CAVIALE E LENTICCHIE
COMMEDIA BRILLANTE IN TRE ATTI
DI
SCARNICCI E TARABUSI
Personaggi:
Antonio
Valeria
Fiorella
Marcello
Matilde
Salvatore
Velluto
Nonno Simeone
Ilona
Barone
Raimondo
Nicola
Alessio
Roberto
PRIMO ATTO
Siamo nell'abitazione di Salvatore Lamanna, una grande stanza all'ultimo piano di un casamento popolare, dalla finestra, sul fondo, si vedono infatti i tetti delle altre case. La stanza, che sulla destra ha il soffitto inclinato come quello di un solaio, arredata con povert, ma in maniera cos pittoresca da far pensare subito che le persone che l'abitano abbiano, a loro modo, un certo senso artistico. Sulla sinistra una scala di legno conduce ad un piccolo ballatoio sul quale si apre la porta di una stanza a tetto. Sulla destra, una tenda a fiori nasconde un angolo della stanza. Quando la tenda sar aperta mostrer un piccolo salottino, arredato poveramente ma con precisione quasi ricercata, dove si scorge parte di un divano letto, un vecchio grammofono, una poltroncina di vimini ed una piccola scrivania sulla quale vi sono molte cartoline, al centro della stanza un tavolo e delle sedie, sul fondo, un po' a sinistra, si apre la porta d'ingresso che d direttamente sul ballatoio delle scale, sulla sinistra della scena, vicino alla scala, si apre una porta, anche sulla destra si apre una porta, ma bassa, come se la stanza alla quale conduce fosse un solaio.
Quando il sipario si apre la scena vuota, appena illuminata dalla luce che penetra dalle persiane semichiuse della finestra. Dopo pochi istanti la porta della stanza superiore si apre ed entra in scena Valeria. E una donna piacente sui quarant'anni, indossa una bianca camicia da notte e mostra di essere ancora insonnolita. Scende le scale, con lentezza, accennando a qualche piccolo sbadiglio. Giunta in basso, apre con un colpo la tenda, scoprendo il salottino dove si scorgono con chiarezza i piedi scoperti di Fiorella, che spuntano dal divano semi nascosto. Valeria scuote bruscamente un piede di Fiorella poi si dirige verso la porta di sinistra ed esce.
Fiorella si sveglia e si alza a sedere sul letto. E una ragazza diciottenne, dall'aspetto dolce e romantico. Si preme le mani sugli occhi e si alza anch'ella, in camicia da notte e scalza, si dirige verso la porta di sinistra, dalla quale ora sta entrando Valeria, che si infilata una modesta ma vistosa veste da casa. Le due si urtano leggermente, senza mostrare di avvedersene, Fiorella esce dalla porta, mentre Valeria va alla porta d'ingresso, la apre, esce sul ballatoio delle scale e, con gesto abitudinario tira il campanello della porta vicina. Poi, senza attendere, rientra in casa, apre la finestra e si dirige alla credenza.
Dalla porta d'ingresso, rimasta aperta, entra Antonio un giovane sui trent'anni dall'aria scanzonata. E uscito dalla vicina abitazione ed ha sottobraccio una cesta dapasticcere, che posa sul tavolo.
Scena I
(Antonio e Valeria)
ANTONIOBuongiorno!
(Valeria risponde al saluto con un incomprensibile borbottio senza degnare di uno sguardo il nuovo venuto. Ella ha tolto dalla credenza alcuni vassoi e pone nella cesta vari cibi, elencandoli, mentre Antonio laguarda, con un leggero sorriso sulle labbra)
VALERIANove sandwich misti... un pollo in gelatina, intero...
ANTONIO(sottovoce) Non mi dici niente?
VALERIA(dimostrando un represso sentimento) Che sei un porco!
ANTONIO(cercando di cingerle la vita, un po' ironico) Ah! E un bene, offendimi, insultami, maltrattami.
VALERIA(gli tira un forte schiaffo) Eccoti servito.
ANTONIO(portandosi una mano alla guancia) E perch, scusa?!
VALERIATi sei fatto male? E vai dall'infermiera del terzo piano! Quella ti guarisce, ti mette il balsamo miracoloso!
ANTONIO (seccato) Come sei spiritosa!
VALERIAE ancora non ti ho fatto ridere come vorrei!
ANTONIO(sbuffando, ad alta voce) Uff! Quanto la fai lunga!
VALERIA(sottovoce) Stai zitto, che Fiorella di l (continuando a porre i cibi nella cesta, ad alta voce) Sette tartine di caviale... dieci marons glacs... una bottiglia di whisky...
Scena II
(Fiorella Antonio Valeria)
(Fiorella entra dalla porta di sinistra. Ha la faccia bagnata e tiene gli occhi chiusi. Si dirige a tentoni verso il suo angolo)
ANTONIOBuongiorno, Fiorella!
FIORELLA... Giorno! (va nel suo salottino, prende un asciugamano, si asciuga la faccia poi tira la tenda)
VALERIA(Tirando uno strattone ad Antonio, che osservava Fiorella) Stia attento, qui! Sono ventisei pezzi, un pollo in gelatina e una bottiglia. Salvatore vuole cinquemila lire.
ANTONIOSalvatore sogna! Sar molto se riesco a prender tremila lire! Non facile smerciar questa roba, specialmente da quando gli ho portato le tartine con i pallini da caccia al posto dei caviale!
VALERIASa bene che la colpa non era nostra. Era stato uno scherzo del Conte Ercolani. Vada, vada, e se si facesse male, non vada da un'infermiera qualunque; si ricordi che ci sono gli ospedali!
ANTONIO(avviandosi alla porta, ironico) Non ci sono ospedali per le ferite d'amore! (Valeria fa un gesto minaccioso e Antonio si affretta ad uscire con la cesta sottobraccio)
VALERIA(guardando verso la tenda, sulla quale comparsa la camicia da notte di Fiorella, che evidententemente si sta vestendo) Fiorella, quante volte ti ho detto di non girare per casa in camicia da notte! Fiorella! Mi senti?
FIORELLA(di dietro alla tenda) S, mamma!
VALERIAE cerca di non aver sempre la testa tra le nuvole, specialmente quando ci sono estranei!
FIORELLA(c.s.) Scusatemi, mamma, ma quando mi sono alzata non c'era nessuno! (da dietro la tenda comincia a suonare un disco)
VALERIAOh! Santo cielo, cominci subito con questa maledetta canzone! lh! Che bella mattinata! (Suono di campanello alla porta)
Scena III
(Marcello Fiorella Valeria Marcello e poi Matilde)
VALERIA(verso la porta) Eaperto!
MARCELLO (un giovane allegro, parla come se strillasse i titoli dei giornali) Buongiorno! Ecco la stampa cittadina! Ultime notizie! L'assessore all'igiene sorprende la moglie dei sindaco e se ne lava le mani! Gli impiegati hanno avuto l'aumento delle trattenute! Ecco, signora Valeria, oggi tre giornali. (getta sul tavolo tre giornali)
VALERIAE che me ne faccio di tre giornali!
MARCELLO Sono per la signora Matilde, me l'ha ordinati ieri sera. Ultime notizie! Giovane giornalaio tenta un colpo di mano con bella signora... (tenta di palpeggiare Valeria la quale gli tira uno schiaffo)... e si prende il solito schiaffone! (si avvia alla porta) Ultime notizie! (esce)
VALERIA(chiamando verso la porta di sinistra) Matilde! Matilde! Ci sono i giornali!
MATILDE (dall'interno) Vengo subito.
(Il suono del disco si interrompe. Dalla tenda esce Fiorella. E vestita con molta semplicit)
FIORELLAMa il babbo non si alza?
VALERIAE che ne so! Ieri sera non l'ho neanche sentito rientrare.
FIORELLAStamani non ha da lavorare?
VALERIADomandalo a lui! A me non interessa neanche saperlo!
FIORELLAPap vi ti fa arrabbiare, vero. Ma voi dovetedevi scusarlo, lui un poeta, un artista, e allora...
VALERIAE allora uno lo deve capire. E io non lo capisco perch sono una stupida... E un ritornello che conosco!
MATILDE(entrando; una donna sulla cinquantina; indossa una veste da camera ed ha in testa i bigodini) Dove sono i giornali? Ah! (va verso il tavolo, si siede e comincia ad aprire i giornali)
FIORELLABuongiorno, zia! Com' andata la prima ieri sera?
MATIILDE Benissimo, almeno da quanto posso giudicare io. Il teatro era esaurito e c'era un pubblico molto elegante.
VALERIAE a te com' andata?
MATIILDE (che, scorrendo i giornali ha trovato l'articolo da leggere) Discretamente! C' stata molta animazione, specialmente dopo il secondo atto. E durato pi di un'ora! Se le critiche sono buone, sono certa che lo spettacolo far molti esauriti. (si mette a leggere i giornali)
VALERIA(che intanto ha accesso un fornellino a spirito e sta preparando il caff nella cuccuma) Dopo il teatro, ieri sera, non sei passata da Roberto?
MATILDE(un po' distrattamente) No. Non mi venuto neanche in mente!
VALERIAQualcuno bisogner che si faccia vedere! Pu aver bisogno di qualcosa! Sono tre giorni e tre notti che balla!
MATILDE Se cos deficiente da partecipare ad una maratona di danza peggio per lui!
FIORELLASe lo sa pap, chiss come si arrabbia!
VALERIAPap far bene a stare zitto. In fondo suo figlio cerca di guadagnare!
MATILDEBenissimo! Anche Ilario Moretti, che in genere stronca tutti, ne parla bene! (leggendo) Un lavoro profondamente umano, in cui l'allucinante interiorit dei personaggi crea un'atmosfera che prende il pubblico fin dalle prime battute.
FIORELLADeve essere bellissimo! Vorrei tanto poterlo vedere. Mi lasci venire una sera, zia?
MATILDEVedremo. Lo chieder al direttore.
VALERIAPortala anche a teatro! Tanto ne ha poche di fantasticherie nella testa!
MATILDEValeria ha ragione. Ti suggestioni troppo.
FIORELLANon credo di far niente di male a sognare un mondo diverso da quello in cui sono costretta a vivere.
VALERIAS, ma purtroppo la realt questa e non serve suonare una canzone, per credere di essere la bella castellana in attesa dei figlio del re.
FIORELLAL'attesa un'oasi nel deserto della vita, dice pap.
VALERIAHa parlato Zaratustra! Qui siamo tutti artisti! Qui tutti aspettano! Tuo padre aspetta che i popoli riconoscano il suo genio e intanto dorme! Tuo fratello aspetta il sol dell'avvenire, e intanto balla! Tu aspetti il principe azzurro e intanto suoni! ...
FIORELLAE tu?
VALERIAlo? Lo aspetto ancora un po' e poi vi pianto tutti!
(Si ode bussare alla porta)
VALERIA(ironica) Bussano, cara! Vai ad aprire. Chiss che non sia un biondo paggetto che porta un messaggio d'amore.
Scena IV
(Marcello Fiorella Valeria Matilde)
(Fiorella apre la porta d'ingresso dalla quale rientra Marcello con un voluminoso pacco)
MARCELLO Ho portato la carta igienica!
MATILDEBravo Marcello!
MARCELLO Sono due dozzine. Vanno bene per questa settimana?
VALERIAProprio qui a casa te la dovevi far mandare? Non potevano portartela ai gabinetti del teatro?
MATILDENon mi fido. Ne sparisce sempre qualche rotolo. E con le mance che mi danno, la sera, bisogna stare attenti a tutto!
MARCELLO Allora, vanno bene due dozzine?
MATILDE(riflettendo) Penso di s. Per quanto le critiche siano molto buone e tutti prevedano un grande successo. Portamene un'altra dozzina.
MARCELLO Sar servita signora Matilde. Finisco il giro e poi ripasso. Arrivederci! (esce)
MATILDEPenso sia bene che vada a vestirmi. Stamani ho le pulizie e dev'essere gi tardi. Fiorella va a vedere che ore sono alla sveglia.
FIORELLA(che intanto si era messa a pitturare le cartoline illustrate nel suo angolo) S, zia. (fa per dirigersi verso la porta)
VALERIAInutile. Il tuo signor pap l'ha messa al monte di piet proprio ieri.
MATILDEDi bene in meglio! Neanche l'ora si pu sapere in questa casa. Gi la pi stupida sono io, a restare qui. lo che sono la sola che ha una vera posizione!
VALERIAHa parlato Cobianchi!
MATILDEC' poco da prendere in giro. Gli unici denari su cui si pu contare sono i miei!
Scena V
(Salvatore Fiorella Valeria Matilde)
SALVATORE(dall'interno della camera al piano superiore) Donne! Mi sono svegliato!
VALERIAGioite popoli, arrivata la manna dal cielo!
(La porta alla sommit della scala si apre ed appare Salvatore. E un uomo maturo, non privo di una certa distinzione. Indossa una vecchia e consunta veste da camera. Ha le gambenude e calza due misere ciabatte)
SALVATOREPrego! Don Salvatore Lamanna, fresco, riposato e pronto ai pi ardui cimenti. E pronta la colazione, donne?
FIORELLA(con affettuosit) Buongiorno, pap!
SALVATORE(che ha cominciato a scendere le scale, arrestandosi) Buongiorno, delicato fiore di serra sbocciato in questa plebea dimora! Donne, stanotte ho molto riflettuto.
VALERIARussando!
SALVATORENon lo escludo. Ma io anche russando medito, e dico: bello il destino di colui il quale, pur avendo un ingegno superiore, sa rimanere nell'oscurit!
VALERIAContinua a non pagare la luce e vedrai che nell'oscurit rimaniamo tutti!
SALVATORECasalinga taci e prepara il desco. Stamani vi accorgerete come i bagliori di questo ingegno possano render luminose le vostre grigie esistenze! (avvicinandosi alla figlia, che bacia in fronte) Come va la pittura?
FIORELLABene, pap. Ieri ho colorato 400 cartoline.
SALVATOREPari a?
FIORELLAOttocento lire.
SALVATOREBrava! Mettile da parte e non darle a nessuno.
FIORELLASta' tranquillo, pap. Non le ho ancora riscosse.
SALVATOREPeccato! Mi occorrevano proprio 500 lire. Pazienza! E Roberto, dov'?
VALERIASta ballando!
SALVATOREMa sono tre giorni che non lo vedo!
VALERIASta ballando da tre giorni.
MATILDEE tre notti. Fa una maratona di danza!
SALVATOREAh! La maratona di danza. Nobile lavoro per il primogenito di Don Salvatore Lamanna. Non gli mancava che la maratona di danza! Con quel difetto che ha ai piedi!
FIORELLAMa, pap!
SALVATOREScusami, piccolo Fiorellino mio, ma l'orgoglio ferito di un padre, che reagisce. E pensare che sognavo di farne un diplomatico.
VALERIACome poteva fare il diplomatico se dopo la terza elementare l'hai messo a tirare il carretto!
SALVATOREAppunto. Sognavo! (prendendo i giornali sul tavolo e rivolgendosi a Matilde) Cosa dicono i giornali della prima del tuo spettacolo?
MATILDEChe stato un trionfo! Gassman ha incantato tutti!
SALVATORELe solite esagerazioni!
MATILDE No, no, dev'essere proprio vero, perch, durante gli atti, da me non venuta anima viva.
SALVATORESi vede che non avevano bisogno della tua opera!
VALERIA(che intanto ha preparato la colazione sulla tavola) E pronto! Il caff si fredda.
MATILDEBeh! lo vado a vestirmi. (esce a sinistra)
Scena VI
(Salvatore Fiorella Valeria)
SALVATORE(Mettendosi a sedere, con un giornale piegato davanti che legge, mentre beve un sorso di caff) Cosa mangio col caff?
VALERIA(portando un vassoio con dei confetti) Confetti!
SALVATOREPer sostituire lo zucchero va benissimo. Ma per mangiare?
VALERIALa mandorla dei confetti.
SALVATOREMa come, ieri ho portato quasi tre chili di roba e non c' pi niente?
VALERIAHo dato tutto ad Antonio perch la vendesse. Non posso far la spesa finch non porta i soldi.
SALVATOREPotevi dargli i confetti e tenere qualche sandwich.
VALERIAIconfetti non li vogliono pi.
SALVATOREE li dovrei inzuppare, io,nel caff?
VALERIAE noi che dovremmo dire! Sono mesi che mangiamo solo tartine di caviale, panini tartufati, bign e vol-au-vent.
SALVATORENel sacrificio si tempra la famiglia.
VALERIACoi discorsi non mi incanti. Se non ci fosse stato Antonio per collocare la merce non avremmo mai visto una lira con il tuo lavoro.
SALVATOREQuest'Antonio mi ha gi rotto le scatole e non ti permetto di paragonare a me quel farabutto senza fantasia che vive di meschini ripieghi. E poi mi antipatico perch gira troppo per la casa. Che ora ?
VALERIAQuanti lussi! Fai impegnare la sveglia e vuoi sapere anche l'ora.
SALVATORE(finendo di salire le scale) E vero! Ignora il tempo, dice il filosofo, e sarai sempre giovane. Donne, io vado a vestirmi! (esce dalla porta superiore)
Scena VII
(Matilde Fiorella Valeria)
MATILDE(entrando agitata dalla porta di sinistra. E tutta in ghingheri ma scalza) Qui, parola d'onore, mi sembra di rivivere il dramma di ieri sera! Uguale! Preciso!
FIORELLAPerch, zia?
MATILDEPerch mi succede come alla Contessina Moira al secondo atto, quando le sottraggono i gioielli per impedirle di raggiungere il barone Goffredo.
VALERIA(ironica) E a te hanno sottratto i gioielli?
MATILDENo, le scarpe. Quelle nuove, sono sparite. Chi mi ha preso le scarpe?
VALERIADomandalo a Salvatore.
MATILDE(Meravigliata) Salvatore? Come? Mi ha preso anche le scarpe?
VALERIALe sue gliel'ha portate via Roberto.
MATILDEE lui si messo le mie?
VALERIANo, deve averle cedute alla moglie di Arduino, in cambio di un paio di suo marito.
MATILDEQuesto il colmo! Ma ogni pazienza ha un limite. In un mese mi ha preso la maglietta di lana rosa perch era raffreddato, mi ha venduto la valigia per comprare le decorazioni bulgare, mi ha rovinato tutto il reggiseno per trasportar le angurie, ora mi vende anche le scarpe. Basta! Qui dovrei fare anch'io come fa la Contessina Moira col patrigno. Si finge pazza, prende una rivoltella...
FIORELLA(interessata) e l'uccide?
MATILDEQuesto non lo so perch prima del finale son dovuta ritornare alle toilettes. Per io s, gli dovrei dare una lezione a quel farabutto. (Bussano alla porta. Valeria va ad aprire)
FIORELLACalmati, zia, pap, lo sai, fa queste cose per il suo lavoro.
(Dalla porta d'ingresso, aperta da Valeria, entra Antonio, con la solita cesta da pasticcierei)
Scena VIII
(Antonio Matilde Fiorella Valeria)
ANTONIOCara signora Valeria, andata male. Il mercato in ribasso.
VALERIACome sarebbe a dire?
ANTONIOSarebbe che al Gambero di Capri il pollo e le tartine non interessano e Poldo, anche se prende tutto, vuol dare solo 3400 lire.
VALERIATremila quattrocento lire?
MATILDECome? 3400 lire tutta questa grazia di Iddio? Strozzini!
ANTONIOChe vi debbo dire! O prendere o lasciare!
VALERIAMe lo immaginavo! Ora mi mancano mille lire e anche oggi non posso comprarmi le calze. lo vorrei sapere come si pu vivere in una famiglia dove l'unica cosa che non manca mai la miseria! Doversi angustiare per mille lire.
MATILDEE io che dovrei dire che mi hanno venduto anche le scarpe e devo uscire con quelle di tela.
VALERIAE io che non posso uscire perch non ho uno straccio di vestito? E se anche l'avessi quell'altro lass non ha neanche la camicia per accompagnarmi a un cinema?
ANTONIOSe per questo la posso accompagnare io!
VALERIALei stia zitto, porco!
ANTONIOCalma, calma, non l'ho mica offesa!
VALERIACerti inviti li faccia alle befane con le quali va insieme!
ANTONIOSiamo nervosi, eh! Allora, decidete; che cosa faccio di questa roba. lo ho fretta!
MATILDEAspetti un
momento. (chiamando) Salvatore! Salvatore!
Scena IX
(Salvatore Antonio Matilde Fiorella Valeria)
SALVATORE(entra dalla porta superiore. Indossa un tight con colletto alto e plastron. Ha al collo un vistoso ordine cavalleresco e porta il monocolo. E molto distinto ed elegante) Vi ho pregato tante volte di non alzare la voce. Cosa c'?
VALERIADice Antonio che di tutta la roba non danno pi di 3400 lire.
SALVATORE(cominciando a scendere) Quanto danno?
ANTONIODon Salvatore, 3400 lire, la verit. Li ho visitati tutti.
SALVATOREA prescindere dal fatto che voi mi siete antipatico perch girate troppo per casa mia e che se mi accorgo che guardate mia figlia, vi spacco la faccia, a prescindere dicevo, piuttosto che vendere la merce a 3400 lire, io la prendo e la scaravento dalla finestra. Volete vedere?
