La bellezza e lapparenza, le maschere che celano paure e bisogni reali.
(Ester Annetta
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Monologo
LINCANTESIMO
Sosta a lungo davanti allo specchio che riflette per intero la sua immagine.
E uno di quei giorni in cui si vede.
Capita di rado. Sempre cos di fretta e rimbalzata tra gli impegni: giornate piene di gesti, di parole, di formule imparate a memoria divenute lo schema di un contegno pi adatto al contesto che la circonda che non al suo vero sentire. Una disinvoltura costruita che per convince; una sicurezza robusta, ma solo in superficie, sotto cui si celano paure mai risolte.
Si accorge anche di quelle nei giorni in cui si vede.
Nuda, davanti al suo riflesso, si spoglia anche dellinvolucro del suo corpo. E si guarda dentro.
E unindagine lenta, che inizia da un particolare visibile per poi sfogliare strati sempre pi sottili che nascondono ci che con abile ingegno dissimula da sempre.
Oggi comincia dagli occhi.
La magia pi recente le ha cancellato il risvolto delle palpebre.
Linfida potenza della gravit non trascura neppure le parti minute, accanendosi su ogni dettaglio che possa tradire il peso del tempo.
Sugli occhi inspessisce la trama del loro sipario, allungandolo sino a coprire gran parte dello sguardo, riducendone lampiezza.
E stato un intervento semplice, durato pochi minuti; una piccola incisione che non ha lasciato alcuna cicatrice.
Ma chiss se proprio la restituita ampiezza di visuale ad indurla oggi ad un nuovo esame!
Quel corpo tante volte rimodellato, prosciugato dalle diete, levigato dalla magia chirurgica e rassodato da manipolatori di mestiere forse non racconta pi i suoi anni, ma ne tradisce la fatica: nessuno strumento pu cancellare quella traccia, ribelle ad ogni artifizio e pretesa di negazione.
Ci sono pesi che non lasciano solchi e macule sulla pelle, n si appendono al collasso dei tessuti; ma gravano lanima di una vecchiaia slegata dallavanzare del tempo.
Il suo corpo non denuncia i suoi quasi cinquantanni; tuttavia la loro pi recente met ha inciso segni invisibili in un alfabeto che lei sola interpreta, non leggibili sullimmagine resa dallo specchio.
- Specchio delle mie brame, sono ancora per lui la pi bella del reame?
E ora il suo dubbio pi ricorrente, quello da cui dipende il riempimento della sua vita, lappagamento delle sue ambizioni e delle sue vanit: i soli contenuti che hanno colmato la sua folle e consapevole rinuncia a quel resto ordinario e comune che i pi accantonano come contributo di pensionamento per scongiurare la solitudine del dopo.
***
Aveva poco pi di ventanni quando imbocc quella strada senza ritorno.
Lui ne aveva il doppio ed era un uomo affascinante, ricco e potente: un cardine di quella complessa e prestigiosa architettura di categoria che, solo nelle aspirazioni pi ardite di chi ancora acerbo per la professione, si pu ambire a scalare.
Poteva insegnarle molto, anche quegli altri ingredienti che - pur non legati alle capacit - risultano i soli davvero funzionali alla competizione ed al raggiungimento di obiettivi superiori: spregiudicatezza, ambizione, arroganza.
Cuciti indosso a lei, tuttavia, quegli abiti sarebbero stati costantemente fuori misura, inadatti a quella sua indole cos radicalmente onesta e trasparente, quasi ai limiti dellingenuit.
Forse proprio quella diversit aveva catturato linteresse di lui; la semplicit di quella giovane - desiderosa di sapere e tuttavia cos umile da affidarsi senza riserve alla sua guida - la rendeva una nota che, pi che stonata, risuonava come pi acuta, selvaggia e solitaria fuori da un coro compatto e riverente.
Laveva scelta, educata ed investita di compiti sempre maggiori, aumentandone le gratifiche di pari passo al crescere della devozione che gli tributava. Lavrebbe infine plasmata a suo piacimento, resa il braccio esecutivo della sua regia, lavanscoperta delle sue strategie, la sembianza della sua ombra.
