IL SUBCONSCIO DI CARMELO IL CESTAIO
(commedia brillante in due atti di Rocco Chinnici)
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Si tratta di una commedia brillante in due atti, i cui riferimenti a concrete persone fanno presumere unambientazione alla concreta situazione belmontese. I protagonisti in questione, come si evince gi dal titolo, un certo Carmelo, fabbricatore di panieri, un mestiere sempre pi absoleto perfino nei piccoli paesi! Non a caso Carmelo, in una delle sue battute, lamenta la mancanza di lavoro causata dal dilagante consumo di plastica. I due atti sono ambientati in un baglio dove abita la famiglia di Carmelo; si tratta di una famiglia alquanto bizzarra soprattutto se si bada allinsenzatezza (almeno apparente) di ci che dice Stefano, il figlio di Carminu.
La vicenda che anima la commedia riguarda da vicino proprio il capofamiglia Carmelo, il quale durante una delle sue numerose discussioni con la moglie, Apollonia, sente una strana voce che in ultima analisi identificher con il suo subconsciuo. Soltanto il pubblico capisce che quella strana voce appartiene a due manigoldi compari di Carmelo, che nascostisi sotto due grosse ceste vogliono prendersi gioco delluomo. Al di l dellevidente comicit della commedia possibile rintracciare dei significati profondi come il problema del progresso e la difficolt dello stare al passo con i tempi manifestati nellantitesi tra il mestiere antico di Carmelo e la modernit di padre Andrea che per poco rischia di confessare una fedele al cellulare.
Patrizia Milici
PERSONAGGI
CARMELO u panararu
APOLLONIA moglie
STEFANO figlio
GUGLIELMO suocero
PIETRO zio
PADRE ANDREA parroco del paese
PEPPE e CICCO burloni del paese
VERONICA vicina
LUIGI marito di Vronica
ANGELA altra vicina
tre RAGAZZI compagni doratorio
di Stefano
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(tutto si svolge in un cortile)
(Un cortileo; Carmelo, seduto davanti la porta, costruisce panieri; molti sono disposti in giro. Apollonia canta una canzonetta affacciandosi alla finestra per scuotere la pezzuola passata sui mobili.)
APOLLONIA
(Canticchiando fuori scena) Ciuri ciuri/ ciuri di tuttu lannu/ lamuri ca, mi dasti ti lu tornu/. Ciuri ciuri, ciuri di tuttu lannu lamuri
CARMELO
Apollonia! Apollonia! Mai Le secca la gola! Tutta la santa giornta lho (toccandosi la testa) qui! Almeno cambiasse motivo ogni tanto, no! Oh Apollonia!
APOLLONIA
(affaccia dalla finestra; ha la testa piena di bigodini, col grembiule e le maniche rimboccate) Che c! Che hai?
CARMELO
Ho quello che vorrei non avere!!
APOLLONIA
(Facendo il verso di chi ripete le cose a litania) Una moglie cantante, un suocero rimbambito, uno zio balbuziente (Carmelo ripete i movimenti della moglie); e ora pure un figlio teatrante! C Pi niente?
CARMELO
Perch, tutto questo ben di Dio non ti basta? Senti che fai, telefona a donna Veronica la pietosa, e le dici che il paniere dei fichidindia pronto. Ah! Dille che non dimentica di portare i soldi. Hai capito? Cosa aspetti?
APOLLONIA
(Intenta a cercare limbuto) Dammi il tempo di comporre il numero! (Con limbuto ad alta voce verso la strada) Donna Veronica! Oh, donna Veronica!
VERONICA
(Voce di Veronica) Chi ? Chi mi vuole?
MPILLONIA
La vuole mio marito!
VERONICA
(Fraintendendo) Ditegli di prendersi quella zoccola di sua sorella!
APOLLONIA
(Al marito che era rimasto a guardare) Niente! Niente! Sicuramente interferenza telefonica. (Richiama) Donna Veronica! Donna Veronica! Io sono, la signora Apollonia! La moglie di Carmelo il cestaio!
VERONICA
Mi dica, donna Apollonia ma, era lei che mha chiamato poco fa?
APOLLONIA
No, no! Io ora sto chiamando! Dice mio marito, pu venire a ritirare il paniere che gi pronto.
VERONICA
Arrivo! Arrivo!
CARMELO
I soldi, i soldi! Dille per i soldi, se no non li porta pi dopo!
APOLLONIA
Donna Veronica! Dice mio marito...
VOCE FUORI SCENA
Che possa prendervi un malanno alla gola! Se questa maniera di comunicare, anilami! Cavernicoli!
CARMELO
(Che non aveva capito) Chi era? Cosa ha detto?
APOLLONIA
A dir la verit, stamattina non si capisce bene; troppe interferenze!
GUGLIELMO
(Fuori scena) Apollonia, Apollonia!!! Dove hai meso lo pappacallo? Che mi stesse scoppiando la voscica!
CARMELO
S svegliato fischietto! Vai a vedere cosa vuole il professore la voscica; (grida al suocero) verscica! Ancora non riesce ad imparare. E togliti questi cannolicchi dai capelli, tunaltra, che sembri una capra girgentana.
APOLLONIA
Vengo papy! (ed esce)
CARMELO
(Continua a far panieri) Papy! La scuola lha fregato mio suocero. Certo che dopo trentasei anni, e a forza di frequentare professori gli rimasto questo pallino della lingua italiana: Apollonia, proggemi lo cappello! Apollonia, spengi la loce, artrimente si conciuma! Apollonia, arritira le robbi, che se nni sta venenno lacqua! Certo che pure a fare il bidello e dopo tantanni, qualcosa di scuola rimane; mentre a me cosa pu rimanere? Panieri e cesti, panieri....
ANGELA
(Entrando) Buon giorno don Carmelo! Dice mio padre glielo costruite un paniere bello grande?
CARMELO
Oh, la signora Angela! Bacio le mani! E scusate, bella donnAngela, (alludendo al sedere) pi grande e grosso di come ce lha suo padre...
ANGELA
Lei ha sempre sempri voglia di scherzare. Io intendo dire il paniere, quello col ma-ni-co!
CARMELO
Ah! Le porgo le mie scuse allora. Sa, siccome si da il caso che suo padre (facendo il gesto) ha...
ANGELA
E natura, inutile!
CARMELO
Cosa intende dire?
ANGELA
Intendo dire che avete sempre quel sottile filo di ironia. E... (ironica) per quel paniere, quando ripasso?
CARMELO
(Anchegli ironico) Passi quando pi le fa comodo.
ANGELA
Si stia bene, mastro Carmelo! (si avvia ad uscire e ci ripensa) Ah! Mio padre mi ha anche detto di volerlo, intrecciato a doppio manico! (esce).
PIETRO
(Venendo da fuori) Sa-sa sa-sa sa...
CARMELO
Qua sas!
PIETRO
Sa-salute, Ca-ca ca-ca ca-ca-ca....
CARMELO
(Premusroso) Zio Pietro! Non che...
PIETRO
(Facendo segno di no col dito) Ca-Carmelo!
CARMELO
La saluto, zio Pietro. (gli prende uno sgabello) Sieda, sieda! Stamani mi sembra un po abbacchiatelo; o sbaglio?
PIETRO
Mi-mi mi-mi mi-mi...
CARMELO
Mimica? Dobbiamo fare la mimica?
PIETRO
(Sempre pi nervoso) Ma-ma mamaquale mimi-mica!
CARMELO
Oh, zio Pietro! Lo hanno morso i diavoli stanotte, e vuol prendersela con me?
PIETRO
Di-dico, mi-mi mi-misento fe-fe-fe fe-fe-fe fe-fe fe-fe
CARMELO
Calma, calma! Si riposa e quando si ricorda me lo dice.
STEFANO
(Entra recitando mentre Pietro ancora in difficolta per la pronunzia di quel nome) Ti vedo, e non ti vedo! Ti vedo e non ti vedo! E questo il dubbio che massale!
CARMELO
(Meravigliato, Carmelo, si rivolge a Pietro) Vedi, zio, te ne accorgi?
PIETRO
(Finalmente finisce di pronunziare) Febbricitante!
CARMELO
(Prende un paniere e lo tira a Stefano) Lo senti, o non lo senti? Questo paniere intrecciato!
STEFANO
Pap! Come osi?
PIETRO
(Si alza e va a prendere il paniere) Il pa-p il pa-p...
STEFANO
Che pap e pap! Dico, zio pietro!
PIETRO
Di-dico, il pa-paniere si-si rompe!
CARMELO
(A Stefano) Tu, se non cambi questo tuo cervellaccio, ne ho di che far panieri!
STEFANO
Oh, papy!
PIETRO
Ca-ca Ca-ca-ca-ca...
CARMELO
(A pietro) Un momento, un momento! Perch, questo, prima che lei finisce di parlare, se ne scappa. Vedi tu, se non smetti di fare il cretino, (alza un paniere per tirarglielo) te lo faccio vedere io papy!
STEFANO
Quanto sei invadente! (si gira continuando a recitare sotto lo sguardo del padre che rimane meravigliato) Ti vedo, e non ti vedo! Questo il dubbio che mi assale!
APOLLONIA
(Entra mentre Carmelo guarda ancora il figliolo) Dice papy...
CARMELO
(Ironico) Sentiamo cosa dice papy.
APOLLONIA
Che tempo fa qui fuori? Perch vuol mettersi sulla sedia a sdraio al sole!
CARMELO
Come no! Stavo in pensiero! Mancava proprio lui in mezzo ai piedi!
