?

Gianni: (tappandosi le orecchie) Smettila, smettila!!!

Dario: Il mio potere immenso! Immenso!

Gianni: Mi fai paura...

Dario: Immenso!!! Nulla mi pu sconfiggere!!!

Gianni: Hai provato con un buon analista?

Dario: Come?

Gianni: Fanno miracoli, sai?

Dario: Per cosa?

Gianni: Per i problemi come i tuoi.

Dario: Problemi?

Gianni: S, s. Delirio di Onnipotenza e cose simili.

Dario: Delirio di Onnipotenza? Io sono onnipotente!

Gianni: Allora ce ne vuole uno bravo. Ma bravo davvero.

Dario: Tu mi vuoi tarpare le ali. Contro di te devo combattere. Te e quelli come te.

Gianni: Senti, ora scendi da Emma e ti fai fare una bella camomilla...

Dario: Mi metterebbe il veleno. Non posso pi fidarmi di lei.

Gianni: Toglimi una curiosit, come hai fatto ad uscire dalla cucina e rientrare dalla porta.

Dario: Sempre dalla finestra, per fortuna che la signora delle pulizie mi ha fatto entrare altrimenti avrei passato il pomeriggio sul cornicione.

Gianni: Ma non ti ha chiesto giustificazioni?

Dario: Giustificazioni?

Gianni: Non normale trovare un inquilino che cammina sul cornicione.

Dario: Perch? una cos bella giornata.

Gianni: Cosa?

Dario: Ma scherzavo, le ho detto che mi erano cadute le mutande stese sul terrazzo.

Gianni: E lha bevuta?

Dario: Sembrerebbe, ma non importa. Limportante che mi abbia fatto entrare.

Gianni: Invece importa. La signora Giulia una gran chiacchierona. Andr subito a raccontarlo a tutti e non vorrei che arrivasse anche alle orecchie di qualcuno...

Dario: Tu crederesti ad una persona che ti racconta di aver incontrato un tizio sul cornicione?

Gianni: Forse no.

Dario: E allora nessun problema, la signora Giulia ha un debole per i liquorini e penseranno che abbia esagerato un poco...

Gianni: Ti salvi sempre tu, vero?

Dario: sempre utile trovare una via duscita.

Gianni: Ecco, ora la tua quella. (indicando la porta di casa)

Dario: Ah!

Gianni: Che c?

Dario: Ah!

Gianni: Ma coshai?

Dario: Come se fosse facile!

Gianni: Cosa?

Dario: Ho detto (alzando la voce) Come se fosse facile liberarsi di me!

Gianni: (si guarda attorno) Ma con chi stai parlando?

Dario: (sempre a voce alta) Chi deve capire ha capito, vero?

Gianni: Ma con chi ce lhai?

Dario: (a voce ancora pi alta) Chi deve capire ha capito, vero?

Gianni: Tu non stai per niente bene.

Dario: Era giusto farlo sapere anche a loro, non trovi?

Gianni: Ma loro chi?

Dario: Loro, loro. Lo sappiamo benissimo chi sono.

Gianni: Io non so nulla.

Dario: (accondiscendente) Certo, certo

Gianni: Ma si pu sapere coshai?

Dario: Vabb vabb

Gianni: Ma vabb cosa?!?!

Dario: Non ora, non ora.

Gianni: Cosa?

Dario: Dopo, dopo. Qui potrebbero sentirci. Non il momento.

Gianni: Tu non mi sembri troppo registrato.

Dario: Sei tu che sei ingenuo cuginetto mio.

Gianni: Io chiedevo solo di riposare sul divano, tutto qui!

Dario: Non il momento di riposare. Questo il momento di svegliarsi!

Gianni: Ma svegliarsi chi?

Dario: Tutti! Tutti! Sveglia!!!

Gianni: Ora ascoltami bene! sabato mattina, ho lavorato tutta la settimana, sono stanco, ho voglia di riposare. Non mi interessa nulla delle tue ossessioni e delle voci che senti o che ti dovrebbero sentire. Quindi, se non chiedo troppo, vorrei essere lasciato in pace.

Dario: Ah, certo. Comodo lui. Mette la testa sotto il cuscino e finge di non vedere. Finge di non sentire.

Gianni: Ascoltami. Adesso mi sono stancato del tuo dire e non dire. Io non vedo e non sento nulla. Se tu senti, beh, allora dovresti farti vedere da un bravo specialista.

Dario: Caro Gianni, sei davvero ingenuo. Tu non capisci che ogni nostro pi piccolo movimento controllato.

Gianni: Ma da chi? A chi interessa quello che faccio? Quello che facciamo?

Dario: Loro (si guarda attorno con fare sospetto)

Gianni: Ma loro chi?

Dario: Loro, quelli che comandano il mondo. Quelli che tirano i fili di tutto.

Gianni: I governi?

Dario: I governi? Ahahahahah, tu sei rimasto ai governi? Tu credi ancora che i governi contino qualcosa?

Gianni: Beh, s.

Dario: I governi. (alzando la voce per farsi sentire) Crede ancora ai governi, lui.

Gianni: Ma la vuoi finire di gridare?

Dario: Se i governi contassero davvero qualcosa non ti farebbero votare. No, i governi sono solo dei fantocci manovrati da loro.

Gianni: Ma loro chi? I Russi? Gli Americani? I Cinesi?

Dario: Ahahahahah, quanto sei ingenuo, cugino mio.

Gianni: Mi stai facendo innervosire con tutte queste cose.

Dario: Se solo tu sapessi, se solo tu sapessi

Gianni: Senti. Facciamo cos. Facciamo che non voglio sapere. Facciamo che preferisco vivere nella mia beata ignoranza piuttosto che nella tua paranoia ossessiva. Daccordo?

Dario: No, ascoltami. Ragiona solo per un istante.

Gianni: Non mi interessa. Non voglio sapere nulla.

Dario: Tutti dobbiamo sapere.

Gianni: Non voglio sapere nulla. Cosa non ti abbastanza chiaro in questa frase?

Dario: Sciocco! Sei soltanto uno sciocco. E io che pensavo di renderti partecipe della gloria del prescelto.

Gianni: Scusa?

Dario: Io che pensavo di onorarti di questa scelta. Ed invece no! Lui mi scaccia dalla sua dimora. Scaccia il prescelto dalla sua dimora. Ah! Sangue del mio sangue.

Gianni: Si pu sapere di cosa stai farneticando?

Dario: Hai detto che non vuoi saperne nulla.

Gianni: Ecco. Appunto.

Dario: E quindi ho intenzione di accontentarti. Ti lascer alloscuro di tutto. Nel buio dellignoranza. Dove sar pianto e stridor di denti.

Gianni: Mamma mia come sei tragico.

Dario: Nemmeno se mi supplicherai in ginocchio ti confider altro. Ah! Che delusione cugino mio. Ah, ora me ne vado. Deluso da cotanto astio nei miei confronti.

Gianni: Grazie, e ricordati di chiudere la porta quando esci.

Dario: Vado. No! No! Non trattenermi. No! Non implorarmi di rimanere. Vado. (esce)

Gianni: Ciao.

Dario: (rientra) Mi hai chiamato?

Gianni: Io? No.

Dario: Mi era parso.

Gianni: E ti era parso male.

Dario: Allora vado.

Gianni: Vai.

Dario: Vado?

Gianni: Via!!!

(Dario esce)

Gianni: Finalmente! Che scocciatore che diventato. Mi preoccupano queste sue paranoie. Per carit, sempre stato un polemico, ma ultimamente sta davvero peggiorando. Farnetica. Preoccupante, davvero preoccupante.

(nel frattempo Dario rientra dalla finestra e si posiziona alle spalle di Gianni)

Comunque ci penseremo poi, ora ho bisogno di riposare. In pace. Tanto riposo e tanta pace Ahhhh! (mentre si sdraia vede Dario) Sei un incubo!

Dario: Sono qui per salvarti.

Gianni: Ma da dove sei entrato? No, non lo voglio sapere. Non voglio sapere nulla.

Dario: Devi aiutarmi a salvare il mondo.

Gianni: No. Non ci siamo capiti. Io voglio riposarmi. Non voglio salvare il mondo. Non sono il prescelto. Tu sei il prescelto. Tu devi salvare il mondo. Possibilmente lontano da casa mia.

Dario: Non posso.

Gianni: Come non puoi?

Dario: Ho un appuntamento qui.