Per lei, invece, loriginaria ammirazione ben presto si trasform morbosamente.
Al compiacimento per i suoi progressi si erano sommati un attaccamento ed unaccondiscendenza sempre pi simili alla dipendenza.
Quelluomo non era pi soltanto il suo maestro, ma il suo modello, la sua guida e confidente, il padre che aveva perso ancora bambina.
Mancanze negate, bisogni rimossi, timori inconfessati confluivano in quellunico punto di riferimento stabile e sicuro, da solo sufficiente a indicare le traiettorie di un cammino cui affidare lintera sua crescita.
Se ne innamor perdutamente, prima ancora di aver provato altrove le diverse espressioni dellamore.
Gli aveva immolato tutta la sua giovinezza.
Come un fiore raro e prezioso, si era lasciata coltivare tra le sue radici, protetta dal suo tronco possente ma prigioniera dellombra della sua chioma.
Lamava talmente da sopprimere anche quei desideri che fisiologicamente connotano let di una donna: non avrebbe mai avuto una famiglia con lui, che una famiglia laveva gi; n avrebbe mai avuto da lui un figlio che sublimasse quellamore assoluto, tale per soltanto per lei.
Mai le sarebbero mancati, in cambio, tutti quei simboli di potenza e di ricchezza che lui avrebbe continuato a fornirle, almeno finch non si fosse stancato di lei, o unaltra giovane preda non avesse stuzzicato il suo istinto di cacciatore, o non fosse stato ormai troppo vecchio e stanco da abdicare il suo potere.
Invidiata da quanti scorgevano solo la brillante confezione della sua fortuna e laura di intoccabile privilegio che lavvolgeva agevolandola in ogni impresa, lei stessa si era infine nascosta dietro quello schermo, ostentandone lo splendore.
Ma mille notti ancora, avvolta dai vapori e dalle essenze di un bagno aromatico in una lussuosa suite dalbergo, avrebbe ripulito il suo corpo dallodore del sesso appena fatto ed affidato di nuovo i suoi pensieri alla paura, mentre lo stanco respiro di lui al di l della parete si sarebbe trasformato in un russare profondo:
- Quanto durer la sua gratitudine per avergli donato la mia giovent?Per quanto continuer a desiderarmi?
Dimmi, specchio delle mie brame, sono ancora per lui la pi bella del reame?
Conserva ancora nel cuore lillusione di quellantica fiaba, confusa allincipiente insicurezza del suo presente e allangosciosa paura della suo domani.
Sa di esistere perch sua, di essere quel che perch lui lha plasmata, di avere ci che ha perch raccoglie quanto lui ha seminato nel suo campo.
E se scivolasse via, trascinerebbe con s ogni cosa, come una slavina che precipita a valle.
***
Oggi un giorno in cui si vede.
Un giorno cupo come le nubi che da stanotte rovesciano pioggia e fango; un giorno senza sole, intonato al buio ed alla solitudine che pare si profilino in fondo alla sua strada.
Gli anni non si ingannano con la magia dei ritocchi, e lincantesimo dellamore e della bellezza prima o poi svanisce.
Spaventa il buio allinizio del giorno, ma un timore che passa con limmediato schiarirsi del mattino.
E invece lunga la tenebra che segue al tramonto; confluisce nella notte, in una totale assenza di colore in cui la paura stagna, priva di prospettive e di appigli che saldino a certezze visibili, nellattesa dubbia del ritorno del sole, che pure potrebbe indugiare a splendere altrove.
In un tempo privo di luce, quando le forze difetteranno e la mente rimbalzer nello spazio lasciato vuoto dal tanto che riempiva la vita, i pensieri non annegheranno; piuttosto, occuperanno spazi sempre pi imponenti, si faranno pi solidi e pesanti, fino a schiacciare...
- Specchio delle mie brame, fammi scomparire prima che accada.
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