Pija la mare, pija la fija, fane ‘n mass e sbat-je via

ATTO I

Pija la mare, pija la fija, fane 'n mass e sbat-je via

due atti comicissimi di

TREMAGI

(SIAE sez. DOR pos. n 103597)


PERSONAGGI

Felice Tarocco, padron d ca

LIC

Rina, soa fomna

RIN

Carla, soa fija

CAR

Giorgio Villata, fieul dun colga d Lice

GIO

Alfredo Giacotto, conossnt d la famija Tarch

FRE

Questa volta la figlia da marito deve vedersela con una madre possessiva, chiacchierona e intraprendente. Gli equivoci conseguenti allimpulsivit della matrona rischiano di rovinare irrimediabilmente amori ed amicizie e solo una serie di casi fortunati ricondurr le storie dei protagonisti al lieto fine. Lunico a dover subire ogni angheria con stoica rassegnazione il povero Felice Tarocco, destinato a dover sopportare con eroica pazienza la vulcanica consorte.

La scena fissa e ricalca lambiente di un appartamento piccolo borghese di citt, con un ingresso dallesterno in fondo a destra, una uscita verso il giardino in fondo a sinistra, una porta sul lato sinistro che d accesso alla cucina ed una sul lato destro alle camere da letto. Completano larredamento sedie, tavolino, divano, quadri, attaccapanni, ecc.


Felice Tarocco, padron d ca

un parpagnaco, succube della moglie, sempre trasandato, malvestito, con un completo grigio molto fuori moda, sgualcito, sdrucito e molto carente in quanto a bottoni. Completa labbigliamento una cravatta piccola e di colore insignificante. Anche quando si arrabbia, non mai troppo alterato, sguaiato o aggressivo. piuttosto rassegnato a subire le prepotenze della moglie con ironia.

Rina, soa fomna

la vera padrona di casa. lei che comanda. Tuttavia le piace farlo in modo subdolo, dando agli altri limpressione di essere una specie di vittima. Le piace tramare per portare acqua al suo mulino, per s e per sua figlia, ed anche quando le cose non vanno per il verso giusto, pur rimanendo inizialmente stizzita, trova sempre il modo di rigirare la frittata per il suo tornaconto.

Carla, soa fija

Un po viziata, ma decisamente disincantata. Da dimostrazione di aver assimilato molto bene la lezione della madre. piuttosto superficiale nel rapporto con gli altri e cerca solo di far andare le cose in un modo adeguato alle sue esigenze. Si veste e si acconcia con moderno buon gusto.

Giorgio Villata, fieul dun colga d Lice

Figlio di un amico di Lice, vuole bene a Carla, ma la signora Rina fa di tutto per sistemare la figlia con spasimanti pi agiati. persona di carisma pure nei confronti degli altri personaggi maschili, anche se bisogna dire che ci vuole poco. elegante e brillante.

Alfredo, conossnt d la famija Tarch

un non pi giovane piccolo imprenditore, timido e tontolone, che tarda parecchio a capire quel che gli succede intorno, ma di buon cuore. Rina vorrebbe fargli sposare Carla e riesce a convincere la figlia che questa sarebbe la giusta soluzione. I suoi abiti sono corti e stretti, un po superati. Fa sempre la figura del bivo.


ATTO 1

SCENA I

(Carla e Lice)

(LA SCENA VUOTA; SUONA IL F]CAMPANELLO% DELLA PORTA)

CAR (D.D.) Vengo... (SEGUE UN MOMENTO DI SILENZIO)

LIC (D.D.) Bja spinass, a j quaidun cham ven-a a deurbe sta prta?

(SUONA NUOVAMENTE IL F]CAMPANELLO%)

CAR (D.D.) Vengo! Se ho detto che vengo vengo, no? Chi ?

LIC (D.D.) Amici

CAR (ENTRA DALLE CAMERE E VA AD APRIRE) E chi sono questi amici?

LIC (D.D.) I son mi, no?

CAR (RIENTRA) Ah Ciao, pap!

LIC (ENTRANDO) A l nen posbil! Tute le vlte chi torno a ca, am conven mand prima n telegrma! Sempre listessa stria, con vojutre! Mi i capisso nen...

CAR Ma i jera ddl chi lesa e poi me lhai detto tu di fare cos, no? Di chiedere prima di aprire

LIC S, a l vera i lhai dite d nen deurbe con trpa facilit e d ciam sempre prima chi cha l'... perch as sa mai ma quand it sente la mia vos...

CAR Eh... la voce del padrone!

LIC Prpi n bel padron! Con doe fomne ntc E ndova cha l toa mare?

CAR Fra.

LIC Fra?

CAR Fra!

LIC A stora? Ma sa lha fame vn a ca prima da travaj per giuteve a prepar la toa festa dancheuj dpmesd la grande festa di compleanno l riceviment d la principssa i rivo e chila a l fra?

CAR Eh a river

LIC (CERCA DI ASSUMERE UN TONO PADRONALE) Frsa, cha l tard.

CAR Csa?

LIC I lhai dit cha l tard.

CAR Per f?

LIC Per mang! I lhai fam. A l pront?

CAR Csa?

LIC Come csa? Per un cha lha fam, cs a dovra esse pront? l tranvai?

CAR Ma mama a l ncora nen torn

LIC Chas taca! A l ncora nen torn E peuj am dis a mi d f n pressa, d nen fela spet A che ora cha l surta?

CAR Oh, beh Di sicuro prima delle dieci e mezza, perch quand i son aussame a lera gi via A des e mesa a jera gi p nen.

LIC Des e mesa! Dime ti (GUARDA L'OROLOGIO) Guarda mach se mi i deuvo st s a discute con na plandra a lora d disn! E lautra chiss ndoa cha l nvece d cud la cusin-a Dsbreuite, ti! E va ddl a camp gi doi tajarn o ln cha j!...

CAR Prima di tutto, mettiamo bene le cose in chiaro: i lhai dov s-cianchme l'anima per fich n pch a pst la ca ho persino rifatto i letti

LIC Dpo des e mesa

CAR I son prontame colassion...

LIC Dpo des e mesa

CAR Ho gi anche tirato fuori dallarmadio il vestito per la festa di oggi pomeriggio

LIC Dpo des e mesa

CAR Non sono neanche riuscita a leggere un po il mio libro

LIC It fisse mach aussate a des e n quart

CAR Guarda, pap... mi i son bele stofia d mai avj un moment per mi! Te lo dico chiaramente! Non posso pi continuare cos! Non vedo lora di avere un po di indipendenza dandmne via da sta ca!

LIC Prima campa la pasta, peuj va ndoa chit veule!

CAR It pense mach sempre a mang! (ESCE)

SCENA II

(Lice e Carla)

LIC Sempre doe vlte al d, l! Mi i sai nen... Am ven na fln-a chi sai nen c i fara! Ma a finir, neh i sai nen quandi, ma a finir! Guarda n pch stamatin mia fomna am dsvja cha lera gnanca sinch ore e am dis (IMITANDO MALE LA VOCE DELLA MOGLIE): Sent, Lice, im racomando ven a ca prest, che i loma da prepar per tuti coj fieuj. E ti it deuve esse a pst. P che a pst. A l ora chi la mario, sta cita! E ti it deuve f l pare, f bela figura! A l ora chit daghe nardriss, na bon-a vlta! S, nardriss! (APRE LE BRACCIA E SI GUARDA I VESTITI) I son but chi smijo n buracio da spavent ij cornajass! Che ardriss it veule chim daga? E peuj Sauto colassion, ven-o a ca chi s-ciairo p nen da la fam... Al! Madama a j nen! A sta fra quatr o sinch ore... e mi son s... chila n, ma mi i son s!

CAR (RIENTRANDO) Pap, it lhas portlo?

LIC Csa?

CAR It lhas portlo?

LIC Ma csa?

CAR l pss!

LIC l pss? Mi i duva port n pss a ca?

CAR S. Mamma ha detto che dovevi portare a casa il pesce.

LIC Mi?

CAR S.

LIC E mi i duva sugnme d port a ca ij pss?

CAR Sent pap... mama a lha dime parjmi i na sai gnente...

LIC No! I son mi chi na sai gnente!... a mi a lha nen parlame d gnun pss A lha nen dime nassident d gnente

CAR Allora adesso stai bene attento, perch te lo dico chiaro come il sole...

LIC Che rba?

CAR In casa da mangiare non c un bel niente. Zero. Frigo vuoto. Se non c il tuo pesce siamo completamente a secco.

LIC Vate a cog chit tacon-o ti e tute le fomne dl mond! Cola-l am dis gnente e mi a venta chim seugna d port a ca l pss! Sai nen am pija na fln-a, chi sai nen csa i fara! Ma a finir, neh I sai nen quandi, ma a finir! (ESCE IN CAMERA)

SCENA III

(Rina, Carla, poi Lice)

RIN (ENTRA DALLA COMUNE) hmmi, hmmi... a l tardi, neh? Pap a l gi riv?

CAR S, s A l gi riv... e non si pu certo dire che sia ben predisposto.

RIN Boh Guarda, tu vai di l a metterti un po in ordine. Va a gavte sta vesta. Ti cambi e

CAR Oh, mamina i sono prpe straca. (SI SIEDE) Pensa che mi sono buttata gi dal letto che non erano neanche le dieci e mezza!...

RIN Oh, i son tanto straca dc mi! (SI SIEDE ANCHE LEI, STREMATA) Tanto straca chi na peuss p! Figurati che sono stata da Patrizia, quella chiacchierona... dovevo solo chiederle lindirizzo di quel negozio dov andata per comprare il divano nuovo, lanno scorso, ma non ne avevo proprio voglia. Cola dna at taca sempre certi boton a ciaciara sempre d col tant Ma i lava prpi da manca davj col indiriss

CAR E cs a lha dite?

RIN A jera nen. Poi sono stata dalla sarta per la gonna nuova...

CAR Ah! Era pronta?

RIN A jera nen. Alora i son pass da la mercandin-a a cat l fil

CAR E it lhas catlo? (ENTRA LICE, NON VISTO)

RIN A jera nen. Peuj i son andita da madama Lisetta

CAR E a jera nen

RIN No, no Madama Lisetta a jera. Sono andata da madama Lisetta perch volevo sapere

LIC (LA INTERROMPE) E io volevo sapere fin-a a ndoa cha riva la toa cognission!

RIN Perch?

LIC Come perch? Mi i lhai fam, altro che perch!

RIN Ma come mai it ses gi a ca, Lice?

LIC Am ciama come mai, am ciama! Am ciama come mai i son gi a ca...

RIN Beh it ses gi a ca, no?

LIC Eh, i sava nen andoa ndme a stende e parej i son dime: "Andma n pch a ca"

RIN (CON FARE IRONICO, MA TUTTALTRO CHE ACCOMODANTE) Oh chiedo scusa a vossignoria se qualche mio comportamento pu averla offesa!...

LIC Ma che scusa e scusa, Rina (CRITICA LOPERATO DELLA MOGLIE, MA CON TONO BONARIO E DIMESSO, COME FA SEMPRE CON LEI) It lhas dsvjame a sinch ore per dime d f prest, chi loma la festa d Carleta. (IMITANDOLA GOFFAMENTE) Torna nen dpo n bt, chit lhas da giutne a prepar e a riceve jspiti...

RIN (GLI FA SEGNO DI STAR ZITTO, CHE CARLA PRESENTE)

LIC (NON CAPISCE) Eh?

RIN (GLI FA SEGNO DI STAR ZITTO)

LIC Ah!...

RIN (A CARLA) Vate a cambi, Carla, cha l tardi. (CARLA FA PER USCIRE)

LIC (RIPRENDE IL DISCORSO INTERROTTO) E a basta nen! It lhas compagname fin-a an sla prta per riptme d nen f tardi... (CARLA SI FERMATA SULLA SOGLIA E ASCOLTA) E a basta nen, ricord-te! It lhas ancora mandme nurlo gi per le scale a riptm-lo (LA MOGLIE LO GUARDA MALISSIMO; LUI ABBASSA LA CRESTA) Nurlo per le scale a sinch e n quart a la matin nurlo sinch e n quart per le scale

RIN It lhas fin?

LIC Per adess, s.

RIN (PREPOTENTE) E alora? A l lamentasse quaidun, dij m urlo per le scale?

LIC Ehm A jera Carleta cha durma, pvra cita. Dc chila a l aussasse presto, t sas? A des e mesa, a l aussasse, s lajanon d na fija!

CAR (PROTESTA RISENTITA) A lera ncor nen des e mesa! E poi come sarebbe a dire: "lajanon d na fija"? (LE DUE LO SQUADRANO ACCUSATRICI)

LIC Ah It lhas sent, neh?

CAR Gi! Non sono mica sorda!

LIC Ma it duve nen andete a cambi? Sit laveisse nen scotme, it sente nen!... E peuj, cs a j d mal? Lajanon d na fija... Ecco. I lhai torna dilo. I peus nen cambilo. As peul nen d diferent! Se i cambio, i diso "fija dun lajanon", che second mi, a l pss! (SI SCUOTE) Ma tornoma a stamatin E a va bin!... Im s-cianco lanima, i sauto colassion, i scapo da lufissi, i ven-o a ca pien d fam... e la madama a j pa ncora! A sta fra da ca quatr o sinch ore e, quand a torna brm! As campa nsima a na cadrga e a bogia p nen da l! Ma, cs it fase n bele l? As mangia o as mangia nen?

CAR A va bin, vah... i vado a pront taula!

LIC Perch? A j' ncora nen taula pronta? Verggna Na verggna, a l!... Ah, ma a finir, neh I sai nen quandi, ma a finir!

CAR Ah, gi! (SI RIVOLGE A RINA) Mama, a lha pa portlo

RIN Csa?

CAR l pss. Non avevi detto che il pesce doveva portarlo pap?

RIN Perch it l'has nen portlo, Lice?

LIC E ti t lhas portje le banane?

RIN Ma t campe ij dadi? Io dovevo portare a casa le banane?

LIC E mi i dova port a ca l pss? Perch, eh? Perch?

RIN Perch te lho detto stamattina!

LIC E mi, dle banane, i l'hai dit-lo staneuit!

RIN Euh, a va bin...

LIC Eh, no Eh no, Rina, a va nen bin Guarda che ti it lhas prpi dime gnente, neh

RIN Ma davvero non te lho detto?

LIC No.

RIN I lhai prpi dite gnente?

LIC Gnente, gnente, gnente.

RIN (TAGLIA CORTO) Beh mi sar dimenticata!

LIC (PROTESTA) Sempre parej Ti t fase tut con la testa ant l sach e peuj chi a deuv pijesse la colpa, i son sempre mi!

