IL LUMINARE DELLA MEDICINA
Commedia brillante in due atti
Di
Fabio
Bertarelli
Personaggi:
Prof. ALBERICO ALBERICI,
luminare della medicina
GIOIA, linfermiera
ADALGISA, la belloccia
LUIGI, lingessato
NERINA, la moglie del professore
ROBERTO, lartista
MARIO, linformatore di farmaci
UN OPERAIO DELLENEL
FUMELLO - diavoletto tentatore
GRAN SATAN Voce fuori campo di Satana
A T T O P R I M O
Il palcoscenico diviso in due parti: a destra uno studio medico ed a sinistra
la sala daspetto. Allapertura del sipario la scena buia. E illuminato
soltanto il proscenio nel quale entra Roberto che strimpella una
chitarra.
ROBERTO: Do-re-mi Do-re-mi Sol-la-si Sol-la-si (Dopo aver percorso il
proscenio pi volte con modulazioni e toni dello strumento che sottolineano il
suo stato danimo via via pi triste, inizia a cantare mentre dalla parte
opposta entra Mario che si ferma ad ascoltarlo)
Queste note dolenti
sono i miei lamenti.
Questo tristissimo canto
La voce del cuore affranto.
Amavo una ragazza
lei pure di me era pazza
ma sentendomi un artista
partii e la persi di vista.
Ho suonato, fatto il cantante
il mimo ed il teatrante
per paesi e per citt
inebriandomi di libert.
Ma una volta dato fondo
a quella vita di giramondo
per lamore e la nostalgia
son tornato a casa mia.
Ora vago per ogni via e piazza
per ritrovare quella ragazza
dallincantevole viso
per scambiarci un sorriso.
MARIO Amico, smetti di cantare. Stai lacerando il mio cuore con la tua storia
perch simile alla mia. La vuoi sentire?
(Mario canta e Roberto laccompagna con la chitarra)
Anchio avevo una donna formosa
ed era la mia sposa,
ma un giorno una giovanetta
spar al mio cuore una saetta.
Lasciai casa e moglie
per sfogare le mie voglie.
Una folle ubriacatura
Per quella giovane creatura.
Cene ai ristoranti
Collier di brillanti
Viaggi, crociere
Per settimane intere.
Finiti i quattrini
Senza tanti inchini
Se ne and la ninetta
Lasciandomi in bolletta.
Ora racimolo poche lirette
Vendendo le forbicette
Perch il terrore mi coglie
di ritornar da mia moglie.
Uno da una parte e uno dallaltra i due escono cantando:
Oh, poveri noi derelitti
Che soli e sconfitti
Andiamo errando
Consolandoci cantando
In una nuvola di fumo entra Fumello, il diavoletto tentatore.
(Lattore deve essere alto, magrissimo e dinoccolato, vestito di una
calzamaglia nera, con un bel paio di baffi rossi)
GRAN SATAN (voce fuori campo, rauca, profonda. Parla scandendo bene le parole
con tono autoritario) Fumello, sei un buono a nulla. Sto perdendo la pazienza.
Lo sai oppure no cosa succede ai diavoletti maldestri come te?
FUMELLO Gran Satan, io, io mi di da fare, mi do da fare, ma mi va sempre
male ho una jella
GRAN SATAN (c.s.) Non conquisti pi unanima da chiss quanto tempo e io ti
mando a pulire i cessi!
FUMELO (con voce piagnucolosa) No, Gran Satan, i cessi no! C una maledetta
puzza nei cessi dellinferno che non sopporto. Quei dannati schifosi fanno
degli escrementi pestiferi che mi fanno vomitare.
GRAN SATAN (c.s.) E allora ti mando a spalare il carbone per alimentare il
grande braciere dellinferno.
FUMELLO No, Gran Satan, un lavoraccio che non sopporto con quella polvere e
quel caldo Mi fa sudare troppo Sono cos delicato
GRAN SATAN E va bene. Ti do unultima e ghiotta possibilit: arrivano due che
stanno litigando. Li devi tentare cos da farli peccare e peccare finch non
precipitano quaggi nellinferno. (fa una sarcastica risata) E vedi di non
fallire, altrimenti (Fa unaltra fragorosa risata)
Sempre sul proscenio entrano il professore e Nerina che stanno bisticciando.
NERINA Io non sono n sorda n cieca e non sono una stupida. Hai capito?
PROFESSORE Ma perch non mi vuoi credere quando dico
FUMELLO (si accoda ai due e rivolto a Nerina le parla sottovoce) Non gli
credere, non gli credere perch un falso, un bugiardo.
NERINA (ripete alterata) Sento una voce che mi dice che sei un falso, un
bugiardo.
PROFESSORE Eppure lo dovresti capire che ti voglio bene. Ti ho regalato la
pelliccia di cincill, quel solitario che risplendeva anche di notte come un
sole e che mi costato una fortuna.
FUMELLO (a Nerina) E in prezzo delladulterio. Diglielo, diglielo.
NERINA Quei regali che mi hai fatto sono il prezzo delladulterio! Cos fanno
i mariti che si debbono far perdonare le loro scappatelle.
PROFESSORE Non vero, credimi. Ti ho fatto quei regali perch ti voglio
bene.
FUMELLO Non gli credere. E il prezzo dei suoi tradimenti. Diglielo,
diglielo!
NERINA Altro che bene! Sono il prezzo dei tuoi tradimenti. Adultero,
Adultero!
PROFESSORE Ti sbagli mia cara E la tua fantasia malata che ti fa credere
che io
NERINA Ah, mi vuoi far passare pure da matta! Io sono sanissima, mio caro,
perci non ti credo.
FUMELLO (girando intorno a Nerina, insinuante) Brava, brava non gli credere.
E vero che un adultero.
NERINA S, sei un adultero. Confessa!
PROFESSORE Non ho niente da confessare. Non mi credi?
NERINA Te lho gi detto, sei un falso, un bugiardo. Ho sentito nel tuo
vestito un profumo che non il mio. Di chi ? E della tua amante, vero?
confessa!
FUMELLO Brrrr che ribrezzo sentir parlare di confessione. (Al professore)
Non essere sciocco. Non confessare mai i peccati.
PROFESSORE E basta con questa confessione! Ti dico che non ho niente da
confessare.
NERINA E allora ti dico io come sono andate le cose fra te e la tua
infermiera. Quella smorfiosa! Io la sgraffio tutta. Io le conosco quelle come
lei. Quando vedono un uomo che si sta rincitrullendo si mettono una minigonna
per mostrare le gambe, si mettono una camicetta con una scollatura generosa per
far vedere le tette Poi quattro mossette (Mima quanto asserisce) ed il pollo
bello che cotto! E andata cos, vero? Ora dovr fare i conti con me.
