FURIO BORDON
Prima edizione: ottobre 1995 MARSILIO TEATRO
LE ULTIME LUNE
PERSONAGGI
IL PADRE UN UOMO MOLTO VECCHIO
LA MADRE O MEGLIO, IL SUO RICORDO
QUARANTACINQUE ANNI
IL FIGLIO QUARANTANNI CIRCA
1
PRIMO TEMPO
Una stanza che ha ospitato dei bambini. Sulle pareti color pastello sono rimasti attaccati degli adesivi di personaggi di Walt Disney: Pippo, Pluto, Paperino ecc. Larredamento, invece rispecchia il gusto di una persona anziana. Un letto, una poltrona, una sedia, un tavolo con sopra dei libri ammonticchiati e un impianto stereofonico in funzione, una cassettiera con tutto il suo contenuto disposto ordinatamente sul ripiano. Sul pavimento una valigia aperta e vuota. In poltrona, vestito di tutto punto, sta seduto il padre. E molto vecchio. Ascolta la musica fissando il vuoto. Sul letto alle sue spalle sta semidistesa la madre, in un atteggiamento rilassato e adolescenziale. Ha quarantacinque anni. Indossa un bellissimo abito da sera. E in penombra.
IL PADRE (Le parla senza voltarsi a guardarla) Ti piace?
LA MADRE Molto. E Bach, vero?
IL PADRE (Annuisce) La Messa in Si minore
LA MADRE LAgnus Dei
IL PADRE (Con un sorriso) Allora non conosci solo Lester Young..!
LA MADRE Lester Young e Bach. Tutto il resto superfluo
IL PADRE Bach per musica da vecchi
LA MADRE Bach la musica!
(Un silenzio)
LA MADRE Anche a te piaceva Lester Young
IL PADRE Perch piaceva a te.
LA MADRE E vero.
(Un silenzio)
LA MADRE (Indicando limpianto stereofonico) Te lo porti dietro quellaffare?
IL PADRE Non so. Forse in un secondo tempo.
LA MADRE Perch non subito? Ti terrebbe compagnia.
IL PADRE Devo capire se c spazio, se non d fastidio agli altri.
LA MADRE Gli altri saranno mezzi sordi, come tutti i vecchi.
IL PADRE Appunto, questo il guaio: lo sono anchio e devo tenere il volume a alto.
LA MADRE Puoi sempre usare la cuffia.
IL PADRE S, certoper non mi piace. La musica deve volare nellaria. (Una pausa. Ascolta le ultime
Battute della musica) Dio, com bello!
(Un silenzio)
LA MADRE Ti basta?
IL PADRE Che cosa?
LA MADRE Star l ad ascoltare musica tutto il giorno.
IL PADRE Non lascolto tutto il giorno.
LA MADRE Che altro fai?
IL PADRE Penso. Ogni tanto leggo.
LA MADRE Una volta leggevi molto.
IL PADRE Ora non pi. Mi si stancano gli occhi.
LA MADRE Ascolti Musica, pensi, ogni tanto leggi
IL PADRE (Annuisce)
LA MADRE La domanda non cambia. Ti basta?
IL PADRE S, credo di s.
LA MADRE A me non basterebbe.
IL PADRE Tu non sei diventata vecchia.
(Un silenzio)
LA MADRE Secondo te un vantaggio?
IL PADRE Un vantaggio?
2
LA MADRE Morire prima dei cinquantanni.
IL PADRE Forse s.
LA MADRE Non ho avuto nemmeno la menopausa
IL PADRE Be, questo un vantaggio, no?
LA MADRE Non per me. Io le mestruazioni le ho sempre odiate.
IL PADRE (Sorride) Ti innervosivano.
LA MADRE Mi rendevano nevrastenica. (Una pausa) Me la pigliavo sempre con te, vero?
IL PADRE (Annuisce)
LA MADRE Per qualsiasi sciocchezza.
IL PADRE Non avevi bisogno di pretesti. Ti facevo uscire dai gangheri per il solo fatto di stare al mondo.
LA MADRE Che rompiscatole! E che pazienza hai avuto!
IL PADRE Non facevo nessun sforzo. Mi intenerivi.
LA MADRE Ah, s?
IL PADRE Eri come una gattinacome una
LA MADRE Una capra!
IL PADRE Anche. Un animale, insomma. Un animale femmina indifeso di fronte alle leggi della sua natura
(Un silenzio)
LA MADRE Parli ancora bene, signor professore..
IL PADRE Ogni tanto. Una volta mi impappinavo, ogni tanto. Adesso, ogni tanto, parlo bene. E poi con te
facile.
LA MADRE Con me sei a casa.
IL PADRE S, a casa mia.
LA MADRE Anchio mi sono sempre sentita a casa mia, quando ti ero vicino.
IL PADRE Per me stato cos da subito. Fin dalle prime volte, quando ti passavo a prendere alluniversit
E tu uscivi dal portone e mi cercavi con gli occhiEri tutta seriama, appena mi avevi trovato,
sorridevi.
LA MADRE Avevo ogni volta paura che tu non ci fossi
IL PADRE Io per cero sempre.
LA MADRE E vero. Sei venuto anche con linfluenza, ti ricordi?
IL PADRE Trentotto e cinque.
LA MADRE Eri tutto rosso e continuavi a tremare.
IL PADRE E tu mi hai avvolto la tua sciarpa intorno al collo, mi hai preso sottobraccio e hai detto:
andiamo a comperare delle arance! (Pausa) E allora io ho pensato: ecco, sono a casa mia, al
Sicuroe sono felice
(Un silenzio)
LA MADRE Ci siamo voluti molto bene.
IL PADRE S, molto.
LA MADRE Abbiamo avuto fortuna a incontrarci.
IL PADRE S.
(Un silenzio)
LA MADRE Mi dispiace di averti dovuto lasciareE stato una specie di tradimento, no? Sei rimasto solo
proprio quando per un uomo cominciano i guai. (Pausa) Chi lavrebbe mai pensatoEro cos
sicura che saremmo invecchiati insieme! Mi ci stavo gi preparando. Due simpatici vecchietti
sempre pi rimbambiti, sempre pi malaticcima insieme, capisci? Tutto quanto doveva
capitarci insieme, senza che nessuno dei due potesse avvantaggiarsi al punto da giudicare
laltro. Che poi io non ti avrei giudicato comunque. Nemmeno se ti fossi fatto la pip addosso
(Breve pausa) Ti capita, adesso?
IL PADRE Qualche volta.
LA MADRE E come fai?
IL PADRE Non uso il pannolone, se questo che vuoi sapere.
LA MADRE Meno male!
IL PADRE (Sorride) Riesco ancora a farne a meno. Mi hanno operato a sessantanni e pare sia servito.
LA MADRE Operato? Alla prostata?
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IL PADRE No, la prostata non centrava. Hanno reciso un condotto sclerotizzato. E stata la prima parte
Del mio corpo a sclerotizzare, la prima di una lunga serie.
LA MADRE Un condotto, dove?
IL PADRE Be, sempre da quelle parti, naturalmente, ma il termine esatto non lo ricordo pi.
LA MADRE Ti hanno fatto male?
IL PADRE No. E stata unoperazione semplice.
LA MADRE Ne hai avute altre, dopo?
IL PADRE Due o tre
LA MADRE Due o tre?
IL PADRE Quattro. Ma non vale la pena parlarne: sono i guai di tutti i vecchi(Tossisce)
LA MADRE E questa tosse?
IL PADRE E la mia tosse.
LA MADRE Fumi sempre tanto?
IL PADRE Ho smesso.
LA MADRE Ma che bravo! Ma da quando?
IL PADRE Da oggi.
LA MADRE (Ironicamente) Ah, ho capito
IL PADRE No, non hai capito. Questa volta per sempre.
LA MADRE Dove vai non si pu fumare?
IL PADRE Ecco, adesso hai capito.
LA MADRE Meglio cos, ti passer la bronchite.
IL PADRE E una bronchite cronica.
LA MADRE Be, almeno non peggiorer.
IL PADRE Bella consolazione!
(Un breve silenzio)
LA MADRE I primi giorni l saranno duriQuesto lo sai, vero?
IL PADRE (Annuisce) Cos duri da non poterci pensare
LA MADRE Come farai?
IL PADRE Succhier delle caramelle.
LA MADRE Non mi riferivo al fumo.
IL PADRE Certo. Nemmeno io.
LA MADRE Non vuoi parlarne
IL PADRE (Con dolcezza) Non con te. Non di questo.
(Un silenzio)
LA MADRE (Indica gli adesivi sulle pareti) Che ci fanno quelle figurine nella tua stanza?
IL PADRE Era la stanza di nostro nipote. Gli ho ceduto la mia dieci anni fa, quando gli nata la sorellina.
Qui era troppo piccolo per due bambini. A me invece basta.
LA MADRE E quando saranno cresciuti? Quando avranno bisogno ognuno di una propria stanza?
IL PADRE Ne hanno gi bisogno. Simone ha compiuto quindici anni il mese scorso
LA MADRE E allora che succede?
IL PADRE Che la bambina verr qui e Simone rester da solo nella sua stanza. (Breve pausa) E stato il
Mio regalo per il suo compleanno.
(Un silenzio)
LA MADRE Allora per questo che te ne vai?
IL PADRE S. E la soluzione pi semplice.
LA MADRE E trovare una casa pi grande?
IL PADRE Costerebbe troppo. E poi questa molto bella. Ci si sta bene.
LA MADRE Non ci si sta bene, se non c posto per te!
IL PADRE Per quanto tempo ancora servirebbe una stanza in pi?
LA MADRE Fin quando vivi.
IL PADRE Appunto. Non ne vale la pena.
LA MADRE Cosa dice nostro figlio?
IL PADRE Che non ne vale la pena.
LA MADRE Allora lidea stata sua?
4
IL PADRE No, mia.
LA MADRE E lui non ha cercato di fartela cambiare?
IL PADRE S, certo
LA MADRE E allora?
IL PADRE (Non risponde)
LA MADRE Non stato abbastanza convincente.
IL PADRE No.
LA MADRE E magari tu pensi che assieme a sua moglie, nel segreto della loro stanza, abbiano tirato un
sospiro di sollievo
IL PADRE Non ci sarebbe da rimproverarli, per questo.
(Un silenzio)
LA MADRE (Guardando di nuovo le pareti) Perch ti sei tenuto quelle figure per dieci anni?
IL PADRE Allinizio ho provato a staccarle, ma non vengono via.
LA MADRE Non valeva la pena nemmeno cambiare la carta da parati?
IL PADRE A me piacciono. Mi fanno allegriasoprattutto la mattina, quando apro gli occhi e me li trovo
davanti. Mi aiutano anche di notte, le volte in cui mi sveglio pensando che sto per morire
accendo la luce, vedo Pluto che sorride e mi calmo(Pausa) Ho riletto anche le loro storie.
LA MADRE I fumetti, intendi?
IL PADRE (Annuisce) Sono bellissimi.
LA MADRE Li hai rubati ai nipotini?
IL PADRE Glielho chiesti in prestito. (Una pausa) Lo sai che, da bambino, sognavo di essere uno dei tre
paperini? I miei compagni avrebbero voluto essere Batman o Supermanio no, a me piaceva la
famiglia di Paperinoil salotto di casa sua, con la vecchia poltrona sfondata e la lampada con il
paralume a frangela sua automobile a forma di pagnotta, con dietro quel buffo strapuntino
dove viaggiavano i tre nipotini
LA MADRE In quattro non ci sareste stati
IL PADRE Io non volevo stare con loro, io volevo essere uno di loro.
LA MADRE Un paperino
IL PADRE S, uno dei tre.
LA MADRE Qui, Quo o Qua?
IL PADRE Qua.
LA MADRE E perch proprio lui?
IL PADRE Mi piaceva il nome.
LA MADRE (Ironicamente) Be, certoniente a che fare con Qui o Quo!
IL PADRE E oggi, dopo settanni, ho scoperto di non aver cambiato idea. Dovessi essere un altro,
sceglierei come allora.
LA MADRE Ci sono anche Leonardo da Vincie Maometto..e Alessandro Magno
IL PADRE (Scuote il capo) Qua! (Chiude gli occhi, abbandonandosi al sogno) Le torte di nonna Paperalo
Sciroppo di acero..i Natali pieni di neveil manuale delle Giovani Marmotte, con dentro le
Soluzioni a tutti i problemi del mondo(Un silenzio)
LA MADRE Quindi vivi cosfra Paperino e Bach
IL PADRE (Annuisce)
LA MADRE E ti aiuta a essere felice?