RIN Euh, a va bin

LIC Eh no, Rina, a va nen bin Perch adess mi i lhai fam. E a j gnente da mang. A j l frigo cha fa leco. Sit crije nt l frigo it sente leco, come an montagna. N pss, n banane. E soss a va nen bin, per un cha lha fam.

RIN (SI SCUOTE, IMPERATIVA) Adess a basta, neh, Lice! Adess a basta!

LIC (FA ANCORA UN PO LOFFESO, MA SI DA UNA BELLA CALMATA) S, s... Adess a basta! I la pianto l da protest Speroma cha la pianta l dc la mia pvra pansa (A CARLA) E ti, cs it fase l, ambalsam? Va a pront la tula, no?

CAR Ah, io posso anche andare di l ad apparecchiare... ma poi sulla tovaglia cosa ci metto?

RIN Come se in casa non ci fosse niente! Nel frigorifero ci sono delle uova, no?

CAR Ce ne sono due...

RIN S, due! Non ne mangiamo mica ventiquattro! (CARLA ESCE DALLA CUCINA)

LIC Doi euv?

RIN Gi! E dovrebbe esserci ancora mezza bottiglia di conserva

LIC Doi euv, Rina? E chiss da quand a son l Magara ndrinta a j fin-a l pip! A va a fin chit dise chi son mangime doi polastr! Con la fam chim sento, doi euv! A l come deje na paja d fen a n beu! (LA MOGLIE LO GUARDA MALISSIMO; LUI ABBASSA LA CRESTA) Na paja a n beu deje

SCENA IV

(Rina e Lice)

RIN (TRUCE) It lhas fini?

LIC I lhai fin, s... i lhai fin...

RIN Brav! Alora, it lo sas cs it diso? Che i soprto pi nen quandi t dise ste boricade davanti a la cita! Cap?

LIC Va bin.

RIN Se it lhas quaics da dime, it lo dise quand i soma soi! D'accordo? Quando siamo soli!

LIC Va bin.

RIN Quando siamo soli, urla, sgrida, strepita A mi a manteressa prpi nen. Fa pure tutto quello che vuoi, quando siamo soli!

LIC Va bin.

RIN Ma cosa ti credi, dimmi un po: che in una casa ai sia gnente da f? Eh?

LIC Per...

RIN It chrde desse mach ti a roderti il fegato? Eh?

LIC Ma mi...

RIN Guarda, che tutto il peso della conduzione di questa casa a l nsima a ste spale! (SI BATTE FORTI E MINACCIOSE MANATE SULLE SPALLE) It lo sas?

LIC Per...

RIN Sono io, io sola, che tiro la carretta, qua dentro!

LIC Ma mi...

RIN Mai che riceva un minimo aiuto, tanto meno da te!

LIC Per...

RIN E it lhas ancora l coragi da banf e an presensa dla cita!

LIC Ma mi...

RIN E gi Il signor padrone vuole che tutto fili come piace a lui! Ma s capiss!

LIC Per

RIN E quandi cha parla chiel tutti zitti, muti!

LIC Ma mi

RIN Ma gi! Tutte le sante mattine lui se ne va! Esce, lui! Si fa un giretto in ufficio quattro ciance con gli amici e a smija cha fasa tut chiel! Il signor padrone! Ma lui... il signor conte il signor marchese non ha idea di quanto ci sia da fare in una casa come la sua!... Ten-e polide le stansie, stir le camise, fje ogni santa matin la riga a le braje (LICE SI GUARDA I PANTALONI SDRUCITI) Perch sa j nen la riga a le braje, chiss cs ai riva, a mons! E peuj (CON TONO DI RIMPROVERO) Se solo io dovessi osare chiedere un piccolo aiuto, dice che vogliamo una donna di servizio! Che abbiamo la mania d f d spatss! Che siamo delle plandre! Che siamo solo capaci a spendere e spandere! A buttare via i soldi! A l nen vera chit lo dise?

LIC (SI SENTE COLPEVOLE) S. Ln i lhai dlo, i lhai dlo magara i lhai prpi dlo

RIN Oh, basta, neh!

LIC Per, it la fase cos grssa, con sto stir, lav, ectera, ectera, ectera... It dise chit im fase la riga a le braje! Ma se ij la faso mi con l pennarello indelebile, la riga a le braje! L'ultima vlta chit lhas stirme ste braje s, im lo ricordo benssim, a l stait quandi la cita a lha fait la Cominion!

RIN Tavanade!

LIC (PI IMPLORANTE CHE ARRABBIATO) I capisso che ant una ca ai sa tant da f, ma dincinato! I son s chi smijo senza famiglia! I vado n gir chi smijo un d coj cha deurmo ant ij vagon feroviri o un d coj cha van a pij la mnestra al Cotolengo! I son s chi faso verggna! Quand i vado n gir e im guardo nt le vetrin-e, im ciamo: "Ma chi a l col dsgrassi l? I son mi. Guarda sti polsn. A perdo le file. A filo da tute le part!... Rina, mi im verggno a nd n gir per parj Daje doi pont Fai-je d da toa fija Si leve nen temp, disim-lo im j dari magara bele mi Peuj i diso p gnente, neh ma guarda le stringhe dle scarpe (ALZA UN PIEDE E FA VEDERE) It lo sas cham va mes'ora per scarpa, a la matin, con tuti i grop cha j? Ogni matin, mes'ora per scarpa! Disgrop-ne un e falo torna peuj ai na j naotr, peuj naotr, peuj naotr, naotr, naotr... A j tanti d coj grop, chas podra d l rosari, con ste stringhe! A l na verggna... na verggna (METTE LE MANI IN TASCA) Ecco! Th! Guarda le sacce! A son for! Se ij fico na monda, tintiritintintin! A va drita e fil per tra!

RIN Sfido! It j fiche d tut, an saccia!

LIC Ij buto tut ln cha venta butje

RIN No! It fase come Eta-Beta! Fazzoletti, soldi, tre o quattro mazzi di chiavi It lo sas mach ti, ln chit bute n saccia!

LIC Ma per frsa, Rina...

RIN Eh... no, no!

LIC Per frsa!

RIN Eh... no, no!

LIC Alora a veul d chi seurtiri con un cabart! E dzora al cabart ij buto ln che jutri as fico n saccia!... I ndarai an gir parej, con m cabaret! (MIMA LA SITUAZIONE) A son pa strie L'autr ier i seurto. I son per la str e i sento un cham fica na man an sla spala e am dis: "Senta, belluomo"

RIN (LO INTERROMPE RIDACCHIANDO) A lha ciamte "bell'uomo"?

LIC S! A lha dime "Senta, bell'uomo...

RIN A lha ciamte prpi "bell'uomo"? (RIDACCHIA)

LIC S... bell'uomo!

RIN A lha dte: "Senta, bell'uomo" (RIDACCHIA)

LIC (CI PENSA) Beh a vnisa da darra...

RIN Ah, beh... (RIDACCHIA)

LIC Dgni mdo a lha dime: "Senta bell'uomo, io l'avverto che lei, pezzettino per pezzettino, sta perdendo la camicia" A lera n fassolet cham surta da na gamba dle braje! Na verggna, Rina, na verggna (RINA RIDE) Tuti ij d m na capita un-a neuva! L'autr ier i jera an Piassa Carlin-a, da n client. Quand i son a met scala, la portiera am fa: "Andar!" "No ij diso mi I lhai da mont s! No, no! a fa chila vietato l'ingresso ai mendicanti!

RIN (RIDENDO) A lava pijate per n strasson

LIC Per frsa, Rina! I lhai mai contte cola dij ragg?

RIN No.

LIC Euh, diav Cola dij ragg i lhai mai contatla?

RIN No. It lhas mai contme gnente.

LIC A sar... na sman-a fa...

RIN Ah si?

LIC S. A l capitme la sman-a pass. I jera nufissi. A lera na bela giorn, con un bel sol. A lhan dime cha j d ragg dl sol cha fan tant bin! Ai diso raggi ultraviolanti...

RIN Ultravioletti.

LIC Eh, a va bin ultraviolenti. Dp-mangi, i son setme nsma a la banca cha j nt l giardin davanti a lufissi e i son dime: "Guarda l, adess im pijo doi o tre ragg!... I son gavme l capel, i lhai butlo l davzin a mi e im la goda. A n certo moment, mi i jera l chim pijava i m ragg... e ai passa un... im lo ricordo benissim!... As ferma, am guarda e am fa parei (FA UN CENNO DI SALUTO CON LA TESTA, SORRIDENDO) I lhai pens: "A sar un cham conss e i lhai faje dc mi parej (RIPETE IL GESTO DI SALUTO) Rina! A lha ficme d sld ant l capel e a l andsne! It lhas cap che rba? Na verggna, Rina, na verggna

RIN Ma va l! (RIDACCHIA)

LIC Dabon! Am chrd nen... It diso mach p costa e peuj a basta! Guarda n pch sta giaca... Che color cha lha, second ti?

RIN A l' marn

LIC It veule d cha lera maron!... Per, pensandje bin, it lhas rason gni tant, a j' dc d marn! Ecco, guarda s tch s (SI GIRA, MOSTRANDO UN LEMBO DELLA GIACCA) A l marn ma perch a j na macia d caf!... Rina, guarda n pch s (FA VEDERE LE ASOLE) Un-a, doe e tre. Tre botonre. Tre. Adess guarda n pch da sta part da s! (FA VEDERE IL LATO DEI BOTTONI) Gnanca p un. Prima ai na jero tre... peuj doi... peuj... im lo ricordo benissim... a l restaje mach p cost antrams e lhai falo dur p chi son riess! A l na verggna, Rina, na verggna Cs ij buto? Un fil fer? Na crda? Ma a finir, neh I sai nen quandi, ma a finir. I capisso benissim che, ant una ca, ai sia tant da f ma fate d na man da toa fija A saussa a des e mesa e a va da la fnestra! O a les d romanz o a l da la fnestra. Parej. (FA IL GESTO DI APPOGGIARSI ALLA RINGHIERA COI GOMITI E DI REGGERE IL MENTO CON LE MANI) Mia fija a sta sempre parej. (RIPETE IL GESTO) Sai nen cs a guarda, ma a l sempre l, parej. (RIPETE IL GESTO) Tute le volte chi torno a ca, i usso jeuj e mia fija a l l, parej. (RIPETE IL GESTO)

RIN Ma, una ragazza... ancora cos giovane

LIC No, no a l p nen na totin-a, com it dise ti... a l divent n vas d geranio! (RIPETE IL GESTO) A l na verggna, Rina, na verggna

RIN Ma cs it veule cha fasa? I deuvo feje f la serva?

LIC Ma no I chrdo che, sas veul, as vansa temp per tut As fa ln cha j' da f antc (MIMA OGNI AZIONE) as lava, as gava la poer, as passa l frton e dpo as treuva l temp per f conversassion, per lese e per st da la fnestra, parj. (MIMA IL GESTO DI PRIMA) Costa a l la vera educassion! Anvece, i passe tuta la santa giorn avanti e ndr per butve n mostra. A smija chi dise: "Guardne! I soma s! S a j' la fija, s a j la mare! S a j la mare, s a j' la fija!... Vddoma n pch chi as j pija?"!

RIN (CON FARE FALSAMENTE ACCONDISCENDENTE) A va bin, a va bin Guarda, Lice: non usciremo pi di casa neanche per fare la spesa!

LIC Ma, no esageroma nen! As capiss cha venta seurte! Ma vojautre doe, tuti ij d i steve fra d ca quatr o sinch ore Per csa? Per cat! Cat csa? Sai nen! Ant sta ca s, a sta mira, i duvro avej p d rba che La Rinascente!

RIN Esager!

LIC Ma no, Rina! La question a l che per cat n rocht d fil av va quatr ore! Un rocht d fil quatr ore! Con l vstr sistma, chi a veul catsse na vestimenta a sta fra d ca n mis e mes, garant! A l na verggna, Rina, na verggna l maleur a l chi leve mach lambission d guard jautri e d feve vdde, ecco...

RIN Pvra mi e pvra cola masn d toa fija! Fosse per te, potrebbe aspettare il Giorno del Giudizio per trovare marito!

LIC Ma figurte...

RIN Invece, dovresti ringraziarmi! Ma che ti credi? Di fare il bene di tua figlia, tenendola sempre segregata in casa, chiusa a chiave? I diso mi chi vuoi che se la prenda, se nessuno la vede mai?

LIC A va bin. I fiteroma n negssi e i la ficheroma n giojra con un cartel: "spsasi"

RIN E gi! Per te non fa nessuna differenza se si sposa o no, eh? Se si sposa un industriale o un povero disgraziato come te, eh? Parj it fase a meno d tir fra la dta!

LIC Oh, a j pch da tir fra!

RIN Voi uomini ricordati bene, neh, Lice... i capisse gnente gnente

RIN e LIC (ALLUNISONO) Gnente!

LIC Ecco perch chis marioma!

RIN Il matrimonio la vostra fortuna, invece Va, Lice va a travaj, brav!...

LIC Ah, ecco! Per travai per port a ca d sld i vado bin, neh? (IRONICO) d ln s chim nantendo!

RIN S. Ma a le rbe dla ca pensje nen, brav! Perch ricordati bene, Lice la donna la regina della casa! Questo il mio Regno! Il mio Reame! Cap?

LIC (SI PROFONDE IN UN INCHINO ESAGERATO) Onore e gloria alla regina e al suo reame!

SCENA V

(Carla, Lice, Rina e Giorgio)

CAR (ENTRA E VEDE LICE INCHINATO) Pap cs it fase?

LIC An pressa rendje onor (LE FA SEGNO DI INCHINARSI CON LUI, CANZONATORIO, E RIPETE LINCHINO) La regin-a dla ca! Si renda doveroso omaggio alla Maest Vostra!

CAR (A RINA) Mi scusi, Maest, dove sono finite le posate?

LIC (DIVERTITO) l rgn a l rest sensa forciolin-e!

RIN Ma va (POI, RISPONDENDO A CARLA) I lhai cambiaje pst sono nel terzo cassetto

LIC Ma cs i stoma l a cerch d posade, che tant a j gnente da mang?

RIN In qualche modo ci arrangeremo!

LIC Sicurament. Mi i vado a rangme a lsto.

RIN E ndoa chit vade?

LIC I lo sai nen. A l da sinch ore stamatin chi son an p, con un caf nt la pansa. Basta, Rina. Mi i lhai fam. I la vddo la fam, i la vddo! Momenti i vado an tra da la fam e chila am ciama ndoa chi vado I vado a pij na boc d'aria frsca per feme vn aptit! (ESCE DALLA COMUNE)

RIN (GLI VA DIETRO GRIDANDO) Lice! Ven s!... (MA LUI NON ASCOLTA) Che testa! (A CARLA) Di, prendi ste posate, va

CAR E a cosa servono le posate? Pap se n andato a mangiare da qualche parte per conto suo io non ho proprio niente fame

RIN Ah, gnanca mi, dabon... ho assaggiato due paste, prima in cremeria mi sono rimaste tutte qui an sl stmi! (MASSAGGIANDOSI IL VENTRE) Ah, ma erano cos buone!...

