Ariel Dorfman
DALLALTRA PARTE
Personaggi
Levana Julak, una vecchia energica, tra i cinquantacinque e i settant'anni.
Atom Roma, un vecchio robusto, tra i cinquantacinque e i settant'anni.
La Guardia, un uomo alto e molto forte, tra i trentacinque e i quarant'anni.
Epoca: oggi, ieri, domani.
Luogo: due Paesi in guerra, in attesa di pace.
Al buio e dal retroscena sentiamo un lontano rombo di cannoni e tonfi ripetuti. Quando si alzano le luci vediamo l'interno di una baita che occupa tutto il palcoscenico, un unico spazio in cui vi la camera da letto, la cucina e una zona lavoro. Un grande letto proprio al centro del palcoscenico. La testata rivolta al pubblico, i piedi invece sono piazzati quasi contro il fondo scena, dove vi appeso, al centro, un ritratto di un bambino cherubino di sei o sette anni, unico arredamento della stanza. Il letto, sostenuto da quattro grosse zampe, imponente e molto alto tanto da usarne la parte di sotto come deposito dove vi sono una tela cerata ben piegata, una valigia piena di vestiti e uno scatolone di cartone. Adagiato sul letto un copriletto e tre cuscini molto colorati che contrastano col grigiore della stanza. Non lontano dal letto, accanto alla testata e quasi in boccascena, vi sono un tavolo (un po' pi basso del letto) pieno di carte e due sedie. Sul muro di sinistra, vi una libreria con raccoglitori e altre carte accanto a qualche libro e a qualche candela. Vi una finestra sul fondo scena dalla quale riusciamo a malapena a intravedere il paesaggio che sembra desolante. Una luce fioca penetra dalle finestre. Un divisorio di legno taglia, in diagonale, l'angolo della stanza dove il fondo scena si interseca con la parete di destra che nasconde il gabinetto. Sull'angolo opposto, dove il fondo scena si interseca con la parete di sinistra, vi l'unica porta della baita, accanto a questa l'angolo cottura composto da una piccola cucina a carbone, un lavello, ancora pi piccolo, un armadio a vista con delle provviste: farina, scatolame, posate sparse, candele, una piccola lampada e una radio. Dietro alla cucina una piccola finestra. C' una pentola sul fuoco basso. Sentiamo un'esplosione assordante. Con questo primo piazzamento di luce il palcoscenico sembra vuoto. Quando invece le luci si alzano, scorgiamo Atom Roma rannicchiato sotto al tavolo e Levana Julak nascosta dietro la cucina.
LEVANA cascata qui.
ATOM No. A Costanza.
Atom rimane dov'. Levana esce dal suo nascondiglio.
LEVANA No, qui a Tomis. Proprio qui. A pochi metri. (Levana si avvicina ad Atom. Il rumore dei bombardamenti si allontana, meno minaccioso) E se un poveretto... ? Non vai a vedere? (Una pausa mentre Levana aspetta una sua reazione. Atom si alza malvolentieri, ma, invece di andare a guardare fuori, si siede al tavolo a trafficare con le carte. Ambedue lottano contro la paura, tentando di darsi una parvenza di normalit) Non vai a vedere?
ATOM cascata a Costanza. Dall' altra parte del fiume. (Levana gli rimane accanto, il fiato sul collo) un problema loro, non nostro.
Levana capisce che Atom non andr a guardar fuori, allora attraversa il palcoscenico, raggiunge la finestra del fondo scena guarda fuori e annuisce.
LEVANA Se ne occuper qualcun altro dall'altra parte. (Torna nella zona cucina) A Costanza. Se ne occuper qualcun altro come facciamo noi?
Atom non risponde. Levana accende la radio che gracchia.
ATOM Ti avevo detto di ordinare delle batterie quando sono venuti a fare l'ultima consegna.
ATOM Lo dicono sempre. Domani ordinale. (Levana d un colpo alla radio che si mette a trasmettere musica classica). Spegnila.
LEVANA Non vogliamo sentire dov' cascata la bomba?
ATOM E cascata a Costanza.
LEVANA E se avessero finalmente raggiunto un accordo?
SPEAKER Attenzione, attenzione, un comunicato importante.
LEVANA Visto?
SPEAKER Cittadini attenzione, un comunicato importante.
Atom si alza e va a spegnere la radio.
ATOM Comunicato importante: domani ci sar la pace. Domani torner l'elettricit. Sintonizzatevi su domani. Nel frattempo: continuate a combattere. (Atom guarda Levana, le d una carezza fugace e va verso il gabinetto) Non spostare niente.
Atom entra nel gabinetto e chiude la porta. Levana sta per riaccendere la radio ma poi ci ripensa e invece porta in tavola due scodelle e posate.
LEVANA La minestra in tavola.
ATOM (dal gabinetto) Che buon odore. (Levana sta per spostare le carte. Atom dalla toilette) Non spostare niente.
LEVANA Si raffredda. Tu detesti la minestra fredda.
ATOM (dal gabinetto) Tienila al caldo.
LEVANA Si, cosi finisce il carbone. E poi cosa... Te l'avevo detto che avremmo dovuto fare la scorta di carbone per un anno invece di costruire quel gabinetto. O che avremmo dovuto fare l'altra stanza. La sua stanza.
I cannoni smettono di sparare. Un lungo silenzio. Sentiamo tirare lo sciacquone. Ancora silenzio.
LEVANA Credi che forse... ? Hanno detto che stavolta ce l'avrebbero fatta quasi sicuramente. da un po' che ne parlano. Magari era proprio questo che stavano per dire alla radio.
Atom esce dal gabinetto e torna al tavolo-scrivania.
ATOM Costruire quel gabinetto stata la miglior cosa che io abbia fatto in vita mia. Mi sembra quasi di abitare di nuovo in citt.
LEVANA Poi la fai la stanza da letto?
ATOM (assecondandola) Ma certo. la prossima cosa che far.
LEVANA Questa volta ce la fanno. Me la sento. Questa volta riescono a raggiungere un accordo.
ATOM Sono vent'anni che lo dite, tu e loro.
LEVANA Prima o poi dovr finire.
ATOM E perch mai ?
LEVANA Sempre pi giovani. Tra un po' non ci sar pi... nessuno. Non ci saranno pi... bambini.
Levana angosciata. Atom si alza per consolarla.
ATOM Ma si, certo, hai ragione. Prima o poi finir.
LEVANA Quando?
ATOM Presto.
Atom la bacia.
LEVANA E poi lui ritorner a casa, da noi?
ATOM Si, certo.
LEVANA A vivere con noi.
ATOM Se ci sar posto. Se la stanza sar finita.
LEVANA C' sempre posto per lui. (Atom la accarezza). Ci stringiamo.
ATOM Si.
Atom la spinge verso il letto.
LEVANA Credevo non ti piacesse la minestra fredda.
ATOM C' minestra e minestra.
Si avvicinano al letto. Lei si siede. Lui rimane in piedi davanti a lei.
LEVANA Levati le scarpe, vecchio sporcaccione. (Atom si toglie le scarpe. Levana si sdraia) E ora chiudi la porta a chiave.
ATOM Quanta gente passata di qui in tutti questi anni... ?
LEVANA Chiudi bene quella porta. (Atom chiude la porta a chiave, ritorna al letto e si sdraia accanto a lei) Chiudi gli occhi. (Atom chiude gli occhi e comincia a spogliarla lentamente) E allora...
ATOM Sei sempre la stessa.
LEVANA Chi sono?
ATOM Levana. La mia amante. la nostra prima notte. Giuro che non permetter al tempo di passare. Giuro sulla tua pelle. Sulle tue mani. Sulle nostre labbra che nulla cambier mai dovunque andremo, sia che tu venga con me, da questa parte o dall'altra parte. E tu mi dici...
LEVANA Invecchieremo insieme.
ATOM E io ti dico...
LEVANA Ringiovaniremo insieme. Questa mano, la pelle, le nostre labbra. A Costanza. Prima...
ATOM Prima delle acque. Prima di tutte le acque. Quando era sempre cosi.
Si baciano, ascoltando il silenzio.
LEVANA Quando era sempre cosi. (Si baciano pi appassionatamente) Quindi adesso non hai pi voglia di andartene? Non ti mancano pi le luci della citt, con tutti i suoi divertimenti?
ATOM No. Non adesso.
LEVANA Cos' che ti ha fatto cambiare idea? Ieri ti ho sentito dire che la citt era pi sicura, che questa non era vita per uno come te.
ATOM Ieri era ieri. Sai come sono fatto. Non dico mai niente che possa dispiacerti oggi. Mai. Sempre ieri o l'altro ieri. Ma oggi mai.
LEVANA Sempre ieri, eh? Che strano. Sei proprio un vecchio stravagante. (Atom e Levana si abbracciano. Un'altra esplosione, pi vicina di quella precedente) Questa caduta qui. E caduta a Tomis. (Levana si alza di scatto dal letto, va alla finestra di sinistra, guarda fuori. I cannoni continuano a rombare) Non riesco a vedere se... sono due... o uno solo. Credo sia... Atom. (Atom si alza dal letto malvolentieri e la raggiunge) Quanti sono... ?
ATOM Uno. Sembrerebbe solo uno. Povero cristo.
Levana va verso il letto a tirare fuori la tela e la d ad Atom.
LEVANA Stai attento.
ATOM Non ricominciano mai subito. E poi ci hanno garantito che non avrebbero pi colpito questa casa.
LEVANA Ci danno cinque minuti e non un minuto di pi.
Atom si infila le scarpe.
ATOM Tieni in caldo la minestra.
