AMORE,
PRIGIONIA E MORTE DI PROMETEO, PORTATORE DI LUCE.
(tragedia in forma classica)
di
Marco
Badi
A.D. 2000
PERSONAGGI
Prometeo alto ufficiale
Colonnello comandante del campo
Efesto - guardia
Ermes alto ufficiale
Oceano alto ufficiale, amico di Prometeo
Uomini detenuti
NOTE DI PRESENTAZIONE
Sebbene profondamente trasformata, limpronta eschilea fa certamente da stampo
allintero dramma che viene presentato qui di seguito. La stessa figura del
protagonista (che assume anchegli il nome di Prometeo) prende vita dal mito
sul quale il grande tragediografo greco modella la propria opera. In questo
caso per si attua una fondamentale trasfigurazione del personaggio del Titano
avversario di Zeus; tale trasfigurazione consiste, principalmente, nell essere
divenuto, egli stesso, uomo tra gli uomini. Anche lui per, parte (come il
Prometeo del mito che, incarnando una divinit, si trova, inizialmente, in una
situazione di superiorit rispetto allUomo) da un privilegio che finir poi
per abbandonare in nome di una solidariet umana che sembrava essere stata
dimenticata. In questo dramma inoltre presentato il punto di vista, del tutto
nuovo, degli stessi uomini che sono oggetto dellintervento di Prometeo. Se ne
ricaver una risposta diversa e contraddittoria, a seconda del punto di vista
psicologico a cui si far riferimento. Da sottolineare inoltre che la tragica
fine del protagonista e dellintera vicenda dovuta, principalmente, alla
cattiva coscienza di coloro che con lui condividono unalta posizione di
comando (vedi lo Zeus del mito), con la povera complicit di quei detenuti che
considerano la speranza ormai definitivamente morta e sepolta. Un punto
interrogativo personale resta per quanto riguarda l orgoglio disperato
(riscattato nel finale?) di Prometeo. Senza questo, forse, la storia sarebbe
finita in maniera diversa. Nel perdono finale del protagonista ci sono, invece,
tutti i secoli che separano la civilt greca, pagana, da quella occidentale,
cristiana che, comunque, aveva gi trovato in Eschilo, nello spirito di piet
di Prometeo, una formidabile anticipazione. Vorrei, infine, aggiungere alcune
parole sulla scelta del linguaggio usato nel dramma. Lintento principale
stato quello di cercare di mantenere, attualizzandola, la natura poetica
dellopera eschilea, accordando le diverse voci, ciascuna al registro pi
consono alla propria condizione specifica: da quella spiccatamente poetica di
Prometeo o pi colloquiale dei prigionieri, a quella pi tagliente degli
ufficiali del campo.
La speranza di non avere mancato di troppo lobiettivo.
In fondo si tratta soltanto di un esperimento; un viaggio linguistico nel
tempo.
Un passato, che poi presente, visto con gli occhi del futuro.
[] Eccolo, il pugno, da Zeus:
forgia dangoscia. Saccosta. Risplende!
Madre adorata. O Cielo
che ruoti, diffondi chiarore nel cosmo,
contempla il martirio: vola Giustizia.
ESCHILO, Prometeo incatenato
EPISODIO I
Lazione si svolge nei pressi di una buia grotta. Vi lavorano i detenuti di un
campo di lavori forzati. A causa del divieto per i prigionieri di utilizzare
lampade, fiaccole e qualsiasi altra cosa (tantomeno lenergia elettrica che si
pu anche immaginare non esista neppure) possa fare luce artificialmente, la
visibilit, sempre molto scarsa, diventa impossibile non appena inizia a calare
il sole e anche quella poca luce smette di filtrare. Man mano che loscurit
aumenta, il senso di angoscia e di solitudine dei prigionieri diventa sempre
pi palpabile; gli incidenti si susseguono, ancora pi frequenti; la
disperazione ha il sopravvento. In questo clima infernale sopraggiunge
Prometeo. E un alto ufficiale, uno dei consiglieri personali del Colonnello,
il comandante del campo. La sua persona emana un indiscutibile fascino sebbene la
sua presenza, a causa dell uniforme, incuta evidente soggezione negli uomini
detenuti nel campo; porta una folta barba che addolcisce il suo volto. E
inoltre famoso per la sua capacit di prevedere gli eventi; il suo intuito
considerato alla stregua della chiaroveggenza. Per questo anche sospettato di
strane pratiche spiritiche e negromantiche. Appare sulla scena in preda ad un
sottile ma profondo turbamento. Con lui si trova Ermes, un altro alto
ufficiale, da cui traspare, invece, una tagliente e immediata antipatia unita
ad un senso di fastidio, quasi epidermico. Ha occhi piccoli e cerchiati, una
bocca rossa, umida e carnosa e porta dei sottili baffi che rendono il suo viso
simile ad una maschera. Entrambi, sebbene ben protetti, soffrono palesemente il
freddo.
Prometeo (guardando prima verso linterno della grotta e poi in alto, verso
il cielo dove una notte senza luna sta ormai avanzando; molto meditativo)
Guarda, Ermes, come tutto, da sempre, si ripete, ogni volta perfettamente
uguale a se stesso. Ineluttabile, per loro ancor pi che per noi. (breve pausa)
Come sempre, il disco di fiamma che ogni giorno vediamo splendere in quelle
abissali altezze passato veloce sopra la terra e, come sempre, anche oggi si
calato nel suo invisibile sepolcro. E ora, come sempre, ecco tutto quello che
ci restale spoglie del suo passaggioqueste fitte tenebrela sconfinata ombra
di quel corpo luminosoin attesa della sua resurrezione(breve pausa, rivolto
ad E., come tornando alla realt) da quanto tempo dura il divieto per i
prigionieri di farsi luce artificialmente?
Ermes (freddo) Da molti mesi. Anni, forse. (pausa, poi ironico) Sai, comincio
a pensare che, sotto sotto, la tua vera vocazione non sia, in realt, la
disciplina militare mala poesia(breve pausa)
P. (assorto) Poesia? (pausa) No, non credonon credo proprio(pausa) io non
sto cercando di fare della poesiaquello che cerco piuttosto(pausa)
E. Ebbene?
P. La profondit.
E. Profondit? Che vuoi dire?
P. Che cerco di spingere la mia vista quanto pi a fondo mi possibile
dentro la vita. E ci che vedo ha bisogno di un linguaggio adatto per poter
essere descritto. Quella che tu chiami poesia. (pausa)
E. A volte ho la precisa convinzione che tu ti stia prendendo gioco di medi
tutti noi
P. (senza ascoltarlo) Io uso lintuizione ben pi della ragione
E. (con sarcasmo) Intuizione
P. (continuando) Io uso il cuore
E. (idem) Certo il cuorecome una dolce fanciulla
P. (idem) Per sondare le forme dellesistenza. (breve pausa)
E. (idem) E cosa vedresti, laggi, in profondit?
P. Ci che la ragione, talvolta, non vede.
E. (idem) Dunque, ci che non esiste
P. Anzi. Forse solo ci che esiste veramente.
E. Vaneggi. (pausa) Dicono che tu sia un veggente. Io direiun visionario.
Attento, qualcuno potrebbe scambiarla per una pericolosa dissennatezza questa
tua stravagante filosofia
P. (con forza) Non temo il giudizio di nessuno.
E. (ironico) Me ne compiaccio. (fra s) Anche le donne sanno essere forti,
talvolta. (a P.) Ed ora cosa vedi, in questa impenetrabile oscurit?