Gianni: Un appuntamento? E con chi.

Dario: Con uno.

Gianni: Come con uno?

Dario: Con uno importante.

Gianni: E hai fissato un appuntamento qui da me?

Dario: Certo. Dove altro avrei potuto fissarlo?

Gianni: A casa tua, ad esempio.

Dario: Non posso. Mia moglie troppo impicciona.

Gianni: E allora in qualsiasi altra parte del mondo che non sia qui!

Dario: Ti prego, aiutami. Siamo parenti.

Gianni: Siamo parenti solo quando ti fa comodo. Posso sapere chi sarebbe questa persona importante con cui avresti appuntamento a casa mia?

Dario: uno che sa delle cose.

Gianni: Un identikit precisissimo.

Dario: Sa cose che non puoi sapere.

Gianni: Ecco, e visto che non posso saperle voi ve ne andrete a parlare da unaltra parte.

Dario: Di, non scherzare.

Gianni: Non sto scherzando, caro mio. Sono serissimo!

Dario: Ed invece tu stai scherzando. Stai scherzando col fuoco e non te ne stai rendendo conto. Non ti rendi conto dellopportunit che abbiamo tra le mani.

Gianni: Hai detto bene. Non mi rendo conto. E non me ne rendo conto, proprio perch non ci sto capendo nulla. Stai parlando di niente da una buona mezzora. E adesso, se non ti spiace, io avrei perso la pazienza. Buona giornata!

Dario: E va bene. E va bene. Mi costringi a parlare con il ricatto. Non ti credevo cos astuto.

Gianni: Grazie, ma non sto ricattando nessuno. Non vuoi parlarmene? Liberissimo. Per io sono altrettanto libero di disporre del mio appartamento a mio piacimento.

Dario: Vedi, la faccenda delicata. Sono in gioco interessi mondiali.

Gianni: E vengono a dirli a te?

Dario: Sono entrato in un giro molto importante.

Gianni: Tu?

Dario: Allora, se incominci cos non ti dico pi nulla.

Gianni: Scusa, scusa. Prosegui pure.

Dario: Dicevo, sono entrato in un giro importante

Gianni: Un partito politico?

Dario: Di pi!

Gianni: Una loggia massonica?

Dario: Di pi, molto di pi!

Gianni: Accidenti.

Dario: Non lo immaginavi, vero?

Gianni: No, decisamente no.

Dario: Eppure hai visto il tuo cuginetto quanta strada ha fatto?

Gianni: E quale sarebbe questo giro importante?

Dario: Sono entrato a far parte di un Forum su internet dove si combattono le forze oscure che governano il mondo...

Gianni: Come?

Dario: Beh, mi sono iscritto quasi per gioco, poi, sai come vanno queste cose

Gianni: Via di qui!

Dario: Eh?

Gianni: Ho detto Via di qui! E io che ti do anche retta Un forum su internet? Ma ti rendi conto? Ti rendi conto?

Dario: Sei invidioso, vero? E certo, non a tutti capita di essere ammessi in questi circoli delite

Gianni: Sparisci!

Dario: Non capisco. Perch tutto questo astio nei miei confronti?

Gianni: Perch? Hai il coraggio di chiedermi perch? Entri a casa mia come un ciclone mentre cerco di riposare, mi scombussoli la mattinata con storie surreali di intrighi mondiali, mi coinvolgi nelle tue trame invitando a casa mia personaggi inquietanti e tutto questo perch hai letto delle ossessioni paranoiche in un forum di smanettoni complottari? Ma ti rendi conto?!?!?!

Dario: Complottari? Non capisco

Gianni: Secondo te il forum da cui hai attinto le informazioni attendibile?

Dario: Perch non dovrebbe esserlo?

Gianni: Ma perch in rete si trova di tutto.

Dario: Ah. Ecco. Ora capisco. Tutto chiaro

Gianni: Cosa?

Dario: Tu continua ad informarti sui media di regime. Loro sī che sono affidabili.

Gianni: Sentimi bene! Mi hai stufato! Ora ti siedi e mi racconti tutto oppure quella la porta!

Dario: E va bene. Se mi minacci, parler. Ma ricorda che non sono un delatore.

Gianni: Parla!

Dario: Devi sapere che il mondo governato da una razza aliena

Gianni: E ho gi sentito fin troppo

Dario: Se fai cos inutile.

Gianni: Continua, ti prego continua. Voglio vedere dove vai a parare.

Dario: Dicevo, questa razza aliena arrivata sulla terra tantissimo tempo fa. Dopo i dinosauri ma prima delluomo. Si chiamano Gargosauri.

Gianni: Mmmh s

Dario: Ed ora hanno assunto sembianze umane per poterci governare come schiavi.

Gianni: Sembianze umane?

Dario: S, tutti i potenti del mondo sono della loro specie. I presidenti americani, i papi, il presidente della Russia e dellInghilterra.

Gianni: In Inghilterra c la regina.

Dario: Ma va?

Gianni: S, si chiama Regno Unito, non pu esserci un presidente.

Dario: Davvero?

Gianni: Eh, guarda un po.

Dario: sicuramente un Gargosauro mutato anche lei.

Gianni: E fino ad ora dove si erano nascosti?

Dario: Erano tornati su Rigel, il loro pianeta.

Gianni: Rigel una stella.

Dario: Ma loro sono resistenti al calore.

Gianni: E dista 800 anni luce da qui.

Dario: Hanno astronavi velocissime.

Gianni: Ma se sono qui da prima delluomo perch avrebbero aspettato cos tanto per prendere il potere?

Dario: Tu vuoi sapere troppo, mio caro.

Gianni: Guarda, ho gi saputo abbastanza per i miei gusti.

Dario: Ora sto aspettando un inviato del Forum dei Salvatori che deve portarmi documenti segretissimi che non potevamo condividere in rete. Capisci?

Gianni: Oh, capisco benissimo.

Dario: Quindi mi aiuterai?

Gianni: Scordatelo!

Dario: Avevi promesso!

Gianni: Io non avevo promesso nulla. E poi lunico che ti pu veramente aiutare uno psichiatra.

Dario: Lo sapevo che non avresti capito.

Gianni: Ti assicuro che c poco da capire. No, anzi, quello che vorrei capire come tu possa credere a tutte queste sciocchezze.

(campanello)

Gianni: il tipo che stavi aspettando?

Dario: Pu essere. Anche se un po in anticipo.

Gianni: (guardando dallo spioncino) un tipo strano, in giacca scura e cravatta. Con gli occhiali da sole.

Dario: lui, sicuramente lui. Come sono emozionato!

Gianni: Allora apro.

Dario: S, s. Apri! No, aspetta aspetta.

Gianni: Non devo aprire?

Dario: No. C un problema.

Gianni: Solo uno?

Dario: Non scherzare. un problema serio.

Gianni: E quale sarebbe questo nuovo problema?

Dario: Loro non sanno che tu sai che io so.

Gianni: Se larcivescovo di Costantinopoli si disarcivescostantinopolizzasse, ti disarcivescostantinopolizzeresti anche tu?

Dario: Come?

Gianni: Non so, hai cominciato tu con gli scioglilingua.

Dario: Scioglilingua?

Gianni: Io so che tu lo sai che io lo so

Dario: Vuoi finire di scherzare! una cosa seria!

Gianni: Comunque non ho capito perch non dovrei aprire.

Dario: Perch loro non sanno che te ne ho parlato. Solo io devo sapere. Solo io sono il prescelto.

Gianni: Bene, allora buon proseguimento. Io vado a sdraiarmi in camera da letto.

Dario: No, fermo, fermo. Non vorrai mica lasciarmi qui da solo?

Gianni: E perch no? Tu sei il prescelto.

Dario: S, per

Gianni: Hai paura?

Dario: Chi, io?

Gianni: Ahahahah, hai paura! Il prescelto ha paura!

Dario: Non ho paura! solo che preferirei che ci fossi anche tu.

Gianni: Ti devo tenere la manina? Ahahahahah!

Dario: Beh, se la metti cos vattene pure.

Gianni: Daccordo!

Dario: No, no. Stavo scherzando.

(campanello)

Gianni: Allora posso aprire?

Dario: Aspetta, aspetta Ho trovato!

Gianni: Cosa?

Dario: Unidea geniale!

Gianni: Sentiamo.

Dario: Tu sei mio cugino

Gianni: E fin qui non ci trovo nulla di geniale.