CAR Ma s! Cosa stiamo a preparare e poi a la festa ai sar tanta d cola rba

RIN Brava! Foma parj. T pare chas rangia!

(SUONANO IL F]CAMPANELLO%) A son-o!

CAR Csa?

RIN La chitara!

CAR La chitara?

RIN l ciochn, no? Cosa vuoi che suonino? It ses prpe fija d t pare

CAR Vado a vedere chi . (ESCE E RIENTRA A TEMPO CON GIORGIO)

RIN (VEDENDO GIORGIO, UN PO INFASTIDITA) Oh, Giorgio It ses gi s? Come a va? (SI SALUTANO A SOGGETTO)

GIO Sono venuto a vedere se avevate bisogno di una mano per i preparativi della festa

RIN Ma figurati gi tutto pronto non dovevi disturbarti (POI, A CARLA) Vate a pront

CAR Ma no ancora presto

RIN A va a fin che arrivano tutti qui da un momento allaltro e tu non sei ancora

pronta (SUONA IL F]CAMPANELLO%) Visto?

CAR Visto cosa?

RIN Cosa ti avevo detto?

CAR Cosa mi avevi detto?

RIN Sono gi qui.

CAR Chi?

RIN Eh, chicchiricch! Gli invitati, no? (MENTRE ESCE PER ANDARE AD APRIRE) Vedrai (RIENTRA TUTTA AGITATA DALLA COMUNE E SI RIVOLGE A CARLA) An pressa!... Sono gi arrivati alcuni tuoi amici! I lhai dije da spet n moment ddl!... (SI AVVICINA A GIORGIO, CON EVIDENTE FALSIT) Scusa, neh, Giorgio visto che sei venuto un po prima per dare una mano ti spiacerebbe aiutarmi a servire il vermouth ai primi ospiti?... Eh?... Fame l pias... At dspias pa, no? (QUASI LO SPINGE FUORI) Ecco, brav Comincia pure, che poi vengo anchio.

GIO (UN PO STUPITO) S, signora Poi torno qui da Carla?

RIN (AGITATA) No, no, no! Va ddl e spet-me! Veniamo poi noi di l, caro! (LO SPINGE LETTERALMENTE FUORI, POI DI NUOVO A CARLA) Ma non ti avevo detto di metterti un po a posto? Vatti a mettere un grembiule, pija l frton fa come quando sei in casa!...

CAR Ma mama, quando sono in casa o i leso o i deurmo!...

RIN (IN DISPARTE) Dai, che di l c anche Alfredo!

CAR No! A l gi s?

RIN A l gi s. Pija faudalin e frton. (CARLA ESCE DI CORSA)


SCENA VI

(Carla, Rina e Giorgio)

CAR (ENTRA CON GREMBIULINO E SPAZZOLONE) Ecco s. Cosa devo fare?

RIN Dammi subito il grembiule, lesta!

CAR Ma csa?...

RIN (LE ALLACCIA IL GREMBIULINO) Sta nen l a f tante domande!

CAR Ma mama

RIN Ti fa mach sempre ln chit diso mi. (LA SQUADRA DA TESTA A PIEDI, LE PIAZZA PER BENE LO SPAZZOLONE IN POSIZIONE) Andoma, di! Vieni qui e incomincia a lavare il pavimento!... (CARLA RIMANE IMBAMBOLATA E INTERDETTA) Lo so che non lhai mai fatto, ma avrai visto tante volte come si fa, no?

CAR Ma i lhai nen pij l sigiln

RIN Ah, lassa f Chi vuoi che se ne accorga? Io adesso vado di l e poi torno con Alfredo. Im racomando, neh

CAR Ma s, mama Sta tranquila

RIN Lass-me f da mi! (ESCE DALLA COMUNE)

CAR Ma a sar Mi i son convinta che anche sensa f finta d lav la stansia (STROFINA MOLTO GOFFAMENTE IL PAVIMENTO)

GIO (ENTRANDO DAL GIARDINO) Ma Carla cs it fase?

CAR Niente, niente aspetto gente!

GIO Eh? (STRABUZZA GLI OCCHI)

CAR Non ci pensare. Perch sei venuto di qua?

GIO Mah ho servito un po di aperitivi Poi tua madre non arrivava e allora venivo a vedere

CAR (LO INTERROMPE) Se mamma ti ha detto di aspettarci di l, tu va di l e aspettaci!

GIO Euh, che maniere! Vado, vado ma guarda che la festeggiata sei tu, neh Ti aspettano tutti (ESCE)

SCENA VII

(Rina, Alfredo e Carla)

RIN (D.D.) Ma ven, ven... Passa pura avanti, Alfredo

FRE (D.D.) Ma no cha passa prima chila, madamin

RIN (D.D.) Ma figurte

FRE (D.D.) Prego, prego... (ENTRA RINA, SEGUITA DA ALFREDO)

RIN (FINTAMENTE SCANDALIZZATA) Carlta!... Ma cs it fase l a strocion? I diso mi ma cosa pu mai pensare chi ci viene a trovare?

CAR Ma mama sit lhas dimlo ti (RINA LA FULMINA CON UNO SGUARDO)

FRE (MOLTO CERIMONIOSO) Am dspias desse riv parj sensa avert an anticip ciapnd na fija bela come Carla disoma parj an neglis... Ma i son content davj pod consse la soa bon-a educassion

RIN Ma vire vlte i lhai ditlo, cita questi lavori domestici si devono fare al mattino presto non di sicuro quando arrivano gli ospiti

CAR (STA AL GIOCO) Eh, s, lo so, mamma, hai ragione Ma in casa c tanto di quel da fare as peul mai st tranquile n momnt.

RIN Lassa ste, adess Vai di l a metterti un po in ordine. Noi ti aspettiamo qui. Va, cita, va Un momnt d passiensa, neh Fredo

FRE Ma prego F pura, Carla (CARLA ESCE CON FARE DIMESSO)

RIN ( SEMPRE CERIMONIOSA, CON ALFREDO) Mi dispiace tanto di averti dovuto ricevere cos, neh ma cosa vuoi se hai una mezza idea di cosa vuol dire tenere una casa in modo solo decoroso e sta fija a l tant precisa e ordin E poi oggi c questa festa e Carla ci tiene proprio tanto!... A proposito della festa come mai sei arrivato cos presto?

FRE Ma i sava cha jera gi dc Giorgio

RIN E cs a jintra Giorgio?

FRE Ma no gnente i disa parj per d

RIN A l cha j ncora tut an disordin

FRE (GUARDANDOSI INTORNO) Ma no ma cs am dis, madamin! I dira, ansi, che costa a l na ca da pij da esmpi! Tra chila e soa fija i ten-e ste stansie ant una manra cha lha nen d paragon!

RIN Ah Trp gentil Ma a l Carla, p che dutr Nen perch a l mia fija, neh, ma devo proprio dirlo con le mani sul cuore una ragazza, quella, che credimi pure, neh... dove mette le mani lei...

FRE I lo chrdo, i lo chrdo

RIN It lhas vist, quand it ses intr, come a lavava per tra...

FRE Euh!... E fin-a sensa duvr laqua A lavava a sch!

RIN (COME SE NON AVESSE SENTITO) Guarda, cola cita l a sa f prpi tut Nen per d cha l mia fija, neh ma, come hai visto era qui che lavava a ramassava, l!... Ah, s fa di tuttto, in casa!... Tiene la contabilit dellamministrazione famigliare a gava la poer sempre ansima a tuti ij mbij dla ca Per a sa dc ste n salt, eh? S, s Studia il violino e pittura... e anche piuttosto bene, neh! Uh, fa mille cose Ed cos modesta A sentire lei a dis cha l nen bon-a a f gnente!...

FRE La modestia, madamin Tarch, a l la p granda d tute le virt!... Eh, s s d fije come la soa ai na j p pche!

RIN Ciuto, ciuto ecco cha riva Ma mi raccomando, neh non dire niente di quello che ti ho detto, perch tanto sensibile e modesta, sai?... E poi... uh, non vuole assolutamente che si parli di lei (ENTRA CARLA) Oh, ma ven, cara, ven

CAR I rivo, neh Scusami, neh Alfredo, se mi son fatta trovare in quello stato...

FRE Ma figurte mai ansi it lhas dame manra d vdde che, mentre che an compana it sas ten-e viva la conversassion con n spirit cha mostro bin pchi giovo al d dancheuj, at manca nen ln che p a nteressa ant una fija d bon-a famija cio la virt per divent n bel d na vra padron-a d ca.

RIN Ma it lhas sent cs a lha dite Alfredo? E come as dis? As dis...

CAR Grassie...

FRE Prego (SORRIDE, UN PO IMBARAZZATO DALLE AGGRESSIVE INTROMISSIONI DI MADAMA TARCH)

RIN Bin, alora, se mi scusi un momento, vado di l a dare un ultimo ritocco agli addobbi per la festa... lascio Carletta a fare gli onori di casa. Torno subito, neh (A CARLA, SOTTOVOCE, TRAENDOLA IN DISPARTE) Im racomando (ESCE)

SCENA VIII

(Carla, Alfredo e Rina)

CAR (IMPACCIATA) Ma set-te n moment, vah, Alfredo stiamo pi comodi (SI SIEDONO ENTRAMBI) Mah

FRE (MOLTO IMPACCIATO PURE LUI) Eh, gi

CAR Ma s

FRE Soma s

CAR It dise?

FRE Chi, mi? No, no gnente... I lhai pa parl

CAR No i pensava cos che dicevi prima con mamma

FRE Ah, ecco No i disa che se am vnissa lidea d but su ca...

CAR Cio... se ti venisse lidea di sposarti... il che vuol dire che per il momento it j pense nen!

FRE Gia! Si cambio nen idea... Per, se mai am capitissa i vurera na fija prpi come ti

CAR Ma per l moment gnente, eh?

FRE No.

CAR Eh, s Voialtri giovanotti dite tutti cos, ma poi...

FRE Ma peuj, csa?

CAR Beh dicevo cos in generale per voialtri giovanotti sembra che non ci sia cosa peggiore del matrimonio. Poi basta che un bel giorno vi capiti di vedere una ragazza appena appena a posto...

FRE E i perdoma le bave!

CAR Gi Eccoci qua soli soletti

FRE (GUARDANDO VERSO LINGRESSO) Beh, soli A pudra rivje quaidun da n moment a lautr

RIN (ENTRANDO) Carla, ai riva pap! I lhai vist-lo da la fnstra!

FRE (NE APPROFITTA PER MODIFICARE LIMBARAZZANTE SITUAZIONE) Ai riva pap? Cio mons Tarch? Mej taj la crda!... Cio Scusme i gavo l dsturb

RIN No ma che disturbo (GLI STRINGE LA MANO) Tante belle cose, neh... Carla, accompagna Alfredo in giardino.

FRE No, no i consso la str sta pura l tranquila, Carla, grassie Arvdse a p tardi, alora (ESCE)

CAR (APPENA USCITO ALFREDO) Per,mama a l nen cha sia prpi l m tipo

RIN Come a sara a d?

CAR Beh ne preferirei uno pi giovane

RIN Come quello spiantato di Giorgio? Alfredo ha gi una sua posizione. Vedrai che col tempo imparerai ad apprezzare (SFREGANDO INDICE E POLLICE FA IL GESTO DEL DENARO) le qualit di un uomo Adess per ndoma. (ESCONO IN GIARDINO)

SCENA IX

(Lice e Rina)

LIC (DA FUORI) Arvdse, arvdse (ENTRANDO) Arvdse da rir! (ALLUDE AD ALFREDO, CHE HA APPENA INCROCIATO) Vdde d bivo parj an gir per ca mia a l na rba cham pias prpi nen! Un a torna a ca soa e a treuva d ste cernje! Oh, sam pias nen... Am pias nen, ecco!... Sam pias nen, am pias nen!... Ma dai, l Un a riva a ca soa tranquil e rilass e a deuv trovesse davanti un borich fait e fin come col torolo?... I deuvo prpi fich le rbe an ciair con Rina na vlta per tute!... Rina!

RIN (DA FUORI) S?

LIC Sent un pch... Am pias prpi nen, neh Rina... A l nen bel. I intro e...

RIN (ENTRA FURIBONDA) E brav Lice! I diso mi: Potevi ancora aspettare un po per tornare a casa, eh?

LIC (RIMANE FERMO AL CENTRO DELLA SCENA, CON ATTEGGIAMENTO POCO ALLA VOLTA SEMPRE PI DIMESSO) Rina, mi i intro e

RIN C ancora tutto da fare!

LIC Va beh, per...

RIN Bisogna preparare i piatti ed i bicchieri!

LIC Va beh...

RIN Bisogna controllare che non manchi niente!

LIC Rina, mi...

RIN Bisogna andare a ritirare la torta!

LIC S, per

RIN E lui va allosteria!

LIC S... Quand i son intr...

RIN lui il padrone di casa! E quando serve non c mai!

LIC Per, scusa... i intro e... A l nen bel...

RIN A lha fam, chiel! Con tutto quel che c da fare, chiel a lha fam!

LIC A l nen bel, ecco! E peuj sam pias nen, am pias nen!...

RIN Le paste secche, le paste dolci, la limonata ma chiel a lha fam e va allosteria! Ma dime ti!

LIC A l nen bel, ecco!

RIN Vassoi, tovaglie e tovaglioli! Dai su! Non stare l a perdere altro tempo! Frsa! Dame na man!

LIC S, per sam pias nen, am pias nen, a va bin?

RIN Bogia mach, va! (LO SPINGE FUORI DALLA PORTA DELLE CAMERE)

SCENA X

(Carla e Rina)

CAR (ENTRANDO) Mama it ses sola?

RIN S. Pap di l. Stai proprio bene, con quel vestito.

CAR Lo dice anche Alfredo

RIN Cosa?

CAR Beh... Mi ha detto: "It sas chit staghe prpi bin?"

RIN Dabon? Ti ha proprio detto cos?

CAR S, s! I son fam-lo d doe vlte!

RIN Ah s? E a lha dte chit staghe bin?

CAR (COMPIACIUTA) Oh gi A lha dime: "Cara Carlta, vest-te pura sempre parej, perch it staghe prpi bin! It smije n figurin!"

RIN Per a nha d gust, col fieul-l!

