Delitto al curry

Delitto al curry

commedia di Mario Bagnara, canzoni di Roberto Leoncino

Personaggi

Baldo

Il cliente argentino

Il Fantasma

Il Metronotte

Il padrone di casa

Gas

Stella

Madame

Mary la Bionda

La signora del pianerottolo

Lassassino

Prologo n 1

(Zelda prepara la sua salsina, cantando una filastrocca. Un po struggente, un po erotica. Intanto continua a cucinare, ignara del destino che incombe su di lei.

A poco a poco, alla sua voce, si sovrappone una musica thrilling, sempre pi minacciosa.

Unombra di morte, due braccia assassine avvolgono Zelda in un mantello nero. Urlo raccapricciante. Buio)

Prologo n 2

BALDO - Il mio nome Baldo - il suo nome Stella

forse la pi bella - che brilla nel ciel

STELLA - Il mio nome Stella - il suo nome Baldo

il detective pi spavaldo - di tutta la citt!

INSIEME - Fortissime emozioni

investigazioni

dai peggio mascalzoni

vi difendiamo noi!

BALDO - Il mio nome Baldo

STELLA - il mio nome Stella

INSIEME - i delinquenti in cella - ce li mandiamo noi!

Indagini private

su crimini efferati

i casi pi intricati

li risolviamo noi!

BALDO - Il suo nome Baldo - il mio nome Stella

cio

STELLA - Il mio nome Baldo - il suo nome Stella

INSIEME - No il suo volevo dire mah!

UNO

BALDO - (legge sul libro Il cucchiaio dargento) Ingredienti: burro, una cipolla, un cucchiaio di farina, due cucchiai di polvere di curry, due bicchieri di latte (o brodo), 25 grammi di uvetta di Smirne.

Fate rinvenire in un pezzo di burro la cipolla tritata e poi unitevi la farina e la polvere di curry. Mescolate bene gli ingredienti, versatevi il latte (o il brodo) e lasciate cuocere per circa un quarto dora, avendo aggiunto anche luvetta gi rinvenuta e scolata. Salate e pepate.

Troverete questa ricetta a pagina 147 del Cucchiaio dargento, nelledizione del 1 gennaio 1962. Naturalmente esistono molti altri modi per prepararla, ma il punto : a cosa serve la salsa al curry?

(Si sposta)

STELLA - Siamo una coppia di investigatori privati. Per chi volesse interpellarci, il nostro indirizzo molto semplice: via dei Cosi numero 100. Baldo e io ci abitiamo da quando siamo sposati. Un matrimonio allantica, con musica e fiori, che ricondusse ad un grembo damore una solida intesa commerciale. Ma tutto questo non centra con la nostra storia.

(Esce)

BALDO - Parliamo dunque del caso in questione. Quella sera, dopo cena, Stella accudiva alle solite faccende, con una punta - lievissima - di malumore. Nulla di grave, sintende: anzi, a me piace. Incrinature impercettibili, sopra la porcellana delicata della femminilit.

VOCE DI STELLA - Oh, merda, Baldo! Adesso basta! Ne ho piena lanima di questa cazzo di napoletana!

(Arriva in volo la napoletana, lanciata da Stella. Baldo la raccoglie)

BALDO - Si era scottata preparandomi il caff. O almeno, cos disse. Stella detesta la napoletana. Forse perch, di casa mia, lunico oggetto che ho voluto conservare: profumato di infanzia e con limpronta indelebile delle piccole dita di mia madre, che si muovevano continuamente, come zampette di mosca. Lei s, mi preparava un buon caff, contrabbandato da mio padre, finch visse, attraverso la cinta doganale. Ma fra Stella e mia madre, purtroppo, non correva buon sangue.

VOCE DI STELLA - Lo credo! Era una vecchia insopportabile! Perdeva capelli dappertutto!

BALDO - Sempre i medesimi argomenti, per la stessa discussione. Ma non quella sera. Dimprovviso, nonostante lora tarda, piomb in casa nostra, agitatissima, una strana signora.

DUE

MADAME - Agenzia Baldo & Stella?

BALDO - Si accomodi..

MADAME - Lei il contitolare? (Si guarda attorno, un po delusa)

BALDO - S.

MADAME - Questa topaia casa vostra?

BALDO - Per servirla. E per servirla ancora meglio, anche la sede della nostra societ.

MADAME - Dov sua moglie?

BALDO - In cucina. Prepara il caff. Se lei gradisce...

MADAME - Non ora. Sono agitata gi abbastanza. Posso esporle il mio caso?

BALDO - Esponga tutto ci che vuole. Badi per che, data lora, la tariffa va un po su.

MADAME - Ah s? Voi quanto fate per la notte?

BALDO - Mezzo milione.

MADAME - Anchio. Ma tengo ragazze di primordine, e in un ambiente signorile. (Torna a guardarsi attorno) Mentre qui... (rinuncia al commento) Non importa. Lei sa dov via Magnolie?

BALDO - Vediamo: ortogonale a via Camelie?

MADAME - Esatto. Numero e piano... (glielo dice in un orecchio). Li memorizzi senza scrivere.

BALDO - Mi d un anticipo?

MADAME - Naturalmente. (Gli consegna i soldi) Conti, conti.

BALDO - Dica pure.

MADAME - Ecco: si procedeva a meraviglia - buoni affari, niente grane, fino a che...

BALDO - Quando.

MADAME - Stasera. Il nome, Zelda. Una ragazza... un cuore doro... una miniera.

BALDO - Ha cessato di rendere?

MADAME - Ha smesso di vivere. Lhanno ammazzata.

BALDO - S. Vedo il nesso. Chi ha scoperto il cadavere?

MADAME - Io. Quando ho bussato alla sua camera per introdurre il cliente argentino: silenzio. Spingo la porta: chiusa. Alzo la voce: niente. Allora uso il passe-partout, entro e che vedo? Che vedo?

BALDO - Qualcosa di anormale?

MADAME - Qualcosa, dice lei?

BALDO - E non lo so, mi racconti.

MADAME - Vedo la Zelda, mi segue? Una scena tremenda. Coricata sul letto, mi segue? Tremendo. Le ho chiesto se mi segue.

BALDO - S, ma non trovo che sia strano.

MADAME - Ah, non lo trova strano?

BALDO - Che la... miniera fosse coricata? No.

MADAME - E che fosse vestita?

BALDO - S, questo... beh, peggiora il quadro.

MADAME - Mai quanto il prossimo.

BALDO - E cio?

MADAME - Quel che ho visto spuntare dai seni di Zelda.

BALDO - Un fiore?

MADAME - Un coltello da cucina.

BALDO - Meno poetico. Indubbiamente. Ha chiamato la polizia?

