C’è anche un fidanzato

CE ANCHE UN FIDANZATO

Scherzo in minore

di ENZO DUSE

PERSONAGGI

ELSA

LUIGI

(Un salottino. Una porta al fondo. Una finestra a destra).

Elsa - (entra precedendo Luigi. E' vestita dimessamente e un cappellino le ricopre quasi gli occhi. Luigi , invece, elegantissimo) Venite, venite pure avanti. State perdendo il coraggio proprio adesso? Mettetevi l e non guardate tanto in giro. Guardate me. Non era me che volevate vedere? Eccomi qui. (Si leva il cappello e mette sotto gli occhi di Luigi il suo musetto) Fissatevi bene la mia immagine negli occhi, perch sono stanca di essere seccata per la strada. Avete capito? Mi avete guardato bene? S? E adesso filate, filate via.

Luigi - (con aria trasognata) Magnifico, sorprendente.

Elsa - Le considerazioni le farete dopo. Per la strada.

Luigi - Senza prima...

Elsa - ...Senza prima...

Luigi - Lasciate almeno che vi esprima lo stupore...

Elsa - Non m'interessa.

Luigi - ... la gioia...

Elsa - Non m'interessa.

Luigi - ...il piacere...

Elsa - Non m'interessa, non m'interessa.

Luigi - Ah, non siete affatto gentile, sapete, mettermi alla porta con codesto tono...

Elsa - Paziente e gentile lo sono stata anche troppo. Siatelo voi, ora.

Luigi - Andandomene?

Elsa - Subito.

Luigi - E' una fissazione.

Elsa - E' una precauzione.

Luigi - Che cosa posso temere?

Elsa - Tutto.

Luigi - Non ho fatto nulla di male.

Elsa - Potrei aver fatto io, poco di bene.

Luigi - Mi avete mostrato i vostri occhi!

Elsa - In casa.

Luigi - Non un delitto. Tutti mostriamo gli occhi; in casa e fuori. Non sono, grazie a Dio, una delle cosiddette vergogne. I vostri poi...

Elsa - I miei non sono e non dicono niente come i vostri.

Luigi - Ah, badate che vi offendete; e mi offendete.

Elsa - Suvvia, suvvia! Non siamo qui per farci dei complimenti.

Luigi - Ma neanche per dirci delle insolenze.

Elsa - Filate, filate, che sar meglio.

Luigi - Preferisco dirvi chi sono.

Elsa - Auff! Lo so.

Luigi - Lo sapete?

Elsa - Un seccatore. Ditemi l'ora, piuttosto. Subito.

Luigi - Ci sono pericoli?

Elsa - Cominciate ad aver paura?

Luigi - Paura no. Ma avete uno strano modo di invitare e poi di mandar via la gente...

Elsa - No no, signore. Precisiamo. Io non vi ho invitato. Eppoi...

Luigi - Eppoi?

Elsa - Eppoi ditemi l'ora.

Luigi - (guardando l'orologio) Le cinque e mezzo.

Elsa - Non pi tardi?

Luigi - Manca un minuto.

Elsa - Meno male.

Luigi - Avete detto meno male? Nessuna catastrofe, dunque, ci minaccia? Posso sedere. (E si siede).

Elsa - (pausa) Siete di una sfrontatezza inaudita, voi. Lo sapete?

Luigi - Sono pratico.

Elsa - Un uomo pratico ha sempre uno scopo. Che scopo avete voi, qui?

Luigi - Ammirarvi. Che cosa posso chiedere meno di cosi?

Elsa - Non dovreste occuparvi della gente che non conoscete.

Luigi - Brava! Quali amicizie avreste voi allora, se non vi foste mai occupata della gente che non conoscevate?

Elsa - Io non ho amicizie.

Luigi - Femminili o maschili?

Elsa - Di nessun genere.

Luigi - Oh, guarda! Mi piace.

Elsa - Perch poi?

Luigi - Non so; cos.