APOLLONIA
(Piagnucolosa) Cosa ti costa se si sdraia un po al sole, poverino?
CARMELO
Questo un cortile, non una spiaggia che chiunque arriva si distende!
VOCE
Silenzio per favore!
CARMELO
(Solo lui sente la voce. Guarda un po' in giro cercando di capire da dove arrivasse; gli altri lo seguono nei movimenti tranne Stefano che continua a ripassarsi la parte) Chi ? Chi parla? Chi siete?
APOLLONIA
Ma chi vuoi che parla! Se in queste case non abita pi nessuno da tanto tempo!
CARMELO
Se ho sentito parlare.!
APOLLONIA
Forse stato zio Pietro.
CARMELO
Si, zio Bartolo stato! Prima che zio Pietro diceva silenzio per favore, occorreva una settimana. (Continua a guardare in giro).
APOLLONIA
Chi vuoi che parla! Hai dimenticato che qui non abita pi nessuno? Allora pu essere che sia stato Stefano; forse non vuole essere disturbato mentre legge. (si avvia da Stefano che studia la parte recitando) Stefano, Stefanuccio!
STEFANO
Ti vedo, e non ti vedo!
APOLLONIA
(Meravigliata, guarda il marito) Ma...
CARMELO
Ancora non lha trovato!
APOLLONIA
(Preoccupata) Maria Vergine! Ha perso la vista? Stefano, Stefanuccio di mamma! Non ti senti bene?
CARMELO
Coccolalo, si! Quello sta meglio di me e di te; il cervello che gli difetta un p.
APOLLONIA
Coshai? Con mamma puoi parlare.
STEFANO
Senti mamma, come pensi che suona cos: ti vedo, e non ti vedo! (Apollonia mette la mano a lorecchio) Allora! Come va?
APOLLONIA
Cosa?
STEFANO
Te lho detto, il suono!
APOLLONIA
Figlio mio, niente ho sentito?!
STEFANO
Mamma! Io non mi riferisco al suono... (facendo come se suonasse il violino) ma alla tonalit del linguaggio della recitazione! Sai, stiamo preparando in parrocchia una commedia brillante da far crepare dalle risate e dobbiamo... Va beh, va beh! Lasciamo stare, lo chieder al nonno; anzi, si svegliato?
APOLLONIA
Ges, pap! Lavevo dimenticato! Vieni, vieni, aiutami a prendere la sedia che tuo nonno vuol sedersi un po fuori, al sole (allusiva) anche se (guardando il marito) ho limpressione che oggia si prepara brutto tempo! (escono).
CARMELO
(Allo zio pietro che era andato a bere al rubinetto del bagghju) Senta, zio Pietro, vado in chiesa, vuol parlarmi padre Andrea; un lampo... v!
PIETRO
V-v-v-v-v-v-v-v-vu?
CARMELO
Diciamo, lampo. Guardi, stia attento: (rif il verso) v! V! Umh! (ed esce con tutto il grembiule, mentre Pietro rimane a ripetere il verso).
PIETRO
V-v-v-v-v-v-va-va bene! (esce dalla tasca una pistola ad acqua, la va a riempire sotto rubinetto e prende la mira dove presumibilmente andr a sedersi Guglielmo) O-o-o-o-ora se-se se-se-se ne parla co-co co-con mio co-compare Gu-u-u-u-u... (entra Veronica)
VERONICA
Buon giorno zio Pietro, che fa, ha visto il lupo?
PIETRO
Gu-uglielmo! Sa-sa sa-sa-sa...
VERONICA
(Fra se) E ora? Vai a chiedergli a questo del paniere. (a Pietro) Zio Pietro, deve farsi comprare una tabella elettronica; piggia i bottoni e appare sullo schermo quello che vuole dire. Cos consuma molte energie.
PIETRO
Sa-sa (batte il piede per terra per aiutarsi a pronunziare) sa-sa salute a le-lei!
VERONICA
(Battendo anchessa il piede) O-o-o-ora? E da mezzora che sono quua! Ditemi una cosa, solo una mi raccomando, dovete rispondere: si, o no! Nientaltro, ha capito? (Pietro fa segno di si con la testa) Oooh! (Veloce) Il paniere pronto?
PIETRO
S-s-s-s-s-si!
VERONICA
Finalmente, apposto!
PIETRO
N-n-n-n-n-n-no!
VERONICA
(Sbalordita) Come no! Prima dice si!
PIETRO
(scaldandosi) Le-le-le-le lei, pri-pri-pri-prima di-dice s-s-s-si, n-n-n-no! e o e-o e-o-o-o...
VERONICA
Eeeopl! (Entra Carmelo e rimane meravigliato).
CARMELO
Buon giorno, donna Veronica. (A Pietro) Allora, zio Pietro, cosa stavate dicendo con la signora?
VERONICA
Facevamo prima, se lavesse chiesto a me. Stavamo dicendo opl!
CARMELO
Siete saltata dal balcone per venir qui, o qualche parola magica?
VERONICA
(Un po adirata) Senta, mastro Carmelo, a casa ho una montagna di biancheria da lavare e tempo di perdere con lei non ne ho proprio! E da pi di mezzora che sono qui solo per ritirare il paniere, perch se avessi dovuto spiegare a suo zio come farne uno nuovo capisce?
CARMELO
Non che v andato di traverso il caff e siete venuta a prendervela con me? Opl! Biancheria da lavare! (prende un grosso paniere) Tenga, ecco il paniere!
VERONICA
(Lo guarda sbalorditissima) Il paniere? Ma questo un cestone col manico! E come lo porta mio marito, mi scusi?
CARMELO
A me! A suo marito deve chiederlo!
VERONICA
A mio marito! Senta, in questo coso, senza volerlo fare tanto pieno, non ci entrano, miserabilmente, trenta chili di fichidindia?
CARMELO
Certo, e allora?
VERONICA
Come allora?! Senta, se oggi ha voglia di scherzare, credo proprio non sia la giornata giusta, perch io ho: una montagna di. ha capito? Ma come fa ad alzarlo, mio marito, neanche se per braccio avesse una gru!
CARMELO
Perch, per forza deve riempirlo? Gli mette dentro quelli che pu portare! Nella vita, ognuno, cara donna Veronica, deve portare e fare quello che pu; il pi rompe le ossa! Ha capito?
VERONICA
Cos dice?
CARMELO
Certo!
VERONICA
Forse ha ragione. E..., dica, quanto costa questo diciamo paniere?
CARMELO
Perch lei, quarantacinquemila lire.
VRONICA
E se era unaltra?
CARMELO
Sempre quarantacinqumila!
VERONICA
E allora, queste carezze?
CARMELO
Donna Veronica, ha mai provato a mettere sul fuoco la pentola con le sole carezze? E solo un modo di dire, ecco
VERONICA
Se ne inventi un altro modo di dire.(Prende un portamonete che teneva fra la veste e il petto) Tenga! (Gli d solo quindicimilalire) E... pulitevi il muso!
CARMELO
(Stupito) Queste sono solo quindicimilalire!
VERONICA
E allora? (Prende il paniere e fa per avviarsi; si ferma) Questi posso! (Avviandosi) Quello in pi, rompe le ossa! (Saluta con la mano a segno di sfott ed esce). Bay, bay!
CARMELO
Le gambe, le gambe! Sperando, al patriarca san Calogero, dovrebbe rompersi!
VERONICA
(Fuori scena) Le parole son fatte di paglia e chi le dice se li piglia.
CARMELO
(A Pietro) Zio Pietro, cosa ne penza di questa zoccola. Quindicimilalire!
PIETRO
Qui-qui-qui qui-quindicimi-milalire?
CARMELO
No-no-no-no-no-no-no-no-non lo ve-vede?
PIETRO
(Adirato) I-i-i-i-i-i-ine-neducato! Di di me no-no no-non devi be-beffarti, po-porco!
APOLLONIA
(Entra con Stefano sorreggendo Guglielmo; Stefano porta con laltra mano la sedia a sdraio) Piano, adagiamolo piano. (lo adagiano in un angolo. Stefano esce a prendere il copione, mentre Apollonia si avvicina al marito che aveva ripreso il lavoro dei panieri, e, in modo canzonatorio...) Carmelo, Carmeluccio!
CARMELO
Sentiamo.
APOLLONIA
(Accarezzandosi i capelli) Non noti niente di nuovo?
CARMELO
E cosa devo vedere oltre a quello che gi vedo!
APOLLONIA
Qua! (Indicando i capelli) I cannolicchi come dici tu!
CARMELO
E allora?
APOLLONIA
Ho bisogno dandare da Giannantonio.
CARMINU
E chi questo Marcantonio? Un romano?
APOLLONIA
Come si vede che sei retrato; ma il parrucchiere!
CARMELO
Aaah! E perch non vai, chi ti tiene?
APOLLONIA
E tu, ce li hai trentamilalire?
CARMELO
Tre...nta che?
APOLLONIA
Trentamilalire.
CARMELO
E cosa devi farti labbonamento da questo barcaiolo come dici tu?
APOLLONIA
Giannantonio! Guarda che un taglio di capelli, completo di messainpiega, costa cinquantamilalire, altro che abbonamento! Anzi, io (toccandosi i bigodini) gli ho accorciato il lavoro, mi son fatta gi lo sciampo, non vedi? Come si vede che tu conosci solo panieri, panieri e ceste!
CARMELO
(Adirato) Guarda che tu devi ringraziare e baciare pure i manici di questi panieri; perch se sino ad oggi hai messo su la pentola, grazie a loro!
