La rivincita delle mogli

LA RIVINCITA DELLE MOGLI

Commedia in tre atti

Di GINO VALORI

Rappresentata con grande successo da

Dina Galli e Gandusio

PERSONAGGI

ATTILIO

MARIA

ANNA

NOTAIO

GUSTAVO

CAROLINA

LODOVICO

SOFIA

ALDO

DUE TESTIMONI

SILVIA

UNA CAMERIERA

Lazione si svolge nel 1930

Cateragia per il Sito GTTEMPO

Di questa commedia RENATO SIMONI ha scritto nel CORRIERE DELLA SERA: Gino Valori, divertendo molto il pubblico, ha voluto mostrare gli imbarazzi nei quali una moglie tradita potrebbe mettere il marito se le piacesse vendicarsi. Le sarebbe concesso di applicare, con la pi lieta e beffarda incolumit, la legge del taglione, solo se fosse tanto accorta da chiedere consiglio e ausilio al Codice penale. Per la verit, si tratta del Codice Za-nardelli, non del Codice fascista; e, infatti, l'azione della commedia riportata a qualche anno fa. Ma il tema comico di per s, e gaio ne lo svolgimento. Perci, se le condizioni giuridiche sono mutate, non per questo i tre atti del Valori perdono

la loro animazione. C', nei tre atti, una certa monotonia di procedimenti che poteva essere pericolosissima. Sempre Attilio s'illude di avere il sopravvento sulla moglie, e, sempre, il notaio, col Codice alla mano, gli dimostra che, invece, la moglie che lo ha sopra di lui. L'autore ha trovato modo di dare valore comico a queste ripetizioni e a queste insistenze. Esse, anzi, hanno contribuito a conservare e ad accrescere il buonumore del pubblico, che applaudi cinque volte dopo il primo atto, sette dopo il secondo e sei o sette dopo il terzo, e una volta a scena aperta. Pi giocondi e coloriti interpreti, Gino Valori non poteva avere. Dina Galli, nella parte della moglie, con un'ironia pungente e una vivacit amenissima di simulazione caricaturale, il Gandusio, che s' agitato e dibattuto tra le maglie del Codice con una successione comicissima di stupori, di avvilimenti, di proteste, di sdegni, il Gianotti che ci present con gustosa finezza una piacevole figura di notaio spietatamente pedante e pur soavemente ilare e cortese, la signorina Carli, il Piamonti, l'Anni-celli, la signorina Alessandroni e il Tommei, divisero meritatamente gli applausi con l'autore, che fu pi volte chiamato alla ribalta .

ATTO PRIMO

Nel salottino moderno di una garsonnire. Nel fondo, porta esterna; a destra, altra porta. Pomeriggio di settembre.

(All'alzarsi del sipario, la scena vuota. Si ode suonare un campanello. Segue il rumore di due voci nell'interno a destra; poi, compare sulla soglia Attilio. E' in veste da camera).

Attilio - (parla verso l'interno) Ma no, cara. Sta' tranquilla: ti assicuro che Gustavo! Deve venire a portarmi un documento. (Pausa) Glie-l'ho detto io... Non pu essere altri. Non lo sa nessuno !

(Squillo di campanello).

Attilio - (c. s.) Non aver paura! Sta' tranquilla! Lo liquido subito e torno da te. (Getta un bacio verso l'interno) Amore! (Si avvia al fondo) Gustavo! (Canterellando) Gustavo, Gustavo! (Apre la porta).

Maria - (furibonda, entra seguita dal Notaio e da due uomini) Ah, ci sei, eh? Mascalzone!

Attilio - (intontito) Eh?!

Maria - Non mi aspettavi, vero? Che fai qui? Avanti! Parla (fa per slanciarsi contro Attilio).

Notaio - (trattiene Maria).

Attilio - Io...

Maria - Oh, non hai bisogno di spiegarlo! Basta vederti! In veste da camera! E lei dov'? Dov'? (Si dirige alla porta).

Attilio - (tentando di impedirle il passo) Chi lei?

Maria - La tua amante! Credi che non lo sappia?

Attilio - (imbarazzatissimo) Io non...

Maria - Dov'? Dov'?

Notaio - Evidentemente, signora, in quella stanza (accenna a destra). Non ce ne sono altre...

Attilio - (al Notaio) Signor Commissario, la prego...

Notaio - (offeso) Non sono un commissario : sono un regio notaio chiamato dalla signora per constatare e verbalizzare in presenza di due testimoni... (accenna ai due uomini).

Attilio - Ma qui, non c' nulla da constatare. Qui non ci sono che io...

Maria - Ah, s?

Anna - (d. d.) Tillo! Tillo! Fa' presto! Muoio di freddo!

Maria - (ironica e irata) Ah! Tillo! Tillo! Saresti tu Tillo! La senti? Ha freddo! Adesso vado a riscaldarla io (si avvia a destra).

Attilio - (sbarrandole il passo) Maria !

Notaio - (frapponendosi) Perdoni, signora: la constatazione spetta a me e ai testimoni. (Fa cenno ai due di seguirlo, e si avvia a destra; a Attilio) Lei permette?

Attilio - Ma io...

Notaio - (entrando a destra coi testimoni) Una semplice formalit.

Maria - Vorresti, forse, opporti?

Attilio - (risoluto a Maria) Ti prego di spiegarmi che cosa intendi fare.

Anna - (d. d. getta un grido acutissimo e chiama) Tillo! Tillo!

Attilio - (fa per correre a destra).

Notaio - (compare sulla porta di destra coi due testimoni).

Attilio - (al Notaio) Signore, mi stupisco...

Notaio - Non si inquieti. Gi fatto. (Entra in scena; ai due) I signori testimoni hanno veduto?

Testimoni - (accennano di s).

Notaio - (si avvia a un tavolino) Allora, se il signore permette, possiamo verbalizzare.

Attilio - (irritato) Ma che verbalizzare! Che cosa vuole verbalizzare?

Notaio - Quello che abbiamo veduto : la sua presenza e quella della signorina... Il suo abbigliamento e quello della signorina...

Maria - Me lo immagino, l'abbigliamento della signorina. Credo sar difficile descriverlo.

Notaio - Mi prover. Certamente non lascia dubbi sulla ragione della sua presenza qui. (A Attilio) Il signore disposto ad ammetterlo?

Attilio - Io non ammetto nulla.

Notaio - Allora si compiaccia di spiegare perch si trova qui con la signorina. Verbalizzer tutto. Quali sono queste ragioni?

Attilio - Ragioni... private... personali...

Notaio - Appunto. Nessuno ne dubita.

Maria - Faresti miglior figura ad ammettere che sei qui con la tua amante.

Attilio - Non m'importa nulla di fare migliore o peggiore figura.

Notaio - (siede al tavolino e scrive).

Attilio - Vorrei piuttosto sapere...

Maria - (guardando intorno, con ironia) Uhm, hum! C' anche Vabat-jour per le luci suggestive... Ne avevamo bisogno di uno per il salotto, ma non hai mai voluto comperarlo... Si capisce. Quando si ha da ammobiliare la garsonnire... .

Attilio - Non mia.

Maria - Ah, no? Te la sei fatta prestare? Non chic... {Improvvisamente irata) Ma questo... (prende un bruciaprofumi su un tavolino). Questo il mio bruciaprofumi!

Attilio - No!

Maria - Mascalzone! Lo hai regalato alla tua amante!

Atttilio - No!

Maria - Ecco perch non lo trovavo pi! Non vorrai negare...

Attilio - (risoluto) Voglio soltanto sapere quali sono le tue intenzioni.

Maria - Non hai ancora capito?

Attilio - Non saprei...

Anna - (vestita da passeggio, entra da destra).

Maria - (vedendo Anna, fa per andarle incontro con aria minacciosa) Ahn!... Lei... Attilio - (si interpone) Maria!

Maria - (ironica, frenandosi) Buon giorno, signorina. Bene alzata.

Anna - (a Attilio, con aria interrogativa) Ma?...

Maria - (a Anna, presentandosi e accennando Attilio) Sua moglie.

Anna - (affranta) Me lo immaginavo!

Maria - Non ci voleva molta fantasia.

Anna - E ora?

Attilio - Niente... Sai?

Anna - (a Attilio) Non mi farai avere delle noie, spero.

Maria - Lui? No! Sar io che far avere delle noie a lui.

Attilio - E cio?

Maria - (scandendo le sillabe) Voglio mandarti in prigione.

Attilio - (atterrito) Eh? Anna - In prigione?!

Maria - (a Attilio) Non crederai che abbia fatto tutto questo per il semplice divertimento di vedere la tua amante... Ti ho risparmiato la sorpresa del commissario perch non ero certa del tutto, ma, ora, in prigione, ti mando lo stesso. Attilio - Ma...

Anna - Anche me?!

Maria - (a Anna) Oh ! Lei se ne vada pure ! Che cosa vuol contare, lei? (A Attilio) Ma te, s, caro: in prigione.

Notaio - (s'interrompe mentre sta scrivendo, apre un codice; a Maria) Un momento! Permetta, signora. (Legge) Articolo 356. - La querela si estende necessariamente alla concubina . Se la signorina la concubina, sar condannata anche lei. (Si rimette a scrivere).

Anna - Io? Condannata? Ma perch? Io...

Notaio - Dura lex, sed lex. Questa la legge.

Maria - Che vuole sappia, io, della legge? Io parlo per mio marito, e voglio mandarlo in prigione.

Attilio - Ma che gusto...?

Maria - Un gusto come un altro. Sar cattiveria, sar perfidia, non importa: voglio mandarti in prigione. (A Anna) E se dovr andarci anche lei, non so che farci. Peggio per lei. Doveva pensarci prima.

Anna - Ma... signora... la prego... rifletta: avr fatto male, avr sbagliato, lo riconosco, ma... non posso andare incontro a uno scandalo, a un processo... per la mia famiglia... Maria - Non so che farci. Anna - Non potevo immaginare... Maria - ... Che aprissi gli occhi, vero? E, invece, li ho aperti. Mi dispiace per lei.

Attilio - (intercedendo) Maria, rifletti un momento... Riconosco anch'io di avere torto, ma... Maria - Sfido a non riconoscerlo!

Attilio - Insomma, devi considerare...

Maria - Ho gi considerato tutto. Non insistere, non pregarmi, perch potrei vederti morire, non cederei.

Attilio - (inquietandosi) Ma ragiona! Che cosa vuoi ottenere? Vuoi la separazione? Vuoi che convenga della mia colpa? Ti ho gi detto che riconosco di aver torto... Non basta?

Maria - No, non basta. La separazione, si intende; ma voglio anche mandarti in prigione.

Attilio - E' una fissazione!

Anna - Ma me, no!

Maria - E' una soddisfazione.

Attilio - Magra.

Maria - Ingrasser. Oh, non voglio davvero che tutti dicano: Mah! Sar vero, non sar vero, sar colpa di lui, sar colpa di lei... . No! Devono saperlo tutti, senza equivoci. E io lo dir a tutti: Mio marito in prigione. A tutti.

Attilio - Ma...

Maria - E' inutile che tu parli, perch l'ho deciso fino dal primo momento che ho incominciato a sospettare, e non mi rimuto.

Attilio - Si pu almeno sapere come hai fatto a avere l'indirizzo?

Maria - Credi che sia una cosa tanto difficile? Sono ricorsa a un detective...

Attilio - E io avevo sempre creduto che i detective fossero soltanto dei truffatori...

Maria - Oh, caro! Mi ha informato a puntino!

Attilio - Me ne sono accorto. Ma non una buona ragione per mandarmi in gattabuia.

Maria - Pare di s.

Anna - Ma io, scusi... Capisco la mia posizione; mi rendo conto di essere colpevole; ammetto di non avere il diritto di rivolgermi al suo cuore, ma...

Maria - Signorina, la consiglio di risparmiarsi il fiato. E' inutile: non mi lascio commuovere. Quando ho preso una decisione, non c' nessuno che riesca a farmela mutare.

Attilio - Verit sacrosanta!

Maria - (a Attilio) Risparmiati l'ironia. Riserbatela a quando dovrai meditare sui tuoi amori.

Attilio - (risoluto) Senti, io...

Maria - Tu... niente, caro! Niente! Sono insensibile! Hai riso di me, tu? Ti sei burlato di me! La sera avevi le adunanze di affari, le riunioni di comitati, i consigli di amministrazione... Le terrai in prigione, le tue adunanze.

