TEATRO ITALIANO
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INTRIGO ALLOSTERIA
(ONESTO, LAVORATORE E CHE TI PUO CAMPARE)
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COMMEDIA
IN TRE ATTI
DI
GIOVANNI AMATO
PERSONAGGI:
Don GIOVANNI ASTEMIO... loste
LAURA .. figlia delloste
LUISA...... sorella di Laura
NICOLA.. fratello di Laura
DON TOTO.. frequentatore dellosteria
DON VINCENZO frequentatore dellosteria
La signora MARIA.. moglie di don Tot
Donna SARA moglie di don Vincenzo
MARIO MASSARO.. fidanzato di Laura
PINA .cugina di Mario
Avv. ANDREA CAUSEPERSE.. lavvocato
SCENOGRAFIA:
In un remoto paesello d'Italia.
Scenario uguale per i tre atti.
La scena rappresenta la stanza di una osteria, che agli occhi dello spettatore cos appare:
- in alto a sinistra sulla parete frontale, una finestra, protetta da barre di ferro, illumina la stanza; davanti a detta parete sono sistemate le botti (usare solo frontale in polistirolo) ed il bancone;
- parete di sinistra: anteriormente tre scalini che rappresentano i primi tre di una scala che conduce al piano superiore;
- parete di destra: proprio di fronte alla scala, una porta che d sulla strada; addossato a centro parete un tavolinetto a tre piedi, a mezzaluna, con boccali, bicchieri e vasi in vetro per la misurazione del vino;
- sulle pareti: mensole ed altro arredo a piacere;
- in mezzo alla stanza un tavolo con sedie; ai lati due tavolinetti con sedie.
PRIMO ATTO
SCENA PRIMA
(Laura e Mario)
All' aprirsi del sipario, la scena semibuia. Viene illuminata dalla luce di un lampo, attraverso la finestra, poi si ode un forte tuono e si sente la pioggia che fuori scende scrosciante.
MARIO: (Mentre si intravede una fioca luce provenire dalla scala che porta al piano superiore, si ode il rumore di passi provenire dalla scala e la voce di Mario che chiama da fuori):
Laura. Laura. Lauretta miaapri!
LAURA: (Spuntando in scena con una candela in mano ed in vestaglia da notte) Ssssss.. zitto Mario, zitto.sto venendo ad aprirti. (Aprendo la porta) Entra.fai pianoentra.
MARIO: (Entrando) Scusa amore. Mi dici di star zitto e tu facevi una baldoria tale che sembrava la carica degli indiani!
LAURA: Hai ragione. Scusa amore, ma sono scivolata e stavo ruzzolando gi per le scale.
MARIO: Con questa luce di candela mi sento ai tempi del medioevo.
LAURA: Devo stare molto attenta a mio padre ed ai miei fratelli, perci non possiamo accendere la luce. E poi, ho dovuto attendere che si addormentassero. Ecco perch ho tardato pi di un'ora per venirti ad aprire. (Coccolandolo) Hai avuto freddo, con questa brutta nottata, amoruccio mio!?
MARIO: (Tremando per il freddo) Macch scherzi?, ma che freddo!.al massimo, se tardavi ancora un po, ti ci volevano martello e scalpello per scongelarmi.
LAURA: Per, adesso che mio padre sta dormendo, possiamo stare tranquilli. Non si sveglia nemmeno se spara lartiglieria pesante.
MARIO: Meglio cos, vieni qua, Lauretta mia, dammi un bacione.
LAURA: (Volendo scherzare, si tira indietro, ridendo) No, no, neanche un bacino.
MARIO: E va bene, lasciamo stare il bacino, ma fammi tuffare nel tuo laghetto.
LAURA: (Sfuggendogli e girando attorno al tavolo) Dopo sposati.puoi sognartelo per adesso.
MARIO: Non scappare, se ti afferro!!!!! (muovendosi per afferrarla, fa cadere una sedia).
GIOVANNI: (Si sveglia al rumore e grida da sopra) Chi c laggi?, Che succede?.
MARIO: Porc!!! Manco se spara lartiglieria, vero?! (Scappa verso la porta per volere uscire).
LAURA: (Afferrandolo per un braccio) No, no! Sta scendendo. Se esci ti vede. Presto, nasconditi sotto il tavolo!. (Il tavolo coperto da una tovaglia leggermente pi rialzata dalla parte anteriore, in modo tale che si possano vedere, da parte dello spettatore, i movimenti di Mario).
LAURA: (Si affretta a spegnere la candela e ad accendere la luce poi, sedendosi ad un tavolo vicino a quello dove nascosto Mario, toccandosi la fronte). Ahi! Ahi! Mamma mia!, sto morendo! Ahi!!!!
SCENA SECONDA
(Giovanni, Laura, Mario, Luisa e Nicola)
GIOVANNI: (Spuntando in scena in pigiama e pantofole) Che hai, figlia mia, perch ti lamenti?
LAURA: Mi sta scoppiando la testa! Ahi! Sto morendo!
GIOVANNI: Lascia perdere, non conviene per quanto costa un funerale!
LAURA: Sono scesa gi per distrarmi e non pensarci, ma non c rimedio! (Alzandosi, piagnucolosa) Sar meglio che me ne torni a letto.
GIOVANNI: (Andandosi a sedere al lato sinistro del tavolo dove sta nascosto Mario) Resta ancora un po qua. Pu darsi che ti calma. Ma, almeno prenditi una pillola di simmenthl!
LAURA: Femidl., Quante volte te l ho detto che si chiama Femidol.
GIOVANNI: Simmenthl.Femitl.sempre con la elle finisce.
LAURA: Il Velenl..pure con la elle finisce.
GIOVANNI: Ecco!!! Brava.pigliati il velenl!!.
LAURA: Fa miracoli, passa tutto! Ora andiamocene a letto. (Si alza).
GIOVANNI: (Indicandole una sedia a lui vicina) Aspetta Laura, siediti qua. Giacch siamo da soli voglio parlarti.
Laura, malvolentieri, si siede al tavolo (con la faccia rivolta al pubblico).
MARIO: (Accovacciato sotto il tavolo, impreca contro Don Giovanni) Che se lo porti laccalappiacani, mi ha rovinata la nottata! Ma chi ce l ha portato, la Befana?!.
GIOVANNI: Tua madre., (rivolto a Carmela) aveva la stessa tua et quando mi ha conosciuto. Perci, figlia mia, stai attenta, per dirtelo a modo mio, di quale vino ti vai ad ubriacare, perch se non mi piace, tiro il collo prima a lui e poi a te, come a due galletti.
LAURA: Non preoccuparti pap, che voglio Mari..(stava per pronunziare il nome di Mario ma inspira quasi la parola poi affrettatamente:) mari..tarmi, ecco, voglio maritarmi con il tuo consenso.
MARIO: (Morsicandosi lindice per la rabbia) Neanche lartiglieria ehhh!
GIOVANNI: Meglio per te che la pensi cos!. (Toglie una pantofola e nellaccavallare le gambe porta un piede sotto al naso di Mario che, con viso disgustato:)
MARIO: Mamma mia bella! E che cos, gorgonzola?.
LAURA: Certo, si dice: al cuore non si comanda!
GIOVANNI: Si, per deve essere come dico io: onesto, lavoratore e che ti possa far vivere da gran signora.
LAURA: Stai tranquillo pa che mi voglio ubriacare di vino DOC.
MARIO: (Che ha, ancora, il piede di don Giovanni posto sotto al naso) Mi sento in gola il latte che mi ha dato mia madre per allattarmi.
GIOVANNI: Stai attenta a non berne troppo. Un solo bicchiere. Intendo dire che ai miei tempi un amore era per sempre. Oggi, i giovani cambiano e scambiano, come si faceva una volta con le figurine Panini. (Si alza portando una mano alla tasca del pigiama).
LAURA: Cosa fai ti alzi?. Andiamo a dormire? (E si alza).
GIOVANNI: Aspetta. Stai seduta. Mi sono alzato per prendere il fazzoletto. (Mentre soffia il naso, a Mario viene da sternutire e parandosi la mano davanti al naso:)
MARIO: Ah!!!..Ah!!!!..Ah!!!..
GIOVANNI: (Distratto, credendo che la figlia si lamenti) Che hai Laura? Stai male?
LAURA: La testa la testa!. Mi scoppia la testa!. (Intanto, alza la tovaglia e sbirciando sotto al tavolo ed accorgendosi che Mario sta per starnutire, sferra un calcio al padre, sicch, contemporaneamente:)
MARIO: Acciuuuuu!!!!
GIOVANNI: Ahhiiiiiiiiiii!!!!! Laura!, ma che sei pazza?
LAURA: Scusa pap. E stata una fitta al ginocchio, cos..(e ripete il gesto dando un secondo calcio al padre).
GIOVANNI: Ahhiii!!!, ma cosa sei una cavalla!. (alzandosi e portandosi verso la scala) Me ne voglio andare a letto prima che mi ammazzi a calci.
MARIO: (Si complimenta, a gesti e segni di invio baci, con Laura) Che furba!!! Che furba!!! Finalmente, non ne potevo pi (e fa per alzarsi quando.)
GIOVANNI: Mamma mia!!!! Sto morendo.!!!! Lattacco di nervi!!! Lattacco di nervi!!!!. (Tornando indietro dai primi gradini della scala ed aggrappandosi alla figlia la trascina fino alla sedia dove stava seduto prima. E mentre Mario si rintana sotto al tavolo, don Giovanni viene colto da una violenta crisi).
LAURA: (Confusamente) Stai calmo, pap, stai calmo!. Prendo una pezzuola bagnata!!!
GIOVANNI: (Si contorce per la crisi ed un suo piede urta contro Mario) Laura, caccia via questo gatto da sotto al tavolo senn lammazzo!!
MARIO: Miaooooohhh!!!.Miaooooohhh!!!
LAURA: Stai calmo, pap, stai calmo!!! Non facciamo svegliare i miei fratelli, senn si preoccupano. (Intanto accorre con la pezza inzuppata dacqua e la pone sulla fronte del padre).
GIOVANNI: Sono morto!!!! Sono morto!!!! Ti sto venendo a trovare moglie mia!!!!!! (Allunga un piede scalzo fin sotto al naso di Mario il quale esclama:)
MARIO: Ho limpressione che muoio prima io, per la puzza!! (Si tura il naso e si gira dallaltra parte).
GIOVANNI: Chiama i tuoi fratelli che li saluto per lultima volta.
LAURA: (Preoccupatissima, chiamando:) Luisa, Nicolapresto scendete!
___ (da sopra)___
LUISA: Che succede!che succede!!??
NICOLA: (Un tipo non troppo..sveglio, analfabeta) Saltiamo dalla finestra, c un incendio!!
LUISA: Oddio!! Il fuoco!!! (impressionata dalle parole di Nicola.) No, no!, non saltareLa scala non in fiamme. Scendiamo da qui, presto!
NICOLA: Fammi passare..fammi passare!.( rumore, confusione per le scale; poi compaiono, o meglio cadono in scena, lun sopra laltro, a soggetto. Luisa si lamenta di essersi fatta male. Nicola si allaccia i pantaloni semiabbassati).
LAURA: Ma che fuoco e fuoco, scemi, pap sta male!!
NICOLA: Non vero!, non ci credo!!Fuoco !Scappiamo!
LAURA: Venite qua, cretini, aiutatemi piuttosto!
(si avvicinano entrambi e Nicola, adirato, dando un pugno sul tavolo:)
NICOLA: Vorrebbi sapere che ci faceste qua sotto voi due a questora.
MARIO: Povero italiano! Da come usa i verbi, dobbiamo riscrivere la grammatica.
LUISA: Certo! Ha ragione! Oddio! Mi tremano ancora le gambe!!
LAURA: Ma che volete sapere voi due! Pure a voi devo dare conto e ragione di un mal di testa?! Aiutiamo pap invece, fate qualcosa.
NICOLA: (Fermandosi a guardare il padre, immobile, irrigidito) Pap! Pap!.. (e rimane fisso a bocca spalancata, a guardarlo).
LUISA: (rivolta allespressione assunta dal fratello) Ma che l hanno imbalsameggiato!? Imbalsamato, pure me fa sbagliare, questo cretino!. (Strattonandolo) Svegliati, imbecille! Sei rimasto mummificato? Vai a prendere qualcosa per pap. Veloce, corri!.
NICOLA: Si, si, scorreggio veloce!! (va di corsa, su per le scale, poi da fuori scena si sente:) Ahi! Mannaggia alla fretta, ho inciampiato.. impia impianciato su uno scalino e ho caduto sulle ginocchiere.
MARIO: Si deve essere laureato con centodieci e lode!
GIOVANNI: (Intontito, si lamenta) Ahi! Ahi!
LUISA: (Alla sorella, energicamente) Mi spieghi cos successo?
LAURA: (Facendole segno di non gridare e tenendo docchio i movimenti del padre, durante lassenza del fratello, a soli gesti, rende partecipe della situazione la sorella Luisa. Ne vien fuori, fra le due sorelle, tutto un dialogo mimico, di ammonimenti, di richiesta di complicit, di paura dellimprovviso risveglio del padre, delle sue ire se scoprisse il fatto etcetca soggetto, mentre tentano di far uscire Mario da sotto il tavolo e Don Giovanni d segni di risveglio improvviso. Ricacciano Mario sotto il tavolo, accudiscono il padre cercando di non fargli accorgere della presenza di Mario e tentano nuovamente di fare uscire Mario quando Don Giovanni si accascia nuovamente, ma improvvisamente si ode il rumore di Nicola che scende le scale, vanificando il tentativo di Mario di fuoriuscire da sotto il tavolo).(A Luisa. Chiedendole complicit) Mi raccomando, ti pregoaiutami!!
NICOLA: (torna di corsa portando un clistere) Pronto, prontotenete!!
LAURA: Deficiente!!Ha mangiato fichidindia?..Vai a prendere le pillole, sbrigati!
NICOLA: Scorr..
LUISA: Corro, si dice. Anzi non correre che . impianci..vai piano.
NICOLA: Eh! Eh! Come hai detto tu. Vagheggio e torno. Pianopiano.. (si gira piano, si avvia lentamente verso la scala. mentre le donne fanno cenni dintesa per far uscire Mario, si stanno per avviare, Nicola sale piano i primi due scalini, poi le costringe a desistere dal loro proposito poich inizia col dire:) Che sia scemo. Non mi ricordeggiavo pi. Le ho porteggiate pure le pillole ce le avessi in tasca. (e si gira mostrandole) Eccole qua!. Tutte ce le dovessi dare.
LAURA: (Stizzita) Dalle a me, genio incompreso! (mentre danno la pillola al padre, Nicola si avvia verso il lato scoperto del tavolo, le due sorelle si affrettano a pararglisi davanti)
LUISA: Togliti da qui. Pap ha bisogno di aria.
MARIO: (Si era rintanato temendo di essere visto, si asciuga il sudore.) Meno male che non mi ha visto!. Questo peggio del padre!.
GIOVANNI: Fatemi alzare mi pare che sto un po meglio...
LUISA: Meno male, paparino che spavento ci hai fatto prendere!
NICOLA: Porteggiamolo di sopra che si va a dormire.
GIOVANNI: Che ha detto? Posteggiamolo di sopra?.
LAURA: Niente, leffetto della laurea in asinologia.
LUISA: Sara caduto dal sediolone quandera piccolo e gli si guastato limmagazzinamento vocaboli. (si avviano verso la scala e spengono la luce.)
MARIO: (Mario, poco dopo, accende un fiammifero ed esce da sotto il tavolo) Signore vi ringrazio!,Meno male che non mi hanno visto o mi avrebbero gonfiato come una zampogna!. (si avvia verso luscita, ma, si brucia il dito), Ahi! Porca vacca! (spegne il fiammifero ed a causa del buio, inciampa in una sedia e cade, provocando rumore)
GIOVANNI: (da sopra) Quel disgraziato di gatto!
LAURA: (da sopra) Lascia che mi capita fra le mani e me lo lavoro io! (Mario si rialza ed esce)
SCENA TERZA
(Giovanni, Tot, Vincenzo)
Dalla finestra si intravede la luce che pian piano aumenta, poi la stanza si illumina a giorno e ricompare Giovanni con una pezza in mano. Inizia a spolverare il bancone ed i tavoli; poi con aria stanca si porta dietro al bancone.
GIOVANNI: Iniziamo la santa storia di tutti i giorni. Al mattino, non so cosa darei per potermene stare bivaccato a letto a riposarmi queste quattro ossa sgangherate. Invece, alle sette in punto, devo venire ad aprire perch, per fortuna o per disgrazia, ci sono persone che durante la notte sognano una bella bottiglia di vino e scommetto che, mentre dormono, si leccano le labbra.
VINCENZO: (Si ode la sua voce da fuori scena) Venite don Tot, ve lo dicevo che era gi aperto a questora.
GIOVANNI: Si parla del diavolo e spuntano le corna! (Intanto che don Giovanni pronunzia questa frase, entrano in scena don Vincenzo e don Tot, due tipi allegri e spiritosi, ai quali piace molto alzare il gomito, sono in continuo allegro battibecco da sfott con don Giovanni).
TOTO: Che parlate di corna a prima mattina?
GIOVANNI: Si. Comunque non erano le vostre, se ve le toccate vi accorgete che ce le avete belle intere.
VINCENZO: (Ridendo) Don Tot, stamattina abbiamo iniziato con luno a zero in favore di don Giovanni.
TOTO: Cercheremo di pareggiare e magari di raddoppiare. Don Giovanni, oggi mi sembrate nato stanco.
GIOVANNI: Avete ragione, ho dormito male e poi sono stanco di avere a che fare sempre con voi fin dal mattino.
VINCENZO: (Ridendo, rivolto a don Tot) Altro che pareggiare mi sa che ha raddoppiato lui!.
GIOVANNI: Ahi! Ahi! Sono stufo di questa vita!. Certi momenti non so cosa farei se non fosse per i miei figli!
VINCENZO: A proposito di figli. Nicola dorme ancora?
GIOVANNI: Nicola si alzato alle cinque. Stamattina andato a comprare dei barili di vino presso lazienda che ce lo fornisce. Povero figlio mio!, ha i suoi limiti, non sa far di conti, per quelli me la sbrigo io ma, per fortuna, non si fa imbrogliare da nessuno ed un gran lavoratore.
TOTO: E le figliole? Le figliole? Sempre timorate di Dio.
GIOVANNI: Ehi! Tutti e due! Badate che fuori c scritto Osteria non Questura. Mi state facendo linterrogatorio di terzo grado?
VINCENZO: Ah! Ma allora avete, proprio, luovo girato!. Don Tot intendeva dirvi che abbiamo visto le vostre belle figliole recarsi a messa di buon mattino.
GIOVANNI: Beate loro che hanno il tempo di andare a pregare. Io, invece, (con crescente nervosismo) devo fare lasino da soma, devo servire le persone e devo marcire dietro questo bancone. Scusatemi, devo salire un attimo di sopra a rinfrescarmi la faccia. Speriamo che mi calmi questo nervosismo. (Esce per andare sopra).
VINCENZO: Don Tot, stamattina avete visto davanti alla chiesa che Mario Massaro sembrava un cagnolino dietro alla figlia di don Givanni?! Allora per questo motivo che le due signorinelle trovano la scusa di uscire ogni mattina. Hanno lappuntamento per il filarino tra Laura e Mario. Ma se lo viene a sapere suo padre..povera Laura! Lo sapete come la pensa don Giovanni in proposito!