P. Dolore. E una vita meschina.
E. Se la sono cercata.
P. Tu credi? (pausa, assorto) La motivazione? Io non la ricordo pi
E. Di cosa?
P. Del divieto
E. Disciplina, direi. Ma che importanza ha? (lungo silenzio) Che hai?
P. (guardando i prigionieri) Improvvisamente mi sento cosstanco
E. Stanco? Di cosa? Di questa vita da soldato? (ironico) Forse troppo dura
per te?
P. Vita da soldato? No, non quellanon solo
E. Quale, allora?
P. (pausa, poi con forza) Ma non vedi? Guardali! Guardali, ti dico.
E. B?
P. E una vita che non riescono nemmeno a vederenon c luce. E la ragione
qual ? (breve pausa) B, non c. O meglio, non si vede. Perch nascosta
dentro di noi. Siamo noi, la ragione
E. (sarcastico) La luce c, quando il sole alto
P. (quasi con durezza) Quei pochi raggi che filtrano. La grotta buia; ci
sono solo otto ore di luce qui. E sedici di buio.
E. Ti ripeto. La scelta stata loro. Sapevano quello a cui andavano
incontro.
P. (senza ascoltarlo) Non hanno una lampada, n una candela o anche solo una
scintilla che possa rompere, per un attimo, loscurit che li circonda.
E. Lo sai meglio di me. E vietato dal regolamento. Nessuna luce, niente
fuoco. Che acchiappino le lucciole! (pausa)
P. Non ci sono. Il freddo ormai le ha divoratequesto freddo che brucia come
fuoco
E. Gi, il freddo(breve pausa) b, ora di tornare(silenzio, poi come per
scuoterlo) dobbiamo rientrare.
P. (assorto) Rientrare? S, certo (pausa)
E. E ora che hai? (breve pausa)
P. - Non ti sembrano diversi?
E. Chi?
P. Questi uomini
E. I prigionieri?
P. Questi uomini.
E. Diversi? Diversi da cosa?
P. Mi sembra di vederli per la prima volta
E. (sarcastico) Di nuovo con la tua poesiaanzi, la tua profondit
P. Per la prima volta ne comprendo il dolore
E. La necessaria espiazione(breve pausa)
P. Siamo governati dallindifferenza
E. Cosa vuoi dire?
P. Abbiamo cinto la nostra compassione di mura ciclopicheabbiamo smarrito la
nostra umanite non siamo altro che uomini soli
E. Attento Prometeo. Quelle che sento sono parole pericolose
P. S, pericolosema inevitabili, oramai. Alleviare la sofferenza lultimo
comandamento. Altro non ci resta.
E. (insinuante) Il Colonnello potrebbe non gradirle
P. E un uomo anche lui
E. La tua filosofia ci minaccia
P. Pu essere una minaccia chi vuole portare un po di sollievo?
E. (sprezzante) Sollievo
P. Qualche istante che sia di pace
E. Questa feccia non conosce la pacenon pu conoscerlalanima di questi
dannati, se un anima ancora ce lhanno, troppo sporca per poter afferrare un
sentimento cos puro come la pace. (breve pausa)
P. E vero. Lanima di questi uomini avvolta da un velo di tenebra(breve
pausa) per questo ha bisogno di lucedella nostra luce (pausa)
E. Forse non poi cos difficile essere dei (con disprezzo) veggenti. Io
stesso infatti, in questo momento, sto vedendo la tua fine. (pausa) Addio
Prometeo. (esce)
P. (fra s) Dici che se la sono cercata? E possibile, certo. Se la sono
voluta, come no. Molti hanno compiuto atti innominabili, altri sono stati
traditori, assassini, violentatori, ladri. E vero. Tutto vero. Gipagare il
prezzo delle proprie azioni giustodelle proprie colpe(pausa) eppure dove
sta la colpa di chi non ha luce, di chi forse non lha mai avuta? E se le mie
stesse azioni fossero sempre state illuminate da una luce ben pi grande della
loro e nonostante questo avessi mancato ugualmente in cose, per i pi,
apparentemente insignificanti, ma con piena visione di quello che stavo
facendo, in piena luce e, per di pi, se questi miei atti invisibili avessero
portato a conseguenze imprevedibili e, forse, altrettanto gravi, sebbene
nascoste dallombra dellapparenza? (pausa) Questi uomini di luce non ne hanno
pi, non ne avranno pi. Noi labbiamo annegata nella nostra impietosa
indifferenza. Noi che luce ne avevamo e che ancora labbiamo, noi che non
siamo, in fondo, migliori. Dov allora il mio castigo? Dov la pena che dovr
scontare per aver ignorato la mia luce e ottenebrato la loro? Dove la tenebra
che, dora in poi, avvolger per sempre i miei sguardi? O il dolore che
giacer, eterno, nelloblio di snon c. Non c. (pausa) E io, o dei, a voi
ora chiedo chi abbia posto me a guardia delle loro colpechi mi abbia istituito
signore delle loro azionichi giudice e aguzzino delle loro vite(breve pausa)
Da dove viene, dunque, questa autorit che opprime? (pausa) E inevitabile, lo
so, che vi sia un autorit, in questo mondo. Dobbiamo pur difenderci da noi
stessi. Guardarci da questi nostri gesti che ammorbano laria, che ricadono
sugli innocenti, che danno forza al male. Ma io? Io posso ancora essere quello
che, fino ad ora, sono stato? Ora che una lama affilatissima ha squarciato il
velo invisibile eppure impenetrabile della coscienza. Adesso che so che i miei
gesti duomo giusto possono essere peggiori di quelli di questi reietti, che la
mia luce troppo grande e mi paralizza, che non posso tenerla, gelosamente e
avidamente, solo per me. Che rischio di essere arso vivo da questa, come il
sole da se stesso. (pausa) E, anche se mi stessi ingannando, se questo mio
pensiero fosse soltanto un vento che spazza la mente e lasciasse, dietro di s,
un silenzio pi pesante delloceano o fosse soltanto il respiro del nulla o il
bagliore sulla retina di una luce ormai spenta, io rivendico un diritto su
tutti. Il diritto di avere piet. Di ogni uomo(dalla grotta esce un altissimo
urlo di dolore. Buio)
PARODO I
La scena mostra dei detenuti dentro una baracca. Un raggio di luna illumina
fiocamente linterno. La maggior parte di questi sdraiata o seduta su delle
scomode brande che hanno visto passare migliaia di uomini; due sono seduti a
terra, nel punto in cui la luce della luna cade sul terreno nudo. Stanno
giocando con dei rudimentali dadi fatti da loro stessi.
I Uomo Sette! Il re qui dentro sono io.
II Uomo Il re dei dadi! (ridono)
III Uomo Statevene zitti, maledizione!
