Elettra, con il vento

A L F R E D O B A L D U C C I

Alfredo Balducci

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ELETTRA, CON IL VENTO

(due parti)

[Testo tutelato dalla Societ Italiana degli Autori e degli Editori (S.I.A.E.)]


Breve sinossi:

Il dramma di Elettra visto da due cantastorie moderni.

Durata: Due tempi

Personaggi: 9 (5 uomini e 4 donne)

PERSONAGGI

i cantastorie:

TANO
LILLA

i de Atrexis:

ELETTA

OREL, il fratello

CLITTY, la madre

EGIR, l'usurpatore

gli altri:

PILAS, lamico di Orel

LA GOVERNANTE

L'UOMO:

uomo circospetto

uomo dell'albergo

uomo col giornale

uomo di Egir

uomo di Pilas

LA SCENA

Una pedana leggermente sollevata dal palcoscenico sulla quale, di volta in volta, verranno collocati una panchina, un divano, un tavolo con sedia. Sulla destra, fuori dalla pedana e vicino al boccascena, due sassi sui quali poter sedere.


PRIMA PARTE

(I due cantastorie entrano dal fondo e attraversano la pedana venendo verso il boccascena. Sono stracciati e scalzi: la donna, in avanzato stato di gravidanza, ha una chitarra al collo, mentre l'uomo porta un sacco sulla spalla.)

Lilla Hai visto, Tano, laggi, hai visto?

Tano Non ho visto niente.

Lilla Ma come?! ... c'era quella colonna di polvere...

Tano Appunto; una colonna di polvere che impediva di vedere. Perci non ho visto nulla.

Lilla C'era un branco di cavalli in mezzo a quella colonna di polvere... e in mezzo a quel branco di cavalli, ce n'era uno...

Tano ... ce n'era uno...?

Lilla Verde.

Tano Vuoi scherzare? non esistono cavalli verdi.

Lilla Quello esisteva.

Tano Ti sar sembrato di quel colore.

Lilla Era proprio un cavallo verde.

Tano Avr avuto la schiuma alla bocca e sul petto, una schiuma con riflessi verdastri.

Lilla Era verde, ti dico.

Tano Allora un cavallo di razza speciale, come non ne ho mai veduti, n sentito parlare.

Lilla Ci credi, tu, che esistano?

Tano No.

Lilla Nemmeno io. Per l'ho visto.

Tano Una cosa non esclude laltra: non sempre si crede in ci che si vede, e viceversa.

Lilla Questo mette le cose a posto.

Tano Meno male. I pensieri prima di colazione tolgono l'appetito.

Lilla Vuoi fermarti qui?

Tano Hai gi camminato abbastanza per oggi.

Lilla Hai ragione; fermiamoci qui. (siedono sui sassi. Lilla fruga nel sacco che Tano ha appoggiato a terra) Incominciamo con il formaggio o con il salame?

Tano A che punto il formaggio nei pranzi delle persone per bene?

Lilla ‑ Verso la fine, mi pare.

Tano Sembrava anche a me. Facciamoci consigliare da chi ne sa pi di noi, allora. Avanti col salame.

Lilla Vino bianco o rosso?

Tano Meglio il bianco.

Lilla C' il rosso soltanto.

Tano E perch mi hai chiesto se volevo il bianco o il rosso?

Lilla Perch se dicevi rosso avevi la soddisfazione di avere scelto.

Tano Non devi concedermi certi lussi, Lilla, mi ci potrei abituare. (una pausa; i due mangiano)

Lilla Cosa dici che venuto a fare quel cavallo verde in mezzo agli altri?

Tano E' una domanda piuttosto difficile, tesoro, superiore alle mie forze.

Lilla Non vuoi aiutarmi?

Tano Dovrei prima ammettere l'esistenza di questo cavallo.

Lilla Ma se 1hai detto anche tu che si pu anche credere senza vedere.

Tano Ma qui non si tratta solo di credere, si tratta di accettare dentro di noi quel concetto. Il che non assolutamente possibile.

Lilla Insomma, io sarei una bugiarda?

Tano Solo la vittima di un turbamento cromatico.

Lilla Il mio cavallo verde!... pi bello e pi fiero degli altri... non laccetti nemmeno come ipotesi?

Tano Come ipotesi non ci sono problemi. Anzi, comincio a vederlo scalpitare anchio adesso... pi agile degli altri e pi alto: sovrasta il branco con tutta la testa... eccola l al vento 1a sua criniera di fiamma...

Lilla Verde!

Tano Giusto! verde smeraldo, verde bottiglia, verde bandiera, verde ramarro, verde mare profondo... Ma, potrei sapere una cosa, perch ti interessa tanto quel cavallo?

Lilla Pensavo al paese lontano dal quale sar venuto, al viaggio che ha fatto, a tutte le avventure che gli saranno capitate pensavo che si potrebbe scrivere una canzone su di lui.

Tano Scrivere una canzone, dici?...tira un po' fuori le canzoni che abbiamo... (Lilla cava dal sacco due pacchi di volantini legati con lo spago)... oh, ecco qua... "giovane contadino che si butta nel fiume e salva una povera vecchia che sta per annegare" "torna al paese natale, in punto di morte, e distribuisce fra i poveri le sue ricchezze"... Dov' la canzone dell'oste che a colpi di accetta ammazza la moglie, la suocera e la cognata"?

Lilla E' finita ieri; dobbiamo farla ristampare.

Tano E allora, Lilla, non hai ancora capito quali sono le canzoni che piacciono alla gente?

Lilla S, hai ragione...per, a un cavallo verde nessuno ci ha mai pensato. Forse la gente potrebbe anche scegliere quella.

Tano Siamo ancora nell'ipotesi?

Lilla S, ma a pensarci bene...

Tano Chiudiamola l, Lilla, dai retta a me. Non vuoi farla anche tu qualche scelta?... quando ti svegli la mattina, per esempio, fra infilarti un paio di scarpe, oppure andare in giro a piedi nudi?

Lilla S, ma...

Tano ... e quando piove, vuoi farla o no la scelta fra un ombrello e 1' acqua sulla testa?

Lilla Gi fatta, Tano.

Tano Cos presto? non vuoi qualche minuto per pensarci?

Lilla Non occorre; ho gi scelto.

Tano Scarpe e ombrello?

Lilla Scarpe e ombrello.

Tano Hai scelto bene. Lilla: si vede che te ne intendi.

Lilla Ma come farai a diventare cos ricco da potermi comprare le scarpe e 1'ombrello?

Tano Ho gi un piano qui dentro... (si tocca la fronte)... non c' che da tirarlo fuori.

Lilla Un piano... e non mi dicevi nulla?!... di che si tratta, Tano?

Tano Famiglia de Atrexis!

Lilla Nientemeno!... e tu credi che...?

Tano Non solo "credo": sono sicuro. C' di tutto nella storia dei de Atrexis: delitto e passione...

Lilla Passione morbosa, direi.

Tano Meglio: pi ghiotta per i consumatori... c' l'odio e la vendetta...

Lilla ... e i turbamenti esistenziali...

Tano ... proprio come in un romanzo moderno.

Lilla Con tutta questa attualit, non c il pericolo di cadere nella cronaca?

Tano No, perch sullo sfondo ci sono fatti importanti come guerre e rivoluzioni.

Lilla Allora cadiamo nell'epica.

Tano E se fosse? ti fa tanta paura il solenne?

Lilla Paura no, solo, non so se ce la faremo.

Tano Ce l'hanno fatta in tanti; il primo sembra sia stato un certo Eschilo.

Lilla Se c' riuscito lui, ce la faremo anche noi. Quando si comincia?

Tano Subito, direi, sta gi arrivando un po' di gente.

Lilla A che punto la storia?

Tano (indica Orel che apparso nulla pedana, guardandosi intorno sospettoso) A quando Orel ha paura di essere riconosciuto... aspetta uno che gli deve portare un documento... in riva al mare e guarda il sole al tramonto...

(Orel con le spalle al pubblico a guardare oltre la pedana)

Lilla Peccato.

Tano Peccato che cosa?

Lilla Che ci sia il sole al tramonto. Con il tramonto che rosso, il verde non ci pu stare.

Tano Ma che cos'hai con il verde, oggi? prima il cavallo, ora il... (le guarda la pancia) ah, ho capito! che sciocco a non pensarci! una voglia che ti venuta all'improvviso.

Lilla Non lo so nemmeno io com' successo... scusami, ma non ci posso far nulla.

Tano Lo so che non colpa tua... non sei pi tu la padrona l dentro. E' come quando dai in affitto una casa: chi ci abita che comanda.

Lilla Dev'essere proprio cos.

Tano Per il tramonto rimediamo subito: Orel in riva al mare, no? vuol dire che il tramonto lo guarda nell'acqua, e cos lo vede verde.

Lilla Fantastico, Tano, riesci sempre a cavartela! Grazie, caro, sei sempre pieno di premure per me.

Tano Ma ti pare... quando posso fare qualcosa. Sei pronta?

Lilla S, attacchiamo! (Tano esegue alcuni accordi di chitarra, poi Lilla incomincia a cantare)

"Udite, cittadini

dei de Atrexis la storia,

di loro narreremo

le miserie e la gloria.

Tano

Sette anni durato

il suo lungo vagare;

Orel si trova adesso

di fronte al verde mare.

(alla sottolineatura della parola "verde", Lilla risponde con un sorriso e un cenno di approvazione. Vorrebbe cantare il suo couplet, ma Tano le fa cenno di tacere)

Tano

Lasciata ha la campagna

con monti e con vallate,

alberi e prati verdi,

verdissime insalate,

cetrioli e piselli,

peperoni e zucchini,

frutta da maturare,

cavoli e fagiolini.

(Lilla felice va ad abbracciare Tano)

Lilla Questa proprio non me l'aspettavo, sai:..sei stato un tesoro!

Tano Per cos poco.

(Sulla pedana sale l'uomo circospetto che si avvicina a Orel e gli porge una carta. Orel esamina rapidamente il documento, quindi consegna allaltro un rotolo di monete. L'uomo si allontana in fretta.)

Lilla

Ad Orel che 1' attende

un uom s' avvicinato

la consegna gi fatta

e il denaro intascato.

Tano

Col nuovo documento

scomparso ogni timore;

Orel si mette in viaggio

col treno e col vapore."

(Orel scomparso di scena. Sbuffare e fischiare di treno; sirena di piroscafo. Orel ricompare con una valigia in mano. Colpi bussati alla porta)

Orel (voltando appena la testa) Avanti. (l'uomo dell'albergo sale sulla pedana)

Uomo E' permesso?... buongiorno, signore... sono il direttore dell'albergo... le ho riportato il documento di identit che ha lasciato al bureau...

Orel Lo metta pure l.

Uomo Vedo che le hanno assegnato questa camera, ma qui ce ne sono di migliori... se vuole cambiare...

Orel No, va bene questa.

Uomo ... i mobili sono piuttosto sciupati... e non mi meraviglierei se i campanelli non funzionassero... al piano di sopra abbiamo molto di meglio...

