LAngelo di Sanguinaro
di MauroEberspacher
Indice:
Personaggi:2
Primo Atto.. 3
Scena 1: Lufficiale sanitario.. 3
Scena 2: Campagna di stampa locale. 7
Scena 3: Gualtiero.. 15
Scena 4: Vicini di carrello.. 19
Scena 5: Lindagine di Gualtiero.. 21
Scena 6: Un altro decesso.. 26
Scena 7: L Angelo di Sanguinaro. 27
Fine Primo Atto.. 31
Secondo Atto.. 32
Scena 8: Il Maresciallo in casa di riposo.. 32
Scena 9: In camera di Gualtiero.. 36
Scena 10: Autopsia.. 40
Scena 11: Il nipote di Gualtiero.. 44
Scena 12: Pace in citt.. 51
Scena 14: Perch mi hai cercato ?. 56
Scena 15: Tra gli ultimi amici60
SIPARIO.. 63
Personaggi:
Mario Garri, Maresciallo
Gualtiero Marchesi, detto Rugby
Giorgio Limonti, Ufficiale Sanitario
Elio Sandalo, Appuntato
Saverio Del Noce, direttore del giornale locale
Marchesa Altieri, ospite della Giovanni XXIII
Dottor Cremonesi ospite della Giovanni XXIII
Primo Atto
Scena 1: Lufficiale sanitario
Caserma dei Carabinieri. Ufficio del Comandante. Il Maresciallo Mario Garri siede al tavolo esaminando delle pratiche.
Bussano alla porta.
GARRI: Avanti
APPUNTATO: Comandi Maresci.
GARRI: Ah, Sandalo, sei tu; che c ?
APPUNTATO: Maresci, ci sta una visita per lei.
GARRI: Chi ?
APPUNTATO: un dottore nuovo.
GARRI: Nuovo ? In che senso ?
APPUNTATO: Ehmnon lo so, me lha detto lui di annunciarlo cos.
GARRI: Non puoi farti spiegare qualcosa di pi quando viene la gente, eh ? Va bene, fallo passare.
APPUNTATO: Subito.
LIMONTI: (si affaccia timidamente alla porta) permesso ?
GARRI: Prego, venga, si accomodi.
LIMONTI: Grazie. Buongiorno.
GARRI: Buongiorno a lei. Allora, a cosa devo...
LIMONTI: Mi scusi per linvasione. Sono il dottor Limonti, il nuovo Ufficiale Sanitario.
GARRI: Molto piacere. Nessuna invasione, per carit! Lei venuto a sostituire il dottor Agresti
LIMONTI: S. Come sapr let e gli acciacchi lhanno costretto a prendersi un periodo di riposo
GARRI: Eh lo so, lo so. Gli ultimi tempi si trascinava. Sono stato io a convincerlo a prendersi un periodo di riposo. andato in un istituto termale.
LIMONTI: Io sono qui per sostituirlo, almeno finch non sar in grado di tornareSono venuto a trovarla per presentarmied anche per fare la sua conoscenza; mi hanno parlato molto di lei. tenuto in gran considerazione, sa ?
GARRI: Davvero ? sicuramente una fama immeritata.
LIMONTI: Di solito quando cos vasta c poco da fare, il merito c. Non le nascondo che mi piacerebbe che un giorno al mio nome venisse associata una considerazione simile.
GARRI: Ad occhio e croce direi che ne ha tutto il tempo Bene, mi dica: da molto che
LIMONTI: No, sono solo tre anni che esercito, ma ho girato parecchio. Ho cominciato a Brindisi, poi sono stato in tanti altri posti, sempre per sostituzioni. Lultimo posto in cui sono stato era la Garfagnana
GARRI: Dove sono stato anchio!
LIMONTI: E infatti l che ho cominciato a sentir parlare di lei. Non pensavo che lavrei conosciuta.
GARRI: Comandavo la stazione di Piazza al Serchio. Ho un bellissimo ricordo di quel periodo.
LIMONTI: E ne ha lasciato uno altrettanto buono. Parlando con la gente ho saputo che lei devessere delle mie parti.
GARRI: Ah s ? Di dove lei ?
LIMONTI: Sono di Tivoli.
GARRI: E io di Bracciano. Ma guarda! Proprio vicini, magari
LIMONTI: Visti dalla Garfagnana non fa gran differenza! Ci vedono tutti Romani.
GARRI: Gi, difficile spiegare la differenza
LIMONTI: Bene. Molto bene. Non le nascondo che questavicinanza mi fa sentire un po pi a mio agio; c sempre un po di tensione quando si va in un posto nuovo
GARRI: Come ha detto di chiamarsi ?
LIMONTI: Eh ? Limonti
GARRI: No, no, laltroil nome!
LIMONTI: Ah: Giorgio.
GARRI: (si sporge sul tavolo con la mano tesa) Mario.
LIMONTI: (stringendogliela) Tanto piacere, davvero.
GARRI: Da adesso possiamo darci del tu. Non pi facile ?
LIMONTI: E certo! Hahai ragione. Grazie.
GARRI: Di niente. Allora, veniamo al sodo. Avrai pazienza, ma ho un po di cose
LIMONTI: Ah, scusa, non volevo disturbarti, posso passare unaltra volta
GARRI: Macch, di. Poi, in un altro momento avr il piacere di offrirti un caff. Allora: c qualcosa in particolare che volevi da me ?
LIMONTI: Beh, s. buona regola, quando sinsedia un nuovo Ufficiale Sanitario, fare il giro delle figure istituzionali con cui chiamato a collaborare, sia per presentarsi sia per farsi mettere al corrente di eventuali particolarit che lo riguardino. Perci
GARRI: Certo, certo. Senti: questa una cittadina normale, come tante altre: droga, prostituzione, estorsioni, corruzione, rapine, razzismo verso gli immigrati, abusivismo, alcolismo insomma, le solite cose.
LIMONTI: Hai mai dovuto ricorrere
GARRI: Al tuo predecessore ? Certo, quando stato necessario. Ma, se questo che vuoi sapere, non abbiamo avuto particolari episodi di omicidio Credo che lo si potrebbe definire un posto tranquillo.
LIMONTI: Bene bene. Dunque sembra che lunico mio contatto frequente con i decessi sia la Giovanni XXIII.
GARRI: Cos ?
LIMONTI: una casa di riposo; Agresti ne aveva conservato un incarico a met strada tra il Direttore Sanitario e langelo custode. Si trova a Sanguinaro, un paesino nelle vicinanze
GARRI: Ho capito dov, s. Conosco il posto. Non sapevo della casa di riposo, ma conosco bene la frazione.
LIMONTI: Ecco, insomma, quello lunico impegno al di fuori delle cose abituali. Per il resto (alzandosi) Beh, io ti ho rubato abbastanza tempo, sar ora che vada. Ti ringrazio della pazienza
GARRI: ma figuriamoci
LIMONTI: e adesso vado. Allora ci vediamo, eh ?
GARRI: Naturalmente ! Scusami, ma stavolta
LIMONTI: Per carit. A presto. (esce)
Scena 2: Campagna di stampa locale
Caserma dei Carabinieri. Ufficio del comandante.
Il Maresciallo Garri cammina avanti e indietro a passi ampi e nervosi. Si arresta quando bussano alla porta.
GARRI: (brusco) Avanti.
APPUNTATO: (da fuori) Sono Sandalo, maresci. Posso entrare ?
GARRI: (apre con decisione la porta) Vuoi restare fuori fino a domani ?
APPUNTATO: (Intimidito si affaccia) Eh ma se voi fate cosmagari ripasso dopo
GARRI: Ma falla finita! (con un gesto brusco lo invita ad entrare ed appena quello ha eseguito chiude la porta; poi, a voce pi bassa) Allora?
APPUNTATO: (con lo stesso tono del Maresciallo) Beh, sta qui.
GARRI: Qui dove ?
APPUNTATO: Di l. Lho fatto sedere nella saletta
GARRI: E tu volevi ripassare dopo ?
APPUNTATO: Magari vi calmavate un pochino
GARRI: Scherzi, vero ?
APPUNTATO: (scattando sullattenti) Non mi permetterei mai, maresci !
GARRI: (un tempo per recuperare la calma) Va bene, va bene. Allora, ha fatto storie ?
APPUNTATO: Le solite cose: Questa la prepotenza romana che uccide il libero pensiero Vedrete quando il popolo sapr come vengono trattati i garanti della sua libert di sapere eccetera, eccetera.
GARRI: Bene, bene. Ha opposto resistenza ?
APPUNTATO: No, Maresci.
GARRI: Meglio cos, anche se Quasi quasi mi dispiace. Fallo entrare.
APPUNTATO: (scattando sullattenti) Comandi Maresci ! (gira sui tacchi ed esce)
Il Maresciallo Garri va a sedere dietro la scrivania. Pochi secondi dopo bussano alla porta.
GARRI: Avanti.
APPUNTATO: (la porta si apre e Sandalo si affaccia) C qui il signor Del Noce, signor Maresciallo.
GARRI: Grazie, fallo entrare. (Sandalo si fa da parte e lascia entrare Saverio Del Noce che fa il suo ingresso con atteggiamento infastidito)
DEL NOCE: Dottore! Dottor Del Noce! Ma certo, voi di Roma pensate con la vostra arroganza che si possa metter sotto i tacchi anche i giusti titoli degli onesti cittadini che pagano le tasse anche per...
GARRI: Sandalo, ti ringrazio. Lasciaci soli, per favore. (Sandalo chiude la porta)
DEL NOCE: Questa la prepotenza romana che uccide
GARRI: (con voce ferma, battendo un pugno sul tavolo) Basta! (Del Noce fa un sobbalzo) Adesso lei parler solo se glielo permetto io, o se avr qualcosa di concreto da dire. Lei sa perch lho fatta portare qui ?
DEL NOCE: (intimidito) N-no; mi han solo detto che voleva parlarmi e cos
GARRI: Bene, signor Del Noce. Dunque: cosa mi dice degli articoli sulla Giovanni XXIII ?
DEL NOCE: Dottore! Dottor Del Noce, se non le dispiace. In questo paese la stampa libera
GARRI: e offensiva, signor Del Noce. Avete montato un caso clamoroso sul decesso di un anziano in quella casa di riposo, mettendo in mezzo tutto e tutti, in particolar modo le forze dellordine colpevoli secondo voi di (prende dal tavolo un giornale di poche pagine con alcune frasi sottolineate e legge alcuni passi di un articolo) complicit nella copertura delle pratiche da apprendista stregone della struttura sanitaria; evidente linefficienza dei Carabinieri nel tutelare gli onesti cittadini, meritevoli di essere protetti da persone della stessa dignit ed origine, ben diversa dalla prepotenza ed inettitudine romana, tipica dei vertici locali della cosiddetta Benemerita. Ha qualcosa da dire ?
DEL NOCE: (debolmente, in un ultimo sforzo di dignit) Mi deve chiamare Dottore
GARRI: Perch dovrei ?
DEL NOCE: Beh, perch sono laureato in
GARRI: in?
DEL NOCE: InLettere
GARRI: Lettere?
DEL NOCE: Ma cosa le importa, scusi ?
GARRI: Quello che giusto giusto. In quale universit si laureato ?
DEL NOCE: A M
GARRI: Modena ?
DEL NOCE: No. M
GARRI: Milano ?
DEL NOCE: No. M
GARRI: Macerata ?
DEL NOCE: Ecco, Macerata, s.
GARRI: Ah, benissimo, bella citt, Macerata, certo. Macerata. Ma la sa una cosa strana ?
DEL NOCE: Checosa?
GARRI: A noi non risulta che lei abbia frequentato lUniversit di Macerata, lo sa ? E nessunaltra, poi.
DEL NOCE: Ah, nonrisulta ?
GARRI: Eh no.
DEL NOCE: No ?
GARRI: No.
DEL NOCE: Eallora?
GARRI: Allora. Le dispiace se la chiamo (sottolineando) signor Del Noce ?
DEL NOCE: (arrendendosi) No, va bene, mi chiami pure cos.
GARRI: Bene. Torniamo un momento agli articoli del suo giornale, se non le dispiace.
DEL NOCE: S-s, prego.
