Meno male che c’è Attilio

Meno male che c Attilio

due atti di Bruno Alvino

Personaggi

Nicola Carolei

Andrea (suo nipote)

Assunta Carolei ( madre di Andrea)

Raffaele Carolei (fratello di Assunta)

Agata sua moglie

Vittorio loro figlio

Attilio amico di Andrea

Sharon la sua compagna

Caterina

Liuba badante di Nicola

Celestino (vicino di casa)

Cafullo (commerciante di cavalli)

ATTO I

Siamo sul terrazzo coperto di casa. In fondo, una balaustra al centro di un alto muro di tufo, lascia intravedere un panorama collinare. A destra una parete, con al centro una edicola in mattonelle raffigurante una Madonna e, in fondo, un cancelletto che immette alle scale che portano in giardino. Sulla sinistra due porte finestre (definite in seguito 1^ e 2^ dal fondo verso la ribalta) poste al centro della parete. Un divanetto in vimini con tavolinetto a dx e un tavolo da giardino con 4 sedie a sx. Qualche pianta, un glicine sulla parete frontale, attrezzi da giardino e oggetti sparsi. E prima mattina di un giorno di Agosto quando si apre il sipario. Una musica frenetica accompagner le prime azioni a dimostrazione che non siamo in una casa che si possa definire tranquilla.

SCENA I

(Liuba, Nicola, indi Vittorio, Agata, indi Raffaele, indi, Andrea)

Liuba (entra dalla 2^ inseguendo Nicola con in mano un cucchiaio di sciroppo. E la badante ucrina di Nicola nonch donna di servizio della casa. Indossa un pantalone e una camicetta con generoso decollet ) Presto Nicola, non fare perdere tempo. Io ancora fare dentro.

Nicola (Un uomo sui settantanni. Lucido e ancora forte. Soffre di un leggero tremito alla mano sinistra che si scoprir essere Parkinsonismo.) Nun se ne parla. Tu fai perdere tempo a me. Io adesso devo andare da Giorgio, non lo hai sentito che sta chiamando, qualcosa mi deve dire(Esce per il canceletto)

Liuba (inseguendolo) Ma dai, prendi sciroppo, dopo parla con Giorgio tu.

Vittorio - (Giovane sui ventanni, il figlio di Raffaele e Agata. Ragazzo per bene, evidentemente timido e con una leggera balbuzie. Veste in modo semplice con pantalone e maglietta. Entra dalla 2^ seguito a breve da sua madre) Basta, intendo dire basta. Penso proprio di poterlo dire: basta, anzi ancora di pi , mamma tu sei una tortura. Ma adesso pure quando telefono mi devi spiare.

Agata - (E sua madre, una donna ben curata anchessa sulla cinquantina. E ignorante ma evidentemente laver sposato un professore di italiano le fa ritenere di dovere parlare sempre in maniera forbita. Porta un paio di occhiali con lenti spesse per la forte miopia, civettuoli ed inadeguati) Io non ti ho spiato prorio niente. Ti ho incocciato semplicemente che parlavi con quella sciaquetta.

Vittorio - Non la chiamare sciaquetta. Mamm sei pregata di non chiamarla sciaquetta

Agata - Pecch, a figlia e nu parcheggiatore ca iusto iusto tene a scola media e fa e pulizie tuorno tuorno, tu come a chiamme? Direttrice? Professoressa? Comme a chiamme?

Vittorio -Caterina. Mamm, Caterina se chiama. Portale rispetto hai capito?

Agata - Tu haie a sciogliere stu nureco.

Vittorio - Ma perch?

Agata - Perch? Pecch na gnuranta e tu presto sarai miedico.

Vittorio - Io nun sciolgo proprio nente. E lasciami stare. (esce dalla 2^.)

Agata - (seguendolo) E po vedimmo. Po vedimmo se te faie capace o no. (Cessa la musica. Silenzio improvviso sulla scena vuota)

Raffaele (Dopo un breve tempo introdotto da pochissime note di trombone. Un uomo sulla cinquantina, ben vestito ma trasandato, entra dalla 1^ , ha caldo e si fa vento con una settimana enigmistica, un sigaro spento alla bocca che porter sempre. Soffre di disturbi psichici da mania di persecuzione ed in famiglia assecondato da tutti per evitare eventuali reazioni violente. Entra con fare di chi si deve appartare segretamente e parlare con un interlocutore, che per nel suo caso soltanto immaginario. Si muove per tutto lo spazio scenico come ad inseguirlo.) Vieni qua, esci qua fuori. Nun te fa ved, che mia moglie a momenti pronta.. Quella se ti vede poi vuole sapere che volevi e perch stiamo sempre insieme pure a Casalnuovo. Incomincia a fare mille domande, un milione di domande , un miliardo di domande, un miliardo di miliardi di domande. Stammi bene a sentire , tu a me nun me fai paura. Hai capito che non mi fai paura? Non mi fai paura, allora non lo hai capito che non mi fai paura?(Ascolta) E che me ne importa. Tu prova sultanto a dire mezza parola e te faccio vedere che ti succede. Ti taglio la testa netta da sopra o collo e a vaco a butt nei binari della ferrovia. Accuss, senza gambe quanno arriv o treno nun p scapp. , il guidatore non la vede e ne fa carne macinata. (Ascolta) Tu credi di ricattarmi, di tenermi per le palle., ma ti sbagli. Vedi quante volte te lo sto dicendo, ma non mi credi. Non ti bastato che me ne hai fatto uscire dalla scuola prima del tempo, the miso ncapa ca me vuo rovin ma io non te lo permetto. Ti sei fatto male i conti , te lo dice uno che ha insegnato matematica na vita intera. (Ascolta) Insegnavo italiano? E va bene , ma in matematica andavo bene. Comunque tu prova a parl e te faccio ved. .(pausa, siede agitato al tavolino. Ascolta) Si, si le fotografie, le nomini sempre queste fotografie ma pecch non me le fai vedere? Eh? (Si rialza e puntando il dito verso il suo inesistente nemico lo incalza muovendosi come a costringerlo spalle al muro) Sai che te dico, ca tu queste fotografie non le tieni proprio perch se le tenevi le avresti esibite, hai capito disgraziato farabutto delinquente figlio e zoccola scurnacchiato nciuciero paraculo omme e niente che non sei altro. Le avresti esibite. Hai capito? (Si risiede. Riprende a farsi vento col cruciverba, poi si ferma e legge) Cinque verticale: Istituto nazionale previdenza sociale. (Ascolta) Ignorante, quello Istituto Nazionale Assistenza Italiana Lavoratori. Questo INPS. Ua e che cavero, ma questanno far cchi cavero e lanno prossimo (Ascolta) E si! Me ne vado in Sardegna. Sai quanto costa na vacanza in Sardegna? Te si scurdato ca me ne so andato prima del tempo, io non avevo maturato manco tutti i contributi, ma quelli si misero tutti quanti nelle orecchie col fatto ca ero esaurito. (Risiede e legge) Otto orizzontale: Tradisce la moglie(ascolta) Moincominci unaltra volta?Fai o spiritoso? Stu cretino. .E po ..Io so doie lettere, ca so nove fedifrago(scrive).emb mo te mengo na cosa nfaccia(sente arrivare gente e scatta in piedi assumendo la posizione di chi col proprio corpo vuole nascondere qualcuno)

Agata - Rilasciati, se ne andato.

Raffaele - Chi?

Agata - Lamico tuo, quello che ti viene a trovare la matina. Io volesse sapere che vuole da te.

Raffaele - Lhai visto?

Agata - E che so cecata?

Raffaele - (Alludendo all vista malata della moglie) Oh Dio! Comunque si, .. vero. stava qua, mi doveva dire una cosa. Ma adesso non mi fare mille domande, un milione di domande, un miliardo di domande, un miliardo di miliardi di domande.

Agata - Va bene, va bene non ti gitare, nessuna domanda, piuttosto vedi di farti la siringa che mi pare stai incominciando naltra volta a sbariare forte, . ma mo se ti vuoi muovere, se no a Napoli stamattina non ci arrivammo manco per le dieci.

Raffaele - Presente. A Napoli ci andiamo adesso. Non ci andammo lanno scorso.

Agata - Eh! Lo so. Io ho detto stamattina

Raffaele - Si, per hai detto pure ci ..ci arrivammo, devi usare il presente del verbo arrivare, prima persona plurale, noi arriviamo..

Agata - Veramente ho dettonon arrivammo ...

Raffaele - Si, e quindi .. -non arriviamo- , se no devi usare il futuro prossimo: noi non arriveremo

Agata - Usa quello che vuoi basta che ti muovi che tengo bremura.

Raffaele - Ae .. Vide nu poco. bremura.

Agata - Bremura, si, stavolta te sbagli tu, se dice bremura- , hai capito? Quando una va di pressa.

Raffaele Premura, premura co a P

Agata - Non Premuta, ..con la P?

Raffaele - Si, ma pure premura.va buo lascia sta.

Andrea- (Entra da 2^. Un bel ragazzo, quasi trentenne, veste bene, alla moda con pantalone e camica.) Ue, zio, buongiorno. Hai visto a mamma?

Raffaele - Ieri sera la lasciai in cucina. Non ci sta?

Andrea - Non credo. A meno che non ha dormito co a capa ncoppe a tavola.

Raffaele E che ne sai. Quella mia sorella imprevedibile.

Agata - Ma no. E impossibile. E scomodo. Come si fa. Dormire tutta la notte sulla tavola della cugina?

Andrea - Infatti, si dorme meglio nellarmadio della sorella. Statevi bene.

Raffaele - Aspetta ao zio. Ma tu devi scendere?

Andrea - Si devo fare un paio di servizi.

Raffaele - E allora perch non ci dai un passaggio fino alla stazione? Dobbiamo scendere un momento a Napoli io e zia Agata. Che dici?

Andrea - Ma io vado a piedi.

Raffaele - Fino alla stazione?

Agata - E!Fino alla stazione Rafe.

Raffaele - Ma quella lontana la stazione, te fai tutto sponto di sudore. Con questo caldo.

Andrea - (impaziente) Ma io non devo andare alla stazione. Ci dovete andare voi.

Raffaele - Ma se non vai alla stazione perch ci vuoi dare il passaggio?

Andrea - No, il passaggio me lo avete chiesto voi.

Raffaele - E tu allora perch sei venuto a chiamarci?

Andrea - Io nun so venuto a chiamarvi. So venuto a cercare a mamma per dirle che devo scendere.

Raffaele - O vi, devi scendere allora? E ce lo dai un passaggio?

Agata - Madonna, lascialo stare , quello se ne deve andare.

Andrea - Ho capito. Prendo la macchina.

Raffaele Ah si?Cos ci dai uno strappo alla stazione, ti trovi a passare.

Andrea - E come no. Certamente. Per vi dovete muovere.(Si avvia per la 2^) Zia facci la siringa a zio Raffaele se no qua unaltra estate dinferno.

Raffaele - Infatti.Un inferno, un inferno, fa nu caldo eccezionale.

Agata - Iammo Rafe.

Raffaele - Si, andiamo. (Si gira circospetto. La moglie lo vede)

Agata - Se n gghiuto.

Raffaele - Eh?

Agata - (Assecondando) Lamico tuoio.(Segue Andrea)

Raffaele - (Solo) Amico? Lo chiami amico.(Esce anchegli per la 2^)

SCENA II

(Celestino, e Assunta, indi Liuba e Nicola)

Celestino - (Entra insieme ad Assunta dalla 1^. E un uomo sulla quarantina, gay e non lo nasconde, esprime con disinvoltura una eccentrica femminilit, senza esagerare per in atteggiamenti da femminiello Indossa un pantalone di cotone, rosso, una larga camicia bianca e in testa ha una fascia ferma/capelli nera.. E affezionato vicino di casa della famiglia Carolei e da questi stimato e amato come uno di loro)e star qu fuori Assu, ti pare che la paletta metteva le ali e se ne vulava? Pigliava e volava, tutti quanti che la guardavano col naso per aria e essa dal cielo che diceva: U u io sono la paletta che vola. Ma ti pare? Mo a trovammo. Non ti agitare, chella se fa veni na cosa per la paletta. (Chiamando) Paletta, palettella bella iesci, ietta o sanghe, se no questa nun trova pace stammatina..(Continua ancora a soggetto cercando per tutto il terrazzo insieme ad Assunta)

Assunta (Una donna matura, sulla cinquantina, la padrona di casa, vedova, vive col figlio Andrea in casa del suo anziano padre, anchegli vedovo. Scorge finalmente, in un angolo della terrazza, la paletta), A vide ll. dietro la pianta. Deve passare un guaio chi ce lha messa. Chisto servizio e Liuba . Ma io non lo so se questi in Ucraina fanno tutti cos. Ma che vizio maledetto. Fa nu servizio e addo se trova l ietta o veleno e lascia.. Na sfaticata, (raccoglie la paletta e vedendo delle erbacce al muro incomincia a tirarle) , guarda qua, ce sta nu bosco vicino a stu muro, mica ne o levaaltro che lavoratori dellest. Ha ragione ca vaco a fatic Celestino - E tu licenziati, cos la cacci a quella ietteca.. Non ci andare pi al Comune

Assunta E s, accuss ne traseno assai a fine mese. Celesti quello tra pensioni e stipendio giusto giusto si arriva a fine mese.

Celestino Aspetta ca te do na mano(Prende anchegli a strappare erba)

Assunta Io la centralinista faccio sopra al Comune. La pensione da buonanima ..che te cride quant. Quello non aveva neanche quindici anni di contributi mio marito quando mor. A pensione e pap se la zuca tutta quanta la ietteca..

Celestino Chillotuo padre s alluccuto. Che ci vede, non lo so. E lei se ne approfitta. Ce fa senti o profumo do furmaggio ..e o sorece se votta dinto mastrillo. Lo illude che glie la da e nun ce a da maie.

Assunta - Bravo. Ma te pare che pap alla sua et ha bisogno della badante? Noi la prendemmo come donna di servizio, pe da na mano in casa, a ore, o ssape essa come fece, gli entr nelle grazie e quello mise in mezzo il fatto della solitudine, che rimaneva sempre solo co Giorgio e che voleva compagnia tutta la giornata. Mo asciuto questo fatto che gli trema la mano.

Celestino Come fece, come fece, .occhi azzurri e petto in fuori, chella svergognata.

Assunta - Avesse a essere viva mamm. Eh! Vulesse ved蒅.Cos ce la tenemmo a tempo pieno, .. e quanto ci costa.quasi lintera pensione, mettece o giurnale tutte e iuorne, medicine e altre necessit finito il capitale. Io vorrei sapere a me chi me lo fa fare di abitare con lui. Starei cos bene sola con Andrea ..

Celestino Quant bello ..

Assunta Chi?

Celestino Andrea.

Assunta E che ce azzecca Andrea? U, nun te fa veni niente co mio figlio!

Celestino Ma tu si scema Assu, quello si puo dire che me lo so cresciuto. e po . cchi piccirillo e me (Riferendosi allerba) Ma proprio mo t venuto o vulo e tir lerba Io mo me laggio fatto e mmane , o vi, se ne votte tutto o smalto.

Assunta E lascia sta Celesti, faccio io sola. Chillo aggio fernuto. Se non lo tiro io, qua rimane.

Liuba (entra dal giardino inseguendo ancora Nicola che va a sedersi sul divanetto.) Su Nicola, dai non fare capatuosta, piglia sciroppo.

Nicola Nun ce sta niente 'a fa, Ass, glie lo vuoi dire tu a questa che m sto bene!

Assunta S, ma chesto, te rimette in forza, tu si stato otto giorni a letto.

Celestino E ricostituente...

Nicola E ricostruisciti tu!

Liuba Se tu non prende medecina

Nicola Medicina, non medicina. Hai capito? Medico medicina..

Liuba Va bene, me-di-ci-na, se tu non prende mede..cina io dico a Giorgio.

Nicola - Ecco, se me 'o dice Giorgio: pigliate 'o sciroppo, io me o' piglio, pecch isso capisce se io sto bene o male.

Assunta E gi, chillo m Giorgio fa pure o duttore.

Nicola Tra me e lui c' una intesa intima, silenziosa, sulo io 'o capisco...

Assunta Si,si, beato a te, ca capisce 'e cane.

Nicola Quello non un cane, un uomo. . ca per parla sulo co' me!

Assunta E sulo tu o capisce.va bene, ma m pigliate 'o sciroppo, ca io tengo 'a che ff! Liuba damme a me medecina.

Nicola - Pure tu? Medicina si dice.

Assunta - Lo so, lo so, glielo detto nella lingua sua.., (di nuovo a Liuba) tu prende scopa e raccogli erba che io ho levato da muro e che dovevi levare tu.

Liuba Io non sapeve, tu no detto a me.(Le porge il cucchiaio con lo sciroppo ed esce per la 1^)

Assunta E tu non vedi erba? Sei cecata?

Nicola (Giustificandola) Nun ce avr fatto caso.

Celestino Chille so luocchie do padrone ca ngrasseno o cavallo. Ce vedimme doppe Assu, voglio fern e arricett, si sapisse tengo na catasta tanta e panne a stir. E nun piglio mai a via. Ma mo n cosa, si accuss ogge co frisco se ne parla.. (Esce dalla 1 ^)

Assunta Tu devi finire di difenderla.

Nicola - A chi?

Assunta - Alla tua..badante.

Nicola - E pecch, che ho detto.

Assunta - .non ci avr fatto caso , e a che cosa fa caso? A chi guarda?

Nicola - A me. Lei deve badare a me., se no che .badante ? Lerba viene dopo. (Campanello)

Assunta - Chisto sar Raffaele, mo vide che se so scurdate. Tieni pigliate 'stu sciroppo!

Nicola (Arreso) E' pigliammece 'o sciroppo (Assunta esce per la 1^ , rimasto solo Nicola versa lo sciroppo in una pianta) Ecco fatto, voglio vede si 'a fernesce. A' 'a pianta le fa bene! (In quel momento Liuba rientra con la scopa ).

Liuba Io ho visto, tu hai buttato medecina in pianta.

Nicola (Tornando a sedere) Medicina, medicina. Pianta..malata.

Liuba Io dico a Giorgio.

Nicola - E io..non ti do il regalino che ti avevo promesso..

Liuba (Finito di raccogliere lerba, si avvicina dolce abbassandosi verso il vecchio che viene catturato dal suo decollet) Tu cattivo. Va bene, io non dico a Giorgio, perch io buona.

Nicola - Bona.

Liuba Si dice buona. (Si avvia)

Nicola Si dice bona, si dice bona

Liuba Ah Nicola, Nicola.(esce smorfiosa per la 2^)

Nicola (seguendola con lo sguardo estasiato) Ah Liuba, Liuba.

SCENA III

(Attilio, Sharon, Assunta, Nicola, indi Celestino)

(Assunta entra seguita da Attilio e Sharon dalla 2^)

Assunta Ma guarda che sorpresa. Accomodatevi qua fuori, quello m subito viene, Da che sei partito non ti sei fatto pi sentire. E comm ha fatto a ce truv?

