1478: congiura

IL MESE MEDICEO

1478: congiura

di

Alessandro Riccio

Autore non iscritto alla S.I.A.E.

PRIMO QUADRO

Firenze. Anno 1478. Francesco Pazzi in scena.

Parla ad una immaginaria riunione di congiurati.

FRANCESCO PAZZI

I Medici devono essere spazzati via. Niente diplomazia. Niente accordi. L' unica soluzione la loro morte. Ho soppesato queste mie parole ogni volta che noi famiglia Pazzi venivamo lentamente ma inesorabilmente scalzati dalla nostra legittima posizione a Firenze, ogni volta che una nuova famiglia si schierava dalla loro parte; ogni volta mi ripetevo: l' unica soluzione la loro morte. E non parlo solo dei componenti della famiglia pi stretta, n del solo ramo de Popolani ma anche dei loro sostenitori. Tutti. Soderini, Canigiani, Pucci, Tornabuoni, Buondelmonti, Bandini. Tutti. Perch lasciarne in vita anche uno solo, vuol dire far germogliare quel seme che miner ancora una volta il nostro terreno.

Il Pazzi si guarda attorno.

Si prende una pausa.

FRANCESCO PAZZI

E questo, anche il volere del Santo Padre. Firenze sar annessa, prima dellestate 1478, ai territori pontifici. Il generale Cavadogli gi appostato con 5.000 uomini sulle colline, pronto a ricevere un cenno per invadere la citt. I soldati ci sono. Il denaro c. Manca solo il vostro consenso.Per liberare la citt dall'egemonia medicea sufficiente alzare una mano.

Il Pazzi si prende una pausa.

FRANCESCO PAZZI

Solo unalzata di mano. Perch tutto gi stato deciso: luoghi, tempi, modalit. Niente stato lasciato al caso. Ogni movimento stato ben studiato e ponderato. Uno dei Medici con noi. Che questo vi basti. Non dovete fare altro che alzare la mano.

Il Pazzi osserva e sorride, perch vede attorno a se alzarsi le mani.

FRANCESCO PAZZI

Cos sia. Che nessuno agisca per conto proprio. Niente scontri in consiglio, niente tafferugli in strada. Niente regolamenti di conti. Da oggi Firenze dovr assomigliare, in tutto e per tutto, ad un tranquillo villaggio di campagna

SECONDO QUADRO

Lucrezia, la madre di Lorenzo e Giuliano de Medici sta cucendo

un grande mantello dorato.

Lorenzo entra, piuttosto agitato.

LORENZO

Perch mi chiedete di non procedere? Quale esempio mi trovo a dare nel non punire dei colpevoli di un atto cos palese?

LUCREZIA

Firenze non ha bisogno di un altro boia, Lorenzo.

LORENZO

Hanno gridato morte ai Medici!

LUCREZIA

Il giovane Salviati un irruente. E il Cavalcanti ha agito solo per seguirlo.

LORENZO

Senza ordine non si governa.

LUCREZIA

Se ogni errore fosse punito con la morte faresti di Firenze una distesa di lapidi.

La donna lo avvicina a se e gli mostra il mantello.

LUCREZIA

Vedi? E quasi finito. Seta turca. Smagliante

Lorenzo indossa il mantello ma non sembra a proprio agio.

LORENZO (imbarazzato)

E stretto

LUCREZIA

Posso allargarlo.

LORENZO

Non so

LUCREZIA

E una meraviglia.

LORENZO

Questa indulgenza nei confronti dei due ragazzi ha un altro motivo.

LUCREZIA

E vero, la madre del Cavalcanti venuta da me. Ha bagnato queste mani con le sue lacrime. Io e lei siamo state ragazze assieme. Appena nato me lo port a far vedere. Come era felice. Il primo figlio che era riuscito a far nascere vivo. Mi ha regalato questo fazzoletto con il quale lo pul la prima volta.

LORENZO

Se non li mando a morte mi chiameranno debole.

LUCREZIA

Libert! Libert in cambio di una promessa, Lorenzo: fedelt ai Medici

LORENZO (dopo averci riflettuto)

Con l' impegno di aiutarci per la questione Borromei.

LUCREZIA

No, no. Dobbiamo essere cauti. I Pazzi hanno molti alleati.

LORENZO

Non pi di noi.

LUCREZIA

Hanno dalla loro parte il Papa.

LORENZO

E noi abbiamo le grandi famiglie fiorentine.

LUCREZIA

Non bastano: non hanno lo stesso peso.

LORENZO

Qua a Firenze s.

LUCREZIA

Il Papa Dio sulla Terra.

Lucrezia riprende a cucire il mantello.

E molto agitata.

LUCREZIA

Mi domando perch ci chiede ancora di versare sangue.

LORENZO

Ci sono principi dai quali non si pu prescindere.

LUCREZIA

Lonore? La gloria? Il potere supremo? Parole che nascondono solo il terrore di essere cancellati dalla memoria.

LORENZO

Bisogna agire perch il proprio nome rimanga.

LUCREZIA

Anche non rispettare ci che sacro? Gettar via la vita come una camicia sporca?

LORENZO

Dobbiamo morire; tanto vale farlo con coraggio.

LUCREZIA

Preferisco vivere, con coraggio. Morire facile. Dammi quel baule.

Lorenzo prende un baule nel quale la donna

prende dei pezzi di stoffa.

LUCREZIA

Una domenica mattina tornavo dalla messa. Cera silenzio per strada. Allangolo del Canto della Madonna cera unenorme macchia scura a terra che si allargava, lenta. Mi chinai guardandola. Le mani si coprirono di un rosso cupo. A sei anni non lo si mai visto, il sangue. Il corpo di un giovane giaceva a terra squarciato da parte a parte. La ferita sulladdome lo esponeva come unoffesa alla perfezione del corpo. Le carni maciullate. Non aveva ancora ventanni. Nei giorni successivi, nel guardarmi le mani, rivedevo riflessi rossi lugubri che non potevo far altro che lavare, lavare, lavare, lavare.....

LORENZO

Non lo avevate mai raccontato

LUCREZIA

E stato il racconto della violenza che Giuliano ha usato coi due giovani che mi ha riportato a quel ricordo.

Lucrezia rimane il silenzio nel ricordo di quella mattina

Lorenzo la guarda per un momento con tenerezza poi riprende l' atteggiamento di sempre.

LORENZO

I due ragazzi sono stati solo portati in cella.

LUCREZIA

Portati in cella? (con tono polemico) Gli avete spezzato le mani, coperto il volto con il loro stesso sangue. Avete usato violenza solo per scaricare la vostra rabbia!

LORENZO (confuso, dubbioso)

Si, lo so... abbiamo sbagliato

LUCREZIA (annuendo)

Non c peccato pi grande di non rispettare il corpo

LORENZO (giustificandosi)

Tutto il Consiglio era daccordo. Anche Giuliano lo era.

LUCREZIA

Il Consiglio pensa solo al profitto. Tuo fratello non ha la lucidit di controllare i suoi impeti. Sei tu che devi essere accorto, sei tu l' illuminato. Perch non lo hai ancora mandato a Roma?

LORENZO

Perch prima voglio parlare con lui e sentire che ne pensa.

LUCREZIA

Mandalo via.

LORENZO

mio fratello. vostro figlio.

LUCREZIA

Laquila pronta a sacrificare un suo piccolo se il cibo scarseggia. Sceglie il pi debole e lo uccide per nutrire gli altri. Ma qui in fondo non si tratta di uccidere nessuno. Solo di arginare Giuliano. Lorenzo: firma quella lettera.Fallo adesso. E importante. Non rimandare.

LORENZO

Avete ragione. Anche stavolta.

LUCREZIA

Sono solo pi vecchia e ho visto pi cose. Ma tu supererai tutti noi, Lorenzo.

La madre fa per uscire.

LORENZO

Io non lo so che farei senza i vostri consigli.

Entra Giuliano, il fratello minore di Lorenzo

GIULIANO (irriverente)

Ascolteresti i miei!

LUCREZIA

Giuliano va via, per favore.

Lucrezia e Giuliano si guardano fissi.

GIULIANO

Lorenzo, devo dirti...

LUCREZIA

Non abbiamo finito.

