Commedia in tre parti
diGiuseppe PATRONI GRIFFI
da IL DRAMMA n. 263-264 - Agosto-Settembre 1958
Rappresentata dalla Compagnia
Giorgio De Lullo-Rosella Falk-Annamaria Guarnieri-Romolo Valli
al Teatro La Fenice di Venezia il 25 Giugno 1958
in Occasione del XVII Festival Internazionale Del Teatro Di Prosa.
LE PERSONE
RENATO
EDUARDO, detto Eddy
ENZO, un attore preso dalla strada
TEODORA, detta Tea
LEILA MARE', diva del disco
IPPOLITO MERCURIO, detto Mercurio
TRILLINI, cronista mondano
IL BARMAN
GINA, cameriera a mezzo servizio
UNA CAMERIERA in cerca di lavoro
LA MADRE DI EDUARDO
ELENA DAVIDSON
FAZIO, produttore cinematografico
LA SIGNORINA, amica di Fazio
Coppie che ballano, due facchini.
PARTE PRIMA
Ma signor, perch si scalda?
Ma signor, perch s'infiamma?
Sceglier voglio per un dramma
l'argomento che mi par..
(Felice Romani - Gioacchino Rossini: Il turco in Italia)
Ciascuna delle tre parti si compone di vari quadri che si susseguono senza la minima pausa, anzi direi che si procede a dissolvenze incrociate: un quadro non ancora finito che quello che segue gi prende consistenza, con le sue luci, il suo ambiente, i suoi personaggi. Le luci e i colori sono fondamentali nell'allestimento scenico. Non v' nulla di sfumato o di tenue: le lampade squarciano il buio, i paralumi colorati spiccano nell'ombra delle stanze, le luci talvolta accecano, le luci e lampade sono sparse un po' dappertutto. Si passa da un angolo all'altro del palcoscenico nel frastaglio del chiaro e scuro. Ma quando solamente chiaro la luce decisamente bianca. Il tono generale crudo e aggressivo.
La musica presente come un personaggio. Quando c' si fa sentire: non mai un sottofondo.
La ribalta serve a vari paesaggi nell'azione. In angolo, in alto, a destra e a sinistra, sono poste le insegne che si illumineranno, una per volta o tutt'e due insieme, quando la ribalta funger da strada e secondo le indicazioni del teste.
Soggiorno di un moderno attico costruito su un vecchio palazzo romano. In fondo una veranda con persiane scorrevoli. Ambiente comodo, giovanile; quasi nessun mobile, tranne poltrone, divano-letto, un lungo tavolo da lavoro, scaffali di libri alle pareti, un grosso grammofono, e lumi un po' da per tutto.
La camera costantemente in disordine: libri sul tavolo, a terra o su poltrone. Dischi long-playing, abiti, oggetti inutili, plaids sono sparsi per la stanza. Ogni volta che ci si muove bisogna compiere una serie di gesti preliminari. Se vuoi sederti devi sgomberare la poltrona dai dischi, se ti metti al tavolo per fare spazio bisogna che scosti pile di libri e bottiglie di whisky e cognac. Se hai necessit di telefonare, o devi andare a prenderti il telefono alla spina nell'altra stanza (e cos dall'altra stanza vengono a prendersi il telefono quando nel soggiorno), o se rimasto nel soggiorno, per lo meno lo si rinviene aggrovigliato tra le coperte del letto. Quando cammini, niente di pi facile che trovarsi un paio di bicchieri o qualche bottiglia tra i piedi. Questa la casa di due giovani benestanti, Renato e Eduardo, che fanno del cinema a Roma. La stanza al buio, le persiane chiuse. Soltanto una lampada colorata sul grammofono accanto al letto e un'altra bianca sul tavolino ai piedi del letto - dove c' il telefono, portacenere e un vaso di fiori rovesciato - gettano luce su questo angolo e schiariscono qua e l la camera. Per quello che si vede, ci dovrebbe essere un gran disordine di cose; per di pi alcuni indumenti, calzoni, camicia, slip, canottiera, pullover e giacca sono gettati a terra conte scagliati, e le scarpe sono finite in proscenio.
Il grammofono, altissimo, suona un brano violento di cool-jazz.
Renato, in pigiama, supino sul letto, la testa verso il tavolino, i piedi sui cuscini, immobile: un braccio, con una sigaretta accesa nella mano, penzola. Dopo un poco egli lo solleva lentamente, aspira una boccata e lo lascia ricadere.
Se non fosse per quelle boccate di fumo che egli di tanto in tanto aspira, nella stanza, tranne il suono assordante del grammofono, non vi sarebbe altro segno di vita.
Ma ecco che Renato, con un movimento che riflette una certa decisione presa, si rivolta sul letto, a ventre sotto, il viso penzoloni e allunga il braccio sino al tavolino per spegnervi nel portacenere la sigaretta. Con un gesto malsicuro fa rotolare definitivamente a terra il portafiori gi rovesciato e acchiappa il cornetto del telefono; nel portarselo allorecchio, solleva la testa.
Investita dalla luce violenta del lume sul tavolino, vediamo la sua faccia: rigata dal pianto; le labbra semiaperte, il respiro pesante rivelano un'agitazione interna difficile da contenersi. Sta per comporre un numero, esita, fa per rimettere a posto il cornetto, infine si decide e chiama. Evidentemente riceve un rapido quanto inaspettato pronto , perch stacca dall'orecchio il microfono come colpito da una scarica elettrica, ed emozionato lo tiene a una certa distanza dal viso. Dall'apparecchio giunge il suono d'una voce femminile che continua a ripetere: Pronto? Pronto!? Proonto?! . Egli non risponde. Ancora un pronto , poi pi nulla. Renato riaggancia il ricevitore, accende una sigaretta e si rivolta supino. Ma si alza di scatto, va al grammofono, toglie il disco e lo scaglia nel buio della camera. Ne cerca un altro fra alcuni poggiati su di una poltrona. Si porta nel cerchio di luce per distinguere meglio le copertine dei microsolchi, e trovato quello che gli va, rimette in moto il grammofono. ancora cool-jazz e il volume del suono sempre forzatissimo.
Si butta nuovamente sul letto, bocconi. Si perde dietro ai suoi pensieri, e con la sigaretta traccia distratti geroglifici nell'aria.
Ma ormai non gli possibile evitare di fare ci che non vorrebbe; vi portato fatalmente. Si decide, si sporge a prendere il telefono e si siede in mezzo al letto. Incastra l'apparecchio fra le gambe e forma il numero. Nell'attesa che gli rispondano, con ambedue le mani tiene stretto il cornetto all'orecchio: un ennesimo gesto rivelatore del suo nervosismo.
Renato(senza avvedersene attacca ad alta voce per superare il suono del grammofono) Pronto?! Pronto?! S, pronto, son io, son io... Eh! Chi vuoi che sia! Sii!? (Urla) Come? Non capisci?... Aspetta... Non si sente un... Aspetta, ho detto aspetta!!!
(Balza a capo del letto e senza scendere a terra stacca la presa. Il disco rallenta e muore distorcendo il suono)
Mi senti ora?... Certo! Sempre lo stesso vizio. Che mi rompe le orecchie, proprio. Per farmela entrare fin nello stomaco. Altissima!... E me lo chiedi? Che roba. Si vede che per te come l'acqua fresca... Roba che scivola... T'eri messa l'anima in pace, dillo... Ah, credevi!... Sei al punto che mi fai capace di prendere delle decisioni, o per lo meno di rispettarle... Ma cosa hai capito tu di me, che cosa?... Ne avessi avuto mai una prova, sarei pronto a riconoscerlo, ma dov', qual ?... Pensi che io ti tormenti, che ci goda a... (incalza) e non sai renderti conto con quale diritto io... no cara... con quale diritto... se tu... no cara, il fatto che vorresti metterti l'anima in pace perch hai detto sempre la verit. Credi che basti... la verit, me la sbatto sai dove?... Che ne so? (Borbotta mentre ascolta la donna che parla) Che ne so, che ne so, che ne so... M'immagino, s... l'immagino... Ma se neppure te ne sarai accorta... I tuoi pomeriggi... desolati, senti, come suona bene: desolati... Non turbare, gi questo il tuo ritornello preferito, rispettare la decisione, la decisione sai di che! Proprio non m'importa, figurati! Questo poi... un guaio che hai passato... Sarebbe comodo che all'inferno ci stessi io solo! (Con foga) E poi che inferno! Son nove giorni che mi sto torcendo - e tu lo sai - e non m' venuta da te una parola, un gesto... Ma che coltello e manico, tu non hai nessun coltello... Dovresti essermi vicina, addosso. Dovresti riempirmi di tenerezza. Io devo essere il tuo primo pensiero appena apri gli occhi : Cosa faccio stamattina per lui, per renderlo allegro, devi dire, per curarlo, per farlo felice , di' quello che vuoi, ma non lasciarmi cos, e credere che io abbia cessato... perch non me lo merito... (Dicendo non me lo merito si mette a piangere. uno sfogo improvviso e necessario) Non me lo merito... (Continua a singhiozzare) La mia vita senza di te non ha pi senso... (Piange nel telefono. Evidentemente dall'altro capo la dotino sta dicendo qualcosa) Come?... era una esclamazione?... Una frase d'angoscia? Cos per dire?!... (Ha cessato di piangere. S' ripreso. di nuovo violento) Non puoi usare frasi cos per dire, no, cara, in questa situazione!... Nooo! Non cos per dire, in questo momento io non dico cos per dire. Le parole hanno il loro peso! A chi per nove giorni morto ventiquattro ore al giorno non puoi dire parole, cos per dire... Che tormento, vuol dire che tormento... basta s! S! Hai ragione, non voglio pi tormentarti! Sappi solo una cosa, cara, solo questa: io non ti amo, ti adoro! E sar felice solo quando sarai morta!
(Sbatte il microfono sull'apparecchio e come catapultato salta in piedi in mezzo alla stanza. Resta cos come se fosse stato sbattuto l dal caso. Infine va a rimettere la spina del grammofono. La musica esplode altissima. Nel ritornare sui suoi passi inciampa in un indumento. Lo raccoglie, un gesto automatico. Resta fermo in mezzo alla stanza come un sonnambulo. Entra Eduardo. Stringe sotto il braccio due voluminose sceneggiature. Si arresta di colpo sorpreso. Dietro di lui, vicino alla porta, s' fermato Enzo).
Eduardo Ma che fai? Sei pazzo?
(Getta le due sceneggiature da qualche parte e si accosta a Renato. Lo prende per il mento, lo guarda in viso).
Renato Lasciami stare!
Eduardo Guarda un po'! (Va a girare la manopola del grammofono. Stop musica) A quest'ora...
(Va alla veranda e tira su tutte le persiane. Il sole di un bel pomeriggio di primavera inoltrata invade la stanza. Due cose si notano immediatamente: il grande disordine, e la figura popolana e attraente di Enzo in blue-jeans e casacca, appoggiato alla porta, con una valigia in mano, indifferente)
Cosa vuoi fare? Che ti sei ficcato in testa? Sai che ore sono? Le cinque.
Renato Non voglio pi alzarmi, non voglio pi uscire... Perch dovrei farlo?
(Eduardo spegne le lampade).
Eduardo Perch non c' nessuna ragione di non farlo.
Renato(con un versaccio) Ah! Che vuoi capire tu... (Accenna a Enzo) Che c'?
Enzo Ciao.
Eduardo Lo saprai dopo che c'. Non sviare. Ora bisogna che noi due... (Si rivolge ad Enzo) Scusami, Enzo, aspettami un attimo di l, scusa. Ti chiamo io. Grazie.
(Enzo esce. Eduardo gli grida dietro) Guarda in cucina, ci sar qualcosa.
(A Renato) Tu la devi piantare con questa storia. Non avevi deciso di non vederla pi?
Renato Avevo deciso! Come se fossero cose da potersi decidere. Che avete qui (si tocca il petto) un muscolo e basta? Tu, lei, vi meravigliate! Come? Non avevi deciso, ecc. Ma c' qualcuno al mondo che abbia un cuore? Eh? Chi risponde? Silenzio!
Eduardo Quanto sei idiota! Ma chi ti credi di essere? L'abbiamo tutti un cuore: soltanto che funziona in un modo decente.
Renato Quando funziona.
Eduardo Certo. Si pu essere civili anche in amore.
Renato Queste sono parole che dicono gli esseri aridi come te. (Pausa).
Eduardo Bella opinione dopo tanti anni di amicizia. Quand' cos... (Raccoglie gli indumenti di Renato sparsi per la stanza e li poggia su di una poltrona) Potevi far entrare la Gina a farti la camera... (Renato non risponde. Eduardo raccoglie il portafiori e lo rimette sul tavolino) Non metter bocca nei fatti tuoi, nemmeno... (Renato non risponde) Comportati come un pazzo, fa' quello che vuoi... (Eduardo sta raccogliendo le scarpe. Scocciato) E la tua roba mettila a posto da te! (Ributta le scarpe a terra).
Renato Che ne so io se la Gina venuta o non venuta! Se fosse venuta l'avrei fatta entrare.
Eduardo Perch la paghiamo allora? La casa fa schifo. logico! Un giorno viene e dieci no! Io la licenzio. Me ne faccio mandare un'altra dall'agenzia. (Fa per uscire) Non c' una cosa che vada bene.
Renato Eddy, Eddy, non te la prendere per quel che dico, Eddy, non riesco a uscirne; mi manca la forza.
Eduardo(dolce) Le hai telefonato? (Renato annuisce) Accidenti.
Renato Non ho resistito.
Eduardo Ero quasi sicuro che stavolta...
Renato Nove giorni, Eddy, nove giorni... Poi le ho sbattuto il telefono in faccia. Pensavo che mi richiamasse, ora; niente.
Eduardo Ma anche tu... Che cosa vuoi da lei?
Renato L'amo.
Eduardo S, e lei non t'ama.
Renato Lo so, lo so, lo so, ma ti prego non ripetermelo.
Eduardo cos, Renato mio.
Renato Invece non esattamente cos, te l'ho detto...
Eduardo(spazientito) Senti, Renato!
Renato Amarmi la cosa che pi desidererebbe al mondo... Ma non pu.
Eduardo Allora, se lo vuole, perch non pu?
Renato Perch non m'ama. (Pausa) Eppure, se ci tiene, a un certo punto - sar un pazzo, ma non credo - perch non abbandonarsi, non fare storie e lasciarsi amare? Se non le sono sgradito... Che ne sa lei, che ne sappiamo noi, di quello che potrebbe accadere? Forse mi stufer io - guarda un po' - pu darsi cambierebbe lei... Perch non provare?
Eduardo Tu credi che in amore ci sia qualcuno disposto a fare da cavia?
(Silenzio. Eduardo raccoglie le scarpe e le poggia su uno scaffale).
Renato(cambia discorso) Oh, c' Enzo di l.
Eduardo Da tre giorni non mangia; un caffelatte, figurati, la sera...
Renato E non poteva dirlo? Io l'ho incontrato... quand' che l'ho incontrato? In fondo ci si vede, ci si conosce abbastanza...
Eduardo Me l'ha detto Mercurio su alla Produzione.
Renato Ah, a proposito...
Eduardo Basta! Il cinema in Italia veramente quello delle barzellette, del produttore che rutta e degli sketches di rivista...
Renato Neppure cos gli va?...
Eduardo(seguitando) ... non se ne pu parlare, sembra finto, mi viene la nausea.
Renato Se gli abbiamo infilato tutto quello che volevano.
Eduardo E adesso invece... Tutto cambiato. Il film non si fa pi. Praticamente se ne fa un altro.
Renato E noi?
Eduardo Niente. Il soggetto non pi quello nostro, intervenuto il solito sceneggiatore principe, e noi due restiamo i soliti giovani che hanno le idee, ma in fondo quell'altro ha mestiere.
Renato Chi ?
Eduardo(non gli viene il nome, si accompagna coi gesti) Il capoccione, come si chiama?...
Renato Buono, quello! E non ci pagano: lo sapevo.
Eduardo Ti! Fino all'ultimo centesimo: alle sei e mezza ho preso appuntamento per tutti e due. Perci sbrigati e ti prego di occuparti anche delle nostre faccende. Su, Renato, piantala, non puoi continuare a questo modo. (Chiama verso l'interno) Enzo! (A Renato) Poveraccio, che bell'accoglienza! Lo metto nella camera della donna.
Renato(sorpreso) L'hai invitato a stare da noi?
Eduardo L'hanno mandato via anche di casa, non pagava l'affitto. La camera della donna, col mezzo servizio inutilizzata... Almeno per qualche giorno, poi si vedr.
Renato Se ti pare giusto! Un altro fra i piedi. Non ho capito ancora se questa casa diventata un casino o un ospizio di beneficenza.
Eduardo(irritato) L'uno e l'altro. (Va verso la veranda e chiama) Enzo! Vieni!
Renato Fa' come vuoi... purch non rompano le scatole a me...
Eduardo Non te le romper, non ti preoccupare.
(Entra Enzo con la valigia in mano. Sta finendo un panino).
Enzo Dove la poso?
Eduardo Dove ti pare. Mettila gi. (A Renato) Sai cosa ha avuto il coraggio di dirmi, coso l? Siete troppo intransigenti, voi due : non avete la mentalit del cinema . Lo credo, una manica di imbroglioni e... e...
Enzo Sfruttatori.
Eduardo Bravo. (A Enzo) Hai trovato qualcosa?
Enzo Prosciutto e mozzarella.
Eduardo Stasera andiamo a cena insieme.
Renato(come se avesse preso una decisione) Per me, me ne frego del cinema. Meglio cos. (Improvvisamente si mette le mani sul viso e fa un giro per la stanza) Dio! Perch soffrire tanto... Amore mio, impossibile amore mio!...
(Enzo lo segue sbalordito poi si volta a Eddy che scuote la testa. Renato, risoluto)
No, Eddy no, non ci vengo, sai!
Eduardo Fa' quello che vuoi! Qui siamo fuori della grazia di Dio. (A Enzo) Prendi la valigia, Enzo, vieni...
(Appare Tea. Ha un viso ingenuo da bambina. Indossa un vestitino molto semplice e porta una borsa trasparente da bagno).
Tea Ciao.
(Espressione di fastidio sia di Eduardo che di Renato).
Eduardo(scocciato) Che sei venuta a fare Tea?
Renato(a Eduardo) Non lo sai che venuta a fare?
Tea Oh, come siete noiosi! Che ci metto?
Eduardo Ti pare l'ora?
Tea Mi sbrigo prima io che voi a chiacchierare. To', chi si vede. (S' rivolta a Enzo).
Eduardo Vi conoscete? Teodora...
Enzo Teodora!
Tea Che c' di buffo? Un nome bizantino. Molto pi significativo di Enzo.
Enzo A me mi fa ridere. Pensavo che ti chiamavi Rosa Tea.
Tea Dove l'hai letto. Nei fumetti?
Eduardo Ma dove vi siete visti?
Renato Se siamo stati tutti insieme ai Nastri d'Argento. Ci siamo incontrati l...
Eduardo Gi, scusatemi.
Renato Hai la mania di continuare a presentare le persone tra loro per dei mesi.
Eduardo Va bene. Non me lo ricordavo. Sar mica un delitto!
Renato Lui continua a presentare, e la gente s'incontra, si accoppia, fa figli...
Tea Che atmosfera elettrica! Chi ci resta qui! Mi sbrigo in cinque minuti.
(Tea scompare nell'interno).
Renato(un po' a bassa voce) Che questa debba avere la chiave di casa, scusami Eddy, una cosa assurda.
Eduardo(idem) Che tu ogni volta che arriva me lo debba ripetere, perch sai una volta tanto di aver ragione, mi fa impazzire. Come gliela tolgo? Che le dico? Dovrei piantarla, il che sarebbe un bel sollievo; ma una parola...
Renato Di' che io non voglio.
Eduardo Diglielo tu.