Attilio (E un amico di Andrea, giovane brillante borioso, anchegli vicino alla trentina, entra accompagnato da Sharon, la sua fidanzata. Veste stravagante, occhiali da sole, si intuisce subito che uno sveglio) Me lha ditto pap. E si perch io la prima cosa ho chiesto di Andrea e pap mha ditto che ve ne eravate andati da Napoli e che stavate a Casalnuovo co vostro padre.

Assunta - E quello sai com, io ero rimasta vedova, pap teneva qualche conoscenza, pigliaie chistimpiego di centralinista sul Comune di Casalnuovo e ci trasferimmo. Qua non pago pigione e faccio compagnia a pap che mo pure lui solo e si fatto anziano. Andrea proprio laltro giorno ti nomin. La signorina la tua fidanzata vero?

Sharon- (Giovane inglese eccentrica e molto oca. Ride facilmente anche senza nessun vero motivo. Questo fatto creer spesso delle situazioni comiche)Hello, salvatutti.

Attilio- Voleva dire salve a tutti.

Sharon- Oh, si. (ride)

Assunta- Assettateve intanto ve pigliate una limonata.

Attilio- Ma non vi incomodate. (sedendo insieme a Sharon intorno al tavolo)

Assunta No, no, e che incomodo, voi vi state un attimo con pap; (rivolta a Nicola) Pap, ce sta Attilio, Attilio Coscienza. Te larricuorde? Elamico di Andrea, io me credevo che era Raffaele.

Nicola Voi siete amico di mio nipote Andrea?

Attilio E voi siete Don Nicola, io vi conosco, ma voi non vi ricordate di me, ci siamo visti poche volte, quando venivo a chiamare Andrea non ceravate mai.

Nicola- E dove stavo?

Attilio- E non lo so

Assunta- Al lavoro, lavoravi ancora. (Ad Attilio) Tu da quanto tempo te ne si ggjuto?

Attilo- Io? Saranno quasi deici anni.

Assunta- Pap, Attilio, Attilio Coscienza, 'o figlio 'e Carmine Coscienza, o pasticciere.(Esce per la 2^)

Nicola Voi, tu sei Attilio? Chillo ca... te chiammavano guarracino?

Attilio Esattamente Don Nic!

NicolaAspita, 'o guarracino, e addo si stato?

Celestino- Assu.(Sorpreso dalla presenza di ospiti, si interropmpe e raggiunge Nicola al tavolo, osservando i presenti senza nascondere lammirazione per Attilio) Oh, scusate, non sapevo.Col permesso degli amici Don Nico, vulevo sap si tenisseve o giurnale di ieri.

Nicola- E no, Celesti , Liuba lo ha buttato stamattina presto. Io po una volta letto quelle poche cose che mi interessano.

Celestino- E nun fa niente. No, ca tengo nu paio e biglietti giocati, e vulevo leggere lestrazione di ieri. I signori sono amici vostri?

Attilio- Che nunme cunusce cchi.

Celestino- (realizzando)O guarracino, puozziett o spireto e chi taveva canusciuto, tuttalliccato, Mado e tu gi me facive asci pazza a guaglione ma mo te si fatto proprio nu mascolono. Te pozzano accidere. Guarda ll. Don Nico caggio perso o suonno, ma isso niente, maie na speranza.

Nicola- E forse non eri il suo tipo .(Ridono).

Celestino- E chi tha visto cchi. Addo si stato?

Nicola- E quello che stavo chiedendo,

Assunta (Torna con un vassoio che poggia sul tavolo) Ecco serviti, di questi tempi ne tengo sempre una bottiglia preparata nel frigorifero.

Attilio- Che bella pensata: acqua e limone; noi ce li sognamo i limoni freschi.

Assunta Non saranno limoni di Sorrento, ma freschi si. (Incomincia a versare)

Nicola Noi ne teniamo parecchie piante nel giardino. e dunque, addo si stato tutte chist'anne?

Attilio - Don Nico, sono stato in Gran Bretagna, e questa Sharon , my girl friend.

Nicola - (finge di non capire e ci scherza su)Fa freddo?

Celestino - (Ridendo)Don Nico, quello fa sto caldo.

Nicola - Lo so, io chesto dico, ma lui cos ha detto.

Attilio - Che cosa?

Nicola - Che fa freddo

Attilio - Io?

Nicola - Eh, tu , momo hai detto : ma che freddo

Attilio - ( Per un attimo perplesso, poi realizza e ride) Ah, no, ho detto: my girl friend, significa fidanzata, Sharon , la signorina la mia fidanzata.

Assunta - La fidanzata.

Celestino - (ride) Ah, ah, avite capito? Fidanzata ..si dice che freddo

Sharon - Girl frend, girl friend, no che fretta(Ride)

Celestino - No, io ho detto che freddo, che fretta significa unaltra cosa: ca vado di pressa.

Attilio - Comunque lei la mia fidanzata, Sharon: Manchester (Nicola finge ancora di non capire per divertire i presenti. Attilio ci casca ancora e ripete lentamente) Sharon: Manchester!

Nicola - ( A Celestino) A tavola nun va bene?

Celestino - Chi?

Nicola - Lei.

Celestino - Non lo so.

Attilio - In che senso?

Nicola (Ad Attilio)E una usanza loro?

Attilio - (confuso) Si, cio no..

Nicola E pecche?

Attilio - Che cosa?

Nicola - Mangia n terra? La ragazza mangia per terra?

Attilio (scherzoso) Eh, comme a lindiani.

Celestino - Ah ecco indiana.

Assunta - Ah, si? Nun ce pare proprio. E e penne nun e tene?

Celestino - E si, e penne, quella indiana mica na gallina.

Nicola - Per a gallina mange nterra.

Attilio Ma che avite capite? (Ride) Manchester la citt di Sharon.

Celestino - Avite capito? Nuie Casalnuovo essa Mangenterr.

Attilio Nossignore! Manchester!

Assunta - Ah, ecco, Manchester.

Nicola Vabbu, mangiate add vulite vuie.

Sharon Io non capisce, cosa dice Mister Nicola?

Attilio Niente, scherza, lui dice che tu Mange nterra!

Sharon Oh, yes, mister! Io Manchester!(ride)

Nicola O vv, chavevo capito bbuono!

Assunta - Ma non gli credete, pap sta scherzando, sta facendo finta di non capire, vi piglia in giro , chillo pazzariello.

Sharon Oh, Attilio, mister Nicola davvero molto antipatico! (risatina)

Nicola Io?

Attilio - (intervenendo) No, Sharon voleva dire il contrario! Simpatico, Sharon, si dice simpatico. Antipatico il contrario!

Sharon Oh, scusisintapatico! Comunque, molto piacere, Signor Nicola.

Nicola II piacere mio signorina. Ho scherzato un poco, cos per ridere.

Assunta - Ah ma parla bene Italiano.

Sharon Oh yes. Of corse, Attilio ha insegnato Italiano a me, io Inglese lui. Io ho imparato presto lingua italiana.

Celestino - E ci vogliamo salutare? Io sono Celestina. (saluta Sharon e poi Attilio abbracciandolo con significato), che simpaticone, niro, niro. (A Sharon)Ma se ti riesce meglio mi puoi chiamare anche Brooke, il mio secondo nome.

Assunta- Davvero?

Celestino - Si, mo me lo so messo adesso. Fa effetto. Brooke..

Sharon Ah, come Beautiful, Brooke, Brooke Logan.(ride)

Nicola Eh, lo cane, si dice il cane, il cane, eh eh, e voi avete un cane?

Attilio Eh... no ..pecch, che c'entra il cane?

Nicola No, cosi per cambiare discorso, lei ha detto lo cane e a me mi venuto in mente il cane.

Celestino - Ma quando mai, ha detto: Logan , Brooke Logan.

Assunta - Eh, o personaggio e beautiful, a telenovela, Brooke, chella fetentonan mai sazia.

Nicola - Che ne saccio,io televisione ne veco poca, ma mo stamme parlanno de cane, che centra chesta Bucca.

Celestino - La lingua batte dove il dente duole.

Assunta - Nun o date audienza, sta pazzanno nata vota.

Nicola - (ad Attilio)Giorgio non lo conosci?

Assunta - Ecco qua, ci siamo arrivati.

Nicola - (alla figlia) Statte zitta, fatte e fatti tuoi.(ad Attilio) Lo conosci?

Attilio No, mai avuto il piacere.

Assunta Vista parlando del cane!. Prego, pigliate. La limonata non ve la prendete?

Sharon Oh, grazie. (beve) A me piace molto limone, ma in England non ce ne sono.(ride)

Nicola Atti, e 'o vu cunoscere a Giorgio, so sicuro che gli sarai simpatico.

Assunta Pap ma lascialo stare.Quello vuole salutare Andrea.

Attilio No, no, mi fa piacere, figuratevi, andiamo Don Nic, Sharon, tu resti qua?

Sharon Oh yes i do. S Attilio. (risatina)

Nicola Di qua, vieni, ti faccio vedere come si mette a zompare quando ci vede, un pastore tedesco. Ma parla italiano. (escono per il giardino)

SCENA IV

(Sharon , Assunta, Celestino, indi Andrea)

Assunta (Sedendo anchessa vicino al tavolino)E' fissato per il cane, e che ci volete fare, quello m anziano e deve sbariare diuna maniera. You capisce? Sbariare, intalliare, perdere o tempo

Sharon Io, veramente non piaccio tanto i cani, ma amo molto gli uccelli.

Celestino Ah pure io, esco pazza.

Sharon Anche Attilio,si, si, lui possiede un bellissimo uccello..

Celestino - E certo, me li immagino, .sai che merlo.

Sharon No, non merlo pappagallino. (Ride)

Assunta (intenzionale)Hai capito Celesti? Pappagallino, non pappagallo.

Celestino Ho capito, da lui per mi sarei aspettata pi.. un merlo.. invece pappagallino?

Sharon - Oh, yes lui adesso lasciato a Manchester. Nostro amico cura suo uccello.

Celestino - Se lo poteva portare, glie lo curavo io., io pure tengo dei canarini.

Assunta E, ma ce v pacienza per tenerli. Voi dovreste vedere il tempo che perde Celestino vicino ai canarini che tiene...

Sharon Ma Giorgio nome di persona, perch si chiama Giorgio? (Ride)

Celestino Proprio perch nome di persona, quello per Nicola non un cane, una persona.

Assunta Ma veramente, gli manca solo la parola!

Sharon Don Nicola una persona molto sintapatica, ... come si dice... spontaneo.

Assunta Il fatto di questo non si fida di tenere una parola in bocca.

Andrea (Rivolgendosi alla madre. ) Ah, eccoti qua! Tu stai qua fuori? E io un altro poco telefonavo a chi lha visto. Sto girando tutta la casa.

Assunta - U, gi sei tornato?

Andrea - Si, ma devo scendere unaltra volta. Me so dimenticato o portafoglio, so andato pe paga e non ho trovato il portafoglio.

Assunta Ah, sta nel cassetto delle posate, in cucina. Tu lo lasciasti sopra o tavolo ieri sera e io lho sistemato.

Andrea - Lhai sistemato? Lhai nascosto!!! Mamm, ma perch non le cionchi le mani dalle mie cose? Tu ogni volta che sistemi qualcosa, che metti in ordine, organizzi una caccia al tesoro. Lasciale dove stanno le cose mie, ca io e trovo cchi ampressa, se no mettile sempre allo stesso posto. Se lavessi lasciato sul tavolo o portafoglio io stamattina lo vedevo e nun me o scordavo.

Celestino - Quant bello quanno sarraggia..

Andrea - Buongiorno Celesti.

Celestino - Non ti sei nemmeno accorto che ci sta una visita per te. Stu rraggiuso(lo accarezza)

Assunta - Infatti., sto scostumato. Hai salutato? Lhai vista la signorina?

Sharon Buongiorno. Molti saluti, Sharon Morel.

Assunta E' la fidanzata di Attilio!

Andrea Attilio? Attilio 'o guarracino?

Sharon No, Attilio Coscienza. (Ride)

Andrea Si, va bene, 'o guarracino, noi cos lo chiamavamo, (entusiasta) e addo sta?

Celestino- Sta gi al giardino per il cerimoniale cinofilo.

Assunta Tuo nonno, l'ha portato a conoscere Giorgio.

Scena V

(Attilioe detti)

Attilio (dal giardino ) Sto qua, sto qua. Avvoca sto cc.

Andrea U,Guarraci, (si abbracciano, battute a soggetto) e chi se 'o credeva! Che dici? E comme mai si turnato?

Attilio La nostalgia. Che ci vuoi fare. (alla fidanzata)Sharon he is Andrea.

Andrea - (La saluta) Ciao , Andrea. (ad Attilio) Che piacere, quanto tempo te stai?

Attilio Un mesetto, me ne vorrei tornare verso la met di Settembre , ci prendiamo un po' di sole.spendo quattro, cinquemila euro e me ne torno. Non lo so, poi si vede, non ho fretta ... per adesso sto qua e non ci voglio pensare!

Sharon Io ho tanta voglia di amare.

Celestino E pe forza, con questo bronzo di Riace vicino

Attilio Di andare a mare, Sharon! Ma quanno te mpari?

Andrea - Celesti Sharon dice che vuole andare a mare.

Celestino - Ah? Di andare a mare? Due parole ? Io avevo capito di .amare emb la puoi portare dalle parti di Baia, Bacoli, Miseno

Attilio - E no. Preferisco la costiera: Sorrento, Positano, Amalfi,

Sharon Oh, si! (risatina)

Andrea - La costiera? Chillo appena ce miette o pere te fanno un buco in fronte.

Assunta - Un bagno da quelle parti te fai interesse 100 euro.

Attilio - E allora? Che problemi ce stanno? Donna Assu fortunatamente so fernute e tiempe ca ievo a fa e cozze a Margellina pe me vennere. Mo tengo qualche sterlina in pi.

Assunta - Benedico, me fa piacere.

Andrea Quanno mai ti mancata lintraprendenza. E la casa l'hai vista?

Attilio No, io proprio da poco so venuto, sono stato in giardino co tuo nonno..

Andrea - pe conoscere Giorgio.

Attilio - Infatti. Bel cane. Ho dato uno sguardo al giardino, proprio bello .

Andrea - E quello che cos, tu dovresti vedere il terreno che teniamo a Casoria, me lha lasciato a buonanima e nonno Leopoldo.

Attilio - (nascondendo linteresse suscitato) ..un terreno a Casoria? Caspita, ed assai? No, dico grande questo terreno? A Casoria? E che te ne fai di un terreno a Casoria? Pecch don Leopoldo muorto pure isso?

Assunta - E si, so quattro anni, giusto due anni doppe a mia suocera. Accussiquelli solo a Michele tenevano, mio marito, salute a vuie nun ce steva cch, e il terreno con la casa di Casoria andato ad Andrea.

Celestino - Unico erede.

Attilio - Ah?! C pure una casa? Unico erede?

Andrea - Si, ma sta ll, abbandonato, la casa si dovrebbe ristrutturare, non ci andiamo mai. Per, sai com una risorsa.

Assunta - Nun se po mai sape, capisci. Io po so vedova.

Andrea - Se dovesse servire, vendiamo.

Celestino - Astipete o pire pe quanno te vene a sete, comme se dice.

Andrea - Celesti, sempre pronto con il proverbio adatto ov? Sharon, do you understand. Hai capito proverbio? Tieni la pera per quando avrai sete.

Sharon - Oh, si.Bene. (Ride)

Celestino - Ma no, cos non c sfizio. I proverbi si dicono in napoletano. Sharon ripeti con me : Astipete o pire pe quanno te vene a sete.

Sharon - (Provando a ripetere) Oh yes: Astipete o pirete quanno tieni sita.

Assunta - Celesti, a vuo ferni. O vi, che le fai dicere. (Tutti ridono)

Celestino - Piano piano se impara. Sharon, non pireto, no, devi dire piro, pera se dice piro.

Sharon - Piro (ride )

Celestino - Brava, ma senza ridere.

Attilio - (Riprendendo il discorso con Andrea) Ma te si laureato po?

Andrea - E comme no. So quasi due anni. Sto pure facendo apprendistato in uno studio a Napoli, a Via Epomeo.

Assunta - E che festa che facemmo..

Attilio - E bravo. Allora mo sei un avvocato vero. Sharon, do you know? Andrea avvocato!

Sharon - Oh, yes i do. Complimenti Andrea. Anche io piaceva avvocato ma poi ho stato banchiere.

Attilio - Bancaria, Sharon. Bancaria, impiegata di banca. Il banchiere unaltra cosa, te lho detto gi una volta.

Sharon - Oh scusa. Im sorry. Io non imparer mai italiano..

Attilio - (A Celestino) E tu che dici? Stai in grande forma. A Manchester facisse furore.

Celestino - Infatti, io l dovrei vivere. In Inghilterra, un paese civile, aperto, non come il nostro, un popolo di trogloditi. Ancora ti guardano commme a nanimale raro. Nun o ssanno che noi rappresentiamo lesemplare perfetto del genere umano: forza e sensibilit, carattere e dolcezza, come Achille, se iesseno a guard la storia della Grecia antica e vedono nuie chi eravamo. I maschi? Addo steveno? Genere di secondo livello erano considerati. Tu o guarraci non saresti contato un cazzo. Uh Maro, Sharon scusa ho detto cattiva parola.

Attilio - sensibilit e dolcezza; hai capito Andre?. (I due ridono)

Celestino - Sfotti, sfotti tu., sfuttetore tale e quale a primma. Sharon, lui sfuttetore

Sharon - Sfuttetore? Attilio what is, cosa sfuttetore? (Ride)

Celestino - Che tene e corne.

Sharon - Attilio cornee?

Celestino - No cornee quelle degli occhi, corne come quelle dei piecheri. Lui cornuto.

Sharon - Cornuto?

Celestino - Eh, si. Cornuto!

Sharon - Ah, capito. Certo. Attilio cornuto.

Attilio - Ma che cosa. Sharon, ma tu che dici certo se non hai capito. Io cornuto? Assunta - Mado, a fernite o no? Sharon, non pensare a loro, vieni con me dentro. Ti faccio vedere fotografie di Andrea e Attilio piccolini.

Sharon - Davvero tu hai?

Assunta - Si, vieni, lasciamoli soli.

Sharon - Con piacere. Celestino, vieni con noi, lasciamo solo uomini. (Ride)

Celestino - Andiamo, andiamo. Sharon, dopo ti faccio vedere pure mie fotografie.(Esce insieme ad Assunta e Sharon per la 2^ facendo una smorfia ai due e sottolineando il suo ancheggiare)

Assunta (Ad Andrea, uscendo) Io, me credevo ca era tuo zio Raffaele, so andata ad aprire e me li so visti davanti. (escono Assunta, Celestino e Sharon)

Scena VI

(Andrea, Nicola, Attilio,)

Andrea (ad Attilio).Zio Raffaele te o ricuorde? L'estate se 'a vene a passa cca pecch a Napoli fa cchi cavero, cc se sta frisco, chillo o cavero nun o supporta!