MADAME - La polizia? Bravo! Crede che ai miei clienti piacerebbe, sollevando un nglig, trovare locchio della Legge?

BALDO - Cara signora, io non lo so, fino a che punto i suoi clienti siano buoni intenditori. E largentino? Cosa dice?

MADAME - E sotto choc. Ha perso la forza delle gambe. Mentre uscivo, poco fa, unaltra ragazza, Mary la Bionda, stava ingozzandolo di uova allostrica e grappini.

BALDO - Buoni. Far un sopralluogo. Ma devo parlarne prima a Stella.

MADAME - Beh, si sbrighi.

BALDO - Intanto lei mi tenga docchio largentino. E raccomandi alle ragazze: coi clienti, bocca chiusa.

MADAME - E una parola.(Esce)

TRE

BALDO - Stella? Stella (Viene avanti a parlare col pubblico)

BALDO - Sapeva gi tutto. Con lorecchio incollato alla porta, aveva seguito ogni dettaglio del mio colloquio con Madame. Ma bisognava decidere come entrare in azione.

STELLA - Ci vado io.

BALDO - No. Ci vado io.

STELLA - Bene. Ci andremo tutti e due. (Escono)

(Musica)

QUATTRO

(Nella Casa di via delle Magnolie. Baldo esamina, ispeziona, fotografa, prende appunti su un taccuino. Entra Mary la Bionda)

BALDO - Venga. Si accomodi.

MARY - Permesso.

BALDO - (prendendo appunti) Il suo nome?

MARY - Mary la Bionda.

BALDO - Professione?

MARY - Lei scriva... adattabile.

BALDO - Cio?

MARY - Di buon carattere. Prendo quello che viene.

BALDO - Allora io scrivo... prendista. E come vanno le cose?

MARY - Non lamentiamoci. Si scopa.

BALDO - Ma s. Cos va il mondo. Da quanto tempo lavora qui?

MARY - Un annetto. Le racconto la mia vita?

BALDO - No, grazie.

MARY - Neppure i lati pi romantici? Le posso almeno raccontare del mio primo squillo?

BALDO - Unaltra volta. Va bene? Ora invece mi dica di Zelda. Quello che sa.

MARY - Zelda? Una dritta.

BALDO - Perch?

MARY - Lavorava col trucco.

BALDO - Che trucco.

MARY - La salsa al curry.

BALDO - Me laspettavo.

MARY - La preparava di persona, con una formula segreta. Imparata da giovane, a Hong Kong.

BALDO - Emigrante?

MARY - No. Navigatrice. Batteva i transatlantici. Gran pendolare. Finch... successe quello che successe.

BALDO - E che cosa successe?

MARY - Le mogli dei passeggeri, in comitato, andarono a protestare col comandante.

BALDO - Per il fatto che Zelda sfiancava i mariti?

MARY - No, veramente, perch si faceva i marinai. E le signore, restavano tutte a becco asciutto. Furibonde. Sicch il problema si gonfi e arriv fino al tavolo dellallora Ministro della Marina Mercantile. Il Ministro, povera bestia, cosa doveva fare? Cerc di risolvere il problema per via burocratica, cio chiese a Zelda di riservargli un sei per cento.

BALDO - Lo supponevo.

MARY - Zelda, che almeno di borsa era un po stretta, fece la furba e cominci a tirare; cos pass qualche settimana, e naturalmente, cadde il governo. Il nuovo Ministro, anzich chiedere una percentuale, prefer vendersi la nave. Poi una nave tira laltra, e scorpora qui, privatizza l, and a finire che la Zelda, per mancanza di flotta, dovette sbarcare.

BALDO - Torniamo alla salsa. Non capisco. (Va a prendere il libro delle ricette) Rileggiamo con calma. (Rilegge)

Fate rinvenire in un pezzo di burro la cipolla tritata, e poi unitevi la farina e la polvere di curry. Dopo avere mescolato gli ingredienti mescolatevi il latte (o il brodo) e lasciate cuocere per circa un quarto dora, avendo unito alla salsina anche luvetta gi rinvenuta e scolata. Salate e pepate.

(Chiude il libro e lo ripone) Niente. Questa ricetta non ci d illuminazioni.

MARY - So che ogni tanto riceveva posta. Sacchetti di roba speciale.

BALDO - Ah s? Da dove?

MARY - Da Hong Kong.

BALDO - La salsa, poi, a chi la dava?

MARY - Ai suoi clienti.

BALDO - Nessuna di voi ne ha mai fruito?

MARY - No.

BALDO - (al pubblico) Era un vicolo cieco. Decisi allora di pasare al terzo grado. (afferra Mary) Lei lha vista?

MARY - Chi.

BALDO - Lei. Dopo che morta.

MARY - S.

BALDO - E larma del delitto?

MARY - S.

BALDO - Le risulta che fosse di Zelda?

MARY - Che cosa.

BALDO - Il coltello.

MARY - Suppongo di s.

BALDO - E quale uso ne faceva? Per la salsa al curry?

MARY - Pu darsi. Ma io...

BALDO - Per mescolarla? Oppure per assaggiarla?

MARY - Guardi che io...

BALDO - Non sarebbe stato meglio un cucchiaio di legno? Abbia pazienza! Per una salsa...

MARY - E probabile, ma cosa centro io?

BALDO - E se non centra, allora mi faccia unaltra ipotesi. Lo sa che unintuizione pu risolvere un delitto?

MARY - Certo, ma lintuizione, non dovrebbe averla lei?

BALDO - Lei non si impicci. E mi faccia unipotesi riguardo alluso del coltello! E non mi meni il can per laia! Oppure io... (stringe la presa)

MARY - Ahia!

BALDO - Si sforzi!

MARY - Per... tagliare le cipolle?

BALDO - (La lascia andare) Mia cara signorina, declinerei questo incarico, se si trattasse di un delitto alla cipolla. La ringrazio. Vada pure.

(Mary la Bionda esce. Musichetta.)

CINQUE
(Baldo ricomincia a esaminare lambiente)

BALDO - Esaminavo, cercavo, fiutavo, sondavo, chiedevo - ma rimanevo col mio dubbio: la salsa al curry, era una pista oppure no?

Anche Stella si dava da fare: un vero mastino, quando ci si mette. Dritta allo scopo, inesorabile. E curioso come le donne, tendenzialmente romantiche, non di rado possiedano ugualmente una spiccata vocazione al pragmatismo.

(Esce. Entra Stella)

STELLA - Sar opportuno fare il punto: (pu consultare il suo taccuino) primo, dispiace dirlo, ma la morta faceva la puttana; secondo, fabbricava una salsina al curry le cui speciali propriet erano note unicamente ai suoi clienti; terzo, quel giorno, era rimasta lungamente chiusa in camera per cucinarla. Il cliente argentino era il primo del turno. La stanza, con balcone, dava sul retro al primo piano.

