Cagis – La storia del quarto re magio

Cagis Propriet degli autori

Cagis

La storia del quarto re magio

Testi di Giuseppe Diodati

e

Musiche di Luigi Ceci

Da unidea di suor Lina Farronato

Per contattare gli autori : diodatigiuseppe@alice.it

Per le parti musicali : http://www.giuseppeverdimaddaloni.it/public/downloads.asp?cat=17 

Diodati Giuseppe

Via Brecciame 30 81024 Maddaloni

tel. 0823 408456

Personaggi

Cagis

Padre

Due amici

Tre Re Magi

Maria

Giuseppe

Amico salvato

Arina

Assassino

Vittima

Due soldati

Tre Giudici

Donna

Ges

Marta

Maria sua sorella

Pilato

Ragazza moderna

Solisti-ballerini

Coristi-ballerini

Folla

Primo atto

Primo quadro

A sipario chiuso si sentono le note del pianoforte.Verso la fine

dellintroduzione, entra Cagis, estasiato da una splendida notte stellata, che

si stende su un paesaggio orientaleggiante appena abbozzato.

Cagis: Splendida sera! Sembra che tutti i pensieri damore e di pace della

terra si sono cristallizzati lass. Proprio la sera adatta per darmi il

necessario riposo, visto il lavoro che mi attende domani.

Poi si stende su una stuoia e si addormenta. Intanto si avvicina a lui la

solista della prima canzone.

Solista: Dormi, Cagis, domani incomincer per te la pi bella storia del

mondo Segui il pi bello e pi luminoso degli astri di questa splendida notte, e troverai il Re dei Re, Dio.

Inizia la prima canzone balletto, con la partecipazione dello stesso Cagis. Nel

momento in cui la canzone vi accenna comparir anche la stella cometa,

apparizione che avverr con i modi pi idonei al momento della realizzazione.

Canzone: Notte di stelle

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Coro: Calda notte questa qua,

Cagis, riposa tranquillo

E sogna la pace.

Non svegliarti perch tu

Sei tanto stanco per il tuo lavoro.

Nel regno per noi

Taffatichi perch ci ami.

Dormici su! Dormici bene!

Di nuovo lalba poi verr.

Dormici su! Dormici bene!

Il tuo da fare avrai!

Dolce notte questa qua,

la luna brilla vegliando su te, su te!

Calma notte questa qua,

Cagis, ritrova la pace, sognando felice.

Solista: Le stelle nel cielo

Sembrano occhi di

Uccelli liberi,

che nel volo trasportano

pensieri splendidi

di chi sa che cos

lamore e la felicit!

E ne vedi una che

Sembra un angelo in volo

Che trascina dietro se

Una luce da re.

Coro: Notte splendida per te,

Cagis, incontri lavviso

Damore e di pace.

Non dormire per favor!

Stanotte ascolta la voce e

Linvito del Re dei re

Che ti vuole vicino a se.

Pensaci su! Pensaci bene!

Tutto domani cambier.

Pensaci su! Pensaci bene!

Un altro poi sarai.

Bella notte questa qua

La luna brilla per te, si per te, per te.

Notte splendida perch,

Cagis, incontri lamore e ritrovi la pace.

Alla fine del balletto escono tutti lasciando solo sulla scena Cagis, che torna

a dormire. Le luci sottolineeranno che la notte passata. Cagis si sveglia, e

subito dopo entra il padre.

Padre: Buongiorno! Vedo che sei gi sveglio.

Cagis: Ma un po imbambolato. Sapessi che strano sogno ho fatto stanotte. La sera non dovr pi bere vino.

Padre: Che cosa hai sognato?

Cagis: Non ricordo perfettamente, ma qualcosa che riguarda Dio e una strana stella capace di portarti da Lui.

Padre: Una stella?

Cagis: Si! Una stella bellissima e con una grande e luminosa scia.

Padre: Forse, allora, non stato un sogno. Ci pu essere qualcosa di vero

in quello che dici. Devi sapere che una tradizione, o forse una profezia, parla di una possibile venuta di Dio e di un segno mirabile che lo mostrer potrebbe essere la tua stella.

Cagis: Mi stai stimolando, va a finire che mi farai partire.

Padre: Non sar io a fermarti. Chi cerca Dio sempre nel giusto.

Cagis: Allora voglio essere anchio nel giusto. Partir!

Padre: Non andrai solo. Marna! Chiama tutti a raccolta e che ognuno porti un dono per il Re dei re. Cagis, se mai troverai il tuo Re, non potrai presentarti a mani vuote.

Inizia la seconda canzone-balletto.

Canzone: Canto della partenza e offerta dei doni

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Solista: Forza, venite, accorrete fratelli!

Il nostro re ha bisogno di noi,

il momento di fare per lui

qualche piccola cosa questoggi anche noi,

qualche piccola cosa anche noi,

siate veloci, venite!

Portate tutti qualcosa, fratelli

Il nostro re parte anche per noi

Alla ricerca del Re dei re

E per questo ha bisogno di avere con s

Il tesoro pi bello per lui.

Pietre preziose per lui.

Coro: Doni ne avrai quanti tu ne vorrai:

quarzi, diamanti, rubini, smeraldi

per il grande Re dei re

il pi grande tesor che sia degno di Lui

il pi grande tesoro per Lui.

Pietre preziose per Lui.

Su! Anche noi con te porta, fratello!

Tutti vogliamo adorare con te

Chi nel mondo il pi grande dei re.

Noi vogliamo venir tutti quanti con te

E vogliamo vedere anche noi

Questo prodigio ch Dio.

Portaci con te!

Tienici con te!

Ti difenderem lungo la strada! (Bis)

Cagis: Io vi ringrazio, amici, fratelli!

Ma solo pochi io posso portare

Alla ricerca del Re dei re.