ANTONIODon Salvatore, fate come volete...
SALVATOREVolete vedere?
ANTONIOE vediamo...
SALVATORE(cambiando discorso) Siete stato alle Quattro stagioni?
ANTONIONiente da fare. Hanno ancora la vostra beccaccia della settimana scorsa.
SALVATOREE da zio Salvatore?
ANTONIOL'hanno arrestato ieri.
SALVATOREE da Ercole?
ANTONIOE all'ospedale. Lo ha picchiato sua moglie.
VALERIABella clientela abbiamo.
SALVATOREE da Poldo, siete stato?
ANTONIOE proprio lui che vuol dare 3400 lire.
SALVATOREGiovanotto, guardiamoci negli occhi. Voi quanto vi mettete in tasca?
ANTONIONiente! Quello che mi danno, quello vi porto. Voi lo sapete, lo faccio per affezione alla famiglia. Se poi mi volete onorare di una mancia, bont vostra.
SALVATOREUn momento. Qui ci troviamo di fronte ad un fenomeno psicoanalitico di grande interesse. Voi siete un fesso, ma il vostro inconscio, cio quell'altro io primitivo interno a voi, forse meno fesso di voi, vedendomi vestito in tight, che poi non che la mia tuta di lavoro, ritiene che io sia o un signore o un fesso pi di voi. Con la qual cosa si dimostra che quell' io, interno a voi che io definivo meno fesso, ancora pi fesso di voi, in quanto io non sono n un signore, n tantomeno un fesso. Mi sono spiegato?
ANTONIODon Salvatore, anche se abbondate in complimenti, sono sempre 3400 lire!
SALVATOREAh! allora voi volete offendermi!?
VALERIALui! Ma se mezz'ora che gli dai dei del fesso.
SALVATOREFesso non un'offesa perch lui fesso (ad Antonio) Invece voi mi offendete insistendo sulle 3400 lire, perch allora pensate che questa roba io vada a rubarla.
ANTONIOBeh, Don Salvatore... sorvoliamo...
SALVATORESorvoliamo? Che sorvoliamo! Rimaniamo a terra, giovanotto, perch allora voi non siete solo fesso ma anche farabutto. lo questa roba me la guadagno, me la sudo, il compenso involontariamente elargito alla mia professione d'invitato.
ANTONIOS, professione!
SALVATOREProfessione, professione! Perch, riuscire ad accodarsi ad un matrimonio di gente sconosciuta, far credere agli invitati dello sposo di essere un invitato della sposa e viceversa a quelli della sposa di essere un invitato dello sposo, simpatizzare con i parenti, intrattenere amabilmente persone di alto ceto e nel contempo a riempire le apposite saccoccie di cibarie assortite, una vera e propria professione di artista che richiede talento, iniziativa e disinvoltura. E questo non basta! Sssignore, non basta! Molte volte occorre una agile conoscenza di ogni branca dello scibile perch quando ho l'onore di non essere invitato a dei ricevimenti ufficiali io devo intrattenermi da pari a pari con personalit del mondo della politica, dell'arte, della scienza. E non crediate che sia agevole parlare dell'influsso del medio-oriente nella politica mediterranea e introdurre nelle tasche dodici budini di riso, o dissertare sull'esistenza del neutrone positivo facendo scivolare dolcemente due bottiglie di cognac nelle falde della marsina.
ANTONIOE questo, voi, non lo chiamate rubare?
SALVATOREVi proibisco anche solo di pronunciare questa parola che offende la mia dimora onorata. Rubare! Rubare a chi?
ANTONIOAl padrone di casa.
SALVATORENossignore! Perch cibarie e rinfreschi sono stati messi dal padrone a disposizione dei presenti, i quali hanno il dovere morale di onorare l'offerta.
ANTONIOSar, ma ho sempre saputo che se un invitato approfitta dell'ospitalit per portar via la roba fa una figura meschina.
SALVATOREL'invitato, certamente. Ma io no, perch a me nessuno mi ha invitato. Perci il disonesto non sono io, ma quello sciacallo che mi offre 3400 lire a compenso di due turni di onestissimo lavoro, un matrimonio e un battesimo senza contare tutte le spese generali che debbo sostenere.
ANTONIOSpese generali!! E che siete la Montecatini?
SALVATOREPerch, il noleggio di questi abiti lo pagate voi? E queste decorazioni a me non le d mica il governo, me le devo comprare, io...
MATILDEVendendo la mia sveglia!
SALVATOREQuesto un altro argomento. Fa parte della politica economica interna e non autorizza le potenze esterne a strangolarmi con offerte ricattatorie.
ANTONIOAllora, Don Salvatore, che dobbiamo fare?
SALVATOREBeh! Portami 3400 lire! Vai!
ANTONIOCome desiderate, Don Salvatore.
SALVATOREAllora, io vado a lavorare, Fiorella, guanti e bastone.
MATILDEFIORELLAQuelli bianchi, pap?
SALVATORECerto, vado al matrimonio Rodegondi-Pioner. Prima delle undici sono di ritorno.
ANTONIODon Salvatore, ma sapete che ora ? Sono quasi le undici adesso!
SALVATORE(meravigliato) Come?Le undici? (fissando Matilde) Ma il matrimonio era alle dieci!
MATILDEE guardi me? Non l'ho mica fatta impegnare io la sveglia!
SALVATOREAccidenti! Era un matrimonio da almeno tre chili! E tutta roba da Grand Hotel! Beh, pazienza. Gli dei non hanno voluto che mi distraessi con altre occupazioni in questa fatidica giornata.
VALERIAAh! Senti! Oggi una giornata fatidica! Vado a mettere la bandiera al balcone!
SALVATORETaci, massaia casalinga; a suo tempo saprai. Vado a modificare il mio aspetto mondano. (sale le scale e esce dalla porta superiore) (Fiorella rimette il disco in movimento. Si ode la solita canzone)
ANTONIOAllora io vado.
VALERIACerchiamo di far presto, che abbiamo gi perso tanto tempo in chiacchiere.
ANTONIOVado e vengo, donna Valeria. Per ho paura che se le calze non ve le regala qualcuno, con gli onesti proventi di vostro marito avete voglia d'aspettare!
VALERIAFate meno lo spiritoso. Le mie gambe piacciono anche senza calze!
ANTONIO(uscendo) A chi lo dite, a chi lo dite, donna Valeria. (esce)
Scena X
(Matilde Fiorella Valeria e poi Velluto e Nonno Simeone)
MATILDEPer quell'Antonio antipatico anche a me. Si prende troppe confidenze.
VALERIACon chi?
MATILDECon tutte. Anche con te. E Salvatore ha ragione a non volerlo per casa. Guarda come si sta comportando con l'infermiera del 3' piano.
VALERIANon colpa di Antonio, lei che una civetta. Antonio qua! ... Antonio l! - per ogni sciocchezza lo chiama in casa.
MATILDE D'accordo, ma lui se ne approfittato. Le ha venduto mezza mobilia.
VALERIALe sta bene a quella befana. Cos impara!
MATILDEBefana? Perch befana? Quanti anni avr?
VALERIAPress'a poco l'et tua! (Matilde reagisce con uno scatto.
Durante la battuta, la porta si aperta ed entrata in scena, spinta da un uomo, una carrozzella arotelle sulla quale seduto nonno Simeone, un vecchio rimbambito, vestito poveramente e con in testa un cappello piumato da bersagliere
VELLUTO(un uomo cinquantenne, vecchio ladro a riposo) Buongiorno. Abbiamo portato il nonno.
VALERIAIlnonno? Il nonno di chi?
VELLUTOE io che ne so!
MATILDECome? Voi dite il nonno e non sapete di chi nonno?
VELLUTOE che ne so. Me l'ha ordinato Don Salvatore ieri sera. Si raccomandato di portargli il nonno per le undici.
MATILDENon ci mancava che il nonno!
VALERIASalvatore! Salvatore!
Scena XI
(Salvatore Matilde Fiorella Valeria Velluto Nonno Simeone)
(Salvatore si affaccia alla porta superiore. Ha cambiato parzialmente il suo vestito e si tolto l'ordine cavalleresco)
SALVATOREBuongiorno Velluto!
VALERIACos' questa storia del nonno?
SALVATOREDonne non agitatevi. Tutto rientra nei piani prestabiliti.
VELLUTODon Salvatore, buongiorno. (indicando il nonno) lo spero di avervi accontentato.
SALVATORE(guardando da competente il nonno Simeone) Sarebbe questo?
VELLUTOE quale altro, Don Salvatore? Permettete: Nonno Simeone.
SALVATOREPiacere.
VELLUTOOttantaquattro anni! Artritico, diabetico, arteriosclerosi e completamente rimbambito.
SALVATORELe qualit ci sono! E orfano?
VELLUTOE come no!
SALVATOREAnche questo non guasta.
(Il nonno comincia a cantare Avanti arditi)
VALERIAOh! Ma che stai combinando? Non vorrai mica farmi tenere un nonno in casa!
MATILDETanto siamo pochi in famiglia!
SALVATORESsst! Voi parlate solo ad un mio cenno. Intesi? (riguardando il nonno) E canta sempre?
VELLUTONo! No! Basta mettergli in bocca una pasticca di liquirizia e lui smette (eseguendo) Ecco, vedete! ... Come vi ho servito?
(Ilnonno cessa di cantare e comincia a succhiare)
SALVATOREEh! Non c' male! L'avrei voluto un po' pi scheletrico, un po' pi cadaverico.
VELLUTOMa come Don Salvatore! Diabete, arteriosclerosi, artrite... Ma questo vi pumorire in casa!
SALVATORESarebbe l'ideale, ma non mi faccio illusioni.
VELLUTOAllora vi sta bene?
SALVATORES, solo non mi piace questo cappello da bersagliere.
VELLUTOMa come? E la sua caratteristica
SALVATORESar, ma io odio sfruttare l'elemento patriottico. E un mezzuccio guitto che io rifiuto. Don Salvatore non fa mai avanspettacolo. Toglietegli il cappello. (fa il gesto)
VELLUTONo, no, per l'amor di Dio, che quello piange!
SALVATOREPiange?
VELLUTOGuardate! (Velluto toglie il cappello al nonno che comincia a piangere con forza. Poi glielo rimette e il nonno cessa di piangere) Avete visto?
SALVATOREPiange pure con la pasticca di liquirizia?
VELLUTONon canta ma piange.
SALVATOREE senza pasticche di liquirizia?
VELLUTOPiange e canta.
SALVATOREE un fenomeno! E va bene! Lo tengo. Quanto me lo metti?
VALERIAQui siamo in pieno manicomio. Ora vuoi comprare un nonno! lo me ne vado! lo, il nonno non lo tengo!
SALVATORENo, tu resti e tieni il nonno, il bisnonno e se necessario anche il trisnonno!
FIORELLAScusa, pap, ma credi proprio che la nostra casa sia la pi adatta per ospitare un signore cos vecchio?
SALVATOREMa no, ma no, Fiorella, il nonno non rester qui. L'ho noleggiato solo per quattro ore!
MATILDE(sorpresa) Come? Noleggiato?
VALERIA(c.s.) Noleggiato?
SALVATORESi, noleggiato, noleggiato! (a Velluto) Allora, Velluto, quanto me lo metti?
VELLUTOSarebbero trecento lire l'ora. Per quattro ore facciamo mille lire.
SALVATOREMille lire? Oh, ma chi ? De Nicola?
VELLUTODon Salvatore, c' il trasporto, le pasticche di liquirizia, voi capite...
SALVATOREE va bene! Preferite contanti sabato o confetti subito?
VELLUTOContanti subito.
SALVATOREMi dispiace, ma oggi non ho liquido.
VELLUTOLa vostra parola Vangelo. Aspetter sabato. Piuttosto, berrei volentieri un bicchiere alla vostra salute.
SALVATOREVe l'ho gi detto: non ho liquido.
VELLUTOPazienza. (accomiatandosi) Don Salvatore mi raccomando! (accenna al nonno) E un oggetto delicato. (esce)
Scena XII
(Valeria Salvatore Matilde Nonno Simeone Fiorella)
VALERIASpero che ora ti degnerai di spiegarci la tua genialissima impresa.
SALVATOREGenialissima e redditizia! Perci, ascoltatemi bene, perch ho bisogno, purtroppo della vostra collaborazione e tutto deve svolgersi con metodo e disciplina.
VALERIAEh, che facciamo, lo sbarco dei mille!
SALVATOREAltro che mille. Qui si tratta almeno di venti o trentamila lire!
MATILDE(interessata) Come? trentamila lire?
SALVATORESissignore, sissignore! E se saprete fare, anche di pi. Dunque: ieri, mentre fungevo da invitato al battesimo del primogenito dei conti Chiarelli d'Adda, durante il rinfresco ho avuto l'onore d'intrattenermi amabilmente con alcuni membri di quella gentilissima famiglia. In quella atmosfera di serena giocondit, mentre s'intrecciavano i pi lieti auspici, anch'io volli esprimere le mie felicitazioni terminando la mia brava prolusione con queste parole.
NONNO(riprendendo a cantare improvvisamente) Avanti arditi, le fiamme nere...
SALVATOREOh, nonno, stai buono!
FIORELLAAvr finito la pasticca di liquirizia!
SALVATOREGiusto.(si avvicina al nonno e gli mette in bocca una pasticca)
NONNO(cessa di cantare e comincia amasticare)
SALVATOREQuesto peggio delle macchinette per far suonare i dischi. A quelle per sentir cantare bisogna mettere il gettone, a questo bisogna metterlo per farlo star zitto. Dunque, dove ero rimasto?
VALERIAAlla prolusione.
SALVATOREAh! Alzando il nappo, dissi: Memore che la vera gioia sta nel far partecipe anche altri della felicit che oggi ci pervade, propongo di commemorare questo fausto evento costituendo un comitato benefico con l'incarico di portare un sorriso di serenit anche a chi soffre nell'indigenza e nel dolore.
VALERIAChe impresa geniale! E avete costituito il Comitato?
SALVATORESissignora!
MATILDEE tu fai parte dei Comitato?!
SALVATORE Naturale. Membro promotore.
VALERIABel colpo hanno fatto! (ride) Hanno preso Rockfeller! (ride ancora forte)
SALVATORE E non ridere cos! Sembri un lavandino che si vuota.
MATILDE Ma scusa, Salvatore, non ti basta la miseria che hai addosso; vuoi anche interessarti di quella degli altri?
SALVATORE (sentenziando) Ildono pi sublime quello di chi meno possiede.
VALERIAE tu che cosa hai donato?
SALVATOREL'idea! L'idea di fondare il comitato. E in pi ho segnalato per primo il nominativo di una famiglia che giace nell'indigenza e nel dolore.
VALERIABravo! E quale sarebbe questa famiglia?
SALVATORELa nostra.
TUTTI(meravigliandosi) Eh!?
SALVATORES, la nostra. Perch vi meravigliate?
MATILDESanto Cielo, qui passiamo un altro guaio!
SALVATOREChe guaio? Perch la nostra non forse una famiglia che giace nell'indigenza e nel dolore? E chi dovevo proporre, una famiglia estranea, di superficiale conoscenza, con la finzione e l'ipocrisia che regnano oggigiorno? Scherziamo? lo avevo una responsabilit. lo sono il membro promotore!
FIORELLAMa, pap, potevi far questo?
SALVATORECome no! Facevo parte del comitato. Era un mio preciso dovere.
VALERIABeh! Forse l'idea non cattiva.
SALVATORECattiva?! E un'idea genialissima come tutte le idee di Salvatore Lamanna. E vedrete, quando arriva il Comitato, come tutto funzioner alla perfezione.
MATILDECome? Il Comitato viene qui?
SALVATOREPer forza. Dobbiamo constatare le condizioni miserevoli in cui vi trovate, dobbiamo commuoverci per poi far ritornare il sorriso della gratitudine sui vostri volti emaciati e disfatti.
VALERIADisfatto sarai tu! lo sono fatta e fatta bene!
SALVATOREE invece devi essere disfatta ed emaciata perch tra poco il Comitato sar qui.
FIORELLAMa, pap, se ti trovano qui?
SALVATOREMi devono trovare. Sono il membro promotore giunto leggermente in anticipo. Perci donne non perdiamo tempo!
VALERIAE che dobbiamo fare?
SALVATOREEmaciarsi: assumere un aspetto triste e compassionevole e togliere ogni segno esteriore di ricchezza. Perci, via quella tenda, via il quadro, via il grammofono... La brandina la mettiamo qua pi al centro... E facciamo presto perch non dobbiamo essere sorpresi.
(Salvatore ed i suoi familiari cominciano a togliere gli oggetti, che nascondono in maniera opportuna. Fiorella il grammofono, Valeria il quadro, Salvatore la tenda, mentre Matilde sposta la brandina)
MATILDEVa bene qui il lettino?
SALVATORE Lascialo l, che ora vediamo. (a Valeria) Questa tenda falla sparire e portate qua la poltrona sfondata.
(Valeria e Fiorella eseguono portando in scena una poltrona mezza sfasciata, dal sottoscala)
SALVATORE (guardando l'ambiente con occhio da artista) Ecco, il quadro comincia a delinearsi... Qua mi ci vorrebbe un ammalato... Tu, Matilde, mettiti a letto.
MATILDElo a letto? lo devo andare a fare le pulizie in teatro.
SALVATOREIlteatro oggi qui.
MATILDEMa possibile che io, che sono l'unica ad avere una posizione...
SALVATORE... Verticale. Ora devi prenderla orizzontale. Perci stai zitta ed infilati a letto, che tanto tra mezz'ora tutto finito. (Matilde brontolando entra nel letto) Tu, Valeria, siediti al tavolo con la testa tra le mani e l'occhio spento per l'angoscia.
VALERIA(eseguendo) Cos?
SALVATORESpegni l'occhio!
VALERIA(esegue) Cos?
SALVATOREPi spento. Ecco. E poi sei troppo colorita. Ho gi detto: emaciatevi! Togli il belletto e spettinati un poco. Fiorella, passa un po' di borotalco sulla faccia della zia perch poco moribonda. (Fiorella esegue l'azione)
SALVATOREEd ora il nonno. Dove mettiamo il vegliardo. (sposta la carrozzella) Qua. No. (lo sposta ancora) Meglio qua vicino al letto. Figlia moribonda e padre paralitico, binomio perfetto. (Suona il campanello. Tutti sobbalzano)
MATILDEGes, sono gi qui.
SALVATOREAccidenti alla sveglia impegnata. Tutti a posto e zitti. Parlo solo io. Se v'interrogano, piangete.
FIORELLAPap, ed io cosa debbo fare?
SALVATORETu va' in camera mia e non uscire finche non ti chiamo.
(Fiorella corre per le scale ed esce. Salvatore d un'occhiata in giro rovesciando una sedia e gettando in terraalcuni stracci e socchiudendo le finestre d gli ultimi tocchi al quadro. Quindi prende l'atteggiamento di chi in festa)
VALERIA(a un cenno d Salvatore, con voce sofferente) Avanti!
Scena XIII
(Marcello Valeria Matilde Salvatore Nonno Simeone e poi Ilona Barone)
(La porta si apre e compare il garzone con il pacco della carta igienica. Guarda meravigliato la scena)
MARCELLO Scusate, ho sbagliato piano! (fa per richiudere la porta, tutti abbandonano parzialmente la posizione presa)
VALERIAMacch sbagliato, deficiente! Posa i rotoli di carta e vattene!
MARCELLO (stupito) Ah! Signora Valeria, che successo?
SALVATORE Niente. Non te ne incaricare. (gli prende il pacco dalle mani)
MARCELLO Don Salvatore, chi che sta male?
SALVATORE (sempre col pacco in mano) Sono cose che non ti riguardano. Fila, giovanotto.
(Marcello Esce)
ILONA (apparendo sul ballatoio, alle spalle del garzone) E permesso?
SALVATORE (sobbalzando) Eh! (parlando a bocca chiusa) Sono loro! A posto! ... A posto! ... (Tutti prendono di colpo la posizione prestabilita. Il garzone rimane allibito a guardare) Oh! Contessa! Prego, si accomodino!
(Entrano in scena: donna Ilona Czibar, distinta straniera quarantenne e il Barone Alfonso Chioccia, attempato nobiluomo, che reca sul braccio un pacco voluminoso)
ILONABuongiorno!
SALVATORE(con fare da uomo di mondo, bacia la mano alle signore) Come sta, Donna Ilona!... Barone!
ILONALei ci ha preceduti, Commendatore...
SALVATOREDi pochi minuti, contessa. E sono gi tutto commosso nel vedere le tristi condizioni in cui giace questa povera gente.
ILONA(indicando il pacco della carta igienica) Vedo che anche lei ha voluto portare un suo dono personale... cosa ha portato?
SALVATORE... Piccolezze... Un semplice aiuto per i momenti di maggior bisogno d questi poveretti (posando il pacco sul tavolo e indicando la famiglia) Figlia moribonda, padre paralitico e sposa angosciata.
ILONAChe tristezza! La malattia nella povert veramente terribile!
BARONEAvete visto che ho avuto ragione io a non voler portare indumenti e cibarie!
