Miles Gloriosus

Scena I: Sparacartucce e Pappalardo

Tito Maccio Plauto

IL SOLDATO SPACCONE
dal Miles Gloriosus

Traduzione e adattamento di Francesco Bernasconi

Sparacartucce, soldato

Pappalardo, parassita

Trappolone, schiavo

Voltafrittate, vecchio

Scarpegrosse, schiavo

Clarabella, ragazza

Frangicuore, giovanotto

Apetta, cortigiana

Cavalletta, cameriera

Nichelino, paggio

Una piazza di Efeso; le case di Sparacartucce e di Voltafrittate

***

Il soldato rapisce e porta a Efeso

La giovane ateniese Clarabella. Lo

Schiavo del ragazzo di lei, che era lontano, va

Oltremare ad avvertirlo, ma

Lo catturano i pirati, che lo

Danno proprio a quel soldato.

A questo punto, fatto un buco

Tra due case, fa venire il giovane e

Orchestra i suoi incontri con la bella.

Sorpresi da uno schiavo, lo ingannano;

Poi convincono il soldato

A liberarsi di Clarabella

Con la scusa che la moglie del vicino ha una

Cotta per lui: quello ci casca, e

Oltretutto la copre di regali. Contento della

Nuova conquista, il soldato ormai giocato,

E come giusto finisce bastonato.


Scena I: Sparacartucce e Pappalardo

Sp: E che il mio scudo splenda pi del sole

di mezzogiorno: quello che ci vuole,

se meno le mani, per accecare

tutti i nemici; e voglio consolare

questa mia spada: da un po si rattrista,

(P. sorprende alle spalleV., che si spaventa)

 
ch non c niente da squartare in vista.

Ma Pappalardo?

P.: qui; dietro a un guerriero

possente, e forte, e grande: un eroe vero.

Se disvelassi tutta la tua arte

faresti vergognare pure Marte!

Sp: Ah, s, ricordo: al Monte Cetriolo

lo salvai da Nettuno e dal figliolo,

quel Rompicollo Grancarnaio

P: Quello

con larmatura doro. E tu, bel bello,

li hai sbaragliati tutti, e ancora un poco

con una mano sola.

Sp: stato un gioco!

P: un gioco, s, rispetto alle altra imprese

che non hai fatto. Ma va a quel paese!

Se mi trovate un altro pi spaccone

di lui mi faccio frate. Ma attenzione.

Voi lo sapete tutti che chi scrocca

riempie le orecchie per riempir la bocca:

e a casa sua si mangia da re.

Sp: Ma dove sei?

P: E quella volta che

nel pugno un elefante hai stritolato?

Sp: Sovrappensiero

P: Lavresti spaccato

in due, se ti impegnavi! E questo il meno. (Estrae un libretto)

Io, grazie a questo affare, pranzo e ceno.

Sp: Che coshai l?

P: Guarda: questo il men

degli uomini che hai fatto fuori tu;

qui c un elenco lunghissimo di boria

Sp: che ha pagato il tributo alla mia gloria.

P: Per antipasto trentasei pirati,

quattro briganti e cinque moschettieri:

quelli che in un sol colpo hai fracassati

per ingannare il tempo laltroieri.

Dieci legioni in salsa di legnate,

tre divisioni ad uso di spiedini;

e poi queste pietanze prelibate

non le fai stare certo senza vini.

Sp: Come sarebbe a dire?

P: Le ragazze

di tutto il mondo per te vanno pazze.

Se giro pagina, c unaltra lista,

per ricordarmi di ogni tua conquista.

Sp: Quelle brutte, quelle belle,

le servette, le regine,

quelle grasse, quelle snelle,

un trionfo senza fine.

P: Centodieci in Tessaglia

e ventinove in Gallia,

in Fenicia novantuna,

anche in Africa qualcuna;

ma ad Atene

Sp, P: Ma ad Atene son gi milletr.

Sp: Milletr?

P: Milletr.

Ancora ieri, facevo un giretto,

e mi fermano in sei

Sp: E ti hanno detto?

P: Achille, vero? no,

rispondo, suo fratello.