Nicola (Entrando dalla 1^) pazzo, e allora noi non gli possiamo dire di non venire, hai capito?(Attraversa la scena e va a sedere al divanetto)

Andrea Ma quando mai, (ad Attilio) E nu poco esaurito, ogni tanto incomincia a sragionare, prende qualche fissazione, ha lasciato la scuola ma sta sotto cura, quando vediamo che esagera gli facciamo una siringa e torna normale. E tu? Dimmi di te. Che fai a Manchester?

Attilio- Tutto e niente, avvoca, tu lo sai, io so stato sempre un commerciante dentro...! Commercio. Un po di tutto. Ultimamente mi occupo di cavalli. Cavalli da corsa. Vendo, compro, scommesse. Si fanno grossi affari.(Mostra il telefonino) Tutto senza lavorare. Un paio di telefonate, un appuntamento e vai.

Nicola- (Sarcastico) Stai a cavallo.(Attilio che ha intuito la battuta lo guarda con un sorriso) No, dico: buono. Hai scoperto come si fa a guadagnare senza lavorare. .stai a cavallo

Attilio- Infatti, don Nico. E proprio il caso di dirlo.

Nicola- Beato a te.(Lo guarda con un sorriso pensieroso)

Andrea- Siente io aggio a scendere nu mumento, perch nun me accumpagne? Sharon resta qua co loro. (Ad Attilio affettuosamente)Ia guarraci ... ma tu nun saie che piacere che mi ha fatto vederti.

Attilio (Alzandosi)Ti accompagno volentieri..

Andrea (Al nonno) Noi scendiamo. Ci vediamo dopo.

Nicola- Iate , iate. Ma andate col cavallo? (Ride)

Attilio- (Salutandolo acido) No don Nico, mi state sfottendo?. Andiamo a piedi. Io mi interesso di cavalli da corsa. I miei cavalli corrono. (I due escono per la 2^)

Nicola- Hai capito Andre? Statte attiento ca quelli corrono. (Rimasto solo , si alza) I suoi cavalli corrono. Sto ragazzo nun me piace. Quanno maie se fanno e solde senza lavoro. Troppo spacconciello.(Chiama) Liuba, Liuba. (comincia ad estirpare erbacce dalle piante in fondo.) Oggi la mano mi trema pi del solito. E me pare che pure laltra incomincia a tremare. (Chiama di nuovo)Liuba. Liuba. (Guardandosi intorno, estrae un pacchetto dalla tasca) O vi cc. M ce o do.. Tanto Assunta sta vedendo le fotografie.

Scena VII

(Nicola e Liuba)

Liuba- (Dalla 2^) Dicci Nicola. Tu chiamato?

Nicola- E certo che ti ho chiamato. Non senti. Perch ci metti tanto tempo a venire?

Liuba- Ho fatto doccia e asciugato capelli. Rumore di phono , io non sentito.

Nicola- Si? Tu hai fatto doccia? E non mi hai chiamato?

Liuba- No. (Intenzionale) Ma porta bagno era aperta.

Nicola- Davvero?

Liuba- Si, perch tu non sai? Porta sempre aperta.

Nicola- (leggermente eccitato) E come non lo so. Ma quelli so venuti amici di Andrea. Me so messo a parla co loro, a te non ti ho visto pi. Mannaggia me so perso la doccia.

Liuba- (Lo schernisce smorfiosa)Tu non preoccupa, io domani faccio di nuovo doccia.

Nicola- Ma tu chiamami..

Liuba- Sporcaccione Nicola. Tu mi fai cacciare da signora Assunta. Se lei sa si arrabbia.

Nicola- Non ti preoccupare lei non sa, e non ti caccia, tu sei la mia badante. Comunque guarda qua.. (Le mostra il pacchetto) Regalino che ti avevo promesso. (La mano gli trema e il pacchetto gli cade. Pronta Liuba si abbassa per prenderlo e nel rialzarsi gli offre ancora maliziosamente il suo decollet.)

Liuba- Stai comodo io prendo pacchetto. (Glielo da)

Nicola- (Estasiato lo fa ricadere stavolta di proposito.) E caduto nata vota.

Liuba- (Maliziosa ripete la scena) Tu sporcaccione. Ecco pacchetto.

Nicola- (Inebetito ) E per te , aprilo.

Liuba- (Esegue) Oh grazie. Tu buono con me. Io voglio bene Nicola.(Aperto il pacchetto scopre gli orecchini che contiene. Ne prende uno e felice lo ammira) Bellissimi. Oh Nicola. Grazie.

Nicola- E dai bacino.

Liuba- Vabbene. Bacino a Nicola. (lo bacia sulla guancia).

Nicola- E domani non dimenticare la doccia.

Liuba- Si domani doccia per Nicola.

Scena VIII

(Raffaele , Agata e detti)

Raffaele (Voce esterna, Liuba nasconde il pacchetto nella tasca dellaccappatoio) Pap, u pap.

Nicola Vieni, vieni! Sto qua fuori.

Raffaele (Entra da sx insieme ad Agata) Sempre impegnato.

Nicola U, Rafe nun site iute a Napule?

Agata- Ma qua, siamo perso il treno, ci andiamo domani.Mo s fatte tarde.

Raffele- Andrea ci ha voluto dare a forza un passaggio per la stazione. Ma ce steva nu traffico, c voluto un quarto dora parriv a stazione e abbiamo perso il treno. Mado, ma che caldo. Stiamo a settanta gradi.

Nicola- A me me pareva cchi frisco ogge.invece settanta gradi?

Raffaele- Sicuro. Sicuro.. Settanta gradi.

Nicola- Ma forse saranno di meno.

Raffaele- E dalle. So settanta gradi allombra oggi.(Vedendo Liuba in accappatoio)O vi? Liuba s fatta la doccia. Ti sei fatta la doccia Liuba? Fa caldo.

Liuba- S io adesso veste. (Esce dalla 2^)

Agata- E s, veste, veste. Vedi di no prendere una bronchia. (Poi rivolgendosi a Nicola)Pap comme state?

Nicola Bene, grazie.

Agata E fammi andare, mi devo togliere questi panni. Non ce la faccio pi pap mio! Ah qua fuori se sta freschi! Permettete!(Uscendo per la 2^))

Raffaele- Nun a da retta. Qua fresco. Fa caldo dappertutto. Sono almeno settanta gradi. Lei il caldo non lo sente.

Nicola- E sorda.

Raffaele- Bravo sorda e cecata. Assunta sta dinto? Vittorio s svegliato? Il caff te lo sei preso? Hai portato la zuppa a Giorgio? Il giornale lhanno portato? La barba te la sei fatta? Andrea ritornato? Ci sono novit?

Nicola- Le risposte le vuoi tutte insieme o una alla volta?

Raffaele- Fai tu. Che me ne importa a me.(Si siede e si immerge nel suo cruciverba)

Nicola- Comunque risposta secca unica a tutte le domande: si! Assunta sta dinto, tuo figlio Vittorio si svegliato e si messo a studiare, il caff me lo so preso, Giorgio ha avuto la sua zuppa, Andrea tornato ma uscito di nuovo, la novit ci sta: passato Attilio Coscienza, o figlio do pasticciere, te lo ricordi?

Raffaele- Chillo sfaticatone?

Nicola- Infatti.

Raffaele- E che vuole?

Nicola- Non si sa ancora. Pe mo ha ditto che venuto a trovare Andrea. Sta in vacanza, vive in Inghilterra. E venuto lui e la sua fidanzata. A me non mi piace.

Raffaele- E brutta?

Nicola- Chi?

Raffaele- La fidanzata!

Nicola- No carina.

Raffaele- E perch non ti piace?

Nicola- Non mi piace lui.

Raffaele- E pecch? Un bel ragazzo. Celestino ne andava pazzo.(Torna al suo cruciverba, Nicola si arrende) Tredici orizzontale. Chi lo trova, trova un tesoro.

Nicola- Amico! Ma bisogna stare attenti.

Raffaele- Bravo pap., amico. (Scrive)

SCENA IX

( Vittorio, Nicola, Raffaele, indi Celestino, Agata)

Vittorio- (entrando dalla 1^). Buongiorno, nonno, che dici?

Nicola U buongiorno Vitto, che devo dire, tu stai studiando?

Vittorio- Si, da stamattina. Me so fermato un attimo pe pigli nu poco daria, per respirare, quella si crepa dal caldo. Io non lo sopporto.

Nicola- Comme a tuo padre.

Raffaele- Imbecille.(Vittorio rimane stupito)

Vittorio- Pap.

Raffaele- Che stato?

Assunta- E te pare o caso?

Raffaele- Qua caso? Che cosa?

Vittorio- Di dargli dellimbecille.

Raffaele- A chi?

Vittorio - O nonno.

Nicola- Ma no, Vitto, quello scherzava.(con espressione eloquente) Lascia stare.

Raffaele- Ma che cosa? Che dite? Io non vi capisco.

Nicola- Non se n manco accorto.

Raffaele- Io? Di che cosa?

Nicola- Niente. Raffae tutto a posto.

Raffaele- Machisti so pazzi.

Vittorio- Guardate, chillo ha chiamato imbecille al nonno e non se lo ricorda nemmeno.

Raffaele- Ma qua imbecille, io sto facendo il cruciverba. Chi vi sta pensando.O vi, quindici orizzontale: debole di mente, idiota, stupido(Scrive)..imbecille. (Si alza e facendosi vento con il giornale) Ua e che caldo, Madonna che caldo. .Voi non lo sentite il caldo? (rivede limmaginario nemico) E tu che vuo. Che ridi? Stai nata vota cc? Addo vaie, vieni qua, ma che dici, sto farabutto, ..le prove, le prove ce le hai? Mi hai visto? E quando mi hai visto? (Esce per il giardino inseguendolo )

Nicola- Mo se ne va da Giorgio.

Vittorio- (chiamando) Pap. Dove vai?

Nicola- Lascia o sta. Chillo Giorgio lo fa calmare. Lo prende col buono, lo asseconda e chillo se rilassa. Ah, prima, gi al giardino passata Caterina.

Vittorio- (entusiasmandosi)Davvero? E nun mhai chiamato?

Nicola- Accuss facevemo naltra guerra co mammeta. Era venuta con la scusa della menta per vedere se ti vedeva, cio per vedere se poteva vederti, insomma te vuleva vede. Comme te chiammavo? Lo sai ca tua madre nuna po vede.

Vittorio- Infatti.Maguarda nu poco, vide se mai possibile che io quasi a venti anni, mancano tre mesi e dodici giorni, a ventanni non posso decidere a chi voglio vedere e a chi voglio frequentare. Con chi voglio parlare, con chi voglio uscire, con chi voglio stare. Non la puo vedere. Non la puo vedere. Non la puo vedere. Ce fosse nu motivo serio, una ragione. Non ha studiato. Pecch essa s laureata ad Harvard.

Nicola- (perplesso) Mammeta? Laureata?

Vittorio- No. Sto facendo ironia. Essa mica ha studiato. Per nessuno le ha impedito di sposare pap. Tu capisci quale incoerenza? Non vuole che suo figlio si veda con una ragazza, e pecch? Pecch nun ha studiato. Me fa na guerra ogne giorno.

Nicola- E che ci vuoi fare. Lumanit ha bisogno continuamente di litigare, di sopraffarsi. Parlano di pace ma amano fare la guerra. Senza ragione. Contrastarsi, opporsi giudicarsi, una guerra continua.appena nasci, vieni messo al fronte, sotto giudizio. Hanno a vede se sei bello, se sei brutto, se sei bruno o castano, se somigli a mammeta o a pateto, ti assegnano il destino: medico, avvocato, ingegnere.

Vittorio- Si, ma io me so scucciato, la mia pazienza ha un limite. Vuole la guerra? E guerra sar.

Celestino- (dalla 1^) Vitto tu stai cc. Puozze ietta o spirito. Io te sto cercanno pe tutta a casa. (facendogli locchiolino) Se vieni dentro da me ti faccio vedere quella cosa.

Vittorio- Qua cosa, Celesti?

Celestino- Quella cosa.

Vittorio- (continua a non capire) Chaggio a vede?

Nicola- Caterina, Vitto, Caterina sta a casa di Celestino.

Celestino- Ah! Sia fatta a vulunt e Dio. Ma chisto proprio nu battilocchio.

Vittorio- Caterina?

Celestino- (abbassando la voce circospetto) Si, fa ampressa vieni. So andato dentro da me pe piglia certe fotografie e lho trovata davanti alla porta. (vede arrivare Agata dalla 2 ^ e cambia tono) E ghiammo, se vuoi venire un momento, vedi tu stesso.

Agata- Vitto, che dici a mamm? Ti stai riposando un po? Stai facendo un black?

Celestino- (ridendo rispettosamente)Breack Agati, breack:

Vittorio- Mo pure inglese vuole parlare? Parla napoletano, pe favore.

Nicola- Non che cambia molto.

Agata- Vuie nun ve preoccupate, mio figlio me capisce lo stesso.

Celestino- Infatti, ..comme se dice ..:o figlio muto a mamma o ntenne..

Nicola- Ma che ce azzecca? .l la madre che capisce, che intende il figlio anche se non parla. Hai citato un proverbio fuori luogo.

Agata- Infatti, quello Celestino basta che cita. Qualsiasi cosa tu dici, lui cita.

Celestino- Si, e tu Tarzan.(ci pensa e scoppia a ridere della sua battuta, coinvolgendo anche Vittorio. Agata che non ha afferrato li guarda indispettita)

Agata- Ma che ridete. Che tenite a ridere?

Vittorio- Niente, mamma niente. Celesti, vogliamo andare?

Celestino- Si, iammo.

Agata- Dove?

Vittorio- Entro un momento da Celestino, mi deve dare un libro.

Agata- Un libro? Lo so io il libro. Che ti credi che mammeta scema. Che ti pensi che co tutto ca so cecata non lho vista la signorina che trasuta dal signorino.

Celestino- Guarda che la signorina entrata un momento e se ne andata.

Agata- Non vero. Sta ancora dentro. Io a lei sto facendo la posta.

Nicola- Il guardiano del faro.

Vittorio- Emb pure se fosse

Agata- Non la devi vedere.

Celestino- Agati, ma che male fanno, il mondo fatto a scale c chi scende e c chi sale..

Nicola- ( Perplesso a Celestino) E che ce trase ?

Celestino- (convincendosi) Niente. Infatti.

Nicola- Ue, ma ne azzecasse uno.

Agata-( a Celestino)Statte zitto ruffiano.

Celestino- Uh guardate, ruffiano. Questo non me lo dovevi dire.

Agata- E invece te laggio ditto.Unaltra volta ti facevi i fatti tuoi. Allallevamento di mio figlio ci penso io.

Vittorio- Mamm tu la devi smettere. Se permetti all..allevamento mio ce penso io. Lo vuoi capire che tengo ventanni?

Celestino- A vecchia a novantanne se mparaie ancora.(riflette un attimo) .Mado che dico. Questo contro a Vittorio.

Agata- Hai ragione ca pateto ha perso e chiocche, se no te facevo ved se tiene vintanne. E nun vo capi ca io o faccio pe o bene suoio. Figlio irriconoscente e ingrao.

Nicola- O comunista?

Vittorio- Si, pe o bene mio. Basta meglio ca me ne vaco.(fa per uscire)

Raffaele- (dal giardino, leggendo sul suo cruciverba) C n una sola

Agata- (al figlio)Si, bravo, torna a studiare.(esce per la 2^)

Vittorio- (esasperato vorrebbe reagire ma si trattiene) mamma!!!

Raffaele- Giusto: mamma. Grazie Vitto.

Vittorio- Oooh, meglio ca me ne vaco..(esce per la 1^)

SCENA X

(Attilio, Andrea, Raffaele, Celestino e Nicola)

Raffaele- (al padre) Che , sta nervoso?

Nicola- Infatti.

Raffaele- Poveretto. A studiare con questo caldo. Saranno cinquanta gradi.

Nicola- Meno male, sta rinfrescando.

Celestino- (vedendo entrare Attilio e Andrea dalla 1^) Ue, gi di ritorno? Atti, Sharon sta co Assunta dinta camera dAndrea.

Attilio- Ancora a vedere foto? Ma noi altri cinque minuti e poi dobbiamo andare.

Andrea- Celesti ce stava Caterina davanti casa tua. Aspetta a te?

Attilio- Nun credo.

Celestino- Spiritoso. Mo ce o vaco a dicere che lincontro non si pu fare.( esce dalla 2^)

Andrea- Tene na cotta pe mio cugino Vittorio, anzi na cotta reciproca, ma unamore contrastato.

Attilio- Ah, si?

Andrea- Mia zia Agata, non la vede di buon occhio. Vecchie mentalit, sai a guagliona non ha studiato.

Attilio- E na bella piccerella, che fa che non ha studiato. (scorgendo Raffaele assorto nel suo cruciverba)Ue prufesso, che piacere di vedervi.

Raffaele- (posando la sua rivista) U guaglio, mi avevano detto che stavi qua! Che dici? Come si va? Stai allestero? A lavorare? Bravo, faticatore comme tuo padre. Mo lho detto co pap. Hai visto che caldo? Tu lo sopporti il caldo? Io non lo sopporto. Saranno 180 gradi farenight.

Nicola E va dinto, va, te fai na sciacquata

Raffaele Giusto. Vado dentro. Mi faccio una doccia. Mo chiamo a Liuba e mi faccio una doccia.(si avvia per la 1^)

Nicola- (indispettito)Ma io aggio ditto na sciacquata. Cosa centra Liuba? Basta na sciacquata, giusto pe te rinfresc.. Liuba gi avr asciugato. Fatti la siringa.

SCENA XI

(Attilio, Andrea, Nicola, Liuba, Sharon)

Attilio- (ad Andrea)Liuba la signora che abbiamo visto prima?

Andrea- Infatti la badante del nonno.

Attilio- Bella donna. E bravo don Nicola, vi trattate bene.

Nicola In che senso?

Attilio- No, dico la badante giovane..

Nicola- E se me la prendevo vecchia come faceva a .badarmi? Te pare?

Sharon- (sopraggiunge dalla2^) Oh Attilio che belle foto io ho visto.

Attilio- Di la verit, che bei ragazzini.

Liuba- (Entra dalla 2^ portando una scodella) Nicola, io ho preparato carne per Giorgio. Tu vai o io vado?

Nicola- (alzandosi ) No, no. Vengo purio. Voglio vede comme sta, prima lho visto un po strano. O vi, me porto pure a signorina Sharon. (a Sharon)Su, su, venite con me, andiamo a dare da mangiare a Giorgio.

Sharon Ma io ci ho paura dei cani. (Ride)

Nicola E questo il momento di farvi passare la paura, quello Giorgio docile come un agnello.

Andrea M non pi un "uomo". (Ride affettuoso)

Nicola Pecche non si dice pure degli uomini, per dimostrarne la bont?

Attilio Sharon, allora vai e non ti mettere paura, che io mi faccio una bella chiacchierata con Andrea(siede. Liuba ti vuoi sedere con noi? Ti facciamo sentire un po delle nostre imprese adolescenti.