TOTO: Con questa giovent moderna non ci si capisce pi nulla. Fanno tutto di testa loro, senza prendere consigli. Ai nostri tempi si che li ascoltavamo i nostri padri! Bastava che ci guardassero con occhi torvi che ci pisciavamo di sopra.
VINCENZO: Avete ragione caro don Tot! Ma poi Laura
GIOVANNI: Rieccomi qua!
VINCENZO: (Allimprovviso apparire di don Giovanni, don Vincenzo cambia discorso per non fargli capire nulla) Ma poi Lala laria fresca che c stamattina mi riempie i polmoni di idrogeno.
GIOVANNI: Di ossigeno, ignorantone!
TOTO: E che siete permaloso, don Giovanni! Un lapis pu capitare a tutti.
GIOVANNI: Ma pure una penna!
VINCENZO: E vah! Don Giovanni non si capisce che stato un lappisus?! (rimarcare la parola per evidenziare lulteriore errore). Ero soprappensiero, non sono certo spensierato come voi!.
TOTO: Giusto! Voi che pensieri avete? Voi si che fate la bella vita! Vi piazzate dietro questo bancone, e chi si visto s visto! (A cantilena).
VINCENZO: (Stessa cadenza) E noi labbiamo visto! (Fa un cenno a don Tot, alludendo a Mario).
GIOVANNI: Chi avete visto?
VINCENZO: (Cambiando discorso imbarazzato) Eh! Eh! Che voi fate la bella vita, chi senn?
GIOVANNI: (D segni di rabbia battendo a colpetti una bottiglia sul bancone) Oh! Non cominciamo al solito vostro, perch a me lo sfott non piace!
TOTO: S, don Giovanni non prendetevela. Noi stavamo scherzando.
GIOVANNI: E voi che altri pensieri avete se non quelli di andare a pestare la coda al cane che dorme! Piuttosto, don Vincenzo, parliamo di cose serie. Com finita con la domanda della mia pensione? Vi avevo raccomandato di informarvi. O ve ne siete dimenticato!?
VINCENZO: Certo che mi sono informato! Ma ve lo devo proprio dire come mi viene dal cuore..caro don Giovanni siete proprio un minchione!
GIOVANNI: A me queste parole?
VINCENZO: Si, proprio a voi e ve ne spiego il motivo. Se non sbaglio voi nella domanda avete accusato dolori romantici allanca destra che vi impedivano di reggervi bene impiedi, causati da tutto il freddo da neve patito durante il servizio militare.
GIOVANNI: Giusto, e perci?
VINCENZO: E perci ve l hanno respinta!
GIOVANNI: Porca vacca! Io lo dicevo ai miei figli, non mettiamoci allanca destra, mettiamoci allanca sinistra che meglio!
VINCENZO: Ma non dite fesserie! Lasciatemi finire. Santo Dio! Siete stato cos fesso da presentarvi a visita medica, andandoci con la bicicletta, diritto come un manico di scopa e pi fresco dellacqua uscita dal frigorifero.
GIOVANNI: (Dandosi una manata alla fronte) Porca miseria! Per ascoltare mio figlio Nicola! Mi diceva che ci dovevo fare bella figura davanti ai dottori!
VINCENZO: Sapete che vi dico?! Giacch ceravate potevate mettervi il frack!
TOTO: (Ride in maniera stridula, poi in tono da sfott) Don Giovanni, se volete un consiglio rifate la domanda, informate pure il Ministero, ci mettete dolori romantici allanca sinistra, no destra, cos pure che morite prima che vi danno la pensione, gli arretrati vanno ai vostri figli.
GIOVANNI: Puhhh! Iettatore! (fingendo lo sputo e facendo corna) Ma che siete venuto a darmi il buongiorno in questa maniera?
VINCENZO: (Ridendo) Basta, finiamola cos! Datemi un bel bicchiere di vino che ho la gola secca.
TOTO: Ed uno pure a me che mi rinfresco lanima.
GIOVANNI: (Riempie due bicchieri di vino e glieli porge) Ecco a voi, prendete e bevetene tutti!. (Entrambi bevono il vino a sorsetti, gustando il vino da buoni intenditori poi:)
TOTO: (Facendo schioccare le labbra) Aahh! Che bello il succo del sarmento! Risuscita pure i morti!
VINCENZO: (A don Tot) Beviamo don Tot che tutta salute! Alla salute! Prosit!.. e chi non beve con me peste lo colga! (Bevono). (Entrambi:) Alla salute!..di chi lo beve!.
GIOVANNI: Ed io tocco ferro!
TOTO:: (Posano i bicchieri) Don Vincenzo, andiamo a comprare il giornale?
GIOVANNI: (Sfottendolo) Aahh! Sapete leggere? Pensavo che sapevate solo bere!.
VINCENZO: Come dice la canzone? (Entrambi, cantando allunisono si avviano pian piano verso luscita) E noi che figli siamo.. beviamobeviamoe noi che figli siamobeviaam beviaaam beviaaaaam!!! (Uscendo abbracciati, poi da fuori) Arrivederci, chiss quando ci rivedremo!?
GIOVANNI: Fra dieci minuti sono di nuovo qua. (Si aggira un attimo a mettere in ordine qualcosa, quando entrano le figlie):
SCENA QUARTA
(Giovanni, Laura, Luisa)
LAURA: Buongiorno, pap.
LUISA: Buongiorno, pap.
GIOVANNI: Ah! Buongiorno, siete tornate di gi?
LAURA: Certo, anzi la messa durata a lungo.
LUISA: Il nuovo prete ha fatto proprio una bella predica.
GIOVANNI: Il prete nuovo? Perch padre Lorenzo andato via?
LAURA: Non lo sapevi? Questo che c ora cos simpatico! Bravo, bravo davvero, si chiama padre Gennaro, forse napoletano.
GIOVANNI: Forse? Toglici il forse. Il solo nome un certificato di nascita!.
LUISA: E giovane, scherzoso e pure bello!
GIOVANNI: E basta, figlie mie, ho capito! Ve lo siete mangiato con gli occhi!. Quasi, quasi che non vi ci faccio andare pi in chiesa, siete troppo sfrontate!
LAURA: (Risentita) Sei sempre il solito antiquato, non cambi mai!
LUISA: Dicevamo tanto per dire il fatto che appena senti parlare di preti, ti stanno sullo stomaco.
GIOVANNI: Non cominciate a fare le pettegole senn mi fate arrabbiare. E meglio se mi allontano. (Esce per le scale).
LAURA: Hai visto quanto stato carino Mario, stamattina!? Mi ha mi ha. (infila le mani a cercare qualcosa nel reggiseno, prima da un lato poi dallaltro, attardandosi nella ricerca).
LUISA: (interpretando diversamente il gesto della sorella) Ti ha messo le mani?. (mima il gesto della sorella).
LAURA: Ma no. Che dici? Mai ha.. Ah! Eccola qua! (Tira fuori una foto) Mi ha regalato la sua foto, guarda! Guarda! (Estasiate.)
LUISA: Ma proprio bello!
LAURA: Vero che bello?
LUISA: Ma proprio bello!
LAURA: Vero che bello?
LUISA: Ma proprio bello!
LAURA: Vero che bello?
LUISA: (Quasi svegliandosi) E che disco? Ci siamo incantate!
LAURA: (Riflessiva, adorando la foto) Perch, mi domando io, lamore deve essere cos?! Ti fa sentire felice ed allo stesso tempo ti fa soffrire!. Vorrei potermi dimenticare del mondo intero e starmene per sempre insieme a Mario, senza pensare a niente (portando la foto allaltezza del cuore e stringendola a se) contenta solo di averlo vicino. Sempre cos io e lui. Stretti stretti!
LUISA: Sei una sognatrice, sorella mia!.
LAURA: E vero, per noi giovani quel che conta di pi il cuore.. lamore!.
LUISA: Ma i vecchi pensano sempre di volerci cercare una adeguata sistemazione. Dicono sempre che non bastano due cuori ed una capanna.
LAURA: Chiss che non abbiano ragione loro!
LUISA: I sogni son belli, ma di sicuro vero che bisogna fare i conti con la realt, invece.
LAURA: Giusto, intanto, mi trovo in un mare di guai. Non so come la prender pap, ora che Mario ha deciso di farglielo sapere tramite sua cugina Pina.
LUISA: Tu lo sai come la pensa pap! Ci continua a ripetere: Onesto, lavoratore e che ti pu campare.
LAURA: Mario onestissimo; lavoratore lo sarebbe, se trovasse lavoro.
LUISA: (Fra s) O forse il lavoro che non trova lui?!
LAURA: Se trovasse un bel lavoro, potrebbe mantenermi da gran signora!
LUISA: Se lo trovasse! Per la verit in questo momento potrebbe mantenerti a sole patate!.
GIOVANNI: (Rientrando) Patate? Si fa pasta e patate, oggi?
LAURA: Sempre la testa al mangiare hai?
LUISA: (Le fa segno di tacere e di non provocarlo) Vado a preparare. (Esce per le scale).
GIOVANNI: Senti, signorinella.. io avr pure la testa al mangiare ma tu mi sembri con la testa fra le nuvole in questo periodo. Anzi, testa non ne hai proprio!
LAURA: (Un po alterata, ma senza urlare) Ma perch ce l hai sempre con me? Si pu sapere cosa ti ho fatto?
GIOVANNI: Sei petulante!. In questo periodo sei troppo petulante, nervosa e gridi sempre! (Gridando) Si pu sapere perch gridi?
LAURA: Chi io?
GIOVANNI: (Sempre ad alta voce) Si tu, e chi senn? Da chi hai preso, mi domando!? Sei sempre altezzosa e rispondi male!. (Abbassando un po il tono) Voi giovani moderni non sapete cosa significa avere rispetto per i genitori.
LAURA: Ma..
GIOVANNI: (Riprendendo a gridare) Muta! Ma. Ma ma quanto parli? Sempre lei parla! Petulante sei!.petulante! (Volgendole le spalle e dirigendosi verso le scale) Meglio che vado di sopra ad informarmi per il pranzo. (Esce e da fuori) Luisa! Le stai preparando le patate?.
SCENA QUINTA
(Laura, Maria e Sara)
Rimasta da sola, va a sedersi ad un tavolo e con la testa china sulle braccia poggiate al tavolo, incomincia a piangere. Dopo un po si affacciano alla porta Maria e Sara.
MARIA: Laura!, Laura! Sono qui quegli scansafatiche dei nostri mariti? (Laura non risponde).
SARA: State zitta, lasciatela stare! Non vedete che sta piangendo?
LAURA: (Avvedendosi) Ah! Siete voi. Scusate,. accomodatevi.
MARIA: (Avvicinandosi, in tono amorevole) Laura, non fare cos.povera figlia.. non ci fare caso, ormai lo conosci bene.
SARA: (Seguendola, sullo stesso tono) Abbiamo sentito tuo padre che gridava e ce lo siamo immaginate che ti avremmo trovato in questo stato.
LAURA: (Piangendo) Ma almeno ci fosse un motivo, si innervosisce per nulla.
MARIA: Lascia stare passaci sopra se continui cos finirai con lammalarti.
SARA: E fatto cos, per buono, magari tra un po gli passa e torna tranquillo come un agnellino, come se nulla fosse successo!.
LAURA: (Piangendo) Intanto si mette a gridare come un pazzo..
MARIA: Dai., ora asciugati queste lacrime che se vengono clienti non giusto farti trovare che piangi.
SARA: Si dice acqua passata non macina mulino. e poi se tuo padre ti rimprovera non avertene a male, lo fa perch ti vuole troppo bene e desidera che cammini per la retta via.
LAURA: Perch cosa faccio di male?
MARIA: Nulla, ma i genitori si preoccupano sempre, pure tu quando un giorno ti sposerai e avrai figli ti preoccuperai per i loro comportamenti.
SARA: Dice bene la signora Maria. I genitori daremmo la vita per sapere i nostri figli felici e ben sistemati!
LAURA: Si, ma lui assillante, mi tiene sempre sotto controllo, non mi lascia respirare. Ha sempre un motivo per redarguirmi: se mi muovo e perch mi muovo, se parlo e perch parlo, se guardo un ragazzo e non lo devo guardare.. e basta vah!
MARIA: Ah! Se per questo hai ragione, cosa pretende alla tua et? Hai il diritto di cercarti un ragazzo.. ma poi Mario bravo brav. (allocchiataccia rivoltale da donna Sara si pente di aver pronunziato quel nome e si para la mano davanti la bocca).
LAURA: Come! Come! Cosa ha detto? Chi?
MARIA: Ma. ma tuo padre bravo brav
LAURA: Non cambi discorso, signora Maria, che io non soffro di otite.
MARIA: (Tentennando) ehhh!.. Ma Mario ecco! (di scatto) E un bravo ragazzo.
SARA: Giusto un bravo ragazzo!
LAURA: Non per essere curiosa. dei fatti degli altri.. ma voi come lo avete saputo?
MARIA: (imbarazzata) Cos. mio marito don Tot.
SARA: (anche lei imbarazzata) ed anche mio marito don Vincenzo, tutti e due fra un bicchiere e laltro.
LAURA: Oh, mio Dio! Sarebbe stato meglio che lavessero saputo i giornalisti della televisione.
MARIA: I nostri mariti! Ma che dici?
SARA: Sono due persone con le quali ti puoi confidare sanno mantenere un segreto.
LAURA: Come una cesta di vimini manterrebbe lacqua.
MARIA: (Fra s) Li ha pittati!.
SARA: (Fra s) Gli ha fatto la fotografia!.
LAURA: Non ne posso pi!. Non ne posso pi!. (si mette a piangere disperatamente).
MARIA: Povera figlia! Si sta disperando! Non fare cos Laura! Donna Sara, come la possiamo aiutare? Non le possiamo dare una pillola lassativa.
SARA: Sedativa, si dice, non lassativa!
LAURA: Ma che pillola e pillola lasciatemi stare!
MARIA: Come ti possiamo aiutare allora?.
SARA: Le possiamo promettere che avr tutto il nostro appoggio per convincere suo padre che Mario il ragazzo giusto per lei.
LAURA: (Rinfrancata) Dite davvero che mi aiuterete?.
MARIA: Certo!.
SARA: Sicuro!.
LAURA: (Le abbraccia) Grazie. Grazie
GIOVANNI: (Chiamando) Laura, io sto scendendo, vieni ad aiutare tua sorella.
MARIA: Andiamo, non facciamoci vedere. Ciao Laura.
SARA: Stai tranquilla. Ciao. (Escono).
SCENA SESTA
(Laura, Giovanni, Tot, Vincenzo, Maria e Sara)
Sono appena uscite quando, rientra don Giovanni.
GIOVANNI: (Come se niente fosse stato, segno che veramente un burbero di buon cuore) Lauretta di pap! Sei ancora arrabbiata?.
LAURA: No, pap, per niente!
GIOVANNI: Vieni qua figlia adorata, dammi un bacione! (Si abbracciano affettuosamente). Bella, figlia mia, lo sai che ti voglio bene pi della mia vita.
LAURA: Si, pap, anchio te ne voglio. Vado ad aiutare Luisa. (Esce e quasi contemporaneamente entrano don Tot e don Vincenzo).
TOTO: Oh! Caro don Giovanni..
VINCENZO: Da quanto tempo non ci vedevamo.
GIOVANNI: Datemi almeno il tempo di digerirvi ne ho fatto unindigestione manco mezzora fa.
TOTO: Ha sempre la risposta pronta!
VINCENZO: Sempre in vena di complimenti!
GIOVANNI: Me li tirate da qui!. (Fa cennodallo stomaco).
TOTO: Don Vincenzo, da tanto tempo che non vi do una lezioncina a scopa.
GIOVANNI: Da ieri per lesattezza.
VINCENZO: Ma perch parlate a vanvera don Tot? Con voi ho sempre vissuto di rendita.
TOTO E per questo che siete un morto di fame!
VINCENZO: Don Giovanni, dateci un mazzo di carte, un litro di vino ed i bicchieri. Mentre beviamo, gli insegno a giocare.
GIOVANNI: (Porgendo a don Vincenzo le carte) Ecco a voi? Che vi giocate la vit?
TOTO: Al massimo un litro di vino. Chi perde paga.
VINCENZO: Ditegli di darvi gi i soldi.
GIOVANNI: Ho capito, dovr mettere in conto! (Spolvera il tavolo dove si siederanno a giocare, posa vino e bicchieri, poi torna dietro al bancone, mentre i due iniziano:)
TOTO: Immischiatele bene queste carte!
VINCENZO: Incominciate a tremare? smazzate.. (divide le carte). Uno due e tre uno due e tre.. tre a voi tre a me e quattro in mezzo.. giocate. (fanno due mani in silenzio, poi):
TOTO: Beccatevi questa. Ho preso il settebello.
VINCENZO: Viene sempre a voi.. lo allevate a pane e latte?
GIOVANNI: No!. a vino e companatico!
TOTO: (una giocata in silenzio, poi) cinque e tre otto.. ora giocate che vi faccio scopa!
VINCENZO: (si ferma a pensare titubante su quale carta giocare, poi battendo forte la carta sul tavolo) Due
TOTO: (battendo il pugno sul tavolo) Scopa!! .Ah! Ah! Che pollo siete! Ve lo dicevo io che vi facevo scopa!
VINCENZO: Stanotte avete dormito con il popo scoperto?
GIOVANNI: (da dietro il bancone) Sentite. Se viene qualcuno mi chiamate (esce da dietro il bancone tenendo la cinta dei pantaloni mezza sciolta) che io sto salendo di sopra, .. ho un impegno troppo urgente! (Si avvia quasi saltellando).
VINCENZO: Sveltosvelto che si vede e si sente.. lurgenza di questo impegno!
TOTO: Non lo fate per le scale questo impegno! (Ride insieme a don Vincenzo).
VINCENZO: (smettendo di giocare) Allora, don Tot, ora che don Giovanni non c riprendiamo il discorso di prima.
TOTO: Quale?
VINCENZO: Vi stavo dicendo che a me. la signorina Laura.. sembra un tantino. Come dire? .. Libertina, ecco!
TOTO: Ma voi credete che sia la sola nel paese? Ma che dite! Chi pi chi meno, sono tutte uguali oggi! Vah!.. tanto per citarne una avete visto laltro giorno, al battesimo di vostra figlioccia, come ballavano stretti-stretti il figlio di don Rocco il farmacista ed il figlio della signora Lucia!
VINCENZO: Il figlio di don Rocco?
TOTO: Si, si proprio lui.
VINCENZO: Bah! non ci posso credere!, .... un gay?
TOTO: No!, chi lo ha detto?
VINCENZO: E se avete detto che ballava stretto-stretto con il figlio della signora Lucia!
TOTO: Il figlio? La figlia
VINCENZO: Ah! Ora si che ci siamo!
TOTO: Il mondo si sta guastando, caro don Vincenzo, con questi giovani moderni!
VINCENZO: E levoluzione dei tempi, che ci vogliamo fare! Io sono convinto che quando eravamo giovani noi, i nostri padri dicevano le stesse cose.
TOTO: (Versando da bere) I discorsi sono belli, ma ci stiamo dimenticando la cosa pi importante. Beviamoci sopra, don Vincenzo! Alla salute!
VINCENZO: Alla salute!. (sottovoce cantano) e noi che figli siamo beviamo beviamo e noi che figli siamo beviaam beviaaam.beviaaaam!
TOTO: Credetemi, sono tutte uguali. Oggi devono essere i maschi ad avere paura delle donne. Dalla prossima generazione uscir incinto.. il maschio.
VINCENZO: Non sanno pi farsi valere i maschi!
TOTO: Ma don Giovanni un uomo allantica e se viene a sapere che Laura se la intende con Mario, le rompe le gambe, come minimo.
