LA DOMESTICA
COMMEDIA IN TRE ATTI
DI
ANGELO ALFIERI
Personaggi
Evaristo Scarpiniani: (Professore)
Aureliano Mezzacal: (Assistente, portaborse)
Michela Belgi: (Giornalista)
Maria Sofia Persa: (Giornalista)
Maurizio Dalpas: (Tirocinante, giornalista)
Stella Solfi: (Domestica di casa Scarpiniani)
Dulfin Delbulli: (Tutto fare di casa Scarpiniani)
Mirta Grassi: (Sapientona)
Virginia Mersin: (Cognata di Stella)
Ai giorni nostri. La scena: il salone dellappartamento di Scarpiniani composto da tre porte e una finestra. Una libreria ben fornita, un arredamento piuttosto ricercato e scrivania con un computer di ultima generazione. Da un lato, appeso alla parete, uno schermo televisivo, dallaltra parte invece c uno specchio. Svariati oggetti antichi racimolati durante i viaggi. Tutto sommato si capisce che la casa di un intellettuale.
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ATTO PRIMO
Scena prima
Mattino tardi
Dulfin: (Sta cercando di fare ordine nelle scartoffie del professore, si sofferma, legge una riga tra s, scuote la testa. Vuole mettere in difficolt Stella ). Di un po leggi qui!
Stella: E perch mai dovrei leggere l? E comunque: Di un po lo dici a tua sorella, se ce lhai, altrimenti lo mandi in eredit ai vicini di casa!
Dulfin: Scusa pensavo che le nobildonne rispondessero diversamente.
Stella: Si da il caso che non lo sia.
Dulfin: Allora lo ammetti che sei una poveraccia.
Stella: (Gli lancia uno straccio che va a finire tra le mani di Evaristo che sta entrando in quel momento dalla porta dello studio). Miserabile faltutum.
Evar: Si dice factotum.
Stella: Pu darsi ma quello un nargamuneo.
Evar: Si dice energumeno.
Dulfin: Le dica di stare zitta: non azzecca una parola. Alla sera mangiati qualche pagina di vocabolario invece delle trenette.
Stella: Ma lo sente? Lo sente o no?
Evar: Lo sento, lo sento stiamo calmi, non ancora mezzogiorno e oggi ho una giornata gravosa. Non mi appesantite con le vostre aberrazioni linguistiche. Dunque dunque i fogli che cerano sulla scrivania? (Tocca tutto. Stella sta cercando di capire ci che ha detto il professore).
Dulfin: Stavo cercando di ordinarli ma il diverbio con la domestica mi ha
Evar: Non lo fare pi ho i miei standard di organizzazione logistica. Se intervieni mi scompagini la cronologia. (Porta il plico in camera sua).
Stella: Glielho detto che c quella l del la pagina.
Dulfin: La sente?
Evar: (Rientra). Stella, vedi di apprendere qualche nozione di italiano contemporaneo. Abbandona il lessico vernacolare: anacronistico. E finiscila di gettarmi stracci addosso. Sentite, io devo uscire perch ho un briefing in universit. Vi prego, non litigate per delle inutili quisquiglie. A pi tardi. Ah, e vorrei trovare del carpaccio per cena. (Prende la borsa, si mette la giacca ed esce).
Stella: Dai sapientone cosha detto? (Guarda il pubblico).
Dulfin: Ti piacerebbe saperlo ma non te lo dico perch sei cattiva. Cara la mia Stella Solfi.
Stella: Che collega finto istruito il mio caro Dulfin Delbulli. Lo sanno tutti che al tuo paese le scuole hanno cominciato a costruirle quando sei partito per venire qui.
Dulfin: vero! Difatti mi sono chiesto: Chiss lass come sono istruiti, con tutte le scuole che hanno.
Stella: Appunto! appunto. Cosa mi volevi far leggere prima? (Nel frattempo lavorano, spolverano, sistemano, ecc.).
Dulfin: Ahhhh mi pareva strano niente: ha portato via il foglio. Comunque meglio cos meno leggi e meglio stiamo.
Stella: Ricordarti che io ho partecipato ad un quiz televisivo di portata nazionale con un discreto successo, rispondendo a domande difficili.
Dulfin: E sei ancora qui? Chiss che cifra avrai vinto centinaia di migliaia
Stella: Non ho vinto un bel niente. (Seccata).
Dulfin: Mi sarei meravigliato del contrario. (Stella gli lancia un altro straccio).
Stella: Villano (Stavolta centra in pieno un oggetto di gran valore). Madonna mi hai fatto rompere lillodo di giada. Dopo te la vedi tu col professore.
Dulfin: Prendi la colla trasparente illodo, non vedi che gi tutto incollato. Chiss le volte che caduto.
Stella: Credi? Si vede che in passato aveva domestici ambidestri come noi.
Dulfin: un po difficile eh . perch proprio ambidestri come noi (Ma indica Stella) raro trovarli.
Stella: Cosa vorresti dire? Che siamo da meno di altri?
Dulfin: No no, siamo di pi guarda che siamo ad un passo dalla laurea. A furia di stare in casa di un professore si apprende la materia specifica del tu poi, un paio di esami ed fatta.
Stella: Ogni tanto sbaglio a dire le parole.
Dulfin: Ogni tanto? Capita! Vuoi che ti faccia un pre-esame per verificare lo stato confusionale in cui versi?
Stella: Proviamo! Fammi leggere qualcosa. Quel foglio di prima.
Dulfin: Non c pi ma c questo prova. Scandisci bene le sillabe. Declamale Portale. La parola va portata.
Stella: A chi? Pretestis-tomen che lingua ? Prestorica? (Suona il campanello). Su-prema fon-te- rtezza.
Dulfin: (Tra s). Si salvata in corner. Vediamo chi o facciamo la melina? Bim bum bam? Avanti!
Aurel: Il prof non in casa?
Stella: uscito di corsa perch aveva un firfing alluniversit.
Aurel: Per la miseria me ne sono scordato. Temo di avere dei problemi di memoria. Mangio troppo poco. Vivo damore. Lo raggiungo. Non ha lasciato diposizioni per me?
Stella: Ma, stava bene non so.
Aurel: Lo scoprir in aula. Scusate la premura. (Esce).
Dulfin: Tu sei sicura di essere italiana?
Stella: Ho sbagliato a dire la parola?
Dulfin: Assolutamente no! Beh, senti, quella lettura la facciamo domani a freddo. meglio! Adesso sei stanca.
Stella: Se lo ritieni opportuno.
Dulfin: Pi che opportuno: necessario! Stella anche qui tutto un programma. Se ti avessero dato un altro nome sarebbe stato meglio ma ormai fatta e mi rassegno ti volevo chiedere una cosa proprio per avere la piena coscienza del fenomeno umano. Che scuole hai frequentato?
Stella: Tutte.
Dulfin: In qualit di bidella o di studentessa?
Stella: Tu sei a rischio prima o poi ti ferir in modo profondo tanto da lasciarti menomatto.
Dulfin: Menomatto e pi savio. (Campanello). Visto che sono matto: apri tu!
Stella: Sei tu!
Mirta: Esatto, in persona. Il professore mi ha convocata per un tanto anche se ve lo dico non che cambia molto.
Dulfin: Prova, non si sa mai! vero che navighiamo nellignoranza ma la signora, che ad un a passo dalla laurea, potrebbe intuire il concetto.
Mirta: Ma s per la questione dei reperti archeologici da stimare. Ne ha uno nuovo. E a quanto pare di fattura straordinaria. Chiss dove lha comprato.
Stella: E ha chiamato te!
Mirta: Senti ho unesperienza tale da mandare in crisi un esperto pluri laureato in materia, come quellimbecille a capo del museo. e oltre.
Dulfin: Devi avere una conoscenza in ogni campo dello scibile: non fa altro che convocarti per ogni cosa.
Mirta: Non sono la prima venuta ho esperienza e so!
Dulfin: vero non sei la prima venuta: sei la seconda. Stamattina! Mezzacal-zetta se n andato con le pive nel sacco.
Mirta: Poverino, lha fatto venire per niente?
Dulfin: Per niente no! Ha portato via le pive.
Mirta: Capisco! Certo che ne ha di oggetti fin troppi. Quando si agiati ci si pu permettere vero. Volete che vi spieghi il come ed il perch di questi reperti? Lorigine, lo stile. So tutto! Voi chiedete e vi sar risposto. Volete sapere se questinverno far freddo: chiedete e vi sar risposto. So tutto! Volete sapere se questa pomata adatta per il mal di schiena.
Stella: Chiedete e vi sar risposto.
Mirta: Qui ti sbagli: non lo so!
Dulfin: Lo so io: non pomata ma colla. Le cose sembrano tutte uguali, a prima vista. Senti, noi stiamo per andare a pranzo, se vuoi partecipare alla mensa di soltanto una parola e noi mettiamo un piatto in pi.
Mirta: Ma s cos vi racconto un po di cose importanti: ho unesperienza in certi settori io so tutto eh?! Oltre il pensabile naturale.
Stella: Accidenti mi viene in mente che non abbiamo piatti di scorta. Sei capace di mangiare il brodo senza piatto?
Dulfin: (Intuisce il pensiero di Stella). Con tutta lesperienza che ha.
Mirta: Non fa niente: mangio al bar qui sotto. Salgo dopo, se posso! (Esce).
Stella: A me questa gente che sa tutto d sui nervi.
Dulfin: Perch la prendi come esempio voglio dire prendine una che non sa niente e ti sentirai meglio. Andiamo a sgranocchiarci un ossicino di pollo. Mi vuoi precedere o seguire?
Stella: lo stesso! Anzi, vai avanti tu.
Dulfin: Eseguo senza discutere perch un tuo desiderio.
Stella: Ma quale desiderio non ho voglia di preparare la tavola. (Si gira verso il pubblico). Non capisce niente.
Scena seconda
Nel pomeriggio
Evar: (Esce dallo studio e va verso la porta dingresso perch ha sentito squillare il campanello). Non hanno un minimo di ritegno vengo interrotto a tutte le ore per delle banalit. A volte per delle assurdit. A volte anche per meno. Maria Sofia Persa avevamo qualche appuntamento?
Maria: Non sei voluto passare al giornale per lintervista e ho pensato di passare io da te.
Evar: Hai ragione il mio assistente ha smarrito alcuni fogli della relazione e di conseguenza ho preferito soprassedere. Sai che a braccio non mi va di parlare.
Maria: Almeno per sommi capi avresti potuto. Vuoi che parli con Aureliano?
Evar: Noooo fammi qualche domanda improvvisata seduta stante.
Maria: Bene! Devo rimanere in piedi per conferire allintervista un tono di ieraticit?
Evar: il caso? Siedi. Lo sappiamo solo noi com avvenuta lintervista.
Maria: Perfetto! Essere frivoli non giova. Professor Scarpiniani cosa pensa di questo fenomeno ormai dilagante che riguarda lincapacit della maggior parte delle persone di comprendere un discorso nella sua totalit e soprattutto: perch la gente non sa leggere correttamente un qualsiasi testo, anche il pi banale?.
Evar: Veda, questo fenomeno dilagante dovuto allinefficienza della scuola che non pi in grado di assolvere il proprio compito. V troppa approssimazione nei piani didattici. Tuttavia la maggior parte di responsabilit da attribuirsi alla presenza degli studenti in aula: puramente termica.
Maria: In sostanza sta dicendo che i ragazzi vanno a scuola per scaldare il banco?
Evar: Esatto! Per loro limportante il doposcuola, non nel senso tradizionale del termine, bens inteso come quello che c dopo la scuola, vale a dire il pomeriggio. Le ore da dedicare allo studio sono ritenute inutili e di conseguenza vengono dedicate allo svago: si deve assumere quindi che il peggior nemico della scuola sia lo svago. Ci si deve svagare quando ci si deve svagare e non oltre. (Si atteggia, sopraffatto dallentusiasmo tant che finisce in cucina).