Tutto questo, ovviamente, non rispondeva ai due principali interrogativi: primo: chi aveva ucciso Zelda? e, secondo: perch?

Decisi dunque di mettere sotto pressione il cliente argentino.

SEI

(Avanza a stento il cliente argentino)

STELLA - Venga qui. Avanti, muoversi.

RAMON - No soy capaz.

STELLA - Ma figuriamoci.

RAMON - Me tiemblan las piernas.

STELLA - Parli italiano, per favore.

RAMON - Me smollano las gambas.

STELLA - E cos lei sarebbe il cliente argentino.

RAMON - S, seora. Y soy argentino, seora. Padre de Buenos Aires. Madre de Tucumn. Grandes tanghistas.

STELLA - Perch? Lei no?

RAMON - Non en este momento, seora. Como se fa? Co-mo-se-fa? Arrivo, sueno, entro, saludo, pago - claro? Despus trs meses de ausencia, tres meses!, sin ver la seorita Zelda, arrivo aqu: pleno de sentimiento, y de ganas, de impulso de amor...

STELLA - Amor? Ma andiamo!

RAMON - A pagamiento, ma egualmente...

STELLA - Okay, mi scusi, venga al sodo.

RAMON - Como?

STELLA - Concluda.

RAMON - Terminado. Zelda, nada ms. Solo... SANGRE! Sangre por todas partes... como... un toro!

STELLA - Toro? Che toro? Lei?

RAMON - Oh, no. No, no. Oy oy oy che spectaculo! Nada, y non sustena de ver toda essa sangre! Oscura... densa... pringosa...

STELLA - A proposito: lei, cosa mi dice della salsa al curry?

RAMON - Oy oy oy, che salsita!

STELLA - Sarebbe a dire?

RAMON - Tango!

(Canzone: Che Salsita!)

RAMON - Che salsita, che salsita

No se puede describr esta salsita

Che bonita, y saporita

Tambin uno medio muerto resuta

Che salsita, che salsita

No se puede renuniar a esta salsita

Che bonita, y saporita

deberan passarla a todos como mutua gratuta!

Para entendr su poder

Misterioso y extraordinario

Basta solo recordar

Un efecto secundario

STELLA - Questa cosa me la dica tuttintera

Sono un po curiosa anchio seor Ramon

Quelleffetto secondario che cosera?

RAMON - Era un efecto octico de multiplicain!

Y mirava quattro Zeldas, y tambin, de consecuenia,

Y poda ver y tocar ocho tetas y ocho piernas!

Y mirava quattro Zeldas, ocho tetas y ocho piernas

Y me entienda, sobre todo, quattro

STELLA - ... e dgame!?

RAMON - ... carrambas!

STELLA - S per quel materiale troppo

Tutto per un uomo solo, don Ramon!

un effetto esagerato!

RAMON - No, porqu

Multiplicava tambin mi muniion!

STELLA - Euh! E che diventava?

RAMON - Un cann! Un cann!

(Riprende a cantare)

Y mirava quattro Zeldas y tambin por conseguenzas

Y poda ver y tocar ocho tetas y ocho piernas!

Y mirando y tocando adverta un cambiamento

Justo aqu...

STELLA - Nei pantalones?

RAMON - (annuisce)... quattro grandes

carrambones!

INSIEME - Che salsita, che salsita

No se puede describr esta salsita!

Che bonita, y saporita,

Tambin uno medio muerto resuita!

Che salsita, che salsita

No se puede renuniar a esta salsita

Che bonita, y saporita

Doberan passarla a todos como mutua gratuta!

STELLA - E - scusi: questi... erano gli effetti... secondari?

RAMON - S, seora. Absolutamente secundarios.

STELLA - (al pubblico)Scommetto che Baldo non mi creder. E cos attaccato alle abitudini. Il suo massimo la salsa al pomodoro.

(Escono. Riprende la musica. - Oppure i due si trasformano a vista ricanticchiando il tango?)

SETTE

(La signora del pianerottolo in vestaglia e bigodini, passeggia nervosamente. Entra Baldo)

BALDO - Lho fatta attendere? Perdoni. Eccomi qua.

SIGNORA DEL PIANEROTTOLO - Lei un detective privato?

BALDO - Sissignora. Per servirla.

S.D.P - Giovanotto, parliamoci chiaro. Non creder che sia piacevole, per una abituata a certi ambienti come me, vivere nello stesso caseggiato, addirittura sullo stesso pianerottolo, di un appartamento di tolleranza.

BALDO - Che tempi.

S.D.P. - Guardi che io di pazienza ne ho avuta gi troppa. E se non avessi il marito che ho, sa che fior di denuncia sarebbe partita?

BALDO - Suo marito non vuole?

S.D.P. - Mio marito un porco. Quando incontra per le scale una di quelle, i suoi occhi diventano proboscidi.

BALDO - Avr i due bulbi con lo zoom.

S.D.P. - Non dica stronzate. Quanti anni ha?

BALDO - Io? Trentasette.

S.D.P. - Allora ne ha buoni ancora tre. Dai quaranta in avanti, vedr, sar sempre pi porco.

BALDO - E quello suo dove si trova?

S.D.P. - Se ne andato. In tutta fretta.

BALDO - Sa dirmi dove?

S.D.P. - E una parola. Lui, ogni tanto, dice, fa una scappata a Montecarlo - dice. Per giocare al Casin - dice.

BALDO - Lei sospetta che menta?

S.D.P. - S. Io sospetto che lavori. Che vada in Brianza di nascosto. Afferra linganno?

BALDO - Se lavora...

S.D.P. - Caro, quando voleva accalappiarmi, diceva di essere un rentier. Che viveva di rendita. E io francamente ci ho contato. Ma se non nemmeno questo, a me cosa resta, scusi? Un porco.

BALDO - Ma va in Brianza.

S.D.P. - E capirai!

BALDO - Secondo lei, la conosceva questa Zelda?

S.D.P. - E Zelda chi ?

BALDO - La vittima.

S.D.P. - Lha uccisa lui?

BALDO - Non l so. Devo appunto scoprirlo.

S.D.P. - E lo faccia! Vuole affibbiare il suo lavoro a me?

BALDO - No, ma speravo nel suo aiuto.

S.D.P. - Le posso dare un buon consiglio.

BALDO - Bene.

S.D.P. - Accerti se, quella ragazza, aveva un sedere a mandolino. Mio marito va matto, per i sederi a mandolino. Pessimo gusto, fra parentesi, perch, fra parentesi, io non ce lho.

