Periodo di prova
(una storia di amori)
due atti di
paolo cappelloni
Personaggi
Marco
Vera - domestica
Stefano - vicino di casa di Marco
Anna - vecchia amica di Marco
Voce di Lucia - la moglie di Marco
Voci varie
Primo atto
(La scena rappresenta il living dell'appartamento di Marco: tipico ambiente disordinato di un uomo che vive ormai solo da tempo, da quando cio rimasto vedovo. C' un'uscita a sinistra che porta all'ingresso e due a destra che portano alle altre stanze. Si vedranno capi di abbigliamento sparsi per la stanza e scarpe gettate alla rinfusa. Su di un mobile c' un portaritratti con la fotografia di una donna. All'aprirsi del sipario la scena vuota e lo rester per qualche secondo, con una musica soft che sfumer all'entrata di Marco)
Marco - (Entra fumando una sigaretta. Sta parlando al cellulare con Anna. E' in camicia ed ha uno strofinaccio alla vita a mo' di grembiulino su cui si asciuga la mano libera, lo toglie e lo getta dove capita) Aspetta che me l'appunto. (Cerca, nella confusione della stanza, una penna e un foglio per scrivere ci che gli detta Anna) Allora, dai: Cipolla e aglio sottilmente, vero? (Ascolta) Mm, scotto i pomodori in acqua salata abbondante, li scolo (Ascolta) s, certo, tolgo la buccia. (Continua a scrivere) In uno scolapasta, salandoli Soffriggo aglio e cipolla in olio d'oliva s, questo lo so: non si devono colorire... Poi? (Ascolta) Passo i pomodori al passaverdura, (Ascolta) s ce l'ho ma mi trovo meglio se li schiaccio con una forchetta. (Ascolta) Ok. Poi li unisco al soffritto, chiudo e lascio sobbollire per dieci minuti, (Ascolta) il sale lo regolo io, s. Ascoltami: il basilico lo metto a fuoco spento, no? Ok, grazie. (Ascolta) Grazie Anna, sei un tesoro. (Ascolta) No, te l'ho gi detto, non aspetto visite. Lo voglio fare per me, per vedere se mi riesce qualcosa di buono. Sai che mi piace il sugo col pomodoro fresco. (Ascolta) S, poi ti faccio sapere. (Ascolta) No, non lo faccio stasera, sono troppo stanco. E' per il pranzo di domani che ho la giornata libera. (Ascolta) Va bene, ti ringrazio come al solito per la consulenza tecnica. Ciao ciao. (Chiude, si stravacca sulla poltrona e riflette tra s) Eh, Anna (Cambia pensiero e si concentra sui consigli culinari ricevuti) Perch ha usato i termini "sobbollire"? "soffriggere"? Che differenza c' con il semplice "bollire" e "friggere"? Uno che non sa queste cose non potr mai fare un buon sugo di pomodoro fresco! (Riflette scandendo bene le parole) "Sobbollire" "bollire" Sar come "ridere" e "sorridere". Una cosa pi tenue, meno violenta Sobbollire Mah! (Spegne la sigaretta, si alza e si mette su di un tappetino a fare alcune flessioni) Io sobbollo, tu sobbolli egli sobbolle Ecco: uno deve essere scemo a fare le flessioni sempre dopo aver fumato, quando i polmoni sono belli pieni e col movimento del corpo il fumo si pu infiltrare con comodit nei bronchi, nei bronchioli e in tutti quei tubicini che si intasano fino a scoppiare. (Riprende a coniugare) Noi sobbolliamo, voi sobbollate no, voi sobbollite(Bussano alla porta) (Smette le flessioni e si alza chiedendo) Chi ?
Stefano - (Da fuori) Amici!
Marco - (Si alza e va ad aprire tossendo)
Stefano - Disturbo?
Marco - No no. Mi stavo sobboll facendo del male con un po' di ginnastica da camera. Hai gi mangiato?
Stefano - S. Mia moglie, di l, sta lavando i piatti e mi sono allontanato perch non voglio fare il marito che si stravacca in poltrona (Si stravacca sulla poltrona di Marco come se fosse a casa sua) mentre la donna sfaccenda per casa. E' questione di delicatezza, mi capisci?
Marco - Certo.
Stefano - Come ti va?
Marco - Solite cose.
Stefano - (Allusivo) Proprio le solite?
Marco - Eh, le solite: casa, ufficio, caff; ufficio, caff casa.
Stefano - (Allusivo) E le distrazioni??
Marco - Le distrazioni Tu, Stefano, sei convinto che io, con la mia libert, stia sempre a folleggiare, a fare cose turche ogni giorno con una donna diversa vero?
Stefano - Non lo so ma visto che hai la fortuna di essere solo, senza pi legami
Marco - (Serio) Non la considero una gran fortuna.
Stefano - Non volevo offenderti, che a volte penso (Sottovoce, quasi per non farsi sentire dalla moglie, nell'appartamento a fianco) se io fossi solo non avrei tanto tempo per far ginnastica da camera, per lo meno non quella che fai tu! Hai visto la nuova inquilina del piano di sotto?
Marco - No. (Prende una bottiglia e due bicchieri e versa qualcosa per s e per Stefano).
Stefano - Porca miseria che pezzo di gnocca! Avr sui 34, 35 anni, una morona che ti lascia a bocca aperta. Ieri mi sono ritrovato con lei e mia moglie in ascensore ti giuro, non sapevo dove guardare!
Marco - Ti credo. Alla fine dove hai guardato?
Stefano - In alto, come si fa in tutti gli ascensori!
Marco - S vero, negli ascensori si guarda sempre in alto, oppure la pulsantiera.
Stefano - Gi, ma davanti alla pulsantiera c'era proprio lei!
Marco - E' sposata?
Stefano - S ma quello non sarebbe un problema. Il fatto che lo sono io! Tu invece
Marco - (Con fare complice) Io invece potrei prima indagare sugli orari del marito e una volta saputi potrei presentarmi da lei e dirle: "Buongiorno signora, sa che Stefano ha avuto ragione a dirmi che lei un gran bel pezzo di gnocca?" E poi eh??
Stefano - Stai scherzando, vero?
Marco - S, sto scherzando.
Stefano - No, sai, perch non la conosco ancora bene. Dove vai in vacanza?
Marco - Quando?
Stefano - Come, quando? Quando andrai in ferie!
Marco - Sinceramente non ci ho pensato. Ancora mi difficile trovare un posto che mi dia l'idea della vacanza.
Stefano - (Che non ha capito che cosa intende dire Marco) B, dovrai trovarlo!
Marco - Gi, lo dovr trovare.
Stefano - Tu non sai che l'anno scorso sono stato in un villaggio polinesiano! Marco in un villaggio polinesiano! (Si versa da bere).
Marco - Ho capito! Bello! E' interessante vivere qualche tempo a contatto con gente di culture diverse dalla tua, nella loro quotidianit.
Stefano - No, non intendevo un villaggio indigeno, no no! Cio, io ero in un villaggio turistico perch quando sono in vacanza me la voglio godere! Animazione tutte le sere, piscina hollywoodiana, tv satellitare, corsi di surf gnocche a non finire! Marco: una favola! Solo che
Marco - Tua moglie
Stefano - Gi. Comunque le polinesiane me le immaginavo pi slanciate. Perch ho notato che, strutturalmente, le polinesiane, non possiedono quel corpo armonico che hanno, per esempio, le italiane o le francesi
Marco - Ecco, quindi anche se fossi stato solo
Stefano - Eh eh! Se fossi stato solo sarebbe stata tutta un'altra musica, caro mio! Quando sei l cosa vai a criticare, il corpo pi o meno slanciato? Eh eh! Altroch, caro Marco! (Gettando uno sguardo alla stanza) Sai cosa farei, se fossi in te?
Marco - Te le faresti tutte.
Stefano - Dai, non scherzare, guarda, ci stavo pensando proprio ieri: Se fossi in te mi prenderei una di quelle extracomunitarie e me la terrei in casa. Ce n' un sacco che cerca lavoro! Te la prenderesti come tata, poi sai, una cosa tira l'altra no?! In regola eh! La paghi e via! Sarebbe il massimo!
Marco - Cio: tu intendi una donna tuttofare.
Stefano - Certamente! In tutti i sensi! Eh, eh!
Marco - (Intuendo l'antifona) Cos, in caso, se qualche volta ti occorresse qualcosa, diresti: "Accidenti, Marco non in casa ma"
Stefano - Ma che discorsi! Io, guarda, lo dico per te! Sarebbe davvero un aiuto per un uomo che vive solo. Pensaci!
