LOROLOGIO DI YOGANDA
Commedia in tre atti di
Vittorio Capuzzo
Personaggi:
EMILIO COLABASSI (funzionario del Banco Alpino, sulla quarantina)
ROSALBA (moglie di Emilio)
EUNICE (madre di Emilio, affetta da demenza senile)
GIULIO (figlio)
VALENTINA (figlia)
GIANLUCA MARIA (fidanzato di Valentina)
LEONIDA BIANCHETTA (direttore generale del Banco Alpino)
LA SIGNORA MERCEDES (moglie di Bianchetta)
IMMACOLATA (cameriera)
YOGANDA (guru indiano, maestro di ascetica di Rosalba)
La vicenda si svolge in una cittadina del Nordest negli anni settanta.
Appartamento del rag. Colabassi: zona pranzo/soggiorno divisa da un muricciolo con sopra alcune piante verdi. A destra salottino con un divano, un mobiletto con libri e un giradischi, un tavolino e alcune sedie; a sinistra angolo cottura con grande frigorifero, credenza, uno sgabello e un tavolo appoggiato al muricciolo.
Atto primo
(Rosalba sta facendo colazione; sulla tavola ci sono delle tazze, il bricco del latte, la caffettiera ed una serie di scatole di prodotti dietetici. Ad un tratto si alza e fruga innervosita nella credenza)
Rosalba: Che mi prenda un colpo! Vuoi vedere che non ce n pi?! Eppure ne ho sempre una scatola di scorta Forse lhanno spostata. No, no. E proprio finita. (ad alta voce) Immacolata!! Immacolata!!
Immacolata: (entrando) Eccomi, signora.
Rosalba: Dov la crusca?
Immacolata: Nella credenza, signora. Al solito posto.
Rosalba: No!! Nella credenza non c!
Immacolata: E allora vuol dire che sar finita.
Rosalba: Finita?! E lo dici cos tranquillamente? La crusca non pu finire! Se vedi che scarseggia, devi comprarla subito.
Immacolata: Veramente io quella roba non la mangio e quindi non posso sapere se sta scarseggiando. E poi, signora, lei che fa la lista della spesa. E lultima volta che lho fatta, non cera la crusca nella lista.
Rosalba: Non importa! Da oggi ti autorizzo a mettere il naso nella credenza e verificare che ci sia almeno una scatola di crusca di scorta e di acquistarla quando manca. Lista o non lista! Hai capito?
Immacolata: Va bene, signora, come vuole.
Rosalba: Adesso vai pure. E mi raccomando! La crusca! Sempre!!
(esce Immacolata mentre entra Valentina)
Valentina: Buon giorno, mamma. Ci sono problemi?
Rosalba: Non me ne parlare! Oggi la giornata cominciata proprio male.
Valentina: Cos successo di tanto grave?
Rosalba: Cos successo? (va verso la credenza) Guarda qua! La vedi, tu?
Valentina: Vedo cosa?
Rosalba: La crusca! Questa il posto della crusca. La vedi tu la crusca?
Valentina: No, non la vedo. E allora?
Rosalba: E allora!? Vuoi che te lo dica? La crusca, finita!
Valentina: Va bene, ma non facciamo tragedie. Di a Immacolata di comprarla.
Rosalba: S! E oggi? Come faccio oggi senza crusca?
Valentina: Per una volta
Rosalba: No! Ormai il mio organismo abituato alla dose giornaliera di crusca. Se questo equilibrio viene rotto, si altera tutto il metabolismo.
Valentina: Ma no ! (si siede ed inizia a fare colazione)
Rosalba: E invece s! E con il metabolismo alterato le mie funzioni, per cos dire, corporali, subiscono uno sfasamento temporale che mi crea seri problemi.
Valentina: In che senso?
Rosalba: Il mio quotidiano appuntamento con la tazza avviene sempre alle otto e venti, quando sono a casa mia, tranquilla e preparata allevento. Ora, poni che il cosiddetto evento accada, che ne so, alle dieci, quando sono dalla parrucchiera. Ti figuri? Io che mi dimeno sulla sedia con gli occhi sbarrati, in preda a stimoli irrefrenabili. Con il terrore che avvenga qualche sgradevole emissione gassosa, o peggio!
Valentina: Ma dai! Non dirmi che non riesci a trattenerti per qualche minuto
Rosalba: Purtroppo, no! Dopo la tragedia del viadotto
Valentina: Quale tragedia?
Rosalba: Di questa cosa non ve nho mai parlato. E stato in viaggio di nozze. Sullautostrada tra Bologna e Firenze. Avevamo previsto di arrivare per tempo a Firenze, ma un incidente in autostrada ci costrinse a fermarci per pi di unora in colonna. E proprio su di un lunghissimo viadotto, dove non cera via di scampo, successa la tragedia!
Valentina: Non dirmi che
Rosalba: Proprio cos. Non me ne parlare. Quel ricordo mi terrorizza! Era di Marzo e faceva ancora freddo. Ma per i giorni seguenti viaggiammo sempre con i finestrini aperti. E nonostante irrorassimo di acqua di colonia la tappezzeria dellauto, fummo costretti dopo un mese a cambiarla. Non ne parliamo pi. Hai capito, adesso, perch ho bisogno della crusca?
Valentina: Dir ad Immacolata di comperarla.
Rosalba: Glielho gi detto io. Invece, prima che lei esca a fare la spesa, bisogna aggiungere alla lista i fermenti lattici e le bistecche di soia.
Valentina: Sar, ma non sono poi tanto convinta che quelle suole di scarpa facciano bene alla salute
Rosalba: Vuoi scherzare? Sono un toccasana per mantenere il corpo in efficienza. E sono un grande aiuto per un corretto equilibrio psico-fisico. La positivit emanata
Valentina: Grazie, so gi tutto. Mi hai gi spiegato pi di una volta le tue teorie sullalimentazione, che in parte posso anche condividere. Le suole di scarpa, quelle, per
Rosalba: S, s, criticate pure ma se in questa famiglia seguissimo tutti i consigli del maestro Yoganda, non avemmo pi bisogno n di dottori, n di medicine!
Valentina: Il maestro Yoganda pi furbo che santo.
Rosalba: E un benefattore, invece, che vuole portare qui in occidente la filosofia dei saggi del suo paese.
Valentina: Per si fa pagare!
Rosalba: Chiede solo offerte libere. Unelemosina, praticamente.
Valentina: E la macchina che ha?
Rosalba: Il regalo di una sua discepola. (si spalma del burro su di una fetta di pane) Anche il burro di arachidi quasi finito. Ah! Lalimentazione! Questa sconosciuta! Guarda tuo fratello come si ridotto a forza di mangiare patatine fritte e hamburger Hai visto che occhiaie ha?
Valentina: Non credo proprio che siano le patatine a fargli venire le occhiaie. Le conosco, io, quelle patatine, con la minigonna e quellaria navigata ! Per forza ha le occhiaie!
Rosalba: In ogni caso si alimenta in modo disordinato. Influisce anche sul rendimento a scuola: siamo gi in estate e non ha ancora dato un esame.
Valentina: Secondo me, quel fatto della politica limpegno col movimento studentesco sta perdendo troppo tempo inutilmente. Il mio Gianluca gi al quarto anno e non ha ancora perso un esame! E non si scherza alla Bocconi
(entra Emilio)
Emilio: Buona giornata, ragazze. Avete avanzato dei bocconi anche per me? (si versa del latte in un bicchiere) Se stavate parlando del caro Gianluca Maria, non credo che quel ragazzo abbia avuto la vita tanto difficile alluniversit, con met dei professori amici di pap. Figuratevi un industriale di quel calibro che influenza pu avere sul corpo docente. Eh! Quando si nasce figli di pap
Valentina: Guarda che Gianluca si sempre impegnato e, quando non alluniversit, va sempre in azienda ad occuparsi dellamministrazione.
Emilio: Certo, e ti manda i cioccolatini con il corriere, i fiori con lInterflora e le frasi damore via fax. Il vostro matrimonio sar una fusione per incorporazione.
Rosalba: In ogni caso quel ragazzo ci sa fare. Ha la stoffa del manager. Sono sicura che nel giro di qualche anno avr gi preso in mano lazienda
Emilio: Lunica cosa che riesce a prendere in mano
Valentina: Pap !!
Rosalba: Emilio! Tu parli per invidia. Sei sempre stato un bancario mediocre. Avresti potuto salire molto pi in alto, ma ti mancata lambizione. Guarda i tuoi colleghi, hanno fatto tutti pi carriera di te.
Emilio: Certo, ma la loro lingua ormai un mozzicone, a forza di leccare
Rosalba: Sempre scuse. Non hai carattere! Speriamo che domani, quando viene il tuo direttore generale a prendere il t, tu riesca a proporti per un avanzamento di grado.
Emilio: Ascoltami bene, cara la mia signora! Ho invitato il mio direttore unicamente per fargli conoscere Valentina in modo da favorire la sua assunzione in banca. Per quanto riguarda me, il ruolo che ho mi va benissimo.
(entra nonna Eunice)
Eunice: Oh, ecco qua la mia famigliola. Ma dov Augusto?
Tutti: Augusto?
Eunice: Ma s, tuo fratello, Giuditta!
Valentina: Giuditta?
Eunice: Ma cosavete stamattina, mi sembrate tutti frastornati. Spero che quando vi interrogher facciate bella figura, sempre che abbiate studiato la lezione. E, intendiamoci, voglio vedere i compiti. (verso Emilio) Lultima volta tu non li hai fatti, caro il mio Beppino.
Emilio: S, Beppino, Francesco, Giovanni e Nabuccodonosor. Mamma, hai fatto colazione.
Eunice: Certo, alle sei di questa mattina. Ho finito il minestrone avanzato da ieri. Una bont.
Rosalba: Nonna, non dovresti mangiare quelle cose pesanti alla tua et. Perch non prendi uno yogurt alla frutta?
Eunice: Lho preso ieri!
Rosalba: Davvero?!
Eunice: Sicuro. Ma non va molto bene. Dove lho spalmato mi rimasta la pelle tutta appiccicaticcia; ho dovuto lavarlo via subito. Dovresti cambiare crema idratante.
Rosalba: Oh, signore!
Emilio: Mamma, domani viene il mio direttore generale. Mi raccomando! Ci tengo a fare bella figura.
Eunice: Non ti preoccupare, sono una signora di societ, io. Alla corte di Francesco Giuseppe ero invidiata per la mia classe. Adesso vado a preparare la lezione. E, mi raccomando, i compiti!
(esce Eunice)
Rosalba: Senti, Emilio, non possiamo andare avanti cos. Tua madre una mina vagante. Prima o poi combiner qualcosa di grosso!
Emilio: S, va bene, ma che cosa ci possiamo fare?
Rosalba: Esistono degli istituti apposta
Emilio: No, guarda, al ricovero proprio no! Non merita di essere abbandonata dopo una vita dedicata alla famiglia. Non parliamone pi.
Valentina: E vero, la nonna cos buona. Basta avere un po di pazienza.
Rosalba: Vedremo domani cosa succeder con il tuo direttore. (si avvia verso luscita) Io vado in erboristeria. Vieni con me, Valentina?
Valentina: Ma s, dai. Dammi solo il tempo di cambiarmi:
(escono Rosalba e Valentina. Emilio mette ordine in cucina. Entra Immacolata)
Immacolata: Buongiorno, ragioniere. Le ho portato il giornale.
Emilio: Era ora! Che ore sono adesso?
Immacolata: Le nove appena suonate.
Emilio: Alle nove il giornale gi vecchio. Da sabato prossimo lo voglio per le otto, inteso?
Immacolata: Va bene, ragioniere, come vuole.
(si ferma davanti a lui, impacciata)
Emilio: Ebbene, che cosa c?
Immacolata: Avrei da chiederle una cosa
Emilio: Spero non sia un aumento di stipendio! Mi sembra gi molto quello che ti diamo.
Immacolata: No, non si tratta di questo. Oggi mia madre stata ricoverata in ospedale. Niente di grave, per fortuna. Ma avrei bisogno di qualche giorno di ferie per andare ad assisterla. Se fosse possibile alle undici c un treno per la Calabria
Emilio: Ma scherziamo?! Proprio adesso che aspetto il mio direttore generale! Che figura ci faccio? No, non se ne parla neppure. E poi, avrai altri parenti l che possono assisterla
Immacolata: Ma la mamma ha sempre voluto me vicino, in caso di bisogno. Mi faccia il favore, ragioniere.
Emilio: Ma che favore e favore. Sono passati solo due mesi da quando hai fatto le ferie: un mese intero, dico. Lasciamo perdere questo discorso, va bene? E se proprio vuoi andare, va pure! Ma poi non ripresentarti qui, chiaro?
Immacolata: Ho capito! Qui non mi volete pi! Siete senza cuore! Me ne vado, ma non ritorner pi! (esce piangendo)
Emilio: Ma guarda che roba! Incredibile! Tratti la servit con i guanti e poi vieni ripagato cos. Non c pi religione. Ad ogni modo, meglio cos. Vuol dire che le donne di questa casa si dovranno tirare su le maniche. Il fondo, al giorno doggi, avere una domestica un lusso a cui si pu benissimo rinunciare. Oggi non una giornata cominciata nel migliore dei modi. (va verso il giradischi e mette un disco di musica brasiliana) Vediamo se riesco a rilassarmi un po.