GARRI: Vuole spiegarmi meglio cosa intende per complicit, prepotenza, inettitudine e cosiddetta Benemerita ?
DEL NOCE: No, vede
GARRI: Dica, dica.
DEL NOCE: A noi risulta(Del Noce tace intimorito dal fare incalzante del maresciallo)
GARRI: Che fa non va avanti ? (un tempo) Adelina Patti.
DEL NOCE: Ehms ?
GARRI: Cosa le suggerisce il nome Adelina Patti ?
DEL NOCE: Non sapreigrande cantante dopera di una volta ?
GARRI: Acqua !
DEL NOCE: Persona di pubblico dominio ?
GARRI: Fuochino.
DEL NOCE: Lo stesso nome di una mia zia.
GARRI: deceduta due settimane fa alla casa di riposo Giovanni XXIII.
DEL NOCE: Ma guarda, non mera venuto in mente !
GARRI: Gi, ma guarda ! E, per caso, la polemica sullassistenza sanitaria e sulle forze dellordine non cominciata a seguito della sua dipartita ?
DEL NOCE: Oddio, se andiamo proprio a cercare un nesso
GARRI: ce lo troviamo, chiaro.
DEL NOCE: (recuperando fiducia durante la battuta) chiaro, si capisce: limprovvisa fine della mia povera zia si sarebbe potuta evitare benissimo, se solo ci fosse stato un pronto intervento da parte delle strutture sanitarie! E le forze dellordine avrebbero dovuto vigilare sul proliferare di questi ospizi abusivi, o perlomeno di dubbia autorizzazione, molto dubbia!
GARRI: (dopo una breve pausa, con partecipazione) Lei voleva molto bene a sua zia, vero ?
DEL NOCE: Ero il suo nipote preferito.
GARRI: Quindi anche sua zia teneva molto a lei, cos ?
DEL NOCE: naturale.
GARRI: Avrebbe preferito essere ospitata a casa sua, anzich andare in ospizio, immagino.
DEL NOCE: Eh s, cara zietta, ma casa mia piccolina, poi io non ci sto mai e allora
GARRI: lha parcheggiata allospizio.
DEL NOCE: Ma via ! Mica parliamo di un tugurio: un posto bello, con lassistenza
GARRI: Ma non ha detto che come lha definito ? Abusivo ?
DEL NOCE: Beh, ma, insomma, io mica lo sapevo
GARRI: Torniamo un attimo alla zia: vi volevate molto bene, dunque.
DEL NOCE: S.
GARRI: Aveva solo lei come parente ?
DEL NOCE: No. Ci stanno due figlie e anche un fratelloMa mica gli volevano bene, quelle; si lamentava sempre che la facevan morir di fame! Il fratello, poi, se n fuggito in Australia e non s pi visto n sentito!
GARRI: Per ! E, mi dica: la cara vecchia zia Adelina sapeva di essere diciamo: pi vicina alla fine che al principio, no ? (Del Noce annuisce) Non capisco: quando si vuole cos bene a qualcuno che non un congiunto diretto e si sa che non manca molto si fa un testamento per evitare che rimanga senza niente, non trova ?
DEL NOCE: Altro che !
GARRI: E non lha fatto ?
DEL NOCE: (si trattiene un momento poi sbotta) Quelle streghe, brutte megere, schifose taccagne senza scrupoli! Le hanno impedito di fare testamento per pigliarsi tutto! Tutto, ha capito ?
GARRI: Tuttocosa ?
DEL NOCE: Ma le case, i terreni, i negozi Lo conosce il supermercato in piazza ?
GARRI: Quello dangolo ?
DEL NOCE: Macch, quello piccolo! Laltro, quello grosso!
GARRI: Pure quello ?
DEL NOCE: Pure quello ! E poi le azioni, le auto, i conti in Svizzera
GARRI: Invece tutta quella roba
DEL NOCE: dovevo averla io ! Io, ha capito ? E se la son fregata tutta quelle puttane rinsecchite
GARRI: che hanno fatto in modo che morisse senza testamento . Glielo hanno impedito con la forza ?
DEL NOCE: No, che centra, avrei voluto ben vedere Per lo vede che mi d ragione ?
GARRI: Gi (un tempo) Ma lo sa che a sentirla parlare cos, pu sembrare che sia stata la rabbia per il suo caso personale a farle scrivere quegli articoli ?
DEL NOCE: (in difficolt) No, veh,
GARRI: In ogni caso, se si sapesse in giro che le cose stano cos, lei farebbe una pessima figura, daccordo ?
DEL NOCE: Beh, io
GARRI: Anzi, la prenderebbero in giro perch oltre che avido stato anche stupido, lasciandosi sfuggire tutto quel pop di roba
DEL NOCE: Ma, ma
GARRI: Ed oltre che stupido anche cattivo, molto cattivo. E meschino, per aver usato il giornale per le sue personali vendette! (alzando la voce) Infangando chi non centra nulla, tra laltro!
DEL NOCE: (tentando un approccio conciliante) Senta, maresciallo, possiamo evitare di metterla su questo piano, no ? Va bene, va bene, mi sono lasciato un po andare, ma possiamo anche finirla qui; in fondo il tempo galantuomo e, soprattutto, la gente scorda in un niente le cose
GARRI: Pu sempre pubblicare delle scuse
DEL NOCE: Ma scherziamo ? Si figura il discredito
GARRI: O farle per radio
DEL NOCE: Chi, io ? Ma neanche morto !
GARRI: Quand cos. (alza un mucchio di fogli dalla scrivania e ne fa emergere un registratore che era nascosto sotto) alla radio ascolteranno questa nostra bella conversazione.
DEL NOCE: (sbiancando) N-non lo far !
GARRI: Certo che lo far, (calcando sulla parola) signor Del Noce. In fin dei conti le ho solo fatto delle domande, no ? Lei non accusato di niente, per cui si tratta di una semplice chiacchierata, magari in un bar; qualche giornalista mio amico potrebbe aver catturato il discorso a nostra insaputa; io protesterei, ma tanto il problema non sarebbe mio
DEL NOCE: (tace immobile, poi, pianissimo) E adesso ?
GARRI: (freddissimo) Esca.
DEL NOCE: Lei non
GARRI: Sa cosa fare. Esca da solo da quella porta, altrimenti le ficco la testa nel cesso e faccio scorrere lacqua.
DEL NOCE: (tremando si alza e si avvia alla porta) vado(apre la porta ed esce)
Il maresciallo va ad aprire la finestra e prende una boccata daria. La porta si apre e si affaccia Sandalo.
APPUNTATO: Allora, Maresci, com andata ? A vederlo sembra che s cacato addosso !
GARRI: andata bene, andata. Pubbliche scuse.
APPUNTATO: Meno male. E il registratore, eh ? Non ce le vuole mettere le batterie ? Mi sa che tanto vecchio che non funziona lo stesso.
GARRI: Non importa, ha funzionato.
Scena 3: Gualtiero
Bar . Ad un tavolino Gualtiero Marchesi sta seduto a leggere il giornale messo a disposizione dallesercente. Entra il Maresciallo Garri. Gualtiero lo vede, sillumina di contentezza e salza per salutarlo.
GUALTIERO: Maresciallo ! Che piacere vederla !
GARRI: Fa piacere anche a me,Gualtiero; ma stia comodo, per piacere !
GUALTIERO: Venga, si accomodi, cosa posso offrirle ? Beve qualcosa ? Un bicchierino lo prende, s?
GARRI: No, grazie, sono in servizio Un caff, per, lo berrei volentieri. Ma offro io, lultima volta ha pagato lei
GUALTIERO: Assolutamente vietato, caro maresciallo; qui lei ospite mio e perci tocca a me.
GARRI: E va bene, cedo alla violenza. Allora caro Gualtiero, come va ?
GUALTIERO: Non ci lamentiamo mica. I ventanni se ne sono andati, ma ci godiamo gli ottanta meglio che si pu !
GARRI: Ottanta ! quasi incredibile come li porta
GUALTIERO: vero che pi di settantanove non ne dimostro ? Lo dica, lo dica pure !
GARRI: (ride) Altroch !
GUALTIERO: Bene. (al barista) Emilio: un caff per il maresciallo; per me il solito.
GARRI: Non dovrebbe andarci piano con lalcool ?
GUALTIERO: A sentire i dottori neanche dovrei respirare; visto che tra un po lo far senza che me lo chiedano, mi diverto a vedere cosa c di diverso, mi spiego ?
GARRI: Con un po di prudenza, spero
GUALTIERO: Quale prudenza, Maresciallo ! Il problema che pi di tanto non posso, senn vedrebbe lei Sesso, spritz e balletti vari, ma a tutto spiano, veh .
GARRI: (ride alle guasconate del vecchio) Certo che lo spirito non vi manca ! Quanto tempo che riempite il paese con le vostre battute ?
GUALTIERO: Da quando sono nato: appena messo al seno sputai il latte e chiesi un bianchino !
GARRI: Ne dovete conoscere di gente
GUALTIERO: e tutti quelli che hanno imparato a conoscermi mi evitanosoprattutto gli sposati !
GARRI: Dovete essere stato terribile !
GUALTIERO: Beh, beh, nel mio piccolo
GARRI: Ma siete conosciuto anche per il passato sportivo, no ?
GUALTIERO: Vorrei vedere ! Sono stato il massaggiatore della squadra di rugby per 35 anni !
GARRI: Tutto questo tempo! Lo credo che vi hanno soprannominato Rugby.
GUALTIERO: Ma sa, mi son sempre fatto voler bene! Ne ho aggiustati pochi di giocatori, io! E la gente lo sapeva. E lo sapeva tanto bene che quando conquistammo per la prima volta la serie A, il giorno dopo, sotto casa, trovai un comitato di tifosi che cantava la donna mobile; solo che al posto delle parole giuste cantavano: grazie alle ma-ani, del grande Ru-ugby, che ci ha permesso, la promozion, ha capito?
GARRI: Caspita ! Un trionfo !
GUALTIERO: Beh, beh, ci ho avuto il mio momento di popolarit, ecco !
GARRI: E li conoscete tutti i vostri tifosi ?
GUALTIERO: Tutti, veh Conosco, conosco
GARRI: Dunque se vi servisse di sapere una cosa
GUALTIERO: Qualcuno che mi da una mano lo trovo sempre. Qui ci si aiuta tutti, senn come si fa a tirare avanti Ma, scusi Maresciallo non che per caso lei mi debba chieder qualcosa e sta cercando la maniera? Perch se cos, domandi, domandi pure
GARRI: Non le si pu nascondere niente, eh ?
GUALTIERO: Con rispetto parlando, son nato qualche annetto prima di lei. Ma dica, dica; in cosa posso esserle utile ?
GARRI: Andiamo al sodo: conosci nessuno alla Giovanni XXIII ?
GUALTIERO: Scusi se mi son toccato, signor Maresciallo, ma capisce che parlar di ospizio ad una persona della mia et (abbassando la voce in atteggiamento cospiratorio) Cosa le serve di sapere ?
GARRI: C stato un gran polverone
GUALTIERO: (c.s.) Non dica altro ! Lei vuol sapere cosa ci sia di vero dietro a tutte quelle chiacchiere, vero ?
GARRI: Esatto.
GUALTIERO: E questo le serve per capire se quella serpe di Del Noce s davvero inventato tutto o gli rodeva solamente per leredit della vecchia
GARRI: (stupito) Lei lo sapeva ?
GUALTIERO: Maresciallo, qui lo sanno tutti che quel verme avrebbe dato lanima per mettere le mani sui soldi di Adelina. Ma lo sa che ha anche tentato di farla interdire ?
GARRI: Davvero ?
GUALTIERO: Eh, povera Lina, me laveva detto che quel serpente era un pericolo per lei e le sue figliole. Disposto a tutto, sa ? A tutto !
GARRI: Lina ?
GUALTIERO: Adelina . Si faceva chiamare cos. Andavamo a scuola insieme. Quanti bei ricordi Lavesse vista a ventanni ! Anchio facevo la mia figura, intendiamoci; se nera accorta pure lei. (in confidenza) A lei lo posso dire, Maresciallo: le rive del Taro ne videro delle belle in quel periodo e tra i due ero mica io quello con pi fantasia !