PROFESSORE Ma che conti, che conti Quello che dici il frutto della tua
fantasia. Ti garantisco che una ragazza onesta e fra noi non c proprio
niente. Inoltre potrei essere suo padre
NERINA Certo, data let potresti essere suo padre, ma siccome non lo sei ti
comporti come si comportano i vecchiacci come te: compri le grazie di quella
ragazza per soddisfare il tuo istinto di maialone. Non cos?
FUMELLO (sempre saltellando intorno a Nerina) S, s, un vecchiaccio
maialone, un vecchiaccio maialone.
NERINA Ammettilo che con quella che tu chiami infermiera ti sei comportato da
vecchiaccio maialone! (Cambiando tono) Finch ero giovane ti sono piaciuta,
vero? Adesso che mi sono invecchiata sono da buttare Ma ti sei invecchiato
anche tu e per giunta sei diventato un vecchiaccio maialone e schifoso!
FUMELLO (A Nerina) Fagli vedere le tue gambe. Dai, che ce lhai belle.
NERINA (Si tira un po su la gonna) Guarda, guarda che gambe. Quelle di
quella smorfiosa sono poi tanto pi belle di queste?
FUMELLO Fagli vedere anche le tette.
NERINA (si apre la scollatura) Guarda, guarda e senti. Senti come sono ancora
sode! Adesso sai che faccio? Cambio look e ti faccio vedere io chi Nerina.
Altro che fuori gioco. (fa alcune mosse) Con il fisico che ancora ho ti faccio
vedere io quanti uomini posso conquistare.
PROFESSORE Ma che vuoi far vedere Un po di contegno, ti prego, qui in mezzo
alla strada Nemmeno per chi ci vede.
NERINA Guarda quegli uomini l con che occhi mi stanno fissando. Allora sei
convinto che sono ancora attraente?
PROFESSORE Ma che dici? Non vedi che stanno ridendo di te? Copri le tue
miserie che meglio.
NERINA Sei un bruto, un bruto!
FUMELLO (A Nerina) S, s un bruto, un bruto! Picchialo, picchialo.
NERINA S, s, sei un bruto, un bruto! (Prova a colpirlo con la borsetta) E
tu pensi di essere un Adone? Con quella pancia, il doppio mento e non parliamo
dei tuoi attributi intimi. (fa il segno della croce) Morto e sepolto! E datti
una guardata! Vuole fare il giovincello Manco gli scopini ti prendono pi. Sei
un rifiuto non riciclabile. Non riciclabile! Ecco quello che sei.
PROFESSORE E basta, basta! Dici un sacco di fesserie. Io sono un uomo vivo. E
se con te sono morto perch non mi stimoli pi. Brasil ta, ra, ra, ra, raaa
(canta e balla sulle note di quella canzone)
NERINA E smettila! Adesso sei tu ad essere ridicolo.
PROFESSORE Io sono giovanile nello spirito e nel corpo.
FUMELLO (al professore) Balla, balla! S, s sei giovanile, un leone, sei! E
fatti lamante, che ci fai con quella befana di tua moglie? Balla, balla
PROFESSORE Io ballo perch mi va di ballare. Brasil e mi faccio veramente
lamante! Ti va bene?
NERINA (inviperita) Ah, s! Allora sai che ti dico? Mi faccio lamante
anchio.
FUMELLO (a Nerina) Oh! Bene, bene ((Stropicciandosi le mani soddisfatto) S,
anche tu anche tu Fatti lamante, fatti lamante. (Applaude) Brava, brava.
Si avvicina Mario, un informatore di farmaci, che si rivolge al professore.
MARIO Professore, mi scusi se la importuno qui in mezzo alla strada, ma
parlare con lei sempre tanto difficile. Ho uno strumento meraviglioso per la
sua specializzazione. Guardi, guardi che meraviglia. (Gli mostra un paio di
forbicine e comincia a descrivergli le caratteristiche) Sono forbicine che una
tecnologia
NERINA (risentita) Ma lei chi ? Che vuole? Non vede che sto parlando con mio
marito? Per favore, vada via!
MARIO Signora mi scusi, una parola sola con il professore.
NERINA la parola gliela dico io: lei un maleducato!
MARIO (incurante, rivolto al professore) Dica professore, non sono proprio le
forbicine che cercava? (mettendogli le forbicine davanti al viso) Guardi che
tecnologia! Questo strumento nelle sue espertissime mani far miracoli.
PROFESSORE Mi venga a trovare nel mio studio nella tarda mattinata. Ora la
saluto. Non cosa da trattare per la strada.
MARIO Va bene, professore, grazie. Vengo pi tardi nel suo studio. (Se ne va
via)
NERINA Che maleducato! E tu, invece di redarguirlo per essersi comportato da
cafone, lo hai (in falsetto) invitato gentilmente nel tuo studio.
PROFESSORE E stato per levarcelo di torno, cara.
NERINA Cara, cara Quando insisti a chiamarmi cos mi fai ribrezzo. Anche
perch lo pronunci con un tono sarcastico, per non dire sfottente.
PROFESSORE Va bene, cara, non ti chiamer pi cara-. Ora devi scusarmi
(guarda lorologio) ma si fatto tardi e devo andare in ambulatorio.
NERINA - Vai, vai in ambulatorio, ma attenti a quello che fai con quella hai
capito! Non ti conviene! (esce sculettando seguita da Fumello)
FUMELLO (sempre saltellandole intorno) E un adultero, un maialone. Fatti un
amante, fatti un amante
PROFESSORE (fa un sospiro) Finalmente! (Esce dalla parte opposta)
Si illumina la sala daspetto ove ci sono: linfermiera seduta ad un tavolino
che scartabella uno schedario e due pazienti: Luigi con un braccio ed una gamba
ingessati ed un casco da motociclista in testa ed Adalgisa, una popolana di
mezza et.
LUIGI (tra se imita con la bocca il rumore di una motocicletta) Brr brr
ADELGISA Avete freddo per caso?
LUIGI Che freddo! Non sentite che rombo? Brr brr quello della mia moto.
ADALGISA Il rombo della moto? Mi sembrate matto.
LUIGI Io matto? Anche quando non ci scorrazzo mi pare di starci sopra. Brr
brr.
ADALGISA Mah! Vi vedo bello sconocchiato. Per caso non che avete battuto la
testa?
LUIGI Macch testa! Mi son rotto solo un braccio e una gamba.
ADALGISA Come vi successo?
LUIGI Un incidente stradale.
ADALGISA - Ma chi dar la patente a certi automobilisti che guidano come pazzi?
Qualche giorno fa pure a me per poco che non mi piglia sotto un disgraziato
proprio sulle strisce pedonali. E siccome gli ho fatto un cenno di protesta,
non mha mandato a quel paese? Che razza di gente!
LUIGI - Veramente stata colpa mia. Una sera, dopo notte, io e alcuni miei
amici eravamo usciti a fare una sgassata con le moto. Brr brr Cera poco
traffico e facevamo avanti e indietro lungo il rettilineo fuori citt, provando
a buona velocit il brivido dincrociarci quasi sfiorandoci. In uno di questi
passaggi vedo due fari venire dal senso opposto. Credendo che fossero le moto
degli amici mi son detto: adesso gli passo in mezzo. Brr brr
ADALGISA Che bella pensata! Chiss che emozione! A quanto andavate, a 200
allora?