Elsa - Su, su; risparmiate le considerazioni inutili. Andatevene. Siate buono.

Luigi - (remissivo) Ebbene: se proprio mi cacciate, me ne vado.

Elsa - Bravo.

Luigi - (di nuovo all'assalto) Prima, per, dovete rispondere a tre domande.

Elsa - Ma sapete che siete un seccatore inesauribile?

Luigi - Tre sole.

Elsa - Dite. Ma fate presto.

Luigi - Chi siete, che cosa siete, e che cosa fate?

Elsa - Dopo andrete via?

Luigi - Lo prometto: solennemente.

Elsa - Sono una donna, una donna giovane, che compie nella vita la sua missione di donna.

Luigi - Ah s? Rispondete cos? Allora vi dico chi sono io.

Elsa - Non m'interessa.

Luigi - Sono un seccatore, che continuer sempre a seccarvi, perch compio anch'io nella vita, davanti a una bella ragazza, la mia missione di uomo.

Elsa - Ora diventate villano? Voi dimostrate di non sapere, vedete, parlando cos, con chi avete a che fare.

Luigi - Ve l'ho chiesto con le mani giunte; non volete dirmelo!

Elsa - N sapete in quale casa vi trovate.

Luigi - Mi mettete in sempre maggiore curiosit.

Elsa - Ma... (Dopo una breve pausa) Presentatevi almeno; andiamo.

Luigi - Oh gioia! Diventate ragionevole?

Elsa - E' sempre meglio conoscere il nome dei seccatori. Per evitarli. Presentatevi.

Luigi - Subito.

Elsa - Prima ditemi l'ora.

Luigi - Venti alle sei.

Elsa - Avanti.

Luigi - Luigi Millo.

Elsa - E poi?

Luigi - E poi, basta. Sono barone, s, ma non ci tengo.

Elsa - Perch?

Luigi - Perch la nobilt se la sono guadagnata i miei avi sui campi di battaglia. Spetta solo a loro. Oh, erano degli eroi i miei avi.

Elsa - Congratulazioni.

Luigi - (s'inchina) Grazie per gli avi. Io, invece, tengo molto al mio nome: Gigetto! Un nome di battaglia che tutto un programma. Gigetto! Non vi dice niente?

Elsa - Assolutamente.

Luigi - Strano.

Elsa - Ho sentito parlare di Dante, di Leonardo, di Raffaello, ma Gigetto...

Luigi - Sono umiliato di aver fatto lo sciocco.

Elsa - Meglio cos. (Improvvisamente allarmata) Mio Dio!

Luigi - (spaventato) Che c'?

Elsa - L'ora, l'ora.

Luigi - Ma una mana. Si direbbe che aspettate qualcuno.

Elsa - Lo capite solo adesso? Aspetto il mio signore e padrone.

Luigi - (sorpresissimo) Un uomo?

Elsa - Perch? Non posso aspettare un uomo? Capisco. No, no, caro signore. Voi adesso avete fatto un pensiero che non dovevate fare. Non potete neanche lontanamente immaginare chi sia il mio signore e padrone.

Luigi - Ebbene vi confesso che un cattivo sospetto m'aveva sfiorato. Sono umiliato.

Elsa - (pausa. Lo squadra) Pff. Che tipo. Quanti anni avete?

Luigi - Trenta.

Elsa - Cosa fate della vostra vita?

Luigi - La spreco.

Elsa - Me ne accorgo.

Luigi - Godendomela.

Elsa - Ci son tanti modi di divertirsi. Le scimmie si divertono grattandosi il pancino. E' un divertimento stupido.

Luigi - Vi assicuro che mi diverto in tutt'altro modo.

Elsa - Ve lo auguro. Allora, concludendo, siete giovane, nobile, e non lavorate. Dunque siete anche ricco.

Luigi - Il ragionamento fila.