Orel Va bene questa, le ho detto. Allora, questo documento, non deve restituirmelo?

Uomo S, certo... eccolo il suo documento... (Orel allunga una mano verso l'uomo, ma questo solleva il braccio)

Orel Beh, cosa le prende?

Uomo Vorrei una precisazione, signore, prima di rimetterlo nelle sue mani ...per il suo bene, s'intende...

Orel E che cosa dovrei precisare?

Uomo Vede, anche la porta dellarmadio non chiude bene...

Orel Le ho domandato che cosa vuol sapere da me.

Uomo Mi scusi tanto, ma quando vedo nelle camere qualcosa che non funziona... pi forte di me: un vizio professionale, forse... gi, ma lei vuol sapere...?

Orel Se vuole degnarsi...

Uomo E per il suo bene, ripeto... qui la polizia capita a tutte le ore.

Orel E cosa c'entra la polizia... insomma, si vuole spiegare?!

Uomo Vorrei sapere da lei il nome con il quale devo registrarla.

Orel Il nome con il quale...? e non l'ha letto sulla mia carta?

Uomo S, l'ho letto... (porgendo una carta)... eccolo il suo documento... lo metta via e non lo faccia vedere a nessuno.

Orel Come... come si permette?!...

Uomo Esclusivamente nel suo interesse. mi creda.

Orel Insomma... che cos'ha il mio documento?!

Uomo Solo un piccolo particolare... lei mi scuser, signore... , diciamo, poco attendibile.

Orel Come sarebbe a dire?

Uomo E', in altri termini... falso.

Orel Cosa le salta in mente? lei non sa quello che dice!

Uomo Non esiste alcun dubbio, signore: il documento sicuramente falso.

Orel E chi lei per affermarlo?

Uomo E' il luogo dove lei dovrebbe esser nato ad affermarlo, non io. Vede, i falsari devono arrangiarsi col materiale di cui dispongono... hanno un solo timbro, magari, e devono cercare di adattarlo, aggiungendo o togliendo qualche lettera... il minor numero possibile, naturalmente... ed ecco venir fuori la timbratura di un piccolo paese che, guarda caso, anche i1 mio... cinquecentosessantadue anime, un villaggio sperduto dove, per, il suo nome non mai entrato nell'elenco del nostro stato civile.

Orel Lei in errore.

Uomo No, signore, ho la certezza assoluta di quel che dico.

Orel Vuol denunciarmi alla polizia, allora?

Uomo Ma che dice! per il suo bene che l'ho avvertita, per aiutarla.

Orel Vuol dire che andr a cercarmi un altro albergo.

Uomo No, la prego... un onore per me, per tutti noi, sapere che 1ei sotto questo tetto.

Orel E' un onore dare alloggio a chi gira, secondo lei, con documenti falsi?

Uomo S, quando se ne conosce il motivo.

Orel Lei vuol farmi credere che a conoscenza del motivo per il quale io nasconderei la mia identit?

Uomo Certo; ed ha la mia piena approvazione.

Orel Basta cos! il bluff durato anche troppo! mi dica quello che le devo: lascio l'albergo.

Uomo Sette anni non sono poi molti per uno che ha buona memoria.

Orel (che sta andandosene si ferma insospettito) Quali sette anni?

Uomo Quelli che lei ha passato lontano dalla sua patria, signor Orel de Atrexis.

Orel ( turbato ma non vuol dimostrarlo) E chi sarebbe questo tale?

Uomo Capisco la sua prudenza, signore, ma con me pu stare tranquillo. Conosco il torto che le stato fatto e, anche se la mia patria non la sua, io mi trovo lo stesso dalla sua parte.

Orel Ma che cosa sta farneticando?... e chi quel tizio che ha nominato prima?

Uomo Forse meglio cos, signore... per maggiore sicurezza, e anche per la sua assoluta tranquillit... fare come se non 1'avessi riconosciuta... (a Orel che si sta allontanando)... dove va, signore?

Orel Sono stufo delle sue fantasticherie senza capo n coda...

Uomo Non vada via, signore... qui lei al sicuro...

(abbandonano, uno dietro l'altro, la pedana. I due cantastorie si alzano dai loro sassi. Tano attacca il suo couplet)

Tano

"Ora che lhan scoperto

imprudente restare,

non resta che la fuga

per potersi salvare.

Lilla

Lasciam che Orel cerchi

un rifugio sicuro

e gettiamo unocchiata

al di sopra del muro,

Tano

nella casa paterna

da cui fuggito in fretta,

vediam che cosa accade

a sua sorella Eletta."

(Sulla pedana appare Eletta, tutta vestita di nero. Incontro a lei avanza la governante.)

Governante Eletta, piccola mia, che cos'hai fatto?... tutto il palazzo in subbuglio... verranno a cercarti, ti interrogheranno, ti puniranno... oh, non dovevi... non dovevi!...

Eletta Anche tu adesso contro di me? non ho proprio nessuno dalla mia parte?

Governante Cosa dici, bambina mia?! io sar sempre con te, fino alla morte.

Eletta Se sei con me, vuol dire che mi capisci. Perch mi rimproveri, allora?

Governante E non si rimproverano i bambini che sfidano il pericolo senza nessuna ragione?

Eletta Senza ragione, dici?

Governante Certo. Tutto poteva esser fatto con prudenza, senza irritare nessuno. La tua, invece, stata un'aperta, sfacciata provocazione che Egir non ti far passar liscia.

Eletta E' forse proibito alle figlie portar fiori sulla tomba del padre, nell'anniversario della,morte?

Governante Un arco di trionfo fatto di fiori, hai portato.

Eletta Forse che mio padre non se lo meritava?

Governante E il nastro che pendeva dall'arco: "al padre adorato, vittima di vile assassinio".

Eletta E la verit e tutti 1a conoscono.

Governante Una verit ormai assopita negli animi, dopo sette anni.

Eletta Appunto. Io voglio che ritorni viva e bruciante, come un'offesa appena ricevuta.

Governante Non si pu, passerotto mio, lo sai anche tu, nessuno ne pu parlare.

Eletta Io invece voglio gridarla.

Governante E vuoi opporti alla loro forza brutale, tu, con le tue piccole mani delicate?

Eletta Far quello che posso, e se cadr, il mio sar un esempio che dar coraggio agli altri.

Governante Ah, Eletta, bambina mia! che cosa mai riempie quella testolina? ci sono idee cos pesanti, che non so come non ti facciano perdere l`equilibrio e piombare a terra... non devi parlare cos, se non vuoi farmi del male, hai capito?

Eletta Io voglio solo il tuo bene, lo sai: sei l'unica persona che ami qui al palazzo.

Governante E in questo modo si tratta qualcuno che si ama?

Eletta Cosa dovrei fare per farti piacere?

Governante .Gettar via questi abiti a lutto, prima di tutto.

Eletta Lo sai che non posso.

Governante S che puoi... sei giovane, bella: hai il diritto di vestirti come le altre ragazze, di farti ammirare. Ho visto un modello su una rivista che starebbe d'incanto sul tuo corpicino... un drappo color avorio che scende dalle spalle a fasciare la vita...

Eletta Non per me. A portarlo mi vergognerei come se fossi nuda.

Governante Ma sono passati sette anni; ormai il tuo dolore l'hai dimostrato anche troppo.

Eletta Non cessa mai... sempre qui dentro, come il primo giorno.

Governante E vuoi continuare cos? Quando ritroverai la pace dentro di te?

Eletta Quando torner la giustizia intorno a noi.

Governante Oh, Eletta, tesoro, ascolta chi ha lasciato tanti pi anni di vita dietro di s... non son cose che vanno a posto rapidamente, quelle... avresti il tempo di diventare vecchia e avvizzita, senza aver conosciuto la gioia e l'amore.

Eletta Non sono per me quelle cose.

Governante L'acqua non pi fatta per il pesce, allora, o il fiore per 1a farfalla. Per cosa credi di avere due braccia come le tue, tenere e rotonde, se non per abbracciare un uomo, per tenerti stretto il figlio che lui ti avr dato?

Eletta Il mio un destino diverso.

Governante Cosa dici, Eletta, vita mia?... vuoi entrare nel bosco di notte, e da sola?... la tortora che vuol lottare col falco; lo scoiattolo che non vuol fuggire davanti al serpente.

Eletta Non cercare di intenerirmi, non rendermi ancora pi difficile 1a strada.

Governante Non per te il peso che vuoi gettarti addosso.

Eletta Sar Orel, quando torner, a togliermelo dalle spalle.

Governante E tu sai che tuo fratello torner?

Eletta Ritorner, lo sento.

Governante Egir ha sguinzagliato i suoi servizi segreti in ogni angolo della terra: qualche sicario potrebbe averlo trovato.

Eletta No, Orel vivo.

Governante Come puoi esserne sicura?

Eletta Basta guardare Egir per saperlo. Come osserva tutti quelli che gli si avvicinano, lespressione di terrore che non lascia mai i suoi occhi, le mani che gli tremano in continuazione. Orel vivo!

Governante Per sette anni non ha dato il pi piccolo cenno di vita... ha 1asciato che sua sorella lo credesse morto.

Eletta Neppure per un minuto l'ho creduto, lo sai. Fra noi c' come un filo che ci unisce... un presentimento nel profondo dell'anima: lui sa di me e io so di lui.

Governante E perch questo silenzio?

Eletta Non ha potuto mandare messaggi, e neppure voluto, per la sua sicurezza e per la mia.

(si odono dei singhiozzi e Lilla si avvicina piangendo al boccascena. Dietro di lei viene Tano. Sulla pedana, intanto, il colloquio fra Eletta e 1a governante continua in mimica)

Tano Che ti succede, Lilla... che cos' stato?

Lilla (tra i singhiozzi) ... e non lo sai cosa succede... non hai sentito?...

Tano Ho sentito cosa?...vuoi dire che.. la storia di Eletta che ti ha commosso?

Lilla Come si fa a restare indifferenti? bisognerebbe avere il cuore di sasso.

Tano Su, Lilla, calmati... non puoi mica piangere su tutte le cose tristi che succedono... dovresti andare in giro con gli occhi e gli orecchi tappati.

Lilla E' pi forte di me...

Tano (indicandole 1a pancia) E poi fa male anche a lui, sono sicuro...

Lilla Dici che...? ... e quella povera ragazza che non potr mai averne uno...

(altri singhiozzi)

Tano E invece ti sbagli: Eletta sposer Pilas e ne avr due di figli.

Lilla (asciugandosi occhi, naso e viso con l'avambraccio) Oh, meno male! mi sento pi sollevata, adesso.

Tano Ma non devi mica prendertela cos a cuore per le faccende degli altri.

Lilla S, hai ragione, devo prendere le cose con un po pi di... di... ma s, come si chiama quella roba che stata inventata da quel greco...?

Tano Quale roba e quale greco?

Lilla ... quel filosofo ateniese... Anti... Anti...?

Tano Antstene?

Lilla Ecco, proprio lui!

Tano E quale roba avrebbe inventato?... ah, ho capito il... il cinismo?

