20.000 fiorini doro
Atto unico brillante fanta-storico
da recitarsi in piazza
di
Fulvio Barni e Maria Letizia Ceccuzzi
Personaggi in ordine di apparizione
Napoleuccio: Guardia notturna
Leone: Guardia alla porta
Onelio: Guardia alla porta
Narratore
Messer Cotoni Nobile Chiusino
Messer Della Ciaja Nobile Chiusino
Messer Ugurgieri: Nobile Ravennate
Gabelliere:
Messer Frizzi: Banchiere
Oste:
Rosa: Moglie delloste
Palle: Garzone all osteria
Gualfredo di Montealto: Vicario del conte di Beaufort, signore di Chiusi
Scudiero di messer Gualfredo. (comparsa)
Messer Vitelli: Nobile Chiusino
Sofronia: Figlia di messer Vitelli
Oretta: Moglie di messer Vitelli
Messer Ansaldo: Nobile chiusino e fidanzato di Sofronia
Violante: Moglie di Leone
Due bambini: Figli di Leone
Bambini: Figli di Leone (Comparse)
Isabella: Moglie di Onelio
Martuccio: Omosessuale (in realt una donna)
Guidotto: Omosessuale (in realt una donna)
Tubicine:
Due Tamburini:
Secondi: Padrini di messer Ansaldo per il duello
Filippa: Moglie del gabelliere
Notaio:
Messer Cione Salimbni: Nobile senese
Ambientazione
E quasi lalba. Una guardia sta facendo il giro della citt per spegnere le torce che rischiaravano le vie durante la notte. Giunge a porta Lavinia..
Napoleuccio: (urlando) Sono le sette e tutto va bene. Sono le sette e tutto va bene. Svegliativi gente.
Leone: (dalla postazione delle sentinelle) Ete! Ma la mattina, quando arrivi, un pi fa pi piano. Co ste berci mi fai f certi stolzi che manderebbero via l latte anche a na donna che ha sgravo da poco.
Onelio: (dalla postazione delle sentinelle) Accidenta te e chi ti paga, senti che mi fai d.
Napoleuccio: (guardando sorpreso verso lalto della porta) M ! Risete qui ?
Onelio: Come sarebbe a d risete qui? N do dovrebbimo esse secondo te?
Napoleuccio: Volevo d che na volta per uno, le notti toccono sempre a voi.
Leone: Per forza! La mi moglie ha voluto cambi la cavalla e l calesse. E soldi lo presi n prestito (indicando il banco) da que la calia di Messer Frizzi ma quando scadono le quote n qualche modo bisogner che le paghi nooo? A fa le notti, te lo sai, qualche lira n pi si guadagna.
Napoleuccio: Si, si, ma se seguiti cos prima o poi vedrai se ci stiri cianchetti.
Leone: O lallera! Te la conosci la m moglie. Quando gli piglia le voglie peggio de le troie secche che sognono la ghianda.
Napoleuccio: Te la fa comand troppo. Gliele dai tutte vinte. Ion casa mia comando da me.
Leone: Ho capito, ma se un f cos comincia a berci e dice che un conta niente n casa.
Napoleuccio: Anche la mia ci prov a dimmelo sera faEro ndato a letto da poco che da quanto ero stanco guardavo guercio. Doppo n pochino eccotela e comincia a fa ( cantilenante) te un mi fai cont niente. Vorrei cont qualcosa anchio. Comandi tutto te. Ni sta famiglia io n conto niente n pochino la scoltai poi gli dissi: st a sent, se v cont, conta quanto ti pare, per conta piano perch io voglio dorm .
Leone: Te l ha sempre co versi. Qualche volta ci ho provato a fagli du mugli, ma mha travento tutto quello che ci aveva n mano.. ..Scoltimi, piuttosto, parlamo di cose serie, chi che viene a dacci l cambio quass stamani?
Napoleuccio: Io un lo so, ma fossi voi un ci spererei che arrivasse qualcuno. Lass a la rocca semo rimasti n dieci soldati. Tre so al fortilizio de le chiane, due so a quellaltra porta, uno ha marcato visita e uno n ferie. Facci n po l conto.
Onelio: E s sette. Quellaltri tre torsi n do so?
Napoleuccio: Uno a fa lo scemo di notte gi pe le strade mentre bercia e quellaltri due so rimpiccati n croccia come le civette e miono dal sonno.
Leone: Ah gia! Che coglione, semo noi tre. Allora ho belle capito come va a fin: straordinari anche oggi.
Napoleuccio: O tanto te n hai bisogno di lavor?
Leone: Te mi sa che mica ci hai capito. Io ho bisogno di soldi, no di lavor. Fortuna che domani l venti e si riscte.
Napoleuccio: ( preoccupato) Domani l venti? ( battendosi una mano sulla fronte) Allora oggi l diciannove?
Onelio: A casa mia si, a casa tua un lo so.
Napoleuccio: O Madonnina fammi nd. Ora sentirai te che solfa mette su l comandante.
Onelio: Perch, l diciannove che succede?
Napoleuccio: Stamani arriva l vicario di Guglielmo di Beaufort, l padrone di Chiusi.
Onelio: E che viene a fa?
Napoleuccio: Sembra che voglia disfarsi della citt. Che la voglia vende. Viene per mettisi daccordo co nobili di Chiusi Pare che siano ntenzionati a compralla.
Onelio: Mmmm!. Troppo migragnosi So sicuro che n cacceranno na lira. Magari la faranno compr a n altro forestiero.
Napoleuccio: (mentre sta uscendo) Sar quel che Dio vle. Tanto per noi, col Papa o col re Semo sempre sotto scopa. Ovvia, ci si vede pi tardi, statimi bene.
Narratore: Buona sera signore e signori.Avete visto? Abbiamo tenuto fede alle nostre promesse ed eccoci di nuovo qui per raccontarvi un altro pezzo della nostra storia. Sono sicuro che vi sarete chiesti di cosa stavano parlando quei due soldati che avete appena ascoltato.. Non abbiate paurasono qui per questo. Ve lo dico subito. Dovete sapere chenel 1373, limperatore Carlo IV di Boemia, don a Guglielmo di Beaufort, visconte di Turenna, detto anche il Villata, la citt di Chiusi e tutti i castelli, ville, terre e paesi che facevano parte della diocesi chiusina: Sarteano, Cetona, Chianciano, Piegaro, Monteleone, Panicale, Paciano, Monticchiello, Camporsevole, Castiglione chiusino (del lago) e tutte le terre che appartenevano alla giurisdizione di Cortona.
Alcune fonti ci riferiscono che, qualche anno dopo, nel 1379, il visconte di Turenna lasci la citt di Chiusi in piena libert, poich i patrizi chiusini la francarono pagando a lui 20.000 fiorini doro. Altre, invece, che furono i Senesi a francare Chiusi, versando al visconte 40.000 scudi, ma non abbiamo riscontri in nessun documento. Altre ancora, forse le pi attendibili, che fu Cione di Sandro Salimbeni ad acquistare dal Villata la citt per 20.000 fiorini doro. Tutto ci pi verosimile, perch il Salimbeni di soldi ne aveva certamente tanti e molti di pi di quanti ne avessero tutti i nobili chiusini messi insieme. Infatti, proprio per asseverare ci che abbiamo detto, un documento del 1381, conservato nellarchivio storico comunale, ce lo ricorda come Domini nostri Cionis . In italiano: nostro signore Cione .
Cione di Sandro Salimbeni, insieme a Niccol, era stato cacciato da Siena per aver preso le parti di Carlo IV di Boemia, il quale pretendeva che gli venissero consegnate, le principali fortezze della repubblica Ma ora basta, altrimenti corro il rischio di annoiarvi con le mie chiacchiere.. Guardate voi stessi come andarono le cose.
Entrano in scena due nobili chiusini mentre stanno parlando dell imminente venuta del Vicario del Villata, Gualfredo di Montealto. Sulla scena c un banco dei pegni. Poco pi in l laddetto alle gabelle che riscuote le tasse e registra chi entra e chi esce dal paese.Un osteria.
Cotoni: Caro messer della Ciaja, stiamo per assumerci un compito molto gravoso. Non cosa di poco conto trovare 20.000 fiorini doro per francare Chiusi dal Villata.
Della Ciaja: (sicuro di quello che dice) Li troveremo, state tranquillo, convinceremo anche i pi restii a versare la loro quota per l operazione che ci siamo prefissati. Non possiamo permetterci di rinunciare a questa opportunit.
Cotoni: Sono sicuro che messer Federigo Vitelli non lo convincerete neanche promettendogli la poltrona di sindico generale, una volta che la citt sar in nostro possesso. (scotendo la testa) E troppo tirchio.. E poi in questo momento che sua figlia sta per sposarsi con messer Ansaldo. Forse proprio messer Ansaldo potrebbe comprarlama tirchio come il suo futuro suocero.
Della Ciaja: Lo so, lo so, di messer Vitelli raccontano molti aneddoti a proposito della sua tirchieria. (con la mano al lato della bocca e quasi sottovoce) Per esempio, dicono in giro, che la sera, nella sua casa, mangino prima che faccia notte per non consumare ne candele ne olio per far luce.
Cotoni: (di rimando) Non solo, ma non ha nemmeno servit. E quella disgraziata di sua moglie, insieme alla figlia, che pensa a tutte le faccende di casa.
Della Ciaja: (portando di nuovo la mano al lato della bocca) Per ho sentito dire, da un amico, che qualche soldo con le donne lo spende volentieri.
Cotoni: (ridendo tutti e due) Gia, gia, vero, l ho inteso dire anchio.
Della Ciaja: (guardando prima intorno) E gia che ci sono voglio dirvi anche chi stato a farmi questa confidenza. Del resto sono sicuro che non lo direte a nessuno.
Cotoni: Fate conto che parliate davanti ad una tomba.
Della Ciaja: (guardando ancora intorno) Me lo ha detto Napoleuccio, la guardia che fa la ronda di notte.
Cotoni: E che ne sa lui? Mica frequenta il Vitelli?
Della Ciaja: Ma che dite?. Voi non avete idea, ad una certa ora della notte, di quanta gente esca dalle proprie case per infilarsi di nascosto in quella di altri. E lo fanno in tanti, giovani e meno giovani, poveri e ricchi, nobili e borghesi.
Cotoni: E Napoleuccio va sparlando ai quattro venti di tutto quello che vede e sente la notte?
Della Ciaja: Ma neanche per sogno. (quasi offeso) Napoleuccio persona molto riservata. Non parla con nessuno di certe cose.
Cotoni: E allora voi come fate a sapere?
Della Ciaja: (facendo il verso di contar soldi con le dita) Messer Cotoni, basta avere la chiave giusta per aprire certe porte. Tempo fa ebbi bisogno di lui per una certa cosa. (accortosi che il Cotoni sta per parlare lo previene) Non chiedetemi quale cosa perch non ve lo posso dire.
Cotoni : (molto interessato ) Eeeeela spesa non molta..naturalmente?
Della Ciaja: Dipende dallinformazione che si vuole avere. Napoleuccio ha inventato una specie di tariffario.
Cotoni: (sempre pi curioso) Eeee..per esempionon so se uno volesse sapere se la propria moglie..o marito, naturalmente, esce nottetempo.quanto potrebbe costare.
Della Ciaja: Non aspettatevi che vi risponda. Per prima cosa non lo so e se anche lo sapessi non potrei dirvelo: sarebbe come mettervi al corrente di quale informazione ho chiesto a Napoleuccio. Quando ne avrete bisogno chiederete a lui e vedrete che la vostra curiosit sar appagata.
Napoleuccio: (in quel momento rientrato in scena rivolgendosi a Onelio o Leone, che non vede sulla sommit della porta) O lillo (lungo fischio alla pecoraia) Onelio, Leone.
Onelio: Che c? Ma n si pole fa manco n goccetto dacqua n pace?
Napoleuccio: O te! E come sera detto. Pel cambio un c nessuno. Se proprio dovete arriv a casa, dieci minuti vi ci st io. Ma che sieno dieci minuti per. No come l vostro solito.
Onelio: No, no, lascia st, ti ringrazio, quando m venuto ne corbelli chiappo e v via. Chi c c.
Leone: Io tra n pochino stacco, venisse qui anche l Papa o limperatore.