BALDO - Ah no? Chiusa parentesi. Ha mai notato, quando torna dai suoi viaggi, se lui stesso o i vestiti hanno un odore strano?

S.D.P. - Dice di femmina?

BALDO - No. Di salsa al curry, per esempio.

S.D.P. - Curry? Che idea. Non direi proprio. Creda a me: segua la pista del sedere a mandolino.

BALDO - Lo far.

(Esce la Signora del pianerottolo)

OTTO

(Baldo viene avanti)

BALDO - Sul momento, dubitai di quel marito. La meta non chiara dei suoi viaggi, la partenza affrettata e, in generale, il suo profilo, non erano limpidi, in effetti. Poi accertammo che, invece, era andato davvero a Montecarlo; e i clienti di Zelda, da me interpellati, esclusero che la ragazza, per quanto ricca di risorse e accomodata alle esperienze pi sofisticate, avesse un sedere a mandolino. (Esce)

(Entra Stella)

STELLA - Anchio, quella notte, presi le mie cantonate. Dapprima sospettai del cliente argentino: che dopo avere ucciso Zelda entrando e fuggendo dal balcone, avesse inscenato la commedia del suo arrivo successivo. Poi misi in lista la signora del pianerottolo, che tanto impegno aveva messo per indurre Baldo a sospettare del marito. Della mia terza cantonata vi rendo subito testimonianza: suggestionata dal mistero del delitto e dallora notturna, pensai che fosse, non dico normale, ma accettabile, trovarmi di fronte ad un fantasma.

NOVE

(Compare un uomo travestito da fantasma. Buco per gli occhi e per la bocca. Dal lenzuolo che lo ricopre, spuntano solo i piedi. Possibilmente, scalzo)

STELLA - E lei? Cos?

FANTASMA - Devo parlarle.

STELLA - In quella veste?

FANT. - E perch no? E un comunissimo lenzuolo.

STELLA - E sotto?

FANTASMA - Niente.

STELLA - Uno slippino? Nemmeno?

FANTASMA - Lei, piuttosto. Appartiene al corpo della polizia?

STELLA - Mi scusi, del suo corpo, caso mai, che sto chiedendomi...

FANT. - Lei non simpicci. Voglio, o meglio, pretendo che sia rispettata la mia privacy. Non solleviamo veli inutili.

STELLA - E lei, fantasma o non fantasma, non sollevi quel lenzuolo. Perch, in un caso, preferisco non sapere, e nellaltro, sia chiaro, nemmeno vedere. Si limiti a muovere la bocca. Cosa mi dice del delitto?

FANT. - Niente. Io non ero un cliente di Zelda. Mai assaggiata la sua salsa. Ho altre esigenze.

STELLA - Lo vedo. Possiede un alibi?

FANT. - Certo.

STELLA - Devo supporre che a fornirglielo provveda unaltra delle... ospiti locali?

FANT. - Sissignora.

STELLA - Nome della ragazza?

FANT. - Da quando io la frequento, tutti la chiamano Yvonne la Minuit. La mezzanotte, come dire, mi riguarda da vicino.

STELLA - C un motivo?

FANT. - Sicuro. E c una premessa.

STELLA - Andiamo al sodo.

FANT. - Dopo una vita dedicata a rimanere scapolo, ho sposato una vedova. Quella ragazza viene poi. Di sentimenti nobilissimi, specchiate abitudini e moralit. Dico mia moglie, non la Yvonne.

STELLA - S, lo aveva immaginato.

FANT. - Il fatto che la vedova, pur decidendosi a sposare me, non era per questo disponibile a tradire il suo primo consorte.

STELLA - Oh perbacco.

FANT. - Ma io, genialmente, ho risolto problema. Dopo estenuante trattativa, e per due volte al mese, lei ha accettato di congiungersi, ma col fantasma del marito. Aggiunger, modestia a parte, brillantemente interpretato. Allo scoccare della mezzanotte...

STELLA - Scusi: dove?

FANT. - In casa.

STELLA - E che centra la Yvonne?

FANT. - Centra, perch la mia cadenza minima non bimensile ma settimanale. Sicch la Yvonne quadra il cerchio, con eccellenti prestazioni integrative. A sabati alternati, uno mia moglie e uno la ragazza, recuperai la condizione.

STELLA - Rimane un buco.

FANT. - E dove?

STELLA - Logico. Perch qui dentro si traveste come in casa?

FANT. - Perch labitudine a quel ruolo di fantasma si trasformata anche per me in unesigenza funzionale.

STELLA - (al pubblico) Rifuggo, in genere, dalle tortuosit, e non mi piacevano le sue. Ma quel suo trasformarsi, sotto lo strato fantomatico, in una larva damore, mi rese pi condiscendente. A che serve infierire sul maschilismo che declina?

FANT. - Yvonne fu molto comprensiva. Non so dove, trov un nastro registrato con i dodici rintocchi del Big Ben, al suono dei quali, gradualmente, io spalanco la porta della camera, e lei le delizie della sua accoglienza. A volte - pensi la finezza - mi chiama col nome del buonanima, per favorire linterpretazione. Fatto sta che io qui, come dire?, mi sento in famiglia.

STELLA - Dunque il suo alibi...

FANT. - E Yvonne la Minuit.

STELLA - Da che ora a che ora?

FANT. - Ah, senza limiti. Ho un forfait.

STELLA - E poi?

FANT. - E poi cosa?

STELLA - La morte di Zelda. Lei non ha n visto n sentito niente?

FANT. - Ma cosa vuole che sentissi, dallinterno di un lenzuolo? In piena azione, con le orecchie che mi ronzano, come essere in un bunker.

STELLA - E la sua... collaboratrice?

FANT. - Azionava i rintocchi.

STELLA - E finiti i rintocchi?

FANT. - Dentro nel bunker anche lei.

STELLA - Allora guardi, basta cos. Vada, si vesta da uomo e torni a casa.

FANT. - S. Ma prima mi giuri che non fa parte della polizia.

STELLA - Giuro. Perch?

FANT. - Perch ne faccio parte io!

(canzone: Il Fantasma)

FANTASMA - Per amore si pu fare si pu far di tutto

trasformarsi in un gorilla in un treno in un prosciutto

per amore si pu pure diventare un aeroplano

un trombone un dromedario un manubrio un sagrestano.

Per scusate se mi permetto, vi do un consiglio importante

mai travestirsi da spettro: pu essere rischioso ed umiliante.

Ve lo giuro mi han appeso fuori dal balcone

fra calzini, fazzoletti, sottovesti e un camicione

a riempirmi di fuliggine e di fumo puzzolente

io che se perdo il bianco esco dal giro del mio ambiente!