CAR E poi, da quello che mi ha detto Beh... detto... proprio detto, no... Non che abbia parlato molto

RIN Euh, ma allora! Se non ti ha detto niente hai poco da raccontare!

CAR Ci va poco a capirlo, per...

RIN Csa?

CAR Luciano, il suo pi caro amico, chiacchierando, cos ha detto che deciso a sposarsi perch sicuro di aver trovato quella che fa per lui! Ha detto che ha telefonato a suo padre, a Roma, per parlargliene!

RIN A Roma? E cs a fa s pare a Roma?

CAR A fa l senator!

RIN Ma dabon? Lho detto subito, io!... Che partito! Che bel partito che abbiamo per le mani! E lui ha gi telefonato a s papalino l senator a Roma!... Ma disme n pch... ti ha detto ben chiaro chi sarebbe la sposa?

CAR Beh, no non me lha detto proprio ben chiaro

RIN (PERVASA DA LIEVE, QUANTO FUGACE TURBAMENTO) E alora? Come i foma?

CAR Mi, per i l'hai caplo, t sas L'altra sera, mentre ballava con me...

RIN Alfredo?

CAR S. A lera n pch nervos e allora gli ho chiesto perch

RIN Naturale, no?... E chiel? Cosha risposto?

CAR Cha lera n pch sagrin, perch doveva prendere una decisione importante, che coinvolgeva unaltra persona E peuj, mama antant cham parlava mi guardava con certi occhi

RIN mmi Ma it dise dabon? Ti guardava con gli occhi?... Euh, ma alora...

CAR Sono sicura, mamma! Ti dico che ...

RIN Cotto! A l bele cheuit!... Tanto ciair Che rba! Il figlio di un senatore della Repubblica!...

SCENA XI

(Rina, Giorgio e Carla)

RIN (RIVOLTA A GIORGIO CHE RIENTRA DAL GIARDINO) Oh, Giorgio Torna s? Bravo, bravo E come va con gli ospiti?

GIO Beh a son ddl cha bivo japeritiv

RIN E gi a sar mej chi vada n moment mi, ddl. Eh, gi... se non ci sono sempre io, chiss come va a finire Ti, Carla, va ant la toa stansia a fin la tualta, prima che arrivino tutti poi vieni a darmi una mano. Su, dai!... (ESCE IN GIARDINO)

GIO Carla, mi i lava da parlte, perch perch i vddo nen lora d manten-e la nstra promssa Anzi, volevo dirti una cosa cio non dovrei dirtelo, perch volevo farti una sorpresa... ma intanto... non riesco a tenermelo (SI PREPARA, IMPACCIATO) Carla Sai quanto sono amici i nostri due pap, no i lhai parl con me pare i lhai dje come a l la facnda e lui mi ha detto che una cosa di cui ha gi accennato diverse volte con tuo pap

CAR (INDISPETTITA) Cs it lhas fit? Hai parlato con tuo padre?

GIO (SI RITRAE, IMPAURITO DALLINATTESA REAZIONE DI CARLA) Beh s l'altro ieri

CAR (LO INCALZA) E cosa gli avresti detto?

GIO Mah P o meno che ci vogliamo bene e che le nostre intenzioni...

CAR (INFURIATA) Ma senti che coraggio! Ohmmi, pvra mi! Mi i sai nen, l! Devi sempre fare tutto a modo tuo! Tutto di testa tua, eh? E poi, chi rimane fregata sono io!

GIO Ma come...

CAR Ma s!... Per due parole che ci siamo detti qualche tempo fa... parej... per schers!

GIO Come, per schers?...

CAR As capiss! Per schers!

GIO Ma mi i schersava pa

CAR E alora parla per ti! Ah, ma chi vuol fare di testa sua, paga di tasca sua! Mi i lhai dite prpe gnente! Cap? Non ne voglio sapere niente! Ma guarda n pch con che facia Ma as capiss Lui va bello bello e parla con suo padre! Il grande amico del mio! Cosa volevi? Una raccomandazione? Ma chi a lha dte d f na rba parj, i ciamo mi? Eh... quandi na pvra fija a lha da f con d badla!... (ESCE A GRANDI PASSI, MENTRE GIORGIO RIMANE DI SASSO, SOLO IN SCENA PER UN ATTIMO)

SCENA XII

(Rina, Lice, Carla e Giorgio)

(ENTRANO LICE, MOLTO ASSONNATO, E RINA)

LIC E lass-me f n sugnt... Mach des minute...

RIN Propi adess chai riva la gent?

LIC Ma dai... Mach un sugnt... (POI RASSEGNATO) E a va bin...

GIO Cerea, mons Tarch... (NOTA LATTEGGIAMENTO SONNACCHIOSO DI LICE) Cs a lha so mo? Am smija n pch...

RIN Am smija, am smija!... A l nervos! Dorme tutto il pomeriggio e poi si capisce che nervoso, quando si sveglia!

LIC (SBADIGLIA) Quand i deurmo, a l l'nich moment chi stago n pch tranquil. Perch, quand i deurmo, it vddo nen. Ansi, im racomando sempre: (A MANI GIUNTE E GUARDANDO VERSO LALTO) "Feme sugn ln chi veule, ma feme mach nen sugn mia fomna! Scusa, eh... Sensa malissia

RIN (IMPASSIBILE) Figurati sogna pure quel che vuoi. Ansi, da adess an avanti, guarda, fa come it chrde: vest-te, vest-te nen, deurm, deurm nen, biv, biv nen... mi it diso p gnente! (SI BACIA LE DITA A CROCE PER GIURARE) Chi chrpa mbeless, si parlo ancora!

LIC (CON GLI OCCHI AL CIELO) Daje da ment! Content-la!... Scusa, neh Giorgio, sit foma assiste a ste sene disoma parej domestiche...

GIO Oh, beh... chas gena nen per mi...

LIC Guarda che ant la vita, tut a serv. Fina le sene domestiche. A propsit d rbe d famija jer i lhai vist Giulio, t pare...

RIN Lice!

LIC S?... Oh bela, Rina It lo sas dc ti che Giulio a l s pare, no? Ma stoma nen an p! (LO FA SEDERE) Donca, t pare, Giulio, a lha dime...

RIN Lice!

LIC Ma cs a j?

RIN (MELLIFLUA) Scusa, eh, Giorgio Mi faresti il piacere di andare un attimino di l a vedere se tutto fila liscio?

GIO (UN PO STRANITO) Volent, madamin...

RIN Subito!... Perch non sono tranquilla, grazie.

LIC Adess a va, adess a va... Donca, jer i lhai vist t pare

RIN No!

LIC Ma s

RIN No!

LIC Eh? Ma it veule savjlo mej che mi?

RIN No. A l cha sara mej chit andisse n moment ant la nstra stansia per butte n pch an ordin, no? Arrivano tutti gli amici di Carla che figura vuoi fare?

LIC S, s, i lhai cap... Adess i vado a cambime. Per spta mach un moment. I lhai da dije na rba.

RIN (IMPERATIVA) No, no e poi no! Non si pu, adesso!

LIC Oh, basta l! Costa a l bela! I deuvo dije na rba... e as peul nen?

GIO Alora? Mi cs i faso?

RIN Gnente!

LIC A veul d chit manderi peuj na cartolina, neh?... Csa i deuvo f? A l na rba cham f ven-e na fln-a, ma na flin-a chi sai nn cs i fara!... Ma a finir Come, i lo sai nen... ma a finir! Oh, sa finir!

RIN S, s, ma adess finiss-la ti!

LIC Donca, andoa chi jero? Ah, s! It disa che jer i lhai vist t pare...

RIN (SECCATISSIMA) It ij lo dise dpo! A va bin? Adess va ddl!

LIC Ma a l rba d mesa minuta E a va bin! Im cambio, i ven-o s e t lo conto. (SI AVVIA PER ANDARE IN CAMERA)

GIO A va bin.

LIC (TORNA FURTIVAMENTE INDIETRO E DICE SOTTOVOCE A GIORGIO) Jer i lhai vist t pare...

RIN (QUASI URLANDO) Andoma, l! Ti ho detto di andare di l! E anche di sbrigarti, che tardi! (LICE, SBUFFANDO SCONSOLATO, VA IN CAMERA) E ti, va ant l giardin, frsa! (GIORGIO ESEGUE ALLA SVELTA)


SCENA XIII

(Rina e Lice)

RIN (VERSO LA PORTA DA CUI USCITO LICE) Lice!

LIC (D.D.) Dis-me, Rina...

RIN Sent un pch... cs it lave da dije a Giorgio?

LIC (D.D.) Ma gnente It lo diso peuj.

RIN No! Adess!

LIC (D.D.) Rina... e le mie braje?

RIN E mi i duvra savej andoa chit lhas but le toe braje? Cercht-je!... Guarda, Lice Non vorrei che tu e il tuo compare Giulio, il padre di quel Giorgio, aveste combinato quaiche gavada

LIC (D.D.) Ma no, Rina i vura gi parlt-ne stamatin

RIN Sentoma n pch...

LIC (D.D.) I leve fit tanti d sti preparativ, tante d ste ciance per sta benedeta festa da bal, che... Al!

RIN Al csa?

LIC (D.D.) A l sautje n boton!

RIN As capiss... it ses fin come la paja d fave!

LIC (D.D.) Rina e l gil?

RIN Uff Te lho messo sul letto!

LIC (D.D.) A j nen, an sl let...

RIN A j nen?

LIC (D.D.) A sar pa fin sota al let?

RIN Ma gi Figurte, sa va sota al let

LIC (D.D.) As sa mai... d le vlte (PAUSA SEGUITA DA RUMORE SECCO) Ahia! Bja fuss!

RIN Cs a l capitje?

LIC (D.D.) Eh I hai piant na testass sota al let!... Eukra!

RIN Eukra? Ma cs it dise?

LIC Eukra! I lhai trovalo!

RIN Gnornt! As dis Eurka, nen Eukra!

LIC (ENTRA SVENTOLANDO IL GILET E SBUFFA SCHIFATO, EVIDENTEMENTE PERCH IL GILET PUZZA) Euh bcio!...

RIN Cosa c adesso?

LIC (ANNUSA IL GILET E LO FA ANNUSARE A RINA) Cap?

RIN E ndoa a lra?

LIC l gil?

RIN No. Mia nna an carila. Il gilet, il gilet, si capisce, no? Ma di cosa stiamo parlando?

LIC (MIMA LATTO DI APRIRE IL COMODINO E TROVARCELO)

RIN Fammi il santo piacere di spiegarti! Parla!

LIC A lera ant l taulin da neuit! (LO SBATTE PER DARGLI ARIA)

RIN E dime n pch chi mai lavr messo l dentro?

LIC Mi i l'hai mach tirlo fra!

RIN Peuh... (STORCE IL NASO PER IL PUZZO) Datti un po di deodorante!

LIC Ai na va na botla! Con l rimrchio! Ai va na passiensa... Ma a finir, neh... I sai nen quandi, ma a finir... (ALLUDENDO ALLA CRAVATTA) Fame l grop, va... chi j riesso nen...

RIN (MENTRE ALLACCIA DI MALAGRAZIA LA CRAVATTA, ACCENNA A TURARSI IL NASO) E disme n pch, Lice non dico la canottiera, che sarebbe pretendere troppo ma la camicia potresti cambiartela, neh? I ciamo nen tant, ma na vlta a la sman-a Che ci vuole a cambiare una camicia?

LIC Nautra camisa!...

RIN E bin?

LIC Va n pch a vdde ant l bir Ant ij tiroj a j gnente dautr che doi causst divrs, un pira d mudande for e basta! Ansi, ant l'ultim tirol a j dc n tirabosson rot!

RIN Lassa perde, adess. I na parloma dpo, neh (ANNODA E TIRA UN PO TROPPO LA CRAVATTA)

LIC Ohil! I vuroma rest vidoe, eh?

RIN A sgha... (RIPROVA, RIANNODANDO LA CRAVATTA, CHE RIMANE TUTTA STORTA) E toch-la nen, neh!...

LIC No, no! I la toco nen! (APPENA RINA NON VEDE, ARROTOLA LA CRAVATTA CON LE MANI E LA INFILA NELLA CAMICIA)

RIN E alora, Lice adesso mi dici cosa vi siete detti tu ed il tuo amico Giulio.

LIC S. Jer i lhai vist m amis Giulio...

RIN Ln i lo sai. E quindi?

LIC A lha dime che s fieul Giorgio...

RIN I lo sai, i lo sai... (LICE FA PER ANDARSENE) Andoa chit vade?

LIC (FACENDOLE IL VERSO) I lo sai, i lo sai, i lo sai Sit lo sas gi, mi i vado a fin d vestme.

RIN I lo sai ma i lo sai nen!

LIC Alora it lo sas o t lo sas nen?

RIN I lo sai!

LIC Sit lo sas... im na vado...

RIN I lo sai ma voglio sentirlo da te.

LIC Am ven na fln-a, chi sai nen cs i fara! I sai nen come a finir, neh Rina, ma a finir! Oh, se a finir!...

RIN Allora?

LIC (SI ABBOTTONA IL PANCIOTTO) Alora... Jer i lhai vist m amis Giulio...

RIN E a lha dte?

LIC A lha dme Al!

RIN Csa?

LIC Al! Ij soma torna! Ai manca n boton! (HA SBAGLIATO AD ABBOTTONARE IL PRIMO BOTTONE E SI RITROVA UN BOTTONE ED UN'ASOLA SPAIATI) Vist? Ij soma torna!

RIN Povromnt non ti manca il bottone ti manca un po di cervello! (PRENDE IN MANO IL BOTTONE LIBERO) Guard-lo s l t boton!

LIC Ah s?... (RIDE) Guarda ndoa chi l'eve tacmlo La botonra a l su e l boton a l l gi! Cs im na faso adess d sto boton? Deuvo botonlo parej? (INSERISCE IL BOTTONE LIBERO NELLASOLA VUOTA, RESTANDO COL PANCIOTTO TUTTO ATTORCIGLIATO) Ai va botonra e boton, boton e botonra, botonra e boton Un an facia a l'autr! Nen l boton an crta e la botonra an sij cop!

RIN Ma it bate le qurce?

LIC Mi i bato le qurce? A l vojutre quandi chim bute ij boton chi bate le querce! Ma a son rbe da mat!...

RIN S. A son prpi rbe da mat. (GLI SBOTTONA IL PANCIOTTO) E pensare che basterebbe avere un po di sale in zucca invece del vuoto assoluto (MENTRE PARLA LO RIABBOTTONA GIUSTO) Ecco fatto! (RIDE)

LIC Ah, ecco (SI GUARDA IL PANCIOTTO) A lera mach question d parte giust Donca i disa... cs i disa?

