A Christmas carol

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CANTO DI NATALE

A Christmas Carol

Spettacolo teatrale in tre atti liberamente tratto   

dal racconto di Charles Dickens

scritto da Alessandro Ronchini

in collaborazione con Claudio Caraffi

PERSONAGGI

Ebenezer Scrooge                         usuraio vecchio e avaro

Bob Cratchit                                 suo dipendente povero

Fred                                              nipote di Scrooge

Margaret                                       sorella di Fred

Jacob Marley                                fantasma del defunto socio di Scrooge

Sig. e Sig.ra Fezziwig                    primi datori di lavoro di Scrooge

Belle                                             fidanzata di Scrooge

Belinda e Peter Cratchit                figli di Bob Cratchit

Tiny Tim                                      figlio malato di Bob Cratchit

Fantasma del Natale Passato

Fantasma del Natale Presente

Fantasma del Natale Futuro

Scrooge giovane

Persone alla festa

2 Uomini della beneficenza

Moglie di Fred

Amici di Fred

Moglie di Cratchit

Becchini

Mendicanti e passanti


ATTO PRIMO

E’ la vigilia di Natale e si vede una strada di città tutta agghindata, con vicina la porta dell’ufficio. Sopra la porta c’è l’insegna con scritto “SCROOGE & MARLEY FINANZIERI” con una grossa croce sul nome di Marley.

All’inizio si vede Scrooge che passeggia, un po’ acciaccato per la strada dirigendosi verso il suo ufficio.

Scrooge (con disprezzo) - Ah! Il Natale! Che inutile spreco! Che cosa è il Natale? Solo un giorno in meno per lavorare e un giorno in più per buttare soldi! Tutti presi a spendere e a festeggiare! Che idiozia!

Da un lato della strada due mendicanti si avvicinano a Scrooge per chiedergli l’elemosina.

Primo Mendicante - Un soldo signore, per poter mangiare un pezzo di pane per Natale, ve ne prego!

Scrooge - Vattene! Lurido straccione! Io non ti darò neanche un penny. Se volevi mangiare dovevi  lavorare invece di fare il fannullone!

Secondo Mendicante - Ma... signore… è Natale… abbiamo freddo… abbiamo fame…

Scrooge (quasi urlando) - Taci! Non vi darò nulla e adesso andatevene! Che la vostra puzza si sente sin dal Tamigi.

Scrooge lascia i mendicanti e si dirige verso la porta e fa per entrare, ma poi guarda l’insegna ...

Scrooge - Prima o poi dovrò proprio farla cambiare questa insegna. Jacob Marley, il mio vecchio socio; sono ormai sette anni che è morto, poveraccio. Che grand’uomo che era... (al pubblico con sguardo e voce sorniona) rubava ai poveri e truffava le vedove… Nel testamento mi lasciò i soldi per la tomba… io … lo feci seppellire in mare; sarebbe stato fiero di me.

Scrooge entra in ufficio. Ci sono due scrivanie piene di libri contabili e su una siede Bob Cratchit.

Cratchit - Buongiorno signor Scrooge e Buon Natale!

Scrooge - Piantala Cratchit con queste smancerie da bambino! (facendogli il verso) Buon Natale qua! Tanti auguri là… (con voce dura) Pensa piuttosto a lavorare che le chiacchiere non producono soldi. Hai finito piuttosto di registrare gli interessi di quel morto di fame di Smith, che sono tre giorni che ci lavori?

Cratchit - Ma signor Scrooge l’inchiostro sta gelando e io non so come fare a scrivere. Non si potrebbe accendere il caminetto, magari per venti…. dieci minuti. Basterebbe una libbra di carbone … forse…

Scrooge - Fandonie! Ai miei tempi non accendevamo il caminetto  neanche con 20 sotto zero! E poi il caminetto non l’hai già acceso la settimana scorsa?

Cratchit - Sì signore proprio sabato.

Scrooge - Ecco appunto. Più tu usi il mio camino più io perdo denaro... quindi arrangiati! E soprattutto vedi di non sprecare più del carbone se no ti licenzio! E adesso lavora!

Cratchit si rimette a lavorare e Scrooge raggiunge la sua scrivania e comincia a contare avidamente e con soddisfazione i soldi che ci sono sopra.

Scrooge - Sei Sterline e due Scellini, più il quaranta per cento di interesse giornaliero fanno… quindici Sterline, otto Scellini e cinque penny...  Eh eh niente male , niente male.

All’improvviso si apre la porta ed entrano Fred e Margaret, i nipoti di Scrooge.

Fred e Margaret (insieme) - Buongiorno Zio Scrooge, e Buon Natale!

Scrooge - Anche tu “Buon Natale”. Ma cosa avete tutti con questo maledetto Natale!

Cratchit - Buongiorno signor Fred (Fred risponde al saluto togliendosi il cappello) buongiorno Miss Margaret, e tanti auguri.

Margaret - Buon Natale anche a lei signor Cratchit e a tutta la sua famiglia

Scrooge - Lavora Cratchit se no ti licenzio! E voi, cosa volete? Siete venuti qui per farmi perdere del tempo? Il tempo è denaro cari miei….

Fred - Su zio, non essere in collera. E’ Natale!