Tutti sanno bene che il fantasma una canaglia

ama rompere il silenzio con rumore di ferraglia

mi servivan delle lugubri catene e un mio congiunto

me ne ha subito venduto prontamente un paio usate della Punto!

Fare il fantasma non mi entusiasma

ci vuol carisma e non ce lho

un gran marasma cho pure lasma

uso un sofisma: non ce la f.

Quando piove andare in giro per me un bel macello

e daltronde s mai visto un vero spettro con lombrello?

Ma senza ombrello minzuppo, e scusa, lo vogliamo dire?

Te ti convince forse un ectoplasma che si mette a sternutire?

Mi son messo allora un bellimpermeabilino

trasparente leggerino anche leffetto era carino

mi han chiesto se mi prestavo al lancio promozionale

di un tipo nuovo di preservativo con protezione totale

Fare il fantasma ........................

Per amore si sopporta si sopporta tanto

la calura la calunnia e perfino se io canto

sopportiamo addirittura la Pavone e Teddi Reno

uno sputo sulla testa un cazzotto nel duodeno

Ma vi ripeto quel che ho gi detto e poi la mia predica finita

mai imitare uno spettro perch vi giuro non proprio vita!

(Se ne va)

DIECI

STELLA - Poco pi tardi, la nostra indagine ebbe una svolta decisiva. Arriv trafelato un metronotte, che aveva qualcosa di urgentissimo da riferire.

(Entra il Metronotte. E mal conciato. Ha il naso blu e delle scarpette da ciclista)

STELLA - Parli. Che c.

METR. - Sono stato aggredito.

STELLA - Da chi?

METR. - Da un uomo.

STELLA - Quando?

METR. - Durante il mio giro di ispezione.

STELLA - Dove.

METR. - Qua sotto. Sul retro. Tutta un tratto, qualcuno mi piove dal cielo.

STELLA - Sul naso?

METR. - Di fianco.

STELLA - E da che altezza?

METR. - Dalla vostra. Primo piano.

STELLA - Lo ha visto in faccia?

METR. - Era gi buio.

STELLA - E allora che ha fatto?

METR. - (mimando) Ho curvato le gambe, allargato le braccia in posizione

ala-di-corvo, e ho cominciato a ruotare, come un radar, aguzzando lo sguardo nella notte. Ha presente Schwarzenegger?

STELLA - No.

METR. - Sembravo lui. Fino a che... (Si blocca)

STELLA - Fino a che?

METR. - Si rialzato.

STELLA - Chi?

METR. - Lassassino.

STELLA - E che fa?

METR. - Mi molla un uppercut sul naso. Dio, che diretto! Rapidissimo. Lei ha presente?

STELLA - Scusi, un rapido o un diretto?

METR. - Non so dirlo. Mi trovavo kappa-. Quando fui in grado di rialzarmi, lo vidi pi avanti, che fuggiva. Allora inforco la bicicletta e comincio linseguimento, a campanello spiegato. Ha presente il Pantani?

STELLA - No.

METR. - Sembravo lui. E ad ogni pedalata, guadagnavo terreno.

STELLA - Lha raggiunto?

METR. - No.

STELLA - Ma che cazzo combina?

METR. - Avevo noie al mezzo. Prima si rotto il campanello, e dopo nemmeno cento metri mi saltato un freno.

STELLA - Meno male. Senza freno sar andato un po pi forte.

METR. - E difatti. Ha presente luomo proiettile?

STELLA - No.

METR. - Sembravo lui.

STELLA - E come andata a finire?

METR. - Contro un palo. Lei ha presente un palo della luce?

STELLA - Certo.

METR. - Anchio. Semisvenuto alla sua base, abbandonai la bicicletta.

STELLA - E intanto quelluomo?

METR. - Rifiatava, quindici metri davanti a me.

STELLA - E allora lei?

METR. - La bicicletta. Lho lasciata.

STELLA - Laveva gi detto.

METR. - S, ma non ho circostanziato il penosissimo distacco. Come trovare il giusto addio per unamante, cavalcata per pi di ventanni, da quando facevo il bersagliere?

STELLA - Non lo so. Come vuole. Non lo domandi a me.

METR. - Lei ha presente il generale Lamarmora?

STELLA - No, guardi, anzi: non me ne pu fregar di meno.

METR. - E ma non pu avere presente solo i pali della luce!

STELLA - E lei, mi leva una curiosit?

METR. - Dica.

STELLA - Cera quelluomo, fermo, davanti a lei.

METR. - S.

STELLA - Che laveva menato sul naso.

METR. - S.

STELLA - Durante lesercizio delle sue funzioni.

METR. - S.

STELLA - E dunque, un individuo pericoloso.

METR. - Certo.

STELLA - Come dire Al Capone, o il mostro di Londra, oppure che so, Mario Bagnara, per esempio.

METR. - Brava. Esatto.

STELLA - E perch non gli ha sparato?

METR. - Sparato come.

STELLA - Con la pistola. Non ce lha una pistola?

METR. - Certo, che ho la pistola. (dopo un attimo, picchiandosi la fronte) Ma guarda che stupido. (Si avvia per andarsene) Non ci ho pensato. (Esce. Rientra quasi subito)

STELLA - Vuole aggiungere qualcosa?

METR. - (annuisce) E se poi lo colpivo?

(Esce definitivamente)

(Musica)

UNDICI

STELLA - La testimonianza del metronotte ci mise alle corde. Escludeva dai sospetti tutti quelli che avevamo interrogato. E lassassino era fuggito. Dove? Chi era? E come prenderlo? Ma le disgrazie non arrivano mai sole. Avvertito dalla signora del pianerottolo, giunse sul luogo del delitto il padrone di casa.

(Entra il padrone di casa)

STELLA - (anticipandolo) Mi scusi non posso. Ho da fare.

PADRONE DI CASA - Signora! La prima cosa che ha da fare ascoltare me!

STELLA - Perch?

P.D.C. - Perch in piena notte, per telefono, mi hanno informato che qui, in un appartamento di mia propriet, avvenuto un orribile fatto di sangue. E quel che peggio, n lei n il suo socio...

STELLA - Marito.

P.D.C - ...marito, avete ancora risolto il caso.

STELLA - Vuole che chiami il 113?

P.D.C. - E simmagini. Se non si soffoca lo scandalo, lintero immobile mi crolla di valore.

STELLA - Certo, probabile. Beh, mi stia bene, la saluto.

P.D.C. - Se ne va?

STELLA - Io? No. Se ne va lei.

P.D.C. - Ho qualcosa da aggiungere. (Cava il portafoglio e le porge tre banconote)Trecentomila. Daccordo?

STELLA - Daccordo su che?

P.D.C. - Provveder a tutelare la mia posizione. Lonore - mio e di questa casa.

