A tutto c’è rimedio

Massimo Valori

A TUTTO C RIMEDIO

Commedia in 3 atti in vernacolo empolese

Versione 1.00

Personaggi:

Livia Zannelli, in contumacia

Anselmo Giannettini, marito di Livia

Clarissa Giannettini, figlia di Anselmo e Livia

Maurizio Niccoli, marito di Clarissa

Niccol Niccoli, figlio di Clarissa e Maurizio

Federico Giannettini, figlio di Anselmo e Livia

Daniela Magnani, fidanzata di Federico

Igor Magnani, padre di Daniela

Ofelia Squinzi, madre di Daniela

Sofia Picchi

Brando Pasquinucci, marito di Sofia Picchi

Paolo, addetto delle pompe funebri

Dott.ssa Ermini, medico di Livia

Dott.ssa Tarantino, notaio

Glauco Del Bello, artigiano marmista

Tre vicine di casa

Una coppia di aspiranti ballerini di latino


OPERA DEPOSITATA TUTTI I DIRITTI RISERVATI


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Sommario

ATTO PRIMO

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SCENA 1. Le Vicine, poi Igor e Ofelia

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SCENA 2. Igor e Ofelia

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SCENA 3. Igor, Ofelia e Anselmo

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SCENA 4. Igor, Ofelia, Anselmo, Maurizio e Niccol

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SCENA 5. Igor, Ofelia, Anselmo, Niccol e Clarissa

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SCENA 6.

Igor e Ofelia, poi Daniela, poi la Prima Vicina, poi Federico

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SCENA 7.

Igor, Ofelia, Federico e i Ballerini

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SCENA 8.

Igor, Ofelia e Federico

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SCENA 9.

Igor, Ofelia e Paolo, poi Daniela

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SCENA 10. Daniela e Paolo

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SCENA 11. Daniela, Paolo, Igor, Ofelia, Anselmo e Niccol

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SCENA 12.

Igor, Ofelia e Glauco

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SCENA 13.

Igor, Glauco e Anselmo, poi Ofelia

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SCENA 14.

Igor, Ofelia e la D.ssa Ermini, poi la Seconda Vicina

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SCENA 15.

Igor, Ofelia, Daniela e Niccol, poi Anselmo, Federico, Maurizio e Clarissa

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SCENA 16. Igor, Ofelia, Daniela, Niccol, Anselmo, Federico, Maurizio, Clarissa e la Terza Vicina, poi la D.ssa

Ermini

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SCENA 17. Igor, Ofelia e Glauco

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ATTO SECONDO

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SCENA 18. Le Vicine, Anselmo, Maurizio e Federico, poi Igor e Ofelia, poi Daniela

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SCENA 19. Igor, Ofelia, Daniela, poi Glauco e Anselmo

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SCENA 20. Igor, Ofelia, Daniela, Anselmo, Maurizio, Federico, Clarissa e Niccol

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SCENA 21. Daniela, Maurizio, Federico, Sofia e Brando

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SCENA 22. Igor, Ofelia, Daniela e Paolo

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SCENA 23. Paolo e Daniela

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SCENA 24. Daniela, Paolo, Igor e Ofelia, poi Anselmo

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SCENA 25. Daniela, Igor, Ofelia e la Prima Vicina

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SCENA 26. Daniela, Igor, Ofelia, Maurizio e Sofia

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SCENA 27. Igor, Ofelia, Sofia, Daniela e la Seconda Vicina

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SCENA 28. Igor, Ofelia, Sofia, Maurizio, Anselmo e Federico, poi Daniela

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SCENA 29. Sofia e Ofelia

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SCENA 30. Sofia, Ofelia e la Terza Vicina - I

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ATTO TERZO

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SCENA 31. Sofia, Ofelia e la Terza Vicina - II

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SCENA 32. Sofia e i Ballerini, poi Ofelia

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SCENA 33. Sofia, Ofelia, i Ballerini, Maurizio e Federico, poi Clarissa

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SCENA 34. Sofia, Ofelia, Maurizio e Anselmo

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SCENA 35. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio e Glauco, poi Federico e Clarissa

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SCENA 36. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Clarissa, Igor e Brando, poi la D.ssa Tarantino

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SCENA 37. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Clarissa, Igor, Brando, la D.ssa Tarantino, Niccol e

Daniela

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SCENA 38. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Igor, Brando, la D.ssa Tarantino e Daniela

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SCENA 39.

Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Igor, Brando, la D.ssa Tarantino e Daniela, poi Paolo 65

SCENA 40.

Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Igor, Brando e Glauco

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SCENA 41.

Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Igor, Brando e le Vicine, poi Clarissa

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DESCRIZIONI DEI PERSONAGGI

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ATTO PRIMO

La scena.

Salotto, con vari posti a sedere. Unuscita a destra che porta fuori; a sinistra le uscite sono due: quella sul fondo va al resto della casa, quella sul proscenio va alle camere da letto della casa. Alle pareti vi sono varie foto in bianco e nero nelle quali si riconosce Anselmo, in una di esse sar in smoking mentre mostra orgogliosamente un premio ricevuto. Vi sono crisantemi e ceri votivi un po dappertutto.

SCENA 1. Le Vicine, poi Igor e Ofelia

La scena inizialmente vuota. Dalle camere entrano le Vicine, col velo in testa. Parlottano qualche attimo, poi si dispongono a semicerchio e iniziano a cantare Leterno riposo.


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Vicine.(cantano)Leterno riposo / dona loro o Signore / e splenda ad essi / la luce perpetuaIgor e Ofelia entrano da destra. Sono vestiti entrambi eleganti; Igor ha in tasca un fazzoletto listato a lutto.

Igor.(turbato dal canto delle Vicine; le interrompe)Oh! O donne! O che vi pare?

Prima Vicina. O questa?

Seconda Vicina. Che c?

Terza Vicina. Che vole?

Igor. Oun si canta amorti codesta canzone?

Prima Vicina. S.

Seconda Vicina. Esi sa.

Terza Vicina.Ndosha a cantare, a uno sposalizio?

Ofelia. Ma allora la signora

Prima Vicina. La sora Livia?

Seconda Vicina. Macch.

Terza Vicina. Saquante campa, quella.

Ofelia.Un morta neancora.

Prima Vicina. Noe.

Seconda Vicina. Cera ora Don Zeno a dagli lolio santo.

Terza Vicina. Tanto nha preso poco. Gli pi unta lei delluccellini sullo stiglione! Igor. E allora, che vi sembra? Che i caso di cantagli Leterno riposo?

Prima Vicina. Ma imarito cha chiesto cos.

Seconda Vicina. Lha detto lui, sie, isor Anselmo.

Terza Vicina. Dice che cos si faceva contento.


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- Igor. E voi, subito, eh?

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- Prima Vicina. Che c di strano?

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- Seconda Vicina. Lattra vorta ci dette anche la mancia.

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- Terza Vicina.Portassai, a me. Io se paga gli sono anche la marzucca.

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- Igor.Nsomma, ora la mancia vu ve la siete belle guadagnata. Silenzio e aria. Marsch!(indica alle

Vicine luscita a destra)

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- Ofelia. Igo!Un tu semica a casa tua!

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Igor.(a Ofelia)Codesto gli poco, ma sicuro!(alle Vicine)Signore, arrivedelle e tante grazie.

Le Vicine si avviano a destra, poi usciranno.

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- Prima Vicina. Donne,gnamo.

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- Seconda Vicina. S s,un ci mettiamo a faconfusione.

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- Terza Vicina. Cha a ragionalui con Giannettini.

SCENA 2. Igor e Ofelia

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- Ofelia. Per Igo

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- Igor. Per icch? Ci dovraessequarcuno che gli porta un podi rispetto a quella poera donna!

Se questa gli una casa di ciucchi!

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- Ofelia. Igo!

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- Igor. Elho detto, lo dico e lo voglio ridi! La mifigliola si va amparentacociucchi!

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Ofelia. Oun ti fasenti!

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- Igor. Ma cosa voche me nemporti, se mi sentano!

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- Ofelia. Daniela ci tiene che noi si stia vicini aconsocerin questi momenti

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- Igor. Quali momenti?

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- Ofelia. Questi momenti, Igo! La morte gli sempre la morte!

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- Igor.(alza la voce)Ma quale morte? La morte di chie?

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- Ofelia.Un bocia!

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Igor.(bisbiglia le prime parole, poi torna al tono normale)Chi che mre, eh? Chie! Son belle quattro vorte che

si vien qui pe fa la veglia

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Ofelia. Cinque.

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- Igor. Cinque, fiurati! Cinque vorte che ci si veste di nero, che mi metton tasca uno di questi

fazzoletti (mostra quello che ha in tasca, mentre Ofelia, preoccupata che arrivi qualcuno, cerca di farglielo rimettere via e ci riesce alla

fine della battuta) che si son comprati apposta pevenia piangela futura socera che gli morta, che

dattra parte siccome ce lhanno loro bisogna avecceli anche noi senn si scomparisce, questi

fazzolettacci che fanno paura a vedelli, e po mi restano piegati n tasca perch la futura socera un

mre, gli cinque vorte che si vien qui a fagli la veglia e quella nvece ci va sotto la coda a tutti e

campa dellattro! Loro la caricano, e lei scende!

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- Ofelia. Igo


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Igor. Maun mica lei, eh,un mica lei! No, no, son loro, sono isumarito efiglioli, quipapaero che un si capisce a ragiona che cha persi capo la tu figliola, e quella rimbambinita della su sorella, coi su marito, i su figliolo

Ofelia. No, via, poerino, Niccolgli un bambino

Igor. Gli quello che ha pi cervello di tutti branco!... Io quandho conosciutoGiannettinipensavo dave a che fa co una persona ntelligente, capace; oh, in fin de conti, un regista, uno che ha fatto cinema pe tantanni E nvece gli proprio come frmi (plurale di film, N.d.A.) che faceva trentanni fa: senza cervello, scipito. Gi io a vedelli un candavo, eh

Ofelia. Igo!

Igor.E gli ciucco anche lui, te lo dico io! Chiama qui noi e figlioli perch la sora Livia glimorta, gli morta, po tu lo chiappi a solo, tu glielo ridomandi ma gli morta la su moglie? e lui

(annuisce, poi dice di no, come far pi avanti Anselmo) no, ma ci manca poco. Ma ntanto si parte da casa, cisi cambia, si piglia questi fazzolettacci della miseria (estrae ancora quello che ha in tasca, stessa scena di prima con

Ofelia) brutti dasognasseli di notte, paghere a sape quanti ne venderannoOfelia. Ma ci stai bono, Igo

Igor. E poi si sta qui, ci si passa mattinate, giornate, serate, nottate, si sente quelle barbogiecanta, pe fa icch? Pe nulla! Perch quella donna un morta! Quella donna un mre!

Ofelia.O che ne sai

Igor. Perch, che gli morta? No, dimmelo. Dimmelo! Gli morta?

Ofelia. Ma dice che questa vorta

Igor. E gli quello che dican sempre! Sempre, lo dicano! Eh, ma questa vorta E poi? Quantequeste vorte c stato? Quante vorte s dovuto piglia questi fazzolettacci

Ofelia. E sa, oh, lo ritira fri(stessa scena di prima)

Igor. Maun son mica loro, eh?Un son mica loro!

Ofelia. Oun eran loro dianzi?

Igor. No, e un son nemmeno loro! No! Siamo noi. Noi, siamo, che gli si sta dietro, a questiciucchi!

Ofelia. Igo!

Igor. Ciucchi, ciucchi! Lho detto, lo dico e lo voglio ridi!

Ofelia. Igo!

Igor.Un ho ragione? No, dimmi cheun ho ragione!Un ho ragione?

Ofelia. Tu ha ragione

Igor. E allora, lo vedi!

Ofelia. E allora se tu la pensi a codesta maniera si sta a casa, si sta

Igor. Brava. Brava! Codesto, sha a fare!Gnamoci, a casa!

Ofelia. E un si pole, gi. Igo, ricordati che te tu sequi peDaniela, la tufigliola, tu lo faperlei!

Igor. Se davvero dovessi faquarche cosa pelei, gli direi di venivia e di ritornaa stacon Paolo!

Quello gliera un ragazzo!

Ofelia. Non tu pi decideten codeste cose!

Igor. Elo so, lo so cheun posso decideio!


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Ofelia. Via, staun pocarmo, po ti sale la pressione Tu se tutto sudato

Igor.(estrae di nuovo il fazzoletto e si asciuga la fronte)Guardate se mi tocca veniquia perde la salute(siavvede del fazzoletto, si arrabbia e lo accicciola) E un li posso vede io questi fazzolettacci


SCENA 3. Igor, Ofelia e Anselmo


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Anselmo.(entra dalle camere; il suo dolore composto, quasi di maniera; ha in mano un fazzoletto uguale a quello di Igor)

Ofelia! Igor! (va ad abbracciare Ofelia)

Ofelia. Buongiorno Anselmo.

Anselmo. Buongiorno.

Ofelia.(a Igor)Saluta!

Igor. Bongiorno.

Anselmo. Buongiorno.(stringe la mano ad Igor)Sono cos felice di vedervi!

Ofelia. Non si poteva fare a meno


83 -Igor.(fra s; andr in disparte e commenter sempre fra s)No no, si poteva, si poteva

84 -Anselmo. Grazie per esserci vicini in questo momento. Il conforto inaspettato sempre quellopi gradito.

85 -Ofelia. No, ma ci mancherebbe.

86 -Igor.(c.s.)Inaspettato? Gli la quinta vorta che si viene, s fatto labbonamento!

87 -Ofelia. Ma come va, sor Anselmo?

88 -Anselmo. Eh, Ofelia

89 -Ofelia. ȅ Deceduta?(si avviciner a Igor)

90 -Anselmo.(breve pausa; sembra che stia per dire di s)No.

91 -Igor.(c.s.)Che di Ma che morta, quella ci sotterra tutti quanti siamo.

92 -Anselmo. Ancora no, Ofelia, ancora no. Ma creda

93 -Igor.(fa il verso a Anselmo)Adesso manca poco

94 -Anselmo. Adesso manca poco

95 -Ofelia.(ha Igor a tiro e, non vista da Anselmo, gli d una pedata)

96 -Anselmo. Ho convocato la famiglia, mia figlia Clarissa, mio figlio Federico

97 -Igor.(c.s.)Diavolo. Tutta la banda aicompleto.

98 -Anselmo. Com fortunato Federico ad avere vicino la vostra Daniela

99 -Igor. (c.s.)Etu lo podiforte.

100 -Ofelia. Non potrebbe essere altrimenti, sor Anselmo.

101 -Igor.(c.s.; indica Ofelia)Che poi, anche lei Un ragiona mica a quella manierancasa Nonpotrebbe essere altrimenti

102 -Anselmo. Manca solo Maurizio, mio genero, con Niccol, il bambino

103 -Ofelia. Ah, eh Giusto

104 -Anselmo. Non vogliamo che la vista del cadavere possa impressionarlo.


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(si aspetta grande entusiamo da Igor)

(fra s)

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105 -Igor.(c.s.)Cadavere ci divento ma io, con questi nervi che tu mi faveni(estrae ancora il fazzoletto per

tergersi il sudore; stavolta se ne accorger, lo appallottoler arrabbiato e lo intascher di nuovo)

SCENA 4. Igor, Ofelia, Anselmo, Maurizio e Niccol


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Maurizio e Niccol.(entrano da destra; Maurizio ha in tasca un fazzoletto uguale a quello di Igor)

Maurizio.(pomposamente commosso, estrae anche lui il fazzoletto)

Niccol. Dov nonna?

Anselmo.(non si interessa a Igor)Niccol Niccolino, vieni qui(Niccol si avvicina ad Anselmo)Piccolo

mio, devi essere forte

Niccol. La pi forte di tutti gli la mi nonna. Vu dite tutti more more e un more mai!

Igor.Lo dico, io, che gli i meglio pezzo, qui bambino!

Niccol.(dribbla abilmente Anselmo ed esce nelle camere)

Anselmo.(segue Niccol)Niccol, dove vai Vieni qua(esce nelle camere)

Maurizio.(si avvicina a Igor e Ofelia)Buongiorno, signori.

Ofelia. Bongiorno Maurizio.

Igor. Bongiorno.

Maurizio. Loro permettano?

Igor.(si guarda intorno, confuso dal loro)Chie?

Maurizio. Permettete?

Igor e Ofelia.(a soggetto)Prego.

Maurizio. Volevo mettivi a parte duna notizia che vi riguardandirettamente, e che son certo virender felici e lusingati.

Ofelia. Dica.

Maurizio. Voi sapete che io scrivo sceneggiature, vero? Sono uno degiovani autori pi affermatia livello nazionale, gli pe questo che collaboro con Giannettini.

Igor. Voce di popolo dice unantra cosa.Un dice che lei collabora con Giannettini perch gliscrittore, dice che lei gli scrittore perch collabora con Giannettini, anzi, perch ha sposato la su figliola. Ma son voci di popolo, eh, un me ne voglio appropria.

Maurizio. Sono malignit della pi bassa specie, caro signor Igor. Magnani.

Maurizio. Signor Magnani, malignit che hontenzione di mettea tacere aipi presto scrivendouna nuova sceneggiatura pe lui, per un su prossimo lavoro.

Igor. Ah. Bene, son contento per lei.

Maurizio. Avr di che essine doppiamente contento. Son certo che quello che gli dir gli fargrandissimo piacere, a lei e alla su moglie.

Igor. E sarebbe?

Maurizio. Ho intenzione dispirammi alla sufigliola, alla storia damore fra Daniela e Federico.

Eh?

Igor. Questa gli la notizia digrandissimo piacere?


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Maurizio. Gli contento, vero?

Igor. Guardi, ne parli cola mi moglie, perch ioun voglio sentinemmeno di lontano.

Maurizio. Ma come?

Igor. No no, guardi, c lei, lo racconti a lei, gli meglio.(si allontana)

Ofelia.(un poin difficolt)Eh, sa Daniela prima di fidanzassi con Federico gli stata tantofidanzata con Paolo, sa, qui ragazzo

Maurizio. Quello che lavora alle pompe funebri, s. Nella storia ci sar anche lui.

Ofelia. Ecco, noci sera tanto affezionati, gliera diventato come uno di famiglia, sicch ora aparla di queste cose lui Si sente un po a disagio, capito come

Maurizio. una storia damore bellissima,nvece. La ragazza che trova un amore appassionato,una vita spensierata e appagante, che la libera dalle prospettive dunesistenza prigioniera dun rapporto viziato da un impiego assillante e dequalificante

Igor. Assillante? Dequalificante? Ma parla dilavoro di Paolo?

Maurizio. Bah, un impiego come quello

Igor. Gli un lavoro sicuro,nvece! Onesto, e utile alla societ! Eh!Un voglio di,sudifetti celha. A parte i lavoro che , che nsomma, magari uno pensa, no, ave a che fa co morti E comunque anche l son convinto io gli tutta quistion dabitudine! Ma prima di tutto, co pro e co contro, gli un lavoro! Un mestiere onesto! Lorari, s, gli vero, son quelli che sono, ma un che si pole chiede alla gente di mori dai luned ai venerd dalle nove alle sei! Eh! Uno mre quande gli torna comodo!

Maurizio. Per peuna ragazza giovane gli come una palla aipiede, una gabbia che tieneprigionieri

Igor. E allora, eh, meglio Federico, quicoso che si dimena tutto e la sbatacchia di qua e di l, eh?

Ofelia. Igo!

Igor. No, dico, ni ballo

Maurizio. Ma c la vitalit della donna che esploden questo rapporto airitmo della musicasensuale e affascinante de ritmi latini Le sensazioni che evocano son l allegoria perfetta di rapporto amoroso pe antonomasia, dellamore n quanto sentimento, energia da lascia sprigionare nelle danze sfrenate e selvagge

Igor. Macch, dia retta! Dio volesse che ritornassensieme a Paolo, attro che!

Maurizio. No no, io la trovo una storia damore meravigliosa, sto gi lavorando aisoggetto! Siintitoler Il suo amore per Chico (pr. cico)!

Igor. Ecco! Meglio titoloun lo poteva trova!Un lo sopporto quande ragiona spagnolo e si fachiama a quella maniera!

Maurizio. SoMagnani, mi creda: la sufigliola con Federico ha trovato quella felicit che ioeterner n una storia da cui Giannettini ricaver uno de pi grandi successi della su carriera, che contribuir a fallo tornare a fasti e agli splendori che ora lindustria cinematografica e editoriale ngiustamente gli nega! A tutto c rimedio!

Igor. Oh, elo sanno loro come mai! Se Giannettini gliera sempre valido stia tranquillo che celaveva sempre dietro e produttori e leditori. Se un ce lha vor di che un merita, que firmi che faceva lui oggi un li guarderebbe pi nessuno.

Maurizio. In questo mondo ci sono delle logiche ingiuste, che strangolano la creativit e larte,so Magnani. Creda, a vorte gli difficile, dimorto difficile imporsi con quello che si sa fa.


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Igor. Ibono e ibello la sustrada la trovan sempre!

Maurizio. E allora si prepari aibono e aibello della storia che sto pescrivere, sulla sufigliola esu Federico.

Igor. Faccia lei. Bon divertimento.

Maurizio.(si esalta via via che racconta)Sto gi pensando agli sviluppi, sa? Perch la storia damore glisolo linizio. Senta, eh, senta. Federico e Daniela vanno n vacanza nsieme a Caraibi! Ma Paolo riesce a sali sullo stesso aereo, prende n ostaggio i comandante e cerca di fallo precipita. Laereo, eh, no i comandante.

Igor. Laereo, laereo.

Maurizio. Icomandante, accuttellato selvaggiamente da Paolo, prima di moririesce a faunatterraggio demergenza su un isola deserta, e moian tutti, forch loro tre: Federico, Daniela e Paolo. Ma Federico gravemente ferito, sicch

Igor. Questa sarebbe la storia che dovrebbe fatornaGiannettini afasti agli splendori ecceteraeccetera?

Maurizio.Un avvincente?

Igor. Ma pensi a dassi unpodi contegno, pensi, cola susocera di l che gli fra luscio e imuro


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Maurizio.(si ricompone, un pooffeso; si avvicina alla porta di Livia, preparandosi a servirsi del fazzoletto; apre la porta e assumeun tono pomposo e plateale, ostentando una commozione finta ed esagerata) Mamma! (esce nelle camere)

Igor.(ha sussultato allurlo di Maurizio; fra s)Che poi ioquelli che chiamano mamma la socera un li

capisco. Mi ma se ne sarebbe avuta a male, poera donna. Ofelia. Certo per che a te quande uno ti sta antepatico

Igor. Che si vede?

Ofelia. Si vede s.

Igor. Lho caro che si veda! Se mi sta alla larga si sta meglio tutte due! Ma capito, vole eternalastoria damore fra la mi figliola e quello scemo tutto dinoccolato! Eh, Dio volesse


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Anselmo e Niccol.(rientrano; Niccol vorrebbe restare di l)

Anselmo.(a Niccol)Vieni, piccolino(a Ofelia)Eh, poerala nostra Livia(durante le prossime battute sidisinteresser di Niccol)

Niccol.(si allontaner via via da Anselmo e gli altri e si avviciner alla porta delle camere; si trover vicino alla parete di sinistra,nella parte oltre la porta, in modo tale che chi entra rivolto verso il proscenio non lo veda)

Ofelia. ȅ Morta?

Anselmo.(annuisce, come per dire s, poi invece)No, ancora no. Ma manca poco.

Igor.(gesto come per dire tanto lo sapevo)

Ofelia. Avete gi predisposto tutto?(assentir alle battute di Anselmo)

Anselmo. Tutto gi pronto. La morte non ci ha trovato impreparati.

Igor.(c.s.)Un avepaura!

Anselmo. Non abbiamo voluto lasciare nulla al caso, nulla.

Igor.(c.s.)E pola mimoglie fa cos coicapo(annuisce), e queste cose ce lhanno belle dette! Mache vo che dica


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(si avvia verso le camere)

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SCENA 5. Igor, Ofelia, Anselmo, Niccol e Clarissa

181 -Clarissa.(sbaglia le parole difficili, e si incanta di continuo; entra dalle camere, passando davanti a Niccol senza vederlo)Babbo.

182 -Niccol.(ne approfitta e, non visto da nessuno, esce nelle camere)

183 -Anselmo. Clarissa.

184 -Clarissa. Babbo.

185 -Anselmo. Clarissa.

186 -Clarissa. Babbo.

187 -Anselmo. Clarissa.

188 -Clarissa. Dov Niccol?

189 -Anselmo. Era qui ora Sar andato fuori, a cercare nello svago un podi sollievo dal dolore.

190 -Clarissa. Ah. Sai, babbo, anche a me il dolore mi sta sopraffando(perplessa)Il dolore mi

sopraffa (ancora perplessa) Babbo

191 -Anselmo. Sei sopraffatta dal dolore.

192 -Clarissa. S babbo.

193 -Anselmo. Ti capisco, figlia mia.

194 -Clarissa. Ero venuta per chiederti

195 -Anselmo. Dimmi.

196 -Clarissa. Quel tailleur blu scuro di mamma, te lo ricordi

197 -Anselmo. S.

198 -Clarissa. Pensavo che mi starebbe meglio di quello che indosser per le esechie

199 -Anselmo. Esequie.

200 -Clarissa. E

201 -Anselmo. Esequie.

202 -Clarissa. Per il funerale, babbo. Ne avevo comprato uno nero, ma Quel tailleur blu mi haproprio preso il cuore Credi che potrei

203 -Anselmo. Ma certo, figlia mia. Mamma ne sarebbe stata felice. nellarmadio, puoi prenderloquando vuoi.

204 -Clarissa. Sei certo che mamma avrebbe accondiscenduto Accondiscian

205 -Anselmo. Avrebbe accondisceso, s.

206 -Clarissa. Avrebbe Sarebbe stata daccordo.

207 -Anselmo. Certo, figlia mia.

208 -Clarissa. Allora lo prendo.

209 -Anselmo. Clarissa.

210 -Clarissa. Babbo.

211 -Anselmo. Non hai salutato i signori.

212 -Clarissa.(si sofferma, si avvede di Igor e Ofelia e si rivolge a loro)Ah. Arrivederci.(si avvia verso le camere)

213 -Anselmo. No, intendevo dire: non li hai salutati quando sei entrata.

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Clarissa. Arrive(si sofferma, confusa, non sa cosa deve fare)

Ofelia. Non importa, Clarissa, non importa Vai, vai.

Anselmo. Dovete scusarci. Non malanimo, sapete, il dolore che ci mette a dura prova. importante per noi che anche voi condividiate la nostra sofferenza. Vero Clarissa?

Clarissa. S babbo.(a Igor e Ofelia) importante che anche voi convidiate la nostra sofferenza(perplessa) Condidiate Convivete

Anselmo. Clarissa.

Clarissa. S, babbo.

Anselmo. Vai pure a prendere il vestito.

Clarissa. S, babbo. Vado, babbo.(si avvia verso le camere; sulla soglia si volta verso Igor e Ofelia; fa per dire qualcosa)

Ofelia. Vai, vai.

Igor. Vai, se no lo sa quante tu ci stai

Clarissa.(esce nelle camere)

Anselmo.(si avvia verso le camere)Voi permettete?

Ofelia. Certamente.

Anselmo. Non riesco a interrompere la veglia funebre troppo a lungo. Scusatemi.(esce)


SCENA 6. Igor e Ofelia, poi Daniela, poi la Prima Vicina, poi Federico

228 -Igor. A casa! Andiamo a casa, Ofelia! Qui siamo fraciucchi! Lho detto, lo dico e lo voglio ridi!

229 -Ofelia. Igo

230 -Igor. La veglia funebre. La veglia funebre, dice, couna che gli sempre viva!

231 -Daniela.(entra dalle camere)Babbo, mamma! O quant che vu ci siete?

232 -Igor. Troppo, nina. Troppo!

233 -Ofelia.Un si regge, itubabbo, Daniela.(allude a Livia)Ma come sta?

234 -Daniela. Come sta, gli l, ferma ferma, a occhi chiusi, par che dorma. Nessuno la tocca,Anselmo dice guarda l guarda l, sta pe mori sta pe mori Per me fra un po si sveglia e si leva.

235 -Igor. Daniela, dammi retta, si va a casa. Lasciamoli qui tutti quanti sono egnamo a casa.

236 -Daniela. Via, babbo

237 -Igor. Ma questi hanno persicervello, hanno! Quellattro, coso, Federicondo?

238 -Daniela. Chico gli

239 -Igor. Nina, aimmeno te. Aimmeno te non lo chiamaa codesta maniera davanta me! Pepiacere!

240 -Daniela. Federico, va bene nella sala grande, di l, cha una coppia a lezione.

241 -Igor. Ora? Insegna a ballaora?

242 -Daniela. Sie.

243 -Igor. Uuh Che animo nobile. Fa venibordoni.

244 -Prima Vicina.(entra da destra, con una pentola)Permesso?Scusate

245 -Daniela.(va incontro alla Prima Vicina)Buongiorno, signora.

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(consegna la pentola a Daniela)

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Prima Vicina. O signorina Lei la fidanzata di Federico, vero?

Daniela. S, s.

Prima Vicina. Ho pensato che avrebbero gradito Ora un li disturbi, eh, ma di soliton queste

situazioni Ho fatto un po di brodo e un po di lesso

Daniela. Io la ringrazio a nome della famiglia Fa comodo, s, ha fatto bene.

Prima Vicina. Vero? Ho fatto bene?

Daniela. S s, grazie.

Prima Vicina.Un fo pe vantammi, ma a queste cose io ci son sempre stata attenta Se vuaspettate quellattre due che glieran con me prima vu morite di fame Dicevo, co la signora ancora un ci siamo, eh?

Daniela. No.

Igor.Un c da cantanulla.

Prima Vicina. Come quellattre vorte. Eh, la sora Livia gli una pellaccia! Oh Scusate, eh

Ofelia. Prego.

Daniela. Grazie ancora, signora, porto ibrodo di l.

Prima Vicina. Ma si figuri, lho fatto volentieri. Arrivederli.(esce a destra)

Daniela. Arrivon cucina e torno, eh(si avvia a sinistra)

Federico.(entra da sinistra; le parole in spagnoloo presunto tale - sono scritte come si pronunciano)Danielita! Mi

hermosa, mi estreia, alma de mi corazon Donde vas?

Igor. Gli arrivato!

Daniela.Ndovoche vada, couna pentolan mano Fammi passare

Federico.(si protende verso Daniela)Un besito caliente por Chico

Daniela. O via, ti butto ugni cosa addosso Bada e brucia

Federico.(si scotta con la pentola; con nessunissimo accento iberico)Ahia! Maremma maiala come brucia, oh!

Daniela. Te lavevo detto!(esce a sinistra)

Igor. Oun volevi ibacio caliente? Toh, lho caro!


SCENA 7. Igor, Ofelia, Federico e i Ballerini


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IBallerini.(entrano, da sinistra)

Ballerina. Permesso Scusate, eh

Federico. Adelante, no problemas!

Ballerina. Senta, ma lei sicuro che a quiconcorsoun si far una figuretta?

Federico. No es posible. Vos otros son muy muy muy buenos!

Ballerina. Saremo anche muy buenos, come dice lei, ma s provato una vorta e mezzo, ioun miricordo nemmeno passi Te li ricordi te?

Ballerino.(senza muoversi)Un, dos, tres Cinco, seis, siete

Federico. Perfecto!

Ballerina. Contafina sette si sapeva anche avanti di veniqui!(al Ballerino)Fammi vedepassi!

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277 -Ballerino.(muove un passo)Un, dos, tres(si gratta la testa, indeciso)

278 -Ballerina. Ecco, mi dica lei come si fa a faiconcorso, noi!

279 -Federico.(alla Ballerina)Y usted? Los pasos?

280 -Ballerina. Ma che pasos,un me li ricordo mica nemmenoio Comera Un, dsse, trsse

(muove tre passi di salsa, ma sgraziatamente; poi si ferma anche lei)

281 -Federico. Perfecto!

282 -Ballerina. Ma che perfecto, se ci siamo fermati tutte due!

283 -Federico. El equilibrio! Es muy importante! Si el hombre baila bien y la muher baila mal no esbueno. Si el hombre baila mal y la muher baila bien no es bueno. Entiende?

284 -Ballerina. Noi si balla tutte due mal, sicch va bene, dice lei! Eh?

285 -Federico. Exactamente!

286 -Ballerina. Mah, o che vole che le dica. I maestro gli lei(al Ballerino)Gnamo, vai.(a Federico)Allora ci si vede domanlattro?

287 -Federico.(annuisce)Pasado magnana!

288 -Ballerina. Ecco, passado magnana.

289 -Ballerino. No domani?

290 -Ballerina. No, no magnana, passado magnana. Passado,nteso? Domanlattro. Arrivederci.

291 -Ballerino. Arrivederci.

292 -Federico. Adios!

293 -Ballerini.(escono a destra)

SCENA 8. Igor, Ofelia e Federico

294 -Federico. Buenas dias, Igor. Buenas dias, Ofelia.

295 -Ofelia. Buongiorno Federico.

296 -Igor. Senti l, par di ragionacon Batistuta.

297 -Federico. Segnor Igor! Jo hablo as porch jo siento mi alma latina!

298 -Igor. Oh, ascortami bene! Se tu voragionacon me parla come thannonsegnato allelementari,parla! Se no, aria!

299 -Federico. Es mi alma, mi alma latina! Gli la mianima!

300 -Igor. No, codesta gli la tumaleducazione! Eh! Possibile che si debba pigliaivocabolarioitaliano spagnolo anche quande tu dici bongiorno?

301 -Federico.Jo creo cheIo credo che tra i miei antenati ci sia qualche iberico, signor Igor.

302 -Igor. Ibericiun lo so se ce nerano. Imbecilli vedrai quarcheduno s.

303 -Federico. Cercavo Danielita, pensavo che potevamo ingannare lattesa provando lenciufla!

304 -Ofelia. Che roba ?

305 -Federico. Es una figura della salsa, un bailo latino!

306 -Igor. La tumamma gli pemorie te tu pensi abaci e aiballo. Eh, son cose belle, codeste.

307 -Federico. Bailar es mi vida, segnor Igor!


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308

- Igor. Tu essere ciucco nicapo!

309

- Federico. Usted no chiere bailar?

310

- Igor. Aspetta, fermitreno.

311

-

Ofelia. Ti garba anca te balla, Igo!

312

- Igor. Mi garba ballailiscio, s! Ma mica pecodesto mi metto a parlaromagnolo e a be

sangiovese! Eh! Vo a balla, come fanno tutti!

313

- Federico. Si usted chiere bailar, jo espero chi vienga en mi escuela de danza, El Chico!

314

- Igor. Prima di veniamparaa ballada te mi foncannacomepomodori, aimmenoun mi

posso movere!

315

- Federico. La ospito a gratis! Usted e su muher!

316

- Igor. E poi in quale scuola, eh? Quale? Quella che tu ha da mettesucosrdi che ti lascia quella

poera donna quando rende lanima?

317

- Federico. Es un investimiento.

318

- Igor. A me tu mi faonco, vedi, te e tutta la tughenga!

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- Ofelia. Igo!

320

- Federico. No importa, segnora Ofelia! Mi suegro es muy bonito!

321

-

Igor.(non ha capito)Mi?

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- Federico. Suegro. Socero.

323

- Igor. Ma ragiona come tu mangi, tu senato sur Arnon viale Boccaccio!

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-

Federico.(esce nelle camere)

325

- Igor.Che va di l anche lui? Tanto ce n pochi!

326

- Ofelia. Perch, quanta gente c?C la morta

327

- Igor. O un comincia, anche te! Un morta neancora!

328

-

Ofelia. Ohiohi, tu ha ragione, a sta qui si perdi cervello Allora, lei, lui, i figliolo, la figliola e

i marito. Cinque.

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- Igor. Poera donna, gli consuman anche laria.

SCENA 9. Igor, Ofelia e Paolo, poi Daniela

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-

Paolo.(entra da sinistra)Buongiorno.

331

-

Igor. Se Guarda chi c Paolo!(lo saluta calorosamente, felice di vederlo)

332

- Paolo. O Igo, buongiorno. Ofelia(la saluta)Tutto bene?

333

- Ofelia. S s. Te, come stai?

334

- Paolo. Bene, bene. Sa,un una sorpresa ritrovassi a casa uno come men momenti come

questi.

335

- Ofelia. Bah, ilavoro lavoro.

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- Igor. Ma qui mi sa che tu hafatto iviaggio a ufo.

337

- Paolo. Comeconiglioli neri di Pinocchio. Eh?

338

-

Igor. Preciso.


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Paolo. Che voche sia. Gli belle tre vorte che vengo. Igor. Ma qui tu lo sai, son ciucchi. Ofelia. Igo!

Igor. Ma che Igo, che Igo O domandaglielo a lui! Quanti ce n che chiamano le pompefunebri quande ancora i morto gli sempre vivo?

Paolo. Ah, no no, nessuno. Mi pole capitadarrivache gli poco poco che successo, ma di sta

aaspetta che moia

Igor.Un ho ragione a diche son ciucchi? Lho detto, lo dico e lo voglio ridi!

Paolo. E Dicevo C anche Daniela?

Igor. C, c.

Paolo. Gli aicapezzale?

Ofelia. No, glin cucina.

Paolo. S fatta pigliadalleuforie anche lei?

Igor. No, lei no. Lei gli sempre denostri. Paolo, e un fatta pestaqui lei, hanteso? Te Ofelia. Igo, chetati.

Igor. No,un mi cheto, lo voglio di! Paolo,un ti dapevinto! Insisti! Guarda io benedicevo iPadreterno che le avesse trovato un ragazzo come te! Bravo, lavoratore, sempatico! Tu lo sai, vero, che per me tu eri comun figliolo

Paolo. Ma con voi ci stavo bene anchio, Igo.

Igor. E io son convinto che lei Gli sempre nnamorata di te, ecco.Un ci credo, via,un possocredere che preferisca qui pirulino lampadato che sa fa attro che sculetta!

Paolo. Igo, fu una scerta sua. In duballetti prese quella passione e posi mise con lui. E io chedovevo fa?

Igor. Tu haragione, tu haragione. Ma te ascorta che ti dico io!Un una cosa seria! Se Danielagli mi figliola, un pole essere una cosa seria!

Paolo. Lei si vergognava di me.

Igor. E dattra parte tu fa un mestiere che Nsomma, via, le pompe funebri, quarchembarazzo, quarche risatina, magari E allora lei quandha trovato questo qui, tutto bello, tutto ganzo, gli sembrato dave trovato lAmerica! Ma io lo so, Paolo, io lo so! Lei gli sempre nnamorata di te!

Daniela.(entra)

Ofelia.(d una gomitata a Igor)Eccola, Igo.

Daniela.(vede Paolo; non ne contenta)Ah. Gli arrivato.

Igor. Lhavisto chi c, c Paolo

Daniela. Lho visto,un son mica cieca.

Breve pausa. Daniela e Paolo si pongono allestrema sinistra e allestrema destra; nel mezzo Igor e Ofelia.

Igor. Ehm Ofelia Che sha a andadi l anche noi a vede Eh?

Ofelia. Come!Tu ha detto ora che ci sono n troppi!

Igor.(intende lasciare soli Daniela e Paolo)E tanto, due pi due meno, siamo troppi uguale, venvia

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Igor prende Ofelia sottobraccio e la porta verso le camere: continuano la discussione a soggetto. Passano davanti a Daniela ed escono nelle camere.

SCENA 10. Daniela e Paolo

367 -Daniela.(ironica)Che coincidenza.

368 -Paolo. Eh, sa! Prima o poi noi si va da tutti.

369 -Daniela. Che la genteun li fa gli scongiuri quande ti vede passa?

370 -Paolo. A quelli che me li fanno gli dico tanto ti rivedo; te no, ma io ti rivedo.

371 -Daniela.(non ha capito la battuta)Come

372 -Paolo. Pensaci, pensaci, vedrai tu carrivi anche te.

373 -Daniela.(capisce)Ah, ecco. Che spirito.

374 -Paolo. A te le cose troppontelligenti thanno dato sempre noia.

375 -Daniela. Eh, che sfortuna che ho avuto a lasciatti.

376 -Paolo. E tu lo podiforte. Tu lhabelle ritrovato uno come me.

377 -Daniela. Che tu hadi bello te gli che tu semodesto.

378 -Paolo. Se tu lavevi capito pedavvero icch ho di bello io, sera semprensieme.

379 -Daniela. S, ora vienima diche tu erinnamorato di me.

380 -Paolo. Perch, se te lo dico ci credi?

381 -Daniela.Per te esiste i tu lavoro e basta.

382 -Paolo. Mi dispiace che tu lo pensi.

383 -Daniela.(si volta verso Paolo e non risponde)

SCENA 11. Daniela, Paolo, Igor, Ofelia, Anselmo e Niccol

384 -Igor, Ofelia, Anselmo e Niccol.(entrano; Anselmo trascina Niccol)

385 -Anselmo. Niccolino, via Non bene che tu resti in camera della nonna

386 -Niccol. Ma io ci voglio sta!

387 -Anselmo. Resta di qua, invece, ci sono questi altri nonni

388 -Igor.(fra s)Nonno a chie, oh, che son come te io?

389 -Paolo.(ad Anselmo)Signor Giannettini, buongiorno.

390 -Anselmo. Oh, caro ragazzo, buongiorno. Siete gi venuti, grazie.

391 -Paolo. Eh, vu cavete chiamato, siamo venuti. Ma

392 -Anselmo. Manca poco, creda. Manca veramente poco.

393 -Paolo. Ehm, s, per Signor Giannettini, finch manca quipoco, noi qui(cenno con la mano si fa

poco)

394 -Anselmo. Ha ragione, ha ragione. Sa, il troppo amore verso la nostra povera defunta.

395 -Paolo. Defunta? Ma morta o no?


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396 -Anselmo. No no, ancora no. Ma

397 -Paolo. Manca poco, ho capito. E allora senta, io se non le dispiace Magari ci rid un colpo ditelefono, io purtroppo Inutile che stia qui, ecco.

398 -Anselmo. Certo, certo.

399 -Paolo. Si rimane come quellattre vorte, se succede Insomma, vu ci telefonate. Eh?

400 -Anselmo. Va bene. Ci scusi tanto.

401 -Paolo. Ma che gli pare,un si preoccupi. Arrivederci a tutti.(a Daniela)Ciao.

402 -Daniela.(con evidente imbarazzo)Ciao.

403 -Paolo.(esce a destra)

404 -Niccol.(si avvicina a Ofelia)Signora! Signora!

405 -Ofelia. Dimmi.

406 -Niccol. Mi fa sete.

407 -Anselmo. Come?

408 -Niccol.(ad Anselmo)Mi fa sete, voglio lacqua nibicchiere che ride.

409 -Anselmo. Cosa vuoi?

410 -Niccol. Voglio bere nibicchiere che ride!

411 -Anselmo. Bicchiere che ride?

412 -Niccol. S, come quello che cha nonna!

413 -Ofelia. Che cha nonna?

414 -Niccol. Cha un bicchiere che ride! Cos!(fa azione)

415 -Ofelia.(ad Anselmo)Ma che , un bicchiere coun disegno, decoraton qualche modo?

416 -Anselmo. Ma non lo so, gli la prima volta che glielo sento dire Niccolino, non esiste unbicchiere come dici te!

417 -Niccol. Ma come no! Ce lha nonna, vho detto! Suicomodino!

418 -Igor.(gli sovviene; a Niccol, ridendo)No, o nini Un si pole, quibicchiere gli di nonna, noe! Daniela,portalo di l, dagli bere te

419 -Anselmo. Allora lei ha capito di che bicchiere si tratta?

420 -Igor. S(si avvicina ad Anselmo; senza farsi sentire dagli altri)Vedrai dice dibicchierendove la sumogliecha la dentiera (si allontana per ridere)

421 -Anselmo. La protesi! Oddio!(esce nelle camere)

422 -Ofelia. I bicchiere che ride(cerca di trattenere le risate)

423 -Daniela.(a Niccol)Ascolta, giovanotto, se ti do la Coca Cola nibicchiere di tuttigiorniun meglio?

424 -Niccol. Gli meglio s!

425 -Daniela. E allora vieni con me, vai(si avvia con Niccol a sinistra)

426 -Niccol. Daniela, ma come mai ibicchiere della minonna ride?

427 -Daniela. Ora te lo spiego, eh

428 -Daniela e Niccol.(escono a sinistra)

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(apre la

(trae una foto dalla cartellina)

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SCENA 12. Igor, Ofelia e Glauco


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Glauco.(entra da destra, con una cartellina; in tenuta da lavoro, sporco e polveroso)Buongiorno a tutti.

Ofelia. Buongiorno.

Igor. Buongiorno.(si ricorda chi )Addio, riecco i marmista

Glauco. Che c isoGiannettini?

Ofelia. un po Impegnato.

Glauco. Ma io gli rubo duminuti soli,sono Ma no ci si conosce, vero? Sono della ditta Del

Bello & figlio, gli ho portato a fa vedere la lapide, se gli va bene Vede?

Guardi che meraviglia.

Ofelia.(osserva la foto)Ah Bella, sie.

Glauco. Dica la verit,un gli viene voglia di morianca lei peandaa stasotto un marmo aquesta maniera?

Ofelia. Noe, vah.

Glauco. Come!Un gli garba?

Ofelia. Emi garba, ma quande sar imomento ci sar chi ci pensa! Eh!

Glauco. Neancora leiun cha pensato?

Ofelia. Io no!

Glauco. Male. Male, queste cose. Iposto lavete fissato?

Ofelia. Iposto?

Glauco. Bisogna esseprevidenti nella vita, signora! Eh!Un si sa mica mai aigiorno doggi Ofelia. Ma cosa vole che mi metta a pensa

Glauco. Ma scusi,eh Leiun ci tiene ora aisuaspetto? Gli una bella signora, voglio dire(aIgor) Senza malizia, vero (a Ofelia) E allora perchun deve pensaanche a come apparir quandesar ni loculo, o n terra, quandi Signore lavr chiamata a s?

Ofelia. Ma

Glauco.(trae un biglietto da visita e lo consegna a Ofelia)Ci contatti, signora, ci contatti petempo. Noi shatutti larmamentari possibili e mmaginabili perch vu possa ave la meglio lapide che ci possa esse, con tutti crismi! Davvero, eh? Tutte le cose pi moderne! Un ci crede? Guardi!

cartellina e la mostra a Ofelia)

Ofelia. Ascolti, facciamo cos: io gli vo a chiamaisor Anselmo, e lei nifrattempo glielo fa vedeai mi marito.

Igor. A me?

Ofelia.(sorridendo)Tanto tu moi prima di me.(esce nelle camere)

Igor.(fa gli scongiuri)Toh!

Glauco. Ah, mre prima lei, eh? Eh, ci sta, anca vedello Igor.(fa gli scongiuri)Pensi un poallaffari sua, lei!

Glauco. Mi scusi, mi scusi tanto, sa, gli deformazione professionale, come dice imifigliolo, sa,

lui ha studiato (si avvicina a Igor e gli mostra la cartellina) Guardi! Glielo fo vede a lei, allora: lorologi. Eh? Lorologi! Ci pensi un attimo: quale gli i pi grande problema che si pole ave quande siamo ai camposanto?

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Igor. Quello di tornaa casa!

Glauco. Eh?(non capisce subito la battuta)Ah, era una battuta?(ride)Come gli sempatico lei Allora,

uno de peggio problemi che ha la gente quande va ai camposanto Gli l orario! Lorario! Perch quande quarcheduno che cha quarchedun antro che gli rimaneva caro a questo quarcheduno, e questo quarcheduno va a trova qui quarchedun antro Le ha capito quello che voglio di, vero? Perch io mi ci son aggrovigliolato.

Igor. Ho capito, ho capito.

Glauco. Ecco, e che gli succede quasi sempre? Che si fa tardi, e unoun se naccorge. Allora noiche s nventato? Lorologio, nella lapide! Bello, eh, co numeri romani, sa (pronuncia come sono scritti) i, vi, xi, capito come? Si voleva fa anche luminoso, ma tanto s detto, la gente di buio ne cimiteri un ci sta mica, che si fa a fa ! (ride) E poi a ogni ora sona, co le campane a morto, sa (imita le campanedelle messe funebri) din don dan din don dan, e poi fa idoppio, da omo o da donna,a seconda di chi c sotterrato sotto, naturalmente. Garba, eh? Se sapesse come garba, ce nordinano un buggerio!

Igor. Son soddisfazioni.

Glauco. Bravo. Bravo, ha detto bene, son soddisfazioni. Ma noi di clienti contenti se nha tanti,co le nnovazioni che s apportato ni settore Ne vole sape unantra?

Igor.(vorrebbe rifiutare)Guardi, pe di la verit

Glauco.(non afferra)Gliela dico, gliela dico. Questa gli proprio una trovata, un crpo di genio. Lamacchina di caff! A cialde, dentro la lapide! Gli un brevetto che sha attro che noi, eh Uno va a visita la tomba, e si fa i caff. Bono, viene, eh, sentisse Anche i cappuccino si pole fa.


SCENA 13. Igor, Glauco e Anselmo, poi Ofelia


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Anselmo.(entra)

Anselmo. Caro, caro signor Del Bello.

Glauco. SoGiannettini buongiorno.(si avvicina a Anselmo e gli mostra la cartellina)Ero venuto a fagli vedela lapide, guardi Guardi che meraviglia Tutto marmo dellApuane, eh Oh, allora, a me un mi garba di che gli di Carrara. A Carrara marmo c quello che ci portano di lass, ma un mica di Carrara, gli dellApuane. Eh! Che dice lei?

Anselmo. Non si pu certo darle torto.

Glauco. Appunto, appunto. Ma guardi, guardi che bellezza. Eh? Che gli pare?

Anselmo. Stupendo, veramente stupendo. Proprio quello che desideravamo.

Glauco. Bene, bene, son contento. Ora dicevo: sera detto nome, cognome, date di nascita emorte, e poi una frase Ma cha pensato alla frase, so Giannettini?

Anselmo. Ci ho pensato, ma mi sembrano tutte cos Cos Vuote, insulse

Glauco. So Giannettini Ora, vero, no che nosi voglia passaavanti a un artista rinomatocome lei Ma se volesse, c i mi figliolo che pe queste cose gli lasso. Scrive certe frasi lui Rimang an tutti di stucco, ci domandano O ndove le prendete? Cavete un libro, quarche poeta che ve le scrive E io No, gli i mi figliolo, e tutti rimangano, dicano Ma come, davvero? Sicch ecco, se avesse bisogno le un fa che dimmelo, e io

Anselmo. La ringrazio, veramente, per volevo che fosse qualcosa scritto da me, magari unvirgolettato

Glauco.(non ha capito)Un?

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Anselmo. Virgolettato.

Glauco. Sarebbe come diun discorso complicato?

Anselmo. No no, virgolettato, tra virgolette. Come fosse una dichiarazione riportata dal vero.

Glauco. Ah, ecco, ecco.(vorrebbe ripetere il termine, ma sbaglia)Svirgolato, allora.

Anselmo. Virgolettato.

Glauco. Virgolettato Nsomma, tanto s detto che la scrive lei, allora

Anselmo. Gliela far avere quanto prima, non si preoccupi.

Glauco. Ecco, e pela scritta Pecaratterilei sempre propenso

Anselmo. Certo, certo. Lettere doro a diciotto carati.

Glauco. Che cosa bella, so Giannettini Non se la possano permettetutti, eh, anzi direi chepraticamente un la fa quasi nessuno, per sia come resa che come valore, vero Le lettere doro massiccio a diciotto Pi n l un si pole, gna fermassi.

Anselmo. Per la mia Livia non bado a spese.

Glauco. Ecco, per allora(mostra la cartellina)Io gli volevo proporre unantra delle nostrennovazioni pi attuali, soprattutto di questi tempi che si sente di dugni cosa Ecco, guardi. Lantifurto! Eh? Lantifurto, collegato co le guardie giurate e Carabinieri. Sinstalla noi, eh, controlla tutto i perimetro dellarea sepolcrale, cos un gli portan via nulla, nemmeno vasi de fiori, i ceri, nulla. un brevetto nostro, eh, anche questo, una cosa di cui si va particolarmente orgogliosi, davvero.

Anselmo. Ma in caso di tentativo di furto, che succede, suona un allarme?

Glauco. Sie, sie. E chiama le guardie, e la caserma deCarabinieri.

Anselmo. Ma un allarme Nella quiete del cimitero

Glauco. Stia zitto, stia zitto sor Anselmo!Un me ne parli nemmeno!Anche noi sera dettocome lei, quande si brevett! Si disse O che si pole mette una sirena? Ci sembrava Nsomma, di manca di rispetto, ecco. E allora a primi che si mise ci si mise una voce registrata, sa? Una voce, che diceva Fermati. Fermati, e vergogna!

Anselmo. Bravi, bravi, ecco. Quella una bellidea.

Glauco. S, e ci pareva anca noi. Senonch un giorno uno si prov a rubadufiori da una tombache caveva lantifurto Sa, era solo, la sera tardi, loccasione fa lomo ladro Questo allung la mano e quande senti Fermati. Fermati e vergogna! pens che la voce venisse da di sotto, e dalla paura che gli viense gli prese uno sturbo e rest l morto e stecchito! E allora si disse: noe, meglio la sirena, un fa mori nissuni!

Anselmo. Meglio, meglio. Vada per la sirena, allora.

Glauco. Allora va bene, eh? Lettere a diciotto e lantifurto. E la frase, soGiannettini, quande mela manda


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Ofelia.(entra)

Anselmo. Cercher di fare presto.

Glauco. E se poi volesse facoimi figliolo

Anselmo. Terr presente. Grazie, grazie infinite. Mi scusi ma

Glauco. No no, ma che scherza, scusi lei. Mi son anche presentato in tenuta da lavoro, ma sa, avorte le giornate un fanno a tempo a comincia che son belle finite, un c ma tempo di fa nulla


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Anselmo. Non deve scusarsi, ci mancherebbe. Grazie ancora, arrivederci.(uscir nelle camere)

Glauco. Grazie a lei, soGiannettini, tante cose.(a Igor)Certo, un artista come lui, un registafamoso Gli normale che alla frase ci voglia pensa lui, diavolo. Per anche quelle che scrive i mi figliolo Son belle, eh? Ve ne posso legge quarcheduna?

Igor. Ecco, no pe un volelle senti, per

Ofelia. Magari unantra vorta

Glauco. Ve le leggo, ve le leggo. Duo tre, eh, di quelle meglio.(sfoglia la cartellina)Senta, senta:(legge)MANCASTI, E MI SENTII MANCARE. MI MANCHI. Eh? Si sente propio la sofferenza nterna, vero, della persona rimasta sola. Eh? Gli vero? Gli bravo i mi figliolo. E questa, senta: NON VEDOLORA DI AVERTI QUI CON ME.Qui si sente irammimarico Rammimarico si dice, vero?

Igor. Pi o meno

Glauco.Nsomma, si sente lo sconforto della persona defunta che spera di riunissi presto conquella sempre viva.

Ofelia.(a Igor, confidenziale)Oh, se tu ci scrivi a quella maniera io a trovattiun ci vengo!

Glauco. Belle, sono, vero? Che uno poi le legge anche volentieri, no, anche pediletto, pepassatempo, son cose belle da senti. Sera quasi detto di fa un libro, son convinto se ne venderebbe a carrettate, per po s detto Cos po ci copiano tutte le frasi, e allora un se n fatto di nulla. Perch sa, no siamo un po gelosi delle nostre cose.

Igor. Eh, vu fate bene.

Glauco. Si fa bene, vero? Ecco. Perch son cose che Ci vole cervello, ci vole, a uno come me ecome lei un ci verrebbero mica! Senta questa, senta: AH A-acca, si legge cos? Sa, le scrive i

mi figliolo AH, POTESSI SCAVARE QUESTO METRO E MEZZO DI TERRA E RIUNIRMI A TE! Che

bellezza, i sentimento da adopera come forza pe rinvivire! E poi a me mi sannacqua locchi tutte le vorte, guardi Via, ora bisogna che vada Vole che glielo rimetta un preventivo anca lei? Senza mpegno, eh?

Igor. No, che preventivo No no, un voglio nulla.

Glauco. Guardi, gli prometto che rester soddisfatto, gli fo un trattamento di favore.

Ofelia. O fattelo fa!

Igor. Noe,un lo voglio!

Glauco. Senta, si fa una cosa? Io lo capisco, che a vorte,nsomma, preventivi pespese di questotipo uno se li fa fa un po marvolentieri E allora io, anche pe sdrammatizza un po sa come fo sempre? Fo un quizze.

Igor. Un quiz?

Glauco. Sie. Allora prima gli ho detto dellorologio conumeri romani, no? Ora io gli fo quarchedomanda su que numeri l e le mi risponde: se sbaglia mi fa fa i preventivo. Va bene? Li sa numeri romani lei?

Igor. Eli so, ma se mi domanda su dupiedicome si scrive dumilaquattrocentocinquantasei

Glauco. No no, io gli domando di quelli dellorologio, e basta. Fina dodici. Va bene? Ci sta? Lisapr fina dodici no?

Igor. Bah, fina dodici Via, sentiamo.

Glauco. Allora nenumeri romani sullorologi, come si scrive dieci?

Igor. Dieci? Dieci gli X.


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Glauco. X, va bene. E nove?

Igor. I X.

Glauco. I X, giusto. E cinque?

Igor. V.

Glauco. V, bravo. E quattro?

Igor. I V.

Glauco. Eh, no!

Igor. Come no!

Glauco. Noe! Un I V iiii, son quattro I messe di fila. Eh eh! Guardi guardi seun ci crede!

Igor.(controlla allorologio da polso)Sie, diamine, oraun sapr come si scrive quattro Camiseria, glivero

Glauco.(ride)Lha visto? Lho fregata, eh? Sullorologi lo scrvano a quella maniera. Maun se nepigli, ci cascan tutti, mica solo lei. Per allora ora gli fo i preventivo, eh? Sera detto, glielo devo fa!

Igor. E me lo faccia

Glauco. Vedr, vedr che rester contento! Grazie, eh? Arrivederlo. Arrivederla, signora!(esce a

destra)

Igor e Ofelia.(salutano a soggetto)

Ofelia. Tha messo ni mezzo, eh

Igor. O chi andava a pensa Figlio dun sette!(ricontrolla)E son quattro I, davvero.


SCENA 14. Igor, Ofelia e la D.ssa Ermini, poi la Seconda Vicina


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D.ssa Ermini.(entra da destra; si avvia verso le camere)Buongiorno

Ofelia. Bongiorno.


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D.ssa Ermini. Sono la dottoressa Ermini, sono il medico della signora.

Ofelia. Ah, veniva a vedere come sta?

D.ssa Ermini. S, avevo detto che ritornavo subito dopo pranzo Scusate Ofelia.Prego, anzi, scusi lei

D.ssa Ermini.(apre la porta delle camere)Permesso?(esce)

Seconda Vicina.(entra da destra, anche lei con una pentola)Scusate, bongiorno

Ofelia.(si avvia verso la Seconda Vicina)Bongiorno, signora.

Seconda Vicina. Tenga,(porge la pentola a Ofelia)la porti di ln cucina

Ofelia.(fa per ringraziare)

Seconda Vicina. No,un dica nulla! Nulla, eh? In certi casiun si deve n chiedere n ringraziare!Giorno verr che loro lo faranno pe quarchedun antro! Dico bene?

Ofelia. S s

Seconda Vicina. Gli poca roba, ma fatta coicore. Tanto, se vu aspettate quellattre due cheeran con me stamattina Un po di brodo e un po di lesso, roba leggera, di sostanza!


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(esce a destra)

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Ofelia. Brava signora, ha fatto bene. La porto subito di l.

Seconda Vicina. Edicevo, neancora

Ofelia. No, signora.

Seconda Vicina. Gli sempre viva?

Ofelia. Sie.

Seconda Vicina. Ah. Ma ormaintanto ibrodo lho fatto, piglitelo. Tante vorte lo volesse unpo anche la signora

Ofelia. Chi lo sa. Speriamo.

Seconda Vicina. Gli tanto brava quella donna, speriamo che risorta fri anche a questo giro.

Via via, vo via, gli tardi, se mai torno dopo a vede come va Arrivederli.


SCENA 15. Igor, Ofelia, Daniela e Niccol, poi Anselmo, Federico, Maurizio e Clarissa


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Daniela e Niccol.(entrano)

Ofelia. O Danielina, guarda(gli consegna la pentola)Nhanno portata unantra, aimmeno te tuconosci la casa meglio

Daniela. Sempre brodo?

Ofelia. Sie.

Daniela. Ci si d alla pazza gioia.(esce a sinistra)

Anselmo, Federico, Maurizio e Clarissa.(entrano; Clarissa ha la gruccia con il tailleur blu della madre; lo ossever ese lo misurer)

Niccol.(si avvicina a Clarissa)


568 -Maurizio. Ma potevamo restare anche noi con la mamma

569 -Anselmo. Lasciamo la dottoressain pace. Se deve constatare il decesso

570 -Ofelia. Allora morta?

571 -Anselmo.(sembra che stia per dire di s)No, ancora no.

572 -Federico.Son los ultimos pasos de su dansa. Ahi, Clarissita, che dolor Porch no podemosestar con eia

573 -Clarissa. Ma Fede

574 -Federico. Chico

575 -Clarissa. Ma Chico(resta perplessa)Chico

576 -Federico. Chico. Mi nombre es Chico.


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Clarissa.(resta perplessa, poi rinuncia a usare il nome di Federico; parla osservando il vestito che ha in mano)Hai sentito

cosha detto babbo? Se il dottore deve contestare Contrastare Come hai detto, babbo

Anselmo. Constatare, constatare il decesso.(trarr una busta dalla tasca e se la rigirer tra le mani)

Maurizio.(a Igor)Oh! Son andato avanti nella storia, eh? Federicoun gravemente ferito, no, hocambiato idea. Senta che suspence: Paolo sullisola deserta riesce finalmente a acciuffa Daniela e la tiene soggiogata; Federico invece gli catturato da una trib di cannibali! Eh?

Igor. Poeri loro. Se lo mangiano gli riman tutto sullo stomaco, gli peggio depeperoni!


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(si guarda

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581 -Daniela.(entra)


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Anselmo. Scusate Scusate signori. Vorrei avere la vostra attenzione, per favore. Dal momentoche ormai sembra che La dipartita della nostra amata Livia sia questione di pochi minuti, e visto che noi, la sua famiglia, le sue persone pi care, siamo tutti qui riuniti Pensavo che nellattesa dellufficialit della tragedia potevamo Leggere il testamento.

Maurizio. Il testamento? Ce lha?

Anselmo. Le chiesi se aveva disposto le sue ultime volont, e lei mi indic questa busta, nel suocassetto. Evidentemente il testamento.

Clarissa.(non ha sentito quel che Anselmo ha detto; osserva il vestito)C un filo tirato Ma tanto non si vede Ofelia e Daniela.(si guardano, perplesse; assisteranno ai dialoghi, sorprendendosi degli sviluppi)

Anselmo. Prendete posto a sedere.


Restano in piedi Anselmo, Niccol e Clarissa; gli altri che non erano gi seduti si siedono. Maurizio e Federico faranno cenno a Clarissa di sedersi, senza che lei afferri.


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Anselmo.(con maniera esagerata, apre la lettera, trae gli occhiali da vista e si predispone alla lettura;legge)

DICHIARAZIONE OLOGRAFA

Clarissa.(non ha capito)O?

Anselmo. Scritta a mano, Clarissa.(prosegue la lettura)DICHIARAZIONE OLOGRAFA DILIVIAZANNELLI, REDATTA DA ME MEDESIMA NEL PIENO POSSESSO DELLE MIE FACOLT MENTALI. ANSELMO, FEDERICO, CLARISSA, PARENTI TUTTI. ADESSO CHE LA MIA ANIMA HA FINALMENTETROVATO PACE

Niccol. Mamma, dice zio e babbo che tu ti metta a sedere.

Clarissa.(esegue)

Anselmo.(riprende la lettura)ADESSO CHE LA MIA ANIMA HA FINALMENTE TROVATO PACE POSSOPARLARVI LIBERAMENTE, COME NON HO MAI AVUTO MODO DI FARE DURANTE LA MIA VITA TERRENA. ANSELMO, FEDERICO, CLARISSA, STATE TRANQUILLI. QUESTA LETTERA BREVE, MOLTO BREVE. NON VOGLIO RUBARE TROPPO TEMPO ALLE VOSTRE VITE, LE VOSTRE VITE COS PREZIOSE, TANTO PREZIOSE CHE IL TEMPO CHE TROVATE PER ME SEMPRE STATO MOLTO, TROPPO POCO. TROPPO POCO, ESATTAMENTE. E DATO CHE VOI VIVETE E STATE BENE ANCHE SENZA CHE IO SIA PRESENTE, ALLORA NON C RAGIONE PER ME DI CONSIDERARVI NEMMENO ADESSO CHE NON CI SONO PI. QUESTO NON IL MIO VERO TESTAMENTO, QUELLO GI DAL NOTAIO, QUANDO LO LEGGERETE SCOPRIRETE CHE, INVECE DI VOI, HO BENEFICATO UNA PERSONA CHE MI STATA VICINA, MOLTO VICINA IN QUESTI ANNI. UNA PERSONA DELLA QUALE VOI NON SOSPETTATE NEMMENO LESISTENZA, MA CHE CREDETEMI, HA FATTO TANTO PER FARMI SENTIRE DONNA, AMATA, COMPRESA E CONSIDERATA. PER QUESTO HO DISPOSTO CHE TUTTI I

MIEI BENI VADANO A QUESTO SIGNORE. VI AUGURO OGNI BENE CHE NON SIA MIO. intorno, con evidente imbarazzo; straccia la lettera e ne scaraventa i pezzi a terra)


Sbigottimento generale. Breve pausa. Anselmo, Federico e Maurizio smetteranno i loro atteggiamenti compassati: si allenteranno le cravatte, si toglieranno le giacche, sbottoneranno le camicie, ecc., come se fino a quel momento si trattasse di una parte recitata che non ha pi senso portare avanti. Ofelia continuer a sgomitare e cercare di trattenere Igor nelle prossime battute.


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Federico. Ma senti la mimamma che scherzaccio che cha fatto!

Igor.(fra s)Lo vedi se quande ti pare tu ci ritorni sulla zolla! O falla ora lanciffela!


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(resta perplessa)

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596 -Clarissa.(a Maurizio)No, Mau! Non cambiarti la giacca, con questo tailleur di mamma quel colore

ci si intona magnicifi Magnifimi 597 - Anselmo. E ora che si fa?

598 -Maurizio. O chi se lo credeva? La sora Livia

599 -Igor.(fra s)E anche lui, senti!Un la chiama pi mamma, ora!

600 -Anselmo. La mi moglie Collamante?

601 -Clarissa.(riprende il discorso di prima)Magnificamente! Ci si intona magnificamente, Mau!

602 -Maurizio. Clarissa,un pi tempo di pensaa codestecose!Un hasentito? La tumammaunci lascia nulla!

603 -Clarissa. Nulla?Come nulla?

604 -Maurizio. Nulla, ha lasciato detto di da tutto a uno

605 -Anselmo. Isuamante!(si mette in disparte, pensieroso)

606 -Maurizio. Un amante!Ah, succedesse a me, lo so io che gli farei

607 -Igor.(fra s)Tu lo manderesti dacannibali sullisola deserta

608 -Clarissa.(guarda il vestito)Peccato Era proprio bellino Allora Mau fai bene a cambiarti, s,meglio se ti metti la giacca marrone

609 -Maurizio. Ma che giacca marrone! Posa codesto vestito!

610 -Clarissa.(appoggia il vestito su una sedia)

SCENA 16. Igor, Ofelia, Daniela, Niccol, Anselmo, Federico, Maurizio, Clarissa e la Terza Vicina, poi la D.ssa Ermini


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Terza Vicina. (entra da destra, con una pentola, guadagna il centro della scena)Buonasera! Scusate lintromissione,

vo via subito. Vho portato quarcosa, nulla di che, un po di brodo Ofelia. E un podi lesso.

Terza Vicina. Sie, sie. Ho fatto bene?Tanto Ofelia. Se saspetta quellattre due che eran con lei Terza Vicina. Vu patite la fame, ve lo dico io.

D.ssa Ermini. (entra, sorridente; vede la Terza Vicina e le va accanto)

Ofelia. Grazie.(prende la pentola della Terza Vicina; la terr in mano)

Igor. (fra s)Ma perch nessuno fa mai dupappardelle? Che si deve sta n lutto anche quande simangia?

D.ssa Ermini. (alla Terza Vicina)Lei capita a proposito Cosha portato, signora?

Terza Vicina. Brodo e lesso, roba di sostanza, ma leggera.

Daniela. (fra s)Ci mancavano.

D.ssa Ermini. Bene, benissimo!

Ofelia. Che gli fa fame?

D.ssa Ermini. Ma non a me, eh! No! Alla signora Livia! Si ripresa, ha detto che vuole qualcosada mangiare! Non una bella notizia?


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(esce a destra)

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Ofelia, Igor, Daniela e Niccol sono contenti e sollevati. Anselmo, Maurizio e Federico sono seri, quasi contrariati. Clarissa non sa da che parte stare.

625 -Clarissa. (guarda i personaggi contenti)Che sollievo! Meno male!(guarda gli altri)Ah No, allora?(perplessa) Boh

Breve pausa. Imbarazzo generale.


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D.ssa Ermini. Bene, io allora torno stasera. Se la signora avesse problemi nella nottatachiamatemi pure, va bene? Arrivederci.

Altra breve pausa.

Terza Vicina. (imbastisce il discorso di getto, come a voler riempire il vuoto, ma sembra pi che parli fra s, piuttosto che rivolgersi


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agli altri) Oh, meno male via, se s ripresa, speriamo che vadan avanti, eh, dattra parte a questetson arti e bassi che ci stanno, sa, e succede cos, per a vorte son situazioni che voglio dire, le pi vorte fa pi alla sverta uno che un ha nulla che gli piglia quarche cosa e ci rimane, nvece, no, chi si fa piglia da questi malesseri sembra sempre che vada l l, e po nvece sa quante campa, ci sotterra tutti, e allora anche la signora, speriamo via, si guarder, dattra parte si deve sta a quello che succede.

Nuova breve pausa. Nessuno risponde alla Terza Vicina. Nei prossimi dialoghi Anselmo, Maurizio, Federico, Clarissa e Niccol usciranno quando indicato, e a tutti Ofelia cercher garbatamente di consegnare la pentola, non riuscendovi.

Terza Vicina. (si guarda intorno, notando il disinteresse per quel che ha detto; fra s)Mah. Famiglia strana, questa.(esce a destra)

Anselmo. Troveremo una soluzione. La troveremo.

Maurizio. Ecco. A tutto c rimedio.

Federico. Va trovata peforza, una soluzione. Eh! Io mi son bellempegnato peifondondovefa la scuola, ho firmato i compromesso!

Anselmo.(senza dire altro, esce a sinistra)

Igor.(fra s)Pago a mamma morta! O piglia! Brava Livia, ha fatto proprio bene! Federico. Babbo, come pensi di fa? Eh, babbo?(esce a sinistra)

Maurizio. Sor Anselmo(esce a sinistra)

Clarissa e Niccol.(Clarissa tiene Niccol per la mano; si avvia per uscire con lui a sinistra, poi torna sui suoi passi e riprendeil vestito; esce a sinistra con Niccol)


637 -Ofelia. Fannulloni Ma questa(allude alla pentola)un lhanno presa, sa!

638 -Daniela. Vieni, mamma, ci vo io.(prende la pentola da Ofelia ed esce a sinistra)

639 -Ofelia. Igo Gnamo, noisar meglio se si va a casa

640 -Igor.Ndovoanda? Ma che scherzi!

641 -Ofelia. Oun volevi andavia prima?

642 -Igor. Prima! Ma ora no, eh! Oraun tu mi smovi di qui petutto loro dimondo! Gli undivertimento a caso!


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SCENA 17. Igor, Ofelia e Glauco

643 -Glauco.(entra, con la solita cartellina e due fogli scritti)Permesso? Scusate, eh, son sempre io(a Igor)Guardi,

dai momento che c ero e vista lora che era venuto (consegna i fogli a Igor) Mi son messo l ni furgone e lho buttati gi sui momento. Nho fatti due. Ci capisce? Si legge?


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Igor.(osservando un foglio)Si legge, si legge.

Glauco.(osserva lo stesso foglio in mano a Igor)Codesto gli quello Classico, diciamo. Ma guardiquellattro, quello sotto. Mi son permesso daggiungere un bellinvestimento, eh, per Guardi, io son convinto che quella fa proprio per lei!

Igor.(sta osservando il secondo foglio; allibisce)Eh? Come? No, guardi Un se ne fa di nulla.

Glauco. Come no!

Igor. No davvero, abbia pazienza!

Glauco. Ma perch no?

Igor. Come perch no! Passi pelorologio conumeri romani, ma Socoso, ioun ce la vogliola vasca idromassaggio! Eh!

Glauco. Ma come no!


Ofelia sorride divertita. A soggetto, Glauco sostiene la bont dellinnovazione proposta, mentre Igor rifiuta irremovibilmente.

Fine del primo atto.


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ATTO SECONDO

La scena. Stessa scena del primo atto. Crisantemi e ceri sono spariti.

SCENA 18. Le Vicine, Anselmo, Maurizio e Federico, poi Igor e Ofelia, poi Daniela

I componenti la famiglia Giannettini sono vestiti in maniera informale. Le Vicine entrano da destra: le prossime azioni qui descritte si svolgeranno durante il loro dialogo. Anselmo, Maurizio e Federico hanno scatti di rabbia: parlando lun con l altro e imprecando escono ed entrano ora da sinistra, ora dalle camere. Da destra entreranmo Igor e Ofelia, unici ad essere vestiti eleganti come nel primo atto, si porteranno sul proscenio, sul centro, osservando anche loro. Maurizio si soffermer vicino a Igor, ma senza curarsi di lui, e trarr di tasca un fazzoletto colorato, col quale si asciugher le lacrime e il sudore; Igor lo osserver, traendo di tasca il suo fazzoletto listato a lutto e guardando Ofelia come per dire Anche se non lavevo portato


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Prima Vicina. Ma sesicura davecapito bene? Seconda Vicina.Un che tu ti sbagli coi treno

Terza Vicina. Ora vi do una zuccata a tutte due, eh! Mi disse mi raccomando, vaspetto tuttetre pe piangere la mi povera moglie!

Prima Vicina. E a te chi tha detto

Seconda Vicina. Come fa a sapere

Terza Vicina. Figliole, quiun ci viene manessuno, luniche vorte che qui davanti gli pieno dimacchine gli quande la sora Livia tentenna! E allora meglio esse previdenti e veni a vede, no?

Prima Vicina. Ma io dico che neancora Seconda Vicina. Son tutti vestiti normale, guarda l.

Terza Vicina. Sar un antro farso allarme. Tanto son poco stranin questa famiglia. Lattra vortavenni qui, la signora stava meglio, volevo fa du parole Silenzio completo, tutti zitti, come se un ci fossi.

Prima Vicina. Ma glielo desti itempo di ragiona, a loro? Perch te a vorte Seconda Vicina. Tu seun pochiacchierona, eh.

Terza Vicina. Oh, se ve lo dico io Muti tutti comeMasetto di Lamporecchio! Me ne presiquasi a male, me ne presi.

Prima Vicina. Comunque,ntanto che siamo qui facciamoci senti.

Seconda Vicina. Tiriamosi su ivelo, figliole.

Le Vicine si tirano sul il velo.

Terza Vicina. Gli ho fatto piglia un po daria e via, eppure puzza sempredi carbonina.

Prima Vicina. Ve lo siete ripassato come di?

Seconda Vicina. Io me lo ricordo.


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670 -Terza Vicina. Oh, con tutte le prove che s fatto Maremma, nemmeno lattori di teatro!

671 -Prima Vicina. Via, riproviamo.

672 -Seconda Vicina. Ora?

673 -Terza Vicina. S,gnamo, ci si mette qui da parte

Le Vicine si mettono in disparte, a destra. Anselmo uscir a sinistra poco prima che inizino le finte lamentazioni delle Vicine. Federico e Maurizio usciranno ed entreranno, parlottando fra loro.

674 -Prima Vicina.Un si pole mica sfiguracon Giannettini!

675 -Seconda Vicina. Davvero, no,un si pole.

676 -Terza Vicina. Oh, se voleva lattrici bone sapevandopiglialle. Se ha voluto noi vordiche glisaremo garbate. Via: uno, due, tre.

677 -Vicine.(fingono di piangere)

678 -Prima Vicina. Poera sora Livia.

679 -Seconda Vicina. Che tragedia.

680 -Terza Vicina. Che disgrazia.

681 -Vicine.(continuano il finto pianto)

682 -Prima Vicina. Che tragedia.

683 -Seconda Vicina. Che disgrazia.

684 -Terza Vicina. Poera sora Livia.

685 -Vicine.(continuano il finto pianto)

686 -Prima Vicina. Che disgrazia.

687 -Seconda Vicina. Poera sora Livia.

688 -Terza Vicina. Che tragedia.

689 -Vicine.(continuano il finto pianto; smettono e sorridono soddisfatte)

690 -Prima Vicina. Che ritmo!

691 -Seconda Vicina. Eh? Si sembra di quelle bone.

692 -Terza Vicina. Oh, se no che s provato a fa?

693 -Maurizio e Federico.(usciti a sinistra, restano fuori)

694 -Anselmo.(rientra)No, signore, no.

695 -Prima Vicina. Che c?

696 -Seconda Vicina. S sbagliato quarche cosa?

697 -Terza Vicina. Troppo piagnisteo?

698 -Anselmo. Non c bisogno delle lamentazioni, grazie. Arrivederle.

699 -Prima Vicina.(alle altre Vicine)Alloraun morta.

700 -Seconda Vicina.(c.s.)Vedrai, seun vole le lamentazioni.

701 -Terza Vicina.(c.s.)Limportante gli che paghi, poi quande vole gli si fanno.

702 -Prima Vicina. Ma si diceva, sor Anselmo

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(si fa il segno della croce)

(escono a destra)

(entra da sinistra; anche lei vestita piuttosto elegante; si avviciner a Igor e Ofelia)

(esce a sinistra)

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Seconda Vicina. In ogni modo va bene come si fanno?

Terza Vicina. La ricompensa gli sempre valida?

Anselmo. Non voglio offendervi. Siete molto brave, di questo dovete essere orgogliose. Lasoddisfazione della buona opera svolta vale molto di pi del vile denaro, credetemi. Grazie, arrivederle.

Prima Vicina. Soddisfazione?

Seconda Vicina. Della buonopera?

Terza Vicina. Pi didenaro?

Prima Vicina. Mah.

Seconda Vicina. E pensaquante s provato.

Terza Vicina. Pela soddisfazione. Pagherea sapeche ci se ne fa.

Daniela.

Prima Vicina. Voglio andadaimacellaro e pagallo a soddisfazione, pevedeche mi dice!

Seconda Vicina. Meglio! Se tu gli dici a codesta maniera e capisce male, sache pettinata che tid!

Terza Vicina. Bah, magari. Io mi farefaanche la permanente.

Vicine.


SCENA 19. Igor, Ofelia, Daniela, poi Glauco e Anselmo


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Daniela. Babbo, mamma

Igor. Dimmuna cosa prima di tutto.

Daniela. Eh.

Igor. Gli morta?

Daniela. S. S, gli morta.

Igor.Oh, Dio la riposi n pace!

Ofelia.(si fa il segno della croce)Pace allanima sua!

Igor. Lhanno belle chiamato Paolo? Gli di l?

Daniela. Macch,un hanno mica chiamato nessuno neancora.

Ofelia. Come no!

Daniela. Nessuno, mamma! Gli sempre l come quande ha chiuso locchi.

Ofelia. O venvia

Daniela e Ofelia.(parlano assieme in disparte)

Glauco.(entra da sinistra; inizia la battuta d.d.)Ma no, sor Anselmo, via! Un marmo Calacata dellApuaneche costa un patrimonio!

Anselmo. (entra da sinistra)Faccia lei, basta che si spenda poco.

Glauco. Ma sarebbe come fauna collana di perle su un filo di ferro rugginoso, abbia pazienza!Una lapide a qui modo, sera detto anche di mettici le lettere doro a diciotto, meno male un lho ordinate!


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Anselmo. Lettere doro? Maun se ne parla nemmeno. Troppo, troppo.

Glauco. E come ci si fa la scritta? A pennarello?

Anselmo. Ecco, ecco, ce la faccia a pennarello.

Glauco. Ma come a pennarello, soGiannettini! E dicevo pedire!

Anselmo. No no, va bene a pennarello.

Glauco. Ma ci scriver lei a pennarello su un marmo dellApuane depi costosi che esiste!

Anselmo. E poi guardi, no, quel marmo non lo vogliamo pi. Faccia la lapide pi economicapossibile. Di cemento, si pu fare?

Glauco. Comeun lo volete pi! Quello me lha ordinato e lo piglia, abbia pazienza! A costo diportaglielo qui ni giardino! Eh! (a Igor e Ofelia) Ma diteglielo anche voi, un Calacata colle lettere doro, sarebbe stato i fiore allocchiello di tutta la nostra produzione! E ora vole una lastra di cemento co le scritte a pennarello!

Igor. Eh, sa, e gusti cambiano

Glauco. Eho capito, ma qui si va da unestremit a unantra! Eh!

Anselmo. Senta: selo vole riscotere, lo dia a quarchedunantro, ora le possibilit economiche diprima un shanno pi. Se nvece me lo d pe nulla, allora va bene i marmo e tutto quello che vole lei.

Glauco. O come fo a daglielo penulla? Costa un patrimonio, costa!

Anselmo. E allora ioun ci posso fanulla. Quelloun glielo posso paga. Mi dispiace, maunposso. Grazie e arrivederci. (esce a sinistra)

Glauco.(si toglie il cappellino e lo sbatte per terra, calpestandolo)Maremma sudicia ladra Un capolavoro,

veniva, un ca-po-la-vo-ro! E ora Che di, ora mi viene a racconta che un cha srdi! I regista Giannettini, vole damma ntende che un se lo pole permettere! Eh? Ma che viso cavr, la gente!

(raccoglie il cappello e si calma)


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Igor. Guardi cheun gli ha raccontato le novelle, eh.Un nha suiserio.

Glauco. Sie, diamine.

Igor. Io se le un ci crede la capisco. Da di friun ci credereneanchio. Ma la realt defatti gliquesta, son rimasti tutti allasciutto. Qui gliera tutto della signora, lui un ha nemmeno un duino.

Glauco. Davvero?

Igor. Davvero.

Glauco. Ma come, Giannettini, tuttifirmiche ha fatto, i libri che ha scritto

Igor. No, ma anni fa srdi naveva fatti. Poi Sa come vanno certe cose La mucca diRaffaello.

Glauco. A furia di leccamangi ivitello.

Igor. Preciso.

Glauco. E io come fo ora con quimarmaccio caro asserpentato,ccidenta quande lo comprai

Alei un glinteresserebbe

Igor. No. Noe. Mi dispiace, ma io pela mia voglio spendeigiusto. Ora, no proprio cemento epennarello E nemmeno la vasca, eh, sia chiaro.

Glauco. Ma come, pensi lei la gente che la viene a trova, nella bella stagione si potrebbe rilassaco un be bagno a idromassaggio Sotto la lapide di Calacata


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(esce a destra)

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Igor. Noe, gli ho detto. Grazie, tengo quellattro preventivo da parte perchun si sa mai, macodeste cose cost un son per me. Un son mica Briatore, io.

Glauco. Ma guardate, pensavo davefatto duaffari a veni qui Becco e bastonato! Ma chevolete che dica


SCENA 20. Igor, Ofelia, Daniela, Anselmo, Maurizio, Federico, Clarissa e Niccol

761 -Anselmo, Maurizio, Federico, Clarissa e Niccol.(entrano da sinistra; Clarissa tiene Niccol per la mano)

762 -Niccol. Mamma, si va fri? Si gioca a pallone, tu mi sta n porta.

763 -Clarissa. Ma non son brava, io

764 -Niccol.(a Igor)Te vieni?

765 -Igor. Io? Macch, sar ventanni cheun tiro una pedata a un pallone

766 -Niccol. Uffa,un ci vole giocanessuno con me!

767 -Daniela. Vengo io, vai,gnamo

768 -Daniela e Niccol.(escono a destra)

769 -Igor e Ofelia.(si avvicinano ad Anselmo, per fargli le condoglianze; Ofelia la pi vicina ad Anselmo)

770 -Ofelia. Sor Anselmo, via Bisogna fassi forza

771 -Anselmo. Eun posso, via.Un ce la fo a fammene una ragione!

772 -Federico. Nemmenio, babbo,un ce la fo.

773 -Igor.(fra s)O vai, niente Chico nemmeno oggi. Meno male.

774 -Ofelia. Eh, ci sono cose di fronte alle qualiun si pole fanulla, Anselmo. Che si conta nimondo?

775 -Anselmo. Eh? Ah, Ofelia

776 -Ofelia. Condoglianze.

777 -Anselmo. Condoglianze? Ah, s, diamine Ma noi un si diceva di codesto

778 -Ofelia. Come O di che?

779 -Anselmo. Gli che gli morta senza rifaitestamento, ecco icch gli!

780 -Igor.(fra s)Ora vi riconosco!

781 -Maurizio. Isor Anselmo ha provaton tuttimodi, maun c stato mica versi. Oh, dura, eh!

Nulla, cha lasciato, la mi socera!

782 -Igor. E di che si preoccupa? Oune sta scrivendo quicapolavoro sullisola deserta cocannibali?Lo finisce, e vu siete tutti a posto!

783 -Maurizio. Signor Magnani, difficile coniugare le esigenze della vita quotidiana con leespressioni delle forme darte.

784 -Igor.(fra s)S sEve lo dare ma io, a tutti(si allenta la cravatta)

785 -Clarissa.(le viene in mente qualcosa)Gianni!

786 -Anselmo. Nimezza una strada. Cha lasciato nimezza una strada! Qui, vede Ofelia?Un cnulla di mio, nulla! Gli tutto di lei, della Livia Zannelli! Noi siamo tutti bambolotti! Mi dica lei, no, mi dica lei ora noi, che si fa!


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Igor.(fra s)Vu ci dovevi pensaprima!

Federico. Bella riconoscenza verso la sufamiglia!

Clarissa.(cerca di ricordare qualcosaltro)Gianni

Anselmo. Ora fra un po viene uno, e ci dice aria, fa una firma dainotaio e ci butta tutti fri.Cos, come se si fosse Spazzatura! Mi dica lei se gli un be lavoro!

Ofelia. Ma dico, questo signore, se vu ci ragionate Si sapr chi , come si chiama

Anselmo. Ma che si sa, che si sa! Chi lo conosce? Chi simmaginava una cosa digenere? E poi,anca sape chi , che cambierebbe? Cosa cambia? Che si dovrebbe fa, chiedigli lelemosina? Domandgli se pe piacere ci d una stanza, un letto, quarcosa da mangia? Mi dovevo ritrova cos io, Giannettini, i grande Anselmo Giannettini, a pi di settantanni? Eh?

Maurizio.Un ce lo doveva fa, via, la misocera.Un ce lo doveva fa.

Federico.Un me lo saremacreduto.

Clarissa.(c.s.)Gianni

Anselmo. Ma chi codesto Gianni?

Clarissa.(c.s.)Gianni Aspetta babbo Schicchi, ecco! Gianni Schicchi!

Federico. E chi ?

Maurizio. Inome di quello suitestamento?

Clarissa. No, unopera di Puccini.

Anselmo. Eh, oun ero qui che ci pensavo! Ci sarrovella pesapeche sar domani di tutti quelliche siamo qui, e lei a che pensa? Allopere liriche!

Clarissa. Ma centra, eh, babbo! La sai com la storia?

Anselmo. Ma che vo che me ne

Clarissa. La sai o no?

Anselmo. No,un la so!

Maurizio. Come,uno come lei

Anselmo. Io lopere liriche un lho ma potute soffri, di tutti tipi.

Clarissa. O senti babbo, allora questa te la racconto io. Perun me la ricordo tanto bene.

Igor.(fra s)S sforzata anche troppo.

Clarissa. Nella Firenze diMedioevo mor icapo duna famiglia bestena Benasta Anselmo. Benestante!

Clarissa. Che cavevan tanti srdi, e lui lasci tutti i suaveri apoveri. I parenti chiamaronoquesto Gianni Schicchi, lo misero a letto e gli fecero fare la parte di quello morto come se fosse ancora moribondo, chiamarono i notaio e gli fecero rifa i testamento come gli garbava a loro.

Maurizio. Ah Senti ganzo.

Anselmo. E allora?

Clarissa. E alloraGli da qui cheun me la ricordo pi.

Igor.(fra s)Sciugategli isudore.

Maurizio. Per sarebbe una bellidea. Eh?


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Anselmo. La vita gli unantra cosa, Maurizio.Magari fosse facile a codesto modo Eh,maledetta, maledetta quella donna, ccidenta lei! Nemmeno locchi pe piange cha lasciato!

sinistra)

Federico.Un ce lo doveva fa.

Maurizio.Un ce lo doveva fa.

Clarissa.Un ce lo doveva fa.

Niccol e Daniela.(entrano)

Daniela. Eun posso giocaa pallone con queste scarpe, via.

Niccol. Mamma, vieni te

Clarissa. O Niccolino

Niccol.(a Igor)Allora vieni te?

Igor.Bah, nini, io verrei, ma son vestito bene

Niccol.Oh, per, eh

Ofelia. Tu haragione, poerino.(a Clarissa e Igor)Gnamo, si va tutti! Un podaria ci fa bene, ci sisvaga un po. Tanto che si fa qui, finch un viene Paolo a sistemalla Gnamo, su!

Clarissa, Igor, Ofelia e Niccol.(escono a destra, e si incrociano con Sofia e Brando)


SCENA 21. Daniela, Maurizio, Federico, Sofia e Brando


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Sofia e Brando.(entrano da destra)

Sofia. Permesso? Scusate, eh, buongiorno.

Federico non si cura dei nuovi entrati, e sulle prime nemmeno Maurizio. Daniela non sa cosa fare, poi rompe gli indugi.

Daniela.(si avvicina a Sofia)Buongiorno, dica.

Sofia. Buongiorno. Ho un appuntamento col Maestro.

Daniela. Giannettini?

Sofia. Giannettini, s. Anselmo Giannettini.

Daniela. Anselmo?...

Sofia.Anselmo Giannettini, s, i regista.

Daniela.No, mi scusi, credevo Lei un cerca Federico, cerca Anselmo.

Sofia. S, devo fare Un provino, unaudizione, non so cosa. Mio marito(indica Brando)ha presoun appuntamento.

Daniela.(a Brando)Un appuntamento? Ma Quanto tempo fa?

Brando. Una settimana, due.

Daniela. Ma sicuro?

Sofia. Gli sicuro s, scusi,un mica scemo imimarito.

Daniela. No, ioun che voglia contraddire, ci mancherebbe, ma di questi tempiun credo chesia possibile che abbia parlato coi so Giannettini.


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Brando.(impacciato)EE seun sar una settimana saranno Tre, quattro Ma perch un ci sipole parla?

Sofia. Comeun si pole, ma che si scherza! E che siamo venuti a fanoi?

Daniela. S, per vede, signora

Sofia. Sofia. Sofia Picchi.

Daniela. C un grosso problema.

Sofia. Ah no, eh? No! Non pu disattendere un appuntamento, eh? Mi metto qui e non mimuovo finch

Daniela. Mi lasci spiegare.

Sofia. Lei non ha nulla da spiegare a me, signorina! Io esigo di essere ricevuta dal Maestro, daGiannettini!

Daniela. Lui non la pu ricevere, signora. Sua moglie morta.

Sofia. ȅ Morta?

Brando. Morta? Oddio(si siede)

Sofia. Ma quando successo?

Daniela. Un paio dore fa, si figuri.Per cui

Sofia. Allora abbiamo fatto il viaggio a vuoto per davveroBrando!

Brando. Eh? S, abbiamo Fatto il viaggio a vuoto

Sofia. Sempre impressionabile, lui Ma guarda che disdetta, una volta tanto che(allude a Brando;da qu assume un atteggiamento altezzoso e sostenuto) Giannettini gli aveva promesso che mi avrebbe dato unaparte nel suo prossimo lavoro Vede, io ho scoperto questa mia Vena artistica In tarda et. Oddio, tarda, no tanto tarda, diciamo Un po avanzata

Daniela. Non mai troppo tardi, come si dice.(continua a parlare con Sofia e Brando; poi si congeder da loro euscir a destra)

Anselmo.(entra)

Daniela esce quasi subito, ma prima scambia ancora qualche parola con Brando e Sofia, che non si avvedono subito di Anselmo; Brando particolarmente turbato. Lattenzione di Maurizio stata attirata da Sofia; lha osservata e adesso si rivolge ad Anselmo. Federico sulle prime resta in disparte, poi si unisce al dialogo.

Maurizio. Anselmo.

Anselmo. Eh.

Maurizio. Anselmo, a tutto c rimedio.

Anselmo. Fuorch alla morte.

Maurizio. Envece io dico

Anselmo. Che dici?

Maurizio. Guardi. Guardi quella signora, Anselmo.

Anselmo. Che ha?

Maurizio. Sarebbe perfetta.

Anselmo. Perfetta peicch?


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Maurizio. Lidea di prima Gianni Schicchi

Anselmo e Maurizio.(parlano tra loro, osservando Sofia)


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Sofia.(si accorge di Anselmo; lo indica a Brando)Eccolo, ecco Giannettini, guarda! Brando.(con lintenzione di uscire)S, ma sar meglio ritorna un antro giorno

Sofia. Aspetta, emi guarda! Mi guarda, mi guarda, guarda me! Brando. Ma se gli morta la moglie, ma che voche glimporti

Sofia. O lascia fare, ha visto mai Lartisti son artisti(senza muoversi da dov, sorride e si pavoneggia)

Anselmo.(guarda Sofia)O Maurizio, venvia Maurizio. Ma guardi come gli somiglia, Anselmo! Federico. Ma di chi dici? A chi somiglia? Maurizio. Quella donna, alla tumamma! Guarda! Federico.(guarda Sofia)Somigliagli somiglia. Maurizio. E allora? Che saspetta?

Anselmo.(guarda ancora Sofia)Ma che dici suiserio?

Maurizio. venuta qui pefa un provino con lei

Anselmo. Un provino con me? O quando mai

Maurizio.Nsomma, oraun cinteressa codesto. Gli venuta qui colideaDi faquarchecosa, di dimostra quello che sa fa, no? Recita sapr! E allora, gli si d noi la parte: la signora Livia! Eh, Anselmo? Si paga bene, si richiama i notaio

Anselmo. Ma come si fa

Maurizio. Neancora nessuno sa nulla. Loro che son arrivati ora basta pagalli bene e siamo aposto. I genitori di Daniela avranno anche loro di che esse contenti, se la figliola quande simparenta (allude a Federico) con lui c ha un be conto n banca. E poi lei, noi, si potr ave quello che si sperava, Anselmo! Ci pensi un attimo, quante volte i su notaio ha visto Livia?

Anselmo. Per quello Beh, no, si saranno viste una volta Anche laltro giorno qui ci venneunimpiegata.

Maurizio. E allora?(allude a Sofia)Si prepara lei, si veste, gli si spiega che deve di, si richiamainotaio

Anselmo. Ma il notaio vorr vede documenti, la carta didentit

Maurizio.Un la far tanto difficile di fronte a una persona che sta pemorie vle rifaitestamento! Che motivi cha di dubita? Si fa veni qui, a casa sua

Anselmo. Ma te tu pensidavvero

Maurizio. Ma s, s, Anselmo! Gli unoccasione perfetta, bisogna approfittanne subito! Anselmo. Subito?

Maurizio. Subito! A tutto c rimedio, vi dico!

Anselmo. Fede, te che dici?

Federico. Mi escuela de danza El Chico

Maurizio. Anselmo, mi dia retta! Ci parlo io, la porto di l e glielo spiego. Eh? Via!

Anselmo.(riflette)

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Maurizio. Vo? Eh? Vo?

Anselmo.(risoluto)Chiappala, vai, portamela di l, vaspetto.(esce a sinistra)

Maurizio. Grande, grande sor Anselmo! Federico, vadi l anche te!

Federico. Un rayo de sol despus de la tormienta(esce a sinistra)

Maurizio.(si avvicina a Sofia)Scusate Scusi il disturbo Signora, senta Vorrei scambiare dueparole con lei.

Sofia e Brando.(si avvicinano a Maurizio)

Maurizio.(a Brando)No,abbia pazienza, lei Lei no. Solo la signora.

Sofia. Ma cosa vuole?

Maurizio. Non glielo posso spiegare qui, mi dispiace. Se viene di l un minuto potremo parlarepi liberamente.

Sofia. Ma chi lei? Un impresario? Un regista? Un collaboratore del Maestro?

Maurizio. S, certo. Le sto offrendo Una parte ben remunerata.

Sofia. Aah! Ma poteva dirlo subito! Allora, Brando, teun tu poveni! Grazie, signor Maurizio. Maurizio, Maurizio.

Sofia. Sono tuttorecchi, signor Maurizio. Andiamo pure.Brando, te

Brando. Io Vo a pigliauna boccata daria, magari Fumo ancuna sigaretta, mi ci vole(esce a

destra)

Maurizio. Venga, venga. Bisogna far presto, venga.


Maurizio e Sofia escono a sinistra. Scena vuota.

SCENA 22. Igor, Ofelia, Daniela e Paolo


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Paolo, Igor, Ofelia e Daniela.(entrano)

Paolo. Ero da queste parti, ho visto la macchina di Igor Emi son fermato a vedeun po.Un

che si fa con tutti, eh Uno come me se si ferma da una famiglia a domanda se hanno bisogno di nulla ci sta che ruscoli anche du puntate ni muso

Igor.(si fa vento, ha un podi fiato grosso)Tu ha fatto bene Ohiohi come siamo malandati, mamma mia,m bastato du rincorse ho belle finito i fiato! Uh

Paolo. Ma un falso allarme, come quellattre vorte?

Igor. No no, questa vorta ci siamo.

Paolo. Ci siamo o Ci sha da essere?

Igor. Fatto tutto. Gli morta sar duore.

Paolo. Du ore? Ma Hanno mica chiamato quarchedunantro?

Igor. No, ioun credo.

Daniela. E un tu la perdi la piazza, no

Paolo. Che discorso a bischero! Per me se volessero potrebban chiamachi gli pare,portassai,anche se un vengo qui sto bene lo stesso, sa! Gli che du ore son du ore, gli tanto tempo. E poi, proprio loro che mi chiamavano sempre Prima!


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932 -Igor. Aspetta, vo un poa senti io di l Ofelia, vieni anche te?

933 -Ofelia. No, che vo ndovenga, sto qui.

934 -Igor.(intende lasciare Paolo e Daniela soli)Ofelia, vieni anche te?

935 -Ofelia. Noo, sto quii

936 -Igor. O vieni anche te, tho detto!

937 -Ofelia. Ma se(capisce)Aah Allora, via Everr, se devo veni

938 -Igor e Ofelia.(escono a sinistra)

SCENA 23. Paolo e Daniela

939 -Daniela.Un perde barzo, imi babbo, eh? Come pole lasciacci soli

940 -Paolo. Se la cosa ti disturba vo fri, eh. Basta che tu lo dica.

941 -Daniela.(breve pausa)Scusa peprima.

942 -Paolo. Scusa?

943 -Daniela. S, quande tho detto Che un tu perdevi la piazza. M scappata.

944 -Paolo. Mi devo scusaanchio per. Prima ho detto una bugia.

945 -Daniela. Prima quande?

946 -Paolo. Quandho dettoChe starebene anche senza veniqui.

947 -Daniela. Ah.

948 -Paolo.(breve pausa)E come va, come va, ilatino? Ha mparato?

949 -Daniela. Vo a scuola, e mparo. Se no che ci vo a fa.

950 -Paolo. No no, ma io son contento. Ti ci mandavolentieri,un mi dispiaceva mica. Se gli unacosa che tu ci tieni, che ti garba, gli bene che tu la faccia.

951 -Daniela. Guarda che io ci sareandata pi volentieri con te! Gli che con codesto lavoro che tufai

952 -Paolo. Comhadetto?

953 -Daniela. Con codesto lavoro che tu fai

954 -Paolo. No, prima.

955 -Daniela. Che ci sarei Ci sareandata volentieri, con te, s.

956 -Paolo. Davvero?

957 -Daniela.(annuisce)

958 -Paolo.Un tu me lavevi madetto.

959 -Daniela. E che te me lhachiesto?

960 -Paolo. Dani, tu lhadetto te dianzi, coi lavoro che fo, io purtroppo

961 -Daniela. E allora, lo vedi.

962 -Paolo.(breve pausa)Ensomma la sora Livia, eh?

963 -Daniela. Rieccolo.

964 -Paolo. Rieccolondove?


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(non guarda Paolo)

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Daniela. A parladi lavoro. Si fa duparole, e tu parli di lavoro.

Paolo. Lavoro Gli la tu(non termina la frase volutamente)

Daniela. Gliera, semmai. La misocera.

Paolo. Mi sembra che Nsomma, dico, gli la novit pimportante di questa casa.

Daniela.(si immalinconisce)N una maniera on quellattra si ritorna sempre l.

Paolo. S, ma non ne volevo parlacome duna Cliente, volevo dire,gli una cosa che glisuccessa a te Parliamo di quarcosattro, allora.

Daniela. Di quarcosattro comicch?

Paolo.Un lo so, quarche cosa Quarche cosa che ti garba.

Daniela.(guarda Paolo, breve pausa; stacca lo sguardo da lui)Che mi garba? Eh Sache mi garberebbe ame? Qualcuno che fa qualcosa per me. Un voglio mica la luna, un lho ma chiesta a nessuno. Mi piacerebbe Ecco, mi piacerebbe sentire che son presente ni cuore di chi mi vole bene. Paolo, io lo so che tavre dovuto condivide coi tu lavoro. E un vero che me ne vergogno, anche se te nho parlato male, anche se tho preso n giro Un vero che me ne vergogno. Vedi, a me mi mancava Mi mancava sentire te che tu fa qualcosa per me. Ogni tanto. Un gesto, una parola, una carezza. Un segno che mi faccia pensare ecco, questo per me, lha fatto per me, pe lamore che sente. Un credo desse tanto diversa da tutte quell attre donne. Noi siamo cos, un si pretende tanto, ma qui poco nostro, ci spetta di diritto, e chi ce lo nega

Vor di che di noi un ha capito nulla. Nulla.


974 -Paolo.(guarda Daniela, colpito dalle ultime affermazioni; breve pausa)

SCENA 24. Daniela, Paolo, Igor e Ofelia, poi Anselmo


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Igor.(entra, togliendosi la giacca; si dirige alluscita di destra)Via, fri! Fri da questa casa!

Ofelia.(entra, insegue Igor e lo afferra)Mandovai! Stacarmo!

Igor. Carmo? Carmo? Ah, dovrestacarmo?

Daniela. Babbo, che hai?

Ofelia.(a Paolo)Nini, sar meglio se tu vavia di qui, e subito!

Igor. Via? Via lui? No, si va via noi, e luinvece bisognerebbe che rimanesse! Qui son ciucchi,son tutti ciucchi, lho detto, lo dico e lo voglio ridi!

Ofelia.(a Igor)Bono! Stabono, stai!Un la tufamiglia!(a Paolo)Ascorta, hanno detto che tichiamano loro quandhanno bisogno e che tu vada via subito.

Paolo. Ma che discorsiOun c la signora morta? Ora che ci potresta, mi mandano via?

Ofelia. Ascorta, nini, peibene che ti voglio anche seun tu sepi imigenero, facomedicano. Fai come dicano! Vai e aspetta che ti telfonino!

Paolo. Ma perch?

Ofelia. Perch s!

Igor. No no, davvero, vai vai. Gli meglio per te, ha ragione la mimoglie. Vai, tanto gli quistiondi poco Nsomma, un lo so quanto, ma ora gli meglio se tu riva via. Tanto se un tu va via quande vengan di qua ti mandan via loro.

Paolo.(a Daniela)Ma che hacapito nulla te?

Daniela. Nulla, nemmenun briciolo.


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989 -Anselmo.(entra, resta sulla porta)Clarissa! Dov? Andatemi a chiamare Clarissa, ho bisogno chevenga di qua, subito! (vede Paolo) O lei?

990 -Paolo. Buongiorno, passavo da qui, ho visto un certo viavai di gente, mi son detto: andiamo avede

991 -Anselmo. Lei non si deve permettere! Chi ce lha chiamato?

992 -Paolo. Ma io volevo solo

993 -Anselmo.(alterato)Se ne vada!

994 -Daniela. O che modi son codesti!

995 -Ofelia. Daniela

996 -Daniela. Daniela un cavolo! O che si tratta a pedate negli stinchi una persona che voleva faunagentilezza? Ma ndo siamo? Si vergogni!

997 -Paolo. Via, oraun i caso

998 -Anselmo.(a Paolo)Mi scusi, mi scusi, vero, sono stato un pobrusco. La prego, torni quando lachiamiamo noi.

999 -Paolo. Va bene, va bene, come vu volete. Vado via subito.

1000 -Anselmo. Grazie. Mandatemi Clarissa, ho bisogno di lei.(esce a sinistra)

1001 -Daniela.(a Paolo)Scusa, eh, davvero, anche lui sar un po

1002 -Paolo.(a Daniela; la interrompe, felice) vero, Dani. Gli vero.

1003 -Daniela. Icch?

1004 -Paolo. bello quando la persona che ami fa qualcosa per te. Grazie.

1005 -Daniela.(un posorpresa)AhPrego.

1006 -Paolo.(indietreggia verso luscita di destra, per non staccare lo sguardo da Daniela; esce)

1007 -Daniela.(guarda verso luscita di destra, contenta anche lei; breve pausa)

1008 -Ofelia.(a Daniela)O nina

1009 -Daniela. Eh?

1010 -Ofelia. O Daniela, tu sapessi che vogliano fa

1011 -Daniela. Gi, che vhanno detto di l che vu eri tutti

1012 -Igor.Un ci sto qui io, eh!Un ci resto, vo via!

1013 -Ofelia. No, Igo,un si pole!

1014 -Igor. Ma perch no!

1015 -Ofelia . Perch ora se quarche cosaun gli va peiverso, pomagari danno la crpa a noi! Sirovina rapporti fra le famiglie!

1016 -Igor. Magari! Magari rovinalli, scarcagnalli tutti questi rapporti, magari!

1017 -Daniela.Nsomma, io neancoraun ho capito nulla! Me lo dite che successo?

SCENA 25. Daniela, Igor, Ofelia e la Prima Vicina

1018 -Prima Vicina.(entra)Abbiate pazienza, ma sa, si sta di casa qui, si fa pe sapere(a Igor)Ma lasignora?


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Venga, venga! Facciamo

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Igor. Bah! Egli un lavoro a caso!

Prima Vicina. No, ma io volevodire La signora, morta o no?

Igor. morta o no?

Prima Vicina. Me lha a dilei, son io che lo voglio sape.

Igor. Esi vorrebbe sapeanche noi.

Prima Vicina. No, perch noi, su richiesta disor Anselmo, ci sera preparate perendereomaggio alla defunta, nteso? Sicch ci garbava sapello pe tempo, ecco. Anche se si riscote a soddisfazione ormai ci s perso tempo

Ofelia. Signora, perbene neancora e un si sa Sa, dattra parte questi son momenti un poUn pe mandalla via, ma

Prima Vicina. No no, danoia mai, eh? Mai. Vo via subito. Magari ritorno dopo a vede Poerasignora E dicevo

Ofelia. Dica.

Prima Vicina. Lattra vorta vi feci quarcosa da mangiare, si ricorda? Ma a questo giro mi son

detta tanto glielo fanno quellattre due Eh? Ho fatto bene? Ofelia. Ha fatto bene, ha fatto bene.

Prima Vicina. Se no vi si riempie ifrigorifero, come lattra vorta.

Ofelia. Sie, sie. Brava, ha fatto bene.

Prima Vicina. Ho fatto bene, vero? Arrivederci.(esce a destra)

Ofelia, Igor e Daniela. Arrivederci.


SCENA 26. Daniela, Igor, Ofelia, Maurizio e Sofia

1034 -Maurizio.(entra; da qui assume un tono autoritario e concitato; reca un plaid sottobraccio)

presto! (disporr una sedia al centro della scena; quando Sofia si sar seduta le metter il plaid addosso)

1035 -Sofia.(entra; vestita e pettinata in maniera diversa)Presto, presto. S s, presto.(si siede sulla sedia messa da Maurizio)

1036 -Maurizio.(a Igor, Ofelia e Daniela)Attenzione anche voi, eh? Mi raccomando. essenziale checomprendiate perfettamente bene ci che stiamo per fare.

1037 -Igor. Imale gli che s belle capito.

1038 -Maurizio. Come?

1039 -Igor. Nulla, nulla, lasci fare. Prosegua.

1040 -Maurizio. Molto bene. Allora, Sofia.

1041 -Sofia. Dica.

1042 -Maurizio. Ecco, sincomincia subito male. No Sofia, Livia! Lei ora gli la sora Livia!

1043 -Sofia. Ah, s, Livia.

1044 -Daniela. La sora Livia?(si metter a confabulare un pocon Igor un pocon Ofelia, che le spiegheranno la situazione; simostrer negativamente impressionata)


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Maurizio. Lei soffre, capito? Sta male! Mi faccia la sofferente.

Sofia.(recita goffamente, in maniera insulsa ed esagerata, ai limiti del non credibile; si lamenta)Aah Aah

Maurizio. Di pi, di pi


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(spalanca gli occhi, comicamente)

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1048 -Sofia.(non fa altro che tenere il lamento pi a lungo)Aaaah Aaaah

1049 -Maurizio. Sta cos male che non riesce quasi a parlare!

1050 -Sofia. Aaah non ce la faccio Aaaah a parlare Aaaah

1051 -Maurizio. Il respiro, pi affannoso!

1052 -Sofia. Aaah mi manca laria Aaah cho laffanno Aaah

1053 -Maurizio. Gli occhi, gli occhi! Strabuzzi gli occhi!

1054 -Sofia.Aaah mi manca laria cho laffanno Aaah come sto male

Maurizio. Sofia!

1056 -Sofia.(si ferma, esce dallinterpretazione)Che?

1057 -Maurizio. Noo! Non deve rispondere!

1058 -Sofia. Non devo rispondere!

1059 -Maurizio. Livia, Livia! Soffre, sta male, manca laria, strabuzza gli occhi

1060 -Sofia.(riprende linterpretazione)Aaah, laria gli occhi laffanno, aaah

1061 -Maurizio. Tossisca, tossisca!

1062 -Sofia.(inizia a tossire di continuo)

1063 -Maurizio. Ma non sempre, ogni tanto!

1064 -Sofia.(tossice)Aaah manca laria Aaah strabuzzo gli occhi Aaah tossisco(tossisce)

1065 -Maurizio. Lei veramente un disastro, Sofia!

1066 -Sofia.(esce dal personaggio)Ma se cera un copione da studiare

1067 -Maurizio. E non risponda quando la chiamo Sofia!

1068 -Sofia. E seun vole che rispondaun mi ci chiami! Ooh!

1069 -Maurizio. Si concentri! Si concentri! Laffanno, gli occhi, la tosse!

1070 -Sofia. Aaah affanno occhi tosse aaah Aaah affanno occhi tosse aaah..

1071 -Maurizio. Continui, continui! Torno subito, eh? Lei continui!(esce a sinistra)

1072 -Sofia. Aaah affanno occhi tosse aaah Aaah affanno occhi tosse aaah..(continua)

1073 -Igor. Mah! Egli un cinematografo peride, questo qui!

1074 -Sofia. Aaah affanno occhi tosse aaah Aaah affanno occhi tosse aaah..(si avvede di Igor e Ofelia)Come va?

1075 -Ofelia. Alla grande! Affanno, occhi, tosse.

1076 -Igor. Se la vede Sofia Loren si mette a piangedalla vergogna!

1077 -Sofia. Davvero? Bene, son contenta.(riprende)Aaah affanno occhi tosse aaah Aaah affannoocchi tosse aaah.. (breve pausa) Ma sar meglio che smetta ora

1078 -Ofelia. Ecco, ecco. Si diceva anche noi, s.

1079 -Sofia. No, se no poi perdo tutta la verve(lo pronuncia vrve, come scritto)

1080 -Igor. Ma che vrve La brvetu ha a dire


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SCENA 27. Igor, Ofelia, Sofia, Daniela e la Seconda Vicina


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Seconda Vicina.(d.d.)Permesso?

Sofia. O mamma c gente, se mi vedano(si alza e si nasconde precipitosamente dietro al divano)

Seconda Vicina.(entra da destra)Scusate, eh Siccome quellattra figliola che sta qui mha dettoche gli venuta a vede e gli pareva dave dato noia

Ofelia. Noia, ora, proprio noia Per, sa, n questi momenti

Seconda Vicina. Ma neancoraun si sa nulla della signora?

Ofelia. No, no. Nulla, nulla.

Seconda Vicina. No, sa, noci si tiene anche perch isor Anselmo caveva chiesto dessepresenti pe onora la signora, sa? Pe rispetto a lei, vero, perch se fosse pe lui, che ci vole paga a soddisfazione

Ofelia. S, s, vu veri preparate, si sa. Per

Seconda Vicina. Maremma, eppure lo sa che a me mi pare cos strano Gli poco che lho

vista, sa, mi ricordo che aveva (descrive i vestiti che sta indossando Sofia)

Sofia.(si rende conto che sta parlando dei vestiti che sta indossando, e si preoccupa)

Seconda Vicina. Gliera proprio l a sede.(si avvicina al divano e lo indica)

Igor.(fra s)Se fa tanto di guardadi l, chi!Di morte se ne fa due!

Ofelia. Guardi, no peessesgarbata, sa, per la famiglia cha chiesto

Seconda Vicina. No, mai eh? Noia mai.

Ofelia. Ecco, mai. Noia mai.

Seconda Vicina. Vo via subito.(si avvia a destra)E dicevo Un vu avete mica bisogno di nulla,vero? Perch lo volevo fa, come lattra vorta, si ricorda che vi feci un po di lesso

Ofelia. Ci si ricorda, ci si ricorda.

Seconda Vicina. E a questo giro mi son detta tanto glielo fanno quellattre due Eh? Hofatto bene? Se no vi si riempie i frigorifero.

Ofelia. Brava, brava, ha fatto bene.

Seconda Vicina. Ho fatto bene, vero? Arrivederci.(esce a destra)

Ofelia, Igor e Daniela. Arrivederci.

Sofia.(si rialza e riprende il suo posto)Mamma mia, se veniva in qua e mi vedeva, ve lommaginateVia, bisogna che mi ripigli, se no poi la parte

Igor.(a Daniela)Nina, visto come gli landazzo e che te tu conosci la casa Sar meglio che tuvada te di l a prepara quarche cosa, perch mi sa che oggi quelle donne qui ci lasciano a stecchetto.

Daniela. Metto a scongelauna delle pentole dellurtima vorta, avanz tutto.

Igor. Ecco, preciso. Minestra e lesso anche a questo giro. Men fisso.

Daniela. Bah, babbo, che voche mi metta a ammatti

Igor. No no, scherzavo. Va bene come tu hadetto, che ti vomette a fada mangiate? Fussingente che se lo merita

Daniela. Davvero, babbo. Pi ci penso e pi mi convinco che tu haragione te.


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(fa per rispondere)

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Igor. Cio?

Daniela. Che son ciucchi. Qui son propio tutti ciucchi.(esce a sinistra)

Igor. Brava nina! Lho detto, lo dico e lo voglio ridi!

Sofia. Certo per che se cera il copione Mhannodetto che questa parte si ispira a GianniSchicchi, lopera di Rossini.

Ofelia. No, signora Sofia.

Sofia.

Igor.Un risponda! Se no ritorna quellattro la rimbussola unantra vorta!

Sofia. Gi, Livia, Livia. Sono la sora Livia, ora!

Ofelia. Gianni Schicchi un di Rossini, gli di Puccini.

Sofia.Nsomma, gli uguale,Rossini, Puccini

Igor. Verdi, Rabagliati, Gigi dAlessioChe voche differenza ci sia.

Ofelia. Badi dun facome quello dellopera, eh?

Sofia. Perch?

Ofelia. Perch quello fece un poifurbo.

Sofia. Ifurbo?

Ofelia. O cheun la sa la storia?

Sofia. Mhanno detto che lui fece finta dessere uno morto perifaitestamento come volevanoparenti. Come si deve fa qui, no?

Ofelia. Eh, ma nella storia di Gianni Schicchi poi ci fu icrpo di scena, eh!

Sofia. Ah s?

Ofelia. Eh! Perch poi lui nitestamento, invece di lasciala roba aparenti dimorto, se la lasciper s.

Sofia. Per s?

Ofelia. Ba! Disse lascioquesto aGianni Schicchi, lascio quello a Gianni Schicchi, epraticamente rest padrone dugni cosa! E parenti rimasero co un parmo di naso!

Sofia.(interessata)Ah. Cos fece, eh?

Ofelia. Mi raccomando, eh?Un faccia la furba anche lei!(breve pausa)Scherzo, eh

Sofia. Diamine, diamine.(fra s)Senti senti

Igor. Comunqueun torna.

Ofelia. Comeun torna?

Igor. No,un torna. Son quelle storie che hanno senso nellopere, nelle commedie, ma nella realtun pole mica funzionare. O per lo meno: un pole ai giorno doggi.

Ofelia. Perch?

Sofia. Perch?

Igor. Perch ibeneficiario dun testamento Lereditiere,nsomma, poi deve andaa firmadainotaro pe accetta leredit. Eh! Ora, come farebbe codesto Gianni Schicchi a anda a firmare? I notaro lo riconoscerebbe!

Ofelia. Ah Gi. Gli vero.


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(fa cenno ad Anselmo di tacere; a Sofia)

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Igor. Dico bene o no?

Ofelia. Davvero,un torna. Allora come non detto, signora. Anche a volello fa un si pole.

Sofia.Un si pole, eh?

Ofelia. Eh, no.

Sofia.(fra s, dispiaciuta)Peccato.


SCENA 28. Igor, Ofelia, Sofia, Maurizio, Anselmo e Federico, poi Daniela


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Maurizio, Anselmo e Federico.(entrano)

Anselmo.(ha un foglio in mano)Allora, Sofia. Mi ascolti bene.

Sofia.(lo guarda di sottecchi, ma si guarda bene dal rispondere, continuer durante la prossima battuta)

Maurizio.(sorrider soddisfatto)


1150 -Anselmo. Sofia?Oh, Sofia!Mi sente? Sto parlando con lei!

1151 -Maurizio.Livia?

1152 -Sofia.(con fare esagerato, come per dire desidera?)Siiii??

1153 -Anselmo.(capisce)Ah, ecco, brava, brava.

1154 -Maurizio. Gli honsegnato io.

1155 -Anselmo. Allora Livia, eh? Livia. Questo il promemoria di quello che deve dire lei, guardi.

Lo legga e se lo impari. (consegna il foglio a Sofia)

1156 -Sofia. Ohiohi Scusi, eh, ma Recitare sotto la direzione di Giannettini Mi vien crdo, miviene

1157 -Anselmo. una parte di vitale importanza, signora! Mi raccomando, conto su di lei! pronta?

Ce la fa?

1158 -Sofia. Ce la fo. Ce la fo. Son pronta.

1159 -Anselmo. Allora. Si impari quel foglio, quello che dovr dire.

1160 -Sofia.(guarda il foglio)Tutto?

1161 -Maurizio. Scusi, non voleva il copione? Eccolo!

1162 -Sofia. Ma non riesco a imparare tutto questo pappi in due minuti!

1163 -Maurizio. E lei se lo impari lo stesso!

1164 -Sofia. Ma come faccio, non posso! troppo lungo! Non si pu!

1165 -Federico.(solenne)Segnora! Nos otros no tenemos las palabras no se puede en el nuestrovocabulario!

1166 -Sofia. Eh? O chi lei?

1167 -Anselmo. Federico chetati! Vaa chiamaClarissa, piuttosto, gli sempre fri.

1168 -Federico. Muy bien!(esce a destra)

1169 -Anselmo.(a Sofia)Allora diremo che ha preso due appunti per non dimenticarsi nulla. Vorr direche lo legge, va bene?

1170 -Sofia. Ecco, ora si ragiona, va bene.(mentre trae gli occhiali da lettura; perplessa)Ma chi quello l

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Anselmo. Non si preoccupi, lei!(si accorge degli occhiali di Sofia)Che fa?

Sofia. Che fo, piglio locchiali!

Anselmo. Ma Livia non li usava, non li ha mai usati!

Sofia. Liviaun lusava, ma a Sofia gli ci vogliano.

Maurizio. Non pu usarli! Non pu!

Anselmo. Provi a farne a meno.


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Sofia.(prova ad allontanare il pi possibile il foglio dagli occhi, assumendo una posizione sulla sedia che le fa quasi perderelequilibrio)

Maurizio e Anselmo.(la sorreggono perch non cada)

Sofia. E un posso, via,un posso.Un posso leggere, senza.

Maurizio. Deve leggere lo stesso!

Sofia. Ma come faccio a leggere lo stesso, ma che dice?

Federico e Clarissa.(entrano da destra)

Daniela.(entra da sinistra)

Anselmo.(a Sofia)Va bene, va bene. DiremoSemmai diremo che non sta bene, ha gli occhiaffaticati e quindi necessita degli occhiali! Basta fare presto. Legga, mi faccia sentire.


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Sofia.(legge)IO, LIVIANANNELLI

Anselmo. Zannelli, Zannelli, per lamor di Dio.

Sofia.Ah, gi Zannelli, si chiama, no Nannelli Scusi

Igor.(schifato dagli eventi)Scusate, io vo fri a pigliaun podaria, ritorno dopo.Un ci posso staqui.

Daniela. Babbo(poi osserver gli eventi sempre pi inorridita)

Igor. Nina,un ce la fo.Un ci posso staqui, lho detto, lo dico e lo voglio ridi.(esce) Anselmo. Presto, presto!


1192 -Sofia. Presto, presto,(rilegge),IO, LIVIAZANNELLI,NEL PIENO POSSESSO DELLE MIE FACOLTMENTALI, DISPONGO CHE TUTTI I BENI DI MIA PROPRIET, MOBILI E IMMOBILI, MATERIALI E IMMATERIALI, LIQUIDI COMPRESI, SIANO RIPARTITI SECONDO LE SEGUENTI QUOTE. CINQUANTA PER CENTO AL SIGNOR GIANNETTINI ANSELMO, MIO MARITO. VENTICINQUE PER CENTO AL SIGNOR GIANNETTINI FEDERICO, MIO FIGLIO. VENTICINQUE PER CENTO ALLA SIGNORA GIANNETTINI CLARISSA, MIA FIGLIA.

1193 -Maurizio.(interrompe)O chi lha messe le cifre?

1194 -Anselmo. Io.

1195 -Maurizio.Un vanno mica tanto bene.

1196 -Anselmo. Perch?

1197 -Maurizio. Intanto pecominciare noi siamo tre, e Federico gli da s solo.

1198 -Federico. Jo tiengo una novia!

1199 -Maurizio. Eh?

1200 -Federico. Cho la fidanzata!

1201 -Maurizio. S, e che centra? I fidanzamenti legalmenteun contan nulla.

1202 -Anselmo. E allora?

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Maurizio. E allora a Clarissa dovrebbandagli aimmeno itrenta.

Federico. Io son imaggiore!

Maurizio. E codesto che vorrebbe di?

Federico. E(non sa cosa dire)Una vorta voleva di!

Maurizio. Poi si star a vedete che tu hafatto! Gli ma giusto che ci si meriti noi di pi, vistoche questidea pe rifa i testamento m venuta a me! Se gliera per te ci si ciucciava i dito, sa coso?

Federico. Oh, moderatermini, capito?

Clarissa. Mau, bada a come tu parli quande tu ragioni con(perplessa)Bada a come tu ragioniquande tu parli Babbo

Anselmo. Ragazzi, via

Maurizio. Clarissina, guarda che io parlo per te, eh!

Clarissa. O Mau, o diamogli itrenta, o che problema c? Ve lo dico io come si fa: cinquanta percento a babbo, trenta per cento a loro e trenta per cento a noi.

Anselmo. E fa centodieci a codesto modo, Clarissa.

Clarissa. Come fa centodieci?

Anselmo. Son percentuali, bisogna divideper cento!

Clarissa. E noi dividiamo pecentodieci!

Federico. Ecco, e questa sarebbe la grandintelligenza che dovrebbe pigliapi eredit di me? Nodavvero, io un ci sto!

Clarissa. Fede! Ma se prima ti difendevo!

Maurizio. Sonontelligente abbastanza io pi di tutte due voi messinsieme!

Clarissa. Anche te! Che vorresti dire, che sono scema?

Maurizio. Tu secome tu sei! Eun parliamo di lui, sa attro che fassi le lampade, sculettaeragiona spagnolo!

Federico. Bada ti do le mane nimuso, eh!

Maurizio. O prova se tu haicoraggio!Un tu penseramica che abbia paura di te, eh? Anselmo. Fermi, fermi!

Confusione generale. Maurizio e Federico si accapigliano, subito divisi dai presenti.

Federico. Ioun voglio esseda di meno di lui!Un nemmeno di famiglia!

Clarissa. Gli imimarito!

Federico. Appunto pecodesto! Conta meno che di te! Sicch tuttimeriti che haun voglian dinulla. Se voi vu pigliate i trenta voglio i trenta anchio!

Maurizio. Noi meno ditrentaun si vole!

Federico. E allora(allude a Anselmo)vorr diche piglia meno lui!

Anselmo. Io? A me mi spetta la met!

Federico. Envece tu pigli i Trenta, sessantaQuante fa? Maurizio. Fa quaranta!


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1233 -Federico. Cuarenta!

1234 -Anselmo. Oh,un mi fatencavolaperch se no rifoifoglio e piglio ugni cosa io, eh?

1235 -Maurizio. Che fa lei?

1236 -Anselmo. Io son Giannettini! Qui son ipadrone pi che tutti voi!

1237 -Maurizio. No, leiun padrone di nulla! Di nulla!(indica Sofia)Gli tutto di lei!

1238 -Federico. No, no di lei, di mamma!

1239 -Maurizio.Nsomma, gli uguale!

1240 -Anselmo. Si rimane comho detto io! Cinquanta, venticinque e venticinque!

1241 -Maurizio. No! Datemi codesto foglio!(afferra il foglio dalle mani di Sofia)

1242 -Anselmo. Fermo, eh? Fermo!

1243 -Federico. Maurisio! Vienes ach!

Altro momento di confusione. Maurizio trae una penna e comincia a correggere il foglio, cercando di sfuggire a Federico e Anselmo. Maurizio uscir a sinistra, seguito da Federico, Anselmo e Clarissa. Sbigottimento tra i presenti rimasti, breve pausa.

1244 -Sofia. Oh,un crpa mia, eh? Io ho letto come cera scritto.

1245 -Daniela. Mamma Ma che famiglia questa, ma ndomi son ritrovata?(abbraccia Ofelia e scoppia a

piangere)

1246 -Ofelia. Itubabbo gli un po che lo dice

1247 -Daniela. Ma andato via?

1248 -Ofelia. No, o aimmeno Penso di no,ounha detto che andava fri Vaun poa vede ndo, vai

1249 -Daniela.(annuisce e si avvia a destra)Babbo Babbo(esce a destra)

SCENA 29. Sofia e Ofelia

1250 -Sofia.(durante questo dialogo prender in mano gli occhiali da lettura)Che lavori, eh?

1251 -Ofelia. Mah. Io a certe sceneun mi cero maritrovata.

1252 -Sofia. Ma, dicevo no? C una cosa cheun ho capito. Ma qui ragazzo(descrive sommariamenteFederico), ma isugenero?

1253 -Ofelia. fidanzato cola mifigliola, s.

1254 -Sofia. O di do?

1255 -Ofelia. Imigenero?Ah, ma che dice perch parla spagnolo?

1256 -Sofia. Eh, un pocos, un po cos

1257 -Ofelia. Egli appassionato di latino, sa, iballo. Gli una cosa che sente propio nisangue.

1258 -Sofia. Ah, ecco, ecco.

1259 -Ofelia. Eparla spagnolo, ma lui di spagnoloun cha avuto nemmeno linfluenza.


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SCENA 30. Sofia, Ofelia e la Terza Vicina - I

1260 -Sofia. Bello per, eh? Anca me mi garberebbe ballailatino.

1261 -Ofelia. Allora cha a andare, anche lei, alla scuola dimigenero, quande lapre.

1262 -Sofia. Mhanno sempre affascinato tutte quelle mosse(fa limitazione di una mossa di ballo con la mano e lecadono gli occhiali per terra) Uh (si alza, si china per raccoglierli, dando le spalle allentrata di destra, piegata a 90 gradi)


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Terza Vicina.(entra; vede Sofia e pensa che sia Livia)Ba?Eccola! Allora sta bene!

Sofia. Oddio!


Sofia, Ofelia e la Terza Vicina restano immobili, in posizione comica (Sofia pi di tutti perch chinata).

Restano immobili mentre si chiude il sipario.

Fine del secondo atto.


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(a Sofia)

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ATTO TERZO

La stessa scena del secondo atto.

SCENA 31. Sofia, Ofelia e la Terza Vicina - II

Sofia e Ofelia dovranno assumere la stessa posizione che avevano allinizio della scena precedente, e nelle prime battute (che sono ripetute) dovranno fare esattamente le stesse cose che hanno gi fatto.

Sofia. Bello per, eh? Anca me mi garberebbe balla i latino.

Ofelia. Allora cha a andare, anche lei, alla scuola di mi genero, quande lapre.

Sofia. Mhanno sempre affascinato tutte quelle mosse(fa limitazione di una mossa di ballo con la mano e lecadono gli occhiali per terra) Uh (si alza, si china per raccoglierli, dando le spalle allentrata di destra, piegata a 90 gradi)

Terza Vicina.(entra; vede Sofia e pensa che sia Livia)Ba? Eccola! Allora sta bene! Sofia. Oddio!(resta nella sua posizione)

1270 -Ofelia.(breve pausa; a Sofia)Ferma l lei!(alla Terza Vicina, avvicinandosi a lei)Che desiderava?

1271 -Terza Vicina. Evolevo sape della signora, maAllora, signora, come va?

1272 -Ofelia. No, e un pole Un gli pole rispondere.

1273 -Terza Vicina. No?

1274 -Ofelia. No, sa, la malattia

1275 -Terza Vicina. Ma perch sta a quella maniera?

1276 -Ofelia. Eh Una paresi, una paresi. Gli preso una paresi!

1277 -Terza Vicina. O mamma! A quimodo l?

1278 -Ofelia. Sie, sie.Un pole parlare eun si pole movere.

1279 -Terza Vicina. E che la tenete l nimezzo di stanza a quella maniera?

1280 -Ofelia. Channo detto di facos. Ora seun gli dispiace

1281 -Terza Vicina. S s, vo via. Noia no, eh? Noia mai!

1282 -Ofelia. Ecco, mai nemmeno lei, o brava.

1283 -Terza Vicina. Vo via, vo via. Comunque aimmeno vorr di che Se gli venuta di qua, alloraune sta pi male come prima, gi, anche se resta ripiegata a qui modo, ma ntanto

1284 -Ofelia. Esi star a vede, sa,n queste cose si dice male

1285 -Terza Vicina. Gli vero, gli vero, si dice male. E pensa(a Ofelia, confidenziale)Pensaa tutte quellelamentazioni che ci sera preparate E ce laveva chieste

1286 -Ofelia. Isor Anselmo.

1287 -Terza Vicina. Sie, sie, proprio lui.

1288 -Ofelia. Speriamo che servano ipi tardi possibile, eh?


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1289 -Terza Vicina. Guardi, proprio perch s fatto le prove, eh? Perch a me riscotere asoddisfazione un mi garba punto. Arrivederci. (si avvia verso luscita a destra)

1290 -Ofelia. Arrivedella.(sospira di sollievo, ma dovr riaffrontare la Terza Vicina unaltra volta)

1291 -Terza Vicina. Ahdicevo(torna sui suoi passi)Son venuta con le manen mano questa vorta

1292 -Ofelia. Gli uguale.

1293 -Terza Vicina. E mi son detta tanto glielo fanno quellattre due Eh? Ho fatto bene?

1294 -Ofelia. Se no vu ci riempite ifrigorifero.

1295 -Terza Vicina. Davvero! Mha levato le parole di bocca!

1296 -Ofelia. O via, lha visto? Arrivederci.

1297 -Terza Vicina. Arrivederci.(esce a destra)

1298 -Ofelia. Mamma mia, seun mi piglia uno stranguglione oggiun mi piglia pi.

1299 -Sofia.(non riesce a tirarsi su)Ohiohi Abbia pazienza, un ce la fo

1300 -Ofelia.(va ad aiutare Sofia)Ecco, venga Piano, eh Piano

1301 -Sofia.(si tira su)Grazie Meno male gli andata via subito

1302 -Ofelia. Si rimetta a sedere, se ritorna quellattri poi

1303 -Sofia. S s, un minuto, un minuto solo. Senta un po

1304 -Ofelia. Dica.

1305 -Sofia. Ora gli srto di palon frasca Ma codesto Gianni Schicchi

1306 -Ofelia. Eh.

1307 -Sofia. Tanto si facos, peragiona, no?Dicevo: lui prov antestassi ugni cosa per s?

1308 -Ofelia. Sie. E gland bene, a lui. Per ha ragione anchimimarito, oggi come oggi gli una cosampossibile.

1309 -Sofia. Eh, perch se io Fo pe dire, vero Semintestassi ugni cosa per me

1310 -Ofelia. Poi come farebbe a firmadainotaro peaccettaleredit?

1311 -Sofia. Eh. Ma se io

1312 -Ofelia. Se lei icch?

1313 -Sofia. No, pensavo Se io, nvece dintesta ugni cosa a me(si interrompe e non termina il discorso)

1314 -Ofelia. Eh.

1315 -Sofia. Nulla, nulla, lasci fare Pensavo fra a me eme.

1316 -Ofelia. Ecco, allora guardi, mentre lei pensa fra s e s io vo di l a cerca un bicchier dacquaperch se no Se no bisogna che ragioni coi marmista anchio Ohiohi (esce)

SCENA 32. Sofia e i Ballerini, poi Ofelia


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Ballerini.(entrano, piuttosto alterati)

Ballerina. Indove gli quifurfante manigoldo?

Sofia. Eh?

Ballerina. Qui bandito lazzerone che si fa chiama(marcato)maestro, ndo ?


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Sofia. Bandito? Lazzerone? Ma chi, Giannettini?

Ballerina. Lui, o chie!

Sofia. Ma come si permette? Ma lo sa di chi sta parlando? Giannettini uno dei pi grandi artistia livello mondiale!

Ballerina . Grande artista? Questa gli bellina! Gli un millantatore, un vampiro profittatore, eccoicch gli!

Sofia. Ma cosa sta dicendo! Giannettini? uno dei pi grandi in assoluto, un maestro in tutto eper tutto, per me un privilegio imparare da lui!

Ballerina. Impara da lui? Mah, signora, faccia come vole Noi un s mparato propio nulla, sisa conta fina sette e basta!

Sofia. Ma io Io stento a credere a quel che mi dice

Ofelia.(entra; sulle prime non capisce di cosa stanno parlando)

Ballerina. E comunque gli do un consiglio: un paghi nulla! Un paghi nulla, eh, finch un havisto resurtati! Un faccia come noi!

Sofia. Pagare? Sie, meglio! Io un pago mica, io riscoto!

Ballerina. Come riscote?

Sofia. Eh! E bene anche!

Ballerina.(al Ballerino)Ha sentito? Disonesto piratabriganteche un attro, a noi ci fa pagare unostonfo di srdi, e a chi gli pare lo paga lui!

Sofia. Bah, dipender da chi si ritrova pe le mane Ballerina. Perch, che vorrebbe di?

Sofia. Dattra parte, io son io e voi vu siete voi

Ballerina . Ma guardala! Oh, iola so fa la mi figura, sa! A Ponta Ersa, alla Sala78 e cho lafila tutti sabati! Tanghi barzeri porche marzucche mezzi tempi viennesi sambe ciccia e fostr! Che gli gli, do le paghe a tutti! Ora son venuta da qui gagarone pe mpara i latino, ma con quella sarsa che cha nsegnato qui pesticcione un ci si fa neanche la pastasciutta!

Sofia. Latino?

Ofelia. Noe, noe, bone tutte due! E' un vu ragionate di solito!(a Sofia)Loro un cercano i babbo,cercano i figliolo.

Sofia. Ah, i figliolo


SCENA 33. Sofia, Ofelia, i Ballerini, Maurizio e Federico, poi Clarissa


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Maurizio e Federico.(entrano)

Maurizio e Sofia.(si metteranno a parlare insieme di quello che Sofia dovr fare, e non prestano attenzione al dialogo)

Ofelia. Eccolo, meno male.

Ballerina.(a Federico; nei momenti pi concitati del discorso prover a colpirlo, e talvolta ci riuscir)Propio lei!

Federico. Eh? Ah, bongiorno.

Ballerina. Bongiorno? Bongiorno? Ah,un ragiona pi spagnolo ora, eh?Un le fa pi tuttequelle mossettine, eh?

Federico. Ah No Desculpa


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(lo colpisce)

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1348 -Ballerina. Ma che desculpa, disonesto!

1349 -Ballerino. Ora si rivole tuttisrdi!

1350 -Federico. Srdi? Cio Dinero? Porch el dinero?

1351 -Ballerina. E ragioni come mangia, ragioni!

1352 -Federico. Ahia!Segnora, por favor!

1353 -Ballerina. Mha fatto fauna figura che sareentrata coicapo sottoterra, come gli struzzi!

1354 -Federico. Figura? Porch?

1355 -Ballerina. Siamo andati aiconcorso, ieri sera! Quande channo visto ballaprima si son messitutta ride, e po channo squalificato!

1356 -Federico. Ah Ma che disonor

1357 -Ballerino. Uno cha anchedetto a saltella a quella maniera par che vu giochi a piaccella!

1358 -Federico. Piaccella?

1359 -Ballerina. Piaccella, sie!(colpisce ancora Federico)

1360 -Federico. Ohiohi! Segnora!

1361 -Ballerina. La piaccella ora gliela fo faio, gli stronco una gamba cos la fa a zoppetto!

1362 -Ballerino. Ci ridiasrdi!

1363 -Ballerina. Ecco, ci ridiasrdi! Tutti, eh? Quelli delle lezioni e quelli delliscrizione aiconcorso!

1364 -Ballerino. 350 euro!

1365 -Federico. Tre Tresientosinquenta euros

1366 -Ballerina. E subito, eh? Veloce!

1367 -Federico. No tiengo todo esto dinero!

1368 -Ballerina.Un tiene dinero? Ah,un tiene dinero?

1369 -Ballerino.No tengo dinero gli una canzone cheun ci garba!

1370 -Federico. Ah, la cansion Muy bonito, s, muy bonito

1371 -Ballerina. Ascolti me, bonito! O ce li rid tutti e subito, o se no

1372 -Ballerino. Se no a furia di cazzotti ilatino glielo fo ballanigirello, comebambini piccini!

1373 -Federico. No, via Calmi State calmi(si guarda intorno)O come fo(gli sovviene)Ah gi! Eh!

No! Noe, vah! Un posso!

1374 -Ballerina.Un pole?

1375 -Federico. Noe! Gli morta la mimamma! Eh, come fo, gli morta la mi mamma

1376 -Ballerina. Gli Come gli morta la sumamma?

1377 -Federico. La mimamma. Ora, sar duore. Gli morta, poera donna, davvero.

1378 -Ballerina. Ma dice suiserio?

1379 -Federico.Une scherzer mica su queste cose, eh! Che la vole andaa vede?

1380 -Ballerina.(impressionata)No No no Ba, allora

1381 -Maurizio.( stato attirato dalle ultime parole; si avvicina a Federico, preoccupato che Sofia venga smascherata)Oh! Ma che

dici?


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1382 -Federico. Come che dico! Gli morta, no? Gli di l,nteccherita!

1383 -Maurizio. Ma no!

1384 -Federico. Come no, Maurizio,un faibischero!

1385 -Maurizio. Ma non Non morta, ma che hadato barta?

1386 -Ballerina. morta o no?

1387 -Maurizio. Ma no, sua madre sta benissimo! Eccola qui!

1388 -Clarissa.(entra)

1389 -Ballerina. Chi ?

1390 -Maurizio. Lei!

1391 -Ballerina. Lei?

1392 -Sofia. Io?

1393 -Maurizio. Lei, s! La sora

1394 -Sofia. Livia! Sie, son io!

1395 -Ballerina.(allude a Federico)Gli la sumamma?

1396 -Sofia. Son la sumamma?

1397 -Maurizio.(annuisce; poi si rimetter a parlare con Sofia)

1398 -Sofia. Son la sumamma s! O chi ho a essere?

1399 -Clarissa. Eh! mamma anche di me, e io son la susorella!(cerca lappovazione di Maurizio, che approver)

Ho detto bene Mau?

1400 -Federico. Addio, mi mandan suigirello!

1401 -Ballerina. Farabuttombroglione(al Ballerino)Chiappalo!

I Ballerini inseguono Federico per tutta la stanza, poi lui e loro (in questordine) escono a destra.

1402 -Clarissa.(a Ofelia)Ma che son andati a ballare?

1403 -Ofelia. Noe, nina. Son andati a sonare!

1404 -Clarissa. Ma che glitirano? O mamma Fede Fede(esce a destra)

SCENA 34. Sofia, Ofelia, Maurizio e Anselmo


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Anselmo.(rientra, teso, col foglio di prima in mano, tutto spiegazzato; a Sofia)Ecco, tenga Ma facciamo presto! Sofia.(prende il foglio)Leggo questo?

Anselmo. S, legga, legga!

Sofia.(rimette gli occhiali)Allora Ecco.(legge)IO, LIVIAZANNELLI,NEL PIENO POSSESSO DELLEMIE FACOLT MENTALI

Anselmo. No, no, codesto lha gi letto.(indica un punto sul foglio)Da qui, legga da qui!

Sofia. Ah, dunque(individua il punto e legge)SIANO RIPARTITI SECONDO LE SEGUENTI QUOTE.QUARANTACINQUE PER CENTO AL SIGNOR GIANNETTINI ANSELMO, MIO MARITO. VENTISETTEPER CENTO AL SIGNOR GIANNETTINI FEDERICO, MIO FIGLIO. VENTOTTO PER CENTO ALLA SIGNORA GIANNETTINI CLARISSA, MIA FIGLIA.Ma fa cento?


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(prende la cartellina)

(cambia espressione)

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Anselmo. Fa cento, fa cento, finisca di leggere!

Sofia. Finisco, finisco.(legge)IN FEDE, ZANNELLILIVIA.Tutto qui.

Anselmo. Ha capito bene?


SCENA 35. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio e Glauco, poi Federico e Clarissa


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Glauco.(entra, con la sua cartellina)Allora quimarmaccio ve lho portato qui, e se Anselmo.(si precipita vicino a Glauco)Va bene, va bene. Come vuole.Ora per


Maurizio parla con Sofia e continuer a farle rileggere il foglio. Ofelia ascolter Glauco, divertita. Anselmo continuer a cercare garbatamente di far uscire di nuovo Glauco a destra, non riuscendovi. Verso la fine della scena, Maurizio si avviciner a Anselmo facendogli notare che tardi, e questi far cenno di esserne consapevole, ma di non riuscire a liberarsi di Glauco.


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Glauco. Come voglio, come voglio. Come voglioun vu lo volete fapi!

Anselmo. Come no. Marmo di prima scelta e lettere a diciotto. Stia tranquillo.

Glauco. Davvero?

Anselmo. Certamente!

Glauco. E allora, maremma Vu mavevi fatto piglia un crpo Allora me lo ripiglio?

Anselmo. E fra qualche giorno le mando la frase, cos pu acquistare le lettere. Ora per senon

Glauco. Allora si rimane come sera detto: Calacata, nome e cognome, date di nascita e morte, la

frase che mi mander lei, tutto co le lettere doro a diciotto, lantifurto eSo

Giannettini!

Anselmo. Che.

Glauco. La fotografia! Un s parlato della fotografia!

Anselmo.Come, o un cera anche sulla prova che mha portato?

Glauco.Ma, o so Giannettini! Ma che gli pare a lei che la ditta Del Bello non ci potesse avere

unaltra delle su nvenzioni n esclusiva anche pe la fotografie? Questaneancora

un glielho fatta vedere, guardi! Gliela fo vedere?

Anselmo. Signor Del Bello, io la ringrazio, per in questo momento

Glauco. Gliela fo vedere, gliela fo vedere. Guardi che roba: la foto che si move! Gliela spiego,eh?

Anselmo. Ecco, se si potesse un altro giorno

Glauco.Gliela spiego. Lha presente lei quelle fotografie da bambini che a seconda di come sitengano n mano fanno vede una cosa o unantra? Ecco, listesima! Guardi, qui cho anchi

campione! (mostra la cartellina a Glauco, inclinandola a destra e a sinistra) Eh? Si prende du fotografie della su moglie, no? Poi si mettano n questo supporto speciale, e i visitatore che verr a trovalla, a seconda di come si mette, vedr la signora n unespressione o n quellattra! Un bello?

Anselmo. Bello, bellissimo.


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(resta in sospeso, preparandosi a raccontarne unaltra)

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Glauco. Solo noi ci sha, eh Che poi a uno gli feci un servizio, guardi, mi ringrazia ancora.Siccome con queste foto ch qui, quande si trova i punto, basta movisi un pochino di spalle (faazione, muovendo il busto a destra e a sinistra) e si vede una posa o quellattra, no? E sembra proprio chelimmagine si mova, che leffigiato prenda vita, capito? Leffigiato sarebbe

Anselmo. Quello della fotografia.

Glauco. Ecco, ecco, lo sa allora. Perch a vorte questi termini tennici Allora, gli dicevo, a unoche gli garbava anda a trova la moglie e immaginassi di ragionacci, gli ho preso du fotografie uguali della moglie, una a bocca chiusa, e una a bocca aperta. E lui quande la va a trova si mette ni posto giusto, gli fa le domande, poi si move (muove il busto come prima) e gli par di vede lei che move la bocca, nteso, ba ba ba ba E allora dice che a quella maniera la moglie morta gli fa tanta compagnia, sta l tutti giorno, la saluta bongiorno cara e lei (ripete lazione) bongiorno amore mio, e lui vede la bocca che si move e gli par che glielo dica lei E via di questo passo! Se sapesse quante mi ringrazia quellomo quande mi vede

Anselmo. Ci credo, ci credo. Le mander due fotografie di Livia. Ora per se non le dispiace Glauco. Me le mandi, me le mandi, so Giannettini. Vedr quanto tempo che ci passa, anche lei,

giornate ntere! Per allora Anselmo. Allora icch?

Glauco.(trionfante)Allora avr bisogno anchedunantra delle nostre nnovazioni! Lombrellone!...Gliela spiego?

Anselmo. Signor Del Bello, mi creda, non abbiamo tempo

Glauco. Grazie, grazie, lo sapevo che gli sarebbe nteressata anche questa nostra nvenzione.Ora,no che lombrellone s nventato noi, ma la ditta Del Bello, gli stata la prima che ha avuto lintuizione di portallo ni cimitero! Ma pensi lei, anda a trova la su moglie sotto quelle smerie di luglio Dattra parte se no che si fa, si va ai camposanto dinverno e basta? Lunica sarebbe andacci di notte, ma di notte ni camposanto

Anselmo. Signor Del Bello

Glauco. Son chiusi di notte camposanti, no? E allora se le ci vole anda di giorno e trattenessiun po Cosa vole di meglio di nostro ombrellone? Bianco, eh, pe un da tanto nellocchio, sa, poi co la base tutta di marmo, n tono co la lapide

Anselmo. Ci penser, signor Del Bello, penser anche a quello.

Glauco.Noi, so Giannettini, siamo allavanguardia nellarte sepolcrale, come dice i mi figliolo!Noi si vole da ai camposanto un nuovo lustro, so Giannettini, se ne vole fa un luogo daggregazione, ndove la gente possa sta nsieme, socializzare, passa i tempo! Pensi come sarebbe bello! Ci sha anchi biliardino, so Giannettini! Ora un lo so come lo chiama lei, in italiano mha detto i mi figliolo si chiama calcio balilla Co giocatorini di marmo, marmo rosso e marmo nero, le palline di marmo, tutto di marmo. Gna sta attenti dun tirassi la pallina addosso perch gli un po pesa, a me mi rest i macolo ni capo pe quindici giorni


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Maurizio.(si avvicina nuovamente ad Anselmo, facendogli cenno che tardi)

Anselmo. Signor Del Bello, si parler di tutto quello che vuole, ma ora davvero, guardi, abbiamouna certa premura

Glauco. No no, ma io un lo dicevo mica pe la tomba della signora, eh No, i biliardino vabene pe ragazzi giovani, pe quelle belle combriccole, sa No no, ni su caso un va bene, glielo dicevo tanto pe spiegagli che fortuna ha avuto lei a rivolgisi alla ditta Del Bello! (notaMaurizio e la sua preoccupazione) Ma che avetede problemi, avete furia?

Anselmo.(sollevato nel vedere che se n finalmente accorto, annuisce)S, signor Del Bello, s, sha furia.

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Glauco.Ma me laveva a dire, so Giannettini! Unantra delle cose che noi della ditta Del Belloci siamo sempre stati attenti gli la discrezione! Un bisogna esse entranti, vero so Giannettini? Io, guardi, un minuto, ho fatto prima che ho potuto. Un vero?

Anselmo. Gli vero, gli vero. Bravo, bravo.

Federico e Clarissa.(entrano; Federico un pomalmesso e ha un occhio nero; si metter in disparte, ma poi coinvolto daglieventi si riprender)

Glauco. Vo via. Vo via subito. Grazie, eh. Grazie.(si avvia a destra, fregandosi le mani; vede Federico)Per!Bella ripassata che gli hanno dato, eh? Vole mica un preventivo anche lei? (ride) Scherzo, eh Arrivederci! (ride)


SCENA 36. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Clarissa, Igor e Brando, poi la D.ssa Tarantino

1453 -Igor e Brando.(entrano da destra)

1454 -Igor. Commedianti, preparatevi: c inotaro. Anzi, la notara.

1455 -Anselmo. gi arrivata?

1456 -Igor. Gli scesa ora di macchina. La dottoressa Tarantino, la conosco di vista.

1457 -Anselmo.(a Maurizio, Clarissa, Sofia, Maurizio e Federico) arrivato il notaio, arrivato!

Momento di eccitazione generale: tutti controllano il proprio aspetto per prepararsi al meglio. Igor e Ofelia parlano tra loro in disparte. Brando si mette in un angolo, solitario.

1458 -Igor.(a Ofelia)Che mi son perso?

1459 -Ofelia. Lombrellone, i biliardino e la foto che si move.

1460 -Igor. La foto che si move?

1461 -Ofelia.(fa lo stesso movimento di spalle di Glauco)Buongiorno amore mio!

1462 -Igor. Ma che mi perdi i cervello anche te?(vede Federico)O a Julio IglesiasChe gli successo?

1463 -Ofelia. O cheun lhavisto fri? Gli stata quella coppia di ballerini. Gli hanno dato unaripassata!

1464 -Igor. Ba, e lavevo vista passa della gente a corsaGli hanno fatto un battuto, eh? Peccato.

1465 -Ofelia. Che ti dispiace?

1466 -Igor. No, dicevo: peccatoun essestato l a vede, cavregoduto un poe via!(si fa raccontare

brevemente da Ofelia quel che successo)

1467 -Maurizio.(a Sofia)Oh, oh! Allora, tutto chiaro? Il personaggio! Laffanno, gli occhi, la tosse!

1468 -Sofia. Uuh, gi!(comincia a lamentarsi come prima)Aah affanno occhi tosse aah Aah affanno occhi

tosse aah (continua)

1469 -Anselmo.(a Maurizio)Ma che fa?

1470 -Maurizio. Linterpretazione, no? Guardi a quante cose ho pensato, io, peun misero ventotto percento!

1471 -Anselmo. S, ma cos Non si capisce nulla!(a Sofia)Pi piano!

1472 -Sofia.(si lamenta sottovoce)Aah affanno occhi tosse aah Aah affanno occhi tosse aah(continua)

1473 -D.ssa Tarantino.(entra)Buongiorno. questa casa Giannettini?

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1474

- Anselmo.(ha zittito Sofia)Benvenuta dottoressa!

1475

- D.ssa Tarantino.(tende la mano)Dottoressa Marienrica Tarantino.

1476

- Anselmo.(stringe la mano alla D.ssa Tarantino)Benvenuta e grazie, grazie di averci fatto questo enorme

favore. Mia moglie gliene sar grata in eterno.

1477

- D.ssa Tarantino. Siamo ancora in tempo, spero

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- Anselmo. S, s, siamo in tempo. Ma soffre, povera donna, sapesse come soffre!

1479

- D.ssa Tarantino. Bene, non mettiamo tempo in mezzo, allora. Andiamo in camera da letto?

1480

- Anselmo.(subito, concitato e incontrollato)No!(si riprende)No, mia moglie Vede? qui. Ha insistitoper

venire di qua, in questa stanza. Vuole che siamo tutti riuniti.

1481

- D.ssa Tarantino. Ah, ecco.(si avvicina a Sofia e le stringe la mano)Buongiorno signora Livia, vero?

1482

- Sofia. S! S s, Livia. Perch se mi chiaman unantra manieraun rispondo, eh?

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- D.ssa Tarantino. Prego?

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- Anselmo. Non ci badi, non ci badi. la malattia che la rende un po Cos

1485

- D.ssa Tarantino. Ma la signora in possesso delle sue facolt mentali?

1486

- Anselmo. Ma certo, certo.(a Sofia)Vero cara?

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- Sofia. Diamine, diamine. Ce lho tutte, le facolt mentali. Tutte, eh? Dire, fare, baciare, lettera e

testamento. Testamento pi che attro.

1488

- D.ssa Tarantino.(resta perplessa)

1489

- Anselmo.(per dissimulare)Vuole accomodarsi, dottoressa?

1490

- D.ssa Tarantino. Ah, s, s. Posso mettermi qui?(indica una sedia sulla destra)Lei dunque il marito.

1491

- Anselmo. S, sono io, sono io, Anselmo Giannettini.

1492

- D.ssa Tarantino. Ah, ecco, s, lei. Allora. La situazione contingente non ci permette di perdere

tempo inutile, per cui (si dispone a scrivere) Lei la signora Livia Zannelli (scrive)

1493

- Sofia. Io, s, Livia, io.

1494

- D.ssa Tarantino. Pu mostrarmi un documento?

1495

- Sofia.(non pensa alla propria parte, fa per rispondere come Sofia)Un documento? Ah, s, la borsa, dove lho

messa

1496

- Maurizio.(non visto dalla Dottoressa Tarantino, fa un pizzicotto a Sofia; si rivolge a lei)Un ce lha i documento

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- Sofia.(allinizio si lamenta per il dolore, poi le sovviene)Ahia Ah, i documento, gi Un ce lho mica

Aah... Aaah Affanno occhi tosse aah I documento Lho di l

1498

- Anselmo. Livia, cara Che ti succede? Via, resisti, siamo tutti qui

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- D.ssa Tarantino. Ma in grado la signora?

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- Anselmo. Io lo spero, dottoressa.(a Sofia)Livia, vuoi davvero farlo? Ce la fai? Ne sei sicura?

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- Sofia.(annuisce, sempre lamentandosi e tossendo)

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- Maurizio. Ma sar meglio fare presto!

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- Anselmo. Il documento, Livia. Ti ricordi dove lhai messo?


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Sofia.(annuisce c.s.; prova ad alzarsi, aumentando la tosse e i lamenti)

Anselmo. Ma vuoi che vada io? Se mi dici dov vado io!


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(smette di leggere)

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Sofia.(prova a dare spiegazioni fra i finti nodi di tosse e i lamenti)

Anselmo e Maurizio.(sorreggono Sofia che sembra l l per crollare)

D.ssa Tarantino. Si sieda, signora si sieda! Per favore, si sieda! Date le condizioni di salute pensoche possiamo soprassedere alla verifica dellidentit. (scrive)

Breve pausa. Anselmo, Maurizio e Sofia sono soddisfatti e si fanno cenni dintesa.

D.ssa Tarantino.(trae una busta dalla valigetta)Questo lattuale testamento della signora, che mivenne consegnato qualche tempo fa. Adesso quindi la signora dar le nuove disposizioni testamentarie che andranno ad annullare quelle qui contenute.

Maurizio. Annullare Annullare?

D.ssa Tarantino. Annullare, s, certo.

Maurizio. Bene, bene.

Anselmo. Ma, dottoressa, che si potrebbe leggere lo stesso

D.ssa Tarantino. Adesso no, signor Giannettini. Quando avremo redatto laltro lo restituir allasignora, e poi sar lei a disporne come desidera.

Anselmo. Ho capito.

D.ssa Tarantino. Allora, procediamo. Di fronte a me dottoressa Marienrica Tarantino notaioeccetera eccetera si presenta la signora Livia Zannelli, in presenza dei signori

Anselmo.(porge un altro foglio alla D.ssa Tarantino)Prego, dottoressa.

D.ssa Tarantino. Ah, grazie. Accidenti che organizzazione.

Anselmo. Grazie, dottoressa.

Igor.(fra s)Vu fate ma recere, vu fate

La D.ssa Tarantino declama a voce alta i nomi sul foglio, trascrivendoli nel contempo, e i chiamati risponderanno presente. Clarissa non risponder subito, sbadata com.

D.ssa Tarantino. Allora dunque, Giannettini Anselmo, marito della signora GiannettiniFederico, figlio della signora Giannettini Clarissa, figlia della signora Niccoli Maurizio, genero della signora Magnani Igor Squinzi Ofelia e Magnani Daniela?

Ofelia. Non qui, fuori.

D.ssa Tarantino. Quindi lei non la trascriviamo(scrive)Amici di famiglia. Bene.

Sofia. C anche Pasquinucci Brando.

Anselmo, Maurizio, Clarissa e Federico. E chi ???

Brando.(alza il dito, timidamente)Io.

Anselmo. Ah.(alla D.ssa Tarantino)Mettaaltro amico di famiglia.

D.ssa Tarantino.(scrive)BeneLa quale signora Zannelli dispone le seguenti istruzionitestamentarie

Anselmo. Livia, via, tocca a te. Ti sei fatta il foglio, no?

Sofia.(legge)IO,LIVIA ZANNELLI,NEL PIENO POSSESSO DELLE MIE FACOLT MENTALI,

DISPONGO CHE TUTTI I BENI DI MIA PROPRIET, MOBILI E IMMOBILI, MATERIALI E IMMATERIALI,

LIQUIDI COMPRESI, SIANO RIPARTITI SECONDO LE SEGUENTI QUOTE

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D.ssa Tarantino. Dica.

Sofia. Il cento per cento

Anselmo. No,Livia, leggi bene

Sofia. Il cento per cento al signor Pasquinucci Brando. Eh eh!(si frega le mani, contenta)

D.ssa Tarantino.(scrive)Ah. Quindi Basta, allora.

Sofia. Basta.

Anselmo, Maurizio, Clarissa e Federico. A chie???

Sofia. Pasquinucci Brando!

Anselmo, Maurizio, Clarissa e Federico. E chi ???

Brando.(alza un dito, timidamente)Sempre io.

Anselmo, Maurizio, Clarissa e Federico. Lei?


Confusione generale. Anselmo, Maurizio e Federico strepitano. Anselmo cerca di aggredire Sofia, che fugge per la stanza; Maurizio e Federico lo trattengono, dicendogli che non pu farlo, se no li arrestano tutti. Anselmo si calma e allora parte Maurizio, trattenuto da Anselmo e Federico, con gli stessi avvertimenti. Igor e Ofelia, in disparte, hanno dei sorrisi di compatimento. La D.ssa Tarantino cerca di prendere il controllo della situazione.


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D.ssa Tarantino. Fermi! Fermi! Calmatevi! Controllatevi!Non cos che ci si comporta conuna persona in fin di vita!

Federico. In fin di vita ce la mando ma io

Maurizio. Disgraziata!

Anselmo. Maledetta!

D.ssa Tarantino. Signori! Per favore!Rispettate le ultime volont della signora!

Anselmo. Cha messo nimezzo tutti!(a Maurizio)Lhavisto cola tubellidea

Federico. Nho anche toccate, pevia di te! Maun gli si d pi iventotto, vero babbo?

Anselmo. Ma che ventotto, imbecille anche te! Siamo rimastin mutande, siamo rimasti! Figliadun

D.ssa Tarantino. Signor Giannettini! Mettetevi tutti a sedere!

Mormorio generale, nessuno si mette a sedere.

D.ssa Tarantino. Mettetevi a sedere ho detto! Ricordatevi che siete di fronte a un pubblicoufficiale! Se no chiamo la Polizia!


Si mettono tutti a sedere, con pi o meno riluttanza.

SCENA 37. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Clarissa, Igor, Brando, la D.ssa Tarantino, Niccol e Daniela


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Niccol.(entra, correndo)Mi fa seteee

Daniela.(entra, inseguendo Niccol)Nicco, no Vieni qua, tho detto


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(prende Niccol per un orecchio con lintenzione di portarlo verso luscita di

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1554 -Niccol.(vede Sofia; resta stupito, torna sui suoi passi e le si avvicina; la osserva; breve pausa)Te che ci fai covestiti

della mi nonna?

1555 -Maurizio. Nicco, vai a bere, se ti fa sete

1556 -Niccol. Che ci fai covestiti della minonna morta?

1557 -Maurizio. Nicco, vai di l tho detto

sinistra)

1558 -Niccol. Ahia, ahia, tu mifa male, babbo

1559 -D.ssa Tarantino. Aspettate un momento. Fermi, voi!

1560 -Maurizio e Niccol.(si fermano)

1561 -D.ssa Tarantino. Chi questo bambino?

1562 -Maurizio. Chi ? Eh, chi Mah, abiter da queste parti

1563 -Niccol. Che da queste parti! Noi si stan via Chiarugi!

1564 -D.ssa Tarantino. Ma lo conoscete?

1565 -Maurizio. Conoscere, ora Un che proprio lo conosco

1566 -Niccol. O babbo! Ma che hapersicervello?

1567 -D.ssa Tarantino. Babbo?

1568 -Maurizio. Ah, bellino Mha chiamato babbo

1569 -Niccol. Oh, se devo chiamababbo quarcherdunantro sar meglio che tu me lo dica!

1570 -Maurizio.(d uno scappellotto a Niccol)

1571 -Niccol. Ahia, babbo!

1572 -D.ssa Tarantino. Ascolta un attimo me, piccolino.

1573 -Maurizio. Ma via, dottoressa, impressionabile, sacome sono i bambini

1574 -D.ssa Tarantino.(fa cenno a Maurizio di tacere)Come ti chiami?

1575 -Niccol. Niccol.

1576 -D.ssa Tarantino. E di cognome?

1577 -Niccol. Niccoli.Un si son sprecati pemettimi a nome, hanno preso iprimo che gli veniva.

1578 -D.ssa Tarantino. E sei il figlio di questo signore?

1579 -Niccol. Fina ora quande lo chiamavo babborispondeva.

1580 -D.ssa Tarantino. E la tua mamma dov?

1581 -Niccol.(indica Clarissa)Cola l.

1582 -D.ssa Tarantino. E lei la figlia della qui presente signora Zannelli?

1583 -Clarissa.(confusa)No S Boh

1584 -Maurizio. Dottoressa

1585 -D.ssa Tarantino.(fa nuovamente cenno di tacere a Maurizio)Niccol, tu prima haiparlato della nonna

Morta?

1586 -Maurizio. Ma che morta, non morta, vero Niccolino?

1587 -Niccol. S che gli morta, lho vista io! Gli di l, cos!(fa azione)


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1588 -D.ssa Tarantino. Di l?E questa signora allora Chi ?

1589 -Niccol. Che lo so chi !

1590 -Maurizio. Ma lasci stare

1591 -Anselmo. E no! No cheun si lascia stare! No!

1592 -Maurizio. Sor Anselmo

1593 -Anselmo. E se si van galera tutti pazienza! Ioun mi fo mettenimezzo da una a quellamaniera! Eh! Clarissa, porta fri Niccol! E lei, dottoressa, ascolti me!

Clarissa prende Niccol per la mano e se lo porter fuori a destra, mentre lui si lamenta perch ha sete.

1594 -Niccol.Mi fa sete Mamma Mi fa sete

SCENA 38. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Igor, Brando, la D.ssa Tarantino e Daniela


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D.ssa Tarantino. Dica.

Anselmo.(indica Sofia)Quellaun la mimoglie!

D.ssa Tarantino. No?

Anselmo. No! Noi si voleva Insomma, s fatto tuttuna messinscena, ecco. La mimoglie glimorta oggi.

Igor. Bomba liberatutti!

D.ssa Tarantino. Morta?

Anselmo. Morta.

D.ssa Tarantino. Ma Voi Voi sapete che cosa avete fatto?

Anselmo. Si sa, si sa.

D.ssa Tarantino. Questo un un reato!Sostituzione di persona e falsa dichiarazionedinanzi a un pubblico ufficiale! Si va nel penale, signori! Ma io Io

Maurizio. Siamo rovinati.

D.ssa Tarantino. Tutti daccordo, dunque?

Anselmo. No no, lidea gli mia e dimigenero. Quellattri Lasciamoli fa.

Maurizio. Lasciamoli fa? Come sarebba di?

Federico. Oun volevi iventotto per cento perch lidea gliera merito tuo? O ciuccia! Eh!

(durante i prossimi dialoghi, quando non coinvolto direttamente, rester dalle parti di Maurizio, ammonendolo per la sua bella pensata)


Confusione generale. Maurizio non vuole colpe, Anselmo dice che giusto cos, Igor, Ofelia e Federico ribadiscono che non centravano nulla.


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(si mette a piangere)

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1610 -D.ssa Tarantino. Silenzio! Silenzio, ho detto! Allora Scusate, ma devo riassumere il controllodi questa situazione Paradossale, veramente! Non mera mai successa una cosa del genere! (brevepausa) Lascio a margine le mie considerazioni personali, che ovviamente sono le pi basse chepossiate immaginare. I membri di questa famiglia riceveranno presto notizie dal mio studio legale e dalle Autorit giudiziarie competenti. Adesso per Adesso dobbiamo recuperare il senso di questo nostro incontro, se ancora pu essercene uno. Se la signora defunta, a questo punto devo espletare le mie funzioni. Cos stando le cose riassume pieno valore il testamento originale

della signora. (lo trae nuovamente dalla sua borsa) Che vado a leggere. (apre la busta, legge) TESTAMENTOOLOGRAFO DI LIVIA ZANNELLI, REDATTO DA ME MEDESIMA NEL PIENO POSSESSO DELLE MIE FACOLT MENTALI. DISPONGO CHE TUTTI I BENI DI MIA PROPRIET, MOBILI E IMMOBILI, MATERIALI E IMMATERIALI, LIQUIDI COMPRESI, VADANO A UNA SOLA PERSONA, LA SOLA PERSONA DEGNA DI ESSERE CHIAMATA CON QUESTO NOME TRA TUTTI COLORO CHE HANNO CIRCONDATO LA MIA VITA. LA SOLA CHE HO AMATO CON TUTTA ME STESSA, LA SOLA CHE PORTO NEL CUORE, LA SOLA CHE SENTO ESSERE LALTRA PARTE DI ME. DICHIARO PERTANTO MIO EREDE UNIVERSALE IL SIGNOR PASQUINUCCI BRANDO.


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Sofia.(esterrefatta)Chi???

D.ssa Tarantino.(rilegge)PASQUINUCCIBRANDO

Anselmo, Maurizio e Federico. E chi ???

Brando.(alza il dito, timidamente)Quello di dianzi.

Stupore generale.

D.ssa Tarantino.(a Brando)Ah, Lei(poi si metter a scrivere)

Brando. S, io.

Sofia. Ma Brando Che cosa Su qui foglio ci dice che

Brando. Che saveva una relazione. S. Da diversi anni.

Stupore e mormoro generale.

Anselmo. Aveva organizzato tutto!

Brando. No, no. Ioun avevo organizzato nulla O per lo meno, avevo organizzato solo lanostra venuta. Era da tanto che un sentivo Livia, e mi sono immaginato che stesse poco bene. Allora ho detto alla mi moglie che gli avevo preso un appuntamento a casa sua, con lei, so Giannettini Naturalmente non era vero nulla, io volevo solo avere una scusa, un pretesto per venire qui, varcare questa soglia, sapere cosa stava succedendo E ho avuto La peggiore notizia che mi si potesse dare

Sofia. Brando, ma Tu piangi?

Igor. Esarebbe lora! Gli iprimon tuttigiorno! Che famiglia!(trae il fazzoletto di tasca e lo porge aBrando) Tenga. Aimmeno serve a quarche cosa.

Brando.(a Igor)Grazie.(ad Anselmo)Tutto quello che successo dopo lavete fatto voi(indica Sofia)E lei, nella sua Interpretazione della parte.

Sofia. Scusate, io Vado di l a rimettimi la miroba. Scusate.(esce a sinistra)


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(lo trascina destra)

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SCENA 39. Sofia, Ofelia, Anselmo, Maurizio, Federico, Igor, Brando, la D.ssa Tarantino e Daniela, poi Paolo


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D.ssa Tarantino.(confusa ed emozionata)Signor Pasquinucci, lei Lei ha un documento?

Brando.(annuisce, lo trae di tasca e lo mostra alla D.ssa Tarantino)

D.ssa Tarantino. Allora, se intanto Mi firma qui, per accettazione, poi Provvederemo aredigere i documenti di successione

Brando.(lentamente, prende la penna che gli porte la D.ssa Tarantino e firma)

D.ssa Tarantino. Grazie. Allora con questo lei Accetta leredit della signora Zannelli. Vistoda Da me sottoscritta, dottoressa Marienrica Tarantino, notaio.

Breve pausa. Brando si commuove nuovamente, gli altri restano imbarazzati e sbigottiti, chi per delusione, chi per sorpresa, chi per compatimento.

Paolo.(entra; vestito elegante, ma non da lavoro, ha una rosa in mano)Buongiorno a tutti.

Anselmo. Arriva a proposito. Vada, vada, gli tutta vostra. Prima la portate via e meglio .

Paolo. Pecodesto chiamate lufficio, son qui peunantra cosa. Dani.(si avvicina a Daniela)Danisenti, dianzi ho capito quello che tu volevi dire. Ora son venuto per te. N pe loro, n pe quella poera donna di l, sono venuto per te. Son venuto perch

Daniela.(interrompe Paolo, appoggiandogli le dita sulle labbra)Portami via. Paolo, portami via. Qui non c

nulla di quel che voglio per me. Nulla. Portami via.

Paolo. Ti porto via.

Daniela. Portami via.

Paolo e Daniela.(escono a destra)

Ofelia. E allora ora si va via anche noi! Gnamo, Igo!(esce a destra)

Igor. Oh, aimmeno una gioia!(si avvia per uscire a destra, poi torna sui suoi passi; a Maurizio)Ci sispiri ora, allastoria damore! Che fa ora, (indica Federico) ci manda lui solo, sullisola deserta, a nsegna i latino a cannibali? Glinsegni la salsa, a cannibali gli fa comodo!

Ofelia.(d.d.)Igo!

Igor. Oh, vengo!(si avvia di nuovo a destra, torna ancora indietro)Perch qui

Ofelia.(rientra interrompendo Igor, e afferrandolo per un braccio)Perch qui vu siete ciucchi, vu siete tutti ciucchi!

Lho detto, lo dico e lo voglio ridi! Gnamo!

Igor e Ofelia.(escono a destra)

Maurizio. (sconfitto su tutti i fronti, si mette in disparte e assiste ai prossimi dialoghi)

Clarissa.(entra)Fede! Ma Daniela sta andando via con quello delle pompe funebri!

Federico. Lho visto.

Clarissa. E non dici nulla?

Federico. Smetter di dagli le lezioni gratisse.(esce a sinistra)

Clarissa.(a Maurizio)Mah. Certo Mau, che giornata, eh? Bastonati, becchi e poeri!(ride)Ci mancadammalassi, poi

Maurizio. (stizzito, si alza ed esce a sinistra)

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(evita ostentatamente di rivolgersi ad Anselmo)

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1650 -Clarissa. Mau Mau Ndove vai Mau Mau(esce a sinistra)


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D.ssa Tarantino. Domando scusa, ma Dal momento che i miei compiti pi importanti sisono ormai esauriti, io torno allo studio. Signor Pasquinucci, Arrivederci.

Brando e Anselmo. Arrivederci.

D.ssa Tarantino.(guarda Anselmo con disapprovazione, esce a destra senza salutarlo)


SCENA 40. Anselmo, Brando e Glauco


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Glauco.(entra, con la cartellina in mano)Scusino(ad Anselmo)Pensavo, giusto peesse sicuro Ma

lantifurto?

Anselmo. Ah, ioun conto pi nulla. Lo domandi a lui(indica Brando).

Glauco. A lui? Ma io parlo della lapide della signora.

Anselmo. Anchio. Ora decide lui, ioun centro eun pago pi nulla.

Glauco. Come? Come?Un antra vorta? Maremma zucchina, lho anche riportaton laboratorio,i marmo, e vo a ripigliallo, eh! Come un lo paga!

Anselmo. No di certo.

Glauco.(a Brando)Allora lo paga lei?

Brando. Lo pago io, lo pago io.

Glauco. A me mi basta che ci sia quarcheduno, poi Brando. Non si preoccupi, lo pago io.

Glauco. E anche lei lo vole cole lettere a diciotto?

Brando. Le lettere a diciotto?

Glauco. Cos, guardi(gli mostra la cartellina)Questo gli come viene, lha fatto imifigliolo coicompite, gli bravo lui. Che bellezza, eh? Lettere doro massiccio a diciotto carati!

Brando. Bello, ma A me piacerebbe

Glauco. Dica, dica. Siamo sempre a tempo.

Brando. Io vorrei una scritta a rilievo, nel marmo. Semplice. A Livia piacevano le cose semplici. Glauco. E che ci vorrebbe scrivere?

Brando. Nome e cognome, in corsivo, sa? Come fosse scritto a mano. Livia aveva una bellissimacalligrafia. Quando scriveva il suo nome sembrava Unaiuola di fiori mossa dal vento.

Glauco. Unaiola Boia, lei gli quasi pi bravo dimifigliolo. Complimenti.

Brando. Grazie. Si pu fare?

Glauco. Ha voglia lei! Si pole fa tutto. Ditta Del Bello, la lapide che ti calza a pennello. Allorasi rimane cos, eh? Grazie, grazie a tutti. Ah, dicevo

Brando. Dica.

Glauco. No, peipagamento posso sta tranquillo

Brando. Tranquillo, tranquillo. Dorma pure fra duguanciali.

Glauco. Belle parole Arrivederci a tutti!(esce a destra)


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SCENA 41. Anselmo, Brando e le Vicine

1679 -Le Vicine.(entrano)

1680 -Prima Vicina. Via facci vede.

1681 -Seconda Vicina. Son proprio curiosa.

1682 -Terza Vicina. L!(indica il posto dove ha visto Sofia)Gliera l, vi dico, a buco pillonzi! Cos!(fa azione)

1683 -Prima Vicina.(ai presenti)Scusate lintromissione, eh

1684 -Seconda Vicina. Davvero, scusate

1685 -Terza Vicina. Ece lho volute porta!Un ci credano che la signora gli viva!(breve pausa)Gliviva, vero?

Breve pausa. Nessuno risponde.

1686 -Prima Vicina.(ad Anselmo)Lo dica lei.

1687 -Seconda Vicina. La sora Livia, com?

1688 -Anselmo.(allude alla Terza Vicina)La signora qui prima stata vittima di un Malinteso.

1689 -Terza Vicina. Un malinteso? Che malinteso, gliera qui, io lho vista bene!

1690 -Anselmo. Insomma, la signora morta. Adesso morta. Livia Zannelli morta, signore.

Definitivamente.

1691 -Prima Vicina. Ah, ecco.

1692 -Seconda Vicina. Siamo sicuri?

1693 -Anselmo. Sicuri.

1694 -Terza Vicina. Dattra parte, o comaveva a faa camparipiegata a quella maniera, poeradonna

1695 -Prima Vicina. Allora condoglianze

1696 -Seconda Vicina. Davvero

1697 -Terza Vicina. Ci dispiace tanto

1698 -Anselmo. No no, non le fate a me. Fatele al signore.(indica Brando)

1699 -Prima Vicina. A lui?

1700 -Seconda Vicina. Lui? Come lui?

1701 -Terza Vicina.(alle altre due Vicine)O che ve ne frega, figliole, se dice di falle a lui

1702 -Prima Vicina.(si avvia verso Brando; poi torna verso Anselmo)Ma allora, dicevo, anche canti

1703 -Seconda Vicina. Le lamentazioni

1704 -Terza Vicina. Si ragiona sempre con lui?

1705 -Anselmo. Tutto con lui. Giannettiniun centra pi nulla.

1706 -Prima Vicina. Allora si ragiona con questo signore.

1707 -Seconda Vicina. Vedrai, bisogner.

1708 -Terza Vicina.Un pagher mica a soddisfazione, anche lui?

1709 -Prima Vicina.(si avvicina a Brando)Condoglianze anca lei

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(c.s.) Condoglianze.

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1710 -

1711 -

1712 -


Seconda Vicina.(c.s.)Anche seun si sa chi

Terza Vicina.

Brando.(annuisce, senza parlare e senza guardare le Vicine; si commuove)


1713 -Prima Vicina. Noi coisoGiannettini sera detto

1714 -Seconda Vicina. Ci sera preparate delle cose

1715 -Terza Vicina. Gli un poe via che si provano.

1716 -Brando.(si volta verso le Vicine)

1717 -Vicine.(restano interdette nel vedere Brando piangere)

1718 -Prima Vicina.(si avvicina al viso di Brando, sorpresa e impressionata; constata che quelle che vede sono lacrime; si volta verso le

altre Vicine) No, ma allora Unemporta.

1719 -Seconda Vicina. No No, unemporta.

1720 -Terza Vicina. Lasciamo fare.

1721 -Prima Vicina. Ci dispiace, ci dispiace davvero tanto, guardi.

1722 -Seconda Vicina. Se ha bisogno di quarche cosa, ce lo dica pure.

1723 -Terza Vicina. Nicch si pole, con tutti cuore.

1724 -Brando. Grazie. Siete molto gentili, grazie. Se avr bisogno non mancher.

1725 -Anselmo.(arriva dietro a Brando, gli batte una mano sulla spalla)E bravo il nostro ereditiere! I miei

complimenti. Sar soddisfatto ora, eh?

1726 - Brando.(guarda Anselmo, si asciuga gli occhi; vede una penna nel taschino della giacca di lui, la prende; una stilografica, la guardacome se fosse una cosa preziosa, la svita lentamente, la osserva tra le sue dita; ad Anselmo) Mi dica. Mi dica dov che devo

firmare per restituirvi tutto e riavere lei.

Si ode O mio babbino caro, da Gianni Schicchi di Puccini. Anselmo, inizialmente sorridente, si fa serio, e china il capo. Brando rimette il tappo alla stilografica e la rimette dove laveva trovata, dando lui stavolta due colpetti sulla spalla di Anselmo. Si affievoliscono le luci, mentre Brando lentamente si avvicina alla porta delle camere ed esce; si chiude lentamente il sipario.

FINE DELLA COMMEDIA


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DESCRIZIONI DEI PERSONAGGI

Livia. In contumacia.

Anselmo. 65 anni, ma portati bene. Elegante, anche quando non ben vestito. Quando si d untono parla un po meno vernacolo, ma si deve capire che non un vero artista, e non nemmeno un signore: si trov al posto giusto nel momento giusto e fece fortuna, ma negli anni non ha saputo mantenersela. Come tutti gli altri parenti, non dubitava minimamente che Livia gli avrebbe lasciato uneredit; quando viene a sapere che per lui non ci sar nulla, non si domanda perch, non si chiede come mai sua moglie aveva una relazione: si preoccupa unicamente delleredit. il personaggio principale della commedia.

Igor. 55 anni. Molto presente sulla scena, un polago della bilancia, la coscienza che prendevoce. Sottolinea comportamenti belli e buoni, per lo pi con fare ironico e sarcastico, ma a volte anche seriamente: naturalmente propenso ad alterarsi, ma senza mai eccedere o perdere il controllo. Non entra in sintonia con nessun membro della famiglia Giannettini.

Ofelia. 50 anni. Un Igor al femminile, ma pi compassata ed equilibrata di lui, tanto che in ultimaanalisi assolve al ruolo di ago della bilancia pi di lui: infatti mantiene un atteggiamento corretto anche nei confronti di Paolo e Daniela, non lasciandosi mai andare ai commenti e ai suggerimenti che invece a Igor sfuggono. uno dei personaggi omnipresenti, anche se verso la fine fa pi da spettatrice.

Clarissa. 30 anni. Non brutta, ma insignificante; porta un paio di occhiali con montatura vistosa.Non riesce a pronunciare parole un po pi complesse del norrmale, e si blocca continuamente, guardando nel vuoto e sbattendo le palpebre. Perennemente svanita, in ritardo, sembra vivere in un mondo ovattato, tutto suo. Non ha un proprio punto di vista nelle cose, raccoglie sempre quello di qualcun altro: per proprio la sua innocenza e la sua ingenuit alla fine fanno s che lei realizzi e focalizzi certe situazioni come nessun altro della famiglia. Traspare una velata disillusione per il giudizio che Maurizio e Federico danno di lei durante il litigio delle percentuali.

Maurizio. 35 anni. In tutto quel che fa cerca il tornaconto personale. Si esalta nel racconto dellabislacca storia che sta scrivendo, ma d il meglio di s nel litigio delle percentuali, dove non esita a gettar polvere addosso a tutti gli altri. Assume un tono autoritario e concitato da quando affida a Sofia la parte di Livia: si sente un po il salvatore della patria e tiene a far bella figura col suocero. Nel finale resta vittima della sua cupidigia, com giusto.

Niccol. 8 anni. Molto sveglio, per nulla timido, vestito un poa damerino nel primo atto. Avvialo smascheramento di Sofia senza rendersene conto: capisce che quella non Livia, ma non ha idea di quello che stanno facendo.

Federico. 35 anni. Atletico, abbronzato, veste scuro e attillato. Si atteggia a ballerino di latino,anche se a ballare non un gran che, e a insegnare men che mai. Poco intelligente, anche lui ha due facce: quella spagnola e quella italiana, che per si differenziano solo per il linguaggio. Tutto il contrario di quel che dovrebbe essere il fidanzato di una come Daniela. Patetico il suo tentativo di sottrarsi al linciaggio dei Ballerini tirando in ballo la madre morta. Nellinterpretazione probabilmente il personaggio che lascia pi libert: limportante che lo si caratterizzi in qualche modo, deve spiccare e dar subito lidea di quel che , ossia uno che non sa fare niente di quel che dice, e lo sa pure.

Daniela. 25 anni. Di bellaspetto, garbata e gentile. Nella trama ha pi modo di mostrare il suoamore per Paolo che quello per Federico, oltretutto piuttosto esiguo. Durante la commedia resta progressivamente sempre pi delusa dai comportamenti di Anselmo e famiglia. Larrivo di Paolo alla fine del secondo atto per lei una liberazione, alla quale fa da preambolo la lunga battuta del colloquio precedente, una riflessione appassionata, ma espressa con misura e senza eccessi.


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Paolo. 30 anni. Nella sua ultima entrata deve contrastare un pocol personaggio elegante ecompto classico del suo impiego; ma non deve dare limpressione che voglia fare il verso a Federico. In tutti i suoi dialoghi con Daniela c un tentativo di ritorno a lei.

Sofia. 60 anni. Grottesca e ridicola, protagonista di alcune delle scene pi divertenti, ma ancheopportunista e cinica, fin dallappuntamento che non vuole sia disatteso. Non esita a escludere il marito non appena le chiedono di interpretare Livia, e quando sa di Gianni Schicchi trama tutto allinsaputa di lui. Resta pi sorpresa che delusa nel sapere che il marito aveva una relazione; quando esce di scena limbarazzo e la vergogna non sono per il tradimento, ma per la messinscena andata male. Anche qui, come nel personaggio di Federico, dallinterpretazione deve trasparire chiaro come Sofia non sappia essere nulla, n la signora che fa ingresso in casa Giannettini, n lattrice che impersona Sofia. Deve esprimersi in svariati registri: la signora sostenuta, la pettegola vernacola, lattrice incapace, la donna addolorata e sconfitta

Glauco. 50 anni. Sempre in tuta, sporco e polveroso. innamorato del proprio lavoro. Scarpegrosse e cervello fino: basta guardare come mette Igor nel sacco col quiz. uno dei mattatori della commedia, monopolizza la scena con la sua verve e le sue trovate cervellotiche.

Le Vicine. Da 40 a 70 anni. Sono i personaggi che pi si evolvono nel corso della trama.Allinizio si adeguano alla linea Giannettini, con i canti e le lamentazioni a pagamento. Ma alla fine, di fronte al vero dolore di Brando, si redimono e tornano a comportarsi come persone normali. Nel secondo atto danno vita a intermezzi divertenti, che rompono la tensione e la tristezza delle vicende principali, ridicolizzando i comportamenti classici caratteristici delle situazioni luttuose.

D.ssa Tarantino. 45 anni. Professionista, misurata, cortese ma decisa, molto autoritaria: quandoc, tiene banco lei e non permette che altri assumano il controllo della situazione. Non perde il suo aplomb quando scopre del tentativo di raggiro; resta invece impressionata dalle spiegazioni di Brando, da l sparisce un po della sua professionalit.

D.ssa Ermini. 45 anni.Si comporta da esterna, non si lascia coinvolgere in nessuna vicenda.

Medico, punto e basta.

I Ballerini. Sono personaggi completamente aperti nelle caratteristiche: ovviamente dovrannoessere un uomo e una donna. Let non importante, nel testo si immagina che lei sia pi anziana di lui, ma il discorso pu anche ribaltarsi, o pu non esserci differenza; inoltre i ruoli possono tranquillamente scambiarsi, con qualche lieve variazione lui pu pronunciare le battute di lei e viceversa. Naturalmente, pi la coppia sgangherata meglio . Molto spassosi, aggiungono colore alla commedia.


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"QUI SON TUTTI CIUCCHI!" Chi nato nella nostra bella Toscana non pu non aver pronunciato questa frase almeno una volta. Pu capitare di dirlo uscendo da una casa, facendo la coda in un ufficio, entrando in un bar

Entrando in casa Giannettini nessuno lo direbbe. una villa, una residenza signorile, abitata da persone conosciute e rispettabili. Anselmo Giannettini tutti se lo ricordano: fino a una ventina danni prima le sue commedie allitaliana riempivano le sale cinematografiche di tutto il Paese, aveva vinto premi a iosa, aveva scritto anche qualche libro. Adesso non pi sulla breccia come prima, anzi: sulla soglia della settantina, di film non ne fa proprio pi. Ma in fondo, che bisogno ne ha? Ha una bella famiglia, una moglie (che per non gode di buona salute, purtroppo), due figli, un nipote.

Eppure c chi varca la soglia di villa Giannettini e ha il coraggio di sentenziare QUI SONCIUCCHI, SON TUTTI CIUCCHI! Incredibile, a prima vista. Chiss, forse chi lo dice ha le sue ragioni,forse non tutto oro quel che riluce, forse dietro lapparenza di famiglia tranquilla e rispettabile si nasconde ben altro.

In casa Giannettini sta per succedere qualcosa di importante, che metter alla prova tutta la famiglia, e quella sar loccasione per vedere da che parte sta la verit, e sapere una buona volta se vero che Son tutti ciucchi.

E quindi proprio il caso di dirlo chi vivr, vedr.


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Per scrivere A tutto c rimedio ho messo insieme due vicende distinte. La prima proviene da esperienze che mi sono state raccontate: perdonatemi se non scendo nei particolari, ma come capirete largomento un po delicato. La seconda invece discende nientepopodimenoch da Giacomo Puccini, dal Gianni Schicchi che infatti viene ricordato anche dai personaggi.

E poi, ovviamente, ci ho messo un po del mio.

A tutto c rimedio probabilmente una delle commedie pi crude che ho scritto. Certi personaggi raggiungono dei livelli di bassezza morale difficilmente superabili, e per molti di loro a differenza di quanto spesso succede nelle commedie di questo tipo non c nemmeno redenzione, perch alla fine restano a dibattersi nella loro ignobile grettezza.

Maurizio, Federico e Anselmo, ognuno a suo modo, si rivelano personaggi insensibili e attenti solo al tornaconto personale. Maurizio in particolare, che concerta tutta la macchinazione per cercare di mettere le mani sul patrimonio della suocera, il pi subdolo di tutti: si rivela marito per convenienza, sfruttatore del nome famoso del suocero per bilanciare la sua incapacit nel mestiere e probabilmente anche la poca voglia di lavorare. Federico potrebbe essere peggiore di suo cognato, se non lo limitasse la poca intelligenza e quella sua bislacca passione nella quale, come lui, non riesce. E Anselmo, il cinico Anselmo, abituato a dirigere, comandare, che si ritrova defraudato di ci che gi riteneva essere suo pur senza averne diritto, si rivela alla fine il pi assennato dei tre: quello che manifesta pi dubbi sulla riuscita del piano architettato da Maurizio, ed quello che ne sancisce il definitivo game over, confessando alla dottoressa Tarantino quali erano le reali intenzioni della famiglia, senza sottrarsi alle conseguenze e anzi specificando chiaramente se stesso come corresponsabile.

Della famiglia solo Clarissa resta fuori da quei giochi, ed in verit uno dei personaggi che suscitano pi pena: gironzola scodinzolando intorno agli altri tre, eseguendo ordini e comandi proprio come un cane fedele. Non malvagia come loro: alcuni suoi commenti spontanei la rivelano essere molto pi umana di marito, padre e fratello. Anche lei per non abbastanza intelligente da capire cosa sta facendo, cosa le fanno fare, e cosa sarebbe giusto.

Stabiliti dunque i primi tre posti in questa classifica di meschinit umana, il quarto spetta senza dubbio a Sofia, la cinica opportunista che si ritrova una gallina dalle uova doro tra le mani e cerca di rinchiuderla nel proprio pollaio, salvo poi vedersela portare via proprio dal marito. La duplice sconfitta di cui vittima non la rende migliore di quel che , ma la compassione che suscita nel suo status di becca e bastonata stempera e addolcisce quei toni meschini che si costruisce durante le vicende precedenti.

Al quinto posto un ex aequo: le vicine di casa. Sono personaggi di facciata, si atteggiano mostrandosi nel modo che pi conviene: non sanno dove Anselmo voglia andare a parare e a loro importa anche poco, quel che conta la ricompensa che questi ha promesso e la considerazione in cui le terr lui, Giannettini, il regista famoso. Per per loro tre la redenzione c: alla fine restano colpite dalle lacrime di Brando come fulmini a ciel sereno, sorprendenti e inaspettate in quella casa asettica e chiusa a ogni tipo di sentimento. E la loro promessa di essere a disposizione nicch si pole, con tutti cuore un ritorno allumanit, un pentimento.

Direte voi: ma questa non una commedia comica? E certo, lo . Mi sono divertito sic a sottolineare i comportamenti pi grotteschi, a descrivere le cose in maniera tale che si potesse ridere anche delle cose pi tetre. Per certi versi potrebbe essere mancanza di rispetto, lo so bene; e ho cercato di riparare col finale commovente. Una commedia del genere non poteva finire a ridere, via.

Il personaggio pi spassoso Glauco, senza dubbio. Simboleggia la morte vista come marketing, da persone che ci hanno a che fare tutti i giorni, che vedono gli eventi luttuosi come un antennista pu vedere linstallazione di una parabola di Sky. Gente che a volte si fa un po prendere, che si dimentica la situazione in cui sono i clienti con cui viene in contatto. E che, nel caso di Glauco, esaspera ed esagera lo stesso suo mestiere: la tomba con lantifurto, la foto che si muove, il calcio balilla, la macchina del caff


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Altri personaggi comici sono Igor e Ofelia. Lui impersona un po la coscienza dello spettatore, lago della bilancia, individua volta per volta quasi sempre ironicamente - da che parte si dovrebbe stare, i comportamenti da stigmatizzare, le azioni da evitare, ogni volta esclamando qui son ciucchi, son tutti ciucchi. Ma non va oltre, non interviene mai nelle vicende, non modifica il corso di nessun evento. Sparisce via via, perch uno con la testa sulle spalle come lui in casa Giannettini nientaltro pu fare se non stare a guardare quel che succede; e solo alla fine, quando nessuno se lo aspetta (nemmeno il pubblico), prorompe in un commento che al tempo stesso sentenza e condanna, facendo notare come le lacrime di Brando siano le prime che vede versare per la morte di Livia.

Ofelia personaggio molto pi fine di quel che pu apparire a prima vista. Si trova in una posizione complicatissima: da una parte condivide il punto di vista del marito, ma cerca di contenerne le tracimazioni nevrotiche e gli eccessi; dallaltra condanna e deplora gli atteggiamenti della famiglia, e tuttavia, nel nome della conservazione dei buoni rapporti, collabora nellergersi a baluardo della difesa della sua intimit, finanche a fare da palo quando la messinscena di Sofia iniziata. Ma proprio questa sua posizione tra incudine e martello che suscita ilarit, con labilit che lei dimostra nel barcamenarsi fra le varie situazioni, e la fatica che ci le costa, tanto che a un certo punto medita di farsi fare un preventivo dal marmista. Ma quando Paolo e Daniela escono di scena, finalmente libera da tutti gli obblighi, dichiara ci che pensa del clan Giannettini, tramite ladagio tanto caro al marito.

E altre risate le regalano la disarmante ingenuit di Niccol, e la ridicola situazione nella quale si ritrovano i Ballerini, gli allievi di Federico, dai quali alla fine riceve quel che gli spetta.

Resta a margine la dottoressa Ermini, praticamente lunico personaggio neutro di tutta la commedia, che daltra parte non poteva mancare in una vicenda in cui si ha a che fare con una persona in fin di vita.

In tutto questo, dentro e fuori questo turbine di personaggi, azioni, reazioni, opinioni, comicit e bassezze morali, due storie damore. Una, quella di Paolo e Daniela, alla fine trova il suo felice compimento, che del resto si intuisce gi dalle prime scene che li vedono insieme. Anche Paolo e Daniela seguono, ognuno per proprio conto, due percorsi di redenzione: lui comprende di averla un po sacrificata al suo lavoro, lei realizza di aver fatto una scelta sbagliata, come confessa alla fine proprio a lui dicendo quinon c niente di quel che voglio per me.

Laltra storia damore, quella di Brando e Livia, senza dubbio quella pi significativa, anche se il pubblico la scopre solo alla fine, quando purtroppo gi terminata, nel peggior modo possibile.

Brando la sola luce nella cupa vita di Livia Zannelli, una vita fallimentare, sbagliata, come lei stessa sapeva bene, lo si legge dai suoi scritti. Livia aveva trovato in Brando lamore, il rifugio dove essere se stessa, il sostegno per poter sopportare lesistenza nella quale se stessa non poteva essere. Nelle lacrime addolorate di lui si vedono quelle di lei, quelle che le avranno rigato il viso nel dover sopportare lultima sofferenza senza il suo uomo accanto. Si potrebbe dire che Livia muore tre volte: muore fisicamente, in un lento spegnersi che si intuisce doloroso ma affrontato con coraggio; muore negli affetti, in tutta quella cupidigia che intorbida la sua famiglia; e muore nellamore, muore da sola, lontana dal suo Brando.

Non vero che a tutto c rimedio, non fatevi ingannare. Ci sono cose per le quali non si torna indietro. A volte sono cose serie, a volte sono cavolate, a volte sono vie di mezzo: ma ci sono imprese, azioni, comportamenti che una volta messi in pratica non si eliminano, non si cancellano, non si pu premere il tasto annulla.

Viviamo tempi e situazioni ebbre di frenesia, di velocit, non ci si pu fermare per riflettere, pensare, meditare. Abbiamo tutto sotto controllo, disponiamo di strumenti che possono darci tutte le risposte che vogliamo allistante: noi dobbiamo essere svelti allo stesso modo, decisi, determinati, non c tempo da perdere. E gli ambiti e i contesti che vengono influenzati dalle decisioni che prendiamo o siamo costretti a prendere sono governati da leggi e usi che misurano tutto col potere, la fama, il denaro; i nostri obiettivi si tingono di avidit, cupidigia, vanagloria.

Per tutte queste ragioni non infrequente che ci capiti di prendere decisioni avventate, di imboccare la strada sbagliata.

E poi ci voltiamo indietro e vorremmo riavvolgere il nastro per far succedere tutto unaltra volta. A volte si pu fare senza problemi, a volte resta il classico buco nella staccionata cui si cerca di porre rimedio meglio che si pu.


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A volte non si pu. Non si pu, non c rimedio, non si torna indietro. Se la commedia ha un senso questo: riflettere, pensare a quel che si fa, prima di farlo. Fermarsi un attimo, prendere fiato, contare fino a dieci. Sentire anzi, ascoltare quel che ci dicono: le parole di un amico, i consigli di un padre, gli ammonimenti di chi ci vuole bene. Guardare fuori, guardarsi dentro, fino al cuore.

Ecco, nel cuore sta la chiave di tutto. I torti fatti al cuore sono sempre i peggiori di tutti, quelli per i quali il pi delle volte non c rimedio. Non sempre si ha un Paolo che torna a prenderti con una rosa in mano; spesso lepilogo, anche se non cos tragicamente drastico, assomiglia pi al Brando che si avvia verso la sua Livia, un attimo prima che il sipario si chiuda. Troppo tardi, quando ormai non c pi rimedio.

Massimo Valori Novembre 2013


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