"L'armadio di Giulio"
Commedia-farsa in tre atti di Sergio SCRIBANO.
La disperazione molte volte conduce ad elaborare dei progetti particolari, spesso diabolici. E' quanto pensa di fare Armando Mariotti (il protagonista della commedia), esasperato, anche troppo, dai continui danneggiamenti che si verificano da qualche tempo in casa sua e che, per una strana coincidenza, sembrano essere provocati dalla sua ... fidatissima cameriera.
Il progetto di Armando, gi singolare e parecchio inverosimile, avrebbe potuto ottenere il risultato sperato se non fosse stato irrimediabilmente compromesso dal suo complice, Giulio, un ragazzo dai mille risvolti.
Ma a guardar bene, anche il nostro protagonista commette degli errori: innanzitutto appare troppo sicuro di aver portato perfettamente a buon fine una particolare truffa da lui tramata, ma che, come si vedr, riserva delle spiacevoli sorprese; in secondo luogo, sempre il nostro Armando, non ha ben previsto che nello stesso giorno in cui ha progettato il suo perfido piano, la figlia porter in casa il suo fidanzato, per le presentazioni di rito.
La mattinata, cos, trascorre velocemente: tra la necessit ormai irrinunciabile di eseguire il piano, una serie di imprevisti non calcolati e il tentativo di risolverli nel migliore dei modi. A questo punto di tutto pu succedere! Ma come se non bastasse, i tempi stringono, forse pi di quanto Armando aveva previsto, gli eventi lo travolgono in un va e vieni di qui pro quo, ... la mano gli trema, ... l'armadio non mai vuoto.
In un vortice cos avventato, frenetico, affrettato, precipitoso, sconsiderato, tra mille risate, l' "Armadio di Giulio", la storia di cinque personaggi coinvolti nella ricerca di un gatto ... che non c'!
"L'armadio di Giulio"
Commedia-farsa in tre atti di Sergio SCRIBANO.
Personaggi:
Armando Mariotti (55* anni)
Mariapia Immacolata (la sua cameriera - 40* anni)
Giulio (il suo complice - 25* anni)
Dr. Nuvolotti (il suo futuro genero - 35* anni)
Anna Mariotti (sua figlia - 30* anni)
* l'et prettamente indicativa.
La scena, unica, rappresenta l'ingresso soggiorno dell'abitazione di Armando Mariotti. A destra e a sinistra vi saranno due uscite: quella di destra, con porta, condurr all'esterno della casa; quella di sinistra, solo uscita, condurr nel resto dell'appartamento. L'arredo sar tipico del vano. Indispensabili saranno: tavolo e sedie, telefono, interruttore semi-nascosto per energia elettrica. Sulla parete di fondo della scena sar ricavato un armadio a muro ad ante e con uscita sulle quinte (onde evitare lunghe permanenze dell'interprete al suo interno).
Le vicende interpretate si svolgono nell'arco di mezza giornata.
La durata prevista della commedia di circa due ore.
I suggerimenti tra le battute si lasciano alla libera interpretazione dell'attore e/o del regista.
"Esce" si riferisce al momento in cui il personaggio lascia la scena per recarsi nel resto dell'appartamento (uscita a sinistra).
"Entra" si riferisce al momento in cui il personaggio entra in scena (se non diversamente specificato s'intende dal resto dell'appartamento).
"Va via" indica il momento in cui il personaggio abbandona la scena per recarsi fuori dall'appartamento (uscita a destra).
Nomi e fatti sono frutto di semplice fantasia.
ATTO I
ARMANDO - (Solo. Ha appena accompagnato qualcuno che non si vedr. Sulla porta d'ingresso) Buongiorno, buongiorno, ... stato un piacere averla conosciuta. (appena l'altro via completamente cambia espressione, rivolgendosi alla porta chiusa) Ladro! Ladro, sfruttatore e vigliacco. Pazzo, criminale e rapinatore: trecentocinquantamilalire per un tubicino. Meno male che era un idraulico di fiducia! (entra Mariapia) Oh Mariapia Immacolata, sa quanto ha voluto il suo dottor idraulico di fiducia: trecentocinquantamila, per dieci minuti di lavoro; la prossima volta, lo scelgo io un idraulico di fiducia, ... anzi lo faccio io l'idraulico.
MARIAPIA - L'avrebbe potuto fare anche adesso; stato lei a chiedermi un idraulico di mia conoscenza e io ho scelto un vero professionista: mi sono sempre trovata bene con lui. Quello si che un galantuomo!
ARMANDO - Un galantuomo? ... Sicura? Io dico che almeno ... due galantuomini: visto che si fa pagare il doppio!
MARIAPIA - Ma lei, scusi, perch non tiene in casa dei recapiti di operai specializzati? Si sarebbe potuto rivolgere benissimo a loro, se quelli che conosco io non la convincono!
ARMANDO - Perch non ho il recapito di operai di fiducia? Vuole proprio saperlo? Le ricordo che per quarant'anni in questa casa non mai dovuto entrare nessuno. Non c' stato mai un guasto; n all'impianto elettrico, n ai termosifoni, n ai tubi dell'acqua, eccetera, eccetera; non come sta accadendo da qualche tempo a questa parte. Chiss poi, ... per quale motivo! (con sguardo sospettoso verso la donna) Vede perch, cara Mariapia Immacolata, non ho mai avuto bisogno di operai di fiducia.
Suonano. Mariapia apre. E' Giulio: ha un aspetto buffo, capelli spettinati, sguardo svampito, indumenti in disordine, calzoni corti.
GIULIO - Buongiorno!
ARMANDO - Buongiorno Giulio, benarrivato! ... Sai che i ladri oramai si sono messi a fare gli idraulici?
GIULIO - Vero? Mio padre ha sempre detto che i veri ladri sono i politici. Da quando si sono messi a fare pure gli idraulici? (non capisce il senso della battuta)
ARMANDO - (ha sempre, nei confronti del ragazzo, uno sguardo misto di rabbia e compassione) Ah si, cos dice tuo padre? Ora per svolgono una doppia attivit: politico e idraulico! ... Giulio, figlio del Signore, era una battuta! Mi accorgo che conservi sempre il tuo formidabile intuito! ... Comunque, lasciamo perdere. ... Era proprio ora che arrivassi: t'avevo detto di venire presto, anzi prestissimo, perch arrivi ora? Non ti accorgi che qua la situazione sta diventando gravissima? (sospettoso guarda ancora la donna impegnata nelle faccende domestiche)
MARIAPIA - Quale situazione?
ARMANDO - Mariapia Immacolata, affari tra me e Giulio.
GIULIO - Ho avuto molto da fare: mio padre stamani mi ha ordinato di andare ai mercati generali, ma una volta l, non mi sono pi ricordato perch c'ero andato e cos sono dovuto tornare e poi riandare. Ma quando sono riandato mi sono distratto e sono andato alla Stazione, allora sono tornato da mio padre per farmi ridire dove dovevo andare, e lui mi ha tirato una scarpa, che poi si rotta. Alla fine per ...
ARMANDO - (interrompendo) Non mi frega niente di quello che hai fatto, potevi almeno avvisare che avresti ritardato.
GIULIO - Ed quello che ho fatto: ho provato a chiamare pi volte, come m'aveva detto mio padre, ma voi non sentivate. Poi mio padre m'ha tirato l'altra scarpa e mi ha spiegato che dovevo chiamarvi col telefono, non a voce, ma qua non rispondeva mai nessuno. Cos mio padre, che nel frattempo si era arrabbiato parecchio, mi ha legato davanti la TV e poi ...
ARMANDO - Come non rispondeva nessuno, siamo stati sempre in casa. Mariapia Immacolata, ha sentito il telefono squillare?
MARIAPIA - Si stamani, presto. Era la signorina Anna che ha confermato il suo arrivo oggi, a pranzo, col suo fidanzato. Non se ne dimentica, vero?
ARMANDO - Che dimentico, dimentico! Oggi finalmente conoscer il mio futuro genero, il dottor Nu ... Nuvolo ... com' che ha un cognome cos difficile questo!
MARIAPIA - Nuvolotti, dottor Nuvolotti! Mi pare piuttosto semplice!
ARMANDO - Ecco, Nuvolotti; ... Nuvolotti, Nuvolotti: devo impararlo bene. E che ha detto, che ha detto: vengono direttamente a pranzo, tutto come stabilito?
MARIAPIA - Si verso l'una. M'ha detto di dirle che confermava precisamente ci che avevate stabilito.
ARMANDO - Perfetto! Vengono all'una in punto allora, esattamente fra tre ore. Vedi Giulio che il telefono funziona! Mariapia Immacolata ha parlato con mia figlia regolarmente. ... Chiss che numero hai composto? Sai comporre i numeri, Giulio?
GIULIO - Conosco i numeri fino a dieci e ho composto il suo numero: 9641331, lo so pure a memoria; non rispondeva nessuno, lo giuro! Ho telefonato appena un'ora fa.
ARMANDO - Il 9641331, un'ora fa! ... Mariapia Immacolata, mi sorge un terribile dubbio: lei quando ha parlato con Anna?
MARIAPIA - Pi di due ore fa.
ARMANDO - E' sicura?
MARIAPIA - Sicurissima!
ARMANDO - (Alza il telefono) Muto completo! (sbatte isterico la testa sul tavolo, poi a denti stretti) Si rotto il telefono! ... Mi era sembrato strano che il telefono fosse rimasto indenne a questa ondata di sciagure: mica poteva essere un miracolato? Dopo il frigorifero, lo scaldabagno, i tubi dello scarico, per voler citare solo gli ultimi eventi, pure il telefono, ... e mi pare giusto, mi pare proprio giusto! (sbatte ancora la testa sul tavolo) Sembra quasi che ci sia una maledizione in questa casa! Lei non trova Mariapia Immacolata?
MARIAPIA - Eh si! Ma dimentica i termosifoni, l'altro ieri!
ARMANDO - (ironico) Oh, ohhh che distratto, grazie! Mi ero scordato dei termosifoni! Mariapia Immacolata, potrebbe evitare la prossima volta di ricordarmelo, mi vengono certe fitte al cuore, sa? Mi ribolle tutto il sangue dentro, mi si attorcigliano tutte le budella e mi sento come una vampa di fuoco nello stomaco: mi crede se le dico che mi sento quasi morire? ... eh? Soprattutto se penso che il suo termosifonista di fiducia, per carit di fiducia, ha voluto ottocentomilalire ... A proposito non che conosce pure un telefonista?
