Nuora vivace suocera non da pace

r

Tonnarella, 17 ottobre 2012

NUORA VIVACE

SUOCERA NON DA PACE

Commedia brillante in due atti di: Rocco Chinnici

----

Non sempre la vita a tutti che sorride, e spesso, senza che ce laspettiamo, ci troviamo coinvolti in fatti che, pur sembrando brillanti e giojosi, portano con se una grande drammaticit, e

PERSONAGGI

Luciana suocera

Paola nuora

Angelina vicina

Minichedda saggia

(Scena unica soggiorno composto di misere cose)

PAOLA

Oggi vediamo con quale novit si sveglia la signora suocera! E che suocera, Dio la benedica! Lei tutta scoppiata di cervello e mezza stolida, ora si anche convinta che siamo allhotel sette Stelle... apposto siamo! (Pensierosa) Oppure pensa che le devo fare la cameriera a vita! E con me, si trover di certo bene! (Comincia col fare i conti) iniziamo a vedere come fare i conti per andare avanti. Dunque, la pensione che le danno diciamo pensione! sempre di 600 euro, vediamo, ora, come fare inquadrare i conti per i trenta giorni perch se era per arrivare a fine mese non avrei avuto tanti problemi tanto la pensione la prende ogni ventisette, pure se il mese sarebbe di trentuno c la farei! Ma per gli altri ventisette giorni il prooblema, come facciamo? Dunque, cerchiamo di fare bene i conti: iniziamo: laffitto della casa e gi sono 250 euro; poi altri 100 euro di luce, gas e telefono, che arrivano ora le bollette da pagare; e siamo a 350; trentacinque euro la settimana ci vogliono per farmi i capelli, e siamo a (fa i conti) quattro per trentacinque 140 euro, pi altri 30 per trucco, smalto, profumo e siamo arrivati a (facendo i conti) 520 euro. Seicento, menu cinquecentoventi = 80 euro ci possono bastare mai per mangiare tutto il mese? No.

LUCIANA

(Si sente venire dallaltra stanza Luciana, vecchietta arzilla, ma mezza scoppiata) Paola, Paola, dove sei?

PAOLA

Ah, lei qua ! Qua, qua sono ( In modo che non senta) sentiamo che novit ha oggi. Quando ci sono privazioni, le cose si desiderano sempre di pi. (Ironica) Per fortuna che le privazioni non mancano!

LUCIANA

(Entra. Sguardo da ebete. Sembra avere la pancia gonfia. Avr un piccolo difetto, e cio quello di far vedere spesso i denti, girando leggermente la testa come quando gli asini finiscono di bere alla fonte) Dimmi una cosa, Paola, non venerdi oggi?

PAOLA

(Tra se, e impressionata) Oh, Madonna del Tindari! impressione che fa ogni volta che mostra i denti, mi sembra lasino quando finisce di bere alla fontana! (Cerca di non farle capire niente) E si, venerdi ; perch domani sabato e devo andare dal parrucchiere lha dimenticato? Cosi siamo rimasti con sua sorella Concettina, che viene e mi da il cambio, il tempo di farmi i capelli. Mi dica, perch mi ha chiesto che giorno era?

LUCIANA

(Essendo un po stolta, non capisce bene quello che le dicono) Comera? Com era chi, mia sorella?

PAOLA

Che centra sua sorella! Mi domand che giorno

LUCIANA

Ti ho domandato quel giorno? E quando, quando?

PAOLA

Facciamoci la croce con la santa mattinata. Lo sa che fa?

LUCIANA

Chi, io? (Rif vedere i denti).

PAOLA

(Tra se) Oh, Madonna, che impressione! (A Luciana) senta che facciamo: lei esce di nuovo e ricominciamo tutto da capo laccompagna a rifare lentrata).

LUCIANA

Ah, devo uscire di nuovo?(Andando verso la porta che conduce in strada). E da dove da qua? Da qui si esce?

PAOLA

No, da qui dalla porta dove entrata un momento fa.

LUCIANA

Ah, addirittura! (Indicando la porta giusta) da qua dici?

PAOLA

E certo, cos mi ripete quello che ha detto quando entrata.

LUCIANA

Ah, perch se entro da (indicando la porta che conduce fuori) li, ti racconto unaltra cosa?

PAOLA

Di qua mi racconta cosa succede fuori; mentre da questa porta

LUCIANA

(Meravigliata) vedete che cose! Questa modernit non ha pi che inventare! Allora io, se esco da li (dalla porta che conduce fuori), ti racconto Mentre di qua Sai che non lo sapevo questo! e proprio vero, fino a quando si muore c sempre da imparare! Posso uscire, allora?

PAOLA

Certo, che aspetta!

LUCIANA

Ciao, ciao Paola, ci vediamo un altro p.

PAOLA

Arrivederci, faccia buon viaggio (esce. Lungo silenzio). E com finita? Non facciamo che si va a coricare?

LUCIANA

(Bussa e poi chiede di entrare) posso entrare, Paola?

PAOLA

Sia lodato Ges Cristo! Prego entri pure. (Entra e si ferma senza parlare) E allora? (Silenzio) Come siamo rimasti? Niente ha da dirmi?

LUCIANA

(Pensierosa) lo sai che non mi ricordo pi, perch sono venuta!

PAOLA

Lo sa invece che cos, a me, il cervello me lo fa diventare aceto, da qui a sera?

LUCIANA

Che dici? ora della pera?

PAOLA

Si, della banana! Ma che capisce!

LUCIANA

(Le balena il ricordo) Ah, si, si, aspetta, aspetta che mi ricordo perch sono entrata!

PAOLA

Oh, finalmente! Parli pure.

LUCIANA

Pensavo che oggi, essendo che venerd, e carne non se ne mangia, cosae ne pensi se mangiamo pesce?

PAOLA

Ecco, qua! (tra se) Io dico capisce, e lei si ricordata del pesce. (A Luciana) Come facciamo a mangiare pesce, se non abbiamo neanche i soldi per comprare il pane!

LUCIANA

Chi te lha detto! Vuol dire che domani non andrai dal parrucchiere a farti i capelli; non pensi che un p di pesce meglio di andare dal parrucchiere!

PAOLA

(Alludendo) Eh, a chi lo dice! Io ha che non e mangio da quando mi e venuto a mancare mio(piagnucolosa) marito, poveruomo, lui lo comprava spesso. Per lei, sa che pesce non e pu mangiare in nessun modo!

LUCIANA

Perch sentiamo, dici che mi fa male?

PAOLA

Male, ma quando! I pesci fanno aumentare la forfora in testa!

