Rosencrantz e Guildenstern
Sono morti
di
Tom Stoppard
PERSONAGGI:
Rosencrantz
Guildenstern
Attore
Alfredo
Claudio
Gertrude
Polonio
Amleto
Ofelia
Attore-re
Un soldato
Orazio
Un ambasciatore
Le citazioni dallAmleto di William Shakesperare sono riportate nella traduzione di Eugenio Montale.
ATTO PRIMO
Due personaggi elisabettiani ingannano il tempo in un luogo privo di caratteristiche particolari. Sono ben vestiti. Ciascuno di loro ha un borsello di cuoio. Il borsello diGuildenstern quasi vuoto. Il borsello di Rosencrantz quasi pieno. Il motivo questo: stanno giocando a testa o croce nel modo seguente:Guildenstern tira fuori una moneta dal suo borsello e la lancia. Rosencrantzcrantz la prende, la esamina, dice testa (cos in effetti risulta) e la mette nel proprio borsello. Quindi ripetono il gioco. Apparentemente, lo ripetono da molto tempo. Lininterrotta sequenza di testa inverosimile, tuttavia Rosencrantzcrantz non tradisce alcuna sorpresa: non me prova affatto. Comunque, abbastanza cortese da sentirsi lievemente imbarazzato nel prendere tanto denaro allamico. la sua peculiarit.Guildenstern ben consapevole della stranezza della situazione. Non preoccupato per i soldi, ma per le implicazioni; consapevole ma determinato a non lasciarsi prendere dal panico: ecco al sua peculiarit.Guildenstern lancia una moneta. Rosencrantzcrantz la esamina.
Rosencrantz - Testa (la mette nel proprio borsello. Lazione viene ripetuta). Testa (di nuovo). Testa (di nuovo). Testa.
Guildenstern - (lanciando una moneta) Ci vuole arte per creare suspense.
Rosencrantz - Testa.
Guildenstern - (lanciandone unaltra) Ma talvolta basta la fortuna.
Rosencrantz - Testa.
Guildenstern - Se questa la parola che inseguo.
Rosencrantz - (alza la testa versoGuildenstern) Settantasei a zero! (Guildenstern si alza ma non sa dove andare. Lancia unaltra moneta alle sue spalle senza guardare, mentre la sua attenzione attratta dallambiente circostante o dallassenza di esso) Testa.
Guildenstern - Un uomo pi debole potrebbe essere portato a riesaminare la sua fede, se non altro quella nella legge del calcolo delle probabilit. (lancia una moneta alle sue spalle mentre va a dare unocchiata in fondo alla scena).
Rosencrantz - Testa.
Guildenstern va ad ispezionare i tre lati della scena, e intanto lancia due monete, una dietro laltra. Rosencrantz annuncia testa per ciascuna di esse.
Guildenstern - (meditabondo) La legge del calcolo delle probabilit stato assurdamente asserito, qualcosa che ha a che fare con il fatto che se sei scimmie (. compiaciuto di s stesso) se sei scimmie fossero
Rosencrantz - Ci staresti?
Guildenstern - Con loro?
Rosencrantz - Con me!
Guildenstern - (ha capito) Ci sto. (lancia una moneta) La legge della media, se ben ricordo, dimostra che se sei scimmie fossero lanciate in aria abbastanza a lungo ricadrebbero a terra sulla loro coda allincirca altrettante volte che sulla loro.
Rosencrantz - Testa. (raccoglie la moneta)
Guildenstern - Persino un osservatore distratto vedrebbe subito che una teoria poco redditizia, in tutti i sensi, e anche senza le scimmie. Voglio dire che tu non ci scommetteresti. Dico, io potrei, ma tu no. (lancia una moneta)
Rosencrantz - Testa.
Guildenstern - Lo faresti? (lancia una moneta)
Rosencrantz - Testa (ripete il lancio) Testa. (Guarda Guildenstern ride imbarazzato) Sta diventando noioso, non trovi?
Guildenstern - (freddamente) Noioso?
Rosencrantz - Beh
Guildenstern - E la suspense?
Rosencrantz - (innocentemente) Che suspense?
Breve pausa
Guildenstern - Sar la legge della diminuzione dei profitti ma sento che lincantesimo sta per rompersi (Con movimenti pi energici, estrae una moneta, la lancia in altro, la riafferra al volo girandola sul dorso della mano, la studia. E la tira a Rosencrantz. La sua energia sembra affievolirsi ed egli si siede) Eppure le probabilit erano pari se i miei calcoli sono esatti.
Rosencrantz - Ottantacinque di fila battuto il record!
Guildenstern - Non dire assurdit!
Rosencrantz - E senza alcuno sforzo!
Guildenstern - (con rabbia) Si tratta di questo, dunque? Tutto qui?
Rosencrantz - Cosa?
Guildenstern - Un nuovo record? Non sei disposto ad andare oltre?
Rosencrantz - Beh.
Guildenstern - Nessuna domanda? Neanche una perplessit?
Rosencrantz - Le hai lanciate tu stesso.
Guildenstern - Neanche lombra di un dubbio?
Rosencrantz - (risentito, aggressivo) Insomma, io ho vinto si o no?
Guildenstern - (gli si rivolge con pi calma) E se tu avessi perso? Se fossero tornate gi contro di te ottantacinque volte, una dopo laltra, proprio come ora?
Rosencrantz - (scioccamente) Ottantacinque volte di fila? Croce?
Guildenstern - S! Cosa penseresti?
Rosencrantz - (dubbioso) Beh (scherzoso) Beh..tanto per cominciare darei una buona occhiata alle tue monete.
Guildenstern - (pacato) Questo mi conforta. Almeno possiamo ancora considerare linteresse personale un fattore prevedibile Penso che sia lultima cosa a venir meno. La tua capacit di fiducia mi aveva fatto ipotizzare che forse tu, solo. (improvvisamente aggressivo, allunga una mano) Tocca. (Rosencrantz gli afferra la mano.Guildenstern lo tira verso di s Con maggior vigore) Giochiamo insieme a testa o croce da (lo lascia andare quasi con la stessa violenza) Non certo la prima volta che tu ed io lanciamo monete per aria!
Rosencrantz - Oh no giochiamo da una vita.
Guildenstern - Cio da quanto tempo?
Rosencrantz - Non ricordo. Ti rendi conto ottantacinque volte?
Rosencrantz - Prima o poi perder, immagino.
Guildenstern - E questo quello che tu immagini? Proprio questo? Non hai alcuna paura?
Rosencrantz - Paura?
Guildenstern - (furioso scaglia una moneta per terra) Paura! (la crepa che potrebbe inondare il tuo cervello di luce!)
Rosencrantz - Testa. (la mette nel borsello.Guildenstern si siede scoraggiato. Prende una moneta, la lancia, La fa cadere tra i suoi piedi. La guarda e la passa a Rosencrantz che la conserva nel borsello.Guildenstern prende unaltra moneta, la lancia, lafferra al volo con una mano, la gira sullaltra, la guarda e la passa a Rosencrantz che la conserva nel borsello.Guildenstern prende una terza moneta, la lancia, lafferra al volo con la mano destra, la poggia sul polso sinistro, la scaglia verso lalto, lafferra al volo con la mano sinistra, alza la gamba sinistra, lancia di nuovo la moneta facendovela passare sotto, lafferra e la gira sulla propria testa, dove infine la ferma. Rosencrantz si avvicina, guarda la moneta e la infila nel borsello) Ho paura.
Guildenstern - Anchio.
Rosencrantz - Ho paura che non sia la tua giornata.
Guildenstern - Ho paura che lo sia.
Breve pausa -
Rosencrantz - Ottantanove.
Guildenstern - Devessere indicativo di qualcosa, oltre che della ridistribuzione della ricchezza. (riflette) Elenco delle possibili spiegazioni. Uno: sono io che lo voglio. Dentro, in fondo allanima, io sono lessenza di un uomo che lancia monete a due teste e che scommette contro se stesso per espiare un passato che non ricorda (lancia una moneta a Rosencrantz)
Rosencrantz - Testa.
Guildenstern - Due: il tempo si fermato e la singola esperienza del lancio di una moneta si ripetuta novanta volte. (lancia una moneta, la guarda, la tira a Rosencrantz) Tutto sommato, poco credibile. Tre: intervento divino, un atto di benevolenza dallalto per premiare lui, come stato per i figli di Israele; ovvero un castigo per me, come per la moglie di Lot. Quattro: una spettacolare conferma del principio che ogni singola moneta lanciata in aria singolarmente (ne lancia una) ha tante probabilit di ricadere sul lato testa quante sul lato croce e dunque non c alcuna ragione di sorprendersi ogni singola volta che ci accade. (infatti. La tira a Rosencrantz)
Rosencrantz - Non ho mai visto niente di simile!
Guildenstern - E un sillogismo. Uno: lui non ha mai visto niente di simile. Due: non ha mai visto niente di cui potesse scrivere a casa. Tre: non niente di cui si possa scrivere a casa Casa Qual la prima cosa che ricordi?
Rosencrantz - Oh, vediamo un po. La prima cosa che mi viene in mente, vuoi dire?
Guildenstern - No, la prima cosa che ricordi.
Rosencrantz - Ah (pausa) No, inutile, andata. passato tanto tempo.
Guildenstern - (paziente ma allo stesso tempo pungente) Non mi hai capito. Qual la prima cosa dopo tutte quelle che hai dimenticato?
Rosencrantz - Ah, ho capito (pausa) Ho dimenticato la domanda.
Guildenstern - (fa un balzo e comincia a camminare avanti e indietro) Sei felice?
Rosencrantz - Cosa?
Guildenstern - Contento? Soddisfatto?
Rosencrantz - Credo di s.
Guildenstern - Cosa farai adesso?
Rosencrantz - Non lo so. Tu cosa vuoi fare?
Guildenstern - Non ho desideri. Nessuno. (di colpo smette di passeggiare) E venuto un messaggero cos. Siamo stati convocati. (si gira verso Rosencrantz e assume un tono aspro) Secondo sillogismo. Uno: la probabilit un fattore che opera nellambito di forze naturali. Due: la probabilit non opera come fattore. Tre: noi abbiamo adesso a che fare con forze in-sub-o soprannaturali. Discutiamone. (Rosencrantz appare piuttosto sbigottito con acredine) Non troppo animatamente.
Rosencrantz - Mi dispiace, io Ma che ti prende?
Guildenstern - Lapproccio scientifico alla disamina dei fenomeni una difesa contro la pura sensazione di paura. Tieni duro e continua finch c tempo. Dunque. Opposto al sillogismo precedente: questo complicato, seguimi con attenzione, potrebbe risultare di conforto. Se noi postuliamo, come abbiamo appena fatto, che con forze in-sub o soprannaturali esiste la probabilit che la legge del calcolo delle probabilit non operi come fattore determinante, allora dobbiamo riconoscere che la probabilit della prima parte non operer come fattoer determinante, nel qual caso il calcolo delle probabilit dovr operare come fattore determinante nellambito di forze in-sub soprannaturali. E poich ovviamente cos non stato, possiamo asserire che non abbiamo a che fare con forze in- sub-o soprannaturali: con tutto probabilit devessere cos. E questo per me un gran sollievo. (breve pausa) Insomma, va benissimo, salvo che. (Rosencrantz in tono isterico, ma cercando di controllarsi) (giochiamo a testa o croce da non so pi quanto e in tutto questo tempo (se poi tutto questo tempo) suppongo che nessuno di noi abbia perso o guadagnato pi di un paio di monete doro. Spero che ci non sembri sorprendente, perch io sto proprio cercando di mantenere la convinzione che non lo affatto. Lequanimit del giocatore medio di testa o croce dipende da una legge, o piuttosto da una tendenza, o diciamo pure una probabilit, o comunque una possibilit matematicamente calcolabile, grazie alla quale egli sa che non turber se stesso perdendo troppo, n il suo avversario vincendo troppo spesso. Da ci deriva una sorta di armonia e un sentimento di fiducia. E il fortuito e il preordinato risultano cos collegati in una rassicurante unione da noi riconosciuta come natura. Nel lungo periodo il sole sorto tante volte quante tramontato e una moneta caduta sul lato testa altrettante volte che sul lato croce. Poi arrivato un messaggero. Siamo stati convocati. Non accaduto nientaltro. Novantadue monete lanciate per aria una dopo laltra sono tornate gi sul lato testa per novantadue volte di fila e da tre minuti, nel vento di un giorno senza vento, io odo un suono di flauti e tamburi.
Rosencrantz - (tagliandosi le unghie) Un altro curioso fenomeno scientifico il fatto che le unghie delle mani crescono dopo la morte, come la barba.
Guildenstern - Cosa?
Rosencrantz - (a voce molto alta) La barba!
Guildenstern - Ma tu non sei morto!
Rosencrantz - (irritato) Non ho detto che cominciano a crescere dopo la morte! (pausa, pi calmo) Le unghie delle mani crescono anche prima delal nascita, ma la barba no.
Guildenstern - Cosa?
Rosencrantz - (grida) La barba! Che ti prende? (riflettendo) Le unghie delle dita dei piedi per non crescono affatto.
Guildenstern - (stupito) Le unghie dei piedi non crescono affatto?
Rosencrantz - Non cos? buffo; io mi taglio le unghie delle mani in continuazione, e ogni volta che penso di tagliarle constato che in effetti ne hanno bisogno. Ora, per esempio. E daltra parte, per quanto ne so, non mi taglio mai le unghie dei piedi. Dovrebbero essersi ormai arrotolate sotto la pianta dei piedi, ma non cos. Non ci penso mai. Forse me le taglio distrattamente, pensando ad altro.
Guildenstern - (innervosito da questa divagazione) Ricordi la prima cosa che accaduta oggi?
Rosencrantz - (prontamente) Mi sono svegliato, suppongo (di scatto) Oh, ora ricordo.. quelluomo, un forestiero, ci ha svegliati.
Guildenstern - Un messaggero. (si rilassa, si siede)
Rosencrantz - Proprio cos. Il cielo pallido che precede lalba, un uomo a cavallo ritto sulla sella per bussare alle imposte. Grida. Cos questo fracasso? Andate via!. Ma a quel punto ha pronunciato i nostri nomi. Te lo ricordi quelluomo ci ha svegliati.
Guildenstern - S.
Rosencrantz - Eravamo convocati.
Guildenstern - S.
Rosencrantz - E il motivo per cui siamo qui. (si guarda attorno, sembra dubbioso, poi fornisce la spiegazione) In viaggio.
Guildenstern - S.
Rosencrantz - (in tono drammatico) Era urgente una questione di estrema urgenza, un ordine sovrano, parole tstuali: affari di stato e niente domande luci nel cortile della scuderia, in sella e via a capofitto e a spron battuto attraverso il paese, superando le nostre guide per compiere a rotta di collo il nostro dovere! Per la paura di arrivare troppo tardi!
Breve pausa
Guildenstern - Troppo tardi per cosa?
Rosencrantz - Come posso saperlo? Non siamo ancora arrivati.
Guildenstern - E allora mi domando cosa ci facciamo qui.
Rosencrantz - Fai bene a domandartelo.
Guildenstern - Sar meglio andare avanti.
Rosencrantz - Fai bene a pensarlo.
Guildenstern - Sar meglio andare avanti.
Rosencrantz - (energicamente) Giusto! (pausa) Verso dove?
Rosencrantz - (si avvicina alla ribalta) Ah (esita) Da che parte dobbiamo (si gira) Da che parte eravamo?
Guildenstern - Praticamente partiti dal nulla. Un risveglio, un uomo ritto sulla sella per bussare alle imposte, i nostri nomi grdiati in una indubbia alba, un messaggio, una convocazione.. un nuovo record a testa o croce. Non siamo stati scelti solo per essere abbandonati lasciati liberi di trovare la nostra strada. Noi siamo diretti da qualche parte. Secondo me.
Rosencrantz - (allerta, in ascolto) Dico! Ehi!
Guildenstern - S?
Rosencrantz - Sento. Mi era parso di sentire. Della musica.
Guildenstern - (si alza) S?
Rosencrantz - Unorchestrina (si guarda attorno, ride imbarazzato, come se si sentisse in colpa) sembrava proprio unorchestrina. Dei tamburi.
Guildenstern - S.
Rosencrantz - (si rilassa) Non poteva essere reale.
Guildenstern - I colori rosso, blu e verde sono reali. Il colore giallo unesperienza mistica condivisa da tutti!... dimenticala.
Rosencrantz - (al limite della scena) Dev'essere stato un tuono. Come dei tamburi...
Prima che finisca la battuta che segue. Il suono della banda debolmente percepibile.
Guildenstern - Un uomo in viaggio da un luogo a unaltro si ferma in un terzo luogo senza nome ne carattere, senza popolazione ne significato; vede un unicorno, che gli taglia la strada e poi scompare. Il fatto di per s strabiliante, ma gli incontri mistici hanno precedenti di vario tipo o, se non vogliamo arrivare a questi estremi, esiste una serie di argomenti persuasivi che potrebbero ridurre l'episodio ad una semplice fantasia; sennonch... Mio Dio, dice un secondo uomo, certo sto sognando, credo di aver visto un unicorno. A questo punto si aggiunta una dimensione che rende l'esperienza quanto mai allarmante. Un terzo testimone, capirai, non aggiunge alcuna ulteriore dimensione ma amplia l'esperienza assottigliandola, e un quarto l'assottiglia ancora di pi e via via che aumentano i testimoni essa si fa pi sottile e diventa via via pi plausibile, fino ad essere impalpabile come la realt, nome che diamo all'esperienza comune... Guarda, guarda, declama la folla. Un cavallo con una freccia in fronte! Dev'essere stato scambiato per un cervo.
Rosencrantz - (entusiasta) Sapevo che era un'orchestrina,
Guildenstern - (annoiato) Sapeva che era un'orchestrina.
Rosencrantz - Stanno arrivando!
Guildenstern - (un istante prima che entrino, assorto) Peccato che non sia un unicorno. Sarebbe stato bello avere un unicorno.
Gli attori sono sei, compreso un ragazzina, Alfredo. Due di essi tirano e spingono un carro pieno di materiale scenico ed effetti personali. C' anche un suonatore di tam-buro, un suonatore di como ed un flautista. Il portavoce(l'Attore), non ha strumento. Viene per ultimo ed il primo ad accorgersi di loro.
Attore - Alt! (Il gruppo si volta e si ferma. L'Attore gioiosamente) Un pubblico! (Rosencrantz e Guildenstern accennano ad alzarsi) Comodi! (Ricadono a sedere. L'Attore li osserva con affetto) Perfetto! una fortuna che siamo passati di qui.
Rosencrantz - Per noi?
Attore - Speriamo di s. Ma incontrare due gentiluomini sulla strada, non potremmo sperare di incontrarli fuori strada.
Rosencrantz - No?
Attore - Ben trovati; veramente, e appena in tempo!
Rosencrantz - Perch?
Attore - Perch noi ci stiamo arrugginendo e voi ci cogliete proprio al limite della decadenza... domani a quest'ora potremmo aver dimenticato tutto quanto abbiamo mai imparato. un pensiero, no? (Ride generosamente) Saremmo di nuovo al punto di partenza. all'improvvisazione.
Rosencrantz - Siete saltimbanchi, vero?
Attore - Potremmo esserlo, se questo che vi piace, e coi tempi che corrono... Altrimenti per un tintinnio di monete vi possiamo proporre una selezione di cruente storie d'amore, piene di ritmo e cadaveri, saccheggiate agli italiani; e non ci vuole molto per fare un tintinnio, anche una singola moneta ha una sua melodia.(tutti si inchinano e suonano i loro strumenti, disordinatamente) Gli attori, ai vostri ordini.
Rosencrantz e Guildenstern si sono alzati in piedi.
Rosencrantz - Il mio nome Guildenstern, e questo Rosencrantz (Guildenstern conferisce brevemente con lui. Rosencrantz, senza alcun imbarazzo) Scusate il suo nome Guildenstern e io sono Rosencrantz.
Attore - Piacere. Noi abbiamo recitato per pezzi pi Grossi, ma la qualit ha il suo peso. Vi ho riconosciuti subito...
Rosencrantz - E chi siamo?
Attore - .Cornpagni d'arte,
Rosencrantz - Credevo fossimo gentiluomini.
Attore - Ad alcuni di noi tocca la rappresentazione, ad altri il mecenatismo. Sono due facce della stessa moneta o diciamo pure, poich di noi ce ne sono tanti, la stessa faccia di due monete diverse. (Si inchina di nuovo)
Rosencrantz - Qual il vostro genere?