Lilla Bravo! ti stavo dicendo che dovrei guardare le faccende degli altri con un po' pi di cinismo.

Tano Andiamo piano. Intanto, i cinici erano indifferenti ai loro guai, ma non a quelli degli altri.

Lilla Volevano che gli uomini fossero felici?

Tano Volevano che disprezzassero le ricchezze, che vivessero in armonia con la natura, liberi ed eguali.

Lilla Ecco perch dei cinici si parlato sempre cos male!

Tano I1 vecchio trucco: gente scomoda da denigrare, poich non si poteva farla tacere.

Lilla Ma noi stiamo qui a parlare di filosofia e Clitty gi arrivata! (la governante ha lasciato la pedana ed Eletta ora di fronte a Clitty)

Tano Toh, non me n'ero neanche accorto!

(Tano e Lilla tornano a sedere sui loro sassi)

Clitty Male, malissimo! Ti rendi conto di quello che hai fatto? Egir su tutte le furie: ho cercato di calmarlo, ma mi ha troncato la parola in bocca. E tu non hai niente da dire?

Eletta I tuoi contrasti coniugali a me non interessano.

Clitty Ma se sono nati per causa tua questi contrasti!

Eletta Se avessi questo potere, vi azzannereste da mattina a sera.

Clitty E devo sentir questo da mia figlia?!

Eletta S, se la madre rimprovera la figlia per aver portato fiori sulla tomba del padre.

Clitty Anch'io ho mandato i miei, ma lho fatto con discrezione. La tua, invece, stata un'ostentazione sfacciata, offensiva.

Eletta Per chi offensiva, per chi ha ancora le mani sporche di sangue?

Clitty Non lanciare accuse contro chi non ha colpa.

Eletta Naturale! Egir innocente e mio padre s' suicidato.

Clitty C' stata una rivoluzione ed Egir l'ha capeggiata. Ma aveva dato l'ordine di risparmiare tuo padre. Tant' vero che ha fatto subito passare per le armi chi l'ha assassinato.

Eletta S' sbarazzato del sicario che avrebbe potuto rivelare il nome del mandante.

Clitty Ah!... come farti intendere la ragione? Egir era un avversario politico di tuo padre, non un nemico personale. Si combattono le idee, non le persone; e al di l delle sue idee, Egir stimava e rispettava tuo padre.

Eletta Che cosa rispettava di lui, allora, il vestito e il cappello?

Clitty Fuori da quelle politiche, altre idee possono essere in comune, sentimenti, gusti.

Eletta Questo s! Egir apprezzava i gusti di mio padre: tant vero che ne ha sposato la vedova.

Clitty Sei acida e insolente.

Eletta Perch, Clitty, non lhai forse sposato?

Clitty Mi sembrato giusto farlo, anzi, doveroso, dopo quello che 1ui aveva fatto per noi, all'indomani del colpo di stato...

Eletta Senti... senti...

Clitty ... la protezione completa che ci ha assicurato.

Eletta E' per proteggermi che mi ha messo due sgherri alle calcagna?

Clitty Naturale: gli animi non sono ancora placati.

Eletta Mentre Orel ha rinunciato alla protezione, vero?

Clitty Orel non doveva fuggire. Qui sarebbe stato al sicuro.

Eletta E' per portarlo al sicuro, dunque, che i servizi segreti lo cercano in ogni parte del mondo?

Clitty Che ne sai, tu... hai notizie di lui?

Eletta Siete voi a darmele ogni giorno: tu ed Egir. A parlare sono l'ansia, l'agitazione, quel continuo mordervi le labbra o il guardarvi alle spalle. Mi basta una sola occhiata per sapere tutto.

Clitty Perch hai scelto questa posizione, Eletta? difficile e pesante da sopportare.

Eletta Tu avevi scelto la migliore, infilandoti nel letto di Egir. Avrei dovuto accontentarmi di un ministro o di un generale qualsiasi. Poco dignitoso per una de Atrexis.

Clitty Io ti offro la pace, Eletta, e 1'amore materno di cui hai bisogno. Non puoi continuare a vivere nell'odio: stai avvizzendo come un fiore reciso dalla pianta.

Eletta Cosa ne sai dei miei affetti? in me c' tanto amore, quanto non riesci ad immaginare.

Clitty Un amore che s interrotto sette anni fa. Non venuta 1ora di dimenticarlo e di tornare a vivere? Credi che tuo padre avrebbe avuto lo stesso rimpianto per te?

Eletta Ti proibisco di diffamare mio padre!

Clitty Pensa soltanto al pericolo di morte cui ha sottoposto tua sorella If.

Eletta If sta bene e vive all'estero, beata lei.

Clitty Non per merito di tuo padre, per. Tu l'hai conosciuto come figlia, ed io come moglie. Se tu fossi al mio posto, il ricordo sarebbe diverso.

Eletta E' vero che tu ed Egir ve lintendevate anche quando mio padre era vivo?

Clitty Chi ti ha raccontato queste infamie?

Eletta Voci che corrono.

Clitty Se l'avessi fatto, ne avrei avuto il diritto: tuo padre s'era portato un'amante dall'estero.

Eletta Insomma, l'hai fatto o no?

Clitty Della mia fedelt non ha potuto mai lamentarsi.

Eletta Per forza, non gliene avete dato il tempo.

Clitty Accusi anche tua madre, adesso?

Eletta Il male si annida in questo palazzo come lo scorpione sotto 1e pietre.

Clitty Chi ti ha dato il diritto di ergerti a giudice?

Eletta Me lo son presa da sola. Soltanto chi sente ansia di giustizia pu giudicare: gli altri sono solo sfogliatori di codici.

Clitty Basta cos, Eletta! io ero venuta con le migliori. intenzioni, a portarti aiuto e affetto, ma tu sei carica di rancore e di risentimento...

Eletta Chiamalo pure odio.

Clitty Anche verso tua madre?

Eletta Tu lhai sposato, Clitty: hai unito la tua carne alla sua, il tuo destino al suo.

Clitty Sei una figlia perversa, ma io sapr ricondurti all'obbedienza! Intanto, non prender pi le tue difese: sarai responsabile di ogni tua azione e ne pagherai le conseguenze...

(dal proscenio, Lilla sale sulla pedana, invano trattenuta da Tano)

Tano Dove vuoi andare, Lilla,fermati, per carit!...

Lilla Lasciami andare, Tano, o scoppio... vuoi vedermi morta?

Tano E che cosa vuoi fare?

Lilla Voglio dirgliene quattro a quella l.

Tano Ma non si pu, hai capito?... torna indietro, Lilla!

(Lilla davanti a Clitty)

Lilla Ma dica un po', per piacere, le sembra questo il modo di parlare a una figlia... una povera ragazza con tanti dispiaceri?

Clitty Chi questa stracciona... e com riuscita a entrare?... chiama le guardie, Eletta!

Eletta Aspetta, non vuol fare del male, guarda che occhi dolci ha.

Lilla Non lo vede, poverina, come si tormenta... non ha un po' di piet, signora?

Clitty Ma che lingua parla quella l? la capisci, tu?

Eletta No, ma capisco che le sue intenzioni sono buone... aspetta un figlio, vedi?

Clitty S, ha il coraggio di presentarsi in quelle condizioni, come una cagna che s' fatta riempire dal primo bastardo che l'ha annusata. (intanto anche Tano salito sulla pedana; ha preso Lilla per la mano e cerca di tirarla via)

Tano Vieni via, Lilla... questo non posto per noi...

Clitty E arrivato anche il suo ganzo... che schifo!... chiama le guardie, Eletta!

Eletta Cerchiamo di capire cosa vogliono, prima.

Lilla La stringa fra le braccia, signora: sua figlia!... le faccia sentire il suo affetto materno...

Tano Vieni via, Lilla... tanto inutile: non riesce a capirti.

Lilla Come sarebbe, non riesce a capirmi?

Tano Sarebbe che non capisce nemmeno una delle tue parole.

Lilla Allora posso dirle quello che voglio, tanto lei...

Tano S, s.

Lilla Posso dirle che assomiglia a una cocotte?

Tano Per carit! "cocotte" francese e quello lo capisce... puttana devi dirle, per essere sicura.

Lilla Ah, cos?... allora posso dirle di tutto a questa vecchia puttana di lusso... vero!... non ha capito!... non ha capito nulla!... non ti vergogni a trattare cos tua figlia, vecchia baldracca restaurata?

Tano Andiamo via, Lilla, ti supplico.

Lilla Uh, come mi diverto!... uh, come mi diverto!

Clitty (a Eletta) Non sei ancora stanca di tenerti davanti questa spazzatura?

Lilla La senti, Tano, la senti?... spazzatura a noi, lei che va a letto con l'assassino di suo marito, lei che fa di tutto perch suo figlio venga trovato e ammazzato dai sicari del suo ganzo!

Clitty (gridando) Guardie! guardie!

Tano Via, Lilla... vuoi farti arrestare?!...

(riesce a trascinarla gi dalla pedana)

Lilla Peccato, Tano! non mi ero mai divertita tanto in vita mia. Potevo sfogarmi, finalmente, tirar fuori tutto quello che avevo in gola.

Tano E a che serviva, Lilla? era come gridare contro un muro, come se tutto quello che avevi da dirle glielo dicessi ora.

Lilla Ecco una cosa che non so spiegarmi: perch io capivo tutto quello che diceva, e lei non capiva nemmeno una parola di quello che dicevo io?

Tano Storia vecchia, Lilla. Per forza che i poveri devono capirla la lingua dei potenti, altrimenti come farebbero a obbedire ai loro ordini. Ma i potenti, che bisogno hanno di capire quello che dicono i poveri?

Lilla Toh, non ci avevo proprio pensato!

Tano Te la senti adesso di fare una cantatina?

Lilla Che bisogno c', scusa, di spiegare quello che deve avvenire? Ora tocca a Orel, no?... e chi che non lo sa che Orel gira il mondo con documenti falsi, per sfuggire agli sgherri di Egir?

Tano E` vero: questo lo sanno tutti. Possiamo metterci qui anche noi, allora, come gli altri.

(siedono sui sassi del boccascena. Sulla pedana, intanto. Orel seduto su una panchina, accanto all'uomo col giornale)

Uomo Lei, egregio signore, mi prender per un maleducato perch, pur essendo in sua compagnia, continuo a sfogliare il giornale.

Orel Non abbia questi scrupoli, signore, e legga pure quanto vuole.

Uomo Le dir che, davanti a un giornale appena uscito, non resisto al desiderio di sfogliarlo.

Orel Mi sembra abbastanza naturale.

Uomo E' anche lei della mia opinione che la lettura di un giornale il miglior modo di impiegare il proprio tempo?

Orel S... effettivamente...

Uomo Che cos il cinema o la televisione al confronto? meschino spettacolo per sfaccendati perditempo. Non anche lei di questo parere?

Orel S... in un certo senso...

Uomo Ecco qua sfilare, in prima pagina, i fatti pi importanti accaduti nel mondo nelle ultime ore. E non parliamo delle altre notizie di cui un quotidiano pieno zeppo, di minore rilievo, forse, ma a volte assai appetitose. Lei ha un 'opinione diversa dalla mia?

