Tonnarella, 22 febbraio 2013
LA POLITICA DI CICCIO PAGLIACCIO
Commedia brillante in due atti di: Rocco Chinnici
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Quando la governabilit di un paese gestita da pagliacci, la comunit, grande o piccola che sia, portata ad estinguere queivalri che un tempo ci rendevano uomini veri; mentre ora
PERSONAGGI
Ciccio candidato a sindaco
Maria moglie
Orazio segretario di Ciccio
Sebastiano
Luigi
Peppe
Angela
Domenico
(Scena: interno di una sezione di partito. Ciccio, candidato a sindaco, svolge la sua campagna elettorale invitanto e promettendo ad elettori persino limposibile).
CICCIO
Siamo pronti, Orazio?
ORAZIO
Ma pronti a cosa? A prendere in giro la gente? Certi momenti mi prendono tanti di quei rimorsi!
CICCIO
Oh, Orazio, Orazio! Il rimorso pi grande quello di perdere le occasioni che ci passano davanti, e poi stiamo l a mugugnare e ripeterci: Ah, se sapevo! Ah, se avessi fatto! Questa la vita; oggi tocca a noi avere il coltello dalla parte del manico, domani tocca ad altri. Su, smettila adesso e iniziamo col far entrare i primi.
ORAZIO
Si ma questo non vuol dire che dobbiamo allearci con la chiesa e i capitalisti che rappresentano i soldi!
CICCIO
Ah no! E allora con chi dobbiamo allearci, con quelli che rappresentano la miseria? Oh, Orazio, Orazio! Devi sapere che i soldi producono soldi, mentre i pidocchi partoriscono pidocchi! Se ci alleamo con i partititi poveri segno che ce la faremo grattando (facendo come grattarsi i pidocchi) pidocchi; mentre, alleandoci con i capitalisti che sarebbero quelli che hanno i soldi, ci sistemiamo del tutto! E, non avendo nullaltro da fare, ce la faremmo grattando non certo ai pidocchi ma quelle cose (allusione alla parte bassa). E avendo pure come alleata la chiesa, saremo anche fra le braccia del Padreterno! Capisci? Ora rispondi, cosa preferisci grattarti?
ORAZIO
Don Ciccio, se proprio devo rispondere come lho sulla bocca dello stomaco, io preferirei, anzich grattarmi, grattugiarmi un po di formaggio sul piatto con la pasta in bianco e un filo dolio, che avere a che fare con questi lacci di forca. Persino padre Fef s alleato con questa gentaglia! Ma dove sono andati a finire i bei tempi di una volta, quando si moriva per certi valori!
CICCIO
Gli ideali, dici? Ma se non sono nemmeno rimaste le ideee! E padre Fef, come dici tu, non fa altro che rappresentare buona parte della chiesa di oggi, corotta e con le mani in pasta inaffari illeciti con le banche! Ah, cosa credevi che la chiesa oh, grandissimo gnocco! (Fesso). Ma non vedi che la chiesa ha le mani nelle pi grandi banche del modo! Altro che povert e miseria! Non vedi come vestono i signori del Vaticano? Ori a destra e ori a manca, e poi hanno anche la sfrontatezza di ricordarci che muoiono ogni giorno miglia di bambini per la fame! Farabbutti! Ah, se io fossi Ges Cristo! Mi ricaricherei la croce sulle spalle e me ne uscirei dalla chiesa in quattro e quattrotto! Oh Orazio, quanto sei ingenuo! Dimenticali i tempi di una volta; evi sapere che: la politica, oramai, come un formicaio, ogni politico pensa per il suo prossimo inverno. E tho fatto questo paragone affinch tu capisca meglio. Non avere rimorsi, su, e dammi ascolto; questa la vita di oggi: ogni tempo ha il suo di tempo! E quello di ora questo; vuoi capirlo o no! E ricordati che ogni lasciata perduta.
ORAZIO
Come, la gente sa che rappresentiamo il popolo!
CICCIO
Ma tutto il mondo formato da popoli! C il popolo francese, il popolo americano, quello cinese il nostro un popolo italiano!
ORAZIO
Allora il nosro partito non ha pi una bandiera perch rappresenta un formicaio?
CICCIO
Sulo se saremo eletti! Formicaio diventeremo dopo essere eletti, non appena metteremo piedi al governo, ma prima dobbiamo lavorare come le formiche, dalla mattina sino a sera, promettendo di tutto, persino limpossibile. Proprio come fanno le formche per assicurarsi il prossimo inverno. Hai capito, o ancora no? E ora, su, non pensarci pi e cominca col fare entrare quelli che aspettano.
ORAZIO
(Apre la porta e chiama) Come lei comanda. Avanti a chi tocca.
SEBASTIANO
(Persona molto educata e soprattutto timida) Bacio le mani don Ciccio.
CICCIO
Prego, prego, accomodati. Tu mi pare che sia Sebastiano, il mastro dascia, il figlio di Vincenzo, o sbaglio?
SEBASTIANO
No, no, non sbaglia proprio, sono quello! Il figlio di Vincenzo, si. Era lui mastro dascia, e prima di lui mio nonno; io, oramai con i tempi moderni sono mestieri gi in disuso, non ho pi cosa aggiustare oramai. Per rimasto anche a me il marchio di mastro dascia. Ah, ma vedo che a lei non sfugge nulla! Riesce a ricordare uno di tutto!
CICCIO
E allora qui sarei, a fare il politico! Tu sai che mi candido a Sindaco, vero?
SEBASTIANO
E certo che lo so! C il paese pieno. Io per questo che mi trovo qua. Avrei bisogno di
CICCIO
(Curioso di sapere) E cosa dice, cosa dice la gente? Sar eletto, o no?
SEBASTIANO
Don Ciccio, sa com il paese: c chi dice una cosa, c chi ne dice un'altra; poi ci sono i falsi, quelli che davanti, gli fanno una faccia e poi dietro lei capisce quello che voglio dire.
ORAZIO
(Alludendo al fatto che anche Ciccio sta facendo cos) E come se lo capisce don Ciccio!
SEBASTIANO
(Non capisce lallusione) E certo, lui una persona onesta!
ORAZIO
Eh, avoglia!
CICCIO
Hai finito Orazio e mi lasci parlarei? Caro Sebastiano, devi sapere che la gente avr sempre da ridire. Ma se io riuscissi a diventar sindaco, a mol li farei ricredere! Devo sistemare tutti in paese quelli del mio partito sintende! (Finta di essere guardingo guardando verso la porta) Prima di tutti, te, naturalmente!
SEBASTIANO
Don Ciccio, gi io sono bello e sistemato!
CICCIO
(Fraintende) Ah, si! E dove, dove lavori?
SEBASTIANO
(Alludendo che non lavora) Dove lavoro dice? Al manicomio!
CICCIO
(Non capisce lallusione) Davvero? Sai che non lo sapevo! E pure a saperlo prima, tavrei sistemato io l; conosco certi amici che no non me lo avrebbero detto. Ma siccome gi tu sei li dentro
SEBASTIANO
(Sbalordito, guarda Orazio) Davvero ha amici li dentro, don Ciccio?
CICCIO
E come, no! Amici fidatissimi, che basta dica loro: mi serve pensa, nemmeno mi fanno finire la frase e gi mi danno quanto mi serve, il posto di lavoro in questo caso. Certo non pi il tuo caso, giacch sei gi bello e impostato l dentro; ma se dovessi avere di bisogno, sappi che sono a tua completa disposizione. Ora mi dici perch sei qui?
SEBASTIANO
(Intimidito da quellaffetto profuso) Veramene io se lei dice di conoscere davvero tutta quella gente l dentro al manicomio
CICCIO
(Vedendolo in imbarazzo) Ah, ora capisco! Tu, hai bisogno di una raccomandazione, (Sebastiano gioisce) vuoi fare il capo sala!
SEBASTIANO
Beh, proprio il capo sala no.
CICCIO
Allora scommetto linfermiere capo!
SEBASTIANO
(Sempre con lo sguardo assente e intimidito) Veramenei neanche quello.
CICCIO
Nemmeno linfermiere capo! E allora mi spieghi cosa fai li dentro?
SEBASTIANO
(Timidissimo abbassa lo sguardo a terra) Vuole proprio saperlo?
CICCIO
E certo, altrimenti perch te lo chiedo!
SEBASTIANO
Ancora non lha capito don Ciccio? (Abbassando lo sguardo) Niente, non faccio nente!
CICCIO
Ah ma cos rischi che ti licenziano! E allora che cosa vuoi da me? Che dica loro di mandarti lo stipendio a casa ogni fine mese, cos non va pi al manicomio?
SEBASTIANO
(Timidissimo) Io, veramente
CICCIO
Niente, non dire niente e non stare a preoccuparti, e non deve emmeno sembrarti male sai; penso io a tutto. (A Orazio) Scrivi Orazio: mandare ogni fine mese lo stipendio a casa di Sebastiano. Sei cuntento? Quando ci sono gli amici quelli veri sintende! Si puo pure andare in paradiso avendo combinato le cose pi sporche di questo mondo! Altri comandi Sebastiano?
SEBASTIANO
Io le volevo dire
CICCIO
(Battendogli la mano sulla spalla e accompagnandolo alla porta) Tu, non hai di che ringraziarmi tho detto! Ora vai, che a breve avrai lo stipendio sino a casa. Salutami tanto tuo padre, e dillo pure a lui che sono candidato a sindaco, mi raccomando pure ai parenti diglielo. (Sebastiano esce a testa bassa. Poi a Orazio). E questo il primo. Vai col secondo.