Attore - La tragedia, signore. Morti e rivelazioni.universali e private, finali inaspettati ed inesorabili melodrammi di travestiti a tutti i livelli, allusioni comprese. Vi trasportiamo in un mondo di intrigo ed illusioni... pagliacci, se vi piacciono, omicidi... possiamo recitarvi fantasmi e battaglie, scaramucce, eroi, felloni, amanti tormentati... allestire opere di carattere poetico; possiamo inscenare duelli o stupri o entrambi, possiamo essere donne intedeli o vergini violentate... sicari colti in flagrante delicto, ma questo rientra nel realismo, per il quale ci sono condizioni particolari. Mi sto scaldando, vero?
Rosencrantz - (dubbioso) Beh, non so...
Attore - Costa poco assistere e poco pi se venite coinvolti nell'azione, se cos vi aggrada e coi tempi che corrono...
Rosencrantz - E cio?
Attore - Indifferenti.
Rosencrantz - Cattivi?
Attore - Malvagi. Dunque, cosa desiderate esattamente? (si gira verso gli altri attori) Signori, datevi da fare. (Gli attor si dispongono rumorosamente in una sorta di fila)
Rosencrantz - (dubbioso, innocente) Cosa fanno?
Attore - Lasciate che la vostra immaginazione corra liberamente. Loro vanno al di l di ogni aspettativa.
Rosencrantz - E quanto costa?
Attore - Per prendere parte?
Rosencrantz - Per guardare.
Attore - Guardare cosa?
Rosencrantz - Una rappresentazione privata.
Attore - Quanto privata?
Rosencrantz - Beh, noi siamo solo due. Bastiamo?
Attore - Come pubblico, deludente. Come voveurs, nella media.
Rosencrantz - Qual la differenza?
Attore - Cinque fiorini.
Rosencrantz - (inorridito) Cinque fiorini.
Attore - Per guardare.
Rosencrantz - Tutti e due?
Attore - A testa. Penso che non abbiate capito...
Rosencrantz - Che state dicendo?
Attore - Dicevo... quattro.
Rosencrantz - Dove siete stati?
Attore - In giro. Nidiate di imberbi conquistano il pubblico cittadino. Compagnie giovanili, questa la moda. Ma non possono competere con il nostro repertorio... Noi ci prestiamo a qualunque cosa per compiacervi... (Rivolge a Rosencrantz un'occhiata significativa ma Rosencrantz gli risponde con uno sguardo privo di espressione)
Rosencrantz - Cresceranno.
Rosencrantz - (rassegnato) Ne nasce una al minuto. (Agli attori) Avanti!
Gli attori si preparanti a. riprendere il loro carico e il loro viaggio.Guildenstern finalmente si scuote.
Guildenstern - Dove andate?
Si girano
Attore - A casa, signore.
Guildenstern - Da dove?
Attore - Da casa. Siamo girovaghi. Cogliamo le opportunit che il caso ci offre.
Guildenstern - E stato un caso dunque?
Attore - Un caso?
Guildenstern - Trovarci.
Attore - Oh, s.
Guildenstern - Eravate alla ricerca?
Attore - Oh, no.
Guildenstern - Un caso, allora.
Attore - O il destino.
Guildenstern - Vostro o nostro?
Attore - Difiicilmente potrebbe esistere l'uno senza l'altro.
Guildenstern - Il destino, allora.
Attore - Oh si! Noi non abbiamo alcun controllo.stasera reciteremo a corte. O domani sera. O alla taverna. Oppure no.
Guildenstern - Forse potrei usare la mia influenza.
Attore - Alla taverna?
Guildenstern - A corte. Direi che ho una certa influenza.
Attore - Direste?
Guildenstern - Ho ancora uan certa influenza.
Attore - Come ancora?
Guildenstern - (afferra lattore con violenza) Ho influenza! Lattore non oppone resistenza.Guildenstern allenta la presa. Pi calmo.) avevate detto qualcosa a proposito del prendere parte allazione..
Attore - (in tono allegro) S... S... Voi siete pi sveglio del. vostro amico... (Fiducioso) Dunque, per una manciata di fiorini posso proporvi una rappresentazione privata e integrale del Ratto delle Sabine... anzi della Sabina, anzi di Alfredo... (Voltandosi a met) Mettiti la gonna. Alfredo... (Il ragazzo comincia a trafficare per infilarsi una veste femminile) ...e per otto fiorini potete recitare anche voi ( Guiidenstem indietreggia, l'attore lo segue) ...nella parte che preferite... (Guildenstern indietreggia) ...o in entrambe per dieci. (Guildensterndensternnster tenta di svignarsela, l'Attore lo trattiene per la manica) Bis incluso... (Guildenstern schiaffeggia l'Attore che fa un. balzo allindietro.Guildenstern resta l tremante. Lattore calmo e rassegnato) alfredo, togliti la gonna!
Alfredo traffica per sfilarsi il vestito, ormai infilato a met.
Guildenstern - (tremando di rabbia e di paura) Poteva essere.. non era necessario che fosse osceno... Poteva essere.. una rondine fuori stagione, che cadeva sulla mia spalla con le sue piume lucenti. Poteva essere uno gnomo muto ritto sulla strada ad indicare la direzione... Io ero preparato. Ma questo, vero? Nessun enigma, nessuna dignit, niente di classico ne di portentoso, solo questo un pornografo buffone e un mucchio di prostitute.
Attore - (prende atto della descrizione toccandosi il cappello e inchinandosi: con voce triste) Avreste dovuto incontrarci in tempi migliori. Eravamo puristi, allora.(Si raddrizza) Avanti!
Gli attori accennano a muoversi.
Rosencrantz - (la sua voce cambiata: si reso conto) Scusatemi!
Attore - A-alt! (si fermano) A-al-fre-e-do!
Alfredo ricomincia a trafficare per vestirsi. Lattore viene avanti.
Rosencrantz - Non siete.. ecco. Esclusivamente attori?
Attore - Noi siamo inclusivamente attori, signore.
Rosencrantz - Dunque voi vi esibite?
Attore - Recitiamo signore.
Rosencrantz - S, certo. Si guadagna di pi, vero?
Attore - C pi richiesta.
Rosencrantz - Con i tempi che corrono.
Attore - S.
Rosencrantz - Indifferenti.
Attore - Assolutamente.
Rosencrantz - Sapete, non avevo idea.
Attore - No.
Rosencrantz - Insomma, avevo sentito dire. Ma non avevo mai effettivamente.
Attore - No.
Rosencrantz - Dico, cosa fate esattamente?
Attore - Ci atteniamo alla solita roba, pi o meno, ma all'inverso. Noi facciamo in scena le cose che si suppone avvengano fuori, cio nella vita. una forma di compensazione, se considerate ogni uscita come un'entrata da qualche altra parte..
Rosencrantz - (nervosamente, a voce molto alta) Beh, io non sono il tipo d'uomo che... ma no, non scappate. sedetevi e raccontateci qualcuna delle cose che la gente vi chiede di fare...
Attore - (allontanandosi) A-vanti!
Rosencrantz - Solo un minuto! (Gli attori si girano e lo guardano senza alcuna espressione) Bene, d'accordo. non mi dispiacerebbe vedere... solo per farmi un'idea del genere di... Coraggiosamente) Cosa siete disposti a fare per questa? (E butta una moneta per terra, tra loro)
L Attore sputa sulla moneta, senza muoversi di un passo. 1 suoi compagni protestano, cercando di avvicinarsi alla moneta. Lui li respinge a suon di calci e scapaccioni.
Attore - Forza! (Alfredo ancora met dentro e met fuori del vestito da donna. L'Attore lo schiaffeggia) E tu che parte fai?
Rosencrantz - (al colmo dell'indignazione) Che porcheria! Disgustoso... Lo riferir alle autorit... pervertiti! Conosco bene il vostro gioco, un'oscenit!
Gli attori si accingono a partire.Guildenstern rimasto in disparte.
Guildenstern - (in tono casuale) Che ne direste di una scommessa?
Gli attori si voltano, sembrano interessati, il primo Attore viene avanti.
Attore - Che tipo di scommessa avete in mente?
Guildenstern copre met della distanza che lo separa dall'Attore e si ferma con il piede sulla moneta.
Guildenstern - Testa o croce.
Attore - Beh Testa.
Guildenstern alza il piede. L'attore si china. I suoi compagni saffollano intorno a lui. Sollievo e congratulazioni. L'Attore raccoglie la moneta.Guildenstern gliene tira un'altra.
Guildenstern - Riproviamo! (Alcuni attori sono favorevoli altri contrari. Il primo attore fa un cenno affermativo e lancia la moneta) Testa! (In effetti lo . La raccoglie) Di nuovo. (Guildenstern lancia la moneta)
Attore - Testa. (E testa. L'Attore raccoglie la moneta. Ha di nuovo due monete. Ne lancia una).
Guildenstern - Testa. ( testa.Guildenstern la raccoglie e la lancia immediatamente.
Attore - (esita per una frazione di secondo) Croce.
Ma in realt testa. Giiildenstern la raccoglie. L'Attore butta per terra la sua ultima moneta, come per saldare il conto, e si gira per andarsene.Guildenstern non la raccoglie. ci mette il piede sopra.
Guildenstern - Testa
Attore - No. (Pausa. A questo punto gli attori manifestano la. loro disapprovazione. Il primo Attore cerca di scusarli) Non amano giocare con chi parte avvantaggiato.
Guildenstern - (alza il piede, si piega sulle gambe, raccoglie la moneta, guarda l'Attore che in piedi) Avevate ragione... Testa... (lancia la moneta, la blocca per terra con il palmo della mano) Testa, vinco io.
Attore - No.
Guildenstern - (scopre la moneta) Eccoci di nuovo. (ripete il lancio) Testa, vinco io.
Attore - No.
Gli volta le spalle e si incammina, seguito dagli altri attori.Guildenstern si alza e li raggiunge.
Guildenstern - Lo credereste? (Si ferma dietro di loro, sorride rilassato) Scommettiamo che l'anno della mia nascita, raddoppiato, un numero dispari.
Attore - Della vostra nascita...
Guildenstern - Se non vi fidate, non scommettete.
Attore - Voi vi fidereste?
Guildenstern - Scommettete voi. allora.
Attore - L'anno della mia nascita?
Guildenstern - Dispari per voi.
Attore - Siete...
Gli attori si avvicinano, attentissimi.
Guildenstern - Bene. L'anno della vostra nascita. Raddoppiatelo. Pari vinco io, dispari perdo.
Silenzio. Uno spaventoso sospiro non appena gli attori si rendono conto che ogni numero raddoppiato pari. Quindi protestano con gran chiasso. Poi, un terribile silenzio.
Attore - Non abbiamo denaro.
Guildenstern - (girandosi verso di lui) Ah. Che cosa avete? (L'Attore spinge silenziosamente Alfredo in avanti.Guildenstern lo osserva con tristezza) Serviva a questo?
Guildenstern - il meglio che abbiamo.
Guildenstern - (guardando in su e attorno a se) Dunque i tempi sono davvero cattivi. (L'Attore accenna qualche parola di protesta, maGuildenstern lo aggredisce in tono acido) Persino laria puzza. (L'Attore indietreggia.Guildenstern avanza verso la ribalta) Vieni qui, Alfredo. (Alfredo viene avanti e si ferma, piccolo e spaurito.Guildenstern, con dolcezza) Perdi spesso?
Alfredo - S, signore.
Guildenstern - Quindi cosa ti resta ancora da perdere?
Alfredo - Niente, signore.
Pausa. Guildenstern lo guarda attentamente.
Guildenstern - Ti piace essere... un Attore?
Alfredo - No, signore.
Guildenstern - (Si guarda attorno, poi si volta verso il pubblico) Tu ed io, Alfredo... potremmo creare un precedente drammatico, qui. (E Alfredo, che sul punto di piangere, comincia a tirare su col naso) Su coraggio, Alfredo, non questo il modo di riempire i teatri d Europa! (L'Attore si avvicinato, per rimproverare Alfredo.Guildenstern lo mette a tacere di nuovo. Acido) Conoscete qualche buona commedia?
Attore - Commedie?
Rosencrantz - (viene avanti, balbettando timidamente) Esibizioni..
Guildenstern - Mi sembrava aveste detto che eravate attori...
Attore - (esitando) Ah. Beh, lo siamo. S, lo siamo. Ma non c' stata molta richiesta negli ultimi tempi...
Guildenstern - Avete perso. Dunque.., qualcosa di greco, magari? Avete dimestichezza con le tragedie antiche, vero? I grandi omicidi classici? Matri patri frati, sorori, uxori e, ovviamente, i suicidi... fanciulle che aspirano alla divinit...
Rosencrantz - E viceversa
Guildenstern - il vostro genere, no?
Attore - Beh, no, veramente non posso dirlo. Noi siamo piuttosto della scuola di sangue, amore e retorica.
Guildenstern - Bene, lascio a voi la scelta, se c' qualcosa da scegliere.
Attore - Diffcilmente si possono scindere, signore. ecco, posso proporvi sangue e amore senza la retorica. C sangue e retorica senza amore, oppure tutti e tre: insieme e consecutivamente, ma non amore e retorica senza il sangue. Il sangue obbligatorio... sono tutte sangue, capite.
Guildenstern - E questo che vuole la gente?
Attore - E questo che noi Facciamo. (breve pausa. Si allontana)
Guildenstern tocca Alfredo su una spalla.
Guildenstern - (falsamente cortese) Grazie, vi faremo sapere.
L'Attore si spostato verso il fondo della scena. Alfredo lo segue.
Attore - (agli altri attori, che si danno da fare intorno al carro, dal quale hanno gi tirato fuori del materiale di scena) Le entrate l e l... (indicando il fondo della scena)
Lattore non si, mosso. Non si muove neanche ora.Guildensterndensternrsterndenstern aspetta.
Guildenstern - Bene... non dovreste indossare il costume di scena?
Attore - Non lo tolgo mai, signore.
Guildenstern - Sempre nel personaggio.
Attore - Gi.
Pausa.
Guildenstern - Non dovreste... entrare in scena?
Attore - Lo sono in scena.
Guildenstern - Ma se siete in scena, non potete entrare in scena Oppure potete?
Attore - Io sono in scena fin dallinizio.
Guildenstern - Ma non ancora cominciato. Avanti. Cercheremo di riconoscervi.
Attore - Vi far un cenno.
Non si muove. La sua immobilit fin troppo evidente,e comincia a risultare goffa. Pausa. Rosencrantz cammina verso di lui finch si trovano faccia a faccia.
Rosencrantz - Chiedo scusa. (Pausa. L'attore solleva il piede Copriva la moneta di Guildenstern. Rosencrantz mette a sua volta il piede sopra la moneta. Sorride)
L'Attore si gira e si allontana. Rosencrantz si china per raccogliere la moneta.
Guildenstern - (avviandosi) Andiamo.
Rosencrantz - Accidenti... che fortuna.
Guildenstern - (voltandosi) Cosa?
Rosencrantz - Era croce.
Lancia la moneta a Guildenstern che la afferra al volo. Simultaneo cambiamento di luce, sufficiente a trasformare l'atmosfera da esterna a interna, ma senza niente di violento. E Ofelia entra in scena correndo, in. preda a una certa agitazione, reggendosi le gonne... seguita da Amleto. Ofelia ha in mano un indumento che stava cucendo. Sono entrambi muti. Amleto col giustacuore slacciato, senza capperlo in testa, le calze sgualcite e ricadenti come ceppi sulle caviglie, pallido come la sua camicia, le ginocchio che si scontrano... e con compassionevole sguardo la prende per il polso e glielo stringe forte. Poi si scosta della lunghezza di tutto il braccio e mettendosi laltra mano sulla fronte comincia a scrutarle il viso come se volesse disegnarlo... Infine scotendole il braccio e muovendo tre volte la testa su e in gi, da un sospiro cos pietoso e profondo che pare schiantarlo tutto e mettere fine alla sua vita. La lascia, poi.. e col capo rivolto indietro esce camminando a ritroso senza toglierle gli occhi di dosso... ella corre va nella direzione opposta. Rosencrantz e Guildenstern sono raggelati. Il primo a sciogliersi Guildenstern. Fa un balzo verso Kosencrantz.
Guildenstern - Andiamo.
Sennonch una fanfara. Entrano Claudio e Gertrude con il seguito.
Claudio - Benvenuti, cari Rosencrantz. (alza una mano versoGuildenstern mentre Rosencrantz si inchina.Guildenstern si inchina in ritardo e frettolosamente) e Guildenstern (Alza una mano in direziono di Rosencrantz mentre Guildenstern si inchina... Rosencrantz sta ancora raddrizzandosi dopo il precedente inchino e, arrivato a met, si inchina di nuovo. Con la testa gi, gira il collo per guardare Guildenstern che sta risalendo)
Oltre il nostro vivo piacere di vedervi,
il bisogno in cui ci troviamo dei vostri servizi
la causa per cui vi abbiamo chiamati
cos in fretta
Rosencrantz e Guildenstern si stanno ancora sistemando i vestiti per non sfigurare al cospetto di Claudio.
Avete sentilo parlare
della trasformazione di Amleto; e tale
potete ben dirla, perch in lui ne l'esteriore ne l'animo
somigliano ormai a ci che essi furono.
Quale possa essere la spinta, all'infuori
della morte di suo padre, che l'ha tanto allontanato
dall'intendimento di se stesso, io non so
neppur di lontano. Scongiuro perci voi due,
che fin dai primi anni foste educati con lui
e siete quindi tanto vicini alla sua giovinezza
e ai suoi umori, di voler degnarvi
di restare qui alla nostra corte
per qualche tempo. In tal modo, se vi riuscir
d'indurlo ai vostri piaceri, non vi mancher
l'occasione di spigolare se ci sia qualche cosa
a noi ignota che lo affligge, e di farcene parte,
affinch noi tentiamo, se possibile, di porvi rimedio.
Guildenstern - Amici (un attimo di esitazione) miei...(entrambi si inchinano)
Egli ha sempre parlato di voi,
e sono certa che non esistono due uomini
ai quali egli sia pi vicino. Se avrete al pazienza
di spendere un poco di tempo con noi
per confortarci di speranza, la vostra visita
otterr le grazie che si convengono
alla gratidudine di un re.
Rosencrantz - Le Maest Vostre potrebbero, per il sovrano potere che hanno su noi, compiacersi di rivolgerci un ordine piuttosto che una preghiera.
Guildenstern - Obbediamo entrambi e pronti a rendervi ogni servizio restiamo inchinati ai vostri piedi.
Claudio - Grazie, Rosencrantz (si gira verso Rosencrantz, che colto alla sprovvista mentre Guildenstern si inchina) e tu gentile Guildenstern. (si gira versoGuildenstern che piegato in due)
Gertrude - (correggendo) Anchio vi ringrazio,Guildenstern (si gira verso Rosencrantz che si inchina mentre Guildenstern interrompe il movimento di risalita e si inchina insieme a lui entrambi piegati in due si strizzano locchio) e tu, gentile Rosencrantz (si gira verso Guildenstern, mentre tutti e due si raddrizzano.Guildenstern si ferma di nuovo e di nuovo si inchina) E vi prego di visitare subito il mio figliuol troppo mutato.
-Che qualcuno conduca subito
-Questi due gentiluomini alla presenza di Amleto.
Due cortigiani escono camminando allindietro, e fanno cenno a Rosencrantz e Guildenstern di seguirli.
Guildenstern - Possano i cieli rendergli utile il nostro zelo!
Gertrude - Cos sia.
Rosencrantz e Guildenstern si dirigono verso una delle quinte di proscenio. Prima che vi arrivino, entra Polonio. Essi si fermano e si inchinano. Egli fa un cenno col capo e si avvia in fretta verso Claudio che in fondo alla scena. Rosencrantz e Guildenstern si voltano a guardarlo.
Polonio - Mio sovrano, gli ambasciatori mandati in Norvegia hanno fatto felice ritorno.
Claudio - Tu porti sempre buone notizie. Polonio.
Polonio - Davvero? Io vi assicuro, mio buon sovrano, che debbo il mio servizio e insieme la mia anima tanto a Dio che al mio grazioso re; e posso dirvi o il fiuto non mi guida pi sulla pista con la prontezza duna volta- che ho scoperto la vera causa della pazzia di Amleto.
Escono. Lasciando soli Rosencrantz e Guildenstern.
Rosencrantz - Voglio andare a casa.
Guildenstern - Non lasciarti impressionare da loro.
Rosencrantz - Mi sento mancare il terreno sotto i piedi...
Guildenstern - Vedrai, presto salveremo cavoli e capra.. capra e casa...
Rosencrantz - .. .mi sembra di affondare...
Guildenstern - ti trarr in salvo, sta' tranquillo ..
Rosencrantz - perdo il controllo...
Guildenstern - .. .cavoli e capra... capra... casa...
