Vuoti a perdere

VUOTI A PERDERE

Atto unico

di

Matteo Tibiletti

personaggi

Pietro (Un uomo nervoso a cui la vita ha donato poco)

Ricky (Un rivoluzionario)

Roberto (Una guardia giurata in attesa di riscatto)

Stefania (Una donna misteriosa)

AMBIENTAZIONE

L'azione si snoda all'interno di un parco pubblico poco frequentato e non ha, almeno in apparenza, continuit cronologica. L'illuminazione, con la sua variazione di intensit e calore, svolger un ruolo fondamentale per la scansione temporale e la conseguente comprensione della vicenda.


Sinossi

Il tempo scorre veloce nella cornice di un parco pubblico scarsamente frequentato. In questo contesto incrociano e si scontrano le vite di quattro personaggi, quattro solitudini, quattro sfaccettature della stessa malinconia. Il destino restituir alla terra, ci che l'esistenza rifiuta: i vuoti a perdere.


Scena 1

Le luci si alzano molto lentamente. Due panchine sono poste ai lati del palco. Siamo in un parco pubblico. Sulle panchine, sedute in punta di forchetta, stanno rispettivamente un uomo ben vestito e una donna elegante. L'uomo ha le mani appoggiate in grembo, la donna ha una grossa borsa appoggiata sulle gambe. Lo sguardo fisso davanti a s. L'uomo fruga nelle tasche, tira fuori un fazzoletto. Si soffia rumorosamente il naso. La donna si volta verso di lui con un rapido scatto. Lui si volta verso di lei con rapido scatto. Lui abbozza un sorriso, lei no. Lui rimette via il fazzoletto con imbarazzo e poi riprende a fissare davanti a s. Lei torna a fissare davanti a s. Le luci si abbassano fino al buio.

Scena 2

Le luci si alzano lentamente. Stessa situazione. L'uomo e la donna guardano fissi davanti a s. La donna, con rapido scatto, scosta la propria borsa dal grembo e si alza la gonna per controllare una smagliatura. L'uomo, con rapido scatto, si volta eccitato verso di lei. L'uomo accenna ad un sorriso. La donna no. Lui torna a fissare davanti a s, con imbarazzo. Lei si ricompone e torna a fissare davanti a s. Le luci si abbassano fino al buio.

Scena 3

Le luci si alzano velocemente. Stessa situazione. Con rapido scatto, l'uomo si alza in piedi, mantenendo lo sguardo davanti a s. La donna, con movimento contrapposto e molto lento, si alza. Anche lei continua a mantenere lo sguardo davanti a s. Entrambi, lentamente, si voltano, l'uno verso l'altro. Si guardano a lungo. Lui abbozza un sorriso, lei no. Lei si avvicina a lui fino ad arrivare a pochi centimetri da lui. Lui stringe i pugni, teso ed emozionato. Lei disinvolta. Si guardano ancora, lei gli si avvicina ancora di pi. I loro visi ormai quasi si sfiorano. Lui sempre pi teso. Lui sorride. Lei no. Lei lo guarda ancora, poi con un gesto molto lento della mano gli accarezza la testa. Lui segue con lo sguardo, durante tutto il tragitto, la mano di lei. Quando il palmo di lei ha raggiunto finalmente la nuca di lui, l'uomo chiude gli occhi e rilassa i muscoli del viso. Lei lo bacia. Il bacio lento, dolce, quasi irreale. Lui ha il viso rilassato, ma il corpo teso. Lei sempre pi disinvolta. Lei, con gesto lento e silenzioso, infila una mano nella tasca di lui. La vediamo estrarre un portafogli e nasconderlo nella propria borsa. Lei abbandona le labbra di lui. Lui, lentamente, riapre gli occhi, come di ritorno da un sogno. Si guardano. Lei sorride appena. Lui no. Buio.

Scena 4

Inverno.

Luce improvvisa. L'uomo, che ora scopriamo chiamarsi Pietro, si ritrova da solo al centro del parco. Con rapidi gesti si sta frugando le tasche.

PIETRO Cazzo! Cazzo! Cazzo! Schifosa troia!

Dalla quinta a destra entra Ricky, uomo trasandato di circa trentacinque anni.

RICKY Oh! Che ti prende?! Vuoi farti sentire da tutto il quartiere?!

PIETRO Porca puttana!

RICKY Ma la smetti?!

PIETRO Mi ha fregato il portafogli!

RICKY Ma chi?

PIETRO Chi? Una stronza, ecco chi!

RICKY Questo mi sa che l'ho gi intuito. Di solito parli cos solo di tua madre. Quindi credo d'aver capito.

PIETRO Ma la smetti?! Ti dico che una stronza mi ha baciato e mentre mi limonava duro mi ha messo la mano in tasca e fregato il portafogli!

RICKY Cos' che faceva? Ti stava...

PIETRO S, s, mi stava limonando! La troia!

RICKY Cio ma proprio...

PIETRO Cos', sei stordito? Ho detto proprio questo! Mi ha messo la lingua in bocca, vuoi anche un disegnino?

RICKY No, per carit.

Silenzio.

RICKY Era brutta?

Pietro va a sedersi sulla panchina.

PIETRO No.

RICKY No?

PIETRO Mi hai sentito! No, non era un cesso! Era bellissima.

Ricky va a sedersi accanto a lui.

RICKY B, meglio, no?

PIETRO S, come no!

RICKY Certo!

Silenzio. Pietro guarda attonito l'amico, non pu credere a quel che sente.

RICKY solo che sei sconvolto dalla cosa, ora. Ma lascia passare un po' di tempo e vedrai...

PIETRO Cosa? Cosa cazzo devo vedere? Che non ho il portafogli in tasca?