Marco - Ok, ci penser.
Stefano - In caso ti consiglierei una dell'est.
Marco - Non sarai mica anche razzista?
Stefano - Ma stai scherzando?
Marco - Ah gi, scusa. Finch respirano tu non fai differenze di razza.
Stefano - No, dai, veramente: Un mio amico ha una colf polacca e mi ha detto che ci si trova benissimo perch quelle dell'est sono pi abituate a tenere in ordine una casa; sono. come dire pi delicate, pi scrupolose, pi
Marco - Va bene, lo terr presente.
Stefano - (E' in piedi, si guarda i fianchi) Marco, guardami, per cortesia.
Marco - (Lo guarda) Eh, allora?
Stefano - (Con fare preoccupato) Non ti pare che ultimamente mi sia un po' appesantito?
Marco - Sinceramente non ci ho fatto caso.
Stefano - Avrei una mezza intenzione di iscrivermi ad una palestra per un po' di fitting.
Marco - B. Male non ti farebbe.
Stefano - Fammi un po' vedere come fai
Marco - A far cosa?
Stefano - Le flessioni.
Marco - Cos. (Si rimette a fare le flessioni)
Stefano - (Imitandolo) Dicono che alla palestra "Complete Body Structure"
Marco - (C.s.) "Complete Body?
Stefano - (C.s.) Structure ci sono
Marco - (C.s.) delle gnocche!
Stefano - (C.s.) Ah, la conosci anche tu?
Marco - (C.s.) (Ridendo) No, sono andato ad intuito. (Si sentono dei colpi dall'appartamento di fianco).
Stefano - (Si alza di scatto) Porca puttana! Mia moglie ha finito di lavare i piatti! (Avviandosi) Marco pensa a quello che t'ho detto! Ciao! (Esce)
Buio
(Musica)
(Luce tenue. La musica continua. E' l'indomani, la giornata libera di Marco. Sia lui che la stanza sono nelle stesse condizioni del giorno prima. Marco di nuovo con lo strofinaccio a mo' di grembiulino, entra dalla prima a destra con uno scolapasta e un piatto ed esce dalla seconda a destra da cui rientra con un passaverdura. Si siede precariamente sulla poltrona azionando, in modo impacciato, il passaverdura)
Buio
(Musica)
(Luce. La musica continua. E' la sera successiva. Marco, ancora in camicia, entra da destra e si dirige verso un mobile da cui prende un album di fotografie ed inizia a sfogliarlo fumando seduto in terra, vicino alla poltrona. Nel frattempo appaiono, sullo sfondo, le diapositive delle foto che lui sta guardando: di lui, della moglie e di amici comuni. La scena viene interrotta dal suono del campanello d'ingresso. La musica sfuma. Luce piena)
Marco - Chi ? (Nessuno risponde. Marco si guarda attorno e vede il totale soqquadro della stanza) Chi ?
Anna - (Da fuori) Indovina!
Marco - (Spegne la sigaretta, chiude l'album, va ad aprire e rientra con Anna)
Anna - (Entra abbracciandolo) Come sta il grande chef?
Marco - (La fa accomodare sulla sua poltrona e prende velocemente l'album che ripone in un mobile, gesto che Anna nota) Non prendermi in giro, Anna; non sono neanche venuti un granch; ho voluto provare il passaverdura invece di schiacciarli con la forchetta come ero abituato io ed venuto una succo di pomodoro!
Anna - (Ride) Potevi farci un "Bloody Mary"! Comunque domenica sei invitato a pranzo da me cos ti riveler qualche segreto culinario. (Si guarda attorno) Come stai?
Marco - Bene.
Anna - Sicuro?
Marco - S, preferisci che stia male?
Anna - Per carit!
Marco - Tu, invece?
Anna - Abbastanza bene. Continuo a convivere, con spirito di rassegnazione, quasi di abnegazione con le solite cose che ti fanno invecchiare: lavoro, marito e figlia, o marito, lavoro e figlia, non so con quale ordine. (Si riguarda attorno, riferendosi alla confusione dominante) Questa cosa voluta o casuale?
Marco - Sai che non lo so? Credo per che messo cos, l'ambiente mi faccia pi compagnia, non so, mi sento circondato da cose quotidiane e a cui sono affezionato sai: come avere un animaletto in casa.
Anna - Se le lasci ancora un po' ne avrai parecchi, di animaletti per casa!
Marco - E allora?
Anna - Non ricomincerai mica a fare il nichilista?
Marco - Prego?
Anna - Lascia stare. E' che ti vorrei vedere sorridere pi spesso.
Marco - (Pausa) E' un anno ormai
Anna - Lo so. (Si alza, si dirige verso il portaritratti e guarda la foto)
Marco - E ne abbiamo passati quindici, insieme.
Anna - Un anno non guarisce, lo immagino. Senti Marco, non vorrei dire cose scontate ma
Marco - (La interrompe) Ho capito, lo so, e sono d'accordo con te.
Anna - Poi ne abbiamo parlato spesso e sai che ogni volta che hai bisogno di parlare di lei o di fare semplicemente due chiacchiere con me non devi fare altro che chiamarmi. Non farlo solo per le ricette!
Marco - Vuoi un caff?
Anna - S, grazie.
Marco - (Esce a destra e parla da fuori) Il tempo una buona medicina no?
Anna - (Ad alta voce) In certe cose lo , quando non diventa routine. (Pausa) Ricordi, Marco, tanti anni fa?
Marco - (C.s.) Quando eravamo giovani!
Anna - (C.s.) E spensierati! Ti ricordi quel primo maggio in campagna? Che anno era?
Marco - (C.s.) I primi del '70.
Anna - (C.s.) Precisamente il '74! E siamo stati insieme fino al? Ricordi?
Marco - (C.s.) Al febbraio '75.
Anna - (C.s. Visibilmente compiaciuta del fatto che Marco ricordi) Quel giorno tu avevi scoperto una vecchia casa disabitata, circondata da altissimi alberi
Marco - (Si affaccia) Ci eravamo messi a giocare agli esploratori!
Anna - Fino a darci il primo bacio.
Marco - Gi.
Anna - Ma io ero troppo piccola, allora.
Marco - Anche io.
Anna - Perch voi ragazzi maturate pi tardi.
Marco - (Sorridendo) Quando maturiamo(Riesce)
Anna - (Di nuovo ad alta voce) Ma sono contenta di esserti rimasta amica.
Marco - (Rientra portando con un po' di difficolt due caff e zuccheriera su di un vassoio) Anche io. Quanto zucchero?
Anna - Faccio io. Tu senza, vero?
Marco - (Annuisce) Sai cosa mi ha detto il mio vicino di casa? Premetto che lui fissato con le donne Comunque mi ha consigliato di prendermi una di queste ragazze extracomunitarie per farmi dare una mano in casa. La sua proposta potrebbe nascondere anche un secondo fine, conoscendolo, ma, in effetti il casino in questa casa, c'! Cosa ne dici?
Anna - (Sorridendo) S, ce n' parecchio!
Marco - Mi riferivo all'extracomunitaria!
Anna - (Sorridendo) Ho capito. Dico che faresti una cosa sensata!
Marco - Lo credi davvero?
Anna - Certo, e sai che io non ho secondi fini. Una donna farebbe bene sia a questa casa che a te, anche se solo come colf, credimi; se non altro per scambiare anche due parole, poi, chiss!
Marco - Lascia stare, Anna. Pensavo solo alla casa. Sai quanto ci teneva, lei, a curarla e a tenerla sempre in ordine.
Anna - E' un difetto di noi donne!
Marco - (Le si siede vicino, con tenerezza) Come sta tua figlia?
Anna - Bene.
Marco - Tuo marito?
Anna - Benissimo.
Marco - Ma dici davvero che domenica devo venire da te?
Anna - (Si alza per sfuggire da una sensazione che la stava prendendo) S! E' un invito ufficiale! Mi raccomando: arriva almeno due ore prima perch dovrai seguire ogni momento della preparazione del pranzo insieme a mia figlia che ancora non sa cuocere due uova!
Marco - L'ho vista qualche giorno fa di sfuggita, tua figlia. Sai che pi cresce e pi ti assomiglia?
Anna - Di solito le femmine prendono dal padre
Marco - B, in questo caso meglio cos!
Anna - E' una critica a mio marito o un complimento per me?
Marco - Non conosco bene tuo marito
Anna - Sai che lui invece ogni tanto mi chiede di te?
Marco - Perch?
Anna - Mah, tu che ne dici?
Marco - Non sar mica geloso??