Rosencrantz - (in tono acuto, con voce incrinata)...fuori di me... senza controllo... corriamo a rotta di collo... soli e ignari in un tempo cupo... rotoleremo in fondo a un dirupo...
Guildenstern - (protettivo) Su! Vedrai che salveremo capra e cavoli... e presto saremo a casa... (Rapidamente) Ti mai capitato, tutt'a un tratto e senza alcuna ragione, di non avere la pi pallida idea di come si articola la parola moglie, o casa... perch se provi a scriverla non riesci assolutamente a ricordare di aver mai visto quelle stesse lettere una dietro l'altra?
Rosencrantz - Ricordo...
Guildenstern - S?
Rosencrantz - Ricordo quando non c'erano domande.
Guildenstern - Le domande ci sono sempre state. Queste o altre, non cambia granch.
Rosencrantz - Risposte, s. Cerano risposte a tutto.
Guildenstern - Te le sei dimenticate.
Rosencrantz - (avvampando) Non le ho dimenticate. Cos come ricordavo il mio nome e il tuo, eccome. C'erano risposte ovunque guardassi. Non c'era alcun dubbio... la gente sapeva chi ero e se qualcuno non lo sapeva lo chiedeva, e noi dicevamo i nostri nomi.
Guildenstern - Lo so, il problema che ogni domanda ... plausibile, senza essere istintiva. Per tutta la vita si vive cos vicino alla verit che essa diventa come un'ombra permanente e indistinta nella coda dell'occhio, e quando qualcosa ne fa risaltare i contorni come essere assaliti a tradimento da un essere grottesco. Un uomo ritto sulla sella nella mezza luce di un'alba mezza viva ha bussato contro le imposte e ha chiamato due nomi. Non era altro che un cappello ed un mantello, sospesi nel pennacchio grigio del suo stesso fiato, ma quando ha chiamato noi siamo venuti. Questo sicuro... siamo venuti.
Rosencrantz - E io ti dico che sono stufo di questa storia. Mi importa poco chi sia l'uno e chi sia l'altro, purch ti decida.
Guildenstern - Non possiamo permetterci un simile arbitrio. Non siamo certo venuti fin qui per un battesimo. Tutto questo... ci ha preceduti. Ma siamo relativamente fortunati; avrebbero potuto lasciarci a setacciare l'intero campo della nomenclatura umana, come due ciechi che saccheggiano un bazar cercando i loro ritratti. Se non altro, ci hanno proposto delle alternative...
Rosencrantz - Bene, poich da ora in poi...
Guildenstern - .ma nessuna scelta.
Rosencrantz - Mi hai fatto fare una figura ridicola, la dentro.
Guildenstern - Io sembravo ridicolo proprio quanto te.
Rosencrantz - ( in un grido di angoscia) chiedo solo un po di concretezza.
Guildenstern - (sottovoce, con falsa retorica) Dacci oggi la nostra maschera quotidiana.
Rosencrantz - (demoralizzato) Voglio tornare a casa (si muove) Da che parte siamo entrati? Ho perso il senso dell'orientamento.
Guildenstern - Nascere il solo inizio e morire la sola fine... se non puoi contare su questo, su cosa pu contare?
Riprendono il discorso.
Rosencrantz - Non dobbiamo niente a nessuno.
Guildenstern - Siamo stati incastrati. La nostra pi piccola azione ne provoca un'altra da qualche altra pparte, e ne provocata a sua volta. Tieni gli occhi aperti, le orecchie tese. Procedi guardingo, segui le istruzioni. Andr tutto bene.
Rosencrantz - Per quanto tempo?
Guildenstern - Fino a che gli eventi non saranno compiuti. C' una logica all'opera, c' chi pensa a tutto, non preoccuparti. Approfittane. Rilassati. Essere presi per mano e guidati, come se si fosse di nuovo bambini, anche senza l'innocenza come ricevere un premio. Una dose supplementare di infanzia quando meno te l'aspetti. un premio per essersi comportati bene o una ricompensa per non averne mai ricevuti... Mi. sono contraddetto?
Rosencrantz - Non so. Cosa dobbiamo fare?
Guildenstern - Abbiamo avuto degli ordini. La trasformazione di Amleto. Cosa ricordi?
Rosencrantz - Beh, cambiato, vero? Ne l'esteriore ne l'animo somigliano ormai...
Guildenstern - Inducetelo ai vostri piaceri... spigolate se ci sia qualcosa che lo affligge.
Rosencrantz - All'infuori della morte del padre...
Guildenstern - Parla sempre di noi... non esistono al mondo due persone alle quali sia pi legato.
Guildenstern - Lo terremo allegro... scopriremo cosa lo rode..
Guildenstern - Proprio cos: si tratta solo di fare le domande giuste e rivelare il meno possibile, E un gioco.
Rosencrantz - E poi potremo andarcene?
Guildenstern - E ricevere le grazie che si convengono alla gratitudine di un re.
Rosencrantz - Mi suona bene. Cosa credi che intendesse dire con la parola gratitudine?
Guildenstern - Che non dimentica gli amici.
Rosencrantz - Ti dispiacerebbe fare una stima?
Guildenstern - Veramente, difficile a dirsi... alcuni re tendono all'amnesia, altri, immagino, al suo contrario, qualunque cosa esso sia.
Rosencrantz - S... ma..
Guildenstern - .. .da elefante?
Rosencrantz - Non per quanto ma... quanto?
Guildenstern - Tenace... tenacemente ricorda e tenacemente risparmia. E un re di maestosa tenacia.
Rosencrantz - A cosa stai giocando?
Guildenstern - Parole, parole. Non abbiamo altro per tirare avanti!
Pausa.
Rosencrantz - Non dovremmo fare qualcosa... di costruttivo?
Guildenstern - Tu cosa avevi in mente? (Una piramide umana, corta e senza spigoli?)
Rosencrantz - Potremmo andare.
Guildenstern - Dove?
Rosencrantz - A cercarlo.
Guildenstern - Qua sanno dove trovarci... se incminciamo ad andarcene in giro, ci inseguiremo per tutta la notte.
Iato.
Rosencrantz - (sul proscenio) Veramente emozionante! (Si gira) Mi sento come uno spettatore. E una faccenda spaventosa. L'unica cosa che la rende sopportabile la convinzione irrazionale che da un momento all'altro salter fuori qualche persona interessante.
Guildenstern - Tu vedi nessuno?
Rosencrantz - No, E tu?
Guildenstern - No. (Sul proscenio) Che sottile persecuzione... tenerci sulla corda senza mai darci la minima spiegazione... Non ci siamo neppure esercitati.
Rosencrantz - Potremmo giocare a farci domande.
Guildenstern - A che servirebbe?
Rosencrantz - Ad esercitarci.
Guildenstern - Affermazione! Uno a zero.
Rosencrantz - Imbroglione!
Guildensternd - Come?
Rosencrantz - Non avevo ancora cominciato.
Guildenstern - Affermazione! Due a zero.
Rosencrantz - Conti anche questo?
Guildenstern - Cosa?
Rosencrantz - Conti anche questo?
Guildenstern - Fallo. Niente ripetizioni. Tre a zero. Primo game.
Rosencrantz - Non voglio giocare se ti comporti cos.
Guildenstern - A chi tocca?
Rosencrantz - Eh?
Guildenstern - Fallo. Niente grugniti. Zero a uno.
Rosencrantz - A chi tocca?
Guildenstern - Perch?
Rosencrantz - Perch no?
Guildenstern - A che scopo?
Rosencrantz - Fallo. Niente sinonimi. Uno.pari.
Guildenstern - In nome di Dio, cosa sta succedendo?
Rosencrantz - Fallo. Niente retorica. Due a uno.
Guildenstern - A cosa porta tutto questo?
Rosencrantz - Non lo indovini?
Guildenstern - Dicevi a me?
Rosencrantz - C qualcun altro?
Guildenstern - Chi?
Rosencrantz - Come posso saperlo?
Guildenstern - Perch lo chiedi?
Rosencrantz - Sei serio?
Guildenstern - Era una domanda retorica?
Rosencrantz - No.
Guildenstern - Negazione. Due pari. Game point.
Rosencrantz - Che ti prende oggi?
Guildenstern - Quando?
Rosencrantz - Cosa?
Guildenstern - Sei sordo?
Rosencrantz - Sono morto?
Guildenstern - Si o no?
Rosencrantz - C una scelta?
Guildenstern - C Dio?
Rosencrantz - Fallo. Niente finti sillogismi, tre a due, un game pari.
Guildenstern - (seriamente) Qual il tuo nome?
Rosencrantz - Qual il tuo?
Guildenstern - Lho chiesto prima io.
Rosencrantz - Affermazione. Uno a zero.
Guildenstern - Qual il tuo nome quando sei a casa?
Rosencrantz - Qual il tuo?
Guildenstern - Quando sono a casa?
Rosencrantz - diverso a casa?
Guildenstern - diverso a casa?
Guildenstern - Quale casa?
Rosencrantz - Non ne hai una?
Guildenstern - Perch me lo chiedi?
Rosencrantz - Dove vuoi arrivare?
Guildenstern - (con enfasi) qual il tuo nome?
Rosencrantz - Ripetizione. Due a zero. Match point per me.
Guildenstern - (afferrandolo con violenza) chi credi di essere?
Rosencrantz - Retorica! Game e match! (pausa) come andr a finire?
Guildenstern - Questa la domanda.
Rosencrantz - E tutto domande.
Guildenstern - Credi che importi?
Rosencrantz - A te importa?
Guildenstern - Perch dovrebbe importare?
Rosencrantz - Che importa perch?
Guildenstern - (lievemente canzonatorio) non importa perch importa?
Rosencrantz - (aggressivo) Ma che timporta?
Pausa -
Guildenstern - Non importa.
Rosencrantz - (voce nel deserto). Qual il gioco?
Guildenstern - Quali sono le regole?
Alle loro spalle entra Amleto, che attraversa la scena leggendo un libro. Quando sta per scomparire Guildenstern si accorge di lui.
Guildenstern - (brusco) Rosencrantz!
Guildenstern - (fa un balzo) Che c?
Amleto esce. Unespressione di trionfo illumina i loro volti. Sorridono.
Guildenstern - Guarda un po! che ne dici?
Rosencrantz - Astuto!
Guildenstern - Naturale?
Rosencrantz - Istintivo.
Guildenstern - Ti sei persuaso?
Rosencrantz - Ti faccio tanto di cappello.
Guildenstern - Qua la mano
Si stringono la mano.
Rosencrantz - Ora ti metter alla provaGuildenstern!
Guildenstern - . Non subito coglimi di sorpresa.
Rosencrantz - Giusto. (si separano. Pausa. Da parte diGuildenstern) Pronto?
Guildenstern - (sbotta) non fare lo stupido.
Rosencrantz - Scusa.
Pausa
Guildenstern - (di scatto)Guildenstern!
Rosencrantz - (sobbalza) Che c? (assume subito unaria contrita.Guildenstern disgustato)
Guildenstern - Chiedo solo un po di concretezza.
Rosencrantz - (calmo) io chiedo solo limmortalit
Guildenstern - (crollando) dacci oggi la nostra quotidiano novit.
Un tempo
Rosencrantz - Chi era quello?
Guildenstern - Non lhai riconosciuto?
Rosencrantz - Lui non ha riconosciuto me.
Guildenstern - Non ti ha visto.
Rosencrantz - Io non ho visto lui.
Guildenstern - Staremo a vedere. Io lho riconosciuto a stento, cambiato.
Rosencrantz - Si vedeva?
Guildenstern - Trasformato.
Rosencrantz - Come lo sai?
Guildenstern - Dentro e fuori.
Rosencrantz - Capisco.
Guildenstern - Non pi lui.
Rosencrantz - cambiato
Guildenstern - Lho visto. (un tempo) spigolate se ci sia qualche cosa che lo affligge.
Rosencrantz - Me?
Guildenstern - Lui.
Rosencrantz - Come?
Guildenstern - Domande e risposte. I vecchi metodi sono i migliori.
Rosencrantz - afflitto.
Guildenstern - Tu fai le domande, io rispondo.
Rosencrantz - Non pi lui, capisci.
Un tempo
Rosencrantz - Io allora chi sono?
Guildenstern - Tu sei tu.
Rosencrantz - E lui te?
Guildenstern - Niente affatto!
Rosencrantz - Sei afflitto?
Guildenstern - Questa lidea. Sei pronto?
Rosencrantz - Torniamo un pl indietro.
Guildenstern - Sono afflitto.
Rosencrantz - Vedo.
Guildenstern - Spigola per capire cosa mi affligge.
Rosencrantz - Giusto.
Guildenstern - Domande e risposte.
Rosencrantz - Come dobrei iniziare?
Guildenstern - Rivolgiti a me.
Rosencrantz - Mio caroGuildenstern!
Guildenstern - (con calma) ti sei dimenticato vero?
Rosencrantz - Mio caro Rosencrantz!
Guildenstern - (con grande controllo) non mi pare che tu abbia capito bene. Noi stiamo tentando di simulare unipotesi secondo la quale io rispondo per lui, mentre tu mi fai delle domande.
Rosencrantz - Ah. Pronto?
Guildenstern - Sai cosa fare?
Rosencrantz - Come?
Guildenstern - Sei scemo?
Rosencrantz - Prego?
Guildenstern - Sei sordo?
Rosencrantz - Hai parlato?
Guildenstern - (ammonendolo) non ora.
- Affermazione!
Guildenstern - Non ora! (pausa. Si separano e si mettono a sedere) forse torner da questa parte.
Rosencrantz - Pensi che dovremmo andare?
Guildenstern - Perch?
Pausa
Rosencrantz - (trasale. Schiocca le dita) oh! Intendi dire. Fingi di essere lui, e io ti faccio delle domande!
Guildenstern - (secco) molto bene.
Rosencrantz - Mi avevi fatto confondere.
Guildenstern - Me nero accorto.
Rosencrantz - Come dovrei iniziare?
Guildenstern - Rivolgiti a me.
Sono in piedi, faccia a faccia: in posa.
Rosencrantz - Mio onorato signore!
Guildenstern - Mio caro Rosencrantz!
Pausa -
Rosencrantz - Dunque io devo fingere di essere te?
Guildenstern - Nemmeno per idea. Se vuoi. Possiamo andare avanti?
Rosencrantz - Domanda e risposta.
Guildenstern - Giusto.
Rosencrantz - Giusto. Mio onorato signore!
Guildenstern - Mio caro amico!
Rosencrantz - Come state?
Guildenstern - Sono afflitto!
Rosencrantz - Davvero? In che senso?
Guildenstern - Trasformato.
Rosencrantz - Dentro o fuori?
Guildenstern - Dentro e fuori.
Rosencrantz - Capisco. (pausa) fin qui poco di nuovo.
Guildenstern - Entra nei particolari. Scava. Sonda lambiente, definisci la situazione.
Rosencrantz - E cos dunque, vostro zio il re di Danimarca?
Guildenstern - E mio padre prima di lui.
Rosencrantz - Suo padre prima di lui.
Guildenstern - No, mio padre prima di lui.
Guildenstern - Ma sicuramente.
Guildenstern - Dovresti fare delle domande.
Guildenstern - Fatemi capire bene. Vostro padre era re. Voi eravate il suo unico figlio. Vostro padre muore. Voi siete maggiorenne. Vostro zio diventa re.
Guildenstern - Si.
Rosencrantz - Non molto ortodosso.
Guildenstern - Mi ha fatto fuori.
Rosencrantz - Innegabile. Voi dove eravate?
Guildenstern - In Germania.
Rosencrantz - Usurpazione, quindi.
Guildenstern - Si insinuato.
Rosencrantz - Il che mi ricorda qualcosa.
Guildenstern - Beh, dovrebbe.
Rosencrantz - Non voglio entrare nei fatti personali.
Guildenstern - di dominio pubblico.
Rosencrantz - Il matrimonio di vostra madre.
Guildenstern - Si insinuato.
Un tempo
Rosencrantz - (lugubre) il suo corpo era ancora caldo.
Guildenstern - E anche quello di lei.
Rosencrantz - Straordinario.
Guildenstern - Indecente.
Rosencrantz - Affrettato.
Guildenstern - Sospetto.
Rosencrantz - Fa pensare.
Guildenstern - Non credere che non ci abbia pensato.
Rosencrantz - E col fratello del marito.
Guildenstern - Erano vicini.
Rosencrantz - Lei andata da lui.
Guildenstern - Troppo vicini
Rosencrantz - .. per ricevere conforto.
Guildenstern - Sembra messa male.
Rosencrantz - Di male in peggio.
Guildenstern - Incesto pi adulterio.
Rosencrantz - Arriveresti a tanto?
Guildenstern - Mai!
Rosencrantz - Ricapitoliamo: vostro padre, che voi amate, muore; voi siete il suo erede, tornate e trovate che prima che il suo cadavere fosse freddo il suo giovane fratelli si era gi messo sul suo trono e tra le sue lenzuola, offendendo cos tanto la prassi legale che quella naturale. Ora, per quale motivo esattamente vi state comportando in questo strano modo?
Guildenstern - (non ne ho idea!) pausa! Ma tutto questo ben noto, di dominio pubblico. Eppure, ci ha mandati a chaimare. E noi siamo venuti.
Rosencrantz - (allerta con lorecchio teso) Ehi! Ho sentito della musica.
Guildenstern - Siamo qui!
Rosencrantz - . Come unorchestrina mi sembrato di sentire unorchestrina.
Guildenstern - Rosencrantz
Rosencrantz - (distratto, ancora in ascolto) Cosa?
Breve pausa.
Guildenstern - (lievemente sarcastico)Guildenstern.
Rosencrantz - (irritato dalla ripetizione) Cosa?
Guildenstern - Ma non distingui affatto?
Rosencrantz - (girandosi, scioccamente) Che?
Pausa
Guildenstern - Va a vedere se lui l.
Rosencrantz - Chi?
Guildenstern - L.
Rosencrantz - (va verso una quinta in fondo alla scena, guarda, torna, facendo formalmente rapporto) S.
Guildenstern - Che sta facendo?
Rosencrantz - (ripete il movimento precedente) parla.
Guildenstern - Da solo? (Rosencrantz inizia a muoversi per andare a vedere.Guildenstern interviene impaziente) E solo?
Rosencrantz - No.
Guildenstern - Quindi non parla da solo, no?
Rosencrantz - Non.solo. sta venendo da questa parte, credo. (furbo) Andiamo?
Guildenstern - Perch? Ormai siamo stati designati.
Entra Amleto: cammina allindietro e parla: lo segue Polonio in fondo alla scena. Rosencrantz e Guildenstern occupano i due angoli di proscenio e guardano verso il fondo.
Amleto - Invecchiereste anche voi, come me, se poteste andare indietro come i gamberi.
Polonio - (a parte) Pazzia, non c che dire, ma non senza un metodo. (ad Amleto) non volete scendere un po pi a terra, mio signore?
Amleto - Nella tomba.
Polonio - E in terra anche questa, infatti! (Amleto attraversa la scena e si dirige verso unuscita in fondo. Polonio sussurra tra s e s qualcosa di indecifrabile e poi.) Mio onorato signore, prendo congedo da voi con umilt.
Amleto - Voi non potreste prendermi cosa da cui mi distacchi con pi piacere, fuorch la vita, la vita, la vita.
Polonio - (attraversando la scena verso la ribalta) Conservatevi. (a Rosencrantz) Cercatoe lord Amleto? Eccolo l.
Rosencrantz - (a Polonio) Dio vi salvi, signore.
Polonio esce -
Guildenstern - (raggiunge Amleto in fondo alla scena) Onorato mio signore!
Rosencrantz - Signor mio carissimo!
Amleto, in piedi nel fondo al centro della scena, si gira verso di loro.
Amleto - Oh, i miei ottimi amici! Come stai,Guildenstern? (Viene avanti con un braccio alzato verso Rosencrantz, mentre Guildenstern si inchina senza essere salutato. Amleto si corregge. Ancora a Rosencrantz) E tu, Rosencrantz? (ridono bonariamente rendendosi conto dellerrore. Si incontrano tutti a met della scena. Amleto in mezzo, con un braccio sulla spalla di ciascuno di loro) Come va, ragazzi miei?
ATTO SECONDO
Amleto, Rosencrantz e Guildenstern parlano; il seguito della scena precedente. La conversazione che si svolge in movimento, inizialemnte indecifrabile. La prima battura intelligibile di Amleto e costituisce la conclusione di un breve monologo (Shakespeare, Amleto, atto II, scena 2)
Amleto - Perdio, c qualcosa di ben essenziale in questo, se soltanto la filosofia lo scoprisse.
Squilli di tromba da parte degli attori.
