E’ solo un sogno

E' sule nu sonne

Titolo: E SOLO UN SOGNO !

(di PICCIRILLO Alfonso & GAUDIANO Carmelo)

Commedia in due Atti

Versione in lingua italiana

Personaggi:

Maria Ricamatrice la padrona di casa, casalinga;

PasqualeGaudillo suo marito, bracciante in pensione;

RosinaNovena amica di Chiesa di Maria;

Carmela La Dote vicina di casa di Maria;

Don Alfonso Caporale dedito al caporalato, amico di Pasquale;

Felicia DAmore dottoressa della Guardia Medica.

Corre lanno 1970 in una cittadina italiana.

La scena si svolge in un semplice soggiorno-cucina di una famiglia umile, ma onesta. Arredamento e ingressi a piacere del regista. Primo mattino. Pasquale, uomo sulla sessantina, capelli grigi e pancia pronunciata, entra in scena provenendo dalla camera da letto coniugale. E ancora un po assonnato e vestito a met (maglia intima da notte e papalina, pantaloni, ciabatte); completera di vestirsi durante il dialogo con sua moglie (camicia, giacca, scarpe e coppola). Durante il dialogo sara anche occupato a preparare la colazione per s e per sua moglie

N.B. Il linguaggio utilizzato nel testo - un italiano semplice e spesso sgrammaticato in uso negli anni 60/70 - quello che meglio si presta, anche per naturale cadenza, alla trasposizione in vernacolo.

Breve trama

Corre lanno 1970 in una cittadina italiana. Maria e Pasquale Gaudillo, sono due coniugi di 60 anni, che, data la lontananza dei figli, vivono ormai da soli. Maria riempie i propri vuoti esistenziali con la Chiesa, mentre Pasquale, dopo una vita dedicata al lavoro e alla famiglia, coltiva lunico svago di scambiare quattro chiacchiere con gli amici nella piazza grande del paese. In verit i due coniugi si evitano garbatamente poich, con lavanzare degli anni e dopo 40 anni di Matrimonio, anchessi hanno visto pian piano spegnersi la fiammella del loro amore. Se a questo si aggiunge quel timore della morte che sovente si insinua negli anziani, capiremo il clima che si respira in casa Gaudillo. Ma a sconvolgere il loro pigro menage familiare subentrera un sogno venuto dal Cielo. Maria aspira al Paradiso, ma non vuol morire prima di suo marito, temendo che questi si risposi. Pertanto, Pasquale verr coinvolto suo malgrado nel dramma tragicomico che ha investito sua moglie. Su una cosa concordano i due: visto che sono sempre i migliori a morire per primi, faranno di tutto per assicurarsi una pi lunga permanenza terrena. Infatti, vivranno il loro inferno sulla terra proprio nella loro casa, nel gelo del disamore, della solitudine e dellindifferenza reciproca.

Ma nel finale, messi alla prova da sapienza Divina, capiranno insieme che il Paradiso non poi cos distante come tutti immaginiamo

ATTO PRIMO

Scena I

Pasquale e Maria

PASQUALE : (stupito di notare lassenza di sua moglie che si attarda a letto) E questa non s mai svegliata cos tardi! Tra poco suona la novena! Be, intanto io mi preparo la colazione. (Chiamando) Mar, vedi che tra poco suonano le campane. Ma mi ha sentito?... Stamattina a mia moglie l scappato sonno Io ora mi faccio la caffettiera piccola, cos il caffe esce prima. Eh, senza caff non si pu cominciare bene la giornata Ma che pesantezza di testa: stata tutta quella birra di ieri sera.

Irrompe agitata sua moglie.

MARIA : (sconvolta) Pasqua, mi devo sedere... Sto ancora tremando Fammi sedere....

PASQUALE : E siediti! (Maria si siede) Che , Mar? Ti stai sentendo male ?...

MARIA : Male? Malissimo!

PASQUALE : Ma che cosa ti successo?

MARIA : Un sogno, Pasqua, un sogno bruttissimo...

PASQUALE : Bruttissimo? E che hai sognato per stare di questa maniera, i diavoli?

MARIA : Peggio ancora! Questo non un sogno come quelli che faccio la notte, che poi la mattina me lo ricordo a pezzettini; questo lho fatto stamattina presto e me lo ricordo bene!... Perch non mi pare un sogno Pasqua: pare una cosa troppo vera!

PASQUALE : Mar, ma si pu sapere che cavolo ti sei sognato cos brutto? Mi fai stare sopra le spine!

MARIA : La verit Pasqua, il sogno poteva essere pure bello, ma a me non mi piace proprio

PASQUALE : (perplesso, ripete) Un sogno bello che non ti piace Questo non lho capito Mar

MARIA : (contraendo il viso al pianto) Pasqua, tra poco Maria tua ti lascia...

PASQUALE : Mi lasci?... E dove te ne vai?

MARIA : Dove te ne vai? Pasqua: me ne vado allaltro mondo!

PASQUALE : (tradendo un'espressione lieta) Veramente!... (Ravvedendosi) Ehm, ma che dici, Mar?

MARIA : Una voce, Pasqua, una voce che usciva da una nuvola bianca mi ha detto (ed imita una voce profonda) "Maria, tu sei un'anima buona! E presto sarai in Paradiso come premio."

PASQUALE: Allanima del premio Mar Uno muore per premio?

MARIA: Non hai capito Pasqua: il premio il Paradiso!

PASQUALE : Ah, ho capito!...E allora ti devi stare contenta!

MARIA : Pasqua, ma io muoio

PASQUALE : Si, ma vai in Paradiso

MARIA : Pasqua, io me ne vado al camposanto

PASQUALE : Ho capito Mar ma lanima tua se ne va (accenna un volo con le braccia) in Paradiso

MARIA : (pensa e poi sbotta) E tu rimani qua?

PASQUALE : Scusa Mar: e dove me ne devo andare?

MARIA: Ah, e me lo dici cos?

PASQUALE: Ma perch sono io che ti sto cacciando?

MARIA : (sentenziando) E si, proprio vero che le persone buone se ne vanno (muoiono) per prime Come si dice: La carne triste non la vuole manco Cristo

PASQUALE: Mar, mo stai facendo peccato a dirmi queste cose Cos il Paradiso te lo perdi

MARIA: Si, scherza, scherza tu carne triste!

PASQUALE : (paziente) E va bene Mar!... Ma facciamo colazione e non ci pensare pi: vuoi litigare per un sogno?

MARIA : Ma era troppo vero, Pasqua. Tu lo sai che i sogni anticipano la verit. Pure nella Bibbia sta scritto che quando il Padre Eterno voleva parlare con qualche cristiano lo faceva durante i sogni; e dopo i fatti succedevano veramente...

PASQUALE : Ma tu sei sicura che la voce era proprio del Padre Eterno?

MARIA : Veniva dal Cielo, Pasqua; usciva da dentro una nuvola; m rimasta cos impressa la frase, che quando mi ricordo mi sarrizzano le carni: "Maria, tu sei un'anima buona e presto sarai in Paradiso come premio."

PASQUALE : (senza darle troppa importanza) Si, ho capito Mar, ma ora facciamo colazione

MARIA : (inquieta verso suo marito) Pasqua, tu non mi credi!

PASQUALE : Mar, io ti credo, ma solo un sogno...

MARIA : Ma questo non come gli altri sogni, Pasqua: qua si muore!

PASQUALE : E chi lo dice?

MARIA : Lo dico io! E che lo vuoi sapere meglio di me? (E notando suo marito alle prese con la colazione) Pasqua! Io me ne vado e tu te ne freghi pensi solo a mangiare (gli punta il dito) Tu devi rimanere vedovo, mica un altro

PASQUALE : (verso il pubblico) Questa grazia non lavr mai!

MARIA: (percepisce appena) Che cosa hai detto Pasqua?

PASQUALE: (mette una pezza) Ho detto: Questo non sia mai!

MARIA : Ah! (pausa) Hai visto a Saverio il Bestione, quel vecchio recrepito? (decrepito)

PASQUALE : E che c'entra mo?

MARIA : E vecchio e rimbambito, ma cos delinquente che campa ancora. Tiene almeno novantanni e va ancora tutti i giorni a lavorare nella masseria sua

PASQUALE : Ma quello non un cristiano, quello un diavolo!

MARIA : E perci campa ancora! Non mai entrato in una Chiesa; va solo da un Tribunale allaltro per rovinare la gente; e quando era giovane pensava solo a rovinare le povere figlie di mamma

PASQUALE : Mar, quello la malignit in persona (pensa) Moglie, ma non che per campare di pi, vuoi diventare maligna come lui?...

MARIA : Ma io ti fatto lesempio suo, per farti capire che le brave persone muoiono sempre prima (delle altre). A Saverio Bestione il Padre Eterno non se lo vuole chiamare. Solo quante volte stato in Ospedale Ti ricordi che tutti speravano: se muore, e se muore; invece quello ha sotterrato tutti i nemici che teneva E continua a vincere tutte le cause

PASQUALE : E ti credo! Per quanto durano le cause, i suoi avversari tanto si abbattono, che muoiono prima del tempo.

MARIA : Solo a lui fanno bene le cause: per lui so meglio delle medicine

PASQUALE : Cos ! Quando hai a che fare con certe persone, la migliore cosa lasciare perdere: la causa gliela dai vinta subito, se no, perdi la causa, cadi malato, e ci rimetti pure le penne

MARIA : Cos quello se la passa ancora meglio La fregatura la nostra Pasqua anzi, la mia che me ne devo andare prima di tutti

PASQUALE : E dai finiscila Mar! Ma ti sei proprio fissata!

MARIA : Non una fissazione, la verit! Pasqua, ma io non voglio morire, io so ancora giovane

PASQUALE : Be, Mar, tanto giovane non sei! Tieni pure sessantanni

MARIA : Embe? Ch a sessantanni una donna vecchia?

PASQUALE: Dipende Mar...

MARIA: Per arrivare a 80 anni ce ne vogliono altri venti Hai detto niente di campare altri ventanni, vero Pasqua'?

PASQUALE : (tra s, girandosi di lato verso il pubblico) Ma come si fa a starle dietro quando ragiona cos?

MARIA : (percepisce appena) Che hai detto Pasqua?

PASQUALE : (ripara) Ah, ho detto: ma come si fa a darti torto quando ragioni cos?... (timoroso) Ne, Mar, ma tu per campare di pi, sei capace di fare pure un uomicidio?

MARIA : Io? Un Uomicidio! Nooo (Pensandoci) Per, Pasqua, qualche piccolo peccatuccio, ogni tanto lo posso pure fare

PASQUALE : Giusto giusto per darti un poco dossigeno Ma non ti preoccupare, ch tu tieni da campare ancora molto Non ti credere Mar, che tu non sei tanto  dolce di sale  (remissiva)

MARIA : Ah, io mo so cattiva Pasqua? E come ce lo facciamo capire al  Principale di sopra  che sono cattiva? Ormai Lui me lha  menata  la sentenza...

PASQUALE : E tu nel sonno, mentre ti parlava Mar, non ce lo potevi dire?

MARIA : M'ha pigliata alla sprovvista! So' rimasta senza parole come na scema ! (Singhiozzando) Beato te, che a Messa non ci vai mai, neanche a Natale e a Pasqua. Di questo passo camperai centanni. Basta che invogli a me di andare alla Chiesa tutti i santi giorni. Perci sei arrivato a 60 anni con questa salute di ferro! Ti freghi ancora mezzo litro di latte a colazione; ti fai la zuppetta col pane come i bambini e tieni lo stomaco come uno di ventanni (uno struzzo). Io invece non posso mangiare niente, sto sempre a dieta e le analisi sono sempre una schifezza Ti pare giusto?

PASQUALE : Ma che ne so io Mar! (verso il pubblico) Ma vedi tu questa con che pensieri s svegliata stamattina! (a Maria) Sbrigati, vatti a vestire che fra poco suona la campana della Messa delle sette

MARIA : (scatto infuriato) Io non tengo da andare a nessuna Messa delle sette!

PASQUALE : Che cosa? Sono 40 anni che ci vai tutte le sante mattine!