Scrooge - Tutti quelli che dicono sempre “Buon Natale” sono solo dei poveri idioti. Dicevano “Buon Natale” l’anno scorso. Oggi sono più vecchi di un anno e hanno pure speso un sacco di soldi e dicono ancora “Buon Natale”. Sono solo degli idioti. Mi piacerebbe che qualcuno se li cucinasse e li mangiasse come Pranzo di Natale!

Margaret - Ma zio, non puoi parlare così. Il Natale è un momento speciale, le persone sono gentili e ci si aiuta l’uno con l’altro. Ci si perdona per le cattive cose che abbiamo fatto durante l’anno. Si aiutano le persone povere e bisognose… A me piace il Natale perché mi fa sentire felice.

Cratchit - Certo! Anch’io sono d’accordo. Proprio l’altra sera lo dicevo ai miei ragazzi….

Scrooge (con voce ferma e decisa) - Cratchit, se dici un’altra parola ti licenzio! Ti mando a spasso, capito? Così i tuoi ragazzi passeranno un bel Natale … sotto i ponti! (rivolto ai nipoti) Insomma cosa volete voi due?!

Fred - Volevamo solo invitarti al pranzo di domani a casa mia. Ci sarà tutta la famiglia e ho pure invitato qualche amico. Sai com’è … più si è, meglio è…

Scrooge - Ah, il pranzo di domani! Sicuramente ci saranno un grosso tacchino, tanti dolci e dell’ottimo vino vero?

Fred - Certo zio.

Margaret - Puoi scommetterci! Il tacchino l’ho comprato proprio stamattina…

Scrooge - E io dovrei vederti mentre mangi un così grosso spreco di denaro? Arrivederci!

Fred - Ma zio… io vorrei festeggiare con tutta la mia famiglia. E anche tu sei la mia famiglia…

Scrooge (con voce ferma, scandendo le lettere) - A-D-D-I-O!!!

Fred - Beh addio… vecchio brontolone! Arrivederci signor Cratchit e Buon Natale! (esce arrabbiato)

Margaret - Zio, sei proprio impossibile! Ma è possibile che nemmeno a Natale cambi un po’?

Scrooge - Addio Margaret!

Margaret  - Sì, sì, ho capito. Addio! Arrivederci signor Cratchit e ancora auguri!

Cratchit - Arri… ehhhh…. Buon … Auguri!

Margaret raggiunge Fred fuori dalla porta, nel mentre entrano due signori distinti con in mano un contenitore.

Primo Uomo - Buongiorno signore e Buon Natale. Noi facciamo parte dell’Associazione Amici del fanciullo. Siamo venuti per chiederle una donazione per i piccoli bambini ospiti dell’orfanotrofio, per poter offrire loro un buon pranzetto per il giorno di Natale.

Scrooge - Ah davvero? Voi gentili signori siete venuti qui a chiedermi di aiutare i bambini dell’orfanotrofio?! Ma scusate, se io vi dessi dei soldi, se magari vi dessi molti soldi…

Secondo Uomo - Sarebbe magnifico signore! Certo fanno sempre piacere le rosse donazioni, ma anche con poco … si può fare tanto…

Scrooge - Si, Vabbè! Ma loro non avrebbero più bisogno dell’aiuto di nessuno, giusto? E così voi diventereste disoccupati, giusto? E voi, cari signori, chiedereste a me di farvi perdere il lavoro? Oh, ma io non potrei mai farlo, quindi fatemi un favore (accompagnandoli alla porta con forza) non chiedetemelo, e (quasi urlando) lasciatemi in pace!

Primo Uomo - Questo è l’atteggiamento più egoista che io abbia mai visto! Sicuramente quelle povere creature faranno volentieri a meno dei vostri soldi!

Fa per uscire contrariato ma il secondo uomo lo trattiene e cerca di convincere Scrooge

Secondo Uomo – Lei ha capito male… noi non chiediamo tanto, basta un fiorino, una ghinea… una piccola goccia certo, ma può far stare meglio chi è più sfortunato. In fondo tante gocce insieme possono formare un lago…

Scrooge – A capire male è lei. E poi io non ho gocce né tantomeno laghi da riempire…

Secondo Uomo           Cos’è una goccia d’acqua se pensi al mare,

                                    un seme piccolino di un melograno,

                                    un filo d’erba verde in un grande prato,

                                    una goccia di rugiada, che cos’è?

Primo Uomo               Il passo di un bambino, una nota sola,

                                    un segno sopra un viso, una parola,

                                    qualcuno dice niente, ma non è vero

                                    perché, lo sai perché,

                                    lo sai perché…

Coro                            Goccia dopo goccia nasce un fiume,

                                    un passo dopo l’altro si va lontano

                                    una parola appena e nasce una canzone

                                    da un ciao detto per caso un’amicizia nuova,

                                    e se una voce sola si sente poco

                                    insieme a tante altre diventa un coro

                                    e ognuno può cantare anche se stonato,

                                    dal niente nasce niente, questo sì.

Coro + 2 uomini         Non è importante se non siamo grandi come le montagne

                                    Come le montagne

                                    Quello che importa è stare tutti insieme

                                    Per aiutare chi non ce la fa, per aiutare chi non ce la fa!