LUCIANA

Ah, si! Allora per questo che ho forti calorie in testa?

PAOLA

Questa caloria che dice lei, il cervello che le vuole uscire di fuori. Lei pesce non e pu mangiare, non per la forfora, ma solo perch i soldi non bastano, e io ho proprio bisogno di andare dal parrucchiere, perch nei capelli mi stanno crescendo le ragnatele, e mi sento la testa piena di prurito; quindi, per oggi le cucino un po di pastina con quattro ceci, due foglie di secala e un po dolio, e fa finta che pesce in brodo.

LUCIANA

Io di te che certi momenti vorrei fare finta che non ci fossi, invece ti devo sopportare per forza. Tu, tu non sei femmina, un diavolo sei! Ne avevo da ripetergli a mio figlio.. (Facendosi il segno della croce guardando in alto) pace allanima sua: Carmelo, figlio mio, lasciala perdere a questa, che non per te! E capra selvatica (rif vedere i denti).

PAOLA

Ma guarda ch simpatica! Ha parlato lasino che ride.

LUCIANA

Ma lui niente, gli hai fatto quattro coccole e malocchi e lui c cascato come il pesce nellamo

PAOLA

Ecco qua, ma fissata con questo pesce! E poi tempo perso farmi tutte queste prediche, ancora non lha capito che se vuole cos? Altro che pesce fritto e baccal! E non si faccia venire altri desideri perch sempre la pastina con i ceci ha oggise la vuole; altrimenti, gliela cucino domani.

LUCIANA

Ti ho detto che non la voglio pi; sempre ceci, ceci! Ho sempre la pancia gonfia come un tamburino, con tutti questi ceci che mi fai mangiare.

PAOLA

I ceci sono ricchi di ferro, lo vuole capire?

LUCIANA

Di aria, di aria sono ricchi! Gonfiano che neanche un compressore, (indicandosi la pancia) guarda che c qua. E poi, certi scorreggioni! alla faccia tua, sembrano tuoni; a volte corro anchio a nascondermi sotto il letto dallo spaventoo di come sono forti, sembrano spari. Altro che ferro e ferro! Il ferro a te lo darei qua (indicando la testa), cosi ti ammorbidisci questa testa dura che hai! (Rif vedere i denti) che brutta vecchiaia che mi ha dato il Signore con te!

PAOLA

E continua con i denti! Che spettacolo! Ha mai pensato a lavorare da Moira Orfei, al circo?

LUCIANA

(Facendo con le mani il segno di telaio a cerchio) Lavorare alle sei, al circo? Al telaio vuoi dire! E che centra ora il telaio? Che fa, vuoi cambiare discorso?

PAOLA

Ma quale discorso e discorso! Allora, mi ascolti e faccia una cosa, cos risolve la situazione, telefona a sua sorella, e domani appena viene se lo fa portare da lei il pesce, cosi mentre io sono dal parrucchiere se lo fa cucinare.

LUCIANA

E noi non li abbiamo i soldi? Perch glielo devo fare comprare a mia sorella il pesce? Grandissima tirchia e ladra che non sei altra!

PAOLA

Ah, sono ladra; ma ladra di cosa? Di quali soldi? Che non abbiamo nemmeno i soldi per comprare il necessario! A chi li ha visti questi soldi? Ma sa lei quanto prende al mese di pensione? 600 euro!

LUCIANA

No, no, bella mia! Vedi, vedi perch ti sbagli e non ti tornano i conti! Quale 600 euro e 600! Io prendo un milione e 200 mila lire, che la riveribilit..

PAOLA

Riveribilit, si! Si dice reversibilit.

LUCIANA

E si, questa qui come hai detto tu, la diversibilit di mio marito buonanima. Quando andavo io a fare la spesa, sai quante cose venivano con un milione e duecento milalire? Altro che pesce e pesce!

PAOLA

Ancora con questo milione e duecento mila lire! Quando fu lultima volta che andata lei a fare la spesa? (Luciana si scervella) Vedi, vedi non si ricorda pi neanche lei! Ora si chiama euro, la vuole lasciare perdere questa lira una volta per tutte! E gi da un bel po che non c pi la lira; ora, lo Stato le d 600 euro; sono finiti i tempi di quando si poteva campare!

LUCIANA

Ah, cos ? E perch non me lo dicevi prima! Senti che fai, dato che cos, prendi e gli scrivi una lettera

PAOLA

A chi, allo Stato?

LUCIANA

E certo; anzi, sai che ti dico, prenditi una penna e un foglio di carta che te la detto io.

PAOLA

Lei, oggi, pensieri non e ha e vorrebbe farmi uscire il cervello di fuori.

LUCIANA

Prendi carta e penna ti ho detto, e non parlare di cervello, che tu cervello non e hai avuto, e siedi qui che so io quello che gli devo scrivere. (Paola mai non si scompone) Che aspetti? La carrozza!

PAOLA

(Controvoglia) prendiamo carta e penna. (Si procura quanto serve per scrivere e siede aspettando che Luciana detti).

LUCIANA

Sei pronta?

PAOLA

Andiamo avanti.

LUCIANA

(Fraintende guardando la porta dingresso) Cosa stato, hanno bussato? E chi puo essere a quest ora? La gente arriva quando uno meno selaspetta! Come se dentro non avessero nulla da fare! Chi ?

PAOLA

Secondo lei chi pu essere? sua sorella !

LUCIANA

(Sbalordita) Bih, come passa il tempo! Di gi un giorno passato? Gi a domani siamo! Allora vuol dire che ha portato il pesce? E ora, come glielo faccio cucinare! Tu dici che in umido, buono viene?

PAOLA

(Adirata) Ma quale umido e umido! Io dicenvo di andare avanti nel senso di iniziare a scrivere!

LUCIANA

Nientedimeno! Allora siamo sempre al giorno di oggi! Non siamo pi al giorno di domani?

PAOLA

(Supplicando in alto. Poi ad alta voce) Signore datemi la forza! Pi tosto inizi a dettare che ho tante pulizie da fare.

LUCIANA

E si, si, non c bisogno di urlare, che sento! E lasciale stare le pulizie; ha da chiss quanto tempo che non le fai. Guarda che c qua! (Passa il dito sul mobiluccio e glielo mostra) Vedi, vedi che polvere c? Le pulizie si, non fai pi pulizie da quando morto tuo marito.., povero figlio mio. Con lui le facevi le pulizie perch avevi paura che ti rompeva le gambe... lui, altro che parrucchieri, profumi e unghia dipinte!