Elsa - (declamando) I milionari andranno tutti sul rogo e le loro ricchezze verranno distribuite al popolo che lavora. Bisogna guadagnarselo il pane che ci nutre . Pensateci.

Luigi - Voi sottoscrivete queste idee?

Elsa - Per i milionari sfaccendati, s. Chi attende per un mese intero una ragazza sconosciuta all'angolo di una via, e poi la segue, seccandola e mormorandole sempre le medesime sciocchezze, non ha diritto di vivere.

Luigi - Sono umiliato.

Elsa - E' gi la terza volta che vi umiliate in cinque minuti. E' umiliante! Su, da bravo. Andatevene per davvero. E per la strada mi raccomando, non fatemi il collegiale. A trent'anni si ha il dovere di essere pi seri. (Va alla finestra).

Luigi - E va bene. Me ne vado. (S'avvia indeciso. Poi, risoluto) Ma no, no; non possibile.

Elsa - Cominciate a farmi perdere la pazienza, sapete?

Luigi - Sentite. Non sono ancora le sei. Prima delle Bette un vecchio signore alto, magro, con un paio di mustacchi che sembrano dire: largo che passo io, non entra in questa casa. Abbiamo, quindi, tutto il tempo per conoscerci meglio.

Elsa - Voi siete matto da legare.

Luigi - Legatemi se vi fa piacere, ma ditemi che cosa per voi quel signore. Prima, non me ne vado; a costo d'incontrarmi con lui, qui, e di subire le sue violenze.

Elsa - Siete abituato a spiare anche?

Luigi - La parola grossa.

Elsa - Insomma che cosa volete da me? Si pu sapere-una buona volta?

Luigi - Conoscervi; co-no-scer-vi!

Elsa - Non mi avete conosciuto? Non sapete?

Luigi - Nulla. Dal momento che non avete opposto tanta resistenza quando premevo contro l'uscio che volevate chiudermi in faccia, dovete dirmi molto ma molto di pi.

Elsa - Voi avete due braccia forti; io deboli. Ecco perch non avete avvertito la mia resistenza. Eppoi... eppoi s: ho voluto mostrarvela la mia bella faccia, perch vi levaste finalmente d'attorno. E, invece, siete ancora qui.

Luigi - E ci rimango ; almeno fino alle sei e tre quarti. Capirete! II nostro caso talmente singolare!

Elsa - Il nostro?!

Luigi - Il mio, il vostro. La vostra vita, in un mese, m' apparsa ogni giorno pi circonfusa d'un alone di mistero. Il mistero ha del fascino. Il fascino attrae. E io sono conquistato.

Elsa - Siete un vanitoso.

Luigi - Pu essere. Ma io vi dico che una bella ragazza che per la strada non guarda mai nessuno, che non si ferma a parlare con nessuno, che non conosce nessuno, che esce tutte le mattine alle sette e rientra alle otto dopo aver fatto la spesa, che riesce alle quattro e mezzo e rientra alle cinqne e mezzo dopo una passeggiata, che tutti i sabati di pomeriggio va ad un cinematografo che non mai il medesimo, e ci va da sola, sempre sola, ostinatamente sola, capirete che un tale fenomeno, ad un osservatore attento e ad un curioso quale io sono, riesce interessante. Aggiungete infine, or sono otto giorni, la scoperta del misterioso signore con i mustacchi e oggi di questo silenzioso appartamentino, e vi sfido a non giustificare la mia curiosit. Signorina! Il mio stupore al colmo. La mia meraviglia al colmo. Il mio desiderio di sapere al colmo. Chi siete voi? Una governante? Eh, no! La padrona dunque? La figlia? La nipote? La sposa? Ah, la sposa no, eh! Non ditemi che siete maritata. Elsa - Dove volete arrivare?

Luigi - Al traguardo.

Elsa - E' lontano. Troppo lontano.

Luigi - Sono sufficientemente allenato. Resister.