LORENZO

Far come dite, madre.

LUCREZIA

Se fossi in te, Lorenzo, andrei di persona ad annunciare il perdono ai due ribelli.

Giuliano si stupisce ma tace.

GIULIANO (molto contrariato)

Vuoi liberarli?

Lorenzo gli fa cenno di tacere.

LORENZO

Sar fatto.

Lucrezia tace ed esce di scena.

TERZO QUADRO

Lorenzo finisce di prepararsi mentre Giuliano lo guarda.

Giuliano molto agitato.

Giuliano lo guarda e gli da uno schiaffo.

Lorenzo resta stupito. Giuliano gli butta una lettere in faccia.

Lorenzo la raccoglie e la apre.

GIULIANO

Perch non me lhai detto?

LORENZO

Mi hanno consigliato di non farlo.

GIULIANO (indicando la lettera)

E in attesa della tua firma. Tu mi mandi a Roma. Tu dovevi dirmelo.

LORENZO

Non me ne stato dato il tempo.

GIULIANO

Io resto qua.

LORENZO

Perch sei sorpreso? Ceri anche tu alla riunione, ieri, e poco fa ho avuto la conferma: i Pazzi hanno il controllo della tesoreria papale

GIULIANO

Lo so!

LORENZO

A me il compito di sposare lOrsini a te quello di santificare il Signore

GIULIANO

Non prendermi in giro!

LORENZO

Ognuno ha il suo dovere, Giuliano. Tutti erano daccordo.

GIULIANO

Tutti chi? A chi spetta decidere il mio destino? La mia parola non conta?

LORENZO

Quanto sei infantile, Giuliano.

GIULIANO

Forse lo sono. Ma almeno ho il coraggio di venire qua a spaccarti la faccia prima di montare sul cavallo che mi porter a Roma. E a dirti sul muso che questo non agire da Magnifico

LORENZO

Sono mesi che si parla di questa faccenda!

GIULIANO

Non in faccia a me: nessuno ne ha mai fatto parola, nessuno mi ha mai comunicato che la mia libert stesse per finire e nessuno mi ha mai detto che mi si vuole vestito di velluto rosso

LORENZO (ribadendo il concetto, gi ripetuto pi volte)

Il Canigiani ha detto che la presenza di un Medici nel priorato papale influenzer la condotta del Santo Padre tenendo a bada le ingerenze delle famiglie ostili. I Barberini hanno gi provato

GIULIANO (gridando)

Allora sei stupido!

LORENZO

Senza quei capitali, la nostra sorte, a Firenze diventa molto delicata.

GIULIANO (amaramente ironico)

Perch sono sempre il primo in ogni giostra, presente in ogni festa, pronto a sfilare alle parate? Io sono il tuo stendardo a Firenze. Il popolo mi conosce, sa come fatta la mia faccia. E sa che sono tuo fratello. Si fidano di me e perci si fidano anche di te.

LORENZO

Intendi dire che non ho nessun peso, allora?

GIULIANO

Abbiamo bisogno di sostegno: sto radunando lesercito che ci sosterr, in caso di bisogno. Tu sarai il capo, sei il primogenito. Ma hai bisogno di me, qua, per creare quel terreno su cui poggeremo il governo mediceo. Noi dobbiamo restare uniti, come a Sparta. Due Re. Governarono assieme, in modo da essere vigili luno nei confronti dellaltro. Questa era lidea di nostro nonno. La pluralit di pensiero, lapertura della mente

LORENZO

Come la fai facile, Giuliano.

GIULIANO

Ma facile.

LORENZO

Una cosa dire di fare le cose, unaltra farle.

GIULIANO

Io sono qua a chiederti di farle con me. E tu mi scacci.

LORENZO

Se volessi toglierti di mezzo non avrei bisogno di questa lettera.

GIULIANO

E allora perch mi mandi via?

Lorenzo prende la lettera e la straccia.

La tensione si allenta. Lorenzo si tocca la guancia.

LORENZO (sorridendo)

La prossima volta che hai qualcosa da dirmi, parla, prima di menar le mani.

GIULIANO (ironico)

La prossima volta se non ne vuoi ancora fai in modo che nessuno ti suggerisca pi cose del genere: devi fare attenzione a chi ti consiglia, Lorenzo.

LORENZO

Gli altri consigliano: io decido.

GIULIANO (prendendolo in giro)

Ma c chi sa sussurrarti idee in testa senza che nemmeno te ne accorga. E tu sei stupido. Dentro la tuatesta vuotale parole si gonfiano, fanno eco e ti fanno parlare a caso

LORENZO (accettando lo scherzo)

Allora sarei un fantoccio.

GIULIANO (ridendo)

S. (facendosi serio) Io sono tuo fratello. Non c nessuno che tenga a te come ci tengo io. Neanche nostra madre.

LORENZO

Tu sai com fatta: ha paura del Papa.

GIULIANO

Al diavolo il Papa. E tutti i suoi ministri.

LORENZO

Modera le parole, Giuliano

GIULIANO

Sisto IV un mercante. E va combattuto con la spada, come si combattono i nemici. Nostra madre ha paura di lui come ha paura della propria ombra. Filtra la vita da queste finestre: non lo sa come il mondo, fuori. Non vuole uscire pi: ha chiesto a padre Giovanni che dora in avanti venga a servire messa qua in Palazzo. Hai notatoil continuo andirivieni di persone? Per qualsiasi incarico sono gli altri che devono venire a trovarla: ieri mi sono trovato faccia a faccia con un calzolaio che veniva a vedere Monna Lucrezia. M toccato farlo passare E poi una donna ed vecchia. Non pu avere la consapevolezza di come stiano realmente le cose, l fuori.


QUARTO QUADRO

Lucrezia riappare dal fondo.

Ha una cartella di documenti in mano.

LUCREZIA

Hai finito, Giuliano?

GIULIANO

No, madre. Non ancora.

LUCREZIA

Se critichi i consigli che do a Lorenzo, abbi lanimo di farlo di fronte a me.

GIULIANO

Non faccio altro che imitarvi, madre. Fate firmare a Lorenzo il mio ordine di partire per Roma senza neanche avere il coraggio di dirmelo.

Lucrezia apre la cartellina e non trova la lettera.

Giuliano prende i resti della lettera e glieli mostra.

GIULIANO

Cercate questa, madre? Io non andr a Roma.

Lucrezia si volta a guardare Lorenzo.

Lorenzo abbassa lo sguardo.

LORENZO

Cos ho deciso.

GIULIANO (pungente)

Lui il capo

LORENZO

Giuliano rester a Firenze e verr consultato per ogni decisione del Consiglio. Chieder che vi venga ammesso. Domani lo annuncer durante la seduta. Il suo voto sar utile per la questione della Borromei.

GIULIANO

La questione Borromei?

LORENZO

Beatrice Borromei-Pazzi sta per ereditare dal padre unimmensa fortuna. Che entrerebbe direttamente nelle casse della famiglia Pazzi. Voteremo per una disposizione della Repubblica che vieti alla donne di ereditare dal padre. Soderini, Canigiani, Pucci, sono dalla nostra parte. Pazzi, Bandini, Torrigiani contro.

LUCREZIA

Non si deve portare in consiglio questa disposizione.

LORENZO (a Giuliano senza ascoltare la madre)

Giuliano, con il suo voto, diventa fondamentale.

LUCREZIA

Giuliano non deve votare, come non voterai tu.

LORENZO

I Pazzi sono da ieri i tesorieri del Papa, con i soldi della Borromei saranno invincibili.

LUCREZIA

Allora ingraziamoci i loro favori e non poniamo loro dei divieti. Dopo sar tardi.

GIULIANO

Siete cos sicura che non vinceremo?

LUCREZIA

Contro il Papa? Contro lesercito del Re di Napoli? Contro i capitali delle famiglie?

GIULIANO

Noi abbiamo altri alleati.

LUCREZIA

Vuoi farci scomunicare tutti quanti? La Santa Inquisizione stata ristabilita. Ti rendi conto in quali tempi viviamo?

GIULIANO

Siete voi che non vi rendete conto in quali tempi viviamo

LORENZO

Basta! Smettetela!

Lorenzo confuso.

Non sa cosa decidere. Guarda i due.

