Streghe da marciapiede

Siamo nellaula di un tribunale, ma di tale spazio vediamo soltanto il banco dei testimoni, a proscenio, che, alloccorrenza, e

STREGHE DA MARCIAPIEDE

di francesco silvestri

PERSONAGGI:

GINA

MORENA

ALBA

TUNA

LUI

Copyright - Tutti i diritti riservati all'Autore - Pos. S.I.A.E. 53220

Siamo nellaula di un tribunale, ma di tale spazio vediamo soltanto il banco dei testimoni, a proscenio, che, alloccorrenza, e grazie ad una semplice rotazione, si dovr trasformare in ringhiera del balconcino di un appartamento. La scena, infatti, rappresenta il disimpegno di una casa, la saletta, come si dice in napoletano.

Qui vi sono collocati un divano a tre posti, un appendiabiti, uno specchio, un mobiletto, un giradischi, qualche poltroncina, un tappeto, etc., tutto in una caotica confusione di stili.

Sul fondo, al centro esatto, una porta d in un lungo corridoio dove si presume si trovino le camere singole delle protagoniste; due comuni a destra, una per la porta dingresso allappartamento, unaltra per la cucina, e una a sinistra che conduce in bagno.

La disposizione delle comuni pu essere variata purch la scenografia conservi il suo impianto geometrico, a raggiera. Nelle intenzioni dellautore, infatti, e grazie a qualche piccolo accorgimento estetico, essa dovrebbe rimandare allantro di una caverna sotterranea da cui si diramano cinque cunicoli bui; dovrebbe anche ricordare, forse, il ventre materno o, se si vuole, un vortice, lepicentro di un gorgo melmoso.

I puntini sospensivi nelle battute, e quindi le pause, indicano, il pi delle volte, le domande che il Pubblico Ministero o lAvvocato rivolgono allimputata di turno.

Per le didascalie inerenti ai toni consigliati alle attrici, non inserite nel testo, si rimanda al prospetto sulla descrizione dei personaggi.

Un ringraziamento particolare al Sig. Renato Pereira per aver tradotto in brasiliano popolare le battute di Morena.

A T T O P R I M O

Ad apertura di sipario, il banco dei testimoni occupato da Gina, in piedi, nellatto di giurare.

Nella penombra circostante si intravede Morena che strimpella una chitarra e canta a mezza voce la canzone Morena Flr.

GINA - (lunga pausa) Lo giuro! (Siede) Girolomina Asteri detta Gina... No. Non Mina... Gina! facile confonderli, lo so. Ma io sono di Gerolomini, vicino Pozzuoli, e cos i miei hanno avuto la brillante idea... Quinta elementare, poi la strada. Vivi, ringraziando non so chi, ma stanno al paese... Certamente che lo sanno. E, secondo voi, perch non mi vogliono vedere pi?! La solita storia, inutile che ve la racconto, s gi vista abbastanza dentro ai film... Da quattro anni, s... Di sfuggita ci sapevamo da parecchio tempo. Ognuna di noi stava arrangiata da qualche parte; poi, cos, per caso, in una serata strana, una di quelle serate che capitano girando intorno ad un fuocherello improvvisato, ci incontrammo e decidemmo di prendere ununica casa grande con quattro stanze... Ceravamo simpatiche...

No, frequentiamo apposta quartieri diversi proprio per non litigare... No... Mai. Mai... E non vi dovete meravigliare se quattro puttane, si pu dire puttane?, se quattro puttane che vivono insieme non hanno mai litigato. Pare brutto. Per noi e per la categoria... E allora ho frainteso io, perdonatemi...

S, da buone commari. Ci siamo divise i compiti: chi cucina e lava i piatti, chi fa la spesa e paga le bollette, chi si occupa delle pulizie della casa, e chi si riposa un mese. Poi il turno cambia e... Alba! La pi grande... Nessuno... Libere... No... Nessun protettore, nessun magnaccia, nisciuno ricuttaro darricch. E neppure nessun uomo in casa! Patti chiari, questo il segreto: il lavoro si fa sul posto. Niente compiti da finire a casa per linterrogazione di domani. Tanto, per chi viene sempre bocciato, gli esami finiscono presto... S, purtroppo, fu colpa mia. Fui io a trovarlo e a a rompere la prassi... No, questa volta credo che avete frainteso voi. Io non lho incontrato. Lho trovato! E isso, comme a nu cacciuttiello senza padrone, s mmiso areto e...

Solo noi due... Tornate da poco, s... Un quarto dora, venti minuti... Ve lho gi detto: stavamo solo noi in casa. Io e Morena. (Pausa. In altro tono) E chi se lo immaginava che tutto stava cominciando proprio in quel momento...

Morena canta con pi foga e sicurezza. Si fa luce. E mattina. Il banco diventa ringhiera. Gina si scioglie i capelli e li asciuga al sole.

MORENA - Morena flr, me d um cheirinho

un cheirinho de amor.

Depoi tambm, d me todo esse denguinho

ceve su vo tem (Continua)..

GINA - Hai chiuso la porta dello stanzino? (Morena annuisce. Gina lancia uno sguardo in strada. Agitata) Uh, sta salendo Alba. Non le dire niente, ci penso io. (Morena sorride e annuisce. Gina chiude la porta che d nel corridoio)Add stanno e pantofole? (Le trova) EvviccannoTengo ancora e capille bagnati, mannaggia

ALBA - (entra e si getta esausta sul divano) Mamma do Carmine Mamma do Carmine,sti scarpe (Si sfila le scarpe. Gina le porge le pantofole).

GINA - Com andata?

ALBA - Chillu disgraziato! Mha fatto fa dieci chilometri a ppere, mha fatto fa. Eppure per legge civile che dove ti prendono ll ti devono riportare. Niente! Nun c stato verso. Doveva tornare a casa, il signorino. Mha lassata inta na campagna sperduta e Marano a me sola, a rischio e me fa ven nappietto e core. E si fosse fermato quaccheduno pe me da nu passaggio, sa!

MORENA - Que gente braba, vo freqenta.

ALBA - (risentita) Quello era un cliente affezionato. Me laggio crisciuto, se p dicere. Ah, ma m nun o voglio vede cchi manco pe prossimo. Se ne jesse adda tailandese ca chella tene e cosce bbone.

GINA - (con eccessiva apprensione) Vuoi che ti preparo qualcosa?

ALBA - No, lascia sta, dopo faccio io.

GINA - (c.s.) Ti piglio un cuscino?

ALBA - (notando la strana agitazione della ragazza) No... Grazie. Sto bene.

GINA - Io... Io ti devo... Devo... (Risolve) Devo asciugarmi i capelli. (E resta immobile).

ALBA - (dopo un tempo) E va! (Gina si scuote e corre in bagno. A Morena) Ma che tiene? (Morena fa spallucce e sorride. Alba si massaggia piedi) Ci stanno novit?

MORENA - (conclude epicamente la canzone con un ultimo accordo di chitarra. Ride) S!

Una chiave gira nella toppa. Entra Tuna riponendo le chiavi nella borsetta.

MORENA - (ironica) Buonasera...

TUNA - (dopo aver lanciato uno sguardo intorno, indica il raggio di sole mattutino che penetra vistosamente nella stanza. Dura) Buongiorno! (Fa per aprire la porta del corridoio).

MORENA - Si deu mau esta noite, ne? Andata male.

TUNA - No, perch?

MORENA - Ci sta o specchio, l. Garda la faccia.

TUNA - quella che mi porto dietro da sempre.

MORENA - E os micheteiros non si spaventano? (Tuna chiede Chi? con un cenno del capo) I clienti!

TUNA - Ma pensa ai tuoi, che a quanto si dice in giro hanno tutti qualche problema di ordine psicologico.

MORENA - Mmhh... Falando dificil, hoje...

TUNA - No. Sei tu che sei ignorante.

MORENA - (abbandona la chitarra con stizza. Si avvicina a Tuna e gesticola molto) Non capisco, scusa... Io povera mulata... Solo due mesi aqui in Italia... Sou brasileira... No scrivere, no leggere... No capisco... (Veloce, ad Alba che le sta facendo segno di non esagerare) Puta merda, esses cara esto enchendo o saco! Prra!

TUNA - (silenzio) Hai finito?

MORENA - Porqu, hai sentito a sigla?

ALBA - Per piacere, non cominciate unaltra volta ch non ce la faccio.

GINA - (fa capolino dal bagno impugnando un asciugacapelli elettrico in funzione) Ah, Alba, perch la... Ciao Tuna. Perch la prossima settimana non ce ne andiamo a...

TUNA - (a Gina) Dove lo hai preso?

GINA - Morena!?!

MORENA - No falei!

GINA - Tavevo pregato di non dire niente.

MORENA - No ho parlato!

T UNA - Rimettilo subito a posto!

GINA - Ma che cosa?

TUA - Il phon!

GINA - (sorride) Ahh... Lasciugacapelli...

TUNA - Chi ti ha dato il permesso?

GINA - Stava sulla mensoletta.

TUNA - S, quella di camera mia!

GINA - No, no! In bagno!

TUNA - Ma quante volte vi devo dire che non voglio che entriate nella mia stanza?! (Morena sottolinea questa battuta con un accordo di chitarra) Lo avevamo stabilito, allinizio, no? (Morena c.s.).

ALBA - Gina, bella da sora, dance o fono a Tuna.

GINA - Ma tengo ancora i capelli bagnati... (Morena c.s.).

ALBA - E usa il tuo!

GINA - (ingenuamente) S rotto...

MORENA - (c.s.) Ale!

TUNA - (ad Alba) Lo vedi? Lo vedi che in malafede? E tu che la difendi sempre...

ALBA - Ma quando mai...

TUNA - Prima dice che lha trovato in bagno e poi si contraddice.

ALBA - (credendo di risolvere la questione) Gina, vatte a pigli o mio.

TUNA - (al colmo dellira) Non puoi fare sempre cos!

ALBA - Ma tu che bbu a me?

MORENA - Madruga braba, esta noite! (Gina ride di nascosto).

TUNA - (a Morena, di scatto) S, stata una cattiva notte, va bene?! (Silenzio. Si calma a fatica) Proprio una cattiva notte. (Svuota la borsetta su un ripiano: tranne che per le chiavi, vuota) Si sono presi tutto. Anche i documenti.

MORENA - (sincera) Uh, Jesus... (E va ad accarezzarle i capelli).

ALBA - E a te?

TUNA - Per fortuna avevo molti soldi. Era andata bene, stanotte. E loro si sono accontentati di quelli senza farmi niente. Meglio cos, no?

GINA - (sincera) E certo, lo dici pure?

ALBA - Tesoro mio, tu devi cambiare zona!

TUNA - Gi fatto. grazie! Ieri sera mi sono spostata dalle parti di Poggioreale proprio perch al Rione Luzzatti ormai...

GINA - Anchio stavo a Poggioreale, stanotte...

TUNA - Prima mi hanno fatto il servizio in tre, e poi sono andati a farlo a un povero ragazzo che, chi sa come, si trovava l. Ma non doveva avere molti soli perch gliene hanno date tante... Ma tante...

GINA - (imbarazzata) E comera questo ragazzo?

TUNA - Non sono rimasta a godermi lo spettacolo.

