Era la notte del Santo Natale

Era la notte del Santo Natale

Era la notte del Santo Natale.

Favola natalizia

In due atti

di

Antonio Sapienza

Gennaio 2009

Personaggi:

Vito Corsaro..ex commerciante:

Pinamoglie di Vito;

Enrico.rapinatore;

Nicolafiglio del rapinatore;

Maresciallo Cucurullo..sbirro con il cuore grande cos.

E, inoltre delle voci dal telefono.

La vicenda si svolge tra le ore 21,00 e le 23,00 del 24 dicembre.

Atto primo

Sulla scena stato ricostruito linterno di un tinello di una casa piccolo-borghese.

A sinistra vi luscio dingresso, a destra un altro uscio che porta nelle altre camere della casa. Al centro una finestra con tenda. A destra della tenda vi un tavolino dove stato preparato il Presepe; mentre a sinistra vi un bellalbero di Natale illuminato, con doni e ceste di dolciumi.

Al centro della stanza c un tavolo apparecchiato per il cenone di mezzanotte. Un grosso pendolo sulla parete sopra lo sparecchia tavola.

Allapertura del sipario, con una musica natalizia, in scena c Vito Corsaro, sessantenne, vestito di grigio, con la giacca da camera, che sta armeggiando vicino al presepe. Dopo un minuto entra Pina, quasi coetanea del marito, vestita dignitosamente, ma indossa ancora un grembiule. Ella porta dei bicchieri che dispone sul tavolo. Fine della musica.

Pina Guarda che il Presepe sta gi bene cos; non necessario modificarlo ogni ora, sai-

Vito Ma non lo sto modificando, sto solamente sistemando alcune statuette. Guarda questa, per esempio: ti sembra possibile che lacquaiolo stia cos lontano dalle altre statuine? Mi vuoi spiegare come farebbe a dar da bere alle persone, standosene a quattro chilometri di distanza?-

Pina Ma quello tutto metaforico, adesso non mi verrai a raccontare della verosimiglianza. Se cos fosse, addio Presepe, lo farebbero solo gli artisti mancati come te.-

Vito Senti, a me piace farmelo cos e non mi importa come lo fanno gli altri. Per conto mio devessere pi verosimile possibile, per richiamarci in mente quello che presumibilmente, anzi sicuramente, avvenne quella notte. E ora non mi seccare pi, che sono in un momento delicato di sistemazione.-

Pina Io ho il mio momento delicato di sistemazione, con tutti questi bicchieri e posate che mi riempiono tutta la tavola e che mi lasciano poco spazio per le portate.-

Vito (sempre girato di spalle) E tu fanne di meno portate: te lho sempre detto: la cena di Natale devessere sobria.-

Pina E sobrie sar. Per, una volta che i ragazzi finalmente vengono, affrontando i disagi del viaggio, per stare con noi durante le feste, non pensi che sarebbero contenti se potessero trovare a tavola i nostri piatti tradizionali?-

Vito Ehi, (girandosi) ehi, guarda che vengono da Roma, mica dallaltro emisfero.-

Pina Va bene, vengono da Roma, ma l non ci sono le nostre specialit. Ogni posto ha le sue usanze. Eppoi a me fa piacere preparargli i miei vecchi manicaretti...-

Vito e passi tutto il giorno in cucina-

Pina- con vero piacere.-

Vito E perch questo vero piacere, non te lo fai venire tutti i santi giorni?-

Pina Perch il Santo Natale viene una volta lanno.-

Vito E io, una volta lanno mangio beneanzi dovrei mangiare bene, ma datosi che si cena tardissimo, poi ho difficolt a digerire e mi fa veleno.-

Pina Questa volta ho pensato pure a te: c il pesce freschissimo e te lho fatto bollito con un pizzico di maionese. Cos lo digerisci facilmente. Sei contento?

Vito Grazie tante. Ma guarda un po: pi che contento, sono felicissimo! E che cosa diaminepesce bollito con un pizzico di maioneseroba da Nababbi! Altro che un insignificante cocktail di scampi, cozze gratinate, spaghettini con sugo di astici-

Pina Ma la vuoi finire con questa lagna? Rassegnati! Tu non puoi fare pi quello che facevi da giovane, una cosa naturale, la vita, bello mio.-

Vito E hai ragioneMaledetto rene! Che non mi fa pi mangiare come si deve. Ma tu guarda lironia: da ragazzo, quando potevo mangiare fino ad abbuffarmi, senza problemi digestivi, non avevamo in casa nulla da mettere sotto i denti a causa del dopoguerra; poi , quando potevo permettermi il lusso di farmi qualche buona mangiata, si ci messo questo capriccioso rene. E una vera disdetta.-

Pina E, via, non passare da un estremo allaltro: in fin dei conti, da quando siano sposati - che eri appena trentenne - e fino oltre i cinquantanni, te ne sei fatte tante e tali di mangiate... Dai non fare la vittima.-

Vito E non poteva durare questo stato di grazia per qualche decennio ancora?-

Pina Non ti lamentarec gente che sta peggio di te.-

Vito (rassegnato) Amen.

Pina Dai, aiutami, continua tu ad apparecchiare, io controllo larrosto.(esce)-

Vito (lentamente, cantando sottovoce e poi fischiettando un motivo natalizio, si appresta ad eseguire) Comandi signora

Era la notti do Santu Natali,

nta li casi si mangiava e biveva,

e Gesuzzu nta la grutta chiangeva,

senza nenti di putiri mangiar-

Meno di un minuto, e si sente partire unauto sgommando.

Vito (infastidito dallo stridore delle gomme) E che manierae cos questa fretta. Poi dicono che ci sono troppi incidenti stradali anche in citt.-

Vito continua ad apparecchiare, ma di tanto in tanto, si reca vicino al presepe e sposta qualche statuetta. Il pendolo batte le 21. Suonano alla porta.

Pina (dalla quinte) Hanno suonatosaranno i ragazzi?-

Vito (andando ad aprire) Ma no, (unocchiata allorologio appeso alla parete) sono ancora appena le nove. Quelli, a questora, sicuramente, saranno ancora in volo. (risuonano con insistenza) Vengo, vengo, e che premura chi ?(apre)-

Vito fa appena in tempo a togliere la chiusura che la porta viene spalancata ed entra un giovane col capo coperto da un passamontagna e con una pistola in pugno.

Rapinatore- (puntandogli larma sul volto e chiudendo subito la porta) Zitto o se morto!-

Vito (frastornato) Macosache diamine-

Pina ( affacciandosi) Chi ?-

Rapin Tu vieni qui, a fianco a lui! (afferrandola per un braccio e mettendola affianco di Vito) Zitta a sei morta!-

Pina- Ges mio, un bandito! Oddio, ancora-

Rapin - Ho detto zitti! (li minaccia con larma, mentre si pone in ascolto dietro la porta, poi guarda attraverso le tende della finestra) Zitti o vi ficco in testa una pallottola!-

Pina Madonna bella, ci risiamo. (parlando a bassa voce)-

Vito Ma no(idem)-

Pina Questo, stavolta, ci ammazza.-

Vito Buona Pina, stai calma, eh? non lo innervosiamo.-

Pina Ma Vito-

Vito Calmacredo che non ce labbia con noi.-

Pina Ma io ho paura lo stesso.-

Vito Va bene, ma calmati e fai gestire la situazione a me. Daccordo?-

Pina Come vuoi, ma mi raccomando-

Vito Non ti preoccupare, tu per stai tranquilla, buona-

Rapin.- Ho detto zitti e non fiatate!-

I due, uno vicino allaltra, si zittiscono, mentre il rapinatore lasciata la finestra, va verso la porta e poggia lorecchio, in ascolto. Suona il telefono.

Rapin.- (a Vito che si era mosso) Tu, non muoverti, non rispondere.-

Vito (vedendo che il telefono continua a suonare e parlando con calma) Guarda che potrebbe essere mio figlio che chiama e se non rispondessimo, quello potrebbe avvisare i carabinierici sa dentro, in casa, ad aspettarlo.-

Rapin.- ( indeciso) Va bene, rispondi, ma guai a te se ti lasci sfuggire qualcosa sulla la mia presenza. Anzi metti il viva voce, voglio sentire!-

Vito (avvicinandosi allapparecchio e eseguendo) Daccordo. (poi al telefono) Pronto?-

Voce- Pap, sono Gino, siamo ancora in aeroporto, il volo stato annullato.-

Vito Come annullato? E come farete a raggiungerci? Non ci sono altre possibilit?-

Voce Pap, stiamo cercandovediamo con qualche altra compagniama difficile. Qui siamo centinaia i passeggeri che sono rimasti a terra, un caos.-

Vito Ma con quale razza di compagnia hai prenotato?-

Voce- Non colpa della compagnia. E il personale di terra dellaeroporto, che ha fatto uno sciopero improvviso, e questa volta sono stati i tacchinari.-

Vito Chi?-

Voce I tacchinari, cio il personale che mette i tacchi nelle ruote degli aerei, quando stanno fermi, nelle piazzole.-

Vito Ah, i tacchi? E per dei semplici tacchi non si pu pi partire? E nessuno altro li pu togliere? E si lascia la gente a terra? se fossi io l, li leverei con le mie mani!-

Voce Pap, ci sono regole sindacalila sicurezza, insomma, dobbiamo aspettare. Te lho detto, ci provo con unaltra compagnia. Speriamo di farcela. Comunque ti terr informato. Adesso ciao, vado a raggiungere Giulia e Vituccio.

Vito- (posando lentamente lapparecchio) Ciaociao(a Pina) Hai sentito?-

Pina- Ho sentito, bella roba (guardando fosca il rapinatore) ma tanto il Natale era gi rovinato.-

Rapin. Stai zitta! Che non sei la sola ad avere il Natale rovinatoci sono quei lavoratori l, in aeroporto, che non hanno solo il Natale rovinato, ma tutto lanno - intero, perch saranno licenziati!-

Vito Scusa e tu che ne sai?-

Rapin. Ma non leggi i giornali? Quelli scioperano per conservare il posto di lavoro che in serio pericolo!-

Vito E non potevano proclamare lo sciopero in anticipo? Anzicch lasciare i passeggeri a terra, con tutti i disagi immaginabili? O non ci sono pi regole sindacali? Quali, ad esempio, la proclamazione dello sciopero con almeno quindici giorni di anticipo, e la pace sindacale per i periodi dellanno pi significativi: tipo Natale, Pasqua-

Rapin. Santo Stefano e capodanno. Ma stai zitto, vecchio oscurantista! Ai padroni bisogna colpirli sul collo, altrimenti non mollano-

Vito - e ci vanno di mezzo i malcapitati passeggeri, che dopo mesi di lavoro, vogliono godersi qualche giorno di vacanza, magari coi famigliarichessoio, con i vecchi genitori, ecco; e invece trascorrono la festa sedute sulle valigie, nellaerostazione. A questi malcapitati, tu e tutti i tuoi lavoratori dello sciopero selvaggio, non ci pensate?-

Rapin. Ci pensiamoo perlomeno ci pensano e forse se ne dispiacciono, ma questi sono periodi in cui prendi i padroni per le corna.-

Vito Chiedo scusa, ma per me sono azioni molto, ma molto discutibili.-

Rapin. - Sono tue opinioni. (gesto di indifferenza, poi rivolto a Pina) E lelenco non finito: a causa della crisi, ci sono anche i lavoratori precari che saranno lasciati a casa senza stipendio, quelli che sono gi disoccupati da primae i poveracci di sempre. Per essi, e per le loro famiglie, sia il Natale e che gli altri 364 giorni, sono tutti rovinati. E alcuni di loro saranno fortunati se potranno mantenere ancora la casa. E ti lamenti tu che hai (si guarda attorno) una comoda casa, lalbero di Natale riccamente addobbato, il Presepe (guarda meglio) con le statuine in terracotta, la tavola apparecchiata per una ricca cena natalizia, e di l avrai preparato, certamente, il ben di Dio.

Ma tutti quei sfortunati lavoratori, tutto questo tuo benessere non possono vederlo neppure col cannocchiale, anzi moltissimi non sanno neppure cosa sia stare bene; non sanno neanche se esiste davvero un tale benessere o se soltanto illusoria pubblicit televisiva.-

Pina- Non sono cieca! Certo che lo so. Non scopristi tu lAmerica!-

Rapin.- E allora non ti lamentare!-

Pina Io non mi lamento. E mi dispiace per tutti quei poveretti, ma se noi abbiamo ci che tu chiami benessere, lo dobbiamo a quarantanni di duro lavoro di quel signore (accenna a Vito) che si tolta la vita a lavorare e ci ha rimesso pure la salute perperun incosciente - come te, ecco!-

Rapin.- Va bene, ma il lavoro lo aveva, e ne ha avuto per quarantenni.-

Pina No caro il mio signor vittima del sistema, egli il lavoro se l creato dal nulla. Infatti ha aperto una sua attivit commerciale giovanissimo, caro il mio signor sentenzioso, che, come ti dissi, ha dovuto lasciare a causabeh, lasciamo perdere!-

Rapin.- E lascia perdere, ma abbassa la voce!-

Pina Labbasso, labbasso. E ora mi domando: Cosa centrano tutti questi discorsi con te e con noi?-

Vito- (rivolto al rapinatore) Oh, benissimo, meno male, fine delle divagazioni sindacali e andiamo al sodo: Ti chiedo anchio: cosa centra tutto questo comizio con te e con noi?-

Rapin.- Con voi sicuramente nulla. Ma per certe organizzazioni, si.-

Vito - Non avranno mica fondato il sindacato dei rapinatori?

Rapin.- Spiritoso. Va bene v, ho capito: tutti e due siete dalla parte dei padroni e non comprendete nulla! Vuol dire che ve lo spiegher in altri termini (mostra larma) dopo magari, se sarete ancora vivi. E ora zitti e buoni. (torna ad ascoltare alla porta, poi va di nuovo alla finestra)-

Vito Grazie per lavvertimento, che caldamente apprezziamo. E gi che ci siamo, visto che siamo poveri di comprendonio, nellattesa di spiegarci le tue teorie sindacali, saresti cos gentile da dirci, almeno, cosa vuoi da noi?-

Pina Ma i nostri soldi, cosa pu volere un rapinatore?-

Vito (fa cenno a Pina di calmarsi) Pina-

Rapin.- Calmati, eh? Voglio per prima cosa che ve ne stiate zitti e che non mi facciate perdere la pazienza provocandomi! ( a Pina) Sareste voi i primi a rimetterci, statene sicuri. (a Vito) Io prendo le parti dei poveraccicome me, capito? (a Pina) e dei tuoi pochi spiccioli che tieni in casa, non me ne faccio nulla. (quasi tra se) Sta a vedere che ora faccio una rapina solo per comprarmi le caramelle.-

Vito E hai indovinato, in casa abbiamo si e no cento euro. Li vuoi? Sono pochi? Vuoi anche il bancomat? Ti do il codice, potresti prelevare fino a duecentocinquanta euro e avrai fatto la tua brava giornata...-

Rapin.- (interrompendolo bruscamente) Ma smettila, per chi mi hai preso?-

Vito - Allora, insomma, in definitiva, se non cerchi i nostri soldi, perch sei entrato in casa, armato e mascherato? si pu sapere cosa desideri da noi?-

Rapin.- ( sempre in ascolto, poi ironico) Desidero, anzi voglio, soltanto passare in vostra simpatica compagnia qualche ora, e poi, me ne andr. (deciso) Ma nel frattempo, badate a voi!-

Vito Ma perch? Non capisco.-

Pina Questo tipo non i convince-

Rapin.- Voi non dovete ne capire ne convincervi, dovete solamente stare zitti!-

Vito Ma-

Suona il citofono. Vito, istintivamente, sta per muoversi per rispondere.

Rapin. Non rispondere! (quasi isterico)-

Vito (facendo ampi gesti di calma) Come vuoi, stai calmo, per favore. Per, chiunque fosse, sa che siamo in casa, la luce accesa (fa cenno al lampadario) si vede dalla strada.-

Rapin.- Non mimporta!-

Vito Per me stai sbagliando. Se non rispondo chi mi cerca, chessoio - forse un parente, un vicino, potrebbe preoccuparsi e salire su-

Rapin.- E vero, hai maledettamente ragione. Allora rispondi eattento a quello che dici! E soprattutto non farlo salire, capito? (gli mette larma dietro la nuca).-

Vito (prende il citofono e risponde con calma) Chi ? Si sono Corsaroah siete voi maresciallo Cucurullo( il rapinatore, sobbalzando, gli punta fra gli occhi) Si, ditemise ho visto dalla finestra, qualcuno salire in macchina e partire velocemente? No, mi dispiace, ho solo sentito sgommare per strada, ma non mi sono affacciato. Ah, va benecerto ah, se ho visto qualche estraneo nelle scale del condominio? Nonon honon ho vistonessuno va bene, sto in campana naturale: se vedo qualche estraneo al condominio, o sento qualcosa di sospetto vi avviser immediatamente. Certamente. Ma, scusatemi, chi cercate?...(pochi secondi di ascolto) Ho capito, allora in bocca al lupo. (poggia il citofono, poi si rivolge ai presenti) Cercano due rapinatori armati, che hanno tentato di rapinare la cassa del supermercato sotto casa nostrama non hanno fatto in tempo a portare a termite il colpo, perch una cassiera s messa a gridaredebbono essersi spaventati e sono fuggiti, a mani vuote, in macchina; almeno uno sicuramentema li prenderemo, dice Cucurullo. (poi al rapinatore) Sei uno dei due?-

Rapin. A te non interessa.-

Vito Il tuo complice ti ha mollato, vero?-

Rapin. Era nervoso-

Vito E tu?-

Rapin.- Io? Sono calmissimo, e se state anche voi calmi, fra qualche ora, quando quelli l sotto ( indica la finestra) se ne saranno andati, me ne andr pure io, e tutto sar finito senza che nessuno si faccia male (calca la parola come minaccia, poi si avvicina alla finestra e sbircia fuori, attraverso le tende)-

Vito Non ti preoccupare, il maresciallo Cucurullo un mio vecchio amico, non salir, avr creduto a quello che gli ha detto.-

Rapin. Non lui che mi preoccupa, in questo momento.-

Vito Il tuo complice?-

Rapin.- No, quello gi lontano.-

Vito Scusa, e allora?-

Rapin.- E allora, fatti i fatti tuoi. (scruta fuori)-

Vito Va bene, va bene, me li faccioma tu non mi sembriinsomma non seiun vero malvivente, o mi sbaglio?-

Rapin. (allontanandosi dalla finestra) Bisogna vedere che cosa intendete per malvivente: se pensate a uno che vive male, allora avete ragione: sono un malvivente, molto malvivente.(passa al voi)-

Vito Intendevo malvivente, cio uno che fa del male agli altri-

Rapin. Ah, vi riferite hai padroni? Beh, quelli sono tutti malviventi - delinquenziali!-

Pina Ma guarda questo-

Vito Non fare lo gnorri, che tu hai capito benissimo cosa intendevo dire. Tutu sei , come rapinatore, alle prime armi, evvero?-

Rapin. Ma dove avete fatto esperienza in fatto di rapinatori? Certo, infatti, avete indovinato. Ma non perch sono un rapinatore novellino, come voi pensate, sar meno determinato a non farmi prendere. E voi siete responsabili, di tutto ci che potr succedere qui - di spiacevole, se mi fate scopriree quindi anche della vostrasalute. Uomo avvisato-

Pina- Ma che ti abbiamo fatto?-

Rapin.- A me? Nulla! Bisogna vedere cosa avete fatto agli altri.-

Vito Senti non sentenziare su ci che non conosci, non prudente e potresti prendere giganteschi e pericolosi abbagli. Scusami, sai. (duro, poi conciliante) E dimmi, giovanotto, tu, da quello che capisco, fino ad ora non hai rapinato nessuno - neanche il supermercato di gi. Ecco, come malvivente delinquenziale sei un principiante e pure al primo colpoo sbaglio?-

Rapin. Non sbagliate. Ma come malvivente di una vita da cani, si, sono anziano, molto anziano.-

Vito Davvero? Interessante. E ti dispiace, se, nellattesa di passare queste prossime ore con te, per ingannare il tempo, tu ce ne parli di questa malvivenza? Magari (accenna allarma) senza quella cosa puntata verso di noi?-

Rapin.- Ma siete in voi? I fatti miei non li racconto al primo venuto.-

Vito Beh, per la precisione io sarei il primotrovato.-

Rapin.- Siete spiritoso? Comunque, ecco, va bene, va bene, voi mi sembrate una brava persona e perci non avrei nulla in contrario a parlarvi, tanto... Per, per sempre che vi manteniate calmi e zitti. Allora, si, che potremo discorrere, e magari fare passare unaltra ora, altrimenti-

Vito Basta con le minacce, per favore. E che cosanoi ci teniamo alla nostra pelle, non siamo cos stupidi Dai, puoi stare tranquillo, non tenteremo di farti scoprire, hai la mia parola. Quindi se ti va parlaci della tua vita da cani, magari per sfogarti, ti ascolteremo con interesse. Altrimenti lasciamo perdere: vuol dire che ce ne staremo tutti zitti e buoni a meditare su tutte le cose strane che stanno accadendo, in questa santa notte, nellattesa che passi il tempo. E che tu, come hai ripetutamente affermato, ciprivi della tua presenza. Allora? Cosa che ne dici?-

Rapin.- Ma perch, dico io, dovrei parlarvi di me; e perch dovrei farvi delle confidenze? Perch mi dovrei fidare di voi?-

Vito Perch per te non cambia nulla: ti fidi o non ti fidi, devi necessariamente aspettare che il tempo passi. Eppoi, non sei armato?-

Rapin.- (guardando la pistola) Gi, vero.-

Momento di pausa di riflessione del rapinatore. Lorologio batte le ore 22.00

Vito Dunque?-

Rapin. (iniziando a parlare con difficolt, poi decidendosi) Ma si, tanto vale passiamolo questo tempo, cos parlando, vi aiuter a stare pi buoni. Poi la mia storia, daltronde, uguale a quella di altre migliaia di disperati come me, e non servir certo per farmi rintracciare.

Ecco: Sono disoccupato da sei mesi: licenziato in tronco per riduzione di personale. Sono senza una euro in tasca e nessuno mi fa credito. A casa mia non c pi nulla nel frigorifero, ho moglie e bambini da sfamare e una pigione da pagare, pena lo sfratto immediatoe tutto questo senza una bench minima prospettiva di lavoro. Pi malvivente di cos.-

Pina- Ma il sussidio di disoccupazione non te lo danno?-

Rapin. Se fossi stato ingaggiato regolarmente, si certo. Ma ero precario, ed ho lavorato per le agenzie a tempo determinato, quindi niente diritti per quelli come me.-

Vito E allora hai pensato alla scorciatoia e con dei bei compagni-

Rapn. Gi. Quello che scappato era un mio collega disoccupato anche lui, ma non aveva i nervi saldiaveva paurae quando ha sentito quella donna urlare, si fatto prendere dal panico ed fuggito - senza aspettarmi.(va di nuovo alla finestra)-

Pina E sei venuto da noi-

Rapin. - E che? dovevo farmi prendere? No, mai! Cosicch, nella fuga, ho visto il vostro portone aperto e mi ci sono ficcato, poi ho suonato ad una porta, a caso. Naturalmente spero che nessuno mi abbia visto.-

Vito Tombola!-

Rapin.- Perch tombola? Non mica detto che mi abbiano visto. Ancora niente perduto. Non sono in trappola! C solo daspettare zitti e buoni e non si far male nessuno... speriamoma, almeno fino a ora, mi sembra che stia andando tutto abbastanza bene.-

Pina Non per noi che innocentemente ci siamo cascati.-

Rapin.- Gi, non sempre si ha fortuna.-

Pina Che rapinatore spiritoso.-

Vito Va bene, siamo coinvolti nei tuoi guai e speriamo bene - per ora.

Ma adesso io vorrei fare questo ragionamento, e correggimi se sbaglio: se hai deciso di risolvere i tuoi problemi in modo delinquenziale, cio rapinando, la galera, prima o poi, te la dovresti aspettare. E allora, in questo caso, se ti dovessero prendere, che cosa avresti risolto?-

Rapin. Dobbiamo per forza ragionare? E ragioniamo. La galera? Beh, quella era nel conto, si; ma dopo un buon colpo andato a segno e con i soldi a casa; e non col colpo fallito e con la fame in famiglia; Cio cornuto e mazziato! Suvvia, signor Corsaro, e sforzatevi di capirmi-

Vito Io ti capiscocerto, ti capisco. Ma senti, cosa facevi prima di( fa cenno alla pistola)-

Rapin. Prima difacevo il tecnico di...di insomma il tecnico.-

Vito Professione egregia. E come mai non ne hai trovato altro impiego, magari con le Agenzie?-

Rapin. Perch c la crisi, o non leggete i giornali?-

Vito (pensieroso) Gi, la crisi e non potresti trovare un lavoro diverso?-

Rapin. Io so fare solo quello e anche ammesso che mi voglia accontentarmi del primo lavoro che mi capita, trovarne un altro, oggi, quasi impossibile, chi in grado di offrirtelo? Sapessi quanto ci ho provato, e sempre picche! Questi sono tempi troppo difficili, la crisi mondiale e la manna dal cielo non cade pi.-

Vito Ma ma ti adatteresti, nel caso che-

Rapin.- certo che si! Mi adatterei, sicuro ( va verso la finestra e guarda per strada, poi a Vito) Ma se mi sono adattato finanche a rapinare, figuratevi (guarda fuori con pi attenzione, poi apre la finestra e a cenni, e a fischi, disperatamente tenta di cogliere lattenzione di qualcuno l fuori. Quando ci riesce, gli fa cenno di salire).-

Pina Hai visto il tuo complice? (allarmata) Me ne porti dentro un altro?-

Rapin.- Non il mio complice( a Vito) adesso aprite pian piano la porta, e non appena scorgete un bambino, fatelo entrare.-

Vito Sicuro che non me ne porti dentro un altro, vero?-

Rapin.- Zitto per favore. E soltanto un bambino. Apra.-

Vito (eseguendo) Un bambino? Oh, bella questa-

Rapin.- Zitto, per piacere, e fate come vi dico.( si pone dietro la porta)-

Vito- (scorgendo il bambino) Ehi, psss, da questa parte.-

Entra un bambino di otto-nove anni. E Nicola, il figlio del rapinatore. Fermo di scena, musica adatta e fine primo atto.

Secondo atto

Stessa scenografia dellatto precedente. Allapertura del sipario, in scena ci saranno Vito, Pina, il rapinatore e il bambino. Fermo di scena. Con musica adatta riprende la scena.

Bambino- (entrando circospetto) Pa dove sei?-

Rapin.- (nascosto da Vito, sottovoce) Sono qui Nicolaentra e parla piano.-

Nicola (si guarda attorno) Stai bene? Tutto a posto?-

Rapin. Si sto bene, tutto a posto.-

Nicola Tutto sotto controllo? sicuro?-

Rapin. - E piantala! Piuttosto, hai notizie di-

Nicola E scappato come una saetta, sgommando come Hamilton.-

Rapin.- Speriamo almeno che non sammazzi-

Nicola - perch, non sa guidare?-

Rapin.- No, pensavo ai suoi nervi, sai com lui quand agitato; gi una volta andato a sbattere.-

Nicola Mamma mia, e se mette anche sotto qualcuno?-

Rapin.- Speriamo di no. E dimmi, i carabinieri sono ancora in strada?-

Nicola Sono sparsi in giro, fanno domande a tutti qui intorno. (come se si accorgesse ora di Vito e Pina) waw! Questi sono tuoi ostaggi?-

Rapin.- Ostaggi? Beh, per adesso si.-

Nicola- Bello, bravo capo, preciso come nei films.-

Vito Ma guarda questo-

Rapin.- ( a Nicola) Zitto e porta rispetto.-

Nicola Okay capo.-

Vito Si, caro, siamo suoi ostaggi, e speriamo ancora per poco. ( guarda il rapinatore) Nevvero?-

Rapin.- Dipende-

Vito Bene, dipende Allora, nel frattempo, mi vorresti presentare questo baldo giovanotto?-

Rapin. Questo Nicola, il pi grande dei miei figli.-

Vito (scandalizzato) E tu vai a rapinare col figlio al seguito?-

Nicola (con aria dimportanza) Io faccio il palo.-

Pina- (al rapinatore ) Ges, Giuseppe e Maria. Incosciente, padre snaturato, e che bellesempio che dai al figlio-

Rapin. Non avevamo trovato chi ci facesse da palo. Eppoi con Nicola abbiamo fatto un patto: quello che stavo facendo io adesso, era per un caso di estrema necessit; e lui non lo avrebbe dovuto rifare - mai. E vero Nicola?-

Nicola Certo, e glielho anche giurato.-

Pina Incoscienteportarsi un bimbo a rapinare, con questo tempaccio(avvicinandosi al bambino) ma questa creatura sta tremando dal freddo. Vieni con me Nicola, ti do qualcosa di caldo.-

Nicola Guardi che non sono una creatura, ma un quasi uomo(dopo, con golosit visibile) Che, mi fa la cioccolata?-

Pina Anche, anchevieni.-

Rapin. Grazie lo stesso, signora, ma lei non pu allontanarsi da quiper favore.-

Vito Resto io come ostaggio, lasciala fare (tra lironico e il serio).-

Rapin. (confuso) se cos-

Pina E cos, stai tranquillo bellimbusto. Vieni con me giovanotto. ( stanno per uscire)-

Vito - (sempre pensieroso, passeggia per la stanza, poi, come se avesse preso una importante decisione) Mi faresti fare una telefonata?-

Rapin.- Se vi fermaste un pochino, perch mi state facendo girare la testa; e se mi diceste a chi fa la telefonata; e, soprattutto, se non mi tradisce, la faccia pure. (passa al lei)-

Pina ( fermandosi sulla soglia) Cosa ti passa per la mente, Vito? -

Vito Voglio telefonare a Giannuzzi, vediamo cosa si pu fare per questo giovane-

Pina Ma vorresti impegnare Giannuzzi per un criminale, e, perdippi corruttore di figli.-

Vito Va bene, va bene. Ma ancora non lo del tutto. Casomai potrebbe diventarlo. Lasciami tentare, per favore.-

Pina Fai, anche se non sono daccordo. (sottovoce) E proprio per lui(esce)-

Rapin. Che ha in mente? Guardi che non sono a sua disposizione. Stia attento!-

Vito Niente di grave non temeremi lasci fare un tentativo? E per darti una mano.-

Rapin. Che mano? Quando mai! Per che cosa? E perch lo dovrebbe fare? Non mi sta tendendo una trappola?-

Vito Ma che trappola. Voglio solo aiutarti, se me lo permetti. Guarda, col telefono siamo ancora a viva voce, ascolta la telefonata, dopo mi dirai. Dai, fidati che dici, la faccio? va bene?-

Rapin. (titubante) La faccia pure, vediamo cosa ne vien fuorima per me(pessimista. Intanto si pone accanto al telefono, con la mano vicino alla forcella.)-

Vito (avvicinandosi al telefono e facendo il numero) Pronto Giannuzzi?

Voce Si, sono io, chi parla?-

Vito Sono Corsaro. Come va?

Voce Benone Corsaro. A che devo?-

Vito Per prima cosa ti volevo fare gli auguri di buon Natale, poi ti vorrei rivolgere una preghiera-

Voce Che preghiera e preghiera, per te sono sempre a disposizione: Intanto ricambio gli auguri, poi dimmi, cosa posso fare?-

Vito Probabilmente forse nel caso insomma avrei bisogno di sistemare un bravo giovanecon un lavoro dignitoso, tu potresti aiutarmi?-

Voce- Corsaro, sai benissimo che ti sono e ti sar sempre debitore, quindi non ti resta che parlare: dimmi chi sarebbe questo giovane e cosa sa fare?-

Vito Grazie, sempre gentile. Ma mica te lo sto chiedendo per non ci pensavo neppure perch ci sono delle circostanze gravi e molto, ma molto urgenti insomma, grazie per la disponibilit.

Ecco, questo giovane uno specializzato, un tecnico, ti pu interessare?-

Voce- Un tecnico? Di che cosa?-

Vito (rivolto al rapinatore) Di che cosa?-

Rapin.- Didi-

Vito Suvvia, e fidati.-

Rapin.- Di laboratorio chimico.-

Vito E un tecnico di laboratorio chimico.-

Voce Tecnico di laboratorio chimico? Accidenti. Beh, certo mi sarebbe molto difficile trovare qualcosa per lui, con quella qualificasai siamo in crisiabbiamo ridotto il personale tecnico e impiegatizio per, senti, se questo giovane accettasse un posto di aiuto magazziniere, potrei accontentati, anche subito; perch loperaio addetto, si infortunato in questi giorni, e ne avr per qualche mese: sai, rottura della tibia e del perone, non so se mi spiego...-

Vito Mi dispiace per il tuo operaio. Grazie, sei sempre un amico. Aspetta che chiedo allinteressato, ce lho qui, proprio davanti a me: allora? (fa cenno al giovane).-

Rapin. (sbalordito) Arrivate a tanto? Mi date un lavoro? Ma che siete benefattori? Che volete che vi dica: Se non c ingannobeh, forse accetter!-

Vito Ha detto che sei un angelo e un benefattore, e che forse accetta.-

Voce Eh, calma con le parolone. Se ti sta bene, mandamelo luned mattina.-

Vito Grazie assai Giannuzzi, ti dar conferma, ea buon rendere.-

Voce- Ma che dici. Tu mi hai gi reso un favore impagabile, e non lo dimenticher mai. Ciao e buone feste.-

Vito - Altrettanto a te. Ti saluto. (rivolto al giovane) Ebbene, gliela diamo la conferma? che ne dici? Accetti?-

Rapin.- (titubante) Vorrei accettare, dovrei mettermi nelle sue mani; ma se rischia lei, perch non dovrei rischiare io?-

Vito Benissimo. Sei saggio.-

Rapin. Signor Corsaro, la prego, sul suo onore, non ci sono trucchi?-

Vito Ma sei tosto! Benedetto Dio, sei proprio diffidente. Certo che no!-

Rapin. Sa, di sberle, dalla vita, ne ho preso anche troppe, quindi ci vado cauto. Ma ora voglio crederla. Debbo crederla.-

Vito Bene, e allora cominciamo col toglierti quel coso( accenna al passamontagna)-

Rapin. (perplesso, titubante, poi eseguendo di colpo) Fatto.-

Vito E di quella che ne facciamo? (indica la pistola)-

Rapin. (guardandola e soppesandola) Avete un nipotino? Gliela potete regalare: un giocattolo. (gliela porge)-

Vito No, il mio nipotino troppo piccolo per questaffare. Che ne diresti se la buttassimo nella spazzatura?-

Rapin. Perfetto. (entra Pina con Nicola il quale mangia una fetta di torta, e che si erano fermati sulluscio e hanno ascoltato) Ecco signora, ci pensi lei ( intanto battendosela sul ginocchio, la rompe)-

Pina (pi sbalordita che mai dal corso degli eventi) Certodammila getter via. (la prende e la poggia sulla sedia)-

Vito Piccolo uomo, hai sentito? Sei contento? tuo padre andr a lavorareanzicch(imita con le dita la pistola).-

Nicola (con la bocca piena) Certo, contentissimo grazie, siete troppo buono... per, a fare il palo mi divertivo.-

Rapin.- Nicola!-

Nicola (con aria angelica) Ne vuoi pap? (offre la torta)-

Rapin. (con occhiataccia) No, grazie, mangiala tu.-

Vito (osservando prima la scena divertito) Ecco, questo lindirizzo di Giannuzzi (glielo scrive su un foglietto e glielo porge).-

Rapin. La ringrazio, luned sar l.-

Vito Senza ripensamenti? (il giovane annuisce) Puntuale? (idem) Posso confermare? (idem) E ora mi dica il suo nome.-

Rapin. - Non la deluder. Mi chiamo Enrico Traversi, e continui a darmi del tu, per favore.-

Vito (Tendendo la mano) Piacere signor Traversiquesta mia moglie Pina (Pina fa un leggero inchino, ma non da la mano)e adesso vorrei bisogno di ritelefonare a Giannuzzi, daccordo? (cenno affermativo di Enrico. Vito compone il numero, Pina leggermente contrariata) Pronto? Giannuzzi? Si sono ancora io. Senti ti chiamo per confermarti quel favore che ti ho chiesto, e vorrei darti il nominativo del giovane interessato.-

Voce Okkay. Dammelo, prendo un appunto.-

Vito Si chiama Enrico Traversi.-

Voce Benissimo, lo aspetto per luned. Digli di presentarsi direttamente a me. Ah, fagli portare il libretto del lavoro.-

Vito Contaci. Sei una cannonata, Giannuzzi. Grazie ancora e buon Natale a tutti voi.-

Voce Anche a tepensionato sfaccendato.-

Vito Senti chi parla: limprenditore accanito. Statti bene. (chiude).

Enrico. Santo Dio, ho un lavoro e sar pure ingaggiato. Ioionon ci posso crederema esistono ancora persone buone a questo mondo?-

Vito Come hai potuto constatare, qualcuna ancora c: Giannuzzi per esempio.-

Enrico E lei, e la signora.-

Pina (schermendosi) Ecco, veramente-

Vito Noi? Macch. Ti sembrato che lo siamo stati? Ma no! Ci trovavamo solamente in situazione di grave necessit. (scherzoso, col gesto mima la pistola).-

Enrico Si, ci credo, ci credo proprio (ironico)Signor Corsaro, la signora Pina, parlando di lei, ha accennato che col lavoro ha avuto seri problemi... anche per colpa di qualcuno. Sono curioso di sapere che attivit svolgeva e come mai ci ha rimesso la salute. Cosa le successo?-

Vito Vecchie storie-

Pina Che meglio non rivangare(fa cenno al bambino) Vieni ti mostro la collezioni di Presepi. (se lo porta nellaltra stanza)-

Rapin.- La prego, mi interessa - veramente.-

Vito Se costanto il tempo deve passare.(pausa, poi inizia quasi in sordina)

Sa, facevo il commerciante di scarpe e pelletterie. Lho fatto per tanti anni e sempre con piacere, perch era un lavoro che amavo e che mi permetteva di mantenere bene la famiglia, di condurre una vita pi che dignitosa. Poi un giorno, anzi una sera, entrato nel mio locale un tipo agghindato come te, e mi ha chiesto i soldi dellincasso, minacciandomi con un pistola vera. Ma era nervoso e gli part un colpo. Mi prese al rene sinistro. Mi portarono allospedale, mi operarono e masportarono il rene maciullato; ma, col tempo anche il rene destro incominci a perdere colpi, conseguentemente, fui condannato a vivere pericolosamente. Quindi, pur avendo una discreta qualit della vita, non potevo affaticarmi troppo col lavoro e, per non lasciarci la pelle, decisi di vendere la ditta e di mettermi in pensione.-

Enrico E quando successo il fatto?-

Vito Quattro anni fa, per lesattezza.-

Enrico Accidenti! Accidentaccio! Allora, quando mi sono presentato a casa sua, avr pensato: ecco il bis? Che bello spavento vho procurato! Sono mortificato, ma molto mortificato sapete?-

Vito Beh, non stata una bella sorpresa la tua irruzione in casa, ma, chiss perch, questa volta non ho avuto veramente paura perch percepivo qualcosa di diverso dalla volta precedente. E vero non mi hai mai impaurito troppo.-

Enrico Ma sua moglie ne ha avuta!-

Vito Si e no. Anzi penso solo allinizio, non vedi com brusca nei tuoi confronti?-

Enrico - effettivamente-

Vito No, te lassicuro, come me, non ha avuto una vera e propria paura sentivamo che non eri pericoloso era solosolo fastidioci stavi rovinando la notte di Natale.-

Enrico Mi dispiace, vi chiedo scusa.-

Vito E torna! Lascia perdere. (pausa, riflettendo) Ma sai, infine stata una bella esperienza un arricchimento umano, e speriamo senza conseguenze future. Sa Cucurullo un tipino assai tosto.-

Enrico (rabbuiandosi) Se vuole mi costituisco.-

Vito No, non chiedo questono, non lo permetto. Per conto mio capitolo chiuso!-

Enrico E mi dica, insomma, come direecco: quellaltrorapinatore, lhanno arrestato?-

Vito Si.-

Enrico Ed in carcere, suppongo?-

Vito No, non stato mai in carcere.-

Enrico E come mai?-

Vito - Era un giovane incensurato e quella sera era pure drogato; ee io non mi sono costituito parte civile. Quindi si preso due anni con la condizionale e il ricovero presso una struttura di recupero per tossicodipendenti.-

Enrico (riflettendo) Mi sa che forse conosco il cognome di quel giovaneper caso fa Giannuzzi?-

Vito Sei perspicace, mio caro giovanotto. Si fa Giannuzzi, Sergio Giannuzzi.-

Enrico Che il figlio del vostro amico.-

Vito Gi.

Enrico Ma, per la miseria, perch la mia felicit passata attraverso la sua sofferenza?-

Vito Bella domanda: per favore, girala alla vita.-

Suona il telefono. Enrico fa cenno a Vito che pu rispondere. Ringraziamenti ironici mimati da parte di Vito

Vito Pronto?-

Voce Pronto pap, abbiamo risolto il problema, siamo gi a bordo dellaereo, tra unora saremo a casa.-

Vito Sia lodato Dio. Ti debbo venire a prendere allaeroporto?-

Voce No, data lora, preferisco prendere un taxi. E ora scusami, debbo chiudere, stiamo decollando, a presto.-

Vito A presto(posando lapparecchio) avranno annullato lo sciopero?-

Enrico Pu darsi. Intanto li avrete a casa, fra breveNatale salvo!-

Vito Gi.-

Rientra Pina e Nicola. Pina porta un paniere.

Vito Hai sentito? I ragazzi hanno preso gi laereo, fra unora saranno a casa.-

Pina Sia lodato il Signore. Finalmente una buona notizia.-

Enrico (affacciandosi dalla finestra e guardando in basso) Nessuno in vista. Signor Corsaro, penso che sarebbe ora che noi ce ne andassimo-

Vito (guardando lorologio) Lo penso anchio. Vada a tranquillizzare sua moglie.-

Enrico Lei non sapeva nulla delladellainsomma della faccenda.-

Vito E meno male. -

Enrico Si, meno male. (tergiversa, poi quasi con fatica parla) Sa, quando mi licenziarono, mi cadde il mondo addosso, improvvisamente, e mi colp come una gran mazzata in testa che mi stord. E nel cuore mi venne come un sussulto: il mio animo si spezz. Mi sembr di provare quello che provai quando la mia prima ragazza, della quale ero innamorato pazzo, mi lasci: mi sentii mancare, le forze vitali mi abbandonarono: galleggiavo nel nulla, quasi inebetito. Poi, pian piano presi coscienza della gravit della situazione. E se prima ero incredulo, e non capivo quello che mi era veramente accaduto, coi giorni venne la rabbia! Una rabbia violenta: volevo fare saltare in aria il mondo, volevo picchiare il mio prossimo, che mi passava accanto indifferente alla mia tragedia (quasi vergognandosi)la violenza si era impossessata di me.

Infine mia moglie mi fece tornare alla ragione. Incominciai a pensare, a ritrovare lequilibrio. E, spinto dalla contingenza, tentai di trovare un altro lavoro: Ma, a parte qualche millantatore e qualche tronfio chiacchierone - come le ho gi detto - nessuno, tra quelli a cui mi rivolsi, mi dette, non dico il lavoro subito, ma nemmeno la speranza dun lavoro. Poi, parlando con un altro disperato come me; sa, una parola tira laltra, si giunse alla conclusione che, visto che nessuno ci voleva aiutare, avremmo dovuto aiutarci da soli: Ci saremmo procurato i quattrini, in tutti i modi possibili, a tutti i costi, anche illeciti. Pensammo, cos, che la via pi semplice e immediata, fosse la rapina. Cosicch studiammo un piano per rapinare supermercati, che sono fonte di soldi facili e senza vigilantes armati. Scegliemmo come obiettivo il supermercato qui sotto, ci sembrava il pi vulnerabilema la cassiera sment le nostre supposizioni...-

Vito E proprio questa particolare sera dovevate scegliere per rapinarlo?-

Enrico Mah, si pensava che lincasso fosse pi cospicuoeravamo due esaltati. Ebbene, adesso, a mente serena, dico: Ma come diavolo ho potuto buttarmi, senza riflettere, in questavventurae se la rapina fosse riuscita? Sarei stato un delinquente. E se mi avessero preso? La galera. Come ho potuto mettere in repentaglio la mia libert, la mia dignit, tutta la mia famiglia? A che diamine stavo pensando allora?

Accidenti che pericolo scampato...ma ora, grazie a voi, tutto a posto, certo a parte lo spavento che vi siete presi -

Nicola Pap, ma allora questi ostaggi non sono pi nostri ostaggi?-

Enrico (scompigliandogli i capelli) Non sono stati mai dei veri ostaggi.-

Nicola Peccato-

Enrico E mi dispiace che

Vito ( A Enrico) Non ci pensi pi. (a Nicola) Peccato, eh? Ma guarda che feroce Saladino!-

Nicola E chi questo Salatino? Un nuovo supereroe?-

Enrico Zitto Nicola.-

Vito - (Prima a Nicola, poi, come riprendendo un suo filo di pensiero) Non un salatinoma un potente, che poteva dare la morte cos, con uno schioccare delle dita.

Galera scampata? pu ben dirlo. E ringrazi pure quella cassiera strillona.-

Enrico Le mander dei fiori in incognito...-

Vito Sperando che non la inguai col marito.-

Enrico Non invier certamente rose rosse.-

Pina - ( mostrando un cestino ad Enrico e a Nicola) Prendete e fate anche voi la vostra cena di Natale.-

Enrico- Ma signora, i suoi figli stanno per arrivare, cosa mangeranno?-

Pina Ce n per tutti, io abbondo quando preparo per le feste-

Vito Accettateli, vi ha detto la verit; abbonda! Per mia sventura, purtroppo proprio cos.(ironico)-

Enrico (guardando il paniere) Mamaavete dato la scacciata tutta a me! E anche il pescee la frutta seccama signora-

Pina Ti ho detto che ce n anche troppa per noi. Oh, non lhai detto tu stesso, poco fa? Ti sei gi scordato? E non ti preoccupare per la scacciata di mio figlio, in un attimo, ne inforner unaltra, ho limpasto gi pronto.-

Vito (prendendo un cestino di dolciumi da sotto lalbero) E questo per te e per i tuoi fratelli(Nicola esita) suprendi. (Enrico gli fa cenno di prendere) Vedi quanti altri dolciumi ci sono sullalbero? Poi mio nipote ha solo quattro anni e troppi dolciumi gli fanno male. Tieni anche questi giocattoli, Vituccio ne ha tanti. Prendili, Nicola, portali hai tuoi fratellini.-

Nicola- (subissato di doni e ancora incredulo) Grazie, signore, grazieguarda pap, grazie ai regali dei nostri ex ostaggi, (controscena da parte degli altri) stanotte festeggeremo anche noi il Santo Natale eppoi anche il tuo nuovo lavoro; e se lavori nuovamente, (rimprovero bonario) mamma non si disperer pi per fare la spesa... e non pianger. Grazie Ges Bambino! (esultante, poi come se confidasse un segreto) Sapete, io lho pregato tutte le sere, prima di addormentarmi. Gli ho chiesto: aiuta pap a trovare un nuovo lavoro e non fallo diventare un vero rapinatoretanto non ne hai la stoffa(scappellotto da parte di Enrico) e mi ha ascoltato. Waw!

Pina Proprio cos, hai perfettamente ragione, Gesuzzu ti ha sentito e ti ha accontentato (occhiata di disapprovazione verso Enrico). E tu non sarai pi costretto a fare certe cose, mentre lui (indica Enrico e fa il gesto con le dita della pistola) fa spaventare la gente-

Vito (richiamandola dolcemente) Pina-

Pina Emb lo dovevo dire, ce lo avevo qui, sullo stomaco, oh. (indica Enrico affettuosamente) Ma il figlio prodigo tornato a casa e si meritato lofferta del vitello grasso.-

Enrico No, cara signora, lofferta immeritata! Siete stati troppo buoni con me e molto generosi. Pensate, grazie a voi, questa notte, sono passato in poche ore dalla disperazione pi nera alla gioia immensa. E dico ci con convinzione, senza retorica!

(come una liberazione) Dio mio che notte del Santo Natale(avvicinandosi al presepe) eppoi c qualcuno che ancora non crede ai miracoli.-

Vito Ehi, ehi, ma di che miracoli e miracoli sta parlando? E non tiriamo fuori paroloni ingombranti e a sproposito (finto burbero). Noi non abbiamo fatto altro che telefonare e regolare vecchi favori, tra amici, nulla di pi.-

Enrico Per lei cos? E io non sono persuaso. E, comunque, non voglio insistere. Diciamo allora che, per me, tutto quello che accaduto questa notte, una bella favola natalizia.-

Vito Ecco, cos va meglio, molto meglio.

Senta Enrico, se gi, uscendo, la dovessero fermare gli uomini di Cucurullo, dica che stato qui, da me, per gli auguri...-

Enrico Lo far; per credopenso che, questa sua benevolezza, e ora anche questa protezione, nei miei confronti, la stia inducendo ad ingannare un amico, oltre che la legge.-

Vito Chi Cucurullo? Ma no, quello uno sbirro con un cuore grande cos (allarga le braccia), con pi umanit di tutto il pianeta, e mi approverebbe - penso. In quanto alla legge, credo che lei non abbia fatto nullaltro di grave, che quello di far prendere un gran bello spavento ad una giovane signora, e a due vecchi anziani. (confidenziale) D'altronde noi ci siamo abituati agli spaventi, sapesse che salti facciamo quando Vituccio viene silenziosamente, alle nostra spalle, ci fa: Bumm!

E quindi, per tutti questi virtuosi spaventi spaventosi (per rendere latmosfera leggera), come condanna, si prenda questo scappellotto (gli da un affettuoso buffetto sulla nuca).

Ora vada.-

Enrico Ahi! (finto dolore) Si, andiamo(guardando i cestini) ah, questigi, naturalmente, dopo la visita che vi ho fatto per gli auguri, questi sono i vostri doni - da far vedere, nel caso, a chi di competenza - magari ad un carabiniere- insomma per avvalorare...-

Vito Anche, anche...-

Enrico Lei avrebbe dovuto fare il drammaturgo o il regista: apre e chiude i fatti genialmente.-

Vito Va l.-

Pina (a Enrico, poi accarezzando la testa di Nicola) Enrico, guarda che abbiamo mentito, si, ma a fin di bene. Questo a tuo figlio glielo devi spiegare molto, ma molto bene. Addio, Nicolae stai attento (occhiata verso Enrico).-

Nicola- (serioso) Signora, quello che ha detto, forse, glielo sapr spiegare meglio io, a lui. (piano )E non si preoccupi, star sotto la mia protezione, (poi forte) e lo terr docchio io - a lui. (indica, col pollice, Enrico che sta dietro di lui e strizza un occhio)-

Suonano alla porta. Sguardo interrogativo tra i quattro. Vito va ad aprire.

Pina Saranno i ragazzi-

Vito Cos presto? (accingendosi ad aprire) chi ?-

Voce- Sono Cucurullo.-

Vito (aprendo e guardando con apprensione gli altri) Avanti maresciallosaccomodi.-

Cucurullo (indossa il cappotto ed entrando si toglie il cappello) Buona sera(guardandosi attorno) a tutti.-

Vito Buona sera maresciallo, a che dobbiamo-

Pina Buona sera. (Enrico fa solo cenno col capo)-

Cucurullo Niente, mi trovavo qui sotto per servizio, come ben sapete, e allora sono salito per salutarvi e farvi gli auguri di buon Natale. (guarda Enrico e Nicola)-

Vito Grazie maresciallo, siete veramente gentile.-

Pina Grazie e buon Natale anche a lei e famiglia.-

Cucurullo- Forse ho disturbato? (accennando ad Enrico)-

Vito Macch, il mio amico salito anche lui per scambiarci gli auguri e stava andando via-

Cucurullo- Gi, c la cena di Natalemi presenterebbe questo suo amico?-

Vito Certamente: il signor Enrico Traversi e suo figlio Nicola. Questo il maresciallo Cucurullo, se non lo aveste gi capito (ironico)-

Enrico (inchinandosi) Piacere.-

Cucurullo (facendo un leggerissimo inchino) Suo? No, tutto mio, sa?-

Nicola Pap, questo lo sbirro dal cuore grande cos? (stende le braccia)-

Enrico (intervenendo tempestivamente) Ma Nicola-

Cucurullo Ma bene, qui si sparla (guarda Vito, poi a Nicola). Certo, si, sono io lo sbirro che tu dicima chi te lha detto?-

Nicola Lui! (indica Vito)-

Cucurullo Capirai, difficile da immaginare.-

Vito - (imbarazzato) Era una carineria-

Cucurullo Anche voi? (riferendosi ad una famosa battuta di un politico) Ma guarda un poE mi dica signore (rivolto a Enrico) A che ora salito dai signori Corsaro?-

Vito Qualche ora fa. Ma perche?-

Cucurullo No, nienteera per sapere se, per caso, avesse visto qualcosa di sospetto, gi in strada, oppure salendo qui. (a Enrico) Allora?-

Enrico Veramenteio.-

Vito Niente, nessuno, me lo avrebbe detto!-

Cucurullo (guardandolo come se gli dicesse: ancora tu?) Capisco. (poi a Nicola) E tu, giovanotto?-

Nicola Io che cosa? (masticando cioccolato)-

Vito ( bonariamente, per distrarre) Nicola, ma cosa ci fai con la bocca piena di cioccolata, quanta ne hai mangiata?

Pina (che capisce) Vieni Nicola che ti pulisco la bocca di l. (lo prende per mano e se lo porta via, intanto Enrico gli fa cenno dandare tranquillamente).

Cucurullo (a Vito) Che tipino, vero? E da quando conoscete questo signore?-

Vito (tentando dessere generico, mentre Enrico sta sui carboni accesi) Dada circa quasi insomma-

Cucurullo -da poco. O mi sbaglio?-

Vito E che cosa centra se lo conosco da poco o da molto. Egli con me, in questa casa, perch perch mi ha voluto ringraziare per il lavoro che gli ho procurato era disoccupato da molto (poi riprendendosi da qualcosa che non doveva dire), insomma per farmi gli auguri.-

Cucurullo Ah, era disoccupato e gli avete trovato un lavorobenee presso chi?-

Vito Maresciallo, eh, eh(finto rimprovero)-

Cucurullo Lasciatemi indovinare: presso la ditta Giannuzzi, vero?-

Vito Esatto.-

Cucurullo Lo immaginavoDio vi fa e vaccoppia.-

Vito Ci fa, maresciallo, ci fatutti e ci accoppia, a turno, secondo il caso-

Cucurullo (annuendo) Gi. E cos questo? (nota il passamontagna)-

Vito - (precipitosamente) E mio! Lo stavo per indossare, dovevo andare a prendere mio figlio allaeroportosa c un tempaccio.-

Cucurullo- Capiscoe perch non andate?-

Vito Perch Gino preferisce venire in taxi.-

Cucurullo Bravo figliolo, il vostro. (facendo qualche passo e vedendo la pistola sulla sedia) E quella?-

Vito Ah la pistola giocattolo? Gi, lavevo lavevo presa, lavevo presa, perch perch la volevo regalare a Nicola. Ma rotta, quindiquindi appena uscivo.-

Cucurullo Ho capito tutto! (sobbalzo di V. e E., poi Cucurullo con calma ) Certo, certo. Beh, sar uno sbirro, ma non uno scemo(guarda i due significativamente, poi da una tasca del cappotto prende le manette, ci si gingilla e li ripone nellaltra tasca, mentre Enrico, istintivamente porge i polsi, poi, girato verso Vito) Quindi, se come penso io, uscendo, la buttavate nella spazzatura, nella differenziata magari.-

Vito Certo, esatto, proprio cos.-

Cucurullo Allora, visto che non dovete pi uscire, vi tolgo io il disturbo. Datemela, la getto via io.-

Vito (esitante) Ma non vorrei-

Cucurullo Avanti, su, coraggio.-

Enrico (intervenendo) Ci posso pensare iouscendo.-

Entra Pina e Nicola.

Cucurullo Certo, certo, ma ci tengo. (duro con Enrico, poi persuasivo con Vito) Lasciate fare a me, signor Corsaro, per favore.-

Vito Come volete. (porge la pistola rotta in due momenti differenti) Ecco qui.-

Cucurullo Oh, bene. (la intasca) Permettete? vorrei parlare dalla finestra ai miei uomini.-

Vito Fate pure, accomodatevi.-

Cucurullo Sempre troppo, ma troppo buono voi (calca le parole) grazie. (affacciandosi dalla finestra) Cannav, lappostamento finito. Quei due erano certamente dei balordi, o dilettanti e si sono dileguati. Penso che per adesso non li troveremoe sono sicuro che non ci riproveranno pi. (guarda verso Enrico che abbassa lo sguardo) Tornate in caserma e poi andatevene a casae Buon Natale. (chiude la finestra e, lentamente, attraversa la stanza, quindi si ferma vicino alla porta). Signori dal grande cuore, (a mo di saluto indicando Vito) si nasce.-

Vito Proprio cos (indica Cucurullo). Grazie amico (significativamente) anche lui un buono, anche lui: questo sicuro. (accenna a Enrico)-

Cucurullo- Certocerto(poi piano a Vito) e come quei due balordi che sicuramente non ci proveranno pi. (fa cenno significativamente alla pistola) Lui non perder nuovamente il lavoro, vero? E noi vedremo, col tempose sono rose.-

Vito Saranno rose.-

Cucurullo Lo spero ardentemente. Buon Natale a tutti.-

Vito e Pina Buon Natale.-

Enrico Grazie, e buon Natale.-

Cucurullo- A lei e famiglia. Ciao giovanotto. Buona notte (esce)

Enrico Ha capito tutto!-

Vito Gi.-

Enrico E non mi ha arrestato.-

Vito - Gi.-

Nicola - Ma prima se la doveva vedere con me!-

Vito Ma certamente, chiss che paura gli devi aver fatto.-

Enrico Adesso, dopo questo terno, (fa cenno collindice, a Vito, al telefono e alla porta, per indicare tre uomini buoni, ) credo che dobbiamo proprio togliere il disturboandiamo e grazie di tutto.-

Vito (finto burbero) Ancora ringraziamenti? andate, andate.-

Enrico - Siete grandi, anche se non volete saperlo. Vi posso abbracciare?-

Abbraccia Vito e la moglie. Pure Nicola si unisce agli abbracci.

Enrico (uscendo) Dio grande. Buon Natale.-

Vito Buon Natale a voi.-

Pina Buon Natale.-

Nicola Tu scendi dalle stelle-

Enrico e Nicola escono, e dalla finestra arriva la musica di una nenia natalizia suonata da uno zampognaro. Lorologio batte le 23,00, mentre il sipario, lentamente, si chiude.

Fine.