APOLLONIA
La pentola! Senti non parliamo della mia pentola che, se potesse aprire bocca, a questi tuoi quattro panierini, avrebbe tante cose da raccontare che tu nemmeno lo immagini Meno male che qualche soldino me lo da mio padre.
CARMELO
(Adirato) Cosa vuoi dire? Cosa vuoi fargli capire a zio Pietro, che stentiamo a mangiare?
PIETRO
(Cerca di sedare la lite) E f-f-f-finitela co-co co-con questi di-di di-discorsi!
APOLLONIA
(Triste) Guarda un po per un taglio di capelli cosa sta combinando. (piagnucolosa) Me li faccio dare da mio padre i soldi, gran pezzo di villano e avaro! (ed esce).
CARMELO
Oh, signore! Trentamilalire solo per un taglio di capelli! (Ironico) Anzi, gli ho accorciato il lavoro; non vedi? Se no erano cinquantamilalire! Ora le batto le mani! Io, per guadagnare trentamilalire devo fare un giorno di lavoro e una nottata di pregare!
PIETRO
(Che stava osservandolo) Di-di di-di pregare?
CARMELO
Certo, carissimo zio Pietro! Di pregare per quanto la gente viene a comprarseli; non vedi che ora preferiscono comprarli di plastica? Eh gi! Oramai fanno tutto di plastica, a momenti anche il cibo fanno con la plastica! A momenti pure noi diventiamo di plastica. (Pietro ride) Come, ridi?
PIETRO
Me-me me-meglio , che-che se-se piove, ri-ri ri-ri ri-ri ri-ri...
CARMELO
Ridiamo?
PIETRO
Ri-risparmiamo di-di po-portare il pa-pa pa-pa...
CARMELO
Il Papa!
PIETRO
Pa-paracqua! (facendo come se stesse sotto lombrello).
CARMELO
Quanto schersoso! E con quale coraggio! E, come lo zoppo che non pu camminare, e pretende di poter correre (padre Andrea, entrato, lo ascoltava).
PADRE ANDREA
(Prete moderno: capelli a codino, telefonino, breviario) La privazione, la privazione caro Carmelo! Quanto pi ci impossibile fare una cosa, tanto pi desideriamo farla! Noi, ad esempio, dico noi, riferendomi a quelli che sappiamo parlare, possiamo farlo; ma non ci interessa proprio farlo, ci stiamo atrofizzando le corde vocali, caro Carmelo! (a Pietro) Buon giorno zio Pietro, come va?
PIETRO
E-e-e-e co-come de-deve anda-dare (alludendo alle frequenti liti tra marito e moglie) qui! I ca-capelli! I so-soldi! Chi la vuo-vuole co-cotta! Chi-chi la vuo-vuole cru-cruda!
P. ANDREA
(A Carmelo) Cosa intende dire?
CARMELO
(Imbarazzato) No, nientie Dice... (cercando di inventarsi qualcosa) egli vuole dire... che...
P. ANDREA
Che...?
CARMELO
Inzomma, che... quando ora di pranzo, si prende un po di legna, si fa la brace e si prende la graticola. (suona il telefonino).
GUGLIELMO
La sveglia! La sveglia!
P. ANDREA
(A telefonino, in disparte) Si! Ah, ciao Agnese, dimmi; ma non posso confessarti per telefono! E poi, sono qui in una famiglia di andicappati, ma che altolocati, andicappati! Ma non posso figliola! Senti, ci vediamo in chiesa a momenti, si, si me lo dirai dopo! Che Iddio ti benedica. (a Guglielmo) Ah, ma c anche don Guglielmo! Buon giorno don... Dorme? Come, ha finito or ora di gridare!
CARMELO
Sonnambuleggia, sparla! Lo lasci dormire, che noi ci rassereniamo il cervello.
P. ANDREA
Si stava dicendo... di cotta, di cruda...
CARMELO
Stavo dicendo che prendiamo la graticola, la posiamo sulla brace e gli mettiamo su delle grosse cosa dico grosse, grossissime belle fette di trinche, (Pietro guarda meravigliato) e poi sincomincia: io la voglio cotta; io la voglio
P. ANDREA
Cruda!
CARMELO
Proprio cos! Ah..., ma vedo che lei ha gi capito il discorso. Sar forse laria tranquilla di questo cortile anche se poco fa ho sentito una voce parlare, che ti fa mangiare tutto, sia cotto che crudo.
P. ANDREA
Si, anchio penso sia cos; perch in questo simpatico cortile, il fatto dessere... raccolti, in silenzio, ti fa sentire pi uniti, pi amanti del prossimo; insomma, sar questa armonia spirituale che poi, alla fine, ti fa partecipare di pi alla mensa, e, quindi, farti mangiare tanto il cotto, quanto il crudo. Lo sai, credo proprio, che uno di questi giorni, mi fermer a mangiare qui con voi.
PIETRO
E ve-ve ve-ve ve-ve...
CARMELO
Niente, dice... veramente noioso mangiare sempre carne! Eh, oramai con zio Pietro cintendiamo al volo; vero zio Pietro? (fa segni di non capire).
P. ANDREA
Certo che ti comprendo Carmelo; (Pietro fa ancora segni che p.Andrea non ha capito proprio niente) La tua, deve essere una vita diciamo un po'... bizzarra, ecco!
CARMELO
Eh, padre Andrea, ho uno stato di famiglia molto difettoso che lei nemmeno lo immagina. Alcuni momenti mi sembra dessere in una casa di ritrovo di andicappati.
P. ANDREA
Pasienza, pasienza, caro il mio Carmelo, devi sapere che la vita, molti, di quelli che non hanno questi impicci, si capisce, la intendono in una maniera diciamo... un po' cos, (facendo col piede come per spingere qualcosa) come se fosse una cosa da niente, si, proprio cos, da spingerla con i piedi; una vita vuota, senza valori...
CARMELO
E senza dolori! Perch ognuno, caro padre Andrea, non sapendo cosa sono i dolori, i pensieri, i problemi del lavoro che manca, lavere a che fare con una famiglia di rimbambiti come la mia, la vita non lapprezzer mai, ma siccome il mondo stato fabbricato alla sanfras, ognuno fa la strada che pi gli congeniale.
P. ANDREA
Il mondo stato creato come non meglio si poteva, e luomo, lasciamelo dire caro Carmelo, stato creato con una perfezione che tu neanche lo immagini. (misterioso) Pensa... parla!
CARMELO
(Guardando Pietro) Beh, diciamo.
P. ANDREA
Non tutte le ciambelle, si suole dire, vengono col buco.
CARMELO
E... la perfezione, dov la perfezione?
P. ANDREA
Ora, rischiamo di entrare in un mondo dove non governa pi la ragione, ma... il dubbio, il dubbio eterno! (Entrano Stefano e Apollonia).
STEFANO
Allora mamma, dimmi, che te ne pare di questo lavoro, non meraviglioso? Luomo che s venduta la ragione!
APOLLONIA
A dir la verit, figlio mio, sar troppo bella questa commedia; ma io, credimi, se devo essere sincera, non ho capito una parola. (Sccorge di p. Andrea) Buon giorno padre Andrea; parlavo con mio figlio... (saccorge di suo padre che messo scomodo e lo va ad aggiustare) Aspetti che sistemo un po mio padre, guardi com messo.
P. ANDREA
Come va pap Guglielmo?
CARMELO
Papy, papy!
APOLLONIA
Certo! Questa linvidia, a farti parlare, linvidiaccia infame che non puoi farlo con tuo padre; P, o p! Montanaro! Ti sei incivilito conoscendomi a m.
P. ANDREA
(Cerca di toglierli dallimbarazzo) Beh, dicamo che anche leii come grammatica ma, non mi ha ancora risposto sulla salute di suo padre.
APOLLONIA
Ah, si vero ! Mi scusi padre, che questo (Carmelo) mi fa sempre perdere la rotta. Eh, come deve andare poverino da un paio di giorni che (fa segno come per dare i numeri).
CARMELO
Ci vorrebbe una regolata alle punterie.
APOLLONIA
Ma possibile che hai sempre da ridire su quel poveretto, come se lo tenesse sulla pancia per piombo. Il vero bene si apprezza, solo, quando si perde!
P. ANDREA
Sagge parole! Cara Apollonia.
CARMELO
Cosa vuoi dare ad intendere a padre Andrea, che non voglio bene a tuo padre? Io scherzo, scema! Per me come scherzare con Stefanuccio.
APOLLONIA
E diglielo come scherzi con stefanuccio. Come si altera un p, quello che ha in mano glielo tira addosso. Poco fa, ad esempio, entrato ripassandosi la commedia che state preparando, non gli tir un paniere! E meno male che lavora a fare panieri; lo immagina padre se lavorasse la pietra?
P. ANDREA
Non gliene avrebbe tirato!
APOLLONIA
No, dice?
GUGLIELMO
(Si sveglia di soprassalto) Apollonia, Apollonia!!
APOLLONIA
(Accorrendo) Qu, qui sono! Non abbi paura, un sogno stato.
CARMELO
Zio Pietro, appendiamo questi panieri che se viene gente li osserva meglio. (Pietro esegue, mentre Stefano recita il copione) Sembra uscito da poco dal manicomio; questo modo ?
APOLLONIA
Ci risiamo! Cosa vuoi capire? Sta provando la parte di Gelu Gelus
P. ANDREA
Genius, o Genio! E lo spirito buono che alberga luomo, e, attraverso lui, manifesta una grande realt creatrice nellarco di quella breve vita che la sua, aiutandolo a scoprire i perch della ragione.