Maria: Evaristo, non lasciarti prendere la mano sii pi chiaro. E fermati! Tutte le volte che cerco di intervistarti mi vengono i calli.
Evar: Inoltre, e la cosa non secondaria, il danno provocato dalla televisione da mettere in conto come ulteriore fattore di sgretolamento culturale dello stato. Vuoi aggiungere qualcosa?
Maria: Questo discorso un po stantio Evaristo: il fenomeno risaputo da parecchio.
Evar: Davvero? Beh allora diciamo che la deculturizzazione dovuta al menefreghismo dei genitori che vedono, nel figlio, esclusivamente un potenziale asso dello sport preferibilmente ignorante, ma ricco. Va anche detto che qualche genitore, in genere i padri, ritenendo il suddetto figlio o figlia un genio, perch ha saputo rispondere alla domanda del quiz televisivo: Qual quellanimale che fa le uova? La gallina pap, si senta in dovere, di fronte a cos manifesta cultura, di bastonare linsegnante qualora redarguisse il ragazzo nel momento in cui non sia stato in grado di svolgere uno stupidissimo compito. Mio figlio il primo della classe, lei non si deve permettere di insultarlo e gi una mazzata tra capo e collo. Naturalmente, in questo caso, stiamo parlando di una congrega di geni.
Maria: Il fatto stranoto.
Evar: Allora perch mi intervisti? Sai tutto! Vuoi che aggiunga che a volte anche i docenti meritano legnate?
Maria: Insomma! A volte. Non ti alterare. Se sei in difficolt ti mando Michela?
Evar: E sia. Michela oltretutto molto bella affabile mai come te ma affabile s beh Michela Michela.
Maria: Indubbiamente. Ho la vaga sensazione che tu mi voglia scaricare. Temo che quel mio tirocinante abbia ragione.
Evar: Tirocinante?
Maria: Esatto: Maurizio Dalpas.
Evar: Il mio ex allievo? Dalpas il tuo tirocinante? Mi sorprende: era un somaro di prima grandezza. Maria Sofia mi hai gettato nello sconforto.
Maria: A me sembra che tu nello sconforto ci viva: gi da anni!
Evar: Sono circondato da due imbecilli, mi deconcentrano, mi toccano i fogli, mi rompono gli oggetti sono ignoranti alla decima magnetudo.
Maria: Perch ti circondi di costoro?
Evar: Perch costano poco. (Con quel tanto di furbizia misto ad un certo pudore che prudente avere nel dover dire certe cose apertamente).
Maria: Essendo ignoranti certi problemi non se li pongono. Lo vedi che meglio averne di ignoranti?! Non fare di tutti i somari un fascio. Ci sono quelli che servono e quelli che non si giustificano.
Evar: Una sacca di ignoranza giova alla nazione. (Come sopra).
Maria: Anche questa vecchia. Forse meglio che ti faccia intervistare da Michela.
Evar: Mandami anche quello che tira ai cigni. (Ridacchia della battuta). Voglio proprio vedere fino a che punto di dissoluzione arrivato. tutto?
Maria: Per essere un professore non c male. Ne so meno di quando son venuta. Vuoi un consiglio: cambia il personale. Ciao! (Esce).
Evar: Pensa che sia uno sprovveduto totale. Certo che con Michela lintervista assumerebbe i toni di uno spasso fuori dal comune. Ed io in questo frangente ho bisogno di svaghi fuori dal comune. Dio che belle donne ci sono al mondo. Alcuni non esitano a definirle gli animali pi belli mai apparsi sulla Terra. Condivido pienamente. Questa poi mi ha stregato. La maga Circe! Spero di non finire nel porcile. (Ridacchia divertito). Le proporr di uscire una sera: vediamo come la prende!
Stella: (Era in cucina). Professor Previsto lo scarpaccio lo preferisce di carne o di pesci?
Evar: A parte il fatto che hai infilato uno sproposito dietro laltro, il che mi fa sospettare che tu e la scuola siete stati agli antipodi per parecchio tempo e soprattutto una volta trovato per caso lindirizzo di un istituto, nel quale avresti appreso lABC, lhai perso miseramente nel gabinetto: il carpaccio lo voglio di carne.
Stella: Non lo poteva dire subito.
Dulfin: ( rimasto sulla porta della cucina). Caro professore la nostra Stella, nonostante let, commette ancora degli strafalcioni lessicali dovuti, a mio parere, alla frequentazione di certi ambienti popolari che la distolgono dalla retta via oserei dire.
Evar: Ne convengo, mi piacerebbe sapere qual la retta via, se quella intrapresa da Dante o da altri.
Stella: No no Dante a casa che dorme.
Dulfin: Non parlava del tuo cane. La perdoni. una figura di domestica ormai superata obsoleta direi. (Stella sta per lasciargli un altro straccio ma si trattiene).
Evar: Lasciamo stare. Il ruolo della cameriera non quello di saper parlare in modo forbito ma quello di saper cucinare. E Stella lo svolge bene. (Lo deve ammettere. Stella fa marameo a Dulfin). Se non sfracellasse gli oggetti sarebbe il non plus ultra ma nessuno perfetto. Mi ritiro un attimo.
Stella: Tutte le volte che deve andare in bagno dice che si ritira.
Dulfin: un signore: parla forbito.
Stella: Ah ecco perch. Io non lo sono e dico semplicemente che vado a spararle grosse se non fossi un collega ti rovinerei in modo forbito. Precedimi in cucina. E cammina in modo lessicale razza di bollito.
Scena terza
Dopo cena
Evar: (Entra). Oh dunque s, vediamo un po le notizie del giorno. Accendiamo la televisione, la quintessenza del delirio. Chiss quali nuove ci riserva la societ dei consumi. I soliti incidenti, i soliti omicidi, i soliti vaniloqui dei politici. (Accende la televisione, suona il campanello). I soliti seccatori della sera. Mi vengono i brividi. Chi ?
Michela: Sono Michela!
Evar: Ueil Michela: nientemeno. (Si agita). Un attimo mi ha colto di sorpresa. Porca miseria non sono preparato a riceverla. Non poteva venire domani.
Michela. (Da fuori). Se vuoi passo domani!
Evar: Ma porca miseria legge nel pensiero. Questi giornalisti! Sono indovini. Pazienza! Entra pure. Scusa se trovi un po in disordine la domestica fuori casa.
Stella: (Entra). Allora io vado a domani. (Esce).
Michela: Non lei la domestica?
Evar: No la donna delle pulizie. (Impacciato).
Michela: Ah Differenza abissale tra i ruoli. (Evaristo nel pallone totale. Ha un debole per Michela). Sai perch sono passata?
Evar: Non so. Mi azzardo ad ipotizzare?
Michela: Prova!
Evar: Sei follemente innamorata di me.
Michela: Ti piace giocare pesante eh? Che azzardo! Che ipotesi soprattutto. No, mi ha mandato Maria per il continuo dellintervista.
Evar: Capisco! Dice che mi trova scontato, banale. Secondo me non ha argomenti e fa domande insulse. E pretende risposte entusiasmanti.
Michela: Vogliamo vedere se hai ragione tu? (Campanello). Penso sia Dalpas. Laspirante. Mi voleva raggiungere a tutti i costi.
Evar: Ti fai raggiungere da un cos?
Michela: Lo conosci?
Evar: Purtroppo! stato un mio studente. Avanti!
Maurizio: (Entra, molto timido si va a sedere vicino a Michela). Buonasera professore la trovo bene. Mi fa piacere incontrarla. Sono due anni che non la vedo.
Evar: Non posso dire la stessa cosa ma accomodati. E cos fai il tirocinante di Maria. Il ragazzo apprende o si pavoneggia per il solo fatto di avermi avuto come docente?
Maurizio: Non mi pavoneggio. (Guarda il pubblico). Anzi! Mi ritengo fortunato di avere una collega come Michela. (La guarda, Evaristo lo vede).
Evar: Ah lavessi io una collega simile chiss cosa farei. In un primo momento ho insistito con Maria per averti qui ma ora mi devo ricredere, siedi al mio posto. Non importunare la divina Bene, giacch lhai voluta raggiungere vuoi iniziare tu con lintervista?
Maurizio: Posso? Allora: Professor Scarpiniani, se dovesse ritornare sui banchi di scuola oggi, come si sentirebbe: a disagio o molto bene?
Evar: Che domanda ? Eri un somaro allora e lo sei rimasto tuttora. Ne hai di strada da fare caro Dalpas, che manco ti sogni. Come mi sentirei sui banchi di scuola: che ne so! Lo dici pensando a te stesso? (Si alzato e si aggira poi torna a sedere vicino a Michela la quale si sposta un po).
Michela: Evaristo: per favore! Il ragazzo meritevole e capace. Tra qualche anno firmer articoli sui migliori giornali dItalia.
Evar: Con tutte le raccomandazioni che ha lo credo bene.
Maurizio: Ma quali raccomandazioni: sono il nipote di poveri contadini della bassa.
Evar: O bassa o alta sempre raccomandazioni sono. Michela ti prego, almeno tu sii sintetica.
Michela: Hai affermato che i ragazzi vanno in aula per scaldare il banco. Lui voleva sapere se oggi lo faresti anche tu.
Evar: Lo farei solo dinverno va bene?! (Seccato. Entra Dulfin, era in cucina). Te ne vai? A domani.
Maurizio: Zio Dulfin . Cosa fai qui? Lo sguattero? (Si meraviglia perch lo zio, a suo tempo, era un insegnante di lettere antiche e un grande esperto dellantico Egitto).
Evar: Ah ecco da dove ha preso la cultura universitaria, dallo zio. (Tra s). Mi pareva strano che ci fosse un ramo fertile nella famiglia.
Dulfin: Tu piuttosto che ci fai qui mio nipote professore. Laurea a pieni voti pensi.
Evar: Lo immagino chiss chi glieli ha dati.
Dulfin: E senza raccomandazioni.
Evar: Adesso capisco: vengono da molto in alto!
Maurizio: Scendo anchio, tanto qui ho finito. Michela ti ho raggiunta inutilmente: superfluo proseguire. Arrivederci professore. (Escono).
Evar: Sai che sono pi esterrefatto che altro? Lo zio ha un nipote. E lavora qui da me da un anno senza che ne sapessi nulla? Ho dato rifugio ad uno zio della bassa senza favorirne il nipote. Se lo vengono a sapere chiss cosa succede. Mi accuserebbero di favoreggiamento, di aver esercitato pressioni per spingerlo Lo licenzierei subito. Il nipote dello zio che mi fa lintervista in casa.
Michela: Sei mentalmente provato Evaristo. Dopo tutto non saresti il primo a spingere.
Evar: Gli asini non si spingono: si tirano semmai.
Michela: Senti, sei troppo sconvolto meglio se ti fai vedere al giornale se ritieni di dover rilasciare unintervista, altrimenti vedi un po tu. (Esce).
Evar: Mi sono giocato Michela per colpa di quel cretino. E ma domani lo licenzio. Il professor Scarpiniani accusato di aver favorito un somaro, ingiustamente poi fosse stato un genio almeno avrei di che vantarmi. Ma scherziamo. (Spegne la televisione ed esce). Sono sempre stato contrario alle spinte. Contrario!
Scena quarta
Il giorno dopo
Stella: (Entra con Aureliano e Mirta). Prego accomodatevi, devessere di l. Un attimo! Professore c gente. Quando si ritira a volte esagera nelle sedute.
Aurel: Che significa: si ritira? E dove va?
Stella: forbito altrimenti direbbe unaltra cosa.
Mirta: Sei di un misterioso Stella sembri la Pizia.
Stella: Mah! Pu darsi. (Si guarda labito. Tra s). Quando arriva il maggiordomo glielo chiedo. Con permesso vado alla ricerca del ritirato. (Esce).