VINCENZO: Sicuro! Ma non perch Laura cerca il fidanzato, ma per la persona che ha scelto. Penso che Mario da qui a qui (fa il segno dalla bocca al collo) a don Giovanni non gli andr gi!
TOTO: Proprio perch un fannullone e don Giovanni aspira al classico buon partito per le proprie figlie.
VINCENZO: Avete ragione, sono convinto che le spezza le gambe.
TOTO: E che fa male, (fa segno di batoste) se le liscia un po il pelo!? Con le donne, caro don Vincenzo, nubili o sposate che siano, ci vuole pugno di ferro. Io, modestamente parlando, a mia moglie la faccio rigare liscia come lolio e se parla son tutte mazzate. (intanto che parla, con le spalle rivolte allingresso, entra la moglie, signora Maria, inviperita, con un mattarello in mano).
MARIA: (brandendo il mattarello) Ah! Sei qua. Come se non lo sapevo che ti avrei trovato ad ubriacarti, gran porco!
TOTO: Aiutoooo! Chiamate i pompieri!! Si salvi chi pu! (si rifugia dallaltra parte del tavolo).
MARIA: Disgraziato! Che pensieri hai se non quello di venirti ad ubriacare come una scimmia!!! (gira attorno al tavolo, inseguendo il marito senza raggiungerlo).
TOTO: San Giuseppe, aiutatemi voi!
MARIA: Miserabile!, se non fosse per tuo figlio che si ammazza di lavoro, potremmo morire di fame!
TOTO: E non ci fu il tempo in cui mi rompevo il c (fa il segno con doppio indice e pollice) il collo solo io. Ora tocca a lui che ha le spalle belle robuste!
VINCENZO: Hahhhh! Haahhhhh! (Ride a crepapelle) Don Tot, sto vedendo bene come fate filare liscia vostra moglie! Vi credevate di essere il sottoscritto che modestamente, mia moglie, la schiaffo sullattenti!. (non finisce la frase, quando entra donna Sara, sua moglie, armata di battipanni).
SARA: A me!!!! Ora ti concio per le feste ed anche per i feriali!
VINCENZO: (Ripete, allaltro tavolo le stesse movenze di fuga di don Tot) Vergine santa, aiutami tu!
SARA: Tu sei pi fannullone di tuo compare Tot!
MARIA: E tu sei pi ubriacone di tuo compare Vincenzo!
SARA: (Risentita) E no, comare Maria, (fronteggiandola) ubriacone a mio marito, voi non lo dite!
MARIA: E se non volete un bel colpo di mattarello in fronte, fannullone a mio marito lo dico solo io!
SARA: E fate bene, perch lo !
MARIA: Voi pensate a quel farabutto di vostro marito, che al mio ci penso io.
SARA: Ripetete di nuovo farabutto e vi assesto un colpo di battipanni sulla testa!. (Alzando minacciosa il battipanni).
MARIA: Ed io vi mando allospedale con questo! (alza il mattarello).
VINCENZO: E no, a mia moglie no!
TOTO: La mia non si tocca!
MARIA: (Rivolta a don Vincenzo) E allora me la prendo con voi!
SARA: (Rivolta a don Tot) Ed io vi faccio levare il vizio di venire allosteria! (Si invertono le parti a giro attorno ai due tavoli, Maria insegue don Vincenzo e Sara insegue don Tot).
VINCENZO: Aiuto! Ma che sono due furie?!
TOTO: Ma che sono due pazze scatenate?!
GIOVANNI: (Entrando) Ohe! Ohe! Ferme ferme! E dove siamo alle giostre con questo girotondo?
MARIA: Don Giovanni la colpa vostra che non li buttate fuori.
GIOVANNI: Vi ricordo che una volta in cui mi sono permesso di farlo, siete venute tutte e due comari con le ali aperte starnazzando come due galline. Li volete prendere sempre a botte ma non li volete toccati da nessuno.
SARA: Questo vero, il marito mio e lo meno solo io. Perch lui lo sa che gli voglio bene e lo faccio per la sua salute.
GIOVANNI: La salute gliela levate se lo mazziate.
SARA: Intendevo dire, vietandogli di bere.
MARIA: (Al marito) Ed ora tu fila a casa!
TOTO: Con la calma!
VINCENZO: Un poco di pazienza che sta arrivando!
MARIA: (Minacciosa) Muto! Muto! Voi state muto e non vi intromettete negli affari di casa mia, altrimenti, se vi metto le mani addosso, vi dovete andare a cambiare la carta didentit!. (Fa il segno di avventarglisi contro con il mattarello e don Vincenzo si nasconde sotto un tavolo, mentre la moglie prontamente accorre in sua difesa).
SARA: Oh! Comare, prendetevela con vostro marito!
MARIA: Giusto. (Al marito) Tu corri a casa e non mi fare arrabbiare, ringrazia Dio che sono calma! (Lui davanti e lei dietro, escono di scena).
VINCENZO: (Facendo capolino da sotto il tavolo) E meno male che era calma!, magari doveva essere confessata da poco!
SARA: (Al marito) Ma guarda sto co..ni..glione. dove s infilato!. (Strattonandolo) Esci da qui. fifone!
VINCENZO: Calma esco.
SARA: Io vado a casa, tranquilla per la strada per non fare ridere tutto il vicinato ma se entro due minuti non ti presenti davanti la porta, ti giuro io che ti far stare due ore nascosto sotto al letto se non vorrai essere gonfiato come un pallone! La saluto don Giovanni (si avvia, si ferma prima di uscire e girandosi, in tono minaccioso e ad alta voce): Come un pallone! (esce).
VINCENZO: Che ne pensa don Giovanni?
GIOVANNI: Sciocchezze!,. un terremoto passeggero!
VINCENZO: Ora mi dica lei, don Giovanni, se sia io che don Tot non siamo stati due galantuomini?! Le dovevamo spennare qui, come due galline, alla sua presenza? Che figura da bastardi avremmo fatto?!
GIOVANNI: Giusto(in tono da sfott) io lo so che siete due.. energumeni!
VINCENZO: Appena arrivo a casa. (mostra il bicipite destro a pugno chiuso) Pahhhh! Nellocchio destro
GIOVANNI: (Facendo il segno) E vi diventa tutto nero!.
VINCENZO: Pahhhh! Nellocchio sinistro.
GIOVANNI: (Facendo il segno) E vi gonfia cos!. Attento che il tempo passa.sono brevi due minuti!.
VINCENZO: Meglio che me ne vado!. Mi vado a sfogare..
GIOVANNI: Non esagerate!.. Metto in conto, vero?
VINCENZO: Aveva dubbi! (Si avvia, si ferma prima di uscire e girandosi, in tono minaccioso e ad alta voce): Pahhhh!. Pahhhh!. (esce).
SCENA SETTIMA
(Laura, Giovanni, Maria, Pina)
GIOVANNI: Altro che Pahhhh!. e Pahhhh!. (gli rif il verso), se non sta attento, donna Sara lo gonfia come un pallone!. (Scende dalle scale Laura).
LAURA: Pap, vai di sopra, ti vuole Luisa, ci sto io al banco.
GIOVANNI: Che avete preparato da mangiare?
LAURA: Vai s. Vai a vedere.
GIOVANNI: Vado, vado.. (sul secondo gradino, si gira) vado ad avvelenarmi. (Esce. Laura resta davanti al bancone e vi si appoggia pensierosa. Quasi contemporaneamente entra la signora Maria).
MARIA: Laura, dammi un fiasco di vino. (Accorgendosi che pensierosa) Perch sei cos pensierosa?!
LAURA: Pensavo giusto a vostro marito ed a tutte le maldicenze che magari avr detto su me e Mario (Piagnucola).
MARIA: Don Tot si fa trascinare da don Vincenzo, ma queste cose non le ha mai fatte. sempre stato leale e corretto come lo era suo padre, la buonanima.
LAURA: (Distratta) Buonanima? Chi, don Tot?
MARIA: Basta, non piangere! Non poi la fine del mondo!. Piangere il morto son lacrime perse. (riferendosi a quanto le aveva confidato il marito sul conto di Laura e Mario).
LAURA: Poveraccio! E morto don Tot!?Cos, allimprovviso!.
MARIA: (La frase interrogativa di Laura viene da lei interpretata erroneamente come unaffermazione e cadendo di colpo su una sedia ) Ges!Ges! Che disgrazia!, morto mio marito? Ahi!.. Ahi! sto morendo. Il cuore.... mi fa male il cuore!
LAURA: (Soccorrendola) Ma come? Siete stata voi a dire che morto vostro marito! Avete detto la buonanima di don Tot.
MARIA: Ma che buonanima!, sventurata! Io avevo detto che era leale come la buonanima di suo padre. La buonanima di mio suocero! I nervi i nervi mi ci vuole una pillola lassativa.
Entra Pina (da fuori), cugina di Mario, studentessa in medicina presso lUniversit di Roma. Porta in mano una bottiglia vuota.
PINA: (Sente male la parola lassativa, scambiandola per): La zia Tina? State parlando di mia madre?. ..Buongiorno!.
LAURA: Oh! Ciao Pina. Tua madre non centra. La signora Maria diceva lassativa perch confonde sempre la parola con sedativa. Tu che sei prossimo medico la sai bene la differenza.
PINA: Certo. Si sente dallodore. (Ridono entrambe).
LAURA: Che piacere vederti, come stai?.
PINA: Bene, grazie. Sono tornata ieri da Roma. Sono venuta per prendere un litro di vino rosso per pap.
LAURA: E vieni da Roma per un litro di vino?
PINA: Ma no, vengo da casa.
LAURA: (Togliendole la bottiglia dalle mani) Scherzavo, dai a me ti servo subito. (Si porta dietro il bancone, si abbassa ed intanto le chiede) Come vanno i tuoi studi a Roma?.
PINA: Benissimo, grazie a Dio. Allultimo esame ho preso ventotto. Mi mancano solo quattro materie e la tesi.
LAURA: (Abbassata) Complimenti, fra un anno, massimo due, avremo una dottoressa che ci guarir da tutti i mali. Dico bene?, signora Maria!
PINA: Laura, a Roma mi proclameranno dottoressa non santa!.
LAURA: (Rialzandosi con la bottiglia piena) Giusto, (incomincia a parlare per allusioni) ma vuoi mettere una dottoressa a due passi da casa tua?! In qualsiasi momento potremo rivolgerci a te. (intendendo: io e Mario).
PINA: Anche per gli affari di cuore.
LAURA: Ti specializzerai in cardiologia?
PINA: Certo, (tirandola in disparte) Vieni ti ascolto il cuore, facciamo le prove di una prima visita. (Le si accosta fingendo ed in sottovoce) Affari di cuore sentimentali. Mio cugino Mario vuole che io sondi il terreno con tuo padre.
LAURA: (Parlano bisbigliando) Tremo al solo pensarci. Mio padre pretenderebbe per me un buon partito. Una persona che possa farmi vivere da gran signora. Mario invece insegue il lavoro.
PINA: E prima che lo raggiunger gli uscir la lingua di fuori per la fatica e se ne star tranquillo a riposarsi.
LAURA: Non me lo ricordare questo il nostro cruccio!.
PINA: Sinceramente, sto facendo di tutto per convincere mio cugino a pensare seriamente al suo futuro.
LAURA: Forse a distrarlo dal lavoro il troppo amore che mi vuole. Non pensa ad altro che al volermi vedere.
Intanto la signora Maria, incuriosita da tali bisbigliamenti, fingendo di sentirsi male tenta di avvicinarsi alle loro spalle per ascoltare, portando la mano allorecchio.
PINA: (Girandosi. Vedendo la signora Maria e credendo che si toccasse la fronte) Signora Maria cosha?
MARIA (Sorpresa in fragrante ed imbarazzata) Co.cocosho?..Una casetta appena. ed anche mezza diroccata!
PINA: Non intendevo dire cosa possiede!? Dicevo cosha. come salute!?
MARIA: Ah! Come saluto? Cos.. (ed agita la mano in segno di saluto mentre entra don Giovanni, il quale indossa un grembiule bianco).
GIOVANNI: Sta partendo con il treno?
PINA: La signora Maria ha capito male, le ho chiesto come stesse di salute e non come saluta!
GIOVANNI (Con tono infastidito, rivolto a Maria) Cosha? Campa.muored lanima a Dio?!
MARIA: (Riprendendosi) Avevo capito, avevo capito. Stavo solo scherzando, cosa credete che sono rincitrullita? Ho una salute di ferro.
GIOVANNI: Di ferro vecchio, mi pare! (Intanto che versava da bere in tre bicchieri) Ciao Pina, entrando non ti ho neanche salutata, riparo allerrore. Tiratevi su il morale, beviamoci sopra un bel bicchiere di vino. Offre la casa!
PINA: No grazie, don Giovanni, io sono astemia. Bevo solo acqua.
MARIA: (Con due bicchieri in mano dopo aver preso quello destinato a Pina) Allora lo bevo pure io. Eh! No, dottoressa, un po di vino, senza esagerare, fa sempre bene. Mio marito dice che lacqua fa venire la pergolite (che sta per pleurite) alle spalle. Alla salute!!!
PINA: Mi pare che voi predicate bene, dicendo a vostro marito di non bere, ma razzolate male.
MARIA: Lui esagera e si ubriaca. Anzi a proposito, Laura dammi il fiasco di vino. (Lo prende) Me ne torno subito a casa perch se ritardo mi tempesta di domande, per quanto geloso sto rimbambito di mio marito! Arrivederci! (Fa per uscire e don Giovanni la insegue).
GIOVANNI: Ferma!Ferma!. Che faccio? Metto in conto?.
MARIA: (Con il fiasco in una mano e laltra mano al fianco, impertinente) Come sempre! Aveva dubbi? Abbiamo vinto la lotteria? (Esce).
GIOVANNI: Quando fa cos, me la mangerei a morsi. (mordendo il grembiule che indossa, legato alla cintola).
SCENA OTTAVA
(Laura, Giovanni, Pina, Luisa e Nicola)
LUISA: (Entra Luisa) Pap, non mangiarti il grembiule per la fame, vai di sopra, che ti ho preparato un assaggino.
GIOVANNI: Grazie, accetto questo messaggino. Con permesso, dottoressa. (Esce).
PINA: Liberamente.
LUISA: Oh! Pina, bentornata. (Si salutano). Che mi racconti di nuovo?.
PINA: Niente, solita vita casa, universit e studio.
LAURA: Non ce la racconti giusta, non dirmi che a Roma non conosci qualche bel ragazzo!.
LUISA: Fra studenti e militari, non ne mancano di certo a Roma. Uh! Se ci fossimo noi! Saremmo tutte milli e molla. (Fa le mossette per dire: sofisticate).
PINA: A dire la verit io sono tutta milli e mollo qualche colpo di borsa e qualche schiaffo se non mi trattano con tanto di educazione.
LAURA: Fai bene! Devi saperti difendere dai maleintenzionati.
LUISA: Ma se sono tutti beneintenzionati nisba, non si cucca.
PINA: Proprio cos!, diciamo che ci vuole il giusto tira e molla.
LAURA: A meno che non si abbia un padre che ti tiene al guinzaglio come il nostro.
LUISA: E duro a capire che i giovani, oggi, abbiamo bisogno della nostra libert, dei nostri spazi di vita.
LAURA: Mi farebbe passare i guai se venisse a sapere di Mario. Prenderebbe tutte le informazioni possibili e Dio ce ne liberi se qualcuno dovesse parlargliene male!.
PINA: Non preoccuparti. Ora che ci sono qua io, ti sistemo tutto in due e due quattro.
LAURA: Ma non si dice in quattro e quattrotto.
PINA: Si, ma io cimpiego mett tempo.
LAURA: Per stai attenta a non commettere passi falsi per volere affrettare la cosa.
PINA: Stai tranquilla. Tutto sar organizzato come un generale che fa un piano di battaglia.
LUISA: Stai attenta per, perch potrebbe arrivare un imprevisto e zaaaccc perdiamo la guerra.
Scende le scale don Giovanni canticchiando:
GIOVANNI: Il Piave mormor non passa lo straniero z..z (Spunta in scena).
LUISA: (A Pina) Te lo dicevo io. Il Piave lui e lo straniero siamo noi, nel nostro caso.
PINA: E bravo don Giovanni! Ha una voce che sembra un usignolo!
GIOVANNI: Dovevi sentirmi ai miei bei tempi, quando avevo la tua et pi o meno. Avevo una voce che faceva faville.. modestamente tutte le belle donne del paese impazzivano per me, per la mia bella voce.
PINA: (Ironica) Adesso mi spiego perche donne della sua et non ce ne son pi in questo paese! Sono tutte al manicomio, impazzite per la sua bella voce! (Le tre ragazze ridono).
LAURA: (Ride e saltellando alla Arlecchino) Dovevate sentirlo il paparino alla nostra et come ragliava bene.
LUISA: (Imitandola) Ma che dici ragliava. Semmai con la sua bella voce abbaiava.
GIOVANNI: Ecco! Avete visto il rispetto che i giovani hanno per i genitori, oggi! Ai miei tempi sarebbero volati ceffoni!.
LUISA: Pap, sei antiquato.
LAURA: Ti devi modernizzare.
PINA: (Prende la bottiglia del vino) Beh! Ora me ne vado. Quanto pago, don Giovanni?
GIOVANNI: Metto in conto, a fine mese conteggiamo. (Fra se) Tanto per cambiare!
PINA: Arrivederci, allora. Ciao Luisa (Si salutano baciandosi e lo stesso fa con Laura ma si scambiano cenni dintesa. Pina per farle capire che, sarebbe ritornata a parlare con suo padre e Laura per dirle di salutarle Mario). Ciao Laura, ..in due e due quattro. .Ok. Ciao. (Esce).
LUISA: (Segue Pina fino alla porta, poi torna indietro e rivolta ai suoi) E tornato Nicola, sta scaricando. Vado a dargli una mano. (Esce e quasi immediatamente). Ahi! Ahi! Mi hai ammazzato! Disgraziato! Ahi! Ahi!
LAURA: O Dio! Che successo? (Padre e figlia si precipitano fuori in aiuto di Luisa e rientrano sorreggendola).
LUISA: (Saltellando sul piede sinistro) Ahioioioioio!. Ahiooooo! ..hohohohoho!iiiii!
GIOVANNI: Io ragliavo, ma tu mi pari una gallina spennacchiata, figlia mia!
LAURA: Pap non mi pare il momento di dare le risposte, aiutiamola, controlliamo cosha. (Nicola, intanto, fa capolino dalla porta ed impaurito si gratta la testa).
LUISA: (Mentre la siedono su una sedia) Che dolore! Mamma mia, che dolore! (Don Giovanni le solleva la gamba destra) Ahi! Non mi toccare!. Che dolore! Che dolore!
LAURA: Salgo di sopra, le facciamo una iniezione antidolorifica.
LUISA: (Alzandosi di scatto dalla sedia) Ma che fu? Un miracolo! Mi passato!
GIOVANNI: La potenza delle medicine moderne. Basta farne il nome e fanno effetto!
NICOLA: (Intanto, timoroso, si fa avanti Nicola) Ma che le avrebbe fatto io?
GIOVANNI: (e don Giovanni, minaccioso) E tu corri di sopra. prima che ti rompo una gamba! Non solo stavi ammazzando tua sorella, ma mi hai pure rotto la damigiana. Il guadagno lo abbiamo fatto per oggi! Andiamo a mangiare, ma mi avete dato un bellantipasto di veleno. (Nicola avanti e don Giovanni dietro salgono le scale, seguiti da Laura e)
LUISA: (Luisa, zoppicante, che silenziosamente mima): Ahioioioioio!. Ahiooooo! ..hohohohoho!iiiii!