Renato Io? Perch? Gliel'ho data io la chiave? Arrangiati.
Eduardo Sono stato un idiota, lo so. Ma allora pensavo, sar per tre o quattro volte...
Renato Tu hai la tua camera...
Eduardo(interrompendolo) Se la vuoi, prenditela.
Renato ... ti puoi isolare quando ti pare. Io, qui, ce li ho tutti fra i piedi.
Enzo Se per me, me ne vado.
Renato Tu che c'entri?
Eduardo Sta parlando di Tea.
Enzo Ha detto ce li ho.
Renato Mi sono sbagliato!
Eduardo Per carit. Ci mancano solo le suscettibilit offese!
Enzo Ha detto ce li ho , ho le orecchie io.
Renato Uffaaa!
Eduardo Ma non voleva significare... Andiamo di l, su, prendi la valigia, ti mostro la cameretta, cos... (Se ne vanno attraversando la veranda).
Renato Uffa! Uffa! Uffa!
(Va a guardarsi in uno specchio, cerca per tutta la camera il rasoio elettrico, infine lo trova sul tavolo dietro una pila di libri. Lo attacca alla spina e si accinge a radersi. Squilla il telefono. Renato ha un moto di sorpresa, poi col cuore in gola si precipita sul letto l dove rimasto l'apparecchio)
Pronto? (Deluso) No! Sono Renato... (Con forzata serenit) Ah, signora, gi arrivata? Come va? Ha fatto buon viaggio? Sar contento Eddy, si trattiene un poco... Domani?... Mm... Mm... Glielo chiamo subito... (Chiama) Eduardooo, Eddy... c' tua madre. (Al telefono) Viene subito, signora... S, signora, s, grazie, grazie, arrivederla.
(Entra Eduardo) arrivata tua madre. (Gli passa il microfono).
Eduardo Pronto, mamma cara, come stai? Ti aspettavo stasera. Ah, col treno, oh!
(Eduardo al telefono ha un tono espansivo e tenero, costella le sue parole di risate)
Sei con zia Maria? stato buono il viaggio? E s, avevo calcolato con la macchina... Va benissimo, naturalmente... (Ascolta e ride) La simpatia... cose che capitano solo a te...
(Mentre parla si snoda la cravatta e si sbottona il colletto. Porta l'apparecchio sul tavolo e si siede su di una poltrona. Renato ha attaccato gi a farsi la barba. Il ronzio del rasoio fa da sottofondo)
Tutti bene a casa?... E il babbo?... (Ride) Figurati cosa non farebbe quello per te... Ma non sei un po' stanca?... Giorni fa al telefono m'eri parsa raffreddata... Eh! Solo quando ce l'ho io sembra che caschi il mondo... (Affettuosamente) Dici anche le bugie... (Ride) ... Qui? (Si guarda istintivamente intorno) Nooo, riposati un po' ora... E poi stiamo lavorando, sai, purtroppo, c' una gran fretta... Dobbiamo consegnare entro stasera un pezzo di sceneggiatura... (La rassicura) Va bene, tutto bene, sono soddisfattissimo del nostro lavoro... Ma cambiano sempre... S, ti vengo a prendere all'albergo per cena... Ah, mi stavi dicendo, siete venute... (Ride) ... Una cosa folle... Ah, certo, sar divertentissimo... (Ride) ... S che ci vengo... senz'altro, sar libero... Domattina, sicuro... Altre novit di casa?...
(Resta ad ascoltare. Rientra Enzo senza la casacca solo in camicia. Si accosta a Renato e fa per togliersi la camicia).
Renato(staccando il ronzio del rasoio. Antipatico) Che, hai caldo?
Enzo Volevo lavarmi la testa; posso?
Renato C' quella.
Enzo Chi?
Renato Tea, no? Non Io sai che viene a sguazzare, a farsi le docce qui? (Riprende a farsi la barba) Non l'hai capito?
Enzo Va bene, come non detto.
Renato Aspetta, aspetta: che vuoi che ti dica. Appena avr fatto il suo comodo, vai tu...
Eduardo Splendido, avrei voluto vederlo... S, va bene mammina cara... va bene... Senti, e erano grosse le ciliege?
Renato(a Enzo) Lo vedi? Sono ridotto avanti a questo specchio. Pare impossibile, ma ogni volta che devo farmi la barba, di l c' Tea!
Enzo Una bella rottura... (Completa la frase con un gesto eloquente).
Eduardo ... D'accordo... Bacioni, e riposati, a pi tardi... S. (Riaggancia il cornetto. Si rivolge a Renato che continua a sbarbarsi) Figurati che sono venute - con zia Maria no? - per andare a una di quelle feste al Vaticano. Hanno avuto gli inviti.
Renato(con indifferenza) Divertente.
Eduardo Accidenti! Deve essere una vestizione mi pare, una roba del genere, quelle feste con centinaia di cardinali rossi che si buttano a terra come folli. Un colpo d'occhio! Le accompagno domattina. (Risatina. Va alla veranda e si stira).
Enzo Una volta dovevo fa' su un film la parte d'un santo, san... Come si chiamava? San?... Bah! Poi non ho saputo pi niente.
(Eduardo si rivolta verso l'interno).
Eduardo Ti ricordi il ciliegio che piantarono in giardino? Quest'anno ha fatto i primi frutti... dice ciliege grosse cos. Che peccato, non le ho viste.
(Resta per qualche attimo solo il ronzio del rasoio. Poi Renato, terminata la barba, stacca la spina. Silenzio. Eduardo conciliante)
Vestiti, Renato, via, dobbiamo andare a combattere con quelli.
Renato Mi scoccio Eddy, no! Ancora questioni di soldi. Che strazio!
Eduardo Facciamo i dilettanti allora; gli assegni da casa ci arrivano, io ho i palazzi di mia madre; e non saremo mai presi per dei professionisti.
Renato Fatti prendere dalle crisi, adesso.
Eduardo la verit: se noi avessimo da portare denaro a casa ogni mese per mangiare, eh, sai da quanto avremmo cambiato... (Si volge d'improvviso a Enzo) Enzo, accidenti stasera non posso. Devo stare con mia madre. Non ci pensavo. Come facciamo?
Renato(con tono ovvio a Eddy) Cena con me. (A Enzo) Ti va?
(Eduardo lo guarda sorpreso per come la fa facile).
Enzo A me, s.
(Entra Tea. Ha una cuffia di gomma da mare in testa e si sta allacciando l'abito).
Tea Sono stata svelta? (Si toglie la cuffia e scrolla il capo per fare andare i capelli a posto) Belli e asciutti! (Va allo specchio a ravviarseli).
Renato(a Enzo) Tocca a te. Eri il numero due.
(Enzo esce sfilandosi la camicia)
Eddy, vedi se in anticamera c' qualcun altro a fare la fila! (Prende una camicia pulita da un cassetto e fa per uscire).
Tea(continuando a pettinarsi) Siete diventati veramente antipatici; quanto lo fate pesare un favore.
(Prima di uscire Renato si ferma alle spalle di Tea e fa a Eduardo il gesto di chi giri la chiave nella toppa per ricordargli di farsela restituire. Tea continuando a pettinarsi davanti allo specchio)
Enzo che fa, sta qui ora?
Eduardo Per qualche giorno.
Tea(si volta verso Eduardo) Ho capito: nix. (Riprende a pettinarsi) Credevo che abbandonasse il campo. Ho visto la valigia, ho detto: questo se la batte...
(Renato ripetendo il gesto esce. Tea ha finito di pettinarsi. Si volta)
Spariti tutti? (Infila la cuffia nella borsa da bagno e va ad abbracciare Eddy che la subisce indifferente).
Eduardo(la palpa) Ma, non hai niente sotto!
Tea Per fare pi presto. Adesso vado a vestirmi.
Eduardo Anche se devi attraversare solo un cortile, non mi pare giusto che te ne vada in giro con una pezza addosso, e basta.
Tea Chi se ne accorge?
Eduardo Si vede!
Tea Macch! Non si vede niente.
Eduardo(cercando di liberarsi dalla stretta) A me non me ne importa, chiarisco. che non mi sembra bene.
Tea E smettila di spingermi. (Gli si stringe di nuovo) Mi accompagni domattina alla Cinefon? Cercano ragazze per un film su un collegio. Me l'ha detto Mercurio. Mi accompagni, eh?
(Eduardo riprende a svincolarsi).
Eduardo Non posso, devo accompagnare mia madre in un posto.
Tea Quando arrivata?
Eduardo Ora.
Tea(incredula) Ora? Bugiardo. Dove sta?
Eduardo Che noia, Tea! (Si svincola) Mi ha telefonato da poco; insomma quante spiegazioni! Non ci credi? Io domani non posso. (Perdendo la pazienza) E poi, vero?, se una ragazza vuole farsi scegliere da un produttore, non pretende che l'amico l'accompagni, ci va da sola.
Tea(sbalordita) Vorresti spingermi nelle braccia di un altro?
Eduardo Chi ti spinge? (Infastidito si butta a sedere).
Tea Me lo avevano detto che gli uomini, pi le donne sono doppie e senza scrupoli, pi gli piacciono. Ti farebbe comodo sorprendermi con un altro.
Eduardo Non t'inventare le cose, Tea.
Tea(incalzando) Scherzando, scherzando, la verit salta fuori. Come sfuma presto l'amore, e le promesse...
Eduardo(seccato e serissimo) Mai fatto promesse.
Tea Ah, no?
Eduardo Fra te e me non si sono mai dette sciocchezze e in quanto all'amore, non usiamo paroloni.
Tea Sei proprio un disgraziato.
Eduardo Tu faresti andare in galera la gente. Ti inventi le cose.
Tea tutta un'invenzione, la mia, secondo te, io non sto qui con te, me lo sto inventando.
Eduardo(deciso e senza mezzi termini) D'amore e promesse, dico, non se n' parlato. Mi hai mai detto t'amo ? T'ho mai detto t'amo ? Ce ne siamo sempre dimenticati: ci piaceva andare a letto, e basta, che la soluzione migliore.
Tea Ci piaceva .
Eduardo S... (imbarazzato) ... e... s (ribadisce), ci piaceva.
Tea E se a me piace ancora?
Eduardo Eeh!... Purtroppo un contratto bilaterale. Bisogna essere d'accordo in due.
Tea Mi fai schifo.
Eduardo(sfottente) Molti grandi romanzi d'amore finiscono con queste tre singolari paroline.
Tea(sbotta) Dovresti ricordarti, per, che tu sei stato il primo.
Eduardo Purtroppo.
Tea Purtroppo?
Eduardo E poi, se lo vuoi sapere, vero, lo penso: neppure a lavorarti un produttore, sei buona, ma che dico, un produttore, un ispettore di produzione. Eh! Anche per questo ci vuole intelligenza.
(Tea sta per piangere).
Tea Sono pure una cretina?
Eduardo S!
(Tea tira su col naso. Eduardo, irritato, in fondo dispiaciuto)
Mi ci tiri per i capelli. La colpa tua; cosa c'entravano, oggi, l'amore e le promesse? Dammi la chiave. C' quello che fa il pazzo, non gliene va gi una; gli d fastidio la gente che arriva, apre, entra, esce, nei bagni...
(Si affaccia Enzo con i capelli insaponati a torso nudo. Vede Eduardo che va su e gi per la stanza, Tea che si asciuga gli occhi, resta interdetto).
Enzo Mi fai telefonare... dovevo chiamare alle tre la Stella Film; mi sono scordato.
Eduardo Portatelo di l. Nella stanza mia c' una spina.
(Enzo stacca il telefono e se ne va in fretta)
Ne devo fare mettere un'altra nel bagno. diventato un albergo diurno, qui, ha ragione Renato.
(Tea s' ricomposta e ha preso la borsa da bagno. Prende dalla tasca del vestitino la chiave).
Tea Tieni. (Gliela porge. Eduardo esita, quindi la prende con un sospiro. Una situazione penosa).
Eduardo Vieni a farti tutte le docce che vuoi, naturalmente.
Tea Preferisco le croste. (Esce).
Eduardo(chiama) Renato!
(Prende la bottiglia del whisky, sceglie un bicchiere tra quelli sul tavolo: sono tutti sporchi. Si rassegna a versarsi da bere in uno qualsiasi).
Renato( in pantaloni e camicia. Si sta agganciando i polsini) Che successo?
Eduardo(gli mostra la chiave) Niente. (Butta la chiave sul tavolo).
Renato S' offesa?
Eduardo M'ha rinfacciato che sono stato il primo. Tutte a me capitano le fortune!
Renato T'ha ricattato?
Eduardo Chi? Tea? Poveretta, ora esageri.
Renato Che ti frega allora?
Eduardo Come che mi frega? sempre uno scrupolo. La colpa sempre del primo, di fronte al mondo. (Gli indica il whisky) Ti rimette in sesto.
Renato No, non ho mangiato.
Eduardo(affettuoso) Fai male, fai male, Renato. Non ti posso fare la balia, abbiamo l'et della ragione, dai. Non questo il modo di prendere la faccenda.
Renato un chiodo...
Eduardo Ti passer. Passa tutto. Guarda con Tea; va bene che nulla era, ma nulla rimane. Viene, sai, viene quel momento in cui tutto ci che ti sembrava, incomincer a non essere. Il bello prima si sfuma, poi si sfilaccia. I tratti essenziali, anche quelli, si scoloriscono; le mani, ti ricordi le mani il cui solo contatto... ridiventano mani e basta. E gli occhi? Non c' un leggero strabismo? Magari di Venere, ma c'. Osserva certe sue espressioni, opache, stupide. Forse meno intelligente di quanto credevi. Come possibile? Eppure! Elena incomincer a decomporsi; la prova generale della sua fine terrena, quando per sempre nessuno l'amer pi; nessuno sapr che mai esistita.
Renato Smettila, Eddy, per Dio! Non hai amato nessuno, tu?
Eduardo Non sono stato toccato da tanta grazia, e spero di non esserlo.
Renato Dammi. (Gli prende dalla mano il bicchiere di whisky e ne beve un sorso. Poi glielo restituisce) Elena per me la cosa pi bella che abbia mai visto, e se lo per me lo per tutti; ecco la grandezza dell'amore. (Cerca qualcosa dietro al grammofono) Solo un pazzo pu credere che nella vita si ami due volte. Guarda. (Ha tirato fuori una busta nascosta in uno scaffale) Gliele feci due mesi fa, quando pareva che tutto dovesse filare. (Estrae alcuni ingrandimenti di Elena) Al Tevere, guarda! (Le osservano spargendole sul tavolo).
Eduardo(ammirato) Bella. Davvero splendida: fotogenica anche.
Renato E questa carta. (Lirico) bella perch viva, il bello che esiste! (Guardano una per una le foto. Entra Enzo con i capelli bagnati e ravviati ma ancora a torso nudo. Riporta il telefono).
Enzo Si sono fatti negare. (Rimette la spina e poggia l'apparecchio sul tavolino. Eduardo si rivolta a Enzo).
Eduardo sistema loro.
(Renato rimette rapido le foto in ordine).
Enzo Ma chi gli ha chiesto niente? Telefona, telefona, e poi quando gli telefoni...
(Una delle foto che Renato sta infilando nella busta scivola a terra. Enzo la raccoglie servizievole: nel porgerla a Renata la guarda)
Chi ? La Davison? (Pronuncia male il nome).
Renato(precisando e pronunciando esattamente) S, la signora Davidson.
Enzo(che non ha capito l'intenzione ribatte di nuovo sbagliando) La Davison!
Renato La conosci?
Enzo Eh! La motocicletta, no?
(Renato e Eduardo lo fissano ambedue interrogativi)
La chiamano cos, la motocicletta.
Renato Che significa?
Enzo Le Harley-Davison. Ce le ha la polizia americana... Si vedono in tutti i film... quelle grosse, belle. Hai visto Il selvaggio ?
Eduardo Beh?
Enzo Quelle si chiamano pure loro Davison. E a lei la chiamano cos, la motocicletta , no?... (Fa il gesto rallentato di chi inforchi una motocicletta con quel tanto di equivoco che comporta il doppio senso. Intanto le luci incominciano a dissolvere. Enzo guarda i due e non comprende il loro silenzio. Crede che non abbiano capito. A Eduardo) Hai capito?
(Ripete il gesto con maggiore volgarit)
Anch'io ci sono andato su: e come correva!
(Ride forte. La luce rimasta solo su lui che ripete il gesto gli fa brillare il torso nudo ancora bagnato dai capelli che gocciolano. Agli occhi di Renato deve sembrare un atto volgare di possesso.
Dissolvenza.
Siamo in un night club: frastaglio di luci colorate. La musica continua, non smette mai, soltanto che a volte aggressiva altre volte pi sommessa. Le facce di quelli che ballano si distinguono solo quando passano sotto i fasci di luce. L'atmosfera quella esasperante dei piccoli locali notturni, dove tutti si pigiano e parlano ad alta voce dei propri fatti, incuranti gli uni degli altri. Dietro il banco il barman ha un lavoro straordinario coi varii clienti appollaiati sugli sgabelli. Tra le ombre dell'orchestrina, investita dal raggio di un riflettore, appare Leila Mar - abito vistoso con ampia scollatura - che attacca a cantare. A destra, discosto dagli altri, seduto su uno sgabello, spalle al banco, faccia al pubblico, Renato beve, solo, muto. Una delle lampade gli piove proprio in testa e lo illumina. Le coppie ballano in silenzio, per ora. Fissati dalle luci, restano in evidenza Leila e Renato, mentre gli altri si muovono nel chiaroscuro).
Leila Indifferente
indifferente a questo amore
indifferente al mio dolore
indifferente senza cuor
tu non mi vuoi
tu non mi puoi
comprendere,
perch non sai
che per amor si muore.
Indifferente
indifferente alle dolcezze
alle soavi tenerezze
che questo amore ti vuol dar!
Tu te ne andrai
senza di me
mi scorderai
forse perch
tu non lo sai
che per amor si muore .
(Contemporaneamente il barman si sporge verso Renato, mentre prepara un cocktail).
Barman Sai chi c' stata, ieri sera? La signora.
Renato(si scuote) Sola?
Barman Con uno alto. Una bella figura. Parlavano in inglese. Un signore. (Renato commenta con un mugolio sordo) Stavo a guard se arrivavi... Mi volevo divert.
Renato(tra s) Ti volevi divertire...
Barman Volevo ved che facevi.
Renato Che dovevo fare? Quello il marito.
Barman Ahhh! Allora sei tu che cerchi rogna. Ah, Ren, questo non me lo devi fare.
Renato Lasciami stare... Coso, non serata, come te lo devo dire...
(Qualcuno sollecita il barman che si precipita all'altro angolo del banco. Renato resta ad ascoltare la canzone immobile, e quando i consueti radi applausi salutano la fine dell'esibizione, afferra il bicchiere di whisky e lo scaglia a terra. Quelli intorno a lui si voltano. Il barman accorre, guarda, capisce e dice candido)
Barman Scivolato il bicchiere? Subito un altro.
(Il raggio di luce su Leila s' spento. Riprende forte il brusio e l'orchestrina riattacca in sottofondo. Un inserviente viene a raccattare i cocci, mentre diversi clienti se ne vanno per l'ora tarda. Il barman porge a Renato un altro whisky)
Questo l'ultimo, Ren: ci siamo capiti?
Renato Fatti gli affari tuoi.
Barman Appunto. Proprio per questo.
(Renato beve poi si appoggia al banco con la testa sui pugni chiusi, spalle al pubblico. Sono rimaste un paio di coppie che ballano e un po' di gente al banco. Un tavolo con divanetto libero, al lato opposto. apparsa Leila Mar seguita da Mercurio e Trillini - un essere squallido dalla faccia spiritata - con i loro drink in mano. Poggia la borsetta luccicante sul tavolo libero e si siede con i due. Il barman indica a Leila il locale svuotato)
Finiti i canti, finita la festa.