Napoleuccio: Fate come vi pare..tanto ci fate. (mentre sincammina per uscire di nuovo viene chiamato da Messer Della Ciaja che nel frattempo aveva continuato a parlottare con Messer Cotoni)
Della Ciaia: Napoleuccio, vieni un attimo qua, Messer Cotoni vorrebbe chiederti una cosa.
Napoleuccio: Al vostro servizio, signori. (accennando un inchino)
Cotoni: Quando smontate dal turno potreste passare da casa mia? Avrei bisogno di parlarvi.
Napoleuccio: A proposito di che, se un vi sembro troppo mpiccione?
Della Ciaja: (ironico) Ho parlato a Messer Cotoni della tua ditta di investigazioni.
Napoleuccio: ( a voce alta) Ditta o no, caro messer Della Ciaja, vedo che l giro de la clientela sallarga ogni giorno di pi. (ammiccando) Allora vl d che a qualcosa utile l mi passatempo, o no?
Della Ciaja: ( guardando in giro) E stai zitto, che cosa urli? (rivolto a Cotoni) Messer Cotoni, avrei da fare un attimo qui al banco da Messer Frizzi. Se non vi dispiace vi lascio soli. Con permesso.
Cotoni: Fate pure Messer Della Ciaja, intanto accenno a Napoleuccio di cosa si tratta.
Napoleuccio : So tuttorecchi, sentiamo.
Cotoni: Vorrei che voi mi diceste, sempre che sappiate, intendiamoci. Ma non credo che saprete, perch metterei la mano sul fuoco che nessuno avrebbe da ridire nulla sulla reputazione di una certa signorina. Ma lo voglio fare lo stesso cos셅.. per sfizio.
Napoleuccio: Voi vi riferite a Madonna Angela degli Azzi, dite la verit?
Cotoni: ( che ha un sussulto) Porco mondo! come sapete?
Napoleuccio: Un cominciamo co le domande perch le risposte da me si pagono.
Cotoni: EeeeQuanto verrei a spendere?
Napoleuccio: Se voi un mi dite di preciso che volete sap come f a divvelo.
Cotoni: Io vi dico che cosa voglio sapere e voi mi dite la spesa..giusto?
Napoleuccio: Certo, avete capito perfettamente.
Cotoni: Ma se la spesa fosse esagerata ed io non volessi spendere quella somma, voi sapreste ugualmente cosa desidero sapere e potreste dirlo in giro.
Napoleuccio: (scocciato) Messer Cotoni! (facendo il verso) Io du cose ce lho ma un le vorrei consum tutte con voi. Perch ce lho n do druscialle... (fa per andarsene)
Cotoni: ( fermandolo) Napoleuccio non ve ne andate, vi dir quale informazione mi serve.
Napoleuccio: Famo cos, ve lo dir io qualcosa e gratisse, cos vi renderete conto che un vi prendo n giro. (fa latto di concentrarsi per pensare) Dunque vediamo. Che vi potrei dire. ( a voce alta) Madonna Angela viene spesso a casa vostra, sempre durante la notte, pi o meno alla stessa ora..
Cotoni: ( mettendogli una mano sulla bocca) Ma che siete impazzito? Se viene a saperlo mia moglie per me la fine. Mi caccerebbe di casa.
Napoleuccio: Messer Cotoni, (fa per andare) io me ne v, quando avrete deciso se me lo volete d o no, fatemelo sap. Arrivederci.
Cotoni: No, no, aspettate, ve lo dico. (guardando in giro continuamente) Come voi gia saprete Madonna Angela ogni tanto viene a trovarmi
Napoleuccio: Sie, a sent come state Alle due o alle tre di notte Ma fatemi l piacere, fatemi, mica si sta a parl tra ragazzi.
Cotoni: Dico cos셅. tanto per darmi un contegno. mi sento un po in imbarazzo.
Napoleuccio: Allora un ci avete capito niente. Messer Cotoni.. quello che voi un mi volete raccont, io lo so gi da me.
Cotoni: Ultimamente. Il mio ciccino..Scusate se la chiamo cos, ma noi ci amiamo molto, apposta uso questo vezzeggiativo confidenziale.
Napoleuccio: A me che me ne frega, voi per me la potete chiam anche fricciolino che sempre ciccio .
Cotoni: Vi stavo dicendo.per non minterrompete se no perdo il filo. Ultimamente non pi assidua nella mia casa come una volta.
Napoleuccio: Vi riferite al giorno o a la notte? No, perch c na certa differenza.
Cotoni: Alla notte, alla notte..Non che voi..tante volte, vi siete accorto di qualche giro strano?..
Napoleuccio: Perch, scusate, l giro che ci avete voi con lei sarebbe normale secondo voi?
Cotoni: Lasciatemi parlare. Volevo dire se lavete vista per caso entrare ..in qualche altro portone, durante i vostri giri.
Napoleuccio: Oh! Ora parlamo di soldi. La domanda lavete fatta e giusto che sapete quanto andate a spende. (tira fuori un libretto e comincia a sfogliarlo, parlotta a bassa voce e tiene i conti con le dita) Sarebbero dodici scudi, ma proprio perch siete un cliente nvo vi far no sconto: dieci scudi e n se ne parla pi.
Cotoni: Mammina cara! Neanche un avvocato costerebbe tanto.
Napoleuccio: O messer Cotoni, ste voi che volete sap, io ve lho belle detto, lo so giaaa.
Cotoni: Ovvia gi, vada per dieci scudi. Parlate che vi ascolto.
Napoleuccio: Forse n ci semo capiti: se voi un cavate l valsnte (stropicciando le dita) io manco respiro nvece che parl.
Cotoni: (estraendo da un sacchetto alcune monete le porge a Napoleuccio) Non vi fidate di me?
Napoleuccio: Io un mi fido manco de la mi moglie se per questo..(dopo aver riscosso) Dunque: la vostra cara Angelina o ciccino se vi piace di pi, vi ncornifica a tutto spiano. Nell ultime settimane entrata in pi portoni lei che manco la volpe ne le buche quando gli danno dietro e cani.
Cotoni: Ma non potreste essere meno volgare?
Napoleuccio: Vediamo se vi piace di pi cos. (alzando un po il tono della voce) Madonna Angela degli Azzi, (indicandolo con il dito indice) la vostra amante, (Cotoni fa il verso di parlare piano) va spesso, durante la notte, a trov sempre nuovi amici. Ma no per sent come stanno, (battendo lindice sulla tempia) cercate di cap.
Cotoni: (con aria dimessa e a testa bassa) Ho capito. ho capito benissimo, siete stato molto chiaro.
Napoleuccio: E se un ci credete, vi f d na cosina anche da Onelio, (rincuorandolo sottovoce) un vi preoccupate, siamo soci. (rivolto a Onelio) Onelio, quando eri di ronda te pe la strada, laltra settimana, la nana, quanti nidi ha cambiato?
Onelio: Uuuuuuuuuh. (aiutandosi con ampi gesti della mano)
Napoleuccio: Un voglio sap de la lupa, de la nana t ho detto.
Onelio: Ho capito, si, mica so strullo, de la nana, (sembra prendere fiato).. un fotto.
Cotoni: Ma perch la chiamate nana?
Napoleuccio: Noi quando si lavora, si usa nomi convenzionali. Tanto per favvi cap쒅.. Se si potesse fa ditta ci si chiamerebbe(disegnando con le mani nellaria un cartello) La Discreta
Cotoni: Ah! Per! Fresca, come siete organizzati.
Napoleuccio: Allora, Messer Cotoni, siete soddisfatto? Mi sembra inutile che quando smonto dal turno venga a casa vostra. Per, se volete sap qualche altra cosa, un fate complimenti...noi semo per qui.
Cotoni: (mentre se ne va, parlando tra se e se) Hai capito sta maiala? E mi diceva. sar sempre e solo tua Sta maiala. Ora lo dir anche agli altri senzaltro Sta maiala che un altro.
Napoleuccio: Messer della Ciaja?
Della Ciaja: (che era ancora a parlare con messer Frizzi al Banco dei Pegni) Arrivo Napoleuccio.. Dimmi.
Napoleuccio: A me mi sa che pi che n piacere, a nsegnagli me, gli avete fatto n torto a Messer Cotoni.
Della Ciaja: Gia, lho sentito che borbucava mentre andava via. Ce laveva con le maiale, con le scrofe, con le troie. O che gli hai detto?
Napoleuccio: Quello che voleva sap! E manco tutto. (si incamminano uscendo di scena seguito da messer Della Ciaja)
Ugurgieri: (fuori porta una voce di uomo sta chiamando) Sentinella, sentinella
Onelio: Chi va la? Fermo dove siete. Fatevi riconosce.
Voce: Filippo Ugurgieri, sono di passaggio verso Roma e vorrei fermarmi per ristorarmi un po.
Leone: Ora vi apro, entrate e fermatevi dal gabelliere.(Entra e mentre passa per poco non viene investito da un getto dacqua tirata gi da un orinale)
Ugurgieri: (guardando verso lalto)Santo cielo, sta piovendo!
Onelio: No, no, n vi preoccupate, siamo noi che si fa le pulizie.
Ugurgieri: (entra un signore, vestito di tutto punto. Va verso il gabelliere) Siete voi il Gabelliere?
Gabelliere: Per servirvi. Che cosa volete?
Ugurgieri: Solo mangiare.
Gabelliere: (guardandolo minaccioso) Volete prendermi in giro? Vi sembra un osteria questa? Andate l. (indicando losteria)
Ugurgieri: Scusatemi, volevo dire che mi sono fermato solo per mangiare
Gabelliere: Allora spiegatevi bene quando parlate! Quanto vi trattenete?
Ugurgieri: Il tempo di mangiare e fare un po di provviste per il viaggio.
Gabelliere: Come vi chiamate?
Ugurgieri: Filippo Ugurgieri, vengo da Ravenna.
Gabelliere: Fanno sei scudi.
Ugurgieri: ( mentre paga) Lasciatemi una ricevuta. Quando rientr dovr render conto al mio signore.
Gabelliere: (scrive la ricevuta e la porge a luomo insieme ad un altro foglio) Tenete. E questo un lasciapassare, vi servir se dovessevo addentrarvi nel paese.
Ugurgieri: (luomo guarda la ricevuta poi si rivolge al gabelliere) Ma questa una ricevuta da tre scudi, io ve ne ho dati sei.
Gabelliere: Secondo voi il lasciapassare non costa niente?
Ugurgieri: Coster certamente, ma perch la spesa non lavete messa nella ricevuta?
Gabelliere: Perch tre scudi le metto in tasca io. Che cosa credete, che io st qui a pass laria? Lo stipendio, i Priori, me lo danno ogni volta che si ricordono. Ma io di mangi un c verso che mi dimentichi, sap. E poi ci ho moglie e figlioli.
Ugurgieri: E devo mantenerveli io?
Gabelliere: E chi vha detto che me le dovete manten voi da solo. (indicandolo con il dito indice)Voi, nsieme a tutti quellaltri che passono di qui.
Ugurgieri: (tra se) Ma guardate a quali cose dobbiamo assistere. Andiamo allosteria che meglio, altrimenti stamani mi comprometto.
Frizzi: Gabelliere, ma non che rischierete un po troppo cos facendo? Se vi scoprono vi staccano la testa..
Gabelliere: Caro Messer Frizzi, ormai a Chiusi banda rotta. O un avete sentito che l nostro padrone la vle vende?
Frizzi: E ho sentito, ma non credo che i nobili della citt sborseranno ventimila fiorini doro.
Gabelliere: Lo faranno, lo faranno, statene certo. Allora si che ci sar da stride.
Ugurgieri: (si seduto allosteria) Oste, oste.
Oste: Salute a voi nobiluomo che cosa vi debbo servire. (mentre spolvera il tavolo)
Ugurgieri: Qualunque cosa tu abbia di pronto. E un buon boccale di vino.
Oste: Rosa.Rosa svelta, porta un boccale di quello bono e un bicchiere al signore(rivolto allavventore) Ci sarebbe dellagnello arrosto con contorno di fagioli, potrebbe andare?
Ugurgieri: Va benissimo ma fate in fretta perch voglio rimettermi in cammino.
Oste: (urlando e battendo le mani) Rosa, Rosa, allora ti vi mve?
Rosa: ( esce da dentro bottega con un randello in mano) O te, cosino, boci meno? Un ti so bastate quelle di ieri. Ci devo rif? (loste intanto ha cominciato a girare intorno al tavolo inseguito dalla moglie)
Oste: No, no, Rosina, perdonimi n lo f pi. Ma ora calmiti.
Palle: Forza sor Padrone, dateci sotto che se no varriva, un vi fate chiapp. (il garzone fa tifo da stadio per loste) (la moglie visto che non riesce ad arrivarlo gli tira una scarpa)
Leone: Ma dagliele quattro panacche a sto torso che bocia sempre e faglielo ved chi sei .. Che poi, vorrei proprio sap a chi bocia.
Oste: (rivolto ad Leone) Ma perch n ti fai laffari tua, ? Anche te ci hai da chiacchier parecchio. Fino laltro giorno ci avevi na psca n un occhio che sembrava n cocomero. Anche la tua ti mena n fa l furbo.
Gabelliere: ncancherischela se mena, anche col giogo de le bestie gli da qualche volta.
Onelio: (al gabelliere) Te poi, ti conviene st zittino, che se la tu moglie ti chiappa con quel calcio che ti tir giorni fa nel centopelle te ne fa n pagnere.
Ugurgieri: (battendo cazzotti sopra al tavolino e urlando) Basta, basta, voglio mangiare. Ma dove sono capitato?
Frizzi: (dal banco) A Chiusi mio signore. Ma non dovete prendervela, purtroppo questo un periodaccio. Anche i gatti sono nervosi da queste parti. Il signore del luogo, il Visconte di Turenna, ha messo in vendita la citt: o i nobili la riscatteranno o sar ceduta al miglior offerente.
Ugurgieri: E a quanto ammonta il prezzo?
Frizzi: Si parla di ventimila fiorini doro.
Ugurgieri: Se li avessi, potrei anche comprarla, perch il luogo mi piace, ma senza gli abitanti, .. Se sono tutti come quelli con cui ho avuto a che fare finora
Frizzi: Non datevi pena, non sono tutti cos, state tranquillo.
Ugurgieri: Ah no? Meno male! Per voi, intendo dire, che dovete viverci.
Frizzi: Questi sono tra i migliori. C di peggio, molto di peggio.
Ugurgieri: Poveretti noi ( a voce alta) Insomma, si mangia o devo andare in unaltra osteria?
Oste: (preoccupato) Arriva, arriva subito. Abbiate un minutino di pazienza. Palle, senti la mi moglie se pronto.
Palle: ( da fuori bottega) Rosa, pronto stagnello? Che questo qui se no lo fa co la voglia. E poi ha detto che se ne v.. Io n lo farei scapp Che v sap quando vi ricapita n altro pollo da pel.
Rosa : (esce di nuovo dalla bottega, prende il malcapitato per i panni del petto e lo scuote mentre lo solleva dal panchetto) State a sent, leccapotte, voi avete ordinato e ora aspettate e mangiate, se no ve le cavo io e bachi dal capo. Capito? ( lo rimette seduto e rientra in bottega)
Ugurgieri: (appena riavuto dallo spavento) Certo, certo, ma ora non ho pi fame.
Palle: ( con aria sufficiente guardando da unaltra parte) Tardi cantaste, disse quel siciliano che ngoll la cicala. Io, fossi n voi mangerei. E anche se un mi piacesse, direi che bno cos un lavevo mai mangiato.
Oste: ( sempre premuroso)Dategli retta al ragazzo, che co su consigli ha salvato tanti cristiani.
Ugurgieri: Da che cosa li avrebbe salvati?
Oste: Se lo volete ved basta che ndate via senza mangi.
Rosa: (quasi gettando il piatto sopra al tavolo) Ecco quello che avete chiesto, e mangiatelo tutto perch co ste chiari di luna un tempo di sprec. (rivolto al garzone e al marito) Voi due, dentro, a ripul, forza. (entrano in bottega letteralmente di corsa) E voi vi voglio ved cominci a mangi.
Ugurgieri: (si spertica in complimenti) Mmmm, buono, ottimo, complimenti alla cuoca. (Rosa se ne va e nello stesso tempo arrivano alla porta, due nuovi avventori)
Gualfredo: (da fuori porta) C nessuno? ( le sentinelle stanno giocando alla morra) C nessuno?
Leone e Onelio: Cinque, tre. Sette, quattro. Due, sei.
Onelio: Zitto n p, chiamono, fammi sent. (silenzio)
Leone: A me mi sa che senti le voci. E sa che sarebbe n casino di niente! Dai, tira.
Leone e Onelio: Otto, tre. Quattro, due. Sei, due.
Gualfredo: Allora! Aspetto altri due minuti e poi sfondiamo la porta.
Onelio: Zitto, (mette la mano allorecchio) m sembrato di sent uno.. che diceva due.
Leone: Ma l coglione vedi. Sar leco de la nostra voce. Se ha sentito d duesera noi che si giocava a morra.
Gualfredo: Allora? Cretini tutti e due, volete aprire si o no?
Leone: O..zitto c qualcuno davero.
Onelio: Poi sento le voci, ?
Leone: Chi ste? Che volete?
Gualfredo: Fatemi entrare. Sono Gualfredo di Montealto Vicario del Conte di Beaufort, signore di questa citt.
Onelio: Si, e io so l Vescovo de la Pieve. Caminate, caminate, che noi mica ci sa da perde tempo.
Leone: Se n ci avete da fa niente, perch n andate a fallo da n altra parte?
Onelio e Leone: Cinque, tre. Quattro, due.
Napoleuccio: (rientra in scena) Leone, Onelio, s visto nessuno?
Leone: Perch, chi si doveva ved?
Napoleuccio: l coglia! Che vho detto prima? Che stamani deve ven l Vicario del Conte di Beaufort per fa l contratto co nobili di Chiusi.
Onelio: (a Leone) Allora potrebbe esse quel cristiano che fri de la porta.
Napoleuccio: Ma come fri de la porta?
Leone: Noi n s fatto entr.
Napoleuccio: E perch n lavete fatto entr?
Leone: Ora, secondo te, uno che viene qui e dice: so l Vicario del Conte di Beaufort. Noi lo famo entr?
Napoleuccio: Allora come vavrebbe dovuto d per pot entr, sentiamo?
Onelio: Che ne so. So n contadino n commerciante C tanta gente n giro
che fanno furbi.
Napoleuccio: Ora lavete fatta la medicina pel vostro di dietro. Fate meno scemi e aprite sta porta.
Leone: O tese ti domanda chi cera quass, te digli che un hai visto nessuno, n fa l coglioneCapito? (si nascondono dietro al muro) (si apre la porta ed entrano due nobili signori)
Gualfredo: (indicando la sommit della porta) Chi sono quei due imbecilli di guardia alla porta?
Napoleuccio: Moh!(guardando alla sommit della porta) Ora un c nessuno. Questo l momento del cambio della guardia.
Gualfredo: Allora pretendo di sapere chi erano i due soldati che hanno smontato dalla guardia.
Napoleuccio: Scusate unattimo, sento i due soldati che sono montati ora. Leone, Onelio, chi cera prima di voi di guardia alla porta?
Leone: (in quel momento sono riapparsi) E chi le conosce. So arrivati da pochi giorni, io n so manco come si chiamono. Te Onelio lo sai?
Onelio: Boooo. E che ne so io!
Gualfredo: Non fa niente, me ne interesser dopo. Questa cosa la voglio portare sino in fondo. Quei due soldati meritano una punizione esemplare.
Leone: Oh! Finalmente uno che si fa val. Fate proprio bene.
Onelio: E se avete bisogno di noi, n fate complimenti, cercatici, vaiuteremo.
Gualfredo: Grazie! Ce ne vorrebbero a decine di soldati come voi.
Leone: Ah! Staresti freschi.
Gualfredo: Come avete detto?
Onelio: Non diceva a voi. Ha detto che co sta zizzola che tira oggi si sta freschi.
Napoleuccio: Volete che vi accompagni al palazzo dei Priori? Credo che vi stiano aspettando.
Gualfredo: Grazie. Andiamo pure. Pi alla svelta concludo quest affare e prima posso ripartire. (escono di scena)
Oste: ( rivolto ad Ugurgieri) Le mangereste un pochina di pasta e ceci?
Palle: (sempre con aria da furbetto) Mangiateli, mangiateli, datemi retta.
Ugurgieri: (facendo il verso con le mani) Si, ma pochini, pochini, pochini..
Oste: (sdolcinato) Rosina..Rosina questo nobile signore vorrebbe anche pasta e ceci.
Rosa: (affacciata sullarco della porta) Pasta e ceci non c ma ci sarebbe l minestrone co la cipolla.
Ugurgieri: (rivolto al garzone e alloste) La cipolla no, non mi piace, e poi non la digerisco.
Oste: (alzando le spalle rassegnato) Contento voi. Rosina.
Garzone: Rosa, doppia razione per il signore.
Ugurgieri: (disperato) No, doppia razione no. (si butta sopra al tavolo)
Rosa: (minacciosa) Come sarebbe a d: prima si, poi no..o si o noAllora?
Ugurgieri: (con un sorriso sforzato) Abbondante, molto abbondante.
Garzone: E con parecchio zenzero..che l signore mangia piccante.(Ugurgieri fa cenno di no con il dito)
Vitelli: (entra seguito dalla moglie e dalla figlia) Su, su, Sofronia, animo, sorridi alla vita. Sembra che ti stia preparando alla morte invece che andare sposa. (la figlia una brutta che pi brutta non si pu)
Sofronia: (facendo capricci come una bambina) Io non lo voglio sposare Messer Ansaldo, troppo vecchio, puzza.. e poi tirchio come te.
Oretta: Federigo, la bimba ha ragione, Messer Ansaldo un po in l con let. Ma non potresti trovare un uomo pi giovane per genero?
Vitelli: Proprio perch vecchio lho scelto. (alla figlia) Morir presto e te rimarrai una ricca vedova. Ora andiamo da Messer Frizzi e ritiriamo dieci scudi per la tua dote.
Sofronia: Ma con dieci scudi non ci compro neanche un paio di lenzuola.
Vitelli: Infatti non le devi comprare. Tua madre ti dar in regalo qualcuna delle nostresaranno un po bucate.per con qualche rammendinoe poi si dorme meglio nelle lenzuola vecchie che in quelle nuove.. almeno non sono ruvide . Con Messer Ansaldo ho pattuito che gli dar un minimo di corredo e niente dote
Oretta: Federigo, ma non ti vergogni: con tutti i soldi che hai: questa la tua unica figlia femmina.
Vitelli: (sottovoce alla moglie) E meno male che abbiamo questa sola. Se ci fossero venute altre come lei Ma lhai vista quanto brutta Ma dimmi una cosa, te la piglieresti in moglie una cos?. Lo so io e lo sa Dio quanto ho faticato per accasarla.
Oretta: Sei cattivo, carne della tua carne, sangue del tuo sangue.
Vitelli: Sar anche come dici te, ma sempre brutta rimane.
Sofronia: Mamma, babbo, io vado a salutare Giovanni. ( da sempre innamorata del gabelliere)
Oretta: (guardandola estasiata) Vai, vai pure fiorellino.
Vitelli: (alla moglie) Fiorellino ?.Moscio per. (vanno verso il banco)
Sofronia: (arriva dal gabelliere alla chetichella per fargli una sorpresa) Buongiorno Messer Giovanni. (che assorto tra le sue carte)
Gabelliere: (ha un sussulto e vedendola si prende uno spavento) Uuuh! Oddio!. Madonnina!(si riprende) Rieccola M!Oh! Buongiorno signorina Sofronia, come mai da queste parti?
Sofronia: Sono venuta con il babbo e la mamma a ritirare i soldi al banco di Messer Frizzi per la mia dote: mi sposo.
Gabelliere: No!!! Vi sposate?
Sofronia: Vi dispiace?
Gabelliere: A chi? A me? E perch mi dovrebbe dispiac?
Sofronia: Su, via, non fate lo gnorri. Voi lavete sempre saputo che ho un debole per voi.
Gabelliere: (indicando prima lei e poi per se con il dito) Aaah!Voi per me.mica io per voi?
Sofronia: Anche voi, anche voi, credete che non mi sia mai accorta di come mi guardavi mentre passavo?
Gabelliere: Come si fa a non guardare una come voi quando passa per la strada. Voi non siete rara..siete unica.
Sofronia: (si avvicina a lui quasi a sfiorarlo) GalantoneSciupafemmine incorreggibile.
Gabelliere: Un mi ci fate cos per piacere. ( per evitarla stava cadendo)
Sofronia: Vi turbo?
Gabelliere: Pi che turbammi mi fate casc. E poi, se arriva il vostro promesso sposo e vi vede fa ste versi, che potrebbe pens?
Sofronia: Magari mi vedesse. Cos non mi sposerebbe pi. (si avvicina di nuovo) Io voglio voi, solo voi.
Gabelliere: ( si scansa ) Co la differenza che se a me mi vede la mi moglie mi scorteccia.
Sofronia: Scappate con me, vi far felice.
Gabelliere: Mi dispiace ma ci ho moglie e figlioli.magari.. se me lo avessevo fatto sap prima
Sofronia: Vorrei averli anchio da voi tanti figlioli.
Gabelliere: Sie, cos doppo toccherebbe buttalli da quanto verrebbero brutti. Scoltate, signorina Sofronia. un e nsistete. fate la brava e lasciatimi lavor.
Ansaldo: (entra in quel momento in scena) Sofronia, piccioncino mio. Sono passato per casa e non ti ho trovato.
Onelio e Leone: (imitano il tubare dei piccioni) Tuu.tuu.tuu.tuutuu
Sofronia: Per forza! Ero qui! E io non sono il vostro piccioncino. Quante volte ve lo devo dire che non mi piace che mi chiamiate cos. (dallalto della porta Leone e Onelio continuano a fare il verso dei piccioni)
Ansaldo: Ti chiamo cos in segno damore, sei la mia promessa sposa. (si volta e guarda sullalto della Porta) Ma..chi che fa questi versi?
Onelio: E l canto del piccione maschio n calore!
Sofronia: Io sono promessa a voi da mio padre, perch se fosse per me non vi sposerei neanche se foste limperatore. Siete vecchio, sdentato, e puzzate.
Ansaldo: (si annusa i vestiti) Bh, in effetti, lultima volta che mi sono cambiato gli abiti stato due mesi fa.. (si annusa ancora) ma non vero che puzzo.anzi
Sofronia: (con cattiveria) Certo! Emanate una dolce fragranza. di cacca.
Ansaldo: Se non ti prendessi io in moglie, vorrei vedere chi ti sposerebbe?
Sofronia: Il gabelliere! E tutta la mattina che mi fa la corte. E avreste dovuto sentire che parole mi ha detto. (come vergognandosi)
Gabelliere: (con voce crescente) Oh! Oh! Oh! Ma che dite? Io un ho fatto la corte a nessuno. Che siete diventata pazza?
Sofronia: Che cosa fate adesso? Vi tirate indietro? Fino a cinque minuti fa vi siete sprecato in complimenti. E avete persino detto: se non foste stata promessa a quel vecchio rincoglionito di messer Ansaldo, avrei lasciato mia moglie per voi.
Gabelliere: Onelio, Leone, voi che eri qui.... ho detto ste cose?
Leone: Io un ho sentito niente Un mi mischi n e tu affari,..ci ho moglie e figlioli.
Onelio: Io so anche un po sordo, scch!
Gabelliere: Che amici ragazzi! Certo che ci si ple cont con voi nel momento del bisogno. Messer Frizzi, dite almeno qualcosa voi in mia discolpa. Avrete sentito, spero? Io non ho offeso nessuno.
Frizzi: Mi dispiace gabelliere, ma io stavo parlando con Messer Vitelli e Madonna Oretta. Non ho sentito nulla di quello che dicevi alla signorina Sofronia
Ansaldo: (cominciano a discutere a voce alta) Messer gabelliere: se entro pochi secondi, non mi date una spiegazione logica del vostro comportamento vi chieder soddisfazione.
Gabelliere: Voi avete a chiede quello che vi pare. Io vi dico che que le cose un lho dette. Ma ora ditemi voi..che ste nteligente. se mai possibile che un cristiano. sano 腅. gli potrebbe pigli voglia di scapp co sta ciufeca?.. Ma che ci avete nel capo? L ochini? (arrivano messer Vitelli e sua moglie)
Vitelli: Che cosa sta succedendo? Perch tutto questo baccano?
Oretta: (va da sua figlia) Bocciolino di rosa, che cosa ti hanno fatto?
Onelio: Pi che n bocciolino, a me mi sembra na rosa spampanata.
Ansaldo: (al Vitelli) Questo bell imbusto, si permesso di dare a me del rincoglionito e di rivolgere delle parole volgari nei confronti di vostra figlia.
Vitelli: Gabelliere: contenetevi, voi fate parte di un servizio pubblico.
Gabelliere: Messer Vitelli: mi consenta! Io un mi s permesso un bel niente. Semmai vero l contrario. E stata la vostra figliola che s presentata qui ha cominciato a fa la corte a me.
Oretta: Mia figlia non farebbe mai una cosa del genere. Vergognatevi! (gli da una il ventaglio in testa)
Gabelliere: Aih! E voi, madonna Oretta un date le sventagliate. Se no do n pestone n un piede a que la sciancicata de la vostra figliola che se lo ricorda pe n pezzo (indicando Sofronia) ..Ma guarda te, sta brutta nel muso e fatta male addosso n che casino m ha messo.
Sofronia: Ben vi sta! Pazzo, maniaco sessuale.
Gabelliere: Ma a chi?.. Pazzo, maniaco sessuale. (facendo il verso di darle uno schiaffo) Io se un fosse perch un lo reggete, vi darei un manrovescio.
Ansaldo: (toglie un guanto dalla cintura e lo da in faccia al gabelliere in senso di sfida) Sar qui tra poco con i miei secondi. Trovatevi una spada, vi sfider a duello.
Gabelliere: Ma via, fatela meno lunga, che siete grandicello ormai. Io un ho mai preso in mano una spada in vita mia. E poi chi sa dove la trovo na spada?
Leone: Ora se un voi d che da la paura te la fai addosso n altro discorso, se no la spada si trova. Ha voglia te se si trova. Vero Onelio?
Onelio: Si trova, si trova. Ha voglia te se si trova Eh!
Gabelliere: Ma perch n vi fate laffari vostri voi due? Oh! Ragazzi Zitti un ci possono st!
Leone: (fischio alla pecoraia) O lillo. noi ti si voleva fa n piacere, per se la pigli cos, lo sai che fai?..ha belle capito vero?
Onelio: Va a fa del bene a la gente. Auh!.Per carit
Vitelli: Diamoci un taglio. Meser Ansaldo! Ne porterete due voi. Siete daccordo?
Ansaldo: Certamente. (al gabelliere) E a voi far anche scegliere larma.
Gabelliere: Ah, ma allora n ci siamo capiti..Io un ho fatto niente, larma un la scelgo, e l duello con voi un lo voglio fa. Va bene cos, o ve lo devo rid n cinese?
Oretta: Sofronia! Andiamo. Queste sono cose da uomini. Tra poco qui correr il sangue.. E la vista del sangue ti ha sempre turbata. (escono di scena)
Sofronia: (sofisticata) Si, si, mammina, meglio che non veda scannare questo porco. (al gabelliere) Addio mio bel gabelliere. Porter un fiore sulla vostra tomba. (gli tira un bacio soffiando sulla mano)
Gabelliere: Ma io vi v nel (culo) (facendo il verso con le braccia) A voi, al vostro babbo, a la vostra mamma e al vostro futuro maritino ( indicandoli). Ste contenta? (gli manda un bacio anche lui)
Vitelli: Andiamo a prepararci, messer Ansaldo. (al gabelliere) E pagherete anche per laffronto che ci avete fatto or ora. (escono di scena)
Gabelliere: Pago, pago, un dubitateE se caso mai un potessi pag le piglierete al banco da messer Frizzi... a nome mio.
Ugurgieri: (che nel frattempo si era avvicinato) Credo proprio che vi siete messo in un bel guaio.
Gabelliere: Dite a me?
Ugurgieri: Si, dico a voi.. Fino a poco fa ero anchio in mezzo ai guai. Ma adesso ho finito di mangiare e la cuoca rimasta contenta.. Voi, se non sbaglio, tra non molto dovrete affrontare un duello.
Gabelliere: Ma proprio! Io n devo affront n bel niente. Se messer Ansaldo dovesse torn, come venuto se ne riv.
Ugurgieri: Non la farei cos semplice se fossi in voi. Ricordatevi che lui un nobile ed avr dalla sua parte tutti quelli che contano. Se non accetterete il combattimento sarete condannato e finirete i vostri giorni marcendo in galera. Sempre se Messer Ansaldo non vi far uccidere prima.Voi siete perdente in partenza. La vostra unica speranza quella di poterlo battere in duello.
Gabelliere: Allora ho belle capito: O cac o mostra l culo.
Ugurgieri: Non so che cosa significhi di preciso quello che avete detto, ma credo che abbiate capito benissimo: o voi luccidete o siete spacciato.
Frizzi: Comunque vadano le cose voi siete un uomo finito. Non avete speranza. (rientra Napoleuccio)
Gabelliere: (gli va incontro disperato e piagnucolante) Napoleuccio, so n mezzo a casini. Aiutimi te.
Napoleuccio: Nva! Fra te e quelli lass (indicando in cima alla porta) n fate pari a fa e resti. Sentiamo che ha combinato?
Gabelliere: La storia sarebbe lunga da raccontassi Mi devo batte in un duello, e te mi devi nsegn a tir di scherma.
Napoleuccio: Ma via, leviti, falla finita, che un ci ho tempo da perde.
Ugurgieri: Purtroppo vero, messer Napoleuccio. E se volete che il vostro amico abbia qualche possibilit di cavarsela, dovete fare qualche cosa.
Napoleuccio: Ma io che gli nsegno, che appena la so ten n mano per me la spada.
Ugurgieri: Allora farete uno dei suoi secondi, ci penser io a dargli qualche lezione.
Napoleuccio: Ecco, bravo, famo cos che meglio. Per che ora sto duello?
Gabelliere: Lo sai te?.. Messer Ansaldo ha detto che mandava i secondi. Io a d la verit n so manco che robba s. (entra la moglie di Leone)
Napoleuccio: Allora appena lo sai fammelo sap. (Ugurgieri e il gabelliere fanno per uscire) Ma che fai ora, te ne vai? E qui a riscte le gabelle chi ci st ?
Ugurgieri: Non vorrete mica che gli dia lezioni per strada?
Napoleuccio: Per me gliele potete d anche n cima alla torre del Dmo, basta che lui un lasci sola la porta. Se viene lufficiale chi sa che gli nvento Tanto ce l ha poco fitta con me.
Ugurgieri: (risoluto) Prestategli la vostra spada, in pochi minuti far di lui un provetto spadaccino.
Napoleuccio: Avete visto che quando si vle si manda anche l acqua per in s. (si appartano e cominciano le lezioni) (Napoleuccio va al banco da messer Frizzi)
Violante: (da fuori scena si ode un forte fischio alla pecoraia. Entra la moglie di Leone con un po di bambini e ragazzi al seguito) Leone Leone. Perch n s ritornato a casa stamani quando hai smontato? Che tavevo detto ieri sera prima che tu venisse al lavoro? Quando stacchi vieni subito a casa che cos m aiuti a fa le faccende. Ma te fa sempre finta di un sent, vero?
Leone: ( a voce alta) Ma come f a ven via se un viene qualcuno a dammi l cambio. Che ci lascio l cappello al m posto?
Violante: O te, cosino, bercia poco, se no vedrai se te le sbarbo ste quattro ciucci che ci hai nel capo. Eppure mi conosci. ( i ragazzi litigano tra se. Violante distribuisce schiaffi a caso) La fate finita, accident a voi e al vostro babbaccio. La dilinguenza lavete presa tutta da lui.
Leone: Violantina, un me le fa fa ste figure davanti a tutti. Eppure lo sai che taiuto sempre. Lavo, stiro, d l cencio, io un lo so che devo fa di pi?
Violante: Di pi n devi fa niente, basta che per tu un faccia l furbo. Que sedici figlioli che ci s hanno l ha voluti tutti te. A me mi facevono e mavanzavono i primi due. (un po di bambini nel frattempo vanno allosteria, da messer Frizzi e al tavolo del gabelliere)
1 bambino: Babbo, babbo que galletti che s fregato sta notte nel pollaio de frati con Torello lho belle venduti, che si fa ora, si va nel poponaio del contadino del priore?
Leone: Parla piano, che ti v fa sent da tutti. Andate a ved de coniglioli ne le gabbie del Colonna che ormai dovrebbero esse a tiro. Le conigliole so tre mesi che hanno figliato.
2 bambino: Poi che si fa, le portamo al mercato o l ha gia piazzati te.
Leone: Lasciateli a casa che quando torno ci penso io. Devo fa n regalo a Oreste che laltro giorno m ha ferrato la cavalla.
3 bambino: Quattro o cinque le lasciamo per noi, per, perch a me m venuto a noia a mangi tutti giorni la pulenda. Senn lo sai che fai? Da qui n avanti ci vai da te a freg tutti giorni l va nel pollaio de le suoreCapito?
Violante: (gli da uno scapaccione) Quante volte ve lo devo d che l va nel pollaio de le suore n ci dovete and a rubballe. Loro so povere. Andate n quello de preti de la curia che loro so ricchiHa visto belli patolli che so. (entra la moglie di Onelio)
Isabella: Violante, l ha visto l mi marito? Stamani un ritornato per niente a casa.
Violante: E su n cima con quellaltro torso. Stamani n c venuto nessuno a dagli l cambio. Dice che so a corto di mini.
Isabella: Era meglio se erono a corto di donne. Nvece, dato che qui a la porta, via, via, ce ne passa parecchie, ho paura che ogni tanto approfittono.
Violante: E lo stipendio che portono a casa sempre meno.
Onelio: Che s venuta a fa, quante volte te l ho detto che n ci devi ven a cercammi nel lavoro?
Isabella: Ti devo di na cosa mportante e urgente.
Onelio: Sentiamo: Basta che tu faccia a la svelta.
Isabella: Hanno arrestato Biondello, l tu figliolo pi grande, e l hanno messo n galera.
Onelio: E perch ce l hanno messo, per quando ha rubato prosciutti o per quando ha rubato le galline?
Isabella: Per quando ha rubato maiali nel podere di messer Fontarrigo.
Onelio: Ah! Ho capito. Meno male che qualcosa s salvato. Digli che un si preoccupi e che pe stanotte dorma dentro. Domani porto n paio di capponi e un prosciutto al Camerlengo de malefici e s accomoda tutto.
Isabella: Sie! Chiss n do le trovi un prosciutto e du capponi.
Onelio: L prosciutto ne la cantina del Pievano, e capponi nell ortaccio de lo spedale. Ho gia visto tutto. Peccato che mi ci volevono pe n altra cosa. Oh! Vorr d che quell altri spetteranno.
Isabella: Allora io v. Per che ora lo devo prepar da mangi?
Onelio: Ma che fai? Mi fai la coglionella?So qui da ieri sera, un so manco quando stacco e te mi vieni a d per che ora prepari da mangiCamina, camina, che quando torno qualcosa trovo da mette n bocca. Caso mai mi fermo allosteria. (le mogli si fermano un po a parlare tra se poi escono. I figlioli restano. Giocano e fanno dispetti a tutti) ( si odono voci da fuori porta)
Leone: Chi va l. Fermi dove siete o vi tiro na schioppettata.
Onelio: Ma si ple sap con che spari se lo schioppo un ce lhai?
Leone: Ma ci vi st n pochinino zitto. Secondo te che gli devo d: fermi tutti o vi tiro na sputata? Quando sentono d de lo schioppo, almeno un po di paura gli verr. Noo, te che dici?
Onelio: Boo.. fa n po te che capisci di pi.. ( a voce alta) Allora, che ci volete chiapp la mamma? forza, fatevi riconosce.
Frizzi: Voi vi fate riconoscere sempre, anche in mezzo a mille persone, non dubitate.
Napoleuccio: Rozzi, grezzi, che un ste altro. Ma che v hanno sbozzo col pennato?
Leone: Lo sentite chi ha parlato: il Cardinal Mendoza.
Guidotto: (con voce effeminata, In realt sono due donne travestite) Mi aprite cari? Sono Guidotto da Cremona in compagnia di Martuccio degli Onsti.
Onelio: Io un mi vorrei sbagli, ma..ucci, ucci, sento odor di finocchiucci.
Leone: Che volete? Andate via. Quello che cercate voi, qui un c... Ossia ci sarebbe ma un a disposizione.
Onelio: Noi ci si serve a un altra bottega.
Gabelliere: (interrompe la lezione) Allora! la finite di fa ste versi e le fate entr. A voi che ve ne frega di quello che piace a loro.
Leone: ( con voce effeminata) Passate, passate pure, e fermatevi dal gabelliere. C in premio un bel bacio a chi arriva per primo. (entrano di corsa)
Martuccio: (che arrivato per primo) Chi di voi il gabelliere?
Gabelliere, Ugurgieri, Napoleuccio: (ognuno insegna laltro) Lui!.. No, n so io, lui.
Martuccio: O insomma, quante storie. Volevamo registrarci e presentarvi i nostri documenti.
Gabelliere: Se per questo e basta allora so io Venite con me. (va al suo tavolo)
Martuccio: (rivolto a Onelio e Leone) Ei, maschioni, dico a voi. Chi me lo dovrebbe dare il bacio che era in palio? (indicando Napoleuccio) Io, se potessi scegliere vorrei che me lo desse quel bel giovine l.
Napoleuccio: (indicando se stesso) Dite a me?
Martuccio: Si, dico proprio a voi. Ditemi come vi chiamate?
Napoleuccio: Mi chiamo Napoleuccio Per.Ste cascato male.. anch io mi servo alla stessa bottega di loro. Certi negozi da noi so sempre affollati
Guidotto: Lascia perdere Martuccio, Verr il momento che verranno a chiederceli loro i nostri baci.
Martuccio: E noi li lasceremo a bocca asciutta. Vero Guidottino?
Napoleuccio: Vorr d che l becco lo bagneremo dalloste. Un e state n pensiero per noi.
Gabelliere: Da dove venite? Da Sodoma o da Gomorra? Da Sodoma, da Sodoma, so sicuro. Mi sembra di vedevvi quando ste partiti.
Guidotto: Voi siete sempre spiritoso cos con tutti o solo con le signorine? (nel frattempo si era avvicinato loste)
Oste: Nobili Signori, volete accomodarvi alla mia modesta Osteria? Serviamo prelibatissimi manicaretti: (facendo il verso per ogni piatto) osso buco alla fiorentina, finocchietti gratinati, orecchiette alle cime di rape, culattello in salsa piccante e per finire, grattachecche ai mille sapori.
Guidotto: Dateci il tempo di pagare la gabella e saremo subito da voi. Finalmente vedo una personcina proprio a modo.
Martuccio: Quanti spicciolini vi dobbiamo bel gabelliere?
Gabelliere: Fanno sei scudi a testa. Compresi i lasciapassare.
Guidotto: Vergine Santissima! Ma fate spendere molto di pi che ad un salone di bellezza. Non che ci farete sopra la cresta per voi..bricconcello di un gabelliere?
Gabelliere: I prezzi so questi. Ne una lira di pi, ne una lira di meno. Se un vi fa, per me potete ritorn anche subito da dove siete venuti. Capito gentili donzelle?
Martuccio: (paga la tassa) Che carattere irruento, maschio. Proprio il tipo d uomo che piace a me.
Guidotto: Anche a me piace molto.Ma che dico molto, anzi, moltissimo. (gli fa una carezza)
Gabelliere: (mentre gli consegna i lasciapassare) E invece voi un ste l mio di tipo.Caminate, caminate. Andate a mangi che loste v aspetta. (seguono loste)
Napoleuccio: (a Ugurgieri che aveva ripreso le lezioni) Allora, come va sto ragazzo? mpara, mpara ?
Ugurgieri: Secondo me non ha nessuna possibilit di cavarsela in combattimento. Se affronter Messer Ansaldo, bench sia vecchio, andr incontro a morte sicura. Credo sarebbe meglio ci facessimo venire un idea per evitare il duello.
Napoleuccio: Ho bell e capito. Mi tocca sacrific qualche bella informazione che ci ho sui traffici loschi di Messer Ansaldo e di Messer Vitelli.
Ugurgieri: Intendete Ricattarli?
Napoleuccio: Ma proprio! Quando verranno i secondi, mander a d a Messer Ansaldo du cosine, cos, se proprio un vorr rinunci al duello almeno capir che sar meglio per lui se lo perde. (nel frattempo entrano di socquatto due tamburini e il Tubicine . Si mettono al centro della piazza)
Tubicine: (quasi sottovoce ai Tamburini) Mettetevi in po.poposizione Pronti? Via. (fortissima rullata) (scompiglio generale dallo spavento di tutti i presenti)
Oste: O te! Nastasio.. Ma che ti venisse n colpo. Io ci ho gente che dorme ne le camere, che ti credi. Ho perso tutti i clienti da quando l Tubicine sei te.
Tubicine: ( balbuziente) Ma quando vengo a la..a la..a la Cimina, se n vivi piglio di sorpresa un mi fate mai parl.
Oste: Ma n potresti attacc n po di fogli n qua e n l quando ci hai da dicci qualcosa? Senza fa tutto sto chiasso. Che poi, troglio come sei, ti ci vogliono lore per legge. Laltra sera cominciasti a parl che cera l sole alto, noi si chiuse a notte fonda e te ancora n avevi finito.
Leone: Accident a te e chi ti ci manda.. Senti che fai d. Ora ditimi voi se si ple fa fa l tubicine a uno troglio.. per me, l concorso che vincesti era truccato.
Tubicine: Io i fogli lattacco anche, ma dodododo.doppo voglio ved chichi.chi.chi(un bambino gli tira con la fionda e si sblocca) chi le legge che ste tutti analfabeti.
Palle: Nessuno! Ma almeno un c tutto sto casino ogni volta che arrivi te... E poi lo sai che ti dico?di quello che vieni a dicci te, a noi un ce ne frega niente.
Rosa: (molto risentita) E te.. seccapoderi.. guarda di fa a la svelta, di fa poco chiasso, e di fatti cap bene se un mi voi fa ncancher. Se no vengo cost e t annodo l grillo. (il tubicine ci mette subito una mano a riparo)
Martuccio: (all ostessa) Ma voi a Chiusi siete di modi molto spicci. Andate subito al sodo.
Rosa: A che vi riferite? A quello che ha detto il mi marito e l ragazzo o a quello che ho detto io?
Martuccio: Ma certamente a quello che avete detto voi. Per dindirindina.
Guidotto: Oh mio Dio! Ma che modi brutali. Immagino l immenso dolore.
Rosa: Quando lo scioglie poi gli passa.Se gliela fa.
Leone: Vorreste che lo facesse anche a voi, ? Dite la verit?
Guidotto: Non credo proprio ci riuscirebbe. Oserei dire che impossibile
Tubicine: RosaRosinaPosso and ?gli fo fa....pia..pia. piapia.pianino, pianino?
Rosa: Te Nastasio per me pi fa quello che ti pare. Io tho avvertito. Doppo un mi ven a d che un lo sapevi.
Tubicine: (ai tamburini) Pianino, pianino. A..a..appena si deve sent. (suonano)
Leone: E Nastasio! Ma cos n si sente niente.
Onelio: Perch te capisci quello che ci deve d dal sno del tamburo?
Leone: No!
Onelio: E allora che vi? (suonano un po pi forte)
Napoleuccio: Vai Cicerone!.. Illustraci il fatto.
Tubicine: Da..dadalla residenza del podest. Oggi, addaddadd.
Gabelliere: Si! Addio nini. Se fai cos dal principio e quando lo finisci l discorso. A na certora noi si vorrebbe anche and a letto.
Tubicine: Ma.. mama. perch un lo leggete da voi che famo prima?
Oste: O n sei te quello pagato pe fa ste cose. Legge, legge e cerca di fa a la svelta, che noi ci s ha tutti da fa.
Ugurgieri: Avete mai provato a cantare mentre leggete?
Onelio: Si, ora n altra. Famolo anche cant, che cos doppo viene gi l diluvio.
Leone: Per, po esse n idea. L ho sentito d anchio che trogli quando cantono un e nchieccono.
Rosa: O prova Nastasio, gi. Vediamo se vero. Facci sent du gorgheggi.
Tubicine: (piagnucolante) Ma io mimi vergogno. Un ci ho, un ci ho mai provato. E poi in che aria lo canto.
Palle: Quella che ti pare. Basta che cominci. Se mbrocchi un ritmo bellino, noi ti s accompagna anche.
Tutti: (incitandolo con tifo da stadio) Forza Nastasio, Facci sognare Dagliele secche Nastasio.. Siamo tutti con te. Nastasio sei tutti noi Na-sta-sio, Na-sta-sio, Na-sta-sio. Al, oo, al oo. (applauso)
Tubicine : (a ritmo di rap) (dopo un p tutti lo accompagnano battendo da qualche parte e ballando) Dalla residenza della comunit del popolo di Chiusi. Dopo una lunga ed estenuante riunione, tenuta con i patrizi chiusini, prima intenzionati a comperare la citt dallattuale proprietario, Guglielmo di Beaufort, Visconte di Turenna, non siamo venuti a capo di niente. Perci, io, Gualfredo di Montealto, vicario del Visconte, in virt dei poteri a me conferiti. Promulgo quanto segue:
Chiunque, abbia fiero intendimento di comprare la citt, si presenti in questa pubblica piazza prima che batta il mezzogiorno. Sar venduta per mezzo di pubblico incanto al miglior offerente. Sono diffidati dal partecipare a detta asta, i commercianti, i contadini, gli operai, e tutti i dipendenti pubblici. Chiusi add 14 luglio 1369. (applausi)
Tutti: Bravo. Bene. Bis.bis..bis. (i finocchietti vanno da lui e lo baciano pi volte. Nastasio ricambia contento)
Napoleuccio: Ma guardate che cose si devono ved. (sputa per terra) Ma n ti vergogni manco n pochinino?
Tubicine: Ma pe..pe perch mi dovrei vvvvergogn secondo te? Che avrei fatto? Sentiamo!
Napoleuccio: A baci du mini. Qui, davanti a tutti Che poi ci so anch e citrini e le donne.
Tubicine: Io lmini un lho mai baciati e sese..se dura sto salame, penso che continuer a seseservimmi a la bottega di sempre.
Oste: Bugiardo che n se altro, falso quanto n foglio da novemilanovecento lire. Ti s visto tutti che ha baciato loro due. (indicando i due finocchietti) D di no, gi. Vediamo se hai sto coraggio. Ih! Ti caverei n occhio, ti caverei.. (facendo finta di cacciargli un dito nell occhio)
Tubicine: Ma vo..vo..voi vi riferite a loro? (ride a squarciagola)
Rosa: E a chi senn, al mi poro zio?
Tubicine: (ridendo divertito) Ma lo..lo..loro mica so mini!
Gabelliere: Certo che n so mini: (toccandosi lorecchio) so du ricchioni.
Tubicine: Ma fa..fa..fatemi n piacere. Loro so ma du do..do..donne. E sotto calzoni, se un mi sbaglio, ci dovrebbero av anche n bel par di za..za.. zampe. Ve..ve..vero gentili donzelle?
Martuccio: (si tolgono il cappello, barba e baffi posticci) E vero! Come avete fatto a scoprire il nostro segreto? (tutti fanno esclamazioni di meraviglia)
Tubicine: Mentre ca..ca..cacacantavi e ballavi ho fatto caso che tra le gambe..l.ll pa..papacco un c era. E aaallora mi so detto. Quequequeste ci..cici vogliono pigli pel culo.
Napoleuccio: E perch vi sareste travestite? Da chi scappate? Che avete combinato?
Guidotto: Non abbiamo fatto niente e non scappiamo da nessuno. Lo abbiamo fatto solo per una questione di sicurezza. Ve lo immaginate quanti fastidi avrebbero avuto due donne che si fossero messe in viaggio da sole?
Napoleuccio: (si siede subito in mezzo a loro e vuole attaccare discorso) E che fate di bello qui a Chiusi? Cercate qualcuno? Volete che v accompagni? Sono a vostra disposizione. Conosco certi posticini.
Martuccio: (acida) Non vi scomodate. Come vedete sappiamo cavarcela da sole. E poi.. (ammiccanti) se proprio dovessimo aver bisogno di qualcosa, ci rivolgeremo a Nastasio. (si alzano e lo baciano ancora) (Nastasio fa la linguaccia a Napoleuccio e lo manda in culo facendogli il verso)
Guidotto: E stato lunico a non essere diffidente con noi.
Onelio: Le forze di Giaccone, ... per forza.. sera accorto che eri du donne. (il tubicine e i tamburini escono)
Napoleuccio: Te poi, devi st zitto. Giorni fa, pass di cost na sventolona che un aspettava altro. Se un era per Leone che nsisteva manco la volevi fa entr. (arrivano i secondi di messer Ansaldo. Si fermano al centro della piazza. Recano con se due spade)
Secondo: Chi di voi sono i secondi del Gabelliere?
Ugurgieri: Uno sono io e laltro Napoleuccio. (indicandolo)
Secondo: Molto bene! Tra pochi minuti messer Ansaldo sar qui, fatevi trovare pronti. Gabelliere: a voi la scelta dellarma. (i secondi gli porgono le spade. Il gabelliere le prende una per volta, le guarda e le ispeziona come fosse un vero intenditore)
Napoleuccio: (gli va incontro. Era seduto tra le due donne) ( al gabelliere) Leviti scemo. Si ple sap che guardi. Le rigiri, le rigiri, manco tu fossi un maestro di spada.
Gabelliere: Guardavo se erono arrotate. Volevo sceglie quella che tagliava di pi.
Secondo: Allora? Noi non abbiamo tempo da perdere. Quale spada scegliete?.. Io vi consiglierei questa. (Napoleuccio toglie di mano la spada al gabelliere e la restituisce al secondo)
Napoleuccio: Noi un sha bisogno di sceglie niente. Tanto lui vincerebbe anche se n mano ci avesse un fuccello. Per, se voi foste cos cortesi da riferire, vorrei mandare un messaggio a messer Ansaldo. Avvicinatevi. (gli parla sottovoce) E quello che vi dico ora per messer Vitelli (parla ancora sottovoce) Se io parlassi con chi di dovere di questa cosa, sarebbe per loro una grande disgrazia Per tutti e due i reati prevista la pena di morte. (facendo il verso del taglio della gola) Compr?.. E ora andate a piglia l vecchietto. Noi semo qui che s aspetta. (i secondi escono)
Ugurgieri: Che cosa gli avete detto? Ho visto che hanno strabuzzato gli occhi.
Napoleuccio: Ma niente..cosine di poco conto Certo, per che per fa n piacere a sto torso (al gabelliere) oggi ho rimesso n bel po di quattrini. Ma n amico e dicono che pe lamici bisogna fa questo e altro. (battendo una mano sulla spalla) Vorr d che quando spezzi l maiale mi chiamerai.
Leone: Ci chiamer, vorrai d. Le informazioni erono anche mie e di Onelio. De la nostra ditta. Un te lo scord.
Onelio: (al gabelliere) Voglio ved se ci ricompensi. (enfatico) Ci devi la vita!
Napoleuccio: Tranquilli!.. State tranquilli. Ci ho n mente n progettino che se va n porto ci si potrebbe sistem per tutta la vita.
Onelio: Allora ho belle capito come va a fin: minimo ci daranno lergastolo.
Napoleuccio: Sta zitto scemo. O un ha sentito che oggi prima di mezzogiorno fanno lasta per vende Chiusi?
Leone: L ho sentito si. E allora?
Napoleuccio: Potere a chi lavora! Se mi gira, po darsi che la compro io. (risate a crepapelle di tutti i presenti) Ridete, ridete. Quando passer di quitutto n alta montura.. vedrete che un riderete pi tanto Avessevo a piange doppo, nvece che ride.
Frizzi: Ma dove li prenderete i soldi? Ventimila fiorini sono una cifra enorme. Voi lavete mai visti?
Napoleuccio: Manco scritti, nvece che dal vero.
Palle: E poi, anche se tu ce lavessi, i dipendenti pubblici un possono partecip a la gara. Voglio proprio ved come fai.
Napoleuccio: Doppo te lo spiego. Ora lasciatemi lavorare. Voi lo sapete che io sono un uomo del fare. (quasi un comizio) Non remate contro, lavoriamo insieme e sar possibile un nuovo miracolo chiusino. Meno tasse per tutti. Pi libert per tutti. Meno criminalit nel paese. Pi sicurezza per tutti. Meno oppressione fiscale per le imprese. Pi posti di lavoro.
Onelio: E con quelli di Chiane che vogliono la secessione pe staccassi da Chiusi come la mettemo
Napoleuccio: Promulgher una legge sulla devolution.
Oste: E che robba ?
Napoleuccio: Doppo te lo spiegoAvrete per podest, un uomo che si fatto con le proprie mani. Un podest operaio, lavoratore.
Onelio: Io n tho mai visto sud; manco nel mese dagosto.
Napoleuccio: Aumenter le pensioni minime a dieci scudi. Mi tinger i capelli, far le manicure tutti i giorni e porter anche le scarpe co tacchi; per sembr pi alto di quello che so.
Leone: E a noi chi ce lo assicura che poi le farai tutte ste cose.
Napoleuccio: Ma perbacco, firmer un contratto con tutti i chiusini Anzi, portatemi qui un tavolo ma che sia di legno di ciliegio, mi raccomando, lo voglio come quello di messer Silvio. Lo firmer subito. Qui, davanti a tutti.. Messer Frizzi ! Preparate l contratto.
Frizzi: (corre subito da lui) Che cosa ci devo scrivere nel contratto?
Napoleuccio: Quattro cazzate. O che ci volete scrive. Sanno parecchio questi che c scritto n quello che firmo. (Frizzi va al suo tavolo e scrive)
Gabelliere: Napoleuccio: ma se leverai le tasse io perder il posto di lavoro.
Napoleuccio: O scemo! Ma chi te lha detto che levo le tasse?
Onelio: Un cominciamo subito . L ha detto te un minuto fa.
Napoleuccio: Allora parlo Perugino? Ho detto: meno tasse per tutti, no niente tasse per tutti. (al gabelliere).. Te un ti devi preoccup pel posto, tanto quelle che rimangono l aumento tutte, che pensi. (due persone portano un tavolo e una sedia dallosteria)
Frizzi: (gli fa vedere un foglio) Va bene cos? O devo aggiungere qualcosaltro?
Napoleuccio: Va bene, va bene! Anche troppo. (si accomoda seduto al tavolo) Qua, famo sta firma e n se ne parli pi. (si siede e firma)
Rosa: E se diventi padrone di Chiusi, tutte ste cose ch ha detto, in quanto tempo le farai?
Napoleuccio: Entro cinque anni mia cara, entro cinque anni. E se non terr fede a quello che ho detto, mi manderete a casa.
Pubblico di scena: (cantano sullaria dellinno di Forza Italia) E avanti Chiusi, siamo tutti con te. E avanti Chiusi, la gente con noi.
Napoleuccio: Ora basta per! Fatela finita. (quasi sottovoce al pubblico) E vedrai che se f tanto di mette l di dietro ne la poltrona, a me un mi ricava pi manco Domine Dio. (arrivano Ansaldo, Vitelli ed i secondi) (il gabelliere come li vede va a nascondersi)
Secondo: Siete pronti per il duello? (due persone portano via il tavolo e dispongono le panche per assistere al duello. Nel frattempo si era sparsa la voce e accorrono molte persone)
Napoleuccio: (gli va incontro e gli da la mano) Toh! Chi si vede. Il caro messer Ansaldo e il carissimo messer Vitelli. Immagino che abbiate ricevuto il mio messaggio?
Ansaldo e Vitelli: Certo, certo. Ci hanno riferito. (quasi sottovoce) Farabutto, delinquente, ricattatore.
Napoleuccio: (fa finta di non aver sentito) V tutto chiaro vero? Non c bisogno di aggiungere altro? O avete necessit di qualche chiarimento?
Ansaldo: Procediamo. Prima scanno quel maiale del gabelliere e meglio .
Napoleuccio: Allora si potrebbe anche cominci.. Voi, messer Ugurgieri, mettetevi al vostro posto, s.
Ugurgieri: E dove sarebbe il mio posto?
Napoleuccio: Mettetevi n dove vi pare, facevo cos per d. Ve ne rendete conto o no che il momento delicato?
Ugurgieri: Io me ne rendo conto. E credo se ne sia reso conto anche il gabelliere. E scappato.
Napoleuccio: Ma come scappato. Dov ? Un minuto fa era qui. (lo chiama) Ricciardo, Ricciardo, n dove ti sei nascosto? Forza, un lo fa l ragazzo. Un me le fa fa ste figure. (il pubblico incita)
Pubblico vero e di scena: Ri-ccia-rdo, Ri-ccia-rdo, Ri-ccia-rdo.
Napoleuccio: Ricciardo! Conto fino a tre. Se al tre un sei venuto fri ti vengo a prende e ti chiappo a zampate. Ci semo capiti?
Gabelliere: (con voce flebile e piagnucolosa) Un voglio mor, so troppo giovane.
Pubblico vero e di scena: (fischi) Fi-fo-ne, fi-fo-ne. O che mo sei? Fagli ved che ci hai sotto. Ca-ca-sotto, ca-ca-sotto. (trombe da stadio)
Napoleuccio: Uno.. Ricciardo esci friDue(il pubblico continua chiassoso) Ricciardo un mi fa arriv a tre..sarebbe peggio per te.
Gabelliere: Perch se no che mi fai? Sentiamo.
Napoleuccio: ( secco) Lo dico a la tu moglie.
Gabelliere: (esce da sotto il banco di messer Frizzi) No, no, Napoleuccino, a la mi moglie no, eccomi. Che devo f?
Napoleuccio: Ma come che devi fa ? Io domando e dico se si po esse pi scemi di cos. Lo famo sto duello o no, che a momenti lora di pranzo?
Pubblico vero e di scena: Du-llodu-llodu-llo.. . S pagato e si vole gode. Ridateci i soldi!
Gabelliere: (fa finta di tirare qualcosa al pubblico) Ma la fate finita si o no. Perch n ci venite voi qui, dato che chiacchierate tanto?
Pubblico vero e di scena: Perch ormai ci sei te. Chi che voleva da n salto a la Sofronia? Noi o te? A te le polpe, a noi le colpe?.. Du-llo.du-llodu-llo..
Gabelliere: Se loro un si zittono io un comincio.
Napoleuccio: (al pubblico) Basta, silenzio. N do credete desse? A la Cimina? E te va al tu posto, camina. (lo spinge)
Ugurgieri: (si mette al centro con un secondo di Ansaldo) Prendete le spade. (poi domanda ai due contendenti) Allultimo sangue?
Ansaldo: Allultimo sangue.
Gabelliere: No, no, fermi tutti. Come sarebbe a d, allultimo sangue?
Secondo: Viene dichiarato il vincitore, quando uno di voi due ha ucciso laltro.
Gabelliere: Ma proprio! (butta la spada in terra) Io n ci st. Trovatene n altro se vi volete divert. (fa per andarsene)
Napoleuccio: Accident a me che mi ci so confuso. (urla) Ricciardo! Va al tu posto, camina e un mi fa ncancher. (Ricciardo esegue)
Ansaldo: Paura di morire?
Gabelliere: E ci credo che ho paura di mor. Questa na cosa che si fa na volta sola ne la vita. E prima di falla bisogna pensacci bene se conviene o no.
Ansaldo: Siete un codardo, un vile, un vigliacco, un pavido. Non siete un uomo. Siete una donniccila.. E per finire vi voglio dare uno schiaffo morale davanti a tutti: chiedetemi scusa pubblicamente per quello che avete fatto e il duello non si far pi.Vi far dono della vita.
Gabelliere: (raccoglie la spada da terra e si mette in posizione) Fuori la guardia. Fatevi sotto se avete coraggio. Vi far rimangiare tutto quello che avete detto. (cominciano combattere)
Pubblico vero e di scena: Ri-ccia-rdino, ol, ol. Ri-ccia-rdino, ol, ol酅Castrelo. Mettigli i budelli n mano. (arriva la moglie del gabelliere)
Filippa: Eccolo n dov sto disgraziato. So du ore che dovevi esse ritornato a casa. Avevo voglia a aspett io, noo? (va verso suo marito)
Gabelliere: Oh! Ragazzi, e un lo perder mai l vizio di ven a rompe quando uno ci ha da fa. Cavitim, camina, un lo vedi che so mpegnato?
Napoleuccio: (la ferma) Filippa leviti che un l momento. Qui oggi si decidono le sorti di Chiusi.
Filippa: E le sorti di Chiusi sarebbero n mano al mi marito? Senti Napoleuccio, un ti ci mette anche te ora a fammi gira le scatole. Si ple sap che fa que lo scemo di Ricciardo co la spada n mano?
Napoleuccio: Doppo te lo spiego, ora un c tempo. Mettiti l a sed e fa l tifo anche te per Ricciardo. (va a sedersi)
Filippa: L tifo, si!! Vorrei che gli venisse l colera a sto torso! (al marito) Prega Dio che tammazzi lui, perch tanto se tu te la dovessi cav, quando torni a casa tammazzo io da le botte.
Gabelliere: (mentre combatte)Filippa: ritorner vincitore. Sarai fiera di me.
Filippa: A me un mi mporta niente manco del mercato nvece che de la fiera. Cerca di fa a la svelta piuttosto, che doppo ci hai da and a fa lerba pe conigliuli.
Oste: Ma ci voi st zitta che se no n si sente niente?
Filippa: O coso: ma ndo credi desse al teatro? Belle forze vero? st qui a divertissi mentre que lo scemo l si fa scann.
Rosa: O cosina, stammi a sent. Te coso al mi marito un glielo dici, capito? Se no m. (gli misura uno schiaffo)
Filippa: A chi? (si alzano in piedi) Provici, noo: vediamo che coraggio ci hai. (cominciano ad azzuffarsi)
Rosa: E da parecchio che te le volevo da du scorzoni, ma un mera mai capitata loccasione Te un te lo immagini neanche da quant che covavo.
Filippa: Se era parecchio che covavi e un nato niente vl d che nel nido ti ci avevono messo lva bogliuli.
Rosa: Io mi riferisco a quando andavi col mi marito. Me lavevono ridetto, sa, che credi?
Filippa: Ma sentite che discorsi! Che centro io? Semmai era quel puttaniere di Egisto che veniva con me.
Rosa: Perch secondo te un uguale? Sempre donna di malaffare sei. (qualcuno cerca di dividerle. Tutti gli altri fanno cerchio intorno e non seguono pi il duello)
Filippa: No che un uguale. Mica lho cercato io. E stato lui che venuto a cerc me.
Rosa: Te a me mi sa che mi vi pigli pel culo. Egisto, vieni qua. (si avvicina) Lha cercata te o tha cercato lei?
Oste: Ma che vai a cerc ora? O chi se lo ricorda come andata. Lo sai che io ci ho poca memoria.
Rosa: No! Te ci hai poco cervello. Un capisci manco per quanto sei lungo. Un devi d la colpa a la memoria che un centra niente. (tutti si erano dimenticati del duello. Si ode un grido e i presenti si girano) (messer Ansaldo steso per terra, il gabelliere gli sta sopra con la spada puntata al petto)
Pubblico vero e di scena: Bravo!.Bravo! Te si che sei n mo, altro che la tu sorella! Scortichelo!. Spellelo vivo!. Ri-ccia-rdino, ol, ol. Ri-ccia-rdino, ol, ol.
Gabelliere: Gliel ho fatta! Lho steso!. Che f, lammazzo? (arriva Sofronia con la madre)
Sofronia: Chi ha vinto ha vinto e chi ha perso non se la deve prendere. Questi erano i patti. Ammazzalo!
Vitelli: Sofronia: almeno aspetta di sposarlo. Cos non erediterai nulla.
Oretta: Tuo padre ha ragione. Ma non hai proprio il senso degli affari. Comincio a dubitare che tu sia figlia sua.
Vitelli: (alla moglie) Veramente io questi dubbi l ho sempre avuti sui figli maschi, che non mi somigliano nessuno, per, se proprio tu hai dei dubbi anche sulla femmina.
Gabelliere: Oh! Allora| Vi decidete o no. Si ple sap che devo fa. Mica posso st qui tutto l giorno. Io ci ho da fa anche le mie. (Napoleuccio va dal gabelliere e gli parla nellorecchio) Tranquillo, che mha preso pe n coglione? (a messer Ansaldo) Se siete disposto a riscattare la vostra vita con denaro contante, non vammazzer.
Ansaldo: Dipende dal prezzo. Voglio sapere la cifra e poi decido se mi conviene o no.
Gabelliere: Ste tirchio fino al midollo spinale. Quasi, quasi, ve la darei na spadata se n fosse perch valete qualcosaTrentamila fiorini doro!
Ansaldo: Ammazzatemi! Questa una cifra che non posso spendere. Diecimila!..
Oste: Ovvia, trovativi d accordo. Venticinquemila!
Gabelliere: Te fatti le tua che n centri niente.
Oste: Oh! Io taiutavo. (alla moglie) Lo vedi? Va a fa del bene. Ti trattono anche male.
Ansaldo: Quindicimila! Ma mi rovinate.
Napoleuccio: Qua! Ventimila fiorini doro e n se ne parla pi. Mandate qualcuno a pigli i soldi.
Ansaldo: Datemi due minuti e sar di nuovo qui con i soldi.
Gabelliere: E noo! Tanto noi semo scemi. Io vi lascio and e doppo voi, col piffero che tornate.
Ansaldo: (ai suoi secondi) Correte a casa mia e dite alla fantesca di consegnarvi due di quei sacchetti che sono sotto al mio letto. Andate e fate pi alla svelta che potete. (escono a passo svelto)
Napoleuccio: (ai secondi che se ne vanno) E quando tornate consegnateli a me! (al gabelliere) Fallo alz, se no questo ci more qui ..Avessimo a rimette lacqua e l mostarello.
Gabelliere: (a Napoleuccio) Prima gli devo d du parole. (a messer Ansaldo) Quelle cose che v ha nventato la brutta (indicando Sofronia) Io n lho mai dette, e tanto meno gli ho mai fatto la corte. E stata sempre lei a rompimi i corbelli. Tenetene conto se ancora ci avete intenzione di sposallaE ora alzatevi e mettetevi seduto l. (gli indica dove) Voi, Ugurgieri, tenetelo a bada finch non arrivono i soldi.
Ansaldo: Non so se ho ancora desiderio di sposarla. Ci dovr pensare. Mi costata troppo cara questa voglia.
Gabelliere: Allora, signorina Ciufeca, ste contenta che ho vinto io?
Sofronia: Certo che sono contenta! Perch non dovrei esserlo?
Gabelliere: Per se questi ventimila fiorini, che ho guadagnato onestamente, fossero rimasti nelle tasche di quel tirchio del vostro fidanzato lo sareste ancora di pi?
Vitelli: Non mi sembra che siano stati guadagnati onestamente: li avete rubati, anzi, estorti.
Napoleuccio: Messer Ansaldo, Sareste cos gentile di spiegare a messer Vitelli, e a tutti presenti naturalmente, da quali loschi traffici provengono i vostri lauti guadagni?
Ansaldo: Lasciamo perdere. Quello che stato stato. Il gabelliere i soldi li ha davvero guadagnati onestamente. Era il padrone della mia vita. Sono io che l ho riscattata pagando.
Napoleuccio: Oh! Questo si chiama ragion. E voi, messer Vitelli, volete versare qualcosa per i poveri del paese o siete rimasto al verde.
Vitelli: Io non caccer uno scudo per i poveri del paese. Se sono in miseria non certo colpa mia.
Napoleuccio: Allora famo cos. Scoltatimi bene per! Domattina, doppo che vi ste alzato, lavato e fatto colazione, pigliate anche voi du sacchettini con dentro la stessa robbina che ci porta tra poco messer Ansaldo e le portate uno all ospedale di Santa Maria e uno al ricovero de le sorelle misericordiose.
Oretta: Ma neanche per sogno. Quegli straccioni non rideranno con i nostri soldi.
Napoleuccio: (con tono ironico) A parte che loro forse hanno pi voglia di mangi che di ride.ma n fa niente, va bene lo stesso. Non ci sono problemi. Vorr d che se un verserete un consistente bolo a chi vho gia detto, lo depositerete poi nelle casse comunali sotto forma di tasse. Senza poi cont la staccatura del cranio.
Vitelli: Io, quasi quasi, nvece che domani mattina ci farei un saltino subito. E? Che ne dici Sofroniuccia?
Sofronia: Se vuoi andare vai tu con la mamma, io non vengo, voglio restare qui ed assistere all asta per la vendita di Chiusi.
