Meglio la guerra !
Commedia in due atti di Santo Rabita
Interno. Mobili di buona qualit. Ambiente molto disordinato. Immagini sacre e sup- pellettili alle pareti. Un canterano, sormontato da uno specchio, posto nella parete alla destra degli attori, in prossimit della quale, unuscita porta al balcone. Un mobi- le alto a cassetti in fondo alla scena, precede laccesso al piano superiore. Luscita a sinistra degli attori, collegata alla porta dingresso esterna, che visibile al pubbli- co. Da qui, un porticato sulla via, conduce fuori scena. Settembre 43. In un paese della Sicilia, al rientro dallo sfollamento per la guerra.
Atto I Scena I (In scena Marannina, poi Ciccina)
Marannina (mette a posto e spolvera):Oh Mamma mia, proprio mal ridotta questa casa !(si guarda intorno) Che disordine ! C polvere dovunque!(guarda gli angoli in alto) Le ragnatele poi, non le sopporto, dovranno sparire subito. Per non parlare della puzza di chiuso: non la tollero! Ci vorranno almeno tre giorni per farla sparire, pure se apro porte e finestre. E meno male non mhanno rubato niente! (pausa) Ai primi bombardamenti, siamo scappati allim- provviso, non abbiamo certo pensato di coprire i mobili. Mah! Coraggio ! Piano, piano, rimetteremo questa barca a mare.(sale su una sedia e toglie una ragnatela con la scopa. Ciccina entra in scena proveniente da sinistra ed ha difficolt a trascinare un materasso; Marannina molla la scopa e va a ad aiutarla) Aspetta, aspetta figlia mia, vengo a darti una mano. (portano a fatica il materasso; Ciccina va a ritroso)
Ciccina (durante il trasporto): Ah ! Se ci fosse un uomo in questa casa!
Marannina (durante il trasporto):Sih! Povera illusa! Credi che se ci fosse, farebbe tutto quanto lui? (si fermano un attimo) Le tue braccia, saranno sempre necessarie! (riprendono) Per non parlare di certe teste turche: credono di sposare una mula !(Ciccina esce sul fondo; Marannina si guarda intorno e nota il disordine) C da lavorare cos tanto che non riesco a capire da dove iniziare. Ora che sono tornata a casa, dovrei essere contenta, invece. (prende una pezzuola, vede lim- magine di San Giuseppe, sale su una sedia e con eccessivo zelo) Oh Patriarca ! Da quanto tempo non vi vedo ? (Chiude le mani come se pregasse) Siamo stati lontani, ma io vi ho pensato sempre! San Giuseppe mio, mi avete fatto la grazia di farmi tornare sana e salva, sono arrivata proprio adesso, il mio primo pensiero per voi !(passa la pezzuola sullimmagine e le manda ripetutamente baci)
Ciccina (rientra da dove era uscita): Mamma io esco ! Vado a trovare Carmelina .
Marannina (contrariata): Sei impazzita ? Vuoi andare da Carmelina? In questo momento ? Ma non vedi quanto lavoro c in casa?
Ciccina (a malincuore, spolvera i mobili, poi con umilt): E da un mese e mezzo che non ci vediamo .
Marannina (scende dalla sedia):Dico: non ti accorgi della confusione che c ? Questa la chiami casa ? (glielo fa notare e riordi- na) Non senti il tanfo che c in giro ? Ci sar da pulire tutto il giorno di santa ragione, come faremo altrimenti a dormire qui stasera ?
Ciccina :Mamma vi prego, fatemi andare. Far in fretta ! Il tempo di rivederla, al ritorno lavorer contenta.
Marannina :Dora in avanti ci sar tutto il tempo che volete. E poi adesso, rischi di fare un viaggio a vuoto: come fai a sapere che tornata?
Ciccina :La gente tornata a casa da pi di una settimana. Noi invece, abbiamo fatto col nostro comodo.
Marannina :Meglio cos figlia mia ! Meglio cos !Ne avrai sentito par- lare anche tu di quelli che per fare spavalderie sono tornati in paese e diversi giorni dopo, quando si sentivano al sicu- ro, si sono trovati sotto le bombe.
Ciccina :Ma che spavalderie ? Quella gente tornata a casa stanca di tribolare. Non trovava neanche un albero per passarvi sotto la notte. Credete che tutti hanno una casetta in cam- pagna come la vostra?
Marannina :Cosa vuoi che mimporti di quello che fanno gli altri. Io tiro dritto per la mia strada.
Ciccina (riordina, poi torna a chiedere supplichevole): Mamma, ve ne prego, concedetemi di andare. Vi assicuro, far in fretta: girato langolo, mi resta da fare la strada larga, scendo un altro po e arrivo.
Marannina (ironica):Non ho dimenticato com fatto il paese! Lo so che arrivi presto, il guaio che quando arrivi l, vi sedete, e chi si siede sincolla !
Ciccina :Vi sarete almeno convinta che non faccio un viaggio a vuoto. Non tardo tanto. Il desiderio di rivedere la gente che conosco, mi tormenta dentro. Penso che questo desiderio lo avete pure voi!?
Marannina : Il desiderio, il desiderio ! Il desiderio sparisce cos, com venuto. Rivedr la gente quando ci sar loccasione giusta, per ora, devo pensare a rimettere la casa in ordine e tu mi devi aiutare.
Ciccina (riprende il lavoro di malavoglia, poi): Mamma, per carit, fatemi andare ! (pausa) Se Dio ne scansi, le bombe avessero colpito questa casa, a questora, lunico nostro sostegno sarebbe il conforto dei vicini di casa .
Marannina :E come no? Mancava solo la jettatura e tu lhai sputata ! Vattene dove vuoi, cos te la porti appresso ! (Ciccina butta via la pezzuola) Solo due parole e torni a casa eh ? (Cic- cina si avvia; prima di uscire) Senti, portaci i miei saluti ! (Ciccina vola, gi fuori, ma la madre a voce alta) Oh Ciccina ! Ciccina ! (Ciccina fa notare al pubblico che seccata, poi rientra) Stiamo attenta fuori, c tanta mala gente forestiera in paese.
Ciccina :State tranquilla, ci star attenta ! (esce verso lesterno)
Scena II (Marannina e Peppino)
Marannina (riordina, poi sospira):Haah ! Questa figlia! Questa figlia mia ! Pure se cresciuta, ogni tanto torna a fare discorsi da bambina. A volte la guardo e penso che sia pronta a fare il volo, invece ! (pausa) Crescere senza padre, non le ha giovato di certo. E sempre di malumore! Da alcuni mesi, parla poco pure con me. Mah!
Peppino (proviene da fuori, d un spallata alla porta ed entra):Donna Marannina! (la vede in scena e abbassa la voce) Donna Ma- rann, cose da poco, roba da niente! Basteranno due, tre trappole, piazzate nei punti giusti, ci mettete dentro il formaggio...(chiude la mano destra, accosta lindice alla guan- cia e la gira per sottolineare che devessere buono), vi quietate la mente. La casa di piazza del Carmine, la ripulite presto, presto. (Marannina si schifa, lui non savvede e continua) Che volete, quando c la miseria dura per tutti. E cos stato pure per quelle povere bestiole . ..A guardarle, fanno pena! (li mima con le dita) Sono pelle e ossa!
Marannina (schifata): Vedete che a tutto questo dovete pensarci voi. Io di queste cose non ne ho fatte mai !
Peppino :Non dubitate ! Non appena torno a casa mia, le trappole le porto io. (al pubblico) A casa mia le uso tutto lanno! (a Marannina) Io non lo sapevo che quella casa fosse vostra.
Marannina :Era di mio padre, buonanima. Me la lasci in dote.
Peppino :E abbastanza grande, ha luce da tre lati, un peccato usarla per metterci la paglia.
Marannina :Avete ragione, lo so, avete ragione. L, chi ha la felice idea di aprire bottega, pure se vende chiodi e bottoni, avr di che vivere.
Peppino :Le travi del tetto sono ancora buone, ma ci sono delle te- gole rotte, quelle vanno subito cambiate. Dentro, i muri, sono malandati: un muratore vi ci vuole donna Maran- nina, un bravo muratore .
Marannina :Dite bene. Presto sar fatto. Certe cose, quando in una casa manca luomo, vengono trascurate. Per anni lho data in affitto, ma ora la voglio sistemare come si deve. Quello, non pi posto per la paglia.
Peppino (tira fuori dalla tasca una chiave antica): Donna Marannina, riprendetevi la chiave.
Marannina :Aaaah! Tenetela voi ! Tanto, dovete fare quel lavoro di pulizia che sera detto.
Peppino :No, che centra! Non sta bene ! E che mi tengo la chiave in tasca ? Questa della vostra propriet !
Marannina (si riprende la chiave e lo vezzeggia con aria civettuola): E allora ? Cos? Non vi sentite, parte della famiglia ?
Peppino (comprende lallusione): Certo, ci sono zone dove la guer- ra non ancora finita. Ma per noi che siamo tornati dalle campagne, guerra non c ne pi. Ora, ognuno se ne torna a casa sua.
Marannina (tempestiva e civettuola): vi siete forse trovato male in ques- to periodo, nella mia casetta in campagna?