Leila(ad alta voce) L'unica attrazione del locale! Hanno perfettamente ragione!
Barman(a Renato) So' come le pecore, hai visto? Una prende la via d'andarsene e tutti i caproni dietro. Bee, bee...
(Renato resta immobile, non commenta. Leila nota Renato, si sporge, anzi si storce per guardarlo meglio. Intanto Trillini le parla).
Trillini Se me li dai ti faccio un bel pezzetto. Non il solito, Ha debuttato ieri... , ma una specie di biografia brillante. Mi occorrono i dati per. Che guardi?
Leila(rivoltandosi) Eh?... Ho fame, non so, voglia...
Trillini Vuoi che ti ordini qualcosa?
Leila Nooo. Oh, ma deve essere un pezzo di richiamo.
Trillini Certo, mica ti far una stroncatura. O lasciamo passare qualche giorno, invece, e ti far una cosa pi semplice ma decisamente pubblicitaria : Ogni sera il miglior pubblico di Roma, per ascoltare Leila Mar, si riversa... .
(Leila che ha continuato ad osservare Renato, ignorando Trillini, si alza).
Leila Fa' un po' tu. (Va al banco per spiare meglio Renato. Al barman) Che si pappa qui se si ha fame?
Barman Dipende che tipo di fame ha.
Leila Da quali morsi, vuoi dire, uno si sente dilaniato? Fame-fame; stomaco.
Barman Allora spaghetti.
Leila Spaghetti! Cucinate gli spaghetti?
Barman Cinque minuti esatti. A quest'ora c' sempre qualcuno che ha un buco da riempire.
Leila Come lo capisco! Non mi dispiace l'idea... Vada per gli spaghetti.
(Il barman si allontana, lei resta a guardare per un attimo l'impassibile Renato) ... Mi sembra una cosa di uno chic...
(Renato non si muove e Leila torna al tavolo. Rivolta a Trillini) Chi quella bellezza?
Trillini Chi?
Leila Quello al banco.
Trillini(segue il suo sguardo) Non so. (Indica Mercurio) Lui lo conosce.
Mercurio Renato?
Leila Chi ?
Mercurio Uno.
Leila Non sono ubriaca che ne vedo due! Uno, e poi?
Mercurio(commiserandolo) Uno... che tenta di fare il cinema.
Leila Attore?
Mercurio Sceneggiatore.
(Leila resta a fissarlo poi di scatto si volta a Trillini).
Leila(a Trillini) Non dirmi che non ti sei accorto che quel ragazzo ha qualcosa. (Continua a sbirciarlo).
Trillini(con doppio senso) Lo spero per lui.
Mercurio Soffre perch gli hanno rifiutata l'ultima sceneggiatura. tutta la sera che soffre.
Leila Ha sbagliato mestiere. Per me doveva fare l'attore.
Mercurio(a Trillini) Anche Pietroboni in persona gliene ha sbattuto in faccia una, perfino lui, quel cervello in vacanza, sai, quando volevano lanciare la Jardin... quella che non si lavava. Leila Che lingue, ragazzi! Mi dispiace per voi, quel ragazzo mi nasconde qualcosa che mi appartiene. Nessuna delle vostre cretinaggini, l'istinto femminile le avverte subito certe cose... Miei cari, l c' sotto una donna!
Trillini Leila, chi oserebbe contraddire il tuo istinto femminile, ma a noi non ce ne frega proprio niente di quello che ha sotto.
Leila Come sono fraintesa, povera me! Insomma me lo presentate o no questo Renato, dico bene?
Mercurio Mi sta antipatico.
Leila antipatico? Non ne ha l'aria.
Trillini(a Mercurio) Su, Mercurio, non fare lo schifiltoso, vallo a invitare. Digli che venga a bere con noi.
Mercurio Gli gira male stasera.
Trillini E fallo per lei.
(Mercurio, scocciato, si alza e va al banco da Renato, rimasto sempre impassibile nella stessa posizione).
Mercurio Renato... (Renato risponde con un grugnito) Che fai tutto solo; dovresti venire a bere con noi.
Renato(tono scostante) Perch dovrei?
Mercurio Cos... Invece di stare qua, zitto e muto...
Renato No, voglio sapere perch dovrei.
Mercurio Che significa. Si dice, fra amici, no?
Renato Noi non siamo affatto amici. Ci conosciamo. E poi mi di fastidio.
Mercurio Senti, se la prendi cos... Sono venuto perch quella (accenna con un movimento del capo a Leila) mi sta rompendo l'anima che ti vuol conoscere.
Renato(sbirciando) Chi? Quella che canta quelle belle canzoni?
Mercurio S, Leila Mare. Dice che canta qui, ora. Me l'ha presentata Trillini, stasera. (Fa per allontanarsi).
Renato Che vuole da me?
Mercurio Che ne so io, se non l'immagini tu! (Con intenzione sapendo di fargli dispetto) Sta dicendo che tu stai cos per via d'una donna, e che lei ci ha l'istinto e che tu hai bisogno di lei. Se vuoi venire, a me, vero?... (Se ne torna al tavolo).
Leila(a Mercurio) Beh?
Mercurio L'avevo detto io. un villano maleducato. Perch dovrei venire a bere con voi? .
Trillini Chi lo vuole?
Leila(sospirando) Ho capito. Devo fare tutto con le mie mani. destino, nella mia vita ogni piccola cosa deve venire da me. (Si alza).
Trillini Che vuoi fare. Sta' buona.
Leila Quando una cosa la sento, la porto fino in fondo.
Mercurio(a Trillini) M, ci escono i numeri del lotto, vedrai.
Leila(dal tavolo al barman) E gli spaghetti?
Barman Pronti!
(Il barman si allontana nel fondo mentre Leila va al banco. Vi si appoggia e con aria di sfida verso l'impassibile Renato, canticchia a mezza voce il ritornello D'amore si muore che l'orchestrina sta ripetendo per le solite due coppie).
Leila Mmm...
indifferente a questo amore
indifferente al mio dolore
indifferente senza cuor
Mmm...
Mmm...
perch non sai
che per amor si muore .
(Appare dietro il banco il barman con l'appetitoso piatto di spaghetti. Leila al barman, ad alta voce)
Che meraviglia! Questa un'idea azzeccata! Di, li mangio qui.
(Il barman poggia il piatto sul banco accanto a Renato. Leila attacca con una bella forchettata)
Gli spaghetti migliori della mia vita.
(Si volta verso Renato e lo guarda come se lo vedesse ora per la prima volta. Gli si rivolge con tono disinvolto)
Ne mangi pure lei. Sono grandiosi.
Barman Di Ren. Attacca... Aspetta ci so' pronti gli altri, li vuoi?
Leila(col boccone in bocca) Mm, mm, mm! Prenda, prenda qui. (Gli porge la forchetta) Sono troppi per la mia linea.
Renato(villanamente respinge il piatto e la forchetta e le si rivolge con arroganza) Che fa lei quando non canta, l'indovina, la chiromante?
Leila(molto abile al gioco e quindi coriacea) Mangio gli spaghetti.
Renato E quando non mangia gli spaghetti, dico? La visionaria?
Leila La palla di vetro, dice?
Renato S, credo che l'adoperi abbastanza indiscretamente. Perch non ci guarda dentro i fatti suoi, anzich quelli degli altri?
Leila Ma che c'? Il telegrafo senza fili qui dentro? Non mi sembra per che bisogna essere una chiromante per capire la sua situazione. Non sente come acido? In questi posti si viene o per divertirsi o, come si dice, per dimenticare; e non mi pare che lei si stia divertendo.
Renato E invece si sbaglia. Vuol sapere a che cosa penso io? A una motocicletta.
Leila A una che?
Renato Motocicletta!
Leila Se lo diverte...
Renato Altro che! Sa lei cos' una motocicletta?
Leila Credo di s.
Renato E si sbaglia. La motocicletta non una macchina come finora io avevo creduto e lei ancora crede. La motocicletta... (si mette a girare intorno a Leila scrutandola) ... una macchina come lei, con un serbatoio, un bel serbatoio... (Le d una pacca sul sedere).
Leila Carina questa!
Renato ...Chi ci mette le proprie ambizioni, chi gli spaghetti, chi quello che gli pare e piace. L'importante che vada. Quando c' il carburante, corre, e come corre... Prrr, prrr...
(Rif con rabbia il verso di una motocicletta in corsa, poi imperioso si rivolta al barman sbattendo il bicchiere vuoto sul banco)
Dammi da bere!
Barman un pezzo che passato l'ultimo, Ren, mi dispiace...
Renato(sporgendosi sul banco) Senti, cretino, tu sei pagato per servire i clienti e non per...
Leila(lo tira gi) Ma mangi qualcosa; non gridi, dopo beviamo insieme. Si riempie lo stomaco e star meglio. Faccia il bravo.
Renato E lei non assuma atteggiamenti da crocerossina, tanto il termometro non me lo metto!
Barman(a Renato) Che vuoi insomma, stasera che intenzioni hai?
Renato Mi voglio divertire! Pare che questi deficienti (con un gesto comprende tutto il locale) si divertano tutti. E chi sono io che non posso farlo?
Leila Ha ragione.
(Renato afferra il piatto, si porta in mezzo alla sala, prende l'ultima forchettata di spaghetti e tenendola alta sulla testa si mette a mangiarla all'estremit. Trillini e Mercurio sono ora in piedi pronti ad intervenire, gli altri, pur continuando a ballare, guardano)
Venga. Facciamo una gara a chi mangia pi svelto.
(Tenta anche lei di mangiare gli spaghetti appesi alla forchetta che Renato tiene alto).
Renato Questi spaghetti sono schifosi. (Sbatte la forchetta sul piatto e le picchia la mano sullo stomaco) Ascolti me, ci butti dentro un bel litro di benzina, vedr...
Leila Cos divento una macchina accendisigari. Accendo le sigarette con la bocca. (Soffia col gesto dei mangiatori di fuoco. Ride) Non funziono, guardi Renato, mi ci vuole la pietrina.
Renato(dandole ancora una pacca sul sedere) E il bollo delle Finanza...
(Ridono sguaiati. Trillini e Mercurio si avvicinano).
Trillini(a Leila) Leila, smettetela!
Leila(seccata) Che vuoi? Si ride, no!
Mercurio Ma non vede che ubriaco!
Renato Chi ubriaco? Ubriaco sarai tu e tua madre...
(Fa per sbattergli il piatto in faccia. In effetti Renato non ubriaco. Nella sua voce, nei suoi gesti non vi nulla che denunci lo stato di ebbrezza. La sua una reazione eccitata allo stato di depressione. La gente ridacchia, il barman esce dal banco).
Barman(cercando di portarlo verso il banco) Vieni Ren; non volevi bere?
Renato Voglio ballare, tieni. (Gli consegna piatto e forchetta. A Leila) Balliamo?
Leila(al barman) Sta' tranquillo; questo ragazzo me lo curo io!
(Si abbraccia a Renato per ballare mentre il barman si ritira per nulla convinto. I due si mettono a ballare : il pezzo veloce).
Renato(stringendola) Mi faccia sentire il rumore che fa quando in corsa.
(Leila canta forte il motivo che l'orchestrina sta suonando)
No, no, no... Prrrr, Prrrr, Prrrr. Ma che crede? Di non essere anche lei una motocicletta? Mi faccia sentire la sua voce!
Leila(divertita di questo stupido gioco ignara del suo significato) Prrr, Prrr, Prrr, Prrr... (Ride) Che cretino...
Renato Bene, benissimo, Prrr, Prrr, Prrr...
Leila Prrr, Prrr, Prrr. (Ridendo) Che stupido...
Renato Sempre pi veloce... sempre pi veloce... Prrr!
Leila Un momento, perdo la scarpa. Prrr, Prrr... Che scemo!
(Ride. I due piroettano e saltano prolungando il rumore onomatopeico fra l'imbarazzo degli altri. Entra Eduardo, si guarda in giro, afferra la situazione, mette una mano sul braccio di Renato e ferma la coppia).
Eduardo Andiamo, Renato.
(Renato lo guarda, Leila non sa che cosa dire)
... Andiamo su. tardi.
(Renato perde tutta la sua forza nervosa. come una cosa che si lascia portar via docilmente. Trillini si avvicina a Leila per accompagnarla al tavolo. Eduardo prima di uscire con Renato fa un cenno al barman per il conto).
Leila(lasciandosi cadere sul divanetto) Ah! Chi era quello?
Barman Un amico suo.
Trillini Leila? E il tuo istinto femminile? (Tutti ridono).
Leila(al barman) Tu, dammi l'indirizzo di quel Renato... Quando il destino bussa, avverto subito i colpi, io.
(Dissolvenza).
(Si illumina lentamente la stanza di soggiorno della casa di Renato ed Eduardo. mattina. C' il sole, Gina, cameriera a mezzo servizio, capelli grigi, d'aspetto certo pi vecchio della sua reale et, sta rassettando. Sul letto di Renato scopriamo Enzo, in pantaloni, a torso nudo, comodamente sdraiato, con le braccia piegate sotto il capo).
Gina(spazza, spolvera e mette in ordine la stanza) Fate anche voi il cinematografo?
Enzo Lo facevo!
Gina Perch, non lo fate pi?
Enzo Non mi vogliono.
Gina Eeeh! Un bel ragazzo come voi... C' la pupa mia, tiene dieci anni, e sta sempre in mezzo ai giornaletti del cinema - li sapete? - i fumetti diciamo... Ma quanti ce n'ha, non ne avete l'idea; sempre con la testa l dentro. Tu ti stanchi, bella di mamm - perch, poveretta, nata con la vista un poco deboluccia: le ho dovuto mettere pure gli occhiali, un'altra spesa, eh... ma niente, non la togliete, proprio non ce la fate... Ma quanti ce n'ha!... E sa tutti i nomi, i nomi a memoria, ogni tanto vuole giocare con me: indovina chi questo, indovina chi quello. Io non so niente, non ci vado mai al cinematografo - n il tempo n il denaro, si dice cos? - Alle cinque di mattina, io signor... Come vi chiamate?
Enzo Enzo.
Gina ... Signor Enzo - d'inverno e che freddo! - sto a pulire un ufficio intero. La Tessilcom: dodici stanze. Alle sette incominciano ad arrivare uscieri, impiegati e tutto deve essere a posto. Poi ho un mezzo servizio da una maestra che alle nove va a scuola, poi qua - mo' 'sti giorni ci ho avuta la pupa co' 'la bronchite, m' dispiaciuto di non ven - e poi... Una volta ce l'ho portata a ved ai signorini la pupa; come sono stati contenti! Eh! Il signorino Renato le ha regalato una macchina accendisigari - che non accendeva, vero - ma faceva la scintilla per. Non se lo pu scord, gli vuole bene al signorino Renato : com' bello, com' bello , fa sempre vero mamm che il signorino Renato bello? .
Enzo Da mangiare lo fate voi?
Gina Io? I signorini pranzano fuori. Ma voi da quanti giorni state qua?
Enzo Da ieri.
Gina Ahhh! Noo, in questa casa non si mangia.
Enzo Questo l'ho capito.
Gina Volete che scendo a comprarvi una cosa gi.
Enzo Noo. Tanto fra poco torneranno. che ieri non ho mangiato.
Gina E perch?
Enzo Non lo so neppure io. Dovevo andare a cena co' Eduardo, poi dovevo andare con Renato; a quello gli venuta la madre, a quell'altro le convulsioni, aveva i nervi per tutto un fatto che successo... (minimizzando) cos mi seccava di andare solo e ho saltato. (Prende una sigaretta da una scatola e l'accende).
Gina(lo rimprovera agitando una mano) Pure gli amici vostri! Siete fatti tutti cos! Non l'ho capito, pi ci stanno i soldi pi si saltano i pasti : anche i signorini Eduardo e Renato, come voi, ogni tanto: ci secchiamo, non vogliamo mangiare . A casa mia, per far saltare un pasto - che mi farebbe tanto comodo - dovrei crollare io e la Tessilcom. Sono solo io che lavoro, signor Enzo; mio marito, tre anni che sta in un letto; il pi grande andato dentro - non s' mai capito il perch, che ha fatto di male! Io sono la mamma, lo so se un bravo ragazzo, gliel'ho detto. Niente! - Noi mamme, siamo sempre poverelle, ricche e no. Anche la mamma vostra, coi soldi che vi manda...
Enzo(sorpreso) Quali soldi?
Gina(alludendo agli altri due) Perch la mamma vostra non vi manda i vaglia pure a voi? Anche lei si metterebbe in un brutto pensiero a sapere che voi non mangiate! E no?
Enzo(allusivo) Certo. Se lo sapesse, poveretta... (Squilla il campanello della porta. Gina abbandona straccio e piumino e s'avvia, ma prima di uscire si rivolta ancora una volta ad Enzo).
Gina Se uno non ha bisogno di lavorare per mangiare, dico io, che lavora a fa... Non l'ho capito. (Esce).
(Poco dopo si sentono due voci parlare concitatamente. Entra Leila seguita da Gina)
Gina Ma se vi dico che non c'!!!
(Leila si ferma, colpita da Enzo, che fuma placidamente sdraiato, semisvestito, in atteggiamento da bell'animale in riposo. Enzo si volta appena, senza dare alcun rilievo alla presenza di lei).
Leila Credevo che si facesse negare: cos strano quel ragazzo! (Rivolgendosi a Enzo) Allora veramente Renato non c'?
(Enzo la guarda ma non le risponde).
Gina Ma come ve lo devo ripetere?
Leila Lei non si alteri, stia al suo posto.
(Offesa Gina afferra piumino e straccio e d gli ultimi ritocchi alla stanza. Leila, secondo il suo temperamento, cerca pretesti per restare l, intrigata dalla presenza di Enzo. Sempre riferendosi a Renato)
Mattiniero il ragazzo!
(Dopo una pausa)
Allora, nessuno sa dirmi dov' quel Renato?
Gina Signor Enzo, diteglielo voi.
Enzo Dal Papa.
Leila andato a farsi benedire! Fa bene, bisognerebbe pensare, ogni tanto alla nostra anima.
(Gina le lancia un'occhiataccia).
Gina Signor Enzo, qua ho finito. Vado a rassettare le altre stanze, io.
(Enzo annuisce).
Leila(decisa) Lo aspetter.
(Gina esce. Leila fa un mezzo giro per la stanza poi va al grammofono vicino al letto e si mette a guardare i dischi sullo scaffale, imbarazzando Enzo che se la sente addosso, in testa)
Neppure un disco mio in questa casa.
Enzo(si decide e l'attacca direttamente) Ma lei chi ?
Leila Non mi conosci?
Enzo Mai vista.
Leila E sentita? Leila Mar.
Enzo(ci riflette sopra. Dopo un poco) Ah, una che canta, mi pare che l'ho intesa alla radio.
Leila Proprio...
Enzo(la considera per la prima volta come donna) Umh, la facevo pi brutta.
Leila Cos'? Un complimento?
Enzo Quelle della radio m'hanno sempre detto che cantano perch non si vedono, so' tutte brutte.
Leila Carina questa! Bello, comunque io non sono della radio, alla radio mi ci hai sentito in disco, perch quei fetenti, i dischi miei li trasmettono, e invece un contratto fisso - che m'interesserebbe per la pubblicit - non son riuscita ad averlo, mai.
Enzo Insomma, o dentro al disco o dentro alla radio (passa anche lui naturalmente al tu) io non t'avevo mai vista.
Leila Noi cantanti, viviamo per la voce. Il nostro aspetto fisico non ha importanza!
(Enzo la guarda indifferente)
Senti un po', tu chi sei, carino? (Enzo, ride, Leila ha un'espressione interrogativa e vezzosa).
Enzo Ma come parli!
Leila Non ti va? Che sei un rude tu?
Enzo A me, carino, non me l'aveva detto nessuno.
Leila Male, molto male. (Gira per la stanza guardando e toccando tutto) Che ci fai qui?