Vi prometto che quando trovato lavr,

io da Lui vi porter tutti.

Tutti: Tutti vedremo il prodigio!

Coro: Portaci con te!

Tienici con te!

Ti difenderem lungo la strada! (Bis)

Durante il balletto vengono portate le pietre preziose, Cagis sceglier alcuni e con essi partir. La scena si oscura.

Fine del primo quadro

Secondo quadro

La scena la stessa di quella del primo quadro e si illumina gradatamente

mentre, dallo stesso lato da cui erano usciti, entrano due degli accompagnatori

di Cagis. Sono laceri, stanchi e camminano sostenendosi luno con laltro.

Primo: Una chimera! Ecco cosera il sogno di Cagis. Opera del maligno

senzaltro. E non ce la facevo pi!

Secondo: Un viaggio che non finiva pi: valli, monti pieni di nevi, pianure

immense e popoli ostili che ci hanno dato filo da torcere.

Primo: Ma il deserto no! Quello proprio non ce lavrei fatta a sopportarlo.

E ti giuro che il terrore mi era entrato in ogni capello, dentro ogni pi

piccola parte della mia pelle, dei miei muscoli, del mio cervello.

Secondo: Siamo vicini alla nostra citt ed in salvo, qualche scrupolo

incomincia a farsi sentire.

Primo: Senti, noi pi di tanto non potevamo fare. Ed , per conto mio, gi

molto. Un altro re? Ma noi un re labbiamo.. e poi solo proprio non rimasto. Con lui c il pi forte di tutti noi e gli dar laiuto necessario.

Secondo: Forse hai ragione. Andiamo!

Escono dal lato opposto a quello di entrata. Buio. Poi un faro scopre a destra

Cagis solo, molto triste e affranto.

Canzone:Lo sconforto

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Cagis: Balorda stella,

che guidi i passi miei,

portami in fretta

vicino al tuo Re.

Gi mi si oscura

La forza e il volere,

pi io non voglio

vedere il tuo Re.

Lultimo amico,

rimastomi affianco,

pi non respira,

non vive pi ormai,

colpa di un serpe

e del suo veleno.

Dorme in pace

E io solo son qui.

Coro: No! Non sei solo.

Guardati intorno,

madre natura

vive con te.

Perfino i sassi

Ti sono fratelli,

ti danno ombra

e di fresco un bel po.

Guardala bene la tua stella cometa!

Come sorella tinvita con se!

Seguila bene la tua stella cometa!

La volont non ti mancher pi!

Stella!

Cagis: Splendida stella,

ti voglio seguire

portami in fretta

vicino al tuo Re.

Ritornan vivi

La forza e il voler,

voglio vedere

il tuo re.

Non sono solo

Ritrovo fratelli

Pietre e cespugli,

insetti e deserto.

Dentro riscopro

La forza e la vita,

sveglia la fede!

Coro: Vedrai il Re dei re.

Cagis: Chiss se altri hanno avuto pi fortuna di me! Chiss se altri hanno

gi incontrato il mio Re.

Buio completo (e Cagis esce di scena). Alla riaccensione delle luci appare la

scena del presepe con Maria, Giuseppe, il Bambino e i tre re Magi . Inizia

subito la canzone dei magi e ogni qualvolta uno dei tre deve cantare si avvicina alla sacra famiglia per deporre il suo tradizionale dono.

Canzone: Canto dei Magi

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1 Magio:Sono partito da molto lontano

e non speravo pi di trovare

quello che mi era stato promesso:

vedere Dio da molto vicino.

Ora ti offro questoro regale,

tra tutti i re sei il pi grande del mondo.

Coro: Fulgida stella

Che guidi i miei passi

Sei la speranza

Del mondo e non vana,

con la tua luce

illumini il mondo

rinnovi i cuori

pi amore gli dai.

Con la tua luce

Illumini luomo

Gli dai coraggio

Speranza gli dai.

2 m: Son qui venuto da molto lontano

e non credevo pi di vedere

quello che avevo notato negli astri:

trovare Dio in un caro bambino.

Ora ti offro la mirra per luomo;

tra tutti gli uomin sei grande nel mondo.

Coro: Rit.

3 m: Sono qui giunto da un mondo lontano

e non credevo pi di trovare

quello che avevo per molto studiato:

sentire Dio vagire da bimbo.

Ora ti offro lincenso divino,

Emmanuele, Signore nel mondo.

Coro: Rit.

Giuseppe:Dei re?

Maria: Si, Giuseppe! Una grotta e dei re: il pi grande contrastato omaggio

al Figlio di Dio. Brutto presagio per mio figlio. C chi lo scaccia e gli

nega un posto in un misero ostello, e chi invece gli porta ai piedi la sua

regalit! (Rivolta al piccolo) Ma non temere, io ti sar sempre vicina.

Canzone:Nenia di Maria

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Maria: Dormi, piccino! Dormi, carino!

La cara mamma veglia per Te.

Dentro uno straccio trovi riparo,

caldo ti fanno un asino e un bove.

Le tue pene saranno le mie

Le tue gioie saranno anche mie.

La tua mamma vicin lavrai

In tutti i giorni , sempre, vedrai!

Coro: Luce del mondo, Signore, Sovrano!

Maria: Come potrai vestire da re?

Coro: Uomo sarai, a noi sempre caro.

Maria: Una carezza da me sempre avrai. (Rit.)

Maria: Dio piccino, dentro uno straccio,

mandi un vagito e un pianto per laria.

Sei troppo tenero e indifeso,

ma la tua mamma vicin lavrai.

Rit.

Finale: Dormi, piccino, dormi!

Durante il balletto saranno portati dei doni. Buio completo.

Fine secondo quadro

Terzo quadro

Le luci si riaccendono gradatamente scoprendo lo stesso paesaggio di sempre, si nota nellangolo destro una colonna con qualche drappo o un altro simbolo della casa dellamico di Cagis, salvato da Cagis stesso.