LUIGI - A 200 no, ma mancava molto poco.
ADALGISA - E non glielavete fatta?
LUIGI - glielho fatta s, solo che non erano le due moto degli amici, era una
macchina! Che botta, ragazzi! Il casco mha salvato la testa, ma una gamba e un
braccio si sono rotti tutti.
ADALGISA - Allora v andata bene, se stato come avete detto che siete andato
a sbattere con una macchina e a quella velocit, ci potevate lasciare la pelle.
Ma perch a voialtri giovani vi puzza tanto la salute?
LUIGI Non che ci puzza la salute, ma provare qualche brivido rende pi
stimolante la vita, non vi pare? Brr brr Voi pure, dato che siete qui, avrete
sicuramente qualche osso rotto. Dite, ve lha passate per caso vostro
marito?
ADALGISA - Eh, s! Io, purtroppo, il marito non ce lo pi
LUIGI - Ah, poveretto! V morto?
ADALGISA - Macch! La sapete, no, quella delle sigarette? Lui ha fatto proprio
come quello della barzelletta. Un giorno con la scusa di andare a comprare le
sigarette uscito di casa e non s pi visto. Chiss dove madosca stava il
tabaccaio.
LUIGI Caspita! Scarta grasso vostro marito! S, perch non mi sembrate
proprio da buttar via. Vestita non siete tutto male, forse sotto siete un po
sfatta?
ADALGISA Che? Sfatta io? Ditelo unaltra volta che vi rompo pure quellaltro
braccio con una borsettata. Certo non ho pi ventanni, mi vedete poi adesso
che ho un mal di schiena. (Si pone le mani sui lombi e si lamenta) Oi, oi mmm,
mmm Mi pare che ci sia uno che si piglia il gusto di darmi le frustate, le
bastonate. Certe fitte ah, ma da giovane ero bella veramente (si liscia i
capelli) e avevo dietro una processione di spasimanti.
LUIGI Eh, addirittura una processione! E che eravate, la madonna del
canf?
ADALGISA Non ci credete? Scusate se ve lo dico, ma voi di donne non ve ne
intendete. Guardatemi, io sono una donna che viene chiamata bona. Per questo
sapete come mi chiamano? Mi chiamano la Belloccia. Un appellativo che sarebbe
la somma di bella e di ciccia cio belloccia. Oh, ciccia non come grassa ma
come messa bene in carne e nei posti giusti, capito?
LUIGI (insinuante) Eravate bella come linfermiera?
ADALGISA Ero una bellezza diversa. Vedete, quella troppo artefatta. Io ero
naturale: un bel petto, le gambe come devono essere fatte, cio snelle ma ben
tornite (Con tono confidenziale) Quella una ragazza uguale a tutte quelle di
oggi che sembrano bambole di plastica. Tutte creme, belletti palestre, massaggi
Io ero tutta carne di prima qualit.
GIOIA (interviene, risentita) Vede, signora, il nostro un fisico diverso da
quello delle donne di una volta. Siamo pi sexy, pi attraenti, altro che di
plastica!
LUIGI - (rivolto allinfermiera) Signorina, posso toccarla per controllare se
di plastica oppure no? (Fa il gesto di alzarsi)
GIOIA Ma come si permette!
LUIGI Eh, come siamo permalosi Posso almeno guardarla? O ha paura che la
consumi! A proposito, quando comincia a visitare il professore?
GIOIA - (guarda lorologio) Questo il momento della sua meditazione. Prima di
visitare deve immergersi nel mare della scienza (fa un ampio gesto)
LUIGI Nel mare di che? speriamo che non saffoghi.
Si attenua la luce nella sala daspetto e si accende quella nello studio. C
il professore con aria di sussiego che consulta un tomo di medicina aperto su
un leggio bofonchiando e gesticolando.
PROFESSORE (legge) Galeno, medico e maestro di anatomia, fisiologia e terapia
affianc losservazione anatomica ad una costante pratica terapeutica
Nellantichit cera lui, il sommo Galeno, oggi ci sono io: (con enfasi) il
professor Alberico Alberici, luminare della medicina (si sente un pernacchio.
E Adalgisa nella sala daspetto che si soffiata il naso rumorosamente. Il
professore ha uno scatto di stizza) Cosa stato questo strano rumore? Non sar
stato per caso un pernacchio! (Si guarda in giro, sospettoso. Poi riprende)
Dunque (Alza gli occhi dal libro estasiato e guarda vero la parete) Ecco l i
miei attestati scientifici, i miei diplomi S, sono un luminare della
medicina, il pi illustre specialista dellincarnita unguis (altro pernacchio
della solita paziente. Altro gesto di stizza del professore) Ma dico io! Che
sono questi strani rumori? Mi tolgono la concentrazione. Dunque, dicevo: Sono
il professor Alberico Alberici, un esimio, un grande, un luminare della
medicina. (Altro pernacchio come sopra) Bastaa!! Chi che si permette? Cosa
stanno facendo in sala daspetto? (Con un gesto brusco chiude il libro che
stava consultando per scaricare la rabbia. Poi si calma)
(Guarda lorologio) Umh, lora di iniziare le visite. Prima per devo curare
il mio cuore malato. E malato s! Quella ragazza mi fa venire una febbre io
brucio! (Chiama linfermiera tramite il citofono)
GIOIA (risponde) S, professore. Vengo subito. (Entra nello studio)
Buongiorno, professore. (Civettuola) La sua pausa di meditazione le ha portato
un gran giovamento. Quando entrato questa mattina aveva una cera Ora invece
la trovo in ottima forma.
PROFESSORE - Grazie, grazie, mia cara. (Insinuante) Tu piuttosto che tipo di
meditazioni fai per avere quel fisico cos provocante.
GIOIA Professore lei mi fa diventare rossa
PROFESSORE - Io sono rosso per il fuoco che mi brucia dentro quando ti guardo.
(Le prende una mano e se laccosta sul petto) Senti il mio cuore come sobbalza,
come si dibatte, sembra che voglia uscire dal mio petto per venire da te. E
malato, molto malato. Perch non lo curi? Tu ce lhai la medicina. Io ti nomino
mia cardiologa. Va bene?
GIOIA - Eh, eh, professore se sua moglie, gelosa com, sapesse con che occhio
lei guarda la sua infermiera
PROFESSORE - Ah, quella strega! Non pretender che guardi ancora lei. Piena di
cellulite, flaccida, cadente e con i baffi. Puah! (si mette le mani nei
capelli)
GIOIA - Professore professore!
PROFESSORE - (rifacendole il verso) Professore, professore Chiamami Alberico,
anzi pi confidenzialmente Ric, mia cara E tu permettimi di chiamarti Gioia.