Attilio - (infuriato) Ah, s?

Anna - Ma io...

Attilio - (a Anna) Non temere, Ninna!...

Maria - (con ironia) Oh! Ninna!

Attilio - Ti prego, Maria! La metti alla disperazione, e...

Maria - (a Attilio) ...Tu la consoli. (Va verso il Notaio).

Attilio - (fa una spallucciata e si avvicina a Anna) Cara, non preoccuparti, sai? In questi casi c' sempre la condanna condizionale...

Anna - Ma io non posso essere condannata! Non posso espormi a uno scandalo... Perderei l'impiego...

Attilio - Ma no...

Anna - S, s! Quando fui assunta, dovetti presentare il certificato penale: se mi fa condannare, sar licenziata... E, poi, mio padre... i miei fratelli... (Piange).

Attilio - (irato, a Maria) Senti, Maria: io non posso tollerare che tu commetta una cattiveria simile ai danni di una povera ragazza che...

Maria - (ironica) Oh! Povera innocente!

Attilio - (c. s.) S, innocente: s. La responsabilit tutta mia, la colpa tutta mia, soltanto mia, e non posso permettere...

Maria - Non permetterlo!

Attilio - (minaccioso) Bada, sai?, perch...

Notaio - (intervenendo) Calma, signore. Le minacce aggraverebbero la sua situazione. Dovrei verbalizzarle.

Attilio - E verbalizzi! Me ne infischio! Ma mia moglie non ha il diritto di rovinare una povera creatura...

Notaio - Lei s'inganna. Ha il diritto: per legge.

Attilio - Che importa? Prima della legge c' il cuore, e...

Maria - Non ho bisogno di insegnamenti da nessuno. (A Anna) Mi dispiace molto per lei, signorina: mi pare di essere anche troppo gentile a dirle questo. Se ci sar modo di risparmiare lei, potr transigere. Altrimenti, non so che farci.

Notaio - Impossibile. Articolo 356.

Anna - Sente, signora? Sente? Impossibile! E, allora, perch vuole rovinarmi? Che gusto ci trova a mandare in prigione suo marito?

Maria - Un gusto pazzo!

Attilio - Da pazza! E' una vendetta stupida.

Notaio - Un diritto. La legge lo accorda, e la signora se ne serve.

Attilio - (al Notaio) Ma a quale scopo? Vorrei sapere a quale scopo. Che vantaggio ne ha?

(Suono di campanello).

Maria - Un'altra amante?

Attilio - Sciocca! E' Gustavo. Poteva arrivare prima, quell'animale. (Va ad aprire).

Maria - Anche Gustavo? E' la casa di tutti.

Gustavo - (entrando) Ciao, caro. Disturbo?

Attilio - Oramai, non disturbi pi. (Gli accenna la moglie).

Gustavo - (imbarazzato) Oh, Dio...

Maria - Sapeva tutto, eh? E gli teneva di mano. Mi congratulo con lei della bella parte..

Gustavo - Signora, veramente, io...

Maria - Lei che frequentava la mia casa, e fingeva di essere un amico, poteva anche comportarsi diversamente... Invece, rideva alle mie spalle, con Tillo. S, perch sapr anche che si chiama Tillo. Tillo e Ninna! Carini! E ora sa che cosa accadr? Tillo e Ninna andranno in prigione.

Gustavo - Eh, via!

Maria - No, no! C' poco da dire via . Ce li mander io. S. Ora, rido io. E le dir che mi dispiace molto, ma proprio molto, di non poterci mandare anche lei.

Gustavo - (sorpreso) Me? Ma, scusi, signora, io...

Maria - Oh, lo so, quello che vuol dirmi. Questi sono piccoli favori che si fanno, tra uomini, vero? Niente di male. Quando si tratta di ingannare una donna, vi fate in quattro... (A Attilio) Ma, ora, mi metter in quattro io: per farti le corna, caro!

Attilio - (con rimprovero) Maria!

Maria - E' inutile che tu dica Maria . Quel che fatto reso. La legge del taglione: occhio per occhio, dente per dente, corno per corno. Mi trover un Ninno! E non credere che mi sia difficile, sai? Non ho che l'imbarazzo della scelta.

Attilio - Ah, s? Occhio per occhio, dente per dente, prigione per prigione. E io mander in prigione te.

Maria - Staremo a vedere.

Notaio - (a Attilio) Permette? C' un errore. (Legge il codice) Articolo 356 : Non ammessa la querela del coniuge per colpa del quale sia stata pronunciata sentenza di separazione personale . Il che significa che, siccome la signora otterr certamente la separazione personale per colpa sua, ella si trover nell'impossibilit legale di presentare querela contro la signora.

Attilio - Come? Ma, allora, io dovrei...

Notaio - Rassegnarsi, signore.

Attilio - E mia moglie, no?

Notaio - La signora nel suo diritto. Il matrimonio un patto di reciproca fedelt: lei ha infranto il patto coniugale, non pu lagnarsi se la signora lo infrange.

Maria - (ironica) Logico! Rassegnarsi, caro. Rassegnarsi a portare le corna. Mi ci sono rassegnata io? Puoi rassegnarti tu. E te le far, sai. Il pi presto possibile. Specialmente ora che ho imparato l'articolo 346.

Notaio - Cinquantasei: trecentocinquantasei.

Attilio - (al Notaio) Bravo! Glielo insegni bene! La ringrazio molto. (A Maria) Non sapevo che tu avessi queste buone intenzioni, ma, dal momento che cos , mi rallegro di essere stato il primo.

Maria - Bravo! Rallegrati! Salta! Balla! Avrai un po' poco spazio per ballare, in prigione, ma, insomma, ti arrangerai.

Attilio - Se credi di farmi paura con certe minacce...

Maria - Allora, non lagnartene.

Attilio - Ma dovresti avere compassione di questa povera figliola...

Maria - Oh, questo, poi... Ma ti rendi conto che questa povera figliola la tua amante? Te ne rendi conto?

Anna - (a Maria) Ma, dunque, signora, non posso proprio sperare nulla?

Maria - Lo domandi a Tillo.

Gustavo - (a Maria) Signora, io...

Maria - Lei ha una bella faccia tosta a rivolgermi la parola...

Notaio - (a Gustavo) Il signore potrebbe fungere da testimone?

Gustavo - (sgarbato) Nemmeno per sogno!

Maria - Naturalmente. Omert.

Gustavo - (a Maria) Non pretender certo che io...

Maria - Non pretendo nulla. Le pare?

Notaio - Permettono? Una piccola formalit. La signora dichiara di riconoscere nel signore (accenna Attilio) suo marito?

Maria - Naturalmente.

Notaio - E' per regolarit. (A Attilio) E il signore dichiara di riconoscere nella signora (accenna Maria) sua moglie?

Attilio - (rabbioso) No!

Notaio - (stupito) No?!

Attilio - No! Non mia moglie. Non la riconosco. Non potr costringermi a riconoscerla.

Notaio - Infatti... Verbalizzo. (Scrive).

Attilio - E verbalizzi.

Maria - (al Notaio) Dal momento che non mi riconosce non potrei andarmene?

Notaio - Per me, la signora in libert.

Maria - (a Attilio) Capito? In libert. Io. Tu, invece, no: in prigione. Ti far mandare il vitto speciale. (Facendo segno con la mano) Addio.

Attilio - Maria, ti prego ancora una volta di riflettere.

Maria - Buon giorno, signor notaio. (A Anna) Signorina, le cedo il posto. (Saluta con la testa, e esce dal fondo).

Gustavo - (dopo uscita Maria) Ma come andata ?

Attilio - Che ne so io? E' andata.

Anna - (a Attilio) Bella vipera, tua moglie!

Attilio - A chi lo dici!

Anna - Quando si ha una moglie simile, bisogna essere pi prudenti!

Attilio - Adesso non farmi dei rimproveri fuori di posto... Che cosa potevo fare? Ci ha spiati. Avevo preso tutte le precauzioni... (Ricordandosi del Notaio) Ma lei verbalizza ancora?

Notaio - (facendo firmare i testimoni) Ho terminato.

Anna - Intanto, io, sono rovinata. Se mi fa condannare...

Gustavo - Ma no, ma no! Vedremo... Tenteremo...

Notaio - (riponendo le carte) Ecco fatto.

Attilio - Contento, eh, lei? Ha fatto un bel capo di lavoro.

Notaio - Il mio dovere. Nulla pi che il mio dovere... Purtroppo, la circostanza dolorosa...

Attilio - E' pi doloroso per me, le assicuro. Per lo meno, poteva risparmiarsi di citare l'articolo che le d diritto di farmi le corna.

Notaio - Oh! Glielo avrebbe citato il suo avvocato. E, poi, una materia nella quale non occorrono insegnamenti. Basta l'intuito.

Attilio - Grazie tante! Ha una bella stima della sua cliente.

Notaio - Oh, non dico questo. Ma la pratica insegna... Del resto, non si sa mai. La signora potrebbe anche non approfittarne...

Attilio - (amaro e ironico) Molto gentile!

Notaio - (per congedarsi) Ma s. Forse, la signora, riflettendo...

Attilio - Oh, sulla riflessione di mia moglie non faccio assegnamento...

Notaio - Non si sa mai... La signora potrebbe ritornare sui suoi passi.

Anna - E cio?

Notaio - Non fare la querela, o ritirarla.

Anna - E, allora, non sarei condannata?

Notaio - No, naturalmente.

Anna - (al Notaio) Oh! Perch non tenta di convincerla?

Notaio - Io?

Attilio - Convincere mia moglie? Ma non l'hai veduta?

Gustavo - Scusi, signor Notaio, vedo che lei, oltre che un perfetto uomo di legge, uomo di mondo. Lei capisce come avvengono certe cose... La passione... l'amore... al cuore non si comanda...

Notaio - Capisco. Non si sa mai.

Gustavo - Ecco: non si sa mai. Oggi a me, domani a te.

Notaio - Fatalit.

Gustavo - Fatalit ! Lei ha capito benissimo la situazione. Allora, rendendosi conto di questo, non potrebbe suggerire al mio amico un espediente... Non saprei... La legge, a volte, offre qualche pretesto, qualche scappatoia... Un cavillo, insomma : un cavillo per cui il mio amico possa evitare la querela, e, soprattutto, salvare la signorina da una posizione cos incresciosa. Mi rivolgo all'uomo di cuore...

Notaio - (con importanza, tirando fuori il codice e consultandolo) Oh, Dio... S... Lei dice benissimo: la legge si presta a molte interpretazioni, senza dubbio, ma... Veramente, qui, la situazione chiara. Certo, se potessi... se sapessi suggerire una via di uscita, sarei felice per il primo... Mi duole, mi duole molto per la signorina, ma il codice tassativo. (Legge) La querela si estende necessariamente alla concubina . Non c' scampo.

Gustavo - S, ma un uomo come lei... Conosco di fama il suo valore... Veda se pu trovare qualche forma...

Notaio - Sa? Questa pi materia di avvocato che di notaio...

Gustavo - Oh, ma lei... ne sa pi di un avvocato.

Notaio - (consultando il codice) Mio Dio, mio Dio! Non c' proprio scampo... (Pausa) A meno che...

Tutti - (gli si fanno intorno).

Anna - A meno che?

Attilio - Dica, dica!

Notaio - Mah! Non si sa mai... A meno che non fosse applicabile il secondo comma dell'articolo 357.

Anna - E cio?

Attilio - E cio?

Notaio - La signora intende di sporgere querela in quanto vuole far condannare il suo signor marito.

Attilio - Su questo non c' dubbio.

Notaio - Dunque, se, per una determinata circostanza questa condanna non fosse possibile, la signora rinuncerebbe alla querela.

Attilio - Certamente, ma...

Gustavo - (a Attilio) Taci!

Anna - Lascia dire, Tillo!

Notaio - Ecco: l'articolo 357 dice appunto: (Legge a volta a volta) Va esente da pena ... (sottolineando) Va esente da pena... . Cio non viene condannato, e quindi non va in prigione... Va esente da pena chi commette alcuno dei fatti preveduti negli articoli precedenti... . E cio tradisca il coniuge... Va esente da pena, se la querela sia stata data dalla moglie ... come in questo caso... qualora il marito... (A Attilio) provi che essa stessa... . Cio la moglie... nei cinque anni anteriori al fatto... . Vale a dire nei cinque anni prima di oggi... ce Abbia commesso il delitto preveduto nell'articolo 353 , e cio abbia essa stessa tradito il marito. Mi spiego? (A Attilio) Se ella ha la fortuna di poter dimostrare che, negli ultimi cinque anni, la sua signora lo ha tradito, non sar condannato. Eh? (Sorride, soddisfatto) Contento ?

