Pupetta stira e ammira
Commedia in due atti
di
Domenico e Massimo Canzano
TEL 0815741308---07211790243
E_mail officinaoro@gmail.com
mecocan@tiscali.it
N SIAE 152925
Personaggi
Gennaro Sepe
Pupetta moglie di Gennaro
Filomena sorella di Pupetta
Vittorio fratello di Gennaro
Calogero Tarallo cliente
S.ra De Carlis cliente
S.ra Cecere cliente
Don Raffaele Cecere marito della S.ra Cecere
Ciruzzo barista
Commissario
I Polizziotto
II Polizziotto
Primo Atto
La vicenda si svolge a Napoli e racconta una giornata particolare della famiglia Sepe, titolare della lavanderia Pupetta stira e ammira, dal nome della proprietaria. La data il 30 Giugno del 1984, il giorno in cui la societ Calcio Napoli acquist il mitico giocatore Maradona.
Gennaro Sepe grandissimo tifoso del Napoli non pu che vivere questa giornata con grande trepidazione, dimenticando e prestando poca attenzione e poco peso a tutto ci che gli accade intorno, fino allinverosimile.
Scena: labitazione dei Sepe stata trasformata in una lavanderia, al centro della scena, di fronte al pubblico, dovr esserci, magari rientrante verso la scena, una porta che da in un bagnetto, dove c a vista la tazza e lo scarico in alto. Alla destra del pubblico nellangolo, lingresso ai clienti della lavanderia, necessario che si legga al contrario il nome della lavanderia Pupetta stira e ammira. Sempre sulla destra un bancone per la consegna e il ritiro degli indumenti, alla sinistra e a destra del bagnetto degli assi con appesi gli abiti lavati e da consegnare. Alla destra del pubblico una porta che da verso altri ambienti, incluso quello con la lavatrice. In scena ci saranno anche due assi da stiro con relativi ferri da stiro a vista.
Scena 1
Personaggi: Pupetta , Filomena e poi Gennaro
Filomena :(affaticata per il peso della cesta ed in evidente stato di scocciatura)MAMM DO CARMINE PUP, COMM PESA STA CESTA (a Pupetta) MA SONO TUTTE CAMICE?
Pupetta: (risponde in automatico con cadenza scocciata) SI SONO TUTTE CAMICE
Filomena:(a mo di interrogatorio) E SI DEVONO LAVARE TUTTE QUANTE OGGI?
Pupetta: (come sopra)SI, SERVONO TUTTE PER DOMANI
Filomena :(come sopra)SIA LE BIANCHE CHE LE COLORATE?
Pupetta: SI, PURE LE COLORATE
Filomena: (incalzando) E SI DEVONO PURE STIRARE?
Pupetta: (esplodendo con sarcasmo) NOOOO MO CE LE DIAMO COSI COME SONO, O VI(cosi come sono vedi?) TUTTE AMMAPPUCIATE(tutte maltrattate).. BASTA, CHE NON CE LA FACCIO PIU A SENTIRE I TUOI LAMENTI STAMATTINA
Filomena: IO NON MI STO LAMENTANDO, MA TU HAI VISTO QUANTE NE SONO
Pupetta: NO FILOMENA NON LE HO CONTATEE POI, PURE SE SAPESSI IL NUMERO ESATTO CHE CAMBIA? (cambiando tono) SEMPRE NOI LE DOBBIAMO LAVARE E STIRARE
Filomena: APPUNTO
Pupetta: NO, APPUNTO LO DICO IO, VISTO CHE RINGRAZIANDO IDDIO QUESTO (mostrando il locale) LO FACCIAMO PER MESTIERE. MA POI DI CHE TI LAMENTI, NON LO SAI CHE SE LA GENTE NON CI PORTASSE I PANNI (puntualizzando) IO NON AVREI LA LAVANDERIA E TU NON STARESTI QUI CON NOI, BENSI A CASA DI QUALCHEDUNO A STIR A MEZZO SERVIZIO PERCH FILOME SORA MIA , PRECISIAMO BENETU SOLO QUELLO SAI FARE
Filomena: UEH! GUARDA CHE IO TENGO DOTI NASCOSTE, CHE TI CREDI
Pupetta: E VEDI BENE DOVE LE HAI NASCOSTE, CA IO NUN SO MAI STATA CAPACE DI VEDERLE
Filomena: PUPETTA VEDI DI FINIRLA, PERCHE IO MI SCORDO CA M SI SORA, (mostrandogli il ferro da stiro) VENG LOC. E TI STIRO E RECCHIE (esegue il gesto di stirare)
Pupetta: (gesticolando con la mano per compiacere la sorella) NA PRINCIPESSA ..VEDO CHE IL SOGGIORNO A VIENNA TI HA FATTO BENE E STATO DAIUTO(sarcastica ) A QUANDO IL BALLO DELLE DEBUTTANTI?(riprendendosi).MAMMA MIA COMM STAI ADDIVINTANDOSEMP CHIU ACIDA E LAMENTOSA..E QUAND O TRUOV A N OMM CA TE SPOSA
Filomena: (come offesa) E CHI SI VUOLE SPOSARO.LAGGIA TRUVA COME DICO IO(mostrando a gesti goffamente ma senza far capire niente) CHE T CRIR (cosa credi)ADDA ESSERE NU POC ACCUSS E NU POC ACCUL̅..(con fermezza).SI NO, CHI SI SPOSA
Pupetta: MA DI QUESTO NON TI DEVI PROPRIO PREOCCUPARE, NU CECAT ,SURD , MUT E MIEZU SCEM..MIC S TROV TUTT E IURN (un cecato, un sordo e un mezzo scemo, mica si trova tutti i giorni(imitando poi la sorella) UN POCO COSI E UN POCO COL̅FILUMȅ..TU E A VEDE CHI SI OFFRE VOLONTARIO E CHELL TEN PUR A PUZZ SOTT O NAS
(le due sistemano i panni delle ceste che hanno vicino agli assi da stiro, e si apprestano a stirare)
Pupetta : (annusando laria si accorge di uno strano odore guarda la sorella e dopo un attimo di pausa) A PROPOSITO E PUZZ..MA TE LAVAT STAMMATIN
Filomena: E COME NON MI LAVAVO
Pupetta: (inquisitoria) VUO DICERE CA NUN SI TU.E ADD VEN STA PUZZ
Filomena: (come se sapesse la risposta) VIR CA CHI O DIC PE PRIMM CHILL STAT
Pupetta: (offesa) E MERAN RICOVER E SUBBIT SI ER IO CA FETEV(puzzavo) ACCUSS, CHELL ME PAR NU FIET E CAVERCIOR PERUT BRUSCENAT DINT A NA SAITTELLA (cavolfioreinfracidito trascinato nelle fogne)
Filomena: HAI RAGIONE ..(tappandosi il naso) ME VEN A VUMMEC(vomitare).. MA ADD VEN STU FIET(ma da dove viene questa puzza)
(Pupetta si guarda in torno poi indica una porta del gabinetto che hanno alle spalle)
Pupetta: AGGIO CAPITO TUTT COSVEN A L
(a questo punto si avvicina alla porta del gabinetto e laprir, la sorpresa che dentro seduto sulla tazza c Gennaro, in primo piano, inizialmente si vedono solo le gambe con i calzoni abbassati, perch intento a leggere la gazzetta dello sport. Gennaro abbasser il giornale, cos da essere visto da tutto il pubblico)
Pupetta: (con stupore) MA CHE STAI FACENDO?
Gennaro: (ironicamente e con calma apparente) MA COME CHE STO FACENDO(mostrando il publico davanti a se) NON VEDI CHE STO VEDENDO UNA BELLA COMMEDIACI STA PURE IL PUBBLICO (poi esplodendo) CHIUR NUN VID CA STO CACANDO (chiudi non vedi che sto cacando)
Pupetta: (sbattendogli la porta in faccia e ironica) NUN O VEC. MA TASSICURO CA S SENT (non lo vedo ma ti assicuro che si sente, riferendosi al lezzo)
Gennaro: (offeso) MA CH SI SENTE, SE IO ADDOR E ROS
Filomena: (di risposta) E VEDI BENE CHE STI RROSE LE HAI ANNAFFIATE CON LA CREOLINA
(Pupetta prende una bomboletta di deodorante e comincia a spruzzarla per il locale)
Pupetta: TU DEVI VEDERE SE COSA , HA IMPUZZOLENTITO TUTTA LA LAVANDERIA, MI SEMBRA DI STARE NELLA CANTINA DI ZI PACCHIONE, DOVE FANNO LA ZUPPA DI CARNECOTTA, (riflettendoci e poi perentoria) LA STESSA PUZZA!
(cosi dicendo si avvicina alla porta del bagno, fa per prendere coraggio, poi ne apre uno spiraglio inserisce dentro il braccio con la bomboletta ed inizia a spruzzare anche sul marito)
Pupetta: E VEDIAMO SE QUESTO FA EFFETTO
Gennaro: (incazzato) MA TI STAI FERMA CON QUESTA ROBA, MBOCCA MO STAI FACENN J (in bocca me lo stai facendo andare)
(le due sorelle riprendono a stirare, la quiete prima della tempesta, quasi preannunciando ci che sta per avvenire. Improvvisamente si spalanca la porta del bagno, dovrebbe esserci ,possibilmente, un effetto scenico, fumo tipo nebbia, quasi Gennaro non si vede, poi una volta che il fumo si dirader, Gennaro entra in scena, quasi come uno zombi.
Guarda in cagnesco le due donne, ha una mano sulla fibbia della cintura e laltra sullestremit della cintura, che tirer improvvisamente come una sciabola (facendo saltare le due donne dallo spavento), per poi infilare lestremit nella fibbia, sistemandosi i pantaloni. A questo punto, rivolgendosi prima alla moglie)
Gennaro: MA TU FUSS ASCIUT AMPAZZI(ma tu sei uscita pazza). MI HAI ADDORMENTATO TUTTA LA FACCIA CON QUELLO SPRAY
Pupetta: TI STA BENE, ACCUSSI A FERNISC E PUZZ (cos la finisci di puzzare)
Filomena: AVE RAGGIONE, (pausa, poi in italiano) UNA COSA DA VOLTARE LO STOMACO
Gennaro: (alla cognata) TIMORODOR ( uno sfott), MA FAMMI CAPI NA COSA ,MA PERCH TU QUANDO VAI AL BAGNO CHE FAI LE SAPONETTE?
Filomena: (sempre con la risposta pronta) E TU TI VUOI METTERE A CONFRONTO CON ME. GENN VEDI CA SE IO PUZZASS ACCUSSI (se io puzzassi cos), MI SAREI FATTA VEDE A NU BUON MIEREC (medico). SIENT A ME CHIAMM O COMUNE E VEDI SE TI MANDANO UN AUTOSPURGO CA SI SARANNO INTASATE LE FOGNE.(gesticolando con le mani sulla sua pancia)
Gennaro:(con sfida) E TI VUOI METTERE A CONFRONTO CON ME, TU QUANTO VAI AL BAGNO CI ABBOFFI DI FILIPPO SOFIA, E DI PROCOPIO
Filomena: E CHI E STA GENTE, (offesa) TITO, IO AL BAGNO NON CI VADO CON NESSUNO, STO DA SOLA, CHI E SAP(chi lo conosce) A STU FILIPPO, A STA SOFIA
Gennaro: LI SAI,(RIPETE) LI SAI , FILOME, TIENI TALMENTE UNA VARIET DI PUZZE CHE GLI HO PERSINO MESSO UN NOME PER RICONOSCERLE.(spiega) CI STA LA PPPPRRRRRO-CO-PPPPIO (mostrandola alzando le mani al cielo e facendole volteggiare) CHE ROBOANTE, MA QUELLA CHE PREOCCUPA DI MENO, (minimizzando) FA SOLO BORDELLO E NON TANTA PERICOLOSA. POI VIENE LA FFFFFFFFFFFILIIIIIIIPPҔ (mostrandola come una bombetta a miccia lunga che esplode piegando le braccia a gomito ) E DI QUELLA CI DOBBIAMO STARE ACCORTI. E OVER CA NUN A SIENTE FINQUANDO NON ESPLODE, MA SI TIEN A FORTUNA DA SENTI, TE NE FUIE (te ne fuggi) IN TEMPO E T SI SALVATO. (poi si fa serio nel racconto) MA A QUELLA CA NUN SE PO FA NIENTE E LA SOFFFFFFFFFFFFFFIIIIIIIIAAAAAAAA(la mostra come una cosa effimera) FILOME SUBDOLA COMM A TE, NUN SE SENTE CHE RECCHIE, MA SI T TRASE DINT O NAS E TARRIVA O STOMACO (ma se ti entra nel naso e ti arriva allo stomaco), T FA SCURD COMM T CHIAMM.(ti fa dimenticare come ti chiami). (concludendo) CI SIAMO SPIEGATI!
Filomena: (lo guarda con superficialit) PUPETTA E VIST, CA TENIMM PURE A PIERO ANGELA, ME LERO PERSA STA PUNTATA E QUARK NCOPP E LOFF (scorregge)
Gennaro: (offeso) MAZZ ALLERTA, POCA CONFIDENZA CA IO TE NE CACCIO
Pupetta: (intromettendosi) GENN FINISCILA, CU STI STRUNZAT, CHE MIA SORELLA HA RAGIONE. QUANTE VOLTE TI HO DETTO CHE TU DURANTE LORARIO DI LAVORO NON CI DEVI ANDARE IN BAGNO
Gennaro: (offeso) E CHI CI VA, LO SAI CHE IO SONO UN OROLOGIO SVIZZERO(preciso). TUTTE LE MATTINE ALLE SETTE. MA STA VOLTA LA COLPA TUA
Pupetta: LA COLPA MIA? E TI PAREVA. (a mo di sfott) CHE, NON HO MESSO LOLIO NEGLI INGRANAGGI?
Gennaro: AL CONTRARIO NE HAI MESSO TROPPO
Pupetta: MA CHE STAI DICENDO, CHE NON TI CAPISCO
Gennaro: IERI AVEVO DOLORI ALLA PANCIA E TI AVEVO CHIESTO UN ASTRINGENTE PER IL BAGNO,(inquisitorio) TU CHE MI HAI DATO?
Pupetta: HAI VISTO CHE NON TI FAI CAPIRE QUANDO PARLI, IO AVEVO CAPITO CHE VOLEVI UN AIUTO URGENTE PER IL BAGNO, ED IO TI HO DATO.
Gennaro:(interrompendola con terrore per quello che la moglie sta per dire) CHE MI HAI DATO?
Pupetta: NA PURGA, CHE TI DOVEVO DARE (alla sorella) O NO, FILOM
Filomena: (con il sorriso sotto i baffi) AH, UNA COSA SANTA, GENNARO QUELLA SCIOGLIE TUTTO
Gennaro: (alla moglie) TANN ACCIDERE, E QUELLA TUTTO HA SCIOLTO, IO GIA STEVE NGUAIATO E TU MI VAI A DARE NA PURGA
Pupetta: (con superficialit) VA BE, E CHE FA, SEMP MEDICINA PER LA PANCIA E!
Gennaro: MA CHEST FA CAC PER, IO MI SENT O TERREMOT E CASAMICCILA DINT A PANZ(massaggiandosi la pancia). MA COME, PROPRIO OGGI CHE UNA DATA COS IMPORTANTE PER TUTTI NOI (perentorio e indicando una radio). IO DEVO STARE LI, DEVO ASCOLTARE LE ULTIME NOTIZIE SU MARADONA.(Rimproverando la moglie). PUP, IO DEVO SENTIRE SE IL NAPOLI SI COMPRATO A MARADONA, INVECE PER COLPA TUA OGNI TRE O QUATTRO CORRARAGGIO DINT O CESS (correr al gabinetto)
Pupetta: UEH, MA TU CHE VUOI DA ME. COMUNQUE ADESSO HO DA FARE, DEVO ANDARE DI LA A CONTROLLARE IL PROGRAMMA DELLE LAVATRICI, E POI NON MI VOGLIO ARRABBIARE, ANZI, ALTRO CHE MARADONA,OGGI DOBBIAMO STARE ALLEGRI, PERCH SONO DIECI ANNI CHE ABBIAMO APERTO LATTIVITA E DOBBIAMO FESTEGGIARE.(cosi dicendo esce di scena entrando nella stanza laterale)
SCENA 2
Personaggi: Filomena ,Gennaro, e poi Calogero Tarallo
Gennaro: (sempre arrabbiato per il lassativo e massaggiandosi la pancia che gli duole, cerca una scusa per litigare con la cognata che continua a stirare camice. Ne prende alcune stirate) E QUESTE SONO CAMICIE STIRATE? NON VEDI CHE IL COLLO NON INAMIDATO BENE
Filomena: (come se non la toccasse ci che dice Gennaro) AH! NON TI PIACCIONO COME SONO STIRATE, E NUN DA RETT, VUOL DIRE CHE LA PROSSIMA VOLTA LE STIRI TU
Gennaro: DONNA, FAI POCO LA SPIRITOSA ,TU LE CAMICE LE DEVI STIRARE COME SI DEVE, ALTRIMENTI I CLIENTI SI LAMENTANO.(sarcastico) E POI IO SONO COSTRETTO A TE NE CACCIA
Filomena: (a tono) E A TE T FACESS PIACER OVER
Gennaro: CERTO CA MI FACESS PIACER, APPICCIASS(accenderei) PUR NU LUMINO A SAN GENNARO
Filomena: E NON TI LUSINGARE CA IO STA SODDISFAZIONE NUN TA DONG, ANZI SIENT A ME, INVECE E PARLA E MFA PERDER TIEMP VID E ME DA NA MANO (vedi di darmi una mano)
Gennaro: MA CHE TAGGIA DA NA MANO,(pieno di se) QUI IO SONO IL PADRONE NON LO SAI
Filomena: (sfrontata) NO! NON LO SO
Gennaro: E MO TI STO INFORMANDO
Filomena: (a tono) E MO TI STAI SBAGLIANDO.(mostrando con il dito il locale) QUESTA LAVANDERIA E DI MIA SORELLA (sottolineando) MIA SORELLA, CHE HA CACCIATO I CAPITALI ED IL LOCALE, PERCI SEI ANCO TU OSPITE, CI SIAMO SPIEGATI, TU QUA NUN FAI MAI NIENT
Gennaro: AH.OSPITE, LOCALE E CAPITALE, BASTA, E MEGLIO CA FERNIMM CA CU STA STORIA, ALTRIMENTI STAMATTINA FERNSC MALAMENT. (con tono autoritario) SIENT NA COSA E VENUTO VITTORIO
Filomena: CHI , CHILLU SFATICAT E TUO FRATELLO, NO NON E VENUTO ANCORA
Gennaro: PICCERE AZZ, E FERNUT CU ME E MO ATTACC A FRATEM(attacchi mio fratello)
Filomena: (alludendo alla poca voglia di lavorare)E CHELLA CI SARA UN EPIDEMIA FAMILIARE
Gennaro: FILOM TU QUANDO PARLI DI VITTORIO TI DEVI SCIACQUARE LA BOCCA E CAPITO,(riprendendosi) MA POI LO SO, TU DICI COSI PERCH SEI GELOSA.