Enzo Sono ospite.
Leila Di Renato?
Enzo E di Eddy.
Leila Chi Eddy?
Enzo Eduardo. Renato e Eddy abitano insieme, non lo sai?
Leila Ho capito, quello che venuto stanotte a prenderselo...
Enzo Come?
Leila No, niente, realizzavo... ho capito ora... (Lo scruta) Che razza di ospitalit?
Enzo Come, che razza di ospitalit?
Leila Al giorno d'oggi, quando ti scontri con una congrega d'uomini non sai mai dove metti i piedi.
Enzo(serio) Parli proprio a vanvera, si vede che non sai niente. Ma lo conosci davvero Renato?
Leila L'ho conosciuto ieri sera.
Enzo Ah! Lo vedi? Informati, lo avresti saputo che se ne muore per una...
Leila Questo l'avevo capito.
Enzo Allora? Che sei venuta a cercare in questa casa? Amica mia, non c' niente da fare, levatelo dalla testa.
Leila E chi ce l'ha in testa? Sono venuta qui per... carit cristiana; visto che stava male. E poi, il destino! Per me tutto destino! (Fissa Enzo) Spesso il destino ti fa incontrare una persona solo per fartene conoscere un'altra. Ti pare?
Enzo(puttanescamente) S... e no.
(Leila si ferma e gli si sporge addosso).
Leila Perch s e no, me lo dici?
(Enzo le sguscia di sotto e si ferma in mezzo alla stanza stirando le braccia. Leila s' seduta sul letto, e lo ammira rapita).
Enzo E tu, lo sai io chi sono?
Leila Signor Enzo, ha detto la serva.
Enzo E poi?
Leila Poi basta. Che vuoi che m'importi? Un nome per chiamarti, il resto inutile.
Enzo Hai intenzione di chiamarmi?
Leila Se t'incontro per la strada, mettiamo...
Enzo(a mezza voce, leggero) Enzoo...
Leila(c. s.) Enzoo...
Enzo Ma, un nome che per aver il diritto di chiamarlo, bisogna...
Leila Meritarselo??
Enzo Quasi... Non sono mica uno qualsiasi.
Leila Me ne rendo conto.
Enzo Valgo molto.
Leila Beh, bisogna trovare l'amatore, diciamo.
Enzo(cambiando tono) Sono conosciuto in tutto il mondo io! Adesso ti faccio vedere... (Esce).
(Leila gira la manopola del grammofono: viene fuori il duetto del quarto atto del Trovatore . Sorpresa guarda la busta del microsolco lasciata l vicino. Enzo rientra con la valigia con la quale arrivato il giorno prima).
Leila Che cos', il Trovatore ?
Enzo Non lo so.
Leila E s, c' scritto qui!
Enzo Inutile che cerchi, tanto non riesci a trovare una canzonetta o un ballabile l dentro.
(Apre la valigia, tira fuori una camicia stirata e uno slip, quindi la rovescia: ne cadono una quantit di lettere e ritagli di giornali: piena solo di questo)
Guarda, guarda le ammiratrici...
(Leila spegne il grammofono).
Leila(tenera) Dovevo immaginarlo che facevi il cinema.
Enzo Non hai visto Il sole sull'asfalto?
Leila No. una cosa neorealista, se non mi sbaglio...
Enzo E che campi a f? Il protagonista, il benzinaro famoso, ero io.
Leila Ne ho sentito parlare di questo benzinaio, che non so che faceva...
Enzo ...che non so che faceva... ! L'hanno visto tutti; un capolavoro. A me, per questa parte, mi conoscono tutti; se vado all'estero mi fermano per la strada, m'hanno detto...
Leila Mica mi vorrai far venire i rimorsi. Le cose del neorealismo, non mi soddisfano, dico la verit. I guai veri non mi piacciono, mi piacciono quelli a colori, e possibilmente in cinemascope.
Enzo Sta' a sentire che critiche. (Prende alcuni ritagli) Questa inglese, tre mesi fa l'hanno dato; dove sta?, non questo... (Prende un altro ritaglio) Lo conosci l'inglese?
Leila No.
Enzo Neppure io. Qui dice... dov'?... Il signor Enzo Cicelli, great actor, leggi dice proprio cos, eh? (Si vede che non legge ma sa a memoria il pezzo in una approssimativa traduzione italiana)
Superando le intenzioni del regista diventata l'anima del film stesso; fra le creature della costellazione filmica chi potr dimenticare il... il... benzinaro insomma, del Sole sull'asfalto ? E le donne che mi scrivono! Vogliono fotografie e autografi... e chi ce li ha i soldi per farsi le foto? Oh, so' due anni che uscito, va ancora in giro, premi a Cannes, a Berlino, in Svizzera - mo' gli danno pure l'Oscar, m'hanno detto, al miglior film straniero - e io non faccio pi un film. Uno m'ha detto: Lei un attore preso dalla strada, lei non pi lei, il personaggio di quel film , Mbeh , guarda 'sta faccia di cretino, e che vuol dire? Dovrebbe diventare un altro, la gente se lo deve dimenticare, e poi... .
Leila(ha capito la verit della situazione pi di Enzo) Il cinema una brutta bestia. Non meglio tentare un altro mestiere?
Enzo Tu, dopo che hai avuto questa fortuna, molli? Noo. Tutto sta a resistere, secondo me. Leila(non convinta. Dopo una pausa) Io lo conosco un tale che produce dei film; ma niente capolavori, film di canzonette : ti ci posso accompagnare, vediamo un po'!
Enzo Per il momento qualunque cosa! Da casa mi scrivono figlio ingrato credono che ho i milioni - a Roma, il cinema - mi scrivono che me li spendo con le donne e loro non li aiuto. Hai capito?
(Squilla il telefono. Enzo si getta sul letto per prendere il ricevitore e risponde. Resta cos sdraiato accanto a Leila che seduta)
Pronto?... No, non c'... credo tra poco, uscito presto stamattina... dal Papa... s dal Papa!...
(Mentre parla fa dei gesti languidi a Leila come a fare la caricatura del suo interlocutore: Leila se lo mangia con gli occhi)
... Appena viene... ho capito... ho capito... Davison. Buongiorno. (Riaggancia il ricevitore) Colei che non si deve amare, la Davison, quella di Renato.
(Leila fa un gesto addirittura di disgusto. Gli si butta addosso).
Leila Ti fidi di me? (Enzo dondola la testa) S e no?... E fermala. (Lo prende per i capelli e gli tiene ferma la testa) Ti voglio aiutare. So che mi farai soffrire, so gi tutto, ma ti voglio aiutare...
(Eddy, sua madre e Renato sono entrati di ritorno dal Vaticano. Renato vestito di grigio scuro, Eddy e la madre, un'austera signora dal viso dolce con appena qualcosa di grigio nei capelli, in abito nero. I tre sostano sorpresi. Il tempo che Leila ed Enzo si accorgano della loro presenza. Imbarazzo generale).
Renato La possiamo affittare a ore, questa stanza!
Leila(alzandosi dal letto, si scaglia con violenza contro Renato) Cosa vuol dire quel cretino! Eduardo(a Leila) La prego, signorina... (Alla madre) Scusa, mamma, sono davvero confuso.
(La madre restata impietrita).
Leila A che cosa vuole alludere quel villano, mi dispiace che c' una signora, me l'avevano detto che era un villano!
Renato Che ci sta facendo in casa mia?
Eduardo(alla madre) Ti accompagno in albergo, mamma, vieni... (Fa per uscire e intanto dice a Enzo) Credevo che tu fossi pi discreto, Enzo!
(Enzo china il capo e ficca tutta la sua roba in valigia).
Renato(a Eduardo) Te l'avevo detto che non ce Io volevo in casa!
(Richiamata dal chiasso entra Gina).
Gina(a Eduardo) Io non la volevo far entrare signorino, stata lei, stata lei...
Eduardo(a Gina) Finalmente vi fate viva? Dopo tanti giorni. Troppo tardi.
Leila(a Enzo) E tu prendi la valigia, su. Andiamocene.
Eduardo(seguitando a Gina) Mi dispiace, mi sono gi rivolto all'agenzia, c' un limite al proprio comodo! Passate pi tardi per gli otto giorni.
Enzo(a Leila, ricordandosi di stare a torso nudo) Il giubbotto!
Leila Io scendo. Ti aspetto gi. A casa mia c' tutto il posto che vuoi.
(Enzo va nella sua stanza. Gina togliendosi il grembiule scompare in casa a testa bassa).
La Madre(intervenendo) Ma Eddy...
Eduardo Andiamo, mamma...
Leila(tagliandogli il passo per uscire) Prego, tolgo io il disturbo... (A Renato) Sono venuta a prendermi quello che mi nascondeva, signor Renato! Alle persone sensibili accadono cose molto strane. Signora, tante buone cose.
(Esce. Renato e Eddy si guardano).
Eduardo la tua di ieri sera? Non ci capisco niente.
Renato proprio vero che Dio li fa e poi li accoppia... (Alla madre) Ci scusi, signora, ma non potevamo immaginare.
La Madre (dolcissima, alludendo a Gina) Eddy, perch hai trattato cos quella povera donna?
Eduardo Non ti preoccupare, mamma... meglio che ti accompagni in albergo, non mi piace questa aria, non voglio che resti qui.
La Madre S, andiamo, andiamo, tesoro... Non vorrei, ecco, che per me, aveste fatto questo... Immaginavo sai, che in una casa di scapoli, accadessero di queste scene...
(Escono nel vestibolo. Riappare Enzo con indosso camicia e casacca, prende la valigia e si avvia. Rientra Renato che gli passa accanto come se non esistesse).
Enzo(fermandosi sotto l'uscio) Ha telefonato la Davison. Chiamala, sta a casa.
(Esce. Renato si butta sul telefono e forma il numero).
Renato Pronto? Amore! Pensavo che non mi avresti pi chiamato. S, vero, mi ci ha trascinato Eduardo... la madre venuta apposta da fuori. Dimmi Elena, allora? (Ascolta ansioso, il suo viso si rischiara sensibilmente) Bene, benissimo... Son pronto... Te ne stavi andando? Non mi aspettavi?... No, no, scusa, tra un quarto d'ora. Preciso. Volo. Ciao.
(Riaggancia. Il suo tono mutato: allegro, delizioso a vedersi. Danzando per la stanza tira fuori una camicia stiratissima, intanto si toglie la cravatta nera, la giacca e la camicia che ha indosso. Entra Gina pronta per andarsene).
Renato Amore mio! (L'abbraccia e canta) Conoscete la bella Gina, conoscete la bella Gina .
Gina C' la signorina Scorza.
Renato Chi?
Gina Scorza, Scorza.
Renato Ma chi ? Tea?
Gina S. Vi deve dire una cosa urgente.
Renato(divertito) Fino a ieri aveva la chiave di casa, oggi si fa annunciare col cognome! (Urlando verso la porta) Tea! Entra, entra!
Gina Arrivederci, signorino Renato.
Renato(parlando alla maniera di un recitativo liturgico) Non te la prendere, Gina, aggiustiamo tutto: ti riassumo io.
(Entra Tea, il suo aspetto fresco, pulito, velato da un'ombra di mestizia) Ti fai annunciare adesso? Sei impazzita?
(Le volta le spalle per infilarsi la camicia nei pantaloni).
Tea Ti devo parlare, Renato, una cosa importante.
Renato(di spalle continuando il canto liturgico) Sono a tua disposizione...
(Tea stupefatta dal tono cordiale di Renato).
Gina Passo domani per gli otto giorni. Non c' niente da fare. Il signorino Eduardo gi ha parlato con l'agenzia, non avete inteso?
Renato(voltandosi sicuro di quello che dice) Domani aggiustiamo tutto! (Fissa Tea e indicandole Gina riprende) Ci vuol lasciare la bella Gina, ci vuol lasciare la bella Gina ...
Gina Gli va di scherzare al signorino Renato... Arrivederci, signorina Tea.
Tea Ciao, Gina.
Gina(a Renato) Sai come le dispiace alla pupa, che non vengo pi da voi.
Renato Ha ragione!
Gina Ma io ve la porto a vedere, ogni tanto.
Renato(indifferente) Brava, brava.
(Gina esce. A Tea)
successa una scena! Siamo rientrati con la mamma di Eddy e abbiamo trovato Enzo che si rotolava con una donna; qui sul mio letto. Che figura, che figura. Cosa avr pensato la signora!
Tea Renato, mi stai a sentire?
Renato Sono tutto orecchie. Eduardo torna a momenti: terrorizzato andato a chiudere la madre in albergo.
Tea Non lo voglio vedere. Ti devo parlare prima che torni. Ho visto che non c'era la macchina gi e sono salita.
Renato Che c'? (Prende da una rastrelliera un paio di scarpe di camoscio e le calza al posto di quelle nere).
Tea Sono incinta.
Renato Beh?
Tea Ma ti rendi conto che fra me e Eddy tutto finito? E proprio ieri che ero venuta per parlargliene.
Renato Perch non gliene hai parlato?
Tea S, nel momento in cui mi stava mollando!
Renato(alludendo alla sua situazione) Quando una cosa finita, non mai finita. Una cosa finita, quando si vuole che sia veramente finita.
Tea Domani! Come faccio?! Pare studiato, fatto apposta, creder che lo voglia tenere a forza, o che io me ne serva per tenerlo.
Renato Ma che ragionamenti! A un certo momento constater con gli occhi che non si tratta di un giuoco.
Tea Gi. Io aspetto che cresca tutto qua, senza sapere come la prende...
Renato Come vuoi che la prenda? Prendimi piuttosto una cravatta l dentro. Scegli: con che cravatta vorresti vedermi arrivare a un appuntamento? (Tea va a scegliere la cravatta) Vorresti che gliene parlassi io?
Tea S. Dovresti spiegargli la mia situazione. Io non ci riuscirei mai. (Gli mostra la cravatta scelta).
Renato No. Non quella che ci vuole. (Ne prende una a righe, classica, e se la annoda).
Tea Far tutto quello che volete per togliere il fastidio, ma mi dovete aiutare, sono sola, e non so come regolarmi.
Renato(passandole una mano in testa) Sta' tranquilla. Devo scappare. Ho un appuntamento. Domani, domani, aggiustiamo tutto... (Elencando) Gli parler della Gina, di te e... (si accorge della gaffe) di te, della Gina... non ti preoccupare. Eddy un uomo, non un ragazzino.
Eduardo(dall'interno) Renato, ci sei?
Renato Sii.
Tea Non lo voglio vedere, non voglio che mi veda...
Renato Esci con me.
Tea No, no, no, no... (Fugge verso la veranda).
Renato Dove vai?
Tea. Quando va a colazione, esco.
Renato Va' nella camera della donna.
(Scompaiono attraverso la veranda. Eduardo entra seguito da una giovane vestita in maniera volgare, d'aspetto straordinariamente provocante).
Eduardo Dove sei, Renato?
Renato(dal di dentro) Eccomi. (Nell'entrare vede la giovane e si arresta sulla soglia. Eduardo assume subito un'aria divertita).
Eduardo La signorina viene da parte dell'Agenzia. Che ne dici?
Renato(vorrebbe rispondere a tono ma ha un attimo di esitazione) un lungo discorso. Ne parliamo stasera, devo scappare. (Sincero felice) Abbracciami: Elena mi vuole vedere, oggi vuole stare con me. (Si abbracciano) Ciao, ho fatto tardi, ciao. Eddy, come sono felice! Buongiorno, signorina. (A bassa voce) Sei sicuro di esserti rivolto a un'Agenzia?
(Esce. Eduardo lo segue con sguardo affettuoso. Una pausa).
Eduardo Oh, prego, si accomodi.
(La giovane, camminata e movimenti torpidi, si siede. Eduardo fortemente imbarazzato dal modo di guardarlo fisso che ha la ragazza, dal tono per nulla di domestica, dal suo mutismo: non ha capito ancora come si deve comportare)
Non vorrei che si fosse sbagliata.
La Cameriera No.
Eduardo il nostro indirizzo che le ha fornito l'Agenzia?
La Cameriera S.
(Prende dalla borsa la bolletta dell'Agenzia e gliela porge, Eduardo legge e annuisce).
Eduardo Noi cercavamo una... una (non osa dire cameriera) governante.
La Cameriera Una donna a mezzo servizio...
Eduardo(ridendo) S, appunto.
(Pausa - Silenzio)
Siamo io e il mio amico, soli.
(La cameriera annuisce. Con un moto di risoluzione)
Beve qualcosa? (Va al tavolo).
La Cameriera Se ha un succo di frutta...
Eduardo(con disappunto cortese) Ah, questo no! Mi dispiace.
La Cameriera Fa niente. Tanto non ho sete. (Pausa - Silenzio).
Eduardo Che facciamo?
La Cameriera Faccia lei.
(Pausa - Silenzio).
Eduardo(ha una seconda risoluzione) Balliamo?
La Cameriera Come vuole.
(Si alza e resta ferma. Eduardo guarda lei, guarda il grammofono poi va al grammofono e avvia il motore. Dopo un attimo parte il Trovatore dal punto dove era stato interrotto: M'avrai ma fredda, esanime spoglia ).
Eduardo Oh, scusi, il Trovatore .
La Cameriera Lasci pure, se per me non importa, sa.
( in piedi in attesa che lui l'abbracci per ballare. Eduardo la fissa e comprende che non deve fare altro. La prende tra le braccia e iniziano a ballare cercando di concordare i passi sul duetto finale del conte e Leonora. La cameriera gli si stringe con molta intenzione sicch Eduardo ballando la porta nella sua stanza. La scena resta vuota, solo il duetto che riempie delle sue note l'ambiente. Sul finale passa Tea in punta di piedi che se ne va: il suo viso ha perso quell'ombra di tristezza. preoccupata soltanto di non farsi vedere).
PARTE SECONDA
La scena costituita dagli elementi di alcuni ambienti che si susseguiranno nell'azione: una trattoria romana, un angolo di cabina al mare, una stanza in casa di Elena.
Il tavolo di una trattoria all'aperto. Il sole terso e caldo della primavera romana scintilla fra le foglie delle piante. Elena e Renato hanno terminato la loro colazione: il tavolo ingombro e disordinato. Fumano. Elena una donna bella, sportiva, elegante sino alla ricercatezza. Ha l'aria di chi sa il fatto suo. Renato, accanto a lei, sminuisce di peso, perde aggressivit. Ma tutto sommato, il tono dei due piuttosto festoso.
Elena(a Renato che stringe ben forte il piatto col conto) Ma no, no, ti ho invitato io...
Renato Che stupidaggine questa!
Elena Lascia fare a me.
Renato Ho detto di no!
Elena Non vuoi che ti mantenga, eh?
Renato Magari!
Elena Ti piacerebbe?
Renato Sarei tuo.
Elena Ti piacerebbe che ti comprassi? Io ti comprerei, ma...
Renato Quel famoso, ma ...
Elena(subito tergiversando) E poi sono pi vecchia di te.
Renato Ecco, hai trovata la ragione sufficiente... (Tira dalla tasca delle banconote e le mette sul piatto).
Elena Non hai un portafogli?
Renato No eh? Non regalarmene uno, li odio. Gonfiano le giacche, qui, in petto.
Elena(stuzzicandolo) Non ti si pu far nulla, nemmeno invitarti a pranzo! Non vuoi niente! Hai paura di impegnarti con me?
Renato Spudorata.
Elena Ah! A proposito di spudorati. (Apre la borsa e vi cerca delle fotografie che mostra a Renato).
Renato(vivamente sorpreso) Cos'? Chi te le ha date?
Elena(ride) C' scritto dietro: nome, cognome e indirizzo. Nessun mistero!
Renato(voltando le foto e riguardandole) Ormai il cinema d alla testa! Guarda un po' se uno si fa fotografare cos, senza esitazioni...