RIN It dise d t amis Giulio

LIC Ah, gi... jer i lhai vist m amis Giulio, l pare d Giorgio...

RIN E a lha dite?...

LIC A lha dime che a Giorgio ai piasera nstra Carlta...

RIN Oh, beh... ln i lo sava!

LIC Chas veulo bin...

RIN Figuromse E tut sn, a lha ditlo jer, eh?

LIC Jer, jer...

RIN E disme n pch tu... coshai risposto? (RIDACCHIA)

LIC (LA GUARDA SORPRESO; POI, DOPO UNA CONGRUA PAUSA DI RIFLESSIONE) Beh, i disa che jer i lhai vist me amis Giulio, no...

RIN No, no, no! I veuj savej cs it lhas av l muso d rspond-je ti!

LIC l muso?

RIN l muso.

LIC La facia, se mai...

RIN l muso!

LIC Ah, ecco Beh, i lhai rspond-je che... ansi!

RIN Ah! It lhas rspond "ansi!" Ma ansi, csa?

LIC Ehm ansi ansi!

RIN Csa?

LIC Mi i lhai rspond che "Ansi!" (SUPPLICHEVOLE) Ma scusa, Rina Cs it lavre n contrari? Giorgio a l n brav fieul E peuj... as veulo bin, coi doi-l!

RIN Cs it na sas, ti?

LIC As ved, as ved...

RIN Ma se Carla a Giorgio a lha mai pens-je! Sar anche un bravo ragazzo, non dico mica di no ma questo non basta!

LIC Mah a mi am smija nvece cha sia tut, se doi as veulo bin!

RIN Allora, quando avrai fatto sposare tua figlia con questo fior di galantuomo e loro non avranno niente per metter su casa, sarai obbligato a pensarci tu, s o no?

LIC Beh a faran come a lhan fit tuti...

RIN Un pezzo per volta? Ma come ragioni? Hai solo sempre la testa tra le nuvole! Rassa d n stassi!

LIC Ma pvri diao

RIN Un pezzo per volta Stassi! Per fortuna che ci sono io! Lo so io chi dovr sposare nostra figlia! E meno male! Nen un gadan come l fieul d t amis Giulio! E c, luomo adatto, mio caro! E che uomo! Bravo, educato, ricco e... mes nbil!

LIC Mes nbil L'autr mes as sa nen!

RIN Fa nen l spiritos, neh! Carla innamorata di questaltro! Non del figlio del tuo amico, pi pezzente di te!... Ma dico io se per caso, se per combinazione non ti chiedo cosa dovevi dire a Giorgio, la frittata era belle fatta! Ij beu a jero bele surt dant la stala! E un partito di quelli che fanno la fortuna di una famiglia ci sgusciava via dalle mani come unanguilla!

LIC Scusa, Rina, ma mi i son l pare...

RIN No!

LIC Come, no? I son nen l pare?

RIN Ma no

LIC Costa peuj It lave mai dim-lo...

RIN Csa?

LIC Che mi i son nen l pare d toa fija!

RIN Ma che diavolo farfugli sempre?

LIC Scusa, eh... Mi i diso chi son l pare e ti No, no, no"!

RIN Figrte, sit ses nen l pare! Am smija, almno

LIC Ma it ses ti a d "No, no, no"!

RIN It capisse prpi gnente! I parlava da sola, no?

LIC Sta atenta, cha son ij mat cha parlo da soj (RINA SBUFFA INFASTIDITA) A la finitiva, come pare, i duvra savej gnente dlavn d Carla? Eh?

RIN Non ti ho detto niente prima, perch ero sicura che avresti fatto confusione, come al t slit, ecco!

LIC A va bin it lhas sempre rason ti Ma disme mach... tant per capisse as peul savj chi cha l sto mes nobil e mes no?

RIN Spta n moment! (VA A VEDERE ALLE PORTE CHE NON CI SIA NESSUNO) A l Alfredo Giacotto.

LIC Spta n moment!... (IMITANDO RINA, VA ANCHE LUI A CONTROLLARE LE PORTE) Ti it campe ij dadi! It lo giuro! It prto d testimni! It dago la mia parla d'onor che ti t campe ij dadi! Ma andoma, l Fredo Giact? Prpi chiel-l, no eh A l nen possibil! Ma Rina! A l n bivo!

RIN E sit disissa cha lha gi fin-a ciamje a s pare cs a na pensa?

LIC Euh, s pare, s pare E chi cha sar mai s pare?

RIN Un senator d la Republica!

LIC Diav! Come a sara a d, un senator?

RIN Gi! Senator! A Roma!

LIC Urca, ti (CI PENSA SU) Senator E ti it pense che sto... senator a permttr che s fieul as mria la fija dun come mi?

RIN Ah, beh... L a bzgna chit am lasse f da mi.

LIC E sto Senator cs a lha rspond a s fieul?

RIN Beh i lo sai nen a l a Roma. Prima vorr avere informazioni sulla nostra famiglia

LIC Ahi, ahi, ahi sa ciama dinformassion

RIN E alora?

LIC E beh sa lha ciam dinformassion Ahi, ahi, ahi

RIN Ma va, v Dopo le informazioni sulla nostra moralit, vorr anche conoscere la nostra situazione finanziaria, no?

LIC Ahi, ahi, ahi...

RIN Come a sara a d "Ahi, ahi, ahi...?

LIC Ma che finanse chit veule chi labio?

RIN Andoma, l Con tuti ij sld chit guadagne...

LIC E con tuti coj chit spende ti, i ndoma a pari!

RIN Mi i spendo per la famija!

LIC Per la famija o no, sempre a pari i ndoma.

RIN Ma fatti furbo! Guarda che in giro, grazie alla mia azione diplomatica, si dice che Carla una specie di ereditiera

LIC Arditra? Beh, mi i savra nen d csa. Frse d pile e d cassarle! Fin-a d forciolin-e i-n noma p nen!

RIN Ma va!... (ALLUSIVA) Si dice, si dice

LIC A l nen bel, and a spatar n gir certe cuche, Rina A l nen bel!

SCENA XIV

(Carla, Lice, Rina e Giorgio)

CAR (ENTRANDO ECCITATA) Mama! l giardin a l gi pien d gent!

LIC Oh, l'arditra!

RIN Im racomando, neh Lice fa jonor d ca!

CAR Dai su! Fate in fretta! (ESCE DI CORSA)

RIN Alora, Lice, adess it lo sas. A quel Giorgio non ci pensare neanche! Gavt-lo pura dant la testa!

LIC Ma a l fieul d Giulio! l m carissim amis Giulio!

RIN Am nanf gnente! Sento che siamo destinati a salire su in alto! Molto in alto!

LIC (COME NELLA PUBBLICIT DELLA GRAPPA) Sempre pi in alto!

RIN A mont s! S!

LIC S andoa?

RIN S!

LIC Peuj as cala torna gi.

RIN I soma destin a mont s, it diso!

LIC I ndaroma a p fin-a a Superga

RIN Ah, so bene quel che mi dico, io! Intanto, Giorgio... niente! E se anche tu dovessi dire di s, io direi sempre di no! E as na fara gnente! Chiaro?

LIC Ma Rina pensom-je ncora n moment Ij pensoma ncora n pch, neh? (RINA GLI LANCIA UNOCCHIATACCIA RAGGELANTE E POI ESCE) Am ven na fln-a chi sai nen cs i fara! Oh, costa s cha l bela! Costa a l prpi d cole bele! E chi a lo sent adess Giulio? I lava gi daje na mesa parla Beh, per Certo che se chiel-l a lavissa dintension srie... che part! Senator d la Republica, d!... E mia fija nra dun senator! Un senator e soa fomna ambeless a ca nstra!

GIO (ENTRA TUTTO ARZILLO) I son s, mons Tarch!

LIC E gi! It ses s! E brav, Giorgio, brav! Ehm... It ses fate n girt fin-a a ca mia, eh?

GIO Donca, mons Tarch jer a lha vist m pap, no?

LIC E gi! Siss, i lhai prpi vist t pap... Come a sta? Bin! E ti it ses fate n girt fin-a a ca mia, eh? Brav, Giorgio, brav!

GIO E alora?

LIC Setomse n moment, va Oh, ma che bele braje! Che bela tinta d braja! A son neuve?

GIO No no I java dc l'ani pass!

LIC Ah s? Bele, prpi bele. A l da l'ani pass chit lhas cole braje-l?

GIO S.

LIC Ehm... E brav Giorgio, cha le fasse n girt a ca mia, con le braje dl'ani pass!

GIO Ma mons Tarch a lava nen dit cha duva parlme?

LIC Chi, mi?... Ah, s I lhai pro quaics da dite... Ma an ven na fln-a, quand a l parj, chi sai nen cs i fara!

GIO Cha scusa, eh ma a j quaics cha va nen?

LIC No, no Ampara, fieul ant la vita quandi che un a deuv d na rba a venta cha la disa! A l franch intil st l a girje ntorn! Prima o peuj... a venta dla! Almeno, quandi che un a lha dt ln cha duva d...

GIO A lha p gnente da d!

LIC Prpi parj! A j p gnente da d! Ciao! (GLI STRINGE LA MANO E FA PER ANDARSENE)

GIO Ma cha guarda che chiel a lha ncora dime gnente, neh

LIC Ah. Gi alora set-te n moment Donca, sent a diso che un a l padron a ca soa. Ma, che padron! N strasson qualunque, ecco!

GIO I capisso nen...

LIC Figurte mi... Sent, Giorgio cs it veule chit disa... Fate coragi!

GIO Perch? A l sucedje quaics a m pare?

LIC No, no... a l sucedje gnente. Ma ti fate coragi listess. Ant la vita a l sempre mej fesse coragi. A l mej.

GIO Ma A va bin, mi im faraj coragi ma i continuo a nen cap

LIC Alora mi t la conto prpi come a l. Ant una famija a j pare, mare e fija. Minca tant a capito ste rbe. E ij son dc mi, chi son l pare d sta famija-s! An costa famija aj riva un, come chit fisse ti, e alora la famija a dis: E perch no? A l n brav fieul a ndara giusta bin. e as na parla p nen. Peuj, ant listessa famija ai riva nautr. Alora la famija... e mi i jintro p gnente, perch da padron d ca i son divent n strasson qualunque as comensa a d: Eh meraco cost a l mej! Cap che rba?

GIO No.

LIC Ah it lhas nen cap I vado a fichme la giaca, perch a j na filura d corent. Ai capitissa s un cham ved sensa giaca a dis subit: Ma chiel-l a lha gnun-e giache? anvece no, il lhai pro!... Ai manco magara i boton, ma il lhai! Spet-me s. Peuj it conto cola facenda-l. Guarda, per, cha l na rba da gnente, neh It vdrs! Ti speta s... (ESCE)


SCENA XV

(Alfredo, Giorgio e Carla)

FRE (ENTRA) Ah, it ses s? Come mai? Ddl a brando le danse e ti t staghe s sol come noloch? Cs it fase? Amleto?

GIO Ma, no I speto mons Tarch

FRE I son scap dds come difisa e rips.

GIO Ah va?

FRE I lhai fait un bal con Liliana, la fija dl dotor Pavesio, e i son s bele pist! Pvra fija! Chila a nha gnun-e colpe, ma a talcia n cicinn da na gamba e a bal con chila-l at ven fin-a la nusia!

GIO E con Carla it lhas bal?

FRE ss! Con Carla Chila a vura pro!... Ma mi i la treuvo n pch trp anvadenta per nen parl d soa mare! A l per ln chi son scap da s n moment

GIO (SCONFORTATO) Mi sta fija l i la capirai mai

FRE Dai, ven ddl a dene man frta! (FA PER PORTARLO FUORI, MENTRE SI ACCORGE CHE STA PER ENTRARE CARLA) Oh, Signor! (SI NASCONDE DIETRO AL DIVANO)

GIO (UN PO INTERDETTO DAL COMPORTAMENTO DI ALFREDO) Brava Carlta! Proprio una bella festa! Complimenti!

CAR Grazie. Ma hai visto Alfredo? (GUARDA INTORNO)

GIO (NON SA CHE DIRE) Alfredo? Che Alfredo? Ah, Alfredo Boh

CAR (CERCA DIETRO AL DIVANO E LO VEDE) Oh, ma sei qui!... Cosa fai l dietro?

GIO (GUARDA DIETRO AL DIVANO ANCHE LUI) Guardlo l! Ecco Alfredo!...

FRE (ESCE ALLO SCOPERTO) Mah ecco i jera ncamin a riposme n moment

GIO (ASSECONDANDOLO) Gi ecco as riposava

CAR Cogi per tera dar al sof?

FRE Ʌ a diso chas ripsa mej

GIO A j meno luci, l dar


SCENA XVI

(Rina, Alfredo, Giorgio, Carla e Lice)

RIN (ENTRANDO) Oh, ma qui ci sono dei giovanotti liberi e di l delle belle fanciulle tutte sole! Forza, forza, ragazzi! And a bal, di!

FRE Grassie, madamin ma mi i balo nen.

RIN Ma s capiss, chit bale! Ansi, faje f doi sut a Carla, eh?... E tu, Giorgio Me lo faresti un piacere, proprio a me, personalmente? Ddl, a j Liliana, la fija dl dotor Pavesio...

GIO Cha labia passiensa, madamin, ma quel piacere non posso proprio farglielo

RIN Perch?

GIO Perch Liliana a lavr vint ani per gamba! Ansi, da un-a an nha 21!

RIN Ma it ciamo pa da marila, no?

GIO Ai manchera mach p cola!

RIN Su, da brav Faje f n gir soltanto pi un ballo, di!

GIO Beh i lo faso prpi mach perch am lo ciama chila, neh Vorr dire che mi metter daccordo con il disk-jockey Cha buta na canson curta curta (ESCE IN GIARDINO DI MALAVOGLIA)

RIN Oh, bravo Giorgio! (RIVOLTA A CARLA E ALFREDO) E vojutri? I ndeve nen a bal?

FRE S, s, madamin Adess i ndoma...

CAR S, s! I tornoma subit ddl! (PRENDE ALFREDO PER MANO E LO TRASCINA IN GIARDINO)

FRE Per n gir sol, neh? (LA SEGUE CONTRARIATO)

LIC (ENTRANDO) Guarda mach Tuti cha balo

RIN E alora?

LIC Eh Im ricrdo d quandi chi jero giovo Am ven torna veuja d tangh

RIN Guard-me nen mi, neh (GLI VOLTA LE SPALLE ED ESCE)

LIC A l prpi vera Per trasform na bela fijttin-a ant una bes-cia furiosa a basta marila!

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

SCENA I

(Rina, Lice e Giorgio)

(RINA IN SCENA)

LIC (ENTRA CON GIORGIO) Rina, sent un pch A j s, Giorgio, cham dasa, prpi n momentin fa, na certa neuva...

