A scuola di geografia

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A scuola di geografia ... o quasi di Giuseppina Cattaneo

AUTRICE

GIUSEPPINA CATTANEO

POSIZIONE S.I.A.E. N° 193077

http://copioni.dnsalias.org

A SCUOLA

DI GEOGRAFIA

SKETCH

Personaggi

CATI

ROSA

GIUSI

A scuola.

SCENA I

Maestra Giusi, Cati e Rosa

GIUSI. (Entra) buongiorno.

CATI - ROSA. (All’inizio sono sedute e poi si alzano) Buongiorno signora maestra.

GIUSI. Avete studiato?

CATI - ROSA. (Non rispondono. Si guardano e poi abbassano lo sguardo).

GIUSI. Allora … chi mi sa dire lo stato europeo la cui capitale è … Berlino?

ROSA. (Alzando la mano) io, io io.

GIUSI. Rosa …

ROSA. È … è … l’ho qui sulla punta della lingua …

GIUSI. Dimmi Rosa.

ROSA. L’ho qui sulla punta della lingua …

CATI. Rosa, apri la bocca e fammi vedere la lingua che poi ti dico io che c’è scritto.

ROSA. Che stai dicendo Cati?

CATI. Dico che se apri la bocca, leggo la risposta che è scritta sulla tua lingua.

ROSA. Cati, non c’è scritto nulla sulla mia lingua, è un modo di dire.

CATI. (Fra se) a voler aiutare le persone …

GIUSI. Allora, qualcuno mi dice lo stato europeo con capitale Berlino?

ROSA. Signora maestra, io lo so, solo che … non mi ricordo … (A Cati a bassa voce) Cati, come si chiama la cugina di tuo marito quella che abita a Torino?

CATI. Chi? La Germana?

ROSA. Germania! Signora maestra, è la Germania!

GIUSI. Brava Rosa, molto bene.

CATI. E a me non dice “molto bene”?

GIUSI. E perché dovrei Cati, è Rosa che ha risposto esattamente alla domanda.

CATI. Si, però la cugina era la mia.

GIUSI. (Sospira) andiamo avanti. Chi mi sa dire il nome del fiume russo lungo 1870 km?

ROSA. Signora maestra, ma perché andare in Russia quando abbiamo i nostri fiumi italiani, come il … Po?

CATI. Io lo so.

GIUSI. Cosa? Cos’è che tu sai?

CATI. Io so perché preferisce i fiumi russi a quelli italiani.

GIUSI. Io preferisco i fiumi russi a quelli italiani? Sentiamo .... anche se io non ho detto nulla del genere.

CATI. Lei preferisce i fiumi russi perché l’erba del vicino è sempre più verde.

ROSA. Cosa dici Cati, che c’entra l’erba ora. Signora maestra non l’ascolti.

GIUSI. Brava Rosa, fortuna che ci sei tu che alzi la media della classe.

ROSA. (Si alza) grazie signora maestra. Infatti, non è l’erba del vicino che è sempre più verde, ma è il “fiume” del vicino che è sempre più verde.

GIUSI. (Sospira) Rosa, siediti per favore. Vi do io la risposta. Si tratta del … Don.

CATI – ROSA. (Si guardano).

CATI. Il don è in Russia? (A Rosa) hai sentito Rosa? Il nostro don è andato in Russia.

ROSA. Non sono ancora sorda. (A Giusi) ma … quale dei due?

GIUSI. Come “quale dei due”? Di Don ce n’è soltanto uno.

CATI. (A Rosa piano) deve essere il parroco allora.

ROSA. Sarà lui sicuramente. (A Giusi) ma da quando è in Russia?

GIUSI. Da quando è nato ovviamente.

ROSA. (A Cati piano) tu lo sapevi che il don è nato in Russia?

CATI. No, io pensavo che fosse nato nella bergamasca.

ROSA. Anch’io pensavo che fosse delle nostre parti.

CATI. (Pensa) vuoi vedere che non si tratta del parroco ma del curato?

ROSA. Ma si, sarà sicuramente lui il don che è nato in Russia. Lui non ha nessuna accento dialettale.

GIUSI. Allora? Avete finito di fare salotto voi due? Vi ricordo che siete a scuola. Ora passiamo ad un’altra domanda. Ditemi almeno 4 città della Francia.

CATI. È molto difficile signora maestra.

ROSA. Ne possiamo dire soltanto … una?

CATI. E se facessimo … nessuna?

GIUSI. Non fate dello spirito. Concentratevi.

ROSA. Io ne so una … Parigi.

GIUSI. Bene. Molto bene. (Le suona il cellulare). Non ho spento il cellulare. L’unica volta che non lo faccio, qualcuno mi chiama.

CATI. Dicono tutte così.

GIUSI. Cati, attenta a quello che dici. (Risponde) buongiorno signor Preside. (A Cati e Rosa) sto ancora aspettando da voi i nomi di altre tre città della Francia.

ROSA. Oh si certo. (A Cati) dai Cati, pensa ad una città.

CATI. Non mi viene in mente niente ora.

GIUSI. (Al Cellulare) forse non dovrei parlare con lei al cellulare mentre lavoro.

CATI. Non ce l’hai sulla lingua questa risposta?

ROSA. No, non è così grande la mia lingua per tutte queste parole. (Ammirando la sua camicetta) Cati, lo sai che è proprio bella la tua camicetta lillà?

GIUSI. Lillà! Brava Rosa. Ora ne mancano solo due di città. (Al cellulare) lo so che lei è il preside ed è lei che decide …  

CATI. Mancano due città? Ma non erano tre? Mah. Rosa, sarà bella la mia camicetta, ma non manca nulla nemmeno alla tua camicetta bordeau.

GIUSI. Molto bene Cati, esatto. Ora vi rimane solo una città. (Al cellulare) va bene signor Preside, mi dica …

ROSA. Una? Ma non erano tre?

CATI. Mah, sta parlando al telefono e non sa quello che dice secondo me. Ma è nuova la tua camicetta?

ROSA. No, non è nuova anche se lo sembra. Mia mamma ha un segreto per lavarla; lei adopera il sapone di Marsiglia.

GIUSI. Marsiglia! Bravissime! Avete proprio studiato! (Al cellulare) si, sono d’accordo con lei signor preside.

CATI. Rosa, ma tu hai studiato?

ROSA. Io no.

CATI. E io nemmeno.

ROSA. Ma se la maestra ha detto che siamo brave, anzi bravissime, vuol dire che lo siamo. Le maestre sanno sempre tutto.

SIPARIO

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