MARIA : E da stamattina non ci vado pi!... E tutta acquasanta perduta

PASQUALE : Non ci posso credere. Ma se mi hai detto sempre che andavi a Messa per comprarti il posto in Paradiso...

MARIA : (sempre infuriata) E mo' me lo vendo Te lo vuoi comprare tu? Vai tu alla Chiesa!

PASQUALE : U, signo, calmati! Ma che la paura di morire tha fatto cacciare gli spiriti?...

.

MARIA : Caro mio: non hai visto ancora niente

Suona la campana che annuncia la novena.

PASQUALE : (debolmente, si lascia sfuggire) Mar, la campana

MARIA : (gridando) E suona, suona tu: e chi si muove!

PASQUALE : (stupito) Mar, ma che ti sei scimunita?

MARIA : (nervosa) Dammi il latte, ch pure io voglio la zuppetta col pane! (guarda nella sua tazza) Ma perch me ne metti cos poco, Pasqua ?...

PASQUALE : Mar, tu sempre tanto te ne bevi di latte

MARIA : E non ci hai messo manco una goccia di caff

PASQUALE : Ma se il latte tu lo vuoi sempre (in) bianco.

MARIA : Ma insomma, se la caffettiera non te la scoli tutta alla faccia mia, non stai contento

PASQUALE : Mar, ma tu stamattina vuoi fare per forza peccato con me?

MARIA : E si, devi campare solo tu! Ti piacerebbe rimanere vedovo, con i soldi attaccati al sedere e con una bella femmina che ti fa i servizi dentro casa?

PASQUALE : Mar, ma come ti vengono in testa questi ragionamenti?

MARIA : (con pi rabbia) Ti sfascio le corna a te e a lei! Ti vengo a tirare i capelli di notte: te lo faccio io un bel servizio; cos ti faccio togliere tutti i pensieri dalla testa

PASQUALE : Ma che dici? Che pensieri?

MARIA : Porco! Ti credi che non lo so che ti piacciono ancora le signorine!

PASQUALE : (balbetta) Ma... ma...

MARIA : Ch non lo vedo, quando andiamo da qualche parte, che gli occhi ti girano solo per guardare le femmine

PASQUALE : Ma che dici, Mar?... E pure se guardo, io guardo n pi, n meno degli altri uomini; o quando passa una donna devo abbassare la testa come un caprone?

MARIA : Pasqua, tu le guardi per fare peccato, perci tieni sta salute di ferro. Vedi, vedi come tieni ancora la pelle lucida lucida: non sembra proprio che hai 60 anni. Tu mi sa, che di questo passo, freghi pure a Saverio Bestione, perch tu, zitto zitto, fai i fatti. E io invece che mi mantengo sempre: e calma, e ferma, attenta attenta, e quando sono sola in casa non faccio entrare mai nessuno..

PASQUALE : Mar, ma tu mi stai accusando ingiustamente!... Io non ho fatto mai niente Mar ...

MARIA : Ah! Niente? E quei brutti pensieri da maiale che fai, quando vedi una bella gonnella, li chiami niente?

PASQUALE : I brutti pensieri li stai facendo tu stamattina

MARIA: Per forza! Questa unaltra ingiustizia! Se vogliamo stare alla regola, dovevi morire prima tu, che sei 5 mesi pi vecchio di me!

PASQUALE: Ah! A questo siamo arrivati? Fai la pignola tirapiedi e stai pure a badare a 5 mesi Mar, lo sai che ti dico?... (poi ci ripensa) Be, meglio che me ne vado, che oggi non giornata

MARIA : E dove te ne vai?

PASQUALE : In mezzo alla piazza a trovare gli amici!

MARIA : E si, solo questo sai fare! Non vedevi lora di andartene in pensione, per andarti a sedere in mezzo alla piazza a raccontare fesserie

PASQUALE : E che cosa devo fare Mar? Devo stare in casa per litigare con te?

MARIA : (piagnucola) Sei senza cuore Pasqua! A te non te ne frega niente che sto per morire

PASQUALE : Non vero!... Allora dimmi tu che cosa devo fare, forza!

MARIA : Un altro marito doveva stare preoccupato e mi doveva dare coraggio

PASQUALE : Ma se te lo sto dicendo dallinizio: Mar, non ti preoccupare che solo un sogno...

MARIA : E ti sei sforzato! E intanto adesso te ne vai. Stare a casa con me ti puzza. Io avevo pensato: Be, quando Pasquale andr in pensione, potremo stare un poco pi vicino; possiamo fare qualche gita, magari andiamo a trovare nostra figlia a Milano e ci stiamo un poco a casa sua coi nipotini: facciamo i bambi-sister Invece no! Basta che te ne vai a raccontare fesserie in piazza

PASQUALE : Mar, vedi che in piazza non si raccontano fesserie, in piazza uno si aggiorna

MARIA : Pasqua: voi vi aggiornate a sparlare delle corna di tutti quanti

PASQUALE : Quello che fate voi la mattina durante la Messa.

MARIA : Io alla Messa ci so sempre andata per pregare. Ecco perch il Signore maccarezza

PASQUALE: (tra s) Si, aspetta: vedrai come ti accarezza! (Poi, ravvedendosi) E, comunque, se vogliamo fare un viaggio, domenica possiamo andare al Santuario della Madonna Incoronata

MARIA: Pasqua, ma io non credo proprio che ci arrivo a domenica

PASQUALE: Ma si che ci arrivi Mar! E alla Madonna ci puoi domandare pure la Grazia

MARIA: E che figura ci faccio con il Figlio, Pasqua? Quando lo viene a sapere (il Signore) mi dira: Brava Maria! Non la potevi spuntare con me e sei andata a ricorrere da mia Madre!

PASQUALE : (non gli resta che assecondarla) Hai ragione Mar Allora prepariamo le valigie che ce ne andiamo un paio di giorni a Milano a trovare Luisella nostra

MARIA : E si! Cos vado a morire l, neanche dentro casa mia.

PASQUALE : (gli scappa tra il serio e il faceto) Hai ragione di nuovo! Gia se succede in casa (il funerale), mi costera un occhio della testa Figuriamoci a Milano (solo di trasporto)

Maria lo fissa accigliata.

MARIA : (inviperita) Pasqua, stammi a sentire: se io me ne vado, tu verrai con me!

PASQUALE : Un altro fatto adesso! Mar, questi sono ordini che tu non mi puoi ordinare

MARIA : Ma tu qui non hai pi niente da fare Pasqua...

PASQUALE : Lo dici tu!

MARIA : (ferita, non trattenendo il pianto) Senza cuore! Come abbiamo fatto a stare quarantanni insieme? Io per sposarti ho litigato pure con mio padre

PASQUALE : (tra s) Ma chi te lo ha chiesto? (Poi sdrammatizza) Mar, ma erano altri tempi: la testa allora non tanto ci aiutava

MARIA : No, adesso che non ci aiuta la testa

PASQUALE : E me ne sono accorto

MARIA : (singhiozzando) Questo il bene che mi vuoi? Questo ?

PASQUALE : Mar, ma tu mi dici certe cose. Quando mai li hai fatti questi discorsi?

MARIA : Sono anni ed anni che non ci parliamo pi; abbiamo smesso pure di litigare Stiamo nella stessa casa come due estranei ci stiamo confrontando solo adesso che sto per morire

PASQUALE : Ma toglitela questa fissazione dalla testa, Mar!

MARIA : (piagnucolando) Tu lo sai che quando mi sono sognata qualche cosa, dopo si sempre avverata. Ti ricordi quella volta che mi sognai che cadevi dalla scala? Ti avevo avvisato: Pasqua, non andare a lavorare oggi, non andare, e se vai non salire sulla scala E dopo ti so venuta a trovare in Ospedale

PASQUALE : Mar, ma quella stata solo una combinazione!

MARIA : (ancora piagnucolando) Si? E quell'altra volta che mi sognai che ti tagliavi con la motosega? Ti dissi: Pasqua, non ci andare a tagliare la legna oggi, lascia stare! Ma tu facevi lo sbruffone (ed imita la voce grossa di suo marito) "E che la mattina, prima di andare a lavorare devo sentire prima loroscopo! E ti sei tagliato il piede!

PASQUALE: (preoccupato) Scusa Mar, , ma sta voce che usciva dalle nuvole, questa volta, ce laveva con te?

MARIA: (in lacrime) S... con me, con me

Pasquale tira un sospiro di sollievo e si asciuga la fronte con un fazzoletto.

PASQUALE: Meno male!

MARIA : Io ti sognavo sempre, perch ti ho voluto sempre bene...

PASQUALE : Ma stavolta non mi hai sognato, eh? Non vero Mar?

MARIA : No, stavolta tu non ci stavi

PASQUALE : (tra s) Ahhh stavolta me la sono scampata: il guaio era grosso!

MARIA : E ti ricordi quando mi sono svegliata quella mattina e ti ho detto: "Luisella ha avuto una femminuccia!". Abbiamo telefonato a Milano e la notte aveva partorito veramente

PASQUALE: Certo che me lo ricordo Mar... A te Padre Indovino ti fa un baffo!

MARIA: Com strano per Tu nei sogni miei ci stavi sempre, ma sta volta, niente! Ho chiesto pure alla nuvola se ce laveva con me, e mi ha risposto: "E chi se no? Mar, ci stai solo tu!" Allora mi sono girata, ma tu nel letto non ci stavi: ti eri alzato per andare al gabinetto

PASQUALE: (tra s) Benedetta tutta quella birra che mi scolai ieri sera! Mha salvato la vita!

Dopo una breve pausa.

MARIA : (urla terrorizzata) La vita scorre e mi passa davanti come un fiume in piena...

PASQUALE : (allarmato accorre) Mar, calmati: chiamiamo il dottore!

MARIA : Ma che dottore e dottore: tra poco si secca tutto e addio Pasquale mio.

PASQUALE : Che cosa si deve seccare, Mar?

MARIA : L'acqua, la sorgente, la vita!

PASQUALE : (in preda all'ansia per il delirio della moglie) Mar, ma tu devi reagire, non ti devi abbandonare cos

MARIA : (si abbandona sulla sedia) E che vuoi reagire Pasqua! Come faccio a reagire contro una sentenza che viene dal Cielo. Posso fare solo un patto col diavolo, ma io sono cristiana di Chiesa

PASQUALE : Mar, io vado a chiamare il dottore: tu aspettami qua calma calma...

MARIA : Ma questa non una malattia che pu guarire il dottore Pasqua

PASQUALE : (ironico) E allora vado a chiamare il prete

MARIA : E che mi deve fare don Tonino? Lestrema unzione? (pensa) Pasqua, e se invece diciamo qualche bella bestemmia insieme, cos pu darsi che il Paradiso me lo perdo

PASQUALE : Ah, ci dobbiamo mettere a bestemmiare cos, a vanvero? (vanvera)

MARIA : Si, facciamo una prova! Suggeriscimi tu che sei esperto del mestiere

PASQUALE : Io?... Ma cos, su due piedi Mar, non mi viene proprio! Uno bestemmia quando sta di quarto storto. E tu lo sai che pure se mi succede, io dico solo: "porca la miseria!" Mar, e tu dici: (grida) "porca la miseria!".

MARIA: E che ci faccio! Il brodino vegetale ? Pasqua, io ci una vita di preghiere sopra le spalle Vieni qua, avvicinati che te ne dico una allorecchio

E Maria sussurra, inudibile al pubblico, alcune imprecazioni all'orecchio di Pasquale.

PASQUALE : (sbigottito) Ma... ma... Mar, che ti sei impazzita? Che so ste parole in bocca a te! Io scappo dal dottoretu non ti muovere

Maria inveisce verso Pasquale che esce in fretta...