GARRI: Gualtierolei ebbe una storia con la Patti ?
GUALTIERO: Perch crede che non mi sia mai sposato ? Uno sgarbo simile mica glielo potevo fare
GARRI: (dopo una pausa) una storia molto romantica. E lei ha condizionato cos la sua vitaMa Adelina ha due figlie
GUALTIERO: Me lo disse, povera cara. Mi disse: Gualtiero, i miei voglion chio mi sposi e te non ti posson vedere. Vorrei dei figli da te, ma non mi sento cos disonesta. E cos ci facemmo un bel pianto; poi io benedissi lei e il suo matrimonio e me ne partii militare. Al ritorno, dopo la prigionia, Adelina era gi vedova e con due figlie piccole. Insomma, vede com la vita ? Non mi tocc mai la tristezza di vederla sposata. Il marito la lasci benissimo e lei, che stupida non era, seppe aumentare il capitale Che donna, che donna
GARRI: Quindi per lei quello che accaduto non stata una cosa qualunque
GUALTIERO: (avvicinandoglisi con decisione) Maresciallo, lei deve dirmi solo una cosa: servir per dare una lezione a quel verme di Saverio ?
GARRI: AncheSe le pu fare piacere una piccola lezione glielho gi data io.
GUALTIERO: (sbotta) E voleva pagare lei ? (riabbassando la voce) Le far sapere tutto e anche di pi. (cospiratorio) Attenda mie notizie. (ad alta voce) E allora, questo caff ?
Scena 4: Vicini di carrello
Esterno (Supermercato).
Il maresciallo Garri, alla guida di un carrello della spesa strapieno ne tampona un altro guidato, guarda il caso, dal dottor Limonti.
GARRI: Oh, mi scusi.
LIMONTI: Stia pi attento, no ? Oh, Maresciallo, lei. Mi scusi tanto.
GARRI: Per una stupidaggine simile Come va ?
LIMONTI: Bene, grazie. Spero altrettanto. di spesa ?
GARRI: Mah, s, sono venuto ad accompagnare mia moglie Mi pare che eravamo rimasti al tu, o sbaglio ?
LIMONTI: Hai ragione, Mario. Senti, non ho avuto occasione di ringraziarti per essere intervenuto nei confronti di quel giornale. Anche se per una questione di pochi giorni, ma nella parte sanitaria dello scandalo aveva coinvolto anche me !
GARRI: vero, ora che me lo dici ricordo che me lavevi detto ! A volte certe eredit sono un po pesanti da raccogliere, eh ?
LIMONTI: Pi che altro si pu trattare di pacchi a sorpresa.
GARRI: Ad ogni modo io non ho fatto niente. Chi ti ha detto che sarei intervenuto io
LIMONTI: Ma di, Mario. La sanno tutti la storia del registratore, in paese non si parla daltro!
GARRI: Hai capito ! Neanche le mura della caserma dei Carabinieri sono sicure ! Comunque non mi devi ringraziare. In primo luogo, come ti ho detto, perch non mi ero affatto ricordato del tuo coinvolgimento; in secondo luogo si trattato, diciamo cos, di una soddisfazione personale
LIMONTI: Sar come sar, ma stato piuttosto clamoroso vedere una ritrattazione simile su un giornale: si scusato con tutte le persone ingiustamente coinvolte e ha dato la colpa alle fonti dinformazione strumentalizzate da chiss chi. Si stanno domandando chi sia stato a dargli in sogno limbeccata maligna ! Gi che cera, poteva dargli anche i numeri del Lotto. Sbagliati, sintende !
GARRI: (ride) Giusto ! Giorgio, visto che ci siamo incontrati, ti devo fare una domanda, tavrei cercato comunque.
LIMONTI: Dimmi pure.
GARRI: A prescindere dalle storie inventate da quel giornale, mi piacerebbe conoscere la situazione di quella casa di riposo.
LIMONTI: In che termini ?
GARRI: Cos, non soLa quantit dei decessi, le cause
LIMONTI: Ho capito. S, cho pensato anchio ed ho fatto delle ricerche. In pi ho confrontato i miei dati con quelli delle medie nazionali. Non emerso niente di particolare: in gran parte i decessi sono dovuti a problemi cardiaci, ma questo piuttosto normale; il numero, poi. Potrebbe essere considerato leggermente pi alto della media, ma in queste cose non ci sono cose molto fisse; basta variare di zona e si trovano indici di mortalit pi alta o pi bassa.
GARRI: Quindi tutto abbastanza regolare !
LIMONTI: S, direi proprio di s.
GARRI: Beh, meno male. Daltronde un controllo sempre meglio farlo
LIMONTI: Deformazione professionale.
GARRI: S, forse. pure per avere qualcosa da rispondere se un capoccione sinfastidisce per tutta la polvere che stata sollevata.
LIMONTI: Ottima ideaOh, scusa, al banco del pane sono arrivati al mio numero, devo scappare. (uscendo) Poi ci sentiamo se ti serve qualcosa. Ciao.
GARRI: S, grazie. Ciao.
Scena 5: Lindagine di Gualtiero
Esterno (Riva del fiume).
Gualtiero sta pescando. Alle sue spalle arriva il maresciallo.
GARRI: (entra e si ferma ad una certa distanza) Abboccano ?
GUALTIERO: (si gira) Ah, lei Maresciallo. Venga, venga Macch, son qui da tre quarti dora e non succede niente.
GARRI: Ha messo lesca giusta ? Potrebbe essere quello il problema.
GUALTIERO: Ce lho mica messa lesca, io. In vita mia non ho mai pescato.
GARRI: E allora perch mha dato appuntamento qui ? Potevamo vederci nel mio ufficio.
GUALTIERO: (si guarda intorno, poi, abbassando la voce) Cos nessuno pu capire che stiamo lavorando insieme !
GARRI: Ma guardi che se per lei motivo dimbarazzo
GUALTIERO: Ma no, cosa ha capito ! Io dicevo per la segretezza, no ? Pi si sta in pubblico pi un incontro pu esser capitato per caso
GARRI: Nei film di 007 pu darsi, ma non credo che se fosse venuto alla stazione Poteva essere passato a trovarmi !
GUALTIERO: Il paese piccolo ! E la gente mormora ! Di stupidaggini se ne inventano abbastanza lavorando di fantasia, figuriamoci se gli facciamo vedere che vado dai Carabinieri !
GARRI: Va bene. In fin dei conti anche un bel posto, qui.
GUALTIERO: Adesso lacqua vien gi diversa ! Una volta, prima che facessero quei lavori l a monte, scorreva pi libera, veloce, impetuosaEra anche pi limpida ! E poi si sta tranquilli, la strada neanche si vede; ogni tanto si sente un camion, ma sembra lontano chiss quanto !
GARRI: C una gran pace.
GUALTIERO: Gi. (scuotendosi) Ma non mi chiede niente ? Ho investigato, sa ?
GARRI: Ma certo, ha ragione. Allora ? Mi dica: (assecondando laria di segretezza di Gualtiero) cosha scoperto ?
GUALTIERO: Ho una fonte (sinterrompe guardandosi intorno)
GARRI: Quindi conosce qualcuno che
GUALTIERO: Ssss ! (dopo un momento si rilassa) No, non c nessuno. Sa, mera parso di sentire
GARRI: Ha un udito molto fino !
GUALTIERO: Son sordo come una campana, ma (toccandosi il naso con un dito) ho fiuto, io ! Comunque: nessun pericolo.
GARRI: Benissimo. Allora: mi stava dicendo che
GUALTIERO: C Biagio, un mio vecchio amico, ospite dellistituto Poveraccio, non se la cavatanto un bravuomomi ha detto alcune cose; poi sono anche andato a trovarlo e ne ho sapute altre. Da dove vuole che cominci ?
GARRI: Da dove vuole lei.
GUALTIERO: Allora: il posto mica male; intorno c un parco con le anatre, un laghetto con i cigni, tanti fioriPoi la casa una vecchia villa, molto elegante, rimessa a posto con le stanze per gli ospiti e tutto quel che serve. tutto molto pulito e in ordine. Bellino, sa ? Proprio bellino. Mi sa che cucinano anche bene
GARRI: Enientaltro ?
GUALTIERO: Mica ho finitoAllora: la cosa pi interessante sono le persone che frequentano quel posto, sa ? Davvero interessante, s, interessante
GARRI: Che c dinteressante ?
GUALTIERO: Lei come se li figura gli ospiti di una casa di riposo ? Facile: una serie di vecchietti rimbambiti, ognuno con le sue cose, uno pi strano dellaltro: quello che ci sente non capisce, quello che capisce non ci vede, quello che sbava, laltro che non cammina, quello che ci sente, cammina e non sbava il peggiore di tutti perch ne combina pi di un bambino piccoloBrutta cosa: ognuno rimane dentro di s, rinchiuso, per colpa del suo rimbecillimento, o per colpa della sordit o della cecit Cos me li figuro anchio perch ne ho visti davvero tanti. Invece in questo posto niente di tutto questo, sa ? No. Niente. Sembra unAccademia, sembra, lei dovrebbe vedere ! Persone sveglie, ben vestite, che chiacchierano, ragionano, giocano a carte, a quella roba lquella con la tavoletta a quadratini bianchi e neri
GARRI: A dama.
GUALTIERO: No, cio, quasiQuel giuoco con le pedine che sembran soldatini
GARRI: A scacchi, vuol dire ?
GUALTIERO: A scacchi, s, ecco. Che poi quel giuoco l lho mai capito, io; roba da gente intelligente, eh ! Comunque, come le dicevo, una sorpresa ! Una bella sorpresa .
GARRI: Per. Non ci sono quelli un po pimalandati ? Neanche uno ?
GUALTIERO: Eh, ci sono, ci sono. Quellamico mio, le ho detto. Ma si tratta di persone che non si posson muovere, che restano in stanza, o che vengono accompagnate dalle suore a vedere le belle giornate, al massimo
GARRI: Quindi una certa parte degli ospiti fa la vita che si fa negli altri ospizi, magari anche un po reclusi
GUALTIERO: No, tutta unaltra cosa, Maresciallo. Li vanno a trovare, eh, continuamente !
GARRI: I parenti ?
GUALTIERO: Ma no, gli altri ospiti. come se si andasse a casa di un amico che ha preso linfluenza, col t, i pasticcini e le chiacchiere, dovrebbe vedere. Quando stavo l dal Gustavo, han bussato alla porta e son venuti a trovarlo un paio di personelei dovrebbe vedere: gente di livello, sa ? Senta qua: la Marchesa Altieri, madre del senatore, quello che ce lha conle signorine di stradami ha capito, no ?
GARRI: S, s, ho capito. La proposta di legge sulla prostituzione.
GUALTIERO: Ecco, quella roba l. E poiil professor Cremonesi ! Le dice niente questo nome ?
GARRI: Mahcome il famoso medico che stato anche ministro per un certo tempo
GUALTIERO: Quello. Proprio quello ! Ha capito ? A Sanguinaro, alla (sillabando) casa di riposo Giovanni XXIII !
GARRI: Per !
GUALTIERO: Gi.
GARRI: era un po che non se ne sentiva parlare
GUALTIERO: Lo credo bene, stava in mezzo ai vecchietti !
GARRI: (dopo una breve pausa di riflessione) E cos, in fin dei conti, si tratta di un bel posto, no ? (cambiando tono) Scusi se mi permettoChe sensazione le ha fatto sapere che le sua amicacapisce ?
GUALTIERO: Eh, mi ha consolato tanto. Me ne han parlato. La conoscevano bene. stata s stessa fino alla fine. Che poi ci si poteva far proprio niente, proprio niente. Beh, meglio cos. (riscuotendosi) Ah, ma gente affabile, simpatica, lei dovrebbe vedere, mi han parlato come ad un vecchio amico, capisce, a me che sono una persona semplice, senza cultura, capisco solo di sportmi han fatto quasi pensarebeh, poi vedremo.
GARRI: Che cosa, se posso chiedere ?