GIOIA - Professore, io sono la sua umile infermiera, come posso chiamare Ric il
grande luminare della medicina Alberico Alberici?
PROFESSORE Ti autorizzo, anzi te lo ordino!
GIOIA - Professore, ci sono in sala daspetto due pazienti per nulla
pazienti.
PROFESSORE - Lattesa salutare in medicina. Fa venir fuori gli umori maligni
che poi evaporano producendo nel soggetto un effetto benefico.
Oggi sono particolarmente felice perch vedi (Le mostra una lettera) la
convocazione ufficiale come relatore sullincarnita unguis al Congresso Medico
Internazionale di Rio de Janeiro il prossimo mese.
GIOIA - Complimenti, professore.
PROFESSORE - Rio de Janeiro! Ci pensi? La citt del samba, del carnevale,
dellallegria Senti, Gioia, che ne diresti di venire con me?
GIOIA Io con lei? Cio noi due Che dice mai, professore?
PROFESSORE - Basta con questo professore. Ti ho detto di chiamarmi Ric. Ebbene,
visto che si tratta di una grossa occasione, volevo fartene partecipe.
GIOIA - Non le sembra una proposta un po troppo spinta? In poche parole mi
chiede di diventare la sua amante.
PROFESSORE - Amante! Non siamo mica pi nellottocento. Diciamo la compagna.
GIOIA Ma perch non porta sua moglie a Rio de Janeiro?
PROFESSORE per carita! Io, professor Alberico Alberici, luminare di fama
internazionale al congresso di Rio de Janeiro con una donna come quella? In
certi ambienti la donna il biglietto da visita del nostro successo o della
nostra mediocrit.
GIOIA - Gelosa com, se lo venisse a sapere, apriti cielo!
PROFESSORE - Se lo venisse a sapere se ne dovr dar pace. Capir che il suo
ruolo quello di farsi da parte e basta.(prende un depliant e glielo mostra)
Guarda, Gioia, lalbergo extra lusso nel quale allogger proprio sul
lungomare di Copacabana. Ho aspettato di prenotare la camera perch se mi
accompagni prenderemo una suite come questa (le indica una suite sul depliant)
Che ne dici?
GIOIA - la prego professore non mi tenti.
PROFESSORE Tesoro, ti voglio parlare chiaramente, dopodich potrai decidere
meglio se accettare o meno la mia proposta. Per prima cosa ti spiego a che cosa
servono certi Congressi: sono passerelle in cui, oltre ai meriti scientifici,
ognuno mette in mostra il suo status. Ebbene facendomi io vedere al fianco di
una ragazza bella e giovane come te esalto considerevolmente la mia posizione e
anche la mia fama di luminare della medicina. Capisci?
E a te sai che vantaggio ne viene? Avrai modo di frequentare un certo mondo che
fino ad ora hai visto soltanto nei rotocalchi. Farai mostra del tuo corpo
bellissimo sulla spiaggia di Copacabana. La sera, vestita con abiti firmati,
agghindata con gioielli, splendente come una regina, ti condurr nei teatri e
nei locali notturni frequentati dai Vip.
Come vedi noi due ci completiamo a vicenda perch abbiamo entrambi una qualit
eccelsa. Io, la fama, i soldi, lo status e tu la giovent, la bellezza. Se
restiamo separati siamo dei perdenti, o degli sciocchi.
Che ne fai della tua bellezza chiusa fra le mura di questo ambulatorio o
sprecata in qualche discoteca di basso ordine.
GIOIA - Professore, lei mi lusinga mi mi
Le luci si affievoliscono il professore e linfermiera rimangono immobili.
Entra Fumello che fa alcune giravolte come danzando fra lampi di luce e nuvole
di fumo poi si ferma alle spalle di Gioia. La musica esegue un sottofondo di
motivi brasiliani.
FUMELLO Rio de Janeiro, Copacabana, samba che citt, che vita, ol!
(Insinuante) Gioia, togliti il grembiule. Si, il grembiule (la ragazza esegue)
Ora togliti il vestito (ad un cenno di diniego della ragazza ribatte con lo
stesso tono accattivante) Non aver paura di mostrare il tuo corpo. Il corpo
della donna, te lo dice uno che se ne intende, fatto per procurare piacere a
chi lo osserva e soddisfazione a chi lo mostra. Allora, togliti il vestito,
svelta. (la ragazza esegue con un filo di malizia e rimane in guepiere)
Fumello fa ora alcune giravolte intorno al professore e poi lo invita a
togliersi il camice) Professore, togliti il camice, ora la giacca ed ora
pantaloni. (Il professore sembra resistere, ma poi pressato da Fumello esegue
rimanendo in camicia e mutande)
Suona ora a buon volume il samba e Fumello prende degli scatoloni che
contengono abiti. Ballando sulle note della musica sud-americana prima aiuta
Gioia ad indossare un abito bellissimo e poi aiuta il professore ad indossare
lo smoking.
I due elegantissimi si guardano, si avvicinano a passettini tendendo le braccia
mentre la musica aumenta di ritmo e di volume con Fumello che fra nuvole di
fumo danza intorno ad essi. Quando il professore e Gioia stanno per
abbracciarsi viene buio in scena e di colpo la musica cessa.
A T T O S E C O N D O
Si accende la luce nella sala daspetto. Gioia, di nuovo con il grembiule da
infermiera, seduta dietro la sua scrivania.
GIOIA - Avanti il primo.
Luigi, Luomo con il braccio e gamba ingessati sorreggendosi con il bastone e
aiutato dallinfermiera entra nello studio del professore.
PROFESSORE - (Squadrandolo) Ahi, ahi, ahi Sei messo maluccio, giovanotto.
LUIGI Ho la gamba e un braccio fratturati.
PROFESSORE Lo vedo, lo vedo.
LUIGI Mi hanno detto che lei riesce con le sue cure, con le sue medicine, a
far saldare losso in pochi giorni. Io voglio guarire perch senza andare in
moto non resisto. Brrr brrr.
PROFESSORE cos questo brrr brrr?
LUIGI E il rombo della moto. Prima, seconda, terza e via. Brrr brrr.
PROFESSORE Vediamo la gravit del tuo caso. Prova un po a camminare.
(Allinfermiera) Lascialo camminare da solo, vediamo come se la cava.
LUIGI Senza aiuto? (il professore fa cenno di s con la testa) Senza il
bastone? (Il professore fa cenno di s con la testa. Luigi fa alcuni passi e
cade a terra)
PROFESSORE - Ahi, ahi, ahi
LUIGI - La gamba non mia ha retto, professore.
PROFESSORE - Quello che temevo. Ahi, ahi, ahi
LUIGI - Che significa questo ahi, ahi, ahi? E grave?
PROFESSORE - Grave? Ahi, ahi, ahi, direi gravissimo. La gamba che tu chiami
sana, sana non . Fa in po vedere. (Il professore palpa la gamba del
paziente) Ahi, ahi, ahi E affetta da una patologia contagiosa: c il rischio
che il male di questa infetti quella ingessata. Purtroppo bisogna amputarla e
ti devo dire che non c tempo da perdere. Speriamo che il male non si sia gi
diffuso.
