Lo stato d’assedio

AVVERTENZA

Lo stato dassedio

di

Albert Camus

Spettacolo in tre parti

A JeanLouis Barrault

AVVERTENZA

Nel 1941 Barrault ebbe lidea di allestire uno spettacolo sul mito della peste, che aveva gi tentato anche Antonin Artaud. Negli anni seguenti, gli parve pi semplice adattare a questo scopo il gran libro di Daniel Defoe Il diario dell anno della peste. Fece allora il canovaccio per una messa in scena. Quando seppe che stavo per pubblicare un romanzo sullo stesso tema, mi offerse di scrivere i dialoghi per quella trama. Io avevo altre idee, e particolarmente mi sembrava preferibile dimenticare Daniel Defoe e ritornare alla prima concezione di Barrault. Si trattava, insomma, di immaginare un mito comprensibile per tutti gli spettatori del 1948. Lo stato d'assedio lillustrazione di questo tentativo che ho la debolezza di credere meriterebbe un certo interesse Ma:

I sia ben chiaro che, qualunque cosa sia stata detta, Lo stato dassedio non in nessun modo, un adattamento del mio romanzo La Peste.

II che non si tratta di una pice di struttura tradizionale, ma di uno spettacolo creato con l'ambizione dichiarata di fondere tutte le forme di espressione drammatica dal monologo lirico al teatro collettivo, attraverso la pantomima, il semplice dialogo, la farsa e il coro

III Se vero che io ho scritto tutto il testo, non meno vero che, per giustizia, il nome di Barrault dovrebbe figurare accanto al mio. Questo non si potuto fare per ragioni che mi sono sembrate degne di rispetto. Ma debbo dire chiaramente che resto debitore di JeanLouis Barrault.

20 novembre 1948

A.C.

LO STATO D'ASSEDIO

PERSONAGGI

LA PESTE

LA SEGRETARIA

NADA

VITTORIA

IL GIUDICE CASADO

LA MOGLIE DEL GIUDICE

DIEGO

IL GOVERNATORE

GLI ALCALDES

LE DONNE DELLA CITT

GLI UOMINI DELLA CITT

LE GUARDIE

L'ACCOMPAGNATORE DEI MORTI

[L'UFFICIALE DELLA GUARDIA CIVILE]

[L'ARALDO]

[IL PESCATORE]

[L'ASTROLOGO]

[COMMEDIANTI]

[IL CURATO]

[LA STREGA]

[IL BARCAIOLO]

[IL CORO]

PARTE PRIMA

PROLOGO

Introduzione musicale su un tema che ricorda la sirena d allarme. Si apre il sipario. La scena completamente al buio. L'introduzione termina, ma il tema dell'allarme persiste come un ronzio profondo e lontano. Improvvisamente nel fondo, a sinistra, sorge una cometa che si sposta lentamente verso destra. Rischiara, disegnandoli come ombre cinesi, i muri d'una citt fortificata e il profilo di alcuni personaggi che volgono le spalle al pubblico, immobili, protesi verso la cometa Suonano le quattro, il dialogo press'a poco incomprensibile, come un borbotto.

La fine del mondo!

No, hombre

Se il mondo muore...

No, hombre. Il mondo, non la Spagna!

Anche la Spagna pu morire.

In ginocchio!

E la cometa che porta male!

Non la Spagna, hombre, non la Spagna!

Due o tre teste si girano. Uno o due personaggi si spostano cauti, poi tutto torna immobile. Il ronzio profondo si fa allora pi intenso, diventa uno stridore e si sviluppa musicalmente come una parola intelligibile e minacciosa. Nello stesso tempo, la cometa si fa smisuratamente grande D'improvviso un grido terribile di donna che, di colpo, fa tacere la musica e riduce la cometa alla sua misura normale. La donna fugge ansimando. Disordine sulla piazza. Il dialogo, pi sibilato, si percepisce meglio, ma non ancora comprensibile.

E segno di guerra!

Certo!

E segno di nulla.

Secondo.

Basta. il caldo.

La calura di Cadice.

Smettetela!

Fischia troppo forte.

Peggio. Ci assorda tutti.

un sortilegio sulla citt.

Ahi, Cadice! Un sortilegio su te!

Silenzio! silenzio!

Fissano ancora la cometa, quando si sente, distintamente questa volta, la voce di un Ufficiale della Guardia Civile.

L'UFFICIALE Tornate a casa! Avete veduto quello che avete veduto, ed quanto basta. Rumore, per nulla, ecco tutto. Molto rumore e in conclusione, niente. Cadice resta sempre Cadice.

VOCE Ma un segno. Non ci sono segni inutili.

VOCE Oh, Dio grande e tremendo!

VOCE Siamo alla guerra. Ecco il segno!

VOCE Oggi non si crede pi ai segni, rognoso. Siamo troppo intelligenti per fortuna.

VOCE Gi, cos che ci facciamo rompere la testa. Stupidi come porci, ecco quello che siamo. E i porci si sgozzano.

L'UFFICIALE Tornate a casa. La guerra affar nostro, non vostro.

NADA Volesse il cielo, che tu dicessi la verit! Ma non vero: gli ufficiali muoiono nel loro letto e la stoccata per noi.

VOCE Nada, Nada. Lo scemo!

VOCE Nada, tu devi saperlo. Che cosa significa questo?

NADA ( deforme). Quello che ho da dirvi io, a Voi non piace sentirlo. Vi fa ridere. Domandatelo allo studente che sar presto dottore. Io parlo alla mia bottiglia. (Porta una bottiglia alla bocca.)

VOCE Diego, che cosa vuoi dire costui?

DIEGO Che cosa v'importa? Abbiate il cuore saldo e baster.

VOCE Domandate all'Ufficiale della Guardia Civile.

LUFFICIALE La Guardia Civile pensa che turbate l'ordine pubblico.

NADA La Guardia Civile, beata lei, ha delle idee semplici.

DIEGO Guardate, ricomincia...

VOCE Oh, Dio grande e tremendo!

Il ronzo profondo ricomincia. Secondo passaggio della cometa.

Basta!

Finitela!

Cadice.

Fischia!

E un sortilegio...

... sulla citt.

Silenzio! silenzio!

Suonano le cinque. La cometa scompare. Sorge il giorno.

NADA (ringuffito su un paracarro e ghignando). Ecco! Io, Nada, luce di questa citt per istruzione e conoscenze; sbornione per disdegno di tutte le cose e per disgusto di tutti gli onori; deriso dagli uomini perch ho conservato la libert del disprezzo, dopo questo fuoco d'artificio bramo darvi un avviso gratuitamente. Vi informo che ci siamo! E ci saremo sempre pi. Notate bene che c'eravamo gi. Ma solo uno sbornione poteva rendersene conto. Dove siamo, dunque? Sta a voi, uomini ragionevoli, indovinarlo. Per me, mi sono fatto un'opinione, da sempre; e sto saldo sui miei principi: la vita vale la morte; l'uomo fatto del legno col quale si innalzano i roghi. Credetemi: avrete dei guai. Quella cometa un cattivo segno. Vi da l'allarme.Vi pare inverosimile? Me l'aspettavo. A voi basta fare i vostri tre pasti, lavorare le vostre otto ore, mantenere le vostre due donne e credere che tutto sia in ordine. Ma voi non siete nell'ordine: siete nei ranghi. Ben allineati, l'aria placida, maturi per la calamit. Ecco, brava gente: vi ho avvisato e sono in regola con la mia coscienza. Per il resto non ve la pigliate: lass si occupano di voi. E voi sapete con che risultato: non sono molto comodi, lass!

IL G.CASADO Non bestemmiare, Nada. Gi da troppo tempo ti prendi col cielo libert peccaminose.

NADA Ho parlato del cielo, giudice? Ma io approvo comunque ci che fa. Anch'io son giudice a modo mio. Ho letto nei libri che val meglio essere complice del cielo che sua vittima. Per ho l'impressione che il cielo non c'entri. Baster che gli uomini si mettano a spaccar vetri e teste, per farvi persuasi che il buon Dio anche se conosce bene la musica non che un ragazzo del coro.

IL G.CASADO Sono i dissoluti del tuo stampo ad attirare su noi i moniti del cielo. Perch di un monito si tratta. Ma destinato solo a coloro che hanno il cuore corrotto. Temete tutti che non abbiano da seguire pi terribili effetti; e pregate Dio che perdoni i vostri peccati. In ginocchio! In ginocchio, vi dico! (Tutti s'inginocchiano, tranne Nada) Guai a te, Nada! Temi e inginocchiati!

NADA Non posso: ho il ginocchio rigido. Quanto a temere, ho previsto tutto, giudice, anche il peggio: voglio dire la tua morale.

IL G.CASADO Non credi dunque a nulla, disgraziato?

NADA In questo mondo a nulla, tranne al vino. E a niente di quanto del cielo.

IL G.CASADO Perdonategli, Signore, perch non sa che cosa si dica, e risparmiate questa citt dei figli vostri.

NADA Ite, missa est. Diego, offrimi una bottiglia all'insegna della Cometa. E mi dirai come vanno i tuoi amori.

DIEGO Sposer la figlia del giudice,

NADA E vorrei che tu non offendessi pi suo padre: che offendi me.

Squilli di tromba. Un Araldo circondato da guardie.

L ARALDO Ordine del governatore. Torni ciascuno a casa sua e riprenda le sue occupazioni. Il buon governo il governo sotto il quale non accade nulla. Questa la volont del governatore: che non succeda nulla sotto il suo governo, affinch possa restare buono come sempre stato. Resti dunque stabilito per gli abitanti di Cadice: nulla accaduto oggi che valga la pena di allarmarsi o di turbarsi. Perci, a partire da questa ora sesta, ognuno dovr tenere per vero che nessuna cometa apparsa sul lorizzonte della citt. Ogni contravventore a questa in giunzione ogni abitante che parler di comete altrimenti che come fenomeni siderali passati o futuri, sar punito a rigor di legge.

Squilli di tromba. L'Araldo si ritira.

NADA Dunque Diego, tu che dici? una trovata?

DIEGO E una sciocchezza! Mentire sempre una sciocchezza.

NADA No, una politica. E io l'approvo perch mira a sopprimere tutto. Ah, che buon governatore abbiamo! Se il suo bilancio in deficit, se sua moglie adultera annulla il deficit e nega la copula. Cornuti, vostra moglie e fedele Paralitici, potete camminare, e voi ciechi, guardate: lora della verit.

DIEGO Non chiamare la disgrazia, vecchia civetta! Lora della verit l'ora della morte.

NADA Giusto. A morte tutti! Ah, se potessi avere il mondo intero davanti a me, come un toro che trema con tutte le sue zampe, con i suoi occhietti ardenti di odio e la sua bocca rosa dove la bava forma un merletto sporco Ah, che momento! Questa vecchia mano non esiterebbe il fl della schiena sarebbe troncato d'un colpo e la pesante bestia, fulminata, cadrebbe sino alla fine dei secoli attraverso interminabili spazi.

DIEGO Tu disprezzi troppe cose, Nada. Risparmia il tuo disprezzo, ne avrai bisogno.

NADA Non ho bisogno di niente. Ho del disprezzo: fino alla morte. E nulla su questa terra, ne re ne cometa n morale, saranno mai sopra di me!

DIEGO Calma! Non Salire troppo in alto! Ti vorremmo meno bene.

NADA Io sono al di sopra di tutte le cose perch non desidero pi nulla.

DIEGO Nessuno al di sopra dell'onore.

NADA Che cos' l'onore, figliuolo?

DIEGO Ci che mi tiene in piedi.

NADA L'onore un fenomeno siderale, passato o futuro. Sopprimiamolo.

DIEGO Bene, Nada: ma devo andare. Lei mi aspetta. Per questo non credo alla calamit che ci annunzi. Devo accudire alla mia felicit. E un lungo lavoro che esige la pace nelle citt e nelle campagne.

NADA Te l'ho detto, figliuolo: ci siamo gi. Non sperare nulla. La commedia sta per cominciare. E mi resta appena il tempo per correre in mercato a bere finalmente allo sterminio universale!

Buio. Fine del prologo.

Luce. Animazione generale. i gesti sono pi vivaci, il movi mento pi precipitoso. I bottegai aprono le imposte sco stando i primi piani della scena. Appare la piazza del mercato. Il coro del popolo, condotto dai pescatori, la riempie a poco a poco. Sono esultanti.

IL CORO Non succede nulla, non succeder nulla. Acqua fresca, acqua fresca! Non una calamit, l'abbondanza dell'estate. (Grida d'allegria.) Finisce appena la primavera e gi l'arancia estiva dorata al culmine della stagione e scoppia sopra la Spagna in una cascata di miele, mentre tutti i frutti dell'estate, uva sciropposa, meloni color del burro, fichi sanguigni, albicocche di fiamma, vengono tutti insieme a rotolare in mostra sui nostri mercati. Oh, frutti! Qui nelle ceste di vimini, terminano la lunga corsa precipitosa che li mena dalle campagne. L hanno co minciato ad appesantirsi d'acqua e di zucchero sopra i prati azzurri di calore e fra lo zampillare fresco di mille sorgenti al sole, a poco a poco riunite in una sola acqua di giovinezza aspirata dalle radici e dai tronchi; condotta sino al cure delle frutta dve fnisce per colare lentamente come una fontana mielata che li ingrossa e li fa sempre pi pesanti. Pesanti, sempre pi pesanti! Cos pesanti che alla fine i frutti cascano in fondo all'acqua del cielo, rotolano attraverso l'erba opulenta, s'imbarcano sui fiumi, camminano lungo tutte le strade e, dai quattro angoli dell'orizzonte, salutati dai rumori gioiosi del popolo e dalle trombe dell'estate (brevi squilli di trombe), vengono in folle alle citt umane a testimoniare che la terra dolce, e che il cielo ubertoso riafferma la sua fedelt ai convegni dell'abbondanza. (Grido generale d'allegria.) No, non succede nulla. Ecco l'estate, offerta e non calamit. Pi tardi l'inverno:il pane duro per domani! Oggi orate, sardine, pesce, pesce fresco venuto dai mari calmi, formaggio, formaggio al rosmarino. Il latte delle capre schiuma come lisciva e, sui tavoli di marmo, la carne congestionata sotto la corona di carta bianca, la carne dall'odore di trifoglio, offreinsieme al sangue, la linfa e il sole al ruminare delluomo. Su le coppe! Le coppe! Beviamo alla coppa delle stagioni. Beviamo fino all'oblio, non accadr nulla!

Urr. Grida di gioia. Squilli di trombe. Musica: e piccolescene si svolgono ai quattro angoli del mercato.

NELLA PESCHERIA

PESCATORE Un'orata fresca come un garofano! Il fiore dei mari!... e poi lamentatevi!

LA VECCHIA La tua orata cane di mare!

PESCATORE Cane di mare! Prima che tu venissi, vecchia strega, il cane di mare non era mai entrato in questa bottega.

LA VECCHIA Ah, figlio di tua madre! Guarda i miei capelli bianchi!

PESCATORE Fuori, vecchia cometa!

Tutti restano immobili col dito sulle labbra. La finestra diVittoria: Vittoria dietro l'inferriata e Diego.

DIEGO E cos lontano!

VITTORIA Matto! non era che questa mattina alle undici!

DIEGO S, ma c'era tuo padre.

VITTORIA Mio padre ha detto di s. Eravamo sicuri cheavrebbe detto di no.

DIEGO Avevo ragione di andare diritto verso di lui e guardarlo in faccia.

VITTORIA Avevi ragione. Mentre rifletteva ho chiuso gliocchi e ascoltavo salire in me un galoppo lontano: e si avvicinava sempre pi stretto e concitato sino a farmi tremare tutta. E poi mio padre ha detto s. Allora ho aperto gli occhi. Era il primo mattino del mondo. In un angolo della stanza dove eravamo ho veduto i cavalli neri dell'amore, ancora tutti in fremito, ma ormai tranquilli. Ci aspettavano.

DIEGO Io non ero ne sordo ne cieco. Ma non sentivo che il sommesso scalpitare del mio sangue. La gioia in me s'era fatta d'improvviso paziente. Oh citt di luce, ecco che ti hanno riconsegnata a me per la vita, finch non ci chiami la terra. Domani partiremo insieme e sulla stessa sella.

VITTORIA S, parla il nostro linguaggio; anche se agli altri sembra pazzo. Domani bacerai la mia bocca. Guardo la tua e mi bruciano le guance. Di', non il vento del Sud?

DIEGO E il vento del Sud, e brucia anche me. Dov' la fontana che mi guarir? Si avvicina e, passando le braccio attraverso l'inferriata, Vittoria lo stringe alle spalle.

VITTORIA Ah, mi fa male amarti tanto! Vieni pi vicino.

DIEGO Come sei bella!

VITTORIA Come sei forte!

DIEGO Con che cosa ti lavi il viso, che t lo fa bianco come la mandorla?

VITTORIA Lo lavo con l'acqua chiara e l'amore vi aggiunge la grazia.

DIEGO I tuoi capelli sono freschi come la notte!

VITTORIA Perch tutte le notti ti aspetto alla mia finestra.

DIEGO L'acqua chiara e la notte hanno lasciato su t l'odore del cedro?

VITTORIA No, il vento del tuo amore che mi ha coperto di fiori in un giorno.

DIEGO I fiori cadranno!

VITTORIA Ti aspettano i frutti!

DIEGO Verr l'inverno!

VITTORIA Ma con t. Ti ricordi quello che mi hai cantato la prima volta? Non vero anche adesso?

DIEGO Cent'anni dopo che sar morto, se la terra mi domandasse se ti ho finalmente dimenticata, risponderei: "Non ancora!"

Vittoria tace.

Non dici nulla?

VITTORIA La felicit mi chiude la gola.