Coro                            Goccia dopo goccia nasce un fiume

                                    E mille fili d’erba fanno un prato

                                    Una parola sola ed ecco una canzone

                                    Da un ciao detto per caso un’amicizia ancora.

                                    Un passo dopo l’altro si va lontano

                                    Arrivi sino a dieci poi sai contare

                                    Un grattacielo immenso comincia da un mattone

                                    Dal niente nasce niente questo sì

2 Uomini                     Dal niente nasce niente questo sìì

Scrooge – Molto edificante! E ora se non vi dispiace vorrei lavorare! Dov’è l’uscita già lo sapete. Addio!

Primo Uomo – Addio! (ed esce, seguito dall’altro)

Usciti i due uomini l’ufficio piomba per qualche istante in un profondo silenzio, poi Cratchit guarda l’orologio …

Cratchit - Sono le otto signor Scrooge, io andrei…

Scrooge - Sì Cratchit vai pure, ma vedi di essere puntuale domani, capito!

Cratchit - Ma signore, domani … è Natale. Sa, ho una famiglia anch’io….

Scrooge - E così vorresti startene a casa eh?! Va bene, ma ti tratterrò mezza giornata di paga; quanto ti pago adesso, due scellini?

Cratchit - Due scellini e mezzo penny signore.

Scrooge - Ah si è vero. Ti diedi un aumento sei anni fa! Grosso errore…! Adesso vai…va..

Cratchit - Grazie signor Scrooge e Buon… Arrivederci!

Uscito Cratchit Scrooge rimane da solo nella stanza, seduto alla sua scrivania, e riprende a contare avidamente il denaro presente sul tavolo e ad annotarne le cifre sul suo libro. Le luci si abbassano leggermente.

Scrooge (alzandosi dalla scrivania) - Adesso è giunto il momento di far riposare un po’ queste vecchie ossa. Oggi è stata una giornata faticosa! Riscuotere il denaro, anche se non sembra, è molto faticoso… eh eh.

Scrooge lascia la scrivania e si dirige verso il letto, lascia la giacca su una sedia, si toglie le scarpe e si sdraia sul letto.

Scrooge (spegnendo la candela sul comodino) - Buonanotte!

Si spengono tutte le luci e la stanza rimane al buio; ad un certo punto si sentono dei rumori di catene, sempre più forti.

Scrooge (al buio) - Che cosa è stato?

Sempre al buio si sente qualcuno che chiama con voce lenta e cupa

Marley - Ebenezer…

Quindi appare il fantasma di Jacob Marley tutto avvolto da catene, con un peso legato al piede e con una candela accesa in mano e sia avvicina sempre più al letto con Scrooge.

Marley - Ebenezer, Ebenezer Scrooge

Si accende una luce.

Scrooge (con terrore) - Ma tu sei Jacob Marley! Ma non può essere! Come è possibile, tu sei morto!

Marley - Ebenezer! Da vivo io ero come te, e guardami ora! Sono costretto a vagare per il mondo a spaventare la gente tutto avvolto da catene, e con un grosso peso da tirarmi dietro. Ebenezer devi cambiare o finirai come me! A vagare pieno di rimorsi.

Scrooge - Marley, ma cosa mi stai dicendo! Se sei stato proprio tu ad insegnarmi questo mestiere! Come fregare i poveri, come truffare i ladri…

Marley - Appunto! Ebenezer Scrooge, non ti rimane molto tempo da vivere ancora in questo mondo! Sono stato mandato qui per dirti che questa Ebenezer è la tua ultima possibilità! Cambia Ebenezer, cambia, o finirai anche tu come me…

Scrooge -  Ma Jacob, cosa stai dicendo? 

Marley - Questa notte riceverai la visita di tre fantasmi e se vorrai ascoltarli loro di diranno tutto. Addio Ebenezer!

Il fantasma di Jacob Marley piano piano se ne va.

Scrooge - Jacob, ti prego aspetta, dimmi qualcos’altro; chi saranno? Aspetta, aspetta! Fermot suclò…

Marley (prima di scomparire) - Addio Ebenezer, addio!

Scrooge (sempre impaurito) - E ora che faccio? Oddio, non voglio finire come Jacob Marley! Non voglio!

Si spengono tutte le luci e ritorna un silenzio di tomba.  In lontananza si sente il campanile suonare la mezzanotte. Subito dopo si sente un fruscio sempre più forte, tanto da far svegliare Scrooge.

Scrooge (visibilmente impaurito) - Cosa è stato!? Chi è? Cosa volete?!

Appare il Fantasma del Natale Passato, è grande e vestito di bianco, e avanza molto lentamente verso Scrooge, chiamandolo.

1° Fantasma - Ebenezer! Ebenezer! Svegliati, non avere paura!

Scrooge - Jacob Marley disse che sarebbero venuti dei fantasmi, tu sei uno di loro?

1° Fantasma - Si, lo sono.

Scrooge - Chi sei?

1° Fantasma - Sono il Fantasma del Natale Passato! Sono venuto qui per aiutarti, non per spaventarti.

Scrooge - Perché mi tormenti?

1° Fantasma (con tono di severo comando) - Scendi dal letto Scrooge, seguirmi e lo scoprirai! Ma fai presto, il viaggio sarà molto lungo…

Scrooge si alza da letto, si infila le pantofole ed una vecchia vestaglia e si avvicina al fantasma, pronto a seguirlo.