STELLA - Onore? Tariffa doppia. (Allunga la mano)

P.D.C. - Daccordo. Subisco. (Aggiunge e le d altre tre banconote) Quanto al colpevole...

STELLA - S?

P.D.C. - Se arriverete ad acciuffarlo...

STELLA - S?

P.D.C. - Non potreste organizzare insieme a lui un bel trasloco del cadavere da unaltra parte? Ve ne sarei riconoscente.

STELLA - Ho capito.

P.D.C. - Potrei aggiungere... (fa il gesto di aggiungere altri soldi)

STELLA - HO CAPITO!

P.D.C. - Riverisco. (Se ne va)

STELLA - Lo so benissimo, cosa vuol dire avere un morto in casa.

(Canzone: Un Morto In Casa)

STELLA - Trovarti un morto in casa non mai una cosa bella

La tua privacy invasa e temo porti pure (un po di) jella.

Fra laltro in quel frangente (tu) non riesci a dirgli niente

Con quello sguardo assente lo senti un po distante

Si crea immediatamente un clima imbarazzante.

Non dico per il morto che morto e non capisce

Ma poi, che ne sappiamo? Forse invece ci patisce.

Comunque lui che ha torto: cos questa mana

Con tanti posti che ci sono

(de) Mor ammazzato proprio a casa mia?

Se per di pi morta una donna, che tormento!

Cadendo ha controllato se hai lucidato bene il pavimento.

Mi sembra di vedere le occhiate sue severe

Ma perch una deve avere il tempo di guardare

E prima di schiattare magari criticare?

Che poi ti sei sfinita pulendo tutto il giorno

E lei ti ha alluvionato col suo sangue il tuo soggiorno

E magari in aggiunta ti ha rigato il tavolino

Per quel viziaccio che han tutti

Di fare resistenza allassassino!

E che figura fai se arrivi con qualcuno

E gli dici con voce persuasiva:

fa come a casa tua, che qui non c nessuno

volevo dire non c anima viva?

In questi casi susa cercare qualche scusa

La testa un po confusa, ma devi (pure) dir qualcosa

Una palla clamorosa anche la pi penosa.

Puoi dir che tuo marito lavora allobitorio

E che si porta a casa un po di straordinario

Anche se lhai avvertito che ti d fastidio

Lui esce e non ricorda

Di aver lasciato il suo lavoro nello studio!

E tutti sti problemi come accade spesso in fondo

Per dei poveri scemi che non san proprio stare al mondo

Che si credono scaltri ma solo maleducazione

Morire in casa daltri senza aver lautorizzazione!

UNDICI BIS

STELLA - Insospettita dalla eccessiva accondiscendenza del padrone di casa, e dalla sua ostentata insofferenza per i morti, decisi di metterlo a confronto con Madame. E per coglierli in fallo, ascoltai furtivamente le loro parole, nascosta nellangolo del musicista che allietava la Maison. (Si organizza mentalmente per un attimo) [Datemi] Solo un momento.

(Va da una parte a prendere a prendere ci che le occorre per trasformarsi in Madame. Quindi, furtivamente come preannunciato, si sposta dietro al paravento che ripara il pianista; se le trasparenze lo consentono, la vedremo in silhouette trasformarsi freneticamente nel personaggio di Madame.

Nel frattempo il padrone di casa l che rimugina le sue lamentele svolgendo una specie di dialogo incomprensibile come parole, ma chiaramente mimato come un botta-e-risposta fra s e s, che lo porta A un parossismo di autocommiserazione. Finalmente compare Madame)

MADAME - (subito aggressiva) Mi si dice che lei

P.D.C. - (sottratto ai suoi pensieri, di soprassalto) Eh?

MADAME - Avrebbe qualcosa da recriminare? Con me?

P.D.C. - Certo, se un mio appartamento, affittato sulla fiducia, me lo sputtana

MADAME - Allora: intanto, creda a me, non quella la fine peggiore. E oltre a ci, lei non mi affitta lappartamento sulla fiducia, ma a un canone triplo, anticipato, e per due terzi (fa un gesto col braccio e con la mano, come a spingersi e a nascondersi qualcosa dietro le spalle) Giusto?

P.D.C. - Certo che giusto, se questo un libero mercato

MADAME - A canone triplo?

P.D.C. - E perch no?!

MADAME - Pagato a trienni anticipati?

P.D.C. - E naturale! Signora che vuole, farmi saltare la mosca al naso? Vuole stracciare quello che era un accordo fra gentiluomini?

MADAME - Io? Le sembro un gentiluomo? E comunque non straccio un bel niente. Era lei, a lamentarsi! Quando le pago due terzi dellaffitto (Ripete il gesto)

P.D.C. - Signora basta. Non recepisco.

MADAME - In nero!

P.D.C. - Ma brava! Brava! E che si fa? Lo raccontiamo ai quattro venti? Non le basta che abbiamo una morta? E passi la morta, ma mi vuole strombazzare levasione?

MADAME - Io non strombazzo figurarsi, nessuno strombazza nel mio ambiente, che un ambiente signorile! Ma lei non mi tiri per i capelli!

P.D.C. - E va bene capisco. E va bene un ricatto. E va bene subisco. Chiuso. Per mi consenta, trovarmi quella, cos giovane, e gi cadavere, dentro la casa

MADAME - E me la trovo anchio! Sulle balle! Pi di lei! Chiaro?

P.D.C. - Se almeno ne avessi

MADAME - Ne avesse?

P.D.C. - in omaggio per una volta che non ci avete mai pensato

MADAME - Un omaggio? Da me?

P.D.C. - Mica tanto, ma anchio, dopo tutto una porzioncina

MADAME - Una porzioncina di che cosa?

P.D.C. - Di salsa al curry santa polenta.

MADAME - E le sembra Oh Signor benedetto!

P.D.C. - Poca ma almeno per dico una volta mi capisce?

MADAME - S! No! Simpicchi! (Se ne va, di smania)

P.D.C. - (seguendola, senza demordere) Se poi volesse che so, rivedere magari quel triennio (esce anche lui)

(Un po di stacco musicale? Il motivo di Baldo & Stella per riportarci nel frattempo alla dimensione investigativa? Rientra Stella.)

DODICI

STELLA - La presenza del cadavere, in effetti, creava una serie di complicazioni. Tenerlo nascosto? Fino a quando? E nellattesa di risolvere tutti i problemi, come far fronte allesigenza della sua conservazione?

(Musica tetra. Arriva Baldo trascinando il cadavere - un fantoccio - di Zelda)

BALDO - Cosa ne faccio?

STELLA - Arrngiati.

BALDO - Lo lascio qui?

STELLA - Mettilo l.