SOTTO LA TENDA DELL'ASTROLOGO

L'ASTROLOGO(a una donna). Il Sole, mia cara, attraversa il segno della Bilancia sul momento della tua nascita e questo consente di considerarti una Venusiana poich il tuo segno ascendente il Toro, anch'egli governato come ognun sa, da Venere. La tua natura dunque emotiva, affettiva e cordiale. Puoi rallegrarti: anche se il Toro predispone al celibato, col rischio che rimangano senza seguito le tue preziose qualit. Vedo altres una congiunzione Venere Saturno sfavorevole ai matrimoni e alla progenie. Congiunzione presaga, inoltre di gusti bizzarri e che fa temere mali insidiosi al ventre. Non preoccupartene, per, e cerca il Sole che rinforzer il mentale e il morale e dei flussi del ventre sovrano. Scegli i tuoi amici fra i Tori, piccola, e non dimenticare che la tua posizione e bene orientata, facile e favorevole, e pu conservarti gioconda. Sei franchi

Riceve il denaro.

LA DONNA Grazie, Sei sicuro di ci che m'hai detto, vero?

LASTROL. Sempre, piccola, sempre! Attenzione per. Questa mattina non accaduto niente, d'accordo Ma ci che non accaduto tale da mandare a rotoli il mio oroscopo. Non sono responsbile di quello che non accaduto. (La donna se ne va.) Chiedete il vostro oroscopo! II passato, il presente e il futuro garantiti dagli astri fissi. Ho detto fssi! (Fra s.) Se ci si mettono anche le comete, questo diventer un mestiere impossibile. Bisogner farsi governatore.

GITANI (insieme). Un amico che ti vuol bene... Una bruna odorosa d'arancio... Un gran viaggio a Madrid... L'eredit delle Americhe...

UNO SOLO Dopo la morte dell'amico biondo, riceverai una lettera bruna.

Sopra un teatrino di saltimbanchi, in fondo, rullo di tamburo.

I COMMED. Aprite i vostri occhi belli, graziose dame; e voi, signori, prestate orecchio! Questi attori i pi grandi e reputati di tutto il regno di Spagna, e che ho convinto non senza difficolt a lasciare la Corte per questo mercato, rappresenteranno, pel vostro piacere, un atto sacro dell'immortale Pedro de Lanba: Gli Spinti. Opera che vi lascer sbalorditi, e che le ali del genio hanno portato di colpo all'altezza dei capolavori universali. Composizione prodigiosa che il nostro r ama a tal punto da farsela rappresentare due volte al giorno, e ch egli contemplerebbe ancora se non avessi fatto presente a questa Compagnia, a niuna seconda, l'interesse e 1urgenza di farla conoscere anche in questo Mercato, per ledificazione del pubblico di Cadice, il pi sagace di tutte le Spagne. Avvicinatevi: la rappresentazione sta per cominciare.

La rappresentazione comincia infatti, ma non si sentono gli attori perch la loro VOCE coperta dai rumori del mercato.

Acqua fresca! Acqua fresca!

La donna aragosta, met donna, met pesce.

Sardine fritte! Sardine fritte!

Qui il r dell'evasione, da qualsiasi prigione.

Prendi i miei pomodori, carina, son lisci come il tuo cuore!

Merletti e lini da sposa!

Senza dolori ne imbonimenti, qui c' Pedro cavadenti.

NADA (uscendo dalla taverna, ubriaco). Fracassate tutto! Fate una salsa di pomodori e di cuore! In prigione il re delle evasioni, e rompiamo i denti a Pedro! A morte l'Astrologo che questa non l'ha prevista! Mangiamo la donna aragosta e sopprimiamo tutto, salvo quel che si beve! Un Mercante straniero, riccamente vestito, entra nel mer cato circondato da una frotta di ragazze.

IL MERCANTE Domandate, domandate, il nastro della Cometa!

TUTTI Ssss! Zitto! Gli parlano all'orecchio e gli spiegano la sua pazzia.

IL MERCANTE Domandate, domandate il nastro siderale! Tutti comprano il nastro. Grida di gioia. Musica. Il Governatore col suo seguito giunge al mercato. Tutti si mettono comodi.

IL GOVERN. Il vostro governatore vi saluta e si rallegra di vedervi riuniti come d'uso in questo luogo, fra le occupazioni che costituiscono la ricchezza e la pace di Cadice. No, in verit nulla cambiato, e questo bene. Ogni cambiamento mi irrita, amo le mie abitudini!

UN UOMO DEL POPOLO No, governatore, davvero non cambiato niente; noialtri, i poveri, possiamo confermarlo. Arriviamo giusto giusto alla fine del mese. La cipolla, l'oliva e il pane sono il nostro alimento e, quanto al pollo lesso, siamo ben contenti di sapere che se lo mangiano gli altri ogni domenica. Questa mattina c' stato chiasso nella citt e sopra la citt. A dir vero, abbiamo avuto paura. Temevamo che qualche cosa fosse cambiata e che, d'improvviso, i poveracci fossero costretti a nutrirsi di cioccolata. Ma grazie a te, buon governatore, ci stato annunciato che nulla era accaduto e che le nostre orecchie avevano inteso male. E cos, eccoci tutti rassicurati con te.

IL GOVERN. Il governatore se ne rallegra. Il nuovo non mai buono.

GLI ALCALDES Il governatore ha parlato bene: il nuovo non mai buono. Noi alcaldes, investiti per saggezza ed et, non vogliamo credere che i nostri poveri abbiano voluto fare dell'ironia. L'ironia una virt distruttiva. Un buon governatore preferisce i vizi costruttivi!

IL GOVERN. Intanto, che nessuno si muova! Io sono il re dell'immobilit!

GLI UBRIACHI DELLA TAVERNA (intorno a Nada). S, s, s! No, no, no! Niente si muova, buon governatore! Tutto gira intorno a noi, ed un gran disagio. Vogliamo l'immobilit! Ogni movimento sia interrotto! Tutto sia soppresso, salvo il vino e la pazzia!

IL CORO Nulla cambiato! Non accade nulla, nulla accaduto! Le stagioni girano intorno al loro perno; e nel cielo soave circolano astri saggi che, con la loro tranquilla geometria, condannano le stelle pazze e sregolate. Le quali, con la loro capigliatura fiammeggiante incendiano le praterie del cielo, turbano con i loro urli d'allarme la dolce musica dei pianeti, scompigliano col vento della corsa le gravitazioni esterne, fanno stridere le costellazioni e preparano funeste collisioni di astri ai quadrivi del cielo. In verit, tutto nel mondo ordine ed equilibrio! E il mezzogiorno dell'anno, stagione alta e immobile! Felicit, felicit! Ecco l'estate! Che cosa importa il resto? La felicit il nostro orgoglio.

GLI ALCALDES Se il cielo ha le sue abitudini sia ringraziato il governatore, il re dell'abitudine. Neppure a lui piacciono le teste scapigliate. Tutto il suo regno ben pettinato.

IL CORO Saggi! Noi resteremo saggi perch nulla cambier mai. Che cosa faremmo noi, con i capelli al vento, lo sguardo acceso, i denti che stridono? Noi saremo orgogliosi della felicit degli altri!

GLI UBRIACHI (intorno a Nada). Abbasso il movimento! Abbasso! Abbasso! Non muovetevi, non muoviamoci! Lasciamo scorrere le ore: questo regno sar senza storia! La stagione immobile la stagione del nostro cuore, poich la pi calda e ci mena a bere! Ma il tema dell'allarme che gi ronzava cupamente si fa d'improvviso pi acuto, mentre due enormi colpi sordi risuonano. Dal palcoscenico del teatrino, un attore avanza verso il pubblico continuando la sua pantomima, vacilla e cade in mezzo alla folla che lo circonda immediatamente. Non un gesto, non una parola. Un profondo silenzio. Pochi secondi d'immobilit, poi baraonda generale. Diego fende la folla che si apre lentamente e scopre il caduto. Arrivano due medici: esaminano il corpo, si appartano e discutono concitati. Un giovane domanda spiegazioni a uno dei medici, che nega col capo. Il giovane insiste e, incoraggiato dalla folla, lo spinge a rispondere, lo scuote, si stringe a lui nell'atto di scongiurarlo, e si trova finalmente bocca a bocca con quello. Aspira profondamente e con rumore, poi fa finta di cogliere una parola dalla bocca del medico. Si scosta e, a gran fatica, come se la parola fosse troppo grande per la sua bocca e gli fossero necessari lunghi sforzi per liberarsene, pronuncia: La peste! Tutti piegano i ginocchi e ognuno ripete la parola sempre pi forte e a ritmo pi stretto; poi fuggono in ampie volute intomo al governatore risalito sulla sua piattaforma. Il movimento si accelera, diventa precipitoso e come atterrito finch alla voce del Vecchio Curato, tutta la gente si ferma a gruppi.

IL CURATO In chiesa! in chiesa! arrivato il castigo! L'antico male sulla citt! Quello che il Cielo cala da sempre sulle citt corrotte per castigarle a morte dei loro peccati mortali. Le grida saranno soffocate nelle vostre bocche bugiarde, e un sigillo rovente sar posto sul vo stro cuore. Pregate il Signore di giustizia perch dimenti chi e perdoni. In chiesa! in chiesa! Alcuni si precipitano in chiesa. Altri si volgono meccanica mente a destra e a sinistra, mentre suona la campana a morto, in terzo piano l'Astrologo, come se facesse un rap porto al Governatore, parla con tono molto naturale:

L'ASTROL. Una congiunzione maligna di pianeti ostili avvenuta sul piano astrale. Significa e annuncia: siccit, fame e peste a volont!

Ma un gruppo di donne copre tutto col suo chiocciare.

Aveva sulla gola una enorme bestia che gli pompava il sangue a gran singhiozzi di travaso.

Era un ragno, un grosso ragno nero!

Verde era, verde!

No, era una lucertola delle alghe!

Non hai visto niente! Era un polipo grande come un ragazzine).

Diego, dov' Diego?

Ci saranno tanti morti che non resteranno abbastanza vivi per sotterrarli!

Ah, poter partire!

Partire! partire!

VITTORIA Diego, dov' Diego?

Durante questa scena il ciclo si fatto pieno di segni, e il ronzio d'allarme si ampliato, accentuando il terrore generale. Un uomo, col volto illuminato, esce da una casa gridando: "Fra quaranta giorni la fine del mondo!", e di nuovo il panico snoda le sue volute, mentre la gente ripete: Tra quaranta giorni la fine del mondo!" Alcune guardie vengono ad arrestare l'illuminato, mentre dall'altro lato esce una Strega che distribuisce rimedi.

LA STREGA Melassa, menta, salvia, rosmarino, timo, zafferano, scorza di limone, pasta di mandorle... Attenzione, attenzione! Rimedi infallibili! (Ma una specie di vento freddo si leva, mentre il sole comincia a tramontare, e fa sollevare il capo.) II vento! Ecco il vento! Il flagello ha orrore del vento! Tutto andr meglio, vedrete!

Nello stesso momento il vento cade, il ronzio risale all'acuto, e i due enormi colpi sordi risuonano, assordanti e un poco pi vicino. Due uomini cadono di schianto, in mezzo alla folla. Tutti piegano le ginocchio e cominciano a sco starsi dai corpi, rinculando. Resta la Strega, sola, viva con ai piedi due uomini che hanno dei segni all'inguine e alla gola. Essi si torcono, fanno due o tre movimenti e muoio no, mentre la notte scende lentamente sulla folla che si sposta sempre pi verso l'esterno, lasciando i due cadaveri al centro. Oscurit. Luce nella chiesa. Proiettore sul palazzo del re. Luce nella casa del giudice. Azione alternata.

NEL PALAZZO

PRIMO ALCALDE Vostro Onore, l'epidemia si diffonde con una rapidit che sfida ogni soccorso. I rioni sono pi contagiati di quanto si creda e questo mi inclina a pensare che sia necessario nascondere la gravit della situazione e non dire la verit al popolo a nessun costo. Del resto, e per il momento, la malattia si diffonde soprattutto nei rioni periferici che sono poveri e sovrappopolati. Nella nostra disgrazia, c' almeno questo conforto.

Mormorii di approvazione.

IN CHIESA

IL CURATO Avvicinatevi e ognuno confessi in pubblico quanto di peggio ha fatto. Aprite i vostri cuori, maledetti! Confessate gli uni agli altri il male che avete fatto e quello che avete pensato: altrimenti il veleno del peccato vi soffocher e vi porter all'inferno sicuramente, come la piovra della peste... Per conto mio, mi accuso di aver mancato spesso di carit.

Tre confessioni mimale avranno luogo mentre si svolge il dialogo seguente.

NEL PALAZZO

IL GOVERN. Tutto si accomoder. Ma che rabbia! Proprio oggi che dovevo andare a caccia. Queste cose capitano sempre quando c' qualche affare importante. Come si fa?

PRIMO ALCALDE Non rinunciate alla caccia, non fosse che per l'esempio. La citt deve sapere che affrontate l'avversit con viso sereno.

IN CHIESA

TUTTI Perdonateci, Signore, quello che abbiamo fatto e quello che non abbiamo fatto!

IN CASA DEL GIUDICE

IL GIUDICE (legge calmo, circondato dalla sua famiglia). Il Signore il mio rifugio e la mia fortezza Lui che mi salva dal laccio dell'uccellatore E dalla peste assassina!

LA MOGLIE Casado, non possiamo uscire?

IL GIUDICE Sei uscita anche troppo, vita durante, donna. E con questo non hai ratto la nostra felicit.

LA MOGLIE Vittoria non tornata, e temo per lei.

IL GIUDICE Non sempre hai temuto per te. E hai perdutol'onore. Resta: qui la casa tranquilla in mezzo al flagello. Ho previsto tutto: barricati finch dura la peste, aspetteremo la fine. Con l'aiuto di Dio, eviteremo di soffrire.

LA MOGLIE Hai ragione Casado. Ma non siamo soli. Altri soffrono. Vittoria forse in pericolo.

IL GIUDICE Lascia gli altri e pensa alla casa. Pensa a tuo figlio, per esempio. Fa' portare tutte le provviste che potrai. Riempi i granai, donna, riempi! E venuto il tempo di riempire i granai! (Legge.) "Il Signore il mio rifugio e la mia fortezza..."

IN CHIESA (continuando)

IL CORO "Non dovrai temere gli spaventi della notte, ne le frecce che volano nella luce, ne la peste che cammina nell'ombra, ne l'epidemia che striscia in pieno mezzogiorno.

UNA VOCE Oh, Dio grande e tremendo!Luce sulla piazza. Il popolo circola sul ritmo di una copia.

IL CORO "Tu hai firmato sulla sabbia, Tu hai scritto sul mare. Non resta che la pena.

Entra Vittoria. Proiettore sulla piazza.

VITTORIA Diego, dov' Diego?

UNA DONNA Al capezzale dei malati. Cura quelli che lo chiamano.

Vittoria corre verso una estremit della scena e si scontra con Diego che porta la maschera dei medici della peste. indietreggia gettando un grido.

DIEGO (dolcemente). Ti faccio tanta paura, Vittoria?

VITTORIA (con un grido). Oh, Diego, finalmente tu! Togliti quella maschera e stringimi a t. A t! A t! e sar salva dal male. (Diego non si muove.) Che cosa cambiato fra noi, Diego? Ti cerco da tante ore, correndo attraverso la citt, spaventata dall'idea che il male possa colpire anche te, e tu sei qui, con la maschera del tormento e del flagello. Gettala, gettala via, t ne prego, e stringimi a te! (Diego si toglie la maschera.) Quando vedo le tue mani mi si fa arida la bocca. Baciami! (Diego non si muove. Pi sottovoce) Baciami! muoio di sete! Hai dimenticato che ieri, soltanto ieri, ci siamo legati l'uno all'altra? Tutta la notte ho aspettato questo giorno in cui dovevi abbracciarmi forte. Su, presto!...

DIEGO Che piet, Vittoria!

VITTORIA S: ma di noi. Per questo ti ho cercato, gridando per le strade, correndo verso di t con le braccia tese per annodarle alle tue. Si avanza verso di lui.

DIEGO Non toccarmi, scostati.

VITTORIA Perch?

DIEGO Non mi riconosco pi. Non ho mai avuto paura di un altro uomo, ma questo pi forte di me; l'onore non mi serve a nulla e sento che sto per cedere. (Vittoria si avanza verso di lui.) Non toccarmi. Forse il male gi in me, e posso darti il contagio. Aspetta un poco. Lascia mi respirare; sono soffocato di stupore. Non so nemme no pi come prendere questi uomini per voltarli nel loro letto. Mi tremano d'orrore le mani e mi acceca la piet. (Grida e gemiti.) E tuttavia mi chiamano, li senti? Bisogna che vada. Ma tu, veglia su te, veglia su noi. Tutto questo finir, certo.

VITTORIA Non lasciarmi!

DIEGO Finir. Sono trppo giovane e ti amo troppo. La morte mi fa orrore.

VITTORIA (slanciandosi verso di lui). Ma sono viva, io!

DIEGO (indietreggiando). Che vergogna, Vittoria, che vergogna!

VITTORIA Vergogna? Perch vergogna?

DIEGO Mi sembra d'avere paura. Si sentono dei gemiti. Egli corre in quella direzione. Il popolo circola sul ritmo di una copia.

IL CORO "Chi ha ragione, chi ha torto? Pensa die tutto menzogna quaggi. Verit sola la morte."'

Proiettore sulla scena e sul palazzo del Governatore. Salmie preghiere in chiesa. Dal palazzo il Primo Alcalde si rivolge al popolo.

PRIMO ALCALDE Ordine del governatore. A partire da oggi, in segno di penitenza per la sventura comune e per evitare i rischi del contagio, ogni riunione pubblica interdetta e tutti i divertimenti proibiti. Cos...

UNA DONNA (fra il popolo si mette a urlare). L! l! nascondono un morto. Non bisogna permetterlo. Corromper l'aria. Vergogna, uomini, bisogna sotterrarlo!