Orel No, sono d'accordo anch'io.

Uomo Me ne compiaccio.

Orel Mi sembra, per, che lei non sia troppo convinto delle sue idee, se cerca in ogni momento l`approvazione degli altri.

Uomo E' un mezzo per assicurarsi delle alleanze, specialmente con persone che non si conoscono, come lei, per esempio, che viene da queste parti per la prima volta.

Orel Non si pu davvero dire che a lei sfugga qualcosa.

Uomo Mi piace osservare attentamente, poi fare deduzioni e congetture.

Orel Un modo anche questo per impiegare il tempo.

Uomo Per esempio, da qualche minuto mi sto chiedendo il perch della sua agitazione.

Orel Trova che sia agitato?

Uomo Appunto. E' come se desiderasse vedere spuntare qualcuno, da un momento all'altro, oppure non desiderasse vederlo spuntare.

Orel E una sua impressione, io non...

Uomo Ah, ah... questa buona! "fa una carezza a un cane e viene morsicato".

Orel E che ci trova da ridere?

Uomo Non sul fatto in se stesso che rido, ma su quello che lha preceduto, sulla dabbenaggine di un tizio che pensa: "ecco un cane simpatico che aspetta la mia carezza".

Orel Allora, ridiamo anche su chi stato derubato, perch ha commesso l'ingenuit di tenere con s dei denari; o sulla moglie che stata uccisa dal marito, pensando che quella sciocca, a suo tempo, gli ha giurato amore eterno. Lei ha trovato il sistema di far diventare allegra ogni notizia del giornale.

Uomo E non trova che il mio sistema sia ideale per vivere in buona salute?

Orel No, non lo credo.

Uomo Senta un po' questa se le piace... viene dall'estero... dovrebbe interessarle perch una notizia del suo paese...

Orel (allarmato) E come fa a sapere qual ' il mio paese?

Uomo Via, ma mi crede davvero cos sprovveduto? dal suo accento l'ho scoperto. Dunque, la notizia dice: "Malumori in casa de Atrexis"... la sente lironia in quel "malumori"?...ah, ah... lei sar certo al corrente di cos' successo in quella casa...

Orel (sulle spine) E cosa dice 1' articolo?

Uomo Sembra che nell'anniversario della morte di Agam, il vecchio presidente, sua figlia abbia portato al cimitero un vistoso arco di fiori con 1a scritta... aspetti un po... ah, eccola qui: "al padre adorato, vittima di vile assassinio"...

Orel Faccia vedere!... dov'?! ...

(gli strappa il giornale di mano)

Uomo Vedo che le interessa particolarmente... eh, si sa, la patria lontana che si dovuta abbandonare per lavoro... o per politica...

Orel ... Eletta!...

Uomo Gi, Eletta, la figlia del defunto presidente...

Orel (leggendo addolorato) ..."una ragazza che nessuno ha mai sentito ridere... sempre vestita a lutto, da sette anni...

Uomo Deve conoscerla bene questa ragazza, per prendersela tanto... non sar mica un parente?...

Orel ... rimasta fedele al ricordo del padre, odiata dalla madre... prigioniera nel palazzo dei suoi antenati

Uomo Su, coraggio, adotti il mio sistema... pensi alla faccia che avr fatto Egir quando ha saputo di quella scritta... perch si dice che sia stato proprio lui a far fuori il vecchio Agam...

Orel (con impeto) S, lui l'assassino!... lui, la bestia immonda!...

Uomo Non ci sono dubbi: un parente!

Orel Eletta, povera bambina... fra quei mostri!...

Uomo Un parente, dunque... e chi mai potr essere?... certo che, per prendersela in questo modo, deve essere un parente stretto... strettissimo, anzi...n on sar per caso...? ... ma s, non ci sono dubbi: lei Orel, il fratello!

Orel (tornando alla realt) Come... che diavolo dice?!

Uomo S,non pu essere che cos.

Orel Io non so che cosa sta dicendo.

Uomo Lei Orel, il figlio di Agam, fuggito dal suo paese dopo la morte del padre.

Orel Lei in errore... non sa quello che dice!

Uomo Sono sicuro, invece, di aver visto giusto: lei il fratello di Eletta.

Orel Basta cos! non star a sentirla neppure un minuto di pi... (esce)

Uomo Dove va, signor de Atrexis?

Orel (da fuori scena) Mi lasci in pace!

Uomo Signor de Atrexis, non scappi cos!... non sono mica un agente di Egir, io!... (va al margine della pedana) non si vede pi...s allontanato a rotta di collo... chiss che cosa gli avevo fatto poi?... (esce anche lui)

Lilla Ce ne sono di tipi come quello, pi di quel che non si creda.

Tano Di che tipi parli?

Lilla Di quelli che s'impicciano dei fatti degli altri. Non ti ricordi pi del tale che ti ferm quel giorno che avevi una borsa di patate, e voleva sapere a tutti i costi dove le avevi prese?

Tano Se mi ricordo! era il padrone del campo.

Lilla E quando arriviamo in qualche posto: non abbiamo neanche il tempo di appoggiare la roba per terra, non abbiamo, che gi ci sono addosso quei tipi l a domandarci quando ce ne andiamo.

Tano La sola cosa che vogliono sapere.

Lilla Eppure, ce ne sarebbero di domande da farci: "da dove venite" per esempio... o "come state"... o "quali canzoni presenterete"... macch!... "quando ve ne andate".

Tano Io vado a fare un giro col piattino.

Lilla Non meglio che vada io? con questa... (si tocca la pancia)... sono pi convincente.

Tano Non detto; possono pensare che ti sei imbottita di stracci. Lascia andare me. Tu stai qui e ti riposi.

Lilla Vuol dire che intanto canter una canzone.

Tano E' proprio quello.che ci vuole. (esce. Lilla imbraccia la chitarra e incomincia a cantare)

"Nietzsche ci ha raccontato

che Zarathustra un giorno

si era addormentato

sull'erba ed una serpe

a lui si avvicin,

col suo veleno addosso,

e il saggio morsic.

"Grazie, serpe gentile

che svegliarmi hai voluto;

durante il mio cammino

nel sonno ero caduto.

Ora la mia missione

posso continuare

ed a mia volta gli uomini

dal sondo ridestare."

La vipera rispose:

"il tuo tempo finito

ora che col veleno

il tuo sangue ho nutrito."

Zarathustra sorrise:

"quando mai capitato

che il morso di una serpe

abbia un drago ammazzato?

Riprendi il tuo veleno,

vipera generosa:

non sei abbastanza ricca

per donarmi qualcosa."

La vipera pentita

la ferita lecc

col veleno. Cos

Zarathustra parl!"


SECONDA PARTE

(Un attimo dopo)

Tano Allora, io vado a fare il giro col piattino.

Lilla Non eri gi andato?

Tano Non volevo disturbare la tua canzone.

Lilla Grazie, caro: sei sempre pieno di attenzioni.

Tano Eil meno che posso fare. Io vado, allora.

Lilla Hai proprio deciso?

Tano Come sarebbe, se ho deciso?

Lilla Volevo dire: pensi che sia proprio il caso?

Tano Perch, hai qualcosa in contrario?

Lilla Proprio in contrario, no... solo che, a pensarci bene...

Tano A pensare a che cosa?

Lilla La storia, come vediamo, va avanti da sola e non c' nessun bisogno di presentarla.

Tano Tutto chiaro come il sole. Per questo abbiamo deciso di abolire le nostre cantatine.

Lilla Gi! ma ad andare in giro col piattino non abbiamo rinunciato.

Tano Che cosa vuoi dire?

Lilla Voglio dire che noi sfruttiamo un fatto naturale a nostro esclusivo interesse, senza la minima partecipazione. Sarebbe come mettersi vicino a un bel panorama, e andare in giro a fare 1a questua fra quelli che si fermano a guardare.

Tano Come mai, Lilla, tutti questi scrupoli?

Lilla Stiamo andando contro la prassi.

Tano Io non sarei cos categorico. Tutt'al pi, abbiamo compiuto una piccola digressione.

Lilla Ci siamo trovati fuori dal materialismo storico e dialettico.

Tano Ne sei proprio convinta?

Lilla Eh, s, mio caro: in questo momento noi stiamo sfruttando il 1avoro altrui. Il che non della classe cui apparteniamo.

Tano Ci sono sempre i salti di classe, per.

Lilla Impossibile nel nostro caso, perch manca la cosa pi importante: l'impresa.

Tano Credo che tu abbia ragione... non possiamo continuare ad approfittarci di qualcosa che non ci appartiene.

Lilla Dunque, le soluzioni sono due: o riprendiamo il lavoro, o rinunciamo al giro col piattino.

Tano Un momento! forse ho trovato il modo di uscire da questo ginepraio.

Lilla Che cosa hai trovato, Tano?

Tano Tu sei incinta, no?... quindi, avresti diritto a una licenza per maternit, non ti pare?

Lilla Certo che mi pare! bravo Tano che sei riuscito a salvare capra e cavoli!... beh, la capra s, ma i cavoli non ancora.

Tano Come sarebbe?

Lilla La mia posizione chiara, ma la tua sempre nella nebbia.

Tano Nemmeno per sogno. Dato che per lavorare ho bisogno di te, e tu non sei disponibile, posso considerarmi... in cassa integrazione!

Lilla (abbracciandolo) Fantastico, Tano, riesci sempre a cavartela!

Tano Siamo tornati nella prassi?

Lilla Tornati con tutti gli onori.

Tano (mostrando il piattino) Posso andare tranquillo, allora?

Lilla Tranquillissimo!

Tano Com bello sentirsi a posto con la coscienza!

Lilla (indicando la pedana gi occupata) Stsss stanno incominciando.

(Curvo e in punta di piedi, Tano esce di scena. Sulla pedana, Egir, sdraiato scompostamente su un divano, sta dormendo; a terra accanto a lui una bottiglia vuota. Entra l'uomo di Egir.)

Uomo Signore... mi scusi, signore...

Egir (risvegliandosi) Eh?... cosa diavolo succede?... (sbadiglia)... cosa t' venuto in mente di venirmi a svegliare?...

Uomo Di l richiesta la sua presenza, signore.

Egir Stavo sognando una cosa meravigliosa che... (solleva dal divano un reggiseno e lo apre)... no, non era un sogno, allora... (si prende la testa fra le mani)... ah, che confusione!... (si ributta gi sul divano)... chi ti ha detto di venirmi a svegliare nel cuore della notte?

Uomo Sono le undici del mattino, signore.

Egir E perch ancora cos buio?

Uomo E' una giornata luminosa, invece; il cielo pieno di un sole sfolgorante.

Egir Tieniti pure tutto il sole che vuoi e lasciami dormire.

Uomo C' bisogno di lei... di l la stanno aspettando da pi di un'ora.

Egir (sollevandosi e sbadigliando) Ah, ah... e chi che aspetta?

Uomo I ministri... stamani era stato fissato il consiglio alle dieci.