MARIA : Altro che porca la miseria Pasqua: tu sei un disonesto, farabutto e disgraziato, scornacchiato, ladro e traditore

Scena II

Maria, soliloquio

MARIA : Forse ho esagerato: mi dovevo mantenere un poco pi leggera (pausa) Per, la verit: io gia mi sento un po meglio; almeno m tornato un poco di respiro. Dice lui: Quello un sogno!. Volevo vedere se capitava a lui come si doveva sentire. E gia, ma a lui non gli pu capitare mai: entrato in Chiesa solo il giorno che ci siamo sposati. Basta che la mattina si frega uno zuppone di pane e latte e poi va a fare il vagabondo in mezzo alla piazza. E io, invece, che me ne vado scalza tutte le mattine a Messa. (Pausa; poi con lo sguardo al Cielo) Signore, ma io non lo dico perch non voglio morire, per carit! Lo sappiamo che quella la fine che faremo tutti quanti, per se io muoio a mio marito lo perdiamo completamente: quello subito si risposa. (Come per rispondere ad una voce dall'alto) Noo, non sia mai! Io non voglio diventare come a Saverio Bestione! Io per campare di pi, mi vendo lanima al diavolo? Noo Se voglio rimanere per il bene di mio marito E se faccio qualche peccatuccio, ma proprio leggero leggero, perch non voglio che mio marito rimane solo e cade in tentazione

Campanello.

MARIA : (andando ad aprire con calma) Mah, penso che stamattina, senza novena e con quelle belle parolacce che ho detto a mio marito, me li sono guadagnati un altro paio di giorni? O no?... E a mezzogiorno non gli cucino nemmeno... (poi riflette) Ma che ci guadagno? Quello manco viene considerato in confronto a una vita di Messe, novene e processioni. E pure io per: so stata troppo esagerata. Non bastava la Messa alla domenica? No, tutti i santi giorni ci dovevo andare, e che ?

Altro campanello pi insistente

MARIA: Arrivo, arrivo, e questo tiene fretta! E io invece no! (esce a vedere) Ah, tu sei?

Rientra seguita da comare Rosina.

Scena III

Maria e Rosina

ROSINA: Mar, ti ho aspettato finora sotto casa per andare alla novena; ho visto che non scendevi pi e sono salita ioTu la mattina sei sempre la prima allappuntamento. Ho chiesto a tuo marito e mi ha detto di non aspettarti, che tu in Chiesa non ci verrai mai pi Ma vero?

MARIA : (prima bugia) Ma sentite che va dicendo quel baccal! Ho detto che oggi non mi sento di venire in Chiesa perch non mi sento bene

ROSINA: E che ti senti? Hai chiamato il dottore? Ma che ci stava andando Pasquale?

MARIA : (seconda bugia) No, Pasquale se ne stava andando in mezzo alla piazza a dire fesserie...

ROSINA: Niente di meno: e ti lascia cos? Scusa Mar, ma non si lasciano le mogli sole in casa quando non si sentono bene.

MARIA : (terza) Diglielo tu a quella testa di rapa...

ROSINA: Quellincosciente! Ma di preciso che ti senti, Mar?

MARIA : La vita, sento che la vita mia se ne va

ROSINA : Che?... Ma dov che ti fa male?

MARIA : Mi sento di perdere il respiro E una cosa che viene da dentro. (Pausa di ascolto) Mi sento qua (preme il torace) come un fiume in piena che scorre. Un fiume! (grida) Ce lhai presente il fiume che scorre?...(grida pi forte) Che scorre Ros!

ROSINA: (sbigottita, si rivolge al pubblico) Mamma mia, questa ha preso qualche botta in testa, straparla!... Mar, dove lo tieni lelenco del telefono? Cos chiamo il dottore

MARIA : Noo, e a che mi serve il dottore? Qua ci vuole qualcuno che non mi fa seccare lacqua, che mantiene viva la sorgente. Chiama il fontaniere dellAcquedotto. Senti, senti! Mo si finisce lacqua

ROSINA : (gridando al pubblico) Correte, chiamate il dottore!

MARIA : Calma Ros, calma: mi fai prendere un accidente.

ROSINA: Ma si pu sapere che cosa ti sta succedendo?

MARIA : Quando savvicina la morte Ros, si sente il mare, i cavalloni. E come se mi sento che

ROSINA : Come se lacqua che stai perdendo, se ne va tutta a mare?

MARIA : Eh, brava! Ma passando da dentro la fognatura... Ma tu non mi puoi capire Ros!

ROSINA : (assecondando) Mar, non ti sforzare pi. Io ho capito: quando uno sta per morire come se si aprono i rubinetti...

MARIA: Gli intestini...

ROSINA: Le tubazioni

MARIA: Scusa, Ros, ma devo andare un poco al bagno...

ROSINA: Ti accompagno, Mar.

MARIA : Lascia stare Ros, mica mi sono rimbambita

ROSINA : Per lascia la porta aperta, non la chiudere: ch dopo siamo costretti a sfondarla

MARIA : Ne Ros: secondo te io devo morire proprio nel gabinetto?... Boh! (ed esce)

ROSINA: (al pubblico, sola) Eh, perch le cose brutte succedono sempre l dentro. Mi ricordo che mio marito, quando ha avuto la paralisi, gli venuta nel bagno. Ce ne siamo accorti in ritardo perch lui se la prendeva sempre comodo Abbiamo dovuto rompere la porta! Che disastro!... Comunque Maria una bottarella in testa lha presa sicuro. Leggera leggera ma lha presa. Io mi meraviglio del marito, che non se n accorto e la lascia sola sola. Lui se lo doveva immaginare per il fatto che non voleva venire in Chiesa: e quando mai! Eh, ma io non la posso lasciare in queste condizioni

Si sente lo scarico del bagno. Maria ricompare.

MARIA: (debole) Quant'acqua che si perde

ROSINA: Come ti senti, Mar? Va meglio adesso?

MARIA : E che cambiato Ros? Solo perch sono andata al bagno devo stare meglio?

ROSINA : Mar, chiamiamo il dottore, senti a me. Almeno viene e ti misura la pressione, perch pu essere pure un fatto di pressione

MARIA : Ros, qua ci vuole uno che sa regolare la pressione dellacqua

ROSINA : (va rovistando) Ma dove lo tieni questo cavolo di elenco del telefono?

MARIA : Ma lascia stare lelenco Ros Anzi, vattene alla novena che tardi.

ROSINA: Noooo, Maria mia: se tu stai cos io non ci posso andare!

MARIA : Siiii, Rosina mia: tu ti devi guadagnare il premio, come fai tutte le mattine

ROSINA: (non capisce) Che premio dEgitto! Io non me ne vado di qui fino a quando non viene il dottore!

MARIA: Ah, si?...

Maria esce e ricompare subito con una scopa in mano.

ROSINA :Mar, mo' devi passare la scopa che non ti senti bene? Posa quella scopa e siediti

MARIA : No Ros, io non lho presa per passare il pavimento: questa scopa te la spacco in testa se non te ne vai subito alla Chiesa

ROSINA: Ma ma stai dicendo veramente o stai scherzando Mar?

MARIA : E mo te ne accorgerai, scema mia

Alza la scopa e la rincorre. Rosina esce spaventata e urlando.

ROSINA: Correte che Maria uscita pazza. Correte tutti quanti! Correte

MARIA : (gridandole dietro) Vattene in Chiesa! BIZZOCA!

Rumore dietro le quinte di chi cade per le scale e impreca a soggetto. Maria, che era uscita un attimo, ricompare con la scopa in mano pi rilassata.

Scena IV

Maria, soliloquio.

MARIA: (si strofina le mani) Ahhh! Ora me lo sono guadagnato un altro mesetto? O no? (Pensando ad alta voce) Chiss quali saranno i peccati pi grossi dei dieci comandamenti? (riflette) Gli ultimi! Si, s, gli ultimi sono i pi brutti: se ti appiccichi addosso uno di quelli e chi ti smuove pi dalla faccia della terra! Cos ha fatto Saverio Bestione: ha pigliato tutti i (dieci) peccati e uno alla volta se l fatti tutti quanti. E mo crepa quello la

Suonano alla porta

MARIA: (andando ad aprire) E questi rompiscatole, non hanno capito stamattina che mi devono lasciare in pace

Scena V

Maria e Carmela La Dote

CARMELA: (dallesterno) Mar, permesso?

MARIA: Carmela, tu sei? (sbuffa) Avanti

CARMELA: Mo vengo dalla Chiesa, ch io ti volevo parlare; ma quando ho visto che non ceri ho pensato che stavi ancora lavorando sul corredo di mia figlia Titina

MARIA: (verso il pubblico) Si, stamattina non tenevo dove pensare

CARMELA: Non ho capito Mar

MARIA: Ho detto che stamattina non tenevo dove andare. Carme, ci una stanchezza addosso...

CARMELA: Hai ragione sorella mia: tutto quel lavoro che ti ho dato da fare in pochi giorni

MARIA: Eh, sto ricamando giorno e notte e non arrivo a finire ancora

CARMELA: Ges! Che quella, mia figlia, si sposa sabato prossimo

MARIA: E che colpa miase uscita in cinta?

CARMELA: No, ma oggi gia marted e tu mi avevi promesso che per domani avresti finito

MARIA: Carme, io sto per partire da un momento allaltro e non ti posso finire niente

CARMELA: O che tragedia! E dove te ne devi andare?

MARIA: Allaltro mon A Milano Carm! Devo andare per forza! Perci mo ti restituisco la roba che mi rimasta(va allinterno e prende gli scatoli di tovaglie, tovaglioli, fazzoletti, lenzuola etc. oltre a delle buste piene di mantelle per la puerpera, c.d. liseuses, babbucce, papaline di lana, etc. etc.)

CARMELA: Ma io gioved devo esporre in casa la dote di mia figlia: come devo fare Mar?

MARIA: Come facevano gli antichi Carme! Tua sorella fa la magliaia e tu il lavoro lo porti a me

CARMELA: Ma io te lo porto perch tu sei brava Mar, e mi fai pure risparmiare

MARIA: A proposito Carme: il conto viene 50 mila lire!

CARMELA: Ma avevamo detto 40 Mar, non ti ricordi pi?

MARIA: Mi ricordo che tua sorella ne voleva 70, perci il lavoro lhai portato a me

CARMELA: E vero! Ma noi ci accordammo per 40 e adesso tu aumenti a 50

MARIA: Carme, oggi la vita aumenta per tutti (allude) Solo per me deve diminuire?

CARMELA: A me lo dici Mar! Tu non hai idea di quanto mi costera questo Matrimonio

MARIA: Perch tu lo sai quanto mi costera questo Funerale?

CARMELA: Funerale?... Mar, ma qualcuno della famiglia vostra sta male?

MARIA: E ognuno sa i fatti suoi Carme; se non ti dispiace mi servono urgente i soldi

CARMELA: (prende i soldi dalla borsa e paga)Ah, i guai, Mar: io per questo ti vedevo strana Ma che lo tieni il resto della 50 mila?...

MARIA: Il resto? Che resto Carme? (si prende la banconota) Ti ho detto che viene 50 mila lire giusto giusto (E aumentato il prezzo del cotone, della lana)

CARMELA: Scusa se insisto Mar, ma tu il lavoro neanche me lhai finito tutto

MARIA: (la accompagna alla porta con scatoli e buste) Dove stai a badare! E quasi finito Carme! Te lo finisce tua sorella la magliaia. Statti bene! Buon Funera Buon Matrimonio!

CARMELA: (uscendo con tutto lingombro) Mar! Non ti conosco pi: poi mi spiegherai che cavolo ti successo

MARIA: (cantilena popolare materana) E successo un gran processo: Monsignore azziso (seduto) al cesso

Rumore dietro le quinte di scatoloni che cadono per le scale e imprecazioni di Carmela, mentre Maria si mostra sempre pi soddisfatta e rilassata.

MARIA: (si strofina le mani) Ahhh! E mo mi so guadagnato almeno un annetto! (Pensando ad alta voce) Queste 50 mila lire me le spendo solo per me: alla faccia di Pasquale! La prima cosa (pensa) una cosa scandalosa, per esempio i trucchi, si! Mi devo comprare un rossetto viola acceso, accesissimo; e poi un bel paio di calze a rete, rosso fuoco, fuochissimo; e poi le scarpe col tacco a spillo, a spillissimo; (si atteggia in tono francese) e dop un bel teier, co la gonn cort cort e lo spacch provocand, com si us mua (ora), che quando in Chiesa mi vedra Don Tonino, mi deve scommonicare (scomunicare) subito

Si sentono voci provenire dalla scala d'ingresso

Scena VI

Maria, Pasquale e la dottoressa Felicia DAmore

PASQUALE: (solo la voce, estremamente gentile) Prego, salite, dopo di voi, prego

MARIA: Ecco, mo si ritira lui: gli rimorde la coscienza al traditore E andato a chiamare il dottore, ma che ci devo fare col dottore? Che ci devo dire? Quando gli racconter il fatto, mi dira che solo un sogno e che non mi devo preoccupare. Tanto piacere!