Vitelli: Forse hai ragione, voglio partecipare anch io, sono proprio curioso di vedere come andr a finire. A fare l elemosina ci andremo dopo. Va bene lo stesso vero Napoleuccio?
Gabelliere: O com , messer Vitelli, tutta sta voglia mprovvisa di fa beneficenza? Fareste nvidia al presidente benemerito dell esercito de la salvezza.
Napoleuccio: E, le vie vie del Signore sono infinite caro Ricciardo. Messer Vitelli ha avuto una folgorazione dallalto e ora in cerca la chiave per aprire le porte del Paradiso. (arrivano i soldi)
Secondo: (a Napoleuccio) Ecco i sacchi che avete chiesto.
Napoleuccio: (apre i sacchetti e assaggia un fiorino) Tutto a posto, non sono falsi. Ugurgieri, lasciatelo andare e venite qua da me, vi devo parlare di una cosa importante. Ricciardo, vieni qua anche te.
Ugurgieri: (a messer Ansaldo) Andate pure, siete libero. ( A Napoleuccio) Che cosa volete?
Gabelliere: Che si fa, si dividono? A me per mi tocca la parte pi grossa. La vita l ho rischiata io. Famo diecimila fiorini per me e cinquemila per uno a voi.
Leone: Un cominciamo co le mandragolate. Se dividete una parte anche mia.
Onelio: E io allora che so figlio di enne enne?
Napoleuccio: Basta! Zitti tutti. Lo so io che ci si fa co ste soldi. Ci si compra Chiusi Voi, Ugurgieri, parteciperete allasta per noi. Perch ste l unico che lo potete fa. Naturalmente, dopo che l avrete acquisita la cederete, per mezzo di atto pubblico, a me.
Gabelliere: E noo. Bellino! Ha sentito furbo sto coglione? Lui co soldi di tutti ci compra Chiusi e noi si fa l cane di Betto.
Napoleuccio: Sta zitto scemo. L podest lo far io perch so l meglio e l pi furbo di tutti quanti semo qui. Te farai l ministro de le finanze.. Leone sar l capo de le milizie e Onelio l comandante de le guardie.
Oste: E io che so feccia? A me che mi fa fa?
Napoleuccio: Te farai ..l ministro dellagricoltura. S contento?
Pallino: Tanto n ha seccati pochi di poderi prima di fa loste. Ora cos far secc anche l pellaraccio che cresce su pe greppi.
Oste: Te va n cucina e fatti le tueMaldicente.E da qui n avanti chiamimi Eccellenza. (arriva Gualfredo di Montealto con il notaio seguito dal tubicine e dai tamburini))
Gualfredo: Guardia! Fai preparare un tavolo e due sedie per noi e un po di panche per coloro che vogliono partecipare allasta, svelto.
Napoleuccio: Forza, riportate qua quel tavolo di prima che si comincia. (quelli di prima eseguono)
Gabelliere: Sor Vicario, scusate, da quanto parte la base dasta?
Gualfredo: A voi che cosa interessa? Non avete ancora capito che i dipendenti pubblici non possono partecipare?
Gabelliere: Certo che lo so, lo domandavo cos, tanto per sap. Ci avevo du soldarelli da parte e se mi bastavono la facevo compr per me da n amico.
Gualfredo: Ma toglietevi dalle scatole, fatemi il piacere.. (mentre si siede fa un cenno al tubicine)
Tubicine: (rullata di tamburi) Si..si.sisi..
Oste: Si! Bna notte Titina.
Tubicine: Silenzio! Papaparla il vivivicario.
Gualfredo: Allora! Chi intenzionato a comprare si accomodi pure sulle panche, chi, invece, venuto qui per farmi perdere tempo stia molto alla larga perch mi potrei anche imbestialire. Chiaro? (messer della Ciaja, messer Cotoni, messer Vitelli, messer Ansaldo, e Ugurgieri si sistemano a sedere) La base dasta di diecimila fiorini doro. Sono ammessi i rilanci di qualsiasi cifra. Procedete.
Della Ciaja: Undicimila fiorini.. (un attimo di silenzio)
Notaio: Undicimila fiorini e uno, undicimila fiorini e due
Vitelli: Undicimila e un fiorino.
Oste: (di nascosto) Dodicimila fiorini e du nane.
Gualfredo: Chi che ha voglia di fare lo stupido? Avanti, forza, abbia il coraggio di mostrarsi
Rosa: (gli da uno scappellotto in testa) Te mica capisci niente, sa. Se doppo quello l ti fa stacc l capo vieni a lamentatti da me che cos ti do l resto. (a Gualfredo) Niente, niente, un diceva a voi, diceva a me. Mi diceva se domani, quando v al mercato compravo un po di pulcini e du nane.
Gualfredo: Avanti con le offerte.
Cotoni: Dodicimila fiorini.
Ugurgieri: Tredicimila fiorini
Ansaldo: Quindicimila fiorini
Ugurgieri: Sedicimila fiorini
Vitelli: Sedicimila e due fiorini (un attimo di silenzio)
Notaio: Sedicimila e due fiorini e uno..
Vitelli: Messer Notaro, scusate, io ho detto sedicimila e due fiorini, no sedicimila e due fiorini e uno che sarebbero tre.
Notaro: State attento e non disturbate. Quelluno che avete sentito faceva parte della conta. Avanti.
Della Ciaja: Sedicimila e cinquecento fiorini.
Cotoni: Diciassettemila fiorini.
Della Ciaja: Diciottomila fiorini.
Ansaldo: Diciottomila e cinquecento fiorini.
Ugurgieri: Diciannovemila fiorini.
Vitelli: Diciannovemila e un fiorino e non offrir un soldo di pi.
Napoleuccio: Messer Vitelli, che ste a corto di spiccioli? (fruga dentro un sacchetto) Volete che vi faccia un prestito? Certo che ci sar da pag qualcosa d interessi, per
Ansaldo: A me non interessa pi. Io mi ritiro.
Cotoni: Diciannovemila e settecento fiorini, la mia ultima offerta.
Della Ciaja: Ventimila fiorini e qua mi fermo. Non posso andare oltre.
Ugurgieri: Napoleuccio, siamo fregati.
Napoleuccio: E ora che si fa? N do lo trovamo un fiorino doro.
Notaio: Ventimila fiorini e uno..
Palle: Napoleuccio, Ugurgieri, offrite un fiorino di pi, forza, prima che l notaio aggiudichi Chiusi a messer Della Ciaja.
Notaio: Ventimila fiorini e due
Napoleuccio: Ce lhai te un fiorino doro?
Palle: Certo, apposta ve l ho detto. (mentre lo toglie da dentro un sacchetto appeso alla cintura) Me lo regal tempo fa un signorone che sera fermato qui a mangi perch gli portai l cane a pisci .
Ugurgieri: (senza perdere tempo) Ventimila e un fiorino.
Napoleuccio: Bravo palle. Quando sarai cresciuto ti far vice podest.
Palle: Io n voglio niente, a me basta che mi ridai l mi fiorino e semo pari.
Notaio: Ventimila e un fiorino e uno..ventimila e un fiorino e due..ventimila e un fiorino e tre. Aggiudicato.
Tubicine: (rullata di tamburi) E.. andata..Ve.ve.venduta.
Oste: Che vl d , andata?
Palle: (alloste) Eccellenza, eccellenza.
Oste: (un po gag) Siiii? Dimmi pure ragazzo.
Palle: Mi scusi tanto, eccellenza, se mi permetto: Nastasio, voleva d che andata, che Chiusi stata venduta.
Oste: E a chi, per Bacco, se lecito?
Palle: Ma fatela meno lunga per piacere, che l tempo lavete.
Gualfredo: (a Ugurgieri) Portate i soldi, firmeremo latto insieme al notaio e Chiusi sar vostra. (urla di gioia di tutti i popolani) (da fuori porta chiamano le sentinelle)
Salimbni: Sentinelle, sentinelle.
Leone: Chi ? Che volete? Ora ci s ha da fa, siamo mpegnati, ripassate n un altro momento oppure aspettate che s abbia fatto.
Salimbni: Aprite questa maledetta porta.
Onelio: Statimi a scolt, lillino, ma voi proprio un avete la minima idea con chi state a parl?
Salimbeni: Con due cretini.
Leone: No! Voi parlate col capo de le milizie e col capo de le guardie in persona.
Salimbeni: Appunto: se non foste due cretini, il capo delle guardie e il capo delle milizie non li terrebbero di guardia alla porta.
Onelio: (a Leone) Oh! Lo sai che ha ragione per Dio. Scendemo subito e pigliamo possesso del nostro grado. Mica si ple fa ste figure. (scendono dalla cima della porta) (entra Salimbni)
Salimbni: Dove si svolger lasta per la vendita di Chiusi?
Napoleuccio: Voi ste arrivato doppo fochi. La guazza ormai sgrulla.
Salimbni: Che cosa significa, spiegatevi meglio.
Gabelliere: Significa che s fatta na specie di societ e Chiusi l emo comprata noi.
Napoleuccio: Per qualche minuto ancora, il padrone di Chiusi, quel Signore l. Doppo, nvece, sar io. (indica Ugurgieri) (Salimbni gli si avvicina e parlotta con lui)
Pubblico di scena: (Canta) Avanti Chiusi, la gente con te. Avanti chiusi, noi siamo tantissimi..
Napoleuccio: Basta, fatela finita, l inno nazionale lo riscriveremo. Questo ormai troppo sfruttato. Oste, Rosa, venite qua. (si avvicinano) Bisogna che m organizzate na grande festa. Da mangi e da beve gratisse per tutti. Da oggi in poi, tutti l anni, questo giorno sar festa nazionale.
Oste: Per me va bene, ma a noi chi ci paga?
Napoleuccio: L comune paga, chi volete che paghi?
Rosa: Allora mi sa che si riscoter tardi. (nel frattempo Ugurgieri e Salimbeni si sono appoggiati sul tavolo del gabelliere. Con loro c il notaio che sta scrivendo)
Gabelliere: (a Napoleuccio con una pacca sulla spalla) Che idea che hai avuto, ragazzi. Riscatt la vita di Ansaldo con ventimila fiorini doro.
Napoleuccio: E, caro Ricciardo, ancora deve nasce quello che potrebbe tent di freg Napoleuccio.
Ugurgieri: (dal banco del gabelliere) Pallino, vieni gi, svelto. (pallino esegue) (quando arriva Ugurgieri gli consegna qualcosa) (Pallino ritorna via e Ugurgieri esce dalla porta)
Onelio: (a Leone) Ma te lo magini, io capo de le guardie. Quando lo sapr la mi Isabella svenir da la contentezza.
Leone: E allora la mi Violante che deve d? Che per marito ci avr. niente pop di meno che.l capo de le milizie chiusine.
Pallino: (ai presenti) Mio! Guardate qua che robba! ( fa vedere una manciata di fiorini doro)
Napoleuccio: N do l ha presi? A chi l ha rubati?
Pallino: E pro coglione! Io n l ho rubati a nessuno. A me me l ha dati Ugurgieri.
Napoleuccio: Oddio! Oddio! Ci ho n brutto presentimentoOddio mi sento male. (tutti si precipitano per soccorrerlo) Dov Ugurgieri, chiamate Ugurgieri. Cercate Ugurgieri
Tutti: Ugurgieri Ugurgieri.correte qua
Salimbeni: (nel frattempo si era avvicinato) Messer Ugurgieri se n andato. Aveva molta fretta. Ha sistemato gli atti con il notaio ed partito.
Napoleuccio: (sta riprendendosi) Meno male! M ero mpaurito per niente. Anche se andato via senza salutacci, almeno le cose col notaio l ha sistemate.
Salimbni: Mi ha lasciato i saluti per voi tutti. Ha detto che serber un buon ricordo di voi e del vostro paese.. edato il fatto che abita molto lontano, ha detto anche che sar difficilissimo che lo rivediate da queste parti.
Gabelliere: E voi chi siete, scusate?
Salimbeni: (mostrando la pergamena del contratto) Come chi sono? Cione di Sandro Salimbni da Siena.da pochi minuti signore della citt di Chiusi. L ho appena acquistata da messer Ugurgieri per la modica cifra di quindicimila fiorini doro.
Tubicine: (rullata di tamburi) Vivivi.Viva Cione. nostro signore.
Fine