ORAZIO
Don Ciccio, ho avuto limpressione che Sebastiano non lavora in nessun posto. Lei parlava avanti avanti e a lui sembrava male interromperla per dire che era senza lavoro; e al manicomio lo ha detto perch intendeva dire dessere senza lavoro, disoccupato, in mezzo ad una strada. Per fortuna che ancora ce n di questa gente onesta che abbia un po di dignit. Poveraccio, venuto qui, spinto dal bisogno, e poi fin ha finito col rimanere onesto e pieno di dignit.
CICCIO
E disoccupato. D pure disoccupato. Gli sembrato male? E il male a lui rimasto!
ORAZIO
E ora mi spiega come fa a promettere pure di mandare lo stipendio a casa? Non pensa che abbiamo iniziato male con le promesse?
CICCIO
E zitto, sciocco! Tu scrivi, che al resto penso io. Fa entrare il prossimo.
ORAZIO
Come dice lei. (Aprendo la porta) Avanti il prossimo.
LUIGI
(Balbuziente) La-la la-la sa-sa sa-saluto, do-don do-don Ci-ciciccio. Co-co co-co
CICCIO
(Alludendo al fatto che balbetta, guarda lorologio e si rivolge a Orazio) Ancora assai ce n di gente?
LUIGI
(Credendo che abbia chiesto a lui) Aaaa me-me do-do do-do do-doma-ma nd?
CICCIO
No, no, non chiedevo a lei; si sieda, a Orazio avevo chiesto.
ORAZIO
Assai? E pieno pieno l dentro! Abbiamo appena cominciato!
CICCIO
Ha inteso don Luigi? Di l c molta gente che aspetta, quindi tagliamo e arriviamo subito al dunque, e cerchi soprattutto di farsi capire a gesti s il caso, se no si fa notte, e la gente che aspetta, finisce che saddormenta, ha capito? Allora, dica pure o meglio, si faccia capire.
LUIGI
(Un po risentito) Che-che pe-perch pa-parlo co-co-cos? (Comincia a rimboccarsi le maniche guardando Ciccio il quale comincia a preoccuparsi) Iiiiooo
CICCIO
(Preoccupato) Aspetti, aspetti! Ma che cosa vuol fare? Io non volevo offenderla, per lamore di Dio!
ORAZIO
(Interviene) Si calmi signor Luigi, e che cos, ancora non successo niente!
LUIGI
Di-dice che-che che-che lo-lo vuo-vuole spi-spiegato co-con gli ge-gesti.
CICCIO
(Capisce e si tranquillizza) Ah, niente meno! Continui, continui pure allora. (A Orazio) Lui, ci sta spiegando a gesti quello che avrebbe dovuto dire a voce, hai capito? Ed io che pensavo
ORAZIO
Veramente anchio pensavo che (facendo segno di botte). E come, senza cuminciare, pensai! Figuriamoci dopo!
LUIGI
(Si ferma a guardare Orazio, meravigliato) Che-che che-che vo-volevi di-di-di-di-dire, co-con que-questo do-dopo?
ORAZIO
(Non sa come giustificare) Ma niente, cosa va a pensare! Io volevo dire: dopo nel senso di dopo, no di ora, come qualmente che stiamo cominciando ora a fare politica! Ha capito?
CICCIO
Smettila di fare altre domande, non vedi che deve ancora rspondere alla prima! (A Luigi) Parli, parli pure don Luigi e lo lasci perdere Orazio; dunque, dove eravamo arrivati?
LUIGI
(Intanto si era finito di rimboccare le maniche, poi fa il segno con la mano, con lindice e il mignolo aperti, come fosse una cornetta telefonica e lappoggia allorecchio, mentre con laltra mano fa come se entrasse ed uscisse spinoti in un banco di centralino) Ca-ca ca-capito?
ORAZIO
(Ciccio cerca di capire interrogando con lo sguardo Orazio) Niente di meno! Dice di volere lavorare al centralino.
CICCIO
(A Luigi) Ah si, al centralino le piace lavorare?
LUIGI
(Contentissimo) Ssss-si! (Riabbassa le maniche).
CICCIO
E una parola! (Luigi non capisce e lo guarda stupito) No, niente, volevo dire una parola no nel senso di come parla lei, ma
ORAZIO
(Cerca dintervenire facendo desistere Luigi e abbandonare quella richiesta di lavoro non idonea a lui) Per forza al centralino deve lavorare? Non c un'altra cosa che le piace fare?
LUIGI
(Guarda i due e rialza le maniche. I due si guarderanno preoccupati) Si-si si-si si
CICCIO
Per forza deve alzarle e abbassare queste benedette maniche?
LUIGI
Se-se no, mi-mi mi-mi mi-mi piacerebbe fa-fare lo-lo lo-lo lo-lo spe-spec.
CICCIO
(Non capisce e guarda Orazio) Lo che? Che cosa ha detto, lo spec? Ma cos questo spec, qualche nuovo lavoro nei servizi sociali?
LUIGI
(Non capisce) Co-cosa, lo-lo lo-lo spec?
ORAZIO
Ah, niente meno! Forse vuole dire che le piacerebbe lavorare al banco di salumeria e tagliare il prosciu (Luigi fa segno di no) no? (Luigi prende da sopra il tavolo il taglia carta e gli altri si allarmano cercando di farglieli possare togliendoglieli dalle mani, creando un tira e molla a non finire, Confusione generale e a soggetto).
CICCIO
Lei, le cose che sono posate qui sopra non deve toccarle! Ha capito? (Luigi lo guarda e ricomincia col prendere di nuovo il taglia carta come se volesse infilzarli).
ORAZIO
(Orazio cerca di farglielo posare) Signor Luigi, tutti questi gesti deve cercare di evitarli, se no un colpo ci fa prendere! Ora si calmi e si spieghi meglio.
LUIGI
(Un po adirato perch non compreso, li guarda minaccioso) Ah, ssssi! (Prende dalla tasca un grosso coltello e i due corrono a mettersi uno dietro il tavolo allarmati, e laltro sale su di una sedia e con le spalle al muro. Luigi apre il coltello e se lo mette davanti alla bocca come fosse un microfono) Que-questo vo-vo vo-voglio fare!
ORAZIO
(Si rassicura e fa un sospiro di sollievo scendendo dalla sedia) Niente meno! Questo vuol fare?
LUIGI
Ssss-si!
ORAZIO
Ma poteva dirlo prima!
CICCIO
(Che guardava i due meravigliato) E sarebbe?
ORAZIO
Annunciatore, o meglio ancora lo speaker. (A Luigi) Lei diceva spec, potevamo capirlo.
CICCIO
E come, come quello che (Annuncia un trenu come fosse uno speaker) E in arrivo, al terzo binario, treno proveniente da Siracusa! Questo dice? Quello che annuncia i treni?
LUIGI
(Felicissimo) Sssssi! Pu-pu pu-pure que-questo (Cerca di annunciare anchegli). Eeee i-in arri-rivo a-a a-a
CICCIO
(A Orazio) Dico, te lo immagini! I viaggiatori finisce che scendono tutti, e lui ancora che parla beh, per modo di dire (A Luigi che ancora parlava) Basta basta che abbiamo capito. (A Orazio) Sai che fai Orazio? Scrivi: centralinista.
ORAZIO
Ma
CICCIO
E scrivi tho detto! (A Luigi) Va bene cosi?
LUIGI
(Luigi strofina le mani dalla gioia) Pu-pure buono !
CICCIO
Altri comandi?
LUIGI
(Allunga la mano a ringraziarlo) Gra-gra gra-gra
CICCIO
Niente, lasci perdere con i ringraziamenti, e tenga conto che a breve sieder al centralino. Mi raccomando i voti, non scordi di fare voti per me!
LUIGI
Io (Riprende a rimboccare le maniche).
CICCIO
Ancora con queste maniche! Lasci stare le ho detto, che ho gi capito. (Lo accompagna alla porta ed esce). Oh, certi momenti, sembrava che stesse per darci bastonate con quellalza e scendi di maniche!
ORAZIO
Non ancora detta lultima parola, sa, don Ciccio. Perch anche se lei venisse eletto, non che sia tanto facile scaparsela dalle bastonate, con tutte queste promesse che ha fatto!
CICCIO
Che bel segretario mi sono scelto! Ma ci provi gusto a lamentarti? Vai, vai per laltro.
ORAZIU
Don Ciccio, glielo dico sin da ora: io, con tutte queste promesse non centro per niente! (Apre la porta e si sente un vociare di gente che vuole entrare).
VOCE FUORI SCENA
Scusi, ma dove va lei? Tocca a me dentrare! No, no, tocca a me! inutile che insista!
ORAZIO
Non occore che vi accalcate cosi don Ciccio qui per ricevere tutti, non serve litigare. Mettetevi daccordo. A chi tocca adesso?
VOCE FUORI SCENA
E va beni, entri pure; ma dopo tocca a me!
PEPPE
(E cieco, ha un paio docchiali scuri ed entra a tentoni col bastone) Buon giornu don Ciccio. (Fa per andare in un'altra stanza).
CICCIO
Corri, vai a prenderlo! (Orazio lo corregge).
PEPPE
Scusatemi, io
ORAZIO
Non stia a preoccuparsi (lo aiuta a sedere). Sieda qui.
CICCIO
Che gioia vedere qui don Peppe! Quale onore! Posso avere il piacere di sapere a cosa debbo lonore di questa visita?
PEPPE
So che lei favorisce qualche posto di lavoro; pure per me c qualcosa? Certo, capisco che la mia situazione non delle migliori, ma io avrei gi una mezza idea dove poter lavorare.
CICCIO
Ah, si! E bene, ci dica pure, dove ha pensato di poter lavorare? Cos ci facilita anche il compito!
PEPPE
Pensavo che magari a fare il vigile andrebbe bene.