Attilio - Contento? Ma che cosa andato a immaginare? Mia moglie non mi ha mai tradito.

Anna - (a Attilio, sconfortata) Ne sei proprio sicuro?

Attilio - (con rimprovero) Ninna!

Notaio - (stringendosi nelle spalle) Non si sa mai.

Attilio - Oh, no! In questo caso, lo so io.

Notaio - Oh! In certi casi, il marito sempre l'ultimo a sapere.

Attilio - Grazie tante! Del resto, dal momento che non lo so, non posso dimostrarlo.

Notaio - Peccato!

Attilio - Eh?!

Notaio - Sarebbe stata una magnifica porta aperta.

Attilio - Preferisco sia chiusa.

Anna - Io, no!

Attilio - (con rimprovero) Ma insomma!

Gustavo - E non c' altra via di scampo?

Notaio - Nessun'altra. Assolutamente.

Attilio - Non potrebbe aprire una porticina un poco pi comoda?

Notaio - Impossibile.

Attilio - E, allora, pazienza.

Anna - Pazienza' per te, ma per me?

Gustavo - (a Anna) Vedremo... cercheremo...,

Attilio - (a Gustavo) Che intendi dire? Cercare che cosa? Non facciamo scherzi, eh? Caro signor Notaio, io la ringrazio molto dei suoi consigli, ma sono ben lieto di non poterne approfittare. Spero di rivederla in una migliore occasione.

Notaio - Mah! Avrei preferito portarle l'annuncio di una eredit... Sar per un'altra volta... (Gli porge la mano).

Attilio - (salutandolo) Speriamo.

Notaio - Non si sa mai. (Si inchina agli altri e si avvia alla porta di fondo coi testimoni).

Attilio - Le assicuro che lo preferirei... (Apre la porta).

Notaio - Tuttavia ripensi all'espediente che gli ho suggerito... Non posso fare di pi.

Attilio - (facendo gli scongiuri) Grazie, grazie. Troppo gentile... La ringrazio molto.

Notaio - Prego. (Esce coi testimoni).

Attilio - (richiude la porta e va verso destra, in silenzio).

Anna - (imbronciata, a sinistra).

Gustavo - ( nel mezzo) Mah!

(Pausa).

Anna - Scusa, Tillo: ti rammenti che, una volta, mi parlasti di un certo ingegnere...

Attilio - Un ingegnere?

Anna - S: uno che costruiva canali, non so... Mi dicesti che faceva la corte a tua moglie.

Attilio - Ebbene?

Anna - Sei proprio sicuro che non ci sia stato nulla tra loro?

Attilio - (risentito) Ma, Ninna!

Anna - Scusa, ma, capirai: bisogna pensare a difendersi...

Attilio - E vuoi difenderti con la mia testa?

Anna - Se non c' altro mezzo!

Attilio - Grazie tante!

Anna - Preferiresti espormi a uno scandalo, farmi scacciare da casa, farmi perdere l'impiego, piuttosto che passare per un marito tradito?

Attilio - Certamente, non sono cose che fanno piacere...

Anna - E a me s, deve far piacere la rovina di tutta la mia vita? Saresti egoista fino a questo punto?

Attilio - Non parliamo di egoismo... Se vuoi, ti dir, anzi, che io sarei disposto a qualunque sacrificio per toglierti da questa situazione. Ma non puoi domandarmi l'impossibile!

Anna - Non c' nulla di impossibile. E' possibilissimo, invece, che tua moglie ti abbia tradito con l'ingegnere dei canali.

Attilio - Ma che ingegnere dei canali... e dei ponti! Ti dico che non c' stato assolutamente nulla. Nemmeno un flirt.

Anna - Non si sa mai, dice il notaio.

Attilio - Ma come non si sa mai? Ti faccio notare che non affatto di buon gusto insistere su questo argomento. Dal momento che ti dico che non ci fu nulla, vuol dire che ne sono sicuro!

Anna - Vorrei sapere come fai a esserne sicuro.

Attilio - Ma una fissazione! Vuoi per forza che io sia stato tradito?

Gustavo - Ora, francamente, la sicurezza non c' mai.

Attilio - Benissimo! Mettitici anche tu. Adesso, vieni a dirmi che mia moglie ha passato la vita a tradirmi!

Anna - Non necessario che abbia passato la vita a tradirti: basterebbe aver la fortuna di dimostrare che ti ha tradito una volta.

Attilio - (furibondo) E la chiami fortuna?

Anna - Gi, anche se tu ne avessi le prove, non lo diresti.

Attilio - Ti prego di credere che se avessi avuto soltanto un sospetto, non avrei continuato a vivere con mia moglie.

Anna - A parole!

Attilio - Ma che cosa devo fare? Devo creare gli amanti a mia moglie?

Anna - (ironica) Oh, no! E anche se fosse possibile, non lo faresti. L'ho capito benissimo. Non vorresti certo passare da marito tradito per salvarmi. Il tuo orgoglio di uomo sarebbe pi forte della pena per una povera disgraziata che ha avuto il solo torto di crederti e di volerti bene. Che domani scoppi uno scandalo, e tutti mi segnino a dito cme una sgualdrina che porta via i mariti alle mogli, non conta nulla. Che mio padre muoia di crepacuore e di vergogna quando sapr la verit, e mi vedr condannata, non conta nulla. Che io perda l'impiego non conta nulla. Ma che tu possa passare agli occhi del mondo per un marito tradito come tanti altri, questo, s, conta, questo conta, perch tu vuoi tradire tua moglie, ma non vuoi che tua moglie tradisca te, e se ti tradisse non si deve sapere perch non vuoi essere menomato nel tuo orgoglio, non vuoi che la gente rida di te. Ti parrebbe di essere diminuito, disprezzato, anche se con questo tu dovessi salvare tutta l'esistenza di una povera ragazza, perch non vale la pena, vero? Non vale la pena... Non vale la pena... (Scoppia in pianto).

Attilio - (commosso, avvicinandosi a Anna) Ninna, Ninna! Per carit! Non dire cos! Non vero! Sai che ti voglio bene! Non vero che io mi disinteresso di te. Sono pronto a tutto. A tutto. Ma non chiedermi l'impossibile! Ti giuro che se potessi trovare soltanto un appiglio per dimostrare la minima colpa di mia moglie, e liberarti da questa situazione, lo farei senza esitare... Ma, d'altra parte, non puoi pretendere che trovi quello che non c'.

Anna - (ironica) Oh! Lo dici appunto per questo !

Attilio - Ma come debbo fare? Dimmelo tu! Dimmelo tu! Chiedi tu quello che vuoi! Ti giuro che sono pronto a dare la mia vita per non vederti cos.

Gustavo - (a Attilio) Non occorre tanto.

Attilio - Come?

Gustavo - II caso della signorina veramente molto doloroso. In coscienza, bisogna aiutarla.

Attilio - Naturalmente. Ma hai veduto l'atteggiamento di mia moglie. Come fare a convincerla ?...

Gustavo - Oh, lo so. Non possibile.

Attilio - E allora ?

Gustavo - Allora... Non rimane che accusarla.

Attilio - Accusarla?

Gustavo - S. Accusarla di averti tradito. Come ha detto il notaio.

Attilio - Ma come possibile?

Gustavo - ; E' possibile. Tu puoi dimostrare che tua moglie ti ha tradito.

Attilio - (trasecolato) Eh?!

Anna - (balza in piedi, felice) Davvero?

Attilio - (atterrito) Ma che dici?

Gustavo - La verit.

Attilio - Impossibile.

Anna - (esultante) Dica, dica!

Gustavo - Ti rammenti quell'estate in cui tua moglie era ai bagni a Rimini?

Attilio - Mi rammento.

Gustavo - Ricorderai che andammo a trovarla insieme.

Attilio - Ricordo. Ma...

Gustavo - Poi ripartisti, e io rimasi. Ti rammenti ?

Attilio - (impaziente) S, rammento, rammento.

Gustavo - Io rimasi, e... senza domandare nulla, cos come accade nei posti di villeggiatura, venni a conoscenza di alcune voci...

Attilio - (allarmato) Voci?

Gustavo - ... Pettegolezzi, insomma, che riguardavano tua moglie.

Attilio - (senza fiato) Davvero?

Gustavo - Si parlava di un ufficiale di lungo corso...

Attilio - (c. s.) Lungo... corso...?

Gustavo - ... un giovanotto simpaticissimo...

Attilio - (c. s.) Lascia stare la simpatia.

Gustavo - Abitava nello stesso albergo della signora. Come me. Allora, io volli rendermi conto: interrogai senza parere, domandai... e seppi che tutti dicevano che l'ufficiale di lungo corso era l'amante della signora.

Attilio - (annientato) No!

Anna - (raggiante) Davvero?

Gustavo - Era la voce generale.

Anna - (c. s., a Gustavo) Allora, lei pu testimoniare !

Gustavo - Per la verit, io non vidi nulla, e, anzi, ebbi l'impressione che la cosa non fosse vera.

Attilio - (sollevato) Non era vero! Non era vero!

Anna - Che cosa ne sai, tu?

Gustavo - Ma tutto il personale dell'albergo ne parlava come di una cosa sicura.

Attilio - Pettegolezzi da gente di servizio! E mi stupisco...

Anna - (a Attilio) Lascialo dire!

Gustavo - Pu darsi. In ogni modo, lo dicevano.

Anna - Allora si possono chiamare a testimoniare.

Gustavo - E' appunto quello che bisogna fare.

Attilio - (risentito) Come? Prima di tutto non vero.

Anna - Chi ti dice che non sia vero?

Attilio - (accenna Gustavo) Lui!

Gustavo - S, ma questo non ha importanza.

Attilio - Come non ha importanza?

Gustavo - No. Il personale di servizio ne parlava come di una cosa vera, accennava a dei piccoli episodi...

Attilio - Piccoli episodi?

Gustavo - Magari non saranno veri; non importa.

Attilio - Come non importa? Importa moltissimo.

Gustavo - No. Se si riesce a rintracciare due o tre persone, con qualche piccola mancia si possono persuadere a ingrandire quelli episodi, e si pu procurarsi delle testimonianze preziose.

Anna - Sicuro! Bravo! Benissimo!

Attilio - Benissimo! Vuoi che io mi metta a corrompere i testimoni perch dicano che sono stato tradito quando non lo sono?

Anna - Intanto, non certo: tua moglie pu benissimo averti tradito...

Attilio - (accennando Gustavo) Ma se lui stesso ha detto di no! Non hai sentito? (A Gustavo) E' vero o non vero?

Gustavo - Verissimo.

Attilio - Come verissimo?

Gustavo - Verissimo che io credo non sia vero. Ma lo dicevano.

Attilio - (risentito, a Gustavo) Allora, senti: o tutto quello che tu stai dicendo una falsit, o tu sei un miserabile, perch sapendo quello che dici di aver sentito, hai taciuto fino a ora, e aspetti proprio questo momento per...

Gustavo - Per renderti un servigio. Naturale!

Attilio - Bel servigio!

Gustavo - (a Attilio) Lascia stare le frasi. Ricordati che, quando accadevano questi fatti, tu eri innamoratissimo di tua moglie.

Anna - (risentita a Attilio) Ah! E mi dicevi di non averla amata mai!

Attilio - Non il momento di badare a questo.

Gustavo - (a Attilio) Del resto, io appurai le voci che correvano, e non mi risult assolutamente nulla.

Attilio - Vedi?

Anna - Per, poteva essere vero.

Attilio - un'ostinazione. Mi volete tradito per forza!

Gustavo - In ogni modo, dopo pochi giorni che ero l, l'ufficiale fu richiamato in servizio e part per un viaggio in oriente che doveva durare oltre un anno. Perch raccontarti dei pettegolezzi? Non ci avresti creduto allora come non credi oggi. Ma allora, sarebbe stato inutile: oggi, pu esserti utile.

Anna - (con entusiasmo) Giustissimo!

Attilio - Ah s? Utile? E tu credi che io voglia rivangare adesso quei pettegolezzi e quelle menzogne, per dire a tutti, anche se non vero: sapete? Mia moglie mi ha tradito ? Credi che far una cosa simile?