LUIGI - Ma cosa dice, professore? Mi vuole amputare la gamba sana? E
limmobilit che ha reso molle i muscoli e per questo non mi regge.
PROFESSORE - I muscoli sono molli perch, perch (Scandendo le parole) c la
miastenia e la condro distrofia con una grave osteo malacia galoppante!
LUIGI E una madonna! E possibile che tutti quei mali stiano dentro la
gamba mia?
PROFESSORE Sono termini scientifici che troppo difficile spiegare. Ti dico
soltanto che non c tempo da perdere e allora diamo il via alloperazione.
(rivolto allinfermiera) Signorina, prenda gli strumenti necessari per
lintervento. (Linfermiera prende da un armadio una sega elettrica, scalpelli,
martelli, coltellacci mentre il professore cerca di far sdraiare sul lettino il
paziente, che visti gli attrezzi oppone resistenza)
LUIGI Lei non pu amputare la mia gamba! Io non le do il mio consenso.
PROFESSORE Non importa del tuo consenso. Si tratta di un caso urgentissimo
improcrastinabile. Il consenso me lo d lo stato di necessit. Sdraiati sul
lettino senza tante storie. Ogni secondo che passa pu essere fatale.
LUIGI Ma che fatale! Io la gamba non me la faccio tagliare. (Cerca di uscire
camminando con fatica. Il professore e linfermiera cercano allora con la forza
di farlo sdraiare sul lettino, ma vista la resistenza di questi, il professore
pensa di fargli una iniezione di anestetico.
PROFESSORE (Allinfermiera) Svelta, signorina, mi dia la siringa con
lanestetico
Luigi si difende anche con il bastone. La siringa viaggia pericolosamente fra
una selva di mani, ma poi il professore riesce a prenderla e fa liniezione a
Luigi.
PROFESSORE - E zac! Fatto!
Luigi perde pian piano conoscenza e viene sdraiato sul lettino. Finalmente si
addormenta. Il professore assume il tono e latteggiamento del chirurgo in sala
operatoria e si rivolge allinfermiera per avere i ferri per loperazione dopo
aver preparato il campo.
PROFESSORE Bisturi trapano cacciavite sega elettrica
Il professore mette in moto la sega e sta per iniziare il taglio quando va via
la luce. Rimane un semibuio. C un momento di silenzio e tutti restano fermi.
Poi il professore piano piano si avvicina allinfermiera e comincia a
corteggiarla.
PROFESSORE - Gioia, nel buio sei la mia luce, tu mi piaci, Gioia. Gioia, amore
mio, Gioia Non la provi anche tu questa atmosfera di intimit? Lasciati
abbracciare. Dimmi cosa desideri. Gioielli, pellicce Dammi un bacio. Si un
bacio amore (labbraccia)
Scatta il lampo di un flash. La ragazza, trasalendo, indietreggia.
GIOIA Mio Dio, che stato?
PROFESSORE Niente, niente, non stato niente. Vieni, cara (Cerca di
riabbracciarla)
GIOIA - Mi lasci, mi lasci!
Il professore cerca di rassicurarla ma lincantesimo purtroppo si rotto. Un
cono di luce inquadra Fumello celato in un angolo.
FUMELLO (Ripone la macchina fotografica e chiama con il telefonino) Pronto,
signora Nerina? Chi sono? un amico Suo marito e linfermiera si stanno
baciando. Li ho colti sul fatto Dove? Qui nel suo studio. La prova? Ho
scattato una foto con il professore e linfermiera abbracciati Non ci crede?
S, gliela far vedere Venga subito Chiude. (Fregandosi poi le mani
soddisfatto)
PROFESSORE (rivolto allinfermiera) Svelta, accendi la torcia di emergenza e
chiama lENEL (Linfermiera esegue)
INFERMIERA (telefona) Pronto ENEL? attenda, le passo il professor Alberico
Alberici, luminare della medicina.
PROFESSORE - Pronto, Enel? E andata via la luce S, via Roma 14 mandi
subito un tecnico devo terminare unoperazione non sa chi sono io! Io sono s
un luminare della reumatologia, ortopedia, traumatologia, ma non faccio quel
tipo di luce Spiritoso! (Riattacca e poi allinfermiera) Visto che non
possiamo tagliare la gamba a questo paziente facciamo entrare il prossimo.
Linfermiera fa entrare Adalgisa mentre Luigi rimane sdraiato sul lettino sotto
anestesia.
PROFESSORE Accomodati (Indicando alla donna una sedia) Che patologia accusi?
ADALGISA - Come avete detto, dottore?
PROFESSORE - Ti ho chiesto di dirmi che male ti senti.
ADALGISA Ah! Mi fa tanto male losso sacro. (si tocca la zona sacrale) Cos
tanto e forte che non gliela faccio pi a camminare. Avete capito, dottore?
PROFESSORE - Hum, hum (stizzito) Che dottore e dottore! (Con sussiego)
Professore, prego!
ADALGISA E che siete, pure santo che vi devo pregare?
PROFESSORE - Che santo e santo! Sono professore di medicina, sono il professor
Alberico Alberici e perci mi devi chiamare professore. Hai capito? (Sospira)
Dunque, hai fatto un esame radiologico? Cio, hai le lastre?
ADALGISA Come no! Eccole. (Gliele porge)
PROFESSORE - (prende le lastre e le guarda controluce) Vediamo, vediamo la
situazione anatomo-radiologica da un punto di vista clinico.
ADALGISA - Guardate un po quello che vi pare, basta che mi fate passare questo
dolore. (Torcendosi e toccandosi la schiena)
PROFESSORE - Ahi, ahi, ahi! Hai una lordosi iperpronunciata (guardando ora le
lastre ora la donna) con sospetta ernia interdiscale, nonch spondilo artrosi
anchilosante, e, e vedi, vedi
ADALGISA - (facendo un cenno di diniego con la mano) Ma che devo vedere? Io
sento dottore, oh, scusate, -professore- perch, se non vi chiamo professore-
vi incacchiate, io sento che mi fa tanto male losso sacro.
PROFESSORE (Le da una tastata nel fondoschiena) Bene, ti prescrivo delle
punture e vedrai che ti passer tutto e presto. (Si avvia alla scrivania)
ADALGISA - Che fate? Mi volete far guarire con le punture? A me la pomata mi ci
vuole per guarire.
PROFESSORE (irritato) E che, vuoi forse capire pi di me? Del professor
Alberico Alberici?