(Entra Rosalba e, dopo aver tolto dal giradischi il disco di Emilio, ne mette su uno di musica etnica)
Rosalba: E incredibile! Lerboristeria di sabato chiusa! E se qualcuno avesse urgente bisogno di una tisana?
Emilio: Ci sono sempre i prati. L di erba ce n quanta vuoi. In ogni caso, sono cose che non mi interessano.
Rosalba: Gi. Non ho ancora capito che cos che ti interessa veramente. Ma dimmi un po. Cos quella faccia? Ce lhai con me, per caso?
Emilio: No, no, che Immacolata
Rosalba: Cosha fatto Immacolata?
Emilio: Niente. Vuole andarsene.
Rosalba: Come, vuole andarsene?!
Emilio: Voleva ancora ferie e io le ho detto di no. Allora lei ma s, chi se ne importa.
Rosalba: No, scusa cos questa storia, spiegami meglio
Emilio: Ma s! Ha la mamma ammalata gi in Calabria e vuole andare da lei qualche giorno. Io mi sono opposto, forse un po rudemente. Ma lei prendersela per cos poco mi sembra esagerato
Rosalba: Sei impazzito? Ti rendi conto della scemenza che hai fatto? Ti ricordi la fatica che abbiamo fatto per trovarla?
Emilio: E va bene! Ma non mi sembra il caso di fare tante tragedie per una sciocchezza del genere. E poi non credo che una domestica sia strettamente necessaria nella nostra casa.
Rosalba: Cosa?! Vorresti che mi occupassi io di tutto. Ti sta andando di male il cervello, caro mio! E il tempo dove lo trovo? Luned e mercoled ho il corso di meditazione, gioved e sabato il tennis, marted e venerd il gruppo salute e benessere: Quando faccio i lavori di casa? La domenica? Eh, no! La domenica voglio riposare!
Emilio: Scusami tanto Mi sembra che tu stia esagerando, questa volta
Rosalba: Non esagero proprio ragioniere! E se Immacolata se ne va per davvero, la nuova domestica te la trovi tu! Altrimenti ti metti il grembiulino, ti tiri su le maniche e cominci ad imparare che cosa vuol dire mandare avanti una casa.
Emilio: Ma, io non volevo
(entra Eunice)
Eunice: Chi che sta bisticciando qua? Oh ma guarda che terremoti, che diavoletti. E perch litigavate? (rivolta a Rosalba) Gli hai portato via le biglie?
Rosalba: No, le biglie le ha ancora tutte qui, nella testa!
Eunice: (rivolta ad Emilio) E tu? Le hai rotto qualche giocattolo?
Rosalba: Certo che ha rotto! So io cosa
Emilio: Senti, mamma, lascia stare adesso.
Eunice: Eh, no! Eravamo intesi che dovevate fare i compiti. Tu li hai fatti?
Emilio: Ma, veramente
Eunice: Hai avuto qualche problema, tesoro?
Rosalba: Eh, s! Problemi, tanti!
Eunice: Va bene, va bene. Vuol dire che ti aiuter io. Andiamo. (lo prende sottobraccio; poi rivolta a Rosalba) E tu guarda la classe e segna sulla lavagna i buoni e i cattivi. (esce con Emilio).
Rosalba: Certo! I buoni, i cattivi e gli imbecilli! (si siede con la testa fra le mani) Non ce la faccio pi! Sento che mi sta per venire una crisi di nervi.
(entra Immacolata)
Immacolata: Signora, c di l il dottor Yoganda. Lo faccio accomodare?
Rosalba: (alzandosi) Ma certo, fallo entrare, presto.
(Immacolata va ad aprire la porta facendo entrare Yoganda e poi esce)
Yoganda: Rosalba! Cara la mia Rosalba! Stella splendente del mio firmamento! Fiore profumato del mio giardino! Gallina gioiosa del mio pollaio!
Rosalba: Buongiorno, maestro. Si accomodi, prego. Le faccio portare un caff un t una camomilla
Yoganda: No, grazie, non ti disturbare. Ho appena fatto colazione. Ma, tu, piuttosto ti vedo adombrata. C qualcosa che non va? Quale nube oscura la luce del tuo volto?
Rosalba: Oh, niente di grave, per fortuna. Solo una discussione un po accesa con mio marito. Ultimamente non andiamo troppo daccordo.
Yoganda: Questo non va bene. Larmonia che dentro di noi deve espandersi nel cosmo e toccare tutti quelli che ci sono vicini.
Rosalba: Mio marito gi stato toccato, purtroppo, ma non dallarmonia. Ho paura che cominci a dare segni di demenza senile: una malattia ereditaria, non so se mi spiego.
Yoganda: Capisco Forse stressato dal lavoro
Rosalba: Niente affatto. Il lavoro da qualche tempo lo interessa poco o niente. Al contrario. E rilassato, troppo forse. Vive in un suo mondo personale fantastico. Si interessa poco della famiglia e quando lo fa, combina dei pasticci spaventosi. Si figuri che stamattina ha costretto la cameriera a licenziarsi. Non so pi cosa pensare. Mi dica lei, maestro, c qualche rimedio? Perch non gli parla? Chiss, forse un suggerimento una parola giusta
Yoganda: Se solo per questo, prover a parlargli. Se si confida con me, forse posso fare qualcosa per lui. Ma tu, ascolta quello che ti dico. Per un po di tempo stacca i tuoi pensieri da lui. Spostali sugli altri componenti della famiglia.
Rosalba: Fosse facile! Mia suocera, come lei ben sa, fuori di testa. Meno la vedo, meglio . Giulio non mi d altro che pensieri: ha una vita disordinata, studia poco ed sempre fuori casa, anche la notte qualche volta. Non mi resta che Valentina. Ma cosa vuole, per quanto sia una brava ragazza, parliamo poco assieme: non abbiamo interessi in comune. Ah, maestro, davanti a lei c una donna sola!
Yoganda: Nessuno solo quando la pace lo accompagna diceva il mio grande maestro Barandavana. Cerca prima la pace nel tuo cuore con la meditazione e i digiuni: il resto verr al momento opportuno.
Rosalba: Io medito e digiuno, maestro, ma provi a fare qualcosa per mio marito, la prego.
Yoganda: Ti ho gi detto di s. Ma aspetta, forse sta arrivando (indica con un cenno la porta ed in quel momento entra Emilio) Buongiorno, Emilio. Possa scorrere il denaro nella tua banca come le acque del Gange ai piedi dellHimalaya.
Emilio: Se i soldi piovessero sul Banco Alpino come la pioggia sulle dune del Sahara, la cosa non mi farebbe n caldo n freddo. Salute a lei, Yoganda. Come stanno i suoi discepoli.
Yoganda: Crescono in numero ed in saggezza.
Emilio: Come cresce il suo conto corrente, mi pare. Non per niente uno dei nostri migliori clienti!
Yoganda: Il denaro dello stolto addolora, il denaro del saggio d gioia.
Emilio: Scherzavo, naturalmente, dottore.
Yoganda: Non mi chiami dottore, altrimenti la chiamo ragioniere. (ridono)
Rosalba: Oh, Signore, sono gi le dieci, (fa un cenno di intesa a Yoganda) devo fare un salto dalla signora di fronte. Ci vediamo tra qualche minuto. (esce)
Emilio: Dovranno discutere su qualche nuova cura dimagrante
Yoganda: Certo, certo Permetti, Emilio, posso farti una domanda personale se mi consenti
Emilio: Dica pure. Non c problema.
Yoganda: Sai, da vecchio psicologo ho limpressione che i rapporti fra te e Rosalba in questo momento siano diciamo un po tesi. Mi sbaglio, oppure c veramente qualcosa che non va?
Emilio: Ha colto nel segno, purtroppo. Ultimamente non fa che criticare il mio comportamento. Non dico che qualche volta possa aver ragione Anche oggi, per esempio
Yoganda: Perch? Cos successo oggi?
Emilio: Ah! Ho paura di aver combinato un grosso pasticcio. Probabilmente non ero in giornata e ho strapazzato Immacolata. Questa si messa a piangere e ha deciso di licenziarsi.
Yoganda: Mmm Questa non cosa buona. E poi, andarsela a prendere con lunica persona in questa casa che nutra nei tuoi confronti una certa stima se non qualcosa di pi
Emilio: No, la prego, non cominciamo a fantasticare su cose che non esistono!
Yoganda: Lascia che te lo dica io, che leggo nel profondo degli animi. Immacolata ha una venerazione per te; parlano i sui occhi quando ti guarda. In modo innocente, sintende.
Emilio: Beh, anche se fosse, io non mi sono mai permesso
Yoganda: Nessuno dice questo.
Emilio: E non intendo neppure imbarcarmi in esperienze del genere, n con Immacolata, n con chiunque altra. In pi di ventanni di matrimonio la mia condotta sempre stata irreprensibile. Anche se ho avuto qualche occasione!
Ma queste cose, si sa come vanno poi! Il pizzicore dellavventura lascia presto il posto alla noia e ai problemi. No, maestro, io di problemi non ne voglio; ci tengo troppo alla mia tranquillit.
Yoganda: Quello che mi dici ti fa senzaltro onore. Sta di fatto, per, che oggi il tuo comportamento non stato irreprensibile.
Emilio: Questo vero. E le assicuro che se potessi tornare indietro, agirei in modo diverso.
Yoganda: Scusami, puoi ripetermi quello che hai appena detto?
Emilio: Certo. Volevo dire che se ci fosse la possibilit di tornare indietro nel tempo, mi comporterei diversamente.
Yoganda: (guarda pensoso Emilio) Ascolta, Emilio, ho da farti vedere una cosa che potrebbe fare al caso tuo, se decidi di utilizzarla. (estrae dalla sacca che tiene appesa alla spalla un piccolo orologio da tavolo) Questo, ha tutta laria di un comune orologio da tavolo. E invece un apparecchio molto complesso, costruito da un ingegnere svizzero che ha passato gli ultimi anni della sua vita nella nostra comunit.
Emilio: Fatemi vedere.
Yoganda: Aspetta! Non ti ho ancora detto come funziona. Vedi, spostando indietro le lancette e premendo questo pulsante qui dietro, il tempo ritorna allora indicata dalle lancette. Non pi di dodici ore, quindi. Io non ho mai capito il segreto di questo meccanismo.
Emilio: Lei, lo ha mai provato.
Yoganda: Certo, pi di una volta, ed ha sempre funzionato con una precisione svizzera. Ora, se vuoi, lo puoi tenere per qualche tempo. Potrebbe risolverti qualche problema.
Emilio: (prende in mano lorologio e lo esamina dubbioso) Lei molto gentile, ma
Yoganda: Non ti preoccupare, provalo pure tranquillamente. Se non ti serve, me lo ritorni. Non ci sono problemi.
Emilio: Io la ringrazio certo vedr di provarlo. Grazie ancora.
Yoganda: Bene! Ora devo andare. Il mio giardino ha tanti fiori bisognosi delle mie cure. Arrivederci, Emilio.
Emilio: La saluto, maestro e buona giornata. (esce Yoganda, Emilio tiene in mano lorologio, pensoso) E se funzionasse per davvero? No, non possibile! Eppure non ha voluto denaro, quindi non pu essere un imbroglio. Forse stato raggirato anche lui. Ad ogni modo voglio provarlo; non mi costa nulla e non credo che possa esplodere. Vediamo un po. Ha detto di spostare questa lancetta la metter sulle nove di stamattina. Dov il pulsante ah! Eccolo qui bisogna premerlo, cos
(tremolio di luci e tre colpi di gong in questi istanti Emilio rimane immobile)
Emilio: Ecco, lo dicevo, non successo nulla. Povero Yoganda! In fondo un povero diavolo anche lui. Questo lo metto qui (appoggia lorologio sul mobiletto) Quando torna glielo restituisco. (si dirige verso la cucina ed in quel mentre entra Immacolata)
Immacolata: Buongiorno, ragioniere. Le ho portato il giornale.
Emilio: Un altro?
Immacolata: Come, un altro?
Emilio: Ma s, me lo hai portato unora fa.
Immacolata: Guardi che si sta sbagliando, ragioniere, la prima volta che glielo porto.
Emilio: Ascolta, non credo di avere problemi di memoria. Ecco lho messo qui! (si avvicina al mobiletto e guarda) Ma come?! Non c !! (alza gli occhi e vede lorologio) Vuoi vedere Ma no! Scusa, Immacolata, che ore sono adesso?
Immacolata: Le nove appena suonate.
Emilio: ( tra s) Oh, signore! Funziona per davvero! E adesso (si ferma per qualche secondo e poi guarda Immacolata con aria indagatrice) Immacolata, non che per caso hai qualcosa da chiedermi?