     

SIPARIO


ATTO SECONDO

Si sentono  delle musiche e le voci di una festa, si riaccendono le luci e Scrooge e il Fantasma si trovano al centro di una festa di Natale, naturalmente non visti dai partecipanti.

1° Fantasma - Scrooge, ricordi questo posto?

Scrooge - Certo che me lo ricordo! È stato il primo posto dove ho lavorato! Ecco là in fondo il signore e la signora Fezziwig, che gente buona che erano! Mi accolsero come un figlio e mi insegnarono tutto sul lavoro.

1° Fantasma - Si Scrooge, loro sono i tuoi primi datori di lavoro; e questi sono tutti i tuoi colleghi di un tempo…

Scrooge - E quello la in fondo tutto solo sono io! E quell’altro è Marley! Come ero giovane, come eravamo giovani io e Jacob Marley, anche lui agli inizi come me.

Signor Fezziwig – Ragazzi, questa sera è la vigilia di Natale e non si lavora, è tempo di festeggiare! Buon Natale!

Scrooge giovane – E Vvaiii!

Signor Fezziwig - Ebenezer, Jacob, venite a ballare e a mangiare anche voi, ce n’è per tutti! Forza ragazzi festeggiate, è Natale!

Signora Fezziwig - Sì ragazzi, coraggio divertitevi! Buon Natale!

Scrooge giovane – Può scommetterci che ci divertiremo signora Fezziwig! Le vostre feste sono le più allegre della città. E poi cosa c’è di più bello che festeggiare il Natale con quelli a cui si vuole bene?

Si sente della musica gioiosa in sottofondo e tutti cominciano a ballare

1° Fantasma - Come è allegra questa festa vero Scrooge?

Scrooge - Si, i signori Fezziwig organizzavano sempre delle feste molto allegre per Natale. La signora poi preparava sempre dei dolcetti da leccarsi i baffi…

1° Fantasma - E quella ragazza laggiù in fondo, te la ricordi Scrooge?

Scrooge - Certo che me la ricordo! Quella è Belle! Come mi piaceva, ne ero proprio innamorato e volevo sposarla, ma ero tanto timido; avevo paura a dichiararle il mio amore. E’ tanto che non la vedo, che fine ha fatto?

Il Fantasma prende Scrooge sotto braccio e lo accompagna fuori. Appare il fondale della strada e lentamente camminano.

1° Fantasma - Possibile Scrooge che non ti ricordi che fine abbia fatto? Sbrighiamoci, non mi resta molto tempo.

Appare l’ufficio di Scrooge, con lui seduto alla scrivania e di fronte a lui c’è Belle, anche lei. Al centro continuano a stare, non visti, il Fantasma e Scrooge.

Scrooge - Fantasma ma qui siamo nel mio ufficio.

1° Fantasma - Esatto Scrooge, cinque anni dopo quella festa.

Belle - Ebenezer caro, siamo ormai fidanzati da diversi anni, avevamo deciso che ci saremmo sposati quando tu avresti avuto abbastanza denaro; ma ora a te interessa più il denaro che me. Mi chiedo se vuoi per caso rompere il nostro fidanzamento.

Scrooge giovane - Belle io non ti ho mai detto che non ti voglio sposare!

Belle - Ma è chiaro, Ebenezer. Di me ora ti importa ben poco. Un altro idolo ha preso il mio posto, e se è capace di renderti felice, più di quanto avrei cercato di fare io allora non ho motivo di dispiacermi…

Scrooge Giovane – E Quale sarebbe l’idolo che ha preso il tuo posto?

Belle – Un idolo d’oro, Ebenezer

Scrooge giovane (contrariato) - Ecco la leggerezza del mondo! Non c’è cosa contro la quale ci si mostra duri come la povertà; e tuttavia non c’è cosa che si condanna tanto severamente quanto la ricerca della ricchezza.

Belle – Forse hai troppa paura del mondo, Ebenezer. Ma sei cambiato. Ho visto cadere a una a una tutte le tue più nobili aspirazioni, finché la passione dominate, quella del guadagno, non ti ha preso interamente. Non è forse vero?

Scrooge giovane – E anche se fosse? Anche se sono diventato più saggio, che vuol dire? Verso di te non sono cambiato.

Belle – Il nostro impegno reciproco è di antica data. Risale al tempo in cui eravamo entrambi poveri e soddisfatti di esserlo, finché, in tempi più propizi, non fossimo riusciti non fossimo riusciti a migliorare, col lavoro, la nostra fortuna. Tu sei cambiato. Quando prendemmo quell’impegno eri un altro uomo.

Scrooge giovane – Ero un ragazzo!

Belle – Tu stesso, nel tuo intimo, sai che non eri quello che sei adesso. Io sono rimasta la stessa. Ciò che ci prometteva la felicità quando eravamo davvero una persona sola ora che siamo due è solo tristezza. Forse è davvero giunto il momento che ti restituisca la tua tanto amata libertà.

Scrooge giovane – Ho forse mai cercato la libertà?

Belle – A parole no, mai.

Scrooge giovane – E allora in che modo?