Aurel: Certo che circondato da due personaggi da commedia dellarte. Come faccia a sopportarli rimane un mistero. Ha gi il soggetto pronto per una farsa. (Tra se).
Mirta: Caro, per fortuna passo spesso, se non altro gli sollevo il morale con le mie argute didascalie.
Aurel: Sei didascalica? Non lo sapevo. Pensavo che venissi per delle stime di natura archeologica. (Mirta lo ama e si fa dappresso, Aureliano la evita).
Mirta: Io ho una cultura didascalica. So praticamente quasi tutto.
Aurel: Essendo didascalica. S ma ora non si vede n uno n laltra. Che sia la stagione dei ritiri spirituali? Mi giunge del tutto inaspettato il fenomeno. Lo facevo pi laico.
Evar: (Arriva entrando dalla porta dingresso). Oh che meraviglia! Ci dovevamo vedere per qualcosa? Aureliano hai poi trovato quei fogli mancanti?
Aurel: Purtroppo no! Temo che siano finiti in qualche cestino dellaula magna.
Evar: Niente di preoccupante allora: saranno qui a casa.
Mirta: La tua domestica crede che tu sia in ritiro
Stella: (Entra). Ma lei qui strano c una puzza di ritiro di l niente, parlo tra me e me. I suoi ospiti di trattengono a pranzo?
Evar: No! Hanno da fare.
Mirta: Io non ho niente da fare: dal momento che sono qui. Evaristo, quando mi convochi fallo per qualcosa, non mi costringere ad inutili camminate. Sono gi passata ieri.
Evar: Ah s la stima! Stella vai in camera e porta qui la scatola di cartone giallo senza agitarla non aprirla. Vedi Aureliano la nostra Mirta ne sa di oggetti antichi e moderni pure. Ogniqualvolta che entro in possesso di uno, la chiamo perch sa! Lei sa!
Stella: Ecco a lei. Il collega in sciopero oggi? Non si ancora visto.
Evar: Sar in ritardo. Eccolo che arriva. (Entra Dulfin). Il nipote ti sta vessando?
Dulfin: Ci mancherebbe con permesso. Vado a sistemare le piante sul terrazzo. Stanno ingiallendo senza motivo: apparente.
Evar: Meglio! Zio mi facciano il piacere. (Tra s). Allora Mirta?
Mirta: bello accidenti. Ha una lente signora?
Stella. Una lente qualsiasi? Mi dai del lei?
Evar: Lascia stare la lente. Per sommi capi via.
Mirta: Quinto secolo cratere a fondo rosso a figure nere direi che dorigine classica.
Stella: Sai anche in che anno lhanno fatta?
Evar: Questa qui ti sa dire anche il mese.
Aurel: Fa vedere lo saprei dire anchio scritto sotto. Maggio 2017.
Evar: Ah maledetto imbroglione mi ha rifilato una patacca.
Mirta: Sembra autentica Stella hai dellacquaragia e una spugnetta e un guanto di lattice.
Stella: Trielina inodore fa lo stesso? Lattice? Mah! (Tra se).
Mirta: Adesso lo vediamo chi ha ragione. un test infallibile.
Stella: Prego! Serve altro? Raggiungo il collega biotanico!(Esce).
Evar: Ebbene? (Telefono). Per la miseria che seccatori. Pronto Michela adorata dimmi non mi dire non mi dire bene a dopo, ciao.
Aurel: Cosa le ha detto?
Evar: Niente.
Mirta: Continui a dirle non mi dire logico che non ti dica nulla.
Evar: per quello? Allora questo responso?
Mirta: un falso! Gettalo nella spazzatura. La trielina ha sciolto il colore. Se fosse veramente del quinto secolo non si sarebbe sciolto perch sarebbe penetrato in profondit. Non insisto perch faccio un buco.
Evar: Tienilo tu te lo regalo.
Aurel: Lo regali a me professore. Tutto sommato bello da vedere.
Evar: Per me lo stesso. Daglielo.
Mirta: Piace anche a me tiriamo a sorte?
Evar: No! Giudizio salomonico. Lo scaglio a terra?
Mirta: Dallo a lui. Sarebbe un peccato romperlo.
Aurel: Saggia! E dotta.
Mirta: Se non c altro andrei. Avrete da fare. Ciao! (Esce, fa locchiolino ad Aureliano che non raccoglie).
Evar: Dice dice ma, secondo me! Mi devo fidare. Il fatto che mi hanno rubato settecento euro e la cosa mi brucia come non mai. Mi sono fatto raggirare come un cretino qualsiasi un professore della mia levatura. Un docente universitario turlupinato da un tombarolo greco. Ti prego: non diffondere la notizia perch temo rappresaglie culturali. Se qualcuno ti dovesse chiedere del cratere se non ne parli tu per primo chi lo potrebbe mai sapere?!
Aurel: Ma professore non ho interesse a divulgare la notizia: non me ne frega niente dei crateri. Ce ne sono gi tanti per strada. Detto cos alla buona.
Evar: Sei il collaboratore ideale. Non ti avrei spinto scelto se solo avessi sospettato il contrario. Tutti gli ex studenti ambivano al ruolo. Come ad esempio quel Dalpas. Lo sai che fa il tirocinante presso il giornale locale? Inoltre ho scoperto che il nipote del
Dulfin: Professore, Stella la desidera di l, in camera dice che ha trovato alcuni fogli nel cestino e non sa se gettarli o meno.
Evar: Ti saluto assistente ha trovato quello che cercavo. (Esce).
Aurel: Tu pensi che il mio ruolo sia importante? Non lo affatto. Ti posso parlare col cuore in mano?
Dulfin: Prova se smette di battere vedremo di rianimarlo.
Aurel: Dice che disprezza quel suo ex studente Dalpas mentre tratta me come una mezza calzetta. E mi ha favorito pensa. Vado! (Esce).
Dulfin: Tutto qui? Ti parlo col cuore in mano e se ne va mah! Saranno anche istruiti. Forse si dimenticato il suo cognome. Aureliano Mezzacalzetta . E cos disprezza quel ragazzo?! Non certo perch mio nipote: non lo sapeva nemmeno. Non vorrei che la cosa si ritorcesse contro di me. capacissimo di buttarmi per strada. convinto che sia uno sprovveduto venuto dalla bassa al tempo dellalluvione. (Spolvera gli oggetti). E s tutti docenti bisogna essere. Noi, per lui, siamo fuori catalogo quella di l poi si pu esser un po indietro di cottura, come diciamo noi, ma c un limite a tutto. Capisco che i tempi sono sfavorevoli per chi si vuole avvicinare al sapere per a livello personale voglio dire: i libri li possono comprare tutti volendo purtroppo leggere faticoso, meglio guardare la TV . Uno dice: Ma io faccio il facchino, che mi importa di sapere chi era Carlo Magno per quello che fai il facchino idiota. Questo idolo devessere caduto mille volte c pi colla che giada. (Di tanto in tanto di sofferma). Deve avere un valore affettivo pi che altro. Io sinceramente lo butterei. (Vede la bottiglietta che ha portato Stella). Cosa ci fa qui il preparato di soda caustica?
Evar: (Rientra con dei fogli in mano). Attento a quella giada: di gran valore. (Dulfin guarda il pubblico). Mi aveva gettato parte del discorso nella spazzatura.
Dulfin: Forse era meglio se lo gettava tutto. (Tra s).
Scena quinta
Il giorno dopo
Michela: (Entra con Dalpas e Maria). lultima volta ragazzi. Sta tergiversando per qualche motivo che ignoro altrimenti mi verrebbe da pensare che non abbia niente da dire e stia imboccando la via del declino.
Maria: sempre vago, perde tutto. Per me ha bisogno di una donna.
Maurizio: Mi tratta come uno scemo perch gli sono antipatico. Invece quel Mezzacalzetta lo porta in palmo di mano e lo ha nominato suo assistente senza uno specifico motivo.
Maria: Ha detto che sei un somaro pi che altro. Gli avrai fatto uno sgarbo.
Maurizio: Ultimamente circolano delle voci sui docenti non proprio edificanti. Se mi attacca ancora giuro che vado a fondo su una questione che so io.
Michela: Non hai bisogno di lui per fare carriera: credimi!
Maria: Stella! Sar intenta. Stella!
Stella: (Si presenta con Dulfin). Eravamo sul terrazzo le piante stanno soffrendo il caldo.
Dulfin: (Non sa se chiamare il ragazzo per nome o se fingere di non conoscerlo).
Michela: Non saluti tuo zio?
Dulfin: Ecco perfetto!
Stella: Oh mamma mia lo zio. Mi viene la febbre. Fatemi vedere le somiglianze: mmh: scarse! Nipote illegitto? E il professore lo sa?
Dulfin: Lo sa lo sa un peccato forse? Anche noi della bassa abbiamo dei laureati, non raccomandati.
Maria: Maurizio ha il sacco pieno di farina propria. (Gli d un bacio sulla guancia).
Stella: Sono contenta un modo di dire no?
Michela: Evaristo dov?
Dulfin: uscito. Ha voluto portare un reperto al museo per una valutazione ulteriore. Un oggetto di qualche anno fa. Ha degli amici esperti: dice!
Stella: Pur avendo un sapientona che gira per casa. Non io! Mirta Grassi.
Maria: Mirta Grassi una sapientona e da quando?
Dulfin: Da sempre. Sa tutto di tutto!
Maurizio: Queste persone sono molto rare oggi! Io ne conosco due.
Dulfin: Io nemmeno una. Ma sono un ignorante.
Maurizio: Via zio, gli ignoranti non esistono pi. (Sorride).
Stella: Ce ne sono ancora credimi. Cosa faccio: lo chiamo? Magari trova la strada di casa subito e ve lo trovate qui in poco tempo.
Maria: in difficolt? (Stella guarda Dulfin). Voglio dire. Ha dei problemi?
Stella: Perde i fogli e mi incolpa di negalienza. Laltro giorno ne ha gettati un pacco nel cestino perch diceva che il discorso non quadrava e poi quando li ho trovati mi ha detto che ci facevano nel cestino. (Le parole sono scritte male appositamente).
Michela: Io so solo che mi fa una corte spietata e quando mi vede sragiona.
Maria: Che sia dovuto a questo motivo il non voler approfondire largomento scuola? Per vederti pi spesso?
Maurizio: Forse! Dagli corda Michela.
Michela: Per avere delle risposte che conosco gi prima di fare le domande? Maria, se ti preme sapere le ovviet fatti sotto.
Maurizio: Lo state dipingendo come se fosse un cretino.
Stella: una metasofa per dire ecco!
Maria: Metafora per dire! Stella ti spiace prendermi un bicchiere dacqua? (Stella va in cucina). Non sar la presenza di questa ad inabissarlo?
Dulfin: Non ti permetto di insultarla alle spalle. Il professore soddisfatto di Stella.
Maurizio: Ma no non dipende da lei sarebbe troppo facile.
Michela: Sembra quasi che tu sappia qualcosa del passato di Evaristo che noi non sappiamo. A questo punto o ce lo dici o dobbiamo pensare che hai delle mire: lo vuoi ricattare?
Maurizio: Che sproposito: ricattare!
Stella: Hai ancora sete o la uso per i fiori? Guarda, sar anche ignorante ma ci sento molto bene.
Dulfin: Ha vinto ad un quiz televisivo parecchi soldi rispondendo a domande difficili. Domande alle quali non c ancora risposta. La dovevate vedere alle prese con i sapientoni. (Sta cercando di difendere Stella).
Stella: (Lo guarda sorpresa). Diglielo. (Porta il bicchiere in cucina).
Maria: Davvero? proprio vero: ai telequiz partecipano i pi ignoranti.
Dulfin: Partecipano anche i professori ma fingono di non sapere. (Allusivo).
Michela: Che ignoranti.
