Agatino Speranza, detto il Normanno
Commedia in tre atti
di
Antonio Sapienza
Agosto 2005
Personaggi:
Agatino Speranza, detto il normanno;
Concettina, sua moglie;
Tanu, un amico di Agatino;
Lucia, figlia di Agatino e Concettina;
Pinu, lusuraio;
Il Monaco, malavitoso;
Melu Malanova; malavitoso;
Commissario Signini
ATTO I
Sulla scena e stata ricostruita una piccola camera da scapolo: lettino, posto a sinistra; tavolinetto e due sedie a destra, sotto una finestrella; uscio comune al centro.
Allapertura del sipario c in scena Agatino Speranza, un uomo di circa quarantanni, alto, biondiccio, vestito con la divisa da postino. Su di una delle sedie, vi e seduto Tanu, un amico di Agatino, postino pure lui. Musica adatta.
Aga. ( steso sul lettino, con un fazzolettone allacciato sotto il mento) Vogghiu moriri, voglio morire. (prima sussurrato, poi sempre pi forte) Cosa ci campo a fare? Basta, la mia vita e finita!
Tan. (Alzandosi e avvicinandosi al lettino) Ma che dici, Agatino, vuoi morire, la tua vita e finita, chi ci campu a fari?, ma che minchiate dici!-
Aga.- (alzandosi a sedere di scatto) Ah, per te sono minchiate? Secondo te non dovrei morire? (poi, sconsolato, mettendosi seduto sul lettino con le gambe poggiate sul pavimento) Naturale, non e toccato a te? E allora spariamo pure sentenze!-
Tan.- E va bene, e toccata a te questa sorte di sfortuna, ma la vita continua. ( detto come una battuta da
Telenovela)
Aga.- Pi cui? Per chi continua? Per te, che sei un animale selvaggio, che non hai altri scopi nella vita che abbuffarti e scoreggiare. Ma per uno come me-
Tan.- nobile normanno-
Aga.- e che ci vorresti dire, sentiamo? Io discendo dai cavalieri normanni, per certo. Ho fatto fare una ricerca araldica-genealogica, sai? E risulta chiaramente: discendo dal barone Normanno Alderico da Futtiallsson! E che ne sai tu, semplice discendente di zaurdi, figli illegittimi di un baronicchio borbonico.-
Tan.- Certo, a te quel professore ciarlatano perch gli regalasti diecimila lire ti fece baronone di seria A, a me che gli detti le cinquemila lire pattuite, mi fece soltanto baronicchio di serie B.-
Aga.- Ca comu, se fosse stato al contrario, egli sarebbe stato un rigoroso ricercatore di casate, ma visto ca ti fici zaurdu, lo declassi a semplice ciarlatano.-
Tan.- Basta! (poi conciliante) Agatino, anche volendolo, non puoi morire a comando, lo capisci? Non funziona! Non si pu dire: oggi schiatto! Non dipende da noi, oh!-
Aga.- E l che ti sbagli! Dipende da noi, sissignore! Quando uno non sa pi cosa farsene della propria vita, bene, vuol dire che e finita, che deve andarsene, che deve morire, che deve tirare le cuoia, ca ha schiattari!- Ora a me non mi resta altra scelta(con tono lamentoso, ristendendosi sul letto e sistemandosi il fazzolettone sotto il mento) Voglio morire, voglio morire-
Tan.- (avvicinandosi per confortarlo) Fatti forza, certo, la fortuna non ti e stata amica-
Aga.- (balzando dal letto) Amica? Mi e stata matrigna! Vedi? Per me il terno era un sollievo, la quaterna la felicit, la cinquina il Paradiso! E, invece eccomi qua, ancora allinferno! Quellinferno che vive un separato in casa, con una moglie sciattona, con tre figlie insaziabili, con uno stipendiuccio da postino, pieno di cambiali, e per giunta, con forti debiti con Pinu lusuraio.-
Tan.- Coraggio-
Aga.- E ce ne vuole tanto, caro Tanu, ma tanto tanto, per continuare ad andare avanti (passeggiando) Vedi? Prendo settecentomila lire di stipendio, ne do a quella sciattona centomila per le sue spesucce, e quattrocentomila per i figli, debbo pensare alla spesa giornaliera, e alla rata del mutuo e della centoventisette. Cosa mi resta? Cinquanta, sessantamila lire, per me.
Va bene che ho il pasto principale assicurato. Vedi, secondo laccordo, io porto la spesa alluna precisa; alle due pranziamo tutti insieme; e alle tre, a scelta, posso andare nella mia stanzetta, cioe in purgatorio, oppure, come dice quella ( indica la porta, come se dietro ci fosse sua moglie), andare a farmi rompere le corna fuori di casa. Per fino a mezzanotte, perch se ritardo un solo minuto la strega mette il paletto nel portoncino.-
Tan.- Certo che non e vita, questa-
Aga.- E cosa ti dicevo, tintu zaurdu? Che vita e mai questa? Il bagno e per me dalle sei alle sette; dalle sette alle sette e mezza, e di Lucia, che va al liceo; dalle sette e mezza alle otto di Michelina e Tinuzza, che vanno alle elementari,e dalle otto, fino a che Dio vuole, della baldascia. (pausa) Ora con quella sorta di cinquina secca sulla ruota di Palermo, che mi dette in sogno mia padre, buonanima, io avrei risorto tutta la situazionee magari magari, se ne risolvevo solo met, per me era lo stesso il Paradisoma no, quella sorti buttana, non lha voluto! Voglio morire, voglio morire ( si rimette a letto come sopra).-
Tan.- Hai ragione, e stata veramente un colpo di jella inaudita-
Aga.- (rialzandosi) Uno solo? Diecimila colpi di jella insieme, contemporaneamente, in concorso di evento, allunisono, sulla mia testa! Ma come? Ma come? E perch Perch?-
Tan.- Perch chi nasce jellato, mori jellatu, Agatinu miu.-
Aga.- Si, hai ragionesar proprio cos E i debiti crescono Mi feci prestare cinquecentomila lire da Pinu, lusuraio, per giocarmeli secchi sulla ruota di Palermo, come mi raccomand la buonanima salute c qua MaPino tentenn, si fece pregare, alla fine mi disse: Caro Agatino, mi devi gi quattromilioni e duecentocinquantamila lire, sei ampiamente scoperto, non ti posso pi aiutare E che cosa era la storia?-
Tan.- Cosera? Dimmela tu.-
Aga.- E certo che te lo dico io, bestiazza. La storia era che quel tintu usuraiu voleva raddoppiare linteresse. (sedendosi) Quando lo capii gli dissi: Va bene, quanto volete? Beh, mi fa, facciamo che ti do le cinquecentomila lire e tu, luned mi restituisci cinquemilioni tonde. Era sabato mattina, la cinquina era fresca fresca, tu cosa avresti fatto?-
Tan.- Mi sarei giocato pure i pampasciuni.-
Aga.- E cos feci ioperlomeno cos volevo fare, perch mi recai subito alla ricevitoria del lotto e trovai scritto sopra la porta: chiuso per sciopero. Murti buttana, mi dissi, anche lo sciopero si ci mette?-
Tan. Perch hai qualcosa contro i diritti sindacali? Lo sciopero e sacro!-
Aga.- Lo so, lo so, scopristi i prospiri di cira. Lo so, lo sciopero e sacro e inviolabile, ma perche proprio a ridosso della mia cinquina? (pausa, si alza) Don Vitu, della ricevitoria mi disse: C sciopero, ma se il signor ministru cala i causi e accetta le nostre richieste, pu darsi che venga revocato. Revocato? gli dissi, e allora fatemi una cortesia, io vi lascio i numeri per la giocata e i soldi. Se lo sciopero non si fa, voi me la giocate, altrimenti pazienza.-
Tan.- Ma allora, come f-
Aga.- e aspetta che premura. Dunque, dissi cos e cos, ma quel vecchio rimbambito non si volle prendere la responsabilit di farmi lui la giocata! (scimmiottanto don Vito) Sai caro Agatino, io il favore te lo farei, ma se poi dimenticassi di giocartela questa benedetta cinquina - sai nella confusione, e sabato, con lo sciopero revocato- insomma non posso impegnarmi. Per, nel caso, ce tempo fino a mezzogiorno. Tu fatti vedere, eh.
E io mi feci il mio giro pi velocemente che potei, fecifecifeci ancheinsomma, tu lo sai, la pubblicit a chi vuoi che interessi -
Tan.- e la gettasti nel cassonetto della spazzatura -
Aga.- esatto. Ma nonostante tutto, e tutta la mia buona volont, quel giorno tutti gli italiani avevano qualcosa da dirsi e da spedirsi: Avevo il borsone pieno fino a scoppiare, ero carico come un asino.( tormentando il fazzoletto) Si fece luna e ancora dovevo completare il giro. Beh, pensai: in fondo lo sciopero e sciopero. Andai a fare la spesa, pranzai, mi feci un pisolino e poi scesi gi al bar a prendermi un caffe. Entro nel bar, e, in attesa che il banconista mi facesse il caffe, vado in bagno a fare una lunga pipi. Ero proprio li li per terminare, quando dalla finestrella del bagno, vedo don Vito che appende i numeri estratti. E leggo nella ruota di Palermo, la mia bella, la mia adorata, la mia promessa cinquina, di quelle che capita una sola volta in tutta la vita o della morte di un padre che faceva bella nostra di se, la nel tabellone beffardo. E mi venne una sincope. Mi trovarono svenuto con le testa nella tazza del cesso. Voglio morire, voglio morire. (c.s.).
Tan.- Bella sfortuna, per -
Aga.- (saltando gi dal letto) Bella sfortuna? No caro mio quella jella allo stato puro, anzi allo stato selvaggio! (pausa) E quando mi portarono, a braccia, a casa, quella sciattona (indica ancora la porta) non disse ai baristi: E chi fu? Che e ubriaco? Vuoi vedere che ora, oltre che scansafatica e malasurtatu, e risultato pure mbriacone? (pausa, tormentandosi le mani)-
Tan.- Cose da pazzi. Roba da non credere, eppure succedono certe cose che uno potrebbe dire: impossibile!-
Aga.- Hai visto? Te ne rendi conto? Che sorte di malasortc ho addosso? Capisci perche voglio morire? (pausa) E ora chi paga lusuraio?-
Tan.- E va bene, non ti scoraggiare, si dice: cu campa paga e cu mori -
Aga.- cunnutu! E bravo! E allora prestami tu i milioni per pagare Pino, ed io, te lo prometto, camper.-
Tan.- Chi io? E dove li prendo? Ti sei scordato che ho il tuo stesso stipendio e sei figli a carico? Ma che fai vuoi scherzare?-
Aga.- Ma si che scherzo. Con te, un cristiano, o scherza oppure saddanna!-
Tan.- E nun tammalignare ancora, pensa alla salute e ai tuoi figli.-
Aga.- Alla salute, per togliermela, ci pensa mia moglie, anzi la mia ex moglie, ai figli, anzi alle figlietutte femmine! (disperandosi) Tutte femmine Ed ecco un altro colpo della mia sorte avversa: non ho avuto neppure la consolazione davere u figghiu bannera, un figlio maschio che immortali il mio nomea cui lasciare -
Tan.- la casatala baruniail feudo.-
Aga.- a mortu buttana ca ti fa ancora parlare. (pausa passeggiando) Perche farei ingoiare tutti gli sfott che mi fa mio cognato Antonio -
Tan.- Ma v?-
Aga.- che alla prima occasione, mi dice: Caro cognato, devi sapere che gli uomini si dividono in uomini e masculeddi; gli uomini generano figli maschii masculeddi generano fimmineddi Fattene una ragione, mio caro Agatino. Capisci? Io sarei un masculeddu, io con uno strumento, che tu ben conosci, quanto un mulettu accussi (fa il gesto).-
Tan.- Ahu, ahu, chi conosco io? Vacci piano bello!-
Aga.- Non mi venire a dire che quando facciamo pipi allaperto tu non mi hai mai visto?-
Tan.- E cosa centra? Certo di sfuggita ma tu fai intendere altre cose insomma come se fossi unfinocchio.-
Aga.- Ma quale, che finocchio? Volevo solo avere la tua testimonianza sul mio affare. (pausa) Ma lo sai cosa ti dico? Se avr un figlio maschio comprer cinque chili di confetti e spargendoli per tutto il quartiere, a voce di testa, grider: Alla facciazza dei cucchi, degli sparritteri e dei jettatori!.
Tan.- Bravo! Cos si deve fare. Mama con chi lo faresti questo figlio bandiera?-
Aga.- Con tua sorella! Ma con quella, si capisce.-
Tan.- E la separazione?-
Aga.- Beh, la separazionechiss potrebbe succedere quello che successe il giorno in cui facemmo la frittata e dovemmo scapparcene, insomma: la fuijtina classica era agosto come ora faceva caldo come ora eravamo soli -
Tan.-e sanza alcun sospetto-
Aga- Muto! Eravamo in casa soli-
Tan.- come ora...-
Aga,- la lingua! San Giovanni decollato, pensaci tu! Dicevo: eravamo soli in casa, come ora, e lei mi disse: Agatino me la monti questa lampadina nel lampadario?-
Tan.- E tu la montasti. (gesto significativo).-
Aga.- Basta! Sei triviale! Con te non si pu fare poesia. Ora muoio! (c.s.).
Entra Concettina, e una donna giunonica, maniere energiche e volitive.
Con.- (a Tano) Chi fu? Morsi? E morto finalmente? (facendo segno collindice e il medio di una mano)-
Tan.- (fa cenno di no, ma di starsene zitta).
Con.- Che fa, senno non si concentra?-
Aga.- (alzandosi a sedere di scatto) Mavara!-
Con.- Malasurtatu!...
Aga.- lingua di vipira
Con.- birbanti
Aga.- malafimmina.
Con.- A chi? A me?-
Aga.- E a chi allora? Chi se la fa con Nzinu il fornaio?-
Con.- (al colmo dellira) Chi io? Malanova a tia e a sta sincope che non ti viene mai!-
Aga.- Cambia discorso, che non ti conviene. -
Con.- (rivolta a Tanu) Lo vedete? Lo vedete questo malomu come parla alla sua consorte-
Aga.-separata
Con.- separata, ma ancora tua moglie. -
Aga.- E allora sono cornuto. -
Con.- Cornuto? Sei cornuto, cornutazzo e becco! (pausa teatrale, poi a Tanu) Ma nun mori mai stu svinturato tingicristiani? Perche a me mi tingiu. Mi ha preso linnocenza, la giovent e se l giocata al lotto, al totocalcio, ai cavalli. Diglielo al tuo collega, diglielo! quanto hai perso venerdi scorso alla corsa dei cavalli della Tarderia? Diglielo, non ne hai il coraggio? Glielo dico io: centomila secche secche! Vattene va scialacquatore e rovina famiglie. (esce furiosa)-
Aga.- (che quando Concettina parlava sera nascosto sotto le coperte) Se ne e andata?-
Tan.- Si. (Agatino tira fuori la testa) Ma e vero quello che ha detto?-
Aga.- Dipende da che cosa: Se parlava della corsa dei cavalli aveva ragione, se invece, si riferiva alle cornainvece pure. Sono infelice Tanu, tanto infelice (si ricopre la testa).