Amico: Spero che ti trovi bene qui!

Cagis: Magnificamente! Ma devo andare.

Amico: Cosa? Tu sei pazzo! Dove vorresti andare?

Cagis: Devo seguire la mia stella. Devo trovare il mio Re.!

Amico: Seguire la tua stella? Cos questa novit? E poi non posso proprio permetterlo: trovare un amico come te mi valsa la vita; ed io non posso perderti.

Cagis: Ora mi sembra che tu stia esagerando . io ho fatto solo quello che

chiunque avrebbe fatto al posto mio.

Amico: Mi hai trovato morente, dopo essere stato assalito e derubato, e tu mi hai fatto curare, salvandomi in questo modo la vita. Mi hai fatto rivestire e

saziare. E tutto questo lo hai fatto spendendo lultima cosa preziosa che ti era rimasta: un anello, ricordo del tuo caro genitore. Non niente tutto questo?.. E poi. Altri prima di te erano passati, mi avevano visto, ma non se ne sono preoccupati minimamente.

Cagis: Eppure dovr lasciarti!

Amico: Parliamo daltro! Senti, perch non mi racconti qualcosa della tua

vita. Si! Parlami di te.

Canzone:La storia di Cagis

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Cagis: Ho lasciato la mia casa, il mio regno.

Ho lasciato laggi le mie ricchezze.

Ho lasciato lontano agiatezze.

Ho lasciato la mia giovinezza.

Ho seguito un mio sogno bislacco.

Ho seguito una stella bugiarda.

Ho seguito una mia fantasia.

Ho seguito una mia poesia.

Con me avevo tanti amici,

solo mi hanno lasciato.

Uno solo mi era rimasto:

una serpe me lha ammazzato.

Possedevo un grande tesoro,

tutte pietre preziose davvero,

ricercate per farne un bel dono,

per il Re dellamore, per Dio il mio Signore.

Coro: Hai lasciato la tua casa, il tuo regno.

Hai lasciato laggi le tue ricchezze.

Hai lasciato lontano agiatezze.

Hai lasciato laggi la tua giovinezza.

Hai seguito un tuo sogno bislacco,

una stella bugiarda, una tua fantasia, una tua poesia.

Cagis: Ho trovato in fasce due bimbi,

lasciati a morire!

Ho donato diamanti per loro:

ora hanno una mamma anche loro.

Un lebbroso aiuto mi ha chiesto;

moriva di stenti!

Ho donato rubini per lui:

ora forse, anzi certo, non muore di fame.

Coro: Hai lasciato

Cagis: Un intero paese incendiato,

un villaggio alla fame!

Ho donato smeraldi a loro:

ora hanno una nuova casa.

Chi era povero e senza denaro

Ho incontrato dovunque!

Ho donato le pietre a loro:

ora possono certo vivere ancora.

Coro: Hai lasciato

Cagis: Poi infine mi hanno assalito,

ladroni per strada!

Hanno preso tutti i miei averi,

mhan lasciato soltanto un anello.

Tu sai bene che io quellanello

Lho speso per te!

Tu sai bene che cosa ne ho fatto,

se adesso tu ancora mi tieni con te.

Coro: Hai lasciato

Durante la canzone ci sar il balletto.

Cagis: Il resto storia che appartiene anche a te. Ed eccomi qui, lieto di

essere tuo ospite e di potermi riposare.

Amico: Povero Cagis! Volevi incontrare il Re dellamore ed hai incontrato

tutte le miserie. Non hai avuto una vita facile!

Cagis: Lo puoi ben dire! E per di pi ti dir che quella stella io lho

persa di vista ma ne sento la mancanza. Di notte la sogno e mi sveglio di colpo perch sento che ancora qualcuno mi aspetta. Ne sento il richiamo forte come non mai, una specie di voce insistente che mi attira e mi spinge. Talvolta non ti nego che allimprovviso mi vedo indossare il mantello e di corsa raggiungere lo porta. E come una droga!

Amico: Sentimi bene, Cagis! Tu da qui non ti muoverai! E una strega quella che ti chiama, non il tuo presunto Re. E una cattiva magia quella che ti spinge ad andare, vuole che tu ti perda, ti vuole fare morire. Pensa a quanto male hai ricevuto prima, e cos sar ancora fino alla tua perdizione, alla tua morte. Io non posso permetterlo. Mi hai salvato la vita e non voglio che tu ora perda la tua per una chimera impossibile. Ma io, per fortuna so come posso fare per fermarti, ho la mia arma. (Chiama ad un ingresso) Arina, vieni! (Entra Arina, la sorella dellamico salvato) (a Cagis con sottointeso) Non partirai, Cagis! Ne sono sicuro. (Esce)

Restano sulla scena Cagis ed Arina da soli e si guardano con intenzione e rapiti dallamore. Inizia il Canto.

Canzone: Cagis e Arina

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Cagis: Seguivo una stella: la stella sei tu.

Cercavo un amore: lamore sei tu.

Perdevo il mio tempo, pensando alla pace;

in te ora trovo la pace, lamor.

Arina: Seguivo un mio sogno, quel sogno sei tu.

Cercavo un amore: lamore sei tu.

Sembravo felice: un mondo dorato

Chiudeva da gabbia un malato cuor.

Insieme: Io e te ci cercavamo tanto e invano.

Io e te ci cercavamo da lontano.

Cagis: Io posso forte stringer la tua mano:

mi sembra di volare insieme su nel cielo

Insieme: Insieme su nel cielo. Amore.

Cagis: Covavo il tormento qui dentro di me;

lho poi ritrovato pur dentro di te.

E come la calma dopo tempesta,

lamore ritorna dentro il mio cuor.