Filomena: GELOSA GELOSA E CHE
Gennaro: GELOSA EH! TI PIACESS E TE SPOSA A MIO FRATELLO O NO, MA T SI RES CONT CA ISS NUN TE PENZ PROPRIO. CHE TE CRID CA NUN O VEC CA QUANDO LO GUARDI TI BRILLANO GLI OCCHI
Filomena: (impacciata come se fosse stata scoperta e mostrando il ferro da stiro) MA CHE STAI DICENDO QUELLO GLI OCCHI MI LACREMANO PERCH C IL VAPORO QU
(Gennaro nel frattempo gira per il locale )
Gennaro: (ironizzando per lignoranza) SI VAB, QUI, QU E QUA .
(ad un certo punto entra CalogeroTarallo, un tipo molto timido e imbranato, follemente innamorato di Filomena. Cammina con la pancia in fuori ed il petto IN dentro con le spalle un p curve ed ha i capelli sempre unti, da qui il soprannome che Gennaro gli a messo o tarallo ca nzogna (tarallo con la sugna))
Calogero: (Calogero ha con se una busta con dentro un vestito, sempre lo stesso da due anni e usa questa come scusa per vedere Filomena di cui innamorato ma non corrisposto. Si ferma sulla soglia del locale con uno sguardo languido ed emette un sospiro) EEEEHH !
Gennaro: AH, QUA CI ST PURE O TARALL CA NZOGNA
Calogero: CALOGERO TARALLO, A SERVIRVI
Filomena: (in evidente stato di fastidio) I CHE GIURNAT SE SCHIARAT STAMMATINA ,CI MANCAVA SOLO QUESTO (al cliente appena entrato) MI STAVO PREOCCUPANDO, COME MAI AVETE FATTO PIU TARDI STAMATTINA? IAMM CACCIAT O FARDELL E FACIMM AMBRESS
Calogero: (colpito al cuore) PERCH, (ripete) PERCH MI FERITE SEMPRE COSI, NON VI FA PIACERE CHE IO VENGA QUI NEL VOSTRO NEGOZIO (sottolineando) DI TANTO IN TANTO A SERVIRMI DEI VOSTRI SERVIGI?
Filomena: DI TANTO IN TANTO( a Gennaro) CHILL STA SEMPRE CA. (precisando) NU IUORN PER PURTA E NU IUORN PE PIGLIA
Calogero:(passandosi una mano nei capelli unti)MA IL PIACERE DI INCOTRARVI, VOI CHE SIETE COSI AMABILE ED AVETE SEMPRE PAROLE GENTILI PER ME
Filomena:AMABILE, PAROLE GENTILI,(a Gennaro) GENN, IO O FACCIO NA CHIAVICA TUTT E MATIN,(stufata) FA NA COSA SPICCIALO (servilo) TU, CHE IO NUN TENG PROPRIO GENIO E C PARLA, MO VADO DI LA A DARE UNA MANO A PUPETTA (si avvia verso la stanza adiacente ripetendo le parole di prima) AMABILE, PAROLE GENTILI, MA CHIST NU STA PROPRIO BUON
Gennaro :(cerca di trattenere Filomena) MA DOVE VAI NON VEDI CHE IL SIGNOR TARALLO PREFERISCE AVERE A CHE FARE CON TE, (premuroso)SE TU FAI COSI FINISCE CHE SI OFFENDE E NON VIENE PIU
Filomena: (di tutta risposta) MA CHE SADDA OFFENDERE (passandosi una mano nei capelli a mo di sfott per i capelli unti di Calogero) GENN, O IURN CA TARALLO CA NZOGNA SO OFFENDE, IO VACO A PIEDI A POMPEI, ANDATA E RITORNO,(sottolineando) SCAVEZ (scalza) PER. (uscendo e come parlando a se stessa) MA ADDO STA SCRITT, CA SE UNA NUN E PROPRIA TANTA BELLA, SADDA PIGLIA PER FORZA A UNO QUEQUERO (ridicolo) COMM A CHIST
(rimasti soli i due si guardano poi Gennaro si avvicina a Calogero)
Gennaro: MA COME DEVO FARE CON VOI, AVETE VISTO LAVETE FATTA ARRABBIARE, E COSI OGGI VI TOCCO IO A SERVIRVI(allungando la mano come per prendere quello che ce nella busta). A CHE DOBBIAMO LONORE STAMATTINA. NO, NO, FATEMI INDOVINARE, VI SIETE SPORCATO IL GESSATO BLU!
(Calogero annuisce e tira fuori dalla busta un vestito che in origine era un gessato blu, ma visto le innumerevoli volte che lo ha portato a lavare, usandolo come scusa, labito risulta scambiato e consumato)
Gennaro: (con soddisfazione) IO UN TERNO NUN O NGARRO (prende il vestito e lo mette contro luce per mostrare come si e ridotto) SIGNOR TARALLO, SIGNOR TARALLO A FURIA DI LAVARLO STU GESSATO SI SCAMBIATO TUTTO QUANTO,(precisando) NON C PIU UNA LINEA CONTINUA (poi ci f una battuta sopra) NA COSA BUONA PER, ACCUSSI SI POSSONO FARE PURE I SORPASSI (ride divertito )
(tornato in se perch si accorge che Calogero non reagisce alla sua battuta)SENTITE, IO VE LHO DETTO TANTE VOLTE, QUESTA TATTICA PER CONQUISTARE FILOMENA, NON VA PI BENE, ANZI DI QUESTO PASSO VOI A QUELLA NON ME LA TOGLIETE MAI DAVANTI AGLI OCCHI
Calogero: MA IO HO SOLO QUESTO
Gennaro: (curioso) TOGLIETEMI UNA CURIOSIT, PREMESSO CHE A ME FAREBBE ASSAI PIACERE, SE VOI VE LA SPOSATE. MA CHE CI AVETE TROVATO IN FILOMENA, NASCOSTO IN QUALCHE MEANDRO PROFONDO,(sottolinea) MA MOLTO PROFONDO, CHE IO NON RIESCO A SCORGERE?
Calogero 🙁 con gli occhi che gli brillano) E CHE VI DEVO DIRE , LA SUA VOCE COSI LIEVE E GIOVIALE, MI INEBRIA, I SUOI MOVIMENTI ELEGANTI E SINUOSI, MI FANNO IMMAGINARE UNA LIBELLULA E NEL SUO SGUARDO SINCERO E PROFONDO, MI PERDO COME IN TERRE INESPLORATE
Gennaro: (lo guarda stupito) CAL, MA O CORNETT A MATINA VE LO INZUPPATE DINT O LAMBRUSCO. MA STAMM PARLANN E FILOMENA,(precisando) FILOMENA LA SORELLA DI MIA MOGLIE, QUELLA CHE LACETO A CONFRONTO CHAMPAGNE
Calogero: (orgoglioso della sua scelta)MA CUPIDO CECO
Gennaro: CUPIDO CECO? VUIE LAVIT ACCHIAPPATO CECO, SURD E NZALLANUT (intontito). SENTITE, QUI DOBBIAMO CAMBIARE TATTICA, ALTRIMENTI VOI A BELFAGOR QUANDO MA LEVATE A COPP O STOMACO,(ricredendosi per quello che a detto) SENZA OFFESA
Calogero: MA IO SONO FATTO COSI
Gennaro: E SIT FATT SBAGLIATO, PRIMA DI TUTTO CON LE DONNE BISOGNA ESSERE DECISO, AVERE UN PORTAMENTO MAESTOSO, PANCIA IN DENTRO E PETTO IN FUORI, SU FATEMI VEDERE
(Calogero esegue, ma siccome per farlo trattiene il fiato dopo poco lo espelle e ritorna nella posizione di partenza)
Gennaro: E CAVIT FATT VI SIETE SGONFIATO, SU CAMMINATE,(invogliandolo) AVANTI, CON ARIA DA SUPER UOMO (Calogero esegue ma come prima comincia bene ma espelle aria mentre va ed alla fine della camminata si ritrova pancia in fuori e spalle curvate)SU RIPROVIAMO. (vede che Calogero va bene e cerca di invogliarlo)DA BRAVO STATE ANDANDO UNA BELLEZZA (questa volta Calogero mantiene di pi la posizione ma sta in evidente affaticamento per via dellapnea, poi non ce la fa pi e si riafloscia)
(Gennaro sconfitto) SENTITE, A VOI CI VUOLE NU FERRARO (un fabbro) CHE VI SALDA UNA SBARRA ARET A SCHIENA. VA BE PROVIAMO A SISTEMARE UN'ALTRA COSA. (allargando le braccia ) VOI NON POTETE PARLARE COSI AD UNA DONNA
Calogero: PERCH COSA C CHE NON VA NEL MIO INTERLOQUIRE ?
Gennaro: COSA C? VOI PARLATE COMMO NONN E GARIBALDI, OGGI NON SI USA PIU, ORA BISOGNA ESSERE PIU DIRETTI, PIUDECISI
Calogero: MA IO SONO EDUCATO
Gennaro: VOI SIETE NU GUAIO E NOTTE, SENTITE A ME, ORA VI SUGGERISCO IO UNA BELLA FRASE E VI FACCIO VEDERE CHE AVR SUBITO EFFETTO SU FILOMENA
Calogero: VA BENE, MA SONO SICURO CHE QUANDO SAR DINNANZI A LEI NON RIUSCIR A PARLARE, IO SONO TIMIDO, MI EMOZIONO E DIMENTICO TUTTO
Gennaro:(che ha continuato per tutto il tempo a massaggiarsi la pancia) FACCIAMO UNA COSA, IO ORA VE LA DETTO, VOI PRENDETE APPUNTI, SCRIVETE.SCRIVETE PER ESEMPIO,(pensandoci) CHE NE SO(gli viene in mente) A SI, SCRIVETE..(Calogero si poggia sul banco prende appunti di spalle, mentre Gennaro contiuna a torcersi),.SCRIVETE: FILOM, TU COMPAR ANNANZ A ME(a questo punto Gennaro non riesce a terminare la frase che voleva e non visto da Calogero, corre urgentemente in bagno esclamando unultima frase che non centra niente con quello che diceva ma riferita alla sua situazione)I CHE FIET SIENT SIE (che puzza senti senti) (Calogero non si accorge di niente e scrive tutto in automatico)
(entra in scena Filomena che vede Calogero di spalle che scrive)
Filomena: E VOI STATE ANCORA LOC?
(Calogero si volta, la vede si rende conto che da solo ma per il troppo amore prende coraggio, pancia in dentro petto in fuori in apnea si avvia verso Filomena e quanto gli e vicino ritorna in nella normale posizione, pancia in fuori e con il fiato che gli e rimasto dentro rivolge alla donna la frase per intero )
Calogero: FILOM, TU COMPARE ANNANZ A ME..E CHE FIET SIENT SIE!
(Filomena lo guarda sbigottita, pausa poi esclama con calma ed in italiano)
Filomena: NEH, TARALLO CON LA SUGNA, MA COME VI PERMETTETE, E VERO CHE IO NON VI SOPPORTO E VE LO FACCIO CAPIRE IN TUTTE LE MANIERE, MA CHE MODI SONO DI PARLARE AD UNA SIGNORA, (con estrema calma prende il vestito di Calogero) ORA SAI CHE FACCIO, PIGLIO IL VESTITO, (ed esplodendo in napoletano ) E VO ARRAVOGLIO NGANN(e telo avvolgo alla gola)
Calogero: (resosi conto della brutta figura) MA IO!
Filomena: MA IO CHE, IO GIA NUN VI POTEVO ALLIGGERI (digerire) QUANN PARLAVATE DIFFICILE, MA MO CA TUTTNSIEM SIT ADDIVINDAT VOLGARE, PROSAICO E BACCALAIUOLO, DITEMI VOI CHE SPERANZE POTETE TENERE, E MO IATEVENN ANNANZ ALLUOCCHIE MIE (e adesso andate via davanti agli occhi miei)
Calogero: (mortificato) ED IL GESSATO?
Filomena: IL GESSATO, O METT LOCO E SI TENG GENIO VE LO LAVO, A SI NO DIMAN VO PIGLIATE ACCUSSI COMME. LAVIT PURTAT, TANT DOPPDIMAN (sottolineando) IL GESSATO STA NATA VOT CA. E MARRACCUMANN (mi raccomando), COMM E O SOLITO VUOST, NON VEBITE OGGI POMERIGGIO, CA NUN PRONT! (troncando) E STATO UN PIACERE, ARRIVEDERCI
(Calogero mestamente esce dal negozio)
Scena 3
Personaggi: Filomena, Vittorio, Pupetta e poi Gennaro
Filomena: (pensando allaccaduto e parlando da sola) TU VIR NU POC COMM UNA PO PASSA NU GUAIO TUTTNZIEM
Vittorio :(entra in scena Vittorio, fratello di Gennaro, un tipo brillante, pieno di sharme, convinto, che non ha voglia di lavorare e sta sempre appresso alle donne) BUON GIORNO A TUTTI (anche se non c nessuno, tranne Filomena) E BUON GIORNO ANCHE A TE FILOM
Filomena: (che stava soprapensiero si rende conto che Vittorio del quale einvaghito ma non corrisposto. Subito cerca di sistemarsi per meglio apparire) BUON GIORNO VITTORIO, (poi guarda lorologio e si rende conto dellora tarda quindi come una moglie gelosa) ALLA BUON ORA
Vittorio : E TU LO SAI CHE IO PRIMA DELLE DIECI NON MI SVEGLIO, STO TROPPO STANCO
Filomena: (con ironia ) A SI, HAI TROVATO LAVORO ?
Vittorio : NO, CHI HA PARLATO DI LAVORO, STO TROPPO STANCO PERCH LA SERA NON SI DORME, (lo dice letteralmente come sta scritto) NIGT, DANCING, TU LO SAI SONO SEMPRE PIENO DI INVITI,(sottolinea) DI DONNE NATURALMENTE. E CHE VUOI FARE, SONO FATTO COS, PER NON OFFENDERE NESSUNA, MI DIVIDO CON TUTTE QUANTE
Filomena: (sarcastica) COME NU BENEFATTORE, E.TIENI STA SALUTE
Vittorio: E CERTAMENTE, MI FA BENE, MI INVIGORISCE, ANZI , PENSANDOCI BENE, LO SAI CHE FAREBBE BENE PURE A TE
Filomena:(quasi trasale, gli sorridono gli occhi) SI! ALLORA,.(quasi balbettando per lemozione)ALLORA, UNA DI QUESTE SERE ANDIAMO A DENCIARE INSIEME
Vittorio : (si prende gioco della donna) E CERTAMENTE, LO FAREI VOLENTIERI
Filomena: DAVVERO, ALLORA..
Vittorio :(la interrompe).MA NON MI PERMETTEREI MAI, DI TOGLIERE LA POLPETTA DAL PIATTO DI UN ALTRO
Filomena: MA PERCH A PURPETT E CHI SONG?
Vittorio : COME DI CHI, DI CALOGERO TARALLO, IL TUO SPASIMANTE, LHO APPENA VISTO USCIRE E MI SEMBRAVA AL SETTIMO CIELO. MA CHE GLI FAI AGLI UOMINI, CHE GLI FAI(se ci riesce tra se deva dire )NA COS DINT O STOMMAC
Filomena: VITTORIO, TU TIEN SEMPGENIO E PAZZIA (hai sempre voglia di scherzare)
Vittorio :TU, ME LO TIENI TROPPO SULLE SPINE, UNO DI QUESTI GIORNI ME LO FARAI MORIRE PER AMORE
Filomena: E QUANT MOR CHILL
Vittorio :(cambiando repentinamente argomento) EGENNARO DOVE STA?
Filomena: ( tornando acida)E CHE NE SACCIO IO, STEV CA FINO A NU MUMENT FA
Vittorio :E DOVE E ANDATO ADESSO?
Filomena: MA CHE SONO LA SUA SEGRETARIA, NON LO SO (poi annusando laria ) ASPIETT NU MUMENT O SACCIO ADDO ST (si avvicina alla porta del bagno) STA QUA
(Vittorio si avvicina alla porta del bagno e dallesterno parla con il fratello)
Vittorio : FRATELLO CARO ,VEDO CHE STAI NEL PIENO DI UNA RIUNIONE DI GABINETTO
Gennaro: (da dentro) UEH, TU SI ARRIVAT FINALMENTE
Vittorio :(odorando laria) GENNA, MA CHE TE MANGIAT BELL DO FRAT, E CREATUR CHE MECAP O PER? (i bambini con le scarpette MECAP ai piedi)
Gennaro: NON STO BENE CON LA PANCIA
Vittorio : TU LO DEVI PROPRIO CAMBIARE LA PANCIA, CA SE SENT NA PUZZ E GENOVESE ABBRUCIATA
Gennaro : VITTORIO, MA NON SI PU RIMANDARE STA DISCUSSIONE, CA DEL RESTO STONG PUR O SCUR, SE FULMINATA PURE A LAMPADINA, ASPETTA UN ATTIMO CHE SUBITO ESCO
Filomena: (intervenendo nella discussione) E QUANTO ESCE DA LA DENTRO, STA FACENDO QUESTO DA STAMATTINA, PER SBAGLIO SA PIGLIATO NA PURGA
(entra Pupetta con dei panni da sistemare)
Pupetta: GENNARO DOVE STA?
( Filomena e Vittorio senza dire una parola indicheranno la porta del bagno, che nel frattempo si aprir, facendo comparire Gennaro, che nota il sorriso beffardo dei due )
Gennaro:VULESS VEDE A VOI NELLE MIE CONDIZIONI, ANZI VE LO AUGURO, ACCUSSI FERNIT E MSFOTTERE
Pupetta: ( alla sorella) HAI FINITO DI STIRARE?
Filomena: (guarda la sorella in modo strano per la domanda e risponde sarcastica) E CHI SONO SUPEMAN, MA NON VEDI QUANTE NE SONO(indicando) MANCANO ANCORA QUESTE
Pupetta: E GHIAMM FA NA COSA CONTINUI DOPO, ORA VIENI CON ME DI LA, COS MI DAI UNA MANO, SI DEVONO TOGLIERE I PANNI DALLE LAVATRICI (cos dicendo si avvia seguita subito dalla sorella)
Filomena : (avviandosi) SO ALTRE CAMICE?
Pupetta: NOOOO! STA VOLTA SO ZEPPOLE E PANZAROTTI (poi guarda la sorella) SI, S CAMICE, FILOME TI DEVI RASSEGNARE, QUESTA UNA LAVANDERIA(escono)
Gennaro :(al fratello) ALLA BUON ORA, MA DIMMI UNA COSA CHE CAPA TIEN STAMMATIN?
Vittorio :(mimando il gesto di aggiustarsi il cappello)PERCHE MI VUOI REGALARE UN CAPPELLO NUOVO
Gennaro: VITTORIO,VEDI DI FARE POCO LO SPIRITOSO, TU LO SAI CHE TRA NOI CERA UN ACCORDO, TU LA MATTINA MI DAVI UNA MANO NELLE CONSEGNE A DOMICILIO E NOI IN CAMBIO TI LAVAVAMO TUTTA LA BIANCHERIA
Vittorio : EMB, IO DAI CLIENTI CI VADO
Gennaro: (sarcastico)IL FATTO DI ANDARCI CI VAI, E CHE A TORNARE NON TORNI PI, SOPRATTUTTO SE SONO DONNE, TU CAPISCI A ME
Vittorio: (risponde vantandosi, avendo capito dove Gennaro vuole andare a parere) E TU CHE VUOI, IO PIACCIO
Gennaro:(rimproverandolo) VEDI CHE SE TU MI FAI PERDERE TUTTI I CLIENTI, IO NON TI FACCIO LAVARE PIU NIENTE E COSI CAMMINERAI CON LE CAMICE A POIS
Vittorio :(tagliando corto)COMUNQUE STAMATTINA HO DA FARE, TENGO UN APPUNTAMENTO
Gennaro:E CHI ME LE FA LE CONSEGNE?