Atom apre la porta ed esce. Levana va al tavolo, prende e porta in cucina scodelle e posate, torna al tavolo, raccoglie le carte di Atom e le appoggia su un ripiano della libreria. Sentiamo altre esplosioni che continuano a scuotere la baita. Va a prendere una siringa, una fiala, un paio di forbici, un raschino, dei fogli bianchi che mette un po' sul letto e un po' sulla sedia di Atom. Si rende conto di essere mezza svestita. Si riabbottona il vestito e si infila le scarpe. Va alla porta ed esce. Da fuori sentiamo dei sospiri affannati. Atom e Levana rientrano trascinando un corpo avvolto nella tela cerata. Lo portano verso il tavolo e ce lo stendono sopra. Atom, stanco per lo sforzo, si lascia cadere su una sedia. Il pubblico non pu vedere il corpo avvolto nella tela cerata. Levana d una sbirciata.
LEVANA ... un... Non trovi che assomigli un po' a...
ATOM Troppo giovane.
LEVANA E un bel ragazzo, non trovi? (Atom e Levana si danno da fare con destrezza, prendono un campione di sangue, raschiano un po' di pelle, tagliano un ciuffo di capelli e annotano la data. E chiaramente un'operazione che hanno svolto molte volte) Dove lo... ?
ATOM C' ancora posto accanto a quell'ultimo gruppo di uomini.
LEVANA No. Dobbiamo seppellirlo accanto alla donna. quello il suo posto.
ATOM Vuol dire faticare di pi.
LEVANA E ci che vuole lui. Lo sento. E anche la donna sar contenta di avere compagnia.
ATOM Perch non lo mettiamo con quegli altri due ragazzi, quelli che dicevi che erano fratelli, ti ricordi? Potrei farcelo stare in...
LEVANA Con la donna.
ATOM Quella che hanno ucciso ieri mentre andava a prendere il latte?
LEVANA No, quella col neonato. Ti aiuto se
ATOM Io scavo. L la terra ancora fresca. un attimo. Pensavo che parlassi di quell'altra donna.
LEVANA Ti aiuto. quello che vorrei facesse una qualsiasi madre dall'altra parte se... Pensi che sia di Costanza?
ATOM Tomis.
LEVANA Scommettiamo? Vedrai quando verr la madre a riprenderselo. Vedrai se non delle mie parti. Si vede dagli occhi. Quanto Scommetti?
ATOM No, no, Levana Julak. Tu non paghi mai quando perdi.
LEVANA Hai paura di scommettere perch sai che di Costanza, Atom Roma. Magari proprio della mia citt. Hanno tutti gli occhi cos quelli di Costanza. Come quelli di mio padre.
ATOM Non pu essere della stessa tua citt. E troppo giovane.
LEVANA Dei dintorni. Delle colline che la circondano. Vedrai, Atom Roma. Aspetta e vedrai. (I cannoni smettono di rombare. Atom e Levana rimangono in attesa. Silenzio) Pensi che stavolta ci sar davvero la pace?
ATOM Perch dovrebbe essere diverso dalle altre volte?
LEVANA Me lo sento.
ATOM Te lo senti? Te lo senti? (Atom va ad accendere la radio, la accende e le d un colpo. Stanno trasmettendo il Coro dell'Alleluia, dal Messia di Haendel. La lascia accesa. Ritorna verso il corpo. Sarcastico). Tra qualche minuto trasmettono sicuramente il comunicato. Alleluia, alleluia. Mi passi le forbici per favore?
Levana gli passa le forbici.
LEVANA Magari questo sar l'ultimo. Come lo chiamiamo?
ATOM Numero cinquemilanovantasei.
LEVANA Potremmo chiamarlo... non so. Dargli un nome carino. Qualcosa che possa piacere ai genitori quando verranno a riprenderselo per seppellirlo a casa loro e a ringraziarci per esserci presi cura di lui. Diamogli un nome buffo.
ATOM Come fai a essere cosi certa che i genitori verranno a riprenderselo? Magari lo stanno aspettando da qualche altra parte, chiss dove.
LEVANA Siamo qui per questo. E per questo che ci pagano.
ATOM Ci pagano per seppellirlo. Mi aiuti a...?
Levana aiuta Atom a spostare il corpo per terra.
LEVANA Dovevamo dargli un nome.
ATOM Chi se ne importa del nome? Pensi che per lui o per chiunque altro conti il nome?
La musica si interrompe. La radio gracchia.
LEVANA Aspetta!
Levana va alla radio.
ATOM Si d ai bambini un nome, e cibo, e ci si gioca rotolandosi nel prato. Prato. Quando c'era il prato, invece di questa... polvere. E poi, un giorno. Puf. Tutto svanisce.
Levana d un colpo alla radio. Sentiamo la voce dello speaker.
VOCE Ripetiamo il comunicato. Ripetiamo le ultime notizie. SIAMO IN PACE, E STATO FIRMATO L'ACCORDO. LA GUERRA FINITA. LA GUERRA TRA TOMIS E COSTANZA TERMINATA. TEMPO DI RICONCILIAZIONE E DI RICOSTRUZIONE.
Riprende il coro dell'Alleluia. Atom afferra Levana e la invita a ballare, piroettano intorno alla stanza.
ATOM Levana, la pace. Avevi ragione tu, Levana. finita, finita, finita. La guerra finita. Possiamo andarcene. Levana smette di ballare.
LEVANA Andarcene? Hai detto, andarcene?
Atom spegne la radio.
ATOM Si. Andarcene. Finalmente possiamo andarcene. Vent'anni, Levana. Avevi promesso di venire con me. In citt. A cominciare una nuova vita. Me lo avevi promesso.
LEVANA No, tu avevi promesso. Mi avevi promesso che lo avremmo aspettato. Il patto era costruire la sua stanza in attesa che torni.
ATOM Possiamo dargli una stanza vera, in citt. Gli lasciamo un messaggio in cui gli diciamo dove pu trovarci. Metti che ci stia aspettando da qualche parte, che si aspetti che andiamo a cercarlo?
LEVANA Lo aspettiamo qui. Era questo il nostro patto.
Sentiamo un rumore indistinto, come quello di un motore, che proviene da fuori e da lontano, che si trasforma in un chiaro rumore di sega a motore.
ATOM Senti, tu sei nata in un posto come questo e ci sei vissuta per tutta la vita, ma io no, sono cresciuto in citt e ho bisogno di respirare l'aria di citt.
LEVANA Sssh.
ATOM Non azzittirmi.
LEVANA Ascolta!
ATOM No. Non ne posso pi di questo posto. C' la pace, maledizione!
Ora come se qualcuno stesse segando la baita per entrare, poi un crack fragoroso. Crolla una grossa parte della parete di fondo scena. La parte centrale, quella su cui era appesa il ritratto del bambino. Attraverso il buco - che pi largo di una porta - entra una guardia. Un uomo gigantesco in divisa militare. Indossa occhiali protettivi, un berretto militare calato sulla fronte. Sembra camuffato. In una mano tiene un grosso martello, nell'altra due paletti e il capo di un nastro o corda di plastica gialli che si trascina da fuori. Attraverso il buco riusciamo a intravedere il paesaggio desolato. Atom e Levana, terrorizzati, si nascondono sotto il letto. La guardia avanza, tirandosi dietro il nastro che si srotola. Si ferma ai piedi del letto, prende uno dei due paletti e col martello lo conficca con violenza nel pavimento. Poi annoda il nastro che teso perch legato, a sua volta, a un altro paletto all'esterno che per non vediamo. Sale sul letto con gli stivali, misura il letto, srotola dell'altro nastro, il cui bandolo in tasca, percorre tutta la lunghezza del letto, oltre la testata, e conficca il secondo paletto nel pavimento non lontano da dove Levana e Atom sono rannicchiati e lega il nastro. Ora il nastro traccia una linea che divide la stanza esattamente in due. La guardia annuisce soddisfatta. Sembra posseduta da un'energia frenetica.
GUARDIA Atom Roma! (Atom esce a quattro zampe da sotto il letto, ma Levana lo ferma. Esce prima lei) Ho detto Atom Roma!
Levana esce dalla sua parte, si alza e vede il disastro attorno a lei. Anche Atom d un'occhiata ma senza alzarsi.
LEVANA Cosa sta... ? Come si permette di entrare a questo modo e...?
GUARDIA Lei non Atom Roma!
LEVANA Scenda gi dal letto con quegli stivali sporchi. In questa casa vietato l'ingresso ai militari. Atom. (Atom si alza). Diglielo tu. Fai qualcosa. Noi dipendiamo sia da Tomis che da Costanza...
GUARDIA Atom? Atom? Lui Atom Roma? Lei Atom Roma? Atom Roma nato a Tomis, cittadino di Tomis?
ATOM Si.
GUARDIA Atom Roma... da quella parte! A Tomis!
ATOM Io non...
GUARDIA Lei si trova illegalmente a Costanza. Deve rimpatriare. SUBITO!
ATOM Qui siamo a Tomis. Costanza dall'altra parte, dall'altra parte del fiume.
GUARDIA Sta per caso dicendomi che non sono capace di misurare? Che la Commissione di Demarcazione non capace di misurare? Costanza qui e Tomis qui. Qui. Atom Roma, qui. A Tomis. (La guardia aspetta. Prende Atom in braccio come se fosse un neonato, lo mette alla sinistra del letto facendocelo cadere. Levana corre da Atom, per aiutarlo) Quale delegato delle autorit in carica informo il cittadino Atom Roma che ogni sua resistenza verr considerata una ribellione e pertanto sar giudicato dal tribunale militare. Chiaro?
LEVANA Il tribunale militare? Che sciocchezza questa?
GUARDIA Lei! Come si chiama?
LEVANA No, no, no. Come si chiama, LEI? Stender immediatamente un esposto al comando militare.