Dulfin: Lo vedi. Ignoranti.. Quando le due categorie si impegnano diventano indistinguibili.
Maria: C modo e modo di sbagliare risposta.
Michela: Certo! Un ignorante la sbaglia perch non sa
Stella: (Rientra). Mentre un professore perch convinto di sapere.
FINE ATTO PRIMO
ATTO SECONDO
Scena prima
Qualche tempo dopo
Mirta: ( gi in scena, aspetta che Evaristo termini una telefonata, tocca gli oggetti scuotendo a volte il capo con aria di superiorit). Mah! de gustibus! La bellezza non ha niente a che vedere con queste cianfrusaglie. Raccogliere oggetti in giro per il mondo non significa amare larte. Significa gettare soldi alle ortiche, nella maggioranza dei casi.
Aurel: (Entra affannato, non vede Mirta). Professor Evaristo sar di l. (Si precipita nello studio).
Mirta: Che fretta! Che assistente! Che bello che ! Che scema che sono! Che me lo portino via? Che cavolo! Che non capisca che lo sto corteggiando? Gli corro dietro apertamente.
Evar: (Entra con Aureliano). Telefonate dissanguanti credimi. In Italia abbiamo dei giornalisti impropriamente detti. Imbrattatori di carta mi viene da dire ma non lo dico per rispetto di una in particolare, che non fa testo. Allora Mirta, dai sfogo a tutta la tua sapienza Aureliano ti spiace prendere quella scatola di l, quella sul com. Un nuovo reperto da esaminare. Ehhh questa volta.
Aurel: Eccolo qui! Spero non si tratti di unaltra patacca solenne.
Mirta: Lo capirei immediatamente. Ho una tale esperienza in fatto di reperti che anche il direttore del museo passa da me prima di emettere una diagnosi definitiva.
Aurel: Immagino! Posso aprire?
Mirta: Lascia a me lonore. Oh, che meraviglia una maschera antica. Attica, epoca aristofanesca direi ha un bel valore.
Aurel: Aristofanesca? Non meglio aristofanea, mi pare pi adatto.
Mirta: Cosa fai, disquisisci sugli aggettivi adesso?
Evar: Suvvia amici . Se non delluno sar dellaltro. Stella! Sentiamo il parere di un esperta. (Entra). Meglio dire aristofaneo o aristofanesco?
Stella: Che strano: la stessa domanda che mi hanno fatto al quiz.
Evar: E tu coshai risposto?
Stella: Che lo stesso.
Evar: Avete sentito: lo stesso e se lo dice lei grazie Stella vai pure. Capite da soli che una domanda costruita per mettere in difficolt uno sprovveduto. Dai concludi.
Mirta: Secondo me falsa pure questa.
Aurel: Vuoi dellacquaragia?
Mirta: Non ce n bisogno: si vede da qui. Il bordo tagliente. Se fosse antica non avrebbe la bavetta dello stampo con cui stata fatta. Ti hanno fatto fesso. Prima di acquistare anticaglie pensaci. Senti, io vado. Chiamami per qualsiasi stupidaggine. Aureliano scendi? S, ho capito! Ciao. (Esce).
Evar: Cosa volevi dirmi di cos urgente?
Aurel: Niente, pensavo una cosa ma alla luce di quello che ho visto preferisco soprassedere.
Evar: Essere meno misteriosi? Contento tu ci vediamo in aula. La voglio portare da Masetti. Falsa. Lo vedremo! Io sono Scarpiniani. (Escono entrambi).
Scena seconda
Poco dopo
Dulfin: (Entra con Stella). E cos la domanda sulla quale sei capitolata era quella che ti ha fatto il professore?
Stella: Per anche lui ha detto che ho ragione, quindi hanno sbagliato quelli della televisione.
Dulfin: Che scemi. Sai che il fatto mi ha fatto riflettere?
Stella: Adesso ti credi uno specchio? Ti piace questa cosa? Sembra di cartone grosso la quella del coso aristofsitmnesco. Non mi viene nemmeno sotto tortura sta parola.
Dulfin: Se te ne capitava unaltra invece
Stella: Questo per me cartone.
Dulfin: Anche per me. Di chi ?
Stella: Di uno che morto: contento? La butto nella spazzatura? Tanto!
Dulfin: Scherzi chiss quanto vale.
Stella: Che quotazione ha il cartone in borsa?
Dulfin: Nessuna. Lasci stare la cosa Ascolta! Sai che ha detto mio nipote?
Stella: Che ti manca qualche rotella.
Dulfin: Esatto, invece a te mancano tutte. E lorologiaio non ne trova una importante. Ha detto che in passato (Diventa furtivo, sbircia, abbassa la voce).
Stella: Hai visto qualche topo? (Cerca di imitarlo).
Dulfin: Uno di cinquanta chili in passato il professore pare si sia parliamone fuori di qui: meglio! Non mi va di farmi cogliere in flagrante ...
Stella: Adulterio.
Dulfin: Ecco! un peccato che ti abbiano buttata fuori dal quiz per quella parolaccia: avevi delle chance fai conto che non ti abbia detto niente. Ti precedo o mi
Stella: Adesso prima di andare in cucina fai il giochino del precedimi. Non dico altro perch non voglio essere colta in fragrante mentre di rifilo un calcio nel sedere.
Dulfin: Che domestica sei diventata? Bisbetica?
Stella: Questa la so. una che picchia forte. Quindi!
Scena terza
Poco dopo
Evar: (Entra si siede al computer). Chiss dove ho schiacciato il dito: una sbucciatura bella e buona fa male accidenti. Non sopporto il dolore. Stella puoi venire un attimo qui?
Stella: Eccomi!
Evar: Mi faresti una cortesia? Ti pago un supplemento per questo.
Stella: Va bene devo stare qui in piedi ad osservarla?
Evar: Ti puoi sedere sai scrivere al computer?
Stella: Fino ad ora lho spolverato. Ci provo.
Evar: Bene! Non difficile. Siedi alla tastiera ti detter una pagina dapprima lentamente poi mano mano che prenderai confidenza col mezzo accelerer.
Stella: Deve andare lontano?
Evar: Non voglio che il mio assistente ficchi il naso in faccende private.
Stella: Adulterio.
Evar: Esatto! Adulterio di chi? Ma no! Sei pronta? Via, si parte. (Suona il telefono). Continua da sola: questo il testo, ricopialo e poi stampalo. Prima trascrivi le due pagine sopra. Sei in grado?
Stella: Vada tranquillo. Ci penso io a tutto. (Guarda lo schermo gi acceso, guarda sotto la scrivania. In sostanza: si capisce che non ha idea di cosa debba fare ma )
Evar: Pronto! Michela adorata dimmi non mi dire, anzi. Dimmi! Bene certo lintervista la sto trascrivendo . Facciamo domani? E sia! Ciao. (Pensa). Mi faccio trovare con un abito idoneo stavolta, la presenza ha il suo peso. Soprattutto quando ci si incontra la prima volta. Prima volta la conosco gi. (Entra Dulfin con un frac). Fa vedere quasi quasi mi infilo questo.
Dulfin: Lo stavo Deve andare ad un concerto?
Evar: (Lo porta in un angolo del palco, Stella continua a scrivere). Tu che sei un uomo di mondo dammi un consiglio. Domani deve venire Michela per terminare unintervista barbosa della quale me ne infischio altamente ecco che abito mi posso mettere per far colpo? Penso di avere qualche chance.
Dulfin: Professore, mi meraviglio di lei si metta questo. Un uomo in frac fa sempre la sua bella figura. Lavessi avuto io un frac. Pensi che ho dovuto conquistare le donne pressoch in mutande.
Evar: Perbacco che tempi. Difficili. Bene non vorrei che Stella sentisse i nostri preamboli conquistatoreschi.
Dulfin: La vedo alle prese col computer: deve aver scoperto a cosa serve.
Evar: Sta trascrivendo una lettera di due pagine e il discorso in bella.
Dulfin: Oh bella? Sono talmente sorpreso che mi vengono dei crampi alla gambe. Scusi, in confidenza, quando ha finito di scrivere, lo posso leggere?
Evar: Certo, leggi, un parere fa sempre piacere, anche se viene da un non laureato. (Pensa). Ma, forse meglio di no! Meglio di no! Senti, dovrei uscire, ti affido la casa. Tutto a posto Stella?
Stella: S! (Si atteggia come se fosse una segretaria esperta).
Evar: Posso uscire allora?
Stella: Esca! Non mi interrompa perch perdo la riga. (Evaristo esce).
Dulfin: (Si avvicina a Stella). Ti ha nominata segretaria particolare? Hai dei problemi di vista? Vedo che usi caratteri cubitali. Che titolo ha lopera?
Stella: Boh! Era sullaltra pagina. Non hai niente da fare? Vai a scopare il terrazzo quadrupede.
Dulfin: Subito dottoressa. Ha altri ordini?
Stella: Prepara il pranzo. Analfabeta.
Dulfin: Lo legger prima o poi ridere dir poco. Mi far fare un cinto per non scoppiare. Che idea mi passata per la testa. Avrei dovuto lasciarlo nellarmadio sto straccio. (Esce).
Stella: Mi chiedo perch lo vuole riscrivere: c gi questo pronto. Era nel cestino, ha detto: ecco dovera segno che va bene senn avrebbe detto unaltra cosa. E io, devo massacrarmi la dita per niente? (Mette in ordine i fogli gi scritti). Quanti titoli ha sto racconto? Si arrangi! Cosa sono: una scema? (Deve aver fatto un errore perch si piega verso destra per cercare di leggere il testo sullo schermo, probabilmente lha scritto in verticale). Stampo le due pagine. Volendo ne stampo mille. Qual il tasto? Ti. (Escono due fogli, li rigira tra li mani). Appena arriva li trova pronti tanto per quello che c scritto. Chiss poi che c scritto. (Campanello). Avanti! Michela ho appena finito di scrivere il discorso per il professore. (Con aria di sufficienza).
Michela: Glieli scrivi tu? Ah ecco adesso capisco. Avr riposto in te la massima stima.
Stella: Sai per quanto dopo tutto.
Michela: Non in casa?
Dulfin: (Appare sulla porta della camera). uscito di corsa diceva che saresti passata domani e
Michela: S s, domani volevo vederlo niente. Digli che sono passata.
Dulfin: Meglio non dirgli niente, domani quando vieni ti fa una sorpresa.
Michela: Daccordo! (Si avvicina). A dire la verit sono passata pensando di trovare Aureliano. Mi posso confidare? Mi piace!
Dulfin: Capisco! Eh mah. Ti piace? (Allarga le braccia). Secondo me qui Lo terr per me.
Michela: Vado! Ciao poetessa.
Stella: Tua sorella! Cosa stavi sventolando prima? Un pinguino morto?
Dulfin: innamorata dellassistente mentre il professore innamorato di lei.
Stella: Perch mi dai del lei? Tu ogni tanto vaneggi.
Dulfin: Continua a scrivere che meglio.
Stella: Esco, vado dalla vicina: due minuti. (Va in cucina ed esce con una borsa, sta per uscire di casa, sulla porta). Granduca della bassa c tuo nipote scusa se lo chiamo per nome.
Maurizio: Che simpatica. Zio, ti posso parlare un attimo in privato?
Dulfin: Sono solo in casa successo qualcosa a qualche parente?
Maurizio: No! Vieni di l che finisco di raccontarti quella faccenda. Sono salito per questo. (Vanno nello studio).
Maria: (Fa capolino). Evaristo! Non mai in casa questuomo. Meglio. (Telefona). Maurizio, dove sei? vorrei vederti subito adesso sono a casa di Evaristo. (Entra in cucina mentre telefona) Arrivi ok.
Maurizio: (Entra). Maria? Sono qui!
Maria: (Rientra) Che fulmine! Viaggi alla velocit del suono tu.