Vittorio: E CI PENSA FILOMENA
Gennaro: FILOMENA!, IO HO PENSATO ALLE CONSEGNE PERCH I CLIENTI NON LA VOGLIONO VEDERE E CHE FACCIO GLIELA MANDO A DOMICILIO(arronzandolo) TU OGGI FARAI LE CONSEGNE ,ALLAPPUNTAMENTO CI VAI STASERA
Vittorio: MA QUALE STASERA, IO SONO RIUSCITO AD AVERE DUE INVITI ALL HOTEL EXCELSIOR PER IL PRANZO DI GALA IN ONORE DEL CONSOLE SPAGNOLO,(mima il gesto) OL,(riprendendo) NON SE NE PARLA PROPRIO, IO CI VADO
Gennaro: TU NON VAI DA NESSUNA PARTE
Vittorio: ANZI IO CI VADO E TU MI DEVI DARE PURE UNA MANO
Gennaro: NO, VITTORIO QUALE MANO, CHE TU QUANDO MI CERCHI QUALCOSA, MI METTI SEMPRE NEI GUAI
Vittorio: (falsamente perch il fratello ha ragione) MA QUANDO MAI! COME SEI MALE PENSANTE
Gennaro:E POI OGGI NON MI POSSO DISTRARRE CHE UNA GIORNATA TROPPO IMPORTANTE
Vittorio: (come se gli viene in mente qualcosa) AH SI!, SI DEVE FESTEGGIARE(cosi dicendo mostra le mani aperte al fratello a mo di dieci)
Gennaro: (estasiato dalla vista del numero) SI, DIECI, CHE BEL NUMERO E OVER?
Vittorio: E VERO, OGGI SONO DIECI ANNI CHE STATE APERTI
Gennaro: (capendo lequivoco)EMBE, CHE CI DEVO FARE, CHE MI IMPORTA A ME DI QUESTA RICORRENZA. (specificando) DIECI IL NUMERO DELLA MAGLIA DI MARADONA, OGGI AVREMO LA CERTEZZA DEL SUO ARRIVO A NAPOLI, (sognando ad occhi aperti)CHE SQUADRA DOBBIAMO FARE, E CHE SODDISFAZIONE MI DEVO PRENDERE, MI DEVO TOGLIERE DUE PACCHERI (schiaffi) DALLA FACCIA
Vittorio :(assecondandolo per avere il favore) HAI RAGIONE, PROPRIO COSI, COME HO POTUTO DIMENTICARMENE
Gennaro:(avviandosi alla radio) PERCI LASCIAMI TRANQUILLO E FAMMI CONCENTRARE
Vittorio :(ritornando alla carica)VA BEH, MA POI DALTRONDE CHE TI VOLEVO CHIEDERE ,UN PIACERE PICCOLISSIMO,UNA COSA DA NIENTE
Gennaro: (cercando di sintonizzare la radio) VITTORIO , LASCIAMI PERDEREEEEE!
Vittorio: (subdolo)MA TU SEI MIO FRATELLO, SE NON CI AIUTIAMO TRA DI NOI , TU SEI IL MAGGIORE E NON PUOI NEGARE UN AIUTO AL TUO FRATELLINO
Gennaro: (stufato e quasi arreso) VA BEH, FAMMI SENTIRE, ALTRIMENTI NON TI TOGLI DALLE ORECCHIE
Vittorio: ALLORA, DEVI SAPERE CHE TRAMITE UN AMICO
Gennaro:(sempre toccando la radio) MA LUONG O FATT
Vittorio: IO VADO NEI PARTICOLARI, COSI TU CAPISCI MEGLIO E CERTAMENTE AVRAI PIU VOGLIA DI AIUTARMI
Gennaro: (facendo il segno con le mani) VITTORIO, BELLO DO FRAT, STRINGIAMO!
Vittorio : (ripetendo come per direme lo fai ripetere una seconda volta?) COME GIA TI HO DETTO,TRAMITE UN AMICO HO RICEVUTO DUE INVITI AL PRANZO DI GALA,ALL HOTEL EXCELSIOR ,IN ONORE DEL CONSOLE SPAGNOLO(ripete come sopra ) OL
Gennaro: NATA VOTA, E CHE RE STA COSA (mima il movimento dellol spagnolo)
Vittorio: E PER CREARE LATMOSFERA
Gennaro: VAI AVANTI
Vittorio: COMUNQUE IO CI VOGLIO PORTARE UNA SIGNORINA CHE HO CONOSCIUTO MENTRE FACEVO LE CONSEGNE A DOMICILIO
Gennaro: EMBE, CHE VUOI DA ME UNA MEDAGLIA
Vittorio: (perentorio) NO,VOGLIO UN VESTITO
Gennaro: CHE VUO?
Vittorio: ORA TI SPIEGO (come se fosse la cosa pi normale del mondo) SICCOME IO LI HO VISTO I SUOI E NON SONO ALLALTEZZA, HO PENSATO, TU ME NE PRESTI UNO, A TE NE ARRIVANO TANTI BELLI, (minimizzando)CHI SE NE ACCORGE.(enfatizzando)IO GLIELO PRESTO, LA PORTO AL PRANZO, LA FACCIO UBRIACARE, FACCIO UNA BELLA FIGURA , (come sopra) E DOPO ,OL
Gennaro: (lo guarda poi fa una pausa )E SECONDO TE IO PIGLIO UN VESTITO DI UNA MIA CLIENTE E TE LO DO, ALLORA NUN STAI PROPRIO BUON CA CAP
Vittorio: MA PERCH CHE FA?
Gennaro: MA COME CHE FA, QUESTA UNA LAVANDERIA SERIA, CHE TI CREDI
Vittorio: (pretendendolo) COMUNQUE A ME MI SERVE, PERCH DEVO FARE UNA BELLA FIGURA DALLO SPAGNOLO,(come sopra) OL
Gennaro: SENTIMI BENE(imita il fratello) OL, E INUTILE CHE FAI, NON SE NE PARLA PROPRIO, E POI,(cercando una scusa)E POI VESTITI PER UN OCCASIONE DEL GENERE, ELEGANTI ED ESCLUSIVI, NON NE HO. (degradando lambiente)QUI VENGONO SOLO PERSONE NORMALI, NIENTE DI ECCEZIONALE, PERCI METTITI LANIMO IN PACE
Scena 4
Personaggi: Gennaro, Vittorio e poi Signora De Carlis
(entra in scena la Signora De Carlis e da come e vestita e dagli atteggiamenti si deve capire che e una donna molto sofisticata)
S.ra De Carlis : BUON GIORNO
Gennaro: (con meraviglia)LA SIGNORA DE CARLO! (al fratello) ORA FAMMI LAVORARE. (poi alla donna) SA SIGNORA, QUASI NON LA RICONOSCEVO, VISTO CHE, ANCHE SE SIETE UNA DELLE NOSTRE MIGLIORI CLIENTI, NON VENITE MAI DI PERSONA, MA MANDATE SEMPRE LA VOSTRA CAMERIERA. A CHE DOBBIAMO QUESTONORE ?
S.ra De Carlis : SI VERO BUON UOMO, E COME DICE LEI, IO QUESTE FACCENDE COS FATICOSE E COMUNI, PREFERISCO DELEGARLE ALLA MIA CAMERIERA, ALTRIMENTI A COSA SERVONO I SUBALTERNI. MA VISTO CHE HA LA MADRE MOLTO AMMALATA, LE HO CONCESSO UNA GIORNATA DI PERMESSO EED ECCOMI QUA (mostrandosi compiaciuta)
Vittorio: (al fratello) E DEMOCRATICA LA SIGNORA
Gennaro:COMUNQUE UN PIACERE VEDERVI DI PERSONA, SIGNORA DE CARLO (SOTTOLINEANDO IL COGNOME)
S.ra De Carlis : (infastidita e sottolineando molto la esse) DE CARLIS PREGO
Gennaro: DE CARLO, PERCH COSA HO DETTO
S.ra De Carlis : (scocciata) DE CARLISSSS
Gennaro: E SCUSATE MI SONO SBAGLIATO SIGNORA DE CARLISSSSSSS
Vittorio: (al fratello) GENNA MI PARI UN SERPENTE
Gennaro: (innervosito) APPUNTO, SI NON TE NE VAI TI DO UN MORSO E TI AVVELENO
Vittorio: (per nulla intimorito e intervenendo nella discussione) MA SIGNORA CARA, SE TELEFONAVATE, SAREI VENUTO IO DI PERSONA A CASA VOSTRA. (si presenta) VITTORIO, PER SERVIRVI
Gennaro: (arronzandolo e spostandolo con un braccio) NON DISTURBARE, TU NON STAVI IN SCIOPERO OGGI?
Vittorio: GENNARO PER LA SIGNORA AVREI FATTO UNECCEZIONE ED AVREI ACCETTATO
Gennaro: (mima il gesto) SE NON LA FINISCI TI ACCETTO IO (alla donna). SIGNORA CARA COSA CI AVETE PORTATO?
S.ra De Carlis : DOVETE SAPERE CHE HO QUI CON ME UN VESTITO DEL FAMOSO STILISTA GIANBATTISTA GHETTA, UN MODELLO UNICO DEL RESTO, COME TUTTI I VESTITI CHE IO INDOSSO. FATTI, PENSATI E CONFEZIONATI ESCLUSIVAMENTE PER ME, (sottolinea)SOLO PER ME (cosi dicendo tira fuori un vestito che consegna a Gennaro, il quale resosi conto della bella fattura dellabito guarda sottocchio il fratello come se lavesse letto nel pensiero e cosi facendo lo pone sul bancone)
Vittorio: (alla donna, guardando il fratello) CARA LA MIA SIGNORA DE CARLISSSS LE DEVO FARE I COMPLIMENTI PER LELEGANZA, QUESTO CHE LEI INDOSSA E UN ABITO A DIR POCO ECCEZIONALE
S.ra De Carlis : (lusingata ) HO GRAZIE (ripete come una cantilena)SA UN MODELLO UNICO, DEL RESTO COME TUTTI QUELLI CHE IO INDOSSO
Vittorio:NON SONO DACCORDO
S.ra De Carlis :(come offesa) ALLORA HO CAPITO MALE, NON VI PIACCIONO I MIEI ABITI
Vittorio:AL CONTRARIO, SONO STUPENDI, MA VOGLIO AGGIUNGERE CHE CIO CHE LI RENDE PARTICOLARI NON SOLO LA LORO FATTURA, MA IL MODO IN CUI LEI LI INDOSSA, COSI LEGGIADRA(cosi dicendo fa eseguire una piroetta alla donna)
S.ra De Carlis : LEI UN ADULATORE
Vittorio:MI VIENE NATURALE, CON LEI COME RUBARE LE CARAMELLE AD UN BAMBINO, E TROPPO FACILE, E COSI ELEGANTE
Gennaro:(che aveva assistito alla scena prende per un braccio il fratello e spostandolo) MARIUOLO, VEDI DI ANDARE A RUBARE DA UNALTRA PARTE, CHEST NUN E ROBA PE TE, TU MI FAI PERDERE LA CLIENTE.(poi alla donna) CARA SIGNORA DE CARLISSS NON SI PREOCCUPI LO TRATTEREMO CON CURA
S.ra De Carlis :MI RACCOMANDO, CI TENGO
Gennaro:(osservando meglio il vestito) ANCHE SE IL VESTITO A QUANTO VEDO GI IN UN BUON STATO, ANZI NON SEMBRA, E LO DICO CONTRO IL MIO INTERESSE, ABBIA BISOGNO DI ESSERE LAVATO
S.ra De Carlis:(offesa) MI MERAVIGLIO DI LEI SIGNOR GENNARO, QUESTABITO LHO INDOSSATO IERI AD UN RICEVIMENTO E LEI, COME PU LONTANAMENTE PENSARE, CHE IO MI RIMETTA UNO STESSO VESTITO DUE VOLTE SENZA LAVARLO
Gennaro: (non sapendo cosa rispondere) MA IO LO DICEVO, COSI PER FARLA RISPARMIARE
S.ra De Carlis : CHE FA INSISTE, OFFENDE PURE. COSA MI IMPORTA A ME DI RISPARMIARE
Gennaro:(cercando di riparare) VOLEVO DIRE CHE IL VESTITO NON SPORCO (odorandolo) VEDE NON PUZZA NEMMENO!
S.ra De Carlis : (sempre pi offesa) COME SI PERMETTE , VUOL INSINUARE CHE IO PUZZO
Vittorio: (al fratello) AZZ! CHEST PERCH NON VOLEVI PERDERE LA CLIENTE (con tutto il suo fascino cercando di aggiustare la situazione) S.RA DE CARLIS, MIO FRATELLO VOLEVA DIRE CHE RARO VEDERE UNA CLIENTE COS PRECISA COME LEI, DA PORTARE IN LAVANDERIA UN ABITO MESSO APPENA UNA SOLA VOLTA
S.ra De Carlis : (calmandosi) CARO IL MIO VITTORIO, DOVETE SAPERE (rivolgendosi ai due) CHE UN ABITO NON VA MESSO PER PIU DI UN EVENTO MONDANO, PER NON INCCAPPARE IN QUELLE PETTEGOLE ACIDE, CHE NON ASPETTANO ALTRO CHE CRITICARE IL TUO VESTITO, OPPURE NOTARE CHE LO HAI MESSO DUE VOLTE DI SEGUITO
Vittorio: ED HO CAPITO CHE QUESTO NON CAPITA MAI
S.ra De Carlis :(orgoglisa) E COME POTREBBE DEL RESTO PUOI IMMAGINARE, PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, (come sopra)AVENDO PEZZI UNICI E IN NUMERO ILLIMITATO
(Gennaro che nel frattempo aveva fatto la ricevuta alla donna, gliela porge)
Gennaro: ECCO A VOI, QUESTA LA RICEVUTA, COME AL SOLITO SAR TUTTO PRONTO FRA TRE GIORNI
S.ra De Carlis : (prende la ricevuta) BENE, LA CONSERVO E LA DAR ALLA MIA CAMERIERA, MANDER LEI, MI SONO STANCATA TROPPO STAMANE(cosi dicendo va via). MI RACCOMANDO, LE RIPETO UN CAPO UNICO E VA TRATTATO COME TALE (esce)
(mentre Gennaro cerca di sistemare il vestito, il fratello gli gira in torno come un avvoltoio)
Gennaro: MA CHE VUOI DA TORNO A ME , NON TENEVI CHE FARE STAMATTINA
Vittorio :(cogliendo al volo loccasione) APPUNTO (toccando il vestito)
Gennaro:(capisce al volo le intenzioni del fratello) CIONCATI STE MANI, CHE TOCCHI
Vittorio: UOMO DI POCA FEDE, E TU CHE TI PREOCCUPAVI CHE NON ENTRAVANO ABITI ADATTI
Gennaro: (realizzando) IL VESTITO DELLA SIGNORA DE CARLISSSS, MA TU SI PAZZO, VITTORIO TOGLITELO DALLA TESTA CHE IO QUESTO NON TE LO DAR MAI!
Vittorio: (con fare da sfida prende labito in mano) E IO ME LO PRENDO ED ESCO FUORI
Gennaro: E IO COME ESCI FUORI, FRAT E BUON, T MENG A SOTT CA MACHIN(ti investo con la macchina) (riprende labito) PUOS LOC E NUN ME FA PERDER TIEMP
( i due si guardano in cagnesco ma poi Vittorio cambia atteggiamento e prova con il ricatto)
Vittorio: E VA BEH, NON ME LO VUOI DARE?, E NON FA NIENTE, PER(subdolo) CERTO CHE SE PUPETTA DOPO CHE IO LE HO PARLATO, VIENE DA TE (fa il segno) E TARAP A CAP (ti apre la testa), POI NON VENIRE A DIRE CHE LA COLPA E LA MIA
Gennaro: (sicuro di se a mo di sfida) PICCIRILLO, E INUTILE CHE FAI, VAI DA PUPETTA,VAI, TANTO IO NON HO NIENTE DA NASCONDERE
Vittorio: SAR, PER GLI DEVI SPIEGARE PERCH TUTE LE CONSEGNE LE FACCIO IO ,TRANNE UNA ,(a mo di inquisitore) QUELLA DELLA VEDOVA MARIOTTO!
Gennaro: (ridendo falsamente perch forse nasconde qualcosa) E CHE CENTRA, IO CI VADO PERCHE ERO AMICO DELLA BUONANIMA, NON FACCIO NIENTE DI MALE
Vittorio: QUESTO LO DICI TU, MA DIPENDE SEMPRE DA COME IO LO CHIEDO A PUPETTA. TU LO SAI, BASTA UNA PAROLA SBAGLIATA, DETTA COSI SENZA VOLERE, E COS SI PU INSINUARE IL TARLO.(subdolo) VALLE A CAPIRE POI LE MOGLI, LEI CI PENSA,VIENE, TI CHIEDE SPIEGAZIONI, TU PUOI TITUBARE, (perentorio rifacendo il gesto) E ESSA TARAP A CAP
Gennaro: (un attimo di pausa ) NON CI CREDO, NON LA FARESTI MAI UNA VIGLIACCATA DEL GENERE
Vittorio: E TU ME LO DAI IL VESTITO?
Gennaro: NO, MAI
Vittorio: (senza pensarci due volte chiama ad alta voce) PUPETTAAAAA
Gennaro: MA CHE FAI?
Vittorio :(come sopra) PUPETTAAAA, PUOI VENIRE UN MOMENTO?
Pupetta: (da fuori) VENGO SUBITO
Gennaro🙁 panico) STATTI ZITTO, CHE STAI FACENDO (poi colpito di nuovo da un attacco di pancia, anche per lo spavento si massaggia) MADONNA, STA ARRIVANDO UN'ALTRA VOLTA, IL TERREMOTO (al fratello) VA BENE, SI,VA BENE , HAI VINTO TU, TI AIUTO. SEI PROPRIO NU CAINO, STATTI ZITTO NON DIRE NIENTE (poi non resiste pi e corre dentro il gabinetto)
(entra Pupetta accompagnata da Filomena)
Pupetta: NE VITTORIO CHE HAI DA GRIDARE, CHE COSA VUOI
Vittorio: (soddisfatto si avvicina al gabinetto ) NO NIENTE, CERCAVO UNA COSA CHE MI SERVIVA, MA POI LHO TROVATA.(battendo alla porta) VERO CHE L HO TROVATA
Gennaro :(come se stesse facendo uni sforzo) SI, L HAI TROVATA
Pupetta: MA CHILL STA NATA VOTA DINT O CESS
Vittorio: SI SAR EMOZIONATA SENTENDOTI ARRIVARE
Pupetta: E COME SI EMOZIONA BRUTTO, FILOMENA MI SA CHE E SCHIARITA UNA BRUTTA GIORNATA, LAMPI E TUONI
Filomena : PUPETTA IO SENTO SOLO I TUONI (cosi dicendo le due donne escono)
(Gennaro esce dal bagno e senza dire una parola prende il vestito e lo consegna al fratello)
Gennaro: SENTIMI BENE, IO STAR PERDENDO I SENSI PER FARE QUELLO CHE STO FACENDO, (un attimo di titubanza) QUA STA IL VESTITO. (poi avvertendolo) MA STAMMI BENE A SENTIRE, VEDI CHE STASERA ME LO DEVI RIPORTARE COSI COME STA, E DI ALLA SIGNORINA CHE NON CI DEVE ESSERE NEMMENO UN FILO FUORI POSTO, PERCH VERO CHE MIA MOGLIE MI PU MANDARE ALLOSPEDALE, MA STATT SICUR CA IO TI MANDO AL CIMITERO, CI SIAMO SPIEGATI !