IV Uomo Basta! Almeno fateci riposare un po.
I U. Pi riposi pi tardi muori.
II U. E pi lavori in quella dannata caverna. (ridono)
III U. Ho bisogno di forze io. Voglio andarmene da questo inferno.
IV U. Dovreste dormire un po anche voi. Il sonno lunico piacere che ci
rimane.
I U. I dadi sono molto meglio.
II U. (ridendo) E che piacere ci sarebbe nel sonno?
IV U. I sogni.
II U. Bah, i sogni! Illusioni che non fanno che stritolarti ancora di pi il
cuore
I U. Nutrono la disperazione
III U. A me i sogni non interessano. Voglio solo andarmene il prima
possibile.
I U. Nessuno mai fuggito da questo posto.
II U. Se non con la morte.
IV U. O con i sogni. (pausa)
I U. Sai che sei proprio un romanticone?! (I e II ridono sguaiatamente)
III U. Silenzio! Volete che le guardie ci sentano?!
II U. S, facciamo silenzio, o rovineremo il sonno alla bella signorina!
(ridono di nuovo ma pi piano)
IV U. Brutti figli duna cagna in caloreora vi faccio vedere io chi la
signorina (fa per slanciarsi addosso ai due ma viene trattenuto) provate a
ripeterlo e il prossimo sar per voi un sonno lunghissimo. E senza sogni.
I U. Mamma che paura!
II U. Sono tutto un brivido!
III U. (improvvisamente) Ma che diavolo state cercando di fare?! Di
ammazzarvi tra di voi? Non vi bastano quei bastardi l fuori? (pausa) Se non
restiamo uniti non abbiamo una sola possibilit di farcela! Lo capite
questo?!Lo capite? (silenzio)
IV U. Tu credi ancora di potercela fare? (breve pausa) Forse non sono lunico
a voler sognare
I U. Gi, io dico godiamocela per quello che possiamo. E rassegniamoci.
III U. Godercela?! Dio! Rassegnarci? A cosa? Al nulla?! (pausa) Voi avete
perso la memoria, il ricordo della vostra esistenza, delle persone care, dei
vostri sentimenti, delle passioni, di voi stessi. Ecco cos. Voi siete gi
morti. (breve pausa)
II U. E vero. Siamo come i morti. Ma chiss se ai morti concesso, come a
noi, di poter giocare ai dadi, una volta ogni tanto. (silenzio poi, piano
piano, I e II iniziano a ridere in modo sempre pi convulso cercando per di
trattenere i suoni per non farsi sentire fuori, dalle guardie)
III U. fanculo! Quando me ne andr non verr certo a salutarvi.
I U. Cos eviteremo di piangere. (ride)
II U. Niente fazzolettini bianchi. Tranne la bella signorina, ovviamente!
(ride)
IV U. Brutto bastardo! (si slancia verso di lui, si accapigliano poi vengono
separati a fatica, quindi improvvisamente)
III U. (disperato) Non uscirete mai da qui!Non usciremo mai. Mai.
I U. Forse nessuno ne ha pi voglia.
III U. (rabbioso) Il puzzo della decomposizione si sente lontano,
lontanissimo
II U. (prendendolo per il collo) Ascoltami bene! Il fuori non esiste pi
per noi. Non mai esistito, ormai. La vita tutta racchiusa in queste quattro
merdose mura. E il nostro lavoro consiste nello scavare quella inutile grotta
dove non riusciamo neppure a vederci le mani che tengono quella maledetta
mazza! Questo il nostro mondo e non vogliamo che nessuno venga a metterci in
testa strani pensieri per disseppellire ci che gi stato sepolto! Mi sono
spiegato? (silenzio, poi pi forte) Mi sono spiegato?!
III U. (divincolandosi) Puah!
II U. Stai in guardia amico. (silenzio teso)
I U. Avanti torniamo ai dadi.
II U. Gi.
IV U. Basta che mi lasciate dormire in pace.
II U. Sogna bello, sogna, che ci pensiamo noi a vegliare su di te. (ridono)
IV U. Fottetevi. (ridono ancora)
I U. Forza belli! Fateci vedere chi il re qui dentro. (lancia i dadi)
II U. S, tesorucci miei. Vediamo chi il vero re.
I U. Uhuu! Sette! Ancora sette. Sono io! Io sono il re!
II U. Il re dei dadi! (ridono, buio mentre continua a sentirsi la risata)
EPISODIO II
Notte. La baracca di prima, gli stessi uomini. Prometeo si sta introducendo
furtivamente dentro la costruzione. Non in uniforme ma vestito
semplicemente ed senza barba. Seduti a terra, I U. e II U., stanno giocando a
dadi.
P. (piano, fra s) Sono dentro. Anche io nella loro stessa tenebra. Bisogna
avanzare, adesso. (pausa, avanza) Quali volti vedr? E gli occhi? Avranno
ancora occhi o saranno caduti, come foglie secche, in questa fredda polvere?
Presto tutto sar svelato
I U. (a II, sussurrando, allarmato per i rumori) Guardie!
II U. Non sono mai state cos gentili, nei loro modichi l?! (silenzio)
C qualcuno? (pausa, poi si sente una flebile voce, quindi) Chi ?
P. Un amico.
II U. Non puoi stare qui! Vattene! Se le guardie si accorgono di qualcosa, la
prossima volta che ci vedremo sar mentre penzoleremo da una corda!
P. Vengo per aiutarvi
I U. Sei impazzito? Non vogliamo nessun aiuto. Vattene ti dico!
P. Ascoltatemi, vi prego.
II U. Che accidenti vuoi?
P. Porto qualcosa.
I U. Qualcosa?
II U. Che cosa porti?
P. Sollievo.
III U. (svegliandosi) Che succede?
I U. Sollievo? E un pazzo.
II U. (a III) Zitto! Abbiamo visite
III U. Visite? Che diavolo dici! Faresti meglio a dormire un po di pi
IV U. (svegliandosi anche lui) Ecco bravi, fatemi dormire
P. La luce del fuoco.
I U. E pazzo. Vattene!
II U. (a I) Aspetta(a P) chi sei? Di che stai parlando?
III U. Quale fuoco?
IV U. Che succede?
P. Lasciatemi avvicinare. (pausa)
II U. Vieni. (P. si avvicina)
P. Ho con me una lampada ad olio per voi
I U. Che dici? Non possiamo tenerla proibito, non lo sai?
III U. E questo chi ?
IV U. Da dove esce?
II U. E poi anche volendo non sapremmo come accenderla
P. Con questi(accende un fiammifero)
II U. Sei pazzo?! Ci uccideranno!
I U. Spengilo! (lo spenge, pausa)
III U. Non ti ho gi visto? Di quale baracca sei?
IV U. Anche a me sembra di conoscerti
P. Chi sono non ha importanza. Quello che faccio conta, soltanto.
IV U. Parli in maniera strana
I U. Sei venuto per fregarci, non vero? E un trucco per farci ammazzare
P. Se volessi uccidervi non avrei bisogno di trucchi. (pausa)
II U. Chi sei veramente, tu?
P. Un amico, credo.
I U. Nessuno qui ha amici.