APOLLONIA
E tutto questo discorso, non crede sia difficile per Stefano? Mi creda non si riconosce pi; e poi certe parole
CARMELO
Un linguaggio, che chiss da quale continente !
P. ANDREA
E il linguaggio del personaggio della commedia; su via, non state a preoccuparvi. (A Carmelo) Io, pocanzi, tho cercato proprio per questo, per assicurarvi che Stefanino non da i numeri, ma... re-ci-ta!
APOLLONIA
Mamma, mi ha detto, stiamo preparando in parrocchia una bellissima commedia che far crepare dalle risate; io da ridere non vedo proprio niente.
CARMELO
C da piangere, altroch! Scusi padre; non cera una commedia pi facile? Gi basta la vita quanto difficile. E poi alla gente, quella che viene per assistere alla commedia e divertirsi, non pensa? Si stanca e saddormenta, altro che teatro! (ride).
P. ANDREA
Vedi, vedi che gi, senza ancora vederla, ridi?
CARMELO
Io per lei che rido.
P. ANDREA
Per m?
CARMELO
Si, proprio per lei. Provi a immaginarsi la sera della rappresentazione si dice cos, o sbaglio?
P. ANDREA
No, no! Hai detto bene, rappresentazione.
CARMELO
Allora. (tutto con evidente immagginazione) Il teatro pieno di gente che aspetta diniziare. Si apre il sipario, e la gente che aspettava di ridere, ora, si guarda in giro, non capisce nemmeno quel linguaggio ostrogoto, ed incomincia ad annoiarsi; ecco che arriva il sonno, lei, che fa?
P. ANDREA
Che faccio?
CARMELO
Ecco, io divento lei; capisce? (guarda Guglielmo e lo zioPietro che dormono e gli si avvicina ) Pietro, sveglia! che si sta recitando!
PIETRO
(Svegliatosi di soprassalto) I-i-i-i-i-i pa-panieri, si-si son fre-fregati!
CARMELO
(A Guglielmo) Guglielmo, Guglieeelmo! Svegliati!
GUGLIELMO
Apollonia, Apollonia! La guerra, la guerra! Prendimi il moschetto!
APOLLONIA
Non preoccuparti, pap, un sogno stato. Dormi tranquillo.
CARMELO
Dica, padre, cosa ne pensa del manicomio che viene a crearsi in salone? Le viene da ridere o da piangere?
P. A NDREA
Cosa vuoi che centra questo! Loro, (indicando Pietro e Guglielmo) non dormono perch hanno seguito il testo!
STEFANO
Cosa vuoi comprendere tu, oh gigione! che ti pavoneggi, filosofando lalchimia, per convertir la bestia che nelluomo, e farla divenir sembianza umana. Ah! ah! ah!
P. ANDREA
Bravo Stefano! Ottima recitazione; sa gi il testo a memoria! Ah, volevo ricordarvi che uno di questi giorni, verr con i ragazzi, a fare una prova qui in questo cortile, chiss, forse... il fatto dessere raccolti... A proposito, guarda che io voglio partecipare a quel: io la voglio cotta io la voglio cruda
APOLLONIA
A cosa?
CARMELO
Niente, niente; parlavamo della graticola la carne
P. ANDREA
E voi? Con Carmelo si parlava della carne arrostita, come come la preferite?
APOLLONIA
(Pi confusa che persuasa) Come... la preferisco. cosa? La carne?
CARMELO
E cosa, il pesce? La carne, la carne, vero padre?
P. ANDREA
Certo!
APOLLONIA
(Carmelo cerca di far segni alla moglie, di nascosto a p. Andrea) A dire la verit, di carne ne mangiamo moltissimo, eh? Tutti i giorni; arriva persino che ci nuoce!
P. ANDREA
Si, lo s che..., insomma, Carmelo mi diceva che lavora tento, e i suoi panieri sono molto ricercati..., quasi da collezione!
APOLLONIA
Si, si! Proprio cos, da collezione; cose che si vendono raramente no, no! Volevo dire che sono pezzi rari!
CARMELO
(Pieno di se) Modestamente...
P. ANDREA
(Ad Apolloniaa) Ma... non mi avete ancora detto della carne.
APOLLONIA
(Confusa) Io... come siasi! (in tutti i modi).
P. ANDREA
Quasi, quasi che vengo domani, se per voi... va bene.
APOLLONIA
(Imbarazzato) E... si... veramente...
P. ANDREA
Facciamo unaltra volta (guardando Carmelo) se...
CARMELO
No, no! Va bene per domani!
P. ANDREA
La carne, se non vi dispiace, vorrei portarla io. (Carmelo ed Apollonia si guardano) Sempre se mi permettono, sintende.
CARMELO
Se proprio vuol farlo.
P. ANDREA
Certo che si! Ditemi, cosa devo portare?
CARMELO
E cosa deve portare! Due o tre chili di salsiccia, un paio di chili di costate, un po di trinche di maiale, (La moglie lo guarda) un altro po di mollame, e niente, mi pare che cos basti, (alla moglie) no?
APOLLONIA
(Meravigliata) Si, si! Penso proprio di si!
P. ANDREA
Allora a domani, e... Stefano, mi raccomando, continua a studiarla la parte; faremo un figurone! Ciao. Che Iddio vi benedica (esce).
APOLLONIA
(Carmelo parla con Pietro per la meravigliosa mangiata da fare; Apollonia dietro a Carmelo con le mani ai fianchi, adirata per quella figuraccia di far portare la carne al parroco; mentre Pietro fa segni a Carmelo che la moglie sta ad ascoltare dietro di lui) Ma come non ti vergogni! Hai una faccia da sbatterla allo spigolo di un muro di cemento. Fargli portare la carne a padre parroco! E quanta carne! (Ironia) Perch non gliele facevi prendere altre du fettine?
CARMELO
(Ironico) Perch non me lo dicevi?.
APOLLONIA
(Pietro ogni tanto guarda, cercando di non farsene accorgere, per cercare di capire) Che cose, che cose!
VOCE
Vergogna!!!
CARMELO
(Guarda un po' tutti e capisce che nessuno ha sentito niente) Eh, no! Stavolta non posso sbagliarmi. Hai sentito vero? Non venirmi a dire che ci sono gli spiriti in questo baglio?
APOLLONIA
Certu che ho sentito! Questa la voce della tua coscienza che parla, altro che spiriti! (Carmelo continua a guardare in giro) Fargli comprare la carne al parroco!
CARMELO
E smettila, sciocca! Quanto pensi che possa costargli la carne: un battesimo? Un matrimonio e poi c anche la comunione, la cresima, le messe a pagamento, i funerali (Pietro capisce e si tocca) eh, ne hanno tante di entrate i preti che tu nemmeno lo immagini, altro che carne! Ti pare che sono io, o zio Pietro che ci cacciamo le mosche entrambi
APOLLONIA
Va beh! Va beh! Lasciamo perdere; che cos il discorso della carne cruda e cotta?
CARMELO
Niente, una specie di come si dice ah si, tocco! (si avvicina a zio Pietro) E vero, Zio Pietro!
PIETRO
To-to-tocco! (toccando Apollonia).
APOLLONIA
Tocco? E... la graticola?
CARMINU
Si posa sulla brace, sopra gli si mette la carne e si tocca.
PIETRO
La ca-ca-ca-carne?
VOCE
Le co-co-co-corna!
CARMELO
Avete sentito? Uno spirito balbuziente c!
APOLLONIA
A dir la virit, io non ho sentito niente. (A zio Pietro) E lei, zio?
PIETRO
Pro-pro-pro-prio nie-niente!
CARMELO
(Parlando alla voce) Senti amico, (alla moglie) diciamo amico. Anzicch parlare come fai, a tradimento, non sarebbe meglio e pi onesto farlo a tu per tu, davanti a tutti (Silenzio) Non parli? Non ti conviene il discorso?
APOLLONIA
(Meravigliata) Dovresti vederti, dovresti sentirti! Sembri un pazzo, un pazzo uscito fresco fresco dal manicomio. Con chi pensi di parlare? Chi vuoi che debba sentirti se qui non c anima viva?
CARMELO
(Alla moglie) Oooh! Sentite, maledetta la vostra sordit; non che vorreste farmi diventar per davvero pazzo!
APOLLONIA
A dir la verit, ho la strana impressione che gi. (facendo come se desse i numeri).
CARMELO
Ah, io son matto! Io ho il cervello fuso, vero? Qui, se c un matto, tu lo sai meglio di me chi ! Papy, oh tu guarda!
APOLLONIA
Qua, tutti siamo andati! Io, lo zio, Stefanino, mio padre, tutti! ma nessuno, dico nessuno, sente ci che senti tu! (ironica) Cosa dice, cosa dice questa voce?
CARMELO
Lultima volta fu: le co-co-corna!
APOLLONIA
(Sempre ironica) Ah, le co-co-corna fu, ma lo potevi dire prima! Hai sentio, zio? Fu le co-co-corna.
CARMELO
(Pietro ride) Oh, non facciamo! Vimmagginate che io... (calmo e pensieroso) O chissa, forse stata una mia impressione; certo! Puo' essere, puo' succedere; quale vuce e voce! (con retorica) Lho solo vissuta nella mentale immagginazione dellangolo oscuro del mio cervelletto! Ecco, proprio cos!
