Una persona fidata

UNA PERSONA FIDATA

di Peppino De Filippo

Farsa in un atto

Personaggi:

FORTUNATO

LUCIA, moglie di Fortunato

AMALIA, madre di Lucia

NICOLA, cameriere di Fortunato

COSIMO, portinaio

LA PERSONA FIDATA

Scena:

Una camera da pranzo, arredata con gusto moderno, in casa di Fortunato. Una finestra a sinistra, una porta al centro, ed unaltra a destra. Quella di centro la comune.

Rappresentata per la prima volta al teatro Kursal di Napoli nel 1931

ATTO UNICO

Al levarsi del sipario, Amalia seduta presso il tavolo di centro intenta a ricamare.

Nicola (da destra) Un momento, non entrare, devo prima avvisare la padrona!

Amalia (a Nicola, che entra dal centro) Cosa c?

Nicola Di l c Cosimo, il figlio del portinaio.

Amalia Ma cosa vuole? Volta e gira e sta sempre qua! Fallo entrare.

Nicola (parlando verso linterno con tono sgarbato) Tu, vieni avanti, muoviti!

Cosimo (d. d.) Eccomi eccomi (entrando dal centro) Buongiorno, signora! (poi a Nicola) Tu potresti avere un tantino pi di creanza.

Nicola (offeso) Perch?

Cosimo Con chi credi di trattare? (rifacendo il tono di Nicola) A te muoviti! Credi proprio chio sia una cosa da nulla!

Nicola (ironicamente) Perch, come dovevo dire? (con tono caricaturale) Avanti, accomodatevi, signor Cosimo prego, favorite!

Cosimo (ad Amalia) Lo sentire, signora? Che brutta categoria quella dei camerieri

Amalia Insomma, volete smetterla s o no?

Cosimo (indicando Nicola) Quello ce lha con me, signora ogni volta che vengo qui, mi prende in giro!

Nicola Credi che io voglia perdere il tempo con te? Cosa credi di essere? (con disprezzo) Portinaio!

Cosimo (c. s.) Lo sentite signora?

Amalia (forte) Insomma, dico?! Basta! (a Cosimo) Tu cosa vuoi?

Cosimo Ecco

Nicola (borbottando) Cose da pazzi cose dellaltro mondo!

Cosimo (osservando con pazienza Nicola) Dunque (e guarda Nicola) Sono venuto qui perch

Nicola (c. s.) Che imbecille, cretino!

Cosimo (scattando) Signora, se quello non la smette di borbottare, io non posso parlare!

Nicola Ma sei pazzo?

Amalia Se non la smettete tutti e due, mi farete perdere la pazienza! (a Cosimo) Su, parla!

Cosimo Che brutta classe i camerieri (ad Amalia indicando Nicola) stato carcerato, signora!

Nicola Io? Bada come parli

Cosimo vero, vero: sei stato carcerato, io lo so!

Nicola un bugiardo signora, non gli credete! Quello fu un errore giudiziario.

Cosimo vero! Avrebbe dovuto scontare sette anni e ne scont solo tre.

Amalia (forte) Se non la smettete una buona volta vi mando al diavolo tutti e due! (a Cosimo) Posso sapere cosa sei venuto a fare qui?

Cosimo Voi diceste a mio padre che avevate bisogno di una pila di coccio ed un tegame

Amalia S, ricordo, dissi a tuo padre: Quando passa il carrettino, fatemelo sapere, perch ho bisogno di una pila nuova e di un tegame.

Cosimo Ed il venditore qui, sta fuori!

Amalia Lhai fatto salire?

Cosimo Sicuro!

Amalia Ed allora fatti dare una pila grande, un tegame e fammi sapere quanto chiede.