P. Giusto. Un uomo, allora.
III U. (sarcastico) Un uomoce ne sono ancora, dunque.
P. E quello che spero. (breve pausa)
IV U. Perch sei venuto? Cosa cerchi? (breve pausa)
P. La mia anima, forse
I U. Non mi fido di lui strano
II U. Nessuno fa niente per niente. (pausa) Perch fai questo? Cosa vuoi da
noi? (breve pausa)
P. Non lo so. Cerco solo di capire se sono ancora vivo.
III U. (duro) A questo posso risponderti io. Tu non sei n vivo n morto. Hai
semplicemente smesso di essere. Come tutti noi. (breve pausa)
P. Gi. Per questo sono qui. (silenzio)
II U. Riprenditi la tua lampada e vattene. Non abbiamo bisogno di guai.
(silenzio)
P. (incredulo) Preferite le tenebre(lunga pausa) A nessuno si pu imporre di
accettare un dono, vero?Gi, cosnon si pu(breve pausa) come volete,
allorame ne andr(fa per andarsene)
IV U. Aspetta. Fammi vedere la lampada. (gliela porge) E bella
III U. Potrebbe esserci utile
I U. Secondo me tutto un trucco
II U. (a P., minaccioso) Riprendila ed esci di qui. (P. fa per andarsene)
III U. Un momento. Voglio tenerla.
II U. (idem) Credo che non sia proprio il caso.
IV U. Avremmo finalmente un po di luce
I U. La cosa puzza
P. Vorrei che la teneste
II U. No.
III U. (sfidandolo) Io dico di s
IV U. Anche secondo me, dovremmo tenerla
II U. (duro) Ho detto di no. Sarebbe troppo pericoloso
III U. (idem) Io non ho paura(breve pausa)
II U. - Io s. (pausa)
III U. (deciso) La tengo io. (la tensione tra gli uomini sale quasi fino allo
scontro fisico)
II U. Non mi hai sentito?
III U. Benissimo.
II U. Lasciala.
III U. No. La tengo io.
II U. E un suicidio! Ma non capite?
III U. Te lo ripetonon ho paura, io(breve pausa)
II U. Sei solo un povero pazzo!
III U. Forse(pausa, la tensione molto alta, poi)
II U. (rilasciando la tensione) Ah! Fai come ti pare. La vita tua. Solo fai
in modo che io non debba pi vederla. Ci siamo capiti?
III U. Vedrai soltanto la sua luce.
II U. Nemmeno quella. (silenzio, poi a P.) Adesso vattene.
P. Ancora un momento(breve pausa) i fiammiferi(cerca di porgerli a III,
poi, improvvisamente, con il gesto ancora sospeso)
Voci dal buio Fermatevi!Fermi dove siete!Non muovetevi!Alzate le
mani!Restate dove siete!(una luce fortissima, abbagliante, invade la scena)
I U. Lo sapevo! Lo sapevoera una trappola. Una trappola! (a P.) Che tu sia
maledetto! (sipario)
EPISODIO III
Prigione del campo. Prometeo sta guardando fuori da una piccola feritoia sul
muro da cui filtra qualche rado raggio di sole. Lambiente comunque molto
buio. Sopraggiunge Oceano, alto ufficiale, amico di Prometeo. E un uomo molto
schietto e passionale, non particolarmente acuto ma franco e diretto. Porta i
capelli pi lunghi degli altri e un po in disordine; i suoi gesti sono ampi e
frequenti. Giunge affannato, con una lampada in mano.
Oceano Prometeo! Amico! Mi hanno raccontatonon volevonon potevo
credercieppure eratutto vero io stesso lo vedo, ormai
P. (in uno stato vicino allesaltazione) Oceano! Amico carissimosono qui,
fratello(quasi fra s) cercavo il sole
O. Qui dentro?
P. I suoi capelli mi sfiorano
O. Stai bene?
P. C silenzio
O. Fin troppo
P. - e pace
O. Pace? (pausa)
P. Prego molto. Ho ricordato chi sono.
O. (fra s) Temo per la tua mente, amico mio(a P.) Bene. Ne sonofelice.
P. Anche io vorrei esserloma ho un tarlo, qui
O. - (fra s) come non vederlo
P. - nel mio cuore.(pausa, poi di slancio) Gli altri uomini, dove sono?
O. Quali? Mi hanno detto che eri solo, questa notte
P. Solotra amici
O. (fra s) La sua mente non regge
P. Dunque? Quale sorte hanno avuto? (pausa)
O. Ci sono stati dei morti, tra gli uomini della baraccaaltri sono ancora
sotto interrogatorio
P. Il tarlo si fa strada
O. (fra s) Vaneggia(pausa) Prometeo
P. Compagno
O. Ricordi quello che successo? Stanotte?
P. Certo, mio caro Oceanoho portato il dono per una nuova nascita, come si
conviene ai doveri di buon vicinato
O. Un dono proibito
P. Non da Dio(pausa)
O. Se posso aiutartitu lo saiqualsiasi cosanon hai che da
dirmelo(silenzio) Prometeose hai bisogno
P. (interrompendolo) Aiutarmicertote ne sono gratoma non sar necessario
O. Dio lo voglia
P. Di questo non dubitare(pausa)
O. Adesso meglio che vada(breve pausa)
P. S(pausa) No, un momento
O. (premuroso) Che c? (breve pausa)
P. Siamo amici da molto, non vero?
O. Da molto. Moltissimo.
P. Tu credi nellamicizia?
O. Certo. Lo sai.
P. Daresti la vita?
O. Come?
P. Per gli amici
O. Non esitereiper te
P. Per gli amici
O. Credocredo di s
P. Gi(silenzio) ogni uomo dovrebbe sempre avere degli amici per cui dare la
vita(breve pausa) io, adesso, ho questi raggi che vengono a farmi visitaogni
giornofedelialla stessa oraogni singolo giornonon amicizia questa,
Oceano?