GIULIO - Lo conosco io! Devo avere il suo biglietto da qualche parte, ... eccolo!
ARMANDO - Come siete forniti tutte e due: se non provvede l'uno rimedia subito l'altro. Fa vedere: 'La Telefonia'. Proviamo a chiamare questo, con la speranza che non sia un ladro, al pari del termosifonista o dell'idraulico di fiducia. ... (guarda il ragazzo per mettere a prova la sua attenzione) Giulio, telefona tu! (mentre il ragazzo compone il numero) Che poi vengono tutti ben vestiti, dovresti vederli caro Giulio, giacca e cravatta, sembrano dottori, altro che elettricisti; l'idraulico aveva pure l'assistente.
GIULIO - Se sono anche dei politici avranno pure la segretaria! Giusto? E poi con una doppia attivit, idraulico e politico, chiss quanto guadagnano?
ARMANDO - (guarda sconsolato il ragazzo, poi) Che muto?
MARIAPIA - Certo non funziona!
ARMANDO - Certo non funziona, ... lo so benissimo che non funziona; Giulio, come credevi di poter telefonare al telefonista col telefono rotto. Sono circondato da degli inetti. E' questa la verit!
GIULIO - Ma io che ne sapevo che era rotto!
ARMANDO - Ah, che ne sapevi? E allora perch mi hai dato il numero del telefonista? Imbecille! ... Giulio, sveglia, ti voglio sveglio, altrimenti non possiamo fare il nostro lavoretto: e dobbiamo farlo bene, capito? A proposito Mariapia Immacolata, per cortesia, potrebbe continuare i suoi lavori, io e Giulio dobbiamo discutere di una cosa!
MARIAPIA - E di cosa?
ARMANDO - Di cosa? Carissima Mariapia Immacolata, mi pare di avere appena detto che io e Giulio dobbiamo discutere di una cosa, non io, lei e Giulio: non so se sono stato chiaro? (Mariapia esce) ... Allora Giulio, a noi. Apri bene le orecchie: non so se hai notato cosa succede in casa mia da un po' di tempo a questa parte.
GIULIO - No, cosa succede?
ARMANDO - E figurati! ... Giulietto, non ti sembrano un po' strani tutti questi incidenti? Per quarant'anni in questa casa non mai dovuto entrare un operaio di qualsiasi sorta, mai un guasto, mai una riparazione e ora di colpo, da sei mesi a questa parte, da quando mia figlia andata a vivere da sola e mi ha costretto ad assumere quella specie di mongolfiera, in questa casa succede l'inverosimile.
GIULIO - E quando lo riparate?
ARMANDO - Cosa?
GIULIO - L'invero ... come si chiama quello ...
ARMANDO - L'inverosimile? Giulio, Giulio del mio cuore, fai un passo avanti e guardami negli occhi un attimo, concentrati (l'uno di fronte all'altro) ... voglio dire che in questa casa succedono cose stranissime; tanto per non andare lontani nel tempo, solo nell'ultima settimana sono entrati per riparazioni varie due volte l'elettricista, l'idraulico appena uscito e il telefonista dovr chiamarlo al massimo nel pomeriggio.
GIULIO - E il termosifonista? (quasi con un lampo di genio)
ARMANDO - (indispettito per l'affermazione del giovane) Vero pure quello, allora sei stato attento? ... Quello mi costato ottocentomilalire, che aggiunte agli altri, fanno esattamente unmilionesettecentomila; e questo solo in 10 giorni!
GIULIO - Ma questa sfortuna!
ARMANDO - No, questa non solo sfortuna; questo si chiama malocchio, iella! Non sono mai stato superstizioso, per certi eventi ... : tu ti chiedi perch tutte queste rotture, in tutti i sensi, avvengono da sei mesi a questa parte eh, semplice no? (indica la porta con lo sguardo)
GIULIO - (che non ha capito) Si semplice.
ARMANDO - Ed ogni cosa che si rompe stata solo un attimo prima toccata o utilizzata da quella l. (gli fa dei cenni d'intesa)
GIULIO - (ripete i gesti) Quella l, ... l chi? La porta?
ARMANDO - La porta te la sfascerei in testa, deficiente. Allora non mi segui? Mariapia Immacolata, non lo vedi, il telefono? ... L'ultima ad utilizzarlo chi stata? (sicuro della risposta)
GIULIO - Chi?
ARMANDO - Giulio, mi verrebbe da spaccarti le gengive! Ma dove sei stato fino ad ora: stata lei che ha parlato con mia figlia, l'abbiamo detto solo qualche minuto fa, possibile che non riesci a collegare? Sono sicuro che lei ad aver portato la sventura in casa mia! Ti racconto un fatto accaduto il mese scorso: lei, quella l (indica ancora la porta, ma si accorge che il ragazzo la guarda incuriosito), non la porta Giulio, guarda me, lei Mariapia Immacolata, ... m'aveva detto di aver lavorato come parrucchiera e si era prestata a tagliarmi i capelli, mi volle fare lo schampoo per forza, capisci lo schampoo, io gi sospettavo ma non ne ero sicuro; tutta la testa, mi ha insaponato tutta la testa, me l'ha toccata ... la testa, capisci? Appena fin di farmi lo schampoo, s'allontan per prendere le forbici, quando sentii un rumore sopra di me, alzo gli occhi e un pezzo d'intonaco mi cadde preciso qui, nel centro della testa: che lei aveva appena finito d'insaponare, capisci Giulio? Risultato sei punti di sutura, pi trecentomila al gessista per riparare il danno al soffitto.
GIULIO - Mamma mia, ma che ha in quelle mani: una disgrazia vivente. Tutto quello che tocca rompe? ... Non sar mica una strega?
ARMANDO - ... Forse Giulio! La verit che tutto ci che tocca, dopo un po' si rompe: e il telefono e il frigorifero, capisci? Mi si stanno strappando tutti gli indumenti, perch lei a lavarli: ne sono sicuro! ... Hai ragione forse una strega: la faccia mi pare proprio da strega!
GIULIO - Ma perch non la licenzia?
ARMANDO - Se fosse per me! E' per mia figlia, lei che l'ha mandata qui in casa. Se la licenziassi, cosa le direi, che era una iettatrice, ... non crederebbe mai ad una parola di tutta questa storia.
GIULIO - Ma questi sono fatti!
ARMANDO - Bravo questi sono fatti e ora poche chiacchiere Giulio: devi aiutarmi, solo tu puoi aiutarmi. Dove lo trovo un altro deficen ... , cio un altro volenteroso come te?
GIULIO - Io? E come dovrei aiutarla io?
ARMANDO - Semplicissimo: ho scoperto che codesta abbandon un precedente lavoro, perch credeva che quella casa era sotto l'influenza di spiriti maligni, di fantasmi, dicono che li vedeva dappertutto. Ora, se noi le faremo credere che qua vive un fantasma ...
GIULIO - Qua vive un fantasma?
ARMANDO - Si bravo qua!
GIULIO - Dove?
ARMANDO - L! (indica l'armadio a muro)
GIULIO - L! Oh Dio, io ho paura! Se l vive un fantasma ... io vado via! ... Buongiorno!
ARMANDO - Idiota, fermati! Dobbiamo farlo credere a lei che l vive un fantasma, non lo devi credere tu!
GIULIO - Allora non c'!
ARMANDO - Ma certo che non c', sciocco! Se qua ci sar un fantasma, sarai tu!
GIULIO - Io?
ARMANDO - (apre l'armadio, prende un lenzuolo) Guardami bene; tu indosserai questo lenzuolo da fantasma. ... Rimarrai chiuso per cinque minuti nell'armadio, io, nel frattempo, far entrare in questa stanza Mariapia Immacolata e quando dir "stasera non cener in casa", tu attaccherai quest'interruttore, vedi questo (indicher un interruttore all'interno dell'armadio) e uscirai fuori; lei presa dalla paura si licenzier e andr via. Capito?
GIULIO - Solo perch ha visto un fantasma?
ARMANDO - E bravo Giulio, sembreresti quasi un ragazzo normale! ... No, non solo! Vedo che se ci guardiamo dritti negli occhi, ti inizi a svegliare! Ascolta: ho architettato delle cosette molto strane in questa casa; cosette che stanno gi mettendo parecchia paura a quella maledetta iettatrice. Sta a vedere. (ad alta voce, verso la porta delle stanze) Mariapia Immacolata! ... Guarda, guarda, Giulio.
MARIAPIA - (entra) Si signor Armando.
ARMANDO - Senta, dovrebbero esserci dei sonniferi in camera mia, potreste portarmeli?
MARIAPIA - Certamente. (esce)
ARMANDO - Shhsch, ascolta (s'avvicinano alla porta con orecchio teso)
F.S. - Ahahahahah (urlo)
GIULIO - Che successo: morta?
ARMANDO - No, caro Giulio, avr visto tutti i quadri della mia stanza con tutte le raffigurazioni alterate: le ho trasformate io, personaggi indemoniati, con occhi gialli, sangue in testa, mi costato qualche sacrificio, ... eccola, eccola.
MARIAPIA - (entra allarmata) Signore! I suoi quadri, sono tutti stravolti, i personaggi hanno assunto tutti un'espressione stranissima, paurosa, orribile! Ma che successo?
ARMANDO - Ma che dice, ancora con queste storie; questa un'altra delle sue solite allucinazioni: la stanza tutta al buio, chiss cosa avr visto? O pensa veramente che i quadri possano animarsi, o magari, che so, trasformarsi in fantasmi. Eh? Non dica scemenze.
MARIAPIA - No, no per carit, non mi parli di fantasmi; per la seconda volta che succede!
ARMANDO - E ce ne sar pure una terza, se non si rilassa! Allucinazioni cara mia, lei ha le allucinazioni. Ascolti piuttosto, perch non prende per Giulio, nell'armadietto dei medicinali, quella pomata miracolosa contro i dolori reumatici. Poverino ha tanto mal di schiena.
GIULIO - Ma veramente sto ...
ARMANDO - Giulio, ragazzo mio, hai mai di schiena, e basta! Vedi! (lo colpisce con un pugno alla schiena)
GIULIO - Ahi, che dolore! Ahi, ahi! ... (a Mariapia) Subito, la pomata!
MARIAPIA - O poveretto, mal di schiena! Io ho fatto un corso per massaggiatrici, sono diventata pure brava, mi chiamavano "mani di velluto": vuoi che ti faccia un massaggio, Giulio?
