Belmonte Mezzagno, 19 Gennaio 2008
IL TESTAMENTO DI ZIO ANGELO
Commedia brillante in tre atti di:
Rocco Chinnici
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Anche se nella forma della commedia brillante, ritroviamo in questopera tanti temi cari allautore: primo fra tutti quellincertezza dellessere che si esplicita nel voler vivere, magari per poco e spesso per convenienza o necessit, un ruolo diverso dal proprio.
La prima impressione che suscita la commedia quella di una sottile amarezza, che pervade tutta la scena, nonostante i momenti esilaranti e le situazioni tragicomiche, evidente lamarezza dellautore che vuole rappresentare, attraverso la protagonista Vicenza, larte di arrangiarsi, del vivere alla giornata, in attesa della fortuna che vede arrivare con i vaglia dello zio dAmerica. E il vivere di espedienti della cultura meridionale tanto bene evidenziato dai grandi autori del nostro teatro: da Pirandello a Eduardo. Rocco Chinnici ricorrendo ad un mix di travestimenti e di inganni vuole ricordarci che tutto si fa per la sopravvivenza: si sconvolge anche una
famiglia, confondendo i ruoli e perdendo di vista la dignit di essere se stessi.
La stessa figura del marito Peppe, costretto a ricorrere al travestimento per non apparire quello che , denota il superamento della famiglia patriarcale con lacquisizione da parte della moglie del reale ruolo di capofamiglia. E questo zio dAmerica che ha fatto fortuna oltre oceano, sembra una figura daltri tempi, fuori dalla realt, anche perch il fenomeno dellemigrazione ha dato segnali spesso negativi che non possono essere compensati da una certa agiatezza economica, raggiunta sempre al prezzo di duro lavoro e di emarginazione non nota a tutti. Lessere costretti ad imparare unaltra lingua, un altro modo di vivere e addirittura cambiare personalit, la triste realt dellemigrazione. Altra figura centrale della commedia il piccolo Damiano con la sua ansia di fare il pap, la voglia di crescere in fretta, perch essere bambini nel sud non facile. Questa sua identificazione negli adulti gli fa acquisire la consapevolezza di voler dirigere la propria famiglia sostituendosi, alla fine, al padre che non riesce pi a vivere il proprio ruolo. Malgrado labile commistione di comico e sentimentale che avvolte rasenta il buffo o il patetico, lo spettatore attento non pu non fare alcune riflessioni sulla condizione di tante famiglie del nostro Mezzogiorno, per le quali la prospettiva fondamentale, che quella del lavoro, viene ribaltata con la ricerca di assistenza: lo zio dAmerica di oggi non altri che lo stato, il quale per mantenere ai limiti della sopravvivenza le famiglie meno abbienti, con una mano d mentre con laltra toglie dignit e libert di scelta, cardini di una vera democrazia e della societ civile.
L 17/01/1992 Belmonte Mezzagno
Giuseppe Scafidi
Personaggi e Interpreti
Peppe capo famiglia
Vincenza moglie
Damiano figlio
Gregorio padre di Peppe
Angelo zio di Vincenza
Notaio
Tot compare di Peppe
Comparse municipali
Comparse mamma con figlio
PRIMO ATTO
(Scena: una vetrinetta, un com, un tavolo con delle sedie, un appendipanni, dei quadri appesi; uno con limmagine di San Giuseppe. Vincenza intenta a stirare, mentre, seduto sotto il tavolo, Luigi piange.)
VINCENZA
Vieni qua! Sempre che piangi sei? Che hai?
DAMIANO
Niente!
VINCENZA
Se non hai niente, perch piangi? Cosa vuoi, parla?
DAMIANO
(Sempre piangendo) Te lho detto cosa voglio.
VINCENZA
(Spazientita e nello stesso tempo ironica) Te lho detto cosa voglio! Se devo stare a sentire te, ne dici tante di cose.
DAMIANO
(Vincenza, appoggiata sul tavolo e sporgendosi in avanti per guardare Damiano seduto per terra, lo guarda e aspetta la risposta. Damiano la guarda sottocchi singhiozzando) Voglio fare il pap.
VINCENZA
(Che non ha capito bene, si mette la mano allorecchio e rif la domanda) Coshai detto che vuoi fare?
DAMIANO
Il pap voglio fare!
VINCENZA
(Meravigliata) Cosa? Il... pap? (Damiano annuisce) Si puo sapere da dove ti saltano fuori certe idee? Vuol fare il pap! E piange pure!
DAMIANO
(Batte i piedi a terra e piange pi forte) Lo sapevo, lo sapevo!
VINCENZA
Lo sapevi... cosa? Cervello non ne hai nemmeno una briciola! Come, scuola non ne vuoi; lavorare, nemmeno a pensarlo, e vuoi fare il pap! ...a proposito, hai tagliato la legna? (Damiano non le da scolto) Con te parlo! Mi stai a sentire? (Lo guarda aspettando la risposta).
DAMIANO
(Fa segno con la testa di no)
VINCENZA
No! (Con la mano fra i denti) Ah, come rincasa tuo padre te ne accorgi; altro che pap! Dammi ascolto, vai a tagliare la legna prima che succede lopera. (Damiano non si scompone per niente)Con te parlo! Dovresti correre come una saetta, quando ti comando, e invece... guardatelo, sembra impietrito.
DAMIANO
(Quasi piangendo) E tu che dici?
VINCENZA
Che dico? Di andare a tagliar la legna dico; anzi sbrigati, prima che piove.
DAMIANO
Io dico, il pap! Ah, che dici?
VINCENZA
(Spazientita) E si, si! Vai la che quando arriva tuo padre ne riparliamo; (ironica) sei contento?
DAMIANO
(Smette di piangere) Si, si! (Ed esce)
VINCENZA
(Meravigliata, lo guarda uscire) Cosa da non crederci, vuol fare il pap! Tutti questi capricci perch quella cosa buona di suo padre non gli dice mai niente; le bastonate te le darei io le bastonate! E no con la bocca! Dice sempre che lammazza e quello sempre pi vivo, pi vivo e capriccioso pure!
PEPPE
(Voce fuori scena) Ancora niente ne hai tagliata? Coshai fatto sinora? Vieni qua! Vieni tho detto! Scappi? Se tacchiappo ho da dartene tanti che nemmeno limmaggini, gran fannullone che non sei altro!
VINCENZA
Come al solito, e queste son tutte le bastonate; poi arriva quello e dici di voler fare il pap, ne ha torto? (Continua a stirare).
PEPPE
(Entra in punta di piedi e, avvicinandosi allorecchio della moglie, grida forte) Vinc!!!
VINCENZA
(Si gira di soprassalto e gli molla un sonoro ceffone facendo finire Peppe per terra) Ah, tu sei? Mi hai fatto prendere un colpo! (Additando la punta della lingua) Qua, sulla punta della lingua ha da venirti! Questa maniera di presentarsi ? (Si avvicina a Pepei, ancora a terra, che si lamenta). Lasciami vedere, su che ti sei fatto?
PEPPE
Ahi! Ahi! Porco Giuda! Un colpo di vangam sembrato daver preso! Certo che la manina delicata lhai! Ahi! Ahi!
VINCENZA
Bene, cos ti togli il vizio! (Lo aiuta ad alzarsi) Ancora ti duole?
PEPPE
Puttana di tua madre se mi duole! Ho lorecchio come un carbone ardente, e un rumore che sembra il fischio di un treno a vapore in partenza; e che ho fatto? Solo Vinc ho detto; e se avessi fatto un comizio, allora che avresti fatto?
VINCENZA
E alzati, alzati e non pensarci pi! che a momenti ti passa.
PEPPE
(Ironico) Non pensarci piu! Come, mi stavi staccando la testa dal collo; e dici...
VINCENZA
Finiscila con tutta sta recita e rispondi: lhai scambiato il vaglia? I soldi dove sono?
PEPPE
Uella! Una cosa alla volta, che cos! (Si cerca, non trova i soldi, poi guardando a terra saccorge che sono caduti assieme alla poca spesa che avva fatto) La, hai visto? Mhai fatto cadere la spesa a terra!
VINCENZA
(Meravigliata) La spesa! Quale spesa?
PEPPE
I fegatini di pollo, interiora di suino, cotenne... e cavolo! un po di sotanza ci vuole; e se non la facevo ora la spesa che mi trovavo ad avere i soldi, chiss poi quando se ne riparlava.
VINCENZA
Al prossimo vaglia; e meno male che c lo zio Angelo dallAmmerica a pensarci, perch (alludendo a Peppe) se no...dovevamovedere come fare per andare avanti!
PEPPE
Eh, come stai facendo! Pare che e poi, cosa ti manca: il pane? E ringraziando a Ges Cristu c!
VINCENZA
Allo zio Angelo.
PEPPE
La pasta? E anche questa, ringraziando Iddio, c!
VINCENZA
Allo zio Angelo!
PEPPE
La casa? (Guardandosi attorno) Si, piccola , ma, ringraziando al Padreterno, c anche questa!
VICENZA
(Un po adirata e scandendo le sillabe) Tho detto, allo zio Angelo!
PEPPE
E si, si! Pure allo zio, certo.
VINCENZA
Peppe, ti ricordo che la casa appartiene allo zio Angelo, non mettere altri in mezzo ai piedi! Non solo che non gli mandiamo i soldi per laffitto, ma che per abitarla ci paga!
PEPPE
E ti lamenti? Come, avresti di che essere contenta! Ah, ma... tutto questo, perch siamo persone di giudizio, persone che si fanno volere bene...
VINCENZA
Dici questo perch lo zio non ti conosce, ed io gli ho sempre scritto che sei un marito in gamba, volenteroso, lavoratore (facendo con la mano il gesto di chi, invece, non vuole proprio lavorare), e che meglio non avrei potuto trovare.
PEPPE
Certo!
VINCENZA
Certo! Come, stai sempre dentro il bar ad oziare dalla mattina alla sera!
PEPPE
Sono sfortunato, vedi, lo dici pure tu che sono sempre al bar, ma se non lo posso trovare che devo fare, mi ammazzo?
VINCENZA
(Meravigliata) Cosa da non crederci! Si puo sapere chi vai cercando? Spiegati meglio, parla!
PEPPE
Aaah! Non lhai capito ancora?
VINCENZA
Veramente, no!
PEPPE
Il lavoro, il lavoro vado cercando!
VINCENZA
(Stupita) Vai cercando il lavoro al bar? (Ironica) Aaaah! Ora capisco! E mi scommetto che il caff te lo vai a prendere allufficio di collocamento! Ora dico, tuo figlio cosa ne pu venir fuori con questa testa che ti trovi?
PEPPE
Tu lo sai, Damiano, cosa ne verr fuori; lo sai per cosa studia, e dovresti essere orgogliosa di lui e di me che gli ho aperto gli occhi dicendo che deve fare il dottore.
VINCENZA
(Ironica) Il dottore deve fare! Continuando di questo passo, quello nemmeno in quinta arriva; come, ha dodici anni e va ancora in terza! e tu... Togliti, togliti di qua, che la migliore scuola gliela stai dando tu, gliela stai dando! E come apprende bene!
PEPPE
Gnoccolona! Sei tu che non capisci; ancora piccolo.