Egir (ributtandosi gi) Vai a dir loro che ho deciso di cambiare l'ordinamento dello stato... non pi ministri, ma consiglieri, da convocare separatamente, quando lo creder opportuno... e non alle undici del mattino!

Uomo Il signore s' svegliato di buon umore, stamani.

Egir Io non mi sono svegliato... sono stato strappato violentemente dal sonno... sia ben chiaro!... (si porta le mani al capo)... ah, la mia testa! (raccoglie la bottiglia)... ma che cosa c'era qui dentro?!... (esamina l'etichetta, poi porge la bottiglia alluomo)... da cancellare dall'elenco dei fornitori della Casa... (sbadiglia)... ah, ah... (si alza e va verso unipotetica finestra) s, hai ragione, giorno fatto... (viene punto da un insetto; se lo scaccia dal viso, lo insegue, tenta di afferrarlo)... cosa dici, chi ce la faranno prima ad ammazzarmi, 1'alcool o 1e zanzare?... o una rivoluzione di palazzo?... ma per quella ci sei tu a sorvegliare... tu, fedele, severo, integro collaboratore ed amico... a chi altro avrei permesso di venirmi a svegliare, dopo solo due o tre ore di sonno?

Uomo Otto ore di sonno, per la precisione.

Egir Otto ore?!

Uomo Non erano ancora le tre, stanotte, quando ho fatto uscire la signorina... e lei era gi addormentato.

Egir Ho dormito otto ore?!... ma che diavolo ho bevuto, allora?!... (indica ancora la bottiglia nelle mani dell'uomo)... cancellato dall'elenco dei fornitori, hai capito?... anzi, mandagli anche gli agenti delle tasse a controllargli i registri.... cos imparer a mettere quella robaccia nelle bottiglie... Allora, bisogna proprio andare da questi ministri?...

Uomo C' anche sua moglie di l che ha chiesto di vederla.

Egir La vecchia?

Uomo Proprio lei.

Egir A proposito, l'organizzazione di stanotte era la solita?

Uomo La solita: quest'ala del palazzo completamente isolata.

Egir Per mia moglie ero in riunione segreta di stato, vero?

Uomo Appunto: riunione segreta di stato.

Egir Perfetto. Fai passare la vecchia: i ministri possono aspettare... un momento! qui tutto a posto, vero? (luomo prende il reggiseno dal divano)... ah!... ce ne stavamo dimenticando!... (l'uomo mette il reggiseno in tasca ed esce. Entra Clitty che corre ad abbracciare Egir. I due non si lasceranno mai, e resteranno sempre abbracciati o incastrati l'uno nellaltra)

Clitty Oh, caro!... a che ora finita la riunione stanotte?... non hai dormito, vero?

Egir S, due o tre ore su questo divano.

Clitty E credi che bastino? vieni nelle nostre stanze... ti far ricuperare tutto il sonno perduto, ti terr stretto, stretto fra 1e braccia.

Egir Non posso, tesoro, di l ci sono i ministri che aspettano da pi di un'ora.

Clitty Ma cos ti ammalerai, ti distruggerai...

Egir I doveri dello stato vengono prima di me... qui c' ancora tutto da riordinare, da cancellare, da ricostruire... ho trovato voragini paurose nelle finanze, e ancora non stato possibile colmarle.

Clitty E vuoi gettare il tuo corpo in quelle voragini, il tuo corpo senza vita?... oh, Egir, risparmiati,caro... che cosa sarebbe di me se tu venissi a mancarmi? sarei seppellita viva sotto 1odio, 1'accusa, ... il rimorso.

Egir Il rimorso, hai detto, Clitty... perch il rimorso?

Clitty Rimorso per... per non averti protetto a sufficienza... oh, Egir, il nostro letto mi sembrava cos grande, stanotte, cos vuoto... avevo voglia di sentire il tuo corpo caldo e forte contro il mio... Non riuscivo a prendere sonno e a una cert'ora mi sono alzata e sono venuta qui... solo per vederti, magari... ma le guardie non mi hanno fatta passare...

Egir Nessuno pu entrare durante le riunioni segrete: una disposizione inviolabile.

Clitty Lo so, per questo non ho insistito... era una riunione con i comandanti militari, vero?

Egir Comandi militari, della polizia, dei servizi segreti: la situazione delicata e bisogna tenerla sotto controllo. C una corrente eversiva che attraversa tutto il paese, e che potrebbe ingrossarsi da un momento all'altro, fino a diventare pericolosa se accadesse qualche fatto straordinario... come, per esempio, se tuo figlio dovesse entrare a farne parte.

Clitty Bisognerebbe fermarlo prima, e convincerlo.

Egir Gi! ma dove si trova? finora ogni ricerca stata inutile.

Clitty Io ti ho detto quello che mi era giunto agli orecchi.

Egir Tracce che si sono subito perse.

Clitty E' spaventoso che neppure una madre venga informata dove si trova il proprio figlio!

Egir Continua a interrogare tutti quelli che possono sapere.

Clitty Per il suo bene, si capisce. Perch tu lo possa dissuadere dal cacciarsi in qualche operazione pericolosa.

Egir Perch non entri in contatto con sua sorella, soprattutto.

Clitty Oh, tesoro, quante preoccupazioni ti dnno i miei figli!... ho parlato con Eletta, sai, per rinfacciarle la sua sfrontatezza provocatoria, ma l'ho trovata caparbia e insolente. Tu non l'hai ancora fatta chiamare?

Egir Non ne ho avuto il tempo.

Clitty Sono pochi, per fortuna, quelli al corrente dell'accaduto.

Egir Le cattive notizie si propagano come la peste. All'estero, poi, i giornali ne sono pieni.

Clitty Quella piccola sciagurata! nuove preoccupazioni che si aggiungono agli altri pensieri... (l'accarezza)... vorrei poterne prendere una parte.

Egir La tua carezza me li cancella tutti, adesso.

Clitty Se potessi, non staccherei mai le mani dal tuo corpo.

Egir Me le sento sempre addosso, in ogni momento, calde, frementi, cariche di desiderio.

Clitty S, il mio desiderio di te che non ha mai tregua, che rinasce pi vigoroso di prima, anche quando sembra sia stato soddisfatto.

Egir Ecco, cos carnalmente femmina ti voglio, traboccante di sensualit.

Clitty Io sono tua, Egir, modellami come ti piace.

Egir Non tentarmi, Clitty, devo incontrare i miei ministri.

Clitty E puoi rinunciare allardore che adesso potrei darti?

Egir Devo, cara. Ci sono gravi decisioni da prendere.

Clitty Prometti di venire da me quando avrai finito.

Egir Non c' bisogno di promesse: non ci sei che tu, fuori dal mio 1avoro.

Clitty Ti lascio, amore.

Egir Cara. (si baciano e lasciano abbracciati la pedana. Lilla accanto al boccascena)

Lilla Hai sentito che roba, Tano? fanno tutte cos le donne dei ricchi?

Tano Beh, non una questione di classi sociali, ma di natura... come dire... di temperamento erotico.

Lilla E io quel temperamento non ce l'ho?

Tano Di quello, proprio, sei un po' scarsa, tesoro.

Lilla In fin dei conti, che cosa mi manca per averlo?... basta fare un po' il mantice, parlando.

Tano Il mantice come?

Lilla Cos... (imita l'ansare di Clitty)... non hai sentito Clitty?

Tano No, quello non basta. Ci vuole ben altro.

Lilla Anch'io, per esempio, stanotte, nel fienile dove abbiamo dormito, quando mi hai lasciata sola per andare nei campi a cercare qualcosa, ho sentito la stessa roba di quella l.

Tano Che cosa hai sentito?

Lilla Non mi giudicherai male, vero?

Tano Ma no che non ti giudicher male.

Lilla Io te lo dico, anche se mi vergogno un po.

Tano Dimmelo pure e stai tranquilla.

Lilla Ho sentito anch'io la voglia di avere il tuo corpo accanto al mio.

Tano Avrai avuto un po' di freddo.

Lilla Dici?

Tano Non c' il minimo dubbio. Il temperamento erotico non roba per te.

Lilla Ed grave?

Tano No... grave proprio, non direi.

Lilla Meglio cos, perch se non grave, posso dirti anche che quella l mi fa un po' schifo.

Tano Allora, adesso hai da rifarti la bocca: sta arrivando Eletta.

Lilla Oh, meno male!

(L'uomo di Egir precede Eletta sulla pedana dove, al posto del divano, c' ora un tavolo con sedia)

Uomo Avanti, signorina... s accomodi di qua... (Eletta si ferma sul fondo con le spalle voltate al boccascena)... Egir gi stato avvertito e verr subito... col suo permesso io mi ritiro... (compie un leggero inchino alle spalle della ragazza e lascia la pedana. Rimasta sola, Eletta si volta e gira la testa lentamente, osservando tutta la stanza con espressione trasognata. Entra Egir: la testa di Eletta si ferma mentre il suo viso s'indurisce)

Egir No, continua, ti prego... non ti avevo mai vista con un'espressione cos dolce sul viso... eri bella, sai, proprio come non vuoi apparire con quei vestiti addosso... non per te il nero, lo sai?

Eletta E' per parlare dei miei vestiti che mi ha fatto chiamare?

Egir Ancora il "lei"!... perch?... per sottolineare il solco che hai voluto scavare fra noi?... siamo cugini, in fondo... e poi ho sposato tua madre, ricordatelo. Che cosa diranno quelli che ti sentono? che tu non accetti questa parentela, che tu mi sei ostile... e uno al mio posto non pu accettare elementi ostili intorno a s, capisci? perch su di loro potrebbero far leva le opposizioni, le forze eversive che mettono in pericolo lo stato.

Eletta Vuol farmi arrestare?

Egir Cosa dici, bambina!? io voglio solo ammorbidire il tuo dissenso, convincerti che ti sono amico e che non merito il tuo disprezzo. Perch credi che ti abbia fatto venir qui?... per rimproverare la tua offerta alla tomba di tuo padre? nemmeno per sogno... tu amavi Agam teneramente... bello ed giusto: non c' bisogno di leggere Freud per saperlo. In quanto alla scritta sul nastro, poi, io non rilevo sottintesi e le do un'interpretazione alla lettera; ma, per fortuna, il vile assassino di tuo padre stato scoperto e giustiziato.

Eletta No, l'assassino di mio padre respira ancora.

Egir Sette anni fa eri troppo piccola, Eletta, per ricordare con precisione come tutto si svolto.

Eletta Lo ricordo, invece.

Egir Vuoi addossarmi quella responsabilit perch io ho capeggiato 1a rivolta? d'accordo. Chi comanda responsabile di tutto quello che accade, nel bene e nel male. Ma la morte di Agam io non l'ho voluta, anche se perch nasconderlo? mi stata utile. Io ero amico di tuo padre e ho cercato di dissuaderlo dal partecipare a quella guerra che ha immiserito il paese, e che per dieci anni lo ha tenuto lontano.

Eletta Dieci anni che lei ha impiegato per preparargli il ritorno, vero?