Cosimo Subito! Tratter io il prezzo e risparmierete! Permesso. (esce per il fondo)

Nicola Ora vado a trattare io, signora. Questo un mezzo scimunito e certamente non sar buono di combinare nulla, permettete. (esce dal fondo)

Cosimo (entra dal fondo avendo cura di non far vedere a Nicola la pila e il tegame che porta con s, dice ad Amalia) Ecco fatto! (Le mostra la pila e il tegame) Sono belli?

Amalia (ammirandoli) Si, sono buoni. Quanto ne chiede?

Cosimo Ha chiesto sei e cinquanta per la pila e tre e cinquanta per il tegame. Il tutto per dieci lire datemele che gliele porto.

Nicola (dal fondo) Tutto fatto, ho combinato: tre lire la pila e due e cinquanta il tegame. Cinque e cinquanta in tutto!

Amalia (a Cosimo) E tu avevi detto dieci lire?!

Cosimo S! Ma io avrei portato cinque e cinquanta di resto!

Amalia Sei un imbroglione, questo sei! Ora vado io. (esce per il fondo)

Cosimo (a Nicola) Sei contento ora? Avremmo potuto dividere la differenza!

Nicola Io sono onesto e certe cose non le faccio. Vergognati! Ma gi, sei figlio di portinaio e basta

Cosimo E tu chi credi di essere, lImperatore della Cina? Per norma e regola tua io posso fare quello che voglio in questa casa!

Nicola Perch?

Cosimo Perch cos vuole il padrone! Mha detto che posso entrare ed uscire quando a me pare e piace. E mi ha promesso cento lire se riesco ad appurare chi lamante della moglie!

Nicola A me mi ha promesso centocinquanta, mio caro!

Cosimo Ma tu gli racconti balle, bugie!

Nicola No! Questo lo fai tu!

Amalia (dal fondo, fermandosi sotto luscio) Tu sei ancora qui?

Cosimo Vado subito, signora.

Amalia (a Nicola) Vieni con me; tu, vai a portare il denaro a quelluomo che sta fuori.

Nicola Subito. (a Cosimo) Hai capito che devi andar via?

Cosimo Tu fatti i fatti tuoi

Amalia Ricominciate? (esce per il fondo a sinistra)

Cosimo lui che mi stuzzica! (poi a Nicola che ha seguito Amalia) Sei stato carcerato io lo so! (poi parlando verso linterno in fondo a sinistra) Comandate altro, signora?

Amalia (da dentro) No, puoi andare! (Cosimo ritorna in scena, si guarda intorno con circospezione, osserva dietro i quadri come per scoprire qualche lettera o biglietto amoroso, guarda sotto tutti i gingilli con la stessa attenzione e non trovando nulla che lo interessi, entra guardingo a destra)

Lucia (dopo una pausa, da dentro) Esci subito, immediatamente! (entra da destra preceduta da Cosimo)

Cosimo Scusate, scusate tanto!

Lucia (rimproverandolo) Perch sei entrato in camera mia? Chi te lo ha permesso?

Cosimo Volevo sapere se avevate bisogno di me!

Lucia Ti ringrazio tanto, non ho bisogno di nulla! Puoi andare!

Cosimo Va bene! (fa per andare)

Lucia Aspetta! (Cosimo ritorna) Voglio avvisarti e per lultima volta, che per la strada non voglio essere pi seguita da te! Mi spiego? Me ne sono accorta, caro, ed ora basta sono stufa!

Cosimo Ma vostro marito che me lo comanda

Lucia Ed io non voglio, altrimenti un giorno o laltro, ti mander allospedale! Siamo intesi? Che non si ripeta pi! E be te

Cosimo (che non ha capito) Come?

Lucia Ho detto: e be te! Vattene

Cosimo Va bene. (non ha capito ma esce di scena)

Lucia Idiota!

Amalia (entra dal fondo a sinistra) Ecco fatto. Abbiamo rinnovato la cucina! (notando che Lucia nervosa) Sei nervosa?