GIO Ma verament la csa a l... come as dis... ancora allo stato embrionale. Per adess... gnente d sicur

RIN A va bin. Ma d csa as tratera?

LIC Un matrimni, a smija. Pa vera?

GIO I lhai dit ln? Eh, allora sono stato imprudente a farmi scappare quella parola A son rbe delic, a sa? E non sarebbe prudente parlarne cos...

RIN Via, Giorgio, sta tranquil, no Con noi non fai assolutamente delle imprudenze! It lo garantisso mi!

GIO S, s... ma, vede, signora... non che io abbia il permesso degli interessati, per parlarne ansi!

RIN Tranquil!

LIC Giorgio am disa... Scusa, neh, si parlo mi... che sto matrimni an riguardera, come d... da davzin.

GIO A s? I lhai dit parj?

LIC E gi. It lhas dimlo prima. A mi.

GIO Mi dispiace tanto di essermelo lasciato scappare! Ma as capis, neh... a son mach indiscression

RIN Ma parla, no di cosa hai paura?

GIO Beh a l nen question d paura...

RIN I ndoma pa a spatarlo n gir Siediti un momento, su

GIO (SI SIEDE) Dovete sapere che io sono tanto amico di questo ragazzo, no proprio amico di famiglia della famiglia di questo ragazzo sono tanto in confidenza anche con suo padre na person-a mportanta Basta, basta! I parlo trp.

RIN E no, eh? Cos non si fa, eh?

LIC Di, l... ormai it lhas ancamin...

GIO Eh? No, no! Basta, basta!

LIC Su, di! Na paroltta...

RIN (FA LA SUPERIORE) Ma Lice, basta! Cosa vuoi di pi? A lha parl fin-a trp!

LIC Parle mese parle!

RIN No, no a lha gi dit fin-a trp!

GIO S, s, s!... Trp, trp! Ah, madamin a savissa quel ragazzo belle cotto! E la ragazza anche lei! A l disoma parta n quarta!

RIN (CERCA DI STIMOLARLO A DIRE DI PI) Per Sent, Giorgio ormai si sa gi come andr a finire la faccenda, no?

GIO S, s... per...

RIN Diso mi... in fondo questione di pochi giorni Poche settimane al massimo!

GIO Per, as sa mai

RIN (CAMBIA TATTICA) Scusa vuoi bere qualcosa?

GIO No, grassie. I lhai gi sagi quaicsa an giardin

RIN Di acta almeno per feme pias! Vado un attimo di l in cucina e ti prendo un bel bicchiere di limonata fresca!

GIO No, no, davvero, grazie...

LIC Ma Rina! Giorgio a l pa n fieul da limonde! Ven gi con mi an crta nvece, chit faso tast n dil d nebieul dl Mango

GIO Ah, beh... se la mettiamo cos (SI ALZA) Andoma a sente s nebieul!

LIC (FA USCIRE GIORGIO, POI, PRIMA DI USCIRE ANCHE LUI, SI VOLTA) Chiss d chi a vora parl, eh Rina?

RIN (ATTENTA A NON FARSI SENTIRE DA ALTRI) Ti it capirs mai gnente, testa dindvia! (LICE ESCE; LEI VOLGE GLI OCCHI AL CIELO) Nsgnor! It ldo e t ringrassio! La csa a l bele combin! I soma a pst!

SCENA II

(Carla, Rina, Alfredo, poi Lice e Giorgio)

CAR (ENTRANDO) Bja, che caud!

RIN Tesr, andoa chit lhas lasslo, Alfredo?

CAR Oh, di l che balla con Piera.

RIN (SI SCANDALIZZA) di l che balla con Piera? E perch lhai lasciato da solo con Piera? It lo sas cha va nen bin!

CAR Ma mama! Stai tranquilla!... Che paura devi avere?

RIN E paura, paura... Non solo questione di aver paura

FRE (ENTRA) Scus n moment Carla, ddl a vuro sent-te a cant...

CAR A f csa?

FRE Ma a cant, no? Tuti a diso chit cante tant bin!

CAR (CADE DALLE NUVOLE) Mi i canto?

RIN (SI CAPISCE CHE LEI CHE HA MESSO IN GIRO LA PANZANA) Csa? It robte da le nivole, adess? Ma si capisce, che canti! Eccome, se canti!... solo che adesso non sei pronta, ecco! Sei fuori esercizio! In questo momento non si pu Ma non dire che non canti, eh?

FRE (CONTENTISSIMO) A parj a l vera? It cante?

CAR (IMBARAZZATA) Behsiss Solo che mi sa che per oggi

FRE Ma pensa che strano! A j l Piera, no tua cusin-a iv consse da quand i seve n e a dis cha lha mai sentte!

RIN Ah, Piera a l n pch svag it sas come a son ste fijttin-e a lha mai sentla, perch as gena a l tant riserv, la mia Carlta a lha mai cant davanti a d gent. Anvece a canta e anche piuttosto bene! Il maestro di canto non vuole dice che non deve sforzare le corde vocali potrebbe... rovinare limpostazione (STUPORE E AMMIRAZIONE DI ALFREDO)

LIC (ENTRA SGHIGNAZZANDO CON GIORGIO) Uh, uh, uh! Che rijade chi son fame! Che da rije! (A RINA) Adess it conto (RIDE) an crta, no a jera s, Giorgio, cha lha dme: Compliment, compliment, i lhai sent che soa fija a canta! (RIDE) Ma it sente che rba? Carla cha canta Come cola vlta cha cantava, sota a la dcia, cha lhan ciamne sij pijavo la pel al can!

RIN (DANDOGLI UN PIZZICOTTO, LO TIRA IN DISPARTE) E sta zitto una buona volta, imbecille!

LIC (RIDENDO) Carlta a canta? A bula, nen cha canta!

RIN (PIZZICOTTO) A j pch da rije, gadan!

LIC (SI FA SERIO) I capisso nen

RIN E quandi mai it lhas cap quaicsa, ti? (AGLI ALTRI, MELLIFLUA) Ma se paga lui il maestro tutti i mesi e non sa neanche che sua figlia canta! (PIZZICOTTO) It lo paghe o no l maestro? (PIZZICOTTO, IN DISPARTE) Ds d s... ds d s (LO STRATTONA PER UNA MANICA) E trovi strano che tua figlia canti?

LIC Eh a sar chi lo pago a rate e alora...

RIN Scusatelo non bisogna farci caso A l ndit an crta a feje sag l vin a Giorgio e si vede che ne ha bevuto un po troppo (PIZZICOTTO RABBIOSO) a l n pch algher!...

GIO Ma s, ma s andoma a bal, alora! (ESCE CON CARLA, ANCORA UN PO INCREDULA, E ALFREDO, CON BATTUTE A SOGGETTO)

SCENA III

(Lice e Rina)

LIC Rina, sent Guarda che a mi ste rbe am piaso nen... Se un-a a canta, a canta. Sa canta nen, a canta nen!

RIN A basta cham piasa a m, cap?

LIC A l nen bel, Rina...

RIN Basta, l! Stame bin a sente, adess. Tu ci devi parlare chiaro, con questo Alfredo Giacotto. E lo devi fare adesso. Ballo o non ballo, adesso vai di l, te lo porti qui, in disparte, e t fase doe ciance...

LIC No, no, no i son nen bon, Rina...

RIN Ma figurte, it ses nen bon Gli dici le solite cose a fa bel a fa brut...

LIC Eh,gi Si son nen bon, i son nen bon, no?E peuj a lo sa benissim dc chiel che temp cha fa!

RIN Lo chiami e lo inviti a pranzo da noi! Qui, a casa nostra! Domani!

LIC A disn? S da noi? A mang?

RIN A mang.

LIC No, no, no... I son nen bon A venta chi staga l a pens cs i deuvo d... Am ven mal a la testa E peuj, Rina i ndoma a f bruta figura!

RIN Perch?

LIC Presempi I loma ses bicer, no? Ebin ai na sar d set qualit!

RIN Fame nen rije!...

LIC Foma parej ij regalo n pchi d sld, parej chiel a va a mang ndoa cha j smija. Foma parei? Eh? Mass, foma parei!...

RIN It capisse prpi gnente! Non stiamo l a perdere tempo in chiacchiere. Lo chiami qui, fai quattro parole e lo inviti a pranzo per domani.

LIC Foma dpdoman

RIN Doman!

LIC Va bin! Doman, doman, doman!

RIN Allora siamo daccordo. Io vado di l a fare qualcosa

LIC Rina, tant per savejme regol it cante pa dc ti? (RINA SCUOTE LA TESTA, SCONSOLATA, GUARDANDOLO TORVA) Perch as sa mai, eh?

RIN (INVIPERITA) Ebin, s! I canto dc mi! E alora?

LIC (IMPERTURBABILE) Doman im cato na ghitara.

RIN Mi i canto! A va bin?

LIC E mi i son-o.

RIN E si savissa d fete vn l nervos, i cantera come n canarin!

LIC S un canarin dla grupia

RIN Gi! Vorrei essere un uccelino, per cantare tanto da stordirti! (ESCE)

LIC E mi i vorera esse n fusil!... Ma bja fuss! Am ven na flin-a Mi i sai nen csa i fara, neh ma quaicsa i fara!... Ma a finir, neh i sai nen quandi, ma a finir!


SCENA IV

(Rina, Lice e Alfredo)

RIN (RIENTRA CON ALFREDO) Prta passiensa, neh Alfredo, ma quando mio marito si mette qualcosa in testa (A LIC) Lice, a l s!

LIC I lo vddo, i lo vddo (RINA ESCE GUARDANDOLO BIECAMENTE)

FRE I son s, mons Tarch

LIC dc mi. Disme pura

FRE Ma a lera nen chiel

LIC E brav Fredo!... Cha l fasse n girt a ca mia!

FRE (NON CAPISCE) Beh i leve nvitame vojutri

LIC E brav Fredin!... Cha l fasse n girt a ca mia, con le braje dlani pass! Cio... (ALFREDO SOSPETTOSO, CONTINUA A NON CAPIRE, MA CERCA DI SORRIDERE AFFABILMENTE) Ma che farseur, che farseur! A l per cole slite rbe, come a dis mia fomna Sa fa bel Sa fa brut It vdde La prima vlta chi lhai vist-te, i lava pa vist-te bin peuj anvece i son dime: Parla pa, col fieul-l! A l prpi n fieul d la lege!

FRE Grassie, mons Tarch, chiel a l trp gentil

LIC Ah It ses ancorzut-ne dc ti, eh? Cs it veule mai l piemontis... come as dis... a parla pch e a rij da rir

FRE Cham scusa, neh ma i capisso pa

LIC It capisse nen. Neh? Mah, verament i son ancamin chim perdo dc mi. I vura d che l piemontis d plch an sla lenga an nha nen. Quandi cha deuv d na rba Trcchete Magara a na dis nautra! (ALFREDO RIDE, INCERTO) Che farseur, che farseur... Dime n pch... e col mons col d Roma col cha lha mari toa mama, l

FRE M pap?

LIC Ecco gi Anche noi i disoma parj pap as costuma E dime n pch It lhas notissie d col t pap-l?

FRE No.

LIC Gnanca mi. E dime n pch Sto pap a l sempre l?

FRE S.

LIC Sempre lagi... a...

FRE A Roma.

LIC A Roma! S, s, Roma! Bel paist na sitadin-a, l!... Ehm.. as capiss che t pap... a lavr n mst, mbelel a Roma a lavr n travaj A travaja l, no? Ma gi Dun bja fuss Chi a lavra mai dilo Per... as vdda gi ntlora, neh? Col belm d t pare Parj a l l! A Roma!

FRE S... al Ministero.

LIC Al Ministero!

FRE A la Camera.

LIC Gi, a la Camera! (CI PENSA UN ATTIMO) La mia a l cola-l! (INDICA LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO)

FRE Ah, bon-a costa! (RIDE)

LIC Al lavr dc col t pap-l la sua stansia a Roma, no? A durmir pa an sl pianertol, no? (RIDE) E brav Freidolin!... Ehm cio, Fredin Ma che farseur chit ses, m car Fredin! Im ricrdo che quand i lhai vist-lo col t pap-l, cos bin chrs, cos grand... i son dime: Che bela person-a! Che autorit! Che statura! Ma t sas cha l grand?

FRE Beh, verament cha sia prpi grand grand as peul nen disse...

LIC It lhas rason! I deuvo esse sincer! Quand i lhai vist-lo a lera set.

FRE (SEMPRE PI SCONCERTATO) Ah, ecco

LIC Per, im ricrdo benissim chi son dime: Quandi chas aussa n p chiel-l... chiss com a l grand!

FRE A va?

LIC E nvece, no. It lhas rason ti. Quandi peuj i lhai vist-lo n p, i lhai p nen trovalo tant grand, no A lera un-a d cole mese figure Cio i vora d nen prpi aut aut Alticcio, l

FRE Ma cha scusa, neh, mons Tarch I son sicur cha l nen per dime ste rbe d m pare, cha lha vorsume parl

LIC Ecco, no prpi parej alora Dime n pch doman it ses liber?

FRE Doman? (CI PENSA UN ATTIMO) Ehm S,s I son liber.

LIC Ah, it ses liber... E dpdoman it sare stit liber?

FRE (PENSA ANCORA UN MOMENTO) Uhm Ah, no Prpi no! Dpdoman i lhai nimpegn i lhai da nd fin-a a Rivareul

LIC Ecco! I lava dilo, mi! Ma cs it veule mai Mia fomna a lavra pias chit vnisse s da noi, doman, a f penitensa, come s dis penitensa per modo di dire, l! (GLI DA UNA MANATA SULLA SPALLA) Ansoma, a ca nstra a mang quaicsa con noi. Ma a la sans faon, neh, come a diso an spagna... Prpi a la bon-a

FRE Am dspias chiv dsturbe...

LIC Eh, i lo sai, i lo sai Ma mia fomna... Cs it veule mai

FRE A va bin! I acto sensautr!

LIC It acte?

FRE S, i acto.

LIC It acte. Sit veule ncora pensje nsima

FRE Ma no A sara na scortesa, da part mia, nen acet

LIC Ma figrte! Fa pura sensa gena, neh

FRE No, no I acto bin volent.

LIC E va beh... Tanti ringrassiament da part d tuta la famija (GLI STRINGE LA MANO) Tante esquie, neh (RIDE) Ma che farseur, che farseur!

FRE Cham scusa, neh, mons Tarch ma i son mi chi deuvo ringrassi

LIC As capiss, as capiss Noi i nvitoma, ti it ringrassie.