Liuba- Oh, grazie, io piaccio sentire racconti. (Fa per avvicinarsi)

Nicola- Liuba tu non piace sentire racconti. Tu venire con me. Aiutare. Mano trema. Atti, lei la mia badante. E vero Liuba?

Liuba- Si, certo, tu scusa Nicola.

Nicola- E ghiammo. Atti Liuba viene con noi. Deve stare attenta a me.

Attilio- Liuba, hai visto Nicola? Geloso. (ride)

Nicola- Liuba hai visto Attilio ?Spiritoso. Andiamo. (Si avvia con le due donne continuando a guardare Attilio con un sorriso strano, il giovane avverte un certo disagio)

Attilio- Sharon vai e non avere paura. Ci vediamo dopo.

Liuba- Anche io avevo paura di cani, ma Giorgio buono cane.

Nicola- Vi faccio vedere come si mette a zompare quando ci vede. Mangia per terra come voi.. (Ride)

Sharon- Si, per voi state attenta a me, mister . (Ride)

Nicola- Nessun mistero, venite non vi preoccupare. (Esce con Liuba e Sharon per il giardino)

SCENA XII

(Andrea, Attilio indi, Nicola, Sharon, Assunta)

Attilio Che simpaticone tuo nonno, tale e quale a comme me 'o ricordo io, eppure sopassati... mo ti dico io: due anni sostato in Germania, quattro anni in Svizzera, ho fatto due anni in Belgio, da due anni sto in Inghilterra, dieci anni, ma m sta in pensione?!

Andrea So cinque anni, e nun ci voleva andare, diceva ca senza lavoro se sentiva male. Po' fortunatamente conobbe Giorgio, ma parlamme 'e te, che hai fatto tutti questi anni?

Attilio Eche dovevo fare Andrea? Ho lavorato, ho sudato, in Germania ho fatto il muratore, poi passai in una fabbrica di bulloni. Ma 'o lavoro era pesante, non era adatto a me e cos me ne andai in Svizzera, l facevo 'o cameriere, ma gli svizzeri so peggio de tedeschi, non ci possono vedere, resisti oggi, resisti domani, quante umiliazioni Andre, accuss non ce la feci pi e me ne andai pure da l, nonostante il lavoro era buono e guadagnavo bene. Po stetti due anni in Belgio sempe comme cameriere, oramai ero esperto. Finalmente poi me so fermato, so' due anni ca sto in Inghilterra e sto proprio bene.

Andrea E la lingua.

Attilio M'arrangiavo. Ma po' uno impara. Cunuscette a Sharon e con laiuto suo mi aprii un boomaker. Scommesse in generale, po me so specializzato coi cavalli, adesso tengo unagenzia.

Andrea N agenzia?

Attilio E si Andre, che dovevo fare sempre il dipendente, uno nella vita non si deve mai fermare, sempe annanze. Unagenzia che coordina tutte le scommesse, lacquisto e la vendita di cavalli da corsa. Sei dipendenti, rigorosamente italiani, io e Sharon che dirigiamo!

Andrea Non lavora in banca.

Attilio- (colto di sorpresa) In banca? Ah s! Ma adesso si licenziata. Serve a me in agenzia.

Andrea- E per le ferie l'hai chiusa?

Attilio No, ho lasciato loro, mi voglio riposare, io so il padrone e me 'o posso permettere, ho raggiunto il mio scopo, tu o ssaie comme a penso, l'uomo... nella vita deve essere ambizioso, non si deve mai fermare, sempre alla ricerca di uno scopo, e lo deve raggiungere, lo deve raggiungere a qualsiasi costo.

Andrea E s, questo vero, ma a volte uno si butta troppo alla cieca verso lo scopo, e sbatte contro il muro.

Attilio Ti sbagli, Andrea, mai arrendersi, bisogna tentare, se ti va male, che ci vuoi fare, sar pe' 'a prossima vota, ma sempe tentare. (Pausa)E tu invece? .

Andrea E che taggio a dicere 'e me? Me so laureato da quattro anni, adesso da qualche mese faccio apprendistato in questo studio co a speranza ca presto mi piglino a lavorare fisso.

Attilio A speranza? Di lavorare fisso? Che bella prospettiva.

Andrea E che devo fare? Tu si forte.

Attilio (evasivo) Economicamente come te la passi?

Andrea Atti, una vita regolare, abbastanza agiata. Lo sai ,simme sempe stata na famiglia modesta, senza pretese. Con la morte di pap ci dovemmo rassegnare, accontentarci del sicuro. Come ti posso dire. Mamm lavora, 'o stipendio e la pensione di pap bastano, per il resto, se serve, mettiamo mano 'a pensione d'o nonno, sebbene non sia un gran che. Questo tutto. Siamo felici cos. Teniamo sta terra a Casoria, ma come si nun ce stesse. Non rende un centesimo, e sta ll abbandunata.

Attilio E perch non te la vendi?? Questo dicevo prima, si deve tentare. Andre per esempio, tu c'hai la possibilit di migliorare la tua posizione vendendo la terra, visto che non puoi sfruttarla, perch non venderla? Magari il ricavato investirlo in un altro ramo. Cosi si fa. A tenesse io, te facesse ved. Nun ce sta niente a fa. Lintraprendenza ti sempre mancata.

Nicola (Dal giardino) 'A signurina s' rimasta dinto 'o giardino 'a cogliere i fiori, chille ca teneva le so caduti e Giorgio l'ha scamazzati, u ma m che ha visto alla signorina abbaiava in un modo strano.

Andrea Avr capito che Sharon nun italiana, abbaiava inglese.

Nicola E che bisogno c'era, quella la signorina lo parla litaliano, e po capisce pure a Liuba che ucrana, no, qualcosa tene. A me, mi proccupa e poi non mangiava di fame come sempre. Si deve chiamare il dottore.

Attilio- Il veterinario?

Nicola- (lo guarda eloquente) Il dottore!

Sharon (Dal giardino recando un mazzetto di fiori insieme a Liuba) Eccomi qua, ho dovuto raccogliere altri fiori, perch Giorgio me li ha tutti distrutti. Per non ho avuto proprio paura sai Attilio?? (Ride)

Liuba- Giusto. Vero. Lei non paura. (attraversa la scena e si avvia per la 2^)

Attilio Brava Sharon. Grazie Liuba. (Liuba si gira e gli risponde con un sorriso)

Nicola- Grazie di che Atti? E dovere.

Attilio- Be andiamo. Lets go Sharon. (si alza) Andrea ce vedimme? E stammi a sentire, vendi quella terra, .vai, ce arapimmo nu pub assieme, che dici? Io vendo tutto e me ne torno qua!

Andrea Ae, sempe o solito, e comme fai ampressa, ce arapimme o pub, accuss su due piedi? .

Attilio- E che c da pensare. Guaglio, mai fermarti, sempre rischiare, intraprendenza, intraprendenza. Pensaci, pensaci, ca io faccio sul serio.Lesperienza la tengo, tu non ti devi preoccupare. Gi lo tengo in mente. Friends pub. Na cosa stile Londra. Troviamo un locale dalle parti di Sorrento, Positano, Amafi, l pieno di stranieri. Ti faccio vedere. Denari a palate.

Andrea- Be, che taggio a dicere. Tu si na cosa fantastica. Nun si cagnato affatto. Che taggio a dicere. Certo , .l'idea non mi dispiace. ., (annuendo) mo ne parlo in famiglia.

Attilio Ok. Famme sape. Don Nic arrivederci.

Sharon Arrivederci. (Ride)

Assunta- (entrando dalla 2^) Atti che fate ? Volete restare a pranzo con noi?

Andrea- Ce laggio ditto io pure, ha detto sar per unaltra volta

Attilio- Infatti, sign sto da pap. Io poi sono arrivato da poco e tutti mi vogliono.

Nicola- Come il barbiere di Siviglia.(tutti ridono)

Andrea Mo vi accompagno.(Esce per la2^ con Attilio e Sharon)

Sharon- Bye,bye. (ride ancora))

Nicola Arrivederci, arrivederci.

Assunta Stateve buono.(Avvicinandosi alle piante, scorge delle foglie bagnate dallo sciroppo pocanzi versato da Nicola, le tocca) Pap... ma questo sciroppo!

Nicola (Imbarazzato] Emb, l'ho detto... se non le curo io, nisciuno ci pensa...

Assunta Gies, e tu getti lo sciroppo nella pianta.

Nicola Quello ricostituente!

Assunta E non te lo sei preso?

Nicola Fa cchi bbene a essa che a me, non ti preoccupare.

Assunta E che pacienza. Fate voi, nun ve 'o pigliate 'o sciroppo., tanto io ve l'aggio dato.(esce dalla 1^)

Nicola A pacienza? ...'A pacienza 'a tengo io..., io nun capisco... 'o duttore dice "cinque giorni di cura" no, me n'aggio 'a fa otto. E po' me l'ha ditto pure Giorgio, Giorgio ha detto: Basta medicina! (rimane solo pensieroso, dopo un attimo si versa un bicchiere di acqua e limone rimasta sul tavolino e beve. Si sofferma sulla sua mano tremante.) Naltro poco nun posso fa cchi niente co sta mano. (si alza e va verso la scala che immette al giardino chiama e fischia.) Giorgio, Giorgio.. niente nun risponde. (Ritorna a sedere) Ma io nun capisco, pecch abbaiava accuss, fa ca s mparato veramente linglese.

Andrea (torna in scena pensieroso)Non ho capito. Che hai detto? Parlavi co me?

Nicola Niente, niente, pensavo a Giorgio. Fa che lha capito veramente ca quella inglese?

Andrea Nonno, ma tu veramente fai?

Nicola E pecch? I cani capiscono. I cani! (pausa) Ma che vuoi vendere la terra di Casoria?

Andrea Voglio vendere, chi ha ditto che voglio vendere, Attilio, cos, mi ha fatto questa proposta. Mo vedimme, certo lidea non male, dice di vendere la terra e aprire nu pub assieme.

Nicola- Tu e lui?

Andrea- Eh, io e lui.

Nicola E lavvocato?

Andrea Che centra, sarebbe una seconda attivit, facendo una societ co Attilio, io potrei continuare a fare lavvocato e lui curerebbe o ristorante, chella a terra nun caccia niente, noi apriamo un locale, diventiamo padroni, hai capito? Nella vita si deve tentare, nonno a te ti mettiamo alla cassa.

Nicola- S, semmai ..nella cassa. Allet mia(Perentorio brucia lentusiasmo del giovane). Lui curerebbe o locale? A me quel ragazzo non mi piace.

Andrea- Ma che dici, io o conosco a na vita.

Nicola- Da una vita? Accuss giovane? Tu, hai gi vissuto una vita? Eh, eh, bravo e come hai fatto?

Assunta (Dalla 1^) U, ca io so' pronta, iateve a lava!(Chiamando allinterno) Liuba vai a prendere tre o quattro limoni dal giardino. (Nota Andrea distratto.) Che Andre?

Andrea- Che cosa?

Assunta- Ti vedo assorto.

Nicola- Sta pensanno o locale. ... tuo figlio ha deciso di tentare.

Andrea Nun 'o da retta, ne parlammo a tavola, trasimme

Assunta- (ancora allinterno uscendo) Liuba, e vuoi andare? (Escono per la 1^)

SCENA XIII

(Liuba indi Raffaele solo)

Liuba (dalla 1^, attraversa la scena, uscendo per il cancelletto) Vade, vade, io vade.

Raffaele- (dopo un attimo dalla 2^, entra con fare circospetto, si guarda intorno, si avvicina al cancelletto che immette al giardino, parla allesterno) Aspetta non salire. Io scendere.

Liuba- (dallesterno) Tu capa fresca Raffaele.

Raffaele- Ae, capa fresca, fosse a Madonna. Fa stu caldo. (si gira e rivolgendosi al suo invisibile nemico) U , tu staie sempe dinte piedi? .. (Ascolta) Ma quando mai. Sto andando un momento da Giorgio.. fatti e fatte tuoie.(esce per il giardino.)

(Cala la tela accompagnata da una musica che chiude il primo atto.)

ATTO II

La stessa scena del 1 atto. E passato circa un anno.

SCENA I

(Liuba indi Attilio)

Liuba- (dal giardino guardinga entra in scena e va sistemare le sedie intorno al tavolo. Dopo un attimo appare Attilio anchegli proveniente dal giardino. Liuba lo vede ed ha un sussulto) Tu ancora qua, ma tu non andato via? Tu pazzo, Nicola possibile venire improvviso.

Attilio- Adesso me ne vado. Ti volevo salutare unaltra volta.(cerca di abbracciarla)

Liuba- (smorfiosa)Stare fermo. Perch non lasciare me in pace? Tu giovane.

Attilio- Io pazzo di te.

Liuba- Tu buga. Cosa volere tu da me? Tu hai Sharon.

Attilio- Sharon Inghilterra. Io lasciato lei. Io resto in Italia con te, ma tu aiutare me. Tu convinci Nicola.

Liuba- Nicola capa tosta. Adesso preoccupato per Giorgio.

Attilio- E un anno ca sta preoccupato.

Liuba- Lui vuole bene Giorgio. Ma tu non preoccupa Andrea convinto.

Attilio- Si convinto, ma Nicola dice sempre paroline e lui non decide.

Liuba- Ma adesso deciso, lui vende terra. Adesso scappa. Io prego te.

Attilio- Si, me ne vado. Ma tu fammi sapere, tienimi informato. Glie lo hai detto che tra poco vengo col cliente?

Liuba- Si, io detto a Nicola prima, io detto che incontrato te vicino farmacia e che pi tardi tu viene con cliente.

Attilio- Brava.

Liuba- Ma dici. Vero tu vuoi bene me?

Attilio- Vero? Io pazzo. Ci vediamo dopo? (fa per andare)

Liuba- Si. Vai adesso. Ma.tu non dai bacio a me?

Attilio- Ma tu aiuta me. (si riavvicina ma sente la voce di Vittorio che sopraggiunge e scappa per il giardino) A dopo. Tu aiuta me!

Liuba- Si, tu scappa. (torna a sistemare i fiori)

SCENA II

(Liuba, Vittorio e Caterina, indi Raffaele, Agata, Assunta)

Vittorio- (dalla 1^) Ue Liuba, ma che stavi parlando con qualcuno?

Liuba Io? No Vittorio. Anzi si, io cantavo.

Vittorio- Cantavi?

Liuba- S, vecchia canzone ucrana. Tu vuoi sentere?

Vittorio- No,no, lascia stare.. Ma adesso vai dentro, me pare che te cercava zia Assunta.

Liuba-(complice)Certo, tu non preoccupa. Io vado. (uscendo dalla2^) Buongiorno Vittorio.

Vittorio- (Si affaccia al cancelletto e chiama) Sali. Sali tu o scendo io? Mo scendo.(Si gira) No meglio di no. Sali tu,cos posso controllare meglio la situazione. Vieni, vieni, parliamo qua fuori. (rientra seguito da Caterina) Mi vuoi spiegare o no? (a Caterina che non risponde)E allora?

Caterina- (Giovane sui ventanni, bella ma dai modi un po rozzi.) Te laggio ditto. Niente.

Vittorio- E allora, tutti questi sotterfugi? O telefonino spento, ti sto chiamando da laltro ieri per dirti che venivamo. Ieri so arrivato e nun te si fatta truv, ma che stato? Ce lhai con me?

Caterina- E che stato. Che stato. E che me so scucciata. . Io faccio e sotterfugi? Io? E sotterfugi e fai tu pecch te miette paura e mamm. Ma che te cride? Dessere o principe ereditario? Tu si vuo sta co me thai decidere.

Vittorio- Ma te lho detto: sto aspettando il momento propizio.

Caterina- E quann stu mumento propizio? E stesse ccose mhe diciste pure nanno fa, a chistu posto cc.

Vittorio- Lo so, ma po ti ricordi, le crisi continue di pap, laggravamento del nonno, po fernette a staggione e ce ne tornammo a Napoli.

Caterina- S? E pecch a Napule nun ce putive parl co mamm? Ma che se crede mammeta? O ssape ca se me sfastereo a faccio fui pe tutto Casalnuovo. A regina e Panecuocolo. Na gnuranta cchi gnuranta e me. Non vuole, mio figlio si devo prendero una struita comme a isso. Vitto diciancello aa Regina Madre ca la sottoscritta Caterina Morvillo ne tene a centenare appriesso.

Vittorio- (cercando di calmarla)Ma vo bene a Vittorio suo. Adesso calmati, ti prometto che appena ho loccasione in questi giorni ci parlo. Ce o dico che lha da fern di osteggiare il mio fidanzamento.

Caterina- Lha da fern쒅?

Vittorio- di osteggiare

Caterina- E che vo dicere?

Vittorio- Osteggiare, impedire.

Caterina- O vi? Pure tu, o ffaie apposta, parole difficili pe me fa sent na cretina.

Vittorio- Ma quando maie.

Caterina- Se sape, abituato a parl co tutte chelle culumbrine allUniversit.

Vittorio-Che faie, mo faie a gelosa? Ti prometto che subito dopo questo esame ci parlo.

Caterina- Esami, esami, sempe esami, chiste esami nun fernesceno maie.

Vittorio- E, come la commedia di Eduardo De Filippo. Gli esami non finiscono mai. Ho quasi finito, altri due e la tesi, lanno che vene e chisti tiempe dovrei laurearmi(accarezzandola) E chi sono questi centinaia di corteggiatori?

Caterina- Che te cride che pazzo? O primmo chillu mbrellino e seta ch sciso mo a cc.

Vittorio- Chi?

Caterina- O cumpagne e tuo cugino Andrea.

Vittorio- Attilio? Quello spaccone? E steve cc?

Caterina- Che ne saccio. E asciuto do cancello primma ca tu me chiammave.

Vittorio- O ssapisso. Io nun laggio visto.Ah, e fa o spiritoso cu te. E Andrea che stravede per lui, Attilio sopra, Attilio sotto, se ne infatuato. Ma adesso o metto a posto io.

Caterina- Ma che faie? Chillo nun mha ditto niente e male, so io che me ne so accorta. Isso no, isso fino, nun se permette. Nun ce dicere niente, metti a posto a mammina cchi tosto.

Raffaele (voce interna) .E mettevo fore a loggia, ma tu guarda nu poco ero pazzo che e mettevo fore a loggia.

Vittorio- Chisto pap.

Caterina- E che fa?

Vittorio- Niente. Lo so. Ma chille sbarea. Si te vede capace dinta nu mumento e lucidit se ricorda e o ddice annanze a mamm.

Caterina- E chellate fa to-tto- ove?

Vittorio- Nun me firo da sentere. Non rendere tutto pi diffcile. Va, ce vedimmo doppe, appena finito di studiare scendo e ci vediamo al solito posto.

Caterina- E me ne vaco. Parimme Giulietta e Romeo. U ma decidete si no ce penso io. (fa per uscire)

Vittorio- E non mi dai manco un bacio?

Caterina- (dispettosa) Fattello da da mammarella toia. Statte bbuono. (via per il giardino)

Vittorio (verso le scale) Dispettosa.E comme staie arraggiata stammatina.