Anna - Tu sei un uomo, dovresti saperlo meglio di me! (Avviandosi) Fammi andare che tardi. Grazie per il caff. Ah, dai retta al tuo amico, ha avuto ragione a darti quel consiglio
Marco - Ti voglio bene.
Anna - Anch'io. (Esce).
Buio
(Musica)
(La musica continua fino a sfumare lentamente. Luce tenue. E' la sera successiva. Marco, in piedi, vicino al mobile, con il ritratto della moglie in mano. Si sentono le voci, registrate con effetto riverbero, di Marco, di sua moglie e di amici comuni, in un lontano momento di allegria.)
Voce reg. di
Marco - Lucia! Vieni a vedere cos'ha combinato Giulio!
Voce reg. di
Giulio - Non lo stare a sentire, Lucia!
Voce reg. di
un amico - (Sovrapponendosi in parte alla battuta di Giulio) Ragazzi! Oggi non voglio rimanere a digiuno!
Voce reg. di
Lucia - (Ride) E' meglio che tu stia lontano dalle pentole e lasci fare a me.
Voce reg. di
Giulio - Lucia! Marco sta piluccando!!!
Voce reg. di
Lucia - Marco!! Lascia stare il dolce prima di pranzo!!
(Il tutto viene interrotto dal suono del campanello. Luce piena)
Marco - Chi ?
Stefano - (Da fuori) Sono io!
Marco - (Va ad aprire e rientra con Stefano) Vieni pure.
Stefano - Allora??
Marco - Allora cosa?
Stefano - Hai deciso di prenderla?
Marco - Parli della colf? B s l'idea non male, visto come da solo riesco a ridurre la casa, ma ancora non ho trovato niente.
Stefano - Allora datti da fare perch le migliori se le beccano subito!
Marco - Madonna mia! Parli come se stessero facendo i saldi! Con un po' di fortuna la trover anch'io.
Stefano - A proposito l'hai vista??
Marco - Scusa ma non ti seguo: adesso di chi stai parlando?
Stefano - Della Spantucci!
Marco - E chi la Spantucci?
Stefano - Porca miseria, Marco! E' la gnoccona del piano di sotto! Quella dell'ascensore!
Marco - Ah! No, non l'ho ancora incrociata.
Stefano - Eh eh! Sarebbe proprio da incrociare, una cos! Ma prima o poi scoprir gli orari in cui esce e rientra a casa.
Marco - Ma tu non lavori mai?
Stefano - Come non lavoro? In ufficio mi faccio tutti i giorni un culo cos fino alle due! Al pomeriggio mi potr rilassare
Marco - con la signora Spantucci!
Stefano - Eh eh! Scherza, scherza! Mi offri qualcosa?
Marco - (Avviandosi verso la cucina seguito da Stefano) Vieni di l con me, dai Spantucci! (Entrambi escono a destra).
Buio
(Musica)
(Luce piena. La musica sfuma. Marco al cellulare e sta parlando con Anna)
Marco - Ancora no, (Ascolta) S ho deciso ma dovr vagliare gli annunci. Nel caso ne conoscessi una tu dimmelo pure. (Ascolta) Prego, era doveroso da parte mia era il tuo compleanno! (Ascolta e ride) D a tuo marito che non erano rose rosse quindi che stia tranquillo! (Ascolta e ride) Ma dai! Ancora puoi contare i tuoi anni e dirli senza timore! Ciao Anna! (Chiude).
Buio
(Musica)
(Luce calda. Continua la musica. E' la sera successiva. Marco entra di ritorno dal lavoro; lascia la borsa in terra e si toglie la giacca che appende all'attaccapanni. Si dirige verso la sua poltrona, ci si siede ed inizia a sfogliare un giornale di annunci economici. La musica sfuma. Si sente la voce registrata di Vera)
Voce
registrata
di Vera - Ragazza russa, 34enne, con documenti in regola, cerca lavoro come baby-sitter o collaboratrice domestica o qualsiasi altro tipo di lavoro purch serio, dal luned al sabato, qualsiasi orario. (Torna la musica)
(Marco torna alla giacca appesa, ne estrae il cellulare e telefona. Non si sente quello che dice).
Buio
(La musica continua)
(Luce piena. E' la sera successiva. Marco vestito con giacca e pantaloni. La musica continua. Marco sta riordinando lentamente la stanza. Porta fuori scena i suoi vestiti gettati qua e l. La musica si ferma al suono del campanello).
Marco - (Prendendo alla rinfusa le ultime cose rimaste e gettandole fuori scena) Chi ?
Vera - (Da fuori) Sono Sono Vera, la ragazza dell'annuncio.
Marco - (Va ad aprire e rientra con Vera) Prego, si accomodi. Mi scusi il disordine ma
Vera - Non si preoccupi.
Marco - Piacere, Marco Pastelli.
Vera - Piacere, Vera Sinitsin.
Marco - Allora ecco: io, io in effetti cerco una persona che mi aiuti a tenere la casa Ma lei mi capisce, s?
Vera - Perfettamente. Ormai sono in Italia da tre anni.
Marco - Bene. Ecco: io vivo solo e avrei bisogno di una persona che mi tenesse in ordine la casa e, se fosse possibile, prepararmi qualcosa da mangiare.
Vera - Oh, per me non ci sono problemi. Io ho esperienza di questo. Sono stata due anni presso di una famiglia e si pu dire che in casa facevo tutto io.
Marco - Bene. Ecco non mi rendo conto nemmeno del tempo che le possa occorrere giornalmente per fare insomma
Vera - Non so, potrei venire nel mattino per le faccende e poi tornare nel pomeriggio con un po' di spesa e prepararle qualcosa per la cena.
Marco - Guardi: io di solito vado al lavoro alle 8 di mattina e non sempre torno a pranzo, purtroppo, quindi ci dovremmo regolare di volta in volta.
Vera - Basta che lei mi avverte quando non torna per il pranzo.
Marco - S, certo, mi sembra che vada bene. Diceva che stata due anni presso una famigliaCome mai venuta via? Se posso?
Vera - Era una coppia di signori anziani, quando la signora, poverina, morta il suo marito si trasferito nella citt dove abitano i loro figli.
Marco - E non le hanno proposto di trasferirsi anche lei?
Vera - S, l'hanno fatto e ne sarebbero stati contenti ma io non me la sono sentita perch le sembrer strano ma io mi sono affezionata a questa citt che bella non ma c' il mare, come nella mia citt, e io so che non riuscirei a vivere in un luogo senza di quella finestra sull'infinito che il mare mi capisce?
Marco - (Imbarazzato) S, certo. B, qui non ci sarebbe molto da fare visto che vivo solo, non ci sono bambini e l'appartamento non grande, anzi se vuole glielo mostro. Ecco: questo il soggiorno, (Portandola alla prima uscita di destra) qua c' la cucina. (Si affacciano fino a scomparire, poi rientrano e Marco la conduce alla seconda uscita di destra) Qua c' la camera da letto, il bagno e una stanzetta che uso come studiolo. (Escono per qualche secondo poi rientrano).
Vera - L'appartamento piccolo ma per la mia opinione grazioso.
Marco - La ringrazio. E' stata mia moglie ad arredarlo cos.
Vera - S, io capisco.
Marco - Senta, io non so che dirle, sinceramente, perch non ho mai dovuto assumere una domestica. Dovremmo parlare di soldi, vero?
Vera - (Sorridendo) B, poich questo un rapporto di lavoro
Marco - Giusto. B, io credo di poter rispettare benissimo le tariffe sindacali mettendola in regola. Le va bene?
Vera - Per me va bene. Poi c' il primo periodo di prova in cui si vedr se lei oppure io saremo soddisfatti e se continuare o no.
Marco - Certamente. (Suona il campanello) Mi scusi (Va ad aprire lasciando Vera sola per diversi secondi in cui lei approfitta per osservare l'ambiente attorno. Dopo un po' rientra, contrariato e preceduto da Stefano)
Stefano - (Entrando) Allora vero che mi hai dato retta! (A Vera) Buona sera, signorina, sa che se lei si trova qui, ora, perch questo signore ha seguito il mio consiglio?
Marco - S (A Vera) Le presento il mio vicino di casa
Stefano - (A Vera) Piacere, mi chiamo Stefano. Lei
Marco - E' la signorina che verr probabilmente a lavorare qui da me, infatti.
Stefano - Probabilmente?? Ne sono certo! (A Vera) Vedr che qui si trover bene. (A Marco) Vero, Marco?
Marco - Lo spero.
Stefano - In questo condominio o meglio: su questo pianerottolo siamo come una famiglia! Lei russa, vero?