ADALGISA - Vi dico che a me mi guarisce la pomata. Adesso ve lo spiego: qualche
tempo fa mi sentivo lo stesso male, allora quella volta, sono andata dal
farmacista che mi dette una pomata che stata miracolosa. E stato poi tanto
disponibile che me lha pure spalmata sulla parte che mi faceva male. S, aveva
un lettino nel retrobottega e l sopra me la spalmava, me la spalmava prima con
una mano sola po con tutte e due. Da dietro la schiena passato nei fianchi e
poi davanti e parlando con poco rispetto pi gi, pi gi. Poi me sfregava, me
sfregava con le mani dappertutto intorno alla vita e su e gi E gi e su Un
calore professore, un calore, anzi un fuoco che me faceva scomparire ogni
dolore e mi procurava un piacere, un gusto che, sempre parlando con poco
rispetto, manco con mio marito lavevo provato mai. (prende dalla tasca uno
scatolino) Dottore, cio professore, ecco la pomata del farmacista, quella che
ha fatto il miracolo. E quasi finita. Questa stessa mi dovete segnare.
PROFESSORE - (con un sorrisetto compiacente) Vai, vai dal tuo farmacista e non
mi far perdere tempo. Io non prescrivo certe pomate.
ADALGISA - (con tono grave) Purtroppo il povero farmacista morto. Ecco perch
sono venuta da voi. Perch anche voi siete un belluomo e con questa pomata e
(strizzandogli locchio) con un po di massaggi potreste farmi guarire.
PROFESSORE - Ma per chi mhai preso? Io, luminare della medicina, mi dovrei
abbassare a fare i massaggi? Suvvia!
ADALGISA - Professore, questa volta ci ho azzeccato a chiamarvi come volete
voi, mi dovete segnare la pomata e farmi i massaggi perch avete il dovere de
guarire la gente. Se a me fa bene quella cura l, quella mi dovete fare. Datemi
la mano, (Gliela prende e gli mette un po di pomata) Eccovi un po di pomata
(Adalgisa si tira su la gonna. Sotto ha un paio di mutande vistose. Poi cerca
di afferrare la mano del professore e di farsi massaggiare il fianco scoperto)
Ora massaggiate, professore. (Il professore si ritrae e protesta. In questo
frangente entra Nerina infuriata)
NERINA Eccoli, eccoli i due piccioncini! Bravi, bravi! Mi volete dire che
costa stavate facendo poco fa?
FUMELLO (mostrando a Nerina la foto con il marito e Gioia abbracciati) Ecco
il maialone e la sua bella che si baciano. Guarda, guarda come ti
cornificano.
NERINA Ecco la prova. (sventola la foto. Rivolta al marito) Maialone e
schifoso. (A Gioia) e tu sgualdrina che non sei altro! Io ti sgraffio
tutta!
PROFESSORE (a Nerina) Ascolta cara: un attimo fa, stavamo per amputare una
gamba a quel paziente l sul lettino e lei, poverina, si talmente
impressionata che svenuta. Io la stavo sorreggendo.
NERINA Cio le stavi facendo la respirazione a bocca a bocca, eh?
PROFESSORE Diciamo di s.
NERINA - Mascalzone, traditore! Ora la respirazione la dovrai fare con la
bombola dossigeno perch io tammazzo, tammazzo! (Comincia a picchiarlo con i
pugni) Mi dicevi di volermi bene e invece te la spassavi allegramente con
questa (rivolgendosi allinfermiera) pu pupattola!
PROFESSORE - (tenta di calmare Nerina) Ma cara c un malinteso hai
interpretato male!
NERINA Mi credi proprio una stupida? Ora c la prova caro mio. Lo potete o
no negare che vi stavate baciando?
GIOIA - (risentita) Signora, tra me e suo marito c stato solamente un
rapporto di lavoro.
NERINA (inviperita) Il rapporto c stato... di sicuro, carina! Tu con quel
visino da oca e con le tue moine hai rimbecillito mio marito. Ma ricordati che
a questa specie di rubamaschi io non conceder tregua. Io che sono, una cosa
usa e getta? (al marito) E tu pagherai duramente ci che hai fatto. Dovrai
strisciare ai miei piedi affinch ti perdoni.
GIOIA Le ripeto che c stato tra noi solo un rapporto di lavoro. Di rubare
suo marito non ci ho mai pensato nemmeno lontanamente.
NERINA Sarai pure pi giovane, ma prova a guardarti bene. Non sei quella che
fai credere di essere. Sei tutta rifatta di silicone!
GIOIA Di silicone io? Guardi, tocchi, tutta roba naturale, tutta!
NERINA S, sei tutta rifatta di silicone! A lui gli basta vedere una tetta e
non capisce pi niente, ma a me non inganni. Le tette mie saranno un po mosce,
ma sono tutte naturali.
GIOIA le ripeto che tra noi c stato solo un rapporto di lavoro. Se avessi
voluto trarre qualche vantaggio avrei saputo come conquistare suo marito, sa?
Fa capolino alla porta Roberto, un artista imitatore, credendo che si tratti
dellufficio di un Talent Scout.
ROBERTO Do-re-mi do-re-mi sol-la-si sol-la si (Entra in scena eseguendo
alcune performance per cercare di attirare lattenzione del professore
scambiato per il Talent Scout) E qui lufficio E nata una stella?. Lei il
manager, il talent scout? Sono Rob, artista, imitatore, musicista, cantante,
animatore. (Gli da la mano con una stretta vigorosa e prolungata)
PROFESSORE (cercando di staccarsi, irritato) Ma lei chi ? Chi cerca?
ROBERTO (cantando) Io cerco la Titina, la cerco e non la trovo Come chi
sono le ho gi detto, sono Rob. E questa la mia sigla. do-re-mi do-re-mi
sol-la si sol-la si
PROFESSORE (imbestialito) Ma si levi di torno, non mi scocci! Che ne so io
della sua Titina
NERINA - (come se niente fosse, al marito) Non ti perdoner nemmeno se torni in
ginocchio.
ROBERTO (imitando) Ritorner, in ginocchio da te
Nel trambusto entra Mario, linformatore scientifico di farmaci che cerca di
parlare con il professore facendo altra confusione.
MARIO (mostrando le forbicine) Permette, professor Alberici? Sono venuto,
come mi aveva detto, per mostrarle le forbicine. Guardi che concentrato di
altissima tecnologia. Guardi che roba! Quante me ne ordina? Ecco la copia
commissione. Facciamo 5 scatole? (Sottoponendogli una copia commissioni) Firmi,
firmi qui.
PROFESSORE (costernato) Ma le sembra questo il momento? Non vede che casino?
FUMELLO (Saltando e ballando) Che bello questo casino. Evviva, evviva! Che
bello, che bello!
ROBERTO (cantando) La vita bella e la voglio goder Allora mi scrittura? Io
ballo, canto, suono, faccio imitazioni. Quali sono i suoi spettacoli in
cartellone? Sul cascet ci mettiamo daccordo. La mia arte non ha prezzo, ma
sono modesto nelle pretese economiche.
Adalgisa rincorre il professore per farsi massaggiare, cos pure limitatore e
linformatore scientifico. Ognuno cerca di parlare al professore sovrastando le
voci degli altri.