Elena Ho trovata la busta in portineria, uscendo; l'ho aperta tranquilla... M' venuto talmente da ridere, da sola, per strada, che la gente mi guardava: un'idiota.
Renato Il coraggio di mandare a una signora...
Elena Figurati! Questo sicuro che l'Agenzia Davidson, dal momento che le ha ricevute, s' messa in moto per lanciare il nuovo fusto.
Renato E tu, intanto, te lo porti appresso il fusto.
Elena Ma pensa! Un accidente per la strada, e mi trovano nella borsa le fotografie di un giovane nudo. (Ride).
Renato Bella cosa!
Elena(ricordandosi) Aspetta, c' anche un'altra delizia... (Fruga nella busta che conteneva le fotografie) Un biglietto di accompagnamento... Sta' a sentire: (tira fuori il biglietto e legge) ... reputo di essere un elemento particolarmente adatto per film di ambiente antico-romano e di carattere biblico . (Ridono).
Renato(facendo il gesto) Strappo?
Elena Di, di, queste vanno schedate e messe nel catalogo. Che credi? Se viene un regista per un film storico, lo sceglie sicuro; capirai! E il dieci per cento sul contratto, per me. (Prende le fotografie. Guardandole) Niente male, comunque, devo dire!
Renato(fulminandola) Elena!
Elena mio mestiere giudicare delle attitudini di un uomo o di una donna aspiranti divi.
Renato Che poi sul set non aprono bocca.
Elena Farli recitare compito dei registi, non mio.
Renato(improvvisamente a Elena che sta rimettendo le foto in borsa) Ti sono mancato?
Elena(concentrandosi, seria) S.
Renato Perch mi hai telefonato?
Elena Perch volevo stare con te. Lo sai che mi piace stare con te. Passerei un giorno dopo l'altro, uno dopo l'altro...
Renato Sei un mostro.
Elena Non credo. (Si appoggia allo schienale della sedia e si sposta leggermente perch i raggi le battono sul viso) Ah, la meraviglia! (Silenzio) Ma le sere sono ancora fredde, ci vuole sempre una pelliccia.
Renato Vuoi un altro caff?
Elena(fa con la mano segno di no) Voglio soltanto godermi questo sole, poi andiamo.
(Si distende meglio sulla sedia. Renato resta a guardarla come incantato, e prende a tamburellare con le dita sul tavolo. Incomincia a canticchiare qualcosa senza parole e piano piano viene fuori il motivo del Trovatore : Ma nell'alma dell'ingrato non parl del cielo il detto ).
Renato(alla fine) Che cos'?
Elena Ripeti un momento. (Renato ripete) Verdi, sicuro.
Renato(interrompendosi) S. Ma che cosa? (Accenna di nuovo un poco).
Elena Lo so, Dio che rabbia... no, non dir nulla, aspetta : il Rigoletto ?
Renato Noo. Ignorante!
Elena Verdi l'ho azzeccato subito, intanto.
Renato Ne abbiamo parlato poco fa. Ti voglio aiutare. Un microsolco che m'ha regalato Eduardo ultimamente.
Elena Il Trovatore .
Renato Gi! (Cantando con le parole) Ma nell'alma dell'ingrato - non parl del cielo il detto . Non sai niente.
Elena Troppo difficile. Poi non ho molto orecchio. E in che occasione Eddy te lo ha regalato?
Renato necessaria un'occasione tra amici per farsi un regalo?
Elena No, ma immagino...
Renato Per il mio compleanno.
Elena stato il tuo compleanno? Che maledetto, e io non ne so niente! (Sporgendosi sul tavolo gli fa una specie di carezza, che un po' uno schiaffo un po' un pugno).
Renato Come facevo a dirtelo? Eri cos occupata a non turbare la mia decisione!
Elena Scemo...
Renato E poi lo sai; da te non voglio niente, nessun regalo. O tutto o niente.
Elena Va bene. Ti regaler tutta la serie di opere registrate che ci sono al mondo.
Renato Scherza, scherza...
Elena La vostra per, dovete ammetterlo, una fissazione, siete malati, un cancro musicale. Quel grammofono non ce la far pi, un giorno esploder.
Renato Come me. Esploderemo insieme, e le schegge del mio cuore ti feriranno a morte.
Elena Morte eccentrica! (Ripensandoci) A te piacerebbe vedermi morire! S, perch non perdi un'occasione per - zac - buttare la cosa, l! Anche al telefono: sar felice solo quando sarai morta!
Renato(tranquillo) Certo. Non capisco il suicidio per amore; dopo qualche mese m'avresti dimenticato. Un anno, un altro anno e sarei un episodio. una punizione dubbia. Uccidere s: ti ucciderei.
Elena Mi uccideresti?
Renato Non ne ho il coraggio, che peccato! Ma se un medico, ecco, mi dicesse che entro un mese, metti, dovessi morire, allora ti ucciderei.
Elena Mi uccideresti?!
Renato S. Cosa potrebbe importarmi che tu continuassi a vivere? Per gli altri? Noo.
Elena Un amore generoso!
Renato Non mi credi?
Elena Quando ti vedr salire le scale d'un medico, dovr tremare, vuoi dire.
Renato Scherza tu, continua...
Elena(crogiolandosi al sole) Pensa invece che tra poco sar estate: voglio fare tanto mare, quest'anno.
Renato Che fai oggi?
Elena Il solito.
Renato Molto da lavorare?
Elena Pi o meno... Perch?
Renato Portami in qualche posto.
Elena Dove?
Renato Al mare.
Elena Al mare? Non mi tentare, devo sbrigare un sacco di cose, oggi...
Renato Eeeeh! Telefona, di' che non ci vai; sei la padrona... festa.
Elena Non significa che possa fare il mio comodo, Renato, anzi...
Renato Ci vai pi tardi... ci godiamo l'ultimo sole... Mmh?... Andiamo su, mi piace farmi condurre in macchina da te: (incalzando tenero) sbagli tutte le strade, non ne azzecchi una, sempre la direzione opposta a quella indicata dalle frecce...
Elena(sorride) Ma scusa, le piazzano tutte oblique...
Renato Sei tu che sei negata...
Elena No, non posso, davvero Renato, oggi...
Renato(scuro) Oggi, domani, e dopodomani! Ti faccio comodo solo quando pare a te: mi usi per riempire le tue pause.
Elena(con un sospiro) Che essere insopportabile... (Ci pensa e decide) Andiamo al mare! Va bene? Sei contento?
Renato Mm! In fondo lo fai perch ti piace startene al sole e non hai nessuna voglia di andare a lavorare.
Elena Ora ti d uno schiaffo.
(Si guardano. A Renato viene da ridere. Elena si sporge attraverso il tavolo e lo carezza con delle moine)
Dio!!! Non si resiste!!!
(Renato le prende la mano e gliela bacia nel palmo).
Renato(occhi negli occhi) Che donna incantevole dovevo conoscere nella mia vita!
(Elena sorride tenera. Renato con tutta spontaneit approfitta di questo momento di dolcezza per perorare la sua causa)
Elena, ma tu te la immagini una vita senza di me? Non vedermi pi, per esempio, mai pi; non sapere niente di me, dove sono andato a finire, che faccio! Non potresti sopportarlo, vero?
(Elena non risponde)
vero?
(Elena tace ancora)
Dillo che vero.
Elena vero, s. Ma non vuoi dire quello che tu...
Renato(seccato) E sta' zitta una volta. (Chiama) Cameriere! (A Elena) Perch metti sempre i puntini sugli i ? Ti odio.
Elena Non andiamo al mare? (Renato si mette a picchiare con le posate sui bicchieri. Alzandosi) Si sono dimenticati di noi. (Anche Renato si alza) Tanto il conto l, andiamo. (La luce incomincia a dissolvere, i due si avviano) Una volta che avevo fretta, me ne andai da un ristorante e lasciai i soldi cos come ora; non feci in tempo a uscire, che erano gi spariti. Non ho mai capito chi fu: un secondo! Dovetti ripagare. Tutti nella sala mangiavano, compiti, con le teste nei piatti, nessuno s'era accorto di niente. Deve essere stato...
Renato(interrompendola) Ti sono mancato?
Elena(sorpresa per la ripetizione della domanda) S.
Renato Non ci credo!
(Dissolvenza. Cambiamento di luce a vista. Un angolo di cabina al mare. Il rosso del tramonto e poi il crepuscolo. Lontani, di tanto in tanto, rumori di automobili in corsa. Quando Elena e Renato vi arrivano, ci accorgiamo subito che il loro umore cambiato)
Almeno mi concedessi lo sfogo di parlarne. Niente! Sfuggi, tergiversi o non rispondi. Ho certe cose sullo stomaco che ti vorrei... Lasciamo perdere, va'!
Elena Di', di', se qualcosa ti pesa, dillo.
Renato Tu mi ascolti quel tanto che ti basta per escogitare una scappatoia, e senza che io me ne accorga hai cambiato discorso.
Elena Ma se non tocchi altro argomento!
Renato(afferrandola per un braccio) E tu mi stai a sentire? Di che cosa vorresti che parlassi?
Elena(liberandosi, dura) un pomeriggio intero che stiamo insieme, non ti pare?
Renato Avresti dovuto richiamarmi subito ieri, quando ti ho sbattuto il telefono in faccia.
Elena Pu darsi! Ma con te, se lo vuoi sapere, non so mai quale atteggiamento prendere! Mi sembra sempre di sbagliare. Se faccio tanto, penso a chiss come verr interpretato. Ho paura d'ingannarti poi deluderti. Perch ti sei innamorato di me?
Renato una frase, questa, che mi fa impazzire dalla rabbia! Che senso ha? Puoi distruggere Paride e Elena, la guerra di Troia, l'Iliade e l'Odissea, con un'idiozia simile; e anche l'Eneide.
(A Elena viene da ridere)
Ridi?
Elena Mi fa ridere l'Eneide.
Renato(senza accorgersi del ridicolo) Perch?
Elena(scoraggiata) Cos, Renato!
(Dopo una pausa)
Renato, non roviniamo quei pochi momenti che ci capita di passare insieme.
(Elena si appoggia a una cabina. Pausa. Guardando il cielo)
Continuer il bel tempo, che gioia... guarda quant' rosso stasera.
Renato Sembri un barometro parlante! Non me frega niente del tramonto. Non mi piace! (Pausa) La bellezza della natura mi mette l'angoscia, mi fa morire di malinconia. Mi piace la citt, almeno...
Elena Sei stato tu a voler venire al mare.
Renato E ora mi piace la citt.
Elena(cercando di essere carina) Renato, su!... (Si ode lontano ma ben distinto il rumore di una motocicletta che passa).
Renato(aggressivo) Con chi hai parlato stamattina al telefono?
Elena Con chi mi ha risposto.
Renato E chi era?
Elena Che ne so. La vostra casa sempre piena di gente.
Renato Che vi siete detti?
Elena Ma se non so chi fosse! Che dovevamo dirci?
Renato Non lo conosci? Non ti ha detto chi era?
Elena No! Lo vedi? Lo vedi, Renato? Tu sei un pazzo. Io lo so: se potessi mi chiuderesti fra quattro mura per non farmi vedere e parlare con nessuno. Ti piacerebbe? Ti piacerebbe, eh?
Renato Almeno non riceveresti fotografie oscene! Sai perch te le mandano? Perch sanno che se lo possono permettere; perch hanno una bella opinione di te, nell'ambiente!
Elena Quello che pensa l'ambiente di me, non sar mai quello che penso io dell'ambiente! Ma io non ho mai fatto altro che quello che ho voluto; ricordatelo, Renato, e nessuno mi far fare una cosa che io non voglia! Ti ho detto di lasciarmi perdere, sono quella che sono, per non onesto che tu voglia farmi credere peggio. Lascia stare le faccende del lavoro, fotografie, opinioni e cretinate simili, sai benissimo che non c'entrano per niente!
Renato Molte cose nella tua vita non dovrebbero entrarci per niente.
Elena Chi potrebbe giudicarlo?
Renato Io, per esempio. Coraggio, su. Parlami un po' di tuo marito!
Elena Non tirare in ballo chi non c'entra, t'ho detto.
Renato Ma se sta sempre tra i piedi! Che ci fa lui, nello sfondo di tutte le tue libere storie di donna libera?
Elena Cosa vuoi dire?
Renato Sono io o lui che ti fa apparire peggio di quella che sei...
Elena Lascia stare David...
Renato Perch vi siete divisi? Riprendetevi la casa insieme; ma forse sarebbe pi imbarazzante combinare quello che combinate!
Elena Tu sei un pazzo, hai la mente inalata...
Renato(sgradevole) Coraggio su, dillo che ti procura le tue avventure.
Elena Renato!
Renato Allora che fate? Gli racconti come vanno le storie con me? Ti consiglia? Ti ricatta! Ti costringe, ecco...
Elena Non mi costringe!
Renato S questo...
Elena No!
Renato un porco che approfitta di te, che ti costringe...
Elena(esasperata) Non mi costringe... sono io! Perch l'unico uomo che avrei voluto amare nella mia vita!
(Renato ammutolisce)
Io ho sposato David che m'amava e credevo di innamorarmi di lui; gli volevo molto bene ma non ci sono riuscita. Ecco la mia disgrazia. Quando l'ho lasciato, e mi sono messa a lavorare - perch David che m'adorava s' visto rifiutare tutto quello che m'offriva, ancora oggi - ho distrutto tutta una cosa che lui aveva costruito su di me. Meravigliosa! stato un disastro. Le sue convinzioni sono andate a gambe all'aria. Ma non era possibile continuare. E non m'ha compresa quando me ne sono andata, e non mi comprende tutto sommato. Che cosa successo? Non stavamo bene insieme? . Nooo, mi sentivo in colpa, lo trovavo umiliante, per lui. Tre anni; ho provato con tutte le mie forze a far diventare sincero ci che non era. Per un'altra donna forse questo l'amore, per me no; come il fatto che nella mia vita ci siano altri uomini non ha nulla a che vedere con l'amore. Non ho mai amato nessuno, Renato, questo tutto. Eppure io so, pensa, che a vivere ho incominciato sotto lo sguardo tenero di David. Perci il ricordo della sua tenerezza, anche lontano, riempie le mie giornate con tanta costanza che alla fine - lo vuoi sapere? - provo la necessit fisica, di sentirmelo accanto. Ho ancora bisogno di lui. David non mi ha mai costretta... Purtroppo cos so vivere. Senza impegnarmi. Tu fai scenate, insulti; credi che ti tormenti solo tu. Che io, per esempio, abbia da combattere con me stessa per trovare una specie di sincerit, non lo sospetti neanche.
Renato(seguendo un suo pensiero) Sicch lui l'unico uomo che vorresti amare?
Elena Penso che sarebbe giusto. Questo non significa che non potrebbe piacermi - anche di pi forse - amare te: se avessimo il potere di deciderle noi queste cose.
(La luce incomincia a dissolvere)
S' fatto buio. Ho freddo.
(Elena si avvia seguita da Renato. Dissolvenza. notte. Si accende l'insegna luminosa a sinistra e dall'angolo di ribalta escono Elena e Renato. Decisa)
Ciao, Renato.
Renato No, Elena...
Elena Ciao, sii buono...
Renato No, non ti lascio andar via cos.
Elena Non ce l'ho con te, te lo giuro. Ho passato una magnifica giornata.
Renato Proprio ci credo.
Elena Magnifica con te.
Renato Fammi venire su. Cinque minuti. In macchina non hai detto una parola.
Elena Ero un po' stanca, sono un po' stanca.
Renato necessario Elena, per tranquillizzarmi. Cinque minuti ancora insieme.
Elena(stanca) Noo, Renato...
Renato Lo so, tu non mi vuoi pi vedere.
Elena Non vero. Non successo niente che gi non sapessimo, non ti pare?
Renato(con maggiore ansia) Va bene. Ma devo parlarti.
Elena(sconfortata) Ancora, Renato!
Renato Cinque minuti.
Elena peggio.
Renato Lo vedi che ce l'hai con me? Ho ragione io!
Elena Ti dico no, no... che lo so come vanno a finire queste cose.
Renato Che significa, come vanno a finire queste cose?
Elena Ma via, lo sai benissimo...
Renato Non possiamo salutarci cos. Io ti devo delle spiegazioni.
Elena Non mi devi nessuna spiegazione. Ti capisco perfettamente. Guarda, te lo giuro, ti assicuro, fra noi due, sono io che vorrei essere al tuo posto. Ciao.
(Gli tende la mano. Renato non la prende).
Renato Non me ne vado. Resto qui sotto tutta la sera, la notte, finch tu non scendi, finch non mi dirai che mi vuoi bene.
Elena Se non fosse cos, Renato, non ci troveremmo in questa situazione.
Renato Ma perch non fai qualcosa, perch non decidi, perch non vieni dalla mia parte?
Elena Ricominci?
(S'incamminano lentamente senza accorgersene).
Renato Hai ragione, hai ragione, cara, sono uno stupido, rovino tutto...
Elena(pi a se stessa che a lui) Non so che dire, io non so cosa non farei...
Renato(continuando) ... ma preferisco averti vicina e non aver niente, che lontana e nemica...
Elena(c. s.)Forse un giorno cambier, cambieremo, ci sar una soluzione, o bisogner avere il coraggio...
Renato(continuando) Il fatto che tu sei entrata nella mia vita, ma io nella tua...
Elena(c. s.)Il coraggio di sparire l'uno dalla vita dell'altro.
Renato(spaventato) No, amore, non farlo mai. Lascia che ti ami, e che io faccia e disfaccia questo groviglio. Sarebbe la peggiore soluzione! Sopportami, il sacrificio che ti chiedo. un guaio che tutti e due abbiamo passato.
Elena Mi sento cos colpevole...
Renato No!
Elena Allora, devo lasciarti perdere! Come ti salt in testa?
(Intanto prende dalla borsa la chiave di casa).
(La luce incomincia a dissolvere)
Era un bel po' che ci conoscevamo, oh, s, pi di un anno che ci si frequentava, e ti accorgesti improvvisamente che eri innamorato di me! Non l'ho mai capita bene! Ma non ti ero antipatica, mi dicesti una volta?
(I due escono dalla destra).
(Dissolvenza. Cambiamento di luci a vista. Un divano ampio e comodo, in casa di Elena. Un candelabro d'argento montato con lampadine. Un carrello pieno di bottiglie e bicchieri. Il dialogo fra Elena e Renato continua, ma agli spettatori forse potr sembrare, fino a un certo momento, la rievocazione del loro primo dialogo d'amore. Renato seduto, Elena gli risponde dallaltra statua).
Voce di Elena E quando te ne sei accorto?
Renato Non so spiegarlo. Prima, non ci ho mai pensato, quando invece l'ho scoperto, m' parso di essere stato innamorato di te da sempre.
Voce di Elena Io cado ancora dalle nuvole.
Renato Perch?
Voce di Elena Versati da bere, non far complimenti...
(Renato si versa qualcosa, accende una sigaretta. Pausa)
E l'antipatia? Dove l'hai messa?
Renato Una cosa vecchia...
Voce di Elena Ma c' stata!
Renato Te l'ho detto: un periodo... Senza una ragione.
Voce di Elena Mm!
Renato Come?
Voce di Elena Ho detto: Mm!
Renato Che scema. S, ragioni ce n'erano, ma banali.
Voce di Elena C' sempre qualcosa di vero.
Renato Innanzi tutto ci hanno presentati tre mila volte, e tu hai finto sempre di non conoscermi.
Voce di Elena Figurati!
Renato No, no, esatto. La signora Davidson, ti presentavano, e io dicevo: gi ci conosciamo; tu invece zitta, senza confermare col minimo gesto quello che asserivo io.
Voce di Elena Quante sottigliezze.
Renato Poi, un'aria frettolosa, non so dirti - ma tu capisci - da non destare simpatia.
Voce di Elena Pu darsi...