Egir Le spese di guerra avevano portato il paese alla disperazione, 1a situazione era ormai diventata insostenibile...

Eletta Era arrivato il momento giusto per scatenare la rivolta.

Egir Per un colpo di stato che evitasse il peggio.

Eletta Ci poteva essere anche un peggio?

Egir S, la violenza della plebe inferocita che avrebbe potuto spazzare via tutto.

Eletta Dobbiamo ringraziarla, allora... anch'io le devo della riconoscenza?

Egir Non pretendo tanto. Voglio solo che tu mi capisca.

Eletta E osa dirmelo in questa stanza, dove mio padre mi ha tenuta sulle ginocchia da bambina? (una pausa)

Egir S, Eletta, non credere che io non apprezzi la forza del tuo carattere, la severit che hai saputo importi... nel tempo della spensieratezza e dell'amore ti sei rinchiusa in una torre di silenzio a meditare la vendetta. Perch sciupare la tua vita in questo modo? non sai quello che hanno le tue pari? 1'esistenza di lusso e di gioia che conducono?... e vuoi rinunciare a tutto questo?... Non farlo, Eletta: hai dimostrato a sufficienza il tuo attaccamento a un ricordo. Vivi, adesso, secondo la tua et e il tuo grado! (si avvicina a prenderle il mento nella mano) Sei bella, lo sai? e saresti bellissima, vestita e pettinata come si conviene... avresti tutti i giovani ai tuoi piedi. Assomigli a tua madre, lo sai?... qui, nel taglio degli occhi e della bocca... mi pare di rivederla, tua madre, quando tu non eri ancora nata, e lei era una giovane signora che passeggiava con un. bambino per mano: tuo fratello Orel... io allora ero un ufficiale della guardia da poco arrivato al palazzo... ricordo che, appena la vidi, dissi fra me: "la bellezza non un concetto astratto: eccola davanti a me"... La rivedo in te, adesso. Guardandoti, rivivo lo smarrimento di quel giorno...

Eletta E' l'offesa pi atroce che potessi pensare di ricevere.

Egir Odi a questo punto tua madre? e allora umiliala con la tua giovinezza trionfante, mostrati a tutti nello splendore della tua bellezza: si sentir vecchia e stanca, e forse cominceranno ad affiorare in lei sentimenti materni.

Eletta Non pi di suo gradimento, cos com' adesso, come lei l'ha fatta diventare?

Egir E chi non vorrebbe gettar via almeno trent'anni della propria vita?

Eletta Anche le persone che sono dentro questi trent'anni?

Egir Tu odi tua madre, vero?... ed ora avresti il mezzo di farle del male, di vendicarti... non ci pensi?... (carezza la spalla di Eletta che si allontana da lui)

Eletta Sono gi vendicata, in questo momento, sapendola legata a un uomo come lei.

(Una pausa. Egir va a sedersi al tavolo)

Egir Ti ho offerto la pace e tu l'hai rifiutata: preferisci lo scontro. O non pi giusto chiamarlo suicidio?... comunque, la scelta tua. Cos, da oggi, intorno a te sar raddoppiata la sorveglianza... (ipocrita)... nel tuo interesse, s'intende... Agam non era poi cos amato, e qualcuno potrebbe cercare una rivalsa su sua figlia. Naturalmente non saranno pi tollerate parole, letture o atti che mettano in pericolo la sicurezza dello stato. La polizia esaminer a fondo la cerchia delle tue amicizie; le comunicazioni e gli spostamenti verranno posti sotto controllo. Chiunque voglia entrare in contatto con te, dovr dimostrare una forte ed indiscussa fedelt allo stato. Misure troppo severe? non credo... ma noiose s, non c' dubbio. Lo avrei visto diversamente il tuo futuro... e anche il futuro dei nostri rapporti. Puoi ancora ripensarci, per, con calma, riflettendo bene sulla vita che avresti potuto avere e su quella alla quale corri incontro. Vai pure, Eletta: il colloquio finito. (Eletta esce; Egir schiaccia un pulsante sul tavolo. Appare l'uomo)

Egir Hai preso nota di tutto?

Uomo Certo. Dar subito le disposizioni necessarie.

Egir Pensi che mi sia comportato in modo giusto?

Uomo Da un certo punto di vista, s. Solo che io, se lei permette, avrei battuto una strada diversa.

Egir Quale?

Uomo Quella di dare alla ragazza lillusione della massima libert. Forse, credendo di non essere sorvegliata, ci avrebbe messi sulle tracce di Orel.

Egir E credi che non ci abbia pensato? Eletta non sa nulla del fratello, non riceve lettere da lui e nemmeno altre notizie. Basta vedere con quale ansia interroga ogni straniero che arriva al palazzo.

Uomo Non potrebbe trattarsi di una simulazione?

Egir Non nel suo carattere. L'essere in contatto con il fratello le darebbe una sicurezza che non sarebbe capace di nascondere.

Uomo Lei conosce bene la ragazza e, da quel che ho capito, vorrebbe conoscerla anche meglio.

Egir (ridacchia) Per ora inavvicinabile, ricoperta di spine com', ma non si possono fare ipotesi sul futuro.

Uomo Vado a dare disposizioni per la sorveglianza.

(l'uomo esce con Egir. Al posto del tavolo viene collocata una panchina. Sul fondo della pedana appare Orel che passeggia nervosamente, consultando l'orologio: sta evidentemente aspettando qualcuno. Intorno a lui scatenato 1'inferno dei suoni di una metropoli al lavoro. Finalmente, Pilas appare sulla pedana; i due si corrono incontro e si abbracciano calorosamente. Il frastuono soffoca le loro voci; Orel fa cenno all'amico di seguirlo. I due si spostano verso la panchina, mentre i rumori si spengono)

Orel Ecco, qui i rumori non arrivano... caro Pilas!... stamani, quando mi hai telefonato, non credevo fossi tu: temevo che i servizi segreti fossero riusciti a scovarmi. Ma poi ho pensato che, in quel caso, gli agenti, anzich telefonarmi, mi avrebbero teso un agguato per strada. Come hai fatto a trovarmi?

Pilas E' stata dura ma ce lho fatta, vedi? ci sarei arrivato prima se avessi avuto meno fiducia negli uomini del bastardo che ti cercavano.

Orel Come sarebbe?

Pilas I poliziotti seguivano, le tue tracce, e io seguivo le loro, pensavo che sarebbero riusciti a trovarti e, in quel caso, forse avrei potuto darti una mano.

Orel Caro Pilas, amico generoso, non sei cambiato.

Pilas Ma poi ho capito che li sopravvalutavo e che non ce l'avrebbero mai fatta. Allora ho cercato per conto mio.

Orel Quante volte in questi anni avrei voluto scriverti o telefonarti, per dirti dove mi trovavo, ma ho pensato che non era prudente.

Pilas Hai fatto bene: il bastardo ha occhi e orecchi da ogni parte. L'unico servizio efficiente nel paese quello delle spie. E tu devi saperne qualcosa.

Orel Sette anni di vita randagia, in cerca di un rifugio sicuro, di fughe precipitose appena sentivo sul collo l'alito caldo degli sgherri di Egir.

Pilas Ora non accadr pi: questo sono venuto a dirti.

Orel Come pu essere?

Pilas Il cacciato si trasforma in cacciatore. Quello che Egir temeva di pi, si realizza: abbiamo preparato il tuo ritorno in patria.

Orel Avete preparato la rivoluzione, allora?

Pilas Se non ti piace il termine, la chiameremo resa dei conti, o giorno della giustizia, oppure, fine del bastardo. Il momento arrivato; il popolo non pi disposto a sopportare: la rabbia e la collera stanno per traboccare. Basta una piccola spinta per mettere in moto la valanga che spazzer via tutto. Egir lo sa, ma impotente; non osa pi uscire dal palazzofortezza, unico luogo dove si sente sicuro. Quando deve passare in rivista le truppe, 1o fa su un carro corazzato.

Orel S, la situazione la conosco, l'ho seguita costantemente sui giornali dei vari paesi.

Pilas Avrai capito, allora, che cosa occorre per accendere il fuoco: il tuo ritorno in patria.

Orel L'ho sempre saputo, Pilas, ed stato il motivo pi importante per cui sono rimasto all'estero finora.

Pilas Non stato, dunque, per la persecuzione di Egir?

Orel Non era quello il motivo principale, te l'ho detto.

Pilas Io ho sempre creduto che fosse quello... e anche Eletta...

Orel Taci, per piacere...qualcosa si lacera qui dentro, ogni volta che penso a lei... Ed un pensiero che non mi lascia quasi mai.

Pilas Sai come vive?

Orel So tutto, come se fossi vicino a lei.

Pilas E non provi il desiderio di liberarla, allora?

Orel Darei mille volte la mia vita per farlo.

Pilas Che cosa ti trattiene, Orel? il nostro movimento presente in tutto il paese; ogni giorno nascono nuovi gruppi... anche i comandanti di alcune unit dell'esercito sono con noi..

Orel Il sangue che dovrebbe essere versato, mi trattiene.

Pilas E non ne ha versato il bastardo, forse, quando ha usurpato il potere?

Orel E' un motivo valido per versarne ancora?

Pilas E tuo padre?!... devo proprio essere io a ricordartelo?

Orel Pensi ci sia bisogno di sangue per onorarne la memoria?

Pilas Per togliere il potere al bastardo, s, per impedirgli di continuare ad affamare il popolo, di portare il paese alla rovina.

Orel Mio padre l'ha portato in una guerra di dieci anni, il paese, ricordi? ha distrutto le risorse dello stato in una guerra inutile e sanguinosa. I morti per la fame, te li ricordi? e l'assalto alle campagne, in cerca di qualcosa da mangiare: un animale, un pugno di farina, una radice... lo ricordi? Che cosa possiamo promettere al popolo, un ritorno a quei tempi?

Pilas Possiamo promettere la giustizia.

Orel Giustizia per te, per me e per qualche altra decina di persone allontanate dal potere e perseguitate, ma per il resto del popolo, che significato ha questa parola?

Pilas Sei cambiato, Orel, non avrei mai creduto di sentirti parlare in questo modo.

Orel Ho avuto il tempo di meditare in questi anni.

Pilas E vuoi continuare cosi, come un animale inseguito?

Orel S, se la mia sicurezza deve avere un prezzo cos alto.

Pilas Che cosa potr dire adesso ad Eletta?

Orel Taci, Pilas!

Pilas Finora vissuta solo con 1a speranza del tuo ritorno.

Orel Zitto!... c' una punta d'acciaio che continua a scavare nel vivo, quando penso a lei.

Pilas Sar difficile spiegarle tutto.

Orel Devo essere io a farlo. Voglio vedere mia sorella. E possibile?

Pilas Non facile, data la stretta sorveglianza, ma ci si pu riuscire: anche nel palazzo abbiamo amici fidati.

Orel Come potr passare la frontiera?

Pilas Dovrai essere tu a venire in patria, perch lei non potr assentarsi per molto.

Orel E per me ci sono difficolt?

Pilas Nessun problema Ho anche un rifugio sicuro dove accoglierti.