Confusione. Due uomini escono trascinando la donna.

PRIMO ALCALDE. Cos il governatore in grado di rassicurare i cittadini sulla evoluzione dell'inatteso flagello piombato sulla citt. Per avviso di tutti i medici, baster che il vento marino si alzi perch la peste indietreggi.Con l'aiuto di Dio...

Ma due enormi colpi sordi lo interrompono, e sono seguiti da due altri, mentre la campana a morto suona insistente, e le preghiere s'innalzano nella chiesa. Poi un silenzio terrificante, durante il quale entrano due personaggi stranieri: un uomo e una donna. L'uomo corpulento. A testa nuda indossa una specie di uniforme con decorazione. Anche la donna indossa una uniforme, ma con colletto e polsini bianchi. Ha in mano un taccuino. Avanzano fin stto il palazzo del Governatore e salutano.

IL GOVERN. Che cosa volete da me, stranieri?

L'UOMO (con tono cortese). Il vostro posto.

TUTTI. Che? Che cosa dice?

IL GOVERN. Avete scelto male il momento, e questa insolenz potr costarvi cara. Ma, certamente, abbia mo frainteso. Chi siete?

L'UOMO Ve la do da indovinare.

IL GOVERN. Non so chi siete, straniero, ma so dove finirete!

L'UOMO (calmissimo). Mi fate pena. Che ve ne pare, cara amica? Debbo dir loro chi sono?

LA SEGRET. Di solito, lo facciamo con maggior ri guardo.

L'UOMO Questi signori, per, hanno molta fretta.

LA SEGRET. Avranno le loro ragioni, certamente. Dopo tutto siamo in visita, e dobbiamo uniformarci agli usi del luogo.

LUOMO Capisco. Ma ci non sgomenter questa brava gente?

LA SEGRET. Sgomento vai meglio che scortesia.

LUOMO Mi avete convinto. Mi resta per qualche scru polo...

LA SEGRET. Delle due, una...

LUOMO Vi ascolto.

LA SEGRET. ... o lo dite, oppure non lo dite. Se lo dite lo sapranno, se non lo dite non lo apprenderanno.

LUOMO E chiarissimo.

IL GOVERN. In ogni caso, basta! Prima di prende re le necessarie disposizioni, vi ordino per l'ultima volta di dire chi siete e che volete.

L'UOMO (sempre naturale). Io sono la Peste. E voi?

IL GOVERN. La Peste?

LUOMO S; e ho bisogno del vostro posto. Sono dolente, credetelo, ma fra poco avr molto da fare. Se vi accordassi due ore? Vi basterebbero per passarmi le consegne?

IL GOVERN. Ora passate il segno: la vostra impostura dev'essere punita. Guardie!

LUOMO Aspettate. Non voglio costringere nessuno. Ho per principio di essere corretto. Capisco che la mia condotta possa stupire, e in fondo, voi non mi conoscete. Ma desidero davvero che mi cediate il posto senza obbligarmi a dar prova di me. Non potete credermi sulla parola?

IL GOVERN. Non ho tempo da perdere e questo scherzo durato anche troppo. Arrestatelo!

LUOMO Bisogna rassegnarsi ad agire. Per seccante.Cara amica, volete procedere a una "radiazione"?

Tende il braccio verso una delle guardie. La Segretaria cancella ostensibilmente qualche cosa sul taccuino. Il colpo sordo risuona. La guardia cade. La Segretaria la esamina.

LA SEGRET. Tutto in ordine, Vostro Onore. I tre segni ci sono. (Agli altri, amabilmente.) Un segno e siete sospetti. Due segni ed eccovi contagiato. Tr, e la "radiazione" decisa. Nulla di pi semplice.

LUOMO Ah, dimenticavo di presentarvi la mia segretaria. Voi la conoscete, del resto. Ma s'incontra tanta gente...

LA SEGRET. Sono scusabili; e poi finiscono sempre per riconoscermi.

LUOMO Un bel carattere, lo vedete. Allegro, contento,pulito...

LA SEGRET. Non ho nessun merito. Il lavoro pi facile in mezzo ai fiori freschi e ai sorrisi.

LUOMO Eccellente principio. Ma torniamo a noi. (AlGovernatore.) Vi ho dato una prova sufficiente della mia seriet? Non dite nulla? Capisco: vi ho spaventato, naturalmente. Ma proprio a mio malgrado, credetelo. Avrei preferito un accomodamento amichevole, una convenzione fondata sulla fiducia reciproca, garantita dallavostra parola e dalla mia, un accordo onorevolmenteconcluso, in certo modo. Ma non mai tardi per faremeglio. Una dilazione di due ore vi sembra sufficiente? (Il Governatore scuote il capo negativamente. L'uomo sivolge verso la Segretaria.) Che antipatico!

LA SEGRET. (scuotendo il capo). Un ostinato! un guaio!

LUOMO Nondimeno, vorrei ottenere il vostro consenso. Non voglio far nulla senza accordarmi con voi, sarebbe contrario ai miei principi. La mia collaboratrice, dunque, proceder a tante "radiazioni" quante saranno necessarie per ottenere una spontanea approvazione alla modesta riforma che vi ho proposto. Siete pronta, cara amica?

LA SEGRET. Il tempo di rifare la punta alla matita, e tutto sar per il meglio nel migliore dei modi.

L'UOMO (sospirando). Senza il vostro ottimismo, questo mestiere mi sarebbe molto faticoso.

LA SEGRET. (temperando la matita). La perfetta segretaria sicura che si pu accomodare tutto, sempre; che non ci sono errori di contabilit i quali non finiscano per essere scoperti, ne appuntamenti perduti che non possano recuperarsi. Nessuna sventura che non abbia un solo lato buono. La guerra stessa ha le sue virt, e persi nei cimiteri possono essere eccellenti affari quando le concessioni perpetue scadano ogni dieci anni.

LUOMO Parole sante!.,. Avete fatto la punta al lapis?

LA SEGRET. Certo; possiamo cominciare.

LUOMO Andiamo! Indica Nada che venuto avanti, ma Nada scoppia in una risata da ubriacone.

LA SEGRET. Potrei farvi notare che quest'uomo il tipo di chi non crede a nulla, e che un tipo del genere ci molto utile?

LUOMO Giustissimo, Allora prendiamo un alcalde.

Panico fra gli alcaldes.

IL GOVERN. Fermatevi!

LA SEGRET. Buon segno, Vostro Onore!

L'UOMO (premuroso). Posso fare qualcosa per voi, governatore?

IL GOVERN. Se vi cedo il posto, io la mia famiglia e gli alcaldes avremo la vita salva?

LUOMO Diamine! di prammatica.

Il Governatore conferisce con gli alcalds, poi si volge verso il popolo.

IL GOVERN. Popolo di Cadice! tu comprendi,vero?, ne sono sicuro, che ormai tutto cambiato. Nel tuo stesso interesse sar forse meglio che io ceda questa citt alla nuova potenza che mi si rivelata. L'accordo che concludo, eviter certamente il peggio, e cos avrai la certezza di conservarti, fuori dalle mura, un governo che potr un giorno esserti utile. Sento il dovere di avvertire che, parlando cos, non mi preoccupo della mia sicurezza, ma...

LUOMO Scusate se v'interrompo. Gradirei sentirvi precisare pubblicamente che acconsentite di pieno gradimento a queste utili disposizioni e che, naturalmente, si tratta di un libero accordo. Il Governatore guarda dalla parte loro.

La Segretaria portala matita alla bocca.

IL GOVERN. S'intende che concludo questo nuovo accordo sotto il segno della libert.

Balbetta, indietreggia e fugge via. L'esodo comincia.

L'UOMO (al Primo alcalde). Per favore, non ve ne andate.Mi occorre un uomo che goda la fiducia del popolo, perch dovr essere l'intermediario, il messaggero delle mie volont. (L'alcalde esita.) Voi accettate, naturalmente...(Alla Segretaria.) Cara amica...

PRIMO ALCALDE Ma naturalmente: un grande onore.

LUOMO Benissimo! in questo caso, cara amica, comunicherete all'alcalde le decisioni da far conoscere a questa brava gente, perch cominci a vivere secondo il regolamento.

LA SEGRET. Ordinanza concepita ed emanata dal primo alcalde e dai suoi consiglieri..

PRIMO ALCALDE Ma io non ho ancora concepito...

LA SEGRET. E una fatica che vi risparmiamo. E, mi sembra, dovreste essere lusingato che i nostri servizi si diano la pena di redigere ci che voi avrete l'onore di firmare.

PRIMO ALCALDE. Certamente, ma...

LA SEGRET. Ordinanza dunque che costituisce atto promulgato in completa obbedienza alle volont del nostro beneamato sovrano, regolatrice del trattamento e dell'assistenza benefica ai cittadini contagiati; e per la designazione di tutte le regole e di tutte le persone, come: sorveglianti, guardiani, esecutori e beccamorti; i quali giureranno di applicare strettamente gli ordini che verranno loro impartiti.

PRIMO ALCALDE. Scusate, che linguaggio questo?

LA SEGRET. Il pi adatto per abituarli a un po' d'ermetismo. Meno capiranno, meglio obbediranno. Detto questo, ecco le ordinanze che farete annunciare per la citt, una dopo l'altra, affinch ne sia facilitata la digestione anche agli spiriti pi lenti. Ecco i nostri Messaggeri. Le loro simpatiche facce aiuteranno a fissare il ricordo delle loro parole.

I Messaggeri si presentano.

IL POPOLO Il governatore se ne va! Il governatore se ne va!

NADA Com' suo diritto, popolo, com' suo diritto. Lo Stato lui, e bisogna proteggere lo Stato!

IL POPOLO Lo Stato era lui, e ora non pi nulla. Lui se ne va e la Peste resta lo Stato.

NADA E a voi che importa? Peste o governatore sempre lo Stato!

Il popolo circola, sembra, in cerca di uscite. Un Messaggero si presenta.

PRIMO MESSAGGERO Tutte le case infette dovranno essere marcate con una stella nera di due piedi di diametro in mezzo alla porta, e con questa iscrizione: "Siamo tutti fratelli." La stella non si dovr rimuovere fino alla riapertura della casa, pena i rigori della legge.

Si ritira.

UNA VOCE Quale legge?

UN'ALTRA. La nuova, naturalmente.

IL POPOLO I padroni dicevano che ci avrebbero protetti,ma qui siamo soli. Nebbie spaventose si addensano ai quattro angoli della citt, disperdono a poco a poco l'odore delle rose, offuscano la gloria della stagione, soffocano il giubilo dell'estate. Ah, Cadice, citt marina!Ancora ieri, attraversando lo stretto, il vento del deserto, pi denso per essere passato sui giardini africani, illanguidiva le nostre figliuole. Ma il vento caduto: il solo che avrebbe potuto purificare la citt. I nostri padroni dicevano che nulla sarebbe accaduto mai. Ed ecco che l'altro ha ragione: e qualche cosa accade, e ci siamo finalmente, e ci tocca fuggire, fuggire senza indugio, prima che le porte si chiudano sulla nostra sventura.

SECONDO MESSAGGERO Tutte le derrate di prima necessit saranno d'ora in poi a disposizione della comunit; saranno cio distribuite in parti uguali e infine a tutti coloro che potranno provare la loro leale appartenenza alla nuova societ.

La prima porta si chiude.

TERZO MESSAGGERO Tutti i fuochi dovranno essere spenti alle ore nove della sera, e nessun cittadino rester in luogo pubblico, o potr circolare nelle vie della citt senza un lasciapassare regolarmente rilasciato, che sar concesso soltanto in casi estremamente rari e sempre invia arbitraria. Chi contravverr a queste disposizioni sar punito a rigor della legge.

Voci (in crescendo). Chiudono le porte!

Le porte sono chiuse!

Non tutte, non tutte!

IL CORO - Ah, corriamo a quelle che sono ancora aperte. Siamo i figli del mare. Laggi, laggi bisogna giungere, nel paese senza muraglie e senza porte, alle spiagge vergini' dove la sabbia ha la freschezza delle labbra, e dove lo sguardo pu spingersi tanto lontano da stancarsi. Corria-mo incontro al vento! Al mare! Il mare finalmente, il mare libero, l'acqua che lava, il vento che libera! Voci. Al mare! Al mare!

L'esodo diventa precipitoso.

QUARTO MESSAGGERO severamente proibito dare assistenza alle persone colpite dal contagio, se non denunziandole alle autorit competenti. La denuncia fra i componenti di una stessa famiglia raccomandata in modo particolare, e sar ricompensata con una razione alimentare doppia, detta: "razione civica".

La seconda porta si chiude.

IL CORO Al mare! al mare! Il mare ci salver! Che importano, al mare, le malattie e le guerre? Ha veduto e sommerso molti governi. Ci offre soltanto mattini rossi e sere verdi, e, dalla sera al mattino, il fruscio interminabile delle sue acque lungo le notti straripanti di stelle. O solitudine, deserto, battesimo del sale! Essere solo davanti al mare, nel vento, faccia al sole, libero alfine dalle citt sigillate come tombe e dai volti umani che la paura ha serrati a catenaccio. Presto! Presto! Chi mi liberer dall'uomo e dai suoi terrori? Ero felice sulla sommit dell'anno, abbandonato tra i frutti, la natura calma e il favore dell'estate. Amavo il mondo: c'era la Spagna e c'ero io. Ma non sento pi il rumore delle onde. Ecco i clamori, il panico, l'insulto e la vilt; ecco i miei fratelli aggrumati di sudore e d'angoscia, e ormai troppo pesanti da portare. Chi mi render i mari d'oblio, l'acqua calma dell'alto mare, i liquidi sentieri e i ricoperti solchi? Al mare, al mare prima che le porte si chiudano!

VOCE Presto! non toccare questo qui ch'era vicino al morto!

VOCE segnato!

VOCE Scostati! Via!

Lo battono. La terza porta si chiude.

VOCE Oh, Dio grande e tremendo!

VOCE Presto! Prendi l'indispensabile: il materasso e la gabbia degli uccelli. Non dimenticare il collare del cane' Anche il vaso di menta fresca. Ne masticheremo andando al mare!

VOCE Al ladro! al ladro! M'ha preso la mia tovaglia di nozze: ricamata!

Si inseguono. Si raggiungono. Si picchiano. La quarta porta si chiude.

VOCE Nascondi le nostre provviste, nascondile!

VOCE Non ho nulla da mangiare per la strada. Dammi un pane, fratello: ti do la mia chitarra intarsiata di madreperla.

VOCE Questo pane per i miei figli, non per chi si dice mio fratello. Ci sono diversi gradi di parentela.

VOCE Un pane! Tutto il mio denaro solo per un pane!

La quinta porta si chiude.

VOCE Presto! una sola porta rimasta aperta. Il flagello corre pi veloce di noi. Odia il mare e non vuole che lo raggiungiamo. Le notti sono calme, le stelle filano sopra gli alberi maestri delle navi. Che farebbe qui la Peste? Vuoi tenerci sotto il suo dominio; ci ama a modo suo. Vuole che siamo felici come intende lei, non come voglia mo noi. Sono i piaceri obbligati, la vita gelida, la felicit in perpetuo. Tutto si fissa, non sentiamo pi sulle nostre labbra l'antica frescura del vento.

VOCE Prete, non mi lasciare! Sono il tuo povero! (il prete fugge.) Fugge! fugge! tuo dovere assistermi! Se ti perdo, perdo tutto! (Il prete gli sfugge. Il povero cade gridando:) Cristiani di Spagna! siete abbandonati!

QUINTO MESSAGGERO (staccando le parole). Ecco, finalmente, la conclusione. (La Peste e la sua Segretaria davanti al Primo Alcalde, sorridono e approvano congratulandosi.) Allo scopo di evitare ogni contagio per la comunicazione dei fiati; in quanto le parole stesse possono essere veicolo all'infezione, ordine fatto a ciascun abitante di conservare ininterrottamente in bocca un tampone imbevuto d'aceto: questo li preserver dal male e li abituer alla discrezione e al silenzio.

Da questo momento ognuno si mette un fazzoletto in bocca, e il numero delle voci diminuisce col diminuire della sonorit dell'orchestra, il coro, cominciato a pi voci, finir con una sola, sino alla pantomima finale che si svolge in un assoluto silenzio, essendo le bocche dei personaggi gonfie e chiuse. L'ultima porta sbattuta con grande violenza.

IL CORO Sventura! sventura! Siamo soli, la Peste e noi. L'ultima porta si chiusa: non sentiamo pi nulla! il mare ormai troppo lontano. Ora siamo nel dolore e dobbiamo girare a girotondo in questa citt stretta senz'alberi e senz'acque; sbarrata dalle alte porte lisce, coro nata di folle urlanti: Cadice insomma, arena nera e rossa, dove si compiranno gli assassini! rituali. Fratelli! questa angoscia supera la nostra colpa; non abbiamo meritato questa prigione. Non era innocente il nostro cuore, ma amavamo il mondo e le sue estati: questo avrebbe dovuto salvarci. I venti sono in panna e il cielo svuotato. Per molto tempo taceremo. Ma prima che le nostre bocche si chiudano sotto il bavaglio del terrore, per l'ultima volta grideremo nel deserto!

Gemiti e silenzio. In orchestra restano solamente le campane. Il ronzio della cometa riprende sommesso. Nel palazzo del Governatore riappaiono la Peste e la sua Segretaria. La Segretaria si avanza, cancellando un nome a ogni passo, mentre la batteria scandisce ognuno dei suoi gesti. Nada sghignazza, e la prima carretta di cadaveri passa cigolando. La Peste si erge a sommo dello sfondo e fa un segno. Tutto si ferma: movimento e rumore. La Peste parla.