Raffaele- (entrando dalla 2^, in preda ad una delle sue crisi maniacali, si muove cercando per ogni posto) Adesso ti faccio contenta. Guardo pure fore a loggia. Ma 'nu iuorno pure aggio 'a muri e non sia mai vado all'inferno, l aggio 'a fa paga tutto, (rivolto direttamente ora al suo invisibile persecutore)adesso sfotti, sfottimi pure, e si sa, tu sei invisibile, sei uno spirito, e ne approfitti, ma io pure aggio 'a muri, quanno sar allora, ce verimmo 'e facce nostre (Continua a cercare, poi stanco) Ma io che cerco a fa, tanto lui se lha pigliati, io ieri sera l'aggio miso 'ncoppa o mobiletto in cucina, stanotte chi ce puteva veni? Duecento euro, ma che ti compri? Manco li puoi spendere. Lo fai solo per sfrocoleare la gente. Ma dico io, in mezzo a tanta gente, iusto a me dovevi pigliare di mira. Non ti basta il ricatto, adesso anche il furto, la sottrazione indebita di denaro.

Vittorio- Pap, Mado.. .Ti vuoi calmare? Che successo?

Agata (Entra da2^ ) Manco l'hai truvati? E questo un fatto chiuriosio cusiorio, crusioro, ..cus ae vabbe e nu fatto curiuso. Ma si sicuro che l'hai lasciati ncoppe o mobiletto aiere sera?

Raffaele E comme nun so sicuro! Io dicette: famme mettere 'sti solde cca, accuss dimane 'e veco e nun me scordo e dicere ad Agata ca dicesse ad Assunta e dicere ad Andrea e ricurda a Vittorio e paga a tassa da macchina.

Vittorio- E e mietti ncoppe o mobile da cucina?

Raffaele- Pecch, dove li dovevo mettere?

Agata Meglio nella macchina? Te pare Vitto?

Vittorio- Comme no, oppure davanti alla porta dellascensore.

Agata- Sotto o cuscino..pure!?

Raffaele- E come li vedevo stamattina?

Agata- Allora azzeccati ncoppe o specchio ncapo o lavandino dinto bagno.

Raffaele- E si, cos se ne cadevano, casualmente qualcuno apriva il rubinetto?

Agata- Emb?

Raffaele- Se bagnavano, cretina.

Vittorio- (Ironico) E tu ce mettive co lattack, cos quelli non cadevano.

Agata-, Eh, ce lattaccave. Giusto, bravo Vittorio , li leccavi attorno allo specchio.

Vittorio- Ma pe favore, pe favore. La volete finire con queste idiozie? Ma che bisogno cera e lascia e solde in cucina. Un biglietto non lo potevi scrivere?

Raffaele- E che dovevamo fare la caccia al tesoro?

Vittorio- Madonna, un biglietto, un promemoria pe tarricurda!

Raffaele- E gi, accuss quello me lo strappava e lo buttava.

Agata- Ma si sicuro?

Raffaele- Che me lo buttava? Ne sono certo. Io lo conosco bene.

Agata- Ma che? Io dico sei sicuro che le duecento euro le sei messe sul mobile in cugina? Non che te lo hai sognato e le tieni dentro nel portafoglio?

Raffaele-. So sicuro, sicurissmo. (riprende a cercare)

Vittorio- Ma io nun credo, dinta stessa casa, chi se pigliava. Ve faccio vedca e solde cca stanno.

Agata- Mado, nun simme manco arrivati. Nun se trove pace, da laltro ieri ca ci siammo trasferute..

Vittorio- .riti

Agata- E pecch?

Vittorio- Che cosa?

Agata- Devo ritere.

Vittorio- Non lo so.

Agata- E tu hai detto riti,

Vittorio- Riti pecch hai detto trasferuti..

Agata- Emb e che ci sta da ritere?

Vittorio- Niente mamm, nun ce sta niente da ritere, assolutamente niente.

Agata- Chi te capisce.

Vittorio- Mo me vado a fa nu giro..

Agata- Sei finito di studiare.

Vittorio- Continuo doppe. (Riferendosi al padre) Fallo calm nu poco. Fagli la siringa.

Agata- E troppo presto, chillo hanno pass almeno sei mise.

Vittorio - Dagli due gocce allora. .

Agata- Va, va. Mo gli do un podi sedalivo.

Vittorio- Dieci gocce, poco poco, quello si calma. (esce per la 2^)

Assunta (Entra incrociando Vittorio ) N ma se p sap che iate trovanno 'a stamattina?

Agata So sparite duecento euro. Li era messi Raffaele in cugina ieri sera, sul mobiletto a fianco o frigorifero. Qualcuno se l'ha pigliate.

Assunta E chi se pigliava? Spariscono e solde a dinta casa. Tenimme e ladre in famiglia. Ma avite visto buono?

Agata- Abbiamo fatta la casa spingole, non abbiamo pi dove guardare. (Esce per la 1^)

Raffaele- Basta, basta.(Va a sedersi al tavolo e prende il suo cruciverba passando dallo stato di eccitazione totale ad ua calma assoluta) E inutile cercare. Lui se l presi. (Leggendo) Inspiegabile, indecifrabile.

Assunta B!? Mistero.

Raffaele- Giusto. Brava. Mistero.

Assunta- Che cosa?

Raffele- Inspiegabile, indecifrabile, .mistero, sette lettere,.(scrive)

Assunta - Che ne saccio, io sto pensando e duciento euro.

Raffaele Ma inutile ca ve preoccupate, tanto lo so io chi stato. E questo un conto che risolver io. (Agata rientra con un bicchiere con dellacqua)

Assunta Quello tuo figlio, ieri diceva ca nun teneva soldi...

Agata Ma che si pazza. Vittorio 'sti cose nun 'e fa! (A Raffaele porgendogli il bicchiere)Tie , bive. (Raffaele esegue autonomo)

SCENA III

(Raffaele, Agata, Assunta, Andrea indi Nicola e poi Liuba)

Andrea (Entra in pigiama dalla 1^ sorseggiando un caff, evidentemente pensieroso, si appena svegliato) Se po' sap che succieso.

Assunta- So spariti duecento euro.(Prende a sistemare il terrazzo)

Agata- Eh! Tuo zio dice che ieri sera li ha messi sul mobiletto a fianco del frigorifero.

Raffaele- Saccio io chi stato.

Andrea- Lamico?

Raffaele- Lamico, lo chiami amico? Lo chiama amico. Ma quale amico.(impettito) Dagli amici mi guardi Iddio. chedai nemici mi guardo io,

Agata- E, nato proverbio di Celestino.

Raffaele- Ma quaCelestino, Napoleone o Mussolini se non sbaglio, o qualcun altro, nun marricordo.

Andrea- Ma possibile che manco di Domenica mattina se po durmi nu poco? Lillustre sconosciuto tha fregato duecento euro? Se vuleva pigli o caf?

Agata- E gi, un caff duecento euro?

Assunta- Chillo chi sa addo lha miso , vide e tarricurda o vi, avesseme a passa pure pe mariuole..?

Nicola -(Entrando in scena dalla2^, evidentemente ha ascoltato. E preoccupato per la salute di Giorgio. Il tremito alle mani visibilmente aumentato. A continuare la frase di Assunta) .. e qu ladri nun ce ne stanno! .Almeno in famiglia.

Assunta Pap buongiorno, Liuba ti ha dato le medicine?

Nicola Non ancora, laggio vista un momento prima e po sparuta. Chi sa che fine ha fatto? Mi ha detto che ha incontrato Attilio pe 'a strada.

Andrea- Ha incontrato Attilio? A primma matina? Gi in strada?

Assunta- Gi in strada?. Andrea quello so passate le dieci. Comme a te che dormi?

Nicola- Quello Attilio non dorme, soffre di insonnia evidentemente.(vede arrivare Liuba dalla 1^ con una bacinella di panni da asciugare) Ue sei ricomparsa?

Liuba- Perch? Io di sopra terrazza.

Nicola- Ah, non ti vedevo pi. Tu badare me.

Liuba- Tu no giusto Io stare sempre vicino a te.

Nicola- Che ti ha detto Attilio- Andrea vuole sapere.

Liuba- Lui che ha truvato cliente, stamattina stessa se riesce lui porta da te.

Nicola-Ma come se preoccupa, manco si 'a terra se l'avesse a vendere isso.

Andrea E certo, scusa, quello namico, stiamo in societ, normale che sinteressa.

Nicola Aha??! Be.....! Andre, ricordati che..., va b fai tu.

Liuba- Nicola tu non dai buon consiglio Andrea. Attilio vuole lui bene. Tu non consigli vendere terra? Tu no saggio nonno.

Nicola- Tu pensi?

Liuba-Si, io penso. Fida di me.(Esce per il giardino)

Nicola- Liuba, Liuba, tu giovane.

Andrea Nonno. Ma che ? Di che hai paura?

Nicola Di niente,... di niente. Ma mai possibile? Ti sei cecato per questo Attilio. Nun capisci pi niente, vuo vendere a terra, unanno, da quando tornato che non pensi ad altro, cambiare vita, sei diventato intraprendente, imprenditore.ma isso, ti sei chiesto perch co unattivit che tene in Inghilterra unanno che non ci tornato pi.

Assunta- Veramente,ma Sharon che fa? Non viene manco pe lestate? Non ne sta parlando pi. Ormai stammo a Giugno.

Andrea- Dice che ci sono problemi per chiudere lagenzia.

Assunta- Ma perch non ci andava lui a chiudere stagenzia, io non capisco sta da unanno qu senza fa niente, mo vado, mo parto, certo .tene na capa.

Nicola- InfattiChi sa che capa tene.

Andrea- Ve lho detto gi una decina di volte: questo progetto insieme a me gli interessa perch gli permetterebbe di lavorare in Italia, a casa sua, senza fare lemigrante. Ne entusiasta, Sharon a settembre scorso, quando part, disse che non cerano problemi, sarebbe tornata lei da sola a Manchester e avrebbe gestito lagenzia in attesa che qui si concretizzasse. Attilio non poteva mica stare qua a seguire il progetto nostro e in Inghilterra contemporaneamente.

Assunta- Il progetto vostro?

Andrea- S, mamm, quello tutto pronto: progetto, permessi, appalti, mancano solo i soldi. Solo che adesso che la cosa si sta quagliando, pare ci siano problemi a chiudere lagenzia. Nun aggio capito Sharon non ci riesce, ha cambiato idea, insomma non ho capito bene. Vuie o sapite, Attilio quando parla mentre dice na cosa gi ne pensa unaltra. E un vulcano.

Nicola- Tergiversa.

Andrea- Ma che tergiversa!

Nicola- No, la mia era una domanda, scusa, nun aggio fatto sent o punto interrogativo. Volevo dire: tergiversa?

Andrea- No, non tergiversa, distratto, chillo sta pieno di pensieri. Insomma, nun se sape sti duecento euro che fine hanno fatto?

Nicola- Duecento euro?

Agata- Duecento euri. O figlio vuosto, o vedite cc, nun e trova cchi.O ssape isso, mo veco n ata vota pe dinta cucina. Duciento euri. Puozze iett o sanghe.

Assunta- Famme i se no pure a messa perdo stammatina. Agati tu he veni o no? Agata- E comme nun vengo. Mi perdo lamela di don Pasquale? Io perci me ne vengo a Casalnuovo a stagione, pe me sentere e messe soie.

Assunta- E comunque, c stata a luce appicciata tutta a nuttata.

Raffaele Dove? In cucina?

Assunta E, in cucina! (esce per la 2^ con Agata)

Raffaele Io lho spenta. Lavr riaccesa qualcuno dopo di me.

Andrea- Zio Raffae, ma tu chi sa dove li hai messi quei soldi. La luce lho lasciata accesa io, so stato fino alle due in cucina co Attilio a ragionare e quando so andato a letto avr dimenticato di spegnerla..

Raffaele- Ma che centra, anche con la luce accesa, non lo potevate vedere, spirito, mentre ragionavate, chillo sha pigliato e solde, non lo potevate vedere, n tu n Attilio...

Nicola Specialmente Attilio... chillo nun vede niente.

Andrea- Vabbuo, nonno io ti ho capito. Tu tieni sempre mille sospetti. Fai sempre battute, che ti credi ca un capisco. Ti ho detto mille volte che ti devi fidare, per me una fortuna che Attilio mi stia aiutando, lui esperto, ha girato..

Nicola- E questo il fatto, chillo gira gira.

Andrea- Vabbuo, inutile, tanto parlare co te

Nicola (Interrompendo)... se ce perde 'o fiato, e nun ce parlate cu me faciteme o piacere. Io sono vecchio, so arrivato all'ultimo piano del palazzo, (vede che lo guardano interrogativo), il palazzo della vita, si , a vita comme a nu palazzo, io sto allultimo piano,... per da questo piano qu il mondo lo vedi meglio. Ti affacci alla finestra e guardi tutta la gente sotto di te, ca corre, va, vene, nun se ferma maie. (Sorride malinconicamente, si guarda le mani che tremano )comme a sti mani, ca nun se vonno ferma nu mumento..

Andrea- Un po di pazienza, hai sentito o professore, ci vuole un po di tempo che la terapia faccia effetto

Nicola- Lo so, lo so.. Attilio, nun arriva?

Andrea Naltra volta Attilio? Mo che centra col tremito.?

Nicola Niente, aggio visto pure a isso pe' sotto a finestra, Famme i a vede a Giorgio.(Sorride amaro, si alza e lentamente si avvia per il giardino.)

Andrea Io non capisco perch ce lha co Attilio. Quello sta facendo tutto il possibile per aiutarmi a vendere 'a terra. Anzi, menomale che c Attilio. Io da solo quando ci sarei riuscito.. Lui, esperto, un bravo ragazzo. (A Raffaele)Ma tu capisci? Noi apriremo un pub al centro di Sorrento, un locale moderno che diventer una rendita. Mi da la possibilit di continuare a fare lavvocato e contemporaneamente un occasione di investimento. Appena vendiamo la terra e pigliammo 'e soldi fittiamo il locale, Attilio gi lha individuato e contrattato, facciamo i lavori e po lo attrezziamo. Friends pub.(Nonostante lo zio non gli presti pi interesse, continua a parlare) Eh? Significa: Pub degli amici(come a convincere se stesso e dipanare i dubbi che ormai lo assalgono) Attilio un amico, na persona onesta. I soldi della terra servono per partire , per fare i lavori. Hai capito? E un anticipo, ma poi fatti i conti faremo tutto a met e lui mi dar la parte sua come giusto che sia tra due soci al 50%.. (Si accorge del totale disinteresse di suo Zio) Vabbuo, silenzio.

Raffaele- (Meravigliato) Ua, e come hai fatto?

Andrea- Che cosa?

Raffaele- A indovinare. Stavi leggendo pure tu? (mostrando il cruciverba) Undici verticale:a volte insopportabile, silenzio. Bravo. (scrive)

SCENA IV

(Celestino, Raffaele, Andrea, indi Liuba)

Celestino- (Trionfante, al limite di una crisi dalla 2^) Popolo di pezzentoni, miseria bella, sfaccendati, disperatoni, preparatevi che si mangia fuori. Offro io. (chiamando) Madonna mo me veneva na cosa. Poco c mancato e nun me s schiattata na vena mpietto. Tu apri il giornale come l hai aperto migliaia di volte, con la calma e la rassegnazione di sempre , sicuro che una pura formalit, un atto dovuto, iusto pe nun sta coo pensiero, giusto per non tenerti il dubbio in corpo, pecch lo sai ca ce vonno e cazze vaticane pe fa e figlie carrettieri. Magari stai pure soprapensiero, stai pensanno a naltro fatto e invece incominci guardare , a leggere e poh: ne trovi uno e poi il secondo e poi, vaffanculo pure o terzo. Rileggi dieci volte, venti volte, per essere sicuro e finalmente allucchi: aggio fatto terno. Io nun ce pozzo credere, aggio fatto nu terno, Mado nu terno sicco. Assunta, Agatina,(rivolto ai presenti) addo stanno o riesto?

Andrea- Dovevano andare a messa. Puozze pass niente.. Un terno?

Celestino- Eh, vatte a vesti, fa ampressa. Pranziamo fuori, un terno.

Andrea- E quanto hai vinto?

Celestino- E fatti il conto, ce avevo messo dieci euro sopra:. quasi tredicimila euro. (mostrando un biglietto del lotto)

Andrea- U checulo Celesti.

Celestino- Infatti. Emb. Finalmente me lhanno ditto pure a me ca tengo nu bellu culo. _______________________________________________________________________________________________________________________________Me li stavo corteggiando da tre giocate, questi tre scornacchiati: 20, 41 e 75 a Firenze. Guarda cca!

Raffaele-E pecch a Firenze?

Celestino- Erano ritardatari.

Raffaele- E quanno fanno tarde escono a Firenze?

Celestino- Chi?

Raffaele-I numeri.

Celestino- No, che centra.

Raffaele-E allora?

Celestino- Non uscivano.

Raffaele- E pecch? Sai io non ne capisco.

Celestino- Comme pecch. Non uscivano..e basta.

Raffaele- Ma ci deve essere un perch. Se mettevano paura? Faceva freddo e aspettavano il caldo? Il caldo non arrivava e loro non uscivano? Ma mo se sono usciti vuol dire che il caldo arrivato. Io infatti incomincio a sentire caldo. Mamma mia e che caldo, ci siamo: arrivato.Giusto? Il caldo arrivato?E tu li aspettavi?

Celestino- Certo.

Raffaele- E se non arrivavano tu li aspettavi ancora?

Celestino- Sicuramente.

Raffaele- E quanto tempo ancora? Unora? Una giornata? Una settimana? Un mese? Un anno?

Celestino- (esasperato da quell incalzare)Prufesso, aeh Don Rafe, e fermateve nu poco, e vuie parite Amadeus, anze almeno chillo te fa a una aa vota e domande. Ges, chisto o cavero v ha pigliato primma chistanno.Che cazzo ne saccio, e numere so asciute e aggio fatto o terno. Basta! (ricomponendosi) E che diamine. Mi fate perdere la pacienza.

Raffaele- Io una domanda ti ho fatto. (apre il suo inseparabile cruciverba) Otto verticale: lo ascoltano i marinai.(squilla internamente il telefono)

Andrea- O telefono.

Raffaele- Ma qua telefono.Stu ciuccio. Bollettino.(Andrea esce per la 1^)

Celestino- (Ad Andrea) Fa ampressa . Vatte a vestere.

SCENA V

(Celestino, Raffaele , Liuba)

Raffaele- (continuando con le sue parole crociate) Subito occorre soccorso

Celestino- S.o.s.

Raffaele-E gi, questa facile. (scrive, poi avvertendo un dolore alla schiena si alza) Ah e che dolore, mo incomincia a torturarmi col mal di schiena, questo farabutto, chistommo e niente, stu disgraziato. Celesti, statti bene me ne vado a parte e dinto

Celestino- Iate prufesso, iate e vedite e ve fa pass stu male e schiena se no a pranzo fuori comme ci venite.