Belle – Nella tua natura cambiata, nel tuo spirito mutato, nella diversa speranza della tua vita, in tutto quanto rendeva prezioso ai tuoi occhi il mio amore. Dì la verità, Ebenezer: se tutto questo non fosse mai esistito, se non ci fosse mai stato niente tra noi, dimmi, verresti tu ora a cercarmi, cercheresti di conquistarmi? No, vero?

Scrooge giovane – Come puoi dire questo Belle?

Belle – Perché in fondo lo pensi anche tu. E allora è meglio che ti renda la tua libertà. Ciao Ebenezer.

Scrooge giovane – Belle se te ne vuoi andare, no dire che la colpa è mia!

Belle – Sì, Ebenezer, è per colpa tua, e tu lo sai……

Belle                           Non sei più, l’uomo mio

Quello che amavo io

Gli occhi tuoi, il volto tuo

Guardano via da qui.

Non sei più l’uomo mio

il cuore tuo non è più mio

La voce tua è fredda ormai

oh Dio! Perché mai a me?

Dov’è l’uomo che

Diceva : “ti amo”?

Non c’è più

E non so più dove cercar…

Lui è via!

Non è più l’uomo che amavo

Non c’è più

E non so più dove cercar…

Scrooge giovane:        Non son più l’uomo tuo?

Quello che amavi già?

Gli occhi miei il volto mio

Guardano via da qui?

Cara mia, sei tu che

dici questo

per andar via

e allora vai, non aspettar!

Addio! Vattene via…

Tutto si spegne e Scrooge piomba in un profondo silenzio

SIPARIO


ATTO TERZO

Si apre il sipario. Scrooge è seduto sul proscenio. Il fondale è quello della strada. In lontananza si sentono due rintocchi di campana.

Scrooge - Mamma mia, perché non arriva?

Si alza in piedi, comincia a camminare avanti e indietro. Si sente un altro rintocco della campana.

Scrooge - Non ce la faccio più!

Girandosi vede qualcosa, guarda meglio. È il secondo fantasma che sta avanzando

2° Fantasma - Piacere di fare la tua conoscenza, Ebenezer Scrooge. Io sono il fantasma del Natale Presente.

Il fantasma tende la mano a Scrooge. Scrooge è titubante, c’è un attimo di silenzio imbarazzante.

Scrooge - Ehm... (poi gli stringe la mano agitandola goffamente e ampiamente) Il piacere è tutto mio...

2° Fantasma - Non mi sembri troppo convinto (e sorride)

Anche Scrooge sorride per un attimo, poi torna serio e dice

Scrooge - Spirito, ieri notte sono stato trascinato con la forza, ma quel che ho visto ha risvegliato in me sentimenti che avevo dimenticato. Se stasera tu hai qualcosa da insegnarmi, io sono pronto!

Il fantasma fa un cenno d’approvazione e gli fa segno col dito

2° Fantasma - Vieni con me!

I due si mettono in viaggio. Si apre la scena sulla casa di Fred (il nipote di Scrooge), dove __ persone sono sedute a tavola. Tra gli altri, Fred e sua moglie.

2° Fantasma - La prima tappa stasera sarà la casa di tuo nipote

Scrooge e il fantasma arrivano.

Risata del nipote, risate di tutti.

Fred - Diceva che il Natale è un’idiozia, davvero! E ci credeva per giunta!

Moglie di Fred - Dovrebbe vergognarsi, Fred.

Fred - E perché, Elizabeth? E’ davvero un buffo tipo e certamente potrebbe essere più simpatico. Ma i suoi difetti hanno in sé la loro giusta punizione e io non ce l’ho con lui.

Moglie (con tono insinuoso) - Mi hai sempre detto che è molto ricco...

Fred - E con questo? La sua ricchezza non gli serve. Non fa del bene a nessuno e non sa rendersi la vita comoda.

Moglie - Io non lo posso sopportare!

Fred - Oh, io sì invece! Mi dispiace per come si è comportato, ma non potrei arrabbiarmi con lui neanche se ci provassi. E’ lui stesso a soffrire dei suoi capricci. Per esempio: si è convinto che non gli stiamo simpatici e così non può godere della nostra compagnia, che certo non gli farebbe male.

I commensali sono d’accordo.

Fred - Ma io voglio continuare ad offrirgli la stessa opportunità tutti gli anni, col medesimo affetto. E se almeno questo lo inducesse a dare un aumento a quel suo povero impiegato, sarebbe già qualcosa.

Moglie - Dai, Fred. Non permettergli di rattristarci ulteriormente. Cambiamo argomento...

Fred - Va bene, va bene... allora adesso, se vi va, facciamo un gioco: io penserò a qualcosa e voi dovrete indovinare che cos’è facendomi delle domande. Io però potrò rispondervi soltanto o con un sì o con un no.

L’entusiasmo si accende fra i commensali...

Amico1 - Sì, sì che bello, giochiamo!

Fred - Allora pronti... via!

Domande                                                       Risposte di Fred

Amico 1 - E’ un oggetto?                             No!

Moglie - Un animale?                                   Sì!

Amico 2 - Un dinosauro?                            No!

Moglie - Un animale vivente?                      Sì!

Amico 2 - E’ selvatico?                                Sì!

Amico 3 -  Ruggisce?                                                Sì!

Amico 1 -  E’ il leone!                                   No!