Dario: ...sordomuto!

Gianni: Cosa?!?!?

Dario: Non unidea eccezionale?

Gianni: Buon divertimento (fa per andarsene)

Dario: No, no. Fermati! Ti prego non abbandonarmi!

(campanello)

Gianni: Il tuo amico si sta spazientendo.

Dario: Di, ti prego! Fa il sordomuto.

Gianni: E cosa ci guadagno?

Dario: Sarai il braccio destro del prescelto!

Gianni: E cosa ci guadagno?

Dario: Avrai tutta la mia stima e considerazione.

Gianni: E cosa ci guadagno?

Dario: Ti prego. Ti prego. Ti prego!

(campanello)

Gianni: E va bene, apri. Io non posso sentire il campanello. Sono sordomuto.

Dario: Grazie, grazie, grazie!

(Dario apre la porta. Entra un individuo in giacca scura, cravatta, cappello e occhiali da sole. Ha una ventiquattrore con s. Non parla. Non saluta. Si guarda in giro.)

Dario: Buongiorno! Benvenuto! La stavamo aspettando.

(Lindividuo lo guarda con fare minaccioso. Poi continua a guardarsi attorno)

Cio, no. Io la stavo aspettando. Io solo. Lui mio cugino. qui per caso. Lui non sa nulla. sordomuto.

(Lindividuo continua a non parlare e sembra ignorare le parole di Dario)

Dario: S. Non capisco neppure per quale motivo sia qui con noi. Gli ho detto di andarsene a casa ma non vuole sentire ragioni.

(Sempre silenzio anche da parte dellindividuo. Appoggia la valigetta sul tavolino)

sordomuto anche lei?

(Lindividuo si ferma di colpo. Volta la testa verso Dario)

Kovalsky: Ho sentito che luva spina sta andando bene questanno. E cos anche i manghi.

Dario: Scusi?

Kovalsky: Oh, stavo solo dicendo, pensando al tempo atmosferico, Ho sentito che luva spina sta andando bene questanno. E cos anche i manghi. (ammiccando)

Dario: Ah, io no.

Kovalsky: S, s. Vai avanti

Dario: Come?

Kovalsky: Vai, avanti. Ah, io no.... Non stavi per aggiungere qualcosa?

Dario: Eh?

Kovalsky: Non stavi forse dicendo Ah, io no, ma so che il grande cocomero arriver con lalta marea stanotte?

Dario: No.

Kovalsky: Ah. Beh, Buongiorno. (fa per andarsene, poi si volta e, rivolto a Dario) sua questa casa?

Dario: No, di mio cugino.

Kovalsky: Ah. Per caso un vecchio con una cicatrice da duello in pieno viso ed un uncino al posto della mano destra?

Dario: No.

Kovalsky: Ah, ma certo che no. Stavo pensando a qualcun altro. Buongiorno. (fa per andarsene)

Gianni: Aspetti un minuto. (a Dario) evidente questo non luomo che stavi aspettando.

Dario: Taci! Sei sordomuto!

Gianni: No, no. Qui c qualcosa di poco chiaro. Cosa sta succedendo?

Kovalsky: Cosa? Dove? Non ha visto niente, vero?

Dario: No no, lui sordomuto e anche un po cieco.

Gianni: Non ho visto nulla, ma credo che stia succedendo qualcosa qui.

Kovalsky: No, non sta succedendo niente. (alzando la voce) E lui non ha visto nulla.

Gianni: Ma con chi sta parlando?

Kovalsky: Io? Con nessuno. Oh. Con mia zia. A casa. E comunque non sta succedendo proprio nulla. Arrivederci.

Gianni: Sta succedendo qualcosa.

Kovalsky: (irritato) Non sta succedendo nulla!

Dario: Gianni, perch vuoi far arrabbiare il signore. Se dice che non sta succedendo nulla significa che non sta succedendo nulla. (a Kovalsky) Vero?

Kovalsky: Assolutamente niente. Per favore, mi creda. Non sta succedendo nulla.

(suona il cellulare di Kovalsky)

Kovalsky: Dannazione. Posso andare in bagno?

Gianni: Certo, da quella parte.

(Kovalsky esce)

Gianni: Ci stiamo infilando in un mare di guai.

Dario: Non mi sembra uno del Forum dei Salvatori.

Gianni: No. Direi proprio di no. E non voglio nemmeno sapere che genere di appuntamento aveva, n con chi.

Dario: Guarda. (indicando la valigetta)

Gianni: Eh, allora?

Dario: Chiss cosa contiene?

Gianni: Non lo so e non mi interessa saperlo.

Dario: Magari piena di banconote! O di diamanti!

Gianni: E nemmeno a te dovrebbe interessare.

Dario: Fammi vedere. (si siede sul divanetto ed inizia ad armeggiare con la valigetta)

Gianni: Fermo! Potrebbe tornare da un momento allaltro!

Dario: Non sembra complicata.

Gianni: Non immischiamoci! Lascia stare!

(la chiusura della valigetta scatta)

Dario: stato facile.

Gianni: Ti prego! Ti prego!

Dario: Solo una sbirciatina.

(aprono la valigetta e rimangono a bocca aperta. Il pubblico non sapr mai cosa contenga realmente la valigetta)

Gianni: Mio Dio!

Dario: Sono bellissimi!

Gianni: Sono tantissimi!

Dario: Sono coloratissimi!

Gianni: Saranno migliaia! Forse milioni! Non ne ho mai visti cos tanti. Tutti assieme, poi!

Dario: Io ne avevo visti tanti una volta Certo non cos tanti. E non cos belli

Gianni: Davvero?

Dario: S, dalla nonna. Avr avuto dodici anni.

Gianni: La nonna ne aveva cos tanti?

Dario: S, nella credenza.

Gianni: Non me nero mai accorto.

Dario: Li conservava con cura. Altrimenti il nonno poi li faceva sparire. Ne era ghiotto.

Gianni: Non lo sapevo.

Dario: Di, nascondiamola!

Gianni: Non facciamo sciocchezze.

Dario: Qui, dietro il divano. Non se ne accorger, vedrai!

Gianni: Ma come pu non accorgersene?

Kovalsky: (torna dal bagno) Ah! Mio Dio! Ne avete di coraggio!

Dario: Cosa?

Kovalsky: (estrae una pistola) Quanto sapete?

Gianni: (alzano le mani) Di cosa?

Kovalsky: Siete del Dragone Dorato, vero?

Gianni: Dragone Dorato?

Dario: No, siamo del Forum dei Salvatori.

Gianni: Siamo?!? Lui del Forum dei Salvatori. Io sono sordomuto!

Kovalsky: Non alzatevi dal divano! Non provate ad avvicinarvi alla porta! Fermi dove siete!

Gianni: E chi si muove!

Kovalsky: (continuando a tenerli sotto tiro) Non uscirete vivi da questa casa!

Gianni: Perch no?

Kovalsky: Sapete troppo, miei cari ficcanaso!

Dario: Ma noi non sappiamo niente!

Kovalsky: Confessate! Siete del Dragone Dorato, vero!

Gianni: Ma non centriamo nulla!

Kovalsky: Per siete interessati alla valigetta, vero?

Dario: Quale valigetta?

Gianni: Non se ne accorger nemmeno, vero?

Dario: stata semplice curiosit.

Gianni: Stupida curiosit!

Dario: Poi li aveva anche nostra nonna.

Kovalsky: Molto interessante.

Gianni: Non peggiorare la situazione!

Kovalsky: Siete finiti! Ahahahahahah!

(si spalanca la porta ed entra Lafarge)

Lafarge: (armato di pistola) Molla quella pistola, Kovalsky!

Kovalsky: (alza le mani) Lafarge!

Gianni: Sta succedendo qualcosa!

Kovalsky: No, niente!

Lafarge: Ok, Kovalsky. Ci siamo! Dov la valigetta?

Kovalsky: Quale valigetta?

Lafarge: Lo sai, Kovalsky. La valigetta che avevi con te quando sei uscito dalla sede del Sole Nascente. Avanti, ricordi cosa accaduto a Nigel?

Gianni: Cosa accaduto a Nigel?

Kovalsky: Jack lo Sciacallo gli ha dato delle caramelle alla nitroglicerina.

Gianni: Sapevo che stava succedendo qualcosa.

Kovalsky: Non sta succedendo nulla.