Lucia Non ne posso pi. La gelosia di quelluomo mi tortura, mi esaurisce, mi insopportabile! Poco fa, Cosimo, il figlio del portiere entrato in camera mia credendo che io non ci fossi, e perch? Per spiarmi, capite? Cos, quando esco mi viene appresso. mai possibile andare avanti con questi metodi?

Amalia Pazienza, figlia mia, pazienza. Se tuo marito geloso, vuol dire che ti vuol bene.

Lucia Io capisco la gelosia, ma fino a un certo punto, tutto ha un limite. Ora non potete immaginare come sono preoccupata a causa di un tale che mi fa una corte spietata. Se esco, lo trovo sotto il palazzo, se vado al cinema puntualmente l che maspetta. Ogni giorno mi manda fiori, lettere infuocate damore Non so io stessa come fare. Capirete, mio marito senza ragioni mi tortura, immaginate se poi venisse a scoprire una cosa simile.

Amalia E chi questo tale?

Lucia Cosa volete che ne sappia?

Amalia Tu non dargli retta, vedrai che si convincer e non ti dar pi fastidio. Dove vai adesso?

Lucia Da mia sorella, esco con lei per fare delle piccole spese ed anche per avere un po di pace, un po di tranquillit.

Amalia Torna presto, non dargli motivo. (esce per la destra)

Lucia (a Nicola che apparso sotto luscio di fondo, restando in osservazione) Tu cosa vuoi?

Nicola Credevo che maveste chiamato

Lucia Non tho chiamato invece!

Nicola Scusate! Uscite?

Lucia S, esco! Vado da mia sorella Marietta

Nicola Vostra sorella? La signora Marietta?

Lucia Sissignore! In via Pace 437.

Nicola Via Pace 437?

Lucia (scattando) Gi! Volete sapere altro?

Nicola No!

Lucia (con rabbia e forte) Meno male! Non basta la petulanza di mio marito, adesso devo rendere conto anche a te, di quello che faccio?! Vado da mia sorella Marietta, e basta, capisci? Basta (esce per il fondo a destra)

Amalia (entra dalla destra avendo in mano una scarpa) Nicola?

Nicola Comandate, signora

Amalia Sai spiegarmi tu come mai ogni tanto trovo le mie scarpe scucite? la terza volta che mi succede questo fatto strano!

Nicola Non saprei, signora

Amalia Guarda questa scarpa com ridotta!

Nicola Ci saranno i topi!

Amalia Non dire sciocchezze, una casa pulita come questa! una cosa inesplicabile. Come pure, da parecchio tempo ho notato che la biancheria nei miei tiretti sempre in disordine, tutto rivoltato. Qualcuno ci sar che ci mette le mani. O sei tu o mio genero.

Nicola Io, signora, non mi sono mai permesso. (Campanello elettrico)

Amalia lingresso! (esce a destra mentre Nicola esce per il fondo a destra)

Fortunato (entra dal fondo a destra seguito da Nicola. nervosissimo) Dov mia moglie? (gira agitato per la scena)

Nicola uscita, signor padrone.

Fortunato (con meraviglia) uscita e dov andata?

Nicola Da sua sorella Marietta!

Fortunato Come lo sai?

Nicola Glielho domandato!

Fortunato E lo hai creduto? Stupido! Perch non lhai seguita, perch?

Nicola M parsa sincera.

Fortunato Sincera un corno! Sei un povero idiota buono a nulla! Non sai che le donne sono false e ciniche?

Nicola Signor padrone

Fortunato Basta! Ma se appurer qualche cosa, guai a lei! (a Nicola, quasi piangendo) Nicola, sono infelice! Un dubbio terribile mi tormenta giorno e notte. Mi tradisce, mi tradisce, ne sono sicuro. troppo umile, troppo paziente, troppo affettuosa. Quel viso dolce altro non che una maschera, sotto la quale si celano il vizio, la vergogna, il disonore!

Nicola Ma voi, avete le prove?

