A casa, finalmente!

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A CASA, FINALMENTE!

Commedia brillante in due atti

di

Valerio Di Piramo

Personaggi

Nonna Marina vedova Battelli;

Nemo Battelli, suo figlio, ex marinaio;

Marianna, moglie di Nemo;

Andrea, figlio;

Doria, figlia;

Olimpia, amica di Marina;

Morgan, zio;

Spugna, mozzo;

Avvocato Luciana Tritapalle.

Casa Battelli, 1981, in una casa del ceto medio di una città di mare; è domenica mattina, l’ultima domenica in cui sfilano i carri di Carnevale. Altri accessori d’arredamento sono a discrezione del regista. Tre le uscite: a sinistra la camera di Marina, sul fondo l’uscita che va sull’esterno, a destra quella che va in altre camere e in cucina.

Una musica dei Beatles, Yellow Submarine, sottolinea l’apertura del sipario, che vedrà nonna Marina seduta al tavolo che sta sferruzzando a maglia. Il tavolo è ricoperto con una tovaglia che arriva fino a terra, e sopra il tavolo c’è un grosso corno acustico. Dall’altro lato del tavolo c’è Nemo seduto che legge il giornale.

N.D.A.             Il fatto che questa commedia debba essere ambientata in una città di mare, non esclude necessariamente che possa svolgersi in qualsiasi altro posto; vi accorgerete che i riferimenti al mare sono evidenti, ma che l’azione in se’ può tranquillamente aver luogo in una qualsiasi città; la cosa veramente importante è il periodo della storia, che deve essere quello del carnevale 1981.

ATTO I

Scena I

Nemo, Marina

Nemo             Sta leggendo il giornale seduto al tavolo; accanto c’è Marina che fa la maglia;                                     Senza togliere gli occhi dal giornale Mamma, senti questa: Chapman, il pazzo che                 due mesi fa ha ucciso John Lennon sarà processato tra un anno…! Marina                                   continua tranquillamente a sferruzzare

Nemo             MAMMA! Le picchia su una spalla PRENDI IL CORNETTO, MAMMA!

Marina           Oddio, che succede? Prende un cornetto acustico dal tavolo e se lo porta                                all’orecchio.

Nemo             Mi senti?

Marina           Che vuoi?

Nemo             Parlavo dell’uccisione di John Lennon.

Marina           E chi è?

Nemo             Ma come chi è! Quello che ha fondato i Beatles!

Marina           Ah, ecco. Pausa Chi è affondato?

Nemo              Ma che affondato! Fondato, mamma, fondato! Ma insomma, mamma, ormai sono             quattro mesi che sei diventata sorda come una campana…siamo nel                                                milleenovecentoottantuno…ma perché non ti compri un apparecchio acustico                   come si deve? Ormai li fanno piccolini, a transistors…

Marina           Neanche per idea. Mi trovo benissimo col mio corno d’avorio, io. Era di mio                                   padre buon’anima. E poi se mi metto un apparecchio sono costretta a  sentire i                 discorsi strampalati che fate in questa casa. Chi sono questi Beatles?

Nemo             Ecco, appunto. Vorrei sapere perchè parlo con te di musica che l’unica canzone                che conosci è Grazie dei fiori!

Marina           Non è vero. Mi ricordo bene anche Papaveri e papere. Se vuoi te la canto.                           Si mette il cornetto a mo’ di megafono e comincia a cantare

Nemo             Mamma, Per l’amor di Dio! Cerchiamo di passare questa giornata senza                              pioggia…

Marina           Vorresti dire che non so cantare? Ti ricordo che sono stata per vent’anni nel                                 coro…

Nemo             …della chiesa della Maddalena addolorata, lo so, lo so…piano e si capisce anche                 perché era addolorata… me lo dici almeno tre volte al giorno…

Marina           Se te lo dico è perché sei zuccone e non ti ricordi le cose!

Nemo             Io? Sarei io quello che non si ricorda le cose?

Marina           Te, sì! Ieri sera ti dissi che il gas era finito e che c’era da cambiare la bombola:                   l’hai cambiata?

Nemo             Dai mamma, me l’hai detto l’altra settimana…sono dieci giorni che ho cambiato                 la bombola!

Marina           NON PROVARE A FARMI PASSARE PER SCEMA, SAI? TE L’HO DETTO IERI SERA!

Nemo             Va bene mamma, va bene…me l’hai detto ieri sera…

Marina           E LA BOMBOLA L’HAI CAMBIATA?

NEMO             L’ho cambiata.

Marina           E NON CERCARE DI DARMI RAGIONE PERCHE’ LA RAGIONE E’ DEGLI                                 IMBECILLI! SARO’ ANCHE VECCHIA, MA NON SONO RINCOGLIONITA!

Nemo             Va bene, mamma, va bene…non sei rincoglionita…

Marina           VA BENE UN ACCIDENTE! MA CHE CREDI CHE NON LO CAPISCA CHE DICI COSI’               SOLO PERCHE’ PENSI DAVVERO CHE IO SIA RINCOGLIONITA?

Nemo             Insomma mamma, ora basta: se te la dò nera è bianca, se te la dò bianca è                          nera…pensala un po’ come ti pare.

Marina           Certo che la penso come mi pare…non dimenticare che sono nata nel                                              milleeottocentonovantanove ed ho ottantadue anni suonati. Quindi pretendo                     rispetto. E lo stesso rispetto lo devi portare a tuo padre.

Nemo             Piano …che è morto da sedici anni…

Marina           E anche a mio fratello Morgan.

Nemo             Piano …che è sparito da trent’anni…

Marina           Eh? Che dici?

Nemo             Dicevo che non capisco cosa c’entri lo zio Morgan.

Marina           Tuo zio Morgan c’entra sempre.

Nemo             Va bene, mamma, va bene…anche allo zio Morgan…

Marina           …e che se hai fatto carriera militare in marina è perché furono tuo padre e mio                 fratello a farti entrare all’accademia navale.

Nemo             Sono sicuro che col nome che mi avete affibbiato in marina mi avrebbero                           preso lo stesso…

Marina           Che vorresti dire? Forse non ti piace?

Nemo             No, non è questo… però non conosco nessun altro che si chiama Nemo! E con                   questo nome non potevo certo fare l’alpino!

Marina           E comunque la scelta era tra due nomi: Nemo e Remo.

Nemo             Meno male che sono figlio unico, altrimenti avreste fatto una flotta completa.                     Comunque tra i due è meglio il mio. Almeno è originale.

Marina           Ecco, appunto. E’ originale.

Nemo             Sì, però mamma di cognome mi chiamo Battelli…Nemo Battelli…neanche fossi                    nato in una scialuppa di salvataggio!

Marina           Nato no, ma prima…prima… forse…

Nemo             Prima? Che vuol dire prima?

Marina           Vuol dire…quando io e il babbo…insomma…

Nemo             COSA? Vuoi dire che tu e il babbo mi avete concepito…IN UNA SCIALUPPA?

Marina           Di salvataggio, sì…che vuoi, era sempre sulla sua nave pover’uomo, e spesso lo                 andavo a trovare…era l’unico posto tranquillo…com’era bello, specie quando il                 mare ingrossava e ballava tutta la nave…         

Nemo             O mamma mia! Almeno risparmiami i dettagli!

Marina           Lo sai, fu tuo padre che ti volle chiamare così…era innamorato di quello                             scrittore…come si chiama?

Nemo             Salgari, mamma, Salgari…

Marina           Ecco, sì, proprio lui….Salgari…e allora, dopo aver letto quel romanzo…come si                   chiama?

Nemo             Ventimila leghe sotto i mari, mamma….

Marina           E NON MI RIPRENDERE SEMPRE! ME LO SAREI RICORDATO ANCHE DA SOLA!

Nemo             Accidenti a quel libro! Nemo! Mi avete chiamato Nemo!

Marina           Che vorresti dire? Forse non ti piace?

Nemo             Me l’hai già chiesto se mi piace…

Marina           NON E’ VERO! CHE FAI, RICOMINCI?

Nemo             No,no…NO per carità! E’ che non mi piace chiamarmi come il comandante di un                 sottomarino! E poi sembra il nome di un pesce!

Marina           Ma che pesce! Chi vuoi che chiami un pesce Nemo!... NEMO! MA NON VAI A                                    LAVORARE STAMATTINA?

Nemo             No mamma, stamani è domenica.

Marina           Ah già, dimenticavo… E’ domenica…Ma come passa il tempo! Sembra ieri che era             sabato… Certo Nemo che ormai cominci ad essere un po’ avanti con gli anni…                   quando ti deciderai a mettere la testa a posto, prendere moglie e farti una                               famiglia come tutti gli uomini di questo mondo? Eh? RISPONDI!

Nemo             Sì mamma, appena trovo la donna giusta…

Marina           Neanche una moglie ti sai trovare! Mi ricordo quella Marianna…quella sarebbe                 stata adatta a te…seria, posata…non ne indovini una!

Nemo             E’ vero mamma, non ne indovino una. Avrei dovuto sposare Marianna.

Marina           E ora chetati. Voglio vedere se riesco a finire questo lavoro  Posa il corno                            acustico e riprende a lavorare ai ferri.

Scena II

Nemo, Marina, Marianna

Marianna       Da sinistra, in camicia da notte, sbadigliando. Scontrosa.

Nemo             Buongiorno Marianna.

Marianna       Com’è Marina stamani?

Nemo             Peggio del solito. Mi ha chiesto ancora perché non mi decido a mettere su                          famiglia e perché non ti ho sposato.

Marianna       Sarcastica Beh, forse ha ragione…dovresti parlarne con tua moglie, e cioè con                   me…

Nemo             Dai Marianna, non scherzare…

Marianna       Guardandolo seria Ti sembra che abbia voglia di scherzare io?

Nemo             Comunque ho paura che la situazione si stia aggravando…ha ritirato fuori anche              lo zio Morgan…

Marianna       Ancora? E basta con questo zio Morgan! Ma non lo capisce che ormai suo fratello                         è morto?

Nemo             Morto? Ma che morto…è sparito…

Marianna       NEMO! TI CI METTI ANCHE TU A CONFONDERMI LE IDEE? Quant’è che non                                  vedi tuo zio?

Nemo             Dall’ultima volta che si imbarcò, trent’ anni fa. Era la primavera  del                                     millenovecentocinquanta, io avevo appena 10 anni…ricordo che andai al porto a              salutarlo, e sventolavo un fazzoletto…

Marianna       …e poi sparì. Lui, la sua nave e tutto l’equipaggio.

Nemo             Povero zio…era stato nominato comandante proprio un mese prima…quello era               il primo viaggio con la sua nave…

Marianna       Già. E anche l’ultimo.

Nemo             Fu tutta colpa di quella tempesta nel Pacifico! Non si era mai visto nulla di                          simile…fu ritrovata solo una ciambella di salvataggio col nome della                                                 nave…povero zio…e la mamma non se n’è mai fatta una ragione…

Marianna       Quant’è che ti dico di metterla in una struttura apposita?

Nemo             La mamma in un ricovero? Mai! Lo sai come la penso: finchè sono vivo io non se              ne parla nemmeno.

Marianna       D’accordo, come vuoi tu. Ma pensa i rischi che corre. Io lo dico per lei. L’hai visto              anche tu che strani scherzi le gioca il suo cervello: un momento è lucida come un             pavimento di             marmo, un attimo dopo non sa neanche se è giorno o è notte.                                   Anche l’altra sera uscì a prendere una boccata in giardino e ce la riportò                                    Antonio…

Nemo             Esagerata! Era andata a fare due passi!

Marianna       Esagerata? Due passi? A otto chilometri, la trovarono. E meno male che Antonio               la conosce e la caricò in auto, altrimenti chissà dove sarebbe arrivata. E ti ricordi                  cosa ci disse quando scese di macchina?

Nemo             No.

Marianna       Ma come no! Non ricordi mai nulla, tu! Disse che Antonio aveva cominciato a                     fare discorsi strani, e che si era provato anche ad allungare le mani! Guardala!              “Ad allungare le mani!” E meno male che Antonio ci fece una risata sopra…

Nemo             E che doveva fare? Denunciarla?                                     

Marianna       Vedrai che qualche giorno Marina ci inguaia tutti. Ora poi che l’ha colpita questa               strana sordità…ma non c’è davvero niente da fare?

Nemo             C’eri anche tu quando andammo dall’otorino: per lui è tutto a posto, quindi                                   questa malattia è legata al malfunzionamento di una parte del cervello.

Marianna       E allora perché quando usa il cornetto acustico ci sente?

Nemo             Davvero non ricordi cosa disse il neurologo?

Marianna       No.

Nemo             E poi sono io che non ricordo mai niente…

Marianna       Insomma, che disse?

Nemo             Disse che dentro al cervello la mamma ha come un interruttore, che accende e                  spegne i suoni che provengono dall’esterno: probabilmente funziona                                              quando viene stimolato da un fattore esterno, come un cornetto acustico o                                    magari un piccolo apparecchio. E quello che disse lo psichiatra?

Marianna       Otorino, neurologo, psichiatra…certo che l’Marina l’ha girati davvero tutti! Ma                   quanto c’è costata di visite?

Nemo             Un bel po’. Meno male ha la pensione…

Marianna       MA CHE STAI DICENDO? SE NON CI DA’ UNA LIRA QUELLA VECCHIA GALLINA                 SPENNACCHIATA!

Nemo             Non chiamarla vecchia gallina! E neanche spennacchiata! E non urlare….

Marianna       URLO QUANTO MI PARE E PIACE! CHI L’HA PAGATE LE VISITE DAGLI                                SPECIALISTI? NOI! CHI LA MANTIENE MANGIATA STIRATA E RIVERITA? NOI!                  LE HAI MAI VISTO TIRARE FUORI IL PORTAFOGLIO? MA DOVE LI METTE                                   TUTTI I SOLDI?

Nemo             Zitta! Li avrà in banca…

Marianna       Eh, allora deve avere un bel gruzzolo da parte…e pensare che noi tiriamo la                                  cinghia…con una figliola che studia e un figlio disoccupato…

Nemo             Però cerca lavoro!

Marianna       E vorrei vedere! Almeno quello!

Nemo             Lo so, la situazione è un po’ critica, ma vedrai che tutto si aggiusterà…

Marianna       Niente si aggiusterà, niente! Le cose andranno sempre peggio, finchè tua madre                a forza di mangiare non ci sotterrerà tutti!

Nemo             Eh, come siamo pessimisti!

Marianna       Quante volte ti ho detto di parlare con la vecchia gallina? E te duro!

Nemo             Non chiamarla vecchia!

Marianna       Ma insomma, in questa casa non si può più dire nemmeno la verità? E va bene,                  riformulo la domanda: quante volte ti ho detto di parlare con quella “fanciulla?”

Nemo             UFFA! Sempre ironica….lo sai, ci ho parlato…e sai anche la risposta.

Marianna       Sì, lo so…scimmiottando “La casa è mia, e se non va bene così vi butto in mezzo                 alla strada”.

Nemo             Non ha detto proprio così…

Marianna       MA IL SUCCO E’ LO STESSO! A volte  penso che sarebbe stato meglio se Antonio                non l’avesse trovata… magari la vecchia cascava in mare…

Nemo             MARIANNA! Certe cose non le dire neanche per scherzo!

Marianna       Eh, come scatti subito! Tanto prima o poi…tua madre ha ottantadue anni, sai?

Nemo             Sì, ma a parte la sordità e la memoria gode di ottima salute…

Marianna       PURTROPPO!

Nemo             MARIANNA! Parla piano!

Marianna       Hai paura che mi senta? Ma se è sorda come un campanaccio da mucche!

Nemo             Insomma si può sapere che hai stamani?

Marianna       Niente! E tu che cos’hai?

Nemo              Io? Niente! Al pubblico Cosa dovrebbe avere uno dopo aver scoperto di essere                  stato concepito in una scialuppa di salvataggio?

Marianna       Sente l’ultima parte Scialuppa di salvataggio? Ma che cavolo stai dicendo?

Nemo             Niente, niente…non ci far caso…

Marianna       Insomma, ascoltami bene: in questa casa l’aria comincia a diventare pesante.

Nemo             Dobbiamo tenere le porte chiuse a chiave, specialmente la sera.

Marianna       E così l’aria diventerà ancora più pesante.

Nemo             Marianna, dicevo per la mamma! Così non potrà andarsene a zonzo!

Marianna       Giusto. Barrichiamoci in casa! Mamma li Turchi! Aiuto, aiuto!

Nemo             Ma che c’entra! Volevo dire…

Marianna       So benissimo cosa volevi dire. Ormai riesco a leggere perfettamente i tuoi                           pensieri. Sei l’uomo più prevedibile sulla faccia della terra.

Nemo             Dolce Però è bello che tu legga i miei pensieri. Vuol dire che siamo in sintonia.

Marianna       No, vuol dire che sei un babbeo! Saremmo in sintonia se anche tu riuscissi a                                  leggere i miei, di pensieri! Ma non succede mai!

Nemo             E non chiamarmi babbeo! Lo sai che non lo sopporto!

Marianna       Ma lo sei! Per esempio, cosa sto pensando in questo momento?

Nemo             Stai pensando…stai pensando di andare a preparare il caffè al tuo maritino?

Marianna       NO! STO PENSANDO CHE SE IL MIO MARITINO VUOLE IL CAFFE’ SARA’ BENE                   CHE VADA AL BAR!

Nemo             Visto? Il caffè c’era! Ci sono andato vicino!

Marianna       Un babbeo. Ho sposato un babbeo. E il vero problema è che invecchiando                          peggiora…a proposito, ricorda che oggi pomeriggio alle tre si va via.

Nemo             Ah già! Me lo stavo per dimenticare! Ma di preciso, dove si va?

Marianna       Non ti preoccupare. Appena arriviamo lo saprai. E’ una bella gita fuori porta.

Nemo             Avrei preferito vedere la sfilata dei carri di carnevale…è l’ultima domenica, e                     guarda che bella giornata…

Marianna       Ma per favore! Non ne hai persa una di sfilate! Capirei se fossero diverse…ma                  sono tutte uguali! Vista una…e poi sta rannuvolando…forse pioverà.

Nemo             Ah sì? Ma allora se piove perché andiamo a fare una scampagnata?

Marianna       Ma che scampagnata! Ti ho detto che è una scampagnata? Non mi pare. Andiamo             a fare un giro in un posto qui vicino.

Nemo             Vicino quanto?

Marianna       Una sessantina di chilometri.

Nemo             Sessanta chilometri? Accidenti! Meno male che è vicino!

Marianna       MA INSOMMA, NON TI VA MAI BENE NULLA?

Nemo             Va bene, va bene, non ti arrabbiare…

Marianna       Sono già arrabbiata. Per una volta che ti chiedo una cosa…

Nemo             E’ una sorpresa?

Marianna       Proprio una bella sorpresa. Vedrai. Mentre sta per uscire da sinistra entra                           Andrea da destra che ha una tazza di caffè in mano; è vestito da Peter Pan.

Scena III

Nemo, Marina, Marianna, Andrea, Doria

Andrea           Buongiorno mamma! Marianna risponde con un grugnito ed esce da sinistra.                                   Buongiorno papà…ma che cos’ha la mamma? L’ha morsa una tarantola?

Nemo             Ciao Andrea…macchè. S’è svegliata così. Ultimamente è sempre più nervosa. E                   pensare che fino a un paio di settimane fa era sempre allegra… sorridente…                                  pagherei per sapere che cosa le è capitato.

Andrea           Forse ha bisogno di riposare, di staccare un po’ la spina…perché tu e lei non vi                 prendete una bella vacanza?

Doria              Entra da destra sbadigliando; è vestita da Ape Maya  Chi è che parla di vacanza?

Andrea           Io. Stavo cercando di convincere papà a prendersi una bella vacanza…

Doria              Da solo?

Andrea           Ma no! Con la mamma, naturalmente…

Doria              E allora che vacanza è? A proposito, stamani mi sembra più scura del solito…l’ho             incrociata nel corridoio e non m’ha nemmeno guardata…è davvero                                     irriconoscibile…BUONGIORNO NONNA! Marina continua a sferruzzare. Ecco. E’                  più facile che mi risponda il tavolino.

Andrea           Doria, l’hai preso il caffè?

Doria              No. L’hai fatto tu?

Andrea           Sì.

Doria              Allora sicuramente saprà di cicoria.

Andrea           Se non ti va bene come preparo il caffè puoi sempre fartelo da sola…anzi, Doria,               sai che faccio ora? Vado in cucina a vuotare la moka.

Doria              Mamma mia santa come siete tutti irritabili! In questa casa l’aria sta diventando                 sempre più pesante…

Nemo             L’ha detto anche tua madre, poco fa. Non la sopporto più!

Andrea           L’aria pesante?

Nemo             Tua madre!

Doria              Non ti avrà chiamato ancora “Babbeo”?

Nemo             Sì.

Andrea           Va bè…forse le hai dato il motivo…

Doria              Bravo Andrea, difendila! Ma non lo vedi che ultimamente è sempre più nervosa?              Non le puoi dire niente che scatta come una molla!

Andrea           Ma che c’entra! Sarà un po’ di stanchezza…

Nemo             Stanchezza? E come fa a stancarsi se non fa niente dalla mattina alla sera?

                        Stamani non mi ha fatto neanche il caffè! Figurati, mi ha detto di andare al bar…

Andrea           Dai papà, l’ho fatto io il caffè…è di là sul tavolo in cucina…

Nemo             MADONNA! L’HAI FATTO TU?

Andrea           Ma insomma, ce l’avete tutti col mio caffè stamani?!?

Nemo             Dai, sto scherzando…andiamoci a prendere questo caffè…

Doria              Aspetta papà, vengo anch’io.

Andrea           Forza, andiamo in cucina…me lo dovete dire in faccia che sa di                                              cicoria…però dopo averlo bevuto. Poi prima di andare al rione voglio passare da              piazza della stazione…stamani c’è il mercato dell’antiquariato, voglio vedere se               c’è qualcosa di nuovo…

Doria              Che cos’è, una battuta?

Andrea           Perché, che ho detto? Dimmi una cosa, piuttosto…non è che quel grosso carro                   fatto ad alveare  con tutti i politici dentro che succhiano il miele vi casca                           addosso, eh? Lo vedo piuttosto instabile…

Doria              Ma che instabile! Noi la sappiamo lavorare la carta pesta! E’ solido come se fosse             murato! Pensa piuttosto al tuo, di carri…quel vostro Capitan Uncino somiglia a                  Pippo! Ma chi l’ha fatto?

Nemo             Non vi sembra che in questa casa si litighi già abbastanza?

Doria              Va bene, va bene, andiamo a prendere il caffè che sa di cicoria… Esce da sinistra;               seguita da Nemo e Andrea; resta solo Marina che a sferruzzare.           

Scena IV

Marianna, Marina, Olimpia

Marianna       Rientra da sinistra, vestita; guarda in direzione di Marina, che continua a                               sferruzzare Eccola lì la vecchia gallina spennacchiata…ci mancava anche la                          sordità, ora…l’interruttore che le    accende il cervello…vedrai che la pacchia                                   finisce presto…hai finito di fare la padrona in casa in casa mia…ho già visitato la                         struttura adatta a te…un bell’ospizio proprio a soli sessanta chilometri da                                  qua…oggi trascinerò tuo figlio a vederlo, e mi informerò sui costi e tutto il                                   resto…lui naturalmente non sa nulla, ma vedrai che lo convincerò…e quando                     sarai là, siccome la struttura è così lontana, non potremo venire a trovarti che                        per Pasqua e per Natale…diciamo che siccome sei un po’ vecchiotta con tre o               quattro viaggi ci si leva il pensiero… Ah, sai un’altra cosa? L’ospizio te lo paghi                  da sola con i soldi della pensione! E siccome i soldi non ti basteranno dovrai                           intaccare il gruzzoletto in banca…Capito vecchia gallina spennacchiata? Oh,                                come mi dispiace! Come mi dispiace! Esce da destra sogghignando.

Marina           Posa i ferri, con rabbia; si alza di scatto, va verso la porta di destra e fa il gesto                       dell’ombrello THIE’! VECCHIA GALLINA SPENNACCHIATA IO? TE SEI NATA                                    VECCHIA! BALDRACCONA! Poi torna verso il tavolino e alza la tovaglia Forza,                      Olimpia, vieni fuori, se ne sono andati.

Olimpia           Esce da sotto il tavolo guardando a destra e a sinistra E se tornano cosa gli                           racconto?

Marina           Che sei arrivata ora.

Olimpia           Beata te che hai le idee così chiare….O mamma mia le mie ossa! Prima o poi mi                  verrà l’artrite…Ma quant’è che sono li sotto quel tavolo?

Marina           Una mezz’oretta.

Olimpia           Mi sembra un’eternità…

Marina           Hai sentito? Eh? Hai sentito? Hai visto che avevo ragione? Mi vuol mettere in un                ospizio quella baldraccona!

Olimpia           Via, non sta bene chiamare così la propria nuora…

Marina           Ma non hai sentito? LEI MI CHIAMA VECCHIA GALLINA SPENNACCHIATA!

Olimpia           Beh, almeno fai buon brodo…

Marina           OLIMPIA!

Olimpia           E poi non ti può certo chiamare ragazzina…

Marina           OLIMPIA! MA DA CHE PARTE STAI?

Olimpia           Che c’entra…

Marina           Ma poi l’hai sentita? Eh? L’hai sentita? “Hai finito di fare la padrona in casa mia!”               E’ mia la casa, non sua! Se voglio li butto tutti e quattro in mezzo alla strada! In                 un ospizio! Mi vuol mettere in un ospizio! E l’ha scelto anche lontano, la                            baldraccona!

Olimpia           Sarà migliore…

Marina           Ma che migliore! Ma che c’hai dentro le orecchie, la rena? Vuoi che ti presti il                     corno? E’ per vedermi meno possibile! Ma stavolta la frego io! Se crede di aver                 trovato una suocera stupida, si sbaglia di grosso!

Olimpia           Sì, Marina, ma ora calmati…

Marina           Non mi calmo, no! E tu ricordati che devi testimoniare…quando verrà l’avvocato               devi dire per filo e per segno quello che hai sentito…mi sono finta sorda                         proprio per cogliere mia nuora in castagna, e finalmente il momento è arrivato…                      hai sentito? “Con tre o quattro viaggi ci si leva il pensiero…” Spera che muoia                  presto, la baldraccona…fa le corna TIE’! FINO A CENTOTRENT’ANNI VOGLIO                     CAMPARE! TIE’!

Olimpia           Oh mamma mia va a finire che ci vado di mezzo io…ma non potevi scegliere                                   qualcun altro? Queste sono cose da giovani…ma guardate che debbo fare alla                    mia età…ma perché non hai usato un registratore?

Marina           Mi ha detto l’avvocato che la registrazione in tribunale non conta nulla. Ci vuole                un testimone oculare.

Olimpia           Oculare? Ma io ero sotto il tavolino! Non ho visto nulla!

Marina           Ma hai sentito, no?

Olimpia           Sì, per sentire ho sentito…

Marina           E allora sei un testimone orecchiale!

Olimpia           Ma dai, Marina…

Marina           Sicuro! Hai sentito tutto, e questo basta e avanza…e poi tu sei la mia amica                         del cuore! Abbiamo condiviso tutto in gioventù, scuola, amori, tutto…e ora mi              vorresti lasciare in balia di una nuora petulante, antipatica e baldraccona che mi               vuole rinchiudere in un ricovero?

Olimpia           No, che c’entra…e l’avvocato quando verrà?

Marina           Oggi alle quattro.

Olimpia           Oggi? Ma oggi è domenica!

Marina           Non preoccuparti…se lo paghi un avvocato lavora anche a Natale e Pasqua. E’ sul                         piede di guerra, e sta solo aspettando l’occasione giusta…dopo gli telefono, e gli                dico che oggi alle quattro il nemico non c’è…dunque, mia nuora ha detto che                     l’ospizio è a una sessantina di chilometri… quindi tra andare, visitare il ricovero                     e tornare tre orette buone gli ci vorranno…sì, le quattro è l’ora giusta.                              Naturalmente ci dovrai essere anche tu. Dovrai riferire.

Olimpia           Io? Ma non posso! Alle sette si gioca a tombola dalla Bice! E prima c’è la sfilata                  dei carri!

Marina           Al diavolo anche la tombola e la sfilata! Sei o non sei mia amica?

Olimpia           Ma certo! Però la tombola e la sfilata…

Marina           Ma fammi il piacere! Ti aspetto alle quattro…ah, ma poi hai sentito? Credono che              io sia svanita! Via, adesso vattene, che se non ti vedono è meglio…ah, aspetta…                tieni diecimila lire…e su questo foglio ci sono i tre numeri da giocare…le porge i                       soldi e il foglietto e i soldi.

Olimpia           Marina! Ma è domenica!

Marina           Domenica?

Olimpia           Lo vedi che un po’ svanita sei? E’ inutile, alla nostra età…

Marina           Me lo sono dimenticato e basta! Può succedere, no?

Olimpia           Certo, certo…

Marina           Peccato non posso giocare al lotto…sentivo che era la volta buona…

Olimpia           Marina, non è mai la volta buona…quant’è che giochi al lotto? C’hai lasciato un                   patrimonio!

Marina           Ma che patrimonio! Vai, vai!

Olimpia           Sì, vado, vado…ci vediamo nel pomeriggio… Esce dal fondo, e uscendo gli sfugge                  la porta che fa un fracasso infernale; Marina è tornata a fare la maglia; entra                           Nemo, evidentemente spaventato; guarda la porta, guarda Marina, poi si gratta la                testa, perplesso.

Nemo             Mamma, hai sentito nulla? Marina continua a fare la maglia; Nemo le si avvicina                  e le tocca un braccio; Marina sobbalza.

Marina           O Nemo, ma che sei scemo? M’hai fatto prendere una paura…Prende il corno Che              c’è? Che è successo?

Nemo             E’ successo che ho sentito un fracasso infernale…

Marina           Ah sì? Io non ho sentito nulla…mi si deve essere tappato un orecchio…

Nemo             Ma dai, mamma…scherzi sempre…

Marina           Nemo, mi accompagni in camera? Mi voglio sdraiare un po’, stamani devo avere                la pressione bassa, mi tremano le gambe… si alza e si mette il corno                                          sotto braccio.

Nemo             Vieni, mamma…il corno lo puoi lasciare qui…

Marina           CHE HAI DETTO?

Nemo             Appunto. DICEVO, PORTA ANCHE IL CORNO CHE NON SI SA MAI! Escono da                                   sinistra.

Scena V

Morgan, Spugna, Nemo

                       

                        Entrano dal fondo, di soppiatto guardandosi intorno; Morgan dovrà avere                              una folta barba nera, e sarà vestito proprio da pirata, con la classica fascia                                    sull’occhio; Spugna (chiamato così perché è sempre alticcio) avrà calzoni sotto il                 ginocchio, canottiera a righe stile gondoliere veneziano, cinta in vita,                                                 una fiaschetta di Rum legata al collo, e avrà anche un uncino al posto                                         della mano sinistra. Morgan avrà una voce grossa, autoritaria, da comandante;                    Spugna sempre una voce traballante, con accento spagnolo, da forte bevitore.                                    Spugna avrà un vecchio forziere molto pesante; I due si urtano in maniera comica,                anche perché Spugna traballa continuamente, piuttosto ubriaco.

Morgan          Dandogli uno scapaccione CORPO DI MILLE ALABARDE SFIATATE! SPUGNA,                       STAI ATTENTO DOVE METTI I PIEDI!

Spugna           Me scusi comandante…no able veduta…e poi il tremolio della nave…

Morgan          MA QUALE NAVE?

Spugna           Guardandosi intorno PESTE BUBONICA! DONDE STA’ L’IMBARCADERO?

Morgan          Dandogli uno scapaccione CRETINO! QUANTO RUM TI SEI TRACANNATO? NON                  RICORDI? LA NAVE E’ AFFONDATA!

Spugna           AFFONDATO? L’IMBARCADERO? PESTE BUBONICA! E CHI FU?

Morgan          LA TEMPESTA, SPUGNA, LA TEMPESTA! Già, ma se ti chiami Spugna un motivo                 ci deve pur essere…guardandosi intorno bene, la casa è questa.

Spugna           Esta più che a una casa, somiglia molto a una dimora.

Morgan          Dandogli uno scapaccione MA CERTO CHE E’ UNA DIMORA! DEFICENTE! UNA                    CASA E UNA DIMORA SONO LA STESSA COSA!

Spugna           Ah sì? Capitan Morgan, a star con voi se impara siempre cose nuove.

Morgan          Dammi un po’ di rum.

Spugna           Agitando la fiaschetta Me dispiace tianto, Capitan…finì stamani…

Morgan          Certo che finì! Ne bevi a litri!

Spugna           Solo un sorsetto ogni tanto…per retemprarme un pochito dal traballio di esto                   imbarcadero.

Morgan          Dandogli uno scapaccione E’ AFFONDATO! L’IMBARCADERO E’ AFFONDATO!

Spugna           Affondato? Deve esser per quello che non lo vedo…Peste bubonica…la mia                                    memoria non è più ella del tiempo passato…

Morgan          Va bene, va bene…vediamo se c’è qualcuno in casa…

Spugna           Subido: EHI, DI CASA, CE STA’ NIGUNO?

Morgan          Dandogli uno scapaccione  ZITTO! IDIOTA! Non dobbiamo farci notare…

Spugna           Capitan Morgan, ma siete seguro che l’abitazion sia esta?

Morgan          Ma sì, ma sì…anche se sono passati trentanni la riconosco benissimo.

Spugna           Eschiusi la question, Capitan Morgan…ma porquè noi siamo achì?

Morgan          CORPO DI MILLE ALABARDE SFIATATE, TE L’HO DETTO IERI SERA!

Spugna           Appunto, mio Capitan…le cose è meglio se me le ablate la mattina…sono più                                   fresco.

Morgan          Dandogli uno scapaccione NON SEI PIU’ FRESCO, SEI MENO UBRIACO!

Spugna           Come volete voi, Capitan Morgan.

Morgan          Dobbiamo nascondere il forziere…

Spugna           Guardandosi intorno PESTE BUBONICA! FORZIERE? CHE FORZIERE?

Morgan          Dandogli uno scapaccione  CRETINO! CHE COS’HAI SOTTO IL BRACCIO?

Spugna           Annusandosi L’ascella de destra

Morgan          SPUGNAAA!!!!!! QUELL’ALTRO BRACCIO!!!!!

Spugna           L’ascella de manca.

Morgan          IL FORZIERE, SPUGNA, IL FORZIERE!!!!

Spugna           Ah, questo? Il bauletto? Ma porqué lo volete rimpiattar?

Morgan          NON LO CHIAMARE BAULETTO! E’ UN FORZIERE!

Spugna           E porquè lo volete rimpiattar proprio in esta casa?

                        Perché il trauma mi ha fatto tornare la memoria…questa è casa                                             mia! Ci abitavo con mia sorella Marina suo marito e suo figlio, che era                              piccolo…e nella mia camera c’era una botola segreta nel pavimento…un                             posto sicurissimo!

Spugna           Ah, ecco. Ho comprendito.

Morgan          Trent’anni fa mi imbarcai…ero capitano di una nave nuova fiammante…che                                   naufragò al largo del Pacifico.

Spugna           Eh, la mala suerte…

Morgan          Già. Persi la memoria, e arrivai su un’isola disabitata, e fuori dalle rotte…e lì                                   passai dieci anni senza vedere anima viva, come Robinson Crosuè, solo che io                   non avevo neanche Venerdì…

Spugna           Capitan, anche a me me dicon sempre che mi manca qualche venerdì…

Morgan          Non mi interrompere, altrimenti perdo il filo. Poi arrivarono gli americani, e                       costruirono quel Resort turistico…ed ebbero la fantastica idea di inscenare                                    battaglie tra pirati per attirare i turisti…e io e te ci abbiamo fatto i bucanieri per                vent’anni…che bei momenti che abbiamo passato! Morgan il bucaniere e il suo                  secondo Spugna…

Spugna           Che storia commovente. Me vien da frignar. Se penso che io arrivai proprio con                los americanos…che me promisero mari e monti…Si soffia il naso con un lembo                        della camicia o con fazzoletto al collo. Però non ho comprendido una question.

Morgan          Dimmi, Spugna, dimmi.

Spugna           Da dove salta fora?

Morgan          Che cosa?

Spugna           Esto bauletto.

Morgan          FORZIERE!

Spugna           Forziere…

Morgan          SPUGNA! MA E’ POSSIBILE CHE TU ABBIA LA TESTA DURA COME LA                                  CORTECCIA DI UN PINO? TE L’HO DETTO UN MILIONE DI VOLTE! NON TE LO                   RIPETO PIU’!

Spugna           E la memoria quando vi tornò o mio Capitan?

Morgan          Un paio di mesi fa, quando la nave dove facevamo lo spettacolo affondò. Ormai                 era logora…quante volte ho detto ai responsabili di cambiarla! Ma loro duri…

Spugna           PESTE BUBONICA! E’ AFFONDATO L’IMBARCADERO?

Morgan          CORPO DI MILLE ALABARDE SFIATATE! MA NON CAPISCI PROPRIO NULLA!

Spugna           Nun se alteri Capitan Morgan che le coronarie si incrinano…

Morgan          Facendogli le corna TIE’! E poi sono tornato perché mi piacerebbe vivere qui,                     nella città dove sono nato, magari circondato dall’affetto dei miei cari, ammesso             che ci siano ancora…sto invecchiando, e non ho più voglia di scorrazzare a                               destra e a manca.

Spugna           Peste bubonica…mi vien da frignar, Capitan Morgan…e io che farò?

Morgan          Ma starai qui con me, naturalmente!

Spugna           Lo abbraccia piangendo Grazias mio Capitan!

Morgan          E smettila di frignare come una donnicciola!

Spugna           Un’altra cosa non able comprendito…perché siam vestiti con le vesti di quando                 trabacchiamo in miezzo ai turistas facendo i bucanieri?

Morgan          E anche questo te lo avevo già detto: perché è periodo di carnevale, e qui in città              è festa grande…così non daremo nell’occhio…

Nemo             Entra da sinistra O MAMMA MIA! CHI SIETE?

Morgan          Noi…noi….

Nemo             Ah, ho capito! Siete Capitan Uncino e Spugna! Siete venuti a prendere Peter Pan?

Spugna           Per tode le filibuste, per buena sorte tiengo del Rum….si attacca alla fiaschetta

Morgan          Dandogli uno scapaccione E BASTA! E POI NON ERA FINITO?

Spugna           Nun bevo mica…ormai il movimiento està automatico.

Nemo             Accidenti che realismo! Anche la parlata spagnola…Bravi! Devo dire che mi                                    piace anche il carro, lo vidi domenica scorsa, e non è male…e anche voi…siete                    eccezionali…il bauletto, poi, sembra davvero un bauletto del seicento…di legno                  tarlato…chissà quante tempeste ha passato…

Morgan          Non è un bauletto, è un forziere.

Nemo             Ah sì? E che differenza c’è?

Morgan          Un bauletto è un bauletto, un forziere è un forziere.

Nemo             Ridendo Non fa una piega… a guardarvi sembra che siate scampati a un                               naufragio…

Spugna           PESTE BUBONICA! COME LO SA ESTO OMBRE?

Morgan          Dandogli uno scapaccione ZITTO! A Nemo Di che naufragio andate cianciando?

Nemo             “Andate cianciando?” Anche la parlata! Siete formidabili…guardandoli bene Non                 vi ho mai visto qui in città…venite da fuori?

Spugna           Capitan, segundo me esto hombre ce sfondella de brutto…

Morgan          Zitto Spugna! Sì, veniamo da fuori.

Nemo             Mi pareva…sapete, il posto è piccolo, e ci si conosce tutti…chi più chi                                                meno…guardandolo Eppure lei non mi sembra una faccia nuova…

Spugna           Capitan, esto hombre pone troppe question…lo possiamo torturare?

Nemo             Ridendo a crepapelle “Lo possiamo…ah ah! Torturare…ah ah!”

Morgan          Insomma, di che carro si tratta?

Nemo             Come che carro? Ma il vostro, naturalmente! Quello dei pirati! Va be’ aspettate                  qua che vado a chiamare Peter Pan…voglio dire, Andrea…ma…scusate, c’è una              cosa che non capisco…           

Morgan          Quale?

Nemo             L’uncino al posto della mano mozzata non lo dovrebbe avere capitan Uncino?                   Perché l’ha Spugna?

Spugna           PER TODE LE BURRASCHE! PERCUÈ PERDÌ LA MANO NELLA CONTESA!

Nemo             Che contesa?

Spugna           La contesa co un mozzo merdioso d’un galeon Portoghese nella taverna                             dello Zoppo!

Nemo             Un mozzo merdioso?

Spugna           Proprio esso! Lo conoscete?

Morgan          Dandogli uno scapaccione ZITTO, SPUGNA! L’uncino? Ce lo siamo scambiato…                     perché portarlo è un po’ fastidioso…e anche per dare una versione nuova della                storia…

Nemo             Bravi! Che realismo! Che realismo! “ Lo possiamo torturare…il mozzo                                 merdioso…ah ah!” Esce ridendo da destra.

Spugna           Ma chi era esto tipo?

Morgan          Non lo so. Però somiglia un po’ a mia sorella Marina…forse è il figlio…l’avevano                un figlio. Ai tempi era piccolo, ma l’età sembra che corrisponda…

Spugna           Capitan Morgan, chiedo el permeso de ritirarme nella toiletta.

Morgan          Spugna, te l’ho detto mille volte: non importa che tu mi chieda il permesso per                   queste cose…

Spugna           Lo sapete mio capitan, se non mi date el permeso non riesco a defecàr.

Morgan          Qualche volta ti dico di no, così scoppi e chi s’è visto s’è visto! Va bene, vai pure.

Spugna           Està un problema. Io non sable donde està la buca cacatora.

Morgan          Quaggiù, vicino alle camere…vieni, ti accompagno così vedrò se la mia vecchia                    camera esiste ancora. Esce da sinistra seguito da un traballante Spugna.                   

Scena VI

Andrea, Doria.

Andrea           Entrando da destra seguito da Doria Allora? Dove sono?

Doria              Boh! Ha detto il babbo che erano arrivati Capitan Uncino e Spugna…

Andrea           Questa cosa mi suona strana…Capitan Uncino e Spugna nelle altre sfilate erano                 Mario e Luigi, i cuochi del mio rione… ora saranno indaffarati in cucina per                                   preparare il pranzo a noi figuranti…non capisco perché sarebbero venuti qui…e               poi il babbo li avrebbe riconosciuti.

Doria              Secondo me ha voluto farci uno scherzo.

Andrea           Ma figurati! Uno scherzo il babbo! E quando mai è successo?

Doria              C’è sempre una prima volta…

Andrea           Doria, ma di chi stai parlando? Il babbo non ha mai fatto e non farà mai uno                                  scherzo a qualcuno…è troppo serio, lui!

Doria              Ti confesso che un po’ sono preoccupata…

Andrea           E di che?

Doria              Come di che? Ma non ti sei accorto come lo tratta la mamma?

Andrea           Mi sembra che il babbo la prenda con filosofia…

Doria              Lo pensavo anch’io. Ma ora ho come l’impressione che la misura sia colma…                                 credo che stia per scoppiare da un momento all’altro.

Andrea           Ma che cos’ha la mamma? L’hai capito?

Doria              No. So solo che sono una ventina di giorni che non ci si campa. Scatta per un                                 nonnulla, e non perde occasione di chiamare il babbo “Babbeo”.

Andrea           Già. E questo il babbo non lo sopporta.

Doria              Andrea, sarà meglio andare, altrimenti oggi niente pranzo….

Andrea           E quei due che ci volevano incontrare?

Doria              Se ne saranno andati…chissà chi erano…dai, andiamo.

Andrea           Ma sì, andiamo. Alle due dobbiamo essere pronti alla sfilata…Escono dal fondo.

Scena VII

Spugna, Morgan, Marianna.

Spugna           Entrando da sinistra senza bauletto seguito da Morgan che si regge la pancia,                                    ripiegato in due dal dolore La Toeletta occubada! Chiusa con la chiaves! Peste                     bubonica…tiengo un mal de pancia…peste bubonica!

Morgan          Era chiusa a chiave dall’interno…segno che c’era qualcuno dentro.

Spugna           Ormai estarò poco…

Morgan          Starai poco a cosa?

Spugna           A cacarme nelle braghe, mio capitan. Ho la pancia in sobbuglio.

Morgan          Coraggio, andiamo…troveremo un posto qua fuori…però hai visto? La camera                  dove dormivo io è ancora la’….esattamente come la ricordavo…e abbiamo                                   trovato anche il nascondiglio…E’ un posto sicuro, perché lo conoscevo solo io. e                    non l’ho mai detto ad anima viva.

Spugna           Capitan Morgan, non la tiengo più. Chiedo el permessido de defacàr nel cassetto               del tavolino.

Morgan          SPUGNA! NON SI PUO’!

Spugna           E allora capitan Morgan, chiedo el permessido de andar a cercar un’altra buca                  cacatora.

Morgan          Aspetta, vengo anch’io…ora che abbiamo messo il forziere al sicuro sono più                     tranquillo…avevo sempre paura che me lo rubassero.

Spugna           Non reggo più, mio capitano…io vado.

Morgan          Aspetta, vengo anch’io. E la camera? Ci sono ancora i mobili di trent’anni fa!

Spugna           Ohi ohi! Che fittes! Capitano son vicino a scoppiar!

Morgan          Va bene, andiamo. Si avvia verso il fondo seguito da Spugna, ma entra Marianna                  da destra.

Marianna       E voi chi siete? Che ci fate in casa mia?

Spugna           Un altro contrattempo! Peste bubonica, ormai manca pochito… si regge la                           pancia Ahi ahi!

Marianna       Ma che state dicendo? Insomma, chi siete?

Morgan          Mi presento signora: io sono il capitano Morgan, e questi è il mio vice Spugna…

Marianna       Ah, ho capito! Siete venuti a prendere mio figlio. Credo che sia già uscito.

Spugna           Capitan Morgan?

Morgan          Cosa vuoi Spugna? Non lo vedi che sto parlando con una signora?

Spugna           Peste Bubonica! Andiamo via prima che inizi el bombardamendo. Ohi ohi!

Marianna       Bombardamento? Che bombardamento?

Morgan          No, niente niente…è un modo di dire…voi signora come vi chiamate?

Marianna       Marianna.

Spugna           Peste bubonica! LA FIGLIA DEL CORSARO NERO!  Ahi ahi!

Marianna       Sentite, io non ho tempo da perdere con voi: se andate al rione, Andrea lo                          troverete là…ma che avete? State male?

Spugna           No, no…solo un po’ di mal di pancia…

Morgan          Arrivederci signora! Fa un inchino Spugna, precedimi.

Spugna           Uscendo a corsa PESTE BUBONICA! E ANCHE DI CORSA!!!! Via dal fondo tutti e                   due; il sipario si chiude ancora sulla musica di Yellow Submarine, mentre                               Marianna guarda perplessa verso la porta.

FINE ATTO I

ATTO II

Scena I

Andrea, Doria.

Andrea           Entrando dal fondo seguito da Doria, che ha la testa fasciata, il costume lacerato e                cammina con le stampelle Una cosa non mi hai ancora detto: chi è quel cretino                   che ha progettato quel cesso di carro?

Doria              Massimiliano, il solito dell’anno scorso…

Andrea           Lo sapevo. Eccolo di nuovo…sbaglio o ci furono dei problemi anche allora?

Doria              Sì, ma che c’entra! Fu colpa del trattore che trainava il carro…frenò di colpo                                  quando quel gatto attraversò la strada…

Andrea           E un Andreotti alto quattro metri cadde in terra, andando in mille pezzi…

Doria              Per fortuna non c’era nessuno sotto, altrimenti sai che frittata!

Andrea           E oggi perché è venuto giù l’alveare con tutti i politici dentro?

Doria              E chi lo sa…forse pesava troppo…

Andrea           Doria, io invece penso che quel Massimiliano sia un idiota. E’ il secondo carro                    che gli crolla!

Doria              Va beh, ma non è colpa sua…non l’ha mica costruito! L’ha solo progettato.

Andrea           L’ha solo progettato? Non riesco a capire perché lo difendi…per poco su quel                   carro non ci lasci le penne! Ma lo sai che se quella specie di alveare cadeva                                   mezzo metro             più là rimanevo figlio unico? E poi, dopo tutto quello che ti ha                                   fatto! La guarda Ma perché sei diventata tutta rossa? Non mi dire… realizza

                        NO! NON CI CREDO! Ma non era una storia finita?

Doria              Prima…

Andrea           Prima? Che vuol dire prima?

Doria              Vuol dire che ci siamo…ci siamo rincontrati, ecco…ma poi a te che ti importa?                    Sei mio fratello, mica mio marito!

Andrea           Certo, certo…e poi ognuno della sua vita ne fa quello che vuole… ma non si era                 messo con la farmacista?

Doria              Prima…

Andrea           Ancora? E ora che vuol dire?

Doria              Che l’ha lasciata.

Andrea           Ah ecco…e l’hai ripreso te!

Doria              Soffriva…

Andrea           Eh già. Soffriva.

Doria              Sospirava…

Andrea           Immagino.

Doria              Piangeva…

Andrea           Eh già. Piangeva.

Doria              Mi ha detto che amava solo me…

Andrea           Già. Solo te. L’avrà detto anche alla farmacista.

Doria              No, no…mi ha detto che io sono e sarò sempre l’unica donna della sua vita…

Andrea           Eh sì, l’unica donna. E per dimostrarti il suo amore per poco non ti ammazza.

Doria              Al pronto soccorso mi ha detto che se fossi morta lui non avrebbe potuto vivere,              e in qualche modo mi avrebbe raggiunto nell’aldilà…

Andrea           Questo è facile. Basta che il prossimo anno progetti un altro carro e ci stia sotto.

Doria              E’ stato un incidente!

Andrea           Va bene, ho capito. Però poi non venire nella mia camera a piangere come                         facesti quando ti lasciò l’ultima volta perché stavolta ti prendo a                                           calci…anche se sei mia sorella. Guardandosi intorno piuttosto,  in casa non c’è                   nessuno? NONNA?

Doria              Si, nonna…e quando ti sente quella? La nonna sarà a letto, e il babbo e la                            mamma hanno detto che tornavano verso le sei…che ore sono?

Andrea           Le cinque e mezzo. ma dove andavano lo sai?

Doria              No. Però mi ha detto la mamma che era una cosa importante.

Andrea           Andiamo Doria, andiamo a toglierci questi costumi…il tuo poi…tutto strappato…

Doria              Andiamo, mi voglio dare un po’ di pomata…meno male non ho nulla di rotto…                   solo una brutta distorsione…Escono da destra.                       

Scena II

Morgan, Spugna, avvocato.

Morgan          Entra dal fondo, seguito da Spugna che è visibilmente ubriaco; Morgan è vestito                    da frate, Spugna da suora, naturalmente avrà a tracolla la fiaschetta del Rum.                Forza, Spugna, cammina! Dobbiamo recuperare il forziere…

Spugna           Sì mio capitan. Però ce sta una cosa che non ho comprendido bene.

Morgan          Dandogli uno scapaccione CORPO DI MILLE ALABARDE SFIATATE! Ma è                              possibile che tu non capisca mai niente di quello che ti dico? Cos’è stavolta che                  non hai capito?

Spugna           Porquè ce siam tramutati con esti vestiti. Non eravamo giusti como bucanieri?

Morgan          Perché prima davamo troppo nell’occhio…

Spugna           Ah, ecco. Invece ora…e perché io da suora? Lo sable mio Capitan che porta iella?

Morgan          Ma che iella! E poi in quel convento al sole ad asciugare c’erano un sacco di                                   vestiti da suora e solamente questo saio…però la fiaschetta del Rum la potevi                    anche togliere! Le suore non le portano!

Spugna           Lo sapete mio Capitan, io e lei non ci lasciamo mai…e porquè in un convento di                 suore c’era anche un vestito da frate?

Morgan          E che ne so io! Sarà il confessore! Hai finito con le domande idiote? Allora d’ora               in poi tu sarai Suor…suor Bàrbara.

Spugna           Nun se potrebbe far Barbèra?

Morgan          Spugna! Io invece sarò…sarò…Fra’…Fra’…

Spugna           FRÀ-STORNATO!

Morgan          Dandogli uno scapaccione  SPUGNA! SFONDELLI IL TUO CAPITANO?

Spugna           Ma no, mio Capitan…Dicevo che me sento frastornato…nun son abituato a                          vestimme da suora. E che io de monaca conosco solo la foca.

Morgan          Frà Gaudenzio! Sarò frà Gaudenzio…forza, andiamo a riprendere il forziere…

Spugna           Porquè se deve riprender el forziere? Non sta bene donde sta?

Morgan          Te l’ho detto e ripetuto: non mi fido.

Spugna           Peste Bubonica! Porquè?

Morgan          Non lo so, una sensazione…insomma, lo devo riprendere, non sono tranquillo.

                        Ecco l’idea, Spugna: vai sotto il tavolo e tieni le orecchie bene aperte.  Così se                     entra qualcuno non ti vede…io torno tra poco.

Spugna           E se mi scoprono?

Morgan          Con voce solenne Ti impiccheranno al più alto pennone della nave come tutti i                     bucanieri che si rispettino.

Spugna           Quale nave? Esta è una dimora!

Morgan          E allora ti impiccheranno allo sportello di un armadio… o ad un lampadario.

Spugna           Insomma, sempre appeso come un’aringa finirò.

Morgan          CORPO DI MILLE ALABARTDE SFIATATE! Forza, forza, non c’è tempo da                           perdere! Potrebbe venire qualcuno!

Spugna           Vado sottocoperta, mio capitan! Si infila sotto il tavolo

Morgan          Bravo. E mi raccomando…fai silenzio, e tieni ben aperte le orecchie…io vado                      a cercare il forziere…Esce da sinistra

Avvoc             Entra dal fondo; dagli occhiali spessi si intuisce che è fortemente miope.                                  Permesso? Signora Marina? Signora Marina? Cè nessuno in casa?

Spugna           Da sotto il tavolo No. Acchì nun ce sta niuno.

Avvoc             Spaventata AHHH!!!! CHI E’ CHE PARLA?

Spugna           Io.

Avvoc             Io? Ma io chi? E dov’è?

Spugna           Signora, per favor,  una question per volta che nun comprendo troppo ben.

Avvoc             Ma insomma,  dov’è?

Spugna           Chi?

Avvoc             LEI! LEI CHE STA PARLANDO!

Spugna           Ah, io? Sottocoperta.

Avvoc             Sottocoperta?

Spugna           Sì, vicino alla cambusa.

Avvoc             MA NON E’ MICA UNA NAVE QUESTA!

Spugna           Mettendo la testa fuori dal tavolino dalla parte del pubblico AH NO?PESTE                            BUBONICA! E allora donde me trovo?

Avvoc             Sotto il tavolino!

Spugna           El tavolino della taverna dello Zoppo?

Avvoc             No. Il tavolino della casa della signora Marina. Ma che cos’è lei? Lo guarda da                     vicino Addirittura una suora?!?!? E perché una suora è sotto al tavolino?

Spugna           PESTE BUBONICA! DOV’E’ LA SUORA? PORTA IELLA! 

Avvoc             Ma come dov’è! E’ lei la suora!

Spugna           Ah già, sono io… E’ vero, sono una suora d’un convento donde ci sta anche Frà                 Gaudenzio che ci confessa tutte.

Avvoc             Ma che sta dicendo? Ha visto per caso Marina?

Spugna           E chi è esta Marina?

Avvoc             Ma come chi è…la padrona di casa…MA CHE COS’È LEI, UBRIACA?

Spugna           Piano con le offese altrimenti chiamo un avvocato…

Avvoc             IO SONO L’AVVOCATO LUCIANA TRITAPALLE!

Spugna           Esce da sotto il tavolino, la squadra e si gratta la testa Trita…?

Avvoc             PALLE!

Spugna           E come fa?

Avvoc             Come fo?

Spugna           A tritar le palle…

Avvoc             NIENTE! NON TRITO NIENTE! E’ IL MIO NOME! E SONO UN AVVOCATO!

Spugna           Bene. Ma nun se scaldi che sembra matta come un’anguilla. Allora lei è un                          avvocato?

Avvoc             SI’!

Spugna           Bene. Accetterebbe de difenderme?

Avvoc             Dipende. Mi esponga la questione.

Spugna           Vostro onore, c’è una donna che mi ha dato dell’ubriaca…

Avvoc             MA CHE…SONO IO CHE LE HO DATO DELL’UBRIACA! IO, HA CAPITO?

Spugna           Ah, è vero…è lei…Si gratta la testa E allora l’avvocato Tritapalle donde sta?

Avvoc             BASTA! LA SMETTA!

Spugna           Ma se non le racconto el fatto accaduto, commo può defenderme?

Avvoc             Tra se’ e se’ Calmati, Luciana, calmati…è solo una suora ubriaca…calmati…

Spugna           Segnora, sta parlando con l’avvocato? Deve essere andato via…

Avvoc             NO! NON STO PARLANDO CON NESSUNO! ACCIDENTI A QUANDO L’HO                               TROVATA!

Spugna           PESTE BUBONICA! MI HA TROVATO? ORA MI IMPICCHERANNO AL                                      LAMPADARIO!

Avvoc             ADDIRITTURA?!?

Spugna           PEGGIO ANCORA! ALLO SPORTIELLO DE UN ARMADIO!

Avvoc             MA COSA STA DICENDO?

Spugna           Niente, non sto dicendo niente, perché or che mi rammento, el mio Capitan                                    me disse di non ablar con nessuno…addio. me ritiro sotto coperta. Si nasconde                  sotto il tavolo.

Avvoc             Oh mamma mia, questa chi la capisce è bravo…meglio che vada a  cercare la                                  signora Marina... Vediamo se è in cucina. Via da destra

Morgan          Rientrando da sinistra, sconvolto NON C’E’ PIU’! IL FORZIERE NON C’E’ PIU’!                                   SPUGNA! VIENI FUORI, SPUGNA!

Spugna           Mettendo fuori la testa ECCOMI…PESTE BUBONICA! COME SAREBBE A DIR NON                C’E’ PIU’?

Morgan          Sarebbe a dire che il forziere è sparito!

Spugna           Uscendo completamente da sotto il tavolo Mio Capitan, siete seguro de aver                          mirato bene nel posto giusto?

Morgan          Dandogli un poderoso calcio nel di dietro ECCO FATTO! ORA SONO SICURO DI                      AVER MIRATO BENE NEL POSTO GIUSTO!

Spugna           AHI! Capitan, perché ve la prendiete sempre con me?

Morgan          PERCHE’ SEI IL MIO SECONDO! UN’ALTRA AFFERMAZIONE COME QUESTA

                        E TI METTO AI FERRI!

Spugna           Como una bisteccas?

Morgan          Dandogli uno scapaccione  SPUGNA!

Spugna           Mio capitan, e ora che facciamo?

Morgan          Non lo so, non lo so…so solo che se aprono il forziere siamo rovinati…

Spugna           Non lo possono aprir.

Morgan          Perché?

Spugna           Tira fuori una catenina con una chiave enorme da sotto il vestito Perché la chiave               del forziere sta acchì intorno al mio collo.

Morgan          CORPO DI MILLE ALABARDE SFIATATE! SPUGNA! SEI LA MIA SALVEZZA! Lo                    bacia con enfasi Accidenti, ti sei bevuta una distilleria? Lo squadra Ma lo sai che                vestito da suora fai proprio schifo?

Spugna           Capitan, se ci vedono…un frate che bacia una suora…

Morgan          Il vero scandalo sarebbe se baciasse una suora brutta come te.

Morgan          MI E’ VENUTA UN’IDEA!

Spugna           Me spoglio?

Morgan          Ma che ti spogli! Questa è un’idea astuta per scoprire chi si è permesso di rubare             il forziere…

Spugna           Un’idea astuta? Oh Vergin dell’onde…

Morgan          SPUGNA! PERCHE’ TEMI LE MIE IDEE? SONO IO CHE DOVREI TEMERE LE TUE!

Spugna           Perché, ne ho mai avute?

Morgan          Eccome!

Spugna           Ah sì, ora ricordo… quella volta che sbarbai el tappo dal fondo della scialuppas?

Morgan          Proprio quella volta, sì!

Spugna           Peste bubonica! Me credevo de mirar il tappo della fiaschetta di rum.

Morgan          Già. E per poco non affondavamo…insomma, basta. Ora torneremo nella camera               e ci apposteremo sotto il letto: prima o poi qualcuno verrà, e noi sapremo cos’è                       successo al nostro forziere….andiamo.

Spugna           Obbedisco, mio Capitan. Escono da sinistra.

Scena III

Marianna, Nemo, Avvocato

Nemo             Entrando dal fondo MAI! La mamma in un ricovero mai!

Marianna       Ma non è un ricovero! Non hai visto che bella struttura? Quando si entra sembra              di essere in un albergo a cinque stelle! E poi non hai visto com’è gentile il                               personale? Quasi quasi ci andrei anch’io…

Nemo             Ecco, brava, e allora vacci!

Marianna       NEMO! NON T’AZZARDARE, SAI? E’ UN MODO DI DIRE!

Nemo             Ah sì? Peccato!

Marianna       Attento Nemo, stai passando il limite…lo sai che lo faccio solo per il suo bene…

Nemo             Sì, per il suo bene…diciamoci la verità, una volta per tutte: lo fai perché non la                   sopporti più!  E poi così lontano…ti rendi conto che la potremmo andare a                                     trovare raramente?

Marianna       Al pubblico strofinandosi le mani Già…proprio raramente…che peccato!

Nemo             E poi hai sentito quanto costa?

Marianna       Ce li ha i soldi, ce li ha…ce li deve avere…in casa non scuce mai una lira…dove la                dovrebbe mettere la pensione?

Nemo             E va bene…e se anche ce li avesse? Quello che non sopporto è l’idea della                           mamma in una casa di riposo.

Marianna       Te ne farai una ragione. Andiamo a metterci qualcosa di più comodo,                                              andiamo…Esce da destra seguita da Nemo.

Scena IV

Marina, Olimpia, Avvocato

Marina           Entra da sinistra seguita da Olimpia col forziere sotto braccio Ecco, vedi? Non c’è!                L’avvocato non c’è!

Olimpia           Avrà avuto un contrattempo…vedrai che arriverà presto.

Marina           Già. E se arriva prima Nemo con quella baldraccona della moglie?

Olimpia           Pazienza.

Marina           PAZIENZA? CHE VUOL DIRE PAZIENZA?

Olimpia           Marina, e calmati una buona volta! Altrimenti me ne vado dalla Bice a giocare a                 tombola!

Marina           Ma che Bice e Bice! Non lo capisci che se quei due incontrano l’avvocato salta                    per aria tutto il piano?

Olimpia           E allora? Cosa possiamo fare?

Marina           Non lo so…ma che ci sarà in questo forziere?

Olimpia           Lo chiedi a me? Dove l’hai trovato di preciso?

Marina           Te l’ho già detto: ho un posto segreto dove nascondo la pensione che riscuoto,                 prima che ci metta le mani sopra la baldraccona…è nella camera accanto alla                     mia, quella che una volta era di mio cognato. Stamani sono andata a vedere se               per caso mi era rimasto qualcosa e ho trovato questo forziere…davvero un bel               mistero…cercando di forzarlo ma è chiuso a chiave…

Olimpia           Chi ce lo può avere messo?

Marina           Non lo so, non lo so…forse è dei ragazzi, mi sembra che Andrea alla sfilata fosse               su un carro di pirati…ma perché l’ha nascosto? Boh, so solo che è meglio se lo                 rimetto dov’era…e poi ho anche dimenticato il corno in camera.

Olimpia           Allora io vado via…

Marina           Olimpia! Non puoi andare ora! E se arriva l’avvocato? Aspettami qua. Anzi, fai                   una cosa, così non corriamo rischi: vai sotto il tavolo, e tieni gli orecchi bene                  aperti…così se rientrano quei due li potrai ascoltare ancora…

Olimpia           Ancora? Ancora sotto il tavolo? A stare gobboni lì sotto mi viene l’artrosi!

Marina           L’hai di già l’artrosi.. forza, forza, è l’ultimo sacrificio che ti chiedo…

Olimpia           Uffa! Va sotto il tavolo, ma rimette subito fuori la testa E se arriva l’avvocato?

Marina           Esci fuori e ti presenti.

Olimpia           E come faccio a riconoscerlo?

Marina           E’ una donna…con degli occhiali spessi così! E poi non fare sembrare tutto così                 difficile! Un avvocato è un’avvocato! Torno presto.  Via da sinistra; Olimpia si                      nasconde sotto il tavolo.

Avvoc.            Rientra da destra Nessuno! Ma io mi domando…tutto aperto...e poi certa gente si               lamenta perché rubano nelle case…mah! Verso il tavolino EHI! E’ ANCORA LI’                     SOTTO? E’ inutile che faccia finta di non esserci, sa…le vedo una scarpa! Esca da                       sotto il tavolo! Allora?!? Le è passata la sbornia? E RISPONDA, UNA BUONA                              VOLTA!

Olimpia           Da sotto Eccomi, eccomi…

Avvoc.            Accidenti, e lei chi è? Cosa c’è la sotto, addirittura un condominio? Dov’è la                                     suora di prima?

Olimpia           Suora di prima? Condominio? Che condominio? Ma lei…è l’avvocato, lei?

Avvoc.            Sì, avvocato Luciana Tritapalle.

Olimpia           Trita?

Avvoc.            Palle. Con chi ho il piacere di parlare?

Olimpia           Io sono l’Olimpia, amica di Marina.

Avvoc.            Addirittura la famosa testimone oculare!

Olimpia           Orecchiale, avvocato, orecchiale…

Avvoc             Orecchiale?

Olimpia           Sì, non ho visto nulla, ho solo sentito.

Avvoc.            Capisco. E quella suora che era poco fa sotto questo tavolo chi era?

Olimpia           Ancora la suora? Che suora?

Avvoc             C’era una suora poco fa sotto questo tavolo.

Olimpia           Davvero?

Avvoc             Davvero.

Olimpia           Non ne so nulla.

Avvoc             Guardi bene. Non c’è nessun altro?

Olimpia           Uscendo Sono sola… alza la tovaglia dal lato pubblico Guardi lei stessa.

SCENA V

Avvocato, Olimpia, Marianna, Nemo.

Marianna       Entra, seguita da Nemo Buonasera. salve Olimpia…cercava Marina?

Olimpia           No…sì…cioè…

Marianna       Sì o no?

Olimpia           No.

Nemo             Buonasera Olimpia…poi all’avvocato Lei sarebbe?

Avvoc             Avvocato Luciana Tritapalle…

Nemo              MA DAI! UN ALTRO SCHERZO DI CARNEVALE! Ridendo

Avvoc             Scherzo di carnevale?

Nemo             Non penserà mica che io creda che si chiami così davvero?!? Tritapalle? Ridendo

Avvoc             Signore, non offenda il mio casato. Per sua norma e regola la mia è una famiglia                nobile, addirittura diretta discendente dei Conti Trita da parte di mamma, e                                   Marchesi Palle dal parte di mio padre.

Nemo             Non avevo dubbi… Ridendo

Avvoc             Di che cosa non aveva dubbi? Che fossi nobile?

Nemo             No…Che che le palle appartenessero a papà e che le tritasse la mamma! Ridendo

Avvoc             INSOMMA BASTA! NON SONO VENUTA FIN QUI PER SENTIRMI OFFENDERE!                    SIGNORE, SI QUALIFICHI!

Nemo             Hai sentito Marianna? Hai sentito? “Signore si qualifichi…”

Marianna       SI QUALIFICHI? PIUTTOSTO CHE CI FA LEI IN CASA NOSTRA?

Avvoc             Casa vostra? Non mi risulta.

Nemo             COSA? MA COME SI PERMETTE?

Avvoc             A me risulta che la casa sia di proprietà della signora Marina, la quale mi ha                                   addirittura mandata a chiamare.

Marianna       Mandata a chiamare? E per quale ragione, scusi?

Avvoc             Per difendere i suoi diritti che stanno per essere lesi.

Nemo             Diritti? ma che cosa sta dicendo?

Olimpia           Ecco fatto, la frittata è fatta! Si fa cadere sulla poltrona

Marianna       SIGNORA OLIMPIA! Che cos’è questa storia? Ne sa qualcosa lei?

Olimpia           Sì…no…

Marianna       SI’ O NO?

Olimpia           No.

Avvoc             E invece sì. La signora Olimpia è addirittura il nostro testimone oculare.

Olimpia           Orecchiale…

Avvoc             Pardon, orecchiale.

Nemo             Insomma, ora basta. O mi raccontate per filo e per segno cosa sta succedendo o                tempo tre secondi chiamo la polizia. Si avvia verso il telefono

SCENA VI

Avvocato, Olimpia, Marianna, Nemo, Andrea, Doria.

Andrea           Entra da destra seguito da Doria; sono in tuta; Doria ha una stampella Ma che                      succede qui? E chi è vuol chiamare la polizia?

Marianna       Tuo padre…O MAMMA MIA DORIA, CHE HAI FATTO ALLA GAMBA?

Doria              Niente, niente…una distorsione alla caviglia…ma che succede?

Nemo             Succede il qui presente avvocato Tritapalle ci sta per spiegare perché è qui,                                   e se non lo fa entro dieci secondi telefono alla polizia.

Andrea           Tritapalle? Ma dai, babbo, non l’hai capito che è uno scherzo? Come fa ad avere                un nome così? Tritapalle!

Avvoc             NON E’ UNO SCHERZO! MI CHIAMO LUCIANA TRITAPALLE!

Doria              Beh, allora lasciamola parlare…

Avvoc             Grazie signorina. Dunque, sono qui perché chiamata dalla signora Marina, la                      proprietaria della casa, per vedere se ci sono gli estremi per inoltrare una                         denuncia a carico dei familiari conviventi.

Marianna       Co….COSA? UNA DENUNCIA? Contro di noi?

Nemo             Ci deve essere sicuramente un errore.

Avvoc             L’indirizzo è questo, e la signora Olimpia è qui, quindi i margini di                                         errore sono pari a zero. Voi siete i conviventi della signora Marina?

Doria              Sì…

Avvoc             Appunto. Nessun errore.

Andrea           Non capisco…ma perché la nonna ci dovrebbe denunciare?

Avvoc             E’ presto detto. Abbiamo le prove inconfutabili che tutti i familiari stiano                             tramando contro la persona di Marina, per trasferirla in una casa di riposo.

Doria              Ma che sta dicendo? Nessuno di noi vuol mettere la nonna in una casa di riposo!               Mamma, diglielo tu!

Andrea           Figuriamoci! La nonna in un ricovero! Lei sta sbagliando tutto! Forza papà,                                   dille che non è vero niente!

Nemo             Ecco…mi sembra strano…in un ricovero…

Andrea           Ecco, vede avvocato? Mi piacerebbe sapere chi ha messo in giro queste voci!

Avvoc             La signora Marina, e la qui presente signora Olimpia avvalora l’ipotesi.                                Addirittura è il nostro testimone più importante.

Doria              Olimpia? Testimone? Testimone di che? Nessuno vuol mettere la nonna in un                    ricovero! Papà? Mamma? Ma perché non dite nulla?

Avvoc             Evidentemente se non hanno niente da dire una ragione ci sarà.

Andrea           Cosa? Ma allora…allora è vero? Volete mettere la nonna in un ricovero?

Marianna       Piano con le parole…Intanto non è un ricovero, ma è un istituto altamente                          specializzato nelle cure geriatriche personalizzate…e poi lo facciamo per il suo                  bene…avete visto come si comporta…perde la memoria, non è più affidabile…                  Ora poi che è diventata quasi completamente sorda, la comunicazione è davvero                   difficile…

Doria              Non ci credo! E tu papà non dici nulla?

Nemo             E che devo dire? Io sono sempre stato contrario! Ma poi con vostra madre ci                    devo vivere io… la conoscete…

SCENA VII

Avvocato, Olimpia, Marianna, Nemo, Andrea, Doria, Marina.

Marina           Entra, da sinistra, senza il corno Ah, ma siete già tutti qui! Che bello! La famiglia                        riunita! Ah, avvocato, è arrivato finalmente…

Avvoc             Buona sera signora Marina…scusi il ritardo, ma ho trovato traffico…sa, con                                    questo carnevale le strade sono quasi tutte bloccate…

Marina           Non importa, non importa…allora? Di cosa stavate parlando?

Doria              NONNA! MA E’ VERO CHE CI HAI DENUNCIATO?

Marina           Doria, perché urli così? Non sono mica sorda!

Andrea           Non sei sorda? NONNA, MA COSA STAI DICENDO?

Marina           Che facevo finta.

Nemo             Mamma! Facevi finta?

Marina           Sì. E non chiamarmi mamma. Le mamme non si mettono nel ricovero.

Marianna       Ma che ricovero e ricovero! Una casa di riposo altamente specializzata in                            geriatria!

Marina           Continua, continua pure…se proprio lo vuoi sapere, fingevo anche di essere                                  rincoglionita. Magari tra un po’ accadrà, ma per ora sto proprio bene, vedo tutto,             sento tutto e ricordo tutto.

Olimpia           Marina, davvero stai bene? Mi sembri stranamente tranquilla…

Marina           Mai stata meglio.

Avvoc             Signora Olimpia, intanto che i familiari cercano di chiarire la sitazione, verrebbe                con me in cucina? Così metto nero su bianco la sua deposizione…

Olimpia           Sì, andiamo, andiamo che è meglio… Esce l’avvocato da destra seguito da Olimpia.

Marina           Potrei sapere, carissima nuora, per quale ragione io dovrei andare via dalla mia               casa? Ti do proprio così tanto fastidio?

Nemo             Via mamma…cerca di capire…

Marina           Non vedo cosa ci sia da capire, oltre al fatto che stai difendendo tua moglie che                 non sa più che pesci prendere…

Marianna       Ma insomma, Marina, lo vuoi proprio sapere? Eh? E allora te lo dico io! Perché in             questa casa non ci si fa più ad andare avanti! I soldi che porta a casa tuo figlio                   bastano appena per non soffrire la fame! Ecco perché!

Doria              Andrea, tu lo sapevi?

Andrea           No…ma se vi può consolare sto valutando un paio di offerte di lavoro…

Marianna       Sono due anni che valuti un paio di offerte di lavoro! E intanto bisogna                               continuare a mangiare! Almeno se questa vecchia gall….voglio dire, se Marina                   partecipasse alle spese di casa con la sua pensione…

Marina           Ah, vuoi anche i soldi? Non ti basta la casa? lo sai che è di mia proprietà e che                    potrei buttarvi fuori quando mi pare e piace?

Marianna       E ALLORA FALLO! BUTTACI FUORI! COSI’ AVRAI SULLA COSCIENZA QUESTE                    DUE CREATURE!

Nemo             Marianna, calmati…

Marianna       ZITTO TU, CHE IN TUTTI QUESTI ANNI NON SEI STATO BUONO DI CHIEDERE                   UNA LIRA A TUA MADRE! E TE NE SEI SEMPRE FREGATO DELL’ANDAMENTO               DELLA FAMIGLIA!

Doria              Mamma…

Marianna       Lo so io quello che c’è voluto a far quadrare i conti…che non tornavano mai! Si                 siede e piange con la testa sul tavolo  E sorridere sempre…far finta che vada tutto               bene…e lasciare il conto da pagare al macellaio e all’alimentari…che quando                             entri in bottega ti guardano come se tu avessi ammazzato qualcuno…ma ora non                       ce la faccio più! AVETE CAPITO? NON CE LA FACCIO PIU’!

Marina           Potrei sapere chi dovrebbe pagare la retta del ricovero?

Nemo             Pensavamo…che bastassero i soldi della pensione integrati con il gruzzoletto                     che hai messo da parte…

Marina           Gruzzoletto? Quale gruzzoletto?

Nemo             Come quale gruzzoletto? Avrai pur messo da parte qualcosa, in tutti questi                                     anni…non spendi niente…

Marina           Non ho una lira.

Marianna       Eh? Come sarebbe a dire che non hai una lira?

Marina           Esattamente quello che ho detto. Non ho una lira.

Nemo             Ma non è possibile! Come hai fatto a spendere tutti quei soldi?

Marina           Intanto non sono “tutti quei soldi”, ma duecentomilalire al mese…e poi non

                        credevo che la famiglia navigasse in acque così cattive…

Doria              Ma li spendi tutti?

Andrea           Non è possibile nonna…non puoi spendere duecentomilalire al mese…

Nemo             Ma insomma mamma! I soldi sono tuoi e ne fai quello che ti pare…ma almeno                    una spiegazione daccela!

Marina           A testa bassa Ho un brutto vizio….

Andrea           Eh? Che hai detto? Che vizio?

Doria              NONNA! TI DROGHI?!?!

Marina           Ma sei scema?

Nemo             E allora?

Marina           Gioco al lotto.

Nemo             GIOCHI AL LOTTO?

Marianna       NOI FACCIAMO LA FAME E TU GIOCHI AL LOTTO?

Doria              ACCIDENTI! Ma li giochi tutti?

Marina           No…mi serbo qualcosa per giocare anche a tombola.

Nemo             Questo non me lo sarei mai aspettato…

Andrea           Ma almeno vinci?

Marina           Mai.

Doria              Accidenti che storia!

Marina           Perdonatemi…non lo sapevo della situazione…però Marianna me lo potevi                                     anche dire…

Marianna       E’ vero, è colpa mia…aspettavo, aspettavo…e speravo che la faccenda si                              risolvesse da sola…e invece…ora siamo a questo punto…

Marina           Vieni qui, Marianna… Marianna si avvicina e Marina le mette le braccia sulle                                     spalle Promettimi che d’ora in poi metterai tutti al corrente delle finanze                             familiari…

Marianna       E tu promettimi che non giocherai più al lotto… le due si abbracciano

Marina           E promettimi anche che non mi chiamerai più vecchia gallina spennacchiata…

Marianna       E tu che non mi chiamerai più baldraccona… si abbracciano ancora

Nemo             Baldraccona? Che c’entra baldraccona?

Marina           Così, un modo di dire…

Doria              Vedrete che uniti supereremo tutte le avversità…

Andrea           Certo. Ed è ormai ora che accetti quel lavoro da meccanico. Posso entrare anche               domani, basta che lo voglia…aspettavo qualcosa di meglio, ma per ora mi dovrò                accontentare.           

Marianna       Ora bisognerà trovare il modo di arrivare a fine mese…mancano dodici giorni…

Marina           Bene, ora vi devo confessare una cosa.

Nemo             Un’altra? O Madonna!

Marina           Tranquillo Nemo, tranquillo…state a vedere… tira fuori un fischietto da                               marinaio e lo porge a Nemo. Tieni, fischia.

Nemo             Il mio fischietto! Ma dove…

Marina           Fischia.

Nemo             Ma perché dovrei…

Marianna       MA INSOMMA, STAI A SENTIRE LA MAMMA! FISCHIA E FALLA FINITA DI                          BRONTOLARE! Nemo fischia

SCENA VIII

Marianna, Nemo, Andrea, Doria, Marina, Morgan, Spugna, Avvocato, Olimpia.

Morgan          Entra da sinistra col bauletto sotto braccio, seguito da Spugna Il Nostromo ha                      fischiato? Eccoci qua, ai vostri ordini, Marina!

Doria              Un frate e una suora? NONNA!

Nemo             Qualcuno mi sa spiegare perché se soffio dentro il mio fischietto d’ordinanza                     arrivano un frate e una suora?

Andrea           E questi da dove saltano fuori?

Spugna           Da sotto el letto di esta dimora.

Marianna       Io questi li ho visti prima! Ma non erano vestiti così!

Nemo             E’ vero! Erano vestiti da Capitan Uncino e Spugna! E cercavano Andrea!

Andrea           Ah, sono loro che mi cercavano?

Morgan          Veramente noi non cercavamo nessuno. Una fantasia di vostro padre.

Nemo             MA COME SI PERMETTE? LEI NON SA CHI SONO IO!

Morgan          Mio nipote.

Nemo             Come…come ha detto?

Morgan          Ho detto che sei mio nipote.

Nemo             Ma per favore! Io non ho zii frati!

Marina           E’ vero Nemo…è Morgan, mio fratello.

Nemo             Mo…Morgan?!? Ma è impossibile! Affondò insieme alla sua nave!

Morgan          Sì, ma poi tornai a galla…ed eccomi qua. A casa mia, finalmente.

Marianna       CASA SUA?    

Marina           Eh sì, perché mezza casa gli appartiene.

Nemo             Mamma, ma tu sapevi tutto?

Marina           Fino a mezz’ora fa non sapevo nulla. ma poi li ho trovati che tentavano                               disperatamente di nascondersi sotto il letto…e ho riconosciuto subito mio                          fratello…come sono felice che voglia rimanere con noi!

Doria              Qui? Vuole restare qui?

Spugna           Porquè? Nun ce sta il posto?

Andrea           E questo…questa suora chi è?

Morgan          Non è una suora. E’ Spugna, il mio secondo…facevamo spettacoli per i turisti in                 un’isola del Pacifico, e noi eravamo “I due bucanieri”…ma è una storia lunga…ve               la racconterò con calma. Intanto sappiate che sono felicissimo di aver                          finalmente ritrovato la mia famiglia.

Marianna       E come facciamo a sfamare una bocca in più?

Spugna           Due. Io resto acchì.

Doria              Appunto, due bocche in più?

Marina           Non preoccupatevi, le nostre tribolazioni sono finite…Morgan, fai vedere…

Morgan          Subito cara sorella. Mette il bauletto sul tavolo, tira la chiave legata alla catenina                 che è al collo di Spugna rischiando di strozzarlo e lo apre.  Ecco, mirate. Qua                                    dentro ci sono trecentomila dollari che io e Spugna abbiamo guadagnato                              facendo spettacoli…ma vi spiegherò in un secondo tempo. Vi basti sapere che                 mezzi li donerò alla famiglia, gli altri li terrò per me e il mio secondo.

Marianna       Cade letteralmente sulla sedia Trecentomila dollari! Ma quanti sono?

Andrea           Seicento…seicento milioni!

Nemo             O mamma mia…seicento milioni?!?!

Morgan          Se non mi sbaglio l’ala est della casa è disabitata…andrà un po’ rinnovata, ma io                e Spugna ci trasferiremo lì.

Doria              Che bello! Si allarga la famiglia! Benvenuto zio Morgan! Posso chiamarti zio,                                  vero?

Avvoc             Entra seguito da Olimpia Bene, ho scritto la deposizione della testimone…                            signora Marina, io procederei con la denuncia.

Marina           Aspetti, avvocato, aspetti…ho come l’impressione che la faccenda sia sistemata.

Avvoc             Ah sì? Meglio così.

Nemo             Forse non ha capito, avvocato Tritapalle…il suo lavoro finisce qui.

Avvoc             Bene. Vi manderò ugualmente la parcella. E la trasferta domenicale vi costerà un              bel po’ di soldi.

Olimpia           Ma davvero è tutto risolto?

Marina           Davvero Olimpia. Ti presento lo zio Morgan.

Olimpia           Tuo fratello morto?

Morgan          Le assicuro che sono vivo e vegeto. Le porge un braccio Tocchi, tocchi pure…

Olimpia           Tastandolo Ma non era marinaio? Si è fatto frate?

Morgan          E’ una storia lunga… se volete ve la racconto… I familiari parlano tutti insieme e                 fanno festa a Morgan e Spugna, fin quando non calano le luci; resta illuminato                     solo Spugna, che va sul centro del palco e si rivolge al pubblico.

                       

                        Eh sì, proprio una storia lunga, che voi conoscete già…ed ormai anche

                        la commedia è finita. Rivolgendosi ad una fantomatica donna in sala

                        Sì signora, lo so anch’io che vestito da suora non sono credibile, e che fo anche                 un po’ schifo…ma che ci volete fare, è la vita dell’attore…da un teatro all’altro,                         vestito da suora o da marinaio mezzo avvinazzato…però sono sicuro che

                        vi siete divertiti, e sono anche sicuro che quando le cose non andranno proprio                per il verso giusto, vi stringerete l’un l’altro come i componenti di questa                          meravigliosa famiglia, ed affronterete a testa alta tempeste ed uragani. E magari                        all’orizzonte comparirà uno zio con un bauletto…oh…scusate…con un forziere               pieno di dollari…vi piacerebbe eh? Sognate pure, sognate…qui siamo proprio nel                 posto giusto dove i sogni si tramutano in realtà: il teatro. E poi sognare è                              compreso nel prezzo del biglietto. E ora scusateme ma ve devo lasciar…PESTE                         BUBONICA! TUTTE QUESTE EMOZIONI…DOVO ANDARE A CERCAR…UNA BUCA                CACATORA! Esce di corsa dal fondo passando tra gli attori e parte la musica                          Yellow Submarine.

FINE

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