L’ultimo cantico

Davis Tagliaferro

Lultimo cantico

Dramma in sei scene

Testo protetto da diritti SIAE

PERSONAGGI

La Signora

Oscar, il figlio

Viviana, la vicina

Scena 1

La scena si apre con una musica sulla quale viene rappresentata la Signora da bambina. La signora, o meglio, la bambina, giocher a volare. La scena deve durare per tutto il tempo della musica.

(Buio)

Scena 2

(gi nel portone, Oscar arriva e incrocia Viviana che con delle buste sta uscendo)

OSCAR Ciao Viviana.

VIVIANA Ciao Oscar.

OSCAR Stai uscendo?

VIVIANA Si, devo passare in centro, ho da fare dei giri.

OSCAR Volevo chiederti una cosa, solo due minuti.

VIVIANA Certo! Sono un po di fretta, ma dimmi pure.

OSCAR Come stai?

VIVIANA Bene grazie. E tu?

OSCAR Bene, molto bene. Senti, lei invece come sta?

VIVIANA Cos.

OSCAR E su vero?

VIVIANA Si.

OSCAR Gi, lei resta su. (quasi tra s) Non riesco a capire perch continui ad abbandonarsi in questo modo.

VIVIANA Oscar, lo so che difficile, ma devi cercare di capire.

OSCAR Cho provato. da tanto che ci provo, ma non ci riesco.

VIVIANA In quelle condizioni poverina, che altro pu fare?

OSCAR (preso da uno scatto dira che Viviana percepisce come unaggressione) Reagire, potrebbe reagire! Ecco che cosa pu fare. In quelle condizioni reagire il minimo che si possa fare. E poi scendere gi Scendere! Nel mondo reale. Chiusa in casa non risolver un bel niente. Non si illuder certo che scappando dalla realt riuscir a redimersi.

VIVIANA Scusa Oscar ma devo andare (fa per andare).

OSCAR No aspetta Viviana, ti prego aspetta. (la ferma) Scusa, non ce lho con te, solo che non riesco a vederla ridotta in quello stato. Non volevo perdonami.

VIVIANA Sai, prima di trasferirmi qui mi prendevo cura di un signore che era nelle stesse condizioni di tua madre.

OSCAR (tra s, a parte) Impossibile

VIVIANA Ne era afflitto a tal punto che si rifiutava persino di mangiare. Se non lo imboccavo io ogni volta, si sarebbe fatto divorare dalla fame. Tutti i giorni cercavo di spronarlo, di scherzare, di distrarlo. Niente, non c stato niente da fare. Dopo nemmeno un anno, la depressione se lo port via. Tua madre invece ha una forza spaventosa. capace di badare a se stessa come nemmeno io so fare.

OSCAR proprio quello che mi fa rabbia, capisci? Una donna cos energica, che si sempre distinta per il suo spirito, per la sua natura, la sua dinamicit. Le piaceva cos tanto stare con le persone, conoscere il mondo, viaggiare... io non riesco a capacitarmene. Viviana, ascolta, ti volevo chiedere..perch non provi a stimolarla ad uscire con te qualche volta; a fare un giro in centro, per le vie che so in qualche museo a vedere una mostrao a teatro, oppure semplicemente a mangiare un gelato sul fiume durante il tramonto. Ci penso io a trovare un mezzo per trasportarla.

VIVIANA Oscar, io ci ho provato molte volte. Lultima volta stato poco tempo fa, a carnevale. Le ho chiesto se volesse scendere almeno qui sotto al portone per vedere la sfilata. Sai cosa mi ha risposto: A me non piacciono i funerali.Scusa ma non credo proprio sia il caso.

OSCAR Sono disposto a qualsiasi cosa pur di tirarla fuori da quello stato di autocommiserazione. Aiutami ti prego.

VIVIANA Non insistere Oscar. Non insistere.

OSCAR Tu sei lunica che potrebbe sbloccarla e.

VIVIANA (quasi presa da isteria) Io non posso perch lei non vuole. Non vuole, capisci! Lo sai meglio di me.

(pausa)

OSCAR Ti tratta male, vero?

VIVIANA No.

OSCAR E diventata cos aggressiva.

VIVIANA Lo sempre stata. Ma la capisco. Quando ci si ritrova da un giorno allaltro a non poter pi cammin.

OSCAR Non dirlo! Ti prego. Non dirlo.

VIVIANA Non prenderla cos Oscar. Un incidente come quello che ha colpito tua madre, non risparmia la vita a nessuno. stata molto fortunata ad esser sopravvissuta molto

OSCAR Lincidente che ha colpito mia madre la rassegnazione, Viviana.

VIVIANA Come puoi parlare cos dopo quello che le successo. Ora capisco perch cos dura con te.

OSCAR Non dovresti farle tutto quello ti chiede. A maggior ragione se ti tratta come immagino che faccia.

VIVIANA Anche se lei a volte un po dura con me, pur sempre una persona che soffre, e le persone che soffrono hanno bisogno di qualcuno che le stia vicino. Scusa ma adesso devo proprio andare. Ci vediamo.