LORENZO

Far come volete voi, madre. Se la mozione verr messa al voto ma noi non voteremo.

Lucrezia si avvicina a Lorenzo e gli mostra il mantello.

LUCREZIA

Mi sembra che possa andare. Indossalo.

Lorenzo osserva il mantello.

LUCREZIA (a Giuliano, riprendendo il discorso mentre fa indossare il mantello a Lorenzo)

Lorenzo adulto. Non deve discutere le sue decisioni con nessuno.

GIULIANO

Neanche con voi?

LUCREZIA

Neanche con me.

GIULIANO

Bugiarda.

GIULIANO (guardando il mantello)

Sembri un fagotto. Un pretino. Gonfio di nulla. Ridicolo.

LUCREZIA

Per lapertura della cerimonia andr benissimo.

GIULIANO

Ricordati di sedere con le gambe ben piantate a terra, non accavallare la gamba o penseranno che non sei abbastanza saldo e sicuro

LUCREZIA

Basta, tu non sai nulla

GIULIANO (alzando la voce)

E voi, invece, rinchiusa ogni giorno in queste stanze, sapete tutto.

LUCREZIA

Io uso il cervello. Non ho bisogno di alzare la voce per farmi ascoltare. (guarda Lorenzo, mentre continua a sistemargli il mantello addosso) Un capo sa parlare senza minacce. Gli basta unocchiata, un gesto. Deve pensare con dieci teste. Vedere con mille occhi. Perch al primo errore non sar solo la sua testa a cadere ma quella di tutti coloro che dipendono da lui. Compresa la mia e la tua, Giuliano

GIULIANO

La vostra mi sembra piuttosto al sicuro sotto quella retina

LUCREZIA

Per grazia di Dio

Lucrezia toglie il mantello di dosso da Lorenzo.

Lucrezia esce.

QUINTO QUADRO

I due fratelli restano soli.

GIULIANO

Sei proprio sicuro

LORENZO (interrompendolo)

Giuliano hai gi ottenuto una vittoria, Giuliano. Che ti basti, per oggi

GIULIANO

Come vuoi. Ma fa attenzione.

LORENZO

Sto facendo attenzione.

GIULIANO

Stai commettendo mille errori. Non di proposito. Ma perch non ascolti.

LORENZO

Sono attento alle parole di tutti. Il Consiglio si riunisce ogni tre giorni; tutte le questioni vengono affrontate in gruppo e

GIULIANO

Non ascolti la voce giusta, la tua.

LORENZO

Non ci sono solo io a Firenze.

GIULIANO

Ma tu sei il capo, sei stato scelto. Si presuppone che tu abbia le doti per governare.

LORENZO

Non lo so.

GIULIANO

Non sei convinto

LORENZO

La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere.

GIULIANO (ironico)

Hai imparato bene la lezione.

LORENZO

Governare non uno scherzo, Giuliano. Ogni parola che dico lascia unorma. Io non mi posso permettere di agire come te. Di spezzare le mani ad un giovane solo perch ha gridato il nostro nome in piazza.

GIULIANO

Il Salviati stava prendendo il suo coltello.

LORENZO

Perch tu lo hai minacciato.

GIULIANO

Mi devo far uccidere? Devo abbassare la testa come fa nostra madre?

LORENZO

Perch sei cos arrabbiato con lei?

GIULIANO

Quei due devono essere puniti.

LORENZO

Non mi farai cambiare idea sul Cavalcanti e il Salviati

GIULIANO

Hanno gridato: morte ai Medici davanti a tutti!

LORENZO

Smetti!

GIULIANO

Falli trucidare, in piazza. Squartali e metti i loro brandelli ai quattro angoli della citt. Mostra che vuol dire mettersi contro Lorenzo de Medici.

LORENZO

Questo non lo far mai. Non sono un macellaio. E ti avverto: non creare altri scompigli. La situazione grave. I Pazzi stanno acquistando terreno ogni giorno di pi. Cerchiamo di muoversi con cautela. Promettimelo. Io ho strappato quella lettera.

I due fratelli si guardano.

GIULIANO

Promesso.

LORENZO

Fatti bastare la vita che vivi.

GIULIANO

Non lo far. Io Non mi sazio di vivere, io.

Una lettera cade dal vestito di Giuliano.

Lorenzo la raccoglie.

GIULIANO

Lo senti?

LORENZO

Cosa?

GIULIANO

Profumo di femmina

LORENZO (ridendo)

Ecco il vero motivo perch non vuoi lasciare Firenze, altro che amore fraterno!

GIULIANO (ridendo)

Non c volutt nellamore fraterno: solo nellamplesso luomo si innalza verso il paradiso.

LORENZO

Perch tutta questa esaltazione, un appuntamento?

GIULIANO (annuendo)

Alla solenne messa di mezzogiorno. Per uno scambio di sguardi pieni di fuoco.

LORENZO

Marianna Bartolomei?

Giuliano scuote la testa.

LORENZO

Lauretta Corsini.

Giuliano scuote la testa.

LORENZO

Claudia Bandini.

Giuliano scuote la testa.

LORENZO

Francesca Petrucci.

GIULIANO

Abbiamo gi dato

LORENZO

Dimmi chi !

GIULIANO (facendo il verso alla madre)

Pensa con dieci teste

LORENZO

Elena Malatesta.

Giuliano scuote la testa.

LORENZO (ridendo)

Anna Vitelli.

GIULIANO

Ma va

LORENZO

Dimmelo o ti faccio cardinale.

GIULIANO

Ricatto?

LORENZO

Certo.

GIULIANO

Fioretta Gorini.

Lorenzo cambia espressione.

LORENZO

Non ti interessava sua sorella?

GIULIANO

Allinizio. Ma noiosa. E poi stupida. Fioretta invece bella, sincera e quando sorride mi da i brividi.

LORENZO

E lamante di Francesco Pazzi

GIULIANO

Chi lha detto?

LORENZO

Lui al Palio non le ha staccato gli occhi di dosso. E lei ha accettato il suo braccio al corteo dentrata. Sono segnali sufficienti. Non so se sia il caso di mettersi in contrasto con i Pazzi anche su questo.

GIULIANO

Che paura hai?

LORENZO

Che si cerchi una scusa: Elena fu un pretesto per scatenare la guerra di Troia. Non hai certo bisogno di una come lei. Non ti ha neanche degnato duno sguardo.

GIULIANO

E allora come mai sono stato invitato stasera nella sua stanza?

LORENZO

Come hai fatto?

GIULIANO

Perseveranza e fascino.

LORENZO

E che ti ha detto?

GIULIANO

Che non aveva avuto il coraggio di confessare neanche a se stessa il suo amore per me.

LORENZO

Amore!?!

GIULIANO

E che accetta i segni daffetto di Francesco Pazzi solo per compiacere il padre. Ma che non ha nessuna intenzione di andare oltre.

LORENZO

Secondo me non ce la fai.

GIULIANO

Tu pensa al governo dello Stato che al governo della Gorini ci penso io.

LORENZO

Lei la donna di un altro, di Francesco Pazzi. La sua casa blindata. Quando esce si reca alla messa sempre accompagnata dalla sorella. E poi torna subito a casa. Le tue possibilit di vittoria sono pari a zero. Mi domando quali elementi puoi giocare a tuo favore.

GIULIANO

Uno solo: Giuliano de Medici.

LORENZO

Facciamo una scommessa: se non ce la fai ti spedisco a Roma.

GIULIANO

E se ce la faccio, mi eleggi tuo primo Consigliere.

I due si stringono la mano.

Poi ridono.

GIULIANO

Ma un consiglio fattelo dare subito: quel mantello orrendo.

Prende il suo mantello e glielo mette addosso.

Lo aggiusta e poi lo guarda.

GIULIANO

Cos. Sei bello, cos.

LORENZO

Perch assomiglio a te.

GIULIANO

Niente pomposit ridicola. Sei giovane. Se ti vesti da vecchio non sei credibile

LORENZO

Ha insistito un sacco per fare quel mantello.

GIULIANO

Se non ti piace non metterlo. Sei il capo di Firenze. Lo ha detto lei stessa.

LORENZO

Sono il capo quando va bene agli altri

GIULIANO

Ti hanno cresciuto per questo. Ora non puoi tirarti indietro.