Vera - S, sono russa.
Stefano - Ah, io amo la Grande Madre Russia! Ma anche le Piccole Figlie Russe eh eh.
Marco - Stefano, stavo accordandomi con la signorina
Stefano - S, certo (A Vera) Abita lontano? Voglio dire in questa citt.
Vera - (Rivolgendosi a Marco) Abito ad una mezz'oretta da qui ma io ho l'automobile.
Marco - Bene, quindi non avr problemi di trasporto.
Stefano - Poi, anche se fosse a piedi, vuole che una ragazza come lei non trovi qualcuno che l'accompagni?
Marco - (A Vera) Ah, mi ero dimenticato che ci sarebbe poi anche da lavare e da stirare le mie cose.
Vera - S, certo. Io ritenevo sottinteso, questo. Sono cose che posso fare nel pomeriggio insieme a piccoli altri lavori di rammendo e cose simili.
Marco - Bene.
Stefano - E per il mangiare? Potrebbe preparare dei piatti russi, io adoro la cucina russa! Ah, il gulasch!
Vera - Quello ungherese.
Marco - Stefano, la devi assumere tu o io?
Stefano - B, se potessi assumerla io lo farei immediatamente!
Marco - Io invece prima ho bisogno di parlarci un po', per vedere se collimano le nostre necessit.
Stefano - Certo, chiaro! Bene, allora tolgo il disturbo. (A Vera) Oh, per qualsiasi cosa avesse bisogno, signorina, io abito alla porta qui a fianco Non quella di destra dove abita un maresciallo in pensione, quella di sinistra dove c' scritto: Famiglia Stefano Sandalini.
Marco - Non ti preoccupare, Stefano, tanto la signorina verr qui per lavorare.
Stefano - Certamente ma sai (A Vera) Di nuovo! (Esce)
Vera - Buongiorno.
Marco - Mi scusi
Vera - Non si preoccupi. Capita dappertutto trovare delle persone stonate.
Marco - In che senso?
Vera - Nel senso che alcune persone non sanno essere in sintonia con gli altri. Comunque io credo che in linea massima noi ci siamo messi d'accordo, sia per le mie mansioni che per il mio compenso.
Marco - Credo di s. B, ora come ora non mi viene in mente altro.
Vera - S, io credo che per ora ci siamo detti tutte le cose pi importanti. Allora lei mi dovr solamente dire quando io posso cominciare.
Marco - Ah, gi. B, s, per me quando vuole. Anche da domani, se per lei non ci sono problemi.
Vera - Per me va bene.
Marco - Bene.
Vera - Bene. Alle 7.30 va bene?
Marco - Va bene. Poi, quando esce, basta che richiuda la porta
Vera - E se al pomeriggio lei non ancora rientrato?
Marco - Ah gi. B, allora facciamo cos: per il pomeriggio pu andare a prendere le chiavi da dal Maresciallo Forti che abita qui a destra poi arriver io, quindi siamo a posto.
Vera - (Avviandosi) Bene.
Marco - Bene.
Vera - A domani, allora. (Esce)
Marco - (Accompagnandola) A domani. (Marco si avvia verso la seconda porta di destra, da cui esce ma appena uscito suona il campanello e rientra per andare ad aprire).
Stefano - (Entrando con Marco) Ragazzi che razza di pezzo di balalaica!! Avevo ragione o no a consigliarti una ragazza cos? Dai retta a me: le russe poi, caratterialmente, rappresentano la docilit e la dolcezza personificate a parte il resto.
Marco - Madonna mia, Stefano! Sei una palla che non finisce pi! Ma tu hai proprio il chiodo fisso! Toglimi una curiosit: ma tua moglie
Stefano - (Lo interrompe) Non toccare il tasto "moglie" per carit! (Come declamando una verit assoluta) La "moglie" la frustrazione dell'avventura e della scoperta! E' il passaggio dall'hobby al lavoro di routine, dal sogno alla cruda realt: una cosa avvilente! Allora vi siete messi d'accordo, s o no?
Marco - S.
Stefano - Verr tutti i giorni?
Marco - Ma a te cosa ti frega? Ehi, non avrai mica intenzione davvero di venire qui mentre io non ci sono per fare il viscido con quella ragazza?
Stefano - Il viscido! Ma stai scherzando? Sar il tipo che trama e circuisce mentre il suo amico fuori casa!
Marco - No?
Stefano - Credevo mi conoscessi! Al limite due parole
Marco - Stefano: guarda che se mi crei dei casini con quella ragazza giuro che metto di mezzo tua moglie e
Stefano - No, no stai tranquillo! Non succeder nessun casino!
Marco - Meno male.
Stefano - E con quella tua amica che qualche volta ti viene a trovare?
Marco - Ti vuoi fare anche lei?
Stefano - Ma allora, Marco, sei tu ad avere il chiodo fisso! Chiedevo cos perch la vedo entrare ogni tanto!
Marco - Come fai? Come fai a vederla entrare se ci impiega un nano-secondo per passare davanti alla tua porta chiusa! Devi essere sempre l allo spioncino a... a spioncinare tutti quelli che passano!!
Stefano - Tu sei nervoso.
Marco - Non sono nervoso.
Stefano - S che lo sei. Ti capitato qualcosa che ti ha cambiato umore. Ti stai comportando come quelle donne che consciamente non sanno quel che vogliono e hanno mille paure perch inconsciamente sanno benissimo che cosa gli manca.
Marco - (Abbandonandosi sulla poltrona. Ironico) Mi scusi, dottor Sigmund continui pure con la sua diagnosi. Ho bisogno di ascoltare le sue profonde e sagge parole. Lei ha colpito nel segno: In effetti da qualche giorno avverto anche delle improvvise vampate di calore che non mi so spiegare.
Stefano - Eh eh! Tu scherzi ma cos che si comincia ad avvertire l'andropausa!
Marco - (C.s.) Dottor Sigmund
Stefano - (Stando al gioco) S?
Marco - Vaffanculo.
Stefano - Ecco. La tipica reazione del paziente nei confronti del suo medico che lo pone di fronte alla realt che il soggetto ben conosce ma che non vuole accettare.
Marco - (Ad alta voce. Risponde come se avesse sentito la moglie di Stefano chiamarlo dall'appartamento di fianco) S! E' qui con me!
Stefano - Ma con chi parli?
Marco - Con tua moglie! Non hai sentito che ti ha chiamato?
Stefano - No!! Scusa, ti lascio. Torno appena posso! (Esce)
Marco - (Sorridendo fra s) Fai con comodo.
Sipario
Fine del primo atto
Secondo Atto
(E' passato un po' di tempo. Il living dell'appartamento di Marco tutto in ordine e con qualche discreto abbellimento dovuto alla presenza di una mano femminile. All'aprirsi del sipario in scena Anna).
Anna - (A voce alta per farsi sentire da Marco che in cucina) Vedo che ti ha sistemato un po' la casa
Marco - (Da fuori) S, l'ha resa decente.
Anna - (C.s.) Mi sono sempre chiesta perch quasi tutti gli uomini che abitano da soli non sanno tenere decoroso l'ambiente in cui vivono.
Marco - (Entrando con il caff. E' in camicia) Perch quasi tutti gli uomini maturano troppo tardi e quando si accorgono di come vivono sono troppo vecchi e stanchi per porne rimedio.
Anna - (Ride) Che tipo che sei! Mi piacerebbe conoscere questa ragazza.
Marco - Fra poco arriva e la conoscerai.
Anna - Come ti sei trovato in questi giorni?
Marco - Direi bene. Lei puntuale, precisa, in cucina meglio di me
Anna - (Sorridendo) Anche di me??
Marco - Anna, impossibile trovare chi ti supera in cucina!
Anna - Lo dici per ottenere un altro invito? Sai che mia figlia, dopo che sei andato via, quel giorno, non ha fatto altro che chiedermi di te? L'hai affascinata!
Marco - (Ride) E' una ragazzina in gamba, Alessia.
Anna - Ti sarebbe piaciuto avere un figlio?
Marco - Mamma mia! Onestamente s, ma sai che Lucia non poteva averne. Negli ultimi tempi stavamo addirittura pensando di adottarne uno, ma poi
Anna - Ti avrei visto bene, come pap! Soprattutto con uno dell'et ingrata come quella di Alessia.
Marco - Quante et ingrate ci sono, Anna! Allora facciamo cos: tu mi inviti quando fai il roast-beef e io in cambio far il baby-sitter a tua figlia, d'accordo?
Anna - Va bene, al prossimo roast-beef ti chiamer!