Tan.- Mah, chissacciu(dubbioso) Certo che nemmeno tu sei un angioletto-
Aga.- (riuscendo dalle coperte) E cosa ne sai tu? Io con il gioco tento di raddrizzare la sorte. Ma, quella mi tromba sempre, e affondo ancora di pi. Le corna? le corna non mi fanno ne caldo ne freddo: quella per me e ormai una perfetta estranea, ma con lo svantaggio che debbo darle conto e debbo mantenerla. Eppoi, ormai anche lei si e fatta una sua esistenza: mangia, ingrassa, ride ee fa il pane con Nzinu.-
Tan.- Fa il pane nel senso che vanno daccordo?-
Aga.- Anche, anchema non soloinsomma, come te lo posso dire?-
Tan.- Brevemente, se non ti dispiace, perche dovrei andare via-
Aga.- E sempre premura hai! E che sei venuto a fare? Speravi di trovarmi gi morto? E invece sono ancora vivo, perche neanche la morte mi vuole.-
Tan.- Scusami. Parla, ti ascolto.-
Aga.- Grazie mille, zaurdu!-
Tan.- (non raccogliendo, con rassegnazione) Allora?-
Aga.- Allora, lei va nel panificiosi bea delle belle parole di Nzinu, il quale sostiene che la farina fa bene alla salute, soprattutto alla pelle; che tutte le commesse dei panifici hanno la pelle rosea, liscia e fine come un neonato, ecc. ecc. E lei se lo mangia con gli occhi eanchecon la boccami capisci?-
Tan.- (strabuzzando gli occhi) Nel senso con la boccainsomma, ho capito bene?-
Aga.- Nel senso, nel senso, hai capito bene. A lei piace il sapore del pane fragrante, del pane quando lievita, del insommalei dice che hanno lo stesso profumo e lo stesso sapore. Quindimangia, ingrassa e ride, alla mia facciazza!-
Tan.- E tu sai e sopporti?-
Aga.- Un momento, ferma: io non sono un cornuto contento. Io sono un uomo separato la cui ex consorte se la spassa con un altro, e sulla quale non ho pi autorit, pretese, e varie. Punto!-
Tanu.- Ma allora, potrei tentarci anchio. Sai a me quel particolare trattamento mi piace tanto, ma tanto-
Aga.-(che laveva guardato di traverso) E allora fattelo fare da tua sorella! Porco ammucciatu!-
Tan.- Ah, calma! E com che ti accendi come un fiammifero. Poi sei incoerente: dici che non ti interessa eppoi spari male parole. E che e! Poi, anche tu con quella di via Deledda nr-
Aga.- Basta! Ti proibisco! Tu tintu zaurdu e porcu non capisci nulla di sentimenti.-
Tan.- Basta! Per oggi mi hai offeso abbastanza. Me ne vado!-
Aga.- Acqua davanti e ventu darreri!-
Tanu esce sbattendo la porta. Saffaccia la figlia Lucia.
Luc.- Cosa e successo, pap? mi hanno detto che vuoi moriree il signor Tanu uscito stravolto in viso-
Aga.- Al signor Tanu lascialo stare. In quanto a me, e meglio che muoia al pi presto.-
Luc.- Ho saputo della cinquina mancata, ma coraggio, questa non e poi un fatto tanto grave-
Aga.- Per te! Per me, invece, e la fine del mondo, non c miente di pi grave, non c niente-
Luc.- E invece si!-
Aga.- Pi gravi? Non ce ne sono.-
Luc.- E invece si.-
Aga.- Ah si? E quali per esempio?-
Luc.- Per esempio per esempiouna figlia incinta e senza maritotanto per dire-
Aga.- Ah, certamente, certamente. Meno male che e tanto per dire-
Luc.- e per fare.-
Aga.- Per fare cosa?-
Luc.- Per fare una grande sciagura-
Aga.- per un padre?-
Luc.- Sintende.-
Aga.- Magari, per caso, cos tanto per dire a me?-
Luc.- Sarebbe possibile-
Agaa mia?-
Luc.- precisamente...-
Aga.- morti buttana! (poi guardandola meglio) Tu?-
Luc.- E se anche fosse?-
Aga.- Tu, mia figlia?-
Luc.- Esatto: Lucia Speranza, di Agatino e di Concettina Parlatonata a-
Aga.- Ahu! Basta con i giochi di parole! Parli sul serio?-
Luc.- Sul serissimo.-
Aga.- SantAgata vergine e martire, fate che non sia vero, senno faccio un macello!-
Entra Concettina
Conc.- Tu non fai proprio nulla, Orlando furioso. Anzi, visto che e minorenne, tu dovrai assumerti le tue responsabilita-
Aga.- Chi io?-
Con.- No, mio nonno!-
Aga.- E che sono stato io a ..ainsomma (indica la pancia di Lucia).-
Con.- Spiritoso tu sei suo padre. (indica Lucia), quindi devi provvedere?-
Aga.- Io? Ma che sei tutta scema? Provvedere a che cosa, poi, a fare un macello? E tu, moglie sciattona, mamma trascurata, come hai potuto permettere che accadesse?-
Con.- Io non ho permesso nulla. E lei che lo ha fatto.-
Aga.- Ha fatto perche non era controllata a dovere (poi con tono di commiserazione) Ma come, come puo essere successo?-
Con.- Come al solito: con una scopata maldestra, e tu ne sai qualcosa in fatto di scopate maldestre.-
Aga.- Ma ha solo sedici anni -
Con.- E io quanto ne avevo allepoca? Diciassette? Sono la stessa cosa.-
Aga.- Tu eri tu!-
Con.- E chi ero sentiamo?-
Aga.- Tu eri tu eri tu sei, insomma na fimmina di lettu!-
Con.- Grazie del complimento, signor maschio, le sono molto obbligata. (ironia fortissima e sottolineata)-
Aga.- Grazie, si metta in testa. (cerimonioso, poi risoluto) Ma quando e stato?-
Con.- Ecco, qua c la difficolt numero uno: non si sa. (guardando Lucia con comprensione).-
Aga.- E la numero due?-
Con.- Che non sappiamo chi sia il padre. (riguarda Lucia con rimprovero)-
Aga.- Come no? E chi e stato, allora, lo Spirito Santo?-
Con.- Non essere blasfemo!-
Aga.- I precedenti ci sono -
Con.- Ancora?-
Aga.- E allora? Secondo te quella li ha fatto tutto da sola?-
Con.- No, c stato lo zampino di un uomoma non vuol dire chi. (riguardando sottecchi Lucia)-
Aga.- Lo zampino? (fa lincredulo e intanto mima il coso)-
Con.- Sia come sia, ella non vuole dirci chi e stato.-
Aga.- E no! A me lo deve dire!-
Con.- Non incominciare a dare ordini, e datti anche una calmata: la frittata e fatta e bisogna pensare a quello che c da fare.-
Luc.- (che gli aveva dato le spalle fino ad allora, intervenendo dopo aver dato segni dinsofferenza) Avete finito? Bene, adesso pensiamo seriamente a risolvere la questione.-
Aga.- Adesso sali pure tu in cattedra?-
Luc.- Io vorrei solo invitarvi a calmarvi e a studiare bene la situazione: E tanto per puntualizzare io vi dico subito che questo lui voi non lo conoscerete mai...-
Aga.- Lo dici tu.-
Luc.- Ed e tutto. Inoltre voglio abortire!-
Con.- Abortire?-
Aga.- Con la mammana?-
Luc.- No, caro babbo, legalmente. La legge me lo consente. Quindi voi dovete intervenire coprendo i vostri rispettivi ruoli. Lei di mamma che mi deve dare conforto, se ci riesce, tu di padre che dovrai autorizzarmi allaborto legale.-
Aga.- Io sono stato sempre contro. Ho votato no al referendum.-
Luc.- E anche li hai sbagliato! Dovevi votare si. Comunque siete i miei genitori -
Aga.- Grazie di avercelo ricordato, professoressa -
Luc.- ( precisando) Sono solamente una studentessa, e niente ironia, per piacere, perche ho gi i miei problemi, non vi ci mettete pure voi.-
Aga.- (alzandosi finalmente dal letto e passeggiando) Ma guardala come parla? Invece di arrossire per la vergogna, parla come una una sfrontata.-
Luc.- Pap sono una ragazza moderna, cerca di ricordartelo.-
Aga.- Lascia stare quello che mi debbo ricordare, altrimenti mi ricordo che sono un padre allantica-
Con.- Cosa vorresti farci credere che la butteresti fuori di casa? a fare la vita? Come si usava centanni fa?-
Aga.- Voi mi provocate. Comunque, secondo te, cosa dovremmo fare?-
Con.- Cosa dovrai fare, tu! Io debbo solo confortarla.-
Aga.- E se ne e lavato le mani! Dimmi signorina studentessa liceale, cosa dovrei fare io, povero padre bicornuto?-
Luc.- Non essere disastroso, per piacere.-
Aga.- Non sono disastroso, ma semplicemente cornutazzo di moglie e cornuto di figlia. Io non appena so chi e stato questo mascalzone, lo concio per le feste.-
Con.- Bum!-
Luc.- Non sei il tipo.-
Aga.- Non mi conoscete.-
Con.- E li che ti sbagli: ti conosciamo benissimo!-
Aga.- Ho detto che voi due non mi conoscete bene. Io questo fatto non lo ingoio tanto facilmente.-
Con.- Mentre io-
Aga.-mentre tu ingoitutto!-
Con.- La lingua batte( ed esce)-
Aga.- sempre sul coso(poi a Lucia) Lucia, senti, mi hai dato un grandissimo dispiacere, non puoi neanche immaginare quanto sia grande. Pero, pero non me la sento dabbandonarti. No, certamente non lo faro. Dimmi cosa debbo fareper aiutartiper il resto, per quel figlio di puttana, c tempo. (vedendo che viene equivocato dalle due donne, con controscena) No, mi riferivo a quel bellinbusto del tuo seduttore.-
Luc.- Grazie, ci contavo pap. Penso che si debba andare in qualche Consultorio, parlare con un ginecologo, forse anche con gli Assistenti Sociali, e, probabilmente con un psicologo. Poi ci sara da andare in un ospedale. Insomma, questa mi sembra la prassi.-
Aga.- Va bene, va bene(passeggia) Lucia, ti prego, stai tranquilla(con tono implorante) ma cerca anche di dirmi il nome di quellinfame.-
Luc.- E deciso! Non voglio dirlo!-
Aga.- Non vuoi proprio sbottonarti?-
Luc.- No, e stai calmo, papa, per piacere.-
Aga.- Non mi vedi calmo? Sono calmissimo. (pietosamente) Per favore-
Luc.- Ho detto no! Pensiamo alle cose serie piuttosto: allaborto. Vado a prendere il testo della legge.-
Agatino passeggia nervosamente per la stanza bofonchiando e mimando il discorso da fare alla figlia e il presunto regolamento di conti col seduttore.
Aga.- poi lo metter con le spalle al muro: o la sposi o la vita! ( fa un gesto di stizza contenuta) Speravo che mi dicesse di no. Che mavesse fatto uno scherzo, per farmi riprendere dallo shock della mancata vincita. (parler tra se, ma come se avesse di fronte Lucia, della quale dice anche le battute) Ora, di quanti mesi sar? Di due mesi e passaE vuoi abortire? Ma non c proprio niente da fare? Potresti dirmi chi e stato epotrei parlarci iotrovare un accordo Secondo te e inutile ( come se parlasse con la figlia) Non vuoi proprio proprio, ah? Non vuoi regolarizzare la situazione con un matrimonio? Neanche per sognosposare quellomai!
Mi pare tutto assurdo, un discorso assurdo. Il bimbo deve avere suo padre. Ma pu nascere un figlio da un banale errore? Mi dispiace. Capisci?, anche se non condivido e potresti, almeno, dirmi chi ? No? Ma perche?
Luc.- (rientrando con dei fogli in mano) Perche la colpa esolo mia! Sono stata io a volere fare unesperienza con un uomo maturo. E andata male e me ne assumo tutte le responsabilit. Non voglio tragedie o mezze tragedie, scenate e liti, o peggio. Ora voglio solamente abortire per riprendere la mia vita: voglio terminare il liceo, per adesso. Poi si vedr.-
Aga.- (dopo averci pensato su) E stato untuo professore?-
Luc.- No. E non mi fare pi domande su chi e stato perche non ti risponder pi.-
Aga.- Io sono un uomo di mondo. E quello scellerato doveva sapere che mettendosi con una minorenne avrebbe dovuto fare i conti con in padre, un fratelloun fidanzato -
Luc.- Pap sei ancora a questo punto? Ormai questo concetto e superato. Il delitto donore e abolito da trentanni e lemancipazione della donna una realt. Poi sono anche femminista!-
Aga.- C altro? Non sarai anche lesbica?-
Luc.- (arrabbiandosi) Non ti permetto di parlarmi cos. Anche se sei mio padre! Poi mi avevi assicurato-
Aga.- che avrei fatto il cornuto contento? No, figlia mia adorata! Io non sono contento! Io voglio soddisfazione da quel farabutto! Voglio sapere chi e, Lucia!-
Luc.- Sono affari miei! Insomma! (poi con calma) Pap, pap, sei impossibile. (con commiserazione).-
Aga.- Per te dovrei essere cornuuutu pacinziusu? Io ho il sangue alla testa! Se penso a quel figlio di buttana che si e approfittato di una quasi bambina, mi sale il sangue negli occhi!-
Luc.- E calmati, pap: sangue alla testa, agli occhi. Troppo sangue per il tuo carattere.-
Aga.- Non mi cimentate! Non mi provocatesono ancora un padre allantica. Non sono ancora entrato nel pensiero moderno, non sono un genitore di oggi, di questepoca, permissivo e menefreghista.- (abbattuto)
Luc.- Lo so, lo sappiamo. Ma conto sul tuo autocontrollo, Dobbiamo risolvere la questione dellaborto che e di primaria importanza, visto i tempi ristretti, ee insomma, cosa vuoi, anche psicologicamentesar traumatizzante per me tutta questa faccenda, penso che tu lo sappia.-
Aga.- Bene, hai la legge? Che dice?-
Luc.- Dice che posso farlo sono nei limiti, penso ma si, si pu fare!-
Aga.- Tutto qui?-
Luc.- Beh, no, evidente, c dellaltro, ma posso farlo, ed questo che conta. Poi studieremo il come. Ma quello che pi importante adesso il sostegno, laiuto che mi potrete dare-
Aga.- Taiuter sei mia figlia. Ma dopo mi ritengo libero, di fare qualunque accertamento e qualsiasi cosa mi sembrasse opportuna, per individuare efargliela pagarea quel bellimbusto.-
Luc.- Dopo, dopo( come per dire: campa cavallo, ed esce.) Ci vediamo papa.-
Agatino rimane solo in scena e mima le varie fasi e i dialoghi avuti con Concettina e con Lucia. La regia avra cura di porre ipoteticamente Concettina a sinistra e Lucia a destra del palco, cosicche Agatino si regolera in base alle battute riferite alluna o allaltra.
Aga.- (interrompendo di tanto in tanto la mimica) E giMorti subbitanea Ca comu Non lo saprete mai matri chi ccosi sciattona madre degenere mamma che guaio ora? vogghiu moriri voglio morire.-
Entra Concettina.
Con.- (ironicamente) Avete finito? No, perche il signore ha una visita.-
Aga.- (soprapensiero) Non ricevo.-
Con.- (incurante) Signor Pino, saccomodi, Agatino detto il Normanno e felice di riceverla. (spalanca la porta, fa entrare Pino lusuraio, quindi fa un inchino, che vuol essere una riverenza, e guardandolo beffarda, esce di scena.-
Pin.- (un uomo di circa cinquantanni, vestito dimessamente, magro e con una faccia furba) Buon giorno Agatino, so che sei stato maluccio.-
Aga.- ( con un gesto disperato come per dire: ci mancava pure lui) Accomodatevicerto, ho ricevuto alcune mazzate micidiali, che avrebbero steso pure un toro.-
Pin.- Una la conosco: la mancata cinquina, che jella, per. E laltra?-
Aga.- Affari di famiglia.-
Pin.- Ah, in questo caso (poi, come per confortarlo) Comunque io so per certo che i morti, quando i numeri che hanno dato, non sono stati giocati per causa di forza maggiore, ridanno la combinazione vincente. Quindi ci puoi ancora sperare.-
Aga.- E loro come lo sanno che e stata causa di forza maggiore? Chi glielo dice?-
Pin.- Come chi glielo dice? ma linteressato, e evidente.-
Aga.- Ah, in questo caso, allora prima muoio, vado allinferno dove si trova sicuramente mio padre, e gli dico: caro babbo, siccome cera uno sciopero, non ho potuto fare la giocata. Ti dispiace ridarmi una nuova cinquina? Ah, per favore, aspetta che ritorni lass, prima - non essere precipitoso, mi raccomando. Grazie.
Ma che ditelasciatemi stare che meglio.-
Pin.- Ma in sogno glielo devi chiedere, e evidente. (poi con rassegnazione) Sei impossibile. Con te non si puo nemmeno dire: a che ci fai sopra una sorta dironia (poi con noncuranza) A proposito, com andata la corsa di venerd alla Tarderia?-
Aga.- Lo sapete, come al solito: Male. Comunque il cavallo era buono, montato bene, ed e partito alla grande. Fino ai 1200 metri era in testa, poi quel pazzoide di un cavallo matto, disarciona il fantino e se ne va a brucare lerba attorno al percorso. Roba da macellarlo immediatamente, senza appello e senza scampo!-
Pin.- Un altro colpo della tua sorteimmagino che tu sia abbattuto.-
Aga.- Tanto per cambiare-
Pin.- Coraggio rialza il morale che ho una proposta da farti.-
Aga.- E sparate, perche non ho tempo: debbo a tutti i costi morire.-
Pin.- E piantala con questa storia. Quando lho sentita mi hai fatto sbellicare dalle risate. Morire per un mancata cinquina, non e da uomini.-
Aga.- E da bestie! Ed io sono una bestia, ma tanto bestia, che vi sto ancora ad ascoltare.-
Pin.- E faresti male a non ascoltarmi. E una proposta interessantissima.-
Aga.- E allora sparate! (sconfortato). -
Pin.- Prima facciamo un po di conti-
Aga,- (tra se) E ti pareva, con un usuraio di tale stazza-
Pin.- Cosa hai detto?-
Aga.- Ho detto conti? Di che razza?-
Pin.- I conti sono di una sola razza: quelli che tornano! Allora, vediamo un po (tira fuori dalla tasca un taccuino, e lo consulta. Intanto prende tempo volutamente per tenerlo sulle spine) Dunque tu a tuttoggi, mi devi cinquemilioni, vero?-
Aga.- Vero.-
Pin.- Allora fino a qui ci siamo ( mette da parte il taccuino e passeggia per la stanza) Ora senti la mia proposta che e semplicc semplice: Ti offro la possibilit di saldare il tuo debito in un sol colpo, facendomi un favore.-
Aga.- Mizzica! E sparate allora.-
Pin.- (come se fosse riluttante) Ecco, si tratta di una faccenda delicata, e non so se sei capace di portarla a termine-
Aga.- Ho detto: sparate!-
Pin.- Va bene, va bene. Si tratta di un lavoruccio che pu fare solamente una persona col pelo sulla pancia, mi sono spiegato?-
Aga.- Certamente. Andate avanti.-
Pin.- E talmente delicata che laffiderei soltanto a mio fratello. Ma visto che non ho fratelliho pensato a te, Agatino Speranza, detto il Normanno.-
Aga.- Vi sono grato. E volete parlare una buona volta? Ma, intanto fermatevi che mi fate girare la testa.-
Pin.- (fermandosi di botto, e restando nella posizione assunta per qualche secondo ancora, poi come per accondiscendenza) Calma, ci arrivo, ci arrivo ( ripasseggia con pi calma): Allora, mi dovresti usare la cortesia di portare un certo pacchetto ad un amico che sta al nord, consegnarglielo e riportarmi indietro una valigetta piccola piccola. Un lavoro semplice e pulito-
Aga.- Lo chiamate cos fare il corriere della robba? perche e questo che dovrei fare, se non ho capito male.-
Pin.- ( fermandosi davanti ad Agatino e cercando di essere comprensivo) Non usare parolonie una semplice consegna. Daltronde non sei abituato tu a fare consegne, non sei postino?-
Aga.- Io consegno posta regolare non pacchi che scottano.-
Pin.- Comunque sia, ci stai?-
Aga.- E se dicessi di no?-
Pin.- Sarei costretto, in questo spiacevole caso, ( di botto) di intimarti il pagamento dei sei milioni, ( mellifluo) entro domani mattina.-
Aga.- Sei milioni? Ce uno sbaglio, sono cinque!-
Pin.- Nessuno sbaglio, Normanno, erano cinque, ora, con gli interessi, sono sei. E li voglio sullunghia domattina, immancabilmente. Altrimenti sai a chi passo il tuo debito? Al Monaco!-
Aga.- Al Monaco? Ma siete ammattito? Ma ragioniamo. Primo: anche volendovi saldare quellesoso debito che mi state imponendo, come faccio a procurarmi i milioni entro domani? Eppoi, se lo passate al Monaco, quello mi manda Melu Malanova. E voi sapete come usa quello.-
Pin.- Appunto, appunto. Allora, per questo motivo, ti consiglio di rifletterci, prima di decidere.-
Aga.- Ma io non sono tagliato per fare certe coseio al solo pensiero di portare quella cosa, mi metto a sudare. Ed e come se dicessi agli sbirri: eccomi, sono un corriere, fate come vi pare, sono qui. Non ci so faremi pizzicherebbero. Ed io ho terrore del carcere!-
Pin.- E a chi piace andare in gattabuia? Per c chi la passa liscia perche fortunato certo non e il caso tuo poi ci sono quelli che si sanno mettere in buone mani e la fanno franca; poi ci sono i furbi matricolati, che pero, prima o poi, vengono pizzicati. Ora, secondo me tu dovresti appartenere al secondo caso: di quelli che si mettono in mano di veri amici e la fanno franca e ci guadagnano un pozzo di soldi.-
Aga.- Voi mi volete mettere nei guai.-
Pin.- Chi io ? ma non dire minchiate, per favore! Io cerco solo daiutarti, perche se vai nelle mai del Monaco, tu non campi pi di una giornata; con me, con i miei amici, tu rischi poco e rosichi bene. Cosa vuoi, infine di pi comodo? Rischi qualche mese di galera? Bene, ma rosichi i bei milioncini, no? (persuasivo) Poi, devi sapere che abbiamo molta esperienza in proposito; figurati laltra volta labbiamo portata su dentro un vassoio di cannoli; unaltra volta ancora nascosta in una forma di ricotta infornatasai per ingannare il fiuto dei cani degli sbirri. Per te, sicuramente troveremo qualche via magistrale-
Aga.- Si, via Ipogeo, quella che porta dritta dritta a piazza Lanza: carcere giudiziario!-
Pin.- Sei un minchione Agatino Speranza. E se ragioni ancora cos, tu nella vita rimarrai un postino squattrinato e un giocatore mediocre e pure scalognato. Guarda il nostro amico Cicciu Conti detto Agonia. Te lo ricordi?-
Aga.- Me lo ricordo, terza B, sempre ammalato o quasi. Ma perche, che ha fatto Agonia?-
Pin.- Ha fatto il furbo, non il minchione (stava per dire: come te). Ora fa il geometra a Milano, ma e anche il nostro rappresentante in quella citt, e si sta facendo i quattrinia palate.-
Aga.- Agonia? Incredibile!-
Pin.- Ha ancora i soliti problemi di salute o, perlomeno cos pensa lui, ma ha anche molto cervello e buon senso.-
Aga.- E resto ancora meravigliato -
Pin.- Sai e proprio a lui che dovresti consegnare il pacchettino.(confidenzialmente).-
Aga.- Cicciu Contiroba da non credere-
Pin.- Roba da uomini che ragionano con la testa.-
Aga.- Agonia e chi me lo doveva dire?-
Pin.- E stato baciato dalla fortuna.-
Aga.- Voi la chiamatefortuna?-
Pin.- (candidamente) Perche, ha un altro nome? (tagliando corto) Allora, ci vediamo domanie speriamo che la notte porti consiglio.-
Aga.- Certo, a domani, se sono ancora vivo!-
Pin.- Ti garantisco che fino a domani non ti succeder nulla.-
Aga.- E mi garantite un cuore cosi forte da sopportare qualche altra malanotizia senza schiattare?-
Pin.- Non essere tragico, Normanno. Tu sei un gamba e non lo sai ma io ti ho tenuto docchio e gia so-
Aga.che finir ammazzato o in carcere.-
Pin.- A domani. (come a voler tagliare corto con quelle schiocchezze , quindi esce).-
Aga.- (passeggiando per la stanza) Ed eccoci arrivati al culmine di una giornata da incubo. Ora, bisogna ragionare con molta calma. Dunque, e ovvio che per uscire indenne da questo casino, dovrei trovare chi mi presta, subito, i sei milioni per tappare la bocca a Pinu lusuariu. Fatto questo, debbo scovare quel tizio che ha inguaiato Lucia, infine e necessario trovare una soluzione radicale alla mia vita di separato in casa.
Mannaggia a quel giudice balordo! che non poteva sparare sentenza pi iniqua e pericolosa di questa: Come si possono tenere sotto lo stesso tetto due persone che hanno deciso di separarsi? Come possono convivere due persone che si odiano? Che si tradiscono? Che, alla prima occasione, magari si scannano? Ma loro sono la Legge e noi i sottoposti. Ma chi fa queste leggi insensate? Loro sanno cosa sentenziano sulla pelle e sulla la vita degli altri? (pausa).
Certo a Gerardina, povera carusa, non posso chiederle di ospitarmi a casa sua: succederebbe linferno coi suoisoprattutto con sua sorella, sono gente ancora allantica. La convivenza? Dio ce ne scampi e liberi: Per loro e la vergogna!
E noi ci addanniamo e soffriamo e speriamo.
( annuendo con la testa) Ci dovr pensare seriamente a questo benedetto divorzio (poi risolutamente, con una decisione improvvisa e liberatoria) ma che vadano allinferno tutti! Questa e la soluzione per mettere ordine alla mia vita: Domani dir di si a Pinu, mi faccio questo viaggetto eppoi ricomincio daccapo: dovr pur acciuffare, un giorno o laltro, questa benedetta buona sorte che da tanti anni mi sfugge e mi beffa! Magari con un bel tredici al totocalcio sempre una speranza e!-
Con.- (che era entrata intanto che Agatino diceva la fine della battuta) Chi di speranza campa disperato muore. Vedi me: ho sposato uno Speranza e sono disperata.-
Aga.- Ci mancavi anche tu! Uccellaccio di malaugurio.-
Con.- Jellato e jettatore!-
Aga.- Jellato quanto vuoi, ma jettatore mai! Tu sei, invece la mia malasorte. Da quanto tho sposata una cosa che sia una cosa non mi e mai andata dritta. Mhai rovinato la vita-
Con.- e tu lesistenza-
Aga.- Sono uninfelice-
Con.- e martire. (ironica) Guardate che cosa devo sentire con queste orecchie: rovinafamiglie!-
Aga.- Basta cos. Senti, visto che ci sei, guarda che fai, preparami una valigetta con un cambio di biancheria, debbo fare un viaggetto di un paio di giorni.-
Con.- Io sono venuta solo per sapere cosa hai deciso per Lucia. Poi, fare la valigia non rietra nei patti, te la puoi fare da solo. Eppoi dove vai?-
Aga.- Dove vado, a te non frega nulla; eppoi non rientra nei patti. Ora fuori!-
Con.- ( detto con tono tale da esasperarlo) Duce, a noi! E per Lucia?-
Aga.- Ci ho gi pensato. Ti faro sapere le mie decisioni al ritorno del mio viaggio.-
Con .- Certo, il signor barone con le palle, comunichera le sue decisioni (beffeggiandolo) alla servit ( con enfasi) al suo ritorno del viaggio di piacere-
Aga.- Io sono il padre, non scordartelo.-
Con.- Ed io la madre ed ho diritto-
Aga.- di sorvegliare le figlie-
Con.- morti buttana ca nun ti pigghia!-
Aga.- Fuori di qua!-
Sipario.
ATTO II
Sulla scena e stato ricostruito il retro locale di un Bar, dove si gioca a carte.
Ci sono tre o quattro tavolinetti col tappeto verde, e delle sedie sparse tuttintorno. Al centro c la porta comune. A sinistra una finestrella con grata. E sera. Una lampada pende dal soffitto, ma la scena e illuminata da un unico lume posto su di un tavolino. Allapertura del sipario, un uomo grasso, vestito elegantemente, che fuma un enorme sigaro, sta seduto al tavolino e intanto che fa un solitario con le carte: e il Monaco. Musica adatta. Dopo qualche secondo entra in scena un uomo piccolo e magro; indossa un vestito a doppio petto, e pettinato scrupolosamente: e Melu Malanova. Egli si avvicina al Monaco con fare rispettoso e inizia a parlare, mentre il suo interlocutore continua a fare il solitario. Musica adatta.
Mel.- E di l. Per non voleva venire.-
Mon.- Davvero?-
Mel.- Davvero. Quando gli sono andato vicino, al bancone e gli ho detto che volevate parlargli, sapete cosa mi ha risposto? Io qua sto! Chi mi vuole pu accomodarsi.-
Mon.- Davvero?-
Mel.- Al che io sono rimasto di stucco. Come? Ho pensato, e che e diventato matto?-
Mon.- Davvero?-
Mel.- Ca comu! Poi gli dico che siete rimasto contento di come si e comportato con gli sbirri, sostenendo fermamente che lui era andato a Milano a vedere la partita di calcio, e di non saperne niente della droga e dei soldi falsi: E lui nulla. Poi gli ho detto che lavvocato glielo avevate procurato voi. E lui niente: ascoltava ed era per i fatti suoi col pensiero; e alla fine quando gli ho detto che ci dispiaceva per quello che gli era successo, lui mi fa: sono cose che capitano ai vivi.-
Mon.- Davvero?-
Mel.- Certu. Poi, quando gli ho fatto sapere che quella persona, che lui cercava, era nelle nostre mani, finalmente ha mostrato interesse per le mie parole. Si e alzato dallo sgabello, mi ha detto: paga tu la consumazione e andiamo.-
Mon.- Davvero? Ti ha dato del tu?-
Mel.- Ca comu! E passato al tu con disinvoltura; e con altrettanto disinvoltura, mi ha preceduto fino a qui. E sta aspettando la fuori, tranquillo tranquillo, penso, solo per rispetto a voi.-
Mon.- Davvero? E fallo passare.-
Mel.- Va bene. (si dirige vero la porta, esce per un attimo e rientra con Agatino che e vestito con panni pesanti). Vossia voleva Agatino Speranza, detto il Normanno, ed eccolo qua, e servito.-
Aga.- Buongiorno.- (laconicamente).
Mon.- Buongiono a te picciutteddu spertu.- (squadrandolo da cima a fondo. Poi facendo un ampio gesto) assettati.-
Aga.- Grazie.- ( si guarda attorno osservando il locale, poi, con calma sceglie una sedia lavvicina al tavolino e si siede).-
Mon.- Stai comodo?- (con molta ironia).
Aga.- Comodissimo. ( non raccogliendo, accavallando le gambe e aggiustandosi la riga dei pantaloni).
Mon.- Ufff ( come se non si sapesse decidere se incazzarsi, per quellatteggiamento irriverente, irrispettoso e strafottente; o sorridere sotto i baffi per essere alla presenza di un vero uomo di sostanza - in pectore, naturalmente).- Ufff - (ridisse cercando di usare la sua tattica preferita, che era quella di tenere sulle spine il visitatore e di guardarlo insistentemente dai trequarti, in modo da metterlo in soggezione. Ma con Agatino tutto questa messa in scena non attacco). Senti picciutteddu, in queste settimane sono successe cose turche, e tu ci sei stato dentro fino al collo. Mi riferisco alla partita di robba che esce da un certo posto, di prima qualit e arriva in un altro, scarsa come un ambo su tutte le ruote. Poi dovrebbero partire da un certo posto denari buoni e invece arrivano qui soldi fausi . Eppoi ( con un gran sospiro) eppoi trovano quella robba a casa tua debbo continuare? No, vero? E allora cosa mi dici, ah?-
Aga.- Chi io?- ( con unaria innocente da far incazzare un santo).
Mel- Ehi, chi credi di essere? eppoi con chi pensi di parlare?
Mon.- Lascia perdere, Melu. (poi con calma) Allora picciutteddu, sto aspettando.-
Aga.- Sapete cosa vi dico? se questo nostro incontro fosse avvenuto, chessoio, diciamo tre, quattro settimane fa, io, alla vostra presenza, me la sarei fatta addosso, ma ora voi, lui ( e guardo Melo come se fosse un grazioso cagnolino di razza) non mi fate ne caldo ne freddo. Sono fuori quota ormai. Tanto per parlare chiaro, non mimporta pi di questa mia carcassa. Adesso mi interessa trovare soltanto due persone, poi posso chiudere bottega. Senza offesa per voi, naturalmente, ne per il qui presente Melu.(pausa) Pero, per rispetto, voglio rispondere alle vostre domande. Primo: io fui ricattato da Pinu: o portavo quella roba a chi di dovere, oppure lui passava le mie cambialette a vossia, che per me, allora, significava, parlando con rispetto, morte sicura. Io, come daccordo, consegnai la robba a chi dovevo, questi mi dette una valigetta da portare a chi avesse la chiave per aprirla, cos mi disse. Allaeroporto trovai Pino che prese in consegna la valigetta, la apr con la chiave, e controll il contenuto. A questo punto io avevo finito e il mio debito era saldato. Ma prima di discuterne, mi disse, voleva contare i soldi, per essere sicuro che nessuno ne avesse fatto la cresta. Quindi, mi parve di capire dal suo atteggiamento, che delle mie cambiali, forse, non ne avrei vista neppure lombra. E fu allora che incomincia ad incazzarmi. In fondo, mi stavo facendo trattare coi piedi da una mezza tacca duomo Volevo reagire, ma pensai: calma, uno alla volta. Sapete, avevo un altro conto aperto: cio con uno scellerato che maveva messa incinta mia figlia Lucia (accompagnato da un gesto di rassegnazione e impotenza). E quella benedetta ragazza, non mi ha voluto dire chi e il padre e voleva anche abortire. Voi capirete ( sottovoce, come se si vergognasse). Dovetti occuparmi io dellaborto di mia figliaperche ella volle fortemente abortire!
Quindi, come potete vedere, ho una certa cosetta da saldare, e bene, possibilmente.
Come se non bastasse, poi marriv quella tegola in testa: trovarono un pochino di robba nello scarico del mio gabinetto, seguito dallarresto, e del rilascio, dopo qualche giorno. E sappiamo tutti che a mettermi quella falsa prova nel mio bagno, fu proprio Pino.
Poi la prima conseguenza: la mia sospensione dal servizio! Allora lincazzamento aument vertiginosamente. Ma quando quel cornuto mise in mezzo anche la Gerardina, per inguaiare di piu il sottoscritto - ella che era innocente come Ges Cristo- facendo trovare agli sbirri la valigetta con i soldi falsi sotto il suo letto, beh, allora decisi che avrei dovuto agire forte e subito.
Ma il tocco finale di tutta questa storia, e stato il tentato suicidio della signorina Gerardina Dibella, vinta dalla vergogna dessere stata arrestata per detenzione di moneta falsa; sputtanata dalla stampa come la mia amante segreta; rinnegata dai suoi e pure licenziata dal suo datore di lavoro. Allora raggiunsi il colmo dellincazzatura!
A questo punto ho detto basta! Succeda quello che deve succedere, ma io faccio la pelle prima alluno poi, se ho il tempo, accoppo anche laltro.
Il mio cuore e diventato di sasso e niente mi fa pi paura. Debbo combattere? Posso morire? Non me ne frega piu niente!-
Mon.- Ehi, che minchiate dici: morire. E quando mai. ( che aveva ascoltato Agatino in riverente silenzio) Intanto sappi che hai tutta la miacome si dice, Melu? Ah, sodilatiet. Sappiamo con sicurezza che Pino ha combinato tutto questo casino per derubarmi della robba buona, che si e tenuta lui, mandando ad Agonia un carico di borotalco, pi qualche briciola di robba. Naturalmente Agonia lo ha ripagato con una valigiata di dollari falsi. E quel cornuto e sbirro di un usuraio, per uscirsene, pulitamente, almeno secondo lui, ha inguaiato te. Sappiamo tutto, per tua fortuna.(pausa) Anzi, ora sai cosa ti dico: tu te ne stai calmo e tranquillo, perche sei tra amiciil tuo uomo per adesso appartiene a noi, Melu ti ha spiegato, no? Ci deve restituire quella certa partita di robba. Quindi quando avremo ci che vogliamo, e perche crediamo a ci che ci hai raccontato, te lo consegneremo e tu ne farai ci che vorraisenza compromettere nessuno, pulitamente, mi spiego? ( Agatino annuisce) Poi intanto che aspetti, se vuoi possiamo aiutarti a trovare quellaltra persona che ti interessa, magari per premiarti di come ti sei comportato bene con gli sbirri, anche dopo lo schiaffone, che quel pezzo di cornuto del maresciallo Scicchitano ti ha mollato, durante linterrogatorio. Siamo daccordo? (Agatino annuisce) Sei una persona a posto, bravo! E se continui cos ne farai strada, col nostro appoggio che, suppongo, non ti dispiaccia( Ma non finisce di parlare che una persona si affaccia alla porta della stanza, tutta affannata, e dice qualcosa allorecchio di Melo che gli si era fatto incontro. Melo fa un gesto di stizza, fa qualche cenno di consenso con la testa, e licenzia luomo, poi si avvicina al Monaco, quindi gli parla allorecchio.)
Mon.- Possibile? ( incredulo)-.
Mel.- Purtroppo. (assumendo la espressione di un cane che e stato colto in fallo dal proprio padrone).-
Mon.- Normanno, sei sfortunato oggi.
Aga,- Tanto per cambiare-
Mel.- Lo prenderemo.-
Mon.- Lo prenderai.(scandisce le parole come a volergli dire: sono affari tuoi. Tu hai fatto la minchiata di affidarlo ad altre persone, tu sbroglierai la faccenda. Poi rivolto ad Agatino) Senti Normanno, il nostro uomo ha fatto fesso due dei nostri, ed e uccel di bosco. Ma Melo lo riprender, questione di giorni. Vero Melo? Cosicche la tua faccenda devessere, purtroppo, rimandata. Intanto se vuoi potresti farmi qualche piccolo favore, naturalmente se te la senti-
Aga.- Ditemi. ( risponde secco, incassando la notizia con molta calma).
Mon.- Sai ci sarebbero certe corse di cavalli - tu te ne intendi, vero? L, alla Tarderia, sui 1600 metri, che andrebbero, come dire, coordinate, organizzate, svolte, nel migliore dei modi, cioe con seriet e senza sgarri. Ora se te ne volessi occupare tu sai ci sono buone percentualilavoro pulito, non molto impegnativo, di prestigio: saresti il mio rappresentante. Insomma un buon lavoro.
Se ne occupava , prima, (facendo un cenno con la mano come per dire: uneternit fa) quel pezzo di sbirru dellusuariu! Che ne dici, ti andrebbe?-
Aga.- Quando si comincia. ( risponde laconico Agatino che da quel momento diventava ufficialmente e per tutti, il Normanno).
Buio per alcuni secondi, quindi riprende la scena. Stesso locale di prima, ma al tavolino ora ce seduto il Normanno. Sta controllando alcune carte, quando entra Lucia.
Luc.- Ciao pap, mi hanno detto che tavrei trovato qui-
Nor.- Ciao piccola, finalmente sei venuta, come ti senti?-
Luc.- Sono a posto. Sto benissimo.-
Nor.- Benissimo(nero in volto).-
Luc.- (che nota lespressione del padre) Pap ti prego non ci pensare pi. Vedi? Sto veramente benissimo, ormai. Dopo tutto questo tempo mi sono rimessa completamente, ho dimenticato tutto e anche lo studio va ottimamente. Non ci pensare pi ti pregoe non me lo ricordare continuamente-
Nor.- E cosa credi che queste siano cose che si dimenticano facilmente? Tu sei giovane e forse ci riuscirai, io no. E ancora aspetto quel nome.-
Luc.- Dimentica. Pap, senti, mi e stato detto che tu
lavori adesso per il Monaco, e vero?-
Nor.- Ma chi ti ha detto questo sciocchezze.(facendo un gesto infastidito).
Luc.- Un mio conoscente. Dice che tu sei camicia e culo col Monaco.-
Nor.- Chi io? E ti sembro il tipo?-
Luc.- No, ma mentre io lo so, lui non lo sa.-
Nor- Potresti tranquillizzarlo lo conosco appena, il Monaco.-
Luc.- Lo far. Buona notte pap. Ah, dimenticavo: quel conoscente mha anche detto, che tu cerchi quelluomo, insomma, quello che tu sai. E vero?-
Nor.- (facendosi attento) Questo tizio sa troppe coseBeh, sivisto che tu non parli-
Luc.- Ancora? E basta! (poi con finta calma) E, dimmi, perche lo cercheresti? per quale motivo?-
Nor.- E per sputargli in faccia, ti basta? Beh, prima dopo dopo si vedr.-
Luc.- Ma dai pap, perche non lasci perdere? A me non importa pi nulla ne di lui, ne del fatto!-
Nor.- A te no! Ma a me si!-
Luc.- Dai non fare il padre siciliano-
Nor.- E per non fare il siciliano, mi faccio mettere incinta la figlia minorenne, la faccio abortire e mi ci faccio sopra una risata? Ah?-
Luc.- (incollerita) Mizzica! sei cambiato e mi dispiace tanto. Ma sappi, per: lo fai per te, non per me! Buonanotte! (esce)-
Nor.- Aspetta, ti debbo parlare( vedendo che e gi uscita) Buonanotte.-
Entra il Monaco.
Mon.- Ho incrociato tua figlia. Che grinta! Allora, ti ha detto qualcosa dinteressante circa in tuoamico?-
Nor.- Non direttamente, ma ho capito che il tizio che cerco lha avvicinata, e che ha addosso una fifa matta; ora cerca di convincere Lucia a farmi desistere dal mio proposito di agguantarlo.-
Mon.- Normanno, non te lo volevo dire, perche questo era il mio regalo di Natale: sappiamo chi e quel bastardo che mise nei pasticci la tua ragazzina.-
Nor. Ma davvero? (sorpreso)-.
Mon.- Certo e ( si avvicina e gli parla allorecchio)-.
Nor.- Caspita! -
Mon.- Ora, cosa intendi fare?-
Nor.- Nulla!-
Mon.- Nulla?-
Nor.- Nulla, almeno io.-
Mon.- E allora chi?-
Nor.- Voi. (pausa) Che ne dite? si elimina una minnedda da mungere? Vuol dire che, per compensare ( sornione) suo padre risarcir mia figlia e voi-
Mon.- Suo padre ha gi chi pensa per lui.( con freddezza).-
Nor.- E se non sar suo padre, vuol dire che sar il signorino in persona. Ci faremo cedere un supermercato, lo intesteremo ad un prestanome, per esempio a Tanu, e sar il risarcimento per Lucia; quindi, a quel galantuomo, gli accenderete unassicurazione sulla vita didiciamo, dieci milioni mensili, che verser ai vostri incaricati. Questa e la mia proposta.-
Mon.- Sei sicuro? Non vorresti lavare laffronto? ( come per spiare meglio il suo pensiero e, intanto fa gestualit come per dire: questo ha i coglioni che gli fumano e uno spiccato senso per gli affari. Me lo voglio proprio coltivare, in futuro mi servir).
Nor.- Laffronto lha fatto al postino Agatino Speranza, non al Normanno. E comunque se fosse successo adesso, lo avrei spedito allaltro mondo subito, con le mie stesse mani; ma ora e roba vecchia; le cose stanno cambiando; mia figlia se ne fotte, e gli affari sono affari pero una lezioncina a quel tipetto gli farebbe proprio bene. Posso disporre della vostra organizzazione? O chiedo troppo?-
Mon.- Per lassicurazione e il resto, ci penso subito io, mandando chi di dovere. Per la tua faccenda dimmi cosa vorresti.-
Nor.- Datemi un paio di uomini tosti, pi Melu.-
Mon.- Sei sicuro che non ci scapper lincidente? Sai con Melu-
Nor.- No, niente incidenti. Solo accidenti!-
Mon.- (riflettendo, poi convintosi) Daccordo.-
Entra Melu
Mel.- Sabbenedica.-
Mon.- Oh, Melu.-
Nor.- Ciao Melu.-
Mon.- Senti Melu, devi prendere due dei tuoi uomini e devi fare quello che adesso il Normanno ti dir.-
Mel.- Come comanda vossia. (e abbattuto).
Mon.- Melu, cosa c?-
Mel.- Ce che quel cornuto e sbirro si e costituito-
Mon.- Ah.-
Nor.- Figlio di puttana.-
Mel.- E non e tutto: pare che voglia pentirsi-
Mon.- Minchia!-
Nor.- Accidenti!-
Mel.- Quello sa moltissime cose su di me vossia sa, no?-
Mon.- Quello, per adesso, li prender per il culo gli sbirri. Deve smaltire la robba che ci ha fregato e realizzare moneta sonante, senn che usuraio pricchio e infame sarebbe? Inguaier qualcuno dei nostri per prima cosa. Poi, forse, cercher di fregare te, e poi, come carta di riserva far fregare me.-
Mel.- Dite bene. Ma io lo accoppo lo stesso.-
Mon.- E come? Sai dove si trova? Sai se e scortato?-
Mel.- (malinconicamente) Nossignore.-
Mon.- E allora, per ora stai calmo. Tu Normanno che ne dici?-
Nor.- Dico: tempo e pazienza. E nel frattempo occhi bene aperti.-
Mon.- Sono daccordo. Ora Melo, senti cosa ti deve dire il Normanno, io vado a fare una pisciata. (esce, dondolando vistosamente i centoventichili di ciccia).-
Nor.- (guardandolo perplesso) Deve decidersi a dimagrire, altrimenti gli verr un accidenti di infarto o simile.-
Mel.- E andato dal dottore.-
Nor.- E cosa gli ha detto?-
Mel.- Quello che hai detto tu: deve dimagrire. Deve fare la dieta arcobaleno.-
Nor.- E che roba e?-
Mel.- Non lo so con precisione, ma ho sentito che deve mangiare pesce azzurro, carne bianca, pane nero, frutta arancione, ortaggi verdi e vino rosso.-
Nor.- Eppoi?-
Mel.- Eppoi (cambiando dumore) eppoi, morti buttana, a quello lo faccio a pezzi con le mie mani.-
Nor.- Al Monaco?-
Mel.- Mai sia, e il mio padrone. A quel cornuto e sbirru di usuariu.(poi come a volersi autocontrollare) Bene, calmati Melu e aspettaAllora cosa mi dovevi dire?-
Nor.- (portandoselo nel fondo scena, e mimando delle istruzioni) Dovresti prendere due dei tuoi uomini tosti, prendere un tizio e-
Mel.- (ascoltandolo attentamente) Molto bene. Contaci. Provvedo subito. Ciao.(esce)-
Mon.- Melu lha preso male( rientrando abbottonandosi il gil)-
Non.- E incazzato nero.-
Mon.- Il fatto e che si sente responsabile in prima persona ed e vero della fuga di quel pezzo di figlio di buttana. Ed e suo preciso motivo donore, nei miei confronti, di riprenderlo, possibilmente vivo, per farci restituire la robba-
Nor.- Era era tanta?-
Mon.- Due miliardi di robba fina, che il nostro Agonia avrebbe messo in circolazionepagando in dollaroni sonanti che noi avremmo dovuto rigenerare investendoli in qualche speculazione.-
Nor.- Io vedo bene i supermercati: stanno spuntando come funghie anche il commercio della auto usatee gli appalti.-
Mon.- Sei aggiornato, a quanto vedo.-
Nor.- Cerco dosservare e di ricordare.-
Mon.- Senti, in tutto questo tempo tho tenuto docchio e ho visto che sei in gamba. Le corse sono ottimamente organizzate, fruttano bene e non ci sono stati mai incidenti, ne con gli scommettitori ne con gli sbirri. Ora, pensavo di darti una promozione: Ad esempio: perche non lasci stare i cavalli a Tanu e non mi aiuti nel mio commercio, potresti anche occuparti di sistemare i dollaroni, le lirette, le sterline con adeguati investimentianche legali?-
Nor.- Vi ringrazio per lonore che mi fate, e mi piacerebbe cimentarmi in questa nuova attivita. Ma dovrei prima documentarmi bene e darmi una guardatina attorno. Non posso accettare subito e poi deludervi.-
Mon.- Sei un picciutteddu a posto, tu. Bene, quanto tempo vuoi?-
Nor.- Non lo so. Ma, per prima cosa, vorrei rifare il viaggetto a Milano e parlare con Agoniapoi andr un po in giro: Francia, Inghilterra e Stati Uniti. Voglio conoscere le regole, prima di fare un qualsiasi passo. Naturalmente voi mi darete le vostre credenziali. Poi vi faro sapere cosa decider, senza offesa.-
Mon.- Ma quali offesa. Tu ragioni con la testa e per me va benissimo. Dimmi cosa ti serve: denaro, passaporto, presentazioni, insomma tutto.-
Nor.- Daccordo. Vi far avere la lista.-
Mon.- Giacche ci siamo, visto che entrerai nella nostra ditta, devi sapere che c un amico alla questura che ti potrebbe essere ultilesoprattutto per rintracciare lusuariu che tanto ti interessa. Ora, se hai qualche idea di come lo possiamo agguantare, dimmela. Come vedi, su di lui, ti sto dando la precedenza sui nostri stessi interessi. E un onore, Normanno.-
Nor.- Voi siete una persona generosa. Grazie.-
Mon.- Non sai dirmi altro?-
Nor.- Tutto quello che cera da dire, e stato detto.-
Mon.- Minchia che paroloni. Ora lascia questo buco e trasferisciti in un bellappartamento dove metterai su un vero ufficio. E se ci fai entrare anche nella legalit, con affari buoni e sensati, ti piover addosso una pioggia di milioni. E ora ti saluto, ho un impegno con una persona importantepu darsi che ti porter buone notizie sullusuraioah, ho apprezzato che non mi hai chiesto il nome del nostro amico in questura.-
Nor.- Sarete voi a decidere quando lo dovr sapere.-
Mon.- E allora anche subito. E di l, sta bevendo un caff al banconedagli unocchiata.-
Nor.- (eseguendo e sbirciando attraverso una fessura della porta) E quello vestito di grigio?-
Mon.- Esatto.-
Nor.- Mi sembra di conoscerlo, non e per caso Janu Librizzi? (chiude la porta).-
Mon.- E cos che si chiama un picciottu a posto. Ci da delle informazione su qualche persona infame. E non lo fa per denaro.-
Nor.- No? (dubbioso).-
Mon.- E nemmeno per vendetta.-
Nor.- Davvero?-
Mon.- Lo fa per amicizia.-
Nor.- Benissimo, ma-
Mon.- Niente ma. E fidatissimo. Mi e fedele come un cagnoloeppoi, nel passato gli ho fatto un grande favore.-
Nor.- Tanto meglio. Ed e sempre preciso?-
Mon.- Non parla se non sa con certezza. Ora ti metto in contatto con lui. Vedrai, ci porter dritti dritti allusuraio. Vuoi parlarci?-
Nor.- Grazie no, lo faro quando sar ora. E inutile esporlo adesso, per fare soltanto una semplice conoscenza.-
Mon.- (annuendo, contento) E quello che mi aspettavo. Avanti, ti saluto (esce).
Il Normanno si rituffa nel controllo delle sue carte, Prende qualche appunto, strappa qualche foglietto. Insomma fa tutta la gestualit di colui che ha la responsabilit di un grosso affare. Dopo un minuto che potrebbe essere coperto da una musica che entra attraverso la porta che da sul bar e che il Monaco ha lasciato aperta, entra Tanu. Anche Tanu e vestito con una certa eleganza.
Tan.- Ciao Agatino.-
Nor.- (guardandosi attorno) E dove sarebbe questo Agatino che hai salutato?-
Tan.- (dandosi una manata nella fronte) Dimenticavo, scusami: Buongiorno Normanno.-
Nor.- Ciao Tanu. Assettati.-
Tan.- (sedendosi, ma agitandosi come se la sedia fosse rovente) Normanno, cc ci sarebbe di l ci sarebbero-
Nor.- Chi? (senza alzare la testa dalle carte).-
Tan.- Ci sarebbe di l-
Nor.- (guardandolo) Tanu, chi c di l?-
Tan.- Tua moglie-
Nor.- Mia che? (infastidito)
Tan.- tua moglie, che faccio?-
Nor.- Che aspetti.-
Entra in scena Concettina, come una furia.
Con.- Ahu, ahu e chi credi di essere? Il signor presidente della repubblica? Falla passare, che aspetti! (imitando il Normanno) A chi fai aspettare pezzo di scansafatiche!-
Tan.- (cercando di calmarla) Concettina, calmatevie molto occupato-
Con.- Certo a giocare a carte in questa bisca clandestina da quattro soldi. (al Normanno che se ne sta calmo al suo posto.) Ah e che fu? Ti e cascata la lingua?-
Luc.- (rientrando affannata) Ah, sei gi qua? (alla madre) pap.-
Nor.- (ignorando Concettina) Ciao Lucia. Sei tornata? Meglio cos, ti dovrei dire una cosetta-
Luc.- Sono tornata di corsa! Ho visto mamma precipitarsi, ho pensato che potesse accadere qualcosa di spiacevole pap, ma cosa sta succedendo qui? (facendo un largo giro con le mani e il busto, per indicare il posto e lambiente in cui si trovano) E non dirmi che non c niente perche non ci credo Poi, uscendo, poco fa, ho incontrato quel signore, il Monaco. Pap che succede veramente? perche sei sempre qui? Allora lavori qui?-
Nor.- Quante domandeMa no, sono solo di passaggio-
Con.- A me non interessa nulla dei tuoi passaggi, malomu. A me interessa sapere perche non mi pi arrivato lassegno per gli alimenti. E non solo voglio saperlo, ma li esigo subito, allistante, immantemente, ora!-
Nor.- (riempiendo un assegno e porgendolo a Tanu) Tanu, prendi questassegno e dallo allasignora qui presente. Poi accompagnala alla porta.-
Tan.- (leggendo la cifra sullassegno) Fiiiu, cinque milioni.-
Con.- (che stava insorgendo, si calma di colpo, e, incredula, sbircia lassegno che Tanu, poi, le porge) Veru e! E chi fu? (guarda il Normanno)-
Nor.- Devi dire a quella signora, che dora in avanti ricever un analogo assegno ogni mese, a patto che non si faccia pi vedere da me.-
Luc.- Ma papsei troppo duro.-
Nor.- ( infastidito) Tanu, accompagna la signora, ti dissi. E tu Lucia assettati.-
Tan.- (prendendola gentilmente per un braccio, accompagna la sbalordita Concettina che ancora controlla lassegno) Andiamoper favore-
Con.- (uscendo) E se fosse scoperto? Quello e capace di tutto!-
Tan.- E coperto, e coperto andiamo, non complichiamo le cosesu. (escono).
Nor.- Senti Lucia, visto che ci siamo insomma, dopo tanto tempo, finalmente ti sei degnata di venirmi a trovare, non voglio perdere tempo ne loccasione: voglio discutere seriamente con te. No, non taccalorare, non parleremo di quel tizio, ma della tua vita, del tuo avvenire. ( pausa) So che ti sei iscritta allUniversit, in Legge, se non sono stato informato male-
Luc.- E esatto.-
Nor.- E gli esami?-
Luc.- Vanno bene, tre trenta e un ventinove.-
Nor.- Complimenti. E senti, ti piacerebbe lavorare?-
Entra Tanu, che richiude la porta e si siede accanto al Normanno, in silenzio.
Luc.- Non saprei non ci ho ancora pensato insomma almeno non adesso, prima viene lo studio. Poi, cosaltro potrei fare?-
Tan.- Tante altre cose Luciuzza, tante-
Nor.- Gi.-
Luc.- Ma cosa hai in mente?-
Nor.- Per adesso nulla ma sai, ho conosciuto nuove personeho tanti amici, ho un lavoro importante, e avere con me persone fidate, diciamo che mi farebbe anche comodo...
Tan.- (sporgendosi attraverso il tavolino) Come me. Vedi? anchio ho lasciato il mio impiego, alle Poste, e adesso lavoro per lui, e ci sto da pasci.-
Luc.- Mi prendete alla sprovvista. Io non immaginavo che mio padre-
Nor.- che tuo padre sapesse fare i soldi? Vero?-
Luc.- Beh, in un certo qual modo, si! (poi al Normanno) Sei stato sempre farfallone, giocatore, azzardoso, ma mai fortunato. Ora, da quando hai avuto quelladisavventura con la polizia, e te ne sei andato via di casa, ora, improvvisamente, ti ritrovo imprenditore. E non mi dire che il Monaco non centra Tutte queste rivelazioni per me sono ...quantomeno scioccanti.-
Tan.- E la fortuna mia cara, che qualche volte ripaga dei colpi della mala sorte.-
Nor.- (che aveva scortato in silenzio, con lo sguardo sul tavolino) Ne riparleremo, Lucia. Tu, intanto, studia e fatti onore. E non sparire pi, teniamoci in contatto. Poi, sei hai bisogno di soldi o di qualunque cosa, fammelo sapere.-
Luc.- (capendo che deve andare, si alza e si avvia verso la porta) Mi far vedere spesso. Grazie. Ciao. Pap sai credevo di di trovare-
Tan.- Agatino Speranza, e invece hai trovato il Normanno. Andiamo taccompagno. (escono, poi Tanu si riaffaccia) Normanno c Melu.-
Nor.- Grazie, fallo entrare e lasciaci soli.
Melu, entrando in quel preciso momento, guarda Tanu con disprezzo, e si rivolge al Normanno come per dire; ma questo cosa vuole?
Nor.- Allora?-
Mel.- Missione compiuta.-
Nor.- Bene. Dimmi come e andata, per favore.-
Mel.- E stato semplicissimo e veloce: Lo abbiamo agguantato davanti a casa sua, a trecento metri da qui, labbiamo caricato sulla macchina e portato nel locale qui vicino, dove ci avevi suggerito tu.-
Nor.- Hai fatto fare ai tuoi uomini ci che ti avevo raccomandato?-
Mel.- Esatto: comunque ti racconto tutto e vedi tu stesso se ho tralasciato qualcosa: Arrivati nello scantinato lho portato davanti al tavolino, dove avevo messo a bella mostra la rivoltella, il coltello, la corda e la siringa, poi gli ho detto di scegliere, lui stesso, quale morte preferisse. Ma lui si dimenava e sbraitava. Quindi gli dico: - Allora, per lultima volta, cosa preferisci, bellimbusto? Abbiate piet io non sono uno stupratore, Lucia era consenziente Sicuro? Beh, siancheanche Anche se lavevi drogata! Si, ma venne di sua volont con me. Quando ci presentarono mi fece capire che le piacevo e che non avrebbe disdegnato le mieattenzioni. Voleva fare nuove esperienza insomma io sono un uomo Tu sei una bestia e come tale finirai! Avanti, scegli la tua morte: rivoltella? E tutto finisce con un colpo alla nuca! Oppure coltello? Un taglio alla gola, giugulare e arteria trinciata in un sol colpo! Oppure il cappio? Morte pi lenta ma meno cruenta. O magari la siringa infetta: lunga malattia e morte sicura. Allora? Dio mio, Dio mio aiutami. muggiva dimenandosi tra i due miei uomini. Dio mio? gli dico- E come mai ti ricordi adesso di lui? Dovevi ricordartene quando facesti abortire Lucia e buttare in una fogna il bambino! Perdono! Perdono! Io non sapevo, Lucia non mi disse nulla. Lo seppi a fatto avvenutopiet, vi prego Poi uno dei miei uomini mi disse: Melu, questo se l fatta addosso.-
Nor.- Pisciato?-
Mel.- No, cagato.-
Nor.- Benissimo! Eppoi?-
Mel.- Eppoi, secondo le tue istruzioni, labbiamo portato davanti alla Rinascente, e l abbandonato. Faceva n fetu, puzza, n fetu, che tutta le gente che gli passava accanto si turava il naso. E tutto esatto? (Melu, durante la tirata, tutte le volte che riporta le frasi del seduttore, cercher di imitarle la parlata ricercata).-
Nor.- Esattissimo. Da te non mi aspettavo altro. Grazie e a buon rendere.-
Mel.- Di nulla! La volont del Monaco, per me e sacra.-
Nor.- E vuol dire che ringrazier il Monaco doppiamente per il tuo favore. E, per laltro discorso? Te ne stai occupando tu?-
Mel.- Quellodellassicurazione?-
Nor.- Si.-
Mel.- No, unaltra persona molto fidata ed efficientissima. Credo che controlla lorologio- a questora abbia fatto il gi il contratto. E, se si e comportato come negli altri casi, deve aver anche gi riscossa la prima rata.-
Nor.- E per il supermercato?-
Mel.- Per quello sar pi duro. Sai il padre si far forte di certe amicizie, ma col Monaco c poco da sperare, gli baster sussurrare una parolina e quello caler le braghe. Eppoi si andr dal notaio. Senti, farai venire quel tuoamico? (con tono dispregiativo).-
Nor.- Penso di si. Benissimo. Ti ringrazio Melu. Sei di unefficienza unica.-
Mel.- (uscendo) E lavoro, soltanto lavoro. Ti saluto Normanno: ed e uno!-
Nor.- Ed ora laltro.-
Mel.- Esattamente.-
Nor.- A quando?-
Mel.- Ci stiamo lavorando.-
Nor.- Sai che il Monaco mi ha dato la precedenza?-
Mel.- A te? Minchia!-
Nor.- A me. Questo vuol dire che mi devi tenere informato di tutto, per filo e per segno. E, per rispetto a te, quando sar ora, sarai presente.-
Mel.- E io ti ringrazio fin da ora Certo che per averti data la precedenza, vuol dire che al Monaco gli hai reso qualche grande servizio, o mi sbaglio?-
Nor.- (pensieroso) Forse non ti sbagli.-
Mel.- Stai facendo una rapidissima carriera, Normanno. Per ti manca una cosa per fare il capo, lo sai, vero? ( fa cenno con la mano ad una pistola che spara)-
Nel.- Lo so.-
Mel.- Gi. E forse con lastutamento dellusuraio, rimedierai a questa manchevolezza. E qui sta la grandezza della mente del Monaco.-
Nor.- (assorto nei pensieri) Gi-
Mel.- E, sai cosa penso?-
Nor.- Cosa pensi.( c.s.)-
Mel.- Conoscendolo, penso che ti stia preparando alla sua successione.-
Nor.- (alzando la testa dalle carte) A me? E non ci sei prima tu?-
Mel.- Io non ho la tua testa fina. E oggigiorno, per fare il capo, ci vuole una mente intelligente e un buon fiuto per gli affari e ci vuole anche molta saggezza, come dice spesso il Monaco. Io so fare bene soltanto una cosa: pam (fa cenno con il pollice e lindice alzati). Ti salutai, Normanno.( va verso la porta ed esce)-
Rientra Tanu.
Tan.- Mizzica chi taliata, che occhiataccia, che mha dato. Che caratterino, quello l( indica la porta dalla quale e uscito Melo).-
Nor.- Bisogna saperlo prendere, e tu non fai altro che commettere sbagli con lui. Attento Tanu che io solo non basto pi per proteggerti da un suo aventualeincazzamento.-
Tan.- Ma io non gli ho fatto proprio nulla.-
Nor.- No, invece, con il tuo atteggiamento, tu fai molto per fregarti. Attento! Devi trattarlo con molto rispetto, non come un vecchio compagno di partita a tressette. -
Tan.- Ma siamo tutti amici, ormai.-
Nor.- E li che ti sbagli! Tu ed io, per ora, siamo solo degli avventizi: ma io ho un certo prestigio di uomo di panza e di testa fine, e ottengo il dovuto rispetto per quello che faccio e per come lo faccio; tu, invece, sei solamente un mio collaboratore, e per loro, devi stare con due piedi in una scarpa. Ora traine tu le conclusioni.-
Tan.- Ho capito: come dici tu: due piedi in una scarpa e, mutu e assuppa!-
Nor.- Bravo, hai capito! (poi quasi tra se) Ci vuole tempo per affermarmi completamente, e, nel frattempo, non si possono fare cazzate! (poi a Tanu) Senti, tra qualche giorno dovrai andare dal notaio, per latto divendita del supermercato per Lucia, che come ben sai, sar provvisoriamente intestato a te. Forse ci sar anche lui. Mi raccomando, non commettere minchiate.-
Tan.- Stai tranquillo.-
Nor.- Tu devi staretranquillo.-
Tan.- Ho capito, sono negli affari, ma non ci sono. Mezza parola! Senti, ma per Luciuzza, che intenzioni hai?-
Nor.- Per adesso niente.-
Tan.- Come niente? E quelle domande che le hai fatto?-
Nor.- Sono soltanto domande interlocutorie. -
Tan.- SentiNormanno, tu sei diplomato, io invece ho la terza avviamento, cioe un quasi analfabeta. Mi potresti dire cosa vuol dire: internoquitorie?-
Nor.- Interlocutorie! Vuol dire che per ora non si fa nulla. Il supermercato lo avr a tempo e luogo.(poi, per tagliare corto) Ed ora mi dovresti usare tre cortesie: mi devi tenete lontano da me Concettina; mi devi portare, giornalmente, notizie sulla salute di Gerardina, facendomi sapere, per filo e per segno, come viene trattata nel nuovo centro di riabilitazione; infine devi trovarmi un elegante appartamento nel centro storico dove impiantare il mio nuovo ufficio. Chiaro?-
Tan.- Chiaro. Sar fatto. Ma che facciamo? Cambiamo attivit?-
Nor.- Cambio attivit. Tu resterai nel settore corse e mi riferirai. Naturalmente sarai sempre un mio stretto collaboratore, ma esterno, mi spiego?-
Tan.- Esterno? E cosa vuol dire?-
Nor.- Che eseguirai quello che ti dico senza fare pi domande!
ATTO III
Sulla scena verr ricostruito lo studio di un professionista: scrivania grande, poltrona presidenziale, un salottino a destra, un tavolo per riunioni con sei sedie a sinistra, sotto una grande vetrata panoramica.
La porta comune e a destra, prima del salottino.
Allinizio dellatto in scena c Tanu, seduto nella sedia presidenziale, che fuma un sigaro intanto che legge un giornale. Musica in sottofondo.
Entra Lucia.
Luc.- Tano ma che fate l?-
Tan.- (alzandosi di colpo) Stavostavodando unocchiata al giornale.(in imbarazzo)-
Luc. E datela stando seduto sul divanooh. Lo sapete che quella poltrona ee riservata.-
Tan.- Scusami Lucia, non lho fatto apposta. Ecco, mi siedo qua. Va bene.-
Luc.- Ma se ve lho detto io di sedervi l, perche mi domandate se va bene? Accidenti non vi ci mettete pure voi, che oggi non e proprio giornata.(intanto controlla delle carte che erano sulla scrivania, per stando allimpiedi).-
Tan.- (guardandola preoccupato) Lucia, sei nervosa?-
Luc.- Nooo, perche si vede? (fortemente ironica).-
Tan.- Ci sono cattive notizie?-
Luc.- Le notizie sono sterili: ne buone, ne cattive.-
Tan.- E cosa significa?-
Luc.- Significa che ve ne dovete stare buono buono e non farmi perdere la pazienza, oh!-
Tan.- Tuo padre non mi ha mai parlato cos duramente -
Luc.- Lasciate stare mio padre. Ora fatemi la cortesia di uscire perche debbo fare delle telefonate riservate.-
Tan.- Come volete, principale. (sta per uscirsene, ma Lucia lo blocca).-
Luc.- Tanu! Qui non ci sono principali, intesi? Qui c, per ora, sola la Presidente dei supermercati G.G.&A.A., e lAmministratrice Delegata del New Center of Commerce. E sarebbe ora che vi adattaste a queste nuove terminologie. Ed ora andateper favore. (vedendolo mortificato).-
Tan.- Vado, vadoma potresti darmi qualche notizia su tuo padre.-
Luc.- (Intanto che fa un numero telefonico) Sta bene e vi manda tanti saluti.-
Tan.- (con ira) Ma che vuoi che me ne faccia di queste stronzate di presa per i fondelli! Voglio sapere che minchia fa tuo padre. Se ha preso quel pezzo di Giuda fitusu! Se lo ha steso, se torna ad occuparsi dei suoi affari e degli amici. Ecco cosa voglio sapere, accidentaccio a me!-
Luc.- (che prima si stava adirando, poi posa il ricevitore e con delicatezza si rivolge alluomo) Tanu, apprezzo la vostra amicizia e lattaccamento verso mio padre, ma questi sono argomenti che in questa sede non possono essere trattati. Questo non e lufficio del Normanno nel retrobottega del Bar Mangano, ma la sede legale e amministrativa di una catena di societ. Ora, detto questo, ed in via del tutto eccezionale, vi dir che sono in attesa di certe notizie e che sono nervosa perche esse non arrivano. Siete contento?-
Tan.- No. Ed ho anche un presentimentoA me quel figlio di buttana di un usuraio mi fa paura. E infido, e imprevedibile, astutoquello ha inguiato il Monaco con la sua linguaccia oh, ed tutto dire?- e penso che stia per tirare un brutto tiro anche a tuo padre.-
Luc.- A mio padre non possono fare proprio nulla, ne lui, ne gli sbirri. Mio padre e pulito come un angioletto.-
Tan.- E quello far carte false-
Luc.- Non ne ha pi il tempo.-
Tan.- Intanto noi stiamo, ancora spettando. Ci vuol dire che le cose non vanno come dovevano. Ci sar stata una complicazionechiss? magari gli hanno teso un tranello-
Luc.- ma no.-
Tan.- o un tradimento-
Luc.- E andiamo, siamo gi al drammone ottocentesco? Eppoi tradimento?... e a chi?... a mio padre?-
Tan.- E a chi, senn?-
Luc.- Non pu essere mai. E ben protetto.-
Tan.- Dai nemici, certo. Ma dagli amici? ed io sono sospettoso per natura ed ho anche un presentimento.-
Luc.- Smettetele, per carit. (infastidita).-
Entra Melu.
Tan.- Oh, finalmente viene qualcuno.-
Luc.- (ansiosa) Melu, e allora?
Mel.- (fulminandolo con gli occhi Tanu e senza degnarsi di rispondergli, si rivolge a Lucia) Ci ha fottuti !-
Luc.- Chi? Che cosa?... mio padre?-
Mel.- No, no, lui e a posto. Lusuariu, ci ha fottuti. A tutti! Se le squagliata.-
Luc.- (facendo cenno di stare zitto a Tanu, che stava parlando) Mannaggia, e come e andata di preciso?-
Mel.- Avevamo predisposto tutto. Secondo le informazioni che avevamo, doveva andare in via Fornaciai al capezzale della vecchia madre morente, con unauto blindata della Procura. Io ero piazzato con i miei uomini allincrocio con via Cristoforo Colombo, in quelledificio in ristrutturazione, pronto a farlo fuori col bazooka. Tuo padre era in macchina, appostato dietro un palazzo adiacente, e, al momento giusto, doveva dare lordine di far fuoco. Insomma tutto procedeva benissimo. Ma, probabilmente, quel cornutazzu e sbirru, di un usuariu, venendo in citt si e fatto i suoi porci comodi, ha incontrato i suoi amici e, fregandosene della madre morente, insalutato ospite, se ne e tornato in continente.-
Luc.- Quindilha fatta franca-
Mel.- Cos pare.-
Luc.- E mio padre? Dove?-
Mel.- Tuo padre e una belva scatenata. E per calmarsi e andato a trovare la signorina Gerardina.-
Tan.- Si, proprio l si calmalui non appena la vede paralitica in fondo ad un letto, si fa prendere di un tale nervoso cheche laltra volta, a momenti mi scaraventava fuori. Vado a trovarlo. (sta per uscire)-
Luc.- Tano, vi prego, restate qui.-
Mel.- Ci pensi tu ad avvertire chi di dovere? tu sai che io non posso espormi pi del necessario.-
Luc.- Stai tranquillo, e tutto a posto. Ci penser. Pero, che figlio di puttana! E ora, cosa facciamo?-
Mel.- Una cosa e sicura: mi metter sulle sue tracce di persona. Lo scover a costo di smuovere tutti i santi del paradiso.
Ha fatto troppo danno quel serpente velenoso. Con le sue rivelazioni ha fatto attaccare il Monaco, ha
accusato me di almeno venti delitti, e mi costringe alla latitanza; e sta per mettere nei guai anche il Normanno. Ma ora basta. Tuo padre mi dar carta bianca, e a quello ci penser io. Sar il mio solo pensiero, il mio unico obiettivo, il mio solo scopo per campare ancora. Lo prender-
Tan.- (quasi tra se) A me tutto queste cose non mi sembrano soltanto farina del sacco di Pinu lusuariu. Certo, e furbo, ma deve avere alle spalle qualcuno che lo aiuta e lo manovra, per scopi ormai non tanto nascosti: vogliono scalzarvi tutti: al Monaco, a te,e al Normanno che ha preso il posto del Monaco. Ecco come stanno le cose, secondo me.-
Mel.- (che laveva ascoltato a bocca semiaperta) Minchia che ragionamento.-
Luc.- E non tanto sbagliato. Melo, chi pensi che possa essere questo presunto tizio?-
Mel.- (riflettendo) Uno solo: Agonia!-
Luc.- Agonia?-
Tan.- Sicuro, lui, Melu ha ragione. Laltra volta lo sentii che accennava al Normanno, che si era stufato di stare in esilio, l a Milano, e che voleva tornarsene qui. Ma qui ce il Monaco, disse tuo padre; allora quello gli rispose: vuol dire che se ne riparler dopo, semmai...quindi-
Luc.- Quindi, facendo fuori il Monaco, resta da sistemare solo mio padre. Che figli di buttana!-
Mel.- Lucia, non ti dimenticare di me! Senza il Monaco in libert, tuo padre e il mio nuovo padrone. Chiunque deve fare prima i conti con me e i miei uomini. Stai tranquilla Lucia. Pensa agli affari tu. Per il resto ci siamo noi ( e dette unocchiata compiaciuta a Tanu).-
Tan.- Proprio cos (drizzando la schiena e sentendosi finalmente alla pari con Melo).-
Luc.- Adesso sono pi tranquilla. Melu, ti ha visto entrare nessuno?-
Mel.- No, io uso lentrata riservata.-
Luc.- Benissimo. Grazie per le notizie e arrivederci.-
Mel.- (uscendo) Salutiamo.-
Luc.- E ora pensiamo a mio padre. Tanu, andate a vedere, ma con molta discrezione, se egli e ancora da Gerardina. Accertatevi che sia scortato bene. Semmai fermatevi pure voi. Ma con tatto, non fatelo incazzare, per piacere.-
Tan.- Lui con me si incazza e subito si scazza. Io sono una spugna che assorbe. Con me si sfoga e non fa minchiate! Arrivederci Lucia.-
Luc.- Arrivederci. (Riprende il telefono, fa un numero, ma lo trova occupato, aggancia con sgarbo) Accidenti! (poi, sempre tormentandosi le mani, rif il numero) Pronto?...siho capito bene? E uscito? Si procede, dunque? Bene, alloraarrivederci. (fa un altro numero, ma non risponde nessuno, sta per riattaccare quando entra il commissario Signini.
Sig.- (affacciandosi alla porta ed entrando) E permesso?-
Luc.- E lei chi e? chi lha fatto entrare senza essere annunciato?( agganciando il ricevitore).-
Sig.- Mi sono autoannunciato (espone il tesserino) Commissario Signini, della Questura Centrale. Lei, immagino che sia la dottoressa Speranza?-
Luc.- Sono io. Ma lei doveva avvertirmi della sua visita. Io non ho molto tempo, ed ho tantissimi impegni. Per favore esca e si faccia fissare un appuntamento dalla mia segretaria.-
Sig.- (con calma) Nossignorenossignoremi dispiace per i suoi numerosi impegni, ma per adesso lei e impegnata soltanto con me, per rispondere ad alcune domande. (vedendola che sta per reagire) E la prego di acconsentire di parlare con me, qui, altrimenti parleremo alla Centrale. Scelga lei.-
Luc.- Ma come si permette? Lei non ha il diritto. Ha forse un mandato?-
Sig.- Dottoressa, questo non e un interrogatorio ne una perquisizione, voglio solamente sapere alcune cose, avere qualche chiarimento, farle qualche domanda, niente di eccezionale. La prego.-
Luc.- Cosa vorrebbe sapere, per esempio?-
Sig.- Ora si che ragiona Posso sedermi?-
Luc.- Faccia pure.-
Sign.- Dottoressa, mi permetta di fare un piccolissimo preambolo, al fine di sgombrare il campo di tutte le scorie e di tutti i pregiudizi. Io sono un poliziotto e cerco di arrestare i delinquenti. Faccio il mio dovere e basta. (pausa) Ora, dato che non sono un vice questore per caso, ma mi sono guadagnato le promozioni lavorando, come si dice, sul campo-
Luc.- Il suo curriculum non minteressa. Vada al sodo.-
Sig.- Ci stavo arrivando. Dicevo che me li sono guadagnato sul campo, quindi ho una certa esperienza e non sono un pivello, tanto per intenderci. Sono uno che sa. E so chi e lei, cosa fa, e con chi sta. So chi e suo padre, cosa faceva, e cosa fa ora. E conosco lattivit di almeno mezza dozzina di suoi amici. Quindi tolto di mezzo il finto formalismo, andiamo, proprio come ha detto lei, al sodo. (a bruciapelo) Dov suo padre!-
Luc.- Mio padre? E fuori per affari.-
Sig.- Suo padre gli affari li fa da qui. Manda altri afare consegnea fare riscossionia dare avvertimenti-
Luc.- Ma la smetta! Di chi crede di parlare? Di Al Capone?-
Sig.- Nossignorenossignore suo padre e piu fine, e un signore.-
Luc.- Grazie per il complimento, ma non le permetto!-
Sig.- Come desidera. Vuole il formalismo, e sta bene. Voglio sapere dove suo padre perche sospettato di un delitto ed ricercato dalla polizia. Se lo rintraccio prima io, pu darsi che per lui ci sia la possibilit di salvare la pelle, altrimenti sa qualche poliziotto nervoso, dal grilletto facile-
Luc.- Lei mi sta minacciando o unricatto?-
Sig.- Dottoressa lei e troppo impulsiva e va oltre le righe. Si calmi e ragioniamo insieme: Dunque un uomo viene ucciso stamattina, nel suo alloggio, e nessuno ha visto lassassino, quindi non si conosce chi pu averlo ucciso. Ora sapendo che unaltra certa persona cercava questuomo, per un regolamento di conti, non crede che, anche uno sprovveduto, possa fare due pi due, uguale a quattro?-
Luc.- E questo tizio voi pensate che possa essere mio padre? Ma siete in sensi?-
Sig.- Beh, dottoressa, conoscendo un addente, cioe lidentit del morto ammazzato, non e difficile trovare lincognita, cioe luccisore. Ora dato che la vittima e Pino Clienti, detto lusuariu, e facilissimo pensare che luccisore sia Agatino Speranza, detto il Normanno.-
Luc.- Lusuraio e statonon e scappato(si blocca, accorgendosi di aver parlato di cose che non avrebbe dovuto sapere).-
Sig,- Bene, continui pure, non si fermi, e sulla buona strada. E diventata di colpo muta? Faccia uno sforzo ancora, coraggio. Allora? Non e scappato? Continui.-
Luc.- Lho detto cos, tanto per dire qualcosa. Io non conosco questa persona e-
Sig.-ferma, ferma. Lei questa persona la conosce e anche bene. Suo padre, nel passato ci ha fatto qualche affaruccio e, ci risulta, che lha pure ricevuto in casa.-
Luc.- Ma insomma cosa vuole che mi ricordi di tutte le persone con le quali mio padre ha avuto un qualsiasi rapporto? Eppoi, come si permette dinsinuare che e stato mio padre ad uccidere quel quelsignore?-
Sig.- Il movente cara dottoressa, il movente. Al mondo nessuno poteva avere un forte movente per volere la morte dellusuraio, come suo padre. E questo movente e sotto gli occhi di tutti: la signorina Gerardina Dibella, sua amante, che vegeta su un lettuccio di una clinica per malati a lunga degenza, senza speranza di guarigione, e tutto a causa del tiro mancino che lusuraio gli ha mollato. E col movente si trova anche lassassino nel novanta per cento dei casi. Ed ora dottoressa, mi aiuti ad arrestare suo padre preservando la sua incolumit. E una proposta onesta, mi creda.-
Luc.- Commissario, le ripeto che mio padre non centra.-
Sig.- (rassegnato, sta per alzarsi) Come desidera-
Luc.- Visto che e qui, tanto per pura curiosit, come e stato ucciso lusuraio?-
Sig.- Nel pi classico dei modi: il laccio.-
Luc.- Ah. (come se fosse sollevata da un possibile pericolo)-
Sig.- Non vuol sapere altro? Per esempio dove e quando?-
Luc.- Visto che e un poliziotto loquace-
Sig.- Gi, ho questa nomea: dunque e stato ucciso stamattina tra le nove e le dieci, nella stanza dellalbergo dove alloggiava.-
Luc.- Ah, alloggiava in albergo-
Sig.- Sissignore, come tutti i pentiti e i testimoni importanti, fu fatto alloggiare in una albergo che si prestava bene alla sicurezza di questa persone. Inoltre viene adeguatamente protetto da una scorta e sorvegliato ventiquattro ore su ventiquattro.
Nel nostro caso egli, alle dieci, doveva recarsi a casa della vecchia madre moribonda per darle lultimo saluto e, possibilmente, dopo, seppellirla. Ma allora stabilita, la scorta e andata a bussare alla sua stanza , e hanno trovato quella bella sorpresa : un cadavere senza assassino.
Ora mi dica, a quellora, sua padre dovera?-
Entra Melu impugnando una pistola.
Mel: Era con me, contento?-
Sig.- Melu Malanova, che sorpresa.-
Luc.- Chi lo ha fatto entrare?-
Mel.- La porta era apertasignorina. E, se mi scusa il disturbo, vorrei portar via questo sbirro per fare due chiacchiere in qualche posto pi adeguato.-
Luc.- La informo, signore, che qui, non si spara. ( e confusa, non sa cosa dire. Melu lha colta di sorpresa)-
Sig.- Dottoressa, non finga pi per favore. Melu tu sei di casa qua, quindi sai anche che ci sono diverse entrate, e, soprattutto, sai benissimo che non puoi buttar e allaria la facciata di legalit che faticosamente il Normanno ha costruito per i vostricommerci. Sai anche che uccidere un poliziotto scatenerebbe una notevole reazionenon credo che al Normanno piacerebbe. Quindi non fare puttanate, anzi getta via la pistole e costituisciti.-
Mel.- Ma che minchia dici, sbirru! Quali commerci?-
Sig.- Avanti non facciamo la scena, Melu. Comunque io ti intimo di arrenderti.-
Mel.- Ma che faccia tosta di uno sbrirracciu: lui e disarmato, io ho un cannone in mano e mi dice di arrendermi? Cosa da pazzi. Avanti, muoviti, vieni con me, sbirro!-
Entra il Normanno che ha un aspetto austero ed elegante, e i modi sono signorili, seguito da Tanu.
Luc.- (preoccupata pi che sorpresa) Pap!-
Sig.- Ci siamo tutti. Buongiorno Agatino Speranza, laspettavo.-
Nor.- Buon giorno a lei. Melu, posa quellaffare e aspetta fuoriper piacere.-
Mel.- (eseguendo) Sono di l.-
Nor.- (si avvicina a Lucia e la bacia sulla fronte) Come stai piccola? (poi si siede nella poltrona presidenziale e guarda per qualche secondo il commissario) Si accomodi dottor Signini, prego.-
Sig.- Grazie.-
Nor.- Lucia, c qualcosa di importante da fare?-
Luc.- (sconcertata dalla calma del padre) N n no.-
Nor.- Firme urgenti?-
Luc.- No.-
Nor.- Allora per favore vai nellaltro ufficio e aspetta che ti chiami, grazie. Tanu tu puoi andare . Ci vediamo dopo.-
Luc.- (uscendo perplessa) Ciao pap, buon giorno commissario.-
Sig.- Buon giorno dottoressa. (esce)-
Tan.- Buongiorno a tutti. (esce)-
Nor.- Allora, dottore, in che cosa posso esserle utile?-
Sig.- Signor Speranza, desidero farle qualche domanda a proposito delluccisione di Pino lusuraio.-
Nor.- E stato ucciso? Quando?-
Sig.- Stamattina, tra le nove e le dieci.-
Nor.- Ma che notizia mi da, dottor Signini.-
Sig.- Non mi dir che non sapevalei e un ottimo attore, sa?-
Nor.- No, non sapevo. Ero in un postoisolato-
Sig.- Gerardina-
Nor,.- sono affari miei. Benissimo (annuisce col capo). Tolto il battesimo, quello era una bestia, pace allanima sua.-
Sig.- Gi, e per lei e una bellissima notizia.-
Nor.- Dottore la morte di un uomo maddolora sempre - ma quella di un miserabile impostore e calunniatore non mi disturba affatto. Comunque un pensiero in meno - per lei.-
Sig.- E un sollievo per lei.-
Nor- Per me? No, si sbaglia, per me e una prova che esiste la giustizia con la G maiuscola.-
Sig.- A parte lavendetta, che per lei mi sembra la parola pi appropriata, con questa morte, adesso gioir il suo Capo, che nellusuraio aveva il primo accusatore. E, ci scommetto, che gli altri pentiti, non appena sapranno la fine che ha fatto Pino, ritratteranno tutto, e il nostro Monaco, sar libero come una colombella. Ecco perche gravano su di lei i maggiori sospetti per questo delitto. C il movente e il tornaconto-
Nor.-ma nessuna prova. Continui.-
Sig.- Le prove le troveremo. Piuttosto, mi fornisca un alibi per il tempo che v dalle nove alle dieci di stamani, e per favore, che non sia Gerardina.-
Nor.- (non raccogliendo, alzandosi dalla poltroncina e passeggiando per la scena) E stato ucciso a quellora?-
Sig.- Esatto.-
Nor.- Ma la scorta?-
Sig.- Cera, ma stava nella stanza accanto.-
Nor.- Poco previdente il nostro dottor Signini, visto cosa e successo.-
Sig.- Se e per questo sono stato previdentissimo, si figuri che ho piazzato nel corridoio anche alcuni miei agenti pi efficienti.-
Nor.- Alcuni?-
Sig.- Tre, che si davano il cambio ogni otto ore.