ORAZIO
(Guarda meravigliato) A vigile ha detto? Ma lei non vede!
PEPPE
Appunto! Hai detto bene! E non pensate che qesto sia un lavoro che faccia a caso mio? Ditemi, c forse qualche vigile che riesce a vedere qualcosa nel nstro paese? Non vi accorgete che ognuno fa tutto quello che gli pare e piace? Prima bastavano appena due vigili per tenere il paese tranquillo, facevano verbali anche per chi buttava acqua per strada; ora si butta, dove si vuole, persino limmondizia. Anche le macchine si posteggiano ovunque, senza guardare se creano intralcio o meno! E questo che sento spesso dire ogni qualvolta mi reco dal barbiere. Come vede, quindi, il posto di vigile andrebbe pi che bene per me!
CICCIO
(A Orazio) Orazio, scrivi: un postu a vigile per don Peppe. Limpresa grande e c spazio per tutti. Altri comandi? Sa che fa in tanto, cominci col comprarsi il fischietto, a breve sar assunto.
PEPPE
(Meravigliato) Il fischietto! E a che serve, se ognunu s abituato a fare ci che vuole?
CICCIO
Serve a fare rumore! A far sentire che il vigile ha locchio vigile. Ha capito? Se non fa nemmeno questo, nessuno saccorge che c il vigileche ha locchio vigile. Orazio, su, accumpagna alla porta don Peppe.
PEPPE
Grazie, grazie, don Ciccio!
CICCIO
Don Peppe, lei sa qual ora il suo dovere!
PEPPE
Adesso so io come fare un po di voti; ringraziando il cielo ho la famiglia numerosa! Lei sinteressi del posto a vigile che intanto io sar vigile nel fare i voti per la sua candidatura a sindaco. S g cosa fare. (Orazio lo accompagna alla porta).
ORAZIO
Don Ciccio, ma tutto quello che scrivo amano, non posso farlo con la macchina da scrivere? Non vorrei che qualcuno saccorgesse di me che sia stato complice della sua impresa!
CICCIO
Vuoi sapere una cosa? Tu non sei portato a fare il segretario. Adesso apri la porta e fai entrare il prossimo.
ORAZIO
Avanti un altro!
ANGELA
Buon giorno signor Sindaco!
CICCIO
Donna Angela, quale piacere! Guardi, per, che ancora non sono sindaco!
ANGELA
Ancora no, ma poco manca.
CICCIO
Speriamo che le sue parole arrivino in cielo. E suo padre, suo padre Salvatore, sempre brontolone ?
ANGELA
Mio padre dice? E il brontolio in persona! Non gliene sta mai una bene. Pensi, s fissato che deve andare alla scuola serale, dice chevuole prendere ildiploma della terza media perch continua ad insistere che deve fare il concorso per giudice di pace!
ORAZIO
Per cosa, giudice di pace? E si sta prendendo il diploma di terza media media alla scuola serale per questa ragione? Anche lei signora Angela! Non sa che per fare il giudice di pace occore una laurea? Altro che diploma alla scuola serale!
ANGELA
Lei crede che io non sappia cosa occorre? Glielho detto, glielho detto! Ma lui niente. Sapete cosa mha risposto: che la laurea non serve a niente, perch ce lhanno pure gli asini; dice che per fare il giudice di pace, basta avere solo un po di buon senso.
ORAZIO
E lei, quello che ha detto suo padre, crede sia buon senso? Suo padre da manicomio, altro che buon senso! Ci vuole conoscere le leggi, i termini, i codici e poi, a una certa et come fa a fare il concorso, me lo spiega?
ANGELA
(Sbalordita per larringa di Orazio) Don Ciccio, ma dove lo ha trovato a questo? Ed puru suo segretario! Ma non cra un altro migliore? Tu guarda quanti ostacoli che va mettendo in mezzo ai piedi. (A Orazio)
CICCIO
Sa cosa le dico donna Angela, intanto gli faccia prendere la terza media che al resto penso io.
ANGELA
(A Orazio) Ecco, ha visto? Volere potere.
ORAZIO
Forse sarebbe meglio dire che: potere volere!
CICCIO
Ora mi dica cose le serve ancora.
ANGELA
Io, lei lo sa, posti di lavoro non ne ho mai chiesti a nessunono perch hogi tanto di mio: lavo scale, assisto persone anziane, faccio servizi vari, e poi ho anche lorto cui badare; spesso non riesco a esaudire questi di lavori, figuriamoci altri! Sono venuta perch avrei bisogno di una testata.
ORAZIO
(I due si guardano sbalorditi) Una che? Allora non solo a suo padre che non regge bene la testa!
CICCIO
Una testata? E da chi, da me la vuole? Non gliela pu dare Orazio?
ANGELA
Non scherzi don Ciccio, lei sa che pu darmela solo lei. (i ue continuano a guardarsi stupiti).
CICCIO
Donna Angela, non capisco, ma da dove le prende certe idee? Non che prima di uscire di casa sattacca alla botte del vino?
ANGELA
Bih, quanto la sta facendo lunga! Cos difficile !
ORAZIO
Sa cosa faccio don Ciccio, mentre decidete su chi dare la testata, io vado di la a prendere una penna che questa non scrive pi (esce per laltra stanza).
CICCIO
Le conviene, mentre Orazio non c e non saccorge di niente (indicando il muro), vede questo? Gli tolgo pure il quadro, chiss dovrebbe cadere e si rompe, le sta bene qua? Si parte da lontano con una breve rincorsa e prova a batterla qui la testa, ora per, prima che torni Orazio! (Batte col pugno chiuso sul muro) Pi duru di cos!
ANGELA
(Lo guarda stupita) Cos dice? (Ciccu alza le spalle) E dopo mi d la testata?
CICCIO
Se le rimane forza di chiederla, pu pure succedere che gliela do, va bene?
ANGELA
Ah, quindi, per avere la, prima si deve battere la testa al muro?
CICCIO
Si brighi le ho detto, prima che entra Oazio, cos non saccorge di nulla.
ANGELA
Ecco perch mia comare mi disse che era difficile avere la testata!
CICCIO
(Guardando se entra Orazio) Si sbrighi, su!
ANGELA
Perch, per avere una cosa che tanti altri hanno, si deve dare la testa al muro? E va bene, come dice lei. Il bisogno mio vuol dire che dar la testa al muro! Sono pronta, quando lei dice
CICCIO
Io? Lei, quando pronta!
ANGELA
(Si concentra e parte, batte al muro e, sempre abbassata come fosse un toro, rimane bloccata, si gira semple bloccata, guarda Ciccio e attacca a ballare col sotto fondo musicale: il tormentone della canzone giapponese Gangnam Style. Entra Orazio e rimane impietrito. Ciccio rimane pure sconvolto).
ORAZIO
No, non possibile! Scommetto che vuole lavorare al teatro come ballerina! Ma lei no, vero?
CICCIO
E zitto, sciocco. (Dopo un po, Angela, cade per terra intontita e indolenzita, lamentandosi) Ahi, ahi! Che botta! E che giro di testa che ho! (Laiutano ad alzarsi) Solo una testata le avavo chiesto! Neanche se avessi chiesto il permesso di di fabbricare una casa abbusiva! Ahi, ahi, ahi, ahi che dolore!
CICCIO
Come va? Come si sente?
ANGELA
Non sapevo che per avere certi documenti bisognava battere la testa a muro! Ora mi da questa testata, se no non posso venderla la faggiolina e le altre cose dellorto.
CICCIO
(Guarda meravigliato Orazio) Si vede che la botta lha presa bene! Donna Angela che , ricomincia da capo? Cos ora questo discorso della fagioilna e dellorto? Oggi non aveva proprio nulla da fare in casa?
ANGELA
Eh, avoglia se ne avevo cose da fare! Non glielho detto poco fa il da fare che ho? Per la testata mi serve, se no non posso vendere le cose del mio, perch se mi becca la finanza, sono rovinata!
ORAZIO
(Comincia a capire) Donna Angela, non che lei vuole un attestato una licenza insomma?
ANGELA
Si, si, questa voglio, la vicenza!
CICCIO
Si a Torino! E avoglia che aveva di battere la testa al muro! Si dice attestato, o meglio ancora licenza, e no Vicenza. Non poteva spiegarsi meglio? Cera bisogno che lei battesse la testa al muro! E le serve solo per vendere le cose dellorto?
ANGELA
E certo! Per sa che fa don Ciccio per non sbagliare, a fianco gli scrive cos: con questa vicenza, la signora Angela che sarebbe io, pu vendere pure cose di sua medesima produzione: uova, vino, formaggio
ORAZIO
Abbiamo capito, lei vuole una licenza che possa permettere di vendere cose da mangiare, o meglio ancora, generi alimentari.
ANGELA
Che vorrebbe dire pure: carne, pesci, dolci
ORAZIO
(La interrompe) Machine da cucire, materassi, pignate, frigoriferi Mi sa che lei ha cominciato col dito, e adesso pretende anche la mano. Qui andata a finire che a momenti vuole la licenza per aprire un Centro Commerciale!
ANGELA
A essere sincera, non ho capito bene il significato di queso centro come dice lei; per, se potesse servire, perch no!
CICCIO
Mi pare davere capito. Orazio, scrivi: licenza Centro Commerciale per la signora Angela.
ANGELA
(Si premura a baciare la mano a Ciccio che poi pulira sui pantaloni) Grazie, grazie don Ciccio, lei, pi che il sindaco, avrebbe dovuto fare il Presidente della repubblica! Se tutti facessero come lei, lItalia sarebbe un grandissimo formicaio (Orazio guarda sbalordito Ciccio), saremmo tutti allopera!