APOLLONIA
Oh, madre santissima! (facendosi il segno della croce si avvia ad uscire mentre Pietro, senza farsene accorgere da nessuno, bagna con la pistola Guglielmo)
GUGLIELMO
Apollonia, Apollonia! Lombrello! Corri, portami lombrello che piove!
APOLLONIA
(Accorrendo) Ma quale pioggia e pioggia, (guarda in cielo) se non c nemmeno una nuvola! Sicuramente qualche brutto sogno.
GUGLIELMO
Che sogno e sogno, che son tutto inzuppato! Dentro, dentro voglio andare!
APOLLONIA
Stefano, Stefano! Aiutami a portare il nonno in casa. Ma... intanto veramente bagnato!
CARMELO
Coshai detto?
APOLLONIA
Bagnato.
CARMELO
(Ironico) Ah..., bagnato! Ma lo potevi dire prima! Zio, ziuccio, ha detto bagnato.
PIETRO
I-m-m-mpres--ssione!
CARMELO
Dici?
APOLLONIA
(Indispettita, a Stefano) Su, su Stefano, aiutami ad accompagnare il nonno! (Si avvia guardando in alto) Strano, veramente bagnato!
CARMELO
Tonta! Non devi guardare in aria, ma nellangolo oscuro del tuo cervelletto. (I tre escono, mentre Pietro si avvia a nascondersi fuori, dietro il muretto del baglio, facendo capolino. Carmelo guarda sempre in giro) Per la voce lho sentita! (Parla alla voce) Amico... dove sei? (silenzio. Poi, in sottovoce, tra se) Ma dove vuoi che sia. Chiss a cosa pensavo pocanzi, e dissi di sentire la voce. (Finge di andarsene e si gira di scatto come se dovesse scoprire qualcuno alle sue spalle) Tho visto! Ma quale tho visto. Guarda un p come sono riuscito a farmi imprissionare! E..., da chi? Dal mio subconscio. (Mentre assorto a pensare, Pietro, da dietro il muretto, lo bagna con la pistola facendo in modo che lacqua cada dallalto come se piovesse e se ne va. Ironicissimo) Oooh! Acqua! (si guarda la mano bagnata) Ma sta volta, neanche tu mi freghi! Imprissione... una semplice imprissione... (si avvia ad uscire)
VOCE
Di subconscio (Carminu guarda nel vuoto ed esce pensando, mentre da due delle quattro ceste capovolte, che si sono portate sul proscenio, escono Peppe e Cicco)
PEPPE
(I due rimangono un po' piegati per la posizione assunta durante il tempo che sono rimasti sotto le ceste; sudati e i capelli spettinati) Cerchiamo di non calcare la mano, con la voce, perch a Carmelo pu prendergli un infarto.
CICCO
Donna Apollonia anche lei sorda!
PEPPE
Quella pi sorda di suo zio Pietro!
CICCO
(Ride) Ah! Ah! Ah! Li ho vissuti nella mentale immagginazione dellangolo oscuro del cervelletto! Quanto fisolofo zio Carmelo; tutto suo figlio Stefano !
PEPPE
Subconscio (i due si rimettono dentro le ceste avviandosi ai loro posti ridendo a crepapelle mentre si va chiudendo il sipario) Ah! Ah! Ah!
F I N E P R I M O A T T O
S E C O N D O A T T O
(Sta facendosi lalba. Scena medesima, in pi un fornello con della legna accanto)
PIETRO
(Venendo da fuori) Do-do-dorme a-a-ancora! (da una sistemata ai panieri, riempie la pistola ad acqua al rubinetto ed incomincia a far finta di sparare, schizzando acqua verso una delle due ceste dei compari) Pisci! Pisci!
VOCE
Oeh! Oeh! Guarda che bella questa!
PIETRO
(Pietro non sente e continua, sempre come se sparasse) Pisci! (si gira a chiamare, verso la finestra, Carmelo che ancora dorme) Ca-carmelo, Ca-ca-carmelo! Ma ma da-davvero dici?
CARMELO
Arrivo, arrivo!!
GUGLIELMO
Apollonia, Apollonia! Chi ? Chi c?
APOLLONIA
Chi vuole che deve esserci! E arrivato Pietro! Dorma lei, dorma che ancora notte! (a Carmelo) Dico io, non puoi rispondere a bassa voce? Giusto a questora? Ma guarda che maniere!
CARMELO
Facciamo il segno della croce con la santa mattinata! Prima ch sera ne abbiamo da raccontare!
APOLLONIA
Che senti dire?
CARMELO
E continua! Non che la smette! Forse meglio che scenda gi, prima che
APOLLONIA
Vieni, aspetta, dove vai? Non lo vuoi il latte?
CARMELO
Gi mi sono pigliato il caff!
APOLLONIA
Ah, ma allora non devo parlare pi! Non devo aprire pi bocca! La lingua dovrebbe cadermi quando mi persuado a dire qualcosa!
CARMELO
Brava! Mi hai tolto la parola dalla bocca (entra e guarda lo zio che gi lavora) Il migliore sei tu che non senti bene. La saluto, zio Pietro!
PIETRO
Bu-bu bu-buongiorno, Ca-ca ca-ca ca-ca...
CARMELO
Chiamalo buongiorno!
PIETRO
Ca-carmelo!
CARMELO
Che c, zio?
PIETRO
Chi-chi chi-chi tha-tha chia-chia chia-chia...
CARMELO
Prima ch sera anche con questo.
PIETRO
Chi-chi tha-tha chiamato! Ho de-de de-de
CARMELO
Giusto, giusto, ha detto giusto! Io, non avevo capito bene. (Va a lavarsi sotto il rubinetto e posa la tovaglia in una delle grosse ceste. Finisce di lavarsi e cerca di prendere la tovaglia, ma la cesta sera spostata dalla parte opposta, rimane meravigliato; pensa davere sbagliato e si riprende) Ho la strana impressione che oggi, la giornata, non per niente iniziata buona. (Allo zio) Zio Pietro, oh zio Pietro! Questi cestoni, se non vuol comprarli proprio nessuno, io direi di buttarli, and a finire che li vedo ovunque. Anzi, sa cosa facciamo, come viene padre Andrea
PIETRO
Ci-ci-ci ci-ci...
CARMELO
Ch, ci siam messi a giocare col trenino?
PIETRO
Ci-ci diamo a pa-pa pa-pa...
CARMELO
No, ci diamo! Oggi deve venire padre Andrea, e dobbiamo arrostire la carne lo ha dimenticato?
PIETRO
Aaah!
CARMELO
Prendiamo questi cestoni e accendiamo il fuoco! Ha capito, ora?
VOCE
(Meravigliata) Che cosa?
CARMELO
(Carminu, che era girato dando le spalle allo zio, si riggira di nuovo pensando che egli avesse parlato) Oggi, viene pa... (Pietro intento a lavorare) Zio Pietro, con me ha parlato? (Pietro fa segno di no e continua a lavorare) lho detto che non giornata! (continua a guardare in giro cercando di capire; entra Apollonia con una tazza di latte in mano, ha i capelli un po' malandati e con alcuni bigodini, si avvicina lentamente a Carmelo, ch ancora intento a cercare, e gli poggia una mano sulla spalla, Carmelo si gira e, vedendola in quella situazione, si spaventa facendole volare la tazza dalle mani) Aiuto! Chi siete?
APOLLONIA
Ma chi vuoi che sia! Io sono, Apollonia.
CARMELO
Questa manira di presentarsi ? (si tocca cercando di sentire il cuore) Vai a pescarlo il cuore dov andato a finire! Ma come sei combinta? (Premuroso e preoccupato) Non farti vedere da zio Pietro che un colpo pu prendergli!
APOLLONIA
(Piagnucolosa) Questo il bene che mi vuoi? E tutta la nottata che ti sto accanto e te ne stai accorgendo adesso!
CARMELO
Ecco, perch questa notte son saltato gi dal letto! Ed io che pensavo daver fatto un bruttissimo sogno! (Guardandole i capelli) E vai a toglierti queste cianfrusaglie dal capo!
APOLLONIA
Sei proprio rretrato, ecco quello che sei!
CARMELO
Si, si, un ritratto sono, un ritratto di tua. Ma ma ma ma! Togliti togliti, vedi dandare a farti le pulizie, meglio! (Apollonia esce) No, ma... come arriva padre Andrea, questo cortile, glielo devo far benedire tutto, e no con quel cosetto la come si chiama! Ma con una bella pompa di quella che si mette a spalle, e (inidicando un punto vicino la parete) La! Li faccio mettere tutti in fila come i militari e (facendo il verso di irrorare) Tutto, pure le mura! Vediamo se qualcosa cambia!
STEFANO
(Entra, sta per andare a scuola, ha dei libri stto il braccio, recita come a volere vendere un prodotto.) Ragione! Ragione!
CARMELO
(Girandosi di soprassalto) Ah, ma io qui ddentro, prima o dopo, gli lascio le penne! Questo modo dentrare? Non preoccuparti che anche perte ci sar una ricca benedizione!
STEFANO
Chi vuol comprarsi la ragione! La cedo per niente la ragione! (smette di recitare e saluta) Ciao zio Pietro, ciao papy! (si avvia ad uscire recitando) Ragione! Ragione!
CARMELO
(meravigliato, guarda lo zio, poi, al figlio con lo stesso tono di come recitava) Ragione! Ragione! hai! (Allo zio) Zio Pietro, che ne pensi? Ah, gi, lui non sente! (Si sente ridere la misteriosa voce) Eh, ragione hai che ridi, caro il mio subconscio; a te non costa nulla, il sangue aqcua me lo faccio io.