RICKY No! Vedrai che una volta recuperati documenti, ti ricorderai solo questo...

PIETRO Ma ricordarmi di cosa?! La smetti di lasciare a met le frasi, per favore?!

RICKY Ricorderai soltanto che una sconosciuta, un giorno, senza un reale motivo, ti ha baciato nel parco, in un pomeriggio di tarda primavera.

PIETRO Ma siamo in inverno!

RICKY Chi se ne frega, la memoria deforma sempre i ricordi...

Silenzio.

RICKY Non sono molti a poter vantare di essere stati derubati da una bella donna.

PIETRO Ma mi ha inculato il portafogli!

RICKY Come sei materiale! Ma il bacio? Non stato superlativo? Ti ci vedo, in piedi, impalato come una cernia surgelata. Pugnetti stretti?

PIETRO (sorride imbarazzato) S.

RICKY Immaginavo... (proseguendo)... Occhietti chiusi e salivazione azzerata?

PIETRO Eh, b...

RICKY Non c' niente da fare, tu per me sei un libro aperto ormai.

PIETRO Avrei voluto vedere te!

RICKY Non c' di che preoccuparsi, a me non potrebbe mai succedere.

PIETRO E perch?

RICKY Perch io non ho mai un soldo.

PIETRO Se per questo, neppure io! (Pausa) Ah, ecco cosa ti manca! Tu non hai neanche un portafogli.

RICKY Gi.

PIETRO Niente da fare, tu per me sei un libro aperto ormai.

Sorridono. Silenzio.

RICKY Ti baster bloccare la carta di credito...

Silenzio. Pietro alza lo sguardo, allarmatissimo.

PIETRO Cazzo! Cazzo! Cazzo! Schifosa troia!

RICKY Aspetta!

Pietro e Ricky escono di corsa. Buio.

Scena 5

Inverno.

Le luci si alzano rapidamente. Pietro e Ricky stanno parlando con una guardia.

GUARDIA Sicch questa bellissima donna l'avrebbe derubata...

RICKY Mentre lo limonava duro!

GUARDIA Gi, dimenticavo.

PIETRO Era una donna alta un metro e settanta circa... ben vestita, bionda, occhi azzurri, un profumo molto intenso.

RICKY Era una donna molto curata!

GUARDIA (Rivolto a Ricky) Scusi, ma lei era presente?

PIETRO No, lui non c'era.

RICKY No, io non c'ero.

GUARDIA Allora come sa che quella donna era molto curata.

RICKY Mi scusi, ma una donna di un metro e settanta, ben vestita, bionda...

PIETRO ... occhi azzurri...

RICKY ... occhi azzurri, non le sembra una donna ben curata?

GUARDIA Pu anche darsi.

RICKY Direi che molto pi che probabile.

PIETRO S, d'accordo, era una donna ben curata.

RICKY E molto bella.

PIETRO Sta zitto, per favore!

RICKY Sto solo cercando di darti una mano.

GUARDIA Stia zitto, meglio.

RICKY (irritato) Cosa fa? Cerca di mettermi a tacere?

GUARDIA Le sto chiedendo, per favore, di non intromettersi.

RICKY Certo, per monopolizzare la discussione!

PIETRO Ma che cosa stai dicendo?

RICKY Io li conosco questi qua! Solo perch hanno il manganello dalla parte del manico...

PIETRO Cretino, si dice pugnale!

RICKY Per me possono avere anche un fucile a canne mozze...

GUARDIA Faccia star zitto il suo amico, altrimenti...

RICKY Altrimenti cosa? Vuol buttarci addosso dei lacrimogeni? Vuol caricarci? Eh? Tutti cos! Basta una divisa e subito si sentono onnipotenti! Sai cosa ti dico?

PIETRO No, non lo so e non mi interessa...

GUARDIA A me invece s!

RICKY Sei un servo! Servo dei padroni! Ribellati, fratello, non sottostare all'oppressione del potere!

PIETRO Ma che cazzo stai dicendo, si pu sapere?

RICKY Ribellati, ufficiale proletario! Tu sei uno di noi, ma sei mascherato! Ma questo ballo in maschera non durer in eterno! E alla fine...

GUARDIA Basta cos. Dica al suo amico di piantarla immediatamente o sar costretto a portarvi in centrale tutti e due.

PIETRO Portarvi? Io che c'entro?

RICKY Portarci in centrale? (ride) Portaci in centrale, schiavo! (imita il rumore di una frusta) Avanti! Schiavo!

GUARDIA (prende la radio trasmittente)

Due individui armati stanno agitando la folla. Parco Filippi. Ho bisogno di rinforzi.

PIETRO Armati?! Ma cosa dice, io non sono armato!

GUARDIA La prossima volta armatevi, se avete voglia di prendere per il culo un pubblico ufficiale!

La guardia estrae il manganello e picchia Pietro sulla schiena. Ricky fugge via. La guardia lo vede e, imprecando, lo insegue. Pietro rimane a terra, da solo. Alza lo sguardo. Dietro di lui appare la donna bionda. Stefania. Gli si avvicina per aiutarlo. Lui la riconosce e si allontana, strisciando per terra. Lei, con la mano, gli fa cenno di fermarsi. Dalla tasca estrae il portafogli. Lui immobile. Lei sorride. Lui no. Lei gli porge il portafogli. Lui lo prende in fretta. Lo apre. Pare non manchi nulla. Lui la guarda con sospetto. Lei continua a sorridere. Lui no. Buio.

Scena 6

Autunno.

Si alzano velocemente le luci. Stefania seduta sulla panchina di sinistra. La panchina di destra in ombra.