PAOLA

Ricominciamo con i parrucchieri e i profumi? La dobbiamo scrivere, o no, questa benedetta lettera? (Risiede) Sieda che sono pronta.

LUCIANA

Scrivi, scrivi che la cosa migliore. Allora, comincia: carissimo stato punto interrogativo, e stato, scritto minuscolo

PAOLA

Punto interrogativo? E perch?

LUCIANA

Scusa, la domanda di quello che ci serve , a chi la stiamo facendo, non la dobbiamo fare allo stato? E stato, scrivilo minuscolo, perch non un buono stato. Hai scritto? Posso cuntinuare?

PAOLA

(Rilegge) Carissimo stato Forza, detti.

LUCIANA

(Cattedratica) Che stato sei che ci hai portato in questo stato? Tre punti interrogativi, cos la domanda pi calcata. (Tutti errori voluti)Come facessi io a campare con questi sordi, se ha di quanno ho andato in pinzione che mancio brotino e latti monciuto di compare Andria, che passa co li vacche da qui medesima? (Rif vedere i denti).

PAOLA

(Alza la testa per parlarle e sussulta per lo sguardo asinino di lei) Oh, madonna! Speriamo che non la sogno sta notte!

LUCIANA

Che hai, parli da sola? Hai finito di scrivere?

PAOLA

Ih, e le sembra che sono una macchinetta! Piano, piano! Allora (rilegge sino a dov arrivata) Come facessi a campare io, se ha (le spiga che il verbo avere non si utilizza in questo caso) Non si dice ha?

LUCIANA

Ah, non glielo devo dire che non e ho? Altrimenti se gli dico che c lho che ci scriviamo a fare!

PAOLA

(Pi confusa che persuasa) Ancora dobbiamo cominciare con questa lettera ed io gi non e ho capito pi niente. E va bene, vuol dire che lasciamo scritto: ha!

LUCIANA

(Fraintende) Chi, io? (Adirata) Noo! Ti ho detto che ci dobbiamo dire che non e ho! Cavolo, ma dura sei, figlia mia! Tu devi scrivere quello che ti dico io, cos difficile ti viene? Neanche scuola hai fatto figlia! Avanti, dimmi dove sei arrivata?

PAOLA

Qua non vede che sono davanti a voi!

LUCIANA

Io dicevo dove sei arrivata di scrivere, no di camminare.

PAOLA

Carissimo stato tre punti interrogativi; come facessi io a campare con questi sordi, se ha

LUCIANA

Di quanno ho andato in pinzione punto esclamativo, chi mancio brotino

PAOLA

(La interrompe per spiegare che il punto esclamativo non si presta) Ma non va bene il punto esclamativo, mi deve scusare!

LUCIANA

Dici questo, figlia, perch in penzione non ci sei andata tu, perch volevo vedere se non avessi esclamato anche tu per questi quattro soldi che danno a me!

PAOLA

(Riprende) forse meglio lasciar perdere e riprendere da dove avevamo lasciato. allora (rilegge) di quanno ho andato in pinzione che mancio brotino e latti monciuto di mpare (le spiega che sarebbe meglio mettere compare) compare?

LUCIANA

(Guardando la porta) Chi c? Chi arrivato? No, no, se non finiamo di scrivere questa benedetta lettera non entra ed esce nessuno!

PAOLA

Ho Capito, sa che facciamo, continui a dettare che scrivo pane pane e vino vino

LUCIANA

Non ti permettere, sai! Ti conviene che di vino non gliene parli proprio, altrimenti pensano che ci scriviamo perch siamo ubriache.

PAOLA

(Supplicando rivolta allAltissimo) Signore, dammi almeno la forza di finire questa lettera! Allora eravamo arrivati da mpare Andria che passa co li vacche da qui medesima

LUCIANA

Che medesima sarebbi io; dico almeno questo lhai capito! Allora, scrivi: come farebbi io

PAOLA

Questa volta, no facessi?

LUCIANA

No, no, farebbi! Questa un altra domanda che ci sto facenno allo stato, non la stessa domanna di prima. Allora: come farebbi io a comprare li vistimenti se ha di quanno ho andato in pinzione. Maledetto giorno! No, no, non glielo scrivere! Di quanno ho andato in pinzione che non riesco a fari quatrari li conti, e che a fine mese, ci arrivo azziccato azziccato a comprarimi lo stritto e nicissario?

PAOLA

Io gli sto scrivendo tutto quello che mi detta, per filo e per segno, speriamo che la ci sia qualcuno che capisca cosa c scritto, perch io sono sicura che nemmeno lei abbia capito di quello che mi ha dettato.. (Bussano). E chi questa volta? (Bussano ancora). C lhanno in pizzo!

LUCIANA

Chi ha il pizzo, io?

PAOLA

E solo la barbetta a lei manca per essere completa. (Bussano). E insiste! (A Luciana) Vada ad aprire prima che buttano la porta a terra.

LUCIANA

Chi ha fatto luovo, la merla?

PAOLA

Si, (ironica) il cardellino! Lo stato non mi dovrebbe dare la penzione daccompagnamento! (Bussano e Luciana non si scompone) ho capito, forse meglio che vada io (si alza e va ad aprire). Chi ?

ANGELINA V.F.S.

Io sono, donna Paola, la vostra vicina!

PAOLA

E che sono contenta che la nostra vicina! Finisco con una e inizio con unaltra! Sentiamo che le manca a questa! (Apre la porta) entri, entri pure, donna Angela.

ANGELINA

(Ha il sedere molto prosperoso e che le sporge molto indietro) Salutiamo. (A Luciana, con moltissima enfasi) Oh, donna Lucianella bella! Sembrate una signora altolocata (Luciana, mostrando i denti e abbozzando sempre un timido sorriso) Prima, e con la bocca chiusa.

PAOLA

Senta, donna Angela, accorciamo tutta questa commedia e dica il vero motivo di questa visita.

ANGELA

Io sono venuta

PAOLA

Pi che venduta, lei compra, e senza soldi!

ANGELA

Che cosa mi vuol dire?

PAOLA

Quello che hai sentito.

LUCIANA

Paola, falle leggere quella lettera, vediamo cosa ne pensa.

PAOLA

Ma se non ho capito nemmeno io quello che ho scritto!

JANCILA

Ah, vi siete messe a scrivere lettere? E a chi se possibile? A c posta per te? E a chi pensate di cercare, qualche parente lontano con i soldi, o..un amico che vi tiene (ironica) compagnia?

LUCIANA

Che dice, con Maria?

PAOLA

Si, con Giuseppe!