LA PESTE Io regno: un fatto, quindi un diritto. Ma un diritto che non si discute: dovrete adattarvi. Non fatevi illusioni, del resto: io regno a modo mio, e sarebbe pi esatto dire che io "funziono". Voi siete un poco romantici, spagnoli, e mi vedreste volentieri sotto l'aspetto di un re negro o di un sontuoso insetto. Si sa: voi avete bisogno di patetico. Ebbene, no. Non ho scettro, io, e ho preso l'aspetto di un sergente. E il mio modo di tormentarvi, perch bene che siate tormentati: avete tutto da imparare. Il vostro r ha le unghie sporche e l'uniforme stretta. Non troneggia, siede. Il suo palazzo una caserma, il suo padiglione da caccia un tribunale. Lo stato d'assedio proclamato. E cos che, notatelo bene, quando arrivo io, il patetico se ne va. E proibito il patetico: e cos le altre bagattelle come la ridicola angoscia della felicit, la faccia stupida degli innamorati, la contemplazione egoista del paesaggio e la colpevole ironia. Al posto di tutto questo io pongo l'organizzazione. In principio sar un po' scomodo per voi, ma finirete per capire che una buona organizzazione vai meglio di un cattivo patetico. E per illustrare questo pensiero felice comincer a separare gli uomini dalle donne: questo avr forza di legge. (Le guardie eseguono.). Le vostre smancerie hanno fatto il loro tempo.Ora si tratta di essere seri. Suppongo che abbiate capito. A partire da oggi imparerete a morire nell'ordine. Fino a oggi siete morti alla spagnola, un po' a caso, a capocchia, per cos dire. Morivate perch faceva freddo dopo aver fatto caldo, perch i muli si agitavano, perch la catena dei Pirenei era azzurra, perch in primavera il Guadalquivir attirava l'uomo solitario, oppure perch ci sono degli imbecilli che parlano avanvera e ammazzano per interesse o per l'onore, mentre tanto pi distinto ammazzare per i piaceri della logica. S, morivate male. Un morto qui, un morto l, questo nelsuo letto, quello nell'arena: un vero sperpero! Ma tuttoquesto disordine, per fortuna, ora sar amministrato.Una morte unica per tutti e secondo il bell'ordine di unelenco. Ognuno avr la sua scheda, e nessuno morir pia capriccio. Il destino addomesticato, ha aperto i suoi uffici. Sarete tutti nella statistica e servirete finalmente aqualche cosa. Perch, dimenticavo di dirvelo, morirete, bene inteso, ma sarete inceneriti, dopo o anche prima; pi pulito e rientra nell'ordine. Spagna, prima di tutto!Mettersi nei ranghi per morire bene, questo l'essenziale. Soltanto a questa condizione potrete godere il miofavore. Ma attenti alle idee irragionevoli, ai furori dell'anima, come dite voi, alle febbriciattole che suscitano le grandi sommosse. Ho soppresso questi minuti piaceri e ho istituito la logica. La diversit e l'arbitrario mi ripugnano. A partire da oggi, dunque, sarete ragionevoli: cio avrete il vostro distintivo. Marcati all'inguine, porterete sotto l'ascella la stella del bubbone che segner il vostro destino. Gli altri, quelli che, persuasi di esser fuori causa, fanno coda alle arene della domenica, si allontaneranno da voi che siete sospetti. Ma non vi amareggiate: questo riguarda loro. Anch'essi sono sulla lista e io non dimentico nessuno. Tutti sospetti, il buon principio. In fondo, tutto questo non distrugge il sentimento. Io amo gli uccelli, le prime violette, la bocca fresca delle fanciulle. Ogni tanto un soffio di freschezza: ed pur vero che io sono idealista. Il mio cuore... Ma sento che sto per commuovermi e non voglio insistere. Mi limito a riassumere: vi porto il silenzio, l'ordine e la giustizia assoluta. Non vi domando di ringraziarmi: ci che faccio per voi naturale. Ma esigo la vostra collaborazione attiva. Il mio ministero cominciato.

SIPARIO

PARTE SECONDA

Una piazza di Codice. A sinistra dello spettatore la portineria del cimitero. A destra un lungomare. Vicino al lungomare la casa del giudice. All'aprirsi del sipario becchini in costume di forzati allineano i morti. Si sente il cigolio della carretta dei cadaveri:entra e si ferma in mezzo alla scena, i fonati la caricano.La carretta riparte verso la portineria. Nel momento in cuila carretta si ferma davanti al cimitero, musica militare euno dei muri della portineria si apre verso il pubblico. Appare la parte coperta del cortile di una scuola. La Segretaria vi troneggia. Un po' pi in basso alcune tavole comequelle dove si distribuiscono le carte di approvvigionamento. Dietro di esse il Primo Alcalde, con i suoi mustacch ibianchi, circondato da funzionari. La musica aumenta d'intensit. Dall'altro lato le guardie cacciano avanti il popoloe lo spingono nella portineria, donne e uomini separati. Luce al centro. Dall'alto del suo palazzo la Peste dirige invisibili operai, dei quali si scorge solo l'agitazione intorno alla scena.

LA PESTE Andiamo, voi laggi, sbrighiamoci. In questa citt le cose vanno troppo per le lunghe: questo popolo non ha voglia di lavorare. Ama il comodo suo, chiaro; ma io ammetto l'inazione solo nelle caserme e nelle code agli sportelli. Questo tipo d'inazione veramente buono: vuota il cuore e le gambe. E di tal genere che non serve a nulla. Sbrigatevi! Finitemi la torre. La sorveglianza qui non funziona. Circondate la citt di reticolati. Ciascuno ha la sua primavera; la mia reca rose di ferro. Accendete i forni, sono i nostri fuochi di gioia, Guardie! fissate le nostre stelle sulle case di cui ho l'intenzione di occuparmi. Voi, cara amica, cominciate a stabilire gli elenchi, e fate redigere i certificati di esistenza. La Peste esce dalla parte opposta.

IL PESCAT. (e il corifeo). Un certificato d'esistenza? E per che farne?

LA SEGRET. Per che farne? Come puoi fare a meno di un certificato d'esistenza, per vivere?

IL PESCAT. Finora abbiamo vissuto benissimo senza.

LA SEGRET. Perch non eravate governati. Ora lo siete. Il grande principio del nostro governo che c' sempre bisogno di un certificato. Si pu fare a meno del pane e di una donna, ma di un certificato in regola atte stante non importa che cosa, non si pu fare a meno.

IL PESCAT. Da tre generazioni la mia famiglia ha get tato le reti, e senza carta scritta, ve lo posso giurare.

VOCE Siamo macellai, di padre in figlio. E per ammazzare montoni non ci serviamo di certificati.

LA SEGRET. Eravate anarchici, ecco tutto! Badate che non abbiamo niente contro i macellai, anzi! Ma abbiamo introdotto utili modifiche contabili. Questa la nostra superiorit. Quanto a gettare le reti, vedrete che ci sappiamo fare, e piuttosto bene. Signor Primo Alcalde, avete i formulari?

PRIMO ALCALDE Eccoli.

LA SEGRET. Guardie, aiutate il signore ad avvicinar si. Fanno avanzare il pescatore.

PRIMO ALCALDE (legge). Nome, cognome e qualit.

LA SEGRET. Lasciate andare. Il signore riempir le risposte egli stesso.

PRIMO ALCALDE Curriculum vitae.

IL PESCAT. Non capisco.

LA SEGRET. Dovete indicare gli avvenimenti impor tanti della vostra vita. E un modo per far conoscenza.

IL PESCAT. La mia vita mia. E cosa privata e non riguarda nessuno.

LA SEGRET. Privata? parola senza senso per noi. Si tratta, naturalmente, della vostra vita pubblica. La sola che sia autorizzata, del resto. Signor Alcalde, passate ai particolari.

PRIMO ALCALDE. Sposato?

IL PESCAT. Nel trentuno.

PRIMO ALCALDE. Motivi dell'unione?

IL PESCAT. Motivi? Ah, sangue di...

LA SEGRET. E scritto. Ed un modo eccellente di rendere pubblico ci che deve cessare di essere persona le.

IL PESCAT. Mi sono sposato perch questo si fa quando uno uomo.

PRIMO ALCALDE. Divorziato?

IL PESCAT. No, vedovo.

PRIMO ALCALDE Risposato?

IL PESCAT. No.

LA SEGRET. Perch?

IL PESCAT. (urlando). Amavo mia moglie.

LA SEGRET. Strano! Perch?

IL PESCAT. Credete che si possa spiegare tutto?

LA SEGRET. In una societ bene organizzata, s.

PRIMO ALCALDE Precedenti?

IL PESCAT. Che roba ?

LA SEGRET. Siete mai stato condannato per saccheggio, spergiuro o violenza?

IL PESCAT. Mai!

LA SEGRET. Un uomo onesto, me l'immaginavo! Signor Primo Alcalde, aggiungete: "da sorvegliare".

PRIMO ALCALDE Sentimenti civici?

IL PESCAT. Ho sempre servito bene i miei concittadini. Non ho mai rifiutato a un povero qualche pescetto fresco.

LA SEGRET. Questo modo di rispondere non autorizzato.

PRIMO ALCALDE. Oh, glielo spiego io. I sentimenti civici, sapete, sono la mia partita. Si tratta di sapere, brav'uomo, se fate parte di coloro che rispettano l'ordine stabilito per il solo fatto che esiste,

IL PESCATO. Certo, quando giusto e ragionevole.

LA SEGRET. Dubbio! Scrivete che i suoi sentimenti civici sono dubbi! E leggete l'ultima domanda.

PRIMO ALCALDE (leggendo a stento). Ragion d'essere?

IL PESCAT. Che mia madre possa esser morsa nel sito del peccato se capisco una parola di questo gergo.

LA SEGRET. Significa che dovete spiegare le vostre ragioni di essere vivo.

IL PESCAT. Le ragioni? quali ragioni volete che abbia?

LA SEGRET. Avete visto? Notate bene, signor PrimoAlcalde, il sottoscritto riconosce che la sua esistenza ingiustificabile. Avremo meno scrupoli quando verr il momento. E voi, sottoscritto, capirete meglio perch ilcertificato di esistenza vi sar rilasciato a titolo provvisorio e a termine.

IL PESCAT. Provvisorio o no, datemelo che possa tornare a casa dove mi aspettano.

LA SEGRET. Certo! ma prima dovete presentare uncertificato di buona salute, che vi sar rilasciato, dopo alcune formalit, al primo piano, divisione degli affari incorso, ufficio delle attese, sezione ausiliaria.

Il pescatore esce. intanto la carretta dei cadaveri arrivata alla porta del cimitero, e si comincia a scaricarla. Ma Nada ubriaco, salta gi urlando.

NADA Ma se vi dico che non sono morto! (Vogliono rimetterlo sulla carretta. Egli sfugge ed entra nella portineria.) Insomma! se fossi morto lo saprei. Oh! scusatemi!

LA SEGRET. Non nulla. Avvicinatevi.

NADA Mi avevano messo nella carretta. Avevo bevuto troppo, nient'altro. La mania di sopprimere.

LA SEGRET. Sopprimere che cosa?

NADA Tutto, bella mia, tutto! Pi si sopprime e meglio vanno le cose. E se si fa piazza pulita, il paradiso! Gli innamorati, guardate: mi fanno schifo! Quando passano davanti a me, li sputacchio. Alle spalle, bene inteso, perch ce ne sono di permalosi. E i ragazzini? sporca razza! I fiori con la loro aria stupida, i fiumi incapaci di cambiare idea... Ah! sopprimiamo, sopprimiamo. la mia filosofia Dio nega il mondo, e io nego Dio! Viva il niente! la sola cosa che esiste!

LA SEGRET. E per sopprimere tutto questo?

NADA Bere: bere sino alla morte, e tutto sparisce.

LA SEGRET. Cattiva tecnica. La nostra migliore.Come ti chiami?

NADA Niente.

LA SEGRET. Come?

NADA Niente.

LA SEGRET. Ti domando il tuo nome.

NADA E il mio nome.

LA SEGRET. Benone! Con un nome simile dobbiamo lavorare insieme. Da questa parte. Sarai funzionario del nostro regno. (Entra il pescatore) Signor Alcalde, vogliate mettere al corrente il nostro amico Niente. Intanto voi,guardie, venderete i distintivi. (Va verso Diego) Buongiorno. Volete comprare un distintivo?

DIEGO Che distintivo?

LA SEGRET. Il distintivo della Peste, naturalmente.(Pausa.) Siete libero di rifiutare, se volete. Non obbligatorio.

DIEGO Allora rifiuto.

LA SEGRET. Benissimo! (Volgendosi a Vittoria.) E voi?

VITTORIA Non vi conosco.

LA SEGRET. D'accordo. Vi avverto soltanto che chi rifiuta questo distintivo obbligato a portarne un altro.

DIEGO Quale?

LA SEGRET. Il distintivo di coloro che rifiutano il distintivo. In questo modo si capisce subito con chi si hada fare.

IL PESCAT. Scusate, ma...

LA SEGRET. (a Diego e a Vittoria). A presto! (Volgendosi al Pescatore.) Che cosa c' ancora?

IL PESCAT. (con furore crescente). Vengo dal primo piano, e mi hanno risposto di tornare qui per avere il certificato di esistenza, senza di che non possono darmi il certificato di buona salute.

LA SEGRET. Logico.

IL PESCAT. Come logico?

L SEGRET. S; Questo prova che lamministrazione comincia a funzionare. E nostra convinzione che siate colpevoli. Colpevoli di essere governati, naturalmente. Ed necessario che vi sentiate voi stessi colpevoli. E non vi sentirete colpevoli fino a quando non vi sentirete stanchi. Vi stanchiamo, ecco tutto. Quando sarete sfiniti per la stanchezza tutto andr da s.

IL PESCAT. Posso almeno avere questo dannato certi ficato di esistenza?

LA SEGRET. In linea generale no, se per ottenerlo vi occorre un certificato di buona salute. A quanto pare, non c' via d'uscita.

IL PESCAT. E allora?

LA SEGRET. Allora, resta il nostro beneplacito. Ma a breve scadenza, come tutte le concessioni. Dunque vi diamo questo certificato per un favore speciale. Ma sar valido soltanto per una settimana. Poi vedremo.

IL PESCAT. Vedremo cosa?

LA SEGRET. Se sar il caso di rinnovarvelo.

IL PESCAT. E se non sar rinnovato?

LA SEGRET. La vostra esistenza non sar pi garantita e si proceder certamente a una "radiazione". Signor Alcalde, fate stendere questo certificato in tredici esemplari.

PRIMO ALCALDE Tredici?

LA SEGRET. S. Uno per l'interessato e dodici per gli uffici e funzionari.

Luce al centro.

LA PESTE Fate cominciare i grandi lavori inutili. Voi, cara amica, preparate la bilancia delle deportazioni e delle concentrazioni. Sollecitate la trasformazione degli innocenti in colpevoli perch la mano d'opera sia sufficiente. Deportate tutto ci ch' importante. Mancheremo d'uomini, certo. A che punto sta il censimento?

LA SEGRET. E in corso, e per il meglio. Mi pare che questa brava gente abbia capito.

LA PESTE Siete troppo pronta a commuovervi, cara amica. Voi sentite il bisogno di essere capita. Nel nostro mestiere uno sbaglio. Questa brava gente, come dite voi, non ha Capito nulla, ina questo non ha importanza. L'essenziale non che comprendano, ma che passino all'esecuzione. Guarda un po': un'espressione significativa, non vi pare?

LA SEGRET. Che espressione?

LA PESTE "Passare all'esecuzione." Andiamo, laggi, passate all'esecuzione! Oh! l! l! che espressione.

LA SEGRET. Magnifica!

LA PESTE Magnifica! C' tutto! L'immagine dell'esecuzione, prima, che un'immagine commovente; poi l'idea che il condannato collabori egli stesso alla propria esecuzione. E lo scopo e la base di ogni buon governo. (Rumori di fondo.) Che cosa c'? Il coro delle donne si agita.

LA SEGRET. Le donne si agitano.

IL CORO Questa ha qualcosa da dire.

LA PESTE Vieni avanti.

UNA DONNA (avanzandosi.) Dov' mio marito?

LA PESTE Eccolo il cuore umano, come dicono. Ma via!che cosa capitato a tuo marito?

LA DONNA Non rincasato.

LA PESTE Tutto qui? Non preoccuparti. Ha gi trovatoun letto.

LA DONNA Mio marito un uomo che si rispetta.

LA PESTE Una fenice, naturalmente. Guardate un po', mia cara amica...

LA SEGRET. Cognome e nome.

LA DONNA Galvez Antonio.

(La Segretaria guarda il taccuino, poi parla all'orecchio della Peste.)

LA SEGRET. Bene. Ha salva la vita. Sii contenta.

LA DONNA Quale vita?

LA SEGRET. La vita nel castello.

LA PESTE S, l'ho deportato con qualche altro che faceva baccano e che ho voluto risparmiare.

LA DONNA (indietreggiando). Che cosa ne avete fatto?

LA PESTE (con rabbia isterica). Li ho concentrati. Finora vivevano nella frivolit e nella dispersione, un po' diluiti, per cos dire. Ora sono pi solidi, si concentrano.

LA DONNA (fuggendo verso il coro che s'apre per accoglierla). Ah, miseria, miseria su di me!

IL CORO Miseria, miseria su di noi!

LA PESTE Silenzio! Non restate inattivi! Fate qualche cosa! Occupatevi (Fantasticando.) Eseguiscono, si occupano, si concentrano. La grammatica una buona cosa: pu servire a tutto.

Luce improvvisa sulla portineria, dove Nada seduto con l'Alcalde. Davanti a lui lunghe file di amministrati.

UN UOMO Il costo della vita aumenta e i salari non bastano pi.

NADA Lo sapevamo, ed ecco un nuovo tariffario. E stato compilato proprio ora.

L'UOMO Quale sar la percentuale d'aumento?