Per questo cos bello,

resister non si pu.

come gli sta bene quella frangia!

Portami a letto, e poi il mio cuore mangia!

Sp: Ma che sfortuna ho

ad esser tanto bello!

P: Le donne, che fardello!

un peso, s, lo so:

voglion vederti, parlarti, seguirti;

e cos io non riesco pi a servirti.

Sp: Ah, gi, a proposito: andiamo a pagare

i mercenari che devo arruolare

per re Seleuco; anche se mi si sfoglia

il libro degli assegni, ho proprio voglia

di aiutarlo.

P: Far quel che mi chiedi.

Sp: Soldati, forza, andiamo, avanti, in piedi!

Scena II: Trappolone

T: Se avrete la pazienza di ascoltare,

della commedia che adesso vedrete

ora la storia prover a spiegare;

peggio per voi se invece non vorrete.

Miles Gloriosus si chiama in Latino,

per noi sar il soldato spaccone,

Sparacartucce, insomma: il mio padrone.

A dirla tutta proprio un gran cretino,

un tipo senza testa e senza palle,

cagamiracoli, bugiardo, tronfio,

spergiuro, traditore, scemo e gonfio,

e dice anche, tanto per gradire,

che lui, le donne, sa farle impazzire:

come si fa a non ridergli alle spalle?

Ma come son finito al suo servizio?

Stavo ad Atene, prima, e lavoravo

da un giovanotto buono come il pane,

innamorato di una sua sciacquetta,

che pure lei ci stava. Ma il Comune

me lo spedisce allestero in missione.

Intanto capita ad Atene questo

bel tomo del soldato, che ci prova

con lamichetta del padrone, e insomma

la butta su una nave e se la porta

qui a Efeso. Come lo so, mi imbarco

e corro dal padrone. In mezzo al mare

mi beccano i pirati, e questo coso

mi compra. A casa sua trovo la tipa:

vuole tornare a Atene dal ragazzo.

Gli ho scritto di nascosto, ed arrivato.

Lo ospita un vecchietto in questa casa,

e col suo aiuto inventer qualcosa

perch si incontrino. Ho fatto un buco

fra le due case, e per ingannare

il mio collega che di guardia, di una

ragazza io ne far due. Ma ecco

che quella vecchia volpe sta arrivando:

decideremo il cosa, il come e il quando.

Scena III: Voltafrittate e Trappolone

V: Trappolone!

T: Buond, Voltafrittate!

V: Siamo nei guai.

T: Che successo? Beate

le orecchie che ti ascoltano!

V: Dal tetto

un nostro schiavo ha visto insieme a letto

lospite e Clarabella. Ma sei matto,

gli grido, Ma che fai?. Rincorro il gatto,

risponde.

T: Clarabella ancora qui?

V: S.

T: Fila subito da lei, e di

che si faccia vedere dagli schiavi.

V: E poi?

T: Che si dia un po da fare e scavi

nella miniera degli imbrogli: in fondo

sar ben perfida, malvagia e falsa,

se una donna, non vero?

V: Falsa

come tutte le altre.

T: Il mio collega

non sapr pi di averla vista.

V: Spiega

anche a me i tuoi disegni.

T: Abbi pazienza.

V: Che macchina di inganni,

che nido di malanni,

che trama agli altrui danni:

guardate come fa.

Col piede a terra scalpita,

si batte il petto e suscita

astuzie, frodi e trappole:

chiss quel che sar.

T: Ecco! Dir che qui da Clarabella

c in visita, da Atene, sua sorella

gemella, e che col fidanzato stanno

a casa tua. E quando poi diranno

di averla vista con un uomo

V: Allora

dir che stata lei.

T: Esatto! Ora

tu va da lei, che impari la lezione,

cos potremo passare allazione.

Scena IV: Trappolone e Scarpegrosse

T: Ma viene gente.

Sc: Hei, chi c?

T: Buongiorno

Scarpegrosse! Ma che faccia! Che hai?

Sembri sconvolto.

Sc: Ma come, non sai?

T: Beh?

Sc: Rincorrevo il gatto sopra al tetto:

guardo gi e vedo Clarabella a letto

con uno sconosciuto.

T: Sei sicuro?

Sc: Lho visto coi miei occhi, te lo giuro!

T: Ma non pu essere, no, non ci credo.

Sc: Eppure son sicuro o non ci vedo?

T: Non so. Ma meglio tenerlo nascosto.

Se sbagli, una calunnia e perdi il posto

Sc: Se vero colpa mia e finisco arrosto!

Eppure va a vedere: ancora dentro!

T: Vado. (Esce)

Sc: Sono rovinato, e non centro

nulla. Ma cosa peggio di una donna?

Fa un uragano muovendo la gonna!

Prendete per esempio la mia bella,

che tanto cara, ma che si scervella

per tormentarmi e non darmi mai pace:

proprio questo che alle donne piace.

La prima volta ieri lho sgridata:

lei comera venuta se ne andata;

e adesso, eccomi qui: un po frastornato;

triste, solo, perduto e abbandonato.

(T. rientra)

 
Ma io impedir che quella sgualdrina

trascini il buon soldato alla rovina!

T: Oh, Scarpegrosse, ohim, il Cielo ti ostile!

Non qui Clarabella.

Sc: Ahi! La bile

mi si riversa. Eppure non mi fido:

mi apposter e non la far scappare.

T: (Ormai ho vinto). E se la vedi uscire

da casa sua, cosa potresti dire? (Non visto, va alla porta e schiocca le dita)

Sc: Che sono pronto a farmi bastonare.

Voglio vederti a farla comparire!

Scena V: detti e Clarabella

T: Hei, Scarpegrosse: guarda un po chi c.

Sc: O Santo Cielo! Questa questa

la donna del padrone!

T: Certo! Presto,

a farti bastonare!

Cl: Allora questo

lamico che ha accusato uninnocente

di essere stata qui e ancora niente

e di esser stata a letto con un uomo

che non il mio ragazzo? Che bel tomo!

Sc: Da dove spunta questa?

T: Dalla porta

di casa sua. Ne avrai un sacco e una sporta.

Sc: Ma io lho vista qui.

Cl: Oh! Si avverato

quello che questa notte ho sognato!

Sc: Che cosa?

Cl: Che cera qui mia sorella

in visita da Atene mia gemella,

sapete , accompagnata dal moroso.

Ma (sempre in sogno) un servo puntiglioso

li aveva visti insieme, e mi accusava

di tradimento; e invece si trattava

proprio di lei.

T: Devi dirlo al soldato.

Cl: Senzaltro, lo far.

T: E tu hai rischiato

di metterci nei guai bene che vada,

mi sa che finirai in mezzo alla strada,

e sappi che, se fossi io il tuo padrone,

avresti qualche altra punizione,

razza di idiota!

Sc: Cosa ho visto allora?

Eppure no, non sono cieco ancora.

Ah, Trappolone, aiutami, ti prego,

o altrimenti nei miei dubbi annego!

T: Basta! Non senti che arriva qualcuno?

Scena VI: gli stessi; Clarabella nei panni di Giustina

Cl: Gloria nei Cieli al Signore Nettuno (Cl. esce dallaltra porta)

che mi ha scampata dal naufragio!

Sc: Ma

questa Clarabella! Dove va?

Hei, tu! Parlo con te!

T: Parli da solo:

sembra che non ti ascolti.

Sc: Che fai in casa

dei vicini?

Cl: Ma che vuoi? Questa casa

mia.

Sc: Clarabella!

Cl: Ma perch mi chiami

cos?

Sc: E perch no?

Cl: Perch io sono

Giustina! Clarabella mia sorella,

io sono qui a trovarla.

T: La gemella

Cl : Sono ospitata qui col mio ragazzo.

Sc: Ma tu ci prendi in giro.

Cl: Che! Sei pazzo?

Sc: Adesso torni a casa, con le buone

o le cattive!

Cl: Io qui sono ospite!

Io sto ad Atene! Io non so che farmene

di questa casa e delle vostre storie!

(Pantomima: Sc. afferra Cl., che si divincola e si libera, alla fine, baciando su una guancia Sc., che resta inebetito, e rientrando da dovera uscita)

 
Sc: Io non ti lascio andare,

se tu non entri l.

Cl : Mi voglio liberare :

quel che vorrai sar.

Sc: Ecco, ti lascio.

Cl: Grazie,

cos posso scappare!

T: Che lealt

femminile! Scarpegrosse, una spada:

farmi prendere in giro non mi aggrada!

Correr dentro, e se con lei vedr

un uomo, chiunque sia, lo affetter.

Sc: Vado e torno. (Esce, poco dopo rientra, sconvolto)

T: Vi sfido:

trovatemi qualcuno

di una donna pi infido.

Per me, non c nessuno

pi bravo ad ingannare,

tradire, illudere e poi infinocchiare!

Sc: Non serve pi la spada, Trappolone:

Clarabella era a casa che dormiva.

T: Da quel che dici, adesso la questione

ingarbugliata, e se il padrone arriva

Sc: Ma perch?

T: Hai maltrattato uninnocente

che non centrava. Se sei intelligente,

stattene zitto; intanto io andr via:

che non si dica che sia colpa mia.

Scena VII: Voltafrittate, Scarpegrosse

Sc: Ma se ne proprio andato!

Da come se ne frega

dei fatti del padrone,

neanche suo schiavo sembra.

Ma ho il fuoco nelle membra!

Spier con attenzione:

io il mio lavoro (nessuno lo nega)

non lho mai trascurato!

V: Scarpegrosse, razza di disgraziato!

Davanti alla mia porta hai maltrattato

una mia ospite!

Sc: Ma

V: Ma che il Cielo

mi maledica se non ti rivelo

quanto fa male il mio bastone. Hai spiato

in casa mia dal tetto e hai accusato

la povera Giustina! Che hai da dire?

Sc: Perdonami, Voltafrittate: c

stato un equivoco. Giustina

proprio uguale a Clarabella. Non so

pi neanche cosa ho visto e cosa no.

(Mentre sc. entra , V. si precipita allaltra porta)

 
V: Va a controllare! Clarabella, presto,

di corsa a casa mia, e quando questo

qui esce corri subito di l.

Speriamo nella sua rapidit!

Se sa correre come sa incantare,

di certo non mi devo preoccupare;

ma se la verit venisse a galla,

con quel soldato mi sa che si balla

Per di lei mi fido: quel tesoro

far di certo un ottimo lavoro:

proprio cara, anche se maliziosa;

insomma, fortunato chi la sposa!

Sc: Ma la sua fotocopia! Che portento

portentoso, che magia! Ancora stento

a crederci.

V: Ti sei convinto adesso?

Sc: Io proprio non capisco che successo.

V: Ma se lhai vista.

Sc: S, e mentre baciava

quellaltro. Ma incredibile: sembrava

davvero sua sorella.

V: Per fugare

tutti i tuoi dubbi potresti guardare

se Clarabella a casa vostra.

Sc: Certo

che lo far. (Entra ed esce c. s.)

V: Ma come mi diverto

con questo tonto! S, andr tutto bene:

sono cos spassose queste scene!

Un piatto di risate tanto lauto

sembra quasi una commedia di Plauto.

Sc: Ahi ahi ahi ahi ahi ahi povera schiena!

Quanto mi fai gi male! Non appena

sono entrato, ho capito di aver torto:

povero me, adesso sono morto!

V: Che c?

Sc: C Clarabella

a casa mia, e da te c sua sorella.

Perdonami, ti prego!

V: S, ti perdono; ma adesso ti spiego

quello che dora in poi tu dovrai fare

se non ti va di farti bastonare:

quel che hai saputo tu non lo saprai;

non avrai visto quello che vedrai.

Adesso fila via!

Sc: Mi prende in giro!

Ma a farmi abbindolare

io non ci sto:

sar meglio scappare

per un bel po.

Rapida fuga, ai danni miei rimedia,

finch non finir questa commedia!

V: Se esiste uno pi tardo

di lui non so;

ma adesso non mi attardo,

e rientrer:

che Trappolone non decida niente

finch Voltafrittate resta assente.

Scena VIII: Voltafrittate, Frangicuore, Trappolone

T: Voltafrittate, Frangicuore: uscite!

Invischier nelle mie reti ardite

questo soldato mio padrone, in modo

che Clarabella riannodi il suo nodo

con te e cos possiate scappar via.

V: Concedimi un po della tua follia.

T: E tu concedi a me questo tuo anello.

V: Ecco.

T: Vi spiegher qual il tranello.

Voi lo sapete: questo mio padrone

si crede bello molto pi di Adone,

e dice che ogni donna lo rincorre.

E una ragazza quello che mi occorre:

carina e sveglia; non intelligente,

perch non ce ne sono.

V: Coshai in mente?

Dovrei averla giusto sotto mano:

avanti, spiegaci qual il tuo piano.

T: La devi travestire da signora

per bene.

V: Lo far: cosaltro ancora?

T: Si finger tua moglie, innamorata

del soldato, e dir di aver lasciata

questa verghetta alla sua cameriera:

lei lavr data a me perch stasera

io la dia al mio padrone come pegno

del suo amore.

F: portentoso il tuo ingegno!

T: E a fuoco lento lo far bollire,

lui che si vuole solo divertire.

E tu, Frangicuore, quando il soldato

sar tornato a casa dal mercato

ricorda di chiamare Clarabella

col nome di Giustina.

F: Questa bella!

E come mai?

T: Tu fallo, intanto, e poi

ti spiegher tutto quello che vuoi.

Io schiero i miei soldati,

dirigo i miei attori:

se li ho ben preparati,

qualcosa verr fuori;

senzaltro, se lAutore

mi lascia aver successo,

oggi un padrone fesso

non avr pi il suo amore.

Ma ecco che il vecchietto

mi porta lamichetta;

proprio come ho detto:

che faccia da furbetta!

Scena IX: Voltafrittate, Trappolone, Apetta e Cavalletta

T: Complimenti, caro.

V: Ti presento Apetta

e la sua cameriera, Cavalletta.

T: Ma che piacere, che benedizione!

E lavete studiata la lezione?

A: Se c qualcuno da metter nei guai

Ca: La donna perfida, e non sbaglia mai!

A: Questo soldato cadr nel tuo inganno,

e sar peggio del peggior malanno.

Ca: Tu gli darai lanello, e gli dirai

che te lo ho dato io, come sai.

A: E io mi finger, bench sposata

col nostro amico, di lui innamorata.

T: Brave, ragazze! Adesso andr a cercarlo.

V. A. Ca: Sar un vero piacere sbertucciarlo!

Scena X: Sparacartucce, Trappolone

Sp: E come ti dicevo, oggi ho mandato

Pappalardo da Seleuco: ho affittato

per lui dei mercenari; per coprire

il mio posto e lasciarmi un po poltrire.

T: Sul fronte interno, intanto, ti dir,

c unoccasione doro.

Sp: Ah, pero!

T: Siamo soli?

Sp: Ma s.

T: Eccoti questo

pegno damore, anticipo del resto.

Sp: Pegno damore? E di chi ?

T: Una dama

nobile e ricca, alla follia ti ama!

Sp: Ma sposata?

T: S e no.

Sp: Ma come? Non si pu!

T: giovane, ed moglie

di uno sulle soglie

dellAldil.

Sp: Evviva! E come fatta?

T: un bocconcino: ha due occhi da gatta,

capelli teneri, bocca di rosa,

manine lievi (faccia da smorfiosa);

voce dolce e una bella testolina

(che ospita un cervello da gallina).

Sp: Non raccontarmi storie.

T: Stai sicuro:

proprio tutto vero, te lo giuro.

Quanto a bellezza, la Sparacartucce

del folle mondo delle femminucce.

Sp: Ma proprio bella allora!

T: Solo lei

ti merita davvero.

Sp: E potrei

sapere chi mai , una buona volta?

T: Guardate come cuoce! Ecco, ascolta:

la moglie del vecchietto

che ci abita vicino:

lo odia, poverino;

e allora me lha detto:

per te langue e sospira,

te solo vuol con s;

e solo a questo aspira:

fuggir da lui con te.