ORAZIO
(Sbalordito, guarda Ciciou) Uhm?
CICCIO
Te lho detto che non sei in grado di fare il segretario.
ORAZIO
Se lei sapesse la storia del formicaio, e ora che gli darebbe il voto!
ANGELA
(A Ciccio) Che cosa ha detto?
CICCIO
Niente, niente, lui dice che gli piaciuta la storia del formicaio e che lei mi dar il voto. Ora avanti Orazio, accompagna la signora Angela, che il tempo stringe. Donna Angela, dico con la testa apposto? Sa che non sapevo di queste sue brillanti doti di ballerina!
ANGELA
(Sbalordita) Chi, io? Guardi, guardi un p (si mette in posa per dare inizio ancora al ballo del Gangnam Style e parte insieme alla musica, ma Ciccio la ferma).
CICCIO
Basta, basta signora, per lamore di Dio! Che se dovesse entrare qualcuno, a tutti per pazzi ci prende, altro che sindaco e sindaco! (Laccompagna alla porta) Vada, vada che tardis fatto. Faccia conto che a breve avr la testata la licenza volevo dire! (Esce) Lhai appuntata sulla rubrica: licenza?
ORAZIO
Stiamo facendo una lista! E che lista!
CICCIO
Tu scrivi ti ho detto, che al resto penso io! Una cosa devo ripeterla cento volte! Vai un po a vedere a chi tocca entrare.
ORAZIO
(Va ad aprire) Entri a chi tocca.
CICCIO
(Domenico. Camminer indolenzito a causa dellintervento al pene che ha avuto fatto da giorni. Ciccio e Orazio lo guardano molto preoccupati) Che c, cosa le capitato signor (Non sa quale sia il nome del novo entrato)
DOMENICO
Do-do Do-do Do-domenico.
CICCIO
Pure! E anche balbuziente?
DOMENICO
Ma quando mai! E cos che mi chiamo. Mio padre era a balbettare, e quando and al Municipio a registrarmi, quel deficiente del messo comunale ha scritto il nome cos come mio padre glielo ha detto. Ora mi permette di salutarla signor Ciccio.
ORAZIO E CICCIO
Oooohhh!
ORAZIO
(Premuroso, lo aiuta a sedere) Sieda, sieda qui.
CICCIO
E il fatto che cammini cos?
DOMENICO
Perch voi non sapete della disgrazia che m capitata?
CICCIO
Io veramente no, e tu?
ORAZIO
Perch che cera da sentire?
DOMENICO
Non so se sapete che lavoro la campagna, e vivo con quello che la terra mi da.
CICCIO
Si, questo lo sapevo.
DOMENICO
Laltro giorno, mi trovavo a lavorare nellappezzamento di terra di don Calogero, a potare le viti, glielho appena detto che lavoro la terra, e quando posso lavoro nella tenuta di altri (racconter come se rivivesse laccaduto, tanto che i due sono cos immedesimati che seguono i minimi movimenti che egli far). Mentre mi trovavo a tenere il ronciglio cos ( un arnese un po diverso della falce, da un lato come fosseuna accetta, dallaltra una curva lama che taglia come il rasoio, e serve per tagliare i tralci della vite)
ORAZIO
E che cos il ronciglio, signor Domenico?
DOMENICO
E un arnese dacciao semicurvo alla punta, quasi come la roncola, a punta adunca e molto affilatatu sai cos la roncola?
ORAZIO
Arnese per potare piccoli rami.
DOMENICO
Ecco, bravo; per potare come in questo caso, le viti, e taglia quasi da potersi radere. E mentre ero messo come vi stavo dicendo, cos (si abbassa facendo le veci) forse ero preso da chiss quale pensiero, cominciai a tirare cercando di tagliare il tralcio vicinissimo al terreno; non misono accorto che il ronciglio aveva davanti una pietra, e tirai con tutta la forza che mi trovai addosso; tutto ad un tratto, scappa scivolando bruscamente la lama dalla pietra e zamt!!! (I due fanno un grosso soprassalto) dove mi prende?
CICCIO
Oh, Madonna! Dove, dove?
ORAZIO
Quando si dice che il diavolo ha da metterci la coda! E dove lo ha preso?
DOMENICO
(Comincia col fare dei piccoli sguardi nella parte bassa, poi comincia a far capire lallusione al pene) Proprio l!!!!
CICCIO E ORAZIO
(Toccandosi dun colpo sbalorditi, la parte bassa) L!?
DOMENICO
(Racconta con molta enfasi e da fare impressione) Mi si tagli in due come se fosse stato un cetriolo!
CICCIO
Questi sono danni!
ORAZIO
E magari problemi serii! E ora?
DOMENICO
Eda una settimana che ho subito lintervento.
ORAZIO
Immaggino il dolore che sente!
CICCIO
Ildolore? Il problema del dovere andare in bagno! Perch sar un problema, o sbaglio?
DOMENICO
Questo dite? E il problema con mia moglie, dove lo mettete? (I due si guardano) Voi capite a quello che mi riferisco.
CICCIO
E certo, siete ancora giovani; e ora che cosa ha pensato di fare?
ORAZIO
E gi, perch il rimedio deve pur trovarlo se non vuole che sua moglie cambia strada.
DOMENICO
(Quasi offeso) Ma come si permette!
CICCIO
Cosha capito signor Domenico! Orazio intendeva dire che sua moglie avrebbe cambiato strada, nel senso di cambiare posizione nel letto, e certo, una volta che lei non pu pi fare quel (allusivo) discorso, sua moglie cosa fa? prende e si gira dallaltro lato!
DOMENICO
Ah, mi sembrava! E se fa cos ha ragione poverina. Ma io che colpa ne ho! E vorrei fare di tutto per risolvere la situazione, tanto che mitrovo qua per questo (i due, come dincanto, si guardano velocemente stupiti).
CICCIO
E io, io cosa posso fare signor Domenico?
ORAZIO
Noi non siamo mica dottori che possiamo prescriverle la cura!
DOMENICO
Io non voglio nessuna cura, anche perch non mi faciliterebbe di nuovo la crescita del voi capite. Sono qui perch mi aiutaste a trovare la soluzione pi idonea: una protesi, ad esempio. Solo cheper fare questo occorrono tantissimi soldi, ed io (si passa la mano sul muso).
CICCIO
Quindi, io, se ho ben capito, dovrei trovarle un (Guarda Orazio stupito).
ORAZIO
(Lo precede) Cazzo!
DOMENICO
(Gioioso) Si, proprio cos!
CICCIO
Orazio, scrivi: un cazzo per il signor Domenico!
DOMENICO
(Lo corregge) Do-do Do-do Do-domenico.
CICCIO
E gi, lei ha questo errore di trascrizione. (Orazio rimane a guardare Ciccio, impietrito e poi scrive quanto dettogli). Altri comandi signor Do-do Do-do Do-domenico?
DOMENICO
(Contento) Il Signore ve ne renda merito, don Ciccio. Non so proprio come potermi disobligare!
CICCIO
Se lei vuole, ha come poterlo fare, quello di aiutarmi ad essere eletto Sindaco; quindi i voti.
DOMENICO
Questo non cera nemmeno bisogno di chiederlo, so io come fare i voti, ho tanti amici e parenti.
CICCIO
Grazie, grazie. Orazio accompagna il signor Domenico. (Orazio, ancora intontito, accompagna alla porta Domenico).
ORAZIO
(Preoccupato) No, no, no, no! Io, come finiscono queste elezioni, o viene eletto, o non viene eletto, vado a cercarmi un altro lavoro! Ma lei sa quello che ha finito di fare? Ha promesso limpossibile!
CICCIO
Sempre che ti lamenti sei! Dimmi, dimmi che cosa ho fatto, se non quello di aiutare a risolvere un problema a quel poveraccio; o meglio ancora evitare che egli litighi con l moglie rischiando di rovinare la sua famiglia.
ORAZIO
Si, ma lei si impegnato promettendo di dargli un cazzo! Ha capito almeno quello che ha fatto? Posso capire che mha fatto scrivere una lista dimpegni srani con tutti gli altri, ma questa tuttaltra cosa! E ora? Vuol dirmi lei dove andiamo a prenderlo questo cazzo?
CICCIO
Dove andiamo a prenderlo dici? Ma dove andremo a prendere gli altri che abbiamo presso a tutti quelli nella lista!
ORAZIO
(Impietrito) Non mi dica che anche agli altri ha promesso di dare un cazzo?
CICCIO
Non mi sbagliavo allora, quando ti dissi che non sei buono per fare il segretario!
FINE PRIMO ATTO
FINE PRIMO ATTO
(Scena: interno di una casa comune; un soggiorno composto di misere cose)
CICCIO
(Con una fascia di lavori in corso che gli scende a tracollo intento ad accendere lumini a san Pietro) San Pietro, oh san Pietro, vedete che bei lumini che vaccendo? E non vi raccumando niente, solo una cosa vi chiedo: quella di farmi eleggere a Sindaco (far spesso la croce mentre intento a pregare con la corona in mano e in ginocchio. Entra la moglie, con una pezzuola sulla spalla per spolverare, indaffarata a far le pulizie).
MARIA
(Si ferma impietrita, quasi spaventata) Madonna, e chi costui? (Lo guarda) No, no, non puo essere lui! (si stropiccia gli occhi) Sicuramente star sognando, ora mi giro e vediamo se questo miraggio scompare. (Si gira, sta un attimo e si riggira) Ma che, davvero lui ! (Inizia a redarguirlo di santa ragione) Ma che cosa stai facendo, messo cos?
CICCIO
Sto pregando, non vedi che sto pregando a san Pietro?