SALVATOREPerch? Cosa avete portato?
BARONEMedicinali a base vitaminica!
SALVATORE(deluso) Ah! Buona idea! Invece di cibarie...
BARONEMedicinali...
ILONASaranno loro utilissimi.
SALVATORECome no! Chi sa come saranno contenti!
ILONA(avvicinandosi a Valeria ed indicando Matilde) Buona donna, che cos'ha la poveretta? (Valeria la guarda un po' poi comincia a piangere)
SALVATORE(intervenendo) E meglio non domandare. Dona senza nulla chiedere dice il samaritano. L'indagine solo un'umiliazione, per loro, contessa.
ILONAMa sarebbe utile sapere che malattia ha per poterla aiutare. (a Matilde) Come vi sentite?
(Matilde guarda Ilona poi Salvatore e comincia a piangere)
SALVATOREMi sembra molto grave. Credo sia pericoloso farla parlare.
(Intanto il Barone si avvicinato a nonno Simeone e, mostrando di interessarsi al suo aspetto, gli ha tolto il cappello di testa. Nonno Simeone comincia a piangere)
BARONEMa qui, mi sbaglio o piangono tutti?
SALVATORE Scusate, barone, ma dopo avergli portato solo medicinali, volevate anche che ridessero? (Rimette il cappello in testa al nonno che cessa di piangere)
ILONA(a Valeria) Buona donna, lei sposata?
VALERIA(ricominciando subito a singhiozzare, dopo aver visto il cenno di assenso di Salvatore) S!
ILONANon pianga buona donna... siamo qui per cercare di aiutarla... suo marito, lavora?
VALERIA(guarda Salvatore e senza rispondere accentua il pianto)
SALVATOREChe lavora! Mi dicono che sia un fannullone e che abbia anche il vizio di bere. E quando ha bevuto la picchia. Guardate come ha ridotto questa povera donna. Che squallore, che tristezza!
NONNO(comincia improvvisamente a cantare) Avanti arditi, le fiamme nere...
BARONEVecchio fascista?
SALVATORE No, vecchio rimbambito. Trauma psichico contratto sul fronte greco.
BARONEFronte greco? Ma se avr 90 anni!
SALVATORESembra, perch un relitto. Ma questo un uomo che non ha pi di 50 anni!... Il trauma e la miseria, guardate come lo hanno ridotto. (mette in bocca al nonno una pasticca e il nonno smette di cantare) Beh, allora, che facciamo?
BARONElo proporrei di dare un'occhiata all'abitazione, anche per renderci conto delle condizioni igieniche di questi proletari.
ILONAGiustissimo! Non siamo indiscreti, veri, signora?
(Valeria,come le altre volte, piange)
BARONEPoveretti, non sono per niente allegri.
SALVATORE(aprendo la porticina del solaio di destra) Ecco, questa la camera del vecchio padre.
ILONA(chinandosi a guardare) Ma uno sgabuzzino!
BARONENon c' il letto.
SALVATOREE paralitico, dorme in poltrona.
ILONAE da quest'altra parte?
SALVATOREAh, non so.
BARONEAndiamo a vedere.
SALVATORESe lo crede necessario. Prego! (Salvatore fa passare il gruppo nella stanza di sinistra e lo segue dopo aver lanciato uno sguardo d'intesa ai suoi. Appena il gruppo uscito Valeria e Matilde si muovono dalle loro posizioni)
MATILDE(sedendosi sul letto) lo sono stufa di questa commedia! Sembra il terzo atto della signore delle Camelie!
VALERIAAbbi pazienza, Matilde. Il pi fatto. Lascia lavorare Salvatore. Pensa: trentamila lire!
MATILDETrentamila lire. (Torna a distendersi e a lamentarsi. La porta si apre ed entra Antonio)
Scena XIV
(Antonio Matilde Valeria Salvatore Nonno Simeonepoi Barone Ilona)
ANTONIO(fermandosi stupito) Beh! Che succede? Donna Matilde, vi sentite male?
MATILDECi siamo! Non mancava che lui!
VALERIA(alzandosi, preoccupata) Andate, andate, Antonio, che questo non il momento!
ANTONIO(facendo un balzo nel vedere il nonno)E quello, chi ?
VALERIAHo detto che abbiamo da fare. Andatevene!
ANTONIOQua c' sotto qualche inghippo di Don Salvatore!
MATILDENon cosa che vi riguarda. Abbiamo delle visite.
VALERIASalvatore di l con dei signori. Perci, andatevene.
ANTONIOE non volete neanche le 3400 lire? Forse questi signori ve ne offrono di pi?
VALERIACertamente! Se voi non rompete le uova nel paniere!
ANTONIOAh! Don Salvatore comincia a portarvi i clienti a casa!
VALERIAMascalzone che non sei altro! (lo colpisce con un forte schiaffo) (In quel momento rientrano donna Ilona e il barone. Il barone vedendo lo schiaffo si ferma meravigliato, Valeria accorgendocene cerca di rimediare incominciando a piangere)
BARONEOh!... Ha visto donna Ilona? L'ha percosso.
ILONAHo visto! Deve essere il marito.
(Mentre Matilde e Valeria hanno ripreso le posizioni primitive, Antonio resta imbarazzato a guardare)
SALVATORE(che essendo rientrato per ultimo non ha visto quanto successo, con apprensione) Cosa successo?
BARONEE tornato il marito e la buona donna lo ha percosso.
SALVATOREIlmarito? Quale marito?
BARONEQuello... Non il marito quello?
SALVATORE(rendendosi conto della situazione) Ah! S... s... il marito... Ve l'ho gi detto: un brutto tipo... un fannullone, un violento. (ad Antonio) Giovanotto, venite qua! Guardate in quali condizioni avete ridotto la vostra famiglia!
ANTONIOLa mia famiglia?
SALVATOREE che , mia? Vergognatevi! Fareste meglio ad andarvene per sempre invece che tornare ubriaco, solo per picchiare vostra moglie!
BARONECommendatore, veramente stata lei a picchiare lui!
SALVATOREAppunto!
BARONECome, appunto? Lei ha detto che lui che picchia lei!
SALVATOREQuando ubriaco. Quando non ubriaco lei che picchia lui! E fa bene! (ad Antonio) Uscite! (Antonio che mostra di aver capito la situazione fa per andarsene)
ILONA(richiamandolo) Un momento, prego. (Antonio si ferma) (rivolgendosi a Salvatore) Voi in tal maniera inasprite il disaccordo coniugale, mentre nostro compito di portare in questa famiglia non solo un aiuto materiale, ma soprattutto la serenit nei cuori.
SALVATORENobile concetto, donna Ilona, ma non applicabile ad un simile individuo!
ILONA(ad Antonio) Signore, vi prego, chiedete scusa a vostra moglie.
ANTONIO(imbarazzato) Ma io, signora... veramente...
BARONEVi prego: baciatevi e tornate a sorridervi!
SALVATOREEh! Un momento! Come? Baciarsi! Contessa non il caso! C' anche una moribonda!
ILONASar la prima ad esser lieta di salire in cielo lasciando in terra l'armonia familiare. (Matilde non vista fa gli scongiuri)
BARONESu, un bel bacio!
ANTONIO(a Salvatore) Commendatore, qui, che facciamo?
SALVATORE(arrabbiato) Come, che facciamo?
ANTONIONo, dico... voi mi autorizzate?
BARONEMa che diamine! Il commendatore non desidera altro che vedervi riappacificati. Non vero?
SALVATORECome no!
ANTONIOAllora?
SALVATOREBaciate! Baciate! (Antonio si avvicina a Valeria e incoraggiato dai presenti, la bacia)
( per interrompere il bacio) Basta Signori, molto tardi. I miei impegni non mi permettono di trattenermi ancora.
ILONAEvero, tardi. Come passa il tempo a fare del bene!
SALVATOREPer il bene non l'abbiamo ancora fatto... solo parole e medicinali. Vogliamo passare al vero scopo della nostra visita?
ILONASenz'altro!
SALVATOREVogliamo riunire il comitato per stabilire l'importo benefico?
BARONESiamo a sua disposizione...
SALVATOREAppartiamoci un po'. (Il gruppo dei beneficatori si riunisce un po' in disparte)
ANTONIOCommendatore, se disturbiamo io e mia moglie possiamo ritirarci in camera...
SALVATORE(scattando) No! Voi restate qua. E non facciamo tanto l'affettuoso, perch sappiamo che tutta ipocrisia.
BARONEAllora, signore, che facciamo?
SALVATORECome che facciamo? Benefichiamo, elargiamo, diamo, insomma, i denari.
ILONACertamente. Lei cosa propone?
SALVATORElo ho lasciato cinquantamila lire... (Reazione dei familiari a base di tosse)
ILONABenissimo! Mi rallegro della sua personale munificenza. Mi sembrano sufficienti, no?
BARONEVuol dire che i nostri denari li riserveremo per beneficiare altre famiglie...
SALVATORE(premuroso) No, no. Forse non misono espresso bene... Dicevo che io ho lasciato cinquantamila lire a casa prima di uscire, cos sono privo di contanti. Per per parte mia, far un assegno.
ILONABene. E allora?
SALVATORE(parlando un po' incomprensibile per la paura di dire troppo) Vogliamo fare cento?
TUTTICome?
SALVATOREVogliamo fare centomila lire, quale obolo benefico.
BARONECommendatore, lei molto generoso, ma mi sembra eccessivo.
SALVATOREFacciamo, novantacinque.
BARONETroppo, troppo!
SALVATORENovantaquattro?
BARONETroppo, troppo!
SALVATOREOh! Quanto siete taccagno!
ILONACommendatore, non si tratta di taccagneria ma di prudenza. Elargire una simile cifra in una sola volta pu recare pi danno che benessere.
SALVATOREE che gliela vogliamo dare a rate!?
ILONACinquantamila lire in una busta saranno sufficienti.
SALVATOREBeh! Facciamo sessanta e non ne parliamo pi.
ILONAVa bene, io sono d'accordo.
SALVATOREAllora sono dodicimila a testa.
BARONElo, se permettete, dissento.
SALVATOREChe fa, lei?
BARONEDissento. lo ho portato i medicinali e mi tasso solo per cinquemila lire. Sa, lo statuto...
SALVATORES, lo statuto e la conciliazione. Vuol dire che il mio assegno sar di ventimila lire. (Ilona, intanto fa per consegnare la busta ad Antonio) (quasi balzando le afferra il braccio) Un momento! Che fa? Non vorr consegnare la somma a quell'alcolizzato. Se permettete, faccio io. (prende la busta del contante e la mette in tasca) Faccio un assegno globale di 60.000 lire e lo intesto alla moglie angosciata. Il contante lo tengo io... che ne sono sprovvisto. (va verso Valeria) Il vostro nome, buona donna?
VALERIAValeria.
SALVATORE(scrivendo sul libretto d'assegni che ha estratto in precedenza) A vista pagate alla signora Valeria Lamanna...
Scena XV
(Nicola Raimondo Ilona Barone Matilde Valeria Salvatore Antonio Nonno Simeone)
(La porta d'ingresso si . apre e compare sulla soglia Nicola, il giovane figlio di donna Ilona E sconvolto, resta un attimo fermo a guardare i presenti)
NICOLA(scorgendo la madre e andandole incontro precipitosamente) Mamma! Mamma!
ILONA(vedendo Nicola, spaventata) Nicoletto! Oh Dio cosa successo?
NICOLA(gettandosi nelle braccia di Ilona) Mamma, l'ho ucciso! L'ho ucciso!
ILONA(sempre pi spaventata) Ma cosa dici? Cosa dici?
NICOLA (in preda a una crisi) L'ho ucciso mamma. Ho ucciso Alessio!
(Si getta su una sedia piangendo)
ILONA(allibita) Alessio! (portando una mano al cuore) Dio mio, aiutatemi, vi prego, aiutatemi!
SALVATORE(porgendo una sedia) Donna Ilona, prego, si sieda.
ILONA(sedendosi) Ma perch, perch l'hai ucciso? (Nicoletto continua nella sua crisi tenendosi il volto tra le mani senza parlare.)
(Raimondo Czibor si affaccia alla porta. E un uomo sui trentacinque anni, distinto, ma antipatico. E molto agitato)
RAIMONDOZia! Zia sono qua io.
ILONA(vedendo Raimondo) Raimondo! Raimondo, ma cosa ha fatto Nicoletto?
RAIMONDO(sempre agitato, andando verso Donna Ilona) Zia! E successa una cosa terribile!
ILONAMa in nome del cielo, spiegati!
RAIMONDO Zia, stata una fatalit. Nicoletto, credendo che la mia pistola fosse scarica, ha fatto partire un colpo contro la porta dietro la quale c'era Alessio!
(Sensazione fra i presenti)
ILONAEd morto?
RAIMONDOS.
ILONAOh Dio!... Ora lo arresteranno! ... Ora lo arresteranno! (sviene)
BARONE E svenuta! Presto i sali! (premuroso) Nel mio pacco c' della canfora.
(Mentre tutti si affollano intorno a donna Ilona, il barone va al pacco della carta igienica e credendolo quello dei medicinali, comincia a svolgerlo)
SALVATORE(a Raimondo) Permette? Sono il membro promotore del comitato. Le posso essere d'aiuto...
RAIMONDOGrazie, molto gentile. Purtroppo il fato ha voluto colpirci. Bisogna subito portar via Nicoletto.
SALVATOREMa proprio morto?
RAIMONDOL'ha colpito al cuore.
SALVATORE(costernatissimo) Morto! Che disgrazia! ... E questo Alessio, un parente di donna Ilona?
RAIMONDONo, il cameriere.
SALVATOREAh, beh, allora... (cambiando tono) Sempre male, sempre brutte cose. eh!
BARONE(mostrando un rotolo di carta igienica) Ma dove sono i miei medicinali? Questo il pacco del Commendatore. (prende il rotolo in mano e, si avvicina a Salvatore, mostrandogli il rotolo) Scusi, commendatore. vorrei sapere...
SALVATORE(vedendo il rotolo, interrompendolo) Fuori della porta, a sinistra del ballatoio... (a Raimondo) Morto! ... Alessio morto!
BARONE Scusi, commendatore...
SALVATORE(interrompendolo) Barone, siete inopportuno! Arrangiatevi!
ILONA(rinvenendo) Oh Dio! Oh Dio! Nicoletto! Nicoletto!
NICOLA Mamma, ora mi arresteranno!
RAIMONDOState calmi. Trascorsa la flagranza non ti possono pi arrestare. Bisogna nasconderlo.
ILONAS, bisogna nasconderlo, bisogna nasconderlo...
RAIMONDOCerto, certo, zia, ma ora andiamo... Vieni Nicoletto...
SALVATOREGiusto! Sar meglio andar via tutti. Siamo in casa altrui... Ci sono dei malati...
BARONEVenga... l'aiutiamo noi.
ILONA(alzandosi a fatica) S, s, andiamo, bisogna nasconderlo subito... Ma dove?
RAIMONDONon sar difficile, zia, solo una questione di denaro... il luogo lo troveremo.
(Il Barone si avvia intanto verso la porta sorreggendo donna Ilona, Raimondo cerca di far alzare NicolettoNicola)
SALVATORE(che alle parole questione di denaro viene colpito da un'idea improvvisa) Un momento, prego! (il gruppo si ferma) donna Ilona, voi volevate nascondere vostro figlio?
ILONACerto!
SALVATOREEbbene, lasciatelo qua.
ILONACome?
SALVATORELasciatelo qua. In tutta Napoli miglior nascondiglio di questo non lo potrete trovare. Chi volete che venga a cercare vostro figlio, un nobile, in questa casa di poveri disgraziati. Non solo, ma evitate di portare ancora in giro Nicoletto, col pericolo che lo arrestino prima di trovare un nascondiglio.
RAIMONDOMa no! Non perdiamo altro tempo. Andiamo!
ILONAPer a me sembra una buona idea.
BARONEAnche a me sembra un'ottima soluzione.
RAIMONDOMa qui star male.
NICOLA S, lasciami qui, non mi portare via. Ho paura ad uscire!
RAIMONDOInsomma non fare il bambino! lo non voglio che tu rimanga qui!
ILONA(decisa) Scusami Raimondo, credo invece che questo per ora sia il miglior nascondiglio. Poi decideremo!
RAIMONDOEuna sciocchezza inaudita. Fate come volete!
ILONA(rivolta a Salvatore) Grazie, commendatore, non dimenticher mai quello che fate per me.
SALVATOREMa vi pare! E poi questa brava gente! Naturalmente bisogner ricompensarla e lautamente perch se lo merita.
ILONACerto, certo!
SALVATOREState tranquilla, dopo me ne interesser io!
BARONECara Ilona, noi ti lasciamo. Immagino che vorrete restare soli?
ILONAGrazie, grazie!
TUTTI(salutando) Buongiorno. (esconoesce)
ILONA(andando verso Nicoletto, e vedendo Salvatore che rimasto) Grazie anche a lei, commendatore. (dandogli la mano da baciare) Buongiorno.
SALVATOREMa io... veramente... dovrei restare...
RAIMONDO(seccamente) Non si disturbi commendatore, ha gi fatto fin troppo lei... non vogliamo trattenerla.
SALVATOREMa io devo fissare il lauto compenso per questa brava gente... cos sola, abbandonata... se vado via io, cosa fa?
RAIMONDOCommendatore, scusate, ma non vedete che Nicoletto in preda a uno choc nervoso... Vogliamo restare soli.
SALVATOREMa io...
RAIMONDOInsomma come ve lo devo dire? Volete andare? Questa non casa vostra!
ANTONIO(imbarazzatissimo) Come?... Ah! s, s... (a Salvatore allargando le braccia) Commendatore... noi vi ringraziamo tanto, ma ora, scusate, ma ora dovete lasciarci soli. In famiglia!
SALVATORE(guardando Antonio, con rabbia contenuta) E va bene! ... E giusto! Avete il diritto di rimanere soli in famiglia. E va bene. Me ne vado. (Salvatore prende il cappello e si avvia verso l'uscita)
NONNO(cantando improvvisamente) Avanti arditi, le fiamme nere...
VALERIA(a Salvatore) Commendatore, le caramelle!
SALVATOREAh, gi... Le caramelle... (estrae di tasca il sacchetto delle caramelle prendendone una) Le caramelle me le mangio io. (Si mette in bocca la caramella e contemporaneamente toglie il cappello al vecchio che comincia a piangerecontinuando a cantare)
Cala la tela
ATTO SECONDO
La scena quella del primo atto, sono ricomparse le tende tolte per la visita del Comitato benefico. E sera inoltrata.
All'aprirsi del sipario sono in scena Fiorella e Nicola. Questi un giovanotto di 20 anni dall'aria timida e trasognata, dalla quale, per, traspare una certa nervosa decisione. E seduto sul letto, nell'angolo di Fiorella, e mostra dal suo atteggiamento di essere ancora sotto l'incubo della disgrazia accadutagli.
Fiorella sta trasferendo, dal suo angolo nellaltra stanza, i suoi oggetti d'uso. Tutto il dialogo che segue avviene mentre Fiorella si muove tra le due stanze
Scena I
(Fiorella e Nicola poi Valeria)
FIORELLA (tirando fuori dal piccolo armadietto alcuni indumenti femminili) Vede? Non difficile trasferire il mio guardaroba. E tutto qui. (sorride)
NICOLA (rimanendo con gli occhi fissi nel vuoto, come assente) Come?
FIORELLA Su, non faccia cos! Bisogna che cerchi di reagire. E stata una disgrazia.
NICOLA Ho ucciso un uomo. Mi sembra d'impazzire!
FIORELLA Ma non ci deve pensare. Sono fatalit. (cambiando tono) Perch non mi aiuta a fare il trasloco?
NICOLA Oh! Scusi! Ha ragione. Mi dispiace di aver portato tanto disturbo; soprattutto di averle rubato il suo angolino; cos grazioso! ...
FIORELLA Strano che proprio lei lo trovi grazioso.
NICOLA Perch?
FIORELLA Lei abituato a vivere in chiss che bella casa...
NICOLA La prego, non me la ricordi!...
FIORELLA Ha ragione, sono una sciocca... Mi scusi. Mi vuole aiutare a portare il tavolino?
NICOLA Volentieri, signorina.(vedendo i pacchi di cartoline sparsi sul tavolino) Come mai tante cartoline?
FIORELLA Eil mio lavoro. (mostrandogli una cartolina) Vede!
NICOLA Le dipinge lei?
FIORELLA Vorr dire, le coloro semplicemente. Rosa e celeste. E un lavoro stupido, vero? Per a me piace. Il rosa e il celeste sono due colori cos belli! E nel dare un po' di colore a questi paesaggi e a questi fiori mi sembra di togliere un po' di grigio anche alla mia vita. Le sembra sciocco, vero?
NICOLA Perch sciocco?
FIORELLA Perch forse sono sciocche tutte le cose che piacciono ad una ragazzetta come me, che ama pi fantasticare che pensare :
NICOLA Ma questo non e un difetto!
FIORELLA Eppure la mia matrigna mi sgrida sempre per questo. Dice che le altre ragazze non sono sciocche come me.