GINA - E quindi non lhai visto proprio?

TUNA - Ma che timporta?

GINA - Cos..., per curiosit. Per fare quattro chiacchiere...

TUNA - Alle otto del mattino? Non mi sembra largomento adatto per fare quattro chiacchiere! (Fa per avviarsi nella sua camera poi ricorda qualcosa) Per qualcosa di particolare doveva averlo... Era alto... Molto alto... Quai... Due metri, sicuro! Degli occhi strani (Lentamente, e senza far rumore, si apre la porta del corridoio e appare LUI) La pelle... Un negro!... No, non era un negro...

ALBA - E questo chi ?!

TUNA - (voltandosi di scatto) Lui... ! lui quello di Poggioreale!

GINA Ecco, io volevo...

TUNA - Eri da quelle parti stanotte?

GINA S, e

TUNA - E hai pensato di portartelo a casa!

GINA - No...

TUNA - Per consolarlo, poverino.

ALBA - Quant bello...

GINA - Mi ha seguita. Avevo voglia di dire Via! Via! Go away!. Niente. Non capisce. E non parla neppure.

MORENA E overo. Appena trasuto andato direto nello stanzino, como se ja sabesse a direo. Ha chiuso a porta poco-poco e dormiu. A terra.

TUNA - Ah, ceri anche tu?!

ALBA - (a Gina) Ma e do ?

MORENA - (a Tuna) Aqui! No a Poggioreale.

GINA - (a Alba) Boh?! Te lho detto: non parla!

Nel frattempo, il giovane ha compiuto alcuni gesti molto strani senza mai avanzare di un passo. Lo osservano.

ALBA - Ma scemo?

MORENA - (sfacciata e sensuale, accarezza una coscia del giovane) E anche se fosse? Com esse fisico...

TUNA Ah, no! Sera stabilito: niente uomini in casa!

ALBA Eh, s, ja piccere... Tuna tene raggione. E poi, per i gusti miei, ne vedo gi troppi durante la giornata. (Gina scruta attentamente il volto del giovane e gli si avvicina).

MORENA - Anchio ho pruvato a scasciarlo via, ma na muntagna. Con la forza no o muovi, cu a gentilezza nun capisce... Tenta vo!

GINA - (impaurita, sottovoce) Morena...

ALBA - Certo che un uomo in casa pure ci farebbe comodo.

TUNA - Ma manco per niente! Sera deciso, allinizio...

ALBA - Putesse lav nterra, Fa dduje servizi...

GINA - (c.s., allontanandosi dal giovane) Morena...

MORENA - (a Tuna) Tudo bem , sera deciso, ma che sar mai?! Pra oggi resta qui e domani... Amanh agente v.

TUNA - (ad Alba) E tu non dici niente?

ALBA - E... che devo dire?! Se non d fastidio... comme ave nu criaturo dinta casa. Con in pi la fortuna ca nun parla, nun capisce, nun chiagne e... un piscia dinto lietto.

MORENA - (avvicinandosi a Lui) Si cuntento? A maiorana con tigo.

GINA - (c.s.) More

MORENA - (al giovane) E vamos; fa un sorrizinho. Accuss... (Gli tira gli angoli della bocca. A Lui, quellinnaturale sorriso, resa stampato in faccia) Guardate! (Gli va dietro e lo manovra a mo di marionetta) Vi sta dicendo: Muito obrigado amabili signore. Molte grazie praa vostra bunt. Io vi prometto che rester aqui boazinha senza dar fastidio.

TUNA - (sorride suo malgrao) Che stupida!

MORENA (continua) ovvio, per, che se qualcuna di voi vorr approfittare da minha immensa cassetta.... (Gli pone una mano tra le gambe. Il volto di Morena attraversato da un pensiero inquietante. Ma dura un attimo; subito dopo, infatti, la brasiliana si scuote e ripristina il suo coinvolgente Sorriso).

TUNA - (ride) E lascialo stare...

ALBA - (ride) Maronna, o fa e martirii.

GINA - (come in trance) Quando si alzato da terra... a Poggioreale... era pieno di sangue. Lho visto bene, stava sotto a un lampione. Sangue vivo di un colore strano E pure prima, quando s addormentato, teneva una brutta ferita sullocchio.

TUNA Mbe?! Che c di strano?

ALBA - L hanno vattuto.

GINA - Guardatelo m... Tiene la pelle liscia liscia... Senza segni... Senza nturzature e cazzotti... (Gli toglie lo stupido sorriso. A Morena) Lh visto pure tu, no?

MORENA - Un attimo... di sfuggita. Pra mim so todos iguais.

ALBA Ginu, e ti sarai sbagliata, figlia mia. Sar stata un poco di terra sulle sopracciglie. Polvere rossa. (Sorride) O si no lavessema chiamm Santu Lazzaro! S alzato e ha camminato.

MORENA - (allarga le braccia del giovane) No, parece mais un Cristo in croce.

GINA - (sorridendo, bugiarda) Avete ragione... Forse mi sar impressionata...

ALBA - Ha fatto o miracolo da resurrezione... (Ridono).

TUNA - Comunque sappiate che non sono daccordo sul...

MORENA - Uh... Que lenga lenga! Dai, facciamogli vedere o nosso showsinho.

GINA - S, s, il nostro numero, s!

ALBA - No, pe piet, tengo e piedi ca nun me sento cchi.

MORENA - (la solleva) E su, vamos l!

GINA - (batte le mani a ritmo) Alba! Alba! Alba!

ALBA - (aiutata da Morena, pone il divanetto al centro della scena) E va bene! Va bene! Calma! Per soltanto la prima parte ch devo ancora cucinare.

GINA - (a Lui, spostandolo) Tu mettiti qua che vedi meglio. E togliti queste mani dagli orecchi senn non senti niente. Vieni, Tuna!

TUNA - Non ho voglia di pagliacciate.

MORENA E lassala perdere! Pronte! In posio!

Mette un disco e si dispone in riga con le altre due. Eseguono un numero cantato e ballato. Tuna va al balcone che, lentamente, si trasforma in banco degli imputati. La musica e il canto delle altre fa da sottofondo alle sue parole.

TUNA - (siede) Nessuna di noi aveva davvero intenzione di prenderlo in giro. Solo che... Tanto per scherzare un po... A volte avevamo dei battibecchi, s, ma nulla di serio... Poco importanti... Mi trovo bene con loro, non... Lo facciamo spesso quando siamo di buonumore. Mettiamo il disco e... Cosa? Ah, s. Alba era davvero molto stanca. Disse che le facevano male i piedi e and in cucina a preparare qualcosa da m... Gina era eccitata... Morena? Se fosse stato per lei avebbe continuato a ridere e a cantare per tutto il giorno... Giocavamo! Nessuno voleva fargli del male e nessuno gliene fece. Poi, qualcuno... Non ricordo... Morena! S, fu proprio Morena che tent di fargli mangiare qualcosa... Un biscotto..., non so... Ma lui..., lui si capiva che aveva fame ma non volle prendere nulla... Soltanto in cucina ci spiegammo il perch... In cucina! Andarono a pranzo... Cio, lo trascinarono, poich... Non avevo fame. Restai sul balcone a prendere un po daria... Le dieci... Dieci e mezza... (In scena avvenuto esattamente quanto descritto da Tuna) Mi raccontarono che Ve lho detto: non cero. Io Mi raccontarono che per farlo mangiare dovettero poggiargli il piatto a terra Quello grande, per linsalata Fece un rito Almeno cos sembrava Si volt di spalle, chiuse gli occhi e si tapp le orecchie come aveva gi Le mie? Le mie sensazioni? Come se dalle sue parti le donne fossero pi importanti degli uomini e perci lui non Questo s! Si vergognava, s. Ma non era chiaro Almeno non chiarissimo Il? Il divanetto? Quale? Che io ricordi era ancora al centro della stanza quando uscirono dalla cucina Ma questo che centra, scusi? importante? Cosa? Chi mise a posto il divanetto?

Le donne vengono dalla cucina. Il banco si trasforma in balcone. Tuna si sporge dalla ringhiera.

ALBA Sentite a me, non normale! Gli deve mancare qualche cosa nel cervello. (Prende un pacco di biscotti e siede sul divano).

GINA - Forse stava chiuso in un istituto.

MORENA - O in un canil.

Tuna va in cucina.

ALBA - Pazzo, no. troppo tranquillo per uno che uscito fuori di testa.

GINA - (sbadiglia) Che sonno...

TUNA - (esce inviperita dalla cucina) E voi permettete tutto questo?

ALBA - Che successo?

TUNA - Ma avete visto che cosa sta combinando?

MORENA - Mangia.

TUNA - Per quello, ha gi finito. Adesso si sta pulendo le labbra. Sul pavimento!

GINA E lascialo fare. Tanto sta tutto sporco, non ho ancora lavato a terra. (Morena ride).

TUNA - Ma vi siete rincoglionite? Io non sopporto...

ALBA - Tuna, figlia mia, nun allucca ca me sta saglienno o male e capa.

TUNA - (dopo un tempo, sforzandosi di ripristinare la calma) E va bene. Vi do ancora domani di tempo, poi, o lui o io! E se lui, ricordatevi che con me viene dietro mezza casa: i mobili, la cucina, il frigo e... i vostri letti. Chiaro?

ALBA - S, s, chiaro. Per m iatevenne a durm ca dimane Dio ce penza. (Pausa. Materna) Tuna, iamme...

TUNA - No, no! Sar io a pensarci, altro che Dio. (Si allontana lungo il corridoio).

GINA - Esagerata...

MORENA - Ma l che ha ragione... (Sbircia in cucina e imita una strana danza che, probabilmente, il giovane sta eseguendo).

ALBA - E s, ja Gina...! Pure tu, per... Ce putive penza primma do purt inta casa.

GINA Oddio, ma allora non ci capiamo. Mi--venuto-appresso-Mi--venuto-appresso... Chaveva fa?

MORENA - (sbadiglia) Io vado, che alle otto tegno un rende vu.

ALBA Brava, e portati pure a questa, va.

MORENA - Tu non vieni?

ALBA - Resto altri due minuti po me vaco a cucc purje. (Si lamenta) Ah... Sti piedi...

GINA - (seguendo Morena nel corridoio) Ma mica colpa mia?! Se miso areto areto e io...

MORENA - Ti credo... Sim... Tudo bem...

Le voci si allontanano. Silenzio. Alba si mette comoda.

ALBA - Ah... Che pace... (Dopo un tempo) E che vita e mmerda. (Lui appare e si ferma sulla soglia. Alba, dopo un po, lo nota) Ah, tu qua stai? E visto che burdellino francese fin de siecle h cumbinato? (Luomo volge lo sguardo) Eh... Fai bbuono a te mettere scuorno. Alla tua et... Ma nisciuno tha mparato qualche buona maniera, no? Eh gi...! Tu avrai pensato: la buona maniera? Dinta na casa e puttane? E a che serve? No! (Pausa. Calma) No... Secondo me, tu nun h penzato proprio a niente... Guarda ll, gua... Tanto luongo e tanto fesso! Si comme a nu criaturo crisciuto troppo ampressa. Quanti anni tieni, eh? Quanti-anni-hai? Niente. Interrogato, il morto non risponde. Vieni acc, vieni! Ue, nun me fa sosere che peggio pe te! Te piglio pe rrecchie. Mi hai capito, vieni qua?!