MARIA
Tu stai pregando! Ma se non sai nemmeno da che lato, si fa il segno della croce! Di, non che sta notte sei caduto dal letto e hai battutto la testa sul comodino!
CICCIO
Ecco qui! Se uno prega, e perch prega, se uno non prega, e perch non prega Hai sempre da che ridire, non sei mai contenta! Anzi, senti cosa fai, inginocchiati e aiutami a pregare...
MARIA
Come se io non avessi nulla da fare! Cosa credi che sia sfaccendata come te!
CICCIO
E allora zitta e lasciami pregare.
MARIA
(Ironica) Guardate ch pio, ch devoto! E ha pure la coroncina in mano! Ma non vedi come ti guarda san Pietro? Credi che lui non sappia che lo stia prendendo in giro? Sai perch non ti dice niente? Perch non ineducato come te, se no, sai quante te ne avrebbe date bastonate in quella testaccia da somaro. Ma non credere che per quanto sia educato, tu possa farla franca; tutte conservat le hai! Tempo ci vuole, e come sali l sopra, pensa lui a ricordarti tutte queste prese per i fondelli che hai fatto e gli stai facendo! (Ciccio non risponde) Che , non rispondi? Tu guarda che concentrato!
CICCIO
Mai ti casca la lingua per terra e ti stai zitta!
MARIA
(Saccorge della fascia che ha a tracollo) Guarda, guarda! E che cos questa fascia che tieni addosso? Devi andare a sederti nellorto per fare spaventare i passeri perch non savvicinino ai piselli? Che , non rispondi? Che cosa hai detto che stai facendo, stai pregnado? Come, da poi che ci sposammo, che non vai in chiesa! (Butta la pezza che aveva sulle spalle, a terra, e comincia a calpestarla con veemenza e grida con la cantilena di quando si piange u morto) Maledetto, maledetto quel giorno! Chi me lo ha fatto fare, chi!
CICCIO
(Smette di stare in ginocchia e le si avvicina) Ho capito, smettiamo di pregare! Ma che hai, si puo sapere coshai?
MARIA
(Indispostissima) Non mi toccare, non mi toccare sai!
CICCIO
Oh, si po sapere cosa ti preso?
MARIA
(Riprendendosi) Levati, levati di qua! Cosa devi fare tho detto, con quella cosa addosso?
CICCIO
Ah, questa (indicando la fascia che ha addosso) dici? Questa come fosse la fascia di sindaco, che starebbe significando che io lavoro per il popolo. Perh non ti piace? Ed io, io come sto?
MARIA
A me non piace nessuna delle due cose. La fascia del sindaco! Tu cosa di fare il sindaco sei, grandissimo somaro che non sei altro! Come, hai fatto tanto mal parlare di questa gentaglia, e ora ti trovi ad essere in lista con loro! Grandissima bandiera di canovaccio che non sei altro! Con quale coraggio chiedi il voto alla gente? A me avresti dovuto chiederlo, che te lo davo (indicandosi con la mano, la fronte) qui! E prega pure!
CICCIO
Ah, se riesco a essere eletto e salire al Comune
MARIA
Ti conviene che ti butti da l sopra.
CICCIO
E se io riuscissi a diventare davvero sindaco
MARIA
Rimarresti comunque un pagliaccio e una bandiera di canovaccio! E se vuoi, te lo spiego meglio: pagliaccio, perch sei il buffone di questa gentaglia di galera; mentre bandiera di canovaccio, perch non potendolo pi fare uno di loro il sindaco, inquanto sono tutti indagati in affari illeciti, ti sei fatto persuadere a farlo tu (ironica) per loro.
CICCIO
Ma che cosa stai dicendo! Tu non sai nemmeno quello che dici! Pure il parroco con noi!
MARIA
Chi, padre Fef? E vedi come son contenta!
CICCIO
Non sei contenta del parroco?
MARIA
E continua con questo parroco! Perch, padre Fef parroco ? Perch, perch indossa la tunica? E tu non hai la fascia di sindaco, persona di poter fare il sindaco sei? Sindaco, una parola che imbellisce lanima, ma gi, a te cosa sto a dire, per quanto lhai sporca lanima, e di quantu te la sei fatta zozzare! Puh, gentaglia! E che associazione che avete fatto! Cosa dattaccarivi a tutti e chidervi al manicomio. Questa una associazione a delinquere! Ancora il parroco dice!
CICCIO
Ora, ora non ti piace il parroco! E allora perch tic tic e sei sempre in chiesa?
MARIA
Io, in chiesa ci vado per quanto Ges possa illuminare questo tuo cervello da pinguino che hai. Il parroco, si! Col parroco ci vanno tutti quelli fuori di testa come te, che pensano di farsi belli solo camminandogli accanto, come te che sei nella lista appoggiato dal parroco, e ti senti di essere Domini e Dio! Come se questo padre Fef fosse chiss chi. Gente che lascia la casa in tredici di prima mattina per andare a servire questo parroco! Ma poi dico questi mariti, non vedono i comportamenti queste santerelline! Che cosa aspettano a prendere una sedia e rompergliela di sopra! Comu farei ora io con te che ti vedi con questa gentaglia! Il sindaco deve fare! Ma vatti a togliere quella fascia, che neanche buono a fare lo spaventapasseri sei!
CICCIO
Tu, dici cos perch ancora non mi hanno eletto, ma come diventer sindaco, pure a te piacer essere chiamata sindachessa.
MARIA
Ancora inziste! E non chiamarmi sindachessa tho detto! Tu, devi solo pregare san Pietro per quanto non ti fa eleggere, perch se Dio ce ne liberi, dovessi diventare sindaco, io, il paese pi vicino dove andr ad abitare Niuvorlines! (errori voluti). O ti eri persuaso che io avrei dovuto avere a che fare con tutti quei tuoi amici galeotti? E che squadra! La vostra furtuna che la gente di questo paese non ha cervello, e voi fate tutto quello che vi pare e piace. Tu pensi che se foste stati in un altro paese, dove la gente ha ilcoraggio di discutere con la propria testa, avreste potuto far questo? Di certo sareste tutti gi finiti nel carcere di San Vittore, delinquenti che non siete ltro!
CICCIO
Ma guarda un po che scilinguagnolo che le preso stamattina! Di, li hai studiati stanotte tutti questi discorsi? E ora mi raccomando, non cominciare a mugugnare come comincia a venire gente
MARIA
Gente! Dove, qui? Non ti rischiare sai! Il primo che mette piede in questa casa, ogni colpo di bastone (va a prendere un bastone grosso e coi nodi che aveva gi preparato) questo, vedi? Lo tengo bello e pronto. Ogni colpo di questo, la testa, gliela apro in due come fosse una ricotta! Puaff! Vediamo chi sar il primo a collaudarlo! (Bussano, chiamando per esprimere gioia). Ecco qui, pare sia stato chiamato apposta!
VOCE F. S.
(Interviene mettendolesi davanti) Don Ciccio, don Ciccio apra, avanti, avanti con lo sfoglio delle schede!
MARIA
E vedi quanto sono contenta che tu sia avanti!
CICCIO
(La moglie alza il bastone in segno di minaccia) Andate, andate via, per lamor di Dio, che non posso aprire!
VOCE F.S.
Glielo dica allasua signora, che sicuramente sar contenta!
MARIA
Ancora! Se questi non vanno via subito gli butto di sopra quel secchio dacqua sporca che ho appena finito di lavare il pavimento!
CICCIO
Andate, andate via vi ho detto, prima che piova!
VOCE F.S.
Che dice don Ciccio, qui fuori, il tempo buono ! Venga, venga con noi a vedere il risultato finale!
CICCIO
Cominciate a camminare che a momenti arrivo.
VOCE F.S.
Allora ci vediamo l! Ma glielo dica alla signora che ce la faremo.
MARIA
E insiste ancora con questo ce la faremo!
CICCIO
Va bene, va bene! (Alla moglie) Hai sentito? Hai sentito che a breve sar sindaco?
MARIA
Ah, si, diventi sindaco! E allora, visto che non lhai ancora capito, sai che faccio? (Esce a prendere due valige) Ecco. Queste le metto qua; come tu entri a sindaco, io esco da questa casa e nemmeno ti dico, dove me ne vado. Quello che posso invece dirti che me ne vado cos lontano che nemmeno i carabinieri con i pi sofisticati elicotteri possono venire a trovarmi! E ora sai che fai, ti conviene andare dai tuoi amici, prima che loro vengano qui e succede lopera prima ancora che parta.
CICCIO
E va bene, io vado, ma non credere che possa finire cos!
MARIA
Intanto, se sarai eletto, sappi e sicuro che finita qui, e che a casa, certo non verrai a trovarmi pi.
CICCIO
Cos dici?
MARIA
No cos dico; cos faccio!
CICCIO
Questo, poi lo vedremo (esce indispettito).
MARIA
A questo, se non gli faccio passare qualche brutto momento, sicuro che questi suoi amici glielo finiscono di rammollire il cervello! E non se li toglie pi di torno. E capace di portarmeli sino in casa. E arrivato al punto di non volere pi lavorare non che prima lavorasse tanto, dice che il lavoro onesto non riuscir mai a fare arricchire nessuno. E certo, questi ladri che governano questo hanno dato desempio a lui e a tutti quelli leggeri di testa come lui! Si mostrano tutti spavaldi, pieni di soldi, palazzi, macchinone, ville pensioni doro! Ne pu volere pi di lavoro questo che gi s abituato allidea! (Bussano) Scommetto che sia uno dei suoi compari! Aspetta, aspetta quanto mi metto pronta (prende il legno e si mette dietro la porta, pronta a colpire in testa. Bussano ancora). Chi ?
LUIGI
Lu-luigi so-sono! No-non c su-suo ma-ma ma-marito?