Entra Pasquale con una giovane ed elegante dottoressa. Saluti a soggetto.

PASQUALE : (sorridente) Mar, sta la dottoressa.

MARIA : (tra s) Oh, mamma mia: questa quella giovane della Guardia Medica

PASQUALE : Il medico nostro sta in ferie e lo sostituisce lei; (alla dottoressa) ve la ricordate mia moglie?

DOTTORESSA : Certo! Allora signora, come sta?

MARIA : Dottore, io sto conciata per le feste grandi!

PASQUALE : (petulante) La dottoressa fa molto spesso la Guardia Medica al paese. Ti ricordi, Mar? Labbiamo chiamata di nuovo quella notte che tenevi quel mal di pancia forte. E sempre lei!

MARIA : Pasqua, quando la finisci?

PASQUALE : Non ti ricordi?

MARIA : Si che mi ricordo! Che sono la smemoriata del Collegio? (smemorata di Collegno)

DOTTORESSA: (li interrompe) Intanto, misuriamo prima la pressione!

MARIA : (pensa a voce alta) E tanto si sa, quando vengono i dottori, questa la prima cosa che ti fanno

DOTTORESSA : La pressione importante signora, e va tenuta sempre sotto controllo.

E mentre le misura la pressione con il suo strumento portatile, Maria divaga

MARIA : E come non lo so. Il paese pieno di queste macchinette. Stanno quelle che si ordinano pure col giornale e si vendono in tutte le Farmacie. La gente che non sa che cosa fare si misura la pressione: i vecchi fanno sempre questarte. Pure mio marito va tutti i giorni in Farmacia a misurarla, perch gratis. Come si dice: Se la pomata franca (gratis) ungimi tutto. Mio marito e gli altri la mattina fanno la fila gia pronti con la manica alzata. Quando il dottore apre la Farmacia e li vede, gli viene labbassamento di pressione. Ma quello lo fa per pubblicita, per vendere le macchinette

PASQUALE : Mar, ma lascia stare questi ragionamenti: alla dottoressa che gliene importa di quello che faccio io e gli altri come me?

DOTTORESSA : No, la lasci parlare.

MARIA : Hai sentito? Per quel poco tempo che devo campare ancora, ha detto che posso parlare! Dottore', come sto in pressione?

DOTTORESSA : Be, tende a salire, signora (rimette a posto lo strumento e mentre parla con i coniugi continuer la visita di routine con lo stetoscopio etc.)

MARIA: Ecco: me lo sentivo che stava salendo e sale, sale, sale fino alle nuvole

PASQUALE: Veramente, mia moglie ha sempre sofferto di  alta pressione . Dottore, come vi dicevo, stamattina presto mia moglie ha fatto un brutto sogno, e sta ancora tutta scombossolata. Io ho cercato di calmarla, ma lei niente, dottore, rimasta impressa. Stamattina era inaccertabile.

MARIA: Pasqua, ma statti zitto che fai pi bella figura!

DOTTORESSA: Si, il sogno della nuvola. Signora, suo marito ha ragione: non si deve preoccupare e deve stare pi serena. I sogni, per quanto possano essere importanti, non sono la verit. Essi appartengono alla sfera dell'immaginario, della fantasia.

PASQUALE: Insomma, Mar, dice la dottoressa che i sogni certe volte sono falsi

MARIA: Dottore, il sogno mi diceva la verit, la verit che devo morire e pure subito

DOTTORESSA: Che dobbiamo morire fuori di dubbio, ma che questo sia un fatto imminente lo escludo.

MARIA: Dottore, voi pure non mi credete come mio marito. Ma quella voce che usciva dalle nuvole era la voce del Padre Eterno io sono sicura!

DOTTORESSA: Signora, io non sono uno psicologo, ma chiaro che questo sogno nasce da una sua paura inconscia della morte. In altre parole, lei ossessionata dall'idea della morte, e l'inconscio, ossia quella parte profonda e buia di noi dove depositato questo sentiimento, la notte emerge con tutta la sua inquietudine e sollecita una risposta che l'io razionale, purtroppo, non sa dare.

MARIA: Dottore, anche se non vi so rispondere, comunque di una cosa so sicura: che tutti quanti abbiamo paura di morire!... Perch, i dottori non hanno paura come noi?

DOTTORESSA: Peggio, signora, peggio! Noi abbiamo pi paura degli altri, perch un medico abituato a vedere la morte sotto un profilo biologico: e questa prospettiva non lascia spazio alla salvezza.

MARIA: Dottore, la verit non ho capito proprio tutto tutto! Comunque, grazie lo stesso perch mi volete dare coraggio.

DOTTORESSA: E' la prima volta che mi capita un paziente turbato da un sogno... un sogno profondo, ma pur sempre un sogno. (Dopo una breve pausa) Allora, a parte un po' di pressione alta, si rassicuri.

MARIA: Mi rassicuro che devo morire?

DOTTORESSA: No, si rassicuri che vivr e che si trattato solo di un brutto sogno.

MARIA : (tra s) E dalle!... Dottore, e non mi segnate manco una medicina?

DOTTORESSA: Non ce n' bisogno, ma se questo serve a farla stare pi serena, ecco qua: (prende il ricettario) vi faccio questa ricetta: sono gocce; ne prenda quindici prima di dormire e si sentira in Paradiso (si accorge della gaffe) Ehm, cio dormira bene come le altre volte.

MARIA: E questo tutto? Contro la morte ci bastano 15 gocce? Giacch siete venuta, dottore, potevate segnarmi almeno qualche siringa! Anzi, per me mi potete pure scrivere il ricovero

DOTTORESSA : E a cosa serve? Signora lei sta bene! E' solo suggestionata: passera.

MARIA: Dottore, prima che ve ne andate, vi posso fare una domanda?... (la dottoressa fa un cenno dassenso) E vero quella cosa che si dice...

DOTTORESSA: Cosa?

MARIA: Quel morto proverbo...

DOTTORESSA: Ah, quel motto, quel proverbio!

MARIA: Eh, dove si dice che i buoni cristiani, (cenno a tre dita) se ne vanno sempre prima degli altri? (La carne triste, non la vuole manco Cristo)

DOTTORESSA: Beh, se per buoni intendiamo quelle persone che soffocano i sentimenti di rabbia e di ribellione, quando le circostanze lo richiedono; secondo una ricerca condotta in America, da prendere per con le dovute cautele, potrebbe esserci in questo aforisma, diciamo, un fondamento di verit.

MARIA: Dottore, scusate, ma io ci un mal di testa tremendo e non tanto vi sto capendo.

PASQUALE: Mar, la dottoressa ha detto che queste so tutte fesserie.

MARIA : Ecco, arrivato lo scienziato! (a lei) Dottore, ma vero o non vero?

DOTTORESSA: Cercher di spiegarlo in altre parole. Secondo questa ricerca statistica americana molto discutibile - eh, l sono pionieri, avventurieri nelle scienze - i cristiani, cio le persone di religione cattolica, sono quelli che muiono pi facilmente d'infarto rispetto a quelli che professano altre religioni.

MARIA: (grida allarmata) A si? Mamma mia!

DOTTORESSA: Che cosa le succede adesso?

MARIA: Il cuore: mo se ne scappa dal petto.

DOTTORESSA: Ma no, solo suggestionata.

PASQUALE: Mar, ma so tutte fesserie

DOTTORESSA: (ammonisce Pasquale) Ma cosa dice?

PASQUALE: (timidamente) Iolo dicevo per darle coraggio!

DOTTORESSA: (A Pasquale) La ricerca di questi studiosi americani discutibile, ma arrivare a dire che sia una fesseria, mi sembra esagerato.

MARIA: Pasqua, non la fare arrabbiare la dottoressa. Insomma, che hanno detto questi americani?... Ma ditelo terra terra, che quello, mio marito, un poco gnorande...

PASQUALE: (gli sfugge) Ma che me ne frega a me!

La dottoressa gli lancia un'altra occhiata di ammonimento.

DOTTORESSA: Lo so che mi esprimo in modo poco chiaro...

MARIA: Grazia!

DOTTORESSA: ... Ma non riesco ad andare al di sotto di un certo linguaggio. Comunque, il fatto, in parole povere questo: secondo gli americani, i cattolici, a causa della loro religione, reprimono molti sentimenti ed emozioni, soprattutto quelli della sfera sessuale; cos dentro di loro si forma una pentola a pressione, un coacervo di emozioni represse pronto a esplodere.

Maria e Pasquale seguono faticosamente.

DOTTORESSA: Non ci siamo ancora, eh?

MARIA: No, dottore: mio marito stato bocciato pure alle scuole piccole...

PASQUALE : Ah, perch tu tieni le scuole grosse?

MARIA : Almeno ci la scuola che leggo in Chiesa

PASQUALE : E che c'entra?

DOTTORESSA: (interrompe il puerile diverbio) Insomma, signora mia, sti cristiani non si sfogano e muiono di crepacuore, ecco!

MARIA: Come sarebbe non si sfogano, dottore?

DOTTORESSA: (Un po irritata) Non sfogano i sentimenti di odio perch non devono odiare, non solo, ma devono amare i loro nemici; non possono guardare la donna degli altri perch peccato; non possono desiderare la roba degli altri perch peccato; tutto quello che fanno o pensano diventa peccato; soprattutto, poi, per quanto concerne l'attivita sessuale. Anche degli autorevoli scienzati polacchi, pure cattolici, in una loro validissima indagine in merito, hanno confermato che tale attivit risulti molto salutare, se non addirittura il segreto della longevit.

MARIA: Che cosa? Che il fatto?

DOTTORESSA: (Finalmente chiara) Sarebbe che fare l'amore, fa bene, signora! (sognante) La gente crede che, una volta diventati anziani, sia normale smettere di amarsi! Invece vero il contrario: si diventa vecchi quando smettiamo di amare

PASQUALE: (un po seccato) Dottore! E porca della miseria! Per favore non ci mettete queste cose in testa a mia moglie, ch io non me la fido pi.

MARIA: Hai sentito Pasqua? Uno se vuole campare assai, deve fare i peccati carnosi; si deve sfogare in tutte le maniere!

PASQUALE: Dottore, ditelo voi che a una certa eta queste cose non si possono fare pi, che non sono consigliate...

DOTTORESSA: Ma non dica eresie! Per amarsi non esiste eta, caro signore! (Estasiandosi) Amarsi l'attivit pi bella e salutare che esista. Amarsi liberare le energie e le forze indistinte chiuse in ognuno di noi. (Poeticamente, con enfasi) Amare rigenerarsi. E' con l'amore che il mondo, l'universo, si rinnova alla vita Arrivederci! (ed esce).

Maria fissa Pasquale; questi ne imbarazzato e cammina visibilmente a disagio sulla scena, evitando il suo sguardo. Maria si alza di scatto e lo insegue.

PASQUALE:Mar lasciami stare! So tutte fesserie

MARIA:Pasqua! Vieni qua! Dove te ne vai? E inutile che scappi!... Fai il dovere tuo

E dopo qualche giro intorno al tavolo Pasquale ripara nella camera da letto inseguito da Maria.

Sipario

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

Due giorni dopo Maria, in piedi nello stesso ambiente di casa, sbatte nervosamente col cucchiaio uno zabaione di uova in una tazza. Non ha avuto il coraggio di comprare i trucchi, ma si arrangiata con la marmellata di amarene fatta in casa Pasquale la osserva seduto al tavolo. E in canottiera ed appare stanco e avvilito.