Lafarge: Non divagare Kovalsky. Dov la valigetta? (gli punta la pistola alla testa)

Kovalsky: al 22 di Corso Bonaparte.

Lafarge: Non fare giochetti con me, Kovalsky. (lo colpisce con la pistola)

Kovalsky: Ouh al 22/A di Corso Bonaparte.

Lafarge: Ora va meglio.

Kovalsky: Ma dovrai avere un appuntamento.

Lafarge: Lo prender subito.

(entra Il Guercio con un mitra)

Il Guercio: Non cos in fretta, Lafarge!

Lafarge: Il Guercio!

Il Guercio: Gi, e ora molla la pistola!

Gianni: Lo dicevo io che stava succedendo qualcosa!

Kovalsky: No, proprio niente.

Dario: (a Kovalsky, indicando Il Guercio) Ma chi quello?

Kovalsky: Il Guercio. dalla nostra parte.

Il Guercio: E va bene, ora contro il muro Lafarge. E anche tu, Kovalsky.

Kovalsky: Io?

Il Guercio: S, tu! E anche voi due. (indicando Gianni e Dario)

Kovalsky: Tu, sporco doppiogiochista!

Dario: Che successo?

Kovalsky: Ce lha messo nel secchio.

Dario: Beh, finch il secchio

Il Guercio: Ok. (a Kovalsky) Dov la valigetta? Rispondimi!

Dario: Tutto questo molto eccitante!

(entra Brian con un bazooka)

Brian: Fermi tutti!

Kovalsky, Lafarge, Il Guercio: Brian!!!!

Dario: E quello cos? (indicando il bazooka)

Gianni: Un bazooka!!!

Brian: Contro il muro, Guercio. E il primo che prova a fare una mossa un uomo morto. Questa unarma anticarro, ed carica. E avete cinque secondi per dirmi la capitale delle Bahamas.

Kovalsky: Cosa?

Brian: Oh, scusate. Stavo pensando alle vacanze. Ho dormito proprio male la scorsa notte. Bene. Avete cinque secondi per dirmi per dirmi Lho dimenticato

Gianni: I cinque secondi non sono ancora cominciati, vero?

Dario: Non sappiamo la domanda.

Lafarge: Riguarda Vogler?

Brian: No, no. Avete cinque secondi per dirmi

Il Guercio: Di Nigel?

Brian: No, no.

Lafarge: Bronsky?

Brian: No, no.

Dario: La valigetta?

Brian: Oh, s, la Valigetta. Certo! Che stupido.

(tutti si complimentano con Dario)

Brian: Bene, avete cinque secondi per dirmi dove si trova la valigetta. Cinque. (pathos) Quattro. Tre. Due. Uno. Zero! Zero! Oh, ho dimenticato di fare fuoco. Scusatemi. Che nottata terribile. Scusatemi. Cinque, (conteggio pi veloce del precedente) quattro, tre, due, uno.

(Si apre la porta ed entra Sara, la ex moglie di Gianni. La porta deve essere alle spalle di Brian)

Sara: Ciao Gianni, oh. Scusate.

(Brian si volta, e tutti lo assalgono per disarmarlo)

Lafarge: Fermo!

Kovalsky: Blocchiamolo!

(Voci di trambusto)

Sara: Scusatemi.

Fine Primo Atto

Secondo atto

Scena: Si apre il sipario sul soggiorno come nella scena precedente. Gianni, Dario e Sara sono legati ed imbavagliati sul divano (o per terra). Gianni tenta faticosamente di liberarsi. Dario lunico non imbavagliato (ma col fazzoletto al collo). Gianni e Sara danno le spalle a Dario e quindi non riescono a vederlo.

Gianni: (dopo vari tentativi riesce a togliersi la benda) Finalmente. Finalmente. Ora che ho la bocca libera non mi rimane che sciogliere la corda ai polsi e poi posso darvi una mano.

Dario: Ok, fai pure con calma.

Gianni: Ancora qualche istante. (si ferma un attimo, pensieroso. Poi si volta verso Dario) Ma, tu non hai pi la benda sulla bocca?

Dario: Certo, lho tolta. Facevo fatica a respirare.

Gianni: E come hai fatto? Io ci ho messo pi di unora?

Dario: Con le mani. (e mostra i polsi liberi da corde)

Gianni: Sei riuscito anche a slegarti?

Dario: S, cio no. Si sono dimenticati di legarmi. Devono essersi distratti mentre portavano fuori quel tipo... Come si chiamava? Brian. Che brutta fine, poveretto

Gianni: unora che sto lottando per liberarmi. Non potevi darci una mano?

Dario: E se tornavano? No, no. Io non mi muovo da qui.

Gianni: Ecco, se dovessero tornare preferirei non farmi trovare qui. O, per lo meno, non legato come un salame. Su, scioglimi.

Dario: Non se ne parla nemmeno! Hai visto che armamento avevano? No, no. Meglio starsene qui buonini buonini.

Gianni: E tu saresti quello che dovrebbe salvare il mondo? Scioglimi!

Dario: Per salvare il mondo c sempre tempo.

Gianni: Scioglimi!

Dario: E va bene, va bene. Per se tornano diciamo che stata una tua idea e chi ci hai minacciati.

Gianni: Sbrigati! E ora sciogli lei. Solo le mani, per il momento.

Dario: Come solo le mani?

Sara: (si lamenta mugugnando attraverso le bende)

Gianni: Fidati, la mia ex moglie, so quello che sto dicendo.

Sara: (continuano i mugugni di disaccordo)

Dario: Che discorso misogino e prepotente. Vergognati!

Gianni: Fa quello che vuoi. Per te ne assumi la responsabilit.

Dario: Ma assolutamente s, davvero primitivo trattare una donna in questo modo

(la sbenda)

Sara: (parlando a macchinetta) Finalmente! Era ora! Ma vi sembra il modo di trattarmi? Lasciarmi seduta imbavagliata mentre parlavate dei fatti vostri. incredibile, non ci posso credere. Ah, ma anche questi signori, che maleducati. inconcepibile. Insomma, siamo nel duemilasedici, non nel far west dove potevi fare quello che volevi impunemente. Peggio che in un film. Ah, ma mi sentiranno. Lasciate che li acchiappi e li concio per le feste uno per uno. Anzi no. Li denuncio. Li denuncio per violenze e mi faccio rimborsare. Anche se una denuncia al giorno doggi non serve pi a nulla. Li arrestano e poi dopo due giorni sono ancora liberi. Non ci si pu pi fidare di nessuno. Una volta potevi lasciare le porte aperte e non ti succedeva nulla, ora devi mettere lallarme anche se vai in bagno

Dario: (le rimette la benda, Sara continua a protestare)

Gianni: Allora?

Dario: Ok, scusami. Avevi ragione.

Gianni: Lasciamola bendata finch non avremo deciso il da farsi.

Sara: (mugugni insistiti)

Dario: Non possiamo lasciarla cos.

Gianni: Non guardarla, altrimenti ti fa gli occhi da cerbiatto.

Dario: Ma guardala, povera piccola.

Gianni: Smettila di guardare!!!

Dario: Ma cos innocente

Gianni: Ho detto no!

Sara: (mugugna)

Dario: Facciamo cos, le faccio promettere che se la libero star buona. Altrimenti ritorna con il bavaglio.

Gianni: Contento te.

Dario: Cara Sara, se ti libero prometti di startene buonina buonina?

Sara: (mugugna)

Dario: Secondo me un s

Gianni: Mah.

Dario: Promesso?

Sara: (mugugna)

Dario: (la libera, Sara fa per aprir bocca ma Dario le mostra il bavaglio. Sara tace rassegnata)

Dario: Molto bene. (le scioglie anche le mani)

Gianni: (a Sara) Si pu sapere cosa ci fai da queste parti?

(Sara tace)

Gianni: Beh?

(Sara indica Dario)

Gianni: Cosa vuole?

Dario: Credo che sia per via della promessa.

Gianni: Quale promessa?

Dario: Vuole lautorizzazione a parlare.

Gianni: Allora mi tengo la curiosit.

Dario: Ma no, di. Lautorizziamo a parlare, ma con moderazione. Vero piccola?

Gianni: Vacci piano con le confidenze.

Dario: E tu cosa vuoi?

Gianni: Ti ricordo che sei gi sposato.

Dario: Ti ricordo che anche tu lo eri

Gianni: E va bene, pu parlare. Ma giusto lo stretto necessario. Cosa ci fai qui?