Vera - (Entra e vede Anna) Oh, scusate.
Marco - Non si preoccupi, signorina. Le presento una mia cara amica.
Anna - Piacere, Anna.
Vera - Vera. Il piacere mio. Scusate (Esce verso destra)
Anna - E' di casa, ormai
Marco - S, ho deciso di lasciarle le chiavi perch sarebbe stato troppo complicato con i miei orari e poi, sinceramente, ho sentito di potermi fidare.
Anna - Capisco. (A bassa voce) Adesso cosa sta facendo?
Marco - Probabilmente sta preparando da mangiare.
Anna - Falla venire qui dai.
Marco - Perch?
Anna - Ti ho detto: perch la voglio conoscere!
Marco - (La chiama) Signorina Vera!
Vera - (Entrando) Dica.
Marco - La mia amica Anna mi ha chiesto di poterla conoscere, se si vuole sedere un momento con noi
Vera - (Si siede) Grazie.
Anna - Allora, come si trova con Marco? E' un bravo datore di lavoro?
Vera - S, sono contenta che sono qui. Non tanto perch il lavoro non pesante, ma soprattutto perch questo un luogo che mi da svjetlst serenit.
Anna - Ne sono convinta, poi Marco non una persona esigente, io lo conosco bene.
Marco - (Imbarazzato) Scusate, vi lascio un momento sole. (Esce a destra)
Anna - dicevo che stata fortunata a trovare un posto come questo perch vede: Marco ha la capacit di far stare bene le persone che in qualche modo gli sono vicine.
Vera - S, me ne sono accorta subito. Lei ha detto che conosce da molto il signor Marco?
Anna - Oh, sin da ragazzi, poi ci siamo persi di vista per qualche anno e ci siamo ritrovati che eravamo entrambi sposati.
Vera - Io penso che rara un'amicizia cos.
Anna - S, rara. Da quando poi rimasto vedovo sento il dovere e il piacere di venire a trovarlo quando posso.
Vera - Credo che il signor Marco uno di quegli uomini che soffrono molto la solitudine.
Anna - E' vero. Lei ha colto nel segno. E' molto che in Italia?
Vera - Ormai da tre anni ma non sento nostalgia di mia terra come altre mie connazionali.
Anna - Non ha nessuno l?
Vera - S, mi rimasta solo una mia sorella; noi ci scriviamo ogni tanto.
Anna - Scusi la mia curiosit: fidanzata?
Vera - Ora no. Ho avuto un fidanzato in Russia ma una storia finita ormai da molto tempo.
Anna - Capisco. Lei giustamente si chieder perch mai ho chiesto a Marco di poterla conoscere e soprattutto perch le sto facendo tutte queste domande, ma vede: le ho detto che gli sono amica e gli voglio molto bene perci ero curiosa di sapere se aveva scelto bene la persona che che in un certo senso si occupa di lui. Mi capisce?
Vera - S, certamente.
Anna - Poi io mi picco di riuscire a valutare abbastanza bene una persona dalla prima impressione che mi fa.
Vera - Questa una bella dote! E cosa pensa di me?
Anna - (Ride) Guardi, credo di non sbagliarmi nel dirle che anche Marco stato fortunato ad incontrare una ragazza come lei.
Vera - (Sorride) La ringrazio. Io non possiedo la sua dote ma posso dirle che anche lei simpatica.
Anna - Sono contenta. (Sottovoce) Ora chiamiamo Marco che sicuramente restato di l per discrezione.
Vera - (Sottovoce) E per timidezza.
Anna - (Sottovoce) Brava! (Chiama) Marco! Ma cosa fai??
Marco - (Entrando) No, che
Anna - (Con finto risentimento) Non ti vergogni lasciare due donne da sole senza dar loro un minimo di ospitalit?
Marco - Ma io pensavo
Anna - (C.s.) Voi uomini pensate sempre come pare a voi!
Vera - Scusate ma ora io torno al mio lavoro. (Ad Anna) E' stato davvero un piacere per me fare la sua conoscenza.
Anna - Altrettanto per me, Vera. (Vera esce).
Marco - Allora?
Anna - Be', guarda: se non fossi sposata sentirei gi i morsi della gelosia!
Marco - (Ride) Scema!
Anna - Dico sul serio: sei stato fortunato, non potevi trovare di meglio per la tua casa! Magari sa anche fare il roast-beef meglio di me!
Marco - Ma smettila, Anna. Il tuo roast-beef a denominazione di origine controllata e protetta!
Anna - (Ride).
Buio
(Musica)
(Si riaccende una luce pi calda. Entra Marco di ritorno dal lavoro, appoggia in terra la borsa, si toglie la giacca e l'appende all'attaccapanni; vede Vera che sta spolverando, volta il viso verso di lei e lei fa altrettanto, si salutano a vicenda senza che per si senta alcuna voce)
Buio
(La musica continua)
(Si riaccende la stessa luce calda. Entra Marco di ritorno dal lavoro, appoggia in terra la borsa, si toglie la giacca (1 cambio giacca) e l'appende all'attaccapanni mentre Vera sta entrando dalla seconda porta di destra (cucina) con una pentola in mano e sta avviandosi verso la prima porta di destra. Anche questa volta entrambi si fermano e si salutano senza che si sentano le loro voci)
Buio
(La musica continua)
(Si accende uno spot che illumina la poltrona su cui c' Marco, in camicia, che sta leggendo un giornale. Vera si affaccia dalla prima porta di destra (cucina) asciugandosi le mani in uno strofinaccio e chiama Marco per dirgli che la cena pronta - la sua voce non si sente - Marco la guarda, lascia il giornale e si avvia verso la cucina)
Buio
(La musica continua)
(Si accende lo spot che illumina la poltrona su cui ora Marco si posto di traverso, addormentato. Vera sta spazzando dietro di lui, gli si avvicina e si ferma a guardarlo con tenerezza).
Buio
(La musica continua)
(La luce torna piena e la musica lentamente sfuma. Entra Marco di ritorno dal lavoro, appoggia la borsa in terra, si toglie la giacca e l'appende all'attaccapanni. Vera si affaccia dalla porta della cucina)
Vera - Buonasera.
Marco - Buonasera.
Vera - E' stanco?
Marco - Parecchio. E' stata una giornata da dimenticare.
Vera - Non dimentichi mai nessuna giornata: in ognuna di esse s'impara qualcosa di nuovo.
Marco - (Annusando l'aria) Cosa ha combinato oggi in cucina?
Vera - Spero una cosa da non dimenticare: Crocchette di pollo alla Porskij.
Marco - Bene, la prima cosa buona di oggi. Ha scritto anche questa sul suo quaderno?
Vera - Certo. Alla fine noi avremo un ricco ricettario di cucina della Russia, vedr.
Marco - Bene. (Esce dalla seconda porta di destra)
Vera - (Esce dalla prima porta di destra (cucina))
Marco - (Si affaccia e parla ad alta voce) La metta sotto la "C" di crocchette, non sotto la "P" di
Vera - (Si affaccia) di Porskij.
Marco - ecco.
Buio
(Musica)
(Si riaccende la luce pi calda. Entra Marco di ritorno dal lavoro, appoggia in terra la borsa e si toglie la giacca (2 cambio giacca) ma Vera, che l'attendeva all'ingresso, gli prende giacca e borsa con estrema naturalezza e le porta fuori della seconda porta a sinistra. Marco resta immobile, basito)
Buio
(La musica continua)
(Stessa luce. Marco seduto in poltrona, in camicia, legge il giornale; Vera sta uscendo, si volta a salutarlo - senza che si senta la sua voce - Marco si volta e la saluta - la sua voce non si sente).
Buio
(La musica continua)
(Si accende lo spot su Marco che torna dal lavoro, appoggia in terra la borsa, si toglie la giacca (3 cambio giacca) e resta con quella in mano come se attendesse Vera che gliela prende per metterla a posto. Entra Vera e Marco appende subito la giacca all'attaccapanni; Vera, salutandolo, va a prendere, sorridendo, giacca e borsa e le porta fuori mentre Marco, imbarazzato, si mette a sedere in poltrona a leggere il giornale).
Buio
(La musica continua)
(Luce piena. La musica sfuma. Vera in scena e sta spazzando. Si sente suonare il campanello).
Vera - Chi ?
Stefano - (Da fuori) Sono Stefano, il suo vicino di casa.
Vera - (Va ad aprire e rientra con Stefano) Lei il vicino di casa del signor Marco, non il mio.
Stefano - B, ma ormai anche lei di casa e ci possiamo considerare coinquilini.
Vera - Il signor Marco non c', desiderava qualcosa da lui?