Lorenzo guarda il fratello.

Giuliano prende uno specchio e specchia il fratello che si guarda.

Lorenzo si piace.

LORENZO

Che grande errore che avrei fatto

GIULIANO

A uscire vestito in quel modo?

LORENZO

A mandarti a Roma.

GIULIANO

Suonate le campane: Lorenzo si sta svegliando!

LORENZO

Sei davvero lunico che capisce quello che sento.

GIULIANO

Ecco perch devi fare attenzione a chi ti consiglia.

LORENZO

Io volevo che tu partissi. Io volevo mandarti via. Avere ogni giorno, sotto gli occhi, la tua libert, il tuo vigore mi ricorda quanto sia imbrigliato in una rete di convenzioni che mi sta soffocando. La tua energia, la tua forza, la tua bellezza sono violente. Di una violenza che mi fa perdere ogni certezza. E siccome so che non potr mai essere come te volevo allontanarti, dimenticarti. Per respirare.

Giuliano salta addosso a Lorenzo e due ragazzi si picchiano violentemente.

Poi la loro lotta si trasforma in un abbraccio forte ed intenso.

Poi si staccano di colpo e scappano in direzioni opposte.

SESTO QUADRO

Un uomo incappucciato si introduce segretamente da un passaggio segreto.

Si guarda attorno. La voce di Lucrezia si sente ma la donna non si vede.

LUCREZIA

Finalmente, siete in ritardo.

Lucrezia esce da dietro una cortina.

FRANCESCO PAZZI

Se era cos urgente potevamo incontrarci altrove.

Il Pazzi si toglie il cappuccio.

LUCREZIA

Ho una sola richiesta da farvi: pace.

FRANCESCO PAZZI

A me state chiedendo pace?

LUCREZIA

Sto facendo il possibile.

FRANCESCO PAZZI

Non direi.

LUCREZIA

Vi chiedo solo un po di pazienza.

FRANCESCO PAZZI

Da troppo tempo questi due leoni sono nella stessa gabbia. Questione di attimi e si faranno a brandelli.

LUCREZIA

Creiamo un fronte comune.

FRANCESCO PAZZI

Vostro figlio sta uscendo dal seminato.

LUCREZIA

Ogni decisione di Lorenzo sotto la mia influenza...

FRANCESCO PAZZI

Giuliano. Non si deve permettere di allungare le mani sulle femmine altrui.

LUCREZIA

Giuliano partir da Firenze.

FRANCESCO PAZZI

Quando?

LUCREZIA

Fra qualche mese vivr a Roma. Perci non avrete a lagnarvi di lui.

FRANCESCO PAZZI

Fatelo partire prima.

LUCREZIA

La decisione gi stata presa, stiamo organizzando il viaggio.

FRANCESCO PAZZI

Allora, nel frattempo, tenetelo alla larga dal mio territorio: Fioretta Gorini roba mia.

LUCREZIA

Roba? Essere roba lusingher certamente la fanciulla

Il Pazzi scatta.

Butta a terra un baule e si getta su Lucrezia, per spaventarla.

FRANCESCO PAZZI

Se al tavolo di Consiglio ingoio a bocca amara i raggiri della vostra famiglia nella mia vita privata non accetto desser beffato da un Medici. Tantomeno da voi. Tenete a freno vostro figlio, mettetegli il guinzaglio. O preparategli una grande tomba in San Lorenzo. E disponetevi a piangere tutte le vostre lacrime!

LUCREZIA (molto spaventata)

Non ditelo. Far il possibile. Ma voi promettete che non ci farete del male.

FRANCESCO PAZZI

Vostro figlio un insolente!

LUCREZIA

E la sua natura!

FRANCESCO PAZZI

Domate quella bestia!

LUCREZIA

Ci sto provando! Ogni giorno ribadisco a Lorenzo che Giuliano deve partire!

FRANCESCO PAZZI

Allora non stato deciso niente, ancora?

Lucrezia non risponde.

FRANCESCO PAZZI

Siete troppo vicina al fuoco per non bruciarvi, Lucrezia.

LUCREZIA

Lasciatemi andare.

Il Pazzi estrae unarma e la punta verso Lucrezia.

LUCREZIA

Le armi sono le risorse dei deboli, di chi non ha n forza n animo per usare lintelletto.

Il Pazzi si placa.

FRANCESCO PAZZI

Mi affido alle vostre parole. Se placano le mie minacce sapranno fare altrettanto per le voglie di vostro figlio.

LUCREZIA

Fidatevi di me.

FRANCESCO PAZZI

Vi avverto: sar sufficiente uno sguardo di troppo. Ve la ricordate Maria de Bartolomei? Suo padre era amico del vostro. Cera un giovane insolente che le girava attorno, Nanni, lo chiamavano. Ogni volta che lei usciva il ragazzo coglieva loccasione per proporsi. Non cera modo di farlo smettere il de Bartolomei. Una volta i de Bartolomei vennero a casa nostra, una sera e la ragazza piangeva. Il giorno dopo mi offrii daccompagnarla in chiesa. E il Nanni spunt fuori in Canto della Vergine. Fece una battuta proprio su questo tema. Rideva della sua stessa comicit. Continu a ridere sguaiato mentre ci seguiva per la via. Ammazzarlo fu un sollievo soprattutto per le orecchie. E anche facile: carne molle, nessun corpetto. And gi che sembrava pioggia destate. Una volta accompagnata la ragazza in chiesa tornai indietro. Presi il corpo, lo appesi per una gamba e lo squartai. Con queste mani. I cani che si radunarono sotto mi fecero una festa per quel ben di Dio che gli tiravo fuori. E fu per loro e per i de Bartolomei un bel giorno di festa.

LUCREZIA

Promettete.

FRANCESCO PAZZI

No. Siete voi che dovete promettere.

LUCREZIA (chiamando il figlio)

Non mi credete? Giuliano! State a vedere! Giuliano!

SETTIMO QUADRO

Entra Giuliano.

Vede il Pazzi. E comincia a tirare su con il naso.

GIULIANO

Mi chiedevo se fosse crepata qualche bestia in strada, tanta era la puzza di carogna che sento da stamani

FRANCESCO PAZZI (ride)

Ringraziate vostra madre che mha fatto promettere

GIULIANO

Domato da una donna. Allora vero che siete mansueto come un cagnolino da passeggio: e io che vho difeso laltra sera: il Pazzi, tanto virile quanto stolto

LUCREZIA

Giuliano. Il Pazzi venuto qua in pace.

GIULIANO

Gli posso offrire quella eterna

Mette mano al pugnale.

FRANCESCO PAZZI

Mi trovate pronto. Ma non qua. Voglio evitare lo strazio agli occhi di vostra madre.

Lo prende, poi si arresta si ricorda della promessa fatta a Lorenzo e lo getta a terra.

Lucrezia si intromette.

Guarda Giuliano molto severamente.

LUCREZIA

Fioretta Gorini amica della famiglia Pazzi. La giovane ha altri vincoli. Non il caso di crearle imbarazzo.

GIULIANO

E a sua moglie non crea imbarazzo?

LUCREZIA

Dora in poi eviterai di salutarla, di darle il braccio e anche di guardarla.

GIULIANO

Baciarla al buio quindi mi permesso

Francesco Pazzi da uno schiaffo a Giuliano.

Ha uno scatto per reagire ma nuovamente si ferma.

Lo guarda ancora.

GIULIANO

E passarle la mia mano fra i capelli? Non era nella lista

Francesco Pazzi da un altro schiaffo a Giuliano.

Giuliano resta fermo. Gli sorride.

GIULIANO

Con la bocca chiusa non ho bisogno di parlare per chiederle quello che le piace

Francesco Pazzi da un forte pugno allo stomaco di Giuliano

che cade a terra, dolorante.

Gli va vicino e gli tira su la testa dai capelli per picchiarlo ancora.

FRANCESCO PAZZI

Io non ti ammazzo perch ho fatto una promessa a tua madre. Ma tho dato una lezione, Medici.

Il Pazzi fa per uscire.

Giuliano, di scatto, prende il coltello da terra e glielo punta ai genitali.

Il Pazzi si blocca.