Sara: Avevo un appuntamento importante e invece ho trovato questo trambusto. E comunque, bravi. proprio un bel modo per ringraziarmi per avervi salvati da quei ceffi. Potevate essere tutti abbrustoliti, ora. Quel tizio aveva un cannone enorme. Mamma mia che paura ho avuto appena sono entrata. Sento ancora i brividi. Roba da non credere. Una entra in una casa e si trova un tizio con un cannone e decine di scalmanati che le saltano addosso. Che paura, mamma mia. stato uno shock tremendo

Gianni: Il bavaglio!

Sara: No, no. Scusatemi. che quando mi lascio prendere continuo a parlare allinfinito. Non so perch. S, so che potrebbe apparire fastidiosa come cosa ma veramente indipendente dalla mia volont. Pensate che la scorsa settimana mi trovavo in ghmmmghg (Dario le rimette il bavaglio)

Dario: Perdonami...

Gianni: Oh, che pace.

Dario: Per, ha parlato di un appuntamento.

(Sara fa cenno di s con la testa)

Gianni: Avevi un appuntamento qui, in casa mia?

(Sara fa cenno di s con la testa)

Dario: Ma quindi significa che lei

(Gianni prende in disparte Dario)

Gianni: Avevi un appuntamento con mia moglie?

Dario: Ex moglie. E comunque non so, con tutti questi nick non sai mai con chi stai parlando.

Gianni: Avevi un appuntamento con mia moglie?

Dario: Ex, ma io non lo sapevo.

Gianni: Avevi un appuntamento con mia moglie!

Dario: Sempre ex, ma ti assicuro che un equivoco.

Gianni: (a Sara) Tesoro, potresti cortesemente parlarmi del tuo appuntamento.

(Sara fa cenno di poter togliere il bavaglio)

Va bene, puoi toglierlo. Puoi parlare ma con moderazione.

Sara: Oh Gianni, tu non puoi immaginare la mia felicit nello scoprire una cosa talmente incredibile. Io ti ho sempre considerato un pantofolaio, un uomo monotono, banale. E invece, nelle tue vene, scorre il sangue dellavventura.

Dario: Cosa?

Gianni: Beh, in un certo senso.

Sara: Perch non me lhai mai detto? Sono affascinata, davvero affascinata da tutto questo. Per me stata davvero una sorpresa. Te lassicuro.

Dario: Lui? Sara, deve esserci un equivoco perch io

Gianni: (interviene) Nessun equivoco, avevi un appuntamento con me. vero. Io faccio parte di questa Loggia dei Santoni

Dario: Forum dei Salvatori.

Gianni: S, esatto. Forum dei Salvatori. Anche se Dario ha fatto di tutto per impedirmelo. Dice che siamo dei fanatici complottisti

Dario: Io?

Gianni: S, Dario. Ora non negare. Quante volte hai cercato di tarpare le ali a tutti i miei progetti. Ma, scusa cara. Quando hai saputo il luogo dellincontro non hai avuto qualche sospetto?

Sara: S, vero, lindirizzo mi ricordava qualcosa

Gianni: Ti ricordava qualcosa? Non conosci lindirizzo del tuo ex marito. Sei stata qui decine di volte.

Sara: S, hai ragione. Ma sai, il palazzo grande e pensavo fosse un altro dei condomini. Magari perfino tuo cugino Dario

Dario: Eh, magari

Sara: ...ma non avrei mai sospettato di te. E tu? Tu hai mai pensato che potessi essere io?

Gianni: Io? No. Come avrei potuto sospettare? Non avevo alcun indizio.

Sara: Beh, il mio nick Saretta Cuccioletta. Proprio come mi chiamavi tu

Gianni: Oh, che carina. Lhai fatto in ricordo dei bei tempi.

Sara: Devo ammettere che S, lho fatto proprio per quello

Gianni: Davvero?

Sara: Oh, s. Sai, da quando ci siamo lasciati non che la vita sia proprio rosa e fiori. Ho tentato di rifarmi una vita, conoscere gente. Iniziare una nuova storia. ma difficile. Poi, con la societ che vuole questo. Che fa di tutto che la gente si separi, non laiuta, non la sostiene. Ci sono dietro interessi pi grandi, il business dei divorzi, la lobby dei singles. per questo che fanno di tutto per mettere in difficolt le coppie. In fondo non stata colpa nostra. Noi ci volevamo bene, stavamo bene insieme, nulla avrebbe fatto pensare ad un motivo per separarci, ma la societ che vuole questo. sono quelli che governano il mondo che vogliono questo. Pensa alla sorella di Giovanni

(Gianni si avvicina e le rimette il bavaglio)

Gianni: Scusami ma ho dovuto farlo.

Dario: Ehi, piccioncini. Non vorrei disturbare, ma i tizi hanno dimenticato qui la valigetta.

Gianni: Ancora quella maledetta valigetta. Ci porter solo guai.

Dario: Abbiamo fatto bene a nasconderla. Ora la staranno cercando ovunque.

Gianni: E alla fine torneranno a cercarla qui.

Sara: (che nel frattempo si sciolta dal bavaglio) Ma di quale valigetta state parlando?

Gianni: Il primo dei tizi che ci hanno fatto visita

Dario: Un certo Kovalsky

Gianni: S, esatto, Kovalsky, aveva con se questa valigetta e nel trambusto devono averla dimenticata qui.

Dario: Certo, lho nascosta io.

Gianni: E non mi sembra una trovata di cui vantarsi.

Sara: E perch mai? Ha fatto bene.

Gianni: Perch tutto quel trambusto nato a causa di questa valigetta. E non ci metteranno molto ad accorgersi che rimasta qui.

Sara: Avete provato ad aprirla?

Gianni: Parla con il genio scassinatore.

Dario: Non colpa mia. Avrebbero potuto chiuderla meglio.

Gianni: Certamente non si aperta da sola.

Sara: Ma si pu sapere cosa contiene?

Dario: Vieni a vedere. (apre la valigetta)

Sara: Ma sono bellissimi.

Dario: Vero?

Sara: Stupendi. (a Gianni) Tu non me ne hai mai regalati.

Gianni: Non sapevo che ti potessero piacere.

Sara: Che scusa stupida. A chi non sarebbero piaciuti? Avrei fatto un figurone con le mie amiche.

Gianni: Purtroppo ormai tardi. Avresti dovuto avvertirmi prima.

Sara: Un uomo dovrebbe capire cosa potrebbe piacere alla propria donna. Non c bisogno di chiedere.

Gianni: E si vede che sono un po tardo.

Sara: E quei tizi stanno facendo tutto questo per la valigetta?

Dario: Eh, a quanto pare s.

Sara: Certo che sono davvero belli

Gianni: Sentite. Potete finirla? Non ne voglio pi sapere niente di quella dannata valigetta.

Sara: Che caratteraccio.

Dario: Hai fatto proprio bene a lasciarlo.

Sara: S, s. Decisamente.

Dario: Comunque inutile che te la prendi con noi. Sono loro che si sono presentati nel tuo appartamento.

Gianni: Gi. E mi piacerebbe capire il perch

Sara: Sono venuti qui decisi. Era un luogo prestabilito.

Gianni: Come se avessero appuntamento qui.

Sara: Come se qualcuno avesse indicato loro proprio questo indirizzo come punto di ritrovo.

Gianni: Esattamente.

Dario: Dite che potrebbero averlo letto su internet?

Gianni: Se lo hanno letto su internet qualcuno dovrebbe averlo pubblicato

Dario: Gi Ma se ammettiamo, come pura ipotesi, che qualcuno lavesse pubblicato

Gianni: Come pura ipotesi

Dario: Come pura ipotesi. Loro potrebbero averlo letto e

Gianni: Chiss perch qualcosa mi dice che questa potrebbe non essere solo una pura ipotesi.

Dario: Ma no. Cos. Un pensiero

Gianni: Dove lhai scritto?

Dario: Cosa?

Gianni: Dove lhai scritto?

Dario: Tu pensi davvero che io possa aver fatto una cosa del genere?

Gianni: Dove lhai scritto?

Dario: Tu credi che il tuo amato cugino possa aver fatto questo alle tue spalle?

Gianni: Dove lhai scritto?

Dario: Sono indignato da una simile accusa!

Gianni: Dove lhai scritto?

Dario: Su un Forum

Gianni: Ma diamine!