Amico 2 - La tigre!                                       No!

Amico 3 - Uffa...                                          

Amico 2 - Dove vive?                                   E no, non vale! Io posso solo rispondervi o sì o no!

Amico 1 - Vive in Africa?                            No!

Amico 2 -  In Europa?                                 Sì!

Amico 3 - E’ un orso!                                   No!

Moglie -  Vive a Londra?                            Sì!

Amico 3 -  Si incontra per strada?              Sì!

Amico 1 - E’ per caso il cavallo?                 No!

Amico 2 -  Allora è l’asino!                          No!

Moglie -  Ma si mangia?                              No!

Amico 3 - E’ il cane!                                     No!

Amico 3 - Il gatto!                                        No!

Amico 3 -  Il topo!                                        No!

(un attimo di silenzio, i commensali riflettono...)

Moglie -  Lo si vede al circo?                       No, (ridendo) lì proprio mai!

Amico  -  Ho capito, ho capito: è tuo zio S-C-R-O-O-G-E (scandendolo)

Fred - Esatto!

Tutti si complimentano e ridono. Poi uno si fa più serio e dice

Amico 3 -  Però quando ti abbiamo chiesto se era un orso dovevi rispondere di sì

Tutti - E’ vero, E’ vero!

Amico 2 - Quando hai risposto così ho cancellato tuo zio dalla mia mente!

Scrooge non appare affatto offeso.

Fred - Ad ogni modo lo zio Scrooge ha contribuito a farci sentire allegri, e sarebbe da ingrati non bere alla sua salute.

Moglie - Sì, hai proprio ragione!

Fred prende la bottiglia e riempie i bicchieri a tutti

Fred - Allora propongo un brindisi allo zio Scrooge

Tutti (gridando) - Allo zio Scrooge!

Fred - Buon Natale e felice anno a lui. Non accetterebbe mai questo augurio da me, ma gli possa giungere in qualche modo. Allo zio Scrooge!

I commensali brindano

Scrooge (a voce alta e quasi singhiozzando per la commozione) - Buon Natale, buon Natale anche a te, Fred!

Un attimo di silenzio, le luci sono su Scrooge e il fantasma. Il fantasma prende Scrooge per un braccio e lo porta fuori. Appare la strada.

2° Fantasma - Ebenezer; il nostro viaggio deve riprendere. Ci è rimasto poco tempo e dobbiamo ancora fare visita al tuo impiegato.

Scrooge – Dobbiamo andare da Cratchit?

2° Fantasma – Sì Scrooge, ora faremo visita a Bob Cratchit. Andiamo!

Si scopre la casa di Cratchit, dove sono presenti la signora e due suoi figli (Belinda e Peter). Scrooge e il fantasma arrivano.

2° Fantasma - Eccoci qua. Sono le nove e sua moglie e i suoi figli lo stanno ancora aspettando! Lui arriva sempre a casa dal lavoro molto tardi, vero Scrooge…?

La signora Cratchit sta apparecchiando mentre i due figli stanno “imbandendo” la tavola.

Sig.ra Cratchit - Dove sarà vostro padre, perché tarda tanto?

Si allontana dalla finestra e va occuparsi delle faccende. Alla finestra vanno i due bambini.

Belinda e Peter - Mamma, mamma!

Belinda - Guarda, papà sta arrivando!

Si apre la  porta ed entra Cratchit, i bambini corrono ad abbracciarlo

Cratchit - Ehi, ehi non così forte! Buon Natale bambini!

Belinda e Peter - Buon Natale, papà!

Arriva Tiny Tim zoppicando con una stampella

Tiny Tim - Papà, papà, sei arrivato. Ora davvero è festa (tossisce)

Cratchit - Vieni qua, piccolo Tim. (Cratchit abbraccia Tiny Tim) Ehi, come sei forte, ogni giorno di più! Stai diventando sempre più robusto!

Sig.ra Cratchit - Dove eri finito caro, perché hai fatto così tardi?

Cratchit - Sai, il signor Scrooge domattina dovrà fare a meno di me, e allora mi sono portato un po’ avanti con il lavoro.

Sig.ra Cratchit - Ah, quello Scrooge... Potessi averlo tra le mani!

Cratchit - Ma cara! Davanti ai bambini, la sera di Natale!

Sig.ra Cratchit - Deve proprio essere Natale perché tu abbia voglia di difenderlo: sai benissimo che razza di uomo sia.

Cratchit - Cara ragiona: è quello che ci dà la possibilità di mangiare stasera, e di essere felici.

Sig.ra Cratchit (cambiando tono) - Tutti seduti in tavola che è pronto.

Esce di scena, il papà aiuta Tiny Tim a sedersi e poi gli siede affianco. La madre torna con il vassoio con l’oca sopra.

Tiny Tim - Wow, che meraviglia! Questa è certamente l’oca più grande che abbia mai volato nei cieli d’Inghilterra.

Peter - E’ ripiena fin sopra gli occhi!

Risate. Poi anche la signora Cratchit si siede, mentre il fantasma e Scrooge commentano la scena.

2° Fantasma - Grande davvero, eh Scrooge? Per 5 persone poi...

Scrooge(imbarazzato) - Beh, ne ho viste di più grandi. Però...

Scrooge viene interrotto dalle parole di Cratchit.