Anna - Non la farai? E tutti i tuoi giuramenti, tutta la tua preoccupazione per me? Dunque, non era vero nulla! Giuravi perch ti ritenevi sicuro dell'impossibilit di mantenere, e ora che puoi, ora che devi, vorresti sottrarti, sfuggire...? Ah, no! Se non vuoi tu, voglio io. Non mi sfuggi! Adesso le prove le ho, perch ho trovato un amico, un vero amico (accenna Gustavo) e, se non te ne servirai tu, me ne servir io.

Attilio - Ma prove di che, se non vero?

Anna - Lo dici tu che non vero!

Attilio - Oh, insomma! Io non dar mai il consenso a una cosa simile.

Gustavo - Hai torto. Non puoi negarlo.

Attilio - (a Gustavo, risentito) Tu non parlare, sai? Non parlare perch mi fai venire il sangue alla testa! Hai taciuto finora, e dovevi aspettare proprio questo momento...

Anna - Il momento opportuno!

Attilio - Lo chiami opportuno!

Gustavo - Ha ragione,

Attilio - Ha anche ragione?

Gustavo - Certamente. Hai giurato di voler risolvere un caso di coscienza di fronte alla signorina, e io te ne offro il modo.

Attilio - Mi offri il modo di rendermi ridicolo agli occhi di tutti!

Gustavo - Ma lascia andare il ridicolo che non pu essere legato alla vertigine di una donna! In questo momento, tu devi pensare soltanto a difendere la signorina. Del resto, che cosa temi? Quando avrai portato a tua moglie le prove della sua colpa...

Attilio - Ma se innocente!

Anna - Come ne sembri sicuro!

Gustavo - Innocente o no, basta che ci sie-no le prove. E, quando avrai le prove, tua moglie rinuncer a darti ancora dei fastidi. Vi separerete... Tanto, oramai, non potreste pi vivere insieme... E nessuno ne sapr nulla.

Anna - vero! Se non accetti a queste condizioni, vuol dire che vuoi proprio perdermi.

Attilio - (incerto) Allora, secondo voi, io dovrei andare a mendicare le prove di una colpa inesistente...

Anna - Ti sei ficcato in testa che sia inesistente...

Attilio - (irato, ad Anna) Se tu credi che sia vero, allora ti dico che ti sfido a trovare le prove.

Gustavo - (conciliante) Ma no, ma no! Nessuno ne dubita... Questo non vuol dire che tu non possa ugualmente crearle, le prove.

Attilio - Insomma, volete che io... mi tradisca da me? Volete che vada a raccomandarmi perch mi si dichiari che mia moglie mi tradiva?...

Anna - (conciliante) Se vuoi, Tillo, potr incaricarmene io...

Attilio - (ironico) Troppo gentile!

Anna - Allora, non perdiamo tempo: mettiamoci subito all'opera.

Gustavo - Oh, certamente!

Attilio - All'opera?

Anna - (esultante) Io chieder un permesso al mio capo-ufficio, e domani partiremo per Rimini, alla ricerca delle prove. (Accostandosi a Attilio) Sei contento?

Attilio - Eh! Raggiante!

Anna - Su, su, andiamo! (Lo prende a braccetto).

Attilio - (liberandosi) Nemmeno per sogno! Credete che io sia rimbecillito del tutto?

Anna - 0 rimbecillito o no, devi venire! (Lo riprende a braccetto).

Gustavo - (prendendolo a braccetto) Certamente! il tuo dovere! (Gli mette il cappello e lo trascina) Mettiti il cappello, e andiamo!

Attilio - Ma non mio!

Gustavo - Non importa!

Attilio - Ma non vedete che sono ancora in veste da camera? (Si toglie il cappello che, essendo quello dell'amico, gli arrivava fino al collo).

Gustavo - Be', allora, vestiti e vieni a raggiungerci a casa mia. (A Anna) Andiamo, signorina.

Attilio - Ma...

Gustavo - (risoluto) Finiscila! Che cosa te ne importa? Tanto... Non vero...

Anna - (uscendo con Gustavo) Sta' tranquillo: penseremo a tutto noi... Tanto, non vero...

Attilio - (rimasto solo, indeciso: pensa; poi, risoluto) Ma s: tanto, non vero... (Si avvia alla porta della camera) Tanto non vero... (Improvvisamente, si ferma, preso da un dubbio e cade su una sedia) Oh, Dio! E se, poi, fosse vero?

FINE DEL PRIMO ATTO

ATTO SECONDO

Lo studio del Notaio. Porta in fondo, nel mezzo. Scrivania a destra con poltrone davanti. Mobili vari.

Notaio - ( seduto alla scrivania, e legge alcuni documenti).

(Squillo di telefono).

Notaio - (solleva il ricevitore e ascolta) Faccia entrare. (Si alza, va alla porta di fondo, l'apre).

Attilio - (entra dal fondo).

Notaio - Buon giorno, signor...

Attilio - (interrompendolo) E mia moglie? Non c' nemmeno questa volta? Ma uno scherzo di cattivo gusto!

Notaio - Si calmi, la prego, si calmi, e si accomodi. La signora dovrebbe essere qui tra pochi minuti.

Attilio - Dovrebbe!

Notaio - Dico dovrebbe ma mi ha assicurato che non mancher. A meno che non abbia perduto il treno. Non si sa mai.

Attilio - Io so che mi tira in ballo da pi di tre mesi, rimandando l'appuntamento da una settimana all'altra. Adesso basta. Non voglio pi fare il comodo di mia moglie: se oggi non verr, provvedere diversamente.

Notaio - Lei sa benissimo che la signora abita in riviera: capir: il disturbo del viaggio... In ogni caso, sono certo che oggi noni mancher. E mi auguro che il colloquio si svolga tranquillamente.

Attilio - Per parte mia, non ho nulla di nuovo da dire a mia moglie.

Notaio - Allora, scusi, perch ha domandato il colloquio?

Attilio - Intendo dire che non ho da comunicare a mia moglie nulla che mia moglie non sappia.

Notaio - Non sar un colloquio molto interessante.

Attilio - Pi di quanto possa immaginare lei.

Notaio - Allora c' speranza che possa uscirne una riconciliazione?

Attilio - (quasi indignato) Riconciliazione? Io sono qui per dettare delle condizioni.

Notaio - Oh, condizioni!

Attilio - Sissignore! E la vedremo, finalmente !

(Squillo di telefono).

Notaio - (ascolta e risponde al telefono) Benissimo. Faccia entrare. (A Attilio) La signora qui. Non occorre che le raccomandi la calma. (Va alla porta di fondo) Mi affido a lei. (Va ad aprire).

Attilio - (prende una posa solenne e dignitosa appoggiando il pugno destro sulla scrivania-. Poi, si pente, appoggia il sinistro e aspetta).

Maria - (elegantissima, entra dal fondo) Buon giorno, signor Notaio.

Notaio - (inchinandosi) Signora...

Maria - (a Attilio) Ah, sei gi qui? Ciao.

Attilio - (solenne) Buon giorno, signora.

Maria - (ride) Signora? Mi chiami signora? Mi darai del lei allora, spero. (Al Notaio) Posso sedermi?

Notaio - (a Maria) Prego!

Maria - (siede presso la scrivania).

Attilio - (rimane nella posa assunta).

Maria - Spero avrai qualche cosa di interessante da dirmi. Mi sono sobbarcata il viaggio esclusivamente per te... E ti raccomando di non farmi perdere tempo, perch ho appuntamento con la sarta, con la modista e col parrucchiere, con la manicure, con...

Attilio - Ti ringrazio di essere venuta esclusivamente per me.

Maria - Non cominciare con l'ironia.

Attilio - Prendo atto delle tue affermazioni.

Notaio - (conciliante) Signori, mi permetto di raccomandare la serenit.

Maria - Oh, io posso anche andarmene subito.

Attilio - Se questa la tua sola maniera di essere serena... Del resto non mi sembri molto afflitta: pare tu curi molto la tua eleganza...

Maria - (con civetteria) L'hai notato? Meno male! Quando eravamo marito e moglie non te ne accorgevi.

Attilio - Marito e moglie siamo ancora.

Maria - Purtroppo.

Attilio - Purtroppo dovrei dirlo io.

Maria - Perch tu solo?

Attilio - Allora, diciamolo insieme: purtroppo.

Maria - Mi hai fatto venire qui per dirmi queste sciocchezze?

Attilio - No. Ti ho fatto venire qui per dirti delle cose serie.

Maria - Sentiamo.

Attilio - Prima di tutto, vorrei sapere se continui a ostinarti nella querela per mandare in prigione me e quella povera figliola...

Maria - S. Mi ostino. Mi ostino per te. Della povera figliola, come dici tu, non m'importa nulla.

Attilio - Benissimo. Tra parentesi, ti dir che ormai tra me e quella ragazza non c' pi nulla.

Maria - (con interesse) Davvero? (Riprendendosi) Me ne infischio. Per me, puoi avere tutte le amanti che vuoi.

Attilio - Grazie. Molto gentile. Ma non ne ho.

Maria - Segno che non sai procurartene.

Attilio - Mi pare di aver dimostrato il contrario.

Maria - Se chiami amanti delle avventure che durano due mesi...

Attilio - No: quanto a questo, durata venticinque giorni...

Maria - Insomma, ho capito; non hai pi l'amante, vuoi che io ti perdoni, che ti abbracci, pace in famiglia, e tutti felici... Nemmeno per sogno.

Attilio - Nemmeno per sogno? Allora, dir anch'io nemmeno per sogno. (Solenne) Signor Notaio, ho l'onore di significarle che mia moglie mi ha tradito.

Maria - (scattando) Io?

Attilio - Tu. Tu mi hai tradito.

Notaio - Benissimo.

Attilio - (risentito) Benissimo?

Maria - Credo scherzerai.

Attilio - (solenne) Signor Notaio, in questo verbale (estrae un documento da una busta) sono consacrate le prove del tradimento di mia moglie. (Sorride, soddisfatto).

Maria - (stupita) Eh?

Attilio - (legge il verbale) ...L'anno, eccetera, a questo d, eccetera, comparisce... . Ecco. Comparisce la signora Carolina Mercati fu eccetera, nata eccetera, la quale dichiara che nell'anno eccetera, trovandosi al servizio della Pensione Marechiaro in Rimini in qualit di cameriera, ebbe nozione di una relazione tra la signora Maria... (accennando) mia moglie, ospite della pensione, e il signor.... Il nome non occorre perch mia moglie lo conosce certamente... e pi precisamente dichiara di poter affermare che pi di una volta, di nottetempo (sottolineando) di nottetempo, vide il detto signore entrare od uscire dalla camera della signora .

Maria - (scattando) un'infamia! Una menzogna! Una vigliaccheria! Vorrei vedere chi sarebbe capace di sostenere una cosa simile davanti a me, e mi stupisco, mi stupisco che tu abbia perduto la tua dignit fino al punto di cacciare le mani tra queste sozzure!

Attilio - Allora, neghi?

Maria - Con tutte le mie forze. E vedremo se questa sedicente cameriera lo sosterr davanti a me.

Attilio - Lo vedremo subito. (Va alla porta nel fondo e chiama:) Carolina Mercati!

Maria - (alzandosi, furibonda) Ah, qui? (Va verso il fondo).

Notaio - (frapponendosi) Raccomando, signora: niente vie di fatto.

Carolina - (entra dal fondo).

Attilio - Ecco Carolina.

Maria - (aggressiva, a Carolina) Che cosa potete dire, voi, di me? Sentiamo! Avete il coraggio di sostenere tutte le vostre menzogne?

Carolina - (spaurita) Io?

Maria - Voi, s: voi!

Attilio - Ma che maniera questa di trattare i testimoni?

Maria - Potete affermare di aver veduto un uomo entrare in camera mia?

Attilio - Di nottetempo.

Maria - Intanto, chi era questo signore? Che lo sappia anch'io, una buona volta!

Carolina - (tremante e incerta) Era il capitano... Giacomi...

Maria - Il capitano Giacomi? E chi ?

Attilio - (a Maria) Come? Non te ne rammenti neanche pi?

Maria - Che cosa devo saperne io? Ne avr conosciuti mille, di capitani...

Attilio - (atterrito) Mille?!

Maria - Avanti, sentiamo! Che cosa potete dire?

Carolina - (c. s.) Scusi... signora... Mi pareva di aver visto qualche volta... il capitano Giacomi...

Notaio - Le pareva! Le pareva! Noti bene: le pareva! Non certa!