Guildenstern - Ecco gli attori.
Amleto - Signori, siete benvenuti a Elsinor. Qua la mano; (stringe loro le mani) appannaggio dei benvenuti sono le consuetudini e le cerimonie; lasciate che io con voi mi adegui a questi garbi, affinch la mia accoglienza agli attori, al quale deve mostrarsi in bellezza, non appaia migliore di quella che faccio a voi. Benvenuti. (sta per andar via) ma il mio padre-zio e la mia zia-madre si ingannano.
Guildenstern - In che cosa, mio amato signore?
Amleto - Sono pazzo soltanto fra tramontana e maestro; quando il vento spira dal sud, distinguo un iurone da un falco.
Polonio entra mentre Guildenstern si gira.
Polonio - Salute a voi, signori!
Amleto - (a Rosencrantz) Udite voim,Guildenstern (incerto versoGuildenstern) e anche tu. A ogni orecchio un ascoltatore. Quel bambolone che vedete l non ancora fuori dalle fasce. (conduce Rosencrantz in fondo alla scena, parlano)
Polonio - Ma signore! Ho notizie per voi!
Amleto - (lasciando Rosencrantz e scimmiottando Polonio) mio signore, ho notizie per voi. Quando roscio era attore a Roma.
Rosencrantz viene avanti per unirsi a Guildenstern.
Polonio - (seguendo Amleto fuori scena) gli attori sono qui, signore.
Amleto - Storie!
Amleto e Polonio escono. Rosencrantz e Guildenstern ponderano. Ciascuno riluttante a parlare per primo.
Guildenstern - Um?
Rosencrantz - S?
Guildenstern - Cosa?
Rosencrantz - Mi era sembrato che tu.
Guildenstern - No.
Rosencrantz - Ah.
Pausa -
Guildenstern - Credo si possa dire che abbiamo fatto qualche progresso.
Rosencrantz - Credi?
Guildenstern - Lo possiamo dire, credo.
Rosencrantz - Io credo che possiamo dire che ci ha fatto fare una figura ridicola.
Guildenstern - Abbiamo recitato secondo il copione.
Rosencrantz - (canzonatorio) domande e risposta. I vecchi metodi sono i migliori! ci ha battuti su tutta la linea.
Guildenstern - Ci ha presi in contropiede un paio di volte, forse , ma mi sembrava che avessimo guadagnato un po di terreno.
Rosencrantz - (con semplicit). CI ha massacrati.
Guildenstern - Avrebbe potuto spuntarla.
Rosencrantz - (stizzito) Ventisette a tre, e dici che avrebbe potuto spuntarla?... ci ha massacrati.
Guildenstern - E le nostre risposte evasive?
Rosencrantz - Un capolavoro. Siente stati convocati?, dice lui. Mio signore, siamo stati convocati. Non sapevo dove andarmi a nascondere.
Guildenstern - Ha fatto sei domande retoriche.
Rosencrantz - Era domanda e risposta, va bene. Ha tirato fuori ventisette domande in dieci minuti e ha risposto a tre. Io aspettavo che tu scavassi. Pensavo: Quando comincer a scavare?
Guildenstern - .. e due ripetizioni.
Rosencrantz - In due non siamo riusciti a fare neanche una domanda decisiva.
Guildenstern - Abbiamo individuato i suoi sintomi, no?
Rosencrantz - Met di quello che ha detto significava qualcosaltro, e laltra met non significava niente.
Guildenstern - Ambizioni frustrate una sorta di rancore, questa la mia diagnosi.
Rosencrantz - Sei domande retoriche e due ripetizioni, ne restano diciannove, a quindici delle quali abbiamo risposto. E cosa abbiamo ottenuto? Lui depresso.! La Danimarca una prigione e starebbe meglio in un guscio di noce; qualche discorso nebuloso sulla natura dellambizione, senza mai andare al sodo, e alla fine una domanda diretta che avrebbe potuto portare da qualche parte e ha portato in effetti alla illuminante asserzione che lui sadistinguere un falco da un airone.
Pausa.
Guildenstern - Quando il vento spira da sud.
Rosencrantz - E laria tersa.
Guildenstern - Altrimenti non sa distinguere.
Rosencrantz - E in balia degli elemente. (si lecca un dito e lo tiene dritto guardando verso il pubblico) Spira da sud?
Guildenstern - Non sembra spirare da sud. Cosa te laveva fatto pensare
Rosencrantz - Non avevo detto che lo pensavo. Per quel che ne so, potrebbe spirare da nord.
Guildenstern - Io non lo avrei pensato.
Rosencrantz - Beh, se vuoi essere dogmatico.
Guildenstern - Aspetta un minuto noi veniamo approssimativamente da sud, secondo le indicazioni della nostra approssimativa mappa.
Rosencrantz - Capisco. Beh, da dove siamo venuti? (Guildenstern si guarda attorno, vago) approssimativamente.
Guildenstern - (si schiarisce la voce) al mattino il sole a levante. Penso che questo sia assodato.
Rosencrantz - Che mattina?
Guildenstern - Se lo , e il sole per esempio lass (indica a destra, guardando il pubblico) quello (di fronte) dovrebbe essere il nord. Daltro canto se non mattina e il sole incece lass (alla sua sinistra) quello (esitante) dovrebbe comunque essere il nord. (si riprende). In altre parole, se noi veniamo da laggi (di fronte) ed mattina, il sole dovrebbe essere l sopra (alla sua sinistra) e se invece lass (alla sua destra) ed ancora mattina, vuol dire che siamo venuti da l (dietro di lui) e se quello il sud (la sua sinistra) e il sole in realt laggi (di fronte) allora pomeriggio. Comunque se nessuno di questi casi.
Rosencrantz - Perch non esci e dai unocchiata?
Guildenstern - Empirismo? non sai proporre altro? Sembri non avere idea della nostra posizione. Non troverai la risposta scritta nel cerchio di un compasso. Te lo dico io. (pausa) inoltre, non si pu mai dire quass a nord probabilmente fuori buio.
Rosencrantz - Io dico semplicemente che la posizione del sole, se in cielo, ci potrebbe dare unidea approssimativa dellorario; in alternativa, lorologio, se funziona, ci potrebbe dare unidea approssimativa della posizione del sole. Ho dimenticato quale delle due stai cercando di stabilire.
Guildenstern - Sto cercando di stabilire qual la direzione del vento.
Rosencrantz - Qui non c vento. Uno spiffero, magari.
Guildenstern - In questo caso, lorigine. Se Guildensterno fino alla fonte e ci dar unidea approssimativa della direzione dalla quale siamo venuti. Il che potrebbe forse darci unidea approssimativa del sud, come ulteriore riferimento.
Guildenstern - Viene su dal pavimento. (studia il pavimento) questo non pu essere il sud, vero?
Guildenstern - Quella non una direzione. Leccati lalluce e mettilo un po al vento.
Rosencrantz - (considera la distanza del suo piede) no, credo che me lo dovrai leccare tu.
Pausa -
Guildenstern - Sono pronto a lasciar cadere la cosa.
Rosencrantz - Oppure potrei leccare io il tuo, naturalmente.
Guildenstern - No, grazie.
Rosencrantz - Lo potrei anche sventolare per te.
Guildenstern - (interrompendolo bruscamente) in nome di Dio, ma che ti prende?
Rosencrantz - Volevo solo essere amichevole.
Guildenstern - (pacatamente) Potrebbe entrare qualcuno. quello che speriamo in fondo. Dopo tutto.
Buona pausa.
Rosencrantz - Forse in questo trambusto si sono travolti luno con laltro per leccitazione. Dagli una voce. Qualcosa di provocatorio. Che li disorienti.
Guildenstern - Gli ingranaggi sono stati messi in moto e hanno un loro ritmo, al quale noi siamo. Condannati. Ogni mossa determinata dalla precedente. Lordine vuol dire questo. Se noi comunicamo ad agire n modo arbritrario faremo solo confusione: almeno, speriamo. Perch se ci capita, se solo ci capitasse di scoprire, o comunque di sospettare, che la nostra spontaneit parte dei loro piani, sapremmo di essere peduti. (si siede) un cinese della dinastia Tang e, per definizione, un filosofo sogn di essere una farfalla, e da quel momento egli non fu pi tanto sicuro di non essere una farfalla che sogna di essere un filosofo cinese. Invidialo: la sua sicurezza era duplice.
Una buona pausa. Rosencrantz fa un balzo e grida verso il pubblico.
Rosencrantz - Al fuoco!
Guildenstern - (sobbalza) Dove?
Rosencrantz - Tutto a posto. Era solo un esempio di cattivo uso del libero discorso. Per provare che esiste. (guarda il pubblico, che di fronte, con disprezzo guarda nelle altre direzioni, poi di nuovo di fronte). Non un movimento. Morirebbero bruciati vivi piuttosto che fare un passo. (tira fuori una delle sue monete) la lancia. La raccoglie. La guarda. La ripone)
Guildenstern - Cosa era?
Rosencrantz - Come?
Guildenstern - Testa o croce?
Rosencrantz - Oh. Non ho guardato
Guildenstern - S che hai guardato.
Rosencrantz - Ah, s? (prende una moneta, la studia) Giusto mi fa venire in mente qualcosa.
Guildenstern - Qual lultima cosa che ricordi?
Rosencrantz - Non desidero ricordarla.
Guildenstern - Quando troviamo un ponte lo attraversiamo e poi ce lo bruciano dietro le spalle, cos da non lasciare alcuna prova del nostro passaggio, eccetto un ricordo dellodore del fumo e la convinzione che una volta i nostri occhi abbiano lacrimato.
Rosencrantz gli si avvicina allegro, tenendo una moneta tra pollice e indice. La copre con laltra mano, allontana un pugno dallaltro e li tende entrambi verso Guildenstern. Guildenstern li osserva. Indica la mano sinistra, Rosencrantz la apre per mostrare che vuota.
Rosencrantz - No. (ripete lazione.Guildenstern indica di nuovo la mano sinistra. vuota.) Doppio bluff! (ripete lazione.Guildenstern batte su una mano, poi sullaltra, velocemente. Rosencrantz mostra inavvertitamente che tutte e due sono vuote. Rosencrantz ride mentre Guildenstern si allontana verso il fondo della scena.Rosencrantz smette di ridere, si guarda attorno ai piedi, si tocca i vestiti, perplesso. Polonio li interrompe entrando dal fondo, seguito dagli attori e da Amleto)
Polonio - (entrando) Venite signori.
Amleto - Andate con lui. Domani si recita. (da parte dellattore, che lultimo della fila) Stammi a sentire, amico mio. Puoi mettere su Lassassino di Gonzago?
Attore - S, mio signore.
Amleto - Lo vorrei per domani. E se si trattasse di ficcarci dentro una dozzina di righe scritte da me per loccasione, te la sentiresti di impararle?
Attore - S, certo.
Amleto - Benissimo. Segui quel signore e cerca di non sbertucciarlo troppo.
Polonio esce seguito dagli attori. Il primo attore, attraversando la scena, nota Rosencrantz e Guildenstern. Si ferma. Amleto, attraversando la scena a sua volta, lli apostrofa senza una pausa.
Amleto - Amici miei, vi lascio fino a stasera: siate i benvenuti a Elsinor.
Rosencrantz - Mio buon signore!
Amleto esce.
Guildenstern - Cosicch avete riguadagnato il tempo perduto.
Attore - (freddo) non ancora, signore.
Guildenstern - Ora attento alla lingua o ve la faremo strappare e poi faremo buttare via ci che resta di voi, come se foste un usignolo a un banchetto nellantica Roma.
Rosencrantz - Mi hai proprio tolto le parole di bocca.
Guildenstern - Non avreste pi parole.
Rosencrantz - Avreste la lingua legata.
Guildenstern - Come un muto in un monologo.
Rosencrantz - Come un usignolo a un banchetto nellantica Roma.
Guildenstern - La vostra dizione andr in pezzi.
Rosencrantz - Le vostre battute saranno tagliate.
Guildenstern - Ridotte ad una pantomina.
Rosencrantz - A pause drammatiche.
Guildenstern - Resterete per sempre senza parole.
Rosencrantz - Non potrete pi leccarvi le labbra.
Guildenstern - Ne assaggiare le vostre lacrime.
Rosencrantz - O la prima colazione.
Guildenstern - Non sentirete pi la differenza.
Rosencrantz - Non ce ne sar alcuna.
Guildenstern - Dovremo proprio cavarvi le parole di bocca.
Rosencrantz - Dunque, avete fatto strada.
Guildenstern - Dunque, avete riguadagnato terreno.
Attore - (coprendogli la battuta) non ancora. (amaro) ci avete abbandonati.
Guildenstern - Ah, me ne ero dimenticato.strada facendo avete messo in scena uno spettacolo drammatico. S, mi spiace averlo perso.
Attore - (sbotta) non possiamo pi guardarci in faccia! (pensa. Pi padrone di s) voi non capite quanto umiliante essere defraudati della sola certezza che rende la nostra vita vivibile. La convinzione che qualcuno ci stia a guardare. (smarrito) eravamo l, come bambini dementi che sculettano qua e l in abiti che nessuno ha mai indossato, che parlano come nessun uomo ha mai parlato, che giurano amore in parrucca e rime baciate, che si uccidono lun laltro con spade di legno, false dichiarazioni di fede scagliate dietro vuote promesse di vendetta.. e ogni gesto, ogni posa si dissolvevano nellaria trasparente e deserta. Abbiamo offerto alle nuvole la nostra dignit e gli uccelli ascoltavano senza capire. (aggressivo) non vedete? Siamo attori.. siamo il contrario degli altri. (Rosencrantz e Guildenstern indietreggiano sconcertati, la sua voce si placa) Pensate, nella vostra testa, pensate ora alla cosa pi intima privata. Segreta che abbiate mai fatto nella certezza del riserbo pi assoluto. (d loro e al pubblico una buona pausa. Rosencrantz assume unespressione ambigua) Ci state pensando? (Scuote la testa e alza la voce) Beh, io ve lho visto fare!
Rosencrantz - (fa un balzo, si sforza disperatamente di dissimulare) Mai! una bugia! (Si riprende con una risatina a vuoto e si siede di nuovo)
Attore - Noi siamo attori. Abbiamo rinunciato alla nostra identit in cambio della convenzione del nostro mestiere: che qualcuno ci stia a guardare. E poi, a poco a poco, non ci ha pi guardato nessuno. Siamo rimasti presi in trappola e piantati in asso. Solo dopo il lungo monologo dellassassino siamo stati in grado di guardarci intorno; eravamo l impietriti, di profilo, i nostro occhi vi hanno cercato, prima fiduciosi, poi esitanti, infine disperati, quando ogni zolla di terra, ogni ciocco, ogni angolo visibile in ogni direzione si rivelato deserto, e nel frattempo il re assassino si rivolgeva allorizzonte ocn la sua tetra e inespiabile colpa. Cauti come lucertole, cominicammo a muovere la testa, e il cadavere dellimmacolata rosalinda faceva intanto capolino tra le sue dita, e il re balbett. Anche allora, la consuetudine e lostinata convinzione che il nostro pubblico ci stesse spiando da dietro il cespuglio pi vicino, costringevano i nostri corpi a muoversi ancora goffamente, quando gi da tempo i nostri movimenti erano vuoti di significato, finch come carri impazziti giunti al termine della loro corsa, ci arrestammo. Nessuno si fece avanti. Nessuno ci acclam. Il silenzio era impenetrabile, incombeva su di noi, era osceno. Ci togliemmo di dosso le corone e le spade e i vestiti dorati e ci incamminammo silenziosi sulla strada di Elsinore.
Silenzio. Quindi Guildenstern applaude da solo, con lenta, misurata ironia.
Guildenstern - Brillante interpretazione se questi occhi potessero piangere. Attenzione per, la metafora un po troppo forte. Nessuna critica solo una questione di gusto. Dunque, eccovi qui, con la vostra vendetta. una figura retorica. Vero? Beh, diciamo che ci siamo riabilitati, poich certo non potete avere dubbi su chi ringraziare per la vostra recita a corte.
Attore - Abbiamo gi le nostre entrature qui. Le abbiamo sempre avute.
Guildenstern - Avete gi recitato per lui in passato?
Attore - Si, signore.
Guildenstern - Cosa rappresenterete?
Attore - Lassassinio di Gonzago.
Guildenstern - Pieno di ritmo e di cadaveri.
Attore - Saccheggiato agli italiani.
Rosencrantz - Di cosa parla?
Attore - Di un re e di una regina.
Guildenstern - Evasione! Che altro?
Attore - Sangue.
Guildenstern - .amore e retorica.
Attore - Gi (si avvia)
Guildenstern - Dove andate?
Attore - Posso andare e venire come mi pare.
Guildenstern - Evidentemente siete un uomo che sa come muoversi.
Attore - Sono gi stato qui.
Guildenstern - Noi invece non sappiamo ancora dove mettere i piedi.
Attore - Io mi concentrerei per non perdere la testa.
Guildenstern - Parlate per esperienza?
Attore - Precedente.
Guildenstern - Siete gi stato qui.
Attore - E so da che parte soffia il vento.
Lespressione grave dellattore resta immutata. Egli accenna di nuovo ad andarsene. Guildenstern lo ferma per la seconda volta.
Guildenstern - La verit che noi apprezziamo la vostra compagnia perch la sola che abbiamo. Siamo stati lasciati liberi di seguire le nostre inclinazioni cos a lungo.dopo un po si finisce con laccettare di buon grado lincertezza insita nel dipendere da quelle altrui.
Attore - Lincertezza una condizione normale. Voi non siete affatto speciali.
Di nuovo accenna ad andarsene. Guildenstern perde la calma.
Guildenstern - Ma per lamor di Dio, cosa dovremmo fare?
Attore - Rilassatevi. Adeguatevi. Fate come gli altri. Non potete andare avanti tutta la vita interrogandovi sulla vostra situazione ad ogni cambiamento di rotta.
Guildenstern - Ma noi non sappiamo cosa sta succedendo, n che cosa fare di noi stessi. Non sappiamo come comportarci.
Attore - Agite con naturalezza. Immagino sappiate almeno perch siete qui.
Guildenstern - Sappiamo solo quello die ci dicono, ed piuttosto poco. E per quanto ne sappiamo, non neanche vero.
Attore - Per quanto ne sa chiunque, niente lo . Bisogna credere sulla fiducia. La verit soltanto in ci che accettato come vero. Pu darsi che non ci sia niente dietro, ma non ha alcuna importanza. Questa la moneta corrente della vita, fintantoch viene onorata. Agiamo sulla base di ipotesi, Qual la vostra?
Rosencrantz - Amleto non pi se stesso, ne dentro ne fuori. Dobbiamo spigolare per capire cosa lo affligge.
Guildenstern - ... malinconico.
Attore - Malinconico?
Rosencrantz - Pazzo.
Attore - Pazzo come?
Rosencrantz - Ah. (AGuildenstern) Pazzo come?
Rosencrantz - Pi depresso che pazzo, forse.
Attore - Malinconico.
Guildenstern - Lunatico.
Rosencrantz - Ha le lune.
Attore - Per depressione?
Guildenstern - Pazzia. Eppure.
Rosencrantz - Appunto.
Guildenstern - Per esempio.
Rosencrantz - Parla da solo, il che potrebbe indicare che pazzo.
Guildenstern - Se non dicesse cose sensate, ma le dice.
Rosencrantz - Il che suggerisce il contrario.
Attore - Di cosa?
Breve pausa.
Guildenstern - Penso di aver capito. Un uomo che dice a se stesso cose sensate non pi pazzo di un uomo che dice ad altri cose insensate.
Rosencrantz - Oppure ugualmente pazzo.
Guildenstern - Oppure ugualmente pazzo.
Rosencrantz - E lui fa entrambe le cose.
Guildenstern - Ci Sei.
Rosencrantz - Sano da legare.
Pausa
Attore - Perch?
Guildenstern - Ah. (a Rosencrantz) perch?
Rosencrantz - Esattamente.
Guildenstern - Esattamente cosa?
Rosencrantz - Esattamente perch.
Guildenstern - Esattamente perch cosa?
Rosencrantz - Cosa?
Guildenstern - Perch?
Rosencrantz - Perch cosa, esattamente?
Guildenstern - Perch pazzo?
Rosencrantz - Io non lo so.
Un tempo.
Attore - Il vecchio pensa che sia innamorato di sua figlia.
Rosencrantz - (sgomento) buon Dio! Qua siamo messi male.
Attore - No, no... lui non ha una figlia... il vecchio pensa si tratti della propria figlia.
Rosencrantz - Il vecchio innamorato?
Attore - Amleto, innamorato della figlia de! vecchio, pensa il vecchio.