Elsa - Ma non resister io che sono il vostro punto d'appoggio. (Pausa) Avanti; finiamola. Se vi dico chi il misterioso signore vi levate dai piedi?

Luigi - Se mi rispondete che un signore vecchio con i mustacchi, no.

Elsa - E' un tenente colonnello in pensione. Tre, campagne, due medaglie, tre ferite. Il suo vanto quello di aver iniziato la gloriosa carriera dalla gavetta.

Luigi - Un eroe!

Elsa - Un uomo per bene; che ha sempre fatto il suo dovere e che non ha mai seccato nessuno.

Luigi - A lui gli onori dovuti! (Scatta sull'attenti. Poi, con altro tono) Intanto constato con gioia un fatto.

Elsa - Cio?

Luigi - Fra noi due c' gi un punto in comune. Discendiamo da due stirpi di valorosi.

Elsa - Voi s; io no. Avete constatato male.

Luigi - Ah... voi... no?!...

Elsa - No.

Luigi - Ho il vago sospetto che stiate prendendomi in giro.

Elsa - Adesso ve ne accorgete?

Luigi - (trionfante) Ah! Il colonnello allora ...

Elsa - (investendolo, tutto d'un fiato, senza cambiare tonalit) ... mio zio, mio zio, mio zio. Siete contento ora? O volete dell'altro? S? Aprite bene gli orecchi. Non ho conosciuto mia madre. Il pap, poverino, morto che avevo dieci anni. Ora ne ho venti. Sono italiana ma sono nata lontano, molto lontano. Non posso giudicare il mondo perch l'ignoro. Una cosa so: che esistono delle persone seccanti e vanitose. Ma so che ce ne sono anche di buone. Ne ho conosciute anch'io. Mio zio, per esempio. Esco cos modestamente vestita perch piace a lui. E poich il mio tutore debbo obbedirlo in tutto e per tutto. L'obbedienza non mi costa sacrificio. Voi siete la prima persona estranea che avvicino in casa senza la presenza dello zio. Faccio da governante e da cuoca. Strimpello il pianoforte. Infine, non m'interessano n gli uomini, n l'amore. E tuttavia, amo: amo, s. Amo mio zio, amo questa casa, amo il lavoro, amo il benessere che il lavoro mi concede; e amo soprattutto i miei libri: questi. (Li indica su di un tavolo) Non chiedo altro, e ne ho a volont. Libri d'arte, libri di scienza, libri di lettere. Le altre ragazze, a vent'anni, li hanno gi rinchiusi, i libri, e cercano marito, o qualcosa di peggio. Io di un marito non so che cosa farmene. Quanto al resto... non mi tenta. E adesso he sapete chi sono, che cosa sono, andatevene e lasciatemi in pace. (Ritorna alla finestra per scrutare nella strada).

Luigi - (mostrando l'orologio) E' inutile scrutare nella strada. Le sei e un quarto. C' tempo. (Pausa) Scusate signorina...

Elsa - Elsa.

Luigi - Grazie. Prima, parlando del lavoro, del diritto alla vita, avete accennato a certi principii di... come dire?, di sapore rivoluzionario...

Elsa - No, no, no. Non allarmatevi e non fantasticate. Nella mia famiglia non ci fu alcun commissario del popolo. Ha fatto una morte senza gloria, povero pap; anche se era tanto caro e tanto bravo. Una morte come potreste farla voi uscendo di qui. E' finito sotto un tram.

Luigi - Alla larga! La rivoluzione allora, con voi, non...

Elsa - Sono dolente di darvi questo dispiacere, ma cos. Vedete? Il mio fascino gi impallidisce.

Luigi - No... che c'entra! Sono spiacente...

Elsa - ... di aver svelato il mistero? Di aver scoperto che sono una povera ragazza insignificante?

Luigi - Ma no...

Elsa - Ma s. Come dice il proverbio?, Mistero svelato mistero sciupato. Io, invece, sono contenta. Non andrete via con dei rimpianti. Ora uscite, uscite. Pensate che debbo preparare la cena e sono gi in ritardo. Non fatemi prendere una sgridata. Sono abituata a fare il mio dovere, io.