ANGELA

Giusto ha capito sua suocera! Forse voleva dire Maria di Filippo, quella di posta per te. E voi dicevate che lei non capisce niente, altro che! Allora, mi fa leggere questa lettera?

PAOLA

Ah, ma vedo che dici sul serio! Quale lettera? Quale Maria e posta per te! Ci vuole dire piuttosto il motivo di questa visita, che io ho tante pulizie da fare, che non so da dove cominciare

LUCIANA

Ecco perch non le fai mai! Perch finisce che dimentihia da dove cominciare.

ANGELA

(Non capisce e chiede a Luciana cosha detto) Uhm! Che ha detto?

LUCIANA

Chi ha scritto, chi ha scritto la lettera?

PAOLA

Ancora con questa lettera! E lei, si decide a dirci cosa vuole!

ANGELA

Si offesa, donna Paola? Perch, cosa le ho detto! A quel che vedo, oggi, non la giornata giusta; io ero venuta se mi davate due uova se lavete; cos non le compro.

PAOLA

(Ironia sottile) E certo, vale la pena che li comprate, se noi labbiamo!

ANGELA

Eh! Giusto ha detto; perch con questa crisi che c, a cosa serve spendere soldi senza motivo?

PAOLA

E sapendo che qua c il pollaio! E si, donna Angela, perch lei s convinta che io e mia suocera siamo due polli da spennare. Uno e due viene qui per chiedere ci che le serve, ma non le sembra male? Ha la faccia da sbattere al muro

ANGELINA

Bih! Non la facevo cosi irriverente! Va bene, vuol dire che da ora in poi non verr pi neanche per il saluto! Tu guarda, per due uova che sorta di teatro sta facendo!

PAOLA

E torna con le due uova! Manca poco e la mettiamo nel nostro stato di famiglia per quello che ci costa: le uova, la pasta, il pane, il caff, lolio, il vino, laglio le sembra che siamo allo spaccio alimentare! (Guarda Luciana cercando il suo consenso) Le abiamo dato finanche la carta per la toilette

LUCIANA

Che ore sono le sette? Tardi, tardi si fatto! Lei che ora fa, donna Angela?

ANGELA

Per me, arrivata lora di andare. (Stizzita) Vi saluto, e grazie, grazie ancora per il favore. (Sentenziando) Speriamo in Dio che la vostra casa si riempia al pi presto di spiriti maligni! (Esce borbottando).

PAOLA

Sci, sci! Acqua davanti, vento di dietro e pietroni in mezzo ai piedi! A voi, gli spiriti vi dovrebbero mangiare viva! Grandissima faccia di bronzo che siete! (Luciana parla con una sedia come fosse una persona, frutto della sua distolta immaginazione; Paula la guarda e rimane sbalordita).

LUCIANA

Io, bene, bene sto; e tu? Lo sai che ti trovo pi grosso di prima! Con tua moglie stavamo scrivendo una lettera allo stato per dirgli che la penzione che ci ha lasciato tuo padre non basta pi.

PAOLA

(Sbalordita e nello stesso tempo impaurita) Ma co-con chi sta parlando, vo-vossia?

LUCIANA

(Parlando sempre con la figura che vedr solo lei) la vedi? La senti, figlio mio? Pensa che non viene ad abbracciarti, perch crede di non conoscerti. Con la testa non c pi, povera femmina, e pensa che da quando tu non ci sei pi, nemmeno pulizie fa..

PAOLA

(Impietrita e con infinita paura) Co-co, co-co, co-co

LUCIANA

(Continuando senza scomporsi) Vedi, chi ti dicevo? Ora gioca a fare i coc.

PAOLA

Co-con chi che-che-che-che

LUCIANA

Eh, no figlia! (Pensando che le scappi dandare in bagno) anche questo no! Mettiti la mano a tappo nel di dietro e corri in bagno; altrimenti prendi un vaso di notte, lo attacchi al collo e te lo porti dietro se capisci che ti scappa e non la puoi tenere!

PAOLA

Di-dicevo, co-co con chi che-che parla?

LUCIANA

(Indicando la figura con la quale parlava) che c non lo conosci pi tuo marito? Vieni ad abbracciarlo!

PAOLA

(Impaurita sta per svenire e guarda la porta da dov uscita Jancila) A-allora, le-le-lei, gli-gli spi-spiriti oh, nooooo! (Cade per terra priva di sensi).

LUCIANA

(Sempre alla figura astratta) Vedi, che ti dicevo. Non prenderti penseri che a momenti le passa. Senti che fai, prendila per i piedi che io la prendo da qua (indicando verso la testa), e la portiamo nel lettino, cosi riposa un p, e poi le passa (ma appena si abbassa le scappano due scorregge per lo sforzo nel doverla trascinare nellaltra stanza) Ti sembrano tuoni, vero? Non piove, non preoccuparti! Scusami, figlio; la colpa non mia per questi scorreggi, ma di tutti quei ceci che mi fa mangiare questa scoppiata di tua moglie. (Esce trascinandola per laltra stanza).

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

(Scena come prima. Paula intenta a stirare).

PAOLA

No, no, ma quando mai! Questa vita che non puo continuare cos! Uno e due tutti questi svenimenti che mi vengono per lo spavento! Qualche giorno finisce che sbatto la testa in qualche spigolo ci rimango secca e non mi sveglio pi. E poi.. fino a che il cervello lo avevo a met e met, allora ma cosi, che svengo sempre, come si fa? Come si fa a sentirla parlare con i morti: con mio marito, con suo padre.. .persino con sua nonna, che morta da 50 anni! Come faccio a badarci io mi spavento se la notte mentre dormo, mi sale di sopra e mi strozza!

LUCIANA

(Entra camminando carponi) Eeeee che ti ho preso!

PAOLA

(Paula ha un grosso sussulto) Oh Madonna , un colpo mi ha fatto prendere! (Luciana si trova davanti al tavolo e lei non riesce a vederla) E dov ? Non facciamo che ora la sento parlare e magari lei non c!

LUCIANA

(Intanto lei gira ancora attorno al tavolo e la tocca alla caviglia) qua sono!

PAOLA

(Oltre al nutrito sussulto grida dalla paura) Madre, muoio chi !!!

LUCIANA

(Come se nulla fosse, esce sempre carponi dalla porta da dove era entrata) Eeeee che ti prendo!!!