MARIA
(In modo che Luigi non senta) Non facciamo che questo centra con i suoi amci e io ( A Luigi) Senta, lei conosce mio marito?
LUIGI
Co-come lo-lo co-conosco, si-signora! Si-siamo aaamici.
MARIA
(Senza che Luigi senta) Allora vuol dire che uno dei suoi compari! Aspetta che mi sitemo bene (si mette pronta, col bastone alzato, e lo invita a entrare). Venga avanti!
LUIGI
(Entrando e non vedendo Maruzza) Sa-sa sa-sa (Maria non da nemmeno il tempo di parlare e gliene molla un colpo in testa facendolo cadere tramortito).
MARIA
E questo il primo; aspeta che lo metto dietro il tavolo, cos comincio a fare la raccolta (lo trascina, prendendolo dai piedi, dietro il tavolo). Ecco qui, mettiti l che ora vi sistemo io a tutti quanti. (Pensierosa e preoccupata) Ma non che lho ucciso con qel colpo d bastone? Aspetta che guardo, non vorrei che debba pagarlo per buono! (Si abbassa a guardare toccandolo al collo sotto la testa) Niente, respira, questo segno che la robba brutta non muore mai! (Bussano) E qui c llatro! (Si prepara dietro la porta come ha fatto la prima volta, pronta a colpire) Chi ?
ANGELA
Angela, Angela sono, signora, la figlia di massaro Salvatore.
MARIA
(Meravigliata. Senza far sentire ad Angela) Angela, la donna ch va lavando le scale! E con noi che centra? Non abbiamo mai avuto a che fare con la sua famiglia; cosa pu volere? Niente sicuramente una della combriccola di mio marito. (Pronta a colpire, poi a donna Angela) Entri, entri pure (Apre la porta ed entra con un paniere pieno di ortaggi).
ANGELA
Buon giorno (Riceve in testa quel gran colpo di legno e rimane bloccata, il paniere cade a terra ed escono fuori le melenzane e quantaltro. Angela guarda Maria e riprende quel famoso motivo, sempre col sottofondo musicale. Maria rimane impietrita a guardarla).
MARUZZA
Oh, madonna, che sia forse impazzita? (Angela smette, finisce la musica e cade per terra come un peso morto). E ora, non sar mica morta! E cosa faccio? Oh, Madonna mia! (Comincia a chiamarla) Chi me lo ha fatto fare! Forse lei non centrava niente col discorso della politica! Sicuramente, mio marito le aveva ordinato di portare quest cose e io (Va aprendere le cose a terra e le rimette dentro il paniere) Donna Angela, donna Angela risponda per lamore di Dio! Vado a prendere un po daceto, sperando di trovare dov messo (Entra Ciccio, saccorge di Angela a terra e va a nascondersi mentre rinviene Luigi; ha i capelli in disordine, e si porta da Angela che stava per rinvenire ancheessa).
LUIGI
(Ad Angela) Chi-chi chi-chi le-lei? Do-do do-do do-dove mi-mi trovo?
ANGELA
(Rinvenendo ricade dalla paura e riperde i sensi) Aiuto, aiuto!!!
MARIA
(Da fuori) Che fu, ch successo? (Rientra e vede Luigi che va gironzolando per la stanza). Chi lei? Che cosa va cercando?
LUIGI
Iiiiiil ce-ce ce-cervello, ce-cerco.
MARIA
Questo segno che gi bello e andato. Ora gli apro la porta e lo mando a casa sperando che ricordi la strada. (gli apre la porta e quello esce. Richiude) Fortuna che sia andato via! (Si ricorda di Angela) Ah, dimenticavo! Donna Angela! (Le si abbassa e comincia a farle annusare laceto) Donna Angela, risponda! (Si preoccupa e corre a supplicare san Pietro) San Pietro, nelle vostre mani sono. Concedetemi questa grazia. Fate rinvenire donna Angela; vi prometto ceri e viaggi a piedi scalzi al santuario. Con voi parlo san Pietro, aiutatemi, su, far pure tutto quello che volete, giuro.
CICCIO
(Senza farsene accorgere e camuffando la voce) Non fare promessa ai santi se non puoi mantenerla!
MARIA
Sicura, sicura sono di mantenerla! Per fate risuscitare donna Angela, vi prego. Chiedetemi tutto ci che volete.!
CICCIO
Pure quello di perdonare tuo marito?
MARIA
(Attimo di silenzio) Si, si, pure quello. Ma fatela risuscitare che lei non centra niente con gli amici di mio marito!
CICCIO
Io la far rinvenire a condizione che tu non dirai pi niente a tuo marito, finanche se diventasse Sindaco.
MARIA
(Attimo di silenzio) Non vi pare che ora state chiedendo troppo?
CICCIO
(In tono di minaccia) Come osi! E allora
MARUZZA
No, no vi prego! Per me, mio marito pu anche fare il senatore a vita, basta che risuscitate questa poveretta.
ANGELA
(Rinvenendo) Oh madonna, ch successo? Dove mi trovo?
MARIA
(Accorrendo) Grazie, grazie san Pietro (Mentre abbassata, Ciccio uscir lentamente facendo un gestaccio verso la moglie). Come si sente donna Angela?
ANGELA
(Cercando Luigi) Dov, dov, se n andato?
MARIA
Donna Angela, chi cerca? Chi se n andato? Guardi che qui nessuno c stato!
ANGELA
Io, io lho visto, con gli occhi miei, era il diavolo dellinferno con i capelli tesi!
MARIA
(Non capisce) I capelli ha detto? Ma il Diavolonon ha i capelli! Ha le corna.
ANGELA
I capelli, i capelli aveva questo! Dov, andato via?
MARIA
Un sogno, un sogno stato, ora le passa. Si alzi e sieda qui. Vuole un po dacqua fresca?
ANGELA
Io veramente volevo la testata e a vicenza.
MARIA
Che cosa, la testata di Vincenza? Ma qui non abita nessuno con questo nome. Donna Angela, non che lei abbia sbagliato casa, e
ANGELA
No, no, qui che dovevo venitre; questanon la casa del sindaco Ciccio?
MARIA
(Sospettosa) A proposito di sindaco! Un mumento fa, quando chiesi la grazia a san Pietro, non mera sembrata la voce di un santo (va aguardare in giro) Ma intanto, dentro non c nessuno! (Ritorna da Angela) Donna Angela, mi dica, ma queste cose le ha ordinate mio marito?
ANGELA
No, no, io, io le ho portate, suo maritono sa niente. Lui non c?
MARIA
E andato al seggio elettorale. E (guardando il contenuto del paniere) lei come mai ha portato queste cose? Mi scuser sa se insisto, perch non capisco
ANGELA
Con questi non intendo pagare suo marito per quel favore che gli chiesi! Li ho portati siccome dovevo venire per ritirare la testata, pensavo che potessero fargli piacere queste cose appena raccolte dal mio orto.
MARIA
Lei deve perdonarmi se ancora non riesco a capire bene; cos questo discorso della testata?
ANGELA
E pure quello di vicenza?
MARUZZA
Si,certo, anche quello. Non che lei, per Vicenza, intende la citt?
ANGELA
Non capisco signora. So solo che questo oggetto mi serve per poter vendere le cose, quelle (indicando le cose nel paniere) per esempio.
MARIA
Nientemeno!
ANGELA
Che c, ch succeso?
MARIA
Lattestato voleva dire? Che poi la stessa cosa della licenza.
ANGELA
Si, si proprio quella! E lei sa s gi pronta?
MARIA
Come fa ad esser pronta se mio marito non ancora sindaco? Non pu rilasciargliela se non prima copre la funzione di sindaco!
ANGELA
Quel giorno, quando c stato lincontro alla sezione con tutta quella gente, lui promise a tutti che lo stesso avrebbe mantenuto le promesse, perch diceva davere degli amici che lo avrebbero favorito. Io sono certa che ce la far a diventare sindaco. Sa cosa faccio, adesso me ne vado e torno dopo; glielo dica lei che sono venuta. Il paniere lo ritiro quando torno a prendere
MARIA
La licenza. Va bene, come vuole lei. E gazie per queste cose.
ANGELA
Non occorre che mi ringrazi signora Maria (esce).
MARIA
Che movimento! Neanche se fosse davvero la casa del sindaco! E pensare che sia mancato poco e ne facevo fuori due! (Bussano) E ora chi pu essere! Non facciamo che sia quello di poco fa del colpo di legno! Che poi non che abbia capito bene chi fosse e cosa volesse! O pure donna Angela che s dimenticato E che faccio, mi metto un altra volta con il legno in mano dietro la porta e continuo a bastonare tutti quelli che entrano? E se fosse uno di questi due, e gliene dessi ancora un colpo in testa, non rischierei di farlo fuori veramente! Per, il bastone lo tengo sempre pronto, non si pu sapere mai, dovrebbe servire. (Bussano ancora) Chi ?
SEBASTIANO
Sebastiano sono.
MARIA
Entri pure. (Non succede niente) Si accomodi!
SEBATIANO
(E cos timido che a Maria le sembra abbia problemi psichici) Buon giorno signora, non c suo marito?
MARIA
E ancora allo sfoglio elettorale. Non sa che oggi fanno lo scrutinio?
SEBASTIANO
(Molto calmo e lento a parlare) Ah, oggi lo scrutinio? E di cosa?
MARIA
(Crede sia insano di mente) Scusi, ma lei sta venendo dal manicomio! Non sa che oggi c lo sfoglio elettorale?
SEBASTIANO
Ed io proprio di questo volevo parlarle!
MARIA
Dello sfoglio?
SEBASTIANO
No, del manicomio.