FINE PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
SCENA PRIMA
(Giovanni, Lavvocato, Laura, Luisa)
All'aprirsi del sipario, la scena illuminata. Don Giovanni spolvera il bancone, fischietta e canticchia.
GIOVANNI: (Canticchiando) Che bella cosa na iurnata e sole (fischietta).
Quando: entra un signore, alquanto distinto, con una valigia in mano. Giunto alle spalle di don Giovanni, gli picchietta su una spalla e con voce svelta e stridulamente altisonante:
LAVVOCATO: permesso? Ha detto si, grazie, molto gentile, buongiorno!. (Posa la valigia, si siede e saccende una sigaretta ed accavalla le gambe, standosene comodamente a fumare).
GIOVANNI: (Che era rimasto, stupito, a guardarlo. Toccandosi la spalla) Prima di tutto tengo a precisare che la mia spalla non la porta di casa mia. E poi, visto che ha fatto tutto da solo, devo immaginare che si gi invitato a pranzo da s.
LAVVOCATO: Veramente ancora no! Ma se proprio insiste sar costretto ad accettare per non dispiacerla caro don. Don?
GIOVANNI: (Stringendogli la mano) Mi chiamo don Giovanni Astemio, per servirla.
LAVVOCATO: (Scoppia a ridere. Una risata del tutto particolare, la sua) Ohhhh! Hooooohhh! Oh! Astemio e fa loste, quant buffo! Che ridere! Ohhhh! Hooooohhh! Oh! (dopo avere smesso di ridere, agitando la mano destra) Che buffo! Che buffo! (e stringendo ancora una volta la mano di don Giovanni) Comunque, molto lieto daverla conosciuta. Io sono lavvocato Andrea Causeperse.
GIOVANNI: (A questo punto don Giovanni crolla a terra per le risate ed incomincia a battere i piedi a pi non posso) Mettetevi in salvo che sto scoppiando. Il solo nome da gi le garanzie (e ride) di buscarsi trentanni se tutto va bene. Causeperse.. che avvocatone! (ride ancora poi, alzatosi, riacquista la calma e) Comunque, adesso basta. meglio se non ci pensiamo pi. Va bene? Posso esserle utile in qualche cosa?
LAVVOCATO: Si, si, meglio. Siamo pari. Mi avevano detto che qui accanto allosteria lei possiede una cameretta che di tanto in tanto affitta a qualche raro passante.
GIOVANNI: Dice bene raro, visto che, purtroppo, la gente di passaggio si ferma qui una volta ad ogni morte di cardinale, perch in verit succede pi spesso che ad ogni morte di papa.
LAVVOCATO: Potrebbe affittarmela, allora, sempre se libera, naturalmente.
GIOVANNI: E libera, liberissima: di inquilini, di mobilio e visto che si rotta pure la serratura della porta libera pure dingresso.
LAVVOCATO: Allora non si paga!
GIOVANNI: E no, quello no!
LAVVOCATO: Scherzavo, naturalmente.
GIOVANNI: Anchio scherzavo. C solo il problema della serratura. Perch leisolo venti euro a notte.
LAVVOCATO: Va bene, per la serratura provvediamo. A me basta che ci sia un lettino, un piccolo armadio ed il servizio con doccia.
GIOVANNI: Non dubiti, trover tutto di suo gradimento, ccellenza (per dire ossequiosamente eccellenza). Si intrattiene molto ccellenza?
LAVVOCATO: Gli impegni che ho qui mi occuperebbero una quindicina di giorni ma penso che mi tratterr un mesetto, perch voglio realizzare un progetto che ho in mente. ( si ferma un po pensieroso,..poi accostandosi a d. Giov. come per parlargli allorecchio) Beh!resti fra noi, a dire il vero ho intenzione di sposarmi con una ragazza di paese; sa com, io sono un tipo geloso e penso che mi sarebbe pi adatta una ragazza di casa, sono pi affettuose e soprattutto sono pi fedeli. Lei, non avrebbe qualcuna da consigliarmi ..ehh!?
GIOVANNI: (Don Giovanni stato attentissimo, con gli occhi furbescamente spalancati. Indugia un po, con un sorrisetto ironico, e poi:) Nooohh!.. e ch!, Faccio il ruffiano ccellenza!?. Per per.. per. stavo pensando, invece, che per aggiustare quella porta far provvedere a mia figlia Laura. Sa, proprio una brava ragazza!.
LAVVOCATO: Ah! Lei ha una figlia?
GIOVANNI: Due, ccellenza.
LAVVOCATO: Allora perch me ne ha nominata soltanto una?.
GIOVANNI: (Fra s) Le vorrebbe sposare tutte e due? Ma. ma io dicevo.. cos. per aggiustare la serratura, ccellenza.
LAVVOCATO: Gi! E come ha detto che si chiama?
GIOVANNI: Laura, ccellenzanon per vantarla, ma lo dicono tutti che la pi bella del paese!. E poi... deve sentirla discutere, meglio di un avvocato! Senza offesa per lei. E proprio una ragazza buona, brava, affettuosa e fedele. soprattutto fedele, ccellenza.
LAVVOCATO: Benissimo! spero vorr farmela conoscere alla prima occasione!
GIOVANNI: Onoratissimo, ccellenza, alla prima occasione.. (chiama subito ad alta voce) Laura.Laauraaaa!
LAVVOCATO: Ma che fa? La chiama?
GIOVANNI: Ccellenza, al mio paese c un proverbio che dice: col ferro si stira quando caldo.
(Intanto da fuori si sente chiamare) Avvocato!. Avvocato Causeperse! (Lavvocato non sente e don Giovanni, stringendogli la mano in senso di cordoglio):
GIOVANNI: Avvocato!, La causa perse!
LAVVOCATO: Ma che dice, don Giovanni?
GIOVANNI: (Rattristato ) Mi dispiace, ccellenza, mi dispiacema di fuori c uno che grida: Avvocato,.la causa perse!.
(nel frattempo, da fuori, chiamano ancora): Avvocato Causeperse.
AVVOCATO: Ma no, mi stanno chiamando.con permesso. (Esce).
GIOVANNI: (Gridandogli dietro) Chiedo scusa ccellenza, chiedo scusa! (poi fra se), mi ero scordato che ha un cognome che la bandiera della vittoria! (Si avvia verso la scala chiamando sua figlia, con voce dolce e amorevole): Laura. Laura. Lauretta di pap (Lei non sente, per cui con voce alterata grida) Laura, rompiti losso del collo, scendi! (Laura scende gi e) Finalmente ti sei decisa a scendere!
LAURA: E certo! Quando mi si chiama con tanta gentilezza!
GIOVANNI: Com fatta spiritosa! (Poi, con dolcezza) Senti, figlia mia, leccati i baffi perch di queste occasioni ne capitano una sola volta nella vita.
LAURA: (Stizzita ed offesa) Io non ho baffi!
GIOVANNI: Vero? E cosa aspetti a farteli crescere!?
LAURA: Vuoi finirla di prendermi in giro.
GIOVANNI: Altro che prenderti in giro questa una cosa seria! anzi, tu la devi fare diventare una cosa seria!
LAURA: Ha sbagliato bottiglia stamattina!?
GIOVANNI: Muta!!.e fai quello che ti dico io! Ora ti presento, nientepopodimenocch, (assumendo unaria enfatica) unavvocato, bello, ricco e famoso! Oh! Dico (scandendo la parola) un a-vvo-ca-to!! Perci sappiti comportare bene: dimostrati tranquilla, cortese. raffinata, di una certa coltivazione!..perdon feci un lapis volevo dire di una certa coltura!.. Insomma, per abbreviare, devi fare di tutto per maritartelo!.
LAURA: Perfetto!.se permetti salgo di sopra a scrivere gli inviti!
GIOVANNI: Scema! tu no sai chi quello! uno dei pi grossi avvocati dItalia.
LAURA: Quanto pesa?.
GIOVANNI: Grossi, per dire famosi, . pi bravi, vah! Pensa che non ha mai perso una causa.
(entra improvvisamente lavvocato )
AVVOCATO: Ho perso la causa, purtroppo!
GIOVANNI: (Continuando la frase di prima) .Prima di questa!!
AVVOCATO: (In tono triste) Caro don Giovanni, purtroppo quel signore, che mi ha chiamato di fuori, mi ha comunicato che non hanno accettato un mio ricorso in Cassazione e quindi ho perduto definitivamente la causa.
GIOVANNI: Non se la prenda cos a male, ccellenza Eh!la vita questa; prima o poi capiter di vincerne una!
AVVOCATO: Come!
GIOVANNI: Di vincerne una prossima, intendevo dire (Laura si gira, mettendosi la mano davanti la bocca per nascondere una risata) Oh!, avvocato,per puro caso, mia figlia ha sceso da sopra, perci, data loccasione, ce la voglio rappresentare!__ Guardi che bellezza di figlia, che occhi lucenti, che boccuccia zuccherata!
LAURA: (Fra s) Mi sta vendendo allasta?!.
GIOVANNI: Lauretta bella, ho lonore di farti conoscere il famoso avvocato Andrea Calzeperse!
AVVOCATO: (In tono di suggerimento ) cause.cause.Causeperse!!
GIOVANNI: (Dandosi una manata sulla fronte ) Ah giche cretino-ccellenza! Non era per offesa. Scusi, avvocato, ma avevo dimenticato che cosa aveva perso. (poi, rivolto alla figlia) perci, le calze non centrano per niente.. ti stavo presentando lavvocato Calze mannaggia di nuovo, Cause.. perse ..ecco!!
LAURA: (Stringendo la mano allavvocato e per nulla intenzionata ad accondiscendere alle direttive del padre) Piacere,pazienza ci vuolevuol dire che, eventualmente, se ne comprer un altro paio!
AVVOCATO: (Un po stizzito) Senta, io mi chiamo Andrea Ca-u-se-per-se!ecco!
D.GIOVANNI: (Con lintento di lasciare la figlia sola con lavvocato.) Scusi, ccellenza, io vado a mettere un poco dordine nella sua stanzetta..con permesso. (Esce verso fuori, non prima di avere fatto, nascostamente, locchiolino a sua figlia e suggerendole, movendo le labbra e la mano destra, un cenno di adescamento).
AVVOCATO: Prego, prego.faccia liberamente!
(Uscito il padre, Laura, rimasta sola con lavvocato, contrariamente a quanto le era stato raccomandato, fa di tutto per deluderlo. Incomincia a camminare istericamente per la stanza, fingendo un accentuato tic nervoso alla spalla destra, per cui):
AVVOCATO: Ma cosha!?.che le prende!!
LAURA: Che dice? parli pi forte! sa sono un po sorda.
AVVOCATO: (Alzando la voce) Dicevo..cos ha alla spalla?
LAURA: Niente, eccellenza niente! Un piccolo tic nervoso!.
AVVOCATO: Non cosa grave. Lei rimane sempre una bella ragazza, desiderabile da un uomo di studi come me.. e poi, in fondo, direi quasi che mi affascinano. questi piccoli scherzi di madre natura.
LAURA: Ma non fu madre natura!questo tic nervoso e quellaltro..
AVVOCATO: Quale altro?!
LAURA: Quello della testa, eccellenza, vede? (Muove di scatto la testa verso sinistra alternandolo al movimento della spalla destra).. ecco,vede questaltro? .Mi sono venuti per il nervosismo e la paura a causa di un incidente!
AVVOCATO: Unaltro difetto!?. Che incidente?.
LAURA: Tempo addietro, purtroppo, sono scivolata su una buccia di banana (fa, nascostamente alle spalle dellavvocato, il gesto dellombrello) e mi sono rotta la gamba destra!. Per, eccellenza, si nota solo poco-poco che sono zoppa! (Scena di zoppa a soggetto).
AVVOCATO: (Impressionato) Beh!. che ci vuol fare?!,. ci vuole pazienza nella vita!
LAURA: Io ne ho tanta di pazienza! Poi se penso a quel povero disgraziato come si ridotto!
AVVOCATO: Quale disgraziato?
LAURA: (Per evitare che lavvocato accenni al padre qualcosa riguardo ai falsi difetti citati, mette in scena tutta una finzione) Un tizio di passaggio al quale mio padre mi present qualche mese fa, dopo avermi conosciuta disse: Peccato, per, che abbia tanti difetti!! e che successo, il finimondo?!!. Mio padre divent una furia scatenata!!. Sa, non gli piace che gli si faccia notare il mio stato di invalida! (Repentinamente si porta alle spalle dellavvocato che si era intanto seduto ed eseguendo, in forma mimica su di lui, sfiorandolo, gli stessi gesti di cui alle seguenti parole): Lo afferr alla gola, da dietro, passandogli il braccio a cravatta. gli piant un ginocchio in mezzo alla schiena e craac!!. poveraccio!. poi lo riemp di cazzotti in faccia al petto, allo stomaco morsi alle orecchie che pareva Taison .!!!.. (Si era talmente infervorata nella mimica della scena da mettersi a ballare come un pugile poi, accorgendosi che si era dimenticata dei difetti e tic vari, si d una manata alla fronte e ritorna tranquilla a mimarli, riprendendo): Insomma, poveraccio, diventato cos nero che manco se lavessero truccato per fare lOtello!! Si fatto sette anni di carcere, mio padre, sa?!
(Lavvocato ha ascoltato, guardandola con gli occhi fuori dalle orbite, mimando di pararsi le azioni descritte da Laura, come se le subisse realmente. E terrorizzato!).
AVVOCATO: (Si porta la mano alla gola e quasi balbettando per la paura) Su su suo padre mi si.. si.simpatico; non voglio che si faccia altri sette anni di carcere per colpa mia. Non gli dir niente,stia tranquilla!
LAURA: Grazie, grazie, lei proprio una persona brava ed intelligente! Se permette, le vado a prendere una tazza di caff che avevo preparato giusto prima di scendere! ancora caldo.
AVVOCATO: Grazie. laccetto volentieri.
LAURA: Glielo porto insieme ad una bella sorpresa.
AVVOCATO: Che sorpresa?
LAURA: Vedr, vedr! Senn che sorpresa sarebbe?! Attenda un attimo. Con permesso. (Esce per le scale, mimando tutti i difetti messi in atto).
AVVOCATO: (A Laura, prima che esca) Liberamente. Aspetter il caff e la sorpresa. (Rimasto solo si mette a riflettere ad alta voce, aggirandosi per la stanza) E proprio una bella ragazza.. peccato che abbia tutti questi difetti no, no, non lo devo dire.. (a queste parole ricordandosi del racconto, si frena dal proseguire, ed a soggetto ricorda mimicamente le botte descritte da Laura, poi prosegue) certo che anche cos non mi dispiacerebbe tanto..mah!.ci penser un po su! Intanto al padre far capire che sua figlia mi piace davvero!. (Si siede volgendo le spalle alle scale).
(Intanto, non vista dallavvocato, scende dagli scalini Luisa, portando un vassoio con la zuccheriera e due tazzine da caff. Arrivata allultimo scalino, si ferma. Resta un attimo a guardare, sorride e fa la mossa del tic alla testa, lasciando intendere che la sorella le ha raccontato tutto. Si avvicina alle spalle dellavvocato).
LUISA: Ecco il suo caff, avvocato.
AVVOCATO: Ah! Grazie, non lavevo sentita arrivare. (Si alza e si gira. Entrambi restano come incantati a guardarsi negli occhi, come fosse scoccato il classico colpo di fulmine, poco dopo come trasognato) Sei un angelo o sei vera? Chi sei?
LUISA: Sono la sorpresa. (Posa il vassoio sul tavolo).
AVVOCATO: (Fissandola negli occhi) Mai vista sorpresa pi bella!
LUISA: (Estasiata) Sono la sorella di Laura. Mi chiamo Luisa.
AVVOCATO: Incantato.
LUISA: Ma non vi chiamavate Andrea?
AVVOCATO: Si, mi chiamo ancora Andrea, e sono incantato dalla vostra bellezza signorina Luisa.
LUISA: Grazie, anche lei un belluomo, avvocato. Se vuole mi pu chiamare semplicemente Luisa.
AVVOCATO: Luisa. bello Luisa. E tu puoi chiamarmi Incantato. cio Andrea.
LUISA: Bene. Il caff lo prendi dolce o amaro?
AVVOCATO: Amaro per avere una scossa e vedere se son sveglio o sto sognando.
LUISA: Lo prendo anchio, ma dolce, come la tua compagnia.
AVVOCATO: Ed allora cambio idea, lo prendo anchio dolce, come questo momento.
LUISA: (Versando due cucchiaini di zucchero in ciascuna tazzina) Due ciascuno. Dolce come il miele. (Gli porge la tazzina e trattiene laltra per se).
AVVOCATO: Preso insieme a te, sar il caff pi buono della mia vita. (Bevono e contemporaneamente sputano il primo sorso bevuto) Puhhh! Ma fa schifo!!!!
LUISA: Puhhh! orribile!!! . Mio Dio!, mia sorella ha scambiato la saliera con la zuccheriera!. Scusa Andrea, che errore imperdonabile!.
AVVOCATO: Non nulla in confronto alla bellissima sorpresa della tua presenza.
LAURA: (Spuntando in scena con un vassoio con la zuccheriera e due tazzine da caff e continuando la commedia dei difetti:) Fermi.fermi c stato uno sbaglio! Avete gi bevuto il caff?
LUISA: Purtroppo!
LAURA: Scusi eccellenza. Ho portato la zuccheriera giusta. (Posa il vassoio sul tavolo, mentre la sorella porta via il precedente vassoio).
LUISA: Scusate io porto questo di sopra. (Esce).
AVVOCATO: Allora, rifacciamoci la bocca dolce. Un solo cucchiaino, per favore.
(A questo punto entra don Giovanni. ridotto in uno stato pietoso, irriconoscibile a causa della polvere che dalla testa ai piedi lo ha cambiato di colore).
LAURA: (Appena si accorge del padre, porta le mani al viso ed esclama:) Oh mio Dio!.
AVVOCATO: Don Giovanni!!.. Che successo? Noi non abbiamo sentito nessuna esplosione che possa averla ridotta in questo stato!
GIOVANNI: Ma quale esplosione, ccellenza. niente, niente.. cera solo un poco di polvere nella sua stanzetta. (Tenta di spolverarsi con le mani sollevando una nuvola di polvere). Allora, avvocato, non proprio una gran bella figlia la mia Laura?
AVVOCATO: Caro don Giovanni, avete proprio una gran bella figliola Peccato che.. (Laura, da dietro le spalle del padre gli fa cenno della presa a cravatta e lavvocato si ferma di scatto, strabuzzando gli occhi, con le mani alla schiena, deglutisce impacciato poi, tutto dun fiato:) . Peccatoche non abbia avuto loccasione di conoscerla prima!
LAURA: (Fra se) Ma quando se ne va questantipatico!.
AVVOCATO: Venga, venga a prendere il caff che ha preparato sua figlia.
GIOVANNI: Brava, gli hai preparato il caff?.
LAURA: Caff con sorpresa. Vero, avvocato?
AVVOCATO: Vero, verissimo. (Riferendosi a Luisa, ma don Giovanni intende lallusione come rivolta a Laura) Mi piaciuta tantissimo la sua figliola. Penso che vada benissimo per quella confidenza che le ho fatto.
LAURA: Non capisco. (Alle spalle del padre ripete i tic).
GIOVANNI: Niente, cose nostre. Lavvocato mi ha confidato una certa cosa che non si pu dire.
AVVOCATO: Giusto, cose nostre. Al momento opportuno sua figlia Laura sapr tutto. Mi sono spiegato Don Giovanni?