PAOLA

(Luciana, impietrita e toccandosi il petto dal lato del cuore, continua a guardare luscita della suocera) No, no, no! Un rimedio lo devo trovare a qualsiasi costo (Sillabando) Non c la faccio pi! Niente, ora vado in cerca di chi mi da buon consiglio e vediamo che provvedimento prendere, cosi il fegato ci lascio! E dove vado per questo consiglio? (Riflettendo) Da donna Minica! Certo! Dicono che la donna pi saggia del paese; vediamo che mi consiglia di fare; magari mi dice di portarla in uno di questi centri per anziani e solo che come faccio ad andare da donna Minica con lei che va girando a carponi casa casa? Che bella fine ho fatto! Ho fatto la fine del topo che non pu uscire pi dalla gabbia. (Bussano e ha un grandissimo sussulto e si tocca dalla parte del cuore ). Oh Madonna mia! Cos, il cuore ci lascio! E chi ora? Sembra che siano chiamati apposta. Chi ? Prego,avanti; entri!

ANGELA

Salutiamo, donna Paola; (lavvisa in tempo di non essere venuta per scroccare) non fate brutti pensieri, che questa volta, non voglio niente!

PAOLA

E non abbiamo pi niente; si figuri che rischio di lasciarci il cuore. (Dispiaciuta) Solo dispiaceri sono rimasti in questa casa

ANGELA

E io per questo sono venuta; ho visto entrare ed uscire il dottore, e

PAOLA

Ecco qua! Sembrate una telecamera appesa allangolo della strada. Ma che state sempre puntata a vigilare la mia porta per vedere chi entra e chi esce?

ANGELA

Questo il ringrazio? Come, io mi prendo dispiaceri per i miei vicini e

PAOLA

E finitela con tutte queste commedie e vicini, donna Angela! e ditemi qual il vero vostro motivo di questa visita.

ANGELA

Va bene, ve lo dico. Ma sempre per il vostro bene non per altro

PAOLA

Lasciate perdere i complimenti e andate avanti

ANGELA

E va bene, come dice lei. In paese, corre voce che in questa casa tornato a stare suo marito; ora dico io, come fa uno che morto da sette anni e quattro mesi.

PAOLA

Ma siete proprio un computer! Sapete persino quanti anni e quanti mesi ha che morto mio marito.

ANGELA

Se per questo, ricordo anche il giorno e lora

PAOLA

Pure! E i minuti, i minuti non li ricorda?

ANGELA

Se per i minuti ci potrei pensare un p; ma allanno, al mese e al giorno, no! Quelli li ricordo come se fosse ora, perch quando morto suo marito, il giorno che era vestito sul lettino in mezzo la casa, vostra suocera ha fatto di tutto per non comprargli i vestiti e le scarpe nuove come si usa fare per i morti, ricorda? Ha insistito tanto che ha vinto lei, e lha vestito con i vestiti da lavoro, e per la gente che veniva a fare visita al morto era un giorno di commenti: chi diceva che vostra suocera era tirchia, chi diceva che non era giusto che doveva risparmiare di comprare gli ultimi vestiti al figlio, insomma, ognuno trovava come dire la sua. Io mi ricordo sono tornata a casa mortificata dopo tutti quei discorsi senza senso. Donna Paola la gente pure sopra i morti trova che dire!

PAOLA

Invece lei

ANGELA

Io! Io cosa? Io faccio solo opere di bene.

PAOLA

Opera di bene, come? Stando sempre dietro la finestra per guardare la porta delle persone e vedere chi entra ed esce? Oppure cercare di sapere di questo e di quello, prendendosi tutti i pensieri degli altri?

ANGELA

Io sono solamente una vicina che si prende i dispiaceri della gente, e non come certe femmine che

PAOLA

Donna Angela, veda a chi deve andare a confessare queste cose. Ora senta, la vuole fare veramente un opera di bene?

ANGELA

Io sono pronta, parli pure.

PAOLA

La conosce donna Minica?

ANGELA

Chi, la donna pi saggia del paese? Quella che vive da sola, accanto quella casetta sotto la quercia dei cappuccini, dove c padre Egidio che fa spesso il digiuno per i poveri, quella

PAOLA

Basta, basta per carit, donna Angela! Io volevo solo sapere se la conosceva.

ANGELA

Ed io le stavo spiegando perch la conosco.

PAOLA

Le mi stava facendo il riassunto di tutto il paese. Ora senta, arrivi da donna Minica e le dice se pu venire qua, perch io non posso lasciare mia suocera da sola. (Pensierosa) Altrimenti possiamo fare che rimanga lei a tenerci compagnia e vado io da questa donna.

ANGELA

(Guardinga per paura che possa entrare Luciana, le fa un gestaccio) Ti!!! Donna Paola, non che ha iniziate a dare i numeri pure lei? Io con sua suocera? Ma da dove li prende certi discorsi, dal sacco? Io, a sua suocera, sola a guardarla mi vengono i collassi! Ma Signore mio! E poi, lei scomoda donna Minica, solo per un consiglio? E non glielo posso dare io! Dica, si tratta di (guarda ancora se possa entrare Luciana) sua suocera vero?

PAOLA

Si si, di lei, si. (Impaurita) Che ne sa lei. Sono arrivata anche al punto di avere paura (guarda pure lei se entra la suocera) anche ad addormentarmi, perch penso che possa accadermi qualcosa.

ANGELA

E che centra sua suocera con il fatto di dormire, mi scusi? Se dovessimo spaventarci ogni volta che ci addormentiamo, non dormirebbe pi nessuno! Vero che quando lei chiude gli occhi potrebbe essere lultima volta, (Paula comincia col fare scongiuri) perch pu succedere che non li apra pi, ma che cosa vuole, prima o poi. tutti dovete morire..

PAOLA

(Facendo scongiuri) Mentre lei rimarr per semenza! Oooh! Donna Angela, pure lei si mette! Come! chiamo il ceco per farmi accompagnare; si aperto gli occhi e mi ha fatto spaventare! Non basta mia suocera! Io dicevo di avere paura per colpa di mia suocera

ANGELA

Ah, perch pensate che pu uscire fuori?

PAOLA

Ma quale fuori e fuori che la porta la tengo sempre chiusa a chiave! Dicevo che mi spavento, perch penso, che mentre dormo, me la potrei trovare di sopra da un momento allaltro e con una corda che mi strangola!Ha capito perch le dico questo? Perch mia suocera non c pi con la testa non che prima cera tanto; ma ora stolida dun tutto, vuole sempre ragione e fa tutto cio che le passa per la testa... diciamo testa. Ah, se sapesse, donna Angela, che inferno ho!

ANGELA

(Guardinga e presa dalla paura) E ora, ora dov ? Dorme?