GUARDIA Lei Levana Julak? (La guardia consulta un foglio di carta). Levana Julak. Si, certo. Solo io riesco a ficcarmi in questi pasticci. Me l'avevano detto di scegliermi un'altra baita, ma io no, non do retta a nessuno, non solo ma ho anche detto che ce l'avrei fatta benissimo, che avrei fatto piazza pulita in quattro e quattro otto, ci penso io a quell' Atom Roma e a quella Levana Julak, ho detto, per quanto pericolosi possano essere. Ed eccola qui. Un disastro. Che frigna per un paio di stivali sporchi quando noi ci diamo da fare per costituire la pace. Pace, serenit e civilt. Regole e ordinamenti. Che pretende diritti nonostante viva nell'illegalit. Proprio come mi avevano detto. Levana Julak? lei Levana Julak, profuga di Costanza che risiede illegalmente nel sovrano territorio di Tomis?
LEVANA Ho il certificato di residenza. Sono sposata con un cittadino di Tomis e ho vissuto qui per oltre trent'anni.
GUARDIA Levana Julak? Vada di l. A Costanza.
ATOM Deve esserci un malinteso. Senta, noi...
GUARDIA Levana Julak non vorr che la deporti su due piedi? Non glielo consiglio, dia retta a me! (Lei non gli risponde. La guardia salta sul letto e d una martellata violenta al paletto che si trova a capo del letto) Levana Julak! Da quella parte. (Levana si avvia, con molta dignit, verso il confine e fissa la guardia che la sta aspettando. La guardia la fa passare e si mette a parlare con Atom quasi confidenzialmente) Lungo tutto il confine una marea di riconciliazioni lacrimose, gente che bacia la terra natia, ma non lei, non Levana Julak. (Levana si avvia verso il letto e si siede dalla sua parte). Non vedo nessuno dei suoi familiari, nemmeno un parente, nessuno che sia corso ad accoglierla. Sar perch sempre stata una piantagrane? per questo? Eh, Levana Julak ? per questo che ha paura di tornare nella sua terra natia? (Levana non dice niente, allunga la mano per toccare quella di Atom che ancora sdraiato sul letto dalla sua parte) Cosa fa? Tenta gi di rientrare clandestinamente?
La guardia le afferra la mano, e gliela rimette dalla sua parte, solleva il martello come se volesse colpirgliela.
ATOM No! No! (La guardia lo guarda e abbassa il martello). Non aveva detto che era stata dichiarata la pace? Non pensa che abbiamo subito abbastanza violenza?
La guardia lascia libera Levana.
GUARDIA Vuole andare a trovare quel uomo? Vuole recarsi a Tomis? Le occorre un visto.
ATOM Ma ridicolo. Un visto? Per andare dal proprio marito?
LEVANA Ridicolo. Un visto per cucinare per mio marito? In casa mia?
GUARDIA Vuole cucinare? Allora le occorrer anche il permesso di lavoro. Ho qui tutti i formulari. Le ci vorranno... vediamo un po'... una quindicina di giorni.
LEVANA Quindici giorni?
GUARDIA Magari quattordici. A meno che non glielo rilascino direttamente alla frontiera. Io sono autorizzato a rilasciare permessi di transito. Articolo 28, comma 97, del trattato di armistizio. Quindi se deve ritornare a Tomis, per prendere la sua roba piuttosto che per una gara sportiva o altro, posso rilasciarglielo io il permesso. Posso concederle anche molte altre agevolazioni. Vedr. Andremo perfettamente d'accordo. Se vi comportate bene, tutti e due.
ATOM Cosa significa trattato di armistizio, autorit in carica, cos' questo Armistizio, questo Armistizio che continua a...?
GUARDIA Levana Julak vuole un permesso di transito? Si o no? L'ufficio visti non mica aperto tutto il giorno. Chiudiamo anche noi come gli uffici pubblici. Un'ora per la pausa pranzo e alle diciassette, stop. Chiudiamo i battenti. Non ci sono i soldi per gli straordinari. Perci... (La guardia aspetta. Nessuno parla). E va bene, chiuder l'ufficio.
ATOM Ottima idea. Chiuda e se ne ritorni a casa.
GUARDIA A casa?
ATOM Torna domani.
GUARDIA Aha! Lei crede, che siccome chiude l'ufficio visti, chiude anche la frontiera, l'ufficio immigrazioni, la dogana? Crede davvero che la dogana chiuda?
ATOM Io non ho detto niente.
GUARDIA Lo vede questo confine? Non dorme mai. Rimane sempre vigile per tenere divisa Tomis da Costanza. Cosi non ci saranno mai mai mai pi guerre. E mai pi bambini uccisi, citt distrutte, conflitti per l'acqua, i lavoratori di Costanza non ruberanno pi il lavoro alla brava gente di Tomis, e gli uomini di Tomis non ruberanno pi le brave donne di Costanza. lo non vado a casa. Non riduco il lavoro. Allora, Levana Julak, lo vuole questo visto? Si o no?
LEVANA No. Non mi sottometter a tutto questo!
ATOM Devo pisciare.
GUARDIA Come?
ATOM Devo pisciare.
GUARDIA Pensa davvero che le Autorit in carica abbiano il tempo di occuparsi dei bisogni dei cittadini, da questa o dall'altra parte della frontiera? Se deve pisciare, pisci.
ATOM Il gabinetto dall'altra parte.
GUARDIA Dove?
ATOM Di l.
GUARDIA A Costanza?
ATOM Si, si, a Costanza. Faccia e dica tutto quello che vuole ma mi faccia pisciare. L'ho costruito io quel gabinetto, con le mie mani, il materiale ce lo hanno mandato da... che ci costato l'equivalente di... quanti? Trenta cadaveri?
LEVANA Minimo trentacinque.
ATOM Trentacinque cadaveri, ha sentito? Non vorr che pisci sul suo confine? Per se vuole, ci piscio sopra.
GUARDIA proibito pisciare, sul confine. Pensi quanti conflitti potrebbero nascere. come bruciare la bandiera. cosi che cominciano le guerre. C' chi dice che questa guerra sia iniziata proprio cosi. Un migliaio di anni fa qualcuno ha pisciato su una statua, nella capitale di. .. Costanza? O era Tomis? E se lo sono legati al dito. La gente cosi permalosa.
ATOM E allora mi faccia passare.
GUARDIA Documenti.
ATOM Sono dall'altra parte.
GUARDIA Dove?
ATOM L. A... a Costanza.
GUARDIA Peccato. Io non sono nemmeno certo della sua identit. Deve compilare il modulo 893-H per andare a prendersi i documenti.
LEVANA Smettetela, smettetela, smettetela.
Levana va alla libreria che piena di carte, fruga in una scatola di cartone, prende due fogli di carta, ne tiene uno per s e l'altro lo passa ad Atom.
GUARDIA Questo contrabbando!
ATOM (porgendo il foglio alla guardia) I miei documenti.
GUARDIA (a Levana) Stia molto attenta, signora.
LEVANA Vuole solo andare al gabinetto.
GUARDIA Lei Atom Roma?
ATOM Si, certo. Lei quello che...
GUARDIA Professione?
ATOM Mi sto pisciando addosso.
GUARDIA Professione?
ATOM Recupero cadaveri. Assieme a mia moglie. Li identifichiamo e poi li seppelliamo. Cosi quando la guerra, sar finita le famiglie potranno venire a riprenderseli. un servizio pubblico apprezzato da tutti.
GUARDIA E va bene, va bene. Le concedo un visto di transito. Valido cinque minuti. vietato raccogliere pomodori, lattuga o quant'altro. Non permesso lavare le stoviglie n costruire illegalmente. Chiaro? Non un permesso premio. E un permesso solo per pisciare. (La guardia solleva il nastro giallo, Atom attraversa, va al gabinetto ed esce dal divisorio) Bene! Devo allontanarmi per due minuti. Torno subito, non si preoccupi. Tanto mi tocca tornare per accertarmi che quell'Atom Roma rimpatri. Lei, Levana Julak, se questo davvero il suo nome, non si muova di qui.
La guardia esce dallo squarcio nel muro, Levana lo segue, sbircia fuori e, senza girarsi, parla sottovoce con Atom.
LEVANA Atom! Atom, cosa facciamo?
Atom apre la porta del bagno e si affaccia senza uscire.
ATOM Scappiamo appena possibile. Andiamo a parlare con il comandante militare di Tomis o con l'ispettore... che di turno, domani.
LEVANA Non possiamo aspettare cosi tanto. Quest'uomo, questa guardia matta.
ATOM Dobbiamo assecondarlo, fargli credere che siamo d'accordo con lui su tutto, fingere per poi... Sta tornando, sta tornando.
LEVANA Com' umiliante. Cos' quell'affare?
Levana ritorna dalla sua parte, Atom rientra nella toilette e chiude la porta. La guardia rientra dallo squarcio spingendo un grosso carrello a due piani. Sul piano inferiore vi sono libri, un fischietto, un binocolo e degli indumenti. Sistema il carrello sui detriti del muro, sotto al quale vi il ritratto del bambino.
GUARDIA Bene! Al lavoro! (Pausa). Non successo niente mentre ero via?
LEVANA Cosa vuole che sia successo? Lui rimasto l e io qui.
GUARDIA (abbassando la voce e avvicinandosi a Levana) Le conviene star lontano da lui. E a lui conviene lasciare Costanza il pi presto possibile. Lo sa che questo Atom Roma ricercato a Costanza? Un ricercato. C' gente che ha dei conti in sospeso con lui, non so se mi spiego?
LEVANA Quali conti?
GUARDIA Le sto dicendo che in pericolo. Pare che in passato abbia fatto delle cose terribili. Sono pi di trent'anni che aspettano di catturarlo. Ancora prima della guerra. I CINQUE MINUTI SONO SCADUTI!!!
ATOM (dalla toilette) Ho quasi finito!
LEVANA Quali cose tremende?
GUARDIA Finch rimane da questa parte al sicuro. Le istruzioni sono precise. Assicurarsi che Atom Roma non vada a Costanza. ricercato. Si dice anche che stiano ricercando una certa Levana Julak.