Stefano - (Fingendo malamente stupore) Ah, non ancora tornato?
Vera - No. Torni pure fra un po'.
Stefano - (Girando e analizzando l'ambiente) Si vede proprio che ora c' una mano femminile! Brava! Tu devi essere una donnina perfetta.
Vera - Io non mi considero una "donnina" n tantomeno perfetta.
Stefano - (Si accomoda sulla poltrona di Marco) Dai, non essere modesta! Se vuoi la mia opinione: per me sei perfetta in tutti i sensi!
Vera - (Stando sulle sue). Lei non mi ha ancora detto che cosa desidera.
Stefano - Niente, ero venuto a trovare Marco ma visto che ancora non tornato scambio volentieri due parole con te Vieni a sederti un momento.
Vera - (C.s.) Non bene che lei si sieda su quella poltrona, poi lei sa bene che io vengo qui per lavorare e non per scambiare due parole con i vicini di casa del signor Marco.
Stefano - Ma non c' niente di male! Tu non scambi mai due parole con il signor Marco?
Vera - (Urtata) Io credo che a lei non devono interessare queste cose.
Stefano - Non ti offendere, dai diventi brutta quando ti arrabbi!
Vera - E' meglio che lei ritorna quando c'
Stefano - (Alzandosi) il signor Marco, ho capito. Comunque, ascolta: se tu avessi bisogno di qualcosa non esitare a chiamarmi a questo numero. (Le porge un biglietto col suo numero di cellulare che lei rifiuta e lui la forza ad accettarlo. Viene sorpreso da Marco che entra).
Marco - (Entra e rimane immobile, senza nemmeno appoggiare in terra la borsa) Cosa stai facendo?
Stefano - Oh, Marco! Stavo stavo lasciando il mio numero di cellulare a Vera nel caso avesse bisogno di qualcosa. Ero venuto a trovarti ma
Marco - (Lo interrompe rivolgendosi a Vera mentre appoggia in terra la sua borsa) Ci pu lasciare soli, per favore? (Vera esce verso la cucina) Ascoltami bene, Stefano: finch tu vieni qui a sfogare con me le tue frustrazioni con oziosi autocompiacimenti ovverosia masturbazioni mentali io posso anche accondiscendere e restarti amico; (Si altera ma senza alzare la voce) ma se tu ti permetti di mettere in pratica le tue fantasie da seduttore da quattro soldi con quella ragazza puoi dimenticarti che abito qui ed meglio se non ti fai pi n vedere n sentire, intesi?
Stefano - (Con atteggiamento innocente e di difesa) Io sono sconcertato da questa tua reazione, Marco! Guarda che non volevo assolutamente
Marco - (Arrabbiato) So benissimo che cosa volevi e ti ripeto di non azzardarti pi ad entrare in questa casa quando non ci sono io, va bene?
Stefano - Va bene, ma guarda che ti sbagli di grosso! Io per certe cose vado su ben altri livelli. Sai quanto mi frega di una sciacquetta russa che va a lavorare in case di uomini soli
Marco - (Con uno scatto afferra Stefano per un braccio e lo porta fuori di casa) Hai superato il limite, Stefano! Ti consiglio di non farti pi vedere da queste parti! (Rientra, furioso, e va a sedersi in poltrona dove si accende una sigaretta) (Pausa).
Vera - (Compare alla porta della cucina) Mi scusi signor Marco.
Marco - Di cosa?
Vera - Io conosco questo tipo di uomo e non avrei dovuto nemmeno farlo entrare.
Marco - Sono io che devo chiedere scusa a lei per averla messa in una situazione cos spiacevole. Ha in qualche modo esagerato?
Vera - No. E' stato solo insistente e a mio parere: grossolano, nient'altro.
Marco - Comunque stia tranquilla, non la disturber pi.
Vera - (Va a prendere la borsa che Marco ha lasciato in terra e gli si avvicina) Grazie. Mi vuol dare la sua giacca?
Marco - (Che non fa subito mente locale) Come? Ah s, grazie. (Si toglie la giacca e la porge a Vera).
Vera - Non se la prenda pi di tanto. Non ha perso niente.
Marco - Ne sono convinto.
Vera - Ora vado a mettere a posto le sue cose e apparecchio la tavola per la cena. (Resta davanti a lui)
Marco - (Calmandosi, la guarda a sua volta) Che cosa ha inventato stasera?
Vera - Oh, non una mia invenzione: sto preparando delle melanzane in salsa satsivi.
Marco - E che cos'?
Vera - B, le melanzane le conosce; la salsa satsivi, invece, un composto di peperoncini piccanti, cipolla, noci e tante spezie come: coriandolo, dragoncello, basilico, origano, timo, zafferano e maggiorana, ma io poi scriver tutto sul quaderno delle ricette.
Marco - Sa quando dir ad Anna che sta riempiendo un quaderno con ricette russe ne vorr sicuramente una copia.
Vera - Io ne sar felice. La signora Anna una brava cuoca?
Marco - Ah, s! In alcuni piatti eccellente.
Vera - Bene.
Marco - (Non sapendo cos'altro dire) Bene.
Vera - S bene.
Marco - S diciamo che
Vera - (Sorridendo) che va tutto bene!
Marco - S.
Vera- Posso chiederle una cosa, signor Marco ?
Marco - Dica.
Vera - Sua moglie com'era?
Marco - Mi coglie alla sprovvista. Sinceramente non saprei trovare un termine adatto. Posso dirle che era tutto, per me: E' stata una moglie che ho onorato, un'amica che ho stimato, stata la compagna che ho amato. Era tutta la mia vita.
Vera - E' una cosa bellissima.
Marco - S, ma cambiamo discorso. Mi parli invece lei, della Russia, per esempio: com'?
Vera - Grande e fredda, e tanto bella. Ma poi, io mi chiedo: esistono posti nel mondo che non sono belli? Io credo che possono esserci luoghi impervi, difficili da viverci o rovinati dagli uomini, ma il mondo nella sua prirda, cio nella sua natura, tutto bello. Quando, da piccola, mi sedevo sulla spiaggia ad ammirare il mare di Ventspils io sognavo perdendomi in quei freddi colori ma anche qui, quando a volte mi fermo ad ammirare questo piccolo mare, il sogno ugualmente bello sia pure con differenti colori.
Marco - Io, sinceramente, non riesco ad immaginare cosa si provi a cambiare mondo: a trasferirsi in un paese lontano e completamente diverso dal proprio. Non so, insomma, se riuscirei a fare quello che ha fatto lei.
Vera - La tua casa dove tu stai bene col cuore. I miei genitori non ci sono pi da diversi anni e mia sorella si creata una sua famiglia quindi la mia patria, la mia casa dove la costruisco io.
Marco - Ma lei non ha dimenticato le sue radici, le sue tradizioni, i profumi, i cibi dell'infanzia
Vera - Oh, questo sicuramente no, io non dimentico! (Ha un sobbalzo) Madre santa le melanzane!!!!! (Corre ed esce in cucina).
Buio
(Musica)
(Si riaccende la luce pi calda. Vera sta uscendo, Marco, in camicia, le prende il soprabito e l'aiuta ad indossarlo. Vera esce).
Buio
(La musica continua)
(Marco sta facendo delle flessioni sul tappeto. Vera entra dalla cucina e resta a guardarlo finch Marco non si accorge di lei e si rialza, imbarazzato)
Buio
(Luce piena. Marco e Vera sono vicini, in piedi, Vera tiene un piatto in mano dal quale Marco sta assaggiando qualcosa).
Vera - Com'?
Marco - Non male, cos'?
Vera - Funghi con panna acida.
Marco - Panna acida??
Vera - S, non le piace?
Marco - (Facendo una strana espressione) B, adesso che me l'ha detto, preferirei qualcosa di non andato a male!
Vera - (Ridendo) Ma la panna acida non andata a male!
Marco - E i funghi? Chi li ha raccolti??
Vera - (Ride gioiosamente) Stia tranquillo, signor Marco! Anche i funghi sono buoni, sono champignon! Io, non le farei mai piatti cattivi.
Marco - Voi ragazze russe ridete tutte cos?
Vera - In che senso?
Marco - Mah, cos gioiosamente. Quando ride sembra un uccellino!
Vera - (Ride c.s.) Sa, signor Marco, cosa significa il mio cognome, Sinitsin?
Marco - No.
Vera - Cinciallegra. E' il nome di un uccellino, no?
Marco - (Sorridendo) S, certo!
Vera - Chiss, forse i nomi condizionano, in qualche modo, il carattere di una persona.