Peppino :Per carit ! Per carit !
Marannina :Avete fatto la vita del signorino! Potete forse dire che vi ho fatto mancare qualcosa? Ricordate comeravate debilita -to ? E luovo, tutti i giorni, non ve lho fatto mai manca- re.
Peppino (di buon umore): Oh ! Sicuro ! Certi giorni me ne passavate anche due! Ma non mi davate neanche il tempo di trarne giovamento.
Marannina (sta al gioco): Siete spassoso, mastro Peppino ! Con voi bello, perch sapete parlare senza tante cerimonie. Non siete opprimente come gli altri uomini.
Peppino :Detto da voi che di uomini ve ne intendete eccome, lo prendo come un complimento serio. (confidenziale) Ditemi una cosa: ma vi lasciate andare sempre cos? Alla gari- baldina ! Non sentivate neanche le bombe !
Marrannina (continua come sopra): Ve lo dico, se prima voi mi confidate perch vi chiamano Spatazza !
Peppino (gongola) : Donna Marann, credetemi, la questione lunga! (le si avvicina) Certo che se la guerra cominciasse da capo, voi, ci mettereste la firma !
Marannina (questultima parola le innesca unincontenibile voglia di ride- re che si protrarr per le successive battute. Prova a parlare ma il riso incontenibile): Volete sapere una cosa ? La volete sapere ? (ride a crepapelle) Io, io non so firmare !
Peppino (ridendo le si accosta): E io neppure !(Si abbandonano aduna lunga risata)
Marannina (ridendo):Mi credono tutti istruita, ma io,(non riesce a trat- tenersi) io non so neanche mettere una firma! (ridono en- trambi) Andavo a scuola dalla maestra Lauretta, la face- vo disperare:( lo coinvolge toccandolo col gomito) rubavo la cipria a mia madre e non facevo altro che sbattermela in faccia.
Peppino (stesso clima): Il mio maestro era Bernardino Speciale!
Marannina (altra scintilla di risate): Il somaro !?
Peppino (annuisce): Proprio lui, il somaro ! Dormiva dalla mattina alla sera! Una volta mi disse: (imita il vocione)che sei diven- tato maestro pure tu che ti porti le bacchette? (altre risate) Altro che scuola, per tirare a campare intrecciavo canne e bacchette di salice: facevo ceste e panieri.
Marannina (quando le risate si attenuano):Come ? Sapete fare le ceste e non me ne avete fatta neanche una ?
Peppino :Donna Marannina, lda voi, non mi passato neanche per la testa. Sapete, non facile per chi ha lavorato tutti i gior ni da quando nato, abituarsi alla vita da duchino. (ironi- co) Eppure mi sono abituato !
Marannina :Certo che ripensandoci, c la siamo spassati veramente ! Non dovevamo dare conto a nessuno, poche pulizie di casa, e dopo mangiare e dormire, il cervello
Peppino (completa la frase): sfarfallava !
Marannina (ironica): Eeeh ! .La guerra, la guerra !
Peppino : C chi approfitta delloccasione e assasapora la prima
Marannina (a seguire, scherzandoci): E c chi pensando di poter morire, non riniuncia allultima !( altre risate)
Peppino (si guarda intorno, si accerta che nessuno ascolti): Tempo addietro mi trovavo in campagna, vi parlo di diversi anni fa, vi vidi salire sulla macchina del barone Mingrino. (si guarda le spalle) Ve lo ricordate il barone ? Donna Maran- n, credetemi, non mi passava neanche per la testa che un giorno poteva toccare a me.
Marannina (si atteggia a sciantosa): Ah! Il Barone ! Niente, non che ci fosse tanto
Peppino (benevolo richiamo): Eh ! Volete nascondermi quello che tutti sapevano? Se vi dico che vi ho visti !
Marannina :Io veramente
Peppino (la interrompe): Voi avevate un cappotto nero col collo im- pellicciato, siete usciti insieme dalla sua masseria, poi siete entrati nella macchina e avete preso la strada che porta verso la pianura.
Marannina :Ma che centra , vi volevo dire, cheil barone era barone, (apre e chiude entrambe le mani) ma non era gran che, parlava assai e (ruota pollice e indice aperti) non concludeva niente. Voleva sempre la rivincita! (poi lo richiama divertita ) Mastro Peppino che perdete colpi ah !
Peppino :No ! No ! Per quello non vi preoccupate ! (breve pausa, poi istintivamente si guarda intorno)Ditemi una cosa, da un pezzo che ve lo volevo dire: perch vostra figlia non vi asso- miglia per niente?
Marannina : E tutta suo padre !
Peppino :Sentite, ve la posso fare una domanda con uno spicchio di aglio?
Marannina (desiderosa di sapere): parlate liberamente !
Peppino :Ciccina, figlia di (unisce gli indici per indicare lei e suo marito) suo padre ? Ooo(alza il braccio, muove la mano, inghiotte, per indicare un estraneo) di suo padreee
Marannina :Vi posso dire che fino a quando era vivo mio marito, io parevo una sorella di prete ! Stavo sempre con lui! (categorica) Ciccina figlia del sergente !
Peppino :Certo, lui era sergente, ma voi avete fatto sempre il caporale !
Marannina :Vi dir, pure se una si fa rispettare, luomo in casa sempre unaltra cosa!
Peppino (alza gli occhi per marcare che batte sempre lo stesso tasto; poi si guarda le spalle):Maaa! ..Vostra figlia di questa matassa, (mima con le mani la loro avventura) non ne sa niente ?
Marannina :Niente proprio ! Io non so spiegarmi com fatta questa figlia mia. A volte mi pare una ragazzina ! Ora per esem- pio andata a salutare i vicini di casa e mi ha lasciata sola con questo diavolo di cose che ci sono da fare.
Peppino :Eh Beh ! Io, io me ne torno a casa. Sapete, ho nostalgia di rivederla. Comunque, ripasser per portarvi quelle cose (batte le mani a cerniera per mimare le trappole dei topi)Me ne vado donna Marann !
Marannina (gli si avvicina, e con un velo di malinconia) : E allora, ci perderemo di vista ? Dora in avanti, se mincontrate per strada, mi saluterete o farete finta di niente? (pausa) Volendo, voi, solo siete !
Peppino : Sentite a me, io ho altri pensieri per la testa !
Marannina (se lo lavora):Se decidete di venire qui, non vi mancher nulla !(pausa) Fate come credete. La mia casa, per voi sempre aperta !
Peppino :Vi ringrazio assai !
Marannina (lo corteggia): E quando avete bisogno, parlate, dispo- nete di me, anche di notte !
Peppino :Donna Marann, non siamo pi sfollati, la guerra non c pi, ora la gente parla !
Marannina : E noi non daremo di che parlare a nessuno!
Peppino (si guarda intorno): E lasciatevi toccare unaltra volta!
Marannina :No !!
Peppino : Tanto, qui siamo soli ! (smanioso allunga le mani) Quanto siete bedda!
Marannina :No ! (scosta le mani ) La guerra finita ! Voi stesso lavete detto ! Per ora andate a controllare i vostri interessi e poi se ne parla.
Peppino (appare frastornato, sta per uscire, poi ci ripensa e tenta una ultima carta): Datemi da bere, ho una sete!
Marannina (capisce la manfrina): Scendendo per andare a casa vostra, troverete la fontana, non farete certo la fila per una bevuta.
Peppino :Vi saluto donna Marann ! (esce verso lesterno)
Scena terza (Marannina, poi Ciccina )
Marannina :Come al solito, mia figlia Ciccina tarda. Quanto mi dispia- ce affacciarmi dal balcone e farmi sentire. (si d unaggius-tatina addosso prima di affacciarsi, poi sente dei rumori e si ferma: Ciccina che ritorna)
Ciccina (proviene dal porticato; spinge la porta esterna ed entra. In scena col fiatone): Mamma, sono tornata, sono qua !(ancora fiatone) Ci mandano tutti tanti saluti! Giovanni Sollima, sua sorella Agata, Turi Grasso, Saro e sua moglie, Teresa e suo fratello, tutti mi hanno domandato di voi, pure i Mo- rello, quelli che vendono le noccioline sopra il ponte.
Marannina :Sei andata a mettere il naso in ogni angolo del paese !
Ciccina :Se vedesse quello che c fuori: tutti si abbracciano, si baciano, piangono, uomini, donne, grandi e bambini. Pare, come se tutti avessero fatto pace !
Marannina :Sei andata insieme a Carmelina?
Ciccina :Sissignora ! E poi, quanti fossi ci sono nelle strade. Noi qui, siamo in paradiso ! Tanta gente rimasta senza casa !
Marannina (per nulla impietosita):Senti, vedi quello che c da fare l dentro, che s fatto tardi.
Ciccina :Vado subito.(sta per uscire verso il fondo quando)
Scena quarta (Marannina, Ciccina, poi Turi)
Turi (fuori scena, a voce piena): Fate la provvista di carbonella!
Marannina (a Ciccina): Ciccin, vai da quel carbonaio e gli dici di veni- re qua, lesta! (continua a mettere ordine)
Ciccina : Tanto non scappa, non scappa !(esce a sinistra; ricom- pare uscendo dalla porta esterna, seccata) Tutto quanto con la miccia accesa !(esce di scena per il porticato)
Marannina :Sono senza un briciolo di carbonella, certo, non ancora tempo, ma se quello strilla cos forte, avr sicuramente tanta necessit di trovare soldi. Meglio comprarla adesso, in inverno, chiss quanto coster. (tira fuori dal petto un faz- zoletto con diversi nodi, ne snoda uno, tira fuoridue monete che terr in mano e poi si ricompone)
Turi (entra dal porticato; prima di varcare la porta di casa):E permesso ?(Ciccina lo segue)
Marannina :Entrate, accomodatevi!( Turi e Ciccina raggiungono lin- terno ) E allora, com questa carbonella?
Turi :Garantita !
Marannina :E quanto costa? (Turi sta per rispondere, ma lei non gliene d modo perch si rivolge a Ciccina che stava per uscire verso il fondo) Aspetta tu , dove vai ? (Ciccina col braccio le fa capire che intendeva andare di l per pulire, ma lei col cenno della testa le fa capire che deve rimanerle accanto) E allora principale !?
Turi : Mi dovete dare tre lire a tomolo!
Marannina :Eeeh! Avete ancora le bombe della guerra e le sparate?
Turi : Signora, credete a me: questo il prezzo !
Marannina :Sentite, la libert di comprare senza mio marito non me la posso pigliare, ma visto che lui stesso mi ha detto che vuole tenerla in casa, la compro io. Ma non certo al prezzo vostro !
Turi :Signora, vedete prima la roba e poi parlate.
Marannina (con fare accattivante):Sentite a me, come vi chiamate ?
Turi (vanitoso): Tutti mi conoscono come : Turi Capriccio !
Marannina (suadente):Don Turi, ascoltate il mio consiglio: a chi spe- rate di vendere la vostra carbonella con la miseria che c in giro!? La gente, neanche in inverno la potr comprare! Sapete che vi dico: facciamo a una lira e mezza e ne com- pro, otto tomoli !
Turi (con fare deciso):No signora !Ma che dite? Non possibile !
Marannina :A una lira e mezza, vi resta un bel guadagno.
Turi :Ma che state dicendo ? Questa roba buona, non paglia di fave.
Marannina (ammaliante): sentite a me, portate sti denari a casa vostra, avete famiglia pure voi, non ne trovate gente che pu comprare. Prima che mi penta anchio, vendetevi la roba. Voi non immaginate che grattacapi avr con mio marito quando sapr di tutta questa carbonella comprata in sua assenza.
Turi :E perch mai? Forse non si scalda pure lui ?
Marannina : Insomma, vi decidete, si o no ?
Turi :E va bene, ve li scendo !
Marannina (ironica): ve li scendo ? Mi dovete portare i sacchi di sopra, qui non ho dove metterli.
Turi : E va bene, va bene ! (cerca luscita e Marannina gliela indica. Esce e lascia la porta esterna aperta.)
Marannina (a Ciccina): Pezzo di cretina ! Che mi lasci sola con un fo- restiero ? Mmah ! ( Con un cenno della testa, le fa capire di andare a lavorare di l. Ciccina esce in fondo. Poco dopo, Turi entra col primo sacco sulle spalle. Marannina gli indica luscita in fondo e lo segue.)
Scena quinta (Rosina, Peppino )
Rosina (proviene dallesterno, scalza; sintravede la sua gravidanza. E perplessa, poi vede la porta aperta e vi si accosta): E per- messo ? (pausa) E permesso ? (entra; interno casa, guarda) Ma come, non c nessuno ? ( si guarda intorno) C qualcuno ? (continua a guardare, poi si appresta ad uscire) Mmah! ...Aspetter fuori.(esce, aspetta pochi istanti davanti la porta esterna.)
Peppino (rientra da dove era uscito; sbigottito nel vedere Rosina, accenna un amaro sorriso): Rosina, e che ci fai tu qua ?
Rosina :Mhanno detto che eri in questo quartiere e sono venu- ta a cercarti. Ah finalmente! Mi sembrato un secolo !
Peppino :E chi poteva pensare a una fuga, cos, allimprovviso. Al tuo paese siete scappati pure voi nelle campagne ? (Rosina annuisce) E per mangiare?
Rosina :Come vuole Dio! (pausa, lo guarda) Non mi dici altro ?
Peppino (le si avvicina, sta per abbracciarla, la guarda meglio e rimane di sasso): Ma ! Ma tu ? (si tappa la bocca per lo stupore)
Rosina (sillumina):Aspetto un bambino ! Questo tuo figlio !
Peppino (Labbraccia, entrano in casa, le prende una sedia): Siediti Ro- sina, siediti qui. (laiuta a sedersi, le fa una carezza sui capel- li; ha il viso tirato) E ora come faccio ? Proprio a me !? Non ci voleva, non ci voleva !
Rosina :Perch mi dici cos ? Non sei contento ? Non mi vuoi pi ora che ti do un figlio ?
Peppino (accenna un sorriso):Sss, si, si !(pausa) Rosina, sono rovina- to! ...Torno proprio adesso da casa mia. E tutta squartata! I bombardamenti. (si dispera) Dentro non rimasto niente. Miserabili ! Hanno rubato tutto !
Rosina (si alza e va a confortarlo): Non ti scoraggiare, meno male siamo vivi.
Peppino : Ma io non ho nessuno ! Ora senza casa, come far ?
Rosina : Anchio non ho pi nessuno. Mia zia mi ha buttata fuori di casa. (gli infonde fiducia) Ora che ti ho ritrovato, sono felice ! Devi essere contento pure tu. Vedrai, insieme sar pi bello !
Peppino (contrariato): Ma come faccio ? Io non ho neanche il pane per me, come far a sfamarti? E poi c anche il figlio.
Rosina :C ne andremo a lavorare in una masseria, l potremo anche dormire.(nota che Peppino non concorde) Che c ? Non mi vuoi pi bene? Non mi puoi abbandonare pro- prio adesso! (si siede)
Peppino (affettuoso):Ti voglio bene Rosina mia, ti voglio bene e sono pure contento di avere un figlio. Vediamo, vediamo come si pu fare. Tu sei bella! E la fame che brutta! (pausa, sos-pira) Haah! Ora mi rivolgo a donna Marannina, vedrai
Scena sesta
(Peppino, Rosina, Turi, e Marannina)
Turi (dal fondo; si accorge solo di Peppino): Buongiorno !
Peppino :Buongiorno! (Turi esce per prendere un altro sacco)
Marannina (dal fondo; si accorge solo della piacevole sorpresa:Peppino): E voi qua siete ?
Peppino (desolato, fa un sospiro): Haaah!
Marannina :Che c ? Che avete ?
Peppino :E la fine ! La fine ! Torno proprio adesso da casa mia, le bombe! Sono rimasto senza casa! (commosso)Mi hanno rubato tutto, persino le trappole per i topi. Donna Marann: mi hanno lasciato solo le sante incorniciate al muro.
Marannina (si accorge della presenza di Rosina) : E questa ? Appar- tiene a voi ?
Peppino :Nnn, Noo! (Rosina sgrana gli occhi, si alza e riesce a frenarsi a stento) E una ragazza forestiera, (evasivo) ci conos- ciamo,(Rosina si siede) lho vista fuori, poverina, non ha pi nessuno, non sa dove andare
Marannina (saccorge che le sintravede la pancia e le si rivolge ironica): E allora? A casa non ti vogliono pi ora che si vede? (Rosina abbassa gli occhi, vorrebbe sprofondare)
Peppino (cerca di riparare a modo suo; A Marannina): Vedete, la guerra lascia tante piaghe: c chi perde un braccio, c chi rimane senza casa e c anche chi patisce un simile spaven- to.
Marannina :Mastro Peppino, che discorsi mi fate, eh ! Questo non spavento dellaltro ieri ! Lei sa dove andare a reclamare.
Peppino (si scosta da Rosina; Turi, col carico, esce dal porticato ): Vi volevo dire, (imbarazzato) donna Marann, se voi potete fare qualche cosa, (rigira le mani una dentro laltra) dico, (le d un colpetto col gomito) potessimo aiutarci tutti, ..fino che le cose si sistemano, una fetta di pane, (Marannina sente che Turi arriva) dormire, anche a terra !
Marannina (incurante di Peppino si rivolge a Turi):Li riempite bene i vostri sacchi ? Non che mi prendete in giro ?
Turi (col sacco addosso): Potete stare tranquilla ! Venite sopra che vi faccio vedere. (segue Turi, escono in fondo)
Scena sesta (Peppino e Rosina)
Rosina (infuriata verso Peppino che le fa capire di non urlare): Mise- rabile ! E cos che mi vuoi bene ? Ti vergogni di dire chi sono io ?(Peppino continua a dirle di fare piano) Ti sei scor- dato come mi dicevi ?(con sentimento)Tu sei lamore mio !
Peppino (cerca di riparare con delle coccole): Rosina, io ti voglio bene veramente! Tu mi piaci assai ! Il figlio che mi dai, lo voglio pure io. La signora so io come va presa e ci ho dovuto dire che non ti conosco.
Rosina :Qui non ci resto neanche un minuto ! Se mi vuoi bene ve- ramente vienimi appresso! (si alza e si avvia per luscita di sinistra, lui la prende per le braccia e la dissuade)
Peppino (si accerta che non arrivi nessuno): Siediti !Vedrai che ora si convince. Quella donna, pare scontrosa, ma una brava cristiana . Per ora rimaniamo qua, stai sicura che staremo bene.
Rosina (risentita): Gi ! Faccio la mantenuta in casa della gente! Fallo tu se ne hai il coraggio !(si avvia ad uscire, ma lui la ferma perch sente il rumore di qualcuno che savvicina)
Peppino :Siediti, siediti qui !Arriva gente! Non farti sentire!
Scena settima (Peppino, Rosina, Turi e Marannina)
Turi (rientra in scena, nota Rosina, la guarda assiduamente e non imbocca luscita di sinistra; Peppino se ne accorge e con dei gesti gli fa capire prima: coshai da guardare ? Poi: cerca di andartene. Turi gli risponde facendogli capire di non impic- ciarsi. Seguono occhiatacce e un accenno di contatto, poi il carbonaio prima duscire d unocchiata a Rosina che abbassa subito lo sguardo)
Marannina :Mastro Peppe !(Con un cenno della testa, chiama Peppino in disparte, ma fa in modo che Rosina senta) Fra poco, quando dovr pagare il forestiero della carbonella, voi dite di essere mio marito,(Rosina freme)fate la voce grossa, gli dite che caro, mi affido a voi !
Peppino :Lasciate fare a me! Certi malandrini, so io come vanno trattati. (cambia tono)Vedo che state gi pensando per lin- verno.
Marannina :Ah, io il freddo non lo sopporto ! Al calore non so rinun- ciare! Mi piace troppo!(civettuola) E voi ?(la risposta di Peppino non arriva, Turi presente con lultimo sacco, quindi Marannina) E con questo abbiamo finito. Avanti, dite- mi quanto vi devo dare, forza !
Turi (Molla a terra il sacco dalle spalle, la guarda, poi ): Perch me lo chiedete? Forse non lo sapete? Il prezzo non lo avete sta- bilito voi ? Una lira e mezza a tomolo ! Sono otto: dodici lire !
Peppino (Come morso da unape, a Turi): Quanto ? (poi a Maranina) Ma che sei impazzita? A una lira e mezza ? (Turi lancia una occhiata a Rosina ) Otto tomoli ? E che mi vuoi fare man- giare da ora a Natale carbonella ah ?
Turi (a Marannina): Oh sentite ! Ma questo chi ?
Marannina :Mio marito! (Rosina si alza indispettita , poi si siede)
Turi :Allora sbrighiamoci, datemi i soldi e questo sacco fatelo portare a lui.
Peppino (a Turi) :Senti bello! E meglio che ti scendi quello che hai portato sopra. Huh ! Guarda a questo, guarda, viene a dettare legge in casa daltri.
Turi (a Marannina):Signora, mi avete detto che con vostro ma- rito ci parlate voi, con la testa che ha, non so come ci riuscite. (Peppino gli si avventa contro, Marannina lo tira per il colletto, per fargli capire che ora tocca a lei)
Marannina (a Turi): Avanti, caricatevi il sacco e portatemelo sopra. Mio marito poverino,(ancora una volta, Rosina mostra di non gradire, ma non viene presa in considerazione) in inverno, faticher anche lui per scendere quello che serve. (a Turi) Prendete questi ! (gli consegna una moneta il cui valore di poco inferiore a quella pattuita) Non ho pi un centesimo !
Turi (Spazientito): Signora, mai nessuno mha fatto di questi inganni ! Nessuno si permesso!
Marannina :Non vi lamentate, sono soldi che vi entrano in tasca ! In inverno ripassate, ne comprer ancora.
Turi (Intasca i soldi, carica il sacco sulle spalle, poi guarda Peppino che lo irrita, butta il sacco a terra e gli si rivolge):Non mi fai paura sai ! Non stato merito tuo! Lho fatto per questa ragazza! Perch capisco cosa vuol dire morire di freddo nelle sue condizioni. (si avvicina a Rosina e le parla) Anzi, ora vi vado a prendere un sacchetto di carbone, cos potete stirare le camicine al vostro bambino.
Peppino (seccato): No, tu non regali niente a nessuno ! Sbrigati a portare sopra quel sacco e te ne vai subito.
Marannina (a Turi): Lo prenda, lo prenda, non gli dia retta, il carbone a casa occorre sempre.(Turi esce immediatamente a prender- lo)
Peppino (giulivo): donna Marann, avete visto?
Marannina :A posto mastro Peppino, (soddisfatta) meglio di cos!? Persino il carbone !(Peppino con gesti e occhiatacce rabbo- nisce Rosina e manda soavi sorrisi a Marannina)
Turi (rientra in scena con un sacco di media grandezza e savvicina a Rosina): Ecco qua ! Vi posso dare solo questo e vi augu- ro buona fortuna !
Rosina (commossa con un filo di voce): Tante grazie !
Turi (baldanzoso, carica il sacco per lultima fatica):Avanti, questo lultimo !(esce, Marannina lo segue)
Scena ottava (Rosina e Peppino)
Rosina (seccata ): Ma che ti sembro scimunita ? Ho capito perch non te ne vuoi andare da qui: a questa vipera, hai fatto la promessa di girarci intorno!
Peppino Ma quale promessa e vipera ? Lhai sentito tu stessa: era solo per ingannare il forestiero.
Rosina (ironica):Certo ! Ora che ti ha invitato, non puoi dire di no! Devi passare linverno al calore di casa sua ! (sdegnata) Io mi sono accorta di una cosa: il forestiero
Peppino (a seguire, seccato): A proposito, me ne sono accorto che col forestiero ve la intendete. Quellinfame ! Cosha da guardare ?
Rosina (Offesa, si alza):Ma che centra ! Quel bravuomo, si ac- corto che qui, in un angolo, scordata da tutti, c chi ha veramente bisogno di aiuto. Mi ha regalato il carbone, perch non ha altro.
Peppino (subito, seccato):Ti ho detto di startene zitta ! E poi la vuoi smettere di alzarti ogni minuto ? Sembri seduta sui fichi dIndia! (imperativo) Siediti !
Rosina (si siede e completa):Mi avrebbe dato anche oro se ne aves- se avuto. Si vede subito quando una cosa si fa col cuore.
Scena nona (Peppino, Rosina, Turi e Marannina)
Turi (in scena insieme a Marannina):Buongiorno a tutti! (tutti rispondono al saluto ed esce verso il porticato)
Peppino :Donna Marann, venite qui, sedetevi !
Marannina (fa finta di non aver capito): Dite a me mastro Peppe ?
Peppino : A voi, a voi ! (Marannina si siede. Pausa, poi) Vi prego di dare aiuto a questa creatura.(silenzio raggelante) Voi, mi avete detto che se avessi avuto bisogno, potevo parlare !
Marannina (tuttaltro che intenerita): Una figlia c lho anchio, se Dio vuole, un giorno, voglio mostrare con vanto i nipoti miei!
Rosina (si alza di scatto per andare via, lui la trattiene per un braccio.)
Peppino (continua la supplica): Datemi il tempo di rimettermi la casa in piedi. (altro silenzio) Dato che sfitta, mi potete dare la chiave della casa del Carmine?
Marannina (si alza di scatto, va per luscita in fondo.)
Peppino (Ha ancora un barlume di fiducia e trattiene Rosina che cerca di divincolarsi per andare via): Aspetta, aspetta, (la coccola) che fai ? Te ne vai proprio ora ? Si alzata di furia, per- ch andata a prendere la chiave.
Rosina (si divincola): Ma levati di mezzo! Ti dovresti vergognare: supplicare lelemosina a chi non ha cuore!
Peppino :Zitta ! Un giorno mi ringrazierai !
Rosina (accorata): Lo so che sar dura! Faremo sacrifici, vedrai, c la faremo!(tira Peppino a se, verso luscita di sinistra e lo implora) Scappiamo! Ora ! Non aspettare !
Peppino ( nervoso, indeciso, temporeggia.)
Marannina (dal fondo; regge in mano un paio di zoccoli usati, si rivolge a Rosina): Ecco, tieni ! Questi, non mi servono pi !
Peppino (si aspettava ben altro, deluso, si mette le mani in viso)
Rosina (con dignit):Signora, grazie lo stesso ! Non ho di che vergo- gnarmi. Continuer a camminare a fronte aperta. Avrei voluto andarmene prima, (allude a Peppino) lui mi ha trattenuta.
Peppino (trattiene Rosina e implora Marannina): Almeno la casetta di campagna ! Almeno quella ! Che fastidio vi darei ? (Marannina gelida; Rosina scappa dalluscita di sinistra)
Peppino (insegue Rosina) :aspetta, aspetta !
Rosina (A Peppino, oltre la porta esterna): Non venirmi appresso ! Sapr badare a me stessa e al figlio che nascer. Non so che farmene di un uomo di mezza lira! (esce per il porticato )
Peppino (accorato la insegue): No, no, no!
Scena decima (Marannina e Ciccina)
Marannina (poggia gli zoccoli a terra. Ironicamente preoccupata): Povero mastro Peppino, sulle spine, ed pure lui scalzo !(verso luscita in fondo ) Ciccina ! (pausa) Ciccina !
Ciccina (dal fondo): Sono qui !
Marannina :Aiutami a portare di l questo sacco col carbone.
Ciccina :Carbone ? Chi ve lo ha dato ?
Marannina :Lho pagato figlia mia, lho pagato! Nessuno ti regala niente se non dai qualcosa in cambio. (a parte).Devo rius- cire a smaliziarla ad ogni costo. Lei non lo capisce che se ti fai pecora il lupo ti mangia.(le indica il sacco) Aiutami !
Ciccina (dopo pochi passi saccorge che il sacco non pesante):Non pesante, lo porter da sola.
Marannina (molla il sacco):Poi ritorni e porti via queste scarpe.
Ciccina :Va bene sar fatto. (esce per il fondo)
Marannina (prende gli zoccoli, le gira le rigira, poi ironica): scarpe che ci manca la parola, e quella me le rifiuta!(le rimette a terra e torna a mettere ordine, apre e chiude cassetti)
Fine primo atto
Chiusura del sipario
Meglio la guerra
(medesimo ambiente del primo atto)
Atto II scena primaInscena Ciccina e Marannina
Marannina (comodamente seduta seduta; Ciccina pulisce lo specchio) Aah ! Con la Pancia piena, il mondo lo guardi diversamen- te. (a Ciccina col cenno della mano)Porta di l questi zoccoli e poi torna presto che ti devo parlare. (Ciccina esce ed ese- gue) Non so leggere e scrivere, ma quello che ha nella testa Ciccina lo devo capire.(Ciccina torna in scena) Vieni figlia mia, siediti qua, vicino a me. (Ciccina piuttosto rigida; poi si siedono entrambe) Senti Ciccina, mi devi dire la verit! A tua madre ci devi dire sempre la verit! (breve pausa) Hai visto se c qualcuno che ti guarda? (vista lespressione della figlia) Se per esempio nella strada o nella chiesa, qualcuno, uomo, uomo, si! Se lui ti ha, se tu hai visto che
Ciccina (rigida): Nonsignora !
Marannina :Ma tu, non hai nella testa qualcuno che conosci,(pausa, deglutisce) e per esempio, hai pensato che ti piace ?
Ciccina (con le labbra strette, fa segno di no scuotendo il capo)
Marannina :Non ti ha detto niente Carmelina ? Forse, lei lo sa !?
Ciccina (scuote di nuovo il capo e tiene gli occhi bassi)
Marannina :No ! Come fai a dire di no se non ce lo chiedi !? (pausa) Maaah ! Ti piacciono gli uomini !? (Ciccina imbaraz- zata, vorrebbe sparire. Marannina si alza, si atteggia a scian- tosa . A parte) Niente ! Non mi somiglia per niente ! Nean- che con la guerra ha messo furbizia. (pausa) Bisogner istruirla come si deve. (a Ciccina) A che punto sei con le pulizie ?
Ciccina :Sono a buon punto. Dovrei iniziare a scopare ma adesso mi sento stanca, mi vorrei riposare un po.
Marannina :Riposati, riposati figlia mia. Pure io mi sento stanca. Questa non una giornata come le altre. Finita una guerra ne comincia unaltra. (pausa) Quando termini di scopare, ricordati di lavare pure per terra.
Ciccina :Fuori alla fontana, non potete immaginare quanta gente fa la fila per lacqua.
Marannina :Andremo prima del tramonto. A quellora c poca gente: io riempio e tu porti a casa. Non vedo lora di lavarmi e di cambiarmi. Vedrai che la spuntiamo. Io mi affaccio al balcone, cos prendo un po daria, povere piante senza un goccio dacqua. (esce in direzione del balcone)
Ciccina (rimasta sola, si accerta che la madre non rientri, prova a tirare fuori dal petto una lettera, poi desiste, torna a guardare, indi sincoraggia e la tira fuori): Col buio di l dentro non ho potuto, spero di poterla leggere qui questa lettera. Mi pare che questaah! Ero arrivata qua! (gira facciata ) Ijo, spe-ro-cch, Io spe- rocch, il sfol-, sfol-, sfollemento, si, termi-nisce, su-bi-to. (pausa, si accerta che la madre non torni, si siede e si auto biasima) Aaah ! Comero contenta quando mia madre mi disse di non andare pi a scuola, e adesso, non so leggere neanche una lettera. Almeno, mi faceva completare la seconda. (verifica e torna a leggere)Ha-nno pa-ssa-to di pi di un, me-se cch, non ti visto pi, (ha memorizzato e ripete) un mese non ti ho visto pi ! Mi sta, pa-rte-nto, la testa e anche, pu-re il ce-rvello ! (commossa, bacia ripetutamente la lettera) Ijo non lo so, do-ve tu sta-i, se n, non mi fer-ma-ssero, (ripete) se no, non mi fermassero, neanco le bo-mme. (stringe subito la lettera al petto e chiude gli occhi commossa. Prima di rileggere controlla che la madre non torni) A casa mi-a ci anno sta-to(a questo punto Maran- nina inizia a parlare fuori scena e lei smette. Ripiega subito la lettera, la ripone nel petto e si risistema addosso)
Marannina (fuori scena):Girate da questa parte! (breve pausa) Si ! Mi trovate davanti la porta !(in scena) Ciccina, sta arrivando un forestiero con le stoffe non fare al tuo solito che non appena vedi gente sparisci e mi lasci sola.
Scena seconda
(Marannina, Lambulante, Ciccina, poi Peppino)
Marannina (si agghinda davanti allo specchio, poi si porta alluscita ester- na, apre la porta e trova lambulante):Si, si, qui! Entrate ! (Lei rientra a ritroso e lambulante la segue dentro casa)
Lambulante (porta la cosiddetta bardanella dietro le spalle e regge un altro fagotto pi piccolo allinterno del gomito): Che ci diamo a questa signora ?
Marannina (riferendosi a Ciccina): Questa mia figlia !
Ambulante (a Ciccina che si mantiene a distanza): Bongiorno ! (Ciccina accenna appena un saluto con un movimento della testa.)
Marannina :Principale, io ci volevo comprare qualcosa per conservar- la un domani per mia figlia. (le donne, accostando delle sedie, formano un piano dove luomo vi deposita il grande fagotto pieno di stoffe e poggia quello piccolo a terra)
Ambulante :Volete dire: sottane camiciole, maglie
Marannina :Le sottane c lha! Le maglie, vediamo le maglie.(le don- ne, accostando delle sedie, formano un piano dove luomo vi deposita il fagotto grande pieno di stoffe e poggia a terra il fagotto piccolo che si accinge ad aprire con calma, poco dopo)
Marannina (allambulante): sentite a me :qualche scampolo di stoffa per farmi una veste nuova ci sarebbe?
Ambulante (occhi al cielo: santa pazienza. Evita che le donne saccor- gano del suo disappunto, sorride, poi snoda il fagotto grande: la bardanella):Volete qualcosa da usare tutti i giorni ? Oppure
Marannina :Vediamo! Voglio roba bella! Un colore che pu porta- re una signora! Limportante che non sia verde, non mi sta bene in faccia. E poi a me, certe cose mi devono piacere subito. (lambulante cerca di capire cosa proporre. Marannina incurante del disordine che genera, mette mani tra le stoffe, tutte a tinta unita e poi ne tira fuori una che le piace)Questa, questa! Ecco, questa si che mi piace ! (se laccosta addosso e si guarda allo specchio) Ha visto che occhio? (gira e rigira la stoffa, la stima per qualit e ampiezza) Questa mettiamola di lato. Vediamo se c qualcosa per mia figlia. Oh principale! Io non le so fare le smorfie delle donne che comprano la roba, non vorrei per che mi sparate prezzi che fanno prendere spaventi?
Ambulante (ironico): Sono forse uno che fa prendere spaventi ?
Marannina :Per carit ! Siete un bravo giovine! Purtroppo le paure della guerra mi hanno lasciato il segno. Vita da cani ! Due donne sole, tribolazioni a non finire.(sospira) Aaaah! ( a Ciccina) Ciccina, tu non dici niente? Aiutami a scegliere, ti voglio fare un abito .
Ambulante (attimi per la scelta):Per vostra figlia, io direi questa.
Marannina (alluomo): Mi serve qualcosa per fare buona figura !
Ambulante (slega laltro fagotto e tira fuori una stoffa grande): E allora vi consiglio questa ! Potete fare abito e soprabito.(ironico) Cos vi levate il pensiero !
Ciccina (piacevolmente stupita): Questa per me ?
Marannina :Perch non ti piace ?
Ciccina :E troppo lussuosa !
Marannina :Cos devessere!(Glielaccosta addosso, Ciccina partecipa, immagina labito gi cucito; Marannina si rivolge alluomo e ironicamente) Voglio vedere se al momento di pagare noi due ci tireremo i capelli. (con un sorriso)Avanti, fatemi vedere le maglie.
Ambulante :Sissignora. (torna allaltro fagotto)
Marannina (alluomo): Sapete una cosa ? Vi guardo e torno a guardar- vi. Io credo di avervi gi conosciuto. La vostra faccia mi pare daverla gi vista.