Sp: Se vuole, anchio lo voglio!

T: Lei non vede

lora: la pi facile della prede.

Sp: E quella che mi tengo in casa adesso?

T: Te ne puoi liberare. successo

che sia venuta qui una sua gemella,

e vuol portarla via.

Sp: Oh, ma che bella

occasione!

T: Vuoi fare il gran signore?

Vuoi vederla smammare entro due ore?

Le dirai che i regali che le hai fatto

sono il suo benservito, e questo sfratto

non sar pi un gran problema.

Sp: Si spera!

T: Ma guarda: ecco la sua cameriera.

Scena XI: detti e Cavalletta

Ca: Se lo incontrassi qui sarebbe bello!

(T. parla ora con Sp., ora con Ca., correndo da uno allaltra)

 
 


T: stata lei che mi ha dato lanello.

Io so dov quello che cerchi.

Ca: Oddio,

chi sei?

T: Il tuo angelo son io.

Ca: Mi aiuti? Voglio dirti due parole.

T: Aspetta qui: sentir cosa vuole.

Ca: Come faccio a condurre questo assedio?

T: Di che Apetta cotta senza rimedio;

poi loda la sua forza, la prestanza,

rintraccia con gli di la somiglianza.

Sp: Allora, Trappolone?

T: Hai colpito

ancora: vuole te come marito.

Adesso fai il prezioso. Cavalletta!

Ca: Ciao stupendo!

Sp: Sa gi il mio soprannome.

T: Avanti, digli cosa vuole Apetta.

Ca: La padrona ti vuole per padrone.

Sp: Che noia, pure lei.

Ca: Ma che bello che sei.

Sp: Lo so. E cosaltro chiede?

Ca: Lei che per te stravede,

non le spezzare il cuore:

concedile il tuo amore.

Fulgido eroe tu sei, si vede bene:

ti scorre un fuoco doro nelle vene!

T: Allora, lo farai?

Ca: Non torturarla,

rispondi!

Sp: Ma s, voglio accontentarla.

Dille che venga qui: le far onore,

sempre che non si abbagli al mio splendore.

Ca: Glielo dir.

T: Ah, s: gi che ci sei,

dia Frangicuore che passi di qua.

Ca: Va bene: fra un istante arriver.

Scena XII: Sparacartucce e Trappolone

Sp: Trappolone, per te cosa dovrei

fare di quellaltra? Se ce lho ancora

tra i piedi, come invito la signora?

T: Ma te lho detto: lasciale i regali

(lo sai: le donne sono come squali),

dille che sua sorella arrivata,

che tornino ad Atene.

Sp: Lhai incontrata?

Come lo sai che qui?

T: Certo, lho vista.

Sp: E che ti pare?

T: Piano! Una conquista

alla volta, per favore. In ogni caso,

proprio come lei, dalle unghie al naso.

Ma adesso faresti meglio ad andare

da Clarabella: prova a raccontare

qualche storia, non so, devi sposarti

con unaltra e non puoi proprio sottrarti,

cose cos

Sp: Va bene. (Esce)

T: Ciao padrone!

Avevo o no ragione,

quando vi ho raccontato

com questo soldato?

Ma adesso servirebbe

che Apetta fosse qui:

ed proprio cos;

meglio non si potrebbe.

Scena XIII: Trappolone, Apetta, Cavalletta, Frangicuore

A: Come va?

T: Tutto bene. Quel furbastro

si prepara da solo il suo disastro.

andato a supplicare Clarabella

di andare via da qui con la sorella,

e per di pi finir per lasciarle

tutti i regali che riuscito a farle.

F: Ci siamo!

A: Adesso tocca a me: vedrete

come lo prender nella mia rete.

Gli far credere che io lo amo,

e non ho dubbi che abboccher allamo.

Ca: Poi, quando arriver,

lodalo senza piet.

F: Non devi preoccuparti:

sapranno accontentarti.

E io, che devo fare?

T: Sta a sentire.

Per prima cosa, ti dovrai vestire

da marinaio.

F: E poi?