GIOVANNI: Benissimo, come un libro chiuso.
AVVOCATO: Vuole dire aperto?! Allora non mi sono spiegato?!
GIOVANNI: Stia tranquillo. Ho capito tutto.
AVVOCATO: Meglio cos! Prendiamo il caff. Occorerebbe unaltra tazzina.
LAURA: Se lei mi scusa, avvocato, io faccio volentieri a meno di prenderlo. (Poi, rivolta in segreto al padre) Mi farebbe un piombo allo stomaco!
GIOVANNI: Io ti impiomberei la lingua!
AVVOCATO: (A don Giovanni, indicando Laura) Cosa ha detto, scusi?.
GIOVANNI: Dice che fa male alla gastrite.
AVVOCATO: Ahh!soffre anche di gastrite?!
GIOVANNI: Eh si! Soffre lanca di castrato!
LAURA: (Mentre versa il caff) Su. prendete il caff che si raffredda! gi zuccherato. (Mentre lavvocato beve, Laura fra se e se): Che gli vada di traverso!.
(Lavvocato strabuzza gli occhi ed incomincia a tossire, posa la tazzina, mentre don Giovanni, premuroso, va a battergli una mano sulle spalle).
GIOVANNI: -E che fu un malaugurio?.
LAURA: (Fra se) Porca vacca!!.. Al tempo del medio evo mavrebbero bruciata per stregoneria!.
AVVOCATO: (Ripresosi) Scusatemi, ma una goccia di caff ha fatto il percorso sbagliato! Mi stavo soffocando! (Riprende a sorseggiare e rivolto verso don Giovanni che si era alzato ed intanto aveva dato la tazzina a Laura..) ottimo, ottimo davvero!.
LAURA: (Nascostamente, spruzza il caff rimasto nella tazzina sui pantaloni dellavvocato e poi:) Avvocato, i pantaloni perse!
AVVOCATO: Pure lei, signorina!. Prima suo padre con le calzeora lei con i pantaloni!!.. Ma lo volete capire che mi chiamo.. Cause. Causeperse!.
LAURA: Guardi che ha capito male lei. io dicevo: i pantaloni perse!per dire che si rovinato i pantaloni,.. se li macchiati di caff, insomma.
AVVOCATO: Accidenti!!! Come ho potuto fare!!??.. Scusate, corro subito a farli smacchiare!.
LAURA: Ci penso io, avvocato.
AVVOCATO: Non occorre che si disturbi lei, grazie, vado alla smacchiatoria qui vicino. Arrivederci, vado di l a cambiarmi. (Prende la valigia ed esce).
GIOVANNI: (Che si avvicinato alla figlia) Com finita? Com finita?
LAURA: Perfetto. stai tranquillo che io so sempre come comportarmi.
GIOVANNI: Brava, figlia mia! Saliamo di sopra. Vado a spolverarmi questi abiti sporchi. (Escono).
SCENA SECONDA
(Mario, Pina, Giovanni, Nicola voce esterna).
(Entrano in scena Mario e la cugina Pina).
PINA: (Chiamando) Don Giovanni. don Giovanni!.
GIOVANNI: (Da sopra) Un attimo di pazienza fra poco scendo.
MARIO: Allora Pina, si fa come abbiamo pensato?.
PINA: Certo meglio che prima ci tracciamo la strada.
MARIO: Va bene cos! Si dice: zucchero non guasta bevanda. Appena io vi lascio da soli, tu, con una scusa qualsiasi, fai cadere il discorso sulla mia persona ed incominci a vantarmi: a dire che sono un bravo ragazzo, onesto, lavoratore, che potrei essere un buon partito per qualsiasi ragazza . etceteraetcetera.. Per, bada bene a non fargli capire che una cosa studiata! Per il momento non accennargli assolutamente nulla. Meglio se prima gli facciamo fare un buon concetto di me e poi, per parlargli di me e Laura, ci si pensa.
PINA: Certo!. a noi interessa fargli capire che tu sei un ragazzo ben basato.
MARIO: Io!!? e chi ho baciato?.
PINA: Ma che dici? Scemo! Dicendo basato, intendo dire che hai delle basi solide. Un tipo in gamba, insomma.
MARIO: Ah! perfetto! Quattro parole, ma concrete. (Entra don Giovanni e i due si avvicinano al bancone).
GIOVANNI: Buongiorno.
PINA: Buon d.
MARIO: Buongiorno don Giovanni, ci dia un bicchiere di vino per me ed una coca-cola per mia cugina. (Dopo aver bevuto, Mario paga per entrambi e poi): Pina, ti saluto, scusami ma io devo scappare di corsa, ho tante di quelle cose da fare che non ho mai il tempo di grattarmi la testa, come si suol dire. La saluto, don Giovanni!.
GIOVANNI: Buongiorno. (Mario esce).
PINA: Sempre cos Mario. Non sta mai un minuto fermo. E sempre indaffarato!.
GIOVANNI: Ma che mestiere fa?
PINA: Ahh!Che mestiere? Qualsiasi cosa!.. Sa fare tutto! Dove c lavoro, lo trovate come il cacio sui maccheroni! Per guadagnare dei soldi si farebbe in quattro. E poi, sapete, non per vantarlo perch mio cugino, ma un ragazzo educato, onesto e rispettoso.
GIOVANNI: Insomma quel che si dice un ragazzo ben basato. No?.
PINA: Proprio cos, don Giovanni! ma ora basta, non sono abituata ad occuparmi dei fatti degli altri, anche se se ne parla bene.
GIOVANNI: Brava Pina! Anche tu sei una brava ragazza e sono sicuro che ti farai strada nella vita.
PINA: Grazie, grazie. Bene ora devo andare. La saluto.
GIOVANNI: Ciao dottoressa. (Pina esce e da fuori si sente:)
PINA: Buongiorno Nicola, attento alla damigiana che ti cade, fatti aiutare!.
NICOLA: Ciao Pina. . (Chiamando da fuori) Pap ho arrivato, mi vieni ad aiutarmi.
GIOVANNI: (Correndo preoccupato verso lesterno) Un altro danno mi combina , sto minchione!.
SCENA TERZA
(Laura, Luisa, Giovanni, Nicola, Tot e Vincenzo)
Si sentono risate provenire dalle scale, poi compaiono in scena le due sorelle, sbellicandosi dalle risate.
LAURA: Meno male che pap non c, senn ci avrebbe fatto linterrogatorio.
LUISA: (Imitando il padre) Che avete voi due da ridere? Siamo a carnevale?
LAURA: (Allegramente) Esatto!!! A carnevale ogni scherzo vale e mi sa che se ne ricorder a lungo il suo avvocato degli scherzi che gli ho fatto. (Imitando il padre) Ci rappresento mia figlia ccellenza. (Cos dicendo indica la sorella Luisa, la quale allegramente saltella e fa le movenze di inchino) La vede come bella ccellenza?. (Luisa ringrazia e si pavoneggia) Ha apprezzato la sorpresa, ccellenza?.
LUISA: Pensi che gli sono piaciuta davvero?
LAURA: Me lo auguro per te sorellina. Ha ragione pap in questo: un belluomo ed un buon partito. Per tu lo sai, per noi giovani il motto : Al cuore non si comanda Ed il mio palpita solo per Mario mio.
LUISA: Per me, invece, stato un colpo di fulmine. (Baciandola) Grazie, tesoro mio, per avermelo fatto conoscere.
Si sente da fuori rumore di vetro rotto e la voce alterata di don Giovanni che dice:
GIOVANNI: Minchia!, non ne combini una giusta!!!
LAURA: Alle solite siamo!
LUISA: Facciamo un guadagno, ogni giorno!
LAURA: Senti, mi venuta unidea!
LUISA: Quale?, dimmi.
LAURA: Aspettiamo che rientra pap e poi gli diciamo che stiamo uscendo per andare dalla signora Lucia perch ci deve insegnare un nuovo punto alluncinetto. Ed invece
LUISA: Andiamo a smacchiarci i pantaloni ad Andreuccio mio.. e poi passiamo da Mariuccio tuo.
Ridono a crepapelle, quando rientra don Giovanni:
GIOVANNI: Che avete voi due da ridere? Siamo a carnevale? (Suscitando con questa frase, ben prevista dalle figlie, ulteriori risa).
LAURA: Stavo raccontando a Luisa una battuta che ho sentita dire da don Vincenzo a don Tot, a proposito della figlia del farmacista.
GIOVANNI: Raccontamela che rido pure io.
LAURA: Ha detto che un proverbio, per mi vergogno a dirtelo.
GIOVANNI: Non potete dare una mano daiuto a Nicola nella cantina accanto?
LUISA: Senti pap, al ritorno lo aiutiamo. Noi stiamo andando dalla signora Lucia perch ci deve insegnare un nuovo punto alluncinetto.
GIOVANNI: Mi raccomando, tornate presto, non ricamate un intero lenzuolo. (Escono, con risolini e cenni dintesa. Dopo qualche attimo, don Giovanni si avvia verso fuori e chiama:) Nicola!. Nicolaaaa!
NICOLA: (Da fuori, a cantilena) Che volessi pap?
GIOVANNI: (Quasi davanti luscio, rifacendogli il verso con la stessa cadenza) Che starebbi facendooooo?
NICOLA: Starebbe portando il vino alla signora Lucia.
GIOVANNI: Stai attento a non rompere i .., (breve pausa di riflessione) .come si chiamano? .. I bottiglioni.
Sempre da fuori: si odono le voci di Don Tot e don Vincenzo che salutano.
VINCENZO: Buongiorno, don Giovanni. Ciao Nicola.
NICOLA: Vi salutassi.
TOTO: Buongiorno, don Giovanni, ogni tanto ci facciamo vedere.
GIOVANNI: Ogni tanto, sempre! Entrate. Scusatemi un attimo, sto arrivando. Il tempo di dare una mano di aiuto a mio figlio. (Esce).
SCENA QUARTA
(Tot, Vincenzo, Giovanni, Laura)
VINCENZO: (Entrando insieme a don Tot) Don Tot, lavete vista la figlia del farmacista che usciva dal tabaccaio?.
TOTO: (Mentre parla ne imita le movenze) Sigaretta in bocca, fumava peggio dellEtna ed ancheggiava. con quel popo oscillante come una nave in tempesta!.
VINCENZO: Che vi ho detto laltro giorno a proposito del proverbio?: La donna che muove troppo lanca se non puttana poco ci manca!. (Ridono).
TOTO: Per, sinceramente, dobbiamo ammettere una cosa: che noi due siamo pi pettegoli delle donne!. A proposito di donne, avete visto le due sorelle? Chiss dove erano dirette Luisa e Laura?!
VINCENZO: In cerca di Mario, sicuramente. Ma io ho escogitato un piano che ci far fare le matte risate. Avvicinatevi, che devo dirvi una cosa in confidenza. Stiamo attenti a non far capire nulla se entra don Giovanni. Voi siete disposto a farvi quattro risate alle spalle di don Giovanni e compagni?
TOTO: Cos qualcuno dei nostri soliti scherzi? Lo sa che mi ci trovo bene come il pane con il formaggio! Dica, dica!
VINCENZO: Ho escogitato un intrigo ai danni di Mario e Laura. Ci potr scappare qualche bella batosta, per loro naturalmente!?. Poi, le cose si aggiustano e noi, intanto, ci saremo fatti quattro belle risate alle loro spalle.
TOTO: Ma possono nascere conseguenze!
VINCENZO: Non nascono n conseguenze n bambini. Uffa! Quant fifone!
TOTO: E va bene, sentiamo di che si tratta.
VINCENZO: Mi ascolti bene. Appena entra don Giovanni, noi ci mettiamo a parlare, anzi a sparlare di Mario. Cos.. come se il discorso cadesse per caso! A voce alta, in modo tale che don Giovanni ci possa sentire ed intanto noi stiamo a vedere che tipo di opinione se ne fa.
TOTO: E poi.e poi?
VINCENZO: (Tira fuori una lettera e la mostra, di nascosto a don Tot) Ho scritto questa letterina damore per Laura e l ho firmata a nome di Mario. Ora, poniamo il caso che questa lettera vada a finire nelle mani di don Giovanni!
TOTO: Dopo le nostre maldicenze, se gli capita Mario fra le mani, se lo mangia arrosto con tutti i vestiti!.
VINCENZO: E qui incominciamo a farci le prime risate!
TOTO: Don Vincenzo, levatemi prima un dubbio. Non che, per caso, lo fate per ripicca, nei confronti di Mario, visto che un anno fa era fidanzato con vostra nipote e si sono lasciati?
VINCENZO: Ma che dice!? Per semplice divertimento, mi creda. La colpa stata di mia nipote che lo ha cornificato!. Quanti scherzi abbiamo fatto? Il dubbio doveva venirvi se fosse stato il primo.
TOTO: A dire il vero, combinare intrighi sempre stato il nostro pane quotidiano. Perci siamo sempre allegri! Proseguiamo con questo intrigo allosteria, mi piace lidea.
VINCENZO: Bene! Appena entra don Giovanni, voi fate finta che stavamo parlando di Pina, la cugina di Mario, poi ci penso io a sviare il discorso sul signorino. (Poco dopo, entra don Giovanni).
GIOVANNI: Scusate, ma ho dovuto preparare delle consegne.
VINCENZO: Come vanno?, come vanno gli affari?.
GIOVANNI: Non sono tutte rose e fiori! La gente, oggi, fatta tutta snob. Come vedete allosteria non viene pi quasi nessuno. Il vino lo vogliono consegnato a domicilio. Per fortuna, mio figlio Nicola; con tutti i suoi limiti, fa per cento.
TOTO: Ma davvero! E un mulo per lavorare.
VINCENZO: Con la testa dasino per!
GIOVANNI: (Offeso ed un po alterato) Che intendete dire che scemo? Mi volete offendere?
VINCENZO: (Furbo) State calmo! Vi accendete come un fiammifero! Intendevo dire che ha la testa dasino nel senso che non ha voluto studiare ed un peccato!.
TOTO: Certo lo sentiamo tutti come usa i verbi quando parla!
GIOVANNI: Si ma voi non inzuppateci il pane perch lo so quanto pesate tutti e due!
VINCENZO: Don Giovanni, lo sapete che ci piace scherzare! Beviamoci sopra, dateci un quarto di vino ed un mazzo di carte.
TOTO: Oh! Sappiamoci capire! Un quarto ciascuno, sintende!.
GIOVANNI: -E che cera bisogno di precisare?..
Preso il vino ed il mazzo di carte, vanno a sedere ad un tavolo e don Tot, tra un sorso e laltro comincia a fare un solitario. Mentre gioca, e brinda con don Vincenzo, rivolgendosi a lui ad alta voce:
TOTO: A proposito di studi, sto pensando a Pina. E il vanto della famiglia. Fra qualche anno si laurea in medicina. Ma poi, quant educata! Dovunque mi vede mi saluta.
VINCENZO: E proprio una brava ragazza ma non mi piacciono certe persone che frequenta!
TOTO: Che si riferisce a Mario? Lo sapete che suo cugino, per questo sempre con lui.
VINCENZO: E qui casca lasino! Se non si tiene lontana da questo buono a nulla patentato, questa ragazza finir male, lascer pure gli studi.
TOTO: Forse avete ragione! Ma poi, tra le altre cose pure superbo!
VINCENZO: Ma da dove gli deriva questa superbia se un morto di fame!?
TOTO: Superbo, fannullone, e giocatore incallito
VINCENZO: Si, ma giocatore pollo. Si fa sempre spennare.
TOTO: Donnaiolo poi!..
VINCENZO: Ne so tante su di lui, che se avessi una figlia femmina, piuttosto che dargliela in moglie, la metterei sottaceto.
GIOVANNI: (Che era stato attento ai loro discorsi) Scusate se mintrometto, ma state parlando di Mario Massro o di uno straccio da passare per terra?. A quel che mi risuta non cos fetente per come lo state dipingendo! La stessa Pina me ne ha parlato un gran bene!.
VINCENZO: logico!!. e che doveva dirvi!?. sua cugina!
Si ode da fuori la voce di Laura.
LAURA: Aspettate un attimo, avverto pap e vi raggiungo.
TOTO: (Di nascosto a don Vincenzo) Cambiamo discorso che sta entrando Laura!
VINCENZO: (A voce forte) Vino!, Ci porti ancora del vino.
TOTO: Cambiate discorso ma la testa sempre al vino lavete!
VINCENZO: Senti da quale pulpito viene la predica!.
LAURA: (Entra e mentre parla gi dallingresso fa gli stessi tic della spalla e della testa di cui prima) Pap abbiamo incontrato lavvocato, mi ha dato una busta per te. Dice che c lanticipo della mensilit, pensa che si intratterr a lungo. (Si avvicina fin davanti al bancone e consegna la busta al padre). Ci ha detto se lo accompagniamo alla smacchiatoria. Permetti, pap?
GIOVANNI: (Con chiara espressione di contentezza) Ah! Bene, bene!. Ma che hai? Che ti preso? (Riferendosi al tic).
LAURA: (Che si avvede dellerrore del tic) Niente, niente! Sar il classico torcicollo! Si vede che ho dormito male! Allora vado. (Sta per avviarsi verso luscita, quando il padre la ferma).
GIOVANNI: Aspetta Laura, a proposito dellavvocato, vieni. Ti devo dire una cosa. (Si appartano lateralmente al bancone e parlano in segreto).
VINCENZO: (Rivolto a don Tot, in sottovoce) Perfetto!! . Non c migliore occasione di questa!.. Appena Laura esce, noi lasciamo carte e biccheri ed andiamo dove sono adesso loro. Io lascio cadere la lettera ed alziamo i tacchi di corsa, dopo avere bevuto naturalmente!
TOTO: Ah! Volevo ben dire! (alzando il bicchiere col vino) che lasciamo questo ben di Dio?.
VINCENZO: Quando don Giovanni si verr a ritirare le cose al tavolo, sicuramente si accorger della lettera e penser che sar caduta, casualmente, a Laura mentre parlava con lui.
TOTO: Dopo di che! (si strofina le mani sorridendo).
VINCENZO: Don Tot, ho avuto limpressione che quando Laura ha nominato lavvocato, a don Giovanni sono venute le stelline agli occhi (fa la mossa del luccichio movendo entrambe le mani).
TOTO: Avete ragione! Mi sa che lintrigo si far pi interessante! Vediamo di indagare! Sono sicuro che gatta ci cova! (Per dire c qualche cosa sotto).
LAURA: Va bene, va bene! Poi ne riparliamo. Io vado. (Esce).
VINCENZO: Don Giovanni, che avete un nuovo inquilino?
GIOVANNI: E gi! E che inquilino! Nientemeno che un avvocato! uno dei migliori avvocati dItalia. Ma poi dovreste vederlo che bel giovane!
TOTO: E ch? Ve ne siete innamorato?
VINCENZO: Che centra lui, semmai qualcuna delle sue figliole!!
GIOVANNI: Cercate di non sfottere! Ed anche quando fosse, un ottimo partito!.
TOTO: Avete ragione. Vi sistemereste tutta la famiglia.
VINCENZO: Voi vi levate da dietro questo bancone e fate il segretario nello studio di vostro genero lavvocato.
GIOVANNI: Ma non avete nulla da fare a casa vostra!? Piuttosto che stare a rompermi le scatole tutto il santo giorno!
VINCENZO: (Avviandosi fin davanti al bancone seguito da don Tot) Si scherza, non ve la prendete. (Intanto ne approfitta per lasciare cadere, nascostamente, la lettera). Non intendevamo rompervi nulla.