Scena I

Pasquale e Maria, poi la voce dall'alto

PASQUALE: Mar, inutile che perdi tempo! La mia non debolezza! Quella la testa che non ci sta pi! Perci, vatti a lavare la faccia che sei ridicola

MARIA: Ah, io sono ridicola? Ma le altre donne truccate ti piacciono, eccome se ti piacciono! Invece io io sono ridicola

PASQUALE: Per forza Mar: si vede da lontano che quella la marmellata di amarene che hai fatto ieri

MARIA: E ho voluto fare una prova! Ma tu invece di apprezzarmi

PASQUALE: Ma se ti sei conciata come un pagliaccio Mar; ti sei fatta le guance e le labbra tutte viola ma guardati allo specchio! Solo se ti vede qualcuno tutta sbavata Ecco, mo ti stanno apprezzando le mosche

MARIA: (scacciando delle ipotetiche mosche dal viso e togliendosi il trucco con uno straccio) Tu invece il moscone lo fai fuori di casa Io le sto provando tutte Pasqua: (allude) vediamo se ti svegli un poco e mi dai un piccolo aiuto

PASQUALE: Ma che aiuto dEgitto ti devo dare Mar? E poi, il sogno ormai non vale pi: so passati due giorni e se tenevi da morire (accenna un volo con le braccia), dovevi essere gia volata

MARIA: Questo perch mi sto mantenendo: non vado pi a Messa, tratto male la gente e dico almeno tre bestemmie al giorno. E non sia mai che smetto (questa cura).

PASQUALE: Embe? Allora vai avanti cos!

MARIA: Tu dici che cos ci arrivo alla vecchiaia?

PASQUALE: Ci arrivi, ci arrivi

MARIA: (porgendo nervosa la tazza a suo marito) Pasqua, bevi!

PASQUALE: (guarda nella tazza) Porca la miseria! E quante uova ci hai messo?

MARIA: E uno solo.

PASQUALE: Uno solo? Mi pare che con queste si possono fare due torte di compleanno

MARIA: Quanto la fai lunga Pasqua: luovo della papera di Zio Michele.

PASQUALE: Alla faccia di Z Michele! Quella papera fa certi palloni cos (accenna un bel cerchio con le mani), altro che uovo Mar, ma non mi posso bere il latte, come le altre mattine?

MARIA: Pasqua, tu ti devi decidere, se no (minacciosa) se no io provvedo diversamente

PASQUALE: U... U... ma che sei uscita pazza? Alla vecchiaia faremo ridere la gente? Vogliamo finire in bocca a tutta Matera?

MARIA: Eh, si: volevo vedere se ero ancora bella giovane

PASQUALE: (paziente) Maria mia, ma lo vuoi capire che io non ce lho pi quellet?

MARIA: Pasqua, se per questo fatto, tu leta non lhai tenuta mai!

PASQUALE: Non vero: io quando ero giovane...

MARIA : Quanderi giovane Pasqua, tu eri come adesso

PASQUALE : Mar, stammi a sentire: tu continua cos che vai bene. Dici qualche bestemmia di troppo, manda a quel paese i cristiani, e tira a campare

MARIA: E se qualche volta me la scordo questa medicina?

PASQUALE: Non te la scordi sicuro! Con questo chiodo fisso che hai. E poi, Mar, questa cosa, tra marito e moglie non considerato peccato. Vale la pena fare tutti questi sacrifici per niente?

MARIA: (esce in italiano) Ma almeno libera il coacervio delle emozioni ripresse (o depresse)

PASQUALE: (meravigliato) Che hai detto?

MARIA: Quello che ha detto la dottoressa della Guardia Medica.

PASQUALE: E tu ti ricordi che ha detto preciso queste parole?

MARIA: Si. Sono andata a trovarla allambulatorio e m'ha spiegato tutto lo studio che hanno fatto gli americani e i russi...

PASQUALE: Quali russi! I polacchi!

MARIA: Giusto, i polacchi. L'ho sentito pure alla televisione. Hanno detto che fare lamore, vale come se come se uno si mette a correre da qui, fino allaltra periferia di Matera

PASQUALE: E tu mettiti a correre e vai da una punta allaltra di Matera

MARIA: E si, cos tutti quelli che mi vedranno mi prenderanno per scimunita

PASQUALE: Mar, ma io non ti posso aiutare! E inutile che mi sbatti luovo di papera ogni mattina. Mi farai solo facendo crescere la panza come a Z Michele

MARIA: Ma voi sentite un poco a questo come ragiona! Ma se io posso trovare il giovamento dentro casa mia, ma perch mi devi costringere a correre, a dire parolacce e a litigare con le persone?

PASQUALE: A proposito, che ti successo con Consiglia, la signora di fronte? Dice che ti ha mandato Francuccio il figlio per chiederti uno spicchio daglio, e tu al bambino, lhai risposto a maleparole. Pure ai bambini! Da quando hai fatto quel diavolo di sogno non hai perso tempo: in due giorni ti sei data un sacco da fare Mar. Ma perch non ti stai un poco pi calma?

MARIA: Ah, mi devo stare pure pi calma?... E mo vi faccio vedere io!... Allora: Consiglia e il marito devono chiudere subito quelle finestre che hanno aperto sul confine del terreno nostro: la legge dice che non si pu fareperch devono mantenere la distanza

PASQUALE: Ma ce lo dovevamo dire prima Mar! Il cristiano prima di aprire le finestre ci ha chiesto il permesso, e sei stata proprio tu che gli hai detto: Non ti preoccupare, sulla faccia della terra ci dobbiamo solo volere bene!"

MARIA: E mo' le finestre le devono chiudere, e se non lo fanno subitissimo, gli facciamo una bella causa

PASQUALE: Mar, ma una causa dura almeno dieci anni, se tutto va bene

MARIA: Embe? Allora perch gli faccio causa? E tutta salute!

Pasquale si fa davanti al proscenio e guarda verso l'alto.

PASQUALE: (implorando a mani giunte) Oh, Signore: questa uscita pazza! Che cosa ci posso dire? Diglielo Tu che stato solo un sogno, dille che quella voce non era Tua, se no questa mi fa vivere dentro linferno

A QUESTO PUNTO SI SPENGONO LE LUCI SULLA SCENA

Irrompe dallalto una voce greve e profonda, mentre Maria e Pasquale rimangono immobili.

LA VOCE: Maria, hai scelto di restare su questa terra rinunciando al Paradiso. Ebbene, ti dar lunga vita; ma quando verra quel giorno poi faremo i conti. In compenso porter via tuo marito, uomo onesto, che per la sua sopportazione si mostrato degno della Gloria degli Angeli

SI RIACCENDONO LE LUCI DI SCENA

Lunga pausa di silenzio e sgomento di Pasquale, rimasto di stucco

PASQUALE: Mar! Ma hai sentito pure tu quello che ho sentito io?

MARIA: (le viene quasi da ridere) Eh si, Pasqua! (tra s) La ruota gira

PASQUALE: (urlando verso il vicino di casa) A Consiglia e al marito non gli far chiudere solo le finestre, gli far gettare a terra (demolire) tutta la casa!...

MARIA: (passato il pericolo, ritorna mite) U, calmati, Pasqua!

PASQUALE: E se il marito mi dice qualche cosa, gli rompo pure la testa a quel cornutone

MARIA: Madonna mia! Che dici Pasqua? Quelli sono tanto dei bravi cristiani

PASQUALE: E pure io sono stato sempre un bravo cristiano Mar, e questo il risultato! Ma dov che ho sbagliato? Dove?...

A queste parole Maria ci ripensa e si fa prendere da uno sconforto opposto al precedente

MARIA: Non dire cos: sono io che ho sbagliato tutto Pasqua! Prima ero scontenta perch non volevo andare in Paradiso, e adesso mi viene da piangere perch non voglio andare allinferno Io, dopo, non li voglio fare i conti

PASQUALE: (agitato, comincia a camminare su e gi) E io invece non voglio morire adesso: io so ancora giovane! Ci appena sessantanni: per arrivare a 80 anni ce ne vogliono venti. Mica sono fessi altri ventanni, Mar?

MARIA: (piangendo, riferendosi a Pasquale) E chi lo sopporta adesso? Questo il problema!...

PASQUALE: (percepisce appena) Che hai detto Mar?

MARIA: (mette una pezza) Ah? Ho detto: E chi lo risolve adesso questo problema?

PASQUALE: (sfoga la rabbia accumulata) Nessuno! Quelli migliori muoiono sempre prima! Ecco, ora tiene pure il coraggio di piangere! Intanto io muoio e lei rimane qua, alla faccia mia! Guardatela, guardatela come si mantiene giovane, tiene ancora la pelle lucida lucida. E chi la smuove di qua, dopo il veleno che ha sputato fuori in questi giorni

MARIA: Pasqua, ma io non voglio andare allinferno.

PASQUALE: Tu, se continui a comportarti cos, fregherai pure a Saverio il Bestione.

MARIA: Io voglio venire in Paradiso con te, non voglio andare allinferno col Bestione Per venti, trentanni in pi sulla terra non posso rinunciare al Paradiso (Inizia una cantilena come se gia piangesse la morte di suo marito) Pasqua, voglio venire con te Pasqua, voglio venire con te...

PASQUALE: (su tutte le furie) Mar! Allora non hai capito niente? Io questo premio che dici tu, non lo voglio vincere! Ohhhh

MARIA: (continua, ma cambiando motivo silenziosamente) Voglio stare con Pasquale mio in Paradiso... Voglio stare con Pasquale mio in Paradiso...

PASQUALE: Mo' incomincia con unaltra canzone. U! Ti vuoi stare zitta o no! Bugiarda, vipera velenosa e bestemmiatrice

Squilla il telefono: spavento di Pasquale.

Scena II

Pasquale, Maria e la telefonata da Milano

PASQUALE: (risponde scorbutico) Chi ! (E subito passa la cornetta alla moglie) E tua figlia da Milano.

MARIA: (risponde debolmente, ma felice di sentire sua figlia) Luisella, come stai, a mamma? Da quanto tempo che non ci sentiamo. Che fa pap? Niente, sta bene, cos, cos! Come? La piccolina, Marianna, vuol dire "Ciao a nonna? (ride) Ciao a nonna, ciao. Vuol dire pure "ciao" a nonno? E mo te lo passo a nonno...

Gli porge la cornetta, ma Pasquale non ha nessuna voglia di parlare

PASQUALE: (irascibile) Ancora?

MARIA: E la piccolina, Marianna: ti vuole salutare, ti deve dire "ciao".

PASQUALE: Questi hanno tempo da perdere! Io devo vedere cosa devo fare stamattina: mo devo correre subito dallavvocato

MARIA: Ma tua nipote ti vuole dire solo "ciao".

PASQUALE: (scostante, prende la cornetta) Ciao, a nonno, ciao. Statti bene! E dai, che nonno non pu perdere tempo che tiene i giorni che giorni? Tiene le ore contate

MARIA: (riprendendosi la cornetta) Pronto? Luisella? Quant fatta grande Marianna! Questanno andr allasilo? Che c? Ah, hai comprato la casa? Ti dobbiamo mandare i soldi! Quanti dicesti che erano? Cinquanta milioni! (Ottura l'apparecchio con la mano e si rivolge al marito) Hai sentito? Ci dobbiamo mandare i cinquanta milioni perch si sono comprati la casa

PASQUALE: (sentenzia) I soldi non si possono toccare: stanno vincolati e se li prendo prima ci perdo gli interessi...

MARIA: Ma ce l'abbiamo promessi e se non ce li diamo Luisella perde la caparra.

PASQUALE: Lei perde solo la caparra, ma io se ce li do, perdo la vita

MARIA: (riprendendo a parlare all'apparecchio) Si, a mamma, si, non ti preoccupare! Per quanto te li devo mandare? Per marted prossimo? Va bene, a mamma, penso che per marted (fissando suo marito) non ci saranno pi questi problemi (allude al marito in procinto di andarsene)

PASQUALE: (ribadisce) I soldi non si possono svincolare!

MARIA: (con la mano sullapparecchio) Pasqua, ma i soldi, sempre ai figli nostri ce li dobbiamo dare, mica ce li possiamo portare appresso! Li dobbiamo aiutare adesso che hanno bisogno.

PASQUALE: (ancora pi categorico) I soldi non si possono svincolare! Cavolo!!!