Orel D'accordo, Pilas, discutiamo i dettagli, adesso...

Pilas Bene. (si allontanano verso il fondo. Lilla e Tano sono accanto al boccascena)

Lilla Bene un accidente! mi sta scappando il viola.

Tano Come, come?

Lilla I1 verde finito e ora m' venuta la voglia del viola.

Tano E non la puoi trattenere?

Lilla Non posso, mi scappa, ti ho detto.

Tano Ma scusa, non potevi cercare un colore meno complicato?

Lilla E sono stata io a sceglierlo? era cos bello il. verde, e anche cos facile da trovare... verde, verde, verde, nulla, nulla! soltanto del viola ho bisogno.

Tano E io dove lo trovo, maledizione!

Lilla Bisogna fare uno sforzo, Tano. Non vorrai mica che il bambino. mi nasca viola?!

Tano Ma se non esiste nemmeno una razza viola!

Lilla Appunto. Se potesse nascere nero o giallo, oppure olivastro, e magari anche rosso, non mi preoccuperei neppure per un momento... ma viola, via, poverino, si sentirebbe troppo solo.

Tano Dunque, viola... viola... ma che idiota! c' il fiore... la viola del pensiero! non va bene quello?

Lilla E' troppo piccina, non si riesce nemmeno a vederla fra l'erba.

Tano Allora... s, ecco: mettici vicino delle melanzane mature, anche quelle sono viola...

Lilla Non bastano, Tano.

Tano Campi di melanzane... montagne di melanzane... e magari anche di cipolle...

Lilla Quelle hanno un colore rossiccio.

Tano Ma basta sfogliarle un po' e appare il viola.

Lilla E' troppo chiaro... io ho bisogno di un viola carico.

Tano E come si fa, allora, maledizione?!

Lilla Non c' tempo da perdere: ogni minuto che passa potrebbe essere fatale.

Tano Viola... viola... che cosa diavolo c' di viola?... gatti... no... cani... neanche... ci sono dei pesci, per!... ecco: branchi di pesci viola...

Lilla Non li ho mai visti e non riesco ad immaginarmeli.

Tano (gridando) Ci sono!... ci sono arrivato... oh, finalmente!

Lilla Su, allora, non perdere tempo!

Tano Pensa a una chiesa il giorno della visita di un cardinale... tutta addobbata a festa e allinterno le navate sono tappezzate di viola... riesci a vederla?

Lilla S, la vedo... la vedo... una meraviglia!

Tano Lunghi drappi viola pendono dal soffitto, si attorcigliano alle colonne, corrono lungo le balaustre...

Lilla Grazie, Tano! ora s che annego nel viola!

Tano Tientelo bene stretto, e ora pensa al cardinale che viene avanti... ha una mantellina viola sulle spalle e dal braccio gli pende una stola viola...

Lilla (va ad abbracciarlo) Oh, Tano... hai salvato nostro figlio!

Tano Adesso tu chiudi gli occhi e te ne stai buona, buona in chiesa, mentre io vado a fare un giro col piattino.

Lilla Un'altra volta?!

Tano C' un gruppetto che arrivato da poco. Allora, daccordo: tu rimani in chiesa e io passo a prenderti dopo.

Lilla D'accordo, Tano. (un tenero bacio sulle guance, poi Lilla siede sul sasso a occhi chiusi, mentre Tano esce di scena. Entra Pilas dal fondo; sulla pedana c' un divano ricoperto da un telo)

Pilas Ecco, di qua... aspetta che apro una finestra e faccio entrare un po' di luce... (esegue; luce pi forte; entra Orel)... la villa disabitata... c' odore di chiuso e polvere sui mobili... (toglie il telo dal divano e lo getta a terra. Entra l'uomo di Pilas che abbassa l'antenna di una ricetrasmittente portatile)

Uomo Niente da segnalare dai punti di sorveglianza.

Pilas Continua a tenerti in contatto.

Uomo D'accordo.(esce)

Pilas Stiamo con gli occhi aperti: non c' da temere sorprese.

Orel Un momento!

Pilas Che c'?

Orel S' alzato il vento... lo sento.

Pilas La villa in mezzo a un grande parco... sono i rami degli alberi.

Orel (si avvicina all'ipotetica finestra) I1 vento di casa mia.

Pilas Ha qualcosa di diverso, vero?

Orel S, l'ho riconosciuto subito al di qua della frontiera... pi avvolgente, pi tenero...

Pilas Ma a quest'ora arriva solo a intervalli... un passaggio rapido e poi niente... senti?... gi finito.

Orel Una carezza leggera che rianima per un attimo... adesso rimasto solo il ricordo sulla pelle: sotto la crosta s' riacceso il fuoco. Cosa dice il termometro stamani?

Pilas Quaranta gradi, come al solito.

Orel Perch mettono il mercurio nei termometri... a che serve? basterebbe fare un segno sui quaranta gradi.

Pilas E' un'idea! strumenti inutili che si potrebbero abolire. Perch non diciamo al bastardo di fare una legge? si deve sbrigare, per, perch di tempo per emanare leggi, forse non gliene resta molto.

Orel Non sento pi l'elicottero che ci ha accompagnato per un pezzo.

Pilas Non cercava noi, quello: era a caccia di contrabbandieri... di qui fino al mare la foresta infittisce e gli agenti non se la sentono di entrarci a piedi. (entra luomo)

Uomo Hanno comunicato adesso che Eletta sta arrivando. (Orel fa l'atto di precipitarsi fuori, ma Pilas lo ferma)

Pilas Resta qui ad aspettarla: le andiamo noi incontro. (esce con l'uomo. Orel muove qualche passo nervosamente; va alla finestra a scrutare. Finalmente Eletta appare dal fondo; i due si guardano per un attimo immobili, poi corrono l'uno nelle braccia dell'altra, stringendosi in un forte, fraterno abbraccio. Eletta si stacca dal fratello e gli passa una mano sul viso)

Eletta ... qui... e qui... e anche qui... li vedo tutti i sette anni che sei stato lontano...

Orel ... e tu sei diventata una donna... oh, Eletta, quanto l'ho sognato questo momento!

Eletta (mettendogli una mano sulla bocca) Stsss... taci... non ci siamo mai separati... tutto come allora... vieni... (lo prende per mano e lo fa sedere sul divano accanto a lei; mano nella mano e teste appoggiate allo schienale)... io ho dieci anni e tu mi hai costruito un aquilone con una lunga coda rossa...

Orel S... guarda come si solleva... dagli filo, di... lascia che corra sul vento... cos... da noi gli aquiloni volano alto perch il nostro il paese del vento...

Eletta Ma c' stata una raffica e 1aquilone s' incastrato nel fogliame di un albero... ora c' solo la coda... ma poi il vento, a poco, a poco, ha portato via anche quella carta colorata... rimasto solo un pezzo di filo a sventolare dall'albero... quello c' ancora...

Orel Cos... grazie... ora li sento sciogliersi dentro di me questi sette anni di ghiaccio: un chiaro mattino di vento come quel giorno... gli alberi scuotono le chiome e le braccia "sembrano predicatori infuriati" tu dici...

Eletta S, mi ricordo.

Orel Cos l'avevo immaginato da lontano, il ritorno. Grazie, Eletta, per non avermi deluso.

Eletta Perch dici "ritorno"? ti sei mai allontanato da me, dalla nostra casa?

Orel Che sciocco! parlo di ritorno a casa e non mi stono mai mosso... e dove sarei potuto andare, se bastava un soffio d'aria sul viso per ritrovarmi accanto a te?

Eletta Ecco, cos devi. dire, fratello.

Orel Ora parliamo dei nostri progetti... te ne ricordi, vero? io penso di andare alluniversit a studiare ingegneria c tanto da costruire nel nostro paese tu invece vuoi imparare a suonare il violino perch... quanto ne abbiamo riso insieme! vuoi essere capace di riprodurre i suoni che ci circondano: le voci della campagna, del bosco, del mare... ci sei riuscita, poi?

Eletta No, allimprovviso non ho sentito pi nulla intorno a me: tutti i suoni s'erano spenti ho dovuto rinunciare.

Orel Perch dici "ho dovuto"? non esiste il passato per una bambina di dieci anni.

Eletta Hai ragione, scusami.

Orel (dolorosamente, accartocciandosi su se stesso) E invece esiste e ci schiaccia tutti e due con la sua forza brutale, travolge e lacera i nostri ricordi come quellaquilone impigliato nell' albero.

Eletta Non fare cos, Ore1, ti prego.

Orel e io non sono venuto per ridarti coraggio, ma per toglierti anche quel poco che ti aiutava a vivere e a difenderti...

Eletta Che cosa vuoi dire, Orel?

Orel ... che sono venuto a toglierti la speranza, sorella, a dirti che nulla potr cambiare nella tua vita e nella mia. Non sono il fratello che tu aspettavi, Eletta, non ho spade della giustizia da sollevare: il sangue mi fa orrore, anche quello dei colpevoli.

Eletta E pensi che io ti aspettassi per quello? per usarti come uno strumento di vendetta? per spingerti in un atto di violenza che potrebbe costarti la vita, ora che ti ho ritrovato? l'ho sempre sentito che eri vivo, ma ora ne ho la certezza assoluta; ora sono sicura che in qualche angolo del mondo tu esisti. Come puoi pensare che questo non mi dia coraggio e speranza?

Orel Non parlare cos, Eletta: la tua bont mi fa male, pu colpire pi a fondo.

Eletta Io non ti chiedo nulla, Orel.

Orel E che rulla ti posso dare, ero venuto a dirti... nemmeno quellaquilone distrutto dal vento...

Eletta Non uno, ma cento me ne hai dati, con 1a tua presenza, e sono tutti alti in cielo.

Orel ... che non devi nemmeno pi sperare: questo ero venuto a dirti, bambina, e avevo preparato argomenti per convincerti, ma adesso non riesco a trovarli... le idee mi si confondono in testa e le parole mi muoiono in gola.

Eletta (gli mette una mano sulla fronte e gli accompagna la testa sulla spalliera del divano) Dimentica le parole e le idee: non occorrono... ora c' bisogno di stare cos, accanto, a ricordare di quando eravamo bambini.

Orel (che sera lasciato guidare dalla mano di Eletta. torna a rialzarsi) Non tempo di giochi, ma di scavarci dentro, di riflettere.

Eletta No, tempo di ritrovare noi stessi, sotto la crosta di questi sette anni di menzogne e di fughe.

Orel Vuoi continuare a mentire, allora, a far finta di non vedere 1a larga mano di ombra che sospesa sulle nostre teste?

Eletta Sei qui con me: lunica cosa che conta.

Orel Ah, se potessi crederti! se potessi ritenere giusta la mia decisione di non partecipare! ma i rami a cui aggrapparsi diventano sempre pi fragili... ci illudiamo di essere arbitri di forze superiori a noi... accaduto da migliaia di anni e non so come potr non accadere ancora... dal profondo della storia che nasce il nostro tormento, e la nostra rabbia, e la nostra durezza.