GUALTIERO: Ma saIo in fondo non ho nessuno, solo la figlia della mia povera sorella che poi neanche mi pu vedere Valla a capire, quella l, che non ci ho mai fatto niente. Quasi quasi mi vendo la casetta e con i pochi soldi che mi danno vado a vivermi come si deve gli ultimi anni che mi restano, in pace e tranquillit. Che ne pensa, Maresciallo?
GARRI: (prudentemente) Mi sembra una bella idea, anche seParlando di soldi, devessere piuttosto cara la retta di un posto simile
GUALTIERO: Eh, s, costa cara, parecchio.
GARRI: E alcuni ospiti della casa sono soli, senza nessuno, immagino.
GUALTIERO: Che vuole, ad una certa et !
GARRI: Non ha saputo se, in questi casi
GUALTIERO: Ho capito, Maresciallo, dove vuole andare a parare, ho capito ! Ma lo sa che terribile, lei ? Eh, ma cho pensato anchio, cosa credeNo, niente cose strane. Fanno tutto regolare: prima che si arrivi al momento che il poverino non capisce niente raccolgono le sue ultime volont davanti ad un notaio; se proprio vuole le cose vanno alla chiesa, senn ad opere di bene o altro. Pensi che il mio amico, che proprio fatto cos, il giorno prima che landassi a trovare aveva appena destinato tutto al partito, ha capito ? Che le suore si stan facendo ancora il segno della croce !
GARRI: Bene, bene. Lei capisce, vero, che questa era una preoccupazione che mi dovevo levare. Mi deve scusare se con queste domande posso averle guastato, in qualche modo
GUALTIERO: Ma no, cosa dice, Maresciallo, ma secondo lei ! Glielho detto che ci ho pensato anchio ! (un sospiro) Eh, mi piacerebbe proprio passarci qualche tempo. E magari, visto che ci son le suore, mi riprendo anche un po di paradiso, che fino adesso non me lo son meritato mica tanto, veh !
GARRI: (sorridendo) Ci tiene al paradiso, Gualtiero ?
GUALTIERO: Beh, ci terrei, s, anche se(strizzando locchio) mi piacerebbe vedere se a qualche suorina di quelle l gli va di fare a scambio: lei mi d un po del paradiso suo e io ci do un peccatuccio o due dei miei ! (ridacchiando) Chiss chi ci guadagna alla fine !
Ridono entrambi
Scena 6: Un altro decesso
Caserma dei Carabinieri. Ufficio del Comandante.
Lappuntato Sandalo piegato sul tavolo del Maresciallo a leggere con interesse un giornale.
Entra il Maresciallo.
GARRI: Ci ammazziamo di lavoro, a quanto pare.
APPUNTATO: Comandi, Maresci. Mi stavo informando.
GARRI: Informando, chiaro. Fai vedere: hanno comprato un nuovo centravanti? Secondo me gli farebbe pi comodo un portiere capace di parare.
APPUNTATO: Maresci, non guardavo la pagina sportiva.
GARRI: Ah no ? E che leggevi, allora ? Che c qua ?
APPUNTATO: Con rispetto, Maresci, guardavo i necrologi.
GARRI: E perch ? T morto qualcuno ? Neanche sei di qua, tu Uh, ma guarda !
APPUNTATO: Appunto, Maresci.
GARRI: Un giorno appresso allaltroquanto tempo era?
APPUNTATO: Due settimane, precise precise.
GARRI: E cos, tutto dun botto, alla Giovanni XXIII ci ritroviamo
APPUNTATO: due vecchietti di meno
GARRI: e due grane in pi pronte a scoppiare.
APPUNTATO: Dite, Maresci ?
GARRI: Dico.
APPUNTATO: (dopo una pausa) Vado a chiamare Del Noce ?
GARRI: No. Non credo che si dar tanto da fare dopo il modo in cui andata a finire laltra volta. No: aspettiamo
Scena 7: L Angelo di Sanguinaro
Esterno. Strada.
Entrano da parti opposte il Maresciallo e Saverio Del Noce
GARRI: Chi si vede! Come sta? (Del Noce, appena si accorge del Maresciallo inverte la marcia e cerca di uscire prima che laltro lo noti, ma) Ma dove va? Signor Del Noce ! Signor Del Noce, allora ? Come sta ?
DEL NOCE: (non potendo pi sfuggire, obbligato a rispondere) Eh, benino. Benino grazie
GARRI: Mi fa piacere. Davvero, mi creda. MaCosa ha fatto alla faccia? Ha sbattuto?
DEL NOCE: Ehm, beh, sNon niente
GARRI: InsommaProprio niente non mi sembra: sotto al cerotto tutto blu; deve aver dato una botta mica male!
DEL NOCE: Ehm, s, proprio cos, il comodino Ora mi scusi, ma ho da faresail giornale(fa per andarsene)
GARRI: Certo, certo (lo trattiene per una manica causando nellaltro un sobbalzo di sorpresa) Ma, non le dispiacer se le chiedo una cosa
DEL NOCE: (ansioso, guardandosi intorno come se dovesse temere larrivo di qualcuno) Eh ? Cosa ?
GARRI: Che mi dice di tutto il putiferio che s scatenato sui giornali riguardo la Giovanni XXIII? Parlano di cose pesanti
DEL NOCE: No, guardi che io stavolta non centro.
GARRI: proprio sicuro ?
DEL NOCE: Io non centro, le dico! Han fatto tutto quelli dei quotidiani nazionali, quelli grandi! A qualcuno finita in mano la notizia dei due nuovi morti allospizio, lha sommata alla vecchia storiache per me era morta e sepolta, sia chiaroe cha costruito sopra un caso scandalistico. Io mi limito a riportare gli articoli che escono a livello nazionale, posso mica far finta di niente
GARRI: Quindi mi assicura che lei con la storia dell Angelo di Sanguinaro non ha nulla a che fare, cos ?
DEL NOCE: Glielo giuro su chi vuole(il Maresciallo fa un segno dinsofferenza) va beh, fa niente, non giuro. Ma le assicuro che mi sarebbe piaciuto un sacco daverlo inventato io quel titolo, l Angelo di Sanguinaro ! perch rende benissimo lidea del pazzo assassino di vecchietti, con un qualcosa di misericordioso cheavrei venduto il doppio delle copie, che dico, dieci volte di pi, e magari ancora di pi(nuova smorfia del Maresciallo) Insomma, mica roba mia
GARRI: Mi piacerebbe crederle.
DEL NOCE: (piagnucoloso) Almeno lei mi creda !
GARRI: Perch, chi altri(Prima che finisca Del Noce sgrana gli occhi e fugge borbottando qualcosa verso il fondo, lasciando esterrefatto il Maresciallo) Madove va ? (si distrae vedendo entrare Limonti) Ehi, ciao Giorgio !
LIMONTI: (entra molto teso e nervoso; si guarda continuamente intorno, con laria di cercare qualcosa; saluta Garri distrattamente) Ciao, Mario, come stai ?
GARRI: Bene, grazie dottore.
LIMONTI: (guardandosi attorno) Eh ? Ah, s, un gioco di parole sulla mia professione
GARRI: Ma che c, hai perso qualcosa ?
LIMONTI: Chi, io ? No, perch ?
GARRI: Mah, ti guardi intorno come se cercassi qualcosa o (colto da un pensiero improvviso) qualcuno
LIMONTI: Ma che dici, di
GARRI: Coshai fatto alla mano ?
LIMONTI: Niente. Niente di niente. Ho messo un cerotto perch ho battuto le nocche
GARRI: sul comodino, immagino.
LIMONTI: Esatto, come fai a saperlo ?
GARRI: Cos, lintuito del carabiniere, diciamo.
LIMONTI: Beh, adesso devo lasciarti perch ho da fare una cosa urgente, ti sal (non riesce a finire la frase perch il Maresciallo lha preso bonariamente per una manica)
GARRI: Ma dove vai cos di fretta ? Neanche il tempo per scambiare due parole con un amico ! Ti voglio solo domandare che ne pensi di questa faccenda dell Angelo di Sanguinaro
LIMONTI: (reagisce vivacemente) Non me ne parlare. Sono incazzato nero. Se becco quel verme
GARRI: (candidamente) Chi ?
LIMONTI: Quel mezzo uomo di giornalista, quello che ha scritto di nuovo tutte quelle menzogne sul mio contoIeri se l cavata perch mi hanno chiamato per unurgenza, ma se lo pesco
GARRI: Ma calmati, di. Mi sembri troppo eccitato. Se lo incontri in questo stato chiss cosa gli combini
LIMONTI: Niente di pi di quello che si merita. Ad ogni modo non ti preoccupare, desidero solo mettere in chiaro le cose; ieri sono riuscito a spiegargliene solo una, oggi, se lo trovo, gli spiego tutto il resto
GARRI: Giorgio !
LIMONTI: con calma e civilt, naturalmente. Adesso scusami, ma devo andare al Bar; mi hanno detto che verso questora va sempre a prendersi un bianchino, magari ce lo trovo
GARRI: E?
LIMONTI: con calma e civilt. Tranquillo ! Ora scusami. Ciao. (esce a sinistra)
Il Maresciallo rimane un attimo meditabondo, poi, ad alta voce
GARRI: Pu uscire !
DEL NOCE: (torna dal fondo, tremante, guardandosi intorno con apprensione; tenta penosamente di simulare disinvoltura) Ehmancora qui, Maresciallo ?
GARRI: Io s. Lui andato via adesso.
DEL NOCE: Chi, scusi ?
GARRI: Il dottor Limonti.
DEL NOCE: (visibilmente spaventato) Limonti ? (ostentando naturalezza) Toh ! passato il dottor Limonti ! Pepeccato non averlo incontrato. Se lavessi saputo
GARRI: sarebbe rimasto rintanato in quel negozio.
DEL NOCE: Mama no, cosa dice ? Io ci sono entratoper comprarmi una camicia, ecco !
GARRI: Certo, certo. In un negozio di abbigliamento femminile. naturale
DEL NOCE: Ehmah s ?Non capisco cosa voglia insinuare
GARRI: che lei sta cercando di evitare il dottor Limonti. E se non ho capito male vi siete gi vistiieri.
DEL NOCE: MamaSmentisco tutto ! Le sue sono congetture maligne e pretestuose ! Vado via prima di denunciarla ! Addio ! (esce a sinistra)
GARRI: (con indifferenza) Limonti andato via proprio da quella parte.
DEL NOCE: (rientra spaventatissimo) Dadavvero ? Ee dove andava ?
GARRI: Ad aspettarla al Bar; a quanto pare lei ci va sempre a questora a farsi un bianchino.
DEL NOCE: Oddo ! Neanche pi il bianchino mi posso fare !
GARRI: Allora ?
DEL NOCE: Allora che ?
GARRI: Comera la faccenda delle congetture ?
DEL NOCE: (crolla) tutto vero: io ci ho provato a dirglielo che non centro niente, ma non mi ha nemmeno fatto parlare; mha mollato un cazzotto che non lho neanche visto partire. Per fortuna che gli suonato il cellulare senn ero belle finito !
GARRI: Questa cosa non pu proseguire cos.
DEL NOCE: Ecco, bravo, glielo dica. Io intanto devotornare in ufficio che mi sono ricordato una cosa. Buonasera (fa per uscire a sinistra. Un cenno del maresciallo lo ferma; ci ripensa ed esce frettolosamente dalla parte opposta)
Fine Primo Atto
Secondo Atto
Scena 8: Il Maresciallo in casa di riposo
Casa di riposo Giovanni XXIII. Il Maresciallo Garri sosta guardandosi attorno.
GUALTIERO: Maresciallo ! Maresciallo che bella idea ! Venire a trovare un povero vecchietto allospizio !
GARRI: A prima occhiata si direbbe un albergo a parecchie stelle ! Come sta, Gualtiero ? Ma lo sa che la trovo bene ?
GUALTIERO: Sempre l a fare i complimenti, lei ! Sto bene, che altro le posso dire.
GARRI: Eh, ma anche elegante. Si direbbe pronto per un t al Country Club !
GUALTIERO: Sto posto che dice lei lo conosco mica. Per s, devo ammettere che sto un po pi attento al vestire, da quando son qui. Cosa vuole, ci sta gente con la quale di far brutta figura mi va per niente. E cos eccola qui. Ha visto il parco ?
GARRI: Bellissimo.
GUALTIERO: C suor Cesira che ci passa tutto il tempo. Tanto una brava suora. (in confidenza) Ma come donna tanto una brava suora !
GARRI: (ridacchia) Ma Gualtiero, lei incorreggibile !
GUALTIERO: Che vuole: il cuore sar pure in vacanza, ma gli occhi proprio no ! Ma lasciamo stare ste cose Maresciallo, le posso presentare dei cari amici ? Stavo parlando proprio adesso con loro e gli raccontavo le sue imprese
GARRI: Ma secondo lei !
GUALTIERO: Ma s, ma s, lasci dire Volevano saper tante cose, adesso gliele chiederanno direttamente. Permette ?
GARRI: Si figuri, mi far piacere.
GUALTIERO: Un istante. (si affaccia fuori) Venite, venite, che vi presento il Maresciallo !
Entrano la Marchesa Altieri ed il Professor Cremonesi. La Marchesa esibisce unaria di superiorit al di sopra di qualsiasi discussione ed un sorriso condiscendente; il Professore par sempre paternamente sollecito.
MARCHESA: (protendendo la mano) Oh, ecco dunque il famoso maresciallo
PROFESSORE: Carissimo Maresciallo !
GARRI: (prende la mano della Marchesa e fa un perfetto baciamano) Marchesa, onorato !
MARCHESA: Oh, finalmente un gentiluomo !
GARRI: (stringendo la mano del Professore) Professore, molto piacere.
PROFESSORE: Il piacere tutto mio, carissimo Maresciallo. Il signor Marchesi ci ha parlato molto di lei e non vedevamo lora di conoscerla.
GARRI: Il signor Marchesi?
GUALTIERO: Son io, maresciallo. Lei si tanto abituato a chiamarmi per nome che s scordato il cognome. Che poi, a quanto pare, almeno di cognome son nobile come la Marchesa !
MARCHESA: (ridendo) Com naf, lei ! (Garri rimane lievemente seccato per un termine cos ricercato ed ambiguamente riduttivo, mentre Gualtiero fa segno come dire: hai visto che roba ?) Ma oggigiorno certe cose non contano pi, amico mio; ci che importa la nobilt dellanimo. Non crede, Maresciallo ?
GARRI: Sono perfettamente daccordo con lei.
PROFESSORE: E allora, carissimo Maresciallo, posso chiederle cosa la conduce in questa povera casa di riposo ?
A questa domanda e a tutte le successive della coppia, solo chi la pone mantiene il sorriso di circostanza, mentre laltro dedica seria attenzione alla risposta.
GARRI: Ho qui un caro amicoospite, ero da queste parti e son voluto passare a trovarlo. Mi fa piacere constatare che non soffre la solitudine ed ha una compagnia migliore di me.
MARCHESA: Ma caro Maresciallo, lei ha larte del complimento ! Davvero ! Tuttavia le assicuro che con tutto il putiferio scatenato dai giornali, in questi giorni si vive unatmosfera assai meno spensierata di una volta; temo che questo non renda particolarmente piacevoli le conversazioni.
GUALTIERO: Ma no, signora marchesa, me mi piace un sacco parlar con lei.
GARRI: Mi rendo conto che la confusione creata intorno al cosiddetto angelo deve aver disturbato la vita quotidiana dellistituto; daltronde alcuni elementi di stranezza ci devono essere, o essere stati, altrimenti i giornalisti non avrebbero avuto nulla da dire.
PROFESSORE: Eh, purtroppo da un po di giorni si sono cominciate a vedere tante facce nuove che non fanno altro che porre domande: conosceva questo, ha visto quello, sapeva di quellaltro
GARRI: A chi si riferisce in particolare ?
PROFESSORE: Ma sa, a tutti e a nessuno. Una volta un giornalista, unaltra un parente in visita
GARRI: Purtroppo vi trovate nellocchio del ciclone; in queste circostanza abbastanza normale che piovano domande.
MARCHESA: Ma sono molto fastidiose, sa ? Non si sa mai come regolarsi. Viene voglia di negare tutto, di non parlare e basta, perch c il timore che ogni parola possa essere rigirata ed assumere un significato che non sintendeva.
GUALTIERO: Ma sente come parla ?
GARRI: La maniera migliore di comportarsi di dire solo la verit; oppure, al massimo, essere reticenti, ma non tanto da dare limpressione di nascondere qualcosa di grosso.
PROFESSORE: Ha perfettamente ragione. Daltronde non credo che se uno nascondesse una verit imbarazzante potrebbe essere messo in difficolt dalle domande di un reporter assetato di scandali !
GARRI: Certo, certo. (pausa) Purch a fare le domande non sia un professionista.
MARCHESA: Crede che ce ne siano tra i giornalisti che vengono qui ?
PROFESSORE: Probabilmente il maresciallo allude a s stesso. Mi sbaglio, Maresciallo ?
GARRI: Non pretendo di essere lunico a saper riconoscere chi nasconde qualcosa
GUALTIERO: (tra s) Ci capisco niente di quello che state dicendo
PROFESSORE: Caro Gualtiero, il Maresciallo ci sta semplicemente dichiarando il suo interesse agli strani eventi di cui si accusa il nostro istituto.
GUALTIERO: Davvero ? Ma no, Maresciallo, lei non ci deve credere. Per niente. Qui c solo brava gente
GARRI: Nessun problema. Sono sicuro che se ci fosse qualcosa di strano mi mettereste subito al corrente. Non cos ?
MARCHESA: Non dubiti. Sar nel nostro interesse.
GARRI: Molto bene, allora
GUALTIERO: Ma che sciocco ! Lei sta qui in piedi da un quarto dora ed io non le ho ancora offerto nulla
GARRI: Ma a me non
GUALTIERO: Su, su, che una vergogna non essere ospitali ! Tante chiacchiere, poi la lasciamo a bocca asciutta. Venga in camera mia: le offrir io qualcosa di buono, vedr
GARRI: Veramente sarei in servizio...
PROFESSORE: Ci scuserete se non vi seguiamo, ma ci aspetta la nostra solita passeggiatina allaria aperta
MARCHESA: (porgendo la mano) Speriamo che comprendiate.
GARRI: (ripetendo il baciamano) Naturalmente, marchesa. A pi tardi, allora.
MARCHESA: Se vorr trattenersi. Addio. (esce sottobraccio al Professore)
GUALTIERO: Venga, Maresciallo, di qua. Guardi che bel corridoio, eh ? (escono)
Scena 9: In camera di Gualtiero
Casa di riposo Giovanni XXIII. Camera di Gualtiero Marchesi.
GUALTIERO: Eccoci qua. Scuser, si tratta di una cosa semplice, cos, alla buona insomma.
GARRI: No, no, a me sembra molto accogliente.
GUALTIERO: Beh, quattro cose Si accomodi che adesso la servo. (uscendo a sinistra, da fuori) Ho nascosto una cosina nel pensile del bagnetto (rientra con una bottiglia di liquore e due bicchierini di plastica) se se ne accorge suor Paola
GARRI: Non doveva.
GUALTIERO: (servendo il liquore) Ma figuriamoci, se non si tira fuori in queste occasioni
GARRI: Mi dispiace, poteva tenerlo per le visite dei suoi amici.
GUALTIERO: Ma no, ma no. Quelli bevono cose tutte loro. Non posso mica offrirgli una cosa cos, alla marchesa verrebbe il singhiozzo ! Alla salute !
GARRI: Alla sua ! (bevono)
GUALTIERO: E allora ? Che gliene sembra ? Buono, eh ?
GARRI: Buono s ! E cos ai suoi amici non piace ?
GUALTIERO: Manon che non gli piace, che loro vanno per cose pi raffinate
GARRI: Avete un buon rapporto, nonostante le differenze
GUALTIERO: Lo dica pure: io sono un ignorante e loro son persone colte, di alto livello ! Per me per non un problema: loro son gentili con me ed io cerco di adeguarmi, ecco tutto.
GARRI: strano, per, che persone simili si trovino qui. Non dovrebbero mancargli le risorse per passare una vecchiaia pi che buona in posti molto pi belli estimolanti. Ne sa niente ?
GUALTIERO: Ma, vede, non che conosca bene la loro situazione, quella personale intendo; per molti, per, ha funzionato la scelta che ho fatto io: che ci resto a fare a casa se mi trattan male, oppure non c nessuno con cui scambiare una parola ? Allora tanto vale che me ne vada in un posto ben messo come questo, in cui faccio quel che mi pare, ma vengo tenuto sotto controllo, perch non si sa mai. Qualcuno con cui parlare lo trovo; ci si scambian cortesie Ma lo sa che m tornato linteresse per tante cose che stavo lasciando andare ?
GARRI: Posso capire. Ma pensa che per loro sia valso lo stesso ragionamento ?
GUALTIERO: Non so un gran che del Professore, ma la marchesa da parecchio si era stufata di quel baciapile del figlio; da quando lhan fatto senatore, poi, aveva ragione lui per definizione ! Il Professore un suo amico da tanti anni, perci penso che abbian deciso insieme
GARRI: Gi, devessere cos. In fin dei conti perch dovrebbero per forza fare ragionamenti diversi da quelli di tutti ?
GUALTIERO: Glielho detto: come tutti !
GARRI: E, con questa storia dell Angelo di Sanguinaro, non si sentono a disagio a rimanere?
GUALTIERO: Per niente. Channo un carattere, channo, che pi le cose sembrano difficili, pi diventan duri e resistenti. Non sarebbe strano se mi dicessero di aver fatto i partigiani !
GARRI: Ma altri
GUALTIERO: S, alcuni se ne sono andati, ma soprattutto perch qualche parente si lasciato impressionare e li ha trascinati via. In cambio, per, sapesse quanti han chiesto di venire
GARRI: Davvero ?
GUALTIERO: Uh, una valanga, tanti che non c mica posto e bisogna rifiutarli !
GARRI: Sul serio ? Non avrei creduto E come si spiega ?
GUALTIERO: Maresciallo, c davvero bisogno che glielo dica io ? Cha pensato ? Qui si sparsa la voce che c qualcuno che regala la fine, una buona fine, a gente che gi non vede lora per conto suo. Lei, se non ne potesse pi, non ce la facesse da solo e potesse scegliere, non farebbe la stessa cosa ? Naturalmente se non ci fossero altre storie a impedirlo, che ne so: figli, mogli, la religione, o che so io
GARRI: Capisco. S, la cosa si spiega. Magari lo si pu anche non condividere, ma
GUALTIERO: Mi spiace, siamo andati su un binario triste
GARRI: Triste, s, ma se le cose stanno cos(si riscuote) Mi dispiace lasciarla, ma
GUALTIERO: Unultima cosa, Maresciallo, prima che se ne vada
GARRI: S ?
GUALTIERO: Mivergogno un po, maavrei da chiederle un favore
GARRI: Sicuro, tutto quello che posso
GUALTIERO: Dunque, senta. Quella mia parente, la figlia di mia sorella, non so se ricorda
GARRI: mi sembra che non andiate daccordo
GUALTIERO: Quella. Quella donna ha un figlio che, in fondo, mi nipote; anche lei, sia chiaro, ma lui di pi. Io a questo ragazzo ci ho sempre tenuto molto e forse per questo che la madre ce lha con me, perch io con lui son sempre stato gentile; mi veniva a trovare, mi domandava le cose; lo vedevo che passava con gli amici e si fermava sempre una parola, intendiamoci, mica di pi, perNon lo so com avere un figlio, ma per me lui un po cos, non so se mi spiego.
GARRI: Certo.
GUALTIERO: Ecco, allora io sono preoccupato perchadesso io sono qui e lui non lo vedo pi come prima. Dove v ? Che fa ? Anche gli amiciun po per volta son cambiati. Voglio dire: son mica pi quelli di prima. Negli ultimi tempi ha preso ad andare in giro con certe facce Poverino, si vede che le cose non vanno; ha fatto la faccia triste, musona, che una volta rideva sempre Ecco, vede, io
GARRI: Non dica altro,Gualtiero. Gli dar unocchiata, ci conti.