VINCENZA
Aaah! Ancora piccolo, ecco perch poco fa piangeva per diventare grande! Certo, perch uno che pap si pensa debba essere adulto! Ora non gli bastano pi i flipper e i calciobalilla, vuole esser preciso a te, pap! Cos comincia anchegli a cercar lavoro al... bar; ed io ho tempo per scrivere allo zio Angelo!
PEPPE
Dico io cosa centra tuo zio coi nostri discorsi?
VINCENZA
Disgraziato e pigrone che non sei altro! Come che centra! Ma allora da dove pensi che arrivino i soldi, dallo Spirito Santo
PEPPE
(Raccogliendo le cose cadute a terra) Oooh! A momenti devo pure privarmi dentrare in casa che subito lei comincia: se non fosse per lo zio Angelo, col lavoro com finita, a tuo figlio lo stai male abituando, prendi di sopra e metti di sotto! Tu garda un po! Quando ci siamo sposati sembrava appena uscita da un convento... una monachella, si, una monachella che si faceva rossa al solo guardarla: Peppinello di qua, Peppinello di la; ora ad una madre superiora nemmeno la vede! Un capo cantiere, si, proprio cos un capo cantiere!
VINCENZA
Giuro che vorrei essere almeno per una volta capo cantiere, dovrei licenziarti in quattro e quattrotto, gran fannullone che non sei altro.
PEPPE
Vedi, vedi che nemmeno tu sai quello che dici? Prima ti lamenti perch non ho lavoro, poi, quando ho la fortuna di trovarlo, subbito vengo licenziato... Ora dico io, un povero cristo non si scoraggia del tutto!
DAMIANO
(Entrando con un pezzo di legno in mano) Cos com, lungo o corto?
PEPPE
(Meravigliato) Questo il primo che tagli?
DAMIANO
P, cosa credi che sono una motosega! Allora, com?
PEPPE
Buono, buono !
VINCENZA
Buono, buono ! Nella stufa come glielo entro? Lo piego?
POSTINO V.F.S.
(Bussa alla porta gridando) Posta!
DAMIANO
(Esce di corsa a prendere la posta e rientra dicendo daver capito il mittente) Lo zio Angelo!!!
VINCENZA
(Meravigliata) Lo zio Angelo? Come, ha scritto ieri laltro!
PEPPE
Aprila, aprila!
VINCENZA
(Stizzita) Aprila, aprila! Cosa credi che lo zio una mammella, e che spesso si munge? (Apre la lettera, e, scorrendo velocemente le prime righe, rimane molto sbalordita) Madonna Santa! (Incomincia a fare avanti e indietro sul palco) A posto siamo! E come facciamo? (Peppe la segue) Chi pensava che uno giorno di questi
PEPPE
Ch successo?
VINCENZA
E cosa gli dico ora?
PEPPE
(Sempre in quellavanti indietro) Dico, vuoi smetterla con questo avanti e in dietro? Che mi stai facendo girar la testa, e mi dici cos successo?
VINCENZA
(Fermandosi) Sta arrivando lo zio dAmerica!!!
DAMIANO
(Che anche lui faceva, in coda a Peppe, avanti e indietro fa una forte esclamazione) Minchia!!!
VINCENZA
(Peppe guarda Damiano con gli occhi storti) Gran porco che non sei altro!
PEPPE
E va beh, di cosa ti preoccupi?
VINCENZA
Come, di cosa mi preoccupo! Io gli ho sempre scritto un sacco di cose che non sono per niente vere! E ora, ora come facciamo?
PEPPE
Vedi, vedi per non dire la verita? Ci si trova ad esser come un topo nella gabbia; non si sa pi cosa fare.
VINCENZA
La verita? Come, io tho sempre garantito! Agli occhi dello zio tu sei una persona per bene, un galantuomo, un gran (quasi sottolineato) lavoratore!
PEPPE
Ah! Perch per lo zio, se non si lavoratori, non si pu essere galantuomini? Allora sia che ti dico, Vinc: che se potessi, eviterei dincontrarlo questo tuo zio, tanto ne lui conosce me, ne tanto meno io ho voglia di conoscere lui! Tu guarda! Non solo ho la sfortuna di non aver lavoro, ma che per questo si persona inutile no, eh no mia cara Vincenza! Cullatelo tu lo zio, tanto, tra di voi, sapete come intendervi; e poi non credo che viene per stare tanto...
VINCENZA
(Legge la lettera; la voce che si sentir sar quella dello zio, e parler con la cadenza americana ) Cara Enzuccia, finalmente ho deciso, vengo a conoscere la tua famigliola. Sai, mi sento vecchio, vecchio e stanco, (Vicenza alza gli occhi dalla lettera e guarda Peppi) si sente vecchio, certo, la vita lha vissuta lavorando, e senza il piacere daver figli. (riprende a leggere) e, prima ch troppo tardi, vengo a fare testamento
PEPPE
Come, come?
VINCENZA
Dice che viene per far testamento.
PEPPE
Di un po... sei sicura che lo zio, oltre a te, non ha nessun parente?
VINCENZA
Nessuno, nessuno c... solo una donna che convive con lui, e sicuramente a lei lascer quello che ha in America. Poverino, avrebbe voluto averne tanti di figli; e invece.... (riprende a leggere la lettera)Volevo, cara nipote, farti pure sapere che sono rimasto pi solo che mai; con la mia compagna ci siamo definitivamente lasciati. (Peppe strofina le mani contento per leredit che aumenta) Quasi venderei tutto e verrei a vivere definitivamente a Belmonte Mezzagno; ma di questo ne parleremo quando saremo assieme. Ora ti abbraccio, un bacione per Damianuccio e salutami tanto Peppe, ho un grande desiderio di conoscerlo. (Tra se) E gioirai a conoscerlo.
PEPPE
Vinc, parli da sola? Fammi sentire ci che dice lo zio.
VINCENZA
Avrai tempo, avrai tempo di sentire tante cose dallo zio! Piuttosto vediamo il da farsi prima che arriva.
PEPPE
Io, facciamo finta che mi trovo lontano, a lavorare; e che noi ci vediamo ogni volta che muore un Papa. Tuo zio, cos ha tempo di fare testamento, sistemare tutto e ripartire; e io... potere ritornare dal lavoro!
DAMIANO
E io?
PEPPE
E tu! Tu cosa?
DAMIANO
(Seccato)Mamma lo sa.
VINCENZA
Io? Cosa devo sapere io?
DAMIANO
Il pap!
PEPPE
Io? Io no so nente!
DAMIANO
No tu! (Rivolgendosi alla mamma) Col pap, col pap com finita?
PEPPE
(Non capisce) Questo che da numeri, ora? Di quale pap stai parlando? (Preoccupato, alla moglie) Perch... c forse... un altro pap?
VINCENZA
(Damianu sbuffa spazientito) Ah! Il pap, vero ! E ora te lo posso far fare il pap che deve arrivare lo zio? (Ha unidea) E pure... sai che facciamo: tu, (a Damianu) giacch dobbiamo dire che tuo padre lontano a lavorare, fai il responsabile di casa... il pap, insoma! Ma... mi raccomando, non facciamo scoprire niente allo zio, se no, quando lui riparte... (facendo come se tirasse il collo a una gallina) hai capito?
DAMIANO
Si, si! Lascia fare me, mamma! (Uscendo) Madonna!!! Finalmente faccio il pap!
PEPPE
(Meravigliato. Dopo aver guardato uscire Damiano) E io, io dove vado a dormire, sotto un ponte? Ho una strana impressione che succeder un quarantotto.
VINCENZA
Tu vai a prendere tuo padre, cos sta un po di giorni qui con noi; pu succedere che con la sua pazzia fa stancare lo zio e subito riparte.
PEPPE
E gi! Per lo sai che egli d i numeri; non facciamo che completa linsalata?
VINCENZA
Non facciamo, non facciamo! Allo zio, come arriva, spiego che aspetto un bambino, un figlio, (facendo segno come se aspettase un bambino), e che tu maiuti nei lavori pesanti, cos tieni sottocchio tuo padre
PEPPE
Come, abbiamo appena detto che sono lontano a lavorare, e ora aiuto te a fare le pulizie? Sai che Stai facendomi confondere tutto?
VINCENZA
(Con rabbia contenuta) Io, giacch mi trovo in queste condizioni e non posso far tutto, tu, sei quella che mi aiuter a far le faccende di casa; quindi...
PEPPE
(Che ha finalmente capito di doversi travestire da donna, ha un netto rifiuto) Eh no, cara Vincenza! Proprio questo no! Come, io vestita da donna? Lo capisci che casino viene a combinarsi? Sai che faccio? Io parto davvero perch se, Dio ce ne libera, in questa confusione, si venisse a scoprire che io sono... o meglio ancora la cameriera ... (Esce parlando a soggetto).
VINCENZA
(Adirata) Io sono, la cameriera ! (Va sulla soglia della porta dove uscito Peppe e continua a rimproverarlo) Tu, non sei nessuno! Sei solo quello che, se non farai bene la tua parte, avrai di che leccarti bene le unghie, gran pezzo di gnoccolone che non sei altro!
DAMIANO
(Affacciandosi anchegli alla porta) Gran pezzo di
VINCENZA
Eih tu! Non ti rischiare, sai! (Lo insegue attorno al tavolo, e, alla fine, Damianu vi si infila sotto, mentre si va chiudendo il sipario).
FINE PRIMO ATTO
SECONDO ATTO
(Scena medesima)
VINCENZA
( Vestita con un veste un po abbondante; ha sotto la veste un grosso cuscino per evidenziare la finta gravidanza. Affacciata alla finestra, guarda se arriva lo zio, guarda e prega ogni tanto San Giuseppe perch possa procedere tutto nel migliore dei modi. La sua messa in opera della pancia, mostra unevidente attesa di oramai poco tempo; allangolo, seduto, sta il vecchio Gregorio, pap di Peppe, che gesticola balbettando qualcosa). San Giuseppe, fammela questa grazia! Fa che lo zio non scopra niente; fa pure che quello stolido di mio suocero dia quattro numeri, cos lo zio si stanca e riparte per lAmerica. (Si fa il segno della croce e continua a guardare la finestra e lorologio appeso alla parte). Boh! La nave arriva alle otto; sono le dieci... e lo zio ancora niente!
GREGORIO
(Dando numeri) Di nuovo, di nuovo devo votare! (A Vincenza che lo guarda meravigliata) Con te parlo! Vai a prendere la scheda! Corri tho detto, prima che fanno lo sfoglio!
VINCENZA
Oh Madonna santissima! E ora?!
GREGORIO
Che fai, non senti? Vai la, sbrigati!
VINCENZA
Si, si, pap, ora arriva Damiano e mando lui.
GREGORIO
Ora, ora devi andare, prima ch tardi!
VInCENZA
Mi ascolti, oramia credo che non ci sia pi niente da fare; come si fa a sapere qual in mezzo alle altre schede?
GREGORIO
Corri tho detto! Il mio voto vuol prendersi!
VINCENZA
Il suo voto! Chi?
GREGORIO
Imbroglia popolo! Voleva raggirarmi, ma il mio voto non lo avr. Presto, corri, vai la!
VINCENZA
Sa, veramente
GREGORIO
Allora pure tu sei complice! Complotto, complotto! (Si sente arrivare da fuori la voce dello zio Angelo che chiama).
ANGELO V.F.S.