(Lui le si avvicina timidamente) Oj, ca quanno vuo tu... Con le buone maniere si ottiene sempre tutto. Siediti qua vicino a me. No... ?! Vuo sta nterra? E fa a capa toja. Tarrifrische o mazzettino.

(Gli scruta i lineamenti) Diciotto... Massimo venti, non di pi. Bello si bello, chesto sadda dicere. Troppo pe gusti mieje. Mi ricordi a uno che ho conosciuto tanto tempo fa. Ma tanto... Tanto che forse non nemmeno vero che lho conosciuto... Tenevo pi o meno let tua. Diciotto, eh? Massimo, venti. E che regalo che mi fece! Un regalo importantissimo. Uno e chilli riali ca sulo na torza commero io allepoca puteva accetta. E come me lo portavo sbronzoliando questo regalo... Na panza ca nun ferneva cchi. maschio, mi dicevano tutti, se vede da panza a punta. Complimenti, signora. Seh, a signora do... (si tappa la bocca). Avesseno a sape, facevo ncapa a mme, che signora si trovano di fronte. Na signora che gi fa a vita a cinche anni, e che da nove mesi ha interrotto le attivit causa innamoramento et impregnamento. Oggi, chillu criaturo tenesse pi o meno let tua. E, come te, somiglierebbe al padre. Tieni a stessa vocca soja, o ssaje?! Lui il bambino non lha mai visto. Nun sape manco comme si fatto. Se ne jette molto, ma molto prima che tu nascessi. Chi o ssape si ha mai saputo che ero incinta. E che lui era padre. Mah. Tu mh dato subito e turmiente. Nun te vulive fa allatta... Nun te vulive fa cagna... Le notti insonni appresso a te...

(Lui si alza e siede al fianco di Alba) Bravo... Vie... Cucchete cc. (Gli indica il proprio grembo. Il giovane, dapprima titubante, si accoccola in modo che le sue labbra sfiorino il seno di Ala) Nave paura... Nun te faccio niente... (Pausa) Ora te lo posso dire. Con coscienza. A me mavesse fatto piacere e te crescere. E no po solito fatto do bastone pa vicchiaja... Va truove addo steva a vicchiaja, tanno... No. Cos... Per il piacere di... di allevare qualcuno. E tene nu penziero... (In altro tono) Nu penziero fisso. Uno e chilli penzieri ca traseno pe rrecchie e pe lluocchje e te spurtosano e cerevelle. Ca nun te fanno durm cchi. Comme facive tu cu mme... Tutte notti... Tutte notti

(Culla il giovane) Eh no... Devi combattere... Lo hai fatto e te lo tieni... E sorde prima o poi arrivano, nun te ne incaric... O peggio o peggio, te miette a fatica nata vota....

Ma io tengo diciotto anni... Voglio camp.

Eh, no, Albarella mia, nun pu camp cchi. Almeno non come un tempo. O come tu desideri e vorresti.

E che pozzo fa? Pozzo mai jre annanze accuss? Io sono giovane. Pe nu fetente e mmerda che mha nguaiata posso mai rovinarmi la vita? E io, si va annanze accuss nappoco, me piglia a pazzaria e maccido.

Eh...! Comme a faje pesante. Perch ti vuoi uccidere? Ci stanno altri rimedi. Facili facili....

Ci stavano! Primma! Ma m nato. Nun se p fa cchi niente.

Noo... Ci stanno ancora... Ci stanno!.

S! overo, piccerillo mio, ce stanno ancora! Mangia. Mangia o latte e mamma toja. Stringi forte... Zuca... Zuca che fa bbene... Mangia... Mangia... Mangia... (Stringe forte luomo al petto. Lui fa fatica a respirare e si dimena piano combattendo contro il desiderio di toccare la donna per allontanarla da s. Ma non vi riesce e, cos, sviene).

Non piangevi pi. Ti alzai piano piano e ti misi nella culletta. Ma non col pancino sotto comme se metteno e criature aroppo chhanno mangiato pee fa fa o ruttillo, no. Con la faccia in alto. Te chiudette lluocchie e... M pareva proprio ca stive durmenno. Cu a vucchella aperta. Quella non la chiusi, anzi, larapette cchi assaje e a rignette latte. Di latte mio. Lo chiamano... soffocamento per rigurgito, ... mo ricordo ancora. Quannuno piccerillo p pure mur accuss, o ssaje?! Ero inesperta, sola... Poco pi di una bambina. Che potevo tene?! Diciotto... Massimo...

Nisciuno tenette o curaggio e me dicere niente. (Senza enfasi) stata una disgrazia... O figlio mio... O figlio mio bello... muorto... muorto... (Guarda finalmente il giovane. Si riprende. Terrorizzata, lancia un urlo soffocato) Ah... Aiuto... (Ritrova la voce) Aiuto!

MORENA - (accorrendo) Que que foi? Che successo? (Vede il giovane a terra) Meus Deus do cu! (Gli monta sullo stomaco e preme con forza entrambe le mani sul petto del giovane).

ALBA - (tremando; sembra sincera) Ero riuscita a farlo avvicinare... S preso due biscotti dalle mie mani...

MORENA - Levanta... Su, bello, su! No metterci nei guai, filha da puttana. Se muori, que diser pra polcia?

ALBA - Non normale S sdraiato a terra e s messo a mangiare.

MORENA - Piraa Eva! E dai! Dai! Respira, Cristo! (Esegue una frenetica respirazione bocca a bocca).

ALBA - Je ce laggio ditto... Non si mangia cos... Tannuzze nganna... Statte accorto...

MORENA - (il giovane ha un sussulto e tossisce forte) Ti se decidiu, saco. Levanta, bimbo, levanta! Respira... (Corre al balcone) Portiamolo fuori. Allaria. Rapido, ajudame!

Morena si ritrova al banco degli imputati. Le luci cambiano velocemente. Lui continua a tossire ma senza emettere suoni. un flash-back.

MORENA No! Forse Alba non ricorda bene Non fui io a ajudarlo Io ero a letto Sentii gritar, questo s Ma fu a Gina a correre pa prima. (Gina viene dal corridoio e soccorre il giovane. Le due donne, nellappartamento, dialogano senza emettere suoni) Sentivo voci A sua tosse Cosa? Perdonatemi, no capisco molto bene litaliano Alba diceva che lui preso un biscoito

ALBA - Non si mangia cos... Tannuzze nganna...

MORENA - Sentivo a Gina que...

GINA - Non morire, ti prego!

MORENA Non morire! No sei nada, io Lacqua! A gua

GINA - Tiene bisogno di aria. Sta aperto il balcone?

MORENA - Ora ricordo A Gina gritava: Acqua! Acqua! (Gina corre in cucina e ritorna, subito dopo, con un grande recipiente colmo dacqua) Ma no uscii dalla mia stanza. Ero troppo stanca Queria dormir S, escutei un rumore de gua

GINA - (ha posto il recipiente affianco al giovane) Tieni, bevi! Bevi!

MORENA - (alzando la voce) Ma che fai? Cos ti affoghi unaltra volta!... Poi... Poi non lo so... Perch qualcuno... qualcuno chiuse a porta... (Morena va al buio).

GINA - (esausta) Oh, mamma mia. (Il giovane, parzialmente ripresosi, assume una posizione vagamente orientale).

ALBA - Ero riuscita a farlo avvicinare... S preso due biscotti da...

GINA - Alba per piacere, va a dormire. Ci penso io, vai!

ALBA - S... S... (Si avvia nel corridoio).

GINA - (in altro tono) E chiudi la porta. (Alba esegue. Gina bagna le mani nel catino e si deterge il volto; poi, lentamente, gira verso di s il volto delluomo e gli d un sonoro schiaffo) Ma chi me lha mandato?! Il santarellino... Ah, ma a me nun me fai fessa. Voi uomini siete tutti uguali. Prima scegliete il tipo e fate i forti, e poi, nellintimit, volete che le forti diventiamo noi. Tu, invece, sei partito dal contrario. Primma tutto cicere n ammuollo e po, al momento buono... No! Con me hai sbagliato. Hai scelto male il tipo. Perch una volta tanto nella mia vita sono stata io a decidere. A scegliere! Io mi sono messa a gridare quando chilli te steveno ntummanno e mazziate. E chi ti venuto vicino? Chi si messo a cercarti quanno te ne si fujuto pa paura? John! Joe Dick! Come out! Come to me!. Un lampo... Nu penziero improvviso... Spillo spillo, mi sono fatta tutta Poggioreale. Maggio misa a correre pe vicoli e vicarielli da Siberia, e via Gorizia, do Corso Malta... Songo arrivata nfino al Cimitero Israelitico... (Sorride sarcasticamente) A cunosco bbona chella zona Ma senza pi chiamarti! Era inutile. Lasciavi tracce dovunque passavi.

(Gli afferra i capelli) Pe capille taggio tirato a dinto portabagagli e chella machina scassata. E non so nemmeno io il perch. Sono sempre stata una preda; che mha pigliato stanotte?

(Gli lascia i capelli) La ferita la tenevi veramente. Te lho fatta io, ti ricordi? Che ch miso ncoppa? Quale pastrocchia delle tue parti hai usato per guarire cos presto? Eppure avevo colpito forte. Mi girava la testa I denti stretti stretti stretti... Tavesse acciso comme (Si calma a fatica) Ma non lho fatto! Ti ho restituito la vita. Perch sono stata io a decidere di lasciarti vivere, e adesso non ti permetto di morire! Me facisse troppo chiagnere. Sai piangere tu? No... Non credo... Almeno non come noi. Miettatello bbuono ncapa na vota e pe sempe: io ti ho scelto per me! E non ne parliamo pi!

(Sorride ironica) Te le ricordi queste mani? Facevano male, eh? Sapisse quante naggio sentuto nfaccia purio. E fa in modo che non gli viene il solletico unaltra volta.

(Perdendosi in un lontano ricordo) A cchi piccerella... Ginetta... (Finge di chiamarsi) Gine?!. Mi pareva di essere Cenerentola, mi pareva. E forse lo sono. E tu sei il mio Principe Azzurro; quello che ho conosciuto al castello dietro Poggioreale. Prima ti ho scelto perdendo la scarpina, poi, allo scoccare della mezzanotte sono fuggita. Tu mi hai cercata casa-casa A ogni puntone e vico Mi hai trovata, mi hai voluto, e mh spusata! M destino ca pure tu ja pass tutto chello che a mtrigna e le sorellastre cattive hanno fatto passa primma a me. destino!