IL PADRE (Dopo una pausa, con semplicit) Non puoi pi essere felice, quando invecchi. Entri in una
dimensione diversacome un sognoo come un altro pianetaci si pu anche vivere
decentemente , ma la felicit non prevista. La felicit tutta nel passato. Tu puoi solo cercare
di ricordarla. E questo alle volte ti fa bene, alle volte maleQuando ti fa bene, una specie di
tepore, una sensazione di dolcezza, ma niente di pi. In genere dura poco. Quando ti fa male,
invece, come per un ergastolano svegliarsi da un bel sogno. C quellattimo in cui lui proba-
bilmente ancora confuso, ancora dentro il sognoe si sente inondato da un grande sorriso
serenoMa subito la sua realt, la galera a vita, lo colpisce come un pugno e lo fa stare peggio
del solito. Ecco, la vecchiaia come quella galera. Sai che ci resterai chiuso fino alla morte e
puoi solo fantasticare, ma non fare progetti, perch non hai futuro. (Una pausa) Dicono tutti
che a sognare sono i giovani, ma non vero. Quelli dei giovani non sono sogni, ma progetti
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e speranze. Le cose che immaginano sono tutte possibili, tutte realizzabili, perch, se esiste
un futuro, non c nulla che non possa accadere. Solo i vecchi immaginano cose che non acca-
dranno mai, inventano un futuro che non ci sar e ricordano un passato che non pu tornare.
I veri sognatori sono lorocon quelle teste tremolanti piene di episodi consumati, di parole
dette, di facce morteSono loro gli unici capaci di pensare linesistente, e continuano intrepidi
a filare fantasie e desideri nella pi brutale consapevolezza che non si realizzeranno mai.
(Un silenzio)
LA MADRE Hai paura di morire?
IL PADRE S, perch non so che cosa sia. Perch non riesco a immaginarlo.
LA MADRE Oh, se per questo lo hanno immaginato in tanti modi
IL PADRE Solo perch non si pu accettare lipotesi pi plausibile: che morire sia entrare nel niente.
Come fai a pensare il niente?
LA MADRE Se niente, hanno sempre detto i filosofi, non pu far male, e quindi da sciocchi aver paura..
IL PADRE Oh, i filosofi! Ogni volta che leggo Il tutto, Il Nienteparole senza senso, incompatibili con
I meccanismi logici del nostro cervello! Gli mettono il frac della maiuscola e pensano, con que-
sto, di aver risolto il problema, di avergli fatto acquistare chiss quale significato..! (Pausa) In
realt, tutti i ragionamenti che pretendono di farti accettare lidea della morte sono solo pate-
tici espedienti, non molto diversi dalle statuette di soldati, mogli e cortigiani, che i faraoni si
portavano nella tomba per illudersi di continuare a vivere. Lidea della morte semplicemente
inacettabile e luomo una povera scimmia triste, perch, unico in tutto il creato, sa con cer-
tezza che un giorno dovr cessare di esistere. E questa, io credo, la mela della conoscenza che
Adamo ha commesso lerrore di addentareed questa la grande malinconia che ci ha lasciato
In eredit. Ma anche questo, naturalmente, il motivo per cui amiamo cos disperatamente la
vita. In un solo caso puoi accettare lidea della mortese il vivere ti ha nauseato. E la natura,
con la sua saggezza, ti costringe a provare questa nausea facendoti invecchiareIl mondo, altri-
menti, sarebbe assordato dalle urla di rivolta delle moltitudini di vecchi che si rifiuterebbero di
morire(Un silenzio)
LA MADRE Quello che hai detto orribile.
IL PADRE Non va sempre cos male, per. Alle volte, invece di nausea, c solo stanchezzaE queste sono
le morti serene, le morti dei patriarchi circondati da figli e nipoti, le morti dei saggi oppure
delle persone che hanno avuto molto e non provano rimpianti. Hanno vissuto a lungo, hanno
vissuto bene, adesso sono stanchi della propria debolezza, della fatica che gli costa pensare
logicamente ed esprimersi con precisione. Sono stanchi della rapidit impietosa e della
impazienza con cui gli parlano i figlistanchi di non capire pi il mondo..e accettano di morire
con un pallido sorriso benedicente. (Una pausa) S, pu andare a finire anche cos..Cos
neglio, no?
LA MADRE Tu come morirai?
IL PADRE Di nausea o di stanchezza? E questo che vuoi sapere?
LA MADRE (Annuisce) S, forse hai risposto(Un silenzio)
IL PADRE Ti ho rattristato? Scusami, non volevoNoi vecchi siamo cos abituati a lagnarci, che non ci fac-
ciamo pi casoe ci meravigliamo sempre quando gli altri ci prendono sul serio.
LA MADRE Smettila di parlare cos di te stesso! Non c niente di stoico, in questo, n di originale!
IL PADRE E solo poco dignitoso, vero?
LA MADRE (Non risponde)
IL PADRE S, poco dignitoso. ( Una pausa) Mi dimenticavo che, fra gli inconvenienti della vecchiaia, c
anche questoche tutti si aspettano da te un comportamento particolarmente dignitoso
come se fosse facile essere dignitosi quando ci si piscia addosso e si ha la faccia coperta di
macchie ed escrescenze come una maschera di carnevale
LA MADRE (Dolcemente) Per piacere, smettila! (Un silenzio)
IL PADRE Non volevo rattristarti. (Una pausa) Ho esagerato un poco, sai? Davvero, non cos brutto, in
fondo.
LA MADRE (Provocatoria nei confronti di quello che considera un tentativo maldestro di consolarla)
Ah no? E cosa c di bello?...
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IL PADRE Di bello, niente. Ma non cos bruttoSoprattutto allinizio, quando la faccenda appena
cominciatae tu, naturalmente, ancora non ci credinon ti sembra possibileSono gli altri
che te lo continuano a ripetere, fintanto che non riescono a convincerti. Allora tu dici va bene:
va bene, ho capito, mi arrendoconfesso di essere diventato vecchio e prometto solennemen.
te davanti a Dio e agli uomini che non dar pi fastidio a nessuno! Sono fuori gara, ho capito,
grazie di permettermi di vivere lo stesso. (Una pausa) Ed a quel punto che cominci a provare
un inaspettato, straordinario,dolcissimo senso di sollievoho fatto la mia parte, dici a te stesso,
bene o male ora non conta pi dipeso anche dalla fortunama io ho fatto onestamente la
mia parte. Non devo conquistare pi niente, non ho pi bisogno di lottare, di essere forte e
ingordo, di spuntarla sugli altri. Che Dio li benedica gli altri, io ora posso vivere solamente per
me stesso! Avr finalmente pensieri puliti, dir la verit a tuttie poco importa se sar sgra-
devole! Tanto, che mi pu succedere? Cosa possono farmi? Io non corro pi e di punteggi,
penalit, squalifiche me ne frego! Non potete togliermi niente, perch il bene pi importante,
il futuro, mi stato gi tolto! Me ne rimane solo un pezzettocos insignificante da essere im-
mune dalle vostre rappresaglie..ma mi porta in dono una libert sconfinata e io me la godr
fino allultimo giorno di vita! Allora divenni candido e anarchico come un bambino, e come un
bambino vivi solo nel presente. Lui lo fa perch pensa che il suo futuro sia illimitato, tu perch
sai di non averlo pi. Insommati sembra di goderti la vita per la prima volta! (Una pausa) Poi
cominciano i primi segnali inquietantida cui capisci che non ti hanno escluso soltanto dalla
gara, ma che ti hanno escluso e basta! Da tuttoda tutti..e per sempre! Il primo sintomo sono
gli sguardi degli altri, che ti passano oltre come se fossi aria. Ti accorgi di essere diventato
invisibile. Fino a pochi anni prima ti capitava spesso di essere guardato, con interesse o con
semplice curiosit. Ti guardavano le donne, ma anche gli uomini, per capire che razza di con-
corrente fossi. Adesso cammini in mezzo alla gente ed come attraversare un deserto. Non ti
guarda nessuno, e questo perch non interessi n incuriosisci pi nessuno. Ti hanno cancellato.
Per loro sei gi morto e sepolto.
LA MADRE (Sorridendo) Melanconie da vecchio charmeurti hanno viziato troppo da giovane.
IL PADRE Da giovane non ci ho mai pensato. I
La madre Infatti, eri affascinante e non te ne accorgevi. E questo, naturalmente, moltiplicava il tuo fasci-
no. Entravamo in un posto e tutti gli occhi, per un attimo, si posavano su di te. Ne ero molto
orgogliosa
IL PADRE Vuoi dire che guardavano me e non te?
LA MADRE Non esageriamo! Guardavano anche me, ma solo dopo aver guardato te. Diciamo che io appa-
rivo come una conseguenza
IL PADRE E impossibile, tu eri bellissima.
LA MADRE Lo so. Ma la gente guardava te.
IL PADRE Be, adesso non mi guarda pi nessuno.
LA MADRE (Scherzando) Nemmeno qualche vecchietta?
IL PADRE Forse, ma perch si chiede quanto farebbe la mia pensione pi la sua
LA MADRE Questo significherebbe che ha intenzioni serieUna seria vecchietta che non ama le avventure
passeggere
IL PADRE A un malato importa poco linteressamento di chi ha la sua stessa malattia:vuole piacere ai sani.
(Un silenzio)
LA MADRE Io non penso che troverei cos insopportabile non essere pi guardataIn fondo, pu diventare
molto riposante.
IL PADRE Riuscirebbe insopportabile a me accorgermi che gli altri non ti guardanooppure che lo fanno
con leducata repulsione riservata ai vecchi. Credo che mi verrebbe voglia di prenderli per il col-
lo e di gridargli: come vi permettete di guardarla come una vecchia! E la mia donna! Mi ha
dato amore e piacere e intelligenza! Era la ragazza pi bella di tutta la scuola e voi sareste rima-
sti a bocca aperta, se laveste conosciuta allora!
LA MADRE Noi viviamo oggi, ti risponderebbero, e non ci importa niente di te e della tua vecchia moglie.
Pu anche essere stata la ragazza pi bella del mondo, ma oggi sa di muffa e naftalina, come
tutti i vecchi.
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IL PADRE E dici che non ti darebbe fastidio
LA MADRE Non lo so. A pensarci ora, mi sembra solo una sciocchezza.
IL PADRE Non una sciocchezza. E una tragedia! La tua faccia che si allenta, rolla, si deforma
che sullo specchio si prende gioco di teMa come, non mi riconosci! ti dice. Non ti vado pi
bene? E allora sparami in fronte, caro, perch, tu lo voglia o no, sar la tua affezionata faccia
sino alla morte! E il corpo che non ti vuole ubbidire, che diventa ogni giorno pi debole e mala-
toNon pi nemmeno una cosa tua, ma una carcassa estranea che il tempo ti ha costruito
addosso come una parodia della tua giovinezza unentit dispettosa e ostile, un nemico che
ti ha occupato a tradimento!
(Un silenzio)
LA MADRE Le hai mai dette a qualcuno queste cose?
IL PADRE No, a nessuno.
LA MADRE Tutto chiuso dentro, a marcire(Pausa) Una volta credevi nellutilit delle parole
IL PADRE Una volta sapevo a chi dirle.
LA MADRE Non c pi nessuno? Ne sei sicuro? Avevi tanti amici
IL PADRE Si sono persi lungo la strada. Alcuni mortialtri, forse, rinchiusi come me in una stanza a ricor-
Dare il passato e a vergognarsi del presente. 8Una pausa) No, proprio il mio mondo che a po-
co a poco se n andatoPrima le personee poi le idee..Restano solo i ricordi.
LA MADRE Perch dici le idee? Chi te le pu togliere, quelle?