Sara: Tu ha scritto questo indirizzo su un Forum?

Dario: Ma s, uno di quelli in cui la gente chiede consigli. Io credevo di non fare nulla di male.

Gianni: Ed esattamente quale consiglio chiedevano?

Dario: Ma, vedi

Gianni: S.

Dario: Uno, cos per parlare, chiedeva un luogo ideale dove nascondersi dopo una rapina

Gianni: Cos. Per parlare

Dario: Ma s. In amicizia.

Gianni: Ma io ti ammazzo!!!

Sara: Fermo, fermo. Dopotutto lha fatto senza cattiveria.

Gianni: Vorr dire che lo ammazzer senza cattiveria!!!

Dario: Ma non pensavo che qualcuno avesse seguito il consiglio alla lettera.

Gianni: Non pensare Dario. Tu continua a non pensare. Cos noi continueremo a metterci nei guai.

Sara: In effetti non stata una bella trovata.

Dario: Ma era solo uno stupido forum.

Gianni: Fino a qualche minuto fa un forum rientrava tra i mezzi per salvare il mondo.

Dario: Ci sono forum e forum. Questa era solo un innocente passatempo.

Gianni: Un passatempo dannoso. Non potresti dedicarti alla raccolta di francobolli?

Dario: I francobolli sono per gli orsi asociali come te!

Sara: Su questo non posso dargli torto!

Gianni: Ah, ma bravi. Lui fa i danni e voi vi coalizzate contro di me.

Sara: Era solo una giusta osservazione.

Gianni: Prendete nota che da questo momento io mi ritengo offeso.

Dario: Ok. Preso nota. Ti conviene scriverlo su un Forum. Cos, per farlo sapere.

Gianni: Basta! Non voglio pi sentire parlare di questi stupidi forum!

Sara: Ma come? E il Forum dei Salvatori?

Gianni: Ma quale forum e forum. quellidiota (indicando Dario) che crede a queste fesserie.

Sara: Ma mi hai mentito!

Gianni: Ecco, s. Guarda un po. Sono un bugiardo. Hai fatto davvero bene a lasciarmi!

(Si sente un rumore. Se la porta di casa a vista sarebbe carino muovere la maniglia come se qualcuno stesse tentando di aprire la porta)

Dario: Ehi, ehi. Finitela di litigare. Qualcuno sta armeggiando con la porta.

Gianni: Ecco. Sono tornati. Non c pace in questa casa

Sara: Sono loro?

Gianni: E chi altri? Rivorranno quella maledetta valigetta.

Sara: Rendiamogliela, cos ci lasceranno in pace.

Gianni: Rendiamogliela subito!

Dario: E perch mai dovremmo rendergliela?

Gianni: Cosa?

Dario: Perch dovremmo rendergliela? Loro non hanno la certezza che sia qui.

Gianni: Stai scherzando?

(la maniglia smette di muoversi ed il rumore cessa)

Sara: Se ne sono andati.

Dario: Meglio cos.

Gianni: Dario, cosa stai architettando?

Dario: Nulla. Solo non mi va di rendergli la valigetta cos facilmente. Loro non sanno di averla abbandonata qui. O almeno non ne hanno la certezza.

Gianni: Sarebbero disposti a torturarci per scoprirlo. Potrebbero farci male. Molto male. Pensa a quel Brian.

Dario: Tutto questo per una valigetta?

Gianni: Potrei fare a te la stessa domanda.

(si sente rumore di chiavi nella serratura di casa)

Sara: Sono tornati!

Gianni: Ora siamo in trappola!

Dario: Potremmo fuggire dalla finestra.

Gianni: Ormai tardi!

(i tre si bloccano in posizioni buffe per aggredire gli ospiti indesiderati. Si apre la porta ed entra Emma seguita dallagente di polizia Bolletti)

Emma: Venga, venga a vedere di cosa si tratta.

(i due entrano e trovano i tre perplessi ancora immobili nelle posizioni buffe in cui si erano bloccati)

Gianni: Emma?

Sara: Emma?

Dario: Tesoro, ma cosa ci fai tu qui?

Emma: quello che dovrei chiedere a te! E non chiamarmi tesoro! Subdolo mentitore doppiogiochista!

Sara: Ma cosa sta succedendo?

Emma: E tu non fare linnocente, mia cara! Qui siete tutti complici. Agente, prenda nota che in questa casa si tengono incontri di uomini lussuriosi con donne discinte.

Gianni: Cosa?

Agente: Signora, prima vorrei capire come stanno le cose. Chi sono i signori?

Emma: E non chiami signori questi vermi! Non lo meritano.

Dario: Ma cara, cosa ti saltato in mente?

Gianni: Signor Agente, potrebbe spiegarci cortesemente di cosa saremmo accusati?

Agente: Certo. Mi scuso di non essermi potuto presentare. Sono lagente Bolletti del commissariato di Polizia. La qui presente signora Emma Villerio si presentata in ufficio questa mattina denunciando i rapporti che il marito, il signor Dario Orlandi, intrattiene con alcune donne di dubbia reputazione nellappartamento del cugino del suddetto Orlandi.

Dario: Ma tesoro, ti ha dato di volta il cervello?

Sara: Donne di dubbia reputazione?

Emma: S cara, proprio come te.

Sara: Cosa?

Gianni: uno scherzo, vero? Siamo tutti su Candid Camera, vero? Bravi. Bello scherzo. Ci siamo cascati. Portate fuori la telecamera

Agente: Signori, mi duole comunicarvi che non tratta affatto di uno scherzo. La denuncia reale e pertanto mi trovo costretto a dovervi porgere alcune domande per chiarire la situazione. Credetemi, non ci vorr molto.

Gianni: Limbarazzante situazione, aggiungerei.

Emma: Certo, imbarazzante anche per me cogliere mio marito nel bel mezzo delle sue scostumate attivit.

Dario: Ma cosa stai dicendo?

Sara: Qualcuno sarebbe cos gentile da spiegarmi cosa sta succedendo?

Emma: Ma finiscila di fare la santarellina. Ti abbiamo colto sul fatto. Tu, e questi due sudici cialtroni.

Gianni: Signor Agente, la prego. Faccia quello che deve fare e porti questa donna pi lontano che pu da questo appartamento.

Dario: Ma, a proposito, come avete fatto ad entrare? La porta era chiusa a chiave.

Emma: Con le chiavi della signora Giulia.

Gianni: La signora Giulia ha le chiavi del mio appartamento?

Emma: La signora Giulia ha le chiavi di tutti gli appartamenti.

Gianni: Devo ricordarmi di cambiare la serratura.

Sara: Agente, la prego. Proceda pure.

Agente: Bene signori. Potrei sapere chi il signor Dario Orlandi?

Dario: Sono io, signor agente.

Agente: Bene. Lei il marito della signora Emma Villerio?

Emma: In Orlandi.

Dario: Ancora per poco!

Agente: Signori! Potreste limitarvi a rispondere alle domande?

Emma: La mia era solo una precisazione.

Dario: Anche la mia.

Emma: La tua era una stupida provocazione.

Dario: Vista la situazione non la chiamerei n stupida n provocazione!

Emma: Sei cattivo! Sei davvero cattivo! Agente, lo segni sul verbale quanto cattivo!

Sara: Agente, potremmo procedere con le domande? Grazie.

Dario: S, scusate. Le domande. S, signor Agente. Sono il marito di quella svitata.

Emma: Agente, metta a verbale che mi ha offesa!

Gianni: Basta! Basta voi due! Per favore. Possiamo proseguire con questo spiacevole interrogatorio? Prego Agente

Agente: Grazie. E lei signore sarebbe?

Gianni: Gianni Orlandi, il padrone di casa.

Agente: A me risulta che la casa sia intestata ad un certo Giovanni Battista Maria Orlandi.

Gianni: S, Agente. Vede, Giovanni Battista Maria decisamente lungo ed un po fuori moda. Meglio Gianni. un diminutivo.

Dario: Davvero? Non ci avevo mai pensato.

Gianni: A volte faresti bene a pensare.

Dario: Giovanni Battista Maria. In effetti non proprio comodo. Ma perch la zia ti ha dato un nome del genere?

Gianni: Senta agente, potremmo gentilmente continuare con le domande? Se non le dispiace

Agente: S, certo. giusto continuare. Ha ragione. Anche se..

Sara: C qualche problema signor Agente?