Fortunato Stupido! Se ne avessi avrei gi lavato nel sangue questa macchia. Ma lavr la prova laspetter pazientemente, perfidamente e quando sar nel mio pugno, come una folgore, cadr sulladultera la mia vendetta! (sedendo affranto) Che vita! Laltro ieri, cos, improvvisamente, non mi fece sapere, a tavola, mentre mangiavamo, che aveva cambiato la salsa di pomodoro?

Nicola Ebbene?

Fortunato Come? Lei ti faceva comperare sempre la pastorella perch tutto ad un tratto lha sostituita con la contadinella? Te lo dico io. daccordo col salumiere. Sotto letichetta della contadinella v nascosto qualche biglietto damore. Lamante, per corrispondere con lei, si accordato col produttore delle conserve contadinella e sotto ogni etichetta, il complice, vi nasconde la missiva damore.

Nicola Com possibile? I barattoli vengono dalla fabbrica!

Fortunato Un accordo completo tra amante, produttore della conserva, operai della fabbrica e il salumiere che riceve i barattoli di conserva. Il barattolo con la missiva amorosa contrassegnato con un numero che il salumiere conosce in precedenza. Quando tu vai a comprare il barattolo di conserva, ti d quello giusto. Non ragiono pi, Nicola! In ufficio non concludo pi niente tutte le pratiche confuse non comprendo pi quel che mi dicono; vedrai che mi licenzieranno! Ieri fu tale la collera che mi presi, a causa di quel signore che telefon dicendo poi di aver sbagliato

Nicola Sicuro, sbagli il numero!

Fortunato Cretino! Non sbagli. Lui disse di aver sbagliato, quando al telefono invece della voce di mia moglie, sent la mia

Nicola Ah! Ecco!

Fortunato Fu tale la collera che da stamane mi sento un formicolio per tutta la pelle

Nicola Una furia di sangue!

Fortunato Proprio!

Nicola vero, vero! Anche sul viso avete tante piccole macchioline! Com grande questa!

Fortunato Quale?

Nicola Questa sul naso. (tocca con lindice della sua destra la punta del naso di fortunato) Qui! (contemporaneamente si sentir suonare il campanello dellingresso e suoner a lungo fin quando Nicola non avr allontanato il dito dal naso di Fortunato: mentre esclama meravigliato) Cosa c?

Fortunato (anchegli meravigliato) Cosa fai?

Nicola Ho detto che avete il viso pieno di macchioline rosse e ce n una grossa proprio sul naso (con lindice tocca il naso di Fortunato e contemporaneamente si sentir suonare di nuovo il campanello dingresso e suoner a lungo, forte, fin quando Nicola pi meravigliato di prima non allontaner il dito dal naso di Fortunato)

Fortunato (meravigliato e preoccupatissimo) Insomma?! (con lindice della sua destra preme il naso di Nicola in attesa di sentire il campanello che non suoner. Suoner invece forte e squillante non appena Fortunato, ancora pi preoccupato, col pollice della destra si toccher il naso e suoner fin quando non lallontaner dicendo subito) Presto telefono al dottore chiama qualcuno! (Si sentir suonare a lungo il campanello dellingresso)

Nicola (dopo che il campanello avr smesso di suonare) lingresso! (ed esce per il fondo a destra ritornando poco dopo) Cosimo, il figlio del portinaio.

Fortunato (premuroso) Fallo entrare subito! Certamente deve dirmi delle cose importanti. (affacciandosi sulluscio in fondo) Avanti Cosimo, entra pure! (Cosimo entra) Hai saputo qualche cosa? Parla per Dio, parla!

Cosimo Ho saputo il nome dellamante di vostra moglie!

Fortunato Possibile? (poi a Nicola) E tu non hai saputo mai niente

Cosimo (a Nicola) E tu non hai saputo mai niente!

Fortunato (a Nicola) Imbecille!

Cosimo (a Nicola) Imbecille! (poi a Fortunato) stato anche carcerato, signore!

Nicola Non vero, signor padrone, questo un calunniatore!