Cratchit - Lieto Natale a tutti noi! Dio benedica tutti quanti!

Tiny Tim -  Sì! (tossisce forte)Dio benedica ognuno di noi!

Cratchit abbraccia il figlio come se volesse trattenerlo dall’andare via.

Scrooge – Non sapevo che Cratchit avesse un figlio tanto malato….

2° Fantasma – Quante cose non sai su di lui, vero? E pensare che basta così poco…. Un “tutto bene?” ogni tanto non ti farebbe diventare povero.

Scrooge (Imbarazzato) – Ma comunque mi sembra che si stia rimettendo, il piccolo intendo…

2° Fantasma – Forse… Ma io vedo una sedia vuota a quel tavolo. Comunque il futuro non mi appartiene…

Scrooge - Spirito, dimmi se il piccolo Tim vivrà.

Cala il buio.

Scrooge - Ti prego, rispondimi!

Ritorna la strada. Con il buio entra il fantasma dei natali futuri che ha un mantello nero e il cappuccio in modo da non mostrare il viso. Si sentono 3 rintocchi di orologio. Con le luci Scrooge si avvicina lentamente e molto impaurito

Scrooge - Sei tu dunque lo spirito dei natali futuri?

Il fantasma fa cenno di sì, ma non dice una parola.

Scrooge - Più di ogni altro ti temo, ma parlami, dimmi che ne sarà del piccolo Tim. Ti prego!

Sempre tacendo, lo spirito lo accompagna verso il cimitero, allunga una mano e indica la croce di una tomba. Scrooge si china per leggerla e scopre che è la tomba del piccolo Tim.

Scrooge - No (urlo di disperazione) Oh Dio no, fa che non sia vero. E tutto per colpa mia, del mio amore per il denaro che mia ha fatto perdere di vista ogni altra cosa (piange)

Poi, quasi illuminato, si rialza e guardando lo spirito dice

Scrooge - Ma forse, forse posso ancora fare qualcosa, dopotutto il futuro può essere cambiato, non è vero spirito?

Senza che lo spirito dia risposta, arrivano due becchini trasportando una lapide

1° Becchino - E’ il funerale più brutto che abbia mai veduto, ti dico: non c’era nessuno! Neanche un prete…

2° Becchino - Pare fosse un vecchio taccagno e non avesse a cuore nessuno.

1° Becchino - Certamente ha avuto la sua, allora.

2° Becchino - Certamente. Va bene, facciamo alla svelta. A casa mi aspettano. Non vale la pena stare tanto per uno così…

I due becchini terminano di piantare la lapide e se ne vanno.

Scrooge - Di chi stavano parlando, spirito? Chi non merita un pensiero gentile neanche da morto?

Il fantasma indica la lapide. Scrooge si china e legge.

Scrooge - “EBENEZER SCROOGE”! No spirito, non può essere vero. Cambierò, sono già cambiato. Se mi avete mostrato queste cose è perché ancora mi date una speranza, lo sento! Promettimi, promettimi che avrò ancora un’occasione. Onorerò il Natale, e con esso tutti gli altri giorni dell’anno. Dimmi che potrò ancora cambiare le ombre che mi hai mostrato! Giusto?

Mentre Scrooge finisce di parlare ritorna la strada e Scrooge rimane coperto. Il fantasma lo saluta.

3° Fantasma – Buona Fortuna, Ebenezer Scrooge

3° Fantasma –      Quale gioia sapere che

                            C’è un futuro che sta nascendo

                            Dalle mani di un uomo che

                            Ora scopre un mondo nuovo

                            Dove c’è amore che

                            Diventa dono di pace ad ogni uomo

                            E che ci libera

                            Dalle gabbie invisibili

                            Di indifferenza e rivalità…

Coro –                 Ora si può

                            Lasciar che si aprano le mani

                            Dono per chi

                            Sta aspettando un po’ d’amore

                            Ora si può

                            Non tenere per te la vita

                            Dono sarà

                            Che farà

                            Di un sogno realtà…

                            Di un sogno realtà…

Il Fantasma esce. Riappare la scena della casa di Scrooge, lui è addormentato, così come si era addormentato all’inizio.

Scrooge (agitandosi) - Dammi una possibilità, dammi una possibilità!

Scrooge si ferma un attimo svegliandosi, e realizza di essere ancora vivo.

Scrooge - Sono vivo! Posso ancora far scomparire quelle scritte sulle tombe!

Si affaccia alla finestra e urla

Scrooge - Ragazzo, ragazzo, sai dirmi che giorno è oggi?

Si sente una voce fuori campo.

Ragazzo (titubante e sorpreso) - Ma... Signore, oggi è il giorno di Natale!

Scrooge - Evviva! Sono ancora in tempo. Ragazzo, aspettami lì, ho una commissione da darti!

Scrooge si allontana dalla finestra, e si veste rapidamente e allegramente.

Scrooge - Presto, devo fare presto.

Scrooge corre per la stanza, poi finalmente scende in strada dove è arrivato il ragazzo. Per strada c’è molta gente

Scrooge - Ragazzo, conosci la bottega che c’è qui all’angolo?

Ragazzo - Certo che sì.