Luigi - E va bene.

Elsa - Bravo.

Luigi - Per...

Elsa - Ancora?

Luigi - Sono le sei e venti. Non inquietatevi. Quando potremo vederci?

Elsa - Gran Dio, aiutami tu!

Luigi - Mai?

Elsa - Mai pi, mai pi, mai pi!

Luigi - Prevedevo questa risposta. Perci debbo parlarvi subito; molto seriamente.

Elsa - Ah no ; basta.

Luigi - Lasciatemi dire...

Elsa - Basta.

Luigi - Non pi di dieci minuti d'orologio. Giuro.

Elsa - Li conosco i vostri giuramenti.

Luigi - Oh, infine! Se lo zio mi trover qui vi metterete a strillare che sono un ladro, entrato per la finestra. Va bene?

Elsa - Lo zio non creder.

Luigi - Perch?

Elsa - Perch non trover pronta la cena; penser che ho perduto del tempo a ciarlare: sospetter. E io, piuttosto che sospettata, preferisco vivere come una schiava.

Luigi - (entusiasta) Ecco, ecco, benissimo!

Elsa - Ma che dite?

Luigi - L'ideale, ve lo garantisco! Con questi principii! Una garanzia assoluta, assoluta! Dio, Dio ti ringrazio! Sedete, signorina; sedete, vi prego; e statemi attenta. (Siedono) Quando vi ho vista la prima volta sapete che sentimento avete suscitato in me?

Elsa - Non saprei... Di curiosit, avete detto.

Luigi - Curiosit allora, curiosit oggi, curiosit sempre! No, no. Intendo...

Elsa - Capisco! Un sentimento per il quale dovreste arrossire.

Luigi - Ecco. E io arrossisco; di vergogna. Perdonatemi ma ho visto in voi... l'avventura. Eh, la forza dell'abitudine. L'uomo nato cacciatore. Non mi date dell'asino?

Elsa - Gi fatto.

Luigi - Brava. Poi, invece, quell'idea s' dileguata, scomparsa. E un'altra pi bella, pi nobile, nata in me; dapprima informe, s' in seguito chiarita, ha preso consistenza, mi ha sedotto. Io credo al destino. Voi no?

Elsa - Se brutto, s.

Luigi - Non vedo perch dovrebbe accanirsi contro di noi. Poich si tratta di un'opera altamente umanitaria!

Elsa - Cosa? Cosa?

Luigi - A quanto ho capito, signorina, voi non volete saperne di un marito, n...

Elsa - Ebbene?

Luigi - Voi, sfortunatamente, avete solo uno zo-

Elsa - ...che mi ama!

Luigi - Come un padre, s; ma che, purtroppo, non eterno. Adorate la lettura, adorate la casa, siete una perfetta massaia; infine, m'apparite come la fanciulla della quale vado in cerca per un mio progetto.

Elsa - Un progetto?

Luigi - Non ho finito il preambolo.

Elsa - Abbreviate, abbreviate.

Luigi - Abbrevio. C' un povero piccino, solo... No, vi prego. Non mi domandate n di chi figlio, n dove si trova. Ora non potrei dirvelo. Capite che si tratta di questione delicatissima e che io, adesso, con voi, sto un poco... confessandomi. E' la parola. C' dunque questo bimbo, creatura innocente che, rimasto solo per fatalit d'eventi, ha bisogno oggi di una guida. Pensate! Se una mano affettuosa e pietosa non si stende a proteggerlo, forse domani il turbine della vita se lo porter via. Ebbene: vi giuro che questo pensiero mi commuove, perch al povero bimbo sono legato da un grande, da un immenso affetto. Ora, perch non potreste essere voi la buona fata...

Elsa - (mette una mano sulla bocca di Luigi che si tace. SI alza. Passeggia. Pausa lunga) Non vostro figlio; no?