Raffaele- Pecch si va a pranzo fuori?

Celestino- E certo, dobbiamo festeggiare. Non avete sentito?

Raffaele- Che cosa?

Celestino- Uh, Ges, prufesso aggio fatto o terno.

Raffaele- Veramente? Bravo. Beato a te. Ah e si mangia fuori?

Celestino- Sine. Offro io.

Raffaele- Fuori dove? Fore a loggia cc?

Celestino- A ncoppe a lasteco. Fuori, al ristorante, prufesso, ma primma addo stiveve ?

Raffaele- Non lo so. Non mi ricordo. Ua e che male e schiena.

Celestino- E gghiate, iate, mettiteve nu poco ncoppe o lietto, accuss valleggeresce.

Raffaele- Posso portarepure un amico a pranzo?

Celestino- Lamico vuosto? Il vostro persecutore? Sine, purtate a chi vulite vuie.

Raffaele- Grazie, pu darsi ca quello si rabbonisce e mi lascia stare. (vede arrivare Liuba dal giardino incomincia a farle dei segni come a dirle di seguirlo mentre saluta di nuovo Celestino) Be, io me ne trase, ce vedimmo doppe. Liuba tu che faie?

Liuba- Niente. Io sentito grida che Celestino vinto lotteria. Vero?

Celestino- E comme nun overo. Preparati Liuba che vieni pure tu. Pranziamo a ristorante oggi. Ce ne andiamo dalle parti di Baia.

Liuba- Oh, certo io felice per te , subito preparo.

Raffaele- E ghiammo, Liuba andiamoci a preparare.

Celestino- Ch prufesso gi vi passato il mal di schiena?

Raffaele- No, ma mo me faccio fa duie massaggi da Liuba. E vero Liuba, tu fai massaggi me?

Liuba- Io non tempo adesso.

Raffaele- Dieci minuti, che ci vuole. Dai, dieci minuti dieci euro.

Liuba-Va bene facciamo massaggi. Tu aspetta me io subito vengo. Facciamo presto presto.

Raffaele- Si presto, ma il tempo che ci vuole ci vuole. Abbiamo detto dieci minuti. Cos mi rilasso pure. (si avvia dalla 2^)

Celestino- He capito o professore. Quanno vo isso se sape rilass. Ma tu sai fare pure i massaggi Liu?

Liuba- No. Ma che io deve fare? Lui d dieci euro a me. Io dieci euro serve. (esce anche lei per la 2^)

Celestino- E si, dieci a cc,dieci a ll, cos si arrotonda. Ma che tenarr cchi e me chella cosa lavata. Ma lhanno vista bona? Tra isso e don Nicola come se la corteggiano. Chella naltro poco cchi vecchia e me. Che ce vuo fa, le ragazze dellest. O diceva pure Claudio Baglioni.

Scena VI

(Celestino, Andrea, Attilio)

Andrea- (tornando dalla 1^,) Oggi proprio un giorno fortunato. Tu il terno e io la terra. Era Giovanni Martinelli a telefono. O confinante e Casoria. Chillo che tene a terra a fianco a nosta.

Celestino- O pate e Beniamino?

Andrea- Proprio isso.

Celestino- Mi fa uscire pazzo.

Andrea- Giovanni Martinelli?

Celestino- Addo? Beniamino, o figlio, che bel ragazzo e che voleva?

Andrea- Chi? Beniamino?

Celestino- Nun fa o fesso iammo. O pate. Tha chiamato o pate?

Andrea- Infatti. Niente. Ha saputo che voglio vennere a terra e si fatto avanti. Dice pe nun o fai a fern in mano ad estranei. E daccordo pure sul prezzo.

Attilio (Voce esterna) Andrea stai lloco? (Entra dal giardino)So passato pe o giardino, ho fatto pi presto. Andre, ho trovato! C'ho l'appuntamento tra dieci minuti. So venuto a t 'o dicere, in modo ca te fai trova preparato! Stai ancora in pigiama. Mettete quaccosa ncuolle. Io te 'o porto direttamente 'ncoppe, accuss facimme subito, subito.

Andrea - Vabb ma nun c bisogno. Io proprio adesso penso di aver concluso laffare. Ha telefonato mo mo Giovanni Martinelli, o confinante nostro, te ricordi? Te lo feci conoscere quanno te portai a vedere la terra?

Celestino- Con quel figlio bello bello, Beniamino, carnagione scura, capelli neri, occhi verdi

Andrea- Le stafacenne a carta didentit. Celesti, ma che ce azzecca o figlio? E raffredda nu poco i tuoi bollori.Comunque mha chiamato e ha ditto che vuole comprare.

Attilio (Turbato) Ah! .... Veramente?!?... E allora.... e per il prezzo?

Andrea Quanto chiediamo noi., quarantamila euro, non in contanti per, vorrebbe farci un paio di assegni uno subito e un altro a sessanta giorni.

Attilio (deciso) Emb, te conviene? Questo che ho trovato io ci paga in contanti, namico mio, persona fidata, sta carico e denare, un commerciante di cavalli, va e viene da Manchester, conosce pure a Sharon. Ci da trentaquattromila euro uno a coppe a nato. Ci perdiamo? Si pero e' 'soldi l'hai subito, senza che aspetti chiss quanto tempo. Andrea.

Celestino .... io o faccio pe 'o bene tuio, stamme a sentire .

Attilio (appare turbato) ..........io ........io o faccio p bene tuio, stamme a sent, chiamalo subito subito e dille ca nun cchi cose, che hai cambiato idea, che avevi gi dato una parola. Vuo ca o chiammo io? Subito me o mpapocchio.

Andrea- No, che chiamme tu. Chiamma isso. Io nun o saccio chiamm?

Attilio- E allora io vaco.Tra un quarto d'ora massimo sto qua.

Andrea - Ma io comme faccio a ce dicere: nun cchi cosa! Che figura ci faccio? E poi quello ha detto che ci possiamo mettere daccordo in vari modi.

Attilio E che vuoi aspettare nu paio d'anni p ave e soldi?

Andrea- Ma quanno maie, ha detto sessanta giorni.

Attilio- Si, chille accuss diceno, po diventano novanta, centoventi., comunque fai tu, io 'o cunsiglio te l'aggio dato, per doppe nun voglio sap niente ?!?! Andrea stammi a sent. Nuie avimme arap 'o pub ...e che aspettammo a isso? Noi dobbiamo aprire.

Andrea - (Pensa un poco, poi)E vabb, te voglio sta a senti, mo ce o dico, vai vai.

Attilio Allora io vado? E nun te preoccupa, ca staie in buone mani. Celesti, pure a te, inutile ca fai o spiritoso, Andrea sta in buone mani.

Andrea- Celestino stava scherzando.Chillo tene o core dinto zucchero. Adesso ricco. Tu nun sai niente. Il signore ha vinto tredicimila euro al bancolotto.

Attilio-Veramente? Tredicimila euro?

Celestino- Allincirca. Mo non lo so preciso. 20, 41 e 75 a Firenze.

Attilio- Tredicimila euro,.tredicimila euro, .. ma tu lo sai che con tredicimila euro..

Celestino- ..nun voglio fa niente, me li metto in banca per la vecchiaia. Va, va. Dopo ce ne andiamo tutti quanti a Baia a mangiare. Sei invitato.

Attilio- E me pare. Io sono uno di famiglia. Tredicimila euro. Allanima.. da fortuna.

Celestino- Dice mazzo, fa cchi effetto. (ridono)

Attilio- Sta bbene. I particolari a dopo. Faciteme i, cos subito facciamo.

Andrea- Notizie di Sharon?

Attilio- Eh? Ah, Sharon, no, la sto tempestando di telefonate, non riesce a liberarsi, lagenzia, gli affari, vabbe po ne parlammo. Ue io vado. Vatte a vest. Me ne esco pe o giardino. (esce)

Celestino- Mi vado a cambiare pure io. Vi devo sbalordire oggi. (esce ancheggiando dalla 1^)

Scena VII

(Andrea, indi Raffaele)

Andrea Vai, vai .... (Penserioso. Rimane da solo) E mo comme ce aggio 'a dicere a chisto? (Dopo un attimo entra Raffaele dalla 2^ che non visto rimane ad ascoltare) Io ce dico: "Sentite, caro signore, mi dispiace, ma nun se ne fa niente cchi, pecch ..(Interrogandosi) pecch?" Questo il fatto, io che scusa trovo, che ce dico. (Pensa) E certo ca mica 'o posso liquida accuss, ce aggio 'a fa 'nu bello discorso, mo me 'o preparo; dunque (incomincia a camminare per la scena, parla tra se stesso, ogni tanto far sentire qualche parola. Conclude) Tanto piacere di avervi risentito e arrivederci. Proprio accuss ce dico, il discorso calza e la scusa buona.

Raffaele (Ha osservato tutta la scena. Deciso) Siente a me Andrea, nun 'e da cunfidenza.

Andrea (Sorpreso) Eh? A chi? Chi ?

Raffaele Io accuss facette e mo s pigliato 'o dito co tutta 'a mano, mi affligge da 'a matina aa sera. (Andrea lo guarda stupefatto) ....Si, spiriti ...... ho capito, nun ce d cunfidenza, siente a tuo zio.

Andrea Ma quali spiriti? 'E spiriti ......nun aggio che fa, io me so preparato o discorso da fare a Martinelli , pe ce dicere che 'a terra nun m a voglio vendere cchi.

Raffaele Ah! Te si convinto?

Andrea No, 'A vendo a n'ato, 'nu cliente di Attilio. Ci paga in contanti invece chisto voleva tempo.

Raffaele E te si preparato ...o discorso? E che ce dice?

Andrea Nu discorso bello, se vieni dentro te faccio sent.

Raffaele- No, me sto qua fuori. Mi sento tutto dolori. Tenevo mal di schiena me so fatto fa duie massaggi da Liuba, ma chella mha fatto na mazziata vera e propria.

Andrea- Ma pecch Liuba sa fare i massaggi? Quanno maie ha fatto e massaggi?

Raffaele- No. Infatti.

Andrea- Emb, ti fai fare i massaggi da Liuba?

Raffaele- (non sa cosa rispondere, apre il suo cruciverba e va a sedersi) Venti orizzontale: vile buga

Andrea- Menzogna. (esce dalla 1^)

Raffaele- (Guarda il giornale) Ci va, bravo. (Scrive, poi si gira intorno e con fare circospetto parla col suo amico inesistente) Ma quando maie, nun ha capito niente. Monon ti mettere nelle orecchie, assettate cc e statte zitto.

Scena VIII

( Raffaele,Agata, Vittorio, indi Nicola)

Agata (Proveniente dal giardino preceduta da Vittorio)E che me ne importa, nata vota nun te ce fai vede cu chella ietteca, inutile ca curre add patete. Che ti credevi che non lo scoprevo il vostro grando segreto? Tu perci ti mettesti nelle orecchie di Zia Assunta per aver pure tu le chiavi del giardino? Con la scusa che te ne venivi a casa ti andavi a nascondere nella cantina?

Vittorio E vabbene, po vedimme chi a vence, io o tu. Io te lho detto, a Caterina me a sposo. E tu meglio cacconsenti.

Agata Manco morta. Si te a vuo spusa lhai a fa senza e me, e allora aspiette primme ca more io. Ma fino a che so viva, tu nun te a spusi.

Nicola (sopraggiungendo dal giardino) Fuitenne, bello do nonno, nun a da retta a mammeta.

Agata E bravo pap, vuie sentite che consigli.

Vittorio E io lavesse a fa veramente, ma pe nun te fa suffri ca nun o ffaccio. E invece nun te ne importa e nuie, avvisse a sape che cha ditto a chella povera guagliona, (prende a balbettare ancora pi forte) sulo pecch stevemo parlanne assieme sotto o purtoncino da cantina.

Nicola- Nun te agit ao nonno, lo vedi che nun riesci a parla cchi quanno ti innervosisci. Vieni siediti vicino a me ti calmi un po, stai tutto nervoso.

Agata E fatelo calma che meglio.

Vittorio E inutile, tanto primma o doppo devi cedere. (sta per sedersi a fianco del padre)

Raffaele- Addo ti siedi, nun a vide che occupata? (Vittorio stizzito esce dalla 1^) )

Nicola (Ad Agata)Il dottore per Giorgio lo hai chiamato??

Agata Nossignore. Me so scurdata. Mannatece a vostro nipote! (esce dalla 2^)

Nicola Quant indisponente. E ce manno a Vittorio, s. E ce aggio a fa nu regalo grandissimo, quanno se sposa a Caterina.(A Raffaele)Ma tu capisci che risposte?

Raffaele- Come no.C da uscire pazzi. Una pi difficile dellaltra. Guarda questa per esempio: ci vuole tempo per acquistarla;......, automobile? No nun essa; salute? Troppo corta sono dieci lettere.

Nicola- Esperienza! .., perch non la vende nessuno.

Raffaele- (controlla) Giusto. Bravo pap (Scrive, intanto dalla 2^ arrivano Attilio, Andrea e Cafullo)

Scena IX

(Attilo, Andrea, Cafullo e detti)

Attilio Per di qua, prego, accomodatevi (facendo strada allospite fa le presentazioni) Eccoci qua, Albe, mo ce assettammo e ragioniamo al fresco.

Andrea (seguendolo, rivestito.)Infatti. Questo il nonno Nicola.

Nicola- Piacere Carolei.

Cafullo- (persona esuberante ; un commerciante di cavalli. Veste bene , ma sportivo. Ha superato abbondantemente la cinquantina. Stringendo la mano a Nicola) Ma che cos sto lei, caro lei, caro lei, chiamatemi Alberto. Io ve posso essere figlio.

Nicola- Nun credo proprio Nun credo dessere accuss vecchio, vuie manco nu criaturo site..o me sbaglio?

Cafullo- Infatti. (ride)Dicevo per dire. Che ce vulite fa, io me sento sempe nu guagliunciello.

Nicola- Beato voi. E comunque Carolei il mio cognome, non che vi stavo dando del lei, ma se volete che vi chiamo Alberto vi chiamo Alberto.Non vi do la mano perch difficilmente riuscireste ad acchiapparla. Tengo un piccolo problema. Piacere. Siete amico di Attilio?

Cafullo- Amico? Direi proprio di si. O conosco da quando nun sapeva neanche addo teneva vocca. Ad ogni modo sono Alberto Cafullo.

Andrea - Invece questo qua Zio Raffaele.

Raffaele (sorpreso) Che successo, chi mi vuole?

Cafullo- (offrendogli la mano) Piacere.

Raffaele- Piacere? Perch?

Cafullo- No, dico, .. di conoscervi.

Raffaele- E ci conosciamo?

Cafullo- No, adesso ci stiamo presentando. Mi chiamo Alberto Cafullo.

Raffaele- Ah. Adesso? Avete visto che caldo? Sessanta gradi allombra.

Cafullo- Ua esagerato.

Raffaele- Vi dico che so sessanta gradi.(riprende a leggere)

Cafullo-(vedendo che i presenti gli fanno cenno di acconsentire) Sar un caldo secco, nun ce pareva proprio. E comunque figuratevi noi, chavimmo avuto piglia o tram, po o treno.cu chella folla. Non si poteva stare.(fa per sedere)

Raffaele- Che fate vi sedete?

Cafullo- Non posso?

Raffaele- Certo che potete. Ma non l. Non vedete che gi ci sta una persona seduta?

Cafullo- (guardando meglio) No.

Raffaele- E che volete vedere? (I presenti ripetono i gesti)

Cafullo- (annuisce e rivolgendosi alla sedia vuota)Scusate.

Raffaele- Assettateve l, libera (indica un'altra sedia. Cafullo cambia sedia)

Cafullo- (fa per parlare)Dunque.

Nicola Siete medico?

Cafullo- Medico? Pecch? Ve serve o miedeco?

Nicola- Voi rispondete alla domanda senza fare altre domande. Per caso, siete medico?

Cafullo - Pe ammore e Dio, io si e putesse spar, e sparasse a tutti quanti.

Attilio Pecch don Nico?

Andrea- Giorgio nun sta bene. Dice che strano (porge una sedia allospite)

Cafullo- Iofaccio lallevatore di cavalli.

Attilio- Ah, giusto. E vero fa lallevatore di cavalli.

Nicola- E allora?

Attilio- No dicovolendo potrebbe dare uno sguardo pure a Giorgio.

Nicola- E che centrano e cavalli co Giorgio?.

Cafullo- Giusto!

Nicola- O vi? Lo dice pure Alberto.

Raffaele- (sempre riferito ai suoi enigmi) Visto che siete allevatore di cavalli, sentite questa: tiene a freno il cavallo ed pericoloso quello del cane.

Cafullo- Devo rispondere io?

Raffaele- E certo, siete allevatore di cavalli?

Cafullo- Si, ma io ero venuto per il fatto della terra.

Andrea Infatti.

Raffaele- E quale il fatto della terra?

Cafullo- Che vostro nipote la vuole vendere.

Raffaele- E quindi?

Cafullo- Io la voglio comprare. Ci voglio fare un maneggio.

Raffaele- Con i cavalli?

Cafullo- E certo!Allora ce metto e cani.

Nicola- Tenete i cani?

Cafullo (incomincia a spazientirsi) Niente affatto. Tengo e cavalli.

Raffaele- E non la sapete questa? Tiene a freno il cavallo ed pericoloso quello del cane?

Nicola- Morso. Basta ca a fernisce.

Raffaele- Giusto. Bravo pap. Quello poi con Giorgio., esperto morso avite capito? Madonna e che caldo, ua e che caldo. Aria, aria(esce per il giardino)

Nicola- Che centra Giorgio? Con Giorgio che cosa? Ma pecch Giorgio da i morsi?

Cafullo- E che nu cane?

Andrea- Proprio cos. Un cane. Il cane del nonno. Ma non morde.

Cafullo- Nun morde? E che cane scusate?

Nicola- Infatti non un cane.

Cafullo- E cane o nun cane?

Attilio- E cane.

Cafullo- E vuole il medico? Penso pi nu veterinario.

Attilio-- (perentorio guardando eloquente Nicola) Medico!

Andrea S, cane, ma ci vuole un medico perch come un cristiano.

Cafullo- Ah, ecco! Allora se vogliamo procedere per questo contratto, io sono pronto. Andrea dovrebbe farmi vedere i documenti, testamento, attestato di propriet, tutto chello ca tenite.

Attilio- Andre e documenti iammo.

Andrea E nu mumento; vai e pressa? Io ce li ho qua, eccoli. (Mostra una cartella)

Cafullo (guardando i documenti)E allora se siamo daccordo su tutto, fatemi preparare la bozza del contratto.

Andrea Io faccio lavvocato, domani stesso provvedo. A me mi ha parlato Attilio, e se come dice lui io so daccordo.

Attilio (tirando fuori un foglio dalla tasca) Domani? Modestamente io gi ho provveduto.

Andrea- (sorpreso) Ah, gi hai fatto?

Attilio- E che aspettammo a carrozza? Trentaquattromila euro in contanti, mezzo moggio. Po ve cuntrullate tutte e fatte vuoste Albe.