Muovete, fa ampressa, miette a posto sta stanza. Guarda in che condizioni lhai ridotta. (Gli afferra un orecchio e lo trascina al recipiente pieno dacqua) Piglia sta bacinella miettela o posto suoio, spicciati! (Luomo esegue. Gina lo ferma sulla soglia della cucina) Posala ncoppo mobile! (Luomo obbedisce, poi si inginocchia) Ma da dove vieni? Di che paese sei? (Con un moto di stizza, gli getta dellacqua sul volto) Susete che non hai ancora finito! Metti a posto il divanetto! (Luomo intuisce, grazie soprattutto alla gestualit della donna, e fa per eseguire ma un calcio ben assestato di Gina lo spinge nuovamente a terra) E stai ancora a questo? Il divanetto! Devi mettere a posto il divanetto! (Luomo esegue) Bravo... Cos si fa... Tu devi capire una cosa: fra me e te, chi comanda indovina chi ? (Il giovane va in ginocchio al centro della stanza e si toglie la camicia) H capito! E si te permiette e me mettere na mano ncuollo te taglio a capa. Tu non devi dare confidenza a nessuno. Meno che mai a chelli troie che stanno durmenno a parte e dinto. (Lo spinge. Il giovane finisce prono sul pavimento. Gina cammina sulla sua schiena) Tu mja fa da servo..., da schiavo, da pezza pe lav nterra.

(Morena, sempre al banco, piange sommessamente; poi, sempre pi forte, in crescendo con il concludersi della scena) Perch tu quello sei: una mappina! E laggio truvata io sta mappina... Per questo mi devi riconoscenza.

(Risolutiva ma meno esagitata) Oggi, per punizione, niente stanzino. Resterai qui. A terra. In ginocchio. Fino a quanno nun esco pe gh a fatic. E guai a te se ti muovi. (Apre la porta del corridoio) Ah..., se torno e non ti trovo ll..., taccido! Ma veramente, taccido! (Si allontana. Luomo si solleva e resta in ginocchio).

MORENA - (piangendo forte) No sei nada... Ve lo giuro sul Volto Santo, non lo so... Non ho sentito niente... Ci stava la porta chiusa... Lasciatemi andare... Non ci azzecco con questa storia... Nun songo stata io... Nun aggio fatto niente... Voglio andare a casa... Voglio andare...

Si prende il volto tra le mani e piange.

Si fa luce nellappartamento. sera. Alba viene dal corridoio vestita di tutto punto. La scena che segue, cio dallingresso di Alba fino a quando Tuna non rimarr sola con il giovane, vista attraverso gli occhi di questultimo.

In alcuni momenti, le quattro donne gli appariranno deformate e mostruose, in altri ( forse quando chiude gli occhi) sono esattamente come le abbiamo conosciute finora.

ALBA - (notando lui in ginocchio) E che ce fa stu catafalco mmieza casa?

MORENA - (ravvia i capelli, si stira le membra e sbadiglia) Boh?! Lho trovato l. (Si volta e ritira i panni stesi fuori al balcone).

GINA - (entrando) Lascia sta che m lo sposto io.

ALBA Ci sta un po di caff gi fatto?

GINA - (solleva amorevolmente il giovane) Buonasera... Vieni con me. Qua, sul divano. Ma come? Sei rimasto tutto il pomeriggio a terra? Che pazzaria.

MORENA - (mostra un paio di mutande) Di chi sono queste calsinha?

GINA - Di Alba. Taglia extra-large. (Verso la cucina) Me ne porti un poco pure a me?

ALBA (fuori scena) S, sta uscendo. (Entra Tuna. lunica ancora assonnata ed in camicia da notte).

MORENA - (a Tuna) Bom dia. (Non riceve risposta).

ALBA - (c.s.) More, tu lo vuoi?

MORENA - (a Tuna) Ho detto: buongiorno!

ALBA - (c.s.) Morena?!

MORENA - (ad Alba) No! (Si avvicina a Tuna e le batte una mano su una spalla) Ohh...

TUNA - Ahi, mi fai male! Che vuoi?

MORENA - Como che...?

TUNA - Aspetta, non ti sento. (Si toglie dei tappi dalle orecchie) Allora?

MORENA - (scoppia a ridere) Que que essa novidade?

TUNA - I tappi?!

MORENA - (c.s.) Sim...

TUNA - Oggi pomeriggio, ragazze mie, vi siete sfrenate. Urla, porte che sbattevano... Ma che successo?

GINA - (molto sincera) Niente. Ti sarai impressionata.

ALBA - (viene dalla cucina con due tazze di caff fumante) Ecco qua. (Offre una tazza a Gina) Tie!

TUNA - Uhmm... Vi siete date alla pazza gioia.

GINA - (ad Alba) Grazie.

ALBA - (a Tuna) Ma tu ancora cos stai? Ma non tieni proprio genio di lavorare?

TUNA - Perch, qualche sera ho avuto genio?

GINA - (in uno strano tono) Allora resti qua?

TUNA - No, non posso. Mi piacerebbe ma ho un appuntamento...

ALBA e MORENA - (insieme) E-sclu-si-vo!

TUNA - Gi! Per sul tardi. (Sbadigliando) Me la prendo comoda.

ALBA - E uno solo basta a riempire tutta la serata?

TUNA - (riferita a Lui) Quello?

MORENA - Boh?! Misterio!

TUNA - Ha una faccia... Ah, Morena, hai visto il mio reggiseno?

MORENA - O vermelho?

TUNA - No, non quello rosso. Laltro, quello a...

MORENA O sospensorio?

TUNA - (paziente) S... A sospensorio.

ALBA - Sta sullattaccapanni. Ragazze, io vi saluto. Buon lavoro a tutte e ci vediamo domani mattina. More, lo scialle sta nella stanza mia sopra al letto.

MORENA - Ah, grazie.

ALBA - E speriamo che queste scarpe non mi fanno dannare stanotte. Ci ci! (Esce).

MORENA - (mostra una maglietta) Serve a qualcuno?

GINA - (ravvivandosi il trucco allo specchio) Per me te la puoi mettere.

TUNA - Anche per me. oscena!

MORENA - (imbocca il corridoio) Bueno.

GINA - C il caff gi fatto, se lo vuoi.

TUNA - Avr bisogno di una caffettiera intera per svegliarmi. (Va in cucina).

MORENA - (entra facendo roteare un ampio scialle rosso) Come sto?

GINA - Que meravilha. Voc esta parecendo un rainha.

MORENA - Voc gostou?

GINA - Mucho!

MORENA - (canta) Morena flr, me d un cheirinho....

GINA - (in direzione della cucina) Tuna, noi ce ne andiamo.

TUNA - (dall interno) Va bene.

MORENA - Ciao.

GINA - Ciao.

TUNA - (c.s.) Ciao. Ciao. (Rientra massaggiandosi le tempie. Osserva il giovane che sembra assorto. Accende una sigaretta e va al balcone da cui provengono voci e musiche disparate. Luomo sembra notare Tuna per la prima volta. Le si avvicina lentamente senza far rumore e le pone una mano sulla spalla. Tuna non si volta e non alza la voce) Toglimi le mani di dosso!

(Lui rimane immobile. Tuna, allora, si libera di quel contatto con molta calma e si volta a guardarlo con cattiveria. Il giovane, aiutandosi con le mani, allunga le labbra in modo che sul suo volto si dipinga un grottesco sorriso. Tuna scuote il capo fra il divertito e il seccato)

Non sforzarti. Non hai bisogno di dimostrarti gentile.

(Luomo accenna alcuni movimenti mimici con le braccia. Al termine si pone in attesa) E ora dovrei anche risponderti?! Non posso... Non capisco.

(Il giovane si mette una mano sulla spalla) Ah... Ma s. Scusami per prima. (Tuna gli prende una mano e la poggia su una propria spalla) Ecco. Sei contento?

(Lui sembra felice. Tuna gli toglie il sorriso dalle labbra e si allontana) Non sopporto essere toccata. (Ride) E proprio quel mestiere l dovevo fare. Come un chirurgo a cui fa schifo la vista del sangue. Perch a me fa schifo essere toccata, abbracciata La parola bacio una fantasia da lasciare ai romanzi.

Sai come mi chiamano sul lavoro? Donna Rachele. La moglie del Duce. Perch chi viene con me sa che, senza toccarmi, deve sbrigarsi a fare quello che c da fare. E sempre nella stessa posizione, sintende. Come la chiamano? Quella alla mamma e pap. Nessun salamelecco di rito o paroline dolci di convenienza. Questo non significa essere veloci. Andare a finale. No! Faccio soltanto in modo che lattenzione si rivolga esclusivamente al luogo deputato al piacere. Circoscritta. Canalizzata, diciamo. Svolgo unazione sociale, io. Non mi sostituisco alla moglie a cui devi sempre far finta di volere ancora bene altrimenti domani la pasta sar scotta e larrosto sciapo; n allamante, categoria differente dalla nostra e che meriterebbe una trattazione a parte. A molti piace. Pi di quanti si possa immaginare. Anche tu non devi toccarmi. Mai. Altrimenti

(Lunga pausa) Se fossi donna, no. Potresti farlo perch perch anchio lo vorrei. E con lei lo volevo sempre. Lei s che poteva toccarmi, abbracciarmi E al solo pensiero che potesse baciarmi mi veniva da piangere dalla gioia. Perso la testa! Non era pi amore. Era delirio. Melma in cui affogare.

Glielo dissi: se te ne vai mi metto a battere. Hai capito bene. Faccio marchette sul marciapiede. Non mi ha creduto. Bene! Lo vedrai!

(Ride forte) Si mai vista una puttana lesbica? Al tuo paese ce ne sono? Sei fortunato a non capire, altrimenti non ti avrei raccontato nulla. Per giunta sei pure maschio. Anche se su questo non ci giurerei. Troppo bello per essere un uomo. Forse sei frocio, perch no? (Divertita) Forse dalle tue parti sono proprio cos I froci, dico. Meglio se fossi un travestito. Almeno potremmo essere (unidea si fa strada nella sua mente) amiche. Senza complicazioni O implicazioni... Saremmo uguali. Uguali e diverse. Come fa quella poesia? Vengono. Uguali e diverse. Ti porterei con me. Per strada. Una donna stupenda saresti. Vuoi? Con ciascuna la mancanza damore uguale.

(Si avvicina al giovane e lo induce a togliere i pantaloni e ad indossare alcuni abiti femminili lasciati in giro dalle sue compagne) Una donna stupenda Lo stesso sangue Il tuo Il mio Con te riuscirei Uguali e diverse

(Il giovane sembra soffrire molto di quella trasformazione ai suoi danni, eppure, ancora una volta, lascia fare) Con ciascuna la mancanza damore diversa!. Limmagine di lei nel mio ricordo Le somiglierai (In un frenetico crescendo, Tuna lo veste da donna, gli trucca il viso con il make-up lasciato su una consolle da Gina, gli spazzola i lunghi capelli, etc.) Come me Proprio come me, devi essere La mia complice. La complice da amare. Unamica vera. Andremo fuori, di notte, e io ti ceder i clienti se li vorrai. Oh, loro s Ti vorranno, loro Gli baster uno sguardo Poi torneremo qui Metterai le mani sulle mie spalle (Il giovane piange senza singhiozzi) E gi Sempre pi gi Fin dove vorrai Sarai uguale a me, lo capisci? Almeno questo lo capisci? (Lo allontana per osservare il risultato finale) Sei bellissima Non sanno ancora che tu non sei un uomo Anche loro non capiscono... Che stupide! (Lo abbraccia forte) Che stupide! (Gli afferra un braccio e lo tira in direzione della porta duscita) Andiamo!