Luigi - No.

Elsa - E' un segreto che vi vieta di parlare?

Luigi - Un... pudore. Oh Dio, certo, se il progetto vi seducesse... fra qualche giorno... dopo esserci conosciuti meglio...

Elsa - (scrutandolo) Giusto. E... che et ha?

Luigi - Ha... ha finito l'allattamento.

Elsa - Un bimbo, insomma...

Luigi - Un innocente.

Elsa - Biondo? Castano?

Luigi - (lattore, a questo punto, risponder a seconda del colore dei suoi propri capelli. Per i lettori mettiamo:) Biondo.

Elsa - (scrutandolo) Come voi?

Luigi - Pressappoco.

Elsa - Bello?

Luigi - Dicono...

Elsa - Ah, perch voi non lo avete visto?

Luigi - S... ma le opinioni sulla bellezza sono sempre cos soggettive...

Elsa - (convulsiva) Infine voi, per sommi capi, proporreste che io, ragazza appartata dal mondo, seria, onesta, indifferente degli uomini e dell'amore, proporreste che io facessi da mamma ad una... creaturina rimasta sola al mondo, per fatalit d'eventi.

Luigi - Perfetto.

Elsa - (dopo una breve pausa) Signore: io non vi conosco ancora troppo bene. Esponendomi un divisamento d'indole cos delicata, dimostrate di avere in me gi molta fiducia. Di questo vi sono riconoscente; veramente commossa. (Siede).

Luigi - Oh, Dio.

Elsa - No, no: commossa...

Luigi - Ora mi mettete in imbarazzo...

Elsa - Non dovete, Io, piuttosto, a tanta fiducia debbo rispondere con un atto di lealt.

Luigi - Un atto di lealt?

Elsa - S signore. Lealt. Prima... vi ho mentito.

Luigi - Mentito?

Elsa - Mio zio, non mio zio.

Luigi - Non ?... (E si alza).

Elsa - No. Ma non neanche quello che sospettate ora.

Luigi - Non sospetto...

Elsa - E' il mio tutore... il mio protettore. Sono sola al mondo; ve l'ho detto. I miei, emigrati prima ch'io nascessi; poi la morte della mamma ed io affidata, dapprincipio a una contadina, poi a delle Suore. Infine la disgrazia... del tram. E, poco dopo, lo scoppio della guerra. Roghi, devastazioni. Tutto l'orrore ancora qui. (Si passa le mani sugli occhi). Il nostro collegio incendiato; le suore arse vive!... In tre bimbe riuscimmo a varcare il confine. Finiamo in un ospizio di Varsavia. A dodici anni sono a servizio in una locanda. Per paga: pane e schiaffi. Tre anni di martirio... Non potendone pi mi decido e scappo a Parigi. Cameriera presso una signora che ha un marito e tre... affettuosi, troppo affettuosi amici, non mi presto a favorire l'intrigo. Mi scacciano. Trovo allora occupazioni saltuarie, umilianti. La fame, i patimenti, mi riducono uno straccio. Un giorno un signore, per la strada, infila il suo braccio sotto il mio.

Luigi - Mascalzone!

Elsa - Le altre volte, a gesti simili, mi rivoltavo. Quel giorno ero finita. Lo seguo... Lo sconosciuto mi accompagna nella sua casa. Ah, una bella e grande casa dove eravamo io e lui: soli.

Luigi - Dio mio! E allora?

Elsa - Allora scoppio a piangere. Mi chiede perch. Dico... che la prima volta. Egli ha un gesto di dispetto. Poi, ha piet di me. Leva di tasca una moneta e me la offre. Quel giorno, signore, morivo di fame; ma non ho potuto spenderla quella moneta: eccola qui! (Mostra una monetina fissata ad un braccialetto) Il mio talismano. Il giorno dopo quel signore lo ritrovo. Diventiamo amici. Mi assicurava l'esistenza. E ho accettato. Ora lo chiamo zio. (Pausa) Vedete come siete rimasto? Non mi offrite pi, ora, di far da mamma a quel piccino! Non me ne credete degna! E' cos? Perch forse supponete che non vi abbia detta tutta la verit?