Cafullo E chaggia cuntrulla, io a terra a conosco meglio e vuie, sulo che nun stato mai possibile daccatta pecch non era in vendita.

Andrea Io e Attilio ce cunuscimme a piccerilli, m cu o ricavato da terra arapimmo nu locale assieme, un pub, na pizzeria e certamente voi ci darete lonore allinaugurazione.Noi vi faremo sapere.

Cafullo- Sar un piacere. Dunque vediamo un poco. (Legge il contratto) Add quattro luglio 2006 dinnanzi a me, poi vedimmo o notaio, .. (Comincia a leggere tutte le formalit a voce bassissima, gli altri in ascolto, mentre in sottofondo partir una musica O pappece. Alla fine sfuma la musica) Per me va benissimo. Po quando saremo dal notaio, se c qualcosa , lo correggiamo al momento.

Andrea- Sta bene Attilio, pure i contratti sa scrivere.

Attilio- Allora non hai capito? Comprare e vendere il mio mestiere.

Andrea- Don Albe, voi siete contento?

Cafullo- E comme no? E vuie site iuto bbuono? (Tira fuori il libretto degli assegni) Mo vi do pure una caparra. Ve faccio nassegno cos stammo tranquille tutte e duie.

Attilio Il 10% basta3500 euro, il resto dopo la firma.

Andrea- ..3400euro?. Scusa il 10% su 34000

Attilio- (rimane un attimo spiazzato) Infatti.

Cafullo- Giusto, esatto, perch sul contratto viene scritto 34000 euro, Atti.

Andrea- Viene scritto? Scusate quello il prezzo reale.

Cafullo-Si. Ma siccome io per di fatto ne sborso 35000, Attilio si confuso.

Attilio- (confuso, non sa come riparare) Vabbe se ci vogliamo salutare..

Andrea- Aspetta. Fammi capire. Com ca don Alberto ne caccia 35000.

Cafullo- (avverte il disagio di Attilio). forse ho detto qualche parola in pi. (compila lassegno e lo firma)

Andrea- (serio) Atti mi vuoi spiegare?

Attilio- E che taggio a spiega, ci stanno mille euro in pi per il diritto di senseria. A me mi tocca. Tu o ssaie, sei avvocato!

Nicola- Ma in questo locale che aprirete si mangia pure?

Attilio- Volendo..

Nicola- Andre, allora pespecialit avite a fa o purpo, o purpo affogato.

Scena X

(Celestino e detti, indi Sharon e Liuba)

Celestino- (vestito in maniera eccentrica e sgargiante irrompe in scena cantando dalla 1^ ignaro della presenza di Cafullo , mentre Andrea guarda fisso Attilio) Voglio una vita spericolatavoglio una vita piena di guai.., (si accorge dellospite e della tensione) uh, scusate non sapevo. State parlando di cose serie. Magari ci vediamo dopo.

Nicola- No, vieni Celesti, stiamo tutti tra amici. (i due giovani distolgono lo sguardo che scambiavano reciproco e fissano Nicola che sorride con una smorfia eloquente) Come siamo eleganti. E che sciarpetta.

Attilio- (tenta di allentare la tensione)Taffetat?

Nicola- Ae, saffittava. Lha comprata.

Celestino- (ride alla battuta di Nicola,ma siaccorge di essere solo a divertirsi) Ma che questa aria seria?

Cafullo- Seria. Oddio. Si era appena concluso un affare. Dunque, Andre questo lassegno.(gli da lassegno) Quando siete pronti col notaio mi fate sapere, prendiamo un appuntamento vi do il resto e concludiamo.O no?

Andrea- (visibilmente turbato) Nun ve ne incaricate.Affare fatto.

Cafullo- Allora se non c altro io vado. Atti tu che fai?

Andrea- Deve restare.

Cafullo- Ho capito. Mi dispiace, capisco di avere causato un contrasto tra voi due, ma non potevo sapere. Comunque caro Andrea cercate di minimizzare, il mondo degli affari pieno di sorprese, daltronde gli affari sono affari. Sapessi quanti bidoni mi hanno venduto per cavalli.

Celestino- Ma pecch, Andre the comprato o cavallo?

Nicola- No, ha venduto la terra.

Celestino- Ah, finalmente, ( a Cafullo) Lavete comprata voi?

Cafullo- Infatti.

Celestino- Siete?

Cafullo- Alberto Cafullo. Piacere.

Celestino- Che simpaticone. Piacere, Celestino. Andre me laggio cresciuto, sono la sua sorella maggiore. (ride e lo abbraccia) U, ma che sta faccia e peste. Te si scurdato ca nuie avimme a festeggi?

Sharon- (improvvisamente si sente la sua voce dallesterno) Hello. Scusa. E qualcuno in casa. (appare sulla soglia della 2^)

Attilio- Sharon?

Sharon- Yes Sharon my dear, finalmente ti ho trovato. Are you surprise? Buon giorno, scuse, porta aperta. Mister Nicola come tu va? How are you Andrea, come stai? Oh Celestino, my darly?

Celestino- Sharon, sta fetentona. Sei scomparsa, noi ci credevamo che non tornavi pi.

Attilio Sharon, e che fai qua? (Si scuote) Quando sei arrivata? Non hai avvisato.

Sharon- Oh, you are surprise. I now. Andrea, Attilio sorpreso, non mi aspettava. Lui credeva libero di me.

Cafullo- B, io vorrei lasciarvi, se permettete.

Sharon- No, resta Alberto. Anche tu sorpresa? Forse avevate scommesso che non sarei pi tornata. Che io stupida, che avrei pagato tutti i debiti e restata a Manchester tranquilla? Im sorry. Stavolta avete perso scommessa. Io non pago niente e tu mio caro Attilio conviene che torni in Inghilterra restituisci fino ultima sterlina. Credevi fatta franco.

Nicola- Franca, si dice -fatta franca-.(Liuba appare dalla 1^)

Sharon- Oh yes. Credevi fatta franca?. No. Thats a great mistake. I dont want to see you anymore. Thats the last time you tease me. Torna in Inghilterra e paga i tuoi debiti. Sono veramente stanca di tuoi imbrogli.

Attilio- Ma no Sharon, in questi giorni ti avrei chiamato. E tutto sistemato. Proprio adesso abbiamo concluso la vendita della terra di Andrea e presto sarei tornato per sistemare tutto.

Sharon- Sistemare tutto con i soldi di terra, povero Andrea che ti crede un amico.Andrea lui conosce un solo amico: gioco. Gioco di carte, gioco di casin, gioco di cavalli. Only this, just that, really Attilio? Quando mi avresti chiamato Attilio? E un anno che non mi telefoni, che non rispondi alle mie telefonate, il tuo cellulare sempre spento, hai cambiato numero? Quando mi avresti chiamato? Alla prossima scommessa perduta per chiedermi soldi? Quando? Tell me, when? E un anno che sei scomparso. Come al solito. Adesso basta, non ti credo pi. Non voglio pi vederti. Fuk off Attilio.(esce)

Nicola- ( a Celestino) Che ha detto?

Celestino- Non ho capito tutto. Una specie di cosa tipo Vaffanculo

Attilio- Aspetta Sharon dove vai, ascoltami.

Liuba (Lo ferma) Dove tu vai. Questa verit? Non vero tu lasciata Sharon. Tu mascalzone. Tu farabutto.

Attilio- Ma che vuoi, che stai dicendo, fammi passare.(la sposta ed esce inseguendo Sharon, Andrea si siede)

Cafullo- (imbarazzatissimo)Io vado con loro.(esce dietro Attilio)

Liuba- (prende a piangere)Tu perdona me Nicola, Andrea scusa, io tradito vostra fiducia.

Andrea- Ma che cosa, Liuba spiegati.

Liuba- Lui mascalzone, lui buge me, che lui amava me e che lasciato Sharon, lui voleva che tu vendere terra ma Nicola dice no, .io fare schifo.

Celestino- Effettivamente. Madonna, aveva fa io nu terno pesuccedere stu ppoco. Nicola- Liuba, non preoccupare, tu non fare schifo. Tu hai fatto quello che io ti chiedevo.

Liuba- Nicola. Cosa tu dici? No, questo non puoi dire. Io mai fatto quello che tu chiedi. Io dire sempre s, domani, un altro iuorno, ma mai fatto.

Nicola- Appunto, mi illudevi. Me o facive credere. E io questo ti chiedevo, un po dillusione. Ma te pare che alla mia et, potevo mai pensa di avere qualche possibilit con una donna tanto pi giovane di me? Volevo illudermi, rimanere attaccato alla vita, e cos me la compravo quellillusione , ..con regalini, mazzette.Non fai schifo Ero io che lo volevo.Lamico di mio nipote invece nisciuno gli ha chiesto niente. Vieni qua, dammi bacetto e vai a preparare medecina.

Liuba- Medicina, io so.(si avvicina gli da un bacio sulla guancia.) Oh grazie Nicola. Tu troppo buono., io voglio bene come altra nipote. Tu anche mio nonno.

Nicola- Vabbuo facciamofratello, padre, ma nonno!? Vai, vai. E nuno pensa a Attilio, meriti di meglio.(Liuba esce dalla 1^)

Raffaele- (dopo un attimo dal giardino) Che strunzata, ma chiste a vvote se pensano proprio ca uno cretino: esce dalluovo di Pasqua. Eh,eh, sorpresa!

Nicola- Mica tanto. (E guarda Andrea con intenzione. Il giovane lo guarda duro. Attilio appare sulla soglia della 2^, i presenti lo vedono, silenzio generale rotto poi da Nicola) Aspettate non finita ancora.

Scena XI

(Attilio e detti)

Attilio- (comparendo dalla 2^) E no, no che non finita. Mica pu finire cos. Io ho il dovere di spiegare perch voi per me siete unaltra famiglia. Avete il diritto di sapere perch me so comportato cos. Per quanto riguarda Liuba, la colpa non sua. La colpa di chi le ha fatto perdere la testa,(nel parlare casualmente guarda Raffaele senza intenzione)con mille promesse, buge, falsit, di chi lha fatta a capa tanta fino a farla innamorare e tradire la fiducia di chi invece le voleva veramente bene..

Raffaele- (che fino a quel momento non ha seguito il discorso) Liuba? Che ha fatto Liuba? Ue, ue, Io non so niente. Io non lho mai toccata.. (rivolgendosi al suo immaginario nemico inveisce) Stronzo, hai parlato. Nun te lhe vulute fa e fatte tuoi. Adesso scappi? E addo fuie, vieni qua ca taggio taglia a capa. (lo insegue, anzi immagina di inseguirlo uscendo dalla 2^)

Nicola- Be, io vado.(si alza)Vado un po gi.. dal cane. Sto meglio con lui

Celestino- Forse meglio ca me ne vaco pure io

Attilio- No, Celesti addo vaie statte tu sei un amico.

Celestino- Amico? Ue va chiano cu sta amicizia o ssa ? Chi trova un amico trova un tesoro ma chi trova a te figlio mio trova a chiavica da gente. E scusa, io nun tengo pile ncoppe a lengua.

Attilio- (Continuando nella sua commedia, si siede al tavolo di fronte ad Andrea che rimasto di sasso di fronte allevolversi dei fatti) Hai ragione, bravo Celesti, so a chiavica e luommene. Faccio schifo, io me pigliasse a schiaffe(finge poi si rivolge ad Andrea) ho tradito la tua fiducia. Ma proprio perch ti sono amico dal profondo del cuore, anzi, la tua amicizia lunica cosa bella che tengo, che tenevo. Proprio per questo ..vorrei almeno giustificarmi(Andrea non gli risponde, silenzio, poi riattacca) E allora? Posso spiegarti?

Andrea . (Durante questo discorso camminer nervosamente per la scena, mentre lamico immobile, a testa bassa, apparir dispiaciuto, ma in realt star soltanto preparando la mossa successiva) Atti, hai sbagliato. Tu chai tutta lesperienza che vuoi, ma io nun so fesso. Certo tu sei esperto, molto pi di me, io non ho girato, sono un ragazzo semplice, modesto. Tu invece si smaliziato, faie asci e solde a into terreno, ma a n amico, la senseria, addirittura la senseria, .Da n amico, a nu compagno, tu te piglie a senseria? Nun pe solde, capisci, ma il principio. Chisto te paga in contanti, chillo no e chestopecchce perdive a senseria? Atti, io me so fidato e te me o putive pure dicere. Io ci devo guadagnare personalmente su questaffare allora a senseria te a putevo da pure io. Atti, nun se fa accuss! (Gli si ferma davanti e lo guarda negli occhi, poi va verso il tavolo)

Attilio (Dopo un lungo silenzio durante il quale Andrea si sar seduto) Andre. Hai ragione, faccio schifo, io a stima toia nun ma mereto, ma si te posso spiegaforse capisci vedi, luomo ambizioso ma ognuno tene nu contegno, tene lorgoglio. E io per orgoglio non ti ho detto la verit dal primo momento, per orgoglio non ti ho detto caso nu falluto, nu iucatore, carte,cavalli, casin, campo di questo. Nun aggio mai faticato. a pizzeria. e camerieri o pizzaiolonun overo niente Andre so chino e debbiteHo campato fino ad oggi sullamore di Sharon Faccio schifo, io lamicizia tua non la merito. Ti ho persino rubato,..si.., Andre ti ho rubato.ieri sera ho preso i duecento euro, mi servivano, li dovevo dare ad Alberto stamattina, me li aveva prestati nun sapevo come fare, li vidi ll e. io me pigliasse a schiaffi (finge di farlo). Sharon mi ha sempre aiutato, io perdevo, Alberto mi prestava e solde e essa pagava, ma mo , hai visto, s scucciata, puressa mi ha abbandonato. Io nun saccio comme aggio a fa. Io in Inghilterra nun ce posso turna. (finge di piangere indecorosamente)

Andrea (Si avvicina allamico e lo ferma) Ma che fai m Attiio nun vulevo, me dispiace, finiscila, statte fermo calmate! ... Guarraci (Andrea sinceramente commosso e dispiaciuto) Calmate Guarraci (Attilio si ferma e finge di ricomporsi, estrae addirittura il fazzoletto dalla tasca) tu o ssaie ca te so amico jamme forse ho esagerato, io po che ne sapevo, me dispiace calmate

Attilio- Andre, io voglio riparare.

Andrea- (Lungo silenzio) Quanto te serve?

Attilio (Finge) Ma tu si pazzo. Non posso permettere Andre

Andrea Jamme nun fa o fesso quanto?

Attilio Assaie Andre assaie

Andrea (Si avvicina al tavolo e prende lassegno) Lassegno basta? Questo dellanticipo?

Attilio No, purtroppo ci vuole di pi. Andre, tu nun saie quanto m custato a te dicere sti ccose e figurate si te putevo dicere: Andre io sullaffare della terra maggio a piglia a senseria (Si riprende per un attimo) che poi lha pagata il compratore sia ben chiaro

Andrea Ma si tu me parlave chiaro do principio, nuie a terra a vennevemo pe quarantamila euro. Comunque lassamme sta. o terno e Celestino basta?

Celestino (che fino quel momento rimasto ad ascoltare) U, ma qua terno? Nun te fa veni nisciuno lappese pe a capa.

Andrea- (lo guarda con affetto) Ma tu lo dai ad Andrea tuo(allunga la mano per farsi dare il biglietto)

Celestino- (tentenna un poco ma non resiste allo sguardo sincero di Andrea e cede) Tie, puozze ietta o spirito tu e isso. Ma ricordate ca io e do a te Andre. E stu marocchino io nun me fido. Fidarsi bene ma non fidarsi meglio.

Andrea- (prende il biglietto e lo da ad Attilio) Ecco qua, lassegno della caparra e il biglietto di Celestino. Sono quasi sedicimila euro. Noi te li diamo perch ti abbiamo perdonato, ti vogliamo aiutare e ti crediamo.

Celestino- Io un poco di meno veramente.

Andrea- (A Celestino) Abbi fede Celesti.

Celestino- Eh, si, la messa finita andate in pace.

Andrea- E se no lamicizia che esiste a fa.

Attilio E co o pub, comme facimmo?

Andrea Pi in l arapimme cchi tarde pare ca jammo e pressa.

Attilio (Strisciante) Grazie Andre io laggio sempe ditto ca tu si o meglio amico mio.(guarda lassegno e per un attimo gli passa di nuovo la luce maliziosa che lo contraddistingue) Ma si deve girarelassegno

Andrea (esegue)Tie Guarraci e m fernella! (Gli batte una mano sulla spalla)

Attilio Andre te lassicuro entro una settimana sistemo tutto in Inghilterra, e torno, questi soldi ve li restituisco al pi presto, compresi i duecento euro.. E po avimme apri o locale, o no?

Andrea- E certo, ormai il mio chodo fisso: Friends pub

Attilio- Pub degli amici. (Ancora commosso lo abbraccia) O meglio amico mio! Andrea Mo basta. Celesti ma non dovevi offrirci il pranzo?

Celestino- Pure? Sia fatta a vulunt e Dio.

Andrea- E pecch no? Anzi a maggior ragione. Dobbiamo festeggiare.

Celestino- (guarda Andrea tra il serio e il faceto)Ma comme aggio a fa cu te? (ammira per un attimo la sua eleganza) E vabbe, tanto me so vestito.

Attilio- Allora io vado, ci vediamo tra unoretta.(Esce per la 1^)

Andrea- (girandosi vede Nicola comparire dalle scale) Che stato no?

Celestino- Don Nico!

Nicola- Giorgio, . morto Giorgio! Liuba, Liuba , addo stai? (Attraversa la scena ed esce dalla 2^. Celestino e Andrea rimangono immobili a quella notizia, buio in scena, un attimo,il tempo di fare uscire Celestino e posizionare un ritratto di Giorgio in scena bene in vista con dei fiori, si riaccendono le luci illuminando di nuovo Andrea ancora seduto, in pigiama. Sono passati tre mesi).

Scena XII

(Andrea, indi Assunta, Agata, Liuba),

Agata (tornando dal giardino insieme ad Assunta con una bacinella di panni appena tolti dallasciugare. Si fermano al tavolo per piegarli.) M voglio vede si a capisce. Stavolta lha avuta buona la romanzella, ae ..la ramanzetta, comme se dice ..insomma o cazziatone. Ce lho detto chiaro: Tu a figlieme te lhai a scurda! U ma indisponente sa! Vittorio e io ce ne scappiamo si vuie nun acconsentite Si, si ve ne faccio fuire io!!!

Assunta Ma che taffligge a ffa? Manco si nun o sapisse pure tu, ca primma o doppe sempre se sposano se si vogliono nun ce faie niente.

Agata E po vedimme Aggio speso chille solde pe o fa studia, e ne spengo ancora, o voglio vede vicino a na mugliera degna e isso. Meno male ca dimane ce ne iammo e se ne parla al prossimo anno di tornare. Ssst., .tiene tutto il verno per scordarselo, pecch io questanno nun vengo proprio, manco pe Natale.