GUALTIERO: Oh, Maresciallo, lei non sa che sollievo che mi da. Guardi, ioio
GARRI: Ma che fa ? Gualtiero, ma le pare il caso ? Non faccia cos !
GUALTIERO: Mi scusi. che non lo so se mi merito la sua gentilezza, la sua amicizia tanto, per me.
GARRI: Ma secondo lei ! Io che ci sto a fare, eh ? Non si preoccupi, via. E adesso si sistemi e vada di l a far ridere la marchesa che mi sa che con lei si diverte parecchio.
GUALTIERO: S, s, ha ragione, andiamo. (si ferma di botto) La bottiglia ! Meglio metterla via subito senn chi la sente suor Lucifera ?
Scena 10: Autopsia
Caserma dei Carabinieri. Ufficio del Comandante. Il Maresciallo Garri siede al tavolo del suo ufficio e di fronte ha il dottor Limonti. Sul tavolo una bottiglia di liquore che i due stanno bevendo.
GARRI: niente, allora.
LIMONTI: Troppo tempo..
GARRI: Ma non sarebbe possibile
LIMONTI: Mario, sono passate pi di due settimane. Qualunque sostanza sia stata usata, a meno che non sia stato usato un metodo molto rudimentale, ormai volatilizzata.
GARRI: Un altro goccio ?
LIMONTI: Perch no ?
GARRI: (servendo prima il dottore e poi s stesso) Insomma: o si tratta di avvelenamento con sostanze molto sofisticate
LIMONTI: oppure si tratta di crisi cardiaca. E buonanotte ! (alzando il bicchierino) Alla salute !
GARRI: (lo stesso) Prosit !
LIMONTI: Ah. Buono, buono. Lha fatto tua madre, hai detto ? Complimenti !
GARRI: Come lo fa leiNon mi facevo illusioni, ma devo ammettere che un po ci contavo
LIMONTI: Lo so, lo so.
GARRI: tanto pi che le ricerche che ho fatto io, in parte hanno confermato quello che gi avevi trovato tu. In parte, invece
LIMONTI: Invece?
GARRI: La causa delle morti stata pi o meno sempre la stessa. Nel senso che non si trattato sempre di collasso cardiocircolatorio, ma in prevalenza s.
LIMONTI: Cio: per quanto micidiale non pu averli ammazzati tutti lui.
GARRI: Esatto. Quindi, fin qui non ci sono elementi particolarmente interessanti. Potrebbe anche trattarsi di un caso; in fin dei conti le madie nazionali, quelle che hai tirato fuori tu
LIMONTI: Lo ammetto: sono un complice. Anzi no: sono il capo della banda; ora (muovendosi goffamente) mi tolgo la camicia e ti mostro le aliquelle dellAngelo
GARRI: Ma di. Sei gi sbronzo; non dovevo dartelo.
LIMONTI: Ma che scherzi ? Un liquore cos vale qualsiasi sacrificioPer fino adesso non mi hai detto cosa c di nuovo.
GARRI: Il numero. Nelle tue ricerche giustamente hai tenuto conto dei registri della struttura sanitaria di competenza. (Limonti annuisce) Per Sanguinaro si trova proprio sul confine tra questa e quella vicina; fino ad un paio di anni f apparteneva allaltra struttura ed io sono ho fatto fare ricerche anche l. E
LIMONTI: E?
GARRI: Parecchio. Il numero dei decessi aumentato parecchio. Stiamo di circa il quaranta per cento sopra la media.
LIMONTI: Addirittura ? (Garri annuisce. Dopo una breve pausa) Non lo sapevo
GARRI: Non potevi.
LIMONTI: (lentamente guardando dritto negli occhi Garri) Io no .
GARRI: Agresti s.
LIMONTI: (dopo una nuova pausa) Ma guarda
GARRI: Buffe coincidenze, eh ?
LIMONTI: La sostituzione dellUfficiale Sanitario e lo scoppio dello scandalo?
GARRI: Non solo: tieni presente laltro incarico.
LIMONTI: Quello presso la Giovanni XXIII ?
GARRI: Non sei ubriaco del tutto !
LIMONTI: Ubriaco s, scemo no . Che si fa ?
GARRI: Una telefonata, tanto per cominciare .
LIMONTI: Ad Agresti ? Ma non lo metteremo in allarme ?
GARRI: in allarme da parecchio, ormai. Se le cose stanno come pensiamo si tenuto informato tramite i giornali se non per via telefonica. Quindi pi ci muoviamo allo scoperto, pi pu pensare che il nostro interesse casuale.
LIMONTI: E poi che fai ? Gli punti contro la pipa e gli fai confessare in pubblico la colpa mentre provano a vedere se la ghigliottina ancora funzionante ?
GARRI: No. (misterioso) A quel punto comincia il mio lavoro.
LIMONTI: Cacchio !
Bussano alla porta
GARRI: S ?
APPUNTATO: (da fuori) Comandi, Maresci. Ci sarebbe il ragazzo.
GARRI: (affrettandosi a mettere via la bottiglia e i bicchieri) Ah, gi, il ragazzo ! (ad alta voce) Va bene, un attimo !
LIMONTI: Che ragazzo ?
GARRI: Niente, una cosa cheniente.
LIMONTI: Va bene, non mimpiccio !
GARRI: (aprendo una finestra e sventolando con le mani ed il berretto) Ecco, bravo !
LIMONTI: Ma che fai ?
GARRI: per lodore
LIMONTI: Ma lappuntato lo sa che
GARRI: Ma il ragazzo no.
LIMONTI: Comincio a ragionare troppo lentamente, mi sa che meglio che me ne vada a casa.
GARRI: Ti faccio accompagnare ?
LIMONTI: Ce la faccio, ce la faccio
GARRI: La porta quella con la maniglia !
LIMONTI: Come quella del cesso !
GARRI: notte !
LIMONTI: fanculo ! (apre la porta, poi quando gi mezzo fuori si gira e mima un saluto militare ) Comandi, Maresci ! (esce)
Scena 11: Il nipote di Gualtiero
Caserma dei Carabinieri. Ufficio del Comandante.
APPUNTATO: (affacciandosi) Comandi, Maresci .
GARRI: Ma vaffan
APPUNTATO: (scandalizzato) Maresci !
GARRI: Ah, Sandalo, sei tu. Scusa, credevo Che c ?
APPUNTATO: Il ragazzo, maresci, glielho detto prima, no ?
GARRI: Certo, certo Allora, tutto come daccordo ?
APPUNTATO: S, maresci. Labbiamo trattato come cha detto lei.
GARRI: Resistenza ?
APPUNTATO: No. Mi sa che se l fatta sotto, ma fa il duro.
GARRI: Dov adesso ?
APPUNTATO: Sta seduto nella saletta, zitto e buono.
GARRI: molto che
APPUNTATO: Un quarto dora.
GARRI: Va bene, fallo venire. Ah, no. Senti, hai fatto quella ricerca?
APPUNTATO: Certamente, Maresci, sta tutto nella cartellina gialla, sulla scrivania.
GARRI: Che cartellinaeccola! (comincia a scorrere velocemente il contenuto dei due fogli che contiene. Sandalo accenna ad andarsene.) No, aspetta. (Sandalo si ferma esibendo pazienza) Hai capito la Marchesa ! (chiude la cartellina e la porge a Sandalo) Prendi, mettilo in archivio insieme alle altre cose dellOspizio.
APPUNTATO: Che ospizio ?
GARRI: Quello di mio nonno!
APPUNTATO: Uh! Tiene il nonno allospizio ? (il maresciallo non gli risponde, ma rimane a guardarlo, fisso) Ah, quellospizio !
GARRI: Quello, s. Adesso v e fa venire il ragazzo.
APPUNTATO: (accennando alla stanza) Vuole una mano ?
GARRI: Che mano ?
APPUNTATO: A mandare via lodore.
GARRI: No, non c bisogno. Vai, vai.
Sandalo esce. Garri si sistema la divisa, controlla che tutto sia a posto e poi va a sedersi dietro la scrivania.
APPUNTATO: (entrando accompagnato da un tipico ragazzo del branco con jeans, maglietta, scarpe e cappellino uguali a quelli di milioni daltri; mantiene un atteggiamento ostinato e distante) Signor Maresciallo, ecco il ragazzo.
GARRI: Chi ?
APPUNTATO: Il ragazzo che lei voleva vedere.
GARRI: Ah, s, un momento. (rivolto al ragazzo indica la sedia di fronte alla scrivania) Si accomodi .
LAppuntato va a sedersi dietro ad un tavolino pi piccolo con la macchina da scrivere; Mentre lappuntato infila i fogli e la carta carbone, il maresciallo fruga nelle carte ammucchiate sulla scrivania leggendo un foglio ogni tanto. Dopo un tempo congruamente lungo, chiude lultimo fascicolo, prende un foglio e legge ad alta voce. Da questo momento ogni parola del Maresciallo e di Uilliam saranno accompagnati dal ticchettare della macchina da scrivere
GARRI: Lei Uilliam Del Campo ? (il ragazzo non risponde; con voce pi dura) Uilliam Del Campo ?
UILLIAM: S.
GARRI: Uilliam , con la U ?
UILLIAM: S.
GARRI: Non con la W ?
UILLIAM: No.
GARRI: Nato il 29 febbraio 1992, domiciliato in via della libert 14 ?
UILLIAM: S.
GARRI: Di Giacomo ed Ernestina ?
UILLIAM: S.
GARRI: Disoccupato.
UILLIAM: S.
GARRI: Bene. Lei sa perch qui ?
UILLIAM: Se non lo sapete voi
GARRI: Non faccia lo spiritoso. Ogni sua affermazione di questo tenore pu essere interpretata come resistenza a pubblico ufficiale, lo sa ?
UILLIAM: E allora ?
GARRI: (con semplicit) Galera. (riprendendo) Lei si trova qui perch stato segnalato come individuo coinvolto in un traffico di stupefacenti. Ha niente da dire ?
UILLIAM: Io ?
GARRI: Lei.
UILLIAM: Io ne so niente.
GARRI: Nega di prendere parte ad un traffico di stupefacenti ?
UILLIAM: Nego.
GARRI: Lei si droga ?
UILLIAM: No .
GARRI: Fuma ?
UILLIAM: S, perch, sar mica vietato, no ?
GARRI: Non lo a seconda di quello che si fumae di come se lo procura
UILLIAM: E se anche mi facessi le canne ?
GARRI: Sta dichiarando che fuma Marijuana ? Hashish ?
UILLIAM: Sto dichiarando niente, io. Non ci riuscirete a farmi dire quel che non dico.
GARRI: Si vedr. (mostrando di consultare un foglio) Qui risulta che lei ha una parentela con tale Gualtiero Marchesi detto Rugby
UILLIAM: Lasci fuori mio zio !
GARRI: Ah, dunque il vecchio Rugby sarebbe suo zio Non credo che sarebbe contento di sapere che
UILLIAM: Non dica niente a mio zio ! Non centra mica nulla, lui ! E poi (recuperando sicumera) voi non mi farete dire niente perch io non ho fatto niente.
GARRI: Certo, certo. Appuntato, ha verificato la situazione in cella ?
APPUNTATO: Sissignore, maresciallo. Ci stanno solo lo stupratore marocchino e il pappone albanese.
GARRI: Ci sta posto, sicuro ?
APPUNTATO: Sissignore, un posto ci sta..
GARRI: Grazie. (al ragazzo) Dunque, ha sentito ? Non abbiamo difficolt a trattenerla un paio di notti se non si decide a parlare.
UILLIAM: Ma io non ho fatto niente !
GARRI: Beh, si vedr. Pu darsi che nel frattempo scopriamo qualcosa che convalidi la sua posizione, senn
UILLIAM: Senn?
GARRI: Ci far sapere dopo due notti in compagnia.
UILLIAM: Concon lo stupratore e il pappone ? Mama vi rendete conto ?
GARRI: Temo non ci sia scelta.
UILLIAM: Ma vi sbagliate, vi sbagliate, lo volete capire o no ? Io non ho fatto niente, niente !