Ambulante :Signora, non la prima volta che vengo da queste parti. Prima della guerra aiutavo mio zio a vendere la roba e ogni tanto mi portava con se. Adesso giro da solo, lo zio non se la sente pi di portare questo peso addosso.
Marannina :Aaaah! Suo zio era quello con i capelli ricci e rossi. Noi, in paese, labbiamo sempre chiamato :pelo rosso !
Ambulante :Proprio lui !
Marannina :Principale, senza offesa ! Voi siete affabile ma vostro zio era un galantuomo veramente. Parlando in confidenza : se a volte qualche camiciola non mi convinceva tanto e vedeva che non ero proprio decisa, lui stesso allora mi diceva: (confidenziale) -signora, non lo faccio con nessu- no, a voi la faccio provare!- (gli si accosta) E se non avevo tutti i soldi: - me li date la prossima volta che passo!-
Ambulante (Marannina torna a guardare le stoffe e lui a parte) : E bravo zio Nen, s fatta pure a questa !( poi snoda il fagot- to piccolo e mostra alle donne una maglia intima in lana) Signora, guardate che roba di pregio ! Di queste cose c ne sono veramente poche in giro ! (Marannina la tocca, poi laccosta al corpo di Ciccina, indi gliela misura di spalle. In questi frangenti, quatto, quatto rientrato Peppino ed andato a sedersi distante per non disturbare.)
Scena terza (In scena detti pi Peppino
Marannina (Poco dopo Marannina scorge Peppino): Oooh! Mastro Pep- pino ! Venite a vedere quante cose belle ha questo giova- notto.
Peppino (triste): Lasciatemi stare, donna Marannina !
Marannina (gli si avvicina e si premura di tirarlo su): Avanti, non fate- vi pregare! Venite a guardare che belle stoffe abbiamo comprato.
Peppino :Che centro io ? Sono cose vostre ! Roba per donne!
Marannina (lo tira per un braccio): Venite a vedere la veste nuova che mi voglio fare. (Peppino la segue e lei sagoma la stoffa su di se con charme poi le mostra la stoffa per la figlia che continua a pavoneggiarsi, mentre lambulante riordina la sua merce) Questa per Ciccina! E allora che ve ne pare ?
Peppino (con distacco): Belle, belle sono ! Godetevele ! A me, non rimasto neanche un laccio. E se lavessi, non so se tro- verei il coraggio di passarmelo intorno al collo.
Marannina (In disparte):Aaaah! Non dite queste fesserie! Mastro Peppino, entro stasera ci faremo una mangiata, alla faccia di chi vi fa venire pensieri maligni. Ci abbuffiamo di lasa- gne! Vi piacciono con la ricotta salata sopra? (Peppino la guarda, non le risponde e torna a sedersi) Sedetevi, sedetevi ! Non appena finisco vi voglio parlare. (allambulante) Allora principale, a noi ! (Marannina e lambulante mentre Peppino parla tra se, trattano e concludono il pagamento delle stoffe.)
Peppino (a parte):Ci vuole coraggio! Mi domanda pure se le lasagne mi piacciono con la ricotta salata.(sbadiglia) Aaaaah ! Io muoio di fame gi adesso, come far a resistere fino a sta- sera ? (pausa) Certo, per la signora Natale tutti i giorni e fuori c chi si affanna per una fetta di pane. (sospiro)Aah ! Ora che la guerra finita, per me cominciano i guai. Tor- nando al paese, pensavo di trovare gli americani e invece mi ritrovo in prima linea! (Marannina tira fuori al solito il fazzoletto con le monete e paga a suo modo) Come si fa a spiegare a Rosina che donna Marannina . Per ora vedia- mo dove la posso collocare. Poi, quando nascer mio figlio, si calmeranno luna e laltra ed io non sar certo pezzente come adesso. (lambulante, riannodati i fagotti, si appresta a caricarseli)
Marannina :Mastro Peppino aiutatelo! (Peppino si avvicina e laiuta) Principale, avete pure maglie e mutande per uomo ?
Ambulante :Signora qui non ne ho.
;Marannina :La prossima volta che venite, (fa capire a Peppino che sono per lui) penso che mi potessero interessare.
Ambulante :Va bene ! Roba buona ?
Marannina :Certo ! Roba buona !
Ambulante (a Marannina): Sapete che vi consiglio: se dovete fare spe- se, meglio che vi prendete il postale e venite direttamente da noi. Abbiamo uno di tutto. Vedrete, non sar un viaggio perso. La sera dormirete alla locanda, quanto a mangiare, mangerete da me, vi invito a casa mia. (Marannina appare interessata. Il forestiero, viene aiutato a caricarsi il fagotto e si appresta ad uscire) Buongiorno a tutti ! (i presenti rispondo- no al saluto, Marannina rimane in scena ad ammirare gli acquisti, Ciccina esce per il fondo con la sua stoffa-feticcio, Peppino accompagna il forestiero alla porta e poi rientra.)
Scena quarta( in scena Marannina e Peppino
Peppino :Certo! Chi spesso pu comprare, impara meglio a spende- re! (breve pausa) Chi denari non ne ha, brutti pensieri fa !
Marannina :Mastro Peppino, da voi dipende! (Va a sincerarsi che Cicci- na non arrivi) Non vi lascio certo questi miseri panni ! Se voi siete daccordo, io
Peppino :Che volete dire ?
Marannina (pausa. Peppino smanioso di sapere, ma lei fa la preziosa): Io mi chiedo, perch vi siete messo in testa di fare il paladino di Francia!? (pausa) Di che vi fate scrupolo? Credete di es- sere il solo? Fra qualche mese ne spunteranno altre pollas- trelle di primo volo. Penser a tutto la divina provviden- za. (con moine) Godetevi la vita ! Qui vi faccio fare il prin- cipino ! Non vi mancato niente in tempo di guerra, figuratevi in tempo di pace !
Peppino (disorientato): Dico, tanto per capire: volete dire, come s fatto in campagna fino adesso ?
Marannina (quasi un rimprovero):Mastro Peppino, lo sfollamento fini- to! Metteteci una pietra sopra ! Lavete detto voi stesso che vi dispiace se la gente parla.
Peppino :E allora ?
Marannina (se la prende comoda ma gli parla con tono deciso): Sentite, io ho una figlia da maritare !
Peppino (proprio non se laspetta): Come, come, come?
Marannina (Impassibile): E cos ! Avete capito bene!
Peppino (agitato): Io dovrei sposare vostra figlia Ciccina?
Marannina :Ssss ! Non alzate la voce! Parlate piano ! (va a sentire se Ciccina arriva) Se vi sta bene !? Se vi sta bene!?(pausa) La ragazza una rosa ! Non legata a nessuno ! Ve lo posso assicurare io !(pausa. Peppino la guarda esterrefatto e lei lo sfugge) Voi stesso lavrete notato: parla poco , non simpiccia, ubbidiente, una donna di casa ! (pausa) Se volete
Peppino :Ma perch volete dare vostra figlia proprio a me ? Ci sono tanti bravi picciotti in paese . (riflette) E forse malata e con la scusa della dote, mi volete dare questa croce ?
Marannina (molto contrariata):Ah! Ora mi fate pure infuriare !Ma che dite ? Malata !? Mia figlia piena di salute ! Credete che darei proprio a voi la gatta nel sacco ?(cambia tono) Per Ciccina arrivata lora di prendere marito, chi me lo fa fare a mettermi in casa uno zotico scimunito che potrebbe farmi mangiare i gomiti? (suasiva) Con voi, sarebbe unal- tra cosa. (convincente)Se rimanete qua, abbiamo tutti da guadagnare! (ammaliante) La verit che vi sembra cos bello che vi chiedete se c qualcosa sotto. (consapevole di lasciarlo ad ardere sulla graticola) Vado a guardare se la fo- glia di lasagna asciutta. (esce e rientra subito) Ah! Non fa- temi scordare di prendere il vino !( esce in fondo)
Peppino (affranto): Questa si che guerra ! Dovunque mi giro, trovo campo minato ! (sospira) Aaaah! E io che mi ero fatto certi disegni! Questa non una donna, un maresciallo: - o ti abbassi o ti licenzio!- (pausa) Prima siamo stati amanti, ora vuole diventare mia suocera:- se rimanete, abbiamo tutti da guadagnare! - (pausa)Senza contare che dovrei sposare una, che per me come una sorella ! No ! (muove la testa) No, no, no ! (si siede, poco dopo, Angelo e Jano compaiono dal porticato e bussano alla porta) Chi ?
Scena quinta (Peppino, Angelo, Jano, poi Marannina)
Angelo :Amici !
Peppino (Nonostante la titubanza iniziale va ad aprire; saluta prima Angelo anche se trover davanti se Jano): Compare Angelo ! (si abbracciano, poi) Januzzo ! (abbraccia anche lui)
Jano (E fortemente balbuziente e apre e chiude velocemente gli occhi; visto che Peppino non si decide): Non ci fai entrare ?
Peppino :Si, si ! Entrate!(entra prima lui, poi i due. Prende le sedie.)
Angelo (guarda lambiente):Compare, non mi pare vero, siete vera- mente qui ?
Angelo (in riferimento alle sedie):No, lasciate perdere, in casa daltri, va bene in piedi. Limportante che ci siamo rivisti.
Peppino :Sedetevi vi dico!(i tre si siedono: Angelo al centro, Peppino alla sua sinistra. Jano durante il dialogo tra fra i due compari, mostra attraverso la mimica ed i gesti di essere in sintonia con quello che dice colui che sta parlando ) Eh Caro compare, questa la vita! Quando scappai come tutti, dopo i primi bombardamenti, non sapevo dove andare. Per grazia di Dio, trovai una grotta e l passai quattro notti sommerso dallumidit, insieme a cani che entravano e uscivano.
Angelo :Compare, Voi avete sempre paura dei cani ?
Peppino :Potete immaginarlo!
Angelo :E con la signora come vi siete conosciuti?
Peppino :Per caso! Per puro caso! Ero uscito di mattina per prende- re lacqua. Cera tanta gente intorno ad un abbeveratoio in campagna. A un certo punto: i tedeschi, i tedeschi, i te- deschi ! Scappammo tutti e una voce disperata mi gridava: aiutatemi ! Aiutatemi ! Aspettatemi ! Da dietro un ces- puglio mi accorsi che era donna Marannina. Ci salvammo per miracolo, lei durante la fuga perse una scarpa e meno male che lafferrai per un braccio e continuammo a corre- re, lei voleva tornare a prenderla.
Angelo (sorpreso): Eh caro compare, quanti guai ho avuto anchio in guerra. Mah! Meglio non pensarci. Meno male labbia- mo scampata, per fortuna siamo vivi, ecco, la cosa pi importante questa. (alludendo a donna Marannina) Io di questo fatto non ne sapevo niente. Poi Vincenzino, il fi- glio della napoletana, mi disse che vi avrei trovato qua e vi devo confessare che da solo non avrei avuto il coraggio di venire.
Jano (balbetta):Vieni con me che io ti ci porto !
Peppino :Bravi, avete fatto bene. (pausa) Compare Angelo, sono rovinato.
Angelo (sorridente):Avete sempre voglia di scherzare. (gli da una pacca sulla spalla) Come si fa a credervi ora che siete entra- to in casa di donna Marannina ?
Peppino (cupo): Non mi rimasto un centesimo. La mia casa stata bombardata. Il letto, i mobili, il tavolo, il comodino, me li hanno rubati, di tutto il resto, solo macerie.
Angelo (anche Jano appare dispiaciuto):Compare mi fate restare come un allocco ! (a Jano) Tu lo sapevi ?
Jano :(Muove il capo per dire no)
Angelo (a Peppino): Credetemi, sono arrivato da poco, di tutto quello che successo in paese, io non so niente.
Peppino :Torno proprio adesso da casa mia.(pausa)Mi hanno lascia- to solo le immagini dei santi attaccate al muro. Disonesti ! Miserabili ! Rubare in una casa bombardata. Io li racco- mando alla mano divina.
Angelo (cerca di rimediare allo sconforto di Peppino):Compare, per grazia di Dio, avete le braccia e le gambe intatte. Le case si ricostruiscono e i mobili si rimediano. Ora pensate solo a scialare.
Peppino :Mi trovo costretto. Come devo fare? ...Dove vado ? Devo rimanere per forza qua !
Angelo :Ma certo ! (si cura che non arrivi nessuno e poi alludendo a Marannina) Fino a quando vi fa rimanere, da qui non vi dovete muovere. (Gli strizza locchio) Donna Marannina, vi fa scordare tutti i guai. Magari ci fossi io al vostro posto ! (a voce bassa e con partecipazione) ...E sanguigna come sempre ?
Peppino :Noo Compare! Che centra!(si alza scandalizzato)Certe cose non le dovete neanche pensare. In guerra, voi lo sapete meglio di me, si vive di stenti, con la morte che ti balla in- torno. Lho rispettata come una sorella ! ...E donna Ma- rannina si comportata veramente (deglutisce) da signora. Una signora per bene !
Angelo (sorpreso):Compare Peppino ma dite sul serio ?
Peppino :Anche adesso, bisogna riconoscerlo, ha saputo di questa disgrazia che mi capitata (come se parlasse Marannina) -A vostra disposizione! Parlate, ditemi di cosa avete biso- gno!- (breve pausa) Mi ha voluto comprare le maglie nuove da un forestiero.
Angelo :Le maglie nuove? Quelle gi fatte?
Peppino :Sissignore! Maglie e mutande nuove ! Mi ha detto:- Qua potete stare quanto volete, fate conto che questa casa vostra !- (cambia tono) Donna Marann, cosa dir la gente ? Mi disse : - Lasciatela parlare la gente!-
Angelo :Compare quand cos: benedetta la guerra ! Unoccasio- ne come questa dove la trovate? (si guarda intorno) Vi parlo chiaro: se al posto vostro ci stavo io, altro che stare fermo! (verifica che non arrivi nessuno) Per me, sua figlia come se non ci fosse, ma donna Marannina, donna Marannina, ..se ci penso, mi sento salire dentro certe vampe ! (si ventila, poi), Ma chi se lo poteva immaginare: compare Peppe in casa del sergente !
Jano (ironico): Con la moglie del sergente !
Peppino (a Jano): Ssss ! (lo rimprovera anche con dei gesti)
Angelo (a Peppino): Vi ricordate quando gli abbiamo fatto sparire le scarpe ?
Peppino :A chi ?
Angelo :A lui, al sergente, ...dentro la chiesa. ( a Jano che sta per parlare) Tu non ceri !
Peppino :Compare siete sicuro che io cero ?
Angelo (Con gli occhi furbi e un cenno del capo gli fa capire di si)
Peppino :Eppure non mi ricordo.
Angelo (guarda che nessuno arrivi, si siede come se cavalcasse e fa se- gno ai due di sedersi pi vicini lui):La chiesa era piena cos. (socchiude le dita della destra verso lalto per sottolinearlo e torna a guardarsi le spalle) Stavano seduti sul banco avanti al nostro, il sergente (mima un omone) e sua moglie. Noi sta- vamo sempre inginocchiati.(chiude gli occhi) Donna Ma- rannina profumava come una rosa!(rivive allungando il col- lo) Il mio naso era sul suo collo. Poi marito e moglie singi- nocchiarono e cambiarono le cose. (annusa e si tocca il naso come se sentisse cattivo odore) Non riuscivo a capire come mai ci fosse tuttaltro odorino. Allungo il collo e vedo un bel buco (lo mima) nella calza del sergente.
Peppino (ridendo): Aaaah! Ora mi ricordo !
Angelo (fa un segno con la mano a Peppino affinch lo faccia conti- nuare):Non riuscivo pi a trattenere le risate. Le calze bu- cate, rattoppate, le abbiamo avute sempre tutti, ma il sergente, il sergente ! (si guarda ancora le spalle) Mi abbas- sai, ancora peggio. Sar stato per qualche cipolla ma quello si era levate le scarpe.
Jano (balbetta e apre e chiude gli occhi): Tutte due ?
Angelo (annuisce, poi): Prima che finisse la consacrazione non ce- ra pi traccia ne di noi ne delle scarpe. Subito altra gente prese il nostro posto.
Peppino :Io quella scarpa, la buttai subito in quella specie di arma- dio dove il prete confessa.
Jano (balbettando, cerca di partecipare e chiede chiarimenti a Peppino):Vicino laltare di Santo Antonio ? (Peppino non lo degna di considerazione e Angelo prosegue)
Angelo (a Peppino): Compare, io ero riuscito a malapena a infilare la scarpa sotto lascella. Avevo la giacca e non si vedeva niente. Vi ricordate cosa successe quando il sergente sac- corse che non cerano pi le sue scarpe? ...Fece un macello! ...Non lo potr mai scordare! (verifica che non arrivi nes- suno e con voce possente ma strozzata) Fermo tutti ! Qui si ha penetrato un attentato al sergente maggiore Lodovico Sferlazza, al servizio di sua maest ! Ridatimi subito le scarpi ! (ridono)
Peppino :Si, si ! Le scarpi o sar una tragedia !
Angelo :Usc subito dal banco, eravamo tutti terrorizzati. Poi le cose si complicarono, per lui: da una calza uscivano tre dita, dallaltra il buco era pi piccolo, se ne vedeva uno solo. La gente scoppi a ridere, altro che messa, rideva tutta la chiesa.
Peppino :Il prete gridava : in chiesa si sta silenzio ! Qui si sta fando sagrileggio.
Jano (a Peppino): Don Vespasiano ?
Peppino :No ! Era don Nicola.
Angelo :Donna Marannina era diventata rossa per la vergogna.
Peppino :Meno male fu lei a calmare il marito, se lo port in sacres- ta. Mentre camminavano, si gir verso la gente e ci disse: gentagli !
Angelo (verifica che non arrivi nessuno): E vi ricordate il ser- gente scalzo che gridava: tanto si scoprisce il corpevolo, faccio venire quelle che prentono le mpronte degetale.
Peppino (come sopra): Comunque, quella volta vi salv donna Ma-rannina. Se suo marito avesse chiamato la milizia, chiude- vano le porte e ci sarebbe stata perquisizione per tutti. Vi avrebbero mandato allisola, in galera.
Angelo :Avete ragione compare Peppino, avete ragione. Quando uno picciotto, quello che pensa fa. Mi dovete credere: passare da quel profumo a quel tanfo, mi fece agitare, mi acchiapparono i diavoli. Poi vedendo il buco nella calza, stavo scoppiando a ridere, a quel punto avevo bisogno di andarmene, feci guardare la cosa anche a voi e tutto suc- cesse in un lampo: io ne presi una e voi laltra. Io andai da una parte e voi dallaltra.
Peppino :Credetemi compare, (giura baciando indice e medio uniti) ve lo giuro sulla buonanima di mia madre: nonostante io mi liberai subito di quella scarpa, tremavo come una foglia di basilico.
Angelo :Immaginate io ! (scuote il capo) Costretto a stare l immo- bile. Tutto il tempo della messa parevo imbalsamato. Meno male non mi guardava nessuno: io sudavo freddo! Non vedevo lora che Don Nicola finisse quella messa. Non appena ci fu la benedizione, mintrufolai tra la gente e me ne andai pi lontano possibile.
Peppino :Io quella sera uscii dalla chiesa con la buonanima di mia sorella e da allora non vi ho pi chiesto cosa ne avete fatto di quella scarpa.
Angelo :Avrei voluto scappare. Poi pensai: meglio evitare, qualcu- no potrebbe insospettirsi e andare a fare la spia. Me ne an- dai in un posto isolato e a furia sputi lucidai quella (mima con lavambraccio) fino a farla diventare come uno spec- chio.
Peppino :Compare perch ?
Angelo :Per fare scomparire le empronte.
Peppino :Aaah!
Angelo :Poi decisi di appenderla ad un chiodo sporgente: pensai se qualcuno gliela fa ritrovare, forse quello si calma.
Peppino :Compare meno male che siete venuto a trovarmi. Mi avete fatto svagare la mente. Mi sento un altro. Dio ve ne renda grazia.
Jano (balbetta come sempre): Ora che la guerra finita, la sera possiamo uscire di nuovo insieme
Angelo (gli d una pacca per complimentarsi): Bravo Januzzo ! Questa mi piaciuta !
Peppino :Januzzo parla poco ma quando parla...(sinterrompe bru- scamente perch sente la voce di Marannina)
Marannina (Inizia a parlare fuori scena. Regge un cesto con luva e un pezzo di pane. I tre sentendo la sua voce si alzano, gli ospiti cercano di apparire in ordine):Mastro Peppino, prendetevi un boccone con questuva. (in imbarazzo vedendo gli ospiti, parla a Peppino) Come? Avete gente in casa e non mi dite niente ? (riconosce Januzzo) Januzzo come stai ?State tutti bene a casa ?(Jano emozionato, le fa un sorriso)
Peppino (le presenta Angelo): Questo un mio amico! Con lui ci siamo sempre conosciuti. (Angelo tanto emozionato, le stringe mano, la guarda un attimo poi abbassa gli occhi)
Marannina (agli ospiti):Assaggiate questuva! E dolce come lo zucche- ro! (poggia la cesta sul canterano) Mi dovete scusare, me ne vado subito, di l c troppo da fare. Permesso! (esce)
Angelo (si accerta che sia andata via): Compare P, avete sentito? Avete sentito ?(mima la voce e le movenze)E dolce come lo zucchero ! Huuuh ! (chiude gli occhi e smania; Jano butta il berretto in aria e lo imita) Io me ne vado! Qua non ci resisto pi! Ma come fate voi a controllarvi? (torna a sma- niare, poi) Compare, fatevi vedere una di queste sere, cos usciamo, come ai bei tempi.
Peppino :Prendetevi un po duva !(i due fanno capire di no) Ah! Non fatevi pregare, donna Marannina si offende!( prende la ces- ta la accosta ad Angelo che ne prende un racimolo, poi rimette a posto la cesta e non si cura di offrirla a Jano che se la vede passare sotto il naso)
Jano (a Peppino):Aspetta, mi stavo scordando di dirti una cosa.
Peppino :Parla Januzzo ! (Angelo, tiene alto il grappolo e assapora luva voluttuosamente)
Jano :Ti ricordi quella ragazza che andavi a trovare vicino a portella Ciumara?
Peppino :Rosina?
Jano :Lho vista !
Peppino :Ah ! E dove lhai vista ?
Jano :A Ricignolo(contrada campestre) . Vicino il fontanile.
Peppino (lo deride): Si! A Ricignolo ! Ti sei sbagliato. Non era lei. Il suo paese in unaltra direzione.
Jano :Ti dico che era lei! Mi ha visto e mi ha parlato.
Peppino (lo deride ancora): E quando successo questo fatto ?
Jano :Neanche mezzora fa ! (Peppino lo guarda con altri occhi) Era su un camioncino col carbone.
Peppino :Mizzica !
Jano (non savvede del turbamento di Peppino): Mi disse: se vedi a Peppino, (porta lavambraccio destro da sinistra verso destra, per sottolineare: finita!) me lo saluti !
Peppino (preoccupato): Aspetta, aspetta, aspetta ! Ti ha detto: se vedi a Peppino me lo saluti(fa lo stesso gesto dellavam- braccio di Jano ma alza il suo in alto)
Jano :Che centra quello il saluto fascista e ora neanche si fa pi.
Peppino (impaziente): Me lo vuoi dire bene come ti disse ?
Jano :Mi disse: Se vedi a Peppino (ha difficolt a continuare e col la bocca chiusa) uummm
Peppino : Januzzo parla chiaro! (Ossia non nascondermi nulla; poi cerca di aiutarlo) Se vedi a Peppino(spera che completi la frase)
Jano (ma Jano riprende daccapo balbettando come sempre): Se vedi a Peppino, ( solito gesto col braccio) me lo saluti.
Peppino :Aspetta, aspetta, aspetta ! Il braccio era cos (rif il gesto allaltezza esatta) ma la mano era (aperta) cos o (rif il gesto col pugno chiuso) cos ? Januzzo, tu che suoni nella banda, sai che c differenza quando suona il bombardino e quan- do suona il clarino.(con lesempio della banda gli fa capire che vuole tutta la verit)
Jano :No, no ! Era (rif il solito gesto con la mano arcuata) cos!
Peppino :Sicuro ?
Jano :Sicurissimo !
Peppino (ancora diffidente): E laltra mano (con lavambraccio destro teso, pur senza accostarvi la mano sinistra, accenna appena, appena, il gesto volgare dellombrello) stava ferma?
Jano :Laltra non si vista. Laltra mano non si vista. No !
Peppino :Va bene, Va bene, ora ci penso io.
Angelo :Compare, stasera fatevi vedere, uscite, facciamo una passeggiata. (gli ospiti si dirigono verso luscita a sinistra)
Peppino (maschera la sua tristezza):Vediamo compare, vediamo.
Angelo :Io non vi capisco: cosa farete da solo con due donne in casa?(con malizia) Volete farmi credere che dite il rosa- rio?
Peppino (Visibilmente triste):Vediamo, non vi prometto niente! (Ac- compagna alla porta i due) Arrivederci, arrivederci! (rimasto solo si siede. Manifesta la sua desolazione con gesti e con la mimica de viso). Veleno ! Ancora veleno ! Glielho detto cento volte: vai a servizio dal dottore Pontorno. (imita Rosi- na)-No ! L ci vanno le pupe! Che ti sembro una pupa di quelle io?- Per andata a cercare quel fetente del carbo- naio. Avevo visto che qua ci dava filo, ma che potevo pen- sare(pausa, si alza.) E il figlio? Quello mio figlio! (pausa ) Forse, le cose si possono ancora mettere a posto. (riflette, poi) Meglio la guerra ! Era meglio soffrire da sfol- lato ! Almeno, ora saprei ricominciare, avrei la forza di lottare. (pausa, si siede) Quando torna donna Marannina glielo dico: da qui me ne devo andare! (riflette e gesticola come se le stesse gi parlando, poi si alza) Perch aspettare? Ci vado subito !(sta per avviarsi, poi ci ripensa. Torna a ri- flettere, tenta di parlare ma non ci riesce, lansia lo assale, si muove disordinatamente, indi la voce di Marannina lo gela)
Scena sesta (Peppino e Marannina)
Marannina (Flemmatica. Indossa un grembiule da cucina che evidenzia lopulenza di quella casa.):Mastro Peppino, allora, come avete deciso? Rimanete qua?(Peppino impacciato) Vedete, ora che ricevete visite, la gente aspetta una risposta, e noi gliela dobbiamo dare! (Peppino, respira affannosamente, prova con tutte le sue forze a dire quello che vorrebbe. Non riesce a dirle niente: la vita comoda lo attrae!)Se volete, non c bisogno di andare in giro a dirlo, baster che stasera non uscite di qua, la gente capir. (Peppino appare rassegna- to; Marannina esce in fondo e poi rientra)Ah! Mi era sembra- to che volevate dirmi qualcosa?
Peppino :Io ? Noo! (si siede)
Fine
cala la tela
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