TOTO: Come si fa a romperle a chi non le ha? (Mentre don Giovanni, a muso duro, d colpetti col pugno sul bancone) A proposito di scatole. Scappo a casa che i doveri coniugali mi chiamano. (Si avvia verso luscita, poi esce).
GIOVANNI: (Gridandogli dietro) State attento a non inciamparci sopra i vostri. doveri! (Rimarcando la parola).(Don Giovanni e don Vincenzo, ridono alla battuta).
VINCENZO: Io vado. Mettete in conto. (Si avvia per uscire).
GIOVANNI: Metto in conto! Metto in conto! Altro che un quaderno ci vuole unenciclopedia per tenere la contabilit!
SCENA QUINTA
(Giovanni, Nicola, Mario Laura)
GIOVANNI: (Rimasto solo, prende un quaderno che sa di un volume, quant grosso, ed incomincia a scrivere, farfugliando:) Metto in conto! metto in conto! Certo che davvero strano!. Ma tu vedi come cambiato il mondo da un momento allaltro per quel povero ragazzo di Mario Massaro! Sua cugina me lo ha portato alle stelle e questi due lo hanno sbattuto alle stalle! Una cosa sicura: una delle due parti si sar uscito tutto dalla manica. In questo mondo c gente cos cattiva che sarebbe capace di spedire dritta filata una persona in galera, senza che neanche il miglior avvocato ditalia riesca a salvarla (riflette col sorriso sulle labbra) gi!.. lavvocato! .. lavvocato!.. (breve pausa, sgrana gli occhi furbi ed incomincia a sognare un futuro diverso, frutto delle sue speranze) Questo un partito che mia figlia Laura non deve lasciarsi scappare, lei farebbe la gran signora e mi sistemerei pure io. Ha ragione don Vincenzo. Gli farei il segretario a mio genero lavvocato.! (Turbinio di luci e don Giovanni si mette a girare su se stesso a braccia aperte, quasi volasse, ridendo e gridando come voce che si ode in lontananza) il segretarioooo!.. il segretario!. (smette di girare e lascia seguire tutta una scena che semplice frutto della sua fantasia, vedendosi assumere una s alta carica: il segretario di sua ccellenza ). Hanno suonato mi pare! (si avvia e fa il gesto di aprire la porta dingresso dello studio legale, saluta e:) Buongiorno signori! Desiderano lavvocato? Scusate ma impegnato di l con la segretaria. Lo avverto subito. Fra poco lavvocato viene. (Intanto era entrato Nicola, che era rimasto immobile a guardarlo)(Con inchino) Prego accomodatevi.
NICOLA: P! Ma che farebbi la persona ristocratica?
GIOVANNI: (Quasi risvegliandosi di soprassalto) Eh! Niente, niente, stavo giocherellando! (Avvedendosi dei bicchieri, bottiglie e carte sparse sul tavolo che i due compari hanno lasciato) Ecco! Come al solito, fanno i loro comodi e mi lasciano un porcile. (Si avvia al tavolo ed incomincia a mettere ordine, intanto:)
NICOLA: (Si avvede della lettera a terra e la raccoglie) P! Ci sarebbi una lettera a terra!
GIOVANNI: (Indaffarato) L hai raccolta?! Leggi, leggi cosa c scritto.
NICOLA: Leggi, io, ora leggi. (apre il foglio). C scritto con la penna..
GIOVANNI: (Distratto) E allora che c scritto?
NICOLA: C scritto (girando il foglio, due volte sottosopra) eh! Non si capisse da dove cominciasse.
GIOVANNI: (Accorrendo a togliergli il foglio dalle mani) A che ti servita questa laurea in analfabetismo.. non si sa! Dove l hai trovata?
NICOLA: (Indicando il posto dove poco prima don Giovanni si era fermato a parlare con Laura, poi si defila come per andare a curiosare nei cassetti dietro al bancone) L!
GIOVANNI: (Riflessivo) L! l!?.. Laura. si Laura. Lavr perduta mia figlia Laura mentre parlava con me. Vediamo cosa c scritto: Mia adorata Laura (Chiude il foglio e gli si illuminano gli occhi) Gi! Ora che ci penso mi ha dato la busta con i soldi dellavvocato! Vuoi vedere che riuscita a farsi scrivere una lettera damore?! (Alzando il tono della voce) L ho sempre detto che questa mia figlia furba. Ha le corna attorcigliate (per dire che scaltra), ha preso tutta dal padre, modestamente!
NICOLA: Per le corna?
GIOVANNI: Per la scaltrezza, intendevo!. Tu no, invece!. Statti muto che me la devo gustare in pace. (Si fa pi avanti, in disparte e prosegue nella lettura). Sentiamo che dice: Sapessi quanta voglia ho di stringerti fra le mie braccia com romantico!.. si capisce subito che una persona accotturata!. Brava, Laura mia. finalmente il mio sogno savvera!!.
NICOLA: (Andandogli accanto) me la facesse videre me la facesse videre!
GIOVANNI: (Dandogli uno scappellotto) Muto!, Scemo!, Mi vuoi rovinare il momento pi bello della mia vita?. anzi ora leggo per conto mio!! cos non senti proprio! (Riprende a leggere, appartandosi, sognando ad occhi aperti, estasiato).
NICOLA: (Che rimasto un po distante a guardarlo, fra s e s dice): Ma guarda!!!. Paresse che ce la scrivessero a lui questa lettera!!
GIOVANNI: (Alzando il tono della voce) Che capolavoro di lettera!! (gira il foglio e legge) Ricordati che ti amo pazzamente, ti bacio con ardore ..tuo per sempre Mario Massro.. Che bello!. quant poetico!. (sussurrando appena, ripete estasiato:) Tuo per sempre, Mario Massaro (un attimo di riflessione si trasfigura in viso.. ritorna in se diventa una furia) Ahhhaaahhhaaaahaahhh! (si gira di scatto e d un pugno sul bancone) Ahhaahhhhaaaiiiiiiiihh! (di dolore questa volta , mentre il figlio lo guarda impaurito) Mario Massro!!.. tu!!? (Gli passano in mente le parole dei due compari) fannullone, superbo.. giocatore incallito e donnaiolo! Vuoi mia figlia!? Piuttosto la metto sottaceto come disse don Vincenzo, o in salamoia, aggiungo io!! Vuoi distruggere il mio sogno e la felicit di mia figlia? Ma ti distruggo io, invece!. Ora ce l ho io la voglia di stringerti fra le mie braccia!, ti faccio vedere io che abbraccio affettuoso!..ti tiro il collo come un galletto. ti strappo cos. come sta lettera!.. cos! (Nicola rimasto a guardarlo allibito) Tu, Nicola, vieni con me. (Esce, seguito da Nicola).
Poco dopo Mario entra nellosteria.
MARIO: (Chiamando) Don Giovanni, don Giovanni! (va verso le scale) c nessuno?. Oggi pare che tutti vogliano evitarmi. Ho cercato mia cugina Pina ma chiss dove si cacciata! Ora qui non c anima viva! Manco savessi la peste!! Sto friggendo dentro per la curiosit di sapere com finita la discussione tra mia cugina ed il mio futuro suocero!!.. Ma si, sono certo che finisce bene!!. Appena viene a sapere di me e di Laura, sono sicuro che mi accoglie a braccia aperte! Ma poi, perch non dovrebbe andare bene? Io non gli ho fatto mai alcun torto. L ho sempre rispettato anzi ho avuto sempre un certo senso di soggezione, dimbarazzo alla sua presenza e per questa ragione, forse, non mi conosce bene! Per questo motivo, ho preferito fargli parlare da Pina, sicch si facesse una buona idea della mia persona. Stavolta voglio prendere il coraggio a due mani. Lo aspetter per parlargli di persona. E che Dio me la mandi buona! (Va a sedersi ad un tavolo. Poco dopo entrano don Giovanni e Nicola).
NICOLA: Tal dov!!
Stanno per avventarsi su Mario, quando, don Giovanni, con le braccia aperte si ferma e con calma ironica, prosegue:
GIOVANNI: Vieni qui. vieni qui ..Mario, che ho tanto desiderio di stringerti fra le mie braccia!
MARIO: (Fra se) Vuoi vedere che mia cugina gli ha gi detto tutto! Allora avevo ragione a pensare che mi accoglieva a braccia aperte! (e non avvedendosi delle idee bellicose, soddisfatto dallevoluzione, si avvia, anche lui a braccia aperte, incontro a don Giovanni) Pap!!..
GIOVANNI: Pap?????. Pahhhhhh!!!!! (e cos dicendo, gli sferra un diretto al viso che fa fare a Mario marcia indietro per poi cadere a terra).
MARIO: (Controllando se ha sangue alle labbra.. in tono riflessivo) Per!!.. mi sembrato pi un pugno che un abbraccio! o no ?!
NICOLA: Aspettassi di assaggiare il seguito!. Caricaaaa!!! (a soggetto: saltano addosso al povero Mario e divincolandosi tutti e tre a terra fra pugni e morsi, cala la tela).
FINE SECONDO ATTO
TERZO ATTO
SCENA PRIMA
(Giovanni, Laura, Luisa e Nicola)
Don Giovanni, seduto ad un tavolo, sta facendo colazione. Poco dopo scende Laura; ha un braccio fasciato, legato al collo; prende uno straccio e si mette a spolverare.
GIOVANNI: Cos questa novit? non si saluta pi?! passato di moda? (Laura non risponde, continua a spolverare ) Laura, che fai orecchie da mercante?!
LAURA: (Seccata, controvoglia) Buongiorno buongiorno.
GIOVANNI: Senti, figlia mia! meglio se ti levi questo muso lungo! Tanto non ti serve a niente!
LAURA: Io non sono imbronciata con nessuno!
GIOVANNI: (La discussione si anima) Ma guardate un po a che punto siamo arrivati. Un padre non si pu pi permettere di rimproverare una figlia.
LAURA: Che si intromette quel deficiente di tuo figlio Nicola ed a momenti mi manda allospedale!
GIOVANNI: Il fatto , che questi giovani di oggi volete fare di testa vostra e non capite che un padre lo fa per il vostro bene!
LAURA: Se mi volevi tutto questo bene che sbandieri ai quattro venti, perch non ti comportavi diversamente, allora!? Cos mi vuoi solo fare soffrire. mi vuoi morta! (Piange).
GIOVANNI: -Ma che piangi! che piangi!! Ma quanto sei stupida, figlia mia! Mi piange per un tizio che non ha di che vivere e non si accorge che ha la fortuna a portata di mano! Ma io si che ho afferrata la palla al volo! Devi fare quello che ti dico io perch se non sei capace di trovarti la persona giusta, te la trovo io. Lavvocato quello che ci vuole per te!.
LAURA: (Con arroganza) E tienitelo bello stretto il tuo avvocato.. sposatelo tu! ohh!
GIOVANNI: (Don Giovanni si alza mostrando di volerla schiaffeggiare) Muta! stattene muta! Stupida impertinente!. Sennooo!..
LAURA: (Piangendo) Avanti!avanti.. sai farti valere solo in questo modo!!
GIOVANNI: Io mi so far valere in mille modi!! Ed in un modo o nellaltro devi fare quello che ti dico io! meglio se te lo dimentichi questo morto di fame!
LAURA: No!! piuttosto mammazzo!.
GIOVANNI: (Sbeffeggiandola) Mammazzo!. Abbiamo la nuova Giulietta! (Poi, cambiando improvvisamente tono, quasi amorevole) Senti Giulietta.. cio senti Laura lo vuoi capire che voglio solo fare la tua fortuna, si o no? Se sposi lavvocato farai la gran signora non ti mancher mai niente: casa,vestiti, divertimenti, gioielli.
LAURA: Mi mancheranno la felicit e lamore!
Scende dalle scale Luisa ma si ferma quasi a volere ascoltare di nascosto.
GIOVANNI: Lamore, lamore!.. tutti questi problemi ai miei tempi non cerano!.. laffetto quello che voi chiamate amore, nasceva dopo, con il matrimonio! Ma che ti credi che io non volevo bene alla buonanima di tua madre? I nostri rispettivi genitori ci hanno fatto conoscere poco prima che ci sposassimo, ma dopo abbiamo imparato a volerci bene quanto la vista degli occhi. Lamore nasce dopo, ti dico, e fra te e lavvocato sar la stessa cosa.
LAURA: Nella vita c sempre un destino. Ed io ti dico che questa persona non destina a me.
GIOVANNI: Destino! Destino! Ce lo creiamo noi il destino. Che ne sai tu?
LUISA: (Intervenendo alle spalle del padre e girandolo verso di se) Vuol dire che sa pi di te! Lavvocato. (Laura, alle spalle di don Giovanni, le fa segno di stare zitta) . (Luisa, tossendo e trattenendosi da quello che stava per dirgli, cambia discorso) Comunque mia sorella ha ragione. Ogni pesce del mare destinato a chi lo deve mangiare!.
GIOVANNI: Ma.. (Da questo momento in poi don Giovanni sar come se fosse caduto in mezzo ad un vortice fra le figlie sempre pi infervorate e, in crescendo, svelte nel parlare).
LAURA: (Intervenendo alle spalle del padre e girandolo verso di se) Ma.. ma niente ma!. E non nascer niente perch io non lo sposo n ora n mai!.
GIOVANNI: Ma..
LUISA: (Intervenendo alle spalle del padre e girandolo verso di se) Ma.. ma niente ma!. Si vede che a lei destinato un altro bel pezzo di pesce! (e fa il segno sovrapponendo una mano allaltra).
GIOVANNI: Ma..
LAURA: (Intervenendo alle spalle del padre e girandolo verso di se) Ma.. ma niente ma!. Che siamo ai suoi tempi quando gli sposi si conoscevano in chiesa?
GIOVANNI: Ma..
LUISA: (Intervenendo alle spalle del padre e girandolo verso di se) Ma.. ma niente ma!. giusto conoscerlo prima il futuro marito per vedere di che pasta fatto!
GIOVANNI: Ma..
LAURA: (Intervenendo alle spalle del padre e girandolo verso di se) Ma.. ma niente ma!. Il matrimonio come un palazzo le fondamenta sono rappresentate dallamore. Se non c quello crolla tutto!
GIOVANNI: Ma..
LUISA: (Intervenendo alle spalle del padre e girandolo verso di se) Ma.. ma niente m.
GIOVANNI: (Fermandola energicamente) Oheehhh! Ora basta! Ma che sono diventato una trottola!. (Rivolto ad entrambe) Mi state riempiendo la testa di chiacchiere! Costruzioni. amore fondamenta! E poi, se lo volete sapere, non vero che ci conoscevamo in chiesa, il fidanzamento ufficiale, belle mie, non lo avete inventato certo voi!
LAURA: Bel fidanzamento! Lui da un lato, lei dallaltro e tutta la trib dei parenti nel mezzo!.
LUISA: Perch se le sfiorava la mano cera il pericolo di disonorarla per sempre!
GIOVANNI: Cos giusto? Come si comportano i giovani doggi! Sol perch sono fidanzati, si ritengono in diritto di stringersi, sbaciucchiarsi e non vado oltre quanto gli pare! Mi spiegate cosa centra questo, con il discorso dellamore e delle costruzioni?.
LAURA: ovvio!.. se si deve fabbricare, giusto conoscere il materiale!
LUISA: Se il materiale di pasta frolla(fa il segno con le dita della mano) il matrimonio crolla. Che fa pure rima!
GIOVANNI: Oheeehhhh! Non facciamo che alle mie spalle vi laureate in questo genere di ingegneria edile?.
LAURA LUISA: (Offese) Ma per chi ci ha prese?
GIOVANNI: Che ne so se fra pesci e pastefrolli (aiutandosi a gesti imitando Luisa) il conto non torna e mi dovessero spuntare un bel paio di corna! Che fa pure rima?!
LAURA: Con noi pu dormire fra due guanciali che di questi pericoli non ne corre!
GIOVANNI: E tu, lavvocato te lo pigli lo stesso!
LAURA: Piuttosto mammazzo, ti dico!
GIOVANNI: Meglio se ti fai monaca! (Intanto scende da sopra Nicola).
LUISA: Ora la finiamo! Pap, ti vuoi sbrigare! Nicola pronto. Dobbiamo fare trenta chilometri, sbrigare un mare di cose e poi stasera faremo tardi.
NICOLA: Ma che tardi! Io stasera avrebbe un appuntamento con una ragazza.
LUISA: Certo!! Lui maschio! pu fare quello che gli pare!.
NICOLA: (Minaccioso) Tu parla troppo per i miei gusti!
GIOVANNI: (Rivolto a Luisa) Avanti, sbrighiamoci, andiamo! (poi a Laura) E tu levati questa fascia attaccata al collo, che non hai nulla!! (Don Giovanni, Luisa e Nicola si avviano) Torniamo stasera! (Escono).
SCENA SECONDA
(Sara, Laura)
Laura, per la rabbia, si toglie la benda e la tira con forza per terra. Riprende a spolverare e poi a scopare. Improvvisamente entra la signora Sara.
SARA: Laura, Laura, sbrigati dammi due litri di vino!
LAURA: Ihh!. che premura!.. come se dovesse andare a spegnerci un incendio.. per come fa!
SARA: Peggio! Peggio!. mio marito stava mangiando e gli andato un boccone di traverso, sta soffocando!.
LAURA: Ma perch non gli dava un poco dacqua!?
SARA: Dio ce ne scampi e liberi! Sarebbe peggio del veleno!
LAURA: Ma come!. Che dice signora Sara? lacqua?.
SARA: Lacqua, lacqua!. Io gliela volevo dare, ma dice che il dottore gli ha detto che lacqua gli fa venire una brutta malattia: la pergolite.
LAURA: Volete dire la pleurite?
SARA: Eh! Si, si, quella. (Poich Laura si mette a ridere) Ma come! Mio marito sta morendo e tu ti metti a ridere.
LAURA: Signora Sara, stia certa che non muore nessuno. Vi sta facendo fessa. Lo ha fatto apposta per farvi correre a procurargli il vino, lubriacone. Non portandoglielo fate il suo bene, non il suo male. Vedrete che berr lacqua, ammesso che ne abbia bisogno!.
SARA: Ma sai che hai proprio ragione! Brutto birbante! Ed io che ci sono caduta come una stupida. Dammi ugualmente un bottiglione di vino che anzicch farglielo bere glielo verso in testa e gli faccio una bella doccia.
LAURA: Bene! Cos impara! (Prendendo un fiasco di vino) Ecco il vino, metto in conto. (Mentre Sara prende il fiasco) Donna Sara, le volevo chiedere un favore, se era possibile!.
SARA: Ah! Si, ma dimmi com finita con tuo padre a proposito di Mario?.
LAURA: Meglio non parlarne, ha una testa che pi dura di quella di un mulo!
SARA: Che vuoi Laura?. Se posso fare qualcosa per te sono a tua completa disposizione.
LAURA: Grazie!. Grazie sempre, signora Sara. Siccome io non posso lasciare incustodita losteria, dovrei parlare urgentemente con Mario e visto che i miei sono usciti e tornano stasera, gli dica di venire qui.
SARA: Glielo riferisco subito. , giusto, a casa mia. entrato mentre io stavo uscendo.
LAURA: Che sar venuto a fare a casa sua?
SARA: venuto qualche altra volta e sempre per lo stesso motivo. Lo sai che mio marito sintende di mettere a posto slogature, torcicollo etc.
LAURA: Gi! Ho il vago sospetto che il motivo sia proprio questo!
Sara: Se c ancora te lo mando subito. Vado.
LAURA: Grazie tante. (La signora Sara esce).
SCENA TERZA
(Laura, Mario, Avvocato)
Laura si aggira un po per losteria, rassettando. Poco dopo Mario, mostrandosi timoroso, fa capolino dallingresso:
MARIO: Psssss!.. Psssss! Laura!, Laura!. Ci sono loro?
LAURA: Non preoccuparti, entra, non c nessuno.
Mario entra, con un vistoso cerotto al sopracciglio destro; un altro cerotto dal labbro inferiore verso il mento, zoppica leggermente ed ha la mano sinistra fasciata.
LAURA: Oh! Madre Santa!!! ti hanno conciato per le feste!!. ed alla mano cos hai?.
MARIO: stato un morso di tuo fratello Nicola. peggio di un serpente suonatore.
LAURA: Se mai a sonagli?!
MARIO: A sonagli o suonatore, sempre senza musica me le hanno suonate!
LAURA: C poco da scherzare!.. Le cose si mettono male per noi!
MARIO: Il peggio , che mi sono sorbite un sacco di botte senza neanche sapere il motivo!. Ho parlato con mia cugina Pina e mi ha assicurato che non ha nemmeno fatto cenno, di noi, a tuo padre. Tu ne sai qualche cosa?.
LAURA: Certo!. Prima, per, tu mi devi spiegare per quale cacchio di motivo mi hai scritto quella lettera e come hai fatto, poi, a farla finire proprio nelle mani di mio padre!?
MARIO: La lettera? A tuo padre?
LAURA: Si, la lettera! Sei diventato pazzo? E mio padre pensa che sia caduta di tasca a me.
MARIO: Laura, ma di che lettera mi stai parlando? Io non mi sognerei mai di scriverti una lettera.
LAURA: E perch non ti sogneresti mai? Non la merito forse? Trovo che sia galante scrivere una lettera damore alla propria ragazza se non si fosse cos fessi da consegnarla al padre anzicch a lei?.
MARIO: La meriti di sicuro amore mio ma vedi. il fatto che io so appena leggere e mettere la mia firma. Dante Manzoni non era manco mio lontanissimo parente.
LAURA: Alessandro.. se mai!
MARIO: stato Alessandro? Quale Alessandro?.
LAURA: Manzoni. si chiamava Alessandro. Dante era un altro.
MARIO: Un altro che si chiamava Dante Manzoni. o no!
LAURA: Te lo spiego dopo.
Da fuori si sente la voce dellavvocato:
AVVOCATO: Arrivederci! ci vediamo pi tardi! scusate, ma devo entrare un momento da don Giovanni.
LAURA: Sbrigati fai qualcosa non voglio che ci trova a parlare!
MARIO: Digli che sono ubriaco. (Corre a sedersi ad un tavolo, vi appoggia le braccia e china la testa).
AVVOCATO: (Entrando) Buongiorno signorina Laura!. pap suo non c?
LAURA: No. andato fuori con i miei fratelli!. Non torna prima di stasera. (ricaduta di tic nervoso alla spalla ed alla testa).
AVVOCATO: Chi quel tizio!?
LAURA: Un ubriacone!.. viene qui tutte la mattine ad ubriacarsi!. poi si mette a quel tavolo e si addormenta per quattro-cinque ore, senza che niente riesca a svegliarlo!
AVVOCATO: (Girandosi con le spalle rivolte a Mario. Poi, esitante ed imbarazzato) Per la verit ero venuto per parlare con suo padre. sa di quella situazione.. immagino che lei ne abbia parlato con sua sorella! Che fortuna!.. quella sorpresa che mi ha fatta! Non mi sarei mai aspettato una cosa simile! (Prende la mano di Laura fra le sue. Rispetto a Mario, sono posizionati, lui di spalle lei di fronte) Signorina Laura, mi creda, stanotte non ho chiuso occhio!
Mario, da dietro, manda bacetti a Laura e la interroga a gesti, su che cosa voglia da lei quel tizio ed imitandola, sul perch dei tic. Lei risponde con lo sguardo movendo le sopracciglia, o le mani facendo segno di silenzio ed altri gesti.
LAURA: La capisco avvocato.. effettivamente devo ammettere che il suo lettino un po scomodo!
AVVOCATO: No, non questo il motivo!. per tutta la notte non ho fatto altro che pensare a lei! (Laura fa il gesto con le sole mani, come per dire: A me no! A mia sorella!, lavvocato capisce, ma Mario pensa che tali dichiarazioni siano rivolte a Laura e si alza nervoso facendo segni di volergli torcere il collo) Si si ci siamo capiti. proprio a lei. Io lamo!. mi sono innamorato pazzamente di lei, appena l ho vista. Una sorpresa che mi ha sconvolto la vita. E stasera stessa chieder a suo padre il consenso al nostro fidanzamento!
MARIO: (Esprime con gesti, come a dire lespressione romanesca: a matto!!!).
LAURA: Bene! Sono felicissima di questa cosa. Avete il mio pieno consenso. Guardi, sono cos felice che sto proprio bene, benissimo!. Mi sono guarita perfino dai miei tic. Vede?. Quel che mi dispiace che mio padre un testardo e vuole ad ogni costo costringermi a farmi suora, piuttosto che sposarmi. Pazienza, vuol dire che mi far suora, sposer Dio!.
Mario sgrana gli occhi, rimane per un attimo immobile, fulminato dalla sorpresa, poi si accascia sul tavolo, svenuto. Lavvocato rimane senza parole, inebetito, lascia lentamente le mani di Laura, fa due passi indietro, sotto lo sguardo stupito di lei, rimane immobile, poi si allontana ed esce.
Laura corre a scuotere Mario; gli d degli schiaffetti sul viso. Mario rinviene..
LAURA: Stai tranquillo, amore! Era una bugia, stupido! Non lavr vinta, mio padre!
MARIO: Ma stavi male? Con tutti quei tic!.
LAURA: No, seguitavo uno scherzo che gli avevo fatto.
MARIO: Mamma mia che spavento! Mi stavi facendo tirare le cuoia! E quellindividuo chi era?.
LAURA: Lavvocato Causeperse! Un nostro inquilino.
MARIO: Tu non me la racconti giusta. Diceva di essere innamorato di te e che avrebbe parlato con tuo padre per il vostro fidanzamento.
LAURA: Ma che hai capito? Parlava di mia sorella Luisa. Tu non dire niente a nessuno, dopo ti spiego tutto. Io amo solo te. Micione mio! (Mario si alza e si scambiano effusioni).
MARIO: Io ti amo da impazzire!
LAURA: Non mi lasciare mai amore mio!
MARIO: Mai!!. te lo giuro! (Laura scoppia a piangere) Che ti prende adesso?
LAURA: (Singhiozzando) Non arriveremo mai al nostro sogno. Mio padre dice, davvero, che posso farmi monaca piuttosto che sposarmi con te!.
MARIO: Farabutto!!. Gli facciamo vedere chi la vince!. Fuggiamocene!
LAURA: (Continuando a piangere) Se lo faccio mi ammazza!
MARIO: Non aver paura. Sono solo parole, poi vedrai che si calmer e tutto torner come prima. Intanto noi avremo raggiunto il nostro scopo e la nostra felicit. Se vero che mi ami, devi ascoltarmi. Ora o mai pi!
LAURA: Io ti amo pi della mia vita!
MARIO: Dimostramelo dicendomi di si.
LAURA: Si, si, faccio tutto quello che vuoi tu, fuggiamocene!.
MARIO: Grazie amore mio Mi fai felice! (Labbraccia teneramente, poi lallontana e tenendola per le braccia:) Ascolta quel che ti dico. Ora non possiamo fuggire per due motivi. Primo perch giorno e ci vedrebbe tutto il vicinato.
LAURA: No, chi le sente le malelingue!
MARIO: Secondo, non abbiamo dove andare a dormire. Lasciami prima parlare con un mio amico che abita in un paese vicino. Siamo come due fratelli. Ci ospiter lui finch le cose non si sistemeranno. Fuggiamo questa notte.
LAURA: Mario, ho paura!
MARIO: Stai tranquilla, andr tutto bene se seguirai i miei consigli. Ascolta: preparati il necessario indispensabile che ti serve e lo nascondi bene. Questa sera, quando andrete a letto, fai in modo di lasciare la porta socchiusa. Io verr a prenderti alle due in punto, mentre tutti dormono. Vedrai. andr tutto liscio come lolio. Hai capito?
LAURA: Si ho capito tutto ma ho paura!
MARIO: Al momento opportuno ti passer. Lo so che sei in gamba. Ciao amore alle due in punto, ricordati. Sii forte! (la bacia in fronte).
LAURA: Ciao, amore mio sar forte! Vado a prepararmi della biancheria da portare via. (Mario esce).
Laura va di sopra. Si abbassano leggermente le luci per far capire che trascorso un po di tempo, poi scende, portando in mano un involucro contenuto in un grande foulard legato a due nodi.
LAURA: (Parlando fra s) Dove posso nasconderlo? (Ci pensa un po) Ho trovato! Dietro al bancone c un cassetto che non apre mai nessuno!. Si, proprio un bel nascondiglio!. (Si porta dietro al bancone, si abbassa, poi:) .Ecco fatto! (Ritorna la centro della stanza) Ora vado di sopra a rassettare ed a preparare da mangiare. Stanotte poi (si fa il segno della croce) .Madonna mia, proteggimi tu! (Si avvia per le scale).
SCENA QUARTA
(Luisa, Nicola, Giovanni, Avvocato, Laura)
Laura sale, nuovamente, di sopra. Si capisce che passa del tempo, poich dalla finestrella si abbassa gradatamente la luce e si fa buio. Quando ritornano i suoi gi sera tardi. Entrano quasi litigando:
LUISA: (Rivolta a Nicola, alterata) Ma cosa vuoi da me se abbiamo fatto tardi!? Prenditela con pap che stamattina non si sbrigava mai! Io me ne vado a dormire, sono distrutta! (Sale s per le scale).
NICOLA: (Al padre) Tutta colpa tua. Sono le dieci e mi salteggiato lappuntamento.
GIOVANNI: La prossima volta non lo sorteggi.
AVVOCATO: (Entrando sveltamente) Don Giovanni, mi scusi ma la stavo aspettando gi da un bel po. Disturbo?
GIOVANNI: Ma che disturbo!. Scusi il bigliamento ccellenza, ma ci stiamo ritirando da una lunga giornata di lavoro. A che debbo lonore?.
AVVOCATO: Lonore tutto mio. (Tentennante, emozionato) Ecco! non so come cominciare. Io sono qua per parlarle di me e e di sua figlia ecco! Appena l ho vista mi sono innamorato di lei ed ora sono qui per chiederle la sua mano.
NICOLA: (Interrompendolo bruscamente, rivolto al padre) Chi questo?. Cosa volesse? Solo una mano di mia sorella?.
GIOVANNI: E il pretendente di tua sorella.
NICOLA: Ma non era laltro?
GIOVANNI: Quello l quello sbagliato. Lui quello giusto!
NICOLA: Ah! Ci abbiamo sbagliato, allora?! Perci sei tu il fetente! Caricaaaa! (E senza dare il tempo di capire cosa stesse succedendo, si avventa contro lavvocato, lo scaraventa a terra e gi botte da orbi).
GIOVANNI: Resta inizialmente come imbambolato dalla sorpresa, poi si precipita a soccorrere il povero malcapitato e trattenendo il figlio che gli oppone resistenza) Fermo!. fermo! cretino! Mi scusi ccellenza, mi scusi.
NICOLA: (Inviperito) Lasciami, lasciami, lo dovrebbi ammazzare a questo fetente!
AVVOCATO: (Rialzandosi) Questo troppo. Vi querelo! Vi querelo! Non metter pi piede in questa casa! (E senza attendere altre spiegazioni esce di corsa).
Al frastuono scendono Laura e Luisa.
LUISA: Che successo?
GIOVANNI: Quel cretino di tuo fratello, ha preso a legnate lavvocato!
LUISA: (Atterrita) Oh! mio Dio! E perch!
GIOVANNI: L ha scambiato per quel fannullone di Mario Massro. Lavvocato dice che ci querela e che non metter pi piede in questa casa.
LUISA: (Precipitandosi verso luscita) Vado a chiarire tutto io! (Esce).
GIOVANNI: Dove vai?, fermati, non sono cose di donne!.
LAURA: (Trattenendolo) Lasciala andare meglio cos! Tu non risolveresti mai questa faccenda! Ascoltami una volta, nella tua vita!
GIOVANNI: E va bene! Speriamo che chiarisca lequivoco. Aspettala tu, noi andiamo di sopra. (Rivolto a Nicola) Cammina, scimunito! Non c un giorno che non me ne combini una!. (Nicola avanti e lui dietro salgono le scale).
LAURA: (Intanto raccomanda) Mangiate, che pronto! Poi ve ne potete andare a letto. Domani se ne parla. (Rimasta sola, si mette a passeggiare nervosamente per la stanza ed ogni tanto guarda lorologio per far capire lo scorrere del tempo).
LUISA: (Entrando, rinfrancata) Tutto bene, chiarito lequivoco.
LAURA: Bene! Poi di sopra mi racconti. Tu comincia a salire che io chiudo la porta e salgo. (Lascia salire la sorella, e con circospezione, lasciando intendere che Luisa non al corrente di nulla, come daccordo con Mario, lascia la porta socchiusa, poi spegne la luce e si avvia per le scale).
SCENA QUINTA
(Nicola, Laura, Mario e Giovanni)
notte, si sentono rumori di passi che scendono la scala: compare Nicola con una bottiglia di whiskey in mano.
NICOLA: Ohh! finalmente un poco di rinfresco!.. Buono il whiskey, mi piacesse assai. Dovrebbe stare attento a mio padre, per!. Se mi scoprirebbe che bevessi erano guai! Perci quando trovavo una bottiglia la nascondo bene e poi: (a cantilena) quattoquatto. solo.solo scendo gi e me la scolo! (Stura la bottiglia e comincia a bere. Inconsciamente accende la luce, e, fra un sorso e laltro si mette a gironzolare per la stanza, gi abbastanza alticcio. Ne ha gi bevuto mezza bottiglia, quando:): meglio hic che non me la.. mel mel mel. bevo tutta hic.. o finisce.. hic che finiscio che mimbriaco. Ora la la lalla-lalla lalla-lalla nascondo. Dove la nascondesco? Nel cass. Nel casset.. cassetto del bancone, (canticchiando) che quel becco di mio p pappp pappap non la trova proprio qua quaqquaqua quaqquaqua. (Barcollando, va ad aprire il cassetto per posarvi la bottiglia e, trovato linvolucro che Laura: aveva nascosto): ehhi!.,.. hic. e questo che cosa fosse?! (Posa la bottiglia sul bancone poi, preso lnvolucro ne slega i nodi e tira fuori un abito femminile) Che bella!. hic. ora me la provola! (Si infila il vestito; poi, preso il foulard, lo lega in testa legando le due punte sotto al mento) Evviva!!.. mi ho fatto .hic un bello vestito.. hic. guardate che bello!!.. beveraggio alla hic. salute del nuovo vestito!! (E beve ).
A questo punto scende dalle scale Laura, a piedi scalzi, con le scarpe in mano per non fare rumore ed accorgendosi del fratello:
LAURA: Santo Dio! questa non ci voleva! Quel disgraziato mi vuole rovinare tutto! (Mette le scarpe: gli va incontro in modo brusco per indurlo a togliersi quegli indumenti, motivo per cui Nicola reagisce afferrandola per i capelli e la costringe a bere, movimenti e reazioni a soggetto:)
NICOLA: Bevessi anche tu, sorellina, bevi hic..dai bevi! (Forse per il whiskey, per lirruenza del fratello o per la rabbia di non poter reagire alla forza bruta, Laura sviene) Ihh! saddorment!! (posa la bottiglia)e che dormi qua ora? ora..hic. ti trovo un bel posto un posticino. hic. tranquillo! (La trascina dietro al bancone, dove lei rimane distesa, in modo che chi guarda dalla porta dingresso, vede solo le gambe. Nicola poi rimane barcollando, con le spalle rivolte alla porta).
Mario si affaccia dalla porta dingresso e, vedendolo di spalle, vestito da donna, lo scambia per Laura e si sofferma sulla soglia a dire fra s:
MARIO: Poveraccia!!! si sar ubriacata per vincere la paura. Forse meglio se me la carico sulle spalle! (Va alle spalle di Nicola, lo afferra per un braccio, lo gira e se lo carica sulle spalle) Mamma mia!!. ma quanto pesi, Laura?! (Esce con il suo carico e da fuori si sente:) Mario, ma chi diavolo hai portato? (Si odono risate)(Mario si accorge dellerrore e ad alta voce:) Nicolaaaa!!!?. Ma che razza di scherzo questo!!? (Ritorna dentro, lo scarica a terra, dove Nicola resta perch ubriaco fradicio, e scorge i piedi di Laura che fuoriescono lateralmente al bancone) Ma quella Laura!! (Si precipita per far rinvenire la ragazza. La tira verso il centro, le d degli schiaffetti e Laura rinviene, poi va verso Nicola) Devo svestire questo deficiente!!. Aiutami Laura, prendiamo tutto e scappiamo! (Mentre tentano di svestire Nicola che oppone resistenza:)
NICOLA: (Cantando) O sole mio!.. etc
Intanto Laura, perde una scarpa, il fratello la tira a terra, perdono tempo e da sopra si sente la voce di don Giovanni:
GIOVANNI: Chi c di l!!? Ora vi sistemo per le feste!!
MARIO: Forza scappiamo! sta scendendo! (Prende velocemente tutto quanto era contenuto nellinvolucro preparato da Laura e corre fuori) Vieni Laura!.
Laura fa per seguirlo, ma inciampa sul fratello, cade a terra, non fa a tempo a rialzarsi che sopraggiunge il padre, in pigiama, berretto di lana con fiocco pendente in testa e con un fucile a doppia canna in mano.
GIOVANNI: Pensavo ci fossero i ladri!! ma cosa ci fate voi due qui a questora?
LAURA: (Prontamente) Ho sentito rumore, sono scesa e l ho trovato ubriaco fradicio come una scimmia!
GIOVANNI: E la porta perch aperta?
LAURA: L ho aperta io per fargli prendere un po daria.
GIOVANNI: Ma proprio a me doveva capitare un figlio cos stupido! ma dove l ho trovato nelluovo di Pasqua?! (Si affaccia di fuori, non vede nessuno e chiude la porta). Tu porta il fucile e stai attenta che carico!! Io aiuto questo ubriacone a salire di sopra! Ed alzati.. muoviti cammina! (Salgono mentre Nicola riprende a cantare).(Laura spegne la luce).
SCENA SESTA
(Giovanni, Nicola, Laura, Luisa, Maria e Sara)
Si riaccende la luce ed entra in scena, scendendo dalle scale, la famiglia al completo. Laura ha in mano un secchio vuoto delle pezze per spolverare ed una spugna. Luisa ha in mano la borsa per la spesa.
GIOVANNI: (Rivolto a Laura) Io e Nicola, ce ne andiamo. Torniamo fra una o due ore! (Escono).
LUISA: Laura io esco a fare la spesa. Ti serve nulla?.
LAURA: Quello che mi serve non me lo puoi dare tu!.
LUISA: Dai tempo al tempo. Vedrai che si aggiuster tutto. Io vado. (Esce).
Laura si aggira un attimo per la stanza a rassettare qualcosa ed a spolverare, quando entrano la sig. Maria e donna Sara. La signora Maria tiene in mano linvolucro con i vestiti di Laura.
MARIA: Laura!. Laura! Abbiamo visto uscire i tuoi e siamo venute di corsa, prima che ritornano. Mario ci ha raccontato tutto. Le tue cose, che ti eri preparata, ce le ha consegnate a noi. Te le abbiamo portate.