GIULIO - (spaventato, con lo sguardo fisso sulle mani della donna) No, no per carit! Non mi metta le mani addosso! Aiuto signor Armando, non mi faccia toccare, solo la pomata, per favore, solo la pomata!
ARMANDO - E non fare cosi, stupido. Mariapia Immacolata gli prenda la pomata, dai! Niente massaggi! ... Gentilissima comunque!
MARIAPIA - Come volete, ma vi assicuro che ho delle mani miracolose. (esce)
ARMANDO - Non lo metto in dubbio! ... (rivolto a Giulio) Shhsch, ascolta, ascolta.
F.S. - Ahahahah (urlo)
GIULIO - Un altro quadro?
ARMANDO - No, no, guarda.
MARIAPIA - (entra. Ha in mano una bambola nera, bruttissima, adornata a modi stregoneria) Signore, guardi! Un'altra di quelle orribili bambole.
ARMANDO - Ancora con queste bambole! Le ho detto che saranno state di Anna, ci avr giocato quand'era piccola e sono rimaste in giro.
MARIAPIA - Ma sono passati anni, ... e sono delle bambole orribili, dei mostri.
ARMANDO - E sono sue, giocava anche con quelle, glielo assicuro! Mia figlia ha avuto sempre degli strani gusti, in fatto di giochi.
GIULIO - Ma ora perch saltano fuori improvvisamente: anche nell'armadietto dei medicinali! Strano! (il solito lampo di genio)
MARIAPIA - Vero! Come mai?
ARMANDO - Ma a te chi ti ci immischia, fatti gli affari tuoi, idiota (rivolto a Giulio). Senta, (prende la bambola dalle mani di Mariapia e la lascia cadere sul divano) non si accorge che sempre la stessa: prima era nella sua camera, poi una volta trovata, distrattamente, l'avremo messa dentro l'armadio dei medicinali. Vero Giulio?
GIULIO - Bah, non so! A me pare un po' strano, ma se lo dice lei: cos!
ARMANDO - (guarda Giulio, come a volerlo strozzare) Che ragazzo intelligente! ... Mariapia Immacolata, lei troppo ansiosa, esageratamente preoccupata: non creder mica a certe sciocchezze?
MARIAPIA - No, no, ha ragione, meglio che vada a fare il bucato. A certe cose non voglio neanche pensarci.
ARMANDO - Ecco, meglio fare il bucato. Ed meglio che lo faccia in lavatrice, potrebbe rovinarsi le mani maneggiando continuamente acqua, e ... soprattutto vestiti.
MARIAPIA - Va bene, scusatemi! Ciao Giulio, salutami tua madre. (gli stende la mano per salutarlo. Il ragazzo si allontana timoroso. Esce)
ARMANDO - (con tono di rimprovero) Giulio, simpaticone, fai un passo avanti e guardami dritto negli occhi, attenzione concentrati, ti faccio una domanda semplicissima: come c' finita quella bambola tra i medicinali?
GIULIO - E infatti, a me fanno paura queste cose, come c' finita? Che so!
ARMANDO - Ma ce l'ho messa io, deficiente! L'ho detto poco fa: ho combinato delle cosette strane, quasi assurde: i quadri, le bambole ... Ci sei ora? E' possibile che non hai nessuna elasticit nell'afferrare i concetti che ti vengono spiegati?
GIULIO - No mi ero solo distratto ...
F.S. - Ahahahah (urlo)
GIULIO - Che c' ancora?
ARMANDO - Niente, sicuramente avr trovato il gatto morto in cucina. Gliel'ho messo io Giulio, stai tranquillo: quel poveraccio che hanno ucciso in strada ieri sera.
GIULIO - Ah, ecco! Infatti! Non mi sembrava che lei avesse un gatto in casa.
ARMANDO - Giulio, sai, mi viene il dubbio che mi sia rivolto alla persona sbagliata per mettere in atto il mio piano. Comunque, ormai l'ho fatto e basta! Ascolta bene per, dobbiamo fare in fretta, ma molto in fretta, prima che arrivino Anna col suo fidanzato, il dottor Nuvolacci, o Nuvolari, non ricordo, qualcosa di simile comunque. Attentissimo, allora tu ...
GIULIO - A proposito, prima che me ne dimentichi. In portineria c'era questa per lei. (estrae una busta)
ARMANDO - (la apre, la legge) Finalmente, era ora: mi hanno accettato la mia pensioncina d'invalidit. Altre novecentomila al mese.
GIULIO - Le hanno dato la pensione d'invalidit? Perch lei un invalido?
ARMANDO - (fa tremare velocemente l'avambraccio destro) Eccome: non si vede?
GIULIO - Oh, che l' preso, stia fermo! Cos': la sindrome della mucca pazza?
ARMANDO - (soddisfatto di s) Eh, eh, eh! Ma come che mi preso: la mia invalidit. Vedi Giulio, non tutti gli invalidi sono invalidi veramente. Se tu vuoi una bella pensioncina d'invalidit, ti fingi invalido, ti fai tremare la mano, magari ti rivolgi a qualche buon politico ...
GIULIO - Per questo ha chiamato l'idraulico, perch si messo a fare pure il politico, vero? ... Potrei farlo anch'io!
ARMANDO - ... Condizione essenziale affinch un individuo possa ottenere una pensione simile l'essere furbi Giulio; per cui non credo che a te potranno mai darla! Non so se rendo bene l'idea!
GIULIO - Perch, semplice, mi faccio tremare la mano e mi danno dei soldi!
ARMANDO - Che fai, che fai tu! Cretino, mica puoi chiedere la pensione per lo stesso motivo mio. Se pure a te inizia a tremare la mano, potrebbero pensare che ci sia qualche strana epidemia in questo palazzo; mica una cosa normale che tutti i condomini presentino la stessa patologia, non credi? Potresti cercarti un'altra scusa che so, potresti ... (dopo averlo guardato bene) comunque pu darsi che a te diano la pensione d'invalidit senza bisogno d'inventarti nulla, sai? ... Sei un privilegiato, Giulio!
GIULIO - A si?
ARMANDO - Ed pure serio! Senti Giulio, ti dispiace se di questo argomento ne discorriamo un'altra volta? Ho, anzi abbiamo, i minuti contati, capito?
GIULIO - Si, si, non vedo l'ora di vestirmi da fantasma! Me lo metto ora?
ARMANDO - Non ora Giulio. Comunque non un gioco, Ok? (s'avvicinano all'armadio) Allora, l'hai visto, qua c' un interruttore, appena tu lo azioni si diffonder nella stanza una musica tenebrosa, da quegli altoparlanti nascosti l (glieli indica). Li ho nascosti io Giulio, eh, non che ti impressioni, tutta una finzione, capito? Nello stesso momento la luce comincer ad andare e venire ad intermittenza: va e viene ... va e viene; ... tutto fatto da me, ... una finzione, ricorda!
GIULIO - Come ai Luna Park?
ARMANDO - Ecco bravo, come ai Luna Park!
GIULIO - Come negli aeroplani, vuuuuu. (imita l'aeroplano)
ARMANDO - Ecco, praticamente, si! Bravo, ma lasciamo stare le giostre. Piuttosto, quando azionerai quest'interruttore? ... Eh?
GIULIO - Che ne so?
ARMANDO - E certo che non lo sai, se non stai attento! Perch non me lo chiedi invece di fare: vuuuu.
GIULIO - Quando lo devo premere?
ARMANDO - Non fare lo spiritoso, Giulio! Riepiloghiamo e apri bene le orecchie: tu entri la dentro, quando io arriver, con Mariapia Immacolata, a un certo punto dir "stasera non cener in casa", tu farai trascorrere qualche secondo, il tempo di metterti il lenzuolo in testa, premi l'interruttore ed esci fuori.
GIULIO - E dove vado?
ARMANDO - Come dove vai? Ti metti a fare il fantasma, ondeggi e saltelli lentamente col lenzuolo: non l'hai visto mai un fantasma?
GIULIO - No!
ARMANDO - Ah, no? Insomma Giulio vai di l. ... Torni, giri, saltelli ancora, leggero cosi, guarda (mima il fantasma. Mentre ondeggia, entra Mariapia) ...
MARIAPIA - Signor Armando, che fa?
ARMANDO - (facendo subito finta di sistemare la tenda) Ah, che faccio, ... che faccio, aggiusto la tenda, non si vede?
MARIAPIA - Si rotta la tenda? Allora questa casa sta veramente cadendo a pezzi; faccia fare a me, che ci sono a fare, si metta da parte.
ARMANDO - Tenga le mani a posto, non la tocchi lo faccio io, non si preoccupi. Salviamo il salvabile. Piuttosto, che fa qua?
MARIAPIA - I suoi jeans, non so perch, ma si sono strappati improvvisamente: sar stata la qualit del tessuto!
ARMANDO - (Tentando di calmare la sua rabbia) Potrei mai piangere per un paio di jeans? ... Non ... fa ... nulla, ... ci lasci soli, carissima! (appena Mariapia uscita, batte la testa sul tavolo) Hai visto, hai visto, che combina: non c' tempo da perdere. Perci, ci sei? Saltelli, giri e appena la musica finir, rientri nell'armadio e stai l, ti dir io quando andartene. Chiaro?
GIULIO - Chiarissimo!
ARMANDO - Sei sicuro?
GIULIO - Sicurissimo, che le sembro scemo?
ARMANDO - Meglio che non ti dia il mio parere: potresti offenderti! Un'ultima cosa Giulio, devo ultimare ancora l'impianto elettrico (lo accompagna dalla parte opposta all'armadio), fammi una cortesia, vieni qua: vedi quest'altro interruttore (gli indica un interruttore di energia elettrica semi nascosto nella parete), l'interruttore della corrente industriale. Quando io ti dico stacca, tu premi qua e lui si stacca, quando ti dico attacca premi nuovamente e si riattacca, semplice no? Va bene? ... Che hai perch non rispondi?
GIULIO - (che ha appena visto un contenitore con caramelle) Quelle sono caramelle alle carrube, vero? Io adoro le caramelle alle carrube.
ARMANDO - E va bene, prenditi una caramella e stai qui, d'accordo Giulio: hai capito quello che ti ho detto prima? T prendile tutte!
GIULIO - Si, si ho capito!
ARMANDO - Allora: attacca, attacchi; stacca, stacchi. Ma sei sicuro d'aver capito?
GIULIO - Si, benissimo, non sono mica scemo io!