(Baldo esce)

(Musica)

STELLA - Feci ricorso al mio passato. Durante la prima giovinezza, fra gli assalti subiti dalla mia virt, cera quello di un giovane dallaria cupa, strano, un po repellente, ma insidioso; tant che io, partendo dal nome che era Gaspare, decisi al volo di chiamarlo Gas. E sul suo conto devo aggiungere: che aveva un basco sempre in testa - qualunque fosse levenienza; il vizio di mettere le dita nel naso; e una tendenza patologica a allungare le mani. Gas mi torn alla mente quella sera, perch mi avevano informato, alcuni anni dopo il flirt, che di mestiere faceva limbalsamatore. Lo convocai per telefono, in grande urgenza e segretezza. Lui non si fece pregare. Raccolse il mio appello e si precipit.

TREDICI

(Entra Gas)

(Canzone: Limbalsamatore)

GAS - Da mille e mille anni la mia gente

si dedica a questarte impegnativa

che riesce a garantir perennemente

ad ogni corpo morto una presenza quasi viva.

Ci vuole grande impegno e sofferenza

pensate solamente un momentino,

fatte le proporzioni, alla pazienza

che occorre per svuotare e poi farcire un bel tacchino

Il grande Tutankamen con tutta la famiglia

ed altri che vivevano sul Nilo

oggi son tutte mummie firmate da Danilo

un mio ascendente nato a Ventimiglia.

Un tipo originale fu il mitico Giovanni

specializzato in papi e barbagianni

nel Guinness dei primati per c (la) nonna Enrica

che senza usar gli occhiali si impagliata una formica.

Che bel mestiere imbalsamare

dare ai defunti leterno durare

sarebbe bello farlo fare a tutti quanti

ognuno in casa poi terrebbe i suoi parenti

Come in un ristorante di campagna

dove tra un fritto misto e una lasagna

le volpi ed i cinghiali l impagliati

ti guardano seppure da centanni impallinati,

sarebbe bello un giorno avere in casa

al posto di una foto o un ritrattino

i nonni veri messi tutti in posa

sopra la scrivana o seduti accanto al comodino.

Il mio bisnonno Pippo che abita a Manin

confezion la mummia di Lenn

e suo fratello Ernesto credo nel 46

imbalsam i capelli a Moira Orfei.

A Hollywood nel cinema zio Gigi ebbe successi

fu lui ad impagliare (sia) Rin-tin-tin (che) e Lassie

col tempo cadde preda di reazioni un po impulsive

cerc di imbalsamare moglie e suocera da vive.

Che bel mestiere imbalsamare

dare ai defunti leterno durare

se si potesse imbalsamare tutto il mondo

il due novembre sai che immenso girotondo!

STELLA - Ciao, Gas, come va?

GAS - Non c male. Ti vedo in forma.

STELLA - Grazie.

GAS - E oltre che bella, sempre... (Allunga una mano a palparle il sedere) soda?

STELLA - Oddo soda, diciamo... la coque. (Ha voltato la testa verso il pubblico, fermi entrambi nel resto della posizione) Si era illuso. Chiamato a quellora da una vecchia fiamma in una casa di piacere, avrebbe voluto abbandonarsi, basco a tutto, ai suoi progetti libidinosi. (a Gas) Via quella mano. Non siamo soli. Guarda l.

(Gas si avvicina al cadavere di Zelda. Ne solleva un braccio e lo lascia ricadere)

GAS - E chi se ne frega? E morta.

STELLA - Gas, te lo chiedo in amicizia: vorrei che tu la imbalsamassi un po alla svelta. Per favore.

GAS - Alla svelta... Quanto, alla svelta?

STELLA - Adesso. (prevenendolo) E non fare domande indiscrete.

GAS - Okay. (dopo avere infilato un dito nel naso) Sistemazione? Come la vuoi?

STELLA - Come la voglio chi?

GAS - La salma. Dove sar ambientata?

STELLA - Comunque, non nel tuo naso. (Gli leva il dito dal naso con un scappellotto) E poi che timporta?

GAS - Importa s! Nel mio mestiere questa lArte, atteggiare il soggetto nel modo migliore. Per esempio: se tratto un uccello, cerco di riprodurre la posizione pi tipica della sua vita. Che faceva, di solito? Volava? Bene. Lo fisser con le due ali spalancate. Ora, non so, questa ragazza...?

STELLA - (dopo aver fatto, per un attimo, mente locale) No, guarda, tu del suo mestiere non ti preoccupare.

GAS - Allora ho unidea.

STELLA - Non da uccelli, possibilmente.

GAS - Ne faccio una statua da salotto. Danzatrice. Cos. (Alza una mano, tipo Tersicore, e mette laltra sul sedere di Stella)

STELLA - Gas? Tira gi quella mano.

GAS - Ah? Certo, scusa. Subito. (Ma cala quella che teneva in alto)

STELLA - Dicevo laltra.

GAS - (staccandosi) Stella, io... beh, preferisco rinunciare. (Si avvia per andarsene)

STELLA - (al pubblico) Tipico. Ricattava. (a Gas) Gas? Dove vai. Ritorna qui. Tanto lo sai che finiremo per intenderci.

GAS - (riavvicinandosi) Un... patto erotico?

STELLA - No. Igienico. (al pubblico) Consentii che mettesse, ogni tanto, le dita nel naso. Per quali strani cunicoli costretta a passare la liberazione della donna. Accett, e decidemmo che avrebbe fatto il suo lavoro in bagno. Accingendosi allopera, usc da quel salotto e dalla mia vita senza nemmeno levarsi il basco. Non me la presi. Ho imparato da tempo che stupido, cercare un maschio gentiluomo. Anche perch, se lo trovassi, lo sai che culo che ti devi fare.

GAS - Okay, allora io comincio. Dov quel bagno?

STELLA - Per di l.

(Gas esce trascinando il cadavere di Zelda)

QUATTORDICI

STELLA - Mentre fuori cominciava ad albeggiare, la situazione era nei termini seguenti: Zelda, poverina, in mano a Gas; Madame, seduta in ingresso, demoralizzata; quanto al mio stato danimo, non dei migliori. (Chiama) Baldo? Vogliamo risolverla, questa menata di omicidio, per favore?

(Entra Baldo)

BALDO - Conosco mia moglie da molto tempo. Una santa donna. Angelo del focolare e compagna della mia vita. Dopo sei ore di viaggio di nozze, che avevamo intrapreso in autostop, un camionista che trasportava formaggio usc dallautostrada e ci deposit nellincanto della pianura padana. L io conobbi, nella persistenza dellodore di pecorino e acuita dal canto dei grilli, la prima crisi di Stella. Provai quel giorno a calmarla coi sistemi antichi, disposto, per il suo bene, a possederla con vigore sotto un filare di gelsi. Ma, fosse il pensiero dei bachi da seta, o la voracit delle zanzare di risaia, il tentativo fall. Imparai solo pi tardi, casualmente, lunico modo efficace di calmare Stella.

