Non tutte le volpi finiscono in pellicceria

NON TUTTE LE VOLPI FINISCONO IN PELLICCERIA

NON TUTTE LE VOLPI FINISCONO IN PELLICCERIA

farsa in 2 tempi di

Gianni Orsetti

PERSONAGGI

DIAFORIO SCALOGNA anziano notaio caduto in miseria

LEONELLO TREOSSI giovane allievo studente di Diaforio

MADONNA GIACINTA aspirante vedova di Diaforio

CESIRA serva di casa Scalogna

MESSER COSIMO signorotto di Piegaro innamorato di Giacinta

ABATE VENANZO priore del convento di San Terenziano

FIORELLA AULENTISSIMA ricchissima orfanella in et da marito

BIANCHINA FRESCOLATTE DI MENGARA balia di montagna

BAZARA fattucchiera orrenda e malandata

BIANCHINA E BAZARA possono essere interpretate anche dalla stessa attrice (opportunamente camuffata)

(le parole sottolineate sono riferite a localit presenti in Umbria per far calzare la commedia alla nostra situazione geografica. Lautore ci ha consentito di inserire queste modifiche.)

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Lazione si svolge nella seconda met del XVI secolo. La scena, che rappresenta linterno della casa di Diaforio, sar molto semplice: sul fondo del palcoscenico un praticabile alto una cinquantina di centimetri occuper tutta la larghezza; i diversi piani saranno collegati da due scalini posti al centro.

Tre porte saranno poste sopra al praticabile: una centrale pi importante e inquadrata da una struttura ad architrave, e due laterali (DX e SX) pi piccole e chiuse da misere tende.

Sempre sul praticabile, lateralmente trova posto uno scagno con calamaio ed evidente penna doca. Sul piano del palco ci sar una botola aperta e dal soffitto pender una corda con nodo scorsoio dove ci avr infilato il capo Diaforio. Allapertura del sipario Diaforio sta dettando il suo testamento allallievo Leonello che appoggiato sullo scagno.

PRIMO TEMPO

DIAF: lascio il mio prezioso servizio da clistere al mio compare Tonio Stitichezza di Modena lascio il mio pitale in ceramica di Deruta allamico Giovannino Prostatico di Migliano . Lascio le mie due paia di mutande in tela grezza a mio fratello di latte Bartolo Acquabuona, vinaio lascio tutte le mie quattro paia di pezze da piedi a mio cugino Clemente Mantecatene, sbirro della Rota Criminale. Lascio infine, al migliore allievo, nonch successore, il giovane notario Leonello Treossi tutto quanto di pi prezioso si trova in questa casa ipotecata,e cio: la mia preclara intelligenza e tutto il mio dotto sapere. In fede Diaforio Scalogna, notaro in Perugia Ed ora dimmi Leonello, hai ben registrato lelenco dei miei lasciti ereditari?

LEON: vorrete dire la nota dei rifiuti del monte di piet!

DIAF: Assassino! Parlarmi in questo modo mentre io, rovinato nelle finanze, stritolato dai debiti, perseguitato dai gabellieri, prosciugato dai creditori, strangolato dalla miseri, sto per fare lestremo, fatale passo che mi eviter di finire i miei tristi giorni a marcire in una segreta in.. sto per morire, lo capisci?

LEON: Ma sono tre ore che state a pollo l davanti! E sono tre ore che dovete fare lestremo fatale passo! Ma sono tre ore che, invece, elencate stracci e declamate giaculatorie! E fatelo sto benedetto salto! E quasi ora di pranzo ed io ho fame!

DIAF: Malvagio scellerato! Parlarmi in questo modo mentre io sto per lasciare questa valle di lacrime.

Entra Giacinta, prossima vedova di Diaforio e si rivolge a Leonello

GIAC: E ancora l?

LEON: E cosa volete che vi dica, donna Giacintina cara.

GIAC: Vediamo di accelerare un po i tempi!

LEON: Dipendesse solo da me. Da un bel po sarebbe tutto finito. Ma mi sembra che, vostro marito, tentenni!

GIAC: Vedi un po di dargli una mano! non dico di spingerlo.. no, ma. Mi capisci vero?

LEON: Far del mio meglio.

GIAC: Bravo Leonello. Io me ne vado perch certi spettacoli non li posso proprio vedere mi fanno impressione!

LEON: E che siete un cuore troppo tenero!

Giacinta esce. Leonello si rivolge a Diaforio.

LEON: Allora?

DIAF: Allora cosa?

LEON: No, dico vi decidete a saltare? Che pi presto fate e prima arrivate dove dovete andare e dove vi aspettano!

DIAF: E dove mi aspettano??

LEON: ALLINFERNO! Saltate!!!!

DIAF: Ma quale inferno?! Che io qui in alto sono gi vicino al cielo.

LEON: E io qui in basso, sono gi vicino alla taverna del Checco. Saltate!

DIAF: Qui si respira balsamo di paradiso.

LEON: e qui si sente profumo di minestrone. Saltate!

DIAF: A proposito di minestrone non potrei saltare dopo aver mangiato?

LEON: E no messere. Che con la pancia piena verreste a pesare di pi e magari la corda non vi regge e voi rischiate di cadere in terra e farvi male.

DIAF: Che giovanotto prudente sei.

LEON: E quello che dicono tutti. Saltate!

DIAF: Cosa farei se non ci fossi tu.

LEON: Continuereste a ragionare con lombelico. Saltate!

DIAF: Salto!

LEON: Te Deum!

DIAF: Addio, mondo crudele.

Entra dimpeto e trafelato Cesira che ferma Diaforio cominciando a chiamare da fuori scena (sembrer, fino alla battuta chiave, come se volesse evitare limpiccagione)

CESI: (da fuori scena) Leonello! Leonello! Signor Padrone! Signor padrone!

LEON: (a Cesira che appena entrata) Cesira, luce dei miei occhi!

CESI: Che corsa ho fatto.

LEON: Vedo bene

CESI: non si ancora buttato vero?

LEON: Ancora no!

CESI: Signore ti lodo e ti ringrazio.

LEON: cosa vuoi dire?

CESI: per fortuna sono arrivata in tempo.

LEON: Cesira, mi vuoi spiegare?

CESI: ho fatto una corsa

DIAF: Questo lhai gi detto.

CESI: credevo proprio di non farcela.

DIAF e LEON: Ma a fare che????

CESI: a vedere il padrone che si impicca! Non capita mica tutti i giorni di vedere una cosa simile!!! ed io ci tenevo tanto.

LEON: Bel faccino di vino e ricotta dammi un bacio.

CESI: sotto gli occhi del padrone? Mai, finch vivo.

LEON: Saltate subito gi!!!

DIAF: E cosa gridi! Vuoi farmi morire di spavento?

LEON: Per carit. Ma se accorciasse i tempi!

DIAF: Ti accontento subito.

LEON: un momento solo siediti qui Cesiretta, che vedrai meglio.

CESI: Come sei galante.

DIAF: Allora mi butto?

CESI: fatti da parte Leonello che non vedo niente.

LEON: Scusami, scusami tanto fiorellino di campo.

DIAF: ci vedi bene ora?

CESI: Si, grazie signor Diaforio, buttatevi pure.

DIAF: pregate per lanima mia anche se degna del Paradiso.

Entra Cosimo, amico di famiglia e aspirante marito della vedova di Diaforio, con un involto tra le braccia.

COSI: ancora li?

LEON: vedete bene messer Cosimo

DIAF: AVVOLTOIO!!! Siete gi qui!

COSI: perch mi trattate in questo modo? Sono lunico che si preso limpegno di aver cura della vostra vedova

DIAF: sono trentanni che voi tenete docchio la mia vedova.

COSI: perch voi trentanni fa me lavete carpita con linganno.

DIAF: Ma quale inganno? E stato il mio il mio fascino seduttivo, il mio profilo da semidio che la fatta andare in brodo di giuggiole.

COSI: ma ora che siete trapassato me la riprendo, con la vostra benedizione e il crisma della legalit.

DIAF: non sono ancora trapassato!!!

COSI: ma sta gi mancando lolio nella lanterna

DIAF: Vi pigliasse un colpo! Che vi rompo il filo della schiena a randellate, se salto gi!!

LEON, CESI e COSI: E SALTATE!!!

DIAF: tutto a suo tempo! Tutto a suo tempo!

Entra Giacinta arcigna e sgarbata

GIAC: ma quale tempo e tempo, brutto tanghero della malora, dovete andare allinferno, sissignore, allinfernoooooooooooo (vede Cosimo e diventa gentile e garbata) oooooooh! Cosimo! Ho proprio piacere di vedervi in un momento come questo! Ma accomodatevi, prego. Cesira!? Due seggiole per cortesia.

COSI: (offrendo linvolto che ha con se a Giacinta) Donna Giacinta carissima, mi permettete? con il vostro permesso mi permetto di permettermi di farvi questo presente.

GIAC: Ooooh! Un regalo per me?. che degna persona siete.

CESI: non laprite donna Giacinta?

GIAC: (a cosimo) posso?

COSI: E me lo chiedete? E roba vostra!

GIAC: . Ma cosa ci sar mai?

CESI: e apritelo coraggio

GIAC e CESI: OOOOOOOH!

COSI: e una pezza di raso di seta per il vostro vestito da sposa

DIAF: ma prima, non dovrebbe farsi quello per la vedovanza?!?

COSI: sciocchezze!

LEON: formalismi!

DIAF: Ma un po di rispetto per i defunti!!

COSI: apparenze.

LEON: chi muore giace.

CESI: e poi non siete ancora trapassato!

GIAC: giustappunto! Sar meglio che mi volti perch certi spettacoli mi impressionano

DIAF: che donna sensibile..

COSI: ma ora state a sentire se dico bene. Mi segui Leonello?

LEON: son tutto orecchi.

COSI: riepilogando quello che abbiamo concordato tutti damore e daccordo, appena qui lamico notaro, si butta e tira le cuoia, mandiamo a chiamare: il medico, il prete, lo speziale, il beccamorto.

CESI: il medico a cosa serve?

COSI: Non lo so, ma quando c un morto in casa c sempre un medico tra i piedi.

CESI: ah!

COSI: facciamo constatare la morte, benedire la salma, profumare il corpo e portare via il cadavere in un lenzuolo.

DIAF: non si potrebbe avere una cassa?

COSI: avete pecunia per pagarvela?

DIAF: io no!