IL PADRE Nessuno, certo. Solo che non circolano pi: sono moneta fuori corso. La mia bella cultura, so-
lida e svettante come una cattedrale, diventata merce da rigattiere. E la chiave doro che i
miei maestri mi avevano consegnato per spalancare il mondo, non funziona pi. Mi hanno cam-
biato la serratura sotto il nasoi concetti che consideravo importanti, oggi sono marginali, la
arte che amavo superata, i sentimenti che mi commuovevano sono diventati buffi e ci che
sembra buffo a me non fa pi ridere nessunoInsomma, il mondo non usa pi le mie parole e
non ha pi i miei gusti e camminarci sopra senza inciampare ormai troppo difficile. (Pausa)
Allora finisce che ti rannicchi nel primo buco che trovi e pensi al passato. Lo spazio, come av-
ventura, come occasione di incontri e di scoperte, non esiste pi. Sei diventato puro tempo che
riflette su se stesso, un ostinato grumo di memoria che ronza in solitudine.
LA MADRE E quel pezzetto di futuro che ti doveva portare in dono una libert sconfinata?
IL PADRE Unillusione ottica. Si riduce troppo in fretta e, quando te ne resta davvero poco, non riesci pi
a considerarlo una parte di vita. E diventato piuttosto lanticamera della morte: i due passi che
che ti separano dal buio. E pensare a quei passi non consola, fa soltanto paura. (Un silenzio)
LA MADRE Perch non ne hai mai parlato con nostro figlio?
IL PADRE Appartiene al nuovo mondo e ha il diritto di non capirmi. Dunque meglio non insistere. Si cor-
re Il rischio di diventare antipatici.
LA MADRE Non hai nessuna fiducia negli altri, vero?
IL PADRE No, mi dispiace. (Un silenzio)
LA MADRE Da quanto tempo non fai allamore?
IL PADRE Cos, uno scherzo?
LA MADRE Rispondimi.
IL PADRE (Con un gesto esagerato) Da tanto, tanto temposulla terra vivevano ancora le fate e i ranocchi
sapevano parlare
LA MADRE Con chi lo hai fatto dopo che io me ne sono andata?
IL PADRE Non ne avevo pi voglia. Per due anni non lho fatto. E andava bene cos. Poi mi sono lasciato
Corrompere dalla mistica sessuale dellepoca e ho pensato che forse era un dovere. E stata in
Un certo senso una scelta terapeutica
LA MADRE E i medici
IL PADRE Due gentili signore di mezza et, sufficientemente bene belle ed esperte. Devo anche ammette-
re che possedevano lintelligenza necessaria per diventare delle buone compagne
LA MADRE E allora?
IL PADRE Non mi piaciuto. Era troppo poco, la brutta copia di quella che era stata la nostra storia. Face-
vo continuamente dei confronti e mi sono accorto che rischiavo di offenderle. Cos ho lasciato
perdere.
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LA MADRE Quanto durato?
IL PADRE Fra luna e laltra, un anno.
LA MADRE E dopo?
IL PADRE Dopo niente. Si vive bene lo stesso.
LA MADRE Tu per sei vissuto male.
IL PADRE Nessuna delle due avrebbe potuto cambiare la mia vita.
LA MADRE Allora dovevi cercarne una terza. Dovevi cercare ancora!
IL PADRE Ma no! Perch fare tanta fatica?
LA MADRE Forse per non arrivare al punto di farneticare da solo con il ricordo di una moglie morta.
(Un silenzio)
IL PADRE Non parlare cos.
LA MADRE Scusami. (Un silenzio)
IL PADRE Il sesso una cosa che da vecchi si dimentica facilmente. I sentimenti no. Quelli continuano
a ritornare e non smettono di farti del beneo del male, secondo i casi
LA MADRE Eppure hai parlato poco di sentimenti
IL PADRE Davvero? Mi sembra di non aver fatto altro.
LA MADRE Hai parlato del tuo astio.
IL PADRE (Sorpreso) Astio?
LA MADRE Sei pieno di astio: verso la vita, verso gli altri, verso te stesso. Forse anche verso tuo figlio
IL PADRE Verso gli altri no. Gli altri non esistono.
LA MADRE Dovresti imparare a chiedere.
IL PADRE Non mi serve niente.
LA MADRE Sei vecchio, debole, impaurito. Ti serve tutto. Ma tu a chiedere ti vergogni..ne andrebbe di
mezzo il tuo orgoglioTu vuoi essere amato solo perch esisti, come fosse un tuo diritto
naturale. Ma questo poteva forse funzionare quando eri giovaneadesso hai perduto tutto il
tuo fascino e non interessi pi a nessuno, lo hai detto tu. Dunque arrivato il momento di
essere umili e di chiedere. Non ti verr pi dato niente, se non lo chiedi. Devi dire: Ho paura,
mi sento solo, per favore aiutatemi! Devi dire: Sono debole e vecchio, ho bisogno del vostro
affetto! Cos devi dire! Questo devi chiedere agli altri!
IL PADRE Devo anche piangere e mostrare le mie piaghe?
LA MADRE Devi piangere, s!
IL PADRE E gli altri, secondo te, cosa faranno?
LA MADRE Qualcuno ti aiuter.
IL PADRE Che bellezza!
LA MADRE Qualcuno forse ti vorr anche bene.
IL PADRE Nella mia vita sono stato amato da te. Mi basta.
LA MADRE No, che non basta!
IL PADRE Non voglio lelemosina di quattro parole gentili! Non voglio sorrisi melensi n smorfie di inco-
raggiamento! Io devo morire! E una faccenda seria! Lasciatemi in pace!
LA MADRE Sei un vecchio testardo! (Un silenzio) Senti?
IL PADRE S.
LA MADRE E entrato in casa qualcuno.
IL PADRE E nostro figlio. Torna dal lavoro sempre a questora. Anzi pi tardi. Oggi in anticipo
LA MADRE Verr qui?
IL PADRE Certo. E tornato prima apposta per me, per accompagnarmiMa non verr subito. Prima deve
deve salutare sua moglie e raccontarle quanto stato bravo in ufficio. Poi toglie le carte dalla
borsa e le mette bene in ordine sul suo tavolo. Poi si sfila le scarpe, la giacca e si lava le mani.
Con le mani pulite va a carezzare i bambini e gioca con loro per dieci minuti, quindici a Pasqua
e a Natale. Po accende la televisione e guarda un notiziario: nella sua posizione essere informa-
ti un doverePoi mangia cinque o sei noccioline e beve mezzo bicchiere di vino bianco. Poi
(Si spalanca la porta ed entra il figlio: ha le scarpe e la giacca)
IL PADRE Tutto sbagliato! Oggi proprio un giorno speciale!
IL FIGLIO Eccomi qui! Ho fatto un po tardi, scusami. Una grana dellultimo minuto.
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IL PADRE Non ti preoccupare, Io ho tempo.
IL FIGLIO Ma non ne hanno loro. Mi avevano raccomandato di arrivare prima di cena: ci tengono molto
che tu conosca subito gli altri ospiti.
IL PADRE I miei futuri amichetti(Un silenzio. Il figlio finge di non aver sentito) Chiss cosa c per cena?
IL FIGLIO Questo non lo so. Ma mi hanno detto che si mangia bene.
IL PADRE Speriamo che ci sia il pur di patate. Io vado matto per il pur.
IL FIGLIO Mase hai fortuna
IL PADRE Negli ospedali te lo danno sempre
IL FIGLIO (Piccato) Non un ospedale.
IL PADRE Non fa una gran differenza. Anzi, vedrai che la sola differenza sar il purnel senso che qui
far schifo.
(Un silenzio. Il figlio guarda la valigia aperta e gli indumenti del padre ordinati sulla cassettiera)
IL FIGLIO Ah, devi ancora riempire la valigia!
IL PADRE Aspettavo te. Volevo che controllassi.
IL FIGLIO Controllare cosa?
IL PADRE Non vorrei portare niente di proibitoSarebbe un peccato dare una cattiva impressione
Proprio allinizio
IL FIGLIO Sei maggiorenne e nessuno ti pu proibire niente.
IL PADRE Le cinture si possono portare? O hanno paura che ci si impicchi?
IL FIGLIO Non sei spiritoso.
IL PADRE A me sembra una buona battuta. Io avrei riso.
IL FIGLIO Io no. O almeno non in questo momento. E gi tardi. (Controlla gli indumenti del padre)
IL PADRE Allora va bene? E tutto a posto? Forse c troppa biancheria
IL FIGLIO Be, in effetti mi sembra tanta
IL PADRE Alla mia et le mutande non bastano mai
IL FIGLIO Quante sono?
IL PADRE Venti paia.
IL FIGLIO Venti? Ma fanno il bucato due volte la settimana. Ti sono sufficienti sette paia.
IL PADRE E se mi faccio la pip addosso?
IL FIGLIO Va bene. Portane due in pi per sicurezza. Io dico cos per lo spazioGli armadi ci sono, ognu-
no il suo naturalmente, ma non sono tanto grandi, non quanto a casa nostra, perlomeno.
IL PADRE Mi ricordo che anche in collegio, mille anni fa, non mi lasciavano portare pi di cinque paia di
Mutande..
IL FIGLIO Non un collegio!
IL PADRE No, certo. Per alle mutande ci stanno attenti anche loro.
IL FIGLIO Non mi hanno detto niente sulle tue mutande! Sono stato io, di mia iniziativa, a pensare che
forse sono troppe. Troppe mutande, troppi calzini, troppe magliettenon serve, come te lo
devo dire! La roba la lavano. E poi, se hai bisogno di qualcosa, basta che tu ci dia un colpo di
telefono.
IL PADRE (Esageratamente umile) Ma no, sempre a disturbare
IL FIGLIO Ma che stai dicendo? Che disturbo vuoi darci?
IL PADRE Non disturbo?
IL FIGLIO Ma certo che no!
IL PADRE Allora perch me ne vado? (Un breve silenzio. Si guardano)
IL FIGLIO (Con una sfumatura di durezza) Perch lo hai deciso tu.
IL PADRE Giusto! Me lero dimenticato. (Un silenzio. Il figlio si gira di nuovo verso la cassettiera)
IL FIGLIO Vuoi che te la tolga io un po di roba?
IL PADRE S, s, fai tu, grazie!
(Il figlio incomincia a riporre alcuni indumenti nei cassetti)
IL PADRE (Alla madre) Allora, che te ne pare?
LA MADRE Non pensavo che sarebbe diventato cos.
IL PADRE Cos come?
LA MADRE Cos serio.
IL PADRE E terribilmente privo di senso dellumorismo. Sembra impossibile che sia uscito da noi due.
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LA MADRE Tu per ti diverti a tormentarlo.
IL PADRE S, lo ammetto . e pi forte di me.
LA MADRE Fai male. Non deve essere facile neanche per lui vederti andare via di casa.
IL PADRE Ma no! E solo imbarazzato. Come quando ha dovuto far sopprimere il cane dei bambini.
Lunica differenza che quella volta i bambini piangevano.
LA MADRE Non dire cos. I bambini non possono capire quello che sta succedendo.
IL PADRE Simone ha quindici anni. Credo che Mosart, alla sua et, avesse gi composto un paio di
Sinfonie. E Radiguet stava per scrivere Il diavolo in corpo.
LA MADRE E allora Goethe alla sua et che faceva?
IL PADRE Non me lo ricordo, ma giurerei che se la passava meglio di me. (Pausa. Si gira verso il figlio)
Adesso glie lo chiedo.
LA MADRE Che cosa?
IL PADRE Dei bambini.
LA MADRE Non lo tormentare!
IL PADRE Ma no! Con delicatezza(Al figlio) I bambini sono in casa?
IL FIGLIO No, sono fuori con la mamma. Verranno pi tardi, dopo che noi saremo usciti. Ho preferito che
non ti vedessero andar via coscon la valigia e tutto...capisci?
IL PADRE Certouna questione di tatto(Una pausa) Ma dopo cosa gli racconterete? Che il nonno se l
portato via un a grande cicogna nera?
IL FIGLIO Gli diremo che sei andato in vacanza.
IL PADRE In vacanza? Che bello! E dove sono andato?
IL FIGLIO In montagna, in casa di un tuo ex collega di universit.
IL PADRE E chi ?
IL FIGLIO Be, non lo so.
IL PADRE E se telo domanderanno? Bisogna essere precisi.
IL FIGLIO Ma no, non me lo domanderanno.
IL PADRE Metti che mi vogliano scrivere una cartolina
IL FIGLIO Le cartoline le scrive chi in vacanza.
IL PADRE Ancora peggio. Come faccio a scrivergli una cartolina dalla montagna?