MARIA: (riprendendo sottovoce) Non ti preoccupare, dopo te li mando io i soldi. Come? Lo vuoi salutare? E Marianna ci vuole mandare pure un bacetto! Eh... unaltra volta Luis, papa stamattina si alzato girato alla rovescia Beh, ciao, ciao, ciao a nonna (chiude)

PASQUALE: (burbero, mentre cerca concitatamente un numero sullelenco telefonico) Lo capisci che non possiamo perdere tempo al telefono?... Tengo da fare cose pi importanti!

MARIA: (cercando di intenerire Pasquale) Quant fatta bella Marianna: non ha compiuto ancora tre anni e gia ti vuole dire ciao ciao in faccia al telefono

PASQUALE: (non abbocca) Si,canta tu:io i soldi non li posso svincolare. Ohhh!!!...

MARIA: (pensa ad alta voce) Tanto, fino a marted prossimo

PASQUALE: (fissandola torvo) Che cosa vuoi dire Mar?

MARIA: Niente: c tempo! (cambia discorso) Che stai cercando?

PASQUALE: Il numero di telefono dellavvocato Favugno

MARIA: Perch? Che cosa ci devi fare?

PASQUALE: Dobbiamo fare causa a Consiglia e a suo marito

MARIA: Di nuovo? Ma non ci sta bisogno Pasqua: se glielo diciamo con le buone, vedrai che troviamo laccordo

PASQUALE: Laccordo? Che cavolo me ne faccio dellaccordo? Io voglio fare una causa che non finisce mai, Mar! E allavvocato gli devo dire che non si fermasse alla prima sentenza, si preparasse gi allappello. (Spazientito) Dove cavolo sta sto numero? Possibile che un avvocato di questa fatta, non tiene un diavolo di numero sulla rubrica? Mar, cercalo tu il numero che io, tanto il giramento, non ci vedo pi

Maria, obbediente suo malgrado, trova il numero sullelenco.

MARIA: Lho trovato Pasqua!

PASQUALE : Allora dettami il numero! Subito il numero

Pasquale va allapparecchio e si appresta a comporre il numero che gli detta Maria.

Scena III

Pasquale, Maria e la telefonata all'avvocato

PASQUALE: (al telefono) Pronto? L'avvocato Favugno? Come non ci sta? E dove andato? (Dopo un po') Scusate signori', se mi fate parlare un po a me, forse meglio, cos mi spiego. (A sua moglie) E questa dice sempre le stesse cose!

MARIA: Ah, allora quella la segretaria (segreteria) a pappagallo: devi lasciare un messaggio

PASQUALE: (Si dispone per il messaggio, tenendo la cornetta a mo di microfono, parlando per il verso dal quale si ascolta) Avvocato Favugno, sono Pasquale Gaudillo, ho i minuti contati! Dovete telefonare subito a casa mia, perch dobbiamo fare demolire una casa abusiva vicina al mio confine. (Sussurrando in confidenza) Sono disposto a cacciare ogni cifra, ripeto: ogni cifra! Telefonare! E urgentissimo! Questione di vita o di morte! (e chiude) Allora, facciamo un riassunto: i cinquanta milioni non si toccano; avviamo subito la causa contro labusivo; alla Messa non c pericolo che ci vado Ah, le bestemmie! (Inveisce a scena muta contro sua moglie, come ha fatto Maria contro di lui nel primo atto; quando smette ha un respiro liberatorio) Ohhh! Penso che fino a marted prossimo me la sono scansata (e siede soddisfatto; ma poi riflette) Ma che ci faccio! Che ci faccio! Quello, il Principale di sopra, queste cose non me le considera proprio, dopo una vita onesta di lavoro per la famiglia. (Verso sua moglie) Mi viene proprio da ucciderti! Manco a farmi fare la vecchiaia tranquilla. Primo: mi hai fatto cadere dalla scala, a rischio di farmi rimanere sulla sedia a rotelle; Secondo: mi hai fatto tagliare un piede con la motosega, a pericolo di farmi rimanere zoppo; Terzo: quellunica volta che non mi avevi sognato, hai fatto di tutto per trascinarmi nella tua disgrazia. Tu non sei una moglie: sei un diavolo!

MARIA: (lamentosa) Si Pasqua, ma andiamocene in Paradiso

PASQUALE: Vacci tu in Paradiso, perch cos era cominciata sta commedia! Eh, come ti piacerebbe a rimanere vedova, eh? Magari ti sposi di nuovo, con tutti i risparmi miei Ti prendi un bel giovanotto e chi s visto s visto Ma io ti sfascio le corna a te e a lui! Te li faccio togliere subito questi pensieri dalla testa

MARIA: Ma che dici? Che pensieri?

PASQUALE: Stai zitta, svergognata!

Maria singhiozza, Pasquale smania, e improvvisamente....

PASQUALE: (urla) La vita scorre e se ne va!

MARIA: (accorre spaventata) Pasqua, calmati, Pasqua.

PASQUALE: (si abbandona sulla sedia) Senti se! Senti lacqua e i cavalloni come gorgogliano.

MARIA: Chiamiamo il dottore, Pasqua.

PASQUALE: Chiama il fontaniere dellAcquedotto

MARIA: (prova a incoraggiarlo) Statti calmo... quella voce era solo unimpressione

PASQUALE: Ah, era solo unimpressione? E allora perch adesso tieni paura di andare allinferno?

MARIA: (lo prega) Pasqua, ma salviamoci lanima: andiamocene in Paradiso...

PASQUALE: Nossignore, io devo fare la parte del malamente. Mi posso assicurare almeno altri ventanni di bella vita Si, voglio mangiare, bere e provare tutti i vizi di questo mondo, come a Saverio Bestione

MARIA: (preoccupata da quel delirio) No, no, ce ne dobbiamo andare in Paradiso Pasqua!

PASQUALE: Mar, io non ci da fare la bella statuina sopra le nuvole. Tha chiamato a te, perch non ci sei voluta andare? Tanto hai fatto e tanto hai detto, che alla fine mi hai inguaiato

MARIA: Perch da sola ho avuto paura Pasqua; ma se ce ne andiamo insieme, io sto contenta

PASQUALE: E si! Ti sei attaccata come una zecca alle costole che mi tira il sangue (Impreca) Maledizione a me e quando mi feci convincere quel giorno: Scappiamo Pasqua, scappiamocene col tre ruote!

Suona il campanello. Spavento dei coniugi: una visita poco gradita da Pasquale

Scena IV

Pasquale, Maria e Don Alfonso Caporale.

Don Alfonso un tipo poco raccomandabile; legato alla malavita, ha fatto i soldi quale caporale sfruttando i braccianti della zona, tra cui Pasquale. Don Alfonso ostenta spavalderia ed eleganza; ha capelli impomatati e baffetto seduttore, ma in realt soltanto un guappo di cartone.

PASQUALE: (timoroso dir piano) Mar che paura; io mi nascondo: non ci sono per nessuno!

MARIA: Non ti preoccupare: chiunque sia lo caccio! (apre gentilmente) Oh, Don Alfonso, avanti

Pasquale si arrabbia a soggetto e va a nascondersi allinterno

DON ALFONSO CAPORALE: (entrando) Buon giorno comare Maria, ci sta il vostro giovanotto? Vengo ora dalla piazza ma non lho potuto incontrare

MARIA: Eh, il mio giovanotto non mi lascia mai; sta qua, accomodatevi, sedetevi Pasqua esci

Pasquale esce contrariato guardando Maria di traverso

DON ALFONSO: (appena vede Pasquale gli va incontro e lo abbraccia) U, Pasquale bello

PASQUALE: (fingendo) U, don Alfonso carissimo come stai? Siediti (i due si siedono a tavola) Gradisci un Amaro Lucano?

MARIA: Pasqua, di prima mattina? (intanto prender a lavorare alluncinetto)

PASQUALE: Tu stai zitta! Fatti gli affari tuoi

DON ALFONSO: Be, veramente, pure io a prima mattina, Pasqua

PASQUALE: (autoritario) No, no, no Don Alfonso, mi devi fare compagnia altrimenti mi offendo Mar, prendi lAmaro Lucano e due bicchieri Scattare!

MARIA: (verso il pubblico) Mamma mia oggi! Questo mi fara passare le pene dellinferno

PASQUALE: (riferendosi alla probabile proposta di lavoro) Be, dove mi vuoi portare sta volta?

DON ALFONSO: C un grosso proprietario terriero di Pietramontervino, in provincia di Foggia, un certo Picciano, che tiene 1.500 alberi di ulivo; vieni tu, Rocco la fiacca etc. etc. insieme con i soliti (nomi e soprannomi locali da inserire) il furgone pieno insomma tutti uomini esperti come te

Maria porta sul tavolo lAmaro Lucano che Pasquale versa a piacimento. Per la verit Pasquale, ora che non ha pi nulla da perdere, vuole togliersi un sassolino dalla scarpa

DON ALFONSO: A me solo un goccetto per farti compagnia (Pasquale gli riempie il bicchiere) Ma no, troppo Pasqua

PASQUALE: Ma siamo amici o non siamo amici da trentanni, Alfo?... Bevi tutto! Oh!... E le condizioni di pagamento quali sono?

DON ALFONSO: (bevendo di malavoglia) Sempre le stesse Pasqua: io vi trasporto andata e ritorno e vi do le duemila lire al giorno

PASQUALE: (appena Alfonso lascia il bicchiere, lui provvede a rabboccarlo) Ah! Come al solito (comanda) Bevi! . Ma tu Alfo, non fumi il sigaro?

DON ALFONSO: (sorseggia; un po sorpreso dal comportamento inusuale di Pasquale) Certo! Dalla nascita! E tu non hai mai fumato?

PASQUALE: Mai! Perch mia moglie prima non voleva Ma adesso fammene assaggiare uno Alfo!

MARIA: Pasqua, ma che vuoi farmi fare peccato mortale? Non ti permettere

PASQUALE: E io invece mi permetto Mar, eccome se me lo posso permettere

DON ALFONSO: (prima di dare il sigaro a Pasquale) Col vostro permesso comare Maria

MARIA: Basta che non mi appestate la casa di fumo tutti e due

PASQUALE: E che modi sono questi Mar! (allude al suo prossimo trapasso) Pure a un condannato a morte gli fanno fumare lultima sigaretta

MARIA: E gliela fanno fumare in casa mia? Ma tu ti sei impazzito Pasqua Solo che puzza

PASQUALE: (funereo) Sentirai che puzza fra qualche giorno (poi annusa il sigaro spento) Ah, che profumo Scusala Alfo, quella non capisce niente: questi sono sigari di prima qualit

DON ALFONSO: Cubani! Li vado a comprare a Bari

PASQUALE: E chiss quanto ti costano Bevi!

DON ALFONSO: (sorseggia) Uhm! Un occhio!... Ma vale la pena Pasqua

PASQUALE: E certo! E chiss come aumentano di prezzo Bevi!

DON ALFONSO: (risorseggia) Uhm! Una continuazione Pasqua

PASQUALE: Ma tanto tu Alfo, parliamoci chiaro: tu te lo puoi permettere

DON ALFONSO: E certo che me lo posso permettere Pasqua, modestamente

PASQUALE: (si fa molto serio) Modestamente lo dovrei dire io Alfo, perch con quella pensione di fame che mi danno, il vizio del fumo non me lo posso permettere

MARIA: E non dici grazie alla Madonna?

PASQUALE: Mar, tu molto meglio che ti stai zitta!

DON ALFONSO: (vorrebbe sdrammatizzare) Pasqua, le mogli hanno sempre ragione. Pure mia moglie odia la puzza di sigaro che mi porto addosso Per non parlare della salute Tu sei un uomo fortunato Pasqua

PASQUALE: Ah, so fortunato perch non ho i soldi per fumare?

DON ALFONSO: No, Pasqua! Volevo dire che senza vizi si campa meglio e anche molto di pi

PASQUALE: Ah, adesso ho capito Alfo! Ecco perch tu (da pi di dieci anni) a noi poveri operai ci dai sempre duemila lire al giorno e ti intaschi tutto il resto alla faccia nostra Tu lo fai per la nostra salute

DON ALFONSO: (solo ora realizza lintento di Pasquale) Pasqua, ma che cosa vuoi dire?