GARRI: Mi dispiace, ma abbiamo fatto delle verifiche prima di intervenire: le sue compagnie, quasi tutti pregiudicati con precedenti per spaccio; lambiente che frequenta Tutto quello che ci stato detto ha trovato riscontri, per cui
UILLIAM: (scoppiando a piangere) No ! No ! Vi hanno detto una bugia ! Una bugia, vi hanno detto ! Non ho fatto niente di niente !
GARRI: (dopo uno sguardo dintesa con Sandalo, con atteggiamento pi cauto) Cos lei dice di essere estraneo a
UILLIAM: A tutto ! A tutto !
GARRI: (ad alta voce, a Sandalo) Sospenda la trascrizione. (Sandalo alza le mani e si mette a braccia conserte. Rivolto al ragazzo) Io potrei anche crederle.
UILLIAM: Dadavvero ?
GARRI: In fondo lei mi sembra un bravo ragazzo epotrei anche chiudere un occhio. Certo, per, lei dovrebbe evitare di farmi dubitare
UILLIAM: No, no, non deve dubitare !
GARRI: Certo, se sapessi che rigasse dritto, senza le strane compagnie che frequenta, con un lavoro
UILLIAM: Ma io il lavoro non ce lho !
GARRI: Per quello potrei aiutarla io. Conosco parecchia gente e, casualmente, ho proprio qui una richiesta di manodopera che mi ha rivolto un industriale di mia conoscenza. Si tratta di uno stabilimento di scatole di pomodori Certo che se lei non disposto
UILLIAM: No, va bene, vanno bene anche le scatole di pomodori
GARRI: Ma lei mi deve dare assicurazioni che si comporter bene. Che si recher puntualmente al lavoro, che non creer problemiLa terremo sotto controllo, ha capito ? E al primo sgarro
UILLIAM: Andr tutto bene, vedr.
GARRI: Altrimenti Sandalo, che ne dice lei ?
APPUNTATO: (dubbioso) Mah, non so
GARRI: (c.s.) Forse non il caso
UILLIAM: Mi creda, sar bravo, sar bravissimo !
GARRI: (sempre rivolto allappuntato) Potremmo sempre pizzicarlo di nuovo se non si comporta come si deve.
UILLIAM: Non ci sar bisogno, deve credermi !
GARRI: E va bene. (porge al ragazzo un bigliettino) Qui ci sono tutti i riferimenti: telefono, indirizzo e quantaltro. Mi raccomando: ha capito ?
UILLIAM: (prendendolo) S, non si preoccupi, ho capito benissimo.
GARRI: Pu andare. Stia attento. Appuntato ? Vuole accompagnare fuori il signor Del Campo ?
UILLIAM: Arrivederci
APPUNTATO: (precedendolo alluscita) Per di qua. (escono)
Il maresciallo rimane seduto ad aspettare. Poco dopo rientra Sandalo sorridente.
APPUNTATO: stato bravissimo, maresci. A momenti me la facevo sotto pure io !
GARRI: Tu dici che bastato ?
APPUNTATO: Per me quello manco fuma pi le sigarette !
GARRI: (sospirando) Speriamo di aver fatto bene. Beh, fammi vedere coshai scritto, va .
APPUNTATO: Maperch ? Maresci, tanto era tutta scena, no ?
GARRI: Cos. Sei stato tutto il tempo a picchiettare: diamo unocchiata.
APPUNTATO: Se proprio insiste
Estrae il foglio dalla macchina da scrivere e lo porge al maresciallo.
GARRI: Manon ci si capisce niente ! Non dovevi fare cos: se avessimo dovuto fargli vedere il verbale
APPUNTATO: Erano cazzi, maresci.
GARRI: Lo vedo, ma perch?
APPUNTATO: Io a macchina non cho mai saputo battere; mi faccio male alle dita, mi faccio.
Scena 12: Pace in citt
Esterno.
Saverio Del Noce si affaccia guardingo ed attraversa la scena in tutta fretta uscendo dalla parte opposta. Rientra camminando allindietro fronteggiato dal Maresciallo che gli tiene una mano sulla spalla, impedendogli di darsela a gambe.
GARRI: Dove stava andando ?
DEL NOCE: Ehm, per i fatti miei. Perch, vietato ?
GARRI: Assolutamente ! Da quella parte ?
DEL NOCE: S, perch ?
GARRI: (lasciandolo) Niente. Cos
DEL NOCE: (riprende contegno) Ah, volevo ben vedere ! Buona sera. (sincammina, ma prima di uscire preso da un dubbio rallenta e si ferma. Si volge al Maresciallo) Iovado.
GARRI: (distrattamente) Vadi, vadi .
DEL NOCE: Ma che c ?, Ci sarebbe qualche motivo per cui non dovrei andare ?
GARRI: Per carit ! Lei va per i fatti suoi, quindi
DEL NOCE: (cominciando ad agitarsi) Lei si sta comportando in modo strano. Che succede se vado ?
GARRI: Niente
DEL NOCE: Ah, beh(sincammina di nuovo)
GARRI: niente di diverso da quello che sarebbe ugualmente successo se lei non mi avesse incontrato.
DEL NOCE: (alle parole del maresciallo sera nuovamente fermato. Adesso si gira preoccupato) Mi nasconde qualcosa, non vero ? Guardi, io adesso vado e giro langolo
GARRI: e il dottor Limonti la stende.
DEL NOCE: (facendo un salto) Limonti ? Aiuto ! (parte in direzione opposta, ma il maresciallo lo blocca)
GARRI: Adesso basta.
DEL NOCE: Che basta ? Che, basta ? Quello mi ammazza !
GARRI: Non se ne pu pi. Questa storia deve finire.
DEL NOCE: Ecco bravo, lo arresti; io verr a farle una bellissima intervista. Dopo. Adesso, per(cerca di andarsene, ma il maresciallo lo trattiene)
GARRI: Adesso, per lei rimane qui e la facciamo finita.
DEL NOCE: Oddio, mi massacrano !
GARRI: Ma la smetta ! (a voce alta) Dottore ! Dottor Limonti ! Giorgio !
LIMONTI: Chi ? Ah, Mario, sei tu, come stai Ma non mi dire, il viscido ! (avvicinandosi minaccioso) Tienimelo ancora un attimo che
DEL NOCE: (stridendo cerca di divincolarsi e scappare) Mammazza ! Mammazza !
GARRI: (ostacolando Limonti con la mano libera) Fermo. Fermo, ho detto !
LIMONTI: Lasciamelo acchiappare con calma e civilt
DEL NOCE: Aiuto, mha preso !
GARRI: (coprendo le loro voci con la propria) Basta ! Fermi o sparo !
I due si fermano impressionati; Garri si sistema la divisa e il berretto guardandoli torvo
GARRI: Insomma ! Vi dovreste vergognare ! Tu, Giorgio, sei pur sempre un pubblico ufficiale e comportandoti cos sporchi la dignit tua e quella di tutti i rappresentanti delle istituzioni. Tra laltro di ragione a chi ci discredita. Te ne rendi conto, o no ?
LIMONTI: Iobeh, io
DEL NOCE: E lei, Del Noce; anche lei, a suo modo, rappresenta una figura pubblica. Gli schizzi di fango che ha lanciato per aria finiscono per primo addosso a lei, e tutti quelli che cercano un motivo qualunque per fare casino non devono far altro che imitarla
DEL NOCE: Ma io stavolta non centro mica
GARRI: (arrabbiato) Vogliamo parlare delle altre volte ? Le servono gli arretrati ?
DEL NOCE: come non detto
GARRI: Bene cos. Adesso stringetevi la mano.
LIMONTI: Io ? A lui ?
DEL NOCE: Me la mangia !
GARRI: Ho detto: stringetevi la mano e fate la pace. Davanti a me.
LIMONTI: (masticando amaro) Pare che non ci abbia scelta
DEL NOCE: Mastiamo sicuri ?
GARRI: Garantisco io. Garantisco che se succede di nuovo qualcosa, vi sbatto in galera, tutte due!
DEL NOCE: Con che capo daccusa ?
GARRI: A quello penser dopo.
LIMONTI: E va bene. (porge la mano)
Del Noce, tremando, gli porge la sua; si stringono la mano. In un primo momento dalle espressioni dei due si capisce che Limonti gliela sta stritolando, ma unocchiata del maresciallo lo induce a desistere. Un ultimo scuotimento e le mani si separano.
GARRI: Bene. E non se ne parli pi.
Scena 13: Un biglietto da Gualtiero
Caserma dei Carabinieri. Ufficio del Comandante.
Garri rientra visibilmente affaticato; chiude la porta dietro di s e getta con gesto stanco il berretto sulla scrivania; fa per sedersi quando bussano alla porta.
APPUNTATO: (da fuori) Maresci, ci sta ?
GARRI: (dopo un attimo di perplessit) No.
APPUNTATO: (c.s.) Allora ripasso dopo.
GARRI: Sandalo !
APPUNTATO: (c.s.) Comandi, maresci, mi ha chiamato ?
GARRI: Tho chiamato, tho chiamato. Entra.
APPUNTATO: (esegue) Che le serve ?
GARRI: Che volevi ?
APPUNTATO: Scusi, maresci, ma stato lei a chiamare me
GARRI: No, prima. Che volevi prima, quando hai bussato ?
APPUNTATO: Non si preoccupi, maresci; stanco, ripasso dopo. (fa per uscire)
GARRI: Dove vai ? Dimmi quello che volevi.
APPUNTATO: Ma una sciocchezza
GARRI: Lascia giudicare a me. Allora ?
APPUNTATO: solo un biglietto.
GARRI: Di qua.
APPUNTATO: Ecco. (gli d una bustina)
GARRI: (estrae il biglietto e mentre legge si rabbuia sempre pi. A Sandalo, bruscamente) Chi lha portato ?
APPUNTATO: (a disagio) Un ragazzo, maresci. Ha detto che era per lei quando aveva tempo, cos io
GARRI: (si alza di scatto afferrando il berretto) Che aspettavi a dirmelo, eh ? Brutto imbecille. (esce velocemente)
APPUNTATO: (scioccato) Dice cos, per scherzo
Scena 14: Perch mi hai cercato ?
Casa di riposo Giovanni XXIII. Camera di Gualtiero Marchesi.
Il Maresciallo entra nella stanza in cui lamico steso nel letto con una pessima cera.
GARRI: Gualtiero ! Che successo ?
GUALTIERO: (stancamente) Oh, maresciallo, che piacere
GARRI: Sono venuto appena ho letto il bigliettoMa che hai ?
GUALTIERO: Non si vede ? Mi sto riposando
GARRI: Tu stai male !
GUALTIERO: Ad un investigatore come lei non si nasconde nulla, veh !
GARRI: Ma si pu sapere che cosa successo ?
GUALTIERO: Nulla. Proprio nulla. Niente di pi di quello che doveva succedere
GARRI: Ma che cosa?
GUALTIERO: (fa tacere Garri alzando una mano) Eh, che furia. Si prenda una sedia, che la storia lunga. Ha tempo ?
GARRI: (prendendo una sedia e sedendosi) Tutto il tempo che vuoi.
GUALTIERO: E la signora?
GARRI: Aspetter. abituata.
GUALTIERO: Povera donna, mi sa che non fa una gran vita.
GARRI: (impaziente) Non si preoccupi per lei; se sapesse vorrebbe che restassi.
GUALTIERO: Grazie; me la saluti, mi raccomando.
GARRI: Presenter. Ora mi dica.
GUALTIERO: tanto tempo che ci facciamo compagnia, io e sto male, ma adesso ha deciso di far di testa sua. Non c verso: ha deciso di far la sua strada e a me non resta che salutar tutti quanti e seguirlo. Che vuole, siamo inseparabili, proprio come i canarini di Hitchcock, se li ricorda ?
GARRI: Gualtiero, che sta dicendo ? Non c niente da fare ? Ha chiesto?
GUALTIERO: E che vuol fare, maresciallo; ci diam tanto da fare tutti i giorni da mattina a sera, sin da bambinifare, fare, fare Quando poi alla fine non ne possiamo pi si spera sempre che ci sia qualcun altro che ci dia un po del suo fare, fare, fare Ma ci son volte che non se ne pu pi di tutto sto fare. Neanche se ne riesce sentir parlare, che vien la nausea. E andarsene anche schifati mica una bella roba, non crede ?