Marco - Forse s. Per il mio cognome Pastelli e non so davvero in che modo possa avermi condizionato!
Vera - (Sorridendo) Perch, lei non una persona delicatamente colorata?
Buio
(Luce piena)
Marco - (Sta parlando con Anna al cellulare) Perbacco, Anna! Certo che vengo! Ti ho sempre detto che non so resistere al tuo roast-beef! (Ascolta) Domenica va benissimo (Ascolta) s, poi ho una sorpresa per te. (Ascolta) Ma dai!! No, non quello che pensi tu! Riguarda la cucina: Quella ragazza (Ascolta) s, Vera, sta riportando su un quaderno le ricette di tutti i piatti russi che mi prepara di solito. (Ascolta) B s, da una parte sento il bisogno di tornare a qualcosa di pi nostrano. (Ascolta) S, sono molto buoni, a parte una cosa che non mi andata gi. (Ascolta) "Funghi con panna acida"(Ascolta) Per tutti e due: sia per i funghi che per la panna acida! Se acida non meglio buttarla via? (Ascolta) Soffro anche di gastrite! (Ascolta) Mah, questione di gusti! (Ascolta) S, non erano male ma (Ascolta) Va bene! Ah, Anna: Ho smesso di fumare! (Ascolta) B, un tentativo! Ho pensato che se risparmio i soldi delle sigarette li potrei mettere da parte per un viaggetto, se invece continuo a fumare partir sicuramente prima! (Ascolta) Eh s, certo! Va bene, vieni a trovarmi anche tu quando puoi. (Ascolta) Ciao. (Chiude. Si mette sul tappeto a fare alcune flessioni) (Tra s) Smettendo di fumare riuscir a fare anche pi flessioni. Ma come si fa a mangiare la panna acida! Se non ti uccide quella lo fanno i funghi! (Continua con le flessioni) Poi devo ancora capire a che cosa mi serve fare questo cavolo di flessioni!
Buio
(Musica)
(Si riaccende la stessa luce calda. La musica sfuma. Marco solo, in piedi, vicino al ritratto della moglie. Si sentono voci registrate con effetto riverbero).
Voce reg. di
Marco - Come ti senti?
Voce reg. di
Lucia - Non bene.
Voce reg. del
medico - Occorreranno delle cure.
(Suono della sirena di un'ambulanza)
Voce reg. di
Lucia - Sono preoccupata per te. Che farai, da solo, Marco mio?
(Marco si dirige verso la poltrona su cui si adagia, ad occhi chiusi)
(Luce piena)
Marco - (Entra di ritorno dal lavoro, appoggia in terra la borsa e chiama), Vera! (Nessuno risponde. Marco si toglie la giacca (4 cambio giacca) e l'appende all'attaccapanni, quindi si dirige, stanco, vicino alla poltrona dove comincia a togliersi prima la camicia, l'eventuale maglia intima, si slaccia le scarpe; nel momento in cui sta per slacciarsi la cinta dei pantaloni Vera si affaccia alla porta della cucina. Entrambi hanno un moto di sorpresa, Marco si copre come pu con la camicia e la maglia che aveva tolto) Scusami. Pensavo che te ne fossi gi andata!
Vera - No, ero sul balcone e non ti ho sentito. (Campanello. Imbarazzo di entrambi. Vera si avvicina alla porta dando il tempo a Marco di rivestirsi alla bell'e meglio) Chi ?
Anna - (Da fuori) Sono Anna.
Vera - (Mentre Marco accelera i movimenti per rivestirsi) Un momento! (Al segno di assenso di Marco, Vera va ad aprire)
Marco - Ciao Anna!
Anna - (Entrando, avverte che c' qualcosa di strano) Disturbo?
Marco - No! Ma cosa dici! (Sistemando velocemente un lembo della camicia) C' stato semplicemente un qui pro quo con Vera cio, nel senso che
Anna - (Sorridendo) Marco, non devi mica giustificarti!
Marco - S lo so ma va b poi ti spiego. Come mai questa visita
Anna - Dici improvvisa?
Vera - Signora Anna: Marco credeva di essere solo in casa e si stava mettendo in libert, io sono entrata dalla cucina e gli ho creato un certo imbarazzo che si accresciuto quando lei ha suonato, tutto qui.
Anna - Ah! (A Marco, con fare scherzoso) Vedi: pur essendo straniera, Vera riuscita a spiegare il fatto con due parole! Tu invece farfugli, t'ingarbugli e non fai capire niente
Marco - Ma no! E' che
Vera - Scusate. Io torno alle mie faccende. (Esce verso la cucina).
Marco - Che figura del cavolo!
Anna - Ho sentito comunque che non ti chiama pi "Signor Marco".
Marco - No, infatti. B, abbiamo deciso di darci del tu.
Anna - Bene. Ne sono contenta!
Marco - Guarda che non significa niente il fatto che ora ci diamo del tu!
Anna - Certo che no. (Sottovoce) Cosa ne pensi, Marco?
Marco - Di cosa?
Anna - Ma ci sei o ci fai?? (Sottovoce) Sto parlando di Vera!
Marco - Madonna! Ti ci metti anche tu, ora?
Anna - Perch? Chi altri?
Marco - No, niente, mi riferivo al mio vicino di casa
Anna - Se non vuoi parlarne non ti chieder pi niente.
Marco - No che (Sottovoce) una ragazza dolcissima e mi fa paura.
Anna - (Sottovoce) Paura di cosa? Che ti faccia innamorare??
Marco - (C.s.) Credo di s.
Anna - (C.s.) Allora sei scemo!
Vera - (Si affaccia alla porta della cucina) La cena pronta. Se vuole, ce n' anche per lei, signora Anna.
Anna - Rimarrei volentieri, Vera, ma devo andare. I doveri familiari mi aspettano. Che cosa ha preparato stasera?
Vera - Un bor: una minestra di carne con cipolla, cavolo e pomodori (Sorridendo verso Marco) ma senza panna acida!
Anna - Accidenti! Un giorno verrete tutti e due a casa mia! Lei preparer una specialit russa e io una italiana, d'accordo?
Vera - Ne sar felice, signora Anna.
Anna - Diamoci del tu, Vera, ti dispiace?
Vera - (Sorridendo) Assolutamente no, Anna.
Anna - Ah, poi devi farmi fotocopiare il tuo quaderno!
Vera - Certo, anche se non a tutti piace la cucina russa.
Anna - (Guardando Marco con fare allusivo) Non a tutti, ma a qualcuno s!
Buio
(Luce piena. Marco solo, in camicia. Sta facendo esercizi sul tappeto lavorando sulle gambe).
Marco - Crocchette di pollo alla Porskij Melanzane in salsa satsivi Zuppa di pesce che si chiama Soliiankapoi il Bor il Filetto alla Strogonov i funghi con panna acida devo cambiare tipo di esercizio! (Si mette a fare esercizi per gli addominali) Anche se sono sempre meglio delle porcherie che si mangiano nei fast food. (Continua con gli esercizi agli addominali finch non viene interrotto dal campanello) Chi ?
Stefano - (Da fuori) Marco!
Marco - Marco sono io, lei chi ?
Stefano - (C.s.) Marco, sono Stefano!!
Marco - E cosa vuoi?
Stefano - (C.s.) Volevo solamente chiederti scusa
Marco - (Esitante e controvoglia va ad aprire) Sentiamo un po'
Stefano - (Entrando) Tu mi conosci, Marco
Marco - Eh!
Stefano - Ecco: io non volevo assolutamente dire quelle cose che ti ho detto
Marco - Ti sono sfuggite!
Stefano - S! Cavolo! Sono stato io a consigliarti di prendere quella ragazza e ti giuro che sono contento per te se ti ci trovi bene! Marco: ti prometto che non entrer pi qui se tu non ci sei.
Marco - Meno male!
Stefano - Sai, il fatto che cio: era un po' di tempo che con mia moglie s, insomma, eravamo un po' in crisi. Ultimamente per ne abbiamo parlato, ci siamo chiariti e ora tornato tutto a posto, anzi, ieri stata proprio lei a propormi di invitarti a mangiare da noi, una volta, se ti fa piacere.
Marco - Stefano, Stefano quanto ti costato dire tutto questo?
Stefano - Non molto, credimi. Perch tengo alla tua amicizia.
Marco - 'Fanculo anche a te! Va bene: d a tua moglie che accetto volentieri.
Stefano - Grazie! Ne sar molto contenta! Ah, se vuoi, mia moglie avrebbe invitato anche lei.
Marco - Ti far sapere.
Stefano - Ok!