GIULIANO

La tentazione di creare una nuova voce bianca forte. Oggi il tuo giorno fortunato, Pazzi, perch anche io ho fatto una promessa.

Francesco Pazzi esce dalla stanza.

OTTAVO QUADRO

La madre gli va vicino e cerca di accudirlo.

Lui si scansa.

LUCREZIA

Avrebbe potuto ucciderti.

GIULIANO

Neanche in mille anni. Quando Lorenzo studiava io passavo le mie giornate con Berto. Lo ricordate? Certo che no: era un guardiacaccia. Veniva ogni tanto a portare cacciagione a palazzo e mi portava con se a catturare lepri. Nessuno si mai accorto delle mie assenze. Neanche se stavo via per giornate intere. Berto mha insegnato ad esser pi veloce dun falco. A osservare la preda e a trovare il momento nel quale distratta: mi ha reso letale. Perci non vi preoccupate di me, madre. C chi si preso cura di Giuliano.

LUCREZIA

Come fai ad essere cos cieco?

GIULIANO

Mi chiedo la stessa cosa di voi.

LUCREZIA

Il Pazzi furioso.

GIULIANO

Mai nome fu pi appropriato.

LUCREZIA

Se vuoi un posto a Firenze fatti insegnare come assumere il tuo ruolo

GIULIANO

Insegnare da voi? Che intrecciate canestri e passate i pomeriggi a cucire? Da quanto tempo non uscite? La morte ha seppellito mio padre nella tomba e voi qua dentro. Le cose che vi perdete nel restare chiusa qua! Eppure anche voi avete letto, scritto, ascoltato la voce dei grandi

LUCREZIA

Non ho bisogno di cercare fuori quello che posso trovare dentro di me.

GIULIANO (infastidito)

Parlate in questo modo a Lorenzo, non a me. Lui vi ascolta perch lo avete indottrinato a modo.

LUCREZIA

Hai detto bene: lui ascolta.

GIULIANO

Farebbe meglio a turarsi le orecchie. E a non farsi avvelenare lanimo dalle parole melliflue che gli sussurrate. Ma ad ascoltare solo quello che ha dentro. Mi ha confessato che vorrebbe un maiale. Si, un porco. Come animale da compagnia. E lo sapete perch? Quando eravamo piccoli portarono una grande scrofa per la festa della Vergine: noi tutti ci potevamo salire sopra, lui no. Gli era proibito. Lo sapevate?

La donna non risponde.

GIULIANO (gridando pi forte)

Lo sapevate?

LUCREZIA

No.

GIULIANO

Perch voi non lo sapete cosa gli si agita dentro: gli avete mai chiesto cosa avrebbe voluto diventare? Se i suoi sogni corrispondo a ci che fa?

LUCREZIA

Lui sar il Magnifico. E un sogno abbastanza grande per racchiudere tutte le sue aspirazioni. Maiali compresi.

GIULIANO (amareggiato)

Parlate di ascolto quando siete la prima ad essere impermeabile a tutto ci che vi sta intorno.

LUCREZIA

Bel complimento!

GIULIANO

Io volevo denigrarvi.

LUCREZIA

Denigrami, denigrami, denigrami. Fammi fallire. Vuoi sapere quale il mio punto debole?

GIULIANO

A parte la vostra paura?

LUCREZIA

No, la tua morte. Con la tua morte trionferesti. Ma sarebbe la tua morte. Come vedi vogliamo le stesse cose. Vita. Serenit. Pace.

GIULIANO

La pace di non fare nulla. Di restare chiusi in una stanza.

LUCREZIA

Il mondo terribile, fuori. Non puoi rimproverarmi solo perch desidero essere tranquilla. Vorrei vederti felice, con lo sguardo sereno e non sempre assetato dattenzione.

GIULIANO

Lattenzione che non mavete mai dato.

LUCREZIA

Ero cos giovane, non sapevo come prendermi cura di voi, come fare

GIULIANO (interrompendola)

Avete avuto cinque figli!

LUCREZIA

S: ma la con forza di tenerne in braccio uno solo alla volta.

GIULIANO

Adesso sono troppo pesante per essere preso in braccio. Ma non per farmi abbracciare.

I due si guardano. Giuliano si avvicina lentamente alla madre.

Fa per abbracciarla ma lei non ci riesce.

Si allontana da lui.

LUCREZIA

Il passato non torna. I miei errori restano. Ora conta solo creare un nuovo equilibrio. Roma una grande citt: Jacopo Orsini sapr accoglierti come un figlio. La loro casa d su un parco meraviglioso. Maddalena cura ogni specie di fiori con le sue mani e ogni sera hanno ospiti importanti: tutto ci che a Firenze non potresti mai avere laggi sar a portata di mano. E nel cardinalato troverai il tuo posto e sopratutto sarai utile a tuo fratello

GIULIANO

Utile? Sono un rastrello? Una pentola? Un pettine?

Giuliano si allontana dalla madre.

LUCREZIA

Io penso al futuro.

GIULIANO

Per questo vi siete accordata con il Pazzi? Che promessa avete stretto con lui?

LUCREZIA

Solo un accordo di non aggressione.

GIULIANO

Temete la morte perch non avete mai vissuto. E ora che tutto sta per finire non vi rassegnate.

LUCREZIA

Non sono sul letto di morte, ancora.

GIULIANO

Siete gi morta e non ve ne siete neanche resa conto.

LUCREZIA

Villano. E irresponsabile

GIULIANO

Avete ragione. Ma ho tante altre qualit che non riuscite a vedere. O forse non volete.

I due si guardano fissi.

LUCREZIA

Lascia perdere quella donna. Non mettere in pericolo la nostra vita.

GIULIANO

Francesco Pazzi usa la Gorini come pretesto per attaccarci. Non ha nessun interesse per lei.

LUCREZIA

Come non ce lhai tu.

GIULIANO

Infatti. Non mi interessa. Non mi piace neanche: ma un punto di principio! Se abbassiamo la testa su questo la abbassiamo su tutto.

LUCREZIA

Se non accetti di lasciare in pace quella donna ti far chiamare direttamente dal Papa. Voglio vedere se avrai il coraggio di dire no anche a lui.

GIULIANO

Il Papa un mercenario.

LUCREZIA

Non bestemmiare!

GIULIANO

Fatemelo chiedere dal Padreterno. Qua, ora. Vi stupireste di quante volte gli saprei dire di no

Buio

NONO QUADRO

Giuliano e Lorenzo entrano.

I due si guardano. Hanno voglia di raccontarsi a vicenda cosa hanno fatto

Ma anche di ascoltare cosa ha fatto laltro.

GIULIANO

Non c stato bisogno di parole.

LORENZO

Nessuno ha avuto il coraggio di opporsi.

GIULIANO

Lho presa. Subito, senza possibilit di respingermi.

LORENZO

Il Pazzi era silenzioso in un angolo.

GIULIANO

Si lasciata fare tutto quello che volevo. A vederla cos, per la via, sembra timida, anche un po imbranata, ma invece si comportata da vera donna.

LORENZO

Dopo che la mozione stata esposta, il Torrigiani ha provato a opporre resistenza. E qualcuno lo ha anche ascoltato.

GIULIANO

Prigioniera del ruolo di figlia prudente con me si sentita libera di fare, di dire tutto quello che le piaceva!

LORENZO

Sette a favore, tre contrari.

GIULIANO

E mentre la tenevo stretta le ho fatto insultare Francesco a voce alta

LORENZO

I Pazzi non avranno i capitali Borromei.

GIULIANO

E neanche la Gorini.

I due fratelli si guardano e ridono.

LORENZO

E dove vi siete visti?

GIULIANO (con nonchalance)

In camera sua.

LORENZO

Non ci credo.

GIULIANO

Entrato dalla porta principale, fatto quello che dovevo fare ed uscito dalla porta principale. Cos fa un vero uomo.

LORENZO

Non cera nessuno?

GIULIANO

Tutti, nel salone, ora di cena. Fioretta rimasta in camera sua perch aveva il batticuore. E perci arrivato il dottore a darle una bella cura. Ma il batticuore le venuto davvero quando la sorella, sentendola gemere e respirare pi profondamente del solito, voleva entrare, temendo che stesse in preda alle convulsioni.

LORENZO (diventando serio)

Hai rischiato troppo.

GIULIANO

Ho rischiato tutto. Ma ho vinto. E il sapore della vittoria molto pi intenso di quanto mi aspettassi

LORENZO

Se ti avessero scoperto

GIULIANO

Avrei trovato il modo per cavarmela. Mi sarei difeso. E avrei vinto anche in quel caso

Lorenzo lo guarda.

LORENZO

Chi te la da, tutta questa sicurezza?

GIULIANO

Te le ricordi le battute di caccia con Berto? Nessuno di noi due si preoccupava di ricordarsi la strada, cera lui che ci apriva varchi nella boscaglia. Lui seguiva il suo istinto e ci spronava a non frenare il nostro. E alla fine della battuta, come per magia, tornavamo nel posto di partenza. Questo di lui mi rimasto addosso. Adesso ancora cos, io seguo il mio istinto. Se faccio quello che sento non posso sbagliare, Lorenzo. Questo io lho capito: quando si confondono le pulsioni con le azioni che tutto si attorciglia. Se voglio qualcosa ma faccio di tutto per non averla ecco che arriva il fallimento.

LORENZO

Ma non c solo la tua volont

GIULIANO

Io sono al centro del mio mondo, come tu nel tuo. Se la tua passione forte non ci sar niente che potr fermarla. Pi tu sei forte nel tuo mondo meno gli altri potranno interferirvi.

LORENZO

Tu dici?

GIULIANO (elencandoli sulle dita)

Nostra madre, il padre di Fioretta, Francesco Pazzi. Tutti e tre hanno ostacolato questa relazione, ma io ho vinto; perch? Perch io volevo questa cosa; ne avevo bisogno. Loro volevano impedirla solo per compiacere qualcun altro, per paura, per orgoglio. Per questo ho vinto io.

Lorenzo lo guarda ancora, molto affascinato.

GIULIANO

Osa, Lorenzo. E non potrai che vincere.

Giuliano prende una spada e si inginocchia di fronte al fratello.

GIULIANO

E adesso eleggimi.

LORENZO

Eh?

GIULIANO

Hai fatto una promessa, Signore di Firenze. Se avessi sedotto la giovane Gorini sarei diventato tuo consigliere, la prima voce da ascoltare. Non vorrete infrangere una promessa?

LORENZO

Che gran buffone.

GIULIANO

Esigo una cerimonia ufficiale.

Lorenzo prende la spada e Giuliano si inginocchia.

LORENZO

Io, Lorenzo de Medici ti eleggo, giovane e prode, Giuliano alla carica di

Giuliano si alza e gli prende la spada.

GIULIANO (interrompendolo)

Ecco fatto. Adesso mettiamoci a lavoro.

Lorenzo spaesato.

GIULIANO

La questione Malenchini: negare il diritto di passaggio per la costruzione del corridoio fra le due torri. Invitare Messer Angelozzi alla prossima cena e proporgli di spostare il banco di cambio da Pontremoli a Siena. Lui sa gi di questo progetto, mi sono permesso di parlagli sapendo che avrei vinto la scommessa

GIULIANO

Trovare il modo di allontanare Francesco e Guglielmo Pazzi da Firenze. Mandiamoli in Francia, missione diplomatica. Facciamo suggerire questa mozione da Umberto Maltagliati. Lui un super partes, non si sospetter niente E trasferire nostra madre al monastero delle Clarisse di Santa Croce.

LORENZO

Non perdi tempo.

GIULIANO

Tempus fugit.

LORENZO

Hai ragione. Su tutto.

GIULIANO

Ed solo la prima di una serie di manovre che ho intenzione di mettere in atto.

Giuliano gli mostra dei fogli. Lorenzo li legge.

Dietro di loro appare Lucrezia, che spia i due ragazzi.

GIULIANO

Non sono soltanto un bel pezzo di ragazzo. Ho anche cervello.

LORENZO

E la modestia di un frate. Mi aspettano in Consiglio. Non vieni? Voglio che questa proposta venga fatta dalla tua bocca.

GIULIANO

Allora mi sentiranno

I due escono.

La madre dietro e ha visto tutta la scena.

DECIMO QUADRO

Lucrezia ha ascoltato i due ragazzi.

Esce dal suo nascondiglio e riflette su come lei e Giuliano siano simili.

LUCREZIA

Le parole creano solchi profondi nellanimo delluomo e riescono persino a far cambiare le idee. Tutta la mia vita si dipanata in questa convinzione. Vi giuro Francesco che adesso non riesco a trovare le parole per giungere al vostro cuore e risolvere la questione. Sarebbe puerile dire che sono dispiaciuta. Sciocco che sono imbarazzata. Inutile dire che sono arrabbiata

Francesco Pazzi entra dal passaggio segreto. E furibondo.

Francesco la guarda senza dire una parola.

LUCREZIA

Ogni singola parte di questa faccenda ha contribuito al suo infelice esito: il temperamento focoso di Giuliano, la bellezza di Fioretta, la vostra gelosia e non per ultima la mia colpevole indulgenza. Per questo sono qua a fare appello al vostro senso di responsabilit per dirvi che ci che accaduto linsieme di tante colpe, non di una sola

Francesco la guarda.

FRANCESCO PAZZI

Per anni mi sono chiesto che cosa avessero i Medici pi dei Pazzi. Perch il fato avesse fatto prevalere voi nel governo della citt quando le nostre famiglie sono pressoch identiche: la stessa forza economica, la stessa tempra, gli stessi appoggi politici. E poi un giorno ho capito: non avevamo le stesse donne. Voi avete fatto la differenza, Lucrezia. Il vostro peso ha fatto volgere la bilancia nella direzione giusta.

LUCREZIA

Accetter questo complimento solo se porter ad una tregua

Francesco fa per rispondere ma Lucrezia lo ferma.

LUCREZIA

e se vorrete accettare questa mia solenne promessa: vi giuro che, finita la nostra conversazione, scriver al Cardinale di Sua Santit per far richiamare a Roma mio figlio Giuliano, e costringerlo a prendere i voti. Vi prometto che prima di Maggio tutto sar compiuto.

FRANCESCO PAZZI

La situazione andata troppo oltre.

LUCREZIA

Non ditelo! Ditemi che nulla di estremo deve essere tentato per nuocere a Lorenzo e a Giuliano.

FRANCESCO PAZZI

Non pi possibile.

LUCREZIA

Io ho tenuto fede al nostro patto.

FRANCESCO PAZZI

Questo non vero: vostro figlio ancora a Firenze. Noi abbiamo perso leredit Borromei. Non erano questi i patti, Lucrezia!

LUCREZIA

Datemi ancora tempo.

FRANCESCO PAZZI

Non c pi tempo.

LUCREZIA

Non ditelo!

FRANCESCO PAZZI

E morte per tutti voi.

Lucrezia si zittisce.

LUCREZIA

Lasciateci partire.

FRANCESCO PAZZI

No.

LUCREZIA

Che pericolo potremmo costruire lontano da Firenze?

FRANCESCO PAZZI

Il Papa vuole il vostro sterminio.

LUCREZIA

Cercheremo di accomodare, io e voi, la questione.

FRANCESCO PAZZI

No.

LUCREZIA

Lasciateci partire!

FRANCESCO PAZZI

No.

LUCREZIA

Prendetevi la citt ma non fate scempio della nostra vita.

FRANCESCO PAZZI

Quale questione volete sistemare? Pensate che basti dire: ce ne andiamo per cancellare tutti gli anni di angherie, dingiustizie, di umiliazioni? Siete rimasta troppo a lungo chiusa in questa stanza per capire come Firenze sia cambiata dopo la morte di vostro marito. Cominciate a pregare domani sarete al cospetto del Signore.

LUCREZIA

Non oserete

FRANCESCO PAZZI

E tutto deciso. Queste sono le ultime ore.

LUCREZIA

Menzogna! Menzogna!

FRANCESCO PAZZI

I Pazzi saliranno al governo. E faremo in modo che tutti coloro che hanno appoggiato il vostro strapotere vengano spazzati via con la stessa violenza con la quale voi per anni ci avete tenuto la testa sottacqua. Abbiamo bisogno di aria. E del vostro sangue.

LUCREZIA

Dimenticate tutto ci che ho fatto per voi?

FRANCESCO PAZZI

Sono cose del passato. Io non sono lo stesso uomo di allora

LUCREZIA

La mia ingerenza nei confronti del governo mio marito affinch

FRANCESCO PAZZI

Io non sono lo stesso uomo di allora.

LUCREZIA

Andr in Consiglio. Far fallire la vostra congiura.

FRANCESCO PAZZI

Lo volete capire che non avete pi tempo? Sono tutti dalla nostra parte. Tutti.

Francesco fa per uscire.

LUCREZIA

Se vi prometto che partiremo, lascerete in vita i miei figli?

Francesco non risponde.

FRANCESCO PAZZI

I congiurati esigono morte. Uno deve morire. Uno dei vostri figli. Decidete quale.

LUCREZIA

Non potete chiedermi questo.

FRANCESCO PAZZI

Ucciderne uno per salvarvi tutti.

LUCREZIA

Non posso farlo.

Francesco Pazzi si toglie un fazzoletto dalla tasca.

FRANCESCO PAZZI

Fatelo indossare al prescelto. I congiurati sanno che dovranno colpire solo colui che porta un segno distintivo. Laltro sar lasciato fuggire.

Lucrezia prende in mano il fazzoletto

LUCREZIA

Chi mi assicura che laltro verr risparmiato?

FRANCESCO PAZZI

I congiurati seguono i miei ordini. Di pi non posso fare.

Francesco Pazzi fa per uscire.


UNDICESIMO QUADRO

Lorenzo entra e si trova davanti il Pazzi.

LORENZO

E la vostra idiozia o la mancanza di responsabilit che vi spinge fino in casa mia?

FRANCESCO PAZZI

Sono venuto per chiudere un vecchio conto con vostra madre.

LORENZO

E sbraitare come una bestia vi sembra il modo adatto?

FRANCESCO PAZZI

Io e Lucrezia ci siamo intesi.

LORENZO

Le dovete delle scuse.

LUCREZIA

Fallo andare.

LORENZO

Questo villano vinsulta e voi lo perdonate?

LUCREZIA

Ci siamo scaldati entrambi.

FRANCESCO PAZZI

Vostra madre sa difendersi da sola.

LORENZO

Aprite ancora quella bocca e giuro che vi strappo la lingua con queste mani.

LUCREZIA

Francesco, andate!

FRANCESCO PAZZI

Per quanto ancora credete di poter dettare legge a Firenze?

LORENZO

Abbiamo sempre dettato legge e sar sempre cos. E quando salir al governo far di tutto per spazzarvi via dalla mia citt, perfino la vostra ombra.

FRANCESCO PAZZI

Avete parlato, Lorenzo.

Francesco Pazzi esce.

DODICESIMO QUADRO

Lucrezia si accascia su una sedia.

LORENZO

Perch non avete chiamato aiuto?

LUCREZIA

Lho fatto chiamare io.

LORENZO

Ricevete un Pazzi in casa nostra?

LUCREZIA

Era necessario porgergli le nostre scuse.

LORENZO

Per cosa?

LUCREZIA

Per il comportamento sconsiderato di tuo fratello, che rischia di portarci tutti alla rovina. Per la questione Borromei, per sperare nella loro indulgenza!

LORENZO

Che vergogna! Vergogna umiliarvi in questo modo.

LUCREZIA

La vergogna mia nel vedere come gli insegnamenti di vostro padre siano finiti per essere dimenticati. Misura, riflessione, grazia

LORENZO

Non siamo femminucce da conversazione

LUCREZIA

Queste non sono parole del capo della citt di Firenze. Non sono parole di Lorenzo il Magnifico. Sono parole di Giuliano.

Entra Giuliano.

LORENZO

Giuliano ha ragione. E arrivato il momento che capiate che il governo di Firenze affidato solo a me. Nessunaltra voce si dovr sentire se non la mia. Io seguir il mio istinto che adesso mi sta dicendo che le vostre parole non sono pi adatte a dettare regole n in questa casa n nella gestione dello Stato.

LUCREZIA

Istinto? Ma non ti senti? (indicando Giuliano) Stai usando le sue parole.

GIULIANO

Ha cambiato consigliere. Solo che questo consigliere lo vuole libero, capace di pensare a se stesso.

LUCREZIA (a Lorenzo)

E tu gli credi?

Lorenzo non sa rispondere.

Dopo una lunga pausa riesce a rispondere.

LORENZO

Si.

LUCREZIA

Allora tutto il mio lavoro, quello di tuo padre, quello di tuo nonno stato vano.

LORENZO

Anche loro affermavano che un Governo deve essere saldo in una citt nella quale tutti sono nemici.

LUCREZIA

I nemici si creano. Con la violenza e lintolleranza.

LORENZO

Firenze un crogiuolo di arrivisti. Ognuno pronto a spintonare laltro per farlo cadere.

LUCREZIA

Firenze ancora una Repubblica. E solo in questo modo pu rimanere salda.

LORENZO

Firenze cambier.

LUCREZIA (a Giuliano che tace)

Che idee gli hai messo in testa?

LORENZO

Giuliano ha solo risvegliato quelle che erano le mie intenzioni.

LUCREZIA (a Giuliano che tace)

Hai acceso la miccia di quella che sar la pi sanguinosa battaglia che si sia mai svolta in Firenze. Partiamo adesso. Fai preparare i cavalli. Fuggiamo, Lorenzo. Adesso.

LORENZO

Ma di cosa avete paura?

LUCREZIA

Che dun tratto tutto possa crollarmi addosso.

Lorenzo esce senza aiutarla.

Giuliano resta a guardarla senza fare niente.


TREDICESIMO QUADRO

I due restano soli nella stanza.

GIULIANO

La vostra vena tragica sempre pi intensa.

LUCREZIA

Vattene da Firenze. La tua presenza in citt ha messo in pericolo tutti quanti noi. Sei unumiliazione alla memoria di tuo nonno. Sei la vergogna del nostro nome. Lo dir una volta sola: va via da Firenze. V via.

Giuliano impietrito.

GIULIANO (ironico ma con dolore)

Lavete detto due volte.

LUCREZIA

Se non te ne vai non posso garantire ancora per la tua vita.

GIULIANO

Quale delirio di onnipotenza vi acceca? Mavete messo al mondo ma non disponete del mio destino. Avete fatto il vostro tempo, madre. E il momento di mettersi da parte. Suor Marta ha gi disposto una serie di stanze nel convento delle Clarisse che saranno a vostra disposizione. Avrete quattro servitori; Anna e Bianca potranno venire a trovarvi una volta al mese. Non di pi.

LUCREZIA

Non finir cos.

GIULIANO

Il vostro ruolo di madre non ci serve pi. Com sentirsi privare di qualcosa che ci dovuto?

LUCREZIA

Porterai tuo fratello alla morte.

GIULIANO

Lo sto risvegliando alla vita.

LUCREZIA

Parla come te, pensa come te.

GIULIANO

Ha un esempio virile da imitare. Non i vostri tremolanti timori. E quando avr il coraggio di osare allora il mio lavoro sar finito.

LUCREZIA

Sedurr il coraggio di fanciulle nelle loro camere da letto?

GIULIANO (gridandole contro con violenza)

Quando avr il coraggio di chiudervi in convento e di non venirvi pi a trovare. Quando si dimenticher persino il vostro nome. E giuro su Dio che far di tutto perch vi abbandoni. Cos sentirete la morsa della mancanza, lattesa di essere visti, ascoltati, abbracciati. E nessuno verr. Sarete sola. Con estranei che si preoccuperanno solo di nutrirvi e vestirvi. Allora i giochi saranno conclusi. Allora avr la mia vendetta su di voi. Madre.

Lucrezia seria. Lo guarda.

LUCREZIA

Cosa hai fatto alla mano?

GIULIANO

Nel caricare la balestra mi sono graffiato.

Lucrezia prende il fazzoletto che le ha dato il Pazzi e glielo mette alla mano.

LUCREZIA

Lasciatelo per qualche ora. Le infezioni posso essere difficili da far guarire.

La madre lo guarda e gli tiene la mano.

GIULIANO

Devo andare.

LUCREZIA

Aspetta.

GIULIANO

Mi stanno aspettando alla Messa in Duomo. La cerimonia non inizier senza di me.

LUCREZIA

Non devi andare, se non vuoi.

GIULIANO

Lorenzo pronto. Ha bisogno di me.

LUCREZIA

Ci sono ancora molte cose che voglio dirti.

GIULIANO

Me le direte dopo.

Giuliano esce.

Lucrezia si accascia.

QUATTORDICESIMO QUADRO

La donna resta sola nella stanza.

La donna immobile come se vedesse ci che sta per accadere in chiesa.

LUCREZIA

In nomine patris, fili et spiritus sancti. Amen.

La grazia del Signore nostro Ges Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con noi.

Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.

Confesso a Dio onnipotente, e che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni: (battendosi il petto) mia colpa, mia colpa, mea massima colpa. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.

Signore, piet

Signore, piet

Cristo, piet

Cristo, piet

Signore, piet

Signore, piet

GLORIA a Dio nell'alto dei cieli,

e pace in terra agli uomini di buona volont.

Noi ti lodiamo, ti benediciamo,

ti adoriamo, ti glorifichiamo,

ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa,

Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.

tu che togli i peccati del mondo, abbi piet di noi;

Amen.

QUINDICESIMO QUADRO

Lorenzo entra, con labito spiegazzato e mezzo tolto.

Ha la camicia insanguinata. Al collo ha una benda.

Anchessa macchiata di sangue. Sta trascinando il Pazzi che, ferito ad una gamba, si lamenta.

Cerca di liberarsi dalla stretta di Lorenzo ma troppo debole e non ce la fa a scappare.

LORENZO

Ditemi che non vero.

LUCREZIA

Perch sei ferito?

LORENZO

Sbugiardate questo cane, qua, di fronte a me!

FRANCESCO PAZZI (con un filo di voce)

Aiutatemi, Lucrezia

LORENZO

Lui dice che voi sapevate.

LUCREZIA

Dove Giuliano?

FRANCESCO PAZZI

Aiutatemi, in nome di Dio!

LORENZO

Taci o tammazzo con le mie mani!

LUCREZIA

Giuliano morto?

LORENZO

E vero o questo cane sta mentendo per salvarsi la vita?

LUCREZIA

Cosa sono queste grida?

LORENZO

I congiurati sono appesi per la gola.

FRANCESCO PAZZI

Non mi resta tempo se non mi aiutate.

LUCREZIA (a Francesco Pazzi)

Lo avete ucciso?

FRANCESCO PAZZI (con un filo di voce)

La congiura fallita. Aiutatemi.

Lucrezia fa per uscire ma Lorenzo la blocca.

LORENZO

Non fate un passo.

LUCREZIA

E un figlio di Dio.

FRANCESCO PAZZI (a Lucrezia)

Aiutatemi o tutti sapranno che voi eravate al corrente di ogni dettaglio, che avete tramato fin dallinizio per avere salva la vita.

LUCREZIA

Anche gli altri sono morti? Il Baroncelli? Il Maffei? Il Bagnone? Larcivescovo Salviati? Il Bracciolini?

LORENZO

E vero?

Il Pazzi si allontana strisciando a terra, faticosamente.

Lorenzo guarda la madre.

LUCREZIA

Hanno avuto ci che meritavano. E con loro dovranno morire tutti. Da ordini ai nostri uomini di non risparmiare nessuno. Di razziare le loro case e di distruggere ritratti, statue ed ogni effige della famiglia de Pazzi e di tutti coloro che hanno collaborato a questa congiura.

LORENZO

Non mi chiedete come sto?

LUCREZIA

Stai bene. Tu sei il Magnifico. Non asciugarti il volto: fatti vedere alla finestra, questo fomenter la rivolta. Si radunata una grande folla.

LORENZO

Giuliano morto.

La madre si blocca. Dopo una pausa, riprende a parlare.

LUCREZIA

Avremo modo di piangerlo quando tutto sar finito. Ora dobbiamo pensare a ristabilire il potere, a cacciare definitivamente i nostri nemici. Con il suo sacrificio Giuliano ci ha regalato la sicurezza di avere tutti dalla nostra parte. Firenze nostra.

LORENZO

Giuliano morto.

LUCREZIA

Domina listinto e fai lavorare la ragione. Non siamo ancora fuori pericolo.

LORENZO

Giuliano morto.

LUCREZIA

Laquila sacrifica il pi debole dei suoi figli per nutrirne i pi forti. Di questo avevi bisogno, Lorenzo. La vita una guerra. Ora ti ho forgiato unarmatura impenetrabile che ti terr al sicuro da ogni altra sciagura.

LORENZO

Giuliano morto.

LUCREZIA (trattenendo a fatica la tristezza, con immensa rabbia)

Se l andata a cercare! E adesso mi parli pure di istinto! Foga, desiderio, passione. Ecco dove finito tutto il suo ardore.

LORENZO

Ci volevano morti entrambi!

LUCREZIA

No. Tu saresti rimasto in vita. Cerano degli accordi: i congiurati avevano lordine di salvarti. Il Cavalcanti ha vegliato su di te.

LORENZO

Il Cavalcanti non neanche entrato in chiesa! Quando tutti si sono lanciati su di noi, ma Giuliano si messo nel mezzo e buttato su di me. Si preso il primo colpo. Poi il secondo e il terzo. Uno dopo laltro, tutti quei colpi che erano destinati a me. Mi ha salvato.

LUCREZIA (rivolta al Pazzi)

Avevamo un accordo

Luomo non risponde. E morto.

LORENZO

Avevate un accordo. Per far uccidere vostro figlio.

LUCREZIA

Era necessario.

LORENZO

Il popolo sta trucidando i congiurati. Quel popolo che amava Giuliano, non me. Che lo acclamava alla Giostra. Gridano il mio nome perch lui morto. Siete contenta ora? Ho pi potere ora di quanto ne abbia mai avuto.

LUCREZIA

Era necessario.

Lorenzo esce di scena e torna trascinando il corpo

straziato di Giuliano.

LORENZO

Ripetetemi quello che avete detto di fronte al suo corpo.

LUCREZIA (perdendo piano piano la ragione)

C silenzio adesso. La messa cos quella macchia scura?

LORENZO (indicando il corpo di Giuliano)

Ripetete quello che avete detto davanti al suo corpo.

Lucrezia vede il figlio morto.

LUCREZIA

C silenzio adesso per strada.

LORENZO

Questo era necessario?

LUCREZIA

Cos quella macchia scura. Si allarga, lenta.

LORENZO

Ecco dove vi ha condotto la vostra paura

LUCREZIA

non toccarla o le mani si copriranno di un rosso profondo

LORENZO

La vostra aquila teneva le ali cos aperte da oscurare ogni cosa

LUCREZIA

poi dovremo lavarle, lavarle

LORENZO

Ma la paura non una nemica!

LUCREZIA

La ferita lo esponeva come unoffesa

LORENZO

E una compagna con la quale dobbiamo tenere il passo: lei che ci aiuta a non mollare la presa.

LUCREZIA

alla perfezione del corpo

LORENZO

E una volta preso il passo saremo pronti a cambiare strada.

LUCREZIA

Il corpo squarciato

LORENZO

Tutto cambia, madre! Tutto deve cambiare!

LUCREZIA

Le carni maciullate

LORENZO

Nella nostra natura sta il cambiamento. Perch averne paura?

LUCREZIA

Non aveva neanche ventanni.

LORENZO

Adattarsi come lacqua: fluida, solida, eterea, immobile, elastica, impetuosa, calma, travolgente, ma sempre acqua. Lacqua vince su tutto perch si adatta a tutto. Perci basta con questombre soffocanti: dora in poi ci sia luce. Luce!

Lorenzo spalanca le pesanti tende che chiudono le finestre della stanza della madre.

Entra la luce del sole.

Si affaccia alla finestra e parla a gran voce.

LORENZO

Firenze! Firenze! Tieni viva la mente ma senza indugiare su nulla. Perch siamo fatti per un solo scopo: vincere! Vincere s, ma senza combattere.

Lucrezia canta una ninna nanna sommessa al figlio morto.

BUIO