Fortunato Silenzio! (a Cosimo) Siedi (siede) Parla!

Cosimo (sedendo) Poco fa sono entrato un momento in camera di vostra moglie, dove speravo di trovare qualche lettera damore, nascosta in un posto qualunque

Fortunato Bravo!

Cosimo Ma mentre mi dirigevo verso la toletta, la signora entrata dimprovviso e mha sorpreso!

Fortunato Questo non minteressa, voglio sapere il nome dellamante parla!

Cosimo Vi spiego: mha sorpreso dunque

Fortunato Ho capito, vai avanti! Cosha fatto?

Cosimo Ha detto: Fuori, fuori, mascalzone, screanzato. Come te lo debbo dire che non voglio pi vederti? Vieni qua! Le sono andato vicino e pu! (imita il rumore di un forte schiaffo) Mha dato uno schiaffo tremendo! (con falso pianto) Mha fatto vedere le stelle!

Fortunato Hai ragione! (prende dalla tasca una moneta e gliela d) Prendi, sono cinque lire!

Cosimo (intascando la moneta e guardando Nicola con intenzione, come per dire: A tuo dispetto) Grazie!

Fortunato Il nome, dimmi il nome!

Cosimo Subito! Per educazione non ho risposto neanche una parola, ho detto solamente Questo una signora non lo fa! Non lavessi mai detto! S fatta prendere dal diavolo, poi mha preso per il bavero della giacca e pu (piangendo come sopra, portando una mano al viso, indica laltra guancia) un altro schiaffo terribile da questaltra parte!

Fortunato Vigliacca! (c.s.) Tieni, prendi queste altre cinque lire!

Cosimo (c.s.) Grazie! (intasca la moneta e guarda Nicola c.s.) Quando mha dato il secondo schiaffo, caro signor Fortunato, ho pensato di svignarmela al pi presto ma lei mha raggiunto e pu (allunga la gamba destra) Mha dato un calcio tremendo (piangendo ancora c.s.) Ancora mi fa male tutto qua! (porta una mano sulla natica destra massaggiando la parte)

Fortunato Che modi, non la riconosco pi. (c.s. dandogli due monete) Tieni, prendi questi sei soldi!

Cosimo (non convinto, ma prendendo le due monete) Signor Fortunato, due schiaffi dieci lire e un calcio sei soldi?

Fortunato Non avrai una tariffa?

Cosimo No. Dunque (intasca le monete)

Fortunato (forte) Il nome, voglio sapere il nome, ti ho detto

Cosimo Poco fa ho visto la signora che ha preso una lettera dalla cassetta postale in portineria, lha letta e poi lha gettata via

Fortunato E tu lhai presa? Bravo! Sei intelligente. (si rivolge a Nicola) Questo si che ci sa fare.

Cosimo (indicando Nicola) Signore. stato in carcere quello.

Nicola Non vero. Ci sono stato quando facevo la guardia carceraria, padrone, molti anni fa.

Cosimo Non vero.

Fortunato Basta. Non mi interessano certe cose. Continua quello che stavi dicendo.

Cosimo E che stavo dicendo?

Fortunato Il fatto della lettera

Cosimo Ah! Ecco

Fortunato Presto: parla!

Cosimo Non appena andata via lho presa. E si tratta proprio del suo amante. Si chiama Giacinto! (Consegna a Fortunato una cartolina)

Fortunato (con rabbia) Traditrice finita per te! (legge) Per i fiori la rugiada, per te, bella signora: Giacinto innamorato! (dopo aver riflettuto) Sei un imbecille! una reclame questa! una reclame del profumo! (la strappa)

Nicola (a Cosimo) Sei un povero stupido, non capisci nulla! Vieni qui a raccontare bugie. (Campanello dellingresso)

Fortunato (a Nicola) A te, vai ad aprire!

Nicola Subito! (esce e ritorna subito) la padrona!

Fortunato (ai due) Presto, nascondetevi!