NICOLA Anche a me rimproverano di essere diverso dagli altri. Mia madre dice che sono strano. (come assorto, parlando a se stesso) E forse ha ragione. Se fossi normale non avrei fatto quello che ho fatto, non sarei costretto a nascondermi.
FIORELLA Vuole ascoltare una bella canzone? la mia preferita. Anche perch ho solo questo disco... (fa azionare il fonografo che comincia a suonare, poi . vedendo Nicola sempre assorto, lo prende affettuosamente per un braccio) Su venga, mi aiuti allora a portare il tavolino.
NICOLA Ah! S, s, certo...
(I due portano il tavolino nella stanza di sinistra. Dalla porta, in alto, sul ballatoio, che sempre rimasta aperta, compare Valeria. Mentre sta scendendo le scale si ode il tuono di un temporale e il rumore della pioggia che cade. Fiorella e Nicola rientrano in scena)
VALERIA (chiudendo la finestra) Ti sembra proprio di aver scelto il momento migliore per suonare la canzone? (fa per andare a togliere il disco)
FIORELLA Ilsignor Nicola voleva ascoltarla.
VALERIA (fermandosi e con tono di esagerata gentilezza) Ah! Se per il signor Nicola... (Si ode bussare alla porta)
NICOLA (sussultando) Chi sar?... La Polizia?
FIORELLA (anche lei in apprensione) No, non credo. Chi sar, mamma?
VALERIA Che ne so io! Signor Nicola, lei si nasconda di qua...
(Nicola viene fatto entrare nella stanza di sinistra. Valeria si guarda in giro per assicurarsi che non ci sia niente che tradisca la presenza di Nicola, poi va alla porta, toglie il paletto ed apre)
Scena II
(Marcello Valeria Fiorella e poi Nicola)
MARCELLO (apparendo dalla porta)Buonasera, donna Valeria! E arrivato il Messaggero!
VALERIA Ma che ti prende? Chi ti ha ordinato i giornali a quest'ora?
MARCELLO Messaggero! Sono io il messaggero, ho una lettera per Fiorella.
FIORELLA Che lettera?
MARCELLO Messaggio urgente di Don Salvatore (d la lettera a Valeria)
VALERIA (prendendo la lettera) E dov'?
MARCELLO E nell'edicola. Sta accendendo tanti di quei moccoli che se non piovesse darebbe fuoco a tutti i giornali. Buonanotte (esce)
VALERIA (chiudendo a paletto la porta e porgendo la lettera a Fiorella) Che cosa dice?
FIORELLA (aprendo la lettera e leggendo) Comunicato urgente a tutti i congiunti. Come Napoleone Buonaparte nella battaglia di Waterloo non aveva previsto la presenza dei rinforzi inglesi, cos io, nella mia geniale trovata, non ho previsto che la redditizia presenza del giovane Nicola non mi avrebbe permesso di rientrare pubblicamente in casa mia. E, mannaggia la miseria, come se non bastasse piove. Pertanto dispongo: primo, segnaler il mio arrivo con tre colpi brevi ed uno lungo battuti alla porta; secondo, a questo segnale il Nicola dovr essere chiuso nello sgabuzzino facendogli balenare il pericolo della polizia; terzo, Antonio faccia meno il fesso e finga un'improvvisa partenza perch se lo ritrovo ancora in casa come falso marito, passa un guaio! Distinti ossequi, Don Salvatore Lamanna.
VALERIA Anche se non la firmava una lettera simile, non poteva averla scritta che tuo padre.
FIORELLA Ma se viene qui ed scoperto, che figura ci facciamo?
VALERIA Ha quarantamila lire in tasca, potrebbe anche restare a dormire fuori.
FIORELLA (apre la porta della stanza di sinistra) Signor Nicola, venga pure; era Marcello... Ma lei trema?...
NICOLA (entrando) S... ho avuto veramente paura... io... ho i nervi talmente scossi... non riesco a dominarmi...
FIORELLA Cerchi di essere calmo.
VALERIA Sa cosa facciamo? Le prepariamo il letto, cos potr riposarsi.
NICOLA Grazie.
(si ode bussare alla porta)
NICOLA (sussultando) Oh, Dio!... ancora!... Chi sar? (ritorna verso la porta di sinistra)
VALERIA (trattenendolo) No, non l! Venga di qua! (va allo sgabuzzino e ne apre la porta) E scomodo ma pi sicuro... Vada...
(Nicola entra dentro lo sgabuzzino mentre Fiorella va ad aprire con precauzione la porta. Appaiono donna Ilona e Raimondo)
Scena III
(Ilona Raimondo Valeria Fiorella e poi Nicola)
ILONA(sorpresa di vedere Fiorella) Buonasera...
VALERIA Prego, signora, si accomodi pure.
ILONA (restando un po' imbarazzata dalla presenza di Fiorella) Ma... veramente...
VALERIA (notando l'imbarazzo) Non abbia timore; questa mia figlia Fiorella. Ieri non l'avete vista perch non c'era...
ILONA Ah! (ansiosa) E Nicola? Dov'?
VALERIA Lo abbiamo nascosto non sapendo chi bussava.
FIORELLA Lo chiamo subito. (va ad aprire lo sgabuzzino)
RAIMONDO (a Valeria) Come sta mio cugino?
VALERIA E molto scosso. Pare una centrale elettrica!
ILONA (a Nicola che uscito dallo sgabuzzino) Nicola! Come stai tesoro? (lo abbraccia)
NICOLA E terribile, mamma... Non faccio altro che pensarci!
ILONA Tranquillizzati, tesoro! Vedrai che andr bene!... Raimondo fa tutto il possibile perch non ti succeda niente.
RAIMONDO La zia ha ragione, Nicola... Tu cerca solo di non farne una fissazione... altrimenti c' da impazzire...
NICOLA E questo che mi fa paura...
ILONA Ma non lo dire nemmeno per scherzo! Ma qui, ti trovi bene?
NICOLA S, mamma, sono persone... tanto care...
VALERIA Facciamo solo il nostro dovere, signora. (Bussano alla porta d'ingresso: tre colpi con un breve intervallo ed uno a lungo intervallo)
NICOLA (sussultando) Hanno bussato!
ILONA Chi pu essere?
VALERIA Hanno bussato? Non ho sentito... Hai sentito bussare, Fiorella?
FIORELLA No, mamma.
NICOLA Vedi, mamma, io vivo come in un incubo... Ti giuro che ho sentito bussare.
ILONA Ma hanno bussato! Ho sentito anch'io dei colpi.
VALERIA Ah! Quei colpi! Toc! Toc! Sono gli inquilini qui accanto... E il vecchio che per vuotare la pipa la batte sulla parete. Tic! Tic!... e allora si sente di qua!
(Si ode bussare alla porta c.s.)
NICOLA Ancora, mamma!
RAIMONDO Ma, perbacco, bussano alla porta!
VALERIA Ah! ora s!
NICOLA E la polizia!
FIORELLA Ma no, non abbia paura!
ILONA Signorina, la prego... lo nasconda subito.
(Fiorella prende per mano Nicola e lo porta nella stanza di sinistra, tutti restano in attesa)
ILONA (a Valeria, che era rimasta ferma) Signora, pu aprire.
VALERIA Ah!... Non credo che importi. (alzando un po' la voce) Forse se ne sar gi andato... (avvicinandosi alla porta e ascoltando, a voce alta con l'intenzione di farsi sentire da Salvatore) S... s... E andato via!... Sento scendere le scale. (Si ode bussare ancora c.s.)
VALERIA (irritata torna indietro e spalanca la porta d'ingresso) Cara signora, inutile: Chi nasce quadro non pu morire tondo! Avanti!
(Nel vano della porta appare Don Salvatore, indossa l'abito della fine dell'atto precedente. Vedendo donna Ilona che cerca di assumere un atteggiamento disinvolto)
Scena IV
(Salvatore Ilona Raimondo Valeria)
ILONA (meravigliata) Commendatore!?
SALVATORE (falsamente cordiale) Donna Ilona! ...
RAIMONDO Come mai qua, a quest'ora?
SALVATORE Esco adesso da casa Verdernanni dove abbiamo celebrato il Grande Ufficialato del capostipite. Via facendo mi sono detto... Ora sai che faccio? Passo a dare un'occhiata alla famiglia... alla famiglia... Com' il cognome?
VALERIA Lamanna.
SALVATORE ... alla famiglia Lamanna per avere notizie di Nicola... In fondo, donna Ilona la responsabilit un po' anche mia!
ILONA Molto gentile, commendatore!
SALVATORE Mio dovere. Solo dovere e niente altro.
RAIMONDO Scusi, commendatore ma debbo chiederle un favore.
SALVATORE Sono a sua disposizione. Dica pure.
RAIMONDO Ecco, vede... ma non interpreti male quanto le dico... Dunque noi preferiremmo che in questi giorni lei non venisse a visitare i suoi beneficati. Lei capisce, le visite in questa casa di una persona di rango elevato come lei, possono attrarre l'attenzione e ci pu essere pericoloso per Nicola. Lei mi comprende, vero?
SALVATORE Come no? Troppo giusto... Ma io non capito mai qua... stata una combinazione... e soprattutto il desiderio di aver notizie dei caro Nicola. A proposito dove il simpatico latitante?
VALERIA E di l con Fiorella.
SALVATORE Ah! Si piazzato! (a Ilona) E, si trova bene nella casa?
ILONA S, credo di s... A proposito, commendatore, quanto ha fissato per l'ospitalit che questa brava gente d a mio figlio?
SALVATORE (portando Ilona un po' in disparte)Diecimila.
ILONA (che si distratta) Come ha detto?
SALVATORE Quindicimila al giorno.
ILONA Quindicimila?
SALVATORE Le sembra troppo?
ILONA No, no, credevo molto di pi!
SALVATORE (ha uno scatto di dispetto) Accidenti!... Vogliamo aggiungere qualcosa?
ILONA Ora non il caso. Faremo in ultimo un bel regalo. In ogni modo, io nel pomeriggio ho gi dato ventimila lire.
SALVATORE Ha fatto benissimo! A chi le ha versate?
ILONA Al marito, naturalmente.
SALVATORE (arrabbiato) Ha fatto malissimo... Quello un alcolizzato che davanti al denaro non vede pi niente! Quello se le beve tutte! Donna Ilona, sa che le dico? Quelle ventimila lire, non le rivediamo pi.
ILONA E a noi che c'interessa?
SALVATORE A lei! ... A me interessa invece. M'interessa che da tutto ci ne tragga beneficio questa povera gente e non quel delinquente. Guardi, facciamo cos: ogni volta che bisogna pagare anticipo io i denari a chi di dovere, poi lei me li restituisce!
ILONA Grazie, lei vuol sempre disturbarsi.
SALVATORE Dovere! ... Beh! Vogliamo andare a fare un po'di coraggio al caro Nicola! ... (con intenzione) Lei se ne va, vero? (tende la mano a Raimondo)
RAIMONDO No. Devo trattenermi ancora.
SALVATORE Ah! Per vi consiglierei di affrettarvi perch il tempo minaccia tempesta...
RAIMONDO Ho la macchina.
SALVATORE Appunto! Beh! (aIlona che si avvia anche lei verso la porta di sinistra) Prego!
(Ilona e Salvatore escono)
Scena V
(Raimondo Valeria poi Salvatore e Antonio)
RAIMONDO (che durante il colloquio precedente si dimostrato sempre un po' seccato dalla presenza di Don Salvatore) Signora, suo marito in casa?
VALERIA Non l'ha visto?
RAIMONDO Come?
VALERIA (imbarazzata) Dico: non l'ha visto? Perch lo cerca?
RAIMONDO Gli vorrei parlare.
VALERIA Ora?... E come si fa? Quello in camera sua!
RAIMONDO Perch ci vuole il passaporto? lo chiami...
VALERIA Ma proprio necessario?
RAIMONDO Ecosa molto urgente.
VALERIA (rassegnata) E va bene! (chiamando verso la camera superiore) Ant... (correggendosi) Salvatore! ... Salvatore!
SALVATORE (comparendo alla porta dalla quale era uscito) Che volete?
RAIMONDO (meravigliato) Niente, commendatore, perch?
SALVATORE (comprendendo di aver sbagliato) Ah, no! Mi era parso di sentir chiamare: Commendatore! Commendatore.
VALERIA No, stavo chiamando mio marito... (forte, verso l'alto) Marito mio! ... Marito mio!
SALVATORE Ah! Non partito? Vostro marito, non partito?
ANTONIO (affacciandosi in maniche di camicia al ballatoio in alto) No, commendatore, sono qua...
SALVATORE Ah! bene! Di bene in meglio! A questo siamo arrivati. Addirittura in camera di vostra moglie? Ma qui si stanno passando i limiti della decenza e dei buon costume. Qui siamo in piena orgia!
RAIMONDO Scusi, commendatore, ma non so cosa ci trova di strano?
SALVATORE Come no? Quel fetente sta addirittura in maniche di camicia nella camera nuziale!
VALERIA Ma se ci sta pure nonno Simeone in camera! Ce l'avete fatto mettere voi!
SALVATORE Ah! Ci sta?
VALERIA Certo.
RAIMONDO (mostrandosi seccato) Scusate, commendatore, non per mandarvi via, ma sapete, nella confusione della sciagura, Donna Ilona ed io non abbiamo potuto prendere tutti gli accordi con questa brava gente e allora...
(Spingendo Salvatore verso l'uscio)
SALVATORE (resistendo) Dovrei andar via? Un momento... Il dovere avanti tutto. lo, quale membro promotore, devo accertarmi che il vecchio abbia avuto la sistemazione migliore... Quello malato! Pu darsi che l'hanno messo dietro un paravento e non vede niente. (a Valeria) Brava donna, vogliamo andare a vedere cosa fa il nonno Simeone?
VALERIA E che volete che faccia? E vecchio e paralitico!
SALVATORE Il nonno! (spingendo Valeria per le scale) Ma il nipote giovane e si muove!
(I due escono dalla porta superiore)
Scena VI
(Raimondo Antonio)
RAIMONDO (avvicinandosi ad Antonio)Se non vi dispiace vorrei scambiare due parole con voi.
ANTONIO Sono ai vostri comandi, Eccellenza.
RAIMONDO Si tratta di una cosa molto confidenziale che deve rimanere tra voi e me.
ANTONIO Eccellenza, quando voglio so essere muto, cieco e sordo.
RAIMONDO Avevo gi capito che potevo fidarmi di voi. D'altra parte, voi, tenendo nascosto mio cugino dietro compenso, siete praticamente nostro complice... complice a fin di bene, s'intende...
ANTONIO E allora?
RAIMONDO Volevo dire che voi siete interessato quanto noi a non parlare n di questo incidente increscioso... n tantomeno della cortesia, ancor pi delicata di quanto sto per chiedervi, cortesia pagata, naturalmente.
ANTONIO Eccellenza, se si tratta di un'opera buona specialmente pagata... di che si tratta?
RAIMONDO (guardandosi in giro) Siamo certi di non essere ascoltati?... perch nessuno della vostra famiglia deve sapere questo.
ANTONIO (guardando anche lui in giro) Parlate.
RAIMONDO Si tratta di nascondere per questa notte sola una persona in casa vostra...
ANTONIO Un'altra! E proprio qui! E chi questa persona?
RAIMONDO Alessio.
ANTONIO Alessio?
RAIMONDO S, Alessio, il cameriere...
ANTONIO Ma quello cadavere!
RAIMONDO Certo!
ANTONIO Ah, io dovrei nascondere una persona cadavere... Eccellenza, ma questo grave, molto grave...
RAIMONDO Solo per stanotte.
ANTONIO Lo so, ma qui, in casa mia, come facciamo... Se poi vengono a saperlo...
RAIMONDO State tranquillo... ho tutto predisposto.
ANTONIO S, d'accordo, ma vi conviene proprio, eccellenza, far sparire questa... buon'anima?
RAIMONDO E obbligatorio, purtroppo. Se denunciamo la morte cominciano le indagini e per Nicola la cosa sarebbe molto grave...
ANTONIO Ma si tratta di una disgrazia!
RAIMONDO S, ma non cos facile a dimostrarsi. Nicola ebbe con lui un alterco alcune settimane or sono e poi il ragazzo non dei tutto normale, un ipersensibile, tanto che io sto cercando di convincere la madre a chiedere l'interdizione.
ANTONIO Appunto, Eccellenza, una cosa piuttosto pericolosa... Se qualcuno ricerca il defunto?...
RAIMONDO No, per questo non c' pericolo, nessuno lo ricercher. Alessio era apolide.
ANTONIO Cosa era?
RAIMONDO Apolide!
ANTONIO Povero disgraziato! E lui lo sapeva?
RAIMONDO Ma che cosa avete capito? Apolide un uomo civilmente senza patria. Alessio perci non aveva parenti. Basta dire che partito e nessuno ci far caso.
ANTONIO S, d'accordo, ma sempre occultamento di cadavere . No, no, mi dispiace...
RAIMONDO Signor Lamanna ci sono duecento mila lire per voi!
ANTONIO Ah! E che vi debbo dire? Se si tratta di un'opera buona... Avete un cadavere solo?
RAIMONDO No! Ora vi porto l'obitorio!... Dunque, siamo d'accordo. Bisognerebbe allora...
ANTONIO(che ha sentito dei rumori) Un momento!
Scena VII
(Ilona Valeria Salvatore Raimondo Antonio e poi Marcello)
ILONA (entrando) Nicola mi sembra meno agitato.
RAIMONDO Non c' da fidarsi zia, lo choc stato molto grave... In ogni modo io mi trattengo ancora un po', perci tu va a riposarti, che anche tu ne hai bisogno.
(Durante la battuta dalla porta sono entrati Valeria e Salvatore, che mostra di aver discusso vivacemente con la moglie)
SALVATORE Oh! Ora sono pi tranquillo. Nonno Simeone sistemato benissimo.
VALERIA (guardando Antonio) L'ha voluto mettere nel letto matrimoniale.
SALVATORE Onora i vecchi e onorerai te stessa, dice Sant'Alfonso Maria de Liguori!
(Si ode bussare alla porta. Tutti si fermano in apprensione guardandosi l'un l'altro)
ILONA Chi sar?
VALERIA E che ne so?
RAIMONDO Aspettate qualcuno?
VALERIA No!
ILONA Dio mio!
(Bussano ancora)
MARCELLO (dall'esterno della porta d'ingresso)Don Salvatore! Donna Valeria! Aprite.
VALERIA EMarcello, il garzone del droghiere.
SALVATORE E che vuole a quest'ora?
VALERIA (alla porta) Che successo Marcello?
MARCELLO (c.s.) Ho portato Roberto!
VALERIA Ah! E tornato Roberto!
ANTONIO Ah! E tornato Roberto!
SALVATORE Ah! E tornato Roberto!
RAIMONDO E chi questo Roberto?
ANTONIO E il figlio.
VALERIA S, il figlio del mio primo marito.
ANTONIO S, del primo marito che morto.
SALVATORE(fa scongiuri borbottando imprecazioni) Ah! morto?
Scena VIII
(Roberto Ilona Valeria Salvatore Raimondo Antonio Marcello)
(Intanto Valeria ha aperto la porta dalla quale entra, sorretto da Marcello, Roberto. E un giovanotto sui venticinque anni completamente istupidito da cinque giorni di danza ininterrotta. Tiene gli occhi chiusi e il corpo scosso da sussulti ritmici come se ballasse ancora)
VALERIA (allibita) Ges! Ges! Guardate come si ridotto!
MARCELLO L'hanno riportato quelli della Sala Splendor.
ILONA Poveretto! Ma cos'ha? Le convulsioni?
VALERIA No, stava facendo la maratona di danza... sono cinque giorni che balla senza mai smettere.
RAIMONDO Ma, santo cielo, fatelo mettere a sedere!
MARCELLO No, no! Hanno detto di non farlo sedere prima di due ore perch dice che se no perde tutti i riflessi.
SALVATORE E che ? Un brillante?
VALERIA Santo Cielo! Ci voleva anche la maratona di danza!
SALVATORE Ma l'ha vinta, perlomeno?
MARCELLO Macch! Si ritirato dopo 120 ore. Ci sono ancora otto coppie che continuano.
SALVATORE Allora non ha vinto neanche un premio.
MARCELLO Che premio? Si ritirato.
SALVATORE Che schifo di ballerino!
VALERIA (cercando di far bere un bicchiere d'acqua a Roberto) Roberto!... Roberto! ... Come ti senti?
ROBERTO (con voce esausta) Stanchino! ... Tanto stanchino...
MARCELLO Allora a chi lo d?
ANTONIO (avvicinandosi a Roberto) Dammi qua, ci penso io.
ROBERTO (passando nelle braccia di Antonio comincia a ballare con questo come se fosse ancora in gara. Guardando Salvatore) Voglio dormire!... Pap, voglio dormire.
MARCELLO (ad Antonio) Ancora no! Deve passeggiare. (agli altri) lo vado, buonasera a tutti! Donna Valeria, buonasera.
VALERIA Grazie, Marcello.
MARCELLO (giunto vicino alla porta) Mi raccomando; hanno detto: fatelo passeggiare, fatelo passeggiare! (esce)
SALVATORE (ripetendo) Fatelo passeggiare... (Antonio sorregge Roberto che comincia a passeggiare ballonzolando.