Attilio - - Ma sissignore che certa! Qui, nel verbale, detto chiaramente... (Cerca nel verbale e legge) ... dichiara di poter affermare che pi di una volta, di nottetempo... (a Carolina) vero o non vero?

Carolina - S, signore: anche di giorno-tempo mi parso qualche volta...

Notaio - Le parso!

Attilio - Ma come vi parso?

Maria - (a Carolina) Insomma, lo affermate o non lo affermate?

Carolina - (pi franca) Ecco, signora: io sono sicura che il capitano Giacomi entrava di nascosto...

Attilio - (soddisfatto) Ecco!

Maria - Nella mia camera?

Attilio - (c. s.) Certamente.

Carolina - Veramente, non potrei proprio giurare che si trattasse della camera della signora.

Maria - (trionfante) Ah!

Attilio - (contrariato e stupito) Come?!

Carolina - Ma lo dicevano tutti.

Attilio - (trionfante) Ecco! Lo dicevano tutti!

Maria - Me ne infischio che lo dicessero.

Attilio - (seccato) Ma non me ne infischio io!

Notaio - Era una voce... vaga... Non fa prova. La testimone incerta: le pareva.

Maria - (avanzando verso Carolina) E se io vi dessi quattro schiaffi, vi parrebbe ancora?

Carolina - (si ritrae, spaventata) Oh, signora!

Notaio - (trae in disparte Maria) Signora, le raccomando di stare tranquilla... (Continua a parlarle a bassa voce).

Attilio - (quando certo che Maria trattenuta dal Notaio, si pone davanti a Carolina per ripararla, con gesto cavalleresco) La difender io! (Piano a Carolina) Bel modo di sostenere le vostre testimonianze! Non le vedrete mai, le altre mille lire.

Carolina - (piano a Attilio) Ma non era nei patti che dovessi lasciarmi prendere a schiaffi!

Notaio - (calmando Maria) Si sieda qui, e lasci fare a me.

Maria - (siede).

Notaio - (a Attilio) Come vede, signore, lei porta contro la sua consorte delle testimonianze del tutto inattendibili, e noi ci domandiamo...

Attilio - Signor Notaio, lei non creder che io sia venuto armato soltanto di una Carolina. (Con dignit) Io sono un marito tradito, e intendo di dare la prova del tradimento di mia moglie. La vedremo. (Va alla porta di fondo, fa un gesto ampio e introduce Lodovico e Silvia) Ecco qua: Lodovico, cameriere della Pensione Marechiaro; la signora Silvia, guardarobiera. Questi signori possono testimoniare che mia moglie mi ha fatto le corna. vero o non vero?

Lodovico - (molto ossequioso) Verissimo, signore.

Maria - Verissimo, dovete dirlo a me.

Lodovico - (inchinandosi) I miei rispetti, signora.

Maria - Che cosa potete dire di me?

Lodovico - (come ripetendo una lezione imparata a memoria) Sono in grado di affermare che trovandomi al servizio della Pensione Marechiaro, pi e pi volte, vidi il signor capitano Giacomi introdursi nella camera...

Attilio - (che segue la deposizione sul verbale, suggerisce) Furtivamente.

Lodovico - (a Attilio) Pardon?

Attilio - Furtivamente. Introdursi furtivamente.

Lodovico - Ah, pardon (ricomincia) ...introdursi furtivamente nella camera occupata dalla signora Maria Rossi, vuoi di giorno, vuoi di nottetempo, e...

Maria - (a Lodovico) Potete affermare questo?

Lodovico - Come la signora ha potuto sentire. Ma senza alcun secondo fine. La signora mi permetta di ignorare le ragioni di queste visite...

Maria - (furibonda) Voi sapete di mentire.

Lodovico - un'opinione, signora.

Notaio - (a Lodovico) Badate bene a quanto affermate: potreste andare incontro a gravi responsabilit. Anche penali. La legge...

Lodovico - Il signor Notaio vuole usarmi la cortesia di spiegarmi pi chiaramente?

Notaio - Dico che potreste essere processato e condannato per diffamazione, e forse anche per calunnia, se quanto affermate risultasse falso.

Lodovico - Il signor Notaio ne ben certo?

Notaio - Certissimo, naturalmente.

Lodovico - Ma, allora... (Si consulta a bassa voce con Carolina e con Silvia). Il signor Notaio vorr concedermi un breve rinvio per riflettere.

Maria - (trionfante) Ah!

Attilio - Come? Riflettere? Ma se la verit!

Lodovico - Il signore sa che la verit ha molti aspetti!

Maria - (ironica) Specialmente quando la verit una menzogna!

Attilio - (accalorandosi) Niente affatto! la verit! Niente altro che la verit! Mia moglie mi ha tradito! (A Lodovico) vero o non vero?

Lodovico - (allarga le braccia in modo ambiguo) Se fa piacere al signore.

Attilio - Vedete? Lo conferma.

Maria - Non conferma un bel nulla!

Attilio - In ogni caso, questo il verbale (consegna il documento al Notaio). Signor Notaio, io la deposito nelle sue mani, e dichiaro che mia moglie mi ha fatto le corna.

Maria - Tu sei padrone di dichiarare tutto quello che ti fa piacere.

Attilio - Quanto a far piacere, un'altra cosa...

Maria - Ma, allora, scusa: perch vuoi sostenere per forza di essere stato tradito quando non vero?

Attilio - vero, verissimo. E lo sostengo.

Maria - Ma a che scopo?

Attilio - Ah! Ecco! A che scopo! Adesso te lo spiego subito. (Cava di tasca un codice e l'apre) Codice alla mano, mia cara: oramai, non l'abbandono pi. Tu vuoi mandarmi in prigione? Ebbene: articolo 357...

Maria - S, lo so: proibita l'affissione.

Attilio - Macch affissione! Non ci mancherebbe altro che l'affissione, ora! Articolo 357 (legge) : Va esente da pena chi commetta alcuno dei fatti preveduti negli articoli precedenti... Tradimento coniugale... se la querela sia data dalla moglie, qualora il marito provi che essa stessa, nei cinque anni anteriori al fatto, abbia commesso il delitto preveduto nell'articolo 353 , cio abbia tradito il marito. Io l'ho dimostrato, e tu puoi ritirare la tua querela perch, tanto, in prigione, non mi ci mandi pi. (Siede, trionfante).

Maria - Che cosa?

Attilio - Eh, cara mia, ora tutto mutato.

Maria - (al Notaio) Possibile? Ma che cosa significa tutta questa faccenda? Mi spiegher...

Notaio - Signora, la citazione della legge esattissima. In realt, se lei avesse avuto la debolezza di tradire suo marito nei cinque anni anteriori alla scoperta della colpa di lui, non potrebbe pi dare querela.

Maria - Ma...

Notaio - Permetta. Soltanto che, qui, non abbiamo affatto la prova.

Attilio - Come? C' il verbale!

Notaio - Il verbale, s, ma i testimoni non confermano il loro asserto...

Lodovico - Il signore ci aveva detto che si trattava di una semplice formalit...

Attilio - Come formalit?

Notaio - I testimoni disdicono, chiedono tempo a riflettere...

Lodovico - Oh, s.

Notaio - Dov' la prova? La signora nega...

Maria - Ma, signor Notaio. No. C' un piccolo errore.

Notaio - Un errore?

Maria - Io non nego.

Tutti - Eh?

Maria - Non nego.

Notaio - Possibile?

Attilio - Ma che dici?

Maria - (caricaturalmente) Ebbene, s: a che varrebbe negare davanti a tre testimoni che tanto risolutamente affermano?

Tutti - (la guardano stupefatti).

Maria - E soprattutto perch negare davanti alla mia coscienza, il mio passato? No, non ne gher. Mi parrebbe di profanare il ricordo di un amore violento, di una passione irresistibile che arse tutte le mie vene, che bruci tutto il mio sangue, che fece di me una creatura di fuoco consacrandomi al rogo della fatalit. S, lo amai; lo amai con tutta me stessa: s, fui sua perch volli essere sua, con piena coscienza, con tutto il mio desiderio. Fu il mio amante, s: s, ogni notte egli veniva a raggiungermi nel talamo dell'amore, e io gli aprivo le brac cia, anelante, felice, demente, fremente, per ch era il mio amore, cos grande e cos fatale che nemmeno a distanza di anni ho potuto dimenticarlo, e non voglio, non debbo, non posso rinnegarlo mai pi, per tutta la vita.

Attilio - ( rimasto annichilito).

Notaio - (che ha tentato invano di interromperla) Ma lei impazzisce, signora! Non pu essere vero!

Maria - S, vero, vero! Voglio proclamarlo al mondo...

Attilio - (atterrito) No! No!

Notaio - Ma una folla, signora!

Maria - S. Era una folla. Una folla d'amore!

Notaio - Ma non doveva confessarlo!

Maria - A che pr? (Riacquistando a poco a poco il tono naturale) Per non perdere i diritti contro mio marito? Non li perdo ugualmente. (Con tono calmissimo) Signor Notaio, le faccio notare che io lasciai Rimini il 31 agosto del 1925 e che sorpresi mio marito il 4 settembre del 1930. Quindi, vero che io tradii mio marito, ma ormai erano trascorsi i cinque anni di quel tale articolo e perci nessuno mi vieta, dopo avergli fatto le corna, di dirlo a tutti e di mandarlo ugualmente in prigione.

Attilio - (intontito) Ma... ma... (fa il conto sulle dita) Ma assurdo!

Notaio - La signora ha perfettamente ragione.

Attilio - Ragione?

Notaio - nel suo diritto!

Attilio - Che diritto e non diritto! Prima di tutto, non affatto vero che mi abbia tradito!

Maria - Oh! s, s: vero, vero! Te lo dichiaro io stessa.

Attilio - La tua dichiarazione non conta nulla!

Maria - Come non conta nulla?

Attilio - No. un ripicco, una menzogna...

Maria - Ma ci sono i testimoni (li indica).

Attilio - I testimoni hanno detto un mucchio di menzogne.

Maria - Non vero! Hanno detto la verit. (Ai testimoni) vero che avete detto la verit?

Lodovico - (dopo essersi consultato con Carolina e Silvia) Se la signora lo ammette...

Attilio - (furibondo) Non lo ammetto io! Che razza di storie! Avete inventato tutto di sana pianta! vero o non vero?

Lodovico - (dopo essersi consultato e. s.) Se il signore lo afferma...

Attilio - Si capisce che lo affermo.

Maria - In ogni caso, c' il verbale a smentirli.

Attilio - Me ne infischio, io, del verbale,. E' uno straccio di carta, il verbale (fa per pren- derlo, ma il Notaio vi mette una mano sopra),\

Notaio - Sarebbe perfettamente inutile distruggerlo: si pu sempre averne copia quando occorra.

Maria - Si pu averne copia? Ne far fare migliaia di copie, e le mander a tutti i tuoi amici.

Attilio - (furibondo) Ah, s? Ah, cara mia,| la legge uguale per tutti! Tu dichiari di] avermi tradito? E io ti mando in prigione.

Maria - Me? Non puoi! Si tratta di cinque anni fa!

Attilio - Ah, ma io l'ho saputo adesso! Vorrei vedere un po' che la legge non ammettesse...

Notaio - Infatti, la legge ammette...

Attilio - (trionfante) Ah!

Maria - (interdetta) Come?

Notaio - La legge ammette la decorrenza del termine dal giorno in cui il coniuge offeso sia venuto a conoscenza dell'offesa subita.

Attilio - (e. s.) Ah! Io ne sono venuto a conoscenza adesso, e ti mando in prigione.

Notaio - Tuttavia...

Attilio - (interdetto) Eh? Che tuttavia...?

Notaio - Vedo che questo verbale porta la data del 22 settembre ultimo scorso, e cio di tre mesi e sei giorni fa. Quindi, oramai, lei non pu pi presentare la querela contro la signora.

Attilio - (annientato) Come?

Maria - Non pu pi farmi niente?

Notaio - Assolutamente, no.

Attilio - (c. s.) Ma...

Maria - E, allora, ti ripeto che vero, che vero, che vero: che ti tradii cinque anni fa col capitano Giacomi, che ero pazza di lui, che passavo tutte le notti folle d'amore tra le sue braccia...

Attilio - Non ci credo!

Maria - (ironica) I mariti non credono mai.

Attilio - (minaccioso) Maria, bada!

Notaio - (redarguendo Attilio) Signore!

Lodovico - (a Attilio) Il signore passerebbe veramente dalla parte del torto se...

Attilio - (a Lodovico, Carolina e Silvia) Ma siete sempre qui, voi? Che cosa volete ancora? Sentiamo!

Lodovico - (sottovoce) Le altre mille lire a testa, signore.

Attilio - Ah, s? Per il bel modo in cui vi siete comportati?

Lodovico - Se il signore desidera, noi siamo prontissimi a riconfermare che il signore stato tradito. Dal momento che lo ammette anche la signora...

Attilio - Ma non vero niente!

Maria - verissimo!

Attilio - (a Lodovico, Carolina e Silvia) Andatevene! Levatevi di qui! Non voglio sentire altro!

Lodovico - Il signore non si inquieti. Soltanto il signore abbia la compiacenza di dirci come dobbiamo comportarci: la signora deve o non deve essere stata l'amante del capitano Giacomi?

Maria - Certamente!

Attilio - Non ci mancherebbe altro!

Maria - E vi autorizzo ad andare a dirlo a tutti!

Attilio - Vi dar querela.

Lodovico - (sottovoce) Il signore potrebbe fare una cosa pi semplice: darci quelle mille lire, e noi ci disinteresseremo della questione.

Attilio - (sottovoce a Lodovico) Bene. Passate domani da casa mia. (Forte) Ma, ora, andatevene!

Lodovico, Carolina, Silvia (si inchinano).

Maria - Andate a raccontarlo a tutti!

Lodovico - La signora sar servita! (Si inchina e esce con Carolina e Silvia).

(Pausa).

Maria - (ironica, a Attilio) Soddisfatto?

Attilio - (irato) Ti prego di non fare dell'ironia.

Maria - Non ne faccio. Ho detto la verit.

Attilio - Non vero!

Maria - Ma come? Ti sei affaticato tanto per dimostrare che io sono stata l'amante del capitano Giacomi, e ora che lo confesso io stessa sostieni che non vero.

Attilio - Perch non vero.

Maria - Tutto sta nell'immaginarselo.

Attilio - Maria, ti prego, ti scongiuro, non dire nemmeno per scherzo certe cose.

Maria - No, no: non lo dico per scherzo: lo dico sul serio.

Attilio - (spazientito) Ma, insomma...

Maria - Del resto, non so perch ti preoccupi tanto.

Attilio - Perch sono sicuro che tu sei incapace di...

Maria - Di aver un amante? E chi ti dice che non l'abbia?

Attilio - Ah, no! Questa volta, non sono trascorsi n cinque anni, n tre mesi! Questa volta sarei ancora in tempo a mandare in prigione te come tu vuoi mandare in prigione me.

Notaio - (a Attilio) Domando scusa: non sono trascorsi cinque anni per la signora, ma non sono trascorsi nemmeno per lei.

Attilio (interdetto) Come?

Notaio - Eh, s: lei non potrebbe agire contro la signora perch si reso per primo responsabile di infedelt. Quindi, anche se la signora avesse un amante, non potrebbe agire contro di lei.

Attilio - (e. s.) Non potrei...?

Maria - Lascia il condizionale, caro. Di' pure: Non posso perch, dal momento che le cose stanno cos, preferisco dirti tutto, anche quello che ti avrei voluto tacere.

Attilio - (allarmato) Tutto? C' dell'altro?

Maria - S, caro: c' dell'altro. Ti rammenti quello che ti dissi quando ti sorpresi con la tua Ninna?

Attilio - No!

Maria - Hai poca memoria: io lo ricordo benissimo. Ti dissi: occhio per occhio, dente per dente, corna per corna.

Attilio - Sono cose che si dicono...

Maria - E si fanno. Almeno, io le ho fatte. Ho mantenuto la promessa.

Attilio - Eh?! Hai un amante?

Maria - Ho un amante.

Attilio - No!

Maria - S! E perch non dovrei averlo? Avrei dovuto sacrificarmi a passare tutta la vita sola e triste, soltanto perch mio marito mi aveva tradita? No. Ho incontrato un uomo che il mio ideale: se fossi stata libera, avrei potuto sposarlo; non potendo sposarlo, mi sono unita a lui.

Attilio - Ma inaudito!

Maria - Inaudito? Non hai mai sentito dire che una signora si preso un amante?

Attilio - Ma tu... tu...!

Maria - Io come un'altra. Potevo sposarlo? No! Dunque...

Attilio - Piuttosto che questo, preferisco accondiscendere al divorzio.

Maria - Perch? Per vendicarti mettendo il giogo sul collo a un altro uomo? No. Non lo voglio io, il divorzio. Non lo sposerei ugualmente. Lo amo troppo.

Attilio - E vieni a dirlo a me?

Maria - Giacch me ne capita l'occasione...

Attilio - Ah, ma non credere di passarla liscia, sai? Vedremo se proprio vero che la legge non mi consente nessuna tutela.

Notaio - Nessuna, signore.

Attilio - (al Notaio) Lei non faccia l'uccello del malaugurio.

Maria - Oh, non ce n' bisogno! Credi che non mi sia informata bene prima di venire qui? Me lo ha detto anche il mio avvocato.

Attilio - Bel servizio rendono gli avvocati! Ma io me ne infischio della legge e dei codici! Lo trover io, questo signore, e vedremo se occorrer la carta bollata, tra noi.

Maria - Tu? Tu?

Attilio - Io, s.

Maria - Ma che c'entri tu?

Attilio - Come che c'entro?

Maria - Che cosa rappresenti, tu?

Attilio - Ma sono tuo marito!

Maria - Eri. Adesso, per me, sei nessuno. Non ho pi marito, io. Ho un amante.

Attilio - (appassionato) Maria!

Maria - Libero amore! Che gioia! Non mi mai parso tanto bella la vita come adesso!

Attilio - (al Notaio) E io non posso farle nulla?

Notaio - Legalmente, no.

Attilio - Ma una bella porcheria!

Maria - (caricaturale e romantica) No! Una poesia! Libero amore! Senti che dolcezza in queste parole? Nessuno ci obbliga a vivere insieme, e viviamo uniti indissolubilmente.

Attilio - Ah, vivete anche insieme?

Maria - (c. s.) E come potrei vivere lontano da lui? Oggi, stata la prima volta che ci siamo separati, ma soltanto per qualche ora. Del resto, la natura, oramai, ci ha uniti per la vita: i fiori dell'amore si tramuteranno presto in dolci frutti.

Attilio - Dolci frutti?

Maria - (c. s.) S! Oh, s! Avremo una creatura nata da noi, dalla nostra passione...

Attilio - Un bambino?

Maria - (c. s.) S, un figlio! Un figlio! E io mi sento cos orgogliosa di diventare madre, cos altera, cos felice, cos raggiante di mettere al mondo una creatura, di offrirla a lui come un pegno del nostro amore...

Attilio - Ma...

Maria - (c. s.) ... di darla alla luce, al mondo, alla vita, di allevarla, di crescerla, di guidarla... Non avr il mio nome... Non importa: avr il suo: il suo nome ormai il solo nome che adoro!

Attilio - Ma impazzita! Non pu essere vero!

Notaio - No. La signora semplicemente in errore. Non pu dare al nascituro il nome del suo signor amante.

Maria - Come no?

Notaio - No, signora. Con ogni probabilit, secondo la legge, il nascituro non figlio del! suo signor amante.

Maria - No?

Notaio - No. E' figlio del suo signor marito.

Attilio - (con un balzo) Mio?!

Notaio - S, signore.

Attilio - Non facciamo scherzi! Se mia moglie stessa dichiara che il figlio dell'amante.

Notaio - Non ha importanza.

Attilio - Come non ha importanza?

Notaio - Per la legge, no. Il figlio nato durante il matrimonio viene attribuito al marito.

Attilio - Macch, attribuito!

Notaio - Oh, certamente vi sono delle provvide disposizioni: lei pu disconoscere la paternit, se vuole.

Attilio - Si capisce che voglio! Non pensera che io mi assuma i figli degli amanti di mia moglie!

Notaio - Ecco : la signora vuol dirci da quanto tempo data la sua relazione?

Attilio - (al Notaio) Ma, scusi: lei vuole che io stia qui a sentirmi dire in faccia certe cose?

Notaio - E' nel suo interesse. Dunque, signora?

Maria - Dal quattro di ottobre.

Attilio - E come se lo ricorda bene!

Maria - Sono date che non si dimenticano!

Notaio - Benissimo!

Attilio - E dice anche benissimo!

Notaio - Ecco: (a Attilio) Se il figlio nasce entro i trecento giorni dalla sua separazione dalla signora, il figlio suo.

Attilio - Come mio? (Fa i conti sulle dita) Trecento giorni sono dieci mesi! E un figlio nasce in nove!

Notaio - Per legge, no.

Attilio - Ma non sar mica la legge che fa i figlioli!

Notaio - No. Ma la legge li attribuisce. (Fa i conti sulle dita).

Attilio - Grazie tante! Io non voglio che mi attribuisca nulla!

Notaio - Che lei non voglia, un altro fatto (c. s.).

Attilio - Ma, che cosa fa?

Notaio - Ecco: lei cess di coabitare con la signora il 5 settembre. Allora aggiunga due giorni di luglio...

Attilio - Aggiunga pure.

Notaio - E fanno 300. Se il bambino nasce entro il 2 di luglio, viene attribuito a lei.

Attilio - Ma come...?

Notaio - Se nasce dopo, lei pu intentare la causa di disconoscimento.

Attilio - (a Maria) Senti : in coscienza : adesso, dimmi la verit : quando deve nascere questo bambino?

Maria - (serafica) Tra la fine di giugno e i primi di luglio.

Attilio - Ma, allora?

Notaio - Allora, la cosa sta come le ho detto io. Se nascer prima del 2 luglio, non avr nulla da fare. Se nascer dopo il 2 luglio...

Attilio - Ma deve nascere dopo!...

Notaio - Questo non dipender certo da me.

Maria - (c. s.) E nemmeno da me.

Attilio - (a Maria) Senti, ti prego di non assumere quell'aria angelica! Qui stanno accadendo delle cose inaudite! Mia moglie mi tradisce, e io non posso farle nulla: fa dei figli, e io debbo dar loro il mio nome... Ma, insomma!

Maria - (c. s.) Insomma, caro, hai dimenticato un piccolo particolare.

Attilio - Un particolare?

Maria - (c. s.) Certamente.

Attilio - Quale?

Maria - Che prima, tu hai tradito me.

Attilio - Ma questo non ha importanza!

Maria - Ah, no? Non ha importanza? Siete voi, uomini, che volete non dargli importanza perch volete fare il vostro comodo. E fatelo. Ma il giorno in cui trovate la legge contro di voi, non lagnatevi. L'avete voluto : e cos sia.

Attilio - E hai anche il coraggio di farmi la lezioncina morale, dopo quanto hai fatto!

Maria - Ho fatto quello che hai fatto tu!

Attilio - Ma io un'altra cosa.

Maria - Perch un'altra cosa?

Attilio - Perch... Perch... Intanto, io non faccio dei figli.

Maria - E io, s, invece. C' soltanto questa piccola differenza.

Attilio - E ti par poco? Ah, ma non pretenderai che io li riconosca e li mantenga!

Notaio - Non occorre il riconoscimento. (A Attilio) Il figlio suo di diritto!

Attilio - Come di diritto? E' mio un corno!... (Si pente della parola) Uhm! Che cosa mi fate dire!

Maria - E' tuo se nasce prima del due di luglio.

Attilio - Ma nascer certamente prima! Volete che impieghi dieci mesi a nascere, come gli asini?

Notaio - Non si sa mai...

Attilio - Ma, allora?

Notaio - Allora, non c' che aspettare il due di luglio.

Attilio - Non mica una lotteria.

Maria - S, caro. Una lotteria. E a premio. Ritiro la querela, e rinuncio a far condannare te e la tua Ninna, in vista del fausto evento. Amnistia.

Attilio - Ah, no! Credi che io voglia approfittare di una circostanza simile?

Maria - (decisa) No? Allora, rifiuti?

Attilio - (un po' pentito) Oh, Dio! Non ho detto che rifiuto, ma certamente non pretenderai che te ne sia grato...

Notaio - E' un gesto generoso.

Attilio - Ah, s? Anche quello di fare dei figli con gli amanti un gesto generoso?

(Squillo di telefono).

Notaio - (al telefono) Pronto... Subito... (A Maria) Signora desiderata al telefono.