(Fuori scena. Angelo parler facendo i soliti errori di chi arriva dallAmerica: Verbi quasi sempre allinfinito, parole italianizzate...) Vincenza, Vincenzina! Qui sono! Zio Angelo arrivato! Vienimi aiutare a prendere valige!
VINCENZA
(Iniziano le preoccupazioni) Oh, Santa vergine! E cominciata lopera! (Al suocero) Lei aspetti che vado a prendere la scheda; non si muova! (Si da una sistemata al cuscino che ha sotto la veste).
GREGORIO
Tran-qui-lla! (Vincenza esce) Allerta Gregorio! Non farti fottere sta volta! Una vita, una vita ha che mi gira attorno, ma ora basta! A Gregorio lo stagnino non lo frega nessuno! (Indicando col bastone una sedia le parla come fosse una persona) Con te parlo! Ch, non senti? Neanche a te conviene il discorso! (Sempre alla sedia) Venduto! Corri, mentre sei in tempo, vai a prenderti la scheda; ah no! Grandissimo pupo! Burattino della malora! (Silenzio) Non senti? Allora sai che ti dico, che dora in poi ti tolgo il saluto, pezzo di stronzo! (Abbassa il bastone e smette di guardare la sedia).Il voto! Qui (indicando, sempre col bastone, il centro della sua fronte) devo dartelo! Sorta dimbroglia popolo! Traditore, venduto agli americani! Ho da prepararti una sorpresa... e tu (ancora alla sedia), vai la, vai a narrargli tutto, se hai fegato; vecchio cacatoio pubblico che non sei altro!
VINCENZA
(Entra, ha in mano una valigia foderata di stoffa a quadri e un sacchetto) Entra, entra, zio! (Angelo, oltre ad un cappello di paglia in testa, ha i pantaloni uguali alla stoffa della valigia, una camicia allamericana e una farfalla al collo di stoffa a quadri come la valigia. Il suo accento un misto siculo-americano) Sicuramente sarai stanco, dopo di questo lungo viaggio di nave. E... il mare, il mare comera, aggitato?
ANGELO
Oh, no Vincenzina! Il mare essere ok! Lo viaggio non essere ok, troppo, troppo lungo! (Guarda un po in giro e si accorge di Gregorio) E questo chi essere? Mera sembrato uno pezzo di mobilio!
VINCENZA
Ah zio, questo mio suocero.
ANGELO
(Savvicina e gli porge la mano) Piacere!
GREGORIO
E tu, tu chi sei? Lhai portata la scheda?
ANGELO
(Non capisce) La scheda! (A Vincenza) Cosa essere scheda?
VINCENZA
Niente zio, egli dice
GREGORIO
(Adirato) Tu stai zitta! Con te parlo!
VINCENZA
(Angelo rimane meravigliato) Pap, la scheda ora la portano; questo mio zio Angelo, quello che sta in America.
GREGORIO
(Ripensa alla guerra e a quanti si vendettero la propria patria per niente)America?! Traditore! Venduto! Vi siete venduti la patria per niente! Ma non mi abbindolate pi! Hai capito?
ANGELO
(Che noni ha capito niente, si rivolge a Vincenza) Abbindolare! Cosa essere abbindolare?
VINCENZA
Oh, Ges mio! Non farci caso, zio... sai, egli un p (Facendo segno come se fosse pazzo).
ANGELO
Tu non avere mai fatto sapere niente di questo tuo suocero diciamo
VINCENZA
Prima che partisse Peppe per lavoro, abbiamo giusto pensato di portarlo qui; sai, la donna che gli badava, aveva incominciato anchessa a perdere il lume della ragione, e tutta la santa giornata non facevano altro che dare numeri, da mattina a sera; fuori, dietro la porta, la gente origliava e moriva dalle risate a sentirli ragionare in quel modo..., zio, non c peggior cosa, di quando ad una macchina le si rompono i freni, corre, corre senza sapere dove andr a sbattere.
ANGELO
E tu come fare a badare a lui, se essere in questo stato? (Indicando la pancia di Vincenza).
VINCENZA
Eh, che dobbiamo fare, zio lo possiamo buttare in mezzo la strada?
DAMIANO
(Entra vestito da adulto, chiama la governante, suo padre, invitandola ad entrare. Il comportamento ferreo del ragazzo nasconde un po sua la giovane et). Entra, entra e smuoviti! Che ti pago per lavorare, no per perdere tempo! (Guarda lo zio, che non conosce, e lo saluta) Buon giorno! E lei chi ?
ANGELO
(Meravigliato) Io essere
VINCENZA
Zio, questo Damiano!..
ANGELO
Damianuccio?
VINCENZA
Si zio, il mio bambino!
ANGELO
Vieni (allargando le braccia) dallo zio tuo, Damianuccio bello! e dimmi, perch essere vestito buffone?
DAMIANO
(Risentito) Che cosa? Guarda un po! A me dice buffone! (Indicandolo) E vestito che sembrare una scacchiera!
VINCENZA
(Risentita) Damiano! Con te parlo! Guarda che questo lo zio Angelo; abbraccia lo zio! (Peppi, vestito da governante intento a fare le pulizie guardando sottocchi lo zio, il quale sembra ricanbiare con sguardi dolci). E poi, comu ti permetti a parlare in questo modo alle persone adulte?
ANGELO
E va bene Vincenzina, lascialo stare, lui essere ancora bambino.
DAMIANO
(Ancora risentito) Ancora! (Al pubblico) E insiste! Io, bambino? Ma da dove arriva staltro? (Rivolto allo zio) Io essere pap!
VINCENZA
(Lo zio ride, ride e non ci capisce niente; Vincenza si avvicina al quadro di San Giuseppe segnandosi) San Giuseppe, ti prego, riprendilo tu, troppo bollore in pentola! (Si avvicina a Damiano e gli parla allorecchio in modo che lo zio non senta e il pubblico possa capire) Lascia che finisce sta commedia che con te dopo facciamo i conti, come eravamo rimasti?
DAMIANO
(Con le mani alle bretelle, la punta del piede che batte per terra e con un tono quasi di rimprovero) Tu guarda un po, senza ancora cominciare! (ironico) dopo facciamo i conti; ah si? E comincia a sommare, allora! Vedi tu! Come siamo rimasti? Siamo rimasti che devo fare il pap e tanto basta; poi..., quando finisce questa commedia se ne parla, ma... dopo questo, no ora! (Alla governante che era ferma a guardare) E tu, cosa aspetti, la carrozza, per finire il servizio? Guarda un po!
ANGELO
Per tutti gli stati of America, se sto capendo una parola! Vincenzina, vuoi aiutarmi a capire? E quellaltra, (indicando la governante) chi essere? Quante cose non mi avere scritto nelle lettere!
VINCENZA
E quante cose avrei pure da dirti! Ma come si fa!
GREGORIO
(Cerca di alzarsi) Quanto vado a vedere di persona!
VINCENZA
(Lo fa risedere) Dove deve andare? (A Damiano) Vieni qua, tu!
DAMIANO
Nossignore!
VINCENZA
(Sbalordita, e risentita nello stesso tempo, lo va a prendere per lorecchio) A me nossignore! Vedi che io le gambe ti rompo! Non pensi che stai prendendoti la mano con tutto il braccio?
DAMIANO
(Liberandosi) Vincenza, che dai i nummari, ora? Guarda che io Peppe sono! Con chi pensavi di parlare? Com questaltra!
VINCENZA
(Rimane impietrita, non pensava che Damiano riuscisse a prendere cos sul serio la cosa, e le viene di svenire) Aiutatemi, la sedia, la sedia! (Subito, sono tutti indaffarati a vedere come fare per aiutare Vincenza. Gregorio, approfittando della confusione, riesce ad uscire fuori senza che nessuno saccorge di lui).
ANGELO
(Preoccupato) Vincenza! Vincenzina! (A Damiano) andare tu a prendere un poco di acqua con zucchero! (Escono Peppe e Damiano) Povera Enzuccia, che casa movimentata! Questo piccolo (battendole la mano sulla pancia) che deve nascere, sicuramente essere un fenomno. Vincenza, Vincenzina! Io essere, zio Angelo! Ti prego, rispondi!
DAMIANO
(Entra di corsa col bicchiere dellacqua, seguito da Peppe col vassoietto dello zucchero) Pronto acqua! (Angelo gliela da a bere).
PEPPE
(Sempre con la voce da donna) Pronto zucchero!
ANGELO
Come, pronto zucchero! Allora quellacqua non essere stata con zucchero?
DAMIANO
(A Peppe) Ah, non era zuccherata? Dico io, quando devi capirlo che devi svegliarti, quando ti licenzio? Guarda un p! Prima vanno piangendo casa per casa a cercar lavoro; mentre poi, guardatela, sembra addormentata!
ANGELO
Lasciala stare poverina! Non ti sembrare male mortificare cos le persone? Specie una cos bella (facendo gli occhi dolci)donna.
DAMIANO
(Ridendo a crepa pelle) Bella donna! Ah! Ah! Ah!
PEPPE
(Come se fosse mortificato, a Damiano) Cattivo!
ANGELO
(Abbraccia Peppe per rincuorarlo) Su, su dai! Non se la prenda, lui (indicando Damiano) essere troppo piccolo per capire certe cose.
DAMIANO
(Verso il pubblico) Ah! Ah! Ah! Io essere troppo piccolo per capire, e lui, gran pezzo di broccolone che si sente desser grande, guardatelo, quasi quasi sinnamora di mio padre! (Ancilu conforta ancora Peppe accarezzandolo)
VINCENZA
(Riprendendosi) Oh Dio che mi sento confusa; dove sono? Cosa mi successo? (Chiama il marito) Peppe, Peppe dove sei?
DAMIANO
(Appresta ad avvicinarsi, mentre Peppe, alle spalle dello zio, fa segni a Vincenza di non parlare, se no si scopre linganno) Qua, qua sono Vincenzina! Come ti senti?
VINCENZA
Tu! Oh no! (Sviene di nuovo).
ANGELO
Su, acqua! Acqua!
PEPPE
Ora lo zucchero! Lacqua se l presa poco fa!
ANGELO
Ok! Ok! (Le da un cucchiaio di zucchero, poi si rivolge a Peppe facendogli il cascamorto) Lei avere voce molto calorosa, essermi molto simpatica!
PEPPE
(Girandosi imbarazzato) Si, per io sono
ANGELO
Cosa essere tu?
PEPPE
Maritata, maritata sono!
ANGELO
Maritata? Ok, ok! E allora? Anchio in America avevo altra donna, dopo, lei essere cattiva ed io lasciare.
PEPPE
Pure io (facendo come se fosse una tigre innamorata) essere cattiva! Anzi no, cattivona! (Come se volesse graffiarlo con delicatezza)
ANGELO
(Sembra quasi essere innamorato cotto di Peppe) Bello, bello! Ancora, dai su! Tu fare cos, no perch essere cattiva; tu molto calorosa!
VINCENZA
(Riprendendosi) Che mi sento strana!
ANGELO
(Saccorge di Vincenza e sussurra a Peppe) Ma di questo ne parleremo dopo, come sistemo un po le cose (e accorre da Vicenza).
VINCENZA
Mi pare di camminare sulle nuvole.
ANGELO
Hal Enzuccia! come Stai?
VINCENZA
Oh, zio! Quando sei arrivato?