T: Devi arrivare

appena lei sar riuscita a entrare:

chiamerai Clarabella alla partenza,

e che si porti dietro il suo malloppo;

c il vento giusto, e non hai pi pazienza,

e lei ti ha fatto aspettare fin troppo.

F: Tu laccompagnerai e salperai

con noi; e sta pur certo che sarai

libero, quando saremo ad Atene.

T: Grazie mille, Frangicuore! Va bene,

adesso per andate: sta arrivando

Sparacartucce, allegro, gongolando.

Scena XIV: Sparacartucce e Trappolone, poi Apetta e Cavalletta

Sp: Che faticaccia! Ma ho vinto, alla fine;

anzi, ho trionfato sulle sue moine:

le ho regalato quello che voleva,

compreso te, visto che ci teneva.

E adesso a noi, Apetta: guarda l,

credo proprio che stia venendo qua.

(A. e Ca.fingono di ignorare Sp.)

 
Ca: Ecco il soldato.

A: Facciamo le dive:

saremo pi del solito cattive.

Allora, gli hai parlato?

Non riesco quasi a crederti!

Sp: Ah, quanto sono amato!

T: Tu s che te lo meriti!

A: A lui si chiede udienza

tramite ambasciatori,

ci vuol tanta pazienza

T: Sei proprio un rubacuori!

A: Ma non vorrei che quando mi vedr

si dica :Ma che mostro questa qua!

Ca: Non preoccuparti: lo vogliono tutte,

ma a parte te le trova tutte brutte.

Tu sei la sola per cui lui stravede:

niente di meglio che adorarti chiede.

A: Damarmi allora lo scongiurer,

e se dir di no, mi impiccher!

Sp: Mi sembra che sia il caso di fermarla:

e poi, mi piacerebbe accontentarla.

T: Fatti desiderare un po, piuttosto:

far fatica lei al nostro posto.

A: Va da lui, Cavalletta.

Ca: Soldatino!

Vengo da te, che sei cos carino.

Guarda: ti porto su un piatto dargento

la mia padrona.

Sp: Ah.

Ca: Non sei contento?

Sp: Una pi, una meno

Ca: tutta sconvolta,

perch ti ha visto.

Sp: Ma s, qualche volta

(sempre, anzi) capita anche ai nemici.

Che devo fare per farvi felici?

Ca: Oggi ha buttato fuori suo marito:

sostituiscilo; questo linvito.

(Lunga riflessione)

Sp: Arriver: Sparacartucce cede.

Adesso andate.

A. C.: S!

T: Ma che succede?

Sp: un marinaio: sar qui a chiamare

quellaltra, sar ora di salpare.

Scena XV: Trappolone, Sparacartucce, Frangicuore

F: Innamorarsi proprio una rovina.

Basta che una sia un poco carina

e ti fa fare tutto quel che vuole:

le porteresti un pezzetto di sole

se lo chiedesse; ti cacci nei guai

per lei, e lei non si accontenta mai:

mi tocca fare, adesso, anche lattore,

a me che sono solo un sognatore.

Ma eccoli: faciliter il corso

degli eventi, e cambier discorso.

Deve esser nata proprio dalla Luna

la femmina, accidenti a lei: nessuna

cosa al mondo pi lunatica e pi

dispotica di una donna!

Sp: Hei, tu!

Cosa vuoi?

F: Sto cercando Clarabella,

vengo da parte della sua gemella

per avvisarla: leviamo gli ormeggi;

si parte domani prima che albeggi.

Ma che si muova: abbiamo tutti fretta;

si leva lancora, e nessuno aspetta.

Sp: tutto pronto. Trappolone, andrai

anche tu al porto e laccompagnerai.

Aiutala coi pacchi, e dille che

io la saluto con doni da re.

T: Vado a chiamarla.

Scena XVI: detti e Clarabella, poi Nichelino

Cl: Ahi, o me infelice!

T: Eccola qui.

Sp: Che hai?

Cl: E me lo chiedi?

Dir come colei che piange e dice.

Ma come, non lo vedi?

Nel lasciar te, mio dolce,

gli affanni miei non molce

neppur la suora mia!