STEFANIA Freddo. Tanto freddo. Mani gelide e faccia di ghiaccio. Vento di vetro. Mi si tagliano sempre le labbra in questo periodo. Passo troppo tempo fuori. Fuori. Sempre fuori. Ma poi fuori che voglio stare, dunque a che serve? Le labbra si taglino pure, le mani mi si screpolino. Sai poi quanto me ne importa? Che poi, a voler guardare, al freddo si mantiene la pelle giovane. Ho sentito di uno che si fatto congelare quando aveva vent'anni. Lo hanno risvegliato dopo altri vent'anni. Era uguale. Non una ruga, non un difetto in pi, rispetto all'originale.

Si ode una voce, nell'ombra

VOCE Vuol dire, rispetto a quel che era vent'anni prima? Anche lui avr avuto i suoi difetti, dico bene?

Stefania risponde, senza voltarsi.

STEFANIA S, certo. Immagino di s. Nessuno perfetto. Giusto?

VOCE Lei una bellissima donna, sa?

STEFANIA Grazie. Lei molto gentile.

VOCE Lo so.

STEFANIA Wow! Un uomo sicuro di s! Da quanto tempo non ne sentivo parlare.

Sorride.

VOCE Siamo in pochi, ma ci siamo ancora.

STEFANIA Gli uomini di una volta?

Sorride.

VOCE Gi.

STEFANIA Lei non ha freddo?

VOCE Non molto. Ci ho fatto l'abitudine.

STEFANIA A cosa? Al freddo?

VOCE No, a questo posto.

STEFANIA Lei lavora qui?

Le luci si alzano. Sull'altra panchina vediamo la guardia. Stefania, ora per la prima volta, si gira a guardare l'uomo. Roberto.

ROBERTO Da diverso tempo. S. Mi hanno chiesto di pattugliare questo posto.

STEFANIA Oh, e come mai?

ROBERTO A dirla tutta non l'ho mai capito. In questo posto non ci viene mai nessuno.

STEFANIA Davvero?

ROBERTO S. A parte qualche ragazzo che si siede per leggere un libro o per ascoltare la musica con l'iPod... Non ho mai visto gente sospetta.

STEFANIA Quindi lei cosa fa, durante il turno di lavoro?

ROBERTO Penso.

STEFANIA Penser molto, immagino.

ROBERTO Passeggio anche tanto. Ho imparato a conoscere angoli di questo parco, che credo nessun altro conosca.

STEFANIA Davvero?

ROBERTO Oh, s!

STEFANIA Interessante!

Silenzio. Roberto si alza e si avvicina alla panchina di Stefania.

ROBERTO (con imbarazzo)

Mi giudicher sfrontato, forse...

STEFANIA Oh, no... tanto distinto!

ROBERTO Le andrebbe di passeggiare?

STEFANIA Ora?

ROBERTO S. Salvo che non stia aspettando qualcuno.

STEFANIA Oh, no, io non sto aspettando nessuno. Mi piace la quiete del parco.

ROBERTO Viene qui spesso? Non l'ho mai vista.

STEFANIA No, in effetti la prima volta che vengo qui. Io abito in un'altra citt.

Si alza e si avvicina a Roberto.

ROBERTO Avete un bel parco anche l?

STEFANIA Oh, s. Ma l ci sono brutte persone. Non mi piace andare dove ci sono brutte persone.

ROBERTO Lo posso prendere come un complimento?

STEFANIA Lo era. Lo .

Sorridono. Lei gli si avvicina. Lui spiazzato dall'avventatezza di lei e fa un passo indietro. Lei gli fa cenno di fermarsi. Gli si avvicina ancora di pi. Con la mano gli raggiunge la nuca. Lo accarezza. Lui chiude gli occhi. Lei lo bacia con passione. Lei, con un gesto lento e silenzioso raggiunge, con la mano, la tasca della giacca di lui. Lentamente estrae dalla tasca dei fazzoletti usati. Lei, senza staccarsi dalle labbra di lui, osserva i fazzoletti e li lascia cadere a terra con un moto di ribrezzo. Reinfila la mano nella tasca per estrarne un pupazzetto di gomma. Lei richiude gli occhi. Rimette il pupazzetto in tasca a Roberto. Buio.

Scena 7

Attraverso l'avvicendarsi di rapidi ritagli di luce osserviamo, come in proiezione di una vecchia pellicola, lo scorrere del tempo: Stefania e Roberto diventano due corpi che animano una storia d'amore. Li osserviamo avvicinarsi lentamente, quindi lui le pone in capo un velo bianco da sposa. Si guardano. Lei accarezza lui. Lui accarezza lei. Un'immensa dolcezza accompagna ogni gesto. Lui prende in braccio lei. Lei sorride, lui anche. Improvvisamente, i ritagli di luce cambiano di ritmo, intensit e colore. Si fanno pi cupi e l'atmosfera diventa amara. I due corpi iniziano ad allontanarsi. Lei lascia cadere a terra il velo da sposa. Lei sorride malinconicamente, lui no. I gesti diventano pi lenti e freddi. Si stringono la mano. Lui sorride di circostanza, lei no. Si fissano, immobili, per un lungo istante. Lentamente si voltano fino a darsi le spalle, per poi tornare a sedersi, ognuno sulla propria panchina. Lo sguardo triste e perso nel vuoto. Le luci continuano a frastagliare il buio, ma si fanno via via pi fioche, fino a spegnersi del tutto. Buio

Scena 8

Primavera.

Le luci si alzano lentamente. La panchina di sinistra in ombra, quella di destra in luce. Su quella di destra seduto Roberto. Ha pianto e sta cercando di ricomporsi.

ROBERTO Uno pensa di essere pronto a tutto, ma non mai cos. Affronti certi stronzetti ribelli, ubriaconi molesti e malviventi patentati, ma non sei mai pronto a tutto.