Arina: Un brullo deserto ritorna alla vita,

un secco deserto rivive di fior,

rivive di uccelli di canti e di nidi:

ritorna la vita in me con lamor.

Insieme: Io e te .

Cagis: Si, Arina! Io ti ho amato da quando sono entrato in questa casa,

forse da prima e senza saperlo.

Arina: Allinizio pensavo che quello che provavo fosse solo riconoscenza.

Mi avevi salvato il fratello! Ma poi ho capito che era qualcosa di pi, era

lamore.

Cagis: Non sai come ne sia contento. Alla fine ci siamo trovati e capiti.

Forse sei tu la mia stella, il mio Re, il fine della mia ricerca. Credo che non

partir pi.

Ma improvvisamente irrompe il coro-balletto-coscienza di Cagis.

Canzone:Vecchi ricordi

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Coro: Ma cosa tu pensi? Ma cosa tu cerchi?

Qualcosa che puoi toccare con mano.

Ma n la materia e n il sentimento

Ti danno davvero la gioia damare.

Rit. Ricorda la tua stella; ricorda quella notte;

ricorda quella voce, ricorda quellAmore. (Bis)

Rinnova i tuoi passi, ma lungo la via;

continua la strada del tuo prodigio.

Non puoi fermarti ora, hai gi chi ti aspetta!

Ti vuole vicino, non farlo aspettare.

Rit. Ricorda

Riprendi la via, ricerca il tuo Dio,

ritrova la pace, ritorna felice.

Felice pi dora e come non mai.

Non questo lamore che tu hai cercato.

Rit.: Ricorda

Va! Corri, sii veloce! Non indugiare pi

Taspetta la tua fonte, la fonte dellAmore.

Il balletto ruota attorno al contrasto tra Arina ed il coro. Cosicch mentre

Arina cerca di trattenere Cagis, il coro cerca di spingerlo a partire. Alla fine

Cagis decide per la partenza (riappare la stella), e mentre lentamente si

allontana da Arina (trattenuta dal coro), nello stop musicale dice

Cagis: Non posso, Arina! Devo andare, pi forte di me! Lo so, qui ho

tutto, ma il richiamo della stella troppo forte ( arrivato ad una delle

uscite con le spalle rivolte ad Arina, si ferma, si gira, guarda negli occhi

Arina e) Addio! (Esce)

Cagis esce col coro, lasciando Arina sola sulla scena nella sua disperazione e in lacrime. Le luci calano lentamente lasciando un solo raggio su Arina, poi

buio completo.

Fine del terzo quadro.

Quarto quadro

Si riaccendono le luci e non c pi la colonna drappeggiata. La musica

sottolinea il mimo di unaggressione. Cagis arriva sulla scena ma non sa

decidersi ad intromettersi, e ci penser il coro-balletto-coscienza a farlo

intervenire.

Canzone:La lotta

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Solista1: Ma cosa ti importa, neanche conosci

quelluomo o quellaltro. Non vedi? E una lotta

di un contro laltro: il forte poi vince;

quellaltro soccombe: legge di vita!

Coro1: Va oltre, va via! Va per la tua via.

Non correre invano qui rischi

e lontano da quella tua meta.

Solista2: Su, sono fratelli! Qualcosa per loro

Tu devi ora fare. Separali adesso.

Al debol puoi dare aiuto fraterno,

il forte convinci che male egli fa.

Coro2: Ti devi fermare ed interessare:

non corri qui invano dei rischi

e lontano da quella tua meta.

Coro1 e Coro2 insieme poi Coro1 poi Coro2.

Alla fine laggredito resta ucciso.

Cagis: Perch lhai fatto?

Ass.: Che timporta? Erano fatti nostri. Se ci tieni tanto, tienilo! E

tuo!

Lassassino abbandona il corpo dellucciso tra le braccia di Cagis e scappa.

Cagis cerca di rianimare la vittima . Poco dopo rientra lassassino con due

soldati.

Ass.: Eccolo, che vi dicevo? Eccolo li che sta completando la sua opera.

Cagis: No, non gli credete! Non vero! E stato lui! (Rivolto

allassassino) Sei tu che lhai fatto. Perch mi accusi? Io sto solo cercando di

rianimarlo.

Ma i soldati credono allassassino e catturano Cagis. Nel frattempo la scena si popola di personaggi, di uno o pi giudici e folla comune. Si passa a giudicare Cagis.

Canzone:Il giudizio

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Giud1: Difenditi pure ma usa parole

Che abbiano un senso e senza ingannarci.

Sappiamo gi dora che stato sei tu:

questuomo tha visto e ora tincolpa.

Coro: Sia condannato Colpevole

Cagis: (Recitando) No, non vero! Non credetegli, non sono stato io! Non

potrei mai. Non sono stato io, credetemi! Io sono intervenuto solo per aiutare

chi stato ucciso.

Giud2: Vogliamo soltanto sentire i motivi

Per dare poi noi un giusto giudizio.

Non dire pi oltre bugie pietose:

sentito gi abbiamo il teste oculare.

Coro: Sia condannato Colpevole

Cagis: (Recitando) Dovete credermi! Io ho sempre aiutato chi era in

difficolt. Perch non controllate e vi fidate della sola parola di costui? Io

sono re, figlio di re, e non potrei macchiarmi le mani cos.

Giud3: Gi molto abbiamo a te dato attenzione.

Se proprio non vuoi tu dirci il motivo

Costretti noi siamo: trenta anni dovrai

Spaccare le pietre; soffrire dovrai!

Coro: Sei condannato Colpevole

Cagis: (Recitando) No, non sono colpevole! Io sono re, figlio di re, dovete

credermi! No, non sono colpevole!..

Alla fine del balletto

Cagis: Perdonami stella, perdonami Re. Non ho saputo mantenere la promessa di ritrovarti.

Scompare la stella.