Nerina e linfermiera si guardano inferocite e alla fine si azzuffano.
NERINA Sgualdrina! Hai cercato di rubare mio marito, confessa.
GIOIA Io non ho rubato nessuno, io cerco lamore di un bravo ragazzo altro
che quel vecchiaccio di suo marito.
NERINA Come sai fingere! Sgualdrina, sgualdrina!
GIOIA Io non le permetto di chiamarmi sgualdrina, ha capito! (Si azzuffano
correndo anche loro intorno al tavolo)
Si sveglia Luigi e frastornato scende dal lettino.
LUIGI Ah, la mia testa! Dove sono? (Si tasta addosso per controllare che i
suoi pezzi ci siano tutti) Ah, professore, senta, sono guarito, vero? Quando mi
toglie lingessatura?
PROFESSORE Ma che guarito, che guarito!
FUMELLO bene, bene. Gran Satan, ti mando uninfornata di gente che vedrai
Altro che cessi!
Entra loperaio dellENEL con la cassetta degli attrezzi.
OPERAIO DELLENEL (Gridando sopra la baraonda) Sono il tecnico dellENEL, chi
il professor Luminare?
PROFESSORE Sono io, sono il professor Alberico Alberici, il luminare
FUMELLO Vai via! Al buio si sta tanto bene. Vai via! vai via! (Cerca di
spingere fuori Loperaio dellENEL)
OPERAIO DELLENEL Ma che maniere! Che spinge, lei! (D una gomitata nelle
costole di Fumello) Che questo casino? (gridando per farsi sentire in quella
confusione) Il quadro elettrico dov?
PROFESSORE E l dietro, a destra
Loperaio dellENEL fa dietro le quinte.
Il professore tenta di separare le due donne con una mano mentre con laltra
tiene a bada Adalgisa. Limitatore canta e balla e il rappresentante agita le
forbicine sotto il naso del professore.
Dopo un po ritorna la luce. C un forte sospiro liberatorio e tutti rimangono
muti e immobili. Solo Fumello si agita e batte i piedi contrariato imprecando
contro la luce. Fa alcune piroette e sempre imprecando esce in una nube di
fumo.
GIOIA (vede nellimitatore un suo ex ammiratore) Roberto! Sei proprio tu? Mi
sembrava e non mi sembrava, ora che ritornata la luce ti ho riconosciuto e
sono contenta di rivederti.
ROBERTO - (Avvicinandosi) Gioia, che piacere! Quanto ho desiderato
dincontrarti Sei sempre bellissima. (le prende una mano e la bacia)
GIOIA - Grazie, Roberto. (Civettuola) Ti piaccio ancora?
ROBERTO Mi piaci moltissimo.
GIOIA - Che fai da queste parti?
ROBERTO - Sono un artista, lo sai Mi sto affermando nel settore delle
imitazioni con un certo successo. Ho saputo che c qui un Talent Scout e
volevo contattarlo per una qualche scrittura. (Fa alcune imitazioni)
GIOIA Ma tu hai sbagliato piano! Quello ha lufficio al piano di sopra.
ROBERTO E allora stato il destino che ci ha fatto ritrovare. Sai, molte
volte ti ho pensato e dicevo tra me: se avr modo di incontrarla le devo dire
una cosa Posso dirtela? Gioia, tu mi piaci sempre Cio io ti amo sempre
GIOIA Anchio, Roberto Anchio
ROBERTO E allora al diavolo il Talent Scout. Andiamo cara, c fuori una
primavera
GIOIA _ Si, Roberto. (Rivolta a Nerina) Io ho sognato sempre e solo lamore.
Lha capito ora, cara signora! Si tenga quel vecchio vitellone di suo marito
con tutto il lume della sua scienza.(Si toglie il grembiule e lo getta a terra
come per liberarsi di un peso e si accinge ad uscire insieme al ragazzo)
PROFESSORE (a Nerina) Hai visto, cara, che tra me e linfermiera non cera
niente?
GIOIA (con cattiveria, a Nerina) Non cera niente perch io non ho accettato
le sue proposte: Rio de Janeiro, la suite, Copacabana, i gioielli i Vip Io
sognavo un piccolo lembo di spiaggia dove andare con il mio ragazzo e basta. (A
Roberto, con tenerezza) Ora ci andremo, vero Roby?
ROBERTO Cosa, cosa? Che proposte ti ha fatto questo martufo? (Si fa sotto al
professore, minaccioso)
NERINA (interviene anche lei contro il marito) Vedi che ci hai provato a
tradirmi. Lo sapevo! Ora ti aggiusto io! Che cosera questo Rio de Janeiro, la
suite, Copacabana? Parla, parla!
ROBERTO Allora, professore luminare, vogliamo chiarire questo suo
comportamento nei confronti di Gioia o vuole che sia io a schiarirle la
memoria?
PROFESSORE Calma, calma. (Si asciuga la fronte con un fazzoletto, sfinito)
Ora vi spiego. Avevo pensato di portarmi la signorina come segretaria per
smistare la corrispondenza, organizzare al meglio la mia partecipazione al
Congresso
NERINA (saltando su, inviperita) Ma che mi pigli proprio per una scema? Te la
do io la corrispondenza (Cerca di schiaffeggiarlo e lui si difende parando i
colpi)
GIOIA Lascia perdere, Roberto. Era solo un poveruomo che avendo la moglie
vecchia cercava qualche diversivo. Ma a me fa solo pena. Andiamo, la nostra
vita ci si sta aprendo davanti. (escono mano nella mano, sorridenti)
Il professore e la moglie continuano a bisticciare.
ADALGISA - (fissando il rappresentante, gli gira intorno) Ma guarda, guarda chi
si vede! Sei proprio tu? Non ci posso credere. Ne hai messo di tempo per
comprare le sigarette, eh? E dove accidenti stava il tabaccaio? Al polo sud?
(Gi si pianta davanti con le mani sui fianchi)
MARIO - Adalgisa! E che fai tu qui?
ADALGISA - Un maledetto male allosso sacro Ma le braccia ce le ho buone. (Si
arrotola le maniche della veste come per prenderlo a pugni) Non dobbiamo
saldare qualche conticino, noi due?
MARIO Perdonami, cara (Si inginocchia) S, stata una sbandata Era
giovane bella Ma ora tutto finito. Vuoi sapere anche unaltra cosa? Ho
smesso di fumare.
ADALGISA (pi conciliante) Allora, a comprare le sigarette non ci vai
pi?
MARIO No, no! Sono diventato virtuoso. Niente fumo, niente vino, niente
donne
ADALGISA Oh, piano, piano. Niente donne no Eh! Niente di quelle donne
MARIO Allora, posso tornare a casa?
ADALGISA Beh per a una condizione: vedi questa pomata? (Gli mostra lo
scatolino) E miracolosa per il mio male. Mi ci faceva i massaggi il
farmacista. Che mano! (Sospira estasiata, quasi in deliquio)
MARIO (rimane a guardarla interdetto) Come, come? Ti facevi fare i massaggi
dal quel donnaiolo del farmacista?