(Il giovane, finalmente, urla e piange senza, per, liberarsi della stretta di Tuna) Cosa c? Non sei contento? Io ti offro una vita diversa... Uguale e diver... (Lui piange sempre pi forte. Il suono della sua voce, dapprima umano, si trasforma gradatamente in qualcosa di indefinibile. C un che di metallico nei suoi singhiozzi, di elettronico, quasi. Il suo lamento di dolore arriva ad inondare la casa. Tuna spaventata) Zitto... Non ti faccio niente... Sta zitto, per favore... Che ti prende? Zitto...! Basta...! Basta! Sta zitto!! Ma chi sei?

Gli si avventa contro e gli lacera il vestito. Presa da un terrore crescente, fugge via. Ormai solo, il giovane si calma a fatica. Piange, poi mugola; infine, la sua voce si trasforma in un mormorio sommesso e costante che conserva, per, il timbro metallico.

Seminudo, va al balcone. Il trucco sfatto gli scorre copioso sul viso. Le sue mani iniziano a danzare, ma, come fosse linizio di un moto perpetuo, la danza si propaga al resto del corpo fino a spingere il giovane al centro della stanza dove il mormorio si trasforma in melodia. Canta. Danza. Cos come era iniziata, la danza sfuma. E con essa il canto. Silenzio.

Una chiave gira nella toppa.

Entra Morena. Si guarda attorno con fare circospetto.

MORENA - Se ne sono andate?

LUI - (dopo una lunghissima pausa, senza voltarsi) Ts...

MORENA - Bueno. (Versa da bere per due. Porge un bicchiere al giovane).

LUI - (si volta) Gra-zie

MORENA - (scoppia a ridere) Ma cosa ti sei combinato? Dove hai preso esto trucco? (Ride) Vieni che te lo tolgo. (Lo porta a sedere e lo strucca aiutandosi con dei fazzolettini di carta.) Guarda cc, guarda... Non si fa. Oh... Ma fossi bicha? Un frocio? Una checca?

LUI - Gra-zie

MORENA - Mhh... Ho dimenticato di impararti a dire No. Perch tu non sei una checca, no? Certo sei bravo. In mezzora, oggi pomeriggio, vo aprendeu ja due palauras.

LUI - Ts

MORENA - E Grazie!

LUI - Gra-zie

MORENA - Ma come hai fatto a maquiarsi assim? Volevi imitar? Far como noi, ein? Ma non puoi. Vo e homen! Tu sei uomo. Ripete: uo-mo. Diz!

LUI - U-mmo...

MORENA - Uomo!

LUI - Uo-mmo...

MORENA - S i m...

LUI - Uo-mmo

MORENA - E io: do-nna!

LUI - Uo...- nna...

MORENA - Do-nna! (Lo guarda negli occhi. I loro volti sono vicinissimi).

LUI - Uo-nna...

MORENA - Ma s. Dillo come vuoi, ma dillo! Tanto anche io sbaglio le parole.

LUI - Uo-nna

MORENA - Hai gli occhi della mia gente... E a pele... A mesma colore... (Gli accarezza un braccio) Porque te sei fatto nudo?

LUI Gra-zie...

MORENA - Meu Deus do cu, como voc bonito. Vo o homen mais bonito que en vi na minha vida.

LUI Uo-mmo...

MORENA - Sim... E io una donna...

LUI - Uo-nna...

MORENA - Lhai mai provata una donna, tu? Una donna que t abrae, t beije e che te fa sentire lhomen mais importante do mundo?

LUI - Gra-zie...

MORENA No?

LUI - N... no...

MORENA - No! E io per questo sono tornata. Che vanno dalle altre, i micheteiros, stasera. Esta noite, Morena la brasileira ne vuole uno soltanto. E no pensa de fargli pagare il giro sulla giostra. (Lo bacia sulle labbra. Luomo piacevolmente colpito) Che sapore strano Mai provato (Gli lecca una spalla) Anche aqui Per mi piace Increspado Como sabbia

LUI - Uo-nna...

MORENA - Non essere impaziente. Ti ho detto che sono aqui pra isso. Ma non c fretta. Le altre tornano domani mattina.

LUI - Gra-zie...

MORENA - (sorride e lo induce ad alzarsi) Devi essere proprio da minha terra. Lo stesso odore A mesma carne O mesmo calor (Mette un disco di musica brasiliana e canta) La conosci questa canzone? Parla damore Una musica damor e de sangue (Esegue una danza circolare. Sembra un rito di corteggiamento animale).

LUI - (segue Morena con lo sguardo) Uo-nna...

Morena canta con trasporto crescente e conduce il giovane al divano. Si sdraia e lo tira a s. Lo bacia e lo accarezza con foga, fino a quando le sue mani non penetrano nellindumento intimo indossato dal ragazzo raggiungendo, cos, il sesso.

MORENA - Ma... Ma che...? Via... Vai embora nojento! (Riesce, non senza fatica, a liberarsi del corpo del giovane) Vattene via! (Corre a togliere il disco; poi si guarda le mani inorridita) Che cosa era?

LUI - Uo-mmo...

MORENA - No... Io li conosco bene gli mini... Li conosco da quando che ci avevo sette anni. Gli homen non sono fatti cos! Gli uomini sono belli, forti... Mas no vo! Vo no! O que que vo ten entre as pernas? (Urla) Coshai tra le gambe? (Stravolta) O que era aquela coisa sebosa... nojenta... increspada. Un lmbrico enrrolado com a pele com espinhos... A quele... (Ride) A quele rabo de porco! S! Come una coda di porco!

LUI - T-s...

MORENA - (lo deride) S... Quella coda di maiale... Encaracolado... Schifosa...

LUI - (fa un passo verso Morena) No... No...

MORENA - No jem que no tem! Chega pra l! No me toccar! Un mostro, ecco che sei!

LUI - ( scosso da fremiti dira) Uo-mmo... Uo-mmo...

MORENA - (in preda ad un riso isterico) No! Mo-stro!. Repete: Mo-stro!

LUI - Ts... Uo-mmo...

MORENA Forse che dalle tue parti siete fatti assim! Povere donne. Ma ci sono donne da voi? E come que pode?

LUI - No No

MORENA - Che coshanno in mezzo alle gambe, loro?

LUI - N-no

MORENA - (ridendo forte) S! S! Sai che facciamo? Adesso andiamo in ospedale e te lo faccio tagliare. Tanto a che ti serve? Una schifosissima coda di porco tra le gambe a che ti serve?

(Si tocca inavvertitamente il volto) Oddio Nossa Senhora! E se infetto? Se ha una ziquisira? La faccia La mia faccia (Si pulisce il volto con le braccia. Lui inveisce contro Morena in una lingua sconosciuta. arrabbiato. La minaccia) inutile ca grida! Non ti capisco! E non ti avvicinare! Che schifo Que nojo, que noio (Il giovane corre in cucina) Non possibile Precisa botar ele pra fora! No pode ficar aqui em casa com agente! Le mie mani (Urla in direzione della cucina) Non toccare niente! Torna aqui!

Lui appare sulla soglia: in una mano impugna un coltello, nellaltra regge un lembo di pelle a forma di triangolo, la stessa forma della ferita che mostra sul petto, allaltezza del cuore, e dal cui vertice, rivolto verso il basso, fuoriesce del liquido rosa fosforescente.

MORENA - Che hai fatto? No... Non possibile... Isso o teu sangue...?! O teu sangue... Madre mia...

Ha un conato di vomito. Di nuovo si tocca il viso e di nuovo tenta di pulirlo con le braccia.

Nellappartamento cala la penombra contemporaneamente allilluminazione del proscenio. Dal lato opposto al balcone, entra Alba e si dirige al banco degli imputati.

ALBA - (ad un invisibile usciere) L...? (Indica il banco e annuisce) Grazie.

(Alza la mano destra) Lo giuro. (Siede) Esatto... No... Non capit dopo che si stava affogando con i biscotti, no... Fu da. questo momento qua che lui si fece a poco a poco trasparente... Eh! Trasparente!... E poi cominci a rompersi... (Sorride) Uh, Ges, che vuol dire? Come... Come un bicchiere di cristallo quando ti cade da mano e si fa in mille pezzi. Avete presente? Si rompe!

Buio lento.

ATTO SECONDO

La scena vuota. Si sente un esile lamento lontano. Tuna esce dal bagno contemporaneamente a Morena che viene dalla cucina reggendo un recipiente colmo di patate da sbucciare. La brasiliana siede al divanetto e si dispone al lavoro.

Tuna va al balcone contemporaneamente ad Alba che sta uscendo dal bagno. Gina attraversa il corridoio e si ferma sullo stipite mentre Alba, senza parlare, siede su una poltroncina e infila un pio di calze nuove.

Lungo silenzio.

GINA - Si vedono tutte le vene... E il sangue che... che cammina...

MORENA - (ad Alba) Mangi con noi?

ALBA - E no, come faccio? Lo sposalizio a mezzogiorno.

GINA - Pensate che gli passer?

ALBA - Finalmente Titina ha truvato o strunzo che sa sposa.

TUNA - Lui lo sa?

ALBA - Si sposano insieme, lo deve sapere per forza.

TUNA - Di lei!

ALBA - Mmhh... Dice di s, ma io ci credo poco.

MORENA - Speriamo che non fa la stessa fine di Dora.

TUNA - O di Cabiria, in una delle sue notti.

ALBA - Che centra. Quella Dora lha voluto lei.

TUNA - Fra un po si metter a piovere.

ALBA - (a Tuna) Siente, nun fa a seccia ca tengo o vestito bbuono.

GINA - La pelle s fatta binca bianca bianca... Ma bianca veramente.

ALBA A proposito, ma Nunzia s fatta senti cchi?

MORENA Chi? Chella janca-janca? A giaponesa?

TUNA C nebbia...

ALBA - Era di Brescia, qua giapponese. (Si libera del vestito e resta in sottana. Si vestir per andare al matrimonio).

TUNA - Unafa strana...

MORENA - Per li occhi a mandorla li teneva.

GINA - Ieri sera si vedevano tutti i muscoli... Ma stanno diventando trasparenti pure quelli... Come la pelle... La faccia, no.

ALBA - E proprio oggi si doveva sposare? (Va nella sua camera).

GINA - Quella no... E pure il suo sangue, no... Rosa... (Morena va in cucina). Rosa...

ALBA - (rientrando mentre indossa un vistoso vestito da cerimonia) Ah, Tuna, ma la tieni sempre quella rosa di seta?

TUNA - No. Lho persa...

ALBA Uh, che peccato Forse ci stava bene su questo (Silenzio imbarazzato).

GINA (stizzita) Io vado a vedere come sta. (Esce).

TUNA (dopo un silenzio) E speriamo che non perda la testa.

ALBA - H sentuto, no? Dice che quella la tiene a posto.

TUNA - Lui! Ma lei?

ALBA - Ah... Secondo me, lha gi perduta.

TUNA - Non dovevamo tenerlo in casa.

ALBA - Gi. Siente che lamienti... Ma potevamo mai sapere?

TUNA - No.

ALBA - Sta morendo, piccere.

TUNA - Amen.

ALBA - E non possiamo fare niente.

TUNA - Potremmo!

ALBA - Ma non dobbiamo!

TUNA - (annuisce mesta) Siamo daccordo?

ALBA (una musica ad alto volume invade la scena. Urla in direzione della cucina) Morena...?! More, bella da zia, acala a voce ca nun o mumento. Morena!!