LEVANA E lei non ci protegge? Che razza di guardia di frontiera lei?
Sentiamo lo sciacquone del gabinetto.
GUARDIA Non compito mio occuparmi di antiche vendette, di faide cruente n di rivalit tribali. Io redigo solo i rapporti.
Atom appare dal gabinetto. Si ferma e osserva il carrello.
ATOM Cos' quell'affare?
La guardia ci monta sopra.
GUARDIA Ora ho anche un ufficio. Ah! Da quass osservo molto meglio. Vedo se qualcuno tenta di varcare clandestinamente il confine. (La guardia guarda con il binocolo) Posso vedere se qualcuno viene da... ecco qui... da Costanza. Per fare... chiss cosa ad Atom Roma, o a Levana Julak per... Cosa aspetta? Torni indietro!
ATOM Ho del lavoro da finire.
GUARDIA Quale lavoro?
ATOM Questo.
Atom punta il corpo avvolto nella tela cerata che si trova al di l del tavolo e fa per avvicinarsi.
GUARDIA Fermo! (La guardia scende dal carrello, va verso il corpo, si toglie gli occhiali di protezione per guardarlo e si toglie anche il berretto militare. Levana vede qualcosa che la fa trasalire, va a guardare la guardia da vicino) Ma quest'uomo morto.
ATOM un ragazzo, in realt. Si, morto.
GUARDIA (a Levana) Le avevo detto che era pericoloso, visto?
Levana non risponde e continua a guardare stupita la guardia.
GUARDIA Ha ucciso lei questo ragazzo?
ATOM Certo che no. L'ho recuperato da... l. Da Tomis. E ora dobbiamo seppellirlo. Poi lo riesumeremo quando la sua famiglia verr a riprenderselo.
GUARDIA Lei mi dice che stato ucciso a Tomis, e che ora qui... cio una parte di lui, a Costanza. E lei vorrebbe attraversare il confine senza documenti? Senza pagare le tasse, senza n visto d'ingresso n di uscita, senza nemmeno il certificato di morte, sotterrare tutte le prove a Tomis da dove lei dice che proviene?
ATOM Mia moglie dice che di Costanza. Io invece dico che di Tomis. Magari invece un po' di tutti e due. Forse sua madre era di Tomis e suo padre di Costanza. E lo hanno preso a met strada.
GUARDIA Quelli che si trovano in mezzo la prendono sempre nel culo. Chiedetelo a un qualsiasi bambino che abbia dei genitori cosa significa stare in mezzo. Non mi piace questa storia. Non mi piace neanche un po', un corpo di cui non si conosce la provenienza, con una madre di qui e un padre di l senza documenti, senza documenti, senza documenti! Glielo dico io cosa si deve fare. Prima cosa, Atom Roma... ritorni a Tomis!
ATOM Non posso restare ancora un po'? Guardi mia moglie... guardi com' triste e...
GUARDIA A me non sembra affatto triste. Anzi mi sembra... felice.
Ambedue guardano Levana che non dice niente.
ATOM cos triste che non riesce nemmeno a parlare.
GUARDIA Ascolti, signora, non si preoccupi. Ci penso io a questo corpo! Lei... ritorni a Tomis. (Atom va dalla sua parte). Bene! Allora. Lei dice che questo ragazzo morto a Tomis quindi lo seppellir l. Non si preoccupi metter un contrassegno sulla sua tomba. Ha un nome?
LEVANA No.
GUARDIA Non volete dargliene uno?
LEVANA No, questa volta no.
La guardia si avvicina al cadavere, chiude meglio la tela cerata e lo trascina verso la porta.
ATOM Mi riporti la tela cerata. nostra. Ci serve per il lavoro.
GUARDIA Il vostro lavoro finito, Atom Roma, se davvero questo il suo nome. La guerra finita.
ATOM Quella tela cerata mia. Me la riporti. Il nostro contratto ancora valido.
GUARDIA E va bene, va bene. Sono qui che faccio il suo lavoro, dovrebbe essermi grato, invece di... (La guardia si ferma sulla porta) Religione? Non avete idea a quale... ? Cristiano, musulmano, buddista, ebreo, ateo? Cosa dite quando li seppellite?
LEVANA Diciamo, ci dispiace. Perdonaci. Aspetta finch non vengono a riprenderti coloro che ti amano. Poi diciamo, questa per ora casa tua. Questa per ora casa tua.
GUARDIA Questa per ora casa tua. Va bene. Torno subito. Posso fidarmi di voi? Niente complotti e niente varcare il confine illegalmente.
ATOM Ma certo. Noi siamo sempre stati contrari ai complotti per varcare illegalmente il confine.
GUARDIA Bene. Mi fido di voi. cosi che costruiremo i nostri due Paesi, un mondo nuovo. Con fiducia. Questa per ora casa tua. Bene. Mi piace. E quando torno... ci mettiamo al lavoro!
La guardia esce trascinandosi dietro il corpo.
ATOM il momento buono. Presto!
LEVANA lui.
ATOM Ma cosa... andiamo via. Presto!
LEVANA lui. Nostro figlio.
ATOM Chi, quel povero ragazzo morto? Ti ho detto che troppo giovane.
LEVANA La guardia!
ATOM La guardia?
LEVANA La guardia! Non lo hai visto quando si tolto gli occhiali, era lui, il nostro Joseph. Era lui, era lui, proprio lui. Osservalo bene.
ATOM Ma no che non Joseph. Joseph era basso, era...
LEVANA Era basso quando scappato di casa, basso quando lo hai mandato via.
ATOM Io non ho mandato via nessuno. Se n' andato per colpa tua, non... chi che continuava sempre a menarla con gli antenati? Trova le tue radici. Da dove vieni. Le radici sono importanti. Come se fosse stato un albero. Gli alberi e le piante hanno radici. Non le persone. Noi abbiamo... i piedi.
LEVANA Occhi, stupido vecchio, noi abbiamo occhi. Guarda fuori dalla finestra, guardalo bene. tuo figlio, quello che seppellisce quel ragazzo. Osservalo bene. (Atom guarda fuori). Lo sta sotterrando accanto a quelle donne, accanto a quella che abbiamo... quella di ieri col bambino?
ATOM No, lo sta mettendo li dove non c'... nessuno. Accanto... agli uomini, mi sembra. Lo ha buttato in un buco, in un cratere. E ora lo sta ricoprendo con la terra.
LEVANA Joseph! Proprio come avrebbe fatto il nostro Joseph che non ci dava mai retta, faceva sempre tutto senza pensare e non ne faceva mai una giusta.
ATOM Ecco lo vedi che continui a criticarlo. Sei stata tua... tu lo hai sempre... per aspetta, aspetta... un attimo. Credi davvero che... ?
LEVANA Si. Lo sento, lo so. lui.
ATOM Credi che anche lui lo sappia? Pensi che sia tornato per... per cosa?
LEVANA Forse si, forse no. Magari stato colpito da una granata e ha perso la memoria. O forse andato a Costanza, nella mia citt e non ha trovato nessuno, solo acqua, acqua, acqua ovunque e... O i miei fratelli lo hanno preso ma lui riuscito a scappare e... o forse sa tutto e ne approfitta per tornare a casa, per capire se lo vogliamo ancora con noi, o forse...
ATOM ... solo una guardia fuori di testa. O non affatto una guardia. Io dico che prima ce la filiamo e meglio .
LEVANA Io resto qui.
ATOM Ancora. Ancora. Lo dici da quando scoppiata la guerra.
LEVANA Beh, ora la guerra finita.
ATOM E va bene, va bene, ammettiamo che ci sia davvero la pace e che qualche politico pazzo abbia tracciato un nuovo confine che attraversa e divide questa casa, allora tu sei in pericolo l... a Costanza. Dobbiamo portarti. .. in citt dove non pu trovarci nessuno. Lo capisci? La tua famiglia, i tuoi fratelli, non ti hanno mai perdonata per essere scappata con me.
LEVANA Non hanno mai perdonato te per aver premuto il pulsante.
ATOM lo non ho premuto nessun pulsante, non ho mai fatto del male a nessuno, io... ora non il momento per... non lo capisci che i tuoi fratelli ti troveranno... quello grande, quello grande e grosso, come si chiamava? Beh lui, pu venire qui a ucciderti quando e come vuole.
LEVANA Rischier. Non lascer mio figlio ora che...
ATOM Aspetta un momento, aspetta un momento... quel tuo fratello... come si chiamava? Il pi arrabbiato di tutti...
LEVANA Volevi mandarlo via da casa sua.
ATOM Era cosi violento, cosi... Sai cosa ti dico? Quella guardia gli somiglia, e se...
LEVANA Ah! Con questo vuoi dire che quel ragazzo ha preso qualcosa della mia famiglia.
ATOM Qualcosa, si. Quel tanto che... e se quella guardia pazza fosse uno dei tuoi, un tuo nipote? Se avesse deciso di vendicarsi sotto gli auspici di un armistizio fatiscente? La guerra iniziata vent'anni fa, e lui magari si detto, un giorno riuscir a prenderla, mi arruolo come guardia di confine, prima o poi finir questa guerra, e una volta finita chiedo che mi affidino lei, Levana Julak...
LEVANA assurdo quello che dici.
ATOM Mi presento a casa sua e le faccio esattamente quello che lei e quel suo marito di Tomis hanno fatto a me e a mia moglie, vediamo un po' se le piace. Distrugger la loro casa. Con loro dentro. Non affatto assurdo.
LEVANA Non mio nipote. mio figlio. Glielo far ammettere, user dei tranelli, glielo tirer fuori, vedrai.
ATOM Non ci provare nemmeno.
LEVANA Aspetta e vedrai. Dammi retta.
La guardia rientra dalla porta.
GUARDIA Ecco fatto, il ragazzo nella sua casa. Quanti altri corpi ci sono l fuori ?