(Elena entra. Ha indosso una specie di camice da casa di fattura e colore molto ricercati. Ai piedi un paio di scarpe comode di pelliccia)
Elena Non riesco simpatica in genere. Le donne indipendenti che non si appoggiano a nessun uomo, non sono mai simpatiche; agli uomini soprattutto. (Si siede accanto a Renato e si versa da bere) Loro amano quelle che se ne stanno appollaiate sulla spalla, come le scimmie. Che si fanno portare a spasso da loro per il divertimento degli altri.
Renato E alle donne? Credi di essere simpatica?
Elena Quelle, poi, non ne parliamo. Non ho un'amica, solo uomini...
Renato Pure troppi.
Elena(guardandolo compiaciuta, in questo momento di distensione) E cos, improvvisamente, hai scoperto...
Renato ... che la mia era una difesa. la verit. Ti trovavo scostante per non trovarmi ai tuoi piedi. chiaro adesso?
Elena Chiarissimo. Sono tutte cose che uno s'inventa, dopo, per giustificare...
Renato Ma io sono felice di essere ai tuoi piedi.
Elena Lo credo. Due piedi come i miei! (Si sfila una pantofola e spinge il piede in alto).
Renato Con un paio di pantofole da rintontire! Bellissime. (Sospettoso) Chi te le ha regalate?
Elena Indiscreto. Cosa vuoi sapere?
Renato Te le hanno regalate, no?
Elena S.
Renato Che c' di male se mi dici chi te le ha regalate?
Elena Perch dovrei dirtelo?
Renato Potevi dirmi che le avevi comprate allora.
Elena Se me le hanno regalate, perch dovrei dire che le ho comprate?
Renato Ma per farmi stare in pace!
Elena Tu prova a starci ugualmente. Non c' nessuna ragione che ti agiti.
Renato Elena, se tu sapessi quanto ti amo!
(Improvvisamente l'afferra e la bacia, lei si lascia baciare).
Elena(a bassa voce) Mi fai tanta tenerezza... (Anche Renato abbassa il tono di voce).
Renato(tenendola abbracciata, sul divano, sempre pi stretti) Vogliamoci bene... non pensiamo a niente... n a me n a nessuno... usciamo da noi stessi.. E tu lasciati andare, come farai quest'estate, sul mare... io sono un piccolo mare, una onda sola... e tu ci stai sopra...
(Le passa una mano sugli occhi per farle abbassare le palpebre)
... Ti amo tanto, tanto, tanto... (La bacia ancora)... Amore senza amore, mio impossibile amore... provaci, non parlare, non sono da buttar via...
(La carezza con desiderio, le d baci. Elena non ha reazioni.
Poi come facendo un grande sforzo, si libera dalla stretta, si alza, mentre Renato resta ripiegato su se stesso sul divano, capendo che tutto gli sfuggito).
Elena(fredda) No, non possibile. Te l'ho detto che era peggio se venivi su. sba-glia-to. Siamo su una falsa strada, ci stiamo ingannando a vicenda. (Con un moto di esasperazione) Io non posso ripetere con te l'esperienza di David. Allora ci ho creduto, ma oggi, come faccio a crederci? (Di nuovo fredda) Renato, vattene. Decidi tu quello che si deve fare. Se mi vuoi vedere io ti vedo, me lo dirai. Se non dobbiamo vederci, meglio.
(Renato si solleva dal divano. chiuso e arido come una pietra).
Renato(ha un incredibile tono razionale) Hai ragione. finita, vero, finita; devo convincermi che finita.
Elena Sono pronta a fare tutto quello che vuoi, per aiutarti a uscirne. Basta che mi dici che cosa.
Renato S, hai ragione, me ne vado. Non ci pensiamo. Con calma si vedr.
Elena Sono sfinita, non ce la faccio.
Renato Vado via. Ciao.
Elena Fammi avere... fammi sapere, qualcosa di te. Anche se non ci vedremo.
Renato Eeeh! Ci vedremo! Sai quante volte tra amici. Passer.
Elena Passer. T'ho sempre pensato come uno dei miei pi cari...
Renato Lo so. Ciao. Dammi un bacio... per sapere che l'ultimo. Clinico.
(Le si accosta. Le appoggia le labbra sulle labbra, un attimo, e la sua testa scivola sul collo di Elena. Piange in silenzio. Elena resta muta, ferma)
Scusa. Non potr mai superare il rimpianto: quello che avrebbe potuto essere... Sapessi la calma che l'amore regala: non desiderare pi alcun incontro, nessuna donna. molto importante per un uomo. la pace, dentro, il lavoro, fuori: la vita.
Elena(commossa) Renato...
Renato Sta' tranquilla. Appena riuscir a ragionare, non t'amer pi.
Elena Che farai allora?
Renato Sar molto triste. (Pausa) E tu?
Elena Anch'io.
Renato Perch tutto questo, se cos?
Elena Non te lo so dire... Perch di uno si diventa amante e di un altro no. Magari di uno che non vale niente, del quale poco dopo ti annoi; e gli hai gi dato tutto.
Renato(con improvvisa cattiveria) Come Enzo, per esempio.
Elena Chi Enzo?
Renato Quell'attore preso dalla strada. Enzo Cicelli. Parli di lui? (Lei non risponde) Di lui?
Elena(spietata) Perch di lui soltanto? Potrei parlare di Gino, Alberto, di non so chi?... Un numero tra gli altri!
Renato Un numero, s, ma un numero parlante. Sai come ti chiama, sai come ti chiamano i numeri? Prima che te lo vengano a dire gli altri, te lo voglio dire io, io che ti amo!!! La motocicletta ! La signora Elena Davidson detta volgarmente la motocicletta !!! Non puoi sapere il dolore... (si tocca il punto del cuore) qui, qui... la vergogna, l'umiliazione... il dolore qui, qui, qui...
(Scappa via. Elena resta inebetita. Si ravvia i capelli pensandoci. Si versa da bere. La mano le trema perch la bottiglia tintinna contro il vetro del bicchiere. Si accendono le due rclames luminose ai lati della ribalta. Passa Renato di corsa, tenendo il fazzoletto sugli occhi per trattenere le lacrime. Arrivato all'angolo opposto si ferma contro il muro a piangere. Elena beve. Ha il viso rigato di lacrime).
PARTE TERZA
Salotto in casa di Leila. Pretenzioso e di cattivo gusto. Fotografie di Leila e di altri cantanti con dedica.
C' gente stasera da Leila. Una riunione tra amici. Ma il vero scopo di essa palesato dalla presenza di Fazio, il produttore cinematografico che dovr far lavorare Enzo. Con lui la sua amica, una simpatica cretina, che ha tutta l'aria di non essere affatto una cretina.
Su poltrone e a terra su cuscini, Leila, Fazio, l'amica, Eduardo, Trillini, Tea, Enzo sono seduti in circolo a fare un gioco di societ: quello della posta . Unico in piedi Mercurio che estrae da un vaso e distribuisce i bigliettini precedentemente scritti.
Mercurio(leggendo sul bigliettino) Sei... o nove? Uffa. S' detto che il sei e il nove devono essere sottolineati altrimenti non si sa a chi recapitare la posta! Questo a chi lo consegno ora, al sei o...
Leila Ma scusa, il nove non esiste; siamo in otto. (Prende a contare a voce alta).
Fazio(si unisce a lei indicando con la mano i presenti) Uno, due, tre, quattro, cinque, sei... Ma sono io il sei!
Tea Si meraviglia? Non ha ancora capito che il suo numero il sei? (Mercurio consegna il biglietto e distribuisce gli altri ad alta voce Tre, sette, uno, uno, sei, quattro... ecc.).
Fazio Non ci pensavo. Ho badato a indirizzare le mie domande ai numeri...
Leila e altri Ah, ah, ah... Zitto!
Leila Non li devi dire Fazio: te l'ho spiegato! Chi riceve non deve sapere chi gli ha fatto la domanda.
Fazio Che gusto c'!
Mercurio Vedr quando legger le domande!
Trillini Ci scateniamo tutti.
Eduardo L'anonimo ha un coraggio da leoni. Tutti eroi.
Fazio Ho capito. un gioco senza ricavato. A che serve allora?
Eduardo A insultarsi gli uni con gli altri.
Leila Non vero! Sta' tranquillo, Fazio, che il ricavato c'. Si indovina sempre chi ti ha rivolto una domanda.
(La signorina amica del produttore scoppia in una clamorosa risata leggendo un biglietto ricevuto).
Trillini proibito leggere e rispondere prima che sia terminata la consegna della posta.
Tea Chi l'ha detto?
Trillini la regola.
Tutti Eeeh!!!
(Si stanno muovendo tutti: chi si appoggia a un mobile, o si mette una rivista sulle ginocchia per scrivere meglio, chi scansa i bicchieri, lasciati a terra; commentano con esclamazioni e risate quello che leggono, e intanto rispondono).
Mercurio(consegnando a Fazio altri due biglietti) Sei, e sei. Finito. (Poggia il vaso in terra al centro).
Trillini Ah! Non mi ha scritto nessuno.
Mercurio Non interessi. Rassegnati.
Leila(a Trillini) Neppure io, consolati. Un solo biglietto, e che domanda travolgente!
Mercurio(a tutti) Mi raccomando, prima di rimetterli nel vaso (rivolto particolarmente a Fazio) scancellare bene il numero in modo che non si sappia da chi proviene la risposta.
Tea(trascinando Mercurio in disparte) Senti, spiegami una cosa.
Eduardo Non si pu, si deve rispondere personalmente.
Tea Ma sta' zitto, per una parola... poi un gioco, non una testimonianza in tribunale. (A Mercurio) Non ti far vedere da Eddy. (Fingendo di scrivere) Questo cretino del produttore non ha capito niente. Scrive le cose cos : Le piacerebbe, piccola, fare una parte nel mio film?. Come gli rispondo? Quando li leggeranno, si capir subito chi la piccola qua in mezzo.
Mercurio Che t'importa, un gioco!
Tea Gi, e Eduardo? tutta la sera che quello ammicca. Prima mi ha pure toccata.
Mercurio Ma tu che gli vuoi dire?
Trillini Voi due, che fate le risposte in societ?
Tea Che noia! Un momento! (A Mercurio) S che mi piacerebbe.
Mercurio Com' il biglietto? (Lo rilegge) Le piacerebbe, piccola, fare una parte nel mio film? . Fa' una cosa: cancella bene il resto, cos rimane Le piacerebbe? e tu ci metti S . Lui che l'ha scritto, capisce. Gli altri, niente.
Leila(gettando il fogliolino ripiegato nel vaso) Fatto.
(Anche Eduardo getta il suo e non sapendo cosa fare va in giro per la stanza a leggere le dediche delle fotografie. Trillini si annoia e gioca battendosi il lapis sul bordo delle suole).
Fazio Accidenti, qui mi chiedono addirittura scritture.
Mercurio(a voce piuttosto alta) Pi pulito di quello che chiede lui!
Tea(fulminandolo) Ma sei scemo!
(Leila si avvicina a Enzo che subito copre con una mano il fogliettino sul quale sta rispondendo).
Leila Non si pu? (Gli fa una mezza carezza sulla testa) Attento alla grammatica!
(Enzo le d una occhiataccia).
Trillini(impaziente) Avete finito? Su...
Enzo ed altri Un momento. Un attimo. Ecco.
Trillini Troppo per le lunghe, non diverte!
(Si alza, raccoglie il vaso da terra e passa in giro perch vi versino i biglietti).
Leila(chinandosi su Enzo) Ti piace quella? (Accenna alla signorina) Prima ti guardava, e tu sotto, sotto...
Enzo(provocatorio) Che cosa sotto, sotto?
Leila Mi sa che il film con Fazio tu non lo fai!
Enzo Davvero?
Leila Perch la guardavi?
Enzo bona.
Leila Ah s, bona? Sta attento che te la faccio diventare cattiva.
Enzo Non fare la cretina.
Trillini(porgendo il vaso a Enzo che ha ripiegato il biglietto) Chi che cretina?
Leila Io, chiaro! (Si allontana).
(Enzo depone il suo biglietto).
Trillini Hanno consegnato tutti?
(Coro generale di s ).
Mercurio Vieni a sedere, Eddy.
Tea Non fare la resistenza passiva.
Eduardo Siamo pronti?
Trillini Pronti. venuto il momento di rifarmi! Tutti seduti!
(Si seggono in circolo come prima e Trillini d inizio alla lettura, estraendo i biglietti dal vaso)
Attenzione, la voce della verit: domanda Lo sa che i suoi film fanno schifo? . Risposta: Invece lei, pure . Incominciamo bene.
(La lettura di ogni bigliettino diverte molto i presenti, tranne Eduardo che si immalinconisce sempre di pi. La signorina invece rider comunque a voce alta anche se ci sarebbe da piangere).
Fazio(a Leila) Cosa dovevo rispondere?
Trillini Silenzio che proseguo. Domanda: Come fece il primo passo della sua carriera artistica? Risposta: Inciampai e caddi .
Mercurio(ironico) Chi questa non s' capito!
Fazio Mica male.
Leila(guardando dalla parte della signorina) Onesta per lo meno!
Trillini Sbalorditevi! Tra noi c' una persona seria. Domanda : Che cosa ne pensi della questione di Suez?
(Mugolii ironici).
Mercurio(rivolto a Eddy) Spiritoso!
Trillini(calcando la voce per farli star zitti) Risposta: Perch non pensi alle questioni di Tuez? .
Eduardo(con un risolino singhiozzante) Dio, che tristezza!
Leila A una domanda cos cretina (a Eduardo) come se la sarebbe cavata?
(Trillini, Mercurio, Enzo, Fazio applaudono a Leila).
Trillini Risposta azzeccatissima. Eccone un altro: Le piacerebbe? - S . Come, come? Aspettate. Le piacerebbe? - S . Mah! Laconica, la cosa.
C' una cancellatura, per; si vede che prima ha scritto e poi si pentito.
Fazio Com' il biglietto?
Trillini Le piacerebbe? indi cancellatura, risposta S . Fatti loro.
Tea(per stornare un eventuale sospetto dalla sua persona) Questi si sono capiti!
(Fazio la guarda, poi ride).
Leila(seccata) Incominciamo coi misteri!
Eduardo Tanto si sa, un gioco inventato per questo.
Trillini(leggendo con lo sguardo) E dgli! Mi toccata la sorte del ruffiano: Va bene domani? - S. Domani alle tre .
(Commenti adeguati).
Leila(irritata, fissando Enzo, e poi la signorina) Sarei tanto curiosa di sapere questo appuntamento chi se l' dato! (Si solleva per sbirciare sul foglietto).
Trillini Ah, no. Non si pu controllare la calligrafia. (Strappa subito il biglietto gettandolo nel mucchio degli altri).
Mercurio Domani, alle tre, metto un piantone sotto ogni casa.
La Signorina Io ho un appuntamento alle tre. (Ride) Dalla sarta!
Eduardo La rapidit con cui combinano, mi sbalordisce.
Trillini Procediamo. Silenzio!
Leila Quando diventa personale, questa roba non mi diverte affatto!
Enzo A me mi diverte solo per questo.
(Leila lo fulmina).
Trillini Posso andare avanti? Oh! Lo fa per amore o per interesse? (Mugola qualcosa leggendo il seguito) E qui la risposta non lega, ve la leggo: vero che gallina vecchia fa buon brodo? .
Mercurio(tra il clamore) Accidenti non lega! Gioco pesante, vuoi dire!
Leila(perdendo il controllo, con violenza, alla signorina) E la gallina giovane che brodo fa?
La Signorina(indispettita) Meglio giovane che troppo vecchia.
(Tutti tacciono imbarazzati. Leila si alza offesa come se volesse sbottare).
Enzo(dispiaciuto) Leila...
Leila Che c'? Devo andare, no? (Guarda l'orologio) l'ora. Devo andare a vestirmi.
Fazio(si alza deciso. Alla signorina) questa la maniera, cretina? (Fa la mossa di mollarle un ceffone).
La Signorina Cos'ho detto? (Ride alzando le spalle).
Fazio(prendendola per il braccio) Andiamo, andiamo, mezzacalzetta!
Eduardo(per minimizzare) Via, stiamo giocando, si sa...
Fazio(continuando) Ignorante! Sai chi me li ha fatti fare i primi milioni col cinema? Non voi quattro straccione, ma la sua voce messa in bocca a quelle... come te. (Fa un versaccio muovendo le labbra a vuoto) La gente va a sentire lei che canta -nei paesetti, l dove si fanno veramente i soldi - di voialtre se ne frega!
Leila Sei un amico, Fazio.
Fazio(continuando) Tu o un'altra, lo stesso. Due cose (con le mani fa il gesto dei seni) si trovano sempre.
Tea stato un malinteso...
Fazio Quando ci vuole ci vuole.
La Signorina(sorridendo) Quel che sar sar.
Fazio Che significa?
La Signorina Niente. Quando ci vuole ci vuole, quel che sar sar.
(Nessuno comprende lo spirito della battuta e infatti una battuta senza senso).
Fazio Andiamo, andiamo!
(La spinge verso la porta. Fa un segno di saluto agli uomini e tende la mano a Tea, con intenzione)
Ma fra noi nessun malinteso.
Leila Ora non esagerare, Fazio...
(Escono tutti seguiti da Leila e da Enzo).
Mercurio(alludendo a Leila) Questa sfrenata, non sa stare al gioco...
Eduardo Tea (fa il gesto d'andarsene) via! che etichetta!
Tea(a Eduardo) Quanto sei fasullo! Almeno fossi divertente tu!
Eduardo Sono divertenti loro! Non capisco la simpatia che ora ti ha preso per Leila.
(Mercurio e Trillini ricacciano i bigliettini nel vaso e gli dnno fuoco con un cerino)
Che intendeva dirti, col nessun malinteso , quel gentiluomo?
Tea A suo modo, invece, un gentiluomo! Niente, un complimento, credo.
Eduardo Devo dirti una cosa.
(Mentre stanno per uscire rientrano Leila ed Enzo).
Leila Sono mortificata, la colpa mia.
Eduardo No. che tardi, anche per lei ora d'andare... (Strette di mano e saluti).
Leila Mi dispiace per quel Renato, che non sia venuto. Volevo fare la pace con lui.
Eduardo Davvero non ha potuto.
Leila Sar per un'altra volta. (A Trillini) Sto aspettando ancora il pezzo sul giornale!
Trillini Non me lo passano ancora...
Leila E quando? un mese che mi porti in giro...
(Trillini fa un viso costernato. Enzo borbotta dei cupi Arrivederci . A Mercurio)
Ciao, caro... (Gli ospiti escono accompagnati da Enzo. Leila rimasta sola mette a posto la roba)
A trentasei anni, sei gi una vecchia, per queste schifosette. Grazie, incominciano a dodici, loro...
(Rientra Enzo)
E io domani ti chiudo dentro a chiave!
Enzo Non l'ho scritto io, non sono io quello delle tre!
Leila Noo? E lo scambio di occhiate, gli sguardi d'intesa, che io ho visto, non mentire, ho visto?!
Enzo Ci hai le visioni, tu.
Leila S, Bernadette!
Enzo Te la rifai con me, non per l'appuntamento, ma perch t'ha chiamato vecchia!
Leila Sei un morto di fame.
(Gli sgancia uno schiaffo. Enzo esce a testa bassa. Leila rimane sola. La luce si spegne del tutto. Si accende l'insegna luminosa a destra. Eduardo sta accompagnando a casa Tea).
Tea Che mi dovevi dire?
Eduardo Una cosa bellissima.
(Eduardo sorride tenendola in sospeso. Tea non affatto divertita ma piuttosto preoccupata per quello che Eduardo sta per dire).
Tea Cio?
Eduardo(la incastra al muro, tra le sue braccia allargate, le palme contro la parete) Sposiamoci.
Tea(colpita) Ma tu sei pazzo!
Eduardo(meravigliato) Pazzo?