Lucia (entra dal fondo) Fortunato! Che bella sorpresa sei ritornato prima, oggi?

Fortunato (severo) Gi! (a Nicola e Cosimo) Voi restate l fermi. Voi siete i miei sicari! (poi a Lucia) Dove sei stata?

Lucia Da mia sorella Marietta

Fortunato Davvero?

Lucia Era tanto tempo che non le facevo una visita!

Fortunato Come sai fingere! Come sai essere serena, calma, tranquilla, cinica!

Lucia Fortunato, ricominciamo?

Fortunato Ah! Come la tua colpa sarebbe meno grave se tu avessi la forza di confessare! Dov il tuo amante? Parla!

Lucia Ma tu sei pazzo? Io non ti riconosco pi!

Fortunato Voglio che tu mi dica la verit!

Lucia (esasperata) Ma quale verit? Quale? Io sono una donna onesta, capisci, e questa tua inutile gelosia mi offende. Se lo vuoi sapere, c una persona che mi fa la corte, che mi scrive lettere, che mi manda fiori ma io lho sempre respinto, capisci? Sempre! Se non credi alla mia fedelt, se non sai apprezzare il mio affetto, vattene e lasciami tranquilla una volta per sempre! (esce per la destra)

Fortunato Avete sentito? C un uomo che la corteggia ne ero sicuro me lo ha confessato! (parlando verso destra) Ma ora non uscirai pi rimarrai chiusa in casa fin quando io lo vorr! (siede affranto al centro) Mi raccomando a voi due! Aiutatemi e sapr compensarvi! (a Cosimo) Vattene gi e stai attento. Che non esca dal palazzo!

Cosimo Va bene! (esce dal fondo a destra ma ritorna immediatamente dicendo a Fortunato) Signor Fortunato, fuori c un giovanotto con un fascio di fiori e una lettera!

Fortunato Dove sta?

Cosimo Fuori alla sala! (corrono tutti e tre a guardare) Come sar entrato?

Fortunato (ritornando) Mia moglie gli ha lasciato la porta aperta!

Cosimo Sta per entrare qui!

Fortunato Nascondetevi. (Fortunato si nasconde dietro le tendine della finestra, Nicola dietro il buffet e Cosimo sotto il tavolo. Dopo poco appare sotto luscio un giovane con berretto, un fascio di fiori in una mano e una lettera nellaltra. Si ferma sotto luscio, guarda intorno, sosta un po e poi esce di scena da dove entrato)

Nicola andato via!

Cosimo (andando in fondo e guardando a destra) S affacciato alla finestra del corridoio.

Fortunato Occorre agire immediatamente. (ai due) Avvicinatevi! (e i due si avvicinano) Ho unidea magnifica. (a Nicola). Tu farai finta di essere un mio amico che ha tentato di corteggiare mia moglie e al quale io faccio una scenata tremenda. Mi facevi lamico, ti dir io, mi facevi lamico? Vigliacco traditore! Ma chi ti ha raccontata questa frottola, rispondi tu. Silenzio!, risponder io, Ho le prove ed ora dovrai fare i conti con me. Sai bene che sono uno spadaccino e se non conosci la mia lama, la conoscerai, cane rognoso! Faccio finta di darti uno schiaffo! In modo che quello lo riferisce alla persona che ha mandato i fiori e se ne guarder bene dal corteggiare mia moglie!

Nicola Bellissima idea! Quello che sta fuori lo riferir alla persona che ha mandato i fiori e le dir: Sapete, con quel marito c poco da scherzare un uomo terribile!

Fortunato Perfettamente!

Cosimo Ed io che faccio?

Fortunato Nulla

Nicola Tu te ne ritorni gi.

Cosimo (capriccioso) No, no (pesta i piedi in terra) Voglio fare qualche cosa anchio. Voi vi divertite e io no?

Fortunato Non starai mica qui per divertirti? un fatto serio questo.

Cosimo Se non mi fate fare qualche cosa dir tutto a quello che sta fuori.