COSI: allora cosa pretendete?

DIAF: domando scusa. Andiamo pure avanti.

COSI: Grazie! Allora, ascoltate se dico giusto. Subito dopo le esequie dellamico, voi donna Giacinta, tu Leonello e tu Cesira, vi trasferite tutti e tre nella mia dimora di Piegaro e l si comincia una nuova vita lontano da questa citt. Sono trentanni che quella dimora e quella camera nuziale aspettano solo voi donna Giacintina cara!!!

GIAC e CESI: Ooooooh!

COSI: Benissimo. Ma ora bisogna concludere. Signor notaro!

DIAF: Si.?

COSI: Siete pronto?

DIAF: Sono pronto!

COSI: poche storie. Concentratevi e buttatevi!

DIAF: Mi concentro. Vedo vedo una gran luce intorno a me tutto celeste come il manto della madonna. Sento profumo di gigli e gelsomini. (suona la campanella della porta) sento suonare le campane del paradiso.

LEON: la campanella della porta!

DIAF: chi ci pu mai essere?

LEON: saltate gi e andate un po a vedere

DIAF: Potrebbe essere un cliente.

LEON: e da quando in qua?

DIAF: tutti vanno dal notaro!

LEON: abbiamo una coda gi nel vicolo (altro suono di campanella)

DIAF: hanno di nuovo suonato!

LEON: Ho ben sentito.

DIAF: Da bravo, vai ad aprire.

LEON: ma potrebbero essere altre noie da grattare! Ascoltatemi , fate questo bel salto cos vi liberate da tutti i fastidi.

DIAF: sono ansioso di sapere chi c.

LEON: NON VI IMPUNTATE!!

DIAF: non salto, non salto, non salto!

LEON: Allora vi buttiamo gi noi!!!!

Tutti si lanciano verso Diaforio ma entra provvidenziale labate Venanzo che li costringe a fermarsi

ABAT: c nessuno in casa?

CESI: e voi chi siete?

ABAT: sono labate Venanzo di San Terenziano, membro dellordine dei cavalieri della beata vergine Maria gloriosa.

CESI: ah, un frate gaudente.

ABAT: zitta tu, servaccia da suburbio, peccato gravissimo portare venefiche nefandezze sulla lingua. Ma . Ma . Cosa vedo? . Un suicida!!! Vade retrovade retrovade retro.

Diaforio rincula sin quasi a cadere

LEON: fermatevi l, signor notaro, che cadete di sotto!

ABAT: peccato mortale. Peccato mortalepeccato mortale e voi tutti complici in congrega. Eresia, eresia, eresia. Avverto subito la Santa Inquisizione che vi mandi tutti al rogo.

Anatema. Anatema. Anatema..

LEON: ma signor abate ma signor abate. Ma signor abate.

ABAT: al rogo! Al rogo! Al rogo!

LEON: ma guardi che si sbaglia!!!!

ABAT: forse mi tradiscono i miei occhi? Forse non vedo questo sabba infernale? Forse questa scena un gioco? Forse giocavate a tressette col morto?

LEON: ha ragione signor abate.

ABAT: VADE RETRO !

LEON. Ha visto tutto benissimo.

ABAT: peccato mortale!

LEON: e capito tutto malissimo!

ABAT: Al rogo!!!

LEON: Questo non n un sabba n un suicidio, ma una terapia terapeutica. Una prescrizione medica medicamentosa del medico trementina.

ABAT: Con la corda al collo?

LEON: Si, messere. Quando gli ossi del collo fanno male e scrocchiano, bisogna tirarli ben bene cos tornano gli umori.

ABAT: E non fanno pi male?

LEON: Non fanno pi male!

ABAT: E non scrocchiano pi?

LEON: Non scrocchiano pi!

ABAT: A volte quando cambia il tempo ne avrei bisogno anchio.

LEON: Vi procurer una corda.

ABAT: Malvagio traditore! Servo scaltro e infame che inventa storie per gabbare i padroni e anche la gente onesta!

LEON: Ma io non sono un servo! Sono un notaro.

ABAT: Sareste per caso il notaro Diaforio Scalogna?

LEON: No, sono il notaro Leonello Treossi.

ABAT: Ma questa non la casa del notaro Diaforio Scalogna?

LEON: Sissignore!

ABAT: E dov il notaro Diaforio Scalogna?

LEON: In terapia intensiva! (indica Diaforio)

ABAT: (Di nuovo tranquillo) riverisco signor notaro.

DIAF: Pace e bene signor Abate.

ABAT: Dovrei conferire con voi.

DIAF: Vi do subito udienza.

ABAT: Veramente si tratta di una questione delicatissima e riservatissima da trattare in via privatissima solo con voi.

DIAF: Se non che per questo, i miei famigli ora subito si ritirano tutti quanti e noi restiamo solissimi.

I famigli, per quanto riluttanti, escono ma durante la scena, in momenti stabiliti da regia, faranno capolino con la testa per origliare dalle due porte laterali utilizzando le tende per nascondere il resto del corpo

DIAF: Signor Abate sono a vostra disposizione.

ABAT: entro subito in argomento. Se la memoria non vi fa difetto dovreste ricordarvi di un vostro amico di giovent: il capitano navigatore Tiburzio Galeone.

DIAF: E come no! Abbiamo vissuto insieme tutte le peripezie di giovent e ci siamo giurati amicizia eterna. Per un bel po di tempo che non ne so pi nulla.

ABAT: E stato allestero per molto tempo.

DIAF: Ed ora tornato?

ABAT: E tornato!

DIAF: E voi lavete visto?

ABAT: Io lho visto!

DIAF: Recentemente?

ABAT: Recentemente!

DIAF: E come sta?

ABAT: E morto.

DIAF: Amen!!!

ABAT: E proprio in relazione alle conseguenze della sua dipartita che vi devo parlare.

DIAF: Non ci sono mica da pagare le spese per il suo funerale?

ABAT: Quelle no! Se le poteva permettere.

DIAF: Beato lui.

Diaforio si sfila il cappio dal collo. In questo momento cominciano a far capolino i famigli per origliare.

ABAT: Veniamo ai fatti. Il vostro amico Capitano Tiburzio dopo aver navigato per anni e anni tra le coste della Spagna e quelle del Nuovo Mondo riuscito a mettere da parte unenorme fortuna in gioielli e monete doro.

DIAF: Quel brutto pirata!

ABAT: come fate a sapere che faceva il pirata?

DIAF: ma io non sapevo che facesse il pirata.

ABAT: Beh, ora sapete che faceva il pirata!

DIAF: Sono sempre i pirati che fanno i quattrini!

ABAT: Non parliamo di politica e andiamo avanti. In tarda et Capitan Tiburzio si ritirato a vita privata per godersi i frutti di una vita di onesto lavoro.

DIAF: Onesto lavoro!!!!

ABAT: Sono espressioni edificanti che si usano per le lapidi delle tombe di famiglia; per chi se le pu permettere naturalmente. Proseguendo : sempre in tarda et per meglio godere le gioie della casa e della famiglia si sposato con una contadinotta della Val Nerina che lha reso padre di una bimbetta di due chili e quattretti.

DIAF: Piuttosto mingherlina.

ABAT: Piuttosto. Comunque il vostro amico Tiburzio dopo la scomparsa della moglie.

DIAF: Morta!?!?

ABAT: Scappata con un armigero spagnolo.

DIAF: Ah!!!

ABAT: Dopo la scomparsa della moglie, dicevo, Capitan Tiburzio si ritrovato questa fragile creaturina nelle mani e pensando di non poter diventare un padre esemplare lha affidata alle cure delle buone monache del convento di San Terenziano perch gliela crescessero e la educassero nel migliore dei modi. Per il destino crudele era in agguato, ed essendo lui in tarda et ecco che la grande mietitrice ha mietuto e se lo portato via.

DIAF: Amen.

ABAT: Amen. E il vostro amico ha cos lasciato erede di ogni suo avere: terre, case, navi, gioielli e monete doro questa sua cinina (usato in dialetto umbro per dire piccola); Fiorella si chiama, perch tutto le sia consegnato come dote da portare in matrimonio il giorno che andr sposa. Ultima volont del caro estinto che voi, suo amico carissimo, nonch benestante per censo e per moneta prendiate sotto la vostra tutela come pupilla la sua cinina. Per il vostro disturbo ha lasciato una lettera di credito che vi metter a disposizione tutte le migliaia di zecchini doro che saranno necessari per assolvere questa incombenza. Qui c la lettera e un acconto di mille pezzi doro per le primissime spese. Ho finito, accettate?

DIAF: (non credendo alle sue orecchie) Accetto! (arraffa il sacchetto dei pezzi doro e la lettera di credito dalle mani dellabate)

ABAT: Ne siete certo?

DIAF: Certissimo!

ABAT: Vado a prenderla?

DIAF: Andate a prendere la freghina (ns. espressione per dire bambina), vi aspetto con ansia.

ABAT: Cuore nobile e disinteressato.

DIAF: (guardando il sacchetto dei pezzi doro )Lo faccio in nome dellantica amicizia.

ABAT: cuore nobilissimo scappo perch sento che sto per piangere.

Labate esce. Rimasto solo Diaforio siede tronfio e soddisfatto, impugnando il rotolo di pergamena (lettera di credito) ed il sacchetto come un imperatore del Sacro Romano Impero avrebbe impugnato lo scettro e il globo. Dai nascondigli escono i famigli: Giacinta e Cosimo sono preoccupatissimi. Diaforio senza degnarli di una risposta si gode la nuova situazione.

COSI: Non avrete mica cambiato idea per quattro denari?

GIAC: Mi neghereste anche questultima gioia?

COSI: Ci teneva tanto donna Giacinta, poverina, a diventare la vostra vedova

GIAC: Anche alla cara Cesira sarebbe piaciuto tanto vedervi appeso!

COSI: E cosa ve ne fate poi, di un neonato in casa!

GIAC: Di una freghina poi! Tutte piscionette.

COSI: E fanno la cacca tre e anche quattro volte al giorno!

GIAC: E bisogna pulirle

COSI: e cambiare i pannolini

GIAC: . E bisogna ninnarli.

COSI: . E farli giocare.

GIAC: e poi piangono sempre, di giorno e di notte

COSI: Ma vi ci vedete alla vostra et a farle ghillighilli sul pancino?

GIAC: Io dico che vi prende la vita.