ATOM Cinquemilanovantasei.
GUARDIA Incluso il ragazzo.
ATOM Cinquemilanovantacinque pi lui.
La guardia rende la tela cerata ad Atom.
GUARDIA Ecco la tela cerata. Anche se non le servir pi. (Scarabocchia un grafico su un foglio di carta. Atom e Levana lo osservano attentamente) Questo il luogo esatto in cui l'ho sepolto. Lo tengo io. Perch mi guardate cosi? Cos'ho fatto di sbagliato?
LEVANA Niente. Non ha fatto niente di sbagliato.
GUARDIA I regolamenti sono chiari: I luoghi di sepoltura saranno sottoposti alla giurisdizione della guardia di confine che garantir l'accesso al pubblico non prima di dodici mesi e non oltre dieci anni dalla fine delle ostilit. Che, per coloro che non conoscono i termini legali, significa cimitero transitorio. Perci i suoi genitori potranno venire a trovarlo quando vogliono.
LEVANA Ma se sua madre di Costanza come fa a venirlo a trovare? E se suo padre di Tomis...
GUARDIA Beh, quelli dovranno arrangiarsi. Nessuno li ha pregati di mettersi in questi pasticci, di favorire gli accoppiamenti interetnici, di scombussolare l'ordinato andirivieni del popolo su e gi, su e gi. piaciuto mettere al mondo tutti quei bambini? Si sono divertiti? Su e gi, su e gi. Ora dovranno fare buon viso a cattivo gioco. Con questo non voglio dire che non daremo il diritto di visitarli. Lei, Levana Julak, per esempio, potr venire a trovare quel ragazzo tutte le domeniche. Abbiamo anche noi un cuore, ci diamo da fare anche noi ogni tanto.
LEVANA Vuole un po' di minestra?
GUARDIA Cosa?
LEVANA Un po' di minestra. Stavamo per metterci a tavola quando lei ..., quando la guerra finita... e la pace, i nuovi confini e tutto quanto. Festeggiamo con la minestra che ho fatto io. Una vecchia ricetta di Costanza, la mia citt natale. C' mai stato?
GUARDIA Non so di quale citt stia parlando.
LEVANA La vuole un po' di minestra, si o no?
GUARDIA Mi sono portato dietro il mio rancio.
LEVANA Deve essere affamato, poverino. Qualcosa di caldo non pu che farle bene.
GUARDIA Non credo che il regolamento mi consenta di...
LEVANA Dove sta scritto che non si pu festeggiare la pace? Cosa direbbero le Autorit in carica se venissero a sapere che ha rifiutato una cena di Ringraziamento?
GUARDIA E va bene, va bene. Ma ognuno deve mangiare dalla propria parte. Io sto qui in mezzo e voi due mangiate... Atom Roma, a Tomis, Levana Julak, a Costanza e io qui. Per questo ultimo pasto.
ATOM Ultimo pasto?
GUARDIA In questa casa, se non altro. Quando sgombereremo il confine...
LEVANA Cosa significa sgomberare il confine?
GUARDIA Ma voi credete davvero di poter rimanere accampati qui per sempre, l'uno accanto all'altra, in promiscuit, con me che vi faccio da babysitter mentre dormite di notte, cucinate di giorno e... seppellite i morti? Non dobbiamo permettere che tra i due confini venga a crearsi una terra di nessuno, una zona franca. Qui ci verr un muro, costruiremo un muro. Elettrificato.
ATOM Ma se sono anni che manca l'elettricit.
GUARDIA Per il muro non mancher, mi creda. E nemmeno i soldi per le mine antiuomo. Piazzate sia da questa parte che dall'altra. E... i riflettori. E i cani.
ATOM Cani?
GUARDIA Che confine sarebbe se non ci fossero dei cani? Controlli aerei e al suolo. Telecamere appostate lass... per registrare tutte le trasgressioni. Questo letto in mezzo al confine, tra i due Paesi, deve sparire. Cosi come sparito quel corpo. Cosa direbbero i miei superiori se le telecamere inquadrassero un letto nel bel mezzo del confine?
ATOM C' il tetto. Come fanno a fotografare il letto se c' un...
GUARDIA Non per molto. Quando lo tireremo gi, la casa rimarr a cielo aperto.
ATOM Tra quanto... ?
GUARDIA Appena avremo radunato tutte le forze. Tra un'ora o due al massimo a partire da adesso. I bulldozer sono gi al lavoro.
LEVANA Beh, vado a riscaldare la minestra. pi buona calda. Chiss quanti anni che non mangia una minestra come la mia. Dov' stato per tutto questo tempo? Durante la guerra?
GUARDIA Vuole stare qui a parlare o andare li a cucinare? Documenti.
Levana porge i suoi documenti alla guardia.
LEVANA Eccoli.
GUARDIA Non sembra lei.
LEVANA Quella foto ha pi di trent'anni. Me l'hanno fatta qualche anno dopo la nascita del mio bambino.
GUARDIA Dov' nato?
LEVANA Qui. Su questo letto.
LEVANA Ed venuta fino a Tomis per far nascere suo figlio? Perch ha... ?
LEVANA Mi sono innamorata. Di uno straniero. Uno straniero educato. E ho subito pensato: sar lui il padre dei miei figli.
GUARDIA E dov' suo figlio adesso?
LEVANA Disperso. Da parecchi anni.
GUARDIA Mi dispiace. La guerra ha nociuto a tutti.
LEVANA Quindi?
GUARDIA Permesso ottenuto. Cinque minuti per scaldare la minestra. (Levana va verso la cucina, a destra. La guardia scende dal carrello, prende un po' di fil di ferro dal ripiano inferiore) Non pensate che mi stia ammorbidendo. C' gente che pensa di meritarsi dei privilegi dall'ufficio profughi, dall'annonaria, dall'ordine del rimpatrio, solo per aver condiviso un pasto.
La guardia attacca il fil di ferro al paletto fissato accanto alla testata del letto.
LEVANA Me lo fa un favore, signore? Si toglie quegli stivali? Il copriletto apparteneva ai miei genitori, l'unico ricordo che ho di loro. Lo hanno ricamato mia nonna e mia bisnonna per la prima notte di nozze di mia madre.
GUARDIA ... molto bello.
LEVANA Appartiene alla mia famiglia da anni. Speravo di darlo a mio figlio, se mai fosse ritornato.
GUARDIA Pensa che ritorner?
LEVANA Ne sono certa.
La guardia scende dal letto, si toglie gli stivali e li mette accanto al carrello. Continua a parlare durante l'azione. Smette di cingere il letto col filo spinato.
GUARDIA Lo faccio solo perch me lo ha chiesto gentilmente.
ATOM Dunque lei nato... a Tomis?
GUARDIA Il mio luogo di nascita non la riguarda. segreto.
ATOM Senta signor... Signor... non ci ha ancora detto il suo nome.
GUARDIA Non sono affari suoi.
ATOM Stiamo per sederci a tavola insieme. Come dobbiamo chiamarla?
GUARDIA Come volete.
LEVANA Joseph. La chiameremo signor Joseph, se a lei sta bene.
Un lungo silenzio.
ATOM Magari non gli piace quel nome.
Un altro lungo silenzio.
GUARDIA No. Joseph, mi sta bene. Anche se non il mio, io mi chiamo... I miei genitori mi hanno dato... .un altro nome. Ma Joseph va benissimo.
Levana porta a tavola tre scodelle, tre cucchiai.
LEVANA Sono morti?
GUARDIA Chi?
LEVANA I suoi genitori ?
GUARDIA Si. Morti in guerra.
ATOM Mi dispiace. Nessun bambino dovrebbe rimanere senza padre e madre.
Levana porta in tavola la pentola.
LEVANA Magari non sono morti.
GUARDIA In che senso?
LEVANA Molti genitori pensano che i loro figli siano morti per poi scoprire che invece sono vivi. Potrebbe essere il suo caso. Si sentono dire tante di quelle cose orribili e poi magari un giorno te li vedi entrare da quella porta.
Levana punta verso lo squarcio.
ATOM Quella non una porta. un buco nel muro.
LEVANA Mi riferivo a una porta qualsiasi. Per una madre che si credeva morta tutte le porte sono buone. Finch non vedi il corpo con i tuoi occhi e non lo seppellisci con le tue mani non devi mai perdere la speranza.
GUARDIA L'ho seppellita io mia madre quindi non ho bisogno di gente come voi per identificarla. Ho visto morti sia mia madre che mio padre. Punto. Ed stato allora che ho deciso di dedicare il resto della mia vita a far rispettare i confini, a far smettere la gente di uccidersi per un pezzo di terra da questa o da quell'altra parte, per questo o quel fiume, per un goccio di questo o di quello, per un Dio piuttosto che un altro. Tutto deve tornare al suo posto. cosi che voglio che vadano le cose. (Pensa a quello che ha detto per un momento) E lei lo sa cosa significa questo, vero Levana Julak? Che il tempo scaduto e che lei deve ritornare a Costanza.
LEVANA Mi faccia almeno versare la minestra.
GUARDIA IL TEMPO SCADUTO! A COSTANZA, HO DETTO! POSSO VERSARLA IO LA MINESTRA. O LUI. TUTTI SONO CAPACI DI VERSARLA LA MINESTRA. INDIETRO, INDIETRO, INDIETRO. (Levana d i suoi documenti alta guardia. Lui li controlla. Lei lo fissa e sta per attraversare il confine quando lui la ferma) Aspetti! Ha niente da dichiarare?
Levana non risponde.
GUARDIA Ha comprato qualcosa mentre era a Tomis? Liquori? Sigarette? E stata in qualche fattoria? Ha acquistato armi? Sta trafugando valuta illegale? Firmi qui.
LEVANA Non ho niente da dichiarare e non firmo niente. Ho riscaldato la minestra, per lei, per noi. Tutto qui.