NADA Semplicissimo. (Legge.) Tariffa n. 108: "II decreto di 'ridimensionamento' dei salari interprofessionali e subsequenti porta alla soppressione del salario di base, e alla liberazione incondizionata delle scale mobili, che ricevono cos licenza di raggiungere un salario massimo in preventivo. Le scale mobili, sottrazione fatta delle maggiorazioni consentite fttiziamente della tariffa n. 107, continueranno nondimeno a essere calcolate all'in fuori delle modalit propriamente dette di riclassamento sul salario di base precedentemente soppresso."

LUOMO Ma che aumento rappresenta tutto questo?

NADA L'aumento verr pi tardi: per oggi basta il tariffario. Aumentiamo di un tariffario, ecco tutto.

LUOMO Che cosa volete che se ne facciano di questo tariffario?

NADA (urlando). Che se lo mangino! Avanti un altro. (Un altro uomo si presenta.) Tu vuoi dedicarti al commercio? Ricca idea! Bene, comincia col riempire questo formulario. Metti le tue dita in questo calamaio. Posale qui. Benissimo.

LUOMO Dove posso asciugarmi?

NADA Dove posso asciugarmi? (Sfogliando un incarta mento.) In nessun posto. Non previsto dal regolamento.

LUOMO Ma non posso restare cos!...

NADA Perch no? E del resto csa t ne importa dal momento che non hai diritto di toccare tua moglie? E poi bene per te.

LUOMO Come: bene?

NADA S. Ti umilia, dunque bene. Ma torniamo al tuo commercio. Preferisci beneficiare dell'articolo 208, capitolo 62, sedicesima circolare vigente per il quinto Regolamento generale, oppure dell' alinea 27, articolo 207, quindicesima circolare vigente per il Regolamento particolare?

LUOMO Non conosco nessuno di questi testi.

NADA Naturalmente, hombre! Tu non li conosci. Neppur io. Ma siccome bisogna decidersi, ti faremo beneficiare di tutti e due.

LUOMO molto, Nada ti ringrazio.

NADA Non ringraziarmi. A quanto pare uno di questi articoli ti da il diritto di avere la tua bottega, e l'altro ti proibisce di vendervi qualunque cosa.

LUOMO E allora, che cosa ?

NADA L'ordine! (Arriva una donna spaventata.) Che cosa c', donna?

LA DONNA Hanno requisito la mia casa.

NADA Bene.

LA DONNA Vi hanno messo dei servizi amministrativi.

NADA Naturalmente.

LA DONNA Ma io sono sul lastrico, e hanno promesso ditrovarmi un nuovo alloggio.

NADA Vedi? si pensato a tutto!

LA DONNA S, ma bisogner fare una domanda che seguir il suo corso. E intanto i miei figli sono in mezzo a una strada.

NADA Ragione di pi per fare la tua domanda. Riempi questo formulario.

LA DONNA (Prendendo il formulario). Ma, si far presto?

NADA Si pu far presto, a condizione che tu fornisca una giustificazione d'urgenza.

LA DONNA Che cosa ?

NADA Un certificato che attesti l'urgenza per t di non essere pi in istrada.

LA DONNA I miei bambini sono senza tetto. Che cosa pi urgente di un tetto per loro?

NADA Non ti daranno uh alloggio perch i tuoi bambini sono senza tetto. Ti daranno un alloggio se tu presenti un certificato. Non la stessa cosa.

LA DONNA Non ho mai capito questo linguaggio. Il diavolo parla cos e nessuno lo capisce.

NADA Non a caso, donna. Si tratta di fare in modo che nessuno si comprenda pi, pur parlando tutti la stessa lingua. E posso dirti che ci avviciniamo al momento perfetto, quando tutti parleranno senza mai trovar eco, e i due linguaggi che si affrontano in questa citt si distruggeranno a vicenda con tanta ostinazione, che bisogner pure che tutto s'incammini verso l'ultima conclusione: il silenzio e la morte.

Insieme

NADA Scegliere di vivere in ginocchio piuttosto che morire in piedi, perch l'universo trovi il suo ordine misurato sulla squadradelle forche, diviso fra i morti tranquilli e le formiche ormai bene educate; paradiso puritano senza praterie e senza pane dove circolano angeli poliziotti dalle ali maiuscole, fra i beati rimpinzati di carta e di formule nutrienti, prosternati davanti a Dio decorato, distruttore di tutte le cose e recisamente votato a far dimenticare gli antichi deliri di un mondo troppo delizioso. Giustizia che bambini mangino a saziet e non soffrano il freddo.

LA DONNA Giustizia che i miei bambini vivano. Li ho messi al mondo in una terra felice. Il mare ha dato l'acqua per il battesimo. Non hanno bisogno di altre ricchezze. Non domando per loroche il pane quotidiano e il sonno dei poveri. Non niente, e voi me lo rifiutate. E se rifiutate agli infelici il loro pane, non c' lusso, ne belle chiacchiere, ne promesse misteriose che possano farvelo perdonare

NADA Viva il nulla! Nessuno si comprende pi. Siamo al momento perfetto !

Luce al centro. Si vedono come stagliati, reticolati, capanne, osservatori e qualche altro monumento poliziesco. Entra Diego con la maschera: ha l'aria dell'uomo braccato. Vede le opere di difesa, il popolo e la peste.

DIEGO (rivolgendosi al Coro). Dov' la Spagna? Dov' Cadice? Questa scena non appartiene a nessun paese. Siamo in un altro mondo dove l'uomo non pu vivere. Perch tacete?

IL CORO Abbiamo paura. Ah! si levasse il vento...

DIEGO Anch'io ho paura. Fa bene gridare la propria paura. Gridate, il vento risponder.

IL CORO Eravamo un popolo, e siamo una massa. Eravamo invitati, e siamo convocati. Scambiavamo il pane e il latte, e siamo approvvigionati. Segniamo il passo. (Segna no il passo.) Segniamo il passo e diciamo che nessuno pu niente per nessuno, e che bisogna aspettare al nostro posto, nel rango che ci stato assegnato. Perch gridare? Le nostre donne non hanno pi il volto in fiore che ci faceva sospirare di desiderio. La Spagna scomparsa! Pestiamo i piedi! pestiamo i piedi! Oh, dolore! Ci calpe stiamo da noi. Soffochiamo, in questa citt chiusa. Ah! si levasse il vento.

LA PESTE Questa la saggezza! Avvicinati, Diego: ora hai capito. Nel ciclo rumore di "radiazioni".

DIEGO Siamo innocenti! (La Peste scoppia a ridere. Gridando.) L'innocenza, carnefice, capisci tu l'innocenza?

LA PESTE L'innocenza? mai sentita nominare.

DIEGO Allora avvicinati. Il pi forte uccider l'altro.

LA PESTE Il pi forte sono io, innocente! Guarda... (Fa un cenno alle guardie che si avvicinano a Diego, ma questi fugge.) Inseguitelo! Non lasciatelo scappare. Chi fugge ci appartiene. Marcatelo. (Le guardie inseguono Diego inseguimento mimato sui praticabili. Fischi. Sirene d'allarme. )

IL CORO L'altro corre. Ha paura e lo dice. Non padrone di s, pazzo! Noi, noi siamo diventati saggi. Siamo amministrati. Ma nel silenzio degli uffici ascoltiamo il lungo grido compresso dei cuori separati che ci parla del mare sotto il sole di mezzogiorno, dell'odore dei giunchi nella sera, delle fresche braccia delle nostre donne. Le nostre facce sono sigillate, i nostri passi contati, le nostre ore fissate; ma il nostro cuore rifiuta il silenzio. Rifiuta gli elenchi e le matricole, i muri interminabili, le sbarre alle finestre, le albe irte di fucili. Rifiuta come colui che corre per raggiungere una casa, che fugge questa scena d'om bre e di cifre per ritrovare finalmente un rifugio. Ma il solo rifugio il mare da cui questi muri ci separano. Si levi il vento, e potremo finalmente respirare...

Diego s' precipitato dentro una casa. Le guardie si ferma no davanti alla porta, e vi postano sentinelle.

LA PESTE (urlando). Marcatelo! Marcateli tutti! Si pu sentire anche quello che non dicono. Non possono pi protestare ma il loro silenzio stride. Schiacciate loro la bocca! Imbavagliateli e insegnate loro le parole rituali, fino a che non ripetano sempre la stessa cosa, fino a che non diventino i buoni cittadini di cui abbiamo bisogno.

Piombano gi dalle volte, vibrate come attraverso altopar lanti, nuvole di slogan che s'amplificano man mano che si ripetono, e che coprono il coro a bocca chiusa fino al silenzio totale.

Una sola peste, un solo popolo!

Concentratevi, decidetevi, occupatevi!

Una buona peste vai meglio che due libert!

Deportate, torturate, qualcosa rester sempre!

Luce nella casa del giudice.

VITTORIA No, padre. Non consegnerete questa vecchia domestica col pretesto che contagiata. Dimenticate chemi ha allevato e che vi ha servito senza mai lamentarsi?

IL GIUDICE Quello che ho deciso io, chi oser discuterlo?

VITTORIA Non potete decidere niente. Il dolore ha i suoidiritti.

IL GIDICE Il mio compito di preservare questa casa, ed' impedire che il male vi entri. Io... (D'improvviso entra Diego) Chi ti ha permesso di entrare qui?

DIEGO Mi ha spinto la paura. Fuggo la peste.

IL GIUDICE Non la fuggi, la porti con t.

Indica il segno visibile sotto l'ascella di Diego Silenzio.Due o tre fischi lontani.

DIEGO Tienimi qui! Se mi scacci, mi metteranno con glialtri in mezzo a un mucchio di morti.

IL GIUDICE Io servo la legge: non posso ospitarti.

DIEGO Servivi l'antica legge. Sei del tutto estraneo dalla nuova.

IL GIUDICE Non servo la legge per ci che prescrive, ma perch la legge.

DIEGO Ma se la legge il delitto?

IL GIUDICE Se il delitto diventa legge, cessa di essere delitto.

DIEGO E bisogna punire la virt!

IL GIUDICE Si: se tanto arrogante da discutere la legge.

VITTORIA Casado, non la legge ti muove, ma la paura.

IL GIUDICE nche questo qui ha paura.

VITTORIA Ma non ha tradito ancora.

IL GIUDICE Tradir. Tutti tradiscono perch tutti hanno paura. Tutti hanno paura perch nessuno puro.

VITTORIA Padre, io appartengo a quest'uomo; avete acconsentito. E non potete togliermelo oggi dopo avermerlo dato ieri.

IL GIUDICE Non ho detto s al tuo matrimonio. Ho detto s alla tua partenza.

VITTORIA Lo sapevo che non mi amavate!

IL GIUDICE (la guarda). Tutte le donne mi fanno orrore. (Picchiano brutalmente alla porta.) Chi ?

UNA GUARDIA (di fuori). Questa casa condannata per aver dato rifugio a un sospetto. Tutti gli abitanti sono in osservazione.

DIEGO (scoppiando a ridere). La legge buona, lo vedi. Ma ancora un po' nuova, e non la conoscevi a fondo. Giudice, accusati e testimoni, eccoci tutti fratelli!

Entrano la moglie del giudice, la figlia e il figlio pi giova ni.

LA MOGLIE Hanno sbarrato la porta.

VITTORIA La casa condannata.

IL GIUDICE Per causa sua. Lo denuncer. Allora apriranno la casa.

VITTORIA Padre, l'onore ve lo impedisce.

IL GIUDICE L'onore da uomini, e uomini non ce n' pi in questa citt. Si sentono fischi e il rumore di una corsa che si avvicina. Diego ascolta volgendo da ogni lato sguardi spaventati, poi improvvisamente prende il figlio pi giovane.

DIEGO Guarda, uomo di legge! se fai un solo gesto, schiaccer la bocca di tuo figlio sul marchio della peste.

VITTORIA vile, Diego.

DIEGO Niente vile in una citt di vili.

LA MOGLIE (correndo verso il giudice). Prometti, Casado! Prometti a questo pazzo ci che vuole.

LA FIGLIA No padre: non far nulla. Non ci riguarda.

LA MOGLIE Non ascoltarla. Sai che odia suo fratello.

IL GIUDICE Ha ragione. Non ci riguarda.

LA MOGLIE Anche tu odi mio figlio.

IL GIUDICE Tuo figlio, infatti.

LA MOGLIE Oh, tu non sei un uomo se osi ricordare ci che era stato perdonato!

IL GIUDICE Non ho perdonato. Ho seguito la legge che, agli occhi di tutti, mi faceva padre di questo ragazzo.

VITTORIA E vero, madre?

LA MOGLIE Anche tu mi disprezzi!

VITTORIA No. Ma tutto crolla, tutto in una volta. L'anima vacilla. Il giudice fa un passo verso la porta.

DIEGO L'anima vacilla, ma la legge ci sostiene, non vero giudice? Tutti fratelli! (Alza il bambino e se lo tiene dinanzi..) E anche tu al quale dar il bacio di fratello.

LA MOGLIE Aspetta, Diego, ti supplico. Non essere come questo, indurito fino al cuore. Ma si lascer intenerire (Corre verso la porta e sbarra il passo al giudice.) Cederai, non vero?

LA FIGLIA Perch dovrebbe cedere? e cosa gli importa di questo bastardo che si prende tutto il posto qui?

LA MOGLIE Taci. L'invidia ti rode e sei gi tutta nera. (Al giudice. ) Ma tu, tu che ti avvicini alla morte, sai che non c' nulla da invidiare su questa terra, tranne il sonno e la pace. Sai che dormirai male nel tuo letto solitario se permetti che questo si compia.

IL GIUDICE La legge sta dalla mia parte. E mi dar riposo.

LA MOGLIE Io, sulla tua legge, sputo. Per me ho il diritto, il diritto di coloro che non vogliono essere separati, il diritto dei colpevoli a essere perdonati e dei pentiti a riavere l'onore. S, io sputo sulla tua legge! Era dalla tua parte la legge quando ti sei vigliaccamente scusato con quel capitano che ti sfid a duello? quando hai barato per sfuggire alla coscrizione? Era dalla tua parte la legge quando hai proposto il tuo letto a una fanciulla che chiamava in causa un padrone indegno?

IL GIUDICE Taci, donna.

VITTORIA Madre!

LA MOGLIE No, Vittoria, non tacer! Ho taciuto tutti questi anni per il mio onore e per l'amor di Dio. Ma l'onore non esiste pi. E un solo capello di questo fanciullo m' pi caro che tutto il cielo. E dir a quest'uomo che il diritto non mai stato dalla sua parte, poich il diritto, capisci, Casado? dalla parte di chi soffre, geme, spera. Non , no, non pu essere con chi calcola e ammucchia.Diego ha lasciato il bambino.

LA FIGLIA Sono i diritti dell'adultera.

LA MOGLIE (gridando). Non nego il mio errore, lo griderei al mondo intero. Ma nella mia miseria so che la carne ha le sue debolezze, e il cuore ha i suoi delitti. Ci che si fa nel calore dell'amore ha diritto alla piet!

LA FIGLIA Piet per le cagne?

LA MOGLIE S: perch hanno un ventre per godere e perdare la vita!

IL GIUDICE Donna, la tua non una buona difesa; Denuncer l'uomo ch' stato la causa di questo disordine! E con doppia soddisfazione perch lo far in nome della legge e dell'odio!

VITTORIA Guai a te che hai detto la verit! Hai sempre giudicato secondo l'odio che ammantavi del nome di legge. E anche le leggi migliori hanno preso un cattivo sapore nella tua bocca, era la bocca agra di chi non ha mai amato. Ah, lo schifo mi soffoca! Andiamo, Diego, pren dici nelle tue braccia e lasciamoci marcire tutti insieme. Ma lui, lascialo vivere: per lui la vita castigo.

DIEGO Lasciami. Ho vergogna di vedere a che punto siamo ridotti.

VITTORIA Anch'io ho vergogna, tanta da morire. Diego si lancia d'impeto dalla finestra. Il giudice corre anche lui. Vittoria fugge per una porta segreta.

LA MOGLIE venuto il tempo per tutti i bubboni, di scoppiare. Non siamo i soli. Tutta la citt presa dalla stessa febbre.

IL GIUDICE Cagna!

LA MOGLIE Giudice! Oscurit. Luce mila portineria. Nada e l'Alcalde si preparano a partire.

NADA Ordine per tutti i comandanti di distretto di farvotare i loro amministrati in favore del nuovo governo

PRIMO ALCALDE Non facile. Ci sar chi vota contro.

NADA No, se seguirete i sani principi.

PRIMO ALCALDE I sani principi?

NADA I sani principi dicono che il voto libero. Vuoi dire che i voti favorevoli al governo sono considerati come spontanei. Quanto agli altri, onde eliminare gli ostacoli segreti che potrebbero impedire la libert discelta, saranno scontati secondo il metodo preferenziale allineando il residuo divisionario al quoziente dei suffragi non espressi in rapporto al terzo dei voti non eliminati. E chiaro?

PRIMO ALCALDE Chiarissimo, signore... S, credo di capire.

NADA Vi ammiro, alcalde. Ma che abbiate capito o no, non dimenticate che il risultato infallibile di questo metodo dovr essere sempre quello di considerare nulli i voti contrari al governo.

PRIMO ALCALDE Ma... avete detto che il voto era libero!

NADA Infatti lo . Ma noi partiamo dal principio che un voto contrario non un voto libero. E un voto sentimentale e, di conseguenza, legato alle passioni.

PRIMO ALCALDE Non ci avevo pensato.

NADA Perch non avete un'idea precisa della libert.

Luce al centro. Diego e Vittoria arrivano correndo al proscenio.

DIEGO Voglio fuggire,

VITTORIA Non so pi dove sta il dovere. Non capisco pi.

VITTORIA Non lasciarmi. Il dovere sta vicino a coloro che amiamo. Resisti.

DIEGO Sono troppo orgoglioso per amarti senza avere stima di me.