Fine del quarto quadro

Fine del primo atto

Secondo atto

Primo quadro

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Sulle note introduttive il sipario si apre sullo stesso

paesaggio. Entra Cagis, di nuovo libero, ma sono passati trenta anni, pi

invecchiato e stanco.

Cagis: Finalmente! Non ne potevo pi! Questi trenta anni non sono stati

sicuramente i pi belli della mia vita. Stare a spaccare pietre tutto il giorno

con qualsiasi tempo, sotto un sole inclemente, col vento, con la neve, con la

pioggia, un qualcosa che non si pu augurare neanche al pi odiato dei nemici.

Poi si abbandona a terra stanco ma visibilmente contento della sua condizione di libero. Entra una passante, lo guarda e gli chiede.

Donna: Che fai qui, uomo?

Cagis: Mi sto ubriacando del verde, dei fiori, dellazzurro del cielo, del

sole, degli alberi e dei frutti, dellacqua e della terra: una cosa bellissima

che non ho mai provato in tutta la mia vita. Credimi, la libert bella e non

se ne deve sprecare neanche un attimo.

Donna: Libert? Sembra che per te sia una cosa nuova, strana.

Cagis: Ed cos. Dopo trenta anni di ingiusto carcere duro, anche un filo

derba visto fuori di quella oppressione assume laspetto di un grandissimo

dono.

Donna: Ci sono allora novit pi importanti di un filo derba che devi

conoscere. Hai mai sentito parlare di Ges?

Cagis: Ges? e chi costui?

Canzone Chi Ges

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Donna: Tu vieni certamente da lontano

Per farmi questa stupida domanda.

Se chiedi a un fiore che sia ancora chiuso

E nomini Ges il Nazareno.

Si schiude al sole con il suo colore,

e gi capisci che tutto Amore.

Rit. Coro:Nel nome di Ges.

Donna:Tutto si spiega, tutto rinasce.

Coro: Il nome di Ges.

Donna: Tutto rischiara, tutto ripara.

Donna: Un cieco nato tale dalla madre,

or vede il sole e ne ringrazia Dio.

La lebbra di parecchi ora sparita:

la pelle pura e ne ringrazia Dio.

C pure chi adesso ora cammina,

anche se paralitico era nato.

Rit..

Donna: Conoscer devi pure il suo parlare,

perch nuovo per i nostri orecchi:

amare il tuo nemico tu dovrai,

come se fosse amico, tuo fratello.

Amare e poi amare e ancora amare,

quello che ti chiede sempre Lui.

Rit..

Cagis: E questo Ges sarebbe capace di fare tutte quelle cose?

Donna : E in pi non sai che serenit e sicurezza si provi a stargli vicino, a

sentire le sue parole e i suoi insegnamenti.

Cagis: Sono incuriosito, prova a raccontarmi ancora altro di Lui.

Donna: Perch invece non lo cerchi? Vedrai da te quello che desideri sapere. Posso solo dirti che viene addirittura considerato il Messia, Figlio di Dio, venuto in terra per riguadagnare per gli uomini il regno del Padre. Pensa che anche sulla sua nascita si fantastica in un modo strano. Pare che per annunciare la sua venuta si sia scomodata una stella speciale.

Cagis: Una stella? Spiegati meglio.

Donna: Alcuni pastori che erano presenti subito dopo la sua nascita,

raccontano di aver visto in cielo una stella strana, enorme, bellissima,

meravigliosa e con una grande coda proprio sulla capanna dove hanno trovato Ges..

Gagis: (Tra se) La mia stella!?! Perch non potrebbe essere ? Si, lo sento.

E Ges, deve essere Lui il mio Re. Devo trovarlo. (Alla donna) Dimmi dove posso trovare questo Ges?

Donna: Ora mi chiedi troppo! Quelluomo non un uomo normale, quasi una meteora ed facile trovarlo dappertutto. E sempre in giro a predicare, a fare miracoli. Per questo si fatto anche molti nemici. E pi sinfoltisce la schiera dei proseliti, pi singigantisce quella dei nemici invidiosi e impauriti dalla possibilit che Ges venga fatto re o qualcosa di simile.

Cagis: Dammi almeno unindicazione.

Donna: Prova lungo il lago di Genezaret, per quella zona si visto pi

spesso.

Cagis: Andr! Donna tu non sai che regalo mi hai fatto. Oggi il giorno

della mia rinascita.

Canzone:Rinascita

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Cagis: Non sento pi gli acciacchi di questi anni,

non ho penato invano per trent'anni

in quella cava triste e maledetta.

Rinasce in me la fede stamattina.

Ritrovo in me lamore per la vita

E gli occhi miei vedranno quel prodigio

Di cui la stella mi fu vaticinio.

Ricordo come ora quella notte:

era una calda notte pien di stelle,

ricordo come ora quella voce,

era una calda voce pien damore:

linvito io accettai di buona lena.

Coro: Tu vedi la tua vita rifiorire.

Rinnovi la tua via stamattina,

ritrovi la tua stella per la via.

E torni pi sicuro del tuo Dio. (Bis)

Cagis: La vita intorno vedo rifiorire,

ritrovo stamattina la mia vita.

Ritrovo stamattina la mia stella,

rinasce in me speranza di vedere

la cosa per cui un giorno ero partito,

lasciando tutto un nuovo porto

sicuro per la mia povera nave.

Il sole gi mi sembra pi splendente,

il cielo gi mi sembra pi sereno,

il prato gi mi sembra pi fiorente;

e tutto gi mi parla del mio Dio.

Accetto io linvito nuovamente!

Coro: Tu vedi

Cagis: Si, cos! E proprio Lui, il mio Re!

Nel frattempo ricomparsa la stella. Poi buio completo.

Fine primo quadro

Secondo quadro

Di nuovo torna la luce, dalla destra entra Ges con alcuni discepoli e da

sinistra gli si fa incontro Marta.