COSI: Rimpiangerete amaramente di non esservi impiccato oggi!

GIAC: E di aver distrutto la mia vita per la seconda volta.

COSI: Uomo senza dignit!!!!

Diaforio si alza e va alluscita senza dire una parola

GIAC: Ed ora dove andate?

DIAF: A mangiare nella taverna del Checco.

LEON: Ed io vi accompagno.

CESI: Ed io mi aggrego.

Escono. In scena Cosimo e Giacinta

GIAC: e ora?

COSI: Mah!

GIAC: Quello non si impicca pi.

COSI: Posso sempre ammazzarlo io.

GIAC: (Speranzosa) Voi fareste questo?

COSI: Per voi questo ed altro!

GIAC: E come fareste?

COSI: Un duello!

GIAC: Ma se non sa neanche usare il coltello per tagliarsi la carne!

COSI: La faccenda si complica.

GIAC: Si potrebbe ricorrere al veleno.

COSI: Ci vorrebbe uno speziale amico.

GIAC: Io conosco bene una nuora della cognata del fratello della moglie dello speziale di Porta Pesa.

COSI: Se mandiamo in giro un araldo a leggere un bando pubblico viene a saperlo meno gente.

GIAC: La faccenda si comlica.

COSI: Per.

GIAC: Cosa?

COSI: Si potrebbe

GIAC: Cosa?

COSI: ZAC!. un colpo di pugnale nella schiena!

GIAC: VOI!?!?!

COSI: Nooo! Ci vorrebbe un sicario.

GIAC: Un assassino!?

COSI: E ora un assassino!.. Un professionista del pugnale!

GIAC: Ma se poi si pente e racconta tutto alla Rota Criminale?

COSI: Quelli non si pentono e non parlano. Basta pagarli bene.

GIAC: Cosimo carissimo, ma riusciremmo poi a vivere felici con un delitto sulla coscienza?

COSI: La faccenda si complica.

GIAC: E se lasciassimo perdere?

COSI: Relazione adulterina?

GIAC: Ma niente affatto!

COSI: Concubinaggio?

GIAC: Neanche per idea!

COSI: E allora?

GIAC: Io me ne rimango con mio marito e voi ve ne tornate a Piegaro.

COSI: E dovr aspettare altri trentanni!?

GIAC: E pur sempre una scadenza.

COSI: (sospettoso) Non vi sarete fatta incantare anche voi da quattro pezzi doro?

GIAC: Mi volete offendere?

COSI: Non sia mai!

GIAC: Ho trovato!!!!

COSI: Cosa?

GIAC: Il rimedio.

COSI: E cio?

GIAC: Il danaro! Lavete detto voi.

COSI: Siate pi chiara vi prego.

GIAC: Considerando che da anni, ormai, sono pi i pasti che salta degli sbadigli che tira. Il Signor notaro, oggi, con tutti quei dindi che si ritrova nella scarsella, finisce che si ingozza come unoca con tanto cibo da morire soffocato di minestrone e arvoltoli (tipico umbro), salsicce e ciaramicola (tipico umbro) gi a tavola nella taverna del Checco.

COSI: Per, una bella morte.

GIAC: Poverino! Visto che deve crepare, che almeno vada allinferno felice.

COSI: Che donna di sentimento! Ho aspettato trentanni ma ne valsa la pena.

GIAC: Grazie.

Rientra Diaforio, sazio, pasciuto e soddisfatto, indossando un ricco ed elegante abito nuovo.

DIAF: Eccoci qua.

GIAC: Avete pranzato?

DIAF: Sissignora, ho pranzato!

GIAC: Minestrone, salsicce.

DIAF: Brodino di pollo e zucchine bollite!

GIAC: (preoccupata) E come mai?

DIAF: Meglio non ingozzarsi come oche! Meglio stare leggeri. Si campa di pi e si campa meglio.

GIAC: E voi avreste intenzione di campare a lungo????!!!

DIAF: Grazie alla pecunia del capitano Tiburzio, si!

COSI: Quindi non vi impiccate pi?

DIAF: No!

COSI: E io???

DIAF: Impiccatevi pure.

COSI: Non intendevo questo. Avevamo stipulato dei patti ben precisi: voi dovevate impiccarvi.

DIAF: Perch voi poteste mantenere,decorosamente, mia moglie.

COSI: In quanto voi non potevate farlo.

DIAF: Ma ora posso farlo e quindi laccordo non ha pi alcun valore. I miei ossequi e statemi bene. Vado a farmi due risate con le mie belle monete doro.

Diaforio esce. Entra Leonello con un oggetto non ben identificabile fino al momento opportuno.

GIAC: E adesso?

COSI: Mah!

LEON: (entrando, si rivolge a Cosimo) Mi ha incaricato di dirvi che, visto che volevate prendere il suo posto accomodatevi pure!!! (indica il cappio)

GIAC: E quella che roba ?

LEON: La seggiolina cacatoria per la cacchina della bimbina.

Entra Cesira con in mano un oggetto non ben identificabile fino al momento opportuno.

GIAC: E adesso?

COSI: Mah!

CESI: (A Cosimo) Mi ha incaricato di dirvi che se non serve per voi personalmente, sar meglio disdire linvito al medico, al prete, allo speziale e al beccamorto.

GIAC: E quella che roba ?

CESI: Lanforetta pisciolenda per la pip della bambina.

Entra Bianchina Frescolatte di Mengara

GIAC: E adesso?

COSI: Mah!

BIAN: E permesso?

GIAC: E voi chi siete?

BIAN: Sono Bianchina Frescolatte di Mengara.

GIAC: E allora?

BIAN: Mi ha detto il signor notaro di venire qui. a fare la madre di latte.

GIAC: A far cosa??

BIAN: E si signora, io di mestiere faccio la madre di latte. La balia! Dov la cinina? (espressione umbra per piccolina)

GIAC: E per quando previsto?

GIAC: Di preciso non si sa. La porta lAbate.

BIAN: Questa nuova!!! Che i bambini nascessero sotto i cavoli, lavevo sentito. Che li portasse la cicogna, anche. Ma che al giorno doggi li portassero gli Abati, non lo sapevo proprio!

GIAC: Questo un caso particolare.

BIAN: Lo vedo bene. Loro sono i nonni?

GIAC: Abbiamo laria cos decrepita??

BIAN: Domando scusa, domando scusa. E chi la madre?

GIAC: Una che scappata.

BIAN: E il padre?

GIAC: Uno che morto!

BIAN: Sar meglio che torni unaltra volta.

Entra Diaforio con un oggetto.. come sopra

DIAF: Ma neanche per sogno!!! Voi siete qui per dare latte di madre ad una creaturina neonata e questo farete. Perci, cominciate a scrollarvi un po le tette.

BIAN: Non devo mica fare il burro!?

DIAF: Portate rispetto villica di Mengara. E tenetevi pronta ad imboccare la freghino.

BIAN: Ai suoi ordini signor notaro.

GIAC: E quella che roba ?

DIAF: Il sonaglio sonaglioso per far divertire la bimbina.

GIAC: E adesso?

COSI: Mah!

Entra lAbate.

ABAT: E permesso?

DIAF: E permesso, permesso Solo?!?!?!

ABAT: Figuriamoci! Volevo solo sincerarmi che tutto fosse a posto.

DIAF: (sospettoso) Cosa volete dire?

ABAT: Veramente non vuole dire niente ma si usa dire cos. Faccio entrare la Bimba?

DIAF: Fate entrare, fate entrare

LAbate esce per lincombenza. Tutti guardano teneramente sorridenti verso lentrata chinandosi verso terra per meglio vedere e ricevere la bambina. Ognuno espone il proprio oggetto sottolineando musicalmente la propria presenza e quella delloggetto stesso.

DIAF: Ghilli ghilli. Ghilli ghilli. Ghilli ghilli.

BIAN: Pciu. Pciu.. Pciu pciu.

CESI: Pscscsc pscscsc.. pscscsc.

LEON: Plop plop. Plop plop.... plop plop......

Cosimo e Giacinta sono esterrefatti, cos come appare stupito lAbate che rientra con la  bimba neonata  che, in realt, fanciulla in et da marito. Quando compare tutti tentano di ridarsi un contegno.

ABAT: Eccola qui la nostra bimba! Fiorella Aulentissima, figlia unigenita del grande navigatore Tiburzio Galeone!

DIAF: E ora grande navigatore!.

ABAT: In classifica viene subito dopo Cristoforo Colombo!

DIAF: E chi lo dice?

ABAT: Tutta la pecunia che ha dentro al caveau!

DIAF: Vangelo!!! Avete ragione da vendere.

ABAT: Ed ora, Fiorella, saluta il tuo nuovo babbo.

FIOR: Riverisco messer nuovo babbo.

ABAT: Ma non cos, non cos. Devi dire e fare ci che ti ha insegnato la buona monaca.

FIOR: (in modo infantile)

Son Fiorella Aulentissima

Come un giglio purissima

Innocente donzella

E povera orfanella

Ma langelo che mi accompagna

In questa vita grifagna

Questoggi portato mi ha

In casa di un nuovo pap!

Pap! pap! pap!. (meglio se detto monocorde)

Fiorella corre ad abbracciare il suo nuovo padre scegliendo, per, le braccia di Leonello. Labate provveder a rimediare per cui la ragazza andr ad ossequiare Diaforio.

ABAT: Bravissima la nostra Fiorella Aulentissima! Ed ora, poich devo parlare con il tuo tutore, ritirati nella tua camera.

FIOR: (infantile) Si signor Abate. (naturale) Ma dov la mia camera?

Tutti indicano con la mano la direzione e Fiorella Esce con la Balia che la prende per mano.

ABAT: (a Diaforio) Ed ora, dovrei conferire con voi.

DIAF: Sono a vostra disposizione.

ABAT: Per si tratta di una questione delicatissima e riservatissima che dovrei trattare in via privatissima solo con voi.

DIAF: Se per questo, ora subito i miei famigli si ritirano tutti quanti e noi restiamo solissimi.

ABAT: Benissimo.

I famigli sebbene riluttanti si allontanano ma, come gi in precedenza, si riaffacceranno per origliare.

DIAF: Signor Abate Venanzo sono a sua disposizione.

ABAT: Signor notaro entro subito in argomento. Ho una meravigliosa notizia per voi

DIAF: Due in un giorno? Fuori la notizia!