GARRI: Non capisco cosa sta dicendo.
GUALTIERO: Non ci faccia caso, niente dimportante. In altre parole: tanto che son malato; andata sempre peggio e questa solo lultima crisi; se Dio vuole non ce ne saranno altre
GARRI: Ma bisogna chiamare qualcuno
GUALTIERO: C mica bisogno di niente. Ho unassistenza che non le dico, sembra che sia il presidente della Repubblica con tutte le infermiere intorno; anzi, il Presidente del Vaticano, ch son tutte suore ! E poi c il mio amico, lunico che possa davvero dare un aiuto in questa situazione qui: il Professore, sa
GARRI: Il professor Cremonesi
GUALTIERO: Lui. Vedesse che gentile. Premuroso. Ha fatto tanto per me, fin da quando venni la prima volta, a trovare il mio amico. Si ricorda, lindagine incredibile per, le devo anche questo.
GARRI: Cosa mi deve ?
GUALTIERO: Se non fosse per lei io qui non ci capitavo mica, e il professore non lo conoscevo e non ci parlavo
GARRI: E cos lei si ricoverato perch era daccordo sulla cura al suo male.
GUALTIERO: Eh s, diciamo cos, per la cura. (una smorfia poi fa segno) Mi scusi se approfitto
GARRI: Che cosa ?
GUALTIERO: Mi passerebbe il bicchiere sul comodino, che ho una gran sete ?
GARRI: Certamente.
Il maresciallo passa a Gualtiero il bicchiere mezzo pieno dacqua che si trova sul comodino.
GUALTIERO: (beve) Ah, grazie. (restituisce il bicchiere al Maresciallo)
GARRI: Prego (ripone il bicchiere sul comodino).
GUALTIERO: Poi, maresciallo, io volevo
GARRI: Non si stanchi.
GUALTIERO: La vita tutta una stanchezza, perci mi lasci sentir vivo ancora un po, via. Volevo ringraziarla per unaltra cosa, per quello che ha fatto per mio nipote
GARRI: Ma via, Gualtiero, una cosa normalissima.
GUALTIERO: No, no; mica normale prendere un ragazzo e raddrizzarlo, che una faticaccia e il pi delle volte ci si riesce mica e ci si rimedia solo un bel mucchio di antipatia Lei lha fatto, e lha fatto per me, per amicizia e questo, mi creda, questo(si commuove)
GARRI: Non faccia cos
GUALTIERO: Le cose grandi son queste, altro che ! Mi fan ridere con tutti quei monumenti: ci vuol poco a buttarsi contro un carro armato a mani nude se non c nientaltro da fare Lei si dedicato a mio nipote invece di far cose pi importanti, pi belle: poteva andarsene a casa da sua moglie, poteva andarsene al bar, poteva fare tante; invece
GARRI: il mio dovere, Gualtiero; non si tratta solo di acchiappare i delinquenti. Ci si aspetta anche che io faccia cosa simili.
GUALTIERO: Mmm Mi sa che non del tutto vero. Ma lei lo sa che facendo questo ha dato il buon esempio agli altri carabinieri che son con lei ? E che questi lo faran di nuovo se gli capita ? No, no: son cose grandi, creda a me, grandi !
GARRI: Lho fatto con piacere; so che lei stato buono con tanta gente, non meritava di meno.
GUALTIERO: Messa cos sembra una malattia, di quelle che ci si attacca lun con laltro ! (tenta una risata che si spegne soffocata da un colpo di tosse che gli procura un dolore che non riesce a nascondere del tutto)
GARRI: Gualtiero !
GUALTIERO: Niente, niente. (prendendo una mano del maresciallo tra le sue) Senta: io le devo molto e ho pensato che prima che sia troppo tardi le devofare un regalo.
GARRI: Non si disturbi
GUALTIERO: Mi lasci dire Per glielo voglio fare davanti ai miei amici, perchvedr. Le dispiacerebbe chiamarli ?
GARRI: Vuole che vada a chiamarli ?
GUALTIERO: Non c bisogno che vada lontano; li avevo avvertiti che cera una cosa che volevo dir loro e li ho pregati di aspettare nella stanza a fianco. Sa, era quella di Biagio.
GARRI: Vado subito, ma lei stia tranquillo (esce)
GUALTIERO: (con un filo di voce) E chi si muove
Scena 15: Tra gli ultimi amici
GARRI: (rientra) Eccoci, Gualtiero, ecco i tuoi amici.
MARCHESA: Gualtiero !
PROFESSORE: (portandosi a fianco al malato) Caro Gualtiero, come si sente ?
GUALTIERO: La ringrazio tanto, professore, sapesse. Di tutto. Sento quasi niente, quasi niente
PROFESSORE: Bene cos, non si affatichi.
GUALTIERO: Ma no, solo il tempo di dare un saluto(assecondando un gesto di Gualtiero il professore si ritrae e lascia venire avanti il maresciallo. Gualtiero gli parla come in confidenza) Ha visto ? Queste persone distinte son qui per me; forse han sbagliato malato, ma io glielo dico mica: ci faccio un figurone !
GARRI: (sorridendo) Suvvia, son qui proprio per lei.
GUALTIERO: Lo so, mica vaneggio ancora, io. (cambiando tono) Mi ascolti, le devo dire una cosa per farle questo regalo che lho chiamata, senn la lasciavo in pace. Ha visto quel bicchiere, quello dellacqua ? Bello, eh ?
GARRI: S, bello, devessere antico.
GUALTIERO: lultimo del servizio, va a finire che si rompon tutti Beh, quello lAngelo
Un momento durante il quale Garri rimane perplesso, il Professor Cremonesi stupisce e la Marchesa serra la mascella.
GARRI: Non capisco, Gualtiero. Quel bicchiere sarebbe lAngelo ?
GUALTIERO: S. Quella storia dellAngelo era mica tanto da buttar via; glielo dicevo che tanta gente, piuttosto che finir male preferisce finire e basta, si ricorda ? (il maresciallo annuisce) Ebbene, maresciallo, lei, prima, mi ha dato una mano con la seconda parte della mia dose
GARRI: Le avrei dato una mano ? Io ?
GUALTIERO: Con lacqua
GARRI: Con lacqua ? Che cera nellacqua ?
GUALTIERO: Eh, una cosa cheaiuta. Contro le sofferenze, contro la paura del salto finale. Lultimo calcio alla palla. Mi capisce ?
GARRI: Credo di cominciare a capire. Ma come ?
GUALTIERO: Eh, il professore un grande anche lui. Cha sta polverina che Mi creda, se non ci fosse bisognerebbe inventarla(il professore sirrigidisce mentre il maresciallo comincia ad annuire mentre tutte le tessere del mosaico vanno a posto) Caro professore, non se la prenda con me; il maresciallo lunica persona che cha unanima grande come la sua Vi capirete ne son sicuro (tace e chiude gli occhi)
Garri fa spazio al professore che si fa avanti a tastare il polso; fa segno di no, che non morto. Sollievo di tutti. Una pausa durante la quale Garri ed il professor Cremonesi si guardano.
GARRI: E cos
PROFESSORE: Cosa pensa ?
GARRI: Le posso fare una domanda ? Mi risponder sinceramente ?
PROFESSORE: Qui, davanti a Gualtiero
GARRI: Preferisce nel mio ufficio ?
PROFESSORE: Intendevo solo dire che davanti a lui non potrei mentirle.
GARRI: Va bene. Mi dica: il dottor Agresti era al corrente, vero ?
PROFESSORE: S. Allinizio era contrario; ma poi si convinse che in fondo Non ci aiut mai, ma evit che si scoprisse
GARRI: A tutti gli effetti era un complice.
PROFESSORE: Ed anche un uomo seriamente malato.
GARRI: Anche lui era destinato?
PROFESSORE: Lo tuttora. in lista.
GARRI: Addirittura! Una lista. Comunque, vediamo se indovino: il dottor Agresti copriva i vostrilavori spargendo i referti di qua e di l, dividendoli tra ospedali e strutture sanitarie in modo che nessuno cogliesse lalto tasso di mortalit dellistituto. Dopodich, un brutto giorno succede che anche in lui la malattia vada troppo in l e si ritrova a dover lasciare il posto ad uno sconosciuto, giovane, che non possibile associare al vostro segreto. Inoltre, per colmo di sfortuna, un intrigante di giornalista sarrabbia per uneredit che sfuma dopo la morte di unospite A proposito: (abbassando la voce) la signora Patti
PROFESSORE: (stesso tono)Anche lei.
GARRI: Gi. (torna al tono normale) Con tutto il chiasso che si creato pensate di sospendere, fermare, aspettare tempi migliori, ma sono i vostripazienti che non possono aspettare e cos decidete di andare avanti. Ma a questo punto i rischi cui vi siete esposti si rivelano davvero eccessivi; qualcuno fa due pi due e
MARCHESA: E arriva lei.
GARRI: E arrivo io. Lei, Marchesa, stata il motorino daccensione, se cos si pu dire. Questa villa era di sua propriet (la Marchesa accenna ad una protesta) S, lo so, tecnicamente rientrava tra quelle della Principessa Pasculli della Vacca
MARCHESA: (acida e arcigna) Del bove.
GARRI: Scusi, Pasculli del Bove. Ma lei ha combinato le cose in modo che la dote della figlia della principessa, in partenza piuttosto povera, potesse essere, appunto, principesca; per ottenere questo risultato acquis la propriet della villa, in cambio della cessione di una piccola parte della sua notevole ricchezza. Sbaglio ? (la Marchesa risponde con un altezzoso cenno del capo) Non sbaglio. Cos come non credo di sbagliare dicendo che lei, da giovanissima facesse linfermiera tra i partigiani
MARCHESA: (sorpresa) Sa anche questo !
GARRI: Merito dei miei collaboratori, non mio. Sanno scavare molto bene. Pare che fosse discretamente famosa, allepoca; si ricorreva a lei quando si erano perse le speranze per qualche ferito particolarmente grave (ad un moto della Marchesa) Non la sto accusando di niente, sto solo mettendo i fatti uno a fianco allaltro. Cos come non laccuso della serena dipartita del povero Marchese, dopo tante sofferenze ed un lungo, spietato calvario di cliniche e luminari di ogni paese. Ha tutta la mia comprensione, creda. (dopo una pausa) Ma io non avrei potuto capire nulla se non fosse stato per Gualtiero.
PROFESSORE: Non c dubbio.
GARRI: Evidentemente non un caso se ha voluto che voi foste presenti
GUALTIERO: (debolmente, risvegliandosi) Chechi che mi avete chiamato ? Ah, maresciallo, lei ancora qua Spero che abbia apprezzato il mio regalo. Spero che i miei amici non me ne vogliano, ma in fondo anche per loro spero che non siano arrabbiati
PROFESSORE: Ma no, Gualtiero, abbiamo capito. Credo che abbia fatto bene.
GUALTIERO: (debole) Davvero ? Non siete arrabbiati ? Nemmeno lei, marchesa ? (la marchesa fa segno di no con la testa) Oh che bello, grazie, mi levate lultimo peso dal cuore Maresciallo, qui ?
GARRI: S, Gualtiero, sono qui, vicino a te.
GUALTIERO: La sa una cosa bella ? Questo letto, lo vede lei ? Lo vede bene ?
GARRI: Certo, lo vedo.
GUALTIERO: Ma lo sa che proprio questo letto era quello di Lina ? E cosdopo tanto tempoalmeno una volta nella vitaio e leisiamo stati nello stesso letto(si spegne)
Come prima Garri fa spazio al professore che si fa avanti a tastare il polso; questa volta si capisce subito che lesito stato diverso.
Una pausa durante la quale i due anziani guardano il maresciallo che rimane in silenzio, concentrato.
Al termine di questo tempo Garri prende il bicchiere dal comodino ed entra nel bagnetto; si sente scorrere dellacqua; il maresciallo ritorna con il bicchiere bagnato; lo espone davanti a s ed agli altri, guardandoli, poi lo lascia cadere a terra. Il bicchiere si rompe.
GARRI: (continuando a guardarli) Questo era lultimo.
Il Maresciallo Garri fa un cenno di saluto ed esce.
SIPARIO
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