Rosencrantz - Ah! Comincia ad avere senso! Passione non corrisposta!
L'Attoresi avvia.
Guildenstern - (fascista!) Nessuno esca da questa stanza! (Pausa. Con poca convinzione} Senza una pi che valida ragione.
Attore - Perch no?
Guildenstern - Tutto questo andare e venire sta diventando decisamente troppo arbitrario... Sto perdendo rapidamente il controllo. D'ora in poi prevarr la ragione.
Attore - Lo ho delle battute da imparare.
Guildenstern - Andate!
L'Attore passa in una delle quinte.
Rosencrantz - (gridando verso la quinta opposta con le mani a coppa) II prossimo!
Ma non arriva nessuno.
Guildenstern - Cosa ti aspettavi?
Rosencrantz - Qualcosa... qualcuno... niente. (Si siedono rivolti verso il pubblico) Hai fame?
Guildenstern - No. Tu?
Rosencrantz - (pensa) No. Ti ricordi quella moneta?
Guildenstern - No.
Rosencrantz - Credo di averla persa.
Guildenstern - Quale moneta?
Rosencrantz - Non ricordo esattamente.
Pausa.
Guildenstern - Ah, quella moneta... bravo.
Rosencrantz - Non riesco a ricordare come ho fatto.
Guildenstern - Probabilmente ti viene naturale.
Rosencrantz - S, il mio pezzo forte.
Guildenstern - Fallo di nuovo.
Pausa minima.
Rosencrantz - Non ce lo possiamo permettere.
Guildenstern - S, bisogna pensare al futuro.
Rosencrantz - normale.
Guildenstern - Averlo. Dopo tutto, lo si ha sempre, in continuazione,.. ora... e ora... e ora...
Rosencrantz - Potrebbe andare avanti per sempre. Beh, non per sempre, suppongo. (Pausa) Pensi mai a te stesso come se fossi effettivamente morto, disteso dentro una cassa con sopra un coperchio?
Guildenstern - No.
Rosencrantz - Neanche io, veramente. E stupido lasciarsi deprimere da questa idea. Intendo dire che ci si pensa come se si fosse vivi dentro una cassa, dimenticando sempre di prendere in considerazione il fatto che si morti... la differenza sta proprio in questo...no? Voglio dire, non sapresti mai di essere in una cassa, vero? Sarebbe proprio come dormire in una cassa. Non che mi piaccia dormire in una cassa, attenzione, non senza aria almeno... ti. sveglieresti morto, tanto per cominciare, e per ritrovarti dove? In una cassa! Questo quello che non mi piace, francamente. Ecco perch non ci penso... (Guildenstern si agita, irrequieto, avvolgendosi nel mantello) Perch non potresti darti aiuto, no? Tappato dentro una cassa, credo che ci rimarresti per sempre. Anche tenendo conto del fatto che sei morto, non un pensiero piacevole. Soprattutto se sei morto, in effetti... Prova a chiederti, se io ora ti chiedessi, di punto in bianco... sto per chiuderti in questa cassa, preferisci starci da vivo o da morto? Naturalmente preferiresti starci, da vivo. Vivere in una cassa meglio che non vivere affatto. Suppongo. Avresti una possibilit, almeno. Potresti stare disteso l a pensare... beh, almeno non sono morto! Fra un attimo qualcuno verr a bussare sul coperchio e a dirmi di uscire. {Batte con i pugni sul pavimento) Ehi, tu, come ti chiami! Vieni fuori!.
Guildenstern - (lo aggredisce, fuori di s) Non c' bisogno di pestarlo a morte!
Pausa
Rosencrantz - Non ci penserei, se fossi in te. Ti deprimi e basta. (Pausa) L'eternit un pensiero terribile Intendo dite. come andr a finire? (Pausa. Poi, tutto pimpante) Due dei primi cristiani si incontrano per caso in Paradiso Gi Saul di Tarso!, grida uno. Che ci fai tu qui?. Tarsus-Schmarsus, replica l'altro, Io sono gi Paolo. (S alza in piedi irrequieto e agita le braccio Se ne infischiano. Noi non contiamo niente Potremmo restare zitti fino a diventare verdi in faccia, loro non verrebbero.
Guildenstern - blu. rossi
Rosencrantz - (Un cristiano, un musulmano e un ebreo si incontrano per caso in una carrozza chiusa. Silverstein- grida l'ebreo, come si chiama il tuo amico?-. Si chiama Abdullah, risponde il musulmano, ma non affatto mio amico, poich si convertito (Salta su di nuovo, batte il piede per terra e grida in direzione delle quinte) Va bene, sappiamo che siete l dentro! Venite fuori, parlate! (Pausa) Non. abbiamo alcun controllo. Proprio nessuno. (Cammina su e gi) Quale sar stato il momento in cui abbiamo capito per la prima volta cos' la morte? Deve esserci un momento, uno solo, durante l'infanzia, in cui ci si rende conto per la prima volta che non si va avanti per sempre. Deve essere sconvolgente... un marchio impresso nella memoria. Eppure non riesco a ricordarlo. Non mi mai venuto in mente. Cosa ne deduci? Probabilmente nasciamo con l'intuizione di essere mortali. Prima ancora di conoscerne la parola, prima ancora di sapere che esistono le parole, veniamo fuori, insanguinati e urlanti, con la consapevolezza che, per quante bussole possano esserci al mondo, la rotta comunque una sola. e il tempo la sola unit di misura. (Riflette, poi pi disperato e incalzante) Un ind, un buddista e un domatore di leoni si incontrano per caso in un circo alla frontiera indocinese. (Sbotta) Credono di poter contare su di noi, come se gli appartenessimo! Basta, io non ci sto! In futuro faremo pi attenzione. (Ruota su se 'stesso per guardare di nuovo dentro le quinte) E allora, state alla larga! Proibisco a chiunque di entrare! Non arriva nessuno. Rosencrantz respira pesantemente) Cosi va meglio...
Immediatamente, alle sue spalle, entra un corteo, guidato da Claudio, Gertrude, Polonio e Ofelia. Passando, Claudio afferra Rosencrantzcrant per un gomito e avvia li per l una fitta conversazione: il contesto Shakespeare, atto II scena 1.Guildenstern ancora rivolto verso il pubblico. mentre Claudio, Rosencrantz ecc. arrivano in fondo alla scena e si girano.
Guildenstern - La morte seguita dall'eternit... il peggio di entrambi i mondi. proprio un pensiero terribile. (Si volta verso il fondo, in tempo per inserirsi nella convenazione. Gertrude e Rosencrantz vengono avanti)
Guildenstern - Come v'ha accolto?
Rosencrantz - Da gentiluomo.
Guildenstern - (avvicinandosi) Per facendo forza su di s.
Rosencrantz - (una palese bugia: lo sa e lo rivela, con un'occhiata significativa aGuildenstern) Scarso di domande, ma prontissimo a rispondere alle nostre.
Guildenstern - Lo tentaste con qualche distrazione?
Rosencrantz - Per la via, signora, ci avvenne di lasciarci addietro alcuni attori. Gli parlammo di costoro ed egli parve ascoltarci con un certo diletto. Ora essi son qui alla corte, e credo che abbiano l'ordine di recitare stasera davanti a lui.
Polonio - Proprio cos. Ed egli m'ha detto di pregare le Vostre Maest di assistere allo spettacolo.
Claudio - Con tutto il cuore; e mi rallegro della sua inclinazione. Dategli corda, signori, e continuate a spingerlo verso questi passatempi.
Rosencrantz - Lo faremo senz'altro, mio signore.
Claudio - (avviandosi, seguito dal. corteo) Voi pure dolce Gertrude, andate. Abbiamo segretamente chiamato Amleto perch s'incontri qui con ofelia, come per un caso.
Escono Claudio e Gertrude.
Rosencrantz - (stizzito) Mai un momento di pace! Dentro e fuori, su e gi, ci vengono addosso da tutte le parti.
Guildenstern - Non sei mai contento tu.
Rosencrantz - Ci colgono sempre di sorpresa. Perch non possiamo andare noi da loro?
Guildenstern - Qual la differenza?
Rosencrantz - Io ci vado. (Si avvolge nel mantello.Guildenstern lo ignora. Sfiduciato, Rosencrantz si avvia verso il fondo. Guarda fuori e torna indietro rapidamente) Sta arrivando.
Guildenstern - Che fa?
Rosencrantz - Niente.
Guildenstern - Star pur facendo qualcosa.
Rosencrantz - Cammina.
Guildenstern - Sulle mani?
Rosencrantz - No, sui piedi.
Guildenstern - Nudo come un verme?
Rosencrantz - Vestito di tutto punto.
Guildenstern - Vende mele caramellate?
Rosencrantz - Non mi parso.
Guildenstern - Potresti esserti sbagliato?
Rosencrantz - Non credo.
Pausa -
Guildenstern - Per quanto mi sforzi, non riesco a immaginare come faremo a intavolare una conversazione.
Entra Amleto dal fondo e si ferma a soppesare i pro e i contro del mettere fine alla propria vita. Rosencrantz e Guildenstern lo osservano.
Rosencrantz - Tuttavia, suppongo si possa dire che questa un'opportunit. Si potrebbe anche avvicinarlo... s, mi sembra proprio un'occasione. Qualcosa sul tipo di un approccio diretto e informale... da uomo a uomo... senza giri di parole... Insomma, di' un po', cos' questa storia, qualcosa del genere. S. S. questa rni pare proprio un'occasione da non farsela scappare, direi... se me lo chiedessero. A caval donato non si guarda in bocca, eccetera. (Si avvicinato ad Amleto, ma i suoi nervi cedono. Toma indietro) Ci mettono in soggezione, questo il nostro guaio. Quando si arriva al dunque, la loro personalit ci fa soccombere. Entra Ofelia, con un libro di preghiere: processione religiosa di una sola persona.
Amleto - Possa tu, Ninfa, nelle preghiere ricordare i miei peccati.
Udendo la voce di Amleto, Ofelia si fermata. Amleto la raggiunge.
Ofelia - Mio buon signore, come stato Vostro Onore in questi lunghi giorni?
Amleto - Vi ringrazio umilmente. Bene. bene, bene.
Il dialogo scespiriano continua, mentre i due, parlando, scompaiono dietro ima quinta.
Rosencrantz - E come vivere in un parco pubblico!
Guildenstern - Molto suggestivo. Si, temevo che il tuo approccio diretto informale guastasse di colpo l'atmosfera. Se posso darti un suggerimento... stai zitto e siediti. Smettila di comportarti in modo irrazionale.
Guildenstern - (quasi in lacrime) Non ho intenzione di sopportare anche questo! (Entra una figura femminile, apparentemente la regina. Rosencrantz le va dietro: le copre gli occhi con le mani e dice con tono disperatamente frvolo) Indovina chi ?
Attore - (sbucando da un angolo del proscenio) Alfredo!
Rosencrantz molla la presa e ruota su se stesso. Stava stringendo Alfredo, vestito da donna e con una parrucca bionda. (L'Attore ancora nell'angolo del proscenio. Rosencrantz viene avanti verso di lui. LAttore non si muove. Lui e Rosencrantzcrank sono gomito a gomito.
Rosencrantz - Scusatemi.
L'Attore alza un piede da terra. Rosencrantz si china e poggia una mano per terra. L' Attore abbassa il piede. Rosencrantz urla e si allontana con un balzo.
Attore - (serio) Perdonatemi.
Guildenstern - (a Rosencrantz) Che ha fatto?
Attore - Ho messo gi il piede.
Rosencrantz - La mia mano era per terra.
Guildenstern - Gli hai messo una mano sotto il piede?
Rosencrantz - Lo...
Guildenstern - A che scopo?
Rosencrantz - Credevo... (AfferraGuildenstern) Non lasciarmi!!
Rosencrantz si lancia verso una delle uscite. Entra un attore vestito da re. Rosencrantz indietreggia, si lancia verso la quinta opposta. Entrano due attori avvolti nei mantelli. Rosencrantz ci riprova, ma. ne entra un altro, e allora rinuncia e va al centro della scena. Il primo Attore batte le mani con spirito pratico.
Attore - Bene! Non abbiamo molto tempo.
Guildenstern - Che state facendo?
Attore - La prova generale. Ecco, se voi due poteste andare un po' indietro... cos... bene. (Ai suoi attori) Tutti pronti? E, per carit, ricordate cosa stiamo facendo. (a Rosencrantz e Guildenstern) Usiamo sempre gli stessi costumi, pi o meno, e loro di volta in volta dimenticano quali personaggi devono intentare... Togliti le dita dal naso, Alfredo. Quando le regine hanno bisogno di pulirsi il naso, lo fanno attraverso un processo cerebrale che si tramanda nel sangue da una generazione all'altra... Bene. Silenzio? Via!
Attore-RE - Trenta volte la fiaccola apollinea...
Attore - (salta su con rabbia) No, no, no! Prima la pantomima, vostra stramaledetta maest! (A Rosencrantz e Guildenstern) Sono un po' fuori esercizio, ma al momento della morte si riprendono che una'meraviglia... tirano fuori tutta la poesia di cui sono capaci.
Guildenstern - Che bello.
Attore - Niente meno convincente di una morte poco convincente.
Guildenstern - Lo credo.
L'Attore batte le mani.
Attore - Atto primo... Si comincia.
La pantomima. - L'attore-re e lAttore-regina si abbracciano. Ella si inginocchia in segno di devozione: egli la rialza e le mette la testa sul seno. Poi si stende. Ella, vedendolo dormire, esce.
Guildenstern - A cosa serve la pantomima?
Attore - Beh, in effetti un espediente... rende Fazione che segue pi comprensibile; voi capite, siamo costretti ad un linguaggio che compensa la mancanza di stile con la mancanza di chiarezza. La pantomima continua. Entra lavvelenatore. 'Toglie la corona al dormiente, la bacia. Ha con s una boccetta piena di liquido. Versa il veleno nell'orecchio del dormiente e si allontana. Il dormiente scosso da convulsioni eroiche, poi muore.
Rosencrantz - Chi era quello?
Attore - Il fratello del re, zio del principe.
Guildenstern - Bel fratello davvero.
Attore - Bello zio davvero, come si vedr in seguito.
La regina ritorna, si accorge che il re morto e si abbandona a gesti di dolore. Riappare lavvelenatore, seguito da altri due personaggi (i due in mantello). L'avvelenatore sembra consolarla. Il morto viene portato via. L'avvelenatore corteggia la regina, le offre dei doni. Lei dapprima riluttante, alla fine accetta il suo amore. Fine della pantomima; a questo punto si sente il lamento di una donna addolorata e compare Ofelia. gemente, immediatamente seguita da Amleto, che le gira intorno urlando, in preda al'isterismo. Entrambi sono al centro della scena.
Amleto - Va', ne ho abbastanza! M'avete fatto impazzire! (Lei cade in ginocchio, piangendo') Non ci saranno pi matrimoni: (abbassa la voce per includere gli attori, che sono raggelati) quelli che si sono gi sposati (si avvicina all' Attore-regina e all'avvelenatore e parla contono calmo ma tagliente) vivano pure, meno uno; (sorride loro brevemente e senza allegria e si avvia all'indietro verso l'uscita, ridando forza alla stoccata finale) gli altri stiano come sono e tu. va, (mentre si avvia. Ofelia risale la scena barcollando e lui le sussurra all'orecchio una frase rapida e scandita) chiuditi in un convento.
Esce. Ofelia cade in ginocchio in fondo alla scena, i suoi singhiozzi sono appena percettibili. Breve silenzio.
Attore-Re - Trenta volte la fiaccola apollinea..Entra Claudio con Polonio e va verso Ofelia e la fa rialzare. Gii attori fanno un balzo all'indietro con le teste inclinate.
Claudio - L'amore? Non da quella parte che punta.E le sue, bench squinternate, non erano parole da pazzo. C' qualcosa in lui, ch'egli sta covando con la sua malinconia, e temo forte che sia. una pericolosa covata. Ad ogni. buon conto la mia decisione presa: lo mander in Inghilterra...
A questo punto i tre - Claudio, Polonio e Ofelia - escono dalla scena. L' Attore si muore, battendo le mani per richiamare lattenzione.
Attore - Sgnori (Lo guardano) Non mi sembra proprio che riesca. Non ci siamo affatto. (AGuildenstern - ) Che ne pensate?
Guildenstern - Che ne dovrei pensare?
Attore - (ai suoi compagni) Non siete convincenti!
Rosencrantz - A me non certo sembrato amore.
Guildenstern - Si riparte da zero.
Attore - Atto secondo! Ai vostri posti!
Guildenstern - Non era finito?
Attore - Quella la chiamate fine?- ...con quasi tutti i personaggi ancora in piedi? Per carit, no... sul vostro cadavere. (Ride brevemente, e un attimo dopo sembra che non abbia mai riso in vita sua) In ogni opera d'arte c' un disegno, sicuramente lo sapete, vero? Gli eventi devono tendere ad una conclusione estetica, logica e morale
Guildenstern - E quale sarebbe in questo caso?
Attore - Non cambia mai... miriamo al punto in cui chiunque sia destinato a morire muore.
Guildenstern - Destinato?
Attore - Tra giusti meriti e tragica ironia ci rimangono ampie possibilit di dare libero sfogo al nostro talento particolare. Generalmente parlando, le cose si sono spinte ad un punto tale che peggio di cos non potrebbero ragionevolmente andare. (Accende un sorriso)
Guildenstern - Chi decide?
Attore - (spegnendo il sorriso) Decide? E scritto. (Si volta per andarsene.Guildenstern lo afferra e gli fa compiere una violenta giravolta. Imperturbabile) Se intendete andare tanto per il sottile, ci perderemo di casa. Mi riferisco alla tradizione orale. Per cos dire. (Guildenstern lo lascia andare) Vedete, noi siamo attori tragici. Seguiamo le istruzioni... non c' alcuna scelta. I cattivi finiscono infelicemente, i buoni disgraziatamente.Questo il significato della tragedia. (Gridando) Ai vostri posti! (Gli attori hanno ripreso le posizioni per la continuazione della pantomima: che in questo caso rappresenta una scena d'amore tutta sesso e passione tra la regina e l'avvelenatore-re) Via! (Gli amanti cominciano.L'Attore contribuisce con un incalzante commento a beneficio di Rosencrantz e Guildenstern - ) Dopo aver ucciso suo fratello e traviato la vedova... l'avvelenatore sale sul trono! Qui lo vediamo con la sua regina, intenti a dar sfogo alla pi sfrenata passione! Lei non sa che l'uomo che tiene tra le braccia...!
Rosencrantz - Oh, dico... insomma... veramente! Non potete fare questo!
Attore - Perch no?
Rosencrantz - Beh, veramente... Insomma la gente vuole essere intrattenuta... non si aspetta una sordida e gratuita sozzura.
Attore - Vi sbagliate... se l'aspettano! Assassinio, seduzione, e incesto... che volete voi... barzellette?
Rosencrantz - Io voglio una buona storia, con un inizio, uno sviluppo e una fine.
Attore - (a Guildenstern) E voi?
Guildenstern - lo preferirei che l'arte rispecchiasse la vita. se per voi lo stesso.
Attore - Per me lo stesso, signore. (Agli amanti avvinghiati) Suvvia, non indulgete troppo. (Si alzano. A Guildenstern) Tra un minuto tocca a me. Luciano, nipote del re! (Rivolge la sua attenzione agli altri attori) La prossima! (Si preparano a realizzare il quadro successivo della pantomima, in cui l' Attore - In persona si esibisce in una frenetica angoscia coreografata e stilizzata, che prelude ad un a scena appassionata tra lui e la regina - cfr. la scena delle "Stame della regina", Amleto, atto III, scena 4 - e all'apparizione di una molto stilizzata ricostruzione della figura di Polonio pugnalato dietro un arazzo - il. re ucciso impersona adesso Polonio. L'Attore nel frattempo continua il suo commento incalzante a beneficio di Rosencrantz e Guildenstern) Luciano, nipote del re... usurpato dallo zio e sconvolto dall'incestuoso matrimonio della madre... perde la ragione getta la corte in subbuglio e crea lo scompiglio passando dalla pi amara malinconia alla pi sfrenata pazzia... esitando tra il suicidio (mimato) e l'omicidio (a questo punto uccide Polonio) ...e infine affronta la madre in una scena di provocante ambiguit... (mima un abbraccio quasi edipico), la supplica di pentirsi e di ripudiare... (si alza continuando a parlare). Il re (spinge avanti l'avvelenatore-re) tormentato dal senso di colpa... ossessionato dalla paura... decide di mandare il nipote in Inghilterra... e affida l'impresa a due complici sorridenti... amici... cortigiani... a due spie... (fa una piroetta per accostare l'avvelenatore-re ai due attori ammantati; questi ultimi si inginocchiano e ricevono un rotolo di carta dal re) .. .dando loro una lettera da presentare alla corte d'Inghilterra! E cos loro partono... a bordo di una nave... (le due spie si posizionano ai lati dell'Attore e tutti e tre ondeggiano lievemente all'unisono: il beccheggio di una nave; quindi l'Attore si allontana] ...e arrivano... (una spia scruta l'orizzonte riparandosi gli occhi con le mani) ...e sbarcano ...e si presentano al re inglese... (fa una giravolta) II re inglese... (con uno scambio di copricapi l'unico Attore ancora libero, che aveva inizialmente impersonato il re ucciso, diventa il re d'Inghilterra) Ma dov' il principe? Dove? L'intreccio si infittisce... una svolta de! destino e l'astuzia hanno messo nelle loro mani una lettera che decreta la loro morte!(Le due spie porgono la lettera: il re inglese la legge e ordina la loro uccisione. Esse si alzano e si girano. Cominciano a lanciare per aria monete immaginarie. Lattore aGuildenstern) Conoscete quest'opera?