GUARDIA Non ha niente da dichiarare? Non vuole firmare? E va bene, va bene.
La guardia la perquisisce per essere sicuro che non tenti di introdurre merce di contrabbando. un atto quasi erotico. Quando giunge al seno, lei gli toglie le mani con fermezza. Sono imbarazzati ambedue. La guardia le restituisce i documenti e la fa passare.
GUARDIA Niente privilegi.
La guardia si gira e va a mettersi gli stivali. Levana resta ferma per un momento, si ricompone, prende uno sgabello e lo mette al centro del tavolo poi si siede sulla sedia e con un cenno invita Atom a sedersi. Aspettano che si unisca a loro la guardia che titubante ma poi viene a sedersi a tavola. Atom, col mestolo, versa la minestra in una scodella, la passa alla guardia, che fa per afferrare il cucchiaio e mangiare, ma si blocca e passa la scodella a Levana che annuisce in silenzio. Quindi Atom riempie un'altra scodella, la porge alla guardia che per gliela rende subito. Atom la prende e la posa, infine riempie l'ultima scodella, la passa alla guardia che finalmente la prende. Rimangono tutti in attesa.
GUARDIA A casa mia dicevamo una preghiera prima di mangiare. La dite anche voi?
ATOM Una volta si. Ma poi... non c'era pi niente da ringraziare.
GUARDIA Bisogna ringraziare lo stesso. Levana Julak ha qualcosa da dire?
LEVANA Vorrei ma non posso. Non posso dire ci che voglio dire.
ATOM Forse vuole farlo il nostro ospite.
GUARDIA Ogni pasto un miracolo.
ATOM Ogni pasto un miracolo.
LEVANA Ogni pasto un miracolo. (Un momento di sospensione in cui non succede niente. Cominciano a mangiare. Con calma. La guardia, fa da intermediario, passa il sale, il pane da una parte all'altra del "confine". Un lungo intervallo di pace e di tranquillit. La guardia mangia con voracit) Non devono averle dato un gran che da mangiare in questi anni, vero?
GUARDIA Chi?
LEVANA Quelli che l'hanno addestrata, non potevano certo...
GUARDIA Solo pasti freddi da caffetteria.
ATOM Solo pasti freddi.
GUARDIA Quelle istituzioni sono come gli... orfanotrofi. Mai un pasto caldo, mai un sorriso. Ma non posso lamentarmi, no. Mi hanno accolto quando... mi hanno accolto quando i miei genitori...
LEVANA Ha una foto?
GUARDIA Una foto?
LEVANA Si. Di suo padre.
ATOM O di sua madre.
LEVANA No.
LEVANA E sua? Una sua foto? Di quando era piccolo?
GUARDIA Non sono mai stato piccolo.
LEVANA Tutti sono stati piccoli. Anche lei quando ...
GUARDIA Non ricordo di essere mai stato piccolo.
LEVANA Appena nato per forza...
GUARDIA Ci che non si ricorda non esiste.
LEVANA La sua infanzia, i suoi...
GUARDIA Niente.
LEVANA Allora stato ferito in guerra e...
ATOM Dio santo, lascia in pace il ragazzo.
GUARDIA Come ha detto? Ragazzo?
ATOM Non ho...
GUARDIA Non sono un ragazzo. Non sono mai stato un ragazzo.
ATOM Non ho detto...
LEVANA Si che lo hai fatto. Si che lo ha fatto. Lo abbiamo sentito tutti e due. Lo fa sempre. Dispotico. Pensa sempre di essere migliore degli altri.
GUARDIA E anche lei... mi lasci in pace. Cos', un interrogatorio? (Si alza in piedi e cammina su e gi) Siete voi, voi che dovete rispondere alle mie domande. Se volete delle domande, ne ho parecchie.
ATOM Non ne vogliamo di domande.
LEVANA Che tipo di domande?
GUARDIA Sulle propriet: dove e a chi va questo tavolo quando avremo finito di mangiare, quando traslocherete? Sulle ubicazioni: quando se andr, dove andr? E come far ad arrivarci, Levana Julak. Come far a raggiungere la sua citt natale? A piedi, tirandosi dietro un carretto, in autostop, come?
LEVANA, Non posso tornare alla mia citt natale. Non c' pi. sott'acqua. E lei lo sa benissimo.
GUARDIA E perch dovrei saperlo?
LEVANA Vuole davvero che gliela dica? E va bene. Atom diglielo tu.
ATOM cos che l'ho conosciuta. Ero andato al suo villaggio per convincere gli abitanti ad andarsene. Stavamo costruendo una diga ma suo padre non voleva...
GUARDIA Il progresso. L'irrigazione. L'elettricit. Le industrie. Ma quella gente per paura di finire in una catapecchia, fa sempre di testa sua. Puoi anche prometterle il paradiso, tanto non ci sente. Sono tutti testardi. Mi creda, la capisco.
ATOM Anch'io capisco, so cosa sta passando, signore, se posso permettermi di chiamarla cos. So quanto sia difficile convincere la gente a lasciare le proprie case. Ma poi ho capito una cosa. Che sarebbe stato meglio lasciarli li dov'erano, e non obbligarli ad andarsene. Ad aspettare, sa.
GUARDIA Ma sarebbero morti. Se fossero rimasti l, l'acqua del fiume li avrebbe sommersi e sarebbero tutti morti.
LEVANA Molti sono morti. Mio padre morto. Non voleva andarsene. Non ha voluto spostarsi nemmeno di un centimetro.
GUARDIA Mi dispiace. Ma sapeva quello che faceva. Suo padre sar stato sicuramente avvertito del rischio che correva. Come lei. Cio, non pu dire che non la sto avvertendo.
LEVANA Io non mi muovo!
GUARDIA Credo che lei non mi abbia sentito. La sua minestra buonissima, donna, ma il suo udito lascia a desiderare.
LEVANA Il mio udito lascer anche a desiderare ma lei deve capire una cosa, Joseph...
ATOM Mia moglie, signore, un po'...
GUARDIA Capire cosa? Io? Capire? Io so. Io so che la cena finita. E ora basta con questo Joseph e basta familiarizzare. Preparatevi alla demolizione. Adesso.
LEVANA Joseph, Joseph, Joseph. Io, in casa mia, dico quello che voglio con chi voglio e quando voglio. L'abbiamo ricostruita noi questa casa dopo i bombardamenti: la cucina, le mura, tutto, asse su asse. Io non abbandoner il letto in cui stato concepito mio figlio e nemmeno il copriletto che mia nonna...
GUARDIA Se lo pu prendere il copriletto. E anche il letto, se vuole.
ATOM Quel letto apparteneva ai miei nonni e rimarr a Tomis.
GUARDIA Se vuole lo spostiamo subito. Togliamo il copriletto, lo lasciamo a Costanza, e spostiamo il letto di l, basta una piccola spinta e...
LEVANA Guai a te se tocchi quel letto, Atom Roma.
GUARDIA E va bene, allora cominciamo da questo. (La guardia prende la pentola, ci mette dentro posate, scodelle e tutto ci che c' sul tavolo) Questa roba va con chi si prende la cucina. La cucina toccher a Levana Julak cos potr continuare a fare quell' ottima minestra...
ATOM E io mi prendo il gabinetto. Bene, bene. Fin qui nessun problema. Ma ci sono alcune cose che non sono cos facili. Per esempio chi si prende le schede, dei cinquemilanovantasei corpi? Quando verranno i parenti non troveranno... pi niente. Solo un campo minato, un muro e i ruderi di una casa.
GUARDIA Stiamo perdendo tempo prezioso. Pensate davvero che possiamo permetterci che uno come me, esperto in confini e in trattative tributarie... credete che possiamo permettere a uno come me di perdersi in inutili dissertazioni... su dei cadaveri?
La guardia accatasta le scodelle e le passa ad Atom.
GUARDIA Basta parlare. Lavi i piatti. (La guardia tira su il tavolo) Questo dove va? Chi se lo prende?
ATOM di tutti e due quel tavolo.
GUARDIA No, o suo o di Levana Julak. Chi dei due lo vuole? (Nessuno risponde) E va bene. Fuori. (Prende il tavolo lo porta verso lo squarcio e lo scaraventa fuori) Se non lo volete voi se lo prender qualcun altro. Poi? (Si guarda attorno con aria feroce, afferra le scodelle dalle mani di Atom) Chi si prende le scodelle? Sono tre. Una a lei, e una a lui. E la terza? Eh! Bisogna che vi decidiate. (Aspetta che rispondano ma non sono per niente cooperativi. La guardia butta la terza ciotola fuori dallo squarcio. Va alla porta della cucina e la scardina) Questa rimane a Tomis! (Prende la porta e la butta fuori dallo squarcio dalla parte di Tomis. Attraversa la stanza e comincia a scardinare la porta del gabinetto)
ATOM Ehi, quella la mia porta!
GUARDIA Usi quell'altra! (Butta la porta del gabinetto fuori dallo squarcio) Avrete una porta a testa. Cos'altro c'? (Va in boccascena e con il martello tenta di divellere un asse dal pavimento. Ma non ce la fa.) A questa ci penseranno i bulldozer. Cos'altro? Cos'altro c' da...?
LEVANA I cadaveri.
GUARDIA Quali cadaveri?
LEVANA Sai benissimo quali cadaveri. Te lo ha chiesto mio marito. Le schede, i cadaveri.
ATOM Esatto. Cosa succeder a quei cadaveri? Siamo noi i responsabili, ci hanno pagato per occuparci di ognuno di loro e non ce ne andremo finch non sapremo cosa...