ADALGISA Eh! Io stavo male, tu non ceri
MARIO Ma guarda che faccia tosta! Allora tu?
ADALGISA - Qualcuno mi doveva curare, non ti pare?
MARIO Allora, mentre io tu ti facevi massaggiare
ADALGISA - Ti ci sta bene a lasciar la moglie cos e col mal di schiena. Che
coscienza!
MARIO - Adesso come stai?
ADALGISA Come sto mi chiedi? Se sto qui dal dottore, anzi dal professore
perch non mi sento bene per niente. Dopo che morto il farmacista i dolori
mhanno ripreso, ma il professore ha fatto tante storie (Sottovoce) Secondo
me, quello l (indica il professore) non ci ha capito niente. E comunque io di
questi massaggi ho bisogno per guarire e allora chi me li fa, me li fa! Hai
capito?
MARIO Se le cose stanno cos Se questi massaggi ti fanno bene vuoi che te li
faccia io?
ADALGISA Io ti dico che sto male e che ho bisogno dei massaggi. Qualcuno me
li deve fare e chi , !
MARIO Ho capito, ho capito Andiamo, che i massaggi te li far io con la
pomata, senza pomata Ti assicuro, cara, che ti far una cura miracolosa e sono
sicuro che guarirai perfettamente.
ADALGISA Oh, era ora che qualcuno si prendesse cura di me! E allora muoviti,
sbrigati, che non vedo lora di star bene. (Mario e Adalgisa escono)
Mentre Mario e Adalgisa ancora parlano, Luigi prova a fare qualche passo ma ha
difficolt a camminare. Si rivolge quindi al professore che ancora litiga con
la moglie.
LUIGI Brrr, brr ha capito professore che io voglio guarire? Perch non
resisto se non vado in moto. Brrr, brrr la moto la mia vita, tutto per me.
Brrr, brrr (Sta per cadere e si aggrappa a Nerina)
PROFESSORE Non vedi che ho altro da pensare che alla tua brrr, brrr
NERINA (premurosa, lo sostiene per un braccio e lo aiuta a camminare) Ah, tu
sei un motociclista Che bello!
LUIGI La moto tutto per me. Brrr,brrr
NERINA Esagerato! Tutto alla tua et? Pi della donna?
LUIGI Certamente! La moto bella, potente, inebriante. Brrr brrr, prima,
seconda, terza Via veloci come il fulmine. La donna? Avevo una ragazza e
quando facevamo lamore lunica cosa che percepivo era un fastidioso rumore di
mascelle. Masticava sempre un maledetto chewing gum. Quando hai sotto di te una
moto senti invece un cuore che pulsa a migliaia di giri, un rombo che una
musica, e via una volata verso il paradiso. Brrr, brrr
NERINA Segno che non era la donna giusta.
LUIGI Ho cambiato ragazza e dopo un po le ho chiesto: facciamo lamore? E
lei: S, se ne sei allaltezza. Sappi che il precedente ragazzo aveva queste
misure e mi snocciolava numeri di dimensioni, diametri, lunghezze che
accompagnava con gesti delle mani. Io di numeri conosco solo quelli della
cilindrata della potenza, del numero dei giri del motore, della ripresa, della
velocit.
NERINA Ma possibile che non ci sia pi lamore vero fra voi giovani?
LUIGI Beh qualche eccezione c. Qualche sera fa, prima dellincidente, ho
incontrato una donna. Era dolce, gentile
NERINA Vedi che c ancora qualche brava giovane.
LUIGI - Brava, brava S, s E non stata nemmeno tanto esosa: ha voluto solo
cinquantamila lire.
NERINA (lo guarda arrapata) Sai che ho un debole per le moto. (Si mette a
camminare gattoni facendo brrr, brrr, brrr per imitare la moto. Fa un giro di
palcoscenico e poi si avvicina a Luigi) Sali, sali in sella. Sentirai che ebbrezza!
Luigi le salta a cavalcioni e insieme facendo brrr, brrr si avviano verso
luscita.
PROFESSORE - (allibito, balbetta) Ne Ne Nerina, che fai, mi lasci?
NERINA - Certo, professore dei miei stivali! Professore dellincarnita unguis
che tradotto in italiano significa: Professore dellunghia incarnita. Addio!
Brr, brr (Escono)
OPERAIO DELLENEL (Entra dal retro e guarda i due uscire in quel modo) Ma in
che razza di casino sono capitato? Signor Luminare, ecco il conto.
PROFESSORE Un momento. Come ti chiami?
OPERAIO DELLENEL Mi chiamo Arturo, perch?
PROFESSOIRE Ma che bel nome (Gli gira intorno, scrutandolo da capo a piedi)
OPERAIO DELLENEL Beh, che ha tanto da guardare? Allora, paga o non paga?
PROFESSORE Ma quanta fretta (Suadente) Senti Arturo, io vado a Rio de
Janeiro per un Congresso Che ne diresti di venirmi a fare compagnia
prenotiamo una suite
OPERAIO DELLENEL Rio de Janeiro? Ma che diavolo vuole? Io me ne vado e
limporto glielo faccio addebitare nella prossima bolletta. Luminare, Rio de
Janeiro che casino! (Esce)
PROFESSORE Che ignorante, non ha capito niente. Era solo per avere un amico
con il quale parlare, dialogare (Crolla a sedere, preso dallo sconforto) Sono
finito, sono finito (Si prende la testa tra le mani)
FUMELLO (Entra in una nuvola di fumo) Gran Satan, ora ti mando unanima
fresca, fresca. Vedrai che a pulire i cessi non ci vado pi. (Al professore)
S, s, sei finito, finito. Non ti resta che ucciderti. E bello sai farla
finita. Un colpo di pistola e
PROFESSORE Uccidermi? Uccidermi, io? Toh! (fa un gesto eloquente. Poi ha una
crisi di stizza. Con una manata butta a terra tutti gli oggetti sopra la
scrivania e si mette a battere i pugni su questa finch sfinito si accascia
sulla poltrona)
FUMELLO Professore, se non ti vuoi uccidere significa che vuoi vivere. E
allora, su, su con la vita. Ti sei finalmente liberato di quella donna, cio
di quella vecchia, non sei contento? E allora bando al passato e via col dare
finalmente sfogo a tutti i tuoi pi repressi desideri. Vai a Rio de Janeiro.
(ballando) La citt del samba, di Copacabana, delle brasiliane Quella s che
vita! Le brasiliane s che sono donne con dei sederi cos (Fa il cenno con le
mani) delle tette (nuovo cenno) due labbra, una lingua
PROFESSORE (gridando) Che vadano tutti a quel paese! (Vede per la prima volta
Fumello) E tu chi sei? V al diavolo anche tu!
FUMELLO Ma io sono- il Diavolo!
Fra risate fragorose e nuvole di fumo si chiude il sipario
- Questo copione è stato visto:


