Fai bene e scordatelo

FAI BENE E SCORDATELO

Titolo: FAI BENE E SCORDATELO!

(di Gaudiano Carmelo & Piccirillo Alfonso)

Sottotitolo: I Proverbi non sbagliano mai

Personaggi:

Lanziano padre Alberto PICCIANO

Il dottore (complice) Ausilio COMPLICE

Il notaio Noto GAUDILLO

La figlia maggiore di Alberto Luisa

Altra figlia (facoltativa) Ida

La figlia minore Lucia

Fidanzato di Lucia Ing. Felicetto STRAZZONE

Il figlio maggiore Giuseppe Picciano

Altro figlio (facoltativo) Antonio

Il figlio minore Agostino

Il Parroco Don Biagio

1 Amico di Alberto Pasquale Nasone

2 Amico di Alberto Saverio Sicch Sicch

La vicina Filomena CANINA

Badante albanese Sofia

Premessa e note sullambientazione

E il primo aprile dellanno 2003. La scena si svolge in casa di Alberto, Maestro elementare in pensione e vedovo da 10 anni. E il pomeriggio di una domenica particolare, poich compie 73 anni e aspetta la visita serale dei suoi tanti congiunti. Infatti Alberto ha dieci figli: cinque maschi e cinque femmine, di cui nove gi sistemati; quattro vivono altrove mentre gli altri sei vivono al paese (tre maschi e tre femmine). Solo la pi piccola, Lucia, ormai 30enne, rimasta in casa con lui nonostante sia fidanzata da anni. Questo il suo cruccio: in passato la ragazza ha gi dovuto assistere la madre malata ed Alberto teme che non si sposi perch sente il dovere di accudire lui. Ci troviamo nel soggiorno di unabitazione di media borghesia con relativo mobilio, composto da due vetrine con piatti, bicchieri e bottiglie a vista, un tavolo con 4 sedie, ed altre sedie ai lati della scena. Radio, TV e telefono fisso. Quadri ai muri e un piccolo altarino a mensola con foto e lumino. Al centro sinistra della scena, rispetto al pubblico, vi una finestra con vista sulla Chiesa Madre. Sul centro destra c la porta dingresso nascosta alla vista da un pannello di scena. Tra le quinte di destra, sempre rispetto al pubblico, c una tenda (facoltativa) che nasconde la porta che da allinterno della casa, mentre tra le quinte di sinistra, unanaloga tenda nasconde la porta dalla quale si accede alla cucina.

Breve trama

Alberto oggi festegger il suo 73 compleanno, allietato dalla presenza dei suoi numerosi figli. Purtroppo, essendo alquanto superstizioso, si trover alle prese con uninfausta premonizione di morte originata da un brutto sogno. Pertanto, si preoccuper di provvedere con urgenza alla successione delle sue propriet in favore dei dieci figli. Questi per, invece di agevolare i coscienziosi propositi del genitore, faranno di tutto per complicargli la vita, tirando ognuno a destra ed a manca per i propri biechi interessi. Alberto, padre onesto ed irreprensibile, non sapr che pesci prendere: soprattutto non vuole che i figli si scaglino gli uni contro gli altri a causa dei suoi beni Cos, fiaccato dalla maledizione del sogno e deluso dallegoismo sfrenato dei figli, verr colto da un brusco malore, comunque passeggero.

Nel secondo atto Alberto, dimesso dallOspedale dopo alcuni giorni di accertamenti, senza che nessuno dei figli si sia curato di fargli visita, escogiter un sottile stratagemma per sincerarsi delle intenzioni dei figli nei suoi confronti. Infatti, con lausilio del medico di famiglia e poi dellamico Notaio, si finger gravemente ammalato a causa dei postumi di un pesante infarto I figli, messi di fronte agli onerosi obblighi di assistenza nei confronti del genitore, non solo proveranno uno alla volta a defilarsi, ma in vista di una sua prossima scomparsa, cercheranno in tutti i modi di estorcergli una firma sul Testamento che favorisca gli uni ai danni degli altri

Alberto, profondamente deluso dal comportamento dei figli, da buon padre di famiglia far comunque buon viso a cattivo gioco

Perch un padre non pu odiare i propri figli, e Alberto non se la sentir nemmeno di punirli; ma lultima lezione che impartir loro nel finale se la ricorderanno per tutta la vita

PRIMO ATTO

Scena 1^

(Lucia e suo padre Alberto)

Appena si apre la scena si vedr Alberto, vestito di tutto punto, seduto alla poltrona mentre schiaccia un pisolino; Lucia entra aprendo la porta dallesterno e gli va vicino quatta quatta come per controllare se respiri ancora

LUCIA (Entra, si toglie il soprabito che appende allattaccapanni; poi in punta di piedi si avvicina a suo padre e si abbasser ponendosi a pochi centimetri dal suo viso)

ALBERTO (avvertendo cos vicino la presenza di sua figlia, si spaventer) Luc, e che caspita: cos mi fai venire un accidente! Mi vieni vicino come un fantasma

LUCIA Pap, ti avevo detto di andare a riposarti; tu dopo pranzo sei abituato cos

ALBERTO Ma oggi non posso Luc, e tu lo saiSpero che sei stata convincente e che nessuno

LUCIA Si pap, ho detto a tutti che questione di vita o di morte Vedrai che uno alla volta verranno a farti gli auguri, nellordine che mi hai detto tu

ALBERTO Altro che auguri Luc qua il tempo passa e la morte savvicina

LUCIA Ancora co sta fissazione pap? Pensa alla salute

ALBERTO Che proprio la salute la mia fissazione Luc Ti sei scordata il brutto sogno che ho fatto stanotte? La buonanima di mio padre mi ha detto

LUCIA Basta, me lhai gi raccontato tre volte Pap, ma possibile che tu a 73 anni, ti fai ancora impressionare da un sogno?

ALBERTO Quale sogno Luc, qua le convergenze sono assai Lo sai come mor tuo nonno?

LUCIA Lo so! Mor dinfarto al miocardio!

ALBERTO (non capisce) Al suo

LUCIA Al suo cosa?

ALBERTO- Linfarto venne a lui Luc! Tu dici mio

LUCIA Pap, si dice infarto del miocardio, ma si capisce che era suo di lui

ALBERTO Ah! E ai tempi miei si diceva cuore E lo sai quanti anni teneva?

LUCIA Oltre la settantina

ALBERTO Questa una risposta troppo generica Luc Ne aveva precisi 73!

LUCIA 73 precisi?... Come te?

ALBERTO Eh, come me Luc: mor proprio il giorno che faceva il compleanno

LUCIA E questa coincidenza ti crea un problema?

ALBERTO E ti pare poco Luc? Perch tua madre non mor come oggi, 10 anni fa? Non te lo ricordi? Proprio il giorno del compleanno mio

LUCIA Me lo ricordo pap, me lo ricordo Ma tanto, per morire, un giorno uguale a un altro Si tratta solo di stupide

ALBERTO (la interrompe mentre fa le corna) Zitta, non lo dire: stavi dicendo di nuovo coincidenze

LUCIA Lo vedi che mi conosci bene pap? Sono stupide coincidenze

ALBERTO Eh si, come il sogno di stanotte. Ma se io a mio padre non me lo sognavo mai mai, e stanotte invece, proprio stanotte

LUCIA Pap, quando uno si fissa, poi fa di questi sogni E il cuore allora? Il cuore?

ALBERTO Quale cuore Luc? Quello di nonno Giuseppe?

LUCIA No, il tuo!

ALBERTO Il mio?... (si atteggia) Il mio sento che oscilla Luc

LUCIA Ma se il dottore la settimana passata ha detto che tieni Un cuore di leone

ALBERTO Pure tuo nonno Giuseppe era forte come un leone Luc, ed morto dinfarto! Senza preavviso

LUCIA Ma il preavviso dellinfarto pap, sono altri, non i sogni

ALBERTO E io per questo ti ho fatto richiamare il dottore Luc. Gli hai detto che urgentissimo?

LUCIA Si pap! Ma tu cos lo metti in croce inutilmente Poi se ne hai bisogno davvero un altro giorno quello non viene pi

ALBERTO Chi se ne frega di un altro giorno? Il problema mio oggi Luc

A questo punto si sentir il sonoro di un cane-lupo che abbaia; Lucia si spaventer

LUCIA Che paura! Il cane di comm Filomena! Sembra come se sta dietro la porta! Quel maledetto un giorno di questi mi far venire veramente un infarto

ALBERTO Ecco Luc: tu per esempio hai paura di Zorro! E io invece sono cos affezionato a quel cane! Ricordati: i cani non ti tradiscono mai! Quello quando passa sotto casa nostra mi vorrebbe salutare: me lha detto proprio comm Filomena

LUCIA Eh! Che quella prima mi ha detto che voleva salireHo detto di no! Noi aspettiamo da un momento allaltro il dottore pap

CAMPANELLO (o bussano alla porta)

Scena 2^

(Si aggiungono Pasquale e Saverio, i due confinanti del terreno di Alberto)

ALBERTO E questo proprio lui Luc (indossa in fretta la vestaglia poggiata sul divano)

LUCIA E pure in anticipo: lo fai uscire pazzo! (poi guarda dallo spioncino e vede i due amici confinanti) Non il dottore pap, Pasquale Nasone con Saverio Sicch Sicch

ALBERTO Non ci sono Luc (mentre la figlia va, lui cambia idea) Luc, ci sono, ci sono!

LUCIA Ma ci sei o non ci sei? Che devo fare? Non mi dire che ci hai litigato...

ALBERTO (si toglie la vestaglia e la rimette sul divano) No, finora mai! Adesso apri e lasciaci soli! (tra s) Mannaggia al ciucciarello: io mi prenderei a schiaffi (si schiaffeggia) Fesso, fesso

LUCIA - Ah, siete voi Pap, sono Pasquale e Saverio Avanti, avanti(poi va in cucina)

(Alberto si asciuga il sudore freddo dalla fronte)

PASQUALE E permesso? Oh, caro Maestro (Alberto faceva il Maestro delle elementari)

ALBERTO Maestro di musica!... (fra s) Sentirete che musica Entrate amici miei, accomodatevi (mentre i tre si siedono borbotta verso il pubblico) speravo di non vederli pi

PASQUALE Avete detto qualche cosa Don Albe?

ALBERTO (guardando la vetrina) Pensavo: Vermoth non c ne pi

PASQUALE (ordina) Un Amaro di Padre Peppe!

SAVERIO (disapprova sempre Pasquale) Pare che sta ordinando al bancone del Bar

ALBERTO Ci sta! Ci sta! Un Padre Peppe; e voi comp Saverio cosa gradite?

SAVERIO Pure io grazie, ma non vi disturbate Don Albe, magari dopo

ALBERTO Meglio prima amici miei. Il Padre Peppe fa bene, fa digerire meglio le cose; ne bevo un goccetto pure io; voi lo sapete che non bevo quasi mai, ma oggi ne ho proprio bisogno

(prende dalla vetrina 3 bicchierini e lAmaro; poi versa)

ALBERTO Avendone la possibilit sarei venuto a trovarvi quanto prima per parlarvi

PASQUALE (tracanna subito il suo bicchierino di botto; fa una smorfia, ma non dice niente)

SAVERIO E di che cosa Don Albe? Di quello che pensiamo noi? (beve pure lui)

ALBERTO Forse

(Saverio prende il fazzoletto e ci sputa dentro)

SAVERIO Puh! Puh! Che schifo!... Ma Don Albe, che schifezza questa che ci offrite?

ALBERTO Come?

PASQUALE Si, sembra vino vecchio andato allo spunto (diventato aceto)

SAVERIO Ah! Tu lavevi gi bevuto carognone! Lo sapevi e non mi hai detto niente

PASQUALE Ma io non ero sicuro; e poi non volevo offendere Don Alberto

ALBERTO (Sorseggia il suo goccio) Ma questo il mio vino andato a male Luc, Lucia

LUCIA Sto qui pap, cosa urli?

ALBERTO Benedetta figlia, cosa ci fa il mio vino guasto nella bottiglia di Padre Peppe originale

LUCIA Oh, Ges!... Dovevo disfarmi del vino andato a male e della bottiglia vuota di Amaro, cos ho pensato di tenere quella bottiglia particolare in bella mostra nella vetrina

ALBERTO Eh si: due piccioni con una fava! Ma almeno mi vuoi avvisare Santa Lucia

LUCIA E me ne sono scordata pap

SAVERIO (paziente) Don Albe, cose che capitano, non successo niente

PASQUALE Perch tu hai sputato Save; io mi so ingollato un bicchiere daceto senza insalata

LUCIA Poverino! Pap, non prendere pi queste iniziative

ALBERTO Iniziative? E mica ho buttato gi una parete a tua insaputa Luc (agli amici) Ma vedete voi se normale sto fatto: uno non pi libero in casa sua di offrire da bere agli amici

LUCIA Ma potevi chiamarmi pap! (a Pasquale e Saverio) Vi prego di scusare mio padre

ALBERTO Ah, adesso colpa mia!

LUCIA Certo! Ma tu quando mai hai fatto gli onori di casa

ALBERTO Ah! (agli amici) Allora ci andata pure bene! Ci poteva mettere pure il gasolio della motozappa

PASQUALE AZZ (si massaggia la pancia e deglutisce) Stavo proprio a posto

SAVERIO Naso finiscila! E si sar combinato col litro di vino che ti sei bevuto a pranzo

PASQUALE Peggio padre!... Il vino buono con laceto si inacidisce subito

ALBERTO Ma guarda un po che figure che mi fai fare Luc: abbiamo rischiato di finire in ospedale col gasolio agricolo in corpo

LUCIA Esagerato pap

ALBERTO Esagerato un cavolo Luc. Per fortuna che successo a loro; e se fosse successo al dottore o al notaio

PASQUALE - Ma perch Don Albe, noi che siamo? Dei cani?

ALBERTO Dei cani? No, io ho il massimo rispetto per i cani: quelli non ti tradiscono mai!

PASQUALE Lasciamo stare i cani! Volevo dire: come persone umane, vi facciamo schifo?

SAVERIO Gi, al dottore e al notaio laceto fa male a noi invece ci fa bene

ALBERTO (ripara la gaffe) Ma no, io volevo dire che voi siete amici stretti, quasi di famiglia

PASQUALE Ah, ecco: gi mi sento meglio! Datemi solo un bicchiere dacqua per allungare

(Lucia torna in cucina a prendere un bicchier dacqua)

SAVERIO Pasqua, adesso finiscila di fare una tragedia: ricordati il motivo per cui siamo venuti(rivolgendosi ad Alberto) Noi siamo venuti perch stamattina vi aspettavamo in campagna Don Albe come daccordo

PASQUALE Una bella domenica mattina come oggi e voi non ceravate

SAVERIO Strano, abbiamo detto: avevamo preso appuntamento per aiutarvi a pulire il vigneto

PASQUALE Per lultima vendemmia noi comunque ve labbiamo pulita alla perfezione

SAVERIO (sospira) Eh, caro Don Alberto! Un po ci dispiace che ve ne andate

PASQUALE Noi ceravamo cos affezionati

LUCIA (porta lacqua, ma sentite le ultime battute) Perch pap? Che cosa hai intenzione di fare?

ALBERTO Luc, non ti intromettere per favore Io lo so quello che faccio

SAVERIO Perch signorina Lucia? Mi pareva che eravate tutti daccordo

LUCIA Daccordo che se ne va? Con quella salute di ferro che tiene

(i due amici si guardano inebetiti)

ALBERTO Luc, ma che hai capito? Lascia stare, questi sono discorsi da uomini... Me la vai a finire in cucina questa benedetta torta?

(Lucia esegue di malavoglia)

PASQUALE La torta? Ah, ecco perch siete vestito cos don Albe: ma festeggiate qualche cosa?

LUCIA (prima di entrare in cucina) Come non lo sapete? Pap oggi compie 73 anni

SAVERIO E bravo don AlbertoAuguri E gi, voi siete del 30: classe di ferro!

PASQUALE Auguroni! E poi come si dice: il ferro si piega, ma non si spezza

ALBERTO Cos dicono, ma sono tutte fesserie cari miei: gli anni mi pesano maledettamente

SAVERIO Ma cosa dite Don Albe: vestito cos fate ancora un figurone

PASQUALE E se vi mettete a dieta sembrerete un figurino

ALBERTO Troppo buoni! Ve ne sarete accorti pure voi quanto mi va stretto Eh, se campava la buonanima di mia moglie me lavrebbe scucito e allargato; giacca, gil e calzoni. Ma adesso non vale la pena Tanto lultima volta che me lo metto

SAVERIO E ci credo don Albe! Vi comprate un vestito nuovo! Noi per questo siamo venuti!

PASQUALE Vi abbiamo portato la caparra per impegnare il terreno

ALBERTO Sssh (si alza e va verso la cucina) Parlate piano! (torna a sedersi al tavolo) I miei figli non sanno niente

SAVERIO Ah! E che male c? Avete detto che vendete per dividere il ricavato in parti uguali

ALBERTO Be, certamente!

PASQUALE Laltro giorno io e Saverio non avevamo le idee chiare, perch non avevamo tutti i Centomila Euri

SAVERIO Ma poi ieri sera, mentre ci facevano due passi nel corso abbiamo pensato: il terreno di Don Alberto si trova proprio in mezzo ai nostri Perci, io mi prendo la met che confina col mio terreno e tu ti prendi la met che confina col tuo

PASQUALE Perch noi due, strappando strappando, a 50 mila ci arriviamo Don Albe

ALBERTO Bravi! Avete fatto proprio una bella pensata

SAVERIO Allora affare fatto (porge la mano)

PASQUALE Affare fatto Don Albe (porge la mano)

(rimangono delusi perch Alberto non ricambia il gesto)

ALBERTO (si alza e cammina pensieroso) E fino a ieri, laffare si sarebbe fatto, amici miei; ma oggi non pi perdonatemi

PASQUALE Ma che successo?

SAVERIO (sospettoso) Qualcuno stamattina vi ha offerto di pi?

ALBERTO Avete ragione a non capire amici miei. Una cosa sicura: quel terreno vale molto di pi di 100 mila Euro

PASQUALE Ah, di questo si tratta? Don Albe, mi meraviglio di voi: vi credevo un uomo di parola

SAVERIO Laltro giorno ci avete detto che avevate fatto valutare il terreno da un perito di fiducia, e quello vi aveva detto che il prezzo oscilla dai 100 ai 120 mila Euro

PASQUALE E a noi ci diceste che per lamicizia e il rispetto che ci legava, il prezzo non lavreste fatto oscillare

SAVERIO Don Albe, una questione di principio: da Cento (mila) non si oscilla

PASQUALE (a Saverio) Bravo! Sangue della miseria don Albe: da Cento non si oscilla.

ALBERTO Sssh!... Ma chi vi ha mai detto che il prezzo oscilla? Sono io che oscillo! Dico io: uno non pu oscillare come vuole, per gli affari suoi, senza dare conto agli altri?

SAVERIO E no Don Albe! Io non ci posso credere che ci fate uno scherzo simile. Qui sotto c qualcosa di misterioso

PASQUALE Di molto fumoso

ALBERTO Si, ci stanno i fantasmi... Ma per chi mi avete preso? Per un quaqquaraqu? A 73 anni suonati mi metto a fare il quaqquaraqu?

PASQUALE e SAVERIO - (gridando insieme) Appunto!

LUCIA (impaurita, si affaccia dalla cucina) Madonna mia! Qualcuno si punto?

ALBERTO Niente, niente (autoritario) Cose di uomini; e tu continua a fare la torta

(si riavvicina ai due amici e i tre si risiedono a tavola per parlare)

PASQUALE Don Albe, non ci fate questo tradimento

SAVERIO Voi non sapete come abbiamo scombinato le nostre famiglie per racimolare 50 mila Euro per ciascuno

PASQUALE (quasi pregando) Ma perch state oscillando?

SAVERIO (idem) Gi! Perch oscillate?

ALBERTO (guarda verso la cucina circospetto e fa avvicinare gli amici) Io oscillo, perch il terreno non pi in vendita

PASQUALE Come non lo vendete pi!... Ma laltro giorno eravate cos convinto!

(A questo punto Saverio e Pasquale, ad ogni battuta, sgomiteranno Alberto che si trover seduto in mezzo ed a stretto contatto dei loro gomiti)

SAVERIO Ci diceste che da quando siete rimasto vedovo, era diventato troppo faticoso governare la campagna da solo

PASQUALE Che la bella pensione che prendete vi soverchia, e dovete pensare solo alla salute

SAVERIO Che avete 10 figli, e con i 100 mila Euro avreste dato 10 mila Euro ad ogni figlio

PASQUALE Che dovete pensare solo a sposare Lucia, lultima figlia nubile

SAVERIO Che proprio Lucia e il fidanzato, con questi 10 mila Euro, avrebbero finito di sistemare la loro casa e si sarebbero finalmente sposati

PASQUALE (confidenziale) E che poi avete gi preso accordi verbali con una badante albanese, che si trasferir in questa casa dopo che si sposa Lucia

ALBERTO (si alza stizzito per sottrarsi allassalto, assestandosi le maniche e il gil) E basta! Ho capito! Mi volete fratturare le costole?... Si, questi sono tutti gli argomenti che vi ho confidato laltro giornoe validi fino a stanotte Ma oggi NO!

SAVERIO (sconcertato) Validi fino a stanotte?...

PASQUALE Mannaggia alla capa tua Sav! Te lavevo detto che dovevamo venire ieri sera stessa!

SAVERIO Ma avevamo gi preso appuntamento per stamattina in campagna, potevo immaginare che Don Alberto nel frattempo si sognava il monaciello?

PASQUALE Ah! E tu come lo sai?

SAVERIO Perch Don Alberto ha detto stanotte. E la notte che si fa?

PASQUALE Che si fa? (allude) Si pensa a come dare la fregatura al prossimo

ALBERTO Voi avete ragione, ma mi dovete far spiegare il fatto: parlate sempre voi

PASQUALE e SAVERIO E sentiamo sto fatto

ALBERTO Voi lo sapete che io non sono un uomo che si fa suggestionare dalle superstizioni

PASQUALE Ognuno fatto a modo suo Don Albe

SAVERIO Zitto!... E fallo parlare

ALBERTO Lo sapete di dove mi proviene quel terreno?

PASQUALE (a Saverio) Posso rispondere? Ci ha fatto una domanda

SAVERIO (lo anticipa) Era di Don Giuseppe vostro padre

ALBERTO Che a sua volta laveva ereditato da mio nonno Alberto

PASQUALE Ho capito! Nonno Alberto da Bisnonno Giuseppe, eccecetera eccecetera

SAVERIO (a Pasquale Nasone) Ma fallo parl Naso eccecetera

ALBERTO Io la bonanima di mio padre non lho sognato mai mai, da trentanni che sta allaltro mondo. Eppure mia moglie e mia madre le sogno spesso, sapete? Specialmente mia madre; almeno una volta alla settimana faccio un sogno ricorrente: me la sogno quandera giovane, ed io ero piccirillo; che stiamo in campagna io e lei solamente; io mi guardo attorno ma mio padre non c maiNon c mai!... Per farla breve succede questo: mia madre minsegna a raccogliere luva, i pomodori, le bietole, le carote Quando ho raccolto lultima carota allora mi dice: Bravo Albertino mio. E qui mi sveglio

PASQUALE Con la carota in mano?

SAVERIO Quanto sei fesso Naso! Ma ti sembra il momento?

ALBERTO: (estasiato, sorvola sui commenti) E mi sveglio con un tale benessere, con una tale allegria che voi non potete immaginare. Se mi sono coricato col mal di testa o con un qualsiasi dolore, o con lo stomaco in disordine: niente, tutto passato! Fresco come una rosa!

PASQUALE: Ah! Come se passate un giorno a settimana in un centro di salute Tutto grats

SAVERIO La finisci o no?

ALBERTO (idem come sopra) Ma mio padre, mai! Stanotte, cari miei, mi successo quello che nessuno si poteva aspettare

PASQUALE Eh a chi lo dite Don Albe (si riferisce allaffare sfumato)

SAVERIO Lo sta dicendo a noi Sav! Ti stai un poco di zitto, o no?

ALBERTO (idem c.s.) Per la verit, il sogno molto breve e pure un po confuso

PASQUALE Ma quando un sogno confuso non vale Don Albe

(Saverio lo strattona per un braccio e glielo serra in una morsa)

ALBERTO Vale, vale Pasqu: adesso sentirai Dunque, ci trovavamo in campagna

(Commenti a soggetto dei due amici, ma Alberto non se ne cura, cos preso dal ricordo del sogno)

ALBERTO - A un certo punto mi dice: Tino vezzeggiativo di Albertino cos mi chiamava sempre (si commuove e prende un fazzoletto dalla tasca) Questa terra deve rimanere alla famiglia Picciano al tuo primogenito Giuseppe Picciano, come ho fatto io con te

SAVERIO Scusate Don Albe, se non sbaglio voi eravate lunico figlio maschio di tante femmine

PASQUALE E gi: per vostro padre stato pi facile!

SAVERIO - Ma voi di figli maschi ne tenete cinque!

ALBERTO Bravi! Avete capito subito il mio dilemma Ma non finita Poi mi ha detto: Tino, nel tuo petto batte il mio stesso cuore e ricordati: se dividi ricchezza diventa povert

PASQUALE E voi non dividete Don Albe: i soldi nostri dateli tutti a vostro figlio Giuseppe

SAVERIO I soldi? Non hai capito Pasqua! La buonanima di Don Giuseppe non vuole che Don Alberto vende il terreno

ALBERTO Proprio cos! Mi dispiace, ma dopo stanotte non la posso vendere assolutissimamente

CAMPANELLO

ALBERTO (alla figlia che in cucina) Luc, lhai sentito il campanello?... Be, ora mi dovete perdonare amici miei, ma magari ne riparliamo pure domani, se Dio vuole (lui sa quel che dice)

SAVERIO (ironico) E gi don Albe, non si sa mai stanotte che cosa pu succedere

PASQUALE Magari Don Giuseppe buonanima vi da il contrordine

ALBERTO Magari, non si sa mai(Prende la vestaglia ed esce dalla scena)

3^ Scena

(Detti pi il dottore)

LUCIA (Scosta la tenda per Saverio e Pasquale che escono, facendo poi entrare il dottore) Buona sera buona sera Avanti dottore E scusate se ultimamente mio padre vi sta dando un po di grattacapi Sapete come a volte difficile accettare let che avanza

DOTT. COMPLICE Ma figuratevi signorina: magari i miei assistiti fossero tutti come voi La settimana scorsa veniste a trovarmi in ambulatorio, ed oggi torno in questa casa per la prima volta dopo la morte della signora era lanno?

ALBERTO (rientra indossando la vestaglia) Era il 1993 dottore, giusto 10 anni fa, proprio come il giorno di oggi

DOTTORE Proprio come il giorno di oggi?...(poi fa mente locale sullurgenza prospettata) Ah, ma voi state in piedi, e potete anche parlare! E dove sarebbe la questione di vita o di morte?.

ALBERTO Dottore, io vi ho chiamato per evitare il peggio, ma se volete io schiatto subito

DOTTORE Ma no Maestro, io scherzavo: sono contento di trovarvi cos arzillo

ALBERTO Sono costretto a stare arzillo. Oggi devo sistemare le ultime faccende perch il mio compleanno, ma mi sento la morte nel cuore e non auguro a nessuno di sentirsi come mi sento io

LUCIA Pap oggi compie 73 anni

DOTTORE Allora auguroni Don Alberto e altri cento di questi giorni per tutta la vostra famiglia (si accorge della gaffe) Oh, pardon! Scusate, intendevoinsomma

ALBERTO Abbiamo capito dotto; ma aiutatemi a superare questo punto critico

DOTTORE Certo, certo Be adesso veniamo a noi: ditemi i vostri sintomi

LUCIA Dottore, per come conosco mio padre, ha bisogno solo di essere tranquillizzato

ALBERTO E si, i vecchi che diventano come i bambini e hanno di nuovo paura delluomo nero Poi vanno dal dottore che da loro una caramella e li tranquillizza Lucia, devo dire al dottore delle cose da uomo a uomo, perci vai in cucina e finisci quella benedetta torta

LUCIA E sta bene pap! Trovi sempre il modo di allontanarmi. Dottore lo affido alle vostre cure...

DOTTORE Andate pure signorina Lucia, vi chiamer dopo la visita se necessario Allora Maestro, che vi sentite?

ALBERTO Dottore, da stanotte mi sento opprimere qui: tutto il petto

DOTTORE: Ah! (Mentre gli palpa il petto, le braccia, gli guarda le pupille etc. etc.) Ma la settimana scorsa in ambulatorio avvertivate la stessa oppressione?

ALBERTO- No dottore, pi che altro lultima volta avvertivo un certo presentimento

DOTTORE Ah! Presentimento Intanto toglietevi la vestaglia (Alberto esegue)

DOTTORE (si accorge del completo che veste di sotto) Ah! La vestaglia era solo una paratura?

ALBERTO Veramente dott, per come mi sento, la paratura di oggi proprio questo vestito

DOTTORE Niente paratura, via la giacca, gil e camicia

LUCIA (Si affaccia dalla tenda della cucina) Bravo dottore! Stamattina ha voluto mettersi per forza quel vecchio completo Specialmente quel gil strettissimo: sfido io che si sente opprimere

ALBERTO (a torso nudo o in canotta) Lucia, tu come tutte le donne devi sempre fare almeno due cose contemporaneamente. Non ti basta la torta? No! Devi per forza origliare i fatti miei!

DOTTORE Ma caro Maestro, vostra figlia ha ragione! Questo non un gil: un cilicio! Cos costretto facevate fatica pure a respirare Sedetevi qui

(Alberto si siede. Il dottore prende lo stetoscopio dalla borsa e comincia a fare una visita pi approfondita. Gli ausculta il petto e la schiena)

LUCIA (ormai entrata in scena, assiste alla visita) Pap, hai visto che avevo ragione?

ALBERTO Luc, quando hai ragione tu, pure per me una coincidenza

DOTTORE - Ora fate un bel respiro, un altro, un altro ancora Tenete il respiro, tenetelo pi che potete ora buttate laria fuori con forza Bene!... Ora dite Trentatr锅

ALBERTO Trentatr! (mentre il dottore ripone lo stetoscopio) Be, come sto dottore?

DOTTORE Un po di affaticamento nel respiro c; comunque, considerata let, nel complesso... Ma fatemi sentire: avvertite dolori alle braccia di tanto in tanto (specie a sinistra)

ALBERTO Si, dotto: certe volte mi capita quando chiudo la saracinesca del garage E grave!

DOTTORE Per la verit, capita spesso anche a me

ALBERTO Eppure dottor Complice, voi siete cos giovane

DOTTORE Infatti, non dipende dallet, ma dallo scarso allenamento dei muscoli normale! Di fumare ricordo che non fumate, di bere mi pare che non bevete; quindi, che posso dirvi?

LUCIA Pap, perch non gli dici la verit? Cos dopo stiamo tutti pi tranquilli

ALBERTO (mentre si riveste) Vuoi che racconto al dottore le coincidenze?

DOTTORE Be ormai sono qui don Albe: ditemi pure! A volte un dottore deve saper fare anche il confessore

ALBERTO Dotto, io mi confesso, ma da questo confessionale non deve uscire una parola

DOTTORE (ride) Oh, oh, oh Ma non lo dite neanche per ischerzo, caro il mio Maestro, ne va del mio prestigio professionale

(Alberto alza le mani e tiene le corna ben in vista)

ALBERTO Dottor Ausilio Complice, oggi il primo di aprile e come sapete ricorre il mio 73 compleanno E il primo aprile di dieci anni fa mor la buonanima di mia moglie

DOTTORE E quindi? Questa sarebbe la terribile coincidenza?

ALBERTO Purtroppo non la sola: pure mio padre mor a 73 anni. Alla mia stessa et

LUCIA Altra coincidenza

DOTTORE Ges, Ges interessante

ALBERTO Interessante? Sentirete adesso

LUCIA Ce ne sono altre caro dottore

ALBERTO Mio padre non solo mor a 73 anni, ma mor proprio il giorno del suo compleanno

DOTTORE Del suo compleanno, bene! Che giorno era?

ALBERTO Il primo di aprile del 1973

DOTTORE Non ci posso credere Ma uno scherzo? Mi state facendo il pesce di aprile?

LUCIA Quale pesce daprile dotto Con mio padre non si scherza

DOTTORE Be certo, chiunque potrebbe impressionarsi. Tuttavia, stiamo coi piedi per terra: si tratta comunque soltanto di tragiche, banali coincidenze

ALBERTO Dotto ma voi dite cos perch col pesce daprile non centrate niente Ma io che oggi faccio 73 anni Vi potete immaginare la strizza che tengo addosso? Vedete? Sto tremando

DOTTORE Suvvia Don Alberto, voi state benone Non avete nessun sintomo, nessun preavviso di malore

ALBERTO Dotto, pure mio padre non ebbe nessun preavviso e mor dinfarto preciso 30 anni fa!

DOTTORE Ma che significa?... La probabilit che il figlio muoia allet di suo padre, nello stesso giorno e della stessa malattia, magari capitata una volta su un milione!...

ALBERTO Ah!... (pensoso) E lultima volta quand capitata?

DOTTORE Ma cosa volete che ne sappia don Albe Comunque, se volete che svolga degli esami pi approfonditi, domani mattina venite in ospedale e vi faccio un check-up completo

ALBERTO Ma domani mattina sar 2 aprile dotto: pericolo scampato! Il pericolo oggi fino a mezzanotte

DOTTORE Ma dove sta scritto? Scusate Don Alberto, ma non capisco questo vostro terrore

LUCIA Nemmeno io

ALBERTO Dottore, e se vi dico che io mio padre in 30 anni non lho mai sognato e che la notte scorsa mi ha detto le testuali parole: nel nostro petto batte lo stesso cuore

LUCIA Io la interpreto come una frase bella che un padre dice al figlio

ALBERTO Ah, si? E dopo si mette la mano sul cuore sofferente e mi dice Oggi sistema tutto che io ti aspetto

DOTTORE Un momento un momento Ora ho capito tutto: voi siete terrorizzato dal fatto che questo possa essere un infausto sogno premonitore Ho capito bene?

ALBERTO Si dottore, finalmente!

DOTTORE Ma semplicemente ridicolo Orbene don Alberto, voi siete chiaramente suggestionato da queste ripetute coincidenze, tanto da condizionare i vostri stessi sogni Dite la verit: sono anni che pensate di non poter superare let di vostro padre; anzi voi gi immaginate nel vostro pensiero le date scolpite sulla vostra tomba

ALBERTO Bravissimo dottore, siete un indovino! A volte immagino la mia tomba con queste scritte: Alberto Picciano, nato il 1 Aprile 1930, morto il 1 aprile 2003 I figli affranti, posero

LUCIA Ma che dici pap! Lo vedi che anche il dottore mi da ragione? Sei tu che ti fissi

ALBERTO Aspettate, aspettate e questo mi succede da sveglio Mentre una volta sognai che ancora pi sotto si leggeva pure la mia iscrizione tombale (epigrafe)

DOTTORE Interessante: e cosa cera scritto?

ALBERTO Cera scritto: E adesso avete visto che tenevo ragione?

LUCIA - (ride di gusto) Pap, sei troppo forte

DOTTORE (ride anche lui) Don Alberto, si, siete una vera potenza E cos che dovete combattere le vostre paure Con lironia! E a voi chi vi ammazza? Camperete centanni

ALBERTO Magari dotto, se bastasse lironia sarei a posto. Ma io sono torturato dai pensieri, dalle ricorrenze, dalla cbala. Per esempio: lo sapete che significa il 73 nella smorfia napoletana?

DOTTORE Il 73, il 73. no; in questo momento non mi sovviene. Perch che cosa significa?

ALBERTO (con tono funereo) Lospedale

DOTTORE Addirittura! Ma questa una mania di persecuzione Don Albe, questo un ordine del vostro medico: non ci pensate pi!

CAMPANELLO

DOTTORE Bene, devo proprio andare! In ogni caso signorina Lucia, avete il mio cellulare Buona sera

LUCIA (mentre lo accompagna alla porta) Hai sentito pap?... Dottore, buona sera e grazie di tutto (vede chi ) Ciao Felicetto, amore mio, entra

4^ Scena

(Entra Felicetto, il fidanzato di Lucia)

FELICETTO Ciao Lucia (bacino); caro Maestro, tanti auguroni di buon compleanno (lo abbraccia)

ALBERTO Grazie, grazie, siediti, che mi racconti? Lavoro e progetti futuri

LUCIA (imbarazzata, dice piano al fidanzato) Felicetto, io vado a finire in cucina

FELICETTO Vai pure cara Don Alberto, il lavoro va bene, grazie a Dio. Lo studio Tecnico Associato ben avviato e gli altri colleghi Ingegneri sono tutti amici fidati Per il futuro stiamo lavorando al progetto di un grande Centro Commerciale per conto di una grossa Ditta di Costruzioni

ALBERTO Non quei progetti, Felice, io intendevo i progetti futuri con Lucia Tu ormai hai 35 anni e Lucia quasi 30 vero Lucia?... (si gira e non vede sua figlia) Luc, ma quando voglio che stai presente ad un ragionamento, tu stai sempre in cucina?

LUCIA (si affaccia dalla cucina) Mi hai chiamato pap?

ALBERTO Certo che ti ho chiamato. Lhai terminata questa torta?

LUCIA Si, pap, tutto a posto! Ci stavo mettendo su le candeline

ALBERTO Ma lascia stare le candeline: vieni qui che dobbiamo parlare di cose serie Qui ci sta il tuo eterno fidanzato ed bene che prendiamo qualche impegno prima che

FELICETTO Prima che?

LUCIA Prima che viene il resto della famiglia.

ALBERTO Eh, si, non tarderanno molto Dunque, si pu sapere quali sono i vostri progetti futuri?

FELICETTO (a Lucia) Se permetti, mia cara

ALBERTO Permette, permette: preferisco che parli tu da uomo a uomo

LUCIA (riprova a rifugiarsi in cucina) Allora posso andare pap?

ALBERTO No, cara, questa volta ti voglio partecipe Felicetto, allora?

FELICETTO Per la verit, noi stiamo bene cos e non abbiamo nessuna fretta, vero Lucia?

LUCIA Si, si.

FELICETTO Pian piano stiamo procedendo a ristrutturare quella casa di periferia che vostra moglie buonanima volle donare a Lucia. Lavori in economia, intendiamoci! Ho calcolato che ci vorranno ancora un paio danni per finirla e almeno 8 o 9 mila Euro tra materiali e mano dopera

ALBERTO Ah! Ho capito! Quindi, il desiderio che ogni padre ha di vedere sistemati tutti i figli prima di morire, non si sa se potrete esaudirlo

LUCIA Ma pap, tu non sei vecchio, e noi siamo ancora giovani

ALBERTO Ma io lo dico per voi: alla vostra et io e tua madre buonanima avevamo gi 6 figli

FELICETTO Ma noi per, non la vogliamo una famiglia numerosa, vero Lucia?

LUCIA (timorosa) Anzi pap, noi abbiamo deciso di non avere figli

FELICETTO Noi vorremmo adottare dei bambini sfortunati del terzo mondo

LUCIA Si, pap: del terzo mondo, cio africani

ALBERTO Ma cose dellaltro mondo Scusate, ma bambini sfortunati italiani non ne stanno?

FELICETTO Si che ce ne sono, ma si tratta di una scelta culturale in un mondo globalizzato che deve lottare contro le disuguaglianze sociali, razziali e geo-politiche

ALBERTO Troppo complicato per me Felic Io capisco soltanto che il mondo cambia e che voi siete liberi di fare quello in cui credete. Ma dico io, benedetti ragazzi: voi due preparate le altre coppie al matrimonio e non avete nessuna intenzione di mettere su una famiglia vostra?

FELICETTO Ma caro don Alberto, una cosa non esclude laltra. La famiglia ce la formeremo senzaltro, ma senza alcuna fretta

LUCIA Si, vogliamo goderci la vita adesso, senza lassillo di obblighi familiari. Vogliamo partecipare a tutte le attivit in Parrocchia: il catechismo, il volontariato, i poveri, gli immigrati, le gite in comitiva a Lourdes, a Fatima, a Medjugorje Don Biagio ha tanto bisogno di noi

ALBERTO Ma di questo passo, quando ti vedr sistemata figlia mia?

FELICETTO Don Alberto, Lucia forse non vorrebbe dirlo, ma lei sente forte il dovere di stare qui con voi, come ha gi fatto con vostra moglie

ALBERTO E io invece non voglio che mia figlia rinunci alla propria vita per accudire me Allora, statemi a sentire Vi faccio questa proposta: ho un gruzzoletto da parte perch terminiate la vostra casa; nel frattempo vi sposerete e potrete abitare qui con me

LUCIA Non se ne parla nemmeno pap: se ci sposiamo ce ne andiamo nel nostro nido

FELICETTO Vogliamo evitare ogni problema di coabitazione, vero Lucia?

LUCIA - Proprio cos

ALBERTO Mi sta bene: ognuno a casa sua Perci adesso vi faccio lassegno, ma mi raccomando Lucia: nessuno deve sapere di questo chiamiamolo prestito (tira fuori il blocchetto)

LUCIA Che sono scema pap? Si scatenerebbe una guerra

ALBERTO Felicetto, devi promettermi che al pi presto sistemi la casa e ti sposi Lucia

FELICETTO Promesso! Ma volendo la casa si potrebbe gi abitare Don Albe; era solo per renderla pi moderna e confortevole

ALBERTO Bene!... Lucia, adesso si tratta di parlare con Don Biagio per le pubblicazioni Gli hai chiesto di venire qui?

LUCIA Si, sbrigava alcune faccende e veniva a farti gli auguri. Pap; con Don Biagio non ci sono problemi io e Felicetto in Parrocchia siamo la sua coppia di fiducia

(Lucia prende lassegno che gli porge il padre, lo fa vedere al fidanzato e se lo intasca)

FELICETTO Ma cos questa fretta Don Albe? Sembra quasi che dobbiate partire e ci vogliate liquidare al pi presto

ALBERTO Ah, vi do questa impressione?

FELICETTO Certo! Chiunque lavrebbe. Ma avete considerato il fatto che poi rimarrete da solo?

LUCIA Gi, come farai da solo pap? E cosa mi diranno gli altri fratelli quando dir loro che mi sposo e non posso pi badare a te?...

ALBERTO Luc, tu continui ad essere ottimista per il mio futuro. Ricordati dei miei presentimenti di poco fa Quando verranno i tuoi fratelli ci parlo io. Dir la verit, cio che ho voluto affrettare i vostri tempi e, se Dio vuole, superato questo punto di pericolo

FELICETTO Scusate Don Albe, non capisco: cosa sono questi presentimenti, questo punto di pericolo

ALBERTO Felic, un discorso troppo lungo Voglio dire che se ci sar un domani per me, anchio sono di idee aperte, un po come voi Infatti ho gi provveduto per precauzione a contattare una badante straniera che potrebbe accudirmi

FELICETTO E giusto! Conosco tanti anziani soli, assistiti dalle badanti

LUCIA Felicetto, lo so che cos, ma ogni caso fa storia a s Chiss che diranno i miei fratelli e tutti quelli che ci conoscono

ALBERTO Lucia, una decisione che ho preso io e mi assumo tutte le mie responsabilit Lascia fare a me

LUCIA Pap, io intanto apparecchio la tavola (si assenta un attimo andando in cucina)

FELICETTO Lucia, vuoi che ti dia una mano?

ALBERTO Ma no, lascia stare Ingegnere mio, queste sono faccende di donne Cosa posso offrirti da bere? (apre la vetrina e mostra i liquori)

FELICETTO Ma veramente

ALBERTO - Non fare complimenti Felic: oggi non solo il mio compleanno, anche il giorno della vostra promessa ufficiale di matrimonio

FELICETTO (vede sul tavolo la bottiglia di Padre Peppe) Un Padre Peppe va bene

ALBERTO (fa un cenno dintesa a Felicetto e grida) Luc, porta due bicchieri puliti che ci versiamo il Padre Peppe

LUCIA (corre dalla cucina) Pap, ma ti sei rimbambito? (tutta mielosa a Felicetto) Mi sono accorta che col tempo questo liquore andato a male

ALBERTO (ride) Ma no: ha solouno strano retrogusto di gasolio Felic, se vuoi assaggiare

LUCIA No paparino, lo vado a svuotare nel lavandino A Felicetto piace il Martini

ALBERTO Col Martini allora andiamo sicuri Felice (prende bicchieri e Martini)

FELICETTO Certo paparino

ALBERTO Paparino? (scherza) E come ti permetti? Vuoi gi trattarmi da vecchio suocero?

ALBERTO Maestro siete forte! Per la verit non me laspettavo questa imboscata, ma stata una bella sorpresa. In fondo amo Lucia da pi di otto anni e doveva accadere prima o poi

ALBERTO Meglio prima, credimi Felic, meglio prima che si faccia troppo tardi (bevono)

FELICETTO Troppo tardi?

ALBERTO Volevo dire, come si dice in questi casi? Si dice: la cera si consuma e la processione non cammina

FELICETTO Ah, nel senso che chi si ferma perduto!

ALBERTO Giusto! Chi ha tempo non aspetti tempo!... Chi prima si alza, prima si veste!

FELICETTO Allora va bene pure chi dorme non piglia pesci

ALBERTO (perplesso) Questa non mi piaciuta tanto: i pesci mi ricordano il primo di aprile Io odio il primo aprile Felic

FELICETTO Oggi? Proprio il giorno del vostro compleanno? Ma dite veramente?

ALBERTO Felice, certe volte le convergenze della vita Non so se Lucia ti ha mai raccontato che io.

CAMPANELLO

ALBERTO Scusami Felic, dovrei ricevere degli amici che ho mandato a chiamare; potresti portare Lucia a fare una passeggiata? Dopo ti spiegher (va lui stesso ad aprire)

FELICETTO Ma certamente don Albe (va in cucina da Lucia)

5^ Scena

(infatti entrano il Notaio e Don Biagio)

ALBERTO (apre) Carissimo notaio Gaudillo, che piacere, avanti; avanti Don Biagio: non capita tutti i giorni di prendere due piccioni di questa fatta con una sola fava

NOTAIO La fava stata vostra figlia Lucia, la quale mi ha detto che oggi ricorre il vostro compleanno; don Albe, altrimenti col cavolo che sarei venuto: la domenica a me non mi smuovono neanche le cannonate

DON BIAGIO Be, certo caro notaio, voi non avete certo bisogno di fare gli straordinari

NOTAIO Caro Don Biagio, ringraziando Iddio... la Domenica per me sacrosanta...

DON BIAGIO Appunto per questo: ricordatevi che va anche santificata

ALBERTO Don Biagio, posso testimoniare io per lui. Tutti i sabato sera noi ci incontriamo alla Messa in Cattedrale (li fa accomodare su poltrona e divano)

DON BIAGIO Bene! Con un testimone cos non posso che scusarmi se ho dubitato

NOTAIO Il fine giustifica i mezzi Don Biagio: mi credevate una pecorella smarrita, non e cos?

LUCIA Buona sera don Biagio, sig. Notaio Pap, vi lasciamo tranquilli per un po

FELICETTO Signori, con permesso

ALBERTO (mentre escono) Andate, andate, tanto qui ci trovate (poi verso gli ospiti) Ah!.. Voi eravate rimasti alla pecorella smarrita

DON BIAGIO Gi Scovare nuove pecorelle da portare in parrocchia il mio mestiere 24 ore al giorno Ma vedo che anche voi, caro Notaio, siete venuto armato della vostra cartella di cuoio (il notaio porta sempre con s una cartella di pelle)

NOTAIO Solo per scaramanzia Don Biagio: la mia arma il Codice! Quando lo lascio ho sempre bisogno di consultarlo: e allora sono dolori! Quando invece lo porto con me, finisce tutto a tarallucci e vino

ALBERTO Scusate se vi interrompo, ma dato che vi ho scomodato con urgenza, vorrei subito spiegarvi le ragioni che mi hanno fatto richiedere il vostro intervento, e non ho molto tempo

DON BIAGIO Per conto mio Don Albe, Lucia mi ha gi spiegato sommariamente

NOTAIO A me no. Ma la questione di vita o di morte era uno scherzo per farci accorrere qui?

DON BIAGIO (al notaio) Dallaspetto don Alberto sta meglio di noi due messi insieme

ALBERTO Ma labito non fa il monaco; voi capite: oggi il mio compleanno e fra poco verranno i miei figli. Anche se mi sento una schifezza devo sorridere per la foto ricordo

DON BIAGIO Don Albe, per me siete assolto

NOTAIO Anche per me, ma a questo punto sono curioso di sapere

ALBERTO Amici miei, io sono disperato! Qui il tempo stringe e mi serve un vostro consiglio su come mi devo comportare; un parere legale dallamico Notaio e un parere di giustizia cristiana da parte del sacerdote

DON BIAGIO Don Albe, ma cos la prendete troppo alla lontana e il Notaio rischia di non capire (al Notaio). Il nostro amico Alberto Picciano teme di essere predestinato a morire entro la giornata di oggi, e si fa lo scrupolo di non avere in precedenza disposto la giusta assegnazione dei propri beni nei confronti dei figli

NOTAIO Bene Don Biagio: questo significa avere il dono della sintesi. Caro Alberto, non devete preoccuparvi: questo pane per i miei denti. Se ben ricordo il vostro terreno e questa casa sono di vostra propriet esclusiva, in quanto donati da vostro padre prima che vi sposaste.

DON BIAGIO Perfetto! Daltronde la moglie buonanima di Alberto, aveva solo una piccola casa, che ha donato alla figlia Lucia in virt delle amorevoli cure ricevute durante la lunga malattia

NOTAIO Grazie Don Biagio, ora il quadro chiarissimo

ALBERTO E ora dobbiamo dipingere; perci fate la prova di calarvi nei miei panni: se voi foste al mio posto e sapeste di dover morire entro oggi (i due fanno le corna) come vi regolereste?

NOTAIO Ma come faccio a mettermi nei vostri panni Don Albe, se non capisco la vera urgenza dove sta

DON BIAGIO Giusto! Poi ci dovete spiegare Cui prodest

NOTAIO Gi, Cui prodest tutto questo

ALBERTO Cui prodest? Ma mi state facendo un esame di latino?

DON BIAGIO Ma no, cui prodest: a chi gioverebbe quello che state facendo

ALBERTO Scusate, ma noi stiamo parlando delle mie propriet e dei miei figli

NOTAIO E quindi? Voi avete qualche figlio che volete favorire?

ALBERTO E se anche fosse? Sarei un padre snaturato?

NOTAIO Non la prima volta che succede ci sono migliaia di casi

ALBERTO Ma io per questo vi ho chiamato: sia da amici che da esperti in materia. Dovete dirmi che possibilit ho di scelta Parliamo prima del terreno, sul quale ho dei vincoli

NOTAIO Non avete nessun vincolo Don Albe, n su questa casa e n sul terreno; non cominciate ad usare termini scorretti e a complicare le cose Voi potete fare quello che volete!

ALBERTO Scusate lignoranza: ammettiamo che non ci siano vincoli e possa fare quello che voglio Suggeritemi le diverse strade che posso percorrere

NOTAIO Bene! Prima possibilit: vendete il terreno in vita e dividete in parti uguali in favore dei vostri dieci figli. Seconda possibilit: lasciate le cose come stanno e i figli alla vostra morte provvederanno alla successione; insomma, decideranno loro cosa fare della casa e del terreno; se vendere e dividersi le quote o se qualcuno di essi vorr acquisire le quote degli altri dietro corrispettivo etc. etc Terza possibilit: fate Testamento e indicate voi tutte le modalit a vostro piacimento

ALBERTO Bene! Non vi nascondo che io avevo gi provveduto a mettere il terreno in vendita; lavevo fatto valutare ed ho informato pure i confinanti, i quali se lo sarebbero acquistato entrambi al 50%. Il ricavato lavrei devoluto in favore dei miei dieci figli, in parti uguali

NOTAIO Be, siete nel pieno diritto di farlo dov il vincolo?

ALBERTO E qui casca lasino

DON BIAGIO (lo anticipa) Per via di vostro padre che non approva?

ALBERTO Gi! Guardate in quale pasticcio mi trovo io Don Biagio

NOTAIO Chi non approva? Vostro padre Giuseppe? Don Alberto, ma avete bevuto?

DON BIAGIO Caro Notaio, la faccenda intricata questa: il nostro amico per una serie di avversit si vede in testa quella che si dice una spada di damocle. Proprio suo padre Giuseppe, apparsogli in sogno, gli ha imposto di donare il terreno al solo figlio primogenito di Alberto, che si chiama Giuseppe, proprio come la buonanima

ALBERTO Cos facendo la propriet del terreno tornerebbe dopo un secolo a Giuseppe Picciano, suo nipote omonimo

DON BIAGIO Giusto! Ma per quanto mi compete, caro don Alberto, per un senso di giustizia ed equit cristiana io non vi consiglierei di fare, come si dice, figli e figliastri

NOTAIO Giusto! E per quanto mi compete don Albe, vi avverto che se disponete Testamento in favore di vostro figlio Giuseppe, di conseguenza danneggerete gli altri figli. E questi ultimi, oltre a maledirvi, impugneranno di sicuro il Testamento, scatenando una guerra in famiglia

ALBERTO Povero me! Ora capite in che guaio mi trovo? Se vendo senza seguire la volont di mio padre, sbaglio! Se invece, per seguire la sua volont faccio Testamento, scateno una guerra in famiglia

DON BIAGIO Don Albe, ma fregatevene del sogno e fate quello che ritenete giusto come un buon padre di famiglia Quello che ha fatto vostro padre a suo tempo, oggi non si pu fare

NOTAIO Ben detto! Mi allineo perfettamente; e il buon padre di famiglia farebbe come stavate facendo don Albe: avrebbe venduto e diviso in parti uguali

ALBERTO (si alza in piedi e cammina avanti e indietro)Quindi, voi mi consigliate di vendereOggi, nel 2003, il buon senso del buon padre di famiglia mi comanda di vendere Ora ho capito il significato del sogno: la mia coscienza che si ribella ai falsi valori di questa societ Riflettete amici miei. Da che mondo mondo gli uomini passano, gli uomini muoiono e la terra rimane, la terra immortale. Quel terreno appartenuto alla famiglia Picciano da secoli e secoli; hanno impastato il loro sudore nella terra, traendone sussistenza. Quella terra, prima di venire a me era di mio padre, ma prima era di mio nonno Alberto, e prima ancora era del mio bisavolo, trisavolo e quadrisavolo. Quella terra stata la ricchezza economica e culturale della famiglia Picciano, ma ora non pi Dividi ricchezza e diventa povert! E quando la terra sar venduta, nel momento stesso in cui divider il ricavato tra i figli, saremo tutti pi poveri Questo voleva dirmi mio padre

DON BIAGIO Don Albe, quello che avete appena detto vero: oggi i giovani rifuggono dalla campagna attirati da valori effimeri

NOTAIO Purtroppo cos: il mondo doggi rinnega le proprie radici familiari e culturali, obbedendo solo al Dio denaro.

ALBERTO Ma polvere siamo e polvere ritorneremo

DON BIAGIO Pi tardi possibile Don Albe, ve lo dice un Ministro di Dio

ALBERTO Sapete una cosa amici miei, dopo aver parlato con voi mi sento la coscienza a posto e vi ringrazio di tutto cuore Bene! Adesso cosa vi posso offrire?... Gradite un Martini?

NOTAIO Con piacere!

DON BIAGIO E bagniamo questo compleanno!

ALBERTO (porgendo agli amici i bicchieri che riempir) Beviamo al buon padre di famiglia

NOTAIO Si, e a chi si fa ancora degli scupoli di coscienza

DON BIAGIO Gi, sperando che il Signore ci faccia tornare tutti con i piedi per terraCin cin (bevono) Bene, sono contento che sia finita veramente a tarallucci e vino, ma io adesso devo andare a celebrare la Messa serale

NOTAIO Io invece me ne torno a casa per la solita passeggiata domenicale con mia moglie

ALBERTO Io non so come ringraziarvi entrambi; mi farebbe piacere se pi tardi vorrete farmi lonore di gradire una fetta di torta Ci tengo veramente

(rientra Lucia con Felicetto; saluti a soggetto)

DON BIAGIO Oh, Lucia! Stasera voi fidanzati siete dispensati dal venire in Chiesa: fate una bella festa con vostro padre, ch se lo merita E tienimi una fetta di torta: la manger domani con piacere

ALBERTO: E voi caro Notaio? Vi aspettiamo pi tardi con la signora?

NOTAIO Non so: mia moglie cos golosa di dolci; ma se non passeremo non datevi pena. Grazie lo stesso (rivolto a tutti) Buona serata a tutti, e buon compleanno Maestro

(Saluti a soggetto, mentre Don Biagio e il Notaio escono)

6^ Scena

(Alberto pi Lucia e Felicetto)

Mentre Alberto passeggia pensieroso sulla scena, Lucia mette la tovaglia buona sul tavolo; poi vi poggia la torta, dei piatti con vari spuntini, bicchieri, bottiglie etc. etc. Intanto Felicetto intento a leggere il giornale.

LUCIA - Allora pap, andato bene lincontro?... Cosa vi siete detti?

ALBERTO Abbiamo parlato del pi e del meno Luc Ma a che ora vengono i tuoi fratelli?

LUCIA Intorno alle 7 (19,00) Del pi e del meno? E mi fai dire correte a casa, questione di vita o di morte Ma ti rendi conto pap?

FELICETTO Don Albe, non vi preoccupate: voi la conoscete meglio di me! Adesso vi far linterrogatorio! La verit che si innervosita perch voleva sentire che diceva il Notaio

ALBERTO Lucia, se per questo ti puoi tranquillizzare: mi ha solo aiutato a fare la scelta migliore

CAMPANELLO

(Si aggiungono gli altri 5 figli di Alberto)

LUCIA Sono arrivati (va ad aprire; auguri di tutti a soggetto)

ALBERTO Grazie! Grazie!... Ma le vostre mogli? E i vostri mariti? I miei nipoti?...

GIUSEPPE Pap, poco fa ci siamo sentiti per telefono e abbiamo deciso di venire solo noi

AGOSTINO Non ti ricordi pap lanno scorso? Tra mogli, mariti e nipoti, qui dentro non si poteva parlare, non ci si poteva muovere

IDA Pap, quando ci riuniamo tutti quanti, qui succede la baraonda; non si respira proprio: lanno scorso me ne tornai a casa con un mal di testa tremendo

ALBERTO Avete ragione, ma io oggi ci tenevo ad abbracciarvi tutti quanti, compresi i nipoti (si commuove) E se non li vedo pi?

LUISA Come non li vedi pi, pap! I miei figli ti faranno gli auguri domattina stessa

IDA Pure i miei, pap

ANTONIO Anche i miei

AGOSTINO Pure i miei

GIUSEPPE Anche i miei

ALBERTO Passa lAngelo a queste parole e speriamo che mi trovano

LUCIA Pap non ricominciare anzi, vai a sederti a capo-tavola che tutto pronto. Sediamoci tutti quanti Felicetto, siediti qui vicino a me (tutti prendono posto e cominciano a mangiare)

ALBERTO Ohhh Brava Lucia: quanta bella roba che hai preparato E da stamattina che sta trafficando vicino i fornelli Felice, tu sei un uomo fortunato Assaggia questo rustichino

FELICETTO Volete che non lo sappia? Allora perch lho scelta? Perch cucina una bellezza!

IDA Felicetto, non per niente, ma devi sapere che Lucia cucina le stesse cose che preparava mia madre, le stesse cose che preparo io, e le stesse cose che sa fare Luisa

ANTONIO Per forza! Avete frequentato la stessa scuola della trattoria di casa Picciano

ALBERTO (divertito) Ascoltatemi, io so che le mie figlie sono tutte delle ottime cuoche, come pure le vostre mogli, poich ho potuto constatare di persona quando sono stato vostro ospite...

Ma quel profumo di rag che si respirava la domenica mattina, quando viveva vostra madre (ora si commuove di nuovo) io non lho respirato pi

AGOSTINO Pap, so passati 10 anni e tu ancora ti commuovi?

LUISA Pap, oggi il tuo compleanno e si festeggia solamente

ALBERTO Perch? (pausa: che dir?) La pasta al forno che faceva, ve la siete scordata?

LUCIA Ce la ricordiamo pap, ce la ricordiamo, ma senza piangere, per favore

ANTONIO Perch era fessa la conserva che faceva e tutti quei sottaceti e sottolio GIUSEPPE Veniva la gente da lontano a comprarseli

AGOSTINO E quando si macellava il porco? Il sapore di quella salsiccia oggi ce la possiamo solo sognare Da leccarsi il muso

ALBERTO Tutta roba genuina che veniva dalla nostra campagna Felice. Io facevo il Maestro elementare, tu capisci, e il pomeriggio ero sempre libero. Cos quasi tutti i dopo-pranzo io e la buonanima di mia moglie ci andavamo a ricreare in campagna. Fin quando loro sono stati piccoli ce li portavamo appresso; io avevo una Giardiniera familiare che si riempiva come un uovo; ma appena fatti grandicelli, niente: la campagna la sparavano col fucile: Bum!

FELICETTO Si sa che dal dopoguerra ad oggi, col progresso e col benessere raggiunto, assistiamo allesodo dalle campagne verso le citt Ci rientra nellordine naturale delle cose

ALBERTO Daltronde tu ne sei una dimostrazione: hai fatto lIngegnere e mica hai fatto lAgronomo, vero o no?

FELICETTO Be, si!

ALBERTO Eh, ma cos non va bene figli miei. Il progresso ad ogni costo non va bene. Quando capiremo che cos stiamo andando verso lautodistruzione? Vi ricordate Chernobyl? Poi abbiamo paura della fine del mondo...

FELICETTO Tutti i governi, insieme, dovrebbero fare un passo indietro, anche a costo di rallentare la produzione e il profitto, investendo nella ricerca di energie pulite per il futuro

ALBERTO - A proposito di futuro Felic, quellannuncio lo faccio io o lo fai tu?

FELICETTO Don Albe, per me lo stesso

ALBERTO Ed io ci tengo che lo fai tu Ingegne

FELICETTO E vada! (si alza in piedi col bicchiere in mano) Signore e signori Picciano, io mi onoro di entrare a far parte di questa famiglia Voi sapete che faccio lamore da otto

LUCIA Si dice fidanzati, ma che ingegnere sei?

FELICETTO Voi sapete che sono fidanzato con Lucia da pi di otto anni e nel corso di questi anni ho avuto il piacere di conoscervi in occasione di Feste comandate, matrimoni, funerali

LUCIA Ma i funerali non te li potevi risparmiare ingegne

GIUSEPPE Per Luc, ti devo fare un rimprovero: alle case nostre a Felicetto non ce lhai portato mai una volta

LUCIA Pepp, io gi mi sbatto tra casa e Chiesa Noi siamo una truppa di fratelli e sorelle e se mi facevo il giro di tutti quanti ci avrei messo un paio danni; senza contare quelli che stanno fuori Matera Cos almeno non soffende nessuno

IDA (A Luisa di fianco) Hai capito come uscita fina fina (furbetta) la piccolina?

ALBERTO Ma queste so fesserie figli miei; abbiamo interrotto lannuncio; (a Felicetto) prego, procedete

FELICETTO Vado?

TUTTI E vai va! (alla Uccio De Santis)

FELICETTO In breve volevo dirvi, che lultima vostra figlia don Albe, (poi rivolto agli altri) e lultima vostra sorella, presto convoler a giuste nozze col qui presente Ingegner Felicetto Strazzone

AGOSTINO (non resiste alla tentazione e far una pernacchia tra lilarit generale) PRRR Scusate ingegnere, ma mi venuta spontanea

LUCIA Agosti, tu sei sempre stato spontaneamente la pecora nera della famiglia

ALBERTO Agosti, ma che maniere sono queste di trattare il nuovo arrivato in famiglia

FELICETTO Ma si gi scusato, non importa capisco che era unoccasione invitante

ALBERTO E io no!... Quando i miei figli vivevano in casa mia, io non permettevo queste cose no, n a scuola e n in casa. Avevo una bacchetta nella mia cartella che portavo sempre con me

AGOSTINO Pap, non ti commuovi a ricordarti le bacchettate che ci hai dato?

ALBERTO Il giusto! Mazz e panell fann i figli bell Figuriamoci se non ve le avessi dato: quella pernacchia poteva diventare una scoreggia, scusate la volgarit Ma adesso non rivanghiamo il passato, facciamo un bel brindisi per lannuncio che abbiamo test ascoltato

ANTONIO Io ce lho gi pronto pap Questo vino malvasia, facciamo un brindisi a Lucia.

(Ovazioni a soggetto dopo ogni brindisi)

GIUSEPPE Adesso io: Il sangue Picciano ci scorre in petto, facciamo un brindisi a Felicetto

AGOSTINO Tocca a me: Lucia dice che so a pecora ner, e io faccio un brindisi allIngegner

ALBERTO Bravo Agostino ora tocca a me

LUCIA Pap, ma tu sei astemio rischi di ubriacarti

ALBERTO Ah cos Luc? Uh, quant seccante questa figlia, brindisi faccio a chi se la piglia

FELICETTO Un capolavoro Don Albe! Complimenti, ma ora tocca a me! Con me Agostino s scusato, poich mi aveva spernacchiato, ma poi stato bacchettato, brindisi faccio al cognato acquistato

ALBERTO Bello! Ricambio i complimenti Ma le figlie mie, niente brindisi?

LUCIA Si, ma con lacqua Otto lunghi anni ho atteso, ma alla fine me lo sono preso

IDA E io che so pi scema? Meno male che ti sposi sorella bella, un altro poco e rimanevi zitella

(le solite ovazioni da parte di tutti, meno Lucia che guarda in cagnesco Ida)

IDA Luci, era solo una battuta: mica toffendi?

LUCIA E di cosa? Lo so che sei invidiosa!

ALBERTO Ma guarda tra sorelle come si amano Ida e Lucia, le permalose di casa mia Oggi il mio compleanno, fatelo almeno per vostro padre!...

LUISA Be, qua rimango solo io zitti, fatemi pensare: Questo brindisi per mio padre, che oggi fa il compleanno, sperando che con Lucia non ha combinato qualche danno

(dopo gli applausi di rito)

LUCIA Luisa, ma a cosa ti riferisci? Non ti veniva unaltra rima?

ALBERTO Che centra mo questo danno Lu?

GIUSEPPE E forse ho capito quello che vuol dire Luisa pap Possiamo sapere le condizioni di questo matrimonio?

ALBERTO Che condizioni figlio mio? Oggi faccio 73 anni e sono un uomo anziano; tua sorella ha assistito prima vostra madre malata e poi negli ultimi 10 anni ha accudito me Ma che peccato ha fatto questa ragazza per non formarsi una famiglia? Mica deve morire con me in questa casa?

LUISA Ma dove andr ad abitare?

LUCIA A casa mia Lu, siamo gi tutti daccordo

IDA Tutti chi? Voi tre! (Tu , pap e Felicetto)

AGOSTINO E pap rimane qui solo come un cane?

ALBERTO Perch come un cane? Rimango solo, ma Grazie a Dio la salute per il momento, non mi manca. Sto male se invece penso che Lucia non si sistema per colpa mia

ANTONIO Ma come farai per mangiare, per la roba da lavare, da stirare, le pulizie di casa, se ti viene una linea di febbre un mal di testa

ALBERTO Ho una bella pensione Anto: provvedo a tutto io, non vi preoccupate Se stessi male, allora ma io sto bene Lha detto pure il dottore poco fa

GIUSEPPE Ma se rimani solo in questa casa, pap non troppo grande per te?

LUISA Giusto! Perch non la vendi e ci dai i soldi, ch tutti abbiamo bisogno, visto le famiglie numeroseche abbiamo

IDA E vero pap: vendi questa casa di 120 metri e ti prendi in fitto un locale al piano terra vicino casa mia

ALBERTO Ma io ci sono affezionato a questa casa, ci abito da 50 anni, da quando ho sposato vostra madre Poi dalle parti di casa tua star in periferia; io invece faccio quattro passi e sto in piazza

AGOSTINO Pap, parliamoci chiaro: tu oggi stai bene e domani non lo sappiamo; noi apposta siamo venuti qui senza mogli e figli per parlarti di questo: vendile adesso le tue propriet, perch ora arrivato il momento che abbiamo tutti bisogno

LUISA Pap, Agostino ha ragione: la pensiamo tutti come lui. Se rimani da solo, questa casa sarebbe ormai un lusso per te; e pure il terreno ormai non ci rende pi niente, visto che tu da solo non ce la fai pi e nessuno di noi ti pu aiutare Pap, vendi tutto e ci darai una bella boccata dossigeno

ALBERTO Vi capisco figli miei: avete ragione!... Ma questa decisione che avete preso di comune accordo voi sei che state a Matera, lavete comunicata ai vostri fratelli che vivono lontano?

GIUSEPPE E perch pap?... Quelli che stanno fuori in primis stanno bene economicamente; in secondis, si schifano di scendere a Matera pure per farsi le vacanze o per farci una visita Pap, da quanto tempo non ti vengono a trovare? Sono anni! A mamma sono venuti a vederla che stava chiusa nella bara Vergogna! A questo punto io non ci tengo a mantenere rapporti con loro, e penso che anche voi (guardando i fratelli) la pensate come me

TUTTI E giusto, cos

IDA Pap, il ricavato della vendita ce lo prenderemo noi sei solamente

ALBERTO Ah!... Quindi, avete intenzione di dividere solo in sei e non in dieci, questo che mi state dicendo?

TUTTI Si in sei.. noi sei soltanto!

ALBERTO (si alza e passeggia) Bene! Anzi male, malissimo!... Figli miei, voi che siete pure genitori, vi sentireste di trattare in modo diverso i vostri figli? Uno lo vestite bene e uno lo vestite male; ad uno baci e carezze e allaltro sempre bacchettate; a uno pasta al forno e allaltro brodino

LUISA Che significa pap? I figli so tutti uguali finch sono piccoli, ma poi si sa che uno prende una strada, uno ne prende unaltra e alla fine c sempre qualcuno che fa i capricci e ottiene sempre di pi

ALBERTO Per un padre i figli so sempre piccoli, pure a 80 anni, e i capricci non li asseconda per evitare le guerre fratricide Darei la vita per questo Io, in questo momento, per la pace nella famiglia Picciano mi dilanierei le carni: tu che vuoi un braccio? Eccoti il braccio! Tu invece vuoi una gamba? Eccoti la gamba! Tu vuoi il cuore? Prenditi il cuore! Il fegato, il cervello tutto! Fino a restare niente Non potrei vivere con questo scrupolo sulla coscienza

LUISA Pap, ma tu credi di campare centanni con questa bella salute che ti ritrovi adesso?

IDA Pap, se tu ti ammali domani, e rimani in un fondo di letto, saremmo noi ad assisterti, noi sei!Faremmo i turni notte e giorno, mica quelli che stanno fuori quelli se ne sono sempre fregati

LUCIA Onori ed oneri pap

IDA E poi una volta che sei morto, pensi alla coscienza?

ALBERTO Ida, che cosa vuoi dire?

IDA Pap, se non vuoi vivere con questo scrupolo di coscienza verso gli altri figli, allora devi fare un Testamento a favore di noi sei Un Testamento che sar valido solo dopo la morte

ALBERTO (pensa) E gi, col Testamento si rimanda il problema E Teresa, Rosina, Alfonso e Carmelo, i vostri fratelli che stanno fuori a chi sono figli? A Ciccioformaggio?

AGOSTINO E che te ne frega pap? Tu per loro sei gi morto! (gli altri gli faranno eco)

ALBERTO Ah, so gi morto? Non fa niente! (arrabbiato) Ma io un Testamento come lo volete voi non lo faccio! Mi volete far rivoltare nella tomba?... Io vendo anche domani, ma divider in dieci parti uguali!... (con calma apparente) Benedetti figli: ma se mi sono consigliato pure col Notaio e con Don Biagio; chiedete a Lucia, mezzora fa stavano qui

LUISA Lo sappiamo, ce lha gi detto, e lei daccordo con noi

ALBERTO (guarda Lucia e poi urla forte verso tutti) Ma lo capite che se io faccio Testamento per favorire voi sei, gli altri miei figli esclusi lo impugneranno sicuramente per la legittima? Lo capite che nella famiglia Picciano si scatener la guerra?

TUTTI E GUERRA SIA!

ALBERTO (fa una smorfia di dolore e pone la mano destra sullavambraccio sinistro e poi sul petto Fa fatica a respirare e si regge con le gambe poggiate al tavolo. Si sforza nel parlare e dice) Per i soldi?

TUTTI PER I SOLDI!

ALBERTO (in preda al malore con le ultime forze dir)

SETTANTATRE. LOSPEDALE

FELICETTO (lo sorregge) Pap! (concitatamente verso tutti) Questo sembra un infarto: telefonate allOspedale!!! Presto Presto

TUTTI - (Scene di panico tra i figli, che, come degli sbandati, mettono le mani in tutte le tasche, nelle borse e borselli per trovare il cellulare, dicendo) Chiamiamo lAmbulanza, lAmbulanza Chiamiamo il 118, il 118 (La prima a trovare il cellulare Luisa)

LUISA Ecco lho trovato! (impacciata) Madonna che agitazione(armeggiando sul cellulare) Ma che cavolo di numero si fa per chiamare il Centodiciotto?

TUTTI (urlando) CENTODICIOTTO !!! (Uno, uno, otto !)

CALA LA TELA

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

I sei figli che abitano sul posto sono tutti a casa dellanziano pap Alberto.

Questi a letto, appena dimesso dallOspedale, in stato di presunta incoscienza.

Il dottore di famiglia ha appena terminato di visitarlo, ma si dimostra alquanto laconico

Scena 7^

(Il dottore, Alberto, pi i suoi 6 figli)

Dottore: (mentre ripone gli attrezzi nella borsa e legge alcuni fogli) Signori, io ho finito

Giuseppe: Allora dotto?

Dottore: Allora che?

Lucia: Allora, come sta pap?

Dottore: Ah, non lo sapete?... Questi giorni, in ospedale, non vi hanno detto niente?

Giuseppe: (guardando gli altri)A me no

TUTTI - (uno dopo laltro) Neanche a me; pure a me; a me no; etc. etc.

Dottore: Ah, siete stati a trovarlo in ospedale, ed ai medici non avete chiesto niente?

Tutti i figli si guardano furtivamente senza parlare; poi il figlio maggiore trova il coraggio

Giuseppe: Luc, tu abiti ancora con pap e neanche una visita gli hai fatto per sapere

Lucia: Ma io ero impegnatissima con la Chiesa ed ho chiesto ad Antonio se andava

Antonio: E vero! Ci dovevo andare io, ma poi ho avuto un contrattempo e ho chiesto ad Agostino

Agostino: E pure io ho avuto tanti impegni; perci ho domandato a Giuseppe

Giuseppe: Ma io credevo che ci andasse Lucia!... E poi, mica ci stiamo solo noi maschi, ci stanno pure le figlie femmine

Ida: Ma le figlie femmine tengono una casa sulle spalle, e i figli da crescere

Luisa: E poi pap pesante, ci vogliono gli uomini

Dottore: Ho capito! Nessuno dei tanti figli, maschi o femmine, si premurato di visitare il proprio padre in Ospedale, n si informato sul suo stato di salute!... Veramente una bella cosa

Lucia: Scusate dotto, ma si trattato solo di un equivoco

Dottore: Oh, ma non dovete scusarvi con me, ma con vostro padre e con la vostra coscienza

Giuseppe: Dotto, ma sapete com: quando si tanti figli poi sorgono i malintesi

Alberto: (con voce artatamente cavernosa)Meglio un cane

Luisa: (prender sempre fischi per fiaschi) Vuoi il pane pap?

Alberto: (non risponde)

Giuseppe: Dottore, diteci la verit

Dottore: La verit che vostro padre molto grave

Antonio: Insomma, dotto, sta pi di l, che di qua?

Dottore: E chi lo pu dire?... Per fortuna stato soccorso subito, altrimenti potevate non vederlo pi

Agostino: Ma adesso quanto gli rimane?

Dottore: Chi lo sa! Pu lasciarci anche domani, anche stanotte!

Tutti insieme: (meravigliati) Stanotte?

Dottore: Eh, stanotte! Stiamo tutti sotto il cielo!...(guardando Giuseppe)Pure voi!

Giuseppe: (preoccupato)Pure io?

Dottore: Eh! Come non lo sapete?

Agostino: (intuisce) Stai sotto il cielo Pepp Dotto, ma secondo la vostra esperienza

Dottore: Secondo la mia esperienza, se supera stanotte e le prossime 48 ore, potrebbe anche riprendersi, almeno in parte. La casistica molto diversa da caso a caso: c chi ci rimane sul colpo e chi riesce a sopravvivere per anni ed anni

Tutti insieme: (meravigliati) Per anni e anni?

Dottore: Certo! Con delle buone cure di mantenimento e con il calore della famiglia pu vivere anche parecchi anni.

Giuseppe: Dotto, ma non lo possiamo portare di nuovo in Ospedale? Si cura l!

Dottore: Ah, benedetta ignoranza! Questi casi successivi allinfarto non vengono curati in Ospedale: le medicine sono quelle che hanno gi prescritto ed una terapia che si pu seguire anche a domicilio. Ed meglio con il calore e laffetto della famiglia, dato che siete una famiglia numerosa Ma siete tutti presenti?

Ida: In tutto siamo 10 figli dotto, sei presenti e quattro abitano lontano da Matera

Antonio: E ventitre nipoti!

Luisa: Eh, ma appena lo sapranno che il padre sta grave, correranno tutti al suo capzzolo

Alberto: (solita voce rauca) Capezzle

Luisa: (al padre) La testa ti fa male?

Dottore: (sorvola su quello che dice Alberto) Be, certamente non soffrir la solitudine

Luisa: (col suo tormentone) Eh, dotto, siamo stati sempre una famiglia unita: mai una lite, un risentimento Come si dice dotto: siamo stati sempre un corpo e unanima sola

Dottore: E me ne sono accorto subito

Giuseppe: Dotto, prima che ve ne andate, ci potete scusare un momento: facciamo solo una brevissima riunione di famiglia

Dottore: E va bene, fate, ma solo un minuto perch mi attendono altre visite

(i sei figli vanno allinterno della casa per accordarsi tra loro)

Alberto: (Rialza il busto e si rivolge piano al dottore) Dotto, che vi avevo detto in Ospedale? I miei figli non sono venuti neanche a farmi una visita, figuratevi se hanno intenzione di assistermi

Dottore: Su questo devo darvi ragione Maestro, ma adesso finiamola con questa messinscena

Alberto: Dotto, ma io devo sincerarmi, devo metterli alla prova: mi basta solo unoretta

Dottore: Fate come volete! Ma cercate di non tradirvi, e soprattutto di non coinvolgermi E cercate di non replicare come avete fatto prima

Alberto : Dotto, ma pi forte di me: io quando sento certi spropositi

(si sentono i passi e le voci dei figli che stanno per rientrare)

Alberto: (stringe la mano al Dottore)Grazie dotto, non temete, star attento! Verr a ringraziarvi di persona

(si rimette a letto disteso come prima; quindi, i figli rientrano mogi e in fila indiana)

Ida: Dotto, scusateci, ma avevamo bisogno di parlare di questa situazione tra di noi (fa cenno verso il padre)

Agostino: Dotto, ma pap ci sente? Ma capisce qualche cosa?

Dottore:No, no: lo escludo categoricamente

Ida: Dotto, ma in confidenza: pap la potrebbe mettere solo una firmetta (sul Testamento)

Dottore: Ma stiamo scherzando? In questo momento non in grado di intendere e di volere Antonio: Dotto, unultima informazione: ma lo possiamo portare in una Casa di Cura per Anziani?

Dottore: Impossibile!In queste condizioni non lo prenderebbero mai: lo capite che vostro padre per adesso non autosufficiente?

Giuseppe: Eppure certe volte sembra come se ci volesse dire qualche parola

Dottore:Parole senza alcun senso: in questi casi facile che venga recuperata la memoria del passato, magari dellinfanzia. Potrebbe avere qualche sprazzo di lucidit, ma non fateci caso a quello che potrebbe dire Bene, allora io vado... Arrivederci.

Tutti: Arrivederci!

Il dottore esce. Tutti i figli seduti o in piedi restano in silenzio per un po.

8^ Scena

(I detti, meno il Dottore)

Ida: (sospirando) Eh, povero pap, s peggiorato tutta una volta: s sciolto come una candela in processione

Antonio : (poetico) Si, si sciolto come la neve al sole

Agostino: (tono affranto) Un pezzo di uomo, anzi, un uomo tutto di un pezzo

Luisa: (pratica e risoluta) Allora, come ci vogliamo regolare? Adesso pap ha bisogno dassistenza e non si sa fino a quando. Voi per lo sapete gi che io non mi posso muovere: lavoriamo io e mio marito.

TUTTI: E il sabato e domenica?

Luisa: Sabato e domenica ci la casa da riordinare, perch nel resto della settimana non riesco a fare niente. E mica mi vedete di andare a passeggio?

Ida: Su di me non fate nessun affidamento: io ci i figli che vanno a scuola

Antonio: U, signora, che i figli li teniamo tutti quanti

Ida: Ma quando tornano a casa, io devo fargli trovare il piatto da mangiare

Luisa: E perch noi i figli non li facciamo mangiare? Comunque, io sono capace di farmi pure in quattro; ma voi lo sapete che io gi faccio i turni per assistere a mia suocera

Agostino: Ma questo tuo padre Lu: a maggior ragione

Luisa: Ma io preferisco cento volte assistere mio padre invece di mia suocera. Ma con pap ci vogliono gli uomini: pap pesante un accidente

Giuseppe: Ma quale pesante che rimasto pelle e ossa come a Santo Meserille (o altro)

Luisa: Si? E quando si deve cambiare e lavare, chi lo spoglia e lo riveste a pap? E sempre un uomo

Antonio: E che fa? Stiamo a badare a queste cose? Noi di giorno andiamo a lavorare

Ida: Eh, si! Voi andate a lavorare, e noi, in casa, che vi credete che ci grattiamo la panza?

A questo punto Alberto, per il disappunto, emette un lamento! Tutti taceranno! Poi Alberto, inizia volutamente a farfugliare parole che diventano sempre pi chiare man mano che le ripete.

Alberto: Mmmm... E buono

Agostino: (cercando di capire e di aiutarlo) Che cos buono, pap?

Alberto: Il porco

Ida: Quale porco?...

Alberto: (sempre sforzandosi ad arte) Fa bene

Giuseppe: Hai sete pap?

Alberto: Il porco fa bene...

Luisa: (ripete meravigliata) Il porco fa bene!

Alberto: (riuscendo nella frase a met) E buono far bene al porco

Ida: Ah, buono e fa bene il porco

Antonio: Abbiamo capito, pap, non ti sforzare pi!

Alberto: (sempre nervoso e affannato continua) dopo ti lecchi il muso!

Luisa: Ti vuoi pulire il muso pap?

Agostino: Non hai capito Lu! Col porco ti lecchi il muso. A pap gli venuta la voglia della carne di maiale.

Alberto: (riuscendo nervosamente nellimpresa) E buono far bene al porco ch dopo ti lecchi il muso...

Ida: (assecondando) Di nuovo! Abbiamo capito pap

Giuseppe: Ma non che sente quello che diciamo noi?

Ida: Nooo,questa la memoria dellinfanzia che ha detto prima il dottore

Luisa: Si, come ha detto? lo spruzzo di lucidit

Antonio Si, non ti avvicinare Lu, che pap ti sputa in faccia

Agostino (ride) Lu, il dottore ha detto sprazzo, no spruzzo

Bussano o suonano. Lucia va ad aprire. e fa accomodare Pasquale e Saverio, i due confinanti

9^ Scena

(I detti, pi Pasquale e Saverio, confinanti del terreno di Alberto)

Pasquale e Saverio: Buon giorno, buon giorno

Gli altri rispondo al saluto e invitano ad accomodarsi vicino al letto.

Saverio: Be,come sta Don Alberto?

Luisa: Sta grave! Ce lhanno portato cos dallospedale.

Pasquale: Povero Maestro...

Saverio: Ma vi riconosce?

Ida: Non credo proprio! Pure il dottore ha detto di no

Agostino: E ogni tanto dice scemenze...

Ida: Pap, stanno gli amici tuoi confinanti: Pasquale e Saverio!... Pap, sono venuti a trovarti gli amici tuoi

Saverio: Don Albe, come andiamo? Mi riconosci? So Saverio

Alberto non risponde

Pasquale: Saverio il rinsecchito (Sicch-Sicch)

Saverio: (a Pasquale) Asino! Cera bisogno del soprannome?

Pasquale: Save, certe volte cos si arriva prima

Saverio: Ah, si? Don Albe, ci sta pure quel Nasone di Pasquale

Pasquale: Niente da fare!...(alza la voce)Caro Maestro,che mi dite? Vi alzate da questo letto o no?... Niente! (poi ai figli) Ma almeno mangia?

Luisa: Per la verit ce lhanno portato unora fa: il dottore ci ha detto di aspettare

Saverio: Don Albe, dovete mangiare, come si dice: Sacco vuoto non si regge in piedi Perch se mangiate uscirete da questo letto e vi alzerete di nuovo in piedi.

Pasquale: Enon vi preoccupate per la campagna, ch ci pensiamo noi.

Alberto: (biascicando di nuovo ad arte le parole) Andate, andate

Saverio: Dove dobbiamo andare?

Pasquale: Dove andiamo?

Alberto: (idem)Andate

Pasquale: Devi venire pure tu

Saverio: Don Albe, senza di voi non andiamo da nessuna parte. Siamo stati sempre uniti

Pasquale:.Come fratelli e sorelle

Saverio: (a Pasquale) La sorella sei tu?

Alberto: (idem c.s., magari in dialetto)Ma andate a fa Andate affanciullo

Pasquale Azz Senza sale e pepe

Antonio Sembra come se ti risponde, ma sono soltanto degli sprazzi di lucidit

Pasquale: Ma proprio non capisce pi niente?

Ida: (sospira)Eh, purtroppo: cos ci hanno detto i dottori....

Pasquale: (ai figli)Eh, come ci dispiace. Eppure stato sempre bene. Una salute di ferro.

Saverio: Lavorava per due: la mattina di cervello (a scuola) e la sera di braccia (in campagna)

Luisa: Sacrifici, sacrifici, e sempre sacrifici per i figli.

Saverio: E lunico svago il Circolo al sabato o la domenica: la scopetta, il tre sette e na passatella ogni tanto. Ma sempre senza esagerare. Pure col bere

Alberto: (idem come prima) Andate

Pasquale: (ormai sorvola)Masicuramente in questi giorni verranno pure gli altri amici del Circolo, ma ditelo voi se il caso di farli venire o meno

Saverio: Il malato e chi lassiste hanno bisogno di riposo e certe volte le visite sono pi un fastidio che altro

Ida: No, non ve ne fate di questi problemi.

Luisa: Le visite fanno sempre piacere.

Giuseppe: Pap teneva un sacco di amici.

Antonio: Era come il prezzemolo: stava da tutte le parti, sempre pronto ad aiutare e dare una mano dove cera bisogno

Agostino: Per questo lo chiamavamo Prezzemolo in ogni minestra

Pasquale: Noi invece lo chiamavamo Pulcinella

Saverio: Gi: Sette di denari

Pasquale: Perch alla scopa napoletana non lo superava nessuno

Saverio: Il settebello lo teneva sempre lui E stato sempre Fortunato Fortunato, ma con la EFFE grande di Farmacia

Pasquale: E mo pure Fortunato Fortunato, perch tiene tanti figli

Saverio: Almeno tiene sempre chi lo assiste e non soffre di solitudine

Luisa: (sospirando) Eh, noi siamo stati sempre una famiglia unita: mai una lite, un risentimento Come si dice: siamo stati sempre un corpo e unanima sola

Saverio: Beati voi! Con mio padre invece, me la sono vista io da solo: chi era sposato e stava fuori, chi teneva i figli piccoli, e chi non teneva lo stomaco. Ma quando morto si sono presentati tutti quanti per dividere! Quando si doveva pulire il sedere a pap, parlando con rispetto, non esistevano mai; allora non ce lavevano il padre. In poche parole, con le mie sorelle siamo arrivati in Tribunale. Si sono offese per la casa. Ma io gliela lascerei pure, perch la casa io ce lho, ma per principio. Pensate che sono arrivate a negare il Testamento: hanno detto che la firma non era di mio padre. Ma se pap teneva la paralisi, la firma andata com andata. No, pap doveva chiamare il Notaio! Ma insomma, si va a badare a queste cose? E che ci voleva il Testamento per farglielo capire? Io sono lunico figlio maschio e in pi lho assistito durante la malattia. Per tutto quello che avevo fatto per pap, loro stesse dovevano dirmi di prendermi la casa e tenermi pure i soldi

Tutti: (allunisono, come presi da una comune ingordigia) I soldi?

Saverio: Eh, i soldi!

Ida: E brutto quando in una famiglia si arriva a queste cose

Saverio: Ci si avvelena il sangue figlia mia. Io sono sicuro che allaltro mondo i genitori si rivoltano dentro la tomba quando i figli stanno in lite tra di loro.

Luisa: (rafforzando) E vero. E vero

Saverio: Sono dodici anni che stiamo in causa: le mie sorelle le vedo solo in Tribunale

Pasquale:. A chi lo dici Save? Ma la pi grande fesseria labbiamo fatta noi; voi la sapete la storia, perch la voce ha fatto il giro della citt. (rivolgendosi allamico) E cominciata proprio come a voi: chi non teneva tempo, chi stava lontano e chi non teneva il fegato; insomma, senza farla lunga, siamo arrivati a far assistere mio padre da una femmina: una badante straniera

Tutti: (fingendo meraviglia) Una straniera?

Pasquale: Eh! Una straniera russa! (facendo il verso al popolino) Si usa fanno tutti cos si usa. Be, pap dopo un poco tempo s ripreso. Questa donna russa lha fatto resuscitare. Cos quando pap guarito ha intestato tutta la propriet a sta mala femmina: la casa e i soldi!

Tutti: (come prima) I soldi?

Pasquale: Eh, i soldi! Mo stiamo in causa per la legittima, perch la legittima ai figli spetta di diritto. Ma io ci avrei pure rinunciato, perch i figli sono figli quando i genitori hanno bisogno; con che coraggio ci presentiamo davanti al Giudice? Ma le mie sorelle hanno insistito: devi firmare pure tu, devi firmare pure tu!. Stanno arrabbiatissime: la propriet la vogliono tutta, non solo la legittima, perch secondo loro pap stato imbrogliato: era interdetto! Invece io dico che pap era impedito quando stava malato, ma poi quando guarito pap ragionava benissimo, e i soldi

Tutti: (idem) I soldi?

Pasquale: Eh, i soldi! I soldi la badante se li portati a casa sua alla Russia. Ah, ma io non me ne faccio una malattia, come quella scema di mia sorella che caduta in repressione. Lunico scrupolo che tengo che a nostro padre non lo abbiamo assistito com di dovere Solo che figura abbiamo fatto davanti alla gente che ci conosce (Pausa) Eh, beati voi, che state attenti attenti se vostro padre ha bisogno di qualcosa Zitti zitti e tutti pieni pieni di premure intorno a lui

Luisa: (solito tormentone) Eh, ma noi siamo stati sempre una famiglia unita: mai una lite, un risentimento Come si dice: siamo stati sempre un corpo e unanima sola (pausa di sospiri)

Saverio: Scusate se mi permetto, ma volevo dirvi che nella campagna vostra si sta perdendo tutta la frutta e la verdura di stagione

Pasquale: E peccato: aranci, limoni, mandarini, pere, cime di rape, carciofi, verze, finocchi

Giuseppe: E chi tiene il tempo di raccogliergli? Pap sta cos: pigliateveli voi

Saverio: Voi ci date il permesso?

Antonio: Ma si, pap di voi si fidava

Pasquale: Grazie assai!

Saverio: Eh, buon sangue non mente! Vi portiamo qui qualche cassetta di frutta e verdura vostra

Giuseppe: A proposito Sav: ma la terra nostra vi interessa?

Agostino: Pap ci aveva detto che la voleva vendere

Pasquale: Si e no: ma troppo grande! Magari met per ciascuno (Saverio lo zittisce e fa capire che parla lui)

Saverio: La verit, ci aveva detto che voleva vendere per darvi i soldi, ma voleva troppo

Pasquale: Si, per noi era troppo, troppo assai (Saverio lo fulmina con lo sguardo)

Giuseppe: E quanto vi ha cercato per la terra pap?

Saverio: Voleva 80 mila Euro in contanti

Antonio: Da ognuno di voi?

Saverio: No, 80 in tutto! Poi noi avremmo diviso la spesa a met: 40 e 40

Giuseppe: E che facciamo? I saldi di fine stagione?... Quella terra vale almeno il doppio

Agostino: Almeno 150 mila Euro Non un Euro di meno

Antonio: Non un Euro di meno

Pasquale: Save, qua il prezzo per me oscilla troppo

Saverio: Pure per me(ai tre figli maschi)Se ci veniamo incontro ne possiamo riparlare

Pasquale: Gi,invece di 40, ci sforziamo per arrivare a 45 ciascuno Non un Euro di pi

Antonio: Allanima dello sforzo

Agostino: Vedete che noi non siamo fessi come pap, e la beneficienza non la facciamo

Saverio: Ma la terra cos verr trascurata e in un anno si dimezzer il suo valore

Giuseppe: Ah! Si dimezzer il suo valore in un anno? Lo sapete che c? Allora ci vediamo lanno prossimo!

Agostino: E la frutta e verdura della campagna nostra non si tocca: lasciatela marcire. Vuol dire che vi basta la vostra

Saverio: Come volete voi! Pasqu, ce ne possiamo andare

Pasquale: Buon giorno!(sottovoce a Saverio)Save hai visto? Dovevo parlare io (escono)

Le tre sorelle non approvano loperato dei fratelli e si coalizzano per criticarli

Luisa: (accende la miccia) Quando vi associate tutti e tre, fate certi affari

Ida: Come no?...Pap ci andava daccordo da tanti anni, e voi in cinque minuti ci avete litigato

Lucia: Almeno ci avrebbero curato la campagna e ci portavano un po di frutta a domicilio

Luisa: Siete tre campioni: uno meglio dellaltro

Ida: Si:Cic, Coc e Naso Cacato

I tre fratelli: (incassano in silenzio, ma poi partiranno allattacco)

Agostino: Hanno parlato le Tre Grazie

Giuseppe: Ma quanto siete brave:voi siete infallibili

Antonio: Eh,le femmine cianno tutte il fiuto degli affari

Agostino: Si, lo annusano (e annusa veramente) come i cani da caccia

Giuseppe: Specialmente quando devono scegliere qualcuno (o il marito) da spennare

CAMPANELLO

Giuseppe: (ordina) Luc, vai ad aprire un po.

Antonio: Cominciano ad arrivare altre visite....

Ida:(A Lucia) Chi cavolo ?

Lucia: (spiando dalla porta) E quella rompiscatole di comare Filomena!

Antonio:(subito, di scatto) U, dovesse salire col cane...

Giuseppe: Diglielo di lasciarlo gi al portone

Lucia: (idem c.s.) Lo sta gi legando con uno spago

Ida: Ci mancava solo lei Non le date retta altrimenti questa non se ne va pi

Luisa: Ida ha ragione: poca confidenza.

Antonio: Quel cane stupido: come mi vede abbaia! E se non sta legato col guinzaglio capace di avventarsi. Filomena abita proprio di fronte a casa mia e io quando esco o quando rientro so costretto a stare sempre con la paura addosso Ma chi gli ha fatto niente?...

Agostino: E pure tu Anto! Tieni paura di un cane

Antonio: Si vede che non lo conosci bene! Un cane lupo mostruoso, con gli occhi di sangue, che pesa almeno un quintaleSe ti attacca non si sa come va a finire

Si sente abbaiare

Antonio: (grida impaurito al cane) Zaaaa! Vai via!

Giuseppe: Ha ragione Antonio: un cane rabbioso. U, io non ho mai avuto paura dei cani perch ne ho cresciuti parecchi, ma di questo ho paura

Antonio: Pi di qualcuno andato a lamentarsi dai vigili. Le hanno detto che deve portarlo al guinzaglio. Ma davanti a casa sua spesso sta slegato. Ma vedi un po se prima di uscire devo andare a spiare dalla finestra

Giuseppe: I cani dipendono dal padrone: se il padrone non li sa crescere, vengono male. Sono come i bambini, che devi sapergli dare leducazione

Antonio: Ma voi la vedete quando va girando per il paese? Quella col cane suo ci fa i migliori ragionamenti

Ida: Secondo me quella l se n andata fuori di testa

Luisa: Sicuro!... Ma la vedete come va vestita?

Ancora altro abbaiare e rumore di un portone che sbatte. Spavento generale.

Scena 10^

(I detti, pi Filomena)

Filomena: (voce dallesterno) Che ti possano uccidere! A cuccia, a cuccia! Lo sai che non puoi salire: vado un minutino da Zio Alberto, ma stanno pure i figli e perci tu devi stare gi

Entra Filomena, vestita in modo molto trascurato, con colori accesi e con uno strano copricapo.

Filomena:(entrando) Buon giorno. Scusate, ma ho legato il cane al portone altrimenti voleva salire pure lui.

Gli altri salutano a soggetto.

Filomena: Be, come sta zio Alberto?

Ida: E come sta, Filome? Tu come lo vedi?

Filomena:(avvicinandosi al letto) Zio Alberto, come andiamo? So commare Filomena(pausa di silenzio; poi grida) Z Albe Niente! (ai figli) Che fregatura che abbiamo avuto Questo non accusa pi

Alberto: (biascica come prima) Il cane

Filomena: Eh, il cane! Il cane sta gi Vuoi a Zorro? Lo faccio salire?

Gli altri tutti insieme: No nono

Ida: E meglio di no Il dottore ha detto che non pu essere avvicinato agli animali...

Filomena: Eh, ma Zorro mio sta avvaccinato Il vetrinaio (veterinario) gli ha fatto pure la tessera Ogni settimana lo porto a visita Ultimamente lo vedevo sempre stanco, che non se la fidava pi neanche di mangiare. Allora ho detto al vetrinaio : dott che si pu fare? Prima ha voluto sapere quanti anni tiene Zorro. Pi o meno una ventina, ho detto io e lui ha risposto: Buona salute! Allora tiene pi di centanni; ma la macchina quando si ferma vuole la benzina! Allora ha preso una siringa con una medicina rossa, proprio colore della benzina; ma non ci riusciva a fargli la puntura. Allora mi ha detto Provaci tu che sei la padrona. Appena Zorro mi ha vista con lago in mano, scappato nella sala di aspettativa. La ci stava una signora con un gatto moscio moscio sulle gambe. Come Zorro ha visto il gatto, ha cominciato a rincorrerlo come un diavolo dentro la stanza. La signora gridava Fif! Fif! e il dottore gridava Signo, a Zorro, a Zorro! Povera a me; insomma, Zorro ha afferrato il gatto e lo teneva fermo sotto di lui! Allora ho preso coraggio e con la siringa ho mirato a Zorro, ma Zorro s scanzato e la siringa lho fatta al gatto! La povera bestia ha fatto di una maniera che pure Zorro s accucciato sotto a me faceva impressione: Miaoooooooo! Il gatto scappava come un pazzo, saliva e scendeva da un attaccapanni che stava fissato al muro, e non si poteva fermare pi Inzomma, a un certo momento il gatto caduto da sopra e ha sbattuto per terraPah! Non si muoveva pi

Luisa: Era morto?

Filomena: No! Si era finita la benzina!

Ida: Ma che dici Filomee noi cretini che ti stiamo a sentire

Filomena: Ecos ha detto il vetrinaio

Si sente abbaiare il cane

Filomena: Lo sentite? Quello mi ha sentito di raccontare di nuovo questo fatto e mi ha risposto (Pausa) Eh! Povero zio Alberto, gli voleva tanto bene a Zorro. Era lunico affezionato al cane mio. A lui Zorro non labbaiava mai, anzi, quando lo vedeva gli faceva sempre la festa E meglio che non glielo dico a Zorro che Zio Alberto sta male, se no si dispiace la povera bestia

Abbiare del cane.

Filomena:(intimando ad alta voce) A cuccia, a cuccia, ora scendo! Io lo riprendo sempre quando abbaia alle persone grandi; ma ai bambini non li abbaia mai Io dico che stato il dispiacere che ha avuto quando morto mio padre, perch Zorro era di mio padre e quando lui mor Zorro era cucciolo. Io da allora non lho mai lasciato e me lo sono cresciuto come un bambino. Eh, i cani capiscono i sentimenti delle persone e soffrono come i padroni (Guardando Alberto) Povero Zio Alberto: mi ricorda come stava mio padre. (Ai figli) Ma non vi scoraggiate! Pensate che io lho assistito da sola e pure pap campato altri quindici anni

Tutti: Quindici anni?

Filomena: Si, nel letto, senza potersi alzare, ma assistito sempre bene bene. Sempre da vicino, ogni minima cosa. Le medicine ad orario, la cucina leggera e due rosari al giornoIo pregavo sempre, sempre, e dicevo: Signore, pure cos, ma fammelo campare! Ogni giorno questa preghiera Ma lultima volta, che dicendo dicendo sta preghiera, mi addormentai sulla sedia vicino al letto di pap, sentii una voce che mi rispose: Eh, Filom, ma tuo padre arrivato pure a novantanni! Che te lo vuoi tenere sempre con te? Be, la mattina dopo pap non s svegliato pi (Si asciuga gli occhi commossa) Scusate, ma io gli volevo veramente bene a pap come a Zorro

Si sente abbaiare.

Filomena: Lo sentite? (Accenna unocchiata allorologio) E tardi! Questa lora che deve mangiare

Altro abbaiare.

Filomena: Io vorrei stare un altro poco, ma quello mi chiama; magari domani vengo pi presto e mi trattengo un poco di pi

Gli altri: No, no Non ti preoccupare. Noi siamo tanti e non abbiamo bisogno

Filomena: Bravi figli: tutti intorno a pap

Abbaiare ancora pi nervoso.

Filomena: Ti ho sentito! Ora vengo! (Si fa presso Zio Alberto) Zio Albe, mo me ne vado io

Alberto: Il cane

Filomena: Il cane? Sta gi, ora che scendo te lo saluto

Alberto: E meglio

Filomena: Si, meglio che non ti vede cos, ma non ti scoraggiare: vedrai che ci arrivi pure tu a novantanni come a pap...

A questo punto si alzano i figli maschi e laccompagnano fuori, mentre a soggetto continua a parlare e salutare

Antonio: Fai presto Filome, ch Zorro tiene fame e si pu mangiare pure qualche cristiano (esce)

Scena 11^

(I sei figli con il padre)

Luisa: E che cosa ?Non se ne voleva andare pi

Ida: La paura di quel cane, mha fatto scatenare un dolore di testa

Agostino: Prima Pasquale e Saverio e poi pure Filomena

Ida: E questa che , la casa del buonges?... Noi dobbiamo pensare a pap

Luisa: A proposito: non ci dobbiamo scordare di avvisare i fratelli nostri che stanno fuori, perch la porzione lhanno avuta pure loro quando si sono sposati

Gli altri: (a piu voci) E giusto, giusto!

Antonio: Innanzitutto gli dobbiamo telefonare e ci dobbiamo far sapere che pap sta grave e lo teniamo a letto in casa

Agostino: Luisa, faglielo tu un colpo di telefono

Luisa: Mo chiamo a Rosina: che quella che ragiona un poco di pi

Ida: Lhai scelta proprio bene! Forse meglio se chiami a Teresa...

Giuseppe: Pure io la penso cos: Teresa quella che si presta di pi. Per lei pap ci un debole

Luisa: (estrae il cellulare dalla borsa) Devo tenere il suo numero registrato

Ida: (prende il suo cellulare) Se no lo tengo io.

Antonio: Ce lho pure io(estrae dalla tasca il suo cellulare)

Luisa: Ma non prende? Qua il fodavon non ci piglia

Ida: Il mio invece timma, ma tengo la batteria scarica

Agostino: Invece il mio ha finito i minuti della carica

Giuseppe: Io invece lo tengo senza scheda

Antonio: Pure il mio non ci prende: della CONAD

Luisa: Allora mo telefono con il fisso di pap

Alberto: (borbotta) Mmmm,il fesso

Luisa prende il telefono a filo.

Luisa: Ida, per piacere, dettami un poco il numero di Teresa

Ida: (fissando il suo cellulare) Aspetta che mi metto gli occhiali

E mentre tutti sono distratti e intenti a cercare nelle rubriche del proprio cellulare

Alberto: (con un filo di voce suggerisce a Luisa che le sta accanto) Zero

Ida: (fissando il cellulare e senza rendersi conto di chi le suggerisce) Zero

Alberto: Due

Ida: Due

Alberto: Cinque quattro due

Ida: (sempre fissando il cellulare) Cinque, quattro, due

Alberto: uno otto zero

Ida: uno, otto, zero.

Luisa attende (potrebbe azionare il Viva-voce al fine di far ascoltare a tutti la conversazione)

Luisa: Pronto Tr? Come state? (Pausa) E noi pure! Vedete che pap s aggravato e sta a casa. Ha bisogno di assistenza. (Pausa) AllOspedale non si poteva curare e ce lhanno mandato qua. (Pausa) Come voi che dovete fare? Dovete venire, che padre pure vostro e dobbiamo fare i turni, giorno e notte. (Pausa) Si, ma la famiglia ce labbiamo tutti quanti. (Pausa) Come sarebbe che mo stanno le Feste in mezzo! Ah, dopo le Feste! (Agli altri, otturando la cornetta) Ha detto che adesso sta la Pasqua in mezzo, e dopo le Feste forse scendono

Ida: Questi pensano a farsi Pasqua, Pasquina e Pasquetta con pap in queste condizioni. E meno male che era la figlia preferita

Giuseppe: Dille che la finisse di fare tante storie e scendesse subito

Luisa: Tere come? (Pausa) Il dottore ha detto che la malattia si pu portare alle lunghe Che hai detto? Per assistere pap dobbiamo metterci una badante?...

Ida: (intervenendo) Ma con tanti figli che siamo, ci dobbiamo far criticare da tutti quanti?...

Luisa: Tere, sembra brutto assai. Voi non ci state qua e ve ne fregate, tanto la figura la facciamo noi... (Pausa) Come? Lucia? Ma Lucia mo abita da sola, non sta pi in casa con pap. E andata ad abitare alla casa di mamma. E va bene, mo ci ragioniamo e ti facciamo sapere. Ti chiamo dopo Come? Vuoi salutare a pap! Ma pap non capisce pi niente, ogni tanto spruzza qualche parola a cavolo E mo ci provo. (Porgendo lapparecchio a Ida, pi vicino al padre) Ida, passa il telefono a pap che Teresa lo vuole salutare

Ida: (scandendo bene allorecchio del padre) Pap, sta Teresa da Milano che ti vuole salutare. Teresa? Tua figlia? Quella pi grande?

Alberto: (dopo una pausa dascolto alla cornetta) Va. Va. Va fa Vaffanciulla...

Ida: (riprendendo subito lapparecchio, notando la sforzo e la convulsione del padre)Niente Tere Sono Ida. Non farlo sforzare! Tha chiamato fanciulla che si ricorda quanderi piccola! (Pausa) Va bene. Mo ti facciamo sapere. (Chiude il telefono) Ha detto che se non vogliamo mettere la badante, lo potrebbe assistere Lucia. E non ha tutti i torti: lunica che ha pi tempo libero

Antonio: Ha ragione! (Alla sorella Lucia) Luci, lo potresti assistere tu a pap: sei ancora giovane. Ti prendi la sua pensione e facciamo pure la domanda per ottenere laccompagnamento

Lucia: Ma io il mese prossimo mi devo sposare e poi sto assai impegnata in Parrocchia: ho un sacco di ragazzini che ci faccio il catechismo, oltre a tante coppie di fidanzati che devo preparare per il matrimonio!... Don Biagio ci tiene tanto che lo faccia proprio io

Giuseppe: Ma lascia stare queste fesserie: assisti pap che pi necessario; queste sono le cose pi importanti, altro che i corsi dei fidanzati

Lucia: Lo dici tu che sono fesserie, invece sono cose molto serie. Io sono lunica che ha il patentino (grazie a Don Biagio) per fare queste lezioni alle giovani coppie

Luisa: Ma tuo padre e pi importante! O no?

Lucia: Ma pure vostro padre Lu, mica solo mio? Solo perch sono ancora nubile! Ma io ho la mia vita: ho fatto la mia scelta, come lavete fatta voi che vi siete sposati

Agostino: Ma tu hai avuto pure la casa di mamma e tutti quanti ti abbiamo messo la firma

Lucia: Per forza, ch a mamma solo io lho assistita. Prima mamma, poi pap! Oh! Ma che volete da me? Che faccio linfermiera a vita?

Ida: Ma mica lo farai per niente. Ti prenderai la pensione e poi pure laccompagnamento

Lucia: E che me ne faccio, se poi mi faccio vecchia a stare ad accudire tutti quanti?

Giuseppe: (sottovoce a Lucia) Ma no! Hai sentito? Il dottore ha detto che pu morire pure stanotte!

Lucia: E, ma ha detto pure che con lamore dei figli intorno pu ancora campare molti anni

Agostino: (persuasivo a Lucia) Ma solo se assistito bene, proprio bene bene!!!

Altro lamento del vecchio e solito fraseggio confuso che indicherebbe disapprovazione

Alberto: Mmmm. La viiita

Antonio: Che c pap?

Alberto: Mmmm La ruooota

Giuseppe: Che ruota?

Alberto: Mmmm giiira

Ida: Ah! Gli gira la testa come una ruota!

Alberto: Mmmm giiira viiita

Antonio: Mo ti serve il giravite, pap? Boh!

Alberto: Mmmm (in crescendo) La viiita na ruooota che giiira!

Luisa: (non capisce ed equivoca) La zita ha una coda che gira?

Alberto: Mmmm (in crescendo) Oggi a mee, domaani a tee

Ida: (non capisce) Si pap: domani ti faccio il t!

CAMPANELLO

Ida: Chi sar? Qualcuno andasse ad aprire (Tutti guardano Lucia con la pretesa che vada lei).

Lucia: (sbuffando) Eh, si, io di secondo nome faccio qualcuno

Ida: (a Luisa) Ma guarda tu come uscita questa la piccolina!

Luisa: E cresciuta viziata: siccome era lultima, nessuno ci ha dato leducazione

Lucia: (rientra tutta entusiasta) Accomodatevi, don Biagio, accomodatevi

Scena 12^

(Ai detti si aggiunge don Biagio)

Don Biagio: Pace e bene a questa casa.

Gli altri salutano in coro e a soggetto. Si alzano, sono un po confusi ed imbarazzati per la presenza del Parroco.

Don Biagio: Allora, come sta, pap? Cosa hanno detto i dottori?

Lucia: (che si accostata ora vicino al genitore e gli tiene la mano, risponde con ostentata aria di afflizione) Ormai c poco da fare povero pap

Alberto: (si lamenter e far sollevare un po la coperta)Mmmm. Mmmm

Don Biagio: Capisco. Comunque di conforto vedere tanto amore e tanto affetto intorno al proprio genitore. Ah! Ce ne fossero di famiglie cos al giorno doggi.

Luisa: (ripetendo il tormentone) Eh, don Biagio, noi siamo stati sempre una famiglia unita, mai una lite, mai un risentimento. Come si dice: siamo stati sempre un corpo e unanima

Don Biagio: Lo so, lo so. E da una famiglia cos non poteva che venir fuori una catechista come Lucia.

Alberto: (idem c.s.)Ohi, ohi, ohi.

(Secondo il gusto del regista, ci potrebbe stare una scoreggia di Alberto con imbarazzo generale)

Don Biagio: Ma cosciente? Conosce?

Luisa: A spruzzi, don Biagio, a spruzzi...

Lucia : A sprazzi Lu, il dottore ha detto a sprazzi

Don Biagio: Eppure domenica scorsa stava cos bene, anche se era un po preoccupato Domani torner comunque per confessarlo.

Ida: Ma non capisce, don Biagio Pap non pi lui...

Alberto: (idem c.s.)Mmmm. Mmmm

Antonio: Don Biagio, scusateci, ma pap ogni tanto parla a vanvera e fa dei rumori strani.

Don Biagio: Anche il delirio una confessione, anzi, spesso, la vera confessione, perch molte volte la ragione pone dei freni al proprio io.

Giuseppe: Don Biagio, pap sempre stato un uomo buono e onesto. Mai una bestemmia, mai una lite con la buonanima di mamma; e non ci ha fatto mancare mai niente

Don Biagio: Ma certo che lo so, e so anche del posto che ha prenotato in Paradiso Uno che ha cresciuto dieci figli come voi, non pu non andare in Paradiso E vero don Alberto?

Alberto: Mmmm Il cane

Ida: Pap, Filomena non ci sta pi, n lei e n il cane. Questo don Biagio.

Lucia: Poco fa venuta in visita la signora Filomena con il cane. Perci pap si ricorda del cane.

Don Biagio: Ah, quella povera donna. Con quel cane terribile! La scorsa settimana ha fatto celebrare la messa a suffragio dellanima di suo padre. Insisteva che pure il cane entrasse in Chiesa. Il cane ringhiava verso di me come se avesse capito la mia disapprovazione. Comunque il Sindaco deve fare qualcosa. Lho detto anche ai vigili. E strano che non spaventi i bambini

Antonio: S, vero. Io ho mio figlio piccolo che quando lo incontra ci gioca. Invece a me non mi pu vedere

Don Biagio: Si, ho notato come anche il chierichetto lo carezzava e si lasciava fare. Ho provato anchio dopo: fulmini e saette! Se mi afferrava il braccio me lo staccava. Be, pazienza. Fino a quando non ci scappa un ferito

Antonio: o un morto.

Alberto: (intervenendo con artato affanno) Mmmm I fiiigli

Don Biagio: Vi chiama.

Alberto: (idem c.s.)I fiiigli

Don Biagio: Sono tutti qui i vostri figli, caro Alberto. Tutti vicini a voi (ai figli) Ah, quanto vi ama....

E in effetti, sono tutti accorsi intorno al letto del genitore con esagerata premura e attenzione.

Alberto: (delirando ad arte ma seccamente) Uccidili!.

Imbarazzo dei figli

Don Biagio: Ma no, caro Alberto. Dopo chi vi assiste?

Alberto: (biascicando piano) Il caaane

Lucia: Pap, ma che dici? Non c pi il cane.

Luisa: Eh, come spruzza a vanvera.

Ida: Luisa! Di nuovo?

Don Biagio: Ah, come siamo fragili! Questa natura umana che si corrompe. Ma lo spirito no, quello non deve mai corrompersi, anzi deve fortificarsi con gli anni. E questi sono i momenti in cui noi dimostriamo di essere veri cristiani. Quando sappiamo essere vicini a chi soffre.

Alberto: (idem c.s.) Mmmm I fiiigli

Don Biagio: Come vi chiama accorato. Anche in questo momento occupate la sua mente e il suo cuore.

Alberto: (secco come prima) Uccidili!.

Don Biagio: Ma no, don Alberto. Anche i vostri figli vi adorano.

Alberto: (biascicando piano) Fa beeene

Don Biagio: S, i figli sono un bene.

Alberto: (idem) Fa beeene il pooorco.

Lucia: Pap, ma che dici? Non ci badate don Biagio.

Don Biagio: Oh, ma non fatevi scrupoli, capisco la situazione. E la malattia. Beh, ora devo andare. Vi sono vicino con le mie preghiere. Ah, Lucia, anche i ragazzi ti sono vicini, come pure le giovani coppie.

Lucia: Grazie don Biagio, io non li abbandoner

Don Biagio: Conosco il tuo coraggio e la tua forza. Il mese prossimo ti sposi con quel bravo ragazzo di Felicetto, ma so che saprai far fronte a tutto: in casa come in Parrocchia. Pace e bene a tutti voi.

Gli altri: (confusamente e a soggetto) Arrivederci e grazie per la visita.

Lucia: Don Biagio, vi accompagno.

Don Biagio: Grazie (ed esce con Lucia)

Agostino: Ma in testa a lui? Vuole confessare a pap. Glielo abbiamo detto che pap sparla (sdice)

Ida: E stato gentile comunque a venire a trovarlo

Luisa: E mica venuto per noi: venuto per Lucia

Ida: E per me no?... Ch pure io la domenica vado a Messa

Luisa: E pure io allora, che centra?

Giuseppe: Come non centra? Io ogni anno porto addosso la statua dei Santi Medici

Antonio: E pure io porto la statua di SantEustacchio

Agostino: E pure io sto nel Comitato delle Feste per la Madonna della Bruna

(Rientra Lucia)

Lucia: Allora, facciamo cos: proprio adesso ho parlato al cellulare con Felicetto! Pap lo assisteremo noi due!

Sospiro di sollievo di tutti che commenteranno a soggetto

Alberto: (istintivamente esterna un po di soddisfazione) Be, be be

Lucia : Vuoi bere pap?

Alberto: (cautamente, non risponde)

Ida: (sottovoce a Luisa) Si vede che Don Biagio lha convinta. Meno male

Lucia: Per, a queste condizioni: Prima: voglio che questa casa sia intestata a me!... Seconda: con i soldi dellaccompagnamento assumer una badante che mi aiuter ad assistere pap

Luisa: Vuoi mettere una donna per pap? Niente di meno! Dobbiamo farci dire dalla gente che con tanti figli che siamo, abbiamo dovuto mettere una badante per pap

Antonio: E poi, ti stai allargando un po troppo Luc! Non basta la casa di mamma? Pure questa ti vuoi fregare?

Lucia: Come ti permetti?...Queste sono le mie condizioni, altrimenti niente

CAMPANELLO

Giuseppe: Luc, vai ad aprire che dopo continuiamo Tu, la pi piccola, vuoi dettare le condizioni a noi che siamo pi grandi? Ma dove s visto mai

Tutti: Ma quando s visto mai

Scena 13^

(Si aggiunge Sofia)

Sofia una giovane badante albanese molto avvenente; qualche settimana addietro aveva preso degli accordi preliminari con Alberto; reca un bel mazzo di fiori in mano.

Lucia: (la vede e si mostra sorpresa) E voi chi siete?

Sofia: (dallesterno) Permesso? Cerco Maestro Alberto Picciano Mi chiamo Sofia

Alberto: (vorrebbe cacciarla perch non il momento) Sci

Lucia: Ah? (guarda verso il padre) Non la vuole!(poi guardando fratelli e sorelle) Avanti!

Sofia: (entra) Buon giorno tutti, mi chiamo Sofia, sono di Albnia

Luisa: Ah!... (la squadra con disprezzo dalla testa ai piedi)

Agostino (tra s) Sofia, bella ciaciona mia

Luisa: CercateAlberto Picciano?

Ida: E cosa volete da lui?

Sofia: Ma voi siete figli? Lo sapevo che tanti figli Ma lui come stare? Io sapere che scendere stamattina da Ospetale

Ida: Si, ma voi non ci avete ancora risposto: che siete venuta a fare?

Luisa: E come lo conoscete?

Sofia: Io conosce un giorno che lui visitare mio padrone malato con febbre

Giuseppe: E chi essere vostro padrone?

Sofia: Don Ciccio La Panza

Luisa: Ah, voi siete la badante di Don Ciccio

Ida: (con ironia) Io lavevo saputo che a 80 anni si era scelta una badante giovane

Luisa: (idem)Che pure lui si stava ringiovanendo come si deve

Sofia: No giovanendo, no: padrone morto stanotte

Antonio: Ah!... Pace allanima sua E da noi che cosa volete?

Agostino: Perch i fiori non li portate a lui?

Sofia: A povero mio padrone fatto cuscino di fiori; questo mazzo portato vostro padre

Luisa: Se non te ne vai te lo facciamo noi (il mazzo) come ti permetti?

Ida: Luisa, stai calma! (a Sofia) E perch gli hai portato i fiori?

Sofia: Perch io sapere che Italia, quando visitare malato, usa portare fiori o cioccolatini

Alberto: (solita voce falsata) Mmmm Cioccolatniiii

Giuseppe: (commentando il padre) Ecco la memoria dellinfanzia che diceva il dottore

Lucia: Insomma, si pu sapere che cosa volete da noi?

Sofia: Pap vostro detto me che se morto Don Ciccio io stare senza lavoro, io venire chiede lavoro questa casa

Luisa: (falsamente) Ah, brava!... Intanto questi fiori li prendo io

(le strappa i fiori di mano e come un Carabinierese li porta allinterno della casa)

Ida: E comunque se avremo bisogno della badante lo decideremo noi figli

Lucia: E la badante ce la scegliamo a piacere nostro

Sofia: Voi ragiona bene, ma se non fidare, chiede informazione a figli Don Ciccio

Ida: La conosciamo la famiglia di Don Ciccio la Panza, ma noi siamo unaltra cosa Arrivederci (le mostra luscita)

Sofia: Ma io rimasta senza lavoro, senza casa: voi mettere me a prova

Agostino: Fosse per me (vi proverei)

Giuseppe: (insinuante) Signorina, avete provato sulla SS. (statale) 99?

Sofia: Perch? Avere bisogno donna servizi?

Agostino: Sicuro! Ma portatevi un copertone di cmion, perch la sera fa freddo

Sofia: Ah! Voi scherzare: io avere famiglia in Albnia io manda tutti soldi famiglia

Luisa: E vattene in Albnia!... Che vuoi sfasciare la famiglia nostra?

(la prende per un braccio e laccompagna alla porta)

Sofia: Voi non avere bisogno? Voi chiama me se avere bisogno pap: io cucina, lava, stira, pulisci, fare tutto casa.(la badante esce)

Ida: No! Azz tosta

Agostino: (allude verso Antonio) Tosta veramente frate

Antonio: Questa viene dalla casa del morto: vuoi vedere che va portando la sciagura casa per casa

Agostino: Ha portato i fiori: vuol dire che il malocchio lha scaricato prima al fioraio

Ida: Ma ai fiorai il malocchio non attacca, altrimenti sarebbero gi tutti morti

Antonio: Luisa, ma come t venuto in testa di prenderti quei fiori col malocchio

Luisa: Ma i fiori erano destinati a pap: io mica me li porto a casa

Alberto: (si vede che tocca ferro sotto le coperte perch queste si alzano; dice piano le prime parole e aumenta su non quaglia) MmmmFattuura che non quaglia

Giuseppe: Mo gli venuto il desiderio della quaglia

Lucia: Quanto siamo fessi: allalbanese non le abbiamo chiesto manco quanto si prende

Agostino: (allude)E quanto si pu prendere Luc?