MARIA: (cerca di mettere una pezza) Niente don Alfo. Pasquale oggi sta nervoso perch

PASQUALE: Perch pure io voglio tenere i vizi come te Alfo: voglio essere sfortunato, rubare un sacco di soldi ai fessi e mantenere due amanti come fai tu (si alza e passeggia) Ah, che bella vita

A questo punto Pasquale, fingendo di essere fuori di testa si estranea dalla scena; fuma a grandi boccate il sigaro spento e imita Don Alfonso assumendo varie pose spavalde.

DON ALFONSO: (si alza intimorito e si avvicina a Maria) Comare Maria, ma Pasquale che tiene?

MARIA: (regge il gioco del marito) Don Alfo, non fateci caso; da stamattina che smania di questa maniera Ho gia chiamato urgente il dottore e lo aspetto da un momento allaltro

DON ALFONSO: Comma Mar, non pi lui! Che impressione! Cos, da un momento allaltro, uscito

MARIA: E uscito pazzo!... E sparla Don Alfo, sparla di tutti quanti E meno male che non vha detto che siete un ladro, furfante, sanguisuga, sfruttatore, usuraio, strozzino, carogna, traditore e puttaniere

DON ALFONSO: Meno male!... Mi raccomando comma, non lo fate uscire di casa, ch se questo va in piazza e ricomincia a calunniare mi fa passare un capo-guaio con mia moglie

MARIA: Non sia mai Don Alfo: quella poverina di vostra moglie vi crede cos onesto

DON ALFONSO: (perplesso) Gi (da unultima occhiata a Pasquale che si atteggia come prima) Ges, Ges Arrivederci (esce)

MARIA: (grida dalla porta, mentre Pasquale le si avvicina) DON ALFONSO CAPORALE

DON ALFONSO: (risponde dallesterno) SI???

PASQUALE: (prepara le mani nella maniera tipica e fara una sonora pernacchia) PRRRRRRR

Si udra per le scale il solito rumore di qualcuno che cade ed impreca; quindi Maria chiudera la porta

MARIA: (ride) Be Pasqua! Almeno ti sei tolta una bella soddisfazione

PASQUALE: E che me ne faccio, Mar? Il Principale questa cosa non me la considera, perch Don Alfonso stato sempre un mascalzone senza scrupoli e gli ho detto quello che si merita

MARIA: Lo vedi Pasqua? Non mai troppo tardi

PASQUALE: Invece per me troppo tardi Mar! Sono un vigliacco: solo oggi ho trovato il coraggio perch mi sento gi un piede nella fossa

MARIA: In Paradiso

PASQUALE: Nella fossa!

Campanello

Scena V

Pasquale, Maria e Francuccio (che rimarra allesterno senza parlare)

PASQUALE: (impugna la bottiglia sul tavolo) Apri Mar, ch se tornato Don Alfonso faccio davvero peccato mortale

MARIA: Che sei uscito pazzo? (si accerta guardando dallo spioncino) Lascia quella bottiglia: Francuccio di Consiglia

Francuccio un bambino di 7 anni, figlio della vicina, che nel primo atto a detta di Pasquale stato trattato maleducatamante da Maria per via del malcontento nei confronti dei suoi genitori.

PASQUALE: Caccialo via Mar: non teniamo da dargli pi niente

MARIA: Ma che centra il bambino Pasqua? (apre) U, Francuccio, cuore di zia, entra(pausa mentre il bambino risponde) Ah, non vuoi entrare? Vuoi solo una foglia di prezzemolo subito!

MARIA: (mentre va alla finestra e prende il vaso nel quale ha il prezzemolo) Franc, scusa a zia se ti ho risposto male laltro giorno, ma io non ce lavevo con te: tu sei tanto bravo! Ecco, tieni questo vaso col prezzemolo fresco e portalo a mamma(pausa mentre il bambino ringrazia) di niente saluta a mamma (mentra sta per chiudere, lo richiama per una commissione)

Ah, Franc, senti, vieni a zia: per piacere, devi portare questi soldi a Carmela di sopra?

PASQUALE: Che so sti soldi? U, Mar, non pagare a nessuno! (osserva curioso sua moglie)

MARIA: (prende dal petto le 50 mila lire avute da Carmela) Questa la 50 mila lire e questa una cioccolata per te (pausa mentre il bambino ringrazia) Prego! Portali subito a zia Carmelabravo! (chiude la porta)

Scena VI

Pasquale e Maria

PASQUALE: Mar, che sei scema? Perch hai dato tutti quei soldi a Carmela

MARIA: Per forza! Perch Carmela sabato prossimo deve sposare la figlia

PASQUALE: (irato) E allora? Io non tengo da fare regali a nessuno Mar Vatti a riprendere i soldi se no vado io

MARIA: U, Pasqua, calmati: quelli sono gli stessi soldi che mi ha dato Carmela laltro ieri, per i ricami e i lavori che ho fatto sul corredo della figlia

PASQUALE: Embe? Mica si lavora grats? Prima ti cechi gli occhi di notte e poi facciamo pure beneficienza

MARIA: Ma che sono i soldi, Pasqua? Pezzi di carta! I soldi sono la rovina della gente: noi, sopra la terra, ci dobbiamo volere bene

PASQUALE: Mar, inutile che mo fai la santarella: tu non la pensavi cos fino a poco tempo fa

MARIA: Ma da quando il Padre Eterno mha condannato allinferno, ho cambiato la politica

PASQUALE: E allora diglielo, diglielo che hai cambiato idea e mi lasciasse stare; perch a me non me ne frega niente di andare allinferno Ohhhh!...

MARIA: Ma l fa troppo caldo Pasqua!

PASQUALE: Mi star in mutande e canottiera...

MARIA: Tieni il fuoco e la brace tutto intorno intorno.

PASQUALE: Meglio! Perch coi termosifoni sempre accesi, si crea la condensa

Maria si affaccia sul proscenio timorosa e discreta e si rivolge verso lalto.

MARIA: Signore, ho cambiato idea. Lascialo stare a mio marito e portati a me...

Si attende una risposta. Silenzio.

MARIA: Non mi risponde Pasqua: se n andato! Forse quella voce di prima stata tutta unimpressione

PASQUALE: Perch hai parlato troppo piano Mar, come ti deve sentire? Grida pi forte!

MARIA: (alzando il tono di voce) Signore, portati a me, lascialo stare a mio marito!

PASQUALE: (dopo un po di attesa) Niente Mar?

MARIA: Niente, Pasqua. Vuoi vedere che tiene ragione la dottoressa?

PASQUALE: E perch?

MARIA: Quella ha detto che tutta una suggestione: il sogno, la voce che abbiamo sentito Questo ci succede perch noi teniamo paura di morire

PASQUALE: Nooo La voce era vera! Sicuro Mar! Perch quella lho sentita io

MARIA: E se la voce era vera, vero pure il sogno mio

PASQUALE: E gia!

MARIA: Che faccio, Pasqua?

PASQUALE: E che fai? Lasciagli un messaggio, cos quando torna il Principale lo legge

MARIA: Ma che stai scherzando Pasqua? Il Padre Eterno non tiene altro da fare che andarsi a leggere i messaggi di tutti quanti

PASQUALE: Che ne so io, Mar? Che ne so come fai tu a stare in contatto col Padre Eterno...

MARIA: A me mi succede quando dormo: perch non andiamo a dormire?...

PASQUALE: Ma como faccio a dormire con questa agitazione che tengo addosso; e poi adesso non lora di andare a coricarsi

MARIA: Pasqua, allora devi aspettare stanotte

PASQUALE: Fino a stanotte? (si fa nervoso sul proscenio e con lo sguardo verso l'alto) Signo', mia moglie Maria ha cambiato idea; e Tu lo dovresti sapere, perci, portatela una volta e buona!

Maria si precipita anche lei e cade in ginocchio..

MARIA: (gridando) Si, Signore! Io mi sono pentita dei peccati che ho fatto in questi giorni; sono pronta a scontare tutti i peccati, ma salvatemi dal fuoco dell'inferno.

PASQUALE: (sorpreso dalla moglie) Calma, Mar, ce lo sto spiegando io: che tutta questa furia?

SI SPENGONO DI NUOVO LE LUCI SULLA SCENA

Irrompe di nuovo la voce

Scena VII

Pasquale, Maria e la voce dall'alto

LA VOCE: Va bene Maria, non mi ero sbagliato sul tuo conto. Gli Angeli del cielo ti aspettano.

MARIA: (estasiata) Grazie, grazie! E... quando dovesse succedre questa partorinza?

LA VOCE: Maria, non ti sforzare, parla pure la tua lingua: cosa vuoi chiedermi?

MARIA: Signore, e quando li devo stendere i piedi?

LA VOCE: Subito, Maria. Proprio come dite voi:  Su due piedi ! 

PASQUALE: Noi diciamo pure: fritto, cotto e mangiato!

La VOCE: (ammonendo) Zitto, peccatore! Fritto, cotto e mangiato, la fine che farai tu!

Pasquale si allontana mogio mogio dal proscenio, mettendosi in disparte.

MARIA: E non ho neanche il tempo di andarmi a comprare un vestito?

LA VOCE: Non serve Maria! Metti l'abito nuziale. La morte per i buoni non una cerimonia funebre, ma una festa di sposalizio.

MARIA: Ma la gente che dir quando verr a farmi visita?

LA VOCE: Dir: "Che bella sposa!" Vai, vai a vestirti.

MARIA: E Pasquale mio marito?

LA VOCE: Lascialo campare! Con lui dopo faremo i conti

Maria esce, rivolgendo un intenso sguardo nei confronti del marito il quale si mostra alquanto imbarazzato; ma Pasquale comunque convinto di restare.

Scena VIII

Pasquale

Pasquale, sollevato ma non troppo, si concede pensoso un altro po di Amaro che era sul tavolo.

PASQUALE: (guardando verso la camera da letto) Mar, il vestito da sposa non ti entra pi: quando labbiamo comprato eri magra magra come una sardina: inutile che ti sforzi Ma che stringi con la pancera? Che vuoi stringere? La trippa da qualche parte deve andare: o la sali sopra o la scendi sotto. Mar, senti a me: non ti sforzare se no il vestito si strappa.... Che poi la gente dir che io non sono stato neanche capace di vestirti...

Scena IX

Pasquale e Maria, poi la Voce

Maria entra col vestito nuziale, garbata e graziosa nel portamento: sembra davvero una giovane sposa. Pasquale ne resta incantato.

MARIA: Come ti sembro, Pasqua?

Pasquale, a bocca aperta per l'effetto della visione, non risponde.

MARIA: Mi va ancora bene! Non mi fai nemmeno un complimento?

PASQUALE: (con un filo di voce riesce a sillabare) Si... si... pernon ti sta male

MARIA: Grazie Pasqua Allora, ci dobbiamo salutare?... Me lo dai un bacio?

PASQUALE: (sempre emozionato) Aspetta...

MARIA: Ma io non posso pi aspettare, Pasqua.

PASQUALE: Porti fretta Mar?

MARIA: S, Pasqua, porto fretta, come quando ci siamo sposati.

PASQUALE: Mi ricordo e il viaggio di nozze col tre ruote? Non potevi pi aspettare!... Per adesso te ne vai sola sola...

MARIA: Si.

PASQUALE: E non ti dispiace che mi lasci solo?

MARIA: Sei tu che mi lasci andare da sola, Pasqua

Silenzio

PASQUALE: (si commuove) Io ti voglio bene, Mar

MARIA: E io pure. (Si avvicina e gli da un casto bacio di addio) Statti bene, Pasqua

Maria si gira e fa per andarsene in camera, per adagiarsi sul letto Ma prima di entrare.

PASQUALE: Aspetta, Mar!

MARIA: Che c?

PASQUALE: Mica me lhai buttato il vestito di quando ci siamo sposati?

MARIA: No. Sta ancora nellarmadio, appeso nel cellofn...

PASQUALE: Chiss se faccio ancora in tempo?