Dalla panchina di sinistra si ode una voce maschile.

VOCE Forse nemmeno quella gente di cui parla pronta a sentirsi sempre trattare come un rifiuto della natura.

ROBERTO B, ma lo sono!

VOCE Questo quello che dice lei!

ROBERTO ne ho il diritto. Ho un'uniforme che mi permette di farlo.

VOCE Non una bella cosa quella che ha appena detto.

ROBERTO Me ne frego.

Silenzio.

ROBERTO Hanno sparato a un mio collega, questa mattina.

VOCE Un suo collega?

ROBERTO S. Era un ragazzo. Avr avuto trent'anni!

VOCE Figli?

ROBERTO Uno, di sei anni.

VOCE Brutta faccenda.

ROBERTO Era in corso una manifestazione non autorizzata. Ci avevano allertato. Ma non si mai pronti a tutto.

VOCE Lo hanno aggredito?

ROBERTO Aggredito? Lo hanno massacrato di bastonate.

VOCE Ma non diceva che gli hanno sparato?

ROBERTO Dopo.

VOCE Dopo?

ROBERTO S, dopo le bastonate. Gli hanno rubato l'arma d'ordinanza e gli hanno sparato.

Si alza la luce sulla panchina di sinistra. La voce era quella di Pietro.

PIETRO Bisogner far chiarezza su quanto accaduto.

ROBERTO Chiarezza? Il mio collega morto!

PIETRO E allora?

ROBERTO E allora?

Si alza e, per la prima volta, i due incrociano lo sguardo.

PIETRO Stia calmo! Intendo dire che, anche se il suo collega ci ha rimesso le penne, qualcuno dovr far chiarezza per prendere il colpevole. In una folla non semplice risalire a chi ha fatto cosa. Potrebbe essere stato chiunque.

ROBERTO Chiunque?

PIETRO Chiunque.

ROBERTO No, caro signore! Non pu essere stato chiunque! Io, ad esempio, non sono stato!

PIETRO (alzandosi con sfida) Se per questo, neppure io!

ROBERTO Pu dimostrarlo?

PIETRO Io non ne ho bisogno!

ROBERTO Ne sicuro?

PIETRO Vuol forse accusarmi?

ROBERTO Non so, posso pensarci un po'?

PIETRO Si prenda pure tutta la giornata e mi chiami quando ha bisogno!

Fa per andarsene.

ROBERTO Dove pensa di andare lei, ora?

PIETRO A casa mia... ma a lei che cazzo gliene frega?!

ROBERTO Cosa ha detto?

PIETRO Non ho detto, ma ho chiesto! Ho chiesto "a lei che cazzo gliene frega di dove me ne vado"?

ROBERTO Sta insultando un pubblico ufficiale!

PIETRO Io non sto insultando proprio nessuno! Soprattutto non intendo far da balia a uno sbirro in crisi!

Esce a sinistra. Roberto abbassa lo sguardo e si rimette a sedere.

ROBERTO Niente. Non c' niente da fare! Il rispetto non lo conosce pi nessuno. Non serve a un cazzo questa divisa! Non servo a un cazzo io! Se fossi stato l, con lui... ora forse potrei essere diventato un eroe. Invece sto qui a chiacchierare con degli idioti che pensano che la giustizia sia un fatto di legge! Puah! Ai miei tempi...

Buio.

Scena 9

Estate.

Si alzano le luci. Sdraiato sulla panchina di destra, c' Ricky. Sta leggendo un libro. Ad un tratto, dalla sinistra, entra in scena Stefania, che va a sedersi sulla panchina opposta. Ricky abbassa il libro e guarda Stefania con aria interessata. Stefania guarda avanti a s.

RICKY tranquillo qui, non trova?

STEFANIA Cosa?

RICKY Dico che qui molto tranquillo. Ci viene spesso?

STEFANIA Da un paio d'anni.

RICKY Ah! Io invece da qualche mese. Ma cambio spesso posto.

STEFANIA Qui ho incontrato mio marito.

Ricky, interessatissimo, si mette a sedere.

RICKY Davvero?

STEFANIA S.

RICKY Dev'essere stato molto romantico.

STEFANIA (distrattamente) Uhm... uhm...

RICKY Io invece mi sono mollato il mese scorso con la tipa con cui stavo. Una cozza che non le dico! Che tipa! Non mi mollava un attimo! E io che le dicevo "Oh, ma non ti puoi trovare qualcosa da fare, a parte il guardarmi negli occhi tutto il giorno?" E lei sa cosa mi rispondeva?

Stefania non risponde.

RICKY Mi diceva "Ma i tuoi occhi sono tanto belli!"

Ricky Ride.

RICKY Cazzo, lo so che ho dei bellissimi occhi, ma... voglio dire, fatti una vita! E lei gi a piangere, neanche le avessi pestato il mignolino del piede! Che palle le donne appiccicose! Lei com, appiccicosa?

Stefania non risponde.

RICKY Signora? Non sar mica andata in risparmio energetico, spero!

Stefania si riprende e guarda Ricky.

STEFANIA Cosa diceva?

RICKY Dicevo, lei una molto appiccicosa?

STEFANIA S.

Silenzio di imbarazzo.

RICKY B, allora un peccato. Avremmo potuto avere una bella storia d'amore!

STEFANIA Come?!