Ges: Dov? Dove avete sepolto il mio Lazzaro?

Marta: Signore perch sei venuto cos tardi? Eppure avevamo mandato ad

avvertirti del male di Lazzaro. Ma non sei venuto. Perch non hai voluto aiutare chi ti sempre stato amico?

Ges: Marta, credi tu che io debba fare le cose del Padre mio? Credi tu che io devo rendere testimonianza della mia appartenenza al Padre?

Marta: Certo, Signore, io credo.

Ges: Allora, Marta, devi credere che cos doveva avvenire: Lazzaro doveva morire per mia testimonianza.

Marta: Ma cosa stai dicendo? Io non capisco. (Si gira per chiamare) Maria,

Maria! E arrivato Ges, vieni!. (Entra Maria dalla stessa parte di Marta e

si inginocchia appoggiando un solo ginocchio a terra e un poco distante da

Ges).

Maria: Maestro, sii tu il benvenuto! (China la testa)

Ges: Perch non mi guardi in faccia, Maria? Ho fatto per caso qualcosa che non ti piaciuto?

Maria: Ges, Tu gi conosci tutto quello che si nasconde nel mio cuore.

Signore, se Tu fossi stato qui, Lazzaro non sarebbe morto.

Ges: Non piangere, Maria, tuo fratello risusciter.

Maria: Certo. Alla fine dei tempi.

Ges: Tra poco! Perch io sono la resurrezione e la vita e, se credete in

me, Lazzaro sar vivo.

Canzone:Marta e Maria

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diodatigiuseppe@tin.it

A due: Tu che gi sai cosa io penso,

tu che gi mi conosci nel mio segreto,

non puoi pi dubitar della mia fede,

non puoi pi dubitar di ci che credo.

Marta: Qualunque cosa chiederai a Dio,

te la conceder, perch Tu il Figlio

suo sei e credo che Tu sei la vita;

chi crede in Te non pu morire mai,

per sempre egli vivr.

La morte hai vinto Tu.

.

Tu sei padrone della morte vera.

A due: Tu sei padrone della vita vera:

io credo che se vuoi tutto potrai.

A due: Tu che gi .

Maria: Della tua potenza, o Signor, discuter non si pu

Il Figlio sei di Dio e ci che chiedi

Ti dar il Padre .

Il Padre tuo divino, o Signor, non negher

Di dare nuova vita al nostro caro

Lazzaro, fratello.

A due: Un giorno hai detto che la nostra fede

Pu muover montagne se lo vogliam.

A due: Tu che gi ..

Ges: Allora torno a chiedervi: dove avete sepolto Lazzaro?

Le due sorelle indicano una delle due uscite di scena, quella opposta al lato da cui entrato Ges. Questi guarda intensamente prima in alto e poi verso il lato che Gli stato indicato, fa un cenno con la mano e un gioco di luci ed

altri effetti provenienti da quel lato anno capire che il miracolo avvenuto. Lo si pu leggere anche sui volti delle due sorelle, che subito dopo scoppiano in lacrime di gioia , e sui volti di tutti i presenti, che sottolineano il fatto con meraviglia e provocando un brusio di ammirazione. Tutti guardano verso il lato del miracolo. Ges rimane fermo, immobile e guarda intensamente verso

lalto, poi

Ges: Andiamo ad aiutarlo, ne ha bisogno. E voi cercate di restargli pi

vicine, perch io devo andare: si avvicina la mia ora.

Ges Marta e Maria escono dalla parte dove avvenuto il miracolo. Gli altri

restano sulla scena e parlano del fatto accaduto. Nel frattempo entra Cagis che si accorge della strana atmosfera

Primo: Ed hai ancora la faccia tosta di negare che il Messia?

Secondo: E chi mi dice che invece non sia un figlio del diavolo. In queste

occasioni bisogna stare molto attenti.

Primo: Tutte balle. Uno solo padrone della vita e della morte: Dio.

Secondo: E Satana?

Primo: Sarebbe ben strana la cosa. In altre occasioni ho visto Ges

scacciare i demoni dal corpo di alcune persone; credi tu che se Ges fosse un figlio del diavolo, potrebbe mettersi a lottare con il suo padrone?

Secondo: Forse hai ragione.

Cagis: (Entra stancamente) Sto diventando vecchio, e le forze vogliono abbandonarmi. E non riesco a venire a capo della mia ricerca, dovunque io vada: niente. Sembra proprio che Ges lo faccia apposta a non farsi trovare da me. Ma cosa sar successo? (Ai due) Cosa successo?

Primo: Una cosa difficile da credersi: Ges ha risuscitato Lazzaro che era

morto da ben quattro giorni.

Secondo: Tu capisci? Verso di noi avanzava quel corpo che poco prima

avevamo visto senza vita e siamo rimasti impietriti.

Cagis: (Tra se) Ges! Lho ritrovato finalmente. Ges hai detto? E dov

ora? Dove posso trovarlo?

Primo: E andato con le sorelle ad aiutare Lazzaro, ma ripartito quasi

subito, perch, come ha detto Egli stesso? Savvicina lora? Io non so cosa

abbia voluto dire, ma si diretto verso Gerusalemme.

I due escono e Cagis resta solo sulla scena, di nuovo scoraggiato.

Cagis: Ancora una volta mi sfugge. Ed io mi sento sempre pi stanco, pi

affaticato. Ma andr anche l. Andr anche a Gerusalemme. Ora sono pi che mai certo che il mio Re.

Entra il coro-balletto che lo incita.

Canzone:Raccogli le tue poche forze

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diodatigiuseppe@tin.it

Coro: Raccogli le tue poche forze ancora,

rincorri quel Ges ch tutto amor.

Va incontro a Lui per essere sicuro

Che il tuo Re dei re sia proprio Lui.

In fondo tu per questo sei partito,

in fondo tu per questo sei vissuto

vero, non hai molto ormai da darGli,

vedrai, non ti vorr mandare via.

Accoglie tutti e tutti vuol vicino:

perfino chi lha offeso con peccato

ha poi trovato in Lui un gran perdono

ed ora a Lui si sente pi vicino.

Se adesso quindi tu non hai pi tanto

da regalarGli, non aver paur,

ti accetter sicuro insieme a Lui:

sar Ges che ti dar lamor.

Raccogli le tue poche forze ancora,

rincorri quel Ges ch tutto amor,

ti accoglier di certo insieme a Lui.

Sar Ges che ti dar lamor. (Bis)

Tutti escono di scena. Buio completo

Fine del secondo quadro

Terzo quadro

Le luci si riaccendono evidenziano una pedana su cui c Pilato, seduto su una sedia romana, al suo fianco c Ges, gi rivestito degli indumenti da Ecce Homo; sulla destra presente una piccola folla,

Pilato: (Si alza ed indica Ges) Eccolo qui luomo per cui chiedete la crocifissione Guardatelo bene. Possibile che vi faccia tanta paura da volerlo morto, e non vi faccia invece neanche un po di pena, quel tanto da commiserarlo? Eppure si lasciato flagellare, percuotere sputare in faccia,e

senza neanche opporsi. Quale reato o pericolosit potete vedere in lui, se anche ha accettato di essere vestito cos come lo vedete? E un re.. e che re! (Le frasi seguenti devono essere recitate con unalternanza di toni ironici e seri, quando si riferiscono alla realt delle cose che Pilato dice) Con una corona di spine, punteggiata di vermiglio rubino,. Il sangue della sua fronte, si fatta cingere la testa. Con un manto di porpora pregiata, scarto di qualche servo del mio pretorio, si fatto cingere le spalle. E il suo scettro? Lavete visto? E un elegante bastone davorio scolpito e ritagliato dal canneto presso il Giordano! Gente! Io non so pi chi deve avere paura, se lui o voi. Andate via lasciatemelo liberare! Ha gi avuto la sua dose di frustate. La lezione gli baster e una volta libero non oser pi mostrarsi tra voi. Va! Andate via!..Folla: Sia condannato! E un bestemmiatore e non merita di vivere. Convinciti una buona volta.

Pilato: (Rivolto a Ges) Sentimi bene , tu devi aiutarmi a liberarti. Io non ti voglio morto Credi ai sogni tu? Ai presagi, eh Io si. .. E il sogno di mia moglie su di te non presagiva niente di buono per me. Ma tu che dici di essere re,.. tu sei re?.. sei proprio re?.. Rispondimi!

Ges: Tu lhai detto. Io sono re, per questo io sono nato e per questo sono venuto al mondo, a rendere testimonianza alla verit. Chiunque della verit, ascolta la mia voce.

Folla: Lo hai sentito anche tu. Tu sei romano e uno solo il tuo re, e adesso anche il nostro: Cesare! Chiunque voglia sostituirsi a lui colpevole e merita di morire.

Pilato: Oh, insomma! Tu proprio non ti vuoi aiutare, sembra, anzi, che li provochi di proposito: cerchi veramente la morte? Non mi rimane che una cosa sola da fare e vedremo se il tuo popolo ti vorr bene. Gente, io ho poco tempo da perdere per le vostre beghe, facciamola finita una buona volta. Per la vostra Pasqua volete che vi liberi Ges o Barabba, lassassino?

Folla: Liberaci Barabba e costui fallo crocifiggere!

Pilato: Ebbene sia, ma lavete voluto voi. Io non mi ritengo responsabile della morte di questuomo.. Ma tu, piuttosto che ripetere quelle panzane sul tuo regno, perch non sei stato zitto? Va ora, vai! Il tuo popolo ti aspetta.

Pilato esce e Ges viene consegnato alla folla.

Canzone:Insulti

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diodatigiuseppe@tin.it

Coro: Un giorno hai detto che ricostruito avresti

Il nostro tempio, dopo averlo abbattuto,

in pochi giorni e senza aiuto,

pi bello di prima, ancor pi splendente, ancor pi splendente.

Rit.: Vediamo se ora riesci a liberarti.

Vediamo se ora riesci a evitare

Chi ti percuote e chi ti sputa in faccia.

Vediamo se ora, vediamo se ora, vediamo se ora

Riesci a indovinare: Chi stato? (3 volte)

Un giorno ti sei detto figlio prediletto

Del nostro Dio, venuto in questa terra

Per ristabilire il regno del Padre,

pi bello che mai, ancor pi splendente, ancor pi splendente.

Rit.: Vediamo ..

Vedrai tra poco dal cielo volare

Gli angeli in schiera venirti a salvare,

mandati da Dio, dal caro tuo Padre,

per rendere nota la tua potenza.

Rit.: Vediamo

Su, guardati intorno! Il tuo popolo

Hai fatto contento, non vedi sghignazza,

ti fa da corteo, ti applaude tanto:

sei tu diventato il caro suo gioco.

Rit.. Vediamo .

Solo: (recitando) Ora basta ridere, gente! Caricatelo della croce e portatelo sul Golgota: espier con la morte la sua colpa, la sua vergogna.

Entra Cagis, pi stanco e pi sfinito che mai.

Cagis: Cosa succede? Perch c tanta folla?

Uomo: Stanno portando Ges sul Golgota per crocifiggerlo, ed era anche ora.

Cagis: (Tra se) Ges?. Il mio Ges? No! Non possono farmelo proprio adesso che ero riuscito a ritrovarlo! (Poi lo guarda e vedendolo in quelle condizioni, si dispera di pi e piangendo cade a terra mentre la folla cerca di arretrare per lasciare Ges tra due soldati, e Cagis soli che si guardano negli occhi) Ges, io ti riconosco: tu sei il mio Re dei re. Ti prego, perdonami se non ho saputo trovarti prima; perdonami se non ho saputo portarti il mio dono; perdonami se ora non riesco a fare nulla per aiutarti!