Guildenstern - No.
Attore - Una carneficina .. otto cadaveri, tutti visibili. Qui diamo il meglio di noi.
Guildenstern - (teso si progressivamente innervosito durante tutta la pantomina e il commento) Voi! Cosa ne sapete voi della morte?
Attore - E quello che gli attori fanno meglio. Devono sfruttare il talento di cui sono provvisti, e il loro talento morire. Sanno morire eroicamente, comicamente, ironicamente, lentamente, improvvisamente,disgustosamente, deliziosamente, o anche da una grande altezza. Il mio talento pi generico. Io esprimo il significato del melodramma, un significato che esso in effetti non contiene; ma occasionalmente da questa materia sfugge un sottile raggio di luce che, visto dalla giusta angolazione, riesce a spaccare il guscio della mortalit.
Guildenstern - (paura, derisione) Attori! La meccanica del melodramma dozzinale! Quella non morte. (Pi calmo) Voi gridate, vi manca il respiro, cadete inginocchio, ma a nessuno tutto questo fa venire in mente la morte... nessuno sente all'improvviso una voce che sussurra nel cranio: un giorno morirai, (Si rad- drizza) Morite cos tante volte... come potete pretendere che credano alla vostra morte?
Attore - Al contrario, l'unica morte alla quale credono. Ne sono condizionati. Un tempo avevo un attore die fu condannato all'impiccagione per aver rubato una pecora (o un agnello, non ricordo) cos ottenni il permesso di farlo impiccare nel bel mezzo di una tragedia... dovetti cambiare un po' la trama, ma pensavo che sarebbe stato d'effetto, capite... eppure, voi non ci crederete, ma non era convincente! Non si poteva non essere increduli... lui non faceva altro che gridare... completamente fuori dal personaggio... stava l in piedi e gridava... Mai pi. (Di buon umore, gi tornato alla pantomima: le due spie attendono di essere giustiziate dall'Attore, che tira fuori il coltello dalla cintura) II pubblico sa cosa aspettarsi e non disposto a credere ad altro. (Alle spie) Tocca a voi!
Le spie muoiono senza troppa fretta, piuttosto abilmente. Le luci cominciano ad abbassarsi e sfumano mentre loro muoiono e Guildenstern parla.
Guildenstern - No; no, no... avete sbagliato tutto... la morte non si pu recitare. La realt della morte non ha niente a che fare con ci che si vede accadere... non sangue e rantoli e barcollamenti... non questo che fa la morte. E semplicemente un uomo che non riappare pi, tutto qui. Ora lo vedete ora non pi, questa l'unica cosa reale: ora qua e tra un attimo sparito e non torner pi... un'uscita discreta e senza preavviso, una sparizione che acquista peso gradualmente, fino a diventare greve di morte.
Le due spie giacciono immobili, appena visibili. L'Attore viene avanti e butta sui loro corpi i mantelli. Rosencrantz comincia ad applaudire, lentamente.
Buio.
Un attimo di silenzio, quindi molto rumore. Grida... Il re si alza! ... Interrompete la recita... voci che invocano Luce, luce, luce. Dopo qualche secondo toma la luce ed l'alba. La scena vuota, ad eccezione di due figure ammantate distese per terra pi o meno nella stessa posizione che avevano le spie morte. Quando la luce aumenta, si riconoscono Rosencrantz e Guildenstern che riposano comodamente. ((Rosencrantz si solleva sui gomiti e si ripara gli occhi dalla luce mentre fissa la platea. Infine:
Rosencrantz - Quello dunque dev'essere levante.Credo lo si possa affermare.
Guildenstern - Io non affermo niente.
Rosencrantz - (guardando avanti, oltre il pubblico). Mi ricorda qualcosa
Guildenstern - Quelli aspettano di vedere cosa facciamo.
Rosencrantz - Caro vecchio est.
Guildenstern - Al primo movimento che facciamo arriveranno a botte da ogni lato gridando oscure istruzioni, confondendoci con osservazioni ridicole, sballottandoci qua e l da adesso fino all'ora della prima colazione e sbagliando i nostri nomi.
Rosencrantz si accinge a protestare ma ha appena aperto bocca quando:
Claudio - (fuori scena. concitato) Oh, Guildenstern! Guildenstern ancora disteso. Breve pausa.
Rosencrantz e Guildenstern - (all'unisono, l'uno all'altro') Ti cercano.Guildenstern balza in piedi furibondo, mentre entrano Claudio e Gertrude. Appaiono piuttosto disperati.
Claudio - Amici miei, andate, andate tutti e due in cerca d'aiuto.Amleto nella sua pazzia ha ucciso Polonio e l'ha trascinato via dalla stanza di sua madre. Cercatelo, ammansitelo e portate il morto nella cappella. Vi prego, fate presto. Andiamo, Gertrude, riuniremo gli amici pi assennati e li informeremo di ci che vogliamo fare e di ci che...
Sono spariti. Rosencrantz e Guildenstern rimangono immobili.
Guildenstern - Bene...
Rosencrantz - Gi...
Guildenstern - Bene. bene.
Rosencrantz - Gi, gi. (Annuisce con finta sicurezza) Rintracciatelo. (Pausa) Eccetera.
Guildenstern - Gi.
Rosencrantz - Bene. (Breve pausa) Questo un passo nella direzione giusta.
Guildenstern - Non ti piaceva, quello?
Rosencrantz - Chi?
Guildenstern - Dio santo, spero che per noi si versino pi lacrime...!
Rosencrantz - Insomma, un progresso, no? Qualcosa di positivo. Rintracciatelo. (Si guarda attorno senza muovere i piedi) ( Da dove cominciamo? (Fa un passo verso le quinte e si ferma)
Guildenstern - Bene, questo un passo nella direzione giusta,
Rosencrantz - Credi? Lui potrebbe essere ovunque.
Guildenstern - Benissimo... tu vai da quella parte io vado da questa.
Rosencrantz - Giusto. (Si avviano verso due quinte opposte. Rosencrantz si ferma). No.Guildenstern si ferma) Tu vai da questa parte, io vado da quella,
Guildenstern - D'accordo.
Marciano luno verso laltro sincrociano. Rosencrantz si ferma.
Rosencrantz - Aspetta un momento. (Guildenstern si ferma) Credo che ci convenga restare uniti. Potrebbe essere violento.
Guildenstern - Ben detto. Vengo con te.
Guildenstern marcia verso Rosencrantz. Si voltano entrambi e si avviano insieme. Rosencrantz si ferma.
Rosencrantz - No. io vengo con te.
Guildenstern - Giusto.
Si girano e marciano insieme verso la quinta opposta. Rosencrantz si ferma. Guildenstern si ferma
Rosencrantz - Vengo con te, per la mia strada.
Guildenstern - D'accordo.
Si girano di nuovo e attraversano la scena. Rosencrantz si ferma.Guildenstern si ferma.
Rosencrantz - Stavo pensando: se tutti e due ce ne andiamo, magari lui viene qui. Sarebbe proprio una stupidaggine, no?
Guildenstern - Va bene... rimango, tu vai.
Rosencrantz - Giusto. (Guildenstern marcia fino al centro della scena) Senti. (Guildenstern - fa una giravolta e continua a marciare allindietro in direzione di Rosencrantz, che si avvia verso il proscenio, Si incrociano. Rosencrantz si ferma) Stavo pensando. (Guildenstern si ferma) Dovremmo restare uniti; potrebbe essere violento.
Guildenstern - Ben detto. (Guildenstern marcia verso Rosencrantz. Restano un momento immobili nelle loro posizioni di partenza) Bene, finalmente siamo a un punto fermo. (Pausa) Naturalmente, potrebbe non venire.
Rosencrantz - (con tono leggero) Oh, verr!
Guildenstern - Dovremmo dare qualche spiegazione.
Rosencrantz - Verr. (Si avvia agilmente verso il fondo) Non preoccuparti ... fidati...) (Guarda fuori sgomento) Sta arrivando!
Guildenstern - Cosa fa?
Rosencrantz - Cammina.
Guildenstern - Da solo?
Rosencrantz - No.
Guildenstern - Chi c' con lui?
Rosencrantz - Il vecchio.
Guildenstern - Cammina pure lui?
Rosencrantz - No.
Guildenstern - Non cammina?
Rosencrantz - No.
Guildenstern - Ah. Questa s che un'occasione. (Elettrizzato, improvvisamente pronto all'azione) Facciamolo cadere in trappola!
Rosencrantz - Quale trappola?
Guildenstern - Tu stai qui! Non lasciarlo passare!Piazza Rosencrantz con le spalle contro una quinta, di fronte all'entrata di Amleto.Guildenstern si mette accanto a Rosencrantz, a qualche metro di distanza, in modo da chiudere un lato della scena e guardare il lato opposto. Amleto entra dal lato opposto, lentamente, trascinando il corpo di Polonio. Entra dal fondo, descrive un piccolo arco ed esce dalla stessa parte, qualche metro pi avanti. Rosencrantz e Guildenstern lo guardano piuttosto sbalorditi. Amleto se ne va, trascinando il corpo.
Rosencrantz - C'eravamo quasi.
Guildenstern - C' un limite a quello che due persone possono fare.
Rosencrantz - (preoccupato... fa qualche passo versol'uscita di Amleto) Era morto. Era proprio morto.
Guildenstern - Certo che era morto!
Rosencrantz - (si gira versoGuildenstern) Stecchito.
Guildenstern - (con rabbia) La morte morte, no? (Rosencrantz sprofonda nel silenzio. Pausa) Forse torner da questa parte. (Rosencrantz si accinge a riprendere la posizione iniziale) No, no, no! ...se non impariamo dall'esperienza, cos'altro ci rimane? (Rosencrantz desiste. Pausa)
Rosencrantz - Dagli una voce.
Guildenstern - Credevo che tutto questo fosse ormai superato.
Rosencrantz - (grida) Amleto!
Guildenstern - Non essere assurdo.
Rosencrantz - (grida) Lord Amleto! (Entra Amleto. Rosencrantz piuttosto sgomento) Mio signore, che cosa ne avete fatto del morto?
Amleto - L'ho impastato nella polvere di cui parente stretto.
Rosencrantz - Diteci dov': vogliamo prenderlo e portarlo nella cappella.
Amleto - No, non credetelo.
Rosencrantz - Che cosa?
Amleto - Che io tenga il vostro segreto e non il mio. E poi, un figlio di re interrogato da una spugna che mai dovrebbe dire?
Rosencrantz - Come? Mi credete una spugna?
Amleto - Signor s; una spugna che si gonfia dei favori, degli onori, delle pappatele del re. In fin dei conti, siete gli uomini che gli servono di pi: vi tiene in un angolo della mascella come fa la scimmia con le nocciole, vi nasconde in bocca per ingoiarvi, da ultimo Spigolate bene, quando sar il momento sarete spremuti e voi spugne tornerete a essere secchi.
Rosencrantz - Non vi capisco, signore.
Amleto - Meglio cos; un discorso canagliesco dorme nellorecchio di uno sciocco.
Rosencrantz - Signor mio, diteci dov' il cadavere e venite dal re con noi,
Amleto - Ii corpo col re ma il re non col corpo il re una cosa...
Rosencrantz - Una cosa, dite?
Amleto - Una cosa da nulla. Portatemici.
Amleto si avvia risolutamente verso una quinta. I due lo accompagnano. Poco prima di raggiungere l'uscita, Amleto apparentemente vedendo Claudio avvicinarsi da fuon scena, si inchina profondamente, ossequioso. Rosencrantzcrank e Guildenstern, imitando Amleto, si inchinano a loro volta profondamente... un ossequioso inchino da cerimonia, con i mantelli svolazzanti intorno a loro. Amleto peraltro, pRosencrantzgue il movimento facendo dietro-front ed uscendo di scena dalla quinta opposta. Rosencrantz e Guildenstern ancora a capo chino, non se ne accorgono. Non entra nessuno. Rosencrantz e Guildenstern sbirciano in su e si rendono conto di essersi inchinati al nulla. Claudio entra alle loro spalle. Alle sue prime parole si raddrizzano con un balzo.
Claudio - Ebbene, che cos dunque accaduto?
Guildenstern - Mio sovrano, dove abbia nascosto il cadavere non abbiamo potuto cavarglielo di bocca.
Claudio - Ma lui, dov?
Rosencrantz - (dopo un attimo di esitazione) di fuori, sotto buona guardia e in attesa del piacer vostro.
Claudio - (allontanandosi)conducetelo qui.
Questo un duro colpo per Rosencrantz ma solo i suoi occhi lo rivelano. Di nuovo, ha appena un attimo di esitazione. Quindi, si rivolge risolutamente a Guildenstern.
Rosencrantz - Guildenstern! Fa entrare lord amleto (di nuovo per un attimo soltanto, Rosencrantz appare trongio,Guildenstern sembra sentirsi intrappolato e tradito. Apre la vocca e la richiude. La situazione salva. Amleto, scortato entra in scena marciando proprio mentre claudio si allontana. Amleto e la sua scorta attraversano la scena ed escono, seguendo Claudio. Un cambiamento di luci indica che siamo allesterno). C andata bene!
Guildenstern - (non si muove, pensoso) Eppure non sembra abbastanza: aver respirato un'aria cos carica di significato. possibile che sia tutto qui? E perch proprio noi? ...chiunque altro sarebbe andato bene. E non abbiamo dato alcun contribuito.
Rosencrantz - stato un episodio penoso finch durato, ma ormai con noi hanno finito.
Guildenstern - Finito cosa?
Rosencrantz - Non pretendo di aver capito. Francamente non mi interessa granch. Se non ce lo vogliono dire, sono affari loro. (Cammina distrattamente verso un'uscita in fondo alla scena) Per quanto mi riguarda, sono contento del fatto che l'ultima volta che lo vediamo... (Da un occhiata fuon scena, e la sua espressione rivela che Amleto li)
Guildenstern - Sapevo che non era finita...
Rosencrantz - (arrogante) Che altro c'?
Guildenstern - Lo accompagniamo in Inghilterra. Che sta facendo?
Rosencrantz - (va infondo alla scena e ritorna) Parla.
Guildenstern - Da solo? (Rosencrantzcranh sta per avviarsi,Guildenstern lo blocca) E solo?
Rosencrantz - No, con un soldato.
Guildenstern - Allora non parla da solo?
Rosencrantz - Non... solo. Andiamo?
Guildenstern - Dove?
Rosencrantz - Ovunque.
Guildenstern - Perch?
Rosencrantz - (piega la testa, in ascolto) Si ricomincia. (Angosciato) Vorrei soltanto cambiare musica!
Guildenstern - (coda) Dacci oggi la nostra melodia quotidiana...) Entra Amleto alle loro spalle, insieme a un soldato armato: parlano. Rosencrantz e Guildenstern non si voltano a guardare.
Rosencrantz - Ci terranno qui a ciondolare finch non moriremo. E forse anche oltre. E il tempo cambier. (Guarda in alto) La primavera non pu durare in eterno.
Amleto - ... di chi sono questi soldati?
Soldato - Sono del re di Norvegia, signore.
Amleto - E dove si recano?
Soldato - A combattere in Polonia.
Amleto - Chi li comanda?
Soldato - Fortebraccio, il nipote del vecchio Norvegia.
Rosencrantz - Sentiremo freddo. L'estate non durer a lungo.
Guildenstern - L'aria autunnale.
Rosencrantz - (esamina il terreno) Niente foglie.
Guildenstern - Autunnale. le foglie non c'entrano. E quel certo color bruno al limite del giorno... l'oscurit ci avvolge furtivamente, credimi... Sfumature d'oro vecchio color ruggine e mandarino inondano il limite pi esteriore dei sensi... ocre profonde e lucenti, terra d'ombra bruciata, pergamene di terra inaridita dal sole... si riflettono su se stesse e attraverso se stesse, filtrando la luce. In quei momenti, per pura coincidenza, pu darsi che da qualche parte magari cadano le foglie, cos dicono. Ieri era azzurro, come il fumo.
Rosencrantz - (con la testa alzata, in ascolto) Lho sentita di nuovo.
Ascoltano... Debole suono dell'orchestrina degli attori.
Amleto - Vi ringrazio umilmente, signore,
Soldato - Dio sia con voi. (Esce)
Rosencrantz - (si alza in fretta e va da Amleto) Venite dunque, signore?
Amleto - Sar subito con voi, andate avanti.Amleto si volta a guardare verso il fondo. Rosencrantz torna avanti.Guildenstern guarda verso il pubblico, non si gira.
Guildenstern - l?
Rosencrantz - S.
Guildenstern - Che sta facendo?
Rosencrantz - (sbircia chetro di s) Parla.
Guildenstern - Da solo?
Rosencrantz - S (Pausa. Rosencrantz - si accinse ad andarsene) Ha detto che possiamo andare. Parola d'onore.
Guildenstern - Mi piace sapere a che punto siamo.Anche se non so dove siamo, mi piace sapere a che punto siamo arrivati. Se ce ne andiamo non lo sapremo mai.
Rosencrantz - Non sapremo mai cosa?
Guildenstern - Se torneremo mai indietro.
Rosencrantz - Noi non vogliamo tornare indietro.
Guildenstern - Pu darsi benissimo che sia cos, ma siamo sicuri di voler andare?
Rosencrantz - Saremo liberi.
Guildenstern - Non lo so. Saremmo sempre sotto lo stesso cielo.
Rosencrantz - Siamo arrivati fin qui. (Si avvia verso l'uscita.Guildenstern lo segue) Del resto potrebbe ancora accadere qualsiasi cosa. Escono.
ATTO TERZO
Buio pesto.
Lieve rumore di mare in sottofondo. Dopo molti secondi di niente, dal buio emerge una voce....
Guildenstern - Ci sei?
Rosencrantz - Dove?
Guildenstern - (con amarezza) Come inizio non c' male... Pausa.
Rosencrantz - Sei tu?
Guildenstern - S.
Rosencrantz - Come lo sai?
Guildenstern - (esplode) Oh-per-l'amor-di-Dio!
Rosencrantz - Non siamo morti allora?
Guildenstern - Beh, siamo qui, no?
Rosencrantz - Ci siamo? Io non vedo niente.
Guildenstern - Puoi ancora pensare, no?
Rosencrantz - Credo di s.
Guildenstern - Puoi ancora parlare.
Rosencrantz - Cosa dovrei dire?
Guildenstern - Lascia perdere. Puoi sentire, vero?
Rosencrantz - Ah! C' ancora vita in me!
Guildenstern - Cosa senti?
Rosencrantz - Una gamba. S, sembra la mia gamba.
Guildenstern - Come la senti?
Rosencrantz - Morta.
Guildenstern - Morta?
Rosencrantz - (panico) Non sento niente!
Guildenstern - Dalle un pizzicotto! (Lancia un gridolino)
Rosencrantz - Scusa.
Guildenstern - Beh. questo risolto. Pausa pi lunga: il rumore aumenta un po' e diventa chiaramente identificabile, il mare. Legni di navi, vento tra le sartie, e poi urla di marinai che gridano oscure istruzioni, inequivocabilmente nautiche, da tutte le direzioni, da lontano e da vicino. Una breve lista: Tutta a babordo! Mollate gli stragli! Gi il terzarolo, gente! Sei tu, timoniere? Ehi, sei tu? Tutta a sinistra!Andateci piano!Tieniti sempre sottovento!Virate, ragazzi!
Forse anche frammenti di canzoni marinaresche.
Molla i! fiocco!Issate la vela di gabbia, giovani!
Fino a rendere chiaramente l'idea, e un po' oltre.
Rosencrantz - Siamo su una nave. (Pausa) Buio, vero?
Guildenstern - Se notte, no.