Lucia: (intuisce)Agost, sei sempre il solito porco

Alberto: (finge di vaneggiare) Mmmm E buoono il poorco

Ida: Luc, si sa la tariffa delle badanti: oggi siamo arrivati a 500 Euro al mese per quelle che stanno 24 su 24 ore a disposizione

Agostino: (allude sempre) E che disposizione

Alberto: Mmmm.. E buoono il poorco

Lucia: (non volendo ci azzecca) Agosti, te lo dice pure pap

Luisa: Ha ragione Agostino: quella ci toglieva pure le mutande e si faceva fare il Testamento a favore suo

Lucia: Ma perch ragionate ancora cos? Per una badante disonesta ce ne sono cento bravissime

CAMPANELLO

Lucia: (ormai sa cosa fare) Vengo vengo

Scena 14^

(Ai detti si aggiunge il Notaio Gaudillo, amico di Alberto)

Lucia: Avanti, avanti Notaio: eh, avete saputo di pap immagino

Notaio: Me lha detto Don Biagio poco fa: ma guardate che disgrazia; povero don Alberto Io non sapevo nemmeno del malore di domenica scorsa stava cos bene

Alberto: Ohi, ohi, ohi. (si intuisce che fa gli scongiuri sotto le coperte)

Lucia: Povero pap eh , ma lui se lo sentiva: il presentimento lo teneva

Alberto: (sospira come per dire: avete visto che avevo ragione?) Ehhh

Notaio: (si avvicina e si siede al fianco di Alberto)Ma capisce qualcosa?

Luisa: A spruzzi Notaio, solo a spruzzi

Lucia: (corregge) Ha sprazzi di lucidit Notaio, la memoria dellinfanzia

Giuseppe: Sig. Notaio, siete capitato proprio come al fagiolo Se vi trattenete qualche minuto, noi andiamo di la per fare una piccola riunione di famiglia

Notaio: Fate, fate, io per vostro padre, 5 minuti li sottraggo al mio lavoro

Giuseppe: (mentre escono) Agosti, allanima dello sottrazione che ha fatto (il Notaio)

Agostino: E ti pare poco Pepp: quello in 5 minuti guadagna pi del mensile tuo e mio

(i figli vanno di nuovo allinterno della casa)

Alberto: (allontanatisi i figli, rialza il busto)Ah, non me la fido pimi duole tuttala schiena

Notaio: Ma voi state bene! Parlate pure (fa per gridare) Mira(colo!)

(ma Alberto gli strozza il grido mettendogli una mano sulla bocca)

Alberto: Sssh! (mettendosi lindice sulla bocca) Ma quale miracolo Nota? Domenica sera mi prese solo un brusco abbassamento di pressione Voi vi ricordate come stavo agitato? Poi sono venuti i miei figli per farmi fare Testamento in loro favore E tanto veleno mi hanno dato che io non ci ho visto pi: sono proprio svenuto! In Ospedale mi hanno fatto tutti gli accertamenti e mi hanno dimesso perch ho tutto in ordine

Notaio: Ahhh! Capisco, capisco! Ma Don Biagio mi aveva detto

Alberto: No sa niente nessuno! Solo voi e il dottore! Se sto montando questa messinscena perch voglio mettere alla prova i miei figli

Notaio: Ma don Albe: prima o poi loro lo capiranno

Alberto: Non vi preoccupate Nota: io capir prima di loroUn favore solo vi chiedo, fosse anche lultimo, assecondateli sempre, assecondateli

Notaio: Assecondarli in cosa? Don Albe, non mi mettete in questo pastrocchio

Alberto: Da quello che ho inteso finora non hanno nessuna intenzione di assistermi Adesso se ne verranno con qualche altra diavoleria(sentono che stanno per tornare) Mi raccomando Nota Assecondateli sempre (si infila di nuovo sotto le coperte)

(I figli si sono preparati la parte da recitare davanti al Notaio)

Giuseppe: (entrando diceal notaio) Caro Notaio, be, che ve ne sembra di pap? Vi ha conosciuto?

Notaio: Macch: non da segni di vita Vaneggia povero Maestro

Lucia: (tutta contrita) Sig. Notaio, io dico che vi ha mandato la Provvidenza

Luisa: (con falsa commozione) Non sappiamo nemmeno se pap arriva a domani

Ida: (idem)Il dottore ha detto che pu lasciarci anche stanotte

Antonio: (idem) Perch stiamo tutti sotto il cielo

Agostino: (idem) E potrebbe campare cos per tanti, lunghissimi anni

Giuseppe: (idem) E che vita sarebbe questa?

Lucia: Ma noi da figli abbiamo il dovere di assisterlo giorno e notte

Notaio: Questo lho capito! Voglio capire perch mi ha mandato la Provvidenza

Giuseppe: Perch domenica sera, prima che pap si sentisse male, noi lavevamo convinto a fare Testamento a favore nostro che stiamo a Matera

Agostino: e mentre stavamo per fare un brindisi al Testamento gi concordato

Luisa: Gli venuto loccidente

Lucia : Laccidente Lui

Notaio: Oh, ma che peccatoquanto mi dispiace

Ida: (ennesima bugia)Avevamo gi deciso pure i due testimoni

Antonio: Il luned mattina io mi sarei preso un giorno di riposo e sarei venuto a trovarvi per fissare lappuntamento per stipulare latto

Notaio: (li asseconda) E mica c bisogno di fissare lappuntamento: per lamicizia che mi legava a vostro padre, in qualunque momento io sono a vostra completa disposizione

Ida: (esagera) Quella sera pap diceva: speriamo che il Notaio e sua moglie accettano linvito e vengono a mangiare una fetta di torta, cos il Testamento lo facciamo stasera stessa

Notaio: (asseconda)Avessi saputo, sarei passato volentieri veramente volentieri

Lucia: (contrita come prima) Solo che adesso pap sta cos, e non sappiamo

Luisa: (commossa) Se capace di mettere almeno una firma

Ida: Lui ci teneva tanto a fare questo Testamento

Notaio: (idem c.s.)E che problema c?... Appena sono arrivato mi avete detto che ha degli sprazzi di lucidit E allora, appena lo vedete un poco lucido mettetegli il foglio sotto la mano e fatelo firmare Anche un foglio in bianco Per il resto me la vedo io

Giuseppe: Ma dite veramente Notaio?

Alberto: (sibila) Siiiii!

(i figli si girano verso il padre ma non afferrano)

Notaio: (riprende subito per attirare lattenzione su di s) Ehm, ohhhh per gli amici si fa questo ed altro Voi fatelo firmare

Giuseppe: (ai fratelli) Prendiamo carta e penna presto (tutti cercano in giro come dei matti)

Notaio: Ma non vi affannate! (prende la cartellina) Ho tutto loccorrente Attenzione a questa penna che stilografica

Alberto: (farfuglia ad arte) Firma fi!

Giuseppe: (si volge verso il padre) Forse ha capito qualcosaAdesso il momento lucido Luci, una cosa da mettere sotto il foglio...

(Giuseppe prende carta e penna mentra Lucia prende una cartellina rigida per poggiarvi il foglio)

Antonio: (ad Agostino) Agosti, prendiamo pap sottobraccio e solleviamolo, cos pu firmare

Alberto: (fa resistenza fingendo di farsi male) Ohi, ohi, ohi

Giuseppe: (verso il padre mettendogli la penna in mano)Pap, firma Firma pap, ch dopo ti passano i dolori

Alberto: (Appena Giuseppe gli molla un attimo la penna, se la far sfuggire di mano)

Notaio: Non me la rompete che stilografica

Luisa: Se si rompe Nota, ve ne regaliamo una pi stelografica ancora

Giuseppe: (suda sette camicie per tenere Alberto diritto, poich questi si lascia andare come un sacco di patate) Pap firma, firma pap (mentre guarda gli altri sfiduciato) Niente, non ce la fa

Alberto: (approfittando del fatto che Giuseppe ha mollato la presa, scaglia la penna per terra e scivola di nuovo sotto le coperte)

Notaio:La mia penna

(Lucia la raccoglie e la riporta a Giuseppe)

Luisa: Lho visto! Ha gettato la penna: mo lucido pap, mo lucido!!!

Giuseppe: E mo vediamo chi la vince: (ha intenzione di ricopiare la firma) Luci, prendi la delega che ti fece pap per ritirare la pensione

(Lucia esegue e corre in camera da letto)

Notaio: (intuisce lintenzione)No, no, no: questo non lo posso accettare

Alberto: (biascicando, dice velatamente al Notaio)Secooo, secooonda

Ida: Mo lucido, mo lucido

(Agostino e Antonio rialzano Alberto, mentre questi fa resistenza come prima)

Notaio: Provate di nuovo, ma deve farlo di proprio pugno altrimenti non vale deve essere leggibile

(intanto Lucia torna con la delega firmata dal padre)

Giuseppe: (mette la delega sotto il foglio bianco, prende il braccio del padre e prova a fargli sovrapporre la firma)

Alberto: (sembra che stia al gioco; ma appena i figli tutti contenti dicono PI-CCI-A, e il figlio Giuseppe allenta un poco la morsa, da uno strattone e strappa il foglio)

Giuseppe: Porca della miseria(corre dal Notaio per fargli vedere il foglio) Come stava andando?

Notaio: No, no, cos non va bene! Questo uno scarabocchio! Vi ho detto che la firma deve essere le-ggi-bi-le

Giuseppe: Allora riproviamo

Notaio: Si per, io non posso pi trattenermi fate con comodo. Aspettate il momento buono e portatemi il foglio firmato in calce Ah, ricordatevi di venire con i due testimoni di fiducia

Antonio: Entro stasera vi portiamo tutto Not, ci potete scommettere

Notaio: Bene! Vi aspetto! (guarda lorologio) Com tardi! Ben 15 minuti di pausa (esce)

Agostino: (appena uscito il Notaio, dir verso il pubblico)Che vita di merda che fanno i notai: ogni pausa che fanno ci rimettono losso del collo Poveretti

Scena 15^ - Finale -

(Alberto e i sei figli)

Giuseppe: (come se asciugasse il sudore dalla fronte)E facciamo pure noi una piccola pausa frate, che questa firma assai faticosa

Antonio: Meno male che il Notaio ci ha creduto Pepp

Luisa: Dovete dire grazie a noi donne

Agostino: (alle sorelle) Grazie!... Ma il Notaio non fa niente per niente: vedrai quanto ci spara al Testamento

Giuseppe: Sicuro!...Ma torniamo al discorso di prima; senti Lucia, tu la devi finire di ricattarci sempre... Ti prendi la pensione e laccompagnamento, ma poi basta per la casa e il terreno io voglio

Si scatena a questa battuta una confusione generale in cui ognuno rivendica, a soggetto, i propri presunti diritti di prelazione sulle propriet del genitore.

Nel frattempo il povero pap, non visto, si alza dal letto e si dirige allinterno della casa Nessuno noter il movimento del genitore, essendo tutti presi dallaccanito litigio.

Tutti: (a soggetto, concitatamente) Questa casa spetta a me A me serve pi che a voi Ai maschi la terra e a noi la casa Allora la terra me la vendo io Tu hai gi avuto abbastanza La casa serve a mia figlia che si sposa Ma io sono il primogenito E io sono la piccola. Pap me laveva promessa Mamma non voleva cos

Ma visto che la trattativa non sortisce alcun effetto concreto, qualcuno prova ad azzardare delle ipotesi abbastanza condivisibili

Ida: Basta! Facciamo cos: la propriet si vende tutta e si divide in sei parti uguali

Antonio: Ma voi femmine che centrate? Avete gi avuto la dote e il mobilio.

Ida: Perch voi quando vi siete sposati non avete avuto i soldi?

Agostino: Ma se voi venivate ogni giorno sempre a piangere per scroccare qualcosa; credete che non lo sappiamo?

Luisa: Perch voi no?

Ida: La propriet si vende e basta! Anzi, le porzioni nostre devono essere cinque perch Lucia ha gi avuto la casa di mamma

Lucia: (risentita) Ma quella casa valeva poco e niente.

Giuseppe: Ma tu che dici? Te la stai aggiustando con i soldi della pensione di pap. Mo vorresti pure la porzione su questa casa come noi?

Ida: Ha ragione Giuseppe! Tu non ti sazi mai Luc! Eppure vai sempre in Chiesa a pregare

Lucia: Ma io ho assistito mamma per anni e anni, senza farvi prendere nessun fastidio

Luisa: Ma che cosa hai assistito Luci?... Ch se non venivamo noi a cambiare a mamma, tu eri capace di farle cuocere il sedere

Lucia: Siete delle bugiarde invidiose

(A questo punto Luisa e Ida, esasperate, tenteranno di accapigliare Lucia, la quale opporr unaccanita resistenza e passer al contrattacco; quindi, i fratelli si prodigheranno per dividerle)

Giuseppe: (grida per sedare la lite) E basta! Smettetela con questa commedia Io sono il figlio primogenito e sono stato lunico ad aiutare pap in campagna, Ho fatto i sacrifici pure per voi

Luisa: (forte) Ma se a pap lhai sempre deluso, e a tuo figlio non lhai chiamato neanche Alberto come a lui.

Giuseppe: (incalza verso Luisa) E perch tu a tuo figlio lhai chiamato Alberto?

Antonio: (gridando pi dei due) Io, solo io ho chiamato mio figlio Alberto come pap; sono lunico che lha puntellato! (prover a convincerli con una bugia) E pap una volta mi disse che che questa casa avrebbe voluto lasciarla proprio a mio figlio E mo vediamo: se si ricorda ve lo faccio dire da lui (Avvicinandosi al letto del genitore) Pap! Pap? (Quando nota il letto vuoto, chiama gli altri che sono ancora intenti a litigare) U, finitela adesso!... Pap non c pi!Pap s alzato!

Gli altri insieme: (girandosi verso il letto vuoto) S alzato?

Tutti si fanno intorno al letto rimanendo attoniti. Alberto, intanto, si gi rivestito, e dopo qualche secondo uscir dalla camera interna attraversando il palcoscenico; indossa di nuovo il bel vestito del primo atto e reca in mano il mazzo di fiori portatogli dalla badante.

Giuseppe: (scioccato) Pap, tu cammini! Allora tu stai bene!

Agostino: Pap, allora tu fingevi, e hai sentito tutto quello che dicevamo

Antonio: E noi stupidi che abbiamo litigato e ci stavamo azzuffando per niente

Alberto: Per niente? No! A qualcosa servito figli miei! Vi voglio raccontare una storia: una notte, un uomo, esasperato dalla malattia del vecchio padre, se lo caric sulle spalle deciso a lanciarlo in un dirupo fuori paese. Arrivato a mezza strada, sfinito, distese il padre per terra e si sedette su una roccia liscia. Pap - gli disse - devo prendere fiato, sei troppo pesante. E il vecchio padre, con un filo di voce gli rispose: Ti capisco figlio mio: 50 anni fa, anchio feci come te e mi dovetti riposare su quella stessa roccia

Lucia: E dopo?

Alberto: Quelluomo cap: riprese suo padre sulle spalle e se lo riport a casa Ma solo una memoria dellinfanzia E adesso scusatemi, ma me ne devo andare

Ida: Ma dove vai pap? Che cosa hai intenzione di fare?

Luisa: (insinuante)Ho capito! Sta andando a riportare i fiori a quella badante di prima

Alberto: E anche se fosse? A me bastata solo unora di finta malattia per capire qual la cosa che vi interessa di pi No, non il bene di vostro padre, ma i beni di vostro padre Che delusione figli miei! Ma io non vi odio! Voi non siete solo figli miei, siete pure figli di questa societ malata, schiava del Dio denaro Io non vi odio, no Io odio questo mondo di falsi valori, questo mondo che calpesta tutto, tutto, anche il bene dei genitori, e che mette i fratelli contro gli altri fratelli il sangue contro lo stesso sangue

Lucia: (commossa) Pap, siamo stati degli ingrati Ma adesso che farai? Vuoi punirci? Vuoi andare da unaltra donna e regalarle il frutto dei sacrifici che hai fatto per la tua famiglia?

Alberto: No, Luci, potete stare tranquilli tutti quanti E questi non sono per la badante: questi fiori sono per vostra madre In Ospedale sono stato solo come un cane e nessuno di voi venuto a trovarmi, da vivo, figuriamoci se avete avuto il tempo per portate dei fiori freschi sulla tomba di vostra madre Questi sono per lei E dopo, me ne andr a chiedere ospitalit alla Casa di Cura per Anziani Si, al Brancaccio (Ospizio di Matera)

Giuseppe: ComePap?... Te ne vuoi andare veramente allOspizio?...

Alberto: Si Peppi, meglio per tutti!Io non vi dar pi alcun fastidioLOspizio sar la mia casa fino a quando vuole DioE i miei beni li vendo: ognuno di voi ricever presto quanto gli spetta di diritto

Ida: (commossa)Ma tu, pap, dopo quello che ti abbiamo fatto, non vorrai vederci pi?

Alberto: E perch? Siete sempre figli miei e vi amo tutti alla stessa maniera; perci, quando capirete, vi aspetto a braccia aperte Perch anchio ho capito una cosa: non detto che tutto il bene che si fa, ti deve venire ricambiato tale e quale I proverbi non sbagliano mai!(lentamente e scandendo) Fai bene e scordatelo! (uscendo piano) Un padre campa cento figli, ma cento figli non campano un padre!... Ma fai bene e scordatene!... Perch un padre campa cento figli, ma cento figli non campano un padre!... Ma fai bene e scordatelo!...

Ed esce, cantilenando questi adagi popolari, mentre cala il sipario.

FINE

Opera dei coautori Carmelo Gaudiano e Alfonso Piccirillo

Tutela Siae