LA MADRE Non lo tormentare.
IL FIGLIO Dopo un po gli diremo la verit. Dopo che si saranno abituati alla tua assenza.
IL PADRE Ah, ecco! S, s, mi sembra giusto. (Una pausa) E cosa gli direte?
IL FIGLIO Mah, gli diremo, credo, che sei andato in una bella villadove ci sono tanti altri signori della
tua et
IL PADRE Rincoglioniti come me
IL FIGLIO Se la metti su questo piano
IL PADRE No, no, hai ragione, scusami! Ogni tanto mi lascio tentare dalle battute grossolane. Questo
ormai dovresti saperlo, mi conosci(Un silenzio) E allora?
IL FIGLIO Che cosa?
IL PADRE Eravamo rimasti ai signori della mia et. Cera questa bella villa, noe questi bei signori
Insomma, va avanti! Non sopporto che mi lascino le storie a met!
IL FIGLIO (Guardingo) E tu con questi signori ti troverai bene
IL PADRE (Allegramente) Ma certo, benissimo!
IL FIGLIO E farai con loro lunghe chiacchierate, perch avrete tanti ricordi in comune.
IL PADRE Le cinque giornate di MilanoLa breccia di Porta Pia
IL FIGLIO (Bruscamente) Quello che ti pare.
IL PADRE E loro in questo modo saranno meno tristiAnzi, saranno tutti contenti per il caro nonno che
se la passa cos benemi sembra unidea geniale!
IL FIGLIO (Alzando le spalle) Io non ne ho avute altre. Se vuoi provare tu
IL PADRE (Dopo una pausa di riflessione) Perch non gli dite che sono morto?
LA MADRE Smettila!
IL FIGLIO Morto?
IL PADRE Ma s, fuori il dente, fuori il dolore! Pensa quante parole inutili vi risparmierete nei prossimi
mesi.
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IL FIGLIO Scusami, ma su questa strada non ti seguo. 8Ricomincia a occuparsi della valigia)
LA MADRE Sbagli a comportarti cos.
IL PADRE (Candido) Perch come mi comporto?
LA MADRE Continui a prenderlo in giro.
IL PADRE Lui non ci fa caso. E impermeabile come un pesce.
LA MADRE Gli parli in questo modo anche davanti a sua moglie?
IL PADRE (Sincero) Ma no, certo. Davanti a lei lo tratto come un genio.
LA MADRE Che tipo ?
IL PADRE Una che dice di non essere mai riuscita a terminare I fratelli Karamazov(Breve pausa) Per
Il resto una brava donna. Quello che ci vuole per un bravuomo come leui.
LA MADRE Per adesso non lo tormentare pi, daccordo?
IL PADRE Ma no, che non lo tormento(Una pausa e poi al figlio) C la televisione?
LA MADRE (Ha un gesto di rassegnazione)
IL FIGLIO (Senza voltarsi) Vuoi che non ci sia!
IL PADRE A colori?
IL FIGLIO Ma s, per forza.
IL PADRE Ventuno pollici?
IL FIGLIO E probabile.
IL PADRE Fino a che ora ti permettono di guardarla?
IL FIGLIO (Si volta) Non ricominciare con questa storia dei permessi. Ti ripeto che non un collegio n
Una galera.
IL PADRE Allora che cos? Un albergo?
IL FIGLIO Una specie di albergo, s.
IL PADRE E permesso ricevere ospiti nelle stanze?
IL FIGLIO S, permesso.
IL PADRE Anche donne?
IL FIGLIO Certo. Perch no?
IL PADRE Anche scopare
IL FIGLIO Vorrei sapere perch ti rispondo!
IL PADRE Ecco, ci avrei giurato. Scopare, no!
IL FIGLIO Perch, ne avresti voglia?
IL PADRE Non si pu mai dire. Magari con il cambio dariae poi il parco con i fioriquesta bella villa
IL FIGLIO Non c il parco. C solo un piccolo giardino.
IL PADRE Niente parco?
IL FIGLIO No.
IL PADRE Costava troppo?
IL FIGLIO Non costava troppo. Non ce ne sono con il parco. E comunque paghi tu. Se ne vuoi una pi
costosa, possiamo cercare di trovarla .
IL PADRE UnaTrovarla..A cosa ti riferisci
IL FIGLIO Come a che cosa? Alla
IL PADRE (Interrompendolo) Al E un albergo, no? Allalbergo! Uno! Trovarlo!
IL FIGLIO Mi riferisco alla casa di riposo Villa Delizia!
IL PADRE Sembra il nome di un sorbetto.
IL FIGLIO Senti, perch diavolo non sei venuto a visitarla insieme a me, invece di fare tante storie ades-
so? Te lo avevo pur chiesto, no?
IL PADRE (Mitemente) Mi fido di te. E poi non faccio nessuna storia. Se c la televisione, a me basta.
IL FIGLIO Ma se non la guardi mai la televisione!
IL PADRE La guardo di notte, quando tu dormi. La notte danno i film pi belli.
IL FIGLIO Non credo che a Villa Delizia tengano accesa la televisione anche di notte.
IL PADRE Posso sempre averne una nella mia stanzaPersonale! Tanto pago io.
IL FIGGLIO (Dopo un attimo di esitazione) Ecco, questo
IL PADRE Cosa?
IL FIGLIO Questo temo non sia previsto
IL PADRE Ti sei gi informato?
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IL FIGLIO S.
IL PADRE Merda!
IL FIGLIO Mi dispiace. Non proprio permesso.
IL PADRE Ma guarda! Non permesso! Per fortuna che stavolta non lho detto io! Che non ho
diffamato il premiato albergo Villa Delizia! (Breve pausa) Albergo del cazzo! Ddelizia dei miei
coglioni! Quello un collegio fatto e sputato! (Un silenzio)
IL FIGLIO (Freddamente) Io non ci credo che guardi la televisione di notte.
IL PADRE Che ne sai? Tu dormi.
IL FIGLIO Ti avrei sentito. Ti avrebbe sentito mia moglie.
IL PADRE Dormite tutti e due come ghiri. E russate come marmotte! O viceversa..:? chi che russa, il
ghiro o la marmotta?
IL FIGLIO Tu la notte non guardi la televisione. Tu leggiascolti il tuo Bachoppure, come tutte le perso-
ne normali, dormi.
IL PADRE Sbagliato! Guardo la televisione e mangio la marmellata dal vasetto!
IL FIGLIO Tu la detesti la televisione!
IL PADRE I film mi piacciono!
IL FIGLIO Non la guardi di notte!
IL PADRE Stabiliamo una cosa! Tu non saitu non hai mai saputo niente di me! N di quello che faccio
n quello che penso, n di giorno n di notte!
IL FIGLIO N tu di me!
IL PADRE (Dimprovviso accomodante) E possibile. Anche questo possibileLa differenza che forse io
lo avrei voluto(Un silenzio)
IL FIGLIO Ascolta pap, parliamoci chiaramente! Lidea di trasferirti in una casa di riposo stata tua. A
me, se devo essere sincero, parsa unidea sensata. Ma se ora la pensi diversamente, se non
vuoi pi andartene, basta che tu lo dica! Faccio una telefonata a Villa Delizia, gli dico di tenersi
la caparra, e festa finita! (Un silenzio)
LA MADRE Diglielo! Digli che vuoi restare qui, con lui e i bambini, digli che non vuoi finire in quel lazzaretto
di arteriosclerotici! Digli che sei triste e che hai paura! Diglielo!
(Un breve silenzio)
IL PADRE (Al figlio) Perch dovrei aver cambiato idea?
IL FIGLIO Non ci sarebbe niente di male. Pu succedere.
IL PADRE A me non successo.
LA MADRE Mio Dio, che stupido!
IL FIGLIO Bene, allora ti sarei grato se considerassimo definitivamente chiuso questo argomento.
IL PADRE Naturale. Non capisco perch ne hai parlato.
IL FIGLIO (Annuisce e torna alla valigia)
LA MADRE Che razza di stupido!
IL PADRE (Alla madre, con sincerit e stanchezza) Perch mi dici stupido? Potevo accettare secondo
te?
LA MADRE S.
IL PADRE Chiesto in quel modo? Con quel fastidio e quella freddezza?
LA MADRE Era la tua ultima occasione.
IL PADRE No, non potevo. E comunque ha ragione lui: questa la soluzione migliore. Per loro senzal-
tro la migliore. Avranno qualche piccolo rimorso nei primi giorni. Forse, a tavola, si sentiranno
un po a disagio davanti al mio posto vuoto e non ce la faranno a mangiare il dolceMa poi,
dopo un mese o due, se ne saranno dimenticati e gli torner lappetito. (Breve pausa)
Lalternativa sarebbe avere tra i piedi un vecchio sempre pi debole e malato, una specie di
reclame della morte. E questo, in una famiglia di gente giovane, una cosa malsana. Non voglio
che, un giorno o laltro, mio nipote debba trovarmi stecchito in poltrona. Bella riconoscenza
sarebbe, dopo che mi ha imprestato i suoi fumetti(Un breve silenzio)
LA MADRE Parli come se la vecchiaia fosse una cosa sporca
IL PADRE Oggi la pensano cos. Dicono tutti di amare la vita, rubano e truffano per godersela meglio, ma
quando un solo uomo ne ha addosso troppa, ai loro occhi diventa sporco.
(Un breve silenzio)
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LA MADRE Dunque lo fai solo per il bene della tua famiglia? Per generosit?...
IL PADRE Perch no? Ti riesce tanto difficile attribuirmi dei buoni sentimenti?
LA MADRE Lorgoglio non centra?...
IL PADRE E se anche fosse? Il risultato non cambia. E il risultato tutto a loro vantaggio. Posso chiedere
di essere giudicato solo in base a questo? (Breve pausa) Ma poi che sciocchezze dico! A chi
importa di giudicarmi? Non gliene frega niente a nessuno!
LA MADRE Importa a te.
IL PADRE A me? No! Casomai a te.
LA MADRE Questa s che una sciocchezza. Io non esisto. Sei tu che ti stai giudicando.
(Un silenzio)
IL FIGLIO (Gli cade locchio sul contenuto del cestino. Ci infila la mano e ne tira fuori una scatola di sup-
poste) Hai gettato le supposte unaltra volta
IL PADRE (Irritato) Te lho gi detto, mi rifiuto di infilarmi qualsiasi tipo di supposta! Ho tenuto duro per
quasi ottantanni, e non vedo il motivo di cedere adesso.
IL FIGLIO Allora prendi le pastiglie!
IL PADRE Mi fanno venire il mal di stomaco.
IL FIGLIO (Con un gesto di sofferenza) Ma s! Tanto l ci sar chi te le mette
IL PADRE Cosa significa ci sar chi me le mette?
IL FIGLIO Dal momento che tu non lo vuoi fare, ci penser qualche infermiera.
IL PADRE E secondo te dovrei lasciarlo fare a una donna?
IL FIGLIO Troveranno un uomo.
IL PADRE Piuttosto la morte!
IL FIGLIO Allora mi spieghi tu come si deve fare per curarti?
IL PADRE Mi facciano delle iniezioni, se vogliono! Mi facciano delle flebo!
IL FIGLIO Due volte al giorno?
IL PADRE E perch no?
IL FIGLIO Hai le vene indurite.
IL PADRE Che affilino gli aghi!
IL FIGLIO Gli aghi non si affilano. Gli aghi si appuntiscono.
IL PADRE Lo so benissimo! Me ne frego!
IL FIGLIO (Getta di nuovo la scatola delle supposte nel cestino) Si arrangeranno loro
IL PADRE Certo! Tanto sono pagati per questo, no?
IL FIGLIO Appunto.
IL PADRE E come ti immagini che possano infilarmi delle supposte, se io non voglio? Prendendomi a
scudisciate?
IL FIGLIO Non mi risulta che usino questi sistemi. Anche se, personalmente, ritengo che nel tuo caso
sarebbero giustificati
IL PADRE Rimpiango con tutto il cuore di non averti mai picchiato da bambino!
IL FIGLIO (Gli si avvicina) Puoi farlo ora, se vuoi.(Si china su di lui) Puoi farlo, se ci tieni tanto
(Si fissano per qualche secondo)
IL PADRE No, non mi darebbe pi nessuna soddisfazioneormai sono debole(dandogli un delicato
colpetto sulla guancia con la punta delle dita) e finirebbe per somigliare troppo a una carezza..