Rosencrantz - No, se notte no.
Guildenstern - Buio, se giorno. Pausa.
Rosencrantz - Eh s, buio se giorno.
Guildenstern - Dobbiamo aver fatto rotta verso nord.
Rosencrantz - Fuori rotta?
Guildenstern - E la terra del sole di mezzanotte, questa.
Rosencrantz - la rotta. (Qualche rumore prodotto dai marinai. Qualcuno, forse Amleto, accende una lanterna in fondo. La scena si illumina in modo diseguale, abbastanza comunque perch si possano identificare Rosencrantz e Guildenstern seduti siti proscenio. Vaghe sagome di sartie, ecc. sullo sfondo) Credo si stia facendo chiaro.
Guildenstern - Se notre, non chiaro.
Rosencrantz - Qui all'estremo nord.
Guildenstern - A meno che non siamo fuori rotta.
Rosencrantz - (breve pausa) E la rotta. (Una luce migliore: lanterna? luna?... Rivela vari oggetti, fra cui tre grosse botti della misura di un uomo, ritte sul ponte, con sopra i coperchi. A una certa distanza l'una dall'altra, ma in fila in fondo alla scena la luce ancora fioca. Rosencrantz, e Guildenstern guardano verso il pubblico) S, ora c' pi luce. Presto sar notte. Qui, all'estremo nord. (Tristemente) Suppongo che dovremo addormentarci. (Sbadiglia e si stiracchia)
Guildenstern - Stanco?
Rosencrantz - No... non credo che riuscirei ad abituarmici: dormire tutta la notte e non vedere niente tutto il giorno... questi eschimesi devono avere una vita molto tranquilla.
Guildenstern - Dove?
Rosencrantz - Cosa?
Guildenstern - Mi era parso che tu... (Si lascia andare) Ho perso ogni capacit di non credere. Dubito perfino di poter arrivare a un lieve scetticismo.
Pausa.
Rosencrantz - (esamina l'impiantito: ci batte su) Bel pezzo di fasciame, questo.
Guildenstern - S, anche a me piacciono molto le navi. Mi piace il modo in cui sono... limitate. Non ci si deve preoccupare di stabilire da che parte andare o se andare addirittura... il problema non si pone, perch si su una nave, no? Le navi sono un po' come la zona franca quando si gioca ad acchiappare... i giocatori rimangono nelle posizioni di partenza finch non comincia la musica... Credo che passer gran parte della mia vita sulle navi.
Rosencrantz - Molto salutare.
Rosencrantz inspira con espressione speranzosa, e spira con espressione annoiata. Guildenstern resta in piedi e guarda oltre il pubblico.
Guildenstern - Si liberi su una nave. Per un po'di tempo. Relativamente.
Rosencrantz - Com'?
Guildenstern - Mosso. Rosencrantz gli si avvicina. Guardano oltre il pubblico.
Rosencrantz - Credo che mi verr il mal di mare.
Guildenstern - (si lecca un dito, lo tiene in alto come per fare un esperimento) Dall'altra parte, direi. (Rosencrantz va verso il fondo: idealmente, una sorta di ponte superiore collegato al ponte inferiore di proscenio da alcuni gradini. Rosencrantz si ferma vicino alla sedia di Amleto, in fondo alla scena.Guildenstern nel frattempo ha ripreso il suo discorso; parla guardando oltre il pubblico) Liberi di muoversi, di parlare, di improvvisaree quant'altro. Noi non siamo liberi. La nostra indolenza definita da una stella fissa e il nostro andare alla deriva rappresenta semplicemente un lieve spostamento d'angolazione: possiamo cogliere il momento, rivoltarlo mentre passano i minuti, un piccolo slancio qui una ricognizione l, ma alla fine del cerchio ci troveremo comunque di fronte al singolo, immutabile fatto... che noi, Rosencrantz e Guildenstern, latori di una lettera da un re a un altro re, stiamo portando Amleto in Inghilterra. Rosencrantz e ormai ritornato, in punta di piedi e con gran sussiego, stringendo i denti in segno di segretezza; raggiunge Guildenstern, indica furtivamente qualcosa alle proprie spalle e bisbiglia teso...
Rosencrantz - Ehi... li!
Guildenstern - (senza alcuna sorpresa) Che sta facendo?
Rosencrantz - Dorme.
Guildenstern - Buon per lui.
Rosencrantz - Cosa?
Guildenstern - Lui pu dormire.
Rosencrantz - Buon per lui.
Guildenstern - Ormai ha noi.
Rosencrantz - Pu dormire.
Guildenstern - Per lui finita. Non deve pensare a niente
Rosencrantz - Ha noi.
Guildenstern - E noi non abbiamo nulla. (un grido) Chiedo solo ci che dovuto!
Rosencrantz - Per coloro che corrono pericolo per mare.
Guildenstern - Dacci oggi la nostra battuta quotidiana.
Un tempo. Pausa. Si siedono. Lunga pausa.
Rosencrantz - (dopo essersi spostato, guardandosi attorno) E ora?
Guildenstern - Che intendi dire?
Rosencrantz - Beh. non succede niente.
Guildenstern - Siano su una nave.
Rosencrantz - Lo so.
Guildenstern - (con rabbia) E allora, cosa vorresti? (tristemente) Agiamo sulla base di informazioni frammentarie... cercando di vagliare istruzioni che ricordiamo solo a met e che non riusciamo neanche a separare dallistinto. (Rosencrantz infila una mano nel borsello, poi mette entrambe le braccia dietro la schiena e tende i pugni chiusiGuildenstern batte su uno dei pugni. Rosencrantz lo apre mostrando una moneta. La da aGuildenstern. Infila di nuovo una mano nel borsello. Poi entrambe le mani dietro la schiena, quindi tende i pugni chiusi.Guildenstern batte su uno dei pugni. Rosencrantz apre mostrando una moneta. La da aGuildenstern. Di nuovo. Di nuovo.Guildenstern diventa sempre pi teso, e disperato allidea di perdere, ripetono tutto di nuovo. Guzidenstern batte su una mano, cambia idea, batte sullaltra e Rosencrantz sbadatamente rivela di avere una moneta in ciascuna mano) Avevi soldi in entrambe le mani.
Rosencrantz - (imbarazzato) S,
Guildenstern - Ogni volta?
Rosencrantz - S.
Guildenstern - (arrabbiato) Che senso ha?
Rosencrantz - (patetico) Volevo farti felice.
Un tempo.
Guildenstern - Quanto ti ha dato?
Rosencrantz - Chi?
Guildenstern - Il re. Ci ha dato del denaro.
Rosencrantz - Quanto ti ha dato?
Guildenstern - L'ho chiesto prima io.
Rosencrantz - Ho avuto quanto te.
Guildenstern - Non avrebbe mai fatto discriminazioni.
Rosencrantz - Quanto hai avuto?
Guildenstern - Quanto te.
Rosencrantz - Come lo sai?
Guildenstern - Me l'hai appena detto... tu come lo sai, piuttosto?
Rosencrantz - Non avrebbe mai fatto discriminazioni.
Guildenstern - Neanche se avesse potuto.
Rosencrantz - Ma non ha mai potuto.
Guildenstern - Non avrebbe neanche potuto essere certo di non confonderci.
Rosencrantz - Senza confonderci.
Guildenstern - (lo aggredisce furibondo) Perch non dici qualcosa di originale? Non mi meraviglio che la faccenda sia cos stagnante!
Rosencrantz - Non riesco a pensare niente di originale. Sono solo una buona spalla. (Quasi in lacrime)
Guildenstern lo conforta, senza pi alcuna asprezza.
Guildenstern - Non piangere... tutto a posto... su... su, penser a tutto io.
Rosencrantz - Ma non sappiamo come andare avanti, siamo abbandonati a noi stessi.
Guildenstern - Stiamo andando in Inghilterra. Portiamo l Amleto.
Rosencrantz - Perch?
Guildenstern - Perch? Ma dove sei stato?
Rosencrantz - Quando? (Pausa) Non sapremo cosa fare quando saremo arrivati l.
Guildenstern - Lo portiamo dal re.
Rosencrantz - Lui sar l?
Guildenstern - No... il re d'Inghilterra.
Rosencrantz - Ci aspetta?
Guildenstern - No.
Rosencrantz - Non sapr che ruolo abbiamo. Cosa diremo?
Guildenstern - Abbiamo una lettera. Certo ricordi la lettera.
Rosencrantz - Io?
Guildenstern - E tutto spiegato nella lettera. Contiamo su questo.
Rosencrantz - Tutto qui, dunque?
Guildenstern - In che senso?
Rosencrantz - Noi portiamo Amleto dal re inglese, consegniamo la lettera... e poi?
Guildenstern - Forse nella lettera ci sar qualcosa che ci manda avanti per un po'.
Rosencrantz - E se non c'?
Guildenstern - Allora finita... abbiamo chiuso. Liberi? Liberi senza via d'uscita.
Rosencrantz - Liberi?
Guildenstern - Liberi senza via d'uscita.
Pausa.
Rosencrantz - Pensi che non ci sia una via d'uscita? (Pausa) Chi il re d'Inghilterra?
Guildenstern - Dipende da quando ci arriviamo.
Rosencrantz - Cosa credi ci sia scritto?
Guildenstern - Oh,, convenevoli. Espressioni di fedelt. Richieste di favori, esazioni di debiti. Oscure promesse bilanciate da vaghe minacce. Diplomazia. Saluti alla famiglia.
Rosencrantz - E di Amleto?
Guildenstern - Oh, s.
Rosencrantz - E noi... tutto lo sfondo?
Guildenstern - Direi di s.
Pausa
Rosencrantz - Dunque abbiamo un documento che spiega tutto.
Guildenstern - Hai afferrato. (Rosencrantz fraintende. Comincia a rovistarsi le tasche, eccetera) Che ti prende?
Rosencrantz - La lettera.
Guildenstern - Ce l'hai tu?
Rosencrantz - (comincia ad avere paura) Io? (Cerca freneticamente) Dove l'avr messa?
Guildenstern - Non puoi averla persa.
Rosencrantz - Devo averla persa!
Guildenstern - E strano... pensavo che l'avesse data a me.
Rosencrantz - (lo guarda speranzoso) Forse te l'ha data.
Guildenstern - Ma sembravi cos sicuro di essere tua non averla.
Rosencrantz - (con voce acuta) Ero io a non averla.
Guildenstern - Innanzi tutto, se lui l'ha data a me non c proprio ragione per cui dovessi averla tu, e quindi non vedo perch agitarsi tanto se non ce l'hai.
Rosencrantz - (pausa) Ammetto che c' da confondersi.
Guildenstern - Qua manca un po' di disciplina... la nave, la notte, il senso d'isolamento e d'incertezza...tutto questo riduce la concentrazione. Non dobbiamo perdere il controllo. Stiamo saldi. Ora, o tu hai perso la lettera oppure non l'avevi proprio e non potevi perderla, nel qual caso il. re non te l'ha mai data, nel qual caso l'ha data a me, nel qual caso l'avr messa in tasca, nel qual caso (tirando fuori la lettera con calma)...sar qui. (Si sorridono) Non dobbiamo pi perdere la testa.
Rosencrantz - Prende la lettera con delicatezza.
Rosencrantz - Ora che l'abbiamo trovata, perch la stavamo cercando?
Guildenstern - (riflette) Credevamo di averla persa.
Rosencrantz - Nient'altro?
Guildenstern - No.
Sgonfiamento
Rosencrantz - Ora abbiamo perso la tensione.
Guildenstern - Quale tensione?
Rosencrantz - Qual l'ultima cosa che ho detto prima che scantonassimo?
Guildenstern - Cio quando?
Rosencrantz - (sconsolato) Non me lo ricordo.
Guildenstern - (con un balzo) Che confusione! Non arriveremo da nessuna parte.
Rosencrantz - Nemmeno in Inghilterra. Tanto non ci credo.
Guildenstern - A cosa?
Rosencrantz - All' Inghilterra..
Guildenstern - Vuoi dire che solo un complotto dei cartografi?
Rosencrantz - Voglio dire che non ci credo! (Pi pacato) Cerco di immaginare il nostro arrivo... forse un piccolo porto... delle strade... abitanti che indicano il percorso... cavalli in viaggio... cavalcare senza sosta per un giorno o per due settimane: e infine un palazzo e il re inglese. Questa sarebbe la cosa logica...Ma la mia mente resta vuota. No. Qua stiamo scivolando fuori dalla carta geografica.
Guildenstern - S .. s... (Canzonatorio) Ma tu non credi a niente finch non accade. E tutto questo sta accadendo. Non vero? (Pausa) II tempo ci spinge alla deriva, aggrappati a dei fili di paglia. Ma che utilit pu avere un mattone per un uomo che annega?
Rosencrantz - Potremmo anche essere morti. Credi che la morte possa essere una nave?
Guildenstern - No, no, no... La morte non... . La morte non . Credimi sulla parola. La morte la negazione estrema. Non essere. Non puoi non-essere su una nave.
Rosencrantz - Sono non-stato spesso su navi.
Guildenstern - No. no. no... Tu eri... ma non su una nave.
Rosencrantz - 'vorrei essere morto. (Misura a occhio laltezza della murata della nave) Potrei saltare gi da qui. Gli metterei il bastone tra le ruote.
Guildenstern - Forse quello che sperano.
Rosencrantz - Rimarr a bordo. Cos gli metter il bastone tra le ruote. (La futilit della cosa lo infuria)Bene! Noi non chiediamo, non dubitiamo. Eseguiamo. Ma ad un certo punto bisogna stabilire un limite e io vorrei mettere agli atti che non ho alcuna fiducia nell'Inghilterra. Grazie. (Ci riflette) E anche se fosse vera. sar un altro pasticcio.
Guildenstern - Non vedo perch.
Rosencrantz - (furibondo) Quello non sapr di cosa stiamo parlando.. Che diremo?
Guildenstern - Diremo... Vostra Maest siamo arrivati!.
Rosencrantz - (regalmente) E chi siete?
Guildenstern - Siamo Rosencrantzcranlz e Gmidenstern,
Rosencrantz - (abbaia) Mai sentiti nominare!
Guildenstern - Beh, in effetti non siamo nessuno...
Rosencrantz - (regale e maligno) Qual il vostro ruolo?
Guildenstern - Abbiamo ricevuto delle istruzioni...
Rosencrantz - E la prima volta che lo sento...
Guildenstern - (con rabbia) Fatemi finire... (Umile) Veniamo dalla Danimarca.
Rosencrantz - Che volete?
Guildenstern - Niente... siamo qui per consegnare Amleto,..
Guildenstern - (irritato) Avrete sentito parlare di lui...
Rosencrantz - Certo che ne ne ho sentito parlare e non ci voglio avere niente a che fare.
Guildenstern - Ma.
Rosencrantz - Entrate qua a passo di marcia senza nemmeno un lasciapassare, e con un mucchio di chiacchiere infondate pretendete che io accolga il primo presunto pazzo che vi salta in mente di scaricare...
Guildenstern - Abbiamo una lettera. Rosencrantz gliela strappa di mano e la apre
Rosencrantz - (con tono efficiente) Vedo... vedo. bene, effettivamente sembra avallare il vostro racconto... e un preciso ordine del re di Danimarca, il quale, per molte e diverse ragioni riguardanti la salute della Danimarca e anche dell'Inghilterra, comanda che alla lettura di questa missiva io faccia tagliare senza indugio la testa ad Amleto. (Guildenstern afferra la lettera Rosencrantz, reagendo a scoppio ritardato, la riafferra. Guildenstern gliela strappa di nuovo di mano per met. La leggono insieme e poi si separano. Pausa. Sono proprio sulla ribalta e guardano verso il pubblico) Il sole sta calando. Fra poco sar buio.
Guildenstern - Credi?
Rosencrantz - Stavo solo cercando di fare conversazione. (Pausa) Siamo suoi amici.
Guildenstern - Come lo sai?
Rosencrantz - Allevati con lui fin dallinfanzia.
Guildenstern - Lo hanno detto loro.
Rosencrantz - S, ma proprio su questo che facciamo affidamento.
Guildenstern - Beh, s, e allo stesso tempo no. (con leggerezza) Diamo alle cose la loro giusta proporzione. Poniamo, se vuoi, che lo uccidano. Bene, un uomo, mortale, la morte arriva per tutti, eccetera, e di conseguenza sarebbe morto comunque, prima o poi. Oppure, se vogliamo guardare la cosa dal punto di vista sociale, solo un uomo fra tanti, la perdita rientrerebbe nellambito della ragione e della convenienza. E poi ancora, cosa c in fondo di cos terribile nella morte? Come ha detto molto filosificamente Socrate, poich non sappiamo cos la morte, illogico temerla. Potrebbe anche essere molto piacevole. Certamente toglie il peso della vita e, per i devoti, costituisce un rifugio ed una ricompensa. Oppure, se vogliamo guardarla da unaltra angolazione. Noi siamo solo piccoli uomini, non conosciamo tutti i particolari della questione. La faccenda molto intricata, eccetera sarebbe presuntuoso da parte nostra ostacolare i disegni del fato o comunque dei re. Tutto sommato, credo che faremmo bene a lasciare le cose come stanno.
Rosencrantz - (si mette la lettera in tasca) Ma qual il senso?
Guildenstern - La logica non centra.
Rosencrantz - Ma lui non ci ha fatto niente.
Guildenstern - E neanche la giustizia.
Rosencrantz - E terribile.
Guildenstern - Ma poteva anche essere peggio. Cominciavo a temere che lo sarebbe stato. (E il suo sollievo si esprime in una risata)
Alle loro spalle appare Amleto. La luce calata lievemente. Amleto va verso la lanterna.
Rosencrantz - Insomma, questa la situazione come la vedo io. Noi, Rosencrantz e Guildenstern allevati con lui fin dallinfanzia, svegliati da un uomo ritto sulla sella di un cavallo, siamo convocati, e ci presentiamo, e ci viene ordinato di capire cosa lo affligge e di indurlo a distrarsi, per esempio con una recita, che sfortunatamente, come si vedr, viene interrotta tra lo scompiglio generale a causa di una qualche sfumatura al di l della nostra comprensione.. e questo, insieme ad altre cause, provoca, insieme ad altri effetti, una forte, per non dire omicida, esaltazione in Amleto e, di conseguenza, noi lo stiamo ora scortando, per il suo bene, in Inghilterra. Bene. Adesso ci siamo.
Amleto soffia sulla lanterna. Buio pesto. Loscurit sfuma in un chiaro di luna; Amleto si avvicina a Rosencrantz e Guildenstern che dormono. Estrae la lettera, la sostituisce con unaltra e si ritira. Si fa giorno. Rosencrantz lo guarda arrivare. Dalla platea. Alle sue spalle un ameno spettacolo. Amleto e disteso su una sedia a sdraio, avvolto in una coperta, intento a leggere un libro, magari a fumare. Rosencrantz guarda il mattino illuminarsi fino a diventare giorno pieno. Si sdraiano. Il suono soffuso di un flauto. Si siedono ad ascoltare con sproporzionato interesse.
Guildenstern - Eccoci qua.
Rosencrantz - S, ma poi?
Ascoltano la musica.
Guildenstern - (eccitato) Dal nulla, finalmente, un suono: (mentre su una nave (riconosciuta come tale) fuori dall'azione (riconosciuta come tale) il perfetto e assoluto silenzio della pigra sferzata umida dell'acqua contro l'acqua e il rollante scricchiolio del fasciame sono infranti... e subito prende corpo l'ipotesi o la presunzione o la speranza che qualcosa stia per accadere; si sente uno zufolo. Uno dei marinai ha appoggiato le labbra contro uno zufolo e con le dita e i pollici ne regola, per cos dire, i fori, e poi gli da fiato con la bocca ed esso, lo strumento, discorre, come si suoi dire, con musica eloquentissima. Una cosa del genere potrebbe cambiare il corso degli eventi. (Pausa) Va' a vedere che cos'.
Rosencrantz - C' qualcuno che suona uno zufolo.
Guildenstern - Trovalo.
Rosencrantz - E poi?
Guildenstern - Non lo so... chiedigli un motivetto.
Rosencrantz - Perch?
Guildenstern - Svelto... prima che si esaurisca lo slancio.