ABAT: Vi informo che ho deciso di concedervi lonore e il privilegio di permettervi di offrirmi in sposa la vostra pupilla Fiorella Aulentissima.

DIAF: Che vorreste fare????

ABAT: Sposare la vostra pupilla.

DIAF: Voi sposarla.

ABAT: Sissignore.

DIAF: Ma non siete un frate ?

ABAT: Gaudente!

DIAF: Si, per... (fa ruotare parzialmente col polso, il pollice e lindice della mano in un gesto inequivocabile).

ABAT: E come tale ho dei privilegi. Privilegi che mi derivano dallessere di nobili origini; che mi consentono di poter possedere case terreni. Navi di poter possedere denaro e anche di prender moglie.

DIAF: Si, per (gesto)

ABAT: Cosa significa questo, si, per?

DIAF: Chiaro no?.. Come fate a sposarvi se avete fatto voto di castit?

ABAT: La castit una gran virt!

DIAF: Che gli Abati come voi tramandano di padre in figlio!!!!

ABAT: Queste sono dicerie di satana! E poi non sposo una cortigiana. Ho scelto una fanciulla innocente e pura che stata castamente allevata e istruita dalle buone monache di San Terenziano.

DIAF: Che per caso, straordinariamente ricca.

ABAT: Cattiverie da popolino plebeo! Piuttosto pensate alla mia proposta e fatevi bene i conti in tasca: io potrei essere un buon genero per voi (sfrega lindice e il pollice)-

DIAF: Ma sicuramente un cattivo marito per la mia pupilla. (fa ondeggiare il pollice e lindice).

ABAT: Aspetto una risposta a volta di corriere intanto vado a parlare con il parroco.

DIAF: Siete ben sicuro del fatto vostro, eh?!

ABAT: Pi che sicuro del fatto mio, sono al corrente dei vostri fatti. Pace e bene messer notaro Diaforio.

DIAF: Il signore vi conservi la salute messer Abate Venanzo.

Esce labate e rientrano i famigli.

GIAC: (entra e guarda con commiserazione Diaforio)

DIAF: (abbozza)

COSI: (entra.)

DIAF: (abbozza)

CESI: (entra)

DIAF: (abbozza)

LEON: (entra senza degnare di uno sguardo Diaforio)

DIAF: E tu, Leonello, non mi dici niente?

LEON: Sto pensando.

GIAC: Illudersi di poter avere in mano un patrimonio pi grande di quello di un principe

COSI: Pensare di farci la cresta sopra chiss per quanti anni

CESI: Mentre la pupattola, tempo due giorni, si sposa lAbate e si porta via tutto il capitale!

DIAF: E tu, Leonello, non mi.

LEON: Sto pensando.

GIAC: Siete proprio un gran scimunito

COSI: Che pi scimunito non si pu

CESI: Finirete per vivere di nuovo a pane secco.

DIAF: E tu, Leonello.

LEON: Sto pensando.

GIAC: Non potremmo ricominciare tutto da capo e voi vi impiccate?

DIAF: (la guarda in tralice)

GIAC: No eh? Allora io andr a chiudermi in convento!

COSI: Che se poi non volete impiccarvi potreste almeno tagliarvi le vene

DIAF: (c.s.)

COSI: No eh?... Allora andr a chiudermi in convento

CESI: Eppure se lasciaste questa valle di lacrime fareste felice tanta brava gente che per riconoscenza una volta allanno, nel giorno dei morti, verrebbe a portare splendidi fiori sulla vostra sepoltura.

DIAF: (c.s.)

CESI: No eh?... Allora sapete cosa vi dico? Fate un po quello che volete che intanto io in convento non ci vado di sicuro!!!

LEON: Eureka!!! Ho trovato la soluzione della faccenda!

TUTTI: Che faccenda?!?!?

LEON: Come che faccenda? Se da quando cominciata questa faccenda che stiamo cercando di risolvere la faccenda adesso mi venite a chiedere che faccenda? Volete proprio vedermi andar fuori di testa con questo vostro cervellino agile come un cane di marmo!!! Perci, gi che ho deciso di prendermi queste gatte a pelare ed ho trovato un rimedio estremamente brillante, cercate di intendermi.

TUTTI: (fanno cenni affermativi).

LEON: Benissimo! Ed ora orecchie aperte e bocca chiusa! Quello che far in modo che accada sar che voi, Messer Cosimo, potrete sposare tranquillamente la qui presente madonna Giacinta; voi, madonna Giacintina cara, potrete finalmente vivere nel lusso e nella ricchezza con il qui presente messer Cosimo, vostro spasimante da trentanni; voi signor notaro, potrete tenere i cani legati con le salsicce, amministrando e manipolando tutta la pecunia dellorfanella fino a quando non sarete morto; e tu, Cesiretta, ciliegina del mio cuore, non sarai pi una serva di terza categoria ma sarai elevata al rango di dama di compagnia di madonna Giacinta nella dimora di Piegaro di messer Cosimo. Per, per,. A questo mondo nessuno fa qualcosa per niente! E allora vi domando: messer Cosimo cosa siete disposto ad offrire per veder realizzato questo programma?

COSI: 1.000 zecchini doro!

LEON: Vedete di aumentare un po, belluomo! E andate gi pesante.

COSI: 10.000 zecchini doro!

LEON: Ora ci siamo! E voi madonna Giacinta cosa mi date?

GIAC: Se mi vendo tutti i gioielli che mi ha regalato il notaro in questi trentanni di vita coniugale, posso darti tre zecchini e venti centesimi!

LEON: Fatevi fare un prestito da vostro marito.

DIAF: Ma io non possiedo capitali, sono solo lamministratore dei beni della mia pupilla.

LEON: Pensare che al suo funerale ci sarebbero stati pi sbirri che preti, e ora si nasconde dietro un dito!

COSI: Fa niente! Ci penso io per la mia adorata Giacintina.

GIAC: Cuore nobilissimo!!!!

COSI: Cara! Quanto devo prestarle?

LEON: Ventimila zecchini doro!

COSI: **************

CESI: Perdincibacco! Gliela fai pagare come se fosse nuova!!!

LEON: Prendere o lasciare.

COSI: Prendo prendo: 20.000 zecchini doro.

LEON: Affare fatto. E voi signor notaro che cosa mi date?

DIAF: 12.576 zecchini doro e 60 centesimi. Ma non te li posso dare subito

LEON: Ed io non posso far credito a nessuno; perci non se ne fa pi niente!!

COSI: Il signor notaro vuol proprio salvarsi la pancia! Va bene, glieli impresto io purch la facciamo finita.

GIAC: Lo so che lo fate solo per me siete un vero gentiluomo!

COSI: Grazie, grazie allora quanto avete detto?

DIAF: 12.576 zecchini doro e 60 centesimi.

COSI: 12.500

LEON: 76 e 60 centesimi!!

COSI: Affare concluso. Sarai contento.

LEON: Contentissimo. E tu Cesira cosa sei disposta a darmi?

CESI: (non dice niente ma si muove e guarda Leonello in modo inequivocabile. Uno sguardo carico di promesse)

GIAC: Credo che tu possa starci!!!

LEON: Pi 500 zecchini!

CESI: Ma io quelli non li ho e non saprei..

COSI: (infuriato) Va bene!! va bene!!! Glieli do io ma facciamola finita Leonello!!! Mi sembri un sensale dellagonia!!!

LEON: (agli altri) Che brutto carattere che ha!

COSI: Lascia perdere il mio carattere e dicci una buona volta cosa dobbiamo fare per uscire da questo pasticcio!

LEON: Prima facciamo due conti.

Effettua il conteggio su unipotetica lavagna, farfugliando rapidissimo suoni incomprensibili e scrivendo le cifre, mette in colonna e fa la somma (il conteggio pu essere fatto, a discrezione dellattore, anche su un impotetico blocco notes.

10.000

20.003,20

12.576,60

500

LEON: Mi dovete. 43.079 zecchini doro e 80 centesimi.

COSI: Daccordo, e ora fuori il piano di combattimento.

LEON: Prima la pecunia poi la merce.

COSI: Guarda Leonello che io sono un uomo di rispetto e ci che dico mantengo, inoltre ti do denaro buono, mica soldi con la malaria!

LEON: Pagamento a 30 giorni?

COSI: Pagamento a 30 giorni!

LEON: Allora va bene. Ecco la soluzione ai nostri problemi: (melodiosamente) oggi a Perugia , vittima innocente del morso di un topo di fogna, velenoso e mortifero come il basilisco, ha dato improvvisamente laddio alla vita. Madonna Giacinta.

GIAC: (melodiosamente) Adorabile Leonello, mi fai capire perch oggi a Perugia, dovrei morire io? Per gli stessi dindini potresti crepare tu!

LEON: Ma il mio crepamento non servirebbe a niente!

GIAC: Il mio invece si?

LEON: Il vostro si, signora, e solo il vostro!

TUTTI: **********?!?!?!?!

LEON: Eppure tanto semplice!!! Uno scimunito qualsiasi lavrebbe gi capito!!!!

GIAC: Adorabile confettino, noi non siamo degli scimuniti qualsiasi noi siamo degli scimuniti particolari! Perci se ti volessi un po spiegare

LEON: Vi accontento subito:

Donna Giacinta muore; di conseguenza messer Diaforio rimane vedovo e pu risposare la Pulzella Fiorella pupilla sua cos avr il letto caldo e il caveau pieno di zecchini e di gioielli!!! Giusto? E fanno 12.576 zecchini doro e 60 centesimi. Messer Cosimo , disperato, fugge nottetempo trafugando la cara salma della sua adorata Giacinta e portandosela a Piegaro per poterle vivere vicino per il resto della sua vita come ha sempre desiderato! Giusto? E fanno 10.000 zecchini doro. Quella bella pinoccata della Cesiretta se ne va anche lei a Piegaro col rango di dama di compagnia! Giusto? E fa (pausa allusiva) . Pi 500 zecchini. Donna Giacinta, che morta, ma per finta, trafugata nottetempo sparisce per sempre, se ne va a Piegaro e con unaltra identit si sposa col suo messer Cosimo! Giusto? E fanno 20.003 zecchini doro e 20 centesimi! Giusto????

GIAC: Linganno ben studiato ma al giorno doggi non basta pi dire che uno morto perch la gente creda che sia morto sul serio. Ci vuole almeno un testimone al di sopra di ogni sospetto e a me sembra che

LEON: Ma noi abbiamo un supertestimone! Chi pu essere pi attendibile di una innocente, piissima fanciulla allevata dalle monache e titolare di unanima senza macchia alcuna?