O. (fra s) La sua mente(a P.) Certo, amico mio
P. E ne ho altri l fuoricon i nomi pi vari e meravigliosidi fioridi
paesidi coloridi ferite(pausa, sofferente) questo tarlo fastidioso
O. Il tarlo?
P. (idem) Nel mio cuoredivora la carnela gioia(pausa, poi leggero) e poi
ogni uomo, durante la sua vita, non dovrebbe mai smettere di giocare con gli
altrifingere odiorancoreconflittopauramortee alla fine del gioco tornare
ad abbracciarsi, luno con laltrocome i bambiniricordando di non aver mai
smesso di amarsi
O. (commosso e preoccupato) E verocome un bambino(pausa)
P. La risposta tornare bambini
O. La rispostaa cosa?
P. All indifferenza
O. Non capisco
P. I bambini non sono mai indifferentihanno il fuoco dentroe lo mostrano
sempresanno donarlo
O. (fra s) Parli stranoho paura per te, amico mio
P. Cosa dici Oceano?
O. Meditavo le tue parole
P. Mi fai onoreascolta questo allorail silenzio della luce ha un cuore
dolceil silenzio dellombra un cuore amarola luce riscaldala tenebra gelala
luce correil buio immobilela luce ha un solo nomela sua assenza,
mille(pausa) vorresti abitare nelle tenebre?Il chiaro bagliore del nostro
astro che sorge non inonda la tua anima di quiete profondissima? E il chiaro,
prezioso lucore della luna non riscalda forse le tue notti?(pausa) Non ami,
Oceano, questi sottili raggi come la tua stessa vita?(silenzio)
O. Le tue parole sono difficilieppureil loro suono dolce(silenzio)
P. Io amo la luce! Ricordalo, mio buon amicoricordalo, ti prego
O. CertoPrometeo(fra s) che strana follia questa? Cos tenera
P. Giuramelo, Oceanogiuralo! Ti supplico
O. Te lo giuro su quello che ho di pi caro(pausa)
P. Cos sia. (pausa) Vai pure, oranon posso pi trattenerti
O. (indugia, poi quasi di slancio) Parler con il Colonnellovedrai, presto
sarai fuori
P. No! Non farlo!Non farlo, se tieni a me
O. Magli parlermi ascolter, ne sono certo
P. Ti ho detto di non farlo! Per niente al mondolamico del nemico , fra
gli uomini, il pi temuto(pausa, poi con forza) dimmi che non parlerai con
nessuno, Oceanodimmelo! Con nessuno, intesi? Intesi? (pausa)
O. Questa promessa, tu Prometeo, me la strappi con la forza(breve pausa)
ebbene, far come vuoi
P. (pi calmo) Bene. (silenzio, poi con dolcezza) E il momento che tu vada,
adesso(breve pausa)
O. (quasi sospirando) Vado. Per tornare prima. (lo abbraccia, si allontana)
P. (prima rivolto verso luscita poi verso la feritoia) Io
aspetteraspetter i miei sottilissimi amicii miei dorati
amicidomanidopodomanie poi ancora, un giorno dopo laltroaspetterquesti
amici silenziosiquesti carissimi, inafferrabili amici(buio)
PARODO II
Stanza del Colonnello, comandante del campo. Lambiente austero e militaresco,
un ritratto (dittatore, generale, parente?) dietro la scrivania. Una finestra,
da un lato, dallaltro, una porta. Il Colonnello un uomo che cerca di
apparire impassibile ma che, a tratti, lascia trapelare una forte inquietudine;
non porta n barba n baffi; il portamento ostentatamente e artificialmente
fiero, il mento rialzato. Parla con brevi frasi taglienti, guardando sempre
fisso davanti a s; pochissimi i gesti, secchi, con i quali accompagna le
parole. Entra Ermes bussando ed aprendo la porta praticamente nello stesso
tempo. Rimane sulla soglia.
Colonnello Ermes. Bene, entra.
E. Mi ha fatto chiamare, signore?
C. S. Dunque avevi ragione.
E. Me ne compiaccio, signore.
C. Rilassati. Qui siamo al sicuro. Nessuno ci ascolta.
E. (a suo agio) Meglio essere prudenti.
C. Allora, Prometeo rinchiuso?
E. Come pi non si potrebbe.
C. Ottimo. Quello che ha fatto molto grave
E. Gi. Assolutamente grave.
C. I tuoi sospetti erano pi che fondati.
E. Non avevo dubbi.
C. Il suo comportamento iniziava ad essere pericoloso
E. Come ti dicevoera giusto prendere delle precauzioni
C. Le prenderemoha infranto il regolamento
E. Ha tradito
C. Gisar facile farlo condannare
E. Ne sono convinto. Se poi aggiungiamo le strane voci che corrono su di lui
C. Ovvero?
E. La sua capacit di chiaroveggenzale sue pratiche spiritichela
negromanzia(breve pausa)
C. Bene, benetutte cose che potrebbero tornare a nostro favore
E. E quello che spero. (pausa)
C. Negromanzia
E. Dicono che parli con gli spiriti dei mortiche ne evochi le vociche sia
in contatto con le anime dei dannati
C. Interessantetu che ne pensi?
E. Fandonie, ovviamente. Utili per
C. Eppure pi di una volta io stesso ho avuto prova del suo incredibile
intuitodella sua stupefacente capacit di prevedere gli eventi
E. Trucchifortunate casualit che egli ha saputo sfruttare a suo vantaggio
per crearsi una fama di profetaper ammantarsi dun aurea di sacra soggezione
C. Forsema c qualcosa di indefinitodi inquietante, nella sua
personalit(lunga pausa, poi quasi privo delle rigide pose da soldato, come
se, per poco, la sua vera personalit, fortemente inquieta, si fosse
improvvisamente fatta strada attraverso la divisa) una notte, poco tempo fa, tu
sai che io soffro dinsonnia e spesso, per far passare pi velocemente le
lunghe ore notturne, amo fare delle passeggiate nel campo e talvolta finisco
con lavventurarmi anche fuori di essobene, una di queste notti lo intravidi,
casualmente, nella vegetazione, mentre, da solo, pareva recitare una strana
litania, come un misterioso rito rivolto agli dei della notte. Le sue parole
avevano il tono accorato di una preghiera, i suoi gesti sembravano rivolti alla
luna e nei suoi occhi mi parve di scorgere delle lacrime. Credetti che la sua
mente avesse ceduto di schianto, come un ramo che si spezza improvvisamente, a
causa delleccessivo peso della neve intrappolata nelle sue foglie. (pausa)
Sono rimasto immobile, ad osservare la scena, per non so quanto tempo. Poi,
inaspettatamente, come se egli avesse riacquistato di colpo la ragione, si
ricomposto e ha fatto ritorno al campo. Io lho seguito dopo breve.
E. Una mente malata
C. Potrebbe esseresennonch quello che ho sentito o che mi parso di sentire,
poco prima che Prometeo rientrasse in s, mi ha lasciato a lungo
scosso(silenzio, cerca di ricordare) una specie di lungo suono sordo,
profondissimosimile ad un tuono, ad un terremotocome una voce che avesse il
proprio corpo in un abisso
E. Suggestioni
C. (dubbioso) Gi proprio quello che mi sono detto, subito dopo(pausa)
E. Ti ha visto?
C. (rientrando nella sua maschera di militare) No. Sono sicuro di no.
E. Bene, comunque ce ne sbarazzeremo presto
C. Ormai una mina vagante
E. Per fortuna lo abbiamo sempre tenuto fuori dai nostri affari. Non mi sono
mai fidato di lui.
C. Gi. Se avesse saputo qualcosa dei nostri esperimenti, ora potremmo avere
dei grossi guaiultimamente era diventato un po troppo curioso
E. E solo un traditore. Amico di criminali. Non merita che di morire. Deve
morire. (con disprezzo) E poi quella sua poesiauna morbosa effeminatezza
C. (esitando, perplesso) Sdeve morire. Non possiamo pi tornare indietro.
E. Si rovinato con le proprie mani. E un occasione che non possiamo
perdere.
C. E noi non la perderemo. Il tribunale far quello che voglio io. Nessuno
pu salvarlo, ormai.
E. Bene. Dobbiamo riprendere gli esperimenti sui prigionieri quanto
prima.