ANGELO
(Meravigliato) Quando essere arrivato!? Avere impressione che tu preso molto schok! Ma ora passer, vedrai.
PEPPE
Signora, come vi sentite?
VINCENZA
(Lo guarda) Ah, ora ricordo! Tu sei (Peppe fa segno di no) Anzi, lei Rosina, Rosina la cameriera! Madonna! La botta buona lavr presa. (Guarda un p in giro e saccorge che manca Riolu) Ma mio suocero dov? (Inizia una veloce ricerca: chi guarda sotto il mobile, chi dietro una sedia chi sotto il tavolo) Era qui, poco fa! Zio Angelo, dov andato? (A Pepe) E lei, lei nemmeno lo lha visto? (Sottovoce) Neanche a tuo padre sai badare!
PEPPE
(Meravigliato, e per non far capire niente zio Angelo) Mio padre? Ma signora! La botta vero forte lavr presa! (Angelo, che non aveva capito bene, ora capisce invece che Vincenza, per la botta, da i numeri).
DAMIANO
(A Peppe) Mio padre! Mia madre! Ci siam persi in chiacchiere anzich lavorare? Bella vita se durasse!
VINCENZA
Certo che vero bella sarebbe se per te se durasse; ma finire ha, non preoccuparti!
DAMIANO
Che cos?
VINCENZA
Che cos? Il Marted ! (Bussano e Peppe va ad aprire).
COMPARSE
(Due impiegati comunali) Buon giorno signora Vincenza; una fortuna per voi che il nostro un piccolo paese. Suo suocero ha corso il rischio (Guarda Peppe, sembra di riconoscerlo e gli si rivolge) Ma lei no, che sciocco! Mi sembravate (Peppe si gira) Scusate signora, mera sembrato proprio niente! (Guarda ancora Peppe) Per ch strano (Peppe fa come se sbrigasse le pulizie di casa) Dicevo, suo suocero, ha corso il rischio di essere arrestato, venuto al municipio a battere con forza il bastone allo sportello, richiedendoci una scheda, e che poi non si fatto capire bene di che scheda parlasse.
VINCENZA
Grazie, grazie! Non stia a preoccuparsi, egli dice di volelere indietro la scheda delle votazioni perch ha sbagliato a votare e quindi vuole votare di nuovo.
COMPARSA
Su questo forse ha ragione, anche se doveva pensarci bene prima chi votare, per che deve venire a rompere i vetri e prendere a bastonate gli impiegati questo no, eh no!
VINCENZA
Lei conosce mio suocero, sa come ragiona diciamo. (facendo segni con la mano come se stesse ad indicare chi da numeri) quindi....
COMPARSA
E per questo, che lo abbiamo accompagnato a casa, da voi, per evitare il peggio, per, fate in modo che ci non si ripeta (riguarda Peppe).
VINCENZA
Si, si non state a preoccuparvi che ora me la vedo io.
COMPARSA
(Che continuava a guardare Peppe, meravigliato, ora si rivolge a Vincenza) Sar che sono ancora meravigliato per la strana meraviglianza per, in quanto a lei, quando ieri laltro lincontrai alla posta, non sembrava in questo stato (indicando la gravidanza); possibile?
DAMIANO
(In tono di rimprovero) E possibile, non possibile! Quello mi pare, quellaltro rassomiglia! Sa ch troppo curiosa, e che cos!
COMPARSA
(Quasi scopre con chi sta a parlare) Ma lei anzi tu, non sei
DAMIANO
Ancora! Ma guarda un p! Nemmeno i carabinieri fan tutte queste domande! Ve la posso fare io invece una domanda?
COMPARSA
Certo.
DAMIANO
Quando arriva lora dandarvene?
ANGELO
(Ride) Ok! Ok! Damianuccio!
COMPARSA
(Ad Angelo) E voi chi siete?
ANGELO
Io essere quello (Gli prende il bastone al nonno) che se voi non andare via subito ve lo rompere in testa questo bastone! Oh, guarda! Voi fare cos perch non essereci mio nipote Peppe; via, andare via subito! (Alzando il bastone) Oh, che maniere! (Quelli scappano).
COMPARSE
(Fuori scena) Signora, dimenticavamo di dirle che deve avvicinare al Comune per pagare il vetro che ha rotto suo suocero.
GREGORIO
(Alzandosi) Dov, (ad Angelo) dov il bastone? Dammi il bastone, perch me lo hai preso? (Angelo, col bastone in mano, tentenna a darglielo). Dammelo, tho detto! (Riesce a prenderglielo, e, nello stesso tempo, lo scambia per limpiegato del Comune con cui aveva avuto la lite) Facevi il furbo dietro lo sportello, vero? Ora ci penso io per te. (Angelo si mette dalla parte opposta del tavolo) Vieni qua! Scappi? Qua devi venire! (Dando colpi di bastone sul tavolo).
VINCENZA
(A Peppe, sottovoce) Dico, vuoi calmarlo un po? Gliela vuoi andare a procurare una scheda, quanto la finisce con questa storia? Qua non si tratta di dare quattro numeri, ma di fare una commedia bella e buona, queste maniere sono? (Gregorio contrasta ancora con Angelo).
PEPPE
(Peppe prende con forza Gregorio e lo siede sulla sua sedia dicendogli qualcosa allorecchio, e, non appena finisce di parlargli, Gregorio, come dincanto, si calma). E mi raccomando!
ANGELO
(Osservava meravigliato) Caramba che femmina! Tu essere veramente ok! Cosa avere detto a quillo terremoto perch si calmasse?
PEPPE
Niente di particolare, gli ho solo detto che se non la finisce, non solo non vado a prendergli la scheda e quindi non ha pi diritto a votare, ma che se mi fa incazzare buona buona lo faccio volare dalla finestra!
ANGELO
E lui perch stare zitto? Avere paura che tu non prendere scheda, o perch volare dalla finestra?
PEPPE
(A Damiano) Tu che dici? La finestra, no?
DAMIANO
(Con grande esclamazione) Troppo forte! Te la do io una mano p! (Si tappa la bocca cercando di non fare capire ad Angelo quel p).
ANGELO
(Meravigliato, mentre Peppe fa segno a Damiano di non farsi scoprire).Te la do io una mano p ! (A Peppe) Cosa essere p?
PEPPE
P, volere dire pacenzia, insomma da un lato vorrebe darmi una mano, mentre dallaltro lato vorrebbe dirmi pazienza; si, proprio cos (A Damiano, ironico) non vero Damianuccio?
DAMIANO
(Con severa autorit) Oh! Che cos sta confidenza? Hai finito con le faccende? (Peppe fa cenno di si) E allora vedi un po dove andare, e domani mi raccomando, cerca di venire in orario!
PEPPE
(Fa capire ad Angelo di essere mortificato) Buon giornu a tutti.
ANGELO
Aspetta, ti accompagno!
PEPPE
(Con voce molto sensuale) No, grazie, non stia a preoccuparsi, sicuramente in piazza c mio marito che mi aspetta; vuol dire che sar per la prossima volta. (Ed esce, poi lentamente riapre un po la porta e chiama Damiano, il quale gli fa capire che non ha nessuna intenzione di andarci; le continue minacce mimiche di Peppe riescono a persuaderlo, tanto che riesce a prenderlo per un orecchio e...).
DAMIANO
(Da fuori scena) Aih! Aih! Lorecchio, lorecchio mi scippi!
PEPPE
(Sempre da fuori scena) Sai come finisce sta commedia, no lorecchio, la ntesta ti scippo! Tela faccio passare io questa mana di fare il pap! Ora senti invece cosa devi fare: entri dentro e... (senza far sentire cosa suggerisce a Damianu di fare) mi raccomando, senza far capire neente.
DAMIANO
(Sempre da fuori scena)Aih! Aih! Lasciami, lasciami che fai male!
ANGELO
(Che cercava di capire da dove provenisse quel vociare, si rivolge a ViNcenza) Questo non essere Damianuccio che avere gridato?
VINCENZA
(Cerca di non far capire niente allo zio) No zio, sicuramente qualche voce di bimbo che gli rassomiglia; Damiano sicuramente andato in piazza ad accompagnare la cameriera; luomo grande lo fa sino alla fine.
ANGELO
Come mai, lui, fare il grande?
VINCENZA
Come mai! Perch... quella cosa buona di suo padre, prima che partisse per lavoro, non gli raccomand altro: Damiano, mentre io non ci sono, fai il capo famiglia; e quello lha preso in parola.
ANGELO
(Meravigliato) Ma lui essere veramente convinto! E allora dimmi, non potere parlare, io, con Damianuccio fino a quando non venire suo padre da lontano?
VINCENZA
Penso proprio di no, caro zio, quello ha la testa come un mulo, e certe volte meglio...
GREGORIO
(Sogna, si mette le braccia davanti la faccia come per coprirsi da qualcosa) Non lo faccio pi! Giuro! Non lo faccio pi! Gli americani se la possono prendere tutta lItalia! Per basta, basta! Il voto? Pure due te ne do! (Vicenza ed Ancilu, meravigliati, cercano di intervenire) Lasciami andare, lasciami andare! Peppe! Peppe!
VINCENZA
Pap, un sogno stato! Si calmi, si calmi ch finito.
GREGORIO
Dov, dov, se ne andato? Mi stava ammazzando!
ANGELO
Chi, lo stava ammazzando?
GREGORIO
Inbroglia popolo, inbroglia popolo stato! (Entra Damiano toccandosi lorecchio indolenzito; Vincenza e Angelo gli si avvicinano; mentre Gregorio rimane a balbettare).
VINCENZA
Coshai? Ch successo?
ANGELO
(Gli si avvicina) Cosa avere il grande Damianuccio?
DAMIANO
(Adirato) Niente! E non toccarmi!
VINCENZA
(Lo rimprovera) Damiano! Che modi sono?
ANGELO
Sai che io quasi, quasi pentito di averti portato tante cose di America, e di donarti anche ma meglio forse lasciare perdere tutto (Damiano lo guarda sottocchio e non gli da ascolto).
VINCENZA
Lascialo stare, zio, ch un porco! Allora, vediamo cosa ti sei fatto? (Gli tocca lorecchio).
DAMIANO
Aih! Aih!
VINCENZA
Ah, li hai (alludendo alle bastonate) assaggiati finalmente! Certo, per te son cose nuove; ma ho la strana impressione che tu ne prenderai tante ancora.
DAMIANO
(Quasi piangendo cerca di non fare capire niente allo zio) Dice pap, allontana lo zio che ha da parlarti.
ANGELO
(Avvicinandosi ai due) Che dire Damianuccio? Cosa succedere?
VINCENZA
Niente, zio, cosa vuoi debba succedere? Senti, me lo fai un favore, arrivi al municipio e vedi s ancora aperto e tinformi di quel discorso del vetro che ha rotto mio suocero?
ANGELO
Certo! Su, dai Damianuccio, vatti a cambiare e venire con zio Angelo.
DAMIANO
Nossignore! Hai capito? Devo fare il pap!
VINCENZA
Ah, non ti son bastate quelle di poco fa! Vai con lo zio al municipio! Deve fare il pap; ma allora li vai cercando col lanternino! Cosa mhai detto poco fa, lo hai dimenticato? Su, vatti a cambiare e vai con lo zio.
DAMIANO
No! (pensa un p) Allora cos devo andare vestito!