VITTORIA Che cosa t'impedisce di stimare t stesso?

DIEGO Tu, che sei senza debolezze.

VITTORIA Non parlare cos, per l'amore di noi! O cadr davanti a t e vedrai tutta la mia debolezza. Tu non dici la verit. Non sono cos forte. Dove sono andati i giorni che mi sentivo in alto mare se qualcuno pronunciava il tuo nome? Dov' il tempo in cui sentivo in me una voce che gridava "Terra!" appena arrivavi tu? S, mi sgomento, muoio di un rimpianto vile. Se resisto ancora perch lo slancio dell'amore mi getta avanti. Ma se tu scompari, la mia corsa si ferma, e io stramazzo.

DIEGO Ah, se almeno potessi avvincermi a te e cos annodato calare in fondo a un sonno senza fine.

VITTORIA Ti aspetto! Si vengono incontro. Non si lasciano con lo sguardo. Stanno quasi per toccarsi, quando tra loro sorge la segretaria.

LA SEGRET. Che cosa fate?

VITTORIA (gridando). L'amore! Rumore terribile nel ciclo.

L SEGRET. Silenzio! Certe parole non si devonopronunciare. Dovreste sapere che proibito. Guardate!(Colpisce Diego sotto l'ascella, e lo marca per la seconda volta.) Eravate sospetto. Eccovi contagiato! (Lo guarda.) Peccato! Un cos bel ragazzo! (a Vittoria) Scusatemi, ma preferisco gli uomini alle donne; mi sento pi solidale con loro. Buonasera.

DIEGO (guarda con orrore il nuovo segno sul suo corpo.Getta sguardi da pazzo intorno a s, poi si lancia su Vittoria e l'abbraccia strettamente). Ah! odio la tua bellezza perch deve sopravvivermi! Maledetta quella che servir ad altri! (La stringe freneticamente a s. ) Cos non sar solo! Che l'importa del tuo amore se non si corrompe con me?

VITTORIA (dibattendosi). Mi fai male! Lasciami!

DIEGO Ah! hai paura! (Ride come un pazzo. La scuote.) Dove sono i cavalli neri dell'amore? Innamorata nei giorni felici, ma negli infelici i cavalli fuggono a precipizio. Muori con me, almeno.

VITTORIA S, ma non chiusa fra le tue braccia! Non mi piace questo volto di paura e d'odio che ti sei fatto.Lasciami! Lasciami libera di cercare in t la tenerezza di una volta, e il mio cuore ti parler ancora.

DIEGO (lasciandola, ma non del tutto). Non voglio morir solo! E ci che ho di pi caro al mondo, si scosta da me e rifiuta di seguirmi!

VITTORIA (gettandosi verso di lui). Ah, Diego, nell'inferno, se necessario! Ti ritrovo!... Tremano le mie gambe contro le tue. Baciami e soffoca questo grido che mi sale dal fondo di me, e vuole uscire, che esce... Ah! (Diego l'abbraccia violento e appassionato, poi si strappa da lei e la lascia tremante nel mezzo della scena.)

DIEGO Guardami! No, no, non hai nulla! Nessun segno! Questa pazzia non avr conseguenze!

VITTORIA Torna! ora tremo di freddo. Un momento fa il tuo petto mi bruciava le mani, il sangue correva in me come una fiamma! E ora...

DIEGO No! Lasciami solo. Non posso staccarmi da questo dolore.

VITTORIA Ritorna! Non domando che di consumarmi nella stessa febbre con t, che soffrire per la stessa piaga, in un grido solo!

DIEGO No! Ormai sono con gli altri, i marcati. Il loro tormento mi fa orrore, mi riempie d'un disgusto che finora mi staccava da tutto. Ma ora sono anch'io colpito dalla stessa sventura; e quelli hanno bisogno di me.

VITTORIA Se tu dovessi morire, invidierei la terra che sposerebbe il tuo corpo.

DIEGO Sei dall'altra parte, con quelli che vivono.

VITTORIA Posso essere con t in un lungo abbraccio!

DIEGO Hanno proibito l'amore! Ah! mio disperato rimpianto!

VITTORIA No, no! T ne supplico! Ho scoperto la loro intenzione! Fanno di tutto per rendere l'amore impossibile. Ma io sar pi forte!

DIEGO Io non sono il pi forte. E non una sconftta volevo dividere con t!

VITTORIA Io sono esclusiva! Non conosco che il mio amore. Niente mi fa pi paura e, se mi tenessi per mano, potrebbe crollare il mondo che io sprofonderei gridando la mia felicit. Si sente gridare.

DIEGO Anche gli altri gridano!

VITTORIA Io sono sorda fino alla morte.

DIEGO Guarda! La carretta passa.

VITTORIA I miei occhi non vedono pi. Me li acceca l'amore.

DIEGO Ma il dolore in questo cielo che ci pesa addosso.

VITTORIA Gi troppa pena mi da il peso del mio amore: non prender su di me anche il dolore del mondo. E compito d'uomo questo: uno di quei compiti vani, sterili, testardi, che voi uomini accettate per evitare la sola lotta veramente difficile, la sola vittoria di cui potreste andare orgogliosi.

DIEGO Che devo vincere qui se non lingiustizia che ci hanno fatto?

VITTORIA La sventura che porti in te. Il resto verr.

DIEGO Sono solo. La sventura troppo grande per me.

VITTORIA Ti sono vicina e tutta armata.

DIEGO Sei bella! Oh come tamerei se non avessi paura.

VITTORIA Non avresti paura se ini amassi.

DIEGO Ti amo. Ma non so chi ha ragione.

VITTORIA Colui che non teme. E il mio cuore non teme. Brucia in un unica fiamma alta e chiara come i fuochi in cui i nostri montanari si salutano. Ti chiama. Vedi? Sono i suoi fuochi di San Giovanni!

DIEGO In mezzo al carnaio.

VITTORIA Carnai o praterie, che importa al mio amore? Esso almeno non nuoce a nessuno, generoso. La tua follia, la tua sterile devozione, a chi giovano? non a me non a me in ogni caso: tu mi pugnali con ogni tua parola!

DIEGO Non piangere, selvaggia! Maledizione' Perch me venuto addosso questo male? Avrei bevuto le tue lacrime e, con la bocca bruciata dalla loro amarezza ti avrei dato tanti baci in viso quante foglie ha un ulivo.

VITTORIA Ah, ti ritrovo! Questo il linguaggio nostro che avevi perduto. (tende le mani) Lasciati riconoscere. (Diego indietreggia mostrando i suoi segni. Ella stende la mano, esita)

DIEGO Anche tu, anche tu hai paura! (Vittoria pone le mani sui segni. Diego indietreggia smarrito. Ella tende le braccia)

VITTORIA Vieni! Subito! Non temere pi nulla (Ma i gemiti e le imprecazioni si moltiplicano.egli guarda da tutte le parti come un insensato, poi fugge.) Oh solitudine.

CORO DI DONNE Noi siamo le guardiane! Questa storia ci sorpassa: ed aspettiamo che sia finita. Conserveremo il nostro segreto fino all'inverno, all ora delle libert quando gli urli degli uomini taceranno ed essi torneranno a noi per reclamare ci di cui non possono fare a meno; il ricordo dei mari liberi, il cielo deserto dellestate, lodore eterno dellamore. Eccoci qui, in attesa, come foglie morte sotto i piovaschi del settembre. Vagano un momento, poi il peso d'acqua che trasportano le preme contro la terra. Anche noi ora siamo a terra. Curvando il dorso, aspettando che si affiochino le grida dei combattimenti, ascoltiamo dal fondo di noi gemere dolcemente la lenta risacca dei mari felici. Quando i mandorli nudi si copriranno d'una brina di fiori, allora ci solleveremo un poco, sensibili al primo vento di speranza, presto risorte in questa seconda primavera. E quelli che amiamo verranno verso di noi, e a mano a mano che avanzeranno, saremo come le pesanti barche che il flutto della marea solleva a poco a poco, vischiose di sale e d'acqua, odorose, sino a che, finalmente, ondeggiano sul mare denso. Ah! si levi il vento, si levi il vento...

Oscurit. Luce sul lungomare. Diego entra e chiama qualcuno, lontanissimo, in direzione del mare.

Nel fondo, il coro degli uomini.

DIEGO Ohe! Ohe!Voce Ohe! Ohe!Appare un Barcaiolo. Solo la sua testa emerge dal margine del lungomare.

DIEGO Che cosa fai?

IL BARC. Approvvigiono.

DIEGO La citt?

IL BARC. No: la citt, in via di principio, approvvigionata dall'amministrazione. In tessere, naturalmente. Io approvvigiono in pane e latte. Ci sono al largo navi all'ancora, e parecchie famiglie vi si sono rifugiate per fuggire il contagio. Porto qui lettere, e riporto l provvigioni.

DIEGO proibito.

IL BARC. Dall'amministrazione. Ma io non so leggere, ed ero in mare quando i banditori hanno annunciato la nuova legge.

DIEGO Portami con te.

IL BARC. Dove?

DIEGO In mare. Sulle navi.

IL BARC. proibito!

DIEGO Tu non hai letto ne sentito la legge.

IL BARC. Ah! Ho ti proibito dall'amministrazione, ma dalla gente delle navi. Siete sospetto.

DIEGO Perch, sospetto?

IL BARC. Potreste anche portarli con voi.

DIEGO Portare che cosa?

IL BARC. Zitto! (Si guarda intorno) I germi. Certo!Potreste portar sulle navi i germi!

DIEGO Pago quello che vuoi.

IL BARC. Non insistete. Son debole di carattere.

DIEGO Quanto?

IL BARC. Ne rispondete voi.

DIEGO D'accordo!

IL BARC. Imbarcatevi. bello il mare.

Diego fa per saltare in barca, ma la Segretaria appare dietro di lui.

LA SEGRET. No! Non v'imbarcherete.

DIEGO Perch?

LA SEGRET. Non previsto. E poi vi conosco: non diserterete.

DIEGO Niente m'impedir di partire.

LA SEGRET. Io, se voglio. E voglio, perch ho da fare con voi. Sapete chi sono

Indietreggia un poco come per attrarlo indietro. Diego la segue.

DIEGO Morire non niente. Ma morire tutto sporco...

LA SEGRET. Capisco. Vedete, io sono una semplice esecutrice; ma mi hanno dato dei diritti su voi. Il diritto di veto, se volete.

Sfoglia il suo taccuino.

DIEGO Gli uomini del mio sangue appartengono solamente alla terra.

LA SEGRET. Proprio quello che volevo dire. In certo qual modo, siete mio. In certo qual modo, solamente. E forse non quello che preferisco... quando vi guardo.(Semplicemente.) Mi piacete molto, sapete? Ma ho ricevuto ordini. (Gioca col suo taccuino.)

DIEGO Preferisco l'odio al vostro sorriso. Vi disprezzo.

LA SEGRET. Come volete. D'altra parte questa conversazione fra noi due non molto regolamentare. Lastanchezza mi rende sentimentale. Con tutta quella contabilit, in sere come questa sera, piego all'abbandono.(Fa girare il taccuino fra le dita. Diego tenta di strapparglielo.) No, caro, non insistete. Che cosa potreste vederci, del resto? un taccuino, un classificatore, met agenda con i giorni della settimana, met elenco. (Ride.) E il mio stupidario, nient'altro. (Tende una mano verso di lui come per una carena. Diego ritorna verso il Barcaiolo.)

DIEGO Se n' andato!

LA SEGRET. Oh! vero. Un altro che si crede libero ed iscritto come tutti.

DIEGO Avete una lingua biforcuta. Un uomo non lo sopporta. Finiamola, vi prego!

LA SEGRET. Ma tutto semplicissimo; e sono sincera. Ogni citt ha il suo elenco. Questo quello di Cadice. L'organizzazione eccellente, ve lo assicuro, e nessuno dimenticato.

DIEGO Nessuno dimenticato, per tutti vi sfuggono.

LA SEGRET. (indignata). Ma no, via (Riflette.) Qualcuno s: vero. Di tanto in tanto qualcuno ci sfugge. Ma finiscono per tradirsi. Appena hanno passato cent'anni di et, se ne vantano, quegli stupidi! Allora i giornali lo annunziano. Basta aspettare. La mattina, quando sfoglio i giornali, noto i loro nomi, li colleziono, come diciamo noi. Non ci scappano pi.

DIEGO Ma per cent'anni vi avranno negato, come tutta questa citt vi nega.

LA SEGRET. Cent'anni non sono nulla. A voi fa impressione perch vedete le cose da vicino. Che cos' un uomo, ditemi voi, anche se centenario, in un elenco di trecentosettantaduemila nomi? E ci rifacciamo su quelli che non hanno ancora compiuto vent'anni. Si stabilisce la media. Si "radia" un po' in anticipo, cos... (Cancella un nome nel suo taccuino. Grido sul mare e rumore di una caduta nell'acqua.) Oh! l'ho fatto per distrazione. Guarda! il barcarolo. Un caso.

Diego si alzato e la guarda con disgusto e spavento.

DIEGO Ho il vomito in gola, tanto mi ripugnate!

LA SEGRET. Faccio un mestiere ingrato, lo so. Ci si stanca e bisogna applicarsi. Agli inizi, ricordo, andavo un po' a tastoni. Ora ho la mano sicura. (Si avvicina a Diego)

DIEGO Non vi avvicinate!

LA SEGRET. Presto non ci saranno pi errori. un segreto: una macchina perfezionata. Vedrete.

Una frase dopo l'altra, si avvicinata a lui fino a toccarlo. Improvvisamente, tremando di furore, egli la prende per il collo.

DIEGO Finitela, finite una buona volta questa vostra sporca commedia! Cosa aspettate? Seguitate il vostro lavoro, e non fatevi beffe di me che sono pi grande di voi. Uccidetemi: il solo modo per salvare il vostro bei sistema che non lascia nulla al caso. Ah, non tenete conto che dei totali? Centomila uomini, questo s che comincia ad essere interessante. E una statistica e le statistiche sono mute. Si disegnano curve, si tracciano grafici, eh? Si lavora sulle generazioni: pi facile. E si pu fare il lavoro in silenzio, nell'odore tranquillo dell'inchiostro. Ma un uomo solo pi scomodo, perch grida la sua gioia o la sua agonia. E io, vivo, continuer a disturbare il vostro bell'ordine con le mie grida disordinate. Vi respingo, vi rifiuto con tutto me stesso!

LA SEGRET. Oh, anima mia!

DIEGO E tacete! Sono di una razza che ha sempre onorato la morte quanto la vita. Ma sono venuti i vostri padroni: ora, vivere e morire pari disonore...

LA SEGRET. E vero!

DIEGO (la scuote). E vero che mentite e che mentirete ormai sino alla fine dei secoli. S. L'ho capito il vostro bei sistema. Avete dato loro il tormento della fame e della separazione per distrarli dalla rivolta. Li esaurite, divorate il tempo e le forze perch non abbiano ne l'agione lo scatto per il furore! Segnano il passo. Siete contenti? Sono soli per quanto siano in massa: soli, come me. Ognuno di noi solo per la vilt degli altri. Ma io, che sono asservito come loro, umiliato con loro, vi dico che non siete niente, e che questa potenza spiegata a perdita d'occhi, fino a oscurare il cielo, non che un'ombra gettata sulla terra, che un vento furioso spazzer in un attimo. Avete creduto che tutto si potesse mettere in cifre e in formule! Ma nella vostra bella nomenclatura avete dimenticato la rosa canina, i segni del cielo, i volti dell'e state, l'alta voce del mare, i volti dello strazio e l'ira degli uomini! (La Segretaria ride.) Non ridete! Non ridete, stu pida! Siete a terra, ve lo dico io. Con tutte le vostre famo se vittorie, eccovi gi vinti, perch c' nell'uomo, sentite mi bene, c' una forza che voi non potete ridurre, una lucida pazzia, mista di paura e di coraggio, ignorante e vittoriosa in eterno. Questa forza vi sollever e vi accor gerete, allora, che la vostra gloria era fumo! (Ella ride.) Non ridete! Non ridete, vi dico! Ella ride. Diego la schiaffeggia e, nello stesso tempo, gli uomini del coro si strappano i bavagli dalla bocca e gettano un lungo grido di gioia. Ma nello slancio Diego ha schiac ciato il suo segno della peste. Vi porta la mano sopra, poi la guarda.

LA SEGRET. Magnifico!

DIEGO Che cosa?

LA SEGRET. Siete magnifico nella vostra collera. Mi piacete ancora di pi!

DIEGO Che cosa accaduto?

LA SEGRET. Vedete? il segno scomparso. Continuate, siete sulla buona strada.

DIEGO Sono guarito?

LA SEGRET. Vi dir un piccolo segreto... Il nostro sistema eccellente, avete ragione, ma c' un difetto nel meccanismo.

DIEGO Non capisco.

LA SEGRET. C' un difetto, amico mio. Tornando indietro nel ricordo, vedo che sempre bastato a un uomo dominare la paura e rivoltarsi, perch il meccanismo cominciasse a stridere. Non dico che si fermi, ce ne vuole: ma intanto stride e talvolta finisce davvero per incagliarsi.

Silenzio.

DIEGO Perch mi dite questo?

LA SEGRET. Si ha un bel fare un mestiere come il mio, qualche debolezza ci resta sempre. E poi avete trovato da solo.

DIEGO Mi avreste risparmiato, se non vi avessi picchiato?

LA SEGRET. No. Ero venuta per finirvi, come vuole il regolamento.

DIEGO Sono dunque il pi forte?

LA SEGRET. Avete ancora paura?

DIEGO No.

LA SEGRET. Allora non posso nulla contro di voi.Anche questo nel regolamento. Ma, ve lo confesso, la prima volta che questo regolamento ha la mia approvazione.

Si ritira piano. Diego si palpeggia, guarda un'altra volta la sua mano e si volge di scatto nella direzione donde vengono i gemiti. Nel silenzio va verso un malato imbavagliato. Scena muta. Diego distende la mano verso il bavaglio e lo scioglie, il malato il pescatore.Si guardano in silenzio, poi:

IL PESCAT. (con uno sforzo). Buona sera, fratello. Da molto tempo non parlavo. (Diego gli sorride.

IL PESCAT. (leva gli occhi al cielo) Che cosa questo? Il ciclo si rischiaralo. Si alzato un vento leggero che scuote una delle porte e fa sventolare qualche cencio. Il popolo li circonda, con i bavagli sciolti e gli occhi levati al ciclo.

DIEGO Il vento del mare...

SIPARIO

PARTE TERZA

Gli abitanti di Codice appaiono affaccendati sulla piazza. Immobile, un po' pi in alto, Diego dirige i lavori. Luceintensissima che fa sembrare gli scenari della Peste meno minacciosi perch pi costruiti.

DIEGO Cancellate le stelle! (Le stelle sono cancellate.)Aprite le finestre! (Le finestre si aprono.) Aria! Aria! riu nite i malati! (Movimenti.) Non abbiate paura: la soluzione In piedi tutti quelli che si reggono. Perch indie treggiate? Rialzate la fronte, l'ora del coraggio. Gettate il bavaglio e gridate con me che non avete pi paura. (Alza le braccia.) O santa rivolta, diniego vivente, onore del popolo, da' a questi imbavagliati la forza del tuo grido.

IL CORO Fratello, ti ascoltiamo. Noi, i derelitti che viviamo di olive e di pane, per i quali una mula una fortuna; noi che conosciamo il vino due volte l'anno: il giorno della nascita e il giorno del matrimonio; noi cominciamo a sperare! Ma l'antico timore non ha ancora abbandonato i nostri cuori. L'oliva e il pane danno sapore alla vita. Per poco che abbiamo, tremiamo di perdere tutto, con la vita.

DIEGO Se lasciate le cose come sono perderete 1oliva, il pane e la vita! Oggi dovete vincere la paura, se volete conservare almeno il pane. Svegliati, Spagna!

IL CORO Siamo poveri e ignoranti. Ma ci dicono che la Peste segue le vie dell'anno. Ha la sua primavera in cui germina e spunta, la sua estate in cui fruttifica. Venga l'inverno, e forse morir. Ma... l'inverno, fratello: e proprio l'inverno? Questo vento che s' levato viene proprio dal mare? Abbiamo pagato tutto in moneta di miseria. Bisogner davvero pagare in moneta di sangue?

IL CORO DELLE DONNE Ancora un affare da uomini! Noi, noi siamo qui solamente per ricordarvi l'attimo del l'abbandono, la luce color garofano dei giorni, la nera lana delle pecore, l'odore della Spagna infine! Siamo deboli, non possiamo nulla contro di voi che avete le ossa grosse. Ma, qualunque cosa facciate, nelle vostre mischie di ombre non dimenticate i nostri fiori di carne!

DIEGO E la peste che ci scarnisce, che separa gli amanti e dissecca il fiore dei giorni. Soprattutto contro lei dobbiamo lottare.

IL CORO E proprio l'inverno? Nelle nostre foreste le querce sono ancora coperte di piccole ghiande ben lustre, e i tronchi ruscellano di vespe. No, non ancora l'inverno!

DIEGO Attraversate l'inverno dell'ira!

IL CORO Ma troveremo le speranze in capo alla strada? O dovremo morire disperati?

DIEGO Chi parla di disperare? La disperazione un bavaglio. E il tuono della speranza, la folgorazione della felicit rompono il silenzio di questa citt assediata. In piedi, vi dico. Se volete conservare il pane e la speranza, distruggete i vostri certificati, spaccate i vetri degli uffici, disertate le file della paura, gridate la libert ai quattro angoli del cielo!

IL CORO Siamo i pi miseri. La speranza la nostra sola ricchezza, come ce ne priveremmo? Fratelli, gettiamo questi bavagli. (Grande grido di liberazione.) Ecco la prima pioggia sulla terra arida, nei crepacci della calura. Ecco l'autunno che rinverdisce tutto, il vento fresco del mare. La speranza ci solleva come un'onda.

Diego esce. Sullo stesso piano, dall'altro lato della scena entra la Peste. La Segretaria e Nada la seguono.

LA SEGRET. Che tutto questo bailamme? Si chiacchiera, ora? Rimettetevi i bavagli!

Qualcuno, in mezzo, si mette il bavaglio. Ma altri uomin ihanno raggiunto Diego. Si danno da fare, in ordine.

L PESTE Cominciano a muoversi.

LA SEGRET. Come al solito.

LA PESTE Bene. Bisogna inasprire i provvedimenti.

LA SEGRET. Inaspriamoli. Apre il taccuino e lo sfoglia stancamente.

NADA Sotto! Siamo sulla buona strada. Essere regolamentare o non essere regolamentare, ecco tutta la morale e tutta la filosofa! Per, a mio parere, Vostro Onore non siamo abbastanza energici.

LA PESTE Parli troppo.

NADA Sono un entusiasta. E vicino a voi ho imparato molte cose. La soppressione, ecco il mio vangelo. Ma finora non avevo buone ragioni. Adesso ho la ragione regolamentare.

LA PESTE Il regolamento non sopprime tutto. Tu non sei in linea, bada!

NADA Regolamenti ce n'erano anche prima di voi. Ma restava da inventare il regolamento generale, il saldo di tutti i conti, la specie umana messa all'indice, la vita umana sostituita da un prontuario delle materie, l'universo messo a disposizione, il cielo e la terra svalutati, insomma!

LA PESTE Torna al tuo lavoro, ubriacone. E voi all'opera!

LA SEGRET. Da dove cominciamo?

LA PESTE A caso. Colpisce di pi.

La Segretaria "radia" due nomi. Colpi sordi d'avvenimento. Due uomini cadono. Riflusso. Quelli che lavorano si fermano impietriti. Le guardie della Peste si precipitano, rimettono le stelle sulle porte, chiudono le finestre, ammonticchiano i cadaveri, ecc.

DIEGO (dal fondo e con voce tranquilla). Viva la morte! Non ci fa paura.

Flusso. Gli uomini si rimettono al lavoro. Le guardie indietreggiano. Stessa pantomima, ma in senso inverso, il vento soffia quando il popolo avanza, cade quando le guardie ritornano.

LA PESTE "Radiatelo!"

LA SEGRET. Impossibile.

LA PESTE Perch?

LA SEGRET. Non ha pi paura.

LA PESTE Ma, come? Sa?

LA SEGRET. Sospetta. "Radia" sul taccuino. Colpi sordi. Riflusso. Stessa scena.

NADA Splendido! muoiono come mosche! Ah, se la terra potesse saltare in aria!

DIEGO (con calma). Soccorrete i caduti. Riflusso. Stessa pantomima, in senso inverso.

LA PESTE Quello esagera!

LA SEGRET. Esagera, infatti.

LA PESTE Perch lo dite con quell'aria malinconica? Non l'avete informato, vero?

LA SEGRET. No, Deve aver trovato da solo. Insomma: ha il dono!

LA PESTE Lui ha il dono, ma io ho i mezzi. Bisognatentare qualche altra cosa. A voi! (Esce.)

IL CORO (togliendosi il bavaglio). Ah! (Sospiro di sollievo.) E il primo segno: il laccio si scioglie, il cielo si distende e si apre. Ecco che torna il brusio delle sorgenti che ilsole nero della Peste aveva disseccato. L'estate se ne va.Non avremo pi l'uva dei pergolati, ne i meloni, le fave verdi e l'insalata cruda. Ma l'acqua della speranza intenerisce il duro suolo, e ci promette il rifugio dell'inverno, le castagne arrostite, il primo mais dai grani ancora verdi, la noce dal gusto di sapone, il latte davanti al fuoco...

LE DONNE. Siamo ignoranti noi, ma diciamo che queste ricchezze non saranno mai pagate troppo care. In ogni luogo e sotto ogni padrone ci sar sempre un frutto fresco a portata di mano, il vino del povero, il fuoco disarmenti, vicino al quale si aspetta che tutto passi...Esce dalla mostra della casa del giudice la figlia che corre a nascondersi fra le donne.

LA SEGRET. (scendendo verso il popolo). Sembrerebbe piena rivoluzione, parola mia! Eppure non lo , sapete. E poi non spetta al popolo di fare la rivoluzione, diamine! sarebbe completamente fuori moda! Le rivoluzioni non hanno pi bisogno di insorti. Oggi la polizia basta a tutto, anche a rovesciare un governo. E, non meglio?... Cos il popolo pu riposarsi, mentre alcuni spiriti bene orientali pensano per lui e decidono la quantit di felicit che gli occorre.

IL PESCAT. Ora la sventro io quella murena viziosa!

LA SEGRET. Andiamo, amici miei. Non sarebbe meglio restare come siamo? Quando un ordine stabilito, cambiarlo costa sempre caro. E anche se quest'ordine sembrasse insopportabile, si potrebbe sempre ottenere qualche accomodamento.

UNA DONNA Quale accomodamento?

LA SEGRET. Non so, io! Ma voi, donne, non ignorate che ogni disordine si paga, e che una buona conciliazione, talvolta, vale pi che una vittoria rovinosa.

Le donne si avvicinano. Qualche uomo si stacca dal gruppo di Diego.

DIEGO Non ascoltatela! Tutto questo si sa.

LA SEGRET. Che cosa si sa? io parlo per buon senso:e non so altro.

UN UOMO Di quali accomodamenti parlavate?

LA SEGRET. Bisogna riflettere. Per esempio: potremmo costituire insieme un comitato che decidesse, a maggioranza di voti, sulle "radiazioni" da stabilire. Il comitato avrebbe il possesso di questo quaderno, dove si segnano le "radiazioni"... Dico a titolo di esempio... (Agita il quaderno a braccio teso. Un uomo glielo strappa, falsamente indignata:) Restituitemi quel quaderno! Sapete ch' prezioso e che basta "radiare" il nome di uno dei vostri concittadini per farlo morire subito!

Uomini e donne circondano colui che tiene il quaderno. Eccitazione generale:

L'abbiamo preso!

Non pi morti!

Siamo salvi!

Ma sopraggiunge la figlia del gidice che strappa brutalmente il quaderno, si rifugia in un angolo e sfogliandolo rapidamente, vi cancella qualche cosa. Nella casa del giud ce un gran grido e il rumore della caduta di un corp.o Uomini e donne si precipitano sulla ragazza.

UNA VOCE Ah, maledetta, sei tu quella che bisogna sopprimere! Una mano le strappa il quaderno, tutti lo sfogliano. Appare il suo nome che una mano cancella. La ragazza cade senza un grido.

NADA (urlando). Avanti, tutti uniti nella soppressione! Non si tratta pi di sopprimere, ma di sopprimersi eccoci tutti insieme, oppressi e oppressori, mano in mano. Dai, toro! Pulizia generale. (Se ne va.)

UN UOMO (enorme e che tiene il quaderno). C' un po' di pulizia da fare, vero; e l'occasione troppo bella per trattenerci dal far raggrinzire qualche figlio di buona donna che si troppo riempito la pancia mentre noi si crepava di fame! La Peste, appena riapparsa, scoppia in una risata prodigio sa, mentre la Segretaria, modestamente, riprende il suo posto al fianco di lui. Tutti, immobili, con gli occhi alzati aspettano, mentre le guardie si cacciano dappertutto a ristabilire lo scenario e i segni della peste.

LA PESTE (a Diego). Guardateli! Fanno il lavoro da soli Credi che valgano la pena di curartene?

Ma Diego e il pescatore sono balzati sulla scena, e si precipitano sull'uomo che tiene il quaderno, lo schiaffeggiano e lo gettano a terra. Diego prende il fascicolo e lo straccia.

LA SEGRET. Inutile. Ne ho una copia.

DIEGO (respingendo gli uomini dall'altra parte). Presto al lavoro! Vi hanno giocato!

LA PESTE La paura per se stessi. Ma l'odio per gli altri.

DIEGO ( ritornato dinanzi a lui). Ne paura, ne odio eccola nostra vittoria!

Riflusso progressivo delle guardie davanti agli uomini di Diego.

LA PESTE Silenzio! Io sono colui che fa inacidire il vino e seccare la frutta. Inaridisco il sarmento che vuoi dare grappoli, e rinverdisco quello che deve nutrire il fuoco. Le vostre semplici gioie mi ripugnano. Ho orrore di questo paese dove si pretende di essere liberi senza essere ricchi. Ho le prigioni, i Carnefici, la forza, il sangue. La citt sar rasa al suolo e, sulle sue rovine, la storia agonizzer nello splendido silenzio delle societ perfette. Finalmente! Silenzio dunque, o stritolo tutto!Lotta mimata in mezzo a uno spaventoso fracasso, stridore di corde, ronzio profondo, colpi della "radiazione" e ondata di slogan. Man mano che gli uomini di Diego prendono il sopravvento, il tumulto si placa, e il coro, quantunque indistinto, sommerge i rumori della Peste.

LA PESTE (con un gesto di rabbia). Restano gli ostaggi!

Fa un segno. Le guardie escono mentre gli altri si raggruppano.

NADA (dall'alto del palazzo). Resta sempre qualche cosa.Tutto continua a non continuare. E i miei uffici continuano. La citt croller, il cielo scoppier, gli uomini diserteranno la terra, ma i miei uffici si apriranno ancora all'ora fissata per amministrare il nulla! L'eternit sono io, il mio paradiso ha i suoi archivi e le sue carte asciuganti. (Esce. )

IL CORO Fuggono. L'estate finisce in vittoria. Pu dunque accadere che l'uomo trionfi. E la vittoria, allora, ha il corpo delle nostre donne sotto la pioggia dell'amore. Ecco la carne felice, calda e lucente, grappolo di settembre sul quale il calabrone ronza. Sull'aia del ventre si abbattono le messi della vigna. Le vendemmie fiammeggiano a sommo dei seni ebbri. O mio amore, il desiderio scoppia come un frutto maturo; finalmente la gloria dei corpi ruscella. Da tutti gli angoli del cielo mani misteriose tendono i loro fiori e un vino ambrato sgorga da inesauribili fontane. Sono le feste della vittoria, cerchiamo le nostre donne!

Nel silenzio viene portata una barella, sulla quale distesa Vittoria.

DIEGO (precipitandosi). Oh, che voglia di ammazzare o di morire! ( vicino al corpo che sembra inanimato.) Ah,magnifica, vittoriosa, selvaggia come l'amore, volgi un poco il viso verso di me. Ritorna, Vittoria! Non passare il confine del mondo dove non posso raggiungerti! Non lasciarmi: la terra fredda. Amore mio! amore mio! tienti salda, tienti salda a questa sponda di terra dove stiamo ancora. Non lasciarti affondare. Se muori, tutti i giorni che mi restano da vivere sar notte in pieno mezzogiorno per me.

IL CORO DELLE DONNE Ora siamo nella verit. Non prima d'ora. Ma adesso v' un corpo che si contorce e che soffre. Tante grida, il pi bel linguaggio, il viva la morte, e poi proprio la morte strazia la gola di quella che amiamo. L'amore ritorna sempre troppo tardi. (Vittoria geme.)

DIEGO Ecco: si alza, si alzer. Mi starai ancora di fronte, dritta come una fiaccola, con le nere fiamme dei tuoi capelli, con questo tuo volto radioso d'amore di cui portavo lo splendore nella tenebra della lotta. Io ti portavo eil mio cuore bastava a tutto.

VITTORIA Mi dimenticherai, Diego, certo. Il tuo cuore non sopporter l'assenza. Ah, che angoscia morire sapendo che saremo dimenticati! (Volge il capo.)

DIEGO Non ti dimenticher. Il ricordo durer in me pi della vita.

IL CORO DELLE DONNE O corpo dolorante gi cos desiderabile, bellezza regale, riflesso della luce! L'uomo grida all'impossibile, la donna soffre il possibile. Piegati, Diego Grida il tuo dolore, accusati, il momento di pentirti. Disertore! questo corpo era la tua patria senza la quale tu non sei pi niente. Il tuo ricordo non riscatter niente.

La Peste arrivata pian piano vicino a Diego. Solo il corpo di Vittoria li separa.

LA PESTE Allora, rinunzi? (Disperato Diego guarda il corpo di Vittoria.) Non hai pi forza. Hai lo sguardo smarrito. Il mio lo sguardo fermo della potenza.

DIEGO (dopo una pausa). Lasciala vivere e uccidi me.

LA PESTE Che cosa?

DIEGO Ti propongo lo scambio.

LA PESTE Quale scambio?

DIEGO Morire io al suo posto.

LA PESTE E una di quelle idee che vengono quando si troppo stanchi. Non piacevole, via, morire, e il pi, per lei, fatto. Fermiamoci qui.

DIEGO l'idea del pi forte!

LA PESTE Guardami: io sono la forza!

DIEGO Togliti l'uniforme.

LA PESTE Sei pazzo?

DIEGO Spogliati! Quando gli uomini di forza si tolgono l'uniforme, non sono belli da vedere.

LA PESTE Forse. Ma la loro forza di avere inventato l'uniforme!

DIEGO La mia di rifiutarla. Confermo il patto.

LA PESTE Rifletti, almeno. La vita ha del buono.

DIEGO La vita non nulla. Quelle che contano sono le ragioni della mia vita. Non sono un cane.

LA PESTE La prima sigaretta non dunque nulla? L'odore della polvere a mezzogiorno sul terrapieno, le piogge della sera, la donna ancora sconosciuta, il secondo bicchiere di vino, non sono pi nulla?

DIEGO Sono qualcosa, ma questa vivr meglio di me!

LA PESTE No, se rinunci a curarti degli altri.

DIEGO Sulla strada in cui sono, non ci si ferma, anchevolendo. Non ti risparmier!

LA PESTE (cambiando tono). Senti: se mi offri la tua vita in cambio di questa, sono costretto ad accettare e questa donna vivr. Io, per, ti propongo un altro scambio: ti do la vita di questa donna e vi lascio fuggire insieme, a patto che mi lasciate sbrigarmela da solo con la citt.

DIEGO No. Conosco i miei poteri.

LA PESTE In tal caso voglio essere franco con te. Devoessere padrone di tutto, o non sar padrone di nulla. Semi sfuggi tu mi sfugge la citt. la regola, una vecchia regola che non so da dove provenga.

DIEGO Io lo so. Proviene dal fondo delle et; pi grande di te, pi alta delle tue forche: la regola della natura.Abbiamo vinto.

LA PESTE Non ancora. Ho questo corpo in ostaggio: la mia ultima carta. Guardala: se una donna ha mai avuto il volto della vita, eccola, qui. Merita di vivere e tu vuoi farla vivere. Io sono costretto a ridartela. Ma posso farlo contro la tua vita o contro la libert di questa citt. Sce gli!

Diego guarda Vittoria. In fondo, mormorto di voci imbavagliate. Diego si volge verso il coro.

DIEGO duro morire!

LA PESTE duro.

DIEGO Ma duro per tutti.

LA PESTE Imbecille! Dieci anni dell'amore di questa donna valgono molto pi d'un secolo di libert per quegli uomini.

DIEGO L'amore di questa donna il mio regno. Posso farne ci che voglio. Ma la libert di questi uomini appartiene a loro. Non posso disporne.

LA PESTE Non si pu essere felici senza fare del male agli altri. E la giustizia di questo mondo.

DIEGO Non sono nato per consentire a questa giustizia!

LA PESTE Non ti domando di consentire. I tuoi desideri, per, non possono cambiare l'ordine del mondo. Se vuoi cambiarlo lascia i sogni e tienti alla realt.

DIEGO No. Conosco la canzone: uccidere per sopprime re il delitto, far violenza per guarire l'ingiustizia. Dura da secoli! Da secoli i signori della tua razza infettano la pia ga del mondo col pretesto di guarirla, e continuano a vantare la formula perch nessuno ride loro sul muso!

LA PESTE Nessuno ride, poich io realizzo. Io sono efficiente.

DIEGO Certo! e pratico. Come la scure!

LA PESTE Ma basta guardarli, gli uomini! E chiaro che qualunque giustizia buona per loro.

DIEGO Da quando le porte di questa citt si sono chiuse, ho avuto tempo assai per guardarmeli.

LA PESTE Allora adesso sai che ti lasceranno sempre solo. E l'uomo solo deve perire!

DIEGO No: falso! Se fossi solo tutto sarebbe facile. Ma per amore o per forza essi sono con me.

LA PESTE Un bel gregge davvero! Ma una puzza forte.

DIEGO Lo so che non sono puri. Neanch'io! Sono nato fra loro. Vivo per la mia citt e nel mio tempo.

LA PESTE Tempo di schiavi!

DIEGO Tempo di uomini liberi!

LA PESTE Mi stupisci. Ho un bei cercarli, gli uomini liberi: dove sono?

DIEGO Nei tuoi bagni e nei tuoi carnai. Gli schiavi sono sui troni,

LA PESTE Metti ai tuoi uomini liberi l'uniforme della mia polizia, e t'accorgerai cosa diventeranno!

DIEGO E vero: possono diventare vili e crudeli. Per que sto non hanno diritto alla potenza pi di quanto abbia diritto tu. Nessun uomo abbastanza virtuoso da affidargli il potere assoluto. Ma anche questi uomini hanno diritto a quella piet che a te sar rifiutata.

LA PESTE Vilt vivere com'essi vivono, piccoli, straccioni, sempre a mezz'aria.

DIEGO E a mezz'aria li amo. E se non sono fedele all'umile verit che divido con loro, come potrei esserlo alle mie verit, pi grandi e solitarie?

LA PESTE La sola fedelt che conosco il disprezzo. (Indica il coro prostrato nel cortile.) Guardali! vedi?

DIEGO Io non disprezzo che i carnefici. Qualunque cosa tu faccia, questi uomini saranno sempre pi grandi di te. Se uccideranno sar in un'ora di pazzia. Tu invece massacri secondo la legge e la logica. Non beffarti dei loro dorsi curvati, poich da secoli le comete della paura passano sopra di loro. Da secoli essi muoiono e il loro amore straziato. Il loro delitto pi grande avr sempre una scusa. Ma non ci sono scuse al delitto che sempre stato commesso contro di loro e che, alla fine, tu hai avuto l'idea di codificare nello sporco ordine che il tuo! (LaPeste si avanza verso di lui.) Non abbasser gli occhi!

LA PESTE No, chiaro! E allora preferisco dirti che hai trionfato dell'ultima prova. Se mi avessi lasciata in mano la citta, avresti perduto questa donna e ti saresti perduto con lei. In attesa, questa citt ha tutte le probabilit d'essere libera. Vedi? basta un insensato come t... L'insensato muore, logico. Ma presto o tardi il resto si salver (Cupo.) E il resto non merita di essere salvato.

DIEGO L'insensato muore...

LA PESTE Che? Non va pi? Ma no, classico: l'attimo del dubbio! Ma l'orgoglio sar il pi forte.

DIEGO Avevo sete di onore. E non potr oggi ritrovare l'onore che tra i morti?

LA PESTE L'ho sempre detto: l'orgoglio li uccide. Ma duro per me che divento vecchio. (Con Voce dura.) Preparati!

DIEGO Sono pronto.

LA PESTE Ecco i segni. Dolgono. (Diego guarda con orro re i segni che lo marcano di nuovo.) L! soffri un poco prima di morire. E la mia regola. Quando l'odio mi brucia, il dolore degli altri la mia rugiada. Lamentati un poco, mi fa bene. Voglio vederti soffrire prima di lasciare questa citt. (Guarda la Segretaria.) Voi, al lavoro.

LA SEGRET. Se necessario...

LA PESTE Gi stanca, eh? (La Segretaria fa cenno di s col capo e nello stesso momento cambia bruscamente di aspetto. E una vecchia con la maschera della morte.) Ho sempre pensato che non sapevate odiare abbastanza. Il mio odio ha bisogno di vittime fresche. Liquidate tutto, qui. E ricominceremo altrove.

LA SEGRET. L'odio non mi sostiene perch non nelle mie funzioni. Ma un po' colpa vostra. Lavorando soltanto sulle schede ci si scorda di partecipare.

LA PESTE Parole! E se cercate un sostegno... (indica Diego che cade in ginocchio) prendetelo nella gioia di distruggere. E il vostro compito.

LA SEGRET. Distruggiamo pure. Ma non mi sento a mio agio.

LA PESTE Discutete i miei ordini? e in nome di che?

LA SEGRET. In nome della memoria. Ho qualche vecchio ricordo. Prima ero libera e legata al caso. Allora nessuno mi odiava. Ero quella che conclude tutto, che fissa gli amori, che da forma ai destini. Ero l'Immutabile. Ma voi mi avete messa al servizio della logica e del regolamento. E mi si guastata la mano che allora, talvolta era pietosa.

LA PESTE Chi vi domanda aiuti?

LA SEGRET. Quelli che sono meno grandi della sventura. Cio quasi tutti. Con loro mi accadeva di lavorare concorde, esistevo a modo mio. Oggi faccio loro violenza, e tutti mi negano fino all'ultimo respiro. Forse perch amavo quest'uomo, mi date l'ordine di uccidere. Egli mi ha scelta liberamente. A modo suo ha avuto piet di me Amo coloro che mi danno convegno.

LA PESTE Attenta a non irritarmi. Non abbiamo bisogno di piet.

LA SEGRET. Chi ha bisogno di piet se non colui che non ha compassione di nessuno? Quando dico di amare questuomo, voglio dire che lo invidio. In noi conquistatori, 1amore prende questa miserabile forma. Lo sapete e sapete pure che questo merita che gli altri ci compiangano un poco.

LA PESTE Vi ordino di tacere!

LA SEGRET. Lo sapete: e sapete, anche, che continuando a uccidere si finisce per invidiare l'innocenza di quelli che uccidiamo. Ah! lasciatemi dimenticare almeno per un attimo, questa logica interminabile, e sognare di appoggiarmi finalmente a un corpo. Le ombre mi ripugnano. E invidio tutti questi poveracci, s, persino questa donna (indica Vittoria), che ritrover la vita solo per lanciarvi grida di belva! Ella, almeno, potr appoggiarsi al suo dolore.

Diego sta per cadere. La Peste lo rialza.

LA PESTE In piedi, uomo! La fine non pu venire senza che costei faccia quanto necessario. E vedi che, per ora si da al sentimento Ma non aver paura! far quanto occorre: e nella regola e nelle sue funzioni. La macchina cigola un poco, ecco! Prima che si fermi del tutto, sii felice imbecille! Ti restituisco questa citt. (Grida di gioia del Coro. La Peste si volge da quella parte.) S, me ne vado ma non gridate vittoria: sono contento di me. Anche qui abbiamo lavorato bene. Mi piace che si parli tanto di me e so che, adesso, non mi dimenticherete pi Guardatemi: guardate un'ultima volta la sola potenza del mondo. Riconiscete il vostro vero sovrano e imparate la paura. (Ride.) Prima avevate la pretesa di temere Iddio e i suoi colpi di testa. Ma il vostro Dio era anarchico e confonde va i generi. Credeva di poter essere al tempo stesso, buono e potente. Non era logico, ne sincero: bisogna pur dirlo. Io ho scelto la potenza e nient'altro. Ho scelto il dominio e ora sapete che cosa pi seria dell'inferno. Da millenni ho coperto di carnai le vostre citt e le vostre campagne. I miei morti hanno fecondato le sabbie di Libia e della nera Etiopia. La terra di Persia ancora grassa del sudore dei miei cadaveri. Ho riempito Atene di fuochi della purificazione, acceso sulle spiagge mi gliaia di roghi funebri, coperto il mare greco di ceneri umane fino a farlo diventare di color cinereo. Gli dei, gli stessi poveri dei, ne erano stomacati. E quando le catte drali hanno sostituito i templi, i miei cavalieri neri le han no riempite di corpi urlanti. Sui cinque continenti, lungo i secoli, ho ucciso senza tregua e senza stanchezza. Ed era fatto piuttosto bene, e non mancava l'idea; ma non c'era tutta l'idea... Se volete la mia opinione: un morto rinfresca, ma non rende. In una parola: non vale uno schiavo. L'ideale di ottenere una maggioranza di schiavi vivi con l'aiuto di una minoranza di morti ben scelti. Oggi la tecnica perfetta. Ecco perch, dopo aver ucciso o avvilito la necessaria quantit d'uomini, metteremo popoli interi ai nostri piedi. Nessuna bellezza, nessuna grandezza ci resister. Trionferemo di tutto.

LA SEGRET. Trionferemo di tutto, ma non della fierezza.

LA PESTE La fierezza, forse, si stancher. L'uomo pi intelligente che non si creda. (Lontano, confusione e squilli di trombe.) Ascoltate! la mia buona fortuna ritorna. Ecco i vostri antichi padroni che ritroverete ciechi per le piaghe altrui, e ubriachi d'immobilit e di oblio. E vi stancherete di vedere la stupidit trionfare senza lotta La crudelt rivolta, ma l'idiozia scoraggia. Onore agli stupidi: essi mi preparano la via. Sono la mia forza e la mia speranza. Giorno verr, forse, che ogni sacrificio vi sembrer vano, e l'interminabile urlo delle vostre sporche rivolte tacer finalmente. Quel giorno regner davvero nel silenzio definitivo della schiavit. (Ride.) State tran quilli: ho la fronte bassa dei testardi. Va verso il fondo.

LA SEGRET. Sono pi vecchia di voi, e so che anche il loro amore ha la sua ostinazione.

LA PESTE L'amore? che roba ? Esce.

LA SEGRET. Alzati, donna! Sono stanca. Bisogna finirla.

Vittoria si alza, ma nello stesso momento Diego cade. La Segretaria si ritira un poco nell'ombra, mentre Vittoria si precipita verso Diego.

VITTORIA Ah, Diego! Che ne hai fatto della nostra felicit?

DIEGO Addio, Vittoria. Sono contento.

VITTORIA Non dir cos, amore mio. una parola d'uomo, una orribile parola d'uomo. (Piange.) Nessuno ha diritto d'esser contento di morire.

DIEGO lo sono contento,

VITTORIA Ho fatto quello ch'e ra necessario.

VITTORIA No. Bisognava scegliermi contro lo stesso cielo. Bisognava preferirmi al mondo intero.

DIEGO Mi sono messo in regola con la morte: la miaforza. Ma una forza che divora tutto: per la felicit nonc' posto.

VITTORIA Che m'importava la tua forza? Un uomo amavo!

DIEGO Mi sono disseccato in questa lotta. Non sono piun uomo ed giusto che muoia.

VITTORIA (gettandosi su di lui). Allora portami con t!

DIEGO No; questo mondo ha bisogno di t. Ha bisognodelle nostre donne per imparare a vivere. Noi non abbiamo saputo che morire.

VITTORIA Ah! era troppo semplice amarsi in silenzio, esoffrire ci che era necessario soffrire! Preferivo la tua paura.

DIEGO (guardando VITTORIA). T'ho amata cri tutta lanima.

VITTORIA (con un grido). E non bastava! No! Non basta va ancora! Che me ne facevo della tua anima soltanto?

La Segretaria avvicina la mano a Diego.Comincia la scena mimata dell'agonia. Le donne si precipitano verso Vittoria e la circondano.

LE DONNE Sventura a lui! Sventura a tutti coloro che disertano i nostri corpi! Miseria su noi che siamo le diser tate e sopportiamo lungo il corso degli anni, questo mon do che il loro orgoglio pretende trasformare. Ah! poich tutto non pu essere salvato, impariamo almeno a salvare la casa dell'amore! Venga la peste, venga la guerra e, chiuse tutte le porte, con voi al nostro fianco ci difende remo sino alla fine. Allora, invece di questa morte solit ria, popolata di idee, nutrita di parole, conoscerete il morire insieme, voi e noi confusi nel terribile abbraccio dell'amore! Ma gli uomini preferiscono l'idea. Fuggono la madre, si staccano dall'amante e corrono alla ventura, feriti senza piaghe, morti senza pugnali, cacciatori d'om bre, cantori solitari che invocano sotto il cielo muto una impossibile unione; in marcia, di solitudine in solitudine, verso l'ultimo isolamento, verso la morte nel cuore del deserto !

Diego muore. Le donne si lamentano mentre il vento soffia un poco pi forte.

LA SEGRET. Non piangete, donne. La terra dolce a chi l'ha amata.

Esce. Vittoria e le donne vanno verso il lungomare portan do il corpo di Diego. I rumori, nel fondo, si fanno pi precisi. Scoppia una nuova musica, e si sente Nada urlare sulle fortificazioni.

NADA Eccoli! Arrivano gli anziani, quelli di prima, quelli di sempre, gli impietrati, gli ottimisti, gli agiati, i senza uscita, i rileccati, tutta la tradizione seduta, prospera e ben rasata. Eccoli i sartorelli del nulla: sarete vestiti tutti su misura. Ma non vi allarmate: il loro metodo il migliore. Invece di chiudere la bocca a chi grida la sua sventura, si chiudono le orecchie. Eravamo muti, diventeremo sordi. (Fanfare.) Attenzione: ritornano quelli che scrivono la Storia. Ricominciamo a curarci degli eroi. Li metteremo al fresco. Sotto la pietra tombale. Non vi lagnate: sopra la pietra la societ veramente troppo mista. (Nel fondo vengono mimate cerimonie ufficiali) Guardate: che cosa credete che facciano? Si distribuiscono decorazioni. Le feste dell'odio hanno sempre ingresso libero, la terra esaurita si copre col legno marcio delle forche, il sangue di coloro che chiamate i giusti illumina ancora i muri del mondo, ed essi che cosa fanno? Si autodistribuiscono decorazioni! Rallegratevi: avrete i vostri bravi discorsi di premiazione. Ma prima che il palco sia eretto voglio rias sumervi il mio. Colui che amavo, contro lui stesso, mor to, derubato! (Il Pescatore si precipita su Nada. Le guardie lo arrestano.) Vedi, pescatore? i governi passano, la poli zia resta. C' dunque giustizia.

IL CORO No, non c' giustizia, ma ci sono i limiti. E coloro che pretendono di non regolare nulla, come chi vuole dare una regola a tutto, passano egualmente i limi ti. Aprite le porte, che il vento e il sale puliscano questa citt.

Dalle porte che si aprono il vento soffia sempre pi forte.

NADA C' una giustizia: quella che si fa con mia ripugnanza. S, ricomincerete, ma non pi affar mio. Non contate su me per offrirvi il perfetto colpevole, non ho la virt della malinconia. O vecchio mondo, bisogna partire, i tuoi carnefici sono stanchi, il loro odio diventatotroppo frigido. Io so troppe cose, e persino il disprezzo ha fatto il suo tempo. Addio, brava gente: un giornoimparerete che non si pu vivere bene, sapendo che l'uomo nulla e che il volto di Dio tremendo.

Nel vento che soffia tempestoso, Nada corre sulla diga e si getta in mare. Il pescatore gli corso dietro.

IL PESCAT. E caduto. Le onde impetuose lo sferzano e lo soffocano dentro le loro criniere. La bocca bugiarda si riempie di sale e tacer, finalmente. Guardate: il mare furibondo ha il colore degli anemoni. Ci vendica. L sua ira la nostra. Grida l'adunata a tutti gli uomini del mare per il convegno dei solitari. O onda, o mare, patria degli insorti, ecco il tuo popolo che non ceder mai. L'ondata immensa, nutrita nellamarezza delle acque, spazzer via le vostre citt orribili.

SIPARIO

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