Maria - Io? (Prende il ricevitore) Pronto... Ah, sei tu, caro?... S, scusami, sai? Ho fatto ardi... Sono stata trattenuta dal solito seccatore...

Attilio - Ma...

Maria - S, amore mio: tra cinque minuti sar da te.

Attilio - Ma, dico... (Fa per togliere il ricevitore a Maria).

Maria - (allontana Attilio con un gesto).

Notaio - La prego di non disturbare la signora.

Attilio - Ma non posso permettere...

Maria - (irritata) Ma tacete, un momento! (Al telefono) Scusa, tesoro mio: ti raggiungo subito.

Attilio - (al Notaio) Vuole che le lasci dire anche tesoro?

Maria - S, s : prendo un tass. Addio, amore. (Posa il ricevitore).

Attilio - Si pu sapere a chi telefonavi?

Maria - Non hai capito? Al mio amante.

Attilio - (al Notaio) E io debbo stare a sentire...?

Maria - (disponendosi a uscire) Turati le orecchie.

Attilio - Ma insomma... Te ne vai cos?

Maria - Certamente.

Attilio - E credi che io ti lasci andare?

Maria - Non puoi trattenermi.

Attilio - Ma insomma... Te ne vai cos?

Maria - Certamente.

Attilio - E credi che io ti lasci andare?

Maria - Non puoi trattenermi.

Attilio - Ma, insomma, per lo meno, decidiamo qualche cosa.

Maria - Che cosa vuoi decidere? Ormai, ci siamo gi detto tutto; non c' pi nulla da aggiungere.

Attilio - Ma c' qualche cosa da levare. Tu hai un amante...

Maria - E tu non l'avevi?

Attilio - Ma tu stai per mettere al mondo un bambino!

Notaio - E' una conseguenza di avere un amante.

Attilio - (al Notaio) Ah, cos, a lei par tutto molto semplice, molto logico, molto normale...

Maria - Mi pare che non ci sia nulla di eccezionale.

Attilio - Ma come?

Maria - Buon giorno, signor Notaio.

Notaio - Signora... (Fa per accompagnarla).

Maria - (a Attilio) Addio, pap.

Attilio - Pap?

Maria - Ah, no! E' vero! Questo, lo sapremo il due luglio. Ciao.

FINE DEL SECONDO ATTO

ATTO TERZO

Salotto in casa di Maria. Porta nel fondo e a destra. Un calendario segna la data del 2 luglio. Un grande orologio a pendolo nella parete di fondo e segna le 23,29.

Notaio - ( seduto a un tavolino e scrive) Allora, siamo d'accordo? (Vedendo entrare Attilio) Nata?

Sofia - (davanti a lui) ... Nata a Caltanis-setta.

Notaio - Piano, mese e anno.

Sofia - Il 30 aprile 1895.

Notaio - (termina di scrivere) Benissimo. Non appena si verifichi il lieto evento, lei dovr correre subito qui ad avvertirmi.

Sofia - Sissignore.

Notaio - Le raccomando di non perdere un solo minuto: badi bene che anche un secondo pu essere prezioso in una circostanza simile.

Sofia - Non dubiti.

Notaio - Conto su di lei. E badi bene di non lasciarsi impietosire dalle preghiere. L'avverto che potrebbe, andare incontro a gravissime responsabilit, anche penali.

Sofia - Oh, stia sicuro! Non voglio seccature io. Non ne ho mai avute.

Notaio - Tanto meglio.

Attilio - (depone una grande scatola mentre la cameriera porta un apparecchio radio. E' accigliato) Nulla di nuovo, dunque?

Notaio - (alzandosi) Riverisco, signore. Non ancora. Aspettiamo.

Attilio - (guarda l'orologio a pendolo; alla cameriera) Deponete l.

Cameriera - (depone l'apparecchio e si ritira dal fondo).

Attilio - (apre la scatola e ne trae un cronometro da tavolino) Le faccio notare che quell'orologio (accenna la pendola) indietro di trenta secondi.

Notaio - (cavando il proprio orologio di tasca)

- Non direi :

Attilio - (mostrando il cronometro da tavolo)

- Lo direi io.

Notaio - Non basta: io debbo regolarmi all'orologio della casa.

Sofia - (esce a destra).

Attilio - Chi l'ha detto? E se l'orologio della casa ritardasse di un'ora? Questo un cronometro esattissimo, infallibile, e segna precisamente le 23,29, ora media dell'Europa centrale.

Notaio - Non ho alcun motivo per dubitarne, ma...

Attilio - Del resto, sa? Io immaginavo che ci sarebbero state delle contestazioni, e appunto per questo mi sono premunito portando un apparecchio radio.

Notaio - Per farne che?

Attilio - Ah, caro lei! Sentiamo il segnale orario della mezzanotte. Non vorr dubitare...

Notaio - Oh, io non dubito mai. Posso rimettermi al segnale orario.

Attilio - Naturalmente. Lei non penser che, per un difetto di orologio, io debba assumermi la paternit di un figlio che non mio.

Notaio - Non ho mai preteso questo.

Attilio - Meno male.

Notaio - Come lei pu capire, io non ho alcun interesse particolare in questa faccenda. Per me, che il figlio nasca prima di mezzanotte o dopo mezzanotte perfettamente la stessa cosa. Verbalizzo, e basta.

Attilio - Beato lei. Io invece...

Notaio - Sono le fortune della vita, caro signore.

Attilio - Fortune?

Notaio - Il destino.

(Suono di campanello).

Attilio - (regola la radio).

Radio - La cultura delle barbabietole nel Per certamente...

Attilio - (chiude la radio).

Cameriera - (introduce dal fondo Aldo) Si accomodi.

Aldo - (va incontro al Notaio) Buona sera, signor Notaio.

Notaio - (dandogli la mano) Buona sera. Lei sta bene?

Aldo - Bene, grazie. Nulla di nuovo ancora, eh?

Notaio - Non ancora. Siamo qui...

Aldo - (guardando l'orologio da tasca) Mancano ventisei minuti. Oramai, credo...

Notaio - Mah!

Attilio - (che ha guardato Aldo con stupore) Scusi, io non ho il piacere di conoscerla, ma mancano 25 minuti e mezzo.

Aldo - Ah, s? Tanto meglio. (Rimette l'orologio).

Attilio - (guarda il notaio con aria interrogativa).

Notaio - (impacciato) Veramente, non so se debbo...

Aldo - Oh, per me... (Va verso Attilio).

Attilio - (porge la mano, poi, insospettito) Ma... (Al notaio) Chi ?

Notaio - E'... l'altro interessato.

Attilio - L'amante di mia moglie?

Aldo - Oh, Dio, signore: capisco che possa non farle piacere vedermi.

Attilio - Ah, no, davvero!

Notaio - D'altra parte, lei deve convenire che il signore non avrebbe potuto mancare al lieto evento.

Attilio - Lo chiami lieto.

Aldo - Certamente. Lei non pu immaginare l'ansia e la gioia della paternit.

Attilio - E viene a dirlo proprio a me?

Aldo - Scusi.

Attilio - Scuso un bel niente.

Aldo - D'altra parte, oramai, quello che stato stato...

Attilio - Ah, no! Per fortuna non ancora stato nulla!

Aldo - Come?

Attilio - Per lo meno, non ancora stato tutto. Eh, no! Perch il lieto evento, come lo chiama lei, poteva essersi verificato gi da qualche settimana, ma fortunatamente siamo arrivati fino a ora, e io le assicuro che, se passiamo questi ultimi minuti e arriviamo fino a mezza notte, io faccio una tale festa di gioia che non pu nemmeno immaginarsela.

Aldo - Quanto a questo, le assicuro che non ha la pi pallida idea della festa che far il se il bambino nascer dopo mezzanotte.

Attilio - (stupito) Come?

Aldo - Naturalmente. Il bambino mio. Mi lo crede forse suo?

Attilio - Nemmeno per sogno!

Aldo - E allora? Suppone forse che io voglia rinnegare mio figlio?

Attilio - (soddisfatto) Ah, no?

Aldo - Il figlio del mio amore?

Attilio - (urtato) Lasci stare l'amore, adesso.

Aldo - Nossignore: il figlio mio, mio, mio,

Attilio - E se lo tenga! Allora, siamo perfettamente d'accordo.

Aldo - Perfettamente. E non vedo il motivo di tutte queste precauzioni... Non c' che rfl mettersi al destino.

Attilio - (traendo in disparte Aldo e parlandogli sottovoce) Giacch vedo che lei una. persona ragionevole, e, a parte tutto, magari uni gentiluomo...

Aldo - Magari?!

Attilio - Non potr pretendere che proprio io le rilasci una patente di gentilomeria.

Aldo - Non pretendo tanto.

Attilio - E, allora, potremo aiutale un po-| chino... Sa? basta un pochino... Potremo aiutare un pochino il destino...

Aldo - In che modo?

Attilio - In un modo molto semplice. Lea trova giusto che il figlio venga assegnato a lei; anzi, lo desidera...

Aldo - Lo esigo...

Attilio - Tanto meglio. Lo esige. Siccome lo esigo anch'io, non capisco perch non potremmo metterci tranquillamente d'accordo: si stabilisce fino d'ora che il bambino nato dopo la mezzanotte. E tutti pari.

Aldo - Per parte mia non ho nessuna difficolt.

Attilio - (felice) Benissimo! Allora, siamo d'accordo... (Nell'entusiasmo, fa per dargli la mano, ma, poi, si ritrae, e ripete, per darsi un contegno) Siamo d'accordo. Non manca che avvertire il notaio.

Aldo - Se mi permette, intanto che lei avverte il notaio, io vado a salutare un momento la signora. (Esce da destra).

Attilio - (rimane male) Faccia pure. (Poi, al notaio) Signor notaio, tra me e il signor... Non so nemmeno come si chiami. Strano! Non mi una fisonomia nuova: debbo averlo incontrato in qualche posto...

Notaio - Maffi, Aldo Maffi.

Attilio - Maffi? Non ricordo. Non importa. Dunque, tra me e il signor Maffi, siamo venuti a un accordo. Siccome tutti e due abbiamo interesse che la nascita avvenga dopo mezzanotte, abbiamo deciso senz'altro che il lieto evento avvenga dopo mezzanotte...

Notaio - Non mi pare che questo possa dipendere da loro.

Attilio - Certamente: dal momento che chiudiamo un occhio tutti e due...

Notaio - Ah, no! No, egregio signore. Loro possono benissimo chiudere un occhio. Ma, io, no.

Attilio - (stupito) Lei, no? E che cosa c'entra, lei?

Notaio - Ah! Io, qui, rappresento la legge. Io sono chiamato qui a verbalizzare la verit, e nessuno potr mai indurmi a dichiarare il falso.

Attilio - Ma dal momento che siamo contenti noi...

Notaio - Non sono contento io!

Attilio - Ma questa bella!

Notaio - 0 bella o brutta, cos. Io sono un pubblico ufficiale, caro signore.

Attilio - Ma qui siamo in casa nostra.

Notaio - Ma loro mi hanno chiamato...

Attilio - Benissimo! Noi l'abbiamo chiamato: adesso, non abbiamo pi bisogno di lei, e, allora, le diciamo: Caro signor notaio, grazie mille delle sue prestazioni, ci presenti la nota dei suoi onorari, noi la saldiamo, arrivederci, e tutti pari... .

Notaio - Questo, s: lei padronissimo di rinunciare quando vuole all'opera mia.

Attilio - E io ci rinuncio.

Notaio - Non ho nulla da obiettare. (Raccoglie i suoi fogli in una busta).

Attilio - Se vuol dirmi quanto il suo onorario.

Notaio - Oh! Provvederemo poi, provvederemo poi... (Prende il cappello).

Attilio - Come crede. (Accompagnandolo alla porta) Naturalmente, vero?, parliamo tra gentiluomini.,, rimane tutto tra noi...

Notaio - Questo, no.

Attilio - (stupito) No?!

Notaio - Io sono un pubblico ufficiale : ho il sospetto che qui si stia per commettere un falso...

Attilio - Un falso?

Notaio - Certamente. E, io, come pubblico ufficiale, ho il dovere di avvertirne la polizia.

Attilio - Non ci mancherebbe altro!

Notaio - Ah, certamente, signore! Uscendo di qui, io ho il dovere di dare comunicazione del mio sospetto al commissario di pubblica sicurezza.

Attilio - Ma come?