Dulfin: (Rientra anche lui). nato in bicicletta.Siete giovani, agili, istruiti, furbi. Alla mia epoca lo eravamo di meno. E non avevamo raccomandazioni.
Maurizio: Mentre qualcunaltro. (Allusivo). Dimmi Maria?! Sei passata per lintervista con questo? Io direi di lasciar perdere . Dice banalit cose scontate. Maria: superato, si fossilizzato.
Maria: Veramente ti volevo vedere perch ti volevo vedere.
Dulfin: Tu sei laureata in? Logica deduttiva. Mi ritiro. Scusate ma quando sento certe frasi.
Maurizio: Scendiamo? Tanto questo pi che insultarmi non fa.
Maria: Chiss perch poi capisco se fossi uno scemo qualsiasi ma centodieci e lode con bacio accademico per giunta: non so!
Maurizio: Il bello che mi ha baciato lui subito dopo il rettore. Una faccia guarda. Oltretutto ha scoperto che Dulfin mio zio. S ma ho le mie frecce in faretra. Andiamo.
Maria: Non commettere sciocchezze mi raccomando. ancora influente.
Mirta: (Entra, la porta rimasta aperta). La giornalista di successo.
Maria: La sapientona di casa ho un cavatappi del medioevo da stimare: me lo fai tu? Impugnatura caprina tempestata di escrementi
Mirta: Sei invidiosa di me? Lo sai che spazio in ogni disciplina mentre tu spazzi solo lufficio.
Maria: Ehhh! (Smorfiosa). Meglio lufficio che il cesso.
Mirta: Intanto se ha bisogno chiama me
Maria: Pensa che genio ha bisogno della balia per fare pip.
Mirta: E se fosse?
Maurizio: Ragazze, per favore! Ognuna ha la sua specialit pensate a quei poveri ignoranti che non sanno nemmeno leggere il titolo di un romanzo. (Stella entra in quel momento e sente).
Stella: Grazie per il bel complimento. (Va direttamente in cucina).
Maurizio: No Stella ho fatto la frittata? Rimedier.
Maria: Lasciamo la dog sitter a meditare sui reperti appena scoperti.
Mirta: (Mentre escono). Scema tu e la tua amica. Porca miseriaccia non c mai avessi il numero di telefono almeno. O tonto o ha in mente unaltra. E non so quale delle due opzioni sia meglio.
Evar: (Arriva piuttosto giulivo). Mirta cosa fai qui?
Mirta: Pensavo di trovare Aureliano ma ho incrociato una super intellettuale, sai quelle che sprecano inchiostro inutilmente.
Evar: Si usa ancora linchiostro? Allora quella maschera che valore avr sul mercato? La vorrei vendere per recuperare il denaro.
Mirta: Eh beh quanto lhai pagata?
Evar: Mille!
Mirta: Perbacco mille! Pensavo meno. Tenta di venderla al museo. Non pagando di tasca propria forse la piazzi.
Evar: No al museo no sono onesto io piuttosto me la tengo. La posso sempre esibire agli avventori.
Mirta: Meglio! Non mi daresti il numero di telefono di Aureliano?
Evar: Non ora ho da fare con un discorso vieni domani.
Mirta: E sia. Ciao. Prima o poi lo prendo.
Evar: (Si avvicina al computer). Perfetto! stata veloce. La facevo meno erudita. Dovesse passare madamigella glielo metto in mano e se la sbrighi lei: ho ben altro per la testa. (Non si accorge che il discorso, che Maria dovrebbe leggere, finito assieme alla lettera che Stella avrebbe dovuto ricopiare in prima battuta e che ha in qualche modo stampato).
Scena quarta
Il giorno dopo
Stella: Professore Seforisto che nome scemo gli hanno dato a questo, si vede che allepoca dei dinosauri si usava cos.
Evar: Come sto? ( in frac).
Stella: Deve ammaestrare qualche foca? Ci sarebbe mia cognata se vuole fare esperienza.
Evar: Ma quale foca lho indossato perch
Stella: Ho capito! Lo sta provando per carnevale.
Evar: Dulfin (Entra, lo vede, fa un sobbalzo, piuttosto goffo).
Dulfin: Mamma mia che eleganza. Pi che conquistarla la stende. Professore oggi sfoggia tutto il suo charme.
Stella: Deve far fuori qualcuna con lo sguardo? Voglio dire: vedendo come vestito una schiatta.
Evar: Lo so mia intenzione farla schiattare di gioia.
Stella: Non per linvidia che si schiatta?
Dulfin: Una volta adesso lo si fa anche di gioia. Arretrata!
Evar: Metti in tavola i pasticcini lo spumante Dite che sarebbe meglio se la intrattenessi con un discorsetto idoneo?
Stella: Dev essere ubriacante per stesa, da 118.
Evar: Magari con un sonetto?
Dulfin. Raffinato. Il sonetto andrebbe bene!
Stella: Cos si addormenta subito e ce la leviamo dalle palle. Scusi, chi sarebbe la fortunata? Insomma, la cieca la prescelta: non mi veniva la parola.
Dulfin: Che novit!
Evar: Michela Belgi.
Stella: Porca put (Si tappa la bocca con la mano).
Dulfin: andata cos! (Rivolgendosi a Stella. Campanello). Devessere lei. Mi raccomando aria di superiorit, un tantino di albagia inceda lentamente, alzi lo sguardo si picchi professore.
Stella: Se vuole senza complimenti eh. Una pappina.
Dulfin: Avanti! Prego Michela il professore lattende.
Michela: Ho sbagliato piano? Ah ma sei tu?! A cosa dovuto il paludamento?
Stella: Stava uscendo per un escoriazione: rane.
Evar: Michela ti aspettavo per un tȇtȇ-a-tȇtȇ
Stella: Ne ho sentite di bestialit ma questa mi posso ritirare? Signor cerimoniere mi segua. (Spiano dalla porta della cucina, solo il pubblico li vede, Stella si accorge che manca lo spumante e rimedia).
Michela: Bene! Cosa facciamo? (Imbarazzata: ha capito che sarebbe stato meglio non venire). Giacch mi trovo qui finisci lintervista.
Stella: (Entra con la bottiglia). Il campagne. (Li guarda di sottecchi, esce).
Evar: Veramente Michela, non so come dirtelo. (Casualmente prende una bacchetta, sembra un direttore dorchestra. I due, dalla cucina, si guardano e ridono facendo dei gesti appropriati ).
Michela: Ecco, non lo dire. Dirigi bene. Bravo! Hai fatto progressi. A chi apparteneva il frac?
Evar: Antenati! (Con un aria di superiorit). Vedi cara Michi tempo che esterni il mio pensiero che finora ho tenuto celato nei recessi della mente
Michela: Veramente? (Campanello). Ma guarda che seccatori, proprio adesso dovevano venire. Menomale. (Tra s). Aureliano non sai che piacere vederti.
Evar: Che c seccatore il plico sulla scrivania. A posto, fallo leggere a Maria. Ho da fare ora. (Aureliano prende tutto il plico).
Aurel: Professore sta provando labito che indosser per la cerimonia che si terr in occasione dell assegnazione del Nobel? (Stella e Dulfin se la spassano).
Michela: Si vede! Ti seguo giornataccia Evaristo, che disastro, guarda alle volte alla prossima. Comunque bello quel frac.
Evar: (Si siede affranto. Stella e Dulfin scuotono la testa e si ritirano dietro la porta). Devo aver sbagliato qualcosa. Non capisco. Che sia dovuto al fatto della mia posizione troppo elevata? Ho dedicato la mia esistenza allo studio, alla professione ed ora mi ritrovo a quarantacinque anni senza una compagna con cui condividere i piacere della vita. E sar sempre pi difficile trovarla allaltezza. Mi dovr accontentare di qualche bifolca ignorante incontrata per caso in una piovosa scampagnata fuori porta, finita accanto a me per ripararsi dalla pioggia sotto lunico porticato? Bella prospettiva. (Si alza di scatto). Che sia davvero colpa di questi due che abbassano il livello? (Esce).
Scena quinta.
Il giorno dopo
Evar: (Entrano). E cara Stella, pensavo di aver trovato la
donna ideale ma purtroppo la melodia dellamore non scattata.
Stella: stata una toccata e fuga.
Evar: Solo fuga solo fuga!
Stella: Nonostante labito che il maestro di cerimonia le ha consigliato? Per me vestirsi da pinguino oggi, scolven
Evar: Sconveniente.
Stella: Ecco! Le donne sono la maggioranza della popolazione ne trover unaltra meno veloce.
Evar: Fa presto a dirlo. (Tira un sospiro). Cosa ti devo dire cara Stella.
Stella: Veda lei. (Si capisce che vorrebbe dirgli: sei un cretino)
Evar: Vado con le pive nel sacco. (Esce).
Stella.: Dove le trovano tutte ste pive poi.
Dulfin: (Stanno rassettando). Povero professore rimasto male chiss cosa si era messo in testa. Sono troppo giovani per lui si vede che in difficolt. Ha bisogno di una compagna, di una quarantenne almeno.
Stella: vero! Purtroppo non conosco nessuna adatta ad un laureato.
Dulfin: Nessuna?
Stella: Perch guardi me? Guarda fuori dalla finestra. Ohhh, un volo di merli.
Dulfin: Hai ragione, per un attimo ho avuto un malore culturale. Ho visto in te la donna ideale.
Stella: Faccio finta di non aver sentito e per contro passo di dico che nemmeno tu sei un granch.
Dulfin: Contrappasso! Mi piacerebbe leggere quello che hai scritto ieri. Non tanto per il ridere che far ma per evitarti il licenziamento.
Stella: (Si ferma improvvisamente). Dulfin! Ho avuto questa visione!
Dulfin: Stella, non mi far preoccupare eh!
Stella: Sto pensando a mia cognata. Sembra uno spaventapasseri ma ha quarantanni.
Dulfin: stagionata. Portala qui con una scusa qualsiasi e gliela presenti. Gliela fai trovare seduta alla scrivania. Gli dici: Professore, proprio cos professore ieri, mentre stavo in campagna, per caso, meglio dire per caso, mi sono imbattuta in questa rarit e cos mi passato per la mente meglio per la testa ... mente per te troppo e ho pensato di fargliela conoscere, sa cos avvenente, brucia dal desiderio di conoscerla.
Stella: Esatto e se scatta la scintilla
Dulfin: Fa un bel fal e morta l (Campanello). Giornata pesante oggi. Aureliano? Sei affannato?
Aurel: Quella Mirta so tutto so tutto ... ma poi non capisce niente. Non so se meglio tenerlo per me o dirglielo quel cratere
Stella: Oh poveri siciliani gliene d di problemi quellEtna.
Dulfin: Credimi quello il male minore. Parla.
Aurel: Quella Mirta unasina. Il vaso attico non un falso. Vale molto! Tanto per sfizio lho voluto portare al museo per capire cinquantamila almeno. Quellespediente da rivedere. Che solvente le hai portato?
Dulfin: Ho capito. Ecco. Adesso ho Era la Ahhhh eh!
Aurel: (Ride). Il bello che un cartellino con una data si appiccicato sotto e ha creduto che fosse di questanno. (Campanello).
Dulfin: Non c un attimo di tregua. Avanti! Mirta?
Mirta: Aureliano ti trovo finalmente. (Lo abbraccia).
Aurel: Mirta sei sicura di quel tuo esperimento?
Dulfin: Se non sicura una che dice: finalmente. Eh non ti avrebbe abbracciato.
Mirta: Esatto! Qualunque cosa mi volevi dire passa in secondo piano.
Stella: Eh s lo il anche il cartone allora?
Mirta: Stella? Non me lo confondere. Il cartone?
Dulfin: Tutto a posto il professore ha del cartone: scarpe. Aureliano ci penso io. Andate a spasso.
Aurel: meglio! (Escono).
Stella: Hai capito? Si piacciono!