Eletta Che cosa vuoi fare, allora?

Orel Non lo so, Eletta... ero cos sicuro, arrivando qui, cos convinto delle mie ragioni, ma ora tutto vacilla... principi che mi sembravano incrollabili, sono diventati foglie secche che scricchiolano sotto le scarpe.

Eletta E vuoi decidere adesso che non puoi, che non sai? aspetta che le tue idee tornino chiare.

Orel C' tempo, vero?... e quanto tempo deve durare ancora quel vestito, i tuoi diciassette anni di lutto?!...

Eletta Non devi pensare a me, ma a te stesso, all'impresa tremenda che potrebbe ingoiarti.

Orel ... e quest'ombra sul tuo viso, per quanto tempo dovr ancora rimanere?!

Eletta Lasciami stare, Orel, io sono assuefatta alla mia condizione: la rinuncia la mia forza... e cos l'odio e il disprezzo.

Orel (gridando) No!... la tua voce una corda tesa di violino che vibra nel vento... io la sentivo da lontano, ma non sapevo decifrare le note.

Eletta Che cosa vuoi fare, allora? strapparmi dal mio equilibrio per gettarmi in una condizione dincertezza e di paura?

Orel Strapparti alla rassegnazione! hai diciassette anni, sorella, devi vivere!

Eletta Anche a rischio della vita che tu potresti perdere in un'impresa che ti ripugna ancor prima di incominciarla?

Orel Non sono io a decidere, Eletta, ho capito adesso anche questo... tutto gi, accaduto, per te e per me, da migliaia di anni... recitiamo dei copioni gi scritti... che ridicoli sforzi sono i nostri per cercare una soluzione differente!

Eletta Dobbiamo prepararci alle Erinni che ci sbranino i corpi, allora, perch cos avrebbe deciso 1Olimpo?

Orel Non ci sono scelte in ci che dobbiamo fare.

Eletta C' 1'infinito aperto davanti a noi, invece.

Orel Non esiste infinito: solo un sentiero per il quale dobbiamo passare. Vuoi venire con me, Eletta?

Eletta Con te, fratello, sempre!

Orel (gridando) Pilas... Pilas!... (Pilas e il suo uomo entrano sulla pedana)

Pilas Eccoci, Orel.

Orel Ho deciso, Pilas: sono con voi!

Pilas (abbracciandolo) Ero sicuro che sarei stato al tuo fianco! grazie, amico mio, per questa gioia che mi di.

Orel Ora non c che pensare al colpo che dovr essere sferrato. Che sia improvviso, preciso, vincente.

Pilas Il piano gi stato preparato nei minimi particolari.

Uomo I gruppi non aspettano che 1ordine per passare allazione.

Pilas Lentusiasmo salir, alle stelle quando sapranno che sei rientrato in patria.

Uomo Orel de Atrexis al comando: questo ci mancava!

Orel E allora, via, cosa stiamo aspettando?!

Uomo Le ore del bastardo sono contate! (incominciano tutti e quattro a marciare; Orel stringe a s Eletta. La pedana investita da un effetto vento che viene da fuori scena e che, a poco a poco, diventer sempre pi forte)

Orel S' alzato il vento, senti?... i segni ci sono favorevoli.

Pilas Vento di casa nostra, del nostro paese del vento

Orel Vento per sollevare gli aquiloni e per gonfiare le bandiere... per gli orifiamma sventolanti nelle cariche...

Eletta Orel, io non riesco pi a riconoscerti!

Orel Eppure la prima volta che mi sento veramente me stesso.

Eletta Non eri cos poco fa. Che cos accaduto?

Orel Ho ritrovato la mia vera natura: posso finalmente abbandonarmi, senza pi dubbi o incertezze, al mio destino di uomo.

Eletta E dove ti condurr, Orel?

Orel Non voglio saperlo, Eletta... lasciarsi andare esaltante... lasciati andare anche tu... lasciati strappare di dosso questi abiti a lutto...

Pilas Pagher anche per quelli il bastardo!

Orel S, dovr pagare per la vita che non hai vissuto: per la tua adolescenza mancata, per la tua giovinezza avvilita...

Eletta Ma io ho paura, Orel... ho paura!...

(escono verso il fondo della pedana. Lilla, accanto al boccascena, si stringe nelle spalle)

Lilla Ho paura anchio di essermi buscata un raffreddore con questo ventaccio.

Tano Hai freddo, Lilla?... toh, mettiti questa... (si toglie la sciarpa dal collo e lavvolge intorno alla donna)

Lilla (starnuta) Ci siamo!... senti, Tano, se al posto dell'ombrello, per esempio, tu mi comprassi qualcosa da mettere addosso?... una maglia di 1ana, magari?

Tano Ho detto scarpe e ombrello, e scarpe e ombrello devono essere... vuol dire che aggiungeremo la maglia.

Lilla Ehil!. e pensi di farcela?

Tano (facendo suonare la tasca piena di monete) Senti un po'... mica male, eh?... e non finita... (indica con la testa la pedana sulla quale sono entrati Orel e luomo circospetto che ripetono gli stessi gesti della scena precedente)

Lilla E vero! ricomincia tutto daccapo!

Tano Ti meravigli?... e allora, secondo te, perch avrei scelto 1a storia dei de Atrexis?

Lilla Guarda, guarda che idea!

Tano Se prendi, per esempio, la storia dell'oste che, a colpi di accetta, ammazza la moglie, la suocera e la cognata, hai una storia raccapricciante che per termina l. Questa, invece, non ha mai fine, perch alle origini stesse del mondo.

Lilla S. Tano, s... di l che abbiamo imparato a conoscere il bene e il male, il dolore, lodio, l'amore...

Tano Un momento! abbiamo imparato il nome di alcuni concetti nebulosi, inesatti, arbitrari che chiamiamo comunemente bene, male, eccetera, eccetera.

Lilla Hai proprio voglia di spaccare il capello in quattro?

Tano Mi piace la precisione. Se colgo una mela da un albero, un bene per me e un male per i1 padrone dell'albero.

Lilla E sempre un male perch la propriet privata va rispettata.

Tano Anche 1a mia fame propriet privata che devo rispettare, no?

Lilla. (starnuta) Non ho voglia di discutere con il raffreddore. Comunque, se ci tieni a saperlo, la tua stata una pensata formidabile: sono orgogliosa di te, Tano!

Tano Grazie, tesoro, fa sempre piacere essere capiti. (si baciano) Vado a fare un altro giro col piattino... non per venalit, sai, ma con il piccolo che arriva ci saranno altre spese.

Lilla Vai pure, caro, io intanto far una cantatina...

(Tano esce; Lilla imbraccia la chitarra e incomincia a cantare. Intanto sulla pedana si succedono, sintetizzate e in forma mimica, le scene alle quali abbiamo gi assistito)

Lilla

Se tutto ritorna daccapo

non c' da mostrare stupore,

perch duna legge precisa

dobbiam rispettare il rigore.

Di tutte le azioni dell'uomo,

di tutta l'umana vicenda,

nessuno pu esserci che

vedere la fine si attenda.

A un fiume che scorre infinito

somiglia la nostra esistenza,

al vento che soffia od al tempo

che segna ogni umana scadenza.

S, al vento

che porta aquiloni

nel cielo,

che gonfia le vele,

quel vento

che soffia sul mare

alzando poi l'onda

crudele.

S, a un fiume

che porta la vita

nei campi,

che spegne la sete,

quel fiume

che tutto travolge:

le opre dell'uomo

e la quiete.

S, al tempo

che porta le ore

felici

dell'adolescenza,

quel tempo

che segna preciso

la fine di nostra

esistenza.

E in questo continuo fluire

costante, eterno, infinito

che forse scorgiamo quel senso

che l'uomo da sempre ha inseguito

Immersi noi siamo nel moto

che tutto travolge e trascina:

solo fatale illusione

poter risalire la china,

oppure fermarsi nel mezzo

dell'impeto della. corrente,

convinti di avere trovato

un qualche equilibrio apparente.

S, il moto

nel qual siamo immersi,

sicuri

dobbiamo accettare,

non solo perch

comprendiamo

null'altro ci resta

da fare,

ma anche perch

questo flusso

pu darci una spinta

vitale:

l'accorta manovra

scongiuri

l'arresto od il gorgo

fatale.

Armonici

nella natura

comune,

seguiamo il cammino

incontro alla meta

tracciata

per noi dall'umano

destino.

(entra Tano)

Tano E questa, da dove viene?

Lilla E' una cosa nuova. Ti piace?

Tano S, ma...

Lilla Era un pezzo che ci pensavo, e adesso m' sembrato il momento giusto per tirarla fuori. Non sei d'accordo?

Tano S, sono d'accordo, ma...

Lilla Se sei d'accordo, possiamo anche chiudere qui, non ti sembra?

Tano No che non mi sembra.

Lilla E perch non me lhai detto subito, allora, che la canzone non ti piace?

Tano La canzone bella, solo che troppo seria come chiusura.

Lilla Dici che...?

Tano Si parla di destini dell'uomo e roba del genere... la gente se ne va pensierosa, e io invece vorrei che se n'andasse un po' svagata (si fa ballare i soldi in tasca)... del resto, se lo sono meritati, mi sembra.

Lilla E cosa dici che dovrei cantare?

Tano Qualcosa di pi leggero... non saprei...

Lilla Dorrebbe essere qualcosa in argomento, per.

Tano Direi... ah, ci sono!... si parlato di aquiloni, e tu hai una canzone proprio su quelli.

Lilla Ma, Tano! quella canzone l'ho scritta per te... vuoi darla in pasto alla gente?

Tano Perch no, Lilla? io non sono mica geloso.

Lilla Ma come una lettera d'amore... io mi vergogno.

Tano Non c' nulla da vergognarsi, tesoro. Se la fai conoscere, quella lettera, come se tu l'avessi scritta a tutta l'umanit.

Lilla Una lettera damore a tutti?!

Tano Credi che non ne abbiano bisogno?

Lilla Sei sicuro, Tano?

Tano Sicurissimo, Lilla.

Lilla Allora, io comincio... speriamo di farcela... tu stammi vicino...

Tano Sono qui accanto a te, cara.

Lilla (esegue alcuni accordi di chitarra, poi incomincia a cantare)

"Ho scritto "ti amo" sul foglio

lucente di questo aquilone;

aspetto che un soffio di vento

sollevi la mia confessione.

Arriva! una brezza leggera

che viene dal mare, lo sento

da tutti i profumi che porta...

s'innalza... s'innalza! un momento

di gioia sentire che il filo

si tende, ti strappa la mano,

che il vento trascina nel cielo

la frase segreta: "ti amo".

Ormai l'aquilone volteggia

sicuro, simpenna a sobbalzi,

discende, riprende, risale...

che voli... che voli... che s'alzi!

Che quelle parole che ho scritto

sian lette da ah, che sfortuna!

il mio aquilone abbattuto

su un albero a un tratto da una

ventata. Ma ancora finito

del tutto non perch a un ramo

c' un pezzo di carta lucente

sul quale sta scritto: "ti amo".

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