Tea(con un tono sbrigativo, incredibile: un'altra) Andiamo, andiamo, Eddy, non fare lo strampalato... Facciamo quello che si deve fare. Siamo troppo giovani per immalinconirci con le cose serie...
Eduardo Tu s, io non sono pi tanto giovane.
Tea Ma come ti salta in mente? Quando tutto deciso. Non mi devi neanche accompagnare. Tu non ne sai niente. Mi devi solo dare i soldi, quelli s, non ce li ho purtroppo, se no neppure te l'avrei detto...
Eduardo Tea, ma hai perso la testa! Come parli?
Tea Dico cose che non si sono, forse, dette e ridette in questo mese?
Eduardo L'importante, che non si dicano pi, che uno se ne accorga. E soprattutto che non si facciano! Un figlio, Tea, abbiamo un figlio noi.
Tea Lo chiami figlio? Una roba fatta per caso.
Eduardo(con un sentimento di umiliazione) Fatto per caso... Che brutta espressione... Non la ripetere Tea.
Tea Perch mi vuoi sposare? Avanti, di'.
Eduardo Perch giusto.
Tea E questo basta per inventare un matrimonio?
Eduardo Tu non ti rendi conto di che stiamo parlando, o io non capisco. Qui la situazione rovesciata, ti voglio sposare, Tea, e ti offendi?
Tea E non dovrei offendermi? Mi ami? Rispondi, mi ami? Lo vedi? L'hai detto tu stesso, fra noi due non si mai parlato d'amore...
Eduardo Ma adesso abbiamo un figlio: di pi. (Pausa) Ma tu scherzi. No, anzi hai diritto a una spiegazione, vero. Sei ancora offesa, bisogna che noi ci chiariamo...
Tea S, meglio, ma un altro giorno, stasera non ne ho voglia. (Cercando di controllarsi) Insomma, Eddy, qui si parla delle nostre vite, bisogna decidere con calma.
Eduardo(dopo una pausa) Hai ragione. (Prendendola sottobraccio) strano, come certe decisioni, d'importanza capitale, ti vengano in mente nei posti pi impensati. Stasera l, durante quel gioco ignobile, io li guardavo: volgari, senza eleganza, intriganti, senza rispetto l'uno per l'altro e tutti amici. Sempre amici siamo. Come vedi non mi escludo - non prendiamo mai posizione, diciamo parole grosse, creiamo delle situazioni che sembrano definitive, - s, io, tu, Renato... e poi ricominciamo, e tutto ritorna come prima, neppure scalfiti - io li guardavo, e a un dato momento, mi sono ritrovato a pensare che almeno una volta nella vita, una decisione bisogna saperla prendere. E distinguere. Scendi a compromessi con chi vuoi, col cinema, le sceneggiature...
Tea Non se n' saputo niente, poi?
Eduardo Mm? No, no; spariti tutti. Hai capito quello che dicevo? Bisogna distinguere: c' una decisione, nella vita, una, che devi saper prendere...
Tea(inadeguata al tono) S, appunto, si deve saper prendere.
Eduardo(scoraggiato, amaro) Essendo nell'ordine naturale delle cose, credevo che sarebbe stata per lo meno ovvia per te!
Tea Ma fa' il piacere! Non farmi venire i nervi. Ti atteggi a nobile cuore tu che con la prima serva che ti arriva in casa, fai...
Eduardo Cosa c'entra, cosa c'entra! Segui degli stimoli inconsulti, meschini, di vendetta... Tea Insomma ho anch'io le mie ragioni. Sono troppo giovane, per esempio, per sposarmi, e voglio anch'io avere una mia vita, una carriera, il cinematografo...
Eduardo(con un versaccio) Aahh! Quale avvenire!
Tea Tu ce l'hai col cinema, s, e ti fa rabbia che io...
Eduardo S, e mi fa rabbia che tu... Riusciresti a banalizzare anche la Bibbia...
Tea E allora, convincimi. Provati a convincermi! Trova una ragione per cui mi vuoi sposare!
Eduardo Perch voglio mio figlio. E basta! E me lo darai. Non credo che dalla mia tasca usciranno quei soldi, e non tentare altre strade. Mi conosci, so essere cattivo, se mi ci trascini... e poi che mi fai dire! Cattivo! Cattiva sei tu...
Tea Cattiva? Mi vuoi mollare mi molli, mi vuoi sposare mi sposi? Fai tutto da solo!
Eduardo In che maniera tratti una parte tanto delicata di noi stessi! Mi dispiace. Da quando ho saputo del bambino, ho scoperto che ti voglio bene, forse ti voglio bene per il bambino, non so, ma sono sincero, Tea, sincero.
(La luce dissolve. Si illumina fiocamente la stanza di soggiorno di Renato. Il suono malinconico di un microsolco di cool-jazz. La luce che finisce sul letto ci lascia intravedere Renato in camicia, scompostamente vestito, gettato sulle coperte come una cosa finita e abbandonata. Chinata su di lui, in sottoveste con un plaid addosso, sta la giovane cameriera che abbiamo conosciuta precedentemente con Eduardo).
La Cameriera Ehi! Sei morto? Che succede, perch non parli? E di' qualcosa. Ti senti male? lo chiamo gente se non ti muovi... Conto fino a tre : uno, due...
Renato(senza muovere) Ti odio...
La Cameriera Mi fai paura! Smettila.
Renato Sta' zitta.
La Cameriera Vuoi che me ne vada? Mica mi devi accompagnare, me ne vado sola.
Renato Vattene.
(La cameriera con un sospiro di sollievo va a prendere l'abito abbandonato su una poltrona)
No!
(La ragazza resta immobile. Si rivolta verso Renato che non s' mosso buttato l sul letto in maniera sconcertante).
La Cameriera Che devo fare?
Renato Sta' zitta!
La Cameriera Guarda che non ci vengo pi. Quando mi telefoni mi faccio negare.
Renato Ti pago, io.
La Cameriera Per quello che servo.
Renato Sta' zitta!
La Cameriera Ora mi metto a piangere.
Renato Io vorrei morire.
La Cameriera(con curiosit infantile, sedendogli accanto) Sempre per quella signora che m'hai detto? Non ti passa?
Renato No.
La Cameriera Ti ha preso male.
Renato(sollevandosi) Malissimo.
La Cameriera Io t'aiuterei: faccio quello che posso ma pi di quello che faccio non posso.
Renato Come te la immagini? Eh? Secondo te come credi che sia?
La Cameriera Non lo so.
Renato Non lo so ? Non hai fantasia? Te ne ho parlato tanto!
La Cameriera Una signora... Cos, (si butta il plaid intorno alle spalle) con una pelliccia...
Renato(ha un riso di tenerezza) Non una, due, tre pellicce. Ha molti soldi.
La Cameriera Beata lei.
Renato Ed molto infelice. Vorrebbe amarmi e non pu.
La Cameriera malata.
Renato Idiota. Io che perdo pure il tempo a parlare con te.
La Cameriera Una mia cugina non poteva fare l'amore col marito - gli voleva un sacco di bene - perch era malata! Lui la piant, poveraccia.
Renato(con rinnovato sconforto e abbattimento) molto difficile morire, lo sai?
La Cameriera Eh! Tu sei giovane!
Renato Gi abbastanza vecchio per farlo. Devo cogliere il momento. L'abilit tutta l, non lasciarsi sfuggire l'attimo. Da giorni e giorni sto in agguato: ci riuscir. Tu piangerai, quando sar morto?
La Cameriera Non mi far paura, smettila. Scrivile, di tornare.
Renato Dove le scrivo?
La Cameriera Dove sta.
Renato Elena Davidson, Mondo. Dice che partita per farsi dimenticare, Eduardo lo dice, io dico solo per affari, solo per i suoi affari, i suoi sporchi commerci. Se n' andata! Hai capito? Sar un mese. Se n' andata senza una parola! Per fare i fatti suoi se n' andata. A me neppure ci pensa! Sai, quante occasioni all'estero! E io e te a picchiarci la testa nel muro di queste quattro pareti!
(La ragazza si allontana impaurita)
Gi tu che c'entri! Hai ragione.
(Renato va al tavolo a versarsi da bere) Bevi.
La Cameriera No.
Renato Bevi che ti fa bene.
La Cameriera No, no. Lasciami andare... (Presa dall'atmosfera) Questa musica! Mi mette una malinconia!!!
Renato(secco) Spegni.
La Cameriera(andando a spegnere il grammofono) Che brutta musica avete in questa casa...
(Grammofono stop).
Renato(porgendole del whisky) Non farmi arrabbiare, bevi!
La Cameriera No, liquori no! Se c', un succo di frutta.
Renato(gridando) Non ce l'abbiamo! Te l'ho detto mille volte, non ce l'abbiamo, a noi non piacciono questi succhi di frutta! Devo anche ricordarmi di comprare un succo di frutta per quando vieni?!
La Cameriera E non t'arrabbiare; sei tu che mi vuoi far bere. (Risoluta) Io me ne voglio andare.
Renato No, tu resti qui.
(Le strappa di mano l'abito che la ragazza ha preso per indossare)
Credi di poter fare quello che vuoi? Quella si pu permettere ci che vuole. Vedi come m'ha ridotto? Non ha bisogno di niente e di nessuno. Non la puoi comprare! Tu no. Perch credi che ti sia venuto a pescare, perda il tempo con te? Perch sei una disgraziata. Per quei quattro soldi che ti do, sei pronta come un cane a prenderti una carezza o un calcio. Se questi occhi potessero vederti come vedo lei, ah!
(L'afferra la stringe a s le parla faccia sulla faccia. Spaventatissima la ragazza ha perso la voce per reagire). Non dico che sei da buttar via, ma di fronte a lei fai piet.
(La ragazza cerca di svincolarsi)
E io dovrei darmi a te? Mi fai ridere!
La Cameriera Lasciami!
Renato Forse tu hai un cuore sotto tutta questa carne...
La Cameriera Lasciami, lasciami!
Renato ... ma sepolto da strati orribili di grasso, chi pu ferire?
(Squilla il telefono).
La Cameriera Cattivo sei, cattivo... (Si libera e si mette a piangere).
Renato(alzando il cornetto per rispondere) Guardati, guardati!
(La ragazza ha un forte impeto di pianto. Al microfono)
Eeh? (Ascolta poi secco) No. Mmh? (Ascolta) Niente, niente! (Secco) No, Eddy, non puoi rientrare ancora!
(Riaggancia il ricevitore. Si avventa di nuovo sulla ragazza)
Credi di poterti sostituire a lei? Deficiente! la cosa pi bella che ho visto al mondo! E tu che sei? Una miseria. (Pausa) Piangi? Stupida. Non vero: peggio di te, una schifosa peggio di te... (Lirico) Crudele, crudele, non ha capito niente... La mia vita senza lei non ha pi senso! (Alla ragazza) Perdonami! Scusa. (Le si getta ai piedi) Scusami, tu non c'entri. Che cosa son diventato! Aiutami: forse il momento, aiutami...
(La ragazza fugge terrorizzata) ... Superare quell'attimo... (La raggiunge) ... Non aver paura, tu non c'entri. (La spinge verso la veranda) ... Prendo la bottiglia (infatti prende la bottiglia di whisky) bevo, mi affaccio al parapetto della terrazza - la bevo tutta a occhi chiusi - barcollo, certamente barcoller, tu m'aiuti, m'aiuti... un attimo... come si dice, una... se sto per esitare...
(La ragazza gli sfugge).
La Cameriera Sei pazzo, sei impazzito, o Dio...
(Renato cerca di riprenderla).
Renato Non devi aver paura... te lo chiedo per favore, ma forse non ce n' bisogno...
(L'agguanta di nuovo e la tiene per il collo)
Guarda...
(Si scola mezza bottiglia mentre con una mano continua a tenerla ben stretta per il collo)
Te lo metto per iscritto... tu non c'entri.
(La spinge verso il tavolo) ... Quattro parole...
(Cerca una penna. Si sporge a prenderla).
La Cameriera (gli d uno spintone che lo fa cadere sul tavolo, afferra l'abito dalla poltrona e senza infilarlo in preda a una sorta di pianto isterico scappa dalla porta gridando) O Dio, o Dio...
Renato Cretina... una povera stupida... Ma ce la far lo stesso.
(Un'altra sorsata. La luce incomincia a dissolvere)
Coraggio! Andiamo...
(Esce a tentoni con la bottiglia in mano sulla veranda e scompare).
(Dissolvenza. La camera s'abbuia. Poi attraverso le tapparelle della veranda prende a filtrare il sole che invade la stanza con luce segmentata. Entra Gina a mettere ordine e a fare il letto. Mentre sbriga le faccende macchinalmente canticchia Stride la vampa dal Trovatore . Ed ecco apparire Eduardo pronto per uscire).
Eduardo Gina! questa l'ora di venire a fare i servizi?
Gina Signorino, sono dovuta andare a prendere la pupa a scuola...
Eduardo Sempre la pupa. Ogni osservazione, c' la scusa della pupa, pronta.
Gina E mia sorella oggi non ci poteva andare, l'hanno sfrattata. Abita nelle case abusive a Monte Mario, e 'ste carogne le stanno demolendo: la povera gente dove deve and?
Eduardo Avanti cos non possibile.
Gina Lo dico pure io.
Eduardo Sto parlando della nostra casa, Gina! Mi dispiace, ma lei troppo... ha troppi pensieri. E qui ci vuole una donna che s'occupi di tutto. C' il signorino Renato che parte, deve ancora fare la valigia, mangiare un boccone, correre alla stazione...
Gina Me lo poteva dire il signorino, ieri, che partiva...
Eduardo Ieri non lo sapevamo. Per fare il bagno abbiamo dovuto aspettare ore: stamattina il boiler nessuno l'ha acceso, lei non venuta, e quindi...
(Entra Renato con una grossa valigia nella quale poggiato un mucchio di camicie non stirate. Ha la mano destra fasciata. Il suo viso scavato e pallido. Anche lui pronto per uscire)
...La roba non stirata, guardi l quante camicie...
Gina Subito, subito, le stiro, che ci metto.
Eduardo S, adesso.
Renato(parla stancamente e lento) Non fa niente... Me le preparano a casa.
Gina Cos la mamma vostra chiss che sciagurata dir che sono!
Eduardo Gina mia, non sar mica colpa nostra se la sua reputazione ne soffrir. (A Renato che s' messo a fare la valigia) Ti aiuto.
Renato(articola la mano fasciata per mostrare che funziona) Non ce n' bisogno.
(Prende della roba dai cassetti e raccoglie cose sparse qua e l, mentre Eduardo cerca di piegare le camicie).
Gina E che vi devo dire, signorino. Cercatevene un'altra. Ma avete visto che prostitudine va in giro...
Eduardo La prostitudine , adesso!
Gina Voi me l'avete raccontato, a voi v' capitato: quella si piazzava qua dentro, e un giorno manco i mobili trovavate pi. Eh Gina, Gina! meglio che uno se la tiene cara 'a Gina!
(Renato prendendo della roba da uno scaffale s' trovato in mano la busta con le fotografie di Elena).
Renato(porgendole a Eddy) Non le voglio. Tienile tu.
(Eduardo le prende, guarda di che si tratta, fissa Renato che china il capo stilla valigia).
Eduardo(a Gina che ha terminato di fare il letto)
Vada a fare la mia stanza. (Le d la busta) Per favore nel tiretto del com. Dobbiamo andare...
Gina(a Renato) Buon viaggio, signorino. Quando tornate?
Renato(dandole la mano) Questo proprio non lo so.
Gina Tornate presto che vi porto a rivedere la pupa. cresciuta!
(Renato abbozza un sorriso, la Gina esce, Eduardo sbuffa).
Renato(osservando la valigia) Basta cos, se mi occorre altra roba me la manderai.
(Eduardo gli prende il viso tra le mani).
Eduardo meglio. meglio. Curati. Hai una faccia! Star tranquilli e non pensare a niente. Mi mancherai molto, lo sai? Ma voglio sapere che guarisci.
Renato Mah!
Eduardo Se parti maldisposto, inutile. Tua madre, all'idea di averti di nuovo tutto per s, ti colmer di amore, sarai coccolato come...
Renato Non ho voglia di vederla.
Eduardo(apprensivo) Perch?
Renato Non lo so, incontrarla mi d fastidio... proprio perch mi star addosso con le sue tenerezze.
Eduardo(sfiduciato) Renato, e beh?
Renato No, parto, parto: qui non ci posso pi stare.
Eduardo Io ti capisco, sapessi come ti capisco, non la soluzione migliore andare a casa nello stato in cui tu sei. Ma dove vai, fuori, solo? Qui non puoi restare... stanotte m'hai fatto paura.
Renato Dovevo farti ridere! Svenuto per terra, la bottiglia rotta in mano...
Eduardo Disprezzati pure! Avanti...
Renato Certo : caduto dentro, anzich fuori! Che pagliacciata da quattro soldi...
Eduardo Stupido, non questo il punto: che in dati momenti bisogna sapere qual la decisione giusta da prendere. Io, ho preso la mia : sposer Tea.
Renato La sposi?
Eduardo Un figlio non si butta via: e lui pu essere la soluzione del mio caso.
Renato E cos sposi Tea, senz'amore.
Eduardo Con affetto e con un figlio mio: qualcosa di costruito. Credimi, per me, la decisione giusta come per te giusto sradicare tutto. Non ne vale la pena.
Renato Ti sbagli, vale sempre la pena.
Eduardo Secondo te.
Renato Nel presente caso (prende a chiudere la valigia) la mia opinione che conta. (Si sforza per chiudere) Sto malissimo...
Eduardo(premuroso come a volerlo sorreggere) Forse meglio che tu parta pi in l...
Renato No, no... mi sento come distrutto dentro... andiamo...
(Eduardo riesce a chiudere la valigia)
Ah, il Trovatore ... (Prende il disco) Me lo porto. Prima che d'altri vivere - io volli tua morir .
Eduardo Eh?
Renato Come capisco Leonora...
(Eduardo prende la valigia. Nell'uscire dalla stanza Renato si ferma e d un'occhiata in giro)
Se torno, non voglio pi mettere piede qua dentro. In questa stanza ho amato e sofferto come un cane.
(Escono. Le luci si abbassano. Dissolvenza. Dalle persiane incomincia a filtrare il rosso di un tramonto di fuoco che da alla stanza un tono cupo e sinistro. Dalla strada sale il canto di una giovane mendicante che si accompagna con la fisarmonica. Eduardo ritorna con Tea. gi di corda. Ha comprato dei libri che poggia sul tavolo. Tea si siede in silenzio).
Eduardo(va meccanicamente alla veranda) Uh! Ogni pomeriggio questa cantilena. Ma che vuole? (Pausa) Ho comprato quei libri, non so neppure perch. (Apre i vetri e rientra nella stanza.) Mi sento una malinconia addosso! (A Tea) Dove sei stata? Ti ho cercata. (Svolge il pacco che contiene i libri) Quando ho visto scomparire il treno, m' parso di sentire la sua voce che gridava qualcosa... Ma forse non era lui.
(Cerca di leggere a caso nelle pagine di un libro, ma troppo buio per vederci) Accendi, stai al buio?
Tea Preferisco.
Eduardo(lascia andare i libri) Le giornate si sono allungate.
(Toglie la giacca poi la riprende subito per cercarvi le sigarette. Ne offre a Tea che fa un cenno di diniego, ne accende una)
Ti dico che ho avuto paura ieri sera. Un miracolo!... Meglio che sia tornato a casa, una responsabilit, oltretutto... Come s' ridotto quel ragazzo!
Tea Non lo capisco.
Eduardo Possiamo non capirlo nessuno, ma cos.
(La mendicante smette di cantare. Al suo indirizzo)
Ah! Ciao, bella, ciao!
(Pausa).
Tea S' saputo lei dove sta?
Eduardo Boh! Dicono sempre che deve ritornare...