GIAC: Ma dovremo metterla al corrente

LEON: Nossignora! noi abbiamo bisogno di un testimone non di un complice! E poi quellanima cos pura non direbbe mai bugie.

DIAF: Leonello mi fai paura!

LEON: Sciocchezze! Qualsiasi leguleio sa fare di queste cose. Ci tramandiamo larte di generazione in generazione. E ora diamoci da fare!

La scena viene rapidamente trasformata in camera ardente. Leonello porta un catafalco che viene sistemato a centro scena; Cesira porta un ampio abito bianco e un velo per la morta, la qual lo indossa e con laiuto di Leonello si sdraia sul catafalco; Cosimo porta un bouquet di fiori che mette sul corpo del cadavere; Diaforio si procura un grosso rosario da sgranare. Un borbottio continuo, simile al rosario di una veglia funebre, far dinizio, commento musicale allazione. A scena sistemata tutti assumono un atteggiamento acconcio alle circostanze formando una composizione di cupo sapore cimiteriale. Sul salmodiare dei presenti, Cesira si abbandona a scene di maccheronica disperazione per attirare lattenzione di Fiorella.

CESI: Ahim ahim che disgrazia!

Ahim ahim che disgrazia!

Non accade nulla.

CESI: Povera la mia padrona!

Ahim che disgrazia!

Povera la mia padrona!

Ahim che disgrazia!

Entra Fiorella.

CESI: Ahim che disgrazia! Povera la mia padrona!

FIOR: Cosa successo Cesira?

CESI: Una disgraaaaaazia

FIOR: Che disgrazia?

CESI: E moooooorta

FIOR: Chi morta?

CESI: La mia padroooooona.

FIOR: La mia matrigna?

CESI: Sissigooooooooora

FIOR: Che disgraaaaaaaazia. E come successo?

CESI: Il morso di un topo!

FIOR: Un topo?

CESI: Di fogna!

FIOR: Terribili.

CESI: Velenosi!

FIOR: Mortiferi.

CESI: Infatti morta!

FIOR: (piano) e il signor notaro?

CESI: Lui vivo!

FIOR: No, dico, come lha presa?

CESI: Come un aliberazione!

FIOR: E soffre tanto?

CESI: Da far spavento!

FIOR: Oh, povero il mio nuovo Pap. Ma sar io la vostra consolazione!(corre per andare ad abbracciare il vedovo ma sceglie le braccia di Leonello) Che disgrazia! Povero il mio caro pap! (Diaforio si avvicina per appropriarsi dellabbraccio ma Fiorella continua) E che dolore per me. Giacinta era come una seconda mamma. Oh povera me, orfana di un pap. E di due mamme!!! Come soffro!

DIAF: Si vede fiorellino amoroso.

FIOR: Grazie messere.

DIAF: Volete darle un bacio?

FIOR: Volentieri. (insistendo sul collo di Leonello)

DIAF: Alla cara estinta intendo! Lultimo bacio prima della sepoltura.

Fiorella si avvicina alla defunta e la bacia sulla fronte, poi prende i fiori e li sistema tra le mani di Giacinta tornando mestamente al suo posto. Giacinta stenta a trattenere uno starnuto allergico. Entra lAbate con un bastone crociato e la balia con veli neri per le donne. Cosimo e Leonello sollevano il feretro e parte il corteo funebre accompagnato musicalmente da un passo di parata e dagli starnuti di Giacinta che non riesce pi a trattenersi. Sulla partenza del corteo CALA LA TELA.

FINE PRIMO TEMPO

Non tutte le volpi finiscono in pellicceria

SECONDO TEMPO

Dopo il funerale. Cosimo solo. Entra Giacinta e si guardano teneramente.

COSI: E stata proprio una bella cerimonia.

GIAC: (con il suo raffreddore allergico) Un po troppi fiori!

COSI: Forse si ma. Ma come sono contento che siate morta!

GIAC: Voglio sperare che sia una galanteria.

COSI: Ma certo certo! Non riesco neanche pi ad esprimermi da quanto sono agitato e con il cuore nelle rose! E non vedo lora che sia domani

GIAC: Da domani sar vostra per sempre

COSI: A Piegaro.

GIAC: A Piegaro!

COSI: Quando volete partire?

GIAC: Al pi presto possibile.

COSI: Stasera a mezzanotte.

GIAC: A buio?!?!?!

COSI: Avete inteso quello che ha detto Leonello: trafugata nottetempo.

GIAC: Si, ma mezzanotte.

COSI: (sognante) E lora dei fantasmi e degli amanti! Mezzanotte Pensate Io vi lancer una corda dallesterno del muro del giardino Voi laggancerete ad un albero e mi farete un segnale io scaler il muro poi vi caler una scaletta voi vi arrampicherete,. Mi abbraccerete e. e via insieme, lontano, oltre i colli, oltre linfinito.

GIAC: (freddino) A Piegaro!

COSI: Voi pensate solo a fissare bene la corda che al resto penser io.

GIAC: Far come dite.

COSI: (appassionato) A mezzanotte dunque!

GIAC: A mezzanotte.

Esce Cosimo, entra Cesira

CESI: E stata proprio una bella cerimonia.

GIAC: Un po troppi fiori.

CESI: Forse si, per come mai siete ancora vestita da cara estinta?

GIAC: Sono stata un po a cicisbeare con Cosimo. Vuole rapirmi.

CESI: Prego?

GIAC: E c un altro fatto che non mi chiaro: se siamo tutti daccordo che io parta perch non usciamo dal portone di casa?

CESI: E invece?

GIAC: Lui vuole scalare il muro di cinta e quel che peggio vuol far arrampicare me su per una scaletta di corda!!!

CESI: Che cosa romantica.!

GIAC: Ma faticosa!

CESI: Sar una fuga indimenticabile. Ma ora sar meglio che vi ritiriate ch essendo morta e sepolta meglio che nessuno vi veda. E poi a che ora viene messer Cosimo per il rapimento?

GIAC: A mezzanotte.

CESI: Allora avete anche il tempo di farvi un riposino. E stata una giornata

GIAC: Vado, a pi tardi.

Esce Giacinta entra Leonello

LEON: E stata proprio una bella cerimonia.

CESI: (scimmiottando Giacinta) Un po troppi fiori.

LEON: Forse si comunque ormai fatta e tutti sono felici e contenti.

CESI: Tu poi pi degli altri; ti sei organizzato una bella scarsella piena di piccioli

LEON: 43.079 zecchini doro e 80 centesimi. Parlando solo di crediti in contanti

CESI: Perch, hai anche dei crediti non in contanti?

LEON: Signora si! In merce di prima qualit

CESI: E vorresti incassare ora?

LEON: Sullunghia! Gli affari sono affari

CESI: E allora?

LEON: I patti vanno mantenuti.

CESI: Giustissimo!

LEON: I debiti vanno pagati

CESI: Sacrosanto!

LEON: Gli impegni si rispettano.

CESI: Quali impegni?

LEON: Quelli che sono stati presi sulla parola.

CESI: Per gli zecchini doro?

LEON: E altro ancora

CESI: E tu ti sei fidato?

LEON: Stiamo parlando della parola di persone oneste!

CESI: E chi ha garantito per me?

LEON: Messer Cosimo.

CESI: E allora vai ad incassare da messer Cosimo!!!

Cesira fugge ridendo, entra Diaforio. Cammina lieve. Ha unespressione felice e beata, un poco trasognata. Sorride estatico attraversando la scena. Leonello, perplesso, cerca di capire.

LEON: E stata proprio una bella cerimonia.

DIAF: Si, si..

LEON: Forse un po troppi fiori

DIAF: si, si.

LEON: Si, si, cosa?

DIAF: Si, si. Ha risposto di si.

LEON: Chi?

DIAF: Fiorella aulentissima.

LEON: A quale domanda?

DIAF: Alla mia domanda di matrimonio.

LEON: Lavete chiesta in sposa!!! Durante il funerale!?!?!?!?

DIAF: Al requiem eterna

LEON: Un po troppo presto direi.

DIAF: Ma cosa dici. La messa era quasi finita.

LEON: E la pulzella ha detto si?

DIAF: Ha detto si, si per c un problema.

LEON: Cio?

DIAF: Vuole tanti bambini.

LEON: E voi fateglieli fare!

DIAF: E qui che nasce il problema!!

LEON: (lo guarda con commiserazione) Posso ben capire.

DIAF: (afferrando lallusione) E capisci proprio poco! Perch io so bene come si fanno i bambini

LEON: (ancora pi allusivo) Per

DIAF: Per lei che non lo sa!

LEON: Un momento, un momento fatemi capire perch forse ho frainteso tutto.

DIAF: Non c ninte da fraintendere! La donzella ha detto che vuole tanti bambini e che mi sposa purch io mi dia subito daffare.

LEON: Subito daffare?!?!

DIAF: Sissignore! Agisca subito per far zappare lorto dietro casa, far seminare i cavoli e regalare a lei un innaffiatoio; alla coltivazione dei cavoli ed alla raccolta dei bambini ci penser lei di persona!!! Hai capito?

LEON: Intendo.

DIAF: Perci occorre insegnarle al dettaglio che ci sono altri sistemi per fare i bambini

LEON: E insegnateglielo voi quando sarete suo marito.

DIAF: Ma io mi vergogno. Anche perch capisci, occorre dirle che. E che poi e che magari e in seguito che poi invece e cos e col e anche che ancora. Eh? puoi capire.

LEON: E capisco si! Provate a farle parlare dalle monache di S. Terenziano.

DIAF: Non ti basta la storia dei cavoli?

LEON: Gi. Vostra moglie

DIAF: E morta!

LEON: Gi. Proviamo a farla parlare con la Cesira.

DIAF: Quella le insegna troppo!

LEON: Gi daltronde nel nostro giro lunica sottana che rimane quella dellabate e non mi sembra il caso

DIAF: Anzi, quello bisogna tenerlo ben lontano. E il nostro peggior nemico, viscido e velenoso. Vedi ci vorrebbe una specie di dama di compagnia una donna di spirito ma garbata. Di malizia ma aggraziata, di esperienza ma costumata. Una donna che standole vicino per un po di tempo, tanto di giorno quanto di notte, potesse come dire. Mostrarle le antiche usanze. Mi capisci vero?