RICKY S, intendo dire che avrebbe potuto tradire suo marito e stare con me per qualche mese. Sa com, sotterfugi, bugie, notti in hotel di basso costo, parcheggi auto isolati, eccetera... Una di quelle storie da tenere segrete per tutta la vita e di cui poi il marito scopre l'esistenza alla morte della moglie... magari leggendo vecchi sms o aprendo diari segreti. E l la cosa si fa interessante, perch a quel punto il marito non riesce pi ad essere incazzato con la moglie. Che vuoi fare? Tenere il muso a un cadavere che comunque, nel bene o nel male, ti stato accanto per tutta la vita? Allora il marito cerca l'amante della moglie defunta, per avvisarlo della recente perdita. I due, intendo marito e amante, diventano amici e cominciano a incontrarsi sempre pi spesso per parlare dei ricordi di lei. Piangono assieme, si abbracciano. Arrivano a volersi bene. Arrivano a pensare che forse se la moglie non fosse stata una troia di prima categoria, non si sarebbero mai incontrati e non avrebbero mai scoperto la vera amicizia.

STEFANIA E poi?

RICKY E poi cosa?

STEFANIA Dico, poi cosa succede?

RICKY Oh, il pi delle volte il marito scopre di essere segretamente attratto dall'amante della moglie e finiscono per scopare anche loro. Tra di loro, intendo. E l comincia una nuova storia d'amore, forse anche pi intensa di quella che aveva legato la moglie all'amante o al marito. Capisce? L'amore a volte solo questione di culo. E non parlo solo dell'epilogo di questa storia... In generale...

STEFANIA Capisco.

RICKY Vuole uscire a cena con me?

STEFANIA Mi sta dicendo che lei segretamente un omosessuale?

RICKY No, sono molto etero, pi di quanto lei pensi. Ma se anche le conseguenze dovessero portarmi sull'altra sponda, dopo una notte infuocata con una donna come lei, credo che ne sarebbe valsa la pena.

STEFANIA Lei approccia sempre cos?

RICKY S.

STEFANIA E funziona spesso?

Ricky si alza.

RICKY Pi di quanto pensi.

Pausa.

STEFANIA Peccato. Mi spiace interrompere questa sua serie di successi.

RICKY

(rimettendosi a sedere, deluso)

Non sa cosa si perde!

STEFANIA Me ne far una ragione.

Buio.

Scena 10

Primavera.

Si alzano le luci. Pietro seduto sulla panchina di sinistra. teso, sembra parlare tra s e s. Borbotta e scalcia.

PIETRO Fanculo!

Dalla quinta a destra entra Ricky, con un libro in mano.

RICKY Grazie.

PIETRO Cosa?

RICKY No, dico, grazie. Mi hai appena mandato a fare in culo.

PIETRO Ma che dici? Non parlavo con te!

RICKY Ho capito...

Gli si siede accanto. Pietro infastidito da questa invadenza e si sposta al bordo della panchina.

RICKY Quindi tu, sei uno di quelli che parlano da soli?

PIETRO E tu uno di quelli che non si fanno mai i cazzi propri, vero?

RICKY Esatto.

PIETRO Bene, tanto piacere. Ora puoi lasciarmi parlare da solo, in pace?

RICKY No.

PIETRO Ma si pu sapere chi sei?! Chi ti conosce?! Cazzo, ma tutti oggi?!

RICKY Non so quanti tu ne abbia incontrati, oggi... ma che ti piaccia o no, io sono qui, ora.

PIETRO Ok, senti: ti chiedo scusa, non volevo aggredirti, ma ho passato una giornata di merda e al momento non mi va di condividere la cosa con uno sconosciuto.

RICKY Giusto, hai pienamente ragione

Silenzio.

RICKY (protendendo la mano) Io mi chiamo Ricky, e tu?

PIETRO No, senti, forse non ci senti! Io non voglio fare la tua conoscenza. Mi dispiace. Non oggi. Non ora. Non in questa vita!

RICKY L'ultimo che ha detto cos si chiuso in una cassaforte di una banca e un minuto dopo esplosa una bomba atomica che lo ha lasciato solo al mondo.

PIETRO Che culo!

RICKY Gi. Era un grande appassionato di libri ma aveva un enorme problema di miopia. Senza occhiali non riusciva a vedere nemmeno il suo pisello allo specchio.

PIETRO E allora?

RICKY Il fatto che lui riesce a uscire dalla cassaforte, vivo. Ed l'unico a essere rimasto vivo! Gira per la citt che ovviamente deserta e, insomma, vede che finalmente il suo sogno si realizzato! Pu fare quel cazzo che gli pare! Non ha pi famiglia, non ha pi amici, non ha un lavoro! Niente. finalmente solo!

PIETRO Chi se ne frega!

RICKY Aspetta! Ancora non sono arrivato al punto! Il fatto che lui, mentre cammina, si accorge che tutti gli edifici sono crollati. Le strade sono divelte. Le chiese crollate. Insomma, tutto! Capito? Proprio tutto! Fino a quando non passa di fianco a quella che era la sua chiesa! La biblioteca! Eh s, lui passava l dentro tutto il tempo libero a disposizione, che per non aveva! Eh gi, perch era un impiegatuccio sottomesso dalla moglie, dalla famiglia, dal capo e dagli amici!

PIETRO Bella vita di merda che faceva il tuo amico!

RICKY No, non era un mio amico! Ascolta: lui vede che l'edificio della biblioteca distrutto ma... magia! I libri sono tutti intatti! Il tizio ha un mezzo orgasmo, s, insomma, quasi sviene! Ora ha tutto il tempo del mondo per leggersi tutti i libri che vuole, senza che nessuno gli rompa le palle! Capito?

PIETRO Eh, e come va a finire?

RICKY Finisce che quando prende in mano il primo libro, fa una mossa strana o... quasi inciampa... Insomma, ora non ricordo bene... Fatto sta che gli occhiali gli scivolano gi dal naso, cadono a terra e si rompono!

PIETRO E quindi?

RICKY E quindi? E quindi finito! Ti ricordi che ti ho detto che non ci vedeva un cazzo?

PIETRO S, nemmeno il suo, allo specchio, mi pare.

RICKY Esatto! Esatto! Che storia!

Silenzio.

PIETRO Posso sapere perch mi hai raccontato questa cretinata?

RICKY Non una cretinata! Era un gran bel film! E comunque, volevo dire, questo tizio, l'occhialuto, un po' come te!

PIETRO Come me? Ma chi sei? Se nemmeno mi conosci!

RICKY Non importa che io ti conosca o no! Tu vuoi star da solo, s, va bene! Ma una volta che sarai da solo, chi ti salder gli occhiali quando ti cadranno per terra in mezzo ad un mucchio di mattoni?

PIETRO Di un po', amico, hai dei problemi per caso?

RICKY Io no. Sei tu che mandi affanculo la gente senza nemmeno conoscerla!

PIETRO Ma ti ho gi detto che non ce l'avevo con te!

RICKY Va bene, allora con chi?

PIETRO Uff...

RICKY Avanti! Dillo a Ricky. Sono qui apposta per ascoltarti (sorride).

Silenzio. Pietro gli sorride.

PIETRO Il mio capo.

RICKY Che?

PIETRO Ho avuto uno scazzo con il mio capo. Ho mollato tutto e me ne sono venuto qui.

RICKY Il tuo capo?

PIETRO S. Gli ho risposto male, mi sono incazzato per una sua battuta. Ho buttato all'aria tutto e me ne sono andato bestemmiando. Temo di non avere molte chance di tornare a lavorare l. Ero in prova.

RICKY (Serio) Che battuta ha fatto?

PIETRO Ma niente...

RICKY Che battuta ti ha fatto?!

PIETRO Mi ha detto che a scartabellare gli schedari dell'archivio sembravo sua sorella con la poliomelite, tanto ero lento! (sorride). Ora che ci penso, forse non era un insulto. Forse diceva sul serio e sua sorella sta male... che ne so! Insomma, ho reagito d'istinto e magari lui parlava sul serio, lo faceva per spronarmi.

RICKY (tra s) Bastardo!

PIETRO Che?

Pausa.

RICKY Come ti chiami?

PIETRO Pietro.

RICKY Vedi, Pietro, non ho mai sopportato la classe dirigente. Tutta. I padroni, insomma. Mi stanno proprio sulle palle. Vedi, non esistono padroni buoni o cattivi. Esistono solo "i padroni". I padroni non ti danno aria, anzi, respirano la tua. Rubano quello di cui ti cibi tu, per ingrassare! E loro ingrassano, cazzo! Guardarli! Il tuo capo com'era?

PIETRO Normale.

RICKY Non vero!

PIETRO Ma s, ti dico! Sar stato...

Ricky lo interrompe.

RICKY ... Allora si sta facendo le ossa. Vedrai cosa diventer tra dieci anni. Sar un barile di lardo che rotola. E ti comander a bacchetta, fumandosi un grosso sigaro. Sghignazzer come solo i padroni sanno fare! Gi me lo vedo! Stronzo! Vedi, Pietro, noi questa gente dobbiamo escluderla. Dobbiamo impedire loro di rubarci l'ossigeno. Il potere in mano ad ognuno di noi! Capisci? Solo che noi non ne siamo consapevoli! Ognuno di noi pu impugnare una pistola, sparare e diventare un padrone! Loro ci fanno credere che questo genere di cose, invece, lecito solo se proviene dalle loro sporche teste di cazzo! I poliziotti? Li hai mai visti? Sono tutti l, pronti a sparare se soltanto ti muovi a un comando che non sia il loro. Che schifo!

PIETRO Credo che tu stia estremizzando un po'.

RICKY No, Pietro, niente affatto. Arriver il giorno in cui saremo noi o loro. E spera solo, quel giorno, di avere la pistola.

PIETRO Penso non sia necessario arrivare a tanto.

RICKY Vedrai, vedrai... Ah! Gi! (guarda Pietro dritto negli occhi) Se dovesse capitare, spara tu, per primo!

PIETRO (sorride) Agli ordini.

RICKY (serio) Non scherzare, ti prego.

PIETRO Ok.

Silenzio.

PIETRO Perdona la domanda: tu che fai, per vivere?

RICKY La rivoluzione.

PIETRO Cosa?

RICKY Sto organizzando la rivoluzione! Studenti e proletari contro i padroni del mondo.

PIETRO Stai organizzando... la rivoluzione?

RICKY Certo. Un giorno vinceremo, vedrai!

PIETRO E oltre a quello, di cosa ti occupi?

RIKCY In che senso?

PIETRO Intendo dire, che lavoro svolgi?

RICKY Te l'ho detto.

PIETRO (incredulo) La...

RICKY (serio) ... rivoluzione.

PIETRO (attonito) La rivoluzione...

RICKY Gi.

Silenzio.

RICKY Vuoi venire a pranzo da me? Mia madre sta preparando le lasagne e mio padre ha in cantina un'ottima bottiglia di vino rosso. Lo ha imbottigliato lui, sai? Ah! A casa mia, solo cose sane!

PIETRO V-va bene.

Ricky si alza in piedi.

RICKY Fantastico! Allora andiamo! Non abito molto distante, ci si pu arrivare a piedi.

PIETRO (ancora un po' insospettito) Ok.

RIKCY (accompagnando Pietro verso l'uscita a sinistra) Ma a proposito, tu dove stai?

PIETRO Vivo con i miei, sai... senza un lavoro fisso...

RICKY E ci stai bene? Voglio dire con i tuoi?

PIETRO In effetti... no.

RICKY Anche loro si atteggiano a padroni, eh? Sai che ti dico? Tu da oggi vieni a stare da me! E non accetto rifiuti! Sei un bravo ragazzo! Mi piaci! (pausa) Non fraintendermi, non nel senso che voglio dormire nel tuo stesso letto! Avrai la tua privacy. E mangerai bene e sano.

PIETRO Io non so che dire...

RICKY Non devi dire, devi agire! Questo il mio motto. Tu mi sei simpatico, sei in difficolt e io ti aiuto. Agisco.

PIETRO Parli anche molto, a dire il vero.

RICKY Che vuoi farci, cos bello parlare! Poi quando parlo io... anche meglio di quando sento parlare gli altri! proprio il suono della mia voce che...

PIETRO (interrompendolo) Va bene! Va bene, accetto l'invito.

RICKY Fantastico!

Escono.

Scena 11

Inverno.

Al levarsi delle luci troviamo Pietro e Stefania, come li avevamo lasciati dopo lo scontro con Roberto. Lui per terra, lei in piedi e gli fa cenno di non muoversi.

PIETRO Si pu sapere chi cazzo sei e perch mi hai rubato il portafogli?

STEFANIA Mi chiamo Stefania.

PIETRO Chi se ne frega di come ti chiami!

STEFANIA Me lo hai chiesto tu!

PIETRO Era un modo di dire, quello che voglio sapere altro: perch la scenata di questa mattina? Perch mi hai baciato? Perch mi hai rubato il portafogli e soprattutto perch ora me lo stai restituendo?

Stefania gli si avvicina e gli tende una mano per aiutarlo a rialzarsi, lui la scansa con un gesto brusco.

STEFANIA Ahia! Che stronzo! Ti stavo solo aiutando a rialzarti!

PIETRO Mi alzo da solo, ok?

STEFANIA Fa quello che ti pare!

PIETRO Grazie.

STEFANIA Prego.

Pietro va a sedersi sulla panchina.

PIETRO Bene, ora parla. Forza!

STEFANIA (guardandosi il braccio) Mi hai fatto male!

PIETRO Fa vedere.

Lei gli porge il braccio, lui guarda.

PIETRO Ma se non c'...

Lei gli d un colpo in faccia.

PIETRO Porca puttana!

Lui si alza, la prende per i polsi e la tiene stretta, di spalle.

PIETRO Di un po', ma cos'hai tu nel cervello? Si pu sapere chi cazzo sei?! Non ho pi voglia di scherzare, chiaro?

STEFANIA Mi avevi fatto male al braccio, mentre io stavo solo cercando di aiutarti a rialzarti!

PIETRO Certo, dopo avermi baciato, eccitato e derubato!

Silenzio.

STEFANIA Davvero ti ho eccitato?

Stefania fa per girarsi, ma Pietro la tiene stretta e la strattona con forza

PIETRO Parla! Chi sei?

STEFANIA Sono una ragazza a cui piace rovistare nelle tasche altrui.

PIETRO Lo fai spesso?

STEFANIA Quando riesco.

PIETRO E cosa ci guadagni?

STEFANIA Niente. Io non sono una ladra. Hai visto, no? Nel tuo portafogli non manca nulla.

PIETRO E allora perch?

STEFANIA Perch mi piace conoscere le persone. Quello che hanno in tasca o nel portafogli, spesso le rappresenta meglio di quello che vorrebbero far credere.

Pietro allenta la morsa.

STEFANIA Il mio ex marito, quando l'ho conosciuto, aveva dei fazzoletti sporchi e un pupazzetto di gomma. Chiunque porti un pupazzetto di gomma in tasca non pu essere una cattiva persona.

PIETRO Il tuo ex marito aveva un pupazzetto e dei fazzoletti usati in tasca? Ti sei lavata le mani, dopo?

STEFANIA E un pupazzetto di gomma.

Stefania sorride, con dolcezza si libera dalla morsa di Pietro e si mette a sedere. Lungo silenzio. Lei gli fa cenno di sedersi. Lui esegue.

PIETRO Cosa hai trovato nel mio portafogli?

STEFANIA Una moneta da un euro, una carta di credito e una fotografia di una donna anziana.

PIETRO Gi.

STEFANIA Chi era?

PIETRO Come fai a sapere che...

STEFANIA La foto sembrava molto vecchia.

PIETRO Mia nonna.

Stefania sorride.

STEFANIA Le eri molto affezionato?

PIETRO C'era altro nel portafogli?

STEFANIA No.

Silenzio. I due sorridono.

PIETRO un metodo strano per conoscere le persone. Specie perch per colpa tua mi sono beccato una bastonata da una guardia.

STEFANIA (colpevole)

Per colpa mia?

PIETRO S, b... in effetti non per colpa tua. C'era un mio amico prima, qui... e lui uno ossessionato con le rivoluzioni... gli stanno antipatici i poteri costituiti... non li sopporta proprio e...

Lei gli appoggia la mano sulla bocca.

STEFANIA Sei un ragazzo che spera molto nel futuro. Un ottimista, vero?

PIETRO Perch?

STEFANIA Hai solo una moneta in tasca...

PIETRO (sorride) Per il carrello della spesa.

STEFANIA ... Ma hai una carta di credito.

PIETRO E allora?

STEFANIA Vuol dire che sei sempre convinto che il mese prossimo riuscirai a pagare quello che non ti puoi pagare oggi. Sei una persona positiva.

PIETRO O un irresponsabile

STEFANIA E molto dolce.

Silenzio. Si guardano.

PIETRO E tu? Cos'hai nella borsa?

STEFANIA Niente.

PIETRO Come sarebbe a dire, niente? Tutti hanno qualcosa nella...

Lei rovescia la borsa. vuota.

PIETRO ... borsa.

Silenzio.

STEFANIA Non mi piace portarmi dietro troppe cose.

PIETRO Lo vedo.

STEFANIA Le cose pesano, non trovi?

PIETRO A volte.

Silenzio.

PIETRO Perch finita con tuo marito?

STEFANIA Non sopportava che io fossi cos come sono.

PIETRO Cio?

STEFANIA (allarga le braccia e mima un volo) Cos.

PIETRO Capisco. Anche a me va sempre tutto storto, proprio perch la gente pensa che io sia... (mima il gesto di lei)... cos.

Sorridono. Le luci si abbassano. Si baciano. D'improvviso si odono grida e schiamazzi fuori campo. Rientra Ricky, inseguito da Roberto. I due non si accorgono di Stefania e Pietro, che nel frattempo rimangono immobili, sulla panchina.

ROBERTO (con il fiatone) Testa di cazzo, ora hai finito di scappare, chiaro?! Ora tu mi segui in centrale e la fai finita!

RICKY (Estraendo dalla tasca una pistola) Dove mi vuoi portare, piedi piatti?!

Roberto fa un passo indietro, terrorizzato. Pietro e Stefania si alzano di scatto.

PIETRO Ricky!

STEFANIA Roberto!

Ricky e Roberto si accorgono dei due, con grande imbarazzo.

ROBERTO Stefania, tu?

Pietro guarda Stefania con aria interrogativa, poi torna con lo sguardo su Ricky che pare aver perso il controllo e sbraita, con la pistola in mano.

RICKY Ehi, stronzo, io ti sto puntando una pistola addosso, non lo dimenticare!

ROBERTO S-scusa...

PIETRO Ricky, metti via quella pistola! Potrebbe partire un colpo, non fare cazzate!

RICKY Metterla via?

(ride)

Scherzi, vero? Ora che ho questo pezzo di merda sotto tiro, non me lo lascio scappare! Sai quanto mi ha insultato?! Mi ha rincorso per tutto questo stronzissimo parco, dicendo che io la dovevo pagare per un tizio che nemmeno conosco!

ROBERTO Non vero che non lo conosci! Quella pistola di ordinanza! Tu dove l'hai presa?

RICKY Che te ne frega!

PIETRO Basta, Ricky, per favore!

STEFANIA S, per favore, metta gi quell'arma.

RICKY E quella chi diavolo ?

ROBERTO mia moglie, lasciatela stare.

Pietro guarda Stefania, lei fa cenno di no con la testa.

ROBERTO Ex moglie, volevo dire.

RICKY quella troia che ti ha fregato il portafogli? Mettila qui, che facciamo la festa pure a lei!

ROBERTO Cosa? No! Ti prego, ammazza me, ma non lei, per favore!

RICKY Ti piacerebbe, eh!

PIETRO Ora basta, Ricky, non peggiorare le cose, per favore!

Pietro gli si avvicina, ma Ricky, fuori controllo, lascia partire un colpo che ferisce di striscio proprio l'amico.

RICKY Oh merda!

STEFANIA No!

Pietro cade a terra e si contorce dal dolore. Stefania gli si avvicina e si inginocchia accanto a lui.

PIETRO Porca puttana, vuoi metterla via quella pistola!

Ricky ora molto spaventato.

RICKY S-scusa, Pietro... io non volevo...

PIETRO Ho capito, va bene, Ricky! Lo so! Ah! Cazzo che male! (pausa) Ora per favore, butta per terra la pistola e va a chiamare un'ambulanza. Per fortuna mi hai preso solo di striscio, testa di cazzo!

Abbassa l'arma, mentre con lo sguardo tiene fisso l'amico. Roberto coglie l'attimo e si avventa contro Ricky. Inizia una colluttazione. Stefania urla. Pietro chiede ai due di smetterla. Parte un altro colpo. Ricky cade a terra, senza vita.

PIETRO No!

Roberto disorientato. Ha la pistola in mano. La lascia cadere a terra.

PIETRO (rivolto a Roberto) Figlio di puttana! Hai ucciso un ragazzo!

A fatica, Pietro si alza e si getta sul corpo senza vita dell'amico.

ROBERTO Ci avrebbe ucciso tutti.

PIETRO Non vero! Non vero! Gli era partito un colpo! Non lo ha fatto apposta! Lo avrei disarmato se non gli fossi saltato addosso! (urla, in lacrime) Sei un bastardo!

ROBERTO (assente) Mi ha rotto i coglioni tutto il giorno.

STEFANIA (sconvolta) Roberto! Chiama un'ambulanza, presto!

ROBERTO Staranno gi arrivando, tesoro. Loro sono sempre attenti a quel che accade qui.

STEFANIA (in lacrime) Ma dove stai andando?

ROBERTO Sono un po' stanco. Ho bisogno di dormire.

PIETRO Stronzo, non te ne andare, hai capito?! Non te ne puoi andare!

ROBERTO Cos impara. Cos impara. Cos impara.

STEFANIA (cercando di fermarlo) Roberto!

ROBERTO Loro sparano e noi rispondiamo. S, cos. La giustizia non questione di legge. La giustizia un'altra cosa.

Si fruga nelle tasche, prende il pupazzetto di gomma. Lo guarda. Poi lo getta verso il cadavere.

ROBERTO Una promessa una promessa.

Stefania si lascia cadere sulle ginocchia e guarda il pupazzetto e poi l'ex marito. Roberto intanto si siede sulla panchina di sinistra. Da lontano si odono le sirene della polizia. Silenziosamente, Pietro, raccoglie da terra la pistola e la osserva. Stefania e Roberto alzano lo sguardo verso di lui. Silenzio. Roberto estrae lentamente dalla fondina la propria arma di ordinanza. Pietro la punta contro Roberto e viceversa. Stefania guarda davanti a s e strizza gli occhi nell'attesa dello sparo. Pietro sorride, Roberto anche. Stefania no.

Buio.

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