Luigi - No... no...

Elsa - (alzandosi) E' cos. Avete cambiato faccia. E umore. Ma una spiegazione ve la dovevo; per non ingannarvi. A che pensate?

Luigi - Penso... (Improvviso) Lasciatemi andare.

Elsa - Oh bella! Che vi accaduto? Mi pare di non avervi detto...

Luigi - No, no; voi no. Che mai? Anzi! Ce l'ho con me, con me...

Elsa - Con voi?

Luigi - Non merito ne la vostra amicizia, ne il vostro perdono.

Elsa - Questa bella! Debbo perdonarvi? E che cosa?

Luigi - Tutto, tutto, tutto. La sfrontatezza, l'audacia, la stupidit, soprattutto la stupidit...

Elsa - Calmatevi, via; calmatevi.

Luigi - Non potete sapere, non potete capire fino a qual punto mi disprezzi...

Elsa - (che gli si avvicinata) Capisco e so.

Luigi - No, no...

Elsa - So; vi dico. Volete che parli? Voi ora siete umiliato e pentito di aver inventato la storia del bimbo che non esiste, per il semplice fatto che il bimbo... sareste voi: con quel muso l.

Luigi - Perdio! Avevate capito?

Elsa - Mentre voi non avete capito che Varsavia e Parigi, con me, non hanno niente a che fare.

Luigi - Ma allora?

Elsa - Allora, prima di giocare un'altra volta guardate bene in faccia l'avversario. (Ride).

Luigi - (prorompendo) Ma si pu sapere, insomma, chi siete? Me lo volete dire? Volete farmi diventar matto? Badate, che metto a soqquadro la casa; vado a chiederlo a tutti gli inquilini. Parlate. Parlate.

Elsa - Zitto... Zitto. (Sta in ascolto).

Luigi - (urlando) Un quarto alle sette.

Elsa - Oh, non strillate in codesto modo! Ora vi dico davvero chi sono. Ma non fate un passo. Sedete l. (Luigi siede) Anzi, invece di dirvelo, ve lo scrivo. No, state buono. Se vi muovete non lo saprete mai. (Siede allo scrittoio e scrive) Ecco qui. No: non leggete ora. Leggerete quando sar uscita. Va bene? Vi aspetto di l, se avrete il coraggio di venirci. Arrivederci. E... in bocca al lupo. (Esce ridendo).

Luigi - (si alza e legge) Il signore con i baffi un impresario di pompe funebri . (Di l Elsa comincia a suonare il pianoforte) Voi siete il direttore della Filodrammatica Ars et vita. - Oh come lo sa! - Io non sono una filodrammatica ma vi ho dato prova che un poco so recitare anch'io, e comunque, sempre meglio di voi. Sono nipote della portinaia di questo palazzo. Faccio l'Universit. Se volete scritturarmi per una recita di beneficenza, venite pure in portineria. Ma badate che mia madre si trova in questo momento a guardia del portone con la scopa imbracciata. C' anche un fidanzato. Fa il pugilista. Pesi massimi. Vi saluto . (Luigi guarda inebetito lo scritto; si rimette) Cretino, cretino, cretino. (Agitatissimo) Suona, cara, suona! Ah, ma non finisce cos, sai; ah no! (Muove minaccioso verso la camera di Elsa quando squilla un campanello, insistente. Richiamato alla realt si arresta smarrito. Muove verso la comune; ma capisce che di Zi non pu uscire. Allora, mentre la musica si tace e il campanello continua a squillare, raggiunge la finestra, misura il salto e si butta gi. Si ode la voce di Elsa avvicinarsi: Eccomi, eccomi nonno... ).

FINE