Rosencrantz - Caspita!...sta succedendo qualcosa. Era proprio sfuggito alla mia attenzione! (Ascolta: fa un tentativo, si avvicina ad una delle uscite. Ascolta pi attentamente: cambia direzione. Guildenstern - lo ignora. Rosencrantz si aggira sulla scena cercando di stabilire da dove provenga la musica, finalmente senza alcun entusiasmo ne individua la fonte nel barile centrale. Non c' dubbio. Si gira verso Guildenstern che lo ignora. Durante l'intera ricerca Rosencrantz non ha mai articolato parola. La sua faccia e le sue mani esprimono la sua incredulit. Rimane impalato a fissare il barile centrale. Si sente ancora lo zufolo. Da un calcio al barile. Lo zufolo smette di suonare. Rosencrantz fa un balzo all'indietro verso Guildenstern. Lo zufolo ricomincia a suonare. Rosencrantz si avvicina cautamente al barile. Solleva il coperchio. La musica pi forte. Sbatte gi il coperchio. La musica si attenua. Torna indietro verso Guildenstern. Ma si sente suonare un tamburo, ovattato. Rosencrantz rabbrividisce. Si gira. Osserva il barile di sinistra: il tamburo continua, a tempo con lo zufolo. Ritorna da Guildenstern. Apre la bocca per parlare. No ci riesce. Si sente un liuto. Rosencrantz gira attorno al terzo barile. Si sentono altri strumenti. Alla fine ovvio che dentro i tre barili, ben distribuiti, ci sono gli attori drammatici, che suonano insieme un motivo familiare che si gi sentito altre tre volte. Continuano a suonare. Rosencrantz si siede accanto a Guildenstern. Guardano fisso davanti a loro. La musica finisce. Pausa) Mi era parso di sentire un'orchestrina. (Angosciato) La plausibilit la mia sola presunzione!
Guildenstern - (coda) Dacci oggi un'altra occasione
Il coperchio del barile di mezzo si spalanca e ne sbuca la testa dell'attore.
Attore - Aha! Tutti nella stessa barca, dunque! (Esce fuori. Va a bussare sugli altri barili) Venite fuori! (Inverosimilmente, gli attori si arrampicano fuori dai barili. Con i loro strumenti, ma sema il carro. Qualche fagotto. Manca Alfredo. Il primo attore e allego. A Rosencrantz) Dove siamo?
Rosencrantz - In viaggio.
Attore - Certo, non siamo ancora arrivati.
Rosencrantz - Andiamo bene per l'Inghilterra?
Attore - Per me andate bene. Non credo che siano molto esigenti in Inghilterra. Al-fre-e-do! (Alfredo emerge dal barile dell'attore)
Guildenstern - Che ci fate qui?
Attore - Siamo in viaggio. (Ai suoi compagni) Bene... piazzatevi sullo sfondo! (Gli attori indossano ancora i costumi della pantomima: ci sono un re con la corona, una regina, ovvero Alfredo, l'avvelenatore e due figure ammantate; escono di scena. A Guildenstem) Contento di vederci?(Pausa) Ve la siete cavata benone fino ad ora.
Guildenstern - E voi?
Attore - In disgrazia. Il nostro spettacolo ha offeso il re.
Guildenstern - Gi.
Attore - Beh. anche lui un secondo marito. Scarso tatto, in effetti.
Rosencrantz - Per era un'ottima tragedia.
Attore - Non eravamo ancora entrati nel vivo... ci hanno interrotti proprio quando cominciava a diventare interessante. (Guarda in alto verso Amleto) E cos che si viaggia..
Guildenstern - Che ci facevate l dentro?
Attore - Ci nascondevamo... (Indica i costumi) Siamo dovuti scappare cos come eravamo.
Rosencrantz - Clandestini.
Attore - Naturalmente... non siamo stati pagati, a causa di circostanze appena al di l del nostro controllo, e abbiamo perso tutto il denaro che avevamo scommesso a colpo sicuro... La vita un gioco d'azzardo con pronostici spaventosi... se fosse una scommessa non l'accettereste. Sapevate che qualsiasi numero raddoppiato pari?
Guildenstern - Davvero?
Attore - Ogni giorno impariamo qualcosa a nostre spese. Ma noi girovaghi non ci fermiamo mai. Sapete cosa succede ai vecchi attori?
Guildenstern - Cosa?
Attore - Niente. Continuiamo a recitare.
Guildenstern - Cosa?
AI'TORE - Sorpresi di vederci?
Guildenstern - Sapevo che non era finita.
Attore - Con quasi tutti i personaggi ancora in piedi. Cosa avete capito finora?
Guildenstern - Non sappiamo come andare avanti.
Attore - Gli parlate?
Rosencrantz - possibile.
Guildenstern - Ma non farebbe alcuna differenza.
Rosencrantz - Ma possibile.
Guildenstern - Inutile.
Rosencrantz - permesso.
Guildenstern - Permesso, s. Non abbiamo restrizioni. Non stato fissato alcun limite, non stata imposta alcuna inibizione. Per il momento siamo ci siamo assicurati il nostro rilascio, ovvero d siamo andati a sbattere contro, per il momento. Spontaneit e capriccio sono all'ordine del giorno. Ci sono altre ruote che girano, ma non ci riguardano. Possiamo respirare. Rilassarci. Possiamo fare quel che ci pare e dire quel che ci pare chiunque, senza restrizioni.
Rosencrantz - Entro certi limiti, ovviamente.
Guildenstern - Sicuro, entro certi limiti.
Rosencrantz - Una sorta di obbligo ail'introspezione filosofica la sua caratteristica pi evidente, se cosi posso esprimermi. Ci non significa che sia pazzo. E non significa che non lo sia. Molto spesso non significa proprio niente. II. che pu significare, ovvero pu non significare, che si tratti di una forma di pazzia.
Guildenstern - In effetti la cosa si riduce a dei sintomi. Risposte pregnanti, allusioni mistiche, scambi di identit, il sostenere che suo padre sua madre, roba di questo genere, minacce di suicidio, rinuncia al moto, perdita di allegria, accenni di claustrofobla, per non dire manie di prigionia; evocazioni di cammelli, camaleonti, capponi, donnole, falchi, aironi... indovinelli. giochi di parole ed evasioni; amnesia, paranoia, miopia; sogni ad occhi aperti, allucinazioni; pugnalate agli anziani, offese ai genitori, insulti alla fidanzata e apparizioni in pubblico a capo scoperto... ginocchia tremanti, sospiri da scolaretto innamorato, cose che alla sua et risultano piuttosto fuori luogo.
Rosencrantz - E parla da solo.
Guildenstern - E parla da solo.
Amleto viene avanti fino alla ribalta e guarda il pubblico. Gli altri osservano ma non parlano. Amleto si schiarisce la gola rumorosamente e sputa sul pubblico. Un secondo dopo si strofina la mano su un occhio e si asciuga. Torna in fondo alla scena.
Rosencrantz - (fa un balzo) Singoli episodi! Non sono altro che episodi! Dio santo, forse troppo aspirare ad una piccola azione prolungata?
A questa parola i pirati attaccano. Vale a dire: rumori e grida e trambusto. Tutti i present in scena si agitano freneticamente. Amleto sguaina la spada e corre verso la ribalta. Guildenstern, Rosencrantz e l'attore sguainano le spade e corrono verso il fondo. Collisione. Amleto torna verso il fondo. Gli altri scendono verso la ribalta. Collisione. A questo punto in fondo alla scena il panico generale. Tutti e quattro partono alla carica e Rosencrantz, Guildenstern e l'attore gridano:
Finalmente! Alle armi! I pirati! Lass! Laggi! Sulla punta della mia spada! Carica!
Tutti e quattro arrivano in cima alla scena, vedono qualcosa che non li convince, barcollano e corrono a rotta di collo verso la ribalta. Amleto, che in testa, entra con un balzo nel barile i sinistra, l'attore si infila nel barile di destra. Kosencrantz e Guildenstern balzano in quello di mezzo. Tutti chiudono il coperchio dietro di s. Le luci si affievoliscono fino a spegnersi, mentre continua il rumore della battaglia. Si attenua anche il rumore, e infine cessa del tutto. Si riaccendono le luci. Manca il barile centrale, quello di Rosencrantz e Guildenstem. il coperchio del barile di destra si solleva cautamente e appaiono le teste di Rosencrantz e Guildenstern. Si solleva cautamente il coperchio dell'altro barile, quello di Amleto. Appare la testa dell'attore. Ciascuno di loro intravede gli altri e riabbassa precipitosamente il proprio coperchio. Pausa. I coperchi si sollevano di nuovo con cautela.
Rosencrantz - (mostra sollievo) Se ne sono andati.(Comincia ad arrampicarsi per venire fuori) C' mancato poco. Non mi era mai capitato di dover pensare cosi in fretta. (Sono tutti e tre fuori dai barili. Guildenstern guardingo e nervoso. Rosencrantz disorientato. L'attore flemmatico. Si accorgono che manca un barile. Rosencrantz si guarda intorno) Dov'...?
Attore - (si toglie il cappello in segno di lutto) Di nuovo soli... abbandonati da tutti.
Guildenstern - (preoccupato) Che volete dire? Dov' lui?
Attore - Andato.
Guildenstern - Andato dove?
Attore - Eh s, stato proprio un gran colpo di fortuna. Se questa la parola che inseguo.
Rosencrantz - (impassibile) Un colpo?
Attore - Di fortuna.
Rosencrantz - E morto?
Attore - Chi lo sa?
Guildenstern - (disorientato) Non torner?
Attore - Difficile.
Rosencrantz - Allora morto. E morto per quanto ci riguarda.
Attore - O lo siamo noi per quanto riguarda lui. (Va a sedersi per terra, di lato) Non male, vero?
Guildenstern - (disorientato) Ma non pu... noi dobbiamo... abbiamo una lettera... stiamo andando in Inghilterra con una lettera per il re...
Attore - S, questo almeno sembra assodato. Mi congratulo con voi per la mancanza di ambiguit della vostra situazione.
Guildenstern - Ma voi non capite... contiene... noi abbiamo ricevuto delle istruzioni... tutta la faccenda non ha senso senza di lui.
Attore - I pirati possono capitare a chiunque. Voi consegnate la lettera. Dall'Inghilterra manderanno degli ambasciatori per dare spiegazioni...
Guildenstern - (agitato) Proprio non capite... i pirati ci hanno incastrati... altro che capra e casa... cavoli amari... dolce casa... cavoli e... (Furibondo) Altro che salvare capra e cavoli... e tornare a casa! Questi sono cavoli amari!
Attore - (confortandolo) Su...
Guildenstern - (quasi in lacrime) Senza di lui non si risolver niente...
Attore - Su...!
Guildenstern - Senza Amleto non ci lasceranno andare.
Attore - Suvvia!
Guildenstern - Che dovremmo fare?
Attore - Questo.
Si allontana, magari si sdraia. Rosencrantz e Guildenstern - si spostano di lato.
Rosencrantz - In salvo di nuovo.
Guildenstern - Salvo che cosa? Rosencrantz (sospira) II sole sta calando. (Pausa) Presto sar notte. (Pausa) Se quello ponente. (Pausa) A meno che non siamo...
Guildenstern - (grida) Chiudi il becco! Mi hai stufato! Pensi che fare conversazione ci aiuti? (Avvilito) Ci siamo spinti troppo lontano, e il nostro slancio ci 151 ha preso la mano; ci muoviamo pigramente verso l'eternit, senza alcuna possibilit di scampo o speranza di chiarimento.
Rosencrantz - Sii felice... se non sei nemmeno felice cosa c di tanto bello nel sopravvivere? (Incoraggiante) Andr tutto bene. Suppongo che andremo avanti e basta.
Guildenstern - Andremo dove?
Rosencrantz - In Inghilterra.
Guildenstern - LInghilterra! Quello s che un vicolo cieco! lo comunque non ci ho mai creduto.
Rosenctrantz - Dobbiamo solo fare il nostro resoconto e la cosa si chiuder. Sicuramente.
Guildenstern - Io non ci credo... una spiaggia, forse un porto... sbarchiamo e fermiamo qualcuno e gli diciamo: Dov' il re?... E quello dice: Oh, seguite quella strada laggi e prendete la prima a sinistra e... furibondo) Io non ci credo proprio!
Rosencrantz - Non sembra molto plausibile.
Guildenstern - E anche se ci arrivassimo faccia a faccia, che diciamo?
Rosencrantz - Diciamo... Siamo arrivati.
Guildenstern - (regale) E chi siete?
Rosencrantz - Siamo Rosencrantz e Guildenstern.
Guildenstern - Qual l'uno e qual l'altro?
Rosencrantz - Beh, io sono... tu sei
Guildenstern - Di che si tratta?
Rosencrantz - Beh, stavamo portando qui Amleto.ma poi dei pirati..
Guildenstern - Non capisco. Chi sono tutte queste persone, cosa c'entra tutto questo con me? Saltate fuori dal nulla con una storia inverosimile... Rosencrantz (con la lettera) Abbiamo una lettera... Guildenstern (l'afferra, l'apre) Una lettera... s... vero. qualcosa,., una lettera... (Legge) Poich l'Inghiltena fedele tributaria della Danimarca... affinch l'amore tra loro possa fiorire come la palma, eccetera... che, presa conoscenza di quanto qui contenuto, senza alcun indugio, siano messi subito a morte i latori della presente, Rosencrantz e Guildenster. Da una seconda occhiata. Rosencrantz gli strappa di mano la lettera. Guildenstern la riprende. Rosencrantz la riafferra di nuovo per met. La rileggono insieme e alzano gli occhi. L'attore si mette in piedi e raggiunge il suo barile, lo prende a calci e ci grida dentro.
Attore - Se ne sono andati! tutto finito! inverosimilmente, gli attori emergono ad uno ad uno dal barile e formano un cerchio minaccioso intorno a Rosencrantz e Guildenstern. ancora spaventati e storditi.
Guildenstern - (calmo) II nostro errore stato salire su una nave. (Certo, possiamo muoverci, cambiare direzione. ma ogni nostro movimento contenuto in an movimento pi vasto che ci spinge avanti inesorabilmente. come il vento e la corrente...
Rosencrantz - Ce l'avevano proprio giurata, vero? Fin dall'inizio. Chi avrebbe mai pensato che fossimo cos importanti?
Guildenstern - Ma perch? Chi siamo noi perch cos. tanto converga sulle nostre piccole morti? (Angosciato, all'attore) Chi siamo noi?
Attore - Siete Rosencrantz e Guildenstern. E tanto basta.
Guildenstern - No... non basta. Ci hanno detto cos poco... per mandarci a finire cos.... negandoci fino all'ultimo ogni spiegazione...
Attore - Nella nostra esperienza, la maggior parte delle cose si concludono con la morte.
Guildenstern - (paura, vendetta, scorno) La vostra esperienza! Attori! (Strappa un pugnale dalla cinta dell'attore e glielo punta alla gola: l'attore indietreggia e Guildenstem avanza, parlando con pi calma) Io parlo della morte... e quella voi non l'avete mai sperimentata. Ne potete metterla in scena. Morite migliata di morti casuali... e a nessuno si gela il sangue nelle vene. Perch anche nel momento in cui morite sapete che ritornerete con un cappello diverso. Invece nessuno si rialza dopo la morte... non ci sono applausi... c' soltanto silenzio e qualche vestito di seconda mano, questa ... la morte... (E affonda la lama fino all'impugnatura. L'attore resta in piedi, con gli occhi spalancati, terribili; si preme la ferita mentre la lama viene ritirata: emette flebili suoni di pianto, cade in ginocchio, e poi stramazza al suolo. Mentre lui muore, Guildenstem, nervoso, quasi isterico, si rivolge con voce acuta agli altri attori) Se noi abbiamo un destino, anche lui lo aveva... e se questo il nostro, allora quello era il suo... e se non ci sono spiegazioni per noi, allora non ce ne siano neanche per lui...Gli attori osservano l'attore che muore: lo osservano con un certo interesse. L'attore, alla fine, giace immobile. Un breve momento di silenzio. Poi gli attori cominciano ad applaudire con sincera ammirazione. L'attore si alza, dandosi una spazzolata.
Attore - (modestamente) Suvvia, signori... niente adulazioni... era solo mestiere. (Gli attori si congratulano ancora con lui. L'attore si avvicina a Guildenstem, che rimasto inchiodato al suolo con il pugnale in mano) Che ve ne parso? (Pausa) Vedete, questo il genere di morte in cui credono... questo che si aspettano. (Allunga la mano per riprendere il pugnale. Guildenstem appoggia lentamente la punta del pugnale sulla mano dell'attore e poi spinge... la lama rientra nel manico. L'attore sorride, reclama il pugnale) Per un momento avete pensato che barassi.
Rosencrantz - (si libera dalla tensione con una fragorosa risata nervosa) Oh, ottimo! Veramente ottimo! C'ero cascato in pieno... non c'eri cascato anche tu?...(Batte le mani) Encore! Encore!
Attore - (energico, braccio spalancate, un vero professionista) Morti per tutte le et e per ogni circostanza! Morti per sospensione, convulsione, tisi, incisione, esecuzione, asfissia e denutrizione! Carneficina finale, per veleno e per acciaio! Morti duplici in duello! Spettacolo! (Una rappresentazione della scena del duello che conclude /'Amleto: l'attore, nei panni di Amleto, si batte contro uno dei suoi compagni, nei panni di Laerte, e ciascuno dei due resta mortalmente ferito da una lama avvelenata. Nel frattempo Alfredo, prima che il re possa fermarlo, beve da una coppa avvelenata e muore. L'attore uccide il re. Laerte muore. Muore anche l'attore, dopo aver completato il suo discorso, l.a scena accuratamente miniata, senza l'ausilio di armi ne coppa. E le luci sfumano sulle morti che vengono rappresentate nel fondo. L'attore, morendo tra i morenti, tragicamente) E cos tutto ci ha una fine... solo una banalit: la luce svanisce con la vita e nell'inverno dei vostri anni il buio giunge troppo presto.
Guildenstern - (stanco, esaurito, ma ancora con una punta di impazienza; durante la pantomima) No... no... non per noi, non cos. Morire non romantico, e la morte non un gioco che dura poco. La morte non niente... la morte non ... l'assenza di presenza, nient'altro... il tempo infinito del non ritorno... un buco invisibile, e quando il vento ci soffia dentro non fa rumore...
In fondo alla scena la luce si spenta. Sono visibili soltanto Guildenstern e Rosencrantz; l'applauso di Guildenstern sfuma nel silenzio. Breve pausa.
Rosencrantz - E questo, dunque, non vero?(Nessuna risposta. Guarda davanti a s) Il sole sta calando.O la terra sta salendo, secondo una teoria molto in voga. (Breve pausa) Non che cambi qualcosa. (Pausa) Ma cos' stato? Quando cominciato tutto? (Pausa. Nessuna risposta) Non potremmo semplicemente rimanere dove siamo? Insomma. nessuno verr a prenderci con la forza... Dovranno solo aspettare. Siamo ancora giovani... sani... abbiamo anni... (Pausa. Nessuna risposta. Un grido) Non abbiamo fatto niente di male! Non abbiamo mai torto un capello a nessuno. Non vero?
Guildenstern - Non ricordo.
Rosencrantz - (si fa coraggio) Va bene cos, allora. Non m'importa. In fondo ne ho abbastanza. A dirti la verit, mi sento sollevato.
Rosencrantz sparisce. Guildenstern non se ne accorge.
Guildenstern - I nostri nomi gridati in una certa alba... un'ambasciata... un ordine... Dev'esserci stato un momento, all'inizio, in cui avremmo potuto dire... di no. Ma ci sfuggito, chiss come. (Si guarda intorno e scopre di essere solo) Rosen...?Guil...?(Si riprende) Beh, sapremo regolarci meglio la prossima volta. Ora mi vedete, ora... (e sparisce)
Immediatamente la scena si illumina e sul fondo appare il quadro di corte con cadaveri che chiude lAmleto. Cio: il re, la regina, Laerte e Amleto, tutti morti. Orazio sorregge Amleto. C' Fortebraccio. E ci sono due ambasciatori venuti dall'Inghilterra.
Ambasciatore - Tetro spettacolo! Troppo tardi giungono i nostri rapporti dall'Inghilterra e insensibili sono gli orecchi che avrebbero dovuto ascoltare come fu adempiuto l'ordine e come Rosencrantz e Guildenstern - siano stati messi a morte. Chi ci ringrazier ora?
ORAZIO Non la sua bocca, se anche essa potesse farlo. Egli non dette mai quell'ordine, Ma poich voi dalle guerre polacche e voi ambasciatori dall'Inghilterra sopravvenite al momento di questo eccidio, disponete che questi corpi siano esposti alla vista su un letto funebre e fate ch'io informi il mondo ignaro di quanto avvenuto. Cos udrete di azioni carnali, sanguinose e contro natura, di giudizi accidentali, di eccidi fortuiti, di morti provocate per necessit, con astuzia, e, in quest'epilogo, di propositi capovolti, ricaduti sulla testa di chi li macchinava. Posso raccontare tutto con verit.
Ma durante l'ultima battuta le luci si smorzano e la musica prende il sopravvento.
FINE
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