(Un attimo di imbarazzo, di affetto che non vuole esprimersi. Poi il figlio torna a sistemare in
valigia le cose del padre)
IL PADRE (Alla madre, senza voltarsi) perch mi guardi in quel modo?
LA MADRE (Ironicamente) Perch sei cos sciocco da vergognarti
IL PADRE (A disagio) Vergognarmi? E di che cosa?
LA MADRE Di esserti commosso.
IL PADRE Sono solo momentichi riesce a difendersi da certi momenti?
LA MADRE Non una colpa.
IL PADRE No, ma una debolezza. (Il figlio si gira con in mano un album di fotografie)
IL FIGLIO Questo?
IL PADRE Che cos?
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IL FIGLIO Un album di fotografie.
IL PADRE Non posso portarlo?
IL FIGLIO Certo che puoi! Volevo solo sapere se dovevamo prenderlo.
IL PADRE Ci sta in valigia?
IL FIGLIO Una volta sistemate tutte le tue mutande, credo che non ci star pi nientema non importa.
Non occorre metterlo per forza in valigia.
IL PADRE Lo posso portare io in mano.
IL FIGLIO Ma s, tuionon un problema. Tanto siamo in macchina.
IL PADRE Me lo dai? Me lo dai, per piacere?
IL FIGLIO (Glielo consegna) Ecco.
(Il padre lo apre qui e l, voltando le pagine con delicatezza. Il figlio osserva distrattamente le
Foto da dietro le sue spalle)
IL PADRE Ci sono tante fotografie di tua madre(Sfoglia lalbum)
IL FIGLIO Era affascinante, vero?
IL PADRE Era uno splendore.
IL FIGLIO (Indicando una foto) Qui siete proprio due ragazziquanti anni avevate?
IL PADRE Lei diciannove e io ventiquattro. Ci conoscevamo da una settimanae io avevo gi deciso che
volevo passare la mia vita con lei
IL FIGLIO Accidenti, come correvi!
IL PADRE Questa fotografia ce la siamo fatta da un ambulante; sai, uno di quelli con il panno nero sulla
Macchina e il cavallino di legno
IL FIGLIO Non se ne vedono pi in giro.
IL PADRE No, oggi non esistono pi. Ma anche quella volta erano una rarit. Per questo abbiamo voluto
farci fotografare da lui
IL FIGLIO La foto per un po buia.
IL PADRE Perch era una giornata di pioggia e stava facendo sera. (Una pausa) Vedi quella piccola aiuola
alle nostre spalle?
IL FIGLIO Io vedo solo una macchia pi scuraMa se tu dici che unaiuola, ti credo.
IL PADRE Ecco, cera un piccione(Si interrompe per un momento)
IL FIGLIO Un piccione? Dove, sullaiuola?
IL PADRE No. Lui era sullasfaltoanzi, dentro una pozzanghera
IL FIGLIO Si stava lavando
IL PADRE No, stava morendo.
IL FIGLIO Morendo? E perch?
IL PADRE Non lo so. Forse lo aveva investito unautomobile o forse era malato.
(Un silenzio)
IL FIGLIO E allora?
IL PADRE E allora tua madre si fermata a guardarlo. Era tutto bagnato e muoveva piano le aliuna
una specie di grumo viscido e grigiastroA me, se devo essere sincero, faceva un po di re-
pulsuionema lei si inginocchiata, lha preso delicatamente tra le mani ed andata a posar-
lo in mezzo a quellaiuola. Che almeno muoia sullerba ha detto. (Una pausa) E in quel mo-
mento io ho capito che volevo passare la mia vita con lei.
(Un breve silenzio)
IL FIGLIO (Un po a disagio per lemozione del padre) E una cosa molto bella
IL PADRE S, tua madre faceva cose molto belleperch era bella lei!
(Un silenzio)
IL FIGLIO (Indica unaltra foto) Quello sono io?
IL PADRE (Guarda la foto) S.
IL FIGLIO A quanti anni?
IL PADRE A setteforse si
IL FIGLIO Che aria immusonita!
IL PADRE Non sei mai stato un tipo divertente
IL FIGLIO (Tornando alla cassettiera) Molto gentile da parte tua.
IL PADRE (Con un sorriso) Che vuol dire? Ognuno ha il suo carattere. Per eri un bravo bambino.
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Ubbidiente ed educato.
IL FIGLIO Un piccolo imbecille.
IL PADRE No. Solo un poco lento e credulone(Ride fra s)
IL FIGLIO Perch ridi, adesso?
IL PADRE Oh, niente! Ricordi
(Il figlio gli gira le spalle, occupandosi di nuovo della valigia)
LA MADRE Non dovresti ridere. Era stato uno scherzo molto stupido
IL PADRE A chi era venuto in mente?
LA MADRE A te, naturalmente.
IL PADRE E che lo vedevo sempre cos serafico, cos imperturbabileAveva laria troppo soddisfatta
Per essere un bambinosembrava piuttosto la miniatura di un pensionato
LA MADRE Be, era felicemeno male.
IL PADRE No, non era felicit, quella! Era una sorta di ottuso benesseremi faceva venire i nervi.
LA MADRE Questo lo si era capito
IL PADRE Non volevo fargli una cattiveria, ma solo verificare se esisteva qualcosa che riuscisse a
scuoterlose era un bambino umano!
LA MADRE Forse si poteva trovare un sistema pi dolce
IL PADRE So con assoluta certezza di essere stato molto dolcee delicatonel metterlo al corrente
s, insomma, nello svelargli(Si interrompe pudicamente)
LA MADRE Il segreto della sua nascita
IL PADRE (Scoppia a ridere) Comera esattamente la storia? Sai che non me la ricordo pi? Cera di
Mezzo un aviatore, no?
LA MADRE S, un valoroso aviatore che aveva sposato la mia pi cara amica. Dalla loro unione era nato
un bambino. Ma subito dopo, laviatore era precipitato con il suo apparecchio nel corso di
uneroica azione contro il nemico.
IL PADRE Quale nemico?
LA MADRE Non lo so. Non lo sapevamo neanche allora, credo. In quegli anni non cera nessun nemico.
IL PADRE E lui non ce lha chiesto?
LA MADRE Era troppo piccolo per badare a simili dettagli.
IL PADRE E dopo? Moriva anche la madre, mi pare.
LA MADRE S, la moglie dellaviatore caduto.
IL PADRE La tua amica.
LA MADRE La mia pi cara amica!
IL PADRE E come moriva?
LA MADRE Mah, moriva e basta.
IL PADRE Forse dal dolore
LA MADRE S, hai ragione. Moriva di crepacuore.
IL PADRE Ed ecco che il povero piccolo si ritrovava orfano!
LA MADRE Orfano a soli due mesi!
IL PADRE Nonni e nonne?
LA MADRE Niente! Gi morti!
IL PADRE Zii, cugini, generi, cognato?
LA MADRE Tutti morti!
IL PADRE (Allegramente) Un cimitero!
LA MADRE Nessuno al mondo che si prendesse cura di lui!
IL PADRE Unica prospettivalorfanotrofio! Lorfanotrofio con le suore!
LA MADRE Perch con le suore?
IL PADRE Senza suore, che orfanotrofio sarebbe? Latmosfera la creano loroqueste inaccessibili
Mamme bianche e nere, che scivolano silenziose lungo corridoi scuri e gelidi stanzoni
LA MADRE Ed proprio l, in quel gelido orfanotrofio di suore, che tu e io lo avevamo trovato
IL PADRE Tutto rannicchiato nellangolo di uno stanzone
LA MADRE Lo avevamo portato a casa nostra e lo avevamo adottato
IL PADRE In omaggio alla memoria delleroico aviatore
LA MADRE E della mia povera amica morta di dolore!
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(Scoppiano a ridere tutti e due. Dopo un po si calmano)
IL PADRE E una storia davvero commovente.
LA MADRE E infatti lui scoppiato a piangere come un disperato
IL PADRE Dio, che rimorso!
LA MADRE E che vergogna!
IL PADRE Quanto bene gli ho voluto in quel momento
LA MADRE Non si riusciva a calmarlo
IL PADRE E non voleva pi crederci, quando gli abbiamo giurato che era figlio nostro!
LA MADRE Un psicologo dellinfanzia ci avrebbe fatti fucilare
IL PADRE Ce lo saremmo meritati. (Un breve silenzio)
LA MADRE La verit che nostro figlio lo abbiamo sempre preso un poco in giro
IL PADRE La verit e che prendevamo in giro anche noi stessie tutto quanto il mondo. Non riuscivamo
a farne a meno. Era il nostro modo di sentirci uniti. E coinvolgere anche lui, dal momento che
faceva parte della famiglia, ci sembrava naturaleLui era il terzo moschettiere!
LA MADRE Un povero moschettiere arruolato a forza(Una pausa. Sorride) Quella volta balbettava un
poco, ti ricordi?
IL PADRE Gli succede ancora.
LA MADRE Davvero?
IL PADRE S, quando emozionato. Gli succede raramente, perch non quasi mai emozionato. Ma
quelle poche volte, balbetta! (Breve pausa) Allora diventa molto buffogli viene unaria
smarrita, offesa, come se qualcuno gli stesse giocando un brutto tiro dal quale non pu
difendersi, come se il bambino che lui era una volta lo tirasse per una manica gi in fondo alla
infanzia
LA MADRE Dovresti dirglielo
IL PADRE Che cosa?
LA MADRE Che gli vuoi bene.
IL PADRE (Stringendosi nelle spalle) Non necessario. Che i padri amino i figli scontato.
(Il figlio ha sistemato tutti gli indumenti del padre nella valigia e la chiude con un colpo secco)
IL FIGLIO Io ho finito.
IL PADRE Bravo.
(Un silenzio)
IL FIGLIO Casomai tu avessi dimenticato qualcosa, posso sempre portartela io nei prossimi giorni.
IL PADRE Non c problema.
(Un silenzio)
IL FIGLIO Allora andiamo?
IL PADRE Andiamo. (Si alza in piedi, con il suo album fotografico stretto fra le mani)
IL FIGLIO (Prende il cappotto del padre) Infilati il cappotto (Lo aiuta)
IL PADRE Grazie.
IL FIGLIO (Solleva la valigia) La porto in macchina.
(Un silenzio. Il padre, fermo in mezzo alla stanza, non si muove)
Ti aspetto di sotto. Non metterci tanto, per(Fa per uscire)
IL PADRE Senti!
IL FIGLIO (Si volta) S?
IL PADRE Devo dirti una cosa, prima che ce ne andiamo. Mi dispiace, ma devo assolutamente dirtela.
IL FIGLIO Possiamo parlare in macchina.
IL PADRE Non una cosa da dire in macchina. E una cosa da dire qui, in casa nostra, una volta per tutte
e poi basta!
IL FIGLIO (Posa in terra la valigia) Va bene, sentiamo(Un silenzio) E allora?
IL PADRE Non facile, scusami
IL FIGLIO (Cominciando a preoccuparsi) Ma che c?
IL PADRE Ti ricordi di quellla volta..tanti anni fatu eri un bambinoche tua madre e io ti abbiamo
raccontato la storia di quellaviatore che era il tuo vero padre..?
IL FIGLIO Ah, s! Quello scherzo cretino! (Un silenzio) E allora?
IL PADRE Non era uno scherzo.
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IL FIGLIO Come non era uno scherzo?
IL PADRE Non era uno scherzo. Era la verit. Noi abbiamo cercato di dirtela, ci sembrava giusto...
soprattutto per tuo padre, che era morto senza quasi conoscerti..e per tua madre che era
lamica pi cara dis, insommadi mia mogliema tu lhai presa cos malepiangevi da
da strappare il cuoree coss, ci mancato il coraggio di andare sino in fondo e ti abbiamo
consolato dicendoti che era stato soltanto uno scherzo stupido. Avevamo stabilito fra noi due
di riparlartene quando saresti stato pi grande. Mavediproprio quello stato lerrore
perch pi passava il tempo e pi diventava difficile parlarneAlla fine abbiamo deciso di non
dirtelo maiche andava bene cosperch tanto, che importanza poteva avere che tu fossi
diventato nostro attraverso un decreto di adozione? Tua madre e io non abbiamo mai cre-
duto a tutte quelle balle del sangue. Per noi hanno sempre contato solo i sentimenti. E noi ti
amavamo come un figlio e tu ci amavi come si amano due genitori. (Pausa) Per, oggiecco,
oggi non mi sembra pi giusto! Forse sto sbagliando e mi pentirforse ti faccio del male e
mi dispiacema oggi credo che tu abbia il diritto di sapere la verit!