Vittorio: COME SEI CATASTROFICO, DAMMI QUA LO TRATTER COME UNA RELIQUIA, (precisano e alludendo) E POI LA SIGNORINA NON LO INDOSSERA PER MOLTO TEMPO, TU CAPISC A ME (ripete) OL (cosi dicendo esce)
Scena 5
Personaggi: Gennaro, Filomena, S.ra Cecere e poi Vittorio
Gennaro: (guarda Vittorio che esce poi esclama) SE QUANDO ME LO PORTA SUCCESSO QUALCOSA AL VESTITO (ci pensa su) GLIELO ARRAVOGLIO NGANN, (glielo avvolgo alla gola) OLE(cosi dicendo si accinge a sistemare la lavanderia poi prende un giornale sportivo e sempre aspettando la notizia su Maradona commenta)E TE!,TE!, MARADONA E CHE GIOCATORE, CHE GIORNATA MEMORABILE,(ci pensa su) LA CURVA, SI, MI DEVO FARE LABBONAMENTO DELLA CURVA, CHE DEVO FARE CON I DISTINTI, IO DEVO ANDARE NEL CUORE DELLA TIFOSERIA.
(entra nel frattempo anche Filomena intenta a sbrigare le normali faccende)
Filomena: (che si lamenta sempre, parla tra se senza far caso al cognato) QUANTE CAMICE, NON FINISCONO MAI, MA A CHI HO FATTO DEL MALE, M PARE NU GIRONE E LINFERO E DANTE, O GIRONE DE CAMMISE PERDUT
(entra in Scena la S.ra Cecere, la moglie del boss del quartiere Don Raffaele Cecere.E una signora abbastanza appariscente, palesemente ignorante, con una grossa collana doro in evidenza e altrettanti anelli e bracciali tutti in oro, cos da far capire che non ha problemi a camminare per Napoli tutta ingioiellata, senza che alcuno tenti di rapinarla.I due che sanno dellattivit illecita del marito della donna, faranno finta in un primo momento di non vedere la signora, poi si rimproveranno uno con laltra del fatto che c una cliente da servire, cos da far capire al pubblico, che per qualche ragione nessuno dei due ha voglia di servire la signora)
S.ra Cecere : BUON CIORNO
(Gennaro e Filomena parleranno sottovoce)
Gennaro:(riconosce la signora Cecere e non vuole servirla) C GENTE
Filomena : (anche lei come Gennaro) SONO IMPEGNATA NON VEDI? STO STIRANDO
Gennaro: (guarda Filomena) E TRA UNA STIRATA E LALTRA CHE NE DICIAMO DI ANDARE AD ACCOGLIERE I CLIENTI?
Filomena:IO STO LAVORANDO, TU COMM AL SOLITO NON STAI FACENDO NIENTE, VA ,VAI TU
Gennaro: MA IO SONO IL MARITO DI PUPETTA, NON MI TOCCA
Filomena:APPUNTO NON AVEVI DETTO CHE ERI IL PADRONE, E TOCCA A LUI ACCOGLIERE I CLIENTI
Gennaro:TI HO DETTO CHE DEVI ANDARE TU, ALTRIMENTI VENG LOC E TI NZEVO (ti ungo) TUTTE LE CAMICE, (perentorio) CI SIAMO SPIGATI
(Filomena cede a va verso la signora)
S.ra Cecere : FILOMENA E CI VUOLE TUTTO QUESTO TEMPO, E CHE MANIERE SO
Filomena : (un po imbarazzata e titubante) E MI DOVETE SCUSARE STAVO FINENDO UNA CAMICIA UN POCO DIFFICILE DA STIRARE, MA DITE A ME, COSA DOBBIAMO FARE?
S.ra Cecere : ECCO QUA LO VEDI QUESTO UNA GIACCA DI MIO MARITE
Filomena : (impaurita) MA CHI DON RAFFAELE?
S.ra Cecere : (contrariata)MA PERCH QUANTA MARITI TENGO JA
Filomena : (riprendendosi) NO DICEVO, DON RAFFAELE HASPORCATO LA GIACCA?
S.ra Cecere : MA QUANTO MAI SONGO STAT JA , E DEVI SAPERE CHE LUI CI TIENE ASSAI A QUESTA GIACCA, LHO COMPRATA DA BARBARO SOTTO LA GALLERIA E LHO PAGATA UN MILIONE, HAI CAPIT NU MILIONE, GLIELHO REGALATA IO PER IL NOSTRO ANNIVERSARIA
Filomena : SI SI AGG CAPIT, (poi notando lenorme anello della donna e per farla rilassare) SIGNO, COMPLIMENTI E CHE CICERO PORTATE AL DITO, ANCHE QUESTO E UN REGALO
S.ra Cecere : E NATURALO, TRE CARAT E MEZZO
Gennaro: (che ascoltava da lontano facendo capolino dal giornale mimando il gesto) SI!, PURE CINTURA NERA
S.raCecere:(vantandosi)RAFELE, ME LO RECALOQUANTO MI ACCANUSCETTE(sognando ad occhi aperti) NUN E PE ME BUFFUNIA(non per vantarmi), MA IO ERA NA GRANDA BALLARINA, LA STAR DO LIDO 21(sentenzia) , M CHIAMMAVAN NANNINNELA A BALLERINA, PROPRIO ACCUSI MI CHIAMMAVANO, E FUIE LA CHE NA SERA LAMMOR MIO SANNAMURAIE E ME
Filomena : OVER! ALLORA FUIE NU COLP E FULMINE
S.ra Cecere : NO E NA SCARP
Filomena : NA SCARP?
S.ra Cecere : PROPRIA ACCUSSI, NA SERA MENTR BALLAVO, AIZAI A COSC, M VULAI NA SCARP, E LO CUGLIETT NFRONT(mi vol una scarpa e lo colsi in fronte)
Gennaro: A RISICO DI UCCIDERLO (rischiando di ucciderlo)
S.ra Cecere : NO, ISS VULEVA ACCIDERE A ME, MA PO QUANT VENETT ARET E QUINT(ammiccando) O FACETT CAGNA PARERE (lo feci cambiare parere)
Gennaro: HO CAPITO GLI FACESTE DA INFERMIERA
S.ra Cecere : (maliziosa) PROPRIA ACCUSSI. (poi quasi dolce) PIRCIO MIO MARITE CI TIENE ASSAI ALLA MIA FIGURA, NON MI FA MANCARO MAI NIENTE, TUTTO QUELLO CHE IA DESIDERA, LUI ME LO ACCATTA. ANCO IO CI TENGA A LUI E NON VOGLIO CHE SI ARRAGGEA (arrabbia). (cambiando tono e diventando quasi minacciosa) PIRCIO VERITE COMM ATA FA, CHEST A MACCHIA(mostrandola), PURE SE E PICCERELLA, ADDA SCOMPARI, (a mo di minaccia) NUN TANTO PER ME, AL MASSIMO M PO FA NA CAZZIAT, MA PE VUIE, (riferendosi al marito)O SAPIT COMM FATT, CHILL SUBBITO PERD A PAZIENZ
Gennaro :(posa di botto il giornale e interviene, togliendo la giacca dalle mani della donna)
P AMMOR E DIO, DATEMI QUA, VEDIAMO CHE SI PUO FARE .(osserva) AH, MA E UNA COSA DI NIENTE, NON VI PREOCCUPATE LA MACCHIA SCOMPARIR CERTAMENTE, FATE UNA COSA VENITE OGGI POMERIGGIO CHE LO TROVERETE PULITO
S.ra Cecere :MARRACCUMANN, TRATTATELA CU DELICATEZZA, NUN A SCIUPAT, CI VEDIMM OGGI POMERIGGIO (esce)
(Gennaro con il capotto in mano lo porta come se fosse un bomba che pu esplodere e camminando lentamente si avvicina al banco)
Filomena :(urlandogli alle spalle) MA CHE DITT, OGGI POMERIGGIO
Gennaro : (che dalla paura lancia la giacca in aria come fosse esploso)
MAMM DO CARMINE, MA CALLUCCA FA, TU ACCUSSI MI FAI MORIRE
Filomena : MA COMM NUIE TENIMM TUTTI STI PANNI DA STIRARE E TU GLI VAI A DIRE CHE O CAPPOTT E PRONTO IL POMERIGGIO, MA CHI LO FA
Gennaro :(volgendosi a lei con una finta calma)FILOMENA, FORSE TU NUN E CAPIT NA COSA, CHI HA PURTAT STA GIACCA?
Filomena : A SIGNORA CECERE
Gennaro: BRAVA, E CON CHI SPOSATA LA SIGNORA CECERE?
Filomena : CON DON RAFFAELE CECERE (roteando la mano a far capire che sta parlando del boss del quartiere)
Gennaro: BRAVISSIMA, ALLORA, NOI VOGLIAMO O NO, A RISCHIO E CI METTERE TUTTI E TRE VICINO A STA MACCHIA PER FARLA SCOMPARIRE, LA GIACCA DEVE ESSERE PRONTA OGGI POMERIGGIO. ALTRIMENTI DON RAFFAELE, HAI SENTITO, SI PU SPAZIENTIRE, VIENE QUI, (gridando) CI FA SCOMPARIRE A NOI CU TUTTO IL MAGAZZINO. (ritorna calmo) CI SIAMO SPIEGATI, ANZI FA NA COSA, ME NE OCCUPO IO PERSONALMENTE, NON SI PUO MAI SAPERE, TU PUOI FA QUALCHE FESSERIA, VAI DI LA A DARE UNA MANO A PUPETTA, CHE IO MI DEVO CONCENTRARE SULLA MACCHIA
Filomena : ME NE VADO, SI, MEGLIO CHE ME NE VADO, (riflettendo)SE NE OCCUPA LUI, NUN HA MAI FATTO NIENTE
(Gennaro come se stesse disattivando una bomba prende la giacca e lo esamina con cura)
Gennaro:QUESTA LA MACCHIA, SICURAMENTE ANDR VIA, FAMMI VEDERE SE CE NE QUALCUN'ALTRA, NON SI PU MAI SAPERE, NO QUESTA NO, QUA E PULITO. (poi sotto mano sente un gonfiore come se ci fosse un fazzoletto dimenticato allinterno della giacca) E QUA CHE CI STA, SAR UN FAZZOLETTO DIMENTICATO NELLA TASCA (inserisce la mano nella tasca) MA QUA NON C NIENTE, MA PI GI NELLA FEDERA CI SAR UN BUCO. (spaventato)MAMMA DEL CARMINE, MO SI PENSERANNO CHE LHO FATTO IO, (infila la mano sempre piu in fondo) MA CHE UN POZZO, NON FINISCE MAI, ECCO QUA LHO PRESO, STA INCASTRATO, ECCO QUA STA USCENDO, MA CHE UN PARTO, MA CHE STA COSA , NON MI SEMBRA UN FAZZOLETTO
(sfila la mano e ne tira fuori una busta trasparente con dentro della polvere bianca)
Gennaro: E CHE COSE STA ROBA (la gira e la rigira tra le mani cercando di capire, anche se un sospetto ce lha, nel frattempo rientra in scena Vittorio che, non visto di spalle, chiede al fratello)
Vittorio: CHE TIENI IN MANO?
(Gennaro sobbalza ed in automatico nasconde la busta dietro la schiena)
Gennaro: CHI ? MADONNA, AH SI TU?
Vittorio: COSA STAI NASCONDENDO?
Gennaro: IO, NIENTE, NON STO NASCONDENDO NIENTE
Vittorio: COME NIENTE, E CHE COSE QUELLA BUSTINA CHE AVEVI IN MANO
Gennaro: ( negando levidenza) BUSTINA, MA QUALE BUSTINA
Vittorio: GENNARO, HO VISTO CHE AVEVI UNA BUSTA BIANCA IN MANO, ME LA FAI VEDERE O DEVO CHIAMARE PUPETTA DI NUOVO?
Gennaro:PER AMOR DI DIO NON CHIAMARE NESSUNO (e come un automa consegna la busta al fratello il quale la guarda e subito capisce)
Vittorio:MA QUESTA COCAINA?
Gennaro: CACA CHE?
Vittorio: COCAINA, DROGA, STUPEFACENTE, IGNORANTE, (poi inquisitorio) DOVE TE LA SEI PROCURATA
Gennaro: MA CHE COSA, CHE STAI DICENDO, CHE MI PROCURO LA DROGA IO
Vittorio: E CHE NE SO, NON SI PU MAI SAPERE, MAGARI PER ARROTONDARE LATTIVIT DELLA LAVANDERIA TI SEI MESSO A SPACCIARE
Gennaro: MA ALLORA SI SCEMO, NON MIA, LHO TROVATA QUI DENTRO, IN QUESTA GIACCA
Vittorio: NELLA GIACCA E DI CHI ?
Gennaro: E DI DON RAFFAELE CECERE
Vittorio: (accompagnato con dei movimenti della testa) QUEL DON RAFFAELE L?
Gennaro:PERCH QUANTI NE CONOSCI (ancora una volta dolori di pancia e si massaggia) MADONNA DI NUOVO (e si avvia al bagno)
Vittorio: (lo ferma) DOVE VAI, SENTI A ME, MEGLIO CHE TI CACHI SOTTO, BISOGNA RISOLVERE QUESTA COSA
Gennaro: E CHE DOBBIAMO RISOLVERE, LA RIMETTO A POSTO E BUONA NOTTE AI SUONATORI
Vittorio: MA CHE METTERE A POSTO, QUELLA POLVERE, SI DEVE LAVARE LA GIACCA?
Gennaro: SI
Vittorio: E SE LA LAVI INSIEME ALLA GIACCA SI PU ROMPERE LA BUSTA E SI SCIOGLIE TUTTO
Gennaro: (disperato) HAI RAGIONE E POI DON RAFFAELE SI PU CREDERE CHE ME LA SONO PRESA IO(panico) CHE FACCIAMO?
Vittorio: (pensandoci su e vantandosi dellidea) AH! SE NON CI FOSSO IL FRATELLINO TUO, FAI UNA COSA TOGLILA DA DENTRO, LA NASCONDIAMO IN UN POSTO SICURO, POI DOPO, QUANDO LA GIACCA E ASCIUTTA LA RIMETTIAMO DOVE STAVA, DAMMI QUA (si prende la busta) , ORA VADO IN CUCINA E NASCONDO LA ROBA IN UN POSTO SICURO
Gennaro:(riprende la busta dalle mani del fratello) MA CHE DEVI NASCONDERE, CI PENSO IO, CONOSCO UN POSTO DOVE NON GUARDA MAI NESSUNO
(mentre i due confabulano, sentono rientrare Pupetta, allora Vittorio strappa di mano a Gennaro la giacca al quale rimane solo la busta, che nasconde furtivamente dietro la schiena)
Vittorio: (che era ritornato perch aveva bisogno anche di una bella giacca per il pranzo di gala approfitta della situazione e sotto voce al fratello ) A PROPOSITO IO SONO VENUTO A CHIEDERTI ANCHE UNA GIACCA PER IL PRANZO DI GALA , QUELLA BUONA CHE HO ORMAI SI FATTA VECCHIA,(mostrando la giacca) QUESTA CADE A PENNELLO, E VISTO CHE TI HO RISOLTO LA SITUAZIONE DELLA BUSTINA, IN CAMBIO MI PRENDO QUESTA ,TE LO PORTO DOPO
Gennaro: MA SI STRUNZ, T SI SCURDAT CA SI DEVE LAVARE
Vittorio :(superficiale perch non sa che la giacca serve lavata per il pomeriggio) LA MACCHIA PICCOLA NON SI VEDE PROPRIO E LA LAVI DOMANI (scappa via non facendo in tempo a sentire la risposta del fratello)
Gennaro: MA CHILL SERV PE OGGI,(disperato)SE NE GHIUT, E COMM FACCIO MO, SE NE GHIUT, TU DEVI VEDERE, (guardando la bustina) SO RIMAST CU STA ROBBA IN MANO
(entra Pupetta che nota Vittorio uscire fuori velocemente, mentre Gennaro nasconde tra le mani la bustina)
Pupetta: (nervosa al marito) MA VA SEMP FUIENN CHILLU FRAT DO TUOIE, OGGI NUN HA FATTO MANC NA CONSEGNA, VATTI A FIDARE DEI PARENTI
Gennaro: PUP, OGNUNO PENSA AI PARENTI SUOI, CI SIAMO SPIEGATI
Pupetta: (offesa)MA PERCH CHE TIEN A DICER SU MIA SORELLA
Gennaro:(rigirandosi la busta tra le mani senza farsi accorgersene) CHE TENG A DICERE , NUN DAMM RETT, TO CONT NATA VOTA (te lo dico unaltra volta), MO TENG CHE FA (cosi dicendo entra nel retrobottega, dove c anche la cucina)
Scena 6
Personaggi: Pupetta, Filomena, Calogero e poi Gennaro
Pupetta :(mentre Gennaro esce, Pupetta lo guarda strano) NE MA CHE PASSATO STAMATTINA, MA A PURGA T FOSS IUT NGAP, RINGRAZIA A DIO CHE OGGI ABBIAMO IL DECIMO ANNO DA FESTEGGIARE, CA SE MI VENGONO I CINQUE MINUTI, MI METTO CA CAP E CO PENSIER E TI INTOSSICO I PROSSIMI DIECI
(cosi dicendo si avvicina al bancone per incartare i vestiti pronti per le consegne)
Filomena :(entra uscendo dalla cucina innervosita da Gennaro) E CHE MANIERA, POI DICE CHE IO NUN O POSSO ALLIGERI (DIGERIRE)
Pupetta: CHE STATO, CHE PASSATO PUR TU STAMATTINA
Filomena : CAGGIO PASSAT, MA ADDO LE TRUVAT A CHILLU COS BRUTT E MARITET, NU E BUON NE PER BEVER NE PER SCIAQU
Pupetta: CHE THA FATT
Filomena : EMBE, IO COCC VOT E CHEST, CAINAT (cognato) E BUON ,O RONG NQUOLL(gli do addosso) E (mima il gesto) TE LO MANDO TUTTO SCIPPATO COMM E GATTO SILVESTRO. (Poi spiega) MA COM, IO STAVO SISTEMANDO IN CUCINA, E CHILL ME NE HA CACCIATO COMM NU CANE, (mima il gesto e massaggiandosi una natica) MALLUNGAT PUR NU CAVEC(calcio)
Pupetta:VA BENE, NUN DA RRETT, NON TAPPLICA, LIEV OCCASIONE, QUELLO STA COSI PERCH GLI FA MALE LA PANCIA, FORSE OVERAMENTE AGGIO ESAGERATO CON LA PURGA
Filomena :TU LA PURGA GLIELA DEVI DARE UNA MATTINA SI E UNA NO (e da una mano a Pupetta a confezionare i pacchi)
Pupetta: (Pupetta che ha finito di fare un pacco) QUESTO FATTO, VITTORIO COME AL SOLITO SUO NON CI STA, MO FACCIO NA COSA, LI COMINCIO A PORTARE IO, SE NO STI VESTITI NON LI CONSEGNIAMO NEMMENO PER LA NOTTE DI NATALE (cosi dicendo prende qualche pacco ed esce dal negozio)
(Filomena resta da sola ed intenta con le sue faccende, parlando tra se, mentre nel negozio compare Calogero che si ferma sulla soglia ascoltando le parole della donna , luomo f un grosso respiro, pancia in dentro e petto in fuori. Porta con se un cartoccio di dolci, prende coraggio e si avvia verso la sua amata, fa tre passi e espira ma poi non trattiene il fiato e ritorna nella sua posizione naturale)
Filomena : (prima di accorgersi di Calogero pensa ad alta voce) NO, MO BASTA, MI DEVO METTERE CA CAP E CO PENSIR E MI DEVO TROVARE UN FIDANZATO BELL, AITANTE, OCCHI AZZURI E CHIN E DENARI, CA MI SPOSA E MI FA CAMPARE COME UNA REGINA .(sognando ad occhi aperti)ADDA TEN TANTI E CHILLI SORD CHE MAGGIA PIGLIA DOIE CAMERIERE, UNA PE LAVA E UNA PE STIRA (si volta e vede Calogero che si avvicina)
Calogero: (espira) PUUUUUFFFFFFFF!