ANGELO
Allorra, tu, essere molto capriccioso! Non Essere a carnevale!
DAMIANO
Ah, io essere capriccioso! (Alla mamma) E per lui,(indicando Angelo ch vestito a quadri) per lui non carnevale?
VINCENZA
Che dici! Per lui normale vestire cos, in America si usa (guardando lo zio).
ANGELO
Ok! Certo!
DAMIANO
Ah, certo! E se qui non si usa, la colpa mia?
VINCENZA
(Angelo ride) Dico io, devi andare ono? Non ci crederebbe nessuno!
DAMIANO
(Allo zio) Vieni cos, o ti vergogni?
ANGELO
Vergogni! Perch?
DAMIANO
Perch? Ora te ne accorgi. O ci prendono a tutti e due per americani, o dietro avremo chi si burler di noi.
ANGELO
Burlare! Cosa essere burlare?
DAMIANO
Si, si, scherza, si! Andiamo (ed escono).
VINCENZA
(Si avvicina al suocero) Pap, pap!
GREGORIO
(Spaventato) Chi , chi c?
VINCENZA
Chi c? Chi vuole che debba esserci! Vuole andare un po a letto a riposare?
GREGORIO
No, qui rimango! Devo stare allerta! Se dormo mi fottono!
VINCENZA
(Aiutandolo ad alzarsi) Chi vuole che lo fotta! Io, sto io a guardarla; non si preoccupi.
GREGORIO
Aaallerta, Vincenza! Apriti gli occhi se dovesse venire imbroglia popolo; da una vita, da una vita che mi gironzola attorno!
VINCENZA
(Avviandosi) Riposi tranquillo che a quello penso io, non stia in pena.
GREGORIO
Nessuno, nessuno! Nemmeno il diavolo ci pu.!
VINCENZA
(Escono) Si, si.
PEPPE
(Entra affacciando prima la testa dalla porta per evitare che possa esserci qualcuno) Vinc, Vinc! Dove sei?
VINCENZA
(Rientra cercando di parlare piano per non fare sentire a Gregorio) Qua, qua, sono!
GREGORIO
(Fuori scena) Chi , chi imbroglia popolo?
VINCENZA
Quasi, quasi; per dorma lei, come siamo rimasti! (A Peppe) Che c?
PEPPE
(Incominciando a spogliarsi, togliendolsi le melanzane che aveva nel reggiseno e cos via) Che c? Come, che c! Lo capisci in che situazione siamo venuti a trovarci! No, no cara Vincenza, ora basta! Come viene lo zio, mi trova cos e per quello che sono; per me ci che vuol pensare pensa. Pure tuo figlio stiamo perdendo!
VINCENZA
S per tuo figlio, meglio forse lasciar perdere, tanto, pi infondo di cos non poteva; due volte, due volte, poco fa mi ha fatto perdere i sensi! E tutto questo grazie al tuo insegnamento. In quanto a te, oramai conviene continuare a recitare; spogliarti, oramai tempo perso, lo zio sicuramente gi stanco di stare in questa casa di pazzi e a breve far testamento, quindi... solo questione di poco, e credo sia meglio per tutti continuare a recitare; dopo, a commedia finita quello che si deve fare lo vedremo, ma questo dopo, no ora (si sentono le voci di Angelo e Damiano che sono di ritorno).
ANGELO
Vincenza, Vincenzina! (Peppe scappa di corsa cercando di prendere quanto sera gi levato di dosso; correndo, con una scarpa coi tacchi ancora messa, rischia di cadere per terra mentre, lentamente, va chiudendosi il sipario).
Fine secondo atto
Terzo atto
(Scena come la precedente. Angelo e Damiano entrano di corsa inseguiti da tanti bambini che vanno ridendo dei loro indumenti. Vincenza ha il tempo giusto di chiudere la porta e li va a sgridare
dalla finestra)
DAMIANO
Te lo dicevo! Tu non volevi credermi.
ANGELO
Essere una vergogna! In America nessuno fare cos!
VINCENZA
(Affacciata alla finestra sgrida ai ragazzi che ancora continuano a sfottere i due) Dico io, volete andarvene a casa, o devo buttarvi un secchio dacqua di sopra? Ah, no! (A Damiano) Vai a prendere un secchio dacqua. (Damiano esegue, mentre lei rimane indaffarata con quei monelli che ancora continuano a vociare. Vincenza rimprovera uno di quei bambini che continua a ridere). E tu, coshai da ridere? Non ti sembra male? No!(Angelo affaccia dalla finestra e quelli gridano pi forte.)Togliti, zio, togliti che ti faccio vedere io come scappano. (A Damiano) E allora, com finita? tanto ci vuole a prendere un po dacqua?
DAMIANO
(Entra ridendo) Tieni, tieni, di corsa mamma!
VINCENZA
Pure! Ridi, pure? Dammi qua! (Prende il secchio e lancia fuori quanto vi dentro). Toh, sazziatevi! (Fuori si sentono scappare i ragazzi, qualcuno grida):
VOCE F. S.
Che schifo! Che puzza!
VINCENZA
(Vincenza odora il secchio e si tappa il naso) Cosa mhai dato? Non che...
DAMIANO
(Con la testa conferma) Si, si; il vaso da notte del nonno era bello pieno e io
ANGELO
(Con le mani al naso) Tu fare pi schifo di loro!
VINCENZA
(Preoccupata) E se ora viene una mamma di quei bambini, con le ali aperte, torto ha?
DAMIANO
E noi le diremo ch stato il nonno.
VINCENZA
Ora signore! E mai possibile?
ANGELO
(Non capisce) Cosa essere successo?
VINCENZA
A momenti te ne accorgi di quanto successo! (Bussano) E questa la prima; avanti!
PEPPE
(Entra Peppe vestito normale, tanto che Angelo non lo riconosce) E permesso? Buon giorno a tutti.
ANGELO
Voi essere pap di uno di quei (indicando la finestra) bambini?
PEPPE
(Non sapendo del discorso, non capisce) No! Io... veramente, sono
VINCENZA
(Interrompe Peppe che voleva raccontare tutto allo zio) Si zio, il padre di uno di quei bambini e sicuramente, ora, ne vuole conto e ragione.
ANGELO
(Angelo gli si avvicina e, osservandolo bene, pensa di averlo gi visto)Voi non essere viso nuovo, io si, mi pare di avervi gi visto, ma non ricordo dove, forse
DAMIANO
(Cerca di togliere il padre dallimbarazzo. Peppe si gira per non farsi riconoscere) Zio, sai dove lo abbiamo visto? Al municipio!
ANGELO
Si, forse la vederlo; ci dovete scusare per quello che essere successo, sapete, noi avere in casa un vecchio che poverino come dire essere un po (facendo il segno di uno che matto).
VINCENZA
Lei conosce mio suocero, ogni giorno sempre una storia; poco fa, non ha preso il vaso da notte e lo ha svuotato dalla finestra! E ora, vede, dobbiamo giustificarci, con quelli come lei che, giustamente, vogliono soddisfazione, e cosa vuole che le dica?
DAMIANO
Certo! (Allusivo) Mi pare giusto cercare di capire la situazione (bussano).
VINCENZA
Avanti, (Entra una delle madri di quei ragazzi) si accomodi. Ch successo?
COMPARSA
(Con le mani ai fianchi e adirata) Santo e santissimo di un diavolone! Queste cose da fare sono? (Chiama il figlio che fuori tutto bagnato e che piange)Entra, entra, gran bacchettone! Guardate, ancora cola! E la puzza, sentite che puzza? Sembra uscito da un calcatoio comunale! (Si tappano tutti il naso).
VINCENZA
(Mortificata) Cosa volete, mio suocero
COMPARSA
Vostro suocero! Vostro suocero cosa?
VINCENZA
E fissato di buttare... come si dice... dalla finestra, e...
COMPARSA
(Adirata) Eee cosa?! (Si gira da Peppe che lo conosce) E lei, lei niente dice? Certo, il coraggio ora le manca; e se invece fosse successo a lei, cosa avrebbe fatto? Ch, non risponde? Non le conviene il discorso?
PEPPE
(Esplode adirato) Oooh!!! Ma sa che sta saltandomi il cervello! Guarda un po che commedia sta facendo per un po... come si dice, di atto piccolo; e se si fosse persuaso a buttare dalla finestra latto grosso che avreste fatto, un dramma? Certe donne non dovrebbero uscire da casa nemmeno quando c il terremoto, santo demonio infame!
COMPARSA
Lei parla cos perch qui non c mio marito e con una donna si diverte a fare il gradasso.
PEPPE
E mi mandi suo marito che mi gratta la schiena! E ora ve ne volete andare che avete gi insudiciato la casa? Sci, scio! Guarda un po dove siamo arrivati! (Avendo toccato il ragazzo, si annusa le mani e se li pulisce smorfiando).
COMPARSA
Io, certo me ne vado, ma non pensi che finisce qui; voglio tanta di quella soddisfazione che lei nemmeno immagina! (Al ragazzo) E cammina pure tu!
RAGAZZO
E tu mi bastoni?
COMPARSA
(Esce borbottando col ragazzo) Cammina, cammina che non ti bastono.
RAGAZZO
(Fuori scena) No, tu per finta lo dici.
PEPPE
(Angelo come se stesse per capire qualcosa, e Peppe cerca di sviare il discorso) E poi, vorrei sapere cosa centro io col vostro discorso!
VINCENZA
(Interviene anchessa alla recita di Peppe) La ringrazio signor... come si chiama? Cos, come viene mio marito, se ne congratula.
PEPPE
Lasci, lasci stare... a proposito di suo marito, quand che dovrebbe arrivare? Avrei da dirgli alcune cosette. (Ad Angelo) Mi scusi (tira in disparte Vincenza, mentre Damiano parla con lo zio). Vedi che in paese sanno quanto succede in questa casa, ed io ho una strana impressione che...
VINCENZA
Gi lo zio stanco sino ai capelli, ma glielo posso dire di sbrigarsi a fare testamento e andarsene? Peppe, quello mio zio !
PEPPE
(Guarda se pu essere visto e cerca di controllare la rabbia) Ah, tuo zio! E io, io chi sono? Capisci che tutti sanno in giro che mi comandi a bacchetta? E che per sbrigarti le faccende mi son dovuto vestire da donna? E tuo figlio, che si veste da uomo adulto e sfoggia per le vie del paese? Di tuo zio, poi... se ne dicono tante che nemmeno lo immagini, perch ognuno non sapendo chi e in questa confusione... insomma cerchiamo di cambiar suonata perch a momenti scoppia il quarantotto.
GREGORIO
(Fuori scena si sente un gran trambusto) Aiuto, aiuto! No, lorecchio no! Soffoco, soffoco! (Corrono tutti; Vincenza congeda Peppe che se ne va).
VINCENZA
(Fuori scena) Ch successo?
ANGELO
(Sempre fuori scena, si sentono grida di dolore) Aih! Aih! Si staccato lorecchio! Vincenzina, presto portatemi dal dottore! Io volere ripartire subito, di corsa, per America! (Rientrano in scena, Angelo si tiene lorecchio, sporco di sangue).
GREGORIO
(Fuori scena) Vieni! Scappi? Eh, se ti prendo! Qua devi venire!
VINCENZA
Lascialo stare zio, vediamo cosa ti sei fatto?