Assunta Pe me.fai come vuoi, figlio a te (Silenzio)

Agata Ma pap che sta facendo?

Assunta E nun lhe visto? Sta vicino a cuccia, sta gi a nu paro dore, sassetta e parla da solo. Io me metto paura ca more purisso appresso o cane.

Liuba- (dal giardino) Assunta dove tu messo maglia di Nicola. Io voglio coprire lui, sembra fa freddino.

Assunta- Dove io ho messo? Io non ho messo prorio niente. Tu hai tolto a Nicola ieri sera. Mo vedi tu dove lhai zeffunata.

Liuba- Ah, si. Tu ragione. Io ricordo. Conservato in cassetto guarderoba.

Agata- Guardaroba. Siente a me: G-u-a-r-d-a-r-o-b-a- , ma comme parle?

Liuba- Si, guardaroba.

Assunta- Che sta facendo?

Liuba- Nicola?

Assunta- E si, Nicola.

Liuba- Sempre stesso. Lui parla, parla, Giorgio risponde e lui risponde.

Agata Ma nun ce se p fa capi ca sadda rassigna? Ormai so tre mesi. Chisto mpazzesce.

Assunta E che o faie capi? Chillo nun parla cchi, nun risponde, nun vide? Solo Giorgio lo capiva e m ca o cane morto non vuole parlare e sentire pi!

Agata Sperammo che col tempo se rassegna. Se ne sta scennenno a dinte e panne juorne pe juorne

Liuba- Io prendo maglia. (esce per la 1^)

Assunta- Meno male che c rimasta la badante. Pensa si doppe o fatto e Attilio lavremmo cacciata.

Agata Usuruf, usfuri, ae.insomma apprufittaie del perdono generale. Ma a proposito, Andre, Attilio niente? (Andrea pensieroso non risponde)

Assunta Nun rispunne? E non rispondere. A me me sape ca nato mbruoglio ha fatto chillo. E io te o dicette pure. Vuliste fa e capa toia dicette una settimana, invece so passate tre mise . Nun vene isso e manco arrivano e solde. Nessuna notizia ne scritta ne telefonica. (Pausa) Ecco fatto. (raccoglie il suo bucato piegato) Purtammo chesta robba dinto. (Agata la imita; intanto che dalla 1^ entra Raffaele, loro escono.)

Scena XIII

(Andrea, Raffaele, Nicola, Vittorio, Celestino)

Raffaele- Ve piace a casa? Avete visto che bella loggia? Lamico vostro, quel passaguai che gli tagliai la testa, eh, la conosceva bene questa loggia. Ma non si fatto i fatti suoi e si persa la villeggiatura. Zac..e la buttai dentro i binari Mascalzone. Chi? Ma pe amore e Dio. Voi siete unaltra cosa. Potete venire quando volete. Lestate na delizia a sta cc fore, ma m fa cchi frisco a chestora, o tempo accumincia a cagna, m viene lautunno io domani me ne torno a casa mia a Napoli, se ne parla lanno prossimo. Ma voi ve ne venite o vi restate qua? (intanto entrato Nicola che lo osserva, ma non dice una parola, i suoi gesti sono quelli di chi commisera, si siede poi sulla dx prende il ritratto di Giorgio tra le mani e lo guarda a lungo con espressione.)

Vittorio (Dalla 1^ col cellulare in mano)Pap cu chi stai parlando mo?

Raffaele Cu nisciuno, parlo solo posso parlare solo?

Vittorio Si ma m parla nu poco cu mme! O ce lo dici tu a mamm che lha dda a ferni o faccio una sciocchezza. Ha fermato unaltra volta a Caterina, quella stava passando fuori al cancello per fatti suoi,..

Raffaele- E pazza. E pazza.

Vitttorio- Lha fatta piangere fino a adesso. Mo mi ha telefonato (mostra il cellulare) che piangeva ancora. Perci parlaci tu pecch io m me so scucciato. Io tengo ventanni, alluniversit vado bene e penso di potermela cavare pure nelle mie scelte. (Si scalda) Nella mia vita non ammetto pi interferenze, perci parlaci tu con mamm.

Raffaele E che caggio a dicere, chella pazza, nun me fa parla. (Intanto Nicola continuer ad ascoltare) Fa chello che vuo tu, a pap, io pe me nun dico niente. Fuitenne, fai quello che vuoi. (Sta per riprendere a parlare col suo nuovo amico)

Vittorio Ma io non lo voglio fare, una cosa incivilema se mi mette con le spalle al muro lo faccio.

Raffaele E fallo fallo! Io non dico niente. (Vede finalmente Andrea) U Andre, hai fatto tardi ieri sera?

Andrea Aggio fatto tardi, si!

Vittorio Stai pure tu nervoso n Andre?

Andrea Pecch tu staie nervoso?

Raffaele Non lo senti? Se ne vo fuire cu Caterina.

Andrea (Distratto) E fuitenne, si puo fuifuie

Vittorio Pure tu? Ma allora state tutti daccordo!? Volete che lo faccio? E io lo faccio.

Andrea Fai bene, fai bene. Scappa, scappa Vitto.

Celestino - (Entra dalla 2^ con un giornale e si dirige verso Nicola.) Buon giorno, ca ce sta o giurnale don Nico. (Lo poggia sul tavolo) Avete preso il caff?(Nicola non risponde) E come ve sentite oggi? (Come sopra) Nun vulite parla? Niente ancora? (Nicola porta la mano al mento e fa segno di no) E vabbene, quanno ve decidete, nuie ca stamme

Andrea- (intervenendo)Ma dico io, nun teo pu accatta nato cane?

Vittorio Ma lasciatelo stare! Quello prima o dopo se decide, ma m lasciatelo stare! Chillo o ssape sulisso chella ca tene ncuorpo. Per il cane ci teneva, e poi ce lha pure con voi, pecch quando Giorgio stava male, voi non ci avete dato importanza, e mamm non and a chiamare il dottore pecch o nonno maveva difeso. Allora logico ca chillo considera cchi o cane che gli uomini.

(A questo punto Nicola prende due pezzetti di ovatta dalla tasca e si tura le orecchie)

Celestino- Ha chiuso pure laudio.

Raffaele (Andrea sta per sedersi)Andre, e ll no occupata.

Andrea (Capisce e assecondandolo cambia sedia, poi rivolto alla sedia) Scusate non vi avevo visto (Rivolto allo zio) Questa libera? (Raffaele annuisce). Chi sa come si deve fare per trovare un po di pace in questa casa.

Vittorio- E comme stai odoroso, Andre. Adesso me ne vado io, ca gi tengo nu diavolo per capello. (esce dalla 1^)

Celestino- Nun te piglia collera Vitto, chillo sta nervoso pecch gli affari al pub vanno male.

Andrea Emb, ti giuro sul nome mio che quando apro il locale nun te ce faccio mettere manco o piede. Ma tu capisci che devo passare? Tutti convinti che Attilio mi ha fregato.

Celestino- No, quanno maie. E impressione tua.

Andrea Si, fa o spiritoso, Gli affari al pub gli vanno male. Tu devi avere i soldi? E non ti preoccupare. (Silenzio) Tu che dici, non torna?... (Nessuna risposta) Pure io dico di si! Nun a facesse na cosa e chesta! (Assunta sulla soglia della 1^)

Scena XIV

(Assunta, Attilio, Nicola, Raffaele, Andrea, Celestino)

Assunta- E hai ragione a mamm. Guarda chi ce sta.

Attilio- (dallesterno) E permesso?(Nicola ha uno scatto.)

Andrea (Con espressione di trionfo sul viso) Atti sei tu?

Attilio (entra) Eccomi qua, caro Andrea. Grande, unico amico mio!

Andrea (Abbracciandolo) U Guarraci!

Attilio Buongiorno Celesti!

Celestino- Ue, galiota grandissimo scornacchiato, si turnato? Chi non muore si rivede.

Assunta Bene ma m vi lascio soli, dovete parlare

Attilio Ma potete restaree che ci stanno segreti?

Assunta Lo so, ma io tengo che ffa pure a parte e dinto. Permettete.(esce dalla 1^)

Attilio Prego.(Ad Andrea,, frettoloso, deciso) E allora che mi dici? Teri preoccupato, di a verit? Te credive ca nun venevo cchi. Un po di ritardo ma eccomi qua

Andrea Io? Ma figurati. E tu lo sai che fiducia ho in te! Io nellamicizia ci credo. Isso o vi Celestino aveva qualche dubbio. E assettate.

Attilio- (Sedendosi) E chillo loro se sentono sempre pigliati per il sedere.(ride)

Celestino- Loro chi? I ricchioni? I femminielli, i gay, le checche, i pederasta, gli omosessuali, chi? Perch noi siamo una categoria a parte.Vero? Siamo fuori. Siamo fuori dalla societ conformista. Dalla societ ben pensante. Loro chi Atti? Loro quanno tengono un amico gli vogliono bene, hai capito? Guarraci, gli vogliono bene sinceramente.

Andrea- Celesti ue e che . Chillo pazziava.

Celestino- E chi ce o fa fa? Loro! Loro! Loro chi?

Attilio- Vabbe basta, vuol dire che non mi permetto pi..

Andrea Atti lascia stare, nun da retta. E stato un frainteso Allora tutto a posto in Inghilterra?

Attilio (imbarazzato) Come? Che hai detto?

Andrea Ho detto: in Inghilterra tutto a posto? I debiti

Attilio Ahaa! Si si, tutto a posto. A proposito, eccovi i soldi che mi prestaste. C qualcosa in pi, mi sono permesso non sapevo come ringraziarvi e allora(Poggia unassegno sul tavolo)

Andrea Ma tu che dici Atti, mi paghi gli interessi? Paghi gli interessi al tuo socio?

Ci pensi? Friends pub, sai che spettacolo e tabella? Io gi ce lho in mente. Io nun vedo lora. Tu non sai quante speranze ho messo ncoppa a stu locale. E me naggio a piglia sfizi. (Andrea ormai in enfasi, i suoi gesti sono ampi, pare quasi che tocchi ci che immagina, non si nemmeno accorto che il suo entusiasmo non condiviso da Attilio. Intanto Celestino lo guarda commiserandolo)

Attilio Andrea Senti Fermati un momento

Andrea Me so fatto piglia hai ragione! Ma che vuo fa troppo importante pe me. Avimmo a fa e pazzi. che dici Atti? E parla, ma tu pare ca nun te siente bbuono, Attilio, che c?

Attilio (La sua voce sembrer emozionata, ma in realt solo lultima parte della commedia. Per prendere tempo si rivolge finalmente a Nicola, gli si avvicina.) Don Nico, (gli porge la mano ma Nicola non glie la ricambia, rimane perplesso e cerca spiegazioni con lo sguardo ad Andrea.)

Andrea- Giorgio.

Attilio- Giorgio? (Guarda il ritratto nelle mani di Nicola e realizza)Mado che peccato.

Andrea- Infatti. Dopo ti spiego. Ma mi vuoi rispondere: (Attilio ritorna sui suoi passi e riprende)

Attilio- Ah, gi, niente..Andre, tu non lo sai, ma mi hai reso tutto pi difficile Il tuo entusiasmo la tua speranza la tua fiducia mhanno bloccato le parole nel cuore. Si pecch quello che ti devo dire mi parte dal cuore. Tu non puoi immaginare quanto mi costato dirti queste parole.

Andrea Atti, tu non hai ditto niente ancora.

Attilio Andre vedi io non so

Nicola (La sua voce scoppia nella frase, ci che dice lo dice perch non ce la fa a contenersi, forse in questo momento che capisce che deve parlare, e parla una frase breve, ma detta con tanto impeto, con rabbia, con determinazione) O locale nun sarape cchi.

Celestino- Ue don Nicola, finito il silenzio stampa? Lassa fa a Madonna.

Andrea Nonno, hai parlato. (Il suo entusiasmo breve, subito si rivolge ad Attilio, lo sguardo interrogativo) Atti parla.

Attilio Andre accuss

(Sul volto di Andrea si dipinge la delusione, il mondo gli crollato addosso, non si capisce se sta per scoppiare in una rabbia incontenibile, o se sta assumendo la fredda calma di chi deve ancora aspettare il suo momento)

Andrea Parla, sputa famme senti.

Attilio Andrea vediquando sono tornato dallInghilterra, pecch io tornai subito, qualche giorno dopo, chiamai il proprietario del locale che avevamo contrattato e quello mi fece trovare la scena cambiata. Disse che il locale lui lo voleva dare ma che voleva diventare socio nel pub, a due, , lui ed io, . quindi tu

Andrea Mi fotto mi fottoio sto fuori io non centro

Attilio Andrea tu mi devi capire, io non potevo rifiutare dovevo perdere laffare pure io? (Da questo momento la voce di Attilio, che continua a parlare, non si udr pi, si sentir per la frase registrata che lui ha pronunciato nel primo atto e che ora Andrea ricorda Luomo nella vita deve essere ambizioso, deve avere uno scopo, e lo deve raggiungere a qualsiasi costo La frase si ripete e martella la mente di Andrea, che per ora prende chiara visione di ci che si nasconde sotto i panni di Attilio) Hai capito?

Andrea ( freddo, calmo, quasi sereno) S ho capito, aggio capito, Atti. Devi avere uno scopo, e lo devi raggiungere a qualsiasi costo te ricordi? M aggio capito che volevi dire. Prima no! Me credevo ca se saveva fa male ad un altro, ad un amico, se si doveva fregare qualcuno,, ecco allora credevo ca o scopo se mandava al diavolo, io ce credevo a questo. E invece nun accuss, overo Atti? Maggio sbagliato! Sha dda essere cchi cattivi, cchi egoisti n Atti, dimmelo, dimme a verit, mparame

Attilio Andrea

Andrea Vattenne! (In questa parola esplosa tutta la rabbia, la delusione, ma lattimo, ritorna alla calma) Vattenne! (Silenzio, Attilio si alzato, vorrebbe parlare ma Andrea ripete con rabbia) Vattenne!

Attilio E me ne vaco Per taggio a dicere ddoie parole pure io, s pecch tu m s a vittima, tieni ragione, qua giudice te desse tuorto? O fetente so io, o nfame so io overo ma io nun aggio avuto a fortuna toia, pecch nisciuno mha lasciato propriet. Tu nun saie che vo dicere stare allestero, la voglia continua di tornare a casa toia, e quando decidi di tornare pecch nun ce a faie cchi, pecch nun ce a faie cchi, e se torni ti devi organizzare, pecch quanno tuorne nun tieni a nisciuno, lamicizia s beato a te ca ce cride io vulevo vede si te dicevo: Andre venditi la terra, per prestarmi i soldi, voglio aprire un ristorante Che mi dicevi? Mi dicevi : Atti ma allestero che hai fatto?... Hai capito? lamicizia?... statte bbuono! (esce dalla 1^)

Scena XV

(Andrea, Nicola, Raffaele,Celestino, Vittorio, Assunta, Agata, Liuba)

Andrea Vattenne! (Silenzio assoluto, Nicola e Celestino lo guardano, Raffaele ignaro continua il suo immaginario incontro. Dalle stanze accorrono Agata e Assunta con Vittorio )

Raffaele- Ma quando maie, voi siete di famiglia, qua disturbo. Mio nipote avvocato, sta fingendo di fare una causa. State tranquilli.

Andrea- (Freddo, estremamente calmo) E che guardate? Mha fregato nata vota., m me so mparate pure io, sarr pa prossima vota. Credevo nellamicizia. Tutto qua, me so sbagliato.

Nicola Nun te si sbagliato. Sei salito soltanto di un gradino. Non vi meravigliate, Io aggio sempe parlato, ma pe vuie si uno vo parla adda movere a vocca, eh gi, se no vuie nun capite. E cos? Capite assaie cchi poco e Giorgio. Giorgio m mha capito. overo, s, pecch io cu Giorgio ce parlo ancora e che chiacchierate ce facimmospecialmente a sera, quanno tutto scuro, noi invece abbiamo bisogno della luce per capirci, appena rimanimme ao scuro, nun capimmo cchi niente Ma la luce sta sopra, ai piani alti, pi saliamo pi luce abbiamo.Ti ricordi? A vita comme a nu palazzo. La saggezza, lesperienza, la conoscenza del genere umano sta ai piani alti.

Andrea Hai ragione. Ho dovuto sbatterci col muso dentro. Ma mi servito. Mamm, oggi ce ne usciamo fuori a mangiare. Dobbiamo festeggiare. E ove Celesti?

Assunta- (Si avvicina e lo abbraccia.) Sissignore. Ben tornato a mamm. Me vaco a cagn. Agati iammo.(Si avvia per la 2^) Vitto, va a chiamma a Caterina, ca tua madre pure ha bisogno di salire un gradino.(Vittorio guarda la madre la quale ora convinta annuisce) apparamme stu fidanzamento.

Vittorio Mamm grazie non ti deluderemo.(esce)

Agata- E ghiammo. Si, iammo.., che mi faccio trovare comme a na zenghera da mia nora.(la segue)

Celestino- (abbraccia Andrea)Vieni qua delinquente fatte da nu bacio Pensare che naltro poco mettevi in dubbio pure il bene mio, lamicizia mia. Andre lamicizia un bene vero, continua a crederci. Hai fatto esperienza, hai agito. Ti sei mosso e hai sbagliato. Ma chi che non sbaglia. Solo chi non fa mai niente non sbaglia mai, non muore mai. E comme more , era gi morto quanno campava. Continua a crederci. Te lo dice uno che ha lottato pi di te per trovare gli amici, emb, non li ho trovati? Le persone come Attilio servono per farci riflettere. Anzi meno male che ci sono.(pausa) E mo basta co sti facce e cazze, a chi ne vulite purta. Iammo, iammo.. Mi vado a fare bello. (esce in 1^)

Nicola Andre, per ricordate: ci cadrai ancora, a finestra luntano.(si avvia verso linterno, poi si gira verso il nipote) Andre vide si o truove natu cane comme a Giorgio.

Andrea E difficile

Nicola Ma non impossibile

Liuba- (entrando dalla 2^) Nicola, mette maglia che fa freddino.

Nicola- Si , vieni Liuba. Dammi maglia ca so vecchio.

Liuba- Oh, Nicola tu parla.

Nicola- Si, so salito un altro gradino. Speriamo che non sia lultimo. Hai visto Attilio?

Liuba- No, io non visto. Lui tornato? Cosa ha detto?

Nicola- Niente ..le solite cose.(Indossa la maglia uscendo insieme a Liuba dall 1^)

Andrea- (Rimasto solo osserva zio Raffaele che intanto ha continuato il suo immaginario intrattenimento) Zio Raffae, tu non vieni?

Raffaele- Dove?

Andrea- Fuori.

Raffaele- E pecch, qua non stiamo fuori?

Andrea- Ae, vabbuo. (esce in 1^)

Raffaele-(ormai solo in scena) Non li pensate, quelli tengono la capa fresca. (apre il cruciverba e legge) Eh, eh, sentite questa: 8 orizzontale, il contrario dellinizio, ..facile. Fine.(scrive mentre parte una musica che accompagna la chiusura del sipario)

FINE

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