Immacolata: (abbassando lo sguardo) A lei non sfugge nulla, ragioniere. E vero, ho un grosso favore da chiederle. Oggi mia madre stata ricoverata in ospedale. Niente di grave, per fortuna. Ma avrei bisogno di qualche giorno di ferie per andare ad assisterla. Se fosse possibile alle undici c un treno per la Calabria
Emilio: (irritato) Ma scherziamo ?! (pausa, poi amichevole) Gi, dicevo Ma scherziamo?! Che problema c. Naturalmente! Quanti giorni ti servono?
Immacolata: Mah penso tre o quattro
Emilio: Via, via, facciamo una settimana, dieci giorni, quello che serve. Non ti preoccupare. E per lo stipendio, se ti sembra troppo poco possiamo parlarne.
Immacolata: (in adorazione) Ragioniere non so cosa dire. Lei cos buono, cos
Emilio: Vai, vai, su. Altrimenti perdi il treno.
Immacolata: Grazie, grazie ancora (languida) ragioniere (esce)
Emilio: Incredibile! E incredibile! Yoganda aveva ragione, allora! Ma chi lavrebbe mai detto. (pausa di riflessione) Penso proprio che me ne servir ancora appena se ne presenta loccasione. Intanto rilassiamoci. Ci vuole un po di riposo dopo tutto questo trambusto (si avvicina al mobiletto, mette su un disco di musica brasiliana e poi si stende sulla poltrona)
(Entra Giulio, toglie il disco di musica brasiliana e ne mette su uno di musica rock, va in cucina, prende dal frigo un panino e lo addenta con forza, si apre una birra e beve dalla bottiglia)
Emilio: (che ha seguito tutte le operazioni con rassegnazione) E indubbio che la mia povera persona non possa competere con il frigorifero in termini di interesse nei tuoi confronti, ma santi numi sono pur sempre tuo padre! Un saluto, un cenno che ne so farmi capire che hai notato la mia presenza che non sono stato asportato dalla faccia della terra senza rendermene conto!
Giulio: Ah! ciao, pap.
Emilio: Esci gi, cos presto?
Giulio: Veramente sono appena rientrato. Mangio qualcosa e poi vado a letto. Sono distrutto!
Emilio: (ironico) Mi raccomando, che lo studio non ti consumi
Giulio: Ma va l! Lo sai che siamo in occupazione. Siamo stati in assemblea tutta notte. E abbiamo preparato anche gli striscioni per la manifestazione di domani.
Emilio: E lo studio?! Santo cielo, noi stiamo facendo dei sacrifici per farti studiare. E tu stai perdendo tempo, rincorrendo illusioni e utopie! Dovresti fare un esame di coscienza, invece, e mettere giudizio! Ma non ti vedi? Sempre fuori casa, e quando ci sei continui ad ascoltare quella musica fracassona
Giulio: Ascolta, pap. Lasciami parlare un momento. Sullo studio non hai tutti i torti. Ma questo un momento particolare. Ci sono troppi cambiamenti nellaria e troppo importanti, per non partecipare, per non essere protagonista. Luomo ha gi mosso i primi passi sulla luna. Tutti i popoli sono in fermento il momento di schierarsi! (pausa) Tu, ti sei schierato da qualche parte? O tutto questo ti sta passando sulla testa senza lasciare il minimo segno?
Emilio: Ah! Povero il mio illuso! Cosa credi di fare? Cosa speri di cambiare? Il mondo va come deve andare, e noi non ci possiamo fare niente.
Giulio: Tu non puoi pi fare niente! ... o non vuoi, forse! Gi, perch tu sei tranquillo, protetto nella tua banca come un feto nella placenta al sicuro nella tua gabbia dorata. Ma io, io ci voglio provare. Forse perder la battaglia, ma perlomeno potr dire di averci provato! (pausa) E la musica Lascia che ti dica che sei rimasto un po indietro. Il neolitico gi finito da un pezzo. Questo il momento della beat generation! Aggiornati! (si avvia vero la porta) E non fate baccano che devo dormire. (esce)
Emilio: Se non avessi dubbi sulla fedelt di mia moglie, direi che si tratta di un corno. O forse il giorno del concepimento ero in preda ai fumi dellalcool Mah! Chiss! La tranquillit sta diventando un bene prezioso. Soprattutto in questa casa. (si alza e mette su il solito disco di musica brasiliana)
(entra Valentina)
Valentina: Ciao, pap. (gli si avvicina e lo bacia con affetto) Come va, oggi. Bene, immagino, visto che oggi sabato! (sostituisce il disco con uno di musica da camera)
Emilio: Certo, certo! Va a gonfie vele! Oddio se riuscissi a trovare un cantuccio di pace allora andrebbe senzaltro meglio. E a te? com andata a Milano? Ieri non ci siamo sentiti.
Valentina: Oh! E stato bellissimo!
Emilio: Cera una mostra, vero?
Valentina: Sicuro, lavanguardia russa!
Emilio: Ah! Lavanguardia russa, certo
Valentina: Ma cerano anche alcuni quadri di Gauguin.
Emilio: Ah, s! Gauguin, quello che dipinge i colli lunghi.
Valentina: Ma pap! Quello Modigliani!
Emilio: S, appunto Modigliani. Mi ero un attimo confuso. Questi futuristi
Valentina: Futuristi??? Mi sembra che tu stia facendo una grande confusione. Ma tu, ci capisci di pittura?
Emilio: Oddio, qualcosa Michelangelo, Giotto e chi altri? Vediamo
Valentina: Ho capito. Larte per te un oggetto misterioso.
Emilio: Larte! Larte! Tecnica! Ecco che cos! Una volta che uno ha imparato come si fa! Sarei capace anchio. Una pennellata dopo laltra e il quadro gia fatto. Una nota dopo laltra e la musica c! Giusto?
Valentina: No, guarda, non ci siamo proprio. Non dirmi che tu saresti in grado di comporre una musica come questa!? (indica il giradischi)
Emilio: Musica, questa? Se la ascoltassero le galline, non farebbero pi uova! Le mucche non darebbero pi latte. Se io lascoltassi per pi di unora, le mie facolt sessuali, gi compromesse purtroppo, subirebbero un ulteriore e irrimediabile declino
Valentina: Vedo proprio che non c speranza, con te. Eppure sono convinta che se tu incominciassi pian piano ad avvicinarti allarte
Emilio: Lunica arte che mi affascina quella culinaria. Che cos una natura morta a confronto di un piatto di spaghetti allo scoglio; ed una sinfonia di chicchessia paragonata ad un calice di verdicchio fresco e frizzante? Per non parlare dei Promessi Sposi: Tze! Te li lascio, in cambio di unabbuffata dalla Wilma: cucina casalinga e vino a volont!
Valentina: Sar Ma
(entra Gianluca Maria)
Gianluca: Buongiorno, ragioniere. Valentina cara (la bacia castamente) Hai riposato bene?
Valentina: Beh, non proprio. Ho fatto dei sogni strani. Ma non ricordo pi nulla.
Emilio: Meglio. Cos tua madre non far la fatica di interpretarli.
Gianluca: E lei, ragioniere, cosa si dice nel mondo dellalta finanza?
Emilio: Ah! Niente di particolare.
Gianluca: Mi sembra, invece, che la borsa sia in fermento!
Emilio: Oddio Io mi occupo di pubblicit, pi che altro. La borsa s va su e gi.
Gianluca: I chimici vanno forte, vero?
Emilio: Gi i chimici Anche i telefonici, per.
Gianluca: No, mi permetta, i telefonici sono una schifezza, in questo momento.
Emilio: Beh, sa colpa dellinflazione.
Gianluca: Mi scusi, ma linflazione non centra per niente coi telefonici. Piuttosto il tasso di sconto.
Emilio: Eh, s! Il tasso di sconto Se non lavessero alzato
Gianluca: Guardi, ragioniere, che il tasso di sconto stato abbassato di mezzo punto la settimana scorsa!
Emilio: E vero ha ragione. Ma oggi ho un gran mal di testa. Mi scusi, ma in questo momento preferisco non parlare di lavoro. (tra s, verso il pubblico) Che barba! Ma guarda che cosa mi deve capitare! Qui hanno tutti qualcosa da insegnarmi. La pittura, la musica, la finanza E mai possibile che io debba sempre fare la figura del deficiente? (pausa, cambia espressione) Per! Aspetta, aspetta Forse ho trovato il sistema di render loro pan per focaccia. Ma certo Lorologio!!! Prima, per, devo aggiornarmi su di un paio di cosette. (si avvicina al mobiletto ed inizia a tirare fuori alcuni libri e giornali) Vediamo un po I maestri della pittura Il sole 24 ore anche questo bene perfetto mi sembra che basti. (verso Valentina) Scusate, ragazzi
Valentina: S, pap?
Emilio: Devo sbrigare alcune cosette; sono nel mio studio. Ci vediamo pi tardi.
Gianluca: Arrivederci, ragioniere. (esce Emilio) Brava persona, tuo padre un po per cos dire imbranato. Senza offendere, naturalmente.
Valentina: Oh, pap tanto caro! Certo, vive in un suo mondo un po staccato dalla realt Ma, sai
(entra Eunice)
Eunice: Oh, chi trovo qua. I miei sposini!
Valentina: Beh, sposini, non ancora! Aspetta almeno che
Eunice: Su, su Ormai sono passati pi di due anni da quella commovente cerimonia (si asciuga gli occhi) Quanto ho pianto! Ma, ditemi, c qualche novit in arrivo? Non vorrei morire senza aver visto il mio pronipotino!
Valentina: Ma nonna, noi non abbiamo ancora
Eunice: Non avete ancora provato? Non ditemi che in tutto questo tempo non avete ancora assaporato le gioie del matrimonio!? (verso Gianluca) Giovanotto! Mi dica. Abbiamo messo a segno qualche colpetto o la sua artiglieria spara solo a salve
Gianluca: Artiglieria? Colpetto? Non capisco!
Eunice: (si avvicina) Via, non faccia lingenuo! Che cosa fa questo passerotto, eh? (indicando le parti basse) Svolazza nei boschetti o se ne sta sempre chiuso in gabbia? (gli d una gomitata nelle costole, poi rivolta a Valentina) E tu, datti da fare, se lui nicchia!
Valentina: Nonna, ti prego
Eunice: Ah, che diamine! Anche questo vi devo insegnare! Ho capito, comincer dalle farfalle.
Gianluca: Cosa centrano le farfalle?
Eunice: Hai mai visto una scena damore al cinema, figliolo?
Gianluca: S certo
Eunice: Bene, ragazzi, anche le farfalle fanno cos! Ad ogni modo vedo che la teoria serve a poco. Vi dar da fare degli esercizi per casa. Parliamo di sesso, naturalmente. E domani, verifica! (si avvicina a Gianluca e lo guarda fisso negli occhi) Tu, cosa dici? Preferisci che cominciamo con lo scritto, o passiamo subito allorale ?
Gianluca: (imbarazzato) Ma veramente
(entra Rosalba)
Rosalba: Ah! Ecco doveravate!
Valentina: Oh, mamma, per fortuna
Eunice: (verso Rosalba) Anime sante! La mia povera sorella! Vieni qua. Fatti vedere. Sei venuta dal purgatorio, vero? Come si sta l? Fa caldo, eh?
Rosalba: Ecco io
Eunice: Aspetta (apre la credenza e prende una bottiglia di colore verde) Portati via questo sciroppo alla menta e fatti delle bibite. Vedrai come rinfrescano!
Rosalba: (fa per andare verso la porta) Io devo andare, adesso
Eunice: (la trattiene) Fermati un attimo! D una parola anche tu a questi ragazzi! (in disparte) Non mi sembra abbiano una gran dimestichezza con il sesso (rivolta ai ragazzi) sentite qua la povera Giacomina, che in fatto di uomini non so se mi spiego
Rosalba: Ma cosa dici lasciamo perdere
Eunice: Via, via! Non fare la modesta. Guarda che non mi sono dimenticata la storia del mio vecchio fidanzato, il tenente dei carabinieri, con quel pennacchio bello dritto sul cappello. Gi, il mio fidanzato! E una mattina che io non cero, tu approfittasti della mia assenza per circuirlo e strapazzarlo a dovere. E quando tornai Ah, povero pennacchio a penzoloni !
Valentina: Senti nonna, adesso basta!
Eunice: Ecco, voi volete chiudermi la bocca, vero? Sempre cos, quando metto il dito sulla piaga. Non si pu parlare in questa casa! Non si vuole guardare in faccia la realt. Ci si crede perfetti; ognuno di voi barricato dentro il suo castello e il resto del mondo fuori. Ma io, sono lacqua pulita, che sgorga dalla sorgente, che scroscia dal cielo, che lava, pulisce, inonda e trabocca. Io sono la voce squillante della vostra coscienza silente. Tremate, creature! Eunice non vi dar scampo! Addio! (esce)
Atto secondo
Emilio: (entra fischiettando con i libri e i giornali e li ripone nel mobiletto; controlla lorologio da polso) Vediamo un po erano pressappoco le dieci (prende lorologio di Yoganda e sistema le lancette) Chiss se funziona anche questa volta (preme il pulsante: tremolio di luci e tre colpi di gong) E adesso prepariamo la scena. (mette su un disco di musica rock e poi va in cucina; prende dal frigo un panino e una birra che apre e comincia a bere dalla bottiglia) Per, mica male questa birra!
