A.A.A.A.A. Ingrid. Venere Olandese

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DIALOGO DI UNA PROSTITUTA CON UN CLIENTE

A.A.A.A.A. Ingrid. Venere Olandese

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Titolo

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 A.A.A.A.A. Ingrid. Venere Olandese

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Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Data pubblicazione

30 .06.2017

Anno di stesura

2017

Genere

Commedia

Atti

1

Durata (min)

50

Lingua

italiano

Personaggi maschili

1

Personaggi femminili

1

 Minimo attori maschili

1

Minimo attrici femminili

1

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Codice Opera 928843A

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

SINOSSI:  inquesta commedia l’Autore entra nel cuore di un cliente abitudinario di una prostituta che s va a trovarla, non solo perché vuole fare sesso con lei, ma perché  innamorato vuole toglierla dal giro e costruire  con  Ingrid qualcosa di importante : per cui la trama spazia  nel mondo della prostituzione e perversione. Il  linguaggio “ crudo “ si  basa sul confronto psicologico tra le due personalità “ cliente  innamorato e dominato” e “ prostituta perversa e dominante.  Due “ modus vivendi”:  che   in contrasto tra loro:sono  invece legati da un solido legame affettivo.

A.A.A.A.A. Ingrid. Venere Olandese

Eventuale titolo

ESCORT

COMMEDIA

ATTO UNICO

di:

Giuliano Angeletti

 Numero Posizione SIAE 198563

Codice Opera 928843A

PERSONAGGI

INGRID (prostituta)

GIULIO   (cliente)

Scena:  scena con fondo neutro con un letto e una poltrona, un tavolo, due sedie  due bicchieri e una bottiglia, un paravento

Musiche: adeguate al caso

SCENA UNICA

INGRID, GIULIO

(musica)

Suonano alla porta e Ingrid va ad aprire

INGRID:  (meravigliata)

Ancora tu, ma sei già venuto quattro volte a trovarmi in questo mese?

GIULIO:

Perché non posso , io sono un cliente e pago profumatamente!

INGRID:

Entra pure, però ricorda che anche se non consumi paghi lo stesso, perché io sai che devo    renderne conto

( Giulio entra in scena)

GIULIO:

Si non preoccuparti, lo sai che pago!

INGRID:

Va bene metti i soldi sul tavolino

( Giulio mette i soldi sul tavolino)

GIULIO:

Cento Euro,  senza nessuno sconto

INGRID:

Senza sconti: paghi come tutti

GIULIO:

Ma io non sono un cliente normale

INGRID:

Lo so, tu dici di essere innamorato: tu sei il peggior caso che poteva capitarmi

GIULIO:

Non mi trattare così, io ti voglio bene

INGRID : ( alterata)

Giulio io non sono una donna da frequentare, tu sei un bravo ragazzo ed hai bisogno di una brava ragazza, non di una puttana

GIULIO:       

Ingrid per me tu non sei una puttana!

( Giulio, si siede sulla poltrona, mentre lei gira per la camera)

INGRID: (nervosa)

No io sono una puttana, cerca di capire: io sono una donna che da via la sua “figa” per soldi

GIULIO:

Ma tu Ingrid sei una donna ed io sono un uomo, ed io ti voglio bene

( Ingrid si avvicina a Giulio e con le mani le accarezza il viso e la testa coccolandolo)

INGRID:

                        Ma sai che tu venendo da me stai facendoti del male, ed io più di te

 

GIULIO:       

Ma perché non capisci! Ma perché non vuoi capire!

INGRID:

                        Giulio tu sei solo un gran testone, io non sono la donna che fa per te : tu sei giovane ed io sono più grande di te, e poi penso proprio che i tuoi genitori non mi accetteranno: ma pensa un attimo il loro unico figlio innamorato di una “ puttana” ( pausa) : innamorato di una “ collezionista di cazzi come me “ ma mi viene da ridere ; è meglio per te che non mi pensi più e non mi vieni più a trovare

GIULIO:

                        No Ingrid:  tu non mi puoi proibire di venire a farti visita , perché io pago e tu sei una “ puttana” ed io se voglio posso rimanere con te anche tutto il giorno

INGRID:

                        No tutto il giorno, no … non te lo permetterò mai!

 

GIULIO:

                        Perché non vuoi, i miei soldi non  sono buoni !

 INGRID: (alterata)

                        Non mi interessano i tuoi soldi, forse non lo hai ancora capito

GIULIO:

                        A me interessi te…

INGRID :

                        Io non voglio che sperperi tutti i tuoi soldi con una donna che non ti merita

                                                                                       

GIULIO:       

Tu ti sottovaluti troppo!

INGRID:

                        No, io purtroppo sono così, io sono la donna di tutti, una donna “ sporca dentro” mentre tu sei a mio modo di vedere un uomo limpido, buono, un uomo da sposare

GIULIO:

                        Io forse dentro  sono  più “ sporco “ di te ?

INGRID:

                        La mia “ figa “ oggi ha già preso sei cazzi differenti

GIULIO:

                        No lo voglio sapere!

INGRID: (a voce alta)

                        Perché, ti fa schifo saperlo?

GIULIO : ( disperato)

                        No non mi interessa saperlo, non voglio neppure sentirlo

INGRID :

                        Ma cosa pensi che lo faccio per amore, il mio corpo è solo una merce in vendita e tu sei solo un aquirente?

GIULIO: (disperato)

                        No,   non voglio saperlo, non voglio sapere niente

( Giulio con le mani si tappa le orecchie, ma Ingrid si avvicina a lui e ad alta voce)

INGRID: ( alterata)

                        Non tapparti le orecchie, ascoltami piuttosto! La vedi la mia bocca , hai visto le mie labbra, lo sai quanti “ pompini” hanno fatto le mie labbra in due giorni ( alterata) lo sai: ora te lo dico, trenta ( agitata ) si in due giorni ho “succhiato” trenta “cazzi “, ed ho ingoiato anche il loro “ sperma” perché lo sai che pagano di più per un pompino con “ l’ingoio” e i “ cazzi “ che ho succhiato erano di uomini di ogni età , di vecchi, di giovani, di alti, di bassi: la settimana scorsa ho succhiato anche quello di un nano … e ti dirò che da me vengono anche donne a farsi leccare la “figa” e ti assicuro che non vengono ragazze giovani

(pausa)

                        E poi hai visto il mio “ culo” quello che tu dici di adorare

(pausa)

                        Si il mio culo, hai visto quanti clienti ho,  solo estimatori del mio culo  sono venuti una  decina di uomini in tre giorni : e solo per farmi il culo ….

( pausa)

                        Hai capito tesoro mio tu sei un caro ragazzo

(supplichevole) 

non perdere più altro tempo con una “ poco di buono” come me

GIULIO: ( visibilmente scosso)

                        Ingrid non mi devi dire queste cose, tu sai benissimo che tantissime donne rispettabili fanno le solite cose che fai tu alla luce del sole : ma loro false moraliste lo fanno di nascosto e poi si permettono anche di “ giudicare “ le altre ….

( pausa)

                        Io Ingrid ti accetto per quello che sei, però abbandona questa vita e vieni via con me

INGRID: (alterata)

                        E si! Adesso dovrei anche abbandonare tutto, cambiare vita e venire a vivere con te: con uno che non conosco, non so che attività svolge, non so neppure come vive e né come si chiama di cognome

(irriverente)

                        Così dovrei scappare con te, al buio e venirmene via senza avere nessuna certezza.

 ( ride a crepapelle)

                        Così : io adesso dovrei andare dal mio amico e dirgli :

                        Ciao Gustavo ho deciso di lasciarti e di lasciare il lavoro  perché ho conosciuto un ragazzo di buona famiglia che è disposto non solo a farmi cambiare vita e farmi diventare una donna normale , in poche parole redimermi e non solo:  mi vuole anche sposare in abito bianco con tanto di strascico e damigelle …

                       

( pausa)

                        Secondo te , come la prenderà  …

( silenzio)

                        Non dici niente … vedo che cominci a capire e non sei veramente un ottuso  come sembri …. Ora finalmente sei rinsavito

GIULIO: ( visibilmente scosso)

                        Ingrid qui non si tratta di rinsavire, la verità è che ti voglio bene e basta , e questo lo sai anche tu: devi ammetterlo che è un dato di fatto.

( silenzio)

INGRID:  ( con voce sommessa)

Si questo è vero, io con te provo qualcosa di diverso

( pausa)

                        Qualcosa che non debbo provare, ecco perché ti devo allontanare da me

GIULIO: ( euforico)

                        Vedi che avevo ragione, tu mi ami Ingrid e i ti amo !

( Ingrid alterata)      

INGRID:

                        Forse non riesci a capire che io per la professione che faccio non posso permettermi di amare qualcuno

GIULIO:

                        Ma tu sei una donna, e io sono un uomo : entrambi abbiamo diritto di essere felici!

INGRID:

                        Giulio devi capire che io non lavoro né in banca né ai grandi magazzini, io lavoro con figa, culo e bocca … per me fino a poco tempo fa tutti i cazzi che prendevo e le fighe che leccavo erano tutti e tutte uguali:  dopo bastava una doccia calda , o un bel bagno profumato alla lavanda e mi dimenticavo tutto: poi invece …

GIULIO:

                        Poi invece ?

INGRID: ( sommessa)

                        Sei arrivato tu a sconvolgere la mia vita

GIULIO:

                        E tu a sconvolgere la mia

INGRID:

                        Il problema è che con te io “ godo” perché di te mi piace tutto, il tuo sorriso, i tuoi occhi, la tua pelle il tuo odore, il tuo “ cazzo” : e questo lo provo solo con te, perché anche se non posso io ti voglio bene… anzi dopo voglio che me lo metti nel culo , e mi vieni dentro.

GIULIO: ( si abbracciano)

                        Amore mio io farò solo quello che piace a te

( Ingrid si libera dall’abbraccio e ritorna isterica ma depressa)

INGRID: 

                        No, non posso fantasticare, e poi sei sempre un perfetto sconosciuto, io non so niente di te e tu niente di me, anche i nostri due nomi potrebbero non essere veri ma frutto della nostra fantasia

GIULIO:

                        I nomi non contano, sono solo una convenzione

INGRID: ( con imbarazzo)

                        Capisci che il mio vero nome non è Ingrid: Ingrid è solo un nome diciamo d’arte per attirare gli uomini: ma il mio vero nome è un altro

(pausa)

                        Un nome banalissimo, talmente comune da essere insignificante

GIULIO:

                        Qualunque sia il tuo nome e per me sarà il nome più bello del mondo

INGRID:  ( calmissima ma eccitata)

                        Tesoro, adesso non voglio ancora dirtelo

GIULIO:

                        Per me se vuoi va bene Ingrid per tutta la vita

INGRID:

                        Ma Ingrid non è il mio vero nome e io voglio essere sincera

GIULIO:

                        Giulio è invece il mio nome, io non ho nessuno scopo per mentirti

INGRID:

                        Giulio, noi veniamo da esperienze differenti, la mia vita e  il mio passato è molto avventuroso

GIULIO:

                        Il mio è invece, piatto e lineare: io sono un uomo senza passato

INGRID:

                        E io sono una donna senza futuro

( pausa)

                        Io vorrei raccontarti la mia storia

GIULIO:

                        Raccontami amore, ed io ti racconterò la mia “ scialba “ storia

( Ingrid si siede accanto a Giulio)

INGRID:

Ora ti racconto: ma vorrei tanto che tu mi capissi

GIULIO:

                        Si io ti  voglio bene , non ho bisogno di capirti, come tu non hai bisogno di giustificarti

( Ingrid racconta e Giulio è molto interessato)

INGRID: 

Inanzitutto io non mi chiamo Ingrid, perché Ingrid è il mio nome d’arte: un nome affascinante che sa di donna del nord disinibita, ma il mio vero nome come ti ho accennato prima non è quello, e poi non sono olandese

GIULIO:      

                        Dimmi il tuo nome, se lo desideri o se lo ritieni opportuno

INGRID:

                        Il mio nome è un nome banalissimo, talmente comune che non mi è mai piaciuto

GIULIO:

                        Dimmi: io sono sicuro che per me sarà il nome più bello del mondo

INGRID:

 indovina ! Facciamo come quando eravamo bambini; giochiamo con acqua e fuioco

GIULIO:  ( sorridente)

                        Marina!

INGRID: ( fanciullescamente)

                        Acqua!

GIULIO: (sorridente)

                        Valentina!

INGRID: ( fanciullescamente)

                        Acqua!

GIULIO:  ( sorridente)

                        Stefania!

INGRID: ( fanciullescamente)

                        Acqua!

GIULIO:  ( sorridente)

                        Mi arrendo!

INGRID:

            Il mio vero nome è Paola

GIULIO:  ( sorridente)

                        Paola è un bel nome e mi piace

INGRID:

                        Ma è banalissimo!

GIULIO:  ( sorridente)

                        A me piace molto, ma se vuoi continuo a chiamarti Ingrid

INGRID:

Si , a me farebbe piacere!  (pausa) devi sapere che io vengo da una famiglia di  professionisti, non credere a quello che dicono che le prostitute vengono da famiglie disagiate, oppure dalla “ feccia” dei “ bassifondi “ delle città: questo lo vedi solo nei film o nelle leggende metropolitane. Io vengo da una famiglia agiata, mio padre è un medico e mia madre una insegnante di lingue: ed ho anche una sorella medico anch’essa: mia sorella Mirella è una buona ortopedica ed esercita in una clinica privata e in più ha anche uno studio privato a Brescia, ora non è più single e convive con una cameriera di Forlì, almeno credo … la sento di rado: anche se ho con lei dei buonissimi rapporti. I miei , li vedo di rado: ma non sanno che faccio questa vita: perché sono convinti che insegno alle magistrali in un istituto di Bologna ; ma in effetti insegno davvero solo che ho preso due anni di “ aspettativa” per fare questa vita: tra un anno finisco e riprendo ad insegnare

GIULIO:  ( sorridente ma con stupore)

                        Questo poi : io non ci credo …  ma cosa mi stai raccontando!

INGRID: (alterata)

                        Perché … non mi credi! Allora dimmi che scopo avrei per mentirti

GIULIO: (perplesso)

                        Non so , mi sembra un racconto inverosimile

INGRID:

                        Non ci credi, adesso ti faccio vedere!

( la ragazza prende dalla borsa un piccolo album fotografico ed euforica lo mostra al cliente)

Vedi , questa sono io quando mi sono laureata, mi sono laureata in lingue all’Università di Pisa e con 110 e lode, hai visto come ero sorridente, spensierata. Questo è stato uno dei giorni più belli della mia vita

( euforica)

Guarda quello dietro, orgoglioso di me è mio padre e quella con i fiori, mia madre e l’altra, quella dai capelli riccioli, mia sorella: hai visto all’epoca avevo io avevo i capelli neri, lunghissimi …

GIULIO:

                        Ingrid stavi benissimo mora e poi i capelli lunghi ti donano molto

INGRID: (mostra altre foto)

E questa guarda, ti piace: io avevo dieciotto anni, e questa era la festa per il raggiungimento della maggiore età: vedi quella vicino a me è la mia amica Sabrina, era un’amica per la pelle: più di una sorella, ci volevamo molto bene, eravamo sempre assieme …

GIULIO: (interessato)

                        Perché: eravamo!

INGRID: ( eccitata)

Perché ci siamo perse di vista: lei ha subito trovato un uomo e si è sposata e ora ha due figli credo? Un maschio e una femmina: ma non vive più a Milano  ma si è trasferita con suo marito a Bergamo, sono contenta che sia felice … almeno lei : gli volevo bene come una sorella….

GIULIO: (interessato)

            E dopo cosa è successo!

INGRID:

Cosa vuoi che sia successo ( patetica ) a me piacciono gli uomini; non ci trovo nulla   di strano e poi come tutte le donne mi sono innamorata; Gianni era un ragazzo d’oro: con lui ho vissuto momenti meravigliosi

           

GIULIO: (interessato)

            E dopo cosa è successo

INGRID:

Ci siamo amati talmente tanto che avevamo deciso di andare a convivere: con lui ho vissuto una storia d’amore inverosimile: un qualcosa di indescrivibile e travolgente ( estasiata) io lo amavo, e lui mi amava: tutti e due insegnavamo: lui matematica e io lingue : avevamo anche deciso di prendere casa: avevamo preso una villettina appena fuori Monza; una vera e propria “ chicca” infatti l’abbiamo battezzata “ villa chicca”

abbiamo fatto un “ mega mutuo “ e pensavamo con tutto il nostro cuore di sposarsi

( pausa)

Invece!

( la voce diviene singhiozzante e malinconica )

GIULIO: (interessato)

            Invece!

INGRID:

Invece, arrivò un periodo che malgrado noi due prendessimo due stipendi discreti: perché gli insegnanti: non sono  milionari ma si poteva vivere dignitosamente: in effetti è stato così per  due anni: anzi potevamo permetterci anche due vacanze l’anno pur pagando alla banca una rata del mutuo abbastanza elevato:

( singhiozza)

Finchè un giorno, mi acccorsi che volutamente Gianni, desiderava e pretendeva che pagassi sempre solo io: i primi tempi non ci facevo neppure caso…. ( pausa) ma poi mi è venuto il sospetto

( ad alta voce)

Ma dove finivano, tutti i soldi del suo stipendio!

( con voce sommessa)

I soldi del suo stipendio finivano dentro quelle infernali macchinette che promettono di fare lievitare i soldi ( con angoscia) ma la fortuna, bacia solo coloro che hanno in gestione  queste macchine del cazzo: insomma

Gianni si bruciava lo stipendio in questo modo:

Allora sono andato a vedere in banca come era messo il contocorrente che avevamo in comune

( disperata)

Ahimè! Era in rosso: Gianni era riuscito a bruciarsi tutti i suoi e i nostri risparmi! Ero disperarata…. Non sapevo che fare :

( con angoscia) allora ho cercato di farmi forza e l’ho messo alle strette: allora.

Quando ho preso il mio uomo da parte: piangeva come un bambino … e io con lui: ma cosa potevo fare : per un po sono riuscito ad arginare tutti i suoi debiti: ma  un giorno ho detto  basta e a malincuore:  perché gli volevo bene : io l’ ho lasciato ed abbandonato al suo destino fatto di gioco e debiti ( malinconica) io lo amavo ma non potevo più vivere così !

GIULIO: (interessato)

Si vede che ci tenevi molto; lo vedo dal tuo atteggiamento e dal tuo modo di esprimerti, la tua voce si è fatta sommessa: hai sofferto molto per lui : ti voglio bene

( abbraccia Ingrid)

INGRID: ( con voce soffocata dal pianto)

Io tenevo molto a Gianni: lui è stato l’uomo che mi ha stregato, rapito : portato via il cuore: non ho mai trovato nel giro di questi anni: un uomo che lo eguagliasse : io senza di lui ero e sono disperata

 

GIULIO: (sempre abbracciato ad Ingrid)

Tesoro mio, se volevi potevi iscriverlo ad un corso di terapia di gruppo, ci sono psicologhi che sono specializzati in questo tipo di terapia e ti posso assicurare che  i pazienti raggiungono guarigioni straordinarie

INGRID: ( si libera dall’abbraccio, la sua voce è ancora provata)

Ho tentato: ho tentato di salvarlo iscrivendolo ad una terapia di gruppo: uno psicologo è venuto addirittura in casa a parlargli: ma invano… purtroppo lui non voleva collaborare …

GIULIO:

                        Perché non collaborava?

INGRID: ( ansiosa)

Perché Gianni non era convinto di essere ammalato: anzi quando è andato via il dottore: non solo mi ha inveito ma addirittura ha usato anche le mani: ed era la prima volta che lo faceva! Mi ha picchiato!

GIULIO: (protettivo)

                        Usare le mani, non va bene e poi contro una donna e una donna bella come te !

INGRID:

Si , io mi sono preso le botte ma  lo ho anche perdonato  perché era ammalato: ammalato del peggiore dei mali: del male che ti corrode l’anima e le tasche:

            ( pausa)

Io credimi ho fatto di tutto per aiutarlo, ma lui non voleva assolutamte collaborare, anzi non ne voleva neppure sentire parlare: perché dentro di lui non pensava di essere ammalato: convinto com’era di fare “ il grande colpo” la vincita “ risolutrice”, sempre portando avanti la speranza che domani è “ la volta buona”  e basta un “ botta” per risovere tutti i problemi

(pausa)

Ma, come ti dicevo: noi non avevamo problemi: con una paga paghevamo il mutuo, mentre con l’altro stipendio  vivivamo dignitosamente, naturalmente senza fare voli pindarici

(pausa)

( alterata)

Ma questo a lui non andava bene : non voleva fare sacrifici perché lui voleva risolvere tutti i problemi con il gioco : e l’ ebbrezza del gioco ha rovinato la sua e la mia vita.

Io ho amato tanto Gianni con tutta la mia vita ma ora,  lo odio con tutta la mia forza

            ( piange)

GIULIO: ( cerca di consolarla)

                        Ti capisco; Ingrid … ma adesso non fare così: ci sono io vicino a te!

( fa l’atto di abbracciarla)

INGRID:  (alterata, quasi isterica)

                        Basta! Lasciami stare, e non mi toccare

( Giulio è stupito e costernato)

GIULIO:

                        Io non capisco, ma come ti comporti: io ti voglio bene e devi fidarti di me !

INGRID:

Lasciami stare ti prego: e scusami  ( pausa) tutte le volte che penso a Gianni: alle nostre vite e a come sono finite ( pausa) non riesco ancora né a dimenticare né a reaccapricciarmi

GIULIO:

                        E’ passato tanto tempo, ormai dovresti avere dimenticato!

INGRID:

Queste cose non si dimenticano, perché sono momenti della mia vita in cui posso dire di “ avere vissuto”

GIULIO: ( curioso)

                        Non mi hai ancora detto come è finita veramente

INGRID: ( riprende a raccontare)

Io ho dovuto lasciarlo: solo perché stava intaccando , facendo man bassa anche dei miei risparmi: perché io le avevo dato in buona fede il numero del “ pin” della mia carta di credito: e quando me ne sono accorta sono andata su tutte le furie…

( pausa)

Quel bastardo; orgni due o tre giorni mi faceva un prelievo al bancomat e andava a giocarseli: ed io ignara …

(pausa)

Finchè un giorno: mi arriva una lettera dalla banca: sai una di quelle lettere che quando arrivano a casa,  più delle volte una persona non legge

(pausa)

Ed io ancora non capisco, il perché l’ho letta: forse perché Gianni non era in casa; perché se la vedeva per prima lui la faceva sparire:

(pausa)

Insomma: con quella lettera mi convocavano urgentemente nella banca in cui ero correntista per comunicazioni urgenti che mi riguardavano.

A pensare che era una lettera che avevo preso sottogamba, infatti non le davo l’importanza che merita : pensavano che volessero parlare con me, perché volevano “ rinfilarmi” l’acquisto di “ azioni” e “ derivati”e vincolare una parte di capitale:

(pausa, usa in questo caso linguaggio improprio )

Insomma ,  credevo : anzi pensavo … ma poi io con le banche io non è che ci capisco tanto: sai che una volta, mi sono addirittura fatta convincere a prendere delle “azioni” che non divevano avere problemi, invece non solo non le ho seguite ma le ho dimenticate e dopo anni mi sono accorta che addirittura ci avevo rimesso: ed io da quel momento con le banche non ho fatto più nessuna operazione neppure quelle considerate sicure: solo conto corrente e basta.

( pausa)

Così sono andata in banca, il direttore di filiale mi ha accolto con gentilezza tanto da farmi inghiottire il boccone amaro

( pausa)

Il mio conto corrente era in rosso ed il mutuo della casa mi scadeva alla fine del mese

(pausa)

Dovresti capire con quanta angoscia e rabbia sono andata a casa

(pausa)

Arrivata a casa: ho preparato le valigie a Gianni e dopo averlo denunciato, io l’ho buttato fuori di casa …  e lui se ne è andato lasciando a me la sua parte di casa e naturalmente il mutuo da pagare del “ villino Chicca” e solo con il mio stipendio da insegnante …

Per un periodo ho chiesto i soldi ai miei, ma più di tanto non potevano darmi, così mi sono dovuta arrangiare…

Sono ritornata in banca per cercare di ricontrattare il mutuo; ma niente da fare: il direttore era tanto antipatico quanto fiscale; sembrava ci godesse delle mie disgrazie

( pausa)

Sono tornato un’altra volta da lui, ma anche questa volta, mi è andata malissimo, anzi mi ha anche minacciato dicendomi che se non avessi garanzie certe oltre lo stipendio la banca si sarebbe preso anche la casa …

( pausa)

La terza volta che l’ho incontrato, mi sono fatta  forza mi sono inginocchiata sotto la sua scrivania e ho cominciato a “ succhiare “, una volta, due volte e poi sempre più forte, fino a succhiarci anche il “ midollo” : lo sentivo “ godere” quel “ bastardo” lo sentivo “ ansare dal piacere” quel “ porco”

( pausa)

Dopo ci sono ritornato un’altra volta, e poi ancora con la variante che il “ porco” mi “ veniva in bocca” ed io “ingoiavo” il suo “ sperma schifoso” facendo finta di “ godere”

(pausa)

Ecco come sono riuscita a rifinanziare il “ mutuo” con le “ eccellenti referenze “ del Direttore della filiale

( pausa)

Ed ecco come sono diventata una  puttana , una  puttana  sì,  ma con dignità… è stata la vita che mi ha costretto a fare la vita….

( pausa)

Ma è solo facendo  la puttana che sono riuscita ad appianare quasi tutti i debiti che mi aveva lasciato quel  figlio di troia di Gianni

( pausa)

Ed è solo facendo  la puttana che sono riuscita a “ finire di pagare il mutuo” e finalmente a diventare la padrona della mia villetta: però i debiti che hio ereditato non sono ancora finiti

GIULIO: ( interessato)

La tua vita è molto interessante, io ti stimo molto, perché hai sofferto ma ti sei ripresa bene, ma dimmi come fai con il  protettore

INGRID: ( sorridente)

Guarda Giulio, che sono passati i tempi che hanno reso celebri i film con le puttane e i  protettori  che li picchiavano per farsi dare i soldi 

(pausa)

Il tutto: è vero non è del tutto scomparso, è rimasto con le povere profughe di colore o le povere ragazze dell’est costrette a prostituirsi per potersi pagare il viaggio

(ride)

Ma per me: o le tipe come me: ( sorride) non hanno un protettore! Hanno due “ body gard” stipendiati da loro, che  proteggono  a gettone : vedi il mio “ gorilla “ è in quella stanza che aspetta solo un mio cenno: entra e se voglio “ ti fa un culo così” ( fa il cenno) perché quel “ gorilla” è stipendiato da me:

(pausa)

Perché io dalle mie prestazioni, devo togliere le spese vive che sono: la camera d’albergo, e il “ body gard” tutto il resto è guadagno pulito

( pausa)

Hai capito amore mio  io sono una  puttana  differente dalle altre: quando voglio smettere io smetto e torno ad essere una donna normale, con un lavoro normale: infatti tornerò ad insegnare !

(pausa)

GIULIO: ( riflessivo)

Ma Ingrid: tu pensi veramente che dopo questa scelta di vita che hai fatto: ti ridarranno una cattedra, come se niente fosse accaduto

INGRID: ( sorridente)

Giulio, io volevo solo farti capire che io la cattedra l’avrevo già, ed ero anche di ruolo: scusa ( si riprende)  sono ancora di ruolo, perché come ti ho già detto e ripetuto più volte : io sono una insegnante di ruolo: possono solo trasferirmi: ma sempre nel mio  comparto a meno che non lo richiedo io…

( alterata)

A volte Giulio, mi sembri veramente di “ coccio” :  o sei “ tardo” o sei veramente “ scemo

GIULIO: ( cerca di scusartsi)

Scusami, non volevo offenderti…

INGRID: ( curiosa)

Addesso parlami di te, dimmi della tua vita, ma ricordati di dirmi la verità: altrimenti fai silenzio: “ scopami” e vattene: perché io mi sono stufata di essere a contatto con persone “ false “ ed “ opportuniste”

GIULIO: ( titubante)

                        Io Ingrid, non sono : né falso e né opportunista:

                        (alterato )

Guarda che se volevo scopare ne trovavo molto più belle e molto più giovani di te: se io sono venuto a cercarti… ci sarà una ragione, e te l’ho ripetuta più volte fino allo sfinimento

( pausa)

            Ma tu ti ostini a non capire: ma io sono un tipo cocciuto e non sono uno che si arrende tanto facilmente

( pausa)

INGRID: ( sconvolta)

                        Ma io non posso, non è il momento e non mi sento pronta

GIULIO: ( calmo)

Cosa vorresti dire con quel  non mi sento pronta, non mi dire che hai paura di un    uomo che ti accetta così come sei e ti da il suo cuore senza remore

INGRID: ( sconvolta)

Io non sono più abituata ad avere un rapporto di  amore  diciamo normale, non sono sicura di riuscire a sostenerlo:

il dormire assieme abbracciati, il fare l’amore, il condividere tutte le cose, dalle ciose più banali alle vacanza

(pausa)

Non so! Non sono sicura se riuscirei ancora a farlo: o a riprovare le emozioni che ne derivano

(pausa)

Ormai il mio cuore è indurito,

(pausa)

Penso di non essere più in grado di provare tutte queste cose: e poi anche il sesso è un periodo che mi fa “ schifo”  anche se devo dire che io con la “ figa” ci lavoro e mi rende anche bene …

(pausa)

Ma adesso Giulio; non sviare il discorso : parlami di te!

GIULIO: ( a disagio)

Io non so cosa raccontarti: la mia vita è  scialba ,  vuota con pochissime emozioni : non saprei cosa raccontare!

INGRID: ( curiosa)

Raccontami tutto, anche le cose più  banali perché sono convinta che tu hai vissuto una vita molto tranquilla, molto meglio che la mia

(pausa)

GIULIO:  ( a disagio)

                        Io non so da dove cominciare!

INGRID: 

                        Coraggio, comincia a parlare della tua famiglia!

( Giulio è imbarazzato nel raccontare la sua vita)

GIULIO:  ( racconta)

Mio padre è un avvocato che è titolare di uno studio associato ben avviato e mia madre è un architetto che lavora in proprio anche lei ha dipendenti che lavorano al suo fianco

( pausa)

Ed io sono figlio unico …

INGRID:  ( cerca di rincuorarlo)

Giulio, sembra che tu ti senta in colpa: non è una colpa avere vissuto un’infanzia felice

GIULIO: ( a disagio)

Io purtroppo non ho vissuto un’infanzia felice, mi sono molto mancati gli affetti: perché mio padre pensava solo allo studio legale:

(pausa)

Mentre mia madre era impegnata a fare progetti

( pausa)

 

Ed io ho vissuto praticamente senza il loro affetto, cambiando solo una infinità di baby sitter.

E la sera quando tornavano a casa i miei genitori, e volevo giocare con loro… mi mettevano a letto tanto erano impegnati con il lavoro

INGRID: ( curiosa)

                        Continua!

GIULIO: ( a disagio)

Così sono cresciuto , come un ragazzo viziato: perché basta che chiedevo e loro mi compravano tutto, ero carico di soldi per la mia età : ma  avevo talmente tante carenze di affetto che non riesci neppure ad immaginare

(pausa)

Io sono cresciuto senza amore !

INGRID: ( curiosa)

E la tua prima esperienza sessuale! Un bel ragazzo come te: chissà quante donne avrà avuto ai suoi piedi

GIULIO: ( a disagio)

                        Insomma non proprio; ero e sono ancora adesso timido ed impacciato

INGRID:

                        Dai, non prendertela! Tutti siamo timidi ed impacciati

GIULIO:

                        Ma io sono un caso patologico, sono veramente imbranato

                        (pausa)

La mia prima “ figa “ l’ho vista alla madre di un mio amico, mentre usciva dalla doccia …

Ora ti racconto:

(pausa)

Ero d’accordo con Piero di passarlo a prendere per andare in un negozio di articoli sportivi a comprare, non mi ricordo cosa:

allora sono andato a casa sua,  ho suonato ma nessuno veniva ad aprire:

allora ho risuonato un’altra volta: ho atteso, stavo quasi per andarmene quando sua madre “ Grazia” è venuta ad aprirmi:  

la donna era appena uscita dalla doccia ed era nuda ed avvolta in un accappatoio arancione: era una donna che malgrado l’età : aveva più di quarant’anni, anzi a ricordarla era più vicino ai cinquanta:

(pausa)

Io nel vederla, mi sono quasi spaventato: mi ricordo che ho solo “ sfarfagliato” qualcosa balbettando tanto era la mia emozione; stavo per andarmene quando

( pausa)

INGRID: ( interessata)

                        Quando!

GIULIO:

Lei mi ha detto: Giulio,  mio figlio mi  ha detto di dirti di aspettarlo: l’ho mandato un attimo in farmacia: sarà qui a momenti: figurati che non ha preso neppure la chiave

(pausa)

E io impacciato: signora se vuole che ritorno!

(pausa)

E lei : no, ti conviene aspettarlo: entra ! Ed io sono entrato, e quando sono entrato il meraviglioso accappattoio arancione, si è involontariamente aperto: ed io sono rimasto come abbagliato da quel “ pelo” nero: folto invitante e da quel “ seno” grosso e dai quei “ capezzoli “ dritti come aculei:

io rimasi come “ paralizzato” nel vedere la sua meravigliosa nudità:

(pausa)

Allora fu lei a farmi vincere il mio imbarazzo: ancora sento il gusto della sua lingua nelle mie labbra e nella mia bocca: ancora sento la sua bocca che me lo “ succhiava”  ancora non ho dimenticato quando ho leccato la sua “figa” grossa, capiente e quando sono venuto dentro di lei: una volta, due velte , tre volte

infine suonò il campanello: era Piero che tornava, io mi rivestii ed andai ad aprire mentre Grazia tornò in bagno a lavarsi

quella fu la mia prima e indimenticabile esperienza che ho avuto

INGRID:

                        una gran bella esperienza, non tutti l’hanno avuta, dovresti essere contento

 

 GIULIO:

Grazia mi è rimasta dentro, tanto da non potermene più liberare: come un incubo… sai che continuava a chiamarmi, voleva che andassi da lei tutti i giorni: anche con suo figlio in casa: ogni scusa era buona per rimanere soli: magari poteva mandare in cantina Piero e lei o mi faceva una “ sega” o un “ pompino” era una grande “ cavallona” e io l’amavo…. Ma come tutte le cose belle come nascono finiscono e un giorno: dopo essersi fatta scopare mi disse che il nostro rapporto doveva finire, perché Piero cominciava a sospettare e ancvhe lei preferiva costruire qualcosa di serio con un uomo della sua età

            ( pausa)

                        Io ci rimasi malissimo

           

            ( pausa)

                        Per giorni non uscii di casa … non mi sono ancora ripreso

( Ingrid abbraccia il ragazzo)

INGRID:

L’amore : il vero amore, non ha età! E tu questa donna non l’hai più dimenticata:

GIULIO:

                        E’ vero, io non l’ho mai dimenticata!

INGRID:

Ma non mi hai ancora detto di cosa ti occupi: con due laureati in casa, sarai sicuramente laureato anche tu

( pausa)

GIULIO:  ( con imbarazzo)

                        No : non sono laureato: io sono un semplice geometra

INGRID:  (ironica)

Ma come, non ci posso credere : non sei neppure laureato: allora, io una comune “ puttana” ho più cultura di te

Spero che almeno lavori?

GIULIO:

Si lavoro: sono geometra nello studio di mia madre: e praticamente erediterò lo studio con tutti gli associati.

( pausa)

So che ti sembrerà strano: un giorno da povero geometra erediterò lo studio di mia madre e  come dipendenti avrò  due architetti e due geometri, che di gran lunga sono migliori e più preparati di me

(pausa)

Lo so ! Purtroppo questa è la vita!

INGRID:

Purtroppo nella vita, non sempre i migliori vengono premiati, e questo è il tuo caso: ma non fartene una colpa. La vita è una “ merda “ e nessuno può sovvertire le cose: adesso è capitata a te e ne hai giovato profitto: domani toccherà ad un altro … e così via …

GIULIO:

Sono contento che mi hai capito: e con questo ti ho raccontato a grandi linee tutta la mia vita, o sarebbe meglio dire la mia non vita

INGRID: ( laconica)

Adesso che abbiamo parlato e ci siamo confessati a vicenda, se vuoi puoi togliermi le mutande, sai le ho messe perché mi ricordo che a te: piaceva oltremisura toglierle

                    

GIULIO :      

Si mi piace togliertele ? Ma questa volta voglio che te le togli tu! Adesso sai cosa voglio!

INGRID:

            Non solo vuoi la mia fica, vuoi anche che mi tocco, sai conosco i tuoi gusti!

GIULIO:

            Si li conosci e sai che ti voglio per sempre mia

INGRID:

                        La figa, si io sono per sempre la tua figa ?

GIULIO:

                        Cerca di essere più poetica amore, sai che non amo la volgarità

INGRID: ( alterata)

Però tu è come se la comprassi, e questa è merce non è volgarità

( la mostra ancora con le mutande)

GIULIO:

                        Lo so, io pago, però io adoro anche la tua “ figa” e quella per me è importante

INGRID:

                        Può essere importante come dici tu : ma rimane sempre una “ cosa “ mia che io metto in vendita. Oggi a te e domani ad un altro, che può essere più fine o più grezzo di te, o più danaroso o più povero di te e che può avere un “ cazzo” più grande o più piccolo del tuo

                        ( si alza di nuovo la gonna)

                        Questa è solo merce da supermercato: non stare troppo ad idealizzarla . Per me i clienti sono tutti uguali, ed io basta che pagano : cerco solo di accontentarli …

GIULIO:       

Ma perché non riesci a capire? Con me non pensare solo al denaro  io sono un uomo ed ho la mia sensibilità?

INGRID:

                        Io purtroppo ho perso quello che tu hai più caro: quella sensibilità che ti sta a cuore

GIULIO:

                        Io Ingrid sono orgoglioso della mia sensibilità

INGRID: ( curiosa)

                        Giulio, quanti anni hai?

GIULIO:

                        Io trenta e tu?

INGRID: ( decisa)

                        Io trentacinque, veri e non presunti!

GIULIO:       

            Non capisco, cosa hai voluto dire con “ presunti”

INGRID:

                        Perché una donna con gli anni bleffa sempre: ma io con te sono sincero? 

 GIULIO:      

Noi due dobbiamo essere sinceri ?

INGRID:

                        E per questo che ti prego di andare e dimenticarmi?

GIULIO:

                        Non posso dimenticare la donna che amo!

INGRID:

                        Tu tesoro hai bisogno di andare in analisi!

GIULIO: ( sorridente)

                        Mi hai chiamato tesoro, allora mi vuoi bene

 

INGRID:

                        Giulio, ricordati che sono una “puttana” e per le “ puttane” tutti gli uomini sono dei tesori, ma dei tesori da spennare ?

GIULIO:       

Se vuoi ti posso lasciare tutto lo stipendio, ma voglio stare con te ?

( Ingrid si toglie le mutande e le passa a Giulio, il ragazzo le odora e le bacia)

(le luci si fanno soffuse e di colore rosso i due protagonisti si vedono solo in penombra )

INGRID : ( si siede sul tavolo e allarga le gambe)

                        Ti piacciono le mie mutandine, vero “ tesoro” ti pice sentire il mio odore: l’odore della  “ patatina” vero

GIULIO: ( estasiato)

                        Si tanto: adoro la tua “ patatina “ Ingrid

INGRID:

                        allora guardala, guardala bene

                        ( Giulio Estasiato guarda la “ figa “ di Ingrid e mima in modo quasi veritiero le situazioni che in seguito si vengono a creare )

INGRID:

                        Guarda, guarda amore e non smettere, intanto sbottonati e tirati giù tutto : voglio vedere il tuo “ pisello” in erezione: lo voglio vedere “ diventare grande, come una “fava” e poi ancora più grosso come un “ mattarello” : si sei il mio “ mattarello” amore mio… il mio unico “ mattarello” tesoro mio, adesso famelo vedere bene

                        (lo guarda ) Io lo guardo, si me lo guardo tutto, proprio tutto, dalle “ palle”  alla testa, perché il tuo “ cazzo” ha una bella testa “ violacea” dura ma nol contempo morbida : un torroncino che mi piace succhiarere e venire dentro di me,

                        (pausa)

 Si mi piace sentire il tuo liquido caldo dentro la mia bocca e mi piace ingoiarlo e ti posso assicurare che per una donna è una cosa inebriante

(pausa)

Adesso “ tesoro” masturbati come mi masturbo io : ti piace “ masturbarti “ vero Giulio e “ godi” nel vedere le mie dita dentro la mia “ figa” fare avanti e indietro , senza un attimo di tregua: ti piace come piace a me vedere perché per te come per me, vedere è godere

( pausa)

Dai “tesoro” continua a masturbarti : io sono “ arrivata” ma tu ancora no! E questo lo sai che non mi piace: lo sai amore che voglio vedere il tuo sperma sul mio pancino e voglio che me lo spalmi come piace a te …

( pausa)

Bravo vedo che lo stai facendo … e sei venuto tantissimo eri proprio carico amore mio

(pausa)

GIULIO: ( estasiato)

 Si amore, così … continua così …

INGRID: ( presa anche lei)

Adesso se fai il bravo bambino il tuo amore fa per te una cosa che ti piace tanto

GIULIO:

                        Cosa fai per me tesoro!

INGRID: ( provocante)

Dopo vieni di la con me e la tua Ingrid ti fa vedere mentre fa la “ pipì” e tu ci fai vedere a lei mentre fai la tua.

( pausa)

Si Giulio, tesoro mio sei contento di vedermi mentre la faccio e so “ cattivone “ che muori dalla voglia di asciugarmela con la carta igenica e dopo ti piace anche farmi il bidet

GIULIO: ( eccitato)

Lo sai tesoro che mi piace tanto, asciugare la tua “ figa “ dopo che hai fatto “ pipì” e poi dopo voglio …

INGRID: ( provocante)

                        Si tesoro, quello che vuoi , ma ora devo punirti perché sei stato catrtivo

( torna la luce sulla scena)

( silenzio)

GIULIO:

                        Cods’è questo silenzio? Lo sai che mi rende nervoso

  

INGRID: ( severa)

                        sei un cattivo ragazzo Giulio:

GIULIO:

                        Amore si sono un cattivo ragazzo, non merito niente: ho bisogno di una punizione esemplare … ti prego puniscimi pure ma perdonami: io voglio stare con te tutta la vita … solo con te … non voglio nessuna altra donna … 

INGRID: (severa)

                        Io ti punirò, e sarò molto crudele con te

                                               

GIULIO:(suggerendo)

                        Si cerca di darmi la punizione che merito...

INGRID: (  si  siede sul tavolino a gambe aperte )

                       

                        Adesso fai tutto quello che ti dico io

INGRID:  ( fa vedere le sue scarpe rosse a spillo)

 toglile

GIULIO: ( Giulio toglie le scarpe a Ingrid)

                        ( il ragazzo bacia le scarpe a spillo)

                        Si tesoro! Sono bellissime …

INGRID:  ( mette i piedi davanti alla bocca di Giulio)

                        Tesoro adesso succhiami l’alluce,

( Giulio succhia e lecca l’alluce  a Ingrid)

                        Ti piace tesoro, succhiare: è come se succhiassi un cazzetto

            ( ride )

GIULIO:

Perché ridi: per me è importante succhiarti l’alluce ed è importante ogni cosa che mi lega a te

INGRID: (ride)

                        Rido perché non mi è mai capitato un cliente come te

           

GIULIO: ( sorride)

Ma io non sono un cliente e tu per me non sei una “ puttana”

(pausa)

Si mi piace leccarti i piedi, mi piace sentire la tua carne e la tua unghia dentro di me, nella mia bocca: sai io piedi dicono tanto in una donna: se sono troppo scarni è meglio lasciarla perdere, se sono invece paffutelli è meglio coccolarli e i tuoi sono veramente due meraviglie , ti amo Ingrid

INGRID: ( sorride)

                        Anch’io ti voglio bene, anche se sai che non posso amarti!

GIULIO: ( deluso)

                        Ma perché! Io ti voglio bene

INGRID:

                        Amore ti ho spiegato mille volte, che non si può ! Non si può !

                        (pausa)

GIULIO: (deluso)

Questo non si può, è come un disco che ossessivo mi distrugge la mente, la verità è che senza te mi sento inutile:

( pausa)

Tu sei l’unica persona che mi comprende e che mi fa sentire sessualmente libero

( pausa)

Tu sei l’unica donna che mi fa sentire veramente un uomo

INGRID: ( premurosa)

                        Ma tesoro, tu paghi ed io cerco di accontentarti come posso

GIULIO: ( premuroso)

Si è vero, ma sono convinto che tu anche se dici di essere una  puttana le cose che non ti piacciono non le fai

INGRID: (confessa)

E’ vero se una cosa non mi piace farla io non la faccio! E con te mi piace fare tutto , mi piace talmente tutto di te che non mi fa scifo niente … ti voglio bene anch’io

GIULIO:

                        Allora basta con questa vita, lascia tutto e vieni via con me

INGRID: ( sconvolta)

Anch’io non ne posso più di questa vita, ogni tre giorni devo cambiare città e scopare … scopare … scopare … e con te sempre dietro, ma è una vita che devo fare … perché devo pagare ancora dei debiti: ma io sinceramente non vedo l’ora di finire e diventare una donna normale , avere una famiglia, prepararti la cena , dormire con te

GIULIO: (soddisfatto)

                        Allora mi ami

INGRID:

                        Si! Ma non posso smettere, perché devo prima finire di pagare i debiti!

GIULIO: ( interessato)

                        E di quento sono i debiti ?

( Ingrid si avvicina a l’orecchio di Giulio e sussurra qualcosa in un’orecchio)

GIULIO: ( ride)

                        Solo per questo!

INGRID: ( meravigliata)

                        Ma è una grossa somma!

GIULIO:

                        Per te questo e altro, io ti posso aiutare!

INGRID:

                        Sei un uomo meraviglioso ti amo!

GIULIO:

                        Anch’io ti amo!

INGRID: ( sorpresa)

Amore però per favore: dimmi come facevi a sapere dei miei spostamenti: in ogni città dove andavo ti trovavo

GIULIO:

                        Ero io che trovavo te!

INGRID:

Ma come facevi a saperlo: io lo facevo per ingannare “ il rachet” , ma tu?

GIULIO: (innamorato)

                        Ora te lo posso dire!

INGRID:

dimmi chi è stato, sono curiosa

GIULIO:

                        Il tuo “ body gard”

INGRID:

                        Giorgio

GIULIO:

                        Giorgio!

INGRID: ( sorridente)

                        Brutto bastardo

GIULIO:

                        Ero talmente innnamorato che devo avergli fatto pena

INGRID: ( abbraccia Giulio)

                        Ho voglia di fare l’amore con te: scopiamo, gratis naturalmente

GIULIO:

                        Si ma non qua, ma a casa mia !

INGRID:

                        Ma per oggi ho ancora appuntamenti

GIULIO:

                        Ma cosa te ne frega ! andiamo

( i due si abbracciano )

( si spengono le luci)

( musica)

SIPARIO

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