C. Lo so. In laboratorio stanno gi sintetizzando altri nuovi tipi di droghe.
Non ci resta che verificarne, al pi presto, gli effetti e la tollerabilit. Il
mercato comincia ad essere fermo da troppo tempo.
E. Ho avvertito una certa agitazione, nella (allusivo) Casa, gi in citt
C. Me lhanno riferito(breve pausa) bene, non ci vorr moltoconto di
convocare la corte militare entro domani
E. Ottimo. Adesso meglio che vada. Non dobbiamo dare troppo nellocchio.
C. Giusto. (rumori fuori scena)
E. (scattando sullattenti) Ai suoi ordini comandante.
C. Pu andare.
E. Colonnello!
C. (salutando, da seduto) La far chiamare. Arrivederci. (E. esce sbattendo i
tacchi. Buio)
EPISODIO IV
Nel luogo in cui detenuto Prometeo. Con lui c un uomo (il II Uomo del Parodo
e dell Episodio II), nascosto nellombra, di cui si intravedono solo i
contorni del volto e i piedi; seduto a terra con le spalle appoggiate al
muro, dalla parte della feritoia. Prometeo di fronte a lui, anch egli a
terra, il viso illuminato dai pochi raggi di sole che filtrano dalla minuscola
finestra.
P. (premuroso) Vieni qui, amicola luce, l dove sei, non arrivanon riesco
neppure a vederti bene
U. (infastidito) E qui che voglio stare
P. Non ti piace la luce?
U. La mia vita nel buio
P. Se vuoi puoi uscirnealmeno per un attimo
U. Gima io non voglio. E smettila, non ho pi voglia di sentir uscire altre
parole dalla tua bocca. (pausa) Proprio tu che parli di uscire dall oscurit,
di entrare nella luce, di una vita che non esiste, tu, la vita, ce lhai tolta
P. Sono qui con te
U. E un fatto che non mi riguarda(pausa)
P. Mi odi per aver cercato di aiutarvi?
U. Aiutarci? Ti sembra daverlo fatto? E cos che vuoi aiutare la gente?
Bene, allora ti do un consiglio: non aiutare pi nessuno, soprattutto chi non
ha mai chiesto il tuo aiuto. (breve pausa) Daltra parte ho limpressione che
presto ci penseranno i tuoi amici l fuori, a farti passare la vogliaper
sempre (ride)
P. - (quasi a se stesso) Dovr chiedere perdono per quello che ho fatto?
U. E un po tardi, ormai.
P. Chiss(breve pausa)
U. Devi proprio essere pazzo
P. Forse davvero cos
U. Un pazzo pericoloso(pausa)
P. Gli altridove sono?
U. Gli altri(breve pausa) vuoi saperlo? B, non difficilenel buio eterno,
direi. Il tuo fuoco li ha resi ciechi, per sempre(breve pausa)
P. (sgomento) Sono morti?
U. (sarcastico) Ti stupisce? Forse pensavi che ci avrebbero fatto le loro
scuse e che, dopo, magari, ci avrebbero anche lasciati andare? Dio! (ride) Noi
stessi, io e te, siamo ormai un mistero che si oppone alle leggi della
naturacadaveri che parlano(ride)
P. (idem, quasi fra s) A questo hanno portato le mie azioni?Dunque, dietro
il velo di tenebra che la luce ha squarciato c solo altra tenebra
U. Non ci si pu opporre a chi tiene la tua vita nelle sue mani
P. (idem) E cos?
U. Dormi, povero pazzo(riferendosi al IV U.) forse aveva ragione lui,
lunico piacere che ci resta il sonno e qualche sogno, ogni tanto(pausa)
P. Come sono morti?
U. Di morte innaturale
P. Soffrendo?
U. Lessenza stessa del dolore(pausa)
P. Maledicendomi?
U. Alcuni
P. E gli altri?
U. (restio) Menti rese folli dalla tortura
P. Le loro paroleti prego. (pausa)
U. Sussurravano
P. Cosa?
U. Il tuo nome
P. Con offese? (pausa)
U. Benedicendolo
P. Dio, ti ringrazio
U. Una preghiera fuori luogodi un orgoglio nefasto
P. Forse non tutto stato vano
U. Lo stato
P. Ho creato una speranza
U. Un illusione, lultima
P. Eppure tu sei vivo
U. Perch io sono peggiore di te
P. (confuso, con un presentimento) Non capisco
U. Credi forse che siano stati clementi o misericordiosi con me? Che abbiano
avuto piet di me?
P. Io non
U. Mi hanno risparmiato, per il momento, soltanto perch ho parlato
P. Parlato? Manon ci sono segretila realt dei fatti chiara
U. (con fastidio) Realt(breve pausa) le parole, a volte, riescono a creare
una realt nuova, diversa, altrettanto vera e concreta di quella che pensiamo
di conoscereanzi, talvolta molto pi veraper chi vuole crederci
P. Cosa vuoi dire?
U. Una confessione che menzognaeppure, adesso, verit
P. Confessione? (breve pausa)
U. Ho raccontato loro ci che volevano(breve pausa) il tuo tradimento,
Prometeo. (pausa)
P. (incredulo) Il miotradimento?
U. I nostri accordi
P. (idem) Non abbiamo mai avuto degli accordi
U. (esplodendo) Ma non capisci?! Ho mentito! Ti ho venduto, per salvarmi!
(piange, silenzio)
P. (attonito) Cosa gli hai detto?
U. Quello che volevano che dicessi. (pausa) Ti odiavo, Prometeoti odiavo
prima che tu venissi da noi, come un ladro di notteti odiavo come un
prigioniero pu odiare il suo carceriere e ti odiavo dopodopo la scorsa
notteperch avevi inghiottito la poca vita che ancora ci restava
P. Capisco
U. Non credo(pausa) quando mi hanno detto chi eri stato allora che il mio
odio per te ha avuto la meglio sulla mia coscienza(pausa, poi accorato) con
quale diritto, io ti chiedo, hai potuto colpire cos duramente e per due
voltedue volte!prima come aguzzino e poi come maldestro complice, la vita di
esseri umanicome ero iocome eravamo noidi uominicome te
P. Le tue parole sono chiodi dentro la mia anima
U. (stanco) Non ha importanza, ormainiente ha pi importanza(pausa)
P. (preso da una grande irrequietezza) Noio presto uscir di quichieder
perdono per le mie azionie tu verrai con mela mia condotta sempre stato
irreprensibiledovranno tenerne conto, vedraichiarir tuttoe anche tuanche
tu, potrai di nuovo vivere
U. Vivere?Ancora pochi istanti
P. No, una vita interauna nuova vita
U. Quella poca che ancora non fuggita vialontano da melontano, nei miei
ricordi
P. (confuso, presentendo qualcosa) Ma noche stai dicendovedrai, verrai con
meavvicinati, amicolascia che ti abbracci
U. (si vede un rivolo di sangue che scorre oltre i piedi dell uomo) Prima
dovrai raccogliere il mio sangue e ricacciarlo, a forza, nelle veneo il tuo
abbraccio cadr, inutile, sopra questa pallida carne silenziosa(muore,
suicidatosi tagliandosi le vene dei polsi)
P. (abbracciandone il corpo senza vita) No! Noo!nonon era ancora
finita!non ancorace lavremmo fatta(toccandosi il petto) Oh, la mia anima!
La mia inutile animaDio!riprenditela! Riprendila, ti pregoti prego. Ecco, te
la rendo. Che posso farmene, io, ormai?E unanima senza luce, senza vita
(piange) Com vuota questa oscurit! Quanto silenzio in questo petto cavo!
(breve pausa) La morte, ora, lunica meta da raggiungereoblio di snotte
tra tutte le notti(buio)
EPISODIO V
Prigione del campo. Prometeo rannicchiato, praticamente nudo, in un angolo
della cella, immerso nelloscurit che sembra tagliata in due dai pochi raggi
di sole che filtrano dalla feritoia nel muro. Improvvisamente si sentono i
rumori di una pesante porta che viene aperta. Un po di luce inizia a filtrare.
Appaiono sulla soglia Ermes, con alcuni fogli arrotolati in mano, ed Oceano
che, a sua volta, tiene una lampada ad olio da cui si alza una fiamma viva che
illumina debolmente la cella. Alle loro spalle si intuisce la presenza di
alcune guardie.
E. (bruscamente) Alzati in piedi! (silenzio, P. resta immobile) In piedi, ho
detto! (idem)
O. Ti prego, Prometeo(pausa)
E. Fai resistenza, dunquebene, so io come trattarti(si avvicina e lo alza
con la forza, sbattendolo al muro)
O. Lascialo stare! (si avvicina per proteggerlo)
E. (minaccioso, a O.) E meglio per te se parli il meno possibile
O. (lo sostiene) Non puoi trattarlo cos! Protester con il Colonnello
E. Accomodati. (pausa, poi a P.) Ho delle pessime notizie per te. (mostrando
i fogli) Devo leggerti qualcosa la sentenza del tribunalesalter i
preamboli, non vorrei annoiarti, e verr al dunque(leggendo) limputato
pertanto riconosciuto colpevole di alto tradimento oltrech di pratiche
blasfeme e sacrileghe e, visti i relativi articoli del codice militare, viene
condannato alla sospensione della vita mediante continuata ed ininterrotta
esposizione agli agenti atmosferici esterni, con conseguente privazione di
qualsiasi tipo di cibo e di bevanda nonch di conforto alcuno, fino a che morta
non sopraggiunga. Questo quanto. La sentenza verr eseguita a partire da
domani fino all avvenuta interruzione di ogni funzione vitale. Ci voglia
quanto ci voglia. Il mio consiglio di amico di fare il pi presto possibile,
naturalmente(ride)
O. Serpe!
E. (minaccioso) Gi, attento a non avvicinarti troppo(guardandolo con occhi
di sfida) chiss, potrebbe anche capitarti di essere morso, una volta o
laltra(breve pausa) b, addio, signori! Anzi, a domani! Spero di trovarti un
po pi in forma, Prometeo, non vorrei che tu finisca per lasciarci prima
ancora che la giustizia possa fare il suo corso(esce ridendo)
O. Il demonio stesso non potrebbe avere unanima pi nera. (premuroso, a P.)
Prometeo.(silenzio) Prometeo, amico mio! (P. si volta, O. lo abbraccia) Come
hanno potuto farti questo? (pausa) Ma non ancora finitanon ti lascer, te lo
giuronon lascer che tu faccia questa fine terribile(breve pausa) dovrai
essere pazientenon potr intervenire immediatamenteci sar troppa gentehanno
dato ordine che allesecuzione siano presenti tutti gli uomini del
campodetenuti compresima non temere, quando il terreno sar libero, verr e
ti porter viacosti quel che costi
P. Tu non farai niente, Oceano. Piuttosto ascoltami, ti prego.
O. Ma.Prometeonon vorrai arrenderti cosio
P. (interrompendolo) Ascoltami. Quello che deve accadere, accadr. E inutile
opporsi
O. (incredulo) Inutile?!Ma non possono farloti far scappare e poi potremo
appellarci a
P. (idem) Voglio solo che mi ascolti! Ti prego, Oceanoforse sar pi utile
da morto
O. Io non ti capiscocome puoi lasciare che
P. (idem) Se mi sei amico, ascoltami. Solo questo voglio che tu faccia per
me, ascoltarmi. (silenzio)
O. La volont che tu mi imponi sempre la pi dura da accettare(pausa)
parla, ti ascolto
P. (quasi con tenerezza) Grazie, mio buon Oceano. La tua amicizia degna di
un dio. (pausa di raccoglimento) Ti affido il mio ricordo. Quello che sono
stato. Spargine, ti prego, le parole come semi nelle orecchie degli uominifai
in modo, amico mio, che queste possano imprimersi nella mente di chi ti
ascolter come delle invisibili icone, come le immagini stesse di quello che un
uomo non dovrebbe mai esseredi quello che non dovrebbe mai farericorda a
tutti che nessuno pu dilapidare la propria umanit fino a sostituirla con
lindifferenza per luomo, fino all annientamento della con-passioneche a
nessuno permesso di trasformare delle persone vive in oggetti inanimatidegli
sguardi aperti in ciechi silenziche luomo resta uomo anche nella notte pi
oscurache nessuno pu spengere il fuoco di un anima o annientarne i sogni(breve
pausa) e che nessuno pu essere cos superbo da voler imporre il proprio aiuto
a chi aiuto non ha mai chiesto(pausa) infine, per ultimo, come la Speranza nel
vaso di Pandora, ricorda, a chi ti ascolter, la parte buona di meil non
essere rimasto immobile, schiacciato per sempre dal mio stesso male, dai miei
peccati di uomo normale(pausa) questo il mio testamento, Oceano e io te lo
affidoinsieme al mio cuore
O. (silenzio, poi profondamente commosso) Lo custodir con molta maggiore
cura della mia stessa vita. (lo abbraccia, pausa) Addio, amico mio. (breve
pausa) In fondo il tempo solo una fragile barriera(esce, quasi di corsa)
P. A presto(si sente un cupo rullare di tamburi, buio)
EPILOGO
Sul luogo dell esecuzione. Verso il crepuscolo. In sottofondo si sente ancora
il rullare dei tamburi (che fa da soluzione di continuit con la scena
precedente) e il rumore di una folla, fuoriscena, forzatamente composta; alcune
grida dei militari. Prometeo sta per essere legato ad un alto palo posto sopra
una collinetta leggermente rialzata rispetto alla folla di prigionieri e
militari che osserva la scena. Con lui c Efesto, una guardia che Prometeo
conosce bene, incaricato di immobilizzarlo. Egli accompagnato da altre due
guardie che se ne stanno un po in disparte; queste possono essere
rappresentate da due sagome o da due marionette. Efesto e Prometeo parlano tra
loro ma la voce di questi inizialmente coperta dai rumori fuoriscena. Quindi,
lentamente, il loro dialogo arriva in primo piano, rimanendo, comunque, quasi
un sussurro.
Efesto (molto a disagio, ansioso; usa lappellativo militare signore in
maniera molto affettuosa) E lultima cosa che avrei voluto fare, signore.
P. (benevolo ma sofferente) Lo so, non temere.
Ef. Volevo dirglielo, signorevolevo che lo sapesse
P. Non preoccupartilo so bene
Ef. Certo, signore(pausa) le sue mani, per favoredevo legarle dietro il
palomi dispiacedovr stringere molto, signoremi dispiace
P. Fai quello che devi fare... (Ef. armeggia dietro il palo)
Ef. (ancora molto a disagio) Eccoho quasi fattoormai ho(pausa, poi
improvvisamente, con un profondo senso di rifiuto interiore, di ribellione) ma
perch proprio io, signore?Non doveva toccare a menon ionon a me
P. In fondo meglio cosmeglio che a farlo sia un amico
Ef. (pausa, poi cercando di convincersi) Gise fossi al suo posto, forse
anche io(breve pausa, poi accorato) eppure se lei ora mi comandasse di non
farlo, ioio obbedirei a lei, signorebasta che mi dica di non farlobasta una
parolae io obbedir ai suoi ordini, signore(breve pausa) sempre lei il mio
comandante
P. Fai quello che ti stato ordinato di fare, Efestoe non chiamarmi pi
signore. Il mio nome Prometeo. Non sono pi il tuo comandante. Soltanto un
uomocome tecome tutti(pausa)
Ef. Prometeocerto
Voce fuoriscena (urlando) Che stai facendo?! Allora! Hai finito?
Ef. (sofferente e spaventato) Signore
P. (con dolore ma con una certa serenit) Vai Efesto.
Ef. (indugiando, profondamente commosso) S(fa per allontanarsi)
P. (alzando la voce, cedendo per un attimo alla disperazione) Aspetta!Dammi
la manodammi la tua mano, ti pregosolo un momentosoltanto un momento, per
favore
Ef. Eccola, signore(P. stringe la mano di E. con forza, silenzio)
V. (idem) Che diavolo stai facendo? (breve pausa)
P. Addio, amico
Ef. (quasi tra le lacrime) Addioamicoaddio Prometeopregher per te
P. E cos far io(con evidente sforzo) devi andare adesso(le mani si
staccano lentamente, poi Ef. si volta, le lacrime agli occhi, e ridiscende
velocemente la collinetta)
V. Quanto ti ci voluto, maledizione!
Ef. (cercando di riprendersi e di dissimulare il proprio turbamento)
Ilprigioniero pronto, signore
V. Bene. Finalmente. (breve pausa, poi con solennit) Lesecuzione ha inizio.
A partire da questo momento e fino allavvenuto decesso, il condannato rester
visibilmente e ininterrottamente esposto allazione di tutti gli agenti
atmosferici senza poter ricevere nessun conforto di nessun genere. (breve
pausa) Il condannato ha il diritto di pronunciare le ultime parole prima che le
sue labbra vengano cucite insieme, per sempre. (breve pausa) Il condannato
vuole farlo? (lunga pausa) Mi hai capito? Vuoi parlare, per lultima volta
nella tua vita? (pausa)
P. (debolmente) S
V. Bene. Allora parla. Questo il momento, altri non ce ne saranno.
P. (con evidente sforzo, dopo una pausa di raccoglimento, quasi fra s) E
quasi il crepuscoloanche la luce, dunque, se ne va insieme a me(pausa) tutto
stato vano?forse noc una voce, mi pare, nascosta nella natura, che mi
confortaforse Dio stesso ha impresso il suo sigillo su di meamandomi, almeno
lui(pausa, con forza ma senza rancore, verso i presenti) me ne vado portandomi
via la luce che voi non avete volutola fiamma che vi offrivo per uscire dalla
cecit che vi attanaglia(breve pausa) ero venuto per donarvi uno sguardo
nuovosopra un mondo da ricostruirema voi avete fuggito i miei occhi per paura
che la luce che usciva da essi potesse passare dentro di voi, attraverso le
vostre vuote pupille(breve pausa) la vostra infinita debolezza vi ha costretti
a farlovi ha costretti ad andare contro quello spirito di libert e di
speranza che ormai muto, da lungo tempo, dentro di voie in fondo, vi capisco
e non vi condannoio stesso ho peccatoho peccato di superbia, compiendo un
atto, di aiuto s, ma che nessuno aveva ancora mai chiesto e che nessuno,
tranne me, aveva ancora mai desiderato(pausa) eppure non tutto perdutoc
ancora qualcosa che si pu fareper uscirne vincitoried :
desiderare(accorato) ricominciate a desiderare! Desiderate quanto pi potetee
abbiate coraggio! Perch dare di nuovo voce a quello spirito ormai spento,
possibilesi pu ancora voler essere uomini che sperano, che cercano, che
lottanoCoraggio! Guardate il sole, ogni mattina, e pensate che siete nati
liberi...che quegli orizzonti illimitati, quei cieli chiari e i mari sconfinati
appartengono anche a voisoprattutto a voi(pausa) forse vero, vi ho amato
troppo e troppo in frettae di questo vi chiedo perdonoricordatevi per che vi
ho amato di un amore che io non ho mai conosciuto ma che avrei desiderato di
conoscere pi di ogni altra cosaricordate che vi ho donato ci che io avrei
sempre voluto ricevere(pausa, poi quasi con violenza) a voi, che mi
condannate, io invece dico che avete gi perdutoche presto il lamento che si
alza, altissimo, sopra i vostri misfatti diverr per voi insopportabilecos
come il fetore che proviene dai vostri pensieri in decomposizione(breve pausa)
cercherete rifugio in bui nascondigli, nel ventre della terrasul fondo degli
abissi marinirecitando preghiere sfiataterosari di perdizionesarete
inseguiti e raggiunti dalla tenebra che avete evocatone sarete inghiottiti e
da essa uscir soltanto il vostro urlo disperatovi maledirete e le vostre
maledizioni saranno ascoltatequesto vi predco, perch questa la pena che vi
stata inflitta per aver barattato ci che per ci che non mai statoper
aver inquinato, contaminato, ammorbato lessenza stessa della gioia e della
speranzaper aver soffocato lo stoppino tremolante di queste povere anime ed
averle ridotte a cera da plasmare a vostro piacimento(breve pausa) il silenzio
diverr la vostra casail geloe il buio senza fine(pausa) io, per quanto mi
riguarda, vi ho gi perdonato(appena pronunciate le ultime parole,
improvvisamente, il suo corpo si incendia, producendo unaltissima fiamma; una
forte luce inonda la scena per alcuni istanti. Successivamente si vede che
Prometeo scomparso mentre il palo a cui era legato perfettamente intatto.
Dopo alcuni momenti di silenzio assoluto, in sottofondo, fuoriscena, si
iniziano a sentire rumori di tumulto, come se, nel campo, cominciasse ad essere
in atto una rivolta. Le grida divengono sempre pi alte, quindi,
improvvisamente, buio)
SIPARIO
SOMMARIO
PERSONAGGI 2
NOTE DI PRESENTAZIONE 2
EPISODIO I 4
PARODO I 10
EPISODIO II 13
EPISODIO III 17
PARODO II 21
EPISODIO IV 25
EPISODIO V 30
EPILOGO 33