PAOLA

Dorme chi, lei? Quella nemmeno la notte dorme! Allora niente le sto dicendo! La notte cammna da sola, casa casa, e va parlando con i defunti. (Con tenerezza) Certe volte, mi fa tenerezza, sapete che fa? Si siede in un angolo senza dare nessun disturbo e pensa. Poi, (parla come fosse una pazza, tanto che Jancila ha paura) sa cosa le passa per la testa, le scatta una molla, e inizia il teatro.

ANGELA

(Preoccupatissima) Non che debba comparire da un momento allaltro e

PAOLA

Che le ho detto? (Facendola spaventare) Tutto puo succedere!

ANGELA

(Spaventatissima, guarda verso la porta se entra) che le venga un accidenti, mi ha fatto spaventare! Sa che faccio ora? Vado a chiamare a donna Minica, che lei sicura di sapere come aiutarla. (Fa per avviarsi, ed entra lentamente Luciana con un bastone in mano, tenendo verso il basso la parte ricurva; lo alza e, con la parte ricurva, trattiene Jancila per la spalla che stava per uscire. Jancila si ferma sconvolta e comincia a tremare dalla paura. Si gira lentamente e si accorge di Luciana che la guarda impietrita, fissandola negli occhi. Far il solito giro di testa con i denti di fuori).

LUCIANA

(Voce dotre tomba) Lei chi ? Che cosha da guardarmi cos?

ANGELA

(Rabbrividendo) io

LUCIANA

Sai che ti dico? Fammi sentire come canti! Sali qua! (Indicando la sedia) Sopra il palco; vediamo come canti.

ANGELA

Ioso-so-sono stonata, sto-stonta co-come la campana della chiesa dei ca-cappuccini.

LUCIANA

(Fraintende) Non minteressano i pulcini, ti ho detto Sali e canta..

PAOLA

(Si avvicina alla suocera, cercando di dissuaderla) La lasci andare a casa che ha lasciato la pentola sul fuoco

LUCIANA

(Fraintende ancora) Il gioco si! Questo non un gioco! (La guarda attentamente facendo il solito rito con la testa) E tu, chi sei tu per difenderla? Senti che fai, canta pure tu anzi no, tu suoni, e fai laccompagnamento.

PAOLA

Ma io non ho gli strumenti, e

LUCIANA

(La guarda col solito giro di testa, abbozzando mezzo sorriso, e i denti di fuori. Fa una sarcastica e forte risata, poi seria, la redarguisce) Strumenti! Quale strumenti! Sar la bocca, il tuo strumento! Su, cominciamo il concerto!

ANGELA

Maledetto a quando sono venuta! Non mi potevo stare a casa! Ma chi mi porta, chi mi porta a uscire da dentro!

PAOLA

Speriamo che questa la volta buona perch possiate rimanere a casa dun tutto, lasciando perdere i pensieri altrui.

LUCIANA

(Alzando il bastone) Silenzio tu, se non vuoi assaggiare il bastone!

PAOLA

Vede, vede come parla bene litaliano, da quando uscita di testa del tutto!

LUCIANA

(Alla nuora) Zitta tu, e sali sullaltro palco! (Paola sale). Su, cominciate.

ANGELA

Donna Paola, io veramente, non so proprio da dove cominciare

PAOLA

Donna Angela, trovate una canzoncina se non volete che ci rompe il bastone addosso e cerchi di cantarne una che con il motivo possa seguirla.

ANGELA

Cominci lei allora.

PAOLA

(Intoner il motivetto di: Mi scappa la pip) Parapparappapp, parapparappap

ANGELA

Mi scappa la pip, mi scappa la pip; mi scappa la pip, pap

LUCIANA

Brave, mi avete fatto ricordare che devo andare al gabinetto; continuate che ora vengo (Si avvia a uscire mentre le due stavano scendendo lentamente dalle sedie, si gira, e le due risalgono facendo finta di fare sali e scende mentre cantano: le guarda un po facendo con la testa il solito movimento ed esce).

PAOLA

(Scende definitivamente e va a guardare dallo spiraglio della porta se rientra, mente laltra continuava a fare sali e scende guardando la porta impaurita) E la smetta ora con questo sali e scendi, ancora!

ANGELA

Ah, non c?

PAOLA

Non c, non c, pu scendere.

ANGELA

Vuole sapere una cosa, donna Paola? (Guardinga) Qui dentro non metter pi piede nemmeno se diventassi la pi ricca del mondo! Vi saluto, e che il Signore vi dia una buona mano! (Si avvia camminando allindietro e guardando sempre la porta di dovera uscita Luciana. Dimenticherla sciarpa sulla spalliera della sedia).

PAOLA

Donna Angela, quello che vi chiedo per , di non dimenticare di chiamare a donna Minica.

ANGELA

Non stia a preoccuparsi che la chiamo subito subito e addio donna Paola la saluto! (Esce di corsa).

PAOLA

(Va a guardare correre Jancila) questa da come corre non ha nemmeno il tempo di frenare davanti la porta di donna Minica! Diciamo che nella disgrazia ho avuto la fortuna di non vederla pi dentro casa mia, dicendo che le serve questo, le serve quellaltro almeno lei cosi ha detto, che non viene pi. Solo che chi nasce tondo non pu morire quadrato. (Va a riguardare dalla porta di dovera uscita Luciana, e, siccome sta rientrando, torna a risalire velocemente sulla sedia).

LUCIANA

(Entra e, meravigliata, guarda Paola sulla sedia). Sai che sei fatta alta! Si vede che era da molto tempo che non ti vedevo. Vieni qua, fatti abbracciare.

PAOLA

(Ha un po di paura a causa dei repentini cambiamenti della suocera, ma le va incontro per abbracciarla) Certi momenti, mi spezza il cuore a sentirla (va per abbracciarla ma)

LUCIANA

Ti ho presa! (La stringe mentre lei cerca di divincolarsi) Ora sai che faccio prendo una corda e ti attacco i piedi come faceva mia madre quando ero piccola e la facevo disperare.

PAOLA

(Cerca di svincolarsi) No, hai piedi no! Che mi fanno male le caviglie!

LUCIANA

Che hai, le briglie?

PAOLA

Sapesse come sono contenta che ho le briglie, quasi mi metto a ridere!

LUCIANA

E non meglio, cos ridi e sei contenta. (Riflettendo) Paola, dimmi una cosa: chi ride non segno che contenta?

PAOLA

Se mi lascia glielo dico.

LUCIANA

E se ti lascio, scappi?

PAOLA

No, non scappo.

LUCIANA

Allora ti lascio (La lascia, e Paula scappa dallaltro lato del tavolo, impaurita e indolenzita).