Nor.- Efficienti?-
Sig.- Si, e pure fidati.-
Nor.- Ho i miei dubbi.-
Sig.- Lo vuol sapere meglio di me? Uno era addirittura lagente Librizzi, del mio staff personale simmagini.-
Nor.- Ah, (con un risolino) in questo caso(ironico, come per dire: adesso so tutto).-
Sig.- Allora, per favore mi vuol dare questo alibi?-
Nor.- Non ne ho. Mi arresti pure. Non so di cosa mi potr accusare seriamente, non certo domicidio, ma se vuole saccomodi.-
Sig.- Io potrei accusarlo di reati gravissimi. Ma, purtroppo, non ho le prove necessarie per procedere.-
Nor.- Ah, benissimoe, mi scusi la curiosit, di che reati si tratterebbe?-
Sig.- In primo luogo traffico di stupefacenti, in secondo luogo-
Nor.- (interrompendolo) Stupefacenti? ci vada piano dottore.-
Sig.- Per favore, sig. Speranza, non facciamo la solita scena. Sono stupefacenti, droga, veleno che lei e i suoi amici date ai giovani, facendoli anche morire.-
Nor.- A parte larbitrariet della sua affermazione, chi faremmo morire? I giovani che si drogano? Eesatto? Ma, mi scusi, chi glielo ordina di prenderla, forse il dottore? E chi gli fornisce i soldi per comprarla? E chi dovrebbe vigilare sulla loro educazione personale e sociale? Non certo io o chi per me.
Allora, visto che lei ragiona cos, mi permetto di farle una domanda: se un automobilista si schianta contro un albero e muore, di chi e la responsabilit? dellautomobilista incosciente o incapace; oppure di chi gli ha venduto lauto: o, addirittura, della fabbrica che lha costruito? Mi dica?-
Sig.- Che cosa centra questo. Lesempio non calza. La droga e illegale-
Nor.-non in tutti i paesi-
Sig,- ma nel nostro si.
Nor.- Come lalcool in America negli anni trenta e si videro i risultati.-
Sig.- Qui siamo in Italia.-
Nor.- E gli stessi risultati si vedono, qui, con le sigarette Senta, la legge, segue i tempi, si adatta, varia, si modifica, e voi, i benpensanti, la chiamate pomposamente: la Legge, con la lettera maiuscola. Ma non potete citarla come Legge universale, uguale per tutti. Nossignore! E allora, per questa pseudolegge, voi vi create i problemi conseguenti, e vi cercate le rogne: repressioni, prevenzioni, carcerazioni, spreco di risorse, povert, disuguaglianza, morte. No, caro commissario no, non laccetto.
Ora mi risponda, per favore: premesso che siamo tutti cristiani, almeno a parole; che abbiamo dei comandamenti, delle regole, una morale in comune; e che il nostro diritto incorpora gran parte di queste norme morali: non rubare, non ammazzare ecc. ecc., ma mi dica, per favore, dove sta scritto nei famosi comandamenti che e vietato assumere stupefacenti, come avete fatto voi, introducendo il divieto nelle vostre leggi?-
Sig.- Lei sta facendo una terribile confusione giuridica-teologica-morale. E sapessi quanto mi importa delle sue tirate pseudofilosofiche. Io so che la droga porta alla morte-
Nor.- Ma anche lautomobile! Ora sempre morte e. Ma per lei, per voi, la morte e morte buona in un caso, ed e morte cattiva nellaltro. Ma allora cosa si deve concludere, che non c una morale assoluta, ma una relativa, applicata a seconda dei casi? No, perddio! La morale e solo una, e basta!
Quindi, no, nossignore, la morte e una cosa brutta in assoluto, da rigettare, da condannare sempre, decisamente, senza tentennamenti.
E mi dica, secondo lei, la pena di morte, che in alcuni Stati e legale, e moralmente giusta oppure no?-
Sig.- A me non interessa se e giusta, a me interessa se e legale. Io debbo rispettare e far rispettare la Legge. In ogni caso! E adesso che abbiamo disquisito sui massimi sistemi, se non ha un alibi, la prego di seguirmi alla centrale.-
Nor.- Sono in stato di arresto?-
Sig.- No, ci viene per chiarimenti.-
Nor.- Allora non vengo. E non per volerle mancare di rispetto, ma perche sarebbe una grave perdita di tempo per entrambi, che invece abbiamo tante cose pi importanti a cui dedicarci. Io ai miei affari, lei alla caccia dei malviventi.-
Sig.- E l, dietro quella porta ce n uno.-
Nor.- Chi, Tanu?-
Sig.- No, Melu malanova!-
Nor.- L dietro non ce nessuno, veda lei stesso. Questa Azienda e pulita.
Sig.- Su questo punto, non vorrei pi discutere, lei offende la mia intelligenza. Ora, la prego, se vuol venire chiariremo tutto in un baleno.-
Nor.- Dottore, glielo gi detto, perdiamo tempo, senta a me. Invece perche non cerca di trovare chi lha ucciso veramente a quel a quellusuraio?-
Sig.- So da me cosa devo fare. Bene, (si alza) se non vuol seguirmi, vuol dire che la convocher ufficialmente alla Centrale per domani alle ore , diciamo nove? (Normanno accenna di si) Bene, le auguro una buona giornata, signor Speranza e arrivederci.-
Nor.- Arrivederci, forse(alzando la voce) Tanu, accompagna il dottore.-
Tan.- (entrando e facendosi da parte) Si accomodi. (poi a bassa voce) Lui rispetta i comandamenti.-
Sig.- Non ci giurerei.-
Il commissario Signini esce.
Tan.- Di l ho sentito tutto. Ora come farai?-
Nor.- Far per cosa?-
Tan.- Per lalibi: tu eri in via Cristoforo Colombo a a cercare di prendere ilpiccione.-
Nor.- Sarai tu il mio alibi.-
Tan.- Ben detto. Almeno ti servo a qualcosa.-
Nor.- Tanu, Tanu, non ricominciamo. Tu mi servi e come! per non per quello che vorresti tu, ma per quello che dico io (breve pausa) Come, per esempio, occuparti di Gerardina; anzi, sai cosa ti dico? se, malauguratamente, io avessi la necessit diciamodifare un viaggetto, tu mi capisci...dovrai cercare di tranquillizzarla e starle vicino, e per tutto ci che, eventualmente, dovessi avere di bisogno, rivolgiti a Lucia.-
Tan.- Corna facendosar fatto.-
Entra Lucia.
Luc.- Ho visto andare via Signini. Tutto a posto?-
Nor.- Tutto a posto.-
Luc.- Si e convinto che non sei stato tu?-
Nor.- Lo sapeva gi. E venuto solo per sfruculiarmi per sondareprima te, poi me. Per provare a pescare, a lanciare lesca, per vedere cosa prendeva.-
Luc.- Intanto a me mi ha messo alle strette, e, diciamolo pure, mi ha fatto anche paura.-
Nor.- Di lui non devi preoccuparti e non dovrai temerlo. E tutto dun pezzo. E anche se fa lo sbirro, non e sbirro. Poi sa benissimo che quellammazzatina non e cosa mia.-
Entra il Monaco seguito da Melu.
Mon.- E, purtroppo lo sappiamo tutti che non e stata cosa tua. Ciao Normanno, ciao Lucia.-
Nor.- Voi! Mama non-
Luc.- Buongiorno, che sorpresa.-
Tan.- Sabbenedica.-
Mon.- Si, ero in carcere, ma lavvocato Parisi ha fatto un miracolo: libert provvisoria immediata, in attesa del completo proscioglimentovisto che il mio principale accusatore, sfortunatamente, non pu pi accusarmi-
Nor.- Sono contento di vedervi, e in buona salute.-
Mon.- Anchio. Anchio. Senti Normanno dovremmo scambiare due parole in privato, io e te.-
Nor.- Ma con piacere. Accomodatevi. Lucia, Tanu, Melu, per favore vorreste lasciarci soli?-
Luc.- Certamente. Buon lavoro. (da unocchiata imbarazzata al Monaco ed esce seguita da Tanu, mentre Melu esce dondolandosi vistosamente e guardando in tralice il Normanno, ritenuto non pi suo padrone).-
Mon.- ( dopo essersi sistemato sul divano) Senti amico mio, cosa ti ha detto Signini?-
Nor.- Mi voleva interrogare sulluccisione dellusuraio, mi ha chiesto anche se avevo un alibi per lora della morte di quello l.-
Mon.- E tu?-
Nor.- E io mi sono rifiutato di rispondergli e di fornirgli lalibi. Allora lui, per non mollare losso, mi ha convocato per domani alla Centrale. Ma e solo un proforma, penso, perche sa che non lho ucciso io.-
Mon.- Purtroppo! E, senti, sei proprio sicuro che quellosso che non vuole mollare non ci vada di traverso?-
Nor.- Cosa intendete dire? Che potrei parlare deidei fatti nostri?-
Mon.- Non ho detto questo. ( breve pausa e prendendo un sigaro che non accende)E ti ha detto, secondo lui, chi pu aver ucciso quellinfame?-
Nor.- Secondo la sua logica di sbirro, io sarei il maggior indiziato perche avrei un movente, anzi due: cioe la mia vendetta e la vostra libert.-
Mon.- Capisco. E tu che ne pensi?-
Nor.- Beh, vedete, teoricamente, forse ha ragione di sospettarmi. Ma - almeno da quello che ho dedotto dal discorso di Signini, sulla composizione della scorta - penso che sia stato il nostro uomo: Librizzi, che ha approfittato della succosa occasione che gli si presentava, per far fuori lusuraio. -
Mon.- E sai cosa significa questo?-
Nor.- Significa forse che Librizzi s bruciato?-
Mon.- No, no, macche insospettabile eppoi ha lavorato di fino, pulitamente. No, lui non s bruciato - ma tu si!-
Nor.- Io?-
Mon.- E certamente. Pensaci bene: Avevi avuto il grande privilegio di fare la pelle a quel maledetto pezzente di un usuraio, ed io ho aspettato fiducioso, ma tu cosa hai saputo fare, ah? Nulla! Niente! Non hai mai minimamente approfittato delle occasioni che ti si presentavano. Non hai mai fatto seriamente un vero tentativo di ammazzarlo. Lhai lasciato al pascolo, invece, libero, permettendogli di fare pi danno di un terremoto. (breve pausa) Grave errore, amico mio, grave errore. Poi quella storia del bazooka, mi ha fatto sbellicare dalle risate. No, non sei cosa, non sai uccidere, e non puoi avere un ruolo importante nella nostra societ.-
Nor.- Questo lo sapevate gi, e perci mi avete destinato allorganizzazione dei viaggi della roba, e alla entrata nella legalit della maggior parte dei nostri affari. E, se non sbaglio, mi sembra che luna e laltra, siano state organizzate bene e che stiano, tuttora, fruttando molto bene.-
Mon.- Lo so, lo so (quasi annoiato) Ma tu sai che per comandare, da noi, ci vuole ben altro. E questi mesi di galera mi hanno aiutato a riflettere. E ho deciso che stavo sbagliando a puntare su di te per la mia successione. Non pu essere! Non funziona! Vedi? Tutto il casino e derivato proprio da questo: Agonia non poteva mandare gi quella mia decisione, perche, secondo lui, per aspirare alla mia successione, aveva gli stessi titoli tuoi, ma, in pi possedeva anche un certo bagaglio, piuttosto consistente, di astutamenti. E tu lo sai bene che questi sono indispensabili per ottenere il dovuto rispetto da parte dei picciotti e che danno loro una certa garanzia di omert.( con un sospirone) E, quindi, ha reagito, come sa fare lui, combattendoci con tutti i mezzi compreso lassoldamento dellusuraio e di un paio di pentiti, per fottermi attraverso la legge. ( pensieroso) E, se non ha vinto, non ha neppure perso.-
Nor.- Come sarebbe?-
Mon.- Sarebbe che a me non mi ha affossato, ma a te si.-
Nor.- Affossato? E va bene, non sar il vostro successore, ma lorganizzazione, le Aziende, gli affari legali, quelli li so ancora curare, no?-
Mon.- Certo, te la sai sbrigare con gli affari; ma, ora, credimi, non puoi fare pi neppure quelli. Se prima gli amici avevano fiducia nella tua riuscita, e ti tolleravano, e pazientavano, e aspettavano - io compreso - che diventassi uno di noi, al cento per cento, adesso non pi, li hai delusi, me compreso- e ormai sei fuori, Normanno! ( con stizza) Dopo questo insuccesso, non hai pi lautorit, il prestigio, il cipiglio col quale imporre la tua parola sui nostri picciotti. No, non e cosa.( pensieroso) Piuttosto, quella tua figliola, la Lucia, credo che sia una picciotta sveglia. Quella si che potrebbe prendere la direzione degli affari puliti, cosa che, se non sbaglio, fa gi con te.-
Nor.- Si, certamente, ed e pure in gamba.-
Mon.- Bene, mi fa piacere che anche tu sia daccordo allora ti succeder. (sistemandosi meglio, faticosamente, sul divano, con un sospiro) E abbiamo sistemato anche questa faccenda. Ora ora dobbiamo sistemare ilnostro affare. Mi hai capito?-
Nor.- Sono proprio bruciato?-
Mon.- Tutto bruciato!-
Nor.- Daccordo. Chiamo Lucia, le comunicher la vostra decisione.-
Mon.- La sa gi.-
Nor.- Ah, ma bene.(moto sorpresa pi che di stizza)-
Mon.- Sicuro, sicuro. (pausa) Io sono previdente, lo sapevi, no? E appunto per questo, ora, capisci certamente... dato che tu, su di noi e la nostra organizzazione, sai troppe cose-
Nor.- E con ci?
Mon.- E con ci, sei una mina vagante, e noi non possiamo rischiare niente di personale allora, mi capisci?-
Nor.- Capisco. (annuendo con la testa) Sono a vostra disposizione.
Mon.- Non mia, ma di Melu Malanova. Addio Agatino Speranza, detto il Normanno.(chiama forte) Melu!-
Entra Melu e si affianca al Normanno.
Musica adatta. Fermo di scena. Sipario che lentamente si chiude.
Fine.