Filomena : (sente il sibilo) SI! SI FERMATO IL TRAM(lo guarda infastidita) CAL SOLO VOI CI MANCAVATE STAMATTINA,VEDETE CHE NON GIORNATA, E POI VE LO AVEVO DETTO PRIMA E INUTILE CHE PASSATE (acida come non mai) TANTO IL VESTITO NON PRONTO ANCORA
Calogero: LO SO
Filomena :E CHE CI FACIT LOC, (offesa) SOPRATTUTTO DOPO QUELLO CHE MI AVETE DETTO PRIMA (odorandosi), PER VOSTRA NORMA E REGOLA IO ADDOR E CIUR E ROSE (FIORI DI ROSA)
Calogero: ED ANCHE QUESTO SO, MIA DOLCE PULZELLA, E PER LAPPUNTO SON TORNATO PER DONARVI UN CADEAU
Filomena : NEH, E CAGGIA FA CON IL GAT
Calogero: UN CADEAU, UN PRESENTE, UN DONO, UNA STRENNA PER SCUSARMI DELLA FIGURA GRAMA IN CUI SONO INCAPPATO STAMANI. SONO SFOGLIATE RICCE E FROLLE, PRENDETE SONO CALDE, (ripete) CALDE, CALDE (respiro da innamorato)
(Filomena indifferente girer per il negozio quasi a cercare qualche vestito da stirare, mentre Calogero la seguir da dietro come un cagnolino, con il cartoccio della paste in mano, fino a quando Filomena si fermer al di l dellasse da stiro, attivando il ferro da stiro che comincia a riscaldarsi, mentre Calogero dallaltra parte dellasse. Calogero sempre con in una mano il cartoccio, pogger laltra mano sullasse da stiro)
Calogero: ALLORA CHE DITE LO ACCETTATE QUESTO OMAGGIO, COME SEGNO DEL MIO PENTIMENTO, NE SAREI APPAGATO
Filomena : (Filomena che non l ha ascoltato capisce solo lultima parola) A PAGARE CI PENSATE DOPO, COME AL SOLITO, QUANDO VI DO IL GESSATO
Calogero: E LE SFOGLIATE?
Filomena : (sempre pi scocciata) MA CHE SIETE NA PIMMECE (zecca), NON CE LA FACCIO PIU, E GRAZIE, SE PROPRIO INSISTETE VUOL DIRE CHE CE LI FACCIO MANGIARE AL CANE
(cos dicendo posa inavvertitamente il ferro sulla mano di Calogero, per fortuna il ferro da stiro non ancora del tutto caldo, ci non toglie che Calogero comincia a sentire il dolore emettendo un lamento)
Calogero: (inizia piano e poi sempre pi alto) AAAAAAAAHHHHHH!
Filomena :(che non si e accorta della mano) CAL E CHE RE, VI FATE PRENDERE DALLEMOZIONE, E VERO CHE VI HO CONCESSO E VALLARGA NU POCO (di prendervi qualche confidenza), MA NUN E IL CASO E VESALT E CHESTA MANERA (di questa maniera)
Calogero :(ritirando la mano e dolorante) LA MANO
Filomena : (ha capito invece che Calogero gli ha chiesto la mano) MI VOLETE SPOSARE? (incredula) LO VEDETE , UNA NON PUO DARE NU POC E CONFIDENZA CA SI PIGLIANO IL DITO CON TUTTO IL BRACCIO (detto napoletano)
Calogero :(mostrando la mano) LA MANO, MI AVETE USTIONATO LA MANO (cosi dicendo, urlando scappa via )
Filomena:(si rende conto di quello che e successo) UH MAMMA DEL CARMINE, CHE LAGGIO CUMBINAT, ASPETTATE FACITEM VEDE, ASPETTATE NON CORRETE, CI VUOLE UN POCO DACQUA(cosi dicendo gli corre dietro ed esce anche lei)
(un attimo scena vuota poi entra Gennaro dalla cucina)
Gennaro: MA CHE, NON CI STA NESSUNO, ADDO SO GHIUT TUTTI QUANTI. (poi pensando alla cocaina e vantandosi del nascondiglio) MENO MALE CHE LHO NASCOSTA DINT A NA BUATTA (barattolo) CHE SARANNO SETTE, OTTO ANNI CHE NON SI APRE. (fa il punto della situazione)MO CI STA SOLO IL PROBLEMA E CHILLU STRUNZ E FRATEM CA SE PIGLIATO LA GIACCA E SPERAMM CA TORNA PRESTO.(si avvicina alla radio e come se gli venisse in mente qualcosa) MA FOSSE ARRIVATA LA NOTIZIA E MARADONA, FAMMI ACCENDERE LA RADIO, MO FA IL GIORNALE RADIO (mentre cerca di sintonizzarsi ripete a mo di incitamento) DIEGO, DIEGO, DIEGO, DIEGO. .(la radio non funziona bene e non si sente) MA CHE RE NUN SE SENTE NIENTE, PURE LA RADIO SI STA SCASSANDO,(un p innervosito perch non sente niente) DIE-GO, DIE-GO, DIE-GO, DIE-GO.
CALA LA TELA
Secondo Atto
Scena 1
Personaggi: Gennaro, Ciruzzo
(Gennaro intento a muovere la sintonia della radio che purtroppo non funziona ancora bene e quindi non si sente niente)
Gennaro: (innervosito e rivolto alla radio) CHE PASSATO, PERCH NON FUNZIONI ANCORA?
Ciruzzo :(entra il ragazzo del bar ed ha in mano un vassoio con del caff ) DON GENNARO AMABILE, QUA STA CIRUZZO VOSTRO
Gennaro: (infastidito per il ritardo del barista) CIRU , ERA ORA, MA STU CAFE DA DOVE DOVEVA VENIRE? DAL BRASILE
Ciruzzo: (scusandosi) DON GENNARO AVETE RAGIONE, UN POCO DI PAZIENZA, HO INCONTRATO TRAFFICO
Gennaro:(sarcastico) PERCH SEI VENUTO CON LA MACCHINA, QUELLO IL BAR STA QUA DIETRO
Ciruzzo: NO SAPETE CHE RE, E CA OGNI TRE QUATTRO METRI MAGGIA(mi sono) DOVUTO FERMARE
Gennaro: PERCH LE TAZZE ERANO TROPPO PESANTI?
Ciruzzo: (spiegando) NO MA QUANTO MAI, E CA SO PASSATO PRIMA DA FRANCUCCIO O MECCANICO, POI DA TOTORE O SALUMIER E PER FINIRE DUE CAFF DAI PITTORI CA STANN FERNENN O MAGAZZINO A FIANCO
Gennaro: EMBE, CHE CI VUOLE A PORTARE QUATTRO CAFF.
Ciruzzo: NIENTE , CHE CI VUOLE
Gennaro:ALLORA PERCH TUTTO QUESTO TEMPO,(assaggiando il caff),CHE SCHIFO ME LE FATTO FA PURE FREDDO
Ciruzzo: (enfatizzando)DON GENN, COMMENTAVAMO LE NOTIZIE SU MARADONA
Gennaro: E IO QUA TI VOLEVO, MA PERCH TU TI CREDI CA IO TI HO CHIAMATO PER IL CAFF, QUELLO FA SCHIFO, SIA CALDO CHE FREDDO. (spiegando) IO T HO CHIAMATO PERCH LA MIA RADIO STAMATTINA SI SCASSATA (guarda lorologio) E MO, SO LE QUATTRO E MEZZA ED IO NON AGGIO AVUTO PIU NOTIZIE SU MARADONA, E TU INVECE E CORRERE QUA, VAI IN GIRO A FARE SALOTTO, IAMM BELL, ALLORA CHE SI DICE FUORI, (cambiando subito atteggiamento e mostrandosi molto coinvolto) CE LABBIAMO COMPRATO O NO
Ciruzzo: (desolato) NIENTE DON GENN, NIENTE ANCORA, MA SAR ROBBA DI POCO
Gennaro: (rammaricandosi) NON CAPISCO, MA SI VOGLIONO MUVERE O NO, OGGI E LULTIMA GIORNATA, STASERA SI CHIUDE IL CALCIO MERCATO
Ciruzzo: PERO MHA DETTO TOTOR O SALUMIER CA JULIANO E PARTITO PER BARCELLONA
Gennaro: MA SI SO MESSI DACCORDO (angosciato)
Ciruzzo: NO ANCORA, CI MANCA NATU MILIARDO
Gennaro:(ironico frugandosi come se cercasse qualcosa in tasca) PECCATO CA TENGO SOLO SOLDI E SPICCIOLI
Ciruzzo: NON VI PREOCCUPATE JULIANO E ROBBA BUONA, A CHILL NUN TO FAI
Gennaro: (chiedendolo in modo da rincuorarsi) MA TU CHE DICI CE LO COMPRIAMO ?
Ciruzzo:(con una certa sicurezza) IO PENSO CHE SI (poi sognando ad occhi aperti) MA VUIE CI PENSATE, (maestosamente)DIEGO ARMANDO MARADONA, O GIOCATORE CHIU FORTE DEL MONDO DINT O NAPOLI. DON GENN, IO CE LO DETTO GIA A MIA MOGLIE, MO CHE NASCONO I GEMELLI, NON VOGLIO SAPERE NIENTE, SANNA CHIAMMA UNO DIEGO E UNO ARMANDO
Gennaro: E SI SO FEMMINE
Ciruzzo: E QUAL O PROBBLEMA , UNA DIEGA E UNA ARMANDA
Gennaro: (riflettendoci) HAI RAGIONE NON CI AVEVO PENSATO, DIEGA E ARMANDA CAPECE (il cognome di Ciruzzo) SUONA BENE
Ciruzzo: DON GENNA E CHE SODDISFAZIONI CI DOBBIAMO TOGLIERE
Gennaro:CHE ATTACCO CHE ABBIAMO (elencando) CAFFARELLI, CELESTINI E MARADONA. (a mo di minaccia)UEH, A TORINO CA JUVENTUS CI VADO, SAI COME STARRA NDUFATO LAVVOCATO
Ciruzzo: E NORMALE, IO GIA STO LA, A PROPOSITO (caccia una scatola con su una foto di Maradona e la scritta Per la causa e la mostra a Gennaro)
Gennaro: E CHE RE STA COSA
Ciruzzo: HO ORGANIZZATO UNA COLLETTA
Gennaro:MA PERCHE A FERLAINO CI MANCANO I SOLDI
Ciruzzo: NO, CAT CAPIT, CHEST E LA COLLETTA PER ME, MAGGIA FA LABBONAMENTO DINT E DISTINTI
Gennaro : (introducendo una moneta nella scatola) NORMALMENTE NON LE FACCIO STE COSE, MA SE E PER UNA BUONA CAUSA COME A QUESTA, TE (prendi), CA STA NA BELLA MAZZETTA
Ciruzzo: GRAZIE ASSAIE, E NUN VE PREOCCUPATE, LA DOMENICA VI VENGO A PIGLIA IO CO MOTORINO E CE NE ANDIAMO INSIEME AL SAN PAOLO
Gennaro :E IO SO PRONTO ( tirando fuori da sotto il bancone una bandiera del Napoli) TE TE, GUARDA CHE BANDIERA MI SONO COMPRATO, E TIENI MENTE STA SCIARPA (cercando ancora)ASPETTA NU MOMENTO (tira fuori un poster di Maradona) GUARDA QUANT E BELLO, TALMENTE CHE E BELL CA FOSS CAPAC E M I A CUCCA(a dormire a letto) CU ISSO INVECE CHE CU MIA MOGLIA PUPETTA
Ciruzzo: DON GENNA MI PARE NU SANTO, E DOVE LO METTETE
Gennaro: E DOVE LO METTO, (ci pensa un attimo su) LO METTO NCAP O LIETT
Ciruzzo: E A MUGLIERA VOSTRA ?
Gennaro: SOTTO O LIETT, MA CHE DEVE DIRE, (perentorio)QUA DENTRO COMANDO IO
(si sentono le voci di Filomena e Pupetta che stanno per rientrare)
Filomena : (da fuori) PUPETTA DOVE LI DEVO METTERE QUESTI VESTITI
Pupetta: (da fuori) POGGIALI SUL BANCONE, SONO STIRATI
Gennaro :(panico perch sa che la moglie si arrabbierebbe) MADONNA MIA MOGLIE, (toglie i gadgets dalle mani di Ciruzzo) DAMMI QUA TOGLIAMO TUTTO DA MEZZO,(e nasconde il tutto sotto il bancone)
Ciruzzo: (ironico) DON GENNARO,COMPLIMENTI PER LAUTORITA
Gennaro :(imbarazzato) NO E CHE CENTRA E..E CHE NON GLI VOGLIO FAR PERDERE LA SORPRESA
(entra Filomena che porta con se dei vestiti stirati)
Ciruzzo: AH, E QUA CI STA PURE FILOMENA NOSTRA
Filomena : (acida) GUAGLIO PIGLITI POCA CONFIDENZA, MA CHE USCIAMO NELLO STESSO STATO DI FAMIGLIA
Ciruzzo :(sdegnato per la risposta) MAMMA MIA BELLA, E CHE DELICATEZZA
Gennaro: (scusandosi) NON LA DAR RETTA, LA VEDI A QUELLA, E PEGGIO DEL CAFFE VOSTRO SENZA ZUCCHERO E CON IL LIMONE DENTRO
Scena 2
Personaggi: Gennaro, Ciruzzo, Filomena, poi Pupetta
(entra in scena Pupetta e porta con se una bella torta di cioccolato ricoperta da uno strato di zucchero a velo e con sopra due candele a forma del numero dieci)
Pupetta: ( raggiante per lanniversario che vuole festeggiare) GENNARO HAI VISTA CHE BELLA TORTA CHE TI HO PREPARATO (riferendosi agli anni) DIECI, CHE BEL NUMERO
Ciruzzo: (credendo che il numero si riferisce alla maglia di Maradona) DON GENNARO MA LA MOGLIE VOSTRA E PIU TIFOSA DI VOI. (alla donna) DONNA PUPETTA ALLORA LA DOMENICA ANDIAMO TUTTI INSIEME
Gennaro:(Gennaro che naturalmente si dimenticato dellanniversario dellattivit, la richiama perch ha fatto qualcosa di sbagliato) PUPETTA, MA NON SI SA ANCORA NIENTE, QUELLO PORTA PESTE FESTEGGIARE PRIMA CHE LA NOTIZIA SIA UFFICIALE (specificando) LO DOBBIAMO LEGGERE SOPRA AL GIORNALE
Pupetta: NEH MA CHE STAI DICENDO, MA PERCHE IL MATTINO SA CHE NOI FACCIAMO DIECI ANNI DI ATTIVITA
Gennaro :(riprendendola per lequivoco) TANNA ACCIDERE, IO MI CREDEVO CHE STAVI FESTEGGIANDO MARADONA
Pupetta : (arrabbiata e delusa) POI DICE CA UNO GLI DA LA PURGA PER SBAGLIO, COME SI PUO FARE TIENE SEMPE A STESSA CAP, TU E STU NAPOLI, PUO PURE CADERE IL MONDO, BASTA CHE VA BENE IL NAPOLI, (sentenziando)CHE MARITO INUTILE
Filomena: (acida come al solito) VOGLIO PROPRIO VEDERE SI STU MARADONA NON VIENE A NAPOLI, TU CHE FAI!
Gennaro:(perentorio)TACCIDE, E (proprio cos), TACCIDE. (Poi terrorizzato) VADE RETRO SATANA, (prendendo un corno e porgendolo anche a Ciruzzo) CIRU TE FATTI UN STRUSCIATA, CA CHEST E PEGGIO E NA CIUCCIUETTOLA.(minacciando poi la cognata) FILOMENA, NON PUO SUCCEDERE, MA SE SUCCEDESSE T DONG FUOC MIEZ O CARMINE, COME SI FACEVA CHE STREGHE, PERCHE QUELLO SEI UNA STREGA, E PER GIUNTA ZITELLA.(a Ciruzzo) UNA POTENZA CIRU, UNA POTENZA, FA SECCARE LACQUA DENTRO IL MARE
Ciruzzo: (impressionandosi e toccandosi) E MEGLIO CHE MO ME NE VADO,SI DOVESSE CONCENTRARE SU DI ME ,QUESTA MI FA CADERE A FACCIA A TERRA CON TUTTA LA GUANTIERA
Filomena: (quasi con soddisfazione) CIRU NON TI PREOCCUPARE, NUN SO ANCORA ACCUSSI PUTENT, MA MIGLIORO GIORNO PER GIORNO
Pupetta : CIRUZZO MA NON DARGLI RETTA, TU LO STAI PURE A SENTIRE A QUEL BUFFONE DI MIO MARITO
Ciruzzo:DON GENNARO, IO VADO, CASO MAI TORNO DOPO SE HO SAPUTO QUALCHE NOTIZIA FRESCA. (a Filomena) FILOME MI RACCOMANDO, (a Pupetta)DONNA PUPETTA, STATEMI BENE, CI VEDIAMO PIU TARDI
Pupetta : VA BENE, E MO CHE TORNI TI MANGI PURE UNA FETTA DI TORTA CO NOI PER BUONAUGURIO
Ciruzzo: E SOLO NU PIACERE, (uscendo) CI VEDIAMO (esce)
Pupetta: (al marito) MA CHE ANIMALE CHE SEI. (si accinge a tagliare la torta fette) NON TE LO MERITI, MA TE, PIGLIATI UNA FETTA DI TORTA CHE SARA VENUTA UNA SQUISITEZZA, LHO FATTA CON IL CUORE. (puntualizzando e allo stesso tempo ironica) PERCHE IO CI TENGO A QUESTO ANNIVERSARIO
Gennaro: (capisce che la moglie si offesa e cerca di riparare ) MA COME PUPETTA MIA, PURE IO CI TENGO ASSAI
Pupetta : MA STATTI ZITTO CA TU TIENI SOLO AL NAPOLI
Gennaro:(finto e viscido) MA QUANTO MAI, PERCHE DICI COSI
Pupetta : (infastidita dallatteggiamento)TE, MANGIATI UNA FETTA
Gennaro: (come un lecchino) CON TUTTO IL CUORE AMORE MIO, MA NON POSSO PROPRIO, (si tocca la pancia) TI SEI SCORDATA CHE NON STO BENE CON LA PANCIA
Filomena:(vede che il cognato sta facendo finta con la moglie) NON TI MUOVERE (Gennaro si ferma con la mano sulla pancia, Filomena si avvicina gli prende un dito e glielo avvicina allorecchio) NON TI MUOVERE, COMM SI BELLO ACCUSSI PAR PROPRIO NAPOLEONE
Pupetta : (sorridendo) HAI RAGIONE, TE FILOMENA (gli porge la fetta che stava prima offrendo a Gennaro) ASSAGGIA, COME E VENUTA?