FRE Gi Cham permtta, alora adess i tornera ddl i jera ncamin chi balava con Piera e i vurera nen delude la dama

LIC Gi, la dama e it gieughe dc a scacchi?

FRE No, i disa la dama per d la fija chi son ancamin a f bal Piera

LIC Ah, s (RIDE) Piera (SI FA SERIO, COME PER FARE UNA CONFIDENZA) A l mia nvoda. Mia fija a l lautra cola chas s-ciama Carla

FRE (STUPITO) S, s i lo sai

LIC E torna tanti ringrassiament da part d la mia famija tuta la famija E doman, quandi chit ven-e (LEGGERA PACCA SULLA SPALLA) dsturb-te nen, neh

FRE Cs a veul d? I capisso nen

LIC Dsturb-te nen A l nen l caso chit dsturbe

FRE Ma

LIC It vdde d slit, quandi che un a l nvit, magara a prta quaicsa

FRE (RIDENDO) Ah, s i lhai cap Chas precupa nen... (ESCE)

LIC Ecco Dsturb-te nen.

SCENA V

(Rina e Lice)

RIN (ENTRANDO, GLI PARLA PIANO, COME PER NON FARSI SENTIRE DA ALTRI) Alora? It lhas parlje?

LIC E gi, eh

RIN E it lhas anvitlo?

LIC S, s Per a l nen cha sa prpi dsbotonasse

RIN Come a sara a d?

LIC Pensa cha lha fin-a dime cha ndasa a bal con Piera. A lha dit cha lera la sua dama!

RIN Ma figurati Non avrai capito come al t slit!

LIC Ma come, i lhai nen cap?

RIN Sta solo zitto, va! Fammi il santo piacere, che mi confondi!

LIC Ma come, Rina sta ciuto! Guarda che costa a l na polenta fita mal, neh tuta n grumo! An conclusion, cercoma d rason e desse ciir Sto Fredo a l nen cha sia compromtsse granch...

RIN Ma cosa straparli sempre?...

LIC E dc col Giorgio, l fieul d Giulio A l nen cha sia peuj spiegasse prpi bin An conclusion, cs a lha dit?

RIN Come a sara a d che col Giorgio a l nen spiegasse? Ha detto ben chiaro che si trattava di un matrimonio nella nostra famiglia!

LIC No, Rina, no...

RIN Sfido chiunque a spiegarsi meglio!

LIC No, Rina, no

RIN Pi chiaro di cos

LIC Sent, Rina a lha nen dit ant la nstra famija!
RIN E gi adesso vorresti venirmi a dire che non ho sentito bene? A lha prpi dit andrinta a la nstra famija!

LIC No, Rina, no!

RIN A lera l! A lera l!

LIC A lera l, a l vera, ma a lha nen dit ln. It lo diso mi cs a lha dit A lha dit chas tratera dun matrimni cha riguardera da davzin la nstra famija.

RIN Stessa rba!

LIC No, Rina, no Atension con le parle A l bin diferent davzin e ndrinta!

RIN Ma va! la stessa cosa! Non capisci mai niente! Scusa, l p davzin d toa fija, chi t lhas?

LIC Ti.

RIN Ma piant-la, l! Ml-la mach l da d d boricde, na bon-a vlta!

LIC No, Rina, no Na csa a l davzin e nautra a l andrinta!

RIN A l listess.

LIC No, a l nen listess davzin e andrinta! Davzin a veul d davzin e andrinta a veul d andrinta!

RIN Ma cs it continue a d davzin e ndrinta, ndrinta e davzin, davzin e ndrinta... it vorers pa mostreme a parl a mi, no?

LIC Rina, scota bin na vlta ln chit diso a l prpi nen listess scusa, eh (VA A PRENDERE UNA BROCCA) Ecco, guarda...

RIN Ma va, di...

LIC Un moment, un moment... Buta che mi i labia an man naf, si chi sai na rba... presempi...

RIN Un pom.

LIC Ecco, s, a va bin... un pom. Sit lo bute s (PONE LA MANO CHIUSA A PUGNO DI FIANCO ALLA BROCCA) a l davzin. Se nvece it lo bute ambeless (INFILA LA MANO NELLA BROCCA) a l andrinta! Davzin e ndrinta! (RIPETE I DUE GESTI) Na bela difernsa!

RIN Ma va l, Lice... Lassa perde!...

LIC Possibil chit ariesse nen a cap? It faso nautr esempi. Sent bin un a dis: Mi i stago davzin a Le Neuve...

RIN S, si...

LIC Nautr a dis: Mi stago andrinta a Le Neuve...

RIN Ma no, ma no!...

LIC A j na cita difernsa o no?

RIN Ma va l!... Vedrai chi ha ragione, alla fine Se mi o ti!

LIC A va bin, Rina, a va bin It diso na csa sola: mi i sento per laria nodor d temporl che i sai nen a dite!...

RIN It ses sempre l slit! Invece qui bisogna muoversi! il momento! Bisogna parlare a Giorgio. S! Chiama Giorgio e digli come stanno le cose. Che non venga pi a girare per casa nostra e che sia finita una volta per tutte!

LIC Ma Rina a l l fieul d me amis Giulio!...

RIN E Carla chi cha l? A l nen toa fija? O it lhas trovala per la stra?

LIC Rina, a l n car amis e colga d travaj...

RIN Lice! Adesso io vado di l e ti mando di qua Giorgio, cos gli parli.

LIC No, Rina ,no... Magara i j scrivo neh, cha l mej si j scrivo?

RIN Immediatamente!

LIC No, Rina, no va ddl a cerch Giorgio e peuj it ij dise che doman matin, quand a ved l postin, ai ciama: A j pa gnente per mi? Mi i j scrivo

RIN No.

LIC Ma Rina... scota...

RIN No.

LIC (CON ARIA SUPPLICHEVOLE) Rina... i j scrivo...

RIN No! It ij parle!

LIC Am ven na fln-a, quand a l parj, chi sai nen cs i fara! I j scrivo!

RIN Ma disme n pch chi cha l l padron s ndrinta?

LIC Come, chi cha l?

RIN It ses nen ti l padron?

LIC No.

RIN S.

LIC (SI IMPUNTA) No, no e peuj no!

RIN Ecco! It ses mach bon a f Bu bu e peuj it ses gnanca bon a botonte le braje!

LIC Sfido, mi Ai manco ij boton!

RIN Verggna!

LIC S, Rina, a l na verggna!...

RIN Ah, guarda Se mi i fissa a t pst...

LIC Cs it fare?...

RIN Guarda, se mi i fissa a t pst im vergognera! (ESCE)

LIC Lol am soced!... Am pija na flin-a!...Mi i sai nen come a finir... Ma a finir, neh... Oh, sa finir!...


SCENA VI

(Giorgio, Rina e Lice)

GIO (ENTRANDO ACCIGLIATO CON RINA) Mons Tarch? A lha da parlme?

RIN Set-te, Giorgio, set-te. (GIORGIO SI SIEDE; LEI PRENDE IN DISPARTE LICE, CHE STA FACENDO SEGNO A GIORGIO CHE LUI NON CENTRA) Guarda di parlare come si deve! E non far sembrare che sotto sotto ci sono io, neh!...

LIC (SOTTOVOCE) Rina, i j scrivo...

RIN It ij parle! Subit!

LIC Set-te, Giorgio, set-te... Ah it ses gi set (A RIN) A l gi setasse.

RIN (SEMPRE IN DISPARTE) Adesso fagli un bel discorsetto.

LIC (SOTTOVOCE) I j scrivo

RIN (DA DIETRO LE SPALLE DI LICE) Parla! Ti suggerisco io! Ripeti: Dunque

LIC Dunque...

RIN A m smija, si m sbaglio nen...

LIC A m smija, si m sbaglio nen...

RIN Che t pap

LIC Che m pap... (OCCHIATACCIA DI RINA) Che t pap

RIN A labia dime

LIC A labia dime...

RIN (SI SPAZIENTISCE) Ma che cretin!

LIC Ma che cretin!

RIN Ma cs it dise? (RIPRENDE IL TONO DA SUGGERITRICE) Che ti t lavre quaiche idea an sla nstra Carla

LIC Che ti t lavre quaiche idea an sla nstra Carla...

GIO (NERVOSO) Mons Tarch, sai rincres nen, cha lassa parl soa fomna! A m smija che chila as la gava mej!

LIC (SI TIRA INDIETRO, COME PER LIBERARE LA TRAIETTORIA TRA RINA E GIORGIO; A RINA) Atension a l nen t mo, chiel-l

RIN E gi! A bzgna bin chi parla mi! Per frsa! Chiel a l nen bon! (CON ATTEGGIAMENTO IPOCRITA) Eppure non capisco perch in casa nostra lui che fa e disfa tutto! In casa nostra non si muove neanche una foglia se non lo decide lui!

LIC Ai bogia gnanca na feuja, vera, vera Ma se tac a cola feuja a j mach tanta ramtta parj... (FA SEGNO CON UNUNGHIA) ai va gi nautr permess!

RIN Dunque Ecco, Giorgio caro Giorgio le cose stanno cos Tanto io, quanto mio marito, il signor Tarocco siamo tanto, ma proprio tanto felici contenti lusingati, direi che tu abbia pensato a nostra figlia Carla per mettere su famiglia Ma, daltra parte, tanto a me, quanto a mio marito... rincresce proprio tanto ma tanto di doverti dire di no.

LIC Tant, tant, tant!

RIN Non che tu non sia un bravissimo ragazzo, neh...

LIC Ansi!

RIN Ansi

LIC Ansi, ansi, ansi!

RIN E poi figlia unica, pa vera?

LIC Eh?

RIN (SECCATA) A l fija sola, no?

LIC Per adess Se peuj a s sposa, a sar p nen sola.

RIN (COMPIACIUTA) Gi figlia unica ed ha una gran bella dote...

LIC Cs a lha?

RIN Ha una gran bella dote!

LIC E chi chai la da?

RIN Ti.

LIC E a mi, chi cham la da?

RIN (PROSEGUE) E poi, un giorno o laltro, erediter anche (CON FALSA MODESTIA) quel poco che abbiamo...

LIC Pch, pch, pch...

RIN Basta! Ml-la! (RIPRENDE) Dunque Tanto io, quanto mio marito, il signor Tarocco per dirti la verit abbiamo pensato di sistemarla diversamente...

GIO (SEMPRE PI IRRITATO) I capisso! I son nen a basta adat, vera?

RIN No

GIO La famija a aspira a quaics d mej...

RIN No, no...

LIC Se mai... A sar per nautra vlta... Ti ripreuva as sa mai

RIN Ma st ciuto, badla! Cs it dise?

GIO E poi... perch dovrei prendermela? Anzi, tanti auguri!

LIC Grassie.

GIO A vorer d che, da s an pch, i sentiroma chi a sar l fortun!

RIN Natural.

GIO Perch, immagino, non mi avreste detto tutto questo... se non ci fosse gi belle pronto un altro pretendente!...

LIC A j nen.

RIN Come, no?

LIC Frse.

RIN A j!

LIC A t smija.

RIN A j! E, anzi, caro Giorgio volevamo chiederti gentilmente di come dire diradare un po le tue visite. Devi avere pazienza Ma la gent a ciacira, pa vera? E le cattiverie non mancano mai... La calunnia un venticello qualche parola di troppo potrebbe finire nelle orecchie dello sposo e allora potrebbe saltar fuori qualche pasticcio...

GIO (CON TONO BRUSCO) S, s... capisco. Star qui giusto il tempo di salutare gli amici e accompagnare a casa Piera.

RIN Pvra cita, a l ddl cha piora

GIO Eh il suo caso un po come il mio.

RIN (RIDENDO) Ah, perch Piera si credeva che

LIC (PIANO) Rina, as ved chit rije As nancrz!

RIN E lass-me rije, no? Scusa i peuss nen fne a meno! (RIDE) Ma dico io... benedetta ragazza... lavevo sempre vista come un tipo romantico un carattere sentimentale, s ma non la facevo cos stupida...

GIO Prego?

RIN (SODDISFATTA) Ma dico io cosa si credeva?

GIO (INVELENITO) Cha staga tranquila per soa novoda, madamin! A vdr che Piera a dsmentier n pressa e as trover n bon part, anche sa lha nen na bon-a dta da sbat-je an sla facia ai torolo! (ESCE)

LIC (SODDISFATTO) Oh, come a lha dit-la bin! Come a lha dit-la bin!...

RIN (ESTEREFATTA) Ma hai sentito?

LIC (RIDENDO DI GUSTO) E gi chi lhai sent!

RIN E t ses stait l, sensa d gnente?

LIC Si diso quaics, a l per deje rason!

RIN (FURENTE) Dis nen d tavanade! E ricordati bene: quello sbruffone in casa mia non rimane un attimo di pi! E non ci metter mai pi piede!

LIC Euh, adess, Rina...

RIN Maleducato! Villano! Morto di fame! Cap? La dta da sbate an sla facia ai torolo! Come se mia fija al-lavissa nen!

LIC Al-lha nen, Rina, al-lha nen Ricordt-lo!

RIN Na bela dta!

LIC S, Rina! Ficht-lo bin ant la bica! Al-lha nen!

RIN Ma s a va bin...

LIC Ma a l ciar? Perch ti it ses bon-a, n d o lautr, a ven-e s e dme: Dame n pch coj sld d la dta? A l bin ciair? Al-lha nen! Il-lhai nen mi e al-lha nen chila! Al-lha nen e basta!


SCENA VII

(Carla, Rina, Lice e Giorgio)

CAR (ENTRA PIANGENDO) Oh, mamina!... Non potevo credere alle mie orecchie!

RIN Che succede, adesso?

CAR Giorgio mi ha detto che... oh... (PIANGE)

RIN Calma, calma, adess (PREOCCUPATA) S, csa a lha dite col falabrch d Giorgio?

CAR A lha dime che Alfredo a mi a lha mai pensje!

LIC (RIPRENDE LA BROCCA E RIF IL GESTO DAVZIN E NDRINTA) Ij soma, Rina... ij soma...

RIN Ti it capisse prpi gnente! Cosa vuoi che ne sappia quel Giorgio?

LIC Ij soma, Rina ij soma

RIN Chiel-l a parla perch a lha la lenga n boca! solo un chiacchierone! (ENTRA GIORGIO)

LIC Guard-lo s, l ciaciaron

RIN (NERVOSA E AGGRESSIVA) M car Giorgio, it capite prpi a propsit. Qui c mia figlia che piange e si dispera. L c mio marito che urla, strepita e si strappa i capelli (LICE NON HA FATTO UNA PIEGA E GUARDA IL PUBBLICO COME A DIRE: MI? E QUANDI MAI?) e am fa divent gabia...

LIC I lhai pen-a fit tre sut mortj.