ANGELO
Mi ero solo abbassato per vedere cosa essere successo! E quello uno morso forte!
VINCENZA
(Guardando lorecchio. Meravigliata) Porco cane! Lorecchio ti stava mangiando!
ANGELO
Aih! Aih!
VINCENZA
Qua il dottore ci vuole! Damiano vai a chiamare il dottore!
DAMIANO
(Indicando i vestiti) Non vedi come sono vestito? Non hai visto poco fa quanto successo? Come ci vado?
VINCENZA
(Angelo continua a lamentarsi) Ti vai a cambiare! Presto, che aspetti? Non senti lo zio come fa?
DAMIANO
E allora??
VINCENZA
Come, lorecchio gli sta cadendo per terra e tu sei tranquillo!
DAMIANO
Perch non vai tu?
VINCENZA
Io? C ome vado, io, (indicando la pancia)combinata cos?
DAMIANO
Ti vai a cambiare!
VINCENZA
Vado a cambiarmi? E possibile mai che di te non devo farne nessun uso? Finire ha sta storia, non preoccuparti!
DAMIANO
E si, si! Sempre la stessa rogna! Come finisce se ne parla, aspetta che lo zio riparte, appresso te naccorgi! Sai che sta nocendo pure a me sta storia; quasi quasi che allo zio...
ANGELO
Dai Damiano, vieni o no? Porca della miseria, se avessi saputo che io dovere venire a trovare questo inferno e ora anche le bastonate e no, Vincenzina! Di certo non sarei venuto proprio, e che maniere! Io pensavo di venire finalmente a riposarmi uno poco di tempo, ma vedo che meglio ritornare in America a lavorare. Ora, intanto, vi prego, fatemi ritornare con tutti e due le orecchie!
VINCENZA
Vero, lorecchio! Me lero dimenticato! Su, corri Damiano, vatti a cambiare!
DAMIANO
Ancora! Come!
VInCENZA
Ho capito, inutile ripeterti le stesse cose, vuol dire che mi metto qualcosa sopra e vado io! (Esce nellaltra stanza per prendere qualcosa da mettere e va borbottando) Su, andiamo zio, prima che prendiamo lorecchi da terra. (Escono. Rientra solo Vicenza mentre Damiano stava recandosi, in punta di piedi, nella stanza dove dorme il nonno). E mi raccomando! Stai attento al nonno, quantomeno (ed esce).
DAMIANO
(Ironico) Stai attento al nonno; certo che sto attento, stavo andando appunto da lui! (Si accerta se la mamma gi lontana e riparte in punta di piedi, poi si avvia nella stanza del nonno e si ferma sulla soglia parlandogli con la voce doltretomba) Gregooorio! Sveeegliati! Il voooto, il vooto mi devi dare! Che fai, dormi?
GREGORIO
(Fuori scena) Si, si! Non mi bastonare che te lo do! Aspetta che prendo la scheda. (Si sente che cade dal letto) Aih! Aih!
DAMIANO
Ora che fai, cerchi la scusa che non vedi?
GREGORIO
No, no! Vedo benissimo! Sto arrivando.
DAMIANO
Eeee mi raccumando, senza ripensamenti. (Si nasconde sotto il tavolo).
GREGORIO
(Riolu, entra con gli occhiali rotti, non vede quasi niente ed entra tentoni) Qua, eccomi qua! Saccorge che vedo bene? (Ma, una sedia in mezzo ai piedi lo fa cadere per terra)Aih! Aih! Che sorta di capitombolo! L piaciuta la caduta? Questa ginnastica pura! Aih! Aih! (Si rialza e ricomincia a camminare tentoni. Damiano esce da sotto il tavolo e si va a mettere dietro un palt appeso in un appendi panni)Ma Signor imbro ma che dico!, signor popolo! Dov? (Guarda il palt, e, scambiandolo per mbrogghia populu, va a parlargli) Ah, qui ! Mi ero spaventato. Ma lei, chi veramente? Chi rappresenta?
DAMIANO
(In tono di rimprovero) Come ti permetti! Chi sono io ! Io sono tutto! E rappresentandomi, rappresento te e tutti quelli come te ! al moi posto, tu, chi rappresenteresti ?
GREGORIO
Per prima cosa... anzi per primissima cosa, rappresenterei i poverelli, si i poverelli e vecchietti come me che non hanno niente.
DAMIANO
I poverelli! (Ride) Ah! Ah! Ah! Caro Gregorio, sbagli! Il nostro diventerebbe un paese di poveri, come, caro Gregorio, se a rappresentarci fosse un mugnaio, di certo rappresenterebbe i mugnai con i loro mulini, lo stesso dicasi per i contadini, rappresenterebbero i contadini con i loro campi di zucche, ecc. ecc. Quindi, tu chi rappresenteresti? I poveri con la loro miseria! Allora, allora dimmi, il nostro non diventerebbe un paese di morti di fame?
GREGORIO
(Meravigliato) Minchione! Sa che non ci pensavo? Ha ragione! Ha veramente ragione! Gliela posso dare la mano?
DAMIANO
Certo! (E gliela porge).
GREGORIO
Che mano delicata che ha! Sembra quella di un bambino!
DAMIANO
Questo, caro Gregorio, perch rappresento pure i giovani!
GREGORIO
Sa che pensavo veramente male di lei? Le giuro che dora innanzi non sbaglier pi, e lei rimarr sempre nel mio cuore.
DAMIANO
(Sente lavvicinarsi di qualcuno e scappa nellaltra stanza con tutto il palt) Qui, sono!
GREGORIO
(Anche se non vede bene, riesce ad intravedere lombra che va via, e, rendendosi conto dessere rimasto solo, fa un gestaccio). T! Brodolone che non sei altro! (Entra Vincenza).
VINCENZA
Pap! Che sono questi gesti?
GREGORIO
Meno male ch andato via! Il fornaio, il mugnaio, il contadino... guarda un po se mi ha spiegato il perch io son sempre povero, anzi sai che ti dico: tee! Cos sicuro che tarriva!
VINCENZA
Pap, ancora? Entra zio (entra Ancilu, ha lorecchio tutto medicato).
ANGELO
(Entrando vede Gregorio e si tiene alla larga) Cosa essere successo Vincenzina?
VINCENZA
Niente, niente, non preoccuparti, mio suocero... parla da solo. (Saccorge degli occhiali rotti e chiede spiegazioni al suocero) Ch successo? E caduto?
GREGORIO
Imbroglia popolo, imbroglia popolo c stato!
VINCENZA
(Angelo fa segno come se gregorio fosse matto) Come? Imbroglia popolo?
GREGORIO
Si, e voleva che a qualsiasi costo gli dessi il voto. Capisci? Pure qui venuto! Allerta Vincenza! Mi ha raccontato pure del fornaio, del mugnaio, del contadino...
VINCENZA
(Ironica) Ah pure del contadino e del pecoraio non gli ha detto nulla?
GREGORIO
(Angelo continua a non capire) No veramente di lui non me ne ha parlato, no, no, no!
VINCENZA
(Sempre ironica) Ah, no? Va beh, ma non stia a preoccuparsi. Si sieda qui che quando torna gli parlo io; va bene?
GREGORIO
Si, si! Ma, stai attenta Vincenzina.
VINCENZA
Si, si, stia tranquillo.
GREGORIO
(Balbetta sottovoce mentre Vincenza parla con Angelo) Da una vita, da una vita che mi gira attorno! E stavolta non mi frega pi!
VINCENZA
Vedi qual la mia vita, zio? Quella davere a che fare con un vecchio stolido e un figlio che ne combina di tutti i colori, non ho proprio a chi badare prima. (Si ricorda di Damiano che ancora non ha visto) Ma, a proposito di mio figlio forse vero il vecchio vero ha avuto a che fare con imbroglia popolo come dice lui, (allusiva) ma bisogna vedere quale imbroglia popolo. (Entra nella stanza dove dormiva il nonno) Domiano, Domiano! Che fai, dormi?
DAMIANO
(Sempre fuori scena) Mamma, ho visto che tardavate e mi son coricato.
VINCENZA
Senti un p: non cera il nonno coricato in quel letto, o ricordo male? E cosa fai col palt messo?
DAMIANO
Che faccio? Sentivo freddo e lho messo; il nonno cosa? Io, per non svegliarlo mi coricai accanto a lui, mi sono addormentato e non so pi niente; perch dov il nonno, lo hanno rapito?
VINCENZA
Alzati, alzati! Ti faccio vedere io se lhan rapito! Senti unaltra cosa, com che ha pure gli occhiali rotti? Non che
DAMIANO
Mamma, io dormo e tu sognu! Come faccio a sapere degli occhiali del nonno, me lo vuoi dire?
VINCENZA
(Rientrando in scena) Poverino! Tu mai niente sai. (Si gira e lo chiama) Alzati, alzati! Meglio di tuo padre stai crescendo.
DAMIANO
(Uscendo nervoso) Minchia!!! In questa casa non si pu pi dormire! Andando avanti cos, lesaurimento rischio!
VINCENZA
Senti zio, neanche il tempo di venire al mondo e gi parla di esaurimento; ah che epoca, che epoca!
ANGELO
Certou, alla sua et, non essire tanto bello sentire dire queste cose, ma stando giustamente in questa casa, non vedo cosa esserci di meravigliarsi. No, no mia cara nipote! Io preferisco ritornare in America prima che maledire lo giorno dessere venuto! Uno poco quello (indicando Gregorio) terremoto! Uno poco (indicando Damiano) quello uccifero! Tu, con le tue svenimenti, la gente che volere conto e ragione; no, no, no, no! Io a solo pensare questo (facendo come se fosse diventato pazzo).
VINCENZA
Io, caro zio, ti capisco e vedo pure che stai resistendo fintroppo, forse perch ti trovi ad esser qui in un momento di calma(Angelo sbalordisce), perch ci sono giorni che, (facendo quasi la pazza) come dincanto, questa casa si trasforma, non sai pi s un manicomio o il teatro degli orrori!(Angelo ha paura).
ANGELO
Dovete farvi controllare cara nipote! Ecco! Perch lo tuo marito venire ogni morte di lo Papa! Poveretto! Ne avere torto?
VINCENZA
E, certi momenti, manca proprio lui in mezzo i piedi! Potremmo chiudere bottega!
ANGELO
Perch, anche lui essere uno terremoto? Come! Tu avere scritto che lui essere marito come dire
VINCENZA
Lascia stare zio, una cosa dire e unaltra fare.
ANGELO
Giodizioso! Si, ecco, cos dire.
VINCENZA
Lascia andare tho detto.
ANGELO
Avere detto male io?
VINCENZA
(Damiano, in punta di piedi, di dirige verso il nonno) No, no zio! E solo che fermo! Dove pensavi dandare? Giusto di questo parlavamo (lo prende per un orecchio). Come non ti sembra male! Come non ti vergogni! Dicevamo: quando arriva lo zio dobbiamo farlo riposare, fargli visitare un p la Sicilia; invece la faccia lhai proprio di bronzo! Non ebbi che dirci a padre e figlio, e guarda che teatro che stanno mettendo su! Ma finire ha, non preoccuparti.
DAMIANO
Senti, mamma, non ricominciamo con le solite litanie!
VINCENZA
Vedi storecchio? Io te lo stacco! (Lasciandoglielo) Togliti, togliti di qua e vedi un p dove andare, per carit.