Dulfin: Hai fatto prendere un granchio alla sapientona a quanto pare. Cosa stai pensando? Granchio per dire.
Stella: Sto pensando che anche la maschera potrebbe essere
Dulfin: Autentica?
Stella : Esatto hai sempre la parola pronta.
Dulfin: Lavevo in tasca. Glielo diciamo o? Magari un giorno. Senti, cos eh, per pura conoscenza, che cosa le hai portato per scolorare il vaso?
Stella: La prima bottiglietta che mi capitata in mano, tanto.
Dulfin: Sai cosera? (Stella scuote il capo). Soda caustica allungata con chiss che. Quindi va dedotto che stata ingannata. La soda corrode tutto. Stai attenta! Senti, pensiamo allaltra faccenda. Chiama tua cognata che organizziamo levento.
Stella: Adesso? La devo preparare. Non posso bruciarla cos.
Dulfin: Dimenticavo che di paglia. (Campanello). Diciamo che non siamo in casa?
Stella: Non c nessuno! Ripassi!
Maria: (Entra lo stesso). Fate gli spiritosi? Evaristo?
Dulfin: a scuola.
Maria: Aureliano?
Stella: A ripetizione da Mirta. Materie L. (Guarda Dulfin che fa segno di lasciar perdere).
Maria: Brutta scema. Senti Dulfin il mio tirocinante si visto? Mi piacerebbe vederlo fuori dalle ore di lavoro ma da due giorni non si fa trovare.
Dulfin: Ma al professore non sta troppo simpatico lo crede un parvenue della bassa.
Maria: S ma mi piace lo stesso. (Campanello). lui?
Stella: Vediamo subito. lui. Premetto che sono ignorante ma qui c qualcuno che mi supera. Con permesso. Consulente scientifico seguimi. O mi vuoi precedere?
Dulfin: Vai avanti tu stavolta.
Maurizio: Zio sparito Come mai qui? Lintervista!
Maria: Lascia perdere, chi se ne frega sono qui per te. Portami al ristorante.
Maurizio: Adesso? Perch? Cosa devo pensare? Mi devo preoccupare?
Maria: Mi sono innamorata di me? Moltissimo!
Maurizio: Porca miseria se lo avessi saputo prima non mi sarei impegolato con Mirta.
Maria: Vai al diavolo per non dire altro. Scemo! (Esce infuriata).
Maurizio: Non mi posso accollare una collega a me piace Mirta Grassi.
Dulfin: Avete finito il vagabondaggio? Allora. Riassumendo Stella raggiungimi. inutile ma siccome non voglio ripetere. Allora. Il professore innamorato di Michela e fin l (Stella annuisce ad ogni affermazione). Michela innamorata di Aureliano e fin l Maria corteggia te e fin l Mirta ama Aureliano e fin l tu ami Mirta e Aureliano ama Maria.
Maurizio: E fin qui ama Aureliano? (Si siede affranto). Che cretino!
Stella: Tutta questa storia scritta sul corriere dei fessacchiotti o si trova anche altrove? Che commedia. Potresti riassumere? Sono imbarazzata.
Dulfin: Alla sera mangia leggero.
FINE ATTO SECONDO
ATTO TERZO
Scena prima
Una settimana dopo
Evar: ( solo in casa sembra preoccupato). Devo insistere con Michela. troppo bella! Quando la vedo mi si flettono le ginocchia. Non essere corrisposti un dramma. (Bussano). lei? Avanti! Sei tu! (Deluso).
Aurel: Professore mi perdoni lintrusione ma necessario che sappia la verit.
Evar: Ti prego non rigirare il coltello nella piaga. Ama un altro!
Aurel: Me ne sono accorto ma non quello che voglio dire veda
Evar: Sapessi almeno chi me ne farei una ragione.
Aurel: Parla di Michela? Non si preoccupi: non mi interessa. Amo un'altra.
Evar: Davvero? Figlio mio scusa, mi sono lasciato trascinare dellemozione. Quindi te che rincorre ma tu non ne vuoi sapere e fai bene ho qualche chance allora?
Aurel: Professore mi ascolti! Questo cratere vale tantissimo. Mirta unincompetente. Di conseguenza anche la maschera me la dia: la porto al museo per una stima.
Evar: Ah s? E come lo sai?
Aurel: Lho portato da Masetti per una verifica. autentica. La sua acquaragia non ha sciolto il colore.
Evar: La estrometto da casa mia. Fuori! Purtroppo anchio sono passato da Masetti, ha detto che la maschera, mi costa dirlo ma un falso. In questo caso ha ragione la sapientona e ammetterlo mi crea un problema di immagine.
Aurel: Stia sereno: non ne faccio parola. Bene! Professore mi piace Maria e non so come dirglielo. (Mette il cratere sulla scrivania). Ha un valore non indifferente.
Evar: Che pasticcio colossale. Ti piace Maria? Ma via, sei giovane, istruito. Quella una giornalista, lascia che frequenti Dalpas: un suo pari.
Aurel: Impedisce a me di frequentare una giornalista mentre lei adora Michela?
Evar: Michela bella!
Aurel: Quindi basta la bellezza anche un delinquente se bello
Evar: Aureliano non sommare le cose. Io pongo la bellezza davanti a tutto anche se si tratta, ahim, di una bellezza scribacchinesca.
Aurel: Quand cos! Il plico glielo lascio. Maria lo trova piuttosto incomprensibile.
Evar: Figurarsi. Prima bisognerebbe saper leggere.
Aurel: Insomma! Ci sono delle parti un po niente. Buongiorno! (Esce).
Evar: Stella! Riponi questi fogli nel cassetto.
Stella: Subito! Professore mi permette una parola?
Evar: Anche due. Cerca di non strafalcionizzare per.
Stella: Mah! Le volevo dire che ieri, per caso, ho incontrato mia cognata in campagna nelle ore libere ama passeggiare per i campi.
Evar: Anche tu!
Stella: Io no!
Evar: Cosa ci facevi in campagna? Passeggiavi!
Stella: No io camminavo. Come ne esco adesso. Va bene! Passeggiavo!
Evar: Lo vedi!
Dulfin: (Entra era in cucina). Stella, non mi dire che hai incontrato quel fiore di tua cognata?
Stella: Glielo sto dicendo.
Evar: Infatti! E non ne vedo la ragione.
Dulfin: Ma professore un angelo caduto in terra. Se fossi in lei la vorrei conoscere a costo di morire.
Evar: Davvero? Un angelo? Beh visto che Michela non sa che farsene di me invitala qui a casa una domenica. Che tipo ? Sofisticato o alla mano?
Stella: Alla mano! Ha otto lauree e un fascio di
Dulfin: Mi creda ne rimarr entusiasta.
Evar: E vada per la cognata. Stavolta niente frac. Esco!
Stella: Gli stavo dicendo del covone di capelli rossi che ha in testa.
Dulfin: Vanno fatti sparire dille di legarli come la paglia.
Stella: E se prendono fuoco? La chiamo?
Dulfin: Ha anche il telefono? una spaventapasseri moderna.
Stella: Oh! Di pi! Pronto Virginia sono io, tua cognata. Grida come una pazza. Sai dove lavoro? Ecco! Vieni qui appena puoi che ti faccio conoscere un uomo vestiti bene butta via gli stracci metti le scarpe brava. Ciao Capisce tutto. Viene domani.
Dulfin: O la ama alla follia subito o la strozza immediatamente.
Maurizio: S pu? Ciao zio non c? Meglio. Aiutatemi. Mi piace Mirta e non so come dirglielo.
Dulfin: Maurizio lasciala perdere una stupidona. Abbiamo sentito che ha intenzione di cancellarla dalla lista degli ospiti: per me ingiustamente. Crede che non ne azzecchi una.
Maurizio: Giocano al totocalcio?
Stella: Non venire a dirmi che sono indietro perch stavolta vado di l.
Maurizio: lui che non ne azzecca una ti ricordi quello che ti ho detto?
Dulfin: Che ha preso la laurea perch era raccomandato dal ministro senn sarebbe ancora a scuola a scaldare il banco? E sa che tu sai.
Maurizio: Proprio! Se mi attacca ancora lo smaschero.
Dulfin: Lascia perdere piuttosto se ti vuoi divertire vieni domenica.
Maurizio: Fai venire Mirta zio. Ti prego!
Dulfin: Non dipende da me Stella, con la sua perspicacia, lha fatta cadere in disgrazia vai. Mi sembra di essere finito in una commedia.
Scena seconda
Il giorno dopo
Evar: Quella lettera che fine ha fatto? Era nel ah eccola. meglio rileggerla o la spedisco subito? Cos poniamo fine ai sospetti. (Rigira il foglio). Me lha scritta in tedesco? Vedo accenti danesi. Anche arabo ... arabo! (Gira laltro foglio). Qui invece in geroglifico. Che caratteri ha usato? Il fatto che non la ricordo a memoria. Se non trovo la brutta. Stella! Dove hai messo la bella copia di questa lettera?
Stella: quella che ha in mano. Lho scritta male?
Evar: No se fosse per un egiziano, ma io non lo sono. Almeno ti ricordi qualche frase per il rettore
Stella: Qualche frase dice frasi proprio no ma il titolo lo ricordo: Magnifico qualcosa che ha a che fare col Sole.
Evar: Chiarissimo per caso?
Stella: Esatto. Era giorno. Quello e poi s! Non pensi che le debba delle scuse mie sue mah! Ah ecco! Adesso vedo chiaro. Non creda che sia un imbroglione.
Evar: S s va bene. Adesso mi ricordo. Stella non dire niente in giro sai sono questioni delicate che riguardano il passato remoto. Fesserie capitate qui per caso devo salvaguardare ... la cosa allievi dissidenti.
Stella: Comunque se ha bisogno di nuovo mi metto sotto.
Evar: Magari quando vado in Egitto ti faccio un fischio. (Stella esce). Dio mio che ignorante. Dulfin hai detto che ti sarebbe piaciuto leggere la lettera giusto? Prego! (Ridacchia divertito).
Dulfin: Da quale parte preferisce? Dai geroglifici o dallaltra?
Evar: Per me
Dulfin: Dunque inizio dai geroglifici: pi facile Chiarissimo rettore sar mia premura comunicarle quanto segue. Non ho mai ricevuto raccomandazioni da chicchessia. (Gli strappa la lettere di mano).
Evar: Tu sai leggere i geroglifici? (Totalmente sorpreso e ora preoccupato).
Dulfin: Molto bene!
Evar: Vedo! Vedo! Chi lavrebbe mai detto che un domestico di punto in bianco Che cosa pensi di queste parole?
Dulfin: Che quello che le ha scritte un impostore.
Evar: Bravo bravo. Ma non sappiamo chi ! (Imbarazzato).
Dulfin: Potrebbe essere chiunque professore.
Evar: Magari tuo nipote ma noi fingiamo di non sapere. La cestino definitivamente? Ma s.
Dulfin: Come potrebbe essere mio nipote: stato un suo studente. Onesto il docente onesto lallievo.
Evar: Gi onesto uno beh lasciamo perdere il nipote. Caro Dulfin dovr rivedere le mie posizioni nei confronti di quel ragazzo.
Dulfin: Le riveda professore le riveda! (Esce).
Evar: Dire che sono un idiota riduttivo. Vai a fidarti degli ignoranti geroglifici: ma ti dico io! Ormai sospettano. Che stupido. Anche il pi somaro a volte ti sorprende. E ne ho ben due. Devo rivedere tutto qua dentro.
Scena terza
Il giorno dopo
Virginia: (Virginia una bella donna ma si veste in modo improponibile. Oltretutto ha una capigliatura rossa davvero eccessiva e informe. abituata in campagna e non ha frequentazioni con gente di alto livello culturale. Entra, grida il nome della cognata non perch maleducata ma perch abituata cos, alla buona). Stella!
Stella: (Era in camera). Non gridare non siamo al circo girati, lasciati guardare tutta quante gonne hai? Ma ti sei vista prima di uscire?
Virginia: Ho messo il vestito della festa.
Stella: Di quale festa? Quella che faceva la tua bisnonna nel medioevo per scacciare le streghe.
Virginia: Cos che dovrei vedere di cos urgente?
Stella: Il pagliaio. Abbassa la voce. Non siamo al mercato.
Evar: Che succede qui? Stella, ti ho gi detto mille volte di non far entrare dei pezzenti dalle dieci euro e buttala fuori. Mi ritiro un attimo.
Dulfin: Ce la siamo bruciata in men che non si dica. In fumo! Una vampata.
Stella: Te lho detto che viene dal campo di grano. E adesso?
Virginia: Chi quel cretino che mi prende per una pezzente?
Dulfin: Non che la prende Questa qui va ricostruita tutta. Come si fa a presentargliela cos. Quei capelli diciamo vaporosi vanno decespugliati.
Virginia: Non vanno bene? Sono un po secchi ma una volta pettinati.
Dulfin: Una volta ma adesso? Guarda se per caso ha dei nidi nel cespuglio. Portala in bagno. Annaffiala magari cresce ancora.
Stella: C il professore in ritiro spirituale. Oh madonna! Virginia stasera passa da casa mia. Poi prendiamo un appuntamento col giardiniere col parrucchiere. (Annusa). Prima di passare hai fatto un giro nelle pozzanghere di torte paradiso?
Virginia: Torte no Avr pestato qualche sacramento di mucca.
Dulfin: Qualche?
Stella: Ti abbiamo fatta venire perch perch?
Dulfin: Mah! (Rientra Evaristo). Vada signorina. Esca. Torni nellovile.
Evar: Sento un odore di stalla e di paglia quella spaventapasseri dove abiter?
Stella: Lavevo nellorto. Si vede che il vento forte lha sollevata di peso eh?
Evar: Stella, quella donna che mi volevi far conoscere ancora disponibile allincontro?
Stella: Ecco s disponibile ma prima la devo siccome ha sbagliato shampoo allora gli sono rimasti gli spuntoni: capisce.
Dulfin: Labbiamo in restauro domenica viene. Splendida.
Evar: Le ragazze di oggi sono tutte belle e soprattutto si vestono bene. Il buon gusto diffuso ovunque.
Stella: S questa che le voglio far conoscere poi ... la vedesse. La vedr.
Dulfin: Oggi venerd dovremmo farcela. Professore, lei in una donna cosa ammira di pi laspetto, leleganza, la bellezza interiore?
Evar: Un po tutto ma Locchio vuole la sua parte diciamo.
Stella: A occhio e croce lei contro la campagna non ha niente?!
Evar: Anzi! Ladoro. Adesso devo proprio scappare. A stasera.
Dulfin: Stella che parenti hai?
Stella: Guarda che squisita eh.
Dulfin: Allora, se squisita. Vedi di renderla appetibile.
Scena quarta
Il giorno dopo
Evar: (Entrano in scena). Bene bene finalmente domani vedr questa rarit della campagna. Lattendo con ansia. Come si chiama?
Stella: Virginia Mersin.
Evar: Mersin turca? (Stella nega). Ed laureata mi dicevi.
Stella: Ooooh e onesta anche lei!
Evar: Eh eh lei! Credo proprio che mi piacer! (Campanello). Chi sar?
Michela: (Entra con Maria e Aureliano). Allora la vogliamo concludere lintervista?
Aurel: Parlo io? Per me si potrebbe ritenere chiusa la faccenda, a meno che qualcuno voglia sollevare obiezioni riguardo i temi. (Guarda Evaristo).
Maria: Pi che obiezioni, curiosit.
Michela: Aureliano cosa dici? (Quasi gli casca tra le braccia). Quali curiosit vai cercando. Per te sarei disposta a tutto. Curiosami.
Aurel: Maria cara la finiamo qui? il caso!
Maria: S ma stammi lontano non approfittare della mia ingenuit per accondiscendere qualcuno. (Aureliano si siede sconsolato).
Evar: Hai letto il plico? (Preoccupato).
Aurel: (Precedendolo). Non tutto professore la parte in geroglifico no!
Dulfin: Era la parte pi interssante.
Evar: Beh forse!
Maurizio: permesso? Salve a tutti cercavo te Maria. (Maria va ad abbracciarlo).
Maria: Ed io cercavo te per la
Stella: Chi cerca trova.
Maria: Beh? Perch mi eviti? Non ti piaccio?
Evar: Non vorrete trasformare casa mia in una garonnire?! S! (Preso dallentusiasmo). Amici domani siete invitati per la mia festa di fidanzamento.
Stella: Oh madonna mi sta salendo la pressione. Non sa nemmeno chi ! (A Dulfin).
Dulfin: (A Stella). Magari va tutto liscio. Nelle faccende di cuore non si pu mai sapere come finisce. Una vampata meglio di no.
Evar: (Continua). Ho incontrato una giovane colta bella Sono stanco di passare pomeriggi sui libri. tempo che mi dedichi agli affari di cuore. Ho indugiato per troppo tempo e non voglio subire altre sconfitte sentimentali. (Altezzoso).
Aurel: Bravo!
Evar: Caro Dalpas, perdonami se ti ho creduto un arrivista raccomandato. Tutti possiamo sbagliare a dare un giudizio.
Maurizio: La ringrazio professore perch so che il riconoscimento viene dal cuore. (Guarda lo zio).
Dulfin: E che cuore!
Evar: Bene se non avete altro. Scrivete quello che volete sul giornale. Le linee guida le avete. Perdonatemi ma Lasciatemi solo. A Domani.
Maria: Quel pasticcio che ho letto? Hai ragione Aureliano. Soprassediamo. opportuno! (Escono i quattro).
Evar: Che seccatori.
Dulfin: Come fa a sopportarli?
Evar: Mah! La passione per il sapere. Sentite vado a fare delle compere: un vestito nuovo per loccasione. Stella dice che il frac desueto. E io mi fido. A volte anche i meno avveduti riservano delle preziosit. A dopo. (Infila la giacca ed esce).
Dulfin: La passione questo qui si preso la laurea a suon di raccomandazioni: altro che professore.
Stella: Tuo nipote? Hai capito? Non ho afferrato bene quello che ho ricopiato perch sono ignorante ma ho intuito che qualcosa non quadrava.
Dulfin: Io invece ho capito tutto. Hai sentito: adesso lo apprezza.
Stella: Dulfin ma a noi, alla fine della fiera
Dulfin: In qualche modo ha gi ammesso di essere stato un furbetto.
Stella: Concentriamoci sulla contadina.
Dulfin: La devi trasformare in in eh ci vuole un miracolo. Hai qualche santo di riferimento? Ci vuole una novena.
Stella: Cio dici non lo so. San Vittore va bene?
Dulfin: troppo impegnativo. Cerca sul calendario un santo protettore dei contadini.
Scena quinta
Domenica
Virginia: (Entra. decisamente unaltra persona. Bella, truccata a dovere, elegante, ha una parrucca bionda, tacchi a spillo. Insomma: ha tutte le caratteristiche per essere piacente). Stellasono qui. Mi dice di non gridare io sono abituata con le galline se non urli quelle vanno dove vogliono Stella. (Si guarda allo specchio che c alla parete). Buongiorno signora venuta anche lei per il ma sono io? Per? Sembro unaltra! il rossetto. (Si gira e rigira di scatto per verificare se veramente lei). Sono io!
Stella: Virginia vieni qui (Entra anche Dulfin).
Dulfin: Chi ? Non mi dire? Sei tu? Che metamorfosi che splendore di femmina. Cosa nascondevi sotto quei capelli?
Virginia: Un po di tutto paglia, fieno.
Stella: Siediti. Allora il professore un bel tipo .
Virginia: quello che ho visto laltro giorno?
Stella: Lui!
Virginia: Mi piace!
Stella: Ecco se lo vuoi conquistare non devi dire una parola. Taci! Dopo col tempo si lascia andare vi integrate: io do una paglia a te tu la dai a me e tra una scampagnata e laltra si perde nel nulla per ora tu di sempre: s!
Dulfin: Facciamo una prova? Cara ti piaccio?
Virginia: C di meglio. Ahhhh: ho capito. S! Stasera vuoi uscire con me: s! Vuoi venire a letto con me: no! O s?
Stella: Devi vedere tu Virginia! Ti crede una laureata.
Dulfin: E con questa parola ci giochiamo la reputazione e buonanotte.
Virginia: Lo sa che mi sembra di conoscerla?
Stella: Com possibile: faceva lo spazzacamino sulle Ande!
Virginia: Qui vicino allora! invecchiato ma, lei insegnava al liceo classico io non ho nemmeno finito la quarta ginnasio ma la ricordo.
Stella: vero, ricordo! La mucca le ha divorato i libri.
Dulfin: Ebbene s! Solo dopo il pre pensionamento ho capito di aver fatto un errore ad abbandonare e stanco di gironzolare ho accettato questo posto dove ho conosciuto questa splendida persona. (Abbraccia Stella).
Stella: Non ho capito tutto ma grazie per la splendida. Ci saranno degli amici amici gente diciamo tutti testoni cos giornalisti non li conosci. Non attaccare bottone con nessuno.
Evar: (Entra, affascinato immediatamente). lei la signorina che devo conoscere? Che meraviglia. Stella porta da bere. Mi aveva detto che era una campagnola ma
Dulfin: Ha tutte le marce a posto. Con permesso. (Esce).
Evar: Si accomodi non sia timida si lasci andare.
Virginia: S
Evar: Tra un po verranno degli amici per festeggiare con me levento.
Virginia: S quando son arrivata non cera. Il vento!
Evar: Si devessere alzato poco fa.
Virginia: S.
Evar: Ti posso dare del tu? Signorina Virginia sei proprio bella sai!
Virginia: Me ne sono accorta.
Evar: Perch non lo sapevi gi?
Virginia: No!
Evar: Guarda, laltro giorno mi entrata una zingara terrificante e ho pensato: pensa se la ragazza che Stella mi vuol presentare somigliasse a questa strega. Mi sono spaventato. Capisci quello che dico?
Virginia: Oh! Stai scherzando. Anchio ho vissuto con la strega. Ma da ieri lho mandata in vacanza sulle Ande. Fa caldo neh?
Stella: (Entra con un vassoio seguita da Dulfin, alza gli occhi per deporre il vassoio). Oh madonna chi ?
Virginia: Stella non mi riconosci?
Dulfin: Cos allimprovviso non abituata alle facce nuove.
Stella: vero! Volete aspettare i conoscenti o scartiamo subito Li ha invitati.
Evar: Ho fatto un errore. Grossolano. Vedi, queste persone che mi circondano hanno degli interessi mirano alla fama, si piccano ma sotto sotto sono delle nullit.
Dulfin: Mio nipote poi Lo conosce? Maurizio Dalpas.
Virginia: (Prima di rispondere guarda la cognata la quale fa cenno di s). S!
Evar: Bravo giornalista. (Campanello). Avanti!
Mirta: (Guarda la donna). Ho sbagliato momento? Sto cercando Aureliano ma vedo che non c
Evar: La signorina crede di essere unesperta di antichit e di sapere tutto mentre non sa distinguere un pezzo di legno da un reperto autentico.
Mirta: Mentre tu sei un cretino patentato che raccoglie cianfrusaglie in giro per il mondo pagandole a peso doro. (Campanello). Tranquillo! Se non lui me ne vado. (Entrano tutti). Ciao Aurel ti stavo aspettando.
Virginia: vero!
Maria: Maurizio non c? Peccato. Quel volto (Non sicura ma). Virginia?! Sei tu?
Virginia: Eh s!
Maria: Hai cambiato parrucchiere vedo?
Stella: Quello che aveva prima si ammalato: paralisi.