PAOLA

Mi sentivo nelle branche di una piovra, da come mi stringeva! E che forza che ha!

LUCIANA

Perch non mi dici se uno che ride contento? (Rif il verso della testa con laccenno al sorriso).

PAOLA

Mi dica, lei contenta ?

LUCIANA

No, non sono contenta; ho troppa confusione in testa.

PAOLA

E allora perch, quasi ride spesso?

LUCIANA

Forse, perch non trovando la forza di rassettare la mia testa, rido sforzandomi di essere contenta. Ora sai che faccio, mi cambio e vado a messa.

PAOLA

Lei, se non lo dice prima il dottore, non pu uscire. Lha dimenticato che ha detto? Deve stare dentro, tranquilla a riposare e non deve dimenticarsi di prendere le medicine che le ha scritto.

LUCIANA

E il fatto del prurito, glielolhai detto cos?

PAOLA

Dice il dottore che il prurito dovuto alla circolazione del sangue, pu esere anche lammorbidente che dice possa contenere un profumo che a lei fa allergia. E io, nei vestiti non gli metto pi lammorbidente.

LUCIANA

Ah, non ti fanno pi male i denti?

PAOLA

No, no, per fortuna, mi sono passati.

LUCIANA

(Dispiaciuta) Oh, mi dispiace!

PAOLA

E niente ci fa, puo essere che a momenti possano riprendere a far male; contenta?

LUCIANA

Si, si, contenta sono!

PAOLA

Contenta perch lei ha i denti finti e si dimenticata del dolore!

LUCIANA

Cosa? che dici?

PAOLA

Dicevo che ora, a momenti viene sua sorella, e io devo andare dal parrucchiere a farmi i capelli

LUCIANA

E chi mia sorella? Io non ho sorelle! Non fare venire nessuno in casa sai! Non sappiamo che gente entra dentro. Io con te voglio stare, solo con te e basta. (Bussano, e le due sussultano. Luciana ha paura) quella donna, Paola, non la fare entrare che tutte cose ci ruba.

PAOLA

Lei aspetti, che vedo chi sia, se era sua sorella, entrava perch ha le chiavi! (Pensierosa) E chi puo essere? Forse arrivata gi donna Minica! No, non puo essere; come fa? E anziana, per arrivare subito qua! (Luciana si nasconde dietro la vetrinetta col bastone in mano e comincia a dare segni di agitazione grattandosi un po tutta) Chi ?

ANGELA

Io, io sono, donna Paola!

PAOLA

Donna Angela! E che ha fatto, non andata pi da donna Minica? (Bussano ancora). Aspetti, aspetti che le apro.

ANGELA

(Entra guardinga e fissa la porta da dove possa entrare Luciana) Nooo n c?

PAOLA

(Preoccupata) Come mai qui? Non aveva detto che a casa mia, lei E da donna Minica gi andata?

ANGELA

Sono andata, sono andata, a momenti qui. (Guardando impaurita sempre verso la porta) Ma ditemi (Luciana si para in silenzio dietro le sue spalle e col bastone pronto a colpire) non che dovremmo vedere spuntare sua suocera, e io, sono venuta perch ho dimenticato la sciarpa, (guarda un po davanti a lei, ma non la vede perch Luciana se lera legata sulla pancia.) eppure, pensavo di averla posata sulla spalliera della sedia! (Annusando) Ma intanto lodore lo sento!

PAOLA

Perch prima di uscire, lei mette il profumo sui vestiti per non perderli?

ANGELA

Ma quando! Questo (annusando ancora) lodore dellammorbidente che gli metto per tenere i vestiti morbidi.

PAOLA

(Preoccupatissima) Lammorbidente? Non mi dica che anche

ANGELA

Il coccomino.

PAOLA

(Preoccupatissima) No, il coccomino no! E ora?

ANGELA

Scusi, ora chi?

PAOLA

Ecco perch nervosa e gratta!

ANGELA

Gratta? Chi, la gatta?

PAOLA

La gatta si! Mia suocera.

ANGELA

Ah, la dentro che si gratta? (Preoccupatissima) Non la fate entrare qua! Anzi, sa che faccio, me ne vado prima che entri, se dice che pure nervosa! La sciarpa la tenga pure come regalo. Addio le dico! detto (gira di corsa per andare, ma si trova davanti e col bastone alzato, Luciana. Subito scappa dallaltra parte del tavolo, toccandosi il petto dalla parte del cuore. Poi preoccupata). Chiss dov andato a finire il cuore! Che giornata movimentata! Non mi potevo stoccare le gambe a stare a casa, ma chi mi porta dico io!

PAOLA

Lei, parla? E io, io che cosa dovrei dire che fa tutto il giorno cosi!

ANGELA

Tenetela di la che io scappo dallaltro lato.

PAOLA

Tenetela chi? Non la posso tenere quando calma, figuriamoci ora! Lei deve ringraziare che con quel bastone non la prende in pieno, perch dalla forza che ha quando nervosa, sarebbe capace di spaccare in due il tavolo come se fosse una fetta di ricotta. (Luciana batte il bastone sul tavolo e Jancila salta dalla paura).

ANGELA

(A Paola) Le tolga quel bastone dalle mani prima che il cuore non lo trovo pi! (Attimo di pausa, si guardano tutti, non sanno che fare. Bussano, sussulto generale).

PAOLA

Non penso che al manicomio ci sia pi movimento di qua! (Luciana scappa a mettersi di nuovo dietro il mobiluccio e col bastone in mano. Jancila stava per scappare pensando che Lucianna andasse da lei). E chi puo essere, ora? Chi ?

MINICHEDDA

Io sono, donna Minica.

ANGELA

Finalmente! Sa che faccio? Lei viene e io vado!

PAOLA

La prego, aspetti donna Angela, chiss avremmo bisogno. (Bussano ancora). Vada ad aprire.

ANGELA

Chi, (guardando a Luciana col bastone in mano) io? (Indicando Luciana col bastone in mano) Con lei e con il bastone in mano? Dovrei fare la fine della ricotta! (Bussano pi forte).

PAOLA

(Jancila fa un grosso sussulto e rimane impietrita appoggiata al tavolo. Paula si preoccupa vedendola stecchita come fosse diventata una statua) Donna Angela che l capitato? (Bussano ancora) vengo, vengo, donna Minica! (Va ad aprire). Entri pure, donna Minica.