LEON: Sto pensando.

DIAF: Quando pensi mi fai paura.

LEON: Avete mai rimesso qualcosa con me?

DIAF: In moneta no! Per chi ha avuto la bella idea di FARMI IMPICCARE?

LEON: Sciocchezze!

DIAF: Per te saranno sciocchezze ma per me erano le vertebre del collo!!!!

LEON: Sciocchezze!

DIAF: Per te saranno sciocchezze ma per me erano le vertebre del collo.

LEON: Eureka! Ho trovato la soluzione della faccenda!

DIAF: Hai trovato la donna adatta per istruire la mia pupilla?

LEON: Preciso.

DIAF: E chi ?

LEON: Mia sorella gemella!!!

DIAF: Tua sorella.

LEON: Gemella!

DIAF: Tu avresti una sorella gemella?

LEON: Sissignore.

DIAF: E da quando?!?!

LEON: Da quando siamo nati!!!! Lei che una vera pia donna, si sposata con il sacrestano di San Torpete Acquasanta Benedetto. Hanno fatto 5 figli. Poi mia sorella rimasta vedova. Perch morto suo marito; ed ora avrebbe piacere di guadagnare onestamente qualcosa 5 figli costano! E poich donna di buona cultura e anche come avete detto?. si, anche garbata, aggraziata e costumata pu andare benissimo per lincarico di istruire a dovere la vostra pupilla! Vado ad avvertirla e ve la mando subito qui: io invece mi fermo a casa sua per seguire i cinque pargoletti. Quanto poi ad un regalino in denaro contante per mia sorella penso che possa bastare un 20.000 zecchini doro.

DIAF: Ma sono tariffe da strozzino!!!!!

LEON: Si deve ben campare!

DIAF: Ma non farsi la vigna alle spalle di un morto!

LEON: Sciocchezze. Vado a chiamarla e ve la mando qui.

DIAF: Come far a riconoscerla?

LEON: Siamo due gocce dacqua! Quando arriva fate conto di vedere me vestito da donna. Signor notaro. Statemi bene.

Escono in due diverse direzioni, contemporaneamente entrano dal fondo Cesira e lAbate Venanzo. Questultimo tiene il collo storto e rigido come per un buffo torcicollo.

ABAT: Gi che ti vedo Cesira

CESI: Com che siete ancora qui?

ABAT: Sono venuto a ristorarmi dopo la mesta cerimonia.

CESI: Vi siete ristorato?

ABAT: Mi sono ristorato.

CESI: Ne ho piacere.

ABAT: Vorrei dirti due parole.

CESI: Presto per che tardi e ho da fare.

ABAT: C qualcosa che mi sfugge

CESI: E cosa mai signor Abate?

ABAT: Quando siamo arrivati al Requiem eterna

CESI: dona ei domine et lux perpetua luceat ei, requescat in pace: Amen

ABAT: Amen. Dicevo quando siamo arrivati al Requiem eterna

CESI: dona ei domine et lux perpetua luceat ei, requescat in pace: Amen

ABAT: Amen. Dicevo: quando siamo arrivati a un certo punto della messa, mi sembrato di vedere la tua defunta padrona muoversi e starnutire!

CESI: Da che parte la guardavate?

ABAT: Da questa.

CESI: Allora capisco. Con un collo cos storto e rigido per forza vedete lucciole per lanterne!

ABAT: Fai fai la salsa al diavolo! Che ci penser io a far andare le cose dritte.

CESI: Con quel collo storto da impiccato?

ABAT: A proposito!! Leonello mi aveva promesso che se avessi ancora avuto dolori e scricchiolii agli ossi del collo, mi avrebbe prestato la corda medicamentosa per fare la terapia terapeutica del medico Trementina: ed ora come ben vedi

CESI: Vorreste far tornare gli ossi del collo con gli umori?

ABAT: Si!

CESI: Ci penso io. (provvede parlando al recupero della fune utilizzata da Diaforio per limpiccagione del primo tempo) Intanto se mi permettete vi do un consiglio per guarire pi in fretta e definitivamente Non state a fare come il signor Notaro, che non guarir mai pi perch si mette la corda al collo e poi si butta qui in un buco di un palmo e dice di fare la terapia terapeutica! Occorre salire pi in alto possibile perch pi laria fina, pi la corda fa effetto.

ABAT: Non posso mica andare in cima alla cascata delle Marmore!!!

CESI: Eppure quello sarebbe il posto ideale. Ma potrebbe andare anche il campanile della cattedrale. Insomma ricordatevi bene: corda ben tesa; nodo ben stretto intorno al collo; ein alto in alto appendetevi pi in alto che potete signor Abate!

ABAT: Far come mi suggerisci e per ringraziamento posso regalarti una moneta?

CESI: Signorno! Se tutto andr come spero cio intendo dire che sar pi che contenta se la cura della corda far il suo effetto completo e voi non sentirete pi niente definitivamente.

ABAT: Che ragazza di gran cuore sei! Se non fosse che sono gi sposo promesso della pupilla del notaro, ti impalmerei allistante.

CESI: Che lusinga!! Tutta la vita ho sognato di sposarmi con uno che avesse fatto voto di castit

Cala la luce, la scena rimane illuminata da una luce blu (notturno)

ABAT: Si fatta notte! Arrivederci piissima fanciulla..!

CESI: Arrivedercicast(R)issimo Abate!

Escono in direzioni diverse, contemporaneamente entra dal fondo Giacinta ancora vestita da defunta con in mano una lanterna.

GIAC: Che silenzio c in giro e che buio si fatto; sembra di essere in bocca al lupo. Povera me, sono stata ben avventata a dar retta a quella pettegola della Cesira: fatevi un riposino prima di partire ciao riposino, ho dormito come un ghiro!! che buio gente cara! E proprio notte fonda. Si sente la gente che dorme nei propri letti! E io comincio a stare in ansia per il mio rapimento. Chi sa mai che ora sar?

VOCE FUORI SCENA: E mezzanotte e tutto va bene!

GIAC: Perdinci che organizzazione!!!

VOCE: (come pi lontana) E mezzanotte e tutto va beneeeee!

Si ode un fischio modulato. Giacinta risponde cercando di fischiare a sua volta ma emette un altro suono (pernacchia). Dallesterno viene lanciata una fune di cui essa raccoglie un capo che tenta di fissare, come daccordo con Cosimo, ad un albero che non trova. Quindi posa la fune in terra e vi sale sopra con i piedi. Scuote la fune come a segnalare dessere pronta a far forza. La fune si tende come se Cosimo, dallaltra parte, iniziasse la scalata. Dal fondo entra Fiorella lanterna in mano che vedendo Giacinta e credendola un fantasma, lancia un urlo.

Giacinta spaventata fa un balzo, molla la fune e grida a sua volta. La corda, lasciata libera, vola via fuori scena accompagnata dallurlo di Cosimo disperato e prolungato (un bel volo) il cui rumoroso tonfo a terra riporta il silenzio in scena.

GIAC: Mi hai fatto paura

FIOR: (tremante) Anche tu a me, tanta!!

GIAC: E perch mai?

FIOR: Non avevo mai visto un fantasma!

GIAC: (spaventata) C un fantasma?

FIOR: Non sei tu?

GIAC: Io?!?!?!?

FIOR: E gi!

GIAC: Aaah, si si! E vero. Sono un fantasma. Il fantasma di madonna Giacinta.

FIOR: E cosa ci fai in giro?

GIAC: Beh. mezzanotte!

FIOR: E per quello che avevo tanta fame da non dormire! da quando sei morta che non mangio! Perch tu sei morta, vero?

GIAC: Morta e sepolta! Sono qui solo di passaggio.!

FIOR: Prego?

GIAC: Si, dico nel senso che prima che io possa andarmene. Definitivamente deve passare un po di tempo non si sa quanto tanto. Poco. Eeehh anzi, per esempio, poco fa stavo per, diciamo cos, volare via ma deve essere successo qualcosa al mio angelo accompagnatore e allora

FIOR: E adesso?

GIAC: Me ne sto qui finch non mi manderanno a dire che eh? . E intanto me ne vado in giro a mezzanotte. A fare due scherzi e due risate e. capisci vero?

FIOR: Si, si!

Dal fondo entra Cesira con una lanterna in mano.

CESI: Ho sentito gridare, cosa successo?

GIAC: La bimba si spaventata.

CESI: Perch?

GIAC: Ha visto un fantasma!

CESI: Isterie.

FIOR: Se non mi credi, dimmi: quella non forse un fantasma?

CESI: Si, va bene. Per quella madonna Giacintina.

Entra Diaforio con una lanterna in mano.

DIAF: Ho sentito gridare. Cosa successo?

GIAC: La bimba si spaventata.

DIAF: Perch?

GIAC: Ha visto un fantasma.

DIAF: Isterie.

FIOR: Se non mi credete ditemi: quella non forse un fantasma?

DIAF: Si, va bene. Per quella mia moglie.

Entra bianchina, la balia, con lanterna.

BIAN: Ho sentito gridare. Cosa successo?

GIAC: La bimba si spaventata.

BIAN: Perch?

GIAC: Ha visto un fantasma.

BIAN: Isterie.

FIOR: Se non mi credi dimmi: quella non forse un fantasma?

BIAN: Si, va bene. Per quella la moglie del notaio. Quella che morta stamatt. (di colpo smette di parlara, trema, si segna, farfuglia giaculatorie poi lancia un urlo e fugge via.)

Si sente scampanellare alla porta

DIAF: E chi pu essere a questora? Di questi tempi neanche gli assassini circolano di notte. Fai luce Cesira che sta notte questa casa mi sembra la fiera dei morti (antico mercato Perugino che si svolge una volta allanno appunto il 2 nov. In occasione dei morti)

Si alza la luce di scena e vengono spente e posate le lanterne. Nel frattempo si ode unaltra scampanellata.

GIAC: Sembra gente col focone alle terga. Cos a fiuto direi che sono sbirri.

Si ode una serie furiosa di scampanellate.

CESI: Cosa suonate? Vi piace la musica? Non vedete che il portoncino solo accostato? I gabellieri si sono portati via anche la serratura! Spingete, entrate e mostratevi!!!

Entra Leonello vestito da donna:

LEON: Sono Pellegra Treossi, madre di 5 figli orfani di padre e vedova inconsolabile di Acquasanta Benedetto sacrestano di S.Torpete e sorella gemella di Leonello Treossi. lui che mi manda.