VOCE
Sei tu che vuoi fartelo!
CARMELO
(Meravigliato) Io?
VOCE
E chi allora, tua sorella?
CARMELO
Oh! Oh! Non incominciare a prenderti confidenze!
VOCE
(Ride) Ma io sono la tua voce! Sono te, capisci?
CARMELO
(Tra se) Ho la strana impressione di non capirci pi niente. (Alla voce) E dora in poi ti proibisco di parlarmi!
VOCE
Non puoi farlo; sono io che comando te!
CARMELO
Che cosa? Senti questaltro! E allora sai che ti dico? Che per me puoi parlare quanto vuoi, io certo che non ti dar pi ascolto; capito ascolto?
VOCE
Ne sei proprio sicuro? (Carmelo non risponde) Sei proprio deciso a non rispondere?
CARMELO
Oh guarda, certo!
VOCE
Neanche se tidicessi che tua moglie...
CARMELO
(Si gira lentamente come a volere sentire. Silenzio) Mia moglie? E parla!
VOCE
Ti f...
CARMELO
Ti f, ti f, e vuota il sacco!
VOCE
Beh, insomma... non s se hai capito, ma... ogni volta che tua moglie veste in rosso... (ammonendolo) Guardati da questo colore! (ride)
CARMELO
(Facendo il segno delle corna) E ride! Ma come, fai parte di me: io sono te, e sei tranquillo?
VOCE
Ma io non sono la tua materia, ma... lo spirito!
CARMELO
E lo spirito! E comu si vide che sei spiritoso!
PIETRO
(che stava a guardarlo) Ma pa-pa pa-parli so-so so-so so-so...
CARMELO
Sopra? Sotto! Non vede? (Ripensa) Allora... quando si veste in rosso..., ecco! Perch tutta... (ironico) Carmelo! Carmeluccio! Il parrucchiere, il sarto bene, bene, bene. (si sente Apollonia cantare)
GUGLIELMO
Apollonia, Apollonia! Progimi lo bastone che devo scennere gi (scendere gi).
CARMELO
Come sono contento che deve scennere gi! Quasi quasi che mi metto a ridere (ride). Quasi quasi che non posso frenarmi pi.
LUIGI
(Entra col grosso paniere; guarda Carmelo che ride incurante della sua presenza) Carmelo, oh Carmelo!
CARMELO
(Pensndo che sia la voce) Statti zitta, oh voce! (continua a ridere)
LUIGI
(Non capisce, pensa che Carmelo stesse dando i numeri e si rivolge a Pietro) Zio Pitro, ma ch diventato matto?
PIETRO
Pa-pa pa-pa pa-pa pa...
LUIGI
( Di quel balbettare ne trae un motivetto che Carmelo baller con scioltezza) Pa pa, pa pa pa pa pa, pa pa pa pa pa pa pa...
CARMELO
(Nelleseguire il ballo, giratosi, s accorge di Luigi e ne rimane imbarazzato) Io... niente... stavo... stavo provando la parte di un ballo della commedia che stiamo preparando con padre Andrea si, ecco, proprio cos!
LUIGI
Carmelo, ma ti sente bene?
CARMELO
(Riprendendosi) Mai come prima dora! Ai suoi comandi!
LUIGI
(Non tanto convinto) Quale comandi! Io son venuto per questo paniere; non ho proprio che cosa farne di questa grandezza, lo voglio pi piccolo, ecco!
CARMELO
(Indisposto) Pi piccolo, pi piccolo, ora prendo e lo stampo!
LUIGI
Senti, fai quello che vuoi, limportante che me lo cambi; cosa credi che sono un mulo? La schiena non la sento pi per quanto lho indolenzita!
CARMELO
Quindi a gi messo dentro i fichidindia?
LUIGI
Che fichidindia e fichidindia! La schiena, mi si indolenzita solo a dover portare questo diciamo paniere!
CARMELO
Mi deve scusare sa, ma perch non si compra una bella cariola?
LUIGI
(Meravigliato) Una curriola? E perch?
CARMELO
Per metterci su il paniere! Le verr di certo pi leggero a portarlo. Gliele devo dire io certe cose?
LUIGI
(Adirato) Ma porca di una vacca zoppa! Son maniere queste di discutere? Le piacerebbe se dopo aver ordinato una macchina, le consegnassero un camion?
CARMELO
Insiste pure! Certo che lo piglierei! Non sono mica sciocco io! Questi discorsi da fare sono?
LUIGI
Ah, lo prenderebbe! E... scusi, a Palermo, con la sua signora, ci andrebbe col camion?
CARMELO
Certo! Anzi, a mio suocero, che vuol prendersi spesso il sole, lo metterei nel cassone con tutta la sua sedia a sdraio. A mio zio sempre nel cassone, durante il viaggio, gli farei intrecciare un paio di panieri; mentre a mio figlio
LUIGI
Lo farebbe sedere sulla gabina come le scimmie dun tempo, e chi gli gridasse: Carmelo dove andate? lei gli risponederebbe: al Santuario di Tagliavia!
CARMELO
Sa che mi ha suggeritoo una bellidea! Glieli porter davvero al Santuario, chiss se la Madonnina non li miracolasse.
LUIGI
La Madonnina, lei dovrebbe miracolare! E darle un buon cervello! (Guarda il paniere) Guarda un po che paniere!
CARMELO
Senta, non ricominci ancora col paniere, perch la merce venduta non si cambia.
LUIGI
Ah, si! Cos la pensa? Ora diffondo in paese la voce della storia del paniere, e avanti ch sera voglio vedere chi verr pi da lei a comprar panieri
CARMELO
Fate pure; anzi dovreste farlo bandizzare per tutte le vie se ci riuscite.
LUIGI
Bella trovata! Ora cerco di Pino detto il caporale e lo faccio girare per le vie del paese; in gamba per questo lavoro, sa? E glielo pago anche doppio il lavoro di bandizzare, devono sentirlo anche le gatte questo discorso! La saluto! (Al paniere) E tu, vieni con me! (esce)
CARMELO
(Ironico) Devono sentirlo anche le gatte! Come se gi donna Veronica non lo s! (Entra Apollonia vestita di rosso).
APOLLONIA
Carmelo, Carmeluccio!
CARMELO
(Ironico) Oooh! Bih! Bih! Bih! Guarda un po chi c..., (Apollonia guarda dietro di se pensando che il marito si riferisse a qualche altra cosa) Ma dico a te! Mia carissima moglie...
APOLLONIA
(Meravigliata) Ma... ti senti bene, marituccio mio?
VOCE
Attento, con questo colpo di marituccio!
APOLLONIA
(Guarda Carmelo che cerca qualcosa) Cosa cerchi?
CARMELO
(Fra se) Questo subconscio, un po parla in italiano; un po in siciliano
APOLLONIA
Parli da solo? Quanto sei strano, maritino mio.
CARMELO
(Fra se) E continua! Dove stai andando? Mi scommetto... dal sarto! O... dal parrucchiere! O...
APOLLONIA
Che faccia che hai! Un colore...
CARMELO
Che cos? Non ti piace questo colore? E quale colore ti piace? Scommetto... rosso! (la moglie lo guarda meravigliata) Ho indovinato?
APOLLONIA
Certo che mi piace il rosso! Cos novit questa? E da tantanni che indosso abiti di questo colore!
CARMELO
Mi scommetto, da prima che conoscessi me.
APOLLONIA
Certo! E tu, non mi hai conosciuta cos? Quante volte mi dicesti: questo colore ti dona cos tanto che hai da portarlo pure la notte! Lo hai dimenticato?
CARMELO
Ah, si! Ma ora si presentata una combinazione che questo colore non ti dona pi per niente; quindi, te lo devi le-va-re!
APOLLONIA
(Meravigliata e piagnucolosa) Cosa hai detto?
CARMELO
Le-va-re! Intanto entratene a casa perch non hai proprio dove andare!
APOLLONIA
E cosa mi metto?
CARMELO
Mettiti quello che vuoi, basta ca fai scomparire il rosso dalla mia casa.
APOLLONIA
(Sempre piagnucolosa) Ma ho tutti gli indumenti rossi!
CARMELO
E inutile che piangi, per me puoi anche stropicciarti a terra; vuol dire, allora, che tinteggiamo tutte cose nere!
APOLLONIA
(Intristita) Nero? Non mi piace; che abbiamo il morto in casa?
CARMELO
(Allusivo) A dire la verit, ancora no!
APOLLONIA
Che intendi dire? Ma sei sicuro di sentirti bene?
CARMELO
Non mi sono mai sentito cos sveglio!
GUGLIELMO
Apollonia, Apollonia! Prendi la sdraia!
CARMELO
Corri da tuo padre, prima che vola dalla scala e si spezza il collo.
APOLLONIA
(Prende un biglietto dalla tasca e glielo da) Tieni, si devono comprare queste cose: il pane, il sale, il vino insomma tutto ci ch scritto qua. Perch a momenti viene padre Andrea con i ragazzi.
CARMELO
Dammi, dammi! (Apollonia corre da Guglielmo) Bih, quante cose devono prendersi; e come li porto? Zio Pietro, oh, zio Pietro! (Gli si avvicina) Andiamo a prendere queste cose. Portiamoci la cesta.
PIETRO
Chi cosa?
CARMELO
(Gridando) Una cesta!!!
PIETRO
Aaah! Na-na na-na ce-cesta! (ed escono. Le due grosse ceste si portano a centro scena ed escono Peppee Cicco).