MINICA

(Entra sorretta dal bastone. A causa della veneranda et, parler con la voce un po tremula) Buon giorno a voi, Paola, ti ricordi di me? Quante volte ti ho tenuta in braccio. E dimmi, che hai di tanto importante da dirmi per mandarmi a chiamare con donna Angela? (Saccorge di Jancila che immobile, ancora presa dalla paura di prima) Ah, tu qui sei! E che fai messa cos? Chi guardi?

PAOLA

rimasta scioccata.

MINICA

Neanche se avesse visto i fantasmi!

PAOLA

Peggio, peggio, donna Minica!

MINICA

Ah, si! E raccontami che cosa hai visto? (Jancila non si muove e Minichedda si rivolge a Paula) Paola, ma sicuro che questa sia viva? Non che dallo spaventoc rimasta secca?

PAOLA

(Si avvicina a guardare Jancila che sembra impietrita) Donna Angela (Angela continua a rimanere ferma) donna Angela, che vi preso, per lamor di Dio! (Luciana si avvicina lentamente alle spalle di Minica e Jancila con lo sguardo assente e muovendo solo la mano, indica col dito Luciana).

MINICA

A me? Dite a me?

LUCIANA

(Sempre con bastone, lappoggia sulla spalla di Minica) Si, proprio cos, a te dice; chi sei?

MINICA

(Finalmente capisce il perch di quellaria che sera creata li dentro) Ora capisco!

LUCIANA

Era ora! Finalmente! Si mangia pesce!

MINICA

Donna Luciana! Era da tempo che non la vedevo. Come sta, sta bene? Mi da questo bastone che ho bisogno di appoggiarmi?

PAOLA

Ah, scusi, donna Minica, non le ho dato nemmeno la sedia per sedersi (la prende). Tenga.

MINICA

Prendine unaltra per tua suocera che dobbiamo parlare un p (Paola prende la sedia e fa sedere sua suocera accanto a Minichedda). Allora, Luciana, ti ricordi i tempi di quando eravamo piccole, correvamo per le strade, libere come gli uccelli che lasciano il nido per la prima volta in cerca di avventure, di esperienze nuove, di cose che servono per divintare grandi? E noi, gi grandi ci siamo fatte da un pezzo..

LUCIANA

No, io non sono grande! Non mi voglio fare grande, piccola, bambina voglio rimanere; mi piacciono (toccandosi i capelli) le treccioline, le bambole e io, sa, ne ho una che si chiama Lucrezia, bellissima. Aspetti che gliela faccio vedere (esce per andare a prendere la bambola).

PAOLA

Vedete che vita la nostra? Di nessuno c da farsi meraviglia. Nasciamo, cresciamo. ma nessuno sa che fine, poi, facciamo. Pure donna Angela, vede com rimasta? Speriamo che in tutto questo, lei si riprenda (si avvicina a Jancila). Donna Angela, donna Angela, risponda per lamor di Dio!

ANGELA

(Riprendendosi lentamente) Chi ? Chi mi chiama? Dove sono?

PAOLA

Qua, qua siete, da me, da donna Paola, la vostra vicina.

ANGELA

(Si riprende quasi del tutto) Da chi? Da donna Paola, la nuora di donna Luciana, quella (Terrorizzata) Aiuto, aiuto! A casa, lasciatemi andare a casa! (Scappa gridando come una forsennata) Aiuto, aiuto!!! (Entra Luciana con la bambola in braccio e va a sedersi in una sedia, calma come non mai, e comincia a cullare il bambino cantandogli qualcosa).

LUCIANA

Oh, oh, oh, dormi bimbo fa la bob. Oh, oh, oh quanti bacetti che (canta andando abbassanndo la voce) ti dar. Oh, oh, oh

MINICA

Visto che con lei non potete parlare segno che lo doveva fare con te. Ora senti e ascoltami. Non pensare che per me sia facile dire quanto sto per dirti, ma la vita, figlia, lunica che non canosce razza; ci tratta a tutti per lo stesso verso; solo noi poveri illusi, pensiamo di essere immortali, cercando di farci male luno con laltro, magari per apparire con pi soldi, con pi avere, come se la ricchezza fosse una grande dote. E lamore, il bene pi grande che noi teniamo e che tanto dimentichiamo. Tu, la vuoi bene tua suocera?

PAOLA

Assai, assai gliene voglio, donna Minica! Anche se spesso abbiamo bisticciato, e ancora continuiamo a farlo per quello che lei puo capire; e a me fa male pensare di portarla in un centro per anziani; io per questo lho mandata a chiamare, per darmi consiglio.

MINICA

Tutti, prima, o poi diventiamo grandi, anche se tanti come lei vorrebbero rimanere piccoli. Sai che fai, figlia, un consiglio te lo voglio dare, poi fai quello che vuoi.

PAOLA

Lascolto, parli pure.

MINICA

Lei stata presente quando hai avuto bisogno di una madre?

PAOLA

Si, lho avuta per madre due volte, perch la mia, gi non cera pi quando ho conosciuto a lei, e se devo essere sincera, di bene me ne ha voluto cosi tanto.

MINICA

E allora sai che fai? Lhai voluta bene come fosse una madre; ora cuntinua a volergliene come fosse una figlia, perch lei pensa di essere una bambina.

PAOLA

Solo che io non ho avuto la fortuna di avere figli e non so come fare

MINICA

Il bene non conosce et, e poi, sai come si dice: lo stesso morto insegna a piangere (rimarranno bloccati come se continuassero a parlare, mentre si sentir Luciana che ripete due filastrocche di nenia e poi si bloccher anche lei).

LUCIANA

Oh, oh, oh, dormi figliola fa la bob. Oh, oh, oh, resta con me, non ti lascer (rimane bloccata anchessa, si abbasseranno le luci ed entrer s possibile, sotto locchio di bue, Jgnazia che, portandosi sul proscenio, narrer in versi, la morale finale).

JGNAZIA

Ah che vita la nostra, / va e gira come una giostra. / Chi canta, chi ride, / c persino chi non ha fede! / C il povero, il benestante; / il potente ed il brigante. / A niente serve avere ricchezza, / quando in famiglia regna tristezza. / Meglio vivere di fame e stenti, / che vedere litigare i parenti. / Tutti scappiamo correndo di corsa, / tutti viviamo recitando una falsa. / Oh quanto siamo falsi sopra questa terra; / spesso e per niente facciamo una guerra, / Ma quando la disgrazia entra in famiglia, / ricordiamo tutti del padre e la figlia. / E da buoni che ci dobbiamo amare, / con i parenti e le persone pi care; / perch la ricchezza, non sono i tesori, / ma lamore pi grande che nasce dai cuori.

FINE

www.roccochinnici.it