Dulfin: Lo capisco quando entrava niente: riflessioni.
Maria: Ti trovo bene ma non capisco cosa fai qui da Evaristo?
Evar: Maria non ti intromettere la signorina (Esita) la mia fidanzata!
Stella: (Vede lo sguardo della cognata). Professore non corra aspetti altri cinque minuti.
Michela: Questa quella famosa Virginia che hai tanto decantato, quella che ti vende le carote, le uova, i polli? La tua coltivatrice a chilometro zero.
Stella: Ti sembra una pollaiola? Non la vedi?
Evar: E anche se fosse? Sempre meglio una pollaiola di voi giornaliste.
Aurel: (Tossisce per impedire al professore di andare oltre).
Evar: Per dire In passato i miei nonni erano agricoltori: quindi ben venga una pollaiola.
Dulfin: In quel senso. Perch rinnegare le origini?
Mirta: Eggi perch? Aureliano parla chiaro. Mi vuoi o no?
Aurel: Amo Maria. (Timido).
Maria: E io amo Maurizio.
Maurizio: (Entra con un mazzo di papaveri). Mirta, non tergiversiamo oltre: ti amo aldil di tutto. Mi vuoi sposare?
Mirta: Ma io veramente amo Aureliano.
Michela: Anchio!
Virginia: Dividetevelo: un giorno per ciascuna.
Evar: Saggia. Hai letto Salomone?
Stella: Oh signore ti prego fai in modo che taccia. Se apressimo i pasticcini?
Dulfin: Ci pensiamo io e stalla e Stella. Se andassimo di l? (Sottovoce).
Stella: (A Dulfin). Sei sicuro? Guarda che se comincia a parlare chiama lambulanza.
Dulfin: (A Stella). Non ci potevi pensare un attimo? Fai sempre le cose di corsa.
Evar: E cos vi conoscete?
Maria: Certo! Da anni! Ho avuto qualche esitazione appena lho vista ma la metamorfosi mi stava ingannando.
Virginia: Met morta sarai tu!
Stella: Oh mamma mia cominciata la guerra di quelli che non sanno niente contro i saputelli.
Maurizio: Mirta questi papaveri sono per te: comunque. Accettali. Scusate, me ne vado. Mi rendo conto di essere venuto invano.
Evar: Suvvia Maurizio sei il migliore di tutti noi. (Maurizio abbozza un sorriso ed esce).
Michela: Nella vita si cambia vero Aureliano?
Aurel: Molto! Professore non mi resta altro che salutarla in certi frangenti la cultura non basta. Me ne vado con le pive nel sacco. (Esce).
Stella: Anche lui? Che congrega di zampognari.
Dulfin: Si ritrovano tutti sotto Natale per un concerto in piazza. Una sinfonia
Mirta: La mia presenza in questa casa diventata superflua. (Esce).
Evar: Insomma. Non ne azzecchi una.
Dulfin: La sapientona se ne va con le pive nel sacco. (A Stella).
Stella: A Natale non me lo perdo il concerto. Vediamo chi il prossimo?
Virginia: Ti piacciono i papaveri Sacralisto?
Stella: Intervieni. (Dulfin).
Virginia: Questanno ce ne sono pochi i pesticidi ffffuittt. Sterminio!
Evar: Fffffuittt che linguaggio bizzarro non ne conosco il lignificato.
Stella: Vedr che lo imparer poche settimane di frequentazione e dovr riscrivere il vocabolario. Dalla A fino alla Z-uccona.
Virginia: S!
Evar: Adoro i linguaggi popolari.
Maria: E da quando? Ti sei battuto per uniformare il linguaggio tentando di eliminare il vernacolo e ora perch lei dice onomatopeismi ti va bene.
Stella: Questa grossa mi ci vuole una settimana per tradurre.
Virginia: Maria potresti fare a meno di usare certi paroloni. Quando scrivi sul giornale fai in modo che si capisca quello vuoi dire. E cerca di dire la verit!
Michela: E da quando le pollaiole prendono la parola?
Dulfin: Quante possibilit abbiamo di salvarla? (A Stella).
Stella: Poche! Inventati qualcosa di elattante se vuoi salvare il posto di lavoro.
Evar: In fondo Virginia ha ragione noi intellettuali tendiamo a indorare la realt, magari senza assorgerci, usando lemmi che ad un pubblico meno attento potrebbero suonare incomprensibili e fuorvianti tuttavia restiamo nel solco lessicale tracciato dai nostri padri.
Virginia: S mio padre lo tracciava. Dritto. (Si lascia andare colta dallentusiasmo). E senza tante storie capisci quello che dico?
Evar: Pi che altro lo sento: ti prego abbassa la voce. Amiche mie servitevi pure alla nostra salute allora!
Virginia: (Da uno spintone ad Evaristo). Evviva! Buono sto frizzantino!
Evar: Non ti entusiasmare contieniti.
Stella: contenuta.
Dulfin: Se dovesse esagerare le facciamo un recinto largo.
Maria: Evaristo mi sorprendi. Hai fatto di tutto per circondarti di intellettuali ed ora improvvisamente affidi il tuo cuore ad una contadinotta di periferia?
Michela: Appunto! Fai lo schizzinoso il superiore scrivi idiozie
Virginia: Gi le mani da questo il mio fidanzato. Diglielo. (Lo abbraccia in modo vigoroso).
Evar: E allora? una bella contadinotta. Ed noto quanto sia amante del bello, del resto basta che vi guardiate intorno per capire.
Virginia: Bravo! Viva la campagna e i campignoli.
Michela: Maria: ho fatto una stupidaggine colossale. Ti spiego dopo.
Maria: Stai tentando di salvarlo in extremis?
Stella: Non ha bisogno di essere salvato.
Dulfin: Solo il futuro lo potr dire. Niente!
Evar: Vedi Virginia noi professori dobbiamo assumere un atteggiamento distaccato, che si adegui alla professione, che proietti un immagine al di fuori di noi il pi radiosa possibile capisci quello che dico.
Virginia: S! Anche noi agraresti proiettiamo immagini, tranne che non lo sa nessuno. Sacristo manda fuori dalle palle le donzellette perch tra un po le spedisco in campagna a calci nel didietro.
Michela: Volgare zotica.
Maria: Che gente! Evaristo sei caduto in basso.
Dulfin: Di solito un basso che si cade vero professore?
Evar: Eh Ah s! In basso! Io scelgo la donna che pi mi aggrada chiaro!
Stella: Finalmente! Non di Grado
Dulfin: Lo lo ! Lascia stare seguimi. Vogliamo lasciare gli innamorati al loro destino?
Michela: E che destino! Andiamo Evaristo non ci chiamare pi per le interviste. Affida a lei le tue lamentazioni. Hai una fidanzata pluri laureata.
Evar: Lo so! (Le due escono). Non badare a loro. Sono invidiose. Bene, ti fermi a cena?
Virginia: Preparo io? Stella (grida). Ti sei spaventato, ma dai, per cos poco? (Altro spintone).
Evar: Sii meno violenta tra un anno cosa rester di me? Un mucchietto di ossa.
Virginia: Va l va l ossa. Tira fuori ste cotiche. (Vanno in cucina).
Stella: (Rientra con Dulfin). Quando si toglier la parrucca cosa ci dobbiamo aspettare?
Dulfin: E chi lo sa! un commediografo. Lunica sperare nel grande senso dellumorismo.
Stella: Ce lha?
Dulfin: Capisci quello che dico o fingi per non peggiorare la situazione?
Stella: Io so solo che per tenersela disposto a tutto. Ignoranti o professori: quando suona la campana. Capisci no?
Scena sesta
Due mesi dopo
Stella: (Entrano per le pulizie). Da quando si fidanzato abbiamo la casa vuota.
Dulfin: Ci credo li ha sterminati tutti con perle di saggezza da far venire lorticaria. Ha detto mio nipote che le giornaliste lo evitano accuratamente.
Stella: Io sar anche ignorante
Dulfin: Non dirlo meglio: ne basta uno per famiglia. (Intercalato).
Stella: Non lo dico per vantarmi ma dopo quello che ho visto.
Dulfin: Quello che lui riteneva un parvenue, chiss come mai ad un tratto, ha preso il posto di assistente e quellaltro finito in braccio allarcheologa. Certo che le hai fatto uno scherzo a quella poveraccia di sapientona.
Stella: Io? Cosa ne sapevo del contenuto della bottiglia. Io faccio la domestica.
Dulfin: E da un paio di mesi sei agli ordini di tua cognata che ha deciso di convivere. Qui! Devo dire che ha sbaragliato la concorrenza, ha fatto il vuoto e il professore si isolato dal mondo pur di tenersela.
Stella: Ho fatto una bella scoperta eh? Quando una ignorante e ingenua certe scemenze le commette. Ma io sono fatta cos: sono altrui ista. Gli ho portato in casa lo spaventapasseri e adesso la fa da padrona arrivano. Buongiorno.
Virginia: ( ben vestita). Stella cara che intenzioni hai per la cena? Il frigorifero ben fornito? Gradirei dellarrosto di vitella. Evaristo gradisci altro o stasera preferisci cenare fuori? Dopo potremmo andare a teatro. (Con aria di sufficienza).
Evar: (Ha assunto latteggiamento di Virginia). Ma chi se ne frega del teatro oh Virgi facciamo un salto in pollaio dai tiriamo su una bella pollastrella, la buttiamo nel forno e via andare.
Stella: Ma guarda te per amore cosa si fa. (Al pubblico).
Virginia: Stella: capisci quello che dico?
Stella: Lo capivo anche prima.
Virginia: Scusate un attimo: mi devo ritirare.
Dulfin: La legge del contrappasso Stella.
Evar: Ci allora ragazzi si mangia o no? Che giornata: dentro e fuori dalla stalla piacevole ma ne esci impastato: la campagna. Virginia dai, devo andare in bagno.
Stella: Non si ritira pi: si ritira lei adesso. Hai capito che mezza - formosi.
Dulfin: Hai visto? Ed solo mezza! Pensa a quando sar intera.
Virginia: (Rientra senza parrucca: Non avendo la situazione totalmente sotto controllo si dimenticata di rimettersi quella bionda). Eccomi caro!
Evar: Ma tu sei quella strega. (Sviene).
Stella: Cosa hai fatto disgraziata. Me lhai mandato in tilt. Gli hai fatto fare la fine del parrucchiere. Me li paralizza tutti!
Dulfin: Chiss come mai? Guardati allo specchio.
Virginia: Oh madonna la parrucca. E adesso?
Stella: Torna nei campi. Apri bene le braccia cos e aspetta il ritorno del messia. Se dovesse passare digli che hai avuto un incidente gravissimo e sei in fase di recupero e di mettersi una mano sulla coscienza per evitare inutili decessi.
Virginia: E se si sveglia e non mi trova?
Dulfin: Gli diremo che ha fatto un brutto sogno. Dopo tutto un professore capisce tutto forse in futuro scriver una commedia.
Virginia: A qualcosa sono servita. Tu credi che una persona come me possa ispirare una commedia? (Si mette in un angolo).
Stella: Sono proprio quelle come te e me che le respirano.
Dulfin: Ecco! respirate a pieni polmoni. Fate vedere dove sta di casa la furbizia. Forza che si fa tardi.
Evar: (Si risveglia). Dove sono?
Stella: Glielo dici tu!
Dulfin: Professore le porto carta e penna? Buttiamo gi due righe di commento.
Evar: Mamma mia che incubo Stella stammi vicino ti prego. Non mi abbandonare nel momento del bisogno. Ho intenzione di buttar gi due righe.
Stella: Vuole che le scriva io?
Evar: (Sviene di nuovo).
Dulfin: Stella: sei unirresponsabile.
FINE
I fatti e i personaggi sono immaginari e pertanto qualsiasi riferimento alla realt puramente casuale
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