Agente: Anchio conosco un Giovanni Battista Maria. Giovanni Battista Maria Versetti. per caso suo parente?

Gianni: No, signor Agente. Solo un caso di omonimia.

Agente: Ah, gi, certo. Poi lui non si fa chiamare Gianni.

Gianni: Ecco, vede. solo una coincidenza. Ora possiamo proseguire?

Dario: Per un nome molto lungo. Non per niente comodo.

Sara: Pensa che quando ci siamo sposati ha dovuto firmare con tutti e tre i nomi.

Dario: Davvero? Avr occupato mezza pagina solo lui.

Sara: il solito egocentrico. Pensa che poi, quando siamo andati al ristorante con la macchina dello zio Piero, ha preteso che

Gianni: Basta!!! Basta!!! Basta!!! Possiamo andare avanti con le domande? Grazie!

Agente: Per era interessante. Cosa ha preteso dallo zio Piero?

Gianni: Come?

Agente: La signora parlava di una pretesa lungo la strada del ristorante che

Gianni: Non credo che siano fatti suoi, signor agente.

Dario: Mamma mia che antipatico.

Sara: Gi, solo per una innocua storiella.

Dario: Hai fatto proprio bene a lasciarlo.

Sara: S. Davvero.

Gianni: Agente. Le domande. Per favore.

Agente: S, giusto. Giusto. Dove eravamo arrivati?

Gianni: Credo non fossimo mai partiti.

Emma: Doveva prendere nota che il qui presente Dario Orlandi mi ha offesa dandomi della svitata.

Dario: Prenda nota. Prenda nota.

Emma: Sei un insensibile! Sei senza cuore!

Dario: E tu sei pazza!

Agente: Signori!

Gianni: Le domande!!!! Per favore

Agente: S, le domande. (suona il cellulare) Un momento. Oh, scusate. mia moglie. Pronto cara. S, s. Dimmi. Certo. S. Un attimo solo. (a Gianni) Potrei andare in una stanza appartata, sa una faccenda un po delicata.

Gianni: (rassegnato) Prego, si accomodi pure in cucina.

Agente: (al telefono) Pronto, s. Certo cara. S. Sono passato da tua madre. (lAgente esce)

Dario: (a Emma) Ma cosa ti saltato in mente?

Emma: A me lo chiedi? Ma guardati! Non sei mai a casa. E quando ci sei, sei sempre attaccato a quel dannato computer! Mi trascuri. Io sono una donna ancora giovane e piacente.

Dario: E ti sembra un buon motivo per metter in piedi tutto questo teatro?

Emma: Sono stanca. Mi sento sola! Tu non mi capisci!

Dario: Io non ti capisco? Sei tu che non mi capisci? E metti in piedi questo pandemonio perch hai paura che ti tradisco? Ma non cos?

Emma: Ma allora tu non mi capisci proprio? Io lho fatto solo perch mi fai sempre stare male e non ti curi mai di me.

Dario: Ma tu non mi vuoi proprio capire...

Gianni: Sentite, visto che non vi capite non potreste andarvi a chiarire da unaltra parte.

Dario: Scusa Gianni, ma non questo il momento di queste battute infantili.

Emma: S, Dario ha proprio ragione. Sei stato davvero inopportuno.

Gianni: Scusate se casa mia. ma vorrei solo un poco di tranquillit.

(Si apre la porta ed entra Kovalsky)

Kovalsky: A quanto pare ci si rivede.

Gianni: Ecco, mancava solo questo.

Kovalsky: Non facciamo gli spiritosi, non c proprio nulla da ridere.

Dario: Glielho detto anchio che non il momento di fare battute. Vero cara che glielho detto.

Emma: S, s. Mio marito glielha detto giusto qualche instante prima che lei entrasse.

Gianni: Bene, ora questi vengono a casa mia a farmi la morale. Mi chiedo per quale motivo mi sono alzato dal letto questa mattina.

Kovalsky: (estrae la pistola) Ora basta perdere tempo. Ridatemi la valigetta. Altrimenti sparo.

Gianni: Ecco. Ecco. Bravo. Dario, ridagli la valigetta cos ce ne torniamo tutti alle proprie case.

Dario: No!

Gianni: Come no?

Sara: Come no?

Kovalsky: Come no?

Dario: Ho detto no. La valigetta non si tocca.

Kovalsky: E allora io sparo.

Gianni: No, no. Ma cosa spara? Adesso ragioniamo per benino e nessuno si far del male. Dario, dgli la valigetta.

Dario: Ho detto no!

Kovalsky: E io sparo.

Sara: Di Dario, Gianni ha ragione. Ridagli la valigetta!

Dario: No, no e no!

Kovalsky: E io sparo!

Emma: E la finisca con questa pistola! Dario, non fare i capricci e ridai la valigetta al signore!

Sara: Eh gi Dario, non si fa cos.

Gianni: S Dario. Di la valigetta. Il signore cattivo e se si arrabbia fa pum con la pistola.

Dario: No! No! No!

Sara: Di Dario. Fa il bravo bimbo

Kovalsky: Basta! Mi sono stancato! Prender la valigia con la forza!

(punta la pistola ma nel mentre rientra lagente, la nasconde subito)

Agente: (ancora al telefono) S, s, hai ragione tesoro. Ultimamente tua madre un po strana. Sar let. Ma ora scusami ch ci sono dei signori che mi aspettano. A dopo. Un bacione anche a te. (riattacca) Scusatemi ma a quanto pare mia suocera non si sente molto bene. Le ho portato delle caramelle balsamiche per la gola ma non hanno ottenuto leffetto sperato. Ora mi toccher ripassare da lei. Ma non voglio tediarvi con i miei problemi. Oh! Vedo che si aggiunto un nuovo amico alla comitiva.

Gianni: S agente, vede. Lui

Kovalsky: Un parente.

Sara: S, un cugino.

Agente: Un altro?

Dario: S, non proprio un cugino. Il fratello di un cugino

Agente: E come si chiama?

Kovalsky: Koval

Gianni: ...dio. Covaldio.

Agente: Covaldio?

Gianni: S, Covaldio. Brazzotti. Covaldio Brazzotti.

Agente: Ah, non fa anche lui Orlandi?

Gianni: No. No, lui no. Come le dicevamo un parente alla lontana.

Dario: Il fratello del cugino.

Gianni: Il figlio della zia.

Agente: Ah, capisco. Bene. Solo che non ricordo a che punto eravamo arrivati

Gianni: Mi sembra che avessimo finito, agente. Non ricorda?

Agente: Davvero?

Dario: S, agente. Mia moglie aveva confermato di essersi sbagliata su tutto. Ed molto dispiaciuta di averla disturbata.

Emma: Ma come?

(Dario le tappa la bocca con una mano)

Kovalsky: S signor agente, ricordo che aveva finito.

Agente: Ma lei non cera.

Kovalsky: Ma i miei cugini mi hanno informato.

Gianni: Cugini alla lontana.

Agente: Va bene, va bene. Anche perch ne approfitto per passare dalla suocera. Mia moglie dice che si comporta in modo strano. Questa mattina le ho portato delle caramelle balsamiche ma credo non abbiano fatto effetto.

Gianni: Vada pure agente. Noi non abbiamo pi niente da dirle.

Agente: E poi passo alla narcotici a lasciare questa busta che abbiamo sequestrato ad un piccolo spacciatore. (estrae un sacchetto di caramelle balsamiche)

Sara: Ma sono caramelle.

Dario: Gi. Caramelle balsamiche.

Agente: Caramelle balsamiche? Dite? Ma allora cosa ho lasciato da mia suocera? Scusatemi. Devo scappare. Arrivederci. (esce di corsa dalla porta)

Emma: Aspetti agente, io non voglio restare un minuto di pi in compagnia di questi squilibrati. (esce inseguendo lagente)

Gianni: (sollevato) Bene, finalmente se ne sono andati.

Kovalsky: (puntando la pistola) Bene, finalmente se ne sono andati.

Gianni: Ah, gi. Dimenticavo. La valigetta. Dario, per cortesia. Di la valigetta a questo tizio cos la facciamo finita.

Dario: Ah no! La valigetta non si tocca! La valigetta no!

Gianni: Non ricominciamo. Per favore. Sono stanco. Voglio sdraiarmi. Voglio un po di tranquillit.

Dario: No!

(Sara colpisce Dario che si accascia mollando la valigetta)

Gianni: Brava! Non avrei saputo fare di meglio.