MORENA - (appare sulluscio, inviperita) Vamos para com isso, de diser o que en posso fazer. E Morena! Morena! Morena! Chega! No fode. T cansada. No aquento mais! Puta quiu pariu...

Alba, con infinita dolcezza, le accarezza il viso.

Lunga pausa. Morena trattiene una lacrima e torna in cucina. Tuna siede al banco degli imputati. Il volume della radio viene abbassato notevolmente.

TUNA - Stavano saltando i nervi.

ALBA - E non soltanto quelli.

TUNA - Ognuna reagiva secondo il proprio carattere. O di quello che ne era rimasto. (Morena rientra) Alba si preparava ad uscire... Non ricordo... Una festa... E importante?... Morena si guardava allo specchio in attesa di veder comparire delle macchie sul volto, o sulle mani, o su tutti e due... Era terrorizzata... Aveva paura che la sua pelle potesse diventare prima bianca e poi... Come quella, s..., trasparente No, non avvenne. Poi ritorn Gina. (Flash-back) Disse che ormai anche i muscoli erano trasparenti e che si vedeva soltanto il sistema sanguigno.

GINA - Sembra uno di quei morti che stanno gi nella Cappella San Severo. Solo che la carne ci sta... ma di vetro.

TUNA - Era giunto il momento di parlarne. Anche perch... (A Gina) Il cuore batte ancora?

GINA S.

ALBA - E si vede pure? (Gina annuisce).

TUNA - Era vivo. Non potevamo pi far finta di niente. Da un momento allaltro ci aspettavamo che qualcuno dicesse quello che poi una di noi effettivamente disse.

MORENA - Precisa chamar un medico!

TUNA - (a Morena) E per dirgli cosa?

MORENA - La verit. Ma vi rendete conto che pode impestiar? Io laggio pure tuccato.

ALBA - E con le stesse mani ci hai preparato da mangiare ieri e hai sbucciato le patate oggi. Brava!

TUNA - Stranamente, Gina sembrava tranquilla. Ed era proprio quello che mi preoccupava di pi.

GINA - Semba sereno... Tranquillo... Si lamenta, vero, ma...

MORENA - (in un crescendo isterico, tenta di scuotere le altre) Ooh! Ooh...! Oohh...!! Ma che cazzo dite? tranchiglio... Si vedono le vene... Cappella San... San San che? Ma vi siete stronzite? Dobbiamo portarlo in ospedal! Una malattia assim non s vista mai! Pode morrer aqui em casa. Ma non vi abbastano le malattie che incontriamo cada die?

TUNA - (a Morena) E con questo? Muore tanta gente in casa. E poi, per quel che ne sappiamo, potrebbe anche trattarsi di una psoriasi. (Silenzio) Una malattia della pelle. Una cosa temporanea, insomma. Se chiamiamo un medico, lui, a sua volta, tempo cinque minuti, chiama la polizia e Da quanto scaduto il tuo permesso di soggiorno, Morena?

(Ancora silenzio. Ognuna prende una sedia e va a sedere di fronte a Tuna. come se si trovassero, per la prima volta insieme, nellaula del tribunale) Chi pi chi meno, abbiamo tutte qualcosa da nascondere. Per il momento, la sola cosa da fare, la pi importante, conservare la calma, come si fa quando la nave sta per affondare.

(Improvvisamente impaurita) Io...? Niente, ho... Ho tutto in regola... Non cero quando tentarono di gettarlo a mare... Avevo paura... Era la mia, s, era la mia, ma anche Alba sa guidare... Era gi morto ... Gli si era fermato il cuore... Solo il tronco. Non aveva braccia... No, nemmeno le gambe... Solo il tronco, ve lho detto... (Urlando) Io non centro niente! Sono state loro! Lui era buono e loro lo hanno ucciso! Assassine! Assassine!

Silenzio. Tuna si morde le labbra e osserva spaesata le sue compagne. Sa di avere esagerato. Lentamente, raggiunge le altre. Alba viene chiamata alla sbarra.

ALBA - (a Tuna che si trova al suo fianco) Mantieneme a bursetta, tie! (Consegna la propria borsa e si avvia) Sono sempre sotto giuramento, lo so. (Siede) vero, la macchina la guidavo io, vuole vedere la patente? Ma non per andare a gettare il corpo a mare manco si stessemo giranno nu film giallo. La volevamo sfottere. Quella piglia sempre tutto sul serio. Ci eravamo decise a portarlo in ospedale... Muorto e bbuono, s! Come dimostra pure il verbale del Pronto Soccorso... Verbale, referto..., che ne so io?...

Pronte a farlo! Se cera da passare qualche guaio eravamo gi preparate... No, lei no. Veramente si metteva paura... E pecch nun ce lavite spiato a essa? Non abbiamo mai saputo com che ha cominciato a fare la vita. Una ragazza cos ben educata. Piena di cultura. Chi ci ha mai capito niente...

Cosa?... E che vuol dire?... Ah, un passo indietro significa ritornare a quei giorni?! E va bene. Prima si ruppero le due gambe, mparanza, e p il braccio sinistro... Eh no, forse non ci capiamo. Non rompersi come pu succedere per disgrazia e fatalit a uno di noi, anche perch in quel caso si dice spezzare. No, no, proprio rompersi rompersi. Farsi piezzo piezzo. Solo il... il tronco, comme ha ditto chella ll primma. Cosa che bastava na cascetta da frutta pe tauto po jre a atterr... Il braccio destro no; quello avvenne in un secondo momento. Sempre di vetro era, ma ancora intero. Truvajemo o lietto chino e vriccilli trasparenti... Niente!... No, no, niente!... (Ha uno scatto) E ve lho gi detto!... (Ironica) No che non mi scoccio di rispondere alle vostre domandelle. Ci mancherebbe altro, sarebbe reato, e nnuje gi stammo male cumbinate. Un reato tipo vilipendio alla religione o che so io. che a volte sono solo delle inutili...

Sentite: se vi aspettate da me le stesse sceneggiate che hanno fatto quelle due prima... S a brasiliana e a professoressa, inutile chabbiate a lav o ciuccio, pecch cu mme perdisseve a pezza e o ssapone...

E va bene: nessuna traccia di sangue o rinvenimento di organi riconoscibili dopo la sfravecatura! Come se le gambe e il braccio non fossero mai esistiti. E poi, sbaglio o il corpo, quello che ne rimasto almeno, lo avete visto pure voi?... E allora? Potevamo mai segare gli arti senza che un minimo si vedesse lo sfregio compiuto? Ma manco o meglio maniaco omicida ce a facesse. E poi a che pro? A noi gli uomini piacciono interi. Senza mancamenti... Prego?... Di notte, s... Ah, io no di sicuro! Questo lo dovete chiedere a Girolomina Asteri detta Gina...

GINA - (sottovoce) A me...?

ALBA - Dormiva sempre con lui...

GINA - (c.s.) Non vero, diglielo Morena!

ALBA - A matina appriesso, nu pare duocchie abbuffati...

GINA - (c.s.) Ma che sta dicendo?

MORENA - (sottovoce) Zitta, Gina...

ALBA - E io che ne so quello che capitava in quella stanza?... Ah no, questo non lho detto... Se stata lei a spezzargli le cosce non lo so...

GINA - (facendosi sentire) Alba!

MORENA - Gina, teje calma...

TUNA - (in un sussurro) Oh Dio... Dio... (Continua).

ALBA - Certo che la notte si sentivano rumori strani l dentro... Non lo escludo ma non lho detto...

GINA - Sei pazza? Statte zitta!

TUNA - (c.s.) Dio... Dio... Dio...

MORENA - Por favor, Gina, por favor...

ALBA - Vero anche che sera fatta isterica. Ce steveno jurnate ca pareva proprio na puttana.

GINA - Ma a vuo fern?!

ALBA - Na puttana nfracetata do marciapiede.

GINA - Stronza!

ALBA - Che vi dicevo? fatta cos... Nata attrice e sceneggiate! Tu si na vecchia pazza. Aspetta ca te metto e mmane ncuollo e te scippo a lengua...

MORENA - Gina... Gina...

ALBA - Minaccia!

GINA - Perfida matrigna che ci hai sempre comandate a bacchetta. Bugiarda!

TUNA - Dio mio, che sta succedendo?

ALBA - Ma che bbu? Che vai truvanno?

GINA - Bugiarda... Perfida... Vecchia... (E come se qualcuno la spingesse verso luscita) E lasciatemi ca me ne vaco io sola!

ALBA - Ecco, bravi! Allontanatela dalla sala! Va, va, vattenne! (Gina esce. Lungo silenzio. Morena e Tuna sono sconvolte) Tutti si possono sbagliare ma nel mio caso difficile... Quando? E non me lo ricordo. Ormai facevamo una vita quasi monacale. Manco pi al lavoro andavamo per via di quel ragazzo... E vi ho detto che non me lo r... Aspe! Ma quando successe il fatto del braccio?... Eh, due giorni prima che mor!... Chillo uno ormai, ne teneva, quello destro, ve lho detto... S, s... Me sta venenno a mmente. Fu la volta che andai a preparare il t. (Pausa) O era la camomilla? (Si fa luce nellappartamento).

GINA - (viene correndo dal corridoio) Morena! Morena! (Raggiunge la brasiliana e la abbraccia. Piange) Oddio Morena...

MORENA - Che c, piccola?

TUNA - Oh Dio mio! Ha inizio unaltra scena madre! In questa casa si perso il concetto di dignit.

GINA - S rotto... S rotto...

TUNA - Proprio non vi reggo pi. E senti quello come si lamenta... (Va via).

GINA - Stavo in camera sua..., nello stanzino... Ormai ci sto sempre, giorno e notte... Per un attimo ha smesso di lamentarsi... Ha allungato il braccio verso di me e ha detto...Uo... nna... Poi un rumore piccolo piccolo... come un fiammifero che si spezza... Una crepa sul braccio... Na senghetella piccerella... Poi sempre pi grande, sempre pi grande e... (Piange a singhiozzi).

ALBA - Preparo un po di te.

MORENA - Forse meglio una camomilla.

ALBA - Se ci sta... (Va in cucina).

GINA - tremendo... Le altre volte lo abbiamo trovato che gi... Ma pensarlo una cosa e vederlo... Tiene gli occhi chiusi... M more, m more... Hai capito? Muore! E a me me pare dasc pazza...

MORENA - Deve soffrire molto, coitadinho.

GINA - Che vuol dire: Uonna?

MORENA - (sincera) E quem sabe? una delle tante cose che non ci ha fatto capire. Speriamo sulamente ca muore davvero. E ampresso ampresso!

GINA - (silenzio. Guarda Morena, inorridita) Comes speriamo?

MORENA - Pra non vederlo soffrire...

GINA - Tu sei la peggio...

MORENA - Gina

GINA - La peggio di tutte noi!

MORENA - Por favor, Gina...

GINA - Ma non lhai capito ancora quanto conta per me quello che sta dentro allo stanzino a morire?

MORENA - (dura) Lho capito benissimo! E per questo meglio se muore. A me non mi piace di dare giudizi sugli altri, Gina. E meno che mai su di te. Oh, o seu, o seu che a modo tuo gli vuoi bene. Ma non fosse meglio, per lui, dico, che la smette di soffrire?