LAURA: (Prendendosi linvolucro e posandolo a lato) Ci va sempre tutto storto! Mi convinco sempre di pi che Mario ed io non siamo destinati! Meglio se cominciamo a rassegnarci, non c via duscita!.
SARA: Ti sbagli. Una soluzione, io e la signora Maria ce lavremmo!
MARIA: E potrebbe essere, magari, quella giusta!
SARA: Per. meglio se non parliamo, forse troppo rischioso!
LAURA: Vuotate il sacco! Di che si tratta? Rischioso o no, parlate!.
MARIA: Niente, figlia mia. lasciamo perdere, tuo padre diverrebbe una bestia!
LAURA: Che mimporta!. arrivati a questo punto, sono pronta a tutto! Parlate!
SARA: Contenta tu, contenti tutti!
MARIA: Che il Signore ti protegga! Allora senti qual il nostro piano: Tuo padre testardo come un mulo e nulla potrebbe fargli cambiare idea, per ricordiamoci che un uomo allantica, anzi antiquato!
LAURA: E con questo?
SARA: Perci noi abbiamo pensato che una sola potrebbe essere la soluzione!
MARIA: Ferirlo nellonore!.
SARA: Ti fai forte.. e gli dici che sei incinta!
MARIA: Che aspetti un figlio da Mario!.
LAURA: Ma quello capace di uccidermi!.
SARA: Lasciati consigliare da chi ha pi esperienza della tua. non tammazza stai tranquilla!
MARIA: Magari, subito far come un pazzo ma poi ci penser bene e vedrai che vorr il matrimonio riparatore!.
SARA: E non quello che vogliamo noi?
LAURA: (Ingenua) E se poi non vede nascere il bimbo ai nove mesi?
MARIA: Finta gravidanza! Finto aborto spontaneo, no!?
LAURA: (Abbracciandole) Siete due mostri.
MARIA: Saremo magari brutte, ma proprio due mostri, mi sembra esagerato! Noi ti aiutiamo e tu ci offendi cos?!
LAURA: Intendevo dire, due mostri dastuzia!!.. Voglio correre il rischio, faccio come dite voi!
SARA: Benissimo! Ora ce ne andiamo. Se le cose dovessero mettersi male, scappatane a casa mia!.
MARIA: O da me che pi vicina!. Ma andr tutto bene vedrai!.
LAURA: Speriamo!. (Prendendo in mano linvolucro dei vestiti) Vado a posare queste cose di sopra, poi dovr passare lo straccio a terra ed aspetter il loro ritorno per mettere in atto il vostro piano. Arrivederci e grazie per tutto quello che state facendo per me!. Posso dire di avere avuto tre mamme!. (Si salutano baciandosi e le due comari escono).(Laura va di sopra).
SCENA SETTIMA
(Luisa, Laura, Nicola e Giovanni)
Dopo qualche attimo, per far capire che trascorre del tempo, entra Luisa con la borsa piena di spesa:.
LUISA: (Chiamando). Laura! Laura! (Si avvia a guardare su per la scala) Ah! Stai scendendo! (Laura scende e si ferma al primo gradino, riflessiva e preoccupata) pure faticoso andare a fare la spesa. Ho speso un sacco di soldi! Con questeuro non si pu comprare pi nulla. Hanno raddoppiato i prezzi. Ma che hai? Sei strana! Ti sei imbambolata? Ci sono novit?
LAURA: Altro che! .ora ti racconto, prima che arrivano loro!.
LUISA: Dimmi, su! Sono troppo curiosa! (prima che Laura. cominci a parlare entrano Don Giovanni e Nicola).
NICOLA: Eccoccicci qua! (Si avvia per salire le scale canticchiando) E ora corro a cento allora per andare dalla bella mia iehhheeh! iehhheeh! Luisa vienimi a prepareggiare il bigliamento!
LUISA: Scansiamoci, passa il maschio libertino!. A lui permesso tutto, vero pap? (Guarda il padre, come a dire usi due pesi e due misure) (Sale insieme a Nicola).
GIOVANNI: (Indifferente, rivolto a Laura) Abbiamo fatto un buco nellacqua!. Andata e ritorno! Il bottaio gi era uscito! (Breve pausa poi) Sai, Laura, al ritorno ho visto a distanza lavvocato, stava entrando alla smacchiatoria.
LAURA: (Che era andata a prendere il secchio ancora vuoto, lo posa e decide di giocarsi lultima carta) meglio che te lo dimentichi il tuo avvocato!. Tanto, io mi devo sposare con Mario. Sono in stato interessante!.
GIOVANNI: (Distratto) Ma che Stato interessante e Stato interessante! Lascia perdere lo Stato! Che me ne frega della politica!
LAURA: Ah! Ti rifiuti di capire!. Allora te lo spiego ben chiaro: Sono i-n-c-i-n-t-a!!
GIOVANNI: E spiegati meglio, allora, scusa!. E che ? Ho capito, sei incinta! Vuoi dire che aspetti un. un.. (Non finisce la parola, che cade, come stecchito, a terra con i piedi rivolti verso il secchio. Si irrigidisce di colpo dando una gran botta con entrambi i piedi al secchio che vola lontano)(scena della bilancia: don Giovanni rimane rigido, inizialmente con le spalle a terra e gambe leggermente in su, per poi sollevarsi un po di spalle ed assumere una condizione di perfetto equilibrio.)
LAURA: (Impaurita, si precipita a chiamare i fratelli, che quasi immediatamente arrivano) Luisa, Nicola, scendete! Presto, presto scendete!
LUISA: Che ha pap?
LAURA: Forse un collasso!.. caduto di botto! (Laura corre a prendere una pezza bagnata e gliela mette sulla fronte; a questo punto lequilibrio si sbilancia sul corpo; incuriosita da questa strana condizione toglie e rimette la pezza imbevuta, variando lalterno equilibrio.) (A SOGGETTO) (finalmente il corpo si va rilassando).
NICOLA: (Nicola lo palpa alle gambe ed esclama): Sammorbid!, sammorbid!!
LUISA: (Gli ascolta il cuore) Il cuore gli batte bene. niente non vi preoccupate non cosa grave sediamolo nella sedia! (Lo siede aiutato da Nicola. Lo scuote con leggeri schiaffetti) Pap.. pap, non mi conosci?... Sono io, Luisa!!
NICOLA: E io sarebbe tuo figlio Nicola!!
Laura, intanto, scosta Luisa e, preso il suo posto, umetta, con la pezzuola bagnata, il volto del padre. Don Giovanni, quantunque non ancora ben lucido, si alza di scatto e, credendo che al posto di Laura ci fosse ancora Luisa della quale aveva sentito la voce, afferra Laura per le braccia e, scotendola:)
GIOVANNI: Luisa, dove tua sorella Laura che lammazzo! Me la mangio a morsi, disgraziata!.
LUISA: (Dallaltro lato) Ma che succede, pap?!
GIOVANNI: (Si gira di colpo verso di lei) Che ci fai tu da questo lato!? (Laura approfitta di questo momento di annebbiamento mentale del padre per scappare fuori e Don Giovanni le grida) Scappa! .scappa!.. appena torni lo sai cosa taspetta!
LUISA: Ma mi vuoi spiegare che succede?
GIOVANNI: Te lo spiego dopo. Per adesso dobbiamo dare una bella lezione a quel carogna di Mario.
NICOLA: (Senza saperne il motivo) Giusto p!. Ammazziamolo che se lo merita!
LUISA: Ma statti muto tucretino! Senza neanche sapere cosa successo gi lo vuole ammazzare!
NICOLA: meglio per lui che ancora non l ho comprenduto! Perch (minaccioso) senn! senn! Se lo comprendetti.. uno schiaffo non ce lo levava nessuno!!.
GIOVANNI: E ha dato lo schiaffo allasino! Il cretino! Andiamo. Vieni con me! (Escono).
LUISA: Fermi! Dove andate? Non vi rovinate! (Li segue nellintento di fermarli).
Poco dopo entrano Pina e Mario (titubante).
SCENA OTTAVA
(Pina, Mario, Luisa, Laura, Nicola e Giovanni)
PINA: C nessuno?. c nessuno?. Entra Mario, di che ti preoccupi?, un locale pubblico, ci puoi venire quanto ti pare!
MARIO: Brutto segno!!.. laltra volta pure nessuno cera!
PINA: Hai una fifa!. non volevi nemmeno entrare!.. Noi siamo venuti per comprare del vino; il fatto che tu speri di incontrare Laura un altro discorso!
MARIO: Vieni, sediamoci. (Si siedono al tavolo centrale) Lo vedi, Pina!, quando mi hanno fatto quella bella accoglienza, io ero seduto tranquillo giusto a questo tavolo quando, allimprovviso ti vedo entrare padre e figlio da quella porta. (Salta su dalla sedia, perch si sta ripetendo la stessa scena che sta tentando di descrivere:) Mamma mia!!!!!
GIOVANNI: (Infuriato) Ahh!.. sei qua? La prossima volta ti aspetto direttamente a casa mia!! (Gli si fanno minacciosamente incontro. Nicola ha un bastone molto robusto. Mario vedendosi nei guai, decide di bluffare).
MARIO: Don Giovanni!. Non avanzate con tutta questaria spavalda e minacciosa, tanto io di sua figlia non voglio pi sentirne neanche lodore! Ha capito? (Non lavesse mai detto!).
GIOVANNI: Tammazzoooo!! (Gli piombano addosso- a soggetto- e Pina, tirando ora luno ora laltro, grida):
PINA: Basta!!.. Smettetela. Smettetela!.. Finitela vi dico! lo state ammazzando! Discutete come persone civili ma che modi sono questi!
GIOVANNI: (Anche se in preda allira, si convince che conviene scendere sul piano della discussione). Basta! Finiamola!. (Strattona Nicola che ancora si accanisce). e finiscila con questo legno!!
MARIO: (Si calmano la acque e Mario va toccandosi qua e l, per verificare i danni, poi): Porca miseria!. il mondo si capovolto! Prima mi stavano ammazzando perch me la volevo sposare e ora perch non ne voglio sapere pi nulla!
GIOVANNI: Brutto miserabile!. prima mi disonori una figlia e poi vorresti farla franca?! E incinta!. Lo capisci?.. e se non te la sposi lesto-lesto io tammazzo!.
MARIO: Ma che si deve inventare ancora? La lettera la figlia incinta. Ma chi l ha toccata, a sua figlia!?.
NICOLA: Ahh! ti mangi e rimangi tutte cose!?.. e io ti rompio questo bastone in testa! (Nicola avanza minaccioso alzando il bastone sulla testa di Mario).
GIOVANNI: (Fermandolo prontamente. Gli molla un ceffone) Posa questo legno, tu!
PINA: Bravo don Giovanni!!. le cose si discutono civilmente!
GIOVANNI: (Rivolto a Mario) Tu, o vuoi o non vuoi.. te la devi sposare per forza! O non mi chiamo pi don Giovanni Astemio!
MARIO: Ma come glielo devo dire!? Io non l ho toccata manco con un dito!
NICOLA: Ah! pure col dito la voleva toccare? Dove? Una sola p!. Fammi darcene una sola! (alza minaccioso il bastone).
MARIO: (Spaventato) Ohh!.. Ohh! ma che sei scemo?! rinchiudetelo in un manicomio, questo!
NICOLA: Niente!. Lo debbio ammazzare per forza! (E gli si avventa contro. Mario gli sfugge ed inizia un inseguimento intorno al tavolo centrale).
MARIO: Aiuto!.. Pina!. chiama il manicomio, i carabinieri, i pompieri questo un pazzo scatenato! (Mario e Nicola si fermano ai due lati apposti del tavolo).
NICOLA: Vigliacco!. aspetta che te ne darebbi una sola! Una sola. Non senti niente.. passi dritto-dritto al camposanto!.
ULTIMA SCENA
(Tutti)
Entrano Laura, la signora Maria e donna Sara.
LAURA: Per lamore di Dio, Nicola, fermati!!
GIOVANNI: Ahh! sei qui?!.. Ora facciamo i conti! (Sta per andarle incontro, ma viene fermato dalla signora Maria).
MARIA: Fermatevi, don Giovanni!! Ma siete proprio un pazzo furioso, .calmatevi! Non vero niente, vostra figlia onesta ed illibata come mamma l ha fatta. Non vero che incinta. Laura si inventato tutto per farvi cedere in difesa del vostro onore. Labbiamo consigliata io e donna Sara.
SARA: Ha ragione mia comare! Noi lo abbiamo fatto perch vogliamo bene a Laura come ad una figlia. Non giusto che la fate soffrire in questo modo!.
MARIA: Ma non vi accorgete quanto siete crudele e disumano!?.. Per essere cos testardo vi state giocando la salute e la felicit di vostra figlia!. Forse le vogliamo pi bene noi che voi!.
SARA: Ma che razza di padre siete!?.
Umiliato da tali parole, accasciandosi su una sedia posta al centro della stanza, portandosi le mani al viso, con voce rauca:
GIOVANNI: Non vero.. non vero!.. Non c persona al mondo che le vuole bene pi di me! Io la vorrei ricca e felice ho agito sempre per il suo bene io! (Scoppia in lacrime, come un bambino. Laura: si butta in ginocchio ai suoi piedi e):
LAURA: Mi devi perdonare pap! La felicit che cerco io quella di vivere accanto a Mario!.
MARIO: (Anche lui va ad inginocchiarsi davanti a don Giovanni.) Ma lo vuol capire che ci amiamo di un amore tanto grande!? Io amo Laura pi della mia stessa vita. Anche io le chiedo perdono!.
Don Giovanni toglie le mani dal viso e le abbassa per abbracciare entrambi. Dritto sul busto seduto sulla sedia, gli occhi fissi nel vuoto, le lacrime gli scendono copiose sulle guance, ma nel viso una espressione di profonda quiete. Segni di commozione, a soggetto, dei presenti in scena. Per un lungo momento si rimane immobili. Ad interrompere questa atmosfera, giunge da fuori la voce dellavvocato.
AVVOCATO: (Da fuori) permesso? Don Giovanni, posso? (Entra e vedendo cos numerose persone) Oh!.. Scusate, non vorrei disturbare, magari torno dopo! (Fa per andarsene ma don Giovanni lo ferma). (Intanto entrano don Tot e don Vincenzo).
GIOVANNI: Ma che disturbo ccellenza! Si accomodi. In che posso servirla?
AVVOCATO: (Titubante) Per la verit ero venuto per parlare con voi, ma
GIOVANNI: Dica liberamente, ccellenza. Qui siamo in una grande famiglia!.
AVVOCATO: (Prendendo il coraggio a due mani) Bene!. Quand cos, caro don Giovanni, desidero, dinanzi a tutti quanti, dirvi che sono venuto per chiedervi la mano di vostra figlia.
GIOVANNI: Sono lusingato da tanto onore che mi fate, ma devo dirvi di no ccellenza. (Lavvocato sbianca in viso) Don Giovanni Astemio ha una sola parola donore e l ho impegnata dando la mia benedizione a mia figlia Laura promettendola in sposa a questo bravo, onesto, lavoratore giovanotto che le sta accanto.
AVVOCATO: (Rinfrancato) Laura? Ma io sono venuto a chiederle la mano di sua figlia Luisa!
GIOVANNI: (Incredulo, gli si illumina il viso di unespressione gioiosa) Luisa?
LUISA: (Accorrendo a fianco di Andrea) Si, pap, ci amiamo tanto! Ti prego, dai pure a noi la tua benedizione!
GIOVANNI: Ccellenza, concedervi la mano di mia figlia Luisa, un vero onore per me e per tutta la mia famiglia.
NICOLA: (Intervenendo energicamente) Eh! No! (Tutti si guardano stupiti) La sola mano no! O tutta o niente! (Risate generali ed i rispettivi fidanzati si abbracciano calorosamente).
TOTO: (Rivolto a don Vincenzo) Don Vincenzo, visto che hanno chiarito tutto, mi sembra giusto che gli diciamo pure dello scherzo della lettera!.
VINCENZO: (Trattenendolo per un braccio) Per carit! Non dite niente! Ci ammazzano!.
TOTO: Lasciatemi stare! Glielo devo dire. (Si avvicina a don Giovanni; si ferma accanto ad una sedia posta al centro della stanza:) Don Giovanni,... (esitando) e quella lettera!!.
Mario capisce al volo, strappa il bastone dalle mani di Nicola, e contemporaneamente a don Giovanni si precipitano su don Tot. Lo piantano sulla sedia: don Giovanni con una mano sul petto del malcapitato e laltra col pugno chiuso alzato; Mario nella stessa posizione, dal lato opposto, brandendo il bastone; ed allunisono lo interrogano con voce alterata:
I DUE: E quella lettera??.
TOTO: (Alzando, impaurito, le braccia, con voce tremante, rivolto a don Giovanni) No! ..don Giovanni!. Vi volevo dire: E quella lettera per la domanda di pensione lavete pi spedita al Ministero?.
Una risata generale e labbraccio tra le due coppie di fidanzati chiudono la commedia.
SIPARIO FINALE
BREVE NOTA BIOGRAFICA SULL'AUTORE
GIOVANNI AMATO
Nato a Misilmeri (PA) il 22.09.1947, da una famiglia di umili contadini, il sottoscritto, ha fin da piccolo avvertita una particolare propensione per l'arte dello scrivere e per la recitazione teatrale. Due passioni che ha particolarmente coltivate dopo aver conseguito il diploma di maturit classica. Pur non trascurando gli impegni di lavoro, nella qualit di impiegato presso il Comune di Palermo ove risiede, e non certo dimentico delle paterne e coniugali responsabilit nei confronti della propria famiglia, ha riversato ogni restante energia nell'arte del recitare, quale attore componente della compagnia teatrale "Zappal" di Palermo, scrivendo, al contempo, numerosi testi teatrali, ad oggi inediti cos come la stessa raccolta di poesie. La passione per la poesia stata come un amore segreto, con brevi apparizioni in pubblico quale la "Prima edizione del premio di poesia Citt di Marineo" in cui, allora presidente di giuria il compianto poeta Buttitta, lo scrivente autore vinse il primo premio con due sue poesie, in ex equo fra esse stesse.
In atto, lo stesso impegnato nella stesura di un romanzo, che si prefigge essere ricco di sentimento e di pathos.
GIOVANNI AMATO
DELLO STESSO AUTORE
Testi teatrali: (Sia in lingua italiana, sia in dialetto siciliano)
LA SCHEDINA; (Commedia in due atti);
SIMBOLI; (Dramma in tre atti);
INTRIGO ALL'OSTERIA; (Commedia in tre atti);
L'INIEZIONE; (Commedia farsesca in atto unico);
LA MORTE? ROBA DA RIDERE! (Commedia in atto unico);
TUTTA COLPA DI MIO NONNO; (Commedia in due atti);
(Un giallo senza il morto)
STIAMO IN PIAZZA E CE NE VANTIAMO (Commedia in due atti);
LA FAMIGLIA COMICI:
(serie teatrale ad episodi, sei atti unici composti da):
prima trilogia di atti unici:
CHI DORME NON PIGLIA PESCI
LO SPASIMANTE
LEVASO
seconda trilogia di atti unici:
LO SCLERO DEL NONNO
OSPITI IN VIAGGIO DI NOZZE
PROVA DI TEATRO
SEI COMMEDIE IN CERCA DI ATTORI (Volume unico)
POESIE:
IL CANTORE DELLA VITA (Raccolta di poesie)
ROMANZO:
CARMEN (Romanzo in atto di stesura).
GIOVANNI AMATO
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