Filomena: (assaggia) E BUONA, FORSE, NON SO, UN POCO SALATA
Gennaro: (riprendendo la cognata e difendendo la cucina della moglie) QUELLA E LA BOCCA TUA CHE E SALATA, TU COSI SEI FATTA, NZIPIDA FUORI E SALATA DENTRO. PUPETTA NON LA DAR RETTA CHE TU SEI BRAVA A FARE LE TORTE
Pupetta: (assaggia a sua volta) FILOME HAI RAGIONE, SI SENTE UN PIZZICO E SALATO, (cercando di scusarsi) FORSE AVRO MESSO UN PO DI BICABONATO IN PIU(poi orgogliosa) PERO E BUONA, MANGIA (e continua a mangiare tutta la fetta cosi come Filomena)
Scena 3
Personaggi: Gennaro, Filomena, Pupetta poi la Signora De Carlis
Gennaro:(ruffiano) MI RACCOMANDO NON VE LA MANGIATE TUTTA, CONSERVATEMI UNA FETTA, CASO MAI MI FACCIO LA ZUPPA DI LATTE DOMANI MATTINA
Pupetta: NON TI PREOCCUPARE E BELLA GRANDE, PERO ORA LA TAGLIO A FETTE E LA LASCIO QUI, COSI LA POSSIAMO OFFRIRE AI CLIENTI CHE VENGONO COME AUGURIO, DOBBIAMO FESTEGGIARE
Gennaro: (a Filomena) E MI RACCOMANDO A TE, UN PO LA FACCIA ALLEGRA, CHE STIAMO FESTEGGIANDO, TU PARE SI APPENA TORNATA DA UN FUNERALE
Filomena:(sarcastica) GENNARO MI DISPIACE ASSAI MA NON ERA UN FUNERALE (sentenziando) TU STAI ANCORA BUONO
Gennaro: (alla moglie) LO VEDI, CHE E SEMPRE LEI CHE COMINCIA
Pupetta: E GHIAMM, TUTTI E DUE PARITE DUE CREATURE, NON VI SOPPORTO PIU, PER UNA VOLTE FINIAMOLA QUA E FATE PACE, SU STRINGETEVI LA MANO
Gennaro:(ritirandosi la mano a mo di paresi) NON LA MANO NO, MI SERVE
Pupetta: GHIAMM GENNA, NON FA O NSIPIDO (cosi dicendo avvicina i due e gli fa stringere la mano anche se loro non si guardano in faccia) E MO TORNIAMO AL LAVORO. FILOMENA CHE SI DOVEVA FARE DI URGENTE?
Filomena: A SI ! SI DOVEVA LAVARE LA GIACCA DELLA SIGNORA CECERE, (cercando) MA NON LA VEDO PIU IN GIRO,(a Gennaro e come se non avessero mai fatto pace) UEH A TE, ADDO LE MIS (dove lo hai messo)
Gennaro :(a sentire nominare la giacca a Gennaro gli torna in mente lincubo della droga e del fratello ) MADONNA A GIACCA, SI STA SCIOGLIENDO LA PANCIA, ME NE ERO PROPRIO SCORDATO. (fingendo a Filomena) NON TI PREOCCUPARE CHE SE ERA PER TE QUANTO LO CONSEGNAVAMO, LHO MESSO GIA A LAVARE. (cosi dicendo si tocca la pancia perch sia la purga sia la paura stanno facendo effetto) MO TOGLIETEVI DAVANTI CA DEVO ANDARE A FARE UNA TELEFONATA (cosi dicendo corre verso il bagno e ci entra)
Pupetta :(si avvicina alla porta del bagno e bussando) VEDI DI NON FARE NESSUNA INTERCONTINENTALE, CI SIAMO SPIEGATI, CHE SE SI SENTE DI NUOVO LA PUZZA, CHIAMO LUFFICIO IGIENE E TI FACCIO ARRESTARE. (alla sorella) MA QUANTA PURGA GLI HO DATO A QUESTO?
Filomena: E SI NUN O SAI TU!
(entra in scena la signora De Carlis in evidente stato di agitazione. Di base antipatica alle due donne, per tutte le arie che normalmente si d)
S.ra De Carlis: DOVE, (ripete) DOVE PER TUTTI I NUMI (cosi dicendo cerca tra i vestiti che stanno alla sua vista)
Pupetta : (alla sorella) MA CHE HA PASSATO QUESTA?
Filomena: E CHE NE SO GLI AVRA FATTO MALE QUALCHE COSA
Pupetta: SIGNORA, MA NON VI SENTITE BENE, VOLETE UN BICCHIERE DACQUA
S.ra De Carlis: MA QUALE ACQUA DOVE, LO VOGLIO SUBITO VEDERE, DOVE LAVETE NASCOSTO (continua a rovistare anche tra le camice che aveva stirato Filomena maltrattandole)
Filomena: SIGNO, (terrorizzata solo allidea di dover ristirare le camice) MA CH SANG DA MISERIA STAT CUMBINANN (ma che sangue della miseria state facendo) LA VOLETE FINIRE CA ME LE STATE FACENDO UNA CHIAVICA STE CAMMICE, IO MO LE HO FINITE DI STIRARE, CHI LADDA FA NATA VOT (chi lo deve fare unaltra volta)
S.ra De Carlis: SENTITE ME LO FATE VEDERE O NO
Pupetta :(non sapendo ovviamente niente del vestito ne lei ne Filomena perch non cerano quando e stato consegnato,urlando) SIGNO, MA CHE VAGGIA FA VEDE?
(La S.ra De Carlis per lo spavento ritorna in se e recuperata la calma si siede su una sedia e spiga)
S.ra De Carlis: SE NON VI DISPIACE VORREI VEDERE IL MIO VESTITO
Pupetta: (cadendo dalle nuvole) SCUSATE, MA QUALE VESTITO, OGGI LA CAMERIERA VOSTRA NON E PROPRIO VENUTA
S.ra De Carlis: MA QUALE CAMERIERA, IL VESTITO L HO PORTATO IO CON LE MIE MANI
Pupetta:VOI, E COME MAI
Filomena: (alla sorella sarcastica) SARRA MORTA A CAMERIERA
Pupetta: ALLORA SE LAVETE PORTATO VOI (non credendola pensando che la donna stia vaneggiando) FATEMI VEDERE LA BOLLETTA
S.ra De Carlis: LA BOLLETTA E COSE LA BOLLETTA
Filomena:LO SCONTRINO LA RICEVUTA, COME LO CHIAMATE VOI
S.ra De Carlis: IO NON HO NESSUNA RICEVUTA, NELLA FRETTA L HO LASCIATA A CASA
Pupetta: EMBE SIGNORA DE CARLO
S.ra De Carlis:(sottolineando la esse)DE CARLIS, PREGO
Pupetta: (infastidita)SI DE CARLISSS, COME DITE VOI, IO DICO, COME FATE A DIRE CHE ABBIAMO UN VESTITO VOSTRO, SENZA OFFESA,VI VEDO UN PO AGITATA, NON E CHE A PRANZO AVETE FESTEGGIATO (alludendo f il segno di bere)
S.ra De Carlis: MA COME VI PERMETTETE, IO SONO ASTEMIA, CHE FATE NON MI CREDETE, DOMANDATELO AL SIGNOR GENNARO, IO L HO DATO A LUI IL VESTITO
Pupetta: A MIO MARITO?
S.ra De Carlis: SI PROPRIO A LUI, DOV E, FATE PRESTO, DOMANDATEGLIELO
Pupetta: (titubante)E ADESSO E IMPEGNATO MIO MARITO (pausa), STA TELEFONANDO NEL SUO UFFICIO
S.ra De Carlis: E DURA MOLTO QUESTA TELEFONATA
Filomena: (annusando) NON CREDO, E UN URBANA
S.ra De Carlis : (sollecitando) SU , SU DOMANDATEGLIELO, E VEDETE COSA VI RISPONDE
(Pupetta si avvicina al bagno e bussa alla porta)
Pupetta: GENNARO?
Gennaro:(da dentro e affaticato) CHE CE, CHE VUOI, NON VEDI CHE STO IMPEGNATO
Pupetta: GENNARO VEDI CHE QUI CE LA SIGNORA DE CARLO
S.ra De Carlis: DE CARLIS, PREGO DE CARLIS
Pupetta: SIGNORA E ME LO FATE DOMANDARE O NO? QUELLO GIA E PERICOLOSO A STARE QUA VICINO
S.ra De Carlis: E VOI MI SBAGLIATE IL COGNOME, DE CARLIS CON LA ESSE
Pupetta: E VA BE MO NON E IL MOMENTO DI PUNTAULIZZARE.(al marito)GENNARO QUI CE LA SIGNORA DE CARLISSSSSS(allungando la esse, poi alla donna) VA BENE COSI (S.ra De Carlis annuisce), CHE DICE CHE STAMATTINA HA PORTATO UN VESTITO ,TU SAI NIENTE?
Gennaro: (emette un urlo) AHHHH!
Pupetta: UEH, MA CALLUCC A FA. (alla donna) SCUSATE, DEVE ESSERE CADUTA LA LINEA
Filomena: (di contro scena) PROPRO ACCUSSI ! SI SARRAROTTA I DENTI DAVANTI
Pupetta: GENNARO INTERROMPI STA TELEFONATA E GHIESC SUBITO QUA FUORI. (alla donna) ESCE SUBITO
(Gennaro esce guardingo dal bagno e viene subito assalito dalla S.ra De Carlis)
S.ra De Carlis: VI PREGO, RIDATEMI IL VESTITO, SONO DISPERATA E IN GIOCO LA MIA REPUTAZIONE
Gennaro: (imbarazzato perch non ha con se il vestito cerca di prendere tempo per pensare a qualcosa) SIGNORA DE CARLO, MA CALMTEVI, SPIEGATEVI MEGLIO
S.ra De Carlis: (sottolineando) DE CARLIS
Gennaro: SIGNO MANCO NELLA DISPERAZIONE VI SCORDATE LA ESSE, ALLORA FATEMI CAPIRE
S.ra De Carlis:MI SPIEGO, SONO STATA INVITATA ALL HOTEL ECXCELSIOR, AL PRANZO IN ONORE DEL CONSOLE SPAGNOLO
Gennaro: (preso dal panico risponde in automatico gridando) OLE
Pupetta: GENNA, MA FUSS USCITO PAZZO, CHE PASSATO
Gennaro: (imbarazzato) ERA PER CREARE LATMOSFERA
Pupetta: E TO FAI VENI ACCUSSI BRUTTO, (poi alla signora) CONTINUATE PREGO
S.raDeCarlis:TUTTO PROCEDEVA BENE FINO A QUANDO LE MIE AMICHE (sottolineando) NEMICHE, MI HANNO FATTO NOTARE CHE NELLA SALA CERA UN'ALTRA INVITATA CON UN ABITO UGUALE A QUELLO CHE IO AVEVO INDOSSATO IERI IN UN ALTRO RICEVIMENTO. (a Gennaro) COME VI HO SPIEGATO STAMATTINA I MIEI VESTITI SONO PEZZI UNICI
Filomena: (sempre acida mentre stira) E ALLORA
S.ra De Carlis: IO GLI HO FATTO NOTARE CHE SICURAMENTE CERA UNA QUALCHE DIFFERENZA CON IL MIO, E COSI HO CERCATO DI AVVICINARMI A QUELLA TIPA, MA QUANDO MI SONO TROVATO A QUALCHE METRO DA LEI.TRATRAC
Gennaro :(urla terrorizzato) SE STRACCIATO O VESTIT
Pupetta: GENNA, MA ALLORA SI SCEMO
S.ra De Carlis: NO COSA HA CAPITO, TRATRAC, SI E APERTO IL BUFFET
Gennaro :(tra se) DEVI PASSARE UN GUIO, IO MI CREDEVO CHE SI ERA STRACCIATO
S.ra De Carlis: E COSI E SCOMPARSA NELLA MISCHIA,(sentenziando) PERO SONO RIUSCITA A CONTARE I BOTTONI CHE AVEVA SULLE MANICHE, ERANO QUATTRO
Filomena: (acida tra se) AVIMM CAPITO CA SIGNORA SAPE CONTARE
S.ra De Carlis: INVECE SONO SICURA CHE IL MIO NE HA CINQUE, QUINDI ORA SE ME LO MOSTRATE IO APPURO QUESTA COSA, E MI TRANQUILLIZZO. ALTRIMENTI SE NON E COSI CITERO PER DANNI MORALI GIMBATTISTA GHETTA
Gennaro: (sempre pi imbarazzato e cominciandosi a torcere dal dolore di pancia, tenta di ritornare in bagno, ma la moglie lo blocca, interponendosi tra lui e la porta con le braccia allargate) IO DEVO TELEFONARE
Pupetta: CI VAI DOPO
Gennaro: MA IO MI TELEFONO SOTTO
Pupetta: PRIMA DEVI DARE IL VESTITO ALLA SIGNORA
Gennaro:(prende coraggio imbarazzato) SIGNORA DE CARLISSSSS(allungando molto la esse credendo che ci possa far piacere alla donna) IL VESTITO ORA STA IN LAVATRICE, E QUELLA E TUTTA AUTOMATICA SE NON FINISCE IL CICLO NON SI APRE
S.ra De Carlis: E QUANTO TEMPO DURA QUESTO CICLO
Filomena: NORMALMENTE UNA MEZZORA
Gennaro: MA STATTI ZITTA TU STAI SEMP MIEZ, MA CHE NE SAI , CHE LE FATTO TU IL PROGRAMMA?
S.ra De Carlis: ALLORA QUANTO TEMPO?
Gennaro: (si guarda lorologio) E MENTRE VANNO E VENGONO, UN PO SU UN PO GIU, A DESTRA E A SINISTRA, UN ORA,UN ORA E MEZZA SEMPRE CI VUOLE
Pupetta: GENNA, MA E CHI STAI PARLANDO
Gennaro: (confuso perch si stava facendo scoprire) IL DETERSIVO, CHE CAPITO, MENTRE VA, TROVA LA MACCHIA, LA SCIOGLIE E TORNA, TANTO CI VUOLE, PERCIO(come sopra) SIGNORA DE CARLISSSSSS, CI VEDIAMO VERSO LE SEI
S.ra De Carlis:NO E CHI SI MUOVE, CHI RESISTE A CASA NELLATTESA, ASPETTERO QUI TUTTO IL TEMPO CHE CI VUOLE
Gennaro: (panico) MA VUI CHE STATE DICENDO
Pupetta: NEH GENNARO MA TI VUOI CALMARE, SE ALLA SIGNORA FA PIACERE DI ASPETTARE QUI , QUALE IL PROBLEMA
Gennaro: MA FUSS SCEMA, E CHE ABBIAMO FATTO LA SALA DATTESA. QUA ABBIAMO DA FARE, DOBBIAMO LAVORARE, DOBBIAMO PRODURRE, MICA POSSIAMO AVERE GENTE TRA I PIEDI, E POI NON ABBIAMO NEMENO UNA RIVISTA COME LO PASSA IL TEMPO LA SIGNORA
Filomena: GLI DIAMO UNA FETTA DI TORTA
Gennaro: E VEDI SE NON RISPONDE SEMPRE IN MEZZO
Pupetta: SI HAI RAGIONE, MANGIATE NELLATTESA UNA FETTA DI TORTA, LHO FATTA IO CON LE MIE MANI, OGGI FESTEGGIAMO DIECI ANNI DI ATTIVITA (le porge una fetta che contemporaneamente Gennaro le toglie dalle mani)
Gennaro: MA LA SIGNORA LA TORTA NON SE LA PUO MANGIARE, LA CIOCCOLATA GLI FA MALE
Pupetta: (gli strappa la fetta dalle mani) NUN FA O SCUSTUMATO, NUN FA LINGORDO, NON TI PROCCUPARE LA FETTA PER TE RIMANE, TE LA METTO DA PARTE, E POI TU CHE NE SAI , PUR ESSA NON STA BENE CON LA PANCIA?
S.ra De Carlis: NO COSA DICE, ANZI A ME LE TORTE AL CIOCCOLATO PIACCIONO DA IMPAZZIRE(cosi dicendo la mangia con eleganza, mentre Gennaro comincia ad essere nervoso)
Scena 4
Personaggi: Gennaro, Filomena, Pupetta, S.ra De Carlis, Don Raffaele Cecere e la S.ra Cecere
(Entrano in scena don Raffaele Cecere e la moglie , che abbiamo gi incontrato al primo atto, questultima ha una vistosa medicazione sulla testa e si lamenta.)
S.ra Cecere: (lamentandosi) AHHH! E NON BUTTARE, CA VADO A FINIRE A FACCIA IN TERRA
Don Raffaele : (spingendola in malo modo e arrogante) TRASE E STAI SILENZIO
(Gennaro alla vista di don Raffaele cade dalla padella nella brace)
Gennaro: (tra se) DON RAFFAELE, (quasi svenendo) MI SENTO MALE
Don Raffaele :(con finta cortesia) COL PERMESSO DEI SIGNORI, (e poi con tono autoritario) STATEVI ZITTI E STATEMI A SENTIRE. LA SIGNORA QUI PRESENTE, LA MIA MOGLIERA, STAMATTINA SENZA IL MIO PERMESSO HA PORTATO A LAVARE UNA GIACCA CA IO CI TENGA ASSAI, PIRCIO (sempre con finta cortesia ma minaccioso), NUN M FACIT PERDERE TIEMP, DATEMMILL SUBBITO
S.ra Cecere : (che continua a lamentarsi toccandosi la testa) AHHH! A CAPA
Pupetta: (che non sa niente di tutta la faccenda chiede spiegazioni alla donna) SIGNO MA CHE VE SUCCIESE
Don Raffaele:(subito si intromette) HA ABBUSCATA (precisando) CI HO SCHIATTATO UNA BOTTIGLIA IN CAPA, LEI LO SA CHE LA ROBBA MIA NON LA DEVE TOCCARE, (alla moglie) MI SONO SPIEGATO. (minaccioso ai presenti) PIRCIO ADDO STA A GIACCA MIA
Pupetta: (guarda interdetta il marito e la sorella) MA QUALE GIACCA?