GINA - No...

MORENA - Non puoi fare la Cenerentola della situazione por la vida.

GINA - (si avventa su Morena) Nun me chiamm cchi accuss!!

MORENA - (riesce ad afferrarle le braccia) O egoismo una gran bella coisa, Gina, ma solo fino a quando non viene scuperto. Da quando chi dormi con lui, la porta do stanzino esta siempre sempre chiusa. E si sentono cose strane l dentro.

GINA - (si libera dolcemente della stretta di Morena e smette i panni della bambina) Che possiamo fare?

MORENA - Trovare un modo per non vedere soffrirlo pi.

ALBA - (sulla soglia della cucina, sorseggiando una tazza di t) E come?

Gina si ricompone e va al banco degli imputati. Alba porge la tazza a Morena che, per, rifiuta e va in camera sua. Alba, poco dopo, la segue.

GINA - Ma nessuno sapeva come. Dopo una settimana dei suoi lamenti continui eravamo..., uh!... Pure io, s... Lei apparentemente conservava la calma... Cantava pi spesso, ma almeno alle sue canzoni brasiliane ceravamo abituate... Ma a quel lamento continuo, proprio no!... Non pi di quella che facevamo prima. La nostra sempre stata una vita dinferno, e i vostri schedari ne sanno qualcosa... Ininterrottamente: mattina, mezzogiorno e sera... Anche la notte. Tuna aveva i tappi ma noi no... (Dal balcone aperto salgono gradatamente le voci di alcuni inquilini che protestano) E sentire quello strazio nelle orecchie ventiquattrore su ventiquattro non piacevole, ve lassicuro... Certo che ci abbiamo provato a dargli da mangiare! Niente! Occhi e bocca chiusi! Nzerrati peggio e na porta blindata! Mettergli la ciotola a terra? E non era pi possibile. Come ci arrivava senza gambe, scusate? Linferno, ve lho detto... Oramai lo sapevano tutti... No... No... No... (In un crescendo) No! No! No! No! No! (Si affaccia al balcone. Parla alternatamente con gli inquilini dei piani superiori e con gente in strada) No, non teniamo nessuna gatta in calore da far castrare. Pensate a far castrare a vostro marito che gi vi ha messa incinta otto volte... Io scostumata? E voi, allora? Me state mannanno o manicomio cu tutte sti... E chiamatela la polizia, tanto noi non teniamo niente da nascondere... mio cugino di terzo grado venuto la settimana scorsa dal paese... So cazzi de vuoste comme se chiamma o paese mio? vicino Pozzuoli e tanto vi basta... S, cugino! E non altro... Lo abbiamo gi chiamato il dottore, grazie. venuto ieri sera e... Ah, non lo avete visto? E allora Aspettate... Aspettate che m scendo, cos parliamo pi meglio da vicino. (Rientra in casa) Sti quatto zuzzose...

TUNA - (viene dal corridoio vestita di tutto punto e reggendo una grande valigia) Non ce la faccio pi. Me ne vado! Il mese di affitto che ho versato anticipatamente ve lo regalo. Io

GINA - Tu te la fai sotto dalla paura. I vigliacchi come te quanno vedeno a mala parata avotano a capa a o cavallo e se fujeno.

TUNA - Con questa storia non ho mai avuto nulla da spartire. Non chiudo occhio da due giorni e il mio esaurimento nervoso arrivato alle stelle.

GINA - Anche il nostro con te davanti tutti i santi giorni. (Tuna sta per tirarle la valigia in faccia che, per, viene prontamente intercettata da Morena. Intanto, le voci dabbasso continuano. A Morena) Pensaci tu a questa. Io torno subito. (Esce).

Morena mette il disco con la musica del loro numero. Balla.

TUNA - Non metterti in mezzo. Ho deciso di andarmene e me ne andr. Non devo dar conto a nessuno, io.

MORENA - (si sforza di parlare italiano) S che devi! A noi! Torna in camera tua, o si no, quando muore, dico che sei stata tu, e che poi, presa da a paura, sei scappata. Prima di scoprire che non vero ci metteranno un po di tempo, e intanto ti sarai fatta un paio di mesi di segregazione cautelativa. E dois mesi so tanti pe chi nun c mai stato. Se poi, una volta dentro, le tue colleghe scoprono che sei pure lesbica ti fanno la festa. Ma no come piacerebbe a te.

TUNA - (dopo un lungo silenzio, toglie il disco dal piatto) Sei triste, Morena. Parli di galera... Di celle... Ma nel frattempo sei andata a rinnovare il permesso di soggiorno per paura del peggio che deve ancora venire. Sei una femmina, niente di pi.

MORENA Uhmm? E tu cosa sei?

TUNA - Donna! E io amo le donne. Le femmine mi fanno schifo.

MORENA (ci pensa, poi soprassiede) solo filosofia la tua. Ti volessi vedere in unaula do tribunale. Saresti a prima a tradirci.

TUNA - (ironica) No...

MORENA- Te veco davanti agli occhi: Io non centro con esta storia. Sono state loro.

TUNA - (c.s.) Ti sbagli, Morena. Non mi conosci affatto. Stai semplicemente proiettando su di me quella che potrebbe essere una tua reazione: No capire... Io straniera... Perdonare... Io do Brasil... Sono soltanto una sporca negra!

MORENA - (lunga pausa. Le due si guardano) Mulatta, prego! C una bella differenza.

TUNA - No! Per te, non c differenza! (Ritorna in camera).

MORENA - (urlandole dietro) E poi, se te ne vai, manca a quarta per fare o show.

ALBA - (entrando) Ma dove va quella?

MORENA - Ha fatto spese.

ALBA - Con la valigia in mano?

MORENA O supermercato e buste di plastica costano assai.

ALBA - A proposito di soldi, More. Le amiche mie, quelle del Corso Umberto, mi hanno detto che in giro ci sta una brasiliana che si piglia dalle venti alle quarantamila lire in meno delle altre. Tu ne sai niente?

MORENA - (imbarazzata) Perch?

ALBA - Cos... Hanno deciso che se lacchiappano la fanno nuova nuova, e poi la rispediscono in Sud America. Abbassare cos i prezzi non sta bene. La merce si svaluta e i commercianti putessero pure fa a rivoluzione.

Un urlo prolungato, in strada, spinge Alba e Morena ad affacciarsi precipitosamente al balcone. Sopraggiunge Tuna.

TUNA Beh? Adesso che...? (Va al balcone. Entra a tempo Gina reggendo tra le dita serrate a pugno una ciocca di capelli biondi).

GINA - Ossigenata manco la chiavica! Se ne sono venuti subito. Al primo tiro!

ALBA - Ecco! M fatta la frittata. (Morena ride. Le voci, in strada sfumano. Ma non il lamento del giovane).

TUNA - Sentite, ora che mi avete costretta a rimanere...

ALBA - Che abbiamo fatto noi?

MORENA - Deika pra l. O saccio.

TUNA - Esigo che si trovi una soluzione. E chiudete quella stramaledettissima porta altrimenti vado di l e lo ammazzo.

Gina chiude lentamente la porta del corridoio. Silenzio.

MORENA - Una soluzione

ALBA - Definitiva!

TUNA - Non possiamo resistere cos ancora per molto.

GINA - (apprensiva) Che o vulite fa? Oh...?! Che gli volete fare?

ALBA - (sbotta) Gina, per piacere, e m basta! Aferniscila e fa Santa Bernardette dinta grotta e Lourdes in attesa del miracolo celeste, ca nisciuno te crede cchi! Tu fai na figura e mmerda, e noi passiamo per maniache omicide, disamorate, assatanate e senza cuore. (Pausa) Tanto lammo capito ca pure tu te sfasteriata do suppurt. Jamme, a Albarella toja, e ferniscila. Te fatte prest pure e tappe pe dinte recchie a Tuna

GINA - (e anche con Alba, si sveste dei panni della bambina) E va bene! vero, non lo sopporto pi neanche io. Ma c sempre un pezzo di uomo, perch tanto ne rimasto -un pezzo!- da qua a qua, sdraiato a terra sopra una coperta dentro allo stanzino. Questo, in casa nostra! Che facciamo?

ALBA - Ah... Finalmente t sciuto nu ragionamento. (Pausa) Se ne deve andare!

TUNA - Sentite... lo so che pericoloso ma... ma perch durante la notte non... (Fa un gesto) Eh?! (Le altre non capiscono) Perch non non lo gettiamo a mare? Nessuno lo ha visto qui. Non possono risalire a noi, non Usciamo pulite da questa storia.

MORENA - Vivo o morto?

TUNA - Cosa?

MORENA - A mare. Vivo o morto?

TUNA - (poco convinta) M morto

ALBA - E chi ci dice quann che schiatta e jetta o sanghe?

GINA - La malattia sembra che si sia fermata. Certo anche il busto diventato di vetro e prima o poi si romper pure quello, ma...

ALBA - La faccia rimasta tale e quale.

GINA - E anche dopo che si rotto, il cuore potrebbe continuare a battere. Come fa m, forte: tum-tm, tum-tum, tum-tum...

ALBA - Fa cchi rummore o core ca e lamiente da vocca.

MORENA - Per come stanno le cose pu campare altri dieci anni.

TUNA - Dieci anni? Eh no, cos ci ricoveriamo noi. Ma in manicomio.

MORENA - O ci gettano a noi, no mar.

TUNA - Allora abbandoniamolo. Vivo! Lo portiamo dove lo ha trovato Gina. Oppure, che so?, lo lasciamo al bordo di una strada... O in Villa comunale. Un altro cretino che se lo porti a casa lo trova.

ALBA - No... Io continuo ad insistere: lo imbrachiamo tanto bello e lo portiamo in ospedale. Tanto, scusate, ma che ci possono fare?

TUNA - Io non vengo!

ALBA - Siamo in tre. Ce a facimmo o stesso benissimo.

MORENA - Lo portiamo in ospedale!

ALBA - Ah, finalmente, risolto.

MORENA - Io songo o duttore

ALBA - Che...?

MORENA - Io sono o duttore. Vedo a questo... questo coso e dico: Ma da quanto tempo sta cos?.

ALBA - E noi rispondiamo: Non lo sappiamo. Lo abbiamo trovato per strada... pochi minuti fa.

MORENA - E come finito pa a strada visto ca nun tiene le gambe?.

ALBA - Ma chistu duttore quanti fatti vo sape?!

MORENA - E poi, pa a strada dove?.

ALBA - A... A Gianturco!

MORENA - Dove ci stanno le puttane?.

ALBA - Eh! Prorio ll!

MORENA - Ah ma allora voi cunuscete a chelli quattro ca teneno in casa un cugino ca si lamenta da dieci giorni?! E como sta adesso?.

ALBA - Benissimo. tornato al paese suo guaritissimo. Sano come un pesciolino rosso dinto buccaccio.. Punto basta!

MORENA - E lindirizzo do o cugino di terzo grado e do o paese vicino Pozzuoli, chi glielo d a o medico?

ALBA - (spazientita) Uh, piccere, comme a fai longa! Io allospedale lho portato mica annanze a nu giudice.