(Roberto intanto, continuando a passeggiare sorretto da Antonio giunto proprio vis a vis con Salvatore. Si ferma e lo guarda fisso)
ROBERTO (con voce commossa) Pap! Pap, mi perdoni?
SALVATORE (resta fisso e imperturbabile a guardare Roberto, come se non avesse parlato, poi, volgendosi lentamente verso gli astanti) Ma, a chi dice?
ROBERTO Dico a te, pap. Perdonami!
SALVATORE Ma donna Valeria, questo giovane oltre la maratona ha fatto anche l'encefalite?
VALERIA E la stanchezza, commendatore, dovete scusarlo.
SALVATORE Allora mettetelo a letto, di sopra, insieme a nonno Simeone.
ILONA Ma, se perde tutti i riflessi, poveretto.
SALVATORE Vuol dire che dopo gli daranno una bella lustrata. Andate, portatelo su.
ROBERTO Pap, buonanotte! Pap!
SALVATORE Si fissato che sono il padre.
ILONA Commendatore, forse lei rassomiglia alla buon'anima!
SALVATORE (facendo scongiuri) Forse!
(Roberto sorretto da Antonio e accompagnato da Valeria escono dalla stanza superiore)
RAIMONDO Allora, cara zia, se vuoi andare a riposarti, vai pure. (a Salvatore) Commendatore, accompagni lei donna Ilona, che io mi trattengo ancora un poco! ...
SALVATORE Lei si trattiene ancora?...
RAIMONDO Appunto.
SALVATORE Ma venga con noi, che Nicola in buone mani. Ho visto che ha subito simpatizzato con quella cara fanciulla... Venga via anche lei!
RAIMONDO No, no, grazie. Debbo parlare a Nicola. (salutando) Buonasera, commendatore e alla felice occasione d'incontrarci ancora. (a Ilona) Ciao, zia, e stai tranquilla, che a Nicola ci penso io. (esce da sinistra) (tra s, sospirando) Speriamo che tutto vada a finir bene.
Scena IX
(Ilona Salvatore)
SALVATORE Non credo! ... Da come si sono messe le cose...
ILONA Allora, vogliamo andare?
SALVATORE (guardando la camera in alto) Ma, forse...io... dovrei...
ILONA (decisa) Andiamo. E meglio.
SALVATORE Come, meglio?
ILONA Commendatore, nonostante il dolore e le tante vicende che sto attraversando, non creda che io non abbia capito.
SALVATORE (impaurito) Che cosa?
ILONA Tutto.
SALVATORE Tutto? Tutto che?
ILONA Che lei ha un motivo recondito per introdursi in questa casa, e non certo la beneficenza.
SALVATORE (inghiottendo, spaventato) Donna Ilona ma che dice?
ILONA Commendatore, non creda che non mi sia accorta che prima di entrare lei ha bussato alla porta in un modo speciale, come se fosse un segno convenuto. Chi voleva avvertire?
SALVATORE (sempre pi spaventato) Un segno convenuto?
ILONA Esattamente! E perch siete saliti soli in camera, lei e la signora Valeria?
SALVATORE Ma per sistemare nonno Simeone.
ILONA No. Scuse. Valeria la guarda troppo, lei, commendatore, desidera troppo che il marito parta, lei troppo generoso con questa famiglia, Commendatore lo confessi, lei tenta di divenire l'amante di Valeria!
SALVATORE (tranquillizzato, cominciando a ridere a poco a poco) Ah! Ah! lo tento... Ah! Ah! L'amante di Valeria... Ah! Ah! Questa buona, donna Ilona! lo tento!... Ah! Ah!
ILONA So che siete un gentiluomo e che non ammetterete mai una cosa simile, ma state attento, pu essere pericoloso.
SALVATORE (ridendo) Ah! Pericoloso! Ah! Ah! Pericoloso che io...
ILONA S, perch i due si vogliono molto bene...
SALVATORE Come? Valeria ... Ma non possibile!
ILONA Ah, non lo credevate? Perch non li avete mai visti nell'intimit: oggi pomeriggio sembravano due piccioncini in amore. Un vero quadretto!
SALVATORE Ma, faranno la commedia, donna Ilona, polvere negli occhi, ipocrisia. (borbotta) almeno cos credo!
ILONA No, Commendatore. Sono innamorati! E questo molto bello.
SALVATORE Ah! E molto bello! (arrabbiatissimo, borbottando parole di minaccia) Mannaggia! ... se fanno tanto di... (cambiando tono) Ma, donna Ilona, in camera c' sempre stato il nonno, di l ci sono Fiorella e Nicola, qui c' sempre gente e dove sono andati? Nello sgabuzzino?
ILONA Commendatore, vi prego, non siate volgare. Basta vedere come si guardano per comprendere il loro sentimento.
SALVATORE Giuratelo un po'!
ILONA Giurare? Ma, scusate, vi sembra strano che una moglie ami il marito?
SALVATORE Ma quale marito?
ILONA Ilmarito!
SALVATORE Donna Ilona, ci sono mariti e mariti... e quello un disgraziato, e farabutto! ...
ILONA Comunque sempre il marito ed io non vi lascer finch non mi avrete giurato di non mettere pi piede in questa casa!
SALVATORE Cosa? Dovrei giurare?... Ma per quale motivo, Donna Ilona?
ILONA Commendatore non mi faccia dire quello che non voglio dire: voi siete un sensuale!
SALVATORE lo?
ILONA S! Voi venite qui solo per trovare i piaceri della carne!
SALVATORE Ma quale carne! Qua a stento si mangia il primo piatto!
ILONA Non cercate di far dello spirito. Venite, vi prego...
SALVATORE (cercando di trattenersi) Ma, io...
ILONA Venite! Venite! il meglio... (Salvatore sospira e dopo aver guardato con intenzione la stanza in alto, esce preceduto da Ilona)
Scena X
(Raimondo Valeria Antonio)
RAIMONDO (rientrando subito dalla porta di sinistra, come avesse atteso con impazienza l'uscita di Salvatore, chiama verso la porta in alto) Signora Valeria!
VALERIA (affacciandosi) Comandate!
RAIMONDO Pu scendere vostro marito?
VALERIA Ilcommendatore uscito?
RAIMONDO S, finalmente se ne andato.
ANTONIO (scendendo) Eccellenza, sono a vostra disposizione. Cosa si tratta di fare?
RAIMONDO Dunque bisognerebbe andare a prendere il baule contenente la salma del povero Alessio e portarla qua. lo purtroppo fino all'alba non posso provvedere alla sua sistemazione definitiva. Alle prime ore del mattino verr a ritirarlo.
ANTONIO Sta bene!... E che fate?... Pagate anticipatamente?
RAIMONDO Certo. Ecco... (dandogli una busta) queste sono le prime centomila lire. Le altre cento a fine operazione.
ANTONIO (controllando il denaro) Benissimo. Allora io sono pronto... Se vogliamo fare questo piccolo funerale...
RAIMONDO S, andiamo!
ANTONIO (chiamando) Valeria! (Valeria si affaccia alla porta sul ballatoio) Valeria io esco un momento con Sua Eccellenza.
VALERIA E dove vai?
RAIMONDO Andiamo a prendere il bauletto di mio cugino per portargli qui un po' di biancheria e di vestiti.
ANTONIO Torniamo fra poco. Andate pure a dormire.
(Antonio e Raimondo escono dal fondo)
Scena XI
(Valeria Fiorella poi Nicola)
VALERIA S, andate a dormire! E una parola! C' pi gente qui che al Grand Hotel! (chiamando) Fiorella! ... Fiorella!
FIORELLA Che volete mamma?
VALERIA Ilsignor Nicola vorr andare a dormire. E quasi mezzanotte. Prepara il letto...
FIORELLA E gi tutto pronto. Ho preso pure la coperta dal letto di zia Matilde, tanto a dormire in due il freddo si sente meno.
VALERIA Per quello che vorrai dire in tre, perch anche io dormir con voi. Il tuo caro fratello ha avuto la buona idea di abbandonare le danze proprio stasera.
FIORELLA E dove ?
VALERIA E su, nel letto matrimoniale insieme a Matusalemme. Fanno una bella coppia. Tutti e due! Sembrano imbalsamati...
FIORELLA Allora, mamma, chiamo il signorino?
VALERIA Ti spiace, eh? Tom Mix?
FIORELLA Ma che dite, mamma!
(Fiorella esce da sinistra per ritornare subito seguita da Nicola. Valeria intanto finisce di mettere in ordine la stanzetta di Fiorella)
VALERIA Ecco, signor Nicola, le abbiamo preparato il suo appartamento...
FIORELLA Mi dispiace, signor Nicola, che debba dormire cos.
NICOLA Ci star benissimo. Per sar difficile che riesca a prendere sonno.
FIORELLA Invece deve cercare proprio di dormire. Ha bisogno di riposare e non pensare pi a niente.
NICOLA S, dovrei, ma so che impossibile. Le ore pi terribili sono quelle della notte. lo ho paura a restare solo. Mi sembra di impazzire! Quella macchia di sangue sul petto di Alessio come un incubo che non mi fa dormire.
VALERIA Su, cerchi di non pensarci... vada a letto e vedr che riuscir a dormire. (chiude la tenda della stanzetta)
FIORELLA Mamma, sapete che cosa faccio. Corro in farmacia e compro un sonnifero.
VALERIA Aspetta un momento! Guardiamo se c' qualcosa nel pacco del barone; tanto noi che ce ne facciamo! Per grazia di Dio, crepiamo di salute! (Valeria va alla credenza ed estrae il pacco dei medicinali portato dal barone, anche Fiorella le va vicino. Insieme esaminano le scatolette di medicinali)
VALERIA (leggendo i nomi dei prodotti) Pomata alla penicillina, no, Vitamina B, niente... Aspirina, per l'amor di Dio, tanto suda poco!
FIORELLA (leggendo) Agrili astringente antidiarroico...
VALERIA Questo leviamolo di mezzo perch se lo trova tua zia Matilde lo butta subito dalla finestra.
FIORELLA Ecco, mamma! (mostrando un tubetto) Gardenal contro l'insonnia e gli stati emotivi...
VALERIA Benissimo! E quello che ci vuole!
FIORELLA (c.s.) Da due a quattro compresse secondo prescrizione medica.
VALERIA Diamogliene sei, almeno stiamo tranquille (d a Fiorella un bicchiere d'acqua e le pillole) Tieni, portagliele.
FIORELLA (con timidezza) Ma si sta spogliando!
VALERIA Ci vado io! Se a diciotto anni avessi avuto paura di un uomo in mutande, sarei morta a quindici. (scostando la tenda) Permesso! (Valeria entra senza attendere risposta nella cameretta, dalla quale si odono le voci)
VALERIA Tenga, signor Nicola, prenda queste e vedr che bella dormita.
NICOLA Grazie, signora. Sono cos stanco!
VALERIA (dopo un attimo di pausa) Ecco! Bravo! Buonanotte!
NICOLA Buonanotte! (Valeria esce dalla tenda)
VALERIA Ecco fatto. Vieni, andiamo a letto anche noi. Spegni la luce.
(Valeria esce. Fiorella va vicino alla tenda)
FIORELLA Buonanotte, signor Nicola!
NICOLA Buonanotte, Fiorella. Grazie!
(Fiorella va ad un vaso di fiori che prima ornava la sua stanzetta e si versa dell'acqua. Poi spegne la luce facendo rimanere la scena illuminata solo dal riverbero della luce esterna. Ritorna poi vicino alla tenda)
FIORELLA (sottovoce) Di nuovo, buonanotte (non udendo risposta ripete un po' pi forte) Buonanotte! (ma nessuno risponde e la ragazza silenziosamente esce da sinistra)
Scena XII
(Antonio Raimondo poi Valeria Nicola)
(Dopo alcuni istanti la porta di fondo si apre ed entra con circospezione Antonio che si accerta che tutti siano a dormire. Poi ritorna fuori e rientra con Raimondo trasportando insieme un baule molto pesante. I due cercano di muoversi in silenzio)
ANTONIO (parlando sottovoce) Dove lo mettiamo? Nello sgabuzzino?
RAIMONDO S!... Facciamo piano che non si svegli Nicola.
(I due trasportano il baule nello sgabuzzino del quale richiudono la porta. Raimondo si ferma davanti alla tenda della cameretta; guarda Nicola e poi apre la tenda anteriore)
ANTONIO (accompagnandolo verso la porta d'ingresso) Buonanotte!
RAIMONDO Allora alle cinque precise!
ANTONIO State tranquillo. Sar qui ad aspettarvi.
(Raimondo esce. Antonio richiude la porta poi va alla porta di sinistra)
ANTONIO (affacciandosi alla camera) Valeria!... Valeria!
(Valeria entra in scena. E in vestaglia come all'inizio del I atto. La scena solo illuminata dalla luce che proviene dalla porta della camera)
VALERIA Che cosa vuoi?
ANTONIO Fiorella sta dormendo?
VALERIA S.
ANTONIO E tuo marito?
VALERIA Non torna. Non c' posto. L'ho convinto a dormire in albergo...
ANTONIO Beh! Allora io lascio la porta aperta...
VALERIA Ma che cosa vuoi? Lasciami stare! Tu pensi sempre a quello!
ANTONIO Ma come! Se non approfittiamo ora che siamo marito e moglie?
VALERIA Ma vattene!
(Valeria spinge verso la porta Antonio. I due si baciano)
ANTONIO Ti aspetto! (esce)
(Valeria rientra nella camera chiudendone la porta. La scena al buio. L'orologio di un campanile batte dodici rintocchi lugubri. La porta dello sgabuzzino si apre lentamente da sola con un cigolio. Entra, dopo un istante, una figura d'uomo che muovendosi come un automa avanza verso il letto dove dorme Nicola. Fatti alcuni passi accende una lampada tascabile e la figura si illumina dal basso in alto. E Alessio, il morto, vestito con la classica giacchetta a righine sulla quale spicca, dalla parte del cuore, una grande macchia rossa di sangue. Alessio si avvicina ancora a Nicola fermandosi al bordo del letto)
Scena XIII
(Alessio Nicola)
ALESSIO(come maledicendo) Assassino! Maledetto assassino! Guardami, sono Alessio. Tu mi hai ucciso! Ma io ti perseguiter fino a quando non sarai sconvolto dalla pazzia! Guardami!
(Nicola dorme respirando rumorosamente senza udire le parole di Alessio, il quale dopo un istante di pausa, riprende a parlare)
ALESSIO (con voce pi alta avvicinandosi ancora di pi a Nicola) Assassino! Maledetto assassino! Guardami, sono Alessio!
(Alessio vedendo che Nicola continua a dormire lo scuote leggermente con una mano. Nicola ha un movimento nel sonno come se si risvegliasse, Alessio allora riprende la posizione spettrale)
ALESSIO Assassino! Tu diverrai pazzo! Pazzo! (Nicola che non si era risvegliato affatto comincia a russare decisamente)
ALESSIO (con tono di chi risveglia una persona senza svegliare gli altri) Ehi!... Psst! ... Signorino! ... Ehi! C' la colazione! ...
(Alessio scuote ancora pi forte Nicola che ha un altro movimento pi deciso)
ALESSIO (balzando ancora indietro e riprendendo la posa spettrale) Assassino!... Sveglia! ... Assass...
(si ode improvvisamente il segnale di Salvatore battuto piano alla porta)
Scena XIV
(Salvatore Nicola Alessio Valeria)
(Alessio spegne subito la lampada che lo illuminava e si nasconde dietro le tende della stanzetta. Dopo che il segnale viene ripetuto una seconda volta, la porta d'ingresso si apre lentamente ed entra con molta circospezione Salvatore, che vedendo la stanza buia va ad accertarsi che Nicola sia addormentato e richiude la tenda. Quindi dopo esser salito nella sua camera, dato un'occhiata dentro, ridiscende e si affaccia alla porta di sinistra)
SALVATORE (chiamando sottovoce) Valeria! ... Valeria!
(Mentre Salvatore sta chiamando la moglie, dalla tenda della stanzetta esce furtivamente Alessio che con rapidit rientra nello sgabuzzino)
VALERIA (entrando, in camicia da notte come se si fosse alzata dal letto) Perch sei ritornato a quest'ora? Che cosa sei venuto a fare?
SALVATORE Ssst! Parla piano (indica la stanzetta) C' il giovanotto!
VALERIA (sempre con voce normale) S, quello non si sveglia neanche con le cannonate! Gli abbiamo dato un sonnifero.
SALVATORE (con tono di comando) Ah! Gli avete dato un sonnifero... (va ad accendere la luce. Con uno scatto d'ira fa il gesto di colpirla, poi trattenendosi) Inginocchiati!
VALERIA (per niente impaurita) Oh! Ma sei tornato per dirmi queste fesserie?
SALVATORE No, sono tornato per farti una faccia cos! (fa ilgesto)
VALERIA A chi?
SALVATORE A te!
VALERIA Ah! senti?! Mi vuoi fare una faccia cos? Ed io ti spacco questa bottiglia sulla testa! (Valeria brandisce subito la bottiglia che era a portata di mano e fa il gesto di tirargliela in testa)
SALVATORE (cambiando tono) Calma!... Calma! ... Ragioniamo! Accomodati!
(Valeria si siede e posa la bottiglia sul tavolo)
SALVATORE Stai comoda?
VALERIA Allora?
SALVATORE Mi consta che in questa casa si cerca di farmi becco! Chiariamo subito. Per fare becco un Salvatore Lamanna non basta una come te!
VALERIA Giusto. Ci vuole anche un uomo! (Nuovo gesto di minaccia di Salvatore e nuovo gesto di Valeria di riprendere la bottiglia)
SALVATORE Calma! La calma dei forti... Vogliamo fare il punto della situazione?
VALERIA Facciamo punto e basta perch voglio andare a dormire!
SALVATORE Stai zitta ed ascolta: sono stati osservati certi sguardi amorosi tra te e quello pseudo sensuale che si chiama Antonio.
VALERIA Chi ti ha detto questa sciocchezza?
SALVATORE Questo non ti riguarda. Ti riguarda invece la reazione che questo fatto ha prodotto in me... un sentimento di malinconica quasi affettuosa commiserazione unita ad un profondo senso di schifo.
VALERIA Ma che stai dicendo?
SALVATORE S: malinconia e schifo. Perch una donna che ha avuto la soddisfazione spirituale e fisica di giacere con Salvatore Lamanna...
VALERIA Pi spirituale che fisica...
SALVATORE D'accordo. Questa donna, dicevo, non pu, anche semplicemente guardare un sottoprodotto umano come Antonio. Lascerebbe il caviale, e sta qui la malinconia, per prendere le lenticchie, e qui sta lo schifo.
VALERIA Hai finito?
SALVATORE Non ancora. Perci stando cos le cose mi rifiuto di credere che quegli sguardi languidi siano il preludio ad una pi concreta attivit erotica; perch in tal caso io vi faccio fare la fine di Ercolano e Pompei: vi seppellisco sotto una tale eruzione di sberle e cazzottoni da lasciarvi incoscienti per secula seculorum!
VALERIA ... Amen! La predica finita, buonanotte!
SALVATORE La predica finita ma il predicatore non lascia il pulpito. lo resto qua! lo voglio controllare. Dov' Antonio?
VALERIA E che vuoi che sappia! E tanto che se n' andato.
SALVATORE Non mi fido. Io dormo qua e con gli occhi aperti.
VALERIA E dove vuoi dormire. Nello sgabuzzino?
SALVATORE S, proprio nello sgabuzzino (va verso lo sgabuzzino e lo apre, vede il baule lasciato da Antonio) E questo baule di chi ?
VALERIA Ah! Deve essere il baule che ha portato il signor Raimondo con la roba del signorino. Vedi non c' posto; ti conviene andare a dormire fuori.
SALVATORE Ah! Astuta la femmina! No, mia cara, io dormo proprio qua. Il baule lo mettiamo vicino al giovinetto e cos ho tutto lo spazio per stendermi comodamente nel mio posto d'osservazione! Va! Va a prendermi un cuscino!
(Mentre Valeria va a prendere il cuscino Salvatore trascina con fatica il baule fuori dello sgabuzzino)
SALVATORE (meravigliato del peso del baule) Ges, quanto pesante... Eh! Ma che porta come vestiti, le armature degli antenati?...
(Valeria intanto esce dalla camera superiore con il cuscino)
SALVATORE Brava! Ce l'hai fatta da sola!... E nonno Simeone si svegliato?
VALERIA (posando il cuscino nello sgabuzzino) E che ne so? Sembra morto quand' ritto, figuriamoci quando a letto. Ecco. L'osservatorio pronto! Signor generale se non avete altri ordini, torno in camerata!
SALVATORE (fa il gesto di dargli uno schiaffo) Non sfottere, sai!
VALERIA (corre a prendere la bottiglia e la solleva minacciandolo)
SALVATORE Calma! Calma!
Scena XV
(Salvatore Antonio Nicola Alessio nel baule)
(Valeria esce dalla porta di sinistra. Salvatore entra nello sgabuzzino e ne chiude la porta dopo aver spento la luce. La scena rimane per qualche secondo vuota. L'orologio del campanile batte dei rintocchi in lontananza. Lentamente il coperchio del baule si alza. Quasi nello stesso momento la porta d'ingresso si apre. Il coperchio del baule si richiude con rapidit. Entra in scena Antonio, che, cautamente si dirige verso la camera di sinistra. Quando egli al centro della stanza la porta dello sgabuzzino si apre ed esce Salvatore. E in camicia e mutandoni allacciati alle caviglie. Brandisce per l'estremit inferiore una stampella a mo' di bastone)
SALVATORE Alto l! Chi va l?
ANTONIO (fermandosi impaurito) Sono io, Don Salvatore, Antonio!
SALVATORE (imbracciando la stampella come un fucile) Se ti muovi, sparo!
(Salvatore accende laluce, Antonio vedendo la stampella ha un movimento)
SALVATORE Che cosa sei venuto a fare?
ANTONIO Ma, io...
SALVATORE Rispondi o sparo... (accorgendosi che la stampella con la luce ben visibile, la prende come un bastone) o ti spacco la testa!
ANTONIO No!... lo venivo qui, per... abbiamo portato il baule con il vestiario... e io...
SALVATORE So tutto, carogna!
ANTONIO E che sapete, Don Salvatore... non c' niente da sapere...
SALVATORE Tutto! Donna Ilona ha parlato e tu non puoi negare... il morto sta nella bara.
ANTONIO Il morto? (sollevato, quasi allegro) Ah! li morto? Ma doveva essere un segreto, non lo doveva sapere nessuno.
SALVATORE Ah! Allora vero, farabutto!
ANTONIO Certo che vero, ma state calmo. lo ho sempre pensato di fare a mezzo con voi.
SALVATORE Ah! E io prendo la tua met.
ANTONIO Sissignore. lo ho sempre pensato di lasciare per voi la parte che vi spetta.
SALVATORE (stupefatto) La parte che mi spetta?! E quale parte?
ANTONIO La vostra met!
SALVATORE Cosa?! E io mi prendo la mia met dopo che tu hai fatto i tuoi comodi! (alza la stampella)
ANTONIO Ma Don Salvatore, ad affare fatto! Io vi do centomila lire!
SALVATORE (rimanendo con la stampella in alto, esterrefatto) Che?! Centomila lire (sedendosi sul baule) Tu, a me!
ANTONIO S. Naturalmente a imbarco avvenuto.
SALVATORE Ah! La imbarcano?
ANTONIO Eh!
SALVATORE Ma allora tu fai la tratta delle bianche?
ANTONIO Che tratta! Quando sono al largo (facendo il gesto di un tuffo) Pluff! In fondo al mare!
SALVATORE Valeria?
ANTONIO (guardandosi dietro) Dov'?
SALVATORE Chi?
ANTONIO Vostra moglie. L'avete detto voi!
SALVATORE Dicevo, mia moglie... puff! ...
ANTONIO Ah! sta facendo il bagno, a quest'ora?
SALVATORE (alzandosi arrabbiatissimo) Non mi prendere in giro, sai! (ritorna seduto sul baule)
ANTONIO Ma chi vi prende in giro! Don Salvatore, vi giuro, ci sono centomila lire per voi!
SALVATORE Per far sparire Valeria.
ANTONIO Che c'entra Valeria?! Per far sparire la salma di Alessio.
SALVATORE (interdetto) La salma di Alessio? E dov'?
ANTONIO Con rispetto parlando, sotto il sedere vostro!... Nel baule!
SALVATORE (balzando in piedi come una molla) Eh! Qui c' un cadavere?... Morto?
ANTONIO E che volete che abbia l'influenza!
SALVATORE Non fare il cretino! Il cadavere qui dentro?
ANTONIO S. Perch Donna Ilona non vi ha detto che era dentro il baule?
SALVATORE Ah, s, s!... Certo... La salma d'Alessio... E perch stato portato qui, in casa mia?
ANTONIO Perch alle cinque domattina il signor Raimondo torna a prendere il morto e d 100.000 lire ai vivi...
SALVATORE Ah! ... 100.000 lire ai vivi?...
ANTONIO Cinquanta a voi e cinquanta a me.
SALVATORE Un momento: vorrai dire venti a te e ottanta a me. Il cadavere mio, in casa mia.
ANTONIO Ma ce l'ho portato io!
SALVATORE Abusivamente. (arrabbiandosi) Vigliacco, sfruttatore! Hai abusato della tua falsa posizione di capo di casa per fare un indegno commercio di cadavere. Vattene, avvoltoio! Il cadavere mio!
ANTONIO Come volete!... Il cadavere vostro! Lo consegnate voi a don Raimondo. E come spiegate di trovarvi in questa casa alle cinque del mattino? (avviandosi alla porta) Buonanotte!
SALVATORE (Trattenendolo) Vieni qua, delinquente! Settanta a me... e trenta a te, compresa la consegna... Va bene?...
ANTONIO E va bene... siete voi il padrone!... Torno alle cinque.
SALVATORE Alle cinque.
ANTONIO Buonanotte, collega sciacallo! (Salvatore ha una reazione e Antonio esce dalla porta velocemente)
SALVATORE Quanto mi antipatico!
(Salvatore va verso la luce, la spegne, quindi ritorna verso lo sgabuzzino, inciampa nel baule e ha un gesto di rabbia per il dolore. Ma il gesto si muta subito in un segno di croce non appena si rende conto che dentro c' un morto. Anzi prende la stampella e come se fosse una croce la bacia e la mette sul baule. Quindi rientra nello sgabuzzino. Il campanile batte altri colpi.
Scena XVI
(Nicola Alessio Matilde Salvatore )
Il baule si apre lentamente. Esce, di spalle, Alessio che va allo sgabuzzino di Salvatore e ne chiude il paletto. Quindi, accesa la lampada che gli illumina il volto, va verso Nicola e comincia di nuovo la scena dell'incubo)
ALESSIO (dopo aver scosso Nicola che dorme) Assassino! Maledetto assassino! Guardami! Tu mi hai ucciso.
(La porta di fondo si apre ed entra Matilde, di ritorno dal teatro. Alessio al rumore spegne la lampada e rapidamente si nasconde dietro la tenda. Matilde entra in casa. Dal dietro la tenda perviene un rumore di qualcosa che cade in terra)
MATILDE (sottovoce) Valeria! Ehi! Valeria, sei tu?... Fiorella! Fiorella! ... Chi c'? (accende la luce. Va verso la tenda. Forte) Chi c'? (apre la tenda e vede Nicola che dorme) Dorme. Eppure ho sentito un rumore! (affacciandosi dentro il separ) Ehi! Chi c? (guarda un po' per la stanza, mentre Alessio, silenziosamente si sposta senza farsi vedere da Matilde) C' qualcuno? (si odono dei colpi battuti alla porta dello sgabuzzino. Matilde sobbalza) Perbacco! Chi c'?
SALVATORE (dall'interno dello sgabuzzino) Aprite! Apritemi! Chi stato a chiudermi dentro?
MATILDE Questo Salvatore! (Matilde toglie il paletto ed apre laporta dello sgabuzzino dal quale appare Salvatore)
MATILDE (stupita) Salvatore!
SALVATORE Chi stato a mettere il paletto? Sei stata tu?
MATILDE lo? lo sono arrivata ora. Anzi, ho sentito un rumore misterioso da quella parte (indica il separ)
SALVATORE Allora c' qualcuno?
MATILDE No. Ho guardato io.
SALVATORE Eppure qualcuno mi ha chiuso dentro.
MATILDE Mamma mia santissima! Mi sembra di essere al primo atto dell'Amleto! Qui ci sono i fantasmi!
SALVATORE Qui ci sono i fetenti! Altro che Amleto! La tragedia ora la faccio io! Mi ha fatto un sequestro di persona, a me, a Salvatore Lamanna e per di pi in casa mia! Mascalzone, farabutto!
MATILDE Ma con chi ce l'hai?
SALVATORE Con quel porco di Antonio! E stato lui! (come preso da un'idea improvvisa) Un momento! Dov' Valeria?
MATILDE E che c'entra Valeria?
SALVATORE Lo so io! (va verso laporta di sinistra, guarda dentro, richiude) Strano! Molto strano! Quella sta dormendo!
MATILDE Come? Valeria dorme in camera mia? E io dove dormo? Nello sgabuzzino?
SALVATORE No. Nello sgabuzzino ci dormo io!
MATILDE Ah! E io passo la notte insonne; seduta qua? (si siede sul baule)
SALVATORE (scattando) Non ti sedere! Siediti dove vuoi, ma non sopra il baule!
MATILDE Perch? C' roba fragile, dentro?
SALVATORE No... c' la biancheria di Nicola...Non lo toccare!
MATILDE Ma perch, cos'ha? (lo solleva da una parte, con estrema facilit)
SALVATORE Uh! Che hai fatto?
MATILDE L'ho alzato!
SALVATORE Uh?! Alzalo ancora! (Matilde esegue c.s.)
SALVATORE Uh!! Non pesante?!
MATILDE No. Sembra vuoto!
SALVATORE Vuoto? Non possibile! lo ho sudato sette camicie per...
MATILDE (alzando il coperchio del baule) E vuoto!
SALVATORE Uh! Perdio! M'hanno fregato il morto!
MATILDE Che t'hanno fregato?
SALVATORE Ilmorto! Mascalzone, ora capisco! E venuto e m'ha fregato il morto!
MATILDE Ma che morto?
SALVATORE Ilmorto! M'ha fregato settantamila lire.
MATILDE Ma che morto?
SALVATORE Un morto da settantamila lire!
(Salvatore spinge Matilde, stupita, verso la porta di sinistra facendola uscire, quindi va alla porta di fondo, la apre, esce sul ballatoio, d un violento strattone al campanello della porta di Antonio, quindi rientra in casa)
Scena XVII
(Alessio Nicola Antonio Salvatore e poi Roberto)
SALVATORE Ora ci facciamo quattro belle risate!
ANTONIO (apparendo sulla porta. E insonnolito e sta mettendosi a posto i pantaloni) Che c'?
SALVATORE Vieni qua.
ANTONIO Che successo, Don Salvatore?
SALVATORE Fuori il morto!
ANTONIO Che?
SALVATORE Ho detto fuori il morto! Dove hai messo la salma?
ANTONIO Nel baule, Don Salvatore. Ve l'ho detto.
SALVATORE Ah, senti! Nel baule! Guarda un po'!
ANTONIO E chiuso.
SALVATORE Ah, chiuso?! Invece, guarda la combinazione, aperto! (spalanca il baule)
ANTONIO (guardando nel baule) Ges! La salma sparita.
SALVATORE E sparita la salma! Vogliamo farla apparire?
ANTONIO Ecco, facciamola apparire!
SALVATORE (fa i gesti di un prestigiatore che fa un gioco di prestigio, poi improvvisamente corre, si slancia verso Antonio) Vigliacco e disonesto! Ti sei introdotto in casa mia, mi hai chiuso dentro e ti sei nascosto il cadavere per fregarti tutte le 100.000 lire!
ANTONIO Don Salvatore, voi bleffate! Siete voi che vi volete fregare tutte le 100.000 lire.
SALVATORE (minaccioso, mentre cerca di prendere Antonio che gli sfugge ruotando intorno al baule) lo? Delinquente. Dov' l'estinto?
ANTONIO lo lo domando a voi. Dov' l'estinto? (al ballatoio superiore appare Roberto. E in pigiama)
ROBERTO (spaventato) Pap! Pap! C' un morto!
SALVATORE Dove?
ROBERTO In camera!
ANTONIO Ah! Fin lass l'avevano portato!
SALVATORE (salendo le scale seguito da Antonio) lo, l'ho portato? Roberto non lo perdere d'occhio, quel morto, nostro!
(Antonio e Salvatore spariscono dentro la camera mentre Roberto rimane appoggiato al ballatoio mezzo addormentato. Alessio aquesto punto, approfittando che la stanza vuota rientra rapidamente dentro il baule)
Scena XVIII
(NicolaAlessio nel baule Antonio Salvatore Roberto poi Matilde Valeria Fiorella)
SALVATORE (ritornando sul ballatoio rivolto aRoberto) Mi vuoi dire dove e' questo morto?
ROBERTO Sul letto, pap!
SALVATORE (tirando uno schiaffo a Roberto) Imbecille! Quello nonno Simeone!
ANTONIO (apparso anche lui sul ballatoio) Non morto, paralitico!
(Salvatore intanto disceso seguito da Antonio)
ROBERTO (toccandosi laguancia colpita, piagnucola) E che ne sapevo io di avere un nonno paralitico!
SALVATORE Ora basta! Volete vedere che il morto ve lo faccio saltare fuori io? Aspettate un poco! (Salvatore esce dalla porta di fondo ed entra in casa di Antonio)
ANTONIO E inutile, il morto in questa casa. So io dove l'avete nascosto!
(Antonio entra nello sgabuzzino)
ROBERTO (che intanto sceso, apre la porta della stanza di sinistra) Valeria!... Zia Matilde! ... Voglio dormire! Voglio dormire!... Dove dormo io?
(Dalla stanza di sinistra esce Matilde. E quasi pronta per andare a letto con i bigodini in testa)
MATILDE Ah! Sei tornato anche tu? Ora siamo proprio al completo! Che vuoi?
ROBERTO Voglio un letto per dormire.
MATILDE Ed io pure!
(Sempre dalla stanza di sinistra esce insonnolita Valeria)
VALERIA Ma insomma, cosa succede?
ROBERTO lo accanto al nonno paralitico non ci voglio stare! Mi fa impressione!
VALERIA Prenditela con tuo padre. E lui che ce l'ha messo!
FIORELLA (uscendo anche lei da sinistra) Mamma! E successo qualcosa al signor Nicola?
VALERIA Quello l'unico che dorme tranquillo!
ANTONIO (uscendo dallo sgabuzzino, fa un gesto di disappunto) Qui non c'.
MATILDE Ah! C'anche lui?
SALVATORE (rientrando velocemente dalla porta d'ingresso, ad Antonio aggressivamente) E allora?
ANTONIO E allora voi?
SALVATORE Non ho finito!
ANTONIO Nemmeno io!
(Antonio entra nella stanza di sinistra e Salvatore, sempre cercando, si avvia verso il separ)
ROBERTO Pap io voglio dormire!
(Roberto, mezzo addormentato, senza prendere parte alle scene seguenti, vagher per un po' nella stanza, per poi appisolarsi vicino al separ)
VALERIA Ma insomma si pu sapere che cosa state cercando?
SALVATORE Ilmorto.
DONNE (allibite) Che cosa?
SALVATORE Il morto! Il morto! Voi, per caso, non avete visto nessun cadavere?
VALERIA Ges, Ges... Sono impazziti!
FIORELLA Ma pap, che cosa dici?
SALVATORE C'era il morto nel baule. Ed ora non c' pi.
VALERIA Come? Nel baule c'era un morto? E chi questo morto?
ANTONIO E Alessio. Il morto del signor Nicola!
MATILDE (avvicinandosi al baule) Ma allora vero! Mamma mia, qui dentro c'era un mor... (Mentre parla Matilde apre il coperchio del baule, vi guarda dentro e rimane impietrita dallo spavento, lascia andare il coperchio e viene presa da un forte tremore. Cerca di dire agli altri che il cadavere nel baule, ma la voce non le esce e muove la bocca senza fare uscire alcun suono)
SALVATORE (prendendo Antonio per il petto) Ascoltami bene, parassita, in questa casa non mai sparito nemmeno uno spillo, figuriamoci un morto...
FIORELLA Pap, pap, la zia si sente male!
SALVATORE (senza dare ascolto)... Perci ti avverto per l'ultima volta...
ANTONIO (a Salvatore) Don Salvatore, vostra sorella sta per svenire!
SALVATORE (voltandosi verso Matilde e avvicinandosi al baule) Ehi! Che cosa ti succede?
MATILDE (sempre boccheggiando fa dei gesti. Anche Antonio si avvicinato al baule)
FIORELLA Fatela sedere!
(Tutti cercano di farla sedere sul baule ma Matilde si ribella al tentativo e indica con gesti di terrore il baule)
SALVATORE Il baule?
(Salvatore alza il coperchio del baule e, insieme ad Antonio vi guarda dentro. Ambedue hanno un balzo e, senza dire una parola lo richiudono velocemente e vi si siedono sopra. Matilde lancia un grido e sviene nelle braccia di Valeria e di Fiorella)
ROBERTO (da dietro la tenda del separ) Pap! Pap, qui c' un morto!
Cala la tela
ATTO TERZO
La solita scena
degli atti precedenti. All'aprirsi del sipario sono in scena Ilona, Valeria e
il Barone Chioccia che stanno entrando dalla porta di sinistra
Scena I
(Barone Valeria Ilona)
BARONE Cara Ilona, eppure lo sai come dice il proverbio Le disgrazie sono come le ciliegie, una tira l'altra.
VALERIA Ma, signor Barone, non niente di grave! Deve solo rimanere immobile per qualche settimana.
ILONA(sedendosi) S, ma il destino sembra proprio accanirsi contro il mio povero Nicola. E cos sensibile e non vorrei che questo nuovo incidente lo facesse ricadere nelle sue crisi di sconforto.
BARONE No! Ora il Commendatore porter qui il dottore, che sono certo, far scomparire ogni tua preoccupazione. Per questo Commendatore ha mostrato un cos vivo interesse! Ogni qual volta sono venuto qui, ce l'ho sempre trovato!
VALERIA S... E un signore tanto buono...
ILONA A proposito: vostro marito dov'?
VALERIA (imbarazzata) Ah!... Mio marito?... ... partito. Gli hanno trovato un lavoro fuori citt.
ILONA Immagino gliel'abbia trovato il commendatore?
VALERIA (c.s.) S... no... cio, non lo so.
Scena II
(Nicola Fiorella Barone Valeria Ilona)
(Dalla porta di sinistra entra Nicola. E seduto sulla poltrona a rotelle di nonno Simeone. Ha tutta la gamba ingessata e tenuta sollevata da un sistema di contrappesi. Fiorella spinge la carrozzella)
NICOLA Hai visto mamma, com' brava Fiorella! E riuscita a farmi la barba benissimo!
BARONE Pi bravo tu che hai avuto il coraggio di fartela fare!
FIORELLA Infatti, devo esser sincera, mi tremava la mano.
ILONA Se non posso trasportarti a casa, bisogner che ti mandi un'infermiera.
NICOLA Per che fare, mamma? Fiorella la migliore infermiera del mondo!
ILONA Insomma, mi sembra che tu non senta nessun desiderio di tornare a casa!
NICOLA Non vero, mamma; se non mi fossi fatto male...
ILONA S, per, la cosa non ti preoccupa molto. Invece sai bene che Raimondo ti aspettava oggi ed aveva tutto predisposto per accompagnarti in campagna...
NICOLA Raimondo aspetter...
ILONA Ma ne sar molto contrariato.
NICOLA Pazienza, mamma.
(Si ode bussare alla porta)
VALERIA Questo il dottore!
FIORELLA Io, allora vado di l. (esce da sinistra)
VALERIA Avanti.
Scena III
(Salvatore Velluto Nicola Barone Valeria Ilona)
(Tutti assumono un atteggiamento di circostanza. La porta si apre e si vedono Salvatore e Velluto. Quest'ultimo vestito distintamente da professionista con occhiali, borsa e cappello. Si vede per che gli abiti non sono suoi, tanto che mostra un certo impaccio nei suoi atteggiamenti e che gli occhiali gli impediscono di vedere bene, ed costretto a toglierli varie volte)
SALVATORE (cedendo il passo a Velluto) Prego, professore, si accomodi.
TUTTI Buongiorno!
VELLUTO (entrando, parla con calcata forbitezza) Buongiorno!
SALVATORE Donna Ilona le presento il Professor Gorresio il noto luminare, che sono certo la tranquillizzer da ogni sua apprensione.
VELLUTO (salutando il barone) Molto lieto!
SALVATORE No... Donna Ilona qui...
VELLUTO Ah! Scusate... Distratto! (bacia la mano a Ilona) Imiei rispetti!
ILONA Professore, mi spiace di averla disturbata.
VELLUTO Per carit, il nostro mestiere. Noi ci disturbiamo dalla mattina alla sera.
SALVATORE Purtroppo il professore molto occupato sa, la clinica, le visite, il gabinetto...
ILONA Immagino, ma io non le ruber molto tempo. Desidero solo sapere le reali condizioni di mio figlio.
VELLUTO Gentile signora, io sono qua... vero commendatore?
SALVATORE Appunto professore. Il mio assistente che ha provveduto all'ingessatura dell'arto, le ha mostrato il referto?
VELLUTO Eh! Certamente.
ILONA E che cosa ha diagnosticato?
VELLUTO Come?
SALVATORE Le mostri la cartella, professore, meglio!
VELLUTO Ah, subito. (facendo vedere a Ilona la cartella di cuoio che porta sotto il braccio) Vede, signora?
SALVATORE La cartella clinica! Quel foglietto che ha messo in tasca!
VELLUTO Ah, giusto! (estraendo un foglietto) Dunque... (si toglie gli occhiali e legge) Distorsione obliqua del... dei femre...
BARONE Come ha detto?
SALVATORE Del fmore! ... Sa fmore, femore, micrbo, microbo... termini clinici, no? Vada avanti, professore, vada avanti!
VELLUTO Distorsione obliqua del fmore e... (s'interrompe perplesso, battendo il piede in terra)
ILONA (allarmata) Professore, grave?
VELLUTO No, grave no, scritto male... frittura...
SALVATORE (correggendo) Frattura!
VELLUTO S, s, d'accordo... Ma qui c' scritto proprio frittura...
SALVATORE (seguitando a leggere) Frattura longitudinale del perone.
VELLUTO Ah! Del perone!... Perone!
ILONA Cosa ne pensa professore?
VELLUTO Mah! ... Non sembrerebbe niente di grave... Ma ora vediamo! (si avvicina a Nicola e gli prende il polso in mano) Allora, giovanotto, raccontami come siete caduto.
NICOLA Professore, non lo ricordo proprio.
VELLUTO Come?
NICOLA Vede, professore, il Commendatore ieri ha portato dei sandwich e due bottiglie di liquore... e allora...
SALVATORE (ridendo)... e allora, sa professore, un bicchierino tira l'altro e il nostro Nicola, che non un bevitore, diciamo pure si ...
VELLUTO Sbronzato?
NICOLA S, proprio cos: sbronzato, professore! Poi mi venuto un gran sonno e quando mi sono svegliato avevo la gamba ingessata. Non mi sono accorto di niente.
SALVATORE (sempre scherzoso) Appunto. Era gi fuori senno quando sdrucciolato dalle scale cadendo in malo modo. E vero, signora Valeria?
VALERIA Proprio cos! Abbiamo preso uno spavento!
NICOLA Per non ricordo di aver sentito male.
VELLUTO L'alcool... l'alcool un... anestetico!
SALVATORE Eh! Ben detto! Cosicch abbiamo chiamato il vostro assistente che l'ha visitato ed ha provveduto all'ingessatura.
VELLUTO Ho compreso!... Niente di grave! Diamo un'occhiata, cos per tranquillit... e poi ce ne andiamo. (si avvicina a Nicola e con gesti professionali copie una sommaria visita) Dunque... il polso regolare... la lingua... sana... l'occhio vivo... Condizioni generali soddisfacenti. Vediamo un po' questa ingessatura... Fatta a regola d'arte. (Torcendogli un po' il piede) Sente male?
NICOLA No. Niente.
VELLUTO Benissimo! (ad Ilona) Signora, lei pu dormire tra due guanciali. Tra quaranta giorni suo figlio potr fare dei salti come un canguro.
ILONA Grazie, professore, di avermi rassicurata. Allora posso senz'altro farlo trasportare a casa?
VELLUTO (subito) Ah, no, questo no! Sarebbe pericolosissimo! La frattura del perone e dei... femore... obliquo... con il movimento pu degenerare... e allora addio prognosi... Pericolosissimo!
SALVATORE Ho piacere che la scienza le confermi quello che io stesso le avevo detto.
VELLUTO Be', io devo scappare. Mi aspettano in...
SALVATORE In clinica.
VELLUTO In clinica, appunto. (porgendo la mano al barone) Barone carissimo...
BARONE (ritirando la mano) Ma non vuol lavarsi le mani?
VELLUTO Perch? Me le sono lavate stamattina!
ILONA Professore, se vuol dirmi il suo onorario...
VELLUTO E tardi, tardi (guardando l'orologio) Cinque alle sei.
ILONA No, dicevo, il suo onorario.
SALVATORE Ilcompenso, professore, quanto deve avere per la visita...
VELLUTO Ah, il compenso... (pensandoci) Facciamo... trecento lire.
ILONA Come?
SALVATORE ...trecento lire di taxi, pi naturalmente la visita, credo cinquemila, vero?
VELLUTO Cinquemila! Ah! Appunto, cinquemila.
ILONA (pagandolo) Ecco, professore. E molte grazie!
VELLUTO Che grazie! Grazie a lei! E quando ha bisogno... qualunque cosa. Non solo gambe, ma anche braccia, piedi, tutto!
SALVATORE (indicando l'uscita) Professore, prego, da questa parte.
VELLUTO (un po' trascinato da Salvatore) Signori, buonasera!
TUTTI Professore! Buonasera!
(Velluto accompagnato da Salvatore esce)
Scena IV
(Salvatore Nicola Barone Valeria Ilona e poi Matilde)
SALVATORE Siete pi tranquilla adesso, signora?
ILONA Certamente. Tuttavia quaranta giorni lontano da casa sono molti.
(Dalla porta d'ingresso entra Matilde. Si mostra un po' imbarazzata di trovare tanta gente)
MATILDE Buonasera, buonasera a tutti.
SALVATORE Buonasera, buona donna.
ILONA Buonasera, signora (al barone) Barone, vogliamo andare?
BARONE Come credi, cara.
ILONA Ciao Nicola. Bisogna che vada a casa perch Raimondo mi aspetta e non sa niente del tuo increscioso incidente.
NICOLA Ciao, mamma!
ILONA Ci vediamo domani. (porgendo la mano a Salvatore) Lei, immagino, si tratterr ancora un po'?
SALVATORE Appunto. Voglio parlare con la signora Valeria per quella riduzione...
ILONA Me lo immaginavo. In ogni modo lei sempre molto gentile... Non so come ringraziarla... Di nuovo, buonasera.
(Ilona e il Barone Chioccia dopo aver salutato gli altri, accompagnati da Valeria alla porta, escono. Appena usciti Matilde si avvicina a Salvatore come per dirgli cose urgenti)
Scena V
(Salvatore Nicola Valeria Matilde e poi Marcello e Fiorella)
NICOLACommendatore.
SALVATORE (a Matilde un po' sottovoce) Un momento. (a Nicola) Ditemi, Nicola.
NICOLA Commendatore, a voi posso dirlo: sono contento che anche il professore mi abbia giudicato intrasportabile perch io sto tanto volentieri qui.
SALVATORE Ah! Bravo Nicola! Confidenza per confidenza: me ne ero accorto! (Bussano alla porta d'ingresso)
VALERIA E ora chi c'? (va ad aprire)
MARCELLO (consegnando una scatola di fiori) Per la signorina Fiorella Lamanna.
VALERIA (prendendo la scatola) Grazie. Buonasera. (richiude la porta d'ingresso e va verso la porta di sinistra) Fiorella, ci sono questi fiori per te.
FIORELLA (entra e prendendo la scatola) Per me?!
NICOLA(imbarazzato) Sono stato io! Ma pensavo che arrivassero quando ero gi tornato a casa. Li ho fatti ordinare ieri dalla mamma.
FIORELLA Sono meravigliosi! ... Grazie, signor Nicola. E la prima volta che qualcuno mi manda dei fiori.
(Fiorella, aiutata da Valeria disfa la scatola e tolti i fiori si adopera per metterli in unvaso. Matilde intanto si di nuovo avvicinata a Salvatore col quale si apparta lontano dagli altri)
SALVATORE (un po' misterioso) Allora?
MATILDE Alle tre l'abbiamo visto uscire.
SALVATORE E chi l'ha seguito?
MATILDE Marcello.
SALVATORE Si accorto di niente?
MATILDE Non credo. Per c' un guaio. La casa ha doppia uscita.
SALVATORE Ci metteremo Velluto.
(Si ode un fischio caratteristico dalla finestra)
MATILDE Ecco, questo Roberto.
SALVATORE Allora tutto pronto?
MATILDE Aspettano solo te.
SALVATORE Bene. lo vado. (cambiando tono) D'accordo signora Matilde, vedremo di fare qualcosa per voi. Voi volete passare da quelli della Sala a quelli del palcoscenico... ne parler al sottosegretario dello spettacolo, eh? (rivolto agli altri) Caro Nicola, io debbo andare. Mi aspettano al Circolo per una riunione.
NICOLA Commendatore laringrazio ancora di tutto quello che ha fatto per me.
SALVATORE Per carit! Ho fatto della mia vita un sacerdozio tutto dedicato ad opere di bene. li beneficare la mia gioia, perci non mi ringraziate... (si ode ancora il fischio caratteristico) Beh! Il Consiglio mi sta fischiando... (correggendosi) Mi sta aspettando! Ci vediamo!
VALERIA (porgendo il cappello e il bastone a Salvatore un po' sottovoce) Quello fa lo sciopero della fame.
SALVATORE Ah! Non vuol mangiare? Meglio, risparmiamo! Buonasera!
TUTTI Buonasera, commendatore.
(Salvatore esce con sussiego, Valeria va alla dispensa dalla quale estrae alcuni cibi gi pronti)
Scena VI
(Nicola Valeria Matilde Fiorella)
NICOLA IlCommendatore veramente simpatico. Non sembra nemmeno un personaggio dei nostri tempi.
VALERIA Eh! Proprio! Se era nato un secolo fa era meglio per tutti.
NICOLA Credo anch'io che sarebbe stato molto pi apprezzato nel secolo dei romanticismo.
VALERIA Appunto.
MATILDE Anch'io, sa, signor Nicola, avrei vissuto volentieri in un secolo pi romantico perch sono una sognatrice.
FIORELLA Lo siamo un po' tutti, zia!
MATILDE Due mesi fa abbiamo rappresentato Romanticismo del povero Rovetta per quindici repliche. Lei non ci creder, tutte le sere le lacrime agli occhi.
NICOLA Per la situazione drammatica?
MATILDE Non l'ho ancora capito bene, se era per la situazione o perch in quel periodo adoperavo la creolina.
VALERIA Matilde, scusa! (porgendole un piatto con dei cibi) Vuoi provare a convincerlo?
MATILDE Io provo, ma se non ci sei riuscita te, figurati io!
(Matilde prende le cibarie e entra nello sgabuzzino che apre togliendo il paletto)
FIORELLA Mamma ti dispiace se suoniamo un disco?
VALERIA No, no, fate pure tanto devo andare su a rifare la stanza. (sale nella camera superiore)
Scena VII
(Nicola Fiorella)
(Fiorella va al grammofono e fa partire la canzone)
FIORELLA (graziosa) Permetti, questo ballo?
NICOLA (sorridendo le prende le mani e l'attira a s) Cara!
FIORELLA (sfuggendogli, allegra) Ma, Nicola! Stai attento. Potrebbero vederci!
NICOLA (anchegli sorridendo) Ti approfitti perch non posso muovermi.
FIORELLA (andando alle spalle di Nicola e carezzandolo sulla testa, gli parla con molta dolcezza) Ora sei mio prigioniero, vero?
NICOLA Per quaranta giorni soltanto! Per se tra quaranta giorni le cose non si sono messe in modo da poter stare insieme, prendo un'altra sbronza e mi rompo l'altra gamba. Poi ho le braccia, la testa...
FIORELLA (ridendo) Amore mio... (Fiorella comincia a baciare i capelli e la guancia di Nicola. Poi attratta da lui, lo bacia lungamente sulla bocca)
NICOLA Ti voglio tanto bene!
FIORELLA (sedendo in terra al fianco di Nicola) Nicola, senti, debbo dirti una cosa.
NICOLA Eh, che tono serio!
FIORELLA Ma una cosa seria! Ascoltami. quello che tu credi mio padre non mio padre.
NICOLA Come, tuo padre non il signor Salvatore?
FIORELLA Quello che tu credi il commendatore. Hai capito?
NICOLA Assolutamente niente!
FIORELLA Meglio cominciare dal principio.
NICOLA Sar meglio!
FIORELLA Ecco... Mio padre fa... fa una strana professione. Fa l'invitato.
NICOLA Che fa?
FIORELLA Non m'interrompere altrimenti perdo il filo. Dunque: fa la professione d'invitato e fingendosi commendatore ha fondato un comitato di beneficenza per far la beneficenza a se stesso, cio a questa famiglia. Quando quella mattina arrivasti tu, mio padre era qui come membro del comitato.
NICOLA E allora?
FIORELLA E allora la tua presenza in questa casa l'ha costretto a rimanere sempre il commendatore che tu conosci!
NICOLA (scoppiando a ridere) Ah! Bellissima! Perci sempre qui, per casa! Bellissima! (ride ancora)
FIORELLA Perch ridi, non sei arrabbiato?
NICOLA Arrabbiato! Tutt'altro! Tuo padre mi era simpatico, ma ora mi simpaticissimo! E un grande attore!
FIORELLA No, solo un uomo tanto caro che fa qualche onesto imbroglio per mantenerci.
(Si ode bussare imperiosamente alla porta. I due si ricompongono)
FIORELLA Avanti!
Scena VIII
(Raimondo Nicola Fiorella e poi Matilde)
(La porta si apre ed entra con decisione Raimondo)
FIORELLA Buonasera, signor Raimondo.
RAIMONDO (senza rispondere) Mi vuoi spiegare cosa questa faccenda della gamba?
NICOLA Fiorella ti ha salutato.
RAIMONDO (seccato) Buonasera. (a Nicola) Lo sai che oggi dovevamo partire per la villa?
NICOLA E invece non possiamo partire perch mi sono rotto la gamba. E molto semplice.
RAIMONDO Non molto semplice! lo non desidero che tu rimanga ancora in questa casa, perch ogni giorno diviene pi pericoloso.
NICOLA Se, mamma, ha detto che ormai hai sistemato tutto?
RAIMONDO Lascia stare cosa dicemamma. La verit che quell'idiota dei commendatore con i suoi continui andirivieni ha richiamato l'attenzione su questa catapecchia, dove non potresti scusare la tua presenza.
NICOLA Io non so che dirti: il professore ha dichiarato che pericoloso trasportarmi.
RAIMONDO E molto pi pericoloso restare qui.
NICOLA Raimondo caro, sono certo che con il tuo acume troverai un'altra via di uscita.
RAIMONDO Ed io ti dico che l'unica via diuscita quella porta! Sii perci ragionevole e lascia che ti portiamo a casa.
(Intanto dallo sgabuzzino uscita Matilde. Essa ascolta le ultime parole della discussione)
MATILDE Scusi, Don Raimondo, se mi intrometto, ma il signor Nicola non pu muoversi.
RAIMONDO Buona donna, nessuno ha chiesto il vostro parere!
NICOLA La signora Matilde ha ragione, non posso; devo restare qui.
RAIMONDO Tu invece farai quello che voglio io. Sono il tuo tutore e mi assumo tutte le responsabilit.
NICOLA Ti ricordo che tra un mese sono maggiorenne.
RAIMONDO Rimarrai sempre il solito sciocco irresponsabile. Non ti rendi conto che hai ucciso un uomo?
FIORELLA (un po' spaurita) Ma stata una disgrazia!
MATILDE Solo una disgrazia. Anche se lo trovano non lo potranno arrestare.
RAIMONDO Per Dio, vi ho detto di stare zitta! chiaro che lo volete trattenere qui per sfruttare questa disgrazia e portarci via pi denaro possibile. Nicola viene via con me! Voi siete solo degli avvoltoi!
Scena IX
(Salvatore Matilde Raimondo Nicola Fiorella)
(Su questa battuta la porta d'ingresso si aperta silenziosamente e sulla soglia apparso Salvatore)
MATILDE (improvvisamente irata, alzando molto la voce) Eh! Avvoltoi a chi! Come vi permettete di offendere delle persone che hanno cercato di aiutare la vostra famiglia! Hu! Avvoltoi, sarete voi!
SALVATORE (che rimasto fermo sulla porta, ascoltando) Calma, signori, calma! Che cos' questa gazzarra! Cos' questo indegno bailamme!
RAIMONDO (collerico) Siete di nuovo qua anche voi! Che cosa volete?
SALVATORE Per prima cosa non voglio udire urla concitate che offendono e la buona educazione e le mie trombe di Eustachio. Inoltre vorrei sapere come mai questa cornacchia spennacchiata si dimentica la differenza di casta e si rivolge in maniera cos indecorosa verso un nobile e intemerato gentiluomo!
MATILDE (meravigliata) Eh? Come? Ma...
SALVATORE (interrompendola) Fate silenzio! Sovversiva!
RAIMONDO Commendatore vi ringrazio del vostro intervento. E indegno che dopo aver ricevuto del bene, questa gente cerchi di ricattarci.
NICOLA Ricattare! Ma cosa dici, Raimondo?
SALVATORE Ha ragione! (a Raimondo) Don Raimondo, voi avete gettato le perle ai porci! E loro naturalmente le hanno calpestate! Plebei! Dite pure a me quello che avete stabilito di fare.
RAIMONDO Ho cercato di spiegare loro che mio cugino trattenendosi in questa casa espone se stesso e noi tutti ad un grave pericolo...
SALVATORE (approvando) Giustissimo!
RAIMONDO Io, come suo parente e tutore, nel suo stesso interesse, ho predisposto un sicuro rifugio in una zona solitaria.
SALVATORE Giusto! Avete fatto benissimo!
RAIMONDO Grazie della vostra approvazione. Perci, caro Nicola, ingessatura o non ingessatura, devi lasciare subito questa casa. (a Salvatore) Non vero?
SALVATORE (calmo) No.
RAIMONDO (meravigliato) Come no?!
SALVATORE (c.s.) No, Nicola, non deve lasciare questa casa.
RAIMONDO (con collera) Ma allora voi volete prendermi in giro?
SALVATORE (c.s.) Si.
RAIMONDO (scattando) Come osate? Non vi permetto di metter bocca in cose che non vi riguardano. Voi siete solo un intruso! Io far quello che devo fare!
SALVATORE Calma Don Raimondo. Non ci eccitiamo. (rivolto agli altri) Scusatemi ma vorrei conferire a quattr'occhi con Don Raimondo.
RAIMONDO Non desidero discutere con voi.
SALVATORE Ma io s. (facendo cenno agli altri di andarsene) Vogliamo sgombrare l'aula?!
(Fiorella spingendo la poltrona di Nicola si avvia insieme a Matilde verso la porta di sinistra)
RAIMONDO Nicola! Dove vai? Ti ho detto di restare qua! (Fiorella, Nicola e Matilde escono) Ma, per Dio, questo il colmo! Come osate dare degli ordini in una casa che non vostra! Dove il padrone di casa?
SALVATORE Fra poco arriver anche lui.
Scena X
(Salvatore Raimondo)
RAIMONDO Vedrete, vi far mettere a posto. Non mi muovo di qui finch non arrivato.
SALVATORE Benissimo. Allora accomodatevi. (porge una sedia a Raimondo che non siede) Ah! Non volete sedere?... Come non detto! ... Se permettete, per ingannare l'attesa vorrei raccontarvi una graziosa storiella.
RAIMONDO Non ho nessuna voglia di ridere.
SALVATORE Non una storiella da ridere. Volete accomodarvi, perch un po' lunghetta.
RAIMONDO Sto benissimo in piedi.
SALVATORE Ah, e va bene... Dunque: In una nobile famiglia della nostra citt vive un giovinetto dal carattere sensibile e impressionabile. Questo giovinetto affidato alla tutela di un distinto e simpatico cugino che ne amministra il patrimonio. Il simpatico cugino naturalmente uomo di mondo; ha un fisico attraente, piace alle donne, ama la vita brillante, giuoca, spende con generosit, per un po' distratto: si dimentica che quei denari non sono suoi, ma del pupillo sensibile e impressionabile... (Raimondo, che ha cominciato ad interessarsi al racconto, si siede senza rendersene conto)... Ah! Vi siete accomodato? Avete fatto bene.
RAIMONDO (seccamente) E allora?
SALVATORE Ve l'avevo detto che era una graziosa storiella. V'interessa, eh? E il bello deve ancora venire, perch il simpatico cugino si accorge a un certo momento che il giovinetto sta per divenire maggiorenne e che egli deve rendere conto di quei denari cos simpaticamente sperperati. Cosa avreste fatto voi al suo posto?
RAIMONDO lo?! Cosa c'entro io?
SALVATORE Niente. Niente! Siccome siete simpatico e distinto pure voi poteva darsi che... Ma non importa, ve lo dico io: Il cugino, distratto ma non stupido dice fra s: Sai cosa faccio? Faccio interdire il pupilletto cos posso continuare il mio spensierato incarico di tutore senza render conto a nessuno. Pensata bene, no? Voi non ci avevate pensato? Oppure sapete gi questa storiella?
RAIMONDO So, solo, che mi state seccando con questi stupidi discorsi.
SALVATORE Perch voi non sapete il seguito. Voi non sapete allora cosa escogita questo distinto cugino? Compra un giocattolo come questo! (estrae dalla tasca una grossa rivoltella e la mostra a Raimondo, senza sembrare gliela punta contro)
RAIMONDO (impaurito) Ehi! Ma cosa fate? Siete impazzito?
SALVATORE Non abbiate paura. E scarica... O almeno credo. In ogni modo se state fermo non c' nessun pericolo. Acquistato il giocattolo il buon tutore pone la sua attenzione sul baule personale del suo pupillo... Un baule qualunque... Per maggior chiarezza ve ne mostro uno simile (battendo le mani ed alzando la voce) Il baule!
Scena XI
(Roberto Marcello Salvatore Raimondo e per ultimo Velluto)
(La porta d'ingresso si apre ed entrano Roberto e Marcello che trasportano il baule del secondo atto)
MARCELLO (entrando) Buonasera!
RAIMONDO (alzandosi in piedi) Basta! Mi rifiuto di assistere a questo stupido scherzo!