Notaio - Del resto, mi pare che, oramai, lei abbia molte probabilit di essere accontentato.

Attilio - Mancano ancora dieci minuti.

Notaio - Dieci minuti non sono un'eternit.

Attilio - Ma bastano per far nascere dieci bambini!

Notaio - Insomma, io non so che farci.

Attilio - Ma no, scusi, signor notaio, venga qui: ragioni... (Gli prende la busta e il cappello e lo riconduce verso una sedia) Dal momento che noi siamo d'accordo...

Aldo - (entra da destra).

Attilio - Ecco: ecco qua. (A Aldo) Siamo o non siamo d'accordo che il bambino nasca dopo la mezzanotte?

Aldo - Certamente.

Attilio - E il notaio dice che non vuol saperne.

Aldo - (al Notaio) Ma come? Scusi...

Notaio - E' inutile, sa? Non si provi a convincermi perch l'avverto che lei commetterebbe un reato: tentativo di corruzione di pubblico ufficiale.

Aldo - Dio ine ne guardi. Io volevo soltanto farle osservare...

Attilio - (si alzato piano piano; va alla pendola e d una ditata alla lancetta spingendola verso mezzanotte; poi, va a regolare il cronometro).

Notaio - Non c' nulla da farmi osservare. La miglior cosa che lor signori possano fare quella di aspettare la mezzanotte, e... (La pendola suona la mezzanotte).

Aldo - (in piedi, raggiante) Mezzanotte!

Attilio - (rimettendo in fretta l'orologio in tasca) Mezzanotte!

Notaio - (calmo, traendo di tasca Vorologio) Mezzanotte?!

Attilio - Certamente! (Mostra l'orologio da tasca e il cronometro).

Notaio - (portandosi l'orologio all'orecchio) Ah, no! Qui mi si vuole ingarbugliare! Qui si tenta un reato! Mancano ancora dieci minuti!

Attilio - Ma non vero! Il suo orologio si sar fermato!

Notaio - Impossibile!

Aldo - (guardando il cronometro) Qui, mezzanotte e due minuti!

Notaio - Nemmeno per sogno! (Va al telefono e chiama) Adesso sentiremo (ascolta). Le Ventitr e quarantanove, cari signori! A me, non la si fa!

Attilio - (sconfortato) E' finita!

Aldo - (a Attilio) Vede che cosa ha portato con la sua smania di chiamare il notaio?

Attilio - Ma chi avrebbe pensato...

Notaio - (a Aldo) Io non capisco, poi, perch lei si picchi a volere per forza che il bambino nasca dopo la mezzanotte.

Attilio - Non capisce? Si vede che, proprio, lei non intende l'orgoglio della paternit, e...

Aldo - (al Notaio) Vorrebbe forse che io permettessi che mio figlio risultasse figlio di un altro? Ma sangue mio, sa?

Attilio - Sangue suo!

Aldo - E io dovrei volere che questa creatura nata dal mio amore...

Attilio - (seccato) Ma lasci stare l'amore...

Aldo - S, dal mio amore!

Attilio - E vada anche per l'amore! E' una fissazione!

Aldo - Io non potr mai permettere che questa creatura vada nel mondo con un nome che non le appartiene: voglio darle il nome mio! Sono orgoglioso di darle il nome.

Attilio - Bravo! orgoglioso.

Notaio - Ma il nascituro non potr mai portare il suo nome.

Aldo - Come no?

Notaio - Eh, no. Perch la madre sposata. Quindi, o il figlio porta il nome del padre o, in caso di disconoscimento, il nome della madre, risultando il padre ignoto.

Aldo - Di padre ignoto? Mio figlio dovrebbe risultare di padre ignoto?

Notaio - Oppure portare il nome del signore (accenna Attilio) come marito della madre.

Attilio - Ah, no! Intanto siamo d'accordo che nascer dopo la mezzanotte.

Aldo - No, no, no, no! Non siamo d'accordo affatto!

Attilio - Come no?

Aldo - Eravamo d'accordo. Adesso, non lo siamo pi.

Attilio - Ma come?

Aldo - Eh, no! Eravamo d'accordo perch io credevo di poter dare il mio nome a mio figlio. Ma adesso, tutto mutato! (Guarda l'orologio e rimette a posto le lancette della pendola).

Attilio - Ma non mutato per me.

Aldo - S. Anche per lei.

Attilio - Come?

Aldo - Anche per lei. Perch io non posso credere che un uomo di coscienza e di cuore voglia permettere che una creatura innocente porti per tutta la vita il marchio della paternit ignota.

Attilio - Doveva pensarci prima!

Aldo - (severo) Mi stupisco, signore, che lei osi parlare cos.

Attilio - Ma questa bellissima. Ma lei dimentica di essere l'amante di mia moglie?

Aldo - Anzi! Appunto perch sono l'amante di sua moglie le parlo cos,

Attilio - E vorrebbe che io fossi contento di dare il nome ai suoi figli?

Aldo - Non esageriamo: ai miei figli! A un figlio.

Attilio - E le par poco?

Aldo - Meno di uno, non saprei.

Attilio - Ma io non mi rendo pi conto: mi pare di essere impazzito! Quasi quasi sembra che io sia dalla parte del torto.

Aldo - Non sembra: : lei dalla parte del torto.

Attilio - E' straordinario! Senta, caro signore: io mi conforto soltanto di una cosa: che mancano quattro minuti a mezzanotte...

Notaio - (guardando l'orologio) E due secondi...

Attilio - E diamogli anche i due secondi... Ma oramai lei pu star certo che questo lietissimo evento non avverr prima della mezzanotte suonata, e quindi...

Sofia - (entra di corsa da destra) Maschio! Maschio! nato ora! Maschio! (Rientra a destra di corsa).

Attilio - Ah, no! Questo, poi, no! Per quattro minuti!...

Aldo - (caricaturale) Oh! Che momento di ineffabile gioia!

Attilio - Ma io voglio vedere. (Fa per avviarsi a destra).

Aldo - (frapponendosi) Ah, no! Non le permetto di disturbare la signora.

Notaio - Andr io. (Va a destra).

Aldo - Lui, s.

Attilio - Ma perch io no? Se fosse tutta un'impostura? Tutta una menzogna?

Lei osa dubitare? - Oramai, dubito di tutto. C' il notaio per questo. Lo ha chiamato lei!

Attilio - Bell'affare ho fatto a chiamarlo! Ah, ma se lei crede che con questo sia tutto finito, si sbaglia!

Notaio - (entrando) La puerpera e il neonato godono ottima salute.

Attilio - Tanto piacere!

Aldo - (melodrammatico) Ah! Mio figlio! Mio figlio! (Entra a destra).

Notaio - Non rimane che verbalizzare. Scusi: l'ora esatta: erano, mi pare, le 23,56.

Attilio - Senta, signor Notaio: per quattro minuti... Facciamo un accomodamento... Poteva andarle male l'orologio...

Notaio - Le ho gi detto che non transigo.

Attilio - Ma lei capisce che io debbo sorbirmi un figlio non mio?

Aldo - (entrando) Oh, se lei lo vedesse, se lo vedesse...

Attilio - Non me ne importa nulla.

Aldo - Non dica cos: se lo vedesse! Pu essere l'elice di dare il suo nome a una creatura cos bella...

Attilio - Eh, altro che felice!

Aldo - Le assicuro che io preferisco non lo veda perch, avrei paura che, vedendolo, me lo portasse via.

Attilio - (pensa un attimo. Poi) Avrebbe paura che glielo portassi via?

Aldo - Quasi.

Attilio - Lasci il quasi, e si tenga la paura.

Aldo - Come?

Attilio - Ah, s! Lei ha voluto per forza che il bambino portasse il mio nome? Bene. Allora, io mi prendo il bambino.

Aldo - Vorr scherzare.

Attilio - Non scherzo affatto.

Notaio - E' nel suo diritto.

Attilio - Oh, meno male che, una volta tanto, ho un diritto anch'io!

Aldo - Ma perch?

Attilio - Perch nato prima della mezzanotte.

Notaio - Alle 23,56.

Aldo - Ah, ma non sente la voce del sangue?

Radio - Attenti al segnale orario delle ore ventiquattro. Ventitr e cinquantanove...

Attilio - E lei, allora, se sente la voce del sangue, perch vuole per forza dare a suo figlio il mio nome?

Aldo - Perch non posso dargli il mio.

Attilio - Bella ragione!

Radio - Meno trenta...

Notaio - La soluzione una sola: il nome conta fino a un certo punto: il signore (accenna Aldo) conosce il suo dovere, e speriamo che voglia compierlo.

Attilio - Cio?

Notaio - Speriamo che pensi ad allevare e mantenere il figlio.

Attilio - Perch? Se non ci pensasse...?

Notaio - Toccherebbe a lei, naturalmente.

Attilio - Naturalmente?

Radio - Meno quindici...

Aldo - Quanto a questo, io sono qui pronto a prendere qualunque impegno.

Attilio - S, ne convengo, ma...

Radio - Meno dieci...

Aldo - Anche in caso che lei dovesse morire...

Attilio - Ma le pensano proprio tutte!

Radio - Meno cinque... quattro... tre... due... uno... (squillo).

Attilio - Ma guardate un po' che cos' la vita: sarebbe bastato che quel piccolo squillo si fosse sentito quattro minuti prima, e tutto sarebbe mutato...

Notaio - Ma! Fatalit! Posso chiudere il verbale?

Attilio - Eh! Se non c' altro da fare...

Notaio - Come testimoni fungeranno l'infermiera e la cameriera. Vado a far firmare... (Si avvia a destra. Presso la porta si scontra con Sofia).

Sofia - (esce a corsa da destra) Un'altra! Un'altra! Una bambina! Una bambina! Una bambina!...

Attilio - (trionfante a Aldo) Ah! questa tutta sua! E poi dicono che il destino cieco! Finalmente, mi stata resa giustizia!

Aldo - (si precipita di corsa a destra).

Notaio - Ma, allora, bisogna riaprire il verbale! (Va al tavolino).

Attilio - S. E, questa volta, scriva: era mezzanotte passata, era il 3 luglio, erano trascorsi i 300 giorni dalla separazione dal marito, e la bambina figlia del signor Aldo Mani. E che, una buona volta, un verbale serva a qualche cosa!

Notaio - Mi dispiace, ma io non posso scrivere tutto questo.

Attilio - Neanche ora? Ma mezzanotte suonata!

Notaio - Io mi limito a narrare i fatti: il giudizio spetter al magistrato. Ma ho i miei dubbi che la sentenza possa essere favorevole a lei, perch c' l'articolo...

Attilio - Eh?! E, allora?

Notaio - Allora, penso che con ogni probabilit, tutti e due i neonati saranno attribuiti a lei.

Attilio - Non ci mancherebbe altro! Ma, allora, io debbo assolutamente essere becco e bastonato?

Maria - (compare nel fondo in toilette e mantello da sera) Ne l'uno n l'altro, mio caro.

Attilio - (si volta, e d un balzo) Eh? Tu? Di dove vieni?

Maria - Dal teatro.

Attilio - Ma come? E i bambini...?

Maria - I bambini non ci sono, naturalmente.

Attilio - Ma che significa...?

Maria - Significa che spero tu abbia imparato che se le mogli, quando sono tradite, vi rendessero davvero dente per dente, potreste andare incontro a tali conseguenze che non immaginate nemmeno.

Attilio - Ma, allora, tu...?

Maria - Io? Io ho sofferto, come ogni donna che ama; e ho voluto darti una lezione: ma sta' certo, senza far nulla che possa dispiacerti.

Attilio - (va per abbracciarla) Maria! (Vede entrare Aldo, si tira indietro) Un momento! E quel signore?

Maria - (presentando) Silvio Mari, attore drammatico, mio biscugino che si prestato gentilmente a interpretare la parte deliziosa di futuro pap.

Attilio - Per Bacco! Mi pareva, di averlo veduto qualche altra volta! (Porgendogli la mano) Molto piacere. Lei, un interprete perfetto.

Aldo - Grazie. Ma anche il signor notaio... Ha un avvenire artistico dei pi lusinghieri. Ne faremo un filodrammatico.

Attilio - Cos smetter finalmente di verbalizzare.

Notaio - Dico bene: e i verbali?

Attilio - Li stracci pure!

Maria - No, no.

Attilio - Perch?

Maria - (guardando Attilio) Con lui? Non si sa mai...

FINE DELLA COMMEDIA