(Viviana esce dal portone per la strada, Oscar rimane qualche secondo li pensieroso, poi entra nel palazzo. Musica. Buio)

Scena 3

(Casa della Signora. La signora su una sedia a rotelle)

SIGNORA Ah ah ah ahE comunque non il caso, almeno non in questa vitaquel che si pu fare stringere il coraggio con mani dacciaio, sperando certo, che non sia rovente al punto da squagliarle ah ah ahmi stai ascoltando? Hai ragione, meglio tornare al nostro cantico. ( entra nel rito) E mi lamentodella passione, che rende luomo schiavo di unemozione, della piet, che non fa altro che partorire deboli e vigliacchi e del mio armadio, che nasconde personalit senza corpi. Poi mi lamento della festa, unistituzione penosa, talmente penosa da riuscire a dare lillusione che a volte valga la pena di vivere ah, dimenticavo larte e il suo tentativo di innalzare ogni cosa a magnificenza. larte non si ancora accorta che la sua sciocca ambizione serve soltanto a placare la disperata brama di bellezza e di verit che tormenta tutti quei fanatici pellegrini che da secoli si porta dietro. Poi mi lamento dell orgoglio, che ha dato alluomo lillusione di essere superiore: superiore allanimale, superiore alla storia, superiore alla natura, alla vita, a se stesso, superiore superiore..Si Signore! E della speranza maledetta dopo aver sottomesso le anime al pi becero degli inganni, (sarcastica) le consola e le coccola. Mi lamento del destino, dellarido destino della sorte, ridotta ormai in questepoca, a navigare nei meandri oscuri della perdizione. E ancora, mi lamento della morale, che corrode lintelligenza privandola delle sue virt pi preziose, della parola, che provoca soprusi allespressione, e della ricerca del senso inutile di ogni cosa.

(suonano alla porta. La signora si dirige verso la porta, e con voce sbadigliante)

Chi ?

OSCAR (da fuori) Sono io mamma.

SIGNORA Arrivo subito. (Apre) Oscar, che ci fai qui?

OSCAR Stavi dormendo?

SIGNORA Si, mi stavo riposando, ho avuto una mattinata molto stressante. Vieni, entra. Vuoi un caff?

OSCAR Preferisco un cognac.

SIGNORA Ma, non stai lavorando?

OSCAR Sma ne ho bisogno.

SIGNORA Ne hai bisogno? Non starai diventando alcolizzato?

OSCAR Ma no! solo che

SIGNORA E solo che

OSCAR Ne ho voglia.tutto qui!

SIGNORA Inizi a confondere il bisogno con il piacere figlio mio?

OSCAR Io no, mamma.

SIGNORA (Dura) Cosa vorresti dire?

(Pausa viva)

OSCAR Come stai?

(la signora non risponde, pausa di tensione)

OSCAR Ti ho portato dei biscotti.

SIGNORA Biscotti?

OSCAR Si. I furlot, i tuoi preferiti.

SIGNORA Mi offendi, i biscotti si portano ai malati in ospedale.

OSCAR Ma cosa dici mamma?

SIGNORA Dico che portare i biscotti a qualcuno, solitamente, si usa quando questo qualcuno ricoverato in ospedale. Non li hai portati soltanto perch sai che mi piacciono. Io ti ho fatto Oscar, so benissimo che le tue azioni non sono mai fine a se stesse.

OSCAR Me lo hai insegnato tu mamma.

SIGNORA Allora dimmi, ti sembro una persona ricoverata in ospedale?

OSCAR (dolce) Mi sembri una persona che potrebbe avere molto pi di quello che si concede.

SIGNORA Sei ripugnante! Non usare questi modi con me Oscar non attecchisce! Cosa speri di raggiungere? La mia commozione? O credi di stupirmi con queste tue stupide riflessioni. Quel che mi concedo molto pi di quello che potrei avere e di quello che ho avuto. Perch non li regali a Viviana. Sono sicura che le piaceranno cos tanto da arrivare anche a(intendendo la masturbazione) mangiarli con un altro gusto! Ah, godrebbe come una sgualdrina. Lei si che potrebbe confondere il bisogno con il piacere.

OSCAR Li ho portati per te non per lei.

SIGNORA Grazie. Sei veramente gentile.

(pausa emotiva)

OSCAR Come mai hai avuto una giornata stressante stamattina?

SIGNORA Eh, le mie piante stanno soffrendo molto. Hanno bisogno di cure continue. Lanno scorso non ce lhanno fatta ad arrivare in primavera. Devo starle vicina.

OSCAR Quali piante?

SIGNORA Quelle fuori al balcone.

OSCAR (Si affaccia per vederle) Quelle due? Sono morte.

SIGNORA Te lho detto! Ah, poverine.

OSCAR Se non volevi uscire neanche in balcone per annaffiarle, perch non lo hai fatto fare a Viviana?

SIGNORA (Risentita) So cavarmela benissimo da sola in casa mia! Non ho bisogno di nessuno! E comunque (sarcastica) ho provato con uno spruzzino a gettarle dellacqua dalla finestra. non era abbastanza potente! Che vuoi farci, il destino che spetta a tutte le creature che dipendono dalle altre. Vedi, proprio come nel nostro tempo, lindividualismo che c, e lorrore con cui ognuno lo fa proprio ci porter a fare la stessa fine. cos che va la vita, cos che sta andando, e finch si continuer a promuovere questo come vita, io me ne star qui.

OSCAR Ma cos mamma non risolver

SIGNORA (interrompendolo) Non ho risolto niente lo stesso dopo aver sputato anni di sangue, per cercare di cambiare qualcosa. Vedi figliuolo, un uomo da solo non pu fermare una corrente di altri uomini che camminano nella direzione opposta; neanche se fosse pi di uno a tentare di farlo, neanche se questi fossero pi della met degli altri perch tra gli altri, al vertice della corrente, ci sono loro figlio mio

OSCAR Loro chi mamma?