(entra Giulio)
Giulio: Ciao pap Cosa stai facendo?
Emilio: Oh, uno stuzzichino. Avevo un buco nello stomaco. Apri il frigo: rimasto un altro tramezzino e della birra.
Giulio: (un po perplesso apre il frigo e si serve) C Valentina qui?
Emilio: No, perch?
Giulio: E il disco, chi che lha messo su?
Emilio: Io! Non ti piacciono i Led Zeppelin?
Giulio: Anzi! Sono i miei preferiti.
Emilio: Certo, e un rock un po duro, ma esprime perfettamente la rabbia il dissenso Non puoi negare che ormai sarebbe ora di cambiare le cose, in questo mondo ipocrita.
Giulio: Ma sicuro! E io mi sto anche impegnando con i miei compagni di universit.
Emilio: Lo so, lo so. S, daccordo, forse trascurerai lo studio, ma in un momento come questo credo che ne valga la pena. Penso che stiamo vivendo un momento storico difficilmente ripetibile. Non pi di un anno fa luomo ha messo piede sulla luna
Giulio: Ma pap, ti senti bene? Non ti ho mai sentito parlare cos.
Emilio: Forse perch abbiamo parlato poco, finora. In ogni caso, non mai troppo tardi per cominciare.
Giulio: Per me va benissimo. Quasi nessuno dei miei amici parla con i genitori. (beve un sorso di birra) Ad ogni modo vedr di studiare di pi. Spero di dare un esame per settembre.
Emilio: Vedi tu.
Giulio: Ora, per, vado a dormire. Sono distrutto!
Emilio: Bene, bene. Ci vediamo, allora.
(esce Giulio)
Emilio: Per, questo ragazzo Ha del carattere! Eh, buon sangue non mente! E tutto suo padre! (guarda lorologio) Oh! Devo sbrigarmi. (sostituisce il disco con uno di musica classica e poi si siede sulla poltrona. Dopo un po entra Valentina, ascolta sorpresa la musica e vede suo padre nella poltrona)
Valentina: Ciao, pap. Cosa stai facendo?
Emilio: Oh, niente. Avevo voglia di rilassarmi un po, e cos ho pensato di ascoltare della buona musica.
Valentina: Ma questo Behetoven!
Emilio: Certo! E il concerto numero uno per pianoforte ed orchestra. E Richter che suona. Divino!
Valentina: Non sapevo che ti piacesse questo tipo di musica.
Emilio: La musica tutta bella, quando chi suona un artista. Cosa vuoi rock, jazz, classica La musica come uno stato dellanima: oggi allegro, domani triste; ora impegnato, ora leggero Ma, dimmi, com andata ieri a Milano. Sei andata a vedere una mostra, mi pare.
Valentina: Oh, S! Gli impressionisti russi Guarda, una cosa veramente interessante
Emilio: Lo credo! Forse hanno esposto anche qualche quadro di Gauguin, immagino.
Valentina: Certo! Come fai a saperlo:
Emilio: Ma naturale! Gauguin ha avuto una grande influenza sullimpressionismo russo. Mi sembrava doveroso.
Valentina: Questa, poi! Lo sai che ero convinta che tu non tinteressassi di pittura? Mi hai veramente sorpreso!
Emilio: Oh, sciocchezze!
(entra Gianluca)
Gianluca: Buongiorno, ragioniere. Valentina cara (la bacia castamente) Hai riposato bene?
Valentina: Beh, non proprio. Ho fatto dei sogni strani. Ma non ricordo pi nulla.
Emilio: Ah, gi. I sogni
Valentina: Come dici?
Emilio: No, niente pensavo (verso Gianluca) E il nostro bocconiano? Come vanno gli studi?
Gianluca: A gonfie vele. E lei, ragioniere, cosa si dice nel mondo dellalta finanza?
Emilio: Beh! Direi che c un certo fermento nella borsa, oggi. A parte i telefonici, che in questo momento stanno soffrendo le note vicende gestionali, gli altri titoli stanno recuperando bene, soprattutto i chimici.
Gianluca: Sono daccordo con lei, mi sembra unanalisi corretta.
Emilio: Ad ogni modo, non illudiamoci. C un eccesso di ottimismo. Le quotazioni sono gonfiate. Nel giro di una settimana assisteremo ad uno scivolone di un certo rilievo. Secondo me questo il momento di vendere.
Gianluca: E esattamente quello che pensavo io. Lei ha veramente un fiuto eccezionale in queste cose:
Emilio: (alzando le spalle) Cosa vuole Un po di praticaccia Qualche dritta Niente di speciale
Gianluca: Lei troppo modesto.
Valentina: Scusa, pap, ma noi avremmo una certa premura. C una vernissage alla galleria centrale e non vorrei perderla. Vieni Gianluca Maria.
Gianluca: Arrivederci, ragioniere. E stato un piacere.
Emilio: Ci vediamo, ragazzi (i due escono; Emilio si dirige verso la cucina ridendo) Ha, ha lei ha un fiuto eccezionale ha, ha, ha troppo modesto, ragioniere ha, ha ma guarda che roba, incredibile! Quellorologio formidabile! Beh, finiamo questo panino (si rimette a mangiare e a bere birra; entra Rosalba)
Rosalba: Cosa stai facendo, Emilio?
Emilio: Niente di particolare. Mi sto solo mangiando un panino col salame.
Rosalba: Salame?!
Emilio: E una domanda o unoffesa?
Rosalba: Sei impazzito?! Lo sai quante calorie contiene quel panino? E bevi anche birra, vedo!
Emilio: E allora?
Rosalba: E allora?! Quella tutta roba che ti fa schizzare il colesterolo! E in pi ti si accumula qui (indicando i fianchi) Guarda che cuscinetti! Sembra che tu abbia il salvagente.
Emilio: Ma io ho fame
Rosalba: Tu credi di avere fame! E la tua mente malata che ti spinge verso il cibo. Ma il corpo, con la vita sedentaria che fai, il corpo, il cibo non lo vuole!
Emilio: E vuoi che muoia di fame?
Rosalba: Non dico questo. Devi solo nutrirti in modo razionale ed equilibrato. Poche calorie e tante fibre. Frutta, verdura, cereali
Emilio: ma una fettina di salame
Rosalba: No! Il salame no! Possibile?! E neanche la birra guarda che pancia!
Emilio: (guardandosi) Pancia? Non mi sembra! E poi, un bancario senza un po di pancia non credibile.
Rosalba: Non c niente da fare! Sei irrecuperabile. Ad ogni modo, vedi tu. Io lo dico per il tuo bene. Ma se non fai qualcosa per la tua salute, prima o poi farai un infarto.
Emilio: (toccandosi) Spero proprio di no!
Rosalba: Oppure ti si bloccher lo stomaco, ti si torceranno le budella, (Emilio fa delle smorfie) ti si chiuder lo sfintere e passerai ore orribili sulla tazza pregando in un miracolo liberatorio che non verr e, ahim! (tragica) il frutto decomposto della tua ingordigia risalir fino al cervello facendolo scoppiare!
Emilio: (inorridito, guardando il panino) E tutto questo per una fettina di salame !
Rosalba: e la birra! (va verso la porta) Ci vediamo, Ciacco! (esce)
Emilio: Questa non una donna! E il Savonarola reincarnato in versione dietetica (scuote la testa) No, non possibile! (rimane pensoso e poi sillumina) Aspetta adesso la sistemo io! (prende lorologio) Vediamo un po. Ormai ho imparato come si fa. Ecco qua. Dieci minuti. No, undici. Ecco, cos. (tremolio di luci, tre colpi di gong) A posto, mi sembra. (va verso la cucina) Vediamo un po. Via questa roba. (mette via panino e birra nel frigo) E adesso diamo unocchiata a cosa c qua dentro. Oh, ecco! Yogurt ai cereali, biscotti integrali, latte scremato. Bene. Prepariamo la scena. (sistema le cose sul tavolo ed inizia a mangiare. Entra Rosalba)
Rosalba: Cosa stai facendo, Emilio?
Emilio: Oh, niente di particolare. Avevo un languorino
Rosalba: Ma fammi vedere (controlla quello che c sul tavolo) A te, piacciono queste cose?
Emilio: Ho imparato ad apprezzarle. Sai, fino a qualche tempo fa mangiavo in modo s, dico disordinato. Ma ora ho deciso di mettermi in riga! Cose sane, genuine. Niente grassi. Frutta, verdura, cereali.
Rosalba: Bravo! Non sai quanto questo mi faccia piacere.
Emilio: Cosa vuoi. Comincio ad avere unet a rischio dinfarto e quindi cerco, se possibile, di tenermi in forma.
Rosalba: Mi sembra giusto. Vista la vita sedentaria che fai!
Emilio: Certo. E a questo proposito ho deciso di abbonarmi alla piscina qui vicino. Sai, il nuoto uno sport completo e con questi cuscinetti
Rosalba: Il tuo cambiamento mi sorprende! Veramente!
Emilio: Ah, s?
Rosalba: Certo! (si sente bussare, entra Yoganda)
Yoganda: Scusate. Ho trovato la porta aperta. Non disturbo, vero?
Rosalba: Maestro! Si accomodi, prego.
Emilio: Buongiorno a lei, Yoganda.
Yoganda: Carissimi! Scusatemi ancora, ma ho dimenticato di dirti, Rosalba, che lincontro di stasera stato rimandato a sabato prossimo. Mi spiace
Rosalba: Non fa nulla, maestro, non un problema.
Yoganda: Sei troppo gentile. (guarda con tenerezza la coppia) Vedo che il vento dellamore ha spazzato le nubi dai vostri cuori!
Rosalba: E vero! Stavo osservando proprio prima che entraste come mio marito si trovi in questo momento in una fase di cambiamento.
Emilio: Beh, non esagerare.
Rosalba: No, no ... Dico sul serio. Mi sembra che tu stia cercando di modificare alcuni tuoi comportamenti che s, insomma, lasciavano desiderare
Emilio: Cosa vuoi, cerco solo di cambiare in meglio. Non dobbiamo credere di essere perfetti. Abbiamo sempre qualcosa da migliorare, in noi. Anche se come marito, finora mi sembra di non avere nulla da farmi rimproverare.
Rosalba: Oh, per questo, non mi posso lamentare.
Emilio: Sa, Yoganda, dopo pi di ventanni di matrimonio, non abbiamo mai avuto una vera crisi. S, daccordo, qualche diversit di vedute ma poi E anche la fedelt! Posso affermare con orgoglio che in tutto questo tempo non mi sono mai permesso il pi piccolo
Rosalba: Oh, nemmeno io, figuriamoci!
Emilio: Lo so, lo so. Ho completa fiducia in te. Ed questo che rende un rapporto solido, inattaccabile: la fiducia! Lei cosa ne dice, Yoganda?
Yoganda: Hai ragione, Emilio, una pietra senza crepe sfida i secoli!
Rosalba: Come sono belli i suoi paragoni, maestro. In ogni caso sono convinta che quando lamore grande, si possono aggiustare anche le piccole crepe.
Yoganda: Che cosa intendi, mia cara.
Rosalba: S, volevo dire che quando una donna ama veramente un uomo disposta a perdonare anche uneventuale scappatella; se lui pentito, naturalmente.
Emilio: Che cosa dici? Io di scappatelle non ne ho mai fatte e nemmeno ho la pi lontana intenzione di farle.
Rosalba: Ma certo, naturalmente. Ma voi uomini, siete pi vulnerabili. Avete maggiori tentazioni. E se un giorno che ne so vi lasciate andare per uno sfogo passeggero ecco, in questo caso si pu anche perdonare. Questo, il vero amore.
Emilio: Sar, ma non il mio caso
Rosalba: Certo, certo si fa per dire (entra Valentina)
Valentina: Mamma, vuoi venire al telefono un attimo?
Rosalba: Chi ?
Valentina: Il circolo del tennis.
Rosalba: Vengo subito. Scusatemi.
Yoganda: Prego (escono) Ascolta, Emilio, questo tuo cambiamento Non per caso dovuto agli effetti dellorologio che ti ho dato io?
Emilio: Eh s, caro Yoganda, lei ha visto giusto. Quellorologio portentoso. E E veramente fantastico riuscire a tornare indietro nel tempo per modificare i nostri comportamenti sbagliati o solo vedere cosa accade se facciamo una scelta diversa da quella fatta in precedenza. Sapesse come mi sono divertito!
Yoganda: (sorride) Hai ragione, Emilio. A volte pu essere comodo modificare le nostre scelte, soprattutto quando si rivelano sbagliate o noi crediamo lo siano
Emilio: Gi, fare una scelta importante, non facile! Ed io, mi creda, pi di una volta nella mia vita mi sono trovato davanti a situazioni nelle quali scegliere tra due strade mi ha messo in grande difficolt.
Yoganda: E naturale, perch sapevi che una volta presa una strada, sarebbe stata quella e nessunaltra. Ma, dimmi, se tu avessi avuto la possibilit di ritornare sui tuoi passi, avresti rischiato qualcosa di pi nello scegliere?
Emilio: Beh, in questo caso, s, certo. (pensoso) Mi ricordo che una volta conobbi una ragazza molto carina, ma un po stravagante. Sa, tutti mi consigliarono di lasciar perdere ed io troncai la relazione eppure, chiss
Yoganda: Eh, s! Il timore di sbagliare
Emilio: Ah, quellofferta di lavoro, poi. Avrei dovuto trasferirmi per qualche anno negli Stati Uniti. Sarebbe stata unesperienza unica. Ma poi, sa, la lontananza. E inoltre avevo gi il posto in banca e allora ho preferito non rischiare.
Yoganda: Hai visto? Se tu avessi avuto lorologio in quel momento, avresti fatto forse una scelta pi coraggiosa tanto, cosa ti sarebbe costato? Avresti sempre potuto tornare indietro, no?
Emilio: E vero! Non lavevo proprio pensato. E straordinario! Mi dica, Yoganda, posso tenerlo ancora, lorologio?
Yoganda: Ma certo, non ti preoccupare. Ora, per devo proprio andare. Salutami Rosalba, mi raccomando.
Emilio: Sar fatto. Arrivederci, Yoganda e grazie! (esce Yoganda) Mmm A questo punto, posso fare tutto quello che mi gira per la testa. Non devo pi aver paura delle conseguenze delle mie azioni. Tanto, posso sempre tornare indietro. Ah, questa poi Se avessi potuto farlo qualche anno fa forse chiss. Beh, pazienza! Ma adesso? eh, certo, bisognerebbe trovare loccasione (entra Rosalba con la sacca da tennis e si guarda intorno)
Rosalba: Oh! ma Yoganda? E gi andato via?
Emilio: Un attimo fa. Ti saluta, ma aveva un impegno.
Rosalba: Ah! Va bene. (si guarda intorno e va verso il mobiletto accomodando alcune cose).
Emilio: Stai uscendo?
Rosalba: S. Mi ha chiamato il circolo dicendo che il maestro di tennis aveva unora buca cos, se volevo approfittarne Visto che sono libera
Emilio: (tra s) Eppure? Perch no? Poco fa ha detto che lamore perdona tutto! Perch non metterla alla prova? Tanto, poi si pu tornare indietro. Voglio proprio vedere davanti al fatto concreto, come si comporta. (verso Rosalba) Senti, cara volevo dirti una cosa
Rosalba: S, dimmi pure, ma facciamo presto, che devo essere sui campi tra poco.
Emilio: Ecco si tratta di quello di cui si parlava poco fa sai il discorso della fedelt
Rosalba: Ah, s, ricordo. Ebbene?
Emilio: Appunto, tu dicevi che lamore sa perdonare
Rosalba: Certo s, e allora?
Emilio: Ecco Quello che tu hai detto mi ha dato coraggio. E allora ho trovato la forza di dirti quello che finora mi sono sempre tenuto qui dentro.
Rosalba: Ma cosa stai dicendo?
Emilio: Sto dicendo quello che non avrei mai voluto confessarti Ebbene s, Rosalba. Io ti ho tradito!
Rosalba: Tu?!
Emilio: S! Io! Ahi me, meschino! Non ho saputo resistere alle lusinghe dellamore. Mi sono lasciato trasportare dai sensi. Ho ceduto agli inganni della passione.
Rosalba: E con chi, se lecito
Emilio: Con chi? (si guarda intorno) Gi, con chi, tu mi chiedi. Eh, con chi (pausa) Ecco! Con Immacolata!
Rosalba: Con Immacolata?!
Emilio: Eh! S! Proprio con lei. Sai. giovane, carina Si innamorata di me ed io non ho saputo resistere.
Rosalba: Questa, poi! Ma, Emilio; guardami in faccia, davvero tu hai fatto una cosa del genere?
Emilio: Eh, cosa vuoi. Non avrei mai creduto nemmeno io che mi avesse potuto succedere Eppure successo! (pausa) Ma, sono pentito, sai! Credimi!
Rosalba: Pentito? Pentito?!?! Ma ti rendi conto dellenormit di quello che hai fatto?
Emilio: Enormit non esageriamo. E stata una cosa senza importanza, puramente fisica. Niente di pi che una scappatella
Rosalba: Eh no, caro mio! Altro che scappatella. E poi con una cameriera!!! Che figura ci faccio, io!
Emilio: Ma guarda che la cosa ormai finita. E tutto finito fra noi.
Rosalba: Tutto finito? Troppo comodo, caro mio!
Emilio: Ma s! Ormai non c pi niente. A questo punto potresti anche perdonarmi
Rosalba: Perdonarti? Ah no, caro il mio dongiovanni da strapazzo! Non se ne parla neppure! Anzi, mi hai fatto proprio un grande favore!
Emilio: Ma cosa dici?
Rosalba: Dico che se prima avevo qualche remora per piantarti in asso, adesso non ne ho pi!
Emilio: Non capisco.
Rosalba: Cosa credi? Ti rendi conto che cosa voglia dire per una moglie sopportare un marito floscio e rimbecillito come te!? Io, non ho la vocazione del martirio!
Emilio: Ma non me ne hai mai parlato
Rosalba: Non occorrono parole, in questi casi. E io sono passata ai fatti!
Emilio: Cosa vuoi dire?
Rosalba: Eh s, mio caro! Ho trovato chi ha riempito il posto che tu hai lasciato vacante!
Emilio: Scusa, forse non ho capito bene
Rosalba: No, no, tu hai capito benissimo! Mi sono fatta lamante!
Emilio: Tu !!!
Rosalba: S, io! E vuoi che ti dica chi ? E il mio maestro di tennis!
Emilio: Quel coso tutto lucido e abbronzato che, permetti, mi sembra anche una checca?
Rosalba: Altro che checca!!! Segna sempre mezzogiorno, Alberto! E tu (lo guarda dallalto in basso) Le sei e mezzo, stabili!
Emilio: Beh, un paio di volte ho fatto anche le sette meno un quarto
Rosalba: Fai pure lo spiritoso, parruccone! Tu, non sai nemmeno cosa voglia dire soddisfare una donna.
Emilio: Non dirmi che quelle volte che labbiamo fatto non ti piaciuto?
Rosalba: Quelle volte, quelle poche volte era sempre la solita minestra riscaldata! Manchi di fantasia, tu! Alberto, invece (gesto con la mano) di fantasia ne ha da vendere! Tu non immagini certe posizioni mmm!!! (pausa) E poi, tradirmi con una serva! Non potevi avere un po di fantasia? Che ne so, la mia migliore amica, per esempio. Oppure una collega dufficio, o un collega, se vogliamo essere originali. Ma con una domestica! E cos banale
Emilio: Ecco, io ammetto i miei torti. Ma, diciamo la verit. Se tu ti fossi occupata dei lavori di casa, non avremmo dovuto assumere una cameriera e allora non ti avrei tradito. E avremmo anche risparmiato
Rosalba: Ma senti questo! Sai cosa ti dico? Se tu fossi stato pi focoso nel talamo, io non sarei stata costretta a prendere lezioni di tennis E anche questo sarebbe stato un risparmio!
(entra nonna Eunice)
Eunice: Che cos tutto questo chiasso? Non siamo ancora in ricreazione! (verso Rosalba) Sentiamo, tu, cosa c da gridare.
Rosalba: Cosa c? Quello l, il tuo frugoletto, salta la cavallina con la cameriera! Ecco cosa c!
Emilio: Scusa! Per tu mi stai facendo becco con il maestro di tennis!
Rosalba: Almeno lui uno stallone
Emilio: E io
Rosalba: E tu sei un ronzino sfiancato che ha preso una sbandata per una colombella infilzata. E bastato che ti guardasse con quegli occhi di cerbiatta per farti fare la fine del pesce lesso. Questa volta, per, ti sei proprio dato la zappa sui piedi, mio caro! (si avvia verso luscita) Tra breve riceverai comunicazioni dal mio avvocato. Ti saluto, mandrillo! (esce)
Emilio: Ascolta aspetta devo dirti una cosa (la segue)
Eunice: (verso il pubblico) Al riformatorio! Tutti e due al riformatorio, li mando!
(entrano Valentina e Gianluca)
Valentina: Nonna, si pu sapere cosa succede? Di l si sentiva parlare ad alta voce
Eunice: Una tragedia, vi dico! Una tragedia!!!
Gianluca: Oh, mio Dio!
Valentina: Su, dimmi! Cos successo?
Eunice: Ed io che avevo completa fiducia in loro ! Che disastro!
Valentina: Per favore parla!
Eunice: Volete sapere coshanno fatto quei due? Ve lo dico subito. Hanno marinato la scuola!!
Gianluca: La scuola?
Eunice: S! Per andarsene in campagna in mezzo agli animali
Valentina: Gli animali?
Eunice: Certo, e hanno visto un mandrillo che si pappava un pesce lesso ed una colombella, con tutte le piume.
Gianluca: Con le piume?!
Eunice: E cera anche un becco che rincorreva una cerbiatta
Valentina: Oh, signore!
Eunice Ma non lha presa, per fortuna.
Gianluca: Meno male!
Eunice: E hanno anche assistito (si avvicina con aria grave) ad un accoppiamento tra uno stallone e una cavallina
Valentina: Uno stallone
Gianluca: Una cavallina
Eunice: Mentre un vecchio ronzino sfiancato spiava tra i cespugli! Che orrore!!!
Valentina e Gianluca (insieme) : Che orrore!!!
(entra Emilio)
Emilio: Troppo tardi! Se n andata.
Valentina: Davvero, pap, sei andato in campagna?
Emilio: In campagna? Io? (guarda nonna Eunice con sospetto) Cos questa storia?
Eunice: Dillo! Dillo tu coshai combinato, mariuolo!
Emilio: Ascoltatemi bene! Questo non il momento! Fatemi il santo piacere di lasciarmi solo! Ho bisogno di rimanere tranquillo!
Eunice: Ma tu devi dirci
Emilio: Mamma!! Ho detto che voglio rimanere solo! Vai a correggere i compiti, su! (verso Gianluca e Valentina) Anche voi, vi prego di scusarmi, ma ho avuto una giornataccia
Eunice: Va bene, va bene (esce)
Valentina: Vieni Gianluca Maria.
Gianluca: Ragioniere (escono)
Emilio: (tra s) Questa volta lho combinata grossa! Per fortuna posso ritornare indietro e mettere le cose a posto. Una cosa lho imparata, per: che sono becco! Questo fuori di discussione. Per quanto riguarda poi perdonare le scappatelle Se questo vuol dire perdonare (prende lorologio) Ad ogni modo meglio correre al pi presto ai ripari. Allora, vediamo saranno venti minuti, poco pi. Ecco! (tremolio di luci e gong) Fatto! Questo lo mettiamo qui. (posa lorologio sul mobiletto e si siede sulla poltrona) Ah, che giornata! Ho proprio bisogno di stendermi un attimo
(entra Rosalba con la sacca da tennis e si guarda intorno)
Rosalba: Oh! ma Yoganda? E gi andato via?
Emilio: Un attimo fa. Ti saluta, ma aveva un impegno.
Rosalba: Ah! Va bene. (si guarda intorno e va verso il mobiletto accomodando alcune cose).
Emilio: Stai uscendo?
Rosalba: S. Mi ha chiamato il circolo dicendo che il maestro di tennis aveva unora buca cos, se volevo approfittarne Visto che sono libera
Emilio: Eh, gi. Libera !!!
Rosalba: Come dici?
Emilio: Dicevo per fortuna non hai impegni. Ma proprio necessario prendere ancora lezioni? E un bel po che vai avanti
Rosalba: Cosa vuoi. Devo perfezionarmi nella tecnica.
Emilio: A me non sembra che ti manchi proprio la tecnica
Rosalba: Eppure, s! Per esempio, limpugnatura. Ecco, nellimpugnatura devo migliorare!
Emilio: (ironico) Ma, no!
Rosalba: Credimi! Non facile tenere bene in mano il manico!
Emilio: Se lo dici tu
Rosalba: Vuoi che ti faccia vedere?
Emilio: No, no! Ti credo sulla parola!
Rosalba: E poi dipende da come ti metti.
Emilio: In che senso?
Rosalba: S, dalla posizione
Emilio: E il maestro ti insegna le posizioni
Rosalba: Certo! E bravissimo!
Emilio: Oh, immagino E non gli mancher la fantasia!
Rosalba: Beh, pi che la fantasia, la pratica che serve.
Emilio: Non avevo dubbi!
Rosalba: Soprattutto per fare il servizio.
Emilio: E lui, il servizio, come lo fa?
Rosalba: Oh, bravissimo! Una potenza, una precisione. Ti lascia senza parole!
Emilio: Immagino proprio! E tu? Sei brava anche tu a fare il servizio?
Rosalba: Devo ancora perfezionarmi. E questione di coordinazione dei movimenti. Con una mano tieni il manico, con laltra le due palle
Emilio: (disgustato) Va bene, va bene. Lasciamo stare i particolari. Limportante che tu ti diverta.
Rosalba: Oh, se per questo, mi diverto moltissimo. E mi rilasso, anche. Dopo unora sono distrutta, ma veramente soddisfatta!
Emilio: Mi fa piacere per te. Adesso vai, altrimenti farai tardi. E buon divertimento!
Rosalba: A pi tardi (gli manda un bacio virtuale ed esce)
Emilio: (pulendosi il bacio virtuale sulla guancia con il dorso della mano) Non sopporto proprio il gioco del tennis! E un gioco osceno: limpugnatura le palle le posizioni (scuote la testa) A questo punto, adesso che ci penso, non mi va gi nemmeno il biliardo!
Atto terzo
(Rosalba nel cucinotto intenta a disporre dei biscotti su di un vassoio. Entra Valentina)
Rosalba: Oh, eccoti! Dai unocchiata. Ti sembra che siano sufficienti questi biscotti?
Valentina: Ma s! Basterebbero a sfamare un esercito e ne avanzerebbero, per giunta!
Rosalba: In ogni caso non voglio fare brutta figura. Che non si dica che in casa mia i biscotti si contano. Ah, ecco! Il t (prende alcuni pacchetti) Facciamo quello verde o quello alla vaniglia?
Valentina: Ascolta, mamma. Non penserai che tutti abbiano i tuoi gusti ?! Facciamo un normalissimo t, ti prego, come quello che beve la maggior parte della gente.
Rosalba: (alzando le spalle) Superficiale!
Valentina: (preparando il bricco del t) Pap, dov?
Rosalba: E andato a ritirare la macchina in officina. Ormai dovrebbe essere qui. Speriamo arrivi prima del direttore.
Valentina: (facendo una piroetta) Come ti sembro? Pensi che far buona impressione?
Rosalba: (avvicinandosi) Fammi vedere (sistema il collo della camicia) Sei perfetta! Limpiegata ideale che tutti vorrebbero incontrare entrando in banca.
(suona il campanello) Mio Dio! Il direttore! Ed Emilio non ancora rientrato ...
Valentina: Calmati, mamma. Pap arriver tra poco. Vai ad aprire. Io intanto controllo che tutto sia in ordine.
Rosalba: Brava! Io vado ad aprire! (esce e rientra con il direttore e la moglie) Prego, accomodatevi. Ecco, lei Valentina.
Leonida: Buongiorno cara.
Valentina: Buongiorno direttore.
Mercedes: Oh, che bella figliola! Mi ricordi la mamma ai tempi del liceo. Pi magra, per. Lei ha sempre avuto qualche chilo di troppo.
Valentina: Troppo buona, signora Mercedes.
Rosalba: I miei chili sono perfettamente distribuiti: non ho un filo di grasso! Non mi sembra che tu possa dire altrettanto!
Mercedes: Ma va Scherzavo, naturalmente. Tuo marito non c?
Rosalba: Sar qui a momenti. Ma, prego, sedetevi pure. Dottor Bianchetta
Leonida: Grazie, molto gentile. (si siedono tutti) E cos la signorina
Valentina: Valentina.
Leonida: Valentina, appunto. Lei avrebbe maturato lintenzione di entrare in banca. E, mi dica, cos che lha spinta a questa decisione?
Valentina: Beh, sa, avendo pap che lavora in banca mi sono fatta unidea abbastanza precisa di questo tipo di lavoro. Lo ritengo interessante, ben retribuito e con buone possibilit di carriera.
Leonida: Tutto questo vero. Ma le ricordo che ci comporta anche un grosso impegno: attenzione per i numeri, gentilezza verso i clienti e rispetto per i superiori
Rosalba: La mia bambina, direttore, ha tutte queste caratteristiche. E inoltre sa anche dipingere. A olio.
Valentina: Oh, mamma, questo non ha niente a che fare con il lavoro di banca.
Leonida: Diciamo che una certa sensibilit per larte non guasta. Anche far soldi unarte He! He!
Mercedes: (verso Rosalba) In quanto a questo il mio Leonida un artista di primo livello! E tuo marito, cara, come se la cava?
Rosalba: Oh, Emilio solo un apprendista. E abbastanza svogliato per giunta. Ma si far. Col tempo spero
Leonida: Il Rag. Colabassi un ottimo impiegato. Ha solo bisogno di un po di motivazione. Ma questo anche compito di voi mogli. Nella storia, dietro un grande uomo c sempre stata una donna.
Rosalba: Una donna, s. Ma non sempre la moglie Le amanti hanno argomenti pi convincenti per tenere in pugno gli uomini.
Mercedes: Certo! Ed per questo che la moglie deve saper essere anche amante. E solo questione di savoir faire!
Rosalba: Se per questo, ti credo sulla parola. Con tutto il tirocinio che hai fatto al liceo
Mercedes: Ha parlato lingenua di turno! Se non ricordo male i ragazzi ti avevano dato un soprannome fammi venire in mente
Rosalba: Senti un po !
Leonida: Signore mie, non mi sembra che valga la pena di continuare la discussione su questi toni. I tempi del liceo sono passati da un pezzo e voi non siete pi ragazzine.
Rosalba: Ha ragione, direttore. Se non altro, abbiamo conservato tutte e due quel po di pepe che ci fa sentire ancora giovani
(entra Eunice con dei quaderni in mano, vede gli ospiti e si ferma di botto)
Eunice: Oh! Anime del purgatorio! Cosa vedo mai! (prende in disparte Rosalba) Ma quello Hitler! Che cosa fa il Fuhrer in persona in casa nostra? Heil!! (verso Leonida salutando col braccio teso) Assieme a Marlene Dietrich. Quant bella! Come nei film!
Rosalba: (appoggiando lindice alla tempia e girando la mano) E la mamma di Emilio. Una vita dedicata allinsegnamento. Ora un po stanca
Leonida: Capisco Let Come va, signora?
Eunice: Una disperazione, mi creda. Ho ancora tutti questi compiti da correggere. E domani compito in classe. Con quei discoli. Ah, la disciplina! Fossi brava come lei a mantenere lordine! Eh? (gli d una gomitata nel fianco)
Leonida: Mah Cosa vuole So farmi ascoltare.
Eunice: Per forza! Altrimenti tutti dietro il filo spinato. E nei casi pi difficili Ta, ta, ta, ta, ta.
Leonida : Beh Non esageriamo
Eunice: E la ragazza? Eh, mandrillone! (altra gomitata) Aria misteriosa tutta polpa! (squadrandola) Il vestito un po dozzinale. Sembra fatto con una tenda
Mercedes: Signora! Questo un Valentino! Ultimo modello.
Eunice: Ultimo modello Gi Scommetto che ci ha fatto la prima comunione.
(entra Giulio che, senza salutare, va verso la cucina)
Rosalba: Giulio! Abbiamo ospiti!
Giulio: Ah, s Beh, ciao gente ci vediamo (entra in cucina e apre il frigo prendendosi un tramezzino e la birra)
Rosalba: (imbarazzata) Scusatelo. Siamo nellet critica
Leonida: Niente paura, signora. I giovani doggi sono tutti cos. Troppo concentrati sui loro ideali per prestare attenzione a noi poveri mortali.
Mercedes: Eppure sono cos carini! Peccato che si vestano in quel modo, cos
stravagante.
Valentina: Oh, ma non siamo tutti cos. Io, ad esempio, preferisco vestirmi in modo classico.
Leonida: Brava, signorina! La vera eleganza quella che non si nota.
(entra Emilio trafelato)
Emilio: Eccomi qua! Scusate per il ritardo, ma in officina mi hanno fatto aspettare. Buongiorno, signor direttore. Signora Mercedes, come va?
Mercedes: Ragioniere
Leonida: Caro Colabassi, sempre di corsa, eh!
Rosalba: Non capisco come tu faccia ad essere sempre in ritardo quando hai un appuntamento importante!
Emilio: Ti ho detto che stata colpa del meccanico. Aveva un cliente da servire
Rosalba: Riesci sempre a trovare delle scuse. Perfino il giorno del nostro matrimonio sei arrivato con mezzora di ritardo.
Emilio: Ma va! Lo sai benissimo che ho avuto dei problemi intestinali.
Rosalba: Gi. Un attacco di diarrea.
Emilio: Sar stata lemozione ...
Rosalba: O la paura di non essere allaltezza.
Leonida: Ha, ha! Questa buona! Non se la sar mica fatta nei pantaloni, vero?
Emilio: Per fortuna, no. Sono situazioni veramente imbarazzanti.
Leonida: Eh, lo stress, fa brutti scherzi. Il corpo reagisce emettendo umori. Figuratevi che un giorno stavo dando una solenne lavata di capo ad un giovane impiegato, quando mi sono accorto che sul davanti dei suoi pantaloni si stava allargando una macchia di umidit.
Rosalba: Questa poi
Mercedes: Che ridere!
Leonida: Anche lei, Colabassi, quando entra nel mio ufficio si mette a sudare come dagosto. Diciamocela in confidenza: ha notato che cerco sempre di non darle la mano? E per non farmi infradiciare la mia
Emilio: Beh, vede In effetti
Rosalba: Secondo me si tratta di insicurezza. Tu non hai mai avuto le idee chiare, Emilio. Sei sempre stato un indeciso. E prendere le decisioni ti stressa.
Emilio: Ma che importanza vuoi che abbia
Rosalba: E invece importante! Soprattutto quando il problema investe la sfera per cos dire intima. (verso Leonida) Confidenza per confidenza, caro direttore, mio marito, la banca, se la porta anche a casa. E dopo una giornata pesante, le sue prestazioni sono veramente deludenti!
Emilio: Ma ti sembra il caso di parlare di queste cose davanti ad estranei?!
Leonida: Non se la prenda, ragioniere. Rientra nella normalit. Non ci si deve meravigliare se un fisico come il suo non fa ginnastica, vero? (lo squadra) No, si vede! se un fisico come il suo, dicevo, non regge alle sollecitazioni da stress. Ci vuole allenamento! Guardi me, per esempio. Nuoto, corsa, palestra I problemi di lavoro non mi scalfiscono! E poi, nel momento della verit (guardando la moglie) che ne dice la mia mogliettina?
Mercedes: (guardando Rosalba con un gesto significativo) Un vulcano, una forza della natura!
Rosalba: (guardando Mercedes e allargando le braccia) Eh, non si pu avere tutto dalla vita. A qualcosa bisogna pure rinunciare.
(Rosalba e Mercedes continuano a parlottare mentre Leonida parla con Valentina Emilio va verso il pubblico)
Emilio: (fra s) Io non ce la faccio pi! Qui si stanno coalizzando per farmi fare la figura del deficiente. Questa volta mi hanno proprio seccato. Quasi quasi mi libero di tutto quello che mi sta qui, sul gozzo e poi far ritornare indietro lorologio. Ma almeno mi voglio sfogare! (verso gli altri) Sentite una cosa, voi! Non vorrei aver interpretato male i vostri discorsi, ma mi sembra che diate parecchia importanza a un certo tipo di prestazioni. Non cos?
Rosalba: Se si vuole mantenere vivo un matrimonio, non bisogna trascurare laspetto fisico, oltre a quello affettivo.
Emilio: E cos tu, per mantenere vivo il nostro matrimonio, vai a letto con il maestro di tennis Brava! Mi sembra unottima idea.
Rosalba: Emilio! Cosa stai dicendo? Non scherzare, ti prego!
Emilio: Ma s! Credi che sia nato ieri! E un pezzo che sono al corrente della vostra relazione. Non ho detto nulla per i figli, per non far precipitare la situazione.
Rosalba: Io non so cosa dire
Mercedes: Hai visto la collegiale!? Neanche un filo di grasso!!! Per forza I grassi li brucia tutti a letto!
Emilio: Lei, cara signora, avrebbe tutto linteresse a rimanere in silenzio.
Mercedes: Che cosa vorrebbe dire?
Emilio: Voglio dire che la sua esperienza in fatto di vulcani non si limitata (indicando Leonida) allo sbuffante Vesuvio. Ben altre colate laviche arricchiscono la sua lista
Leonida: Ma come si permette?! Si ricordi che sta parlando di mia moglie! Io le proibisco
Emilio: Ma cosa vuole proibire?! Se non riesce nemmeno a proibire a sua moglie di farsela con i suoi dipendenti?!
Leonida: Questa una calunnia! Unenorme calunnia!
Emilio: Non si mai domandato perch la generosissima signora Mercedes abbia pi di una volta segnalato alcuni dei suoi collaboratori come particolarmente meritevoli? E, guarda caso, come costoro abbiano improvvisamente intrapreso una fulgida quanto velocissima carriera?
Leonida: Queste sono cose che non si possono collegare
Emilio: E invece il collegamento avvenuto! E in piena regola!
Leonida: Lei non pu dire questo! Non ci sono prove
Emilio: E che bisogno c di prove? Questo non un processo! Qui si parla di corna! E quando ci sono di mezzo le corna, non occorrono prove. Basta tendere lorecchio. Dapprima un brusio indistinto. Poi qualche voce fuori dal coro. Infine un vociare assordante che dice: cornacornacornacorna E un gran mal di testa: quelle due protuberanze che crescono, crescono e fanno male. E poi un gran mal di pancia: il dubbio che corrode le mucose gastriche, la gelosia che attorciglia le viscere, il rancore che fa travasare la bile! E tutti lo sanno, tutti, tranne linteressato. Siamo sulla stessa barca, caro il mio direttore. Non ci resta altro che inghiottire il boccone e prendere gli opportuni provvedimenti. A meno che la cosa non le stia bene cos
Leonida: (verso la moglie) Mercedes! Tu non dici nulla?
Mercedes: Sono esterrefatta! Tutto questo incredibile! Non vorrai credere, piccioncino mio, a tutte queste fandonie?
Leonida: Certo che no! Ho completa fiducia in te, mia cara.
Emilio: Bravo! Complimenti! Come la capisco! Abbiamo fatto lo stesso errore, dottor Bianchetta. Abbiamo semplicemente dato fiducia a chi non la meritava.
Mercedes: Non crederai a tutte queste menzogne, spero?!
Leonida: Naturalmente! Come posso credere ad accuse basate solo sul sentito dire? (verso Emilio) Lei ha fatto un grave errore, Colabassi.
Emilio: E vero! Ho sbagliato! Sono stato troppo vago. Allora le far qualche nome e le dar qualche ulteriore particolare. Cristini, della filiale di Montescuro: ogni marted sera nellarchivio, sopra le pratiche estinte. Cozzali, ufficio posizioni a rischio: ogni altro giorno, fino a quando una posizione pi rischiosa delle altre lo mand allospedale con lernia del disco. De Lellis, ufficio estero: incontri saltuari sopra la telescrivente; qualcuno ha udito strani mugolii; riferito che trattasi di problemi tecnici del macchinario. Devo andare avanti?
Leonida: Basta! Basta! (con la faccia nelle mani, poi guardando la moglie) Mercedes !!! Io non so pi che cosa pensare!
Mercedes: Io Io no so pi cosa dire!
Emilio: Non dica niente, Signora, non deve sentirsi tanto in colpa, poi. In fondo non ha fatto altro che rendere pan per focaccia al suo degnissimo consorte.
Mercedes: Che cosa vuol dire con questo?
Leonida: Attento, Colabassi! Non le permetto
Emilio: No, niente paura, non dir nulla. Non ne vale la pena. Tanto la sua signora perfettamente al corrente dei suoi rapporti di lavoro con le colleghe e dei suoi rapporti daffari con le clienti. E non credo che le manchino neppure i particolari, vista la solerzia e la precisione dei ragionieri che la circondano.
Leonida: Ragionier Colabassi! Lei si sta giocando la carriera
Emilio: Quale carriera? Quella che fanno i raccomandati di sua moglie?
Leonida: Io la faccio trasferire nella bassa padana! In mezzo alle nebbie
Emilio: Meglio cos, almeno non vedr le porcherie che vengono perpetrate in questo spettabile istituto!
Leonida: Come si permette di criticare lazienda che le d il pane?
Emilio: Non lazienda che critico. E il suo operato, direttore. Le chiedo solo di ascoltare con attenzione quello che le sto dicendo. Non avr altre occasioni di sentire quello che i suoi collaboratori pensano di lei e del suo modo di condurre la banca.
Leonida: Non certo limpertinenza e la tracotanza che le mancano
Emilio: No, mi creda. La mia una critica costruttiva. E daltra parte lei, a parte la passione sfrenata per il gentil sesso, mi sembra un buon diavolo. E solamente, come dire superficiale. Nel senso che si ferma alla superficie dei problemi. Non scava, non va a fondo.
Leonida: Potrebbe essere pi chiaro?
Emilio: Naturalmente. Le faccio un esempio. Ieri laltro, quando ha rifiutato un prestito al Mobilificio Padano, non si reso conto di aver messo in ginocchio unazienda con duecento dipendenti, di aver compromesso lattivit di tre generazioni di imprenditori, di essersi messo contro lopinione pubblica dellintero comprensorio. Di questo, se n reso conto?
Leonida: Veramente, non pensavo che
Emilio: E questa non che una delle tante sconcezze dovute alla sua superficialit. Per non parlare della gestione del personale! Ma lei, conosce i suoi collaboratori? Conosce le loro potenzialit, i loro trascorsi, le loro famiglie, il luogo dove abitano? Come pu permettersi di promuovere, trasferire, punire qualcuno, senza aver ben presente le sue motivazioni, le sue aspirazioni, i suoi problemi? Lei sa quanti divorziati ci sono nella nostra banca? E quanti gay? Lo sa? Lo dica! Avanti!
Leonida: Ecco, io
Emilio: No, che non lo sa! Eppure ognuno di loro una persona. E una risorsa. E linsieme di queste risorse la ricchezza della nostra banca. E una ricchezza va custodita, protetta, coccolata. (lo guarda di traverso) Ma si dia una regolata! Si decida una buona volta a cambiare musica. Cominci con dare un bel calcio nel culo ai consiglieri fraudolenti che la circondano. E ragioni con il cuore e non con lo stomaco! (si guarda intorno) E voi, cosavete da guardare? Avete visto un fantasma? Eh, gi. E la prima volta che mi vedete un po sullincazzato! Ma non dovete preoccuparvi. Adesso rimettiamo a posto le cose. (va verso il mobiletto) Dov lorologio?
Rosalba: Quale orologio?
Emilio: Quello di Yoganda. Era qui sul mobiletto.
Rosalba: Io non ho visto orologi!
Emilio: Non facciamo scherzi! Fate subito saltare fuori lorologio!
Eunice: (che tiene in grembo lorologio) Questo un bellorologio!
Emilio: Ah! Dammelo subito!
Eunice: Se ci tieni tanto. Prendilo! Al volo! (lo lancia verso Emilio)
Emilio: Noooo!!! (fa per prenderlo e dopo alcuni tentativi maldestri lorologio cade per terra) Oddio!! (lo raccoglie, lo appoggia allorecchio, prova a girare le levette, lo scuote) Non funziona! Non funziona pi! Si rotto! (si guarda intorno) Come faccio adesso?! Sono rovinato! Sono perduto!
Rosalba: Non vedo il caso di fare una tragedia per un orologio!
Emilio: Ma questo non un orologio qualsiasi! Questo non ha prezzo!
Leonida: Si consoli, ragioniere. Per quanto possa valere quellorologio, ora potr permettersene uno molto migliore
Emilio: Non capisco
Leonida: Capir, Colabassi, quando le arriver la lettera di promozione!
Emilio: Adesso capisco ancora di meno!
Leonida: Le spiego. Tra quindici giorni il dottor Morsetti, il capo del personale, andr in pensione ed io non ho ancora trovato un sostituto. Ho bisogno di una persona con le idee chiare, in grado di risolvere i problemi e di prendere delle decisioni. Qualcuno senza peli sulla lingua, senza timori reverenziali. Qualcuno in grado di capire il personale e di valorizzarlo. Fino a ieri non avevo minimamente pensato a lei, ma oggi mi sono trovato davanti un Colabassi che non conoscevo e questo mi ha sorpreso favorevolmente.
Emilio: Ecco, io non so se
Leonida: Non si preoccupi. Ora non ho dubbi. Il posto di capo del personale suo, ragioniere. Venga pure domattina nel mio ufficio per concordare i tempi del passaggio e anche la retribuzione.
Emilio: Sono senza parole.
Leonida: Ha gi parlato abbastanza per oggi! Ha! Ha! (si gira verso Valentina) Ma qui abbiamo un altro problema da risolvere. Vediamo un po. Se buon sangue non mente questo potrebbe essere un buon acquisto per la nostra banca. E sempre convinta, signorina, di voler ancora far parte del Banco Alpino?
Valentina: Eccome!!! Cio, volevo dire, certamente, con molto piacere!
Leonida: E allora si presenti al pi presto allufficio del personale per firmare la domanda. Prima che arrivi suo padre. Sa non sarebbe opportuno E ora (guardando lorologio) dobbiamo proprio togliere il disturbo. (stringe la mano ad Emilio) Caro Colabassi anzi, caro Emilio, stato un piacere e una sorpresa. Gradita e opportuna.
Emilio: Non lo dica a me! Non so come ringraziare
Leonida: Lasci perdere. (verso la moglie) E tu alza le chiappe! Avanti! Abbiamo alcune cose da dirci, io e te!
Rosalba: Vi accompagno.
Leonida: Arrivederci a tutti!
Mercedes: (a testa bassa) Arrivederci. (escono)
Valentina: (saltellando) E fatta! E fatta! E tutto merito tuo! (abbraccia il padre) Ah, pap! Sei stato straordinario!
Emilio: Oh, per carit! Anche tu hai fatto unottima impressione, mi sembra.
Valentina: No, no! Tu, sei stato stupendo! Hai tirato fuori una grinta, una sicurezza
Emilio: Ma va l
Valentina: Grazie! Grazie ancora! (lo bacia) Ora vado a dirlo a Gianluca. Ci vediamo. Ciao. (esce)
Giulio: (avvicinandosi al padre) Non mi piacciono i discorsi complicati, ma sono fiero di te, pap. Non ho perso una parola di quello che hai detto. Lhai messo con le spalle al muro quel figlio di una buona donna! (Emilio fa un gesto) No, lasciami parlare, sono gi in ritardo. Ti devo dire una cosa. Fino ad ora, lo confesso, non ho mai avuto una grande considerazione di te. Forse anche perch siamo di due generazioni che non si assomigliano. Ora per ho scoperto che abbiamo molti punti in comune e, se la cosa ti sfagiola, mi farebbe piacere scambiare ogni tanto qualche parola assieme, magari davanti a una buona bottiglia di birra. Che ne dici?
Emilio: Questo stato sempre il mio desiderio, ma non ho mai preso liniziativa per paura di essere snobbato. Ora, per, vedo che la cosa si pu fare e quindi la prendo al volo, compresa la birra!
Giulio: Adesso devo andare e qua la mano. (si danno la mano)
Emilio: Vai! Ci vediamo a cena. Ciao. (esce Giulio. Si avvicina nonna Eunice)
Eunice: Spero tu non sia in collera con me, figliolo?!
Emilio: E perch mai?
Eunice: Dopo che ti ho fracassato lorologio
Emilio: Oh, non ha importanza. Anzi, in fondo stato meglio cos.
Eunice: Hai ragione! Lo diceva sempre mia povera sorella: tutto quel che viene, bene.
Emilio: Evidentemente era unottimista.
Eunice: No, era una sarta.
Emilio: Va bene. In ogni caso non ti devi preoccupare. Ora tutto sistemato.
Eunice: Ad ogni modo, che quello l con i baffi non era Hitler.
Emilio: Davvero?
Eunice: Se fosse stato lui a questora saremmo tutti in campo di concentramento! Era unimpostore, quello l, che voleva fare bella figura con lAngelo Azzurro.
Emilio: Oh, mamma! Vai a riposare, ora. Sarai stanca.
Eunice: E vero. E domani c la gita scolastica. Sar una giornataccia Dammi un bacio.
Emilio: Buon riposo, mamma. (le d un bacio sulla fronte)
Eunice: (uscendo) e ricordati: tutto quel che viene, bene!
(Emilio prende in mano lorologio, lo guarda, lo scuote. In quel mentre entra Yoganda)
Yoganda: E permesso? Oh, eccoti. Rosalba mi ha detto che ti avrei trovato ancora qui. Qualcosa non va?
Emilio: Ho paura di aver combinato un guaio. Lorologio mi sfuggito di mano e si rotto. Sono veramente dispiaciuto. Se mi dice quanto pu valere
Yoganda: Ma scherziamo?! Fammi vedere un attimo, invece. (prende lorologio e lo esamina) Ecco, vedi? Niente paura, si solo spostata la levetta del blocco. Adesso la libero. Ora funziona perfettamente. Credo che tu ti sia preoccupato per niente.
Emilio: Oh, ma allora !? Ed io che credevo Ha! Ha! Ha! Questa bella!
Yoganda: Lhai adoperato ancora?
Emilio: Non proprio, a dire il vero.
Yoganda: Se vuoi puoi tenerlo ancora per qualche giorno.
Emilio: La ringrazio, Yoganda, ma credo di non averne pi bisogno.
Yoganda: Per quale motivo, se lecito?
Emilio: Dopo quello che mi successo oggi, ho realizzato che piuttosto che cercare di cambiare il passato, meglio impegnarsi a costruire il futuro. Magari prendendo decisioni coraggiose. Tanto, non potendo tornare indietro nel tempo, qualsiasi decisione, una volta presa, sar sempre la migliore, in mancanza di confronti.
Yoganda: Sei un ottimista!
Emilio: O un sarto ?!
Yoganda: Prego??
Emilio: Niente, pensavo ad una frase di mia madre.
Yoganda: In ogni caso, noto in te un certo cambiamento. In meglio, naturalmente.
Emilio: Se lo dice lei, la cosa non pu che farmi piacere.
Yoganda: Se mi consenti, vorrei aggiungere qualcosa alle tue riflessioni.
Emilio: Prego, non si faccia riguardo. Ormai sono lanciato!
Yoganda: Un attimo fa hai parlato di decisioni coraggiose. Questo mi ha fatto tornare alla mente linsegnamento del mio grande maestro Barandavana. Egli diceva spesso che la nostra vita si dipana secondo un copione gi scritto, a volte da altri, a volte da noi stessi, ma sempre in qualche modo influenzati dallesterno. Di questo copione siamo in qualche modo prigionieri e, attori e registi nello stesso tempo, giochiamo il nostro ruolo come meglio possiamo, ma sempre vincolati alla parte che vi stata scritta. Latto di coraggio, a questo punto, consiste nello stracciare questo copione, prendere dei fogli bianchi ed iniziare a riscriverlo cambiando i personaggi, i luoghi, ma soprattutto il nostro ruolo. E il tutto con fantasia e audacia. Senza fretta. Una pagina alla volta. Senza voler apporre la parola fine, lasciando che il sipario cali sullopera incompiuta. (mette una mano sulla spalla di Emilio) Ti lascio linsegnamento dei mio maestro. Fanne buon uso, Emilio. (si sposta verso il fondo) A questo punto, se non hai pi bisogno dellorologio, penso che tu non abbia pi bisogno nemmeno di me. (tremolio di luci, tre colpi di gong. Yoganda esce velocemente sul fondo)
Emilio: Cosa dice, Yoganda, lei sempre il benvenuto in questa casa (si gira) Oh, perbacco! Se n andato? Che personaggio! Bizzarro, ma simpatico.
Senza dubbio un furbacchione, ma ha testa, quelluomo! (entra Immacolata)
Immacolata: Buongiorno, ragioniere. Le ho portato il giornale.
Emilio: (sbalordito) Cosa fai qui?! Non dovevi essere ??
Immacolata: Io sono scesa a comprarle il giornale, come tutti i sabati.
Emilio: (trasecolando) Sabato?? Oggi, sabato?
Immacolata: Sicuro! Non si sente bene, ragioniere?
Emilio: Ma scusa, che ore sono, adesso.
Immacolata: Le nove.
Emilio: Le nove?? Le nove di mattina?
Immacolata: (guardando verso la finestra) Certo, le nove di mattina. (controllando lorologio da polso) E due minuti.
Emilio: (tra s) Oddio! Vuoi vedere che successo unaltra volta? (verso Immacolata) Quindi oggi sabato e tu sei andata a prendermi il giornale.
Immacolata: Come tutti i sabati
Emilio: (avvicinandosi) E non , per caso, che hai una richiesta da farmi?
Immacolata: (abbassando lo sguardo) A lei non sfugge nulla, ragioniere. E vero, ho un grosso favore da chiederle. Oggi mia madre stata ricoverata in ospedale. Niente di grave, per fortuna. Ma avrei bisogno di qualche giorno di ferie per andare ad assisterla. Se fosse possibile alle undici c un treno per la Calabria
Emilio: (tra s, passeggiando pensoso) Non c dubbio. Siamo da capo! Tutto cancellato. Quel briccone di Yoganda mi ha giocato per bene! E adesso Tutto come prima! No! Eh, no! Come prima proprio no!
Immacolata: Qualcosa non va, ragioniere?
Emilio: (sorridendo) Oh, niente di particolare. Stavo pensando a una cosa buffa che mi capitata. Ma lasciamo perdere. Tu, invece, dimmi. Mi hai detto che hai la mamma allospedale. Nulla di preoccupante, spero?
Immacolata: No, per fortuna. Un piccolo intervento ad un piede. Solo qualche giorno di ricovero. Ma, sa sono lunica figlia
Emilio: Il babbo lhai ancora?
Immacolata: No, purtroppo. Faceva il muratore ed caduto da unimpalcatura cinque anni fa.
Emilio: Oh, mi dispiace! E tua madre, vive sola?
Immacolata: No, abita con una sorella da sposare pi giovane di lei, in paese.
Emilio: E il tuo paese, lontano dal mare?
Immacolata: Solo sette chilometri. Sopra un colle, ai piedi della Sila.
Emilio: Devessere molto bello, laggi!
Immacolata: Oh, s! Soprattutto in primavera, quando le colline sono verdi e piene di fiori. Lei non mai stato in Calabria?
Emilio: No, mai. Per penso che valga la pena andarci. Chiss
Immacolata: Se le piace il mare, meraviglioso! Acqua limpida e pulita. Ma anche la montagna, sa. Boschi con alberi secolari. Pieni di funghi.
Emilio: E a te, piace andare a funghi?
Immacolata: Ci vado sempre con la zia, in settembre. E lei?
Emilio: Ci andavo una volta quando ero ragazzo. Mi piaceva molto. Poi il matrimonio. A mia moglie non piace la montagna.
Immacolata: Peccato!
(entra Rosalba con la sacca da tennis)
Rosalba: Ah! Sei qui? Io vado a lezione di tennis. Vai tu a fare la spesa. Il biglietto vicino al telefono, in entrata.
Emilio: Ascolta, Rosalba. C qui Immacolata che chiedeva qualche giorno di ferie per andare ad assistere la mamma in ospedale. Non credo che ci siano dei problemi, vero?
Rosalba: Quanti giorni pensi di stare via?
Immacolata: Oh, quattro o cinque. Non di pi. C un treno che parte alle undici di questa mattina.
Emilio: Quante ore ci vogliono di treno per arrivare l?
Immacolata: Quindici, ragioniere.
Emilio: Ascolta, Rosalba. Io ho ancora parecchi giorni di ferie da fare e siccome ultimamente mi sento un po stressato, ho pensato che quasi quasi posso accompagnarla io. Laggi mi trovo un alberghetto in riva al mare, mi rilasso qualche giorno e poi la riporto indietro. Cosa dici?
Rosalba: Ma tu non sei mai andato via senza di me!
Emilio: E allora? Si pu sempre cominciare, no?
Rosalba: Ma con Immacolata
Emilio: Perch? Hai forse qualche dubbio sulla mia correttezza?
Rosalba: No, no! Per carit! Ma sai cosa pu pensare la gente?
Emilio: Che pensi quello che vuole. La cosa mi lascia del tutto indifferente!
Rosalba: Ma scusa, adesso che ci penso, domani viene il tuo direttore! Te neri dimenticato?
Emilio: Lo so benissimo. Ma per Valentina che viene. Anche se io non ci sono, fa lo stesso.
Rosalba: Ad ogni modo poteva essere loccasione per chiedere un avanzamento
Emilio: Lascia perdere. Ormai non so pi che farmene degli avanzamenti
Rosalba: Ma non mi hai mai lasciata sola
Emilio: Ci sono i ragazzi, cara. C la mamma.
Rosalba: Ma non ci sei tu
Emilio: S. Ma c sempre il maestro di tennis!
Rosalba: Cosa vuoi dire?
Emilio: Voglio dire che puoi approfittare di questi giorni per intensificare le lezioni e perfezionarti meglio!
Rosalba: Questo vero se la cosa ti fa piacere?!
Emilio: Certo, certo vai pure, ora, che sei gi in ritardo. E, mi raccomando, limpugnatura !
Rosalba: Vado (sulla porta) Vado (esce)
Emilio: Ecco fatto! Che ne dici, Immacolata? (inizia musica brasiliana in sottofondo)
Immacolata: Non so pi cosa dire. E tutto cos bello strano
Emilio: Oh, niente di particolarmente strano. Sto solo cominciando a scrivere su di un foglio bianco.
Immacolata: Un foglio bianco?
Emilio: Ma s! Un giorno ti spiegher. In ogni caso posso dirti che da questoggi la mia vita ha subito un profondo cambiamento. Ma, perdonami, non ti ho nemmeno chiesto se sei contenta che ti accompagno?
Immacolata: Se sono contenta? Non sto pi nella pelle, ragioniere!
Emilio: Ascolta, non puoi smetterla di chiamarmi ragioniere?
Immacolata: E come devo chiamarla?
Emilio: Chiamami Emilio e basta.
Immacolata: Ci prover, signor Emilio.
Emilio: Lascia perdere anche il signor e dammi del tu, santo cielo.
Immacolata: Oh, questo proprio non ci riesco!
Emilio: Va bene. Vuol dire che faremo qualche tentativo strada facendo. Ma adesso corri a prepararti che tardi.
Immacolata: Ma abbiamo ancora tempo
Emilio: Certo, di tempo ne abbiamo davanti, ma meglio non sprecarlo! Adesso, indietro, non si torna pi! Andiamo !
(la prende per mano e corrono verso il fondo. In quel mentre entra Eunice)
Eunice: Fermi! Fermi! Aspettate!
Emilio: Cosa c, mamma?
Eunice: Non vorrete andare alla gita scolastica senza il sacchetto della merenda, vero? Ecco, prendete Uno per te, Giovannino. E uno anche per te, Beatrice.
Immacolata: Grazie, signora.
Eunice: (accarezzandola sulla guancia) Come sei carina! E che occhi furbetti hai! Ho proprio limpressione che quando sarete pi grandi, voi due chi lo sa ? Eh, ma adesso ancora presto
Emilio: Certo, mamma ancora presto (guardando Immacolata) o no?! (prendendole la mano) Tu che ne pensi Beatrice ?
Eunice: Adesso andate, per! Svelti, vi staranno aspettando.
Emilio: Certo! Andiamo! Ciao mamma.
Immacolata: Buon giorno, signora.
(escono)
Eunice: Ecco fatto! Sistemati anche questi due birbanti. Eh, se non ci fossi io, questa scuola non andrebbe avanti. E ogni anno che passa sempre pi difficile! Speriamo che il preside (guardando in alto) capisca i miei sforzi. E poi, la giovent di oggi non pi quella di una volta. Gi una volta (pausa) Quanto tempo passato! Quanti ricordi! Di gioia, di fatica, di soddisfazioni Ma, tutto cos lontano. Non distinguo pi le facce. Ecco, i banchi s, le biciclette, anche i vestiti ma le facce, quelle non sono pi chiare. (si batte una mano sulla testa) Oh, queste rotelle! Non girano pi a dovere (entra Yoganda)
Yoganda: Ah, signora Eunice! Perdoni la mia sbadataggine, ma prima sono uscito senza portare con me un oggetto che mi sta a cuore. Sono proprio distratto!
Eunice: Non si preoccupi, maestro. Tutti i geni sono distratti!
Yoganda: Ha, ha! Genio, io!? No, no! Ci vuole ben altro per essere un genio. Io cerco solo di portare serenit e sorriso l dove c solo noia e tristezza. (guardandola attentamente) E, a questo proposito, ho limpressione che dietro il suo splendido sorriso si celi un velo di tristezza. E cos?
Eunice: Non proprio. Direi un po di malinconia.
Yoganda: E per quale motivo, se mi permesso?
Eunice: Oh, niente di importante! Cose da vecchi. I ricordi di un tempo, soprattutto quelli felici, intensi Ecco, quelli fanno piangere il cuore. Perch tutto ormai passato, lontano nel tempo E rimane solo un segno di gesso sulla lavagna nera, in mezzo ad altri scarabocchi, che fai fatica a capire, a distinguere. Poi qualcuno fa cos con la mano (traccia un cerchio con la mano aperta) e tutto si confonde. Peccato! Quante cose belle andate perdute!
Yoganda: Ascolti, signora Eunice. Mi ascolti bene. Ma prima mi faccia un bel sorriso. Ecco, cos! Ora le far una domanda. Le piacerebbe poter rivivere qualche momento della sua vita passata, magari della sua giovent? Riuscire ad entrare nei suoi ricordi in modo cos preciso, cos profondo da sembrare di vivere realmente un particolare momento gi vissuto?
Eunice: Che domande! Certo che mi piacerebbe! Ma purtroppo so che ci non possibile.
Yoganda: E invece s! (estrae dalla sacca un telo colorato) Vede questo? Sembra un normalissimo tappeto. E invece ha poteri particolari !
Eunice: E un tappeto volante?
Yoganda: (sorridendo) In un certo senso, s. (lo stende per terra) Solo che non vola sopra le nubi, rimane fermo qui. Ma chi vi seduto sopra voler sul fiume del tempo, attraverser con un balzo mesi, stagioni, anni, lustri e millenni; e si poser lieve dove il suo cuore impaziente ha deciso di andare. E veramente straordinario. Un abate veneziano me lo don in cambio di alcuni favori. Se la sente di provarlo?
Eunice: Mi piacerebbe molto, ma ho un fifa maledetta!
Yoganda: Se vuole, laccompagno. C posto per due, qui.
Eunice: Allora, daccordo. Se viene lei sono tranquilla. Cosa devo fare.
Yoganda: Venga, si inginocchi qui vicino a me. Ora mi dia la mano. Ecco, cos.
Eunice: E adesso?
Yoganda: Adesso chiuda gli occhi e pensi intensamente al momento della sua vita che vuole rivivere. Riesce ad immaginarlo?
Eunice: Aspetti Vorrei tornare vediamo s, s il primo giorno che entrai a scuola come maestra quella povera stanza con la stufa la finestra che dava sul fiume ed il chiasso dei bambini. S! Voglio tornare l!
Yoganda: E allora dica semplicemente vai, tappeto, vai. Forza, lo dica!
Eunice: Mi stia vicino, Yoganda! Mi stringa la mano! Io lo dico! Vai, tappeto, vai vai vai .. (suono di gong, tremolio di luci, buio)
SIPARIO
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