CICCO
Peppe, cosa ne pensi se tagliamo la corda? Lo scherzo cominci a diventar pesante.
PEPPE
Da dove t venuta la trovata di parlare di sua moglie e di quel colore rosso?
CICCO
Pensavo, giacch le ho di solito visto indossare abiti colore rosso, di farle questo scherzo.
PEPPE
Brutto scherzo, direi! Noi, lo scherzo a Carmelo dovevamo farlo, non a sua moglie!
CICCO
Io direi di smetterla!
PEPPE
Eh, no! Prima dobbiamo fargli inghiottire il discorso della voce; non possiamo pi smettere, prima dovevamo pensarci, oramai troppo tardi.
CICCO
E se ci scopre? (si sente la voce di Apollonia)
APOLLONIA
Piano, piano, se no dalla scala voliamo! E lasci perdere la sedia! che dopo salgo io a prenderla!
CICCO
(Guarda Peppe) Di, che ne dici, se a don Guglielmo lo lascia qui, avanti che ritorna Carmelo gliela facciamo prendere una gran paura?
PEPPE
Basta che lo scherzo non esagerato!
CICCO
Senti che facciamo... (gli parla allorecchio. Peppe ride) E subito ci rimettiamo dentro le ceste e dietro a tutte le altre. (Si infilano nelle ceste e tornano al posto di prima)
APOLLONIA
(Entra sorregendo il padre; con laltra mano porta la sedia) Piano, piano! Che siamo arrivati. (Gli apre la sedia e lo aiuta a sedere) Qua, stia qua, calmo e tranquillo che io subito ritorno; il tempo dandarmi a cambiare (allusiva e quasi sillabando) questi vestiti.
GUGLIELMO
Li hanno investiti? Come con lautobus?
APOLLONIA
(Ironica) Se se, col treno! E contento?
GUGLIELMO
Il convento?
APOLLONIA
Si, si, la madre badessa! Ma quale convento e convento! Dico contento?
GUGLIELMO
Dove?
APOLLONIA
Vicino Milano! Va beh, lasciamo andare! Si stia qui e non si muova, arrivo subito (ed esce.)
GUGLIELMO
(Canta, stonato, una canzonetta, mentre le ceste si muovono; una gli si porta davanti; Guglielmo smetter di cantare, rimane imbambolato e si mette a gridare) Aiuto! Aiuto! Apollonia, Apollonia corri! Muoio! Muoio!
APOLLONIA
Che c? Ch successo? Arrivo! (Una cesta gli camminer davanti, lasciandolo di stucco; alle spalle di Guglielmo, Peppe, che era uscito dalla cesta, gli molla un sonoro ceffone e lo mette subito a tacere facendolo svenire. I due, rimessisi sotto la cesta si portano in fondo agli altri panieri.) Ma giusto mentre stavo svestendomimi, santo Iddio! A quello ci ha da venire, con tutto il colore rosso! Ora il rosso non gli gusta pi. La cosa non che mi convinca tanto, sento puzza di bruciato, mah, staremo a vedere . E chi ? Non grida pi? Ho la strana impressione che vogliono farmi diventar matta; e va beh, scendiamo un po! (Entra e vede suo padre messo con i piedi a cavalcioni sui braccioli della sedia, le sembra uno scherzo) Ch scherzoso! Ma guarda un po com messo!(fra se) ora ci penso io. (Cammina in punta di piedi e gli va a gridare allorecchio) Attento! (Guglielmo non risponde.) Papy, pap! (Lo guarda, meravigliata) Che faccia rossa che ha! E poi solo una guancia, dico. Pap che haj? Ch successo? Oh, madonna! (lo scuote fino a farlo riprendere.)
GUGLIELMO
Aiuto! Aiuto! Qua, qua era!
APOLLONIA
Qua! Ma di chi parla?
GUGLIELMO
Il cestone! Il cestone!
APOLLONIA
Che cosa?
GUGLIELMO
(Sempre impaurito) E ballava, ballava!
APOLLONIA
(Crede che il padre stesse dando numeri; e ironizza) Ah, ballava! E... che ballo, che ballo faceva?
GUGLIELMO
E prima dandarsene, mentre lo guardavo terrorizzato, ho sentito come se un tuono mi fosse cascato proprio qui (indicando la guancia dove ha preso lo schiaffo) poi... non ho capito pi nulla. Aih! Aih! Aih!
APOLLONIA
Vuole andarsi a riposare un po sul letto? Non pu essere che lo avr sognato tutto questo?
GUGLIELMO
Quale sogno e sogno! Ancora questo lato ce lho tutto addormentato. E come se mi avesse investito un treno a 200 chilometri orari!
APOLLONIA
E va bene ora le passa; vuole un po dacqua?
CARMELO
(Entrando con Pietro) Dagli un po di vino, dagli! Dove li mettiamo queste cose? Ah! Ha detto padre Andrea che, finita la messa alla chiesa delle Anime Sante, viene subito qui con i ragazzi per fare la prova generale, mi pare che ha detto.
APOLLONIA
Generale! Allora una commedia di guerra?
CARMELO
A dir la verit, vestiti da soldati non ce nerano; e poi, adesso come arrivano non lo vediamo? Intanto togliamo un po di cose e facciamo spazio. (spostano i panieri e altre cose verso il fondo, dietro le ceste) E questo (riferendosi al suocero) dove lo mettiamo?
APOLLONIA
Buttalo dalla finestra! Per te come se fosse un vecchio baule; tuo padre vorrei vedere come tratti
CARMELO
Senti, chiudiamola qui, se no...! Zio Pietro, oh zio Pietro! (non sente) A questaltro forse meglio che gli lego una cordicella, ed invece di chiamarlo tiro. Zio Pitro! Oh zio Pietro!
PIETRO
Oooh! Oooh!
CARMELO
Cosa ha detto di voler trovare, padre Andrea?
PIETRO
U-u u-una-na, mo-mo mo-mo...
CARMELO
Nan, mom! Va a finire che arriva padre Andrea e ancora dobbiamo capirlo cosa.
PIETRO
Mo-moglie!
CARMELO
(Meravigliato) Che cosa? Una moglie? Trovarla in questo cortile? In chiesa n ha tante di donne!
PIETRO
u-u u-una mo-moglie, fo-forse, pe-pe pe-per re-recitare!
CARMELO
Ah, la vuole che recita! (guardando la moglie)
APOLLONIA
Che recita?
CARMELO
(Pietro fa segno di si) In poche parole, vuole una moglie vestita con colori sgargianti, vivi! Che so rossi!
APOLLONIA
Perch vestiti rossi? Che forse coni altri colori non pu recitare?
P. ANDREA
(Che era gi entrato) Allora tutti nel mondo, caro Carmelo, dovremmo vestire in rosso!
CARMELO
Pure lei?
P. ANDREA
Dovendo fare la mia parte devo dirti di no.
CARMELO
Volendo fare la sua parte? Cosa vuol dire, padre? Si spieghi meglio; lei parla molto difficile.
P. ANDREA
Ognuno di noi fa, nella vita, la parte che gli si offre; gli attori, ad esempio, accettano di farla liberamente e davanti a tutti perch una parte scritta, e tutti laccettano per quella che . Ma... una parte che deve ancora scriversi, una parte vera, che nessuno conosce..., quella no! Vive con noi, e la custodiamo gelosamente convinti che nessuno lo sappia
CARMELO
Cconfuso) Mi scusi, sa, sono pi confuso che persuaso; io, davanti a lei, mi sento di essere Carmelo!
P. ANDREA
Hai detto bene, davanti a m, ora! Ma domani? E domani laltro?
GUGLIELMO
(Carmelo, intento a parlare con padre Andrea, pi confuso che persuaso. Pietro, approfittando di quella distrazione, ne approfitta per bagnare Guglielmo) Apollonia! apollonia! Lombrello, lombrello! che piove!
P. ANDREA
Vedete! Egli, (indicando Guglielmo) nella sua mente, in quella che noi definiamo... come dire...
CARMELO
Sfasata!
P. ANDREA
Beh, diciamo! Sta vivendo chiss che storia, quale personaggio! Pensa, (misterioso) sente anche... che piove!
CARMELO
Eh... ma mio suocero un personaggio tutto a se!
P. ANDREA
(Avvicinatosi a Guglielmo, lo guarda e lo tocca) Strano!
APOLLONIA
(Preoccupata) Oh, madonna!, che c, padre?
P. ANDREA
La vive cos bene la storia del suo personaggio che bagnato davvero! Strano, veramente strano che ci si manifesti.
CARMELO
Si vede che piove davvero dove ora egli si trova con la sua mente. Ritornando a noi, invece, non ho capito bene cosa lei pocanzi mi diceva di voler trovare pronto.
P. ANDREA
Niente! Dicevo di trovare una moglie, una compagna per Pietro; cos solo poverino...
CARMELO
Niente meno! E io che pensavo...
P. ANDREA
(Ai ragazzi) Dunque ragazzi, la proviamo un po' questa commedia?
TUTTI
Certo, padre!
P. ANDREA
Ognuno reciti il suo personaggio, e... visto che gli altri non sono potuti venire e fanno parte del primo e del terzo atto, direi di iniziare dal secondo, da dove entra Stefano, cio genius. (Apollonia, Carmelo e Pietro prendono posto come se fossero degli spettatori).
STEFANO
Non sopporto pi i loggioni del teatro, (i tre si alzano e applaudono gridando bravi; padre Andrea li guarda e quelli si siedono ricomponendosi) Non sopporto pi i loggioni del teatro, dove si recita la commedia della vita. Vedere la, in quei posti, lontani dal palcoscenico, la gente accalcata seguire la recita senza emozioni.