Nicola Che prepotente!

Cosimo Tu stai zitto! (Nicola e Cosimo litigano con frasi a soggetto)

Fortunato Basta. Tu, Cosimo, sarai un altro amico sarai il mettipace Ma basta, dirai, finitela, siete amici e lamicizia sacra!

Cosimo Si, si. Mi piace

Fortunato (guardando in fondo a destra) ancora li! (ritorna in scena dicendo con tono esageratamente severo) Bravo, il Conte Bassotti! Mi facevate lamico e corteggiavate mia moglie

Nicola (anche lui con tono alto e atteggiandosi a nobile) Ma chi ti ha raccontato questa frottola?

Cosimo (forte) Ma basta, finitela, siete amici

Fortunato Amici un corno! un mascalzone!

Nicola (c.s.) Bada come parli, sai!

Fortunato (prendendo dal buffet una tazza di caff dice piano ai due) Per dare pi forza al contrasto. (a Nicola buttando a terra con forza la tazza) Io parlo come voglio!

Cosimo (prendendo un vasetto di terracotta, dice a Fortunato) Posso rompere questo?

Fortunato No! porcellana!

Cosimo (prendendo un piattino dal buffet) Allora questo?

Fortunato Questo s!

Cosimo (gridando e lanciando con forza il piattino a terra) Amico traditore! stato anche carcerato.

Fortunato (piano a Cosimo) Silenzio! Tu sei il paciere! (poi prendendo un piatto e lanciandolo con forza a terra) Ma lavrai da fare con me! (rompe un altro piatto) Capisci? Con me!

Cosimo Ha ragione! (anche lui rompe due piatti)

Amalia (spaventata dalla destra) Cosa succede?!

Fortunato Via, in camera vostra! (le lancia sui piedi diversi piatti che vanno in frantumi. Amalia, spaventata, scappa chiudendo la porta)

Fortunato (a Nicola) Ti ammazzo, ti polverizzo! (e nella foga per rendere sempre pi naturale lalterco, rompe tutto quanto gli viene sottomano: piatti, vasetti, tazze, bicchieri. Anche Cosimo e Nicola, divertiti da tale situazione e un po eccitati dalla follia di Fortunato, rompono tutto quello che ci sar nel buffet ed infine tutti i gingilli frangibili che troveranno sui mobili. Quando pi nulla sar rimasto, Cosimo trover sfogo nel mandare in frantumi i vetri del buffet)

Nicola (alludendo alluomo con i fiori) Sta entrando.

Fortunato (a Nicola) Qua vieni qua! (lo afferra e portandogli le mani al collo come per strangolarlo, resta in tale buffo atteggiamento in attesa che luomo entri)

Cosimo (afferrando luomo che entrato dal fondo e tappandogli contemporaneamente la bocca con la mano) Fermati! (e lo trascina avanti tenendolo stretto)

Fortunato (a Nicola) Farai la fine che ti meriti!

Nicola (con falso tono) Aiuto! Aiuto! mi uccide!

Cosimo (prendendo la lettera che luomo ha in mano e dandola a Fortunato, senza mai liberarlo dalla sua stretta e senza togliergli la mano dalla bocca) A voi, padrone!

Fortunato (prendendo la lettera e togliendo il fascio di fiori dalle mani delluomo) A me questa lettera! (butta per terra i fiori, mentre gli dice con forza indicandogli Nicola che finge di essere stato bastonato) Guarda, come riduco io i corteggiatori di mia moglie! Potrai pure riferirlo al tuo padrone! (apre la lettera e legge forte) Donna celeste! Eccovi le rose rosse, come la mia passione per voi. Accettatele, altrimenti ne morir. Il porgitore della presente una persona fidatissima. Se volete potrete dargli una risposta, per per iscritto: essendo il poveretto un sordo muto! (Sconforto dei tre, scena come a concerto mentre cala la tela)

SIPARIO

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