GUARDIA Crede davvero che non abbiamo una risposta? Pensa davvero che non sia stato valutato e risolto ogni dettaglio possibile e immaginabile? E tutto scritto nel trattato. Tutte le risposte sono nel trattato di armistizio. Nero su bianco. (La guardia va verso il carrello, prende un grosso tomo, sale.. in cima al carrello e comincia a sfogliarlo freneticamente) E tutto qui dentro, in questo libro. Ogni contesto, ogni contrariet, ogni impellenza. Cadaveri, copriletto e... tutto. E quando io avr trovato le risposte, a voi conviene aver pronte le vostre. Preparatevi al trasloco.
LEVANA Non sono mica un tavolo, io.
GUARDIA Basta! Ho da fare. Risponder a tutte le domande lecite che mi verranno formulate dalla popolazione.
ATOM Quindi?
GUARDIA Quindi... non mi interrompete e fate... ci che dovete fare.
La guardia si mette a consultare il libro. Atom, quando sicuro che la guardia non lo vede, fa dei cenni a Levana. Levana ha l'aria interrogativa. Atom mima qualcuno che si mette a quattro zampe e che parla - punta verso il letto. Levana annuisce e si avvia lentamente verso il letto, si abbassa come se stesse cercando qualcosa. Anche Atom si avvicina al letto facendo finta di niente. La guardia immersa com' nel libro, non parla, sembra non accorgersi di niente. Atom si sdraia per terra accanto al letto, dalla sua parte. Levana fa lo stesso. Ora, sotto al letto, possono parlarsi sottovoce liberamente, e lentamente, strisciando, si avvicinano l'uno all'altra.
ATOM Dobbiamo andarcene, Levana. Quest'uomo pericoloso.
LEVANA Sta solo mettendoci alla prova. Gioca.
ATOM Ti sbagli. Vuole demolire la casa. Quando arrivano i bulldozer...
LEVANA Joseph non lo farebbe mai. Joseph era un bravo ragazzo. E, sotto sotto, lo ancora.
ATOM Quello non Joseph. Hai sentito cos'ha detto. I suoi sono morti.
LEVANA Ma certo, lo deve dire per forza se no noi ci insospettiamo. Pensa di avercela fatta.
ATOM Peggio ancora. Di averci fottuto.
LEVANA No, non se ci coalizziamo. Se non commettiamo pi gli errori di una volta, se non litighiamo pi davanti a lui, mamma, mamma guarda cos'ha fatto pap. Pap, guarda cos'ha fatto la mamma. Tu sempre contro di me. Posso andare a giocare fuori? Pap ha detto che posso. Com'era furbo. Sono contenta che sia tornato. E tu? La famiglia di nuovo unita.
ATOM Unita? Ma se vuole smantellare la casa, bombardarla, polverizzarla. Con noi dentro. Quindi ci conviene...
LEVANA Tu hai sempre voluto andartene.
GUARDIA Ecco qui! Articolo quaranta. Santo articolo quaranta! Il migliore. Atom e Levana si avvicinano ancora di pi l'uno all'altra.
ATOM Mi manchi. Gi mi manchi.
Le dita delle mani si toccano e poi le mani si intrecciano.
LEVANA Chiudi gli occhi. (Atom chiude gli occhi). Ti sembro diversa?
ATOM No. sempre la stessa mano. La stessa bocca. La stessa... cocciuta.
LEVANA Ma se ti ho seguito. Non sono rimasta con mio padre. Sono venuta via. Non ero cocciuta. Ora per sono cocciuta. Ora non voglio andarmene.
ATOM E io non posso andarmene senza di te.
Si baciano.
LEVANA E allora cosa facciamo?
ATOM Fai quello che vuoi ma non chiamarlo pi Joseph. Ha un caratteraccio. In effetti mi ricorda quello di Joseph.
LEVANA Tu non lo hai mai amato.
ATOM Troppo. L'ho amato troppo. Lo abbiamo amato troppo, tutti e due.
LEVANA Non si pu amare troppo qualcuno.
ATOM Un uomo e una donna, no. Ma i figli, si, si che si possono amare troppo.
GUARDIA Articolo quaranta, nota a pi di pagina. Lo sapevo: I corpi dei caduti civili e dei combattenti verranno trattati allo stesso modo di quelli vivi e cio rimpatriati nei loro rispettivi Paesi. Un momento! Nota a pi di pagina della nota a pi di pagina: Le guardie di frontiera saranno responsabili per il rimpatrio di ciascun corpo nel Paese della madre, del padre. Le guardie di frontiera? Le guardie di frontiera sono responsabili? Cio io dovrei... ? Ehi dove siete?
Levana esce carponi da sotto il letto.
LEVANA Eccoci qui. Sorpresa.
GUARDIA Cosa ci facevate sotto il letto?
Atom esce da sotto il letto con una valigia e la mostra alla guardia.
ATOM Stiamo cercando di capire cosa portarci e cosa lasciare. Non era quello che voleva?
GUARDIA Sono contento che abbiate deciso di collaborare.
ATOM Si.
GUARDIA lei?
LEVANA Si.
GUARDIA Bene! Magari prima di andarvene, prima di smantellare la casa potremmo festeggiare. Chiamare i giornalisti, per farvi delle foto, usarvi come modello, il risultato di un lavoro di squadra di confine ben riuscito. Innamorati da sposati, innamorati nel commiato. La Pace davanti ai nostri occhi. A meno che... Cos'altro c' sotto a quel letto? (La guardia scende dal carrello, si avvicina al letto, si piega, tira fuori lo scatolone) Cos' questo? Ci sono armi nascoste?
LEVANA Aprilo.
La guardia posa lo scatolone sul letto e lo apre con circospezione. Tira fuori un trenino, una palla rossa e dei libri per bambini. estasiato. Gioca con la palla mentre parla.
GUARDIA Da quanto tempo non lo... ?
LEVANA Da anni. Da quando aveva... quindici anni. Da quando se n' andato.
GUARDIA Dovevate volergli molto bene.
LEVANA Gliene vogliamo ancora.
La guardia si mette a giocare con la palla. Guarda Levana e poi, senza preavviso, le tira la palla, al di l del nastro che segna il confine, come se fosse una rete di pallavolo. Lei ride e acchiappa la palla. Guarda Atom poi la guardia. Finge di tirare la palla ad Atom e invece la tira alla guardia. La guardia acchiappa la palla, guarda Atom e poi Levana, esita. Loro aspettano. Tira la palla ad Atom che l'acchiappa. La guardia aspetta. Atom tira la palla a Levana che la ritira subito alla guardia. Rimangono tutti in attesa.
GUARDIA Questa chi se la prende? La madre? O il padre?
LEVANA Prendila tu.
GUARDIA Non credo che a suo figlio farebbe piacere.
LEVANA E invece si.
GUARDIA (ad Atom) Lei cosa ne pensa?
ATOM Io la penso come Levana.
La guardia lancia la palla su e gi un paio di volte.
GUARDIA Non posso. Non posso accettare nulla dai profughi. Il regolamento su questo ... Niente corruzione.
LEVANA Ma un regalo.
GUARDIA (dolcemente) Non cosi che la vedrebbero i miei superiori, mi dispiace ma molto chiaro il regolamento sui regali.
ATOM Sa cosa direi a mio figlio se fosse qui, davanti a me, vivo e vegeto, sa cosa gli direi? Gli direi, figlio mio, non obbedire mai alle regole che reputi stupide e sbagliate. Tu ne sai di pi. La prego, si tenga la palla.
La guardia esita.
GUARDIA Sapete cosa mi piaceva fare quando ero un ragazzino? Mi piaceva calciare la palla pi forte e pi in alto che potevo. Ritornava sempre indietro. Io ero convinto ci fosse qualcuno lass che me la rilanciava, qualcuno che mi voleva bene, che mi avrebbe protetto per sempre, sempre, protetto per sempre. Ma poi lo sapete cos'ho scoperto, cosa mi ha insegnato la guerra? (La guardia ripone la palla nello scatolone) Che non c'era nessuno. N madre, n padre. Nessuno. Solo regolamenti. Solo regolamenti. Sono stati quelli a tenermi in vita. Quando hanno provato, quando quelli hanno provato a prendermi...
LEVANA Chi?
GUARDIA Quelli che stavano dalla sua parte, o da quella di lui, tutti cercavano di prendermi e io... e io ero l ad aspettare che finisse... da quando... da quando sono nato... aspettavo che finisse tentando di rimanere in vita. Senza un corpo che mi scaldasse. Mangiando pasti freddi, buono, buono, obbedendo a ogni regola per non farmi prendere, E ora voi siete qui a spingermi a... continuate a... Toccate. Toccate qui. (La guardia si avvicina a Levana, le mette la mano sul suo cuore) Questo vita, donna. E quel ragazzo... quel ragazzo... Quel povero ragazzo che marcisce in quello stupido fosso. Che non ha nome. Solo la preghiera che gli ho dedicato e che nessuno sentir mai. Rimarr qui da solo, a custodire i morti, in attesa che arrivino i loro genitori. Avete sentito cosa dice la nota a pie' di pagina della nota a pie' di pagina dell'articolo quaranta. La nota a pie' di pagina della nota a pie' di pagina dice che devo restare qui. Mentre voi sarete chiss dove. A dimenticare la guerra, a costruire una diga da qualche parte. Voi siete fortunati perch ve ne tornate a casa vostra.
LEVANA Noi non andiamo da nessuna parte. Rimaniamo qui con te. A casa nostra. A casa tua.
GUARDIA Questa non casa mia.
LEVANA Sono pi di vent'anni che abitiamo qui con le bombe che ci cascano a pochi metri mentre tu mangiavi, sognando e accarezzando i tuoi progetti in quella tua caffetteria. Aspettandoti, Joseph, aspettando che tornassi...
ATOM Non mi chiami cosi.
LEVANA Cercavamo di tenere viva la casa. per questo che non ce ne siamo andati. Perch tu potessi ritrovarci. Pensi davvero che ci piacesse rimanere qui? Pensi che l'avremmo ricostruita dopo i bombardamenti? Ma quando tuo padre.. .