DIAF: Che somiglianza!

GIAC: Mai visto niente di simile.

CESI: Incredibile.

FIOR: Impressionante.

DIAF: La fronte

GIAC: Gli occhi

CESI: Il naso

FIOR: I baffi.

TUTTI: I baffi?!?!?!?

LEON: Donna pelosa, donna virtuosa!

GIAC: Avete detto che vi manda vostro fratello Leonello

LEON: Signora si.

GIAC: A questora di notte?

LEON: Ahim si! Mi ha strappato con la forza alle mie orazioni in memoria del mio povero marito recentemente dipartito e mi ha detto:

Corri! Il notaro Diaforio Scalogna ha bisogno di te per potersi sposare.

Ma il notaro Scalogna gi sposato dico io.

Ma poveretto, andato in vedovanza dice Leonello.

Ma io sono vedova troppo fresca ribatto.

Ma non vuole sposare te, bertolda moffende Leonello.

Ma chi mai vuole sposare, allora? domando io.

Ma tu pensa; la fanciulla pi bella del mondo- fa lui.

Ma cos vecchio e mal ridotto com? dico io.

Ma come parli? Misura le parole e porta rispetto al mio carissimo padrone e mobilissimo amico nonch mio esimio maestro in notarologia sinfuria Leonello

Allora io gli rispondo

GIAC: Bella donna! Senza prenderla cos da lontano, potrei sapere perch siete qui?

LEON: Mi ha mandato mio fratello Leonello.

GIAC: Questo lavevo capito!!! Ma per quale ragione siete qui?

LEON: Devo istruire la sposa!

GIAC: Siate un po pi chiara.

LEON: Per farle fare i bambini!

GIAC: Siate un po pi chiara!!!

LEON: Devo farle un corso di aggiornamento per farla passare da una cultura monacale, ad una di tipo tradizionale

GIAC: ********

FIOR: Sei qui per lorto dietro casa?

LEON: Signora si.

FIOR: Per insegnarmi a far crescere bene i cavoli?

LEON: Cavoli asparagi carciofi.

FIOR: Per fare tanti bambini?

LEON: Giustappunto.

FIOR: E ti manda Leonello?

LEON: Per ordine del signor notaro che vuole che tu possa essere tanto felice

FIOR: Oh, carissimo signor notaro cos grazioso!!! Pensa sempre e solo al mio bene! Vi sar riconoscente per tutta la vita, sia come nuovo pap, tutore e anche come adoratissimo marito.

Tende le braccia e corre come per abbracciarlo ma si rifugia tra le braccia di Pellegra-Leonello.

CESI: Questa figlia deve avere gli occhi che guardano nella settimana scorsa!!

GIAC: E quando dovrebbe incominciare la scuola?

LEON: Subito! Il signor notaro vuole che per almeno una settimana io stia con la fanciulla notte e giorno

GIAC: E si potrebbe assistere alle lezioni?

LEON: Perch? Non sapete come si fanno i bambini?

GIAC: (guarda truce il notaio) Non me ne ricordo pi!!!

DIAF: (vago) Beh, visto che si fatto quasi giorno sar meglio che ci ritiriamo.

GIAC: Bravo! Andatevene su in camera vostra.

DIAF: Buonanotte.

Esce Diaforio

GIAC: E anche tu, Fiorella Aulentissima.

FIOR: Buonanotte a tutti.

Esce Fiorella. Giacinta toglie il camicione da defunta rivolgendosi a Cesira.

GIAC: E tu Cesira cosa aspetti? Io devo un po parlare con la signora Pellegra vedova Acquasanta Benedetto.

CESI: Per se quando due dame spettegolano tra di loro non c di mezzo una serva curiosa e intrigante la commedia non divertente

GIAC: Commedia? Qui si sta rischiando una tragedia!

CESI: Perch mai una tragedia?

GIAC: Perch dopo che madonna Pellegra avr ben spiegato alla fanciulla quelle che sono le gioie del matrimonio e le avr mostrato larte di coltivare i cavoli, la nostra sposina, convolando a nozze col notaro, anzich in un orto di cavoli cappucci si trover davanti ad una discarica di lattughe appassite.!

Siedono pensierose.

CESI: Che a me al riguardo hanno voluto dire

LEON: Che poi invece

GIAC: Lingue cattive

CESI: Ah si, si

LEON: E non vi dico gi nel vicolo

GIAC: Che poi non detto

CESI: Cosa bisogna sentire

LEON: Io non so proprio eh

GIAC: Ah si, si

CESI: Che poi infine

LEON: Per quello sarei daccordo anchio

GIAC: Oh, per quel che mi riguarda

CESI: E la gente che dice

LEON: Ah si, si

GIAC: Certo che a saperle tutte!

CESI: Poi dicono che una dice

LEON: Che poi io sono una che

GIAC: Bisogna essere ben chiari nel parlare per farsi intendere!

TUTTI: Eeeeeeeeee!!!

CESI: E allora cosa facciamo?

LEON: Sto pensando.

GIAC: (a Cesira) Anche il modo di fare di suo fratello Leonello, ha questa donna!

LEON: Eureka!!

GIAC-CESI: Avete trovato la soluzione della faccenda!!!!!

LEON: Per tirare un po su il notaro, ci vuole un decotto o un unguento della strega Bazara dellarco Etrusco.

GIAC: Non sarebbe meglio un bel miracolo?

LEON: Calma belle donne! Calma! Voi, madonna Giacintina, mandate subito Cesira a chiamare la Bazara! Prima si incomincia la cura meglio sar per tutti.

GIAC: Presto Cesira! Corri e porta qua la Bazara viva o morta!!!

CESI: Prego?!?!?

GIAC: Si fa per dire, sciocca. Sbrogliati!

Esce Cesira

COSI: (da fuori scena) C nessuno in casa?

GIAC: Questo il mio Cosimo!

LEON: Allora sar meglio che io mi ritiri e vi lasci soli avrete tante cose da dirvi

GIAC: Ben gentile Pellegra! Ma voi?

LEON: (modesta) Oh, io se mai, proprio per non restare sola con la tristezza della mia recente vedovanza potrei andare a tenere un po di compagnia alla nostra Fiorella

GIAC: Questa una grande idea anzi, con loccasione cominciate a spiegare un po qualcosa a quella ragazza!

LEON: Vi sembra il caso?

GIAC: Chi ha tempo non aspetti tempo! Datemi retta e fate come vi dico.

LEON: Madonna Giacinta, far come comandate

GIAC: E vi troverete bene!

LEON: Vado

Pellegra esce.

COSI: (da fuori scena) E permesso?

GIAC: Venite venite pure avanti, Cosimo caro

Entra Cosimo: ha una stampella, varie bendature, un braccio al collo o cose simili. Parla quasi balbettando e sibilando per via dei denti rotti.

GIAC: Cosimo!!! Cosa mai vi capitato?

COSI: Vedete bene.

GIAC: Per vedere vedo! Ma vorrei anche sapere.

COSI: Dove lavevate agganciata quella fune?

GIAC: (vaga). L.

COSI: Ha ceduto!!! Ero quasi in cima al muro quando ho sentito gridare. Ha risposto un altro urlo ed io sono caduto gi nel vicolo.

GIAC: Capisco, poverino ma sedetevi un momento.

COSI: Non posso.

GIAC: Avete male anche alla schiena?

COSI: Non proprio alla schiena.

GIAC: Capisco. Ma . I denti?

COSI: Io ero in terra. Il piede era rotto. Il didietro mi faceva male. Non capivo cosa era successo! Ho alzato la testa per vedere da che altezza ero caduto. In quel momento venuto gi un coppo dalla cima del muro ed finito dritto dritto sui miei denti! Un maaaaale!

Si sente un lontano rumore di campane

GIAC: Povero il mio Cosimo! Ma ci penser io a curarvi amorevolmente!

COSI: Grazie cara.

GIAC: Quello che non capisco perch balbettate?

COSI: Non lo so neanchio. Per il medico Trementina dice che poi passa.

GIAC: Allora siete stato proprio fortunato!

COSI: E come no!!!!

Entra Cesira allegra e trafelata. Vedendo Cosimo sbotta in un impudente risata che la accompagner per tutta la scena.

CESI: Che disgrazia, padrona, che disgrazia!!! Che tragedia, gente cara, che tragedia!!! Se sapeste (a Cosimo) E voi chi vi ha ridotto cos? Sono andata dalla Bazara e mentre le spiegavo il caso Fate proprio ridere, fate. Stavo dicendo dei casi del signor notaro che e allimprovviso allimprovviso Non fatemi ridere per piacere si sono messe a suonare le campane!!! Cosa succede dice la Bazara. E io che ne so? Andiamo a vedere? Andiamo a vedere! Corriamo sulla piazza e . Che ridere gente no volevo dire che disgrazia che tragedia cera cera lAbate Venanzo impiccato al campanileeee!!! Tutti gridavano che disgraziaaaa. Poi si rotta la corda che ridere s rotta la corda e lAbate precipitato gi per per gli si raddrizzato il collo!!! E voi non fatemi ridere..!!!

Entra Pellegra e Fiorella

GIAC: Eccole qui! Maestra ed allieva. Ti interessa, cara, il suo argomento?

FIOR: Oh, si si.

GIAC: Bene bene!

LEON: Facciamo un salto in cucina la piccola non ha mangiato da stamattina.

GIAC: Bravissime. Vi mostro la strada.

Escono Pellegra, Giacinta e Fiorella.

COSI: E quella chi ?

CESI: La pupilla del notaro.

COSI: No, dicevo quella bella donna che laccompagnava.

CESI: Ah, quella? donna Pellegra! Sorella gemella di Leonello.

COSI: Ecco perch mi sembrava di conoscerla! Per meglio di suo fratello Ha un qualche cosa che. h?

CESI: Questione di gusti!

Entra giacinta.

GIAC: E proprio una gran brava donna quella povera vedova. Disponibile e disinteressata. Si proprio presa a cuore la situazione di quella povera ragazza. Le sta dedicando anima e corpo.

CESI: (alludendo a Cosimo) E anche una bella donna!

GIAC: (secca) Un po troppo pelosa per i miei gusti (o alta o grassa, ecc. dipende dalle caratteristiche dellattore che interpreta Pellegra). Anzi se dovessi dirti che penso non ha proprio niente che possa attirare un uomo!!! (con intenzione) voi cosa ne dite Cosimo?