ANGELO
Senti Vincenzina, io andare a vedere se trovare un notaio in paese, cos sistemare un po tutto e andare via di corsa, anzi a volo. (Bussano) Chi essere ora?
VINCENZA
Avanti.
PEPPE
(Vestito da Rosina) Buon giorno a tutti. (Saccorge che Angelo ha lorecchio medicato) Oh, signor Angelo! (Poi A Vincenza) Mi scusi signora se stamattina sono venuta in ritardo, sa, io non psso venire pi a farle le faccende. E sono venuta a salutarla perch devo partire, quindi
ANGELO
(Con grande esclamazione) America andare?!
PEPPE
Ma quale America e America! Magari Iddio!
ANGELO
Volere venire in America con Angelo? Io farti riposare for ever! Per sempre! Farti divertire un World! Un mondo! Quale lavoro? Now basta lavoro.
VINCENZA
Poverino! Li trova proprio a pennello!
ANGELO
Cosa poverino, (indicando Peppe) illa?
VINCENZA
(Indicando Damiano) No illo! No, dico il bambino no! E lei (indicando Peppe), anzi lui; insomma non sto capendo pi niente, zio!
ANGELO
(Indicando Damiano) Damiano portare con me? No! No! No! Io preferire, come dicevi tu, manicomio! Si, si! Altro che Damiano!
VINCENZA
Zio, portati via chi vuoi, a me basta che ne togli qualcuno da in mezzo i piedi! (Indica il nonno) Portati pure il nonno!
ANGELO
(Facendo le corna) Io (Guardando Peppe) Rosina portare, e basta! Finire di passare in pace e amore gli ultimi miei anni che rimanere. (A Peppe) Ok, tu dire?
PEPPE
(Preso alla sprovvista) E che devo dirle
ANGELO
Ok! Ok!
PEPPE
(A Damiano viene da ridere ed esce) E solo che mia moglie (correggendosi) ma che dico! Mio marito No! No! No! Non giusto che labbandoni, certo non che (guardando Vincenza) meriterebbe dessere considerato, ma cosa vuole pur sempre mio marito, e allora... sa come si dice dalle nostre parti? Se non vuoi guai con la moglie, dalle il culo (un piccolo salto e d le spalle ad Angelo) se no son doglie!!
ANGELO
Ma tu non essere il marito, essere la moglie!
VINCENZA
Zio, dici vero? Vedi che non sa nemmeno esprimersi bene, non sa quello che dice? Lasciala andare!
ANGELO
Dai Enzuccia, anche tu mortificare Rosina? Lei essere come dire sempliciotta; io sapere poi. come insegnarla. Allora! Venire con m? (Mettendogli la mano sulla spalla).
PEPPE
E a mio marito (guardando Vincenza), poveraccio, posso lasciarlo solo? No! No! No! No!
ANGELO
Si! Si! Si! Si! (Poi a Vincenza) Dai! Diglielo anche tu che con me starebbe di certo meglio.
VINCENZA
Zio, e io, io cosa vuoi che ti dica? Lei non pi bambina e sa ci che deve fare, anche se... (evidenziato) non capisce ci che sta combinando, (gli si avvicina e gli da, sul viso, dei piccoli schiaffetti, poi ironica) vero Rosinella?
PEPPE
(Stizzito) Forse meglio che me ne vado, prima che comincio a cantare tante di quelle canzoni che neanche la festival di San Remo!
VINCENZA
Pure! Avresti pure il coraggio di cantare! (Mettendosi le mani sui fianchi come a volerlo sfidare) E canta, canta! Quanto vediamo come fai!
PEPPE
Ah, si! Ora le faccio sentire io come canto! (Arrivati a questo punto capisce che gli conviene ancora recitare e canta una canzone allusiva) Che confusione, sar (ad Angelo) perch ti amo, (accarezzandogli la faccia, tanto che Angelo gli fa il cascamorto) unemozione che cresce piano, piano, stringimi forte, e stammi pi vicino, (Angelo gli si stringe sempre di pi) se ci sto bene sar uh! (E salta in braccio a zio Angelo).
ANGELO
(Se lo stringe a se) Ok! Ok! Vincenzina, ci siamo, lho convinta! Vai Angelo che ti sposi! (Ed esce con in braccio Peppe sotto lo sguardo meravigliato di Vincenza e Damiano).
VINCENZA
Porca vacca! Chi doveva andarlo a pensare che lo zio Angelo doveva proprio innamorarsi di tuo padre!
DAMIANO
Mamma, non che allo zio gli piacciono i (toccandosi lorecchio) maschietti? (Ride) Ah! Ah! Ah!
VINCENZA
Non ti sembra che stai venendo fuori meglio di tuo padre? (Esce)
DAMIANO
(Solo in scena, mima Peppe) Stringimi forte (Ride) Ah! Ah! Ah! A mio padre, madonna! (Va a guardare da dove sono usciti) Chissa dove saranno arrivati! (Avvicinandosi al nonno che dorme) E tu, dormi! Bravo Gregorio! Fai lo scemo, fai finta di non capire niente? ma tu non puoi passarla liscia, hai capito (Gregorio dorme) A no! Non rispondi? Ora ci penso io! (Va a prendere un secchio con dellacqua e sta per lanciarla al nonno).
VINCENZA
(Entrando saccorge di ci che sta facendo Damiano)Eih tu! Che stai facendo? Non ti rischiare! Come! Cervello non ne hai proprio. Vedi come finisce sta commedia...
DAMIANO
(La precede) Le bastonate saranno da orbi, te lo faccio fare io il pap, il collo devo rompertelo! Sempre la stessa cosa non ti secca ripeterla? E poi, cosa centra questo? Io volevo solo vedere se il nonno aveva i riflessi pronti.
VINCENZA
I riflessi pronti! Neanche dici se il nonno sapeva nuotare! Ti piacerebbe se la mattina, qualcuno ti svegliasse con un secchio dacqua?
DAMIANO
Cosa centra la mattina! Questa ora , di dormire?
VINCENZA
Veramente, questa ora di andarti a cambiare, e di corsa pure. Tanto oramai non hai pi niente di che fare... il pap! Lo zio ora viene col notaio, fa quello che deve fare... sempre se le sue intenzioni sono buone, e subito ricominciamo a districare questa matassa troppo ingarbugliata.
DAMIANO
E devo cominciare io a districarla? Sai che ti dico, che io vado a coricarmi, pure a me sta nuocendo sta falsa; e per capirci meglio, svegliami quando in questa casa non c nemmeno un gatto in mezzo ai piedi. (Si tappa il naso guardandosi attorno) Sento puzza di bruciato! (Esce).
VINCENZA
(Rimane a guradarlo meravigliata) Ora dico io, se non si passano certe cose, si credono? Neanche dice, per esempio, come fare ad uscire da questa storia, no! Sta crescendo preciso suo padre! Dico! Poi, pi fortunati sono! La stupida che bada a loro lhan trovata, lo sciocco che lascia tutto anche, quindi... che motivo hanno di cambiare? Non ci manca niente!
DAMIANO
(Affacciandosi alla porta) Mamma, ma perch tavvilisci tanto, visto che non ci manca niente?
VINCENZA
Vedi tu, se non cambi cervello, a quella cosa buona di tuo padre lo superi.
DAMIANO
Cosa centra mio padre, ora?
VINCENZA
Ah, no! Se tuo padre avese avuto pi giudizio e sarebbe stato come quello che io ho sempre descritto allo zio, tu pensi che cera motivo darrivare a questo?
DAMIANO
E pap, mamma, ora che lo zio ha perso la testa per lui? (Meravigliato) Madonna! Ci pensi se lo zio entra in crisi? Cio che piglia una cotta? Io lo so come andr a finire! (Ride).
VINCENZA
Ah, ridi pure! E parla, parla! Sentiamo come andr a finire.
DAMIANO
Che come si coricheranno assieme... tu mi capisci? Lo zio allunga la mano e... vallo a prendere lo zio! Salter dal letto come un grillo; io credo che dalla spavento, in America a piedi ci andr.
VINCENZA
Ah, tu a questo pensi? No a quel poverino che dopo quel gran viaggio per venire sin qui, ha dovuto sopportare tutte queste angherie: la paura, lorecchio che stava perdendo, lumiliazione che prover nello scoprire chi veramente Rosina... eh no! A questo non dobbiamo arrivare, pure questo no! Senti che facciamo, tu stai attento al nonno, per... mi raccomando! Come arrivano col notaio non far capire niente, dirai loro che io sono dovuta andare a prendere le pillole per il mal di testa al nonno e che a momenti torno.
DAMIANO
E tu, dove vai?
VINCENZA
Tho detto che a momenti torno. Mi raccomando, non svegliare il nonno! (Esce).
DAMIANO
E va bene, va bene! Per me pu dormire sino allanno prossimo. Era meglio se non veniva lo zio, chi glielo ha fatto fare! Sarebbe stato meglio per tutti; io avrei finito di tagliar la legna, non mi sarei fatto le budella fradicie con tutti, non avrei nemmeno fatto il... pap che per quanto mi son permesso nemmeno le bastonate che ho preso! Ed io, da grande dovrei diventar pap? Quando mai! I figli se vogliono arrivare che arrivino pure, anche un camion, ma io sicuro che non vado a cercarmeli. Sapete invece cosa mi piacerebbe fare? (Aditando il nonno) Eccolo quello che vorrei fare? Non si pu disturbare, non lo si pu svegliare, guardatelo! Dorme come un ghiro e se ne frega di tutto; se gli gira di buttare qualcosa dalla finestra lo fa e guai chi parla! Dandare a scuola non vuol sentirne insomma, assoluto e basta! Questo voglio fare, il nonno! Anzi quanto vedo un p (fa alzare il nonno, il quale lo segue, mano per mano lamentandosi, nella stanza da letto).
GREGORIO
Che stai facendo? Lasciami! Dove mi porti?
DAMIANO
Non si preoccupi, ora lei si corica e alle altre cose ci penso io. (Rientra in scena aggiustandosi i vestiti del nonno ed imitandone la voce., mentre Gregorio si lamenta dal freddo). Ora vediamo chi ha i coraggio di toccarmi! (E si va a sedere sulla sedia del nonno, imitandolo). Vai a prendere la scheda! (Alla sedia) Ch, non ci senti? Con te parlo!
ANGELO
(Si sentono arrivare gli altri) Entrare, entrare! (Entrano: un notaio anziano con occhiali da vista spessi, Peppe con una valigia pronto a partire, ed Angelo che cerca, entrando, di capire dove possa essere andata Vincenza,la chiama, non risponde nessuno). Vincenza! Vincenzina! Sbrigare, che notaio avere premura e io andare a fare biglietto, prima che essere tardi e nave partire senza di me e Rosinella (stringendosela e coccolandola un po).
NOTAIO
Allora! Siamo venuti per corteggiare o per fare il da farsi? Perch io, ve lho gi detto davere molti impegni, molti altri atti dandare a fare, a questo, avete tempo lungo il viaggio.
ANGELO
Lei non capire cosa essere innamoramento, anzi sbrighiamoci, non vedere lora di essere sullo ferribboott.