GUARDIA Quale padre, quale padre?
LEVANA Quando Atom disse, andiamocene, da questo postaccio maledetto, tanto non torna pi... com' che hai detto Atom, com' che... ?
ATOM Andiamocene da questo postaccio maledetto, tanto non torna pi.
LEVANA Non torna pi? Tu dici che non torner mai pi?
ATOM Mai pi.
LEVANA Io dissi, resto. Rimango qui per lui. Non mi sposto di un centimetro.
ATOM E di cosa viviamo?
LEVANA lo di qui non mi muovo. Perch da qui che se ne andato ed qui che torner. Il pi vicino possibile al fiume, il pi vicino possibile al confine, il pi vicino possibile ai miei fratelli. A nostro rischio e pericolo. qui che nato ed qui che torner.
ATOM E di cosa viviamo?
LEVANA Dei morti. Mangeremo, grazie ai morti. Venderemo morti. Uno dopo l'altro. E l'unico frutto che ci d questa terra. Cederemo i morti in cambio di latte, mangeremo minestra grazie ai morti, ci riscalderemo col carbone dei morti, costruiremo il gabinetto con i campioni prelevati dai morti, faremo l'amore di notte benedicendo i morti, ringraziandoli, contando le bombe e le candele, per avere pronte le schede tutti i giorni. Da vent'anni, da pi di vent'anni. Lo sai quand' che me ne andr? Quando Joseph torner a casa. Quando tu mi dirai che sei Joseph. Quando ammetterai di essere tornato a casa. Solo allora me ne andr di qui. Con te e con tuo padre. Dove? Qui, l, dall'altra parte, lontano, vicino. Andremo dove potremo, dove ci vorranno, tutti e tre insieme, resteremo insieme.
ATOM Resteremo insieme.
Un lungo silenzio.
GUARDIA I miei genitori sono morti.
LEVANA Non hai voglia di tornare a casa? Non sei stufo di vagabondare?
GUARDIA Vorrei molto. Ma i miei genitori sono morti.
LEVANA Non sono morti, Joseph. Sono qui. Che ti aspettano. Da tanti anni. E ora di tornare a casa, Joseph.
GUARDIA Ora di tornare a casa?
LEVANA A casa tua, Joseph. Da noi.
GUARDIA Da voi?
Restano fermi in attesa che dica qualcos'altro, che prenda una decisione. Sentiamo, da lontano, il rombo di un cannone e poi un altro ancora.
GUARDIA Avete sentito? (Ascoltano. Un altro rombo). ... No. No. ... ricominciata. Hanno... ricominciato.
LEVANA No. Non stare ad ascoltare. Non farlo. Non ricominciata. Lo hai detto tu stesso. Hai detto che erano riusciti a risolvere tutto. Ogni dettaglio, hai detto. Hai detto, pace.
GUARDIA Pace, si.
Gli spari sono sempre pi frequenti e pi vicini. La guardia va ad accendere la radio. Gracchia. Afferra la radio e la scaraventa fuori dallo squarcio in fondo scena. Va al carrello.
GUARDIA Stronzi. Mi avete mentito. Mi avevate detto niente pi guerre. Mi avevate detto che il confine avrebbe portato la pace. Quale pace? Quale pace? (Mentre parla, rovescia furiosamente il carrello su un lato. Sentiamo unesplosione violenta. La guardia si gira verso Atom e Levana, provocatoria e accusatoria) colpa vostra.
ATOM Non colpa di nessuno. N tua, n nostra. la guerra...
GUARDIA , colpa vostra. colpa vostra se ricominciata da capo. colpa della gente come voi che non vuole muoversi, che non vuole collaborare, che non vuole evacuare. Voleva la casa, il letto, il copriletto, quella lurida cucina, quello stupido gabinetto e quel cornuto di suo marito. Eccoli, se li prenda. Se li prenda tutti. Ma non me. Non me. Vedr. (Smonta il confine che aveva delineato con il fil di ferro, il nastro e i paletti) Questa volta per mi alleer con i pi forti, con i vincitori. Per prima cosa romperemo il culo agli avversari, glielo sfonderemo da sopra e da sotto finch non si arrenderanno e poi torner qui da voi. E allora niente preavvisi, niente sorrisi, n ricordi di famiglia. (La guardia afferra la pentola con la minestra e versa tutto in terra) E niente minestra, la prossima volta. (Levana d uno schiaffo alla guardia)
LEVANA Questo non si fa in casa mia, Joseph Roma. Non nella casa dove sei nato.
GUARDIA Io non sono Joseph.
La guardia fa per andarsene ma Atom le si para davanti.
ATOM Joseph! (La guardia si ferma) Joseph. (Si avvicina alla guardia) Ti prego... perdonami! Scusami... scusami per l'ultima volta. Per averti fatto... per averti messo alla porta. Avevo detto io a Levana di lasciarti andare. Ti far bene, ho detto, ti ricordi? Far bene al ragazzo. Tornerai presto, torner non appena si accorger che non c' niente a Costanza, dall'altra parte del fiume, niente a parte un vecchio villaggio e qualche cadavere sul fondo di un lago sconfinato. Non c' nient'altro, Joseph. Un vecchio villaggio sommerso dall'acqua. Figlio mio. La guerra sta per cominciare. Non andare via, Joseph. (Atom gli mostra il ritratto del bambino e glielo porge. La guardia lo osserva e non dice niente) Questa volta, Joseph, questa volta, Joseph Roma, rimani qui con noi. Con tua madre. Con tuo padre.
La guardia fa per andarsene, e passando sfiora Atom e poi Levana con affetto. Si ferma davanti allo squarcio, in fondo scena.
GUARDIA Mi dispiace per la minestra. E anche per... tutto, per tutto il resto.
LEVANA Anche a me dispiace. Non andare via. Ti prego non andare via.
La guardia li guarda per l'ultima volta. Ed esce. Sentiamo un'esplosione, la pi forte e la pi vicina fino a ora. Il paesaggio brucia per qualche attimo. La guardia viene colpita dalla bomba. Ritorna barcollando nella stanza, cade sul letto, gli occhi spalancati, dando gli ultimi respiri. Levana lo prende tra le braccia e lo culla. Atom in piedi davanti a loro.
LEVANA Bambino mio, piccolo mio, piccola piuma mia, fiore mio, latte mio, latte mio. (Un'altra esplosione. La guardia muore). Dormi, dormi, cos, dormi. Da bravo, da bravo.
Un silenzio doloroso.
ATOM Dallo un po' a me, Levana.
LEVANA No.
ATOM Dallo a me.
LEVANA No, non lo lascer mai. Morir qui. Con lui. Morir di fame qui con lui.
ATOM (a Levana) Amore mio. Povero bambino mio. (Una pausa. I cannoni continuano a rombare lontano. Un' esplosione vicina fa tremare la casa). Siamo in pericolo. (Levana non si sposta di un centimetro). Levana tu devi...
LEVANA No.
ATOM finita, Levana.
Levana lo guarda e capisce tutto d'un tratto cosa le sta dicendo.
LEVANA Devi seppellirlo. (Pausa. Sentiamo i rombi della guerra in lontananza). Devi seppellirlo.
Pausa.
ATOM Si. Dobbiamo. Dobbiamo seppellire il ragazzo.
LEVANA E poi ce ne andiamo?
ATOM Si.
LEVANA Lo seppelliamo e ce ne andiamo. E un giorno torneremo a trovarlo. Come tutti gli altri genitori. A visitare la tomba.
ATOM Si. finita.
Pausa. Poi Levana si alza in piedi.
LEVANA No. Non finita. Non finir mai.
Levana va alla libreria, prende la siringa, le fiale, il raschino, le forbici e un foglio di carta. Atom si siede accanto alla guardia morta.
ATOM Non ci servono. Sappiamo chi , Levana. Non serve compilare la scheda.
Levana va accanto ad Atom.
LEVANA Numero cinquemilanovantasette.
ATOM No. Ha un nome. Joseph. Joseph Roma Julak. Una data di nascita e una data di morte. E il primo. Il primo cadavere senza scheda. Che non ci verr pagato.
LEVANA No. Non lui. Non nostro figlio.
ATOM Come?
LEVANA Identit sconosciuta. Finch non verr qualcuno a riprenderselo.
ATOM Joseph. Roma. Julak. Nato e morto in questa casa. Lo seppelliamo e ce ne andiamo. giunta l'ora, Levana. L'ora di muoversi.
LEVANA Vai tu.
ATOM Non senza di te.
LEVANA Io ho da fare. Devo dare un nome al ragazzo. Lo seppellir accanto a quell'altro ragazzo di stamattina e a quella donna di ieri. Voglio essere qui quando verranno i suoi genitori.
ATOM No.
LEVANA Qualcuno dovr pur rimanere.
ATOM No.
LEVANA Rimanere ad aspettare. A custodire i morti.
Sentiamo il rombare dei cannoni.
ATOM Perch proprio noi?
LEVANA No, di' qualcos'altro. Perdonaci, ragazzo mio. Aspetta finch non verranno a riprenderti. Noi staremo qui con te finch non verranno a riprenderti. Di' qualcosa. Una cosa qualsiasi.
ATOM Questa per ora casa tua?
LEVANA Si.
ATOM Questa per ora casa tua.
LEVANA Si. Tieni. (Levana passa ad Atom il recipiente con gli strumenti di lavoro. Atom li prende) E un bel ragazzo, non trovi? Come lo chiamiamo? Come pensi che dovremmo chiamare questo bellissimo, bellissimo ragazzo? (Atom non le risponde. Guardano il corpo) Passami le forbici per favore.
Silenzio. Dovrebbero iniziare il lavoro ma non ne hanno voglia, non ce la fanno. Mentre le luci vanno in dissolvenza e i cannoni continuano incessanti.
FINE
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