Mi prostro qui ai tuoi piedi,

e lagrimo laddio;

vendetta avr da un dio,

se tu mi mandi via!

Fatti abbracciare!

Sp: S.

Cl: O tu, mio cuore,

non ti spezzare sotto a un tal dolore!

Sp: Adesso andate, che non cambi il vento.

Cl: Amore mio, qual crudele momento!

T: Padrone, con te mi sono divertito,

anche se non mi hai dato il benservito.

Addio.

Sp: Su, coraggio.

T: Ti sono grato,

tu sei il miglior padrone che ho incontrato.

Sp: Non piangere, sii uomo!

T: Dopotutto

hai ragione: addio, grazie di tutto.

Sp: Che buon servo, non lavrei mai pensato:

ma che peccato averlo licenziato!

E adesso basta lacrime, ch ho fretta

di andarmi a divertire con Apetta.

N: Deve esser lui. Eccellenza, buongiorno!

Sp: E tu che vuoi? Ma levati di torno!

N: Illustrissimo, fortissimo, bellissimo,

e da due grandi di benedettissimo!

Sp: Due di? Quali due di?

N: Venere e Marte.

Sp: Bravo, bravo! Per fatti da parte.

N: Ecco qui Nichelino, per serviVi:

Apetta che mi manda, ad avvertirVi

Sp: Apetta?

N: A dirvi che non sa aspettare

un minuto di pi per incontrare

Vossignoria Illustrissima, e che brama

che Voi scopriate quanto lei Vi ama.

Fate che le sue voglie siano sazie:

accorrete a goder delle sue grazie;

correte, Voi che ben la meritate:

Vi aspettano, con lei, ore beate!

Sp: Non sto pi nella pelle dallardore:

eccomi, corro, volo da te, amore!

N: Ma guardatelo un po, povero sciocco:

un gioco impallinare questo allocco!

in pentola: pronta limboscata,

lo aspetta una solenne bastonata.

Scena XVII: Voltafrittate e Sparacartucce

(Fra una battuta e laltra, V. bastona con esagerazione Sp.)

 
V: Sei stato tu allora che hai insidiato

una moglie non tua, eh? Svergognato!

Sp: Ma ha cominciato lei!

V: No, non ti credo.

Sp: Fammi spiegare, ti prego.

V: Non vedo

perch. To, prendi!

Sp: lei che mi ha costretto.

V: Questo bastone fa sempre il suo effetto!

Niente migliore del legno di faggio.

Sp: Posso parlare, adesso?

V: Su, coraggio.

Sp: Mi ha detto che il marito

laveva abbandonato:

non avrei mosso un dito,

se no, ma mi ha ingannato.

V: Giura che ti sta bene di ricevere

la punizione, nipote di Venere!

Sp: Lo giuro, s; non far mai ricorso:

non chieder vendetta, n soccorso.

V: E in pi mi devi dare tre milioni,

e in contanti.

Sp: S, s.

V: Ora ragioni.

E non sperare che tu te ne vada

portando dietro questa bella spada. (La sfila)

Via, sparisci; e non farti pi vedere.

Sp: Ma le avr ancora quattro ossa intere?

Scena XVIII: Sparacartucce e Scarpegrosse

Sc: Padrone, Clarabella se ne andata,

e il marinaio che la ha accompagnata

in verit era il suo vecchio moroso.

stato tutto un inganno schifoso:

sapevi che la cara Clarabella

non ce la ha mai avuta una gemella?

Sp: Sparacartucce mio, che fregatura!

Da mandar gi mi sa che sar dura.

Ma adesso la lezione lho imparata:

non far pi, mai pi, una spacconata.

Sappia chiunque voglia divertirsi

che prima o poi avr di che pentirsi.

E perdonate, signore gentili,

se con voi siamo stati a volte vili:

forse vi abbiamo un poco strapazzate,

ma siete sempre le nostre adorate.

In fondo, lo vedete, la morale

di questa storia, anche se un po banale:

per una donna a tutto si rimedia,

e finisce cos questa commedia.

Ora chi lha inscenata salutate,

e, se non vi ha annoiati, ringraziate!

fine della commedia

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