SALVATORE (facendo cenno di sedere con la rivoltella) Don Raimondo sedete, sedete. La storiella non ancora finita!
RAIMONDO Voi siete un pazzo o un delinquente!
SALVATORE (tenendo la rivoltella pi decisamente puntata) Sedete! Hodetto sedete. Perch questa scarica, ma non si sa!
(Raimondo si siede impaurito)
SALVATORE (a Roberto e al Marcello) Volete posare il baule l, vicino a Sua Eccellenza... (Roberto e il Marcello eseguono) Grazie! ... (a Marcello) Signor Marcello permette una domanda?
MARCELLO Ai vostri ordini, commendatore!
SALVATORE Voi che siete un esperto in bauleria, volete spiegare a Don Raimondo cosa trovate di particolare in questo baule?
MARCELLO (come se recitasse una cosa a memoria) Inquesto baule sono stati praticati nel fianco dei fori ed stata applicata una serratura interna.
SALVATORE Ho capito. Grazie! Ma ritorniamo al nostro simpatico e distinto cugino il quale avendo a disposizione i due sunnominati oggetti combina questo grazioso giochetto. Scena: Lo studiolo del pupillo emozionabile e sensibile. La signora madre uscita. Il pupilletto sta allegramente canticchiando. (a Roberto) Signor Roberto avete un minuti di tempo?
ROBERTO Certo, commendatore.
SALVATORE Volete fare la parte del pupilletto?
ROBERTO Volentieri.
SALVATORE Allora sedetevi e canticchiate allegramente. (Roberto comincia a canticchiare e si siede) Entra a questo punto il tutore, quello se permettete Don Raimondo lo faccio io, e si rivolge al giovinetto sensibile. (rivolto a Roberto con intonazione cordiale) Caro pupillo, come va?
ROBERTO (anche egli con intonazione da recitazione pappagallesca) Non c' male, caro tutore.
SALVATORE (mostrando la pistola a Roberto) Guarda, caro pupillo che cosa ti ho portato.
ROBERTO Uh, che bella, caro tutore. Grazie!
SALVATORE E un vero gioiello. Si impugna come un guanto e si mira alla perfezione. Vedi quel calendario sulla porta? (mirando veramente un calendario attaccato alla porta d'ingresso)... Tah! ... Tah!... (finge di sparare) Centrato! (a Roberto) Prova tu... Senti che maneggevolezza (d la pistola a Roberto)
ROBERTO (un po' timoroso) Caro tutore le armi mi fanno sempre un po' d'impressione.
SALVATORE Caro pupillo sei un uomo ormai... Prova! Prova!
(Roberto in piedi punta la pistola verso la porta imitando Salvatore)
ROBERTO (imitando con la bocca il primo colpo) Tah! ...
(Dalla pistola parte improvviso un colpo a salve... Sobbalzo di tutti i presenti. La porta d'ingresso si apre e stramazza al suolo Velluto vestito da maggiordomo con la stessa giacchetta a righe di Alessio. Anche essa macchiata di sangue. Raimondo si alza in piedi di scatto e terrorizzato fissa Velluto disteso in terra. Dalla porta di sinistra e da quella superiore escono Matilde, Valeria)
Scena XII
(Velluto Matilde Valeria Roberto Marcello Salvatore Raimondo poi Nicola Fiorella)
MATILDE Che successo?
VALERIA (dal ballatoio, vedendo il corpo di Velluto, lancia un grido) Ah! Chi avete ammazzato?
SALVATORE (che si chinato sul corpo di Velluto, a Roberto) E morto! hai ucciso un uomo!
ROBERTO Oh Dio, cosa ho fatto! Oh Dio, cosa ho fatto! Credevo fosse scarica! L'ho ucciso!
(esce di corsa dalla porta lasciando cadere la pistola. Dalla sinistra entrato, su questa ultima battuta, Nicola spinto da Fiorella)
NICOLA (vedendo fuggire Roberto, guardando il corpo) Alessio!
SALVATORE Non Alessio: Velluto!
FIORELLA Velluto? Morto?
SALVATORE No. Non morto. (a Velluto) Velluto, alzati. La parte di cadavere finita. Anche lui, come Alessio, ha fatto finta di morire. (Velluto si alza tra lo stupore generale)
NICOLA (emozionato) Come avete detto? Alessio non morto?
FIORELLA Ma come pap? Alessio non morto?
SALVATORE No, pi vivo di un'anguilla. A Don Raimondo non serviva un morto morto, ma un morto vivo, altrimenti come poteva farvelo apparire di notte e ossessionarvi fino al punto di farvi impazzire?
RAIMONDO Mi rifiuto di rispondere alle assurdit di un pazzo criminale come voi! Lasciatemi uscire!
NICOLA (esaltato) Io non capisco niente. Perch mi volevano fare impazzire?
SALVATORE Per farvi interdire. Altrimenti come poteva seguitare a sperperare allegramente il vostro patrimonio?
NICOLA Non possibile! Tu Raimondo non puoi aver fatto questo! lo non ci credo!
RAIMONDO Non devi credervi! Ti giuro che sono vili menzogne di questo sporco individuo!
SALVATORE E allora perch volevate scappare?
RAIMONDO Per denunciare il vostro lurido ricatto.
SALVATORE E perch avete voluto trasportare il baule con il morto in questa casa?
RAIMONDO Per evitare che un eventuale sopralluogo trovasse il corpo in casa di Nicola.
SALVATORE E per trasportare il morto in un baule avete fatto dei fori per farlo respirare? E questa giacchetta servitorame, reperita nottetempo dal signor Velluto in casa vostra, come mai macchiata di questo sangue?
RAIMONDO Che domanda idiota! E il sangue dell'ucciso!
SALVATORE Ah! (a Nicola) Allora caro Nicola state tranquillo. Voi avete ucciso un bel vitellino di latte.
NICOLA Vitellino di latte?
SALVATORE S, perch all'analisi il sangue del caro Alessio risultato sangue bovino. Allora i casi sono due: o Alessio figlio d'una vacca o il sangue non era suo!
RAIMONDO Basta! Con quale diritto voi osate sottopormi ad un simile interrogatorio? Vi sfido a provare le vostre stupide accuse, senza testimoni!
SALVATORE Ah! Volete anche i testimoni? Benissimo. Signora Matilde, dov' vostro fratello?
MATILDE Commendatore, nello sgabuzzino...
SALVATORE Perbacco! Introducetelo con tutti gli onori!
Scena XIII
(Antonio Matilde Salvatore Raimondo Nicola Fiorella Velluto Valeria Marcello )
(Matilde va nello sgabuzzino e rientrano porta Antonio legato come un salame)
MATILDE Prego, accomodatevi Don Salvatore. Siete in casa vostra!
SALVATORE (ad Antonio) Ma cosa mai vi siete messo a fare? Come mai vi siete legato a codesta maniera? Mettetevi pure in libert. Scioglietelo! (Matilde scioglie Antonio che resta zitto e mortificato)
RAIMONDO Vedo dai vostri modi che siete solo un gangster! (ad Antonio) E voi come permettete a questo delinquente di spadroneggiare in casa vostra? Sappiate che quest'uomo (indica Salvatore) l'amante di vostra moglie!
(Nuova risata generale)
ANTONIO (sconfortato) Ah!
RAIMONDO Come? Vi deridono e voi non vi ribellate?... Don Salvatore! ... Don Salvatore!
ANTONIO(scocciato) Ma io non sono Don Salvatore... Don Salvatore lui (indica Salvatore)
RAIMONDO (fulminato) Lui? Ma come? Lui ?... Ma allora tutto un complotto! Vigliacchi! Anche voi contro di me, dopo che vi ho dato duecentomila lire?
SALVATORE (sobbalzando) Quanto avete detto? Duecentomila? (ad Antonio) Verme spudorato! Ignobile parassita! Mi hai voluto fregare anche centomila lire! (alza il braccio pi per minacciarlo che per colpirlo)
FIORELLA Pap, ti prego! Calmati!
SALVATORE (abbassando il braccio) E va bene! Ne riparliamo dopo! Prima finiamo di sistemare il candido fiorellino (a Raimondo) Dunque, ora che mi avete smascherato davanti al marito come l'amante di questa cara gentildonna, possiamo anche andare in questa, no?
RAIMONDO Ma allora volete proprio ricattarmi?
NICOLA (esplodendo) Ricattarti? Noi? Con quale coraggio dici questo, tu, che cercavi di compiere su di me uno dei delitti pi infami! Assassino! Ti approfittavi del mio stato per sconvolgere la mia mente! Ti giuro che se potessi muovermi ti ucciderci con le mie stesse mani!
SALVATORE E perch non vi muovete?
NICOLA Per questa maledetta gamba rotta!
SALVATORE Muovetevi, muovetevi pure. Non rotta.
FIORELLA
NICOLA Come, non rotta?
SALVATORE No. Vi abbiamo ingessato una gamba sana quando vi siete addormentato per la sbornia presa.
NICOLA E perch lo avete fatto?
SALVATORE Per impedirvi di tornare a casa sotto le grinfie del vostro affezionatissimo tutore.
NICOLA (alzandosi comicamente con la gamba ingessata) Grazie anche di questo! (andando minacciosamente verso Raimondo, che indietreggia impaurito) E grazie di avermi dato la soddisfazione di poter...
FIORELLA (fermando Nicola) No, Nicola, No, questo no!
NICOLA Va bene! (a Raimondo) Per, ascoltami. Io non ti denuncer, solo per non dare un dolore a mia madre e per non macchiare il nome della nostra famiglia, ma ti giuro che se ti trovo in questa citt quando io sar guarito ti far andare in galera come il pi spregevole dei delinquenti! Hai capito, Raimondo?
RAIMONDO Come vuoi... (Raccoglie il cappello, se lo mette in testa e fa per avviarsi verso l'uscita)
SALVATORE Prego! In casa di Salvatore Lamanna anche i criminali tengono il cappello in mano! (toglie il cappello di testa aRaimondo) Buonasera. (Raimondo prende il cappello ed esce)
Scena XIV
(Antonio Matilde Marcello Salvatore Fiorella Nicola Velluto Valeria)
MATILDE Ges! Quanto bello! L'uscita l'ha fatta proprio bene! Mi piaciuta molto. Sembrava Ruggero Ruggeri nel Piacere dell'onest. (L'atmosfera generale si rasserena)
MARCELLO Don Salvatore, allora posso tornare all'edicola?
SALVATORE Un momento! Non finito. C' ancora questo bravo giovane. Abbiamo gettato fuori il letame, ma c' rimasto il puzzo. Duecentomila lire! Vigliacco, spudorato!
ANTONIO (cercando d'impietosirlo) Don Salvatore, scusate... lo ho cercato di aiutarvi...
SALVATORE Che hai fatto?
ANTONIO Come testimone necessario ho contribuito a che il reo fosse confesso.
SALVATORE Con fesso vorrai dire! Reo con fesso, perch era insieme a te. E ora, fuori! Vattene! (Antonio si alza e va verso la porta. Poi si ferma)
ANTONIO Don Salvatore, ascoltatemi...
SALVATORE E non farti vedere pi in casa mia! Fuori! (aMarcello) E voi, Marcello, prendete tutto il mobilio di questo farabutto e scaraventatelo nella strada dietro di lui.
ANTONIO(arrivato alla porta) No. Non lo potete fare, i mobili sono dell'infermiera dei terzo piano! (esce velocemente, rincorso da Marcello)
Scena XV
(Velluto Matilde Valeria Salvatore Nicola Fiorella)
NICOLA(commosso) Don Salvatore non so come esprimervi la mia gratitudine... Grazie! Grazie! Voi mi avete salvato ed io vi sar riconoscente per sempre!
FIORELLA Ma tu, pap quando cominciasti a capire che c'era qualcosa sotto?
SALVATORE Quando dal baule spar il morto. Ora dato che un morto che cammina io lo chiamo un morto vivo; pensai: qui fanno camminare i morti per spaventare i vivi. E chi voleva spaventare?
NICOLA Me!
SALVATORE Certo, voi!
NICOLA Il bello che quella notte, l'unica persona che ha dormito sono stato io!
FIORELLA Per forza, con quella doppia dose d sonnifero che ti ha dato la mamma!
SALVATORE Un momento! Che cosa significa: che ti ha dato la mamma?
FIORELLA S, pap! Glielo dette la mamma!
SALVATORE No. Non fraintendermi. Cos' questo tu. Cos' questa confidenza che hai con il signor Nicola?
NICOLA(imbarazzato) Don Salvatore, vedete, Fiorella ed io ci diamo del tu perch... Don Salvatore, noi ci vogliamo bene!
SALVATORE Ah! Non avete perso tempo!
NICOLA Lo so. Ma non colpa mia se mi sono innamorato subito di vostra figlia.
SALVATORE Ah! (a Fiorella) E tu?
FIORELLA Anch'io pap. Gli voglio tanto bene!
NICOLA Don Salvatore, una cosa seria, sapete! Fiorella cos dolce, cos dolce... lo non sono mai stato tanto felice... Sento che desidero solo stare vicino a lei... Per sempre... lo la voglio sposare, Don Salvatore... (Fiorella rimane interdetta e commossa)
MATILDE Ges! Ges! Fiorella, hai sentito. Ti vuole sposare!
SALVATORE Calma! Un momento! Caro Nicola, io vi ringrazio veramente per l'onore che fate a me e a tutta la mia famiglia... Vi giuro che sono commosso e non so neanche io che cosa dire perch sentire chiedere la mano della mia bambina da un signore come voi, qui... fa una certa impressione...
NICOLA Allora, Don Salvatore, abbiamo il vostro consenso?
SALVATORE No...
(Tutti hanno un moto di sorpresa)
FIORELLA Pap!
MATILDE
VALERIA Ma, Salvatore?
SALVATORE No, non posso darvi il mio consenso, ora... vedete io sono certo che voi volete molto bene a mia figlia, in questo momento. Fiorella vi stata vicina, vi ha curato, vi ha fatto sentire il suo affetto in un momento cos brutto per voi... e facile, credetemi, innamorarsi in questa situazione, specialmente di una figlia, che cos buona e cara... Ma credo, che voi abbiate visto in lei qualcosa, come dire? pi grande di lei. Perci ritornate a casa vostra nel vostro ambiente e quando sar passato un po' di tempo saprete se il vostro amore cos forte da desiderare Fiorella per sempre, e, soprattutto, da farvi passar sopra al fatto di esser nata in una famiglia, diciamo, un po' troppo pittoresca come la nostra.
NICOLA Ma io sono sicuro...
SALVATORE Voglio essere sicuro anch'io. Andate, toglietevi il gesso. Dovete ritornare a casa vostra. Vi accompagner Fiorella.
NICOLA Va bene! Ma io sono certo del nostro amore.
(Nicola mette un braccio sulla spalla di Fiorella ed i due escono abbracciati dalla porta di sinistra)
Scena XVI
(Velluto Matilde Salvatore Valeria)
VELLUTO Don Salvatore, allora congratulazioni. State per diventare barone!
SALVATORE Non diciamo fesserie!
MATILDE Invece ha ragione! Quando Fiorella si sar sposata, anche io in fondo far parte della nobilt.
SALVATORE S, con lo stemma diviso in due, da una parte scritto Signori e dall'altra Signore! (a Velluto) Piuttosto, Velluto, la carrozzella libera. Ti puoi riprendere anche nonno Simeone.
VELLUTO Ah! Bene! E dov?
SALVATORE A letto lo abbiamo messo e a letto lo ritrovate.
VELLUTO Ma sempre vivo?
SALVATORE Credo.
VELLUTO Perch non l'ho pi sentito cantare.
SALVATORE Per questo non vi impressionate. Abbiamo scoperto che sta zitto anche a succhiare il pomo dell'ombrello di Matilde. E meno dolce della menta, ma dura di pi! Tieni... (gli porge un biglietto da mille lire) Queste sono le mille lire per il noleggio.
VELLUTO Don Salvatore, se permette, con le mille lire dei noleggio voglio fare un omaggio alla Signorina Fiorella per il fidanzamento.
SALVATORE Grazie, Velluto. Sei molto gentile. (d le mille lire a Matilde) Tieni, compra due fiori e mettili nella stanza di Fiorella...
VELLUTO (estraendo di tasca un orologio da polso) E questo, per favore, lo date al signorine Nicola...
SALVATORE Perbacco, sei in vena di regali! Un orologio?!
VELLUTO No, questo l'orologio suo...
SALVATORE E come mai ce l'hai tu?
VELLUTO Prima, durante la visita medica, tastandogli il polso, mi scivolato in tasca... La forza dell'abitudine! (esce)
(Salvatore rimane un istante fermo a guardare la porta chiusa da Velluto, poi si passa una mano sul volto come se fosse stanco e comincia a togliere giacca e colletto)
SALVATORE (a Matilde) Matilde, per favore vammi a prendere la marsina.
MATILDE Vado, Salvatore. (si avvia alla porta superiore)
Scena XVII
(Valeria Salvatore)
VALERIA Te ne vai?
SALVATORE Certo! Devo andare al rinfresco di chiusura del congresso enologico internazionale.
VALERIA E di Fiorella non ne parliamo?
SALVATORE Quello che dovevo dire, l'ho gi detto.
VALERIA Ma come? La prima sera che puoi rimanere in casa senza nasconderti, te ne vai?
SALVATORE E proprio cos.
VALERIA E si pu sapere a che ora torni?
SALVATORE Non lo so. Tardi, molto tardi. In ogni modo non ti preoccupare. Sei padrona di fare quello che vuoi... Anche se non ti trovo in casa non ha valore.
VALERIA Uh! Ma che stai dicendo?
SALVATORE Ah! Perch non ti sei resa conto che le cose sono cambiate fra noi?
VALERIA Quali cose?
SALVATORE Senti, non ho voglia di discutere... Dopo quello che so, non c' nessuna ragione che noi due restiamo insieme...
VALERIA Ma che cosa sai?
SALVATORE Una cosa sola: che non mi vuoi pi bene. Ed l'unica che conta. Io non so se mi hai tradito, se non mi hai tradito... Non ho voluto neanche indagare... tanto le cose non sarebbero cambiate. Perci, vedi, te lo dico molto semplicemente; meglio che tu vada per la tua strada ed io vada per la mia...
VALERIA Perch tu fino a ora sei venuto per la mia strada? O non sei invece andato per la tua strada, senza preoccuparti minimamente di quale fosse la mia.
SALVATORE Pu darsi. Per io almeno non ho mai smesso di volerti bene.
VALERIA Comodo! E come me l'hai dimostrato: facendo solo quello che ti piaceva fare, non degnandoti mai di farmi partecipare alla tua vita, lasciandomi sempre sola in questa casa... che non neanche la mia... perch non sono tua moglie.
Scena XVIII
(Matilde Valeria Salvatore)
(Matilde compare dalla porta superiore. Ha in mano la marsina e il cilindro di Salvatore. Valeria si interrotta e Salvatore resta in silenzio. Matilde lo aiuta a infilarsi la marsina)
MATILDE Salvatore non prendere pi le pesche sciroppate, perch ho provato a smacchiarti le falde, ma le macchie fioriscono sempre.
SALVATORE Grazie, Matilde. Mi prendi anche i guanti e il bastone.
(Matilde esce da sinistra)
SALVATORE (dopo esser rimasto un altro istante in silenzio, accomodandosi il vestiario) Volevo dire... Tu sei nata a Santa Martinella, vero?... E Comune?
VALERIA S. Perch?
SALVATORE Sar bene che tu richieda la fede di nascita e lo stato di famiglia... Per i documenti che si debbono fare qua a Napoli incarico Rigoletto che ha il compare in Municipio.
VALERIA La mia fede di nascita? Per che fare?
SALVATORE Le pubblicazioni.
VALERIA (dopo un attimo di pausa) Mi vuoi sposare?
SALVATORE S. Ti voglio sposare. Soprattutto per nostra figlia. Se Fiorella ha la fortuna di essere accolta in quella famiglia voglio che almeno entri onorata e con le carte in regola.
MATILDE (rientrando con bastone e guanti li guarda) Uh, il fidanzamento di vostra figlia vi ha messo proprio una grande gioia, a voi! Sembrate a un funerale!
VALERIA (a Salvatore che sta infilandosi i guanti) Allora, non vuoi dirmi neanche a che ora torni?
SALVATORE (la guarda un istante, in silenzio, poi) Le decorazioni cecoslovacche! (Valeria va alla credenza, prende il collare della decorazione)
VALERIA (mettendogli al collo le decorazioni) Ti aspetto.
MATILDE Salvatore, se ti capitano i bign con lo zabaione, ricordati che mi piacciono assai.
SALVATORE Hai fatto bene a ricordarmelo! A proposito. Le saccocce! (estrae di tasca le saccocce, se le lega alla vita, le sposta dietro le falde, si accomoda la giacca, si mette il monocolo)
VALERIA Torna presto.
SALVATORE Ciao. (si avvia verso la porta, poi torna indietro) Senti, Valeria del nostro matrimonio, non ne parlare in giro... (a Matilde) E neanche tu, capito? Voglio fare una cerimonia strettamente familiare... Non vorrei che, tra gli invitati, capitasse qualche Salvatore Lamanna! (esce)


