A volte un gatto

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A VOLTE UN GATTO

commedia di Cristiano Censi

I personaggi:

CARLO - Il marito: anni  35- 40

MARIA LUISA - La moglie: anni  30 - 35

CRISTOFORO - Il gatto, bastardo: attore sui 30 anni.

ISADORA - La cagnetta, di razza: attrice sui 25 anni.

Come risulta dall'elenco dei personaggi, oltre ai due "umani", Carlo e Maria Luisa, ci sono anche due animali. La qual cosa non deve far pensare a due attori che imitano il muoversi e l'atteggiarsi di un gatto e di un cane, come il camminare a quattro zampe, il leccarsi, e via dicendo. I due animali (e alcune battute della commedia lo sottolineano) sono visti dai padroni come umani, e quindi come tali devono comportarsi i due attori che li interpretano. Devono camminare, sedersi, guardare, infervorarsi, offendersi in un modo molto umano. Tutt'al più possono accentuare quelle caratteristiche o quei particolari tipici che fanno sì che, a volte, si dica di un individuo: "ha qualcosa di felino" o "ha un'espressione da cane bastonato". Altra caratteristica dei personaggi suddetti: gli animali si capiscono fra di loro e capiscono anche il linguaggio degli umani. Questi ultimi invece non capiscono gli animali e, spesso, dimostrano di non capirsi nemmeno fra di loro.

A T T O  P R I M O

La scena, unica (sia per il l che per il II atto), rappresenta un ingresso/soggiorno medio borghese. Sul fondo la porta che dà sulle scale, a destra una porta che dà nella camera da letto, a sinistra un'altra porta che dà in cucina. All'aprirsi del sipario sono presenti Carlo e Maria Luisa. Lui sta leggendo un giornale, seduto in poltrona. Lei è in proscenio, in piedi, rivolta verso il pubblico, come se stesse guardando fuori da una finestra. Si sente un intenso rumore di traffico cittadino: motori, clacson, ecc... unito allo sciacquio della pioggia.

MARIA - Come piove!... Che ore sono?

CARLO - (GUARDANDO IL SUO OROLOGIO DA POLSO)  ... Le sette.

MARIA - E che traffico! (SI STACCA DALLA FINESTRA, SI AVVICINA AL TELEVISORE E FA PER ACCENDERLO)        Già, è vero!... Che stupida!... Stiriamo un pò, va... (PREDISPONE LE COSE PER STIRARE DELLA                BIANCHERIA)... Com'è che si è rotta?

CARLO - Cosa?

MARIA - La TV.

CARLO -  E che ne so.

MARIA - Chi è che l'ha rotta?

CARLO - Come "chi è che l'ha rotta?"... Si è rotta! Cosa credi? Che sia colpa mia?

MARIA - Domandavo.

CARLO - Domandavi!... Siamo in due in casa!... "Chi l'ha rotta!?"... Si è rotta... Si rompe anche la TV... E lei si      è rotta!

MARIA - Scusa.

CARLO - Ho fatto per accenderla, e...

MARIA - Ho capito... E hai telefonato?

CARLO - A chi?

MARIA - Al tecnico.

CARLO - E' sabato!

MARIA - Ah, già...  

(IL RUMORE DEL TRAFFICO SI FA PIU' INTENSO: CLACSON INSISTENTI)

 MARIA - Senti, senti, che imbecilli!...

CARLO - Ma è sabato... cosa vuoi... Escono tutti...

MARIA - Che imbecilli!... (PAUSA) Usciamo anche noi?

CARLO - Con questo tempo?

MARIA - Io ho bisogno di distrarmi un pò stasera.

CARLO - E poi con che macchina?

MARIA - La mia!

CARLO - Ma se hai detto che non funziona più la frizione!

MARIA - Ah, è vero!... Be', con la tua.

CARLO - E' già in garage... Chissà dove sarà adesso. Figurati se quello la tira fuori!

MARIA - Uffa!... Usciamo in autobus... in taxi... andiamo a piedi... al cinema qui vicino...

CARLO - Io sono cotto, guarda... Col casino che hanno piantato le femministe in direzione... Non hai idea! MARIA - Come mai?

CARLO - Contro lo special su quella puttana...

MARIA - Ah!... Be', anch'io sono stanca... col casino che ha piantato la puttana qui di sopra...

CARLO - Come mai?

MARIA - Contro le femministe del palazzo! CARLO - Ah!... Be', esci tu.

MARIA - Sola?

CARLO - Perché?

MARIA - Mi pedinano.

CARLO - Ma dai... Anche tu con questa psicosi!... Quando una non vuole...

MARIA - Un po' di giorni fa hanno violentato la Teodori!

CARLO - (CON ESPRESSIONE DI DISGUSTO) La Teodori?

MARIA - La figlia!

CARLO - (CAMBIANDO ESPRESSIONE: ORA INTERESSATO, QUASI ECCITATO) La Teodori!?

(A QUESTO PUNTO ENTRA IN SCENA ISADORA, LA CAGNETTA. FA UN GIRO DELLA STANZA, APPARENTEMENTE SENZA UNO SCOPO PRECISO. SI AVVICINA A MARIA LUISA.)

MARIA - Un pò di pazienza, Isadora... Adesso arrivo...

ISADORA - No, niente, Maria Luisa!...

(ISADORA RESTA IN PIEDI VICINO A MARIA LUISA, GUARDANDOLA FISSA, COME IN ATTESA DI UNA MANIFESTAZIONE DI AFFETTO.)

MARIA - (DOPO UNA PAUSA, GUARDANDO ISADORA)  Beata te che non hai di questi problemi!

CARLO - Che problemi?

MARIA - Di essere violentata.

CARLO - Lasciala libera, per strada, quando è in calore e poi vedi se non ha dei problemi...

MARIA - Fra animali non c'è violenza nell'amore... Siete solo voi uomini che fate 'ste cazzate!

CARLO - Solo noi uomini!? Ammazza!... Non li senti i gatti, la notte, quando...

MARIA - Si, ma loro non si fanno mica del male... E' un loro rituale... Comunque Isadora non la lascio   mica libera... Sarebbe subito sotto una macchina, sventata com'è! (RIVOLGENDOSI POI A       ISADORA) Vero?... Ma che bella canina che ho!... Tutta profumata, con questi bei riccioloni, e      questi codini... sembri proprio una signorina, sai!? (ISADORA, COM'È IL SUO SOLITO, LE BUTTA LE BRACCIA AL COLLO, CON GRANDE ESPANSIONE) Buona, Isadora, su, buona, dai... (ISADORA SI RITIRA IN UN ANGOLO UN PO' FRUSTRATA) CARLO - (DOPO UN PO') E Cristoforo dov'è?

MARIA - In cucina... dove vuoi che sia?... Vicino al frigorifero.

CARLO - No, non credo... Non deve stare troppo bene...

MARIA - Perché?

CARLO - Gli ho buttato prima un pezzetto di torta ma lui...

MARIA - Non dargli dolci, lo sai!

CARLO - Un pezzettino!... Era lì che mi guardava con una faccia!...

MARIA - Quale torta?

CARLO - Quella di tua madre.

MARIA - Ci'à dentro le noci!... Non gli piacciono!

CARLO - Ah, è vero! Invece Isadora va matta per la torta di noci.

MARIA - Non l'avrai mica data anche a Isadora?

CARLO - Me l'ha tolta di bocca!

ISADORA - (STUPITA) Ma non è vero!

MARIA - E' chiaro... golosa com'è!

ISADORA - Non è vero!... Me l'ha buttata lui! (INDICANDO CARLO) MARIA - Lo sai che poi vomita!...                         Soffre di fegato!

CARLO - Ma dai, se a un animale piace una cosa vuol dire che gli fa bene.

ISADORA - (A CARLO)  Perché dici bugie?

MARIA - (A CARLO) A te piace la cioccolata?

CARLO - Io non sono mica un animale.

MARIA - Lo so... Sei peggio!

(CARLO ACCAREZZA LA TESTA DI ISADORA CHE, UN PO' PERCHÉ OFFESA, UN PO' PER NON FARSI SCOMPIGLIARE I SUOI "RICCIOLI NATURALI", CERCA DI EVITARE LA MANO DELL'UOMO)

CARLO - La cioccolata per l'uomo è una forma di compensazione...

MARIA - Anche loro, sai?... cosa credi?... hanno i loro problemi... Sono come noi... purtroppo... Ho letto             un libro sugli animali domestici che è tutto da piangere... come sono diventati...

CARLO - Allora sei tu che li hai resi così!

MARIA - (USCENDO)  Ma sono millenni ormai che certi animali hanno perso la loro...

CARLO - E tu hai contribuito.

MARIA - (FUORI SCENA)... animalità.

CARLO - Se li avessi trattati un pò più da animali...

 MARIA - (RIENTRANDO) Ormai è troppo tardi. Ormai io li considero e li vedo come se fossero delle persone. CARLO - Lo so.. lo so..

MARIA - E anche tu, sai!... E' inutile che fai tanto il superiore... A volte sei li che fai dei discorsi a                              Cristoforo, per delle ore, che sembri scemo...

CARLO - Bel prima di tutto un gatto è più intelligente di una donna... Ho letto un libro sulle donne che è tutto da ridere... come sono diventate.

MARIA - Ma dai!... Comunque, per favore, non dare dolci a nessuno dei due... E soprattutto la cioccolata a Cristoforo. (POI RIVOLTA A ISADORA CHE LE SI E' AVVICINATA) Vengo, eh, Isadora...

ISADORA - No, non volevo niente... Non ho neanche fame... figurati!

CARLO - Ma dove sono i cioccolatini?

MARIA - Dai, che poi non mangi più.

CARLO - A me la cioccolata fa da aperitivo... (TROVA LA SCATOLA DEI CIOCCOLATINI E NE PRENDE UNO) MARIA - Allora non far rumore con la cartina.

CARLO - Perché?

MARIA - Perché lo sente Cristoforo, lo sai, e poi...

CARLO - Ah, è vero...

(CARLO SCARTA IL CIOCCOLATINO CON GRANDE CIRCOSPEZIONE PER NON FAR RUMORE. MA DALLA PORTA DELLA CUCINA APPARE CRISTOFORO. SI FERMA, IMMOBILE, FIUTA L'ARIA. CARLO LO VEDE.)

CARLO - Eccolo!

MARIA - Cosa?

CARLO - Cristoforo... Ha sentito!

MARIA - Te l'avevo detto. Non farglielo vedere... Fai finta di niente...

CARLO - (SOTTOVOCE) Madonna, che orecchie sto gatto! Era di là che dormiva...

MARIA - Hanno un sesto senso...

CRISTOFORO - (A ISADORA) Ma non si mangia mai in questa casa? Che fanno?

ISADORA - Non lo so.

CRISTOFORO - (FIUTANDO ANCORA L'ARIA) Ma qui c'è qualcuno che sta mangiando cioccolatini!

ISADORA - (INDICANDO CARLO)   E' lui.

CRISTOFORO - E fa finta di niente, lo stronzo! (GLI SI AVVICINA E GLI SI ACCUCCIA ACCANTO, GUARDANDOLO FISSO. COME IN ATTESA DI UN CIOCCOLATINO)

CARLO - Cristoforo, qual buon vento?!

CRISTOFORO - Che ipocrita! Io la gente così la graffierei tutta sulla faccia!

CARLO - Abbiamo fame, eh?

CRISTOFORO - (FORTE) Sì!

CARLO - (SOLLEVANDO CRISTOFORO E DEPOSITANDOSELO IN GREMBO)... Ammazza, quanto sei                            pesante!... Non mangerà mica troppo 'sto gatto?

CRISTOFORO - Pensa ai cazzi tuoi!

MARIA - No... E' che viene l'inverno e lui tende a ingrassare...

CARLO - (ACCAREZZANDO CRISTOFORO)  Però ci'à una bella panciona!

CRISTOFORO - (SOFFIANDO)  Uffa!... Che palle!

CARLO - (BUTTANDOLO VIA)  Che fai? Soffi al tuo padrone?

 MARIA - Ha fame... Lascialo in pace... O vai di là a dargli da mangiare... No, no, tu no... Ci penso io fra un              po'.

CARLO - Hai capito, Cristoforo?... Io non posso darti da mangiare.

MARIA - Gliene dai troppo.

(GRAN FRACASSO ESTERNO. TONFO SORDO. RUMORE DI FRENATE. GUAIRE DI UN CANE. CORO DI CLACSON. VOCIARE CONFUSO.)

MARIA - Oddio, che è successo?

CARLO - Un incidente!

(TUTTI SI PRECIPITANO ALLA PRESUNTA FINESTRA-VETRATA CHE SI SUPPONE SIA NELLA QUARTA PARETE, INVISIBILE, E CIOE' VERSO IL PUBBLICO.)

MARIA - Ho sentito il guaito di un cane!

ISADORA - (SEGUENDO MARIA)  Un cane?

CARLO - (IDEM)  Un cane?

MARIA - Oddio, guarda qui... proprio davanti a noi... c'è un cane per terra!

ISADORA - C'è un cane per terra!

MARIA - Povera bestia!...

CARLO - Sta cercando di alzarsi in piedi...

CRISTOFORO - (AVVICINANDOSI ANCHE LUI)   Un cane!?

MARIA - Ma fate qualcosa per quella povera bestia!

CARLO - Ma di chi sarà?

MARIA - Lì c'è uno... tutto scalmanato.

ISADORA - Poveraccio... è tutto bagnato... gli sta piovendo addosso!

CARLO - Dove?

MARIA - Lì, in mezzo a quel gruppo... che sta prendendo a pugni quell'altro...

ISADORA - Ma fate qualcosa per quel cane! Insomma!

MARIA - Sarà il padrone del cane che sta picchiando quello della macchina che l'ha messo sotto.

CARLO - No. Per me è il padrone della macchina che ha messo sotto il cane... che sta menando quello di            dietro che l'ha tamponato...

CRISTOFORO - Si sta rialzando.

 ISADORA - No, non ce la fa a rialzarsi!... E' ricaduto per terra...

CRISTOFORO - Cos'è? Un bastardo o un fessacchiotto di razza come te?

ISADORA - E' un cane bellissimo!... E' un cocker spaniel inglese.

CRISTOFORO - Me cojoni!

MARIA - Ma possibile che non ci sia nessuno che gli faccia qualcosa?

CARLO - Sembra svenuto.

MARIA - Magari è morto!

ISADORA - Ci vorrebbe la respirazione bocca a bocca ma non credo che ci sia nessuno che vorrà fargliela di             quelli li.

CARLO - Povera bestia!

CRISTOFORO - Secondo me basterebbe una bella leccata!

ISADORA - Ecco, c'è un signore che finalmente lo sta sollevando...

MARIA - Ecco, c'è un signore che lo sta sollevando...

CRISTOFORO - E quello straccio sarebbe un cane di razza?

MARIA - Un bellissimo animale, fra l'altro...

CRISTOFORO - Quello un bellissimo animale!?

ISADORA - Di queste cose tu proprio...

CARLO - Cos'è?... Uno spinone?

MARIA - E' un setter... Tu proprio coi cani...

CRISTOFORO - Per me adesso è un tappetino...

ISADORA - Ma dove lo stanno mettendo?

MARIA - Lo stanno mettendo su una macchina... Meno male, va...

CRISTOFORO - Ti ha capito?