Sara: Eh, se non ci fossero le donne.

Gianni: Adesso non allarghiamoci. (prende la valigetta) Ecco la sua valigetta. E ora la prego di togliere il disturbo.

Kovalsky: Eh, non cos facile mio caro.

Gianni: In che senso?

Kovalsky: Mi avete visto in faccia. Conoscete il mio nome. Non posso lasciarvi vivi.

Dario: (cercando di alzarsi da terra, dolorante) Io lavevo detto che non era una buona idea.

Gianni: No, no. Un attimo. Ragioniamo.

Kovalsky: C poco da ragionare. Voi siete un pericolo per me.

Sara: Gianni, fai qualcosa.

Gianni: Dov finito il se non ci fossero le donne?

Sara: Non posso fare sempre tutto io!

Gianni: (a Kovalsky) Le assicuro che non corre alcun pericolo. Ci dimenticheremo subito di lei. Non siamo fisionomisti. E poi, con quel nome strano. Nemmeno lo ricordo pi. Come ha detto che si chiama?

Dario: Kovalsky.

Gianni: Ma grazie.

Kovalsky: Non posso lasciavi andare. troppo rischioso. Credetemi, nulla di personale.

Gianni: Ma no, si figuri. Capiamo. Amici come prima.

Kovalsky: Ora devo scappare. Quindi, scusatemi. stato un piacere conoscervi. Beh, forse non per voi.

(si apre la porta ed entrano Lafarge e il Guercio)

Lafarge: Fermo Kovalsky! Butta la pistola!

Il Guercio: E molla la valigetta!

Kovalsky: Maledetti! (butta a terra la pistola che finisce dietro il divano)

Lafarge: Ora per te finita. Basta trucchi.

Il Guercio: (strappandogli la valigetta) Questa la prendo io. Alza le mani!

Kovalsky: Sporco traditore. Mi avete fregato.

Gianni: Bravi. Giusto in tempo.

(Il Guercio si avvicina a Gianni, Sara e Dario con fare minaccioso. Gianni e Sara si stringono preoccupati. Il Guercio consegna a Dario la valigetta)

Il Guercio: (a Dario) Ecco, Capo. Missione compiuta!

Gianni: Capo?!?!

Dario: Bravi ragazzi. Ora fatelo sparire e poi tornate da me. Abbiamo altre missioni importanti da compiere.

Il Guercio: Certo Capo! Andiamo.

Lafarge: (a Kowalsky) Tu muoviti. E non fare scherzi! (escono tenendo Kovalsky sotto tiro)

Gianni: (a Dario) Credo che tu ci debba come minimo una spiegazione.

Dario: vero. Lo ammetto. Vi ho ingannati. Ho approfittato di voi.

Gianni: E ce lo dici cos?

Sara: Di noi? Non capisco.

Dario: Cara Sara. Io sono il Prescelto del forum dei Salvatori.

Sara: Tu?

Dario: S, io. Non ascoltare mio cugino che ha preso la palla al balzo per far colpo su di te. Sono io il vero Prescelto. E sapevo che eri tu che dovevo incontrare oggi. Ho organizzato tutto nei pi piccoli dettagli. Ho convocato qui Kovalsky facendogli credere di essere il rappresentante di una potenza internazionale e convincendolo a portare con s la valigetta. Poi con i due scagnozzi che ho assoldato sono riuscito a recuperarla. Questa valigetta permetter ai Salvatori di sconfiggere finalmente gli odiati Gargosauri e di conquistare il mondo! Il MOONDO MIO!!!! Ahahahahahahahahah ahahahahahah.

Gianni: Allucinante

Sara: Ma fantastico. E tu hai fatto tutto questo?

Dario: Certo! Sono mesi che lavoro ad ogni dettaglio.

Gianni: Ma non capisco cosa centri Sara in tutto questo.

Dario: Un grande uomo ha bisogno di una grande donna.

Gianni: Cosa?

Sara: Dario, quindi tu?

Dario: Io sono follemente innamorato di te, mia cara. E da sempre invidio mio cugino e lo biasimo per averti lasciata.

Sara: Oh! Mi sento confusa.

Dario: Scappa con me. Insieme conquisteremo il mondo.

Sara: Oh, Dario.

Dario: Questa valigetta contiene tutto il necessario. Nessuno ci potr fermare. Sarai la mia Regina.

Sara: E tu il mio Re!

Dario: IL MONDO MIO!!!!!

Sara: IL MONDO NOSTRO!!!!!

Gianni: Voi due siete totalmente fuori di testa.

(rientrano Lafarge e il Guercio)

Lafarge: Capo, missione compiuta.

Il Guercio: Kovalsky non canter pi.

Dario: Molto bene. E ora prendetevi cura anche di lui! (indicando Gianni)

Gianni: Io?

Dario: Scusami tanto, cugino caro. Ma la nostra missione troppo importante per lasciare in giro un testimone come te. Ti assicuro. Nulla di personale.

Gianni: Ma sono tuo cugino! Sara, tesoro! Aiutami tu!

Sara: Dario ha ragione. Perdonami caro, ma necessario.

Dario: Ora andiamo, tesoro. Certe cose mi impressionano. Sono debole di stomaco.

Sara: Andiamo. Dobbiamo festeggiare.

Dario: A suo tempo, tesoro. A suo tempo. (escono)

Gianni: No. Non andatevene. Aiuto. Non lasciatemi solo!

(Lafarge e Il Guercio costringono Gianni sul divano puntandogli la pistola. Gianni si accuccia sul divano continuando ad urlare e cercando aiuto. Lafarge e il Guercio si allontanano lentamente indietreggiando e scompaiono dietro le quinte. Volendo ci potrebbe stare anche qualche secondo di buio)

Gianni: (accovacciato sul divano) No! No! Aiuto! Aiuto! Dario! Sara! Aiuto! Aiutatemi! Aiutatemi!

(mentre Gianni, non accortosi di essere rimasto solo continua ad urlare dal divano, si sente bussare alla porta. Infine questa si apre ed entra Dario)

Dario: Cosa succede? Coshai da urlare in questo modo? Non ti senti bene?

Gianni: Dario! Per fortuna sei tornato! Non uccidermi! Non parler ti assicuro che non parler! Di ai tuoi uomini di non uccidermi!

Dario: Ma cosa stai dicendo?

Gianni: (indicando il nulla) I tuoi uomini qui, gli hai ordinato di uccidermi.

Dario: S...

Gianni: I tuoi uomini. Digli qualcosa.

Dario: Certo. Buongiorno, uomini. Come va?

Gianni: Ma Come... Non c nessuno.

Dario: S, sembrerebbe anche a me.

Gianni: Ma ti assicuro che cerano due tuoi scagnozzi armati fini ai denti che volevano uccidermi.

Dario: Scagnozzi?

Gianni: S. Il Guercio, Lafarge. E poi Kovalsky. E il povero Brian...

Dario: E capita spesso?

Gianni: Cosa?

Dario: Che io mandi degli scagnozzi per cercare di ucciderti? No, perch altrimenti dovremmo sentire un bravo dottore.

Gianni: Ma ti assicuro che vero. Cerano due tuoi scagnozzi. E Kovalsky. E tu e Sara siete fuggiti assieme con la valigetta.

Dario: Capisco.

Gianni: No?

Dario: Io tutti questi altri personaggi non li vedo.

Gianni: Adesso nemmeno io, ma ti assicuro che cerano.

Dario: Abbiamo mangiato pesante ieri sera?

Gianni: No! Cio, s. La peperonata che mi ha portato zia Lella.

Dario: Ecco...

Gianni: Vuoi dire che non c nulla di vero?

Dario: Cos pare.

Gianni: Vuoi dire che era tutto un sogno? Eppure sembrava cos reale.

Dario: Eh, a volte i sogni sono pi veri della realt.

Gianni: Dario. Non sai che sollievo. Mi sono davvero spaventato.

Dario: Ora per cerca di calmarti. Vai a bere un bicchiere dacqua.

Gianni: S, vado in cucina. Torno subito. Non andartene. (esce verso la cucina)

Dario guarda verso il divano. Si china e raccoglie la pistola abbandonata da Kovalsky. La guarda pensieroso scuotendo il capo. Poi lentamente si porta al centro del palco e, rivolto al pubblico, esclama

Dario: IL MONDO MIO!!!!!!!!

F i n e

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