SIGNORA Coloro che posseggono larma della vita e della morte, i signori del giusto, dal sorriso splendente, pronti a farti una carezza col coltello tra le dita. Sai cosa farebbero questi grandi amici se provassi a fermare la corrente che si portano dietro? Si fermerebbero, ti guarderebbero e lascerebbero che soltanto coloro che sono disposti a seguirli avranno la possibilit di continuare a camminare, mentre al resto, sar riservata la stessa fine che stata riservata a me. in caso di vita, ovviamente! E cos, se vero che lunica cosa che possiamo cambiare noi stessi. io non ho fatto altro che seguire il mio destino.

OSCAR Ma cos mamma, ti fai soltanto del male.

SIGNORA (sorridendo) Oh no filgio mio, no.ormai conosco fin troppo bene il dolore. il mio pi fedele compagno. Niente pu pi contro di me, niente. Emozioni come rimpianto, inquietudine, noia, angoscia, ansia sono state eliminate gi da tempo. La noia ad esempio si spavent un giorno vedendomi giocare a mosca cieca col tormento ed corsa via con la coda tra le gambe, la vigliacca. Il rimpianto invece, lultima volta lo visto aggirarsi tra i miei pensieri stato quando facevo lamore con la rinuncia (per un momento si perde ripensando a quando faceva lamore con la rinuncia. Poi si riprende) ...da allora, mai pi visto. La pi restia fu langoscia. Ha combattuto fino alla fine, ebbe la forza di resistermi duro sino a che non mi ha visto spazzare via i ricordi come un uragano spazza via case.

OSCAR Ti stai distruggendo mamma.

SIGNORA Ho soltanto distrutto tutti i sentimenti pi meschini e inutili che tormentano lanimo.

OSCAR Anche lamore, anche quello hai distrutto?

SIGNORA Quello il distruttore. Distrugge per poi RINASCERE. dopo linverno che viene sempre la primavera, dopo linverno che i fiori germogliano ed ogni cosa inizia a risplendere della sua nuova forma. I mari, che sino ad allora imperversavano le loro furie sulle coste, si calmano, si scaldano, ritornano a brillare dei loro pi bei colori, e riniziano a dialogare con il cielo della bellezza, mentre laria profuma di freschezza, e il polline che delicatamente si era abbandonato al soffio del vento, si lascia trasportare verso nuova vita, verso nuovi frutti dopo linverno.

OSCAR Quando finir il tuo inverno mamma?

SIGNORA Quando i galli non canteranno pi, gli asini non raglieranno pi e i cani non saranno pi fedeli ai loro padroni. Ma dimmi, a cosa devo la tua onorevole visita?

OSCAR Sono passato per dirti che dopodomani parto. Vado qualche giorno a Parigi e stavo pensando di....

SIGNORA Buon viaggio!

OSCAR Perch non

SIGNORA Perch dovrei?

OSCAR Per stare un po insieme.

SIGNORA Un po insieme Stare un po insieme! Ti dimenticasti di metterlo nel bilancio quando scegliesti il tuo futuro, vero?

OSCAR E cosa avrei dovuto fare? Avrei dovuto rinunciare alla mia giovinezza, alle mie ambizioni, ai miei sogni? E poi non sei sempre stata tu a spingermi verso lesperienza, la conoscenza, la realizzazione. Non rinunciare mai ai tuoi sogni, mai! mi hai sempre detto, te ne sei dimenticata?

SIGNORA No, non lho dimenticato, ma nella vita si fanno delle scelte: tuo padre mi abbandon quando decise di morire, tu quando scegliesti di intraprendere la tua carriera, ed io

OSCAR Quando iniziasti a non credere pi

SIGNORA (interrompendolo) In me?

OSCAR S mamma, hai abbandonato tutto e ti sei chiusa qui dentro da sola, in questa casa squallida e buia.

SIGNORA Meglio nel buio che in mezzo ai vermi.

OSCAR Perch secondo te saremmo tutti vermi?

SIGNORA Certo, quello diventeremo tutti! Vermi o cenere.

OSCAR Vorrei soltanto sapere perch ti ostini cos tanto alla vita.

SIGNORA La mia vita altro. La lucidit della mia scelta mi rende presente in un tempo che non ha bisogno di affermarsi, n di lottare, di sperare, (o) di cambiare. Sai, a volte chiudo gli occhi e provo ad immaginare leterno, e ad un certo punto mi sento sospesa in aria, sento il vento che mi scorre addosso, e davanti vedo una luce allorizzonte che corre, corre...e cos inizio a correre anchio, verso di lei, il vento mi scorre addosso. cerco di raggiungerla con tutte le mie forze, stendo la mano per provare ad afferrarla, ma lei continua a correre non si avvicina e non si allontana. Forse cercadi illuminare, di farmi strada. Non sa che vado verso di lei no, lei corre, corre credendo di aiutarmi. Ed io come in preda ad una forza misteriosa, continuo a correre verso di lei, il vento mi scorre addosso, il vento quel vento che pian piano inizia a diventare sempre pi freddo pi freddo... invadendomi tutta dalla testa ai piedi, atrofizzandomi lentamente, sino a paralizzarmi in come in una statua. Allora, riapro gli occhi e vedo quella luce qui, cos vicina che potrei anche toccarla, se volessi, o spegnerla. Capisci? Ma vedi, dal momento che leterno si scopre cos vile, allora mi rendo conto che la vita non che un soffio. (soffia verso il figlio possibilmente cercando di fargli muovere i capelli cosicch si riproduca limmagine del vento che gli scorre addosso)

OSCAR Inizi a delirare mamma.

SIGNORA No figlio mio, inizio a vedere il mondo con altri occhi.

OSCAR Mamma il mondo ti stai limitando a guardarlo da una finestra. Cosa speri di trovare in questa casa?

SIGNORA E tu cosa speri di trovare l fuori?

OSCAR Qualcosa di pi emozionante che una luce in un buco nero.

SIGNORA Sapessi quanto emozionante stare con se stessi. La solitudine il dono pi bello che lesistenza possa farti purch tu ne approfitti!

OSCAR (disperato) Ti stai mettendo contro te stessa.ti stai mettendo, contro la tua stessa natura

(Pausa. Poi Oscar si avvicina lentamente)

OSCAR Ascolta mamma, perch non vieni con me qualche giorno, ce ne andiamo per le vie di Parigi, sulla torre Eiffel, al Moulin Rouge a passare una serata. Me ne hai sempre parlato, ti ricordi? Ricordi quando mi raccontavi le storie su Parigi? Le tue storie su Parigi. Le raccontavi cos bene che a volte mi sembrava di essere l con te. Mi descrivevi i colori, le strade, persino gli odori .(La signora inizia a ricordare mantenendo uno sguardo fisso in quarta parete)Parigi, la citt dei tuoi sogni, che alla fine, diventata anche dei miei. (Si avvicina, le fa una carezza. Sottovoce) Andiamo mamma, io e te, solo qualche giorno, insieme. Senza pensare a niente, a nessuno...

SIGNORA Parigi.

(Bussano alla porta)

SIGNORA Dovrebbe essere Viviana.

OSCAR Vado io.

(Va ad aprire)

VIVIANA Posso?

OSCAR Vieni entra pure.

VIVIANA Ah, oggi in centro le vetrine erano meravigliose, tutte nuove! Avrebbe dovuto vedere quante belle cose cerano. A proposito, ho trovato un completo per lei, favoloso. (lo tira fuori da una busta) Viscosa pura al cento per cento. Che ve ne pare?

SIGNORA E di pessimo gusto.

OSCAR (richiamandola) Mamma!

VIVIANA Come? Pensavo le potesse piacere.

SIGNORA Pensavi male.

VIVIANA Eh. allora, che faccio, glielo riporto?

SIGNORA Certo che glielo riporti.

VIVIANA (contenta) Significa che prender qualcosa per me.

SIGNORA Prendi, prendi pure. (quasi tra s) Tanto non aspettavi altro. (il figlio le fa un cenno di non esagerare, come per calmarla)

VIVIANA Meglio che vada subito prima che chiudano. Avete bisogno di qualcosa?

OSCAR Io no, tu mamma?

SIGNORA (a Viviana) Vai, vai.

VIVIANA A domani! (arrivando davanti alluscita) Ah, dimenticavo (tira fuori la scatola che uguale a quella che gli ha portato il figlio), glieli ho presi i furlot.

SIGNORA Poggiali vicino agli altri.

VIVIANA Ma ce li aveva gi!

OSCAR Glieli ho portati io.

VIVIANA Oh, scusa. Ciao!

OSCAR Ciao Viviana. Grazie.

(Esce Viviana)

OSCAR Era molto bello quel completo, mi sembra che Viviana conosca bene i tuoi gusti.

SIGNORA Si, non era male.

OSCAR Allora perch glielo hai fatto riportare?

SIGNORA Perch lei si diverte cos. Hai visto comera contenta quando le ho detto di riportarglielo? Si diverte a passeggiare per il centro, entrare nei negozi, provare vestiti, comprarne alcuni... poi torna a casa e non pi soddisfatta. Allora ritorna al negozio, se li fa cambiare e si illude di aver comprato di nuovo. Le ho fatto solo un piacere.

OSCAR Ma cos carina con te. Ti fa la spesa, ti sceglie i vestiti, ti compra i libri.

SIGNORA Si, carina. (cambio tono) Ma io la pago, e deve esserlo.

OSCAR Non essere cos presuntuosa, potrebbe benissimo rifiutarsi di continuare a servirti. (infido, provocatorio) In fondo tu senza di lei...

SIGNORA Cosa? Senza di lei cosa? Potrei avere benissimo tutto a casa comunque, anche senza di lei. Lo faccio per pena, altrimenti sarebbe perduta. Quella mocciosa, non rifiuterebbe mai di aiutarmi. Non sa far nulla nella vita. la sua condizione ideale: il suo lavoro comprare! Di meglio da quella sua misera esistenza proprio non poteva chiedere. E poi soltanto grazie a me che pu nutrire quellanimaletto che si porta dentro, che gronda di bava davanti alle vetrine dei negozi, al denaro il suo unico e fedele compagno.

OSCAR Questo non ti legittima a trattarla in quel modo. Finirai con il farti odiare anche da chi si prende cura di te.

SIGNORA No, lei non mi odia. Prova soltanto piet. Non avendo nessuno che la ama, ritorce il suo bisogno damore in piet nei miei confronti, ricavandone persino da vivere.

OSCAR Stai diventando cattiva mamma.

SIGNORA Sto diventando terrena figlio. per me ormai finito il tempo di compatire, ora di iniziare a guardare la realt dritta negli occhi

OSCAR La tua realt ti porter alla rovina.

SIGNORA La mia realt, pu portare alla rovina soltanto me.

OSCAR Sarebbe ora che iniziassi a liberarti delle tue convinzioni, che provassi a scendere da quel trono su cui ti compiaci.

SIGNORA E tu invece sarebbe ora che iniziassi a riflettere sul marciume che ci portiamo dentro.

OSCAR Non abbiamo solo il marciume dentro.

SIGNORA Ma oggi la cosa che splende e profuma pi di tutte le altre.

OSCAR Una volta traevi forza dal marciume.

SIGNORA Quella era lidea della forza. La vera forza questa.

OSCAR Non ti capisco.

SIGNORA Non ho bisogno che tu lo faccia.

(Pausa riflessiva)

OSCAR Mamma, mi prometti una cosa.mi prometti almeno che ci pensi, a Parigi.

SIGNORA Ci penser.

OSCAR Torner domani pomeriggio. (Guarda lorologio) Ora devo andare, ho un incontro molto importante alle otto. A domani (la bacia sulla fronte). Ti voglio bene. (le fa una carezza ed un sorriso e si avvicina alla porta)

(Esce Oscar)

SIGNORA Ti voglio bene anchio. Allora? Che cosa vuoi fare? Con tutto quello che ti ha fatto, non sarai cos vergognosamente sentimentale da accettare? Non merita niente. Per anni ti ha lasciata sola, venendo a trovarti soltanto quando gli capitavano gli appuntamenti di lavoro da queste parti. Ora di colpo si ricordato di avere una madre. Parigi, crede di poterti attirare facendo leva sui i tuoi desideri di un tempo. che porco! E poi noi avevamo dei patti chiari e i patti si rispettano, o si paga caro. Ah perch tu stavi seriamente pensando di ah ah ah, devi essere completamente stupida allora. Non meriterebbe neanche di metterci piede in questa. ahh zitta scema! Finiscila con le tue stupidaggini. Invece di straziarmi con le tue chiacchiere inizia a pensare al da farsi, mi occuper io di lui. Rimarr fuori sta tranquilla, rester in compagnia della cagna. Il tempo che i bollori di quella baldracca si agitino e facciano effetto su di lui, e dimenticher presto sia la madre che la Francia. Cos domani ce ne staremo tutto il giorno insieme. Ho visto gi troppa gente oggi, perci mi raccomando, prepara qualcosa di divertente, di allegro. Certo, s, ci sar il nostro consueto appuntamento, non ti preoccupare; il cantico il momento pi prezioso che abbiamo conservato per stare insieme. Si si si si si si si si si si si si si si proprio cos, ben detto! Ben detto! Brava! solo cos che riuscirai a renderti immune. Soltanto cos potrai riuscirci dopo tutto quel belare al vento, (qui parte un crescendo) perch non credere che me ne sia dimenticata di tutte le speranze che nutrivi, del tuo credere ciecamente nella giustizia, della tua dedizione alleducazione, fonte di crescita umana, dei tuoi anni passati a lottare per il bene con tuoi miseri pensieri pacifisti e rivoluzionari credi che me ne sia dimenticata, eh? Hai finito mia cara di fare la mocciosa tempo di iniziare un nuovo cammino e iniziamo subito a sistemare quella sporca, depressa approfittatrice. La sua bellezza ti fa invidia non vero vecchia? Sar un gran sollievo non averla pi tra i piedi a ronzare come un moscone; poi continueremo con il piccolo di mamma, lunica gioia rimasta. Perch solo lui rimasto a volerti bene veramente, solo lui ancora spera di salvarti da questa tua condizione indecente. E invece sar io a salvarti tesoro mio. La pi grande e devota compagna che tu abbia mai avuto, colei che ama e odia di te ogni cosa, colei che ti guider nei misteri profondi della vita. Sar il tuo Virgilio. Sta tranquilla, ho pensato a tutto, ci saranno soltanto le ultime parole da pronunciare prima del viaggio. Sar il nostro ultimo lamento e tu finalmente sarai quello che hai sempre voluto essere. Non cos difficile: sprofondare per risorgere, risorgere per germogliare, germogliare per appassire questo che ti render eterna, questa la tua virt. Domani, sar nuova primavera.

(Musica. Buio)

Scena 4

(Momento di solitudine della signora. Finita questa azione, va alla finestra e si mette a guardare di fuori di spalle al pubblico)

SIGNORA Ah, ah, ah, quel che potevi fare ormai passato mio caro. Dovevi approfittare dellattimo e invece sei rimasto come un cretino ad aspettare che lattimo approfittasse di te. No, no, non te la prendere, devi solo cercare di essere pi perspicace, pi attento e coraggioso; per questo che ti sei lasciato andare, per questo che non sei riuscito a concludere niente, niente di niente. niente che potesse realizzare quel desiderio che ti si torce nella carne, niente che ti portasse a sorpassare le tue possibilit, niente che riuscisse a superarti, misero uomo, solo quel che riesce ad opprimerti.

(bussano alla porta)

Chi ?

VIVIANA (da fuori) Sono Viviana.

SIGNORA (va ad aprire) Che c?

VIVIANA Di cosa ha bisogno oggi? Sto uscendo.

SIGNORA Di non essere disturbata, oggi pomeriggio ho un appuntamento molto importante e non voglio essere disturbata per niente al mondo.

VIVIANA Un appuntamento?

SIGNORA S, devo risolvere degli affari personali. Pi tardi dovrebbe passare mio figlio, dovresti vedere quando arriva e dirgli che sono molto occupata.

VIVIANA Certo, per oggi dovrei passare un attimo in centro a ritirare una cosa.

SIGNORA Beh, allora significa che ci passerai domani. Ti dar unextra, e lo sai che i miei extra sono molto generosi

VIVIANA Va bene, aspetter suo figlio tutto il pomeriggio..

SIGNORA Mi raccomando, non farti venire delle strane idee.

VIVIANA Quali strane idee?

SIGNORA Ti ho vista un giorno mentre gli parlavi. Ti ho vista dalla finestra. La tua pelle sprigionava ormoni da ogni poro, le gambe ti si torcevano come quelle di chi non riesce a trattenere il desiderio di volutt che gli brucia dentro. Le tue mani erano nervose, i tuoi occhi fissi su di lui, come fossero imbalsamati. Lo vorresti non vero? Lo vorresti nel tuo letto per saziare le tue voglie pi ardenti, non cosi? Non rispondi.

VIVIANA Io non.

SIGNORA Tu non ce la fai a resistergli. Non ce la fai perch sei sola.

VIVIANA Basta! Nessuno vi da il permesso di trattarmi in questo modo. Non crediate che il fatto di essere rimasta su una sedia vi autorizzi a certe violenze. E poi anche voi siete sola.

SIGNORA Ma io lo voglio.

VIVIANA (quasi presa dal pianto, con un nodo alla gola) E allora rimaneteci.

SIGNORA Certamente! Ed tuo compito, oggi, fare in modo che accada.

VIVIANA Avevate detto di avere un appuntamento

SIGNORA I miei appuntamenti sono riservati.

VIVIANA Fin troppo, visto che non si vede mai nessuno venire.

SIGNORA Pensa a controllare che non venga nessuno a importunarmi, invece di ficcare il naso in quel che non ti riguarda. Ora sparisci.

VIVIANA (sottovoce, quasi tra s) Donna crudele.

SIGNORA Cosa?

(Si guardano, poi Viviana esce. Buio)

Scena 5

(Nel palazzo. Arriva Oscar, Viviana vedendolo esce)

VIVIANA Oscar! Aspetta, aspetta!

OSCAR Che succede?

VIVIANA Tua madre mi ha detto che molto impegnata, e che oggi non potr riceverti.

OSCAR Come? Che vuol dire?

VIVIANA Ha detto che aveva un appuntamento importantissimo. Doveva discutere di alcuni fatti personali. Io per non ho ancora visto arrivare nessuno; non saprei cosa dirti, ma ha ordinato di non disturbarla per qualsiasi cosa al mondo, mi dispiace.

OSCAR Lo ha fatto apposta. Ieri le ho chiesto di venire con me a Parigi e le ho detto che oggi sarei ripassato per sapere la risposta.

VIVIANA Oscar, iodevo dirti una cosa. gi un po di tempo che volevo dirtelo, ma.

OSCAR Cosa?

VIVIANA Vedi, non la prima volta che tua madre mi dice di avere un appuntamento. Soprattutto negli ultimi tempi, da quando non parla pi con nessuno.

OSCAR Che vuol dire non parla pi con nessuno?

VIVIANA Si, ha tagliato i rapporti con tutti, anche nel palazzo. Non parla pi con nessuno, dice che nelle loro infinite chiacchiere, in fondo non hanno nulla da dire, a parte mugolare in attesa della morte.

OSCAR (tra s) Questa follia

VIVIANA Sono gi quattro mesi ormai, pensavo lo sapessi.

OSCAR No, non lo sapevo.

VIVIANA Beh comunque, ogni volta che ha un appuntamento, io non vedo entrare mai nessuno in casa. Una volta per caso, mi sono avvicinata alla porta e ho sentito che parlava. Parlava come se stesse conversando con qualcuno non ricucivo a capire quello che diceva, ma dal tono sembrava una conversazione. In realt per, non cera nessuno in casa.

OSCAR Ne sei sicura?

VIVIANA Si. Sono sicura perch quel giorno era il mio turno di pulizia della scala, e me la presi con molta calma. Pass Matilda, pass Carla, la signora del quinto piano, e ci mettemmo a discutere per pi di unora; insomma, rimasi nel palazzo quasi tutto il pomeriggio e non vidi nessuno venire. Poi quando iniziai a salire per rientrare in casa, sentii un rumore provenire da casa di tua madre, come se si fosse rotto qualcosa. Per un attimo mi spaventai, pensai che potesse essersi fatta male e corsi alla porta. E quando mi avvicinai, sentii che parlava con qualcuno. Ma questo qualcuno io non lho mai visto. A meno che non si sia arrampicato sino al terzo piano e sia entrato dalla finestra. Poi, non finita: dopo cinque, dieci minuti io sarei dovuta andare da lei, per portarle la spesa che le avevo fatto la mattina. E mi sono messa a sistemare il corridoio di casa mia, lasciando la porta aperta, per vedere se uscisse qualcuno Niente! Poco dopo busso, entro, e non cera nessuno. Cos ho provato a guardare se cerano dei segni, qualcosa che rimandasse alla presenza di qualcuno.invece era tutto perfettamente in ordine, nemmeno una cosa fuori posto

OSCAR Tutto questo mi spaventa.

VIVIANA Spaventa anche me. E non sono la sola ad averla sentita. Anche il Signor Anselmo un giorno mi ha detto di averla sentita gridare come se ce lavesse con qualcuno. Lui si preoccup perch pensava gridasse contro di me, invece poi mi ha visto rientrare ero uscita allora tutti e due abbiamo pensato che ci fossi tu; ma poi ci siamo resi conto che non ceri. Io non so che dire

OSCAR Quindi anche adesso, dovrebbe essere in casa con il suo interlocutore misterioso.

VIVIANA Credo di si, ma ti prego, non andare a disturbarla altrimenti poi se la prende con me.

OSCAR Non ti preoccupare, non la disturber, ma devo capire cosa succede.

VIVIANA Cosa vuoi fare?

OSCAR Voglio andare ad ascoltare.

VIVIANA No ti prego, se ne accorge.

OSCAR Non mimporta.

VIVIANA Aspetta.

(I due escono. Musica. Buio)

Scena 6

(Casa della Signora)

SIGNORA (con voce pi alta del solito, come per farsi ascoltare e iniziando poi a preparare il t) Oh, finalmente! arrivato il momento tanto atteso! per me un piacere avervi qui con me. Vi preparo subito del t con dei meravigliosi biscottini, sono una delizia. Si, lo so che nutrite molto interesse nei miei confronti e devo dire che anche io ne ho per voi, ma vedete, non c bisogno di preoccuparsi cos tanto, io ho un figlio affettuosissimo e una vicina molto devota che si prendono cura di me, perci non state cos in pena, ci sono loro che mi coccolano. I miei due piccioncini, sapete, credo proprio che presto si innamoreranno; loro non lo sospettano nemmeno, ma lei cos sola poverina, e non fa altro che uscire in centro per cercar di trovare luomo della sua vita. Lui pure, lavora tutto il giorno, e quando rientra in casa non ha nessuno che lo aspetti; potrebbero benissimo stare insieme. Si, credo proprio che presto si uniranno, saranno felicissimi ne sono sicura. Ah, ma a me ci penso io, non mi spaventa mica lidea di restar sola, anzi. ecco qui, il t pronto. Aspettate che vi prendo lo zucchero (prende una boccettina contenente del veleno e lo versa nelle due tazze. Poi si avvicina alla porta silenziosamente e apre. Aprendo, scova i due che nel frattempo erano l ad ascoltarla) Prego, prego, entrate pure, stavo giustappunto parlando di voi. Ve ne sarete accorti immagino? (i due si guardano gelati ma senza rispondere) Entrate, non avrete mica paura. (i due entrano) Perch, non vero che potreste benissimo stare insieme voi due? E non ditemi che non cavete mai pensato...

VIVIANA (imbarazzata) Signora veramente..

SIGNORA Lo sapevo.ma naturale. Un po di t? Bevetelo prima che si raffreddi. Purtroppo mi sono accorta dopo che il limone leggermente acidulo, ma ci sono i meravigliosi furlot che ve ne addolciranno il sapore....

OSCAR Mamma scusa ma....

SIGNORA S, s, lo so, lo so, vuoi sapere con chi stavo parlando mentre voi due origliavate. Stavo parlando con voi! Vi stavo aspettando. Viviana ti avr detto di avermi sentita parlare senza aver mai visto nessuno entrare... e tu, non potevi fare a meno di venire ad accertarti dellevento. Comunque ho deciso, verr con te e ci sarai anche tu mia cara. S, partiremo per Parigi oggi stesso.

OSCAR No mamma, aspetta. domani che si dovrebbe partire e (si gira verso Viviana come per iniziare a dire che lei non pu)....

SIGNORA Io invece ho deciso che partiremo oggi stesso con il primo volo tutti e tre.

(i due bevono)

VIVIANA Signora, che c qui dentro?

OSCAR (quasi sovrapponendosi alla battuta di Viviana) Mamma questo t cattivo.

SIGNORA No, tesoro, no, non cattivo; c tutto lamore materno dentro, e il suo tenero latte che sgorga dalle mammelle. che sgorga da quella sorgente di seni morbidi e rigogliosi che nutrono con candida cura i bisogni della sua preziosa creatura. (A Viviana) A te invece, anatrella, regaler il fiore pi puro e profumato che la terra abbia mai prodotto. Abbine cura mi raccomando, come hai avuto cura per me in questi anni, e fallo con amore affinch possa darti i suoi frutti migliori e non lasciare che niente te lo porti via, per nessuna cosa al mondo, perch qualora dovesse succedere, rimarrai trafitta dal pi tagliente dei castighi e le tua carne si indebolir fino a sciogliersi, sino a che non rimarr nemmeno lombra della tua presenza.

VIVIANA Che cosa intendete dire signora..

SIGNORA Vieni qui, lascia che ti accarezzi (Viviana si siede , la signora le fa delle carezze). Grazie per essermi stata cos tanto vicina e perdonami se alcune volte sono stata dura con te, ma ti ho sempre voluta bene. Lo sai vero?

VIVIANA (annuisce con la testa)

SIGNORA Vieni anche tu figlio mio. (Oscar va e si siede anche lui) Restale accanto, ne ha bisogno, e anche tu hai bisogno di lei.

OSCAR Che cosa ci hai messo in quel t?

SIGNORA Non aver paura figlio mio, non voglio mica ucciderti. Voglio soltanto prendermi cura di te come non ho mai fatto prima.

OSCAR Che cosa ci hai messo? Ha uno strano colore.

SIGNORA Te lho detto, tutto il mio amore.

OSCAR Quello che distrugge? a quello che ti riferisci?

SIGNORA Ricordi? dopo linverno che arriva sempre la primavera. E cos sar figlio mio, tu potrai finalmente raggiungere i tuoi sogni e risplendere di nuova luce, ed io torner a dialogare con il cielo della bellezza, e volger verso nuovi orizzonti. Ma adesso corri, (a Viviana) corri anche tu, fate presto la stricnina agisce in fretta, lascia poco meno di mezzora per salvarsi.. corri. corri

OSCAR Che cosa hai fatto?

VIVIANA Che succede?

OSCAR Sei impazzita! Che cosa ti viene in mente!

SIGNORA Corri

VIVIANA Ma non capisco

OSCAR (a Viviana) Vieni, vieni sbrigati, dobbiamo andare. Non c tempo per le domande, andiamo. Andiamo! (arriva davanti alluscio della porta e si ferma, si rigira verso la madre. Si guardano)

SIGNORA Andate, correte incontro alla vita.... (i due escono) correte incontro alla vitae siate felici. Finalmente soli, che sollievo! Bene, non resta che preparare la nostra ultima cerimonia, ma prima (si gira verso le tazze, ne prende una e beve tutto di un sorso) Avanti, coraggio, al tuo posto adesso, lora del nostro ultimo lamento. (si prepara)

Sono qui, ancora una volta, a girarmi intorno, vegliare il mondo e mi lamento. Mi lamento di questa insopportabile pioggia, che quando scende non sarresta dinnanzi a nulla, e di quel dannato sole che ogni mattina illumina il mio cuscino con il suo nuovo giorno; del risveglio, e della solita tazza di t con un cucchiaino di zucchero, insieme allo stesso furlot di sempre.

Mi lamento dei ciao, buongiorno, grazie, prego, ti voglio bene, vaffanculo; mi lamento del solito pranzo 13:00 13:30; 13 e 35 prendiamo il caff caff? Ammazza caff, poi sigaretta, ammazza sigaretta, ammazza la morte se ci riesci brutta puttana!! (cambio ritorna al lamento) E di questo andare avanti nel tempo, con le sue lancette e il loro ticchettio, tic, tic, tic, che incalzano e offendono il gusto dellesistenza e della bellezza.

Poi mi lamento dellalba, che non ha fatto nientaltro, che ispirare la poesia.. niente di buono, solo stupide parole che cercano inutilmente di sedurre i sensi . Lalba, non e la luce che viene ad illuminare: viene a lusingare! Proprio come le stelle, che brillano brillano brillano, ma sono troppo lontane e per questo irraggiungibili (grida come se parlasse a qualcuno) arrivateci alle stelle sporchi fantasiosi che non siete altro, arrivateci pure a toccarle se ci riuscite con la vostra immaginazionema mai, mai potrete toccarle con le mani.(ride) ah ah ah ah..oh poveri sognatori ingenui. Vorrei tanto vedervi davanti alla morte mentre tutti i vostri sogni cadono nel baratro oscuro dellorrore, gli stessi che vi hanno sporcato la vita di illusione e di speranza. Avete presente i soldati che credono di combattere per La patria, e una volta partiti per la guerra trovano soltanto linferno di cui capace il genere umano e tutta la sua crudelt? Cos, (prende un biscotto in mano) anche voi, implorando disperatamente la vita, vedrete tutte le vostre piccole stelline che vi si schiantano addosso (stringe il biscotto in una mano sbriciolandolo e lasciando cadere le briciole a terra) infuocate (ride aspramente)Ah ah ah Quello si che sarebbe un bel tramonto! Altro che quella fastidiosissima palla rossa che tutti ammirano. Nemmeno la notte sarebbe cos affascinante, (verso di sprezzo) uh, capace solo di tormentare l animo di ossessioni; o peggio ancora la luna, che sta l, (con risentimento, come se spettasse a lei) da sola a godersi tutto il buio. Per non parlare poi del fascino di quellaltro, (accennando un piccolo sguardo verso il cielo, alza la voce come per farsi sentire) che dicono guardi tutto dallalto (ora guarda dritta per dritta sulla sua testa rivolgendosi verso il cielo) si sto parlando con te, perch non vieni fuori invece di nasconderti? (pausa, come se aspettasse la risposta; poi stacca riguardando verso il basso) Vigliacco, tu e le tue verit cialtrone! Cialtrone luomo, che ha vestito e incoronato menzogne per paura o noia forse!

E poi, mi lamento del mio profumo e della mia ombra che mi seguono ovunque, (scatto semi-isterico) e soprattutto di quel maledetto specchio, che ogni giorno mi riflette come se non conoscesse nessun altro. (pausa. Incalzante) ma pi di ogni altra cosa (si gira di spalle al pubblico dando limpressione che ora si stia rivolgendo direttamente ad egli) mi lamento del fatto che il mio lamento non pu fare a meno di incontrare le vostre opinioni e subire i vostri giudizi e le loro ingiurie puzzolenti.

(Si rigira di scatto verso il pubblico, e allattacco imminente della musica, la donna sembra esser presa da unapparizione. Inizia a commuoversi mostrando sguardi di prostrazione e di devozione che richiamano ricordi lontani e carnali. Come attirata da una forza magnetica inizia lentissimamente ad alzarsi dalla sedia. Appena in piedi)

Bambina mia, sei veramente tu?

(si dirige verso la figura immaginaria, che in realt la bambina che abbiamo visto nella prima scena, ed collocata dritta verso il pubblico; poi a met strada si ferma, si guarda i piedi e le gambe facendo capire che stata investita da una domanda rispetto al fatto che stia camminando)

Si amore, (si guarda le gambe come a dire posso camminare certo).(sorride) come? Vuoi che corra anchio come Oscar? Hai ragione, che stupida che sono.vado subito ma tu aspettami qui, cos appena torno voliamo insieme lontano. (guarda lorologio per rendersi conto se ce la fa effettivamente a salvarsi, e poi si avvia verso la porta facendo per andare. Di scatto si ferma, e si rigira di nuovo verso la visione) Torno subito, tu non te ne andare (mentre dice questa battuta si accorge che la bambina non c pi, ma continua a parlare come se ancora ci fosse) mi dispiace (si gira di spalle risentita) mi dispiace deluderti cos (riparte in direzione della sedia), ma solo qui mi sentivo al sicuro (ritorna di nuovo vicino alla sedia) Qui, (Si siede) sul mio trono perdonami piccola (piange) perdonami (Si accascia continuando a piangere sulla sedia. Sale la musica, mentre le luci iniziano ad affievolirsi lentamente fino al completo buio. La musica continua portandosi dietro il dramma, che pian piano si allontana sino alla

Fine

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