MARIA - (BUTTANDOSI SU ISADORA)  Isadora, hai visto cosa succede ad andare sciolti per le strade?...                              Ma perché siete così stupidi voi cani?... (STRINGE A SÉ LA CAGNETTA)

ISADORA - Ma io che c'entro?... Sono sempre andata in giro col guinzaglio! Non mi avete mai lasciata                      libera di...

MARIA - (GUARDANDO CRISTOFORO)   Anche voi gatti!... Quanti se ne vedono spiaccicati per le strade!...        E' inutile, non vi siete abituati alla civiltà moderna... e state bene solo nelle case, fra la gente                                 che vi ama...

(CLACSON, TUONI...)

CARLO - (SEMPRE ALLA FINESTRA)  Madonna!... Più si va avanti e più viene voglia di stare chiusi in casa...           To'... C'è la rete qui fuori che si sta rompendo!... Bisogna accomodarla prima che...

MARIA - (USCENDO) Si, hai visto?... Ricordatene...

CARLO - Hu hu!

(ESCE ANCHE CARLO. CRISTOFORO E' RIMASTO ALLA FINESTRA)

ISADORA - (AVVICINANDOGLISI) E' proprio vero che si sta bene solo in casa, no?... A che pensi? CRISTOFORO - A come stavo bene quando stavo fuori... per le strade.

 ISADORA - Perché? Prima di venire qui, stavi per le strade?

CRISTOFORO - Hu hu!

ISADORA - Ma come ci sei arrivato qui? Non me ne hai mai parlato.

CRISTOFORO - (SEDENDOSI IN UN ANGOLO)... Mah!... Stavo correndo per un prato... Ero piccolo, mi                                  ricordo... Che bello quel prato!...

ISADORA - Anche a me piace correre in mezzo all'erba...

CRISTOFORO - No, no, di erba non ce n'era... Lo chiamavano il prato... ma era tutto pieno di monnezza...                         bidoni vuoti, scatole, scatoloni sfondati, cessi rotti... e poi formiche, scarafaggi, bisce,                                              rospi... Era bellissimo!... E io correvo, mi infilavo dappertutto... C'erano certi topi!

ISADORA -          Dio mio!

CRISTOFORO - Era dura... ma io non lo sapevo... Era così... Io pensavo che la vita era quella...

ISADORA -        E poi?

CRISTOFORO -  ... Quando un giorno che ero arrivato alla fine del prato, verso le case, ti incontro una... ISADORA -       Maria Luisa?

CRISTOFORO - No, no... Una che mi vede... e mi piglia su come un... cioè, anzi, no, mi fa... Sai come fanno                        quelli che dicono di amare ì gatti?... "Micio, micio, micio!"... quando vogliono salvarci, no?... E                             poi fanno (EMETTE CON LA BOCCA QUEI BACINI TIPICI DI QUANDO SI CHIAMA UN GATTO)... e                      fanno così con la mano (PROTENDE UNA MANO COME SE CI FOS- SE DENTRO DEL CIBO)...                                 Perché hanno la mania di salvare qualcuno... e siccome non lo possono fare fra di loro...                            perché                 se una donna fa (SOLITI BACETTI) a un uomo sconosciuto, subito la prendono per una                            puttana... se un uomo lo fa con una donna (BACETTI), subito lo prendono per un                                            rimorchione! E se un     uomo fa (BACETTI) a un altro uomo, lo prendono subito per frocio!...                              Insomma è difficile per gli uomini salvarsi a vicenda... e allora, a volte, decidono di salvare un                 animale...

ISADORA - Vabbe', ma chi era questa qui?

CRISTOFORO - Chi?

ISADORA - Questa qui che ti ha salvato!

CRISTOFORO - Una... che abitava li, da quelle parti...

SADORA - E ti ha chiuso in casa?

CRISTOFORO - No, quella no... Aveva un giardino... E io andavo, venivo... I primi tempi stavo via anche              due o tre giorni... scopavo... ritornavo...

ISADORA - Stavi fuori di casa due o tre giorni di seguito!?

CRISTOFORO - Sì. Era divertente... correvo ancora dietro i topi... Solo che a poco a poco, cosa vuoi, da                quella lì c'era sempre la pappa pronta... certe scodelle, mi ricordo... e così è finita che ormai                stavo sempre lì... a mangiare... a dormire... ormai... cosa vuoi...

ISADORA - E quand'è che sei venuto qui?

CRISTOFORO - Perché quella era un'amica di Marialuisa, Marialuisa voleva un gatto, quella li doveva    partire... ed eccomi qua... in questa casa... dove per mangiare bisogna piangere, bestemmiare,      patire le pene dell'inferno... (AD ALTA VOCE) Ehi, voi due... io ci ho fame!... La mia pappa dov'è?

ISADORA - Non ti capiscono, non ci capiscono. E poi oggi sono strani...

  (RIENTRA MARIALUISA. SI AVVICINA ALLA FINESTRA)

CRISTOFORO - Aho'!... La mia pappa!... (NON OTTENENDO RISPOSTA,                 SI AVVIA VERSO LA PORTA CHE DA' IN CUCINA) ... Io torno in cucina... Ci sarà qualche briciola                dimenticata da qualche parte...

ISADORA - Ha pulito oggi con l'aspirapolvere...

CRISTOFORO - (USCENDO) Anche gli aspirapolvere dimenticano qualcosa...

(ISADORA NON SA CHE FARE.   VORREBBE SEGUIRLO, MA POI CI RI- PENSA. TORNA VICINO A MARIALUISA. LAMPI. TUONI.)

MARIA - Che tempo da cani!

     (ISADORA, COME SE SI FOSSE OFFESA, SI ALZA ED ESCE DALLA STANZA. RIENTRA CARLO)

MARIA - Devo ricordarmi di telefonare a quello stronzo di Modigliani. (PAUSA) Che ore sono?

CARLO - (GUARDANDO IL SUO OROLOGIO DA POLSO)  ... Le sette.

MARIA - Come le sette?... Ancora le sette?

CARLO - (ACCOSTANDO L'OROLOGIO ALL'ORECCHIO)   Già!... Si è fermato.

MARIA - Oddio!

CARLO - Non funziona più quest'orologio.

MARIA - E quello di là?

CARLO - Quello fa le quattro, lo sai.

MARIA - Ma possibile che tutti gli orologi sono rotti in questa casa!? Che ore sono? Che ore saranno?                                  Magari le nove... le dieci?...

(UN BOATO PIU' FRAGOROSO DEL SOLITO. VA VIA LA LUCE)

MARIA - Uh!... Che è successo?

CARLO - Che è successo!... E' andata via la luce...

MARIA - Ma solo da noi o...?

CARLO - No, no... sarà un guasto generale... anche fuori è tutto buio.

MARIA - Accendi l'accendino che accendo una candela...

(SI VEDONO DELLE SCINTILLE NEL BUIO)

MARIA - Dammi qua.

(ALTRE SCINTILLE DA UN'ALTRA PARTE)

MARIA - Uffa!

CARLO - Stai calma, stai calma Come sei agitata...

MARIA - Non mi piace il buio mi soffoca, lo sai... Ma com'è che non si accende questo aggeggio?

CARLO - Sarà finito il gas.

MARIA - Ma se l'ho fatto riempire l'altro ieri.

CARLO - E allora si è rotto.

MARIA - Ma possibile che si sta rompendo tutto in questa casa!?

CARLO - Stai calma.

MARIA - Dove sei?

CARLO - Qui.

MARIA - Vienimi vicino.

CARLO - Vado a cercare i fiammiferi di là?

MARIA - No. stai qui... Tornerà 'sta luce... Senti...

CARLO - Si?

MARIA - Lasciamo perdere tutto... Non ci preoccupiamo delle cose... Facciamo come gli animali... Impariamo                   da loro... Sono molto più saggi di noi...

CARLO - Lo so.

(TUONI E TRAFFICO)

MARIA - La prossima estate prendiamo una casetta a Ovindoli... Ti ricordi com'era bello a settembre                     dell'anno scorso? Che pace...

CARLO - Che fai?

MARIA - Ti accarezzo... Non ti posso accarezzare?

CARLO - Si, certo, solo che mi stai accarezzando una scarpa...

MARIA - Ma dove sei?... Come sei messo?

CARLO - Così... Qui c'è la faccia... qui le spalle... e qui... il feroce Saladino!

MARIA - Che stupido!

CARLO - (PAUSA) Che fai?

MARIA - E che vuoi fare?... E' tutto buio... In attesa che torni la luce...

CARLO - Vabbè, ma... andiamo in camera almeno... è più comodo...

MARIA - No, qui, così... è più nuovo, eccitante...

CARLO - Se lo dici tu.

MARIA - (PAUSA) Be'... Che c'è?... Che cos'hai?... Non...?

CARLO - Non lo so... Che ti devo dire?... Mi sarò rotto anch'io!

 (TORNA LA LUCE. I DUE SONO IMMOBILI, SEDUTI PER TERRA, UN PO' DISCINTI. RIENTRA CRISTOFORO.)

MARIA - (ALZANDOSI) Vado a mettere su le melanzane. (ESCE)

CRISTOFORO - Non c'è proprio niente per terra... negli angoli... Come si fà? (FORTE, VERSO CARLO ) Ahò!

ISADORA - Che noioso che sei!... E che noia l'ora del pasto! Vorrei che non venisse mai

CRISTOFORO - Come... non venisse mai!?

ISADORA - È da una settimana che mi danno sempre pollo lesso coi zucchini.

CRISTOFORO - Bono! Non ti piace?

ISADORA - E' da una settimana che me lo danno... Ciò anche un po' di nausea... Credo che dovrò adottare la        mia solita tecnica.

CRISTOFORO - Quale tecnica?

ISADORA - Quella di lasciare il cibo nel piatto... Così poi me lo cambiano.

CRISTOFORO - Lasceresti ancora la tua pappa nel piatto?

ISADORA - Si... però non fare come l'ultima volta che ho lasciato li la Simmenthal, che erano tre giorni che mi      davano Simmenthal, e l'hai finita tu, e così hanno pensato che l'avessi mangiata io, e il giorno      dopo... altra Simmenthal!

CRISTOFORO - Ma come si fa a lasciare lì la Simmenthal senza neanche toccarla!?...

 ISADORA - Mi fa bene alla linea... Noi cani di razza dobbiamo stare attenti alla linea.

CRISTOFORO - Certo voi cani di razza avete tutte le fortune! Anche i problemi di linea!

(RIENTRA MARIALUISA)

MARIA - (A CARLO) Che c'è?... Qualcosa che non va?

CARLO - Perché?

MARIA - Non è normale... per un uomo della tua età.

CARLO - Vabbè... ogni tanto può succedere a un uomo che non...

MARIA - Non dico adesso... E' che ormai è un pò di tempo che non...

CARLO - Che non cosa?

MARIA - Che non... (GESTO)

 CARLO - Ma se sarà un mese che non facciamo l'amore!

MARIA - Appunto... Non è normale per un uomo della tua età!

CARLO - Non lo so... (SOSPIRA) Il fatto è che... ci'ò altre cose per la testa che... E' un periodo in cui... E' un pò  come se... Capisci?

MARIA - E' molto interessante quello che dici!

CARLO - (SOSPIRA)

MARIA - Io mi farei visitare.

CARLO - Da chi?

MARIA - Da un medico... A meno che tu non voglia farti visitare dalla... (NOME DI UN'ATTRICE SEXY)

CARLO - Ma dai!

CRISTOFORO - (CONTINUANDO IL DISCORSO DI PRIMA)... A me invece è da un mese che mi danno solo

                             Kit Kat.

ISADORA - E fai anche tu come me.

CRISTOFORO - Tu sei tutta scema! Già me ne danno poca di pappa, ci manca solo che la lasci lì! Così poi                              muoio di fame!... Certo che se uno è di razza, sfizioso... e ha bisogno di stimoli nuovi, come                   te!... Mi fai schifo!... E poi mi scappa anche pipì... (ESCE DI SCENA VELOCEMENTE)

MARIA - (CONTINUANDO IL SUO DISCORSO)   C'è un'altra?

CARLO - Cosa... "c'è un'altra"?

MARIA - Un'altra donna.

CARLO - Cosa... "un'altra donna"?

MARIA - Se c'è un 'altra donna nella tua vita.

CARLO - (FACENDO FINTA DI NON CAPIRE)..."Se c'è un'altra donna nella tua vita"?

MARIA - Nella tua vita!... Nella mia, per ora, non ci'ò ancora pensato... Vedremo... Allora?

CARLO - Ma cosa dici? Cosa stai dicendo?

MARIA - Non sarà finita per caso fra noi due?

CARLO - (SOSPIRA)

MARIA - Sarebbe meglio cercare di capirlo... perché se fosse, forse bisognerebbe... cioè, voglio dire... perché                 stare ancora insieme, no?

CARLO - (ALTRO SOSPIRO) MARIA - (COMMUOVENDOSI SEMPRE DI PIÙ) Perché, sarebbe più onesto che ci     lasciamo... se no a che serve proclamarsi di sinistra a parole, se poi nei fatti ci comportiamo come        dei borghesi qualunque...

CARLO - Se è per questo è da un pò che tu neanche più ti proclami di sinistra.

MARIA - Vabbè, che c'entra?... Lo faccio per polemica al borghesismo sempre più dilagante... (PAUSA) Ma         com'è che siamo arrivati a questo punto?

CARLO - Al borghesismo sempre più dilagante?

MARIA - Noi due!... Chi se ne frega se il borghesismo ormai dilaga!... (HA LE LACRIME AGLI OCCHI) Ma perché                piango?... Perché onestamente, se vogliamo essere sinceri, dobbiamo ammettere che è finito tutto  fra noi... e da un po'... E non è solo per te, per come sei diventato tu... ma anch'io sono diventata più                tiepida nei tuoi confronti... (SI SOFFIA IL NASO)... Stai piangendo anche tu?

CARLO - (COLTO ALLA SPROVVISTA)   No!

MARIA - Ti ricordi una volta?... Tutte le volte che io rincasavo prima di te e ti aspettavo, non vedevo l'ora che                  tu tornassi... e quando sentivo l'ascensore mi batteva il cuore... Adesso, lo confesso, non succede             più... anzi, spero sempre che tu faccia più tardi che puoi, per avere un pò più di autonomia qui...

CARLO - E allora dividiamoci e non pensiamoci più!

MARIA - (RICOMINCIANDO A PIANGERE)  Ma adesso, al solo pensiero di stare sola, o che tu non torni più... mi               viene da piangere... Ma perché?... Non ti amo più!... Non ci amiamo più!... E allora perché piango?     Anche tu piangi?... Eh?... (GLI ALZA LA TESTA PER CONTROLLARE)  Piangi anche tu?

CARLO - (FORTE)  No!... (PERO' È MOLTO COMMOSSO)

CRISTOFORO - (RIENTRANDO)  Ehi, voi due... vi siete accorti che la cassetta dei miei bisogni è ancora sporca?

ISADORA - Sei sempre il solito!

CRISTOFORO - C'è la sabbietta tutta bagnata di pipì... e c'è ancora la cacca di quest'oggi,

ISADORA - Abbiamo capito! Dai! Falla lo stesso!... Tanto è roba tua, no?

CRISTOFORO - Non ce la faccio a farla sul già fatto!... Ehi, voi due... Mi volete pulire questa sabbietta si o no?

MARIA - (CONTINUANDO IL DISCORSO PRECEDENTE) Potremmo... non so... se ti va... potremmo stare                               insieme lo stesso... da buoni amici... c'è molta gente che lo fa... Anche perché non è facile trovare         un'altra casa oggi... Piangi anche tu?

CARLO - Lasciami stare!

MARIA - Ma si che piangi anche tu!

CARLO - Ma che ti frega?!

MARIA - Perché potremmo vivere sempre così, con la consapevolezza che è finita tra noi... e restando amici...                Molti lo fanno, ognuno rispettando l'autonomia dell'altro, le sue libertà... Eh? Che ne dici?... Parla...                  Di qualcosa!

CARLO - Va bene, però non è facile, perché finché siamo soli può andar bene, ma se si inserisce un'altra              persona...

MARIA - (COLPITA) Come "un'altra persona"?

CARLO - Un'altra persona... un altro uomo... o un'altra donna...

MARIA - C'è un'altra?

CARLO - Cosa "c'è un'altra"?

MARIA - Un'altra donna.

CARLO - Come... "un'altra donna"?

MARIA - Per favore non ricominciamo!... Ti domando se c'è un'altra donna nella tua vita!?... Puoi dirmelo,         sinceramente, onestamente... Tanto non ti amo più, me ne rendo conto sempre di più, anche se           piango... per scaricare i nervi... Per cui... C'è un'altra?

CARLO - Sì!

MARIA - Cosa "sì"?

CARLO - C'è un'altra.

MARIA - Cosa... "c'è un'altra"!?

CARLO - C'è un'altra donna nella mia vita.

MARIA - "C'è un'altra donna nella mia vita"?

CARLO - Nella mia vita!... Nella tua non lo so... se non lo sai tu.

MARIA - (RIPRENDENDOSI)... Ecco, be', lo immaginavo... Adesso si spiega tutto... E da quando?

CARLO - Da un po'.

MARIA - Da un po' di anni... mesi... settimane...!?

CARLO - Da qualche mese.

CRISTOFORO - Mi scappa pipì... mi scappa la pipì!...

MARIA - (A CRISTOFORO) Adesso te la diamo la pappa!

CRISTOFORO - Adesso non voglio la pappa, adesso voglio fare la pipì sulla sabbietta pulita!

MARIA - Un momento amore, un momento solo!

CRISTOFORO - Ma perché mi sono ridotto che devo andare a farla solo in un posto!?... Che bello fare la pipì                 quando ti scappa... e dove ti scappa! Questa è una delle vere gioie della vita!

 ISADORA - Tutti gli esseri civili aspettano il momento adatto... Se tutti facessero quando gli scappa e dove gli                       scappa...

CRISTOFORO - Tutto il mondo sarebbe un cesso!... Pensa che bello! Potresti farla dappertutto e appena ti                     scappa!

ISADORA - Tu hai sempre un modo di parlare!

CRISTOFORO - Per te è facile! L'hai appena fatta... Ti ha portato fuori Marialuisa...

ISADORA - Si,, ma non l'ho fatta... Non sono riuscita!

CRISTOFORO - Povera cocca!... Per la pioggia?... Ma quando piove non la fai sotto la tettoia del cinema?

ISADORA - C'era un cagnaccio tutto sporco, puzzolente, che da un po' di tempo mi ronza attorno tutte le                 volte che esco... Dev'essere il cane del garage...

CRISTOFORO - Ti piacerebbe, eh?

ISADORA - Cosa?

CRISTOFORO - Farci l'amore!... Zum, zum...

ISADORA - Dio mio!... Con un bastardo!?

CRISTOFORO - Lo sai che i bastardi sono quelli che fanno meglio l' amore?

ISADORA - La smetti?

MARIA - (DOPO UNA PAUSA)  ... E chi è?

CARLO - Non la conosci... non lavora con noi... fa dei servizi speciali...

MARIA - Giovane?

CARLO -  Sì.

MARIA - Molto giovane?

CARLO - E' giovane.

MARIA - Quanti anni ha?

CARLO - Ma che ti frega?... E' una ragazza che...

MARIA - Una ragazza?

CARLO - Una donna che...

MARIA - Hai detto una ragazza!

CARLO - Vabbè ... Lo si dice di una donna giovane...

MARIA - Di me non lo diresti.

CARLO - Che c'entra adesso?

MARIA - (E' PRESA DA UNA CRISI DI PIANTO)

CARLO - Ma che hai? Cos'hai? Cosa ti prende?

MARIA - (PIANGE A DIROTTO) Ma perché? Si stava così bene io e te...

CARLO - Dai, non fare così... Mi fai sentire un verme...

MARIA - No, no, che c'entri tu?... Tu non sei un verme... Sei anche onesto... E poi sei come tutti gli uomini...    che siete tutti dei vermi!

CARLO - (SOSPIRA E FA PER ALLONTANARSI)

MARIA - Scusami, no, scusami... adesso non lasciarmi... non lasciarmi adesso!... Ti prego... ti prego...

CARLO - Ma chi è che ti lascia?!

MARIA - Ma perché piango?... Non capisco... Non ti amo più! O ti amo ancora?... No, no, non ti amo più!...        Una volta, solo un anno fa, ti avrei ammazzato... Avrei preso un coltello (NE PRENDE UNO A                            PORTATA DI MANO) e ti avrei ammazzato. Adesso no, non più...

(CARLO COMUNQUE... LE PRENDE  IL COLTELLO DI MANO E LO NASCONDE!)

MARIA - Però piango!... Perché?... Forse affezione, abitudine... Certo, si piange anche quando si rompe un      oggetto caro, si piange quando muore un animale

(PIANGE ORA SOMMESSA. LUI SOSPIRA)

CRISTOFORO - Ma tu l'hai mai fatto l'amore?

ISADORA - Certo che l'ho fatto!

CRISTOFORO - E con chi?

ISADORA - E io vengo a dirlo a te!

CRISTOFORO - Perché no? Che bisogno c'è di tanto mistero!?

ISADORA - E tu?

CRISTOFORO - Certo che l'ho fatto...

ISADORA - E con chi?

CRISTOFORO - (PENSIEROSO) Prima lo facevo con le gatte... C'era una gatta zoppa, senza coda, con un                                              orecchio tutto sfilacciato, mi ricordo, che era un fenomeno!... Poi col fatto che non aveva la                    coda era molto più semplice!

ISADORA - E poi?

CRISTOFORO - E poi... poi l'ho fatto con... Be', per esempio, coi golfini di Marialuisa... con le pantofole di                           Carlo...

ISADORA - Coi golfini di Marialuisa!?

CRISTOFORO - Sì... E' bello lo stesso... E si fa ancora meno fatica... e poi non si perde tempo in chiacchiere...

ISADORA - Ma come si fa?

CRISTOFORO - Be', si fa... Si prende un golfino come questo... (TROVA UN GOLFINO DA DONNA APPOGGIATO                          SU UNA POLTRO- NA) e...

ISADORA - (CURIOSA E MORBOSETTA) E poi?... Dai, fallo!... Fammi vedere come si fa...

CRISTOFORO - Be', è da un po' che... adesso non so... (COMINCIA AD ARMEGGIARE COL GOLFINO)

ISADORA - Dai, su, fai l'amore con questo golfino! CRISTOFORO - (DOPO QUALCHE TENTATIVO)  No!...

ISADORA - Perché?

CRISTOFORO - Non ne ho voglia... Non ne ho più voglia da un po' di tempo... Non so perché... Ho solo voglia                  di pappa... (FORTE, VERSO CARLO E MARIA) Ehi, voi due... Mi si da' la mia pappa o no?... Ma                        che succede qui stasera?...

ISADORA - (DELUSA) E con la pipì come va?

CRISTOFORO - Però sei proprio stronza!... (ESCE DI CORSA)

MARIA - (CHE SI E' CALMATA DA UN PO') E così ti senti un verme?

CARLO - (NON SA CHE DIRE. FA UN GESTO VAGO.)

MARIA - No, perché anch'io... anch'io mi sento un verme.

CARLO - Che c'entri tu?

MARIA - Perché anch'io... anch'io... (LO GUARDA CON INTENZIONE)

CARLO - (CHE HA CAPITO)  Ci'ài un altro?

MARIA - Ho avuto.

CARLO - Quando?

MARIA - Ti ricordi l'anno scorso... che sei dovuto andare a Venezia... per il Carnevale?

CARLO - E allora?

MARIA - Che sei partito dopo quella litigata, ti ricordi?

CARLO - Be', ma ci siamo poi riconciliati per telefono, mi ricordo.

MARIA - Secondo te ci eravamo riconciliati?

CARLO - Mi sembrava di si.

MARIA - Con tre minuti di telefonata?

CARLO - Mi erano finiti i gettoni!... E tu che hai fatto?

MARIA - Sono stata a letto con un uomo.

CARLO - A letto nel senso...?

14 MARIA - A letto nel senso!

CARLO - No, voglio dire... cioè... avete fatto l'amore?

MARIA - Perché un uomo e una donna, quando vanno a letto insieme, di solito vanno per farsi una bella             dormita...?

CARLO - Noi due... di solito... quando andiamo a letto insieme... ci facciamo una bella dormita e basta...

MARIA - E' appunto per questo che io sono stata con un altro!

CARLO - E chi è? Chi era?

MARIA - (DOPO UNA PAUSA)  ... Giulio.

CARLO - Giulio!?... Sei stata con Giulio?... Sei andata a letto con Giulio?... Hai fatto l'amore con Giulio                  Scapaticci?

 MARIA - Si.

CARLO - Oddio, no!

MARIA - Che c'è? Perché?

CARLO - No, no, niente... solo che... era l'ultima persona che pensavo potesse interessare a una donna!

MARIA - (RISATINA IRONICA)

CARLO - Magrolino, piccoletto, spelacchiato...

MARIA - Perché tu come sei?

CARLO - Vabbè, ma Giulio è una vera schifezza, dai!

MARIA - E se ti dicessi che invece è molto sexy?

CARLO - Giulio sexy?... Giulio è un uomo sexy!?

MARIA - Permetterai che siamo noi donne a stabilire quali sono gli uomini sexy...

CARLO - Dio mio!... Giulio Scapaticci sarebbe un uomo sexy! Madonna mia che gusti che hai?

MARIA - Perché invece tu hai gusti normali!?... La Rosanna è sexy, secondo te?

CARLO - La Rosanna!?... Be', dico, la Rosanna...

MARIA - E' sexy, no?

CARLO - E' una bomba!

MARIA - Certo!

CARLO - Chiedilo a Piero... ad Amilcare...

MARIA - Lo so, lo so, che eravate li che sbavavate tutti come entrava la Rosanna...

CARLO - Se non è sexy la Rosi...!?

MARIA - (IN TONO DENIGRATORIO) Con un culo...

CARLO - (CON TONO DI APPREZZAMENTO) Con un culo... appunto...

MARIA - Deforme!

CARLO - Il culo della Rosi?

MARIA - Sembrano due pere!

CARLO - Bello!

MARIA - Orrendo!... Cammina che sembra che se la sia fatta addosso!

CARLO - E' una camminata molto sexy, se lo vuoi sapere...

MARIA - Una bocca che sembra che abbia preso delle labbrate...

CARLO - Una bocca da porca.

MARIA - E una donna quando è porca...

CARLO - Insomma non deve piacere a te!

MARIA - Appunto!... come Giulio...

CARLO - Ma dai!... Giulio!?...

MARIA - Perché? Che cos'ha secondo te?

CARLO - Prima di tutto non ha culo.

MARIA - Un bel culetto invece... stretto...

CARLO - Cammina che sembra stitico...

MARIA - Però è sexy!

CARLO - Due occhi...

MARIA - Azzurri.

CARLO - Da maiale.

MARIA - Da porco, no?

CARLO - Appunto, da porco!

MARIA - Come Rosi!

CARLO - Che c'entra?...

MARIA - Perché una donna quando è porca è una cosa stupenda... mentre un uomo quando è porco è solo     un maiale, no?

(CRISTOFORO RIENTRA. TIENE LE MANI DAVANTI COME CHI HA UNA GRAN VOGLIA DIFARE PIPÌ. ISADORA È PRESENTE)

CRISTOFORO - (PARLANDO A SE STESSO) Se la faccio sul pavimento se ne accorgono subito... L'unica è farla su                            qualcosa che assorbe. Quasi quasi la faccio sul divano. Ma se poi mi succede come quella                       volta della pelliccia!?

ISADORA - Che pelliccia?

CRISTOFORO - Non ti ricordi?... Ah no, già, tu non c'eri ancora... Mamma mia che male! (SI PREME I GENITALI                             CON UNA SMORFIA DI DOLORE)... L'avevo fatta su una pelliccia di Marialuisa che poi ha                                         dovuto buttare.

ISADORA - E che ti hanno fatto?... Non mi hai detto mai niente.

CRISTOFORO - Perché ho cercato di dimenticarlo... Insomma è finita che siccome avevano deciso che ci                            voleva una bella lezione, e non si volevano sporcare le mani... mi hanno portato in un posto                  dove c'erano altri animali, cani, gatti, uccelli... che erano lì per essere puniti anche loro...                                 evidentemente... e mi hanno fatto un male boia... qui. (SI TOCCA I GENITALI)

ISADORA - Ma chi?

CRISTOFORO - Due boia... vestiti di bianco... che quando sono tornato a casa ho dormito tre giorni per                                           dimenticare...

CARLO - (CONTINUANDO IL DISCORSO DI PRIMA) Comunque non mi hai mai detto niente.

MARIA - Anche tu... Se non c'ero io che te lo chiedevo...

CARLO - Te l'avrei detto... Aspettavo il momento...

MARIA - Si!

CARLO - E quanto è durata la cosa?

MARIA - E' finita subito... quasi subito... e ho capito che non era il caso di parlartene, perché poi non era             niente di importante...

CARLO - Ma come è successo?

MARIA - Mi sentivo sola... te l'ho detto... Mi sembrava che fra noi due oramai...

CARLO - Perché poi l'estate scorsa siamo stati bene insieme!

MARIA - Lo so, ma prima no... Tu eri come in questo periodo... Anzi, io credo che anche allora tu avessi                              qualche altra scema fra i piedi... Perché a questo punto puoi dirmi tutto, tanto ormai... già che hai         fatto trenta puoi fare trentuno!... Ce ne sono state altre?

CARLO - Si.

MARIA - (RICOMINCIA A PIANGERE)

CARLO - Ricominciamo?

MARIA - No. scusa, è vero... (SI SOFFIA IL NASO)  Quante?

CARLO - Ma non so.

MARIA - Tante che non te ne ricordi?

CARLO - (SOSPIRA)

MARIA - Venti?... Trenta?...

CARLO - Ma dai!

MARIA - Di più?

CARLO - La smetti?

MARIA - Scusa,, ma mi sembra giusto che io sappia... Siamo stati bene insieme... per un certo periodo...

CARLO - Avrò avuto tre o quattro rapporti in tutto...

MARIA - Tre o quattrooo!?... Ammazza!

CARLO - Tanti?

 MARIA - E bravo!... E io niente... non capivo niente... Ma quando?... Cosa facevi?... Che io non ho mai capito                  niente...

 CARLO - Be'...

MARIA - Raccontamene una, per esempio...

CARLO - Una è stato durante il convegno dei gruppi in Toscana...

MARIA - E chi era?

CARLO - Una compagna che si occupava di...

MARIA - Una compagna?

CARLO - Sì... che si occupava di...

MARIA - Quindi anche le compagne?

CARLO - Cosa?

MARIA - No, perché pensavo che le compagne fossero più... fossero meno...

CARLO - Perché le compagne secondo te non...?

MARIA - Sì, ma con i compagni!

CARLO - Io allora ero un compagno.

MARIA - Ma eri un compagno che aveva già la sua compagna.

CARLO - E chi era?

MARIA - Io!

CARLO - In quell'epoca tu non eri più compagna!

MARIA - Ero tua compagna da cinque anni!

CARLO - Nell'altro senso... Voglio dire che avevi già mollato il comunismo da un pezzo.

MARIA - Comunque voglio dire che ero tua moglie.

CARLO - E allora?

MARIA - E lei lo sapeva che eri sposato?

CARLO - Si.

MARIA - E c'è stata lo stesso?

CARLO - Ma perché non doveva starci?

MARIA - Perché le compagne che ancora non hanno mollato il comunismo non dovrebbero rompere i                                coglioni ai compagni sposati!... E' anche per questo che il comunismo sta crollando!... (RICO- MINCIA  A PIANGERE)

CARLO - Piantala, dai, ti prego.

MARIA - Scusami... scusami... non è colpa mia.

CARLO - (SOSPIRA)

MARIA - Non lasciarmi adesso, ti prego.

CARLO - Non ti lascio adesso... stai tranquilla.

(I DUE SI ABBRACCIANO. MOMENTO DI COMMOZIONE              RECIPROCA. ISADORA, MOLTO PORTATA A LASCIARSI ANDARE ALLE EMOZIONI, CERCA DI INTRODURSI NELL'ABBRACCIO)

 CARLO - Isadora... coccola... (L'ACCAREZZA. ISADORA GLI BUTTA LE BRACCIA AL COLLO) Su, su, buona... dai...               (SI ACCORGE DI ESSERE BAGNATO)  No, no, Isadora... sei sempre la solita!... Guarda... mi hai sporcato      tutto... e bagnato!... Hai le zampe bagnate, Isadora!... Che rompicoglioni che sei!

MARIA - Le zampe bagnate?... Come le zampe bagnate?

CARLO - E che ne so?... Dove sei stata?

MARIA - Ma cos'è questo bagnato per terra?... Cristoforo!... Hai fatto la pipì per terra?... Hai ricominciato?

CRISTOFORO - Io?

CARLO - Non si sente puzzo di pipì... Poi quando un gatto è stato castrato non la fa più.

CRISTOFORO - Come non la faccio più!?

CARLO - (A MARIA) Senti un pò se è pipì.

MARIA - Non puzzerebbe comunque... La pipì di un gatto castrato non puzza più.

CRISTOFORO - Un gatto castrato!? Che vuol dire un gatto castrato?

CARLO - Puzza... un pò puzza.

MARIA - (TOCCANDO IL PAVIMENTO CON UNA MANO E POI PORTANDOSELA AL NASO) Mi sembra proprio      pipì... Ma da dove viene? (ESCE)

CARLO - (AFFERRANDO CRISTOFORO) Cristoforo, cos'hai fatto?

CRISTOFORO - Oh!... La volete piantare di dare sempre la colpa a me?

CARLO - (SPINGENDOGLI IL MUSO NELLA PRESUNTA PIPÌ) Cos'hai fatto qui? Cos'hai fatto?

CRISTOFORO - La smetti! Mi lasci in pace! Che c'entro io!? (SPUTA)

CARLO - Lo sai che queste cose non si fanno? Te l'abbiamo insegnato da un pezzo!

CRISTOFORO - (CERCANDO DI LIBERARSI) Piantala, uffa!

CARLO - Cos'è questa storia? Hai ricominciato a fare il cretino?

CRISTOFORO - Lasciamo in pace!

CARLO - (PICCHIANDOLO CON UN GIORNALE) Non si fanno queste cose, hai capito?

CRISTOFORO - Ahia... piantala... mi fai male!

MARIA - (FUORI SCENA)... Anche qui è tutto bagnato!

CARLO - Ma che razza di pisciata hai fatto?

CRISTOFORO - Se te lo devo dire sono pieno di pipì fino al collo! Fra un pò scoppio se non mi vuotate la                           cassetta dei miei bisogni! Ve la faccio davvero sul pavimento, avete capito?

 ISADORA - Non ti capiscono.

CRISTOFORO - Ma cosa ci vuole a farvi capire le cose?... Cosa bisogna aspettare perché ci capiate, noi                                             animali!?... (A ISADORA, ESASPERATO) Passano il tempo a fare cazzate, a dire cazzate... che                 chi ci capisce è bravo, e le cose essenziali...

ISADORA - Cristoforo, ti prego, non fare così...

CRISTOFORO - Mi scappa pipì... non ne posso più!... Io so solo questo! Non la faccio sul pavimento perché                      sono un gatto educato, e mi picchiano perché pensano che io l'abbia fatta!... Ma io a- desso                              la faccio per davvero... la faccio qui... (SI METTE IN POSA) ISADORA - Cristoforo, no, ti prego!

CRISTOFORO - (INIBITO)... Non ce la faccio!... Se non ho la mia sabbietta non ce la faccio!... Non sono più                         capace di fare la pipì per terra, Cristo!

MARIA - (SEMPRE FUORI SCENA) Ma no! E' la scodella dell'acqua di Isadora che si è rovesciata, e Isadora l'ha   portata in giro con le zampe! E' acqua è solo acqua... (RICOMPARE)

CARLO - Ma se hai detto che sapeva di pipì!?

MARIA - E che ne so!?... Ci'ò il naso otturato a furia dì piangere!... Che ne so se è acqua o pipì!... Io so solo che sto piangendo in continuazione.

CARLO - Che cretini!

MARIA - Che stupidi!

ISADORA - Che sciocchi!

CRISTOFORO - Che stronzi!

CARLO - Cristoforo, vieni qui... Scusami!

CRISTOFORO - Vaffanculo!... (ESCE)

CARLO - (IMBARAZZATO, A ISADORA) Isadora, allora sei stata tu? E allora io devo picchiare te!... Se no che         giustizia c'è?... Eh?... Vieni qui!  

(ISADORA NON SA CHE FARE. E' ABITUATA AD UBBIDIRE. MA  QUESTA VOLTA NON SE LA SENTE. GUARDA MARIALUISA.)

CARLO - Isadora, vieni qui subito!... Si ubbidisce ai padroni!...

 (ISADORA SI AVVICINA LENTAMENTE A CARLO, CHE LA COLPISCE CON IL SOLITO GIORNALE)

CARLO - Cattiva!... Perché hai rovesciato l'acqua?... Brutta cattiva!... (LA COLPISCE) E poi guarda che zampe      sporche!... E guarda come mi hai conciato il vestito!... Brutta, cattiva... e cretina!

MARIA - L'ha fatto per un impulso d'amore... Non picchiarla!

CARLO - Lo so, ma stia più attenta un'altra volta.

MARIA - E' solo un cane!... Cosa vuoi... E' una cagnetta piena di amore... Guarda come ti guarda!

CARLO - Vabbè... Isadora, vieni qui... vieni qui, non ti picchio, dai! vieni qui... (ISADORA SI PRECIPITA VERSO DI                LUI, E GLI BUTTA LE BRACCIA AL COLLO) Certo, certo, Isadora... però non con le zampe, dai!

CRISTOFORO - (RICOMPARENDO) Mi fate schifo! CARLO - Basta, adesso, dai, Isadora...

CRISTOFORO - Ma che bisogno hai di fare tutte queste manfrine dopo che ti ha trattato in quel modo!?

ISADORA - Si è pentito!... Si è pentito!... E poi io sono fatta così!

(PAUSA. MOMENTO DI RILASSAMENTO GENERALE)

CARLO - Che si mangia questa sera?

MARIA - C'è il pollo in gelatina...

CRISTOFORO - Bono!

MARIA - Con le melanzane.

CRISTOFORO - Bone!

CARLO - Lo vado a tirare fuori se no poi è troppo freddo.

MARIA - Mettilo sotto un insalatiera rovesciata, se no poi Cristoforo... lo conosci!

CRISTOFORO - Che stronza!

(CARLO ESCE, SUBITO SEGUITO DA CRISTOFORO. MARIALUISA SI AVVICINA A  ISADORA E L'ACCAREZZA)

MARIA - Ma perché facciamo delle cose che non vogliamo fare?... E non facciamo delle cose che vorremmo    fare!... Non diciamo delle cose che vorremmo dire... e diciamo delle cose che non abbiamo fatto!...              La verità!... Ci vorrebbe così poco... Anche se a volte... Perché la verità è che lui mi ha messo le         corna...

ISADORA - Anche tu gliele hai messe!

MARIA - E io no, capisci?

ISADORA - Ma se prima hai detto...!?

MARIA - Gliel'ho detto per ripicca!... Ma con Giulio non ci sono stata!... Io ho fatto l'amore soltanto con               Carlo... da quando sto con lui... E lui invece è stato con trenta, quaranta donne... Quante ne ha     dette?

ISADORA - Tre o quattro!

MARIA - Ma perché sono così scema?... Ci sono milioni di donne che hanno avuto magari trenta, quaranta        uomini nella loro vita... E io... due!... Ci sono milioni di donne che hanno contemporaneamente due,              tre uomini nella loro vita... e lo sto qui a rompermi la testa per uno solo!... Lo sai, Isadora, a volte mi                 guardo anche in giro... da un pò di tempo, ma non mi piace nessuno!... Anche Giulio, per esempio...            Non mi dice niente...

ISADORA - Ma se prima hai detto che era sexy!?...

MARIA - Ha ragione Carlo... Cammina che sembra stitico!  

ISADORA - Perché continuate a dire bugie?

MARIA - Il mio guaio è proprio questo: che per me nessun uomo è sexy all'infuori di Carlo... Ma si può essere                 più sceme di così? Isadora, tu Carlo lo vedi sexy?

ISADORA - (SCUOTENDO I RICCIOLI)   Be'... sì!

MARIA - No. vero?... Be', io sì!... Io sono forse l'unica donna al mondo che trova sexy solo Carlo!... E sono        l'unica donna al mondo il cui ideale è un uomo solo!... E quest'uomo è Carlo! Dio che scema!...

(SI BUTTA SU ISADORA CHE RESTITUISCE L'ABBRACCIO, COME SEMPRE. A QUESTO PUNTO RIENTRA CARLO.)

MARIA - (COME GIUSTIFICANDOSI)  Che bello, gli animali!... Loro sono sempre fedeli, sinceri, autentici... Non                 tradiscono mai!... Di loro puoi sempre fidarti...

(A QUESTO PUNTO SI SENTE UN GRAN FRACASSO PROVENIRE DALLA CUCINA)

MARIA - Che c'è? Cos'è successo?

CARLO - Cristoforo!... (SI PRECIPITA VERSO LA CUCINA)

MARIA - (SEGUENDOLO) Hai lasciato il pollo scoperto?

CARLO - (USCENDO) No... L'ho coperto con una cosa... (ORMAI FUO- RI SCENA) Cristoforo!... Cos'hai fatto?...                                            Ma possibile che... Guarda cos'hai combinato!

(ENTRA IN SCENA DI CORSA CRISTOFORO CON UNA COSCIA DI POLLO IN BOCCA. RIENTRANO IN SCENA TUTTI. CRISTOFORO È IN UN ANGOLO E RUGGHIA)

MARIA - Cristoforo!

CARLO - L'ha scoperchiato... quel maledetto!

MARIA - Cos'hai fatto?... Cattivo!

CRISTOFORO - (PARLANDO CON LA COSCIA IN BOCCA)  Ci'ò fame!... Se non mi date da mangiare...

MARIA - Ma possibile che non ci si può mai fidare di te!... Non si può mai stare tranquilli un momento con          te!... Prendigli la coscia!

CARLO - Ma ormai! Che vuoi fare?

MARIA - Prendigli quella coscia ti dico!

CRISTOFORO - (SALTANDO SOPRA UN MOBILE) Vieni a prenderla se ne hai il coraggio!

MARIA - Se no poi mangia l'osso!

CARLO - Cristoforo, vieni qui! Lascia quella coscia!

MARIA - Cristoforo, va a finire che le buschi!

CARLO - Cristoforo, lascia quella coscia!

CRISTOFORO - Tu sei tutto scemo!

CARLO - Molla quella coscia, ti ho detto!

MARIA - Insomma, Cristoforo!

ISADORA - Lascia perdere... Poi ti menano!

CRISTOFORO - Anch'io so menare! (SCAPPANDO)

CARLO - Cristoforo, dove vai?...

MARIA - Dai, bloccalo lì nell'angolo! Prima che salga sulla libreria!

CARLO - Guarda che poi ti meno!

CRISTOFORO - Guarda che poi ti graffio!

MARIA - Fai presto!

CARLO - Poi quello mi graffia!

MARIA - Ma no! Ha paura di te!

CRISTOFORO - Me la faccio addosso dalla paura!

ISADORA - E dagliela, Cristoforo, se no non la finiscono più!

MARIA - Insomma che aspetti? Fai qualcosa!

CARLO - E fallo tu, scusa!

ISADORA - Cosa vuoi dimostrare poi?... Tanto dove vorresti andare a mangiarla?

MARIA - Non avrai mica paura di un gatto?

CARLO - Be', sì!

CRISTOFORO - Che devono darmi da mangiare quando è l'ora.

ISADORA - Poi prendono la scopa!

MARIA - Prendi la scopa, dai!

ISADORA - Se ubbidisci sono tutti contenti e ti trattano bene!

CRISTOFORO - Un gatto non ubbidisce mai!... (POI RIVOLTO A CARLO CHE GLI SI STA AVVICINANDO) Attento a                          te! (SALE SULLA LI- BRERIA)

CARLO - Senti, lasciamo perdere! Chi lo tira giù di lì?

MARIA - No! Poi mangia l'osso!... E si strozza!... Ci penso io! A costo di farmi sbranare!... Cristoforo, per               l'ultima volta... posa quella coscia! Se ubbidisci poi te la dò... E' tutta per te, solo senza l'osso... eh!?

 CARLO -    Sì, brava. Ha capito tutto!

ISADORA - Vedi? Te l'avevo detto!

MARIA - Gli animali capiscono tutto.

CRISTOFORO - (SEMPRE PARLANDO CON LA COSCIA IN BOCCA) Comunque adesso non posso mollarla così...                              Che figura ci faccio?

ISADORA - Fai finta che ti sia caduta.

MARIA - Cristoforo, posa quella coscia!

CRISTOFORO - Fai finta di volermela rubare, così io mi difendo... faccio finta che mi cada di bocca e...

MARIA - Cristoforo!

ISADORA - Io non sono capace di fare queste cose!

CRISTOFORO - Che stronza!

MARIA - Cristoforo, per l'ultima volta...

CARLO - (FORTE) Cristoforo, un topo!... Cristoforo, un topone! Guarda! Guarda! Lì, nell'angolo!

ISADORA - Oddio, dove?

MARIA - Dove?

(INTANTO CRISTOFORO AVRA' LASCIATO CADERE LA COSCIA E SI SARA' MESSO IN POSIZIONE                 "FELINA" DI AGGUATO. CARLO SI CHINA E RACCOGLIE LA COSCIA.)

MARIA - Ma che dici? Un topo in casa?

CARLO - Ma no!... Era per distrarlo!

CRISTOFORO - Che stronzo!

ISADORA - Era una burla.

CARLO - Ecco la coscia... Guarda come l'ha ridotta!

MARIA - Vabbe', è il nostro gatto... la mangerò io.

CRISTOFORO - Dammi la mia coscia disossata, sai!... Me l'hai promessa!

CARLO - Veramente gliel'hai promessa disossata!

MARIA - Ha già la sua pappa pronta per stasera. (ESCE)

CRISTOFORO - (FORTE) E allora dammela!

CARLO - Così poi non si fida più di te.

CRISTOFORO - Se è per questo non mi fido più di nessuno in questa casa!

CARLO - (PRENDENDO FRA LE MANI LA TESTA DI CRISTOFORO E SCUOTENDOGLIELA) Cristoforo, ti abbiamo      fregato!

CRISTOFORO - (DANDOGLI UNO SCHIAFFO) Lasciami perdere!

CARLO - Brutto figlio di puttana! E' così che si fa col tuo padrone?... (PRENDE UN GIORNALE E FA PER                  PICCHIARLO)

CRISTOFORO - Attento a te, eh!

ISADORA - Fate i buoni, dai... non fate così!

CARLO - Disgraziato! Figlio di puttana e bastardo!... Mi ha graffiato!

MARIA - (FUORI SCENA) Lascialo in pace adesso.

CARLO - Fila via!... Non ti voglio più vedere!

CRISTOFORO - A chi lo dici!  (ESCE IN DIREZIONE DELLA CUCINA)

MARIA - (SEMPRE FUORI)  Oddio!... Le melanzane!

CARLO - (VERSO ISADORA) Isadora, vieni qui almeno tu, che queste cose non le fai!

ISADORA - (SULLE SUE) Senti, cocco, lasciami perdere anche tu, che sta sera ciò le madonne anch'io!... (SI              AVVIA ANCHE LEI VERSO LA CUCINA) E poi credo che mi stiano per venire le mie cose!...

(ESCE.         CARLO RESTA SOLO, DOPO UN PO' FIUTA L'ARIA)

CARLO - Che puzzo!

MARIA - (SEMPRE DA FUORI) Le melanzane!... Si sono bruciate!

(CARLO SI DIRIGE VERSO LA FINESTRA IN PRIMO PIANO - INVISIBILE PER IL PUBBLICO IN QUANTO SI IMMAGINA SIA SITUATA NELLA QUARTA PARETE, QUELLA CIOÈ CHE DIVIDE IL PALCOSCENICO DALLA PLATEA - E FA IL GESTO DI APRIRLA, COME PER FARE USCI-RE L'ODORE. DOPO UN PO' RIENTRA MARIA. I DUE SI SIEDONO, OGNI TANTO SI GUARDANO. C'È IMBARAZZO MA ANCHE UNA SORTA DI COMPRENSIONE RECIPROCA E DESIDERIO DI RICONCILIAZIONE.)

CARLO - Senti...

MARIA - Si,?

CARLO - Giulio Scapaticci ...

MARIA - Lasciamo perdere

CARLO - No, voglio dire era...?

MARIA - Era cosa?

CARLO - No, niente. E' una stupidata!

MARIA - Dimmi... Era cosa?

CARLO - Era... bravo?... Voglio dire... funzionava?

MARIA - Come?

CARLO - A letto.

MARIA - Be', sì!

CARLO - E... cosa facevate?

MARIA - L'amore.

CARLO - L'amore nel senso...

MARIA - In tutti i sensi.

CARLO - Cioè... tutto per bene!?

MARIA - Certo.

CARLO - Anche... i "brigidinil"?

MARIA - Che c'entra?... Quelli sono giochi... erano giochi nostri!

CARLO - E le... "ciambelle"?... Le avete fatte?

MARIA - Be', quelle credo che le facciano tutti.

CARLO - Si, ma non è che le avete chiamate così?

MARIA - No.

CARLO - E tu?

MARIA - Io cosa?

CARLO - Voglio dire... Tu sei... hai... cioè, ti piaceva? (COMINCIA AD ECCITARSI)

MARIA - Sì.

CARLO - Fino in fondo?

MARIA - Sì.

CARLO - Nel senso che hai sempre.. cioè... con lui...?

MARIA - Cosa?

CARLO - Se ti sei trovata sempre in condizioni di completa e totale soddisfazione con lui!?

MARIA - No... Anche perché forse era un periodo di molta tensione da parte mia e così...

CARLO - Per cui... tu... mai?

MARIA - Qualche volta.

CARLO - E lui?

MARIA - Be' lui... si!

CARLO - E cosa ti faceva?... Cosa facevate?

MARIA - L'amore.

CARLO - Si, ma... che cosa ti...? Per esempio, che giochi?... Che posizioni?

MARIA - Non mi ricordo.

CARLO - Avete fatto qualche volta a "chi cerca, trova"?

MARIA - Ma no.

CARLO - E tu che gli facevi?

MARIA - Ti giuro, non mi ricordo e non ho neanche voglia di ricordare.

CARLO - Le "ciambelle" però si!?

MARIA - Ti ripeto che...

CARLO - Le ciambelle sì?

MARIA - Senti, per favore...

CARLO - E come venivano? Col buco o senza?

MARIA - Carlo...

CARLO - E "la luna nel pozzo"?

MARIA - Per favore, Carlo...

CARLO - Andiamo di là... vieni...

MARIA - Che vuoi fare? (MA ORMAI È CONSENZIENTE)

CARLO - Ho voglia di giocare a "tanto va la gatta al lardo"...

(I DUE ESCONO DECISAMENTE ECCITATI. RIENTRANO ISADORA E CRISTOFORO)

CRISTOFORO - Meno male che non me ne frega niente delle melanzane! Anche se ci aveva messo su il                                          formaggio... Anche a te, a volte mettono su il formaggio, quando vogliono farti mangiare delle                           cose che non ti piacciono?

ISADORA - No, a me il formaggio non piace.

CRISTOFORO - (CON ESPRESSIONE DI COMPATIMENTO)   Non ti piace il formaggio?

ISADORA - A me lo fanno con la carne... Mi mettono dei pezzetti di carne in mezzo al riso e alle verdure...              Sono di una cattiveria, a volte... Chissà perché!?

CRISTOFORO - Che stronzi!

ISADORA - Solo che io ho trovato la tecnica anche per questa storia.

CRISTOFORO - E cioè?

ISADORA - Tiro su, coi denti davanti, i pezzetti di carne... e poi sbatto la testa velocemente (ESEGUE)... in                modo da far schizzare via tutti i granelli di riso per la cucina!... Così imparano...

CRISTOFORO - (CHE INTANTO SI E' AVVICINATO ALLA FINESTRA IN PROSCENIO) Toh!... Ma qui è aperto!

ISADORA - Va be'... ma c'è la rete.

CRISTOFORO - Però si sta rompendo... E' tutta... (SI APPOGGIA ALLA PRESUNTA RETE) Vedi?... Si apre... qui...               dove il legno è marcio... (COI GESTI FA INTUIRE CHE E' RIUSCITO AD APRIRE UN VARCO NELLA RETE)

ISADORA - Ma che fai?

(CRISTOFORO NON RISPONDE... ECCITATO COM'È DALLA SCOPERTA. CON DEI                MOVIMENTI DEL CORPO FA INTUIRE CHE STA SCAVALCANDO IL DAVANZALE DELLA FINESTRA E OLTREPASSA LA RETE.)

ISADORA - Cristoforo! Sei matto? Cadi giù!

CRISTOFORO - C'è il cornicione che porta fino alla terrazza, e poi lì c'è il rampicante che viene dal giardino dei             Cavazza...

(ADESSO CAMMINA CIRCOSPETTO LUNGO IL PROSCENIO COME SU UN IMMAGINARIO CORNICIONE, ARRIVANDO FINO ALL' ALTEZZA DEL SIPARIO)

ISADORA - Cristoforo, dove vai?

CRISTOFORO - Ciao... Isadora...

(SI CALA IN PLATEA, RESTA UN ATTIMO PERPLESSO SUL DA FARSI, POI SI DIRIGE VERSO IL FONDO DELLA SALA, DOVE SPARISCE OLTRE UNA PORTA.)

ISADORA - Cristoforo... non fare così!... Non andare via!... Maria Luisa non vuole... Poi Carlo te le darà!

CRISTOFORO - (ORMAI LONTANO)  Non me le ha mai date veramente... E poi adesso dovrebbero       ribeccarmi...

ISADORA - Cristoforo!... Marialuisa!... Carlo!... Marialuisa!...

(SI AGITA, CORRENDO SU E GIÙ PER IL                 PALCOSCENICO, E GRIDANDO ORA VERSO LA FINESTRA, ORA VERSO LA PORTA CHE DA' IN CAMERA       DA LETTO)

ISADORA - Ehi, voi... di là... cosa fate?

MARIA - (FUORI SCENA) Isadora, la smetti di abbaiare?

ISADORA - Ma venite qua subito!... C'è Cristoforo che sta scappando!

CARLO - (APPARE IN MUTANDE)  Isadora, la vuoi piantare di fare tutto 'sto casino?

ISADORA - (CORRENDO VERSO LA FINESTRA) E' scappato Cristoforo!... E' andato via lungo il cornicione...

CARLO - Cosa c'è alla finestra?... Perché fai così?

MARIA - (FUORI SCENA) Che c'è? CARLO - Non so... C'è Isadora, qui davanti alla finestra... (ANCHE LUI SI E'        AVVICINATO ALLA FINESTRA) Ah, già, era aperta!... Oddio, ma qui c'è un buco!

ISADORA - Te l'ho detto! E' scappato Cristoforo!

CARLO - E Cristoforo dov'è?

ISADORA - E' scappato! Lo vuoi capire?...

CARLO - (ANDANDO VERSO LA CUCINA) Cristoforo!

ISADORA - Uffa!

MARIA - (ENTRANDO)  Che c'è? Carlo!?

CARLO - (FUORI) Non trovo Cristoforo!

MARIA - Sarà a dormire sotto un mobile.

CARLO - (FUORI) - E la finestra li... è aperta!

MARIA - Ma c'è la rete, no?

CARLO - (ENTRANDO)  Con un buco!

MARIA - Oddio, no! Cristoforo!

ISADORA - E' scappato!

MARIA - Isadora, dov'è Cristoforo?

ISADORA - (QUASI PIANGENDO) Ma insomma, insomma...

(LAMPI, TUONI, TRAFFICO INTENSO, CLACSON...)

MARIA - Ma come ha fatto?

CARLO - C'era la rete marcia e...

MARIA - Cristoforo, dove sei?

CARLO - Dev'essere scappato!

MARIA - Oddio, dio!

CARLO - (SPORGENDOSI DALLA FINESTRA)  Cristoforo, torna a casa! La pappa!

MARIA - (ANCHE LEI) Cristoforo, la tua coscia di pollo!

ISADORA - (ANCHE LEI) Torna Cristoforo!

CARLO - Ma dove vai, Cristoforo? Dove vuoi andare?

MARIA - Ma perché sei andato via? Che ti abbiamo fatto?

CARLO - Cristoforo, guarda che poi le buschi!...

MARIA - Cristoforo, non ti picchieremo più!...

CARLO - Di santa ragione!

MARIA - Giuro!

CARLO - Non ci'ài neanche i coglioni!

MARIA - E' pieno di macchine, in giro!...

CARLO - Stronzo!

MARIA - (CONTEMPORANEAMENTE) Amore!

fine   atto    primo

A T T O     S E C O N D O

Stessa scena, il giorno dopo. Stessa ora. I due sono visibilmente prostrati e affaticati. Sono nell'identica posizione dell'inizio del primo atto: lui è seduto nella poltrona, lei in proscenio, in piedi, come se stesse guardando fuori dalla finestra. Isadora è in un angolo, pensierosa.

MARIA - Come piove!... Che ore sono?

CARLO - Le sette.

MARIA - Sei andato in quella zona dove l'aveva trovato Graziella?... Quel campo di rifiuti!?

CARLO - Si, ma non c'è più. Ora c'è un quartiere residenziale.

MARIA - E da Graziella? Non lo so, i vicini...?

CARLO - Non c'era nessuno... Oggi è domenica...

MARIA - Dove sarà andato? Io ho cercato dappertutto, qui, nella zona.

CARLO - Non lo so...

MARIA - (DOPO UN LUNGO SILENZIO) Ma perché hai aperto la finestra? Che bisogno c'era?

CARLO - Marialuisa, parliamoci chiaro: la finestra la si apre un sacco di volte al giorno. C'era la rete, c'è                                  sempre stata la rete...

MARIA - La rete era rotta e l'avevi notato anche tu, ieri sera... e in questi casi...

CARLO - In questi casi fammi indovino...

MARIA - In questi casi si aggiusta subito una cosa, quando...

CARLO - Vuoi dare la colpa a me se è scappato Cristoforo?

MARIA - Io non voglio dare la colpa a nessuno... Voglio solo dire che... dal momento che avevi notato che la    rete era rotta, e abbiamo un gatto che cerca sempre di scappare di casa...

CARLO - Per cui è colpa 'mia?

MARIA - Voglio solo dire che...

CARLO - E dillo che è colpa mia!

MARIA - (ESPLODENDO) E' colpa tua! Sissignore... che dovevi aggiustare subito quella rete...

CARLO - Certo, perché siamo gli unici al mondo che vivono con le reti alle finestre per paura che il gatto gli       scappi di casa... quando tutto il mondo ci ha i gatti che vanno e vengono...

MARIA - Non tutti abitano in mezzo a un traffico di questo genere... Hai visto ieri quel cane!?

CARLO - E allora non bisognava prenderlo un gatto per poi costringerlo a restare in casa come un...

MARIA - Per cui è colpa mia se è scappato Cristoforo!?

CARLO - Questo non significa voler bene alle bestie!

MARIA - E' colpa mia!?... E dillo che è colpa mia!

CARLO - E' colpa tua!... Sissignore!... In ultima analisi...

MARIA - Ma chi è che ha aperto la finestra... sapendo che era rotta la rete e che Cristoforo non aspetta               altro...?

CARLO - Ho aperto la finestra perché tu hai bruciato le melanzane! Chi è che ha bruciato le melanzane?

MARIA - Io ho bruciato le melanzane perché tu mi hai messo le corna! Chi è che mi ha messo le corna?

CARLO - Anche tu mi hai messo le corna!

MARIA - Lasciamo perdere!... Io una volta, tu... trenta, trentuno..

ISADORA - (INTERVENENDO) Tre o quattro... ha detto!

CARLO - Comunque se le corna si mettono, c'è un motivo... Non c'è solo una voglia generica di...

MARIA - Certo! Le corna si mettono, quando c'è una voglia di vacche!

(PAUSA. CARLO SI SIEDE PENSIEROSO.                   ISADORA GLI SI AVVICINA E GLI SI ACCUCCIA ACCANTO. CARLO LE ACCAREZZA LA TESTA.)

CARLO - Ma perché stiamo insieme, noi due?... Anzi: perché ci siamo messi insieme? Cos'avevamo in                                  comune?

MARIA - (COMMOVENDOSI) Ma i primi tempi si stava bene. Eravamo...

CARLO - Be'... ci sono stati anche dei momenti in cui... delle avvisaglie che potevano far...

MARIA - Quando?

CARLO - Nell'altra casa, per esempio...

MARIA - Siamo stati bene nell'altra casa...

CARLO - Come quella volta che mi hai buttato in faccia una bistecca!...

MARIA - Il primo periodo fra due persone è normale che ci siano delle difficoltà... Mi ricordo che io volevo         uscire la sera... e tu volevi stare a casa... Io volevo dei mobili antichi, e tu invece solo quelli                           moderni...

CARLO - Mi sembrava che fossero più funzionali...

MARIA - Io volevo dei figli, e tu...

CARLO - E io?... Anche per me, sai?... Io mi ricordo quante volte ho sognato una casetta in campagna... e tu     invece i viaggi... andare all'estero... le crociere!

MARIA - Mi sembrava che fosse più divertente...

CARLO - A me piaceva far l'amore di mattina... e tu la sera!...

MARIA - Io la mattina ho la pressione bassa, e faccio fatica a...

CARLO - Io la sera sono stanco... e faccio fatica a...

MARIA - Ma perché non l'hai detto subito?... Pensa che anch'io, tempo fa, sognavo la campagna...

CARLO - Come, la campagna!!

MARIA - Stare in campagna... in una casetta!

CARLO - Ma allora tutti i viaggi che abbiamo fatto!?... In cui io mi sono sempre rotto i coglioni! Perché li                facevi?

MARIA - Perché pensavo che i viaggi piacessero a te! Mi sembravi così felice di farli...

CARLO - Ma io ero felice perché vedevo felice te!

MARIA - E io ero felice perché vedevo felice te! 26

CARLO - (SOSPIRA E SCUOTE LA TESTA)

MARIA - La realtà è che non si sapeva niente l'uno dell'altra!

CARLO - (DOPO UNA PAUSA) La realtà è che i primi tempi si fa solo l' amore... e non si pensa ad altro... Non si                cerca di capire con chi ci siamo messi... Anche perché poi ognuno vede nell'altro solo quello che        vuole vedere... E quando, a poco a poco, viene fuori quello che siamo veramente, e ci si comincia a              rendere conto di chi siamo veramente... ormai... come fai?... Ci sono i figli...

MARIA - Be' da questo punto di vista, noi due...

CARLO - Ci sono i cani, ci sono i gatti... È la stessa cosa... Come fai a lasciare queste creature che ormai sono      diventate parte di te...

MARIA - (DOPO UNA PAUSA) E' pazzesco!... Non ci siamo mai detti la verità!

CARLO - Be', a volte, per essercela detta, abbiamo rischiato di rovinare tutto...

MARIA - Quando?

CARLO - Per esempio quando ti dicevo quello che penso di tua madre.

MARIA - Vabbe', ma mi dicevi delle cose tremende su mia madre!

CARLO - Che è quello che io penso di tua madre!... Oppure anche tu quando mi hai detto quello che pensavi   del mio lavoro sull'amazzonia... Mi ricordo che volevo buttarti giù dalla finestra.

MARIA - Mi era sembrato giusto dirtelo...

CARLO - Si, ma spesso la verità rompe i coglioni! E rovina tutto...

MARIA - E per non essercela detta... abbiamo rovinato tutto lo stesso!

CARLO - (ALZANDO LE SPALLE)... Perché la verità era che noi due non eravamo fatti l'uno per l'altra...

MARIA - (COMMOSSA) lo ti volevo bene!

CARLO - Anch'io!... Ma forse non basta... A volte si vuole bene solo perché si ha bisogno di voler bene, ma        non ce ne frega niente della persona a cui vogliamo bene... non facciamo niente per capire la                        persona a cui vogliamo bene... Come per gli animali, del resto... a cui vogliamo bene, però...

MARIA - Ecco, forse l'unica cosa che abbiamo in comune è l'amore per gli animali.

CARLO - Nemmeno... Perché tu preferisci i cani, e io i gatti... e così abbiamo preso un gatto per me e una           cagnetta per te.

MARIA - No!... Forse una volta, ma poi... Adesso Cristoforo per me è come un figlio... Era come un figlio...         (COMMUOVENDOSI SEMPRE DI PIÙ) Ti ricordi i primi giorni?... Quando ci faceva la cacca nel                      lavandino!?... E la pipì dappertutto!... Quella volta che ce l'ha fatta sulla mia pelliccia!... Come ci            siamo arrabbiati!... Povera bestia!... E no di qua, e no di là, e non si esce di casa, e non si va sul tavolo            di cucina, e non si ruba la carne...

CARLO - E non si scopa!

MARIA - E non si... non si fa l'amore... E poi la rete alla finestra... Siamo andati contro la sua natura... Che            stupidi!... Adesso che mi faccia la pipì nel piatto dove mangio... la cacca in testa... purché torni,    purché torni... Cristoforo! Cristoforo!... Dio mio, fa che torni! Sant' Antonio!... Chi è che fa ritrovare           le cose?

CARLO - Sant'Antonio fa ritrovare le cose... Ci vorrebbe un santo che facesse ritrovare gli animali.

MARIA - E chi può essere?

CARLO - Che ne so?... Forse San Francesco... che parlava agli uccelli, ai lupi...

MARIA - San Francesco!... Santissimo Francesco, fa che torni Cristoforo!... Ti prego...

(ISADORA, CHE FINO A QUESTO MOMENTO ERA RIMASTA TRANQUILLA IN UN ANGOLO, COMINCIA A DARE SEGNI DI IRREQUIETEZZA. A UN CERTO PUNTO SI DIRIGE VERSO LA PORTA D'INGRESSO)

ISADORA - Cristoforo?... Sei tu?... Cristoforo!? CARLO - Cos'hai adesso, Isadora?

MARIA - Isadora... che c'è?

ISADORA - Cristoforo!?... Sei tu li fuori?... Cristoforo?

CARLO - E piantala di abbaiare... Isadora!

MARIA - Isadora... con chi ce l'hai?

ISADORA - Credo che ci sia Cristoforo fuori della porta!

MARIA - Sta abbaiando a qualcuno fuori della porta.

CARLO - Ma hanno suonato?

MARIA - No.

CARLO - E allora?

ISADORA - Cristoforo!... Fatti sentire, se no questi qui ti lasciano fuori! Lo sai come sono.

MARIA - Insomma basta Isadora... Che hai?

CARLO - Guarda dallo spioncino.

MARIA - (ACCOSTANDOSI AL SUDDETTO) Non vedo niente.

ISADORA - Ma aprite questa porta, insomma!

 MARIA - A meno che... Aspetta un po'.

CARLO - Cosa vuoi fare?

 ISADORA - C'è fuori Cristoforo!

MARIA - E se ci fosse fuori Cristoforo!?

CARLO - Apri col catenaccio.

ISADORA - Vi volete sbrigare!

(MARIALUISA APRE LA PORTA CON CIRCOSPEZIONE. GUARDA FUORI ATTRAVERSO LA FESSURA, POI RICHIUDE DI COLPO, TOGLIE LA CATENA, SPALANCA LA PORTA, E APPARE CRISTOFORO DECISAMENTE MALCONCIO.)

MARIA - Cristoforo!... Oddio!... E' ferito!?

ISADORA - Cristoforo!

CARLO - Perché dovrebbe essere ferito?

MARIA - Non sta in piedi!

(CRISTOFORO BARCOLLA E POI CADE IN AVANTI FRA LE BRACCIA DEI DUE)

CARLO - Lascialo giù.

MARIA - Non sta in piedi.

CARLO - Lascialo un momento!

MARIA - Ma non sta in piedi!...

CARLO - Lascialo, ti dico!

(MARIA LO LASCIA, MA CRISTOFORO CADE PER TERRA DI SCHIANTO.)

MARIA - Hai visto?... (LO RISOLLEVA)

CARLO - Ma come ha fatto ad arrivare fin qui?

MARIA - Deve avere una gamba rotta!

CARLO - Cristo!

ISADORA - Che ti è successo, Cristoforo?

MARIA - Cristoforo, che ti è successo?

CARLO - Che ti è successo?

CRISTOFORO - Non lo so.

(INTANTO LO DEPONGONO SU UNA POLTRONA)

MARIA - Che gli sarà successo?

ISADORA - Come non lo sai?

CRISTOFORO - Non lo so.

CARLO - Solo lui lo sa.

CRISTOFORO - No, non lo so.

CARLO - Il guaio, con gli animali, è che quando stanno male, non sai mai che cos'hanno...

CRISTOFORO - Eh, bravo... non lo so.

MARIA - Ci vorrebbe un veterinario.

CARLO - E' domenica.

MARIA - E' vero, dio mio!... Telefoniamo a casa di Candutti.

CARLO - E' domenica.

 MARIA - Proviamo...

(INTANTO CRISTOFORO SARA' SCESO DALLA POLTRONA E SI SARAI SDRAIATO PER TERRA. CARLO INTANTO SI E' AVVICINATO AL TELEFONO E FA UN NUMERO...)

MARIA - No, Cristoforo, stai sulla poltrona, è più comodo... (LO SOLLEVA E LO RIMETTE SULLA POLTRONA)

CRISTOFORO - No, preferisco stare per terra. (E SI RIBUTTA GIU')

MARIA - No, Cristoforo, puoi benissimo questa volta stare sulla poltrona... Non ti sgrido... Lo so che preferisci                stare sulla poltrona che per terra...

CRISTOFORO - No, questa volta preferisco stare per terra. (E SI RIBUTTA GIU')

CARLO - Lo sapevo.

MARIA - Che c'è?

CARLO - C'è la segreteria telefonica!... "Il dottore è assente, lasciate il vostro numero!"... Che faccio?

MARIA - Prova Ghislieri!

CARLO - (SCUOTENDO LA TESTA COMPONE UN ALTRO NUMERO)

ISADORA - (A CRISTOFORO) Ma che ti è successo? Si può sapere?

CRISTOFORO - Non lo so.

ISADORA - Ma come "non lo sai"? Com'è che ti sei trovato qui davanti alla porta, scusa?

CRISTOFORO - (PARLANDO A FATICA) Stavo tornando a casa... avevo fatto un giro, e stavo ritornando... stavo attraversando la strada... quando a un certo punto... non lo so!... Poi mi sono risvegliato e... ahia!

CARLO - Niente da fare! Altra segreteria!

MARIA - Sai che faccio?... Vado da quella vecchina che abita qui sopra all'ultimo piano... ci'à tanti gatti... Li cura da sola... Ha salvato certe schifezze! (SI DIRIGE VERSO LA PORTA. SI ACCORGE DI CRISTOFORO PER TERRA) Ma guarda quello stupidino!... Rimettilo sulla poltrona... Fammi il piacere!... (APRE LA PORTA) Comunque San Francesco funziona!... (ALLUDENDO A CRISTOFORO) Rimettilo su Fammi il piacere! (ESCE) CARLO - (A CRISTOFORO)  Cristoforo!

CRISTOFORO - Fammi il piacere!

CARLO - (RIMETTENDOLO SULLA POLTRONA) Da bravo!

CRISTOFORO - (SOSPIRANDO) Uffff!... Ma perché sono tornato?

ISADORA - Eh! Perché sei tornato?

CRISTOFORO - Non riuscivo a fare pipì per strada... Ormai ho bisogno della mia sabbietta "Puligatt"!

(INTANTO CARLO SI E' AVVICINATO ANCORA AL TELEFONO E FORMA UN NUMERO. LA LUCE GENERALE SI ABBASSA. RESTA UN FASCIO LUMINOSO PUNTATO SOLO SU CARLO. GLI ANIMALI, NELL' OMBRA, RESTANO IMMOBILI.)

CARLO - Pronto?... Valeria?... Sono io, senti... Oggi non è possibile che ci vediamo... Be', è successa una cosa  piuttosto... No, no... per via del gatto!... Siccome il nostro gatto è scappato ieri sera ed è tornato  poco fa piuttosto malconcio... No, non è che devo stare a casa perché il gatto è malconcio!... Anche            perché stanotte c'è stata una scenata con Marialuisa... Per colpa del gatto!... Cioè, prima per futili               motivi... Poi è scappato il gatto e... Valeria, a parte il fatto che comunque quando hai degli animali in          casa sono un po' come dei figli!... No, una discussione... piuttosto accesa... be', sul tipo di rapporto                 fra me e lei da un po' di tempo... No, adesso le cose si sono chiarite... in quanto adesso lei sa... sì... sa           di noi due... di me e di te... per cui adesso vediamo... Che c'è?... No, dico la voce... la tua voce non è  normale!... Valeria, stiamo insieme da più di un anno e mi concederai di capire quando c'è qualcosa     che non va... Senti... com'è che ieri non mi hai chiamato?... Con chi? (SGRANA GLI OCCHI. SI APRE IL               COLLO DELLA CAMICIA)... Ah!... No, perché è da un po' che... Valeria, senti, siamo persone adulte,                per cui è inutile fare i giochetti. Voglio dire che... se vogliamo essere sinceri, dobbiamo ammettere               che è da un po' di tempo che fra noi due le cose non vanno molto bene, no?... Senti... onestamente...      c'è un altro?... Un altro uomo... Un altro uomo nella tua vita!... (SGRANANDO GLI OCCHI) Come sì!?...       Ma da quando?... E chi è?... Quanti anni ha?... Come un ragazzo?... Hai detto un ragazzo!... Ma                 perché?... (ORMAI PIANGENDO) Si stava così bene io e te!... No!... No... Scusa... Pronto!?... Pronto?...                 Valeria! Valeriaaa!...

(CHIARAMENTE DALL'ALTRA PARTE HANNO INTERROTTO LA COMUNI- CAZIONE. CARLO RIAGGANCIA, ACCASCIANDOSI IN UN ANGOLO. A QUESTO PUNTO SI SPEGNE LA LUCE SU CARLO E SI ACCENDE UNA LUCE SOLO SUGLI ANIMATI. CARLO, NELL'OMBRA, RESTA IMMOBILE)

ISADORA - (COME SE CONTINUASSE UN DISCORSO GIA' AVVIATO) Io invece i miei li conosco tutti e spesso           vado a trovarli... Mio padre, per esempio, è bellissimo... due occhi, un pelo... Ha una casa                             bellissima, un attico! Sublime! Con il cameriere che mi viene ad aprire quando vado a trovarlo. E             lui è sempre lì, sdraiato, su un divano azzurro, che ci aspetta, facendo finta di niente... Che tipo!...          Siccome non vuole dimostrare che è contento di vedermi, così nasconde la coda sotto i cuscini!           T'immagini?... Come se non si vedessero i cuscini che si muovono per la coda che scodinzola                sotto...

CRISTOFORO - Ma la casa di chi è?

ISADORA - Sua... di proprietà.

CRISTOFORO - Vabbe', ma ci avrà un padrone, no?

ISADORA - Oh, si, certo, il cameriere.

CRISTOFORO - Come il cameriere

ISADORA - Il suo padrone è il cameriere.

 CRISTOFORO - E il cameriere ci'à l'attico sublime?

ISADORA - Si! I camerieri oggi sono ricchissimi. Lui lavorava prima presso una nobildonna che era la prima               padrona di mio padre. Che poi è morta e gli ha lasciato un sacco di cose, fra cui mio padre, che poi                     ha aperto un ristorante molto chic.

CRISTOFORO - Tuo padre?

ISADORA - Il padrone.

CRISTOFORO - Il cameriere?

ISADORA - Sì... E ogni tanto andiamo a trovarlo anche li... Tra l'altro è li che ha conosciuto mia madre... Mia      madre è meno bella di mio padre, ma ci'à un sacco di soldi anche lei!... Una casa molto grande, con     certi corridoi lunghissimi, dove si facevano certe corse!... Che bel periodo, coi miei fratelli!... Quanto      ridere!... Anche i miei fratelli li vedo, ogni tanto... Lo sai che ho un fratello con l'erre moscia!?

 CRISTOFORO - Come con l'erre moscia?

ISADORA - Con l'erre moscia!... Noi cani ringhiamo, no?... E facciamo "rrrrrrr"... Invece lui fa "rrrrrrr"    (RINGHIA CON L' ERRE "MOSCIA"!)... Ti immagini?... Poi ho un'altra sorella che una sera è scappata di                casa ed è tornata dopo una settimana... Ti immagini?... E dopo tre mesi sono nati dei mostriciattoli               lunghi, bassi... uno aveva un orecchio su e l'altro giù, uno le gambe davanti più corte di quelle di   dietro...

CRISTOFORO - T'immagini!?

ISADORA - Poi ho un altro fratello, che ridere! Tutto stranissimo! Lui è uno che... come ti posso dire?... Cioè, lui quando fa l'amore, no?...

CRISTOFORO - Sì.

ISADORA - Ecco, lui non va con le cagne!

CRISTOFORO - Va coi cani?... E' ricchione, pure lui?

ISADORA - Va con le donne!...

CRISTOFORO - Come con le donne?

ISADORA - Fa il cinema! I film porno! È un divo!

CRISTOFORO - I film che?

ISADORA - Porno.

CRISTOFORO - Che cosa sono?

ISADORA - Che ne so!

(VA VIA LA LUCE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI, CHE SI IMMOBILIZZA- NO. TORNA LA LUCE SOLO SU CARLO, SEMPRE AL TELEFONO.)

CARLO - Pronto?... Valeria?... Sono io... senti... No, volevo dire, quindi è da un po' che... cioè, ci avevi tutti e    due!?... me e lui!?... Ma credo che sia giusto anche parlarne un attimino, no?... Ma sì, capisco tutto,                 guarda... Se c'è una persona che capisce queste cose sono io... Cioè, no, veramente una cosa non la               capisco: d'accordo, hai provato un trasporto sentimentale... ma perché ci sei anche andata a letto,  dico io?... E avete fatto tutto?... Anche i "brigidini"?... Valeria, avrò diritto di sapere se fate anche i                 nostri giochi!... I giochi che abbiamo inventato io e te!... Valeria, senti, io ho bisogno di vederti...         ancora una volta... Valeria... Valeria!!?... Pronto?... Valeria... Pronto?... Pronto!... (RIMANE UN                             ATTIMO IN SILENZIO, POI AGGANCIA IL RICEVITORE CON RABBIA) Vaffanculo! Valeria... Ma cosa         credi? Che ci sei solo tu a questo mondo?... Anzi, sono contento! Stavi cominciando a rompere!... Ne           ho altre mille come te! Meglio di te!... (SI ALZA IN PIEDI) Stronza! Puttana... Con le gambe storte!...   Ma chi credi di essere?... Puttana, maiala, maledetta, troia... (SUONA IL TELEFONO. CARLO STACCA IL              RICEVITORE PRECIPITOSAMENTE) Amore!?... Ah! (CAM                BIANDO ESPRESSIONE) Ingegnere!?... Buonasera... No, non c'è!... E' uscita un momento... Va bene... Appena rientra, la faccio chiamare...       Stia tranquillo, ingegnere... Buonasera... (RIATTACCA, E SI BUTTA PER TERRA PIANGENDO.)

(LUCE SOLO SUGLI ANIMALI)

CRISTOFORO - E tu?

ISADORA - Io cosa?

CRISTOFORO - I tuoi amori... Non me ne hai mai parlato.

ISADORA - Ah! CRISTOFORO - L'hai fatto anche tu no?

ISADORA - Cosa?

CRISTOFORO - Zum zum...

ISADORA - Certo.

CRISTOFORO - Quante volte?

ISADORA -... Una volta!... Lui era molto bello... affascinante... un campione...

 CRISTOFORO - E dov'è avvenuto il... fattaccio?

ISADORA - A casa di mio padre.

CRISTOFORO - Ah! E chi era?

ISADORA - Mio padre!

(ISADORA, CHE ERA SEMPRE RIMASTA ACCANTO A CRISTOFORO, A QUESTO PUNTO, COME COMMOSSA PER IL DOLORE DEL PADRONE, GLI SI AVVICINA. CARLO SE NE ACCORGE E L'ABBRACCIA CON PASSIONE. TORNA LA LUCE SU TUTTA LA SCENA.)

CARLO - Eh!... Isadora... che peccato che non sei una donna!... Saresti stata la mia partner ideale, sai!?...            Dolce, affettuosa, altruista... non mi avresti mai detto niente di sgradevole, non mi avresti mai rotto                  i coglioni!... (ISADORA A QUESTO PUNTO SALTA ADDOSSO A CARLO, COM'È SUA ABITUDINE,                            BUTTANDOGLI LE BRACCIA AL COLLO)... Buona, Isadora, dai... non rompere i coglioni, come                              sempre!...

(ISADORA SI STACCA, OFFESA. CARLO RICOMINCIA A PIANGERE. SI APRE LA PORTA D'INGRESSO. ENTRA MARIALUISA)

MARIA - Oddio!... E' morto!?

CRISTOFORO - Non ancora!

CARLO - No, no... Era solo un momento di... Hai trovato?

MARIA - Forse... Un veterinario tedesco, amico della signora Negro! (INDICANDO CRISTOFORO) Come sta?

CARLO - Non so... è lì tranquillo, mi sembra... Con Isadora che gli tiene compagnia...

MARIA - (ACCAREZZANDO LA TESTA DI ISADORA) Tesoro!... (A CRISTOFORO) Amore, come stai?

CRISTOFORO - Ma cosa mi chiedete delle cose continuamente!?... Che poi non capite quello che diciamo!

ISADORA - Chissà perché invece noi capiamo loro!?

CRISTOFORO - E' un problema di... evoluzione.

ISADORA - Cioè?

CRISTOFORO - Noi animali siamo più evoluti degli uomini.

 ISADORA - Tu dici?

CRISTOFORO - Salvo io e te... che abbiamo bisogno di questi due per sopravvivere!

MARIA - Senti, come si lamenta!... Cristoforo!... Mamma mia che faccina!... E anche Isadora... guarda che          occhi... espressivi... E' proprio vero che vi manca la parola! Ma perché agli animali manca la                        parola!... Sarebbe così bello!

CARLO - E' un problema di evoluzione.

MARIA - Cioè?

CARLO - Noi uomini siamo più evoluti degli animali!

MARIA - Tu dici?

CARLO - Salvo io e te... che abbiamo bisogno di questi due per sopravvivere...

MARIA - (A ISADORA)  Tesoro, sei preoccupata, vero?

ISADORA - Io adesso avrei anche un pò di fame!

MARIA - Vedrai che tutto andrà per il meglio... Ti faccio un caffè?

CARLO - No, grazie.

MARIA - Non vuoi mangiare qualcosa? Siamo digiuni da ieri.

CARLO - No... Vabbe', fammi un caffè.

MARIA - Anch'io ho lo stomaco chiuso... E tu, Isadora, anche tu?

ISADORA - No, io avrei un po' di fame!

MARIA - Anche lei non ha mangiato da ieri... Isadora hai fame?

ISADORA - Si.

MARIA - No, eh?... Anche tu hai lo stomaco chiuso.

ISADORA - No, io no, io...

MARIA - Se mai ti do un po' di lattino... Oddio non ce n'è più!...

CARLO - Scendo io a prenderlo.

MARIA - Vuoi che scenda io?

CARLO - No. no, scendo io... Faccio volentieri due passi.

MARIA - (AVVICINANDOSI AL MARITO)   Senti... (SI CAPISCE CHE VORREBBE BUTTARGLI LE BRACCIA AL COLLO, MA SI CONTROLLA)

CARLO - Si?

MARIA - (CON UN NODO IN GOLA)  Niente... Piove. Prendi l'ombrello...

CARLO - Sì... (USCENDO)  Ah, c'era una telefonata per te.

MARIA - Per me?... E chi era?

CARLO - Quello stronzo di Modigliani. (CHIUDE LA PORTA)

MARIA - (A CRISTOFORO) Cristoforo, amore mio... Vedrai che non hai niente... Adesso arriva un dottore,          tedesco, che ti guarisce... i dottori tedeschi sono in gamba... mica come i nostri, che pensano solo     ad andare via per il week end... Fra un po' arriva e ti dirà... (CON ACCENTO TEDESCO) "Ma che pel                   cattone!"... "Non ho mai fisto un cattone così pello"... (INTANTO TRAFFICA PER LA STANZA                     RIORDINANDO. A UN CERTO PUNTO SI BLOCCA GUARDANDO VERSO IL DIVANO) Oddio, Isadora, ti       sono venute le tue cose!... E proprio in questi giorni! (ISADORA, COSTERNATA, SI RITIRA IN UN      ANGOLO E FA PER SEDERSI SU UNA POLTRONCINA)... No, Isadora, no, non sederti li!... (ALLORA           ISADORA FA PER ACCUCCIARSI PER TERRA)  No!... Tesoro, li c'è il tappeto!... Aspetta, povera creatura                anche tu... Non potrai mica stare in piedi per tutti questi giorni!... Prendo qualcosa da metterti      sotto... Ecco, questo qui va benissimo (TROVA UNO STRACCIO ROSSO, LO STENDE PER TERRA, E CI FA                SEDERE SOPRA ISADORA)... Isadora... adesso dovrò stare attenta per strada a tutti i cagnacci che ti                  verranno dietro, eh?... (POI COME ILLUMINANDOSI) A meno che... Isadora, li vuoi fare dei                 bambini?... Li vuoi fare questa volta?... Ma con chi?... Tuo padre ha dimostrato che non sa fare più                niente... Tuo     fratello va con le donne... Altri della tua razza è difficilissimo trovarli... Se vuoi fare dei                 bambini devi     accontentarti di un bastardo!... Ti andrebbe di andare con un bastardo?... Un bel          bastardone lo                 troviamo, sai!... Eh, Isadora?... (ISADORA INTANTO REAGISCE A MODO SUO A TUTTE QUESTE PROPOSTE) Lo sai che i bastardi sono quelli che fanno l'amore meglio di tutti?... Ma chi            trovare?... Uh!... Che combinazione!... C'è la signora Negro che ha trovato un bastardo... ma un        bastardo talmente bastardo che sembra un gatto tant'è bastardo!... Anzi, quando l'ha salvato per la           strada, tutto macellato, poverino, in un primo tempo lei l'ha preso per un gatto... e quando                 finalmente è stato un po' meglio, le sue prime parole di ringraziamento sono state "bau, bau" e così   lei ha capito che si trattava di un cane!... Sì, sì, Isadora... e così farai tanti bei cagnolini... bruttissimi...            ma bellissimi, perché i figli sono sempre bellissimi! (SI COMMUOVE)... Ti invidio sai Isadora... Perché         adesso tu farai dei bambini con un bastardo... e io... io... devo solo viverci insieme a un bastardo! Ma                in quanto ai figli... Ma perché dovrei farli solo con lui?... Perché una donna non può farli con uno             qualsiasi?... Ti invidio sai Isadora?... Perché per voi animali non ci sono problemi... Fate l'amore              tranquillamente col primo che capita...e non state lì a pensare "lo amo o non lo amo?"... "mi ama o   non mi ama?"... Ma forse perché voi animali vi amate sempre! Mentre noi... Ma perché non ci si          innamora mai della persona giusta?... Ma sono stata innamorata veramente, io?... O Carlo mi è          capitato così, per caso... e io gli ho detto di sì perché avevo solo voglia di fare l'amore!?... (PIANGE E          STRINGE ISADORA FRENETI- CAMENTE) Come tu, che sei capitata qui fra noi... per caso... e anche tu,                Cristoforo, amore mio... che forse non siamo i padroni ideali per voi! ISADORA - (PIANGENDO ANCHE             LEI) Marialuisa... se è per questo, tu sei la mia padrona ideale, sai?... E riguardo al bastardo con cui              dovrei... si, va bene anche quello che dici tu, però... volevo dirti... senti Marialuisa... e cerca di                 capirmi... cerca di capirmi... perché io veramente di bastardi ne conosco uno... ce n'è uno, qui nel        quartiere... che mi piace moltissimo, sai?... Vera mente!

(MARIALUISA, COME SE NON REGGESSE ALL'EMOZIONE, SI ALZA DI BOTTO ED ESCE.)

CRISTOFORO - E invece dovrai andare con il cane/gatto!

ISADORA - Uffa!

CRISTOFORO - E quindi con tuo padre tu non...!?

ISADORA - Non capisco cosa voleva dire Marialuisa...

CRISTOFORO - Che tuo padre non funziona più.

ISADORA - (IMBARAZZATA) Non mi risulta... Cioè mi risulta...

CRISTOFORO - Non c'è niente di male, sai?... Del resto anch'io...

ISADORA - Cosa anche tu?

CRISTOFORO - Ieri sera ho incontrato una gatta niente male...

ISADORA - E avete fatto l'amore?

CRISTOFORO - No!

ISADORA - Non ha voluto?

CRISTOFORO - Lei?... Sì!... era una gatta di strada... molto disponibile... esperta... come tutte le gatte di                            strada, del resto...

ISADORA - E allora?

CRISTOFORO - Non avevo voglia io... E così siamo stati li a parlare... del più e del meno... Era molto                                       scocciata...

ISADORA - Per non aver fatto l'amore?

CRISTOFORO - No, no... Per la vita di strada... Anzi, mi invidiava... "Eh, beato te che ci'ài una casa..." (CON                        ACCENTO NAPOLETANO) Veniva da Napoli.

ISADORA - Ma tu, poi, cos'hai fatto tutta notte? Non mi hai detto niente! CRISTOFORO - Be', subito, appena        fuori... ho cercato di fare pipì...

ISADORA - E non l'hai ancora fatta da ieri?... Ma com'è possibile?

CRISTOFORO - Ormai io sono abituato a scavare, prima di farla... e fuori è tutto ricoperto da una roba dura                     che non si riesce a grattare... e così non ce l'ho fatta... Ho pensato allora di arrivare fino al                 mio prato, ma non riuscivo a capire dove dovevo andare... C'è dappertutto un gran puzzo per                           le strade... che                 non viene voglia di andare più da nessuna parte... Certo mi scappa sempre la                         pipì, adesso che ci penso...

ISADORA - Non puoi andare a farla di là?

CRISTOFORO - Mi fa male dappertutto.

ISADORA - Vuoi che ti accompagni?... Non ti guardo.

CRISTOFORO - Che c'entra?... Fra di noi...

 ISADORA - Allora che vuoi fare?

CRISTOFORO - Avranno cambiato la sabbietta?

ISADORA - Non lo so... ma penso di...

CRISTOFORO - Penso di no...

ISADORA - Vado a vedere. Aspetta... (ESCE)

(CRISTOFORO RESTA IMMOBILE PER QUALCHE SECONDO, POI, A FATICA, COMINCIA A MUOVERSI, SCIVOLA SUL PAVIMENTO E, CARPONI, SCOMPARE DIETRO IL DIVANO. DOPO UNA BREVE PAUSA SI SENTE SUONARE IL CAMPANELLO DELLA PORTA. RIENTRA DI COR- SA MA- RIALUISA CHE SI PRECIPITA AL CITOFONO.)

MARIA - Pronto?... Pronto, dottore?

VOCE DI CARLO - (DIETRO L'USCIO) Marialuisa... sono io... sono qui!

MARIA - Ah, sei tu... Credevo il veterinario... Adesso ti apro... Ma non hai le chiavi?... (PREME IL BOTTONE DEL CITOFONO) E' aperto? (PARLA SEMPRE AL CITOFONO)

VOCE DI CARLO - Marialuisa... sono qui, alla porta... di sopra!

MARIA - Ah, scusa... (APRE LA PORTA)

(SULLA SOGLIA APPARE CARLO CON UN OMBRELLO GOCCIOLANTE IN UNA MANO E UN CARTONE DI LATTE NELL 'ALTRA. SI PULISCE LE SUOLE DELLE SCARPE SULLO ZERBINO)

MARIA - Ti credevo giù... Ma non hai le chiavi?

CARLO - (ENTRANDO E SISTEMANDO L'OMBRELLO NEL PORTAOMBRELLI) Le ho dimenticate, e giù era aperto.

MARIA - (NOTANDO CRISTOFORO DIETRO IL DIVANO) Ma guarda quello stupido dove si è messo!

CARLO - Lascialo lì... Gli animali sanno quello che fanno.

MARIA - Si è addormentato.

CARLO - Meno male, va...

MARIA - Hai trovato?

CARLO - Si.

MARIA - La vuoi un po' di pappina? (SI CORREGGE) Voglio dire... una minestrina... qualcosa di caldo... con          questo freddo!?

CARLO - Non so... Che c'è da mangiare?

MARIA - Be'... il pollo... le melanzane...

(SI DIRIGONO ENTRAMBI VERSO LA CUCINA)

CARLO - Ma non erano bruciate?

MARIA - Ma grattando via il carbone... (I DUE ESCONO. PAUSA. RIENTRA ISADORA.)

ISADORA - Avevi ragione... E' ancora sporca... Io non so che cos'hanno quest'oggi! (SI ACCORGE CHE   CRISTOFORO E' DIETRO IL DIVANO) Cristoforo!... (GUARDA PER TERRA) Oddio, cos'hai fatto?... Hai       fatto pipì per terra!?... E' tutto bagnato qui!... Cristoforo!... E adesso? Te le daranno!... Cristoforo!... Ah! Sei furbo tu!... Hai pensato che tanto quelli, siccome non stai bene, non possono picchiarti, eh?...   Cristoforo!?... Stai dormendo?... Lo vedo sai che hai gli occhi aperti... Be', sono contenta... perché     allora vuol dire che stai meglio, se hai voglia di scherzare!... Cristoforo, dai, non fare così!... Uffa... Sei           sempre il solito!... Anzi, mi sa che i tuoi malanni sono tutta una balla per fare la vittima... per farti                 perdonare la tua fuga di ieri ed evitare le botte... Sei furbo tu... (COMINCIA A PIANGERE) Cristoforo, dai, smettila, uffa... Ma perché sto piangendo?... Ma perché sto qui a preoccuparmi di te... a perdere           il mio tempo!?... Per colpa di uno stupido gatto ho passato in questa casa una vita da cani!... Sei        sempre stato egoista, menefreghista, disobbediente... Tutto ti era dovuto... Hai sempre fatto i tuoi   porci comodi... Quando ti chiamavano non correvi mai... Non hai mai saputo dove sta l'educazione, le              buone maniere, il rispetto dei padroni... Cristoforo, che ti succede?... Cristoforo, dove sei andato?...                 Cristoforo!... Cristoforo!?... Non ci sei più, vero?... Sei... sei... (SI ACCUCCIA PER TERRA PIANGENDO       PER QUALCHE SECONDO. MA POI SI RIALZA IN PIEDI, E SI ASCIUGA GLI OCCHI) Comunque non si può        piangere tutta la vita!... Ciao, Cristoforo... Non eri antipatico, sai... E non eri neanche quello     scavezzacollo che tutti dicevano... Sai che ti dico, Cristoforo?... Che in fondo eri un bastardo di razza!

(A QUESTO PUNTO CRISTOFORO RICOMPARE DA DIETRO IL DIVANO COMPLETAMENTE RISTABILITO.)

CRISTOFORO - Hai finito?   (SI MUOVE PER LA SCENA)

ISADORA - Brutto idiota, cretino, imbecille!... Io sto qui a piangere come una deficiente, e tu... Lo sapevo... Lo sapevo che era uno scherzo... Per poter fare pipì per terra!... Altro che la storia della sabbietta... che hai bisogno di grattare, di scavare... Adesso vedrai Carlo e Marialuisa!...

(RIENTRANO CARLO E MARIALUISA, I QUALI, PERÒ, SEMBRANO NON ACCORGERSI DELLA PRESENZA DI CRISTOFORO VIVO E VEGETO. ANZI, GUARDANO ANCORA DIETRO IL DIVANO, COME SE IL GATTO FOSSE SEMPRE LÌ.)

CRISTOFORO - (CON ARIA DIVERTITA)  No, Isadora, non c'è più pericolo!

ISADORA - (PRECIPITANDOSI VERSO I PADRONI) Carlo, Marialuisa...

CARLO - Isadora, stai buonina!

MARIA - Isadora, stai calma... Lascia riposare Cristoforo...

ISADORA - (GUARDANDO ANCHE LEI DIETRO IL DIVANO STUPEFATTA) Oddio!.. Cristoforo!... (POI                              RIVOLGENDOSI A CRISTOFORO RISANATO)...

ISADORA - Ma come fai ad essere lì... e anche lì (INDICA DIETRO IL DIVANO)...?

CRISTOFORO - Ma lì non c'è più niente!... C'è solo un mucchietto di peli!... Io adesso sto qui!

(INTANTO CARLO E MARIALUISA SI SARANNO SEDUTI DA QUALCHE PARTE, NON PERDENDO DI VISTA IL... LORO GATTO ADDORMENTATO!)

CARLO - Come starà?

MARIA - Sta dormendo... Meglio se dorme. Vuol dire che non è grave. Poi gli animali fanno presto a                     ristabilirsi...

ISADORA - Cristoforo, ma com'è possibile!?... (CONTINUA A CORRERE PER LA STANZA)

CARLO - Isadora, vuoi stare un po' tranquilla!?... Cosa sono tutti questi isterismi?

MARIA - (OFFRENDO A CARLO UNA TAZZINA DI LATTE CALDO) Vuoi un po' di latte?

CARLO - No. grazie! (INTANTO PERO' CRISTOFORO AVRÀ PRESO LA TAZZA DALLE MANI DI MARIALUISA PER    DEPOSITARLA IN QUELLE DI CARLO

CARLO - (CHE NATURALMENTE NON SI E' ACCORTO DELLA MANOVRA, LE RESTITUISCE LA TAZZA) Ti ho detto                  "no, grazie"!

MARIA - Ah, scusa, credevo...

ISADORA - (AVVICINANDOSI A CRISTOFORO ) Cristoforo, ma se tu sei, voglio dire... adesso starai con me lo          stesso?

CRISTOFORO - Qui?... No, non ho più voglia di stare qui dentro! E poi, sai che ti dico?... Che mi sono riprese                     anche certe voglie!... A proposito, ma tu non volevi fare l'amore con quel cagnaccio?

ISADORA - Va be', e allora?

CRISTOFORO - Esci... Vai...

ISADORA - No, non è giusto... Non si può!

CRISTOFORO - Isadora, non fare come loro!

ISADORA - Ma io sto bene con loro... io sto bene come loro!

CRISTOFORO - No! Tu non sei come loro!... Tutti gli animali sanno che l'unica cosa da fare nella vita è                                godersela!... Tutti gli animali!... Salvo l'uomo!

ISADORA - Va be', ma come faccio ad uscire di qui?

CRISTOFORO - Dalla porta!

ISADORA - Non so aprirla!

CRISTOFORO - (AVVICINANDOSI ALLA PORTA E APRENDOLA) Così!

ISADORA - (SEMPRE PIU' TORMENTATA)  Come faccio? Come posso?

CRISTOFORO - Isadora, fuori ti aspetta una vita da cani... Qui nient'altro che una vita da uomini!...

ISADORA - Ma dove andiamo?

CRISTOFORO - Intanto a cercare il tuo cagnaccio...

ISADORA - E poi?

CRISTOFORO - E poi vedrai... E' così bello quando non si sa quello che può succedere!... E' tutto nuovo, tutto possibile... tutto imprevedibile... (INTANTO LA TIRA VERSO LA PORTA APERTA)

ISADORA - (FA PER VARCARE LA SOGLIA) Cristoforo, ho paura!

CRISTOFORO - Lo so... E' una cosa normale, naturale... la paura... Ma bisogna superarla. Altrimenti facciamo                   come loro... che li blocca... per sempre... Non fare anche tu come loro, dai! Tu sei un                                              animale... evoluto.

ISADORA - Ma tu mi starai vicino?

CRISTOFORO - Se lo vuoi!... Andiamo, dai!  (E SE NE VA)  

ISADORA - (DOPO AVER GETTATO UN ULTIMO SGUARDO ALLA CASA)  Andiamo, dai!

(ESCE ANCHE LEI LASCIANDO LA PORTA APERTA. NESSUNO DEI DUE "UMANI" SI E' ACCORTO DELLA FUGA DI ISADORA)

CARLO - (COME RISVEGLIANDOSI, VEDE LA PORTA APERTA) Che stupidi! Abbiamo lasciata la porta aperta!... (SI ALZA E VA A CHIUDERLA)  Ma Isadora dov'è?

MARIA - Dev'essere andata di là... E' un po' nervosa!... E' stata una giornata dura per tutti!... E poi... abbiamo preso una decisione!

CARLO - Che decisione?

MARIA - (GUARDANDO IL MARITO CON FARE ALLUSIVO)  Nonno!

CARLO - (DOPO UN POI CAPISCE)  Chi?... Isadora?... Oddio!... E con chi?

 MARIA - Con un bastardo!

 CARLO - Ma interpellatemi, prima... Presentatemelo almeno! Io chi sono?

MARIA - Un bastardo anche tu!

CARLO - (SI RISIEDE IN UN ANGOLO, DALLA PARTE OPPOSTA DI MARIALUISA) Lo sapevo che l'avresti detto.

MARIA - Senti...

CARLO - Che c'è?

MARIA - No, volevo dire... Questa qui che hai adesso... questa ragazza...!?

CARLO - Lasciamo perdere!

MARIA - E'... bella?

CARLO - Insomma!

MARIA - E' una porca!?

CARLO - Ma che dici, dai!

MARIA - Per esempio... Cos'è che ti piace di più di lei?

CARLO - Be'... le gambe!... Ha delle belle gambe!

MARIA - Anch'io ho delle belle gambe!... Me l'hai sempre detto!

CARLO - Cioè, più che le gambe... le ginocchia... Ha delle belle ginocchia...

MARIA - Anch'io ho delle belle ginocchia...

CARLO - Ma più che le ginocchia... i piedi, ecco... anzi, le unghie dei piedi sono molto...

MARIA - Ma cos'è? Una capra?

CARLO - (SOSPIRA)

 MARIA - E anche lei è una compagna?

CARLO - Lo era... Adesso non lo è più... Ha mollato anche lei!

MARIA - Anche lei?... Ma con te le compagne mollano tutte?... Che sia colpa tua se il comunismo è entrato in                 crisi?

CARLO - (ALZANDOSI) Senti, guarda, per favore, non ne parliamo più! Tanto l'ho lasciata!

MARIA - Quando?

CARLO - Poco fa... quando tu eri su, dalla vecchina... mi ha telefonato... C'è stata una scenataccia e... basta...                  ci siamo lasciati!

MARIA - (SOLLEVATA) Come mai?

CARLO - Era troppo possessiva!

MARIA - (SOSPIRA, QUASI BEATA) Ah!

CARLO - (GUARDANDO DIETRO IL DIVANO) Cristoforo!?

MARIA - Lascialo stare... lascialo riposare... Sta dormendo...

CARLO - Dorme strano... tutto su un lato... Oddio!

MARIA - (SPAVENTATA) Che c'è?

CARLO - Ha fatto pipì!

MARIA - No!

CARLO - Si... C'è tutto un lago qui...

MARIA - Povera bestia... Gli scappava proprio, e non aveva la forza di andare di là. Ci penso io, aspetta. Vado                  a prendere uno straccio e della segatura... (ESCE)

CARLO - (SEMPRE RIVOLTO VERSO IL PUNTO DOVE LUI VEDE CRISTOFORO) Cristoforo, dai, su, che ce la fai!...                Vedrai che presto tornerai come prima... a rubare la carne... a riempirci di graffi... e noi giù, con le       giornalate, eh?... Tornerai a romperci i coglioni, come hai sempre fatto. Del resto anche noi te li      abbiamo rotti! Anzi, più che rotti, te li abbiamo tolti addirittura!... Ecco una cosa che non potrai più                fare, Cristoforo!... Scopare! Ma non ci perdi molto, sai?... Sono rogne!... Sono rogne!... Sono rogne!...                Almeno per noi, esseri umani!...

MARIA - (ENTRANDO CON STRACCI, ECC...) Lascialo in pace!...

CARLO - Che peccato che non riusciamo a comunicare! 39

MARIA - Se si vuole... quando si ama...

CARLO - No, voglio dire... con gli animali!

MARIA - Ah!

(MARIALUISA ASCIUGA IL PAVIMENTO CON CIRCOSPEZIONE.)

CARLO - (SEMPRE RIVOLTO AL CORPO DI CRISTOFORO) Miao!

MARIA - Non farti sentire da Isadora... Lo sai che è gelosa!

CARLO - (SOTTOVOCE) Miiiaaaoooo!

MARIA - (IMITANDO L'ABBAIARE DI UN CANE, MA SOTTOVOCE)  Bau! Bau!

CARLO - (SEMPRE PIÙ GATTO E ORA PIÙ FORTE) Miauuu... miaaauuu... MARIA - (SEMPRE PIÙ CANE E PIÙ FORTE) Bauu... baauuu... bauu... CARLO - Miiieeeaaaooouuuu!... MARIA - Bau... bauuuu... baaauuuu!...

(COME SE SI FOSSERO DIMENTICATI DEI LORO PROBLEMI, E DI QUEL- LI DI CRISTOFORO, SI LASCIANO ANDARE AL PIACERE DI MIAGOLARE E DI ABBAIARE. ORA SI GUARDANO, COME SE QUESTO FOSSE DIVENTATO UN LORO NUOVO MODO DI ESPRIMERSI... PIÙ SEMPLICE... SPONTANEO... E MENO PERICOLOSO!)

FINE DELLA COMMEDIA

(La commedia è stata scritta una ventina di anni fa quindi è possibile che ci siano dei momenti superati o non più attuali. In questi casi l’ autore concede la possibilità di attualizzarla.)

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