ARMANDO - No, che certe volte hai un'aria cos distratta che mi mette quasi paura. (mentre va verso l'armadio lo guardo dubbioso) Attacca, attacchi; stacca, stacchi. (entra dentro l'armadio) ... Stacca! (Giulio stacca) ... Attacca! (Giulio attacca) ... Cavolo non funziona, che successo, Giulio, hai attaccato?
GIULIO - Si!
ARMANDO - Hai attaccato bene?
GIULIO - Si! (mentre mangia le caramelle)
ARMANDO - Stacca! (Giulio stacca) ... Hai staccato bene?
GIULIO - Si bene. Attacco?
ARMANDO - No, stacca! (Giulio preme, e quindi riattacca)
GIULIO - Ho staccato!
ARMANDO - Ahahahahahah (la luce, bassa, viene e va ad intermittenza. Armando esce dall'armadio con una parrucca "da elettrizzato", mentre salta, teso, con dei fili elettrici in mano; rientra nell'armadio dopo qualche secondo. Le luci si alzano di nuovo, esce senza parrucca e si stende a terra moribondo)
GIULIO - (si inginocchia sul moribondo) Signor Armando, che stato che le successo? Aveva dei capelli incredibili! ... Ma veramente incredibili!
ARMANDO - (a terra, col volto di Giulio sopra) Ah, aiuto, ... chi sei: ... Madre Teresa di Calcutta!
GIULIO - Sono io, Giulio, il figlio del portiere: mi riconosce?
ARMANDO - A sei tu Giulio: allora sono all'inferno!
GIULIO - No che inferno, qui in casa sua: non la riconosce?
ARMANDO - (si alza, si riprende, lo guarda) ... Allontanati, non mi toccare, bestia! ... Sai Giulio, devo dirtelo, ma a volte mi viene il sospetto, anzi ho proprio la certezza, che tu non sia un po' cretino, ... ma che tu sia cretino completo!
GIULIO - Anche a mio padre! (convinto)
ARMANDO - Ah, pure a lui; meno male che non sono il solo! Ma di un po' a tuo Padre mai successo di farsi fulminare a 220 volt da te?
GIULIO - No! Per una volta gli ho trapanato un dito e per aiutarlo gli ho infilzato un cacciavite nel piede.
ARMANDO - Poverino, e ha sofferto molto? (Giulio fa dei cenni positivi) Ah, e gli hai fatto solo quello? (Giulio sta per rispondere riflessivo) Non rispondere Giulio, non rispondere per favore! Prenditi sto maledetto lenzuolo, ed entra la dentro. Va bene? Non ti chiedo neanche se hai capito, immagino gi la tua risposta. Entra, io salgo in soffitta a sistemare l'illuminazione e quando scendo facciamo tutto. Mi raccomando "stasera non cener in casa", l'interruttore e ...
GIULIO - Ah si: e dove cena?
ARMANDO - Ma allora sei veramente cretino: "stasera non cener in casa" la frase che dir per farti uscire, e quando la dir, tu esci vestito da fantasma. Hai capito?
GIULIO - Si certo, ehm ... pensavo solamente, ... che ne approfittasse lo stesso per cenare fuori!
ARMANDO - Ti credo in parola! ... Che Dio ce la mandi buona! (sta per andarsene, poi, pi forte di lui, torna indietro) ... Devo chiedertelo, non posso farne a meno, hai quest'aria da ebete dichiarato, pi forte di me: Giulio, hai capito?
GIULIO - Ma certo!
ARMANDO - Sicuro?
GIULIO - Ma che le sembro scemo?
ARMANDO - No, a me no! Assolutamente! A tuo padre ... forse!
GIULIO - Anche a mia madre, sa?
ARMANDO - Giulio, sempre un piacere dialogare con te!
Giulio entra nell'armadio. Armando va via. Fine atto.
ATTO II
Come sopra. Suonano, esce Mariapia Immacolata. Apre: il Dr. Nuvolotti.
MARIAPIA - (rompe la maniglia della porta) S'accomodi, prego! Non capisco come si sia potuta rompere!
DR. NUVOLOTTI - Sar stata gi rotta, forse un po' vecchia. Permette che mi presenti: dottor Nuvolotti. Ah, ah, ah! (risata sciocca. Ad ogni accenno di ilarit, anche non eccessivo, il Dr. Nuvolotti ripete sempre questa strana risata. Risata che finisce ogni volta per incuriosire e meravigliare i suoi interlocutori; in particolar modo Armando, che in alcuni casi la ripeter con sarcasmo e beffa)
MARIAPIA - Ah, il Dr. Nuvolotti, capisco, ... lei ...
DR. NUVOLOTTI - ... Si, il medico ispettore della previdenza sociale, sezione infortuni e invalidit.
MARIAPIA - Ah, il medico della Previdenza Sociale! ... Mi sembrava che fosse, anzi credevo proprio ... non importa ... ma chi cerca?
DR. NUVOLOTTI - Il signor Armando Mariotti: in casa?
MARIAPIA - Si, dovrebbe essere da qualche parte con Giulio. Lo cerco, si accomodi! (esce)
ARMANDO - (entra da fuori correndo, non s'accorge dell'ospite) Giulio, io ho sistemato l'illuminazione, tu sei pro ... ma lei chi , chi l'ha fatta entrare?
DR. NUVOLOTTI - (si alza) Mi presento: dottor Nuvolotti. Ah, ah, ah!
ARMANDO - Ahhh, come? Nuvolacci?
DR. NUVOLOTTI - Dottor Nuvolotti, medico psicologo!
ARMANDO - Dottor Nuvolo ... Nuvolin ...
DR. NUVOLOTTI - Nuvolotti!
ARMANDO - Nuvolotti, si! Sa sa ... s'accomodi, non lo aspettavo cos presto, l'ha ..., l'ha fatta entrare mia figlia?
DR. NUVOLOTTI - Ah si, sua figlia? La signorina che mi ha fatto entrare sua figlia?
ARMANDO - Si certo, ... io sono il padre!
DR. NUVOLOTTI - Oh, perbacco! Lei il babbo; non si direbbe! Ah, ah, ah! (la risatina del dottore non verr indicata nelle prossime battute, ma un suo possibile accenno si lascia alla discrezione e all'interpretazione dell'attore. Ci si riserva di indicare, per certe battute, solamente l'eco di scherno di Armando)
ARMANDO - Ma scusi, chi s'aspettava di trovare, lo zio?
DR. NUVOLOTTI - No per carit, che zio, proprio lei cercavo; lei il signor Armando Mariotti?
ARMANDO - Si, sono io!
DR. NUVOLOTTI - Oh, bene! Vediamo (si siede ed estrae dei fogli dalla sua borsa ventiquattr'ore) ... lei ha capito il motivo della mia visita, vero?
ARMANDO - Si, certo! ... in verit, ripeto, non mi aspettavo che arrivaste cos presto! (si siede)
DR. NUVOLOTTI - Celerit progresso: questo il mio motto. Ho avuto fretta di svolgere il mio dovere per vederla personalmente; vorrei farle solo qualche domandina, se non disturbo! Sar breve, anzi brevissimo!
ARMANDO - Qualche domandina?
DR. NUVOLOTTI - Certo caro signore! Non che io abbia sfiducia in lei o nutra qualche dubbio o addirittura, che so, presuma una sua malafede, per carit, ma la prassi, mi dispiace. Veda, noi medici abbiamo l'obbligo professionale di venire a constatare di persona, prima di poter, diciamo, ... sposare la sua causa, per volere usare una metafora: in pratica, prima di impegnare il nostro ufficio, capisce? Come si dice, se io devo dare una cosa a lei o sei lei deve dare una cosa a me, ci si deve assicurare vicendevolmente che ci siano i presupposti per farlo, dobbiamo ottenere entrambi delle garanzie. Non la tratterr molto comunque, anch'io ho un impegno urgente, oggi per me un giorno particolare. Solo qualche domandina!
ARMANDO - Ma si figuri, chieda pure; ... ma si tratta di mia figlia?
DR. NUVOLOTTI - No che sua figlia, riguarda lei! Lei e me! ... Mi perdoni, ma devo dare o non devo dare il mio assenso?
ARMANDO - (quasi con stizza) Ah, ah, ah! E' lei che deve dare il suo assenso: si usa cos ormai?
DR. NUVOLOTTI - No, mi scusi, ma si sempre usato a questo modo!
ARMANDO - Ah, vero? Come cambiano i tempi! Questo si che si chiama progresso!
Dall'armadio, improvvisamente, si sentono dei rumori accompagnati da lamenti strani.
DR. NUVOLOTTI - Che stato, cos' sto rumore? C' qualcuno la dentro?
ARMANDO - Dove?
DR. NUVOLOTTI - L, in quell'armadio!
ARMANDO - (imbarazzato, anche per l'insistenza dei rumori) Ah l! ... E' Giulio! Lasciamolo stare!
DR. NUVOLOTTI - C' Giulio, ... dentro l'armadio?
ARMANDO - Lo conosce?
DR. NUVOLOTTI - No, non lo conosco!
ARMANDO - E allora lasciamolo in pace!
DR. NUVOLOTTI - Ma come lasciamolo in pace: c' un uomo dentro l'armadio? Che ci fa?
ARMANDO - Ma lei lo conosce o non lo conosce?
DR. NUVOLOTTI - E no che non lo conosco! Ma che importanza ha, mi scusi! Un uomo dentro l'armadio?
ARMANDO - E qui casca l'asino, caro Nuvolosi: non si tratta di un uomo!
DR. NUVOLOTTI - Nuvolotti, la prego! ... E di cosa si tratta?
ARMANDO - E cosa le importa?
DR. NUVOLOTTI - (si sentono altri suoni) Senta si pu sapere chi c' in quell'armadio? Se un uomo lo faccia uscire!
ARMANDO - Ma che uomo e uomo: Giulio sembrerebbe un uomo, ma non un uomo! L'apparenza, a volte, inganna!
DR. NUVOLOTTI - E che cos'?
ARMANDO - Cos'? Non lo so neanch'io, io e suo padre ce lo chiediamo sempre ... ultimamente, a quanto ho saputo, anche sua madre: forse, forse un gatto, anzi proprio un gatto (si sentono altri rumori), senta, ascolti, ... miagola! ... E ora, caro dottor Nuvolotto, facciamolo miagolare in pace, che non disturba nessuno.