LA MADRE E impazzito
IL FIGLIO (Pallido come un cencio) Ma sei impazzito!
IL PADRE Purtroppo non sono mai stato cos lucido in vita mia!
IL FIGLIO (Con la voce rotta dallemozione) Mi stai dicendo che non sono figlio tuo e della mamma!
Mi stai dicendo questo!
IL PADRE Esattamente questo.
IL FIGLIO (Si mette a sedere) Ma non possibile! Non possibile che io fino a oggi non labbia saputo!
In tanti anni! Scusami, ma queste cose uno viene a saperle(comincia a balbettare) Queste
Cose prima o poi si sanno!
IL PADRE Se chiedi che ladozione resti segreta, non pu venire a saperlo nessuno al mondo. Le suore
Distruggono tutte le carte.
IL FIGLIO E voi lo avete chiesto?
IL PADRE S. Volevamo che tu fossi figlio nostro agli occhi di tutti e per sempre! Solo noi tre dovevamo
Conoscere la verit! Ma tu quella voltate lho dettohai reagito troppo male
IL FIGLIO (Si stringe la testa fra le mani) Oh Dio! Oh Dio mio!
IL PADRE Perch te la prendi tanto? Che importanza pu avere oggi? La mamma mortaio me ne sto
Andandoe tu ormai sei un uomo adulto, con una famiglia
IL FIGLIO (Stridulo e balbettante) E pretendi pure che non me la prenda! Dovrei fregarmene, secondo
Te? Dovrei farci sopra una bella risata?(Si mette a piangere silenziosamente. Una lunga pausa)
IL PADRE Perch no, dal momento che solo uno scherzo
IL FIGLIO Uno scherzo!
IL PADRE Ci sei cascato come una pera. Proprio come quarantanni fa. Giuro che non credevo tu abboc-
si di nuovo!
IL FIGLIO ( Lo guarda sbalordito)
IL PADRE (Allegramente) Sei sempre il mio bambino, non sei contento?
(Un silenzio)
IL FIGLIO (Scandendo le parole) Tutto questo ignobile!
IL PADRE S, forse un pochettino lo .
IL FIGLIO (Si alza in piedi) Come fai a diverti in questo modo?
IL PADRE Infatti mi diverto meno di quanto pensassi. Anzi, se devo dirti la verit, provo un po di rimor-
so, proprio come tanti anni faLe tue reazioni riescono sempre a sorprendermi. Sembri im-
perturbabile come una sogliola e poi, dun tratto, ti escono fuori tutte quelle lacrimeS, pro-
vo di nuovo rimorso.
IL FIGLIO (Continuando a balbettare) Dovrei compiangerti?
IL PADRE (Con un sorriso affettuoso) Ti sei perfino rimesso a balbettare
IL FIGLIO Me ne frego!
IL PADRE Facevi cos da piccolo, ti ricordi?
IL FIGLIO Affari miei!
IL PADRE Ti chiedo perdono.
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IL FIGLIO (Con una smorfia di sarcasmo) Ah, be!
IL PADRE Se tu perdoni me, io perdono te.
(Un silenzio padre e figlio si guardano).
IL FIGLIO Va bene.
IL PADRE (Annuendo) Va bene. (Una pausa. Lo osserva) Sei un po tonto, lo sai.
IL FIGLIO (Sottovoce) S.
IL PADRE Va bene. (Pausa) Vogliamo andare, adesso?
IL FIGLIO (Annuisce con stanchezza. Ripiglia in mano la valigia e resta fermo guardando il padre)
IL PADRE (Gentilmente) Vai avanti, ti raggiungo subito.
(Il figlio esce con la valigia, lasciando la porta aperta. Nella stanza sono rimasti il padre e la
madre. Si guardano in silenzio)
IL PADRE (Alla madre) Allora ciao
LA MADRE Ciao.
(Una pausa)
IL PADRE Ti lascio un po di musica, vuoi?
LA MADRE Grazie.
IL PADRE Lester?
LA MADRE Bach.
(Il padre azione limpianto stereofonico. Musica di Bach: Bete aber auch dabei dalla
Cantata BWV 115. Lui si guarda intorno unultima volta, lentamente. Va alla porta, si volta
verso la moglie, le fa un gesto di saluto ed esce. Gradualmente BUIO)
SECONDO TEMPO
(Musica nel buio. Bach, Adagio dal Concerto per violino in mi maggiore BWV 1042.
LUCE: due sedie bianche orientate verso il pubblico e convergenti al centro, come se fossero preparate per
un colloquio. Il resto della scena al nero.
Entra il padre da destra: cammina trascinando le gambe e appare invecchiato. Indossa un paio di pantaloni senza piega e un cardigan di lana pesante ormai consunto e sformato. Sulla testa ha una cuffia auricolare, il cui filo termina in una tasca rigonfia del cardigan, dove si indovina la presenza di un registratore portatile. Stringe sotto un braccio il suo album di fotografie. Con laltro regge contro il petto una piantina di basilico in un vaso di latta. Si porta tra le due sedie e depone il vaso in terra, cercando con cura la posizione migliore per fargli prendere la luce. Si raddrizza e guarda verso la fonte della luce.
La musica va in sottofondo)
IL PADRE C un po di sole, oggi. (Pausa) Va e viene. (Sposta ancora una volta il vaso. Guarda di nuovo
verso la luce) O forse non cE difficile capirlo. Bisognerebbe pulire il vetro diventato
grigio. (Pausa) Vetro grigioluce grigia..e il sole, anche se c, non pu farci niente. (Pausa)
Questo significa che siamo alla fine del mese. Alla fine del mese tutti i vetri sono grigi, anche
quelli dellufficio della direttrice. Una donna democratica! (Pausa) Allinizio del mese, invece,
puliscono i vetri e ritorna il sole. Tutto splende dentro la casetta nel bosco.(Guarda la pianti-
na di basilico) E le brave piantine come te si fanno una scorpacciata di luce e sono tutte con-
tente. (La guarda) Devi avere ancora un po di pazienza, ormai questione di giorni. (Pausa)
Intanto beviamo lacqua
(Esce. Torna subito con un annaffiatoio. Bagna la piantina. Posa lannaffiatoio su una delle due
sedie e si siede nellaltra, lalbum fotografico sulle ginocchia. Un silenzio. Fissa il vuoto)
Un uomo era stato condannato a morte e aspettava nella sua cella che arrivasse il giorno della
esecuzione. Sapeva che sarebbe avvenuta da l a un mese. Dunque gli restavano ancora trenta
giorni. Luomo pensava che erano pochi e si angosciava nellattesa della morte. Ma , per una
circostanza imprevista, le carte necessarie per procedere allesecuzione erano andate e
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tornate molto pi in fretta del solitoE cos un mattino alla cinque, ancora con il freddo e con
il buio, il direttore della prigione era entrato nella cella delluomo e lo aveva toccato sul brac-
cio. Che c? aveva domandato lui, sollevandosi sui gomiti. Preparati gli rispose il direttore.
Lesecuzione fissata fra tre ore. Luomo, ancora mezzo addormentato, non voleva crederci
e cominci a protestare che lesecuzione doveva avvenire da l a un meseMa poi, quando fu
sveglio del tutto ed ebbe capito che non cera scampo, smise di discutere e ammutol. Una sola
cosa disse: Tuttavia, cos allimprovviso, molto penoso! E dopo non volle pi aprire bocca.
(Pausa) E forse in quel momento pens che sarebbe stata una grande, uninvidiabile felicit
poter vivere ancora un mese in quella cella, con la sola compagnia di un ragno e di una piccola
pianta in un vaso di latta(Pausa) Ed questo lunico insegnamento possibile sulla felicit.
(Pausa) Lo ha scritto Fedor Dostoevskij ne Lidiotaparola pi parola meno(Pausa)
Ed ecco pech io, quando qualche anima buona mi domanda se sono felice, rispondo di s
certoche sono felice.
(Si alza in piedi, tasta con il dito la terra della pianta, prende lannaffiatoio dalla sedia e le d
Ancora un po dacqua. Posa lannaffiatoio in terra e si siede cambiando posto)
E basilico. (Pausa) Non particolarmente bello. E solo molto verde e profuma. (Pausa) Mi piace
il suo profumosa di giovent! (Pausa) Le piante di fiori, in genere, hanno profumi da vecchie
signore sfatte. Lui nolui un ragazzinoe cresce in fretta. Credo che, se avessi la pazienza di
stare l a guardarlo, riuscirei a sorprenderlo mentre cresce. Due giorni fa arrivava solo fino qui
(Indica con la mano) E siamo alla fine del mesee la luce grigia(Con tono compiaciuto) Nei
Prossimi giorni, con i vetri puliti, crescer di tanto(Indica con la mano) Efra due mesi sar di-
ventato quasi un alberello. (Pausa) Dopodich far i suoi fiori bianchi e morir. (Pausa) Perch
non vivono pi di una stagione le piante di basilico. (Pausa) E io certe volte mi chiedo se non
lho scelto per egoismo, perch non voglio che mi sopravviva(Pausa) Mah! Comunque non
posso rimproverarmi nientegli do lacqua ogni giorno e la tengo alla luceA ciascuno il suo
tempo! (La musica finisce) Finito! (Si toglie la cuffia, lasciandosela intorno al collo) Bisogna
girare il nastro facile(Estrae di tasca il registratore e gira la cassetta) Ecco fatto! Adesso
pronto per unaltra ora di musica. (Lo rimette in tasca senza azionarlo) Me lo ha regalato mio
figlio. Ha detto che, siccome ho lasciato a casa il mio impianto stereofonico, giusto che abbia
in cambio eccetera eccetera(Pausa) Mio figlio ha un forte senso dellequit. 8Pausa) Ad ogni
modo un aggeggio molto comodo..te lo porti sempre dietro e quando vuoi ascoltare della
musica tac- basta premere un tasto e infilare la cuffia. (Pausa) Veramente ascoltare la musica
in cuffia a me non mai piaciuto. La musica deve volare nellaria. (Pausa) Ma ci si abitua a
tuttoalla cuffiaal pannolonee alle supposte(Pausa) Me ne mettono due al giorno. Una
infermiera in generema qualche volta anche un infermiere maschio. (Pausa) Ma ci si abitua
anche a questo(Ridacchia) Non si scherza con la direttrice! Lei il potere. Amministra pan-
noloni, supposte e clisteri secondo i dettami della necessit e della giustizia. (Pausa) Quando
sono arrivato qui, pensavo che me ne sarei infischiato della direttrice e di tutto quanto il perso-
nale. Pensavo che Villa Delizia me la sarei messa in tasca(Pausa) Ero presuntuosoCome tutti
i novizi(Pausa) Ma una volta entrato qui dentro, ti senti solo come mai nella vita. Perch non
conti pi niente, non sei pi nessuno. Perch il tuo passato come non fosse mai esistito e non
serve a distinguersi. Sei solo uno dei tanti vecchi di Villa Delizia e vieni giudicato non per ci che
sai o che hai fatto, ma unicamente per quanto sei capace di sorbire il brodo da solo o di fare i
tuoi bisogni senza sporcare(Pausa) Allora ti prende il panicoperch capisci che, senza lap-
provazione degli altri, qui sarai sempre e solo un relitto. (Pausa) Anche in collegio era cos.
Anche l il tuo passato non contava e tu dovevi conquistarti sul campo spazio e privilegi.