Scrooge - Sai per caso se hanno già venduto quel tacchino in vetrina, non quello piccolo, quello grosso così (fa segno con le mani)

Ragazzo - Quale? Quello grosso come me? E’ ancora attaccato là fuori!

Scrooge - Bene, allora vallo a comprare e riportamelo (il ragazzo si mostra incredulo). Eccoti i soldi, mezza sterlina è per te!

Il ragazzo prende i soldi e corre via alla velocità della luce

Scrooge (al pubblico) - Che bravo figliolo!

Scrooge lo guarda correre via, poi incontra i signori che erano entrati nella sua bottega il giorno prima, e che sono fermi a parlare da un po’ di tempo. Camminando augura a tutti quelli che incrocia un buon Natale.

Scrooge - Signori, buon Natale! Spero che abbiate avuto successo con la raccolta di ieri

Secondo uomo (stupito e un po’ arrabbiato) - Il signor Scrooge?

Scrooge - Sì, proprio io. Permettete che vi chieda perdono. E... se potesse farmi un piacere...

Scrooge sussurra qualcosa nell’orecchio al primo uomo e gli da un sacco pieno di monete.

Primo uomo - Il Signore vi benedica! State parlando sul serio?

Tra la folla, compare anche il nipote di Scrooge.

Scrooge - Non un penny di meno, sia ben chiaro! Verrete allora a trovarmi?

Primo e secondo uomo - Certamente signore!

Scrooge - Vi ringrazio. Salutate per me i bambini dell’orfanotrofio. Ora, se volete scusarmi, ho visto una persona con cui devo assolutamente parlare. Dio vi benedica.

Primo e secondo uomo - Anche a lei, signore. E Buon Natale!

Scrooge corre verso Fred chiamandolo

Scrooge - Fred! Fred!

Fred si gira e si stupisce

Fred - Zio Scrooge, (con tono molto cordiale) cosa c’è?

Piano piano, la folla comincia a dileguarsi.

Scrooge - Nipote, è ancora valido quell’invito a pranzo?

Fred - Certo zio, cos’è successo?

Scrooge - Se te lo raccontassi non ci crederesti. Allora a che ora posso venire?

Fred - Subito zio, dai vieni con me!

Arriva il ragazzo con il tacchino

Ragazzo (trionfante) -  Signore, signore il suo tacchino!

Fred è stupito.

Scrooge - Grazie ragazzo, questi sono per te hai fatto davvero alla svelta!

Il ragazzo corre di nuovo via, sorridente

Scrooge - Che bravo ragazzo!

Fred - Allora zio, vieni con me?

Scrooge - No, Fred. Prima devo passare dal mio dipendente a portargli questo. Sai, ha tre figli da mantenere e una paga così piccola! Comunque non preoccuparti, non tarderò. Ciao Fred, e buon Natale!

Scrooge si avvia, lasciando Fred solo in scena.

Fred - Ciao zio, Buon Nata... Non ci capisco più niente... Che bello!

Fred esce dalla scena saltellando.

Appare la scena con la casa di Cratchit. Scrooge entra di soppiatto in casa, facendo finta di essere arrabbiato

Scrooge – Bene! Eccoli dove finiscono i miei soldi! Oche, mele, dolcetti!

Cratchit (sorpreso) – Signor Scrooge, noi non…. Ma prego si accomodi…

Scrooge – Non ho alcuna intenzione di accomodarmi (trattiene a stento la risata). Visto che tu butti via i miei soldi, ti lamenti sempre per il freddo e spesso arrivi pure in ritardo, non mi lasci altra scelta che …. Raddoppiarti lo stipendio!

Cratchit(che si aspettava il peggio e non ha ben capito) - Eh?

Scrooge – Ah è così, eh? Bene, allora ti triplicherò lo stipendio. (sorride e tira fuori il sacco col tacchino) E Buon Natale!

Cratchit (prende il sacco ed è stupito) - Ma signor Scrooge, io…. Io….

Scrooge – Tu niente. Prenditi anche domani di vacanza, e quando torni, per prima cosa, compra un sacco di carbone e non scrivere neanche una virgola prima che ci sia un bel fuoco acceso in ufficio. Ora penso proprio di dover andare… Buon Natale, amico! Tanti auguri signora. Auguri Bambini…

Cratchit (commosso) – Grazie, grazie. E buon Natale!

Tiny Tim (che si stringe a Scrooge) – Sì, e che Dio benedica ognuno di noi!

Coro                    Che magia, che magia

                            Nell’aria c’è.

                            Che armonia, che armonia

                            Dentro di te

                            Tutta la città

                            Sussurrando sta:

                            Tanti auguri, buon Natale,

                            Tanti auguri, buon Natale!

                            Buon Natale

                            Un Natale buono

                            Buon Natale a te

                            Buon Natale

                            Un Natale buono

                            Buon Natale a tutti…

Scrooge               Che magia, che magia

                            Nell’aria c’è.

                            Che allegria, che allegria

                            Intorno a me.

                            Si respira già

                            La felicità

                            Che la festa ci porterà.

Coro                    Buon Natale

                            Un Natale buono

                            Buon Natale a te

                            Buon Natale

                            Un Natale buono

                            Buon Natale a tutti…

Tiny Tim              Buon Natale a tutti….!

Tutti                     Buon Natale a Te……..!

FINE

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