(Comincia a cantare una canzone romantica napoletana, nel corso della quale Stella, effettivamente, si rilassa. Finch si alza ed esce, lanciandogli un bacio sulla punta delle dita.

Rientra poco dopo, con un recipiente di vetro in mano mentre Baldo finisce di cantare)

(canzone: Quanno Te Pienzo)

BALDO - Quanno te pienzo e cc tu non ce stai

me sento dinte vvene namarezza

comme tenisse o core nta monnezza

e di rimpianto non guarisco mai

Quanno te pienzo e tu non ti presente

soscurano inta capa i miei penzieri

tego gli scarafoni nella mente

sto comme un pesce morto davantrieri.

Quanno te pienzo e cc tu non ce stai

proprio no sfaccimme, o dico io,

ed pe sto motivo ammore mio

che stommo e mierda non te pienza mai.

QUINDICI

STELLA - (al pubblico) Nella stanza di Zelda, di fronte al letto, cera un grande orologio a cuc; avevo pensato inizialmente che le sortite delluccellino galvanizzassero la clientela. Poi rinvenimmo, in un segreto della cassa, questo (mostra il vaso). Pieno e fragrante: la salsa al curry appena preparata.

BALDO - Invano lassassino aveva cercato di costringerla a rivelarne il nascondiglio. Di fronte allennesimo rifiuto, laveva accoltellata, fuggendo poi da quel delitto inutile attraverso la finestra. Mi chiederete: come smascherarlo? Io vi domando invece: quanti crimini rimangono impuniti? E pu essere ci sufficiente a impedirci di godere la vita?

STELLA - Il nostro amico musicista, propiziatore di atmosfere, incluso nel prezzo dei piaceri della casa, continuer a rallegrarci con le sue armone. A lui un applauso meritato. Musica! (il musicista ringrazia suonando qualcosa: la musichetta sar il sottofondo delle parole di Baldo)

BALDO - Ma che fare di questo bottino? Ed ecco lidea: metterlo allasta, ora, con voi. Quanto vale la salsa di Zelda? Ebbene, signori, qui non siamo ai surrogati casalinghi, ma al frutto mitico, alla quintessenza, sublimazione dei sensi e della fantasia! E non forse lEros la forza magnetica che fa girare la Terra? Non sono i languori della luna ad insegnarci che lamore si identifica nei flussi e riflussi del mare? Preparatevi a alzare le offerte, e disputatevi il trofeo! (Posa il vaso e additandolo lo presenta formalmente) Ultima fornitura, irripetibile, dato che ormai la cuoca morta! Base dasta un milione: chi offre di pi?

(In questo momento il musicista, di scatto, abbandona la tastiera, ruba il vaso e corre via.

Baldo, gridandogli: Ehi, ehi, ehi! lo rincorre.

Stella estrae un fischietto e lo usa con tutte le sue forze.

Contemporaneamente si scatena un gran casino di sirene, segnali dallarme e simili)

SEDICI

STELLA - Signori calma non muovetevi. Sembrava un caso inestricabile e invece era un caso elementare. Tutto era stato predisposto, lintero edificio circondato dalla polizia. Usando la salsa come esca e lo spettacolo come occasione, la nostra trappola era pronta a funzionare.

(Rientra Baldo)

BALDO - Lassassino stato preso. Sissignori, il musicista della casa. Mi domando e vi domando: avr la vostra comprensione? Anonimo, sottovalutato, umiliato perfino nellarte, che veniva utilizzata solamente per stuzzicare i divertimenti altrui - sognatore, certo, delle costose delizie di Zelda, ebbene signori, ha perduto il controllo: il resto lo ha fatto il suo coltello. Poi, nel trambusto conseguente alla scoperta del delitto, nessuno ha badato al suo ritardo per il turno della notte. Signori diciamolo: un povero cristo pure lui. Ma niente - sereni - non il caso di compiangerlo: resa una piena confessione, si pentito e dissociato. Tutto a posto. Eccolo qui, gi a piede libero, pronto per noi. Un bellapplauso al nostro assassino.

( rientrato il musicista che va a sedersi al suo posto)

STELLA - Anzi, possiamo anche anticiparvi la difesa: nel processo, il suo avvocato sosterr linfermit mentale.

BALDO - No, non la sua. Quella dei giudici. Credete a me, che si preparano tempi assai duri, per i magistrati. Ma non buttiamola in politica. Noi che centriamo. Dico bene? Anzi, col vostro aiuto inconsapevole, abbiamo colto il nostro ennesimo successo.

epilogo

BALDO - (a Stella) Andiamo?

STELLA - Vengo. Comincia a andare avanti tu. (indica intorno a s) Metto un po in ordine. Solo un minuto e ti raggiungo.

BALDO - Bene. A dopo.

(Baldo se ne va. Stella si mette a riordinare.

Ricomincia la filastrocca che abbiamo sentito allinizio.

Poi, come allora, mentre Stella ignara continua a muoversi nella stanza, si sovrappone la musica agghiacciante del delitto.

Lombra di morte e le due braccia assassine avvolgono Stella nel mantello nero.

Urlo. Buio)

(canzone: Il Giallo)

Il giallo

non sbagli mossa quando scegli il giallo

sempre il meglio

e tiene tutti svegli senza sbadigli

il giallo alza lo share

col suo mister

non c pi rien faire

Il giallo un brivido imprevisto

una cicciona al ballo

che nella foga mette un piede in fallo

e ad un povero cristo

- ahi! -

colpisce e strazia un callo.

Giallo lo zabaione

che ti facilita la prestazione

giallo come un pulcino

che della pulce non il bambino

come il risotto con lo zafferano

giallo come il becco di un merlo indiano

Giallo come zia Patrizia

nel 70 quando prese litterizia

giallo come le pagine

giallo come un limone di Cartagine

(o) come un taxi (o) come un cinesino

giallo come il famoso sottomarino

Il giallo notte scura e poi paura

il giallo

unavventura

fredda che cattura

senza premura.

Il giallo alza lo share

col suo mister

non c pi rien faire.

Il giallo un dubbio che non regge

un lupo uno sciacallo

che guarda caso ha il suo maggiore sballo

nellassalire il gregge

- bh -

durante lintervallo.

Giallo come la mimosa

e gialle alcune variet di rosa

e il canarino di Lul

che per le scappato e non c pi.

Giallo come un semaforo indeciso

e come il cartellino che (ti) d lultimo avviso.

Il giallo... il giallo... il giallo...

FINE

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