MARIA
(Fraintende, si preoccupa e stringe il bastone che ha in mano) Di che cosa? Perch lei ha (pian piano va a prendere il bastone) a che fare col manicomio?
SEBASTIANO
Veramente io siccome non lavoro, ho problemi serii, e
MARIA
Le interessa il manicomio!
SEBASTIANO
Si, si signora, il manicomio mi interssa.
MARIA
E non le pare davere sbagliato casa? E poi mio marito non in casa
SEBASTIANO
Allora sa che faccio, mi siedo e aspetto che arrivvi.
MARIA
Aspetta qui ha detto? Ma a chi? Quando! Dove! Vede (Alzando in aria il grosso bastone) questo bastone, se non esce da casa mia, e di corsa pure, le rifilo tante di quelle bastonate da aggiustargli il cervello in quattro e quattrotto! (Minacciosa e col bastone alzato) Via, sci, scio! (Sebastiano esce di corsa guardandosi dal non ricevere qualche brutto colpo). Adesso pure al manicomio siamo arrivati! Che giornata! (Riflettendo) Intanto diceva di cercare mio marito. Puo essere che a questo aveva promesso di farlo entrare a lavorare al manicomio, ed io lho minacciato col bastone confondendolo co un pazzo! Beh, non che sembrava ci fosse tanta differenza fra lui e un pazzo! Qua se non ci tiriamo fuori da questa politica, va a finire che al manicomio a me ci chiudono!
CICCIO
(Entra triste e va a sedersi deluso e amareggiato) Lascia che viene il primo dicendo che vuol fatto un favore! Dammi quel bastone, dammi!
MARIA
Che c, che hai per essire cos distrutto?
CICCIO
Ho quello che non avrei voluto avere! Cornuti, cornuti e doppia faccia! Neanche il prete mi ha dto conforto! Ma aspetti a venire pure lui che glieli doio i soldi per la festa del patrono; glieli devo dare (indicando col bastone la fronte) qui, glieli devo dare! Imbroglione e traggediatore pure lui!
MARIA
Ho capito, non sei riuscito a essere stato eletto. E non meglio! Certo, per ora ti brucia; ma sono certa che come ti passa la rabbia, ti renderai conto che non avevo torto quando ti dicevo di questa cricca che avevi accanto.
CICCIO
Tre, tre voti! Non sono stato eletto per tre voti! (Pensa a chi avrebbe potuto non votarlo) Il tuo, e sicuro che non me lo hai dato, e gli altri chi possono essere questi altri? Traditori!
MARIA
Se tu sapessi, invece, chi sono questi altri due che non ti hanno votato, dovresti invitarli a casa amangiare e farteli pure amici! Ti rendi conto che proprio loro ti hanno salvato! Hanno evitato di farti entrare in un vicolo cieco! Tu cosa di fare politica sei? Perch invece non torni a lavorare in fabrica da don Antonio? Eravamo cos tranquilli; certo, non nuotavamo nelloro, per facevamo una vita quieta, senza che nessuno venisse a bussare alla porta (bussano). Ora invece, vedi? Santa verit.
CICCIO
Dammi, dammi qua il bastone tho detto, che il primo che entra ci penso io! La testa gliela apro in due.
MARIA
Lascia andare, che un momento fa ne stavo facendo fuori due; menomale che finita bene! (Bussano ancora).
MARIA
Chi ?
ORAZIO
Sono io, Orazio.
MARIA
(Entra Orazio dispiaciuto) Entra, entra, Orazio. Che cos, pure tu sei dispiaciuto che mio marito non glielha fatto a essere eletto?
ORAZIO
(A Ciccio) Io sono venuto perch non so nemmeno da dove cominciare, per desidero che lei capisca come se io fossi suo figlio, un fratecome vuole insomma, io
MARIA
Vuoi che ti prenda un po dacqua? Parla. Cos successo?
ORAZIO
Don Ciciou, io sono uno dei tre che le ha dato il voto.
CICCIO
(Adirato) Che cosa! Tu non mi hai votato! E mi hai fattopure il segretario!
ORAZIO
Forse me ne sono pentito, per mi conforta sapere che anche se glielo avessi dato, non sarebbe stato lo stesso eletto. Li ho lasciati tutti al seggio elettorale che rifacevano la conta delle schede, ma credo che non cambier niente.
CICCIO
Ecco qua i due traditori!
ORAZIO
(Non capisce e si guarda in giro) I due! E chi laltro? (Capisce e guarda in faccia Maria, la quale abbassa la testa) Lei, donna Maria! E va bene, sempre altri due ne sarebbero mancati, perch con uno si sarebbe pareggiati e si sarebbe dovuto tornare a votare per il ballottaggio.
CICCIO
E con questo che vuol dire, che vi siete puliti la coscienza tutti e due? Sono curioso di sapere chi siano questi altri due, magari altri che mi sono stati pure vicini e che magari ho offerto loro il caff; ma veleno ha da fargli! E proprio vero, bisogna guardarsi sempre da chi ti vicino! (Bussano) E chi , puo essere che sia uno degli altri due traditori? (Bussano ancora).
MARIA
Chi ?
DOMENICO V.F.S.
Sono io, Domenico!
ORAZIO
Don Ciccio, questo quello (facendo il gesto per far capire a Ciccio) del coso!
MARIA
Che cos questo segnale che hai fatto?
ORAZIO
Niente, don Ciccio ha capito (bussano pi forte).
MARIA
(A Ciccio) Scommetto che nemmeno tu sappia niente.
CICCIO
Sapere di cosa? S niente.
MARIA
Sapete che, arrivati a questo punto, e poich non volete dire niente, vorrei capire meglio di cosa si tratta! (Apre la porta) Entri, si accomodi.
DOMENICO
(Entrer camminando indolenzito) Buon giorno a tutti. Don Ciccio, mi truvavo a passare da qui ho pensato dipassare per (guarda Maruzza cercando di non far capire) quel discorso (facendo segno di una lunghezza eccessiva).
MARIA
Qua un altro ce n con le misure!
CICCIO
Eh, poi, lei! Accorci, accorci!
DOMENICO
(Guardando sempre Maruzza fa il segno pi corto e quanto essa non non veda) Cos... va bene?
CICCIO
Le piacerebbe!
DOMENICO
E allora (guarda Maria e le fa un sorrisino finto per ingannare un po quegli gesti) quanto?
MARIA
(A Domenico) Ha finito di fare tutti quei segnali mimici e prendere misure? Che cosa sono questi (facendo i segnali che invece aveva visto) segnali: cos, cos perch non parlate chiari invece di fare i quiz? Che giornata misteriosa oggi! Vi conviene parlare e farvi capire, perch tanto da qui non va via nessuno se non prima vengo a sapere di questi misteriosi quesiti! Che cosa avete da nascondere?
ORAZIO
Signora, guardi che io non centro niente con questi loro discorsi.
CICCIO
Ah, si, vuoi che ti faccia leggere (indicando la rubrica che si trovava posata li vicino) la rubrica dove segnavi tutto?
ORAZIO
Adesso mi ricatta pure! Lo dicevo io che sarebbe stato meglio scrivere tutto a macchina!
MARIA
Sapete cosa faccio, mi siedo, perch a quanto vedo, la storia lunga, e da qui non esce nessuno nemmeno se cadessero le bombe.
CICCIO
E smettila sciocca, quale mistero vuoi che debba esserci!
MARIA
E allora perch non parlate affinch io possa capire?
DOMENICO
Signora, suo marito, in poche parole, vuole dier che questi non sono discorsi che pu sentire una donna.
MARIA
(Imbestialisce) Dove! Quando! E allora sapete cosa faccio, se non vi decidete a parlare, ora, e senza tergiversare, prendo (va aprendere il bastone) questo bastone e comincio con il suonarvele di santa ragione, e finisco solo quando vi vedr con le ossa rotte. E ora parli prima che comincio da lei! (Alzando il bastone).
DOMENICO
(Preoccupato, cerca di pararsi con la mano davanti al viso) Oh, oh, ma cosa fa!
CICCIO
Lascia stare lui, che gi bastano i problemi che ha, non gliene dare altri.
MARIA
A me non interessano i suoi problemi, gi bastano i miei. Io voglio solo sapere quello che mi nascondete. Allora sai che faccio? (A Orazio) Comincio da te (alzando il bastone).
ORAZIO
(Corre a nascondersi alle spalle di Peppi) Oh, oh! glielho appena detto, io non centro niente! Io scrivevo quello che lui mi diceva! (Indicando Ciccio).
MARIA
Ho capito, vuol dire che legger quello che c scritto nella rubrica. (Va a prenderla, Ciccio fa il gesto di prenderla, ma lei alza il bastone in aria e lui gliela lascia prendere) Non la toccare sai! (La apre e comincia a leggere) Ah, ma queste sono tutte promesse che hai fatto a coloro che dovevano darti il voto! Mandare lo stipendio a casa a Sebastiano, e chi questo? Luigi a centralinista, (pensierosa) Luigi, Luigi, questo nome non mi nuovo (ha capito); ma certo! E quello che venuto un momento fa, cercava di te, e io gli ho rifilato un paio di colpi! E poi, pure tu, questo dovevi prommettergli a una persona che balbetta? E a questaltro, cosa gli hai promesso un posto di vigile? Posto di vigile per don Peppe. (Al marito) E dove, dove dovevi prenderli questi posti di lavoro da dare a tutte queste persone che sono scritte qua? Licenza di un Centro Commerciale, per la signora Angela, pure! La licenza per un Centro Commerciale! La licenza,, ah ma a questa la conosco pure! E quella delle melenzane, quella che voleva la testata! Pure lei le ha prese di santa ragione! Tanto che s messa a ballare. E come fai ora a mantenere tutti questi impegni, me lo vuoi dire? Perch le promesse si mantengono se uno le fa! Aspetta, aspetta! Che cosa? Che c scritto qua? Che schifo, a questo sei arrivato! Ma sto leggendo bene?