(Ricompare la stella).

Ges: In verit ti dico che tu mi hai gi incontrato, anche se non mi hai visto mai. Tu pi volte hai avuto occasione di venirmi incontro, ed ogni volta mi hai donato qualcosa, ogni volta mi hai dato un aiuto. Ero malato, morente e tu mi hai raccolto, mi hai curato e mi hai ridato alla vita. Ero affamato e mi hai saziato; ero povero e mi hai fatto ricco; ero senza casa e mi hai costruito un villaggio-

Cagis: E quando avrei fatto questo? Io non ricordo di averti mai incontrato, non ricordo di essermi preso cura di Te; non ricordo di averti mai dato da mangiare; non mi prendere in giro, io non voglio morire senza avere coronato il mio sogno!-

Canzone:Storia di Cagis n 2

per informazioni basi e musiche rivolgersi a luce52@alice.it

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Coro: Possedevi un grande tesoro,

tutte pietre preziose davvero,

ricercate per farne un bel dono,

per il Re dellAmore, per Dio;

ti addolori perch non lhai fatto,

io ti dico che invece fedele

hai recato il tuo dono sincero

sempre a chi tu lavevi promesso.

Rit. Hai lasciato la tua casa, il tuo regno.

Hai lasciato laggi le tue ricchezze.

Hai lasciato lontano agiatezze.

Hai lasciato laggi la tua giovinezza.

Quella stella che avevi seguito

Non era un tuo sogno, non era bugiarda,

n una tua fantasia.

Dietro i bimbi che hai incontrato,

per la strada a morire,

cera sempre soltanto il Signore,

quel Ges era dentro di loro.

Quel lebbroso, che aiuto ti ha chiesto,

da lontano per non contagiarti,

ti mostrava il suo corpo infelice,

ma l dentro avevi il tuo Cristo. - (Rit.)

Quando poi costruito hai la casa

a chi ti aveva il villaggio incendiato,

tu per Lui lhai edificata,

anche se non lo avevi notato.

Dietro al povero ed allaffamato,

che ora possono vivere ancora,

hai incontrato di nuovo il tuo Cristo,

anche se non lo avevi mai visto. (Rit.)

Hai incontrato qualcuno assalito

Dai ladroni e poi derubato:

hai voluto curarlo e vestire,

con amor lhai voluto nutrire.

Era il corpo frustrato di Dio,

lhai curato pur senza saperlo;

anche se non lavevi ancor visto:

era il corpo piagato di Cristo. (Rit.)

Al termine del balletto tutti lasciano i due in primo piano.

Ges: Ti dico che avrai la tua ricompensa, verrai nel mio regno. La folla trascina fuori Ges e Cagis rimane solo.

Cagis: Ora mi sento soddisfatto. Grazie, Ges!

Fine terzo quadro

Finale

Dalla parte opposta a quella da cui uscito il corteo, entra una ragazza dei nostri tempi, vede Cagis e si precipita ad accarezzarlo inginocchiandosi vicino a lui.

Ragazza: Cagis, caro Cagis. Ora lo sai: hai raggiunto il tuo Re, hai coronato il tuo sogno! Sei contento, ora. Vivi dolcemente la tua nuova vita con Ges. Il tuo sacrificio non stato inutile. Il tuo attaccamento alla verit stato premiato. Come vorrei avere la tua testardaggine e ricevere il premio ultimo. (Si alza lentamente e si avvicina al pubblico Si!. anchio sento dentro una spinta indecifrabile ed anche tu. e tu. e tu. (additando a caso tra il pubblico). Non c in te e in tutti noi il desiderio di seguire qualcosa? qualcosa a cui noi vorremmo sacrificare tutto, ma quasi sempre, e distratti da altre cose, non arriviamo mai completamente e talvolta nemmeno in parte a perseguire. Quanti tra noi hanno fisso nel loro cuore il perbenismo? Scatola vuota ben addobbata; quanti invece sono pronti ad ergersi a moralisti, quando si tratta degli altri molti troppi! Ma quanti di noi sono pronti a lasciare tutto per seguire lesempio di Cagis alla ricerca fissa e coraggiosa di Cristo fino sul Calvario ed anche oltre, nella morte in Ges e con Ges. Chiss se anche noi saremmo capaci di lasciare ricchezze ed agiatezze. Dovunque troveremo grossi freni e molto lento sarebbe il nostro cammino verso Ges. Ma non per questo dobbiamo scoraggiarci; noi come piccola parte dellumanit dobbiamo continuare a cercare ed a praticare lamore che la fede in Cristo ci dar.

Nel finale tutti i personaggi tranne Ges tornano sulla scena con movimenti di danza suggeriti dalle prime battute dellultima canzone.

Canzone:Umanit

per informazioni basi e musiche rivolgersi a luce52@alice.it

diodatigiuseppe@tin.it

Coro: Umanit! (pi volte)!

Cagis: Umanit, cerca e trova fede in Lui!

E vedrai che tutto poi

Tanto facil troverai

Lass nel ciel, con colombe volerai

Falchi, aquile, avvoltoi,

Stretti in un volo di pace.

Monti di ghiaccio al sol

Scioglieranno in un fiume verso il mar,

cos i cuor per lamore

ch tra di noi.

Coro: Umanit, cerca e trova fede in Lui!

E vedrai che tutto poi

Tanto facil troverai

Lass nel ciel, con colombe volerai

Falchi, aquile, avvoltoi,

Stretti in un volo di pace.

Monti di ghiaccio al sol

Scioglieranno in un fiume verso il mar,

cos i cuor per lamore

ch tra di noi.

Fine