I ATTRICE
E questa lamara relt della vita!
II ATTRICE
Figurarsi loro (Indicando i loggioni) recitare! Tutto al pi potrebbero solo fare m!
III ATTORE
Ma luomo Cristo!...
P. ANDREA
(interviene per correggere la recitazione) Eh no, caro! Pi passione, pi passione ci vuole: Tu dici: luomo Cristo, pu luomo essere un Cristo, a secondo delle circostanze; ma, in questo caso no! Quindi luomo Cristo, staccato per favore, ripeti bene. Su, andiamo avanti
III ATTORE
(Lo ripete bene) Ma luomo, Cristo! Non pu essere paragonato ad un animale del gregge. Luomo... pensa!
STEFANO
(Adirato) Pazzo colui che pensa! Luomo comune non pu, signori miei, permettersi il lusso di pensare! Il nostro diventerebbe un mondo di sognatori! Odio colui che guarda da uomo comune, e vorrei liberarmi del gran peso che porto: la ragione! Me la vendo signori miei.
I ATTRICE
Su genius! Non puoi farlo; resteresti nudo.
STEFANO
Rimarrei solo... uomo comune. La cedo per niente; costa molto a me, credetemi..., mantenerla (deciso) La vendo! Ragione! Ragione! Chi vuol comprarsi la ragione! la cedo per niente la ragione!
P. ANDREA
Bravo! Veramente bravo! (applaude con gli altri) Eh! (ai genitori) che ne pensate? Grande il vostro Stefano, credetemi. Ha solo bisogno dessere pi capito. (ricordandosi degli altri bambini) Anche loro, anche loro bravi!
APOLLONIA
E come finisce? Come finisce?
P. ANDREA
Purtroppo non possiamo continuare, ne mancano tanti di ragazzi, vuol dire che la settimana prossima, stuzzicati dalla curiosit, voi, la seguirete con pi entusiasmo! Sentite, accompagno i ragazzi in oratorio e vengo. Su, ragazzi andiamo! Stefano, fammi compagnia. (si avviano, padre Andrea torna indietro) Stavo dimenticando! La carne...., solo salsiccia, ah, ma abbondante! Lho posata su quella cesta; (in quella dove si trova Cicco) il tempo di preparare il fuoco e siamo di ritorno (escono).
CARMELO
(Deluso per la carne) Quattro chili di salsiccia, sei chili di costatei, tre chili di trinche, e poi, guarda cosha portato; ah, ma abbondante; avaro! (Alla moglie, che lo guardava meravigliata) Vai a prendere i fiammiferi tunaltra tonta: fargli portare la carne a padre parroco! Scema! (Apollonia esce stizzita. Si rivolge a Pietro) Ah, zio Pietro! Il vino, il vino da massaro Antonio si deve andare a comprare! (Pietro esce. Alla moglie fuori scena) Allora! Arrivano questi fiammiferi? (Prepara la fornace e, non ottenendo risposta dalla moglie, richiama) Com finita?
APOLLONIA
(Affacciandosi dalla finestra) Non li trovo! Non ho pi dove cercare! Pu essere che sono finiti?
CARMELO
(Aadirato) E non me lo potevi dira prima! Di nuovo in piazza! devo andare
APOLLONIA
(Ironica) Di nuovo in piazza devo andare!
CARMELO
(Adirato) Prendi il tavolino che si apre e chiude, e incomincia ad aparecchiare, intanto che vado a prendere questi fiammiferi. (Ironico) Pu essere che sono finiti! Lei mai niente sa! Tanto, cosa le costa? Sono sempre io a fare avanti e in dietro! (ed esce).
APOLLONIA
Sempre a lamentarsi sta! (si ritira)
VOCE DI CICCO
Peppe, allora, cosa ne pensi, lo completiamo lo scherzo con la salsiccia?
VOCE DI PEPPE
Aspetta, non muoverti che ci penso io. (Esce da sotto la cesta guardandosi in giro, prende un pezzetto di salsiccia e la va ad infilare in bocca a Guglielmo che dorme; apre il suo fazzoletto rosso che aveva in tasca e gli avvolge la salsiccia; il sacchetto vuoto con la carta lo posa ai piedi di Guglielmo in modo che non si veda facilmente e si rimette sotto la cesta) E ora mi raccomando, non apriamo per niente bocca! Che dopo, la salsiccia andiamo ad arrostircela noi in casa, alla faccia di Carmelo e padre Andrea, e alla salute di chi fa elemosine alle chiese.
APOLLONIA
(Entra portando il tavolinetto e lo incomincia ad apparecchiare. Arrivano padre Andrea e Stefano che vanno parlando della commedia, subito dopo Carmelo e Pietro che parlano del vino). Allora, ci siamo tutti? Stefanino, sei stato veramente bravo!
CARMELO
Aspetta, quanto preparo il fuoco, se no finisce ch notte! (accende il fuoco).
P. ANDREA
Se posso fare qualcosa, io... (Pietro intento a pulire la graticola; Apollonia parla con Stefano)
CARMELO
Si proprio vuol fare qualcosa, padre, cominci col prendere la salsiccia e la va tagliando a tocchi a tocchi.
P. ANDREA
(Meravigliato) Ah, a Tocchi?
CARMELO
E il gioco, eh!!
P. ANDREA
Ah, capisco! Per venire meglio a..., io la voglio cotta, io la voglio cruda, certo!
CARMELO
A Tocchi, il gioco dura di pi, se la lasciamo tutta intera si corre il rischio che qualcuno pu mangiarsela tutta, ha capito?
P. ANDREA
Mincuriosisce sempre pi questo gioco; non vedo lora di iniziare. (Va per prendere la salsiccia ma...) La salsiccia... non la vedo; qui non c!
CARMELO
(Meravigliato) Come non c! (Alla moglie) Apollonia! Hai preso salsiccia?
APOLLONIA
(Fraintende) Salsiccia! Non doveva portarla padre Andrea?
CARMELO
(Adirato) Di qua, di qua sopra! (indicando la cesta).
APOLLONIA
(Si alza) Io, no! Puo' essere che lha presa zio Pietro? (va da zio Pietro ancora intento a pulire la graticola) Zio Pietro, ha preso salsiccia da li sopra? (Pietro fa segno di no e si alza anche lui a cercarla).
PIETRO
(Scopre che Guglielmo ne ha un tocchetto in bocca e il sacchetto a terra) Se-se se-se se-se...
CARMELO
Lha trovata!?
PIETRO
Se-se se-sel mangiata tu-tu tu-tutta! (mostra il sacchetto facendone cadere la carta senza salsiccia).
CARMELO
Puttana di sua madre! (ricordandosi del parroco) Mi scusi padre, ma m venuto spontaneo. Tre chili di salsiccia! E neanche lo spago gli ha levato; ma come non s affogato! Ma come non gli venuta unindigestione! (vuole buttarlo gi dalla sedia) Giuro che gli faccio fare un capitombolo!
P. ANDREA
Lascialo stare che sta dormendo, poverino.
CARMELO
Certo, pancia piena, vuol riposo poverino. E io che aspettavo (alludendo al mangiare)
P. ANDREA
Aspettavi cosa?
CARMELO
No, niente! Dicevo apettare nel senso che poteva fargli male; figlio di zoccola!
P. ANDREA
Certo era tanta, ma... era ottima!
PIETRO
Fi-fi fi-fi fi-fi...
CARMELO
(A Pietro) Filippo? (Pietro fa segno di no) No!
PIETRO
Di-dico fi-finita tu-tutta?
CARMELO
Sino allultimo tocco! E chiamalo sfasato!
VOCE DI PEPPE
Ti sei lasciato ancora fregare!
P. ANDREA
(A Carminu, pensando che fosse stato Guglielmo) Guglielmo?
CARMELO
No, no! Subiconscio!
P. ANDREA
Subi...ch?
CARMELO
No che! Conscio, conscio! (Padre Andrea fa segno di non capire) Niente un discorso con la mia stessa persona. (Padre Andre confuso) Sa, cosa facciamo, padre? Brindiamo! Brindiamo alla faccia sua!
P. ANDREA
(Stupito) Mia!?
CARMINU
Sua? Cosa centra sua! Del subiconscio! O meglio ancora, del mio me con tutto il suo colore rosso! (Padre Andrea continua a non capire. Entra Stefano)
P. ANDREA
(Confuso) Si... forse meglio, non ti nascondo che non sto pi raccapezzandomi; ma... quel gioco, quel... io la voglio cotta, io... la voglio cruda, credimi mi sarebbe piaciuto tanto conoscerlo! (chiama Stefano) Stefano, su, vieni che brindiamo!
VOCE DI PEPPE
(Hanno tutti i bicchieri in mano; Apollonia sta per fare il cin cin con padre Andrea, Carmelo sta per vuotare il bicchiere...) Oh, bestia! Hai anche brindato col rosso! (Carmelo, mentre gli altri si guardano meravigliati, guarda il bicchiere col vino rosso, poi la moglie, e butta fuori, spruzzando, quello che ancora aveva in bocca; le due ceste approfittando della confusione, lentamente, si avviano ad uscire trascinandosi dietro la salsiccia sotto gli occhi di tutti quanti rimasti imbambolati, mentre qualcuno dietro le ceste va tentando di mettere il piede sulla salsiccia. Si chiude lento il sipario).
F i n e