NOTAIO
Allora, io sottoscritto Pascullo Angelo, nato a il etc dichiaro di donare tutti i miei averi in codesto paese, (poi ad Angelo) e In America, ha niente da donare? Cos procedo
ANGELO
In America avrei ancora tantissime cose, ma quelle cose io donare a quisto mio amore Rosinella; sei contenta Rosina?
PEPPE
Ah, no! Questo mai e poi mai! Io non voglio quello che gi aveva promesso alla signora Vincenza, io al solo pensiero di farle un torto, quasi quasi... niente, non voglio quello che gi avevav promesso ad altri; io ho tanto rispetto per la signora Vincenza che al solo pensiero, quasi quasi... niente, non voglio niente, anzi sa che le dico?
ANGELO
Come? Essere tu, davanti al notaio e continuare a darmi del lei? (Al notaio) Lei non fare caso a quello che dire, essere molto timida!
NOTAIO
(Un po adirato) Non stia a formalizarsi, io sono venuto esplicitamente per latto di donazione, quindi vogliamo concludere che ho fretta!
ANGELO
Ok! Ok! E che cosa avere detto? Io a voi pagare bene! Dollari! Capito dollari? Non avere motivo di premura, capito premura?
NOTAIO
Sentite signor (leggendo come scritto sul foglio) Pascullo, (facendo con le mani come a stringere i tempi) cagliamo, capito cagliamo? (Angelo fa segno di si) E allora vediamo quello che dobbiamo fare che il tempo stringe.
ANGELO
Allora, Rosina bella, cosa stavi per dirmi?
PEPPE
Dicevo di non voler niente, anzi sbrighiamoci se vuole che devo venire in America, non voglio portarmi rimorsi dietro.
ANGELO
Allora, lei (al notaio) mettere che io mandare dallAmerica (facendosi i conti) alla mia sempre nipote
NOTAIO
Eravamo arrivati (rileggendo) di donare i miei averi in codesto paese e la somma in denaro di lire allora, quanto devo scrivere?
ANGELO
In dollari? O in lire?
NOTAIO
Conviene, visto che deve mandarli, mettere in dollari.
ANGELO
Quanto essere duicentomila dollari?
DAMIANO
(Meravigliato) Minchia!!!
ANGELO
(Si girano e Peppe strofina le mani per la gran somma) Non fare caso a quello, notaio, lui essere uno uccifero!
NOTAIO
Quanto essere? Niente noi mettiamo una postilla e richiamiamo sotto, quindi e. in codesto paese e di mandare dallAmerica, la somma di duecentomila dollari, dico duecentomila, e poi c pi niente?
ANGELO
Solo questo, la casa grande di America, poi, dopo parlare, per ora io stare la! E certamente la mia qui presente (facendo il cascamorto ) Rosinella.
NOTAIO
Dunque, rileggiamo, io sottoscritto Pascullo Angelo, nato a il residente in America in via Numero dichiaro di donare tutti i miei averi come da atti inclusi e di mandare dallAmerica la somma di duecentomila dollari, dico duecentomila (facendo come se scrivesse per davvero)alla qui presente ed unica erede nipote (meravigliato) e ditemi, dov la fortunata nipote?
ANGELO
(Guardandosi in giro) E che ne sapere io?
NOTAIO
E devo saperlo io dov? Ma ditemi, questa vostra nipote, consensiente nel ricevere questa eredit?
PEPPE
Certo! Come no! Com staltro!
NOTAIO
Come si permette? Ed pure una donna!
ANGELO
(Che cera rimasto male anche lui, fa finta di andare avanti) Scusatela, scusatela notaio! Intanto mia nipote strano che non essere qui! Nemmeno il piccolo Damianuccio! (Al nonno) Solo quello, e a quello meglio lasciarlo dormire!
VINCENZA
(Entrando stanca) Scusatemi! Aspettavate me? Io Damiano non lha detto che sono andata a prendere le medicine al nonno? E lui non c?
ANGELO
Veramente poco fa chiamare, ma nessuno rispondere, per abbiamo veramente finuto, vero, notaio?
NOTAIO
Si, occorre solamente che lei legga il testamento per presa visione, dopo di ch la firma ed fatto.
VINCENZA
Aspetti che do... (Va dal nonno per dargli la pillola ma); tu!!! Gran pezzo di cornuto! Ma come s vestito? Unaltra, ora!
DAMIANO
(Cerca di imitare il nonno) E tu chi sei? Lhai portata la scheda?
VINCENZA
Ancora? Guarda, guarda! Allora la tua una vera malattia! Ma non preoccuparti che le medicine pure per te le ho! (Lo alza per le orecchie, ancora gli altri non hanno capito niente).
DAMIANO
(Parlando ancora con la voce del nonno e inizziando a camminare come il nonno, e visto che la mamma lo vuole riprendere per le orecchie scappa veloce). Aiuto! Aiuto!
ANGELO
(Che ancoranon riusciva a capire) Quello, essere diventato troppo veloce! Non essere sembrato nonno!
VINCENZA
Damiano era, zio, Damiano! Forse meglio lasciarlo andare. Signor notaio dove eravamo giunti? Su, quanto firmo, e per il resto ho fiducia a lei e allo zio pure. Vediamo di concludere che gi il bollore uscito fuori dalla pentola. .
NOTAIO
Contenta lei, contenti tutti. Firmi qua (indicando il testamento).
VINCENZA
(Prima di firmare rimbocca le maniche, e, dopo un insieme di movimenti aiutati da tutto il corpo, firma e si asciuga il sudore). Oh!!! E ora, ora che viene?
NOTAIO
Come che viene! Ora, ricca! Sa quello chelei ha ereditato? Cerchi di farne buon uso. (Poi si rivolge ad Angelo) Allora, prendendo di sotto e mettendola sopra... capito sopra?
ANGELO
Ok! Ok!
NOTAIO
Mi deve la somma di lire duecentomila.
VINCENZA
Il contratto per, zio, vorrei pagarlo io, quindi
PEPPE
(Per non farla pagare sinventa una scusa) Signora Vincenza, dalla stanza da letto lhanno chiamata.
VINCENZA
Me? (Si avvia nella stanza da letto mentre lo zio paga il notaio. Si sente parlare Vincenza fuori scena) Tu hai chiamato? Che hai combinato? Come mai il nonno nudo?
DAMIANO
Di quanti ce n la dentro giusto con me devi prendertela?
ANGELO
(Conclude col notaio e chiama Vincenza) Vincenza, Vincenzina! Vieni, che il notaio andare via!
VINCENZA
Qui, qui, sono, zio! (Entra)
NOTAIO
(Porgendole la mano) A rivederla cara signora e tanti auguri ancora (Si avvia ad uscire, ma, compare Tot che stava entrando non saccorge del notaio e lo fa cadere per terra).
TOTO
(Adirato) Buon giorno a tutti! (Il notaio tenta di rialzarsi) Dov, dov mia moglie? (A Peppe che, vedendolo si adira di pi) Ah, qui sei! Vieni qua, qua devi venire donnaccia di strada! (Lo prende per unorecchio; Ancilu cerca di nascondersi) Dove pensavi dandare? Grandissima zoccolona che non sei altro! (Lo porta verso il proscenio).
PEPPE
Aih! Aih! Aih! Lorecchino, lorecchino! Lorecchio si strappa! (Sottovoce al compare) Compare Tot, io sono Peppe; diventato pazzo? Cosa sono queste bastonate? Neanche quandero piccolo
TOTO
Ah, si! E ora, ora che sei diventata grande, te ne vuoi andare con lamericano? Brutta zoccola! (Facendolo sentire agli altri per non fare capire dellaccordo che ha preso con Vincenza) Ma a proposito damericano, dov, dov? che ha fatto, fuggito(Angelo cerca di non farsi vedere da sotto il tavolo, il notaio spaventatissimo scappa via, mentre Vincenza gli indica dove si trova).
VINCENZA
E basta, basta compare, che cos? Sua moglie non qui, che motivo c dadirarsi tanto?
TOTO
(Riprende, sta volta per i capelli, Peppe; mentre Damiano entra e si siede divertito a vedersi la scena) Grandissima puttana! Ti faccio partire io per lAmerica
VINCENZA
(Anche lei deve recitare per non fare capire nulla) Ih, compare! E ora basta! Mio zio nemmeno lha toccata! Lei sta facendo come se lavesse....
TOTO
Questo come arriva a casa lo posso vedere!
VINCENZA
Scusi, compare, ma lei le lscia il segnale ogni volta che... Piuttosto veda un po cosa deve fare con la (ironica) signora, e conducetevela a casa! (Damiano osserva strofinandosi le mani).
TOTO
(La prende ed esce) Buon giorno ancora! (Mentre, da sotto il tavolo, Angelo accorgendosi che sono andati via si alza. Tot, che si era dimenticato la giacca, rientra tenendo sempre Peppe in malomodo, e si accorge di Angelo). Scusate ho dimenticato... ma lei, anzi tu non sei... certo! Tu sei quello che volevi portarsi mia moglie in America (Si toglie la cinta dei pantaloni e comincia ad inseguirlo. Tutti girano attorno al tavolo. Damiano va verso il pubblico).
DAMIANO
Ma... non vi pare che manchi mio nonno? (Esce facendo rumore fuori scena).
GREGORIO
(Fuori scena) Chi sei?
DAMIANO
(Sempre fuori scena) Come chi sono! Sono imbroglia popolo! E sono venuto per farti assaggiare il bastone!
GREGORIO
(Ancora fuori scena, mentre Tot insegue Angelo attorno al tavolo con dietro Peppe e Vicenza) Aiuto! Aiuto! Il voto, il voto vuole!
DAMIANO
(Entra Gregorio e si mette in coda agli altri che girano attorno al tavolo. Damiano, che era entrato vestito da pap, deciso, ferma tutti). Aaalt! (A Tot)Tu, chi sei?
TOTO
(Meravigliato) Io sono compare Tot!
DAMIANO
E allora a casa! (Esce compare Tot; poi a Peppe) E tu! Chi sei?
PEPPE
(Con rabbia contenuta, e confuso) Io veramente, neanche io so chi sono! Ah, Rosina, Rosina la cameriera sono!
DAMIANO
E allora via! Via appresso a tuo marito! (Ed esce anche Peppe, mentre Angelo guarda Damiano e non sa cosa fare) E tu, chi sei?
ANGELO
(Stanco ed avvilito) Io essere uno stanco e volere partire subito per America!
DAMIANO
E allora via! Prima che parte la nave! (Angelo scappa; poi si trova davanti a Gregorio semi nudo) e tu, cosa fai nudo?
GREGORIO
La scheda, dov l a scheda?
DAMIANO
Su,, (indicandogli la stanza da letto) vatti a vestire; ancora? (Poi guarda la mamma che rimasta seduta stanca in un angolo e le si rivolge con tenerezza) E tu, che fai da sola, mamma? (Vincenza alza le spalle. Damiano inizia a spogliarsi mentre Vincenza lo guarda meravigliata).
VINCENZA
Cosa stai facendo ora? Cosa vuoi fare? Di chi devi vestirti ancora?
DAMIANO
Mamma, ho capito finalmente chi devo fare, e voglio farlo per come giusto che sia.
VINCENZA
E cosa, cosa?
DAMIANO
(Che si era gi spogliato rimanendo con i suoi abiti) Voglio fare Damiano, Damiano voglio fare, mamma! (Andando dalla mamma che lo accoglie a braccia aperte).
fine