Marco - Hai cominciato ad andare in palestra?
Stefano - Chi se ne frega della palestra! Mia moglie dice che con qualche chilo in pi sono pi sexy!
Marco - (Sorridendo) Bene! Stavo giusto pensando anch'io di smetterla con quel cavolo di esercizi!
Stefano - (Ridendo) Allora viva la pastasciutta!
Marco - e il gulasch!
Stefano - Quello ungherese!
Marco - (Sorridendo) Ah, gi, ungherese!
Buio
(Musica)
(La musica continua. Si riaccende la luce pi calda. Entra Marco di ritorno dal lavoro, appoggia in terra la borsa e si toglie la giacca (5 cambio di giacca). Vera, che l'attende vicino all'ingresso, gli prende giacca e borsa. Sono l'uno di fronte all'altra, Marco allunga lentamente una mano fino a sfiorarle il viso con una carezza. Vera fa altrettanto, poi si gira ed esce con giacca e borsa dalla seconda porta a sinistra. Marco si avvia alla poltrona).
Buio
(La musica sfuma mentre torna la luce piena)
(Marco sta leggendo un giornale in poltrona. Vera entra con un grosso cesto di panni appena stirati e lo appoggia su una sedia)
Marco - Hai gi stirato tutta quella roba?
Vera - (Restando in piedi davanti a lui) S, certo! Con il ferro da stiro che hai comprato molto pi semplice e meno faticoso.
Marco - Io non sono mai riuscito a stirare bene i colletti delle camicie!
Vera - Questa non deve essere una preoccupazione, per te: lavoro mio! Sappi, comunque, che stirare le camicie diventata una mia specialit perch l'anziano signore da cui lavoravo prima aveva la mania delle camicie ben stirate e me le controllava attentamente una ad una! E mi faceva notare anche la pi piccola imperfezione di stiratura!
Marco - Con me invece puoi stare tranquilla. Io non mi accorgerei nemmeno se me le stirassi tutte plissettate!
Vera - (Ridendo) S, mi sono accorta, infatti, che tu sei un po', se mi permetti, un po' casual.
Marco - Grazie d'aver usato il termine "casual" al posto di "trasandato".
Vera - Mi piace di pi "casual" perch da un senso di voluta trasandatezza che poi tipica del tuo comportamento.
Marco - Oh, per! Che sottile accostamento tra l'abito e il monaco!
Vera - (Sorridendo) Il monaco saresti tu??
Marco - Eh, ormai comincio ad avvertire forti analogie comportamentali tra me ed un monaco!
Vera - (Con un'espressione di vezzoso imbarazzo femminile) Ora torno in cucina (Esce).
Buio
(Stessa luce calda. Marco seduto sulla poltrona ad occhi chiusi. Si sentono voci registrate con effetto riverbero)
(Suono della sirena di un'ambulanza)
Voce reg. di
Lucia - Sono preoccupata per te. Che farai, da solo, Marco mio?
Voci sovrapposte di amici
1 - Mi dispiace
2 - Vedrai che ce la far!
3 - Ma come possibile?
1 - Per qualunque cosa
2 - Lucia una donna forte.
Voce reg. di
Lucia - Marco ti amo.
Cambio luce (pu essere di un colore a piacere della regia, per la durata del seguente monologo)
Marco - (Tra s, con un tono che va in crescendo fino a divenire grido a met della battuta) Perch l'assenza deve allontanare l'amore se si ama col corpo ma soprattutto con lo spirito? (Inizia a gettare alla rinfusa, rabbiosamente, i vari capi di abbigliamento lasciati da Vera e ricrea lo stesso disordine della scena iniziale) Che senso ha? Quando continuo a vederti e sentirti??... A vederti e sentirti!! E a parlare con te?? Allora che cosa finito, Lucia?? Se anche tu sei qui, qui con me!... (Continua a provocare disordine) "Che farai da solo, Marco mio" E' questo il problema? E' questo?? Il disordine in casa?? (Calciando tutto ci che incontra mentre cammina) Pensano che si possa mandare a puttane un rapporto cos? Dopo quindici anni?? Eh no! Questa una cosa seria e non si liquida cos! Qui si tratta di Lucia!! Alla morte non c' rimedio ma nemmeno all'amore! Nemmeno all'amore c' rimedio! (Campanello) (Marco si ferma e si guarda attorno) (Pausa) (Campanello) (Luce piena normale) (Marco si calma e chiede) Chi ?
Stefano - (Da fuori) Sono Stefano!
Marco - (Con gesto di disappunto va ad aprire)
Stefano - (Entrando) Madonna!! Cos' 'sto casino?? Son venuti i ladri??
Marco - No, no, tranquillo. Mi sono incazzato da solo e mi sono sfogato un po'. Ora tutto a posto.
Stefano - (Guardandosi attorno) B, si fa per dire! Comunque, Marco: Allora per sabato!
Marco - Che cosa?
Stefano - Il pranzo da me! Dunque: primo: lasagne al forno! Secondo: un arrostino
Marco - (Lo interrompe) Aspetta, Stefano. Non so se sabato potr.
Stefano - Come, non puoi?? Mia moglie ha gi comprato la roba per quattro! Dai, non mi fare 'sti scherzi!
Marco - Non sto scherzando, che conviene rimandare la cosa pi in l.
Stefano - (Deluso come un bambino) Ma dai! Pensa quanto far piacere a Vera assaggiare dei veri piatti italiani fatti in casa!
Marco - S lo so, ti ringrazio davvero e scusami con tua moglie ma sicuramente un'altra volta verr. Vuoi essermi davvero amico, Stefano?
Stefano - Certo! Se no non ti proporrei di mangiare insieme!
Marco - Ok, allora dammi un po' di tempo, va bene?
Stefano - Tu, Marco, hai qualcosa che non va.
Marco - Chi che non ha qualcosa che non va? (Risistemando qualche oggetto che aveva ribaltato) Basta poi rimettere a posto le cose.
Stefano - Eh s, ma visto il casino vedi di farti aiutare da qualcuno!
Marco - Grazie per il consiglio.
Stefano - (Torna sull'argomento del pranzo) La prossima settimana??
Marco - (Per troncare la questione) Ok, la prossima settimana!
Buio
(Musica)
(La musica continua. Si riaccende la luce pi calda. Vera sta riordinando il caos della stanza. Marco entra, appoggia in terra la borsa senza togliersi la giacca.)
Vera - Ciao, Marco.
Marco - Ciao, Vera. Scusami per la confusione che ti ho fatto trovare.
Vera - (Sorridendo tra s) Per carit, ho visto di peggio! (Gli si avvicina) E' ormai finito il periodo di prova, Marco.
Marco - S, Vera, finito.
(I due si sfiorano dolcemente il viso con la mano fino ad abbracciarsi e a baciarsi con passione).
Vera - Che cosa significa questo?
Marco - Non lo sai? Significa molto.
Vera - (Guardandolo negli occhi) Lo so, ma significa anche che non dovr pi tornare, vero?
Marco - No, non dovrai pi tornare.
Vera - Perch? Non andato bene il periodo di prova?
Marco - Il tuo s, il mio no.
Vera - Io capisco. Vuoi cos, Marco?
Marco - S, penso che sia meglio cos.
Vera - Per chi? (Esce in fretta per non farsi vedere piangere)
(Musica. Marco si dirige verso la foto della moglie. Sul fondo compare una diapositiva di Marco con la moglie, entrambi felici. Marco prende la foto, va a sedersi sulla poltrona e si accende una sigaretta).
La musica continua
Buio
Sipario
Note:
Marconon riesce mai a rilassarsi e ad aprirsi del tutto, n con Stefano, n con Anna, n tantomeno con Vera con cui risulta anche un po' impacciato. Marco combattuto tra la razionalit che lo vuol portare a riprendersi la vita e il cuore che ancora legato alla moglie. (Per Marco ho previsto 5 cambi di giacca nei vari ingressi-spot per mostrare il tempo che passa; non sono tutti indispensabili ma bene che qualche cambiamento ci sia)
Stefano un superficiale che Marco sopporta per buon vicinato; egli rimane tale anche quando, nella sua ultima scena, dice di aver risolto un suo problema con la moglie e riesce e recuperare il suo rapporto di amicizia con Marco.
Anna sinceramente amica di Marco ma in un angolo del suo cuore ancora legata al loro primo bacio e al loro flirt adolescenziale. Anna ha un carattere estroverso, intelligente e sensibile e vuole aiutare Marco a ritrovare la serenit.
Vera, nella sua dolce professionalit, si accorge gradatamente del sentimento che inizia a provare per Marco.
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