(Le si avvicina tenero. Tea a disagio, lo scansa)
Tho cercata... Avevo bisogno di... mi sentivo abbandonato anch'io: che hai fatto?
(Tea non risponde)
Ti secca che ti ho trascinata qui?
(Tea imbarazzata dal tono affettuoso di Eduardo: questo proprio non ci vorrebbe).
Tea No, volevo andarmi a cambiare, ripulirmi, da oggi pomeriggio...
Eduardo Vatti a fare un bagno! Aspetta...
(Prende dalla tasca della giacca le chiavi di casa e le butta in grembo a Tea)
Sono quelle di Renato. Tienile tu.
Tea(prendendole) No, Eddy.
Eduardo Via!
Tea(innervosita) Ma noo.
(Eduardo le fa una carezza sul ventre. Colpita inaspettatamente Tea gli toglie la mano)
Sta' fermo!
Eduardo Esagerata! Vieni a stare qui, anzi. Hai tutte le comodit; l in quel buco... Che t'importa se viviamo insieme fin da ora.
Tea(seccamente) Eduardo io non ti sposo.
Eduardo(dolce e sfottente) Che testolina bizzarra: stasera scrivo a mia madre.
Tea No, Eduardo, te l'ho detto. Una volta che ci siamo, meglio chiarire. (Si alza e gli si mette ferma innanzi) Ho firmato.
Eduardo(severo) Cos'hai firmato?
Tea Il film con Enzo. Quello di Fazio.
Eduardo Hai firmato! E quando?
Tea Oggi.
Eduardo E come successo questo?
Tea Ha intenzione di lanciare una nuova coppia dello schermo. Fazio cercava un volto nuovo. Ha scelto me.
Eduardo E vorresti farmi credere, come se io non fossi dell'ambiente, che in un giorno hai combinato un film...
Tea(dura) Abbiamo combinato oggi, alle tre. (Scandendo) Alle tre.
Eduardo(non capisce) Perch alle tre?
Tea Ti sei dimenticato? Ieri sera da Leila: la posta. Quel biglietto ce lo siamo scambiati Fazio ed io.
Eduardo Sei stata tu?
Tea S.
Eduardo Per un filmaccio di canzonette...
Tea Si comincia cos.
Eduardo E alle tre hai firmato? (Silenzio).
Tea(tranquilla) come se lo avessi fatto.
Eduardo Che vuoi dire?
Tea Esattamente quello che hai capito, e non ti azzardare a darmi degli attributi. Mi hai insultato un giorno per non averlo gi fatto.
Eduardo Tu sei una criminale, o una incosciente, meschina, vendicativa... Arrivi a comprendere che fra te e me successo qualcosa di nuovo? Abbiamo un figlio, Tea, i nostri rapporti sono mutati, devono mutare, siamo legati, siamo marito e moglie, lo dobbiamo essere, dobbiamo uscire da questo spappolamento, al quale, tutti, noi per primi, stiamo contribuendo.
Tea(calma e cosciente di quello che dice) Io non sto contribuendo a niente, devo ancora incominciare.
Eduardo Incominciava a fare la...
Tea(interrompendolo) T'ho pregato di non insultarmi. facile cambiare d'opinione secondo il proprio comodo. Ma qui ti volevo! Non mi dispiace affatto aver seguito i tuoi consigli: li trovo utilissimi.
Eduardo(con odio) Tu non sei una incosciente, sei una criminale.
Tea Una che si vuole liberare di te, come tu volevi liberarti di me un mese fa.
Eduardo Va bene; volevo liberarmi di te, vero. Ma oggi con tutta coscienza ti ho offerto il matrimonio.
Tea Troppo tardi. Ho trovato la mia strada. Voglio arrivare, Eddy, voglio arrivare. Di te, e degli altri non me ne importa niente.
Eduardo D'accordo allora. Non ci amiamo, non ci sposiamo! Per mio figlio vivr. Tu me lo fai: non c' film che tenga. E se osi... ti mando in galera. Giuro. Ne farai un altro di film! Per forza: tra poco, ti verr una pancia cos!
Tea(freddissima) Non mi verr niente.
Eduardo Ti mando in galera.
Tea Non ce n' bisogno. Il bambino non ce l'ho. Non c'. Lo vuoi sapere? Non esiste. un'invenzione. Sei sempre stato un ragazzo serio del quale ci si poteva fidare.
(Lungo silenzio. Eduardo distrutto).
Eduardo Perch l'hai fatto?
Tea Per tenerti.
Eduardo E il resto?...
Tea Tutta una finta: non l'avresti mai saputo.
Eduardo Non arrivo a capire. E in che speravi, nel rimorso?
Tea Non esattamente. In una specie di legame di colpa che t'avrebbe impedito di abbandonarmi fin quando non avrebbe fatto comodo a me, questa volta. La situazione precipitata, per mezzo di Enzo e Leila ho conosciuto Fazio... E poi non avevo previsto che ti saresti affezionato alla cosa.
Eduardo Che idee lucide. Puoi andare, Tea.
Tea S, caro...
(Posa le chiavi sul tavolo e fa per uscire)
Sarebbe stato troppo facile trovarti padrone di una cosa che non hai mai voluto.
Eduardo Aspetta! (Si alza di scatto e accende tutte le luci cos che la stanza si illumina in pieno) Ti voglio guardare bene. Voglio ricordarmi che essere mostruoso tu sei. Sapessi che concetto banale avevo di te.
(Sotto quello sguardo fisso, Tea esce, senza replicare. Eduardo va al tavolo, si mette a sfogliare i libri che ha acquistato poi si sofferma a scorrere una pagina, ma si vede che non capisce una sillaba di quanto legge. Entra Gina senza che egli se ne avveda).
Gina(lo chiama) Signorino!
Eduardo Ah! Che fa qui?
Gina Ho stirato tutto. Una pila di roba.
Eduardo Brava. (Riprende a sfogliare i libri).
Gina Signorino!
Eduardo Che c'?
Gina Mi servirebbe un anticipo sul mensile... Mille lire mi bastano...
(Eduardo prende la giacca cava fuori il portafogli e le d alcuni biglietti da mille)
Solo mille lire, signorino, se no alla fine del mese non mi trovo niente...
(Eduardo fa un gesto come a dire tira a campare ).
Eduardo Si cerchi un altro posto, Gina. Me ne andr anch'io, non so quando, cambier mestiere...
(La pianta e se ne va nella sua stanza strascicando la giacca. Le luci si sano affievolite. Dissolvenza. Luce piena di mezzogiorno. Sotto una delle rclames al neon, i tavolini di un piccolo bar. C' una musica nell'aria che viene da qualche parte ad arricchire la bella mattinata estiva. Dal bar, mangiando un toast, esce Enzo, in maniche di camicia, allegro, spavaldo, abbronzatissimo. Poggia su un tavolo l'accappatoio colorato e un costume da bagno che ha con s. Aspetta qualcuno, perch guarda l'orologio, poi guarda in giro. Infine si siede allungando le gambe su un'altra sedia. Sopraggiunge Trillini, anch'egli in abiti estivi, ma bianco come la cera).
Trillini U.
Enzo(festoso) Ciao.
Trillini Che fai?
Enzo Aspetto Tea.
Trillini Dove andate?
Enzo A fare il bagno. Siediti. (Trillini siede) Vieni con noi, cadavere.
Trillini Mi fa male il mare.
Enzo Macch, tutta salute, vieni, che fai schifo.
Trillini Io resto rosso non divento mai nero.
Enzo(picchiandosi su un braccio) Che tinta eh? Abbiamo girato sempre in esterni.
Trillini Avete finito il film!
Enzo Ieri.
Trillini E quanto durato?
Enzo Un mese, e che ci vuole! Vuoi un toast?
Trillini No. Bel mestiere, beati voi.
Enzo E gli obblighi dove li metti? Lo sai che ogni giorno dobbiamo continuare a restare appiccicati io e Tea, i fidanzati dello schermo?... Ce l'ha messo in contratto, hai capito?
Trillini U, fammi ordinare qualche pezzo a pagamento... se questo ha intenzione di buttare soldi per il lancio, che mi guadagno una cosetta pure io...
Enzo Lo devi dire a Tea. Ha fatto entr anche Mercurio.
Trillini Che sbruffone! Dice che l'hanno pregato, per una particina.
Enzo S, come i Re Magi a Ges Bambino! Sapessi che ha dovuto f Tea per farlo prendere!
(Arrivano di corsa Tea e Mercurio, lei scollatissima, lui in pullover, anch'essi con una bella abbronzatura da sfoggiare, carichi di borse e spugne colorate. Si salutano clamorosamente, si abbracciano, si stringono, si baciano. Tea si butta a sedere).
Mercurio Andiamo, su, che si fa tardi. (Alludendo a Tea) Mi ha fatto aspettare tre ore.
Tea(strappa di bocca a Enzo un pezzo del toast)
Non ho neppure fatto colazione.
Mercurio Mangiamo allo stabilimento.
Trillini Io non ho una lira.
Enzo(si alza) Sei invitato. (A Tea) Gli devi f guadagn un po' di soldi...
Tea Un momento. Dobbiamo aspettare Fazio: ha telefonato, ci raggiunge qua con la macchina. Ci porta lui.
Mercurio(interrompendo con faccia di circostanza, a Enzo e Trillini) Ah, lo sapete di Renato?
Tea(facendosi seria) Poveraccio.
Trillini e Enzo Che successo?
Mercurio Eh! (Fa con due dita il gesto che allude alla morte) Eddy andato su. Me l'ha detto la Gina...
Enzo Ma come stato?
Mercurio Non si sa. Ho telefonato per caso...
Trillini(ripensandoci) O disgraziato!
Tea(precisando) Stava gi male.
Enzo S, ma chi... chi pensava a... a...
Trillini Ma di che cosa era ammalato si sa?
Mercurio Non s' mai saputo bene...
Trillini Chi se l'aspettava.
Enzo Quanto mi dispiace. Anche se non ci avevo una gran simpatia, per cos giovane...
Tea Che pena! (Si fa un momento di silenzio. Nessuno sa che cosa dire: chi borbotta qualcosa, chi scuote la testa) Sar stata anche la storia con quella...
Enzo Ma va! Uno se la prende per la Davison? mai possibile? La conosco bene quella!
Trillini L c'entra di mezzo il cervello che non funziona, altro che!
Enzo Doveva essere malato in corpo.
(Ecco Fazio vestito di bianco con l'amica anch'essa molto scollata, brunita dal sole).
Fazio Scusatemi, scusatemi, ma all'ultimo momento... (Saluta dando la mano ai due) I nostri innamorati! (Sghignazza) La storia incomincia a prendere piede!... Chiesetta del mio paese , sar servito pi a voi che a me!
Mercurio(a Fazio) Ma lo sa di Renato?
Fazio Chi Renato?
Mercurio Quel nostro amico... Come? Quella sera da Leila...
Tea Non c'era Renato, quella sera con noi.
Mercurio(deluso) Ah, gi.
Fazio Beh, che successo?
Mercurio Poveretto, ...
Tea Che glielo dici, via, se non lo conosce che vuoi che gliene possa importare! Mi dispiace, per il povero Renato, ma se Fazio non sa chi sia!
Fazio(gioviale) Andiamo, andiamo, ragazzi, niente malinconie...
(Si avviano rumorosamente. Enzo e Trillini restano qualche passo indietro. Continuando)
Qui, bisogna farsi vedere da per tutto...
Trillini(a Enzo accennando all'amica di Fazio) Per quella di prima non l'ha mica mollata!
Enzo Quella se la porta per paravento, e grazie!... se noi dobbiamo fare i fidanzati! Senti se non divertente: (si accompagna coi gesti delle mani) lui con Tea, e io con la cretina! (Continua a parlargli all'orecchio).
(Escono mentre la luce si affievolisce. Dissolvenza. La stanza di soggiorno di Renato invasa dalla luce calda del mattino d'estate. Spalancate le porte e finestre, l'arredamento quasi del tutto sbaraccato. Scaffali vuoti, il tavolo completamente sgombero, il letto portato via. Squallido, isolato alla farete rimane il grammofono, e in mezzo alla camera le poltrone, il tavolino col telefono e alcune casse piene di libri e dischi. Altre file di libri giacciono sul pavimento. Seduta su una poltrona, quasi di spalle, Leila, la borsetta aperta sulle ginocchio, si asciuga gli occhi col fazzoletto. Eduardo sta completando una cassa colmandola coi libri che prende da terra. Entrano due facchini, Eduardo indica una delle casse gi pronte, i due la sollevano a quattro mani ed escono).
Leila(ancora con voce di pianto) Lo dicevo io che quel ragazzo aveva qualcosa... appena lo vidi... La prima impressione. Ora capisco: aveva la faccia di chi non avrebbe campato a lungo... Ci sono dei predestinati... - vero sa - come nei film; quando ti presentano il personaggio pi giovane, allegrone, fiducioso, bello, capisci subito che quello sar il primo a morire nella battaglia... il primo. Ma i medici, i medici non hanno potuto niente? Un organismo giovane...
Eduardo Che potevano fare i medici contro un organismo che si rifiutava?
Leila(con un sospiro) Purtroppo. Ci voleva qualcuno che se ne occupasse con l'anima. Io non l'ho pi visto da quella volta, non abbiamo neanche fatto la pace dopo quella litigata. Se me ne fossi occupata, chiss. Riesco: m' capitato spesso... Porto fortuna io a chi sta con me, e a me invece... Il nostro incontro servito a mettermi sulla strada di Enzo: ecco la malasorte.
Eduardo(gentile) Non va con Enzo?
Leila C' troppa cattiveria in giro, caro amico. uno stupido ragazzo. E poi il cinema, il cinema, il cinema! una parola che riempie la bocca, il cuore e...
Eduardo Tutto va male.
(Pausa).
Leila Quel Renato! Non l'ho quasi conosciuto! Ho conosciuto Tea, ho conosciuto lei, che credo sia una cara persona, ma lui, lui... Nessuno di noi ha fatto niente per quel Renato.
Eduardo Nessuno di noi poteva aiutarlo.
(In silenzio, lentamente, entra Elena, vestita d'estate, bruna di sole. Si guarda intorno. Eduardo solleva il capo dalla cassa, la fissa; Leila resta incerta senza comprendere di chi si tratti. Infine, intuendolo, ficca il fazzoletto nella borsa, la chiude facendo scattare la serratura e si alza).
Leila Mi scusi. una notizia che mi ha davvero scossa.
Eduardo stata molto cara a venire. (L'accompagna alla porta).
Leila Quando ritorna a Roma?
Eduardo Quest'inverno.
Leila Si faccia vivo.
Eduardo Ci conti.
(Leila esce. Eduardo ritorna sui suoi passi verso Elena. Stanno in silenzio).
Elena Lei stato su? (Eduardo annuisce) L'ha visto? (Eduardo annuisce) Com'era?
Eduardo Morto.
Elena Non l'ha visto prima? Non gli ha parlato?
Eduardo Sua madre l'ha isolato; non ha fatto avvicinare nessuno. Come un rancore verso tutti i suoi amici...
Elena Solo! Nemmeno lei?!
Eduardo Gli ultimi due giorni aveva perso la conoscenza.
Elena Forse non ha capito, allora...
Eduardo Che cosa non ha capito, signora? La notte prima di lasciare Roma, ha cercato di morire, lo sa lei? S'era ubriacato per trovare il coraggio.
(Ritornano i due facchini. Eduardo gli indica la cassa che ha terminato di riempire)
Questa.
(I due la sollevano ed escono voltandosi a guardare Elena)
Diciamo che Renato non ha voluto vivere. Oggi i medici si affannano a dare nomi tecnici a malattie che hanno un'unica e antica origine... Ci sono tanti modi di morire, signora.
Elena Non l'amavo, gli ho voluto, gli voglio - oggi pi che mai, e per sempre - molto bene. Io sono partita, me ne sono andata per aiutarlo; credevo che le cose si mettessero per il meglio.
Eduardo L'onest con gli esseri innamorati, un'inutile crudelt. Bisogna mentire.
Elena Avrei dovuto mentire a Renato?
Eduardo S, signora. Non si pu assistere alla distruzione che una persona, giorno per giorno, fa di se stessa, e non soccorrerla. Mi creda, sono il tipo meno adatto a dirle questo, io sono pi dalla parte sua. S, ho intuito che abbiamo molti punti in comune: incapaci d'amare, terrorizzati dall'amore. E non riusciamo a concepire che per loro che ci amano le cose volgono al peggio; cos poco impegnativo aver fiducia nel lieto fine! S, doveva mentire!
Elena Quello che dice assurdo.
Eduardo Non pi assurdo di quello che lei ha fatto.
Elena Ma io gli volevo bene, lo stimavo infinitamente. Il suo amore era vero. Come ricambiarlo? Con un sorso d'acqua e fargli credere che fosse amore?
Eduardo Renato non desiderava n il suo bene n la sua stima, voleva soltanto essere ingannato.
Elena Crede che l'avrei salvato?
Eduardo S. Ma non vede che cos' quello che diciamo amore? Un impasto di errori, intuizioni, ignoranza... Accomodamenti! Il vero amore lo si raggiunge per disperazione, in solitudine. Povero Renato! Pu gloriarsi di avergli dato la possibilit di attingere a questa vetta!
Elena Io non mi glorio di nulla, so soltanto che l'idea che Renato non ci sia pi mi fa impazzire.
Eduardo Allora ho ragione io. Lei crede al destino, alla fortuna? Io no. Come ci costruiamo con le nostre mani il lavoro, gli interessi, una personalit, perch non dovremmo costruirci un sentimento? Se c' un materiale magnifico, a disposizione, non lo si butta via. prezioso. Ci manca l'educazione del cuore, signora. Dovrebbero mandarci a scuola da bambini, a educarci i sentimenti.
Elena troppo tardi, ormai, per imparare.
Eduardo Accontentiamoci di capire.
Elena Non riesco a interessarmi a quello che avrei dovuto fare o che potr fare; so soltanto che sono molto infelice e continuer ad esserlo. Ero venuta a chiederle calma e pace.
Eduardo Mi dispiace. Questo tutto. Aspetti, devo darle qualcosa.
(Eduardo va nella sua stanza. Rientrano i facchini e non potendo prendere l'altra cassa perch non completata, rimuovono il grammofono, l'ultima presenza fisica di Renato, e se lo portano via. Sulla loro uscita rientra Eduardo con la busta delle fotografie).
Elena(a Eduardo) Come vorrei risentire dal mio telefono, quel grammofono strepitare...
Eduardo(dandole la busta) Me le consegn Renato prima di partire.
(Nell'andar via Elena apre la busta e guarda la prima foto che le viene sotto occhio).
Elena Non sapevo che si potesse mettere tanto amore in una fotografia.
(Escono. Resta un gran vuoto e un gran silenzio).
Copyright Giuseppe Patroni-Griffi 1958.
Questa commedia stata rappresenta la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia, il 25 giugno 1958, dalla Compagnia Giorgio De Lullo-Rossella Falk-Annamaria Guarnieri-Romolo Valli, con la regia di Giorgio De Lullo, in occasione del XVII Festival Internazionale del Teatro di Prosa. Le parti sono state cos distribuite: Renato (Giorgio De Lullo); Edoardo, detto Eddy (Romolo Valli); Enzo (Umberto Orsini); Teodora, detta Tea (Annamaria Guarnieri); Leila Mar (Elsa Albani); Ippolito Mercurio, detto Mercurio (Gino Pernice); Trillini (Ferruccio De Ceresa); Il Barman (Corrado Nardi); Gina (Italia Marchesini); Una Cameriera in cerca di lavoro (Niky De Fernex); La madre di Edoardo (Gabriella Gabrielli); Elena Davidson (Rossella Falk); Fazio (Mario Maranzana); La Signorina (Cristina Grado).
Scene di Pier Luigi Pizzi; la canzone D'amore si muore del Maestro Lelio Luttazzi.