DR. NUVOLOTTI - Oh, ma che cosa carina: lei ha un micetto? (si sentono altri rumori e suoni vari)
ARMANDO - Un micetto? Un micione! Guardi, guardi che baccano che fa. (si alza va verso l'armadio e si rivolge ad esso) Bestiolina, pu pu puuu stai calmo la dentro, ... a cuccia Giulio, micione non ora, capisci almeno per una volta ... bel micione, ... non ora, NON E' ORA! Capito? (batte l'armadio con un calcio, rispondono da dentro altri rumori) Uh, che simpaticone!
DR. NUVOLOTTI - Non ora di che?
ARMANDO - Ora di che? ... Ora di mangiare: ha sempre fame questo gattone!
DR. NUVOLOTTI - Non per farmi gli affari suoi: ma lei tiene il gatto chiuso nell'armadio?
ARMANDO - Io no! Assolutamente! E' lui! ... E' lui che vuole stare sempre la dentro, non c' verso di farlo uscire, sta sempre chiuso l, al buio, giorno e notte: sembra un pipistrello! Mostruoso! Non assolutamente un gatto di compagnia, sa?
DR. NUVOLOTTI - Posso vederlo?
ARMANDO - No! Cio, quel gatto l, non ci creder, ma non vuole essere visitato da nessuno, a stento permette a me di aprire la porta per dargli il cibo, le dico che un gatto stranissimo, nero, feroce, enorme, una specie di belva preistorica.
DR. NUVOLOTTI - Ma che sto Giulio: un mostro felino?
ARMANDO - No felino, felone, ... felonissimo. Comunque lasciamolo in pace mentre sta quieto! Non doveva farmi le domandine?
DR. NUVOLOTTI - Si vero, vero non ci distraiamo, allora ... (legge dei fogli) le domandine, ... innanzitutto: lei ha detto che babbo.
ARMANDO - No! Mi scusi, ma non l'ho detto io: l'ha detto lei!
DR. NUVOLOTTI - La donna che m'ha fatto accomodare, non sua figlia?
ARMANDO - ... Quella, ... quella che l'ha fatta accomodare, ... si! Ma non detto che io sia babbo!
DR. NUVOLOTTI - Come non detto? Se sua figlia lei il babbo! E' logico.
ARMANDO - Se le fa piacere, ... si, sono babbo!
DR. NUVOLOTTI - Oh, poi, vediamo: lei percepisce altri redditi oltre la pensione?
ARMANDO - Non la seguo! Prego?
DR. NUVOLOTTI - Dico, lei percepisce redditi oltre la pensione?
ARMANDO - Che c'entra?
DR. NUVOLOTTI - Ma come che c'entra, le ho detto che io prima di dare il mio consenso devo accertare, guardare, verificare: mica firmo per niente io, devo fare i miei calcoli.
ARMANDO - (irritato per le domande poste) Mi faccia capire: lei deve fare i miei, cio mi scusi i suoi calcoli per, come ha detto ... per sposare la mia causa, vero? Deve fare i suoi calcoli! Oh, che bravo! Si usa cos scommetto? ... Chiss dove ho vissuto fino ad ora: e io che pensavo di essere in linea con i tempi ... (con l'intento di chi vuol dire qualcosa di negativo per l'altro) No non percepisco altri redditi, vivo solo della pensione, non possiedo neanche la casa in cui abito, questa! Eheehh! Fregato! Ah, ah, ah! (ripete ironico la strana risata dell'altro)
DR. NUVOLOTTI - Apposto, benissimo, questa una cosa positiva!
ARMANDO - (sorpreso) Una cosa positiva?
DR. NUVOLOTTI - Molto positiva! Vediamo, ... possiede per caso un'automobile?
ARMANDO - L'automobile?
DR. NUVOLOTTI - Si un'automobile: possiede un'automobile?
ARMANDO - Guarda che gli da fastidio se vado in giro con l'automobile! (con lo stesso intento di prima) Si, ... ma uno schifo: venticinque anni di macchina mai revisionata e di un colore orribile! Eh? Che ne dici di questo? Ah, ah, ah!
DR. NUVOLOTTI - Male, male, ... non mi dica che ha la patente?
ARMANDO - (soddisfatto) Ah, ah, ah! E invece glielo dico, caro mio dottore! Ho la patente: rinnovata solo due mesi fa!
DR. NUVOLOTTI - Gravissimo, questo gravissimo!
ARMANDO - Ah, gravissimo; (con scherno) e perch, non me lo da il consenso se ho la patente? Ah?
DR. NUVOLOTTI - E no, proprio no; mi scusi, un invalido che va in giro con l'automobile, che ha appena rinnovato la patente: che vuole creare uno scandalo? Non credo che la sezione invalidi dell'ufficio accetter questo!
ARMANDO - Ah, ah, ...ahhhhh! (la tonalit della sua risata, prima ironica, cambia per diventare pi' aspirata, seria e quasi preoccupata) ... Ma che c'entra la sezione invalidi. Non venuto qui per chiedermi la mano?
DR. NUVOLOTTI - Eh si, eh si, vero, per chiederle la mano: a proposito, mi faccia vedere la mano, questa strana patologia mi interessa davvero. qual la destra?
ARMANDO - (inizia a far tremare l'avambraccio con imbarazzo e terrore) La destra, si la destra, ... sta maledetta destra ... Ma lei, ma lei, scusi, lei non era il dottor Nuvolari?
DR. NUVOLOTTI - (si alza e guarda meravigliato il movimento della mano) Nuvolotti, io sono il dottor Nuvolotti.
ARMANDO - Ah, Nuvolotti come Nuvolotti. Ma guardi che equivoco, l'avevo scambiata per un altro, con questi cognomi ci si confonde ... Si, si, io sono un invalido al l00%, totale! Un povero babbo invalido!
DR. NUVOLOTTI - M'aveva scambiato per un altro, accade!
ARMANDO - Si un altro, che ha un cognome molto simile al suo: Nuvoloso, mi pare.
DR. NUVOLOTTI - No, io sono Nuvolotti. Praticamente c' stato un: qui pro quo! (fa seguire rapidamente con le mani tre intervalli, per scandire e segnare nello spazio l'espressione qui pro quo. Questo accadr ogni volta che pronuncia tali parole)
ARMANDO - (che ha seguito il movimento delle mani del dottore) Dove?
DR. NUVOLOTTI - Qui, dicevo, c' stato un: qui pro quo.
ARMANDO - (dopo un attimo di smarrimento) Qui ... (guarda a terra, sotto il tavolo)
DR. NUVOLOTTI - ... pro quo!
ARMANDO - Un ... pri ... quo, qua, ... non me ne sono accorto, ma, ma stato qualcosa di grave?
DR. NUVOLOTTI - No ma che grave, l'abbiamo gi risolto, non vede? Ma guardi come le trema la mano, faccia vedere, ... veramente interessante; se non le dispiace, qualche volta vorrei visitarla privatamente nel mio laboratorio, sto facendo degli interessanti studi sulle malattie insolite. Cosi ci evitiamo di fare una noiosa visita ora. ... Ma lei, dica la verit, ci pensi bene, non crede di immaginare perch le trema sempre a quel modo?
ARMANDO - ... A saperlo perch, non riesco assolutamente a controllarmi! Mi vergogno addirittura ad uscire.
DR. NUVOLOTTI - Infatti, leggo, leggo: movimento incontrollato e frenetico dell'arto destro. Qua dice che il movimento si arresta ...
ARMANDO - A contatto con corpi solidi. Veda se tocco il tavolo, si blocca, appena lo rialzo torna a tremare. Se prendo la penna: lo stesso.
DR. NUVOLOTTI - Mamma mia, un caso veramente insolito: vediamo, vediamo, alzi, ... (Armando esegue tra lo stupore del dottore) riponga. ... Si metta in piedi, ... si tocchi la testa, ... mi dia la mano (si stringono la mano. Ripetono l'operazione pi volte) Devo assolutamente visitarla pi a fondo! Ma sempre cos?
ARMANDO - Sempre, mattina e sera, notte e giorno.
DR. NUVOLOTTI - Senta voglio dirle la verit, io sono uno psicologo, in effetti si sospetta che la sua sia un'invalidit da stress. Ha subito qualche trauma ultimamente, oppure, che so, la sua vita, il ritmo della sua vita, stressante? Frenetica? ... Per caso si sente pi nervoso del solito?
ARMANDO - In questo momento: decisamente. (si sentono altri lamenti provenienti dall'armadio)
DR. NUVOLOTTI - Secondo me Giulio ha troppa fame!
ARMANDO - Ma chi Giulio! No, no che non ha fame, quello mangia sempre: se lo vedesse, un gattone obeso di dimensioni spaventose. Quello per sei mesi potrebbe mangiare se stesso: non morirebbe!
DR. NUVOLOTTI - Capisco! (guarda ancora i suoi fogli) ... Da piccolo ha avuto problemi d'incontinenza?
ARMANDO - Ma, a quanto mi risulta, ne ha tuttora!
DR. NUVOLOTTI - Lei ha ancora problemi d'incontinenza?
ARMANDO - No io, no!
DR. NUVOLOTTI - E allora chi?
ARMANDO - Giulio!
DR. NUVOLOTTI - Ma io l'ho chiesto a lei.
ARMANDO - Pensavo si riferisse a Giulio! Scusi!
DR. NUVOLOTTI - Pazienza, c' stato un altro: qui pro quo!
ARMANDO - (che in effetti non capisce il senso dell'espressione qui pro quo, ma a cui da un 'interpretazione personale ed errata) Dove? (lo cerca a terra)
DR. NUVOLOTTI - Qui!
ARMANDO - (meravigliato) Un altro? ... Dottore non so che dirle, sono mortificato, ma m' sfuggito pure questo, grave?
DR. NUVOLOTTI - No, non grave, mi risponda per, che ho fretta!
ARMANDO - Non ricordo, non mi pare d'avere avuto problemi d'incontinenza!
Entra Mariapia. Ha in mano la maniglia della porta.
MARIAPIA - Signor Armando qua, l'ho cercata dappertutto! C' l'ispettore della Previdenza Sociale.
ARMANDO - Me ne sono accorto! Carissima! ... Che ha in mano?
MARIAPIA - Ah, dimenticavo, si rotta la maniglia interna della porta, mi dispiace!
ARMANDO - (mentre mette a tacere la propria rabbia) Potrei mai mettermi a piangere per una miserevole maniglia? Non ... fa ... nulla, no no no nohhh! (va verso il tavolo e fa solo finta di sbattergli contro la testa) Mariapia Immacolata per favore vada di l; vada di l e cerchi di non toccare niente fin quando non vengo io (Mariapia esce). Che donna squisita!