(Pausa) Per quella volta era facile. Tra ragazzi si diventa subito complici...e non esisteva diret-
trice che io non riuscissi a conquistarmi con un sorriso e due frasi gentiliPerch ero giovane
e garbato, e piacevo agli atltri. (Pausa) Oggi non ci provo nemmenooggi non riuscirei a
conquistare nemmeno la guardiana dei cessi. (Pausa) E allora, se vuoi esistere, se vuoi occupare
un posto riconoscibile nella piccola societ di Villa Delizia, non ti resta che accettare il pannolo-
neaccettare le supposte..e mendicare senza ritegno uno sguardo di benevolenza
Buongiorno, signora direttrice! Ha visto che bel sole stamattina?(Pausa) Ma ci si abitua anche
a questoci si abitua a tutto
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(Si alza, sposta di qualche centimetro il vaso di basilico, si siede sullaltra sedia, lalbum delle
fotografie posato sulle ginocchia)
La cuffia per comoda. Me ne vado in giro annegato nella muisica e non sento nientaltro
E posso pensare a lei in santa pace(Pausa) Non le parlo pi, perperch non voglio farla
stare qui dentroNon che sia cos terribile, intendiamocici si abitua a tuttoma io so che a
lei non piacerebbe. Perch lei troppo giovanee i vecchi, quando sono cos tutti insieme,
possono anche fare paura. (Pausa) A me allinizio facevano paura. Mi sembravano cattivi
Ma sono solo tristi. Quando poi sono allegri sembrano matti(Pausa) Sulla faccia di un vecchio
tutto assume un significato diversopeggioreE cos loro sono innocenti, ma sembrano tutti
quanti colpevoli.
(Spalanca lalbum. Lo sfoglia lentamente. Si ferma su di una fotografia)
Colazione al sacco sulla Tofana di mezzo(Pausa) Quanti fiori quellestate! E io avevotrenta
cinque anni? Trentasette.? (Pausa) Ecco, allora ero sicuramente felice e non sapevo di
esserlo. (Pausa) Oggi, invece, penso di esserlo e sicuramente non lo sono. (Pausa) La vita
proprio insensataIl Padreterno, se ci amasse davvero, dovrebbe farci nascere avvolti nel
foglietto delle istruzioni per luso.
(Sfoglia lalbum. Dun tratto si ferma e solleva il capo, come per ascoltare qualcosa)
Non mi piace il silenzio che c qui dentro. E anche per questo che giro sempre con la cuffia.
Perch in realt non un vero silenziocome quello della montagnadelle chiese vuote
o dei cimiteri in estateQuesto un falso silenzio. Sotto, se uno ci fa caso, c come un rumore
fondo, sordo, continuouna specie di fruscioche a volte sembra provenire dalla stanza accan-
to, a volte da molto distante, da qualche lontano camerino dimenticato da tutti(Pausa) Sono
le suole dei vecchi che strisciano sul pavimento. Le suole delle loro ciabatte perlopi, perch
dentro casa le scarpe sono proibiteportano la sporcizia del mondo di fuori e rigano i pavimen-
ti. E cos tutti i vecchi di Villa Delizia vanno avanti e indietro frusciandocome tante formiche
con le ciabattecome formiche senza lavoro
(Si alza, cammina, si ferma, ascolta. Cammina, si ferma, ascolta)
E poi ci sono tutti i loro fantasmiOgni vecchio si porta dietro un piccolo corteo di fantasmi.
E anche quelli frusciano, come le suole dei vecchi. Ogni fantasma segue diligentemente il pro-
prio padrone, tenendo il passo delle ciabatte, e rinforza questo rumore di fondo, questo fruscio
nascosto in fondo al silenzio(Pausa) Il fruscio dei fantasmi, per, pi morbido, pi continuo..
come lagitarsi di tende di setae lo distingui da quello delle ciabatte perch non produce quei
piccoli, fastidiosi schiocchi contro il lineolun del pavimento. (Una Pausa)
Anche di notte non c un vero silenzio. I vecchi dormono e non trascinano pi le gambeI fan-
tasmi parlottano fra di loro, ma con tanta discrezione che davvero saresti in malafede a dire
che riesci a sentirli o che ti disturbanoPer lo stesso non c un vero silenzio. Perch dai muri
cominciano a provenire suoni liquidi e armoniosi.(Pausa) Sono i morti che cantano nei tubi
dellacqua. Sono tutti i vecchi morti qui dentroche non si sentono pi tristi, e anzi cantano di
contentezza e di sollievo, perch possono finalmente essere allegri senza sembrare matti.
(Pausa) Ognuno ha la sua canzone e la cantano tutte insieme, con uno strano contrappunto
dalleffetto rilassante e ipnoticocome certe nenie orientali. (Pausa) Io dormo bene quando i
morti cantano nei tubi dellacqua e faccio sogni infantili e sereni.
(Rimane assorto per qualche istante)
Il vecchio Nieder, invece, aveva gli incubi e ogni notte urlava nel sonno(Pausa) Ed era un fatto
strano, perch lui, da sveglio, sembrava luomo pi mite e tranquillo del mondo. Era sempre di
buon umore e sorrideva atutti con la sua bocca sdentata. Era anche generoso, e, quando gli
arrivava un dolce da casa, lo tagliava in tante piccole fette uguali e andava in giro a offrirlo su
di un vassoio di carta stagnola. (Pausa) Il vecchio Nieder voleva bene agli altrie loro non gli
volevano male, perch lui era sempre pronto ad ascoltarl. Naturalmente non capiva molto di
quanto gli dicevano e non era certo capace di rispondere a tono o di dare consigliMa agli
altri vecchi bastava vederlo spalancare gli occhi pieno di buona volont e di attenzioneSi
accontentavano dellapparenzaE lui aveva in tutto e per tutto laspetto dellascoltatore
ideale. (Pausa) Insomma, un vecchio in pace con il mondo. Ma poi la notte sognava una vita
terrificante e urlava di paura(Pausa) Gli hanno anche dato dei tranquillanti, ma non servito.
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(Pausa) Chiss, forse poteva servirgli una cura psicoanalitica..Ne ho conosciuti tanti che, dopo,
dicevano di essere guariti(Pausa) Ma quanto distante, vasto e confuso, il passato di un
uomo di ottantaquattro anni..! E quale analista se la sentirebbe di avventurarsi in terre cos
lontane! Probabilmente direbbe che la cura deve durare troppi anni e che non ne vale la
pena. Figuriamoci a sentire gli altri, certe volte non vale la pena nemmeno rifarti una capsula
! E infatti il vecchio Nieder lo avevano lasciato senza denti.(Pausa) Alla fine hanno dovuto
allontanarlo, perch non ci lasciava pi dormire con le sue urla. (Pausa) Chiss dove lo avranno
portatoforse in un posto dove urlano anche gli altrie cos a lui non far pi caso nessuno
(Si siede. Sfoglia lalbum. Si ferma su di una fotografia)Vacanze in Scozia. Gita lago di Locheness
(Pausa) Che sole cera quel giorno! Un grande sole abbagliante che faceva scintillare il lago
e ti costringeva a stringere gli occhi. 8Pausa) Forse per questo che continuano ad avvistare il
mostroin quel riflesso sullacqua ognuno vede ci che gli parecome nelle nuvole(Pausa) In
paese dicevano tutti di averlo vistoe nel pub dove avevamo fatto colazione era pieno di
ubriaconi che, per una sterlina, erano pronti a raccontarti di quella volta che erano usciti da soli
in barca senza un pensiero al mondoquando improvvisamente, a cento metri da loro, lacqua
aveva cominciato a ribollire, a fumare(Si interrompe. Sorride) Ubriaconi rossi e mostruosi che
ti raccontano del mostro(Pausa) E il mostro, senza dubbio, avrebbe raccontato ai suoi piccoli
che stava salendo in superficie senza un pensiero al mondo, quando improvvisamente, a soli
cento metri da lui, aveva visto galleggiare una barcae sopra, paonazzo e schifoso...
(Si interrompe di nuovo. Scuote la testa) A questo mondo tutto relativo. (Un silenzio) Anche
il vecchio Cafiero era diventato un ubriacone(Una pausa) Non beveva certo qui dentro, no
dentro proibito. Beveva nel bar ella zona. Perch lui era ancora in gamba e se ne usciva ogni
pomeriggio a fare un giretto. Girava poco, peranzi, puntava dritto sul bar pi vicino e torna-
va dopo unora sbronzo perso. Era un ex professore di letteratura, come me. E beveva perch
era innamorato e si vergognava(Pausa) Si era innamorato qui dentro, a settantanove anni, di
uninserviente che ne aveva cinquantuno. (Pausa) Siamo gli ultimi romantici noi che abbiamo
fatto gli studi classici. (Pausa) Lei non era una bella donnaera secca, con un viso appuntito e
volgaree credo offrisse a pagamento le sue ossute grazie agli ospiti di Villa Delizia. (Pausa)
Che poi mi domando cosa se ne facesseroForse guardavano e bastaEd era un peccato,
perch dopo si incupivano e perdevano il loro candore. (Pausa) Ma non Cafiero! Lui era un
romantico ex professore di letteraturae di quella squallida bagascia di mezza et aveva fatto
la sua Dulcinea. Credo che lei gli abbia succhiato un bel po di soldi promettendogli di non
concedersi pi agli altri e di leggere Flaubert. Ma era avida e bugiarda e aveva continuato a
mostrare le tette ai vecchi e a divorare fotoromanzi. (Pausa) Alla fine la nostra direttrice
venuta a sapere della faccenda, ha impugnato la sua spada di fuoco e ha cacciato la donna da
Villa Delizia. E stata cos brava da riuscire persino a farsi restituire da lei i soldi che aveva
spillato agli ospiti. Ma Cafiero non ha mai voluto riprendersi i suoi. Era troppo orgoglioso per
ammettere che aveva pagato la sua Dulcinea. (Pausa) Tutto bene quel che finisce bene.
(Pausa) Ma per Cafiero non finita bene affattoperch lui, rimasto solo, diventato un uomo
triste e ha cominciato a piangere e a ubriacarsi ogni giorno. Usciva il pomeriggio, ritornava
sbronzo, si chiudeva in bagno e piangeva. Che poi avrebbe potuto fare a meno di nascondersi
l dentrotanto, singhiozzava cos forte che lo sentivamo tutti(Pausa) Poi, un pomeriggio, non
tornatoperch attraversando la strada, era stato investito da un motociclista. (Pausa) Per
vecchi e gatti lattraversamento sempre un rischio mortale. (Pausa) In pi Califero era sbron-
zo(Pausa) Il fatto che il motociclista che lo aveva investito era sbronzo pure luiAnzi, i
giornali scrissero che era sbronzo solo lui, perch Califiero era morto sul colpo per sfondamen-
to del cranio e a fargli la prova del tasso alcolico non aveva certo pensato nessuno(Pausa)
Per noi ospiti di Villa Delizia sapevamo bene che a quellora del pomeriggio lui non poteva che
Essere ubriaco. Ma scatt una meravigliosa omertnessuno si lasci scappare una parola e il
giovane motociclista venne condannato per omicidio colposo senza attenuanti. E tutti i vecchi
pensarono Ben gli sta! Cos impara a correre in motocicletta e ad avere Ventanni
(Pausa)S, era solo un ragazzoe aveva confessato di essersi ubriacato per disperazione, perch
la sua morosa lo aveva piantato.(Pausa) Cos un vecchio, che voleva solo morire per amore, era
stato aiutato a farlo da un ragazzo innamorato(Pausa) E io ne sono stato feliceE anche
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Cafiero lo sarebbe statoperch, per un professore di letteratura, non si poteva immaginare
una morte pi letteraria di questa. (Pausa) Adesso, la notte, lo sento cantare ogni tanto nei
tubi dellacqua, confuso nel coro degli altri morti. Ma facile riconoscerlo, perch ha una
voce rauca e gorgogliante da avvinazzato, e canta canzoni damore senza pi vergognarsi
(Rimane assorto per alcuni secondi, poi riprende a sfogliare lalbum) Nostro figlio ha dieci
Anni. Festa di compleanno in casa con proiezione di Cenerentola.(Continuando a leggere)
Fa la magia tutto quel che vuoi tuBididi Bodidi Bu! (Pausa) Fosse vero! (Pausa) Dodici
bambinie tutto il pavimento sporco di torta(Pausa. Guarda la foto vicina) Ed ecco qui i
ventiquattro genitori(Pausa) Chiss se sono lunico sopravissuto(Pausa) Come sono affa-
scinanti le fotografie delle persone mortequelle facce remote e spensieratecolte in un
momento della loro vita in cui non sospettavano che un giorno avrebbero cessato di esistere
(Pausa) Hanno qualche cosa di commoventee di indifeso.(Pausa) Ventiquattro genitorie
adesso, forse, ventiquattro voci che cantano nei muri di qualche casaMa qui come sono vivi
e allegri e orgogliosi dei loro piccoli figli ebbri di cioccolata! Il mio signora, una vera peste
Il mio non studia, ma il professore dice che impara con facilit e che, se solo si applicasse un
po di pi(Canticchia) Figli, figli eterni dei! 8pausa) Qui dentro, invece, non si parla molto dei
figli. E come se tutti nutrissero nei loro confronti un contenuto risentimento. (Pausa) Tranne il
vecchio Broussard! Lui racconta sempre a tutti di quanto suo figlio bravo, bello, alto, ricco
e soprattutto di quanto gli vuole beneOgni volta che viene in visita dal padre, non fa che
supplicarlo di tornare a casaMa il vecchio Broussard, niente! Non ne vuole sapere! Perch lui
convinto che i giovani debbano fare la propria vita senza impiastri tra i piedi. Che mi voglia-
no bene, giusto, dice sempre e a me fa piacere. Ma che si tolgano dalla testa che io torni a
vivere con loro! Cos dice a tutti il vecchio Broussarsma non ce n uno, qui dentro, che non
labbia visto piangere davanti a suo figlio nelle ore di visita(Pausa) Lho visto anchio una volta
il vecchio Broussard gli parlava sottovoce con gli occhi pieni di lacrimelo pregava, lo implo-
rava, poi si fermava per piangere in silenzio, poi ricominciava...E suo figlio stava seduto tutto
composto, con un sorriso fisso di imbarazzo, e continuava a battergli la mano sul ginocchio
(Pausa) Digli che vuoi restare con lui e i bambini! Digli che sei triste e che hai paura!