ORAZIO
Da lei siamo arrivati, signor Domenico.
MARIA
(Al marito minacciosa) Senti, se non mi spieghi bene cosa vuol dire questo discorso, mi basta solo darti due colpi in testa per dividerla in due, tanto per quello che contiene Parla!
CICCIO
Orazio, spiegaglielo tu questo discorso.
ORAZIO
Che cosa! Ma da dove le prende dal sacco! Dovrei prendere ora quelle che mi sono scampate un momento fa!
MARIA
(Sinfastidisce per la lunga attesa e sbatte forte il bastone su di una sedia, o un tavolo grandissimo sussulto generale, minacciando suo marito) E il prossimo a te che lo do, ma no cos, pi forte!
DOMENICO
(Dispiaciuto) Chi me lo ha fatto fare venire qua!
CICCIO
(Maruzza alza il legno per colpire suo marito) Oh, oh, aspetta che gatta premurosa! Devi sapere che il signor Domenico, mi raccont di una brutta disgrazia che gli capit. Mentre potava una vite nemmeno lu iricoda come possa essere accaduto, con in mano un ronciglio, cercava di
MARIA
U ronciglio! E che cos questo coso?
DOMENICO
E un attrezzo che costa un occhio, con la lama un po curva e molto affilata che serve per tagliare i tralci delle viti
MARUZZA
Ho capito, lo ha perso!
DOMENICO
(Dispiaciuto) Ma quando mai signora! Magari fosse stato questo!
ORAZIO
Signora Maria, che questo arnese molto tagliente, e ha combinato
MARIA
Mi sembra di assistere a una telenovella, cos difficili arrivare alla conclusione? Volete concludere che non ci sto capendo un
TUTTI
(Credendo che lei stia dicendo: cazzu) Uhm!!!???
MARIA
Uhm, cosa?
CICCIO
E pure sai checi stavamo arrivando!
MARIA
Aspetta, aspetta! Dunque, il come ha detto che si chiama
DOMENICO
Ronciglio?
MARIA
Quel coso, si, hadettoche tagliente, allora signo che No! Non che le ha tagliato (guardano tutti pendendo dalle sue labbra) la gamba, e cammina cos per questo?
ORAZIO
Cera quasi arrivata, solo che ha tagliato pi sopra.
MARIA
La coscia?
CICCIO
Ancora pi (facendo con la mano segno di pi sopra) sopra.
MARIA
(Capisce e rimane impietrita) Noooooh!!! Quel coso? Quello che scritto (indicando la rubrica delle promesse) qua? Bih!!! Poverina!!!
ORAZIO
(Non capisce) Poverina! Poverino voleva dire!
MARIA
No, no, hai capito bene! Io dicevo poverina sua moglie che tempo niente s dovuta pulire il muso!
DOMENICO
Ma io non ne ho colpa, signora mia.
ORAZIO
Certo, stata una disgrazia.
MARIA
E io, io cosa dovrei allora che senza nessuna disgrazia, da subito dopo che mi sono sposata che me lo sono pulito il muso!
CICCIO
Che cosa vuoi far credere al signor Domenico? Che io
ORAZIO
Io me ne vado, non voglio sentire i vostri discorsi privati.
MARIA
Tu rimani qua! Se non prima risolviamo questo discorso, di qua dentro non esce nessuno! Signor Domenico, mi dica: mio marito davvero le ha promesso di fargli avere quello che sta scritto qua? (Indicando la rubrica).
DOMENICO
Si, cos mi disse.
MARIA
(Al marito, decisa) E allora alzati e dagli quanto hai promesso!
CICCIO
Quel coso dici? E dove vado a prenderlo quel coso? Io, tutto al pi posso andare a prendergli un cetriolo dal fruttivendolo, o se vuole una banana, ma
MARIA
Un cetriolo, si! Tu, della vita, ancora non hai capito niente! E il bello che voleva fare il sindaco pure! Ricordati che la promessa sacra e si deve mantenere, costi quel che costi; quindi alzati e fai ci che devi.
CICCIO
Io te lho detto quello che posso fare, andargli a prendere un cetriolo!
MARIA
Ah, si, gli compri un cetriolo! Tu uomo sei? Ah, gi, cosa sto a dirti che teri fatto amico di quella gentaglia! O pensi che siano i pantaloni a farti uomo.; o perch allanagrafe risulti maschio? Oh bestia, devi sapere che non tutti quelli che nascono maschi, riescono a diventare uomini.
CICCIO
Che cosa vuoi dire con tutti questi discorsi filosofici?
MARIA
Se ancora non hai capito, voglio dire che io, al posto tuo, farei un atto di donazione, mi sono spiegata, o ancora no? (Alludendo) La prenderei e gliela darei al signor Domenico.
DOMENICO
(Scandalizzato) Che cosa! Io dovrei prendermi quello di suo marito? Signora Maria, mi ha forse preso per un (facendo il verso di gay) Ma guarda un p! Non basta che io ma che devo anche prenderlo da suo marito no, e no!
MARIA
(Ciccu guarda sbalordito perch ancora non ha capito) Ma che cosa ha capito signor Domenico! Io intendevo dire, fare un trapianto di organi, mio marito farebbe il donatore; mentre lei sarebbe
CICCIO
(Capendo tutto, si alza discatto, stringendosi il coso) Che cosa!!! Io, dovrei
MARIA
E inutile che scaldi cosi tanto, tanto a cosa ti serve? E poi, tu hai fatto la promessa. A proposito di promessa, io, un momento fa, ne feci una pi grossa di promessa a san Giuseppe! E io le promesse le mantengo, non sono come te, grandissimo pulcinella che non sei altro!
CICCIO
Aspetta, aspetta! Ogni promessa era vincolata a condizioni che iovenissi eletto! Si, vero che ho promesso a tutti di aiutarli, ma pur vero che loro hanno preso pure limpegno nei miei confronti a far si che venissi eletto dandomi il voto a proposito (a Domenico), lei me lo ha dato il voto?
DOMENICO
(In imbarazzo) Chi, io? Io veramente da una settimana che manco dal paese; son dovuto andar a Padova per controlli e
CICCIO
Ecco, vede? Ora come la mettiamo? Sa che potrei anche citarla per danni? Sa per quanti voti non ce lho fata ad essere eletto? Per un solo voto, il suo! Se lei mi avesse votato, io fossi gi sindaco, invece devo stare a sentire anche le sue lamente! Sa cosa le dico, se non vuole che prenda un buon avvocato e lo cito per danni morali, vada via di corsa da questa casa, prima che me ne penta del non averlo fatto! Mi dispiace solo per sua moglie, ma io
MARIA
Tu! Tu cosa? (Va a prendere il bastone) Vedi questo? Ho la strana impressione chequesto
DOMENICO
Ho capito che forse meglio andare, prima che scoppi il temporale (stava per uscire e bussano).
MARIA
(A suo marito che sera nascosto dietro Orazio per non prendere bastonate) Vai ad aprire e vedi chi piuttosto, e non permetterti di fare entrare qualcuno dei tuoi amici sai! Che questo, davvero ve lo rompo sulle vostre teste.
CICCIO
Ma chi me lo ha fatto fare mettermi in politica! Ero cos bello e tranquillo. (Sulla soglia) Chi ? Che cosa volete?
V.F.S.
(Voci gioiose) Don Ciccio, bene, bene finita! Hanno ricontanto le schede e siamo a pari con laltro candidato a sindaco! E ora si deve fare il ballottaggio! E sta volta pensiamo di farcela!
CICCIO
(Guarda la moglie col bastone alzato in segno di minaccia) Via, andate via! E diteglielo agli altri che io ballottaggio non ne faccio. Il sindaco se lo faccia chi vuole, perch io gi ne sono bello e sazio!
DOMENICO
Ma cosa dice don Ciccio! Sta volta lei ce la far di certo! Avr il voto mio, di mia moglie, i miei figli
CICCIO
Signor Domenico, a che vale fare il sindaco per una manciata di voti se manca la partecipazione di mezzo paese? E poi, dopo questa amara esperienza sta brevi esperienza ho capito tante cose, e gliela voglio dire per come mi esce fuori dallo stomaco: la politica, fatta col dammi e t, non politica che fa per me. (Rimarranno tutti bloccati e si abbasseranno le luci, mentre entreranno gli altri attori ed assumeranno una posizione avuta in una delle scene precedenti, e uno di loro, portandosi davanti al proscenio e sotto locchio di bue, narrer in vena poetica popolaresca, la morale finale. Si rimarr bloccati sino a chiusura sipario).
PEPPE
Son finiti i tempdi una volta,
valori belli e degni di nota.
Quanti comizzi nelle piazze,
si sentivano pure nelle viuzze.
Tre partiti erano a buttar voci;
pesanti grida e paroline dolci.
Si pestavano tutti come cani,
a cumizio finito si davan le mani.
Linteresse, era pi per la gente,
sia dal ricco che dal potente.
Ora, con questi tutto diverso,
cambian leggi tutti i momenti
senza vedere che si vive di stenti.
Cambiano leggi facendo promesse,
e noi ascoltiamo come tanti fessi.
Il mondo gira come una ruota;
i tempi non sono come una volta,
per, siamo noi che li facciamo;
ci lamentiamo e poi li votiamo.
Un consiglio vi voglio donare,
sperando che nessuno possa scordare:
Se proprio vero che si vuole cambiare,
pensiamoci bene prima dandare a votare..
FINE
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