DR. NUVOLOTTI - Ancora del lei?
ARMANDO - Come?
DR. NUVOLOTTI - Dico, ancora del lei tra padre e figlia? Sua figlia la chiama ancora, signor Armando!
ARMANDO - Mia figlia chi?
DR. NUVOLOTTI - (mentre indica la porta dalla quale Mariapia uscita) Sua figlia, sua figlia quella, ... l'ha appena chiamata: signor Armando!
ARMANDO - Ah, mia figlia quella, mia figlia che l'ha fatta entrare, capisco eh, ... eh che ci posso fare, fatta cos mia figlia! E' un tesoro, per alcune volte, ha delle manie: peggio di Giulio! Proprio cos, tutte e due pare che siano nati per punire me! Molte volte, dottor Nuvolini, stanno assieme chiusi dentro l'armadio per ore: si graffiano, si fanno le fusa, due gattoni! Uno spettacolo da Circo Equestre!
DR. NUVOLOTTI - Ha pure dei figli piccoli?
ARMANDO - Chi Giulio?
DR. NUVOLOTTI - No lei, che c'entra Giulio! (attento ai propri fogli)
ARMANDO - Chi quella? (indica la porta) Ma quella una zitella bestiale. Chi la deve fare sposare!
DR. NUVOLOTTI - Lei, lei (lo indica): le ho chiesto se ha dei bambini?
ARMANDO - Ma chi io? No, io no!
DR. NUVOLOTTI - E quella di chi ? (indica la bambola spettrale sulla poltrona. La prende) Mamma mia come brutta!
ARMANDO - Vero, ... che brutta, e di chi ?
DR. NUVOLOTTI - Come di chi ? Lo chiede a me, di chi ?
ARMANDO - No, volevo vedere se l'avesse indovinato! ... (gli toglie la bambola dalle mani) Eh si, purtroppo, ... sembrerebbe strano, ... ma quella di Giulio. Lo so, lo so che sembra assurdo, ma ci gioca lui, cos: lui ... le divora le bambole, per questo le vuole cos brutte, nere, spelacchiate. Un gatto terribile, macabro, sta sempre al buio a mordere le sue bambole (si sentono altri rumori), veda, dia a me, dia a me, (apre l'armadio e butta dentro la bambola) ti Giulio, gioca, bestiaccia, che brutto, eihh, eihh a cuccia (affonda il piede dentro l'armadio, solo socchiuso), vai via mostro, stai fermo, miaooo. (chiude l'armadio, poi rivolto al dottore) Ha visto che bruto?
DR. NUVOLOTTI - Ho visto, ho visto; sarei curioso, per, di vederlo lo stesso questo gatto. Non si pu proprio?
ARMANDO - Se vuole essere divorato, entri pure, quello azzanna, morde un cane malvagio! Uomo avvisato, mezzo salvato!
DR. NUVOLOTTI - Allora un cane! ... Non era un gatto?
ARMANDO - Guardi, per la verit, non so neanche io che gatto . So solo che peggio di un gatto, quasi un cane!
DR. NUVOLOTTI - Secondo me cos famelico perch sta sempre al buio, chiuso da solo in quell'armadio! Sa che la protezione animali l'avrebbe gi denunciata? Anch'io, che adoro gli animali, rimango un po' colpito, non so che pensare: deve assicurarmi che il gatto sia trattato veramente bene! Non vorrei essere io a denunciarlo al WWF. (si dirige verso l'armadio)
ARMANDO - Ma certo che lo tratto bene, sta scherzando? Quello vive da pasci la dentro; e poi guardi che non sta sempre chiuso l, ho fatto un buco nella parete esterna, dall'altra parte, cos pu andare fuori, in una verandina tutta sua. Neanch'io ho una veranda tutta per me, mentre lui si; esce, tutto impettito, arrogante, cos (imita il gatto), si fa qualche giretto fuori, ma poi di corsa, torna subito dentro, nell'armadio, preferisce quello, diventato la sua vera casa. (altri lamenti) Ecco, ecco, vede che bestia! In questo momento salta, ringhia, morde, strappa tutto, mangia bambole, una belva malefica, ... meno male che siamo fuori. ... Ma che fa, dove va, mica vuole aprire?
DR. NUVOLOTTI - Ma se affamato, perch non gli da qualcosa da mangiare, senta, pare che stia morendo! Gli dia qualcosa da mangiare, mi sta facendo una pena terribile. (rivolto all'armadio) Micio, micio, caruccio, mzzmzzzmmzzz, che c', che hai, ... ora il tuo babbo ti porta da mangiare. Allora, vuol dargli qualcosa da mangiare? Lo chieda a sua figlia!
ARMANDO - A mia figlia?
DR. NUVOLOTTI - Eccola, l! (rivolto all'uscita che conduce nel resto dell'appartamento) Signorina! Signorina, venga qui che suo padre deve dirle una cosa!
ARMANDO - Oh, mia figlia ... Cara Mariapia Immacolata, figlia mia, figliola ...
MARIAPIA - Figlia sua?
ARMANDO - Si figlia mia, hai sentito bene! Questo pazzo non ti preoccupare: assecondiamolo! (alla sola donna) ... Senti figliola, perch non prendi la ciotola di Giulio ...
MARIAPIA - Giulio, il figlio del portiere!
ARMANDO - Si, ... no, no quello Giulio, il figlio del portiere, l'altro Giulio, il figlio del gatto, cio l'altro gatto, il gatto mio, ... insomma figlia mia, non mi fare confondere pure te. Non mi guardare la mano, guarda avanti, forza!
DR. NUVOLOTTI - Rieccoci! C' stato un altro qui pro quo!
ARMANDO - Qua?
DR. NUVOLOTTI - Si qua, il figlio del portiere, il gatto, ... un altro qui pro quo!
ARMANDO - Un altro, tu l'hai visto? (Mariapia fa cenno di no) Dottore, sono desolato, ma non sono riuscito a vederlo, ... siamo sicuri che ci sia stato?
DR. NUVOLOTTI - Ma certo!
ARMANDO - Veramente costernato, non era mai successo prima! ... Mariapia Immacolata, hai toccato qualcosa a mia insaputa, ultimamente?
MARIAPIA - No!
ARMANDO - Non so che dire! Dottore, quest'altro qui per pro, grave?
DR. NUVOLOTTI - No, non grave, gi risolto!
ARMANDO - Meno male, tutti questi qui quo qua mi stanno facendo preoccupare! La prossima volta che ce n' uno, m'avverta prima, vorrei vederlo anch'io. ... Allora Mariapia Immacolata, figlia mia, che sta faccia che fai, su, non mi guardare la mano e vai in cucina a prendere qualche pezzettino di carne per Giulio, va bene? (la mano di Armando trema ogni qualvolta che non a contatto con oggetti o con il suo stesso corpo)
MARIAPIA - Ma il gatto morto!
ARMANDO - Come morto?
MARIAPIA - Si morto in cucina, sul tavolo, l'ho appena buttato nella spazzatura.
ARMANDO - E quello chi ? Ascolta! (si avvicina all'armadio e lo colpisce con un calcio, risponde Giulio con i soliti rumori) ... Visto? Hai le allucinazioni cara mia. Te l'ho detto sempre, vai, vai a prendere i bocconcini di Giulio. (Mariapia esce) Dottore, mia figlia ha sempre delle strane allucinazioni, quello era un altro gatto che ho trovato ferito in strada, ma che poi morto; non era Giulio!
DR. NUVOLOTTI - Brrrrrrrrr (inizia a tremare)
ARMANDO - Che ha, che le preso, le ho detto che non era Giulio. Calma!
DR. NUVOLOTTI - (mentre trema e prima di smettere) Vibracal! (estrae il telefono cellulare). Vibracal, mi scusi, il mio telefonino, non lo faccio squillare, per non disturbare la gente. Permette! (apre l'apparecchio) Pronto! Ciao, tesoruccio miaomiaomiao, ... piupiupiupiu, vengo vengo vengo vengo, arrivo, miaomiaopiupiupiupiu ... (chiude).
ARMANDO - Ha pure lei un gatto? (tra lo stupore di quella conversazione)
DR. NUVOLOTTI - No, era la mia fidanzata. Ho appuntamento con lei, dobbiamo andare dal suo babbo!
ARMANDO - Ah, c' un altro babbo in giro! Che bello non essere soli! Chiss se questo babbo babbo, ... o babbo normale!
DR. NUVOLOTTI - Su, su mettiamo qualche firmetta, che devo scappare! Presto!
ARMANDO - Prestissimo! Anch'io ho molta fretta. Dove firmo?
MARIAPIA - (che appena entrata con la ciotola) I bocconcini di Giulio, dove li metto?
ARMANDO - Li poggi qui, poi glieli diamo! Il dottore ha fretta!
DR. NUVOLOTTI - No, (riprendono i rumori) glieli dia, glieli dia, non sente che fame. Dai, dai! Lo voglio vedere mangiare.
ARMANDO - Ma non c' la fidanzata che lo aspetta?
DR. NUVOLOTTI - Pu aspettare qualche minuto; voglio accertarmi che questo gatto sia veramente trattato bene.
ARMANDO - Uhmm! Va b, va b, da qua! Che c' figlia mia, non hai mai visto Giulio mangiare, che guardi cos! Non mi guardare la mano ti ho detto, che , non me l'hai mai vista? Vai, vai (Mariapia Immacolata esce. Armando apre l'armadio) Giulio, mangia, anzi divora, (come a respingere Giulio che tenta di uscire) Uh a cuccia, che sei impazzito, resisti. T, mangia. (affonda il piede nell'armadio per cacciarlo). Veda che feroce dottore, sicuramente l'ha ammazzato lui l'altro gatto in cucina!
DR. NUVOLOTTI - Allora metta questa firmetta che vado via. Ecco qui bravo, le lascio l'indirizzo del mio laboratorio e mi raccomando, mi venga a trovare! La saluto, vado, vado! (Armando gli stringe, sollevato, la mano)
ARMANDO - Buona giornata dottore e non si preoccupi, verro a trovarla domani stesso; vada, vada, vada, che la fidanzata lo aspetta.
DR. NUVOLOTTI - Se non mi lascia la mano, come vado. ... Brrrrrrrr (trema come prima mentre Armando gli lascia impressionato la mano. Il dottore, mentre va via, risponde al telefono direttamente cos) Miaomiaomiao ... piupiupiupiu ...
ARMANDO - La sua fidanzata scommetto, arrivederci, arrivederci (il Dr. Nuvolotti va via. Armando corre verso l'armadio e libera Giulio) Giulio calmo, che ti sei inferocito veramente, calma e sangue freddo ...
GIULIO - Fatemi uscire, fatemi uscire, soffoco ...
ARMANDO - Aspetta Giulio, resisti un altro po', ti prego!
GIULIO - Stavo soffocando, mi mancava l'aria, m'ha detto cinque minuti e mi ha tenuto li dentro per un'ora! Che sta cosa orribile che mi ha dato (la guarda bene, la bambola), ahahahah, non mi dica che di sua figlia, guardi che io non sono come Mariapia Immacolata: io non credo che fosse di Anna! Qua ci sono i fantasmi veramente!
ARMANDO - (Lo guarda attentamente, come ad esaminarlo) Ma allora sei proprio scemo? Tu sei peggio di Mariapia Immacolata! L'ho costruita io!
GIULIO - Quei bocconcini, per, erano veramente buoni!
ARMANDO - Perch li hai mangiati?
GIULIO - E che dovevo fare: avevo fame! Anzi, ho ancora fame e me ne vado.
ARMANDO - Ma che schifo! ... Senti Giulietto caro non te ne puoi andare, devi aiutarmi, quella mi sta distruggendo tutta la casa, ha appena rotto la maniglia della porta. Domani ti compro dieci chili di caramelle alle carrube, Ok? Cinque minuti precisi e finisce tutto, entra dentro, io sto tornando, devo andare a ... (deve andare in bagno e cerca di farlo capire a Giulio), hai capito?
GIULIO - No!
ARMANDO - Entra dentro, subito, che c' rimasto poco tempo, io sto tornando, devo andare a ... hai capito ora?
GIULIO - Dove deve andare, non capisco!
ARMANDO - Giulio, Dio mio, ... cos' che dice tuo padre di te?
GIULIO - Che sembro scemo!
ARMANDO - Approvo in pieno: ha perfettamente ragione, la sua diagnosi lucida e precisa! ... Devo andare in bagno, Giulio, ... mi scappa! Entra la dentro e stai a cuccia! Altrimenti perdo la pazienza e niente caramelle! Sto tornando! Un attimo!
Giulio entra nell'armadio. Armando esce. Fine atto.
ATTO III
Come sopra. Entra Mariapia Immacolata, guarda in giro sospettosa, apre l'armadio, trova Giulio; lo fa uscire.
MARIAPIA - Giulio, che ci fai qua? Scellerato!
GIULIO - (che s'allontana, perch non vuole essere toccato) Niente, giocavo!
MARIAPIA - Giocavi? E questo: che devi fare con questo lenzuolo? Parla altrimenti ti strozzo con le mie mani! (lo minaccia alzando le mani)
GIULIO - (fissa le mani della donna terrorizzato) Il fantasma! Dovevo fare il fantasma!
MARIAPIA - Oh Dio il fantasma! ... E perch dovevi fare il fantasma?
GIULIO - Per farla spaventare, per metterle paura, uno scherzo, il signor Armando, voleva farle uno scherzo, io non c'entro ... (scappa via)
MARIAPIA - Ah si non c'entri, vai via subito, immediatamente. Uno scherzo, bello sto scherzo, complimenti! (Giulio va via correndo. Mariapia guarda il lenzuolo e lo indossa, rimane sola. Nello stesso tempo entra Armando mentre ancora sistema i suoi calzoni)
ARMANDO - ( convinto d'avere davanti Giulio, vestito da fantasma) Giulio che fai fuori, entra, che se ti vede quella zitellona acida! ... Sai che stamattina si lamentava perch non sposata! Ma chi se la deve sposare quella, l'altra volta l'ho spiata in camera sua aveva un paio di mutandoni tanti, ... e dalle gambe le uscivano dei peli enormi, cos, ... che bucavano pure le calze, che schifo! ... Giulio, ma come l'hai messo questo lenzuolo: al contrario gli occhi davanti idiota, come fai a vederci (glielo sistema) Ecco cos da questi buchi devi guardare, entra! (la fa entrare nell'armadio con un leggero calcio al sedere, la chiude dentro) Mi raccomando ricorda bene il piano! Vado a chiamare quella vecchiaccia maledetta, hai visto che baffi che ha? Donna baffuta sempre piaciuta: ... non assolutamente il suo caso!
Non appena chiude l'armadio entra, da fuori, sua figlia Anna.
ANNA - Pap, perch hai la porta aperta, che succede, ... guarda che sorpresa che ho da farti: indovina chi il dottor Nuvolotti!
ARMANDO - Chi ? (entra il Dr. Nuvolotti) Ahahahah! (inizia a far tremare la mano)
DR. NUVOLOTTI - Allora lei il babbo! Babbo caro, c' stato un'altra specie di qui pro quo, ma si rende conto, un qui pro quo bestiale, enorme, un doppio qui pro quo. Roba da matti! Permette se la saluto come si deve! (compiaciuto) Buongiorno ... babbo.
ANNA - Si, un qui pro quo, vero pap: un qui pro quo! Chi mai s'aspettava una coincidenza del genere! Prima in veste di medico, ... ora di genero.
ARMANDO - Un altro, doppio? Ma io non l'ho visto sto pri quo quo! Ma siete sicuri che stato qua? ... Sar sicuramente colpa di Mariapia Immacolata!
ANNA - Ma che hai, spiegami, cos' successo al tuo braccio, fa vedere! Cos' questa storia dell'invalidit?
ARMANDO - No, non, ... non riesco a controllarlo, pi forte di me (ricomincia a far tremare l'avambraccio).
DR. NUVOLOTTI - Una cosa stranissima Anna, in dieci anni di professione non ho mai visto un caso simile, secondo me una reazione nervosa da stress. Dovr tenerlo sotto osservazione. E poi guarda, a contatto con corpi o oggetti si ferma: come se non avesse niente, normale. ... Babbo, prenda questa penna (estrae dalla tasca una penna, si pone a qualche metro da Armando e gliela tira: Armando, imbambolato, la prende e gli si blocca la mano) Vedi! Che sindrome sar mai questa? (si fa ridare la penna) Babbo, su! (gliela ritira, Armando la blocca meccanicamente)
ANNA - Pap, ma da quanto tempo ti succede, perch non me ne hai parlato mai? Addirittura ti stanno per dare la pensione!
ARMANDO - E che vuoi Anna, non volevo darti altre preoccupazioni. Avevo paura che avresti potuto fraintendermi e magari pensare che t'avrei voluto qui con me, e non da solo.
ANNA - Ma perch solo, sciocco: non ci sentiamo tutti i giorni? Non vengo ogni tanto a trovarti? Non c' qui Mariapia Immacolata a badare alla casa, a farti da mangiare?
DR. NUVOLOTTI - Ma si babbo, non ha l'altra figliola con s?
ANNA - Quale altra figlia?
DR. NUVOLOTTI - Mariapia Immacolata!
ANNA - Mariapia Immacolata? Ma mica figlia sua!
DR. NUVOLOTTI - Ma lui m'ha detto che sua figlia. Non ha detto cos babbo?
ARMANDO - Ma che figlia, non mia figlia! Figuriamoci! Prima la chiamavo figlia, perch, ... gli voglio bene come una figlia, ecco, mi ci sono affezionato. Ho un affetto per lei, ... morboso direi!
ANNA - Oh come sono contenta, mi fa tanto piacere che andiate d'accordo con Mariapia Immacolata. E' veramente una donna stupenda: non di quelle pi giovani, pasticcione che combinano sempre guai, ... o che rompono tutto (il padre la guarda sconsolato).
ARMANDO - Non il suo caso!
DR. NUVOLOTTI - Allora una COLF?
ARMANDO - No, per la verit una rompi Golf: me li sta sfilando tutti, maglioni e camice!
DR. NUVOLOTTI - Che stupido, avevo creduto veramente che si trattasse di sua figlia: a dire il vero m'era sembrata un po' troppo in l con l'et per poter essere sua figlia, vero babbo?
ARMANDO - Infatti! (alla figlia mentre l'altro si distrae osservando suppellettili) Potrebbe evitare questo giovanotto, di chiamarmi babbo.
ANNA - Pap, ma babbo vuol dire pap! Nel suo paese d'origine usano sempre questa espressione.
ARMANDO - Si lo so che vuol dire pap, certo, per sai, detto cos, a sangue freddo, da una persona che tutto sommato ancora un estraneo, quasi mi gela. Non bello sentirsi chiamato: "babbo ah, ah, ah!". Insomma come se ci restassi male. Con questa risata: ah, ah, ah! E' come se mi prendesse in giro!
ANNA - Ma dai smettila. Piuttosto, mi sembri quasi confuso, un po' preoccupato, che ti succede. Non ci aspettavi ora?
ARMANDO - Eh no! Vi aspettavo per l'ora di pranzo, almeno cos m'aveva detto quella santa donna di Mariapia Immacolata.
ANNA - Si lo so, ma ho provato a chiamare, non rispondeva nessuno!
ARMANDO - Purtroppo, ... abbiamo il telefono rotto!
ANNA - Vero? Mi dispiace, per rilassati, che c' di male, non dirmi che sei imbarazzato: mica siamo tra persone estranee. Devi abituarti prima o poi alla sua presenza, inizia a considerarlo uno di famiglia. Vedi che lui gi lo fa: ti chiama pap!
ARMANDO - No, mi chiama: ... babbo ah, ah, ah! Che un po' diverso.
DR. NUVOLOTTI - Come sta Giulio, ha mangiato?
ANNA - Hai conosciuto il figlio del portiere?
DR. NUVOLOTTI - Un altro qui pro quo! Ma che succede oggi; no cara, non il figlio del portiere, ... ma il gatto!
ANNA - Il gatto Giulio? Pap, che storia questa del gatto?
ARMANDO - E si cara Anna, passato pro qui quo e ho preso un gatto. Abbiamo un gatto in casa! ... (rivolto al dottore, che inizia a dargli sui nervi) Ah, ah, ah!
DR. NUVOLOTTI - Sta chiuso l, nell'armadio, dice che un felino ferocissimo. Ma piuttosto silenzioso ora: vede che mangiando si calmato!
ANNA - Pap, ma tu hai sempre odiato i gatti, da piccola non me ne hai mai voluto comprare uno, nonostante io lo desiderassi: quante lacrime mi hai fatto versare! E ora, che non sono pi in casa, hai comprato un gatto! Vediamolo!
ARMANDO - No! (Anna apre l'armadio, esce il fantasma. La luce va e viene ad intermittenza, una musica tenebrosa si diffonde nella sala)
DR. NUVOLOTTI - (mentre scappa) Oh Dio un fantasma!
ANNA - Scappiamo, pap, che successo a Giulio? Corri nasconditi!
ARMANDO - (quando la musica finita, il fantasma esce) Calma, calma: quello Giulio. Giulio, basta, smettila!
DR. NUVOLOTTI - Un gatto fantasma? ... E' andato di l, andiamo via, chiamiamo i pompieri, l'esercito, le forze dell'ordine.
ARMANDO - Ho detto che Giulio, non vi preoccupate!
ANNA - Appunto pap, un gatto che si trasforma in fantasma non una cosa comune.
DR. NUVOLOTTI - Neanche un fantasma che esce dall'armadio una cosa normale. E poi non mi dica che Giulio, anche se di dimensioni spaventose, tanto di grosso?
ARMANDO - Basta! E' Giulio, il figlio del portiere, calmatevi!
ANNA - Il figlio del portiere?
DR. NUVOLOTTI - Un altro qui pro quo!
ARMANDO - (Rassegnato per la cattiva riuscita del suo piano) Si un altro qui quo qua, hai capito bene!
DR. NUVOLOTTI - Allora un falso, uno scherzo. Dove andato ora, perch non la smette, mi ha messo una paura!
ARMANDO - (s'avvicina alla porta, dalla quale uscito il fantasma) Giulio, idiota d'un gatto, hai rovinato tutto! Torna, basta, chiudiamola qui, non sene fa pi niente! Capito?
ANNA - Pap, ma che cosa dovevi fare con Giulio vestito da gatto fantasma? Che sta succedendo, spiegati! (rientra il fantasma, con una spada in mano)
ANNA - DR. NUVOLOTTI - (l per l spaventati) Ahh! Pap, fallo smettere, mette paura! ... Si babbo lo faccia smettere! (il fantasma rientra nell'armadio)
ARMANDO - (guarda prima con rabbia il dottore, poi si rivolge al fantasma) Babbo, smettila! Giulio! Cretino, posa quella spada, apparteneva al Conte Goffredo. Idiota esci! (s'avvicina all'armadio e sta per aprirlo, alle sue spalle sente l'urlo dei due giovani, appena entrato Giulio; il vero Giulio) Ma che avete da urlare, vi ho detto che Giulio! Non vi preoccupate!
GIULIO - Scusate, la porta era aperta, non volevo spaventarvi! Volevo solo sapere se cos va bene, ... per la pensione (gli trema l'avambraccio destro come Armando)
ARMANDO - (si gira verso Giulio. I due si guardano in faccia con le mani tremolanti) Giulio sei qua, hai finito finalmente di fare il buffone! (gli inizia a tremare anche l'altra mano. Poi urlando) Giulio! Ahahahahah. (sale e scende dal divano seguito dai due giovani Giulio, preso dal panico li segue) Scappiamo! (la porta, gi' rotta non si apre pi, nel frattempo riesce il fantasma con la spada. Terrore generale. Il fantasma va nelle stanze, dopo aver lasciato la spada sul divano)
DR. NUVOLOTTI - Telefoniamo al ll3!
ARMANDO - Ok, si! (solleva il telefono, porta la cornetta all'orecchio, lo riabbassa e sbatte con insistenza la testa sul tavolo)
GIULIO - Calma, calmatevi! Signor Armando, lei sta perdendo la ragione: non m'aveva detto che questa storia del fantasma era tutta una finzione? Se qua c' un fantasma sono io! ... Meno male che non dovevo essere io ad impressionarmi! (riappare quell'attimo di genialit, che disturba Armando)
ARMANDO - Giulio, sottospecie di deficiente interdetto, ma se tu sei qua e la c' un fantasma, vuol dire che non sei tu il fantasma e che quello vero. Non credi?
GIULIO - Se l, ... c' e io sono qua ... Giusto, ci sono: quello un fantasma vero! ... Ahahahahah! (corre su e gi per la scena, sale sul divano e scende pi volte. Gli altri lo osservano curiosi)
ARMANDO - Che razza d'imbecille, a guardare lui mi passa il terrore del fantasma.
ANNA - Pap, ma Mariapia Immacolata dov'? Perch non si sente?
ARMANDO - A quest'ora sar tramortita a terra dallo spavento!
ANNA - Vero, lei ha una paura terribile dei fantasmi.
DR. NUVOLOTTI - Andiamo a cercarla, prendiamo la spada del fantasma, l'ha lasciata l. (la prende) Oh Dio, si rotta la spada! Anche questa ci voleva! (riesce il fantasma, ha con s delle forbici) Ahahahah!
ARMANDO - (si inginocchia) Non ci ammazzi, non ci ammazzi, non volevo, non volevo! Volevo fare solo uno scherzo, ci perdoni, ci perdoni! (il fantasma esce, ma lascia le forbici)
DR. NUVOLOTTI - E' andato di l, seguiamolo!
Si mettono in fila davanti all'uscita. Tutti gli uomini, uno per volta, si sistemano dietro e lasciano la donna avanti.
ANNA - Cosa? Io davanti, una donna: ma siete matti?
DR. NUVOLOTTI - Oh si cara, vieni dietro di me. ... Babbo vada avanti lei!
ARMANDO - (con stizza) Senti, ... babbo fino a un certo punto! Giulio, tu che sei babbo veramente: vai avanti tu!
GIULIO - Ma io che c'entro. (s'attacca alla schiena del Dr. Nuvolotti) No, no, non ci vado, non ci vado.
ARMANDO - E staccati cretino: entro prima io. (s'avvicinano alla porta)
ANNA - Pap che si sente?
ARMANDO - Niente! Giulio, vai avanti tu ora che sei pi grosso! E' il tuo turno!
GIULIO - Neanche ci penso, ho terrore dei fantasmi. (s'attacca nuovamente alla schiena del Dr. Nuvolotti)
ARMANDO - Imbecille, sei stato la dentro con lui per un ora, ora t' venuta la paura dei fantasmi! Vai avanti!
GIULIO - Era la dentro con me? (gli trema la mano sul serio) Aiuto, non riesco a controllare la mano: che mi succede?
DR. NUVOLOTTI - Paura, terrore, ecco qual la causa del tremito! Ma a lei non trema pi?
ARMANDO - ... No ... no
DR. NUVOLOTTI - Ci sono, la paura la causa della sua comparsa, come della sua scomparsa: (guarda a fondo Giulio) ultimamente ti senti pi nervoso del solito? (il ragazzo vorrebbe rispondere ma non ci riesce) Giulio domani devi venire necessariamente in laboratorio. Tieni quest'indirizzo.
ANNA - Scusate, non potete parlarne un'altra volta: c' un fantasma di l e non per niente una situazione piacevole, soprattutto per una signora!
Si sente un rumore. Scappano.
DR. NUVOLOTTI - Babbo che stato?
ARMANDO - Uhmm! ... Non lo so, sono babbo! Vai avanti tu ora. Invece di startene sempre dietro! T' passata la voglia di fare: ah, ah, ah!
ANNA - Prendiamo le forbici, le ha lasciate; prendiamole dai! Ci potremo difendere con quelle.
DR. NUVOLOTTI - (con le forbici in mano) Eccole! Ma, ... ma sono rotte!
ARMANDO - Si sono rotte? Ma che razza di fantasma ... ... Fermi tutti! Lo so io chi ! ... Rompe ogni cosa, Giulio. Chi pu essere?
GIULIO - Buhhh!
ARMANDO - (sconsolato) Il vero cretino, anzi babbo, sono io, che mi rivolgo a te come ad una persona normale! Figurati se ci saresti mai arrivato! (va verso l'uscita) Mariapia Immacolata venga fuori basta di scherzare. E' lei, non pu essere che lei. Distrugge tutto ci che tocca.
ANNA - Ma che dici babbo!
ARMANDO - Anna, non cominciare pure tu con questo babbo! Giulio, perch sei uscito dall'armadio? Chi ti ha fatto uscire?
GIULIO - Mi ha scoperto Mariapia Immacolata! E' stata lei!
ARMANDO - Ecco, e perci: ... chi l'ha indossato il lenzuolo da fantasma?
GIULIO - Buhhh!
ARMANDO - (guarda Giulio) Non posso crederci: mai vista tanta cretinaggine concentrata in un solo uomo!
DR. NUVOLOTTI - Babbo, ma allora Mariapia Immacolata il vero fantasma?
ARMANDO - Si, CRETINO! Eccola, ... il fantasma! (entra Mariapia)
MARIAPIA - Ah, ah, ah! Avete avuto paura. Mi scusino la signorina Anna e il dottor Nuvolotti, ma quando ho saputo che il signor Armando voleva farmi uno scherzo, non ho potuto resistere dal vendicarmi, a fin di bene s'intende. Anzi questo scherzo mi servito a sconfiggere le mie paure; devo ringraziarla signor Armando: non ho pi paura dei fantasmi. ... Spero che non sia venuta a lei ora!
GIULIO - A me, si! Guardate! (gli trema la mano. Il dottore, mentre gli altri continuano a parlare gli si avvicina per fare tutte le prove che aveva gi fatto con Armando: gli tira la penna, si stringono la mano)
ARMANDO - Guardi che l'avevo riconosciuta da un pezzo! L'aveva riconosciuta anche Giulio; e se l'ha riconosciuta lui!
MARIAPIA - Si immagino: ... caro signor Armando, la verit che non ho voluto continuare, ... altrimenti!
ARMANDO - Perch non ha continuato? L'avrei smascherata immediatamente.
MARIAPIA - Purtroppo si strappato il lenzuolo e non sono riuscita a prenderne un altro nell'armadio, si sar rotta la ferratura!
ARMANDO - Nooooooo! (tra lo stupore di tutti esce)
Dopo qualche secondo si sente urlare da dentro e venire fuori correndo. Li guarda uno per uno come a contarli, poi si nasconde terrorizzato dietro gli altri sempre pi perplessi ed indica nervosamente la porta. Passa solo qualche secondo, una musica tenebrosa si diffonder nella sala, la luce andr e verr ad intermittenza, un fantasma uscir tra il terrore di tutti.
S I P A R I O
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