(Pausa) Come potesse servire a qualcosa(Pausa) il vecchio Broussard ci prova ogni volta
(Pausa) Poi si asciuga le lacrime e va in giro a raccontare quanto bene gli vuole suo figlioper
difendersi, dicono tuttiMa io credo che lo faccia per difendere il figlio(Pausa. Guarda di
nuovo lalbum. Sottovoce) Bididi Bodidi Bu!
(Un silenzio. Solleva il viso dallalbum. Parla quasi dimpulso) Mio figlio, quando era piccolo, mi
Adorava. Ero dio per lui! Poi cresciuto e a cominciato a giudicarmi(Pausa) E questo ogni
uomo al mondo lo sente come un tradimento.
(Chiude lalbum di scatto. Si alza e fa qualche passo avanti e indietro. E nervoso. Poi si siede
sullaltra sedia, lalbum chiuso sulle ginocchia)
I bambini mi hanno mandato un fumettoE stato un pensiero gentile. (Pausa) E una storia di
Pluto. (Pausa) Neanche lo sapessero che di Pluto che ho pi bisogno qui dentro, la notte
(Pausa) Mio figlio dice che chiedono di me e che vorrebbero vedermi. (Pausa) Chiss se vero
(Pausa) Comunque io non voglio! Non mi va di andare in visita a casa mia. Credo ches, cre-
do che mi sentirei morire di vergogna(Pausa) Nemmeno incontrarsi fuori possibile
(Pausa) Incontrarsi dove In un bar? Come amanti clandestini? (Pausa) E poi io non cammi-
no pi bene e non mi sento sicuro a uscire in strada. Potrei fare la fine del gatto o del professor
Cafiero(Pausa) Non che mi importi molto, intendiamocima quel modo non mi piacecon
gli occhiali volati via, una scarpa s e una nola faccia insanguinata e stupidaNo, cos non mi
piace. (Pausa) E di farli venire qui dentro, non se ne parla nemmeno! Non voglio che mi ricordi-
no in mezzo a tutti questi vecchiche sentano lodore di questo postonon voglio che vedano
il mio sorriso di scolaretto, se per caso incontriamo la direttrice(Pausa) E poi non lho scorda-
to quel groppo allo stomaco quando, da bambino, mi portavano a visitare il nonno in ospedale..
(Pausa) Lo stesso groppo di quando, pi tardi, mi avrebbero lasciato solo in collegio (Pausa)
E pensare che quella volta sapevo che, dopotutto, sarei tornato a casa(Pausa) E per questo
che non ho mai voluto mandare mio figlio in collegio(Pausa) E alla fine lui ci ha mandato me.
(Pausa. Con tono irritato) No, non vero! Sono io che ho deciso! (Si alza in piedi, guarda la
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pianta) Non c pi luce, qui! (Solleva il vaso e si avvia verso destra. Si ferma) Ma tanto a che
? Non c pi luce da nessuna parte.
(Torna indietro e rimette il vaso al posto di prima. Si siede sullaltra sedia, lalbum sulle ginoc-
chia. Appare improvvisamente affaticato) La verit che bisogna accettare sino in fondo di
rimanere soli. Le mezze misure servono soltanto a farti venire vogliae dopo peggio.
(Pausa) Per bisognerebbe farlo con serenit, con saggezzae io non ne sono capace
(Pausa) Nessuno qui dentro capace. (Pausa) Nessuno al mondo capace. Nessuno al mondo
riesce a convincersi che non c piche non c pilaltro! (sorride) Mio Dio, quanto siamo
socievoli e dipendenti! Credo che un qualsiasi gatto di strada proverebbe solo del disprezzo
per noi.(Solleva la testa, ascolta. Si alza in piedi, fa qualche passo verso destra, si ferma,ascolta)
Hanno acceso la televisioneadesso, per qualche minuto, il fruscio della casa aumenter
perch tutti gli ospiti di Villa Delizia si affretteranno ciabattando verso la saletta delladella
ricreazione(Ridacchia) S, la chiamano proprio cos! (Pausa) Ci saranno le solite piccole, inno-
cue baruffe per i postie poi tutti siederanno estaticigli occhi sbarratila bocca un poco aper-
ta (Pausa) Allora regner finalmente una gran quietela quiete immobile e perfetta dei cimi-
teri. (Pausa) Anche i fantasmi smetteranno di frusciaresi disporranno lungo le pareti come
tante zitelle a una festa danzante e aspetteranno educatamente che i loro padroni ricomincino
a ciabattare avanti e indietro e a occuparsi di loro. (Un silenzio)
Anchio, fra un poco, andr nella saletta della ricreazione insieme a tutti gli altri. Mi sieder in
ultima fila senza litigare con nessuno, mi infiler la mia cuffia e ascolter Bach con gli occhi
chiusi. (Pausa) Ci vado giusto per stare un poco in compagniasenza gli inconvenienti della
compagniaPer stare in compagnia da solo(Pausa) Anche in sala da pranzo, durante i pasti,
tengo la cuffia accesa. Non ascolto volentieri quel concerto di salivazioni e risucchiE poi non
voglio nemmeno sentire me stesso, perch potrei non accorgermi che biascico e gorgoglio
come tutti gli altri. (Pausa) Nemmeno le loro chiacchiere mi piace ascoltarequei continui
rimpiantie le bugie che inventano per trovare la forza di alzarsi al mattino(Pausa) Rimpianti
e bugie questa la materia di cui sono fatti i vecchi. (Pausa) La verit che non mi piacciono.
(Torna a sedere. Apre lalbum, lo sguardo fisso nel vuoto. Dopo pochi secondi lo richiude)
Mio figlio vuole che ritorni a casa. (Pausa) Me lo ha detto ieri. (Pausa) Ha detto che ho lasciato
un vuotoche i bambini continuano a chiedere di meche manco molto sia a lui che a sua
moglie(Pausa) La verit che non vuole che io muoia qui dentro. (Pausa) Credo che lo trovi
Sconveniente(Un silenzio) Ho risposto di no. (Pausa) Ormai non posso pi andare via di qui.
Mi sembrerebbe un tradimento nei confronti dei miei compagni(Pausa) Non mi piacciono e
Io non piaccio a loroperch qui dentro a nessuno piace nessun altro(Pausa) Ma come tra i
soldati di una trinceaNemmeno loro si piaccionoodiano doversene stare in quel buco tutti
stretti insiemesentire la puzza del vicinoleggere sulla faccia degli altri la stessa propria paura
Preferirebbero certe essere a casa al caldo e al sicuro, lontani da quellumanit cos densa e
dolorosaMa combattono insieme la stessa battaglia e sono pronti a rischiare la vita per
salvare un compagno in pericolo. (Un silenzio)
Ecco, qui a Villa Delizia, e in tutte le deliziose ville di questo mondo, la stessa cosa. Ognuno di
noi destesta laltro, ma lo compatiscedisprezza la sua debolezza, ma rispetta il suo dolore
(Pausa) E quando questo diventa cos forte da farlo urlare, pronto a corrergli in aiuto, trasci-
nando le sue ciabatte e agitando nellaria le mani tremolanti. (Pausa) Siamo tutti quanti matti,
svaniti, egoisti, biliosima siamo finiti qui dentro senza altra colpa che non sia quella di aver
vissuto. (Pausa) E qui dentro, come in trincea, si ha paura e si muore. Solo che a noi nessuno
dar mai una medaglian ci ringrazier per la nostra sofferenza. (Pausa) Ed giusto cos, in
fondo, perch non sacrifichiamo nienten la nostra gioventn il nostro futuro. (Pausa)
Per queste ville, appartamenti, stanze, ospedalicon il loro linoelun, la luce grigia, lodore di
minestra, medicinali e merdatutti questi luoghi un po indecenti dove i vecchi aspettano la
mortedovrebbero essere sacriE anche i vecchi dovrebbero essere sacriperch sacro e
terribile il momento in cui un uomo cessa di vivere. (Un silenzio. Poi, con voce improvvisamen-
te pacata) Sacro il vecchio, morto tre settimane fa durante il sonno. E sacro il suo presentimen-
to, che gli aveva fatto indossare per la prima volta il pigiama nuovo ricevuto in dono dalla figlia
per il suo compleanno(Pausa) E sacro il vecchio, morto domenica scorsa dentro il cesso
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seduto sul cesso(Pausa) Dicono che si trattato di un infartoe che gli stata fatale la sua
stitichezza, lo sforzo eccessivo per riuscire a espellere quel maledetto pezzo di pietra che lo
faceva soffrire ogni giornoE se cos fosse, sacro anche quello(Pausa) Ma io penso che forse
morto di crepacuoreperch nel piccolo cesso i fantasmi si affollano, ti stanno troppo vicini,
troppo addossoe insieme a loro si affollano i pensieri, i ricorditutti pigiati con te nel cesso
tutti a tormentarti, mentre tu aspetti che quella pietra ti abbandoni(Pausa) E allora pu arri-
vare una mattina in cui non riesci a sopportarloin cui la pietra e i ricordi sono pi forti di te
(Pausa. Sommessamente) E dunque sacra quella mattina.(Un silenzio) E sacro anche quel
vecchio scorbutico e solitario che un giorno non si alzer pi dalla sua sediache troveranno
con gli occhi chiusi e le mani rigide sulle ginocchiamentre la sua cuffia gli canter ancora nelle
orecchie un Corale di Bach(Un silenzio) E sacri fra tutti quei poveri compagni che non sono
riusciti ad aspettare sino alla fine(Pausa)Perch, se straziante la folia del giovane che sceglie
di non esistere, altrettanto straziante limpazienza di quel vecchio cui sembrano troppo
pesanti da vivere persino i pochi giorni che gli restano
(Un silenzio) Ma io sono paziente. 8Pausa) S, io credo che riuscir ad aspettare. (Pausa)Vorrei
solo poter scegliere il tempo. (Pausa. Sorride)Ma chi non lo vorrebbe! (Pausa) I miei compagni
dicono che preferirebbero morire in estate, con il sole che entra dalla finestra spalancata e li
scalda per lultima volta. (Pausa) Io no.io vorrei morire a Natale.con il grande albero illumi-
nato in mezzoa alla piazzamentre la neve cade lenta su tutta Paperopolie io la guardo
volteggiare nellaria in compagnia di Qui e Quo, i miei due frellinie mi sento a casa, al caldo e
al sicurocon le zampe infilate nei miei scarponcini gialli e il copri orecchie a batuffolo che mi
stringe delicatamente le tempie come la carezza di un figlio bambino.
(Si rimesso lentamente la cuffia. Infila la mano in tasca e fa partire il nastro del registratore.
Posa le mani sulle ginocchia, sopra il suo album, e chiude gli occhi. Mentre cresce un Corale di
Bach, la scena va al BUIO)
FINE
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