RIN Arrivati a questo punto, ci devi dire chiaro e netto come stanno le cose! Devi sollevare queste due persone (ALLUDE A CARLA E LICE) dalla tribolazione che li opprime! Parla chiaro, una buona volta!

GIO (STUPITO) Ma, madamin Io non saprei proprio cosa dovrei dire o fare...

RIN Oh, basta! Dis la vrit! Questo benedetto matrimonio si fa o non si fa?

GIO Ah!... I lhai cap... Si fa, si fa... si fa di sicuro!

LIC Un moment, un moment... As fa n matrimni e a va bin. Adess per sentoma chi a son ij doi colombt?

GIO Oh, bla! A lo sa nen?

RIN Ma as capiss!

LIC No, Rina, no...

RIN I lo soma!

LIC No, Rina, no...

CAR (TIRANDO SU COL NASO) In questo matrimonio... centra Piera?

GIO E s, eh! Si tratta del matrimonio tra Piera e Alfredo

LIC Patatrch! (PRENDE LA BROCCA E RIF IL GESTO DAVZIN E ANDRINTA)

GIO (STRANITO) Ma perch? Cosa vi credevate?

RIN Ma Piera, mia nvoda? (LICE RIF IL GESTO DAVZIN E NDRINTA)

GIO E gi, no?

LIC (SODDISFATTO) Ecco.

RIN E ti it lhas ancora l coragi d d cosa vi credevate? Proprio tu? Dopo che ci hai fatto credere quello che non era?

GIO Mi? (LICE GLI STRINGE LA MANO, COME PER SOLIDARIET)

RIN S! Tu ci hai fatto capire una cosa per unaltra! Perch it lhas dine chas tratva dun matrimni andrinta a la nstra famija!

LIC (CON LA BROCCA, RIF DAVZIN E NDRINTA) No, Rina, no

GIO Csa csa? Mi i lavra dit...

RIN Parlom-se ciir che cosa interessava a noi di sapere di questo matrimonio, se la sposa non era nostra figlia?

GIO Cha senta, madamin io sono un tipo comprensivo ed accomodante ma non le sembra di avermi strapazzato gi un po troppo, oggi?... Adesso Forse non ci saremo capiti e mi ij ciamo scusa, ma...

RIN E no! Non devi chiederci scusa adesso!

GIO Ma perch?

RIN Perch ci hai compromessi!

GIO Come? Io vi avrei compromessi?

RIN Dovevi parlare chiaro!

GIO (MENTRE LICE GLI STRINGE LA MANO) Andoma, l...

RIN I ndoma da gnun-a part! Non hai parlato chiaro!

GIO Ma madamin, cs a dis?

RIN Gnente da f! Ti, o it ses nantrigant o n parpagnco o n cretin!

GIO Madamin Tarch! ora di finirla! (NON NE PU PI; LE SI AVVICINA PUNTANDO LINDICE MINACCIOSO) Cha misura le parle, neh! E cha guarda bin con chi a parla, a sa? Se no, stia attenta che prima o poi lo trova, neh, quello che le insegna a trattare con la gente! Lei ha un gran bisogno di imparare un po di educazione!

LIC (SI INTROMETTE) Un moment, an moment... Lass-me parl mi, na minuta... S, ij soma p nen. Fin-a a quand it lhas dit tut l rest, a ndasa bin. Ma lo-l dleducassion, no, eh Ti, Giorgio, it ses na person-a tanto grassiosa, ma it lhas nen desperiensa It pudras mai esse bon a mostrje leducassion a mia fomna Mi a sar vintani, chij preuvo! Adess i faso nen per d... Ma n vint ani i lhai gi provaje tute, neh...

RIN Lice! Piant-la l! Mi i ciamo mach un pch d rispt!

GIO Mi i rispto chi cham rispta mi! E stavolta voglio proprio dirglielo, Madamin, che di tutte le sue insinuazioni, le sue cattiverie ed i suoi intrighi, io ne ho abbastanza! S! E gi che ci siamo, (A LICE) dico anche che lei un fantoccio, n pi n meno! E chila, madamin, con tutta la sua prosopopa, sar magari vestita da gran signora, ma non nientaltro che una portinaia, na polajra da Prta Pila... (ESCE A GRANDI PASSI DALLINGRESSO)


SCENA VIII

(Rina, Lice e Carla)

RIN Lice! Ma it lhas sent cs a lha av l coragi da d?

LIC Eh i lhai sent

RIN E non dici una sola parola?

LIC Ma Rina si diso quaicsa, a l per dje rason...

CAR E dobbiamo trangugiare anche questa? Ma gi! Voi uomini siete solo dei bugiardi! Tutti! (PIAGNUCOLA)

RIN Cosa vuoi farci?... Tuo padre non capir mai niente!

LIC Ma gi Jmo!... E le fomne? Tute sensa servel. A gabolo, a fico l nas andoa a duvro nen e peui Ueee! (FA IL VERSO DI UN NEONATO) Gi lacrime! Ma adess a basta, neh! F ln chi veule. Mi im na lavo le man! E col tipo-l, cha l pen-a nds-ne... sinch bicr d nebieul a l suvsse, altro che n dil... Sinch bicr! (ESCE)

RIN E mi? Fla chi son A dis cha l colpa mia, adess! Ma come? Quello l viene qui e ci fa credere una cosa per laltra... e poi salta fuori che colpa mia! Come se fosse colpa nostra se abbiamo a che fare con pelandroni che vengono a casa nostra per prenderci in giro...

CAR Gi e adess chi chai gionta i son mi

SCENA IX

(Rina, Carla, Alfredo e Giorgio)

FRE (ENTRANDO CON GIORGIO) Beh Noi i ndoma, neh

RIN Ma i seve ncora mbeless? Ciap cola prta, (INDICA LUSCITA) e but mai p p ambeless! Perch dafront parej, a ca mia, i peuss nen soportje! (ESCE FURENTE)

FRE (NON CAPISCE) Ma cs ai capita, Carla?

CAR It ciame cs ai capita? Dopo tutto quello che mi hai fatto?

FRE Mi?

CAR S, ti! Sei pi falso di Giuda, ecco!

FRE Ma sent mach che rba... Ma spieg-me cs a l socedje

GIO I lo sai mi, cs a l socedje! l bel a l cha lhan ancora rason lor!

FRE Ma mi i capisso nen...

GIO (SEMPRE PI ALTERATO) No! Ti t capisse benissim! Ti t capisse fin-a trp bin! Lassa perde, v, cha l mej!

FRE E no! Basta, neh! Adess i veuj chit im spieghe cs a l chi lhai fit d cos terbil a ti e a Carla! E peuj i pretendo che a la fin it im lasse semi l temp d dscolpme!

CAR It lo diso mi, alora! It ses comportate come na vera canaja!

FRE Mi? Ma Carla

CAR (PIAGNUCOLOSA) Non si gioca con i sentimenti delle persone

FRE Ciuto! I chrdo da ncamin a cap I vurera mach savj chi a l cha l divertisse a le mie spale, butand an girola tute ste malignit (A GIORGIO) E i vurera nen chit fisse prpi ti, che adess it blaghe tant

GIO Dis gnun-e folari e lassme st

FRE No! I veuj ciair tut s trigo e i veuj che ti, adess subit it am dise tut!

GIO (SEMPRE CON TONO OFFESO) Mi i sai mach cha l prpi la prima nteress Carla, che mi ha confidato tutto. A lha contame che ti it ij fase l fil e che volevi sposarla.

FRE (SI RIVOLGE A CARLA, CHE SI PONE IN DISPARTE, SILENZIOSA E COLMA DI VERGOGNA) Cosa? Mi it fasa l fil? I vura sposte?

GIO (CONSTATATO CHE CARLA NON RISPONDE) E alora? Adess it ses sodisfit?

FRE Ecco perch Piera a lera nrabi con mi a lera gelosa con tute le ciance cha l fasse n gir

GIO (DOPO AVERCI PENSATO SU UN ATTIMO) Guarda che s la colpa d tuti sti pacich a l d madamin Tarch, neh Sono convinto che lei che si montata la testa e sperava che tu le sposassi la figlia! Ma s! Non ha fatto altro che parlarne con tutti, oggi insinuazioni allusioni

CAR Antant la figura i son famla mi (ESCE DI CORSA, LE MANI SUL VOLTO)

GIO Ah, ma adesso mi prendo la mia rivincita! I vado ddl e i veuj prpi cham senta, cola megera!

FRE No, Giorgio, lassa perde

GIO Chila-l a lha mandame prpi fra dij feuj! I veuj cham ciama scusa davanti a tuti!

FRE Giorgio, esagera nen a l na madama la padron-a d ca e la mama d Carla!

GIO (DIVENTA MALINCONICO) Gi Carla Chiss adesso come sar tra di noi

FRE It j veule ancora bin?

GIO Beh sai com Carla am pias ma se ha preso da sua madre (SI SCUOTE) Ma a cola strega i veuj gavje l vissi, na vlta per tute!


SCENA X

(Rina, Carla, Giorgio, Lice e Alfredo)

RIN (ENTRA A CAPO CHINO, AVVILITA, CON UNA CONTRIZIONE DECISAMENTE TROPPO TRAGICA, SEGUITA DA CARLA) Carissimo Giorgio... (NASCONDE IL VISO TRA LE MANI) Non ho pi neanche il coraggio di guardarti in faccia, dopo quello che successo! (ENTRA ANCHE LICE) Io lavevo detto a quel testone di mio marito: Pensa bin ln chit fase, Lice Guarda che va a finire che ce ne dovremo pentire Ma quel benedetto uomo, quando si mette in testa una cosa... inutile Un galantuomo, neh, come ce ne sono pochi! Ma a nja nt un bicer daqua a s spaventa per gnente...

GIO (ANCORA DECISO, MA UN PO PERPLESSO) Per... a ved, madamin...

RIN Ecco, ecco I lo sai gi! It lhas rason! Non so cosa sia passato per la testaccia a mio marito! Cosa vuoi mai... io parlo e lui non ascolta... mi i parlo e chiel a crja... combina e scombina tutto lui e poi (POGGIA UNA MANO SULLA TESTA DI CARLA, COME PER CONSOLARLA) A scontenta e a fa pior soa fija, tant an-namor d col car e brav fieul d Giorgio!

GIO (COMINCIA AD ABBOCCARE) Ah dabon?

RIN Eh s, pvra fija non vuole sentir parlare di altri se non di te, it sas?

LIC Rina sra la boca, chas ved la lenga forca...

RIN (A LICE, RINGHIANDO) Guai a ti, sit parle! Las-me f da mi! (POI, SEMPRE A LICE, DI NUOVO AVVILITA) Lice, it capite prpi a propsit. C qui Giorgio che, con tutte le ragioni, chiede sodisfazione per le ciance che si sono fatte sul suo conto...

LIC Sent, Rina...

RIN (RINGHIA) Sta ciuto! (AVVILITA) S a j Carla, la nstra Carlta una ragazza che una perla... A momenti perde luomo della sua vita, per le toe ciaciarde!...

LIC Sent, Rina...

RIN (RINGHIA) Sta ciuto! (AVVILITA) E Giorgio pr Giorgio Figlio del tuo pi caro amico e collega Giulio Un bravo ragazzo, intelligente, posato Io te lho sempre detto: E dila, sta benedeta fija! A l n fieul a pst! Dila! Ma ti: No no no!

LIC Sent, Rina...

RIN Ma non lo vedi sto povero ragazzo, com dimagrito

LIC Sent, Rina...

RIN E guarda tua figlia, come piange (IMPERIOSA, A CARLA) Piora! (A LICE) Per quel bravo ragazzo di Giorgio (A CARLA) Piora! (CARLA FINGE OGNI VOLTA UN SINGHIOZZO DISPERATO)

LIC (SI PIZZICA LE GUANCE) Rina im dago d pssiotin per vdde si son ancamin chi seugno si son mi o nautr! I lo sai p nen!

RIN (SI AVVICINA A CARLA COME PER CONSOLARLA) Andoma, Carlta! Sono cos felice, che non voglio vedere nessuno che piange! (CAMBIA TONO, IN DISPARTE) Piora! (CARLA FINGE UN PIANTO DISPERATO)

GIO (SI RISCUOTE) Madamin! A j smija nen cha sia gi n pch trp tardi?

RIN (LO INTERROMPE) No, no Dis gnente, Giorgio it lhas mila rason... (A LICE) E tut per colpa toa, it vdde?

CAR S, s per colpa toa! (CON LINDICE PUNTA IL PADRE, CHE ACCENNA A MORDERLE IL DITO) Ahia!

LIC Andeve a sterm, tute doe!

RIN (METTE UN BRACCIO SULLE SPALLE DELLA FIGLIA) Andoma ddl ant la stansia! (LA SPINGE ADDOSSO A GIORGIO)

LIC Ma che facia, Rina! Che facia! It conossa ancora nen, fin-a a cola mira! Sit daghe na mus per tera, le pianle a sagno!

CAR (SUPPLICHEVOLE) Giorgio...

GIO (ANCORA UN PO RECALCITRANTE) Carla si pudissa chrde chit ses sincera...

FRE E pijla an preuva, no?

GIO I duvra nen (SI DECIDE A CEDERE) Ma it veulo trpa bin! (SI ABBRACCIANO; TUTTI HANNO BATTUTE ED ESCLAMAZIONI DI SODDISFAZIONE A SOGGETTO)

RIN Iv dago la mia benedission. (CON FARE SOLENNE, BACIA GIORGIO E CARLA IN FRONTE, MENTRE LICE SE LA PRENDE COL PRIMO OGGETTO CHE GLI CAPITA A TIRO) Ho sempre voluto un sacco di bene a questo ragazzo Sei un ragazzo doro, Giorgio, lho sempre detto, io. E sono orgogliosa di consegnarti mia figlia! Lice! Daje dc ti la toa benedission!

LIC (SI AVVICINA CON FARE PATERNO) Cari fieuj quand i lavrve d cit

RIN Ma Lice! Cs it dise?

LIC Va beh quand i lavrve d cite

RIN Ma at smija l moment?

LIC E cs a duvro f? d parachr? (POI RIPRENDE) Quand i lavrve d cite sper cha so mas-cc!

RIN Ma piant-la l da d d tavanade!... Di! Benediss-je!

LIC Mi i benedisso mia fija, ma per lautr ambeless ai andara l Papa perch se sta cita a ven a smij-je a la mare pr Giorgio, che bruta fin! (RINA LO AGGREDISCE COME PER DARGLI UN CEFFONE, MA LUI SCAPPA FUORI, INSEGUITO, TRA LILARIT DEI PRESENTI)

CALA IL SIPARIO

FINE DELLA COMMEDIA
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