Filomena:(vedendo che Gennaro non risponde) LA GIACCA CHE HA PORTATO STAMATTINA LA SIGNORA, QUELLO SE LE PRESO IN CONSEGNA GENNARO. (quasi lavandosi le mani) A DETTO CHE SE LO VEDEVA LUI
Pupetta:(guarda il marito in malo modo) O SAPEVO ADDO STANNO LE COSE COMPLICATE CI STAI SEMPRE TU MIEZ, IAMM BELLO ADDO STA LA GIACCA, NON VEDI CHE DON RAFFAELE VA DI FRETTA (come per dire facciamo presto e togliamocelo di torno)
Don Raffaele: APPUNTO CI VOGLIAMO MUOVERE, O MI VOLETE FAR PERDERE LA PAZIENZA
Pupetta: PA AMMOR E DIO, ORA MIO MARITO VA SUBITO A PRENDERLO, E VERO GENNARO CHE LO VAI SUBITO A PRENDERE?(vede che il marito non si muove lo invita a muoversi) GENNARO E PRENDI LA GIACCA
(Gennaro e sempre pi interdetto e paralizzato dal panico con le mani sulla pancia)
Gennaro: (pensando al fratello Vittorio)LA CONOSCETE LA STORIA DI CAINO E ABELE?
Filomena: (alla sorella) MA A PERZ I SENSI, E CHE CENTRA?
Gennaro: (lamentandosi) NO, CENTRA, CENTRA
Don Raffaele: (stringendogli la guancia tra due dita come per minacciarlo) GENNARI, ME LA PRENDI LA GIACCA
Gennaro: VULIT A GIACCA?
Don Raffaele : SI A GIACCA MIA ADDO STA? MA VUO DA SI O NO?
Gennaro: (deglutisce e con coraggio) NUN VO POZZ DA
Don Raffaele : COMM NUN MO PUO DA, E PERCHE
Gennaro: PERCHE,(deglutisce) PERCHE STA NELLA LAVATRICE
Don Raffaele: (urla sapendo che c la busta con la droga dentro, che si pu rompere cos da sciogliere la cocaina) E LAVATO A GIACCA CU LACQUA
Gennaro: (ricordandosi naturalmente della cocaina, lo rassicura) NUN VE PREOCCUPAT E NU LAVAGGIO A SECCO
Don Raffaele : E FA AMBRESS VAMMILLO A PIGLIA COMM STA STA
Gennaro: E NON POSSO, PERCHE UNA LAVATRICE AUTOMATICA E STA FACENDO UN PROGRAMMA, SE NON FINISCE NON SI FERMA
Don Raffaele : (si avvia verso il retro) MO VACO A LA, UNU CAVECE (calcio) E TI FACCIO VEDERE IO SI SE FERMA O NO
Gennaro:ADDO JAT (cercando di fermarlo) SI VUI ARAPIT MO, CHELL TRASE LACQUA DENTRO A LAVATRICE E SNGUAIA O CAPPOTT
Pupetta: (che non sta capendo niente ma pensa solo alla qualit dei lavaggi) GENNA(sottovoce) MA HAI MESSO LA GIACCA DENTRO LA LAVATRICE DOVE STA IL VESTITO DELLA SIGNORA (indicando la De Carlis, che intanto guarda i presenti con sguardo assente, perch la cocaina comincia a farle effetto) MICA SONO DELLA STESSA QUALITA
Gennaro: MA STATTI ZITTA, IO LI HO VISTI ESTIVI TUTTI E DUE E LI HO LAVATI INSIEME
Filomena : (che comincia ad avere qualche effetto della droga) A ME M PARE NA STRUNZAT (e comincia a ridere)
Gennaro: NE MA CHE RIDI A FARE, QUANTO MAI E CAPIT COCCOSA E LAVATRIC TU
Don Raffaele: E MO QUANTO TEMPO CI VUOLE?
Gennaro:UN ORA E MEZZO, MA NON VI PREOCCUPATE APPENA E PRONTO VE LO PORTO SUBITO A CASA
Don Raffaele :IO A CA NUN ME MOV, MO FACIMM NA COSA, CASSETTAMM LOC E ASPETTAMM (si siede con la moglie vicino alla de Carlis che ha assistito)
Pupetta: SI BRAVO FATE COSI, PURE LA SIGNORA STA ASPETTANDO, E NEL FRATTEMPO GRADITE UNA FETTA DI TORTA, OGGI SO DIECI ANNI CHE STIAMO APERTI, E A CIOCCOLATA E LHO FATTA IO E.
Gennaro:(interrompendola) ..E CHE SE NE FOTTE DON RAFFAELE, E POI LA TORTA A CICCOLATA NON SE LA POSSONO MANGIARE GLI FA MALE (gli toglie le fette di mano a Pupetta come prima)
Pupetta: NE GENNARO MA CI STESSE NEPIDEMIA E DIARREA DINT O QUARTIER E IO NUN O SACCIO, MA NUN FA O SCUSTUMATO (si riprende le fette e le porge ai due). PREGO PREGO, (ripete piu volte) ASSAGGIATE, ASSAGGIATE, ASSAGGIATE, CHE E BONA A TORTA
Don Raffaele : GRAZIE ASSAI, MA VERIMME E C MOVER CU STU PROGRAMMA
S.ra Cecere: HAI SENTITO, CI VUOLE PIU DI UN ORA PERCHE NON TORNIAMO DOPO
Don Raffaele:TI HO DETTO STAI SILENZIO, NOI ASPETTIAMO QUA E BASTA. MO MANGIATI LA TORTA CHE E BON OVERAMENT, ANZ AROPP FATTE DA A RICETTA DA SIGNORA
Scena 5
Personaggi: Filomena, Pupetta , S.ra De Carlis, Gennaro, Don Raffaele, S.ra Cecere poi Ciruzzo
(Filomena ,Pupetta e S.ra De Carlis cominciano ad avere un comportamento un po strano esasperando un po i movimenti e gli stati danimo cominciando ad avere anche un p la faccia da ebete )
Filomena:(batte allimprovviso le mani come se avesse schiacciato un insetto ) NIENTE, NUN SO CAPACE DA PIAGLIA (di acchiapparla)
Gennaro: (salta dallo spavento) MA ALLORA SI SCEMA, MA CHE STAI FACENDO
Filomena : E CHELLA SE NE FUIE
Gennaro: CHELLA CHI, MA DI CHE STAI PARLANDO, E MODO DI BATTERE COSI LE MANI
Filomena : A VI CANN (eccola) (e ribatte le mani proprio avanti al viso di Gennaro), NIENTE SE NE FUIUT NATA VOTA
Gennaro: UN'ALTRA VOLTA, MO MI AMMACCAVI IL NASO, MA CHE STAI PIGLIANDO
Filomena : (in modo naturale come se tutti le vedessero) E FARFALLE
Gennaro: E FARFALLE, MA ADDO STANN IO NON VEDO NIENTE
Filomena :E CHEST CHE RE (alza la mano come se gli stesse dando uno schiaffo)
Gennaro: NON TI PERMETTERE SA
Filomena : (infastidita) LE FATTA FUI
Gennaro: (alla moglie) MA CHE HA PASSATO QUESTA, E NDISS VEDE LE FARFALLE
Pupetta: (come se la stesse rimproverando) FILOMENA MA CHE DICI (riprendendola) QUELLI SO UCCELLI (comincia a fare il verso) CIP,CIP,CIP,CIP,(comincia a saltellare come se li stesse seguendo)
Gennaro:(la guarda stranito) PUPETTA MA ALLORA OVER NON TI SENTI BENE?
S.ra De Carlis:(che seguiva la scena sempre da ebete e un p di sorriso, si alza e si unisce al gruppo) MA NO MIA CARA, IL CIP,CIP CIP NON SERVE, NON VEDE CHE E UN PAPAGALLO, ECCOLO LI(indicando la parte alta di una sedia come se fosse un trespolo dove si posato lanimale e nel modo in cui si parla ai pappagalli) POR-TO-BELLO, PO-RTO-BELLO
Gennaro: (Gennaro guarda il quadro in modo sbalordito)IO STO MIEZ E SCIEM
(irrompe allimprovviso Ciruzzo che porta notizie fresche)
Ciruzzo:(entusiasta e quasi incredulo senza curarsi dei presenti)DON GENNA, DON GENNA, NON CI POSSO CREDERE
Gennaro:(preso dallevolversi della situazione) CIRU CHE BUO CA NUN E MUMENT
Ciruzzo: VI DEBBO DIRE UNA COSA
Gennaro: FAI PRESTO CHE DEVI DIRE, CHE QUA MI SEMBRA DI STARE NELLARCA DI NOE, FARFALLE, UCCELLI, PAPPAGALLI, JAMM CHE BUO
Ciruzzo: DON GENNA, MHA DETTO CARMINIELLO O BARBIERO, CHE UN AMICO SUO TIENE UNA CUGINA CHE E SPOSATA CON UN COMMECCIANTE DI FRUTTA , CHE HA UN FRATELLO CHE VIVE IN SPAGNA
Gennaro: EMBE CAGGIA FA IO, GLI DEVO MANDARE UNA CARTOLINA
Ciruzzo: NO STATEMI A SENTIRE , HA DETTO CHE GLI HA TELEFONATO E DICE CHE A BARCELLONA SI VOCIFERA CHE LA FIRMA E QUASI VICINA (preso dallentusiasmo) DON GENNA, MARADONA E DO NUST
Gennaro :(preso da un momento di euforia dimentica per un attimo i suoi problemi) TU CHE STAI DICENDO, (incredulo) ALLORA E DO NUOST, E DO NUOST?
Ciruzzo: (dando forza alla notizia)SE NON HA FIRMATO ANCORO LO STARA FACENDO ADESSO, CHE EMOZIONE, NU BRIVIDO CA MI SCENDE DIETRO LA SCHIENA, TENGO LA PELLE A STRUFFOLI
Gennaro:(baciando sulla fronte Ciruzzo) BELLA, CHE BELLA NOTIZIA CHE MI HAI PORTATO, (lo manda a cercare la conferma) VA ,VAI IN GIRO E FAMMI SAPERE APPENA METTONO LA FIRMA,VA
Ciruzzo: (esce intonando il nome di Maradona a mo di cantilena) MARADONA, MARADONA, EH ,EH, MARADONA, MARADONA, EH, EH.
(a questo punto, le tre donne ,prima Filomena poi Pupetta e poi S.ra De Carlis, che hanno seguito tutto, prese dallentusiasmo, si guardano e si mettono in fila indiana e come se stessero facendo una danza della pioggia con i pugni stretti, alzandoli ed abbassandoli, ripetono la stessa frase di Ciruzzo descrivendo un cerchio sulla scena)
(Gennaro torna in se, intanto Don Raffaele e la moglie che hanno finito di mangiare la torta guardando il quadro rimangono sbigottiti )
Don Raffaele : (innervosito) NEH, MA CHE STA SUCCEDENDO?
Gennaro :(un po preso alla sprovvista) E NO NIENTE, NON VI PREOCCUPATE E SOLO UN POCO DI ENTUSIASMO PER LACQUISTO DI MARADONA (poi prende la moglie per un braccio e sottovoce) NE PUPETTA MA QUANTO MAI TE NE FOTTUTO DO FATTO CA MO VEN MARADONA
Pupetta: A STA VENENDO? (nel modo pi naturale possibile) CHE DICI VADO A METTERE LA PENTOLA ACCUSSI MO CHE VIENE TROVA CUCINATO
Gennaro: (la guarda sbigottita) MA FUSS ASCIUT A MPAZZI (poi rivolto a Filomena che continuava con S.ra De Carlis) E TU TI VUOI FERMARE, MA NON TENETE DA FARE NIENTE, ABBIAMO UNA LAVANDERIA DA PORTARE AVANTI, JAMM BELL, JAMM A FATICA.(poi alla S.ra De Carlis) E PURE VOI SIGNORA DE CARLISSSSSS (allungando la esse) DA VOI NON ME LO SAREI MAI ASPETTATO
S.ra De Carlis: (S.ra De Carlis tenta di ritornare in se e si scusa) MI SCUSO, NON SO COSA MI E PRESO, MA DIMPROVVISO MI EVENUTO DI ESULTARE
(Pupetta e Filomena riprendono la loro attivit, ma sono in un palese stato confusionario. Filomena che gioca con il ferro da stiro come fosse una macchinina facendo da sfondo alla scena dicendo brrrme Pupetta cerca di infilarsi un vestito dietro laltro)
Scena 6
Personaggi: Filomena, Pupetta , S.ra De Carlis, Gennaro, Don Raffaele, S.ra Cecere, poi Vittorio
Don Raffaele :(comincia anche lui ad accusare qualche strano sintomo) NEH, MA CHE ORA E?
Gennaro: SONO LE CINQUE
Don Raffaele: E SO PASSATE UN ORA E MEZZA?
Gennaro: NO DON RAFFAELE, SO PASSATI APPENA DIECI MINUTI
Don Raffaele : E CHE CI VUOLE A PASSARE UNORA E MEZZA
Gennaro: (stupito per la domanda)DON RAFE, UNORA E MEZZA
Don Raffaele : TUTT STU TIEMP CI VO
Gennaro: E MO VI FACCIO UN POCO DI SCONTO, UNORA E VENTI
Don Raffaele:(alterandosi) E GHIAMM E CI VOGLIAMO MUOVERE CHE A ME MI PARE DI STARE IN MEZZO AGLI SCEMI
Gennaro: (calmandolo) MA MO CALMATEVI
Don Raffaele : (ricomincia) SI , MA CHE ORA E? E PASSATA UNORA E VENTI?
Gennaro: (tra se)MA CHE GLI E VENUTI A QUESTO, A PIGLIAT A NZIRIE (un capriccio) (a don Raffaele) FORZA, UN ALTRO PO DI PAZIENZA, MO CHE PASSA UN ORETTA VI POTETE MUOVERE (facendolo riaccomodare)
S.ra Cecere:(nel frattempo la S.ra Cecere attacca bottone con S.ra De Carlis infastidendola e toccandola ) VOI MI AVETE MAI VISTO BALLARE?
S.ra De Carlis: MA NON MI TOCCATE
S.ra Cecere : ALLORA MI AVETE MAI VISTO BALLARE
S.ra De Carlis: PERCHE DOVEVO ?
S.ra Cecere: MA COME, MI CHIAMAVANO NANNINELLA A BALLERINA, COME ALZAVO IO LA COSCIA NON LALZAVA NESSUNO, NON MI AVETE MAI VISTA AL LIDO 21
S.ra De Carlis: (scoppia a ridere) A LIDO 21? E CHE CI ANDAVO A FARE
S.ra Cecere : VENIVATE A VEDERE A ME, VA FACCIO A SPACCATA? (alzandosi dalla sedia ed andando al centro)
S.ra De Carlis:(scoppiando a ridere pi forte) SIGNORA NON DATE RETTA,(perdendo il suo italiano) VISSAVA ROMPERE QUA IN MEZZO
S.ra Cecere : (al marito) MA CHE FA STA QUEQUERA, STA SFUTTENN, MO A FACCIO O STRASCINO QUA IN MEZZO
Gennaro:(interviene nella discussione rivolgendosi alla S.ra Cecere) NON IMPORTA SIGNORA ,QUELLA LA SIGNORA DE CARLIS, NON HA CAPITO BENE LA DOMANDA
S.ra De Carlis:(sempre sonb) NO, NO, HO CAPITO BENE (ridendo di nuovo a mo di sfott verso la donna che scatta per darle addosso)
Gennaro:(bloccandola e rivolto al marito) SIGNORA E CALMATEVI (facendola sedere)DON RAFFAELE ACCHIAPPATE A VOSTRA MOGLIE
Don Raffaele: (che nel frattempo sta guardando come un fesso il suo orologio in modo fisso) NUN M POZZ MOVERE, ANCORA ADDA PASSA UN ORETTA (ritorna a fissare lorologio)
(Gennaro sempre pi stranito per la situazione mentre entra in scena suo fratello Vittorio che naturalmente ignaro di tutto)
Vittorio: (ha una borsa con se che contiene vestito e giacca ed esordisce raggiante perch ha raggiunto il suo scopo)GENNARIELLO MIO, COME PROMESSO SONO TORNATO, OLE
Gennaro: (sottovoce e portandolo in un angolo)E TANNA ACCIDERE A TE E A LEVATRICE CA NUN TA SCIUGLIET O MBELLICOLO QUANTO NASCIST, TUTTO STU TEMPO CE VOLUTO, NON VEDI CHE QUI TI STIAMO TUTTI ASPETTANDO (cercando di fargli notare che i proprietari dei capi sono al negozio)
Vittorio :ASPETTAVANO ME, (euforico e superficiale a tal punto da sottovalutare la presenza di Don Raffaele) PERCHE GLI HAI CONTATO IL FATTO E VOLEVANO SAPERE COME ERA ANDATO A FINIRE, OLE, (rimproverandolo e tenendogli una guancia tra le dita) COME SI PUO FARE NON TI TIENI UN CECIO IN BOCCA (rivolto hai presenti che non l hanno nemmeno visto entrare perch ognuno impegnato in qualche cosa strana, quindi soprappensiero ) ORA VI RACCONTO
Gennaro:(tra i denti)MA CHE DEVI RACCONTARE, MO TAFFOGO QUA IN MEZZO FRATE E BUON, MA E CAPITO CHI SO QUESTI QUA. SONO I PROPRIETARI DELLA GIACCA E DEL VESTITO E NUN SANN NIENTE. (togliendogli la borsa di mano) E DAMMI QUA CA MO PER MEZZA TUA PASSAVAMO UN GUAIO
Vittorio: (sottovoce al fratello) MA CI STA PURE LA SIGNORA DE CARLIS, IO PENSAVO CHE STAVA ANCORA ALLA FESTA. (spiegando al fratello) INFATTI QUANDO L HO VISTA APPENA SI E APERTO IL RINFRESCO HO PRESO LA MIA BELLA E OLE, SONO SPARITO IN UN LAMPO
Gennaro: SCE, QUELLO LHA VISTA
Vittorio: LO SO, MA LA MIA BELLA, QUANTO SIAMO PASSATI DAVANTI AL BUFFET, SE VOLUTA FERMARE, TENAVA NA FAMM, CHE FACEVO NON LA FACEVO MANGIARE. CI SIAMO MESSI DIETRO UNA PIANTA E SE MANGIATO TUTTO COS, L HO PORTATA VIA CON FORZA, GLI MANCAVA SOLO IL BABBA
Gennaro: (quasi rassegnato) E CI FACEVI MANGIARE PURE QUELLO
Vittorio: E NO, QUELLO GLIEL HO DATO DOPO IO
Gennaro:E NON MI POTEVI PORTARE PRIMA IL VESTITO E POI CI DAVI ILBABBA (alludendo)
Vittorio:E SE QUELLA PRIMA NON SI SPOGLIAVA IO IL VESTITO COME TE LO PORTAVO
Gennaro:(Gennaro gli strappa la borsa da mano) DAMMI QUA, CHE FORSE CI SALVIAMO PER VENTINOVE E TRENTA
Filomena:(si inserisce correndo fino ad un muro e toccandolo come se giocasse a nascondino) TRENTUNO SALVITUTTI, VITTORIO CA BORSA IN MANO
Gennaro: NE MA CHE PASSATO STA GIORNATA, MO VADO DI LA A CONTROLLARE SE IL PROGRAMMA E FINITO, POI VENGO E MI SPIEGHI (esce)
Filomena : FAI PRESTO A TORNARE CHE MO E IL TURNO TUO AD ANDARE SOTTO
Vittorio: (notando la torta) AH CHE BELLA TORTA, LHAI FATTA TU FILOMENA?