COSI: Troppo pelosa troppo pelosa.. behhhh! Behhhh!

Da fuori scena la voce della Bazara.

BAZA: E permesso?

GIAC: Signore che notte!!! E chi pu essere?

CESI: E la Bazara dellarco Etrusco.

GIAC: Entrate, entrate Bazara.

Entra Bazara.

BAZA: Se non volete finire male i vostri giorni, anzich chiamarmi Bazara farete bene a chiamarmi signora. Chiaro?

GIAC: Chiaro.

BAZA: (squadrando Cosimo) E questo il soggetto?

GIAC: NOOO, no! Al momento non c.

BAZA: Dovremo operare a distanza, allora?

GIAC: Si signora. Meglio non umiliarlo il soggetto

BAZA: Molto nobile. Per cerimonia pi faticosa! vi coster il doppio.

GIAC: Fa niente.

BAZA: E dov il soggetto?

GIAC: Su, al piano di sopra.

BAZA: Mmmmmmh! Quante rampe di scale?

GIAC: Due rampe.

BAZA: Mmmmmmhh! Vi coster il doppio del doppio.

GIAC: Pazienza.

BAZA: E al piano sopra dove?

GIAC: Proprio qui (indicando il soffitto)

BAZA: In verticale!!!

GIAC: In verticale.

BAZA: Mmmmmmhhhhhhhhhhhhhhh! Vi verr a costare proprio cara loperazione!

GIAC: Quanto?

BAZA: 20.000 zecchini doro.

CESI: CA.. PPERI!!!!

GIAC: Ma io non ho tutti questi danari A meno che. Scusate Cosimo carissimo. Si tratta di unopera di bene. Voi non potreste?

COSI: (Accenna una mimica che lascia trasparire la sua disponibilit al pagamento)

GIAC: Grazie! (a Bazara) Allora?

BAZA: Se vogliamo procedere possiamo farlo anche subito.

GIAC: Facciamolo.

Dallarca, Bazara estrae un elegante mantello da maga che, indossato, la copre interamente. Indossa anche un vistoso copricapo e completa loperazione con quanto necessario.

BAZA: Da larca di Abacuc, giudeo grifagno

Amico dei cristiani per guadagno,

morto di un colpo a lato di un costone

mentre viaggiava insieme a Brancaleone

per far stregoneria allamico notaio

che torni ad essere uccellino gaio,

dallarca prendo tutto il necessario

e dappresso ne faccio linventario!

In una pentola di terra verde/ metto dellolio che non si sperde.

Col matterello doro e dargento/ mescolo tutto quel che c dentro.

Granelli di toro ben ben essiccati/ cotti a stufato e poi macinati.

Cresta di gallo fritta sul testo / tagliata fina e condita col pesto.

Culo di gufo passato in padella / poi mantecato con mozzarella.

Unghia di porco fatta scaldare / bagnata di vino rubato allaltare.

Testa di biscia passata in soffritto / con 3 lumache dal guscio dritto.

Un etto di sterco di bue nella stalla / mischiato al miele e cotto a frittella.

Or di cicombolo (cocomero) aggiungi un pezzetto / perch lintruglio diventi perfetto.

Gira rimescola poi fai bollire / la magica zuppa per farlo guarire

GIAC+CESI: Gira e rimescola poi fai bollire / la magica zuppa per farlo guarire.

BAZA: URIEL, RAGUEL, TAGUEL (dalla pentola comincia ad uscire del fumo)

GIAC+CESI: Dragona, mammona, Asmodeo, Belfagor, Eko Eko Azarek, Eko Eko Azarek.

BAZA: URIEL, RAGUEL, TAGUEL. Diaforio Scalogna notaro in Perugia sei sistemato!!!!!

E con questo abbiamo finito! I vapori magici sono senzaltro arrivati nella stanza delluomo e lanno sistemato. Qui c la tisana. Qui ci sono listruzioni per luso. Fate esattamente quello che c scritto.

E venite a portarmi il danaro che mi dovete domani a mezzogiorno in punto; in caso contrario, vi cadranno tutti i denti e vi verr la diarrea! Ossequi!

Esce Bazara. Giacinta legge le istruzioni. Cosimo, da tempo vittima dei vapori magici, esegue con lo sguardo spento quanto viene letto. Se ne avvede solo Cesira.

GIAC: Dopo che il soggetto avr respirato i vapori magici accadranno i fatti clinici appresso descritti: attenersi scrupolosamente alle istruzioni per il buon esito della cura.

Ore 8: luomo pianger come un neonato

Terapia: praticargli subito un clistere e poi fargli bere una ciotola di tisana.

Ore 16: luomo canter come un gallo

Terapia: Fargli bere 2 ciotole di tisana.

Ore 24: luomo rider come un ebete, salir su uno sgabello rimanendovi in equilibrio su una sola gamba ed ululando come un licantropo.

Dal piano di sopra proviene un improvviso fracasso come di rovinosa caduta. Tutti, riportati alla realt guardano verso il soffitto.

GIAC: Dici che il notaro era salito su uno sgabello?

CESI: Temo proprio di si!

Entra Leonello con in mano un velo biango avvoltolato. (saranno 2 veli da sposa che utilizzer poi)

LEON: Col vostro permesso andrei in chiesa con la tenera Fiorella. Ormai si fatto giorno e vorremmo assistere alla prima funzione del mattino.

GIAC: (cercando di allontanarla) Bene, bene. Avete il mio permesso.

DIAF: (fuori scena) Ahimeeee! Cosa mi successo! Cosa mi successo!!!!

CESI: Addio!

Giacinta e Cesira escono di corsa per raggiungere Diaforio. Leonello resta solo con Cosimo evidentemente allupato dai vapori magici. Guarda Pellegra con chiara intenzione.

LEON: Eh eh

COSI: Madonna Pellegra vedova Acquasanta Benedetto, vero?

LEON: Signore si, messer?

COSI: Cosimo, Cosimo di Piegaro.

LEON: Messer Cosimocosimodipiegaro.

COSI: Una donna come voi, con quel viso. Quegli occhi. (si avvicina)

LEON: Eh eh

COSI: ...queste labbruzze di fragola e lamponi..

LEON: Messere!

COSI: questo tutto il resto che il Signore vi ha donato (allunga le mani e Pellegra si allontana. Cosimo la segue) Dal primo momento in cui vi ho visto mi sono sentito tutto arruffare, come un galletto in primavera! (tenta di abbracciarla)

LEON: (fuggendo fuori scena) Aita! Aita!!

Si sentono voci. Sono Giacinta, Cesira e Diaforio che incominciano a parlare da fuori scena. Cosimo si ricompone appena Leonello uscito.

CESI: Ma via signor padrone che non vi siete fatto un granch!

DIAF: Mi sono agganciato ad un chiodo piantato nel muro e mi sono strappato tutto il didietro delle brache!

GIAC: Pensavamo peggio!

DIAF: Non sar la fine del mondo ma io ho gi il sedere gelato!!

Entra labate. nelle stesse identiche condizioni di Cosimo. Inoltre ha in mano la fune della terapia.

ABAT: E permesso?

TUTTI: *********

ABAT: Sono venuto a restituire la corda terapeutica di Leonello.

TUTTI: *********

ABAT: Sapeste cosa mi successo

CESI: Abbiamo sentito. (trattenendo il riso)

GIAC: . Suonare le campane(trattenendo il riso)

DIAF: . Del campanile grande.(trattenendo il riso)

COSI: E non fatemi ridere che non posso!!

DIAF: Ma sedetevi, prego.

ABAT: Grazie ma non posso

DIAF: Ah. E voi?

COSI: Non posso nenchio!

DIAF: Ah!

Entrano Pellegra e Fiorella che indossa il velo nuziale.

DIAF: E voi da dove arrivate.

LEON: Dalla chiesa. Ci siamo sposate!

GIAC: Voi?!?

LEON: Signora si!

CESI: E con chi?

LEON: Tra di noi!

COSI: Due donne?!?!?!?!?

LEON: Ma io sono Leonello!

GIAC: Leonello!

FIOR: Si si.

GIAC: E ti sei sposato?

LEON: Con lei!

DIAF: E perch?

LEON: *********

FIOR: Anche io!

GIAC: Ma doveva sposarla il notaio!

ABAT: E da quando?

DIAF: Dal requiem eterna.

ABAT: Ah!

GIAC: Ma io pensavo che avresti sposato la Cesira.

LEON: Io sposare quella li???

CESI: Per carit! (vezzosa) A me piace il Checco della taverna.

LEON: Ma a Checchino piacciono i contadini agricoli robusti e prestanti!!!

CESI: Quanto ben di Dio sprecato.

GIAC: Lo dicevo io che la commedia stava girando in tragedia! Comunque sono affari vostri. Io uno straccio di marito ce lho! Un po malandato magari datemi il braccio Cosimo.

COSI: Volentieri. Ma pianino per!

Si portano a lato sul praticabile di fondo.

CESI: Abate Venanzo!

ABAT: Presente!

CESI: Voi avete detto che mi avreste sposato anche subito. Quindi vi siete impegnato.

ABAT: Ma che impegno! Non cera nessuno quando ve lho detto!

CESI: Ma ora avete detto di fronte a tutti che lavevate detto! Perci dovete sposarmi.

TUTTI: Si, si!!!

ABAT: Se proprio bisogna

CESI: Bisogna! Datemi il braccio Venanzino caro.

ABAT: Volentieri. Ma pianino per.

Anche loro si portano sul praticabile di fondo lasciando Diaforio solo sul piano basso del palcoscenico e osservandolo tutti dallalto nella scena che segue.

DIAF: E io???

ABAT: (gli lancia la corda terapeutica)

DIAF: Ihhhhhhhhhh!!!! Buuuuuuhhhuuu!!!!! Malvagi scellerati! Mi lasciano solo al mondo solo e disperato ramingo per vicoli oscuri. Come un povero orfanello. Orfanello come la tenera Fiorella.. Buuuuuuuhhhhhhuuuuuu. Fiorella! Leonello! vero che volete subito tanti figli, ma per quanto vi diate da fare per un po di tempo sarete senza. Io sono un povero orfanello!. potreste adottarmi come vostro primogenito.

LEON: Questa la pi bella che abbia mai sentito gente!!! Vi adotteremo come primogenito, va bene! Ma che non vi salti mai in mente di chiamarmi. Mamma!!!!!!!!

FINE

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