GINA - No, non si pu... Facciamo cos: teniamocelo. Mettiamo dei bei fogli di polistirolo alle pareti, come si fa nelle discoteche quando non vuoi far sentire la musica fuori. Mangiare, niente! Non glielo portiamo pi!

TUNA - Quando mai ha mangiato?!

GINA - Noi riprendiamo tranquillamente a fare la nostra vita e ce lo scordiamo. Quando vuole morire, muore. Senza pressa. Quando destinato che si deve rompere, si rompe. Tanto, non bisogna nemmeno seppellirlo... Basta na scopa, na paletta e nu sacchetto da munnezza come avimmo fatto cu e cosce e cu e braccia.

TUNA - E nessuno riuscir pi a dormire.

MORENA - O pensiero star siempre l.

ALBA - E m more, e m more, e m more, ponno pass pure...

GINA - (esasperata) Dieci anni, lo so! E noi campiamo dieci anni cos!

TUNA - Tu? Proprio tu? La pi insofferente? Ma fammi il piacere

MORENA (molto misteriosa) Forse unaltra soluzione ci sta. Venite aqui. (Raggiungono il proscenio mentre Morena siede al banco degli imputati).

Le avevamo pensate tutte. Eravamo, como se dice?... Preoccupate... Donne come noi difficile trovare pace... Paura? S... Io dicevo di... di andargli a parlare... Anche per vedere a che stava con... Sono sempre convinta che lui ci capiva... E che capiva anche quello che dicevamo... Dissero s e... Ci facemmo coraggio e andammo di l. Foi terrivel. O corao espludiu... Li era scoppiato il cuore e... tutto il corpo, quello che rimaneva..., era diventato rosa. Ma dentro. O seu corpo dentro. O sanghe aveva riempito todo. Todo de rosa...

S, scusate... Avevamo parlato per tanto tempo su cosa fare che quando lo vedemmo cos un po ci dispiacque. Ma fu anche una liberao, Dio mio perdoname. Pe nnuie e pe isso. Pareva una bottiglia che che si muovono. Quelle piene di liquido che brilla, como se dice?... Fluo... fluorfluoresente, s. Ma non si era rotto. No potevamo recolher i pezzi. Non potevamo gettarlo a mare, abbandonarlo o seppellirlo o... Ma la verit, s... Non si poteva fare cchi niente, eppure decidiu lo stesso di portarlo in ospedal. Quasi per... per sgravarci la coscienza. Cosa avrebbero potuto farci? Non siamo delle assassine, lo giuro sul sangue rosso del Cuore di Jesus. Lo giuro sul suo cuore. Gli volevamo bene... Lo alzammo piano piano e lo portammo su o divanetto... Anche in ospedale ci dissero che era morto per... per... Come...? Ecco, s, quello: cause naturali! Gli era scoppiato il cuore. Non abbiamo fatto niente... tutto... Grazie... Posso andare?

Morena raggiunge le altre e si stringe a loro. Tre colpi di martelletto pongono fine al processo. Lentamente si fa buio a proscenio mentre si illumina lappartamento. Sono tornate a casa. Ognuna sembra indolentemente affaccendata in qualche cosa. Regna un grande silenzio.

ALBA E che volete mangiare? (Tutte, ciascuna a suo modo, rispondono: Niente).

GINA Tuna, ce lhai una sigaretta?

TUNA S, certo.

ALBA - (senza tentare di essere spiritosa) Niente. Digiuno eucaristico.

GINA - Ma lultima.

TUNA - Prendi, prendi. Ne ho un altro pacchetto.

ALBA - (in risposta ad un colpo di tosse di Morena) Ti faccio un bicchiere di latte caldo?

MORENA - No, grazie, tesoro.

ALBA - Hai preso freddo.

MORENA - Non ne ho voglia. (Prende la chitarra e strimpella qualche accordo).

TUNA - finita. (Tutte la guardano. Ancora silenzio).

ALBA - Je tengo famme. (Va in cucina).

GINA - (a Tuna, riferendosi alla sigaretta che sta fumando) Le hai cambiate?!

TUNA - Ti piacciono?

GINA - Sono buone.

TUNA - Un po pi dolci delle altre.

MORENA - (a mezza voce) Se voc, o que ia ser de mim

en ia ficar to triste... (Continua).

GINA - More, esci stasera? (Morena annuisce).

ALBA - (entra con un vassoio stracolmo di patatine, pop-corn, salatini e altro) Lo metto qua sopra. Chi lo vuole... Mannaggia a sti scarpe! Me stanno facenno danna. (Ritorna in cucina).

TUNA - andato tutto bene.

GINA - (a Morena) Me ne scendo con te.

ALBA (torna con una bottiglia di vino rosato e dei bicchieri) Guardate cosa ho trovato? Ce leravamo scordata dentro al frigorifero.

Stappa la bottiglia e mangia qualcosa. Da questo momento in poi, il ritmo della scena aumenter parallelamente alla frequenza, dapprima lenta, con cui le donne attingeranno al vassoio e alla bottiglia di vino.

TUNA - Siamo tornate ad essere pulite.

MORENA - Sem pecados, como depois da premeira comunho. (Tuna le sorride. Morena risponde a quel sorriso).

GINA - Che ci potevano fare?

ALBA - Niente. Perch noi niente abbiamo fatto.

MORENA Cause naturali .

TUNA - Vergini. Come...

ALBA - Comme chi so ricorda cchi!

GINA - (a Morena che si sta versando del vino) Anche a me.

TUNA - Vi manca?

ALBA - Per la verit, n... no.

MORENA - Troppo poco pra affezionarsi.

GINA - A me un pochino. (Riferendosi, poi, al bicchiere colmo) Ma quanto me ne hai messo? Sto pure a digiuno.

ALBA E mangia qualcosa.

MORENA - (mette sul piatto un disco) Facciamo il nostro numero?

ALBA More, ma tieni sempe a stessa capa?

TUNA Capa brasileira.

MORENA - (coinvolge Tuna in un improvvisato ballo) Cabea quente, cabea di luz, cabea di mar...

TUNA - Lasciami che mi fai girare la cabea. (Ridono).

GINA - S, s, facciamolo!

ALBA - E no, j piccere. Mi fanno male i piedi.

MORENA - Preparate o divanetto.

TUNA - (ad Alba) Dai mammina, che stasera si esce.

GINA - Si ritorna a campare.

ALBA - (fingendosi seccata, posiziona il divanetto aiutata da Tuna) Quanto non ti sopporto quando mi chiami mammina...

TUNA - Perdonami, mamma, non lo far pi.

ALBA - M te chiavo na scarpa appriesso.

MORENA - Pronte?

C un momento di silenzio durante il quale le quattro donne guardano il divanetto come se vi fosse sdraiato Lui.

GINA - Ve lo ricordate?

MORENA (autocitandosi) Forse unaltra soluzione ci sta. Venite aqui!.

GINA - Steso a terra...

ALBA - Chi entrata per prima nello stanzino?

TUNA - Siamo andate a parlargli...

MORENA - Io. Ho acceso la luz...

GINA - Quel lamento terribile...

TUNA - Non avevo neppure i tappi...

ALBA - Sera fatto ancora cchi bello

GINA - Se possibile...

TUNA - Solo che...

MORENA - Non ci ha sentite...

ALBA - Abbiamo fatto rumore apposta...

TUNA - Chi ha sbattuto la porta?

GINA - Tiene ancora gli occhi chiusi...

MORENA - Io!

TUNA - Guardami!

ALBA - Guardame nfaccia!

MORENA - Chi gli ha dato uno schiaffo?

GINA - Sono verdi...

ALBA - Cchi chiari e primma...

TUNA - Ma non erano neri?

ALBA - E chi se lo ricorda pi...

GINA - Ciao. Mi riconosci?

MORENA - Sono io. Morena la brasileira.

ALBA - Comme te siente, figliu mio?

TUNA - Ti ricordi di me?

ALBA - Pare ancora cchi piccerillo...

MORENA - No...

TUNA - Con unombra di rossetto sulle labbra starebbe benissimo.

Lungo silenzio.

GINA - Mettiglielo! Tum-tum... Tum-tum (Continua).

ALBA - Un bambino... Tum-tum Tum-tum... (Continua).

MORENA - Sembra pi grande... Tum-tum... (Continua).

TUNA - Vediamo se vero. Tum-tum... (Continua).

ALBA - Ce sta guardanno... Tum-tum... (Continua).

TUNA - Ti piace? Tum-tum... (Continua).

MORENA - No! Lui un uomo... Tum-tum... (Continua).

ALBA - Adda sta ancora attaccato a o zizeniello... Tum-tum (Continua).

MORENA - Repete: Uomo! Tum-tum... (Continua).

GINA - Come? Tum-tum (Continua).

TUNA - Donna! Tum-tum (Continua).

GINA - Ti sei fatto toccare? Tum-tum... (Continua).

ALBA - Chi gli ha dato lo schiaffo? Tum-tum... (Continua).

MORENA - Uomo! Con una coda di porco tra le gambe! Tum-tum... (Continua).

TUNA - Guardate: ha paura! Tum-tum... (Continua).

GINA - Toccare in mezzo alle gambe! Tum-tum... (Continua).

TUNA - Continuiamo! Continuiamo! Tum-tum... (Continua).

ALBA - Piccerillo, piccerillo... Tum-tum... (Continua).

GINA - Allora la lezione non t bastata? Ne vuoi ancora! Tum-tum... (Continua).

TUNA - Solo da te mi far toccare! Tum-tum (Continua).

MORENA - Me da um beijo?! Tum-tum... (Continua).

Il ritmo del battito cardiaco di Lui accelera.

ALBA - Ninna nonna, nonna ninna... Tum-tum... (Continua).

TUNA - Toccami! Hai il rossetto! Tum-tum... (Continua).

GINA - Vuo ati mazzate? Tum-tum... (Continua).

MORENA - Gli uomini non sono fatti cos. Tum-tum... (Continua).

TUNA - Se gridi unaltra volta ti ammazzo! Tum-tum... (Continua).

MORENA - Gli uomini veri non si rompono. Tum-tum... (Continua).

GINA - Continuate cos! Tum-tum... (Continua).

ALBA - Vuo veni mbraccio a me? Tum-tum... (Continua).

MORENA - Forza! Forza! Ancora un po! Tum-tum... (Continua).

GINA - Nun me guard accuss o si no... Tum-tum... (Continua).

ALBA - A vuo sent na bella favola? Tum-tum... (Continua).

GINA - Tu sei mio! Soltanto mio! Tum-tum (Continua).

TUNA - Sei il mio complice! Tum-tum (Continua).

ALBA - Si o figlio mio! Tum-tum (Continua).

MORENA - Sei il mio amante! Tum-tum (Continua).

GINA - Sei il mio servo! Tum-tum (Continua).

TUNA - Mio!

ALBA - Mio!

MORENA - Mio!

GINA - Mio!

INSIEME - Buum!!

Siedono contemporaneamente sul divano.

MORENA - Pronte?

ALBA - S!

GINA - Pronte!

TUNA - Quando vuoi!

MORENA - E allora... Simbora, piraa Eva! Via! Prima che scoppia o core pure a noi!

Musica. Eseguono il loro numero cantato e danzato.

Lentissimamente si fa buio.

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