Pupetta: (si intromette) NO LHO FATTA IO CON LE MIE MANI, (prende una fetta e si avvicina a Vittorio e pi si avvicina e pi si rende conto che un uomo alto e quasi ammiccando) VITTORIO, NUN TER MAI VIST ACCUSSI AVET, S VED ADDO ACCUMMIENC E NUN S VED ADDO FERNISC (non ti avevo mai visto cos alto, si vede dove cominci e non si vede dove finisci)
Filomena :(ingelosita toglie la torta dalle mani alla sorella) NEH MA CHE M VUO LEVA A PURPETTA A DINT O PIATT, VITTORIO ADDA MANGIA SOLO DALLE MANI MIE (prende un pezzetto e con forza glielo fa mangiare)
Pupetta: UAH, E COMM STA CHESTA
Vittorio : NO FILOMENA, ASPETTA CHE IO HO APPENA FINITO DI MANGIARE, NON HO VOGLIA
Filomena:(con estrema dolcezza, ma fermezza) MA COME IO TI OFFRO UN PEZZO DI TORTA E TU LO RIFIUTI, E BUONO, E DOCE COMM A ME
Vittorio : SARRA NZIPIDO VUOI DIRE
Filomena: STA SEMPRE DI UNA MANIERA, NON VEDI CHE E UN SIMBOLO, IO TI STO OFFRENDO IL MIO AMORE E TU LO RIFIUTI (cosi dicendo si scopre una spalla ammiccando) HO CAPITO ALLORA VUOI QUALCOSALTRO
Vittorio :(gli toglie la torta dalle mani e la mangia in fretta) PA AMMORE E DIO, NO DAMMI QUA, MI MANGIO LA TORTA, E BUONA HAI RAGGIONE, PUPETTA COMPLIMENTI (mangia voracemente)
(rientra Gennaro con in mano il solo vestito della De Carlis)
Gennaro:(con una certa soddisfazione) ECCO QUA SIGNORA IL VOSTRO VESTITO, E PRONTO, LAVATO E STIRATO PER VOI, EVENUTO UNA BELLEZZA
S.ra De Carlis: (che ancora sorrideva per prima, gli viene in mente del vestito e corre in contro a Gennaro per prenderlo) AH, SI GRAZIE, DEVO VEDERE PROPRIO SE E UGUALE AL MIO
Gennaro: PREGO (gli porge il vestito poi rivolto a Don Raffaele) DON RAFFAELE, VADO A PRENDERE LA GIACCA, TORNO SUBITO (esce)
Don Raffaele :(che imperterrito fissa il suo orologio) SO LE CINQUE E UN QUARTO, MANCA ANCORA UN ORA E DIECI, (ripete) SO LE CINQUE E UN QUARTO MANCA ANCORA UN ORA E DIECI.,(continua)
S.ra De Carlis:(prende ad analizzare il vestito) NO E PRORPIO LUI, ERA COSI SCOLLATO COME QUESTO, PERO QUELLO AVEVA SULLE MANICE QUATTRO BOTTONI, E QUA INVECE QUANTI NE SONO, (comincia a contare cadenzando i numeri) UNO, DUE, TRE E QUATTRO (comincia a ridere isterica) E GIANBATTISTA MA FATT O PACCO (continua a contare gli altri bottoni sullaltra manica) CINQUE,SEI, SETTE E OTTO (arrotolandolo tra le mani ) CIO NFIZZ NGANN COMM A NU PANZAROTT (riscoppia a ridere trascinando anche gli altri nella risata)
Gennaro: (rientra perch sente ridere e senza il capotto) NEH, MA CHE STA SUCCEDENDO, (poi forse perch gli venuto qualche dubbio si rivolge alla moglie) PUPETTA, MA CHE CI HAI MESSO NELLA TORTA
Pupetta: E CHE GLI DOVEVO METTERE GLI INGREDIENTI (e ride)
Gennaro: SI, MA QUALI?
Pupetta: QUELLI DI SEMPRE LA FARINA, LUOVO, O ZUCCHERO (e ride)
Gennaro: E QUALE ZUCCHERO GLI HAI MESSO
Pupetta: QUELLO DI SEMPRE, ANZI PA FA VENI CHIU BUONA CI HO MESSO ANCHE DELLO ZUCCHERO A VELO CAGGIO TROVATO DINT A NA SCATOLA CA STEV DINT O MOBBIL DA CUCINA. (riprendendo a ridere come una ebete) PIENZ CA NUN HO SAPEVO NEMMENO CHE LO TENEVO (POI RIVOLTO AGLI ALTRI ) E BELLA A TORTA WEH!
Filomena: (appena sente la sorella parte in circolo seguita da tutti altri) E BELLA A TORTAWEH, E BELL A TORTA WEH (continuano)
(Gennaro terrorozzato, mentre gli altri girano entra in cucina per andare a controllare se veramente pupetta a messo la cocaina nella torta)
Gennaro :(esce disperato dalla cucina con la giacca in mano prende il fratello per un braccio e lo stacca dal trenino lo porta da un lato e tenta di spegargli tutto) NON CI STA, NON CI STA PIU
Vittorio:(pensando che si riferisse alla ragazza del buffet e ormai anche lui sotto leffetto della cocaina) E CHE MI IMPORTA A ME BASTA CHE CE STATA PRIMA, OLE
Gennaro: MA CHE OLE E CHI TE BIVO, CHE CAPITO, LA COCAINA NON CI STA PIU NELLA SCATOLA, PUPETTA LA MESSA DENTRO LA TORTA, MO CHI HO SENT A CHIST(indicando Don Raffaele che anche in piedi continua a guardare fisso il suo orologio)
Don Raffaele: (ripete il ritornello, seguito da tutti gli altri, tranne Gennaro) E MANCA UNORA E DIECI, E MANCA UNORA E DIECI
Scena 7
Personaggi: Filomena, Pupetta , S.ra de Carlis,Gennaro,don Raffaele Cecere , S.ra Cecere ,Vittorio e poi Calogero Tarallo
(entra in scena Calogero, con una mano fasciata e con un fascio di fiori nellaltra, si ferma sulla soglia e pancia in dentro e petto in fuori, prende coraggio ed urla)
Calogero: (urla) SILENZIOOOO
(tutti si fermano tranne Don Raffaele che continua schizzato la tiritera dellora)
Don Raffaele: E MANCA UN ORA E DIECI, E MANCA UN ORA E DIECI
Calogero: (lo guarda in cagnesco) HO DETTO SILENZIO
Don Raffaele : (stupito per la reazione del giovane) NE MA CHI E STU MIEZ SCEM?
Calogero: (mettendogli una mano in petto, spostandolo e facendolo sedere) TU STATTE ZITTO E LEVATI D AVANTI
(Don Raffaele sorpreso da tanto ardire esegue placidamente mentre Calogero si avvia verso Filomena si inginocchia davanti a lei e gli porge i fiori)
Filomena : (mentre seguiva la scena anche lei continuava a parlare ma sotto voce sempre a ritmo cadenzato fino a quanto Calogero non parla) E BELLA A TORTA WEH !E BELLA A TORTA WEH!
Calogero: LUOCCH TUOIE SO COMMA A DOIE STELLE..
Filomena :(smette di parlare e guardando prima i presenti e poi Calogero, emette un mugugno) MMHHHHH! (sarebbe come dire vero? senza parlare)
Calogero:(continua)A VOCCA TOIE NA ROSA SENZA SPINE
Vittorio: (tra se, ma in modo che ascoltano pure gli altri soprattutto Filomena) NU CRISANTEM VUO DICERE (ridendo sotto i baffi)
(Filomena lo guarda storto ma per ora non reagisce)
Calogero: (continua) O NAS TUOIE COMMA A NU MURZILL(morsetto) E NA CREATURA
Filomena : (si tocca il naso lusingata) O VER?(vero?)
Calogero: (continua) E O COR TUOIE
Vittorio : (lo interrompe bruscamente questa volta alzando la voce) CALO T SI SCURDAT E RECCHIE (e scoppia a ridere, suscitando lilarit dei presenti)
Filomena:(si arrabbia e senza dire niente, di getto gli lancia contro qualcosa, possibilmente di bagnato come una camicia che aveva a portata di mano, esclamando subito dopo) E GHIAMM A VEDE, (poi si rivolge a Calogero e amorevolmente) TARA CONTINUA
Calogero:(continua tutto di un fiato)O COR TUOIE.. COMM A LUNA CHIENA.. CALLUMINA E NOTT SCUR DO COR MIO IN PENA .FILUMȅSPUSAME
(Tutti i presenti tranne Gennaro che rimane seduto con la giacca in mano, esplodono in un fragoroso applauso)
Filomena:(Filomena rimane un attimo interdetta, ma poi comincia ingiustificatamente ad esultare per la proposta di matrimonio, proprio perch sotto leffetto della cocaina) MI VUOLE SPOSARE, MI VUOLE SPOSARE (a Pupetta) E CAPITO MI VUOLE SPOSARE
Pupetta: COMM SO CONTENTA, SORA MIA E TRUVATO PURE NU BELLU PARTITO (guardando Calogero con occhi velati) COMM E AVET
Filomena:(rivolto alla De Carlis) AVETE SENTITO, MI VUOLE SPOSARE
S.ra De Carlis:SONO CONTENTISSIMA,VENGO ANCHE IO AL MATRIMONIO, FACCIO DA DAMIGGELLA, ANZI DA DAMMIGGIANA, SO PURE INGRASSATA UN POCO (e scoppia a ridere come un imbecille, guardandosi allo specchio, cosa che far fino alla fine)
S.ra Cecere : (rivolta al marito sempre schizzata) E NUIE CHE FACIMM, NON CI ANDIAMO AL MATRIMONIO. (a Filomena) FRA QUANTO VI SPOSATE, QUANDO MANCA?
Don Raffaele:(risponde subito a comando guardando sempre fisso lorologio) MO MANCA N ORA E CINQUE, (ripete)MO MANC N ORA E CINQUE (continua)
Pupetta: (rivolta a Gennaro) E NTIS LA VUOLE SPOSARE, NU SI CONTENTO, (lo vede distrutto su una sedia) MA CHE RE STA FACCIA APPESA, NU SI CONTENTO?
Gennaro:A VERITA, TRE PENSIER E STU MATRIMONIO QUATTRO, (alla moglie) PUPE, CHE ME CUMBINATO
Pupetta :(sempre sullallegra) PERCHE CHE AGGIO COMBINATO
Gennaro: E MIS O ZUCCHERO A VELO DINT A TORTA (riferendosi tra se alla droga) LE GHIUT TUTTO QUANTO N CAP (le andato tutto in testa)
Pupetta: (guardando la sorella) PERCHE TIENE IL DIABETE (poi rivolto a Filomena) FILUME COMM TE SIENT
Filomena: (prendendo Calogero per mano e danzando come una libellula) M SENT BUON, TROPP BUON
Calogero: (con inaspettata felicit e danzando anche lui) E PURIO
Scena 8
Personaggi: Filomena, Pupetta , S.ra De Carlis, Gennaro, Don Raffaele Cecere , Sig.ra Cecere, Vittorio, Calogero Tarallo, poi Commissario con due Poliziotti
(entrano in scena il commissario con i poliziotti)
Commissario : CHE NESSUNO SI MUOVA, (rivolto ai poliziotti) BLOCCATELI E ATTENTI CHE NESSUNO SFUGGA
Poliziotti : COMANDI COMMISSARIO
Commissario : FINALMENTE VI HO BECCATI TUTTI IN FRAGRANTE, E STATA DURA, MA ALLA FINE CI SONO RIUSCITO
Gennaro:(che si era alzato un attimo dalla sedia ne ripiomba subito dicendo) SOLO O COMMISSARIO CI MANCAVA STA GIORNATA, AVIMM FATTO O QUADRO COMPLETO
Don Raffaele :(al commissario) COMMISSA E CHE CI FATE VOI QUI
Commissario :(ironico) PERCHE CI DOVEVAMO DARE UN APPUNTAMENTO, TIENI DA FARE ?MA METTITI DA PARTE(al poliziotto) BRIGADIERE DON RAFFAELE CECERE E IL PRIMO CHE DOBBIAMO ARRESTARE
Don Raffaele : COMMISSARIO MA CHE ARRESTARE IO NON HO FATTO NIENTE
Commissario: NUN E FATTO NIENTE, E A GIACCA, NUN SAI NIENTE DA GIACCA, MUOVITI CHE E SCADUTO IL TEMPO
(Gennaro istintivamente per un attimo tenta di nascondere la giacca dietro le spalle)
Don Raffaele : E SCADUTO IL TEMPO, (guardando poi lorologio) MA MANC QUASI UN ORA(ripete )E MANCA QUASI UN ORA
Commissario :(rivolto ai poliziotti) A QUESTO LARRESTO GLI E ANDATO IN TESTA (poi rivolto a don Raffaele) MA CHE TI CREDI CHE NON CE NE ERAVAMO ACCORTI CHE COSA TI SERVIVA LA GIACCA, PORTANDOLA IN GIRO DA UNA PARTE ALLALTRA, ERA SOLO RIMASTO DA SCOPRIRE DOVE ANDAVA A FINIRE (poi guardando Gennaro che ha la giacca nascosta dietro la schiena) ECCOLO LI, CE LHA IN MANO IL TUO COMPLICE, LO RICONOSCEREI TRA MILLE LA TUA GIACCA
Pupetta: COMMISSARIO MA CHE STATE DICENDO, NON VI INNERVOSITE VULISEV NU POC E TORTA?
Gennaro:MA CHE GLI DAI, (poi a bassa voce) ALLORA VERAMENTE MI VUOI FARE ANDARE IN GALERA
(il commissario comincia a tastare la giacca ma non ci trova niente)
Commissario: STA QUI, (ripete) SONO SICURO CHE STA NASCOSTA QUI DENTRO(si rende conto che dentro non c niente e rivolto a Gennaro) DOVE STA, DOVE L HAI NASCOSTA
(interviene a questo punto don Raffaele con un attimo di lucidit ma poi non tanta)
Don Raffaele :COMMISSARIO E INUTILE CHE CERCATE, DENTRO NON CE NIENTE (poi si da la zappa sui piedi ridendo da imbecille isterico) NON CE LA COCAINA
Commissario: COCAINA, E CHI HA PARLATO DI COCAINA IO NON L HO MAI NOMINATA, TU CHE NE SAI CHE DENTRO CERA LA COCAINA
Don Raffaele :(si ferma, si rende conto della fesseria che ha detto e riprende con la cantilena) E MANCA MENO E N ORA(ripete) E MANCA MENO E N ORA
(Il Commissario comincia a girare per il negozio, guardando tutti i presenti, uno ad uno fissandoli negli occhi, poi la sua attenzione viene attirata da quello che rimane della torta, che ancora ricoperta dal velo di zucchero.Guarda la torta, guarda i presenti, poi di nuovo la torta, mette un dito sulla torta, assaggia e guardando tutti dice perentoriamente ai due poliziotti)
Commissario : (stupendosi) INGEGNOSO, HO CAPITO TUTTO, E VOI MI VOLEVATE FARE FESSO, BRIGADIERE ARRESTATELI TUTTI E PORTATELI IN CASERMA
Pupetta: (cade dalle nuvole ma sempre schizzata) WEH FILOMENA, VITTORIO, AT NTIS? (avete sentito?) OCOMMISSARIO CI VUOLE ARRESTARE (scoppia in una fragorosa risata isterica, poi rivolgendosi ai poliziotti) E GHIAMM IA, METTITECI E MANETTE
Commissario: (spiegando) SPACCIO E USO PROMISQUO DI COCAINA, E QUI CHE LA COCAINA FINIVA E VENIVA SMERCIATA AI CLIENTI DELLA LAVANDERIA. (ai poliziotti) AVANTI SBRIGHIAMOCI
(I presenti che non si rendono conto di quanto sta accadendo o forse si, cominciano a protestare, mentre i poliziotti li ammanettano, tranne Vittorio)
Scena 9
Personaggi: Filomena, Pupetta , S.ra De Carlis, Gennaro, Don Raffaele Cecere , S.ra Cecere, Vittorio , Calogero Tarallo , Commissario, i Poliziotti e poi Ciruzzo.
(Entra in scena in maniera irruente Ciruzzo, ha laffanno, non riesce parlare dallemozione e guardando nel vuoto, come se si rivolgesse a Gennaro, ma senza guardarlo)
Ciruzzo: DON GENNA E CERTO O NAPOLI SE ACCATTATO A MARADONA (cosi dicendo si inginocchia con le braccia verso lalto tenendo in mano una sciarpa del Napoli)
Gennaro:(preso da un attimo di euforia per la notizia e dimenticando quello che sta invece accadendo, sposta dimpulso il commissario, poi si inginocchia accanto a Ciruzzo)TU CHE STAI DICENDO CHE BELLA NOTIZIA, I COMM SO CUNTENTO, MARADONA A NAPOLIMARADONA A NAPOLI, (Gennaro si rialza)VITTORIO E SENTITO
Vittorio : COMM NON HO SENTITO, (nel medesimo istante un poliziotto gli mette le manette) MA SENTO PURE LE MANETTE, OLE (e ride)
Pupetta : (rivolta a Gennaro) E T PAREV, NUN TI SMENTISCI MAI, I CHE ELEMENTO (poi rivolta ai presenti e ridendo sempre pi schizzata) STAMM INGUAIATO DI QUESTA MANIERA E QUELLO PENZA A MARADONA. (arrabbiandosi e alternando riso e pianto) GENNA MO, OIH (lo vedi), A CHISTU MUMENT, SCUORDAT E MARADONA, O NAPOL, FERLAINO, A JUVENTUS CA NUN S N CADE CU TUTTA TORINO, E VEDI COME SBROGLIARE (risolvere) QUESTA SITUAZIONE. E CAPIT!
Gennaro: (alla moglie) MA STATT ZITT TU, CA NUN CAPISC NIENTE. (poi rivolto al commissario, visibilmente confuso ma irrazionalmente emozionato, mettendogli una mano sulla spalla come un amico di vecchia data) E GHIAMM COMMISSA, CHE STATE PIGLIANDO UN ABBAGLIO, NUIE NUN CE TRASIMM NIENT DINT A STA FACCENDA DA COCAINA, E STATO TUTTO NEQUIVOCO. OGGI E NA BELLISSIMA GIORNATA AMMA ESSERE ALLER, STA ARRIVANDO MARADONA E NUIE AVIMMA I TUTTI QUANTI AL SAN PAOLO A FESTEGGIA
Commissario: (togliendo la mano che Gennaro gli aveva poggiato spalla) POCHE CHIACCHIERE, CHE FORSE SE VI COMPORTATE BENE, PER BUONA CONDOTTA, LE PARTITE VE LE VEDRETE DA DENTRO UNA CELLA DI POGGIOREALE. (ai poliziotti) PORTATELI TUTTI VIA
Gennaro:(quasi impazzito e incredulo) NO COMMISS, NO, TUTT POZZ SUPPURT, LERGASTOLO, MIA MOGLIE, STA COSA BRUTTA E MIA COGNATA, MA A PRIMMA A PARTITA E MARADONA A NAPOLI (urlando) ME LA DOVETE FARE ANDARE AVEDERE. FORZANAPOLIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!! FORZANAPOLIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!
Commissario: (guardando i poliziotti con ironia e facendo loro segno con il capo di portare via i presenti, aiutandosi anche con un movimento delle braccia) SI SI ANDIAMO AVANTI, FORZA, ANDIAMO AVANTI, SI VUOLE VEDERE A MARADONA, CIRCOLARECIRCOLARE.
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