Maria alza appena le spalle. Pasquale si affaccia al proscenio e guarda verso l'alto.

LA VOCE: (solenne) Fai presto! Vatti a cambiare!

Pasquale corre per andarsi a vestire.

Scena X

Maria e la voce fuori campo di Pasquale

Maria, rimasta sola, una statuina in posa con sguardo fisso e illuminato

PASQUALE: (parla dalla camera) Mar, forse mi va ancora bene. Dove lhai messa la cravatta?

MARIA: (sicura) Sta nella tasca della giacca.

PASQUALE: (sorpreso) E tu, dopo quarantanni ti ricordi ancora che la cravatta sta nella tasca della giacca Tu non sei una donna Mar, sei una Santa Che dici? Me le tengo queste scarpe?

MARIA: No, mettiti quelle nuove.

PASQUALE: Mi sento emozionato, Mar. Mi pare come quel giorno che siamo partiti per il viaggio di nozze E le calze me le cambio?

MARIA: Pasqua, ma tu lo fai apposta per perdere tempo?

PASQUALE: No, Mar, che...

MARIA: Stai facendo come quel giorno che siamo partiti: la ruota di scorta, il pieno, la lattina di benzina, i freni

PASQUALE: Per poi siamo partiti

MARIA: Si, poi siamo partiti

Scena XI

Maria e Pasquale

Pasquale esce vestito da sposo. Anche lui non niente male.

PASQUALE: (emozionato) Come sto Mar?

MARIA: (accomodandogli il nodo della cravatta) Stai bene, sembri un giovanotto di ventanni.

PASQUALE: Grazie Mar!

Pausa

PASQUALE: E mo che si fa?

MARIA: Si parte!

PASQUALE: E non lasciamo detto niente a nessuno? Almeno un biglietto... per educazione... ci vedranno sparire cos...

MARIA: Pasqua, tu vuoi perdere tempo, come quarantanni fa

PASQUALE: Almeno due righe, per dire che non stessero in pensiero

MARIA: E va bene.

Pasquale prende un foglietto di carta e una penna.

PASQUALE: Che ci scriviamo? Noi sottoscritti... Maria e Pasquale Gaudillo, nati a...

MARIA: (interrompendo) E si! Cos ci stiamo un altro paio dore! Scrivi una frase pi semplice

PASQUALE: Una frase! E una parola! Tu vai a Messa, sei pi brava di me dettamela tu!

MARIA: (ci pensa un attimo) "Per sempre" puntini puntini.

PASQUALE: E che significa Mar?

MARIA: Me lhai scritta tu quando ci fidanzammo: mi dicesti che era una poesia per me

PASQUALE: Veramente? Non mi ricordavo pi! Ed era cos corta?

MARIA: Ci bastava

PASQUALE: Con le scuole che abbiamo fatto, ci bastava si!... "Per sempre..." puntini puntini Per bella, fa una certa impressione Ma che ci vogliamo aggiungere qualche altra cosa Mar?

MARIA: Non serve Pasqua: stanno i puntini che dicono tutto; tutte le cose che uno vuole dire e non capace di spiegare

PASQUALE: (la ripete) "Per sempre..." puntini puntini Ma non che la gente si crede che scriviamo cos perch siamo ignoranti?

MARIA: Ogni parola inutile di fronte alla verit, Pasqua: il foglio lo puoi lasciare pure in bianco.

PASQUALE: Ma se lo lasciamo in bianco Mar, diranno che non labbiamo neanche incominciato, mentre "per sempre..." puntini puntini, penseranno che tenevamo da scrivere tante cose, ma non abbiamo fatto in tempo, perch la morte

MARIA: (corregge) L'Angelo.

PASQUALE: Perch lAngelo ci ha preso allimprovviso...

Squilla il telefono.

Scena XI

Pasquale, Maria e la telefonata dell'avvocato

MARIA: Pasqua, non ci rispondiamo....

PASQUALE: Sara Luisella che ci richiama: la bambina voleva dire ciao al nonno

MARIA: Pasqua, quando il Padre Eterno ci chiama, dobbiamo correre, scappare; se vai salutando, facendo e dicendo, ti perdi per strada e non arrivi mai

PASQUALE: Quando dico solo ciao a Marianna. (E risponde al telefono) Pronto? Chi ? L'avvocato Favugno! (A Maria) E l'avvocato Favugno! E che vuole questo da noi? (Ascolta un po' e poi di nuovo a sua moglie) Dice che labbiamo chiamato per fare causa. (E rivolgendosi all'avvocato) Avvoca, forse vi hanno fatto qualche scherzo; qualcuno vi ha fatto il nome nostro per divertirsi Noi siamo vicini di casa, ci rispettiamo e ci trattiamo da una vita Statevi bene avvoca, scusate ma io non posso perdere tempo vado di fretta per piacere ci una cerimonia importante, tengo un Matrimonio! (e chiude). Oh!... Ma tu vedi questo come insisteva che dovevamo fare per forza una causa

Scena XII

Pasquale e Maria verso il finale

MARIA: Sei pronto adesso?

PASQUALE: Devo scrivere la frase.

MARIA: (dolce rimprovero) Pasquale!

PASQUALE: (fatica a scrivere) "Per sempre" con la P o con la B?

MARIA: Scrivila come vuoi tu, basta che ti spicci.

PASQUALE: Non mi ricordo. Quando ci siamo fidanzati come lho scritto?

MARIA: Con due "PP".

PASQUALE: E andava bene?

MARIA: Quando lo dissi a Luisella si mise a ridere.

PASQUALE: Allora, se con due "PP" s messa a ridere, figurati con una. Mo' ci mettiamo una "B" (di Bar)

MARIA: Pasqua, Luisella mi disse che ci voleva solo una P (di Poste)

PASQUALE: Possibile? E' troppo debole con una P sola. Senti: (Pronunciando debolmente) "Per sempre", senti che debolezza con una "P" sola. Mentre con due "B" viene meglio (pronuncia forte): "Per sembbre", come per dire: "A noi non ci dividono nemmeno le cannonate".

MARIA: E mettici due "B", Pasqua, e mettile pure Maiuschiole (grandi)

PASQUALE: Si, con due "B" grosse e tre puntini, penso che va meglio (e scrive). Si vedono sti puntini? Sembrano le puntine del calzolaio (semenze), facciamole con la testa pi grossa ch la sta tutto il significato loro... (dopo aver calcato un po') Porca la miseria! Mo' sembrano i centroni grossi (chiodi grossi).

MARIA: Be, sei pronto, Pasqua?

PASQUALE: (suggestionato) Ma che ha squillato il telefono?

MARIA: Pasqua!

PASQUALE: Ma tu non hai paura Mar? Tu stai cos pacifica

MARIA: Perch ce ne stiamo andando in Paradiso, Pasqua...

PASQUALE: Vestti da sposalizio come quarantanni fa col tre ruote

MARIA: Con lAngelo!

PASQUALE: Gia, con lAngelo!

MARIA: Siediamoci, Pasqua!

E siedono al tavolo, di fronte alla platea.

PASQUALE: Io ho paura Mar

MARIA: Ma solo un salto, Pasqua.

PASQUALE: E che salto, Mar...

MARIA: Stringimi le mani...

Allungano le braccia sul tavolo e si stringono le mani.

PASQUALE: Che facciamo adesso?...

MARIA: Sssh Silenzio

Si spengono le luci sulla scena. Verranno illuminati solo i due sposi seduti al tavolo.

PASQUALE: (timoroso) Mar, hanno spento la luce

MARIA: E arrivato l'Angelo!

PASQUALE: Maria mia, non mi lasciare, stringimi forte

MARIA: Per sempre, Pasqua

Ma Pasquale non risponde pi: ha reclinato piano il capo ed ha chiuso gli occhi. Anche Maria li chiude dopo lultima battuta. Mentre cala il buio totale sulla scena si sentira una musica celestiale Dopo una dozzina di secondi la musica sfumera; quindi tornera la luce sui personaggi e si udra di nuovo la Voce.

VOCE: Maria, sono io che ti chiamo: svegliati!

Maria, dopo il grande salto, si ridesta piano come da lungo sonno.

MARIA: Sei Tu Signore?

VOCE: Si! Ho voluto mettervi alla prova ma come per Abramo sul monte, sar indulgente

MARIA: Che significa?

VOCE: Prima eravate distanti, con linferno nel cuore, ma adesso

MARIA: Noi ci amiamo ancora e niente ci fa paura

VOCE: LAmore vi ha unito, e questa casa il vostro Paradiso

MARIA: Siamo gia arrivati?

E con la casa che risplendera di luce luminosissima, Maria si guarda intorno.

MARIA: Ma questa casa nostra! Le stesse cose! Allora noi, non siamo mai partiti?

VOCE: No, Maria.

MARIA: E perch?

VOCE: Perch la vita solo un sogno! E ora sveglia tuo marito!

MARIA: (lo chiama sottovoce) Pasquale! Pasqua!

PASQUALE: (destandosi da uno strano torpore) Eh!... Siamo arrivati Mar?

MARIA: Si, siamo arrivati!

PASQUALE: E il viaggio non stato neanche tanto brutto! Anzi, non me ne sono accorto proprio! (E guardandosi intorno) Boh!... Ma qui come casa nostra! Uguale uguale!... Mar, io per me lo immaginavo diverso il Paradiso...

MARIA: Questa casa nostra Pasqua!

PASQUALE: Che? Ma allora quella voce Mar? Quella voce che abbiamo sentito?

MARIA: E stato solo un sogno!

PASQUALE: Un sogno?... Ma non pu essere!... Ma non vedi come siamo vestiti, Mar? Siamo vestiti come il giorno che ci sposammo

MARIA: (frastornata si guarda il vestito) E vero Pasqua!... Eppure siamo qui!

PASQUALE: (guardando con gli occhi dellamore) Per, come sei bella Mar

MARIA: E pure tu Pasqua

Parte un valzer di quelli da matrimonio

PASQUALE: Sai ballare ancora Mar?

MARIA: E chi lo sa? Lultimo che mi ha invitato a ballare sei stato tu, quando ci siamo sposati

PASQUALE: Permetti?

MARIA: Si, ma stai attento allabito... sta nuovo nuovo

E si uniscono per ballare. Lentamente girano intorno per la scena

MARIA: Pasqua

PASQUALE: Di, Mar!

MARIA: Lo sai che io ti voglio bene come il primo giorno?

PASQUALE: Lo so, lo so

MARIA: E tu?

PASQUALE: E certo! Pure io Mar

MARIA: Me lhai detto solo quando ci siamo fidanzati e il giorno che ci siamo sposati.

PASQUALE: E te lo dico di nuovo oggi Mar; e da ora in poi te lo dir tutti i giorni

MARIA: Pasqua, ma perch in tutti questi anni, non ce lo dicevamo pi?

PASQUALE: Perch certe volte uno pensa, che si dice una volta e poi vale per sempre

MARIA: (ricordandosi della poesia) Come hai detto Pasqua?

PASQUALE: (ricordando anche lui) Ho detto: Per sempre

MARIA: (commossa) Pasqua, ripetilo!

PASQUALE: (commosso anche lui) Per sempre Mar!

Si guardano come due innamorati Attacca Il bel Danubio blu, bellissimo valzer viennese

MARIA: (romanticamente) Pasqua, quant bello te lo ricordi?

PASQUALE: Si, il valzer del Matrimonio chiudi gli occhi Mar (lui li chiude, estasiato)

MARIA: (anche lei chiude gli occhi e mentre balla in circolo descrive lincanto vissuto) Si, Pasquale: mi sembra di stare nella sala, con tutti gli invitati che girano intorno e ci sorridono

PASQUALE: (poeticamente) E il nostro ballo, Mar quello degli sposi

MARIA: Pasqua, abbracciami forte! Io non so se sto sveglia o sto sognando: ma questo il Paradiso!

PASQUALE: Si, Mar: questo il Paradiso!

E mentre la musica sale, Maria e Pasquale ballano felici, cullati dal medesimo sogno damore.

Se siano partiti o meno, nessuno mai lo sapra

Cala la tela

FINE

Opera tutelata dalla S.I.A.E.

    Questo copione è stato visto: